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17 Aprile 2014 - Movimento 5 Stelle Fano

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-MSGR - 14 PESARO - 1 - 17/04/14-N:RIBATTERE
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Giovedì 17 Aprile 2014 • S. Roberto
Commenta le notizie su ILMESSAGGERO.IT
IL GIORNALE DEL MATTINO
La rassegna
Da Huppert
a Depardieu
grandi nomi
a Spoleto
Il personaggio
L’annuncio
di Fiorello:
«Dopo Pasqua
torno in radio»
Archeologia
Nuove indagini
su Ostia antica:
era il doppio
di Pompei
A pag. 23
Molendini a pag. 23
Larcan a pag. 22
Più tagli, meno tasse
Il Campidoglio
e l’occasione
mancata
per risanare
Oscar Giannino
C’
è una pessima tendenza
che si sta affermando nelle grandi amministrazioni locali italiane con i conti in dissesto. Di fronte alla necessità di ridurre il debito accumulato e di incidere con rigore
nella spesa corrente fuori controllo, sindaci e presidenti dopo
tante parole si trovano innanzi
a una scelta. Farlo per davvero,
oppure cacciare gli assessori al
bilancio che, al momento della
formazione della giunta, erano
fieri di aver scelto per le caratteristiche di indipendenza e competenza, proprio per evitare spesa facile e favori ai partiti. È accaduto a De Magistris a Napoli,
a Crocetta in Sicilia. Ieri si è purtroppo aggiunto alla lista il sindaco di Roma, Ignazio Marino.
E l’assessore Daniela Morgante,
rea di proporre tagli veri, è stata
neanche troppo garbatamente
accompagnata alla porta.
Marino dirà che non ha colpa, che la Morgante si è dimostrata impoliticamente priva di
ragionevolezza con le sue proposte. E che chi lo critica è
espressione di un complotto.
Quest’ultima accusa è rivolta a
chi scrive da queste colonne, ma
è classicamente espressione di
una coda di paglia: di una politica che crede di nascondere i propri difetti accusando chi li sottolinea di servire interessi diversi
da quelli collettivi. In questo caso, del cittadino e contribuente
di Roma e di quello italiano, visto che del dissesto della finanza pubblica della Capitale pagano un sovraccosto rilevante sia
innanzitutto i romani, sia tutti
gli italiani che hanno dovuto subire l’onere di due decreti salva-Roma in pochi anni, nel
2008 e ora.
Continua a pag. 18
Insulti su Facebook:
è diffamazione
anche senza nomi
ROMA Giro di vite sulla diffamazione via Facebook, che si realizza
anche se avviene in forma anonima. Lo ha sottolineato la Cassazione, nell’annullare l’assoluzione
accordata a un maresciallo della
Finanza che sui social network
aveva offeso la reputazione di un
collega, pur senza nominarlo: il
reato c’è quando la vittima è riconoscibile. Contro l’assoluzione
aveva fatto ricorso con successo il
pg sostenendo che, al di là dell’anonimato delle offese, le frasi erano circolate su un social network
con la conseguente diffamazione
per il diretto interessato.
Bernardi a pag. 14
Bilancio caos, allarme Roma
Scontro con il sindaco Marino, via l’assessore Morgante: «Non mi fanno tagliare spesa e tasse»
Nella manovra mancano 100 milioni. Renzi preoccupato: non c’è il rigore chiesto dal governo
`
`
Venti di guerra fredda. Oggi vertice a Ginevra
ROMA Allarme per i conti della
Capitale. L’assessore al Bilancio
del Comune di Roma, Daniela
Morgante, lascia dopo lo scontro con il sindaco Marino sul come reperire i cento milioni che
mancano per chiudere la manovra: l’assessore voleva tagliare
la spesa. Il bilancio ora resta ad
interim al sindaco, che sarà affiancato dal sottosegretario Legnini e dal parlamentare Causi,
entrambi Pd. Cresce la preoccupazione di Renzi per la mancata applicazione della linea del
rigore indicata dal Salva Roma.
Bassi, Evangelisti e Rossi
alle pag. 2 e 3
L’ultimo ricorso
Il caso
L’Europa boccia
Berlusconi: non
può candidarsi
Dell’Utri ricoverato
a Beirut: si complica
la sua estradizione
David Carretta
Cristiana Mangani
L
E
a Corte Europea dei Diritti umani, per la seconda
volta in pochi giorni, ieri
ha respinto un’istanza dei
legali di Silvio Berlusconi.
A pag. 6
sce dalla cella ammanettato, con la barba lunga:
quattro giorni in isolamento sembrano aver
pesato su Dell’Utri.
A pag. 8
Statali, stipendi nel mirino
stangata sopra 60mila euro
Nel Cdm di domani misure anti evasione e tagli a Difesa e F35
`
Ucraina, blindati filorussi a est
Allarme Nato, difese rafforzate
Ennio Di Nolfo
Q
ualcuno ricorderà un concetto diffuso negli anni Cinquanta del secolo scorso, la nozione di brinkmanship. Era
un’espressione coniata dal segretario di Stato americano John Foster
Dulles, per dire che verso l’Unione
Sovietica si doveva spingere la
pressione sino all’orlo di una crisi
drammatica, salvo ritirarsi prima
che le cose precipitassero.
Continua a pag. 18
D’Amato, Guaita e Morabito
alle pag. 10 e 11
ROMA Stipendi pubblici nel mirino: spunta un tetto alle retribuzioni per tutti i dipendenti
pubblici. L’ultima versione del
decreto destinato a limitare i
compensi dei dirigenti si configura come una stangata, che
imporrebbe una soglia massima, fissata a 60 mila euro, allo
stipendio della generalità dei
dipendenti pubblici: quindi
non soltanto ai dirigenti. La
novità dovrebbe scattare alla
data di entrata in vigore del
provvedimento, quindi verosimilmente già con gli stipendi
di maggio. Attese anche, con il
Cdm di domani, misure anti
evasione e tagli a Difesa e F35.
Cifoni e Gentili alle pag. 4 e 5
Scontro in Parlamento
Deficit, lettera del governo alla Ue
«Pagati debiti Pa, slitta il pareggio»
Il governo scrive una lettera
alla Ue sul deficit e motiva le
sue richieste: «Pagati i debiti
della Pubblica amministrazione, slitta il pareggio di bilancio». Scontro tra Brunetta
e Boldrini. Il capogruppo di FI
ha accusato la Presidente di
non aver costretto il governo
a rendere pubblica la lettera.
A pag. 5
IL SEGNO DEL CANCRO
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Buongiorno, Cancro! Non
manca lo stress quando Marte
si mette contro, ma avete
superato transiti ben più ostili e
riuscirete a rispondere a un
colpo basso ricevuto nel campo
pratico. Siete incamminati
verso un nuovo successo che
arriverà prima dell’estate.
Intanto partite con una Luna
tutta a vostro favore, che lancia
un segnale di fortuna anche per
la famiglia, i figli; mentre sul
davanzale del vostro cuore una
rosa fiorisce, l’amore c’è.
Auguri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’oroscopo a pag. 31
-MSGR - 20 CITTA - 2 - 17/04/14-N:
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Bilancio a rischio
venti di crisi a Roma
Lascia la Morgante
scontro con Marino
Manovra 2014, l’assessore si è dimessa: «Volevo il rigore
non mi fanno tagliare la spesa e ridurre la pressione fiscale»
`
IL CASO
ROMA «Si poteva e si doveva tagliare la spesa e ridurre la pressione fiscale. Non è stato possibile farlo, la mia bellissima
esperienza all’assessorato al Bilancio finisce qui». Daniela
Morgante, giudice della Corte
dei conti prestata al Campidoglio, da ieri non è più la responsabile del Bilancio del Comune
di Roma. La sua proposta di manovra - che puntava ad applicare la linea virtuosa di attacco
agli sprechi e, conseguentemente, limitazione delle tasse - è stata affondata da Ignazio Marino,
nonostante le rituali frasi di ringraziamento per il «prezioso
contributo», e dal Pd romano.
L’ultimo scontro riguardava
cento milioni ancora mancanti
nei conti di Palazzo Senatorio:
l’assessore voleva recuperarli
con tagli e risparmi, il sindaco
punta a ottenerli attivando ancora la leva fiscale. Così, alla vigilia della conversione del decreto Salva Roma in Senato, la
Capitale si presenta al resto del
Paese con l’ennesimo pasticcio:
l’assessore al Bilancio di fatto
mandato via, il sostituto che
non è ancora stato trovato, il
sindaco costretto a prendere ad
interim la delega proprio mentre si sta scrivendo la manovra
di previsione del 2014, che parte
da uno squilibrio di 1,2 miliardi
di euro.
gnini, sottosegretario all’Economia, e Marco Causi, capogruppo del Pd alla commissione bilancio della Camera. In alternativa - o come naturale proseguimento di questa anomala formula che metterebbe Marino
sotto tutela - c’è l’idea di fare
passare le elezioni europee del
25 maggio e il varo del piano di
rientro, per poi convincere Legnini o Causi a fare l’assessore
al Bilancio. Ma il sottosegretario aveva già declinato l’offerta
a giugno, quando era stato il primo a essere contattato dal chirurgo dem per l’assessorato
chiave della sua giunta.
L’INCOGNITA
Ma a questo punto proprio il
piano richiesto dal Governo che prevede un riequilibrio
strutturale dei conti comunali,
comprese le disastrate aziende
municipalizzate - potrebbe diventare uno scoglio insormontabile per l’inquilino del Campidoglio. Specie se la manovra di
previsione non rispetterà i crite-
ri di risanamento chiesti esplicitamente da Palazzo Chigi per
dare il via libera all’aiuto da parte dello Stato. Ieri dall’opposizione Alfio Marchini ha osservato: «Il balletto stucchevole tra
sindaco, assessori e la loro maggioranza sarebbe comico se
non si giocasse con straordinario cinismo sulla pelle dei romani - è l’affondo dell’imprenditore - La scelta del sindaco di avocare a sé la delega al bilancio è
invece semplicemente suicida,
perché se non riuscirà ad approvare la manovra entro aprile non avrà altra scelta che dimettersi». Sulla vicenda è intervenuta anche Unindustria, l’associazione degli industriali di
Roma e del Lazio, augurandosi
che «le dimissioni di Daniela
Morgante non comportino facili vittorie del partito trasversale
della spesa e delle tasse che,
purtroppo, ci appare ancora
maggioritario in questa città».
Mauro Evangelisti
Fabio Rossi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LE OPZIONI
Marino e una parte del Pd stanno ragionando su due tipi di soluzioni: il sindaco mantiene ad
interim il bilancio fino all’estate
e viene affiancato dalla cabina
di regia che sta lavorando sul
piano di rientro triennale dal disavanzo strutturale (imposto
dal Salva Roma), di cui fanno
parte, tra gli altri, Giovanni Le-
Daniela Morgante, magistrato della Corte dei Conti
Il Comune di Roma in Piazza del Campidoglio
«Downgrading se il risanamento fallisce»
Avvertimento dell’agenzia di rating Fitch
L’ANALISI
ROMA I conti di Roma non sono
ancora pienamente sul sentiero
del risanamento. Anzi, c’è ancora uno squilibrio strutturale. Le
entrate tributarie non riescono
ancora a compensare del tutto
la spesa corrente. Senza i soldi
del Salva Roma l’equilibrio finanziario non sarebbe stato raggiunto. Ieri è arrivato l’outlook
semestrale di Fitch, l’agenzia di
rating che monitora la salute finanziaria del Campidoglio. «Le
riforme», dicono gli analisti nel
report, «sono necessarie». Senza
di esse Roma potrebbe finire di
nuovo in panne. «Un fallimento
nell’attuazione delle misure correttive», si legge nel documento,
comporterebbe la quasi certezza che Roma continuerà a posticipare il raggiungimento dell’equilibrio e questo potrebbe
non essere coerente con un giudizio di tripla B e potrebbe portare ad un downgrading. L’ombra,
insomma, è ancora una volta
quella della bocciatura. Bocciatura che si avrebbe anche nel caso in cui venisse meno il suppor-
to finanziario della Regione Lazio, che ha garantito 100 milioni
di euro annui come contributo
al trasporto pubblico locale, o
dello stesso governo, che invece
tramite la gestione commissariale ha trasferito nelle casse del
Campidoglio quasi 500 milioni
di euro.
IL DOCUMENTO
Anche il debito ha ricominciato
a crescere. Dal miliardo e duecento milioni circa attuale, secondo gli analisti di Fitch è destinato a crescere da qui al 2015 fino a 2 miliardi di euro. E questo
senza considerare il passivo di
Ama e Atac. Se si conteggiasse
anche il «rosso» delle controlla-
te, il debito di Roma raddoppierebbe a 4 miliardi di euro. Ama e
Atac, del resto, sono due delle
maggiori preoccupazioni delle
agenzie di rating. Senza una seria ristrutturazione industriale
continueranno ad accumulare
debiti, soprattutto se il Comune,
come pare nelle intenzioni, taglierà anche i fondi dei contratti
di programma. Un meccanismo
perverso che rischia di riverberarsi anche sullo stesso Campidoglio. Quando si spendono soldi che non si hanno si finisce per
non pagare i fornitori. Il risultato è un costante accumulo di
fondi debiti fuori bilancio.
Non solo. Secondo gli analisti di
Fitch il Pil romano è dato in contrazione nel 2013 dell’1,5 per cento e i prossimi due anni non saranno migliori, visti anche i propositi del governo di bloccare gli
stipendi pubblici che costituiscono comunque una sostanziosa componente della forza lavoro della Capitale. Questo, ovviamente, si farà sentire anche sulle entrate del Comune che ne risentiranno.
A. Bas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’intervista Angelo Rughetti
«Il Comune mantenga
gli impegni che ha preso»
ROMA Sottosegretario Angelo
Rughetti, è preoccupato della
crisi al Comune di Roma e delle
conseguenze che potrebbe avere sul piano di risanamento
chiesto dal governo?
«Quando si rompe una squadra
c’è sempre dispiacere per le persone coinvolte, ma le istituzioni
devono andare avanti nel mandato. Il governo è certo che il Comune manterrà gli impegni e darà attuazione alle misure previste nel Salva Roma rispettando
tutti i paletti».
L’assessore al bilancio Morgante si è dimesso perché voleva
impostare un bilancio di tagli
cercando di ridurre la pressione fiscale...
«Bisogna sempre vedere quanto
è grave la malattia. Se è grave, come sembra, non si può continuare ad alimentare una macchina
inefficiente con un aumento della pressione fiscale, altrimenti diventa un problema che non si risolve mai».
In altre parole?
«Interventi come quello che a livello centrale stanno facendo
Matteo Renzi e il commissario
Carlo Cottarelli sono possibili anche a Roma. La macchina burocratica della Capitale va ristrutturata».
Il caso Roma è scoppiato a un
mese dalle elezioni Europee,
può avere conseguenze?
«La situazione politica nella Ca-
pitale è delicata».
In che senso?
«Bisogna evitare il rischio di una
balcanizzazione tra le correnti».
Lei ha spinto la candidatura di
Simona Bonafé a capolista,
Grillo l’ha definita una velina?
«Non è una velina come dice
Grillo, è una donna con le ”P”.
Sul suo nome c’è stata una mia
spinta per averla capolista perché abbiamo bisogno di agganciare la spinta riformista nazionale con dei nomi che sul territorio siano in grado di rappresentare questa spinta. La lista del Lazio era una lista già molto competitiva, con Goffredo Bettini ed
altri candidati, ma con Simona
Bonafé facciamo un salto di qua-
«IL VOTO UE? NELLA
CAPITALE SI EVITI
LA BALCANIZZAZIONE
TRA CORRENTI,
LA CANDIDATURA
DI BONAFÈ AIUTA»
lità, sia in termini di comunicazione politica che di messaggio
riformista».
Ecco, a proposito di Bettini e di
Enrico Gasbarra, a Roma sembra ci sia una competizione
nella competizione all’interno
del Partito Democratico?
«La mia preoccupazione è proprio questa, che scatti una rincorsa a chi prende un voto in più
rispetto agli altri e su questo far
poi partire una gerarchizzazione
della politica e delle istanze che
da questa politica vengono. Quello da augurarsi è che nell’interesse delle istituzioni territoriali
non si perda di vista l’obiettivo finale che è quello di vincere le elezioni europee e non di far prevalere una corrente sulle altre».
A cosa può portare questa competizione interna?
«Se dovesse prevalere uno spirito di parte e non complessivo,
dal giorno dopo saremmo tutti
costretti a ragionare del rimpasto della giunta o su come la
giunta cerca di uscire dalle difficoltà economiche, se privatizza-
re o se aumentare la tassazione.
Non vorrei che queste scelte, che
sono delle scelte strategiche per
la città venissero assunte più per
un effetto rimbalzo del risultato
elettorale che per le necessità
della città stessa. Il rischio che
vedo è questo, da cui bisogna
mettersi al riparo, anche perché
si potrebbero assumere posizioni e condizionamenti pesanti nei
confronti dell’amministrazione
romana, e questo credo vada evitato in tutti i modi».
Nel Pd, come dimostrano le dimissioni dell’assessore Morgante, il confronto sembra già
aperto?
«Ripeto. Questo scontro interno
rischia di condizionare in modo
estemporaneo delle politiche.
Qui si rischia il gioco degli specchi. Siccome uno ha preso una
posizione, l’altro prende quella
opposta. Tutto questo fatto sulla
pelle dei cittadini non andrebbe
bene. Bonafé può essere utile ad
affievolire questo scontro».
A. Bas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 20 CITTA - 3 - 17/04/14-N:
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Renzi prepara la resa dei conti:
il sindaco non può fare il grillino
` Preoccupazione a Palazzo Chigi
per il nuovo terremoto nella Giunta
IL RETROSCENA
In Senato
Salva Roma, slitta l’esame in commissione
Slitta alla prossima settimana
l'esame del decreto sulla
finanza locale, il cosiddetto
”Salva Roma ter”. È quanto si
apprende da fonti informate,
secondo le quali il termine per
la presentazione degli
emendamenti sarebbe stato
fissato alle ore 13 di mercoledì
23 aprile. Il percorso di questo
decreto è stato finora quanto
mai travagliato: già due volte,
prima Enrico Letta, poi Matteo
Renzi hanno dovuto ritirarlo
prima della conversione
definitiva (in dicembre il
governo Letta pose la
questione di fiducia, salvo poi
cestinarlo il giorno dopo) e
ripresentarlo alle Camere.
ROMA «Marino? Deve decidere se
vuole fare il grillino o se continuare ad essere sostenuto dal
Partito Democratico, nel qual caso allora dovrà allinearsi non solo al Nazareno ma anche al governo nazionale». Chi parla è un
fedelissimo di Matteo Renzi che
sta seguendo da vicino la crisi
del Comune di Roma dopo le dimissioni dell’assessore al bilancio Daniela Morgante. A Palazzo
Chigi quello che sta accadendo
in queste ore al Campidoglio è visto con preoccupazione. Renzi
come primo atto del suo governo
ha adottato un decreto per salvare la capitale dal default, il terzo
che porta il nome di Salva Roma.
La partita, poi, è stata lasciata
nelle mani del ministero dell’Economia e della cabina di regia. Il governo, insomma, ha dato i compiti a casa, e ha intenzione di controllare come saranno
svolti. La linea dell’assessore
Morgante, più tagli e meno spesa, magari per dare anche un
conforto ai ceti meno abbienti
con un alleggerimento della
pressione fiscale su Tasi e Irpef,
veniva considerato più in linea
con i propositi di spending review portati avanti da Cottarelli
e con il programma del governo
di restituire 80 euro al mese in
busta paga ai lavoratori. A Roma, invece, si è scelta un’altra
strada: approvare un bilancio
fondamentalmente senza scelte
di fondo chiare, e rimandare a
dopo le elezioni europee gli eventuali sacrifici e l’aumento delle
tasse. Una strategia che a Palazzo Chigi non è piaciuta. «Il redde
rationem con Marino», aggiunge
un altro esponente di primo piano del Pd, «ci sarà dopo la consultazione elettorale».
IL CONTROLLO DEI CONTI
Un segnale comunque, potrebbe
arrivare presto. Tesoro e Palazzo
Chigi starebbero valutando anche la possibilità di dare un ruolo in una delle società pubbliche
di prossima nomina o un incarico paragovernativo, proprio alla
Morgante, l’assessore defenestrato da Marino. Per il sindaco
sarebbe un vero smacco. Non è il
solo problema che il sindaco della Capitale deve affrontare. Ce
n’è uno più urgente: quello di
portare a termine entro pochi
giorni il bilancio di previsione.
Marino ha preso in capo a se le
deleghe lasciate dalla Morgante,
ma ovviamente non ha l’esperienza per fare il lavoro da solo.
Ad «aiutarlo» ci sarà una sorta di
troika composta dall’ex assessore al bilancio della Capitale ed attuale deputato del Pd, Marco
Causi, dal sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini, e dal
relatore del Salva Roma Fabio
Melilli. Come hanno in mente di
muoversi i tre lo ha spiegato ieri
lo stesso Legnini. «Abbiamo parlato di come il bilancio incrocerà
il piano di riequilibrio in attuazione del decreto», ha detto il so-
`Il premier pronto ad affrontare il nodo
subito dopo le elezioni europee di maggio
sttosegretario all’Economia. «Il
decreto», ha aggiunto, «prevede
la possibilità di costruire un bilancio in parallelo al piano di riequilibrio. Ovvero», secondo Legnini, «Roma può fare il bilancio
subito e poi il piano di rientro,
mano a mano che prenderà forma nei termini di legge e verrà
adottato dalla giunta, potrà essere trasfuso con assestamenti in
corso d’anno nel bilancio previsionale». Come detto, insomma,
il bilancio che sarà approvato
nei prossimi giorni sarà solo
un’indicazione di massima, i
conti veri saranno fatti nei prossimi mesi. Una prospettiva guardata con una certa apprensione
anche dalle agenzie di rating. Ieri Fitch ha diffuso il suo outlook
semestrale sul Comune di Roma.
Secondo gli analisti se il Campidoglio dovesse fallire nel risanamento imposto dal governo e se
dovesse perdere il sostegno finanziario fin qui avuto dall’esecutivo, allora il downgrading è
certo.
Andrea Bassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La bozza del bilancio
270 milioni
10 milioni
9 per mille
40 milioni
tagli ai
dipartimenti
addizionale
comunale Irpef
50 milioni
maggiore incasso
dalle tariffe
incremento
di ricavi
dalla Cosap
dall'aumento
della tassa
di soggiorno
-MSGR - 20 CITTA - 4 - 17/04/14-N:RCITTA
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Stipendi pubblici,
maxi-stangata
Il primo tetto
a 60 mila euro
Limite massimo alle retribuzioni a 240 mila euro: varrà
anche per società pubbliche, magistratura e Banca d’Italia
`
LA STRETTA
ROMA Tetto alle retribuzioni per
tutti i dipendenti pubblici. Sta
prendendo forma l’articolo del
decreto legge di domani destinato a limitare i compensi dei dirigenti: ma l’ultima versione messa a punto si caratterizza come
una vera e propria stangata, che
colpirebbe anche le categorie finora al riparo (come la magistratura e gli organi costituzionali) e
comunque imporrebbe una soglia massima, fissata a 60 mila
euro, allo stipendio delle generalità dei dipendenti pubblici: non
solo i dirigenti quindi.
La novità scatterebbe alla data di entrata in vigore del provvedimento, quindi verosimilmente già con gli stipendi di maggio.
Il riferimento base, già annunciato più volte nelle scorse settimane, è quello della retribuzione del presidente della Repubblica, che come ricordato ieri dallo
stesso Quirinale ha un importo
lordo di circa 240 mila euro.
Questo sarà il limite massimo,
da applicare nella pubblica amministrazione ai dirigenti di prima fascia che hanno un incarico
di capo dipartimento. Ma la
maggior parte dei manager si
dovrà fermare più in basso. È
previsto infatti che l’importo del
Gli statali per fascia di età
under 35
over 55
0-24
1,3%
55-59
17,7%
25-29
2,9%
60-64
5,7%
30-34
6,10%
over65
0,6%
circa 10%
3,3 mln
35-39
10,8%
Rapporto Aran giugno 2013 (dati 2011)
40-44
15,4%
45-49
19,5%
50-54
20,1%
ANSA
tetto sia ridotto rispettivamente
del 30, del 60 e del 75 per cento,
per gli altri dirigenti di prima fascia, per quelli di seconda fascia
e per il restante personale. Le tre
categorie si troverebbero quindi
a non poter andare oltre i 168 mila, i 96 mila e ed i 60 mila euro:
questa ultima cifra sarebbe
quindi la prima soglia a scattare,
per chi non ha un contratto di dirigente.
CLAUSOLA ANTI-FURBI
C’è anche una clausola pensata
per evitare che la stretta sia aggirata: il rispetto dei limiti dovrà
essere valutato in riferimento a
tutte le somme percepite dagli
interessati a qualunque titolo,
comprese quelle erogate da enti
diversi o quelle ottenute quali
corrispettivo di incarichi occasionali. C’è poi un limite specifico nel caso di aspettative o incarichi fuori ruolo: in questi casi
indennità o rimborsi spese non
potranno superare il 25 per cento del trattamento economico
complessivo. L’unica eccezione
sembra essere quella relativa ai
contratti d’opera per prestazioni artistiche (nel caso della Rai)
laddove c’è l’esigenza di competere con i concorrenti sul mercato.
Ma la portata dell’intervento
RIENTRANO
NEI VINCOLI
ANCHE AZIENDE
COME POSTE O FS
SI SALVANO SOLO
QUELLE QUOTATE
Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan
Il decreto lavoro
Contratti a termine
massimo 5 proroghe
La commissione Lavoro della
Camera ieri notte ha terminato
l'esame di tutti gli emendamenti
al decreto legge sul lavoro. Oggi,
dopo aver ricevuto il parere delle
altre commissioni parlamentari
competenti in materia, sarà
votato il mandato al relatore. Il
testo è atteso nell’aula di
Montecitorio per domani. Tra le
novità approvate ieri notte,
quella relativa al numero
massimo di proroghe consentite
per i contratti a termine
nell’ambito dei 3 anni: il tetto
iniziale di otto proroghe è sceso a
cinque, così come era stato
chiesto dal gruppo del Pd. Altre
novità riguardano
l'apprendistato e la formazione
obbligatoria.
Per riuscire ad approvare il
provvedimento entro il termine
di 60 giorni, il governo metterà la
fiducia che strozza i tempi
dell’ostruzionismo. Il voto è
previsto per martedì prossimo,
dopo la pausa pasquale. Il
decreto passerà poi all’esame del
Senato per il via libera definitivo.
emerge oltre che dai tetti numerici dalla sua estensione. Praticamente si salvano dal limite massimo fissato a 240 mila euro solo
i manager delle società quotate:
quelli degli enti pubblici e delle
società partecipate in tutto o in
parte dallo Stato o da altre amministrazioni, comprese quelle
che emettono obbligazioni quotate come Poste e Ferrovie ricadranno invece nella tagliola. E lo
stesso varrà per i componenti i
consigli di amministrazione.
PERIMETRO ALLARGATO
C’è di più: con una mossa forse
ardita il governo tenta di estendere il nuovo regime anche ad
una serie di realtà finora escluse. In primo luogo gli organismi
costituzionali, Camera, Senato,
presidenza della Repubblica,
Corte costituzionale, che godono di autonomia anche in termini di bilancio. Ora questi organi-
CAMERA, SENATO
E ALTRI ORGANI
COSTITUZIONALI
DOVRANNO
ADEGUARE
LE PROPRIE REGOLE
ROMA Un bonus per gli incapienti
pari al 3-4 per cento del reddito
da erogare probabilmente attraverso il datore di lavoro. Il governo punta a definire nel decreto
legge di domani tutta l’operazione sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, sia quelli che
hanno una retribuzione sufficiente a versare imposte, sia
quelli che trovandosi a livelli più
bassi non avrebbero benefici da
un semplice aumento delle detrazioni Irpef.
L’opzione principale era fino a
ieri quella di un intervento di natura fiscale, quindi proprio attraverso l’Irpef. Ma la possibilità di
agire attraverso l’Inps sui contributi resta in piedi a livello tecnico e sta guadagnando terreno, in
vista della decisione politica finale che comunque dovrà essere
presa nelle prossime ore. Anzi
appare plausibile che la strada
della decontribuzione venga
adottata per la generalità dei lavoratori: dunque si avrebbe per
tutti un taglio di 3-4 punti dei
contributi previdenziali, che attualmente sono poco più di 9 per
la parte di competenza del dipendente. Quale che sia la soluzione
prescelta occorre fare presto,
per centrare l’obiettivo di concretizzare il beneficio nelle buste
paga di maggio.
LA VIA PIÙ SEMPLICE
L’ABBONAMENTO TV
La giornata di ieri è stata caratterizzata da anche da una sorta di
giallo sul tema del canone Rai. È
circolata l’ipotesi di utilizzare i
proventi della lotta all’evasione a
questo tributo, per dare copertura proprio al decreto sull’Irpef
(per 150 milioni). Ma nuova sarebbe stata soprattutto la modalità escogitata per stanare chi
non paga l’abbonamento alla televisione pubblica: sostanzialmente, questo sarebbe stato legato alle utenze elettriche. Sarebbero quindi stati tenuti al pagamento tutti coloro che hanno un
contratto di fornitura, in modo
da far pagare il canone insieme
alla bolletta.
L’ipotesi, che a quanto pare
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che hanno uno stipendio al di
sotto degli 8 mila euro l’anno, se
senza carichi familiari, o altrimenti anche maggiore). Il datore
di lavoro, che agisce come sostituto d’imposta, dovrebbe erogare loro una somma riservandosi
poi di recuperarla sui successivi
versamenti allo Stato. Una percentuale pari al 3-4 per cento del
reddito garantirebbe un beneficio analogo, in proporzione, a
quello degli 80 euro.
Incapienti, bonus del 3-4 % del reddito
Giallo sul canone Rai con la bolletta
IL DECRETO
smi e la Banca d’Italia (la cui indipendenza deriva invece dall’appartenenza alla Bce ed al sistema europeo delle banche centrali) dovranno applicare le stesse regole nei propri ordinamenti, garantendo comunque una riduzione delle spese complessive
di almeno il 5 per cento rispetto
al 2013: c’è quindi un po’ di flessibilità sulle modalità, ma comunque viene imposto il tetto a 240
mila euro e viene anche fisssato
un obiettivo di risparmio.
Percorso simile è previsto per
la magistratura, altra categoria
che in passato h fato valere la
propria autonomia anche sul
piano economico e di bilancio.
Toccherà al Csm indicare le modalità concrete di applicazione
della stretta, fermo restando il
tetto massimo al livello del presidente della Repubblica e l’obbligo di ottenere una riduzione della spesa dell’ordine del 5 per cento. Allo stesso modo il tetto massimo vale anche per il personale
convenzionato con il servizio nazionale, sul quale sarà operata
una riduzione dello stipendio
del 5 per cento nel caso superi il
livello fissato per i dirigenti di seconda fascia, ossia 96 mila euro.
Andrea Bassi
Luca Cifoni
Carlo Cottarelli
Il bonus potrebbe essere erogato per via fiscale
proviene dal lavoro svolto dal
gruppo del commissario Carlo
Cottarelli, è stata però esclusa
dalla presidenza del Consiglio. È
comunque possibile che venga
presa in considerazione in una
fase successiva.
Dunque le copertura alla riduzione del cuneo fiscale arriverà
dalle voci indicate pur sommariamente nel Documento di eco-
nomia e finanza: retribuzioni dei
dirigenti pubblici, spesa sanitaria, acquisti di beni e servizi, trasferimenti alle imprese. Dovrà
essere messa insieme una somma pari a 4,5 miliardi, mentre
poco più di 2 arriverebbero da
voci una tantum: il maggior gettito Iva atteso a seguito del pagamento dei debiti della pubblica
amministrazione e l’incremento
dal 12 al 26 per cento dell’aliquota imposta alle banche per la rivalutazione delle quote di Bankitalia.
L’ultimo nodo da sciogliere è
allora quello relativo alla forma
che dovrà prendere la riduzione
del cuneo fiscale. Finora si è parlato soprattutto di un intervento
sulle detrazioni Irpef, con l’obiettivo di garantire a tipicamente a
coloro che hanno un reddito tra i
20 e i 25 mila euro un beneficio
di 1000 euro l’anno, i famosi 80
al mese. Questo schema pone
qualche problema relativamente ai lavoratori incapienti (quelli
Per questa categoria di dipendenti sarebbe più semplice intervenire tagliando i contributi previdenziali, che comunque sono
trattenuti a tutti. Anzi avanza in
queste ultime ore l’idea di percorrere questa via per tutti i lavoratori. Ovviamente per evitare
una riduzione delle future pensioni (calcolate con il sistema
contributivo) lo Stato dovrebbe
assumersi il relativo onere: i contributi diventerebbero quindi figurativi.
La controindicazione a questo
tipo di intervento è che, pur in
presenza di un intervento pubblico compensativo, il meccanismo delle pensioni verrebbe reso meno trasparente. Ma è
un’obiezione che in nome della
semplicità potrebbe essere superata.
L. Ci.
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-MSGR - 20 CITTA - 5 - 17/04/14-N:RCITTA
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Deficit, il governo scrive alla Ue:
«Pagati i debiti Pa, slitta il pareggio»
Il Tesoro: «Sono circostanze eccezionali» `Scontro Brunetta-Boldrini sulla lettera
Bruxelles prende atto ma accende un faro «Il Parlamento non è stato informato»
`
IL CASO
Laura Boldrini e Renato Brunetta
STRASBURGO Un giudizio della
Commissione ancora non c'è, ma
la lettera con cui l'Italia ha comunicato a Bruxelles lo scostamento
dal percorso per raggiungere il
pareggio di bilancio ieri ha provocato un duro scontro alla Camera, con Forza Italia che ha accusato la maggioranza di un «colpo di
mano» sul Documento di Economia e Finanze. Il voto alla Camera
è previsto per questo pomeriggio,
ma il capogruppo di Forza Italia,
Renato Brunetta, ha «stigmatizzato il comportamento della presidente Laura Boldrini» per non
aver costretto il governo a rendere pubblica la lettera prima della
calendarizzazione. E' «una violenza perpetrata non sulla minoranza, ma sulla legge e sulla Costituzione, un colpo di maggioranza
suffragato dalla presidente Boldrini», ha detto Brunetta.
Per Boldrini, l'atteggiamento
del presidente dei deputati di Forza Italia, che ha provocato la sospensione della riunione dei capi-gruppo, è stato «irriguardoso e
irrispettoso, e non per la prima
volta». Ma anche alcune componenti della maggioranza hanno
condiviso i rilievi di Brunetta: «ha
posto delle questioni politiche,
anche condivisibili», ha detto il
presidente dei deputati di Scelta
Civica, Andrea Romano.
Il Tesoro in serata ha pubblicato la lettera e la risposta del direttore generale della DG Economia
e Finanza della Commissione,
Marco Buti. Nella missiva indirizzata all’attenzione del commissario Sim Kallas, il ministro dell'
Economia, Pier Carlo Padoan,
conferma l'intenzione di avvalersi delle «circostanze eccezionali»
previste dal Patto di stabilità per
«deviare temporaneamente dagli
obiettivi di bilancio».
LINEA SOTTILE
Il pareggio di bilancio è rinviato
dal 2014 al 2016. L'aggiustamento
strutturale del deficit per quest'
anno è limitato allo 0,2% contro
lo 0,6% chiesto da Bruxelles. La
normativa italiana prevede di «informare la Commissione» prima
che il Parlamento autorizzi a
maggioranza assoluta uno scostamento dal pareggio di bilancio.
Secondo le regole europee, invece, non c'è alcun bisogno di un via
libera formale da parte di Bruxelles prima del voto parlamentare.
«La Commissione prende nota
della deviazione temporanea»,
ha risposto Buti: il giudizio sul
DEF arriverà «il 2 giugno». Agli
occhi di Bruxelles, l'Italia cammina su una linea sottile con la scel-
LA DEROGA CHIESTA
DALL’ESECUTIVO
È PREVISTA DAL PATTO
DI STABILITA’
IL GIUDIZIO SUL DEF
ARRIVERÀ IL 2 GIUGNO
ta di spostare unilateralmente al
2016 il pareggio di bilancio, giustificandosi con le «circostanze eccezionali» della recessione. A prescindere dal voto del Parlamento
italiano, la Commissione intende
condurre «la sua valutazione sulla sussistenza delle circostanze
eccezionali nel quadro dell'esame del programma di stabilità»,
spiega una fonte europeo. L'esito
non è scontato, anche perché l'Italia avrebbe dovuto raggiungere il
pareggio di bilancio «già nel
2014». Se c'è grande apprezzamento per le riforme strutturali
annunciate dal presidente del
Consiglio Matteo Renzi, l'enorme
debito è considerato un rischio
maggiore per l'Italia e l'intera zona euro. Non è escluso che, a giugno, la Commissione lanci un
«early warning» sui conti italiani,
primo passo della procedura che
potrebbe portare a sanzioni pecuniarie. Il caso della Francia mostra un irrigidimento di Bruxelles. Secondo alcune indiscrezioni, il presidente François Hollande avrebbe inviato due emissari
per chiedere un altro sconto sui
tempi di rientro del deficit, ma la
Commissione avrebbe rifiutato di
concedere a Parigi un anno in più
per riportare il disavanzo sotto la
soglia del 3% del Pil.
