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delibera n. 43 del 06.02.2014

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Regione
Lombardia
I)ELIBER.ZIONE
N.
FrBBP1O )14
DEL.
OGGETTO: Approazione del Documento di Programmazione e Coordinamento dei Serizi
Sanitari e Socio Sanitari Anno 2h14. ‘\ttuazione l).(ì.R. n. X 1185 del 20dicembre 2013.
6
[‘anno 2014 il giorno
dcl mese di
in I ecco nella sede dell’Azienda
Sanitaria I ocale. il Direttore (ienerale Dott. Fnzo Lucchini prende in esame l’argomento in
oggetto e delibera quanto segue
Il. DIRETTORE GENERAL.E
VISTE:
-
la D G R n. X 11 85 deI 20 dicembre 2013 ad oggetto “Determinazioni in ordn
selxizio Socio Sanitario Regionale per l’esercizio 2014’ con la quale son
regole di goerno per Fesercizio 2014:
la nota regionale plot n 1-1L2014 00044l del 2 gennaio ‘014 ad
determinazioni in merito all’attuazione della DGR n i l8S del 20 dicembic
ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario per l’esercizio 2014”:
alla gestione del
state definite le
oggetto
Prime
cterminaziom in
DATO ATTO che i suddetti documenti stabiliscono che le -\Sl predispongan
adottino con atto
aziendale anche per l’anno 2014 un documento programmatico denomintc “Documento di
Programmazione e coordinamento dei ser\ izi sanitari e sociosanitari”. che eovr CSSCI’C trasmesso
alla Direzione Generale Salute e alla Direzione Generale iamiglia. Sic. riei Sociale e
Volontariato entro il 15 febbraio 2)14:
CO%IIM R&[O che e ornpelcnti articolazioni deir \S I L eco hann i
lato le spettic
proposte per la redazione del Documento di proerammazione e coordmame t e ‘i scr ui sanitari
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parte nterante e sostanziale:
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Fr”.
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eato
.
al presente
edimento quale
A(QU ISI[I i jnireri favorevoli espressi dal Direttore Amministrativo. dal Direttore Sanitario e dal
Direttore SociaD
DE [.1 BL RA
per le
motivazioni citate
in premessa che qui si intendono integralmente richiamate:
• di approvare il “Documento di programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio
sanitari anno 2014” predisposto sulla scorta delle indicazioni di cui alla DGR n. Xl 185 del 20
dicembre 2013 e alla successia nota regionale del 22 gennaio 2014, allegato al presente
provvedimenin cuale parte integrante e sostanziale:
• di trasmettere copia del presente provvedimento alla Direzione Generale Salute e alla Direzione
Gneraie Fa ig
Solidaiiet i ‘oua{e e \ oloni ii iato dLIla Regione L omb iidi i entio il
febbraio 2014:
• di dare atto che ai sensi della L).GR. della Regione Lombardia n. VI’16086 del 17/7/1996 il
presente provvedimento non è soggetto a controllo e che il medesimo è immediatamente
esecutivo giusta art, 18, comma 9, LR. n. 33/09
• di disporre ai sensi deH’art, 1 8. comma 9, della L R. 33/09 la pubblicazione del presente
provvedimento alCalbo on line delEEnte:
• di disporre Lnvio della presente deliberazione ai Settori e Uffici interessati.
IL DIRETTOkE GENERALE
(Dott 1ryo I uch1P1)
151/1/
L
0:
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o
11 DIRETTORE
(Dr Da
S: v
\MI ISTRA I \ ()
DFi1’ppo,
FESTA LA LEG001] d DELL’K
Responsabile del procedimento: dr,
(Do
o orno Gattin no
il D I I ORE SOCI \I I
(Dg \Iosnno (Ilupporo
O PRFSLN TA1.O:
Fabri7.io Limonta
Responsabile della prarica: dotLssa t)iana Magg.ion(
CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE
Copia della prvscarte deliberazione è stata pubbi lenta ali Albo on li o del I’ Ente
giorni quindici arnsc-cutivi dal
ai
inclusi.
Lecco.
per
la durata di
Il Funzionario
addetto
I
Regione
Lombardia
Documento di programmazione e
coordinamento dei
servizi sanitari e socio sanitari
Anno 2014
d
3
X
d
Premess
Quadro socio-demografico ed epidemiologico
5
Li
Indicatori demografici
5
L2
Dati di mortalità
6
L3
Prevalenza delle patologie croniche
L4
Invalidità civile
7
L5
Andamento infortunistico e malattie professionali
7
L6
Incidenza delle malattie infettive
8
2
—
la BDA
6
L’offerta dei servizi sanitari e socio-sanitari
21.
9
2 1
2 2
La prevenzione medica e veterinaria
Dipartimento di Prevenzione Medica
Dipartìmento dì Prevenzione Veterinario
9
9
11
2
2
3
Le cure primarie
Medicina Generalc e Pediatr a di Famiglia
Assistenza farmaceutica
Assistenza protesica
14
14
1S
16
2
2
1
2
L’assistenza sanitaria specialistica
Attivita di ricovero
Specialistica ambulatoriale
i6
16
18
22
23
24
2
2
1
2
I assistenza sociosanitaria
L assistenza residenziale semiresidenziale, domiciliare
Le cure palliat ve genatriche nabilitative
onsultor farril a
edipenderzc
le prestazioni riabilitative
Gli esiti della programmazione 2013
r reo one della al te o evei one red
19
19
2
2z
24
e
4
30
3
Cure pnmarie e Assistenza Sanitar a Specialistica
u
ar
ssister za pec al st a
3
3
3
Assistenza socio samtaria
lI governo della ret€ l programrT azione ntegrata e I accesso ai sersiz
La famiglia protagonista dei Servizi
lI sistema dei servizi alla persona fragile
33
33
3 3
34
36
Semplificazione delle procedure e miglioramento dell’accessibilità grazie alla carta
SISS
3.5
3.5.1
Carta 5155
38
Organizzazione aziendale
3.6
38
Organizzazione, risorse umane e formazione
I processi tecnico-amministrativi
3.6.1
3.6.2
38
39
La comunicazione interna ed esterna
3.7
4
39
La programmazione 2014
40
40
Impegni strategici e operativi del “piano aziendale della performance”
41
41
41
4.1,1
Accanto al malato fragìle e alla sua famiglia: cure centrate sui bisogni
4.1.2
Personalizzare e incrementare l’offerta di prestazioni specialistiche di primo livello delle
cure primarie
42
Più qualità nei servizi erogati
43
Burocrazia “no grazie”: semplificazione e trasparenza nelle attività di prevenzìone
43
Far crescere insieme la qualità dei servizi sociosanitari
44
Genitori si cresce
44
Latuaaslìnun”click’
45
..
4.1.3
4.1.4
4.1.5
4.1.6
4.1,7
4.2
,
Macro obiettivi di sistema
L’ambitosanitario
45
La prevenzione medica la promozione della salute e gli screening
45
La prevenzione veterinaria
50
Cure Primarie e assistenza sanitaria specialistica
51
Semplificazione delle procedure e miglioramento dell’accessibilità cra:e alla carta SISS..52
52
4.2.1.6 La rete territoriale delle cure palliative e della cronicità
52
4.2.1.7 La rete d’offerta per l’assistenza specialistica: programmazione e negoziazione............... 54
4.2.1.8 Latuteladellasalutementale
55
4.2..i.9 L’accreditamentoed il controllo
56
L’ambito socio sanitario...............................,.,..,.,,,,,,,,,,,,,,,....,,,,,.
4.2.2
57
4.2.2.1 Integrazione sociale e socio sanitaria
4.2.2.2 Riorganizzazione della rete socio sanitaria
59
4.2.2.3 Accreditamentoecontroilo
60
4,2,2.4 Programmazione e negoziazi-one
.60
Miglioramento dell’efficienza aziendale,,,,,,,,,,,..,.,,,,,.
4.2.3
61
4.2.3.4 Lerisorseunane...........
4.2.3ZLa cestiore- degli apørov’3gionamenti..
4.2.1
4.2.1.1
4.2.1.2
4.2.1.3
4.2.1.4
4.2.1.5
..
.....
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-
Assistenza
farmaceutica
e
protesica
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Premessa
lI Docurnento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio-Sanitari” costituisce
lo strumento di irdirizzo con cui annualmente l’Azienda Sanitaria Locale di Lecco individua macro-obiettivi,
progetti e le azonì prioritarie che orienteranno Vattività dei professionisti e dei servizi del territorio, in
risposta ai bisogni dei cittadini ed in coerenza con le indicazioni regionali.
La prograrmazione è un “percorso” articolato che partendo dall’individuazione degli impegni
strategici azienda e dalla declinazione in sede locale degli indirizzi regionali sì conclude con la definizione
di specifici obiettii operativi sia per le strutture organizzative aziendali sia per la rete dei servizi sanitari e
socio sanitari, Nei suo divenire è costantemente valorizzato il contributo dei professionisti dell’azienda e di
tutti i “portatori d’interesse” istituzionali e sociali,
Il percorsc nasce dall’analisi delle condizioni socio-demografiche ed epidemiologiche della
popolazione resicerte, dalla lettura della domanda di salute dei cittadini e dei livelli di assistenza offerti
nelle aree della erevenzione, delle cure primarie, della specialistica e dell’assistenza socio sanitaria;
particolare attenzone è dedicata alla verifica dei risultati ottenuti rispetto alla programmazione dell’anno
precedente per ua coerente e mirata individuazione delle necessarie azioni di miglioramento.
lI documento svil;;ppa pertanto i seguenti contenuti:
•
•
•
un’analisi di contesto che delinea il “Quadro socio-demografico ed epidemiologico” e “L’offerta dei
servizi sanitai e socio sanitari”;
la valutazione degli “Esiti della programmazione 2013’;
a presentaz: me degli “Impegni strategici” e dei Macro—obiettivi di sistema” per il 2014
Come già accennato, la predisposizione del presente documento non esaurisce tuttavia il percorso di
programmazione deiizenda che si completerà nel corso dell’anno, anche alla luce delle ultenori
indicazioni regionali, con la definizione degli obiettivi annuali di budget delle singole articolazioni
organizzative aziendali e degli obiettivi contrattuali che saranno negoziati con le Strutture d’offerta
sanitarie e socio sanitarie.
La realizzazione degli impegni programmati e la verifica dei relativo stato di avanzamento sarà oggetto
di un accurato mcntoraggio mens.ìe che condurrà alla ‘mndìcontazione ci; uanto effettivamente attuato ai
a Dcc
oa
“cc
den
ale altre ìstituzion ci n;iff ,D:ze SociaiL
Tutto questo con la finalità di promuovere lo sviluppo dì una rete dì servizi capace di “prendersi cura”
delle persone e ;.ceìle famiglie in condizioni di fragilità, con la collaborazione di tutti soggetti e delle
strutture dei comparti socio-assistenziali, socio sanitari e sanitari, che operano dei territorio prc.vinciale.
0; rettore nenerale
Dott. Enzo Lucchini
i
Quadro socio-demografico ed epidemiologico
L’analisi degli indicatori sociodemografici ed epidemiologici riferiti alla popolazicne residente nelle
diverse aree territorali consente di leggere la realta locale rispetto a trend regionali e rzionali e quindi di
contestualzzare nell’ambito provinc’ale gli indirizzì di programmazione e le lìnee di s iluppo dei servizi
definite nei provvedimenti normativi di sistema.
Tale lettura costituisce pertanto per l’Azienda Sanitaria Locale strumento essenziale per la
programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari, la definizione delle priorità di itrvento, il governo
delle risorse nell’attuale contesto caratterizzato dall’aumento delle fasce di poocazione anziana in
condizioni di fragilità e dalla prevaenza delle patologie croniche di lunga durata c determinano un
costante incremento della domanda di prestazioni sanitarie ed assistenziali.
1.1 Indicatori demografici
POPOLAZIONE RESIDENTE PERIODO 2007 2012
2007
2008
2009
2011
2010
-
BELLANO
LECCO
MERATE
TOTALE ASI..
52.699
162.853
53.204
164.408
53476
116 169
117 760
165.459
118.989
331 721
335.372
337 924
53848
166.541
53970
167109
2012
53.789
167553
119.803
120.339
120.600
340 192
341.418
341.942
Psidenti totali
A fronte di un territorio provinciale di 814 kmq, l’ultimo dato di popolazione re’zid
e di 341942 con una densità media di 420,1 abitanti per Kmq.
Si evidenzia una stabilizzazione del trend di crescita della popolazione residente
2011 2012 pan al 1,5 x 1.000, dato inferiore rispetto ai valori registrati nel quinquennio
Gli indici di invecchiamento confermano anche localmente l’incremento costatc
anziana sia nella fascia di eta >= 65 anni sia in quella >= ai 75 anni. Rispetto a quanto is
precedent questi indici evidenziano ad oggi valori complessivamente prossimi alle re
regionali ndice di veccniaa 2012 — 147,6, popolazione ultra 65 21,1%):
INDICI DI INVECCHIAMENTO
2007
2008
—
iiTho20
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-
ASSO D NATALITA 2007 2012
200’
2008
2010
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1
Nata1a
‘
nte al 31/12/2012
on un incremento
recedente,
della popolazione
ontrato negli anni
e regionali (valori
1.2 Dati di rr,rtalità
;nea cc iO indicazion della Direzione Generae Sanita e stato adottato
stema ICDIO, per
di codifi ceHe cause di morte a partire dal 1 gennaio 2010. L’archivio è informatizzato ed è stato
reso disponibile s server aziendale.
PFir
E
seguente riporta
Vandamnto de a mortalità per
cause principali al aeriodo 2004
2012 sulla base ci i dat derivanti dal
:.
+
registro delle ca se di morte che,
come previsto dalla normativa,
rileva sistematicd ne nte le notifiche ::
effettuate su rociello ISTAT dai
medici curanti.
Il dato 2012
conferma quant osservato negli
4:z
scorsi anni circa e cause di morte
prevalenti (siste na circolatorio e
tumori),
senza
evidenza
di
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3
sostanziali variaz n
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9
‘attività
La
tabella
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-
1.3 Prevalena delle patologie croniche
—
la BDA
La banca i ti assistiti (BDA) costituisce uno strumento consolidato di lettura dei bisogni di salute
della popolazion residente sia in termini di prevalenza delle patologie croniche di lunga durata sia in
termini di risorse cooomiche impiegate per la cura delle stesse ne principali livelli di assistenza: assistenza
ospedaliera in re me di ricovero, assistenza farmaceutica, assistenza specialistica ambulatoriale. Questo
strumento e cern ate sulla storia c
inica del singolo paziente e consente quindi oltre al monitoraggio degli
1
indicatori sinteti. opra descritti analisi più dettagliate su percorsi diagnostico terapeutici riferiti a
pecifiche condiz w c iniche, a particolari ambiti territorial o a modelli assistenziali integrati d raccordo
ggett erog tnri della rete te r toriale (percorsi diagnosti o te apeutic assistenz al (PDI/
dat epidc r ilogici e di ncor o a serviz di arsistenza spcc al t a onferma io a iche a I ve
calo
un rilevante incre nonto della domanda di prestazioni di ricovero e cura nella fase di fine vita con r tasso
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CONSUMA1ORE soa p4toiog
[IS NON CONSUMA ORE
8
4
—
S4
1.4 Invalidità civile
Pur essendo in aumento il numero di richieste di riconoscimento di invalidita crile, è comunque
assìcurato al cittadino il contenimento dei tempi di attesa al di sotto degli standard regionali, mediante una
ottimizzazione delle rsorse. Nel corso degli anni e stato progressivamente aumentato numero totale di
sedute della commissione di prima istanza, anche al fine di valutare comunque la situaz one di liandicap”
0, n relazione all’età del richiedente, la situazione di disabilità ai fini dell’inserimento
avorativo. Inoltre,
sono state inserite delle sedute di visita per adempire l’obbligo normativo (L.80/06) che prevede la
convocazione in tempi molto brevi (massimo 15 giorni) dei pazienti affetti da partico a e gravi patologie.
Infine, è stato incrementato il numero di pratiche evase per seduta, consentendo nell uft mo biennio di non
aumentare i tempi di attesa senza incrementare, anzi riducendo, il numero di sedute. Quanto sopra è
riassunto nelle tabelle e nel grafico, che descrivono l’attività della Commissione lnvalid, l’andamento dei
tempi di attesa e l’andamento della percentuale di riconoscimento di invalidità civile di disabilità e di
Handicap sulla popolazione residente
Tempi di attesa in giorni
Riconoscimenti di invalidit, disabilità ed
handicap x 100 res denti
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2008
2009
2009
2010
2011
2009
2010
2011
2012
2012
1.5 Andamento infortunistico e malattie professionali
r Prov icia di ecco I tasso di cidenza globale degli nfortu
nel corso degli anni
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rilevato
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34’
351
3
18
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9
La valutazione epidemioIogca della casistica
237 231 194 211 161
cvidenzi la prosecuzione della netta riduzione del numero di casi di ipoacusia profersionale, del forte
ncremento del numero di cisi di patologia mucoIo scheletricI da movmentazionc r n de dr
‘eh
de movimnti rpctuti
1.6 lncidenz delle malattie infettive
rapporti
ultirr
Gli
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Mondiale
Sanità
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confermano che e malattie
infettive
a
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sanità pubblica ance nel
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popolazione ger rale, sia in
termini di morb sra che di
mortalità.
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rete di sorveg anza delle
malattie diffusiL li, stituita
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Sanità con Vo iettivo di
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epidemiologico
malattie diagne ti ate sul
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2013
Malatte eist’,atichc d i’,g5iore r scontro o eta pedatr
461
431
122641
770
180
164
scaattnt
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284
1143311.2911131611.2251
709
400
j
323
j
339
j
276
373
502
112331L054
423
1 511
Malattie infettive dell appar.to gastrontestinale
229
194
218
223
epatite virale
6
5
6
3
13
febbretivmde
0
0
o
diarree infettise
infezioni toss,nfezioni e
intossicazioni alimentari
parassitosi intestinali
od.
n.d
2
229
249
o
od.
9
6
3
84
salmonellosi non tifoidee
113
86
75
73
sbigellosi
n.d.
ud.
o d.
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2
72
33
67
191
159
3
11
o
0
18
2
2
5
54
57
0
1
Malattie di interesse cutaneo
dermatofitosi
4
12
15
23
37
33
19
£5
22
22
16
24
31
8
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17
19
17
18
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17
12
13
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3
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rMalattie infettive a trasmissione ematica e a trasmissione
AllIS
5.
12
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blenorragia
epatitevirale 6
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epatite viraie C
4
sifilide
3
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3
3
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2
1
i
3
4
2
6
8
6
Malattie infettive invasive e meningiti
meningo encefalite virale
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encefalitebatterica
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• Malattie dell’apparato respiratorio
legionellosi
micobatteriosi non
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tubercolosi polmonare
tubercolosi eu trapolmonare
tubercolosi disseminata
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Malattie trasmesse da vettori
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malaria
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Per l’in irma7ione alla popolazione generale sui tema delle maiattìe infettive e vaccinazioni è
inoite attivo, n ciorni lavorativi, il numero verde aziendale 800512 328.
2
L’offerta dei servizi sanitari e socio-sanitari
2.1
La prevenzione medica e veterinaria
2.1.1 Dipartimento di Prevenzione Medica
Nel 2013 sono state consolidate le collaborazioni con soggetti istituzionali e
sociali
che operano nel
campo della promozione della salute e della prevenzione, rivolta ai cittadini, ai consurratcri ed ai lavoratori.
