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(MST) o Malattie Veneree - Università degli Studi di Perugia

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Malattie sessualmente
trasmesse (MST) o Malattie
Veneree (VD)
Anno Accademico 20132013-2014
IST curabili:
448 milioni di nuovi casi all’anno
(O.M.S. - 2005
2005))
Infezioni
Trichomonas
Chlamydia
Casi/anno
248 milioni
102 milioni
Gonococco
87 milioni
Sifilide
10 milioni
HSV
26 milioni
Classificazione delle MTS
in relazione all’agente eziologico
• Batteriche:
• Virali:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Neisseria gonorrhoeae
Treponema pallidum
Chlamydia trachomatis
Ureaplasma urealyticum
Haemophylus ducreyi
Mycoplasma hominis
Mycoplasma genitalium
Gardnerella vaginalis
Streptococcus Beta
emolitico di gruppo B
Herpes simplex di tipo 1
Herpes simplex di tipo 2
HPV
HAV,HBV,HCV,HDV
CMV
EBV
HIV
Virus enterici
Classificazione delle MTS
in relazione all’agente eziologico
• Protozoi:
• Trichomonas vaginalis
• Entamoeba histolytica
• Giardia Lamblia
• Funghi:
• Candida albicans
• Ectoparassiti:
• Phthirius pubis
• Sarcoptes scabiei
Complicanze delle MST
Altre MST, HIV
Complicanze app.
riproduttivo
• endometrite,
•
•
•
•
salpingite, MIP
epididimite
gravidanza ectopica
aborto spontaneo
sterilità
Tumori
MST
Infezioni
congenite
sifilide
• gonorrea
• clamidia
• HSV
• ca. collo utero, vulva, pene e ano (HPV)
• epatocarcinoma (HBV)
MST
• Le MST rivestono una notevole importanza
epidemiologica perché spesso hanno le seguenti
caratteristiche:
• Asintomaticità
• Lunga latenza
• Lunga infettività
• Elevata recidività
• Legami con processi cancerogenici
• Hanno in comune solo la modalità più o meno esclusiva
di trasmissione:
• Contatto diretto tra le mucose
Fattori di rischio
• Età (fascia maggiormente colpita 16-25
anni)
• Sesso (femminile)
• Livello socioeconomico
• Numero partners (maggiore partner multipli)
• Comportamenti sessuali
• Uso di droghe
MTS e giovani
• Precocizzazione dell’attività sessuale
• Scarse le protezioni contraccettive durante il
rapporto sessuale
• Maggior vulnerabilità dell’adolescente nei confronti
delle MTS
• Altri comportamenti a rischio (alcol, cannabis,fumo,
sostanze anfetam.
• Difficoltà a raggiungere informazioni adeguate
• (contesto sociale )
• Difficoltà a tradurre nel quotidiano le informazioni
ricevute
MTS e giovani
• Precoce età inizio attività sessuale
•
• 11.7% prima di 14 anni
•
• 38.4 % tra 14 e 15 anni
•
• 29.7% tra 16 e 17 anni
• Precoce diffusione delle MTS
• L’86 % delle persone affette hanno età compresa tra 15 e 25
anni
•
All’età di 21 anni il 25% di tutte le giovani donne
sessualmente attive è stata sottoposta a terapia per una MTS
MTS e giovani
• Maggior vulnerabilità dell’adolescente nei confronti delle MTS
• I fattori comportamentali ,ambientali, psicosociali.
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Più partners sessuali
Più di un partner sessuale nell’ultimo anno
Età di inizio dei rapporti sessuali
Età del primo contagio
Metodo contraccettivo impiegato
Uso o meno del condom
Contesto sociale di povertà
Difficoltà ad accedere ai centri di pianificazione familiare
Stile di vita : alcool ed abuso di droghe
Caratteristiche dell’ambiente vaginale
Età
pH
Neonatale
Acido
SI
Lattobacilli
Prepubere
7-8
NO
Rari di vario genere
Fertile
Climaterio
Glicogeno
Microrganismi
3,5-4,5
SI
Lattobacilli
>8
NO
Enterobatteri
Diagnosi differenziale d’infezioni
vaginale
C r it e r i
d ia g n o s t ic i
N o r m a le
V a g in o s i
b a t t e r ic a
V a g
T r ic
p H
3 .8 - 4 .2
>
4 .5
B ia n c a ,
s o t t ile ,
f lo c c u la n t e
S o t t ile ,
b ia n c a
la t t e s c e n t e ,
g r ig ia
G ia l
P re se n te
P re s
C e llu le C lu e
a d e r e n t i,
c o c c h i, n o
P M N
T r ic
P M N
v a g in a le
P e r d it e
O d o re d i
a m m in e
( p e s c e m a r c io )
M ic r o s c o p ia
A sse n te
L a t t o b a c illi,
c e llu le
e p it e lia li
4 .5
Lattobacilli
Agenti eziologici di vaginosi
• Gard­ne­rella vaginalis
• Mico­pla­sma hominis
• Anae­robi: Bac­te­roi­des,
•
Mobi­lun­cus,
•
Pre­vo­tella,
•
Pep­to­strep­to­coc­chi.
Gardnerella vaginalis
Infezione da Chlamydia
trachomatis
• Incidenza e prevalenza: è la MTS con
maggior prevalenza nei paesi industrializzati.
• I sintomi iniziano 7-21 gg dopo l’esposizione
• Trasmissione:esclusivamente per via
sessuale (esclusi i ceppi che danno tracoma
e congiuntivite) e perinatale
Chlamydia trachomatis
• Età: riflette i comportamenti sessuali,
diminuisce rapidamente nelle donne dopo
i 25 anni.
• Sesso: femminile più colpito
• Altri fattori di rischio: basso livello
socioeconomico e scolastico
Chlamydia trachomatis.
L’infezione colpisce prevalentemente le giovani donne
di età inferiore ai 25 anni ed i sintomi sono
generalmente lievi, aspecifici o addirittura inesistenti:
il
delle infezioni decorre in modo asintomatico,
comportando, sovente, una sottostima della diffusione
dell’infezione e quindi una maggiore facilità della
trasmissione.
Infezioni urogenitali
Infezioni urogenitali
• Femmine: asintomatiche (80%)
• Manifestazioni cliniche:
• Cerviciti, endometriti, uretriti, salpingiti,
bartoliniti
• Femmine: il 35-50% dei casi di uretrite
non-gonococcica
• Perdite mucopurulente, disuria, piuria
• Uretriti: Maschi sintomatici per il 75%
• È frequente coinfezione da Neisseria
gonorrhoeae + C. trachomatis
Micoplasmi urogenitali
Mycoplasma hominis
Mycoplasma genitalium
Ureaplasma urealyticum
Mycoplasma fermentans
Mycoplasma penetrans
Mycoplasma spermatophylum
Micoplasmi
Manifestazioni cliniche :
Ureaplasma urealyticum
Mycoplasma genitalium
uretrite
cervicite?
Mycoplasma hominis
associato a:
• vaginosi
• pielonefrite
• PID
• febbre post-partum
• parto pretermine
Farmaco
Dosaggio
Azitromicina
1g
• In alternativa
Doxiciclina
100 mg x 2 /die
• In alternativa
Eritromicina
500 mg x 4 /die
• In alternativa
Levofloxacina 500 mg /die
Somministrazione
Durata terapia
os
Dose singola
os
7 giorni
os
7 giorni
os
7 giorni
Neisseria gonorrhoeae
Gonorrea: malattia dell’uomo
• Contagio sessuale
• le donne hanno il 50% di probabilità
di acquisire l’infezione in seguito ad
un singolo rapporto; nell’uomo la
probabilità è del 20%.