David Carretta
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Il rientro dal deficit
Cifre in % del Pil
Saldo strutturale
Saldo netto
+0,3
0,5
-0,1
0,0
-0,5
-0,3
-0,6
-0,9
-1,5
-2,0
-3,0
0,0
0,0
-0,8
-1,0
-2,5
0,0
-2,6
-1,8
2014
2015
-3,0
2013
Fonte: Def (programma del Governo)
2016
2017
2018
ANSA
Renzi allarga il tiro, tagli a F35 e misure anti evasione
IL RETROSCENA
ROMA «Sarò incisivo sui megadirigenti pubblici, sulle municipalizzate, sulle spese della Difesa
inclusi gli F35 e non mi lascerò
certo impressionare dalle banche: come previsto aumenterà il
prelievo sulle plusvalenze». A sera, dopo un’altra giornata trascorsa in compagnia del ministro dell’Economia Pier Carlo
Padoan, di mister spending review Carlo Cottarelli e del consigliere economico Yoram Gutgeld, Matteo Renzi ha redatto il
suo decalogo in vista del Consiglio dei ministri di domani.
Quello chiamato a varare il decreto con la cura dimagrante
per la spesa pubblica necessaria
a coprire il taglio dell’Irpef (gli
80 euro al mese per chi guadagna meno di 1.500 euro), ma non
la sforbiciata all’Irap. Le aziende
dovranno aspettare ancora un
po’: per ora mancano i soldi.
LA FILOSOFIA E IL DECALOGO
«La mia filosofia di fondo, nel
documento strategico sui risparmi, è quella di spendere meno
ma soprattutto spendere meglio. Risparmi mirati, permanenti, non lineari, in linea con
gli accordi europei», ha spiegato
il premier ai suoi. E in un tweet
serale ha lanciato un messaggio
agli «uccelli del malaugurio»:
«Dicevano che era una televendita. Poi che non c’erano le coperture. Poi le coperture sì, ma non
quelle. #Amicigufi ma aspettare
venerdì no?».
Renzi, dopo il lungo lavoro
istruttorio condotto anche con il
sottosegretario Graziano Delrio
e Filippo Taddei, ha messo una
dietro l’altra le voci che finiranno nel decreto. La prima è dedicata alla «spesa pubblica intelligente» tramite l’acquisto di beni
e servizi «moderno ed efficiente», grazie a un accorpamento
dei centri di spesa e al ricorso ai
costi standard. La seconda voce
è la «sobrietà» e qui entrano in
gioco alcune «misure anticasta», il dettaglio però è tenuto
«strettamente riservato». Poi, a
seguire, c’è un utilizzo «più efficiente degli immobili pubblici»,
risparmiando sull’affitto di edifici privati e mettendo a profitto i
palazzi inutilizzati. C’è «una Difesa più snella» con una sforbiciata (al momento non è stato
stabilito il quantum) all’acqui-
«LAVORO AL MANIFESTO
DELLA SPENDING REVIEW
TUTTI I RISPARMI MIRATI
E PERMANENTI». NUOVA
GIORNATA CON PADOAN
COTTARELLI E GUTGELD
sto dei caccia F35. Previsti anche
una rivoluzione delle aziende
municipalizzate «per renderle
più efficienti e competitive», l’accelerazione della digitalizzazione della Pubblica amministrazione e alcuni «sussidi alle imprese».
Nel decreto Renzi vuole inserire anche alcune misure per la
lotta all’evasione fiscale, attraverso l’anticipo della fatturazione elettronica e «l’incrocio delle
banche dati» per stanare gli evasori. E, dulcis in fundo, «misure
a favore della legalità». Anche
qui però da palazzo Chigi non
escono dettagli.
E mentre a palazzo Chigi Renzi mette nero su bianco il decreto, in Parlamento i suoi si organizzano. L’idea è quella di trasferire «l’energia» e la «determina-
zione» del premier ai gruppi parlamentari e alle commissioni. E
chissà, presto scalare i vertici
dei gruppi. Il primo segnale: la
raccolta di firme, promossa dal
renziano Matteo Richetti, in calce a un documento a sostegno
della politica economica del governo. All’appello hanno risposto 120 democrat, compresi alcuni lettiani come Gianni Dal Moro, Enrico Borghi, Guido Galperti, la bersaniana Valeria Fedeli,
la civatiana Laura Puppato e l’ex
ppi Beppe Fioroni. «Il Pd sembra
fatto solo dai demolitori Fassina
e Chiti, dunque sembra che metta i bastoni nelle ruote di Renzi»,
spiega Richetti, «da adesso in
poi ci faremo sentire anche noi
“costruttori”».
Alberto Gentili
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-MSGR - 20 CITTA - 6 - 17/04/14-N:
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
L’Europa boccia
l’ultimo ricorso:
Berlusconi
non può candidarsi
Mediaset, Forza Italia aveva chiesto la sospensione
delle pene accessorie. La Corte di Strasburgo dice no
`
IL CASO
STRASBURGO La Corte Europea dei
Diritti Umani, per la seconda volta in pochi giorni, ieri ha respinto un'istanza dei legali di Silvio
Berlusconi per consentire al leader di Forza Italia di candidarsi
alle elezioni europee del 25 maggio. Proprio nel momento in cui
a Roma lo stato maggiore del
partito imponeva gli ultimi ritocchi alle liste, che andavano presentate alle corte di appello nel
corso del pomeriggio, un giudice
di Strasburgo ha definitivamente messo fine alla speranza di
Forza Italia di essere formalmente guidata da Berlusconi. Ma la
decisione della Corte toglie anche dall'imbarazzo il Partito Popolare Europeo, che vedeva di
cattivo occhio la possibilità di
una candidatura di Berlusconi
per i suoi attacchi ad Angela Merkel, ma ha bisogno degli eletti di
Forza Italia per sperare di imporre il proprio candidato alla presidenza della Commissione.
L'istanza alla Corte di Strasburgo era stata presentata dall'
avvocato Ana Palacio, ex ministro degli Esteri spagnolo, a no-
me di alcuni parlamentari membri del Consiglio d'Europa, deputati al Parlamento Europeo e singoli cittadini italiani, che avevano sottoscritto una richiesta per
sospendere gli effetti della sentenza Mediaset dell'agosto 2013
sul caso che, tra le pene accessorie, aveva sancito l'ineleggibilità
di Berlusconi.
NON C’E’ RISCHIO
L'8 aprile un cancelliere di Strasburgo aveva già bocciato il ricorso ritenendo irricevibile la richiesta di «urgenza». Questa volta, è stato un giudice a stabilire
che la Corte non può imporre a
uno Stato membro del Consiglio
d'Europa di prendere misure immediate per evitare una violazione di alcuni diritti sanciti dalla
Convenzione europea dei diritti
umani. «Questa possibilità è riservata ai casi in cui è a rischio la
vita o l'incolumità fisica del ricorrente. Non è la situazione attuale del signor Berlusconi»,
spiegano fonti della Corte.
«Per chi è giudicato da un Tribunale e condannato non è moralmente accettabile restare in una
posizione pubblica», ripetono
dentro il PPE, quando si chiede
di commentare le vicende giudiziarie di Berlusconi e il suo futuro politico nella famiglia dei popolari. Ma gli ultimi sondaggi indicano chiaramente che Forza
Italia sarà decisiva per stabilire
chi tra il Partito Popolare e il Partito Socialista Europeo avrà il diritto di scegliere il presidente della Commissione. Le ultime proiezioni dell'Europarlamento danno il PPE in vantaggio sul PSE di
appena sei seggi: 214 a 208. Un
sondaggio di ieri di PollWatch attribuisce 222 seggi ai popolari
guidati dal lussemburghese Jean
Claude Juncker e 209 ai socialisti
capeggiati dal tedesco Martin
Schulz. I 17 parlamentari europei che PollWatch attribuisce a
Forza Italia sarebbero in grado
di cambiare radicalmente gli
equilibri dell'Europarlamento e
spostare l'ago della bilancia per
la presidenza della Commissione.
Del resto le parole del presidente
del PPE, Joseph Daul, in passato
molto duro nei confronti di Berlusconi, dimostrano che i popolari sono pronti a mostrare un
po' di benevolenza pur di conservare la maggioranza a Strasburgo. «Se guardate come hanno votato i deputati di Berlusconi sono
stati una squadra che ha sempre
votato con il Ppe», ha detto Daul
martedì. Certo, «il linguaggio ed
il sole del Sud cambiano un po' le
cose» con gli attacchi a Merkel e
all'euro. Ma a livello di voti, secondo Daul, gli eurodeputati di
Forza Italia «sono sempre stati
totalmente disciplinati».
David Carretta
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La sede del Parlamento Ue a Strasburgo
I POPOLARI UE:
ABBIAMO BISOGNO
DEGLI ELETTI
DI FI PER LA GARA
ALLA PRESIDENZA
DELLA COMMISSIONE
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
Caso De Gregorio, il pm:
ulteriori indagini sul Cav
L’INCHIESTA
ROMA Potrebbe arrivare a scandagliare la contabilità del gruppo
Mediaset in anni anche recenti,
l’inchiesta sui finanziamenti illeciti che arrivavano al partito di
Sergio De Gregorio ”Movimento
Italiani nel Mondo”, che la procura di Napoli ha deciso di tenere
aperta nei confronti dell’ex Cavaliere Silvio Berlusconi. Se quella
per corruzione è a processo e il dibattimento sta entrando pian piano nel vivo, i pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli hanno deciso di presentare una richiesta di proroga per la parte di
indagine mirata a capire da dove
arrivassero i soldi consegnati a
Sergio De Gregorio quando nel
corso della legislatura 2006-2008
abbandonò l’Italia dei Valori per
passare a Forza Italia, lavorando
alla caduta del governo Prodi. La
decisione è diventata pubblica ieri, durante un’udienza, del processo nel corso del quale la procura ha depositato alcuni nuovi atti
di indagine.
I SOLDI DELLE SOCIETA’
L’ipotesi è che quei soldi provenissero dalle aziende di famiglia
più che dai finanziamenti ricevuti dal partito. Sui finanziamenti
recenti, ma a bilancio, aveva fatto
delle dichiarazioni il tesoriere di
Forza Italia Rocco Crimi che ave-
va persino ammesso come Berlusconi avesse ricominciato a finanziare il partito ben prima di dichiarare lo scioglimento del Pdl:
«A mio ricordo una donazione è
stata fatta dal Presidente Berlusconi a Forza Italia nell’approssimarsi delle elezioni politiche del
2013 ed è stata, se non erro, pari a
Sergio De Gregorio
LA PROCURA
DEPOSITA NUOVI ATTI
NEL PROCESSO
DI NAPOLI
PER LA COMPRAVENDITA
DI SENATORI
ROMA Oggi Berlusconi presenta
la sua squadra «da Champions
League», come la chiama, ossia
la lista azzurra per Strasburgo. E
già ha individuato per la campagna elettorale, non potendo attaccare i giudici nè Renzi («Ma
non gli faremo sconti, soprattutto sull’economia», ha ripetuto ieri l’ex Cavaliere ai maggiorenti
riuniti a Palazzo Grazioli) e trovandosi in difficoltà di fronte all’impeto anti-euro di Grillo, un
avversario su cui concentrare gli
attacchi. E’ una sua vecchia conoscenza, il quale potrebbe diventare presidente dell’Europarlamento: il socialdemocratico tedesco Schulz.
«No all’Europa del kapò
Schulz!», è uno dei gridi di battaglia di Silvio tornato in campo e
in questo campo - il suo ultimo
campo elettorale - si gioca tutto.
Come se anche questo, come e
più di tutte le altre competizioni
che lo hanno preceduto, sia un
referendum sulla sua persona:
«La sinistra non ha capito che
sono un leone. E lo dimostrerò
ancora una volta». L’Europa modello kapò Schulz sarebbe quella - nonostante l’immagine del
kapò rimandi a repressione dura e sanguinaria - smidollata e
socialisteggiante che consente
agli immigrati di invadere le nostre terre e di prosperare grazie
al buonismo multiculturalista
di cui i cittadini europei, come
dimostra il trionfo della e Pen in
Francia, non ne possono più. La
Marine Le Pen nostrana sarà Silvio, da qui al voto del 25 maggio?
CONTROINFORMAZIONE
«I sondaggi su Forza Italia - ha
spiegato il padrone di Palazzo
Grazioli ai suoi - sono fasulli. C’è
una campagna di malainformazione su di noi che serve a gettare sfiducia nei nostri elettori e
che già ha prodotto tanti guai.
Come quello per cui imprenditori e professionisti che poteva stare nelle nostre liste alla fine non
sono venuti, perchè bombardati
dai media che parlano male di
noi».
Ribaltare l’immagine di Forza
Italia e del suo leader - da perdenti in vincenti di nuovo - è il
primo obiettivo di Silvio. Il quale
sta preparando l’abbuffata televisiva dei prossimi dieci giorni. E
farà un filmato-spot in cui si racconta come padre della patria e,
sia pure in maniera soft sennò i
giudici gli revocano l’affidamento ai servizi sociali, come vittima
della giustizia. Ma soprattutto, la
campagna elettorale berlusconiana punterà sull’effetto Merkel: «La Germania causa della
crisi europea». E ancora: «Basta
con i trattati imposti dalla Ue che
rovinano i popoli del continente».
Naturalmente, anche se non
lo dice, Berlusconi sa di essere
più debole rispetto alle Europee
del 2009. Quando il Pdl portò a
Strasburgo 29 deputati con il
35,26 per cento.
LA CASSETTA DI SICUREZZA
Andranno verificate passo dopo
passo le dichiarazioni di Sandro
Bondi, ascoltato a gennaio scorso: «Escludo che società del Gruppo facente capo a Berlusconi abbiano mai erogato finanziamenti
o anticipazioni al partito. Mi consta invece che il presidente Berlusconi abbia garantito con fideiussioni personali, finanziamenti
bancari a favore del partito. Tali
garanzie sono state presentate all’indirizzo di più banche. Mi riservo di fornire gli estratti conto e la
documentazione bancaria di dettaglio relativa a tali conti con riferimento al periodo che mi verrà
indicato con provvedimento notificatomi dalla Guardia di finanza». Le verifiche in corso toccano
anche una cassetta di sicurezza
alla quale accedeva lo stesso Bondi. Che sempre a verbale dichiara:
«Miq viene comunicato che risulto intestatario o comunque autorizzato ad operare, unitamente all’onorevole Berlusconi, in ordine
ad una cassetta di sicurezza sequestrata presso un’agente del
Monte dei Paschi di Siena.
Sara Menafra
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ora il 25 per cento sarebbe un
successone. E comunque, da
Toti a Verdini e ad Abrignani a
gli altri strateghi della campagna elettorale, sono tutti convinti: «Quanto più si dà per debole il
Presidente, tanto più lui mette il
turbo e torna il campione che è».
Stavolta, chissà.
L’ex premier prepara l’offensiva tv
«No alla Ue guidata dal kapò Schulz»
IL RETROSCENA
15 milioni di euro destinati a Forza Italia, nonché un prestito di 2
milioni e otto al Popolo della Libertà per finanziare la manifestazione del Pdl a piazza del Popolo».
ANTI-MATTEO
Giovanni Toti
IL LEADER PREPARA
LA CAMPAGNA
ANTI-EURO
PRIMO OBIETTIVO
LA RIMONTA
SUI CINQUESTELLE
«A Renzi non faremo sconti», è
l’altro leit motiv della campagna berlusconiana. O meglio:
«Sulle riforme continueremo
ad andare d’accordo con lui.
Anzi, ci giochiamo questa carta
del rinnovamento istituzionale.
Ma sull’economia, sul Def e sul
resto, bisogna martellare contro le promesse a vanvera». Brunetta è già all’opera su questo
versante della propaganda anti-governo. Quanto agli strumenti, torneranno i maxi-cartelloni. E il volto effigiato di Silvio tornerà ad essere un arredo
urbano.
M.A.
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-MSGR - 20 CITTA - 7 - 17/04/14-N:
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Chiuse le liste, debutta il partito Pascale
E a Roma torna in campo la Mussolini
`Europee, corre Fulvio Martusciello considerato `Ncd e Udc trovano l’accordo. In pista i ministri
il mentore di Francesca. Trenta le donne con FI Lupi e Lorenzin. Il Pd conferma le anticipazioni
LE ELEZIONI
Le sorprese di FI
GIOVANNI
GALLI
L’ex portiere
di Milan,
Fiorentina e
Nazionale è
stato
candidato
sindaco a
Firenze
contro
Matteo Renzi,
che vinse al
primo turno.
ALESSANDRO
CECCHI PAONE
Ex giornalista
e conduttore
televisivo
di varie
trasmissioni
anche
a carattere
scientifico.
Da oltre
dieci anni
vive a
Positano.
PAOLO
GUZZANTI
Giornalista
e scrittore,
è stato
più volte
parlamentare
di Forza Italia
Il suo
è un ritorno
anche se
è sempre
rimasto in
area liberale.
ROMA «Volevo molte più novità,
ma vabbè. L’importante è che ci
siamo liberati di questa scocciatura del fare le liste e si può cominciare davvero con la campagna
elettorale». Silvio Berlusconi, il
giorno dopo il sospiro di sollievo
per la decisione dei giudici sull’affidamento ai servizi sociali, non è
nel suo format euforico e
iper-combattivo ma in quello seccato perchè a lui questa pratica
delle candidature - a meno che
non ha nomi forti e altisonanti da
spendere e in questo caso non li ha
- ricorda la politica più politicante
da cui continua a ritenersi alieno.
E poi: lui vorrebbe liste lunghe duecento nomi così non deve dire di
no a nessuno. Ma non si può. Forza Italia va sul classico, ma una novità è la candidatura di Alessandra Mussolini nel Lazio (di solito e
mai per Strasburgo corre in Campania) e un’altra piuttosto rilevante tra gli azzurri - alla cui compilazione delle liste ha lavorato tra gli
altri con particolare cura Ignazio
Abrignani - è quella del debutto anzi dell’euro-debutto - del ”partito Pascale”. Che può vantare tre
candidature forti, riconducibili alla First Lady.
QUOTA FRANCESCA
In Campania la corrente di Nicola
Cosentino è sparita ma Forza
Campania, la nuova formazione riconducibile all’ex super-potente
coordinatore regionale, ha deciso
di non presentarsi in contrapposizione alla casa madre Forza Italia
e dunque i rapporti tra Berlusconi
e Cosentino, sia pure a fatica, per
ora reggono. Ma il partito Pascale,
cioè l’anti-partito Cosentino, si fa
sempre più forte ed ecco in lista lo
scopritore e il mentore di Francesca, quando era sedicenne e fondò
il comitato «Silvio ci manchi» che
inseguiva Berlusconi in tutte le
sue apparizioni e gli chiedeva di
essere ancora più presente sulla
scena politico-mediatica di quanto non lo fosse già. Insomma, Fulvio Martusciello, consigliere regionale, corre per Strasburgo. In quota Pascale pare che rientri, attraverso l’amicizia tra Francesca e
Sandra, la moglie di Mastella, il
leader democristiano sannita, che
è europarlamentare uscente. E
poi? Una candidatura - una delle
poche - che davvero ha galvanizzato Berlusconi. Quella di Daniela
Garofalo, imprenditrice, regina
dei confetti Maxtris, apprezzatissima dalla Pascale. Una nota dolce
Il Quirinale
«Napolitano guadagna 239.000 euro lordi»
«Gli interrogativi che una
pubblicazione vicina
all'onorevole Brunetta ha
sollevato a proposito
dell'emolumento del Presidente
della Repubblica hanno già
ricevuto chiara risposta. Non c'è
nulla su cui elucubrare.
L'indennità del presidente
Napolitano è di 239.181 euro
all'anno. Lordi e soggetti a tutte
le imposizioni sul reddito: Irpef
e addizionali regionali,
provinciali e comunali. Inoltre il
Presidente Napolitano non
percepisce alcun vitalizio da
tempo maturato per le attività
di deputato in dieci legislature».
È quanto scritto in una
nota diffusa dalla presidenza
della Repubblica nel replicare a
quanto riportato ieri dal
Mattinale del gruppo di Fi
alla Camera. «Matteo Renzi scriveva il Mattinale - prima
Giorgio Napolitano
di proporre tetti alle
retribuzioni dovrebbe
informarsi. La livella
indicata di 238 mila euro quale
limite allo stipendio degli alti
burocrati non ha alcunchè a
vedere con il compenso del
Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano».
nelle liste del grande scontento
berlusconiano. Nelle quali - 30
donne su 73 candidati - rispunta a
sorpresa Paolo Guzzanti, pur
avendo firmato il libro anti-berlusconiano «Mignottocrazia». E a
proposito di libri, ecco la ventisettenne Ylenia Citino: Berlusconi
l’ha notata su TeleLazio, la ragazza militava nel Pdl e il Cavaliere ha
firmato la prefazione al libro politologico della bionda laureata in
legge. S’intitola «Partiti a tutti i costi». Lei in corsa, Scajola out.
OK MICCICHÈ E MASTELLA
FUORI SCAJOLA
SCELTA CIVICA
PUNTA SULLA GIANNINI
PER I PENSIONATI
L’ASSISTENTE DI SCILIPOTI
Ma eccoci nell’altro centrodestra. Quello di Alfano e dell’Udc.
L’accordo, non facile, sui nomi è
stato trovato e si è sbloccata la
questione Cesa: sarà capolista nella circoscrizione Sud. In campo come capolista il ministro uddiccino
Galletti, e due ministri alfanei, Lorenzin e Lupi, sono della partita.
Lei nel Lazio, lui in Lombardia dove Berlusconi nella strategia di
contenimento
anti-Angelino
schiera - ciellino contro ciellino Dionigi Gianola, trentenne direttore della Compagnia delle Opere a
Lecco. Ncd per strappare la Calabria (dove l’alfaneo Gentile è fortissimo) a Forza Italia è ricorsa al
governatore Scopelliti, a sua volta
carico di voti ma anche di problemi, il quale non doveva essere in lista ma poi sì. Il Pd nel Sud ha il suo
uomo forte: Pittella, che potrebbe
diventare presidente dell’Europarlamento (più le donne capoliste in
questa e nelle altre circoscrizioni:
Picierno, Mosca, Moretti, Chinnici). La Lega si gioca tutto: capolista il segretario Salvini, numero
due il sindaco veronese Tosi (al
Nord-est). Scelta Civica, anzi Scelta Europea, punta sulla sua leader,
il ministri Stefania Giannini (stessa squadra il nuotatore olimpico
Marcello Guarducci). Per i Pensionati, l’ex assistente di Scilipoti. Per
Fratelli d’Italia, la Meloni come
italica Marine Le Pen, e confermata la scelta di Fabrizio Bracconieri,
celebre per il ruolo di Bruno Sacchi nel telefilm «I ragazzi della terza C». Poco sport. Ma c’è l’ex portiere del Milan e della Fiorentina,
Giovanni Galli. Fu sconfitto da
Renzi nella corsa a sindaco di Firenze, ora insieme a Forza Italia
vorrebbe la rivincita. Ma non sarà
facile.
Mario Ajello
Alessandra Mussolini
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Dell’Utri ricoverato
in ospedale a Beirut
incognita estradizione
Problemi cardiaci per l’ex senatore del Pdl: va monitorato
La procura libanese: «Vogliamo documenti scritti in arabo»
`
LA DECISIONE
ROMA Esce dalla cella ammanettato, con la barba lunga e lo sguardo
affaticato: quattro giorni in isolamento sembrano aver pesato sull’ex senatore Marcello Dell’Utri. A
chi lo incontra dice: «Mi dispiace
che mi vediate in queste condizioni». Il suo legale, Nasser Al Khalil,
ha avuto gioco facile per ottenere
dall’autorità giudiziaria libanese
una perizia medica e il ricovero
per accertamenti. Il padre di Forza Italia è in un padiglione destinato ai detenuti, controllato da poliziotti armati. «Il suo trasferimento - ha spiegato il difensore - è stato deciso unicamente per ragioni
umanitarie». Un cardiologo dell'
ospedale Kalb Yasu (“Cuore di Gesù”) che lo ha visitato ha ritenuto
necessario tenerlo sotto costante
monitoraggio, visto che ha 73 anni
e recentemente è stato sottoposto
a un intervento di angioplastica.
Le sue condizioni, comunque, non
sono gravi, e a confermarlo è stato
anche il fratello gemello Alberto.
L’ESTRADIZIONE
Nel frattempo, rimane aperto il
nodo dell’estradizione. Il ministero della Giustizia sta facendo una
corsa contro il tempo, e punta a
non farsi trovare impreparato davanti alle richieste “anomale” che
potrebbero arrivare dall’autorità
giudiziaria del paese dei cedri. Ieri, il primo esempio: mentre a via
Arenula stanno traducendo in
francese oltre duemila pagine tra
motivazioni della sentenza dell’appello bis, verbali di interrogatorio
e deposizioni, necessarie a sostenere l’accusa di concorso esterno
in associazione mafiosa per Dell’Utri, il vice procuratore generale
libanese, che è una donna, ha già
lasciato capire che il trattato bilaterale è del ’70, e che oggi non tutti
a Beirut conoscono il francese. Come dire: sarebbe necessaria una
traduzione in arabo.
La faccenda, quindi, si complica,
sebbene pare che la giustizia del
«MI DISPIACE
CHE MI VEDIATE
IN QUESTE CONDIZIONI»
CORSA CONTRO IL TEMPO
DEL MINISTERO
PER TRADURRE I VERBALI
Libano si accontenterebbe di una
sorta di sunto di vent’anni di inchiesta tradotti nell’idioma locale,
mentre tutto il resto potrebbe essere in francese. La richiesta di
estradizione a fini processuali dovrebbe partire dall’Italia dopo Pasqua, e comunque entro l’11 maggio, quando scadrà il termine dei
30 giorni dal momento dell’arresto di Dell’Utri. Intanto, però, si
pronuncerà la Cassazione, con
l’udienza fissata per il 9 maggio.
Qualora all’ex senatore venisse
confermata la condanna a sette
anni per concorso esterno in associazione mafiosa, il ministero della Giustizia italiano avrà appena
72 ore per inviare in Libano una
nuova richiesta di estradizione,
stavolta a fini esecutivi della pena.
Sarà una corsa contro il tempo.
Ieri, poi, all'arrivo di Dell'Utri in
ospedale, un incidente ha visto
protagonisti l'inviato di Repubblica Francesco Viviano e quello del
Corriere della Sera Giuseppe Guastella: sono stati fermati dalla polizia dopo che il primo aveva scattato una foto del detenuto. Con fucile puntato, in ginocchio e ammanettati, sono stati tenuti per oltre
mezz'ora in due stanze separate
mentre veniva accertata la loro
identità. Subito dopo sono stati rilasciati. Hanno spiegato che la polizia non sapeva che fossero giornalisti.
Cristiana Mangani
La vicenda
L’estradizione
1 L’arresto internazionale
è datato 11 aprile .
Ieri il procuratore libanese
ha disposto il trasferimento
in ospedale per Dell’Utri
2 Entro l’11 maggio il ministero
della giustizia italiano deve inviare
la richiesta alle autorità libanesi
3 Il Pg libanese può accogliere
o rigettare la richiesta.
L’ultima parola spetta al governo
e al capo dello Stato del Libano
Marcello Dell’Utri seduto nei banchi di palazzo Madama
Dal governo fino alle banche, la fitta rete
dell’avvocato libanese che vuole salvarlo
IL PERSONAGGIO
La Cassazione
1 La nuova udienza è stata fissata
per il 9 maggio
2 Se la Cassazione conferma l’appello,
la condanna a sette anni per
concorso esterno in associazione
mafiosa sarà definitiva
3 La prescrizione per Dell’Utri scatta
il 30 giugno 2014
ROMA Si chiama Nasser al-Khalil
la chiave di Marcello Dell’Utri
per riacquistare la libertà. Rampollo di una potente famiglia sciita del Sud che ha fatto la storia
del Paese dei cedri, l’avvocato
scelto dall’ex senatore conta su
una rete formidabile di relazioni
personali ereditate dal padre Kazem morto a Parigi nel 1990 a 86
anni, ex presidente del Parlamento libanese e più volte ministro. Un nome che è una leggen-
che si volevano evitare le intercettazioni ”a strascico”. «Con riferimento alle notizie del settimanale
Panorama - scrive il capo dei pm si rende noto che il gip, nell'autorizzare l'attività di intercettazione, ha correttamente posto precisi
limiti per evitare che venissero intercettate le conversazioni di soggetti del tutto estranei al contesto
investigativo, semplici frequentatori del locale. La procura, poco
dopo l'avvio delle intercettazioni
ha invitato la Squadra Mobile al rispetto dei limiti posti dal gip, anche sospendendo le attività tecniche relative a quei colloqui che, a
fronte di un iniziale verosimile interesse per le indagini, risultino
estranee alle stesse e all'ambito
del provvedimento del gip».
S.G.
ratismo ucciso diciassette giorni
dopo nell’esplosione di un’autobomba, e poi di Elias Hrawi, avvocato pure lui. Era il decano degli avvocati di Beirut. A guidare
lo studio da lui fondato nel 1932,
fra il 1968 e il ’70 fu un altro
membro della famiglia, Khalil
al-Khalil, in seguito ambasciatore a Teheran, Bonn, L’Aja e
Ankara. Da 43 anni il titolare è
Nasser, laurea all’Università
americana di Beirut, analista e
broker a New York e Chicago, liquidatore
della
Banca
Al-Mashrek nel 1991 che comportò il recupero di 80 milioni di dollari, la vendita di una compagnia
aerea, la TMA, e la restituzione
di circa 50 milioni. Non solo.
Al-Khalil ha lavorato per il ministero dell’Economia. Si occupa
di grandi fallimenti. Legale della
Banca Libanese-Araba e della
MEBCO (Banca del Medio Oriente), segue le implicazioni anche
penali delle bancarotte. Cura gli
interessi dei non-libanesi in Libano. Tra le aree d’interesse i
brevetti, l’E-commerce e le società off-shore. Si muove nei meandri del potere come un pesce nell’acqua. In Libano c’è un governo
di unità nazionale che prepara le
elezioni di maggio nel mezzo di
un conflitto tra sciiti e sunniti.
L’Alleanza 14 Marzo vicina agli
al-Khalil controlla l’Intelligence
della polizia che ha in custodia
Dell’Utri. Ma questo non ha evitato le manette osservate ieri all’arrivo dell’ex senatore nell’Ospedale Al-Hayat, Beirut Sud.
Marco Ventura
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da. Kazem aveva visto l’indipendenza del Libano dalla Francia
nel ‘43. Dal 1937 al ’72 era stato
parlamentare. Allo scoppio dei
quindici anni di guerra civile nel
‘75, la sua casa a Beirut era stata
bombardata. Co-fondatore del
Partito liberale nazionale delle
“Tigri libere” dell’ex presidente
cristiano-maronita Camille Chamoun che si opponeva alla presenza di palestinesi armati in Libano, fu tra i padri del patto di
Taif che mise fine alla guerra
con l’elezione di René Moawad
presidente, campione del mode-
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Assunta Madre, dalle microspie spunta un’altra indagine
IL CASO
ROMA Dopo otto mesi di intercettazioni ambientali al ristorante romano Assunta Madre per un'inchiesta di riciclaggio, è stata la
stessa procura di Roma a sentire
l'esigenza di mettere i paletti al lavoro delle microspie. Lo rivela il
settimanale Panorama, parlando
anche di una direttiva inviata il 20
novembre scorso dal titolare dell'
inchiesta Francesco Minisci e dal
procuratore Giuseppe Pignatone
al capo della squadra mobile, Renato Cortese. «Questa squadra
mobile - scrivono i procuratori non procederà alla registrazione
dei colloqui che si collocano certamente in ambito diverso da quello
delineato dal gip, avendo cura di
sospendere le attività tecniche re-
lative a quei colloqui». Pochi giorni prima, l'8 novembre, le cimici
piazzate dalla polizia al ristorante
di via Giulia avevano captato il discorso tra Alberto Dell'Utri e l'imprenditore Vincenzo Mancuso a
proposito di un presunto piano di
fuga in Africa del cofondatore di
Fi. Panorama sottolinea che oltre
a questa intercettazione ce ne sarebbe un'altra che avrebbe messo
in allarme gli inquirenti perché riguarderebbe i discorsi di un notissimo imprenditore romano il quale avrebbe detto di aver fatto pressioni su alcuni magistrati della Capitale per evitare una serie di arresti.
IL PROCURATORE
La procura ha replicato con un comunicato a firma dello stesso procuratore Pignatone, il cui senso è
SECONDO
LE ANTICIPAZIONI
DI PANORAMA
SAREBBE COINVOLTO
UN NOTO IMPRENDITORE
DELLA CAPITALE
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Primo Piano
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Voto di scambio, sì al testo. Caos in aula
Via libera definitivo di Palazzo Madama con 192 voti favorevoli `I grillini sventolano foto di Napolitano, Renzi e Berlusconi
32 contrari e 18 astenuti: il reato punito con pene da 4 a 10 anni Urla e insulti contro la maggioranza. Grasso ne espelle due
`
IL CASO
ROMA Tra urla, foto e cartelli esposti in aula e grllini espulsi, a Palazzo Madama è stato approvato
il ddl sul voto di scambio. Ad
apertura di seduta è stata respinta la richiesta avanzata dal capogruppo del M5S Maurizio Buccarella, di anticipare alcune mozioni, preludio del violento scontro
verbale tra i parlamentari, che ha
poi scandito le dichiarazioni di
voto. Il primo a intervenire è stato Peppe De Cristofaro di Sel, criticando i colleghi grillini per la
«propaganda elettorale» consumata sul provvedimento.
Tesi condivisa anche dal capogruppo di Scelta civica Gianluca
Susta. Parole che hanno riscaldato gli animi e avviato uno scambio di accuse tra i senatori pentastellati, che ripetevano in coro
«fuori la mafia dallo Stato», e il
resto dell’aula, mentre il presidente Pietro Grasso richiamava
inutilmente tutti all’ordine. I senatori del M5S hanno esposto
cartelli con i volti di Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi
«che si sono incontrati», insieme
con fotomontaggi dello stesso cavaliere e di Matteo Renzi. A fare
da controcanto, le urla dei demo-
La norma approvata
DA 4 A 10 ANNI
DI CARCERE
Per il mafioso che promette o procura
voti e il politico che li accetta, offrendo
in cambio denaro o altra utilità
IL TESTO
Art. 416-ter. - (Scambio elettorale
politico-mafioso) - Chiunque accetta
la promessa di procurare voti
mediante le modalità di cui al terzo
comma dell'articolo 416-bis in cambio
dell'erogazione o della promessa
di erogazione di denaro o di altra
utilità è punito con la reclusione
da quattro a dieci anni. La stessa pena
si applica a chi promette di procurare
voti con le modalità di cui
al primo comma
cratici: «Buffoni! Buffoni!». L’esito, quasi scontato, è stata l’espulsione dall’aula dei grillini Maurizio Santangelo e Alberto Airola.
A nome del gruppo, Mario Giarrusso ha annunciato il voto ovviamente contrario: «Questo testo
non servirà a nulla e lo volete approvare perché volete una bandierina qualsiasi da mostrare in
queste elettorale».
OGGETTO DEL CONTENDERE
Oggetto del contendere, l’abbassamento della pena da un minimo di 7 anni a un massimo di 12,
come previsto nella prima versione approvata dal Senato, a un minimo di 10 e 12 di massimo. Modifica che ha causato anche l’astensione della Lega. Capofila della
maggioranza, il Pd ha sostenuto
convintamente le nuove misure,
con Franco Mirabelli che ha commentato le foto grilline: «L'unico
patto che abbiamo fatto è quello
di combattere sempre la mafia».
Alla fine si sono contati 191
“sì”, 32 “no” e 18 astenuti. Con
uno strascico di polemiche: «Ncd
è rimasto solo a proporre che il
Senato confermasse il testo della
Camera, rendendolo immediatamente operativo. Ne sono nate
modifiche che non lo hanno migliorato, e hanno dato luogo a
quel clima divisivo che non aiuta
l'isolamento del fenomeno criminoso», ha ricordato il capogruppo degli alfaniani Maurizio Sacconi. Per la nuova legge, in vigore
sin dalle europee, il voto di scambio politico-mafioso sarà penalmente perseguibile anche se lo
scambio non sarà basato sul denaro ma su «altre utilità» che presuppongono accordi tra politici e
mafia. Positiva la reazione del
Procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti: «Abbiamo
una norma veramente utile a
contrastare la mafia».
