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C.03.1 _B (GENNAIO 2014) - Comunità montana Valle del

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ILPA S.r.l. Divisione ILIP
Bazzano (BO)
INTERVENTO DI AMPLIAMENTO E RIQUALIFICAZIONE DELLO STABILIMENTO
PRODUTTIVO
RELAZIONE TECNICA GENERALE IMPIANTI ELETTRICI
Documento : C.03.1
Il Progettista
Tiziano Tagliavini
C
B
A
rev
01/14
17/07/13
data
Adeguato sigle cabine trasformazione esistenti
Prima emissione
descrizione
T.T.
T.T.
redatto
G.L.
G.L.
verificato
approvato
pag. 1 di pag. 34
Tagliavini Tiziano
Piazza S. Stranieri n.16 (RE)
INDICE DEGLI ARGOMENTI
Cap.
Titolo
Pagina
1
SCOPO
4
2
OSSERVANZA DELLE NORME VIGENTI
4
3
NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO
4
3.1
Elenco leggi di riferimento.
5
3.2
Prescrizioni tecniche aggiuntive
7
4
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI
8
5
CLASSIFICAZIONE DEI LOCALI
8
6
ELENCO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI DA INSTALLARE
8
7
SISTEMA ALIMENTAZIONE E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE ENERGIA ELETTRICA
10
7.1
Forniture elettriche esistenti
10
7.2
Nuova fornitura di energia elettrica
11
7.3
Sistema di distribuzione d’energia elettrica di B.T.
11
7.4
Sistema elettrico di B.T. e protezioni
11
8
CABINE ELETTRICHE DI TRASFORMAZIONE
13
8.1
Apparecchiature principali cabine elettriche di trasformazione
14
8.1.1 Quadro di media tensione 15 kV
14
8.1.2 Sistema di alimentazione a corrente continua per ausiliari di cabina
14
8.1.3 Dotazione di cabina
14
8.1.4 Trasformatori di potenza MT/BT
15
8.1.5 Collegamenti trasformatori lato M.T.
16
8.1.6 Collegamenti trasformatori lato B.T. (Blindo Compatta)
16
8.1.7 Quadri elettrici generali Di B.T.
16
8.1.8 Rifasamento automatici
17
9
IMPIANTI RILEVAZIONE FUMI
17
9.1
Impianto di allarmi
19
10
IMPIANTO FOTOVOLTAICO
19
10.1 Installazione nuovo impianto
20
10.2 Campo fotovoltaico
20
10.3 Quadri di campo lato corrente continua – string box
21
10.4 Sistema di sganci generali di emergenza
21
10.5 Cavi elettrici e cablaggi
21
10.6 Scelta dei dispositivi di protezione contro i fulmini
22
ILPA Srl divisione ILIP Bazzano (BO)
Intervento di ampliamento e riqualificazione stabilimento
Impianti elettrici - Relazione tecnica generale
Doc. n C.03.1
pag. 2 di pag. 34
Tagliavini Tiziano
Piazza S. Stranieri n.16 (RE)
10.7 Separazione galvanica e messa a terra
22
11
23
AREE CARICABATTERIE
11.1 Sganci di emergenza.
23
12
PALAZZINA UFFICI
24
13
DISTRIBUZIONE PRINCIPALE IMPIANTO ELETTRICO
25
13.1 Staffaggi e certificazione antisismica
26
13.2 Dimensionamento e verifica protezione cavi elettrici
26
14
ALIMENTAZIONI E DERIVAZIONI SECONDARIE
27
15
IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
28
15.1 Illuminazione interna ai fabbricati
29
15.2 Illuminazione di emergenza
29
15.3 Impianti di illuminazione esterna
31
16
IMPIANTI PRESE DI CORRENTE
32
17
IMPIANTO DI TERRA GENERALE
33
ILPA Srl divisione ILIP Bazzano (BO)
Intervento di ampliamento e riqualificazione stabilimento
Impianti elettrici - Relazione tecnica generale
Doc. n C.03.1
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Piazza S. Stranieri n.16 (RE)
1
SCOPO
Lo scopo della presente relazione è quello di descrivere i criteri di progetto, il dimensionamento preliminare
delle linee di alimentazione principali, nonché le prescrizioni e specifiche per la progettazione e il
dimensionamento degli impianti di M.T. B.T. e di sicurezza per l’intervento di ampliamento e riqualificazione
dello stabilimento produttivo della Società ILPA divisione ILIP di Bazzano (BO)
Il progetto, oggetto della presente relazione, si intende preliminare ai fini dell'autorizzazione alla realizzazione, in
base a quanto definito dalle leggi che regolano la materia
La presente relazione indicherà , le linee guida delle soluzioni impiantistiche che devono essere adottate nelle
seguenti fasi di progettazione e di esecuzione degli impianti .
Essa è parte integrante della documentazione di progetto preliminare ed ha lo scopo di fornire le informazioni e
la documentazione necessaria per la richiesta dei vari permessi di costruire e per la successiva progettazione
degli impianti elettrici da realizzarsi per la richiesta offerta alle varie imprese installatrici.
Tutti gli interventi di seguito riportati sono da eseguirsi all'interno dello Stabilimento in oggetto e, sono pertanto
compresi tutti gli oneri necessari per dare le opere complete e funzionanti a regola d'arte, anche nelle parti non
espressamente menzionate.
2
OSSERVANZA DELLE NORME VIGENTI
Tutti gli impianti dovranno essere “a regola d’arte”, sia per quanto riguarda le caratteristiche di
componenti e materiali, sia per quel che concerne l’installazione. A tal fine dovranno essere
rispettate le norme, prescrizioni e regolamentazioni con relative varianti e integrazioni, emanate dagli organismi
competenti in relazione alle diverse parti dell’impianto stesso, alcune delle quali verranno richiamate, laddove
In particolare saranno rispettate:
- le norme C.E.I. (Comitato Elettrotecnico Italiano) per gli impianti e le apparecchiature elettriche.
- le varie leggi e le circolari ministeriali inerenti gli impianti elettrici e la sicurezza del lavoro
- le varie circolari e le disposizioni del Comando dei Vigili del Fuoco della località di esecuzione dei lavori.
- le norme UNI e UNEL per quanto riguarda i materiali unificati, gli impianti ed i loro componenti, criteri di
progetto, le modalità di costruzione e di esecuzione, le modalità di collaudo ecc.
La rispondenza delle norme sopra citate sarà intesa nel senso più restrittivo e cioè non solo l'esecuzione
dell'impianto sarà rispondente alle norme, bensì ogni singolo componente dell'impianto stesso. I materiali
impiegati dovranno essere tutti di primarie case costruttrici e muniti, ove possibile, dei marchi dell'Istituto Italiano
di Qualità (I.M.Q.). Inoltre tutte le apparecchiature per le quali è richiesto dovranno essere dotate di marcature
CE.
3
NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO
I principali riferimenti da osservare nella vita degli impianti elettrici, sono le norme CEI; queste possono essere
destinate all'installazione ma anche alla realizzazione e costruzione dei materiali destinati agli impianti. Decreti e
leggi hanno più volte stabilito che la normativa CEI è il mezzo per stabilire ed ottenere realizzazioni eseguite
secondo la regola dell'arte stabilita dalla legislazione italiana. Quindi i sistemi elettrici, le macchine ed i
componenti sono progettati, costruiti, collaudati, installati e provati in accordo a quanto sopra. I documenti
normativi e legislativi (ultima edizione alla data del presente documento), principali, ai quali gli impianti e suoi
componenti devono essere conformi sono i seguenti. Le norme di riferimento saranno quindi quelle emanate dal
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Intervento di ampliamento e riqualificazione stabilimento
Impianti elettrici - Relazione tecnica generale
Doc. n C.03.1
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Comitato Elettrotecnico Italiano il cui rispetto assicura l’assolvimento della legge 1/3/68 n.186 la quale prevede
che tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono
essere realizzati e costruiti a regola d’arte.
In particolare gli impianti elettrici devono soddisfare le seguenti leggi, decreti e circolari.
3.1
Elenco leggi di riferimento.
Nella redazione del presente progetto così come nella realizzazione degli impianti, sono state, e dovranno
essere tenute come riferimento nella esecuzione dei lavori, le disposizioni di legge e le norme tecniche del CEI.
Le norme di riferimento nella redazione del presente documento , sono in generale quelle emanate dal
Comitato
Elettrotecnico Italiano il cui rispetto assicura l’assolvimento della legge 1/3/68 n.186 la quale
prevede che tutti i materiali,
le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed
elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d’arte.
Si richiamano di seguito le principali norme o leggi che regolamentano la realizzazione di apparecchiature e di
impianti elettrici:
 Disposizioni del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco competente in materia di impianti elettrici.
 Legge 1.3.1968 n.186 “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari,
installazioni e impianti elettrici ed elettronici”.
 Direttiva CEE n. 73/23 del 19/02/1973 del Consiglio delle Comunità Europee relativa alle caratteristiche di
determinati materiali elettrici e successive modificazioni;
 Legge 8.10.1977 n. 791: “Attuazione della direttiva del consiglio delle Comunità Europee (n. 73/23/CEE)
relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato
entro alcuni limiti di tensione”;
 DM 10.4.1984: “Eliminazione dei radio disturbi”;
 Direttiva 93/68/CEE, recepita con D.Lgs 626/96 e D.Lgs 277/97: “Direttiva Bassa Tensione”;
 DPR n. 462 del 2 ottobre 2001
 Direttiva CEE n. 89/336 del Consiglio delle Comunità Europee relativa alla compatibilità elettromagnetica e
successive modificazioni;
 D.M. 37/08: “Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) DM
10.4.1984: “Eliminazione dei radio disturbi”;
 DM 10.4.1984: “Eliminazione dei radio disturbi”;
 Direttiva 93/68/CEE, recepita con D. Lgs 626/96 e D. Lgs 277/97: “Direttiva Bassa Tensione”;
 DPR n. 462 del 2 ottobre 2001
 Dl Lgs 09.04.2008 n. 81 “Testo unico sicurezza”, approvato ai sensi della Legge 123/07
 CEI 0-2 “Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici”
 Norma CEI 0-10 “Guida alla manutenzione degli impianti elettrici”;
 Ed altre normative e guide del CT 0.
 CEI 11-1: “Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Norme generali”;
 CEI 11-8: “Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Impianti di terra”.
 CEI 11-17: “Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Linee in cavo”;
 CEI 11-18: “Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Dimensionamento degli
impianti in relazione alle tensioni”;
 CEI 11-37: “Guida per l’esecuzione degli impianti di terra”
 CEI 11-25 “Calcolo delle correnti di cortocircuito nelle reti trifasi a corrente alternata
 CEI 14: “Guida per l’impiego di trasformatori di potenza”
 CEI 14-4: “Trasformatori di potenza”
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Intervento di ampliamento e riqualificazione stabilimento
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 CEI 14-8. “Trasformatori di potenza a secco”
 CEI 14-12: “Trasformatori trifase di distribuzione di tipo a secco 50 Hz da 100 a 2500 kVA con tensione max.
per il componente non superiore a 36 kV – parte 1”
 Norme CEI del CT 15.98 “Materiali isolanti - sistemi di isolamento”;
 Norme CEI del CT 16 “Contrassegni dei terminali ed altre identificazioni”;
 CEI 17-1: “Interruttori a corrente alternata a tensione superiore a 1000V – V1”
 CEI 17-4: “Sezionatori e sezionatori di terra a corrente alternata ed a tensione superiore a 1000 V”
 CEI 17-5: “Apparecchiature a bassa tensione – parte 2: interruttori automatici”
 CEI 17-9: “Interruttori di manovra ed interruttori di manovra-sezionatori per alta tensione (>1 kV <52 kV)”
 CEI 17-11: “Apparecchiature a bassa tensione – parte 3: interruttori di manovra, sezionatori, interruttori di
manovra-sezionatori ed unità con fusibili”
 CEI 17-113/1: “Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) regole
generali”
 CEI 17-13/2“Condotti a sbarre”
 CEI 17-13/3: “Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT): Parte
3: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate di protezione e di manovra destinate ad essere
installate in luoghi dove personale non addestrato ha accesso al loro uso Quadri di distribuzione (ASD
 CEI 17-13/4: “Quadri per cantiere”
 CEI 17-52: “Determinazione della tenuta al cortocircuito”
 CEI 20-11: “Caratteristiche tecniche e requisiti di prova delle mescole per isolanti e guaine dei cavi per
energia”
 CEI 20-13: “Cavi isolati con gomma butilica con grado d’isolamento superiore a 3 (da 1 a 20 kV)”
 CEI 20-19 “Cavi isolati in gomma con tensione nominale non superiore a 450/750 V
 CEI 20-20 “Cavi isolati con polivinilcloruro con tensione nominale non superiore a 450/750 V.
 CEI 20-21 “Portata dei cavi in regime permanente.
 CEI 20-22/1-2-3 “Prove d’incendio su cavi elettrici;
 CEI 20-24 “Giunzioni e terminazioni per cavi energia;
 CEI 20-33 “Giunzioni e terminazioni per cavi energia a tensione Uo/U non superiore a 600/1000 V in
corrente alternata e 750V in corrente continua;
 CEI 20-34“Metodi di prova per materiali isolanti e di guaina dei cavi elettrici”
 CEI 20.35 “Prove sui cavi elettrici sottoposti al fuoco ;
 CEI 20.36 “Prova di resistenza al fuoco dei cavi elettrici;
 CEI 20.37 “Prove sui gas emessi durante la combustione dei cavi elettrici;
 CEI 20.38 “Cavi isolati con gomma non propaganti l’incendio e a basso sviluppo di fumi e gas tossici e
corrosivi;
 CEI 20-40: “Guida per l’uso di cavi a bassa tensione”
 CEI 31-33 “Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle
miniere);
 CEI 31-34 “Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas – Verifica e manutenzione
degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle miniere);
 CEI 31-35 Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas – Guida alla norma
 CEI 31-36: “Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza di polvere
combustibile – parte 1-2: costruzioni elettriche protette da custodie – Scelta d’installazione e manutenzione”
 CEI 31-87 “Atmosfere esplosive Parte 10-1: Classificazione dei luoghi. Atmosfere esplosive per la presenza
di gas;
 CEI 33-4 “Condensatori di rifasamento per impianti d’energia a corrente alternata;
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Impianti elettrici - Relazione tecnica generale
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3.2
CEI 34-3 ”Lampade tubolari a fluorescenza per illuminazione generale;
CEI 34-5 “Starter per lampade tubolari a fluorescenza;
CEI 34-6 “Lampade a vapori di mercurio ad alta pressione;
CEI 34-14 “Portalampade per lampade tubolari a fluorescenza e porta starter;
CEI 34-21”Apparecchi di illuminazione - parte prima - prescrizioni generali e prove;
CEI 34-22 “Apparecchi di illuminazione - parte seconda - requisiti particolari apparecchi per l'illuminazione di
emergenza;
CEI 34-23 “Apparecchi d’illuminazione - parte seconda - requisiti particolari - apparecchi fissi per uso
generale;
CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in c.a. e 1500 V in c.c.
