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Anche noi della “Riviera” abbiamo accolto con grande

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FOTO DI PEPPE MACR’
Anche noi della “Riviera”
abbiamo accolto con grande
soddisfazione la nomina nel
governo Renzi di Maria
Carmela Lanzetta quale ministro per gli Affari Regionali.
Una persona pulita, perbene,
che ha sempre operato professionalmente con grande competenza e rigore.
(continua alle pp. 6/7)
RIVIERA
PRIMO PIANO
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DOMENICA 02 MARZO
3
L’
ILARIO AMMENDOLIA
La Calabria
altra notte, in prima serata tv, abbiamo visto
Gioiosa Jonica sprofondata nelle tenebre mentre i lampeggianti fendevano l’aria. Noi vi parleremo di un’altra Gioiosa, quella prevalente, composta da
persone perbene,tenaci.
Un paese in cui un uomo lancia una sfida impossibile e la
vince, nonostante molte cose gli siano contro. Soprattutto
la nomea che è stata affibbiata a questa nostra terra, per
cui quando si dice Locride il clima è di circospezione e di
sospetto.
Rocco Criserà, 64 anni, fonda un’industria di avanguardia,
la SAOR. Visitando la sua azienda si ha la sensazione di
essere nel cuore della Romagna o della Brianza: macchinari di avanguardia, personale efficiente, massima igiene,
prodotti di nicchia e di prima qualità.
Si lavorano prodotti freschi, i migliori reperibili sul mercato. Un prodotto medio-alto.
Entrano ortaggi e frutta fresca, ed escono sughi già pronti, marmellate, pesto.
Quasi settanta dipendenti e un indotto di tutto rispetto.
Mentre parliamo, l’imprenditore riceve una telefonata.
Capisco che vorrebbe prenotare trecentomila quintali di
pomodori freschi per i prossimi mesi. Probabilmente, non
riuscirà a reperirli per intero nella zona e dovrà rivolgersi
ad aziende siciliane o della Puglia. Un peccato, frutto di
una mancata programmazione e di un raccordo. Ha bisogno di cipolle, di basilico, di arance, di carote, di sedano,
di frutta fresca e, quasi sempre, deve rivolgersi altrove.
Eppure vi sono serre abbandonate e altre che possono
essere realizzate. Vorrebbe lanciare la marmellata di fichi
calabresi, ma il prodotto fresco non si trova sul mercato.
L’azienda potrebbe essere un volano di sviluppo, un esempio per i giovani che varrebbe più di mille discorsi.
Certo, è stata dura, ed è dura. Ciò che è normale in altre
parti di Italia e di Europa da noi non lo è. L’azienda ha
dovuto realizzare a proprie spese la rete di adduzione del
metano e i pozzi per l’acqua potabile. Le strade sono quel
che sono, e le scuole non formano la professionalità
necessaria. L’imprenditore rileva l’anomalia, costituita dal
fatto che in Calabria la sua azienda, a fronte di settantamila euro mensili di stipendi, ne deve pagare altrettanti di
contributi. Una cifra enorme, che non trova riscontro in
nessun paese del mondo e non compatibile con la realtà
socio-economica della Calabria. Discorsi a fiumi, risultati
zero.
Pongo una domanda delicata e debbo porla con accortezza. Ecco la mia domanda: «Signor Criserà, Le elenco alcuni problemi della Calabria e della Locride. Mi dovrebbe
indicare quale, a suo parere, è il primo impedimento allo
sviluppo della nostra terra: ‘ndrangheta, infrastrutture,
mancanza di professionalità, lontananza dai mercati,
Stato?
Rocco Criserà esita, pensa, riflette e infine ci dice: lo
Stato.
Lo Stato, con le sue imposizioni, con leggi assurde, con
l’arbitrio, con una burocrazia elefantiaca e lenta, con il
peso delle sue tasse, costituisce il maggiore ostacolo allo
sviluppo della nostra terra. Personalmente l’ho sempre
pensato.
Ovviamente non si intende uno Stato astratto, hegeliano,
ma gli equilibri di forze che esprimono i governi in una
determinata fase storica. Questo Stato, per come storicamente si manifesta, è un ostacolo maggiore della criminalità, perché è espressione degli interessi dei pochi contro
la parte debole della popolazione e del territorio nazionale. Sentirlo dire a uno dei pochi imprenditori calabresi che
esporta in Gran Bretagna, negli USA, in Giappone, in
Corea, in Australia, dimostra che le nostre idee, decisamente non conformiste, non sono poi così balzane.
oscurata:
Rocco Criserà
SETTIMANALE
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PRIMO PIANO
Il
Telecamere
e grate per
la Corrado
Alvaro
C
ontinui i furti e gli atti vandalici commessi ai danni della
struttura scolastica. I docenti
e la presidenza della scuola hanno
richiesto più volte supporti per
implementare la sicurezza dell'istituto e per difendere i pochi materiali a
disposizione degli alunni
La scuola media Corrado Alvaro la
scorsa settimana è stata di nuovo
oggetto di vandali e ladri. La razzia
4
Bagarre
Locri-Sanremo:
Gian Antonio
Stella risponde
a Riviera...
RACCOLTA FONDI PER
RICOSTRUIRE IL LUNGOMARE
lungomare di Siderno, una risorsa
non solo per la cittadina, ma per
tutto il comprensorio. Nell'attesa
che a livello istituzionale si proceda,
ognuno potrà contribuire alla rinascita di
questa parte della Città che da sempre ha
costituito, e costituisce tutt'ora, un grande
attrattore sociale ed economico.
IT89T0849281590000000161944 le coordinate bancarie per poter procedere. Nella
causale del bonifico dovrà essere riportata
la dicitura, “Raccolta popolare fondi per la
ricostruzione del lungomare di Siderno”.
Il codice Iban è intestato alla Consulta cittadina. Da tempo si parlava di questa possibilità al Tavolo di lavoro permanente costituitosi all'indomani della mareggiata che ha
DOMENICA 02 MARZO
distrutto il lungomare.
Il Tavolo di lavoro permanente costituito da
soggetti diversi tra loro continua a riunirsi
per monitorare quanto si è detto verrà avviato per giungere ad un risultato condiviso,
prima di tutto dai cittadini e per attivarsi
affinché si possa in qualche modo con-
del periodo natalizio è stata seguita
da un'infrazione avvenuta la scorsa
settimana. Alcuni individui avrebbero rotto la porta sul retro della scuola e una volta all'interno dell'edificio
hanno scassinato i distributori di
bevande e avrebbero anche rotto lo
specchio nel bagno dei professori.
Questi atti sono gravissimi e la scuola richiede da diverso tempo che le
ronde dei carabinieri vengano supportate con l'installazione di telecamere o almeno mettendo le grate alle
finestre. Il furto di alcuni strumenti
musicali e la rottura di computer e
lettori dvd è stato un gesto gravissimo. I materiali a disposizione di studenti e docenti sono già pochi e difficili da reperire. Rubare i supporti
didattici e vandalizzare aule, corridoi
o altre strutture delle scuole del comprensorio è un danno soprattutto per
gli alunni.
La scuola spera che arrivati a questo
punto il comune e le forze dell'ordine
trovino il modo di risolvere la situazione.
tribuire concretamente alla risoluzione di
una problematica cara a tutti.
Nelle riunioni che si sono svolte e in quelle
che si organizzeranno l'attenzione è massima anche sul resto delle difficoltà che
hanno portato Siderno in questa situazione
precaria.
Infatti sia le locandine che il comunicato dell’assessore all’ambiente non
facevano il minimo riferimento al
fatto che le compostiere sarebbero
state distribuite gratuitamente da
Locride Ambiente spa.
Ma se qualcuno avesse visto la pubblicità della manifestazione si sareb-
Passafaro si scopre
organizzatore d’eventi
Premesso che Alfonso Passafaro si
sta rivelando un ottimo assessore
all’ambiente e si sta rivelando un
mago della comunicazione e dell’organizzazione d’eventi.
Ad un lettore poco attento la manifestazione di domenica nella piazza di
Locri, poteva sembrare organizzata
dal comune.
be reso conto che era stata organizzata dalla società di raccolta rifiuti.
Tra l’altro è una delle attività che
rientra nel programma di sensibilizzazione e informazione per i cittadini.
Ma Passafaro è riuscito a capovolgere il tutto divenendo l’unico planner
della giornata informativa.
Per cercare di interpretare meglio il pensiero del noto giornalista Gian Antonio
Stella, espresso in occasione dell'ultimo
Festival della Canzone Italiana di
Sanremo, in data odierna, ho inoltrato
la seguente mail al dottore Stella offrendo la disponibilità di "Riviera" di pubblicare sul prossimo numero un suo articolo al fine di poter rappresentare ai nostri
lettori il suo fedele pensiero relativamente alla vicenda che, probabilmente, è
stata interpretata male da molte persone. Questa la risposta di Gian Antonio
Stella che ovviamente mi sento di ringraziare: "Scusate,e dovrei rispondervi? Io
cito monsignor Bregantini facendone un
discorso generale sul degrado urbanistico italiano, sul vostro sito vengo paragonato al colesterolo e dovrei rispondervi?
La registrazione è lì, su Internet. Basta
riascoltarla. Grazie mille"
RIVIERA
IL MINISTRO DI MONASTERACE
La Lanzetta
porti il grido
della Locride
nelle stanza romane
Ci domandiamo : chi si è occupato di noi quando
sono stati operati tagli alla sanità, tagli alla scuola,
tagli delle corse ferroviarie, ecc. Bisogna eliminare
questa logica dei numeri e dei tagli.
A
ANTONIO TASSONE
nche noi della “Riviera”
abbiamo accolto con grande
soddisfazione la nomina nel
governo Renzi di Maria Carmela
Lanzetta quale Ministro per gli
Affari Regionali. Una persona pulita, perbene, che ha sempre operato
professionalmente con grande competenza e rigore. Noi pensiamo che
la Locride abbia bisogno di un
Ministro forte e autorevole nonostante, e lo diciamo in largo anticipo,
sembra superfluo ribadire che le
sfere di operatività del ministro
Lanzetta sembrano limitate. Il pressing continuo e intellettuale, operato
in passato da Pasquino Crupi, relativo ai modi con cui la Lanzetta ha cercato di ritagliarsi un importante spazio di visibilità mediatica, è stato
sempre portato avanti con grande
personalità dal direttore de “la
Riviera”. Ora proviamo a cambiare
pagina. Vorremmo offrire un’apertura di credito al ministro Maria
Carmela Lanzetta. Al di là della
retorica, la Lanzetta è riuscita ad
arrivare (politicamente parlando)
dove nessuno è mai riuscito.
Inevitabilmente, la sua nomina ha
suscitato (e susciterà) una qualche
forma d’invidia che lei dovrà saper
gestire con intelligenza e lungimiranza. E siccome anche noi abbiamo
delle proposte da fare ci permettiamo di evidenziare pochi punti da sottoporre all’attenzione del neo
Ministro con l’impegno di seguirla
costantemente nel suo percorso
governativo che ci auguriamo possa
essere il più lungo possibile. Intanto,
ministra Lanzetta lei dovrà far pervenire nelle stanze romane il
“grido”, spesso inascoltato, della
nostra gente che a causa dell’atavico
abbandono dello Stato, sta vivendo
una situazione drammatica dal
punto di vista economico-occupazionale. Finora abbiamo sempre avuto
la sensazione che della Locride non
sia mai importato niente a nessuno.
Non vogliamo essere considerati
RIVIERA
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Maria Carmela
Lanzetta il
giorno del
giuramento di
fedeltà alla
Costituzione.
7
Ministra, ci
saluti Renzi
VINCENZO CARROZZA
come un peso per la
Nazione o un cancro
da debellare, anche
qui da noi la maggior parte dei cittadini è gente onesta
e rispettosa dei
doveri
civici.
Servirà un intervento di politica
economica
mirato ad aiutare specificatamente questo
territorio.