La promozione della salute prevede il concorso di tutti i soggetti che a vario tito o si occupano del
benessere della popolazione L’ASL di Lecco, oltre ad una costante pianificazione aziendale integrata
sanitaria e sociale, ha costruito e mantenuto negli anni una rete solida d’integrazore e progettazione
partecipata con Amministrazioni, Enti. Istituzioni ed Associazioni locali. In particolare, a collaborazione con
gli Assessorati Provinciali, le Amministrazioni comunali, la Prefettura, l’Ufficio Scolastica Territoriale e le
Direzioni scolastiche, le associazioni di volontariato e gli esponenti delle categorie p ofessionali hanno
permesso di analizzare congiuntamente e discutere le proposte, sulla base di comuni in eressi e nel segno
della condivisione delle risorse disponibili. Grazie a tale approccio si sono sviluppati dei progetti di Rete che
prevedono fin dalla fase progettuale la partecipazione di Amministrazioni locali ( Gr ppi di Cammino e
Piedibus), Prefettura, Polizia Locale e FF0, ACI ( Consulta della Sicurezza Stradale), stituti scolastici e
Ufficio Scolastico Territoriale (Rete de/le Scuole che promuovono Salute e LSTP). A:i da Ospedaliera e
strutture sanitarie, MMG e PdF, Federfarma( Health Promoting Hospital & Health Srvices, couselling
antitabagico e stili di vita), Amm.ne Provinciale, Delegazione CONI, Ass.ne Giretto, Sccic:à sportive( Pillole
di Salute> In collaborazione con le componenti istituzionali imprenditoriali e sindacali del Comitato
provinciale di Coordinamento cx art 7/81 nel 2013 è stato sviluppato il progetto WHF attivando la Rete
delle aziende che promuovono la salute Numerose associazioni di volontariatc offrono la loro
collaborazione e sostegno ai progetti. Tale patrimonio umano viene valorizzato a raverso azioni di
potenziamento delle conoscenze di salute (empowerment), al fine di garantire la scst:nibilità stessa dei
progetti e l’azione di testimoniai di salute nella comunità, perché le scelte di salute rian siano opportunità
temporanee, ma strutturalmente sostenute, ove ruolo dell’ASL diviene la sistematica ma utenzione.
Si proseguito nel percorso metodologico per lo wluppo d progetti basati sule e idenze d’ efficacia
tenrica l.iddove dspnnbil. e sull efficacia pratica correlata alle best practire”, pe
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di contributi da parte delle Amministrazioni,
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Le iniziativ ci prevenzione rivolte alla popolazione generale riguardano la salubrità e la sicurezza
negi’ ambienti di ita e le prestazioni erogate alle persone Per la prevenzione negli ambienti di vita sono
in atto collabora or con la Prefettura e le Amministrazioni Comunal’ per le Commissioni di Vigilanza sul
pubblico spettac lo, congiuntamente a Prefettura, VV.P,, ARPA sono stati redatti
protocolli sulle
radiazioni ionizz8 ti e a relativa gestione delle emergenze; in sinergia con l’Amministrazione Provinciale,
‘ARPA e con l Amministrazioni Comunali vengono garantiti gli interventi e la partecipazione alle
conferenze di Se iizi cer Piani di Governo del Territorio, Valutazioni di Impatto Ambientale, Valutazione
Ambientale Stratiea e bonifica di siti contaminati.
Per a pre ncne dei rischio di esposizione ai gas Radon sono state attuate iniziative congiunte con
l’Amministrazion Provinciale finalizzate ad informare le Arnmnistrazioni Comunali e ad introdurre nel
Regolamento Loc de d Igiene le relative norme di prevenzione.
Esiste una re attenzione alla baineazione per la valenza strategica legata alla salute e all’economia
locale in particoL e riguardo al turismo. Il Laboratorio di Prevenzione è stato classificato come centro di
riferimento regie ae per la determinazione dei cianobatteri nelle acque ed inoltre è coinvolto nella
costruzione della ete regionale dei Laboratori di Prevenzione.
L’ASL parti ipa inoltre alla Cabina di Regia coordinata dalla Camera di Commercio Provinciale in
materia di sempl cezione amministrativa ed applicazione coordinata delle norme in materia di SCIA.
In attuazic e del POA, è stata attivata una specifica struttura per la prevenzione delle malattie
nfettive che nel 9nbito degli interventi di profilassi vaccinaie pratIca una costante collaborazione con i
Medici di Medici a 3enerale ed i PediatH di Libera Scelta. ;n particoiare nelia realizzazione delle campagne
annuaii di vaccin- iene antinfluenzale
Sono in cese iniziative mirate verso fasce di popolazione a particolare fragilità quale quella dei
migranti ed e in ato la costruzione di una rete di collaborazione che coinvolge Istituzioni, Prefettura,
Provincia e mono associativo e della mediazione culturale
Un ambito o attività che coinvolge sia la sicurezza della popolazione generale che quella dei
lavoratori è costi iito dalla vigilanza e controllo dell’applicazione del Regolamento della Comunità Furopea
REACH CLP in quanto detto Regolamento riguarda la corretta gestione delle sostanze chimiche lungo
l’intera filiera che comprende produzione, importazione e commercializzazione
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riunisce di normc con frequenza mensile dove tutte le Istituzioni ed Associazioni hanno sempre assicurato
una fattiva collab razione con una presenza tanto costante quanto attiva
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Nel campo della sicurezza alimentare sono garantiti gli interventi per la tute a della salute del
consumatore in coordinamento e collaborazione con il Dipartimento Prevenzione Veterinario. i principali
interventi consistono in:
controlli per la verifica della sicurezza igieWca degr alimenti di origine non an male nelle fasi dl
produzIone, trasformazione e dIstribuzione;
campionamentl dl alimenti;
controlli e campionamenti acqua destinata al consumo umano.
Sono in atto collaborazioni con diverse associazioni di categoria oltre che cor Amministrazioni del
territorio per la promozione dl una corretta alimentazione, In particolare per la promczlone del consumo di
pane a ridotto contenuto dl sale. Con I PedIatri dl Ubera Scelta e In atto la collaborazio e per un lavoro dl
sorveglianza nutrizlonale sul dati auxologlcl del loro assistiti. Sempre per la promozion dl corretti stilI dl
vita è in corso un progetto che coinvolge anche lo SPSAL su dipendenti di struttura 3rcduttive/di servizio
del territorio.
Nell’ambito della medicina legale sono in atto fattive collaborazioni coi Ispettorato della
MotorIzzazIone in materia dl rilascio e rinnovo patenti dl guida e con l’INPS per quanto guarda le pratiche
di invalidità civile.
2.1.2 DIpartimento dl Prevenzione VeterinarIo
Il Dipartimento dl Prevenzione Veterinario garantisce la definizione e l’attuazio e degli interventi
Inerenti le attività di prevenzione neile aree dlpartimentah di sanità pubblica veterinar a ie vengono svolte
sul territono, assicurandone gli indirizzi tecnico professionali ed i contenuti scientifici
Sono garantiti gli interventi relativi a:
verifica della sicurezza del prodotti di origine animale;
prevenzione delle malattie animali;
controllo delle malattie a carattere zoonosico;
promozione dei benessere e l’Interazione uomo-anlmaie
tutela della sicurezza ambientale;
promozione della sostenibilità e della competlt’vità delle produzioni agro zootecn ch
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In particolare è st ta controllata la presenza di alcune malattie nei seguenti allevamenti e capi:
CONTROLLI PER BRUCELLOSI BOVINA
controllati per bonifica
sanitaria
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LECCO
147
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CONTROLU PER BRUCELLOSI OVICAPRINA
CapI controllati per bonifIca
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ALLEVAMENTI SUINI
Prevenzione del raridagismo: la registrazione dei cani nella BDR e il primo e fondamentale gesto per
contrastare il fe ameno del randagismo e dell’abbandono dei cani, con tutte le ripercussioni che tale
fenomeno comp ta n termini di sofferenza degli animali e di pericolo per i cittadini. Nella tabella seguente
sono riportat i d’ i del n di registrazioni effettuate neI 2013
ISCRIZIONI ANIMALI D
AFFEZIONE PER ASL DI LECCO
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Numero iscrizioni
Solo tatuati
Solo microchippati
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STERILIZZAZIONE GATTI
ANNO 2013
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GATTI FEMMINE
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ANIMALI MORSICATORI
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Le sterilizzazioni delle gatte vengono effettuate in tutti e tre i distretti; attività siee svolta in stretta
collaborazione con le associazioni protezionistiche o direttamente con i privati cittad:n,
Grande importanza riveste il PIANO NAZIALE REZSIDUI (PNR) e il Piano Naziona o Alimenti Animali
(PNAA) che con campioni mirati su animali e alimenti per animali ricerca sostanze o rincipi attivi per i
quali ne è vietato l’utilizzo, Per il PNR nel 2013 sono stati controllate 310 matrici con I r scontro di O illeciti
Per il PNAA nel 2013 sono stati controllate 106 matrici con il rìscontro di O illeciti
L attivita di controllo sulle imprese del settore degli alimenti di origine animlc ha riguardato sia
stabilimenti riconosciuti che stabilimenti soggetti a registrazione il cui numero s e sostanzialmente,
mantenuto uniforme rispetto agli anni passati: 140 (141 nel 2012) i primi e 1318 (1309 ne 2012) i secondi.
Per quanto riguarda l’attività di ispezione presso gli impianti di macellazione, r:unero degli impianti
in attività è rimasto invariato così come è rimasta sostanzialmente invariata l’entità de le macellazioni.
Presso gli impianti soggetti a vigilanza sono state effettuate diverse modal:à d controllo ufficiale
(audit, ispezioni, ecc.) con rilievo di varie non conformità che hanno dato or gVe all’adozione di
provvedimenti di natura amministrativa (sanzioni, prescrizioni ecc ) o, in un numero nitato di rasi d’
carattero penale
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2.2
Le cure irimarie
2.2.1 Medicina Generale e Pediatria di Famiglia
Nella nostre ASL si è ulteriormente accresciuto il numero di pazienti in forma associativa (gruppo e
rete) di medici che esercitano la professione in forma associata raggiungendo quasi il 90%. lI dato del
personale di studio (43% degli assistiti) e dell’infermiere (39%
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degli assistiti) è anch’esso in incremento; questo dato di fatto
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è una conseguenza dell’applicazione dell’accordo regionale
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l’acquisizione de oersonae ci riconsegna una medicina
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pronta ad
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la
partecipazione di più di
un terzo dei MMG alla
sperimentazione
del
progetto CReG nelle
forme
previste
dai
provvedimenti regionali che hanno ottenuto dei buoni risultati
nella capacità di presa in carico dei pazienti cronici.
Per quanto riguarda il carico medio assistenziale nella
medicina generale (nel 2013 a 1342 per medico) non si rilevano
differenze rispetto agli anni passati. La politica nella
medicina generale in questa ASL ha teso verso l’inserimento del
preventivo di nuovi professionisti a copertura dei soggetti
Questo consente di dare stabilità ai medici
assicurando comunque un sufficiente numero potenziale di scelte
e mantenendo per i cittadini a oossib lita di sceltà all interno
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di residenza. Gli indicatori sui livelli organizzativi della
medicina generale (forme assocìative e personale) rappresentano l’evoluzione, peraltro presente in tutto il
territorio regionale, dell’offerta della medicina generale che organizzativamente tende ad essere sempre di
più associata e che si prepara ad affrontare nel prossimo biennio la riorganizzazione prevista dai recenti
provvedimenti nazionai (Aggregazic’ni furzionali e unità complesse) che tenderanno a favorire una sempre
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Sul versante deHa pediatria di famiglia ii dato più significativo dei 2013 è risultat.o essere Vulteriore
incremento delle attivitd di self help da parte dei pediatri
903
singoli e/o n assoc azione con la dirt isione di ura serie di
accertamenti ocr aeor re anticipo dagnostico da oate del
pediatra nel caso di acuzie Questo ha influito parzialmente
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anche sugli accesa
pmnto soccorso che aumentano nelle
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è attualmente di 331 con una leggera deflessione (15 unità) rispetto all’anno precedente. La copertura dei
bambini 0
6 anni è pressoché totale mentre quella tra 6 e 14 anni è dell’82%. La pediatra di famiglia
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2.2.2 Assistenza farmaceutica
dati relativi alla spesa farmaceutica
convenzionata, consultabili online col programma
“Farmavision”, sono desunti dalle Distinte Contabili
Riepilogative delle Farmacie convenzionate dell’ASL di
Lecco. Tali dati mostrano come l’andamento della
spesa farmaceutica per assistibili dell’ASL di Lecco si
mantenga in linea con l’andamento dell’offerta
regionale, pur mantenendosi ad un livello di spesa
costantemente più basso e soprattutto con una spesa
per assistibile che a novembre 2013 è la più bassa
regionale.
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Spesa f*AssH pes. # Ricette / *1o()() Assii pes. Spesa I Ass h pes. # Ricette
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La proiezione dei dat per l’anno 2013
indica chiaramente che le politiche di governo
della
farmaceutica
coavenzionata
hanno
condotto ad un aumento de la percentuale di
spesa a carico dei farmaci generici arrivata al
42% ( con DDD superiori a 6%) e quindi sopra
le medie regionali
L’asae ro critico tuttora
presente è esempiificato dalla successh,a
tabella he confronto e di ernze tra spesa
netta e spesa per equivalen (ASL vs Regione)
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2.2.3 Assistenza protesica
In generale a situazione del 2013 presenta, salvo che in qualche caso, minori difficoltà di tenuta
rispetto al consur:ivo 2012 rispetto alle assegnazioni dell’esercizio in corso. La dinamica della spesa è stata
oggetto di una valutazione approfondita da parte del Servizio che ha fatto emergere alcune criticìtà da
ascrivere:
• alle indicazioni di sistema;
• al volume dei pazienti legato anche agli update professionali;
• ai comportamenti dei prescrittori.
-
-
Nello speci°cc:
Dietetica il aumero di celiaci è in costante crescita riguardano anche e soprattutto nella fascia adulta;
l’apertura di alcuni esercizi commerciali specializzati nella fornitura di alimenti per celiaci ovviamente è
il risultato dall’attenzione al problema che però, incrociato con il numero di pazienti in aumento, fa
crescere la scesa.
Diabetica il dato della diabetica per il 2013 è ipotizzato in incremento annuale di circa € 130000,
A seguito delie approfondite analisi si è verificato che il dato pur essendo annualmente in incremento
è invero legato all’incremento del numero dei pazienti, ovvero ai criteri di inclusione soprattutto ai
-
livelli inferiori della scala dove il numero di persone reclutate e sottoposte all’automonitoraggio tende
a crescere; ma proprio perché li numero è legato alle situazione meno problematiche, si sono
evidenziate aree di possibile miglioramento della fornitura che dovrebbero ridurre questa tendenza
alla crescita costante il prossimo anno.
Protesica micore li costo mensile per gli ausili per l’assorbenza registra un incremento legato ad un
incremento :ei pazienti.
Protesica mcgiore il settore quest’anno ha mantenuto ii suo punto di equilibrio rispetto all’anno
precedente.
—
-
2.3
-
L’assistenza sanitaria specia’istica
2.3,1 Attività di ricovero
li quadro d’offerta relativo alle strutture e attività di ricovero e cura e dì specialistica ambulatoriale,
consolidatosi nei primi anni 2000 sia per volumi che per tipologia, è stato interessato, nell’ultimo
ouinquennio,
da un processo di urofonda riqualifl cazione orientato da un lato all’ottimizzazione
•deìH’efficien.za org.ani zzadva e dell’anoroorlatezza delle .nrestazioni e dall’altro ai; ciigliorar,,erto del oercorsi
cura in. raocno’ro ala prevalenza dei.le condi;’ion d’ cronicità. romuc’vendo la continuata deiie cure.
l’integrazione cnr’ le cure primarie edornicillari, lo svllu•cmo dl settinrtr, assistenziali differenziati In funzione
cd
eocce o’cc
a
organizzazione dccl c’sedai ner lntenstà di cure e rjer aree dìoardmentali, svilu o deHe cure Intermedie
ovvero delle attività di tioo sub acuto, trasferimento dl restazlonl dal regime di ricovero (principalmente
day hospital e ciay surgery) al regime ambulatoriai.e attraverso la definizione di pacchetti articolati di
prestazioni (chirurgia am bulatoriale a bassa complessità operativa e assistenziale (BIC) e macroattività
ambulatoriali complesse (MAC)), sviluppo di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali condivisi tra
specialisti, medici di medicina generale, servìzi di cure domìcilìari (scompenso cardiaco cronico, BPCO e
ventilo terapia domiciliare, ictus, malattia renale cronica)’.
Tra le innovazioni e trasformazioni organizzative che hanno ìnteressato le strutture di ricovero e cura
001 terrono nei cui nquennio 2009
.aOv3 si sottoineano in particolare le seguenti:
organizzazione ocr Aree/Dipartimenti, ai sens della DGR m Viil/9014/2009, con trasformazone d una
quota di post letto ordinari per acuti a favore di posti di DH/DS e riorganizzazione delle unita operative
secondo la logica della gestione del percorso di cura per intensità ciinico-’assistenziale:
attivazione
a.j’cessiva messa a regime delia dO d Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera
accreditata e a contratto’ dal dicembre 2009:
-.
-
attivazione, nel corso del 2010, di complessivi o. 29 posti tecnici di Chirurgia Ambulatoriale a Bassa
Complessità Operativa ed Assistenziale per l’effettuazione in regime ambulatoriae delle procedure
chirurgiche di cui all’Allegato A della DGR n. VII /10804/2009 e smi. L’attivazione di questa nuova
tipologia d’offerta è avvenuta con trasformazione in rapporto 1:1 dì altrettanti osti letto ordinari
provenienti dalle UU.00. afferenti ai Dipartimenti Chirurgici dell’Azienda Ospedaiera e delle due Case
di Cura “Beato Luigi Talamoni” e “GB. Mangioni Hospital”;
attivazione presso a Casa di Cura “GB. Mangioni Hospital”, nell’ambito del dipartimento chirurgico ex
DGR o. Vlll/9014/2009, di una U,O, di Urologia con o. 2 pI. ordinari (anno 2009) e di una UO, di
Ortopedia con n. 2 pl, ordinari (anno 2011>, con trasformazione in rapporto 2:1 di rsl. già a contratto;
attivazione nel 2011 di una U.O. di Attività di Cure Subacute sia presso il Pres’dio “San Leopoldo
Mandic” di Merate che presso il Presidio “A. Manzoni” di Lecco dell’AO, rispettivamente dotate di n.
