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- ORATORIO ANNA CAVALLO CHIESA DI GESU

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Camminata in campagna
Ħondoq Ir-Rummien
L-IMĠARR – L-IMĠARR: 10KM
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Camminata in campagna - Xlendi
Camminata in campagna Ħondoq Ir-Rummien
Partenza: Porto di L-Imġarr
Arrivo: Porto di L-Imġarr
Distanza: 10km
Difficoltà: facile, ma con una serie di salite e discese
Paesaggio: panoramico, parzialmene costiero
Segnaletica del percorso
Come arrivare e ritornare: Esistono collegamenti
regolari tramite traghetto sul Canale di Gozo tra
Ċirkewwa (Malta) e il Porto di L-Imġarr.
Periodo consigliato per la camminata: Da ottobre a
maggio
Camminata in campagna - Dwejra
Camminata in campagna - Comino
Camminata in campagna - Daħlet Qorrot
Camminata in campagna - Ramla
Camminata in campagna - Saltpans
Camminata in campagna - Ta’ Ġurdan
2
Panoramica della
camminata in campagna
Questo percorso circolare ha inizio presso Il-Port tal-Imġarr (Porto di
L-Imġarr) e attraversa i tre paesi di Il-Qala, In-Nadur e Għajnsielem,
visitando la baia di Ħondoq ir-Rummien. Questa camminata
panoramica include alcune fantastiche viste di Comino salendo dal
livello del mare fino al Belvedere di Il-Qala, oltre a quelle visibili dal
Giardino Maltese, situato sull’elevato altopiano di In-Nadur attorno
alla Torre di Kenuna. Anche se la camminata è relativamente semplice,
poiché si svolge prevalentemente su strade e sentieri consolidati,
include anche una serie di salite e discese. Si consiglia caldamente
di fare una sosta presso la piccola baia di Ħondoq ir-Rummien, dove,
se le condizioni atmosferiche lo consentono nei mesi più temperati,
è possibile tuffarsi nelle sue acque chiare e limpide. Questo è l’unico
fazzoletto di sabbia dove gli abitanti locali possono godersi una
nuotata quando soffia il vento di nord-ovest. Nel tragitto verso il
centro dei vari paesi, è consigliato fermarsi ad assaporare la vita
locale del villaggio nella piazza principale, oppure deviare dal percorso
prestabilito per esplorare meglio il luogo. Ad esempio, In-Nadur ospita
un interessante Museo Marittimo.
Se è necessario prendere una scorciatoia, sono disponibili degli
autobus che collegano i vallaggi alla stazione dei bus di Victoria o al
Porto di L-Imġarr.
Per i più avventurosi, un’alternativa al percorso prestabilito consiste
nel sentiero costiero sterrato che inizia dai pendii argillosi all’estremità
orientale del porto; questo sentiero consente di raggiungere Ħondoq
ir- Rummien, ma alcuni tratti sono piuttosto stretti e soggetti a costante
erosione.
3
Ulteriori informazioni
REGOLE DI COMPORTAMENTO IN CAMPAGNA
• Astenersi dal raccogliere o causare danni a qualsiasi esemplare di flora,
fauna, elemento geologico o reperto archeologico.
•Procedere con passo leggero ed evitare gli schiamazzi.
•Attenersi al tragitto dei sentieri.
•Non disseminare rifiuti o accendere fuochi.
•Rimanere a distanza dal bordo della scogliera.
INDICAZIONI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA
•Proteggersi dai raggi UV: indossare un cappello e applicare una
protezione solare, poiché anche nei mesi più freschi il clima può essere
abbastanza caldo.
•Sebbene le precipitazioni siano scarse, a volte la pioggia si presenta con
pesanti acquazzoni che causano allagamenti. Evitare di camminare nelle
valli durante o subito dopo piogge intense.
•Mantenere una distanza di sicurezza dal bagnasciuga o dalle scogliere in
caso di condizioni climatiche avverse con venti forti o mare mosso.
Prima di intraprendere qualsiasi parte di questa camminata, si consiglia di assicurarsi
che le proprie condizioni fisiche e di salute consentano di sottoporsi a tali attività.
Occorre prestare particolare attenzione al terreno, spesso irregolare, e astenersi
dall’intraprendere le camminate in caso di condizioni atmosferiche proibitive. Tutti i
percorsi vengono intrapresi a proprio rischio e pericolo.