CEI 64-12: “Guida per l’esecuzione dell’impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario”
CEI 70-1 “Gradi di protezione degli involucri - classificazione;
Norme CEI del CT 75 “Classificazione delle condizioni ambientali”;
CEI 81-10/1 “Protezioni delle strutture contro i fulmini”
CEI 81-10/2 “Protezioni contro i fulmini parte 2 valutazione del rischio ”
CEI 81-10/3 “Protezioni contro i fulmini parte 3 danno materiale alle strutture e pericolo per le persone”
CEI 81-10/4 “Protezioni contro i fulmini parte 4 impianti elettrici ed elettronici nelle strutture”
CEI 100-55 “Sistemi elettroacustici applicati ai servizi di emergenza”
Norme CEI del CT 210 “Compatibilità elettromagnetica”.
Norme di unificazione UNI tra le quali citiamo:
- UNI 9795 Sistemi fissi di segnalazione manuale e di allarme incendi
- UNI EN12464-1 Illuminazione dei posti di lavoro
- UNI 1838 Illuminazione di emergenza
Legge regione Emilia Romagna N 19/20 03 e Circolare esplicativa “Norme in materia di inquinamento
luminoso e di risparmio energetico
Eventuali vincoli da rispettare, compresi quelli derivanti dal coordinamento con le altre discipline e/o attività
coinvolte
Caratteristiche generali dell’impianto elettrico, quali le condizioni di sicurezza, la disponibilità del servizio, la
flessibilità (es. per futuri ampliamenti), la manutenzione.
PRESCRIZIONI TECNICHE AGGIUNTIVE
Come sopra riportata la presente documentazione e relativa alla progettazione preliminare impianti elettrici.
Prima dell’inizio delle installazioni sarà realizzata la progettazione esecutiva necessaria per le attività di
costruzione impianti.
Al termine dei lavori di costruzione impianti , e comunque prima del collaudo provvisorio, la Ditta Appaltatrice
sarà tenuta a:
- consegnare al committente una completa documentazione sugli impianti realizzati, la documentazione
comprenderà gli schemi unifilari degli impianti, i disegni in pianta ed alzato delle porzioni di edificio
interessato, con l'indicazione delle posizioni dei quadri, dei passaggi cavi ecc, le tabelle cavi e di
collegamento, le tabelle di taratura e di dimensionamento ecc. Sugli schemi saranno riportate tutte le
indicazioni (tipo e sezione di cavi, tipo dei materiali installati, numerazione dei conduttori interni e dei cavi
esterni ecc.) utili per la futura manutenzione e verifiche degli impianti cosi come richiesto dalle norme CEI
0-2.
- effettuare una verifica del dimensionamento dei cavi e delle tarature degli organi di protezione, in relazione
alla situazione finale ed esecutiva degli impianti (lunghezze cavi effettive, ecc.) e in particolare riferimento
alle prescrizioni della norma CEI 64-8 , CEI 11-1,
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-
- effettuare una verifica di isolamento delle linee in cavo cosi come richiesto dalle norme CEI 64-8
effettuare una verifica del corretto collegamento delle apparecchiature al circuito di protezione, con verifica
della resistenza di collegamento, impedenza dell'anello di guasto (Zs) e coordinamento con le protezioni
elettriche.
4
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI
Per la verifica contro le scariche atmosferiche si rimanda alla relazione specifica.
In questo progetto non è compreso l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, essendo l’edificio
autoprotetto.
Eventuale fulminazione indiretta può creare sovratensioni nei circuiti elettrici interni e esterni ai fabbricati per
accoppiamento induttivo.
Pertanto su tutte le linee in ingresso ai singoli fabbricati e a protezione dei dispositivi sensibili verranno inseriti
degli scaricatori SPD con soglie di intervento adatte alla tensione di lavoro del circuito.
5
CLASSIFICAZIONE DEI LOCALI
I vari locali e aree presenti nella nuova costruzione sono classificati e definiti in modi diversi a seconda delle
zone e della presenza al proprio interno di sostanze particolari.
In generale non sono presenti aree con pericolo di esplosione determinate dalla lavorazione e/ deposito di
sostanza che possono generare tale rischio.
La presenza e l’utilizzo di gas metano entro le centrali termiche in caso di guasto dei sistemi di contenimento
può generare piccole zone con pericolo di esplosione all’interno di queste zone, da definire nelle fasi esecutive,
non saranno installati impianti elettrici.
All’interno di alcuni fabbricati la presenza di materiale infiammabile può generare un carico di incendio elevato,
pertanto queste locali saranno definiti come luoghi a maggior rischio in caso di incendio e nell’esecuzione degli
impianti elettrici saranno adottate tute le prescrizioni tecniche e normative specifiche per detti luoghi.
6
ELENCO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI DA INSTALLARE
All’interno dei fabbricati e /o aree in oggetto Come sopra riportato, gli impianti relativi alla presente relazione
sono relativi alla realizzazione di nuovi edifici di produzione e di servizio da realizzarsi entro il complesso
industriale in oggetto come di seguito riportato.
Le nuove costruzioni saranno realizzate entro il complesso industriale esistente entro cui sono attualmente
esistenti altri fabbricati adibiti a produzione e a servizi quali magazzini, officine, spogliatoi uffici ecc . Le nuove
costruzioni saranno principalmente composte dai seguenti edifici :
- edificio produzione denominato produzione n 1 entro cui si svolgeranno attività legate al settore ortofrutta
- edificio produzione denominato produzione n 2 entro cui si svolgeranno attività con materiale PET
- edificio manutenzione entro cui si svolgeranno attività di manutenzione e prova macchine e impianti al
servizio della produzione
- nuova palazzina uffici direzione e amministrazione
- nuovo fabbricato magazzini automatico con annesso magazzino picking per movimentazione e carico
prodotti finiti per spedizione
- impianto depurazione acque di stabilimento
- nuovo ingresso stabilimento e viabilità interna
I vari locali e aree presenti nella nuova costruzione sono classificati e definiti in modi diversi a seconda delle
zone e della presenza al proprio interno di sostanze particolari.
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In generale, il personale presente che può accedere agli impianti in oggetto, è a conoscenza dei pericoli
derivanti dal lavoro sugli impianti in tensione, e sono addestrati per tale lavoro.
Pertanto nell’installazione degli impianti si dovranno considerare le varie prescrizioni previste per gli impianti
elettrici in questi luoghi.
Attualmente all'interno dello stabilimento in oggetto sono presenti altri fabbricati adibiti alla produzione completi
di locali tecnici , locali di servizio, magazzini, uffici e di amministrazione, oltre ad aree esterne di posteggio e
viabilità interna.
Il presente progetto è relativo agli impianti elettrici da installare per i nuovi fabbricati e nuove aree che si
andranno a realizzare, oltre all'adeguamento degli impianti elettrici generali necessari per l'inserimento dei nuovi
fabbricati.
All’interno dei singoli fabbricati o impianti saranno installati i seguenti impianti elettrici generali:
- impianti illuminazione normale
- impianti illuminazione di emergenza
- impianti forza motrice normale
- impianti forza motrice privilegiata ( dove richiesta)
- impianti di terra e di protezione
- Impianti rilevazione fumi e di allarme entro alcuni locali
- Impianti telefonici e trasmissione dati
- Impianto di produzione energia da fonte fotovoltaica
L’alimentazione dei nuovi impianti verrà derivata in parte dalla attuale rete di media tensione esistente entro il
complesso la quale sarà adeguata alla nuova situazione, e in parte da una nuova fornitura di energia elettrica
perché quella attuale, è insufficiente .
Gli impianti elettrici compresi nel progetto riguardano:
- La realizzazione di un nuovo impianto di dispersione di terra attorno ai nuovi fabbricati intercollegato con la
rete di terra esistente
- L’allestimento di una nuova cabina di ricezione MT per alimentazione nuovi fabbricati
- L’allestimento di nuove cabine elettriche di trasformazione per alimentazione impianti relativi ai nuovi
fabbricati produzione e manutenzione complete di tutte le apparecchiature necessarie e di linee di
intercollegamento
- L’ampliamento della attuale rete di MT per alimentare una nuova cabina elettrica di trasformazione per
fabbricati magazzino e palazzina uffici
- L’allestimento di nuova cabina elettrica di trasformazione per alimentazione impianti zona magazzino
automatico comprendente il magazzino automatico, il magazzino picking, la palazzina uffici, il depuratore e
le aree di ingresso stabilimento
- L’installazione di un gruppo elettrogeno di emergenza ad avviamento automatico completo di sistema di
commutazione per alimentazione utenze privilegiate
- L’installazione di gruppi di sicurezza in continuità assoluta per illuminazione di emergenza dei vari fabbricati
completi di batterie di accumulatori, caricabatterie, convertitore e quadro di distribuzione
- L’allestimento di stazioni di energia di sicurezza in continuità assoluta per circuiti di protezione entro le nuove
cabine elettriche , completi di batterie di accumulatori, caricabatterie e quadri di distribuzione.
- La realizzazione degli impianti elettrici nell'ambito delle cabine elettrica, comprendenti le linee interne, gli
apparecchi illuminanti, gli interruttori, le prese, gli impianti equipotenziali e di messa a terra ecc.
- La realizzazione di una serie di vie cavi completi di condotti sbarra prefabbricati, cavi di potenza e ausiliari
per alimentazione delle varie utenze, e dei vari comandi in campo.
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- Il collegamento delle utenze entro le centrali tecnologiche complete di quadri elettrici dedicati , linee in cavo
e colonnine locali di comando e/o sezionamento vicino ad ogni utenza alimentata.
- Il collegamento a terra delle strutture metalliche ( grandi masse) che si andranno realizzare.
- L’installazione di impianti elettrici di illuminazione e prese di corrente per le varie aree adibite a
caricabatterie
- L’installazione di impianti di allarme manuale entro i fabbricati produzione,
- L’installazione di impianti di rilevazione fumi entro i locali cabine elettriche ed entro i locali magazzino
picking. Il magazzino automatico è autoprotetto con impianto ad impoverimento di ossigeno
- L’installazione degli impianti elettrici di illuminazione normale e di sicurezza, prese di corrente e rilevazione
fumi entro i locali della palazzina uffici
- L’installazione di impianti di illuminazione delle aree esterne di posteggio e viabilità
- L’alimentazione de magazzino automatico considerato come macchina.
- L’alimentazione dell’impianto depurazione acque
7
SISTEMA ALIMENTAZIONE E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE ENERGIA ELETTRICA
All’interno del complesso industriale esistente per l’alimentazione delle utenze elettriche sono presenti due
forniture di energia elettrica in Media Tensione 15 kV da parte dell'ente distributore di energia elettrica (ENEL).
Visto la potenza richiesta e la zona di installazione, per r alimentazione dei nuovi fabbricati di produzione sarà
realizzata una nuova fornitura di energia elettrica.
Per l’edificio in oggetto, sarà richiesta dalla Committente la fornitura d’energia elettrica in media Tensione
all’Azienda fornitrice d’energia elettrica di zona.
Il sistema d’alimentazione esistente e quello di nuova realizzazione sarà realizzato in media Tensione con i
seguenti valori nominali:
7.1
tensione nominale:
frequenza nominale:
sistema trifase con neutro compensato
sistema trifase con neutro connesso a terra:
corrente di corto circuito presunta :
15kV
50 Hz
TNS
 12,5 kA
Forniture elettriche esistenti
Le forniture di energia elettrica esistenti sono realizzate entro due locali diversi dello steso fabbricato esistente.
Dalle singole cabine elettriche di ricezione dell'Utente si dipartono linee in cavo, una per ogni cabina elettrica ,
per la distribuzione principale di MT .
Le distribuzione principale all'interno dello stabilimento cosi come riportato sui singoli "schemi unifilari
distribuzione Media Tensione ", è realizzata in modo diverso .
La rete principale di M.T. della fornitura 1 al servizio del settore monouso è di tipo radiale e serve n 2 cabine
elettriche di trasformazione cosi composte:
- Cabina 1.1 reparto monouso composta da n n 03 trasformatori MT/BT di potenza A= 2000 kVA/cad
- Cabina 1.2 reparto monouso anch’essa composta da n 03 trasformatori MT/BT di potenza A= 2000 kVA/cad
In questo progetto la rete di distribuzione dei reparti monouso non sarà soggetto ad attività di nessun tipo
La rete principale di M.T. esistente della fornitura 2 al servizio del settore ortofrutta è composta da un
sistema entra esci che in uscita dalla cabina di recezione siglata 2.0 alimenta n 04 cabine elettriche di
trasformazione cosi composte:
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- Cabina 2.1 reparto alveoli composta da n 2 trasformatori di potenza di cui uno di potenza A= 500 kVA e l’altro
A= 1600 kVA
- Cabina 2.2 sala compressori composta da n 2 trasformatori di potenza A = 2000 kVA/cad
- Cabina 2.3 reparto vaschette composta da n 3 trasformatori di potenza A = 2500 kVA/cad
- Cabina 2.4 reparto estrusione composta da n 2 trasformatori di potenza A = 2000 kVA/cad.
L’attuale rete di MT denominata rete 2 settore ortofrutta verrà ampliata con l’inserimento di una nuova cabina
elettrica siglata 2.5 inserita nel fabbricato magazzino automatico e composta da n 2 trasformatori di potenza
A=1600kVA/cad
7.2
Nuova fornitura di energia elettrica
Per alimentazione dei nuovi fabbricati di produzione sarà realizzata una nuova fornitura di energia elettrica entro
apposito fabbricato posta sul confine del complesso in oggetto con accesso anche dalla strada pubblica.