Sonia Oranges
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IL PD ZANDA:
«FINALMENTE
UN’OTTIMA NOTIZIA
PER IL PAESE
I CINQUESTELLE
SONO DISTRUTTIVI»
Vito Crimi e i senatori M5S mostrano le foto di Napolitano e Berlusconi. I colleghi di Forza Italia tentano di fermarli
L’intervista Raffaele Cantone
«Ora sarà più facile arginare
gli illeciti tra mafia e politica»
ROMA «Una norma scritta bene e
utile ad arginare gli scambi illeciti tra mafia e politica». Non ha
dubbi Raffaele Cantone, magistrato di Cassazione di recente
nominato presidente dell’Autorità anticorruzione, sull’efficacia
della formulazione del nuovo testo sul voto di scambio approvato dal Senato.
Ritiene che grazie a questa
nuova legge saranno maggiori
le garanzie per le prossime elezioni?
«Non ho mai pensato che le norme siano in grado di cambiare i
comportamenti. Ma certamente
aiutano».
Era così necessario cambiare il
416 ter?
«Così com’era il voto di scambio
politico-mafioso non serviva
quasi più a nulla. Ora viene chiarito che la promessa non è solo
Raffaele Cantone
quella in denaro, che comportava la ricerca della prova di una
remunerazione, ma anche di ”altra utilità”. La nuova legge punisce quello che va punito, ampliando le possibilità rispetto al
passato».
Eppure il Movimento 5 Stelle è
salito sulle barricate, sostenendo che alla Camera il testo è
stato annacquato sia nei contenuti sia per l’abbassamento
delle pene
«Non è affatto così. La nuova
configurazione rende il voto di
scambio politico-mafioso qualcosa di diverso dalla partecipazione all’associazione mafiosa e
dal concorso esterno. Nella precedente versione del 416 ter, invece, l’aggettivo ”qualunque” e il
riferimento alla ”messa a disposizione” del politico erano eccessivamente generici e avrebbero
potuto creare confusione. Si rischiava di mettere in discussione un istituto, quello del concorso esterno in associazione mafiosa, rispetto al quale la Cassazione ha fissato una serie di paletti.
Quanto alle pene, il voto di scambio è anticipatore rispetto al concorso esterno e dunque, in base
al principio di proporzionalità, è
ROMA Proteste in aula dei leghisti,
uno di loro espulso dalla presidente Boldrini, cartelli, cori, insulti, paroloni, accuse e contraccuse. In mezzo a tutto questo, il
ministro Angelino Alfano che dai
banchi del governo difende l’operato dello Stato rispetto agli immigrati e battaglia a muso duro
con i lumbard. Un’emergenza rispetto alla quale il governo cambia completamente musica rispetto al recente passato, quando
a dettare la linea erano proprio i
leghisti che equiparavano ogni
migrante a un clandestino, ma
adesso a farne le spese è proprio
quel «reato di clandestinità» che,
a detta del ministro e dell’attuale
maggioranza, ha solo contribuito
a peggiorare la situazione, «i flussi migratori sono in aumento, come nel 2011 che è stato il picco, segno che il reato di clandestinità
non ha sortito l’effetto deterrente
auspicato», ha scandito Alfano.
Apriti cielo.
Dai banchi leghisti si sono visti
contestata alla radice la linea imposta ai tempi di Maroni ministro
al Viminale, e la reazione è arrivata, tesa e scomposta, sono apparsi
cartelli all’insegna di «Alfano dimettiti», «Alfano ministro dei
clandestini», sono volate parole
grosse, e il responsabile del Viminale ha dovuto e voluto reagire
pesantemente. «L’Italia è una democrazia che ha l’obbligo di garantire l’accoglienza», ha scandito Alfano.
PAROLE GROSSE
Angelino Alfano
IL MINISTRO SUL REATO
DI CLANDESTINITÀ:
«NON HA FUNZIONATO»
LA REPLICA: «DIMETTITI»
CACCIATO IL LUMBARD
PRATAVIERA
Quindi in un crescendo ha affrontato i leghisti rumoreggianti e ha
urlato: «Noi non faremo morire le
persone in mare per qualche voto
in più della Lega. Se voi volete la
sicurezza e i morti, sappiate che
noi vogliamo la sicurezza e i vivi.
Questa è la differenza tra una
grande democrazia e una repubblica delle banane».
Non si sa se il richiamo ai morti
in mare o le banane abbiano scaldato gli animi lumbard, fatto sta
che dai banchi leghisti la protesta
si è fatta scomposta, il solito
Gianluca Buonanno si agitava
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I deputati leghisti, ieri
nell’aula di Montecitorio
durante l’informativa del
ministro dell’Interno Agelino
Alfano sul tema
dell’immigrazione. Gli
esponenti lumbard hanno
esposto i loro cartelli e, Laura
Boldrini ha sospeso la seduta.
Immigrati, duello Alfano-Lega
«Non baratto la vita con i voti»
LA POLEMICA
giusto che sia punito meno gravemente. Quando parliamo di
voto di scambio, infatti, ci riferiamo ad un comportamento che
non ha ancora raggiunto il livello della partecipazione all’associazione mafiosa».
A proposito di concorso esterno, il professor Giovanni Fiandaca ha recentemente sollecitato una specifica determinazione e regolamentazione del
reato. E’ d’accordo?
«Potrebbe essere una soluzione.
L’obiettivo è giusto ma bisogna
evitare di fare una norma che sia
troppo restrittiva e che pertanto
finisca per non punire una serie
di comportamenti. Mentre aggredire la cosiddetta ”zona grigia” è irrinunciabile. E’ giusto
che il legislatore si assuma anche questa responsabilità».
Di quali altri strumenti è necessario dotarsi nella lotta alla
criminalità organizzata?
«Una nuova politica dell’antimafia deve procedere al di fuori del
diritto penale e guardare alla
prevenzione amministrativa, allo scioglimento dei consigli comunali, a nuove norme sui collaboratori di giustizia e sulle confische e sequestri dei beni mafiosi».
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escandescenze dal collega Emanuele Prataviera, veneto trevigiano, già distintosi per avere sventolato in aula il vessillo della ex Repubblica veneta, fautore del referendum per l’indipendenza della
medesima, sicché Laura Boldrini
alla fine è costretta a espellerlo,
per poi sospendere la seduta visto
che il leghista non se ne voleva
andare. Vicini e al fianco del ministro, invece, i deputati del Pd, che
hanno applaudito più volte l’intervento di Alfano, e al termine il
capogruppo Roberto Speranza si
è alzato ed è andato a stringere la
mano al ministro. Il tema immigrazione, ha promesso Alfano, sarà uno dei punti centrali del prossimo semestre di presidenza Ue
che sarà guidato dall’Italia.
Terminata la bagarre in aula,
lo scontro si è riprodotto anche
fuori. Dalle parti di Ncd, il partito
di Alfano, non l’hanno presa molto bene, tanto che Maurizio Sacconi è arrivato al punto da minacciare la messa in discussione delle giunte di Lombardia e Veneto,
guidate da due leghisti e sostenute anche da Ncd.
Nino Bertoloni Meli
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-MSGR - 20 CITTA - 14 - 17/04/14-N:
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Cronache
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Insulti su Facebook
«È diffamazione
anche senza fare nomi»
Fondi del Pdl
Gasparri
a processo
per peculato
L’INCHIESTA
La Cassazione annulla l’assoluzione di un finanziere che offese
un collega senza citarlo: «È reato se la vittima è riconoscibile»
`
LA SENTENZA
ROMA Se dovete sfogarvi contro
chicchessia non fatelo su Facebook. Ma nemmeno su Twitter,
gli altri social network, i blog e i
forum. Potreste incappare in
una condanna per diffamazione
aggravata. Lo ha stabilito una
sentenza della Cassazione (la numero 16712), prima sezione penale, che ha annullato l'assoluzione di un maresciallo capo della
guardia di finanza. Proprio su
Facebook il militare si era scagliato contro un collega che aveva preso il suo posto di lavoro.
Non ne aveva nemmeno fatto il
nome, ma ciò non è bastato a salvarlo da un nuovo processo.
«Defenestrato a causa dell'arrivo di collega sommamente raccomandato e leccaculo...». Questa la frase incriminata scritta su
internet dal militare in servizio a
San Miniato, provincia di Pisa. Il
WEB, LINEA DURA DELLA
SUPREMA CORTE SULLE
FRASI OFFENSIVE
SI RIAPRE IL DIBATTITO
SULLA RESPONSABLITÀ
DI BLOG E FORUM
messaggio pubblicato su Facebook si completava con una promessa di vendetta da realizzarsi
con la moglie del successore. In
primo grado l'imputato era stato
condannato dal tribunale militare di Roma a tre mesi di reclusione per diffamazione pluriaggravata dal fatto di aver utilizzato
un mezzo, il social network di
Mark Zuckerberg, in grado di
amplificare la platea di persone
messe a conoscenza della frase
potenzialmente
diffamatoria.
Poi però, in secondo grado, era
stato assolto per insussistenza
del fatto: l'identificazione del collega «raccomandato», secondo
la Corte militare d'Appello di Roma, risultava possibile soltanto
da una minima parte degli utenti
di Facebook. Insomma: siccome
il maresciallo non aveva indicato il nome dell’odiato collega, né
l'incarico, né alcun riferimento
cronologico, la diffamazione
non c’era.
LE MOTIVAZIONI
Niente di più errato, secondo la
Cassazione. I supremi giudici, accogliendo il ricorso presentato
dal procuratore generale militare, ha evidenziato come non solo
la pubblicazione su Facebook abbia determinato la conoscenza
delle frasi offensive da parte di
più «soggetti indeterminati
iscritti al social network». Ma anche che diversi indizi (l’avverbio
«attualmente» e il termine «collega», per esempio) permettevano eccome di individuare la persona offesa.
GLI SVILUPPI
«Un principio vecchio come il
cucco», spiega l’avvocato Saverio Occhipinti, specializzato in
diritto di internet. L’aspetto più
interessante della sentenza, secondo il legale, infatti, è un altro:
ciò che conta è che si riapre la
diatriba non solo sui social
network, ma soprattutto sui
blog, i forum e tutti quegli spazi
virtuali dove è possibile riversare i pensieri senza filtri. Devono
essere considerati alla stregua di
testate giornalistiche e, quindi,
chi tramite essi diffama va perseguito per diffamazione aggravata (in questo caso non a mezzo
stampa ma «per mezzo di pubblicità») o è giusto godano di maggiori spazi di libertà? «E’ una
partita a ping pong che va avanti
dagli albori della rete - spiega Occhipinti -. Fino ad oggi, una giurisprudenza abbastanza unanime
aveva optato per il secondo approccio. Ora in base a quanto stabilito dalla sentenza di ieri torna
a valere il primo principio».
Filippo Bernardi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Finanziamento illecito
Pecoraro Scanio rinviato a giudizio
Scambi di favori con
imprenditori. Questa in
sostanza l'accusa con cui l'ex
ministro dell'Ambiente Alfonso
Pecoraro Scanio andrà a
processo il 29 settembre a Roma.
Il rinvio a giudizio, a seguito di
una indagine su fatti accaduti 6
anni fa, è stato deciso con
l'accusa di finanziamento
illecito dei partiti. Con l'ex
ministro sarà giudicato il
fratello Marco, già senatore e
anche lui esponente dei Verdi. A
processo anche imprenditori e
uomini di affari che, secondo
l'accusa, avrebbero messo a
disposizione dei politici
passaggi in elicottero, vacanze e
l'acquisto di un terreno nella
zona del lago di Bolsena per la
costruzione di un agriturismo
mai realizzato. Molto critico
l’avvocato di Pecoraro Scanio,
Paola Balducci: « Siamo
perplessi, il tribunale dei
ministri tre anni fa aveva
disposto l'archiviazione».
ROMA Chi fosse la fonte che lo informava delle indagini avviate
sul suo conto è rimasto un enigma che forse accompagnerà la vicenda fino alla sentenza. Ieri mattina, però, il tribunale di Roma ha
deciso di rinviare a giudizio Maurizio Gasparri. L’ex presidente
del gruppo Pdl al Senato e oggi vice presidente del Senato in quota
Forza Italia è accusato di aver dirottato 600 mila euro di fondi
pubblici destinati al gruppo parlamentare su una polizza vita a
suo nome. Da quel conto, sul quale confluivano i contributi destinati al gruppo, sono stati prelevati quasi 3 milioni di euro, ma il regolamento non prevede giustificativi, così a giudizio andrà solo
Gasparri per la polizza sottoscritta nel marzo 2012. Stando agli atti
presentati dai pm Giorgio Orano
e Alberto Pioletti e dal procuratore aggiunto Nello Rossi, un anno
fa il senatore aveva anche cercato
di porre rimedio. Avrebbe proceduto al «riscatto anticipato della
polizza» liquidata in 610.697,28
euro» e successivamente restituito in due tranche i 600mila euro
«a seguito di specifiche richieste
della Direzione amministrativa
del gruppo Pdl».
Gasparri si proclama innocente:
«Il dibattimento pubblico consentirà una conoscenza puntuale della vicenda e si comprenderà che
non ho mai sottoscritto una polizza vita e che mi sono limitato a tutelare il gruppo parlamentare in
previsione di una serie di contenziosi ai quali stava andando incontro».
Sa. Men.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ucciso da un pugno, l’ombra del knockout game
IL GIALLO
FIRENZE È morto dopo un pugno in
faccia preso da uno sconosciuto
che lo ha aggredito per strada. È
morto senza un motivo Zakir Hossain, un cameriere bengalese di
34 anni che domenica notte, dopo
il suo turno di lavoro in un ristorante del centro di Pisa, è uscito in
strada ad aspettare alcuni amici
ed ha incontrato il suo aggressore.
AGGRESSIONE RIPRESA
E ora, per scovare il colpevole e
capire il perché di un simile gesto,
la squadra mobile della questura
sta indagando senza sosta per
stringere il cerchio intorno ad un
giovane ricercato con l’accusa di
omicidio. Passi avanti nell’indagi-
ne ne sono stati fatti parecchi, ma
ancora manca la svolta. Grazie alle telecamere di sorveglianza presenti in città è stata individuata
l'auto utilizzata dal gruppo di 4
amici del quale fa parte anche il
giovane che ha sferrato il pugno
mortale. Non si vede la targa, ma i
loro movimenti sono stati ricostruiti e grazie ad alcuni testimoni, è stata in parte ricostruita anche la dinamica. A quanto pare un
giovane, probabilmente italiano,
piuttosto robusto e con indosso
un giubbotto, ha avvicinato con
atteggiamento spavaldo il cameriere. Fra i due c’è stato un breve
scambio di battute, forse anche
qualche parola a sfondo razzista,
e poi sarebbe partito il pugno al
volto che ha fatto cadere a terra il
cameriere mentre il gruppetto si
allontanava. Per Zakir, che ha
sbattuto forte la testa, non c’è stato nulla da fare: è morto il giorno
dopo in ospedale.
L’ASSASSINO È UN GIOVANE
Nel mosaico dell’agghiacciante
scena non manca solo il nome del
colpevole. Manca anche il motivo,
il movente di una simile, inspiegabile, aggressione. I testimoni
ascoltati fino ad ora non parlano
bene l’italiano e non hanno saputo riferire il contenuto dello scambio di parole fra i due. La pista privilegiata dalla polizia quindi è
quella di qualche bicchiere di
troppo che avrebbe portato l’aggressore, in stato di agitazione, ad
attaccare briga. Ma tutte le piste
restano al vaglio, anche se con il
passare delle ore, secondo la polizia, sta perdendo consistenza
l’ipotesi che si tratti del primo ca-
so di morte in Italia dovuto al
“knockout game”, follia importata dagli Usa dove qualcuno stende
ignari passanti con un pugno a
sorpresa e fugge subito dopo. Secondo gli inquirenti ci sarebbe
stata una provocazione iniziale,
un approccio a cui avrebbe fatto
seguito il pugno. Una dinamica
che non ricalcherebbe l’azione
fulmininea tipica del gioco che sta
andando di moda negli Stati Uniti.
IL CAMERIERE BENGALESE
DI PISA: TRA LE PISTE
UN UBRIACO IN CERCA
DI LITE MA ANCHE
LA MODA DI COLPIRE
GLI SCONOSCIUTI
Ma nulla, finora, è stato escluso.
Le indagini proseguono e mentre
il cerchio si stringe intorno al colpevole, il questore di Pisa Gianfranco Bernabei ha spronato gli
amici dell’aggressore a parlare
per non diventarne complici: «Gli
invito a farsi avanti e a venire in
questura a chiarire la loro posizione. Diversamente rischiano di rispondere del reato di concorso in
omicidio». La vicenda, del resto,
ha scioccato l’intera città che ha
risposto con saracinesche abbassate, cartelli di solidarietà e con
un corteo della comunità bengalese, che si è stretta, insieme a tutta
Pisa, intorno alla moglie e ai tre figli di Hoassin, rimasti in Bangladesh mentre lui era regolarmente
in Italia dal 2009 per lavorare.
Silvia Pasquini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA VITTIMA Zakir Hoassin 34
anni, morto in pieno centro
-MSGR - 14 PESARO - 33 - 17/04/14-N:
Pesaro
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Professione Lavoro è sul Messaggero
Pesaro
ANCONA
Macerata
Fermo
Ascoli P.
Giovedì 17
Aprile 2014
METEO
OGNI GIOVEDÌ LA VOSTRA CARRIERA
PRENDE UN’ALTRA DIREZIONE
REDAZIONE: Via Marsala, 15 T 0721/370934-24-26 F 0721/370931
Fano
La bimba contesa
passerà la Pasqua
con la mamma
ex suora
Giorno & Notte
Il Teatro
della Fortuna
presenta
i nuovi gioielli
Emergenza profughi
Bruno a pag. 46
Marsigli a pag. 40
Perini a pag. 38
Il prefetto a Macerata Feltria
«I sindaci non siano latitanti»
Assemblea partecipata con tantissimi residenti. Paure, dubbi
ma anche solidarietà per i 33 africani ospitati in hotel
Sindaco, una sfida affollata
A Ricci, Crescentini e Pazzaglia, si aggiungono Acacia, Calcinari, Fradelloni e Sambuchi
`Il «pianeta« Grillo si divide in tre. Il presidente della Provincia: «Così vinco al primo turno»
`
Da tre a sette candidati sindaco in
pochi giorni. E gli animi si accendono. «Addirittura tre liste grilline e centrodestra pesarese ai minimi storici, vincerò al primo turno», è convinto Ricci. «Ridicolo il
siparietto tra Idv e Pd, non sono
credibili», controbatte la Crescentini. E Pazzaglia dei Cinque Stelle:
«Noi l'unica lista di Grillo, Sambuchi mai visto a nessuna riunione». A scaldare la campagna elettorale pesarese sono state proprio le sorprese emerse dal confronto d'esordio, durante il quale,
ai candidati già sicuri, ne sono
spuntati a sorpresa altri due: Luca Acacia Scarpetti dell'Idv dopo
la rottura con il Pd, e Cristiano
Sambuchi di Pesaro in Movimento, che viene indicato come il terzo candidato grillino anche se Fabrizio Pazzaglia del Movimento
Cinque Stelle ci tiene a chiarire
che «non ha mai partecipato a
nessuna delle nostre riunioni».
Anche Roberta Crescentini ieri
ha acceso la miccia verso i suoi
avversari: «A Pesaro esistono tre
blocchi, gli altri non riusciranno
a raggiungere gli obiettivi». Il riferimento è alle liste di Fradelloni,
Sambuchi, Acacia Scarpetti e ad
Albino Calcinari, candidato sindaco della Rosa di Pesaro.
Delbianco a pag. 37
Europee
Furti. Arrestate quattro giovanissime
Scaduti i termini
per le liste
Poche chance
Giochi chiusi per le Europee
del 25 maggio. Ieri alle 20
sono scaduti i termini per la
presentazione delle liste.
Poche le chance di elezione
per i candidati marchigiani:
1,3 milioni gli aventi diritto .
A pag. 35
Fermato alla frontiera
con un tesoretto in tasca
`Pizzicato
a Chiasso un pesarese con 50mila euro in contanti
«Niente da dichiarare», ma aveva addosso due buste con oltre
50mila euro in contanti. Ed ora
dovrà spiegare la loro provenienza alla Guardia di Finanza ed alla polizia doganale. È quanto accaduto ieri mattina ad un abitante della Provincia di Pesaro e Urbino, fermato al valico di frontiera di Brogeda, che separa Italia e
Svizzera. L’uomo, che viaggiava
su una Volkswagen Passat e stava tentando di entrare in Italia,
ha risposto negativamente alla
rituale domanda delle Forze dell’Ordine se avesse o meno merci
o denaro da dichiarare. Ma dai
successivi controlli sono saltate
fuori due buste da lettera, che teneva nascoste nelle tasche interne della giacca, contenenti
50.444 euro in contanti.
A pag. 36
Il meteo
Tempo variabile
oggi cielo grigio
domani schiarite
Il denaro sequestrato
alla frontiera di Chiasso
Oggi nubi cumuliformi si
alterneranno a schiarite più
ampie sul nord della
regione; non si
verificheranno però
precipitazioni significative.
Domani il tempo migliorerà,
con prevalenza di sole su
innocui passaggi nuvolosi.
Sabato i tempo sarà grigio,
con deboli piogge sparse.
Temperature 6 e 14˚C;
minime tra 0 e 10˚C.
Le predatrici degli Iper
Spese da migliaia di euro senza pagare, arrestate quattro
giovanissime anconetane (foto TONI)
Indini a pag. 36
Fano-Grosseto, l’entroterra insiste: «Spacca si confronti con noi»
L’INFRASTRUTTURA
L’8 maggio Spacca sarà a Roma
per apporre la sua firma sull’atto
costitutivo della società di progetto pubblico-privata per la Fano-Grosseto. I sindaci dell’entroterra lo vogliono prima vedere sul
territorio per spiegare ai cittadini
l’impatto che l’opera avrà sulla vita delle comunità locali. I primi
cittadini di Fermignano, Mercatello sul Metauro e Urbania sono
soddisfatti dell’accordo chiuso a
Roma con il ministro alle Infrastrutture ed i vertici dell’Anas per
accelerare l’iter procedurale necessario a costituire la società
pubblico-privata che serve per
portare avanti un project finan-
cing. Allo stesso tempo però sono
critici nei confronti della Regione.
Il presidente Spacca aveva dato la
propria disponibilità ad incontrare i cittadini della vallata del Metauro. Sia per perorare la causa
del completamento della Strada
dei Due Mari sia per allentare la
pressione sui sindaci, tirati per la
giacca da comitati e associazioni
ambientaliste. Ma la Regione ancora non si è vista.
«Qui ancora non si è visto nessuno e penso che non ci sia alcuna
voglia da parte della Regione di
venire sul territorio a parlare con
i cittadini mentre a mio avviso dovrebbe farlo subito – commenta il
sindaco di Fermignano Giorgio
Cancellieri – E’ ingiusto scaricare
tutte le responsabilità sui sindaci.
Siamo ovviamente favorevoli al
completamento della Fano-Grosseto ma contrari al progetto predisposto dai privati: si torni a quello
definito dalla Provincia, di concerto con gli enti locali. La Regione
non può decidere sulla testa degli
amministratori locali e dei cittadini e se vogliono andare avanti da
soli se la vedranno con i territori».
I SINDACI DI FERMIGNANO
MERCATELLO E URBANIA
«BENE IL COMPLETAMENTO
MA SUL PROGETTO SI TORNI
A QUELLO DELLA PROVINCIA»
COMITATO: «GUINZA APERTA»
Giorgio Cancellieri
sindaco di Fermignano
E il sindaco leghista annuncia altre battaglie. «Ho ricevuto nei
giorni scorsi il comitato “Aprite la
Guinza” – commenta Cancellieri –
Nell’attesa, che non penso sarà
tanto breve, del completamento
della strada chiedono perlomeno
la riapertura della galleria». Sulla
stessa lunghezza d’onda anche il
sindaco di Mercatello sul Metauro Giovanni Pistola. «Io penso che
l’annuncio della firma per la costituzione della società pubblico-privata sia più uno spot elettorale dato che ancora non c’è un progetto:
a noi è stato in via ufficiosa presentato solo uno studio di
fattibilità. Non credo che possano
permettersi di commettere l’errore di non ascoltare i territori».
Luca Fabbri
A Vallefoglia
Dionigi attacca
Ucchielli:
«Vecchia politica»
VERSO IL VOTO
A Vallefoglia Dionigi spara
ad alzo zero contro Ucchielli
mentre a Gabicce Pascuzzi
propone un’unione dei servizi interregionale.
Più o meno nelle stesse
ore in cui Palmiro Ucchielli
della lista «Democratici per
Vallefoglia» incontrava al
bar «Al Caffè» di Montecchio
i cittadini per illustrare le
sue proposte programmatiche per i giovani del territorio, il candidato della civica
«Vallefoglia 2014-2024» Andrea Dionigi, insieme al vice
Emanuele Brizi, riuniva i
suoi sostenitori a Talacchio.
Duri i toni usati contro gli avversari politici nella competizione per il neonato Comune. «Abbiamo deciso di presentarci insieme – hanno
spiegato Dionigi e Brizi - per
rappresentare nel migliore
dei modi la fusione dei Comuni di Sant'Angelo in Lizzola e Colbordolo (Andrea
Dionigi è di Montecchio,
Emanuele Brizi è di Cappone
ndr)».
Poi l’affondo su Ucchielli e il
Partito Democratico per le
mancate primarie. «Noi non
abbiamo nulla contro una
persona, noi ci candidiamo
contro un modo vecchio di
fare politica: quella che sbandiera ma poi non ammette le
primarie, che gioca sui compromessi, che per paura di
perdere fa alleanze con la destra che fino a poco tempo fa
in Comune a Sant'Angelo in
Lizzola era all'opposizione –
attacca Dionigi - A distanza
di 40 anni, a livello locale, ci
ritroviamo sempre con le
stesse persone che campano
di politica vita natural durante. Noi, invece, ci proponiamo come alternativa valida e
credibile di centrosinistra,
con un gruppo formato da
persone preparate, competenti, che si prestano alla politica a tempo determinato
per il bene della collettività».
A Gabicce invece il candidato Domenico Pascuzzi rilancia la sua proposta di unire i
servizi per ridurre i costi. «A
mio avviso – esordisce Pascuzzi – è possibile proporre
ai Comuni limitrofi, mi riferisco a Gradara, Pesaro e Cattolica, l’unione dei servizi.
Penso in particolare alla gestione integrata della Polizia
Municipale, all’area tecnica
per la progettazione e la gestione dei lavori pubblici, alla gestione dell’area urbanistica. In tal senso c’è già un
percorso intrapreso con altri
amministratori che certamente ci porterà a generare
sinergie e quindi risorse da
distribuire immediatamente
a favore della collettività»,
conclude l’aspirante sindaco
del centrosinistra.
Lu.Fa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 14 PESARO - 34 - 17/04/14-N:
34
Marche
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
PROVINCE
UPI MARCHE E ANCI
CONVOCANO
TAVOLO SU TRANSIZIONE
La presidente dell'Upi Marche
Patrizia Casagrande ha
convocato insieme al
presidente dell'Anci regionale
Maurizio Mangialardi, presso
la sede dell'Unione delle
province marchigiane, un
tavolo per affrontare con
buon anticipo la fase di
transizione istituzionale che
darà vita alle nuove Province
in seguito all'approvazione
della “legge Delrio”.
«Con il numero zero di questo
tavolo - ha esordito
Casagrande - l'Upi Marche fa
il primo passo, concreto e
responsabile, per evitare che,
nel passaggio di funzioni dalle
Province ai Comuni, si
interrompano i servizi ai
cittadini e nello stesso tempo
per assicurare ai dipendenti
delle Province le più ampie
garanzie di lavoro».
INDUSTRIA
IGUZZINI, NEL 2013
FATTURATO +8%
Nunzio Tartaglia, direttore generale di Banca Popolare di Ancona
Bpa, mutui in aumento
Tartaglia: il buio è passato
«Nel 2014 puntiamo
a erogare un miliardo»
IL CREDITO
JESI C'è luce in fondo al tunnel recessivo. Nunzio Tartaglia, direttore generale poco più che 40enne di
Banca Popolare di Ancona (gruppo Ubi) non ha dubbi: il peggio è
passato. Basta vedere i dati trimestrali della sua banca, che registra
un eccellente +32% nell'erogazione di nuovo credito a medio e lungo termine (mutui a imprese e famiglie e prestiti oltre i 18 mesi) rispetto allo stesso periodo del 2013.
«Contiamo, per il 2014, di superare
il miliardo di euro, tornando ai livelli pre-crisi», annuncia Tartaglia. Che sottolinea anche «il ruolo
suppletivo» svolto da Ubi-Bpa, «in
un momento in cui il leader regionale, Banca delle Marche, sta attraversando un processo di ristrutturazione».
Tartaglia, in un periodo in cui
tante banche soffrono, ed alcune
saltano, come sta Ubi-Bpa?
«Godiamo di ottima salute. Siamo
forse gli unici, nel centro Italia, a
non aver registrato perdite nell'ultimo quinquennio. Non abbiamo
eroso patrimonio durante la crisi:
siamo infatti passati da 860 milioni di euro nel 2008 ad 890 milioni
nel 2013. Grazie a scelte coraggiose, quali la chiusura di sportelli ed
il taglio drastico dei costi, siamo
riusciti ad anticipare la fase reces-
siva, muovendoci quando altri
ignoravano i segnali all'orizzonte.
Adesso abbiamo liquidità e capitale».
Tartaglia, secondo lei la crisi
quando finirà?
«L'inversione di tendenza è in atto.
Nell'autunno 2011 abbiamo rischiato seriamente il fallimento come
Paese. Dipenderà ora dalla velocità di ripartenza, la capacità del sistema di riassorbire aziende e lavoratori. Fondamentali saranno le dinamiche politico-istituzionali».
Le Marche?
«Abbiamo sofferto maggiormente
la crisi rispetto ad altri, ma partivamo da livelli di benessere più elevati, grazie al validissimo tessuto
produttivo ed alla ricchezza accumulata negli anni, solido paracadute ed anche base per il rilancio.
Vi sono buone chances di ripartire
più velocemente, i numeri dell'
export lo confermano».
Quali sono, a suo parere, i punti
deboli di questa regione?
«Le ristrette dimensioni delle imprese, che non consentono di competere a livello globale, e l'eccessiva frammentazione istituzionale.
Urge una spinta aggregatrice, non
solo dal punto di vista aziendale».
Gli istituti di credito quale contributo possono dare?
«Ubi-Bpa favorisce le aggregazioni
fra aziende, effettuando investimenti mirati, ed affianca gli imprenditori nelle scelte strategiche.
Stiamo dimostrando che il modello glocal, globale (Ubi) e locale
(Bpa) è quello vincente».
Matteo Tarabelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
E' passato da 13 a 9 componenti
il cda di Banca Popolare di
Ancona. Tre ingressi eccellenti:
l'ex rettore della Politecnica,
Marco Pacetti, l'attuale
presidente di Confindustria
giovani Ancona Maria Cristina
Loccioni e il commercialista
Giovanni Frezzotti.
Confermato il presidente
Corrado Mariotti, alla
vicepresidenza Paolo Leonardi.
Gli altri, il presidente Cccia
Ancona Rodolfo Giampieri, il
segretario regionale Cna Otello
Gregorini, l’ex presidente di
Coldiretti Marche,
Giannalberto Luzi e l'avvocato
Andrea Pisani Massamormile.
l’interruzione
dei termini
della prescrizione
IL CASO
I quadri
Il cda ridotto a nove
Tre ingressi eccellenti
Inchiesta BdM
Anche la Carima
ha deciso di tutelarsi
`Chiesta
IGuzzini Illuminazione ha
`Il direttore generale
La sede centrale di Banca Marche
chiuso il 2013 con un fatturato
di quasi 200 milioni di euro
(+8% sul 2012), «un risultato
nettamente migliore rispetto
all'andamento generale delle
migliori aziende del settore»
si legge in una nota. L'Ebitda è
pari a 22 milioni, con un
incremento del 19% rispetto
all'anno precedente. Risultati
resi possibili «grazie alla
realizzazione del 75% del
ricavato all'estero, cui si
affianca un 25% di vendite in
Italia». «Mantenendo un
dovuto cauto ottimismo commenta il presidente
Adolfo Guzzini - i dati
economici dimostrano che il
periodo più difficile sembra
superato a confermano che la
strada intrapresa è quella
giusta».
REGIONE MARCHE
REGIONE MARCHE
AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA
“OSPEDALI RIUNITI UMBERTO I – LANCISI – SALESI”
AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA
“OSPEDALI RIUNITI UMBERTO I – LANCISI – SALESI”
ESTRATTO AVVISO APPALTO AGGIUDICATO
S.O. ACQUISIZIONE BENI E SERVIZI
Via Conca n° 71 – 60020 TORRETTE DI ANCONA
Con Determina n° 217/2014 è stata aggiudicata la fornitura di dispositivi medici per elettrofisiologia e pacemakers (lotto deserto n° 13 gara n° 3232556) indetta
con Determina 203/DG/2013 - per l importo complessivo di Euro 1.237.812,00, I.V.A. 4/22% esclusa, alle
Ditte e per gli importi specificati nell avviso integrale,
inviato alla GUUE in data 03.04.2014 e pubblicato sul
sito www.ospedaliriuniti.marche.it - Per informazioni
tel. 071.596.3293 - fax 071.5963547.
È indetta procedura aperta per fornitura in service Sistema
per screening infezioni urinarie e semina automatica
campioni su piastra di Petri (CIG 5690500D24) – base d asta complessiva Euro 225.000,00 + IVA Le offerte, redatte in
lingua italiana e con le modalita indicate nel disciplinare di gara, dovranno pervenire entro le ore 12,00 del giorno
19/05/2014. Il bando integrale di gara e stato inviato in data
02/04/2014 alla GUCE.; la documentazione di gara e pubblicata sul sito www.ospedaliriunti.marche.it. Per informazioni
contattare i numeri telefonici 071.596.3512.
IL DIRETTORE AD INTERIM S.O. ACQUISIZIONE
DI BENI E SERVIZI (Giuseppe Maniscalco)
IL DIRETTORE SO ACQUISIZIONE BENI E SERVIZI
(Giuseppe Maniscalco)
Rubrica di Gare, Aste,
Appalti e Sentenze
MACERATA Banca Marche, la Fondazione Carima segue le orme
dei commissari inviati da Bankitalia e chiede l'interruzione dei
termini di prescrizione per gli
eventuali illeciti commessi da chi
ha guidato l'istituto di credito dal
2006 al 2009. Illeciti che avrebbero procurato alla Fondazione maceratese danni patrimoniali per
quasi 50milioni di euro. Lunedì
scorso, infatti, dopo l'azione promossa dai commissari di Banca
Marche, Federico Terrinoni e
Giuseppe Feliziani, con la quale
la stessa banca ha interrotto i termini di prescrizione nei confronti dei propri amministratori e di
tutto il management in forza nel
periodo 2006/2009, anche la Fon-
ANALOGA INIZIATIVA
ERA STATA AVVIATA
DAI COMMISSARI
DELL’ISTITUTO
PER LA FONDAZIONE
50 MILIONI DI DANNI
Milano Tel. 02757091
Fax 0275709244
Napoli Tel. 0812473111 Fax 0812473220
Roma Tel. 06377081
Fax 0637708415
dazione Cassa di Risparmio di
Macerata ha provveduto a fare altrettanto. Attraverso i propri legali Gabriele Cofanelli e Roberto
Pozzi, ha notificato un atto di costituzione e messa in mora con lo
scopo sia di interrompere il periodo di prescrizione che di indicare
l'ammontare dei danni patiti dalla Fondazione maceratese nel periodo suddetto. Le lettere inviate
sono 28 e interessano i vertici che
hanno gestito l'istituto di credito
dal 2006 al 2009. I danni, invece,
sono stati quantificati in 49milioni 197mila euro. L'iniziativa dei
commissari ha aperto uno scenario nuovo ed inaspettato, ipotizzando che anche nei periodi passati il governo della banca e dei
propri controllori possa essere incorso in una serie di condotte meritevoli del più ampio approfondimento.
La finalità dell'iniziativa di natura pregiudiziale è stata indirizzata alla tutela degli interessi della Fondazione Carima e si inserisce, comunque, in aperta adesione e supporto all'opera etica e di
individuazione delle responsabilità, così come introdotta ora dagli stessi commissari. Con l'interruzione dei termini di prescrizione, che sono di cinque anni, la
Fondazione Carima avrà tutto il
tempo di approfondire la situazione e valutare le responsabilità.
Nicola Paciarelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PROCEDURA APERTA – FORNITURE
ESTRATTO DEL BANDO DI GARA - N. GARA 5537340
Ente Appaltante: AZIENDA OSPEDALIERA “OSPEDALI
RIUNITI MARCHE NORD” Viale Trieste 391 Pesaro 61121
Italia. U.O.C. Gestione Approvvigionamento di beni e
servizi e logistica tel. 0721/366340-41, fax 0721/366336,
www.ospedalimarchenord.it. Oggetto della gara: procedura
aperta per fornitura, in lotti distinti, di materiale sanitario vario
di consumo per la durata di 5 anni eventualmente prorogabile
ai sensi di legge. Importo complessivo posto a base d’asta:
Euro 717.900,00 (IVA esclusa). Oneri da rischio da interferenza:
zero. Criteri di aggiudicazione: si rinvia al disciplinare di gara.