Come spesso
abbiamo ribadito, bisognerà
eliminare la
logica
dei
“numeri” e dei
“tagli” che non
possono colpire
un’area
depressa come
la nostra. La
Locride non fa
notizia se non in
negativo.
Ci
domandiamo: chi
si è occupato di noi
quando sono stati
operati tagli alla
sanità, tagli alla scuola, ridimensionamento
delle corse ferroviarie?
Provate a pensare se per
qualche motivo si fosse
bloccata la tratta ferroviaria Roma-Milano o
Roma-Napoli.
Tutta
l’Italia si sarebbe fermata. La Locride, invece,
non fa notizia perché la
protesta dei suoi cittadini non incide sull’economia generale dello
Stato. Però qui si continua a soffrire per l’isolamento e anche la
nuova 106 è stata solo
in parte riammodernata. I soldi stanziati,
infatti,
sarebbero
dovuti servire anche
per il tratto Locri-
Ardore, ma alla fine non sono bastati.
E abbiamo notato come le imprese del
Nord sono scese qui (nel regno del
“malaffare”) per accaparrarsi le risorse economiche fuggendo poi via con il
malloppo e lasciando in ginocchio
molte imprese del posto. Bisognerà
salvaguardare i nostri piccoli centri
dallo spopolamento.
Cara ministra Lanzetta, si batta per
ribadire che noi non vogliamo privilegi e siamo anche disposti al sacrificio
ma abbiamo bisogno di far ripartire la
nostra economia, far ripartire il nostro
motore per farlo girare parimenti alle
altre regioni italiane in modo da poter
competere e camminare in autonomia. Si batta per la definizione di una
“questione meridionale e non settentrionale”. Archeologia a parte, visto
che è la sua passione, (e sempre sperando che la criminalità organizzata
non scoraggi investimenti) pensi alle
potenzialità di sviluppo che ha questo
territorio. Pensi all’artigianato, all’agricoltura, al turismo. In questi settori
si potrebbero sfruttare alcune provvidenze europee e statali per creare
occupazione e ricchezza.
Sino ad ora, storicamente, alcuni
imprenditori del Nord le hanno utilizzate solo per i propri interessi.
Comprenda, cara ministra Lanzetta,
che, qui da noi, non basta solo la
repressione ma sarà necessario e fondamentale che lo Stato mostri il “suo
volto migliore” ossia preoccuparsi di
stare accanto ai cittadini garantendo
scuole dignitose, strade percorribili,
mezzi di comunicazione rapidi, strutture sportive e centri di aggregazione
ed anche del loro futuro lavorativo. È
doloroso dover assistere all’emigrazione delle nostre intelligenze migliori.
Bisognerà garantire sicurezza a quei
cittadini che vorranno impegnarsi in
politica senza temere nulla per se stessi o per le proprie famiglie. Ecco cosa
dovrà fare lei, ministra Lanzetta, battersi con impegno e orgoglio (pur consapevoli che la ‘ndrangheta esiste e va
combattuta) affinché, anche qui da
noi, lo Stato possa dimostrare ai cittadini “la sua vicinanza”. Ci riuscirà? Lo
vedremo. Intanto le auguriamo buon
lavoro.
Dire che la nostra è una terra sfortunata è
davvero riduttivo. La nostra è terra crudele,
periferica, dannosa per chi ci vive, per chi la
frequenta, addirittura per chi la pensa. Una
terra su cui ogni cane che passa è autorizzato
a pisciare. Una terra su cui ogni essere pensante espone personali teorie, sputando sentenze orribili, inappellabili su cose e persone,
che la riempiono, che l’abitano. Vorrei completare il pensiero: le piaghe, inflitte da
nostro Signore all’Egitto, sono fesserie rispetto a tutto il fango buttato addosso alla nostra
gente, alla nostra terra, negli ultimi cento
anni. In fondo, dopo la partenza degli
Ebrei, nostro Signore ha deciso di non
infierire più su faraone ed egiziani.
Da noi, invece, locuste, rane, pustole
ammorbanti, grilli parlanti, mezze
calzette, sciancati di ogni genere
vivono come in un ventre di vacca.
Non ci mollano più. Da noi non
muoiono solo i primogeniti, ma i
secondi, i terzi, i quarti e, magari, i
quinti e i sesti. Poi muoiono i cugini, gli
zii, i nonni e, a seguire, tutta la parentela.
Anche quella d’America non si salva
più: si capisce, siamo globalizzati.
Adesso, in questa putrefazione generale, c’è una signora
a cui un giovane premier ha
mollato sulle spalle un carico da dieci e mezzo.
Monasterace non è lontana dal santuario di San
Cosimo e Damiano e, c’è
da giurarci, nel giro di
qualche
settimana,
gareggerà col sacro
luogo in numero di
devoti. Fossi in fratel
Cosimo inizierei a
preoccuparmi. Molti si
sperticheranno a riconoscere alla Signora
doti che mai prima avevano intravisto. Diranno
che era nell’ordine normale
delle cose che questo accadesse. Si presentiva, e
chiaramente, che Lei era
la naturale discendente
dei vari Gullo, Mancini e
Misasi. Dopo Ludovico
Ligato, la provincia di
Reggio non aveva più
avuto grandi riconoscimenti politici, ma con la
nomina a ministra della
Signora Lanzetta, la storia ha risarcito tutti
noi. In una sola botta ci è stato restituito il
paradiso perduto. Amor proprio, orgoglio,
senso di profonda utilità sono scesi tutt’insieme nella carne e nell’animo di ogni ionico –
reggino, rendendolo potente, invincibile,
geniale. Ecco, è stato come se lo stesso Spirito
Santo fosse disceso e si fosse fermato su ogni
abitante di questa disgraziata terra, rendendola utile e più bella dell’Abruzzo. Pasquino
Crupi si chiederebbe, a buona ragione, con
quale criterio sulla nostra terra è caduta tanta
manna. Si chiederebbe, se la Signora ha
ragionato un programma minimo con Renzi
centrato sullo sviluppo della nostra terra
che coinvolga i suoi giovani, i suoi
vecchi, le sue donne, i suoi pastori, i
commercianti, i cani, i gatti, i topi,
prima d’accettare l’incarico. Si
chiederebbe, la ragione è una
bestia inquieta, perché la Signora
e, magari, non Gratteri, o Lucano,
o De Masi, o Cuzzocrea. Si
domanderebbe, se la Signora ha
accettato l’incarico a scatola chiusa, come si usa fare, perché avere
un ministero non capita mica
tutti i giorni, anche perché
ci sta bene nell’albero genealogico un
membro ministro, capirete, è
un fatto estetico.
Alla fine, sempre
Pasquino,
potrebbe addirittura avere la sfacciataggine di chiedere, a nostra
Signora, di esprimersi
pubblicamente sui dubbi e
sulle questioni da
lui sollevate. Per
altro, non avendo
noi la sagacia intellettuale di Pasquino
Crupi, ci limitiamo ad
augurare buon lavoro
alla ministra e che ci
saluti, appena ne avrà
occasione, il sole dell’avvenire della politica
nazionale. Magnifiche
sorti e progressive a
tutti. Come dire diversamente?
Ah ecco, Buona digestione.
RIVIERA
Non ci resta
che piangere
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ATTUALITÀ
DOMENICA 02 MARZO
8
CALABRIA VISTA DAGLI ALTRI
questa fase
L’ESSENZIALE In
storica, ci hanno
ILARIO AMMENDOLIA
L’odiosa censura all’“Ora di Calabria”
non sarebbe da scrivere alle responsabilità del senatore Gentile e alla
codardia dell’imprenditore De Rose,
ma a tutti noi.
Antonello Caporale, sul “Il Fatto
Quotidiano”, del 22 febbraio, scrive:
«La Calabria vive la sfortuna di essere
sempre in minoranza. Minoranza
dell’Italia ricca e minoranza anche in
casa sua. Quella classe dirigente sociale non avrebbe mai potuto dominare la
scena pubblica se una porzione maggioritaria della società non fosse stata
connivente, se il bene comune non
venisse giudicato come una zucca
vuota, un cesto rotto, una fanfaluca».
Noi saremmo conniventi con questa
messo sul banco degli imputati,
complice la nostra marginalità è
la nostra sconfitta. Hanno
convinto noi stessi della nostra
colpevolezza. Molti di noi hanno
lottato, evidentemente in
maniera sbagliata e insufficiente,
una vita commettendo errori
gravi e infatti abbiamo perso
classe dirigente imposta con una legge
elettorale truffa e con una selezione
che premia la subalternità ed il servilismo nel confronti dei ceti dominanti.
Seguendo questa logica a noi calabresi,
e a nessun altro, bisogna ascrivere la
miseria, l’abbandono del territorio, la
‘ndrangheta, il clientelismo.
“La Stampa” di Torino va oltre e con
un articolo di Ruotolo del 23 febbraio,
scrive: «…Locride , terra di ndrangheta, di sequestri di persona ed oggi dei
più importanti trafficanti di cocaina».
Ci sono, eccome le cose che Ruotolo
denuncia, ma
altra è la nostra
Calabria, altra è la nostra Locride.
Noi siamo quelli che abbiamo reso
belle e ricche città come Adelaide,
Sidney, Toronto, Liegi, Milano, Torino.
Siamo la terra da cui sono emigrati gli
operai che fittavano, nelle soffitte, il
“letto caldo” cioè una branda in due,
uno di giorno ed uno di notte, secondo
i turni di lavoro. Quando uno si ammalava, dormivano in due nella stessa
brandina.
Una terra dove ci sarebbero tante persone disponibili a lavorare una giornata per ottocento euro al mese, ritenendosi fortunati.
In questa fase storica, ci hanno messo
sul banco degli imputati, complice la
nostra marginalità è la nostra sconfitta.
Hanno convinto noi stessi della nostra
colpevolezza. Molti di noi hanno lottato una vita, evidentemente in maniera
sbagliata e insufficiente, commettendo
errori gravi ed infatti abbiamo perso.
Definitivamente perso.
C’è un bel film di Troisi Non ci resta che
piangere e così è, a meno che alla diserzione di massa, al conferimento del
cervello all’ammasso, non si sostituisca
l’impegno civile e democratico di tutti.
IN BREVE
Al Musaba Uniti
per il Torbido
I comuni della Vallata del
Torbido si sono riuniti presso il
Musaba di Mammola. Presenti i
sindaci di Mammola, Antonio
Longo, Gioiosa Jonica,
Salvatore Fuda, Marina di
Gioiosa, Domenico Vestito,
Martone, Giorgio Imperitura,
Grotteria, Leoncini, San
Giovanni di Gerace, Giovanni
Pittari. Ha partecipato anche il
consigliere regionale Candeloro
Imbalzano. Ovviamente ciascuno ha voluto dire la sua.
Immaginate quindi quanto sia
durato l’incontro.
Sindaci 1- Gualtieri1
Palla al centro
I sindaci della Locride hanno
indetto una riunione del comitato
allargato d’urgenza dopo la
seconda ordinanza che gli vietava di conferire nell’impianto
Siderno. A firmare l’atto il direttore Gualtieri. Un colpo basso, al
limte della scorrettezza, che a
permesso a Gualtieri di tamponare l’emergenza reggina. La
riunione si è conclusa con le
grida del sindaco Calabrese e di
Varacalli che chiedevano azioni
forti mentre la dirigenza dei sindaci ha deciso per una linea di
dialogo
RIVIERA
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APPROFONDIMENTI
DOMENICA 02 MARZO
10
Mario Mazza: occorre ripensare al sistema giudiziario dalle fondamenta
L’avvocato Mario Mazza, ex sindaco di
Gioiosa Ionica, oggi presidente della
Camera Penale di Locri, prende posizione sulla situazione del sistema giudiziario italiano.
«La Giustizia ha bisogno di un intervento di ripensamento radicale - afferma -.
A fare le spese delle inefficienze del
sistema è in primis il cittadino». Non solo
sono aumentati i costi per l’assistito,
dichiara Mazza, ma anche le procedure
riguardanti il TAR per gli appalti pubblici, ciò va a tutto discapito del piccolo
industriale o della attività imprenditoriale locale.