10 e o. 16 posti tecnici derivanti dalla trasformazione di altrettanti pI. ordira provenienti dalle
UU.00. di Medicina Generale dei medesimi Presidi, secondo le indicazioni della DGR n. iX/1479/2011 e
smi.;
attivazione nel 2011 della Macroattività Ambulatoriale ad Alta Complessità Ass’stenziale (MAAC)
con trasformazione complessivamente per l’intera provincia di n. 130 posti letto di JH di area medica
in altrettanti posti ecnici presso le Strutture: AO. della Provincia di Lecco Presidi di Lecco, Bellano e
IRCCS “E. Medea”, Casa di Cura “GB. Mangioni Hospital” e Presicie riabilitativo “Villa
Merate
Beretta”;
messa a regime e consolidamento, nel corso del 2012 delle nuove tipologie d’offeca Attività di cure
subacute’ e “MAAC” con sviluppo dei relativi protocolli tecnico professionali, mo9itJraggio e controllo
delle attività erogate in termini di appropriatezza e volumi di prestazioni, veri ca degli standard
—
,
assistenziali secondo i criteri di accreditamento, attività di formazione rivolta a p Dfessionisti ed agli
operatori interessati in collaborazione con le Strutture di riferimento;
attivazione nel 2013 di una U.O di 10 posti per Attività di cure sub acute per t’ssDrmazione di posti
letto accreditati a contratto presso la Casa di Cura Lecco BL, Talamoni;
attivazione di una UO. di Chirurgia Plastica per trasformazione di posti letto a c ditati a contratto
presso il presidio A. Manzoni dell’A O. della Provincia di Lecco;
completamento nel 2013 deIi’attivazone degl ambulatori dedicati ai codici mno. i presso Pronto
Soccorso de residi di Lecco e d Merate dell’A O
Le seguenti tabelle riportano a dotazione di posti letto per acuti rabiItativi. cd ari e day hospital,
agg rnata al di embre 2013 sulla base degh assetti accreditati dellc strutture ubicatc w’ territorio
L
De$ riz,on
2008
Acuti
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Ordinari
20’1’OtiT 2012
2013
20121 2 2008
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89
89
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357
357
347
con
prestazìoni di
regime ordinarie
hospital, risultanc
decremento,
evidenziato da:
ricovero compl
raggiunge nel 26
Jrii
di
covero,
in
Tasso di ricovero ordinario e dh (x 1.000)
e. in day
ir costante
come
asso d
ss vo che
2 il valore
di 138,6 per 1.Cro residenti
(153,1
nell’a no 2011),
largamente al d sotto della
soglia di 160 per ci e fissata
dalla normativa azionale in
materia di rev io ìe della
spesa pubblica Come si
evidenzia
dal
figura,
l’ulteriore riduzic e del tasso
avvenuta tra l’ar o 2011 ed
Tasso o. nco’o otaie
100
—Tasso ncoro ordnano
80 i
60
i
Tasso d ricoero n dh
I
40
i
20
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2008
2009
2010
2011
2012
il 2012 è ricon ur bile essenzialmente ad una diminuzione del tasso di day hospital
derivante
principalmente. o’ne sopra richiamato, dal trasferimento a livello ambuiatoriale
di prestazioni
precedente ment erogate in regime di ricovero.
li ricorso a strutture di ricovero
extraprovinciali presenta una
Mobilità extraprovincia per ricoveri ordinari (%)
sostanziale
stabilizzazione
nell’ultimo
periodo;
si
confermano
nel
2012
le
differenze nscontrate tra le tre
aree dstrettuaL con aaiO; O
elevati nel distretto di Bellano
che comunque re. ra a partre dal’anno 2008, valse decamcnte “if. or spetto q’eui. arecedenti.
Le
srestazio’ ce’
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2011
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2008
2009
2010
2011
2012
del progetto, previsto dalla DGR 351 del 4/7/2013 per rerogazione d’ prestazioni aggiuntive finallzzate al
miglioramento del tempi d’attesa die ha coinvolto la rete territoriale delle strutture accreditate a contratto
e non a contratto. L’intervento ha consentito dl realizzare un incremento dell’offerta dl isite specialistiche
e d’ specifiche prestazioni dl diagnostica strumentale quali RMN, TAC, ed ecografie, per le quali si sono
registrate particolari criticità di accessibilità sulla base dei dati dl monltoraggio elaborati dall’ASL
2.4 L’assIstenza sodoesanltarla
Il consolidamento della rete delle UDO sta ormai concludendosi (a dIcembre 2013 sono solo due I
piani programma ancora aperti) e gli standards dl qualità del sistema delle strutture soclosanitarle stanno
costantemente crescendo
dl anno in anno. Se per la
gran parte delle strutture la
situazione dei posti letto è
sostanzialmente
rimasta
stabile, si deve segnalare
che:
dal confronto tra i dati
consolidati 2011 e
quelli relativi alranno
2012, contenuti in
a’
sintesi nella tabella dl
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riportata, si
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letto accredltati In RSA
(i 114 posti letto) che
aumenta ulter ormente
a
i 63 post etto) se si
considera che a marzo
embre 2013. s; e
2013 sono ctat, accreditaV n 15 post’ letto nuovi nef.a RSA IRAM di Lecco e d
roqc ‘so cr. ‘e orocadure oar • accredamento i1 oiar’o programma de’ RSA i ,rpn di Gaib’ate
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cvidenzia che
1125,5% è stato dassificato in SOSIA 1- 2 Aiz,
il 47% è stato dassificato in SOSIA 3—45 6 (la sola classe 3 e pari a oltre il 37% de totale degli ospiti),
J7.S ‘ stato c’asicato “ SOS’A 7 8.
I
Il ricorso ho SA evidenzia a livello ASL una
sostanziale stabi zzezìone sia dei tassi di ricovero (cfr.
21
grafico sotto rip rtato) sia dei consumi. Le differenze
rilevate a livello Wstrettuale relative al ricovero in RSA
s
sono ascrivibihi c tre che alla differente struttura della
popolazione ad u n aggiore utilizzo delle UDO domiciiiari,
in particolar mod per I distretto di Merate.
Nelle RS
registra una
s’
complessiva
stabilizzazione d la valorizzazione procapite rispetto
2 Li
i;
all’anno precede:e considerato che le regole di sistema
hanno consentito ur-i assestamento e la “standardizzazione” dell’assistenza alle persone che richiedono
una maggiore cor pessità di assistenza come i pazienti affetti da SLA o in stato vegetativo permanente.
-
Per quanto attene gli istituti di riabilitazione (l.D.R.) non vi sono stati significativi cambiamenti nel
panorama dell’o
7 erta del territorio provinciale dove sono presenti 3 Enti che erogano, in 5 presidi,
prestazioni riabi .:ave diversificate. L’incremento evidenziato nei tasso di giornate di ricovero
2012
(riferito esclusive neate alla degenza ordinaria), nel grafico sotto riportato, per il distretto di Bellano
è
conseguente alle sce ta di inserire anche il dato dell’ Istituto Sacra Famiglia per una piu
completa
visualizzazione di utta l’offerta territoriale
Nelio specifico degh IDR
L Associazione La Nostra Famiglia
assiste prevalentemente utenza in età
evolutiva in tre presidi. Oltre all’attività
4
ordinaria nel luglio 2013 è stato
concluso il progetto sperimentale
2
finanziato
dalla
DGR
3239/2012
finalizzato alla diagnosi precoce e azioni
tempestive p r minori e famiglie con difficoltà linguistiche che ha coinvolto su 4 ASL oltre 650 bambini;
L’lsttuto Sac arnighia sede d: Perledo ha attivo in modulo d riabilitazione generaie geriatrica
regime d rrc vco di 15 post etto e voium di attivrtà arnbuatorìaie/domiciiare
errore ett vo
progetto fina Zia LO dalla DGR 3239/2012 di residenziahita leggera
L’istituto Frrs o Merate (Pio Albero Trivulzio di Milano) wolge artvtà d ricovero erdrr.arc. estnata
CrevaIpntem,’rtr ad utenza geratrea E ancore artvo
arogetto fna”zatc oaa DGP 3e39.2012
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2011) ali 80,42 (ne 2012). Tale ncremento, calcolato con
riferimento alle sEe giornate remunerate, è da ascriversi al
progressivo com le amento delle attività di 3 strutture
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Il consumo di prestazioni si è sostanzialmente
stabilizzato rispetto agli anni precedenti come si evince dal
grafico riportato a fianco. Il lieve decremento dei consumi
per le RSD tra l’anno 2011 ed il 2012 e imputabile alle
fisiologiche dinamiche legate alle prese9ze/assenze degli
utenti.
2.4.2 Le cure palliative, geriatriche e riabilitative
I servizi sanitari e di welfare si confrontano con la necessità di fornire risposte nu.: ve ed adeguate ai
bisogni di una popolazione crescente di malati sempre più anziani con prevalenza delle malattie croniche, in
condizioni cliniche di estrema fragilità, di grave sofferenza o in fase di fine vita. L ia delle sfide più
importanti che i servizi sanitari e sociali stanno affrontando è pertanto quella di assister malati ad elevata
complessità assistenziale che richiedono cure intense e specifiche diverse da quelle pe fase acuta perché
diversa è la natura dei bisogni che stanno progressivamente cambiando. Un cambamento che riguarda
anche ‘a relazione con il malato, il ruolo dei care-givers, la prospettiva e I, organizzazione dei servizi
chiamat sempre più a garantire cure efficaci e proporzionate capaci di incontrarc
gradimento delle
persone assistite e delle loro famiglie.
In questo contesto si inquadra il lavoro sviluppato dal Dipartimento Interazier dze della Fragilità e
dalla Rete Provinciale di Cure Palliative che, privilegiando la gestione dell’intero perco’ so assistenziale, la
continuità della cura e l’integrazione tra i diversi livelli della rete, rispondono attraverse équipe dedicate e
specialistiche alle necessità cliniche, sociali, relaz!onali ed etiche dei malati considerè, ido anche le loro
aspettative e preferenze.
tasso assstti a domicibo 6574 anni
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2009
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75 anni
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Tasso giornate rìcovero in
Hospice (giorna ocr 1000)
i
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2.4.3 I consuIto f3miliari
Vi è stata r
di Lecco.
Nonostant
(circa 12%) i
integrazione
psicologiche e d
complessivamen
2012 una contrazione del numero di utenti che si è rivolta ai consultori familiari dellASL
c è si conferma invece stabiie
apporto tra attività ad alta
so: o-sanitaria
(prestazione
assistenza sociale) e l’attività
svolta
il 2013
vsto la conclusione della
sperimentazione Jello “Sportello di ascolto’, la
co proficua espe e za e confluita nell’istituzmne
nei
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voluzionc
nnovativa del s te na onsultori luogo ocr la
famiglia orientat all a colto, all’orientamento al suppo tr rspet o alle p ohImati
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24.4 Le dipendenze
Nel 2013 il Dipartimento Dipendenze si è riorganizzato secondo le md cazioni del POA nelle seguenti
strutture: Struttura Prevenzione e Cura Tossicodipendenze Lecco e Merate, Struttura Prevenzione e Cura
Nuove Dipendenze Lecco mantenendo le attivita erogative gia in essere; invariata rimane [‘offerta degli Enti
Accreditati: 5Ml, CT (Atipica Il Gabbiano CAL— Relazione Impresa Sociale).
I tasso degli utenti afferenti ai Servizi risulta in linea con gli anni precedenti, I’ncdenza degli utenti
tossicodipendenti inseriti in Comunità Terapeutiche risulta in lieve decremento.
Un’ attenzione particolare e rivolta a contenere il fenomeno dell’abuso giovanile e a supportare le
famiglie nel compito educativo anche attraverso l’integrazione con i Consultori
Prefettura,
5Ml
attivando percorsi specifici.
I progetti sperimentali (DGR 3239/2012) attivati neI 2013 e prorogati fino a gennaio 2014, si sono
dimostrati efficaci nel rispondere a bisogni specifici del Territorio nelle seguenti aree:
Dipendenza Cronicità (ReStart);
Prevenzione selettiva e riduzione del rischio (Cambio di Rotta);
Nuove forme di abuso/dipendenza (Oltre l’azzardo c’è di più)
—
—
—
—
La Struttura Rete Dipendenze si occupa della governance del Territorio e aegi Enti Accreditati,
gestisce attraverso un Gruppo Tecnico le attività di Prevenzione, monitora e analzz3 il fenomeno dei
comportamenti di abuso/dipendenza per mezzo dell’Osservatorio.
Tasso utenti SerT
2’Oa
‘OO
20J’
OI1
Incidenza soggetti Tossicodipendenti ìn CT
Tasso utenti Alcologia
3
3.1
Gli esiti Iella programmazione 20132
Promoz’one della salute, prevenzione medica e veterinaria
3.1.1 Interven di promozione della salute
Obiettivo n. 3.1. .1. Programmazione e attuazione degli interventi integrati sanitari e sociosanitari di
promozione delle. salute, al fine di ridurre lincidenza di patolagie cronico-degenerative attraverso la
prevenzione dei ‘arori di rischio comportamentali, la scelta attiva di stili di vita salutari e la promozione
di ambienti favor’voli.
Nel 2013 si sonc reahzzati 25 progetti inseriti sul portale regionale BDPROSAL, pari al’83% dei progetti
programmati ne PiL
2013”, approvato. Significativo l’incremento (÷94%) delle azioni di promozione
attività fisica con 8 Gruppi di Cammino, 145 linee di Piedibus e lotta al tabagismo con “Mamme libere dal
fumo”, analogar- arte con la Rete HPH&HS, con counselling breve su stili di vita nel Dipartimento
Cardiovascolare e d’sassuefazione fumo con recall telefonico, analogamente nel Dipartimento Oncologico.
Particolare succesc ha registrato il progetto innovativo Pillole di Salute che ha stimolato oltre 1650
persone a sperim ntare l’attività fisica offerta, Prosegue la rete di sorveglianza/prevenzione obesità con i
PdF con circa 16. DC report peso/altezza, il progetto di incremento dell’offerta di pane a ridotto contenuto
di sale l’offerta d snack salutari presso i distributori automatici Incremento degli Istituti aderenti alla Rete
SPS (da 2 a 7) gerantendo 415 azioni nel setting scuola, compreso il programma Life skills training
program Le espcrienze di promozione stili di vita presso dipendenti ASL e un progetto presso una
struttura produtt ‘a esterna sono confluite nella Rete provinciale WHP attiva per le aziende interessate con
ASL e AO già adrenti. Iniziative nelle nuove dipendenze (azzardo), e percorsi con formatori/decisori,
affiancano
cor DI dati interventi su alcol e guida e dipendenze da fumo o sostanze. Nei settore
sociosanitario so o aeive iniziative per famiglie e prossimità, oltre ad interventi consultoriali rivolti ai
benessere della
rsona e della famiglia.
—
Obiettivo n 3,1. -2: Sviluppo della collaborazione multidisciplinare per la valutazione delle ricadute sulla
salute de proget in VIA e degli strumenti di governo del territorio
S è verificata ia osibilita e la modalità di accesso ai dati oresenu nelle banche dat de registro tumori
registro di mor alità
egistro acque potabili
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3 1 2 Prograrvu dl screening
Obiett’vo o. 3 1 1 Mantenmenta delle oerformance d’ quaita e d “suftato raggiunte ,eil’offerta d
sreeoing oncoiolc mammella, COiOfl retto e cervice uterina,
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3.1.3 Sorveglianza delle malattie infettive e vaccinazioni
Obiettivo n. 3.1.3-1: Mantenimento dei requisiti di qualità del sistema informativo regionale Mainf e
mantenimento delle attività per la sorveglianza e la prevenzione della malattia tubercolare e
dell’infezione da HIV.
Nel corso deI 2013 si è consolidato il monitoraggio del f usso di segnalazione delle malattie infettive da
parte delle Strutture di ricovero e cura e dei Medici del territorio, al fine di rendere ott male l’utilizzo del
sistema informativo regionale e perfezionare gli interventi per la prevenzione ed il controllo delle malattie
infettive stesse in collettività. In particolare, per la prevenzione della malattia tubercolare è proseguita la
ricerca delle sinergie con l’Azienda Ospedaliera e con i Medici di Famiglia, ai fini del a puntuale adesione
alla terapia da parte dei pazìenti e alla sorveglianza sanitaria sui contatti. Per la promozione
dell’ambulatorio “Punto Salute”, presso il quale si esegue il prelievo per il test di scree ng per l’infezione
da HIV, è proseguita l’attività di sensibilizzazione promossa in sinergia con diverse Associazioni del
territori o.
Obiettivo n. 3.1.3-2: Mantenimento di elevate coperture per le vaccinazioni rac omandate in età
pediatrica, garantendo la completezza dell’anagrafe vaccinale.
Per tutte le vaccinazioni raccomandate in età pediatrica si sono confermati gli elevati iv li di copertura già
raggiunti negli anni passati, grazie al puntuale aggiornamento dell’anagrafe vaccinal’ alle procedure di
convocazione attiva dei soggetti target Si è confermata la stretta collaborazione con Pediatri di Libera
Scelta, soprattutto ai fini dell’adesione consapevole delle famiglie all’offerta di v3ccinazioni in età
pediatrica. E’ proseguita, per tutto il 2013, la richiesta di vaccinazioni da parte di adult prevalentemente
nell’ambito dell’attività dell’ambulatorio di prevenzione delle malattie infettive legate ai iaggi
3,1.4 Attività di prevenzione e controllo negli ambienti di vita e di lavoro
applicazione del
Obiettivo n. 3.1.4-1: Attuazione delle attività di controllo negli ambienti di lavoro
regolamento reach/clp” in materia di classificazione e valutazione del rischio tossicolo ico
atti gli obiettiv relativ alie attività di controllo sono stat ragg unt sia per qua iO iguarda I eolumc
curnplessvo de wntroll ed I numero delle mprese cuntrollate ton criteno della g duatlone de isch,
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il LP nei 2013 ha rendicontato la propria attvta analitca nel sistema impres@ dopo i est avone dei dati dal
proprio LIMS
Obiettivo ti. 3.1. 3: Promozione di azioni dirette a ottenere l’applicazione nelle aziende delle linee di
indirizzo regiona sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e verificare la loro efficacia
E stata attuata e verficata l’applicazione in una azienda produttr ce d laminati plastici la Linea Guida
Regionale su
la peenzione nell’industria delle materie plastiche, con l’obiettivo di ottenere la riduzione
1
nell’ambiente di avaro della concentrazione media di vapori di ‘Formaldeide”, rispetto a quella misurata
nel 2012 e rìsulta 3 pari a 0,20 mg/mc con alcuni valori prossimi al TLV di 0,37 mg/mc.
Nel corso del 20 3 la concentrazione media sì e ridotta prima a 0,10 mg/mc e successivamente a 0,09
mg/rnc.
Obiettivo n. 3.1.4 4: Supporto a Comuni e province nell’ambito del procedimento istruttorio in materia di
bonifica siti con aminati e per l’inserimento nei Regolamenti edilizi Comunali di norme tecniche
specifiche per la :revenzione dell’esposizione al gas radon negli edifici.
Si è partecipato 12 conferenze dei servizi inerenti siti contaminati. Dal 2012 si sono espressi pareri su
regolamenti edili. etc. riguardanti 2/ Comuni in cui sono state formulate osservazioni sull’adozione delle
linee guida regio al inerenti la prevenzione all’esposizione al radon E’ stata adottata la Deliberazione di
integrazione del i aer l’inserimento di norme per la prevenzione dell’esposizione al gas radon negli edifici.
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Obiettivo n. 3.1. 5: Definizione di un programma coordinato con ARPA per l’attività di controllo sulle
aziende che svolgono attività che impattano sull’ambiente.
Nel mese di mar:a r stato stilato un programma coordinato con ARPA e sono state effettuate le ispezioni
alle 5 ditte previr e.
Obiettivo n. 3.1.4 6, Gestione dell’attività relativa alle acque di balneazione,
Gli esiti dei carr ic namenti, durante la stagione balneare, sono stati tempestivamente trasmessi alle
Amministrazioni omunali ed agli organi di stampa. Per ogni punto destinato alla balneazione è stata
stilata una griglia afarmativa pubblicata sul portale acque ministeriale
Obiettivo ti. 3.1A7 Messa a regime/implementazione dei supporti tecnico/organizzativi ed informatici
per la realizzaziore del sistema integrato dei laboratori di prevenzione.
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cazron regionali ii LP delASL di Lecco s e fatto parte tt:va ne’ tavo’o ccnco prev to
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315 Sicurezza aumentare EXPO 2015
Obiettivo ti
5 1: Predisposizione, attivazione e rendicontazione di progetti nel campo della
prevenz one veto ira ia
nell ambito dell EXPO 201
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sono completate 02/2/20I3.
.
Per quanto riguarda l’attuazione del piano di controllo dei prodotti lattiero caseari tradzionali ri alpeggio,
sono stati effettuati tutti i controlli negli 11 alpeggi individuati come a “maggior rischio anche con verifica
della risoluzione delle non conformità rilevate nel corso dell’attività degli a9nì precedet.
