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AboutPharma - Associazione per la Lotta alla Trombosi

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FOCUS
Nuovi anticoagulanti orali
l'innovazione non sfonda
±
Di Danilo Ruggeri
AboutPhama and Medicai Devices
[email protected] corri
L
e nuove molecole antitrombotiche già presenti sul mercato e quelle in arrivo
risultano più maneggevoli, efficaci e sicure rispetto ai vecchi preparati ma
nonostante i molti vantaggi la loro prescrizione è compressa tra legacci
burocratici e reticenze di una parte dei clinici
OVERVIEW
Una classe di farmaci
efficace e sicura ma ancora
difficile da prescrivere
trattamenti per lunghi periodi, quando non a
vita, possono mettere in crisi il sistema di governance della farmaceutica e delle politiche di
welfare se non adeguatamente tarate.
"Oltre ai problemi di accesso e di sostenibilità economica permangono ancora questioni
non risolte o da approfondire", ricorda Moia.
tentano ancora a decollare in Italia, Ad esempio il trattamento delle popolazioni
vincolati come sono da legacci burocra- fragili e a rischio (pazienti anziani, con insuftici che ne ostacolano la prescrizione e ficienza renale) o il monitoraggio dei pazienti
trattenuti da reticenze da parte di alcuni cli- e la diagnostica di laboratorio. Tutto ciò imponici. Eppure i nuovi anticoagulanti orali (Nao) ne la necessità di una strategia di governance
rappresentano uno dei più significativi avan- concordata tra Ministero, Aifa e Regioni per aszamenti della farmacologia degli ultimi anni. sicurare accesso e sostenibilità economica, con
Sono clinicamente efficaci, maneggevoli e han- un'azione proattiva che rappresenti un modello
no u n buon profilo di sicurezza. E consentireb- della gestione di farmaci di grande rilevanza tebero risparmi per il Servizio sanitario naziona- rapeutica e sociale.
le. Ma, dati di mercato alla mano, l'innovazione
"Il fatto è che nel nostro paese, si osserva la
in Italia non sfonda. Nel nostro paese, infatti, presenza, da un lato, di una certa reticenza al
la scena dell'anticoagulazione è dominata dai ricorso ai Nao da parte di alcuni specialisti e,
farmaci 'tradizionali' ancora saldamente capi- dall'altro, oggettive complicazioni di ordine butanati dagli antagonisti della vitamina K (Avk) rocratico". Una maggiore informazione agli opecon il 55,7% del mercato (di cui 48,7% warfarin ratori sanitari, e ai pazienti stessi, può rappresene 7% acenocumarolo), seguiti dalle eparine con tare una delle strade da seguire per migliorare
il 37,6% e, in ultimo, dai Nao con il 6,7% (dati la confidenza verso queste nuove possibilità teraIms, marzo 2014).
peutiche e aumentarne, così, la diffusione. "Po"Considerata l'efficacia dei Nao si registra trebbe risultare utile l'istituzione di una sorta di
una grande attesa, sia in ambito scientifico sia 'cali-center' che spieghi al medico come compornell'aspettativa dei pazienti affetti da proble- tarsi in situazioni di dubbio, come ad esempio
matiche che impongono una strategia anticoa- può verificarsi in alcune circostanze in pronto
gulante, dalla fibrillazione atriale con la neces- soccorso", propone Moia. Ma per quanto si possa
sità di prevenzione dell'ictus alla prevenzione agire sul medico, se non verrà semplificato e are trattamento del tromboembolismo venoso", monizzato su tutto il territorio nazionale il prospiega Marco Moia, Responsabile UOS Fisiopa- cedimento stesso di prescrizione, ogni iniziativa
tologia della Coagulazione, Fondazione IRCCS produrrà effetti solo parziali.
Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
La prescrizione dei Nao deve, infatti, avvenire
Complessivamente, i Nao, come classe far- nel rispetto di quanto indicato nelle specifiche
macologica, hanno dimostrato un'efficacia al- determine Aifa per i singoli farmaci, in funziomeno non inferiore allo standard terapeutico ne delle indicazioni autorizzate.
rappresentato dagli Avk nella riduzione degli
L'iter per la prescrizione sembra un vero e
eventi tromboembolici nei pazienti affetti da proprio percorso a ostacoli. L'Aifa ha previsto la
fibrillazione atriale non valvolare e, allo stesso compilazione di un Piano Terapeutico (PT) web
tempo, sono risultati sicuri, con una riduzione based, da parte dei centri prescrittori individuastatisticamente significativa delle emorragie ti dalle regioni, che deve essere redatto da mefatali, in particolare di quelle intracraniche. Il dici specialisti (cardiologi, neurologi, internisti,
loro impiego, inoltre, si associa ad un trend di geriatri, ed ematologi dei centri di trombosi ed
riduzione della mortalità. E queste osservazioni emostasi). Il piano terapeutico ha durata di 48
si estendono anche ad altre indicazioni, come settimane (ma in alcune regioni dura 6 mesi),
la prevenzione dell'embolia polmonare in pa- trascorse le quali è prevista la rivalutazione del
zienti con trombosi venosa profonda o il tratta- paziente e la compilazione della scheda di folmento del tromboembolismo venoso. Una nuo- low-up (obbligatoria ai fini del rinnovo del PT).
va era nell'anticoagulazione, dunque? "Andrei L'accesso alla prescrizione e rimborso dei Nao è
cauto con le definizioni - afferma lo specialista ulteriormente complicata anche da diverse dimilanese - I Nao sono certamente una novità sposizioni regionali. I criteri autorizzativi sia per
importantissima in campo medico, ma hanno i centri prescrittori sia per i singoli medici predei caveat non trascurabili". Esiste una crescen- scrittori non sono univoci sul territorio nazionate preoccupazione dei servizi sanitari nazionali le, essendo stati demandati alle singole regioni,
per la tenuta del sistema in quanto l'alta preva- con il risultato di avere un mappa estremamente
lenza epidemiologica delle condizioni che im- variegata, tanto geograficamente quanto per le
pongono l'anticoagulazione e il costo dei nuovi singole competenze professionali. In alcune re-
S
MARCO MOIA
Respoisabile UOS
Fisiopatologia della
Coagulazione, Fondazione
IRCCS Ospedale Maggio-e
Policlinico di Milano
Parole chiave
Anticoagulanti,
maneggevolezza,
burocrazia,
prescrivibilità
Azieiìdejlstìtuzioni
Fondazione
IRCCS Ospedale
Maggiore Policlinico
di Milano,
Osservatorio
sull'impiego dei
medicinali (Osmed)
Parole chiave
Fibrillazione atriale,
Healtli technology
assessment, costoefficacia
Aziende/Istituzioni
National institute
for liealth and
care excellence;
Scottish medicine
consortium;
Università di
Roma, Tor Vergata;
Università Cattolica
del Sacro Cuore;
Business Integration
Partners
gioni sono stati autorizzati come centri prescrittori solo i centri per la terapia anticoagulante
orale (Tao), in altre i centri Tao sono stati completamente esclusi. In alcune regioni si vengono a
creare, poi, delle situazioni paradossali in cui, a
parità di specialità ammesse alla prescrizione, ci
sono medici autorizzati e medici non autorizzati
anche all'interno dello stesso centro.