«Basti pensare che per avere una copia
di una sentenza, favorevole o contraria
che sia, occorre versare in anticipo il 50
per cento del contributo, per poter andare eventualmente in appello».
Gli onorari per i difensori d’ufficio e per
i procuratori pagati dallo stato (in caso di
estrema indigenza la difesa è comunque
garantita dallo Stato, che si accolla gli
oneri processuali) sono stati decurtati:
ciò infligge una severa penalizzazione al
decoro del patrocinatore.
A Locri la Camera penale nasce nel
1989, ma non è aderente alle Camere
Penali Nazionali, inoltre non c’è un
Palazzo di Giustizia, e le Cancellerie
hanno spazi angusti. «In tali condizioni prosegue l’avvocato Mazza - non è verosimile poter offrire alla cittadinanza un
servizio realmente efficiente». Sia il cittadino che il patrocinante devono essere
garantiti. Il sistema giudiziario di un
paese è l’indice della sua civiltà, per tale
motivo condurre udienze in situazioni a
limite della tollerabilità, è sintomo di una
malattia che ha radici profonde.
L’esercizio della professione forense
deve essere una risposta adeguata alle
esigenze di una giustizia celere, oculata e
approfondita. Profili processuali com-
Non c’è più dignità
per la professione
di avvocato
plessi necessitano maggiore attenzione
rispetto ad altri più semplici e comuni. A
tal proposito sarebbe forse utile calendarizzare i processi in modo che non ci
siano sovrapposizioni, ritardi, o prolungamenti fino ad ore tarde. A volte i procuratori non hanno neanche la garanzia
di poter avere un colloquio con i loro
assistiti, il che è vistosamente improprio.
Secondo il presidente Mazza potrebbe
rivelarsi utile un sistema di leggi che
depenalizzino molti reati minori, sia civili che penali, per i quali potrebbe essere
prevista un’ammenda. Secondo una
stima, solo sul Tribunale di Locri, si
potrebbe evitare anche il 30 per cento
delle cause.
Occorre prevedere misure alternative
Mario Mazza
Giudiziaria
Capi e soldati
alla detenzione, ma che siano realmente
funzionali.
È anche importante che i magistrati non
sfuggano da ogni controllo, ma che siano
obbligati a risiedere nel luogo dove esercitano la professione. Ove necessario
bisognerebbe aumentarne l’organico.
Inoltre dovrebbe esserci un maggiore
controllo all’accesso della professione,
mediante Facoltà a numero chiuso.
“È inverosimile che ci venga chiesto
–conclude il presidente Mazza- di gestire un’attività professionale così delicata e
importante per la comunità, in un territorio debole come il nostro, senza la
garanzia di vedere riconosciuti i nostri
diritti professionali”.
La Redazione
L’ESSENZIALE Per avere una
copia di una
sentenza, favorevole o
contraria che sia, occorre
versare in anticipo il 50 per
cento del contributo, per
poter andare eventualmente
in appello. Secondo il
presidente Mazza potrebbe
rivelarsi utile un sistema di
leggi che depenalizzino molti
reati minori, sia civili che
penali, per i quali potrebbe
essere prevista un’ammenda
La nascita della “Società maggiore” nella
‘ndrangheta ha comportato, secondo le risultanze investigative della Procura distrettuale
di Reggio Calabria, alla creazione del sistema
della “doppia compartimentazione” all’interno della locale, secondo il quale il livello di
conoscenza di ciascun affiliato corrisponde al
livello raggiunto nella gerarchia delle doti.
Infatti, ci sono decine di migliaia di affiliati
(innanzitutto tutti quelli che hanno doti della
Società Minore) che addirittura ignorano l’esistenza della Provincia e molti altri (quelli che
appartengono alla Società Maggiore, ma con
gradi non apicali) che ne hanno notizie vaghe
e de relato.
La regola secondo la quale il livello di conoscenza deve corrispondere alla dote detenuta
e al ruolo ricoperto (“per ogni grado c’é un
livello di conoscenza chiuso verso l’alto ed aperto verso il basso”) ha una ratio precisa, spiegata con straordinaria lucidità nel corso di una
conversazione tra un soggetto non meglio
identificato e Domenico Oppedisano, detto
don Mico, ritenuto al vertice del “Crimine di
Polsi” e condannato nel processo d’appello
“Crimine” a 10 anni.
Nella conversazione dell’ottobre del 2009 si
faceva esplicito riferimento al fatto che bisognava mantenere un certo “distacco” dagli
affiliati di livello più basso (i c.d. “soldati”), i
quali dovevano essere portati a conoscenza
solo di determinate notizie (“perchè se a te...ti
interessa quel soldato...devi tenerlo per soldato...e devi tenerlo sempre.... con il dovuto distacco”), al dichiarato fine di scongiurare il rischio
che, collaborando con la giustizia o anche
involontariamente (es. durante un colloquio
intercettato presso una casa circondariale),
potessero riferire, circostanze dannose per
l’organizzazione (“un chiodo continuatamente... .ecco giusto, e allora, quante volte è successo?... Questo pentimento...sto coso...capita che
dopo va ...va a fare un mese in carcere là...e si è
rivoltato...comincia a cantare stornelli praticamente...non era...non deve perdere la tradizione
di famiglia”).
Per quello che é emerso analizzando le risultanze processuali del processo “Il Crimine” la
‘ndrangheta con il tempo é divenuta un’organizzazione sempre più complessa e che si
regge su un equilibrio modernissimo e difficile: articolazioni territoriali in tutto il mondo,
ma tutte facenti capo alla Calabria; autonomia
della singola locale, ma fino ad un certo punto;
sistema della “doppia compartimentazione”
all’interno della locale; regole comuni per
tutti; sanzioni per chi non rispetta le regole.
(Lr)
ELEZIONI/ Servizio a cura di Lidia Zitara
QUISI VOTA
comuni - abitanti
Agnana Calabra
569
Bagaladi
1082
Benestare
2442
Bova Marina
4142
Brancaleone
3642
Abbiamo
L’INTERVISTA chiesto al
sindaco uscente,
Giuseppe Certomà,
quale sia stato l’operato
della sua
amministrazione e
come vede il futuro
della cittadina. Quali
sono i problemi da
affrontare e quali sono
stati i progetti portati a
termine
Canolo
801
Cardeto
1822
Careri
2410
Cittaova
10344
Feroleto della Chiesa
1772
Martone
554
Monasterace
3369
Oppido Mamertina
5406
Palizzi
2297
Platì
3711
Riace
1793
Roccaforte del Greco
550
Roccella Ionica
6434
Samo
871
San Giovanni di Gerace
537
San Lorenzo
2685
San Pietro di Caridà
1265
San Roberto
1833
Santa Cristina
d'Aspromonte
1017
Sant'Alessio in
Aspromonte
323
Sant'Ilario
dello Jonio
1332
Scido
976
Stignano
1340
Roccella alle urne
Che cosa
l’aspetta?
L’ESSENZIALE L’attuale
sindaco
annuncia di aver accetato la
proposta del coordinamento
della lista “Roccella prima di
tutto”. «Il programma sarà
elaborato nei prossimi giorni e
punterà sul miglioramento dei
servizi, sull’ambiente, sulla
cultura e sull’utilizzo delle
importanti infrastrutture di cui
si è dotato il comune»
Signor Certomà, lei è il sindaco uscente, a
maggio si ricandiderà con la stessa lista?
Quali sono i suoi programmi?
«Ho accettato la proposta del
Coordinamento della lista “Roccella
prima di tutto”, avvenuta all' unanimità, di
candidarmi a sindaco nelle prossime elezioni - non tanto per i meriti che possono
essere attribuiti alla mia persona - ma perché tale proposta è fortemente legata al
buon lavoro e agli ottimi risultati conseguiti da tutta l'amministrazione negli ultimi
cinque anni e alla prospettiva che tale
lavoro possa essere continuato in futuro. Il
programma sarà elaborato nei prossimi
giorni e punterà sul miglioramento dei servizi, sull'ambiente, sul turismo, sulla cultura e sull'utilizzo delle importanti infrastrutture di cui si è dotato il comune a partire
dal Porto delle Grazie, la cui gestione sta
per partire proprio in questi giorni, e che
costituirà un volano di sviluppo non solo
per Roccella ma per tutta la Locride».
Roccella gode di una posizione assai
panoramica ed è frequentata da chi ama
il mare o le escursioni. Per chi l'attraversa
rimane un grosso problema la viabilità.
Sa dirci quando si spera possa essere
aperta la famosa “bretella” sulla nuova
106, che consentirebbe di deviare una
gran parte del traffico in zone periurbane?
«Il traffico veicolare che attraversa il centro abitato di Roccella rappresenta un
punto di debolezza rispetto al contesto
positivo che vive la mia città, ma tale problema al più presto sarà superato grazie
all' impegno tenace e incisivo profuso dell'
Amministrazione Comunale che ha avuto
l' epilogo nella costituzione in un processo
presso il TAR di Reggio Calabria, ottenendo che i lavori di costruzione della
variante ANAS non si bloccassero definitivamente con la perdita dell'intero finanziamento. Detti lavori sono in corso di esecuzione e saranno ultimati entro i termini
contrattuali (settembre 2014) così come
ha
potuto
affermare
il
Capo
Compartimento dell' ANAS Calabria Ing.
Vincenzo Marzi. Durante un recente
sopralluogo alla presenza di una folta
delegazione del Consiglio Comunale di
Roccella».
Dal punto di vista ecologico Roccella è in
prima linea sulla raccolta differenziata,
ma in molti si lamentano delle imposte
gravose. C'è una ragione?
«Oramai l'esperienza della raccolta dei
rifiuti urbani con il metodo “porta a
porta” - iniziata a Roccella nel 2011- si è
consolidata e ci garantisce un recupero del
73% dei materiali quali carta, vetro, plastica, così come confermato dal recente rapporto ARPACAL; ciò consente un notevole risparmio sulle spese di conferimento
dei rifiuti rispetto ai comuni che non effettuano la raccolta differenziata. Le lamentele dei cittadini sulle tasse comunali -divenute insopportabili- è un dato di fatto ed è
comprensibile se si pensa che in Italia la
pressione fiscale è tra le più elevate
d'Europa, ma non mi risulta che a
Roccella i tributi comunali siano più gravosi rispetto agli altri comuni, anche perché essendo un comune virtuoso, con un
bilancio sano, non ha alcuna necessità di
portare le tariffe ai massimi livelli. Se specificatamente ci si riferisce alla tassa sui
rifiuti (TARSU) essa non è aumentata
fino al 2012; e la TARES, in vigore nel
2013, con la quale il Governo Centrale ha
imposto un prelievo dello 0,30 x mq. su
ogni immobile, è stato possibile contenerla grazie alle economie realizzate con la
raccolta differenziata».
Perché i tempi del restauro del Castello si
sono allungati così tanto?
«I lavori di restauro della Chiesa e del
Palazzo Carafa per un importo di
1.700.000,00 sono stati eseguiti per il 50%.
A causa delle inadempienze della ditta
appaltatrice si è resa necessaria la rescissione del contratto e l' affidamento dei
lavori residuali alla ditta classificatosi
seconda sulla gara d' appalto che dovrebbe iniziarli a breve e terminarli nello spazio di 4 - 5 mesi. A tali lavori seguiranno
altri per un importo di 2.000.000,00
finanziati dal POR-FESR Calabria
2007/2013 che consentiranno il restauro
dell' ala sud del Palazzo Carafa entro il
prevedibile termine del mese di giugno
2015».
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I programmi
disattesi secondo
Nicola Iervasi
«L’amministrazione comunale di Roccella
Jonica si regge su un particolare metodo di
fare politica in cui neanche il sindaco,
secondo me, ha funzione decisionale. Vive
inoltre su un presunto conflitto di interessi
in funzione del quale si sviluppano le disposizioni per il paese. L’ex sindaco
(1999/2009) e attuale vicesindaco, Sisinio
Zito, è anche presidente dell’Associazione
Culturale Jonica che organizza il Festival
Jazz. Tutte le maggiori risorse comunali
sono rivolte a beneficio dell’ACJ: si dice
che durante l’estate 2013 le casse comunali
hanno effettuato una cessione di credito da
138 mila euro con un’operazione mai fatta
prima d’ora in nessun paese calabrese.
