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03. Test neuropsic pseudodemenza e demenze - I. Giacometti

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TEST
NEUROPSICOLOGICI
NELLA
PSEUDODEMENZA E
NELLE DEMENZE
Relatore: Irene Giacometti
Torino, 06 giugno 2014
L’esame neuropsicologico
È una misura delle capacità cognitive del
soggetto in un determinato momento e
contesto
Per capacità cognitiva si intende la capacità
del soggetto di elaborare le informazioni al
fine di regolare in modo vantaggioso ed
efficace il proprio agire nel mondo
Le funzioni cognitive (percepire, prestare
attenzione,
memorizzare,
comunicare,
ragionare, pianificare e decidere) sono il
risultato dell’attività del cervello
L’esame neuropsicologico
L’esame neuropsicologico è dunque un
insieme di procedure atte a descrivere e
misurare il funzionamento del sistema
cognitivo, i cui risultati possono informare
circa l’integrità e l’organizzazione del
corrispondente substrato neuronale
L’esame neuropsicologico NON E’ UN
ESAME DEL CERVELLO!!
Esso riguarda la descrizione funzionale
dei processi mentali e pertanto riguarda
il prodotto dell’attività neurale e non
l’attività neurale stessa
Attualmente l’approccio
neuropsicologico è di tipo
descrittivo ed esplicativo
prende cioè in considerazione l’ASPETTO
FUNZIONALE del disturbo osservato al fine
di comprenderlo e, possibilmente
correggerlo, alla luce delle conoscenze
disponibili circa il funzionamento cognitivo
normale
Per aspetto funzionale si intende il modo
in cui la cognizione risulta alterata in un
particolare soggetto, che si sa presentare
determinate caratteristiche patologiche
Nella valutazione neuropsicologica si
utilizzano in modo combinato 2 approcci
allo studio del deficit cognitivo:
1. Misurare la prestazione
del
soggetto in compiti controllati
mediante l’utilizzo di TEST che
posseggano caratteristiche di:
• VALIDITA’
• STANDARDIZZAZIONE
• ATTENDIBILITA’
• SENSIBILITA’
• SPECIFICITA’
L’uso dei test permette la classificazione della
prestazione del paziente tramite una scala numerica,
o un sistema di categorie (PUNTEGGIO GREZZO)
Tale punteggio viene successivamente corretto
confrontandolo con una popolazione italiana di
riferimento di pari età, sesso e scolarità
(PUNTEGGIO PONDERATO)
Una volta eliminata l’influenza delle variabili
concomitanti (età, sesso, scolarità), molti test
somministrati utilizzano il metodo dei PUNTEGGI
EQUIVALENTI per stabilire la posizione del soggetto
rispetto alla propria popolazione di riferimento e
determinarne così la normalità, intesa in senso
statistico
E’ presente inoltre per ogni test un CUT-OFF,
ovverossia un valore soglia al di sotto del quale il
punteggio è considerato deficitario
Nella valutazione neuropsicologica si
utilizzano in modo combinato 2
approcci allo studio del deficit
cognitivo:
2. Comprendere la
soggetto valutando :
prestazione
del
• il livello di funzionamento premorboso
• le
caratteristiche
quantitative
e
qualitative dei pattern di prestazioni
osservate
• l’evoluzione delle prestazioni nel tempo
COLLOQUIO CLINICO
Fornisce informazioni sulla capacità
comunicativa della persona: ( aspetti
formali del linguaggio spontaneo, fluenza,
competenza sintattico-grammaticale,
presenza di anomie o frasi stereotipate)
Permette l’osservazione del
comportamento
Permette di comprendere il grado di
consapevolezza del disturbo
Permette la valutazione dello stato affettivo
del paziente : le aspettative sulla
valutazione, il grado di ansia, il tono
dell’umore
ESEMPI DEI PRINCIPALI ERRORI DI
PRODUZIONE LINGUISTICA (AFASIA)
TIPO DI ERRORE
STIMOLO
ESEMPIO
ANOMIA
TAVOLO
……
ANOMIA CON
CIRCONLOCUZIONE
PENNA
«serve per scrivere»
PARAFASIA FONEMICA
OMBRELLO
OMBELLO
PARAFASIA SEMANTICA
TAVOLO
SEDIA
PARAFASIA VERBALE
TAVOLO
PENNA
NEOLOGISMO
LAMPADA
COSPIVO
AGRAMMATISMO
DESCRIZIONE GIORNATA
«mi alzo e..mamma mia ..mi
alzo..dormi e le sette è
sveglia..poi il pigiama mi alzo in
bagno..i denti, lo spazzolino, le
ascelle, poi mi rivesto la tuta,
poi il caffelatte in cucina,,poi
autobus.