Dalla nuova cabina elettrica si dipartiranno le linee in cavo per alimentazione delle varie cabine elettriche di
trasformazione. Il sistema di distribuzione sarà di tipo ad anello e alimenterà le seguenti cabine elettriche :
- Cabina 3.1 reparto produzione 1 lato OVEST composta da n 2 trasformatori di potenza A = 2000 kVA/cad
predisposta per ulteriori futuri 2 trasformatori
- Cabina 3.2 reparto produzione PET composta da n 2 trasformatori di potenza A = 2000 kVA/cad predisposta
per ulteriori futuri 2 trasformatori
- Cabina 3.3 reparto produzione 1 lato EST composta da n 3 trasformatori di potenza A = 2000 kVA/cad
predisposta per ulteriore futuro 1 trasformatore
7.3
Sistema di distribuzione d’energia elettrica di B.T.
Entro le singole cabine elettriche di trasformazione attraverso trasformatori di potenza sopra elencati il sistema
di M.T. viene trasformato in sistema di I^ categoria B.T. alla tensione di 400/230 V.
Per alimentare i quadri generali di B.T., entro le singole cabine elettriche saranno installati più trasformatori di
potenza. Tutti i trasformatori sono del tipo isolato in resina con collegamento Dyn 11.
I singoli trasformatori sono singolarmente collegati al rispettivo quadro elettrico generale di B.T. anch'esso
installato entro la propria cabina elettrica di trasformazione. Detto collegamento è generalmente realizzato con
condotti prefabbricati tipo Blindo sbarra.
In caso di mancanza rete da ENEL, all’esterno del nuovo fabbricato magazzino automatico sarà installato un
gruppo elettrogeno gruppi elettrogeni ad avviamento automatico per alimentazione delle utenze privilegiate,
quali sistema di impoverimento di ossigeno per il magazzino automatico ecc. La linea di alimentazione
proveniente dal gruppo elettrogeno si attesterà al rispettivo quadro elettrico generale di B.T. lato servizio utenze
privilegiate installato entro la cabina.
All'interno del quadro elettrico generale, oltre agli interruttori di protezione per le linee in partenza, sarà anche
installato un sistema di commutazione rete-gruppo elettrogeno, realizzato con interruttori motorizzati.
La protezione contro le sovracorrenti della linea proveniente dal gruppo elettrogeno sarà garantita
dall’interruttore generale presente sul quadro della macchina elettrogeno.
7.4
Sistema elettrico di B.T. e protezioni
Sul lato di B.T. il sistema di messa a terra, sia in caso di alimentazione da rete, cioè tramite trasformatori MT/BT
che con alimentazione privilegiata, cioè da gruppo elettrogeno, sarà di tipo TN cioè con centro stella dei
trasformatori e del gruppo elettrogeno collegato all’impianto di terra unico per l’intero stabilimento.
La distribuzione è di tipo TNS cioè a cinque fili con conduttore di terra e neutro distribuito separatamente.
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La protezione contro le sovracorrenti delle singole linee sono realizzata con interruttori automatici
magnetotermici installati sui quadri elettrici.
La protezione contro i contatti diretti è ottenuta attraverso totale isolamento delle parti attive per quanto
riguarda i cavi e i componenti di classe II, mentre per le parti attive delle varie apparecchiature la protezione è
ottenuta con involucri barriere ostacoli e contenitori per le apparecchiature. In generale tutte le parti sotto
tensione sono dotate di isolamento adeguato e/o di involucri con grado di protezione adeguato al luogo di
istallazione.
I circuiti di alimentazione delle prese a spina e degli apparecchi illuminanti sono dotati di interruttore differenziali,
con soglia di intervento non superiore a 30mA, quale protezione addizionale contro i contatti diretti.
In particolare: tutte le parti attive sono poste entro involucri aventi grado di protezione superiore al minimo
richiesto dalla norma CE1 64-8 e definito nella norma CE1 70-1 che è IP XXB per le superfici non orizzontali a
portata di mano e IP XXD per le superfici orizzontali di involucri a portata di mano.
Gli involucri sono tutti saldamente fissati in modo da impedirne la rimozione accidentale e potranno essere
aperti solo con chiavi o attrezzi.
Per la protezione contro le tensioni di passo e contatto che si potrebbero verificare in caso di guasti verso terra
nei circuiti di media tensione, il dispersore di terra è dimensionato in modo tale che la tensione totale di terra
non possa superare il 20% del valore ammesso.
Per la protezione contro i contatti indiretti in bassa tensione, il sistema è del tipo TN-S (conduttore di neutro e di
protezione separati), con l'obbiettivo di assicurare l'intervento delle protezioni entro 0.4 secondi in tutti i punti
dell'impianto, in modo da evitare l'adozione di particolari provvedimenti sui quadri di distribuzione che
alimentano i circuiti delle prese a spina.
La protezione contro i contatti indiretti sugli impianti, derivati dai quadri elettrici principali è ottenuta
mediante interruzione automatica del circuito utilizzando dispositivi automatici contro le sovracorrenti
(interruttori automatici). Per garantire questa protezione le caratteristiche dei dispositivi di protezione (
interruttori automatici magnetotermici) e le impedenze dei circuiti devono esser tali che in presenza di un
guasto di impedenza trascurabile in qualsiasi parte dell’impianto tra un conduttore di fase e un conduttore di
protezione o una massa, l’interruzione dell’alimentazione avvenga entro un tempo di seguito specificato,
soddisfacendo la seguente condizione definita dalle norme :
Zs x Ia ≤ Uo
Dove:
Zs è l’impedenza dell’anello di guasto che comprende la sorgente di alimentazione, cioè il trasformatore, il
conduttore attivo fino al punto di guasto ed il conduttore di protezione tra il punto di guasto e la sorgente.
Ia è la corrente che provoca l’interruzione automatica del dispositivo di protezione entro i tempi di seguito
riportati in funzione di Uo per i circuiti terminali oppure entro un tempo convenzionale non superiore a 5
secondi per i circuiti di distribuzione .
Uo è la tensione nominale in corrente alternata valore efficace tra fase e terra. Nel nostro caso 230V
Tempi massimi di interruzione per i sistemi TN ( CEI 64/8)
Uo (V)
Tempo di interruzione (s)
50 - 120 V
0,8 s
120 - 230 V
0,4 s
230 - 400 V
0,2 s
0,1 s
 400 V
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Come definito dalle norme CEI, i tempi massimi di interruzione sopra riportati, soddisfano l’esigenza di limitare
o eliminare eventuali effetti fisiologici dannosi per persone che in contatto con parti conduttrici in tensione,
conseguenti ad un guasto verso massa nel circuito o componente elettrico interessato, sono sottoposti da una
tensione di contatto limite convenzionale UL superiore a 50 V in corrente alterna e 120V in corrente continua .
Per i circuiti di distribuzione il tempo di intervento massimo delle protezioni è pari a 5 s
Tutte le linee in partenza sono protette contro le sovracorrenti, e contro i guasti a terra, quest’ultima realizzata
con protezione differenziale di tipo indiretto a due soglie (allarme e scatto). La soluzione adottata delle
protezioni differenziali di tipo indiretto permette una selettività di protezione con le protezioni a valle e permette,
al fine di garantire il più possibile l'esigenza di continuità d’esercizio, la loro esclusione fino all’eliminazione del
guasto che provoca l'intervento.
La prima soglia (allarme) delle protezioni differenziali sono riportate in morsettiera e collegate ad un sistema di
allarme e supervisione di tutti gli impianti generali.
Tutte le utenze secondarie di servizio quali illuminazione prese di corrente ecc. sono protette da interruttori
automatici magnetotermici con relè differenziali diretti ad alta sensibilità, installati nei quadri elettrici secondari.
8
CABINE ELETTRICHE DI TRASFORMAZIONE
Come sopra riportato i nuovi impianti saranno derivati da varie cabine elettriche di trasformazione .
Le singole cabine saranno realizzate in appositi locali completamente separati e compartimentati rispetto ai
locali adiacenti
Per l’alimentazione e il collegamento delle varie cabine elettriche saranno posate nuove linee in cavo di MT
Le nuove linee saranno principalmente posate entro polifore interrate e per il raccordo fra le polifore e i locali
cabine elettriche entro passerella portacavi.
In generale le nuove linee in cavo saranno realizzate in cavo unipolare con le caratteristiche come di seguito:
- conduttore a corda rotonda compatta di rame stagnato
- isolamento in gomma sintetica a base di EPR qualità G7
- strato semiconduttore posto tra isolante e schermo metallico, in materiale elastomero
- schermo metallico a nastri di rame applicati ad elica
- guaina esterna a base di PVC qualità Rz di colore rosso applicata sopra lo schermo metallico con
l'interposizione di una guainetta di materiali igroscopico.
- sigla di identificazione RG7H1R-12/20 kV
Entro i locali cabina le linee in cavo MT saranno posate entro passerelle portacavi di tipo chiuso. Le passerelle
installata all'interno, saranno in acciaio zincato tipo sendzimir, complete di coperchio.
Tutti percorsi saranno indicati con apposti cartelli. I percorsi interrati e i pozzetti saranno evidenziati con appositi
cartelli metallici principalmente fissate alle strutture adiacenti e riproducente le indicazioni di PERICOLO 20.000
V" e le misure a cui si trovano i vari percorsi e/o pozzetti . Saranno posati indicazioni ogni pozzetto e ogni
cambio di direzione del percorso polifera.
I percorsi in passerella saranno evidenziati sul fianco in posizione ben visibile, ad una distanza fra di loro di
circa 1 m, con segnali di pericolo riproducenti l'indicazione "PERICOLO 20.000 V", oltre al simbolo triangolare
con la freccia di pericolo di folgorazione. I segnali monitori di pericolo saranno realizzati in modo da garantire la
loro permanenza nel tempo considerando le condizioni ambientali.
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8.1
Apparecchiature principali cabine elettriche di trasformazione
Come sopra riportato e come evidenziato sugli schema a blocchi allagati alla presente documentazioni di
progetto, saranno realizzate nuove cabine di trasformazione . Le nuove cabine saranno realizzate entro appositi
locali inserite entro i nuovi fabbricati.
Entro i locali cabina saranno installate la varie apparecchiature quali quadri Media tensione, trasformatori di
potenza, quadri elettrici generali di BT, gruppi alimentatori di emergenza ecc.
8.1.1 Quadro di media tensione 15 kV
Entro le singole cabine saranno installati quadri di MT composti come da schemi unifilare allegati
Le caratteristiche tecniche generali dei quadri sono come di seguito riportato .
Tensione nominale
24 KV
Tensione di rete
15 kV
Frequenza nominale
50 Hz
Tensione di prova per 1 minuto
55 KV
Corrente di cortocircuito
16 KA
Corrente nominale sbarre
630 A
Temperatura ambiente
- 10 + 40° C
Grado di protezione meccanico
IP-30
I quadri saranno dotati di tutti i necessari blocchi a chiave, meccanici ed elettrici al fine i garantirne l’esercizio in
condizioni di sicurezza sia in relazione alle funzioni elettriche ad esso demandate sia in relazione alla gestione e
manutenzione da parte di operatori.
8.1.2 Sistema di alimentazione a corrente continua per ausiliari di cabina
All’interno delle singole cabine elettriche di trasformazione saranno installati sistemi di alimentazione in
continuità tipo UPS funzionante a 220 Vac completo di batteria stazionaria per l'alimentazione dei circuiti
ausiliari di cabina al fine di avere sempre la possibilità, tramite appunto una alimentazione continua, di operare
sui comandi ed essere informati sullo stato dei circuiti di Media e Bassa Tensione installati in cabina elettrica.
8.1.3 Dotazione di cabina
Le singole cabine saranno dotate di tutti gli impianti di servizio e di tutte le dotazioni antinfortunistiche di legge e
in particolare:
-
impianto di illuminazione normale
impianto di illuminazione di emergenza
impianto prese per manutenzione
impianto di estrazione aria locale
impianto equipotenziale
pulsante di sgancio esterno di emergenza ( uno per i circuiti di MT e uno per il gruppo UPS illuminazione di
sicurezza, oltre al pulsante per gruppo elettrogeno dove installato)
- pavimento galleggiante
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A corredo degli impianti di cabina saranno forniti i seguenti componenti :
-
Una lampada portatile di sicurezza, completa di batteria ricaricabile e dispositivo di ricarica
Estintore a C02 da 6 kg.
Una cassetta di PVC rigido a parete, con portelle a vetro, per la custodia delle chiavi dei quadri
Una serie di mensole per supporto leve a maniglie;
Cartelli di segnalazione regolamentari concernenti le istruzioni per i soccorsi ai feriti in caso d'incidenti, le
segnalazioni di pericolo ecc.
- Schemi di cabina e libretto di istruzione rilegato, riportante tutte le informazioni necessarie per la corretta
esecuzione delle manovre del funzionamento delle apparecchiature custoditi in una bacheca a parete dotata
di portella trasparente.
L'impianto di terra della cabina sarà costituito da:
- un collettore principale di terra, in piattina di rame, dim. 30x3 mm staffata (ogni 100 cm) a parete ad un'altezza
dal pavimento di 40 cm. per i collegamenti delle varie masse metalliche;
- una barra generale di terra (BTM);
- collegamenti fra barra di terra a parete ed i quadri realizzati in cavo isolato di adeguata sezione, 35 mmq
minimo;
- collegamenti fra la maglia equipotenziale e la rete disperdente esterna in cavo.
- collegamento fra collettore principale e rete di protezione esistente all'interno dello stabilimento in cavo isolato
di adeguata sezione.
Tutti i collegamenti alla barra equipotenziali sono identificati con appositi cartellini segnacavi riproducenti il tipo
e la sezione del cavo oltre al tipo di servizio.
8.1.4 Trasformatori di potenza MT/BT
Per alimentare le utenze di BT dei singoli fabbricati saranno installati piu trasformatori di potenza MT/BT. I
trasformatori non funzioneranno in parallelo, ma avranno caratteristiche adeguate per il funzionamento in
parallelo.