Il paziente considerato eleggibile alla terapia
con Nao, deve, quindi, recarsi con richiesta di
visita su ricettario regionale presso il centro o il
medico prescrittore per ottenere la compilazione del PT, differente per ogni Nao. Qui il medico
prescrittore deve rivalutare il paziente e quindi
compilare il piano terapeutico. Questo significa
che i centri prescrittori devono necessariamente
essere forniti di un computer in rete per accedere al sito Aifa, procedura spesso difficile per
problemi di connessione, ma indispensabile per
la compilazione del PT, un compito che risulta
lento e complesso, tanto da richiedere circa una
mezz'ora a paziente. Tempo evidentemente non
in linea con le necessità di una pratica clinica
routinaria. "Sono esclusi dalla prescrizione i Medici di medicina generale, che invece possono
prescrivere i vecchi anticoagulanti orali, molto
più complessi da gestire. Un controsenso, che
potrebbe essere risolto con una adeguata formazione di questi professionisti", sostiene Moia.
"Non vorrei che questo eccesso di normazione
mirasse a ingabbiare le procedure di prescrivibilità in tutta una serie di aspetti burocratici
responsabili solo di una perdita inutile di tempo e, di fatto, non gestibili. Se questo è lo scopo
- commenta il clinico meneghino - diciamolo
chiaramente. La terapia anticoagulante, stante
le indicazioni, può riguardare qualcosa come
il 10% della popolazione anziana, cioè circa un
milione di persone, in Italia e allora dovremmo
rendere più agevole l'uso dei Nao. Senza banalizzazioni e responsabilizzando sempre più il
medico nella scelta prescrittiva e nel follow-up,
ma evitando di costringerlo a passare attraverso
percorsi tortuosi per riuscire a dare un farmaco
che poi, nei fatti, si dimostra di norma efficace,
sicuro e molto gradito ai pazienti".
L'efficacia clinica
sotto braccio
a quella economica
Va sottolineato che il costo annuo medio per il Ssn di
un paziente con ictus in Italia è di circa 20.000 euro.
Nella realtà clinica italiana si registra un notevole
sottotrattamento di questi pazienti, come risulta
dal fatto che fino al 65% circa dei pazienti con fibrillazione atriale non sia trattato con anticoagulanti
come gli inibitori della vitamina K (Avk).
La disponibilità dei Nao consente di rispondere
ad un bisogno clinico ancora oggi insoddisfatto.
Anche da un punto di vista economico? Le due
principali agenzie internazionali per questo tipo
di analisi, cioè il National institute for health and
care excellence (Nice) e lo Scottish medicine consortium (Smc), considerano questi farmaci costoefficaci, con un rapporto di costo-efficacia al di
sotto delle 30.000 £ per anno di vita guadagnato
aggiustato per la qualità (il cosiddetto Qaly), valore
fissato nel Regno Unito come limite per considerare una terapia costo-efficace.
Un'analisi di budget-impact sull'uso di dabigatran nella prevenzione dell'ictus in pazienti
con fibrillazione atriale, condotta da Francesco
Saverio Mennini, direttore centro Economie
Evaluation and HTA (EeHta), Facoltà di Economia, Università di Roma, Tor Vergata, dimostra
la costo-efficacia del farmaco.
Secondo l'indagine, un utilizzo estensivo del
Nao comporterebbe un vantaggio economico
(cost saving) dal secondo anno di utilizzo, pur
con un aumento del costo del trattamento farmacologico. Al 5° anno di osservazione il risparmio per il Ssn sarebbe di 123 milioni di euro
verso il trattamento con Avk.
L'impatto dell'introduzione dei Nao nella pratica clinica italiana è stato, poi, valutato da Silvio
P
er garantire l'accesso ai cittadini a nuove
terapie è indispensabile un controllo dei
costi in modo da valutare la sostenibilità
dell'innovazione da parte del Servizio sanitario
nazionale (Ssn). È il leit-motiv che i decisori della spesa pubblica ripetono ormai da anni quando si affacciano sulla scena nuove possibilità di
cura. Nulla da eccepire. A patto che le valutazioni non vengano condotte con una mentalità
a silos in cui si prendano in esame aspetti solo
parziali come il costo del farmaco e non un quadro generale più ampio come la gestione degli
eventi patologici evitati dal farmaco.
Cosa dicono le valutazioni farmaco-economiche
relative ai Nao? Facciamo il caso della prevenzione dell'ictus tramite terapia anticoagulante orale
nelle persone affette da fibrillazione atriale (Fa).
La Fa è un'aritmia cardiaca che, per le sue caratteristiche, aumenta di cinque volte il rischio di
ictus. Questo disturbo del ritmo cardiaco risulta
estremamente diffuso: ogni anno le diagnosi sono
circa i,i ogni 1.000 persone di età compresa tra i
55 e i 59 anni, e raggiungono le 20,7 ogni 1.000 in
età compresa tra gli 80 e gli 84 anni.
Dei 200.000 casi di ictus mediamente stimati annualmente in Italia il 15-20% cioè 33-36.000 sarebbero imputabili alla Fa (vedi figura pagina successiva).
Capizzi e colleghi dal Centro di Ricerca in Valutazione delle Tecnologie Sanitarie, Istituto di Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore
di Roma, mediante un'analisi di Health technology assessment (Hta) nei confronti di uno dei
farmaci di questa classe, il rivaroxaban. L'analisi
dimostra, in un arco temporale di tre anni, come
l'introduzione del Nao con quote di mercato incrementali dall'8% nel primo anno, fino al 30%
nel terzo anno consentirebbe di ridurre gli eventi di ictus, embolia sistemica e infarto del miocardio con un ingente risparmio complessivo di
risorse sanitarie, nonostante un incremento della spesa farmaceutica. Nel dettaglio, per quanto
riguarda la riduzione degli ictus, gli esperti hanno stimato un calo di 642 eventi nel primo anno,
di 1.636 eventi nel secondo e di 2.504 eventi nel
terzo, per un risparmio complessivo a carico del
Servizio sanitario nazionale di 7 milioni di euro
nel primo anno, che diventano 19 milioni nel secondo e arrivano a 32 milioni nel terzo anno di
impiego del Nao.