Sebbene, al momento della pubblicazione, sia stato fatto il possibile per garantire
la precisione delle informazioni contenute in questo opuscolo, il Ministero di Gozo
non accetta alcuna responsabilità per eventuali imprecisioni od omissioni. Inoltre, il
Ministero di Gozo non assume alcuna responsabilità per incidenti o qualsiasi tipo di
perdita in cui possa incorrere l’escursionista lungo il percorso.
CACCIA
Come nella maggior parte dei territori di campagna, durante la camminata
si incontrano numerosi piccoli rifugi di pietra, i cosiddetti dura, ossia
capanni utilizzati dai cacciatori di uccelli. Nel corso della camminata
occorre ricordare che il cartello “RTO” (Reserved to owner, ossia “riservato
al proprietario”) significa spesso che il terreno è di proprietà privata.
4
La Barca di Gozo
L
a camminata inizia appena fuori dal
Terminal Passeggeri del pittoresco
Porto di L-Imġarr. Attraversare la
strada e dirigersi verso gli ormeggi. Le
piccole barche tradizionali, con i loro colori
vivaci, costellano il porto e si pongono in
netto contrasto con i moderni ed enormi
traghetti che salpano senza sosta da
e verso Malta. L-Imġarr è l’unico porto
dell’isola aperto in tutti i periodi dell’anno
ed ha sempre fornito un collemento
vitale con Malta, grazie ai traghetti che
trasportano passeggeri, bestiame e merci.
Per gli abitanti locali rappresenta ancora
oggi un’importante base per la pesca,
oltre ad essere un punto di partenza per
diverse gite diurne attorno all’isola e per il
trasporto in traghetto dei passeggeri diretti
a Kemmuna (Comino); inoltre, ospita
l’unico porticciolo per gli yacht dell’isola.
Molti abitanti locali scendono al porto
durante il fine settimana per ammirarne la
frenetica attività e per godersi i numerosi
ristoranti della zona. Nascosto tra barche
moderne giace un antico relitto risalente
ai tempi in cui la barca di legno tipica di
Gozo era il solo mezzo di collegamento
tra le isole. In questo luogo i Cavalieri di
San Giovanni costruirono due depositi e
manifestarono la loro preferenza per una
posizione costiera e strategica, investendo
cospicuamente
nella
costruzione
dell’imponente Forte Chambray nel
1749 con l’obiettivo, mai raggiunto, che
divenisse la nuova città di Gozo.
Camminare lungo il porto e girare a
sinistra su un viottolo tra due campi, che
nasconde un antico e sorprendentemente
verdeggiante sentiero che funge da
scorciatoia per salire verso la strada
principale di fronte all’hotel. Per alcuni
minuti sarà possibile essere travolti da
un’atmosfera rustica, tra muretti di pietra
e vegetazione rigogliosa: un microcosmo
in apparenza intrappolato nei tempi
passati, quando l’area circostante il porto
era nota col nome di Ġnien Migiarro
(Giardino di L-Imġarr), così distante dal
viavai e dalle costruzioni tra cui è oggi
costretto. Tra il fogliame è possibile
intravedere l’imponente Forte Chambray
e il Santuario di Lourdes che dominano
il porto, mentre il fianco della scogliera
ospita alcune grotte ricavate nella roccia,
alcune delle quali sono ancora utilizzate
dai contadini per immagazzinare attrezzi
e prodotti agricoli. Questo sinuoso
5
Cespugli decidui
di euforbia
Acanto
sentiero di pietra serpeggia tra campi in
miniatura e giganti carrubi ed è circondato
da alberi di fico, fichi d’india e cesugli
di euforbia che in maggio colorano il
paesaggio delle tonalità autunnali di
ambra e rosso. In inverno si incontrano le
larghe, lussureggianti e brillanti foglie di
acanto, la cui forma è stata immortalata
nelle colonne in stile corinzio. Alla fine
dell’estate i suoi semi possono stupire
poiché esplodono aprendosi e atterrano
a metri di distanza dalla pianta. Le grandi
pietre crollate formano degli interessanti
giardini rocciosi naturali ornati di capperi
e borracina di Nizza.