Si procederà all’aggiudicazione anche in caso di un’unica
offerta valida. Termine e luogo presentazione offerte e
campionatura: entro e non oltre le ore 11:00 del 15/05/2014
al Protocollo della U.O.C. Gestione Approvvigionamento di
beni e servizi e Logistica dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali
Riuniti Marche Nord” Viale Trieste 391 (secondo piano)
– 61121 Pesaro, pena l’esclusione. Il bando integrale e la
documentazione di gara: disponibili sui siti www.fareonline.it,
www.ospedalimarchenord.it Data spedizione alla GUUE:
02/04/2014. Responsabile del Procedimento è la Dott.ssa
Chiara D’Eusanio.
Pesaro, 02/04/2014.
Il RUP: Dott.ssa Chiara D’EUSANIO
-MSGR - 14 PESARO - 35 - 17/04/14-N:
35
Marche
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Europee, presentate le liste: scatta la corsa
`Fi al fotofinish
in lizza l’imprenditrice
Barbara Cacciolari
VERSO IL VOTO
ANCONA Giochi chiusi per le Europee del 25 maggio. Ieri alle 20 sono scaduti i termini per la presentazione delle liste. Anche Forza Italia ha il suo candidato marchigiano per la circoscrizione
del Centro. È l’imprenditrice maceratese Barbara Cacciolari.
Mentre non entra il secondo nome per Fratelli d’Italia-An, che
punta tutto su Ottavio Pavanelli, imprenditore della nautica di
Civitanova. L’altro nome previsto per le Marche lo requisisce
Roma.
Poche le chance di elezione
per i candidati marchigiani all’europarlamento: 1,3 milioni gli
aventi diritto al voto delle Marche che devono vedersela con i
4,6 milioni di elettori del Lazio e
i quasi 3 milioni della Toscana,
con un vantaggio solo sull’Umbria con 700 mila elettori. Partita dunque difficile per tutte le
formazioni politiche. Così l’appuntamento del 25 maggio di-
venta per i partiti soprattutto un
banco di prova tutto interno al
territorio, in vista delle elezioni
Regionali del 2015. Un test soprattutto per il Pd, che dopo essere diventato il secondo partito
della regione alle ultime Politiche, punta a riprendersi il titolo
che gli è stato strappato dal Movimento 5 Stelle. Il segretario democrat Francesco Comi ha già
dichiarato che si aspetta di raggiungere almeno il 30%. Per riconquistare l’elettorato il Pd
Marche ha schierato Manuela
Bora. Ventotto anni, professione
commercialista e revisore legale
ad Ancona, una specializzazione, interamente in inglese, in
Economia e management delle
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali alla
Bocconi. La scelta di una donna
da parte del Pd, dopo il mancato
accordo nazionale sul nome del
governatore Spacca ed il no dell’avvocatessa pesarese Lucia Annabali, è stata anche questione di
strategia politica. Il sistema elettorale per il Parlamento europeo
prevede l’espressione di un massimo di tre preferenze, di cui almeno una di genere diverso dalle altre. Per cui, con sei europarlamentari Pd uscenti, tutti uomini e tutti di nuovo in corsa per
Dai piccoli ospedali
arriva la rivoluzione
delle Case della salute
LA RIFORMA
ANCONA Primo passo verso la nascita delle Case della salute. Si
tratta della nuova forma organizzativa sanitaria che punta ad integrare i vari servizi assistenziali
rendendoli più vicini al cittadino.
È l’ulteriore step previsto dalla riforma sanitaria. Ieri l’approvazione della delibera che definisce
le linee guida, condivise dalla Regione con i sindacati dei medici
di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, delle guardie
mediche, dei medici in formazione e specialisti ambulatoriali interni. Queste le categorie mediche che saranno investite del processo di trasformazione e sulle
quali la Regione fa affidamento
per rendere operative le nuove
strutture. Ma cosa si intende per
Casa della salute? La delibera ne
prevede tre tipologie, una delle
quali, quella definita C, che deriva dalla riconversione di piccoli
ospedali (13 nella regione) e che
conserverà le funzioni ospedaliere tra cui ad esempio il day surgery e la lungodegenza.
IL GOVERNATORE SPACCA:
NUOVO LIVELLO
DI ORGANIZZAZIONE
I MEDICI: ADESSO
DEFINIRE LE RISORSE
E RESPONSABILITÀ
Il governatore
Gian Mario Spacca
Ma la vera rivoluzione è rappresentata dalle altre due. La prima, di tipo A per l’erogazione delle cure integrate, cerniera tra l’assistenza primaria e quella specialistica. Al suo interno saranno
presenti i medici di base, gli specialisti, un servizio accettazione
e un Cup. La Casa della salute di
tipo B sarà dedicata oltre che alle
cure integrate anche alla
residenzialità. In queste strutture saranno sviluppati i servizi
diagnostici terapeutici, integrati
con i servizi sociali per la presa in
carico globale e la prevenzione e
saranno presenti posti letto non
ospedalieri. Entrambe sono, in
sostanza, presidi intermedi, che
svolgono una sorta di funzione di
“filtro” prima di far ricorso alle
cure ospedaliere vere e proprie,
riducendo in questo modo le prestazioni improprie.
«Il principio che ispira la riorganizzazione - ha spiegato Spacca - è quello della prossimità delle cure, che valorizza la
centralità del cittadino e si realizza attraverso l’utilizzo di forme
organizzative flessibili sulla base
di esperienze esistenti. È un nuovo livello di organizzazione che
avrà bisogno di un affinamento,
ma già rappresenta un avanzamento nel processo di riforma sanitaria». Una filosofia che sulla
carta è condivisa anche dai sindacati dei medici che saranno protagonisti del processo di riassetto, tutti convinti che «il rinnovamento nel sistema della salute
sia imprescindibile». Ma dopo
l’accordo sulle linee guida ora si
apre la fase più difficile, quella
della contrattazione per la costruzione del network. «Saranno
da definire i modelli organizzativi, le risorse, le responsabilità affidate ai vari profili medici» fa
presente Massimo Maggi della Fimge. Il tavolo del confronto è già
aperto, anche perché, come ha
sottolineato l’assessore Mezzolani «senza il rapporto di collaborazioni con i medici la riforma non
si porta avanti». L’obiettivo ha rimarcato il direttore del Servizio
salute Piero Ciccarelli è «interpretare i cambiamenti della società e adeguare la risposta ai
nuovi bisogni. Quello presentato
oggi non è un protocollo ma
un’apertura di fiducia reciproca
con i partner medici».
A.Car.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
nelli, imprenditore della nautica
e della pesca di Civitanova, che fa
della revisione della direttiva
Bolkestein il suo primo impegno
per l’Europa. L’ex questore di Pesaro nonché candidato a sindaco
del capoluogo marchigiano alle
ultime amministrative, Italo
D’Angelo, è l’uomo con cui Ncd
intende portare le Marche a Strasburgo. Centro Democratico, nella formazione Scelta europea, insieme a Scelta civica e Fare per
fermare il declino, schiera Enzo
Monachesi, presidente del consiglio comunale di Senigallia e vicepresidente nazionale del Sib
Confcommercio. Per l’Idv ha invece accettato la corsa per l’Europa, Ninel Donini, psicologa di
Cagli (Pu). Sessantasei anni e
lunga carriera politica nel
Pci-Pds-Ds prima nella provincia di Pesaro, poi in Regione e di
nuovo in Provincia come assessore alla Sanità. A sinistra per
Sel dentro Tsipras, Maria Nazzarena Agostini, sindaco di Appignano del Tronto. Marina Adele
Pallotto e Fabio Bottiglieri, i
candidati scelti dal web per il
Movimento 5 Stelle. Insegnante
maceratese di scuola primaria
lei. Broker di Civitanova lui.
Agnese Carnevali
Strasburgo, e con solo 5 posti a
disposizione, una candidatura
femminile può dare alle Marche
un’opportunità in più. Ma le possibilità per Manuela Bora restano comunque poche. Le Europee
nelle Marche serviranno dunque
al Pd soprattutto per testare la
sua forza, ma anche per verificare quella di avversari e potenziali alleati alle prossime regionali.
L’opposizione nel 2015 sarà il
M5S o il Centrodestra? E quali le
possibili forze di coalizione?
Intanto, ultima ad arrivare, Fi
schiera il suo candidato. È Barbara Cacciolari. Imprenditrice nel
settore del commercio di Macerata, ex docente universitaria di
Inglese, lingua che conosce insieme ad altre tre, fondatrice di
Commercio futuro. Sfuma invece la possibilità di un secondo
nome per Fratelli d’Italia-An,
che punta tutto su Ottavio Pava-
TEST ATTESO IN VISTA
DELLE REGIONALI 2015
M5S PRIMO PARTITO
ALLE POLITICHE 2013
IL PD VUOL RIPRENDERSI
LA LEADERSHIP
Il Parlamento europeo di Strasburgo
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-MSGR - 14 PESARO - 37 - 17/04/14-N:
37
Pesaro
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Sette candidati
Ricci sicuro:
«Così vincerò
al primo turno»
`Sono aumentati
negli ultimi giorni
gli aspiranti sindaci
VERSO IL VOTO
Da tre a sette candidati sindaco in
pochi giorni. E gli animi si accendono. «Addirittura tre liste grilline e centrodestra pesarese ai minimi storici, vincerò al primo turno», è convinto Ricci. «Ridicolo il
siparietto tra Idv e Pd, non sono
credibili», controbatte la Crescentini. E Pazzaglia dei Cinque Stelle:
«Noi l'unica lista di Grillo, Sambuchi mai visto a nessuna riunione».
Se il dibattito di martedì sera sul
centro storico era stato caratterizzato dal fair-play tra i candidati a
sindaco, il giorno dopo gli stessi
contendenti per la guida del Comune iniziano a «darsele di santa
ragione». A scaldare la campagna
elettorale pesarese sono state proprio le sorprese emerse dal confronto d'esordio, durante il quale,
ai candidati già sicuri, ne sono
spuntati a sorpresa altri due: Luca
Acacia Scarpetti dell'Idv dopo la
rottura con il Pd, e Cristiano Sambuchi di Pesaro in Movimento,
che viene indicato come il terzo
candidato grillino anche se Fabrizio Pazzaglia del Movimento Cinque Stelle ci tiene a chiarire che
«non ha mai partecipato a nessuna delle nostre riunioni». A quanto pare, Sambuchi prima di formare la sua nuova lista, ha fatto
parte per un certo periodo dei Cittadini Cinque Stelle di Igor Jason
Fradelloni, il quale puntualizza
che «la certificazione della lista di
Grillo ancora non c'è stata», anche se alle recenti comunarie hanno stravinto i pentastellati di Pazzaglia. Resta il fatto che questa
proliferazione delle liste grilline,
potrebbe comportare una dispersione di voti in quel bacino elettorale che a Pesaro non si riconosce
nelle due grandi coalizioni alternative. E Matteo Ricci affonda il
PAZZAGLIA M5S:
«SAMBUCHI MAI VISTO
ALLE NOSTRE RIUNIONI»
CRESCENTINI:
«ESISTONO TRE BLOCCHI
GLI ALTRI FUORI GIOCO»
colpo: «I grillini locali si sono presentati al confronto con tre candidati, questo mi porta a dire che,
nonostante l'incognita dell'abbinamento con le Europee, non ho
alcuna preoccupazione - ha detto
ieri a RadioCittà - E Il centrodestra pesarese avrà il risultato peggiore della storia. Vincerò al primo turno, non c'è una reale alternativa al nostro progetto».
Pazzaglia, dal canto suo, si dice
«stanco di dover ripetere sempre
su queste cose. C'è solo un Movimento Cinque Stelle, come è
emerso dalle comunarie. E il resto
sono due accorpamenti con dentro una serie di liste che non si
contano– dice, riferendosi alle
squadre di Ricci e della Crescentini - Piuttosto mi viene da ridere se
penso che Acacia Scarpetti non è
riuscito a mettersi d'accordo con
Ricci e si è candidato a sorpresa».
Anche Roberta Crescentini ieri ha
acceso la miccia verso i suoi avversari: «La scena del confronto
che ha coinvolto Pd e Idv è stata ridicola. Ridiamo credibilità alla
politica locale. A Pesaro esistono
tre blocchi, gli altri non riusciranno a raggiungere gli obiettivi». Il
riferimento è alle liste di Fradelloni, Sambuchi, Acacia Scarpetti e
ad Albino Calcinari, candidato
sindaco della Rosa di Pesaro.
Thomas Delbianco
Da Sinistra
fuoco su Briglia
e Fosso Sejore
`L’alleanza con l’attuale
presidente della Provincia
Zucchi: «Con lui si dialoga»
VERSO IL VOTO/2
Il municipio di Pesaro
Comitato del Carducci: «Il centro
va rivitalizzato con il mercato»
IL DIBATTITO
Riportare il mercato cittadino in
piazzale Carducci, magari spostandolo al sabato. Ecco una delle
ricette del Comitato del Carducci
per rivitalizzare il nostro centro
storico: «Martedì sera abbiamo
partecipato- afferma il portavoce
Paolo Rolfini- all'incontro organizzato dall'associazione Salviamo il Centro Storico con gli aspiranti sindaco di Pesaro». Un dibattito durato circa due ore tra i
setti competitori alla carica di primo cittadino che si è snodato attraverso i nodi principali del centro storico: «Inutile negare che la
nostra attenzione era rivolta alle
parole dei candidati dei tre maggiori schieramenti. Quello che ci
ha maggiormente colpito è stata
la presa di distanza di tutti i candidati su come è stato gestito in
quest'ultima legislatura il centro
storico». Toccato anche il tema
del S.Decenzio che da anni ormai
vede commercianti di piazzale
Carducci e la stragrande maggioranza degli ambulanti far fronte
comune per un ritorno nel cuore
della città: «Il candidato del centrosinistra- continua Rolfini- ha
affermato di non voler spostare il
mercato dal S.Decenzio. Ma vuole valorizzarlo. E come? Spendendo più di un milione di euro per
decentrare uno dei pochi eventi
settimanali che potrebbe attirare
migliaia di persone in centro?
Sempre il presidente della Provincia, inoltre, ammette, in contraddizione con quanto asserito dall'
assessore Belloni, che una sorta
di mercato è proponibile nella
giornata di sabato per valorizzare
l'area del Carducci, via Buozzi e
via XI Febbraio». E sulla proposta
di esentare dalle tasse comunali
le nuove imprese per i prossimi
tre anni, Rolfini è netto: «La politica del centrosinistra è tutta rivolta all'imprenditoria giovanile.
Cosa di per sé giusta. Ma dimenticandosi completamente di chi in
questi anni, come noi commercianti di lungo corso, ha tirato la
cinghia pur di dare un futuro alla
propria attività, ai propri dipendenti e al nostro centro storico.
Aspichiamo- conclude Rolfiniche Ricci abbandoni i mega progetti che caratterizzavano la politica dei suoi predecessori per dedicarsi alle questioni terrene, come ad esempio il ritorno del mercato cittadino nel centro storico».
Daniele Di Palma
La Sinistra e Matteo Ricci mettono una pietra tombale sull'ospedale di Fosso Sejore. E Zucchi attacca Briglia: «Non ha capito la
forza del nostro progetto. Ha fatto un errore grave presentandosi da solo, non andrà lontano».
Nel simbolo della lista "La Sinistra" non ci sono segni identificativi dei partiti, ma cinque parole che indicano le priorità programmatiche del movimento:
lavoro, solidarietà, ambiente,
partecipazione, cultura. Il promotore Andrea Zucchi non vuole che La Sinistra, che raggruppa Sel, Rifondazione Comunista, Pdci e Liberi a Sinistra, venga identificata come una lista civica: «Noi e il Pd siamo l'unica
forza politica della coalizione. A
Ricci, che abbiamo deciso di sostenere, riconosciamo la virtù
del dialogo, cosa che spesso è
mancata anche nell'attuale amministrazione, dove spesso le
decisioni sono cadute dall'alto».
Nella sua lista non ci sarà Michele Gambini «che si è ritirato»
e nemmeno Rito Briglia, il quale
invece si presenterà con una
propria lista civica. La Sinistra e
Briglia sono alleati, ma a sentire
le parole di Zucchi, danno l'idea
di essere separati in casa: «Briglia si presenta come l'unica forza progressista, dicendo che noi
siamo conservatori. In realtà
non ha capito la forza del nostro
progetto, che darà nuova linfa
alla città e al centrosinistra. Giudico la sua decisione di presentare una propria lista molto grave. Da solo dove potrà arrivare?
Credo non molto lontano».
Zucchi riconosce al Movimento
Cinque Stelle il ruolo di principale avversario di questa competizione elettorale, ma «non
hanno capacità di dialogo. La
nostra lista non si esaurirà con
le elezioni, vogliamo andare
avanti anche in seguito». Pino
Longobardi, che insieme a Pierpaolo Bellucci, ha lasciato in maniera burrascosa i Liberi per Pesaro, per intraprendere l'avventura dei Liberi a Sinistra, punta
«a bloccare il consumo di territorio agricolo e a sostenere il diritto alla casa». Bellucci ha come priorità la «riorganizzazione della macchina amministrativa e la ristrutturazione delle
politiche sociali». In lista ci sarà
il veterano del consiglio, Luciano Trebbi del Prc. «Mi hanno
chiesto di entrare in lista prati-
camente tutti, tranne il Pd» ha
esordito ricevendo una battuta
ironica da Matteo Ricci: «Quelli
del mio partito temevano che
avresti preso troppi voti. Io sono
contrario a più di tre mandati,
tranne che per Trebbi che ha
una grinta e un amore per questa città invidiabile«. Tra le richieste che La Sinistra ha avanzato al candidato sindaco, c'è «il
freno assoluto all'ospedale di
Fosso Sejore, un nuovo Prg, visto che quello attuale non è più
adeguato. E soluzioni per le questioni Xanitalia ed Ex Amga».
Ricci ammette che «l'ala di sinistra, con la quale ho governato
in Provincia, è una spina nel
fianco. A volte non abbiamo le
stesse idee, ma si discute e si lavora insieme. E sono molto contento di questa alleanza per Pesaro. La mia coalizione vede al
suo interno il Pd con una forza
di sinistra, una di centro e per il
resto si apre al civismo. Sono
convinto che questo sarà il nuovo Modello Marche». E il nuovo
ospedale? «Senza il casello di Fenile lo studio della Provincia oggi mette al primo posto Muraglia, dove l'area è pubblica, infrastrutturata e c'è già un pezzo
di ospedale. Sappiamo che si
tratta di una zona franosa, ed è
per questo che lì va sviluppato
bene il progetto, ma rispetto a
Fosso Sejore c'è una vera differenza di costi. Prima del sito, la
Regione ci deve dire se lo vuole
fare il nuovo ospedale».
T.D.
«L’ASSESSORE
CON LA SUA LISTA
NON ANDRÀ LONTANO»
RICCI: «LA REGIONE
CI DICA SE VUOLE
IL NUOVO OSPEDALE»
Pino Longobardi
di Liberi a Sinistra
Udc e Ncd, alleanza per Crescentini Solo Pesaro sceglie Matteo: «Unico serio»
VERSO IL VOTO/3
Nuovo Centro Destra e Udc, il
matrimonio è fatto. Ieri mattina
i referenti dei due movimenti politici hanno presentato la lista
unica, con il logo che racchiude
il simbolo degli alfaniani e dello
scudo crociato. Dentro ci saranno 16 candidati dell'Ncd e altrettanti dell'Udc, a sostegno del
candidato sindaco Roberta Crescentini, la quale ieri ha anticipato che «la mia coalizione a
giorni si allargherà ad un'altra lista civica». «C'è una salda amicizia tra questi due partiti a Pesaro – ha ricordato Dario Andreolli dell'Ncd – questa lista è solo il
completamento di un percorso
che va avanti da anni». Non più
di due settimane fa, però, l'Udc
sembrava pronta ad entrare nella coalizione di centrosinistra
con Matteo Ricci. «È vero – ammette il segretario comunale
Rocco Solomita – in considerazione del Laboratorio Marche,
le segreterie regionale e nazionale avevano indicato altri percorsi. Ma l'ultimo accordo tra Casini e Alfano ci ha liberati da quei
tentacoli che ci tenevano fermi.
Il nostro elettorato è sempre stato quello di centrodestra». Roberto Biagiotti, fresco di elezione nell'assemblea nazionale del
Nuovo Centro Destra, vuole ricordare a Ricci che «non è l'uni-
ANDREOLLI
«È SOLO IL
COMPLETAMENTO
DI UN
PERCORSO
CHE VA AVANTI
DA ANNI»
co ad avere legami a Roma. Noi
abbiamo 3 ministri di peso al Governo e 10 sottosegretari. E anche io nel mio piccolo cercherò
di far valere l'ingresso nell'assemblea nazionale per sostenere la città». L'Udc ha indicato alla Crescentini una serie di priorità programmatiche: «Riduzione
degli assessori, nuova questura
all'ex Intendenza di Finanza, Recupero San Domenico e vecchio
hangar, e rilancio dell'attività turistica». L'imprenditrice ha risposto positivamente a tutti i
punti: «Avrò sei assessori al
massimo in giunta. La questura
deve restare in centro e credo
che il Palazzo dell'ex Intendenza
sia il posto ideale. Voglio recuparare oltre al San Domenico anche Palazzo Ricci. E per il vecchio hangar punto ad una ristrutturazione».
T.D.
VERSO IL VOTO/4
«Solo Pesaro» appoggia Matteo
Ricci sindaco. Un concetto ribadito a chiare lettere dalla lista civica presieduta da Alessandro
Fiumani e che eleva il «voler dare
una mano alla città al di là delle
ideologie politiche». Non a caso,
oltre a Fabiano Arcangeli e Bruno Barbieri, nella lista coesistono l’ex Rifondazione Comunista
Cristina Cecchini e l’ex candidato a sindaco per il Pdl Marco Zanotti. Nessuna svolta a sinistra,
dunque. Semplicemente Ricci
quale unico riferimento plausibile ad una convergenza programmatica. «L’unico – dice Fiumani con cui abbiamo constatato un
approccio positivo e propositivo
ad un esame concreto verso un
programma che ha quale pregiudiziale di fondo il no secco al-
l’ospedale a Fosso Sejore». E Fiumani rispedisce al mittente le allusioni di «rapimento» di candidati sindaci verso Ricci ricordando quelle consultazioni partite
da lontano. A cominciare dai grillini: «Nei quali – dice - abbiamo
riscontrato tanto dilettantismo e
altrettanta presunzione culminata nell’esserci realmente sentiti
insultati», passando per il centrodestra «che abbiamo appurato
come persegua con cognizione
di causa la decennale scelta di
non vincere» fino alle altre liste
FIUMANI
PUNTUALIZZA
«MA IL NO
A MARCHE NORD
AL CONFINE
RIMANE UN
PUNTO FERMO»
civiche «risultate animate dalle
ricerche di visibilità». Feeling
con Ricci che dall’ospedale si allarga ad una sanità da rinforzare.
L’altro cavallo di battaglia è la
cultura e quel patrimonio storico-artistico del centro storico
quali nuova prospettive per crescita economica e turismo. «È il
nostro petrolio – spiega Fiumani
– Solo negli scantinati del Palazzo del Governo avremmo materiale per una pinacoteca di rilevanza nazionale, l’Oliveriana è
un gioiello sconosciuto ai più e
mandato in malora, idem per
Rocca Costanza. Rossini è una
bandiera che non va cavalcata
soltanto ad agosto e ci sono tanti
spazi per coniugare antico a moderno». Terzo caposaldo: il sostegno all’impresa. Dalle organizzazioni in rete all’agevolazione d’
accesso al credito.
Daniele Sacchi
-MSGR - 14 PESARO - 38 - 17/04/14-N:
38
Pesaro Urbino
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Il sindaco: «Fra un mese il Giro, buche ancora da sistemare»
`E la commissione
di sicurezza è perplessa
sul deflusso dal traguardo
MONTECOPIOLO
Un mese esatto alla Foligno-Montecopiolo, unica tappa in territorio
marchigiano dell’ormai imminente Giro d’Italia 2014, e ancora vanno incastrate parecchie tessere del
puzzle che conduce al traguardo
della carovana rosa all’Eremo Madonna del Faggio. A cominciare da
quella stessa location d’arrivo che
ha fatto storcere il naso alla Com-
missione di Sicurezza nella riunione operativa tenutasi nei giorni
scorsi in Prefettura. Commissione
che avrebbe esternato un informale parere negativo suggerendo un
poco praticabile spostamento del
traguardo nell’area di Villagrande
di Montecopiolo.
Oggetto del contendere sarebbe
una presunta difficoltà logistica
appuntata nella gestione del deflusso di migliaia di spettatori da
un’area morfologicamente angusta quale è stata giudicata quella
dell’arrivo e relativa cerimonia di
premiazione: «Assurdo – non usa
mezzi termini il sindaco di Montecopiolo Alfonso Lattanzi – Prima
di tutto perché questo percorso di
tappa si conosce da ottobre e cambiare le carte in tavola quando
manca un mese non ha senso. Secondo perché è la stessa organizzazione di corsa a valutare diversamente questo concetto dopo aver
visto svariate corse ciclistiche nelle Alpi in contesti ben più impervi.
Terzo perché questa è una tappa
pensata proprio per quel suo arrivo in salita». Dove i 6 km finali con
pendenza tra l’8 e il 13% rappresentano un tratto molto selettivo per
imprimere una prima piega alla
classifica del Giro. «Mi sembrano
comunque tutte situazioni risolvibili – non si fascia la testa Lattanzi
– Però abbiamo richiesto una seconda riunione in brevissimo tem-
po per far valere le nostre argomentazioni».
Ma di problema ce n’è pure un altro: la tappa venne assegnata lo
scorso ottobre con la pregiudiziale
di intervenire in primavera (ovvero dopo eventuali nevicate) con diversi lavori di asfaltatura e rattoppi stradali. «Invece anziché tappare i buchi ci siamo ritrovati due ordinanze della Provincia di riduzione del limite di velocità a 30 km/h»
ironizza il primo cittadino davanti
a lavori che sono risultati molto
marginali e che, Giro a parte, il territorio attendeva da tempo per poi
vederli slittati nell’ottica di eseguirli in prossimità della corsa. Insomma, uno stallo che stride con
la buona volontà dei tanti volontari che si stanno prodigando nel pulire i bordi stradali in prossimità
dell’arrivo e che con fiducia attendono il varo della tappa del 17 maggio così come la si era pensata.
Tant’è che il 24 aprile la sala consiliare di Montecopiolo ospiterà la
presentazione di tappa alla presenza dei sindaci dei comuni attraversati, di personalità del ciclismo e
dei genitori di Marco Pantani al
quale è dedicata questa tappa che
nel decennale della sua scomparsa
ripercorre alcuni dei luoghi in cui
il Pirata amava allenarsi. A cominciare dal Cippo di Carpegna.
Daniele Sacchi
Il sindaco Lattanzi
«È emergenza
profughi
i sindaci non
siano latitanti»
`Il prefetto, volontari
e forze dell’ordine
a Macerata Feltria
IL CONFRONTO
MACERATA FELTRIA «Ho scritto a tutti
i sindaci. La maggior parte non mi
ha risposto». Il prefetto Attilio Visconti, martedì sera era a Macerata Feltria invitato dal sindaco Luciano Arcangeli a spiegare alla cittadinanza l’emergenza che ha portato 33 giovani profughi del Mali,
del Pakistan e della Sierra Leone
all’hotel Pitinum. Perché di emergenza si tratta. E si prevede un’altra ondata in provincia. Cifre da capogiro: in Italia sono attesi 600 mila immigrati in fuga dall’Africa.
Già 3600 sono stati ospitati nei vari Comuni della Penisola. E uno di
questi è Macerata Feltria. Al momento dell’allerta, il 21 marzo scorso, il prefetto aveva interpellato
tutti i sindaci della provincia. «La
stragrande maggioranza non mi
ha risposto. Latitanti – ha precisato amareggiato - Qualcuno in verità si è degnato di rispondere, ma
mi ha detto che non c’erano disponibilità. Non voglio accusare nessuno, comprendo la posizione dei
sindaci ma questa è un’emergenza
nazionale. E io mi voglio sentire il
prefetto di una società che si fonda
sulla solidarietà». Si è fatto avanti
qualche privato. Albergatori. «In
questo periodo – ha incalzato Visconti- un incasso che si aggira sui
40 mila euro al mese non si butta
via. Ma capisco: molti albergatori
sono condizionati dalle amministrazioni. Altri invece seguono più
la legge dell’economia». In mancanza di disponibilità non resta
che la misura che permette al prefetto di requisire le strutture.
LA STORIA
Inizialmente i profughi dovevano
essere 50. E la prima meta era Borgo Pace. Ma il sindaco ha subito
sollevato perplessità sull’entità
dell’accoglienza: evidenziava il ti-
VISCONTI: «HO SCRITTO
A TUTTI I PRIMI
CITTADINI, POCHI
HANNO RISPOSTO
NUOVI ARRIVI SONO
PREVISTI IN PROVINCIA»
«Nessuno
deve essere
vittima
o carnefice»
L’ASSESSORE
more di un forte impatto di 50 profughi su una popolazione del centro urbano di appena 300 anime. Il
prefetto non ha nascosto momenti
di tensione con il primo cittadino.
«Il dialogo serve per far emergere
le criticità – ha ammesso Visconti –
Ma il tempo ci era contro». Dal momento della comunicazione del
ministero c’erano solo 24 ore di
tempo. Poi è emerso che tra i cinquanta profughi c’erano 17 minori.
A questo punto i 33 adulti, tra i 19 e
i 33 anni, sono dirottati a Macerata
Feltria. Ma Borgo Pace rimane come primo della lista per futuri arrivi.
Sopra, il tavolo con istituzioni, forze
dell’ordine e volontari. A sinistra l’assessore
Nicola Gorgolini e Matteo Donati della Caritas
Sotto, il prefetto Attilio Visconti con Pino
Longobardi della cooperativa «Labirinto»
e il sindaco Luciano Arcangeli
LE PAURE
La sala era piena. Al tavolo, oltre al
prefetto e al sindaco, l’assessore
Nicola Gorgolini, il colonnello dei
carabinieri Giuseppe Donnarumma, il comandante della Guardia
di Finanza Francesco Pastore, il responsabile della Caritas Matteo
Donati, della cooperativa Labirinto Pino Longobardi, e il dottor Augusto Liverani dell’Asur insieme al
nuovo commissario di Polizia e al
comandante della stazione di carabinieri di Urbino. Le paure emerse
erano legate principalmente alle
condizioni sanitarie dei profughi e
alla sicurezza. Ma anche ad una situazione nuova per Macerata Feltria abituata per lo più a turisti termali. Timori che una “presenza
sconosciuta” potesse rompere
equilibri e abitudini. Nessun razzismo, tutt’al più paura di ciò che
non si conosce. E con cui bisogna
rapportarsi d’ora in poi. Ansia attenuata quando Donati ha presentato uno degli ospiti, un giovanissimo Mohammed della Sierra Leone. Spaurito. Accolto da molti applausi. L’ignoto si è materializzato
e non aveva affatto l’aria del “mostro”. Nessuno dei trentatrè ha interesse a violare la legge, anche
con un’ubriacatura: perderebbe
tutti i vantaggi dello status di rifugiato. L’ospitalità è prevista fino al
30 giugno, ma servirà più tempo
per sbrigare tutte le pratiche.
IL FUTURO
Questa è la seconda ondata dopo
quella dei 40 profughi ospitati al
Pelingo. Ma se ne prevedono altre.
Non a caso ieri mattina il prefetto
ha di nuovo convocato una riunione per gestire eventuali nuovi arrivi. «Finora abbiamo affrontato
un’emergenza, adesso non possiamo più farci trovare impreparati.
Questa situazione va condivisa
con i sindaci».
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Assemblea partecipata tra paure e dubbi
LE REAZIONI
MACERATA FELTRIA Opinioni discordanti emergono dopo il consiglio
aperto indetto dal sindaco Arcangeli, motivandolo con il fatto che
«l’arrivo dei trentatré rifugiati ha
portato un po’ di apprensione in
una parte della popolazione». Apprensione che traspare durante
tutta la serata per quella paura
dell’ignoto che lega preoccupazioni sanitarie a quelle di sicurezza.
C’è chi sostiene che «inserire trentatré persone in una comunità
piccola come quella di Macerata
sia una vera e propria bomba»,
chi invece motiva la propria paura adducendo spiegazioni economiche-turistiche: «Visto che siamo vicini all’apertura della stagione, i turisti potrebbero non gradire questa presenza e quindi non
venire, fermando la nostra economia visto che molti di noi hanno
rilevato delle quote della società
termale». Chi ha invece una quota
della società termale non la vede
così drasticamente: «Io posseggo
una quota e non ho nessuna paura. Può essere anzi, una buona
mossa per l’immagine di questo
paese. E’ solo una piccola parte
della popolazione che non ha accettato questa situazione». I genitori sono senza dubbio i più allarmati: «Guido il pulmino che trasporta le ragazze della pallavolo. I
genitori mi hanno pregato di non
far scendere le proprie figlie se ad
aspettarle non sono presenti loro». E’ di martedì anche la notizia
che all’arrivo dei trentatré profughi all’hotel Pitinum, un gruppo
di 50 ragazzi ha cancellato la pro-
MA SUBITO
UN GRUPPO
DI 50 RAGAZZI
HA DISDETTO
UNA FESTA
NELL’HOTEL
DEGLI AFRICANI
pria prenotazione per festeggiare
un compleanno sabato. «Il motivo
di questa cancellazione –spiega il
direttore Emiliano Bellachiomaè la situazione di emergenza che
si è venuta a creare nell’arco di 8
ore. La mancata informazione alla popolazione ha fatto sì che questi ragazzi disdicessero la propria
prenotazione. Ora la situazione
sta pian piano tornando alla normalità». Ci sono comunque molte
persone che plaudono all’iniziativa del sindaco e «alla maturità dimostrata da Macerata Feltria nonostante le diverse visioni». La serata è servita senza alcun dubbio
per togliere quella paura data dalla non conoscenza dei fatti: «Per
la nostra comunità –racconta
Mattia Marcaccini, ex funzionario- questa serata è servita come
la lettura di dieci volumi. La non
conoscenza significa ignoranza e
chi non conosce giudica senza
avere la consapevolezza di cosa
accade nel mondo».
Andrea Perini
«Nessun essere umano può scegliere dove nascere, ma tutti hanno il diritto di scegliere dove vivere una vita dignitosa». Termina
così l’intervento del giovane assessore del comune di Macerata Feltria, Nicola Gorgolini, che con gli
occhi della gioventù e le responsabilità di chi veste un incarico istituzionale, ha voluto spezzare una
lancia a favore dei trentatré ospiti
dell’hotel Pitinum, accolti con un
po’ di trambusto in paese. Un intervento che dovrebbe far riflettere l’intera provincia visto la situazione attuale che parla di un esodo di massa. «Voglio inquadrare il
problema reale di questa situazione –spiega Gorgolini-. Potremmo
discutere di quanto sia sbagliato il
sistema normativo che crea due
vittime (profughi e paesi ospitanti), o sul fatto che si poteva trovare
altra sistemazione, d’altronde se
si chiama emergenza non può
avere un impatto soft, ma ora in
questa situazione ci siamo e abbiamo il dovere di dare il nostro
contributo. L’accoglienza può diventare positiva e l’unico modo è
l’integrazione. Noi cercheremo in
tutti i modi di favorirla con corsi e
progetti. Abbiamo il dovere di dimostrare che le nostre rimostranze erano dettate solo da nodi strutturali. Il problema non è quanto
tempo alloggeranno qui, ma
quanto saremo bravi a rendere
positiva, per noi e per loro, questa
esperienza. L’integrazione può
darci tanto. Nessuno deve essere
la vittima o il carnefice in questa
situazione». Pino Longobardi, dirigente della cooperativa Labirinto, compie un ulteriore passo
avanti: «Io vorrei parlare di interazione assieme all’integrazione. La
paura arriva dalla non conoscenza. Vi invito a conoscerli per rompere questo velo che vi separa. Si
sentono ospiti e vogliono fare
qualcosa per la comunità. Non sono qui per fare i clandestini, vogliono solo ottenere i documenti
per poter andare dai loro parenti
o amici». Matteo Donati di Caritas, ha scelto un altro modo per
spiegare la questione ai tanti presenti, presentando Mohamed della Sierra Leone: «Dopo che la sua
famiglia è stata falcidiata ha attraversato il deserto su un pick-up.
Per tre giorni senza fermarsi. Se
cadevi era la fine. Poi ha superato
il mare e infine è arrivato dopo
due anni qui. Comunicare è molto
difficile, ma con l’aiuto di tutti potranno di nuovo vivere una vita serena». Diverso l’intervento del
dottor Augusto Liverani, medico
del servizio di igiene e sanità pubblica: «Capisco il timore per l’arrivo di patologie subtropicali, ma
posso garantire che è più facile
prenderle quando noi andiamo
nella loro terra. Con i nostri controlli abbiamo escluso la presenza di patologie dannose per la comunità».