• Il rischio aumenta con l’aumento dei
rapporti.
• Il serbatoio è rappresentato dalle
persone infette asintomatiche.
Neisseria gonorrhoeae.- nella donna l’infezione può
presentarsi con:
un’uretrite, accompagnata da
disuria e bruciori minzionali;
una cervicite, a volte
erimatosa e/o erosiva. (in questo
caso è presente una leucorrea
verdastra, accompagnata da
dispareunia, prurito vaginale e/o
disuria);
possono essere interessate anche le ghiandole di
Skene e di Bartolini, che appaiono edematose e
infiltrate;
una stenosi dei dotti escretori può essere causa di
ascessi purulenti.
Neisseria gonorrhoeae.- l’infezione nella donna
Infezione ascendente a carico del tratto genitale
femminile non correlata al parto o ad interventi
chirurgici in donne sessualmente attive
PID
Occlusione tubarica o
esiti cicatriziali cause
di infertilità e sterilità
Ascessi tubovarici, peritonite
pelvica
Algie pelviche croniche
Salpingite,
parametrite
Endometrite

Infezione
ascendente
Chlamydia trachomatis. e Neisseria gonorrhoeae
PID
Maschi
L’infezione genitale nell’uomo è limitata
all’uretra
Periodo d’incubazione 2-7gg.
Manifestazioni cliniche:
• secrezione uretrale purulenta
• disuria
• uretriti
• epididimiti
• prostatiti
• ascessi periuretrali
Treponema pallidum
• Malattia distribuita in tutto il mondo.
• Per diffusione è la 3° malattia a trasmissione sessuale.
• Trasmissione per contatto con le lesioni della
sifilide primaria e secondaria.
• Mediante le secrezioni del corpo, sangue,
sperma, saliva, durante il rapporto sessuale e
per via transplacentare
Treponema pallidum
SIFILIDE PRIMARIA:
• Chancre (sifiloma) primario:
lesione che si forma nel luogo
dell’infezione
• Lesione
papula
ulcera non
dolorosa
linfoadenopatia
regionale
disseminazione
linfatici
linfonodi ingrossati
torrente circolatorio.
• Il sifiloma primario guarisce
spontaneamente in 2 mesi.
Treponema pallidum
SIFILIDE SECONDARIA:
si verifica dopo 3 mesi dalla primaria:
disseminazione del Treponema.
I sintomi sono:
• gola infiammata
• cefalea
• anoressia
• linfoadenopatia
• rash mucocutaneo (maculare, papulare,
pustulare) sulle mani e piedi: il rash è
molto contagioso
• il rash e i sintomi migliorano e il paziente
entra nella fase latente o clinicamente
inattivo dello stadio di malattia.
Treponema pallidum
SIFILIDE LATENTE: mesi-anni
Una piccola % di pazienti progredisce nello
stadio di
SIFILIDE TERZIARIA
• L’infiammazione cronica diffusa può causare
distruzione devastante di organi e tessuti
(arteriti, demenza, cecità).
• Formazione di gomme (lesioni granulomatose)
presenti sulle ossa, cute ed altri tessuti.
• Forme tipiche: Neurosifilide e Sifilide
cardiovascolare.
Farmaco
Dosaggio
Penicillina G
2.4 milioni UI
Somministrazione
im
Durata terapia
Dose singola
Nei soggetti con allergia alla penicillina o che rifiutano la terapia
parenterale lo schema terapeutico raccomandato è il seguente:
Doxiciclina
200 mg
os
In alternativa
Tetracicline
500 mg x4/die
os
In alternativa
Ceftriaxone 1 g/die
im o ev
Eritromicina 500mg x4/die
os
14 giorni
14 giorni
10 -14 giorni
14giorni
Infezione da Herpes
virus 1,2
• Incidenza e prevalenza: causa più frequente di ulcera
genitale nei paesi industrializzati ed una delle più comuni
MTS.
• 90% HSV-2, 10% HSV-1
• Trasmissione: contatto diretto con lesioni o secrezioni
infette.
• Età – riflette i comportamenti sessuali con maggiore
frequenza tra 15-50 anni.
• Sesso: indifferente.
• Altri fattori di rischio: immunodepressione cellulare
• Presentazione clinica: infezione primaria, infezione
riattivata,herpes ricorrente, asintomatiico e subclinico.
• Epidemiologia degli HSV-1,2:
• E’ trasmesso dai liquidi delle vescicole,
saliva, secrezioni vaginali.
• Causano infezioni orali e genitali. HSV-1 per
contatto orale, baci, bicchieri, spazzole,
saliva.
• Dita. Bocca,cute attraverso break cutanei.
L’autoinoculazione può causare infezioni
degli occhi.
• HSV-2 per contatto sessuale,
autoinoculazione, madre-feto. Escrezione
del virus dalla cervice durante le perdite
vaginali.
• Herpes simplex tipo 2:
• Nei maschi sul glande o su tutto il pene.
Nelle femmine,vulva, vagina, cervice, area
perianale, perdite vaginali, proctite.
• Sintomi. Le lesioni possono essere
accompagnate da febbre, mal di testa,
malessere, adeniti inguinali.
• Latenti nei gangli sacrali, riattivazioni
ogni 2-3 settimane.
Farmaco
Dose
Somministrazione
Acyclovir 400 mg x 3/die os
• In alternativa
Acyclovir 200 mg x 5/die
os
• In alternativa
Famciclovir 250 mg x 3/die os
• In alternativa
• Valacyclovir 500 mg x 2/die os
Durata terapia
5 giorni
5 giorni
5 giorni
5 giorni
HPV
• Molte persone sono asintomatiche
• I sintomi possono svilupparsi dopo
settimane,mesi dopo l’esposizione
• Verruche anogenitali:
• Le verruche genitali (condilomi acuminati)
si riscontrano nell’epitelio squamoso dei
genitali esterni e delle aree perianali.Sono
causati dal 90% dai tipi HPV-6 e 11
Condilomi genitali
Lesioni ano-genitali da HPV
• Condilomi acuminati e piani a livello dei
genitali maschili (pene, scroto) e
femminili
(cervice uterina, vagina,
vulva) e in regione perianale [HPV 6, 11,
16, 18, ecc.]
• Carcinomi cervicali, vulvari, anali e del
pene
(e
lesioni
intraepiteliali
squamose [SIL] che li precedono) [HPV
16, 18, 31, 33, 39, 45, 52, 58, ecc.]
HPV e neoplasia cervicale
• HPV alto rischio:
56, 58, 59, 68…
• HPV basso rischio:
HPV 16, 18, 31, 33,
35, 39, 45, 51, 52,
HPV 6, 11, 26, 42, 43,
44, 53, 54, 55, 62, 66…
Prevalenza delle infezioni genitali da HPV
Infezione
a
trasmissione
sessuale
più
frequente nell’uomo (50% della popolazione
attiva sessualmente è stata infettata da HPV)
•Correlata al numero e alla frequenza dei partner
•Correlata all’età (massima tra i 15 e i 25 anni)
•Correlata allo stato immunitario (maggiore
pazienti HIV positivi, in donne in gravidanza)
in
•Correlata alle abitudini di vita (fumo, alimentazione,
contraccettivi orali)
HPV e carcinoma della cervice
• Il carcinoma della cervice è la seconda
causa di morte per tumore tra le donne
(dopo il carcinoma della mammella)
• 500.000 nuovi casi di carcinoma della
cervice uterina ogni anno nel mondo
• Prevalenza del 97%-99.7% di DNA di HPV
nei carcinomi della cervice (in PCR)
• Il 53% dei carcinomi della cervice correlati
ad HPV sono associati al 16, il 15% al 18, il
9% al 45, il 6% al 31 e il 3% al 33.