In cima alla scalinata, fare attenzione
percorrendo la stretta strada principale e
continuare con la salita. Prendere la prima
a destra su Triq iż-Żewwieqa. La strada
attraversa una piccola valle che, sul lato
rivolto verso il mare, ospita una delle poche
popolazioni di agnocasto, che ricopre
l’intero letto della vallata. Sarà possibile
incontrare nuovamente da più vicino
6
Tradizionali campi
terrazzati
Fiori di capperi all’inizio dell’estate
La borracina di Nizza si fa posto negli spazi più
ristretti
questo raro arbusto successivamente nel
corso della camminata. Sul lato rivolto
verso la terra ferma di questo ponticciolo
si trova un denso boschetto di mandorli,
carrubi, ulivi, agnocasti e frangule che
tentano di mantenere lo spazio acquisito
tra i canneti. Al di sopra della vallata, sulla
sinistra, si ergono la chiesa e il convento
dei frati di Sant’Antonio, che funge anche
da casa di ritiro spirituale, e l’elevato
altopiano è la destinazione successiva
all’arrivo presso il villaggio di In-Nadur.
La strada procede verso Il-Qala, il cui
belvedere domina uno dei panorami più
mozzafiato dell’arcipelago, includendo
i campi scoscesi terrazzati e, al di là del
canale, la famose acque turchesi di Bejn
il-Kmiemen (Laguna Blu) che separano
l’isola di Kemmuna dalla sua sorella
minore Kemmunett.
Superato
il
primo
blocco
di
appartamenti, girare a destra su Triq Iċ7
Ċawl e seguire la strada panoramica
che scende verso la costa. All’incrocio,
tenere la sinistra. Gli affioramenti scoscesi
grigiastri di argilla blu contrastano con il
sottostante calcare a globigerina di colore
dorato. L’habitat stepposo è qui dominato
dal tenace sparto, che sopravvive come
pianta perenne stabilizzando l’argilla
instabile. Prima di raggiungere la fattoria
fatiscente, girare a destra seguendo un
passaggio pedonale parzialmente coperto
di cemento che scende tortuosamente tra
blocchi distaccati di calcare. Sulla destra
compare lo pseudo-isolotto noto col nome
di Ġebel taċ-Ċawl (ċawl in maltese può
riferirsi sia alla oramai estinta taccola, che
al pesce damigella). Prendere il sentiero
sulla destra per avvicinarsi alla spiaggia;
la zona può essere un po’ fangosa dopo la
pioggia, poiché lo strato impermeabile di
argilla può saturarsi di acqua. Qui la costa
rappresenta un’intressante area geologica
dove la sequenza naturale di scogli è stata
sostituita da una faglia che scorre lungo la
costa e che è esposta lungo le spioventi
scogliere levigate. Il paesaggio è il
risultato del movimento scorrevole che ha
abbassato una massa di calcare corallino
superiore (che normalmente si trova in cima
agli strati geologici delle rocce maltesi)
fino a partarla al livello del mare, formando
le isole di roccia dura denominate TaċĊawl, Tal-Ħalfa quella più distante e IlĦnejja shoal quella nel mezzo, mentre
l’intera formazione rocciosa di Ġebel
Barbaġanni ha formato un promontorio.
Le risultanti insenature su entrambi i lati
sono denominate rispettivamente IdDaħla taċ-Ċawl, che a ovest incornicia a
distanza il Porto di L-Imġarr e la chiesa di
Għajnsielem, e Ta’ Bumbarin, che si trova
a est. Entrami sono luoghi ideali per fare
snorkeling, ma richiedono di percorrere
una breve discesa impervia.
Proseguendo verso est lungo il
sentiero, presso Ġebel Barbaġanni (gli
scogli del barbagianni), tra le tipiche
8
Affioramento di
argilla blu
Il luogo perfetto per una nuotata!
Scogli di Taċ-Ċawl
Carota selvatica e asfodelo
Enula marina, una robusta specie costiera
piante marittime di carota rupestre, enula
marina e l’endimico limonio, è possibile
avvertire il desiderio di fare una nuotata in
una delle splendide calette. Ta’ Bumbarin
è un toponimo interessante che potrebbe
riferirsi a bumarin, il nome locale della
foca monaca mediterranea, che ora è
considerata estinta dalla regione ma che
un tempo visitava le numerose grotte che
punteggiano la costa delle isole.
Procedere lungo il sentiero tra i cespugli
di capperi selvatici e presto saranno visibili
la cappella della Madonna Tal-Blat in
cima alla scogliera e la piccola spiaggetta
sabbiosa di Ħondoq ir-Rummien.