Altro presunto conflitto di interessi, è il
L’ESSENZIALE Abbiamo posto le stesse
domande al
rappresentante della minoranza Nicola
Iervasi, autore del blog “Roccella siamo
(anche) noi”. Ecco la lettera in cui
espone le sue idee sull’attuale
amministrazione e sulle speranze
disilluse dei roccellesi. E infine il suo
progetto per una nuova Roccella
DOMENICA 02 MARZOO 13
fatto che due aziende che sponsorizzano il
Festival Jazz sono fra i soci privati della
Società “Porto delle Grazie”. Questa specie di sudditanza nei confronti di una persona e delle sue idee sembra abbia portato,
fra l’altro, a orientare i fondi PISL alla
ristrutturazione delle installazioni utilizzate
per il Festival, anziché creare nuove infrastrutture per lo sviluppo del turismo.
Il sistema di tassazione è sproporzionato:
tutte le voci sono aumentate a dismisura.
Oneri costruttivi per rilascio concessione
edilizia, diritti di segreteria, tassa per l’occupazione di suolo pubblico da parte di esercizi, tariffe dell’acqua e della depurazione,
Irpef comunale, ICI, IMU, i loculi cimiteriali, i passi carrabili, tassa di soggiorno,
TARSU E TARES, i posti barca.
Strutture di pregio, come il Convento dei
Minimi e il Castello, sono assolutamente
sottoutilizzati e senza un’adeguata pianificazione degli eventi. Il disastro più devastante è stato prodotto nel parco collina del
Castello che, dopo una spesa di oltre due
milioni di euro per la messa in sicurezza
post-alluvione, è stato lasciato in completo
abbandono per 12 anni fino alla distruzione dovuta ad un incendio.
E il simbolo di Roccella ormai non è più il
Castello ma la sua gru azzurra impiantata e
non utilizzata da ben cinque anni.
Stessa sorte per il Porto Turistico costato
circa 40 miliardi delle vecchie lire. I lavori
sono stati ultimati nel 1994, da quella data
ad oggi sono passati venti anni senza che si
sia provveduto ad una compiuta utilizzazione, sia a causa di indecisioni sulle scelte e
sia per un lungo contenzioso giudiziario.
Da otto anni Roccella aspetta l’adozione
del Piano Strutturale associato, una lunghissima attesa che ha aggravato la già
forte crisi nel settore edilizio.
A livello ambientale Roccella ha gravi problemi per quanto riguarda la potabilità dell’acqua. La contaminazione da arsenico
non è un problema risolto, 200 abitazioni
della zona alta e della frazione Bosco
Catalano continuano ad avere acqua con
altissimo tasso di arsenico proveniente
dalla sorgente Finocchio. Oltre la metà
delle condotte idriche risalgono a prima del
1970 e sono in cemento-amianto.
Da 30 anni, data d’inizio della bretella alla
106 a monte di Roccella -con la promessa
di completamento da parte di questa
amministrazione ad ogni campagna elettorale- solo ora pare si stiano concretizzando
i lavori. Nel frattempo Roccella ha respirato lo scarico di autoveicoli di ogni genere
come fosse una metropoli, a causa dell’imbuto che si forma nel centro cittadino».
Progetti del programma assolutamente disattesi:
Sportello sociale per informazione e relazioni
con i cittadini .
Esenzione bollette dell’acqua e dei rifiuti alle
famiglie bisognose.
Centro di aggregazione per soggetti diversamente abili .
Corso sperimentale de liceo musicale
Intervento di riqualificazione del Piccolo
Teatro Umano.
Piano energetico ambientale comunale con
l’utilizzazione di utilizzo di fonti rinnovabili.
Acquisto dell’Hotel Ariston per uffici comunali , biblioteca, mediateca e spazi associativi.
Pubblicazione di un giornale su cui comunicare le iniziative istituzionali
RIVIERA
GERENZA
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LA POSTA
GlidelEroi
mar Jonio
Le teste di bronzo
prima e dopo il
restauro.Originalm
ente aveva: tratti
morfologici indigeni; espressione
ilare; iride a tre
cerchi concentrici;
naso largo, labbro
inferioe naturale;
pelame raffinato.
Oggi ostenta: tratti
impropri; iridie a
disco conbuco;
naso retto levigato;
labbro tumefatto;
pelame grosso.
Tersitismo, maldicenza, disprezzo
Vi ricordate di Tersite? l'antieroe che si
annida in ognuno di noi? Poiché questo
personaggio, oggi, ha cambiato nome e
si presenta sotto le vesti del critico e del
dissacratore noi ve lo vogliamo riproporre nella versione originaria:
… Tersite vociava ancora smodato,
che molte parole sapeva in cuore,
ma a caso,vane,non ordinate,
per sparlare dei re
.[…]
Era l'uomo più brutto che venne sotto
Ilio.
Era camuso e zoppo d'un piede, le spalle
eran torte ,curve e rientranti sul petto,il
cranio
aguzzo in cima…….
Era odiosissimo, soprattutto ad Achille
e a Odisseo
Ché d'essi sparlava sempre.
Tralasciamo per il momento il nesso tra
il nostro corpo ed la nostra psiche, cosa
che ha assillato diverse generazioni di
scrittori , e ringraziamo la Provvidenza
perché siamo venuti al mondo senza
grandi malformazioni e diciamo quindi
subito che dal punto di vista fisico
Tersite non ci assomiglia affatto. Pur tuttavia questi ci è familiare, siamo noi stessi, un lato nostro, il negativo che spesso
non riusciamo a dominare. Presso due
grandi scrittori europei dell'Ottocento,
W. Göethe e G. F. W. Hegel, esso si
ripresenta sotto le vesti del “maggiordomo” che in quanto tale non riesce a
vedere l'eroe, nessun eroe neanche
Cesare, Alessandro, o Garibaldi tant'è
che “ non ci sono eroi per il proprio
maggiordomo, per l'appunto.” Tersite è
dunque il negativo, colui che livella, e
come accade sempre il livellamento
purtroppo è sempre verso il basso.
Detto ciò vediamo a grandi linee, nel
nostro quotidiano, come si manifesta::
se sono con te , parlo male di lui ; se
sono con lui parlo male di te; se c'è un
terzo parliamo male del terzo. Il cerchio
sembra chiudersi nel momento in cui
siamo soli, infatti in quel caso parliamo
LA POESIA
U STIVALI
E' bberu ca nui simu lu stivali
di chista Itaglia c'esti longa e stritta,
ma stu scarpuni ciunca e faci mali
e l'animella nostra è sempi affritta.
Li governanti nosti calabrisi
ndi promisaru sempi munti e mari,
quandu nci penzu mi venanu arrisi
ca non trovu attu modu di spocari.
Si parra tantu di lu terzu mundu,
undi nc'è fami siti e caristia,
avundi simu nui, non simu o fundu?
Undi nc'è sulamenti porcheria?
Simu malati e potimu moriri
ca no' trovumu a nullu mu ndi cura,
iamu a Milanu e ndi sentimu diri
co primariu era figghju i chilla gnura.
male di tutti. Per essere ulteriormente
coerenti dovremmo parlare male anche
di noi stessi e persino di Dio ma, come
Pietro L'Aretino, non facciamo e ci scusiamo perché ci è ignoto. ed in attesa che
ci sia almeno un segnale rimaniamo
agnostici. A questo punto ci viene spontanea la domanda che un amico, non
molto tempo fa, pose a me per porla
nello stesso tempo a stesso e noi la
poniamo pertanto ai nostri lettori: si può
spendere la propria a parlare male degli
altri e naturalmente incensare se stessi?
E' mai possibile che non si riesca a
cogliere mai un lato positivo di una persona, di una situazione? È mai possibile
che non ci sia un'azione che meriti
rispetto e si vada pertanto alla ricerca
del neo, del difetto, che la deve oscurare?
Chiaramente le risposte a questi due
grandi domande non possono venire
che da esempi e riferimenti autorevoli.
L'esempio è preso in prestito in questo
caso dal mio defunto amico-maestro
Luca Scacchi Gracco, venuto a mancare
neanche un mese fa. È merito suo infatti avere scoperto un talento come
F.Bacon, Piero Manzoni, e tanti altri
che adesso non sto qui ad elencare.
Come avrebbe potuto talenti di tale portata se non avesse tenuto a bada il
Tersite che c'era in lui? Come avrebbe
potuto scoprire che un inquilino al
secondo piano della sua casa, a Londra,
era quel genio che conosciamo? Ma poiché Luca Scacchi Gracco ai molti non è
noto e poiché per scoprire il genio bisogna essere al contempo geni , la congenialità è d'obbligo per l'appunto, facciamo invece ricorso, per cercare di risolvere la nostra questione all'autorevolezza
di Aristotele.
Questi nella “Retorica” e nell'”Etica
nicomachea” ci offre una chiave di lettura che può essere quella risolutiva. Nel
trattare la natura delle virtù ( amicizia,
rispetto, liberalità ecc) a più riprese
sostiene che caratteristica dell'amicizia è
desiderare le medesime cose ed è piacevole con gli amici vivere e passare il
tempo assieme. Per questo motivo gli
amici sono persone affabili, sono sempre pronte ad essere indulgenti e molto
lontane a rimproverare gli errori altrui.
Sono inoltre capaci di canzonare ed
essere canzonati( come facciamo noi
spesso) ma soprattutto di canzonare
garbatamente. Gli uomini amano , continua , quelli che non sono portati a criticare né gli errori né i benefici compiuti, poiché entrambi inclini al rimprovero
Gli uomini amano inoltre chi non è maldicente né desideroso di conoscere i
loro difetti o quelli dei loro vicini, ma
soltanto le buone qualità, perché questo
è il comportamento di una persona di
valore. Credo che non ci sia bisogno di
ulteriori citazioni la natura di questo
nostro discorso: il comportamento della
persona di valore va alla ricerca delle
buone qualità degli altri, la maldicenza
la releghiamo quindi alle persone di
scarso valore. Mi rendo conto che questo mio discorso potrebbe essere “ consolatorio” con quanto stiamo vivendo su
scala nazionale ed anche locale. È molto
difficile cogliere aspetti positivi nella
nascita di questo nuovo esecutivo, ma
spero che ce ne siano. Non vorrei tuttavia che un Odisseo d turno sfoderasse
la spada iniziando a tagliare proprio la
mia lingua!
Domenico Angilletta
Tutti li strati sunnu mulatteri,
la ferrovia, pur'illa ndi dassu,
l'utostrada è sempi nu canteri,
sulu u Signuri non nd'abbandunau.
Ma d'atta parti ndi lu mmeritamu,
non d'aiutamma mai l'unu cu l'atti,
jamu u facimu a spisa e nd'accattamu
a rrobba chi nd' arriva d'atti parti.
Ca lu viscottu di tali mulinu
esti cchjù bbonu i chillu pajisanu,
esti cchjù sapuritu e supraffinu,
chillu chi fannu ccà lu schifijamu.
A provula galbani pari meli,
chilla fatta 'n Calabria non ndi piaci,
prosciuttu sulamenti san danieli,
facimu schjuma com'e vavalci
E ntantu stu scarpuni va a stringiri
e jamu avanti quasi addinocchjuni,
spendimu ncocchji sordu, ma
astringiri,
mu nciu linchjimu a panza e pulentuni.
Vincenzo Cordì
SETTIMANALE
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L’antico sito
del fiumelacustre detto
Sagra ove,
secondo a
storiografia, si
svolse il
conflitto tra
Crotone-Atene
e Lokroi,
avvenne
all’altezza della
zona
archeologica
proto storica di
Santa Barbara
di Mammola
nell’attuale
fiume Torbido.