Neoplasia cervicale : Progressione
naturale della malattia
Epitelio
Normale
Screening
Infezione HPV
Coilocitosi
Dopo 30 anni
Anni
Mesi
CIN1
ASCUS/LSIL
CIN2
CIN3
HSIL
Trattamento
SIL = Lesione intraepiteliale squamosa / CIN = Neoplasia intraepiteliale cervicale
Carcinoma
Cofattori della progressione
tumorale
• Fattori genetici (anormalità di struttura o
numeriche dei cromosomi, riarrangiamenti o
sovraespressione di oncogeni cellulari)
• Antigeni HLA (associazione HLA-cl.IID con
carcinoma della cervice)
• Immunodepressione (infezione da HIV)
• Coinfezioni con altri virus o microrganismi
(HSV-2, Clamidia)
• Numero dei parti
• Fumo
• Contraccettivi orali
• Fattori ormonali
• Dieta (assenza di carotenoidi, vitamina C)
Persistenza dell’infezione HPV
• Circa dell’1% il virus tende a persistere.
• L’infezione attiva riemerge dalla latenza durante
una immunodeficienza associata a:
• Gravidanza
• Radiazioni solari
• Stress emozionale
• Stress fisico
• HIV
• Chemioterapia antitumorale
Farmaco
Dosaggio
Somministrazione Durata terapia
Podofillotossina(*) Soluzione 0,5% x 2 volte/die Uso topico
3 giorni (**)
• In alternativa
Imiquimod Crema 5% x 3 volte alla settimana
•
Uso topico, lavare dopo 6-10 ore
•
non oltre 16 settimane
HIV
Decorso e stadi dell’HIV:
Infezione acuta : 3-6
mesi.1000 CD4/mm3.
Latenza clinica:
1-10 anni.
LAS : 600 CD4/mm3.
ARC : 400 CD4/ mm3.
AIDS conclamato : 150200 CD4/mm3.
1.5 million
200,000 in ‘05
IDU
7.6 million
830,000 in ‘05
Heterosexual
MSM
IDU
12.1 million
1.3 million in ‘05
Heterosexual
Source: UNAIDS 2006 Report on the Global AIDS Pandemic
• A) Il virus può arrivare nel sangue
esclusivamente attraverso:
• Rapporti sessuali con persone infette.
• Trasfusione di sangue infetto o plasma o
fattori della coagulazione infetti.
• Siringhe o aghi contaminati con sangue
infetto.
• Madre infetta il figlio durante la gravidanza, al
momento del parto o durante l’allattamento.
• B) Il pericolo d’infezione aumenta con la
frequenza di comportamenti a rischio:
• Cambiamento di partner sessuali .
• Rapporto anale.
• Scambio di siringhe tra tossicodipendenti.
• C) Non è stato mai dimostrato che
vi siano rischi :
• Contatti sociali:
• Ambiente familiare.
• Ambiente di lavoro.
• Scuola.
• Locali pubblici.
• Mezzi di trasporto.
• Acqua, stoviglie, servizi
igienici,piscine, spogliatoi.
• Trasmissione per via aerea
(goccioline di saliva, sputo, colpi di
tosse).
• Contatti casuali (strette di mano).
• Liquidi biologici (urina, saliva,
lacrime).
• Contatti con animali, punture
d’insetto, zanzare.
HIV
HIV
• I farmaci antivirali limitano la progressione
della malattia.I vaccini per prevenire ed il
trattamento sono in trials.
• Sicurezza, sesso monogamo aiuta a limitare
la diffusione.
• Uso di aghi sterili monouso.
• Screening del sangue per trasfusioni, organi
per trapianti, fattori della coagulazione usati
per emofiliaci.
Le classi di farmaci antiretrovirali in uso
sono:
- Analoghi nucleosidici della trascrittasi inversa
(NRTI)
- Analoghi non nucleosidici della trascrittasi
inversa (NNRTI)
- Inibitori della proteasi
- Inibitori dell’ integrasi
- Inibitori dell’ingresso
- Antagonisti del CCR5
CANDIDA ALBICANS
CIRCA 150 SPECIE; LE PIU’IMPORTANTI
SONO :
albicans,
glabrata,
tropicalis,
kefyr,
pseudotropicalis,
krusei,
parakrusei,
viswanathii,
stellatoidea,
guilliermondii
Micosi
• Incidenza e prevalenza: 20-25% di tutte le
donne che afferiscono ad una visita
ginecologica.
• Trasmissione: di solito non sessualmente
trasmessa.
• Età: simile alle altre MTS
• Sesso: femminile
• Altri fattori di rischio: terapie varie,diabete
mellito
• Presentazione clinica:
• Prurito vulvare che si accentua nel periodo
perimestruale e durante i rapporti sessuali,
leucorrea biancastra.
A
COLONIZZAZIONE
DELLE BLASTOSPORE
asintomatica
B
FORMAZIONE DEL
TUBO GERMINATIVO
asintomatica
C
FORMAZIONE DELLE IFE
PENETRAZIONE NELLA MUCOSA
acuta
D
INVASIONE DELLA MUCOSA
DA PARTE DELLE IFE
cronica
E
CANDIDIASI VULVOVAGINALE
RICORRENTE
ricorrente
riteri
iagnostici
Normale
Criteri
Vaginosi
diagnostici
batterica
Vaginite
Normaleda
Trichomonas
Vulvovaginite
Vaginosi
da
batterica
Candida
Vaginite da
Trichomonas
Vulvovaginite
da Candida
H vaginale
3.8-4.2
pH
> 4.5
vaginale
4.5
3.8-4.2
<>4.5
4.5
4.5
< 4.5
erdite
Bianca,
sottile,
flocculante
Perdite
Sottile,
bianca
lattescente,
grigia
Gialla,
Bianca,
verde
sottile,
flocculante
Bianca
Sottile,
cremosa
bianca
lattescente,
grigia
Gialla, verde
Bianca
cremosa
Assente
Presente
Presente
Assente
Odore di
mmine
pesce marcio)
Microscopia
Assente
Lattobacilli,
cellule
epiteliali
Odore
Presente
di
Presente
Assente
ammine
(pesce marcio)
Microscopia
Cellule Clue
aderenti,
cocchi, no
PMN
Trichomonas,
Lattobacilli, Lieviti
Cellule Clue
PMN
cellule
>10
gemmanti,
aderenti,
epiteliali
ife,
cocchi, no
pseudoife.
PMN
Trichomonas, Lieviti
PMN >10
gemmanti,
ife,
pseudoife.
SINTOMI:
INTENSO PRURITO VULVARE
E VAGINALE
IRRITAZIONE, PERDITE
BIANCHE,ABBONDANTI
CREMOSE “A RICOTTA”
NESSUN ODORE
DISURIA
DISPAREUNIA
SEGNI:
ADERENZA ALLE PARETI
VAGINALI DELLE PERDITE
BIANCHE-CREMOSE.
ERITEMA VULVARE,
EDEMA.