La baia, il cui nome significa
letteralmente Cala del Melograno, è
una spiaggia modesta ornata da alcuni
tamarischi e in estate è una delle zone
balneari più popolari e frequentate;
si tratta infatti dell’unica spiaggia
accessibile quando soffia il forte vento
di maestrale. L’impianto di dissalazione
dell’acqua marina risalente agli anni ‘60,
9
Chiesetta con vista
La strada principale tra Il-Qala e
Ħondoq ir-Rummien
Cespugli di euforbia
ora abbandonato ma ancora presente
nel luogo, e una cava di rocce dure in
disuso nelle vicinanze richiamano alla
mente una passata attività industriale
su piccola scala; tuttavia, l’area è stata
risparmiata, almeno fino al presente,
dall’urbanizzazione
residenziale.
Questa spiaggia fu scelta come luogo di
posatura dei cavi provenienti da Malta
tramite Comino per fornire elettricità
all’isola quando la stazione elettrica di
Gozo fu chiusa nel 1959. Un solitario
cipresso si erge accanto ai servizi igienici
pubblici sul lato opposto della spiaggia.
È facilmente possibile vedere spuntare
dalle crepe nella roccia una frequente
e
interessante
pianta
endemica,
l’incensaria maltese.
10
Dirigersi in salita verso la rustica
cappella della Madonna tal-Blat, risalente
al diciottesimo secolo, che gode di
una posizione unica dominando la
vista del canale e dell’isola di Comino.
Intorno al mese di maggio, quando i
cespugli di euforbia iniziano a perdere le
foglie, la distesa rocciosa sottostante il
promontorio si trasforma in un colorato
scenario autunnale.
Procedendo sulla strada per Il-Qala,
si incontra una cava per l’estrazione di
calcare corallino superiore, che oramai è
in disuso ma che, all’inzio del ventesimo
secolo, forniva i blocchi di pietra necessari
per la costruzione del frangiflutti del porto
di Grand Harbour e, successivamente, di
quello del Porto di L-Imġarr. Il calcare da qui
L’unica specie di anfibio nativo
dell’isola
Fiore (sopra) e frutti (sotto) di melograno in settembre
estratto veniva spedito dalla banchina della
baia e viaggiò anche fino a Liverpool per la
costruzione di una delle cattedrali della città.
In numerose occasioni è stato proposto di
bonificare la zona con la piantumazione di
alberi e cespugli.
A sinistra della strada si trova una
sorgente di acqua dolce, di cui godono
rane, canne e numerosi agnocasti, oltre
a melograni nelle vicinanze dai quali
prende il nome la baia.
Procedere lungo la strada in direzione
di Il-Qala*.
Presto si raggiunge un’altra chiesa
con un cimitero adiacente noti come
Il-Kunċizzjoni tal-Qala. Si tratta di una
delle prime chiese mariane di Gozo,
originariamente dedicata all’Assunzione
*N.B. Se si è affascinati dai misteri inspiegabili, come il fenomeno dei solchi dei carri, allora ptrebbe essere interessante fare una deviazione di circa mezzo chilometro su Triq il-Kalati Puniċi (il nome stesso si
riferisce ai solchi dei carri di epoca punica) girando a destra prima di raggiungere il paese. Questo tratto
condurrà a Il-Qortin, uno dei quattro luoghi di Gozo in cui si trovano questi enigmatici segni nella roccia attribuiti all’epoca del bronzo o all’epoca classica. Al momento della redazione della presente guida,
l’amministrazione locale di Il-Qala sta preparando un tragitto riguardante il patrimonio storico-artistico
che collegherà siti interessanti della zona di Il-Qala, tra cui la Batteria di Sant’Antonio.
11
CAMMINATA IN CAMPAGNA — ĦONDOQ IR-RUMMIEN
LEGENDA
FERMATA AUTOBUS
SERVIZI IGIENICI
PUBBLICI
X - X indica una distanza de
1 km
ZONA PARCHEGGIO
PUNTO PANORAMICO
> indica la direzione del percorso
TRAGHETTI
AREA DI RISTORO
PORTO TURISTICO
PER YACHT
GIARDINI
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IDROVOLANTE
FAGLIA GEOLOGICA
FORTIFICAZIONE
CHIESA
MENHIR
FRANGIFLUTTI
CAVA
SOLCHI DI CARRI
TORRE
TERRENO
SCIVOLOSO
MUSEO MARITTIMO
MULINO A VENTO
ZONA DI
13
BALNEAZIONE
La chiesa di
Kunċizzjoni a
Il-Qala
fino
al
1615
e
successivamente
all’Immacolata Concezione. Per molti
anni è stata utilizzata come parrocchia
per i villaggi situati nella parte orientale
di Gozo. La popolarità di questo luogo di
devozione pare vantare una lunga storia
e fu meta di numerosi pellegrinaggi, in
particolar modo nei periodi di difficoltà
o in caso di calamità. La sacrestia ospita
diversi ex voto, tra cui dipindi e attrezzature
utilizzate per salvataggi, ma anche le
pareti esterne sono state utilizzate allo
stesso scopo sotto forma di graffiti, che
ancora oggi sono facilmente visibili dalla
strada sul retro e sui lati della chiesa.