I trasformatori hanno le seguenti caratteristiche principali:
- trasformatore trifase isolamento:
- gruppo vettoriale :
- terminali :
- tipo di sevizio :
- frequenza nominale :
- tensione nominale primaria :
- tensione nominale secondari:
- isolamento primario:
- classe isolamento:
- potenza nominale :
- tensione di corto circuito a 75°C:
- tipo di installazione :
- sistema di raffreddamento :
- accessori
resina
Dyn 11
uno per avvolgimento
continuo
50 Hz
15KV +_ 2x2.5%
400 (231) V
24 kV
F
1600-2000 KVA
6,0 %
per interno
naturale in aria
n 02 ventilatori assiali
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I trasformatori saranno singolarmente istallati entro appositi locali (box) in rete tipo IP 20 e chiusi con porta
metallica e serratura con chiave di sicurezza interbloccata con i rispettivi organi di manovra ( sezionatore di
terra) del quadro di MT
8.1.5 Collegamenti trasformatori lato M.T.
I collegamenti M.T. dal singolo scomparto di protezione trasformatore al trasformatore stesso, saranno realizzati
con cavi in rame isolati in gomma tipo RG7H1R 12/20 sez. 50 mmq. Tali cavi saranno posati entro apposito
canalizzazioni fino in direzione dei poli di M.T. dei trasformatori.
Nelle parti verticali entro i box trasformatori, i cavi di M.T. saranno rigidamente fissati a parete a mezzo appositi
sistemi fermacavi in materiale isolante.
8.1.6 Collegamenti trasformatori lato B.T. (Blindo Compatta)
Per l'alimentazione dei quadri generali di B.T. verranno posati condotti sbarra prefabbricati tipo blindo
compatte. Saranno posate n 01blindo compatte per ogni trasformatore.
Per i collegamenti delle singole Blindo Compatta ai trasformatori e al quadro elettrico generale di B.T., saranno
realizzati collegamenti con barre flessibili in piattine di rame sovrapposte e isolate in PVC di tipo
autoestinguente.
8.1.7 Quadri elettrici generali Di B.T.
La distribuzione di energia elettrica principale sarà di tipo radiale cioè con tante linee in derivazione dai quadri
elettrici generali che andreano ad alimentare condotti sbarra i distribuzione per alimentazione macchine e vari
sottoquadri di zona , di linea ecc.
Entro i locali cabine elettriche saranno installati pavimenti galleggianti, o cunicoli cavi prefabbricati in lamiera di
acciaio pertanto, tutti i quadri e le varie apparecchiature posate a pavimento entro la cabina elettrica saranno
generalmente previsti con l'ingresso cavi proveniente dal basso.
Le linee di alimentazione di B.T. provenienti dai trasformatori di potenza , si attesteranno al quadro elettrico
generale di B.T.
I quadri elettrici generali saranno di tipo Power Center a forma quattro e saranno del tipo ad elementi verticali
(Unità) normalizzati affiancati e tra loro meccanicamente ed elettricamente collegati.
Le singole unità costituenti i quadri saranno suddivise in uno o più cubicoli (celle) ognuno dotato di propria
portella di chiusura incernierata. Le singole unità si divideranno in più zone principali tra loro segregate. Una
zona anteriore (fronte) divisa in singole celle, contenente gli interruttori, gli strumenti di misura, le
apparecchiatura di comando; un'altra zona anteriore conterrà le morsettiere dei circuiti ausiliari e gli strumenti di
misura e protezione. La zona intermedia conterrà il sistema di sbarre principali, le connessioni, le derivazioni, i
trasformatori di corrente; quella posteriore conterrà i terminali di uscita degli interruttori, le morsettiere di
potenza e la sbarra di terra.
Tutte le linee in partenza saranno protette contro le sovracorrenti e contro i guasti a terra con protezione
differenziale di tipo indiretto a due soglie( allarme e scatto). La soluzione delle protezioni differenziali di tipo
indiretto permette una selettività di protezione con le protezioni a valle e permette in casi eccezionali al fine di
garantire il più possibile l'esigenza di continuità di esercizio, la loro esclusione fino alla eliminazione del guasto
che provoca l'intervento.
La prima soglia (allarme ) delle protezioni differenziali saranno riportate in morsettiera, e faranno capo ad un
sistema di allarmi generale da raccordare al sistema di supervisione generale. I circuiti di sgancio
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interruttore in caso di intervento differenziale, dovranno essere realizzati in modo tale che risulti facile
scollegare l'apertura dell'interruttore, e collegare l'intervento differenziale al sistema di allarmi generali sopra
descritto.
Tutti gli interruttori saranno di tipo estraibile e sezionabile in cella. Tutti gli interruttori saranno tetrapolari e
saranno corredati di relè di protezione di tipo elettronico con protezione contro i sovraccarichi, i corto
circuiti e i guasti a terra.
I quadri saranno previsti per il funzionamento con trasformatori separati. Il funzionamento di trasformatori in
parallelo , provocherebbe in caso di corto circuito, un corrente di c.c. molto elevata.
Un valore di corrente di corto circuito come quella che si avrebbe nel caso dei più trasformatori in parallelo
richiederebbe una tipologia di interruttori e di quadro elettrico principale e secondari decisamente più onerosa. A
questo si devono aggiungere anche le complicazioni impiantistiche e i rischi derivati da un elevato valore di
corrente di corto circuito Icc che riportata l lato MT risulterebbe non accettabile da parte dell’azienda fornitrice di
energia ENEL. Per limitare tale corrente il quadro generale di B.T. saranno diviso in piu sbarre.. Essi
saranno dimensionati per il funzionamento di trasformatori singoli ( non in parallelo). La separazione frà
trasformatori avverrà a mezzo di un interruttore sezionatore non automatico. Questa soluzione permetterà in
caso di avaria di un trasformatore di alimentare quella parte con il trasformatore adiacente.
Al fine di evitare paralleli dei due trasformatori, verranno realizzati opportuni blocchi meccanici a chiave.
8.1.8
Rifasamento automatici
Entro le cabine direttamente derivati dai quadri elettrici generali di B.T. verranno installati quadri di rifasamento
automatico, uno per ogni lato del quadro generale di B.T. corrispondente ad un trasformatore. Visto iltipo di
carico con forti componenti armoniche saranno utilizzati rifasamento completi id condensatori e di sistema di
sbarramento con le eventuali armoniche presenti sulla rete.
9
IMPIANTI RILEVAZIONE FUMI
Ai fini della protezione contro gli incendi saranno installati alcuni impianti di rilevamento fumi . Tutti i locali
strategici in cui un incendio non tempestivamente visualizzato può rappresentare un grave rischio per le
persone e per le cose saranno protetti da impianti di rivelazione fumi . In particolare saranno protetti i locali
adibiti a magazzini uffici oltre ad alcuni locali tecnici, in particolare saranno realizzati entro i seguenti impianti e/o
zone:
-
Locali cabine elettriche di trasformazione
Locali Picking
Palazzina uffici
Il locale CED entro la palazzina uffici sarà completo di impianto spegnimento con azoto
L'impianto sarà di tipo analogico realizzato in conformità alla Norma UNI 9795 e prevede l'installazione a soffitto
entro i vani locali, sotto i pavimenti sopraelevati e sopra i controsoffitti di una rete di rivelatori fumo. Tutti i locali
strategici in cui un incendio può rappresentare un grave rischio per le persone e per le cose saranno protetti da
impianti di rivelazione fumi . La definizione di automatico e la funzione di protezione della vita delle persone e
dei beni materiali e culturali a cui deve assolvere tale impianto, impone l'impiego di apparecchiature e di
tipologie di impianto altamente valide sotto il profilo tecnico e affidabili nel tempo. Per questo, nella
l'installazione di questi impianti, si dovranno utilizzare esclusivamente sistemi di impianto e apparecchiature
approvate da un ente di omologazione ufficiale
L’impianto rilevamento fumi comprende:
- centrali di rivelazione automatica del tipo a microprocessore, una ogni fabbricato
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-
rivelatori di fumo di tipo ottico sia puntiforme che lineare,
targhe ottico/acustiche,
pulsanti manuali di allarme,
schede I/O di interfaccia,
combinatore telefonico
centrale di allarme generale da installare in zona manutenzione sempre presidiata
In prossimità delle uscite di detti locali saranno installati dei pulsanti di allarme manuale di tipo con vetro
frontale di protezione da rompere senza l'ausilio di attrezzi e/o mezzi particolari. Tutti i rivelatori di fumo
faranno capo alla centrale di rivelazione, unica per l'intero edificio.
Tutti rivelatori, siano essi automatici o manuali saranno singolarmente identificabili.
Ogni locale e/o area farà parte di un singolo loop in modo da suddividere le zone di intervento dell’impianto
antincendio, i loop andranno collegati tramite cavo schermato alla propria, i segnali di allarme incendio
andranno riportati al sistema di allarme e supervisione generale.
L'intervento di un rivelatore e/o di una area di rivelazione attiverà la centrale, la quale evidenzierà il nuovo stato
degli impianti sulla centrale e attiverà gli allarmi locali e a distanza.
In caso di intervento di più rivelatori e/o nel caso si verifichi una determinata situazione prevista nella
programmazione della centrale, essa azionerà tutti gli allarmi .
I cavi di collegamento fra la centrale e le varie apparecchiature in campo saranno posati entro apposito setto
delle canaline di dorsale o entro canalizzazione dedicata. Il collegamento ai rilevatori installati a soffitto sarà
realizzato con la posa di cavo multipolare schermato con guaina esterna di protezione, alloggiati in parte entro
tubazione portacavi in PVC autoestinguente .
I rivelatori posti sopra al controsoffitto e quelli nel pavimento sopraelevato saranno completi di segnalazione in
ambiente di intervento.
I rivelatori nei locali tecnici in generale dovranno essere installati a soffitto al di fuori dell’ingombro dei singoli
componenti per poter permettere la verifiche periodiche e le relative manutenzioni al trasformatore.
Nella posa dei rivelatori nel pavimento sopraelevato dovrà essere fatta attenzione all’ingombro dei quadri
elettrici e dei vari latri componenti in modo da installarli nelle zone libere da quadri elettrici e permetter le
verifiche periodiche e/o manutenzioni
Tutte le apparecchiature dell’impianto, quali pulsanti e rivelatori saranno singolarmente identificabili dalla
centrale.
I rivelatori di fumo, tipo ottici, saranno posizionati distanti da correnti d’aria artificiale creati dalle bocchette
dell’impianto di condizionamento / riscaldamento.
Tutti i rivelatori installati in posizione non visibile dovranno essere completi di segnalazione in ambiente di
intervento rivelatore.
In prossimità delle uscite saranno installati dei pulsanti d’allarme manuale di tipo con frontale trasparente di
protezione da rompere senza l'ausilio d’attrezzi di tipo ripristinabile.
L'intervento di un rivelatore e/o di un’area di rivelazione allarmerà la centrale, la quale evidenzierà il nuovo stato
degli impianti sulla centrale e sul sistema di supervisione e attiverà gli allarmi locali e a distanza.
Tutti gli avvisatori ottico-acustici d’allarme interverranno in caso d’allarme della centrale.
In caso d’intervento di più rivelatori e/o nel caso accada una determinata situazione prevista nella
programmazione della centrale, questa attiverà tutte le targhe d’allarme installate entro l'edificio, e se previsti
altri interventi da prevedere in base alle reali esigenze d’utilizzo dell'edificio.
I cavi di collegamento fra la centrale e le varie apparecchiature in campo saranno posti entro le canaline
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dedicate all’impianto rete dati e saranno tipo resistente al fuoco per almeno 30min., secondo la CEI EN 50200 a
bassa emissione di fumo e zero alogeni. Le canalizzazioni principali sono predisposte da altre attività.
Per il collegamento con la sala quadri elettrofiltro e materie prime i cavi di rete saranno posati in parte entro
polifera cavi interrata , per questa posa saranno utilizzati cavi di caratteristiche adeguate.
Il collegamento terminale delle apparecchiature sarà realizzato con i cavi posti entro tubazioni di tipo idoneo
all’ambiente di installazione. Per l’ingresso dei cavi nelle apparecchiature dovranno essere utilizzati idonei
pressacavi in modo da mantenere il grado di protezione dell’apparecchiatura.
Si dovrà verificare che l’alimentazione elettrica della centrale sia dimensionata in accordo alle norma UNI 9795.
Le centrali dovranno garantire un autonomia minima di 24 ore in caso di mancanza rete e/o intervento
protezioni. Qualora non sussistano le condizioni previste di assistenza / manutenzione e di trasmissione degli
allarmi, le centrali dovranno garantire un autonomia minima di 72 ore.
Le logiche di attivazione dell’impianto saranno definite in corso d’opera, insieme alla squadra antincendio
interna.
Il sistema di rilevazione sarà alimentato dalla normale rete di distribuzione ma dovranno essere provvisti al
proprio interno di alimentatori e batterie in grado di garantirne il funzionamento per
almeno 30min. in caso di mancanza della tensione di rete.
Le targhe ottico/acustiche saranno collegate alla sorgente di alimentazione di emergenza
mediante cavi resistenti all’incendio (norma CEI 20-36).
9.1
Impianto di allarmi
All’interno dei reparti di produzione sarà installato un impianto di allarme manuale completo di pulsanti manuali
avvisatori acustici e luminosi con targhe avvisatrici .
L’impianto di allarme sarà realizzato installando gli avvisatori acustici (sirene) nelle zone di passaggio, nei
corridoi, nelle scale e nelle aree comuni; gli avvisatori acustici saranno del tipo mono e bidirezionale per
installazione a parete.
La console di gestione dell’impianto di allarme sarà ubicata in locale manutenzione costantemente presidiato
L’impianto di allarme sarà progettato in conformità alla norma CEI 100-55. Al mancare della tensione di rete
l’impianto di allarme sarà alimentato da proprio gruppo di batterie.
I diffusori acustici dell’impianto di allarme saranno collegati alla sorgente di alimentazione di emergenza
mediante cavi resistenti all’incendio (norma CEI 20-36).