PAROLE PASS PARTOUT
TAVOLO
IL COSO
CRITERI DIAGNOSTICI DISTURBO
COGNITIVO MAGGIORE (DSM V)
A. Evidenza di un significativo declino cognitivo da un precedente
livello di prestazioni in due o più domini cognitivi (attenzione
complessa, funzione esecutiva, apprendimento e memoria,
linguaggio, funzione percettivo-motoria o cognizione sociale)
basato su:
1.preoccupazione dell’individuo, di un informatore attendibile o
del clinico che vi è stato un significativo declino delle funzioni
cognitive
2.una significativa compromissione della performance cognitiva,
preferibilmente
documentata
da
test
neuropsicologici
standardizzati o, in loro assenza, da un’altra valutazione clinica
quantificata
B. I deficit cognitivi interferiscono con l’indipendenza nelle attività
quotidiane (per es, come minimo, necessitano di assistenza nelle
abilità strumentali complesse della vita quotidiana, come pagare
le bollette o gestire i farmaci)
C. I deficit cognitivi non si verificano esclusivamente nel corso del
delirium
D. I deficit cognitivi non sono meglio spiegati da altro disturbo
mentale ( per es. disturbo depressivo maggiore, schizofrenia)
PSEUDODEMENZA
Termine che descrive i disturbi della memoria e di altre
funzioni cognitive causate da disturbi psichiatrici quali
depressione, mania e schizofrenia (Kiloh, 1961)
4 i criteri essenziali per definire una pseudodemenza che
risulti da un disturbo funzionale psichiatrico (Caine, 1981):
evidenza
di
un
disturbo
psichiatrico
primario
accompagnato da
deficit intellettivo;
gli aspetti clinici del disturbo devono rassomigliare a quelli
notati nei disturbi degenerativi cerebrali con conferma
neuropatologica;
il deficit intellettivo dovrebbe migliorare con il trattamento
neuropsichiatrico;
non vi deve essere evidenza di un processo degenerativo
primario che possa causare demenza
CARATTERISTICHE
DISTINTIVE TRA
DEMENZA E
PSEUDODEMENZA
DEPRESSIVA
fonte: Bianchetti Angelo,
Trabucchi Marco:
«La valutazione del demente».
In Le Demenze. UTET,1998
DEMENZA
PSEUDODEMENZA
DEPRESSIVA
Insorgenza insolita
Insorgenza improvvisa
Progressione lenta
Progressione rapida
Paziente non consapevole
Paziente consapevole
Confabulazioni
Disturbi della memoria
Il paziente sminuisce le
disabilità
Enfasi della disabilità
Comportamento congruo
all’entità del deficit
Comportamento spesso
incongruo all’entità del deficit
Spesso mancanza di risposte
Risposte globali («non so»)
Peggioramenti notturni
Non variazioni notturne
Umore incongruo
Umore depresso
Scarsi i sintomi vegetativi
Frequenti sintomi vegetativi
Precedenti psichiatrici non
frequenti
Precedenti psichiatrici
Rischio di suicidio basso
Rischio di suicidio elevato
L’esame neuropsicologico si
propone di indagare
l’efficienza delle funzioni
cognitive
•
ORIENTAMENTO (spazio-tempo-persona)
•
ATTENZIONE
•
MEMORIA
•
FUNZIONI PRASSICHE
•
LINGUAGGIO
•
FUNZIONI VISUO-PERCETTIVE
•
FUNZIONI ESECUTIVE
TEST DI VALUTAZIONE DEL
FUNZIONAMENTO COGNITIVO
GLOBALE
MMSE (Mini Mental State Examination)
MODA (Milan Overall Dementia Assessmet)
A.D.A.S (Alzheimer Desease Assessment Scale)
SPMSQ (Short Portable Mental Status Questionnaire)
Disegno dell’orologio (Clock Drawing test)
BDM (Batteria per la valutazione del deterioramento mentale)
CDR Clinical Dementia Rating Scale
MINI MENTAL STATE
EXAMINATION (MMSE) (Foldstein 1975)
• 1. Orientamento
• Il paziente sa riferire il giorno del mese, l'anno, il mese, il
giorno della settimana e la stagione
• Il paziente sa riferire il luogo in cui si trova, a quale piano,
in quale città, regione, stato.