Se venissero trattati con un Nao tutti i pazienti affetti da Fa con maggior bisogno clinico non
soddisfatto, pari al 50-65% del totale, si potrebbero
evitare circa 11.000 casi di ictus ogni anno, con un
risparmio di circa 230 milioni di euro l'anno per
il Ssn. Il Nice ha concluso che, a causa delle diffe-
La parola ai cittadini
e alle associazioni pazienti
Meno burocrazia e più diritti
L
I accesso ai farmaci innovativi, come i
nuovi anticoagulanti orali (Nao), resta
ancora un percorso a ostacoli in Italia.
Lo denunciano a pieni polmoni le organizzazioni dei cittadini come Tribunale per i diritti del
malato- Cittadinanzattiva e le associazioni dei
pazienti, quale Feder-Aipa, Associazione italiana
pazienti anticoagulati. Costi privati, burocrazia, tempi di accesso troppo lunghi, difformità
fra territori e scarso coinvolgimento delle associazioni nelle scelte che li riguardano sono le
questioni più rilevanti. "Il 44% delle associazioni
dei pazienti ci ha segnalato che esistono molte
difficoltà ad accedere alle terapie innovative",
dice ad AboutPharma Sabrina Nardi, vice coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del
malato - Cittadinanzattiva. "Rispetto ai Nao, il
primo ostacolo che da sempre denunciamo è la
lentezza nella concessione della rimborsabilità
da parte di Aifa ai farmaci già approvati in sede
Ema: in media passano 2 anni per concludere le
procedure di autorizzazione". Ma ci sono altre
Ictus emorragico: circa 30.000 ricoveri per ictus presentano
diagnosi concomitante di FA
Ictus emorragico
Ictus ischemico
renze nelle caratteristiche basali dei pazienti arruolati nei trial clinici, i risultati dei confronti indiretti
e metanalisi tra rivaroxaban, dabigatran e apixaban
dovrebbero essere interpretati con estrema cautela
in quanto non sono sufficientemente robusti per differenziare la costo-efficacia delle tre molecole. Che
non è comunque discutibile.
barricate che ostacolano la diffusione di questi
farmaci. "A fronte di una possibilità di prescrivere per alcune indicazioni terapeutiche, fissata a
livello centrale, esistono delle variabilità di comportamento in alcuni territori regionali", chiarisce Nardi. La burocrazia diventa, in sostanza, ancora più complicata quando dal livello nazionale
si passa ai Servizi sanitari regionali, che preve- SABRINA NARDI
dono procedure e tempi completamente diversi
tra loro, duplicando peraltro anche funzioni di ViceCoo'dmatore
competenza centrale. Succede così che siano ne- Nazionale del Tribunale
per 1 diritti del malato cessari da un minimo di 200 giorni a oltre 500 Cittadinanzattiva
per l'inserimento dei farmaci nei Piani terapeutici ospedalieri regionali (Ptor).
"Il nostro osservatorio civico sul federalismo
in sanità - prosegue Nardi - ha individuato tre
regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e
Parole chiave
Veneto) in cui sono state previste delle aggiunInnovazione,
te normative rispetto a quanto definito a livello
accessibilità,
nazionale, che nei fatti rendono più complessa e
diritti, burocrazia,
lenta la possibilità di accedere ai Nao". In tal senappropriatezza
so, Cittadinanzattiva non è stata alla finestra e
Aziendejlstituzioni
ha proposto procedure d'infrazione con sanzioni
Tribunale per i
economiche per quelle Regioni che non provvediritti del malato,
dano entro i termini stabiliti a rendere disponiCittadinanzattiva,
bili quei farmaci già approvati da Aifa.
Feder-Aipa,
Associazione
"Siamo convinti che l'innovazione non debba
italiana pazienti
essere penalizzata, ma che debba, invece, seguire
anticoagulati
delle regole chiare, nella cui stesura vanno coinvolti le associazioni di cittadini e di pazienti, i produt-
tori, i clinici, i decisori, i tecnici, l'Aita", propone
Nardi. Ma è necessario anche dotarsi di una metodologia di valutazione dell'innovazione, come l'applicazione di metodologie di Health technology
assessment (Hta) nelle forme più avanzate, nelle
quali siano coinvolti tutti gli stakeholders in sanità. "In realtà, nel testo del Patto per la salute c'è un
riferimento all'Hta, ma nel modello di valutazione
dell'assistenza, soprattutto dell'area farmaceutica,
il coinvolgimento delle organizzazioni di cittadini
e pazienti non è previsto", precisa Nardi. "Un'altra cosa che si legge nel documento è che tutte le
regioni dovranno dotarsi di una loro struttura di
Hta, ma non vorremmo che questa fosse una via
per duplicare funzioni e legittimare differenze
di comportamento, in modo da valutare l'appropriatezza in maniera differente a seconda del luogo in cui ci si trovi". Un aggravio burocratico che
renderebbe ancora più complesso accedere alle
nuove terapie. E c'è di più. "Abbiamo denunciato
che a volte nella procedura di approvazione di un
farmaco per giungere alla determina dell'Aita c'è
uno strano 'buco nero' temporale, che è il tempo
tra l'approvazione della determina stessa e l'invio
al poligrafico dello stato per la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale", evidenzia Nardi. "Questo tempo non è regolamentato in modo certo e comporta
attese anche di mesi prima che qualcuno si occupi
di inviare da un'amministrazione all'altra la determina. È una modalità molto subdola per regolare
la spesa, nei fatti. I problemi come i tempi per completare gli iter, le variabilità regionali per definire
chi sia abilitato a prescrivere, l'individuazione dei
centri prescrittori, la definizione dei Piani terapeutici sono la dimostrazione di come l'appropriatezza amministrativa prevalga su quella clinica.
A scapito dei pazienti".
e quanto venissero prescritti i Nao", riporta ad
AboutPharma il dottor Granucci. "È emerso che
i farmaci, qualora ci siano le giuste condizioni,
sono prescritti con una certa frequenza, ma con
differenze regionali significative. Sarebbe auspicabile un'uniformità di accesso a queste terapie
su tutto il territorio nazionale, ma non tutti i
centri prescrittori garantiscono uno standard
dello stesso livello e in più sono anche dislocati geograficamente in modo disomogeneo, con
il 70% al Nord, il 25% al Centro e il 5% al Sud".