Obiettivo n. 3.1.5.2: Sicurezza igienico-sanitaria nella preparazione e somministrazione di alimenti tipici
locali nell’ambito delI’EXPO 2015.
Obiettivo non realizzato a seguito di indicazioni regionali.
3.1.6 Attività di prevenzione veterinaria
Obiettivo n. 3.1.6-1: Predisposizione, approvazione attuazione, rendicontazione e comunicazione del
piano aziendale e dei controlli in materia di sanità pubblica veterinaria per il 2013.
Nel corso del 2013 è stato programmato e realizzato un Programma di audit interno che ha riguardato
alcune procedure dei tre Servizi del Dipartimento di Prevenzione Veterinario fina zzato alla verifica
dell’appropriatezza dell’attività di controllo ufficiale, In particolare l’audit ha riguarda o le procedure di
campionamento sua del SIAOA che del SIAPZ, di ispezione al macello, di attuazione d I Piano Nazionale
Residui, di ispezione su benessere animale e alimentazione animale, di controllo deilanagrafe bovina e di
controllo dell’anagrafe canina.
E’ stato predisposto il Piano aziendale della prevenzione veterinaria il cui contenuto e s ato pubblicato sul
sito aziendale congiuntamente alla rendicontazione dell’attività svolta nel 2012
Sono stati organizzati 3 eventi per la condivisione di varie attività con gli stakeholders,
,
Obiettivo n. 3.1.6-2: lmplementazione e aggiornamento dei sistemi informativi veterinari.
L’attività di controllo ufficiale svolta dai Servizi del Dipartimento di Prevenzione Veteinario nel settore
della sanità animale e della sicurezza alimentare è stata complessivamente rend contata mediante
inserimento nel Sistema informativo Veterinario
3.2
Percorsi dlagnostcoterapeutci per e patologae croniche e c ntrnuita deDe
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3 2
Per
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li centro servizi a eFettuato altresì su un campione dì 3.358 pazienti in carico una rilevazione della
percezione dello :ao di salute generale rilevando alla domanda 1 delI’SF12 come oltre il 70% degli assistiti
in condizioni di bse si consideri soggettivamente in buona salute Questo a maggior ragione depone per
l’utilità del proge to di presa in carico e gestione del paziente cronico. Infine i risultati della valutazione di
base dei pazient effettuata dal case manager in teleassistenza rileva una proporzione significativa di
soggetti sovrapp so (56%) e di sedentari (48%) meritevole di interventi mirati di educazione sanitaria
propri della miss n delle cure primarie e potenzialmente utili a ottenere risultati importanti in termini di
prevenzione del ishio cardiovascolare e metabolico consentendo un migliore controllo dello stato dì
salute con un po nzìale risparmio sulla terapia farmacologica e sulla spesa per accertamenti strumentali.
Da questo punto i sta, è da notare anche una quota del 18% di fumatori (indice pack-years medio 33).
Quale ulteriore iiijpo futuro è stata predisposta l’integrazione della scheda dell’SE 12 con alcune
domande volte
ri evare i soggetti a rischio potenziale o meglio prossimo di permanenza a domicilio e
conseguente bis’3rc di cure dornicilari; anche se
numero non e particolarmente alto è importante
segmentar la po o azione per meglio rispondere ai bisogn di attivazione delle care domicilian
Obiettwo o 3 2 1! Implementazione “percorsi diagnostici terapeutici assstenziah’ della medicina
specialistca e medie na generale
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Obiettivo r 3 2 1 Strument di governo della continuita assistenziale
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iist di attivazione e oresa in carico che ha definito i passaggi relativi alle fasi di accesso o alla fase di
accesso? alla R te valutazione comprensiva della declinazione dei criteri generaI e specifici d
eiigibiit/esciusi ìC, stting assistenziale. assistenza dmissione supoorto ai lutto Laggornamento delie
procedure organizzat’ve, gestionali e dei percorsi diagnostici-terapeutici è stato spportato da un
programma dl formazione con iniziative specifiche secondo le direttive contenute nel orc’,vedimento.
Obiettivo n. 3.22-2: SvIluppare la “rete dl cure palllatlve”.
La gestione dei percorsi di cura ed assIstenza rivolti al malati fragili con malattie inguaribili e che
necess’tano di cure di fine vita è stata sviluppata attraverso Il consolidamento della Rete provinciale e Cure
Palliative adeguata al requisiti previsti dalla DGR IX/4610/2012, coordinata da un organ’smo Interaziendale
rivisto nella sua composizione. Sono stati raggiunti gli standard programmatori pre Asti per il malato
oncologico sia rispetto alla risposta al bisogno di cure palliative che rispetto alla cope-tura dei servizi in
ambito territoriale ed ospedaliero.
L’umanlzzazlone delle cure non può prescindere dallo sviluppo dl una modalità dl ai,oro In rete, da un
modello di continuità assistenziale e di presa In carico multldlsdplinare, da una collaborazione convinta tra
operatori dl diversa professionalità, sanitaria, sodale e assistenzlaie, dalla partecipazione del malato e della
sua famiglia alle scelte che lo riguardano nel fine vita, dal coinvolglmento dei volontariao. Temi sviluppati
in questi anni dalla Rete Provinciale di Cure Pailiative gestita dal DIFRA e attuaiizzati ,el.a nuova procedura
di Gestione della Continuità della Cura concordata con il Dipartimento PAC e la Direzion2 Sanitaria deil’A.O
di Lecco.
Obiettivo n. 32.2-3: Sviluppo dell’Integrazione ospedale terrltodo e della continuItà delle cure In
ambito pedlatrlco.
Nei 2013 è proseguito il supporto deli’ASL ai due reparti ospedalieri di Pediatria dell -‘ O.assicurando la
presenza di un medico il venerdl 5 ore e il sabato e domenica 9 ore. In sede dl valutazi3re si rimarca li fatto
che i ‘esperienza condotta sino ad oggi ha avuto un ritorno positivo sul versante ospeda ero ed ha di fatto
ridotto il tempo di attesa dei pazienti nelle giornate dl sabato e domenica, oltre cli nella giornata dl
venerdi. L esperienza si e rivelata assolutamente utile e Importante ed ha contrlbt to alla continuità
assistenziale con I pediatri di famiglia durante I giorni festivi e prefestivi e nei giorni festA infrasettimanali.
Riuscire a “scaricare” durante i week end di una quota pari a circa il 35% degli accessi del Pronto Soccorso
pediatrico è un contributo significativo alla sicurezza dei pazienti L’attività di contin.. ità assistenziale è
stata nei torso dei primi 11 mesi dei 2013 con 1,85% dl attivita fornita dai professionlst. deii’ASL sono stati
vlsitat il 1.3°o dci pane t i pediatri di famiglia s sono nostrati attent rispetto alla i cc. sita di aumc.ntarc
le prestazioni erogate ai propr assistiti seif help per ontnbuire ulteriormente d n’a enere i.ostante i
ilveilo di accessi ai PS Dal progetto s nt e,e possa derivare un inc ementc. della re’c zi- ne tra Ospedale ‘
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Obiettivo n 3224 Partecipaz one della medicina generale al sistema delle reti da p tc ogia
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Cure pr marie e Assistenza Sanitaria Specialistica
3.3.1 Cure primarie, assistenza farmaceutica e assistenza protesica
Obiettivo n. 3.3.1 1: Governo della mobilità sanitaria internazionale.
Le indicazioni mir stanati e regionali hanno portato il fuicro della gestione amministrativa diretta o indiretta
presso l’ASL che oLre a garantire la fatturazione alla prefettura della farmaceutica relativa agli STP,
sorveglia il buon ‘sito delle attività di ricovero da parte delle strutture a contratto.
Accanto a questo stanno consolidando (con integrazioni) le norme rispetto ai cittadini comunitari. Questo
ha portato il corr oetente servizio ad ampliare la parte descrittiva su requisiti e “diritti” presente sul sito
aziendale ad uso 2e1 oersonale di front office che si trova ad affrontare le richieste di iscrizione al SSN.
Nel 2014 questo arocesso avviato nel 2013 troverà ulteriore esplicitazione in particolare per i cittadini
comunitari a segt to dell’approvazione il 3 dicembre u.s. da parte dei Consiglio dei Ministri, su proposta dei
Ministro della sa ite e del Ministro per gli affari europei, del testo del Decreto legislativo di recepimento
della Direttiva 2011/24/UE sull’assistenza sanitaria transfrontaliera in ambito UE. Il perfezionamento del
decreto avverrà ‘opo il parere della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni Parlamentari Nei fatti
con ‘entrata in igore del provvedimento prendera avvio l’attivita del “Punto di contatto nazionale’
sull’assistenza tra9sfrontaliera
Obiettivo n. 3.3 .-2: Aumento dell’offerta da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di
famiglia.
Dal mese di april- è stato portato a sistema l’incremento dell’offerta prevalentemente a carico delle forme
associative della cestione da parte del MMG della terapia anticoagulante Nel nostro territorio il ruolo
svolto da qualche ar no dai Centri Trombosi ospedalieri in collaborazione con la Medicina Generale, grazie
alla organizzazio a de servizi territoriali (alta prevalenza di forme associative complesse e significativa
presenza di pers ale), ha infranto questa regola; t’offerta da parte della medicina generale assicura una
risposta efficiente ed efficace alla domanda di servizio assicurando un più attento monitoraggio della
compliance. Que o ha portato nei 2012 il totale dei pazienti attivi nell’archivio generale dell’AO. al valore
di 6400 pazienti pazienti seguiti da altre unita d offerta sono una quota irrilevante) con un ncremento
nedio da 2005
2012 del 7 6%/anno La medicina generale noltre ha ass curato sultati qualitativi
(oazienti in range sovrapponibili ai (SA Il percorso di decentralizzazione ha preso avvio seppur in forma
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Accanto a queste unst anno e cresciuto il numero d forme associative che s sono impegnate a gestre la
campagna di imrnjrizzazone contro 3 virus antinfluenzale assicurando anche la gestione degli ambulator
comunali L’accen o su appuntamento assicurato dalle forme associative ha migliorato anche la percezione
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Obiettivo n. 3.3.1-4: Aumento dell’appropriatezza ed efficacia della prescrizione farmaceutica.
I dati relativi alla spesa farmaceutica convenzionata evidenziano per iASL di Lecco mediamente rispetto al
2012, un limitato incremento percentuale del numero delle ricette, a fronte di na più importante
diminuzione sia della spesa lorda che di quella netta. I valori rilevati confermano un comportamento
positivo dei prescrittorì con un orientamento verso i farmaci a basso costo. Per la farmaceutica territoriale,
in applicazione alla D.G,R. lX/4334 del 26/10/2012 e all’obiettivo fissato dalla Regione relativo ai farmaci a
brevetto scaduto per l’ASL di Lecco (DDD brevetto scaduto/totale DDD pari ai 72%) ‘utimo dato rilevato
per questo indicatore è del 66,90%, più alto della media regionale e tra i primi neha Regione. Del resto
anche il dato del rapporto della spesa per farmaci a brevetto scaduto sul totale della spesa farmaceutica è
superiore alla media regionale e si attesta attorno al 44%. lI risultato è frutto di una costante attività di
reporting nei confronti non solo dei MMG ma anche dei medici specialisti con incontri soecifici con questi
ultimi e successivi momenti di formazione condivisi e rivolti aì medici di medicina genen e. Quale ulteriore
misura si è data continuità all’informazione ai MMG del mix prescrittivo per i gruppi erapeutici previsti
dalla Regione.
Obiettivo n. 3.3.1-5: Riorganizzazione delle attività di governo relative allassistenza prctesica.
Sul versante economico le differenze significative rispetto all’anno precedente larno riguardato in
particolare la celiachia (soprattutto legata all’incremento significativo dei pazienti ) e a Jabetica. Le azioni
finalizzate al miglioramento governo dell’assistenza protesica hanno riguardato:
1. rjdefinizione dell’elenco dei prescrittori autorizzati con riduzione del loro numero ver icando che questi
ultimi siano legati ad una struttura e ne condividano linee guida e piano formativo;
2 obbligo della prescrizione on line a far data dal 1 dicembre pv;
3 confronto plunmo con le strutture accreditate a contratto e le RSA operanti sul territorio sui report delle
prescrizioni;
verifica
4.
della dotazione di ausili standard delle RSA al fine di contenere la prescri one utilizzando ii
canale esterno;
5. predisposizione ed invio delle indicazioni prescrittive per gli ausili della dearnilazione, plantari,
calzature:
6 definizione della dotazione mensie di presidi per ‘autocontroiio giicemco n rea:ic e aila tipologia d
terap a tdiabetica
3,3,2 assi tenza speciahstca
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strutture accreditate per attwità d ricovero e cura e specalistc ambulatoriale
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accreditamento.
Il Piano dei controlli delle strutture sanitarie 2013 e stato sviluppato come di consueo nell’ambito de
1
controllo degli eventi ricovero, della specialistica ambulatoriale e dell’accreditamento Ir ottemperanza alle
indcazon regionali per le SDO è stata rispettata la suddivisione percentuale tra le verse tipologie di
ontroilo 7% per 1
a tipologia congruenza gud-’a 4% per ‘autocontroIIo di cnr nza -i cano agl
-
erogatori e 3% per l’autocontrollo di completezza documentale della cartella clinica. Relativamente alla
specialistica amb toriale è stato programmato il controllo del 3.5% dei record. Nella sopra citata attività
del NOC, oltre
controllo secondo gli indicatori regionali, è stato dato rilievo all’analisi dei dati di
produzione delle :irgo.e strutture, con verifiche anche negli ambiti di erogazione delle attività sub acute e
MAC. Per raccrec’itamento sono state processate le Istanze Inoltrate dagli Enti e sono stati effettuati
sopralluoghi di v ;lbnza presso tutte le strutture dl ricovero e cura accreditate a contratto e presso le
strutture ambul tor a I e dl residenzialità pslch’atrlca accredltate. ubicate nel territorio provindale In
collaborazione co i i, DPM.
Tutta l’attivita d ct’ sopra e stata espletata e rendicontata nel rispetto della tempistica prevista dalle
norme e dal fluss eglonaIl.
Il Piano del con-oIl delle strutture soclosanitarie 2013 è stato sviluppato nell’ambito dei controlli di
appropriatezza cc.,) come definiti nella DGR 4980/2012. In ottemperanza alle indicazioni regionali è stato
garantito, su tutte le tipologie di unità d’offerta, Il campionamento e la verifica dl almeno il 15% del fascicoli
socio-assistenzial e sanitari (FaSAS). In realtà, la necessità di avere un campione sufficientemente
rappresentativo r determinato, in alcune tipologie di unità d’offerta, l’incremento della percentuale di
controllo che co’ lsoonde, quindi, al 24 % del FaSAS. In riferimento alla verifica del mantenimento del
requisiti dl esercaio ed accreditamento, è stato garantito, secondo le indicazioni regionali, il controllo nei
50% delle unità ‘offerta. Tutta l’attività dl controllo è rendicontata, nei tempi e nel modi previsti dalla
regione Lombard
Obiettivo n. 3.3.2-3: Monltoraelo e governo del tempi d’attesa.
Con provvedimer o aziendale n. 43 del 30 gennaio 2013 è stato aggiornato Il “Plano Attuativo Locale per il
Governo del Ten’ci d’Attesa” per l’anno 2013; li documento evidenzia In particolare: I risultati delle attività
di monitoraggio pe(odico per la valutazione del rispetto degli standard e l’individuazione delle prestazioni
critiche, gli inter ‘erti di programmazione / negoziazione mirata delle risorse sulla base della domanda
locale, gli inter erti dl miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva anche ai fini della corretta
applicazione dei ri-er’ dl priorità clinica per l’accesso alle prestazioni, le iniziative di comunicazione ai
cittadini ed ai pre essionisti in merito alle modalità di accesso ai servizi.
Nei corso dell’an o stato inoltre attuato il progetto regionale di cui alla DGR 351/2013 con assegnazione
mirat li sorse aggiuntive alle Strutture. Acc editate per wogazioie delle p e taz ori di spc ialistic
ambulatonaie ne rispthtto dei tempi di attesa e de’la accessibilita ai servizi sanitar. A seguito di avviso
oubbl c ivolto € 5 utture. accreditate a rontratto e nor sono stati ottoscntt on soggetti erogator
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33.3 Saiute b nita’e psichiatria e neuropsichiatria infantile
Obiettivo vi. 3.3.3 1 innovazione e sviluppo dell’offerta territoriale in psichiatria.
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Nel corso del 202.3 ..ono proseguite e si sono consolidate le attività sviluppate nell’ambito dei programmi
innovativ n sai ‘e mentale assegnati con aiiposito finanziamento al Dipartimento di Salute Mentale
deii’Anenda Osp:d,.,iiera Coiiaborazione con ti Medico d’ Medcina Generale cee i! trattamento dei
disturbi emotivi comuni”, Una rete per il lavoro, Intervento orecoce nei pazienti giovani con disturbo
mentale grave. Il monitoraggio degli intervent realizzati in tale ambito è stato condotte attraverso analisi
e la vaiutazione di un set di indicatori di strattura, di processo e di esito sulla base delle indicazioni
regionali; i risultati sono stati condivisi nell’ambito di un apposito incontro de!lOCSM e sono stati altresì
trasmessi alla Direzione Generale Salute come previsto. In occasione dello stesso incontro, i responsabili dei
suddetti programmi hanno inoltre relazionato in merito agli obiettivi di cura e di assistenza che sono stati
raggiunti nelle tre aree di intervento evidenziando il progressivo coinvolgimento e la collaborazione con i
MMG, il mantenimento della rete di soggetti del settore produttivo coinvolti nei programmi di inserimento
lavorativo dei pazienti in carico al DSM pur nelle difficoltà contingenti, la crescente domanda derivante
dalla fascia giovanile con elevato impegno dei servizi dedicati.
Obiettivo n. 3.3.3-2: Innovazione e sviluppo delle attività territoriali in neuropsichiatria infantile.
I progetti innovativi in Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (NPIA) sono orienta:i a promuovere lo
sviluppo di modelli e soluzioni innovative nella gestione dei percorsi di cura rivol :lle problematiche
emergenti sviluppando l’integrazione degli interventi della rete territoriale costituita •ia Servizi ASL, UO
NPIA, Dipartimento di Salute Mentale, associazione La Nostra Famiglia e Gestioni Associace, L’anno 2013 ha
visto la prosecuzione ed il consolidamento delle attività finanziate attraverso i progettì nnovativi biennali
approvati con decreto D.G Sanità n. 2639 del 28 marzo 2012:
“Modello integrato di presa in carico
neuropsichìatrica e psicologica di adolescenti con quadri cImici acuti e subacuti”; “Percorsi riabilitativi
precoci nei disturbi specifici di linguaggio e di apprendimento”
“Percorsi terapeu ci nel disturbo di
perattivita e disattenzione (ADHD)”; “Sostegno psicologico per gruppi di genitori di paz enti con patologie
croniche di interesse neuropsichiatrico”; “Costituzione di una Rete integrata di patologia (Rete Autismo) tra
Pediatri di famiglia e strutture di NPIA: individuazione precoce dei disturbi dello spet:”o autistico e loro
presa in carico”. Il monitoraggio e la valutazione del raggiungimento degli obiettiv atcsi è stata condotta
nell’ambito dell’OCSM unificato che a partire dal corrente anno ha assunto encie le funzioni di
coordinamento delle attività di NPIA anche in coerenza con il nuovo POA dell A.C che ha previsto
l’inserimento della NPIA all’interno del DSM e come definito nel provvedimento ASL di a3giornamento della
composizione dello stesso organismo. Gl obiettivi qualificanti raggiunti sec
appresentati dai
consolidamento deliequipe integrata per la presa n canco dei pazienti in eta adolesc nziaie, la presa n
carico precoce de disturbi specifici di linguaggio e apprendmento I avvio di grupp te a outic pe bambini
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Assistenza
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3,4 1 N governo deIa rete, la programmazione integrata e l’accesso a serv’z
Obiettivo n. 3 4.11 Programmazione, nego7iazone e monitoraggio delie risorse e ‘*
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con consstente ovra produzone. Sono stat successivamente ndeterrninatt e o .oscrtt i budget
definitivi Sono stati inoltre sottoscritti contratci n. 9) e monitorate mensilmente e ‘:tività relative alla
sOerimentazione ADI. Nel rispetto delle varie scadenze regionali sono stati sottoscr’tti un totaie di re 198
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Si è inoltre proc:dito, ove necessario, ad acquisire la certificazione antimafia rilasciata dalla Prefettura
competente ai se si della normativa vigente.