• 2. Memoria
• L'esaminatore pronuncia ad alta voce tre termini (casa,
pane, gatto) e chiede al paziente di ripeterli
immediatamente.
• L'esaminatore deve ripeterli fino a quando il paziente non li
abbia imparati (max 6 ripetizioni).
• Tentativi n. _________
MINI MENTAL STATE
EXAMINATION (MMSE) (Foldstein 1975)
• 3. Attenzione e calcolo
• Fare entrambe le prove e assegnare il punteggio migliore
ottenuto.
• Far contare per sette all'indietro, partendo da 100. Fermarsi
dopo le prime 5 risposte.
• Scandire «C-A-R-N-E» al contrario.
•
4. Richiamo delle tre parole
• Richiamare i tre termini precedentemente imparati
(CASA – PANE – GATTO)
MMSE
• 5. Linguaggio
Il paziente deve riconoscere due oggetti.
• Come si chiama questo? (indicando una MATITA. e un
OROLOGIO
Invitare il paziente a ripetere la frase "TIGRE CONTRO
TIGRE".
•
Esecuzione di un compito su comando.
Invitare il paziente ad eseguire correttamente i seguenti
ordini: a) prenda un foglio con la mano destra, b) lo pieghi
a metà, c) e lo butti dal tavolo.
Presentare al paziente un foglio con la seguente scritta:
"Chiuda gli occhi".
• Invitare il paziente ad eseguire il comando indicato
MMSE
• 6: scrittura
• Far scrivere al paziente una frase formata almeno da
soggetto e verbo.
• 7: prassia costruttiva
• Far copiare al paziente il disegno indicato.
• (Il materiale delle ultime due prove va conservato)
•
•
PUNTEGGIO COMPLESSIVO
•
PUNTEGGIO COMPLESSIVO PONDERATO
_____/30
_____/30
MMSE: COPIA DI DISEGNO
MMESE: esecuzione di un
comando
CHIUDA
GLI OCCHI
MMSE: Tabella di correzione
• Il punteggio complessivo è direttamente proporzionale alla
efficienza delle funzioni cognitive. Il valore massimo è 30.
E' necessario correggere il punteggio grezzo per età e
scolarità del soggetto (vedi tabella). E' considerato normale
un punteggio corretto superiore a 24.
• Coefficienti di aggiustamento del MMSE per classi di età e
educazione nella popolazione italiana (Magni et al, 1996).
Intervallo
di età
Livello di educazione
0-4 anni
5-7 anni
8-12 anni
13-17 anni
65-69
70-74
75-79
80-84
85-89
+0.4
-1.1
-2.0
-2.8
+0.7
-0.7
-1.6
-2.3
+1.0
-0.3
-1.0
-1.7
+1.5
+0.4
-0.3
-0.9
+2.2
+1.4
+0.8
+0.3
MMSE: Punti di forza e
debolezza
PUNTI DI FORZA
È il test di screening
maggiormente utilizzato
(dialogo tra specialisti)
• PUNTI DI DEBOLEZZA
Ha una bassa specificità
È utile a monitorare il
decorso della malattia
Non tiene conto della
dimensione multicomponenziale della
memoria
Semplice e rapido nella
somministrazione (10 minuti)
Non indaga gli aspetti
emotivi e comportamentali
MODA MILAN OVERALL DEMENTIA
ASSESSMENT
(Brazzelli M., Capitani E., Della Sala S., Spinnler H., Zuffi M., 1994)
Test composto da una serie di 14 prove raggruppate in 3
sezioni:
oORIENTAMENTO: temporale, spaziale, famigliare e personale
oAUTONOMIA:
attività
basali
della
vita
quotidiana:
deambulazione, capacità di vestirsi, igiene personale, controllo
degli sfinteri, alimentazione.
oTESTISTICA:
apprendimento
reversal,
test
attentivo,
ragionamento logico astratto verbale, memoria di prosa, fluenza
semantica, comprensione verbale, gnosia digitale, prassia
costruttiva, percezione di figure degradate.