L’artista Nik Spatari ci ha scritto per presentare i suoi bronzi di Riace: l’Eroe della
Sagra e l’Eroe dello Stretto. Ci spiega chi
siano i due guerrieri ritrovati nel mare jonico.
Tangibili dati sono archiviati al Museo
Archeologico Reggino e nelle maggiori università del mondo, tra cui la Sorbonne di Paris e
quella di Amsterdam, da me consultati tramite l'amico Paul Sartre e un docente amico di
Hiske. Sicché la famosa Battaglia del Sagra
avvenne nel 500 a.C. (segnalata anche
dall'Espresso). Questa coincide con la sortita
del primo guerriero di Riace, realizzato nello
stesso secolo in una fonderia dell'entroterra,
quella dell'antica Kaulon, scoperta da un'equipe archeologica dell'Università di Pisa. La
conferma da referti abbozzi anatomici di fonderia, consimile al nostro guerriero che, in
base a tali prove, definirei “L'Eroe del Sagra”.
L'altro guerriero lo definirei “L'Eroe dello
Stretto” per una seconda vittoria ottenuta da
Lokroi occupando, via mare, Rhegium e
Messina. Quest'ultimo la prova sia sortito
dalla fonderia etrusca di Veio, trovandolo consimile ad un terzo bronzo scoperto nella Valle
del Tevere (di sicuro opera di Vulca, unico
scultore etrusco che si conosca), oggi al Museo
Gregoriano Etrusco del Vaticano, come da
foto. (In un altro numero l'Espresso si interroga da dove vengono i Bronzi e che nome dare
loro).
L'altra foto presenta le due differenti teste del
nostro Eroe del Sagra, com'era prima del
restauro nella caratteristica autoctonia italocalabra e com'è oggi, secondo quanto riportato dal Bollettino Restauro edito dall'Istituto
Poligrafico della Zecca, ottobre 1984, cui
copia è conservata negli archivi del MUSABA.
Ciao,Nik
IL RICORDO
Bruzzano piange il figlio suo
più illustre, il prof. Achille Sicari
B
ruzzano Zeffirio piange il figlio suo più
illustre, il professore Achille Sicari
deceduto ieri all'ospedale “Versilia” di
Viareggio all'età di 83 anni. Un grande professionista, un grande nome della chirurgia nazionale, il prof. Sicari si laureò nel 1956 a Roma in
Medicina e Chirurgia; fu poi a Perugia accanto
all'illustre prof. Paride Stefanini e quando la
prestigiosa “scuola medica” si divise ed il prof.
Stefanini si trasferì a Roma, il prof. Achille
Sicari seguì a Pisa il famoso prof. Mario Selli.
Nel 1969 vinse il concorso a Primario di
Divisione di Chirurgia dell'Ospedale Civico di
Carrara, dove prestò servizio fino al 2006, quando andò in pensione. Ha continuato, tuttavia, a
lavorare, instancabile ed innamorato della sua
professione, in tanti altri ospedali della Toscana
e non fino a tempi recenti.
In occasione della nomina di
Primario a Carrara, da
Bruzzano Zeffirio, suo
paese di origine, partirono
centinaia di telegrammi
di congratulazioni, perché tutti i suoi concittadini hanno sentito il
bisogno di esternargli
il loro affetto ed il
loro orgoglio per
quella meritata
afferma-
zione professionale. Il prof. Sicari, infatti, era
molto amato in paese, non solo per la sua eccezionale professionalità e per la spiccata personalità, ma anche per le sue grandi doti umane.
Una famiglia, la sua, di medici, di farmacisti, e
di notai, di apprezzati notabili del territorio reggino e non solo, ma lui era alla mano con tutti;
schietto, semplice, naturale, spontaneo com'era, faceva sentire a suo agio chiunque fosse
davanti a lui. Era legato a Bruzzano Zeffirio,
che gli aveva dato i natali nel 1931, dove, in
compagnia dell'inseparabile sorella Graziella,
veniva spesso a trovare l'anziano padre, l'indimenticato dottor Francesco Sicari, medico condotto dalle infallibili diagnosi.
Quando si trovava al paese, non era infrequente vederlo passare a piedi per via Marconi,
sostare davanti alla casa della sua infanzia,
conversare amabilmente con gli anziani,
che l'avevano visto giocare bambino
con i loro figli suoi coetanei.
Grande carisma e profondamente umano, per oltre
mezzo secolo il prof. Sicari è
stato per noi bruzzanesi e
per migliaia di italiani,
calabresi, siciliani, meridionali e non, un'ancora di salvezza, un saldo punto di
riferimento. Con egli
Primario della Chirurgia di
quell'ospedale,
Carrara
divenne la meta dei viaggi
della salute per tutto il sud.
Non più a Milano, non
più a Torino, ma a
Carrara, dal prof.
Sicari, dal grande
chirurgo
di
Bruzzano, che
all'eccezionale
bravura sapeva coniugare affabilità
e
disponibi-
lità di cuore. E' stato anche agli Ospedali
Riuniti di Reggio Calabria, dove si era trasferito per qualche tempo, con il desiderio di offrire
nella sua terra, per la sua gente, la sua elevata
professionalità, ma la grettezza dei mediocri lo
costrinse, amareggiato, a rientrare a Carrara.
Eravamo e siamo orgogliosi di lui, noi di
Bruzzano Zeffirio, paesino dell'entroterra ionico reggino, dove il prof. Achille Sicari è nato.
Dobbiamo tanto a lui, a quell'impareggiabile
sicurezza nel formulare diagnosi.
Personalmente gli devo la vita di mia figlia.
Dopo inconcludenti ricoveri in vari ospedali,
solo lui, senza neanche visitarla, capì, solo attraverso la mia descrizione dei sintomi, che cosa
avesse la bambina.
All'ospedale di Carrara, negli anni '70 all'epoca
di Suor Tarcisia, il prof. Sicari salvò mia figlia, a
soli sette mesi di età, attraverso un delicato e
complesso intervento di alta chirurgia urologica
pediatrica, operando su ureteri e vescica. Per
noi, per tutti noi “il dio della medicina”, l'Ille
dixit delle nostre conversazioni mediche! Ho
avuto l'onore di essere vicina di casa della famiglia Sicari, sia da bambina che da adulta. Si
andava con Roberta, la bimba da lui operata, a
trovarlo, sempre, quando veniva al paese, era
contento che andassimo a salutarlo.
Incominciava a parlare con Roberta, che studiava medicina, ma finiva la conversazione con
me, sindaco di centro-destra, parlando di
Berlusconi. D'estate, poi, era un piacere ascoltare la sua voce ferma e vigorosa mentre, seduto in veranda, teneva lezioni sulla politica del
centro-destra ai nipoti, tutti di sinistra, che l'ascoltavano, comunque, in devoto silenzio.
Era il nostro mito, bello, fine, sensibile, elegante in tutto il suo essere persona, il nostro caro,
indimenticabile in quanto grande ed unico,
prof. Achille Sicari! Sarà ancora il nostro astro,
il luminare della chirurgia d'Italia e di Bruzzano
Zeffirio, la nostra stella più luminosa che continuerà a brillare là, a ponente, nel cielo di
Bruzzano, accanto a Venere, come faro di luce
e di speranza.
Rosa Marrapodi
DOMENICA 02 MARZO
15
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
RIFLESSIONI...
N
elle scorse settimane, chi
abita nella locride sa
benissimo quali furiose
tempeste si sono abbattute sulla
zona.
La furia degli elementi si è manifestata in tutta la sua violenza
come non succedeva da anni,
senza che l'uomo potesse avere la
benché minima possibilità di
osteggiarla.
Per svariati giorni abbiamo
osservato le immagini televisive
che riprendevano gli effetti delle
mareggiate: disastri ingenti che ci
avevano fatto capire come le nostre coste fossero veramente segnate!
Tanti paesi,chi più chi meno,
hanno subito dei danni; la forza
del mare è stata devastante come
poche altre volte . Ma per quanto
le immagini televisive possano
aver fatto immaginare la loro
entità ,niente equivale alla visione
reale delle cose. La sensazione di
scoramento e desolazione che si
avverte di fronte alle macerie di
quello che un tempo era il bel
lungomare di Siderno è qualcosa
che lascia attoniti e increduli .
Sembra un bombardamento di
guerra, quei raid improvvisi di cui
non si capiscono bene le ragioni e
viene naturale porsi un sacco
domande di come e perché, alle
quali difficilmente si potranno
trovare delle risposte esaurienti.
Ci si chiede se la natura “beffarda” si diverta a demolire quello
che l'uomo costruisce; ci si ricorda
del detto che ”ciò che appartiene
al mare prima o poi se lo
riprende”,e, mai come ora appare
più veritiero. Poi viene da riflettere sul perché il mare abbia devastato i due lati estremi del” lungomare delle palme” preservando
invece la parte centrale. Forse
grazie a una protezione più solida
delle altre? Per direzioni di correnti e fondali diversi? O per un
fatto puramente casuale,? Non è
facile trovare una risposta. Nella
mente della sottoscritta ,allora,si
insinua il pensiero che la “procella” di omerica memoria, possa
essere stata inviata dagli dei, quasi
a voler punire gli uomini rei di
aver peccato; che la natura, in
qualche modo, voglia mettere a
posto ciò che l'uomo ha scompaginato. Prescindendo dai cambiamenti del clima in generale le cui
cause sono da addurre a motivi di
carattere globale , a ben riflettere, ci si rende conto che nei nostri paesi molte opere sono state
realizzate senza rispettare troppo
il territorio,senza tenere abbastanza conto delle caratteristiche
fisiche ,morfologiche della terra e
dei movimenti del mare. Spesso
non si sono valutate le caratteristiche delle sue correnti, della
potenza che esse possono avere in
alcune giornate dell'anno. Il nostro è un mare aperto, immenso,
bellissimo, ma pericoloso quando,
in burrasca, le correnti che lo agi-
tano non trovano lo spazio per
far decantare la rabbia dei suoi
cavalloni. Questi sono capaci di
distruggere tutto ciò che incontrano, anche le tonnellate di cemento che si sono edificate lì dove un
tempo c'era l'ampio arenile
capace di accogliere e far sfogare
lentamente la furia delle acque. I
nostri lungomari, per essere realizzati, hanno occupato gran parte
delle ampie spiagge di un tempo.
Al loro posto ci sono strade , marciapiedi, scalinate, protetti da
muraglioni e frangi flutti imponenti un tempo nascosti ed ora
ben visibili e stridenti con la loro
malta cementizia. Si sono realizzate vere e proprie strade, abbellite spesso da piante, lampioni,
ringhiere che rispondono ai
canoni della attuale modernità
,percorribili, per lo più, dalle automobili anche in alternativa delle
arterie statali. Opere valide che
permettono sicuramente di
godere comodamente della vicinanza del mare, ma che in un
certo senso, hanno stravolto la
natura dei nostri litorali costieri.
E'come se si fossero innestate
forzatamente sui nostri paesaggi
marini fatti da lunghe spiagge di
sabbia fine con piante di tamerici,
agavi e canneti al vento , venendo
a modificare le caratteristiche
strutturali della costa e la natura
del vecchio paesaggio locale. Ed
ecco intervenire la natura .
Sembra quasi voler dare alle cose
un nuovo ordine… Con la costa
in queste condizioni , a Siderno
,difficilmente si potrà ripristinare
il lungomare come era prima.
Non c'è più lo spazio a consentirlo. Le onde battono contro i
muraglioni e, per quanto il mare
possa arretrare, non ci sarebbe
più spiaggia sufficiente a proteggerlo dai marosi, si correrebbe
il rischio di vederlo distrutto da
una successiva tempesta. Mi piace
invece pensare che quello che
appare un vero disastro provocato
dalla natura, potrebbe tramutarsi
in una risorsa se si pensasse ad
un progetto nel pieno rispetto del
nuovo assetto territoriale. La zona
centrale del lungomare rimasta
intatta potrebbe servire a luogo di
passeggiata esclusiva per i
pedoni, i lati distrutti a sud e a
nord, dopo i lavori di bonifica e di
consolidamento, potrebbero
essere adibiti a piste ciclabili,
parchi gioco,spazi verdi, zone con
stand di esposizione da dedicare a
vari eventi od altro . Ma da
usufruire al massimo andando in
bicicletta. L'automobile rimarrebbe a casa. Sarebbe anche un
modo di tramutare un evento
negativo in una opportunità ecologicamente valida che , lasciatemelo dire,ci permetterebbe di
risentire il rumore delle onde
anziché il rombo dei motori e i
suoni dei clacson...