A. P.
-MSGR - 14 PESARO - 39 - 17/04/14-N:
39
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Giovedì 17 Aprile 2014
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Fax: 0721 370931
e-mail: [email protected]
Vincenzi ambasciatore del gusto in Cecenia
IL PERSONAGGIO
Dall'Isola dei famosi edizione
2010, negli arcipelaghi del Nicaragua, al Caucaso tuttora scosso da tensioni geo-politiche.
Questo percorso ha portato lo
chef fanese Roberto Dante Vincenzi, per gli amici Rodante il
cuoco errante, a illustrare i
piatti tipici della gastronomia
italiana nella nuova Groznyj, la
capitale di un Paese, la Cecenia, che vuole scavare un fossato sempre più ampio fra il proprio futuro e la recente guerra
secessionista soffocata nel sangue dall'esercito russo.
Un cuoco fanese in prima linea, dunque, ma per una piacevole motivazione: promuovere
il gusto italiano in un'area del
mondo così lontana, incuriosita dalla fama che precede la nostra ristorazione. Rodante il
cuoco errante è stato invitato a
un cooking show, lo spettacolo
della cucina, in uno dei più
esclusivi alberghi della nuova
Groznyj. Gli organizzatori locali gli hanno raccomandato alcune minime accortezze derivanti dal rispetto del Corano
(la religione maggioritaria in
Cecenia è musulmano-sunnita): niente maiale e niente alcolici. La carne halal, preparata
in modo corretto secondo la
legge islamica, è fornita in loco.
Alla partenza, lo scorso fine
settimana, Vincenzi non escludeva di poter sfruttare questo
banco di prova per sperimentare la Moretta analcolica, secondo una sua originale variante
della ricetta tradizionale fanese. Ma ecco il menù ceceno di
Rodante, per l'occasione aiutato da una traduttrice: risotti e
pasta fresca (il raviolo è, in particolare, la specialità della casa), pescatrice fasciata di pasta
sfoglia e il tiramisù perfetto, la
zuppa inglese per i clienti islamici, quindi senza alcool nella
crema.
«E siccome non c'è due senza tre - conclude lo chef fanese
- al rientro dalla Cecenia ripartirò quasi subito per una crociera, presentando abbinamenti di gustosi stuzzichini con i vini prodotti da cantine delle terre Bresciane e Bergamasche.
Mi esibirò di fronte alla platea
di crocieristi. So cavarmela in
ogni situazione critica o disagiata, riesco a garantire ristorazione di qualità e di sicura
tipicità anche in realtà difficili.
Ho altre richieste da Siberia e
Corea del Nord».
O.S.
Aguzzi assicura
«Non mi ritiro
dalla politica»
Fanesi (Pd)
«Tributi
quel bando
va fermato»
`Il sindaco non esclude
un futuro da assessore
all’urbanistica
LA POLEMICA
Il bando di gara sulla gestione
dei tributi locali «è un muro di
gomma», che ha respinto Cristian Fanesi, capogruppo del Pd
locale, in ogni suo tentativo di
ottenere qualche informazione
o chiarimento. Per questo e altri
motivi la sua richiesta è di «fermare tutto: una possibilità prevista, praticabile e, a questo
punto delle cose, del tutto opportuna». L'appello a favore di
uno stop ha la propria ragione
soprattutto nell'attuale stallo di
Aset Holding, la società pubblica che dovrebbe gestire i tributi
locali insieme con un socio privato da individuare attraverso il
bando, ora nella sua seconda fase. Ad Aset Holding, che va
avanti con il vertice decaduto
da qualche settimana, spetterà
il 60% delle quote. «Le somme
in questione sono ingenti - ha
proseguito Fanesi - Il valore è
stato stimato sia in base alla durata ventennale della riscossione sia riguardo ai futuri aggi da
corrispondere alla società vincitrice e si tratta di diversi milioni
di euro. Una questione importante, dunque, che merita di essere trattata con maggiore trasparenza di quanto ha fatto finora l'Amministrazione comunale. A ogni richiesta di chiarimenti, ripetuta per ben due volte in commissione di controllo,
l'Amministrazione
risponde
trincerandosi dietro alla stessa
risposta: bisogna evitare le turbative d'asta. Ma di quali turbative parlano? Del resto la scarsa
dimestichezza con la trasparenza è percepibile dal sito di Aset,
che non pubblica tutti gli atti come invece dovrebbe fare per legge». Fanesi ha confermato che il
Pd era favorevole al progetto di
affidare ad Aset Holding la gestione dei tributi locali, tra l'altro proposto durante la campagna elettorale 2009 dall'allora
candidato sindaco Federico Valentini. «La proposta risale a un
periodo di fortissima tensione
in città per la vicenda del recupero sugli oneri di urbanizzazione e per le critiche rivolte alla società di riscossione Duomo
Gpa. Dopodiché l'ufficio tributi
del Comune è stato spolpato e
sguarnito: in assenza di personale in appoggio ad Aset Holding, l'Amministrazione ha deciso di affidare la gestione a una
società mista pubblico-privata
e di indire il bando».
Il sindaco di Fano Stefano Aguzzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
VERSO IL VOTO/1
Il cantiere in via Ruggeri
È arrivata la primavera
Fioriscono i cantieri
`Parte una fitta
campagna di asfaltature
per oltre un milione
LAVORI PUBBLICI
Via Toniolo, nella zona industriale a Bellocchi, è il punto di
partenza per la campagna di lavori che getterà un milione di
nuovo asfalto sulle sgarrupate
strade fanesi. L'intervento, per
un totale di circa 42.000 euro, è
in realtà una questione a parte. È
infatti il frutto dell'accordo raggiunto in Tribunale fra il Comune e una ditta locale, che lamentava lo stato pessimo della strada, poi però l'opera per bonificare le innumerevoli buche «proseguirà nella zona industriale», assicura l'assessore Mauro Falcioni. L'ufficio tecnico del Comune
ha firmato l'altro ieri il contratto
per il milione di nuove asfaltature, quindi l'intervento massiccio
comincerà ai primi della prossima settimana. L'appalto è stato
aggiudicato a una ditta grossetana, in virtù del ribasso sulla base
d'asta. Il costo totale è di poco superiore a 700.000 euro di conseguenza la giunta fanese ha già
stabilito che il risparmio sarà
speso per sistemare anche altre
due strade dissestate, in precedenza fuori dall'elenco dei lavori: via Albertario, sempre a Bellocchi, e via Martiri di Marzabotto a Gimarra. Ma ecco l'elenco
delle vie interessate dalle future
asfaltature: Bruno, De Borgarucci, Pizzagalli, Lelli, Giuglini, Gigli, del Ponte (in parte), Toniolo,
VIII Strada (in parte), Einstein,
Bassi, Menotti, piazzale San Paolo e le strade comunali degli
Uscenti, del Ponte Nuovo a Bellocchi, di Sant'Elia, delle Cerquelle, del Giardino. Ai primi di maggio è prevista la nuova asfaltatura anche in via 4 Novembre, per
un totale di circa 200.000 euro.
L'opera sarà effettuata a spese di
Aset spa, per sistemare l'asfalto
in modo definitivo dopo i lavori
effettuati qualche tempo addietro alle condutture dell'acque-
INTERVENTI A TAPPETO
DALLA STATALE
ALLA ZONA INDUSTRIALE
QUASI FINITA A SASSONIA
LA MASSICCIATA
PER FERMARE L’EROSIONE
dotto. I mesi trascorsi nel frattempo sono serviti per consolidare la copertura temporanea degli
scavi. Sempre per quanto riguarda le strade di Fano, ma passando alle competenze della mobilità urbana, sono iniziati i lavori
per rigenerare le strisce degli attraversamenti pedonali lungo la
provinciale Flaminia e lungo il
tratto sud della statale Adriatica.
«Il cantiere - spiega l'assessore
Michele Silvestri - proseguirà
per tutta la settimana. Gli attraversamenti sono realizzati con
materiale antisdrucciolo a elevata rifrangenza, sia in condizioni
di asciutto sia di bagnato. Maggiore sicurezza, dunque, e maggiore visibilità. Questo tipo di
materiale, innovativo, ha durata
media dai tre ai cinque anni, con
evidenti vantaggi sulle spese di
manutenzione,
considerando
che si tratta di strade molto trafficate, dov'è più rapido il deterioramento». Tornando al settore
dei lavori pubblici, oggi stesso
potrebbe concludersi l'intervento per consolidare la massicciata
lungo il tratto di via Ruggeri più
esposto ai fenomeni dell'erosione, quindi da via del Bersaglio a
via Schiavoni. Il costo complessivo è 60.000 euro.
Osvaldo Scatassi
Dieci anni vissuti con il vento in
faccia, come i ciclisti che tirano
la volata, pochi rimpianti e un
pensierino stuzzicante. «Assessore all'urbanistica? Non mi dispiacerebbe», ha affermato ieri
il sindaco uscente Stefano Aguzzi, che per la prima volta dopo
due mandati consecutivi si presenterà alle elezioni con un ruolo diverso dal candidato di punta. Sarà comunque capolista della Tua Fano, la lista civica che
contribuì a fondare nel 2002. «Ci
tengo a dire - ha proseguito - che
non lascio la politica. Molti stanno pensando che sia intenzionato a ritirarmi, ma non è così.
Continuerò a fare politica e a dare il mio contributo di esperienza. Molti pensano che mi stia ritirando anche perché non vedono il mio viso sui muri, posso garantire che continuerò la campagna elettorale con la stessa sobrietà, privilegiando il rapporto
diretto con i fanesi come ho sempre fatto in tutti questi anni da
sindaco, tanto nei momenti belli
quanto nei frangenti difficili».
L'Aguzzi in versione post-sinda-
co ha dunque il profilo basso e
un solo rimpianto: «Avere ascoltato l'ex assessore Riccardo Severi, quando mi propose di
espellere dalla giunta Giovanni
Maiorano e di assegnare la presidenza di Aset Holding a Giuliano Marino». Evidente anche il
rammarico per lo slittare della
fusione delle due Aset oltre l'attuale mandato. Per il sindaco
uscente una sorta di incompiuta, che ha trovato proprio nella
Holding le principali resistenze.
Una questione aperta, cui Aguzzi vorrà dedicare il proprio impegno politico dopo il voto del 25
maggio, sia ancora in maggioranza o sugli scranni dell'opposizione. «Ci sono altri impegni - ha
aggiunto - che meritano di essere portati a termine. Il biogas,
per esempio, è avviato alla giusta conclusione, ma continuerò
a vigilare per essere sicuro che la
Regione non provi a resuscitare
il progetto. E lo stesso vale per il
referendum. La Regione ha già
annesso a Mondolfo la parte fanese di Marotta, ma non è ancora detta l'ultima parola». Elogi
per il candidato sindaco Davide
Delvecchio, persona «leale e coerente». Solo gelida ironia, invece, per quegli assessori (quindi
Alberto Santorelli e Michele Silvestri) che «la mattina si siedono
in giunta e il pomeriggio fanno
opposizione».
O.S.
I Popolari si fondono
e si alleano con Carloni
VERSO IL VOTO/2
Fano popolare e Popolari per
l'Italia si fondono in una sola lista, apparentandosi alla coalizione che sostiene il candidato sindaco Mirco Carloni. Simbolo, nomi e aspetti qualificanti del programma sono stati presentati da
Massimo Rognini dei Popolari
per l'Italia e dal politico più esperto, l'ex assessore Fabio Uguccioni
ora esponente di Fano popolare.
Il gruppo fa sintesi fra due diverse anime in nome di «una politica
per passione e per testimoniare
precisi valori, i principali sono:
popolarismo,
solidarietà,
sussidiarietà e legalità». Le proposte elettorali riguardano una
maggiore attenzione verso il de-
coro urbano e iniziative per valorizzare il talento creativo dei giovani, facendone eventi di richiamo turistico. Non poteva mancare un richiamo ai battibecchi con
gli ex alleati di Insieme per Fano.
«Certe polemiche di Davide Delvecchio - ha detto Uguccioni - sono incomprensibili. Bisognerebbe capire che una stagione politica si è conclusa». Carloni ha annunciato una visita del ministro
Beatrice Lorenzin per discutere
sul futuro dell'ospedale. La lista
presentata ieri è composta da:
Bianca Maria Pianosi e Massimo
Rognini, Daniele Angelini, Martina Battisti, Nicola Fernando Caccese, Paolo Cazzola, Primo Ciarlantini, Adriana Galoppi, Danilo
Graziano, Daniele Pagani, Roberto Ranaldi, Fabio Uguccioni.
-MSGR - 14 PESARO - 40 - 17/04/14-N:
40
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
Fano, presentato il calendario di prosa della prossima stagione
Tanti big in scena e per la prima volta un progetto di creazione
La Fortuna è un’officina
TEATRO
A
lessandro Preziosi, Annamaria Guarnieri, Ottavia
Piccolo, Lella Costa, Alessandro e Jacopo Gassman:
questi alcuni dei nomi della
prossima stagione al Teatro
della Fortuna, presentata ieri dalla
Fondazione Fano Teatro, prima
della scadenza del mandato alla direzione dell'ente. Spicca fra tutte
l’Officina della fortuna, la novità
che prevede un progetto di creazione affidato, in questa prima edizione, a Jacopo Gassman, giovane artista, terzo figlio di Vittorio, molto
attivo all’estero, si è diplomato in
regia cinematografica a New York,
e proveniente dal successo ottenuto in Italia per la regia de «La pace
perpetua» di Juan Mayorga. La
produzione, in sinergia con altri
enti nazionali, vedrà una residenza di quasi un mese al Teatro della
Fortuna, con l'utilizzo di maestranze locali, per la messinscena di un
testo contemporaneo, la cui scelta
è ancora in fase di verifica.
La stagione di prosa si aprirà
con un particolarissimo e originale Don Giovanni rivisitato attraverso i suoi più illustri autori, da Molière a Da Ponte passando per
Puškin, da Alessandro Preziosi (1-2
novembre). Residenza e riallestimento da Fano per Sinfonia d'Autunno di Ingmar Bergman con la
regia di Gabriele Lavia, interpretato da Anna Maria Guarnieri (6 e
7 dicembre). In occasione del tren-
APECCHIO A Serravalle di Carda, frazione del comune di Apecchio, come ogni anno si svolge Passio, rappresentazione storico religiosa della Passione e morte di Cristo il Venerdì santo. Alla manifestazione,
giunta quest’anno alla 35ª edizione, partecipano circa 150 figuranti
del paese riscuotendo grande favore del pubblico. Molte le novità di
quest’anno che gli organizzatori,
in primo luogo la Pro Loco, vogliono mantenere segreti al fine di accrescere l’interesse di molti che anche da oltre i confini regionali
giungono a Serravalle per questo
suggestivo appuntamento. Nel dettaglio l’ultima cena con la lavanda
dei piedi e la preghiera nell’orto degli ulivi con l’apparizione dell’an-
Teatro
amatoriale
La Piccola
Ribalta
ha fatto tris
con i premi
PESARO «La Piccola Ribalta» di Pesaro
sbanca ad Ascoli: tre
primi premi e una
nomination. Alla
settima edizione di
«Ascoli in scena», tra
otto compagnie di
teatro amatoriale
provenienti da tutta
Italia, la Piccola
Ribalta ha vinto con
«Nel bel mezzo di un
gelido inverno»,
premiate anche la
regia di Maurizio
Garattoni e Claudio
Rossini miglior
attore non
protagonista.
In alto il gruppo greco
Zakaria nell’edizione 2012,
a destra «La Vadesella», sotto
i bambini de «La Vadesella»
Una scena di «Nuda proprietà». Sotto, la Passio
tennale della morte di Eduardo De
Filippo, in scena a Fano, il 20 e 21
dicembre una delle sue più divertenti commedie «Uomo e Galantuomo», con Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, Valerio
Santoro e Antonia Truppo diretti
dal regista di cinema e di teatro
Alessandro D’Alatri. Dopo anni
di teatro in solitaria, Lella Costa si
presenta al pubblico con una commedia intelligente e spiritosa di Lidia Ravera, «Nuda proprietà», in
scena insieme a Paolo Calabresi
(10-11 gennaio). Da anni impegnata
nel teatro civile e di denuncia, Ottavia Piccolo sarà diretta da Alessandro Gassman in «7 minuti di libertà», tratto da un fatto realmente accaduto in Francia, con la drammaturgia di Stefano Massini. Seconda regia di D’Alatri in programma,
questa volta con Massimo Ghini e
Elena Santarelli nella commedia
«Quando la moglie è in vacanza»,
17 e 18 marzo.
Elisabetta Marsigli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fede e tradizione, torna la Passio
L’EVENTO
Ad «Ascoli in scena»
la compagnia
pesarese ha vinto
per lo spettacolo
il regista e l’attore
non protagonista
gelo e la cattura di Gesù si svolgono in piazza mentre la presentazione di Gesù a Caifa, il processo di Pilato, la flagellazione, l’impiccagione di Giuda, la Via Crucis fino al
monte della Crocifissione si possono seguire a piedi lungo
le vie del paese che verranno animate da scene di vita quotidiana
del tempo come il
mercato, la locanda, il fornaio, il pastore con le pecorelle. Passio, a differenza delle altre manifestazioni di questo genere
che si svolgono in tutta Italia
durante la Settimana Santa, è caratterizzato dalla scena della Crocifissione; particolarmente suggestiva perché il pubblico può seguire il dialogo di Gesù con Dio e con i
ladroni e il canto di Maria ai piedi
della croce che permettono una
forte immedesimazione. Fedeli riproduzioni dei costumi dell’epoca,
scenografie ben curate, musiche
diffuse lungo il percorso, i giochi
di luce della viva fiamma
delle torce e una buona
interpretazione sono il
risultato di un lungo
e attento lavoro che
dura da mesi, coinvolgendo volontariamente i cittadini di
Serravalle e del comprensorio. Soddisfatto
dell’iniziativa l’assessore
provinciale Claudio Minardi
che ha ricordato l’importanza di
questo evento nato spontaneamente.
Luca Guerini
Dal sirtaki
al saltarello
Scadono
le iscrizioni
per Dance
immersion
CAGLI C’è tempo fino a domani per le iscrizioni
alla sesta edizione di
Dance Immersion
Festival, diretto da
Benilde Marini, che
quest'anno propone
un'anteprima
primaverile del
concorso nazionale «La
trama dei corpi». Il
concorso è aperto a
giovani provenienti da
tutta Italia nelle
categorie Classico e
Contemporaneo sia per
i passi a due che per gli
assoli e prevede borse di
studio di grande livello.
Per informazioni:
pagina facebook
movimento e fantasia,
www.movimentoefantasia.it, mail
[email protected]
bero.it, telefono
393.9690277.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FESTIVAL
SANT’ANGELO IN VADO Sesta edizione
per il Festival internazionale di
danze popolari di Sant'Angelo in
Vado, che vede la danza al centro
dell'integrazione e comunicazione
tra i popoli, promosso da Regione,
Comune e Confartigianato Imprese. Oltre 15 gruppo di ballerini e
molti giovani nella piacevole contaminazione tra tradizione popolare e modernità, che allieteranno la
cittadina vadese dal 26 aprile al 3
maggio. L'intervento della Confartigianato ha lo scopo di favorire, attraverso le danze del folclore la
continuità e la crescita di un processo culturale che affonda le radici nella tradizione della civiltà contadina e nelle antiche, nobili «confederazioni delle arti e mestieri».
Il Festival s’inaugura il 26 aprile
con il primo incontro Free Style
Vado 2014, una jam session di break dance e free style con la partecipazione del gruppo Urbania City
Breakers e di tanti altri gruppi da
Pesaro, Senigallia e dall'Umbria.
L'evento, che partirà alle 18 è organizzato con la partecipazione di
Pro Loco, Motoclub Benelli ed EffettoSerra. Il 27 spazio al primo Festival italiano dei gruppi giovanili
di danza popolare coi bambini che
danzeranno i balli della civiltà contadina. All'interno della giornata
anche un significativo momento
dove gli alunni dell'Istituto comprensivo Carnevali presenteranno
il progetto «Baratin Baratoon», incentrato sul baratto nella civiltà
contadina. Il primo maggio gli
ospiti saranno i ballerini del gruppo Dancer of West Attica provenienti dalla Grecia, assieme a oltre
dieci gruppi italiani. Per tutta la
giornata la danza sarà la vera protagonista e i gruppi in programma
si esibiranno nel palco centrale. Oltre ai due gruppi locali in programma anche compagnie che abbracciano tutti i balli popolari marchigiani fino ad arrivare al flamenco e
al tango. Tutte le attività e gli eventi avranno cornice nel centro storico di Sant'Angelo in Vado: «Un paese che vive insieme è un paese che
non muore - ha dichiarato la direttrice artistica Deanna Spezi - Credo nella contaminazione tra generazioni, generi e culture ed oggi
quando vedo bambini avvicinarsi
a danze di 50 anni fa sono ancora
ottimista». In tutto il centro della
città assieme alle danze popolari ci
saranno mercatini, mostre e iniziative, come il mercatino vintage, e
la mostra mercato medievale curata dall'associazione storica «Schola Hominum Burgi» di Ravenna.
AL CINEMA SALA PER SALA
CINEMA TEATRO SPERIMENTALE
PESARO SOLARIS
A
Via Rossini, 16 - Tel. 0721.387548
Non pervenuto
LORETO
Via Mirabelli, 3 - Tel. 0721.390890
Grand Budapest Hotel di Wes Anderson; con
Ralph Fiennes, Bill Murray, Saoirse Ronan (commedia)
21.00
MULTISALA METROPOLIS
Via Volontari del Sangue, 1 - Tel. 0721.451334
Gigolò per Caso 2K di John Turturro; con John
Turturro, Woody Allen, Sharon Stone (commedia)
20.40-22.40
Sala 2 Rio 2 - Missione Amazzonia 2K di Carlos Saldanha; (animazione)
20.30-22.30
Sala 3 Noah 2K di Darren Aronofsky; con Russell
Crowe, Emma Watson, Jennifer Connelly (avventura)
20.00-22.30
Sala1
B
C
Via Turati, 42 - Tel. 0721.410615
Gigolò per Caso di John Turturro; con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone (commedia)
21.00
Rio 2 - Missione Amazzonia di Carlos Saldanha;
(animazione)
20.30
Mister Morgan di Sandra Nettelbeck; con Gillian
Anderson, Michael Caine, Clémence Poésy
(commedia)
21.00
UCI CINEMAS PESARO
Piazza Stefanini, 5 - Tel. 892960
Sala 1 Gigolò per Caso di John Turturro; con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone (commedia)
17.30-20.15-22.30
Sala 2 Noah di Darren Aronofsky; con Russell Crowe,
Emma Watson, Jennifer Connelly (avventura)
16.35-19.35-22.35
Sala 3 Sala chiusa
Sala 4 Divergent di Neil Burger; con Shailene Woodley,
Theo James, Kate Winslet (avventura)
17.00
Sala 4 Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina; con
Ricky Memphis, Adriano Giannini, Giorgio Pasotti
(commedia)
20.15
Sala 4 Captain America: The Winter Soldier di Anthony Russo; di Joe Russo; con Chris Evans, Samuel L. Jackson, Scarlett Johansson (azione)
22.30
Sala 5 Transcendence di Wally Pfister; con Johnny
Depp, Morgan Freeman, Paul Bettany (fantascienza)
17.15-20.00-22.45
Sala 6 Rio 2 - Missione Amazzonia di Carlos Saldanha;
(animazione)
17.30-20.00
Sala 6 Oculus di Mike Flanagan; con Karen Gillan, Brenton Thwaites, Katee Sackhoff (horror)
22.30
CITYPLEX POLITEAMA
FANO
via Arco d’ Augusto, 52 - Tel. 0721.801389
Sala 1 Salvo di Fabio Grassadonia; di Antonio Piazza;
con Saleh Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio
(drammatico)
21.15
Sala 2 Rio 2 - Missione Amazzonia di Carlos Saldanha;
(animazione)
21.15
Sala 3 Gigolò per Caso di John Turturro; con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone (commedia)
21.15
MALATESTA
via Mura Malatestiane, 1 - Tel. 0721.808677
Grand Budapest Hotel di Wes Anderson; con
Ralph Fiennes, Bill Murray, Saoirse Ronan (commedia)
21.15
MASETTI
Via Don Bosco, 12 - Tel. 0721.800244
Riposo
UCI FANO
Via Einaudi, 30 - Tel. 892960
Sala 1 Rio 2 - Missione Amazzonia di Carlos Saldanha;
(animazione)
17.10
Sala 1 Noah di Darren Aronofsky; con Russell Crowe,
Emma Watson (avventura)
19.30-22.30
Sala 2 Transcendence di Wally Pfister; con Johnny
Depp, Morgan Freeman (fantascienza)
17.30-20.10-22.45
Sala 3 Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina; con
Ricky Memphis, Adriano Giannini, Giorgio Pasotti
(commedia)
18.00-20.15-22.35
Sala 4 Gigolò per Caso di John Turturro; con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone (commedia)
17.50-20.00-22.20
Sala 5 Noah di Darren Aronofsky; con Russell Crowe,
Emma Watson, Jennifer Connelly (avventura)
17.10
Sala 5 Rio 2 - Missione Amazzonia di Carlos Saldanha;
(animazione)
20.10
Sala 5 Oculus di Mike Flanagan; con Karen Gillan, Brenton Thwaites, Katee Sackhoff (horror)
22.30
Sala 6 Captain America: The Winter Soldier di Anthony Russo; di Joe Russo; con Chris Evans, Samuel L. Jackson, Scarlett Johansson (azione)
16.45-22.30
Sala 6 Noah 3D di Darren Aronofsky; con Russell
Crowe, Emma Watson, Jennifer Connelly (avventura)
19.35
A. CONTI
ACQUALAGNA
P.zza Maffei - Tel. 328.1115550
Gigolò per Caso di John Turturro; con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone (commedia)
21.15
NUOVO FIORE
CANTIANO
Via IV Novembre, 14
Non pervenuto
DUCALE
URBINO
Via Budassi, 13 - Tel. 0722.320315
Sala 1 Divergent di Neil Burger; con Shailene Woodley,
Theo James, Kate Winslet (avventura)
21.00
Sala 2 Grand Budapest Hotel di Wes Anderson; con
Ralph Fiennes, Bill Murray, Saoirse Ronan (commedia)
21.15
NUOVA LUCE
Non pervenuto
Via Veterani, 17 - Tel. 0722.4059
-MSGR - 14 PESARO - 49 - 17/04/14-N:
49
Sport
Giovedì 17 Aprile 2014
www.ilmessaggero.it
La Vis Pesaro insegue a Celano il successo perduto
`I biancorossi non vincono
da due mesi e vogliono
il colpaccio in Abruzzo
CALCIO SERIE D
PESARO Chissà che non spunti proprio dall’uovo di Pasqua quella vittoria il cui ricordo è ormai sbiadito
a due mesi fa. Questa la speranza
con cui la Vis Pesaro affronta l’infrasettimanale terzultimo turno
che la conduce oggi nelle alture
aquilane di Celano. La speranza, la
sorpresa e l’intero uovo di Pasqua
vanno però strappate dalle fauci
dei lupi marsicani. Che sono avversario il cui cammino ha fatto storia
a sé in questo torneo. Un Celano
che ha vissuto di un perenne galleggiamento di centro-classifica,
con patemi limitati e ancor meno
illusioni ambiziose. Un Celano che
ha trascorso mezzo campionato a
pareggiare (16 volte), che è la difesa meno perforata del torneo (22
gol subiti) dopo l’Ancona e che è
squadra che nell’intero girone di
ritorno ha perso solo col Termoli.
Celano che però ha appena acquisito la salvezza. Il punto, pesantissimo, strappato domenica a Matelica e l’annessa quota 41 conquistata dà ampie garanzie in prospettiva dei tre punti che il turno se-
guente arriveranno a tavolino col
radiato Bojano. Ecco allora che l’effetto «passerella trionfale» allo stadio Piccone potrebbe allentare un
po’ di quell’attitudine scorbutica e
ostruzionistica impressa con funzionalità e cognizione di causa da
mister Morgante nelle ultime due
stagioni. Ma se la Vis è avvilita da
una vittoria che manca dal 16 febbraio, c’è pure un Celano che in casa non esulta addirittura da più
tempo (12 gennaio, 2-0 alla Jesina).
Digiuno compensato negli ultimi
con due colpacci decisivi in altrettanti scontri diretti a Civitanova e
Sulmona.
La Vis però vuol dare corpo alla
lenta parabola di redenzione ag-
giornata nel 2-2 con la Fermana.
Dovrà farlo con scelte limitatissime in avanti. Con Costantino e
Chicco fuori dai giochi e Cremona
fermo per squalifica il terminale
offensivo sarà ancora Pieri spalleggiato da un centrocampo folto e da
Ridolfi schierabile nella doppia soluzione alternata (davanti alla difesa o dietro la punta) come ha ben
giostrato con la Fermana. Ma è
probabile un po’ di turnover visto
l’impegno ravvicinato: con Bartolucci e Giorgio Torelli plausibile
cintura di destra in luogo di Eugenio Dominici e Bianchi. Nella Vis
rientra Cusaro che prende il posto
di Pangrazi squalificato. Nel Celano rientra Rea dalla squalifica che
Il Bojano è out
e la Fermana
incassa 3 punti
senza giocare
Il ds Fabio Massimo Conti
CALCIO SERIE D
FERMO Tre giornate -o meglio duealla fine, per una Fermana che vuole chiudere al meglio la stagione
del ritorno in serie D come sottolinea il ds Fabio Massimo Conti. «A
Pesaro se c'era una squadra che
meritava di vincere, questa era la
Fermana -dice- Abbiamo sofferto
solo in avvio di ripresa ma abbiamo costruito molto e la vittoria ci
stava: siamo stati sfortunati e un
po' imprecisi davanti. Ora guardiamo al doppio derby (prima ad Ancona, poi in casa contro la Jesina,
ndr), sono gare che stanno a cuore
ai nostri tifosi. Al presidente Maurizio Vecchiola abbiamo dedicato
la salvezza e speriamo di dedicargli anche un successo in queste ultime partite». La Fermana oggi
non gioca perchè il Bojano è stato
escluso e quindi avrà 3 punti a tavolino. Prevista una partita di allenamento al Recchioni (ore 15) con
la Juniores. «Paura di retrocedere? Sinceramente no -conferma
Conti- non è nel mio carattere avere paura. Ero convinto delle nostre
potenzialità e i 24 punti nelle ultime 13 gare lo dimostrano». Pochi
dubbi sulla svolta della stagione:
«Decisivo il cambio in panchina alla luce dei risultati e anche il successo sul Giulianova con gol di Misin nel finale. Il rammarico principale? La sconfitta a Matelica per
come è arrivata e per quel gol annullato ingiustamente a Paris che
avrebbe cambiato l'esito».
Roberto Cruciani
L’attaccante granata Stefanelli (Foto TONI)
SULMONA
RECANATESE
RENATO CURI (4-4-1): Lupinetti;
Ricci, Cancelli, Farindolini, Natalini;
Di Camillo, Forlano, Francia, Giansante; Vespa, Pagliuca.
A disposizione: D´Andrea, Mendoza,
Zuccotti, Giammarino, Cipressi, Saltarin, Scordella, Sborgia, Carpegna,
Isotti.
Allenatore: Bordoni
MATELICA (4-4-1-1): Spitoni; Colantoni, Ercoli; Gilardi, Tonelli; Jachetta; Scartozzi, Gadda, Mangiola; Moretti; Cognigni.
A disposizione: Passeri, Silvestrini,
D'Alessio, Lanzi, Lazzoni, Scotini,
Martini, Staffolani, Api.
Allenatore: Carucci
Arbitro: Andreini di Forlì
RECANATESE (4-4-2): Verdicchio;
Patrizi, Narducci, Commitante, Candidi; Sebastianelli, Di Iulio, Cianni,
Moriconi; Latini, Palmieri. A disposizione: Cartechini, Spinaci, Di Marino, Bartomeoli, Piraccini, Garcia, Gigli, Agostinelli, Albanese.
Allenatore: Amaolo
SULMONA (4-4-2): Bighencomer;
Scuoch, Di Francia, Amedoro, Pizzullo; Cavasinni, Fraghi, Sorrentino,
Spadari; Taliano, Simeoli.
A disposizione: Scelli, Lorenzetti,
Magaddino, Piccirilli, Paulillo, Sulli,
Di Ciccio, Mallardo, Duro.
Allenatore: Luiso.
Arbitro: Simiele di Albano Laziale.
CALCIO SERIE D
CALCIO SERIE D
corretto la voglia di sigillare questa bislacca stagione, riannodando non solo le motivazioni ma anche l’unità di intenti. Dovrà farlo
senza Nodari, leader emotivo e
altro ancora, azzerato dalla squalifica dopo essere stato ridotto ai
minimi termini dalla pubalgia.
Torta invece s’è allenato ed è probabile che componga i tre quarti
over di una difesa dove mancherà l’altro squalificato Cesaroni e
Clemente poterebbe dare fiato a
Righi. Bracci e Marconi sono invece le alternative under a metà
campo mentre a Stefanelli, ex a
tutto tondo, dovrebbe dare una
mano Antonioni, che a Scoppito
ha speso solo un tempo.
Gli impegni ravvicinati non dovrebbero invece dissuadere Bacci dal confermare su quasi tutta
la linea la squadra che ha rimontato il Giulianova. Tavoni in porta la novità, Campana da terzino
sinistro e più ancora Nicola Cardinali come esterno alto di destra
le varianti possibili, visto che poi
la botta in testa presa dall'altro
Cardinali in allenamento non ha
avuto conseguenze. Sugli spalti
gratis gli iscritti alle scuole calcio
di Csi Delfino, S.Orso e Fanella e
due tifoserie gemellate da quasi
trent’anni. Magari a ranghi ridotti per via del giovedì, ma sembra
proprio intatte nello spirito.
Andrea Amaduzzi
MATELICA Trasferta delicatissima per il Matelica oggi al Petruzzi di Città Sant'Angelo, contro una Renato Curi Angolana
assetata di punti in chiave salvezza e galvanizzata dal successo interno con la Civitanovese
in quello che è stato un vero e
proprio scontro diretto. Il successo mette ancora più entusiasmo a Vespa e compagni ai quali il Matelica dovrà opporsi per
tentare -a sua volta- di strappare tre punti preziosi per difendere il secondo posto in classifica.
Punti necessari per la squadra
di mister Carucci che deve immediatamente recuperare terreno dopo il pareggio in casa col
Celano.
Il cammino della matricola Matelica in questo finale di stagione è solo apparentemente in discesa: quella odierna è la prima
di due trasferte consecutive contro avversarie impegnate nella
lotta salvezza. Seguirà quella
con l'Agnonese, mentre anche
nell'ultima partita in casa affronterà il Sulmona dopo i ”veleni” dell’andata. La squadra è
partita ieri sera dopo l'ultima
sgambatura pomeridiana a cui
non hanno preso parte gli infortunati D'Addazio e Corazzi (risentimento muscolare), che saranno sostituiti da Gilardi e Tonelli. Carucci, che dovrà fare a
meno in queste due trasferte del
bomber Cacciatore, sembra più
propenso a cambiare modulo
con un centrocampista in più,
possibile grazie al rientro di
Scartozzi. E all'ipotesi già collaudata di Moretti più avanzato
dietro all'unica punta Cognigni.
«Sarà una gara molto difficile
-dice Carucci- Il Sulmona è in
gran forma, ma anche noi vogliano i tre punti. Uno come Cacciatore non si regala a nessuno,
ma stiamo bene e proviamo a
vincere anche senza di lui».
Angelo Ubaldi
RECANATI Scontro salvezza da
non fallire, oggi, per la Recanatese, impegnata sul campo del
Sulmona. I marsicani si giocano
quasi tutto contro i leopardiani,
poi avranno anche il Giulianova
in casa e il fattore campo può diventare determinante. Mister
Daniele Amaolo deve fare a meno degli squalificati Galli e Brugiapaglia e rischia di non avere
Gigli, alle prese con problemi
muscolari. Il tecnico è intenzionato a schierare Palmieri unica
punta con Gigli e Cianni a sostegno, Moriconic a centrocampo
dirottato sulla sinistra a protezione di Candidi, schierato al posto di Brugiapaglia. Se Gigli non
ce la fa la scelta dovrebbe ricadere su Latini che per caratteristiche assomiglia a Galli. Albanese torna disponibile, almeno
in panchina, per uno spezzone
di partita. «Sono scelte complicate, le assenze sono pesanti, in
particolare quella di Galli -dichiara Amaolo- Galli oltre ad essere un giocatore esperto, generoso e con tutte le qualità note
agli sportivi marchigiani, ci permette di rifugiarci quando serve
dalle sue parti con le palle lunghe. Senza di lui bisogna giocare più a terra ma temo che le
condizioni del campo e l'atteggiamento aggressivo degli
abruzzesi ce lo impediranno».
«Il Sulmona è quasi all'ultima spiaggia -aggiunge Amaolodeve vincere per forza. A noi potrebbe bastare il pareggio ma se
pensiamo di andare giù ed accontentarci ci facciamo del male da soli. Bisogna interpretare
bene la partita, leggere le situazioni, essere reattivi su ogni pallone e sfruttare l'episodio perché saranno decisivi. Ci siamo
preparati bene anche per questa partita, il traguardo della salvezza è vicino e vogliamo tagliarlo prima possibile».