Tutti i servizi igienici per disabili saranno dotati di un impianto di richiesta di aiuto con comando a cordone
dotato di specula ottica ed acustica posta all’esterno dei relativi servizi e pulsante di tacitazione posto
all’interno..
10 IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Come richiesto dalla delibera della regione Emilia Romagna N 1366 per l’impianto in oggetto sarà realizzato un
impianto di produzione energia elettrica da fonte rinnovabile .
La potenza dell’impianto di energia rinnovabile , nel nostro caso con fotovoltaico, sarà pari alla superficie
coperta dei nuovi fabbricato diviso 65 quindi
32.130,46/ 65 = 494 kWp
Gli impianti oggetto sono relativi alla installazione di un generatore fotovoltaico intercollegato con gli impianti
elettrici interni allo stabilimento in oggetto Gli impianti in progetto sono relativi alla installazione di un impianto di
produzione energia elettrici da fonte fotovoltaica da installare sula copertura di due edifici separati . Come si
ricava dalla documentazione grafica saranno installati due impianti su due edifici separati . Gli edifici in oggetto
sono denominati :
- Edificio produzione 1
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-
Edificio produzione 2
Oltre alla installazione del generatore fotovoltaico sulla copertura dei fabbricati, gli impianti comprendono anche
la realizzazione del sistema di interfaccia con gli impianti elettrici entro lo stabilimento e l’adeguamento del
sistema di protezioni elettriche esistenti sulla rete di distribuzione principale a 15 kV secondo le prescrizioni
delle norme tecniche e di legge vigenti.
Gli impianti da realizzare sono principalmente i seguenti:
- Adeguamento sistema elettrico di protezione generale MT alla norma CEI 0-16 .
- Installazione pannelli fotovoltaici sulla copertura completi di struttura di supporto e collegamenti elettrici
- Installazione sulla copertura di quadri elettrici concentratori di stringa completi di sistema monitor stringe e
comunicazione
- Installazione entro sala quadri di BT esistente, di gruppi inverter tipo entro armadio completi di protezioni
elettriche
- Installazione entro sala quadri di BT di quadro elettrico per parallelo gruppi inverter e collegamento con la rete
di BT presente entro lo stabilimento. Quadro elettrico completo di interruttori di protezione e sezionamento
linee da singoli inverter, dispositivo di interfaccia (DDI) per il collegamento con la rete elettrica di
distribuzione BT
Installazione di sistema di protezioni elettriche di interfaccia (SPI) completo di relè rispondente alla norma CEI
0-16 ,
- Realizzazione di sistemi di sgancio generali intercollegati con gli sganci rete MT e sistemi di sgancio relativi ai
soli impianti fotovoltaici.
Visto la quantità e posizione di materiale infiammabile presente entro il fabbricato, le zone adibite a produzione
e deposito sono considerate come “ambienti a maggior rischio in caso di incendio”
Gli impianti e le apparecchiature relative agli impianti fotovoltaici non sono da installare all’interno dei fabbricati,
ma entro locali tecnici adibiti a cabine elettriche e sala quadri di BT, considerati come carico di incendio
“ambienti ordinari”. All’esterno dei locali tecnici , entro i capannoni non saranno installati impianti e
apparecchiature elettriche relative agli impianti di produzione fotovoltaica .
10.1 Installazione nuovo impianto
Come sopra riportato il nuovo generatore fotovoltaico sarà installato sulla copertura di due fabbricati differenti e
saranno intercollegati alla rete di BT presente entro il fabbricato interessato.
In particolare l’impianto sarà composto complessivamente da due generatori denominati –E1 – e - E2- installati
direttamente sui fabbricati denominati:
Fabbricati produzione 1
Fabbricato produzione 2
10.2 Campo fotovoltaico
Sulla copertura dei rispettivi fabbricati saranno installati i campi fotovoltaici in oggetto . I singoli campi saranno
formati da pannelli o moduli fotovoltaici, struttura di sostegno , da quadri elettrici concentratori lato corrente
continua (string box) , da canalizzazioni portacavi e da linee in cavo fino al quadro inverter sopra riportato.
I moduli fotovoltaici saranno installati sulla parte inclinata della copertura cosi come riportato sulla
documentazione tecnica allegata alla presente. Per il fissaggio dei moduli fotovoltaici verranno utilizzati
appositi profili in alluminio estruso . Questi profilati saranno fissati alla copertura attraverso apposite staffe a C
direttamente fissate a mezzo viti sulla copertura. Gli ancoraggi della varie parti della struttura saranno realizzati
avendo la massima cura di garantire la tenuta stagna dell'attuale copertura.
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Sulle barre di supporto cosi fissate saranno posati e fissati i moduli fotovoltaici con l’utilizzo di apposite staffe.
Onde evitare scivolamenti dei pannelli verso la parte inclinata, saranno anche installate apposite staffe di fermo
pannelli . I moduli saranno generalmente posati a filo della parte alta della copertura .
Per la posa dei cavi elettrici di intercollegamento fra le stringhe e verso il locale quadri elettrici saranno
realizzate reti di passerelle portacavi.
Le passerelle portacavi. saranno del tipo asolate complete di coperchio e zincate a caldo dopo lavorazione. Le
passerelle portacavi saranno posate a mezzo apposite staffe anch’esse in acciaio zincato a caldo dopo
lavorazione. Il fissaggio delle staffe sarà realizzato con appositi tasselli completi di viti e rondelle in inox e
guarnizioni di tenuta.
Tutte le parti delle canalizzazioni e del sistema di fissaggio oggetto di lavorazione in opera dovranno essere
trattate con appositi sistemi in grado di ripristinare il trattamento esterno. La parti dei vari profilati esposte
all’acqua saranno completate con appositi tappi di protezione applicati a pressione.
10.3 Quadri di campo lato corrente continua – STRING BOX
In campo sulla copertura saranno installati dei quadri concentratori di stringa QST denominati String box. I
quadri saranno in lamiera di acciaio inox o in materiale isolante adatto per la posa all’esterno con elevato grado
di protezione IP65. I quadri string-box hanno funzione di attestazione di tutte le linee e elettriche in arrivo dalle
stringhe e convogliarle tramite connessioni di parallelo ai singoli convertitori o inverter.
All’interno dei singoli quadri string-box saranno installate le protezioni a fusibile, i sezionatori e i diodi
unidirezionali delle singole linee provenienti dalle stringhe di campo. Le stringhe che si attestano al quadro sono
messe in parallelo e complessivamente protette da un sistema di scaricatori contro le sovratensioni unico per
l’intero quadro concentratore. All’’interno dei singoli quadri string-box o all’esterno addossato al singolo quadro
stesso sarà installato un modulo di monitoraggio in grado di controllare e trasmettere continuamente lo stato e il
funzionamento delle singole stringhe. La trasmissione avverrà attraverso bus di comunicazione o via radio. I
segnali provenienti da detto sistema si attesteranno ad un cassetta di segnali presente entro il rispettivo locale
quadri elettrici e da questa alla rete di supervisione presente entro lo stabilimento.
I singoli quadri string-box saranno installati in copertura addossati agli shed di copertura . per la posa non
saranno realizzate foratura su nessuna parte della copertura,
10.4 Sistema di sganci generali di emergenza
Il sistema di sganci di emergenza generali da realizzare per gli impianti generali disattiverà anche il sistema di
produzione fotovoltaica. In caso di mancanza rete per intervento pulsante di emergenza, per mancanza rete
dalla rete di distribuzione pubblica , ecc, i gruppi inverter dell’impianto fotovoltaico installati entro i locali cabine
elettriche saranno dotati di un sistema di protezione in grado di interrompere la trasmissione di energia
elettrica verso l’impianto,. Pertanto, in caso di mancanza tensione da rete in uscita dai gruppi inverter non vi
saranno apparecchiature e o parti di impianto in tensione. Le line in cavo di collegamento fra i pannelli
fotovoltaici e gli inverter che rimarranno in tensione avranno percorso esterno fino all’interno del locale cabina
elettrica e non interesseranno nessun altro locale interno .
10.5 Cavi elettrici e cablaggi
I cavi relativi al campo fotovoltaico lato corrente continua saranno del tipo unipolari con conduttore in rame
isolamento in gomma G21 e guaina esterna in gomma tipo M 21, siglati FG21M21 (1500Vcc). Detti cavi
saranno adatti per posa all’esterno e/o direttamente interrati e con tensione nominale non superiore a 1000 V in
corrente alternata e 1500 V in corrente continua.
I cavi relativi ai circuiti in C.a. saranno del tipo uni o multipolari, a seconda dei casi, con conduttore in rame,
isolati in gomma HEPR con guaina esterna termoplastica qualità M1, siglati FG7(O)R-0,6/1kV.
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Tutti i conduttori saranno in rame, di sezione adeguata al carico, secondo la tabella CEI-UNEL 35024/1, idonea
a contenere la caduta di tensione entro i valori prefissati (4% massimo dal punto di consegna dell’energia
elettrica).
Inoltre i cavi saranno a norma CEI 20-13, CEI20-22II e CEI 20-37 I, marchiatura I.M.Q., colorazione delle anime
secondo norme UNEL.
Per non compromettere la sicurezza di chi opera sull’impianto durante la verifica o l’adeguamento o la
manutenzione, i conduttori avranno la seguente colorazione:
-
Conduttori di protezione:
giallo-verde (obbligatorio)
Conduttore di neutro:
blu chiaro (obbligatorio)
Conduttore di fase:
grigio / marrone
Conduttore per circuiti in C.C.: Rosso “+” e Nero “–“
Le sezioni dei conduttori di collegamento del parco fotovoltaico saranno sicuramente sovradimensionate per le
correnti e le limitate distanze in gioco. Questo al fine di ridurre al massimo eventuali perdite di energia prodotta
e per limitare le eventuali cadute di tensione sule linee.
10.6 Scelta dei dispositivi di protezione contro i fulmini
Come riportato in precedenza per la verifica contro le scariche atmosferiche si rimanda alla relazione specifica.
In questo progetto non è compreso l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, essendo l’edificio
autoprotetto.
L’edificio risulta autoprotetto e ’installazione di nuovi impianti fotovoltaici non altera significatamene la sagoma
dei singoli edifici e quindi la frequenza di fulmini. Pertanto non è necessaria alcuna precauzione specifica contro
il rischio di fulminazione diretta per gli impianti fotovoltaici
I moduli fotovoltaici saranno a doppio isolamento e l’edifico anche nella nuova situazione risulta protetto contro
le fulminazioni dirette, pertanto la struttura di supporto dei moduli fotovoltaici non sarà collegata alla rete di
terra.
Eventuale fulminazione indiretta può creare sovratensioni nei circuiti elettrici interni e esterni ai fabbricati per
accoppiamento induttivo.
A protezione dei singoli inverter saranno utilizzati gli scaricatori SPD di cui sono corredati i singoli inverter. A
monte degli inverter entro i quadri string-box in campo e in uscita dagli inverter saranno installati ulteriori
scaricatori SPD.
10.7 Separazione galvanica e messa a terra
Dovrà essere prevista la separazione galvanica tra la parte in corrente continua dell’impianto e la rete; tale
separazione sarà assolta direttamente dai trasformatori MT/BT delle rispettive cabine elettriche, in ogni caso i
convertitori saranno dotati di una protezione sensibile alla corrente continua che impedisce l’immissione di dette
componenti sulla rete di distribuzione a corrente alternata.
I campi fotovoltaici saranno gestiti come sistema IT, ovvero con nessun polo connesso a terra. Le stringhe
saranno, costituite dalla serie di singoli moduli fotovoltaici e singolarmente sezionabili e provviste di protezioni
contro le sovratensioni.
Visto il tipo di distribuzione energia elettrico entro lo stabilimento il sistema di protezione di interfaccia SPI come
richiesto dalla norma CEI 0-16 sarà installato entro il quadro elettrico generale di MT entro cabina ricezione e
sarà intercollegato con i singoli impianti fotovoltaici .
Nel dimensionamento degli impianti elettrici generali entro i due fabbricati interessati dagli impianti fotovoltaici si
dovrà considerare l’apporto di detti impianti alla corrente di corto circuito che si puo aver in caso di guasto
franco .
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11 AREE CARICABATTERIE
Esterni ai vari fabbricati di produzione e del magazzino automatico saranno attrezzate aree per le attività di
caricabatterie per carrelli. Le zone caricacarrelli saranno completamente separate dall’interno dei vari fabbricati
a cui sono abbinate, e serviranno per il deposito dei mezzi di servizio elettrici presenti entro lo stabilimento in
indirizzo durante le fasi di carica delle batterie di accumulatori. I mezzi in oggetto sono in generale muletti di
sollevamento e motoscope.
Le zone in oggetto sono assimilabili a locali carica batterie. Pertanto nell’installazione degli impianti si dovranno
considerare le varie prescrizioni previste per gli impianti elettrici in questi luoghi. (CEI 21-20).
L’area sarà completamente aperta protetta da una tettoia di copertura e con una parete di fondo coincidente con la parete
del fabbricato adiacente. Visto il tipo di costruzione e l’ampia ventilazione naturale sempre presente è possibile affermate
che i ricambi d’aria minimi richiesti per tali zona sono sempre garantiti , pertanto gli impianti elettrici saranno
realizzati in esecuzione normale. Non saranno realizzati impianti in esecuzione Ex.
L’alimentazione degli impianti caricabatterie sarà derivata da l quadro elettrico generale di BT della cabina di
fabbricato. Localmente sarà installato un quadro elettrico secondario del tipo adatto per al zona di installazione
Per l’alimentazione dei gruppi caricabatteria saranno installate a parete dei quadri prese tipo CEE . Le prese
saranno del tipo in materiale isolante con elevato grado di protezione, complete di interruttore di blocco e fusibili
di protezione. Esse saranno raggruppate in più quadri prese, ognuno composto da due prese. In generale le
prese utilizzate saranno di tre tipi: bipolare 2X16 A + T, tripolare 3X16 A + T e tripolare 3X32 A +T.
I quadri presa saranno completi di base isolante e di cassetta collettrice superiore. Entro le cassette collettrici
dei quadri prese sarà installato un interruttore differenziale puro di portata superiore e/o uguale alla
protezione elettrica a monte. Questa protezione avrà sensibilità pari a 30 mA e sarà a protezione del singolo
quadro prese. L’interruttore differenziale sarà protetto da un portellino ribaltabile di tipo trasparente.