Sono stati verific ti requsti soggettivi nella misura del 2,5% del totale all’interno del 50% delle Unita
d’Offerta esistenr così come prevsto dalla DGR 3540/2012,
Obiettivo n. 3.4.1 2: Gestione e monitoraggio delle sperimentazioni di nuove forme di unità d’offerta.
Sono stat monite ati costantemente nel corso dell’anno 2013 tutti i n. 9 progetti sperimentali f’nanzianti ai
sensi della DGR 333/2012. Due progetti sono stati conclusi nella prima fase, cioe entro il 31/07/2013 (n.1
per rinuncia e n 1 per completamento dei casi previsti) mentre gli altri n. 7 progetti i di cui uno e
monitorato in co aborazione con L’ASL di Milano) sono stati ulteriormente finanziati e ammessi alla fase di
miglioramento a sensi della DGR 499/2013 che si concluderà il 31/01/2014 in modo da consentire la
eventuale messa s stema già a partire dall’anno 2014.
Sono stati effettc ti per 5 progetti sperimentali i controlli di appropriatezza tramite la misura del 18% dei
FaSAS prodotti d le Unità d’Offerta coinvolte dai predetti progetti Per le stesse strutture sono stati inoltre
effettuati control su requisiti strutturali e organizzativigestionali,
Obiettivo n. 3.4.1 3 Razionalizzazione, sviluppo e consolidamento dei flussi informativi afferenti all’area
socio sanitaria.
A partire dal mese di gennaio 2013 sono state definite e comunicate alle UDO/Strutture sociosanitarie
interne (n 4) ed sterr’e (n.75) le procedure, le modalità e i tempi per l’inoltro all’ASL dei flussi informativi
previsti dal debit informativo regionale in modo da rispettare la normativa vigente. Si proceduto inoltre
alla formazione cl personale delle predette strutture al fine di migliorare la qualità dei dati forniti. Ogni
singolo invio è 5tcO coordinato sia con le articolazioni organizzative interne che con le strutture esterne. Il
costante monitor ggio ed i controlli effettuati hanno consentito di individuare e correggere gli errori e le
anomalie evidenz ate dal sistema regionale.
Obiettivo n. 3.41.4: Attuazione e sviluppo di una programmazione integrata con tutti gli attori locali.
Nei mese di genric 2013 si è concretizzato il lavoro avviato l’anno precedente (con l’attivazione dei gruppi
d lavoro sui Pian. ài Zona), avente come obiettivo un coinvoigimento nella programmazione locale di tutt
soggetti del ti: rrit ri pubblici e privati) ed una sempre maggio e tegrazionc fra ire Ambit Distrettual d
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n data 24 gennaio soggetti del territorio hanno sottoscnitto un documento con
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riassunti come rv zi mensa (bevande ai pasti e merenda)
servizi lavanderia personale (indumenti c
biancheria intim s ireria rammendil servi7i per la ur c-leiid persona manicure pediriir podologra
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parrucchiere, barbiere)
impiantistica (riscaldamento invernale e condizionamento estivo)
servizi di
trasporto sanitari o sociali (con mezzi propri della struttura o esterni) uscite (gite. varanze). L’analisi di tali
servizi aggiuntivi presenti nelle singole RSA prese in esame ha evdenziato che in 14 strutture vengono
garantiti all’interno della retta dai 13 a 19 servizi, mentre le restanti 11 RSA assicurano dai 4 agli 11 servizi.
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Obiettivo n. 3.4,1-6: Sviluppo delle connessioni informatiche fra le banche dati socio-sanitaria e sociale
per il governo della domanda ed il coordinamento delle risposte ai bisogni.
Sono stati effettuati incontri con gli Uffici di Piano di Lecco, Merate e Bellano all’interno della Cabina di
Regia, allo scopo di identificare i dati ricavabili dai flussi sociosanitari dell’ASL e dai flussi sociali dei Comuni,
utili per sviluppare una programmazione integrata. Gli incontri sono stati allargati ai Servzi di Tutela Minori
dei tre Ambiti distrettuali di Lecco, Merate e Bellano, con cui sono state concordate modalità omogenee di
raccolta dei dati riguardanti i minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziacia. ivi compresi i dati
relativi ai procedimenti penali a carico di minori. È stata quindi acquisita la collaborazione del Servizio
Famiglia dell’ASL che permetterà di procedere in tal senso, utilizzando le modalftà ci raccolta dei dati
definite insieme, I dati condivisi saranno utili per orientare le opportune progettaz:oni territoriali dei
Comuni e dell’ASL.
3.4.2 La famiglia protagonista dei Servizi
Obiettivo n. 3.4.2-1: Gestione di processi di governance per dare continuità al e reti territoriali di
conciliazione.
Nell’anno 2013 oltre la raccolta delle nuove domande di Dote Conciliazione Serv i alla Persona, è
proseguita la consulenza ai potenziali beneficiari e attraverso l’attività del Tavjlo Territoriale la
divulgazione della cultura della conciliazione.
Si sono avviati gruppi di lavoro coordinati da promotori ed aderenti al Tavolo Te-ri:oriale, che hanno
affrontato le seguenti macroaree: contrattazione di lI livello, rete dei servizi e Sperimentazioni e innovazioni
delle politiche di conciliazione famiglia- lavoro.
Sono proseguite anche le iniziative di formazione/informazione e si è data continui:à a: a realizzazione del
Secondo Osservatorio del Mercato del Lavoro Femminile in provincia di Lecco.
Si e inoltre attivato un lavoro di revisione delle azioni attivate dalla sottoscrizione “ai primo Accordo
Terr to iale della concilazi ne a f ne di indi izzare lavori de 2014 pe la sottoscnz ore al nuovo accordo
lI confronto fra le diverse realta ha permesso di valutare il lavoro svolto, coliegandolo a tto do che e nato
sul territorio
Obiettiv
3.4.2 2’ Messa a regime e sviluppo della sper me tazione della fu
accompagramento pscopedagogico nel consultorio, in rete cor gi erogatori temto ai
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Obiettivo n. 3.4.2-3: Coordinamento della rete a sostegno dei minori con famiglie con isogni complessi,
sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Sono proseguti iavon nel Tavolo tecnico affidi e d raccordo :stituzonaie tra serz
eclaistc sociah
rn s; ocrupano di minori ‘on famigii muitiriroblematche A tale SL000 e stata sv.ita un’mnortante
iniziativa di form ione rivolta a tutti gli operatori dei consultori e delle Gestioni Associate sull’impiego del
modello deVa Fa ii Goup Conference.
Sono stat
1 attuat rjppi di dscussione e sostegno a favore di minor sottoposti a procedura penale inviati
dagli Ambiti Distr tt ali
Nel corso del 2C. 3 inoltre ha preso avvio il progetto COAZIONE finanziato dal Dipartimento delle Pari
opportunita, che ha coinvolto l’Azienda Ospedaliera, le Forze dell’Ordine, la Prefettura, le Gestioni
Assocate distrett a a Procura.
In continuita con uanto gia in atto si è dato avvio al lavoro di 3 gruppi, con i seguenti specifici obiettivi:
1. informazione fcrmazione e sensibilizzazione operatori e società civile con la realizzazione di 2 seminari:
“Uno sguardo a’l’infanzia: riconoscere, proteggere, intervenire’, “Dall’abuso sui minori alla violenza
sulle donne Rompiamo il silenzio
organizzato da Lions Club in collegamento con il Progetto “Un
rifugio per Daahne” —Ass. L’altra metà del cielo (Merate) e Retesalute (Merate).
lnoltre sono tati realizzati interventi di prevenzione nelle scuole primarie introducendo il progetto
“Porcospini”;
2 valutazione c le casistica e raccolta dati finalizzati alla puntualizzazione di strumenti di lavoro condivisi
e alla ricerca;
3. analisi degli “lementi finalizzati alla rìduzìone del rischio di vittimizzazione secondaria; analisi delle
procedure, p assi e dei protocolli operativi e della casistica finalizzati alla modellizzazione degli
interventi
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Obiettivo n. 3 5.24: Implementazione delle azioni di sostegno alla famiglia in presenza di
minore/giovane cisabile.
In attuazione de orogetto “Sostegno al minore/giovane disabile e alla sua famiglia” finanziato con FNA
sono state attivaa convenzioni con strutture che operano nell’area della disabilità per sostenere i minori
disabili e le loro a niglie nei compiti di assistenza sono stati realizzati progetti con interventi di tipo
educativo e di so e”o.
,
3.4.3
li sistemo dei servizi alla persona fragile
Obiettivo n 3,4, 1: Approccio strutturato alla terminalità non oncologica.
Le curt palI ative
stanro progressivamente ivolgendo anche alle malatte progressive non once ogiche
Un percorso corrlesso che richiede di essere stuttuato dttrdverso l’acquiszione di nuove competenze,
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complessa domanda di aiuto del familiare/caregiver e sostenendolo emotivamente nelle diverse fasi del
percorso. Nel corso del 2013 sono stati inoltre attivati percorsi sperimentali domiciliari a favore di anziani
con patologie dementigene, mirati al sostegno psico-socio-educativo del nucleo familiare.
Obiettivo n, 34.33: Pianificazione degli interventi nell’area delle dipendenze a partire dal bisogno.
Per meglio analizzare il bisogno dei pazienti con problemi di dipendenza e attivare quindi PAI più efficaci, si
è continuato ad applicare alla nuova utenza tutte le procedure diagnostiche indicate nella sperimentazione
regionale. Si è cercato in particolare uno strumento che potesse fungere da indicatore di efficacia degli
interventi e si è deciso di utilizzare a tale proposito l’ASl, un questionario articolato su diverse aree
problematiche correlate alle dipendenze ( condizione medica, situazione occupazionale, uso di alcol e altre
sostanze psicoattìve, situazione legale .) che, potendo essere ripetuto a distanza di tempo, si presta per
rilevare cambiamenti più o meno significativi della situazione clinica. L’obiettivo da raggiungere era quello
di valutare l’efficacia dei PAI attivati nel periodo maggio-settembre 2013, mediante una verifica a cadenza
trimestrale, Sono stati somministrati nel periodo indicato 80 ASI (51 nuovi casi e 29 rientri), di cui 31 al SERT
di Lecco/Bellano, 28 al Servizio Alcologia e 21 al SERT di Merate. Tutti sono stati verificati entro il dicembre
2013. L’iniziativa si è rivelata sicuramente utile e positiva anche se lo strumento adottato (ASI ridotto> sì è
mostrato un p0’ limitativo,
Obiettivo n. 3.4.34: Attivare la funzione di governance e promuovere il potenziamento della rete nelle
attività di prevenzione e cura delle dipendenze.
Per quanto attiene alla prevenzione diverse iniziative del dipartimento hanno contribuito a consolidare la
Rete Locale Prevenzione. Ampio spazio in particolare è stata data alla formazione degli operatori dei servizi
territoriali, alla formazione degli insegnanti (life skills traìning), all’interazione cooperativa con altri servizi
della ASL in progetti specifici per i giovani (consultorio adolescenti) e per la Rete WHP-Aziende (Servizio
Medicina Preventiva di Comunità).
Rispetto all’area trattamentale si sono intensificati i rapporti con il Dipartimento di Salute Mentale ai fini di
una miglior gestione dei pazienti in doppia diagnosi, affinando in particolare un nuovo strumento
informatico per lo scambio di consulenze tra i servizi e il monitoraggio delle prese in carico. Altrettanto
significativo ai fini della governance e del lavoro di rete è stato il coinvolgimento dei dipartimento nel
progetto Restart, in chiave non solo di supporto alla progettazione, ma anche nell’integrazione operativa
con gli Enti Accreditati aderenti all’iniziativa.
Obiettivo n. 3,43-5: Nuove tipologie di offerta (gioco d’azzardo)
li progetto “Oltre l’azzardo c’è di più” (approvato con Decreto 6964 dell’1/8/2013 ) che aveva tra i suoi
obiettivi quello di allargare l’offerta trattarnentale già erogata dai Dipartimento Dipendenze delhASL con
interventi di tipo formatiuo/informativo itineranti nei diversi comuni della Provincia, ha avuto inizio nel
mese di agosto 2012 e sono tuttora in corso le azioni migliorative in attesa di indicazioni regionali in merito.
i comuni coìnvolti nel progetto, sono stati complessivamente 18 con una copertura provinciale del 0%.
L9ntervento si è articolato in percorsi per area tematica (legale, sessuale, relazionale, economico, gioco),
ogni percorso prevedeva un ciclo di 3/4 incontri.
Il target considerato è stato la popolazione generale: giocatori, familiari, operatori sociali, amministratori e
persone che a vario titolo sono interessati a tematiche direttamente correlate al gioco d’azzardo; hanno
partecipato 185 persone (185% del target previsto). Al termine del progetto è stato prodotto un
documento con contenuti, indicatori e proposte migliorative.
Obiettivo n. 3.4,3-6: Sviluppo del CEAD per il governo della complessità di cura ed assistenza,
La disabilità nei suoi diversi livelli di gravità rappresenta per le famiglie un consistente impegno
assistenziale. La popolazione disabile è stimata nel 3.1% della popolazione 0-65 aa.
L’obiettivo ha inteso realizzare, come per altri soggetti fragili, percorsi di valutazione del bisogno del
soggetto disabile e della sua famiglia. ln questo senso è stato avviato un confronto con rappresentanti
delle strutture sociosanitarie e sociali /residenziali e semiresidenziali dedicate ai disabiii ed ambiti di zona
per definire strumentì di Valutazione del bisogno standardizzati (scale valutative) e modalità di
coinvolgimento delle famiglie e delle strutture. In particolare in applicazione della DGR 740/13 sono state
definite e procedure per a valutazione multidimensionale integrata.
Obiettivo n. 3A<3-7: Qualificazione della rete di assistenza domiciliare attraverso l’innovazione e lo
sviluppo dell’offerta territoriale.
A sostegno delle %miglie con al proprio interno anziani con patologie dementigene ma non già in carico a
strutture sociosa%tarie, sono stati previsti interventi di sostegno psicologico e socioeducativo rivolti alle
famiglie. Sono stasi sottoscritti protocolli che hanno coinvolto gli ambiti di zona e con Enti rogatori di cure
domiciliari. Sono state seguite 33 famiglie con diverse tipologie di intervento,
Obiettivo n. 3.4.38: Semplificazione e definizione di nuove modalità d’accesso ai servizi ed
implementazione di progetti relativi al piano di azione per la disabilità con particolare attenzione ai
percorsi ospedalieri (progetto Enea codice Azzurro/Argento).
in applicazione delle indicazioni regionali “Piano d’azione regionale per le politiche a favore delle persone
con disabilità” è stata consolidata la collaborazione fra ASL e Azienda Ospedaliera, predisponendo percorsi
dedicati/facilitati per la fruizione delle prestazioni sanitarie (es. PS.). Sono stati realizzati percorsi,
considerando le sDecifiche condizioni, a favore di persone fragili, gravi disabili, gravi ritardi mentali e gravi
disturbi psicopatoogici.
—
3.5
Semplificazione delle procedure e miglioramento dell’accessibilità grazie alla
carta SSS
Carta SISS
Obiettivo n. 3.5.14: Rispetto delle attività 2013 previste dal “piano SISS”.
Il piano annuale dcl
è stato sostanzialmente rispettato. Numerose sono state le realizzazioni effettuate
che testimoniancd i un’attività sempre più consolidata, nonostante la complessità del progetto e anche una
serie di probiemasiche tecniche emerse. Nello specifico giova ricordare alcune di queste realizzazioni:
1. nibilità
nitarìo Eiettronico’Cittadinì che hanno rilasciato il consenso ai trattamento
atìjgjituazìone dei consensi in linea con l’obiettivo che ci si era proposto ( 70%) e comunque
sopra la media regionale.
2. Prescrittvità cu parte di MMG/PDF: anc[.e in questo caso il numero di medici soorasogila (oW: dei 80% di
prescrizione cc.n Il SISS ) ha superato i 95% nell’ultmo mese ed anche in ciuesto caso con un valore
sopra la media, regionale.
3. L’ASL di Lecco è uno dei 3 luoghi di sperimentazione della ricetta elettronica per la farmaceutica
(completa dematerializzazione della ricetta). Sono per il mon-ento coinvolte 7 farmacie e 5 medici
destinate nel
vissimo a crescere come numero: numero lfl valore assoPito non sono aflCfma
ari. ma nonomante le difficoisà una 5PCT
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nel 2014.
4. Pur non essendo il luogo privilegiato dove effetiuarle, le gnotazioni Jn farmacia sono di m-olto
cresciute in valore assoluto ed anche come numero di farmacie che hanno eseguito almeno cna
orenotazione. E’ ovvio che puesta Azienda cerca dl orivilegiare il Pro•vlder del CReG come .spazio
organizzativo. cc accompagnamento alla prenotazione.
3.5.1
16
Organizzazione aziendale
3.6.1 Organizzazione, risorse umane e formazione
Obiettivo n. 3.6.1-i: Razionalizzazione organizzativa, con semplificazione e ottimizzazione dei servizi
attraverso l’attuazione del POA.
La Regione Lombardia ha approvato il Piano di Organizzazione Aziendale dell’ASL nel mese di febbraio
2013; il Piano prevedeva, anche a seguito di indicazioni regionali e nazionali, la riduzionn del numero delle
strutture complesse ed ha comportato a ridefinizione della struttura aziendale; nel corso dei 2013 si è data
attuazione a quanto previsto nei Piano procedendo anche alla effettiva riassegnazione di tutto il personale
dipendente ai servizi come ridefiniti.
Obiettivo n. 3.6.1-2: Predisposizione, realizzazione e rendicontazione del “piano di formazione aziendale.
Le iniziative contenute nel Piano di formazione per l’anno 2013 sono state realizzate e nel corso dell’anno
sono stati aggiunti ulteriori eventi al fine di rispondere alle esigenze formative del personale e del territorio.
2014 verrà realizzato un nuovo Piano di formazione aziendale che vedrà i’ASL affrontare temi
Per
strategici (come gli adeguamenti normativi, gli stili di vita e la continuità assistenziale) con il coinvolgimento
di professionisti e di altre aziende ed enti del territorio.
3.6.2
I processi tecnico-amministrativi
Obiettivo n. 3.6.2-1: Sistema acquisti.
Le linee di indirizzo delineate negli ultimi anni da Regione Lombardia, finalizzate allo sviluppo del processo
di governo degli acquisti delle Aziende Sanitarie, sono particolarmente orientate all’ottimizzazione e
razionalizzazione della spesa, enfatizzando il ruolo delle centrali acquisti nazionale CONSIP e regionale
ARCA (Agenzia Regionale Centrale Acquisti), per i molteplici vantaggi derivanti dall’utilizzo ditali strutture;
in tale ambito l’ASL di Lecco ha sempre aderito alle convenzioni attivate da CONSIP (telefonia fissa e
mobile, carburanti, connettività) e da ARCA (energia elettrica, farmaci e vaccini, ausii per incontinenza
domiciliari, cancelleria).