Distintamente
Anna D
RIVIERA
IL PORTO
DISGRAZIE
DELLE
JIM BRUZZESE
Lo Jonio ingoia spiaggia con la polmonite, poi l’espettora con più raffreddori.
Il porto di Roccella impedisce il secondo passaggio. La bestia priva di sensibilità e coscienza protesa nelle viscere
delle Grazie, dal momento in cui è
stata creata, ha cambiato in peggio le
sorti del waterfront della Locride.
C’è più sabbia alle spalle di questo
mammut artificiale di cemento che nel
Sahara
al
solstizio
d’estate.
L’abbondanza di sabbia a nord dello
sbarramento universale, depositata
dalle correnti che si muovono in direzione nord-sud, da Catanzaro a
Reggio, è una sentenza chiara.
Colpevole.
Quando invece le correnti si muovono
in direzione inversa si insabbia l’imboccatura a tal punto da richiedere
puntualmente, con urgenza e a spese
nostre, l’intervento di un otorinolaringoiatra dei fondali marini.
Colpevole.
Sia con lo scirocco che con la tramon-
tana il porto di Roccella fa il brutto e
cattivo tempo.
Gli Zito hanno sfidato gli dei, abbiamo
pubblicato questo articolo un mese fa,
e l’hanno fatto sul serio e senza mai
porsi il dubbio, ma ammantando di
presunti successi i fallimenti. Con stile
pedantesco, con un atteggiamento di
superiorità, hanno sempre rimandato
all’indomani, sempre oltre il Tar.
In questi decenni, i ricorsi al Tar, gli
insabbiamenti, le Caretta Caretta, i
pescatori di frodo, i racconti dei marinai e i luoghi comuni, sono stati vendu-
ti per America’s cup. Mentre nessuno,
a Roccella, negli stessi anni, si è posto
con serietà e urgenza il tema di come
ottenere, nel difficile comparto del
turismo, i risultati che tutti si attendono, cosa fare per incontrare le precise
esigenze che il mercato del diportismo
nautico nel Mediterraneo pone,
soprattutto nella stagione invernale. È
il mare d’inverno quello capace di
creare un minimo di ricchezza. E ancora, mai una promozione, né un progetto per far divenire la zona delle Grazie
un luogo di accoglienza più ampio del
suo specchio acqueo.
«La natura costiera della Calabria, in
particolare quella jonica, caratterizzata da ampie spiagge - ha scritto più
volte Franco Guglielmelli - avrebbe
dovuto suggerire, agli amministratori
della più importante cittadina turistica
della Locride insieme alla Gioiosa
Marina - approdata negli ultimi giorni
nella schizofrenia del Torbido, ndr - la
realizzazione di strutture portuali
“interne” ovvero di “porti di terra”,
che diversamente dalle dighe frangiflutti dei “porti esterni”, poco o nulla
RIVIERA
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DOMENICA 02 MARZOO 17
E
E
Un mammut artificiale increspa di cemento le secche delle Grazie
a Roccella. E lì che il mar Jonio deposita la sabbia, sia con lo scirocco
che con la tramontana. Intanto, poco oltre, da ambo i lati, cedono i
lungomari e si chiude l’estate.
avrebbero inciso ai processi idrodinamici, evitando fenomeni erosivi e aggiungo io- disgrazie sui lungomari
degli altri».
La portualità turistica calabrese è fallita, l’ultimo utopista di questo sfacelo è
stato l’assessore di Agazio Loiero
Beniamino Donnici, che, dopo aver
proposto frangiflutti, maschere, pinne
e porti nelle case di ogni singola famiglia calabrese, è scomparso tra le poltrone del parlamento europeo, completamente sprofondato negli abissi di
Strasburgo, senza possedere il mito di
Atlandide.
La Calabria ha investito 300 milioni di
euro (600 miliardi delle vecchie lire)
nel comparto del turismo, senza creare occupazione e crescita economica
da nessuna parte, escluso il marina di
Tropea. Tranne quest’ultimo porto,
nessuno è riuscito ad attrarre stabilmente quote di diportismo nautico
nazionale e internazionale a reddito
elevato. Nessun porto, tranne Tropea,
dispone delle competenze; nessuno in
questi anni ha pensato di formare
competenze; nessuno ha coscienza di
quanto sia difficile far funzionare un
settore tanto variegato. Roccella,
soprattutto, non si è mai fatta arbitro
del proprio destino. Il porto, costato
un sacco di soldi, ha creato solo pizza
e birra. Un’ottima pizza e birra. Ma
oltre questo piccolo business stagionale, i soliti finanziamenti pubblici e gli
stipendi statali, l’unico borgo sullo
Jonio locrideo, non ha mai dimostrato
di avere un destino.
Nel frattempo il mammut artificiale
ha contribuito a complicare la vita di
molti piccoli imprenditori che campano d’estate lungo i paesi limitrofi. Alle
prese con mutui pesanti, sbattano la
testa nei frangiflutti promessi dal presidente della Provincia Raffa, ma
senza venirne a capo.
Passerà un’altra estate, ci saranno
altre mareggiate. A chi toccherà la
prossima volta? Quale paese della
Locride, in una quiete dopo la tempesta, si ritroverà senza il suo lungomare.
«Bisogna avere paura degli squali?»,
chiesi molto tempo fa a un pescatore
del mio quartiere.
«Di quelli che increspano le pinne nei
mari di cemento», mi rispose.
Per questa estate, per colpa di molteplici impedimenti, non ci rimane che
una pizza e birra in fronte alle Grazie,
per parlare di mafia e ministri, e di
disgrazie, in una banchina dove la
mafia e ministri, si dice, non hanno
mai avuto né coperta e né coperture.
E le disgrazie?
RIVIERA
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CULTURA E SOCIETÀ
DOMENICA 02 MARZO
18
ARTE E DINTORNI di Domenico Spanò
Festa in maschera
Villa Romana nel borgo di
di Casignana: Siderno Superiore
valore e tutela
L
a villa romana si trova in
contrada Palazzi nel comune di Casignana (R.C) ed è
un magnifico sito archeologico che
strategicamente era stato posizionato in un’area di sosta sull’antica
strada di collegamento tra Locri
Epizefiri e Rhegion (Reggio
Calabria). La villa è un complesso
di enorme valore storico, artistico e
architettonico tra i più importanti
di tutta la Calabria. A pochi metri
dal mare è composta da 2 ampie
aree di scavo suddivise dal piano
stradale della statale 106. Il sito è
uno degli esempi significativi della
presenza dei romani sul territorio
calabrese ai tempi del I secolo d.C.
Portato in luce casualmente con
degli scavi per lavori nel 1968; solo
dalla fine degli anni novanta ha iniziato a catturare l’interesse della
Soprintendenza per i Beni
Archeologici della Calabria che ha
iniziato una lieve operazione di
ampliamento degli scavi e di tutela
delle opere rinvenute. Operazioni
non ancora sufficienti al reale valore del complesso che, deve necessariamente essere scoperto nella
sua totalità con altre operazioni di
scavo nelle aree limitrofe e fatto
conoscere nella sua interezza.
Attualmente sono stati rimessi in
luce i principali ambienti di un
ampio complesso termale costituito da: le terme, un giardino ornato
da una fontana monumentale, le
latrine, altri vani di servizio e la
zona residenziale. La costruzione è
caratterizzata architettonicamente
da più fasi costruttive con particolare ricchezza di decorazioni e presenza di raffinatissimi mosaici che
ne fanno da principali attrazioni.
Pavimentazioni artistiche di notevole pregio e valore come quella
nella sala del frigidarium (“sala
delle Nereidi”) costituita da una
opera di mosaico realizzata con
tessere bianche e verdi, raffigurante un thiasos marino dal quale
emergono quattro ninfe marine
(Nereidi) sopra ad un leone, un
toro, un cavallo e una tigre. La sala
principale rinvenuta nel complesso
ha pianta ottagonale con quattro
lati absidati e presenta due vasche
per acqua fredda. L’area del calidarium, aveva un impianto di riscaldamento a ipocausto e tubi fittili
sulle pareti. Anche essa ha una
pianta ottagonale con pavimentazione a mosaico in piccole tessere e
probabilmente dall’ipotesi costruttiva doveva essere coperta da una
volta superiore. Sul lato opposto
della statale 106 si trova la parte
residenziale della villa, un insieme
di ambienti che sono stati articolati intorno ad un grande cortile centrale. Raffinato è il mosaico raffigurante un Bacco ebbro, sorretto
da un giovane satiro che versa vino
in un’anfora, probabilmente vino
greco del territorio di Bianco. In
quasi tutte le venti aree del complesso termale vi si trovano ancora
particolarissimi e pregiati pavimentazioni a mosaico, come ad
esempio nella sala posta all’ingresso in cui spicca l’immagine del
volto di una giovane donna, contraddistinta per i colori vivaci e
incorniciata da decorazioni vegetali. L’ambiente crociforme della
zona di ingresso, lascia spazio poi
al triclinio (sala da banchetto) contente il mosaico pavimentale delle
“Quattro Stagioni”.
Le tre aree del frigidarium, tepidarium e calidarium e le restanti arre
del complesso possono essere
ammirate dal percorso organizzato
per la visita. Tutto il sito archeologico della villa romana di
Casignana necessita però di una
mirata pianificazione, soprattutto
ulteriori risorse economiche e tecniche per ampliare le opere di
scavo e di protezione, rendere
maggiormente fruibile il sito, tutelare maggiormente le parti emerse
e le opere d’arte che lo costituiscono. Ciò permetterebbe di poter
pensare e far divenire rapidamente
per come merita, questa immensa
scoperta, un polo di attrazione
archeologica su cui il turismo artistico-culturale della zona jonica
calabrese può farne piena forza e
affidamento. È compito e dovere
delle istituzioni locali, regionali,
della sovraintendenza ai Beni
Archeologici della Calabria effettuare il sostenimento per le necessarie risorse, non facendo decadere l’opportunità di offrire ai calabresi e non solo un luogo artistico
immenso valore.
Martedì 4 marzo si svolgerà nel suggestivo borgo
di Siderno Superiore una serata all'insegna del
divertimento, della cultura e della tradizione. Un
turbinio di coriandoli, stelle filanti e musica inaugurerà alle ore 15,00 il carnevale con la festa in
maschera, musica, balli e animazioni per la gioia
dei bambini che affluiranno all'Anfiteatro per trascorrere un pomeriggio di giochi e allegria.
La manifestazione organizzata dal Gruppo di
volontariato socio-culturale"Gli amici di Siderno
Antica"dalle associazioni "Futurantiqua", Sidus
Club e dall'Istituto Comprensivo "M.Bello-G.
Pedullà-Agnana", Pro Loco e Comune di Siderno,
punta su"Sua maestà il maiale" il protagonista per
eccellenza del carnevale dell'antica tradizione.
Alle ore 17,00 a Palazzo Falletti si terrà la conferenza "Il maiale nelle arti figurative" verrà tratta-
ta una panoramica delle opere maggiormente
rappresentative del modo di interpretare il rapporto uomo/maiale nelle varie epoche, nel corso
del tempo molti pittori e scultori hanno rappresentato i suini e i loro derivati nei contesti più
svariati. Seguirà "La macellazione del maiale
nel nostro territorio" antiche testimonianze
raccontate dai giovani, nella splendida location sarà allestita anche una piccola mostra
oggettistica. La serata si concluderà in
Piazza San Nicola alle ore 19,30 con il Menu
della Tradizione gastronomica calabrese ('a
cardara - pasta 'i casa pruppetti e vinu bonu)
a cura della Trattoria Zio Salvatore. In caso
di maltempo non sarà possibile realizzare la
gastronomia.