L'installazione di questo portellino non dovrà in nessun modo ridurre il grado di protezione del quadro prese
stesso.
I quadri presa saranno installati a parete ad un altezza di circa m 1,5 da terra.
L’alimentazione dei singoli quadri prese sarà derivata dalle Blindo Sbarre posizionate a parete nella parte
alta della zona. Le blindo sbarre saranno pentapolari cioè 3 fasi + Neutro e conduttore di protezione,
quest’ultimo ancorato all’interno sulla cassa esterna del condotto stesso. Non saranno accettati condotti
sbarra che utilizzano la sola carcassa come conduttore di protezione.
Per ogni quadro presa sarà installata una cassetta di derivazione dalle Blindo sbarre. Le cassette di derivazione
saranno complete di fusibili di protezione. I fusibili di protezione saranno coordinati con la linea in cavo di
alimentazione prese e con la protezione generale (differenziale) sul singolo quadro prese.
In uscita dalle cassette i cavi saranno del tipo isolati in PVC e guaina esterna in gomma tipo FG7OR 0,6/1kV
posati entro tubazioni in acciaio zincato direttamente posate sulle strutture del fabbricato a mezzo collari. Anche
per questi non saranno accettati sistemi di fissaggio a mezzo saldatura.
11.1 Sganci di emergenza.
All’esterno delle zone caricabatterie verranno installati pulsanti di sgancio di emergenza. Il sistema di sganci di
emergenza disattiverà direttamente l’interruttore di alimentazione posto sul quadro generale di BT in cabina
elettrica di trasformazione , attraverso la bobina di apertura di cui è dotato. Al fine di evidenziare il corretto
funzionamento del sistema, i pulsanti di sgancio saranno dotati di lampada in parallelo al pulsante stesso.
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12 PALAZZINA UFFICI
L’alimentazione della palazzina uffici sarà derivata dalla nuova cabina elettrica di trasformazione da realizzare
per il magazzino automatico . All’interno della palazzina sarà installato un quadro elettrico generale per
l’alimentazione e le protezioni dei vari impianti da installare.
All’interno del palazzina uffici saranno installati seguenti impianti :
- Impianto illuminazione normale
- Impianto di illuminazione di emergenza
- Impianti prese di corrente
- Impianti alimentazioni centrali tecnologiche
- Impianti rilevazione fumi
- Impianti di chiamata da bagni Handicap
- Impianti trasmissione dati e telefoni
Tutte le utenze e impianti elettrici all’interno dei locali uffici escluso le centrali tecnologiche saranno derivate dai
quadri elettrici di zona / piano direttamente derivati dal quadro generale di palazzina. Tutte le linee e gli impianti
saranno protetti con protezioni elettriche tipo magnetotermiche differenziali ad alta sensibilità 0,003 A e
intervento istantaneo. Per gli impianti tecnologici le protezioni avranno soglie di intervento diverse a seconda del
tipo di impianti e/o macchina.
In genarle tutte le linee elettriche dell’edificio saranno realizzate con cavi unipolari tipo N07V-K non propaganti
l'incendio a norme CEI 20-22 posati in tubazioni isolanti incassate oppure in tubazioni isolanti installate a vista
con grado di protezione non inferiore a 4X. Le dorsali principali di raccordo con il quadro elettrico saranno
realizzate con cavi multipolari e guaina esterna di protezione tipo FG7OR posati entro canali metallici di dorsale
installati a controsoffitto o a vista all’interno del fabbricato con grado di protezione inferiore a 4X;
Tutti gli apparecchi elettrici saranno installati ad incasso su pareti di tipo non combustibile.
Gli impianti di illuminazione saranno realizzati con plafoniere a lampade fluorescenti comandate localmente ogni
locale. Per le aree comuni gli impianti di illuminazione avranno comando centralizzato e locale saranno
comandati localmente . Nelle aree comuni quali corridoi e scale saranno anche realizzati impianti fi
illuminazione notturna.
Sarà presente un impianto di illuminazione di sicurezza, realizzato con apparecchi autonomi (autonomia 1
ora) ad intervento automatico in caso di mancanza di tensione di rete. Tale impianto sarà in grado di assicurare
un illuminamento minimo di 5 lux lungo le vie di uscita.
Come sopra riportato, i locali uffici e le aree comuni saranno protette da impianti automatici di rilevazione
incendi L’impianto in oggetto sarà del tipo analogico ad indirizzo con microprocessore di gestione e controllo,
che ne assicuri elevata affidabilità di funzionamento ed immunità contro falsi allarmi realizzati in conformità alla
Norma UNI 9795
Sarà principalmente composto dai seguenti componenti :
- centrale d’allarme, con batterie autonome, a più loop per il comando e controllo
- moduli di ingresso-uscita;
- rivelatori di fumo ottici;
- rivelatori a barriera laser, per ambienti di ampie dimensioni e/o con impossibilità
di montaggio di apparecchi a soffitto;
- pulsanti manuali d’allarme;
- pannelli ottico-acustici di segnalazione d’allarme;
- sirena elettronica d’allarme;
- moduli per attivazioni varie;
- rivelatore di gas ( nella centrale termica);
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L’alimentazione dell'impianto automatico di rivelazione incendi sarà derivata dal quadro elettrico generale di
palazzina e sarà anche garantita da batterie tampone inserite nella centrale stessa con autonomia minima 72h .
La centrale, secondo una specifica programmazione, sarà in grado di varie tipologie di intervento, fra cui quelle
connesse con la prevenzione incendi, quali :
- chiusura di eventuali serrande tagliafuoco;
- sblocco di porte di compartimentazione antincendio;
- apertura di eventuali cupolini per evacuazione di fumo e calore.
Le linee di collegamento fra centrale e apparecchi in campo saranno realizzate con cavi resistenti al fuoco per
almeno 30 minuti posati entro proprie distinte tubazioni e/o scomparti di canaline portacavi.
L’alimentazione dei pannelli ottico-acustici sarà, invece, con cavi resistenti al fuoco a norme CEI 20-45 tipo
FTG10OM1-0,6/1 kV; in alternativa potranno esser installati pannelli autoalimentati completi i batterie a
tampone.
Per l’impianto fonia e dati sarà installato un rack o armadio permutatore, al quale le singole prese di tipo
RJ45 saranno connesse mediante cavi UTP a più coppie non schermate con caratteristiche non propaganti
l’incendio (CEI 20-22) , posati entro proprie canaline ad essi dedicate e/o tubazioni specifiche per il sistema qui
descritto.
Tutta la componentistica ed il cablaggio sarà in categoria 6 e le prese suddette saranno di tipo modulare per
montaggio entro scatole analoghe a quelle utilizzate per i restanti impianti di illuminazione e prese di corrente.
13 DISTRIBUZIONE PRINCIPALE IMPIANTO ELETTRICO
Dai vari quadri elettrici si deriveranno le linee ai vari impianti e/ o quadri di zona, realizzate in cavo non
propagante l'incendio tipo FG7(O)R-0,6/1kV o N07V-K. All'interno del locale cabina elettrica, le linee di
alimentazione saranno posate in modo ordinato sotto il pavimento galleggiante.
All'esterno del locale cabina le linee in cavo saranno posate entro passerelle portacavi di tipo metalliche.
ventilate naturalmente. Generalmente dove non esistono pericoli di caduta oggetti acqua e altro, le passerelle
portacavi saranno posate senza coperchio, in modo da permettere una miglior smaltimento del calore sui
cavi. Nei percorsi verticali tutte le passerelle saranno dotate di coperchio. Inoltre le passerelle che sono
posate ad altezza tale da essere a portata di mano degli operatori e sotto i grigliati calpestabili saranno di tipo
chiuso complete di coperchio.
Saranno installate una o più passerella in lamiera d’acciaio zincato in cui saranno posate le linee di dorsale.
Le passerelle portacavi saranno posate a mezzo apposite staffe fissate a soffitto o a parete con sistemi di
supporto e staffaggio di tipo componibile.
Per i pezzi speciali delle canaline, quali curve, derivazioni, discese ecc., non saranno utilizzati pezzi realizzati in
opera, ma saranno installati accessori costruiti in fabbrica dalla Ditta costruttrice delle canaline stesse.
Le dimensioni di tali canaline saranno tali da permettere un aumento di cavi nella misura del 40% attualmente
previsti.
I cavi all'interno delle passerelle cavi saranno ordinatamente posati sul fondo, sarà in ogni modo accettato la
posa dei cavi su un massimo di due strati.
I cavi posati in canalizzazioni dovranno essere ventilati in modo da non subire sovrariscaldamento termico e
dovranno essere in numero conforme a quanto prescritto dalle norme CEI che regolano la materia .
In generale i cavi dovranno essere posati in modo tale che l'influenza della dilatazione termica sia trascurabile,
occorrerà assicurarsi di posarli con sufficiente spazio per rendere possibile la necessaria flessibilità. Sui
montanti verticali dei cavi vicino a corridoi, pareti e soffitti, i cavi dovranno essere assicurati alla passerella
portacavi con anelli a fascia resistenti contro la corrosione.
Al fine di equilibrare il carico, le linee in cavo composte da più cavi/fase saranno formate da terne di cavi
unipolari uniti fra di loro a mezzo di fascette plastiche. Le linee (terne di cavi) saranno fra di loro distanziate ad
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una distanza minima pari alla misura in piano dello spazio occupato da una terna. Lo spazio risultante fra le
linee così posate potrà essere utilizzato per i cavi di altre linee derivate da interruttori diversi.
Tutti i cavi di distribuzione e collegamento delle utenze normali saranno di tipo non propaganti l'incendio a
norme CEI 20-22II.
Tutti i conduttori saranno in rame, di sezione adeguata al carico, secondo la tabella CEI-UNEL 35024/1, idonea
a contenere la caduta di tensione entro i valori prefissati (4% massimo dal punto di consegna dell’energia
elettrica). I conduttori saranno isolati in gomma HEPR con guaina esterna termoplastica qualità M1, siglati
FG7(O)R-0,6/1kV.
Le linee in cavo derivate dagli inverter saranno in esecuzione c.s.d. ma complete di schermo tipo FG7(O)HR0,6/1kV . Lo schermo del cavo sarà rigidamente collegato da entrambi i lati.
La sezione delle linee principali, sarà dimensionata in base alla potenza richiesta e alla lunghezza della linea
stessa, oltre ad essere coordinata con le protezioni a monte in caso di sovraccarico e di guasto. Nel
dimensionamento delle linee si dovrà considerare una caduta di tensione massima sugli utilizzatori inferiore al
4%. La temperatura ambiente all'interno del locale forno non sarà inferiore a 40^ C.
Inoltre nel dimensionamento delle linee di alimentazione dei vari sottoquadri di distribuzione si dovrà prevedere
un aumento di potenza rispetto alle esigenze attuali, non inferiore al 20% .
I cavi saranno di fornitura di primarie Ditte e dotati di Marchio Italiano di Qualità.
Tutte le linee in cavo multipolare, derivate dai singoli quadri , saranno complete di conduttore di protezione.
Il conduttore di protezione sarà di colore giallo-verde. Il colore giallo-verde dei cavi non potrà essere
utilizzato per nessuna altra funzione e viceversa.
Non sarà possibile utilizzare nastrature o altri sistemi d’identificazione per modificare il colore originale dei cavi.
Il conduttore di colore originale giallo-verde potrà essere utilizzato solamente come conduttore di protezione.
Il conduttore di colore originale Blu potrà essere utilizzato solamente come conduttore di neutro.
Insieme ai cavi d’alimentazione sarà posato un cavo in rame isolato in PVC non propagante l'incendio a norme
CEI 20-22 di colore giallo-verde tipo N07V-K che avrà la funzione di collettore del circuito di protezione.
All'interno della canalina non saranno eseguite derivazioni sui cavi.
13.1 Staffaggi e certificazione antisismica
Come sopra riportato, le passerelle portacavi saranno posate a mezzo apposite staffe fissate a soffitto o a
parete con sistemi di supporto e staffaggio di tipo commerciale componibile .
Il sistema di fissaggio e supporto sarà comprensivo di certificazione antisismica secondo la normativa vigente
per le zone classificate a rischio sismico.
Per l’azione sismica si è scelto di utilizzare i valori di
ag, Fo e Tc*
riferiti a Bazzano (BO) in zona 3 0,05 ≤ ag < 0,15g
che ha le seguenti coordinate:
- Latitudine 44.50500017
- Longitudine 11.0835247
13.2 Dimensionamento e verifica protezione cavi elettrici
Il dimensionamento delle condutture elettriche e la verifica del coordinamento interruttore cavo sarà realizzato in
modo da assicurare le condizioni di cui sotto.
Per la protezione da sovraccarico devono essere garantite le seguenti condizioni (CE1 64-8) :
Ib < In ≤ Iz
If ≤ 1,45 x Iz
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dove:
- Ib = corrente di impiego
- In = corrente nominale della protezione
- Iz = portata nominale della protezione
- If = corrente convenzionale di funzionamento della protezione
14 ALIMENTAZIONI E DERIVAZIONI SECONDARIE
Per l'alimentazione dei quadri e degli impianti elettrici secondari, verranno posate delle passerelle portacavi in
verticale che collegheranno le passerelle orizzontali con lo zoccolo inferiore dei vari sottoquadri. In generale tutti
quadri di distribuzione saranno predisposti con l'ingresso cavi dal basso.
I quadri saranno posati sopra uno zoccolo in lamiera di acciaio zincata a fuoco da fornire insieme al quadro
stesso. Questo zoccolo avrà la funzione di proteggere il quadro da eventuali umidità o altro e di alloggiare i cavi
provenienti dagli impianti. Il raccordo delle passerelle portacavi con il quadro sarà realizzato sul fianco del
quadro stesso. Esse scenderanno entro il cunicolo sottostante , il quale avrà dimensioni maggiori rispetto
all'area di base del quadro, proprio per poter ricevere le canaline portacavi.
Anche per le singole utenze di grossa potenza verranno posate delle passerelle portacavi verticali. Il raccordo
fra queste e la morsettiera verrà realizzato con cavi posati entro guaine esterne di protezione.