MODA: MILAN OVERALL DEMENTIA
ASSESSMENT
(Brazzelli M., Capitani E., Della Sala S., Spinnler H., Zuffi M., 1994)
Non esiste un tempo massimo per l’esecuzione di questo test,
I soggetti normali impiegano circa 30 minuti, 45-60 minuti i
soggetti con sospetto deterioramento.
Cut-off: 85,5
Classificazione descrittiva:
Deterioramento cognitivo lieve per punteggi superiori a 60
Deterioramento cognitivo medio per punteggi tra 40 e 60
Deterioramento cognitivo grave per punteggi inferiori a 40.
MODA: tabella di correzione
e/s
3
5
8
13
17
25
1.1
-0.6
-2.6
-5,1
-6.9
30
1.3
-0.3
-2.3
-4,9
-6.6
35
1.6
0
-2.0
-4.6
-6.3
40
1.9
0.2
-1.7
-4.3
-6.0
45
2.2
0.5
-1.4
-4.0
-5.7
50
2.5
0.9
-1.1
-3.7
-5.4
55
2.9
1.3
-0.7
-3.3
-5.0
60
3.4
1.7
-0.3
-2.9
-4.6
65
3.9
2.2
0.2
-2.4
-4.1
70
4.4
2.7
0.8
-1.8
-3.5
75
5.1
3.4
1.4
-1.1
-2.9
80
5.9
4.2
2.2
-0.3
-2.1
85
6.9
5.3
3.3
0.7
-1.0
TOKEN TEST
(De Renzi, Vignolo, 1962)
Test di comprensione del linguaggio.
Si chiede al soggetto di eseguire degli
ordini verbali.
ex. item MODA:
« Tocchi il cerchio verde»
«tocchi il quadrato bianco»
«Tocchi il quadrato bianco e il cerchio
verde»
«Tocchi il cerchio bianco e il cerchio
rosso»
«Metta il cerchio rosso sopra al
quadrato verde»
AGNOSIA DIGITALE
APRASSIA COSTRUTTIVA
STREET’S COMPLETION TEST
Test di percezione gestaltica,
valuta la capacità del
soggetto di integrare dei
frammenti
in
un’unica
figura
realistica
(fenomeno della chiusura).
Test completo composto da
14 item, ideato da Street
(1931).
STREET’S COMPLETION TEST
MEMORIA
• E’ la capacità di acquisire, ritenere e rievocare al
momento opportuno informazioni necessarie
all’individuo.
• E’ un SISTEMA MULTICOMPONENZIALE
composto da meccanismi dotati di un discreto grado
di indipendenza reciproca tale per cui è possibile
parlare di diversi sistemi di memoria
Memoria a Breve Termine
Baddely (1974) – Working Memory
Esecutivo centrale
Ciclo articolatorio/fonologico
MBT verbale
Taccuino visuo-spaziale
MBT spaziale
Memoria a Lungo Termine
• Semantica
• Episodica
• Procedurale
• Per materiale verbale
semplice o complesso
• Per materiale spaziale
La valutazione della Memoria
Valutazione MBT
• Verbale
• Visuo spaziale
Valutazione MLT
• Verbale
• Visuo spaziale
Digit Span
Test di Corsi
Breve racconto /
15 parole Rey
Supra Span Test di Corsi
Test di MBT verbale:
DIGIT SPAN
Digit span
Istruzioni: L’esaminatore legge sequenze di cifre di
lunghezza crescente (da 2 a 9). Il paziente è invitato
a ripetere la sequenza immediatamente dopo la
presentazione, nello stesso ordine in cui è stata
pronunciata dall’esaminatore. Per ogni lunghezza
sono previste due sequenze.