Granucci denuncia, tuttavia, un'altra lacuna: la
carenza di informazioni su queste nuove terapie fornite ai pazienti. "Bisogna fare la massima
chiarezza e fornire la più ampia informazione
sull'efficacia di questi farmaci per condizioni
patologiche di ampia diffusione, come la prevenzione dell'ictus nella fibrillazione atriale - sostiene Granucci - Queste terapie offrono una serie
di vantaggi importanti per la qualità della vita
di chi deve sottoporsi a una terapia cronica". Il
fatto di non doversi recare frequentemente in
centri per il monitoraggio, spesso lontani dalla
propria abitazione, la mancanza di interazioni
significative con farmaci e cibo, e l'efficacia clinica sono plus che Granucci definisce una conquista della farmacologia. Che però deve essere
garantita nella maniera più adeguata. "Noi siamo riusciti quattro anni fa a fare emanare un
decreto dal presidente del consiglio dei ministri
nell'ambito degli accordi Stato-Regioni sul miglioramento della qualità della vita dei pazienti
anticoagulati", ricorda Granucci. "Il fatto è che
ancora questo decreto non è stato messo in pratica in nessuna regione. Abbiamo, quindi, stilato
insieme alla Federazione dei centri per la diagnosi della trombosi e la sorveglianza delle terapie
antitrombotiche (Fesa) un documento di solleciIn linea con questi ragionamenti è anche Ales- to che manderemo al ministro della Salute e ai
sandro Granucci, presidente di Feder-Aipa. "Ho vari responsabili regionali sperando di ricevere
fatto un sondaggio tra tutte le settanta sezioni la giusta attenzione".
Aipa sul territorio nazionale per capire come
AZIENDE
ir
FRANCO
PAMPARANA
Dire:tore Medico Bayer
S.p.A.
Bayer, una storia di tradizione
e innovazione a fianco dei
pazienti e dei medici
Di Franca Pamparana
ll'indomani dei suoi 150 anni di storia,
Bayer continua ad essere una società
fortemente orientata alla ricerca e all'innovazione; allo stesso tempo Bayer mantiene un
forte legame con la tradizione, i suoi valori, che
in una parola definiscono l'impegno di un'azienda
A
pei' la salute del paziente e il benessere dell'uomo,
con un'attenzione particolare all'etica, al sociale e
all'ambiente.
Bayer investe ogni anno circa il 15% del proprio
fatturato (circa 3 miliardi di euro) in ricerca e sviluppo. Nessuna azienda del settore arriva a questo
importante impegno finanziario che però ha consentito e consente a Bayer dal 1863 di mettere a
disposizione della collettività un numero elevato
di prodotti innovativi e non solo nel settore farmaceutico. La Bayer è, infatti, attiva nella ricerca
e produzione di materiali per l'industria chimica,
agrobiologica, termoplastica, dei coloranti e delle
fibre sintetiche oltre che nella farmaceutica di cui
parleremo più estesamente in questa sede.
Dall'Aspirina al primo antibatterico sulfamidico Prontosil, dal praziquantel alla nifedipina, dal
Kogenate alla ciprofloxacina, al rivaroxaban (Xarelto) ogni farmaco di sintesi Bayer ha rappresentato una svolta fondamentale nella terapia medica.
Ed è proprio la presenza storica di Bayer nel
settore delle malattie cardiovascolari e della
prevenzione e terapia delle trombosi, che ha
coerentemente impegnato l'azienda nella ricerca di un nuovo anticoagulante orale che garantisse nei pazienti uguale o maggiore efficacia
del warfarin, senza averne però gli spiacevoli
risvolti gestionali e il ristretto range terapeutico, con gli inevitabili e conseguenti rischi, e che
fosse, possibilmente, anche più sicuro.
Xarelto (rivaroxaban) è dunque il frutto di
questa ricerca e ha soddisfatto i requisiti sopraelencati.
Xarelto agisce inibendo direttamente e selettivamente il fattore X attivato, uno dei fattori chiave
della cascata della coagulazione, e riducendo di
conseguenza la formazione di coaguli.
Tra i NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) Xarelto
vanta i primati di essere oggi quello a più forte
espansione commerciale e quello con il maggior
numero di indicazioni:
• prevenzione dell'ictus in pazienti con fibrillazione
atriale non va Ivo are;
• prevenzione del tromboembolismo venoso dopo
protesica di anca e di g'nocchio:
• trattamento in acuto e prevenz'one
secondaria della trombosi venosa profonda e
dell'embo 'a polmonare;
• prevenzione secondaria in pazienf con sindrome
coronarica acuta.
Questo ventaglio di indicazioni assieme alla
monosomministrazione, caratterizzano fortemente Xarelto nel panorama dei nuovi anticoagulanti orali.
Un farmaco nasce però molto tempo prima della sua immissione sul mercato. Quella che di solito
viene definita una 'novità' ha già dietro di sé anni
di storia, di ricerca e di sperimentazione. In tutto
quel periodo, che potremmo chiamare il 'dietro
le quinte', diversi sono i soggetti che si prendono
cura delle varie fasi di crescita e sviluppo di una
molecola che, a volte, non vedrà mai la luce, vanificando costi enormi e tempo: dai chimici che
sintetizzano le molecole, ai farmacologi che ne
faranno lo screening, ai biologi che le testeranno
sugli animali... via via fino alle sperimentazioni
sugli umani, i primi lavori clinici e i grandi trial.
Lo sviluppo di un nuovo farmaco innovativo
costa oggi svariati miliardi di euro. Il ruolo di
un'azienda diviene dunque cruciale proprio nel
periodo immediatamente precedente il lancio sul
mercato di un nuovo farmaco: il periodo degli studi di fase III, il periodo dei dossier da presentare
alle autorità del paese.
Per Xarelto la fase di approvazione e registrazione in Italia è stata particolarmente laboriosa e irta
di ostacoli, ridiiedendo a tutta la nostra azienda
uno sforzo ed una concentrazione insolitamente
elevati, ma che hanno avuto come propellente
l'entusiasmo e la consapevolezza di avere per le
mani un farmaco di portata storica e in grado di
cambiare in meglio la vita dei pazienti sia che nella prevenzione che nella terapia degli eventi tromboembolici nel nostro paese.