Con riferimento alla gestione degli appalti in forma aggregata, l’accordo con le ASL di Como, Monza e
Brianza, Varese e Bergamo e Sondrio (nato nel 2003) è stato rafforzato, definendo una programmazione
biennale che ha visto lo svolgimento di circa 46 gare aggregate nel 2013; ciò ha consentito una più
efficiente allocazione delle risorse umane destinate agli approvvigionamenti e un sicuro risparmio in
termini di prezzi di aggiudicazione.
Tutte le procedure di approvvigionamento vengono ormai espletate con I ricorso alle piattaforme
elettroniche, con evidenti benefici in termini di dernaterializzazione ed efficienza.
-
-
-
Obiettivo n. 3,6,2-2: Progetti di razionalizzazione,
In questo ambito I’ASL ha aderito ad un progetto sviluppato da alcune Aziende Sanitarie (San Gerardo,
Vimercate, Monza e Brianza, Sondrio) per la razionalizzazione dell’attività relativa alla gestione dei
contenziosi legali in materia sanitaria; sono state condivise le modalità. procedurali per affrontare IC
principali tematiche anche tramite l’utilizzo di un database condiviso di sentenze. il progetto prosegue.
3,7
La comunicazione interna ed esterna
Obiettivo n. 3.7,1-1: Predisposizione del “piano di comunicazione aziendale” ed realizzazIone delle azioni
previste comprese quefle in sin.ergia con l’Azienda Ospedaliera di Lecco.
Gli eventi orevistr nel Piano di comunicazione per l’anno 2013 sono stati tutti reai7za ed inoltre nel corso
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completate entro a fine deiVanno.
4
La programmazIone 2014
Introduzione
Nel contesto socio-demografico ed epidemiologico caratterizzato anche a livello locale dal
progressivo Invecchiamento della popolazione e dalla prevalenza delle condIzioni di cronicità e disabilità lo
scenario evolutivo del sistema sanitario e socio-sanitario richiede una profonda rielaborazione delle
strategie programmatorle e dei modelli dl organizzativi e gestionali orIentati allo sviluppo dl un sistema a
rete per l’assistenza ospedalIera, allo spostamento dell’asse dl cura dall’ospedale al territorio, alla
promozione della prevenzione e dei corretti stili dl vita, al miglioramento dell’efficIenza ed al razIonale
utilizzo delle risorse. La complessità e la multidimensionalità dei bisognI richiedono In tutti i settori di
intervento la capacità di presa In cura della persona e la continuità dell’assistenza, l’integrazione
professionale e istituzionale dei servizi territoriali sanitari, socio-sanitari e sociali, l’approccio
multidlsdplinare, lo sviluppo delle funzioni di lettura della domanda e di valutazione dell’offerta in terminI
dl processi e di esiti.
In questa direzione l’ASL della provinda dl Lecco nella rielaborazione e aggiornamento del piano delle
perfomances aziendali ha Individuato gli impegni strategici che coinvolgono trasversalmente tutte le
strutture aziendali anche in raccordo con la rete dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali presentI nel
territorio e che, nell’arco temporale di un triennio, si tradurranno in obiettivi operatM specifici per la
direzione e per le articolazioni organizzative. Nella seguente sezione (4.1) sono riportate le schede dei sette
impegni indMduatl che descrivono sinteticamente i risultati attesi, gli elementi di contesto ed I dati di
riferimento, gli obiettM operatM ed I relativi Indicatori definiti per I singoli anni.
Nella sezione successIva (4.2) sono sinteticamente descritti i macro-oblettivi dl sistema per l’anno in
corso che traducono nei contesto locale I risultati attesi e le azioni dl massima derivanti dal provvedimenti
regionali in ordine alla gestione del servizIo socio-sanitario.
40
4.1
Impegni strategici e operativi del “piano aziendale della performance”
L’AsI di Lecco con il “documento della performance” ha individuato
triennale di seguito riportatì e li ha articolati in “impegni operativi annuali”.
4,1.1
7 impegni strategici a valenza
Accanto al malato fragile e alla sua famiglia: cure centrate sui bisogni
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4.1.2
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leggi/rego ament sulla trasparenza come da
Piano Trierira e T’asparenza e irtegrta
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moda ta d uti zio e de e esigenze non a
momento sodd sfatte report al Col eg od
fpirezione con proposte operative
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4.2
Macro obiettivi di sistema
4.2,1
L’ambito sanitario
indicatore
element pubb cati
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per 2Oi4*iOOilJC o
s fo nternet
dal peno tr ennale
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collaudo postizo
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nuovo sto ASLa re
di accessi/ri o i” e
precedente*iOO ico
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4 2.1.1 La prevenzione medica la promozione della salute e gli screening
Sicurezza_alimentare e nutrizionale
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Macro obiettivo n 4.2.1 1 b. Programmazione e attuazione delle attività di controllo negli ambienti di
vita e di lavoro e per la sicurezza alimentare
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associativi
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interessati.
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Azioni di massima: redarre entro il 2802 2014 il Piano integrato di prevenzione e contro o triennio 2012
2014. Programmazione anno 2014, orientato alla individuazione delle priorita dr terrìtorio e alla
pianfcazone dgii rterventi adottando i rteri di graduazione del ri”chio a tiare le attivita d
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prevenzione e c9tollo pianificate e gli interventi di competenza in relazione all’evento EXPO 2015.
Sostenere e coor mare con gli Enti preposti e condividere con le parti sociali le attività di controllo per a
tutela e la sicurez a del lavoratore, del consumatore, del cittadino attraverso l’istituzione di tavoli tematici
relativ alle aree
irtevento.
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Macro-obiettivo n.4.2.1.Lc: Mantenimento degli standard quali quantitativi nei controlli sul rischio
chimico e sull’apolicazione dei Reg CE n. 1907/2006 e n. 1272/2008.
Finalità/risultati at esi: miglioramento nelle aziende del grado di consapevolezza sulla necessità di
prevenzione del scho chimico in tutte le fasi di produzione, importazione, commercializzazione, e della
capacita di ges’or’e del rischio e delle modalita applicative dei Regolamenti; miglioramento nei
consumatori del c adc di consapevolezza relativamente al rischio e alle possibilità di autotutela.
Azioni
di
massima:
realizzare
almeno
intervento
un
di
vigilanza
un’azienda
in
produttrice/impc’tatrice/utilizzatrice a valle, e verificare almeno una restrizione su un articolo
commercializzato, realizzare un evento informativo pubblico in collabora7ionP con le parti sociali e
associative intere sate: reaiizzare una specifica sezione informativa sul sito internet aziendale.
Macro-obiettivo
4.2.1.1.d: Attuare le indicazioni regionali finalizzate al consolidamento degli interventi
in situazioni di emergenza.
Finalità /risultati attesi: migliorare la prevenzione e la gestione delle emergenze sia straordinarie (ad es.
eventi terroristic r schio idrogeologico e sismico, ecc.) che ordinarie negli ambienti di lavoro (danni da
impianti produtt i, ncidentalità nei luoghi di lavoro/infortuni e malattie lavorocorrelate ad evoluzione
acuta occorsi a I accratori,, compresi i volontari) e di vita (cluster di malattie infettivo-diffusive e focolai
epidemici, allerta per non conformità di alimenti e bevande, insorgenza di sintomi e segni obiettivabili
ascrivibili a non orformità di un articolo/prodotto sostanze chimiche pericolose/Regolamento REACH
(Registartion, Evauation and Authorisation of Chemicals), ecc) individuando e pianificando le misure di
orevisione, preve zi;ne e fronteggiamento dei rischi.
Azioni di massima: adottare protocolli di intervento in materia di emergenza di sanità pubblica condivisi
con tutte le strutare operative interessate; attuazione delle indicazioni regionali in ordine al rafforzamento
della Guardia Igie ica Permanente del Dipartimento di Prevenzione Medico delle ASL. in collaborazione con
le strutture dei
tema regione’ coinvolte.
‘
Macro-obiettivo
421.1.e. Consolidare l’uso dello strumento nformatiuo gestionale MaP I (acronimo
di malattie Profesionali ed Infortuni) per la conoscenza del fenomeno tecnopatico e infortunistico ai fini
del loro contenir-ento.
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Macro obett vo i. 4 2,1 1 f: P edspo e percorsi d adozione efficace da parte delle aziende del
territono, delle I iee Guida/Atti di Indirizzo regionali ai fim del loro riconoscimento quali “buone prassi”
da parte della Co-missione Consultiva
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Azioni di massima: drvrduare, nell’ambrto de! Comitato Pro’ o crale ci Coordinamento ‘e Linee Gurda, &tt
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sul Vetficacia dell az oni di promozione e adozione delle Linee Guida da parte delle aziende, realizzare
formazione speccH ca, trasferimento dell’esperienze di buona pratica alla Regione ai fini del riconoscimento
da parte della Cormssione Consultiva
.
-
Macroobiettivo n. 4.2LLg: Attuare le indicazioni regionali finalizzate all’introduzione nei curricula
scolastici delle competenze in materia di salute e sicurezza del lavoro
Finalità/risultati attesi: incremento nella popolazione giovanile del grado di cultura e delle competenze
relative alla tutela della propria salute e sicurezza nelle attività lavorative.
Azioni di massima: condividere, nell’ambito del Comitato Provinciale di Coordinamento, con l’Ufficio
Scolastico Territoriale e la Direzione territor’ale del Lavoro, il percorso definito nelle indicazioni regionali.
Realizzare una iniziativa informativa sull’attuazione locale delle indicazioni regionali, nei confronti dei
Dirigenti scolastici dei vari gradi di istruzione; elaborare un documento condiviso con le parti sociali,
l’Ufficio Scolastico e la Direzione Territoriale dei Lavoro contenente l’articolazione delle esperienze di
alternanza scuola lavoro, e finalizzato al riconoscimento formale da parte della Regione ditali esperienze
quale formazione ai sensi dell’art.37 DLgs. 81/08.
Macro-obiettivo n. 4.2.L1.h: adottare un appropriato modello organizzativo in grado di supportare le
imprese del territorio nell’utilizzo della trasmissione telematica dei Piani di l.avoro e notifiche per la
bonifica di manufatti contenenti amianto.
Finalità/risultati attesi: semplificazione rispetto agli adempimenti a carico delle imprese; semplicità e
completezza nella costituzione di anagrafi delle imprese e dei soggetti esposti.
Azioni di massima: redarre un protocollo operativo per: l’analisi dei piani di lavoro e notifiche telematiche
ai fini di una graduazione del rischio per le attività di controllo; elaborazione de dati ai fini della
costituzione delle anagrafi locali
Condividere il protocollo nell’ambito del Comitato Provinciale di Coordinamento ai fini d la trasparenza dei
criteri di graduazione; realizzare in accordo e collaborazione con parti sociali interessate iniziative di
informazione alle imprese del territorio sull’utilizzo del sistema telematico.
Macro-obiettivo n. 4.2.1.1.i: assicurare la collaborazione richiesta dal gruppo AUDIT regionale in materia
di alimenti non di origine animale ai sensi del Reg CE 882/2004.
Finalità/risultati attesi: miglioramento degli standard di efficacia, appropriatezza ed efcienza dell’azione
di prevenzione e controllo in materia di sicurez7a alimentare, attraverso l’acquisizione e la diffusione delle
migliori pratiche d controllo,
Azioni di massima’ predisporre a documentazione necessara e eaizzare quanto ‘ir iesto ocr i’AUDiT
interno, finalizzato all’ottemperanza al Reg CE 882/04 art 4 comma 6. come prmc passaggio per la
valutazIone de s’sterni organizzattv
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collaborazione con gI Enti preposti (Provinca, Comun, ARPA, Az!enda Turistica Lecchese ecc>
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Macro-obiettivo r. 4.2.1.1.m: Sviluppare la collaborazione multidisciplinare per la valutazione delle
ricadute sulla salute dei progetti nei procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e degli
stru menti di governo del territorio.
Finalità/risultati attesi: sistematico affronto e maggior attenzione a problematiche sanitarie nella
valutazione di imeatto ambientale.
Azioni di massima: assistere l’apparato tecnico dei Comuni nell’applicazione del documento regionale sulle
linee guida per la valutazione delle ricadute sulla salute dei progetti in VIA e documenti di Piano e di
governo del territorio; realizzare iniziative di confronto con Comuni e Associazioni per la diffusione delle
Linee Guida; pubelicare le Linee Guida sui sito internet aziendale.
Prevenzione delle malattie infettive
Macro-obiettivo n. 4.2.1.1.n: miglioramento delle attività per la sorveglianza e la prevenzione delle
malattie infettive trasmissibili, con particolare riguardo al morbillo, alla malattia tubercolare e
all’infezione da I-NV,
Finalità/risultati attesi: miglioramento dell’efficacia degli interventi di prevenzione dei casi secondari di
malattie infettive, soprattutto in ambito di collettività; miglioramento della consapevolezza dei cittadini
sulle modalità di rasmissione delle malattie infettive e sulle relative misure di prevenzione.
Azioni di massima: revisione e aggiornamento delle procedure per la gestione delle inchieste
epidemiologiche; potenziamento delle sinergie in essere con organi istituzionali e associazioni del territorio
attraverso l’attivazione di tavoli tematici.
Macro-obiettivo n. 4.2.1.1.o: mantenimento delle elevate coperture per le vaccinazioni raccomandate in
età pediatrica, e offerta di vaccinazioni ai soggetti appartenenti a specifici gruppi ad alto rischio.
Finalità/risultati attesi: elevati tassi di copertura per le vaccinazioni raccomandate in età pediatrica;
qualità dei dati dell’anagrafe vaccinale; contenimento della diffusione delle malattie infettive, e dei rischio
di contrarre mala:tie infettive in soggetti di qualsiasi età portatori di patologie.
Azioni di massima: monitoraggio dei risultati di copertura raggiunti in età pediatrica; revisione delle
procedure per la convocazione attiva e per la classificazione del motivo della mancata adesione alla
proposta vaccina:e; definizione di modalità operative di collaborazione con Medici di Famiglia, Pediatri di
Libera Scelta e istizuti di Ricovero e Cura, per l’offerta attiva di vaccinazioni in soggetti ad alto rischio.
Macro»obiettivo n. 4,2LLp: adempimento ai debiti informativi,
Finalità/risultati attesi: martenimento dei requisitr di qualità dei ostemi informativi per a raccolta de dati
epidemioiogìci e dei dati vaccinali.
Azioni di massima: potenziamento del raccordo con strutture e medici del territorio nella gestìone delle
inchieste epidemiolopiche, ai fini dell’adeguato utilizzo del sistema informativo di rilevazione notifiche di
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deì dati vaccinaii iCEV).
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Macroobjettivo n. 4,2,1,1,q: Cooperazione applicativa dei sistemi informativi A5L/iNPS afferenti le
attività di accertamento dell’invalidità civile,
Finalità/risultati attesi: incremento del volume e della pualità dei dati oggetto di debito informativo;
semplificazione amministrativa e rìduzione dei tempi dì attesa per l’utente; migliore valutazione dei dati
quaLi quantttativi deiie urestazioni svolte
Azioni di massima: impiernentare entro il 30/06/2014 il software di collegamento in modalità di
cooperazione applicativa con la procedura informatica INPS; formazione del personale per l’utilizzo dello
stesso.
Verifica analitica su matricicampionate nel corso dei controlli, e su matrici biologiche per la ricerca di
4gbuso
Macroobjettivo n. 42,L1,r: Completa attuazione della rete dei Laboratori di Prevenzione.
Finalità/risultati attesi: garantire alle altre ASL le analisi per le quali Il Laboratorio di Prevenzione dell’ASL di
Lecco e stato individuato dalla DGR n. X/1103/2013 come laboratorio di riferimento regionale
accreditamento: mantenimento dei metodi analitici già accreditati e ottenimento di nuovi metodi di prova;
completo allineamento nel sistema informativo fra i referti analitici e le attivta di controllo e
campionamento.
Azioni di massima: garantire, ove richiesto dalla Direzione Generale Salute, la propria collaborazione al
gruppo d approfondimento tecnico; implementare il proprio pacchetto di offerta su prestazioni ancora non
fornite da altri laboratori in regime di accreditamento; organizzare i flussi per l’accettazione di campioni
provenienti da altre ASL; garantire la trasmissione sistematica degli esiti analitici a Dipartimento di
Prevenzione Medica in modo che possano essere caricati nel Sistema Informativo Regionale IMPRES@;
proporsi come centro di riferimento per metodi accreditati che non contravvengano a sovrapposizione
delle prove con altri laboratori (E. coli produttori di tossine e analisi dell’aria indoor).
Promozione della salute
Macroobiettivo n. 42.L1.s : Pianificazione integrata degli interventi di promozione di stili di vita e
ambienti favorevoli alla salute, per prevenire patologie non trasmissibili intervenendo sui fattori di
rischio modificabili ( scorretta alimentazione, sedentarietà, tabagismo).
Finalità/risultati attesi: riduzione del rischio di obesità, sedentarietà, tabagismo, dipe9denza e incremento
di scelte attive per la salute nelle popolazioni target d’intervento, anche attraverso dinarr che di Rete.
Azioni di massima: redazione entro i 31/01/2014 del Piano integrato locale degli interVEnti di promozione
Triennio 20122014: Programmazione 2014 coerente con il contesto locale e secondo
della salute
standard qualitativi validati, prevedendo indicatori di processo, impatto e risultato (guadagno di salute);
prosecuzione attività di sostegno Rete “Scuole che promuovono Salute
SPS” e sete “Aziende che
Promuovono Salute WHP” e mantenimento/incremento delle azioni secondo Evidenc Based Prevention
(EBP) o “buone pratiche” per la promozione di stili di vita per la scelta dell’attività fisca (gruppi di cammino,
piedibus. pillole di salute), di una corretta alimentazione (consumo regolare di frutta e verdura, pane a
ridotto contenuto di sale),
cessazione/astensione dal fumo di tabacco nella iDpolazione target
d’intervento, secondo tecniche di counselling motivazionale breve antitabagico in antto opportunistico:
mantenimento della rete di sorveglianza/prevenzione obesità con i Pediatri di FamigIi prosecuzione nel
settore dipendenze del Lite skills training program e iniziative ul(a ludopatia aster iune dai fumo i
gravidanza e la pratica dell allattamento al seno promosse dai consultori; rendicontaz ne finale di tutti
p ogetti 2014 attraverso i sistema regionale Banca ‘)at Promozione Sa(ut (BDProS’I) ollaborazione nel
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Macroobiettivo a. 4 2 1 Lt: Marte imerito de le performa e di quahta e d
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Azioni di massima: programmare g( nviu agi sceenmg organzzata garantenda an astensione atta ai
raggiungimento degli obettv: di adesione rich,est dalla egone mantenere e o 3borazon ccn e
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Screening ColoRettale (GISCOR), nel rispetto delle indicazioni della Direzione Gene ale Salute e deeli
Osservatori Nazionali Individuare la casstica dei cancri intervallo alla mammella ce 2010 e dei cancri
intervallo del roion retto 2007 con ncrocio dei dati tra sistema informativo screen’ng flussi informativi
correnti, sulla base dei risultati deiio studio di fattihht etfettuato adottare n ar ropriato modello
organizzativo in :rado di consentire l’attivazione della chiamata attiva per le donne in fascia di età
compresa tra i 2’29 anni per le quali non è possibile identificare una prestazione di Pap Test nei flussi
previsti dalle Circ lan regionali 28SAN e 13 FAM nei tre anni precedenti; definire un percorso di valutaz’one
dei cancri screer detected e non, attraverso l’integrazione dei programmi di screening con altri sistemi
informativi dell’ ASL quali il Registro Tumori.