Farmaco
Dosaggio
Somministrazione Durata terapia
Fluconazolo 150 mg
os
• In alternativa
Itraconazolo 200 mg x2
os
• In alternativa
Clotrimazolo 500 mg Compresse vaginali
• In alternativa
Miconazolo 1200 mg ovuli vaginali
• In alternativa
Miconazolo 400 mg ovuli vaginali
Dose unica
Dose unica
Dose unica
Dose unica
3 giorni
Tampone vaginale
• 11) Il prelievo va effettuato nel fornice posteriore
vaginale mediante tamponi sterili previa introduzione di
uno speculum bivalve sterile.
• Vetrino
• Esame a fresco e rilevazione del fishy odor test.
• Per la coltura del T.vaginalis.
• pH dell’essudato vaginale.
Tampone vaginale
• 11) Il prelievo va effettuato nel fornice posteriore
vaginale mediante tamponi sterili previa introduzione di
uno speculum bivalve sterile.
• Vetrino
• Esame a fresco e rilevazione del fishy odor test.
• Per la coltura del T.vaginalis.
• pH dell’essudato vaginale.
Tampone vaginale
• 11) Il prelievo va effettuato nel fornice posteriore
vaginale mediante tamponi sterili previa introduzione di
uno speculum bivalve sterile.
• Vetrino
• Esame a fresco e rilevazione del fishy odor test.
• Per la coltura del T.vaginalis.
• pH dell’essudato vaginale.
Tampone vaginale
• 11) Il prelievo va effettuato nel fornice posteriore
vaginale mediante tamponi sterili previa introduzione di
uno speculum bivalve sterile.
• Vetrino
• Esame a fresco e rilevazione del fishy odor test.
• Per la coltura del T.vaginalis.
• pH dell’essudato vaginale.
Tampone vaginale
• 11) Il prelievo va effettuato nel fornice posteriore
vaginale mediante tamponi sterili previa introduzione di
uno speculum bivalve sterile.
• Vetrino
• Esame a fresco e rilevazione del fishy odor test.
• Per la coltura del T.vaginalis.
• pH dell’essudato vaginale.
Tampone da solco balanoprepuziale
• Le balaniti sono stati infiammatori della mucosa del
glande che può interessare anche il prepuzio
(balanopostiti).
• Il prelievo va effettuato con tamponi in nylon o dacron
dal solco balano-prepuziale. Vanno utilizzati tamponi
diversi per ogni tipo di esame. Il paziente non deve
aver effettuato terapia antibiotica o antimicotica d
almeno 3-4gg.
Tampone vaginale
•
•
•
•
•
• Significato diagnostico
La diagnosi, solo apparentemente di facile precisazione, si avvale di
criteri clinici (presenza di secrezioni maleodoranti e lattiginose nel
caso di vaginosi, cremose ‘a ricotta’nelle infezioni da lieviti,
schiumose giallo-verdastre nelle infezioni da Trichomonas
vaginalis,verdastre nelle vulvo-vaginiti da Haemophilus spp.; nel
caso di infezioni da Streptococcus pyogenes è presente
arrossamento vulvare) e dei risultati delle indagini microbiologiche.
Per la diagnosi di ‘vaginosi-vaginite’in età adulta le ricerche sono
indirizzate a:
- pH vaginale;
- cellularità (globuli bianchi, cellule di sfaldamento, cellule
parabasali), presenza di lattobacilli e di clue cells (Gardnerella
vaginalis) e di Mobiluncus spp.;
- ricerca di Trichomonas vaginalis e lieviti (esame microscopico e/o
colturale).
• Rivestono un ruolo diagnostico importante, se
associati all’obiettività clinica, il riscontro del pH
vaginale superiore a 4.5, la presenza di globuli
bianchi, l’assenza di lattobacilli, il riscontro di
elementi microbici patognomonici (ife fungine,
clue cells).
• Per la diagnosi di ‘vulvo-vaginite’in età pediatrica
(< 12 anni) si procede alla ricerca di
Streptococcus pyogenes ed Haemophilus spp e
di lieviti.
• Le secrezioni dai fornici vaginali non sono
idonee per la ricerca di Neisseria gonorrhoeae,
di Chlamydia trachomatis e di micoplasmi (per le
quali è necessario il prelievo di essudato
cervicale).
Materiale per la raccolta
Un tampone sterile con terreno di trasporto
Un vetrino portaoggetti.
Una provetta con 0.5 ml di soluzione
fisiologica sterile
Strisce di cartina tornasole per valutare il pH
.
Modalità di prelievo
1. porre la donna in posizione ginecologica;
2. assicurare una sorgente appropriata di illuminazione, per visualizzare la
sede ove operare il prelievo;
3. con tampone in dacron asportare dalla vagina le eventuali secrezioni;
4. introdurre il tampone nello specifico brodo di trasporto per Trichomonas
vaginalis (oppure in una provetta sterile contenente 3-4 ml di soluzione
fisiologica sterile);
5. con un secondo tampone in dacron o in cotone asportare dalla vagina le
eventuali secrezioni;
6. introdurre il tampone nell’apposito terreno di trasporto;
7. con un terzo tampone in dacron o in cotone asportare dalla vagina le
eventuali secrezioni;
8. ruotare il tampone sul vetrino (non strisciare per non alterare la morfologia
delle cellule), deponendovi il materiale prelevato;
9) Effettuare un quarto tampone per valutare il pH vaginale
10. lasciare asciugare il vetrino all’aria e riporlo nell’apposito portavetri
• Modalità di conservazione e trasporto
• Il campione deve essere inviato al più presto in laboratorio (entro
15’), se non è possibile, conservarlo a temperatura ambiente, i vetrini
devono essere inviati in contenitori idonei opportunatamente chiusi.
• Raccomandazioni generali
• Preparazione del paziente
• 1. effettuare il prelievo non nel periodo mestruale per evitare risultati
falsamente negativi;
• 2. informare la paziente che per la corretta esecuzione dell’esame
dovrà:
• - evitare, dalla sera precedente l’esame, il bagno in vasca; potranno,
invece, essere effettuati lavaggi esterni;
• - evitare, dalla sera precedente l’esame, l’introduzione in vagina di
prodotti per l’igiene intima;
• - sospendere da almeno tre-quattro giorni l’applicazione di farmaci
locali o eventuali terapie generali effettuate per infezioni vaginali;
• 3) astenersi - nelle ventiquattro ore che precedono il prelievo - da
rapporti sessuali
Materiale per eseguire il tampone vaginale
TAMPONE BALANO-PREPUZIALE
Significato biologico
L’esame del tampone balano-prepuziale permette di ricercare
miceti e virus.
Materiale per la raccolta
Tampone a secco
Brodo nutritivo per miceti
Due piastre di terreno per l’isolamento dei miceti
Modalità di prelievo
1) Raccogliere con il tampone l’essudato eventualmente presente
nella zona del solco balano-prepuziale.
2) Strisciare il tampone nella zona del solco balano-prepuziale
Modalità di conservazione e trasporto
Inviare subito al laboratorio. E’ possibile conservare il tampone
nella provetta in frigorifero per 24-48 ore
Avvertenze generali
Il paziente non deve avere effettuato terapia antibiotica topica o
sistemica da una settimana (minimo 3giorni).
Tempo di consegna del referto
5 giorni
TAMPONE VAGINO-RETTALE PER LA RICERCA DELLO STREPTOCOCCUS
AGALACTIAE
Significato diagnostico
L’esame vagino-rettale permette d’identificare le donne gravide colonizzate da
Streptococcus agalactiae. La trasmissione della donna può portare a trasmissione
verticale sia in utero che al momento del parto con possibile infezione del neonato.