Oggi Xarelto, con un incremento rispetto all'anno precedente di ben 1,5 miliardi di dollari, guida
la classifica nel mercato europeo e americano dei
farmaci più 'performantf mentre al quarto posto
troviamo ancora Bayer con Eylea (il nuovo prodotto per la degenerazione maculare)*.
Xarelto senza dubbio rappresenta per Bayer un
impegnativo e cruciale presente ma anche un importante futuro. Ha comunque già superato gli 8
milioni di pazienti trattati nel mondo e consolida
giorno dopo giorno il suo successo. La completezza di indicazioni e l'esperienza accumulata su una
così enorme mole di pazienti fanno dunque di Xarelto già un pilastro mondiale della nuova terapia
anticoagulante orale. Si tratta di un settore della
medicina dove una pratica terapeutica adottata
da decenni con il collaudatissimo, ma insidioso
e poco compliante, warfarin, obbliga in qualche
modo il medico a considerare la sicurezza come il
primo elemento di scelta per un cambiamento di
abitudini profondamente radicate.
Xarelto fornisce da questo punto di vista le più
complete garanzie. La presenza sul mercato ad
oggi di tre molecole ed il prossimo avvento di
nuove opzioni terapeutiche fa prevedere che negli anni il mercato degli anticoagulanti orali potrebbe diventare un qualcosa di analogo a quello
che è oggi quello dei sartani o degli Ace-inbitori
(o quello dello diidropiridine); ma proprio per le
ragioni appena sopra elencate, nella mente del
medico prescrittore sarà certamente la sicurezza, e quindi la grande disponibilità di letteratura
e trials, a fare la differenza.
In questo senso Xarelto vanta il suo terzo primato: quello di nuovo anticoagulante orale con
il maggior numero di studi clinici in corso anche
per la ricerca di nuove indicazioni. Al momento
nel mondo sono decine i trials in corso con rivaroxaban e di questi alcuni sono osservazionali nella
fibrillazione atriale come lo XANAP in Giappone,
2.500 pazienti nella prevenzione dello stroke in
fibrillazione atriale non valvolare; stessa indicazione per lo XANTUS condotto in Europa su 6.000
pz. L'X-VERT considera invece 1.500 pazienti e
l'efficacia di Xarelto nella prevenzione di eventi
in pazienti sottoposti a cardioversione. Vi sono
studi di 'nicchia' come il VENTURE AF in pazienti
sottoposti ad ablazione o studi come il COMPASS
che riguardano ben 19.500 pazienti e che confronta l'efficacia e la sicurezza di rivaroxaban da solo
verso rivaroxaban a basse dose più ASA, o ASA da
solo nella riduzione eventi cardiaci maggiori nella malattia coronarica o nella malattia arteriosa
periferica, così come lo studio XALIA, condotto in
Europa, in pazienti con trombosi venosa profonda.
Parole chiave
Rivaroxaban,
innovazione,
tradizione,
tromboembolismo,
salute
Aziende/Istituzioni
BayerSpA
' FirstWord Lists - Top 50
growth driver drugs in 2013
- oncology casts a dominant
shadow, as does Johnson
& Johnson (Ref: FirstWord
Lists),March 2nd, 2014, By:
Simon King
Il COMMANDER invece riguarda l'insufficienza
cardiaca e la malattia coronarica dove rivaroxaban
si confronta con placebo in pazienti con doppia aggregazione piastrinica come trattamento base. Altri studi come il MARINER e 1 .EINSTEIN CHOICE
riguardano il tromboembolismo venoso.
Concludendo si può affermare che Bayer sta de-
Boehringer Ingelheim:
un leader storico
nel trattamento delle malattie
cardiocerebrovascolari
MARINA
GUFFANTI
B
£( ^ ^ ^
Responsabile
Comunicazione di
Boenringe' hgelheim
in Italia
Parole chiave
Ricerca, sviluppo,
prevenzione
Aziendellstìtuzioni
Boehringer
IngeVieim Italia
oehringer Ingelheim Italia si può
considerare un leader storico nella prevenzione e trattamento delle
malattie cardiocerebrovascolari tra cui, in particolare, ictus, ipertensione e infarto miocardico".
È quanto afferma ad AboutPharma Marina Guffanti, Responsabile Comunicazione di Boehringer
Ingelheim in Italia. "In linea con questa tradizione
di innovazione sono stati la ricerca e lo sviluppo di
dabigatran etexilato, il primo nuovo anticoagulante orale (Nao), approvato dopo oltre 50 anni, per
la prevenzione di ictus e embolia sistemica in pazienti adulti con fibrillazione atriale non valvolare
(Fanv) con uno o più fattori di rischio".
Dabigatran etexilato è un anticoagulante orale
di nuova generazione caratterizzato da un potente
effetto antitrombotico grazie all'inibizione diretta
della trombina, di cui ne blocca l'attività in maniera mirata (sia della frazione libera sia di quella
legata al coagulo). Diversamente dagli antagonisti
della vitamina K, che agiscono in maniera variabile influendo sull'attività di diversi fattori della
cascata coagulativa, dabigatran etexilato esplica
un'azione anticoagulante efficace, prevedibile e
costante, con un basso potenziale di interazione
con altri farmaci e nessuna interazione con il cibo
e senza la necessità di controlli di routine della coagulazione o adeguamenti di dosaggio.
Essendo il primo Nao ad essere arrivato sul
mercato, l'esperienza clinica di dabigatran è particolarmente estesa: approvato in più di 100 Paesi,
questo Nao vanta oltre 6 anni di follow up, con 2,9
milioni di pazienti/anno trattati in tutte le indicazioni per cui il farmaco è stato approvato.
Il positivo profilo rischio/beneficio di dabigatran è stato dimostrato nello studio registrativo
RE-LY, uno dei più ampi studi clinici condotti sulla
prevenzione dell'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare.
Dabigatran è disponibile in due dosaggi (150 mg
e 110 mg, due volte al giorno). Nello studio RE-LY,
cisamente facendo la sua parte per contribuire il
più possibile e in modo rigoroso all'utilizzo migliore, più allargato e più sicuro di Xarelto nelle sue
indicazioni, sfruttandone appieno tutte le potenzialità al fine di proteggere il maggior numero di
pazienti e migliorando decisamente la compliance
e la qualità della loro vita.
ciascuno dei 2 dosaggi di dabigatran è stato valutato in oltre 6.000 pazienti verso warfarin; le evidenze raccolte dallo studio RE-LY supportano i clinici
nella scelta del dosaggio più appropriato per ogni
singolo paziente. Lo studio RE-LY ha dimostrato
che, nei pazienti con Fanv dabigatran 150 mg riduce significativamente del 25% rispetto al warfarin
ben controllato, il rischio relativo di l'ictus ischemico (obiettivo della terapia anticoagulante stessa)
e significativamente del 35% il rischio di ictus (sia
ischemico sia emorragico) e di embolia sistemica.