T.G.
Scholé: ripartono i
momenti di riflessione
filosofica a Roccella
Si sono aperte giovedì 27 febbraio gli
incontri
pubblici
organizzati
dall'Associazione culturale Scholé nell'ambito della seconda edizione della
scuola di Alta Formazione in Filosofia
“Mario Alcaro”. Il tema ruoterà intorno al nesso fra “Linguaggio e politica”
che, come accadrà anche per i successivi dibattiti che si svolgeranno da qui a
maggio, rappresenta un'articolazione
interna dell'argomento generale della
Scuola e cioè del binomio “Filosofia e
cittadinanza”.
Alle ore 18 nel salone dell'ex Convento
dei Minimi di Roccella Jonica Fiorinda
Li Vigni, ricercatrice presso l'Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici, è stata
proposta una ricostruzione del rapporto fra comunicazione e potere sfruttando alcuni degli attrezzi teorici della storia del pensiero e registrando le nuove
forme con cui tale intreccio si mostra
nell'epoca contemporanea. Questi
corsi sono rivolti a coloro che sono
interessati alle trasformazioni degli
equilibri fra il potere mediatico e quello politico, coinvolgendo quindi non
solo gli esperti del settore ma anche
ogni cittadino interessato.
Ha introdotto i lavori Angelo Nizza,
coordinatore della Scuola “Mario
Alcaro” insieme con Alessandra
Mallamo. Ha partecipato anche il
direttore della scuola, Giuseppe
Cantarano, docente di Storia della filosofia contemporanea all'Università
della Calabria. Per l'organizzazione
dell'evento, l'Associazione Scholé, presieduta da Salvatore Scali, si è avvalsa
della collaborazione del comune di
Roccella e del prezioso contributo
scientifico concessole dall'Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici e dal
Centro per la Filosofia Italiana.
Intanto, la scuola “Mario Alcaro” prosegue con le lezioni destinate agli
Istituti di'Istruzione Superiore della
fascia jonica, quindi, al Liceo
Scientifico “P. Mazzone” di Roccella Gioiosa Jonica, ai Licei Scientifico
“Zaleuco” e Classico “Ivo Oliveti” di
Locri, e ancora al Liceo Scientifico
“Euclide” di Bova Marina. Dopo le
conversazioni su Socrate e le Scuole
Ellenistiche, tenute da Aldo Tonini
dell'IISF, da mercoledì 26 a venerdì 28
febbraio è stato il turno di Li Vigni, che
ha parlato della critica di Platone alla
democrazia, e di Cantarano che invece
si occuperà di Utopia e Realismo.
Associazione Culturale “Scholé”
- Centro Studi Filosofici
L'ASSOCIAZIONE
[email protected]
SI PRESENTA
L
'otto marzo sarà inaugurata ufficialmente l'attività
dell'associazione
[email protected] La festa della
donna non è stata scelta casualmente per la partenza dei lavori,
infatti [email protected] è stata
costituita da un gruppo di donne
che mira a sostenere la cultura,
la politica e il sociale a Siderno.
L'associazione inoltre si prefigge
lo scopo di valorizzare e tutelare
il bene comune, riconoscendo
come scopo la difesa della libertà
e dei diritti dell'individuo. Ogni
socia infatti, con la propria individualità, condivide la volontà di
essere solidali nell'impegno a
garantire una maggiore presenza
delle donne nella società e nelle
Istituzioni pubbliche, al fine di
operare per il bene comune.
Incentivare le quote rosa nella
vita politica, economica, sociale,
lavorativa e culturale del comprensorio è uno dei principali
obiettivi di [email protected]
Rendere attive e produttive le
donne della città.
La manifestazione si svolgerà
presso la sala YMCA sita sul
lungomare di Siderno alle ore
17,30. Dopo la presentazione
dell'associazione seguirà un dialogo di donne di varia nazionalità
che, tra riflessioni e tradizioni,
racconteranno la situazione femminile nel loro paese d'origine.
SETTIMANALE
RUBRICHE
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CARTOLINE
MERIDIONALI
di Antonio Calabrò
La signora
del fuoco
La osserviamo in ogni istante della giornata, ammaliati dalla sua grandezza, affascinati dalla
sinuosità delle sue forme, spaventati dalla sua potenza minacciosa e lontana. Ascoltiamo i
suoi brontolii sordi e di notte ammiriamo il fuoco e la brace, così vicini. È l’Etna, nostro sogno
calabrese di diventare Prometeo, e rubare il mistero agli dei, e scovare significati ancestrali e
un amore come il suo, ardente per l’eternità. Tramonta il sole, ma Lei è sempre sveglia.
Con la cucina italiana
il sesso viene meglio
Dimenticate ostriche, caviale e champagne.
Per accendere l’eros e assicurare prestazioni
da record sotto le lenzuola bisogna rivolgersi al cibo made in Italy. Non solo peperoncino, ma anche formaggi italiani e vino rosso.
Qualche tempo fa, oltre cento sessuologi e
nutrizionisti intervistati sul rapporto tra desiderio sessuale e cibo dal giornale "Vie del
Gusto", si erano detti concordi: la buona
tavola è legata all’amore, attraverso il palato
si arriva al cuore del partner o della partner.
Certo, il collegamento tra due persone è
anzitutto mentale. Ma una buona fetta è
anche “chimica”. Ma quali sono allora gli
alleati dell´amore?
I VERI ALLEATI DELL’EROS
Secondo sessuologi e nutrizionisti, oltre al
peperoncino, che mette in moto alcuni
ormoni che stimolano la vasodilatazione e il
desiderio, ci sono altri alleati dell’eros:
l´androstendiolo, un ormone presente nel
sudore e anche nel tartufo,
la senape (che attiva le
ghiandole sessuali) e il
formaggio che contiene
feniletilamina, ormone
prodotto dal cervello
quando ci innamoriamo.
IL LEGAME TRA
CIBO
E DESIDERIO SESSUALE
Cibi afrodisiaci, mito
o realtà? A quanto
pare il legame tra cibo
e desiderio non solo esiste, ma è anche molto forte,
come sottolinea il 41% degli
esperti intervistati, a cui si aggiunge il 30% che conferma che con alcuni cibi può avvenire. Naturalmente
entra in gioco anche l´elemento soggettivo, difficile quindi generalizzare.
Ma che legame esisterebbe allora tra
cibo e desiderio? Di tipo mentale, a cui
contribuiscono molteplici elementi, a
partire dall´atmosfera. Ma anche in
parte fisico, grazie agli elementi contenuti in certi cibi. Un buon pasto rimane fondamentale per conquistare un
uomo o una donna. Cucinare
per l´altro è più deduttivo del ristorante più chic.
Le terapie anti
fumo più efficaci
Le terapie anti fumo che
fino a oggi si sono dimostrate
valide perché scientificamente
provate sono due:
La terapia nicotinica sostitutiva
si basa sulla somministrazione
controllata, e a basse dosi, di nicotina, in modo da alleviare i sintomi
della dipendenza fisica dal fumo.
È una terapia efficace e sicura,
che aumenta del 50-70% le probabilità di smettere di fumare.
Allevia i sintomi della sindrome di
astinenza e può aiutare a limitare
sensibilmente l’aumento di peso,
tra i principali spauracchi di fumatori e fumatrici.
Deve essere prescritta dal medico
e ha diverse forme:
GOMME DA MASTICARE;
CEROTTI;
COMPRESSE;
INALATORI.
Tutti rilasciano una
dose di nicotina, che
nel corso dei mesi
(di solito, non più di 3) viene
gradatamente ridotta.
La terapia farmacologica
si basa invece su due farmaci che
devono essere prescritti
dal medico:
il bupropione, un antidepressivo
che non contiene nicotina
e agisce sulle aree del cervello
che causano la dipendenza,
facendo scattare i sintomi dell’astinenza. Indicato soprattutto per i
forti fumatori, dopo 3 mesi ha
un’efficacia del 30%.
La vareniclina attenua anch’essa il desiderio di fumare e i sintomi
dell’astinenza. La sua efficacia,
dopo 3 mesi di trattamento, è del
40%.
DOMENICA 02 MARZO 21
Pillole
Naturopatiche
A cura di:
Patrizia Pellegrini
Naturopata Bioterapia
Nutrizionale®
Presidente Associazione
Culturale Tone
www.associazione-tone.it
[email protected]
Primavera nell’aria in questo
inizio del mese di Marzo...
il momento giusto per
prendersi cura del nostro corpo
con semplici tisane ed efficaci
preparati… drenare , esfoliare ,
dimagrire al NATURALE...
piccoli consigli per buoni
risultati !!!
Tisana drenante al tarassaco e betulla
Mescolate 50 gr di tarassaco, 25 gr di foglie di betulla,
e 25 gr di ortica: conservate la tisana in un baratolo
sigillato e usate tre cucchiaini per ogni tazza di infuso.
Lasciate le erbe in infusione in acqua bollente per almeno 5 minuti: servite con un cucchiaino di miele.
Tisana drenante alla bardana con anice e sambuco
Create la vostra miscela di bardana e sambuco, mettete in infusione due cucchiai di erbe per ciascuna tazza di
tisana e aggiungete 2 stelle di anice. lasciate in infusione
e servite caldo.
Infuso con gambi di ciliegio dal potere diuretico
Non buttate i gambi delle ciliegie: teneteli da parte
facendoli seccare e tagliateli finemente. Usatene tre cucchiai colmi per ciascuna tazza e lasciateli in infusione: filtrate e servite caldo con un la scorza di pompelmo rosa.
La tisana drenante al finocchio, zenzero e lime
La parte esterna del finocchio che non usate per cucinare la potete riutilizzare per una tisana drenate: fateli bollire in acqua con due pezzi di radice di zenzero fresco e
mezzo lime. Servite caldo con la scorza di lime.
La tisana dimagrante allo zenzero e pompelmo è perfetta da bere bollente con un goccio di miele nei giorni
più freddi: in estate lasciate che l’infuso si raffreddi e
avrete una bevanda dissetante e saporita.
Procuratevi 60 gr di tè verde in foglie e aggiungete 20 gr
di buccia di pompelmo essiccata e 20 gr di zenzero.
Miscelate gli ingredienti e utilizzate 3 cucchiaini per ogni
tazza: portate a ebollizione dell’acqua e lasciate in infusione per 8-10 minuti. Oppure potete anche scegliere di
fare lo stesso infuso con ingredienti freschi: ai tre cucchiaini di tè verde aggiungete due fette i zenzero fresco
e una fetta di pompelmo: lasciate gli ingredienti in infusione e filtrate prima di bere.
PELLE MATURA: -Latte emolliente: aggiungere a
250ml.di latte detergente neutro 3 gocce d’essenza di
limone, 5 di
nèroli, 5 di lavanda, 5 di finocchio dolce, 5 di rosa e 3 di
rosmarino. Agitare bene prima di usarlo.
-Maschera antirughe: 10ml.di yogurt, 10gr.di miele,
10gr.di carota sminuzzata. Miscelare ed
aggiungere 5 gocce d’essenza di nèroli, 5 di rosa e 5 di
lavanda.
-Olio antirughe: miscelare 30ml.di olio di cardo, 25ml
d’olio di nocciola, 6 gocce d’essenza di
finocchio dolce, 3 di nèroli, 3 di salvia, 5 di rosa, 3 di
limone, 4 di lavanda e 2 d’incenso.
CELLULITE: -Fango anticellulite: Preparare un impa-
sto di acqua e 30gr. di argilla verde ventilata in cui miscelare 5 gocce di essenza di ginepro, 2 gocce di cipresso,
2 gocce d’arancio, 2 gocce di rosmarino e 2 di
limone. Applicare sulle zone interessate e lasciare agire
per 20-30 minuti.