Seguire Triq Il-Kunċizzjoni fino a Il-Qala
prendendo la svolta a sinistra alla croce
14
Al interno della chiesa
Crisantemo giallo
Trombetta dei morti (in dettaglio)
Fiori di finocchiaccio sbocciano dove altri non
osano
di pietra. Lungo la strada, sul lato destro,
si trova un boschetto di agnocasti: si
tratta di uno dei pochi luoghi dove questo
albero cresce ancora e può essere visto
da vicino. Proseguire fino alla piazza del
paese di Il-Qala. Questa è un buon luogo
in cui fermarsi per fare uno spuntino e
dare un’occhiata alla chiesa parrocchiale
(1889) dedicata a San Giuseppe, la cui
festa si celebra la prima domenica di
agosto. Da qui occorre girare a sinistra
su Triq San Franġisk, quindi a destra per
salire e superare la scuola, fermandosi
per un istante ad osservare il Menhir di
Il-Qala, stretto in mezzo agli edifici sulla
destra. La storia di questa pietra eretta
non potrà probabilmente essere mai
svelata, poiché tutti gli indizi del passato
sono stati distrutti e sono stati ritrovati
solamente alcuni reperti preistorici. In
cima alla strada, girare a sinistra su Triq
David Cocco Palmieri dirigendosi verso
il villaggio di In-Nadur, superando un
antico mulino a torre solitario che ricorda
i tempi passati. Il percorso procede
attraverso In-Nadur tramite la piazza del
paese; prendere la svolta a destra su Triq
Madre Ġemma Camilleri, quindi a sinistra
entrando nella piazzetta dietro la chiesa
parrocchiale. La monumentale chiesa
barocca fu costruita parzialmente nel
1760 ed è dedicata ai santi patroni di InNadur, gli Apostoli San Pietro e San Paolo,
la cui famosa festa si celebra il 29 giugno:
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Torre di Ta’ Kenuna
una festa nazionale di tutti i maltesi
nota anche come festival folkloristico
dal nome L-Imnarja (Luminaria), che
indica una festa dell’illuminazione che da
secoli rappresenta una tradizione locale.
Procedere girando a sinistra su Triq
Cicciano e di segutio a destra su Triq ilKappillan. Se si ha tempo a disposizione
e se si è appossionati di cimeli navali, su
questa via si trova il Museo Marittimo
Kelinu Grima, che ospita un’interessante
collezione (Orari di apertura: dal lunedì
al sabato: dalle 9.00 alle 16.45 Telefono:
21565226).
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Girare a sinistra per scendere verso
Triq Xandriku, quindi un’altra svolta a
sinistra consente di raggiungere un
punto in cui dalla passaggiata di InNadur si aprono ampi panorami. Seguire
il crinale fino alla Torre di Ta’ Kenuna,
con il suo Giardino Maltese adiacente.
Il panorama da questo luogo mette in
evidenza la posizione di vantaggio di
questo elevato altopiano, che testimonia
a pieno le origini del toponimo e lo
stemma della località: In-Nadur significa
“posto di guardia”. Malgrado la presenza
del minaccioso cannone, questa torre
Il panorama dal
Giardino di Kenuna
Fiore primaverile si solleva prima dell’arrivo della
lunga stagione secca
non era utilizzata per scopi difensivi,
bensì per le comunicazioni.
Per
ridirigersi
verso
L-Imġarr,
tornare indietro qualche metro verso
la passeggiata e scendere lungo un
sentiero di cemento sulla destra. Fare
attenzione, poiché il sentiero può essere
scivoloso se bagnato e un po’ fangoso più
avanti nella parte argillosa, ma è il modo
più bello di scendere verso il paesaggio
rurale di Ġebel Aħmar, ravvivato dal
cinguettio di numerosi beccamoschini
che in primavera volano in cerchio sui
loro territori. Una volta completata la
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Un altra panorama
dal Giardino di
Kenuna
La chiesa di Għajnsielem
discesa del sentiero, tenere la sinistra
e girare a destra dirigendosi verso
Għajnsielem. La strada è denominata Triq
Borġ l-Għarib a causa di un leggendario
toponimo (tradotto come “montagnola
dello straniero”), un sito archeologico con
diversi megaliti che si trova a circa 300
metri a ovest della strada (su un terreno
privato coltivato).