Inoltre utilizzando dabigatran secondo le indicazioni riportate in scheda tecnica, si osserva
un'incidenza significativamente minore di emorragie maggiori, come pure dei sanguinamenti
maggiori potenzialmente fatali, dei sanguinamenti intracranici e dei sanguinamenti totali rispetto
al warfarin ben controllato.
Anche da un punto di vista economico, come
mostrato al recente convegno Aies (Associazione
Italiana Economia Sanitaria), in una relazione
dal titolo 'Analisi di costo-efficacia dei nuovi anticoagulanti orali nella prevenzione dell'ictus in
pazienti con fibrillazione atriale non valvolare in
Italia', dabigatran ha mostrato di avere un ottimo
profilo di costo-efficacia sia nei confronti degli altri Nao sia nei confronti del warfarin.
"Boehringer Ingelheim continua ad investire
nella ricerca per dabigatran, al fine di ampliare e rendere disponibile alla classe medica dati
sempre più robusti ed estensivi", spiega la dottoressa Guffanti.
"Ad agosto 2013 è stata avviata una collaborazione con Brigham and Women's Hospital, un
istituto del Harvard Medica School riconosciuto a
livello internazionale, per un programma di studi a lungo termine con l'obiettivo di valutare, in
modo comparativo, sicurezza, efficacia e modelli
prescrittivi degli anticoagulanti orafi, incluso dabigatran", dice Guffanti.
A Novembre 2013, Boehringer Ingelheim ha
annunciato una nuova estensione del programma
di sviluppo clinico REVOLUTION di dabigatran
etexilato, con due ampi studi clinici globali su efficacia e sicurezza del farmaco nella terapia di prevenzione dell'ictus in due condizioni cliniche altamente rilevanti. Lo studio RE-SPECT ESUS valuterà
l'efficacia e la sicurezza di dabigatran etexilato in
pazienti colpiti da un primo ictus di origine embolica da cause sconosciute (Esus). Lo studio RE-DUAL
PCI valuterà l'efficacia e la sicurezza di dabigatran
etexilato in pazienti con fibrillazione atriale non
valvolare sottoposti a intervento coronarico percutaneo (Pei), noto anche come angioplastica con
stent. A Marzo 2014 è stato annunciato l'arruolamento del decimillesimo paziente nell'innovativo
registro GLORIA-AF, the Global Registry on LongTerm Orai Antithrombotic Treatment in Patients
with Atrial Fibrillation, attualmente uno dei più
ampi registri al mondo sulla fibrillazione atriale,
che prevede un arruolamento finale di 56.000 pazienti in 2.200 centri in 35 Paesi. L'Italia contribuisce in modo importante a questo studio osservazionale internazionale, con 80 centri.
"A Maggio 2014, l'Fda ha riaffermato ulteriormente il positivo profilo rischio/beneficio di
dabigatran, quando impiegato come prescritto;
infatti ha emanato una Drug Safety Communication che riporta i risultati di uno studio di
confronto tra dabigatran e warfarin condotto
su oltre 134.000 pazienti di età pari o superio-
re a 65 anni assicurati con Medicare e con diagnosi di F.A.", ricorda Guffanti. Questo nuovo
studio ha evidenziato che, tra i nuovi pazienti
in trattamento con farmaci anticoagulanti, dabigatran è stato associato ad u n minor rischio di
ictus ischemici, di sanguinamenti cerebrali e di
mortalità rispetto a warfarin.
Le indicazioni per cui dabigatran è attualmente approvato sono le seguenti:
BMS a supporto di un
cambio culturale
nella prevenzione e cura
delle tromboembolie
che rappresentano la maggioranza dei soggetti in terapia anticoagulante", continua la dottoressa. "I nuovi anticoagulanti, poi, rispetto
al warfarin riducono in maniera davvero importante il rischio di emorragia intracranica,
un aspetto, questo, fondamentale, soprattutto
nei pazienti anziani particolarmente esposti a
questo rischio", dice Stabile.
Ma qualche distinguo va fatto.
"Quando si parla di Nao, in genere, si tende a
ragionare in termini di classe e questo avviene
per vari motivi, come ad esempio i problemi di
accesso alle terapie innovative - va avanti Stabile -. Ma i Nao, pur appartenendo a una stessa
classe farmacologica, hanno caratteristiche differenti tra di loro. Questo è u n aspetto importante da sottolineare, perchè significa avere a
disposizione varie opzioni terapeutiche da scegliere in base alle caratteristiche dei pazienti".
Se entriamo più nello specifico, all'interno
della classe dei Nao, apixaban (Eliquis, BristolMyers Squibb/Pfizer) negli studi di registrazione ha dimostrato un'efficacia superiore (non
solo non inferiore) rispetto al warfarin, con una
riduzione significativa della mortalità per tutte le cause e dei sanguinamenti maggiori ed è
l'unico farmaco ad avere raggiunto questi tre
principali end-point con un solo dosaggio. E non
solo: apixaban tra tutti ha dimostrato il profilo di sicurezza migliore, infatti, la terapia con
questa molecola si associa a una forte riduzione
delle emorragie non soltanto intracraniche, ma
di tutte le emorragie. Apixaban ha confermato
il suo miglior profilo di sicurezza non solo nella
prevenzione dell'ictus in fibrillazione atriale,
ma anche nelle altre indicazioni.
R
appresentano un vero e proprio 'cambio
culturale' e, come tutti i cambi culturali che si rispettino, hanno bisogno di un
po' di tempo per affermarsi. Ma la strada è ormai
aperta. L'arrivo nell'armadietto dei medicinali
dei nuovi anticoagulanti orali (Nao) è un fenomeno che sta cambiando, e lo farà sempre di più, il
modo con cui si effettuano prevenzione e terapia
delle tromboembolie.
"Questi farmaci stanno conquistando il loro
spazio giorno per giorno" afferma Milena Stabile, Direzione medica di Bristol-Myers Squibb.
"È necessario, infatti, u n cambio culturale, una
conoscenza sempre più approfondita, delle nuove evidenze scientifiche e dei vantaggi di questa nuova classe di farmaci, sia tra i medici che
anche tra i pazienti. Una novità prima di essere
recepita ha bisogno di tempo e la situazione è destinata a cambiare ancora". In meglio.