NB: Relativament alla prevenzione del carcinoma della cervice uterina, considerata la nuova indicazione d
chiamata attiva, ir corso di valutazione da parte della Direzione Aziendale l’individuazione della struttura
organizzativa pre:osta alla gestione, nonché l’appostamento delle relative risorse.
Orvenzione Medica pone a disposizione le competenze gestionali ed organizzative
Il Dipartimento
nonché le risulta’ ze dello studio di fattibilità 2012.
4.2.12 La preverzione veterinaria
Macro-obiettivo 42 L2a: Piano Integrato Aziendale di Prevenzione Veterinaria (PIAPV)
Finalità/risultati attesi: individuare, in base al livello di rischio, gli obiettivi strategici aziendali in materia d
sanità veterinaria e di sicurezza degli alimenti di origine animale per programmare i controlli sulla filiera
agroalimentare e ootecnica e assicurare la verificare dell’appropriatezza, dell’efficacia e dell’efficienza dei
controlli ufficiali
conformità al documento “Standard di funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali, in
attuazione del P ano Regionale della Prevenzione Veterinaria (PRPV) e in conformità alle indicazioni
regionali in mate a ai formazione.
Azioni di massima’ predisposizione Piano Integrato Aziendale della Prevenzione Veterinaria entro il
28/02/2014 e pia o audit interni entro il 31/01/2014
-
Macro-obiettivo i, 42L2,b: Standardizzazione delle attività di controllo in ambito di prevenzione
veterinaria.
Finalità/risultati attesi: uniformare e rendere omogenee le modalità di controllo ufficiale conformandole al
principio di trasp’ ‘enza dell’azione e dei risultati del controllo, secondo procedure e istruzioni codificate.
Azioni di massima: ierifica positiva degli audit effettuati da enti esterni.
Macro-obettivo i. 4,2L2,c: ottimizzazione utdizzo delle risorse e razionalizzazione delle modalita
operative; coordinamento delle diverse Autorità competenti coinvolte.
Finalità/risultati attese ottimizzazione delle isorse per i ontrolli attrave so a azionalizzazione delle
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Azioni d massima: attuare le indicazioni egional
Macro-obiettivo o 4,2 1,2e: Sistema informativo Veterinario Integrato (SIVI).
Finalità/risultati attesi: assolvimento e rendicontazione dei debiti informativi necessari zer il governo delle
attività di competenza della Santà Pubblica Veterinaria tramite il Sistema Informativo Veterinario
Integrato.
Azioni di massima: aggiornamento costante di SIVI.
Macro-obiettivo ti. 4.2.1.2.f: Valorizzare i prodotti italiani in tema di sicurezza alimentare.
Finalità/risultati attesi: valorizzare i prodotti alimentari itaIan di origine animale migliorare in modo
trasparente l’informazione sui contenuti e le proprietà degli alimenti, diffondere la conoscenza dei processi
di produzione e intensificare e razionalizzare l’attività di controllo per la sicurezza alimentare in vista
dell’evento EXPO 2015.
Azioni di massima: secondo le indicazioni regionali i DPV avviare collaborazioni su soecifici progetti di
ricerca in coordinamento con Enti, Associazioni dei produttori e Istituti scientifici; Attuazione degli step
previsti dalla UO Veterinaria per la realizzazione del progetto regionale “ARS-Al mentana”; garantire
secondo quanto codificato da un apposito Piano in coordinamento col Ministero della Salute,
l’intensificazione dell’attività di controllo integrata tra le diverse AC sul settore agrolimentare in vista
dell’evento EXPO 2015.
4.2.1.3 Cure Primarie e assistenza sanitaria specialistica
Macro-obiettivo n. 4.2.1.3.a: Attuazione del progetto CReG (Chronic Related Group).
Finalità/risultati attesi: la sperimentazione del CReG è attiva dal 2012 e proseguirà con-e sperimentazione
per un altro anno. Nel 2014 si prevede una modifica ai sistemi di valutazione dei risitati introducendo
ulteriori criteri di qualità e attivando in maniera sistematica gli strumenti controllo da pate delle ASL.
Azioni di massima: prosecuzione del progetto sul versante provider, sigla nuovo contrtto a valere per il
2014 con indicatori di processo e di esito, attivazione nucleo di controllo ASL.
Macro-obiettivo ti. 4.2.1.3.b: Applicazione della direttiva UE 24/2011 e gestione dei a: enti stranieri.
Finalità/risultati attesi: applicazione dell’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento
e Bolzano del 20 dicembre 2012 quattro gli obiettivi principali che riguardano i serv z he interessano la
sanita internazionale, i cittadini lombardi che usufruiranno di prestazioni sanitarie a estero i cittadin:
stranie i che usufruiranno di prestazioni sanitarie erogate dalle strutture del servizi i initano d Regione
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Macroobiettivo n, 42.1 3c: Supporto alle reti di patologia.
Finalità/nsultati attesi: ‘ìerc de atta7onp de aercors, ‘iag ot ce zeraoeutc -m meoce
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Azioni di massima: rea1zzazlone di Corsi di forrnazone, revisione dei percorso di c’
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Macroobtetttvo n 421.3d Invio telematico dei certificati d’infortunio sul lavoro dai
generale ad inail e all’ASL
Finalità/risultati attesi: invio telematico dei certificati medici d’infortunio sul lavoro d p
dei Medici Ospedalier e di Medicina Generale (dgr 12 luglio 2013 n X/390 e dgr 12 uglic
Azioni di massima attuazione ;ndicaioni regionali n materia econdo specifica calcnda
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4.2.1.4 Semplificazione delle procedure e miglioramento dell’accessibilità grazie alla carta SISS
Macro-obiettivo a. 4.2,L4a: Realizzazione Piano annuale SISS.
Finalità/risultati attesi: piena attuazione del piano annuale che riguarda in particolare a pubblicazione
incrementale dei referti degli EEPA (strutture sanitarie di diritto privato a contratto), la ricetta elettronica e
lo sviluppo ulterice dell’accesso ai referti dei cittadini attraverso password.
Azioni di massima: attuazione piano annuale concordato entro marzo 2014.
4.2.1.5 Assistenza farmaceutica e protesica
Macro-obiettivo a, 4.2.1.5.a: Utilizzo farmaci a brevetto scaduto.
Finalità/risultati attesi: % DDD
3 farmaci a brevetto scaduto/DDD totali > 72% monitoraggio mix ottimale
tra principi attivi aopartenenti a categorie che includono specialità a brevetto scaduto.
Azioni di massima: prosecuzione iniziative per la promozione della prescrizione dei farmaci a brevetto
scaduto, sia di natura chimica che biotecnologica: eventi, newsietter, trasmissione report a MMG/PDF
(medici di medicina cienerale e pediatri di famiglia), analisi dei dati relativi al mix ottimale per singola categoria
terapeutica, assunta come benchmark di riferimento, da condividere con gli operatori interessati
(MMG/PDF ma anche specialisti ospedalieri> al fine di migliorare la performance aziendale,
Macro-obiettivo 4.2.1.5.b: Governo della politica del farmaco ospedale territorio.
Finalità/risultati attesi: aggiornamento del Prontuario alle Dimissioni realizzazione di due protocolli
condivisi con l’AO. per la prescrizione alla dimissione di farmaci biotecnologici.
Azioni di massima: aggiornamento del Prontuario alla Dimissioni in coerenza con l’aggiornamento dei
Prontuari Ospedaiieri per la parte dei medicinali che contribuiscono ad un’induzione territoriale e in
un’ottica di promozione dell’uso e della prescrizione dei farmaci a brevetto scaduto anche di origine
biotecnologica. realizzazione di almeno due percorsi condivisi con l’AO. ,specifici nell’area della Nefrologia,
Ematologia e Oncologia, per la prescrizione alla dimissione di farmaci biotecnologici per tutti i pazienti di
nuova diagnosi.
Macro-obiettivo o. 4.2.1.5.c: Politica del farmaco. Modalità di distribuzione.
Finalità/risultati attesi: consolidamento DPC (distribuzione per conto,),
Azioni di massima: consolidamento della modalità distributiva dei farmaci di cui al PHT (prontuario
osoedole
territorio).
Macroobiettivo o, 4.2. 1.5.d: Gestione dell’offerta di assìstenza protesica.
Finalità/risultati attesi; risoetto dei Vobiethvo defin;to dalla Regione.
Azioni di massima: cirosecuzione deile attv:ta di rc’naiyrazicrie e 0 personau:zzaz lone dell’offerta noste
in essere nei 2013, Le attivit3 principali riguarderanno la persona%zzazione deHofferta di ausili pe.r H
diabete e la definizione deiLofferta interna delle RSA (case di riposa) in particoiar e per gli ausili di mobilità,
42.i.6 La rete territoriale delle cure palliative e della cronicità
Macro-obiettivo a, 4.2.1,6.a: li governo della rete di Cure pailiative; integrare i professionisti nella cura di
fase end stage delle grandi insufficienze d’organo.
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applicazione della Legge 38 del 15 marzo 2010” Disposizioni per garantire i’accesso aile cure paìliative e aLa
terapia del dolore” e ai successivi provvedimenti attuativi, opera attraverso
un Organismo di
Coordinamento che garantisce l’unitarietà dell’accesso ai sistema dei servizi domiciliari, ospedalieri e
residenziali in Hospic.e. La numerosità dei professionisti coinvolti e la complessità dei problemi trattati in
La defined daily dose (DDO a dose definita giornaliera I l’unità ai m’suro standard delta amscrz,one farmaceurca, def,nna
dail’Grcur:izccconc rrcime dIci cc’cOro como la dose d’ ‘ronrer;imeriro qiornoliera utedio di tiri farmaco ut,/tzzaro per fa sua
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medicina palliativa richiede una costante condivisione ed aggiornamento de; processi e delle modalità di
cura ed assistenza che prevedono la presa in carico globale della persona malata e della sua famiglia, Il
passaggio dalle cure palliative oncologiche, che in provincia di Lecco da anni superano gli standard
programmatori previsti dalla normativa, alle cure palliative non oncologiche, richiede una stretta
collaborazione tra specialisti in medicina palliativa, cardiologi, pneumologi, neurologi, intensivisti e medici
di famìglia.
Finalità/risultati attesi: condividere tra i professionisti ospedalieri e territoral il significato di
appropriatezza clinica ed etica del trattamento nelle situazioni in cui il processo di cura richiede una presa
in carico globale della persona con problemi cronici e ingravescenti di grado avanzato D terminale (fasi di
fine vita). Si tratta di favorire, durante i ricoveri nei reparti di cure intensive, l’equiLbro :ra appropriatezza,
proporzionalità, beneficialità e giustizia distributiva dei trattamenti. L’obiettivo verrà perseguito attraverso
lo sviluppo nei reparti ospedalieri delle cure simultanee e delle cure di fine vita nelle fasi end stage delle
grandi insufficienze d’organo. L’affiancamento dei medici palliativisti agli specialisti d’organo e ai medici dì
medicina generale consentìrà di migliorare l’informazione, la comunicazione e la relaio e con il malato al
fine di permettergli una scelta informata e condivisa delle alternative terapeuticie e a formulazione dì
direttive anticipate nell’ambito di una relazione di cura fondata sull’ascolto attivo dei suo bisogni razionali
decisioni ) e sulla gestione di quelli emotivi.
Azioni di massima: istituzione di un “GAT End Stage” (Gruppo di approfondimento tec-Ìicj multidisciplinare
ed interaziendale) per la stesura di una procedura condivisa e l’avvio di un percoro di formazione
professionale rivolto ai professionisti ospedalieri e territoriali. Attivazione delle cons enze di medicina
palliativa nei reparti di cure intensive dell’A.O di Lecco,
Macro-obiettivo n 4.2.1.6.b: Presa in carico integrata della fragilità: contirw tà delle cure e
appropriatezza con il supporto di soluzioni ICT validate e mobile.
Finalità/risultati attesi: lo sviluppo della rete integrata di cura tra ospedale e territoro, riconduzione alle
Centrali Operative del DIFRA della funzione di care-case management, la continuità d cura ed assistenza tra
i servizi a maggiore intensità e specializzazione e le diverse forme di assistenza territo-iee nonche l’utilizzo
appropriato delle risorse di sistema (sostenuto da strumenti valutativi multidimensiona. utili a prefigurare
sia le esigenze di cure generali che quelle specifiche collegate con e diverse variabi c niche funzionali
prognostiche e bio-psico sociali) richiedono l’adozione di nuovi s rumenti ecno
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grado di supportare e decisioni clinico assistenziali nell’ambito dei percorsi di cura attivati, Si rende
oertanto necessario svilupparc un sistema di ìnterscambio ra la piattaforma v b dell applicativo
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Macro-obettivo n. 4.2,1.6.c: I! Progetto Teseo-Arianna: studio osservazionale su!l’aoplicazione di un
modello integrato di cure palliative darnicdiar’ nell’ambito della rete locale di assr enza a favore d
persone con patoogie evolutive con limitata aspettaùva di vta ( Ricerca corrente Agenas-Ministero
Salute).
Finalità/risultati attesi: I aumento della durata media della vita ed il conseguente aumento di persone
jnzianc affette da patologie cronico degeneratve caratterizzatu da bisogni assistcnz ali di complessità
crescente, determinano la necessita di organiz7are modelli ntegrat dì Progazione d ic Curt Palliative
capaci di assicuare una efficace continuità di assistenza nei diversi setting di cura. La precoce
identificazione d qjesti malati e la puntuale valutazione dei loro bisogni permetterà di raggiungere
molteplici vantaggi, tra i quali un miglior controllo dei sintomi e delle cause di sofferenza legate alla
malattia e un’adCgLata pianificazione dei percorsi di cura che sappiano rispondere anche ai desideri del
malato e della su famiglia, in linea con la Legge 38/2010 e l’intesa Stato Regioni del Luglio 2012.
Azioni di massima: al primo marzo 2014 e per un anno, dieci Medici di medicina generale partecipanti al
progetto e le UC-’ del DIFRA recluteranno, in base a specifici indicatori cinici previsti dal protocollo di
ricerca, una popo z one di malati con bisogni di cure palliative. Questi malati verranno presi in carico dalle
UCP nei setting ss senziali ADI CP e STCP ( cure domiciliari di base o specialistiche) in relazione alla
complessità clin co assistenziale. Durante il periodo di presa in carico attraverso le procedure
informatizzate wco Mìllewin e Atlante interRAl PC) verranno monitorati: l’attività del medico di medicina
generale, il funzicnamento delle UCP, il coordinamento tra le strutture della Rete Locale di Cure Palliative, il
soddisfacimento ei bisogni del malato e l’assorbimento delle risorse, I dati raccolti nella nostra provincia
integrati a quelli iegli altri centri nazionali partecipanti al progetto permetteranno di rendere disponibili
alla comunità s entifica ed alle Istituzioniindicazioni utili alla pianificazione di adeguati percorsi
assistenziali per questa tipologia di malati, li Progetto di ricerca prevede uno specifico percorso di
formazione e foll w up.
4.2.1.7 La rete c offerta per l’assistenza specialistica: programmazione e negoziazione
Macro-obiettivo
4.2.1.7.a: Programmazione, negoziazione e monitoraggio delle risorse e obiettivi con
le strutture accrecitate.
Finalità/risultati attesi: la negoziazione e la contrattualizzazione delle risorse e degli obiettivi con le
strutture accred ate è strumento di governo della rete d’offerta che nel tempo ha consentito il
mantenimento dell equilibrio economico di sistema ed il miglioramento della qualità dei servizi,
dell’appropriateza delle prestazioni e dell’ìntegrazione tra i soggetti erogatori operanti nella rete
territoriale in arr iito sanitario e socio-sanitario, Nell’attuale contesto tale strumento diventa elemento
essenziale anche ne” orientare il cambiamento e la riorganizzazione complessiva della rete d’offerta in
funzione delIe r oc esigenze d sistema attraverso:
i aliocazione mrata di risorse finaii7zata ai
niglloramento C l’aporopriatczza e alla duzione dei temp d attesa,
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assistenziali e di abitazione dal regime d ucovero d quello ambulatoriale
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4.2.1.7.b: Riordino della rete locale dofferta di assistenza specialistica.
Finalità/risultati attesi: l’obiettivo di sistema d riorganizzazione complessiva della rete d’offerta di
futura programmazone regionale. s traduce a
iivplln locale nell tta;one degli ntervepti d riordino dei’e aftivita di riabilitazione e de punti nascita in
assistenza speca st ce. che costituisce Dunto focjie della
coerenza con gli standard di qualità riconosciuti e con le indicazioni normative nazonali e regionali.
Nel ‘area delle attivta della medicina riabilitativa le evidenze emergenti e le indicazio programmatorie
sono orientate ad una riorganizzazione dell’offerta per livelli di complessita in risposta a bìsogni diversificati
ed identificabili all interno di categorie di funzioni descritte nella classificazione internazionale (ICF) non
riconducibili esclusivamente a diagnosi nosologiche. Ciò comporta l’articolazione di ana rete integrata di
servizi sanitari e sociosanitari in grado di offrire programmi e progetti rìabilitativi personalizzati attraverso
l’attivazione di settings di cura ospedalieri, ambulatoriali e domiciliari diversificati in “alta complessità
rabilitativa”, “riabilitazione intensiva’, “riabilitazione estensiva”, “cure intermedie ex specialistica, generale
e geriatrica, mantenimento’. Nell’ambito della rete di strutture dedicate alla gestione del percorso nascita
sono in atto a livello regionale una serie di interventi di riorganizzazione finalzzati a migliorare
ulteriormente i livelli di qualità dei servizi in termini di efficacia, efficienza e sicurezza atrraverso l’adozione
di standard quali quantitativi delle attività svolte dalle unità d’offerta dedicate, A ivello locale è da
prevedere, sulla base dei criteri sopra citati ed in coerenza con le indicazioni normative lo sviluppo di una
progettualità finalizzata alla riorganizzazione dell’unità d’offerta con volumi di attività nferiori alla soglia
strutture e dei
dei 500 parti/anno, valutando l’impatto nel territorio e coinvolgendo la rete del
professionisti con l’obiettivo di assicurare i livellì di servizio oggi resi ai cittadini.
Azioni di massima: queste le principali azioni finalizzate alle realizzazione di quanto previsto: analisi
clinico-epidemiologica dei percorsi riabilitativi attualmente offerti in ambito sanitario socio-sanitario;
attuazione dei provvedimenti regionali previsti in materia di accreditamento e contra ualizzazione delle
strutture interessate; condivisione di progetti e programmi riabilitativi con le stru ure del territorio
secondo criteri di appropriatezza e di continuità assistenziale, analisi locale di impatt dei Punti Nascita
presenti in ambito provinciale; elaborazione entro 31 marzo di un progetto di roroanizzazione con il
coinvolgimento della rete dei servizi e dei professionisti; attuazione delle success ve determinazioni
regionali in merito.