Procedere diritto scendendo lungo
Triq Simirat e tenere la destra per
raggiungere
Pjazza
Indipendenza.
La chiesa della Madonna di Loreto,
risalente al diciannevesimo secolo, servì
18
come parrocchia fino al 1979, quando
fu completata la nuova e più ampia
chiesa. La chiesa precedente fu costruita
accanto a una nicchia eretta da un
devoto locale, Anġlu Grech, dopo aver
avuto una visione della Beata Vergine.
Alcuni metri più avanti si raggiunge una
vasta piazza aperta con un’imponente
chiesa gotica, i cui lavori di costruzione
iniziarono nel 1924 e che ha mantenuto
la devozione tradizionale a Loreto.
A sinistra della chiesa, prendere il
sentiero che attraversa l’arco entrando
in Betlehem f’Għajnsielem, una capanna
a grandezza naturale che prende vita
in dicembre e continua fino all’Epifania
in occasione della presentazione del
Presepe.
Presto si esce nuovamente sulla
strada principale che corre parallela
alla rigogliosa valle di Ġnien Migiarro
sottostante. Per ritornare al punto di
partenza, attraversare la strada molto
attentamente e scendere la scalinata che
sbuca accanto al bar Gleneagles.
Frammenti
LA BARCA DI GOZO
1
L’odierno servizio di viaggi in
traghetto sul Canale di Gozo, con
3 moderne navi costruite a Malta
che trasportano oltre 3 milioni di
passeggeri ogni anno, offre corse molto
frequenti e quasi ininterrotte; in passato,
tuttavia, chiunque desiderasse attraversare
dalla costa opposta di Malta, a Mafra,
doveva accendere un fuoco per segnalare
ai proprietari di barche la necessità di
effettuare uno spostamento.
Fino al 1960, prima dell’introduzione
di un servizio con vaporetto, le versioni
più antiche del traghetto passeggeri
tra L-Imġarr e il Grand Harbour di Malta
consistevano in barche di legno tradizionali
di dimensioni molto più ridotte, che si sono
evolute nel tempo in termini di design per
arrivare finalmente alla Barca di Gozo,
utilizzata per un secolo e denominata di
diversi modi, tra cui tal-latini (per la sua
vela latina) e xprunara (speronara di Gozo).
Vennero mantenute le vele fino agli anni
‘50, anche se i motori iniziaro ad essere
montati già nel 1919. Con una lunghezza
di 14 metri e una capacità di carico di
30 tonnellate, queste barche venivano
costruite per durare una vita intera,
resistendo ai prevalenti mari in tempesta
dei canali dovuti ai forti venti. Come per le
altre barche tradizionali, venivano dipinte
di verde, blu, rosso e giallo, mentre quella
completamente nera era utilizzata per
trasportare i defunti. Sulla prua della barca
venivano disignati i tradizionali occhi di
Horus per proteggere dagli occhi del male.
L’ultima Barca di Gozo conosciuta
ancora esistente, risalente al 1933 e
costruita dai maltesi, è la Sacra Famiglia,
che, dopo anni in via di decomposizione
nel porto, è ora fortunatamente restaurata
ed è in esposizione permanente
al porto nell’ambito di un’iniziativa
dell’organizzazione volontaria locale Wirt
Għawdex relativa al Canale di Gozo.
ALBERI CURIOSI
2
Il carrubo (Ceratonia siliqua) è
un albero di fama biblica che ha
conservato la propria popolarità
a Malta poiché utilizzato per la
produzione di Ġulepp tal-Ħarrub (sciroppo
di carruba) e foraggio per animali. Questo
albero sempreverde può vivere per secoli
e può essere maschio o femmina (gli
alberi che producono frutti sono femmine).
Il nome latino dei semi all’interno dei frutti
ha dato origine al termine “carato”, a causa
del loro diffuso utilizzo per la pesatura
delle pietre preziose.