In generale per l’alimentazione delle varie macchine e/o utenze di produzione saranno posate dei condotti
sbarra prefabbricati di distribuzione . Questi saranno direttamente derivati dai quadri elettrici di distribuzioni dì
cabina e saranno fissati alle strutture dei fabbricati nella parte alta . I condotti sbarre saranno pentapolari cioè 3
fasi + Neutro e conduttore di protezione, quest’ultimo ancorato all’interno sulla cassa esterna del condotto
stesso. Non saranno accettati condotti sbarra che utilizzano la sola carcassa come conduttore di
protezione. Tutte le derivazioni saranno singolarmente protette da fusibili o interruttori di protezione installati
sulle cassette di derivazione da blindo . Le protezioni saranno coordinate con la linea in cavo di alimentazione
della macchina . In uscita dalle cassette i cavi saranno del tipo isolati in PVC e guaina esterna in gomma tipo
FG7OR 0,6/1kV saranno posati entro tubazioni e/o canalizzazioni metalliche di adeguate caratteristiche .
Nei percorsi verticali tutte le passerelle saranno complete di coperchio. Nelle posizioni dove vi può essere
pericolo di urto, spruzzi di acqua ecc. le passerelle dovranno essere di tipo chiuso complete di coperchio.
Il raccordo delle canaline di dorsale con i vari impianti, sarà eseguito attraverso tubazioni in acciaio zincato,
per ogni circuito.
L’uscita diretta dalla canalina potrà essere realizzata solamente dal fianco delle canalina stessa, utilizzando
appositi passacavi e/o raccordi per tubi al fine di non danneggiare l’isolamento dei cavi.
Le tubazioni di contenimento dei conduttori saranno dimensionate in modo tale da contenere un 40% in più dei
conduttori attualmente previsti.
Per il collegamento delle piccole utenze , i cavi di alimentazione verranno posati entro tubazioni portacavi in
acciaio zincato . Il raccordo con le utenze sarà realizzato a mezzo guaine flessibili in PVC con anima di
rinforzo e raccordo girevole.
Nei percorsi verticali le tubazioni portacavi dovranno presentare una adeguata resistenza meccanica agli urti e
alle vibrazioni.
Le tubazioni dovranno avere percorsi verticali e orizzontali, non saranno accettati percorsi diagonali o altro.
Nel collegamento delle utenze si dovrà sempre avere un grado di protezione minino pari a IP 54. Si richiama
per questo l'attenzione nel punto di ingresso cavi entro i tubi e le guaine derivate dalle passerelle portacavi.
In generale le scatole e cassette di derivazione saranno impiegate ogni volta che viene eseguita una
derivazione o smistamento di conduttori e ove necessiti per garantire la sfilabilità dei conduttori.
Non saranno accettate tubazioni flessibili posate a parete con dei collari, ad esempio guaine in PVC,
tubazioni corrugate flessibili ecc. A parete saranno posate esclusivamente tubazioni rigide. Le tubazioni
flessibili, guaine, si potranno utilizzare solo nel raccordo a morsettiere d’utenze, esempio di motori, utilizzando
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gli opportuni raccordi alle tubazioni rigide e alle cassette forniti dal costruttore. Non sarà accettata la posa del
tubo corrugato flessibile diversamente dalla posa incassata.
Ogni giunzione o derivazione sarà effettuata all'interno delle cassette di derivazione utilizzando apposite
morsettiere del tipo componibile montate su barra DIN e numerate con la numerazione dei circuiti da cui si
derivano.
Al fine di non danneggiare i conduttori, la vite di serraggio dei morsetti non dovrà premere direttamente sul
conduttore.
Il collegamento dovrà essere sempre ispezionabile anche senza rimozione dell'isolante, per questo i morsetti
volanti dovranno essere dotati di calotta isolante trasparente.
La derivazione dei tubi o dei cavi, dalle cassette di derivazione, sarà eseguita utilizzando dei raccordi
tubo/scatola e pressacavi con grado di protezione ≥ IP55.
Non saranno utilizzati raccordi tubo/scatola privi delle ghiere di fissaggio (IP54), e i passacavi da tagliare a
misura, IP55.
Nei pressi delle derivazioni e dei collegamenti tutti i conduttori di dorsale dovranno essere siglati con codici
alfanumerici.
La sigla sarà quella del circuito d’appartenenza in partenza dal quadro elettrico. La siglatura sarà eseguita con
sistema imperdibile e indelebile, utilizzando appositi sistemi a tubetti trasparenti con siglatura prestampata.
Le cassette di dorsale potranno essere uniche per i vari circuiti, ma solo se fornite d’opportuni separatori.
I circuiti d’impianti funzionanti a diverse tensioni, saranno separati e segregati tra loro.
Le separazioni all'interno delle cassette saranno realizzate con accessori forniti dal costruttore delle cassette e
garantiranno la separazioni previste per le canaline di dorsale.
Le scatole di derivazione poste in alto saranno sempre ispezionabili e raggiungibili e posizionate vicino alla
canalina di dorsale.
Tutte le scatole di derivazione saranno siglate in modo indelebile con apposite targhette prestampate e fissate
in modo amovibile. Le sigle delle cassette saranno riportate sui disegni planimetrici e sulle tabelle cavi e
collegamenti
Tutte le utenze vicino al punto di alimentazione saranno complete di sistema di sezionamento generale manuale
in grado di interrompere tutti i conduttori di alimentazione ( 3F+N).
Vicino alle utenze quali motori ecc. verranno installate delle colonnine comando locale CCL. Esse saranno in
lega di alluminio con elevato grado di protezione.
In generale tutte le CCL saranno complete come di seguito :
- n 1 pulsante di marcia
- n 1 pulsante di arresto
- n 1 lampada di segnale motore in marcia
- n 1 lampada di segnalazione motore fermo
- n 1 selettore a chiave di emergenza
- n 1 pulsante a fungo per emergenza
- n 1 morsettiera interna di collegamento
15 IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
In generale verranno realizzati N. 3 impianti di illuminazione diversi:
- impianto di illuminazione normale
- impianto di illuminazione di emergenza da UPS
- impianto illuminazione autoalimentate
Il livello dell'illuminazione normale sarà diverso a seconda delle zone come di seguito elencato:
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POS
Area / zona
ill. normale
lux
Ill. emergenza
lux
1
Area esterna addossata ai fabbricati
50
/
Area di posteggio e viabilità
30
/
2
Locali di produzione
200
10
3
Servizi
200
5
4
Uffici
500
5
5
Magazzino Piking
300
10
6
Zona carico camion
50
/
7
Locali tecnici
200
10
8
Officine
200
10
I livelli di illuminamento sono calcolati sul piano di lavoro a m. 1 dal pavimento,
funzionamento.
dopo un anno di
15.1 Illuminazione interna ai fabbricati
Per l'illuminazione normale verranno utilizzate delle plafoniere a lampade fluorescenti di tipo con corpo in
acciaio e schermo in policarbonato autoestinguente infrangibile e grado di protezione IP 65 . All'esterno del
fabbricato e per le grandi altezze, verranno installate dei proiettori con lampada a vapori metallici fissati alla
struttura.
Per l'alimentazione dei corpi illuminanti verranno utilizzati cavi posati entro tubazioni metalliche. In alcune zone
con presenza di oli e di alte temperature ecc., verranno installate delle plafoniere a lampade fluorescenti con
corpo in acciaio inox e schermo in policarbonato. Questa soluzione garantisce una resistenza alle condizioni
ambientali decisamente maggiore rispetto alle plafoniere con corpo in policarbonato.
In generale perle grandi aree di lavorazione verranno installati a soffitto dei condotti sbarra bipolari tipo Blindo
Luce con grado di protezione minimo IP 54, da cui verranno derivate, tramite spine, delle plafoniere a tubi
fluorescenti sopra descritte.
Gli impianti di illuminazione in generale saranno divisi su più circuiti. Questa soluzione assicura anche in caso di
intervento di una protezione, un livello di illuminazione pari al 50% di quello complessivo. Le accensioni saranno
generalmente comandate da relè passo-passo e contattori installati entro il quadro elettrico. Gli impianti di
illuminazione saranno derivati dai vari quadri di servizio locali.
Sul perimetro esterno dei singoli fabbricati saranno installate armature stradali per illuminazione area esterna.
15.2 Illuminazione di emergenza
Saranno realizzati n 02 impianti di illuminazione di emergenza . Un impianto realizzato con corpi illuminanti
autoalimentati e un impianto con gruppo alimentatore di emergenza centralizzato.
L'illuminazione di emergenza sarà realizzata principalmente sulle porte di uscita di sicurezza e in alcune zone
dove vi è normalmente presenza di personale. Essa sarà normalmente spenta e interverrà solo in caso di
mancanza rete sul circuito di illuminazione a cui sono abbinati, sia a causa dell'azienda erogatrice di energia
elettrica che a causa di guasti che fanno intervenire le protezioni elettriche.
Nel locali tecnici, di servizio, negli uffici e in generale nei piccoli locali e/o dove in generale non vi è presenza
continuative delle persone, per l'illuminazione di emergenza verranno installate delle apposite plafoniere a
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lampade fluorescenti di tipo con corpo e schermo in policarbonato autoestinguente infrangibile e grado di
protezione IP 65.
Esse saranno del tipo a lampade fluorescenti, complete di gruppo reattore alimentatore con batterie di
accumulatori per illuminazione di sicurezza e verranno generalmente fissate a soffitto della struttura del
fabbricato e/o alla Blindo Luce utilizzata per illuminazione normale dove esistente .
Date le condizioni ambientali, alta temperature ambiente, per illuminazione di emergenza, saranno utilizzati
appositi corpi illuminanti normalmente spenti. Questa soluzione garantisce un periodo di funzionamento
maggiore rispetto alla soluzione mista, che prevede di utilizzare le plafoniere utilizzate per illuminazione normale
complete di reattore alimentatore con funzione anche di illuminazione di emergenza.
Le lampade di emergenza saranno derivate dalla rete normale, questa soluzione permette alle lampade, in
caso di mancanza rete di scaricare almeno in parte gli accumulatori.
La scarica periodica degli accumulatori garantisce un periodo di vita maggiore delle batterie stesse.
In corrispondenza delle porte per uscita di sicurezza, verranno installati corpi illuminanti per illuminazione di
emergenza riproducenti la scritta "USCITA” in modo da illuminare con luce diretta l'uscita e il segnale (segnale
con pittogramma bianco su sfondo verde). La segnaletica dovrà essere conforme al D.L. 493/1996. Nei locali
con lampade autonome la segnalazione sarà realizzata con lampade rettroilluminate, con distanza di lettura
predeterminata, con pittogrammi conformi alla norma UNI EN 1838, mono o bifacciali.. Essi saranno
normalmente spenti, e in caso di mancanza tensione di rete o di intervento delle protezioni sul circuito
illuminazione interverranno automaticamente garantendo un minimo di illuminazione, sufficiente ad evidenziare
le vie di uscita.
L’impianto di illuminazione di emergenza di centralizzato sarà del tipo “intelligente”, realizzato mediante
gruppi di continuità statici UPS, con distribuzione aventi le caratteristiche utilizzate per gli altri impianti ,
utilizzando linee in cavo ad uso esclusivo , con lampade alimentate alla tensione di rete 230 V. I corpi illuminanti
avranno le caratteristiche dei corpi illuminanti utilizzati per gli impianti di illuminazione normale. La scelta della
tipologia di impianto è dettata dalla caratteristica dei fabbricati, di notevoli dimensioni in pianta ed altezza
rilevante, nonché da esigenze di manutenzione, controlli e verifiche periodiche. Il sistema centralizzato di
controllo delle lampade sarà un sistema completo e testato dal fabbricante, completo di tutti i dispositivi di
interfaccia necessari. Le lampade di illuminazione di sicurezza saranno accese solo in emergenza, al mancare
della tensione di rete e/o per mancanza tensione ai quadri elettrici di illuminazione generali e/o di zona.
Come sopra riportato per alimentare gli impianti di illuminazione di emergenza saranno installati gruppi di
continuità UPS completi di caricabatterie, convertitore e batterie di accumulatori.
Con presenza di rete gli impianti saranno normalmente spenti e il sistema provvederà alla ricarica delle batterie,
mentre alla mancanza di rete fornirà energia agli impianti di illuminazione prelevandola dagli accumulatori. Il
tempo di intervento degli UPS dovrà essere non superiore a 0,5 s (tempo di intervento “breve”).
Saranno installati un gruppo UPS ogni cabina elettrica ed avranno potenza diversa a seconda del carico
realmente installato e autonomia minima a pieno carico di 1 ora. I singoli gruppi UPS saranno completi di
circuito di by-pass statico e di BY-PASS manuale
I gruppi UPS saranno dotati di batterie ermetiche per garantire un'autonomia di funzionamento, a pieno carico,
di almeno 1 ora. Il tempo di ricarica completa delle batterie dovrà essere non maggiore di 12 ore. Nei locali di
installazione delle batterie di accumulatori dovrà esser verificato il ricambio d’arai necessario per evitare la
formazione di atmosfere pericolose che si possono formare durante le fasi di carica accumulatori
In uscita dai gruppi UPS le rispettive linee in cavo si attesteranno ai vari quadri elettrici di distribuzione
illuminazione di sicurezza completi delle varie protezioni elettriche. Visto il tipo di utilizzo, illuminazione di
emergenza, non saranno installate protezioni differenziali ma solo magnetotermiche. Su ogni quadro sarà
installata una protezione differenziale generale di tipo indiretto con allarme riportato al sistema di supervision e
allarme generale da realizzare.
I gruppi saranno completati con apposto pulsante di sgancio di emergenza dedicato da installarle all’esterno dei
fabbricati vicino ai restanti pulsanti di sgancio generali delle altre fonti di alimentazione.
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Saranno particolarmente curate le illuminazioni dei percorsi di esodo fino all'esterno dello stabilimento. I I
percorsi di esodo presentano generalmente una larghezza massima di 2 m.
Il livello di illuminamento di progetto, a livello del pavimento, sarà pari a 5 lux min. – 10 lux max.