-Olio drenante: Miscela drenante a base di 50ml. di olio
di calendula, 5 gocce di essenza di limone,
5 di rosmarino, 5 d’arancio, 5 di pompelmo, 5 di cipresso, 2 di origano e 5 di lavanda. Applicare
sulle zone interessate e massaggiare molto delicatamente fino ad assorbimento.
SMAGLIATURE: -Olio antismagliature: 50ml.di olio di
calendula, 25ml.di olio di mandorle dolci, 25ml.di olio di
germe di grano, 10 gocce d’essenza di incenso, 20 gocce
di lavanda, 10 di geranio. Se si vuole
potenziare l’effetto aggiungere 3 opercoli di vitamina E.
-Olio elasticizzate: 25ml.di olio di germe di grano, 5ml.di
olio di rosa mosqueta, 25ml.di olio di
calendula, aggiungere 10 gocce d’essenza di geranio, 15
di lavanda, 5 d’incenso.
CIRCOLAZIONE: -Latte per massaggio: 250ml.di latte
detergente neutro miscelato con 5 gocce di cipresso, 5 di
timo, 5 di limone, 3di nèroli, 3 d’arancio, 5 di rosmarino, 5 di salvia, 5 d’eucalipto.
ACNE: -Latte purificante: 250ml. di latte detergente
neutro, 6 gocce d’essenza d’incenso, 10 gocce di tea
tree, 10 di lavanda, 6 di limone.
-Tonico depurante: 50ml. di acqua demineralizzata, 10
gocce di tintura madre di bardana, 6 gocce
d’essenza di tea tree, 3 di lavanda, 3 di camomilla, 3 di
limone.
PELLE ARROSSATA: -Crema idratante base con 5
gocce di camomilla, 3 gocce di rosa, 3 di salvia, 3 di nèroli e 5 di eucalipto.
PELLE GRASSA: -Crema base con 4 gocce di bergamotto, 4 di salvia, 4 di cipresso, 4 di lavanda, 3 d’arancio,
3 d’incenso, 4 di finocchio dolce, 4 di geranio, 5 i limone.
PELLE OPACA: -Crema base con 5 gocce d‘arancio, 5
gocce di finocchio dolce.
PELLE SECCA: -Crema base idratante con 5 gocce di
camomilla, 4 di gelsomino, 5 d lavanda, 4 di geranio, 3 di
limone, 5 di rosa, 3 di nèroli.
DERMATITE: -crema: in 250ml.di crema base (tipo
vasellina), 10 gocce d’essenza di camomilla, 9 di geranio,
9 di issopo, 10 di lavanda, 9 di menta piperita, 10 di salvia, 10 di tea tree, 10 di timo, 9 d’arancio, 10 di gelsomino, 10 di rosmarino. Applicare e massaggiare fino a
completo assorbimento.
-per dermatiti squamose: stessa base di sopra con 10
gocce d’essenza di camomilla e 10 di limone.
EDEMI: -crema base con l’aggiunta di 5 gocce di finocchio dolce, 5 di cipresso, 5 di geranio, 5 di limone e 3
di pompelmo.
RIVIERA
BLOB
POLAROID
1
2
3
4
5
1- In un bar di Locri, il nostro casuale incontro con la
coppia La Scala- Futia, con il loro inossidabile sorriso
di circostanza. Tanti saluti
2- Ecco a voi uno dei più bravi ed intraprendenti
parrucchieri della nostra zona, il signor Marco
Minnella da Siderno.
3- Gli alunni Rinaldo Marzano, Daniele Pedullà, e
Francesco Macrì dell' istituto Alberghiero Dea
Persefone di Locri della classe IIE e con il professore
Piero Sgambelluri
4 -Luca e Maria Christina: simpatia, bellezza e fascino
tutto sidernese all’ombra del “Cupolone”...e so’ più vivo
e so’ più bono....
5- Continuano le performance del nostro grande amico
Fabrizio che dopo essere riuscito a farsi fotografare con
alcuni big dello spettacolo è qui ritratto con un suo
collega universitario.
L’OROSCOPONE
diGiuditta
DELL’AUTOUSATA
ARIETE
la caccia all'auto usata inizia bene per questa settimana: su un sito internet trovate tre offerte che sembrano buone, purtroppo la prima auto è in Belgio, la
seconda in Sicilia, la terza è la vostra vecchia auto
incidentata e con la carrozzeria rifatta. Meglio cercare ancora.
TORO
avete puntato su un usato di qualità e volete prendere
una berlina cinque porte aziendale, super-accessoriata,
con navigatore, antifurto satellitare, controlli elettronici della guida e assistenza al parcheggio. Purtroppo
avete solo mille euro di budget. Sarà un problema?
GEMELLI
: vi siete affidati al vostro concessionario di fiducia,
indicando la cifra massima che potete spendere. Ma
non sapete che in questi casi non bisogna mai parlare di soldi troppo presto? Vi rifileranno una vecchia
Twingo “Diabolika” con il tettuccio scassato e il sistema elettrico malfunzionante. Dopo la prima settimana 220 euro per i motorini dei finestrini.
CANCRO
volevate una Fiesta nuovo modello, magari
di color prugna come va tanto di moda? Nix,
nada, nisba. L'amico che vi aveva promesso
la sua auto usata l'ha invece venduta a
miglior prezzo a un concessionario di
Catanzaro. Vi tocca una Lancia Ypslon a tre
porte, nera e con la tappezzeria impregnata
di odore di Diana rosse.
LEONE
: la colpa è tutta dei vostri assicuratori, ai
quali avete chiesto un attestato di rischio perché volevate passare ad un'altra agenzia.
Loro l'hanno annusato e vi hanno fatto una
fattura iettatoria: la vostra vecchia polo del
1994 si è fermata improvvisamente e ora non
avete né l'auto né l'assicurazione. E dire che
poco prima ci avevate messo 20 euro di benzina.
VERGINE
avete chiesto in prestito un'auto ad un amico,
ma rispetto alla vostra Golf ormai a pezzi, la
Matiz del vostro amico vi sembra una scatoletta di fiammiferi, puzza di piscio di gatto, di
vomito e ha peli di cane ovunque (il vostro
amico è un volontario animalista). Dopo una
setti
BILANCIA
avete chiesto una sola cosa, che l'auto
usata avesse un lettore mp3. Il punto vendita vi ha garantito un mp3 ottimo con
comandi al volante. Perfetto, vi recate
all'agenzia e trovate l'auto che desiderate
con un Ipod attaccato allo sterzo col nastro
adesivo. Più “al volante” di così…
SAGITTARIO
per voi non c'è speranza, l'unica auto che
potete ipotizzare di acquistare con i vostri 50
euro di fondo cassa è quella a motore umano
dei Flinstones.
ACQUARIO
dopo aver comprato il vostro usato vi sentite
liberi dalla schiavitù delle continue riparazioni della vostra vecchia auto. Sì, avete preso
un'auto un po' vecchia, ma tutto sommato
niente male per il prezzo a cui l'avete pagata.
Siete così contenti che trovate ogni scusa per
uscire. All'arrivo delle piogge previste per la
prossima settimana, però, avrete una bella
sorpresa.
SCORPIONE
voi siete i più sfortunati di tutti. Al punto
vendita di auto usate ne avete trovato una
bellissima, del colore che vi piace, con interni comodi e gradevoli anche per car-sex.
Non vedete l'ora di averla e non volete che
nessuno ne la soffi. Staccate un bell'assegno
e al momento di metterla in moto scoprite
che manca il motore.
CAPRICORNO
cof cof, cof cof. Queste sono state le ultime
parole pronunciate dalla vostra auto di
ventidue anni prima di rendere l'anima a
Dio. Vi si è piantata davanti al semaforo
della Polizia e appena scattato il verde
sono partiti clacson e bestemmie nei vostri
confronti. Nonostante abbiate chiamato il
113 (a 20 metri di distanza), vi hanno aiutato a spostarla uno zoppo e un vecchietto.
Grazie Polizia.
PESCI
rubata ancor prima di metterla in garage.
Tzk tzk. Era meglio evitare una Fiat Punto.
SETTIMANALE
www.rivieraweb.it
23
BLOB
WEEK
POLAROID
OF
A FARZA I CARNEVALI
The
1
WEEK
Domenica 2 Marzo, a Benestare, patria del folklore carnnascialesco,
saranno rappresentate 2 farse dialettali. La prima, "Carnalavari Vecchju"
ad opera della Yuppi Du Company, in piazza "Ariaporu", e la seconda,
"L'urtima farza" ( è profetica?), ad opera dell'Associazione Culturale e
Religiosa "Primavera", a Belloro. E' già iniziata la commemorazione?
2
CALABRIA RIFIUTATA
Dopo il “rifiuto” della regione
Piemonte per la spazzatura calabrese,
ci poniamo una domanda: che fine
hanno fatto 900 milioni di euro gestiti
in 16 anni di gestione commissariale?
IL COMPAGNO ORESTE
Oreste Romeo alle prese con il suo
“tablet” mentre è intento a
rispondere ai suoi tanti amici che,
ogni tanto, lo solleticano
politicamente. E lui non si fa pregare
IL PIRATA DEI CARAIBI
CONTINUA A STUPIRE
IL PRESSING DI GIOVANNI CALABRESE
Ed anche il pirata dei Caraibi è
giunto tra noi....un nuovo fantastico
personaggio in ferro battuto è stato
creato dal maestro artigiano
Domenico Reale di Locri. C he
bravura.....
VENDESI
Gelateria
ben avviata sita
in
Corso della
Repubblica
a Siderno.
Per info
rivolgersi al
numero
320/8689744
DOMENICA 02 MARZO
Forte, autorevole e determinato. E’
apparso così il Sindaco di Locri, Giovanni
Calabrese all’ultima assemblea dei sindaci
che si è occupata dell’emergenza rifiuti
nella locride. Peccato che, forse, non si è
“accorto” che neanche il suo amico
Scopelliti si sia interessato alla vicenda....
LOQUIESPROLOQUII
3
1- Come nel libro di Moccia, anche sul
lungomare di Siderno (così come è
accaduto sul celebre ponte Milvio di
Roma) si viaggia “tre metri sopra il
cielo” con i lucchetti del cuore.
2- Lele ed il suo costume piratesco. Di
questi tempi bisogna organizzarsi anche
con sottile ironia ed il nostro amico
conosce bene le regole del mercato in
crisi.
3- Pietro Naso con i suoi amici,
comodamente seduti al bar, mentre si
concedono all’obiettivo
dell’improvvisato fotografo. “Eravamo
quattro amici al bar, con la voglia di
cambiare il mondo “.
di Filomena Cataldo
Renzi fa il buon governo. Speriamo
Letta è decaduto senza tanti
triccheballacche e nessuno lo ricorda
più. In Italia funziona così e, per la legge
del tutto scivola addosso, dovremmo
campare meglio e più a lungo. Più a
lungo, senz'altro ... meglio se ne sta
discutendo notte tempo al governo. Che
sarà buono, almeno questo si spera, se
non altro perché Renzi, il nostro nuovo
Presidente del Consiglio, ne aveva tante
di buone idee, quando sosteneva di
volerci solo provare, solo provare a far
politica. Dalla prova alla controprova.
Stiamo a vedere che cosa succede.
Intanto il discorso d'insediamento è
stato tutto un panegirico ben costruito e
articolato nella migliore tradizione
toscana, e questo perché i toscani
hanno, dialetticamente parlando,
qualcosa che nessuno possiede ossia la
capacità di affabulare e di muovere
all'attenzione. Ma Renzi ha sottolineato
- più volte - che bisogna fare, non
parlare. Bene, allora caro Renzi Matteo,
visto che qualcuno di noi ricorda bene
che cosa hai promesso di fare se ... dai
prova del tuo buon governo. Dai
LAVORO. Questa è la prova. Non
sciacquare i panni sporchi nell'Arno per
poi rivenderceli come nuovi perché a
Manzoni è riuscito, ma oggi abbiamo
una lingua nazionale. Dopo di allora i
panni risciacquati non sono stati di buon
auspicio.
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