"Dobbiamo ricordare che il grosso vantaggio
offerto dai Nao è sicuramente il superamento
dei problemi legati ai vecchi anticoagulanti
orali, come la necessità di prelievi frequenti
per il monitoraggio, le interazioni farmacologiche e con alcuni cibi, la difficoltà a mantenere il controllo della terapia. Problemi ancora
più rilevanti se si pensa ai pazienti anziani,
• Prevenzione primaria dì tromboembolismo
venoso (Tev) in pazienti che si sottopongono a
chirurgia elettiva di sostituzione tota e dell'anca
0 del ginocchio.
• Prevenzione di ictus e embolia sistemica in
pazienti adulti confibrillazione atriale nonvalvolare, con uno 0 più fattori di rischio.
• Trattamento della trombosi venosa profonda
(Tvp) e dell'embolia polmonare (Ep) e
prevenzione delle recidive di Tvp ed Ep
negli adu ti.
MILENA STABILE
Direzione medica di
Bristol-Myers Squibb
Parole chiave
Apixaban,
tromboembolie.
prevenzione, cura,
efficacia, sicurezza
Aziende/Istituzioni
Bristol-Myers
Squibb, Pfizer
"In generale possiamo, quindi, ricordare che
tutti i Nao sono efficaci e, rispetto a warfarin,
hanno un profilo di sicurezza più rassicurante".
Va, inoltre, sottolineato un altro aspetto.
"Uno dei rischi possibili dei Nao, osservato negli studi, è l'aumento delle emorragie gastrointestinali - spiega Stabile -. Apixaban è stato
l'unico a non avere mostrato questo aumento,
rispetto a warfarin". Si tratta di un punto per
nulla marginale, se si pensa alla necessità di
dover sempre valutare attentamente il profilo
rischio-beneficio di una terapia, ancor di più nei
pazienti anziani.
L'anziano, infatti, rappresenta una tipologia
di paziente particolarmente complessa. "Negli
studi condotti con i Nao, almeno un terzo dei pazienti aveva un'età superiore ai 75 anni - ricorda la specialista -. Nello specifico, per apixaban
il 13% degli oltre 18.000 pazienti inclusi trial
nello studio registrativo in cui il farmaco è stato
valutato aveva oltre 80 anni di età. I dati a disposizione per questo farmaco evidenziano anche
in questo sottogruppo una grande sicurezza di
impiego. Anche nei soggetti anziani (>75 anni)
con ridotta funzionalità renale, apixaban ha
mostrato di essere ancora più sicuro".
Questi riscontri sono particolarmente confortanti considerato che l'età media della popolazione italiana affetta da fibrillazione atriale è
di 75-80 anni.
Apixaban oggi in Italia è approvato per la prevenzione degli eventi tromboembolici venosi
nei pazienti adulti sottoposti a interventi chirurgici elettivi di sostituzione del ginocchio o
dell'anca e per la prevenzione dell'ictus cerebrale ed embolia sistemica nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (Fanv).
Le indicazioni di apixaban si stanno ora ulteriormente allargando, dato che il Comitato
per i Medicinali per Uso Umano (Chmp, Committee for Medicinal Products for Human Use)
dell'Agenzia Europea per i medicinali (Ema,
European Medicines Agency) ha espresso parere favorevole all'autorizzazione di apixaban
per il trattamento della trombosi venosa profonda (Tvp) e dell'embolia polmonare (Ep) e per
Ci
I
Daiichi-Sankyo, il valore
dell'innovazione a vantaggio
dei pazienti da anticoagulare
FABIO ROMEO
Diretto'e Medico
Danohi-Sainyo Italia
U
n connubio tra innovazione farmacologica, miglioramento della cura e della
qualità della vita dei pazienti. "Potremmo definire così i nuovi anticoagulanti orali
la prevenzione delle recidive di Tvp e dell'Ep
negli adulti.
La Commissione per i medicinali per uso
umano dell'Agenzia Europea per il farmaco
(EMA) ha, inoltre, approvato l'aggiornamento
del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
(RCP), che include ora l'indicazione a proseguire
la terapia con apixaban nei pazienti sottoposti a
cardioversione.
L'efficacia di questi farmaci non si limita,
comunque, alla sola clinica, ma investe anche
l'aspetto economico. "Le valutazioni farmacoeconomiche, infatti, sono tutte positive e dovrebbero essere considerate più attentamente
dai decisori", sostiene Stabile. Si tratta di valutazioni che danno proiezioni di costo efficacia a breve-termine e di risparmio a più lungo
termine se confrontate a un farmaco come il
warfarin, che è tra i meno costosi in assoluto.
"I confronti di farmaco-economia non vanno
fatti solo sul costo di acquisto dei farmaci, ma
considerando anche la prevenzione del numero
di eventi, come ad esempio ictus o emorragia
cerebrale, associati ad un alto consumo di risorse", specifica la dottoressa. I Nao sono stati considerati costo-efficaci anche dal Nice, agenzia
britannica nota per essere piuttosto restrittiva
nelle sue valutazioni farmaco-economiche.
"Il problema principale in questo momento
è l'accesso a questi farmaci, un problema fortemente sentito nel nostro Paese", precisa Stabile.
Il piano terapeutico limita de facto la possibilità dei pazienti di accedere a queste terapie. Ma
il problema non è solo questo. "Noi viviamo in
una realtà dove esiste un'autorità centrale, l'Aifa, che stabilisce dei criteri di rimborsabilità, e,
accanto a questa, autorità locali, regionali, che
hanno la facoltà di limitare ulteriormente tali
criteri", commenta la dottoressa. Esiste, quindi,
la possibilità di differenze di accesso alla terapia tra una regione e l'altra. Conclude Stabile:
"Queste differenze si scontrano con il diritto di
accedere alle cure, considerato che le indicazioni al trattamento e la patologia sono le stesse
da Nord a Sud. È un discorso di equità sociale".
Già, purtroppo mancata.
(Nao), una classe di farmaci che oltre all'efficacia
terapeutica garantisce una riduzione - aspetto
estremamente importante - degli eventi emorragici", dice ad AboutPharma Fabio Romeo, Direttore Medico Daiichi-Sankyo Italia. Una classe
di farmaci che sta per annoverare tra le sue fila
un nuovo nato, edoxaban, frutto della ricerca di
Daiichi-Sankyo.