-
-
4.2.L8 La tutela della salute mentale
Macroobiettivo n. 4.21.8a: Programmazione e innovazione in psichiatria e
infantile
FinaIità/risuItat attesi. la programmazione e la realizzazione de percors d cura
nell area della psichiatria che della neuropsichiatr a infantile richiede necessariament
complessità dei bisogni ed alla molteplicità degli attori coinvolti, elevati livelli di integraz
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diagnosi e cura rivolti alla gestione dei disturbi neuropsichici in eta evolutiva con paricolare attenzione ai
criteri di priorita clinica per la presa in carico ed ai tempi d attesa esistenti
Azioni di massima’ condivs one in sede di Organismo inf cato per ia Salute M’”r t e la NPIA delle
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accreditate delle risorse
dedicate e degli c iettivi di qualità; monitoraggio e valutazione delle attività di
residenzialità psichiatrica
e dei CPS; mon oraggio delle attività residenziali, semiresidenzial e ambulatorial
i in NPIA; formulazione
alla DOS delle pronoste di prosecuzione dei programmi innovativi ìn salute mentale
e dei progetti innovativi
in NPIA e succes;iva contrattualizzazione; - monitoraggio e valutazione dei
programmi e dei progetti
innovativi attraverso ndicatori validati condivisi dall’Organismo di Coordinamen
to unìficato.
4.2.1.9 L’accred”a”nento ed il controllo
Macro-obiettivo ‘i, 4,2.1.9.a: Controllo dell’appropriatezza delle prestazioni e del manteniment
o dei
requisiti di accreditamento.
Finalità/risultati dttesi: la pianificazione locale delle attività di controllo attraverso la
lettura della domanda
e dell’offerta de e prestazioni e l’analisi dei dati derivanti dai flussi informativi (ricoveri,
specialistica
ambulatoriale, ps ch atria e neuropsìchiatria infantile> è orientata, in coerenza con
le regole di sistema, ad
ottimizzare e conzol.dare l’attività di vigilanza da parte del Nucleo Operativo di
Controllo (NOC) aziendale,
finalizzata alla ve’ fica del mantenimento dei requisiti di accreditamento strutturali
ed organizzatìvi ed alla
valutazione dell’ ppropriatezza delle prestazioni erogate;
per il 2014 è previsto in particolare il
mantenimento d le tipologie e dei volumi di controllo delle prestazioni di ricovero nella
misura del 14%
complessivo e pe la specialistica ambulatorìale nella misura del 3,5% della produzìone
posta a carico del
SSR nell’anno pr cedente, La programmazione delle attività del nucleo operativo
aziendale è pertanto
finalizzata ad as curare il razionale utilizzo delle risorse disponibili in funzione
delle criticità e delle
problematiche ev cicoziate sia dagli esiti delle attività di vigilanza sia dall’analisi degli
specifici indicatori di
monitoraggio inf rratizzati pubblicati sul portale regionale di governo della rete d’offerta,
In questo
ambito si rende r acassario inoltre consolidare l’attività di verifica degli standard strutturali
ed assistenziali
riferiti ai modelli organizzativi di recente introduzione sia nell’area delle prestazioni
di ricovero e cura sia
nell’ambito della spec alistica ambulatoriale’ attivita di tipo sub acuto, chirurgia ambulatorial
e a bassa
complessità ope tva ed assistenziale (BIC), macroattività ambulatoriale complessa (MAC).
Nell’area
dell’accreditamer:o istituzionale l’attività sarà rivolta alla verifica periodica dei requisiti strutturali generali
e alla valutazione dei nuovi standard / requisiti previsti per le strutture riabilitative, per i punti nascita e per
i servizi trasfusioraii con adozione dei conseguenti provvedimenti autorizzat’ai e d accreditamento
Azioni di massir’a adozione entro .‘ 31 gennaio dei Piano dei Controil annuale comn”endentc a
programmazione Jel’e attivita di vigilanza e valutazione delle prestaLon arogate nelle aree delle Cure
Primarie, Assist nz Parmaceutca, Assistenza San-tara Specahseca Assistenza Soco-Sanita’ia.
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Azioni di massima: adozione entro il 31 gennaio dell’aggiornamento al Piano Attuativo Locale per il
Governo dei Thm d d’Attesa; negoziazione con le strutture erogatrici accreditate del territorio, in coerenza
con le ndicazion in! Piano Attuativo Locale, di risorse dedicate alierogazi000 delle orestazloni a maggiore
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monitoraggio dei tempi d’attesa secondo la metodologia regionale exante (RL_MTA)
ed expost attraverso l’analsi dei dati 28 SAN; ritorno dei risultat nell’ambito della Conferenza provinciale
di coordinamento ed alle Strutture interessate ed avvio delle eventuali azioni di miglioramento.
4.2.2
L’ambito socio
-
sanitario
4.2.2.1 Integrazione sociale e socio
-
sanitaria
Macro-obiettivo n. 4.2.2.1.a: attivazione degli interventi a sostegno della famiglia e dei suoi componenti
fragili ai sensi della DGR 116/2013.
Finalità/risultati attesi: definizione del quadro locale e messa a regime dell’erogazione delle misure a
sostegno della famiglia previste dalla nuova programmazione regionale, con I coinvoigimento della rete
delle unità d’offerta e dei medici di medicina generale.
Azioni di massima: controllo requisiti strutturali organi77ativi delle unità d’offerta candidate, sottoscrizione
dei contratti/convenzioni, strutturazione del sistema d valutazione multidimensionae e voucherizzazione,
controllo di appropriatezza.
Macro-obiettivo n. 4,2.2,1.b: Sviluppo di un fascicolo individuale elettronico integrato.
Finalità/risultati attesi: a supporto della valutazione multidimensionale integrata è ne essario che siano
predisposti tutti gli strumenti che consentono la ricostruzione della storia del malato, ermetta ai diversi
attori (ASL, Comuni, MMG Strutture sociosanitarie e sociali) di disporre un comune database informativo. Si
intende realizzare un software che consenta di inserire tutte le informazioni relative ai soggetti valutati
sulla base delle dgr 740 e 856, che dialoghi i software già esistenti per le cure domiciliari ed il software Creg.
Azioni di massima: definizione e sperimentazione di un modello di fascicolo integrato; verifica con i diversi
attori delle informazioni accessibili nel rispetto della privacy; approfondimento tecn
informatico di
compatibilità dei diversi software, formazione del personale e sperimentazione di un ges onale.
Macro-obiettivo n. 4.2.2.1.c: Dalle reti territoriali di conciliazione alla costruzione di alleanze locali
Finalità/risultati attesi: nel 2014 prosegue e s rinnova il lavoro del Tavolo Territoriala er la Conciliazione
Famiglia Lavoro ,attraverso la sottoscrizione di un nuovo Accordo Territoriale, che nace dal avoro dei suo
soggetti promotori ed aderent nelle due annuahtà precedent ma anche dal conf o to
dal raccordo
continuo con Regione Lombardia Le nuove linee guida regionali evidenziano coe arà necessaria la
ostruz one di Alleanze Territor,ali tra soggetti pubblic e privati fondamental per gara’ re cont nuita e ur
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potenziamento del Portale Più e l’attivazione di uno Sportello Umco Welfare “.
Finalità/risultati attesi: Io Sportello Unico Welfare. di ce SOnO state date prime ed eer iali indicazioni nei
PRS per la X Legislatura 2013/2018 e nella cd delibera delle regole (DELIBERAZIONE
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L’ESERCZlO 2014 cnstituisce un’evoluzione interessante del modello organizzativo lombardo in tema di
informazione, ori nta mento, accompagnarnento all’accesso ai servizi
LAsl di Lecco, d ne aver avviato in collaborazione con i Comuni una sperimentazione nel territorio di
Merate si propor, attraverso il raccordo istituzionale tra ASL e Comuni/Ambiti territoriali e la partnership
con alcuni soggei del privato sociale, di estendere tale sperimentazione a tutto il territorio lecchese.
In questa direzioa, e necessario rivedere e potenziare il Portale Più, quale strumento informatico in grado
di mettere in ret i soggetti aderenti allo Sportello Unico Welfare. con particolare riguardo allo sviluppo
degli ambiti lega a informazione, ala valutazione, all’accesso ai servizi e alla presa in carico unitaria ed
integrata della pescna e della sua famiglia.
Azioni di massima: ir raccordo con le Asl che stanno sperimentando modelli analoghi di Sportello e in
seguito alle indi azioni che verranno date da Regione Lombardia, si ipotizza di procedere con il
potenziamento d I Portale Più, attraverso l’incremento delle informazioni in esso contenute e l’attivazione
di link di collegamerto a portali regionali o e locali, prevedendo anche una amministrazione condivisa per la
gestione dei contenuti presenti sul Portale Più. Sono previste a tale scopo: Individuazione di altri soggetti
potenzialmente aderenti al progetto di Sportello Unico Welfare; Stipula di protocolli di intesa per la
partnership con ,ogetti pubblici e del no profit, aderenti alla rete dello Sportello Unico Welfare;
Formazione degl oneratori; Attività di comunicazione e promozione dello Sportello Unico Welfare nei
confronti dei cittE 1iri oer far conoscere questo nuovo servizio.
Macro-obiettivo
4.2.2.Le: Diffusione territoriale del modello “Centro per la Famiglia”.
L’ambito sociale socio-sanitario costituiscono un settore di particolare strategicità nell’impostazione delle
politiche regiona l’allungamento dell’aspettativa di vita e il perdurare della crisi economica richiedono un
intervento strao linaro nei confronti della famiglia e dell’assistenza, a partire dalle fragilità e dalle
condizioni di non uosufficienza.
Finalità/risultati ttesi: seguendo le indicazioni della DGR 116 14 maggio 2013 saranno promossi interventi,
anche di natura eocmico finanziaria, finalizzati a valorizzare i compiti che già la famiglia svolge, offrendo
ad essa una rete d supporto e aiuto, in un’ottica sussidiaria, al fine di tutelare il benessere di tutti i
componenti della famiglia, agevolando e sostenendo armoniose relazioni, pur in presenza di problematiche
complesse deriva ti da fragilità diverse
Emerge non più u sa domanda sanitaria e prettame ste del i sgo o (massimamente il orr ponente
femminileì m u a domanda di salutp ampia r’ £ompIPta del nuclo familiare nel sio complesso che entra
a pieno titolo ne a ‘a di integrazione socio sanitaria in particolare s sono delineate le seguent’ aree di
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frontare le ripercussioni che la problematica ha indotto.
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Macro obiettivo 4,2 2,1,f: La rete di servizi a sostegno dei minori con famiglie con bisogni complessi,
sottoposti a prov edimento deN autonta gudaztana.
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Finalità/risultati attesi: gli interventi effettuati nel 2013 hanno confermato come buona prassi l’attiva
ricerca di momenti di incontro strutturati per addivenire ad azioni sinergiche fra enti d.versi, che fra loro
collaborano e concorrono allo stesso progetto di aiuto alla famiglia, valorizzando ed investendo sulle
capacità dell’interlocutore.
Azioni di massima: partecipazione attiva ai tavoli fra entì della provincia (Tavolo lnteristituzionale UONP1A
Azienda Ospedaliera Lecco, Gestioni Associate Ambiti Distrettuali, La Nostra Famigia per l’esame di
stuazioni di minori sottoposti a decreto della Autorità Giudiziaria che coinvo gono diversi servizi
specialistici socio sanitari e socio assistenziali; tavolo tecnico affidi per la gestione dei casi di competenza;
micro equipe sulla “Inclusione Sociale” per la programmazione e il monitoraggio degli :nterventi a favore
persone (adulti o minori), sottoposte a regime d limitazione della libertà personale e lco famiglie; tavolo
tecnico di confronto con le Gestioni Associate degli Ambiti Distrettuali per affrontare oercorsi relativi al
penale minorile; raccordo con i Consultori accreditati, le Associazioni Familiari che operano sul tema
dell’affido e dell’adozioni, con particolare attenzione ai bisogni espressi anche in tutto l’arco della età
evolutiva: ingresso nella scuola, adolescenza. costruzione di relazioni affettive); prosecLzione del progetto
“Abuso ai minori: dalla COAZIONE che costringe alla CO—AZIONE che costruisa” finanziato dal
Dipartimento per le Pari Opportunità, avente l’obiettivo della informazione, formazone e sensibilizzazione
degli addetti ai lavori e della società civile, con coinvolgimento delle istituzioni per la gestione dei crimini
sessuali a danno dei minori e messa in rete organica delle risorse professionali chiamat a operare in caso
di abusi.
4.2.2.2 Riorganizzazione della rete socio sanitaria
-
Macro-obiettivo ti. 4.2.2.2.a: Migliorare, attraverso l’empowerment organizzativo, appropriatezza ed
efficacia degli interventi nel campo delle dipendenze patologiche.
Finalità/risultati attesi: nel settore delle dipendenze patologiche la necessità di intervenire sul poliabuso,
sulle forme di “dipendenza immateriale” (Gioco d’azzardo, nuove dipendenze comnc.tamentali,.), sulla
cronicità, suggerisce l’impostazione di servizi flessibili e adattabili alle molteplici :spressioni di tale
patologia e alla multiproblematicità correlata. in tal senso la “crescita organizzativa’ c’ai servizi, con una
loro profonda revisione metodologica e funzionale,
rappresenta un passaggo
prescindibile per
rispondere ai mutati bisogni del territorio nonche all’indicazione di semplificare e o imizzare l’offerta
Pertanto i risultati attesi sono. servizi piu flessibili e adattabili alle diverse espressioni della dipendenza
patologica. ‘ntPrVeflt cl!nci e pceventv. ow appropriati ed efficac sempiifcazone O r aggior run7onalta
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Prevenzione iaggiornamento dei Piano LocaIe Prevenzone e mplementazc e delle attività
deH’Dsseruatoir Doatmentae ri acre d’ e ntegrazirn :o’ e ridC27Ofi dei Ta,.’.ia. fc’c’ ‘c’ Regio&e
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della L R 8/2013 d intesa con la Conferenza dei Sindaco
42.2.3Accreditamento e controllo
Macro-obiettivo o. 42,23a: Controllo e dei mantenimento dei requisiti di accreditamento ed
dell’appropriatezza delle prestazioni.
Finalità/risultati ‘ttesi: la pianificazione locale delle attività di controllo ha come finalità la verifica del
mantenimento ei requisiti di accreditamento e organizzativi, attraverso l’ottimizzazione e il
consolidamento col ‘attività di vigilanza e la verifica della qualità dell’intervento e dell’appropriatezza dei
percorsi assistenza erogati.
Il Servizio di vigildnza e controllo, attraverso l’integrazione della funzione di verifica con quella di stimolo
alla correzione degli elementi critici ha reso prioritaria la finalità di un accompagnamento delle strutture al
miglioramento cc ‘itinuo della qualità e allo sviluppo del concetto di autovalutazione.
La funzione di vig anza, attraverso l’analisi dei dati derivanti dai flussi informativi, la lettura della domanda
e dell’offerta de le prestazioni, la verifica diretta per mezzo delle visite ispettive, rende possibile
comunicare al sis:ema aziendale e alle Unità d’offerta le eventuali criticit rilevate e permette di porre le
basi per una riIet:ira globale del sistema domanda offerta.
Per quanto rigua da il sistema aziendale di vigilanza e controllo socio-sanitario, l’anno 2014 prevede non
solo il completa” e ‘to della vigilanza sul restante 50% delle Unità d’offerta, così come da indicazioni
regionali, ma anche il controllo sulle Unità d’offerta coinvolte nelle sperimentazioni previste della Dgr
856/2013
Azioni di massi”ia entro il 31 gennaio stesura del Piano dei Controlli annuale comprendente la
programmazione dele attività di vigilanza e valutazione delle prestazioni erogate nell’area dell’Assistenza
Socio-Sanitaria.
Effettuazione del o ttvità di vigilanza, programmate entro il 31 dicembre e adozione dei provvedimenti
conseguenti; mcr itoraggio periodico attraverso reportistica regionale; ritorno periodico dei risultati
nell’ambito del Thio o delle Strutture Socio Sanitarie
Il controllo di app opriatezza, con la revisione degli indicatori sperimentali introdotti con la DGR 4980/2013
e in attesa delle iter ori modifiche regionali previste, evidenzia la necessità di moment’ formativi. con le
unità d’offerta, gL revisti nel Piano di formazione aziendale.
Nel 2014 sarà p ‘tnto a termine ii definitivo completamento dell’equipe di vigilanza integrando con le
adeguate profesoraità le equipe, per poter effettuare u”' conttnuo e approfondito montoraggio dei
equisiti possedu’ dal e Unta d offerta, cosi come previsto dalla DGR 3540/20i2
—
4 2 24 Programmz one e negoziazione
Macro obettivo
4 2.2.&a: Programmazione negoziazione e monitoraggio deVe rsose e obeettiv con
c strutture accre itate per le attività domiciliari, residenziali e serniresidenziali,
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Macro obiettivo i. 4 22.4.b: Garantire l’assoivimento dei debito informativo regionale attraverso il
coordinamento o’-’i flussi informativi afferenti all’area socio sanitana.
Finalità/risultati attesi garantire I acquisizione la ve ifica e la trasmissione oordinata de flussi infor nativi
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ndicazione de emp e delle modahta di invio, controllo dei fluss pervenuti ed inoltro in Regione.
disposizion alle ‘retture sociosanitarie per a risoluzione degli error segnalati dalla Regione, controllo di
appropriatezza
4.2.3
Miglioramento dell’efficienza aziendale
4.2.3.1 Le risorse umane
Macro-obiettivo n. 4.2.3.1.a: Gestione delle risorse umane.
Finalità/risultati attesi: razionalizzazione e contenimento dei costi del personale, volti a garantire il
complessivo equilibrio economico.
Azioni di massima: nel corso del 2014 Regione Lombardia provvederà a definire indcatori di efficacia,
efficienza ed economicità tramite rilevazioni specifiche, anche previa modifica dei flussi informativi
esistenti, con riferimento a tutte le tipologie di figure professionali per identificare l’ottimale
dimensionamento numerico del personale delle diverse Aziende al fine di contribue a renderlo più
omogeneo.
Si valuterà la possibilità di gestire eventuali procedure concorsuali in forma aggregata con altre Aziende
Sanitari
li costo relativo agli incarichi libero professionali, esclusivamente relativi a persona:e sanitario per la
conduzione dell’iter diagnostico terapeutico, non potrà essere superiore a quello del 2.313.
4.2.3.2 La gestione degli approvvigionamenti
Macro-obiettivo n. 4.2.3.2.a: Il sistema degli acquisti.
Finalità/risultati attesi: rafforzamento della funzione acquisti aziendale, anche con il supaorto regionale, al
fine di costruire un corretto rapporto tra costi e servizi erogati
Azioni di massima: l’Agenzia Regionale Centrale Acquisti (ARCA) intensificherà la propra attività in modo
da poter offrire un supporto operativo alle Aziende Sanitarie, anche con la realizzazione di una serie di
procedure per l’acquisizione di prodotti di interesse comune al sistema sanitario regionae,
Nel corso del 2014 verrà ulteriormente rafforzata l’operatività del Raggruppamento di acquisto che vede da
alcuni anni l’ASL di Lecco operare congiuntamente alle ASL di Bergamo, Como, Monza Brianza, Sondrio e
Varese nelle procedure di acquisto.
La programmazione dei raggruppamenti di acquisto (5 in tutta la Regione), sarà soggetta ad aggiornamenti
periodici a regime già dal 2012, per consentire una reciproca collaborazione tra di ossi e on ARCA.
utte le procedure di acquisto di beni e servizi sono ormai usualmente svolte trae te a piattaforma
telematica regionale SINTEL o nazionale
L’obiettivo regionale per il 2014 è quello di incrementare la spesa effettiva operata att auerso procedure
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Macroobiettvo n. 42,33,b: Prevenz!one della corruzione
Finalità/risultati attesi: corretta applcazone della egge 6 ‘cvmore 2012 n 19( ThØosi7ion; ocr
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alle quali è demandata l’applicazione delle misure di prevenzione della corruzione.
Azioni di massima: il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione, che inclue anche il Piano
Triennale per a Yrasparenza e i’integrtà documento di programmazione coordriato con il Piano delle
rerrormane, preedera per anno ,n corso impie meneazone d quantu o eso prev.Aa per a custruzone
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