Il carrubo sempreverde
L’agnocasto (Vitex agnus-castus) è un
albero deciduo che predilige le vallate e
i corsi d’acqua. È estremamente raro su
Malta, ma fortunatamente ha attecchito un
19
po’ meglio a Gozo. Viene tradizionalmente
utilizzato per intrecciare cesti, ma per
secoli è stato usato anche come medicina
vegetale. Fiorisce in estate con graziose
sfumature di lilla, per poi produrre dei
profumati grani di pepe, che danno origine
al nome “pepe dei monaci”, poiché si pensa
che un tempo fosse utilizzato nei conventi
per mantenere la castità.
L’agnocasto: una specie rara con una storia tutta sua!
VITA MARITTIMA
3
L’insenatura di Ta’ Bumbarin
presso Ħondoq ir-Rummien
è un luogo magnifico per fare
snorkeling, poiché le adiacenti
scogliere lo proteggono dal vento, mentre
le sue grotte semi-sommerse forniscono
una fresca ombreggiatura nel caldo estivo,
oltre a microhabitat interessanti. Pare
infatti che qui trovino rifugio numerose
specie di pesci e altri animali. Uno dei
curiosi abitanti è il morbido echinoderma
che vive nella sabbia denominato cetriolo
di mare, mentre immergendosi più al largo
nel canale non è inusuale incontrare un
mollusco di grandi dimensioni, la specie
protetta della nacchera, mentre si innalza
tra l’impareggiabile habitat fornito dalle
foglie ondeggianti a forma di nastro
delle distese di posidonia (entrambe
queste specie sono endemiche del Mar
20
Mediterraneo). La cospicua presenza di
posidonia è spesso collegata ad acque
limpide e sane e l’elevatissimo valore
ecologico dell’habitat è altamento protetto
dall’UE.
LA CHIESA DELLA
MADONNA TAL-BLAT
4
Questa cappella è dedicata
all’Immacolata
Concezione.
Secondo una leggenda locale,
poiché così vicina a Comino, ossia
a solo un chilometro di distanza, questa
chiesa costiera serviva anche i residenti
di Comino, i quali potevano seguire dalla
costa opposta la messa celebrata presso
la cappella di Tal-Blat. Il mare è un tema
ricorrente in molte chiese costiere e questa
potrebbe essere stata costruita come voto
da dai pescatori o dei marinai, essendo
infatti legata a Sant’Andrea, il santo patrono
dei pescatori; entrambi i santi compaiono
insieme nel dipinto dell pala d’altare che è
ora custodita nella chiesa parrocchiale. La
statua presente nella nicchia rappresenta
la Beata Vergine Stella del Mare (Stella
Maris) su una barca maltese. Sulla facciata
è possibile osservare degli antichi graffiti
marittimi raffiguranti delle navi.
EREMITI E LEGGENDE
5
La leggenda vuole che quando
si diede inizio alla costruzione
della chiesa di Kunċizzjoni, ogni
notte tutte le pietre venivano
spostate altrove e portate sul luogo dove
sorge attualmente la chiesa. Gli abitanti
locali interpretarono questo fatto come un
segno divino secondo cui la chiesa doveva
essere costruita in tale luogo, e così fu.
Il santuario si trova in Pjazza San
Kerrew, il cui nome deriva da San
Corrado, che fu uno dei numerosi eremiti
che si insediarono qui. Si crede che in
precedenza egli vivesse in una grotta
nella valle di Mosta sulla terra ferma, fino
La chiesa parrocchiale di Il-Qala
a quando fu costretto ad andarsene; egli
distese il suo mantello per galleggiare sul
mare fino a Comino, prima di insediarsi
definitivamente a Il-Qala. Nei tempi
antichi i bambini ammalati venivano
calati in quella che si pensava fosse la
sua tomba affinché potessero guarire. Nel
1973 fu ritrovato uno scheletro risalente al
quindicesimo secolo nello stesso luogo a
cui fa riferimento la leggenda e tali resti
sono conservati nella cripta della chiesa.
GRAFFITI MARITTIMI
6
Nel
tempio
preistorico
di
Tarxien (Malta) è possibile
osservare alcuni dei più antichi
graffiti marittimi che ritraggono
imbarcazioni a vela datati all’incirca 1,600
A.C., ma la pratica rimase comune fino al
ventesimo secolo quando presero piede
le barche a vapore. Sebbene i graffiti siano
principalmente legati al mare, il tema non
era ristretto ai navigatori, poiché pare che
le motivazioni principali alla base di queste
incisioni fossero di tipo superstizioso o
religioso. La presenza alquanto diffusa
di queste manifestazioni sulle pareti
di numerose chiese ne indica la loro
popolarità e natura rituale in qualità di ex
voto per coloro che chiedevano una grazia
o che ringraziavano per un viaggio in mare
andato a buon fine. È stato anche ipotizzato
che questi graffiti fossero a volte utilizzati
al posto delle candele votive in mancanza
di denaro.