TEST DI MBT VISUO-SPAZIALE:
Test di Corsi
Test di Corsi (Spinnler e Tognoni, 1987)
Istruzioni: “ora toccherò alcuni di questi
cubetti, lei dovrà toccarli subito dopo di
me, e nello stesso ordine in cui li ho
toccati io”
L’esaminatore tocca con il suo indice un
cubetto ogni 2 secondi, tornando ogni volta
con la mano sul tavolo; poi chiede al
paziente di ripeterle.
Se il paziente ripete correttamente almeno
2 sequenze su 3, si passa alla serie di
lunghezza successiva.
TEST DI MBT VISUO-SPAZIALE:
Test di Corsi
VALUTAZIONE QUALITATIVA
DEGLI ERRORI NEI TEST DI SPAN
DI CIFRE E DI CUBI
•RICOMBINAZIONE: il pz mantiene numero e tipo di elementi proposti
ma li ricombina in modo differente: disturbi esecutivi di memoria di
lavoro
•ITEM MANCANTI: il pz arrivato ad una certa estensione dello span,
dimentica certi elementi: decadimento della traccia mnesica
•INTERFERENZA: presenza di item presentati nelle serie precedenti:
deficit nel filtraggio di informazioni irrilevanti nella working memory
•IMPULSIVITA’: il paziente tende a rispondere prima che la
presentazione della sequenza sia terminata: tratti ansiosi
/personologici o disfunzione frontale .
MLT: test delle 15 parole di Rey
• Istruzioni: “ora le leggerò una
lista di parole, quando avrò finito
lei dovrà ripetermi tutte le parole
che riuscirà a ricordare”
• L’esaminatore legge una parola
ogni 2 secondi, poi chiede al
paziente di ripetere il maggior
numero
possibile
di
parole
appena udite.
• Si ripete la lista di parole per 5
volte, poi dopo 15 minuti (nei
quali vanno eseguite prove non
verbali) si chiede al paziente di
rievocare le parole che ricorda.
MLT: test delle 15 parole di Rey
• Tabelle di correzione ( Carlesimo, 1996)
MLT: test delle 15 parole di Rey
•Tabelle di correzione ( Carlesimo, 1996)
MLT: test delle 15 parole di Rey
VALUTAZIONE QUALITATIVA DEGLI ERRORI
•Effetto primacy: il pz rievoca le prime parole della lista ma
non le ultime: disturbo memoria a breve termine
•Effetto recency: disturbo memoria a lungo termine
•Scarso monitoraggio delle risposte: deficit a carico della
working memory
•Intrusioni: indicativa di un processo deterioramento
organico anzichè una forma di pseudodemenza, ove
prevarrebbero risposte tipo «non so, non ricordo».rievocare
item SEMANTICAMENTE CORRETALI ALLO STIMOLO «quadro»
al posto di «cornice» e «piscina» al posto di «lago»
MLT : Test del Breve Racconto
(“6 dicembre”; Spinnler e Tognoni, 1987)
– L’esaminatore legge ad alta voce il seguente racconto,
spiegando al paziente che vanno rievocati quanti più
elementi è possibile:
“Sei / dicembre / La scorsa settimana / un fiume
straripò / in una piccola / città / situata / a 20 Km
/ da Torino /. L’acqua / invase / le strade / e le
case /. Quattordici / persone / annegarono / e
seicento / si ammalarono / a causa dell’umidità / e
del freddo /. Nel tentativo di salvare / un uomo/
un ragazzo/ si ferì / le mani /.”
MLT : Test del Breve Racconto
MLT : Test del Breve Racconto
VALUTAZIONE QUALITATIVA DEGLI ERRORI
• Effetto primacy e recency
• Senso con pochi dettagli: deficit mnesici
• Confabulazioni: storia riferibile all’originale ma ricombinata
mediante uso di elementi non sempre presenti nel racconto
originale
• Uso di suggerimenti (cue) per valutare problemi di recupero
(pseudodemenze) o di consolidamento (demenze)
• Valutare fenomeno del Mood Congruent Memory per cui la
performance in una prova di memoria migliora quando la
carica affettiva del materiale da ricordare coincide con la
tonalità emotiva del soggetto.