Materiale per la raccolta
Un tampone sterile con terreno di trasporto
Un vetrino portaoggetto
Una provetta con 0.5 ml di soluzione fisiologica sterile
Strisce di cartina tornasole per valutare il pH
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Modalità di prelievo
1) Invitare la paziente ad assumere la posizione ginecologica
2) Inserire uno speculum monouso, ed effettuare il prelievo dal fornice vaginale
posteriore
3) Effettuare un primo prelievo, con il tampone con terreno di trasporto
4) Effettuare un secondo prelievo e strisciarlo sul vetrino portaoggetto
5) Effettuare un terzo prelievo, ed inserire il tampone sulla provetta contenente 0.5 ml
di soluzione fisiologica sterile
6) Effettuare il tampone rettale, inserirlo nell’apposito terreno di trasporto.
• Modalità di conservazione e trasporto
• Il campione deve essere inviato al più presto in laboratorio (entro
15’), se non è possibile, conservarlo a temperatura ambiente, i
vetrini devono essere inviati in contenitori idonei opportunatamente
chiusi. I tamponi con mezzo di trasporto sono stabili a temperatura
ambiente per almeno 48 ore.
• Raccomandazioni generali
• La paziente non deve:
• - Essere in terapia antibiotica /antimicotica locale o generale da
almeno 5 giorni.
• - Avere eseguito irrigazioni vaginali nelle 48 ore precedenti l’esame
• - Astenersi da rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti l'esame
• - Aspettare almeno 3-4 giorni dalla fine delle mestruazioni;
• - Eseguire la normale igiene esterna
Trichomonas vaginalis
11
ri
ostici
Criteri
Normale
diagnostici
Vaginosi
Normale
batterica
Vaginite
Vaginosi da
Trichomonas
batterica
Vulvovaginite
Vaginite da
Vulvovaginite
da
Trichomonas
Candida
da Candida
aginale
pH
3.8-4.2
vaginale
>
3.8-4.2
4.5
4.5
> 4.5
<
4.5
4.5
< 4.5
Perdite
Bianca,
sottile,
flocculante
Sottile,
Bianca,
bianca
sottile,
lattescente,
flocculante
grigia
Gialla,
Sottile,verde
bianca
lattescente,
grigia
Bianca
Gialla, verde
cremosa
Bianca
cremosa
Presente
Presente
Assente
Presente
Assente
Trichomonas,
Cellule Clue
PMN
aderenti,
>10
cocchi, no
PMN
Lieviti
Trichomonas,
gemmanti,
PMN >10
ife,
pseudoife.
Lieviti
gemmanti,
ife,
pseudoife.
te
e di
Odore
Assente
di
Presente
Assente
ne
ammine
e marcio) (pesce marcio)
scopia
Microscopia
Lattobacilli,
cellule
epiteliali
Cellule
Lattobacilli,
Clue
aderenti,
cellule
cocchi,
epiteliali
no
PMN
Trichomonas vaginalis
• Il periodo d’incubazione dura dai 4-20gg
• Nella donna compare leucorrea bianca,
fluida, prurito, sensazione di caldo, pareti
vaginali eritematose, puntate emorragiche,
edema
• Infiammazione dell’epitelio squamoso
• Metaplasia (associazione tra infezione da
Trichomonas e carcinoma cervicale)
Farmaco
Dosaggio
Somministrazione
Durata terapia
Metronidazolo 500 mg x2
os
5 – 7 giorni
• In alternativa
Metronidazolo 2 g
os
Dose unica
os
Dose unica
• In alternativa
Tinidazolo 2 g
TAMPONE CERVICALE
Significato diagnostico : Le ricerche sono indirizzate
- per la diagnosi di cervicite, alla ricerca di Neisseria gonorrhoeae e di
Chlamydia trachomatis;
- per lo studio di infertilità, all’esame colturale per Ureaplasma
urealyticum oltre alle ricerche precedenti (Neisseria gonorrhoeae e
Chlamydia trachomatis).
La ricerca di Neisseria gonorrhoeae e di Ureaplasma urealyticum si
basa sull’esame colturale.
La ricerca di Chlamydia trachomatis si basa invece sulla ricerca di
antigeni (ELISA o IFA) o del DNA (quest’ultima possibile anche per
la ricerca di Neisseria gonorrhoeae).
- cervicite in donne portatrici di IUD;
- bartolinite;
- endometrite;
- salpingite.
Materiale per la raccolta
Speculum
Tamponi in dacron o cotone
Tampone con terreno di trasporto
Provetta con brodo di trasporto per la ricerca
di Ureaplasma urealyticum / Mycoplasma
hominis
Tampone con terreno di trasporto per la
ricerca di Chlamydia trachomatis
•
•
•
•
•
•
•
•
• Modalità di prelievo
Porre la paziente in posizione ginecologica;
Illuminare la sede del prelievo;
Posizionare lo speculum;
Asportare dalla esocervice uterina l’eccesso di muco presente con
tampone di dacron o in cotone
Effettuare il prelievo con tampone floccato all’interno del canale
endocervicale per 2 cm ruotare per 10-30 secondi, estrarlo, inserirlo
nella provetta con mezzo di trasporto.
Effettuare un secondo tampone, prelevare altro materiale e riporre
nel terreno di trasporto per la ricerca di Neisseria;
Effettuare un terzo tampone, prelevare altro materiale per la ricerca
di Ureaplasma urealyticum e Micoplasma hominis, utilizzando gli
appositi terreni di trasporto;
Effettuare un quarto tampone, prelevare altro materiale per la
ricerca di Chlamydia trachomatis.
Tampone cervicale
• Specificare nel modulo di richiesta la motivazione dell’indagine
“sospetta cervicite” o “infertilità”.
• Avvertenze generali
• La paziente non deve essere in periodo mestruale (è preferibile
eseguire il prelievo 5-7 gg dopo il ciclo)
• La paziente non deve essere in terapia antibiotica/antimicotica
locale o generale da almeno 5 giorni.
• La paziente non deve aver eseguito irrigazioni vaginali nelle 48 ore
precedenti l’esame;
• La paziente non deve aver avuto rapporti sessuali nelle 24 ore
precedenti l’esame.
•
• Tempi di consegna del referto
• 5-7 giorni
Tampone rettale
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Significato diagnostico
Il tampone rettale è eseguibile per screening di particolari patogeni:
- Streptococcus agalactiae
- Staphylococcus aureus meticillino resistente (MRSA)
- Enterococcus sp. vancomicina resistente (VRE)
- Pseudomonas aeruginosa
- Lieviti
Materiale per la raccolta
Tampone con terreno di trasporto
Modalità di prelievo
Per l'esecuzione del tampone rettale pulire la zona anale con acqua calda senza
usare disinfettanti.
Inserire il tampone nel canale rettale per circa 2 cm. e lasciarlo in sede per almeno
30 secondi, ruotandolo contro le pareti mucose.
Modalità di conservazione e trasporto
Il campione deve essere inviato al più presto in laboratorio (entro 15’). I tamponi
con mezzo di trasporto sono stabili a temperatura ambiente per almeno 48 ore.