Questi
graffiti
si
sono
rivelati
importantissimi per lo studio delle antiche
comunità di navigatori e dei loro mezzi di
trasporto prima del diciannovesimo secolo.
IL-QALA
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Il-Qala (che significa “golfo”) vanta
una popolazione di circa 1600
abitanti ed è il paese più orientale
di
Gozo.
L’amministrazione
locale organizza ogni anno all’inizio di
autunno un interessante evento che dura
qualche giorno e che celebra le tradizioni
21
L’albero nazionale maltese
e le abitudini del luogo, in occasione del IlQala International Folk Festival. La periferia
di Il-Qala consente di conoscere alcuni
interessanti elementi archeologici, come
gli enigmatici solchi nel calcare provocati
dai carri e la Batteria di Sant’Antonio
risalente al diciottesimo secolo costruita
dai Cavalieri di San Giovanni.
IN-NADUR
8
In-Nadur conta una popolazione
di circa 4000 abitanti e si
distende su un altopiano elevato.
Molti degli abitanti sono migranti
rientrati in patria; ciò spiega la presenza di
numerose bandiere australiane, americane
e canadesi. Ha ricevuto il titolo di Migliore
Destinazione
Rurale
di
Eccellenza
Emergente. Oltre che per la sua festa
religiosa, In-Nadur è famosa anche per due
festività carnevalesche, una organizzata
e una spontanea che attraggono folle di
visitatori dall’intero territorio di Malta e
Gozo. La città è famosa anche per le sue
rinomate panetterie che sfornano numerosi
22
tipi di Ftira Għawdxija, una specie di pizza
in stile gozitano, di cui la più famosa è
forse Tal-Ġobon, una pasta chiusa ripiena
di patate e formaggini di capra fresco.
TORRE DI TA’ KENUNA
E GIARDINO MALTESE
9
La Torre di Ta’ Kenuna fu costruita
nel 1848 durante il dominio
inglese e fungeva da semaforo. È
stata recentemente ristrutturata
e ora viene utilizzata come torre per le
telecomunicazioni.
Dedicare un po’ di tempo a una
passeggiata nel delizioso Giardino Maltese,
un’iniziativa unica per l’isola quando fu
proposta dal gruppo locale di protezione
della vegetazione Għaqda Riħan con l’aiuto
di un botanico locale, col desiderio di
preservare e diffondere le specie indigene
ed endemiche a rischio di estinzione, tra
cui l’elicriso di Malta, la pianta nazionale
maltese, il fiordaliso crassifoglio e l’albero
nazionale maltese, l’arar o albero della
sandracca.
Informazioni
SITI WEB:
www.gozo.gov.mt
www.visitgozo.com
www.ecogozo.com
www.gozochannel.com
UFFICIO INFORMAZIONI TURISTICHE A GOZO:
No. 17, Independence Square, Victoria, Gozo, VCT 1021
Tel: (+356) 22915452
ORARI DI APERTURA:
Dal lunedì al sabato: dalle 09:00 alle 17:30 (ultimo accesso alle 17:15)
La domenica e i giorni festivi*: dalle 09:00 alle 13:00 (ultimo accesso alle 12:45)
N.B.: * eccetto i giorni di Natale, Capodanno, Venerdì Santo e Domenica di Pasqua
ORARI DEGLI AUTOBUS:
www.transport.gov.mt
Tutti i diritti riservati. Sono vietate la riproduzione, la conservazione in sistemi
di recupero dati e la trasmissione sotto qualsiasi forma o tramite qualsiasi mezzo
(elettronico, meccanico, fotocopia, registrazione ecc.) di qualsiasi parte di questa
pubblicazione senza previo consenso per iscritto del titolare del copyright.
È possibile inviare richieste direttamente al Ministero di Gozo.
23
Fotografia:
RENO RAPA
ANALISE FALZON
GIOVANNI N ZAMMIT
(Wirt Għawdex)
ARON TANTI
ETIENNE MICALLEF
JOHN ZAMMIT
DANIEL CILIA
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MINISTRY FOR GOZO
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