E. Fio.
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(Foto BALLARINI)
Leoncelli al sicuro, Bacci non sembra tentato dal turnover
I granata cercano punti per chiudere il capitolo salvezza
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CALCIO SERIE D
Il giovane D’Errico (Foto GRANDONI)
RENATO CURI
MATELICA
`
A.J.FANO (4-1-4-1): Ginestra; Clemente, Torta, Fatica, Santini; Lunardini;
Bracci, Marconi, Mattia Sassaroli, Antonioni; Stefanelli.
A disposizione: Marcantognini, Righi,
Carloni, Pistelli, Favo, Forabosco, Battisti, Shiba, Cicino.
Allenatore: De Angelis.
JESINA (4-4-2): Tavoni; Calcina, Tafani, Tombari, Carnevali; Nicola Cardinali, Strappini, Berardi, Mattia Cardinali;
Traini, Pierandrei.
A disposizione: Giovagnoli, Tullio, Ambrosi, Alessandrini, Campana, Rossini,
Mbaye, Bastianelli, Marco Sassaroli.
Allenatore: Bacci
Arbitro: Sartori di Este.
Stadio: «Mancini» di Fano, ore 15
FANO Jesina sistemata, Fano non
ancora. E’ la contabilità salvezza
che granata e leoncelli hanno dovuto curare (chi più a lungo, chi
solo per un certo periodo), a connotare il penultimo derby marchigiano di una stagione che la
squadra di Bacci sta finendo in
MISTER DE ANGELIS
DAVANTI PUNTA
SULL’EX STEFANELLI
SUGLI SPALTI
TIFOSERIE GEMELLATE
DA QUASI TRENT’ANNI
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Recanatese
a Sulmona
cerca punti
salvezza
L’attaccante jesino Pierandrei
progressione e quella di De Angelis vittima del riflusso. Due sconfitte in fila hanno certificato il logorio che l’Alma ha dovuto sopportare dopo quel marzo sfolgorante, due vittorie consecutive
con otto gol segnati fotografano
la riconquistata credibilità di
una Jesina che per due terzi del
ritorno aveva stentato parecchio.
In tutto dieci punti nelle ultime
sei giornate, quanti quelli che i
granata hanno messo assieme
nella loro serie magica. Solo che
si partiva da basi diverse, dettate
anche dal precedente dell’andata, e allora è per questo che oggi
gli ospiti si presentano con
l’obiettivo minimo in tasca mentre i padroni di casa devono chiedere a questa partita i punti che
ancora mancano per evitare complicazioni fuori luogo.
La Jesina ha proprio il vantaggio di non dover inseguire per
forza un risultato, che può tradursi in un handicap solo se il Fano metterà in campo nel modo
CELANO (4-4-2): Bartoletti; Granaiola,
Rea, Fuschi, Bordi; Lancia, Evangelisti,
Tarantino, Mercogliano; Bolzan, Aquaro. A disp.: Cocuzzi, Raschiatore, Calabrese, Kuka, Capodacqua, Villa, Manzo,
Mancini, Dema. All.: Morgante.
VIS PESARO (4-4-1-1): Foiera; Bartolucci, Cusaro, Martini, G.Dominici; G.Torelli, A.Torelli, Omiccioli, Bugaro; Ridolfi; Pieri. A disp.: Francolini, E.Dominici,
Galeazzi, Cremonini, Bianchi, Rossoni,
Rossi, Di Carlo, Constantin. All.: Magi.
Arbitro: Palermo di Bari.
Stadio: «Piccone» di Celano, ore 15.
tiene invece fuori il difensore under Simeoni. Rea e Cusaro accomunati da essere i due giocatori più
ammoniti del campionato (13 gialli
ciascuno). All’andata fu 2-2 con la
Vis ancora alle prese con la sindrome del 4-3 di Fermo. In vantaggio
2-0 nel primo tempo (Bugaro e
Bianchi) e col match saldamente
in pugno, si fece riprendere 2-2
con 10 minuti finali di autentica
follia. Segnarono Fuschi e Valdes,
ora passato a Civitanova. Quella di
oggi sarà la seconda e ultima trasferta interdetta ai tifosi pesaresi
quale effetto punitivo dei disordini
nel derby di Fano.
Daniele Sacchi
Matelica difende
il secondo posto
nella tana
dell’Angolana
TRA FANO E JESINA
BRIVIDI SOLO ALMA
A. J. FANO
JESINA
CELANO
VIS PESARO
••
4
PRIMO PIANO
SANITA’ & POLITICA
“
GIOVEDÌ 17 APRILE 2014
IL GOVERNATORE
«DA VENTURI CRITICHE INGENEROSE
ABBIAMO INVESTITO E TANTO
NELLA NASCITA DI MARCHE NORD»
Spacca: «La Regione vuole fare l’ospedale»
«Sia chiaro: rimettere in discussione il sito vuol dire ricominciare tutto da capo»
«LE PAROLE di Cesare Venturi
sono ingenerose e davvero sorprendenti». Così il governatore Gian
Mario Spacca replica all’intervista
al Carlino del presidente degli Amici di Marche Nord. «La Regione
Marche ha infatti sempre lavorato
con determinazione per potenziare
il sistema sociosanitario della provincia di Pesaro e l’entità delle risorse stanziate a questo fine lo dimostra al di là di ogni altra considerazione. L’impegno della Regione
per Marche Nord da quando è nata, tre anni fa, non solo è stato costante, ma anzi crescente. Le risorse trasferite attraverso il Fondo sanitario regionale ammontano nel
2013 a ben 204 milioni di euro, in
crescita rispetto a quelle del 2011.
Nei primi tre anni di attività
dell’Azienda ospedaliera — aggiunge — sono stati inoltre resi disponibili per investimenti circa 18 milioni di euro. I relativi cantieri sono
stati tutti aperti e alcuni interventi
sono già stati conclusi».
MA IL PASSO più importante, è
sull’ospedale unico: «Quando si dice che l’ospedale unico non si farà
più, il presidente degli Amici di
Marche Nord a cosa si riferisce? La
realizzazione dell’ospedale, infatti,
è entrata nella fase della piena
operatività grazie alla recente delibera 397 con cui si chiede all’Azienda Marche Nord di predisporre entro un mese lo studio di fattibilità
del nuovo complesso ospedaliero
che permetterà di migliorare l’efficienza dei servizi oggi presenti, ma
soprattutto di offrire una migliore
qualità tecnologica e assistenziale
ai cittadini che dovranno utilizzarlo. Nel frattempo la Regione finanzia anche il percorso di transizione
offrendo ulteriori risorse sia per
l’attività ordinaria sia per investimenti. L’ospedale Marche Nord è
stata una scelta condivisa - nella località indicata dalla Provincia di
Pesaro - per valorizzare le opportunità di sviluppo dei servizi assistenziali ed assicurare ai cittadini assistenza qualificata di secondo livello e specifiche eccellenze».
SPACCA fa l’elenco di tutte le cose che secondo la giunta regionale
sono state fatte per la Sanità pesarese e poi replica a Venturi per parlare ad altri: «Parlare, come fa Venturi, di depotenziamento di Pesaro a
favore di altre realtà marchigiane,
significa ingiustamente fingere che
tutto questo non sia mai esistito.
Per raggiungere tali obiettivi la Regione ha garantito in questi anni di
sottofinanziamento del servizio sanitario a livello nazionale e di necessità di investimento sui servizi
territoriali, fondi adeguati con una
AVVERTIMENTO A RICCI
«Non ci faremo fuorviare
e non metteremo a rischio
un percorso virtuoso»
copertura della differenza rispetto
alla produzione di circa il 20%. Il
male all’azienda Marche Nord, lo
fa chi – per motivi che ci sfuggono
– sembra remare testardamente
contro la sanità pesarese e, quindi,
la comunità della provincia».
CONCLUSIONE in crescendo
del governatore: «Il male lo fa chi
continua a mettere in discussione
la localizzazione del nuovo ospedale, del resto indicata non dalla Regione Marche ma dalla Provincia
di Pesaro, sapendo bene che ciò significherebbe iniziare tutto da capo. La Regione Marche non si farà
fuorviare e non permetterà che si
metta a rischio un percorso virtuoso di potenziamento della sanità pesarese avviato nell’unico e ineludibile interesse dei cittadini».
VERSO LE COMUNALI ALLA PRESENTAZIONE DELLA LISTA «LA SINISTRA»
Matteo però insiste: «Resta solo Muraglia»
LAVORO, solidarietà, ambiente,
cultura, partecipazione. Sono le parole chiave della nuova lista civica
“La Sinistra” che tenuta a battesimo da Andrea Zucchi oltre al bacino pesarese di Sinistra ecologia e libertà chiama a raccolta elettori e
simpatizzanti di Rifondazione Comunista, del Pdci e dei “Liberi a sinistra”, a sostegno della coalizione
di centro sinistra guidata dal candidato sindaco Pd Matteo Ricci. Tanto che ieri in occasione del debutto
ufficiale della nuova formazione, il
presidente della Provincia si è seduto in prima fila, ascoltando le anticipazioni programmatiche e suggellando l’intesa con un intervento
conclusivo. «Se funzionerà – ha detto Ricci – questo sistema di alleanze che riesce ad incamerare in una
coalizione allargata forze di natura
civica darà vita ad una piattaforma
di governo innovativa da replicare
come modello per le prossime elezioni regionali».
A DETTARE il ritmo è stato Zucchi, coordinatore di Sel: «L’obiettivo di una lista unitaria, composta
di quattro anime diverse, ma accomunate dal forte interesse per gli
standard del welfare, è quello di
concretizzare obiettivi di sinistra
avendo sufficiente massa critica
per dialogare con il Pd. A differenza del Movimento 5 stelle pensiamo che far parte di una coalizione
sia la strada giusta per incidere.
Peccato che Rito Briglia, invitato a
far parte di questo progetto abbia
declinato l’invito. Penso che abbia
fatto un errore nel sottovalutare
questo progetto: non è vero che siamo conservatori, tutt’altro, siamo
progressisti». Chiarite le alleanze la
UNITI Sel, Pdci, Rc e civici ex-Liberi: «Sbagliata la scelta di Briglia»
CANDIDATI
Michele Ferri
ha detto ‘no grazie’
NON è andato a buon fine il
tentativo di far candidare Michele Ferri, fratello del povero Andrea ucciso un anno orsono, alle prossime elezioni
comunali. «Me lo ha chiesto
la lista Una città in Comune
del vice sindaco Belloni —
racconta — ma ho dovuto declinare per gli impegni di lavoro e di famiglia». Infine
Piergiorgio Cascino avrebbe
aderito a Solo Pesaro.
parola è passata a Pino Longobardi, Pierpaolo Bellucci, Luciano
Trebbi e Marzia Mencarelli. Rivolto a Ricci, Trebbi chiede soluzioni
per gli Orti Giuli, per il recupero
del San Benedetto e la valorizzazione del centro storico. Zucchi ribadisce: «Bene la semplificazione, no alla deregulation. Bene l’evoluzione
partecipativa nel caso dell’ex Amga, male la svolta fin troppo personalistica sul caso Xanitalia». Poi
l’ospedale unico è diventato un totem: «No al project finacing» osserva Zucchi, mentre Ricci conclude,
riconoscendo la responsabilità del
Pd: «Sull’ospedale la delusione è
forte. Con il casello di Fenile venuto meno, l’unica localizzazione sostenibile è quella di Muraglia».
Solidea Vitali Rosati
VERSO LE COMUNALI INSIEME CON CRESCENTINI. «CASCINO? IL CAMMINATORE...»
Udc-Ncd alleati: c’eravamo tanti amati...
CINQUE anni fa, prima che le rispettive segreterie li dividessero, facevano parte dell’alleanza che si
contrapponeva all’elezione di Luca
Ceriscioli. Oggi il Nuovo Centro
Destra (Ncd) e l’Unione di Centro
(Udc) tornano insieme nell’ambito
di un grande progetto politico nazionale, progetto «che a Pesaro —
ha detto Dario Andreolli — s’iscrive all’interno della candidatura a
sindaco di Roberta Crescentini». E,
tanto per marcare il cammino comune, Ncd e Udc hanno deciso che
la lista sarà equamente divisa con
16 candidati a testa. L’altra novità è
che nel grande alveo del centro-destra potrebbe approdare una decima formazione politica, una lista civica che si andrebbe ad aggiungere
alle nove già ufficializzate. Indiscrezione confermata da Roberta Crescentini, abbastanza infastidita da
liste estemporanee e candidati a sindaco dell’ultima ora: «Gli elettori
elettori devono sapere che ci sono
solo tre coalizioni in lizza. E che
noi vogliamo scardinare questo sistema politico per cambiarlo».
TORNANDO all’alleanza NcdUdc, il segretario Rocco Solomita
si è detto «finalmente libero dai ten-
tacoli del passato». «Ci dispiace solo non avere al nostro fianco i nostri consiglieri uscenti” ha aggiunto Solomita lanciando una stoccata
a Piergiorgio Cascino, definito «un
camminante della politica», e a
Mauro Marinucci, «scomparso dai
radar». L’alleanza Ncd e Udc ha come collante il sostegno alla famiglia, che si coniuga allo sviluppo e
alla sbrurocratizzazione amministrativa “per rilanciare la città anche sotto il profilo dell’occupazione”. Solomita ha puntato l’attenzione sulle ‘incompiute’ cittadine: la
questura, «per la quale sarebbe logico valutare l’utilizzo dell’ex caserma dell’Intendenza di Finanza»; e
il vecchio palas per il quale servirebbe solo una buona ristrutturazione. Chiude Biagiotti: «Con il governo i rapporti li abbiamo anche
noi».
19
GIOVEDÌ 17 APRILE 2014
••
CONVEGNO SI PARLA DI TUMORE AL SENO
“LA PERSONALIZZAZIONE della terapia nel cancro
al seno”. S’intitola così il terzo dei quattro incontri
gratuiti, in programma per questo pomeriggio alle
17,30 nella sala di rappresentanza della Fondazione
in via Montevecchio organizzati dall’associazione di
volontariato “Fior di Loto”, impegnata nel sostegno
fisico e psicologico a donne colpite dal cancro al
seno. Interviene Rodolfo Mattioli.
L’OCCHIO SPIETATO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA
Le segnalazioni
I villeggianti che stanno
arrivando in questi giorni in città
non mancano di far notare come
sono ridotte le mura romane,
tutte piene di messaggi d’amore;
poi le fioriere del centro ormai
indecorose, così la vegetazione
che sta crescendo sulle mura
del bastione Sangallo
La pedana va in cantina, si restaura la chiesa
La Curia parte con i lavori: cadono calcinacci. Arriva Pasqua e la città è nell’incuria
LA PEDANA per disabili lungo Corso Matteotti? Viene utilizzata per le prodezze dei giovani
in mountain bike che la utilizzano per spiccare i loro salti. «Oppure la usano le mamme per farci giocare i piccoli con gli skate
board», dice Ezio Tecchi, il libraio che ha il negozio di fronte e
che con santa pazienza ogni giorno provvede a difendere la strut-
denza, Comune e proprietà decidano cosa fare. Sicuramente sarà
rimossa, la Curia non piange sicuramente, anzi, per cui si spera
che finisca in qualche cantina.
Ma se la pedana è diventata una
specie di gioco di società tutto fanese, chi arriva in città non manca di segnalare altre anomaliere
«come la chiesa di San Francesco senza tetto sempre chiusa ac-
ULTIMA MODA
Ora di notte i ragazzi
la usano come una pista
per mountain bike
ECCO LE FESTE
Al Carlino arriva anche una
lettera-supplica-denuncia
sulla tenda di piazza Amiani
tura dall’assalto di coloro che la
prendono per una pista da gioco
con il rischio poi anche di farsi
male. Non protetta da nulla.
«Ho provato per i primi tempi a
mettere anche il cordone bianco-rosso che si usa nei cantieri
quale deterrente per non farci salire la gente — aggiunge ancora
Ezio Tecchi — ma non c’è stato
niente da fare. La mattina me lo
ritrovavo sempre rotto, con la
gente che ci saliva e ci sale anco-
canto al comune», le fioriere del
centro «che sono diventate bagni pubblici per i cani», gli alberi «che stanno crescendo sulle
mura del bastione Sangallo». Incuria insomma. E in redazione
arriva anche una specie di supplica, corradata anche da una foto,
della ‘tenda’ di piazza Amiani,
quindi anche questa nel cuore
della città, affinché venga denunciata la bruttura che dà il segno
di un autentico degrado del centro storico.
La pedana è stata ormai inglobata tra i monumenti cittadini del centro storico
ra a piacimento, incurante di tutto e di tutti». Ora è solo una specie di gioco anomalo dove i bambini vi possono correre, scivolare col rischio poi, come è già successo, di finire con la faccia a terra sul duro pavimento in ferro.
A PARTE la pericolosità stradale, visto che la pedana insiste proprio sulla carreggiata di Corso
Matteotti (e non è segnalata), è
diventata tutto fuorché quello di
servire alla scopo per cui era stata installata. In questi ultimi
giorni si è aggiunto poi un altro
pericolo: il distacco di qualche
calcinaccio dal cornicione della
chiesa di sant’Arcangelo. A breve comunque dovrebbero iniziare i lavori di restauro dell’esterno della chiesa da parte della
Diocesi e allora sul destino della
pedana occorrerà che Soprinten-
FANO 21
GIOVEDÌ 17 APRILE 2014
••
LA DONNA E’ ORA OSPITE DELL’OASI DELL’ACCOGLIENZA DI SANT’ANDREA IN VILLIS
La mamma-suora starà sempre con la sua bambina: il tribunale ha deciso
IL LIETO fine tanto atteso è arrivato. Resta definitivamente a
Fano con la sua mamma, la bimba di due anni e mezzo al centro
una delicatissima vicenda giudiziaria iniziata a marzo 2012 per
l’affidamento: da una parte l’ex
suora congolese che l’ha partorita dopo essere stata stuprata da
un prete connazionale, e dall’altra una coppia maceratese a cui
era stata temporaneamente affidata 11 giorni dopo la nascita.
«Il percorso di riavvicinamento
si è concluso — dice il legale della donna, Luca Giardini —. Ora
la piccola resta con la madre,
punto». Quelli che in questi an-
ni si sono considerati i genitori
aspettavano ieri il rientro a casa
della piccola, ma un provvedimento del Tribunale ha messo
definitivamente la parola fine a
questa vicenda. Ad accelerare i
tempi di un percorso già destinato a concludersi con la riunificazione di mamma e figlia, probabilmente la manifestazione
che si è svolta ad Ancona a sostegno dei coniugi maceratesi, promossa dal Comitato ‘Nati dal
cuore’: uno dei punti di raccolta
dei 200 manifestanti era infatti
proprio nei pressi della casa della coppia. Il rischio di esporre la
bimba a quella scena aveva con-
STORIA DRAMMATICA
La religiosa venne
stuprata da un prete
suo connazionale
vinto il Tribunale a far slittare
il rientro della piccola nel maceratese. Nel frattempo è stato
emesso un nuovo provvedimento.
«A DIFFERENZA di altri la
mia cliente è sempre stata molto restia ad apparire, anche dal
punto di vista della sua cultura
e della sua formazione — dice
l’avvocato —. Possono dire quello che vogliono, ma ha sofferto
tanto fino ad oggi. Un esempio:
pensate ad una madre
single che porta avanti
tranquilla la sua gravidanza, va a partorire,
ha un’emorragia e finisce in coma. Si sveglia
dopo due mesi e 13
giorni e chiedendo della figlia le dicono:
“peccato, l’abbiamo
data in adozione, non
la puoi più prendere”. Ma questo è lo Stato dove vogliamo vivere? Quando la Convenzione
internazionale dell’Onu sui di-
ritti dei minori dice che il consenso dei genitori all’adozione
non può essere ricevuto prima
di sei settimane dal
parto, sta dicendo che
in quel periodo la donna può essere in una situazione psicologica
dove la decisione non
le appartiene pienamente. E allora chi è il
Comitato “Nati dal
cuore” per arrogarsi il
diritto di dire che la
Convenzione dell’Onu sui diritti dei minori ha detto una stupidaggine?».
Tiziana Petrelli
Ciarlantini e Baldarelli passano con Carloni
L’ex portavoce del sindaco era nello staff di Massimo Seri, il secondo è un grillino storico
GENTE che va, gente che viene.
«La scelta giusta per Fano» ingrossa le fila della coalizione sottraendo candidati agli avversari:
a farne le spese Massimo Seri e
Hadar Omiccioli. Il centro sinistra perde Primo Ciarlantini, fino
a ieri nello staff di Seri oggi candidato della lista civica promossa da
Fabio Uguccioni «Fano Popolare-Popolari per l’Italia». Fano 5
Stelle, invece, perde Massimiliano Baldarelli, che dopo due anni
e mezzo lascia i grillini, per candidarsi con Mirco Carloni. Ciarlantini, che fino al 2011 è stato portavoce del sindaco, spiega così il
suo addio a Seri: «Non si poteva
fare niente: non mi sentivo coinvolto». E ancora: «Concluse le Primarie, Seri è diventato il candidato sindaco del Pd. Non c’era un
progetto forte e la lista civica era
funzionale alla sua persona e a recuperare Davide Rossi, Riccardo
Severi e Marco Paolini (tutti ex assessori, ndr): una deriva personalistica che non mi interessa».
Chiuso con Seri e di fronte alla
già accertata indisponibilità dei
grillini, Ciarlantini aveva deciso
di dire basta alla politica. «Uguccioni ha spinto molto — dice Ciarlantini — perché mi candidassi e
così ho firmato. Ho anche parlato
con Carloni che mi ha subito messo al lavoro, accettando il principio che ci si possa, io come altri,
LE RAGIONI
«Partito personalistico», dice
il primo. E l’altro: «Troppo
supini agli ordini di Grillo»
Nell’ordine Baldarelli e Omiccioli
Primo Ciarlantini
liberamente esprimere secondo
coscienza».
«IO E UGUCCIONI siamo 2 sognatori — continua Ciarlantini
— e attraverso “Fano popolare”
cerchiamo di instillare negli altri
il morbo del sogno». Arriva da
due anni e mezzo di impegno con
i grillini Massimiliano Baldarelli
a cui non è piaciuta l’eccessiva ingerenza del nazionale nelle scelte
locali. Per Baldarelli, candidato
nella lista di Mirco Carloni, Fano
5 Stelle accetta troppo supinamente gli ordini che arrivano da Grillo come quello che non ha permesso, dopo mesi di lavoro, di allearsi
con la lista civica Bene Comune».
«Mantengo con loro un rapporto
di amicizia — dice Baldarelli — e
se non vinciamo noi, spero ce la
facciano loro». Ecco tutti i candidati di «Fano Popolare-Popolari
per l’Italia»: Bianca Maria Pianosi e Massimo Rognini, a cui seguiranno: Daniele Angelini, Martina Battisti, Fernando Nicola Caccese, Paolo Cazzola, Danilo Graziano, Daniele Pagano, Roberto
Rinaldi, Fabio Uguccioni, Giampiero Fiorani, Pietro Mariani, Andrea Belacchi, Lucio Manfrini,
Andrea Bacchiocchi, Franco Boccarossa, Andrea Della Costanza,
Paola Santolini, Monica Ripanti,
Renata Paolinelli, Norma Paci.
Anna Marchetti
Aguzzi farà il capolista per dare sostegno a Delvecchio
IL SINDACO uscente Stefano Aguzzi, candidato al consiglio comunale e capolista de La Tua Fano. «Una scelta di
coerenza e di amore per la città», ha spiegato Aguzzi presentando la sua candidatura e sgomberando il campo da ogni
dubbio: «Non esco dalla scena politica, ma ci tengo a portare
il mio contributo alla lista, alla coalizione “Insieme per Fano” e al candidato Davide Delvecchio». E proprio nei confronti di Delvecchio dice: «Voglio essere leale verso chi si è
sempre dimostrato leale nei miei confronti, voglio assicurare il
pieno appoggio a Delvecchio che, per 2 volte, nel 2004 e nel
2009, mi ha sostenuto». Insiste Aguzzi su lealtà e coerenza:
«Non è un grande periodo per la politica, ci sono 7 candidati,
21-22 liste, passaggi da una lista ad un’altra, ma proprio per
questo insisto sulla coerenza della mia scelta: rimango dove
sono nato ne La Tua Fano. Non faccio come chi si siede al
tavolo di giunta, poi esce e critica come se fosse all’opposizione ( riferimento a Santorelli e Silvestri, ndr). La politica non
è un tram dove si scende e si sale per trovare la strada migliore
e la politica non serve neppure per fare il vice sindaco e candidarsi l’anno successivo alle regionali». Secondo lei Santorelli
e Silvestri dovrebbero dimettersi? «Io non chiedo le dimissioni
di nessuno, ormai manca un mese alla fine della legislatura.
Ognuno, però, risponderà alla propria coscienza». Aguzzi ha
poi detto se tornasse indietro che non rimetterebbe Marino a
cpo di Aset Holding. Futuro? Mettero la mia esperienza a
servizio dei citadini.
Il sindaco uscente
Stefano Aguzzi
••
22 FANO E VAL CESANO
GIOVEDÌ 17 APRILE 2014
PRESENTE L’ASSESSORE GALUZZI E IL SINDACO
MAROTTA LE PRO LOCO
Aperto il primo tratto della variante di San Lorenzo
Chiesta la salvaguardia
dei prodotti tipici locali
E’ STATO aperto il primo lotto della
variante di San Lorenzo in Campo, in
corrispondenza del centro abitato. «Il
costo dell’opera, lunga un chilometro e
mezzo, è di 8milioni e 500mila euro»,
spiega l’assessore provinciale Massimo
Galuzzi, presente al “battesimo”
dell’infrastruttura insieme al sindaco
Antonio Di Francesco. «Questo primo
stralcio — aggiunge Galuzzi — è
funzionale a San Lorenzo in Campo e a
tutta la vallata. Ora per completare la
variante va realizzato il secondo lotto, che
avrà un costo di 2milioni e 500mila euro.
Abbiamo già i progetti, abbiamo le risorse
e potremmo partire con l’appalto, ma c’è
il vincolo del patto di stabilità che al
momento ce lo impedisce».
La variante di S. Lorenzo
REFERENDUM ARRIVANO CONTESTAZIONI DAL COMITATO ‘COLLINARE’
Da Mondolfo: «Nulla è stato deciso»
«L’ECCEZIONALITÀ di
Marotta non è mai esistita».
Fa sentire la sua voce il Comitato Cittadino Mondolfese che si contrappone al Comitato Pro Marotta Unita
sulla questione della Berlino dell’Adriatico. Non è servito neppure il responso
delle urne referendarie a sedare gli animi dei cittadini
divisi sull’unità della località divisa tra Fano e Mondolfo. I fanesi che hanno votato vogliono infatti rimanere sotto Fano ma la maggioranza degli interpellati, ovvero i marottesi di Mondolfo, vogliono unirsi sotto
l’egida dell’amministrazione mondolfese... poi ci sono
tutti gli altri cittadini, sia di
Fano che di Mondolfo, che
l’unificazione a proprie spese proprio non la vogliono.
L’ultima parola spetta alla
Regione che, secondo il sindaco di Fano Stefano Aguzzi, non potrà non tenere
conto della volontà dei fanesi «soprattutto se — ha ribadito — alle prossime amministrative il centrosinistra
riceverà una batosta».
«LE INFORMAZIONI
diffuse dal comitato Pro
Marotta unita sono errate
— ribadisce ancora il Comitato Cittadino Mondolfese
—. Non c’è proprio nulla di
“ultimo ed inappellabile”.
Difatti dopo l’incontro di
venerdì 4 aprile tra i legali
del Comune di Fano e quelli del Comitato Cittadino
Mondolfese si è concordato
quanto segue: apprendiamo con notevole stupore le
dichiarazioni esternate dal
difensore del Comitato Pro
Marotta Unita in merito al-
NELLA SOSTANZA
«Le informazioni che
hanno dato sono
errate e fuorvianti»
la definitività dei ricorsi
avanti il Tar nei confronti
della Legge – Provvedimento istitutivo del referendum. Nulla di più errato. Il
difensore del comitato sa
benissimo che il provvedimento emesso da ultimo
dal Tar per le Marche è un
provvedimento cautelare e
come tale provvisorio».
La partita è ancora aperta.
«Siamo in attesa della discussione nel merito in base al tenore dell’ordinanza
stessa emessa dal Tar —
prosegue la nota del Comitato Cittadino Mondolfese
— il quale ha tenuto a speci-
ficare che “…ritenuto che,
impregiudicata la discussione nel merito della controversia e considerato il carattere consultivo del referendum…”. L’esternazione
della difesa del Comitato
Pro Marotta Unita tende a
rappresentare all’opinione
pubblica una situazione
completamente diversa e
fuorviante perché i ricorsi
sono tuttora pendenti e da
decidere nel merito». Non
a caso il Comune di Fano
ed il Comitato Cittadino
Mondolfese provvederanno «nel prossimo futuro a
depositare presso la segreteria del Tar istanza di prelievo dei ricorsi al fine di far
fissare l’udienza di discussione degli stessi. Salvo ed
impregiudicata ogni altra
iniziativa di impugnazione
di altri provvedimenti della
Regione sulla vicenda».
LA «BOTTEGA del Vino» di Marotta ha ospitato un incontro tra i vertici del comitato provinciale dell’Unpli (l’Unione
Nazionale delle Pro Loco di’Italia) e l’eurodeputato Paolo Bartolozzi,
nel quale sono state prospettate una serie di iniziative da presentare
all’Ue in tema di salvaguardia, valorizzazione e
commercializzazione di
alcuni prodotti tradizionali del territorio della
provincia di Pesaro. Accanto al presidente
Unpli Francesco Fragomeno e al suo vice Lorenzo Bonafede, hanno partecipato alla tavola rotonda anche Giorgio Sorcinelli dell’associazione
Viandanti dei Sapori, il
cuoco-scrittore Rolando
Ramoscelli e il consulente in enogastronomia delle tradizioni Giuseppe
Cristini. Fra le proposte
avanzate, la realizzazione di un “marchio di qualità” per le sagre e le manifestazioni enogastronomiche che utilizzano prodotti tradizionali tipici
del territorio e per la rein-
troduzione di colture storiche, così da promuovere una nuova nicchia in
ambito agricolo e della ristorazione per riportare
sulla tavola sapori e gusti
ormai dimenticati.
DIBATTITO
All’incontro presente
anche l’eurodeputato
Paolo Bartolozzi
SI È PARLATO anche
di internazionalizzazione di tali prodotti, per coniugare turismo ed enogastronomia. L’onorevole Paolo Bartolozzi (Ppe)
è membro della Commissione europarlamentare
Envi per l’ambiente, la
sanità pubblica e la sicurezza alimentare ed è stato relatore della proposta
di regolamento relativa
alla definizione, designazione, presentazione, etichettatura e protezione
delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati approvata dall’assemblea
del parlamento europeo
il 14 gennaio scorso.
s. fr.
PESARO GIORNO & NOTTE 27
GIOVEDÌ 17 APRILE 2014
MUSICA CON L’OMONIMA ORCHESTRA APPENA RISORTA, CORO E SOLISTE
In breve
Fano, a Santa Maria del Suffragio
gran concerto del Venerdì Santo
— FANO —
RINATA
L’Orchestra
di Santa Maria
del Suffragio
ha riportato la
musica
nell’omonima
a chiesa di
Fano
«RINASCE» l’orchestra di Santa Maria del Suffragio a Fano e invita i giovani talenti ad unirsi. Un po’ come l’araba fenice, che risorge dalle proprie ceneri, così anche l’antico complesso, che
affonda le sue radici nei secoli, è tornato a nuova vita e, diretto da Daniele
Rossi, ha debuttato la scorsa settimana
nell’omonima chiesa che dà il nome
all’orchestra, riscuotendo grande successo di pubblico e consensi.«La confraternita di Santa Maria del Suffragio
di Fano — spiega il violinista Gianluca
Roscini — già dal ‘600 aveva una sua
orchestra d’archi; la consuetudine di fare musica però, col passare degli anni
andò perduta. L’attuale priore, Carlino
Bertini, ha voluto riprendere la tradizione. Oggi con l’orchestra d’archi si
valorizzano gli ambienti seicenteschi
offrendo un’ulteriore realtà culturale ».
Mostra di Bellucci
E COSÌ l’orchestra da camera è rinata
e venerdì scorso si è esibita nel suo primo concerto eseguendo musiche di Vivaldi e Mozart. Nell’occasione si sono
uniti, come solisti, due bravi musicisti:
Giovanni Scaramuzzino al mandolino
e Daniele Cecconi alla chitarra, e il Coro Polifonico Malatestiano, preparato
dal maestro Francesco Santini. Domani Concerto del Venerdì Santo (ore
21,15) nella chiesa di Santa Maria del
Suffragio: parteciperanno il Coro San
Carlo di Pesaro, Isabella Orazietti (soprano) e di Sara Rocchi (contralto).
Cucina Ramoscelli
— FANO —
— SAN COSTANZO —
S’INTITOLA «Umanamente
spirituale» la mostra di pittura sacra di Valentino Bellucci che si
inaugura oggi 17 aprile alle
18.30 nell’ex chiesa di San Michele. L’artista, che si presenta
con il nome d’arte de “Il Casavino”, è anche docente, scrittore,
poeta e sociologo. La mostra, curata e presentata da Gilberto
Grilli, è visitabile fino al 29 aprile in orario 18.30-20.30. Sabato
prossimo si terrà una tavola rotonda sul tema “Yoga e arte” con
il maestro di Bhakti Yoga, Valihara das. Buffet vegetariano.
PROSEGUE con grande successo la rassegna gastronomica “Stasera vi cucino bio” oggi al ristorante Da Rolando. Per capire il
tipo di cucina dello chef Rolando Ramoscelli, occorre conoscere il personaggio e la sua profonda passione. Quel “cucina dialettale” che campeggia sopra la porta d’ingresso è un richiamo eloquente: da oltre 20 anni Rolando parla un linguaggio locale. A
condurre la serata Otello Renzi
che spiegherà dei piatti, origine
e giusto abbinamento dei vini.
Info: www.staseravicucinobio.
••
Chiccoteca, incontro con Irene Melito
sui cereali biologici concentrato di vita
OGGI, alle ore 21, alla Terapeuticum
Chiccoteca, in via Giusti 6 a Pesaro, incontro
pubblico con la dottoressa Irene Melito,
esperta di alimentazione naturale.
L’argomento della serata è: “I cereali
biologici: un concentrato di vita”. Ai
partecipanti verranno offerti in omaggio
prodotti della filiera biologica marchigiana.
Fano, stasera a Marina dei Cesari
incontro sul romanzo di Trapanese
ALLE 21,30 di oggi, a Fano, a Marina dei
Cesari nella sala che ospita il campionato di
scacchi, si terrà un simpatico incontro sui temi
del romanzo “La giusta scelta” di Giancarlo
Trapanese. Prevista la proiezione di un filmato,
letture e qualche riflessione. L’incontro, al Pala
J, è organizzato dall’Associazione Scacchi.
Fano: i registi di «Salvo», il film
vincitore a Cannes, oggi al Politeama
VINCITORE della Settimana della Critica
all’ultimo Festival di Cannes, ‘Salvo’ – la proposta
di questa settimana del Politeama “Cinefanum” – è
un’opera particolare: racconta una storia di mafia.
Appuntamento al Politeama di Fano oggi alle
21.15. Saranno in sala presenti Fabio Grassadonia
e Antonio Piazza, che hanno diretto questo film.
Pesaro, la maxi-tombola pasquale
da domani di scena al Caffè delle Rose
DA DOMANI torna la Maxi Tombola di
Pasqua con Perry al Caffè delle Rose (ex Bianco
Corallo) in lungomare Nazario Sauro, a Pesaro.
Appuntamento dalle ore 19 con il buffet di
apertura; poi si gioca anche sabato, domenica e
lunedì. Info e prenotazioni: 339.4724723.
Cinema di Pesaro -Urbino, Ancona e provincia
PESARO
CINEMA LORETO
Via Mirabelli 3 - Pesaro. 0721390890.
Gran Budapest Hotel
21.00.
GIGOLÒ PER CASO
scritto, diretto e recitato da John Turturro con protagonisti lo stesso Turturro, Woody Allen e Sharon Stone.
Ore 21:15.
FANO
MULTISALA METROPOLIS
CINEMA MALATESTA
Largo V. del Sangue. 0721 451334.
Mura Malatestiane. 0721 808677.
gigolò per caso 2k
Gran Budapest Hotel
feriali 20.40 22.40 sabato 16.40 18.40 20.40
22.40 festivi 14.40 16.40 18.40 20.40 22.40.
(Sala 1)
21.15.
rio 2: missione amazzonia 2k
feriali 20.30 22.30 sabato 16.30 18.30 20.30
22.30 festivi 14.30 16.30 18.30 20.30 22.30.
(Sala 2)
noah 2k
feriali 20.00 22.30 sabato 17.00 20.00 22.30
festivi 14.30 17.00 20.00 22.30. (Sala 3)
MULTISALA SOLARIS
Via Turati 42 Pesaro. 0721-410615.