Tempo di consegna del referto
5 giorni
Tampone uretrale
• Significato diagnostico
L’esame del tampone uretrale viene consigliato nelle uretriti di n.d.d., nelle
uretriti gonococciche e nelle uretriti post- gonococciche e nell’infertilità
maschile. Il tampone uretrale permette la ricerca della Chlamydia
trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, la ricerca di Micoplasmi urogenitali
(Ureaplasma urealyticum, Mycoplasma hominis, Mycoplasma genitalium) e la
ricerca del Trichomonas vaginalis. per lo studio dell’infertilità alla ricerca di
Neisseria gonorrhoeae (esame colturale e ricerca diretta mediante
ibridazione) e Trichomonas vaginalis (esame microscopico e colturale) e
Chlamydia trachomatis (ricerca diretta mediante ibridazione), Ureaplasma
urealyticum e Mycoplasmahominis
Materiale per la raccolta
Tampone sottile montato su filo di alluminio con terreno di trasporto
Tampone sottile montato su filo di alluminio senza terreno di trasporto
Un vetrino portaoggetto
Tampone per la ricerca di Chlamydia trachomatis
Brodo di trasporto per ricerca di Mycoplasma/Ureaplasma
Contenitore a bocca larga con tappo a vite
•
•
•
•
Modalità di prelievo
Nella donna:
1) Lavare accuratamente i genitali esterni ed asciugarli
2) Raccogliere con un tampone a secco eventuali secrezioni uretrali
spontanee sul vetrino, da lasciare asciugare all’aria (identificare il
vetrino riportando codice richiesta e/o dati anagrafici a matita
nell’apposita banda)
• 3) Inserire il tampone eSwab sottile per circa 1 cm. nell'uretra,
ruotandolo delicatamente
Tampone uretrale
• Nell’ uomo :
• Effettuare il tampone uretrale al mattino, prima della
minzione
• Eseguire il tampone per allestire un vetrino
• Inserire il tampone nell’uretra per circa 3-4 cm e
ruotarlo delicatamente sulle pareti uretrali per alcuni
secondi;
• Riporre il tampone nei rispettivi terreni di trasporto,
allestire uno o due vetrini per l’esame microscopico.
• Dopo aver eseguito il prelievo, il paziente dovrà
urinare (primo getto della minzione) per la ricerca di
Neisseria, Trichomonas vaginalis,
Mycoplasma/Ureaplasma, Chlamydia.
•
Modalità di conservazione e trasporto
Il tampone per la ricerca di Neisseria gonorrhoeae e di Micoplasmi
deve essere inviato immediatamente in Laboratorio;
Il campione per la ricerca di C. trachomatis può essere conservato in
frigorifero per 24-48 ore.
Avvertenze generali
La donna:
Astenersi da rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti e dall'urinare
nelle 3 ore precedenti l’esame.
Cessare qualsiasi terapia antibiotica locale (creme, candelette, ovuli,
lavande) che generale da una settimana (minimo 3 giorni)
- Aspettare almeno 3-4 giorni dalla fine delle mestruazioni; non
eseguire irrigazioni vaginali nelle 24 ore precedenti l'esame - Dopo il
prelievo consigliare alla paziente di bere tre o quattro bicchieri
d’acqua in modo da stimolare la minzione (il lavaggio dell’uretra con
il passaggio delle urine diluite elimina il residuo eventuale bruciore e
riduce il rischio di infezioni).
L’ uomo:
- Astenersi da rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti e
dall'urinare nelle 3 ore precedenti l’esame
- Cessare qualsiasi terapia antibiotica da una settimana
(minimo 3 giorni)
- Nei casi in cui non sia evidente una secrezione, eseguire
il tampone al mattino prima della minzione.
- Dopo il prelievo consigliare al paziente di bere tre o
quattro bicchieri d’acqua in modo da stimolare la
minzione (il lavaggio dell’uretra con il passaggio delle
urine diluite elimina il residuo eventuale bruciore e riduce
il rischio di infezioni
Spermiocoltura
Significato diagnostico
La spermiocoltura è indicata per porre diagnosi eziologica
di infezione genitale (prostatite, orchi-epididimite) e per
l’accertamento di cause infettive di infertilità. L’esame
si effettua con la coltura dell’urina da mitto intermedio
(utilizzata come ‘bianco’e per escludere una cistite) e
dello sperma.
Il test è indirizzato alla ricerca dei batteri classicamente
venerei (Neisseria gonorrhoeae) e di quelli
abitualmente residenti a livello uretrale (Enterobatteri,
Bacilli Gram negativi non fermentanti il glucosio, cocchi
Gram positivi, bacilli Gram positivi).
Materiale per la raccolta
2 contenitori sterili, a bocca larga, con tappo a vite.
Modalità di prelievo
1) Istruire accuratamente i pazienti circa la corretta modalità
di raccolta dei campioni;
2) Lavare con cura le mani con acqua e sapone,
risciacquare e asciugare con telo pulito;
3) Contrassegnare i due contenitori scrivendo sull’etichetta
rispettivamente: “1. Urine” e “2. Liquido seminale”;
4) Lavare con cura i genitali esterni, con acqua e sapone
(non usare antisettici!), poi asciugare con una salviettina
pulita;
5) Aprire il contenitore sterile “1. Urine” evitando di toccarne
l'interno e/o il coperchio, appoggiando sia il contenitore
che il coperchio (rivolto all'insù) su una superficie piana;
6) Scoprire il glande, lavarlo accuratamente con acqua e
sapone, sciacquarlo e asciugarlo;
7) Tenere retratto il prepuzio e urinare eliminando il primo getto nel WC
e raccogliendo direttamente nel contenitore sterile la seconda parte
di urina. E’ sufficiente riempire metà contenitore;
8) Chiudere immediatamente il contenitore, avvitando con cura il tappo
ed evitando di toccarne l'interno;
9) Aprire il contenitore “2. liquido seminale” senza toccarne le pareti
interne;
10) Raccogliere lo sperma nel contenitore “2. liquido seminale” (senza
toccarne le pareti interne);
11) Identificare i contenitori con etichette che riportano i dati del
paziente.
12) - accertarsi che i contenitori siano ermeticamente chiuso in modo
che i campioni non fuoriescano durante il trasporto;
Raccomandazioni generali
al mattino a vescica piena, effettuare la pulizia dei genitali esterni,
urinare, svuotando completamente la vescica
Spermiocoltura
• Norme da rispettare:
• a) astenersi dai rapporti sessuali nei 3-4gg
precedenti l’esame;
• b) aver cessato qualsiasi trattamento
chemioantibiotico da almeno una settimana;
• c) lavaggi dei genitali esterni:
• d) la raccolta del liquido seminale deve avvenire
mediante masturbazione e tutto l’eiaculatio deve
essere raccolto nell’apposito contenitore esterno.
Spermiocoltura
• Per la ricerca di Chlamydia trachomatis,
non potendo essere eseguita sul liquido
seminale, è necessario procedere alla
raccolta del primo getto di urina in un
apposito contenitore sterile.
• Il paziente non deve aver urinato per
almeno 3 ore prima. Il campione va
raccolto prima di quello del liquido
seminale.
Prevenzione primaria
• Nell’ambito delle MST la prevenzione primaria è
fondamentale. Essa favorisce la riduzione delle
probabilità d’esposizione all’agente patogeno.
• Le principali regole da tener presente sono:
1) evitare rapporti sessuali occasionali
2) conoscere lo stato di salute del partner
3) fare uso di profilattici
4) mantenere una corretta igiene personale
5) Trattamento dei soggetti infetti
sintomatici e dei loro partners,
6) Identificazione dei soggetti infetti
asintomatici e dei loro partners
7) Effettuare test diagnostici in soggetti
che presentano comportamenti a
rischio,
8) Vaccinazione delle persone a rischio
(HBV,HAV)
Counseling
• Il counseling al paziente MST è il fulcro di ogni azione di
controllo clinico ed epidemiologico delle infezioni
sessualmente trasmesse.