MLT Spaziale: Test di Corsi
– L’esaminatore presenta una serie fissa di 8 cubetti, che il
paziente deve riprodurre subito dopo ogni presentazione, fino
al raggiungimento del criterio di apprendimento (l’esatta
riproduzione della sequenza per 3 volte consecutive), per un
massimo di 18 prove.
– Cinque minuti dopo l’ultimo tentativo, nei quali il paziente
viene impegnato in attività distraenti, viene richiesta
un’ulteriore riproduzione della sequenza.
58326719
ATTENZIONE SELETTIVA
• Test delle matrici attentive:
• Compito di barrage, si chiede al
soggetto di barrare tutti i
numeri corrispondenti a quelli
indicati in testa alla matrice,
andando in ordine, il più
velocemente possibile
• 3 matrici: «5» «2-6» «1-4-9»
• Tempo: 45’’
• Tipo di errori: omissioni,
intrusioni,
• E’ importante la velocità di
esecuzione
COLOURED PROGRESSIVE
MATRICES (CPM) Raven
Test di ragionamento logicoastratto non dipendente da
concetti
precedentemente
appresi.
Test composto da 3 serie
suddivise in 12 matrici di
crescente complessità logica
Standardizzazione: Carlesimo,
1996
COLOURED PROGRESSIVE
MATRICES (CPM)
TIPO DI ERRORI:
EFFETTO PUNTA: disfunzione visuo-spaziale
EFFETTO BUCO: accollamento al modello, disfunzione
esecutiva (a volte connessa con closing-in alla copia di disegni
PERDITA DELLA CONSEGNA casualità improvvisa delle risposte
indipendentemente dalla matrice presentata
PERSEVERAZIONE DELLA RISPOSTA: disfunzione disecutiva
RALLENTAMENTO IDEATIVO/TITUBANZA COGNITIVA
PRODUZIONE LINGUAGGIO
VALUTAZIONE QUALITATIVA
DEGLI ERRORI
FLUENZA SEMANTICA
cambi categoriali: possibile
perdita della consegna (deficit
mnesico)
•Animali (sub test MODA)
Strategie fonologiche: sensibilità
all’interferenza (se contiguo a
fluenza fonemica) O difficoltà
trovare strategie
•Citta’
Sottocategorie semantiche:
difficoltà di accesso al lessico o
categorizzazione
Mancato monitoraggio mnesico
(deficit a carico working memory)
•Colori
•Frutta
(Tempo: 2 minuti)
(standardizzazione per età
e scolarità Spinnler,
Tognoni)
PRODUZIONE LINGUAGGIO
ERRORI
FLUENZA FONEMICA
•Declinazioni fonologiche : ex figura,
figurino, figurina: difficile accesso
mentale al lessico interno
•F
•Violazione delle regole: problemi
frontali di eccessiva fissità cognitiva
•Cambi fonemici: perdita della
consegna, compensazione di scarsa
produzione lessicale
•Strategie semantiche: problemi di
inferenza e strategie di tipo
disesecutivo
•Mancato monitoraggio mnesico:
deficit working memory
•A
•S
(Tempo: 1 minuti)
Vietati nomi di persone e
di città
Standardizzazione:
Carlesimo et. Al. 1996
FUNZIONI ESECUTIVE
di pertinenza dei lobi frontali, in particolare della corteccia
prefrontale,
rappresentano
un’attività
cognitiva critica
in
particolare in ogni situazione o compito non routinario. Esse
comprendono la capacità di astrazione e attenzione, di critica
e giudizio, di generare strategie per l’esecuzione di un
compito, di pianificare azioni più o meno complesse, passando
da un concetto all’altro, di inibire risposte comportamentali
automatiche (Ladàvas e Berti, 2002).
FUNZIONI ESECUTIVE
Assenza di iniziativa motoria, movimenti volontari lenti
(bradicinesia)
Incapacità
di
costruirsi,
autonomizzare
o
usare
una
strategia
Incapacità di passare da un concetto o da uno specifico
comportamento ad un altro
Incapacità di inibire risposte comportamentali automatiche
Incapacità di inibire risposte emotive inadeguate
Mancanza di strategia nella ricerca di tracce mnesiche
FRONTAL ASSESSMENT BATTERY
(F.A.B)
• ANALOGIE: (concettualizzazione)
“ mi dica in che cosa sono simili:
-una banana e un’arancia
- un tavolo e una sedia
-un tulipano, una rosa e una margherita”
Punt.0-3
• FLUENZA VERBALE PER LETTERA (SHIFTING)
“Mi dica tutte le parole che le vengono in mente (tranne
nomi di CITTA’ e PERSONE) che iniziano con la lettera S.