Gigolò per caso 21.00.
Rio 2 21.30.
Mr Morgan
21.00.
UCI CINEMAS
Piazza Stefanini 5. 0721 892960.
GIGOLO’ PER CASO
17.30 - 20.15 - 22.30. (Sala 1)
CUCCIOLI IL PAESE DEL VENTO
CITIPLEX POLITEAMA
Via Arco d’Augusto 57. 0721 801389.
Salvo 21.15.
Rio 2 21.15.
Gigolò per caso 21.15.
UCI CINEMAS
Via Einaudi. 0721 892960.
RIO 2 MISSIONE AMAZZONIA
TUTTI I GIORNI 17:10 - 20:10 SABATO DOMENICA E LUNEDì ANCHE 14:45 - 15:30.
GIGOLò PER CASO
TUTTI I GIORNI 17:50 - 20:00 - 22:20 SABATO
DOMENICA E LUNEDì ANCHE 15:00.
17:00. (Sala 2)
NOAH 3D
Noah 2D
FERIALI spett. UNICO ore 22.00
FESTIVI spett. UNICO ore 22.00
22,20.
19:30 22:20. (Sala 3)
UN MATRIMONIO DA FAVOLA
Rio 2 - Missione Amazzonia
GIO ore 21.00 VENore 21.00 SAB 20.00 22.30
DOM 17.00 20.00 22.30 LUN 17.00 20.00 22.30
MAR ore 21.00.
17,30-20,00-22,30.
17:10. (Sala 3)
TRASCENDENCE
Un Matrimonio Da Favola
17,00-19,50-22,40.
20:00 22:15. (Sala 4)
CAPTAIN AMERICA
Noah 3D
16,30-19,30-22,30.
17:10. (Sala 4)
GIGOLO’ PER CASO
Trascendence
17,30-20,00-22,20.
17:10 19:50 22:30. (Sala 5)
Sala 2 NOAH.
ANCONA
MULTISALA GOLDONI
Via Montebello. 071-201236.
gigolò per caso 2k
feriali 16.40 18.40 20.40 22.40 sabato 16.40
18.40 20.40 22.40 festivi 14.40 16.40 18.40
20.40 22.40. (Sala 1)
noah 2k
feriali 17.00 20.00 22.30 sabato 17.00 20.00
22.30 festivi 14.30 17.00 20.00 22.30. (Sala
2)
trascendence 2k
TI SPOSO MA NON TROPPO
17,30-20,00-22,30.
FABRIANO
Via Maierini
071-65375.
Giogolò per caso
21.15.
RIO 2 - MISSIONE AMAZZONIA
(2K)
Gran Budapest Hotel
feriali 16.30 18.30 23.00 sabato 16.30 18.30
23.00 festivi 14.30 16.30 18.30 23.00. (Sala
4)
feriali 18.40 - 21.30; sabato 18.40 - 21.30; festivi 16.00 - 18.40 - 21.30;. (Sala 2)
noah 2k
GIGOLO’ PER CASO (2K)
feriali 18.30 - 20.30- 22.30; sabato 18.30 20.30 - 22.30; festivi 16.30 - 18.30 - 20.30 22.30;. (Sala 3)
UN MATRIMONIO DA FAVOLA
DIVERGENT
TUTTI I GIORNI 18:00 - 20:15 - 22:35 SABATO
DOMENICA E LUNEDì ANCHE 15:30; SOLO SABATO 1:00.
OCULUS
TUTTI I GIORNI 22:30 SOLO SABATO 0:50.
CAPTAIN AMERICA - IL SOLDATO
D’INVERNO
feriali 20.30 sabato 20.30 festivi 20.30. (Sala
4)
ti sposo ma non troppo 2k
feriali 16.30 18.30 20.30 22.30 sabato 16.30
18.30 20.30 22.30 festivi 14.30 16.30 18.30
20.30 22.30. (Sala 5)
rioi 2: missione amazzonia 2k
feriali 16.30 18.30 20.30 22.30 sabato 16.30
18.30 20.30 22.30 festivi 14.30 16.30 18.30
20.30 22.30. (Sala 6)
UCI CINEMAS
GRAND BUDAPEST HOTEL (2K)
feriali 20.30 - 22.30; sabato 20.30 - 22.30; festivi 18.30 - 20.30 - 22.30;. (Sala 4)
UN MATRIMONIO DA FAVOLA
(2K)
feriali 18.40; sabato 18.40; festivi 16.40;. (Sala 4)
JESI
TUTTI I GIORNI 16:45 - 22:30.
Via Filonzi. 892.960.
UCI CINEMAS
MR. PEABODY E SHERMAN
MR.PEABODY E SHERMAN
Via Marco Polo. 0731 205276.
SABATO, DOMENICA E LUNEDì 14:45.
16,20.
ACQUALAGNA
URBINO
Gigolò Per Caso
NOAH
17:30 19:50 22:10. (Sala 1)
CINEMA A. CONTI
CINEMA DUCALE
DIVERGENT
Captain America - The Winter
Soldier 2D
Piazza E. Mattei n.11/12. 328 1115550.
Via F. Budassi 13. 0722 320315.
19,30.
22:20. (Sala 2)
16,30-18,45-19,30-21,45-22,30.
CINEMA GABBIANO
Via B. Gigli, 19 - 60044 Fabriano AN.
0732/251391.
TRASCENDENCE
TUTTI I GIORNI 17:30 - 20:10 - 22:45 SABATO
DOMENICA E LUNEDì ANCHE 14:50; SOLO SABATO 0:30.
SENIGALLIA
MOVIELAND
NOAH (2K)
16.35 - 19.35 - 22.35. (Sala 2)
17.15 - 20.00 - 22.45. (Sala 5)
RIO 2 17.30 - 20.00. (Sala 6)
OCULUS 22.30. (Sala 6)
Noah 2D
16,20-17,20-19,50.
GIO ore 20.00 VEN ore 20.00 SAB 18.00 20.00
DOM 16.00 18.00 20.00 LUN 16.00 18.00
20.00 MAR ore 20.00.
un matrimonio da favola 2k
19:35.
CAPITAN AMERICA 22.30
TRASCENDENCE
20:00. (Sala 2)
RIO 2D
TUTTI I GIORNI 17:10 - 19:30 - 22:30.
NOAH
NOAH
20.15. (Sala 4)
Rio 2 - Missione Amazzonia
22,40.
feriali 18.20 - 20.20- 22.20; sabato 18.20 20.20 - 22.20; festivi 16.10 - 18.20 - 20.20 22.20;. (Sala 1)
3D NOAH
UN MATRIMONIO DA FAVOLA
OCULUS
Sala 1 GRAND BUDAPEST HOTEL.
feriali 17.50 20.15 22.30 sabato 17.50 20.15
22.30 festivi 15.30 17.50 20.15 22.30. (Sala
3)
14.30. (Sala 2)
17.00. (Sala 4)
Sala 1 RIO 2 – MISSIONE AMAZZONIA
2
-
Senigallia
(AN).
21.15.
UCI CINEMAS
Via Abbagnano 8. 892.960.
UN MATRIMONIO DA FAVOLA
TUTTI I GIORNI 17.30/20.00/22.30 SABATODOMENICA-LUNEDI ANCHE 15.10.
MR. PEABODY E SHERMAN 2D
SABATO-DOMENICA-LUNEDI 15.00.
CAPTAIN AMERICA 2D
TUTTI I GIORNI 17.20/19.40 MARTEDI SOLO
18.30/21.30 RASSEGNA A 3EURO.
RIO 2
TUTTI I GIORNI 17.20/20.15 SABATO- DOMENICA-LUNEDI ANCHE 15.00.
OCULUS
22.50.
NOAH
TUTTI I GIORNI 19.30/22.30 SABATO-DOMENICA-LUNEDI ANCHE 16.30.
NOAH 3D
22.30.
TRANSCENDENCE
TUTTI I GIORNI 17.20/20.00/22.40 SABATODOMENICA-LUNEDI ANCHE 14.45.
GIGOLO PER CASO
TUTTI I GIORNI 17.40/20.00/22.20 SABATODOMENICA-LUNEDI ANCHE 15.20.
PESARO SPORT
GIOVEDÌ 17 APRILE 2014 il Resto del Carlino
66
SERIE D
FANO-JESINA (ORE 15)
7
•••
I DERBY GIOCATI COI LEONCELLI
GRANATA AVANTI 25 VITTORIE
CONTRO 24, 17 I PAREGGI
Riecco «la partita che vale la stagione»
Appuntamento salvezza. De Angelis: «Voglio la stessa carica degli ultimi derby in casa»
· Fano
32ª giornata
Civitanovese
e Recanatese
per la salvezza
LA TERZ’ULTIMA giornata
(oggi) è quella che precede la
Pasqua. Testacoda pro forma,
nulla più. La neopromossa Ancona, reduce da giorni di feste
sfrenate (e meritate), parte stamattina alle 8 per Isernia con
18 giocatori. Cornacchini ha
già fatto sapere che darà ampio spazio alle seconde linee.
Molisani già condannati dalla
classifica e dalla situazione societaria. Tra le gare che contano, quelle per il secondo posto, con Matelica (a Città S.
Angelo) e Termoli (con l’Amiternina) che affrontano squadre pericolanti. I maceratesi,
privi di bomber Cacciatore
(squalificato per due turni) sono obbligati a vincere, anche
perché poi il Termoli avrà il
«bonus» del Bojano.
E poi ci sono gli scontri diretti
per la salvezza: la Recanatese
deve rintuzzare gli assalti del
Sulmona; la Civitanovese deve assolutamente battere
l’Agnonese per non inguaiarsi
ulteriormente.
In
zona
playoff, invece, la Maceratese
deve far punti a Giulianova se
non vuole correre il rischio di
uscire per differenza punti. La
Fermana resta a guardare e incamera i punti salvezza col
Bojano. Il campionato riprenderà poi il 27 aprile, dopo la sosta, con la penultima giornata,
e si concluderà il 4 maggio.
• Programma 32ª giornata
(ore 15): Fano-Jesina (Sartori
di Este); Celano-Vis Pesaro
(Palermo di Bari); Giulianova-Maceratese (Saggese di Rovereto); Civitanovese-Agnonese (Valiante di Nocera Inferiore); Isernia-Ancona (Parrella
di Battipaglia); Angolana-Matelica (Andreini di Forlì); Sulmona-Recanatese (Simiele di
Albano Laziale); TermoliAmiternina (Leo di Roma);
Fermana-Boiano 3-0 (a tavolino).
• Classifica: Ancona 71; Matelica 61; Termoli 60; Maceratese 55; Jesina, Vis Pesaro 45;
Giulianova 44; Celano, Fano,
Fermana 41; Recanatese 40;
Civitanovese 39; Amiternina,
Agnonese, Sulmona 37; Angolana 26; Isernia 24; Boiano 1.
ATTACCO
Henry Shiba in concorrenza con
Antonioni per una maglia
NON SI PUÒ mancare l’obiettivo. L’Alma oggi torna in campo dopo il ko di domenica, arriva la Jesina per l’anticipo della
terz’ultima di campionato e la
truppa granata ha il secondo
match point da sfruttare in chiave salvezza anticipata. Vincendo oggi, i ragazzi di mister De
Angelis potranno dirsi fuori da
qualsiasi pericolo. Certo, non sarà semplice per i granata, che si
troveranno di fronte una Jesina
in salute e senza assilli dopo la
vittoria salvezza contro il Giulianova, e che devono fronteggiare una certa stanchezza mentale e fisica, oltre ad acciacchi e
squalifiche. La voglia di chiudere la pratica salvezza dovrà però
motivare al massimo la formazione di De Angelis, chiamata a
reagire dopo due sconfitte esterne consecutive.
«In effetti questa è la classica
partita che vale un’intera stagione — dice il tecnico granata
Gianluca De Angelis — perché
vincendola il Fano a quota 44
non correrebbe più alcun rischio, avrebbe centrato il suo
obiettivo stagionale e avrebbe
la possibilità di giocarsi le ultime due gare senza assilli. Ecco
perché ce la dovremo giocare
con la stessa carica che ci ha permesso di vincere contro Pesaro
e Matelica».
JESINA in formazione tipo, Fano con vari problemi. «Sì, ma le
assenze conteranno poco se chi
giocherà lo farà con grande aggressività e voglia di vincere».
De Angelis dovrà rinunciare
all’apporto prezioso di Nodari
squalificato per tre giornate
(campionato finito per lui).
Niente derby anche per lo squa-
Classifica derby
Corsa per evitare
l’ultimo posto
IL DERBY con la Jesina offre al Fano un’altra opportunità: quella di scrollarsi di
dosso il poco piacevole ultimo posto nella classifica dei
derby. I granata hanno infatti 12 punti (in 13 gare), preceduti da Fermana con 13
(su 14), Maceratese con 15
(15) e Vis con 16 (15). In vetta l’Ancona con 30 (14) è destinata a vincere anche qui,
visto che la rivale Matelica
con 30 ha già giocato tutte
le 16 sfide regionali. Seguono Civitanovese con 20
(15), Recanatese 19 (16) e
Jesina con 18 (14).
lificato Cesaroni. In dubbio anche Cicino. Possibile il rientro
di Torta in difesa. In avanti spazio per Stefanelli che domenica
è rientrato alla grande, al suo
fianco uno tra Shiba e Antonioni e un under (Bracci o Sassaroli). Per una partita così delicata
sarà indispensabile l’apporto
del pubblico, indipendentemente dal numero degli spettatori che non saranno certo quelli di Fano-Vis vista anche la
giornata lavorativa. Proprio per
questo, l’Alma potrà contare anche sul supporto dei giovani delle scuole calcio fanesi (Delfino,
S.Orso e Fanella) che entreranno gratuitamente al Mancini.
Precedenti. Sono 66 (invece di
67 per l’abbandono della Jesina
nel ritorno del campionato di C
1939-40). Fano in vantaggio
con 25 vittorie contro 24; i pareggi sono 17.
• Così in campo (ore 15). FANO (4-3-3): Ginestra; Clemente, Torta, Fatica, Santini; Favo,
Lunardini, Marconi; Bracci
(Sassaroli), Shiba (Antonioni),
Stefanelli. All. De Angelis.
JESINA (4-4-2): Tavoni; Calcina, Tafani, Tombari, Carnevali; Strappini M., Berardi, Rossini, Cardinali M.; Traini, Pierandrei. All. Bacci.
Arbitro: Sartori di Este.
Roberto Farabini
Trasferta nella Marsica La vittoria esterna manca da tre mesi. Cusaro al rientro
La Vis in visita al «muro» del Celano
Per i biancorossi il test più attendibile
· Pesaro
PROVACI ancora Vis. Dopo i segnali di risveglio a Termoli, dopo il
punto farcito di gioco nel derby di
domenica contro la Fermana, oggi
nel turno infrasettimanale di Celano, nella Marsica abruzzese, è caccia aperta ai tre punti. I biancorossi, scesi ieri in Abruzzo, dovranno
provarci ancora senza il sostegno
dei tifosi (secondo e ultimo turno
di squalifica dopo i fatti di Fano) e
cercando di sgomberare testa e
gambe da ogni genere di pesantezza. La prima: proprio quella vittoria che manca, in generale, da due
mesi (16 febbraio: 8-0 al Bojano) e
fuori casa addirittura da tre (16 gennaio: 0-4 a Scoppito).
Mister Magi non potrà contare su
Cremona e Pangrazi, squalificati,
ma ritroverà al centro della difesa
Cusaro. L’ostacolo è il Celano, praticamente salvo: gli abruzzesi, reduci dal pareggio di Matelica, dopo Pasqua riceveranno i tre punti a
tavolino col Bojano ma, nel corso
di questo campionato, hanno dimo-
strato di saper stare sempre sul pezzo. Vedi le 22 reti incassate (miglior difesa dopo l’Ancona), i 16 pareggi timbrati (nonostante una vittoria casalinga che manca da gennaio) e, la Vis lo sa bene, la capacità di
non mollare mai (2-2 strappato a
Pesaro in rimonta all’andata).
Gli avversari
Gli abruzzesi vantano la seconda
miglior difesa del girone (22)
e hanno pareggiato 16 volte
INSOMMA: fenomeni no, ma squadra di sostanza sì. Mister Morgante, il fautore di questa fisionomia
appiccicosa, riabbraccia in difesa
Rea ma dovrà fare a meno
dell’esterno difensivo under Simeoni: al suo posto il marchigiano Bordi, ex Termoli. Consueta, poi,
l’interscambiabilità tra Granaiola e
Tarantino. Magi, invece, dovrebbe
ripartite dal 4-5-1, con Ridolfi al
centro del villaggio, da regista a tut-
tocampo, con Pieri unica punta
(qualche chance per Di Carlo). Un
solo ballottaggio: Bartolucci con
Eugenio Dominici a destra della linea difensiva.
Preventivabile, vista la vicinanza
del match al derby di domenica
scorsa, qualche cambio in corso:
scalpitano Giorgio Torelli e Rossi,
in panchina anche i baby Cremonini e Galeazzi. Arbitra Palermo. Un
precedente con la Vis: la vittoria a
Scoppito del settembre 2012 (0-2).
Tocchiamo ferro: chissà che la ruota inizia a rigirare. Radiocronaca diretta su Radio Prima Rete ascoltabile in streaming anche su pu24.it
• Così in campo (ore 15): CELANO (4-4-2): Bartoletti; Granaiola,
Rea, Fuschi, Bordi; Lancia, Evangelisti, Tarantino, Mercogliano;
Aquaro, Bolzan. All. Morgante.
VIS PESARO (4-5-1): Foiera; Bartolucci, Cusaro, Martini, G. Dominici; Bianchi, A. Torelli, Omiccioli, Ridolfi, Bugaro; Pieri. All. Magi.
Arbitro: Palermo di Bari.
Gianluca Murgia
AVVICENDAMENTO
Alex Cusaro di nuovo al
centro della difesa dopo aver
scontato la giornata di
squalifica; gli fa posto lo
squalificato Pangrazi
Dal 1860 il quotidiano delle Marche
PosteitalianeSped.inA. P.- D.L.353/2003
conv.L.46/2004,art. 1,c.1,DCB-AN-“Taxe Perçu”
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CorriereAdriatico +dorso nazionaledelMessaggero a€1.20
(RegioneMarche)
LA RIFORMA
μ Tre tipi di strutture nelle Marche
Case della salute
Gli ospedali
cambiano volto
Anno 154 N˚ 106
Giovedì 17 Aprile 2014
€ 1.20
PESARO e FANO
www.corriereadriatico.it
Sgominata la gang dei furti
Quattro donne esperte in razzie nei supermercati: tre sono in cella
Pesaro
Quattro ragazze terribili specializzate in furti nei supermercati e
con un curriculum ladresco di tutto rispetto. I carabinieri davano
loro la caccia dall'ottobre dell'anno scorso, quando fallirono un
clamoroso furto all'Iper Rossini
riuscendo però ad aggredire un
vigilantes tanto da conquistarsi
l'accusa di rapina impropria e,
successivamente, il carcere. Martedì sono state arrestate ad Ancona Lucia, Maria e Pamela Spinelli, di 19, 23 e 25 anni. Patrizia Spinelli, 25 anni, era invece stata arrestata lo scorso 10 ottobre il gior-
no in cui le quattro donne furono
notate riempire quattro carrelli
di ogni genere di merce. A un vigilante del centro commerciale non
era sfuggita la presenza delle
quattro giovani, tutte vestite di
scuro, che in diversi reparti dell’ipermercato, riempivano ciascuna il proprio carrello di merce va-
ria e con una fretta particolare.
Una fretta che non è sfuggita al
vigilante che ha chiamato i carabinieri. Quel giorno una fu arrestata e tre riuscirono a scappare.
ma da martedì anche le tre fuggiasche sono finite in cella a Villa
Fastiggi.
Sinibaldi In cronaca di Pesaro
μ Mirco Pugnaloni, la rinascita dopo l’incidente
μ Profughi a Macerata Feltria, incontro con la città
“Questa sedia a rotelle
non fermerà i miei sogni”
“Cancelliamo i pregiudizi”
Sollecitazione del prefetto
LA STORIA
Osimo
Gli ospedali minori della regione cambiano volto
Ancona
Una medicina vicina ai cittadini: è quanto si
prefiggono le Case della salute, step di fondamentale importanza nel percorso della
riforma sanitaria regionale che ne ha approvato le linee guida.
Baldini A pagina 3
La forza di non mollare e
credere in una vita migliore, nonostante tutto. La
saggezza di chi ha capito il
senso e vuole farne tesoro,
per sé e gli altri. Mirco Pugnaloni, osimano 30enne,
è un'anima che poteva
smarrirsi dietro i colpi di
un destino atroce. Rimasto
paralizzatodopo un incidente stradale, Mirco ha
trovato la forza di superare
la disabilità e di reagire ad
un destino che gli ha tolto
tanto, ma non i sogni.
Quattrini A pagina 2
La sedia a rotelle compagna di vita di Mirco
Il prefetto Attilio Visconti ha partecipato all’incontro di Macerata Feltria
IncronacadiPesaro
IL PUNTO
I
taliani sempre più longevi e in buona salute, con gli over-100 il cui numero è raddoppiato negli ultimi 10 anni, raggiungendo
quota 13.500, ed una netta diminuzione della
mortalità per tumori e malattie cardiovascolari. È un'Italia che “sta bene” quella descritta dal Rapporto Osservasalute 2013, ma non
scevra di paradossi: se da un lato migliora infatti la salute dei cittadini, dall'altro...
Continua a pagina 11
μ Le Cem e la protesta dei sindacati
I vescovi: “Al bando
le aperture festive”
A pagina 7
“Resto fedele per far crescere la città”
Il sindaco Aguzzi pronto a fare il consigliere comunale. Stoccate a Silvestri e Santorelli
Fano
Farà il consigliere comunale,
se sarà eletto Stefano Aguzzi.
Dopo dieci anni da sindaco ieri
l’annunciodella candidatura
nella lista che porta il suo nome accanto a quello originario
de La Tua Fano.”Come ho fatto anche altre volte - ha detto rimango fedele al patto stretto
con i fanesi per cercare di contribuire allo sviluppo e al miglioramento della città”. Allusioni, approfondamenti e stoccate a Silvestri e Santorelli che
sono passati con Carloni.
Foghetti In cronaca di Fano
mail: [email protected] Facebook: Diadà Gioca al riciclo
MANUELA CORRERA
Tavenelle (PU) Via Flaminia 204/D Tel: 0721 894779 cell 339 6604809
Paradossi italiani
μ I granata oggi ospitano la Jesina al Mancini
IL CASO
Diffamare su Fb
GUIA SONCINI
Q
uanti amici avete? Se avete risposto,
senza pensarci, una cifra più vicina a
400 che a 4, Mark Zuckerberg ha
vinto: “amici” ormai ci fa pensare a “contatto del quale su Facebook vedo le foto di
gatti e figli”, e non “tizio che chiamo se alle
3 di notte buco una gomma”...
Continua a pagina 11
Fano, match salvezza
La Vis Pesaro a Celano
SPORT
Pesaro
Il Fano all’assalto della Jesina: i granata oggi devono assolutamente battere i leoncelli che sono già tranquilli,
per chiudere definitivamente il discorso salvezza e poter affrontare le restanti ultime due giornate con l’animo
più sereno. Mister De Angelis ha caricato a dovere la
squadra che non può fallire
questa ghiotta occasione. La
Vis Pesaro invece è di scena
a Celano contro la squadra
che detiene il record di pareggi del girone F della serie
D.
Barbadoro-Lucarini Nello Sport
Il mister granata Gianluca De Angelis
μ La Juventus verso il doppio traguardo
Prima scudetto e coppa
poi il contratto di Conte
Martello Nello Sport
Giovedì 17 Aprile 2014
3
MARCHE
Online
www.corriereadriatico.it
“Case della salute a misura di cittadino”
Tre fasce operative per la riconversione delle strutture sanitarie. Spacca spiega la nuova assistenza territoriale
Case della salute, come saranno suddivise
OSPEDALI
SI CAMBIA
SILVIA BALDINI
Ancona
Le Case della salute, le nuove
strutture di assistenza sanitaria
territoriale che riformeranno
profondamente il sistema regionale, si faranno in tre, per soddisfare tutti i tipi di esigenze del
cittadino, dall'assistenza di base
a quella di livello superiore. Le
tre tipologie che verranno create sul territorio sono state presentate ieri in un incontro a Palazzo Raffaello dal presidente
Spacca, da Piero Ciccarelli, direttore del Servizio Salute, dal
direttore Asur Gianni Genga e
dall'assessore alla Sanità Almerino Mezzolani. Esposte anche
le linee giuda approvate per la
loro costituzione in accordo con
diverse sigle sindacali mediche:
per la Medicina generale, Fimmg, Snami, Smi, Simet; per la
Pediatria di libera scelta Fimp Cipe; per la Specialistica ambulatoriale interna le sigle Sumai,
Cisl Medici/Cimo e Smi.
Il cambiamento rispetto all'
organizzazione attuale della rete sanitaria sarà notevole. Le
Case della salute, il nuovo fulcro
della sanità regionale, saranno
organizzate in modo tale da costituire un presidio centrale sul
territorio, "nell'ottica di un'integrazione sempre più importante dei servizi medici di base e di
un rapporto di vicinanza maggiore con il cittadino", ha detto
Ciccarelli.
"I presidi di base e di primo
riferimento saranno chiamate
Case della Salute di tipo A per
l'erogazione delle cure integrate - ha spiegato - e vedranno riuniti i medici di medicina generale e gli specialisti, per fornire al
paziente una prima forma completa di assistenza". Saranno attive per 12 ore diurne e al paziente che si rivolgerà a questo
tipo di Case verrà comunicato
se è possibile risolvere il problema in loco o se è necessario rivolgersi a livelli superiori di assistenza.
"La seconda tipologia, la B,
oltre a essere attiva da 12 a 24
ore - ha continuato Ciccarelli prevederà, in aggiunta ai servizi
forniti dalla tipologia A, delle
prestazioni ulteriori, come i posti letto per la residenzialità, al-
μ L’assessore
μ Il piano nel dettaglio
TIPOLOGIA A
TIPOLOGIA C
CASA DELLA SALUTE PER L'EROGAZIONE DELLE CURE INTEGRATE
CASA DELLA SALUTE (13 PICCOLI OSPEDALI RICONVERTITI)
-Poliambulatorio allargato a più specialisti
-Integrazione di diverse figure professionali
-Misure di assistenza primaria (prima diagnosi per capire
se è possibile un intervento immediato per risolvere il problema
o se è necessario mandare il paziente a un livello superiore).
Funzionamento: 12 ore diurne
Oltre alle funzioni precedenti, sono previste:
-l'Unità di Valutazione integrata
-la diagnostica tradizionale non contrastografica
-almeno un modulo di degenza residenziale a ciclo continuativo
-punti di primo intervento territoriale attivabili in coerenza
con la rete dell'emergenza
-funzioni ospedaliere di Day Surgery, one-Day surgery,
lungodegenza, riabilitazione intensiva
Funzionamento: 24 ore su 24
TIPOLOGIA B
CASA DELLA SALUTE PER L'EROGAZIONE DELLE CURE INTEGRATE E RESIDENZIALITÀ
Medici
soddisfatti
“Il servizio
è in rete”
Stesse caratteristiche delle Case di tipologia A con in aggiunta:
-posti letto di residenzialità per la gestione della cronicità
-servizi diagnostici - terapeutici (ecografia, ambulatorio
infermieristico, coordinamento delle cure domiciliari, ecc.)
- integrazione con i servizi sociali per la presa in carico
e la prevenzione (vaccinazioni, certificazioni, ecc).
Ne sono già state individuate 11 sul territorio.
Funzionamento: da 12 a 24 ore
Il direttore Asur Gianni Genga
Marchigiani longevi e sensibili alla donazione di organi
IL REPORT
Ancona
Nella mappa regionale dei record della
salute, il primato della longevità è
conquistato dalle province autonome di
Trento e Bolzano e dalle Marche,
mentre si vive di meno in Campania
dove i valori della speranza di vita sono
tra i più bassi. Questo l’Atlante della
salute in Italia, secondo i dati del
Rapporto Osservasalute 2013, con la
migliore e peggiore performance
regione per regione. E se è vero che in
fatto di centenari siamo praticamente
imbattibili, le Marche si distinguono a
livello nazionale con il tasso maggiore di
donatori di organo utilizzati: per il 2012
si registra, infatti, un tasso di
Il governatore
Gian Mario
Spacca e
l’assessore
regionale alla
Sanità Almerino
Mezzolani
illustrano la
riforma
cuni servizi diagnostici, la possibilità di avere un ambulatorio
infermieristico e di coordinare
le cure domiciliari". Per questa
seconda tipologia "sono state
già individuate 11 strutture - ha
proseguito Ciccarelli - di cui una
è il presidio di Castelfidardo". Il
lavoro più impegnativo che la
Regione sta portando avanti, ha
ribadito Ciccarelli, "è proprio
quello sulla residenzialità e semi-residenzialità, con 14.000
posto dedicati, per i quali dovremmo ottenere riscontri positivi entro giungo, visto che stiamo lavorando molto in questo
senso". L'ultima tipologia di Ca-
35 per milione di persone. E proprio
questa particolare sensibilità, tutta
marchigiana, spinge alla realizzazione di
numerosi progetti dedicati al mondo dei
ragazzi per fare capire loro l’importanza
della donazione degli organi. Emilia
Romagna invece è stata segnalata
come regione con la degenza media
preoperatoria più breve (1,22 giorni,
contro una media nazionale
di 1,81); la Toscana con meno donne
anziane e in salute che vivono sole
(28%), ma con la quota minore di non
fumatori (49%); l’Umbria la Regione con
il tasso minore di aborti spontanei
(82,53 per mille nati vivi, contro un
valore medio italiano di 120,58 per
1000), ma con il tasso minore di
donatori segnalati (pari a 12,5 per
1.000.000 di persone).
se della Salute, la C, è quella che
deriverà dalla riconversione delle piccole strutture ospedaliere,
"i 13 piccoli presidi che abbiamo
già individuato e che manterranno alcune funzioni ospedaliere - ha continuato Ciccarelli come il Day surgery, la lungodegenza e la riabilitazione intensiva". Questo tipo di strutture saranno attive 24 ore su 24 e
avranno anche l'Unità di Valutazione integrata, la diagnostica
tradizionale e almeno un modulo di degenza residenziale a ciclo continuativo. Potranno essere attivati, in queste sedi, anche
punti di primo intervento, in
correlazione con la rete dell'
emergenza.
"Il principio che ispira la riorganizzazione - ha commentato
Spacca - è quello della prossimità delle cure, che valorizza la
centralità del cittadino e si realizza attraverso l'utilizzo di forme organizzative flessibili che
utilizzano le esperienze esistenti. Il percorso è solo alla fase di
avvio - ha continuato - seguiranno poi tutti i passaggi negoziali
e di condivisione necessari."
Mezzolani ha concluso: "Adesso, attraverso il confronto, assesteremo al meglio la parte organizzativa, nella logica dell'equilibrio territoriale".
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Viventi scrive al vice ministro Nencini sui trasporti pubblici: un fondo per sanare le iniquità
“Al governo chiediamo 10 milioni di euro”
Ancona
·
L’assessore ai Trasporti Luigi
Viventi non ha dimenticato le
parole del vice ministro Riccardo Nencini in visita nelle Marche. Dopo avere avuto il dossier sulle infrastrutture dal governatore Spacca, Nencini ha
ascoltato con attenzione il nodo dei finanziamenti statali per
il trasporto pubblico regionale
e si è impegnato a verificare la
questione e a risolverla. Luigi
Viventi ha deciso di sollecitare
il vice ministro e ieri gli ha inviato per chiedere la costituzione di un fondo perequativo di
dieci milioni di euro, per sanare la situazione di grave ingiustizia determinata dall’iniqua
ripartizione dei fondi statali,
che assegna alle Marche il 40%
in meno del valore medio su
scala nazionale (95,7 euro per
abitante) e quasi la metà di
quello destinato a regioni medio-piccole con caratteristiche
demografiche analoghe (Basilicata, Liguria, Umbria e Molise).
La richiesta è stata inviata a
Nencini dopo l’incontro di ieri,
nel corso del quale Viventi ha
rappresentato la Regione Marche per la definizione della situazione della Fano-Grosseto
La missiva per ricordare
la disparità di trattamento
delle Marche nell’erogazione
dei finanziamenti
e ha avuto anche la possibilità
di discutere dei problemi relativi ai finanziamenti per il trasporto pubblico locale. “Le
Marche – ha scritto Viventi al
viceministro - hanno manifestato in tutte le sedi e in tutte le
occasioni l’iniquità dell’attuale
riparto, basato sul cosiddetto
criterio storico, che penalizza
fortemente solo la nostra regione. Per questo chiedo l’intervento da parte del Ministero,
per attivare un fondo perequativo, che possa essere utilizzato
in sede di Conferenza delle Regioni, in modo da consentire alla Regione Marche di alleviare,
seppure in parte, la forte situazione di squilibrio che tuttora
persiste”.
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LE REAZIONI
Ancona
Medici soddisfatti per l'avviamento del confronto con la
Regione per l'organizzazione
delle Case della Salute e determinati a procedere sulla
strada del dialogo. "Negli ultimi anni parlarsi è stato difficile, se non addirittura impossibile - ha detto Massimo Maggi, in rappresentanza dei medici di Medicina generale mentre ora si apre una fase
nuova, che consentirà a tutti
di lavorare al meglio e a noi
medici di medicina generale
di fare rete e di migliorare
l'assistenza". Da più parti è
stata ribadita proprio la necessità di "rendere più efficienti anche i servizi informatici - ha detto Paola Volponi,
in rappresentanza dello Smi visto che dovremmo parlare
sempre più tra noi ed essere
connessi, secondo quanto
chiede l'assetto delle Case della Salute, che sono presidi diffusi sul territorio".
"Vorremmo che si puntasse molto anche sulla prevenzione, perché la società abbia
un giorno adulti sani", ha detto Giuseppe Braico, rappresentante dei Pediatri di libera
scelta, mentre Annamaria
Calcagni, dei medici specialistici ambulatoriali, ha ribadito "la necessità di non buttare
le cose che funzionano ma di
integrarle nel nuovo sistema,
come la flessibilità dei medici
specialistici, già abituati a incarichi in più sedi". Altre richieste sono arrivate per il potenziamento della rete del 118
e per "il potenziamento della
medicina d'iniziativa, oltre
che di quella di prossimità
che si realizzerà con le Case
della Salute", ha chiesto la
Volponi. "I medici vanno
ascoltati attentamente perché conoscono le persone e i
loro bisogni, oltre che il contesto socio-economico in cui si
opera - ha proseguito - e il loro apporto nel confronto con
le istituzioni è fondamentale
per definire un nuovo modello di sanità più vicina alla gente e funzionante". Soddisfatto
anche Gianni Genga, direttore Asur Marche, che vede l'accordo "come un punto di partenza per rivedere tutti assieme l'assetto della medicina
territoriale".
s.b.
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Trasporti pubblici, il nodo dei finanziamenti al vaglio di Nencini
Giovedì 17 Aprile 2014
5
MARCHE
Online
www.corriereadriatico.it
Diffidati gli ex vertici di Banca Marche
Fondazione Carima all’attacco mette in mora amministratori e management in carica tra il 2006 e il 2009
IL CREDITO
NEL MIRINO
LUCA PATRASSI
Ancona
Il postino della Carima bussa e
consegna 26 atti di diffida e
messa in mora. Dopo l'azione
promossa dai commissari di
Banca Marche Federico Terrinoni e Giuseppe Feliziani, con
la quale l'istituto ha interrotto i
termini di prescrizione nei confronti dei propri amministratori e management in carica tra il
2006 e il 2009, anche la Fondazione Carima del presidente
Franco Gazzani ha fatto altrettanto. Tramite i propri legali
Gabriele Cofanelli di Macerata
e Roberto Pozzi di Milano, ha
chiesto la notifica tramite ufficiale giudiziario di un atto di
diffida e messa in mora. Gli
obiettivi sono di interrompere
il periodo di prescrizione e di
indicare l'ammontare dei danni subiti dalla Fondazione Carima. L'iniziativa dei commissari
ha aperto uno scenario nuovo
con l'ipotesi che anche in anni
più lontani ci siano state vicende e condotte da approfondire.
Una convinzione che anima anche i vertici della Fondazione
Carima che hanno fatto sapere
di aver subito danni per una
cinquantina di milioni di euro.
Il periodo di riferimento è quello tra il 2006 e il 2009 ma non
perchè Fondazione Carima ritenga che le colpe eventuali sia-
μ Patrizia
no da ascrivere a chi ha agito in
quegli anni ma solo per un fatto
tecnico visto che per gli anni
successivi non ci sono problemi
di prescrizione.
La messa in mora è un atto
che interrompe la prescrizione
e non è ancora un atto di citazione per danni nel senso che la
parte attrice può presentarlo
come potrebbe non farlo mai.
Visto però che il caso è incandescente sembra logico dedurne
che la Carima farà anche le citazioni conseguenti ma occorre
sottolineare che si tratta di ipotesi.