• E’ uno scambio individualizzato di informazioni e di
indicazioni di comportamento volte ad assicurare al
paziente un ruolo attivo:
• Nella gestione della sua infezione (aderenza alla terapia)
• Nel ridurre il rischio di reinfezione
• Nel condurre al trattamento i partners sessuali
• Nel gestire le implicazioni psicologiche ostacolanti.
Malattia infiammatoria pelvica:
• L’infezione della cervice può risalire
nella cavità uterina (endometrite) e
propagarsi alle tube (salpingite
subacuta) ed anche al peritoneo
(pelviperitonite, periepatite).
• Segno clinico evidente della PID è il
dolore addominale.
• C-. trachomatis, N. gonorrhoeae, M.
hominis e specie di anaerobi come il
Bacteroides e streptococchi.
Malattie a trasmissione
sessuale
• Linfogranuloma venereo (LGV) sierotipi L1,L2,L3.
Malattia diffusa in Africa, Asia e America del Sud.Nei
soggetti di sesso maschile, nella sede di penetrazione, a
livello della mucosa genitale o rettale, si ha la comparsa
di una papula che evolve a vescicola e poi a ulcera
indolore (lesione primaria) segue al propagazione ai
linfonodi regionali , dove si verificano processi
infiammatori che portano a formazioni ascessuali e
alla comparsa di bubboni (lesione secondaria), da qui
si può verificare la diffusione e il danno ad altre sedi
dell’organismo: meningite, polmonite, epatite.
Tipo rapporto/protezione utilizzata
Rischio di contagio
Petting
Rischio di contagio delle MST in
caso di contatto dei genitali o di
eiaculazione vicino ai genitali
Bacio
Mononucleosi e Scarlattina
Rapporto anale senza profilattico
Nessuna protezione per le MST
Rapporto orale
Rischi di contagio di HIV, Epatite,
Gonorrea in caso di eiaculazione. Il solo
contatto mette a rischio per il contagio
di condilomi ed herpes del cavo orale
Rapporto completo con la pillola
Nessuna protezione per le MST
Rapporto completo con la spirale
Nessuna protezione per
Sifilide,Trichomonas, Gonorrea,
Condilomi, Chlamydia, Herpes.
Nella donna aumenta il rischio
di contagio da HIV,HBV a causa
delle microlesioni che la spirale
può causare nella parete
uterina.
Rapporto completo con diaframma
Nessuna protezione per
sifilide,Trichomonas,Gonorrea,C
ondilomi,Chlamydia,Herpes.
Protegge parzialmente la donna
da HIV,HBV.
Rapporto completo senza protezione Rischio di contagio per HIV, HBV,
Trichomonas, Sifilide,Gonorrea,
Condilomi acuminati, Chlamydia,
Herpes,
PROSTATITI: classificazione
• Prostatite batterica acuta:
infezione batterica acuta, con leucocitosi del fluido
prostatico; colture positive del secreto prostatico, delle
urine e occasionalmente del sangue
• Prostatite batterica cronica:
infezione batterica cronica, con leucocitosi e colture
positive del fluido prostatico e raramente delle urine
• Prostatite abatterica cronica:
• infezione cronica, con leucocitosi del fluido
prostatico e negatività delle colture urinarie e del
fluido prostatico per i comuni uropatogeni
• Prostatodinia:
• la prostata non mostra alcuna infiammazione e le
colture risultano tutte negative
PROSTATITI: patogeni
implicati
PATOGENI RICONOSCIUTI
PATOGENI CONTROVERSI
•
E. coli

Chlamydia trachomatis
•
Klebsiella

Mycoplasma
•
Proteus mirabilis
 Anaerobi
•
Pseudomonas aeruginosa
 Trichomonas
•
Enterococcus faecalis

Herpes simplex virus 1 & 2
•
Staphylococcus aureus

Stafilococchi coagulasi
negativi
vaginalis
PROSTATITI: sintomi dolorosi
•
Dolore o pesantezza perineale.
•
Dolore o fastidio durante o dopo l'eiaculazione
•
Dolore alla parte bassa della schiena e agli arti inferiori (glutei e
gambe, specialmente all'interno delle cosce)
•
Dolore ai testicoli
•
Dolore inguinale
•
Dolore sovrapubico
•
Dolore o fastidio alla punta del pene (non legato alla minzione)
•
Dolore o bruciore durante la minzione.
ESAMI DI LABORATORIO NELLE PROSTATITI
 Urinocoltura con ABG
 Test di Meares-Stamey
 Spermiocoltura
 Ricerca del Trichomonas vaginalis
 Amplificazione del DNA per C.trachomatis, N.gonorrhoeae,
HSV 1 e 2, HPV
 Ricerca di Micoplasmi uro-genitali
Test di Meares- Stamey
• Significato diagnostico
• Le infezioni delle prostata (acute e, soprattutto, croniche)
sono condizioni cliniche di difficile precisazione
eziologica. L’accertamento diagnostico si avvale del test
di Meares- Stamey semplificato, basato sulla valutazione
comparativa dei risultati delle colture di:
• - primo mitto urinario;
• - urina da mitto intermedio;
• - secreto prostatico o urina raccolta dopo massaggio
prostatico (la spremitura della prostata consente
l’immissione a livello uretrale delle secrezioni
prostatiche).
•
•
•
A) Il test consente la diagnosi eziologica e di localizzazione dell’infezione,
rispettivamente di uretrite, cistite o prostatite.
B) Il test è indirizzato alla ricerca, quantitativa, dei batteri classicamente
venerei (Neisseria gonorrhoeae) e di quelli abitualmente residenti a livello
uretrale (Enterobatteri, Bacilli Gram negativi non fermentanti, cocchi Gram
positivi, bacilli Gram positivi).
C) Il test consente la diagnosi eziologica e di localizzazione dell'infezione,
rispettivamente di uretrite, cistite o prostatite. Con questa procedura si
cerca di valutare se la causa della presenza di un numero di leucociti
aumentato nel primo getto sia dovuto ad una uretrite od ad una prostatite
cronica. Nel secondo caso, il numero maggiore di leucociti sarà reperibile
nel secreto prostatico dopo espressione manuale della ghiandola o, in
mancanza di una chiara secrezione, nel 3° getto urinario. Anche i batteri
presenti nelle colture, saranno a concentrazioni maggiori in queste frazioni
del prelievo. E’ importante sottolineare che tra un prelievo e l’altro, il
paziente deve urinare per lavare la via escretrice e creare il massimo
divario tra un campione e l’altro. Si esaminano insieme il primo ed il
secondo getto urinario, l’eventuale secrezione prostatica ottenuta con
massaggio prostatico e un terzo campione di urine che effettua il lavaggio
del sistema dopo massaggio.
• Materiale per la raccolta
• 4 contenitori sterili, con tappo a vite.
•Modalità di prelievo
•Il paziente deve essere ben idratato, con la vescica piena.
•Procedere alla pulizia ed al risciacquo dei genitali come per
l’urinocoltura (è essenziale mantenere retratto il prepuzio per l’intera
durata del prelievo). Nel primo contenitore il paziente dovrà raccogliere
un primo getto di urine ( per un volume massimo di circa 5 ml (circa 0,5
cm dal fondo del contenitore). La quantità deve essere minima poiché
non deve diluire eccessivamente le secrezioni uretrali depositate
durante la notte . Questo è il campione Uretrale. Effettuare lavaggio
dell’uretra facendo emettere 10cc di urina. Nel 2° contenitore raccogliere
altri 20-50 mL di urina. Questo è il campione Vescicale. Quindi il
paziente verrà posto in genu-pettorale per effettuare il massaggio
prostatico
• Il massaggio deve riguardare i tre lobi della ghiandola, e deve essere
delicato tanto da non provocare forti dolori, ma deciso. La durata del
massaggio non è standardizzata, ma, di solito, è sufficiente un minuto.