Come sopra riportato il sistema sarà del tipo intelligente dotato di controllo centralizzato in grado di effettuare
test periodici di funzionamento ed autonomia, individuando e localizzando eventuali guasti e certificare il tutto
con la stampa di report sull'esito delle verifiche. Per controllo dovrà intendersi il controllo delle lampade di
illuminazione centralizzate e di quelle autonome (autoalimentate) . Il collegamento fra centralina e lampade sarà
realizzato con linea bus realizzata con cavo normale, non schermato, che collegherà tutte le lampade.
Le linee di alimentazione circuiti di illuminazione di sicurezza in uscita dai quadri saranno realizzate in cavo con
cavi resistenti al fuoco secondo le norme CEI 20-36 per i percorsi di attraversamento dei vari locali
compartimentati . Per alimentazione degli impianti interni a i singoli locali o compartimenti saranno utilizzati cavi
di tipo multipolare non propaganti l’incendio.
Tutte le linee luce saranno del tipo “sola emergenza” SE, ossia con accensione solo in caso di mancanza di
tensione di rete.
Gli impianti di illuminazione di emergenza si potranno anche attivare a zone in seguito a mancanza di tensione
rete normale , dovuta all'apertura degli interruttori automatici dei circuiti di illuminazione normali, oltre che della
mancanza di tensione generale. Per questo saranno realizzate linee derivate da quadri illuminazione rete
normale in grado di attivare gli impianti di zona anche in caso di interventi o protezioni locali e/o di mancanza
rete sul singolo quadro elettrico di zona.
15.3 Impianti di illuminazione esterna
All'esterno dei fabbricati e nelle zone di viabilità e posteggio saranno realizzati impianti di illumioanzione delle
aree esterne
Per l’illuminazione perimetrale saranno installati corpi illuminanti direttamente sulperimetro esterno dsei
fabbricati per la altre zone saranno installate corpi illuminati completi di pali di supporto.
Gli impianti di illuminazione saranno derivati dai vari quadri elettrici di zona . In particolare i corpi illuminanti
installati sui fabbricati saranno derivati dai quadre elettrici dire servizio dei singolòi fabbricati mentre per gli
impianti di illuminazione delle are esterne saranno realizzati quadri elettrici di zona installati entro i fabbricati.
Tutti gli impianti saranno ad accensione automatica con interruttori crepuscolare e parzializzati con orologi
durante le ore di non attività entro il complesso industriale.
Gli apparecchi di illuminazione presenteranno le seguenti caratteristiche minime:
- Telaio e copertura in alluminio;
- Il dispositivo di ancoraggio al sostegno in materiale metallico (es. pressofusione di alluminio);
- Il dispositivo di regolazione per consentire la variazione dell’inclinazione rispetto al piano stradale degli
apparecchi. La regolazione dovrà essere continua per corpi illuminanti destinati ad essere installati su
sbracci, mentre potrà essere a passi fissi solo se destinato ad un’installazione testapalo.
- riflettori in alluminio;
- schermo di chiusura del vano ottico in vetro piano temperato;
- grado di protezione vano ausiliari IP44 minimo;
- grado di protezione vano lampada IP55 minimo;
- classe d’isolamento II con sezionatore di linea bipolare completo di fusibile;
- ottica full cut-off, rispondente ai requisiti previsti dalla LR17/00 e s.m.i. (intensità luminosa massima di 0 cd
per 1000 lm a 90° ed oltre);
- condensatore di rifasamento per mantenere il valore di cos φ ≥ 0,9;
- cablaggio adatto per l’utilizzo di sorgenti luminose non provviste di accenditore (l’accenditore sarà cablato
all’interno del corpo illuminante).
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Le sorgenti luminose da impiegare saranno principalmente Sodio ad Alta Pressione o Ioduri metallici
Nella aree esterne non addossate ai fabbricati saranno utilizzate solamente lampada a Sodio ad Alta Pressione
Per l’illuminazione delle aree esterne per il supporto dei corpi illuminanti saranno utilizzati pali di sostegno di tipo
tronco-conico o cilindrico in acciaio zincato a caldo, completi di targhetta identificativa con marchiatura UNI EN
40.
Alla base del palo sarà presente una protezione costituita da guaina termorestringente o, in alternativa,
manicotto in acciaio saldato alla base.
In corrispondenza della zona d’incastro del palo nel plinto di fondazione sarà realizzato un cordolo in CLS di
tipo “a raso”.
Ogni palo sarà completo di apposite morsettiere ad incasso palo di tipo a doppio isolamento, complete di
fusibile di protezione
Le linee dorsali principali saranno realizzate mediante distribuzione trifase + neutro, con cavi unipolari tipo
FG7OR 0.6/1kV di sezione costante ed uguale sia per i conduttori di fase, sia per il conduttore di neutro,
dimensionati in modo da garantire una caduta di tensione massima non superiore al 4% complessivi, oltre alla
protezione contro i cortocircuiti e i sovraccarichi secondo quanto prescritto dalla norma CEI 64-8.
Non saranno realizzate giunzioni e/o derivazioni entro i pozzetti ma solamente entro le morsettiere del singolo
palo
16 IMPIANTI PRESE DI CORRENTE
Entro i fabbricati di produzione, di manutenzione ed entro i vari locali tecnici ecc., saranno installate delle prese
di corrente per manutenzione e servizi vari. Le prese saranno di tipo CEE complete di interruttore di blocco e
fusibili. Esse saranno raggruppate in più quadri prese, ognuno composto da una presa bipolare 2X16 A + T ed
una presa tripolare 3X16 A + T fissate a parete sopra una base isolante e complete di cassetta collettrice
superiore. In alcuni casi i quadri prese saranno anche composti da una presa di eguali caratteristiche delle
precedenti ma con trasformatore 220/24 V per eventuali lampade portatili. Verranno anche installati alcuni
quadri prese completi di presa tripolare 3x32 A+T.
L'esatta posizioni di installazione verrà definito in fase esecutiva con la D.L.
Dai quadri elettrici per utenze normali, si dipartiranno le linee di alimentazione dei circuiti prese. Esse saranno
protette a monte entro i quadri elettrici da interruttori automatici magnetotermici differenziali con intervento
selettivo. Al fine di ottenere un minimo di selettività delle protezioni, con i fusibili entro le singole prese, gli
interruttori automatici installati entro il quadro elettrico di reparto saranno di tipo in scatola isolante, come
riportato sugli schemi elettrici.
In prossimità dei singoli quadri prese saranno installate a parete sotto le passerelle portacavi delle cassette di
derivazione. Esse saranno complete di morsetti di derivazione di tipo componibile montati sopra barra DIN. Ad
essi si attesteranno i cavi della dorsale di alimentazione dei circuiti prese, ed i cavi di alimentazione dei singoli
quadri prese. I morsetti entro le cassette saranno siglati con la sigla del circuito di appartenenza entro il quadro
elettrico da cui si diparte la linea.
Tutte le cassette di derivazione saranno singolarmente identificate con targhette incise e fissate sul
coperchio. La sigla delle cassette sarà composta da più riferimenti, in particolare comprenderà le seguenti sigle:
- sigla di identificazione del servizio, cioè illuminazione, forza motrice ecc.
- sigla identificazione del quadro elettrico da cui si diparte la linea di alimentazione della cassetta stessanumero progressivo delle cassette per utilizzo
Per l'alimentazione dei quadri prese dalle cassette di dorsale fissate sotto la passerella, il collegamento sarà
preferibilmente diretto, e il percorso in uscita dalle cassette sarà completamente entro tubazione portacavi e non
interesserà la passerella portacavi. Entro le cassette collettrici dei singoli quadri prese sarà installato un
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interruttore differenziale puro di portata minima 4X40 A con sensibilità 30 mA a protezione del singolo
quadro prese. Nella scelta delle protezioni differenziali si dovrà verificare la corretta protezione contro
sovraccarico e corto circuito della protezione differenziale che dovrà essere garantita dalla protezione a monte
entro il quadro elettrico. Se tale protezione non potrà essere garantita, in sostituzione della protezione
differenziale prevista sarà installato un interruttore automatico magnetotermico differenziale di adeguate
caratteristiche . L’interruttore di protezione installato entro cassetta collettrice sarà frontalmente protetto da
portellino ribaltabile di tipo trasparente L'installazione di questo portellino non dovrà in nessun modo ridurre il
grado di protezione del quadro prese stesso.
17 IMPIANTO DI TERRA GENERALE
Il complesso industriale in oggetto è dotato di un sistema per la messa a terra generale degli impianti e delle
strutture completamente intercollegato.
All’esterno dei nuovi fabbricati sarà realizzata una rete di terra interconnessa in vari punti con la rete di terra
esistente entro il complesso creando un sistema di dispersione unico.
La rete di terra sarà realizzata con le seguenti caratteristiche.
All’esterno dei nuovi fabbricati e strutture sarà posata, come dispersore di corrente orizzontale, una corda in
rame nuda di sezione minima 50 mm2.
La corda in rame nuda sarà posata ad intimo contatto con il terreno ad una profondità minima di 0,6 m, e sarà
ricoperta sopra e tra le parti con almeno 20-30 cm di terra di buona qualità.
In alcuni punti saranno installati dei dispersori di corrente tipo verticale. I dispersori saranno realizzati in acciaio
zincato, tipo a croce, dimensioni 50x50x5x2000 mm. Saranno completi di pozzetto in cls dedicato e targa
indicatrice. Saranno derivati dalla corda in rame nuda per mezzo di spezzoni di corda delle stesse
caratteristiche, connessi con morsetti a compressione.
La corda di terra posata come dispersore orizzontale non sarà mai interrotta, e l’anello non sarà mai attestato
direttamente ai dispersori di terra verticali.
Oltre ai dispersori intenzionali , la rete di terra utilizza anche i ferri di armatura collegati in più punti.
All’interno della nuova stazione di pompaggio e dell’intero impianto saranno installate della barre BTM
direttamente collegate con la rete di terra esterna.
L'impianto di terra generale avrà le seguenti funzioni:
- messa terra di protezione di tutte le masse metalliche delle apparecchiature della centrale elettrica, dei
motori e degli utilizzatori degli impianti tecnologici dell'interno complesso;
- messa a terra dei poli delle prese di corrente installate nell'intero edificio ;
- messa a terra delle masse metalliche delle strutture dell'edificio e delle strutture delle varie parti di impianti
- messa a terra impianti equipotenziali locali
A valle dei quadri elettrici di distribuzione la rete sarà eseguita con conduttori isolati. Faranno parte del sistema
di messa a terra degli impianti anche i seguenti elementi di impianto:
- un montante, costituito da una corda di rame isolato di varie sezioni per collegamento ai quadri secondari
con la rete principale.
- connessioni di continuità elettrica di terra fra le tubazioni metalliche di ingresso e uscita dalla centrale.
Queste connessioni saranno realizzate per mezzo di tratti di cavo in rame flessibile con capicorda alle
estremità, aventi sezione minima pari a 16 mm2. Il collegamento ai tubi sarà eseguito con bullone o con
fascetta secondo le possibilità pratiche del caso concreto. Il collegamento sarà portato fino alla piu vicina
barra o morsetto di terra dell'impianto elettrico.
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connessioni di continuità elettrica di terra sui canali portacavi.. Tali connessioni, eseguite con cavo di rame
flessibile sezione minima pari a 16 mm2, saranno prolungate fino alla più vicina barra o morsetto di terra
dell'impianto elettrico .Il collegamento sarà eseguito all’esterno dei singoli canali in modo visibile con
apposito capicorda a compressione e bullone con dado entrambi in acciaio zincato. I collegamenti a terra
saranno identificati con appositi segnali riproducenti il simbolo di messa a terra ;
connessioni di continuità elettrica all'impianto di terra delle strutture metalliche presenti negli ambienti quali
scale metalliche soppalchi, grigliato, controtelai ecc. che presentano una bassa resistenza verso terra e/o
che possono andare in tensione in caso di guasto elettrico
Tutti gli impianti di protezione interni si attesteranno alla barra BTM del quadro o alle barre BTM presenti entro
l’impianto. Alla barra di messa a terra, BTM, installata a parete entro la cabina elettrica , convergeranno i
collegamenti principali di terra dei quadri elettrici, i collegamenti alla rete di terra interna, i collegamenti alla rete
di terra esterna. La barra di messa a terra, BTM, sarà realizzata con sufficiente spazio per poter eventualmente
aggiungere altri collegamenti di terra, per eventuali modifiche e/o ampliamenti oltre a quanto già previsto.
Tutti i collegamenti principali saranno realizzati con tecnica ad anello, o doppio collegamento in modo che in
nessun caso il sezionamento di un collegamento comporti il sezionamento di un tratto del sistema di terra. Per
questo, ogni collegamento farà capo singolarmente ad un morsetto (o bullone). Dalla barra partiranno le corde
per il collegamento a terra dei quadri. Ognuno dei quadri principali di cabina sarà doppiamente collegato al cavo
di terra, con morsetti a pressione bullonati. Tutti i collegamenti alla barra di messa a terra BTM, saranno
identificati con appositi cartellini segnacavi in materiale isolante riproducenti il tipo e la sezione del cavo oltre al
servizio espletato.
Per il collegamento al circuito di protezione delle singole utenze, si utilizzeranno i conduttori posti all’interno dei
cavi multipolari utilizzati per l’alimentazione delle utenze stesse. Potrà eventualmente essere realizzata una
colonna costituita da una corda di rame isolata in PVC tipo N07V-K, posta entro la canalina portacavi principale
dei cavi di energia e munita di morsetto ad ogni quadro e grossa utenza.
La corda di terra disposta entro la canalina per i cavi d’energia sarà prolungata fino al collettore BTM principale.
Le connessioni sull'impianto di terra saranno eseguite con morsetti a pressione applicati con pinze
oleodinamiche e protette con nastro isolante.
In generale, per il collegamento a terra delle grosse utenze, si utilizzerà, se esistente, il conduttore di protezione
comune posato entro le canaline portacavi, dal quale ci si deriverà con un cavo unipolare isolato in PVC tipo
N07V-K di sezione adeguata.
Per gli impianti d’illuminazione, il collegamento di piccole utenze e più in generale per alimentazione delle
utenze realizzate con cavi multipolari, il collegamento a terra delle utenze elettriche sarà realizzato con
conduttore di protezione compreso nel cavo d’alimentazione
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