"Edoxaban ha concluso gli studi registrativi
di fase III per due indicazioni: una è la prevenzione dello stroke in pazienti con fibrillazione
atriale e l'altra è il trattamento in acuto e la
prevenzione secondaria delle recidive in pa- il valore più alto fra tutti gli altri studi condotti
zienti con trombosi venosa profonda o embo- con i Nao. "Il confronto - sottolinea Romeo - è
lia polmonare, le indicazioni 'classiche' anche quindi avvenuto con u n farmaco somministradegli altri Nao", spiega Fabio Romeo. "Abbiamo to al meglio delle sue potenzialità".
richiesto l'autorizzazione per entrambe queste
I dati dell'ENGAGE-AF confermano che entramindicazioni in u n unico dossier, che adesso è in bi i dosaggi di edoxaban hanno raggiunto l'obietvalutazione sia all'Agenzia europea dei medici- tivo principale dello studio, cioè la non inferiorità
nali (Ema), sia alla Food and Drug Administra- rispetto a warfarin sull'incidenza di stroke o eventi
tion (Fda), per quanto riguarda gli Stati Uniti", embolia sistemici, con un trend di superiorità eviprosegue il dottore. "Il dossier è stato inviato denziato con il dosaggio più alto.
all'inizio del 2014, quindi, considerando i temPer quanto riguarda la sicurezza, entrambi
pi tecnici richiesti dall'Ema, ci aspettiamo la i dosaggi hanno ridotto l'end-point principale,
registrazione europea nei primi mesi del 2015. rappresentato dai sanguinamenti maggiori, in
Successivamente in Italia, come per altri paesi maniera statisticamente significativa rispetto
europei, inizierà l'iter per la richiesta di prez- al warfarin. "Anche la mortalità cardiovascolazo e rimborsabilità con l'Agenzia Italiana del re e il net clinical benefit, end-point composifarmaco (Aifa)".
to che comprende sia elementi di safety che di
Il fatto di arrivare dopo altre aziende potreb- efficacia", prosegue Romeo, "sono stati ridotti,
be rivelarsi un'opportunità per un ingresso in in maniera significativa rispetto al warfarin,
u n mercato più maturo. "La diffusione dei Nao da entrambi i dosaggi di edoxaban". Ad oggi il
in Italia non è stata immediata, anche se in que- dosaggio di 60 mg appare quello con il miglior
sti ultimi mesi stiamo assistendo ad una, seppur beneficio clinico.
lenta, crescita di questi farmaci. Speriamo che
L'ENGAGE-AF ha, inoltre, offerto agli speriquando arriveremo sul mercato la situazione mentatori la possibilità di dimezzare il dosaggio
sarà migliorata", si augura Romeo, che ricorda di edoxaban (da 60 a 30 mg e da 30 a 15 mg) in
come al di là delle caratteristiche delle singole alcune classi di pazienti (con insufficienza remolecole, i vantaggi assicurati da questa classe nale moderata, con basso peso corporeo o con
di farmaci siano indiscutibili rispetto agli anta- assunzione concomitante di alcune tipologie di
gonisti della vitamina K.
farmaci). Alla randomizzazione, la riduzione del
"Edoxaban, inoltre, ha delle peculiarità im- dosaggio è stata effettuata in circa il 25% dei paportanti che lo contraddistinguono rispetto zienti dello studio. "Si tratta di u n punto rilevanagli altri Nao, legate innanzitutto alla valutazio- te, perché adesso sappiamo in quali situazioni e
ne specifica della sicurezza e delle modalità di in quali pazienti deve essere ridotto il dosaggio
somministrazione, condotte tramite uno studio di edoxaban, che, anche in queste circostanze,
di fase II che ha coinvolto oltre 1000 pazienti ha dimostrato di mantenere comunque u n ottiaffetti da fibrillazione atriale", afferma Romeo. mo profilo di efficacia e sicurezza". Un farmaco,
Questo studio di 'dose-finding' ha permesso di dunque, che si adatta alle caratteristiche del paevidenziare che la dose di 60 mg in monosom- ziente, ma che, come gli altri Nao, avrà un costo
ministrazione giornaliera (Od) ha un profilo di superiore a quello del warfarin.
safety (valutata attraverso l'incidenza di sangui"È vero - sottolinea Romeo - ma si dovrebbe
namenti) migliore rispetto alla stessa dose sud- tener conto dei benefici che l'utilizzo dei Nao
divisa in due somministrazioni giornaliere (30 porterà nel tempo al nostro Servizio Sanitario
mg Bid). Sulla base dei risultati di questo trial Nazionale: ad esempio la riduzione significatiè stato quindi deciso di proseguire lo sviluppo va, dimostrata da tutti questi farmaci, dell'inclinico di edoxaban in monosomministrazione cidenza di emorragie cerebrali, che rappresengiornaliera nei successivi studi di fase III: ENGA- tano u n evento dai costi sociali ed economici
GE-AF nella fibrillazione atriale e HOKUSAI-VTE devastanti. Con edoxaban la riduzione di quenel tromboembolismo venoso, che rappresenta- sti eventi, rispetto al warfarin, è maggiore del
no, ognuno nella sua categoria, i trials condotti 50%. Tuttavia, assistiamo ad oggi ad una limicon i Nao in cui è stato arruolato il maggior nu- tazione all'utilizzo di questi farmaci legata a
mero di pazienti.
un piano terapeutico, che, se da u n lato cerca
"Nell'ENGAGE-AF, in particolare, sono stati di focalizzare l'impiego delle nuove molecole,
inclusi oltre 21.000 pazienti e sono stati testa- e quindi delle risorse, nei pazienti che ne hanti due diversi dosaggi di edoxaban OD, 60 mg e no maggiore bisogno o in cui sono stati dimo30 mg, confrontati con il warfarin", ricorda il strati i maggiori benefici, ha tuttavia portato
dottor Romeo. "Non solo è lo studio che ha coin- a una complicazione burocratica talvolta ecvolto il maggior numero di pazienti, ma è an- cessiva. Ci auguriamo - conclude Romeo - che
che quello che ha avuto la durata più lunga, con nel momento in cui saremo sui mercato con il
quasi tre anni di follow-up". Un'altra peculiarità nostro farmaco, il piano terapeutico possa esdello studio, a supporto della qualità dei risulta- sere gestito in maniera più flessibile e che il
ti, riguarda il braccio trattato con warfarin, in tetto di spesa possa essere rivisto in modo da
cui il Ttr (cioè il tempo in cui il paziente è rima- consentire ad u n numero maggiore di pazienti
sto in range terapeutico) è stato del 68,4%, che è di usufruire dei benefici di questi farmaci". A
Parole chiave
Edoxaban,
innovazione,
qualità détta vita,
maneggevolezza
Aziende/Istituzioni
Daiichi-Sankyo
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