Il paziente durante la manovra dovrà mantenere retratta la cute del
prepuzio. Se l’espressione prostatica produce una secrezione (non
sempre è così) si raccoglie il secreto prostatico nel 3° contenitore per
caduta. Si consiglia di avere a portata anse sterili monouso ed un
contenitore con brodo arricchito (1 cc) nel caso che sia presente una
secrezione ma non sufficiente a cadere nel contenitore. Questo è il
Campione prostatico.
• Terminato il massaggio prostatico il paziente urinerà nuovamente
raccogliendo circa 5 cc nel quarto contenitore sterile. Questo
campione è necessario specialmente in quei casi in cui il secreto
prostatico ottenuto durante il massaggio sia assente o di volume
insufficiente ad effettuare tutti i test richiesti. In questo caso il 4 getto
diviene il Campione prostatico.
P.M.
QUADRI CLINICO-LABORATORISTICI DELLA
CLASSIFICAZIONE DI DRACH
PROSTATITE
ACUTA
BATTERICA
PROSTATITE
CRONICA
BATTERICA
PROSTATITE
NON BATTERICA
PROSTATODINIA
Infezione urinaria
(IVU)
SI
SI
NO
NO
Esplorazione
rettale (DRE)
+
+/-
+/-
-
Globuli Bianchi
(GB)/EPS
SI
SI
SI
NO
Batteri/EPS
SI
SI
NO
NO
Antibiotici
SI
SI
SI/NO ?
NO
Diminuito
+/-
+/-
Diminuito
Flusso urinario
L’attribuzione della sede di infezione si basa: carica microbica >=105UFC/ml e leucociti >=10/campo
• Scabbia
Farmaco Dosaggio Somministrazione
Durata terapia
Permertrina Crema 5% Uso topico /lavare dopo 8-14 ore Due sere.
Eventualmente
ripetere dopo 7 giorni
In alternativa
Benzoato di benzile Soluzione 20% Uso topico la sera 3 giorni
consecutivi , poi 3 a giorni alterni
• pidocchio
Farmaco Dosaggio Somministrazione Durata terapia
Permertrina Crema 1% Uso topico / lavare dopo 10’
Eventualmente ripetere dopo una settimana
In alternativa
Malathion Lozione 0,5% Uso topico / lavare
dopo 8-12 ore
Eventualmente ripetere dopo una settimana
In alternativa
Phenotrin Lozione 2% Uso topico. Lavare dopo 2 ore
Eventualmente ripetere dopo una settimana
Il Caso Clinico
• Francesco, 32 anni, coniugato da due
anni con Chiara, si presenta
all'ambulatorio MST poiché da circa 1
mese sono comparse a livello genitale
delle lesioni proliferative
• Anamnesi
Assenza di patologie croniche
concomitanti
Assenza di pregresse MST
Rapporti sessuali esclusivamente con
Chiara dal matrimonio
Rapporti sessuali vaginali, orali ed anali
Non utilizzo del condom
• Esame obiettivo
• Buone condizioni generali
Temperatura ascellare = 36,8 ° C
Pressione arteriosa = 120-80 mm Hg
Frequenza cardiaca = 88 atti/minuto
• Apparato genitale:
Assenza di linfoadenopatia inguinale
bilateralmente.
Assenza di secrezione purulenta uretrale.
Assenza di lesioni ulcerative.
Presenza di lesioni proliferative a livello
dell'asta del pene.
L'anamnesi e l'esame obiettivo orientano
per:
• A) Herpes genitale
• B) Condilomi acuminati
• C) Gonorrea
L’agente eziologico della condilomatosi
ano-genitale è:
• Un virus : un Poxvirus
• Un virus : Un Papillomavirus (HPV)
• Un batterio : Un Treponema pallidum
• La diagnosi di questa condizione
patologica richiede:
• Biopsia
• Nessuna indagine successiva
• Test virologici di identificazione
e tipizzazione di HPV
• . Quali sono le opzioni terapeutiche?
• La terapia chirurgica è più efficace. La
tecnica chirurgica dipende dalla
disponibilità del centro.
• La terapia medica è più efficace. Si
possono utilizzare sia immunomodulatori
che antivirali.
• Il trattamento deve essere
individualizzato. E’ possibile optare sia
per la terapia medica che per quella
chirurgica.
•
Durante il counselling il paziente chiede se ha
acquisito l'infezione virale dalla moglie con
certezza.
• Si poiché il periodo d’incubazione è inferiore a 2
anni.
• Si, poiché sebbene HPV possa persistere per
anni, le manifestazioni cliniche si presentano
dopo non più di 6 mesi dall’infezione.
• No, poiché HPV puòpersistere come infezione
latente per anni prima di produrre manifestazioni
cliniche
• Avendo diagnosticato una infezione
da HPV è necessario:
• Eseguire lo screening per altre MST,
incluso l’infezione da HIV
• Eseguire uno screening per
immunodeficienza
• Esaminare il partner sessuale del
paziente.
• L'ispezione dei genitali esterni della
moglie del paziente è risultata normale,
così come l'esame colposcopico. Il Pap
test eseguito un anno fa è risultato
normale. Un collega aveva
precedentemente richiesto alla signora
il test per l'identificazione di HPV con il
brushing cervicale, risultato:" presenza
di HPV-6". La signora è preoccupata e
chiede il significato del test effettuato e
come guarire dall'infezione.
• Suggerisci di ripetere rapidamente il Pap
test per il monitoraggio stretto del tumore
della cervice uterina.
• Suggerisci una biopsia cervicale in
colposcopia
• Rassicuri la paziente e gli consigli di
eseguire il Pap test annuale
•
La coppia vi chiede se sia consigliabile e
necessario l’utilizzo del condom. La vostra
risposta è:
- L’uso del condom è consigliabile, fino alla
dimostrazione della clearance dell’HPV con
tests virologici
- L’uso del condom non è necessario
nell’ambito della coppia stabile
- L’uso del condom è consigliabile, fino a
quando al marito non verranno rimossi i
condilomi.
Caso clinico
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1) Una donna di 28 anni sviluppa dolore all’atto della minzione urinaria e aumentata frequenza
minzionale. Nell’arco di pochi giorni successivi, nota che il dolore si è intensificato e che ora si
irradia alla regione lombare. Si sente accaldata e che ha febbre ai 38-39°C. Il suo medico
sospetta una infezione e gli consiglia una urinocoltura. La risposta dal laboratorio è una
urinocoltura positiva, con una carica di 100.000 batteri/ml di urina. Il batterio cresce sia in AS
(colonie diffuse) che in Agar Mc Conkey (colonie incolori). In aggiunta, il batterio è fortemente
ureasi-positivo. Quale batterio è il responsabile più probabile dell’infezione di questa donna?.
a) Escherichia coli
b) Klebsiella pneumonaie
c) Proteus mirabilis
d) Pseudomoans aeruginosa
e) Salmonella typhi
Caso clinico
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Nel corso dei 3 mesi precedenti, un uomo di 28 anni è andato incontro a
perdita di peso, febbre e brividi intermittenti. Di recente, ha sviluppato
polmonite e mughetto. Quale virus è responsabile dell’infezione legata a
questa combinazione di manifestazioni cliniche:
a) Adenovirus
b) Coccidoides immitis
c) HTLV
d) Streptococcus pneumoniae
e) HIV
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