(tempo: 60 secondi)
Punteggio 0-3
FRONTAL ASSESSMENT
BATTERY (F.A.B)
GO NON-GO (controllo inibitorio)
“ Quando io batto il dito sul tavolo 1 volta , lei lo deve
battere 1 volta”. Prova 1-1-1
“Quando io batto il dito sul tavolo 2 volte lei non lo deve
battere”. Prova: 2-2-2
Proporre sequenza: 1-1-2-1-2-2-2-2-1-1-2
Punteggio 0-3 (0 se sogg batte lo stesso numero di colpi
dell’esaminatore almeno 4 volte consecutive
• SEQUENZE MOTORIE (PLANNING)
“Guardi attentamente quello che faccio: eseguire 3 volte la
sequenza di Luria “pugno, taglio, palmo”
Chiedere al pz di farlo con l’esaminatore per tre volte e poi
da solo.
Punteggio 0-3
FRONTAL ASSESSMENT
BATTERY
(F.A.B)
ORDINI CONFLITTUALI (sensibilità all’interferenza)
“Quando batto il dito 1 volta sul tavolo lei lo deve
battere 2 volte”. Prova: 1-1-1
“Quando io batto il dito sul tavolo 2 volte, lei lo deve
battere 1 volta”.
Prova: 2-2-2
Sequenza: 1-1-2-1-2-2-2-1-1-2
Punteggio: 0-3
FRONTAL ASSESSMENT
BATTERY
(F.A.B)
• PRENSIONE (AUTONOMIA AMBIENTALE): “
Non tocchi le mie mani”
L’esaminatore è seduto di fronte al paziente. Le mani
del pz sono appoggiate alle sue ginocchia con il
palmo rivolto verso l’alto
Senza avvisare l’esaminatore tocca le mani del pz
per vedere se questo spontaneamente le prende.
Se succede ripetere esercizio dicendo al pz (ora
non prenda le mie mani)
Punteggio 0-3
TRAIL MAKING TEST
• Misura le abilità di concettualizzazione, programmazione
visuo-motoria, attenzione divisa e abilità di shifting
• FORMA A: il pz deve unire con una linea continua i numeri
in ordine cresente, più veloce che riesce
• FORMA B: si chiede di unire con una linea
alternativamente numeri e lettere in ordine crescente (ex.
1 A 2 B 3 C ecc.)
TRAIL MAKING TEST
aA
B
VALUTAZIONE AUTONOMIA
FUNZIONALE
ATTIVITA’ BASALI
DELLA VITA
QUOTIDIANA (ADL)
ATTIVITA’ STRUMENTALI DELLA
VITA QUOTIDIANA (IADL)
Usare il telefono
Deambulazione
Fare acquisti
Vestizione
Preparazione pasti
Igiene personale
Governo della casa
Incontinenza
Lavare la biancheria
Andare alla toilette
Uso mezzi di trasporto
alimentarsi
Uso dei farmaci
Maneggiare denaro
NELLE PSEUDODEMENZE..
Deficit attentivi che portano ad una caduta nella MBT e MLT
Nelle prove di memoria prevalenza di errori omissivi mentre
nei pazienti con demenza maggiori falsi riconoscimenti
Migliore organizzazione del materiale da ricordare rispetto alle
demenze
Beneficio dai suggerimenti per materiale da rievocare
Di solito NON sono presenti confabulazioni, agnosie, afasie,
aprassie, disturbi di calcolo
Si presenta una modificazione QUALITATIVA dei processi
cognitivi che risultano rallentati a fronte di una normale
elaborazione dell’informazione
I disturbi cognitivi sono proporzionali all’entità della
depressione e migliorano con il trattamento e la risposta clinica.
Gainotti, Marra (1994) da Denes, Pizzamiglio
, Manuale di neuropsicologia
GRAZIE PER
L’ATTENZIONE
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