La Fondazione Carima dunque prosegue - con una decisione presa all’unanimità dagli organismi direttivi - nell’azione legale sul fronte dell’accertamento delle eventuali responsabilità su Banca Marche.
Ventisei le persone, per il
momento, indicate dalla Fondazione Carima e si tratta di
Eliseo De Luca, Marcello Gennari, Tonino Perini, Francesco
Calai, Walter Durini, Pio Bussolotto, Roberto Ciavallieri, Massimo Bianconi, Claudio Dell’Aquila, Leonardo Cavicchia,
Pierfranco Giorgi, Stefano Vallesi, Lauro Costa, Giuliano
Bianchi, Aldo Birrozzi, Stefano
Clementoni, Mario Volpini, Michele Ambrosini, Bruno Brusciotti, Massimo Cremona, Roberto Marcolini, Piero Valentini, Agostino Cesaroni, Franco
D’Angelo, Michele Giannatasio e Marco Pierluca.
Dunque quello che sembrava impossibile non più tardi di
un paio di anni fa sta diventando realtà: la Fondazione Carima chiede danni per decine di
milioni a quel mondo che ben
conosce per essere l’azionista
μ Al
vaglio le operazioni di finanziamento
E la Procura indaga
sul buco scandaloso
L’INCHIESTA
Ancona
Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima in prima linea sulla
vicenda che ha travolto Banca Marche. Adesso ha diffidato gli ex vertici
di riferimento di Banca Marche. Il presidente della Fondazione Carima, il civitanovese
Franco Gazzani, chiede danni
milionari - tra i tanti altri - all’ex
presidente di Banca Marche, il
maceratese Lauro Costa e a diversi altri pezzi da novanta dell’economia e degli enti pubblici
Gli obiettivi principali sono
di interrompere il periodo
di prescrizione e di indicare
l'ammontare dei danni subiti
del Maceratese. Lo scontro è
totale, senza frontiere.
Un altro concetto che va ribadito è che gli atti della Carima sono richieste di parte che
andranno valutate dai giudici.
Peraltro tutti gli ex amministratori e dirigenti di Banca Marche hanno sempre ribadito di
non avere alcuna responsabilità nei problemi finanziari di
Banca Marche giunti sostanzialmente - secondo la loro tesi
- per colpa di una crisi tanto
lunga quanto imprevedibile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Falso in bilancio, falso in
prospetto, ostacolo alla
vigilanza, false comunicazioni
sociali e appropriazioni
indebite e, per alcuni, anche
associazione per delinquere. È
il ventaglio di reati prospettato
per 27 indagati, nei confronti
dei quali sono state eseguite
oggi dal guardia di finanza
delle perquisizioni domiciliari
disposte dalla Procura di
Ancona nell'ambito
dell'inchiesta su Banca
Marche. Inchiesta partita da
un doppio esposto dell'istituto
di credito, da mesi
commissariato da Bankitalia,
su alcuni affidamenti milionari
«imprudenti», erogati a
imprenditori prevalentemente
ma non solo del settore
edilizio, spesso in assenza di
garanzie sul rimborso oppure
con procedure istruttorie
incomplete o corredate da
perizie non veritiere, o in
violazione delle norme interne
e di settore. Una malagestione
che avrebbe favorito alcuni
imprenditori o gruppi
imprenditoriali «amici»
nell'erogazione di
finanziamenti per centinaia di
milioni di euro, ma anche
procurato alla banca
marchigiana un rosso da circa
800 milioni di euro (oltre un
miliardo per il bilancio
consolidato) finito
all'attenzione prima di
Bankitalia che ha aperto una
procedura di sorveglianza,
culminata nel
commissariamento, e
successivamente della
magistratura. Un buco di
bilancio che sarebbe stato
«coperto» da false
informazioni anche alla
Consob e a Bankitalia in
occasione della proposta di
aumento del capitale sociale
per 110,5 milioni di euro nel
2012. La Procura anconetana
ipotizza anche che da questo
tourbillon di mutui e prestiti sia
scaturito in qualche caso un
arricchimento personale per
alcuni indagati del gruppo
Banca Marche, comprendente
anche la controllata
Medioleasing spa. Nel mirino
della magistratura gli ex
presidenti Michele Ambrosini e
Lauro Costa, l'ex vice
presidente Tonino Perini, l'ex
direttore generale Massimo
Bianconi (oggetto di
un'inchiesta di Bankitalia), l'ex
vice direttore generale di
Banca Marche Stefano Vallesi
e l'ex direttore generale di
Medioleasing Giuseppe
Barchiesi, più altri manager,
funzionari e imprenditori.
Casagrande ha aperto un tavolo di transizione con l’Anci
Province, si prepara il futuro
I NUOVI ENTI
Ancona
·
Patrizia Casagrande, presidente
dell’Upi Marche, ha convocato,
insieme al presidente dell’Anci
regionale Maurizio Mangialardi,
nella sede dell’Unione delle province marchigiane, un tavolo per
affrontare con buon anticipo e
nel migliore dei modi possibili la
fase di transizione istituzionale
che darà vita alle nuove Province
in seguito all’approvazione della
legge Delrio. “Con il numero zero di questo tavolo – ha esordito
la presidente Casagrande – l’Upi
Marche fa il primo passo per evitare che, nel passaggio di funzioni dalle Province ai Comuni, si interrompano i servizi ai cittadini
e nello stesso tempo per assicurare ai dipendenti delle Province
le più ampie garanzie di lavoro”.
La presidente dell’Upi intende
arrivare pronta alla scadenza dei
tre mesi dall’approvazione della
legge Delrio (7 luglio), termine
ultimo per l’emanazione dei decreti attuativi per il riordino delle Province, che diventano enti
di secondo livello. Entro la fine
dell’anno le tappe per giungere
alla nuova forma di Provincia sono fissate, ma le conseguenze e
le implicazioni non sono ancora
del tutto definite. L’incontro di
ieri, ritenuto necessario e utilissimo da Maurizio Mangialardi,
mette sul tavolo i temi da affrontare nei prossimi mesi. Fino al
30 giugno, Patrizia Casagrande
sarà presidente Upi e commissario della Provincia di Ancona.
Dal primo luglio, sarà commissario a regime ridotto, cioè senza
LA SOCIETA’ ERREPI SRL
ACQUISTA
DA PRIVATI E AZIENDE
OGNI GENERE DI VEICOLI
Maurizio Mangialardi e Patrizia Casagrande
indennità, ben disposta a “regalare ai cittadini sei mesi di guida
di un’amministrazione che passa le consegne al nuovo ente di
area vasta”. Chiarito che il presidente delle future province non
dovrà necessariamente essere il
sindaco del Comune capoluogo,
il 25 maggio saranno eletti i nuovi sindaci che si sommano ai vecchi per completare la futura assemblea dei sindaci (organo che
approva il bilancio e modifica lo
statuto delle future province),
ma anche i nuovi consiglieri che
(insieme ai sindaci) sono chiamati a eleggere il nuovo consiglio
provinciale composto da 12
membri. Saranno poi i consigli
provinciali a eleggere entro settembre i nuovi presidenti delle
Province di Ancona, Fermo,
Ascoli Piceno, Pesaro. Tra settembre e dicembre, il commissa-
rio Casagrande e i presidenti attualmente in carica affiancheranno i nuovi presidenti nelle rispettive province fino al 31 dicembre. Tra giugno e settembre
l’Upi Marche insieme all’Anci regionale si preoccuperanno di organizzare la presentazione delle
liste per l’elezione del Consiglio
provinciale da eleggere fra i consiglieri comunali, i sindaci e, solo
per questa prima volta, fra i consiglieri provinciali appena decaduti. All’incontro erano presenti
il vicepresidente dell’Upi nazionale Fabrizio Cesetti (presidente
della provincia di Fermo), il vicepresidente Anci Marche Goffredo Brandoni (sindaco di Falconara), il sindaco di Fermo Nella
Brambatti, l’assessore della Provincia di Macerata Leonardo
Lippi.
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(AUTO, MEZZI COMMERCIALI,
CARRELLI ELEVATORI).
PAGAMENTO
E PASSAGGIO IMMEDIATO
8 Giovedì 17 Aprile 2014
CULTURA e SPETTACOLI
Online
www.corriereadriatico.it
Nomi illustri come porta Fortuna
La stagione teatrale di Fano con Gassman, Preziosi, Costa e De Filippo
Gli appuntamenti saranno di domenica
UN CARTELLONE
DI SUCCESSI
Si ripete la tradizione
del teatro per bambini
MASSIMO FOGHETTI
Fano
Prima che scada il suo mandato (la cui durata equivale a
quella della presente tornata
amministrativa, il Consiglio di
Amministrazione della Fondazione Teatro della Fortuna, ha
volto programmare la prossima stagione di prosa, nel solco
di una tradizione che vede cimentarsi a Fano con testi classici e contemporanei, le migliori compagnie che si affacciano
alla ribalta. Non mancano poi
le novità come quella "Officina
della Fortuna" che consiste in
un progetto di creazione affidato a Jacopo Gassmann, giovane artista, figlio d'arte, già attivo all'estero ed impostosi recentemente sulla scena italiana come regista teatrale. Ma
veniamo alla locandina, anche
se i tempi sono lontani. Il primo appuntamento è l'1 e il 2 novembre con il nuovo progetto
di Alessandro Preziosi che si cimenta con un mito assoluto
della letteratura e del teatro
dell'Occidente: "Don Giovanni". E lo fa a modo suo rivisitando la materia attraverso i suoi
più illustri autori, da Molière a
Da Ponte passando per Puškin,
per riscriverlo alla sua maniera. Il 6 e 7 dicembre seguirà
uno spettacolo tra i più attesi
della prossima stagione. Gabriele Lavia torna al suo amato
Ingmar Bergman con "Sinfonia d'Autunno", protagonista
una delle ultime grandi signore del nostro teatro: Annamaria Guarnieri. In seguito, nei
pressi di Natale, il 20 e 21 dicembre, si rappresenterà "Uo-
mo e galantuomo" di Eduardo
De Filippo con Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Antonia Truppo diretti dal regista di cinema
e di teatro Alessandro D'Alatri.
La commedia più divertente di
Eduardo è stata allestita in occasione del trentennale della
sua morte. Come è bello innamorarsi a sessant'anni, lo racconteranno al pubblico il 10 e
11 gennaio Lella Costa e Paolo
Calabresi con "Nuda Proprietà" di Lidia Ravera messa in
scena da Emanuela Giordano.
Un rito propiziatorio, una festa
alla forza e alla fragilità umana. Il 28 febbraio e il 1˚ marzo,
sarà la volta di una una storia
tutta al femminile costruita all'
interno di una fabbrica, nel
mezzo di una vertenza sindaca-
le, durante un braccio di ferro
tra operaie e padroni. Argomento del contendere: "7 Minuti di libertà". Un copione redatto da Stefano Massini sulla
base di un fatto realmente accaduto in Francia. In scena
una grande Ottavia Piccolo diretta da Alessandro Gassmann. Per finire, anche se ci
sarà un seguito ancora meglio
da definire, la commedia esilarante scritta da George
Axelrod per il teatro e portata
al successo da un film del 1955
di Billy Wilder con Marilyn
Monroe, "Quando la moglie è
in vacanza". Il lavoro sarà in
scena il 17 e 18 marzo con Massimo Ghini e Elena Santarelli
diretti di nuovo da Alessandro
D'Alatri.
C’è attesa per l’esibizione
di Francesco Mascia
di Fano vincitore
di Civitanova Danza
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Il cantautore piacentino Daniele Ronda vince il Premio Enriquez 2014-Città di Sirolo (X
edizione “ per una comunicazione e un’ arte di impegno sociale e civile”), per il suo nuovo
disco di inediti “La Rivoluzione”. L’album, inserito nella categoria musica pop e contaminazioni, e nella sezione cantautori e compositori di impegno
sociale e civile, è stato definito
dalla giuria “miglior album dell’anno per la profonda ricerca
compositiva dei testi e delle
musiche”. Il 30 agosto Daniele
μ Lo
Ronda ritirerà il premio durante la cerimonia ufficiale che si
terrà al Teatro Cortesi di Sirolo, organizzata dal Centro Studi Franco Enriquez che, grazie
a diverse attività culturali, si
propone di promuovere la comunicazione artistica teatrale,
cinematografica, televisiva,
musicale ed editoriale. Il premio gode del sostegno del Comune di Sirolo, dell’adesione
del Presidente della Repubblica e del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e
le attività Culturali e del Turismo, della Regione Marche e
dell’ Ente Parco Naturale del
Conero.
Daniele Ronda è attualmente in tour in tutta Italia per presentare live i brani dell’album
“La Rivoluzione” e il suo travolgente repertorio pop/folk
(con brani tratti dai precedenti
dischi "Daparte in folk" e “La
sirena del Po”). Sul palco è accompagnato dalla sua band
Folklub, composta da Sandro
Allario (fisarmonica, pianoforte, organo hammond), Carlo
Raviola (basso), Matteo Calza
(chitarra elettrica, chitarra
classica, chitarra acustica,
mandolino e banjo) e Marcello
Daniele Ronda
Urbino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Annamaria Guarneri
anteprima è stato comunicato che si sta cercando di organizzare una esibizione di
Francesco Mascia di Fano,
vincitore del Concorso Civitanova Danza, che si è aggiudicato l'ingresso alla Scala di
Milano. C'è comunque un pericolo: il clima elettorale pone
seri interrogativi sulla stessa
sopravvivenza della Fondazione Teatro della Fortuna.
Se l'ente dovesse chiudere e
la gestione del teatro tornare
sotto la diretta dipendenza
dell'Amministrazione Comunale, ogni spesa dovrebbe fare i conti con il patto di stabilità; allora la situazione del teatro fanese si farebbe davvero
più difficile e macchinosa,
con il rischio che scompaia
anche la stagione lirica.
Il cantautore Daniele Ronda vince il Premio Enriquez
Sirolo
LA CERIMONIA
Borsano (batteria).
È attualmente in rotazione
radiofonica “Ognuno di noi”, il
secondo singolo estratto dall’album, ed è online lo spiritoso
video del brano che vede protagonisti, insieme a Daniele Ronda e alla sua band Folklub, i sosia di Vasco Rossi, Piero Pelù,
Ligabue, Zucchero, Bono Vox,
Michael Jackson e Lady Gaga,
che si alternano al microfono
di un casting per diventare la
voce della band. Il video del
brano è visibile al link: http://youtu.be/hHYuumDWuCE.
SU IL SIPARIO
“Uomo e galantuomo” di Eduardo De Filippo con Gianfelice Imparato
Urbino
Press Award
a Bartiromo
“In 25 anni di lavoro giornalistico ho avuto la fortuna di
seguire in prima fila il settore dell'economia e dei mercati azionari. Ho raccontato
il fatto che, nel bene e nel
male, tramite l'economia
siamo tutti connessi. Ma solo oggi, dopo questo premio,
posso dire di considerarmi
una persona arrivata”.
Così la giornalista televisiva Maria Bartiromo, star
di Fox Business News, che
martedì ha ricevuto a
Washington l'Urbino Press
Award. Ad annunciarlo è
stato l'ambasciatore d'Italia
Claudio Bisogniero davanti
a circa trecento ospiti.
Fra il pubblico che ha affollato la sede diplomatica
c'erano tanti esponenti del
mondo dell'informazione
statunitense, dell'economia
e delle istituzioni.
“Io - ha detto la Bartiromo - sono legatissima alla
cultura e alle tradizioni italiane. Sono stata allevata in
una famiglia italoamericana
di Brooklyn. Mio padre è di
origini napoletane e mia madre siciliane. Mio nonno arrivò per la prima volta in
America nel 1919. Poi tornò
a casa. Emigrò nuovamente
negli Usa negli anni Trenta.
In Italia faceva il muratore.
Arrivò qui a bordo della nave Rex. Costruì un ristorante e lo chiamò 'Rex Manor'.
In quel ristorante ho sempre visto i miei genitori lavorare molto duramente. E anche io vi ho fatto il mio primo lavoro, come guardarobiera. Vedere la mia famiglia sacrificarsi in quel modo mi ha insegnato tutto
quello che dovevo sapere.
Ecco perché sono abituata a
lavorare duramente”. Tanti
i volti noti presenti alla cerimonia di Washington.
La delegazione arrivata
dalle Marche era composta
tra gli altri dall'assessore regionale alle Attività Produttive Sara Giannini, dai vertici della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino e di
Aspin 2000, dai giornalisti
Giovanni Lani e Gabriele
Cavalera, presidente e segretario del Premio. Il buffet è stato preparato dagli
chef di Acqualagna Alberto
Melagrana e Samuele Ferri,
utilizzando tartufo, ingredienti e prodotti tipici delle
Marche. Anche i vini erano
una selezione delle migliori
produzioni marchigiane.
Fano
Nella prossima stagione non
mancherà il teatro per bambini che a Fano, vanta una tradizione di lunga data e di
grande coinvolgimento. Nella serie Segnali: le altre vie del
teatro sono previsti due appuntamenti domenicali e pomeridiani, nell'ambito della
rassegna di teatro per famiglie. Per il Teatro Contemporaneo si propongono due appuntamenti di "TeatrOltre",
in collaborazione con i Comuni di Pesaro, Urbino e altri del
territorio provinciale. Il teatro di formazione sarà rappresentato da Dorothy, il progetto che ha già coinvolto gli
studenti del Polo Tre (Istituto
Olivetti e Liceo d'Arte Apolloni) con i back stage fotografici ad ogni spettacolo. Il 10
maggio prossimo a questo
proposito verrà allestita una
mostra dei lavori eseguiti. La
danza infine rappresenta una
grande aspirazione del Teatro della Fortuna: la grande
danza che dovrebbe essere
rappresentata ai livelli con i
quali sono stati realizzati gli
allestimenti lirici a partire dal
Festival Barocco di Alberto
Zedda. A questo proposito in
μ La giornalista
jesino Giorgio Rocchegiani dichiara con orgoglio: “Questo è un vero e proprio tipo di arte che faccio soltanto io”
In esposizione monumenti marchigiani realizzati fedelmente coi fiammiferi
FABRIZIO ROMAGNOLI
Jesi
·
Il federiciano Castel del Monte come il Palazzo della Signoria ed il Teatro Pergolesi di
Jesi, gioielli della città che a
Federico II di Svevia ha dato i
Natali.
Orgogli marchigiani come
il santuario di Loreto o il monastero di Fonte Avellana,
piuttosto che monumenti, palazzi e piazze non solo di Jesi
ma anche di Fabriano, Fermo, Serra San Quirico, località abruzzesi e trentine.
Un momento della presentazione della mostra che sarà aperta a San Nicolò
Tutto in mostra nella chiesa di San Nicolò e riprodotto
con straordinaria manualità,
grande lavoro, infinita pazienza ed un materiale del tutto
originale: i fiammiferi.
Giorgio Rocchegiani, jesino, può a buon diritto dichiarare con orgoglio: "Questo è
un vero e proprio tipo di arte,
che faccio soltanto io. Non è
presunzione ma sfido a trovare soggetti proposti così fedelmente ed a questo livello". Di
queste stupefacenti opere
d'arte, si è inaugurata ieri
l'esposizione dall'azzeccato ti-
tolo "L'arte si accende".
Rocchegiani dice: "Uso rigorosamente fiammiferi prodotti a suo tempo dalla Saffa
di Jesi, città dalla grande bellezza, poco valorizzata e conosciuta. C'è da fare di più". Non
manca una stoccata all'ente
locale. "Un contributo mi era
stato promesso per questo
evento, spero arrivi" dice Rocchegiani.
E l'assessore alla cultura
Luca Butini lancia l'idea
d'una originale guida turistica: "I visitatori potrebbero riportare a casa, invece delle
tradizionali foto, le immagini
di palazzi, chiese e scorci di
Jesi come riprodotti da Rocchegiani". La mostra sarà
aperta a San Nicolò fino al 4
maggio, con orario 10-12.30 e
16.30-20. Per gruppi e scolaresche, possibile una visita su
prenotazione
al
348
8436632. Presente anche
una riproduzione su cui hanno lavorato i piccoli della scolaresca Mestica, a lezione da
Rocchegiani. Previsti convegni ad accompagnare le varie
serate.
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Giovedì 17 Aprile 2014
T: 0721 31633
FANO
E: [email protected]
V
F: 0721 67984
La bimba dell’ex suora rimarrà con la mamma
LA STORIA
Fano
Resta definitivamente dalla
mamma biologica la bimba di
due anni e mezzo che era stata
temporaneamente affidata a
una coppia residente in provincia di Macerata. Il percorso di
riavvicinamento si è concluso,
ha detto il legale della donna,
avvocato Luca Giardini. I geni-
tori affidatari aspettavano il
rientro della piccola ieri, ma la
bambina non tornerà nella casa che l'ha ospitata fino ad ora.
Vivrà con la mamma, un'ex
suora rimasta incinta dopo
aver subito violenza, in un centro d'accoglienza a Fano. La
bimba sarebbe dovuta tornare
mercoledì dai genitori affidatari, ma poi il rientro era slittato
in considerazione della manifestazione di sabato ad Ancona.
L'avvocato Giardini ha spiegato che la data di ieri, attesa dalla coppia come quella del ritorno, era in realtà il termine indicato dal Tribunale per i minorenni per il deposito delle osservazioni del consulente psicologo. Nel frattempo, dovrebbe essere intervenuto un altro
provvedimento che stabilisce
la definitiva permanenza della
bimba dalla madre naturale. In
ogni caso, ora resterà a Fano, e
se potrà vedere ancora i genitori adottivì questo - ha rilevato
l'avvocato Luca Giardini - potrà deciderlo solo la mamma.
Ma i genitori collocatari non
sanno nulla. Cosa dicono? Hanno finito le parole». Così l'avv.
Alessandra Perticarà, uno dei
due legali della coppia del Maceratese che ha vissuto con la
bimba figlia della ex suora da
cui ora la bambina è definitivamente ritornata. Secondo l'av-
vocato, c'è stata un' accelerazione rispetto ai tempi previsti
per il riavvicinamento definitivo. La Cassazione, che con la
sua sentenza ha in pratica riconosciuto il diritto di ripensa-
Il legale dei genitori
affidatari commenta
“E’ stato sottovalutato
l’interesse dalla minore”
mento della mamma biologica
che alla nascita non aveva riconosciuto la figlia, “non è entrata nel merito, e noi abbiamo
sempre sostenuto che il programma degli incontri andava
fatto da capo. Secondo noi è
stato sottovalutato l'interesse
della minore, e non c'è stata
una valutazione più duratura
delle capacità genitoriali” della
mamma naturale.
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“Voglio far crescere ancora la mia città”
Stefano Aguzzi scioglie la riserva: sono fedele al patto, pronto a fare il consigliere comunale
Contatto con la gente, ipotesi Urbanistica
LA POLITICA
IN FERMENTO
LO SCENARIO
Fano
Stefano Aguzzi in una seduta
del consiglio comunale e nella
foto sopra durante l’intervento
di ieri in cui ha spiegato le sue
scelte per il prossimo futuro
Nell'annunciare la sua
candidatura al consiglio
comunale, senza escludere una
delega magari all'Urbanistica, se
sarà eletto sindaco Davide
Delvecchio, Aguzzi rinnova il
metodo di approccio con i
cittadini, un metodo che ha visto
il primo cittadino presente in
mezzo a loro nei momenti di
emergenza, quando per
esempio il Metauro è stato sul
punto di esondare e anche
quando le sue acque avevano già
allagato la piana di Metaurilia. In
entrambe le circostanze è stato
presente a notte fonda per
allertare le famiglie che
"Sarò - ha detto a questo
proposito - la sentinella del settore". Poi ha menzionato quello della sanità, nel quale di
fronte alle lacune mostrare dal
progetto regionale di riforma
in atto, pone l'esigenza di tutelare l'assistenza sanitaria fanese. "Chiederò che tutti i primari che sono andati in pensione
siano adeguatamente sostituiti
al Santa Croce". Ovviamente
Aguzzi non si è lasciato sfuggire il tema della fusione di Aset,
la cui definizione è ormai demandata alla prossima giunta;
ma il primo cittadino è sicuro
che l'azienda resterà patrimonio del Comune di Fano, rispetto all'addebito al centro sinistra, rinnovato anche questa
volta, di una cessione a Marche
Multiservizi.
"Da non sottovalutare - ha
aggiunto poi Aguzzi - la questione di Marotta. Sembra che
la Commissione regionale abbia già deciso di scindere il territorio fanese per unirlo a quello di Mondolfo, ma non è detto
che il prossimo esito elettorale
della Marotta di Fano non fac-
MASSIMO FOGHETTI
Fano
Dopo dieci anni di sindaco, se
sarà eletto, Stefano Aguzzi non
disdegnerà di fare il consigliere comunale. Ieri ha annunciato formalmente la sua candidatura nella lista che porta il suo
nome accanto a quello originario de La Tua Fano, fondata
nel 2002 e subito imposta nel
2004, quando lo stesso Aguzzi
è diventato primo cittadino,
confermandosi con un alto numero di voti nel 2009.
"Avrei potuto aspirare ad alti
incarichi - ha detto il sindaco
(nel 2010 Berlusconi gli aveva
offerto la candidatura per la
presidenza della Regione Marche ndr.) ma, come ho fatto allora, non ho vagliato altre occasioni per rimanere fedele al
patto stretto con i fanesi: cioè
contribuire allo sviluppo della
città al miglioramento del suo
tenore di vita. E' molto facile,
in questo periodo di crisi, fare
opposizione; ci sono addirittura esponenti della mia giunta
che appena alzatesi dalla poltrona in cui sono seduti, non
perdono l'occasione per con-
μ Con
trastarmi (l'allusione si riferisce in modo a quei due assessori Silvestri e Santorelli che sono usciti dalla coalizione per
sostenere la candidatura a sindaco di Mirco Carloni); tuttavia considero i dieci anni trascorsi alla guida della città, un
periodo proficuo, fatto di impe-
“In periodi come questo
è facile fare opposizione”
Poi anche la stoccata
a Silvestri e Santorelli
gno, di soddisfazioni e anche
dio qualche delusione".
Aguzzi quindi è pronto a
continuare la sfida contro la
crisi in atto sia nell'ambito della maggioranza che in quello
della opposizione, forte della
sua esperienza e dei lavori impostati.
Questi i temi che in continuità gli stanno più a cuore:
prima di tutto quello dei Servizi Sociali, sempre più necessari
in uno scenario di recessione
della economia e di aumento
della disoccupazione.
Fabio Uguccioni, Massimo Rognini e Bianca Maria Pianosi
Fano Popolare e Popolari per l’Italia
una sola lista al fianco di Carloni
Fano
Così come hanno fatto Bene
Comune e il Movimento a 5
stelle, anche Fano Popolare e
i Popolari per l'Italia hanno
deciso di scendere in campo
per le prossime elezioni amministrative con una sola lista
che sostiene però l'elezione a
sindaco di Mirco Carloni, insieme al Nuovo Centro Destra e alle liste civiche Fano in
Testa, La Rinascita di Fano,
La Cosa giusta.
Legalità, sussidiarietà e solidarietà sono le parole chiave
che caratterizzano l'intesa e
propongono all'elettorato fanese un impegno di alto valore sociale.
Gli ispiratori sono Fabio
Uguccioni e Massimo Rognini che nella lista figura in vetta insieme a Bianca Maria Pianosi. Quest'ultima sarà una
Fano Popolare e Popolari per l’Italia nella coalizione che sostiene Carloni
vera e propria scoperta per
molti fanesi: ha 84 anni ma
per vitalità ne dimostra la metà.
E nata a Fano, ma per ragioni di lavoro è vissuta lontano dalla sua città in diversi
luoghi dove ha ricoperto alti
incarichi dirigenziale; ha collaborato con diversi Governi
a Roma, tra cui anche con
quello di Andreotti, ha fatto
parte dell'Ufficio legislativo
della Regione Lombardia a
Milano, ha lavorato a Bergamo dove ha diretto il settore
delle acque pubbliche; tra l'altro è stata campionessa di pattinaggio, amante del teatro e,
all'interno della Cisl si è occupata del settore Pensionati.
Tra gli altri in lista figurano i nominativi di Fabio Uguccioni che da tempo ha rotto il
suo sodalizio con Davide Delvecchio all'interno dell'Udc,
l'ex segretario del sindaco
Aguzzi, Primo Ciarlantini,
l'ideologo ed elemento propulsore del gruppo, Daniele
Angelini appassionato di ambiente, Paolo Cazzola, Adriana Galoppi, artista ed insegnante alla scuola d'Arte
Apolloni, Danilo Graziano,
Daniele Pagani vigile urbano,
Roberto Ranaldi e Martina
Battisti che gestisce un camping a Ponte Sasso e quindi si
interessa di turismo.
Nel corso della presentazione è stata annunciata anche la visita del ministro Lorenzin all’ospedale Santa Croce di Fano entro il mese di
maggio anche per far luce sulle tante ipotesi di ridimensionamento che sono state fatte
al riguardo del nosocomio fanese.
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risiedevano nei pressi dell'alveo
del fiume. E alla fine è stata vinta
anche la battaglia per la
protezione della costa, dopo che
è giunta la notizia dello
stanziamento di 3 milioni di euro
da parte della Regione per
realizzare le scogliere di
Sassonia. Ma Aguzzi va fiero
anche per aver portato "a casa",
cioè a Fano, le opere
compensative alla terza corsia
autostradale, per un importo di
55 milioni di euro, a cui ne
andranno aggiunti un'altra
ventina se andrà in porto il
casello di Fano nord. Una
somma mai "piovuta" a Fano
dall'estero dell'amministrazione
comunale. Un altro obiettivo è la
pista ciclabile nella tratta
ferroviaria Fan o - Urbino.
cia cambiare idea al Consiglio
che dovrà approvare la delibera. La battaglia contro l'insediamento della centrale biogas
sembra vinta, nel quadro di
una difesa dell'ambiente che
dovrà essere sempre più incentivata dalla prossima giunta. Il
vero pericolo è per Aguzzi il ritorno del "partito padrone: il
Partito Democratico", quel
centro sinistra da cui si è sempre più allontanato da quando
Carnaroli lo esautorò dalla presidenza di Aset.
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Successo per i corsi di informatica
Gli studenti del Battisti
diventano docenti provetti
Fano
Continua, e con notevole successo, la collaborazione tra la
Fondazione Fano Solidale e
l'istituto Battisti nei corsi di alfabetizzazione informatica di
base e avanzati. La Fondazione, da anni, organizza tali corsi
per le persone adulte nella sede della cooperativa Tre Ponti.
Da quest' anno ha intrapreso
un'importante collaborazione
con l'Istituto Battisti nell'ambito del progetto didattico: "Studenti 2.0: Formatori Digitali"
redatto dal professor Domenico Consoli. Dopo un periodo di
tutoraggio effettuato durante
il corso "Sempre Giovani 2.0"
gli studenti sono diventati, a
tutti gli effetti e in maniera autonoma, dei veri formatori di
tecnologie informatiche. Nel
corso di questo anno scolastico, a partire da ottobre 2013,
sono stati attivati 7 corsi di alfa-
betizzazione informatica di duplice livello: di base e avanzata.
Fanno parte della squadra dei
formatori gli studenti: Ilaria
Cesaroni e Andrea Ruggeri della quinta F, Agoud Hind della
quarta A, Margherita Prodi e
Alice Tomassoni della quarta
B, Fabrizio Esposito della quarta D, Alessia Ordonselli e
Alexandra Medvetchi della terza C. Interessante e stimolante
è il rapporto che si viene a creare tra i giovani studenti e i corsisti adulti. I giovani trasmettono agli adulti la "manualità"
tecnologica mentre le persone
adulte fanno capire ai giovani
formatori certi valori quali i
principi morali, l'impegno nel
lavoro e nel sociale. l progetto
è da inquadrarsi in un contesto
di cittadinanza attiva e di inclusione digitale e sociale, dei cittadini della terza età nei confronti delle nuove tecnologie.
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VI Giovedì 17 Aprile 2014
FANO
Online
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Gli ambientalisti sottolineano la pericolosità della zona e chiedono di completare il percorso considerata la larghezza della strada
“La pista ciclabile in via canale Albani finisce nel nulla”
LA POLEMICA
Fano
Arriva la bella stagione e in tanti
si muovono in bicicletta. O almeno ci provano. Se infatti già si
pensa ad un progetto che possa
portare alla riconversione della
tratta ferroviaria Fano-Urbino
per realizzare un tracciato extraurbano percorribile in bicicletta,
in città sono ancora diverse le
difficoltà per chi sceglie di usare
il mezzo a due ruote. In più occasioni infatti i ciclisti hanno segnalato la pericolosità di alcuni tratti cittadini, per mancanza di una
segnalazione adeguata delle piste ciclabili, o persino l'assenza
delle stesse, oggi invece sono gli
ambientalisti a notare un controsenso in una strada molto frequentata quotidianamente. Il ri-
ferimento è a via canale Albani,
nel tratto che costeggia il corso
d'acqua dopo i Passeggi e l'incrocio con via IV Novembre e giunge alla rotatoria di Sant'Orso. La
strada è molto trafficata, dal momento che rappresenta una delle principali arterie di collegamento del centro cittadino con
la superstrada Fano-Grosseto, e
spesso è interessata dal transito
dei mezzi pesanti. Gli ambienta-
listi però notano che solo un tratto presenta una pista ciclabile, vicino alla rotatoria, che però termina qualche decina di metri più
avanti. "Spesso la velocità dei
mezzi a motore è elevata - rileva
Enrico Tosi - esiste uno spartitraffico a protezione di chi si
muove a piedi o in bicicletta, ma
poco dopo la zona ciclabile si interrompe. Che senso ha tutto
questo?". Il dubbio principale è
che non sembra esistano problemi di spazio per realizzare un
percorso ciclabile, dal momento
che la strada è molto larga. Sempre in favore dell'utilizzo della bi-
Sempre più numerose
le associazioni che si
muovono per far crescere
l’uso della bicicletta
cicletta si stanno muovendo anche alcune organizzazioni locali
che hanno aderito alla campagna lanciata dalla Fiab, cioè l'associazione italiana amici della bicicletta. Si tratta di un'iniziativa
di educazione civica ambientale
con l'obiettivo di incentivare
l'utilizzo del mezzo per tutti gli
spostamenti inferiori ai 5 chilometri.
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Prove tecniche per la stagione estiva
Aperture dei locali e prenotazioni per le festività pasquali: “La crisi ancora si sente molto forte”
LA MOVIDA
SI ACCENDE
SILVIA FALCIONI
Fano
Si avvicinano le festività pasquali e la città è pronta per
inaugurare ufficialmente la stagione estiva. Le prenotazioni
negli alberghi sono arrivate, in
linea con quelle che sono state
negli ultimi anni, cioè di un periodo di crisi ma con qualche
speranza.
I locali della zona mare sono
ormai tutti aperti, ad eccezione dello Chalet del Mar sulla
spiaggia dell'Arzilla che inaugura questa sera con una grande festa. Ora manca solo che il
tempo si stabilizzi e che la bella
stagione arrivi nei fatti. Una
speranza comune a molti operatori turistici, i quali stanno
raccogliendo le prime adesioni
e guardano con speranza al futuro: "Alcune prenotazioni per
Pasqua sono già arrivate - afferma Alessandro Ceccopieri, pre-
sidente del Comitato Lido e titolare dell'hotel Astoria - non
sono tante, ma è già qualcosa.
Ora dobbiamo solo sperare
che il tempo ci aiuti, perché solo con il sole la gente si muove.
Abbiamo anche adesioni per il
ponte del 25 aprile e del primo
maggio".
La permanenza in questo
periodo si limita a qualche giorno, ma la speranza è che venendo a vedere la città, i turisti se
ne innamorino e decidano di
tornare in estate. "L'apertura
pasquale è soprattutto una vetrina per farsi vedere e attrarre
qualche visitatore, perché generalmente fino a maggio è tutto molto tranquillo - prosegue
Ceccopieri - poi da giugno, con
la fine delle scuole, si inizia a
notare più movimento. Soprattutto ci sono tante persone che
vengono a chiedere, a vedere i
posti, gli alberghi e ad informarsi sui prezzi, per poi confrontarli con altre offerte e decidere se tornare o meno". Purtroppo anche quest'anno non
ci sono stati ancora segnali di
una tanto attesa ripresa e continua un periodo di crisi economica che porta come prima
conseguenza quella di tagliare
la spesa da destinare alla vacanza. Se quindi gli alberghi
Serate di musica
sulla spiaggia
dell’Arzilla
L’ATTRAZIONE
Fano
Feste, inaugurazioni e locali già in servizio: prove tecniche in vista della stagione estiva
soffrono, c'è però un altro lato
della medaglia non troppo negativo: quello della tenuta dei
locali di intrattenimento, che a
Fano, sia in centro storico che
al Lido, soffrono solo in parte il
periodo di difficoltà dato che
comunque nella maggior parte
dei casi resta la voglia di uscire
a svagarsi e lo si può fare a costi
contenuti. Più difficile invece
la situazione delle strutture ricettive, che hanno comunque
costi elevati e la necessità di
ammodernare servizi ed edifici. "Sinceramente è dura, perché il periodo purtroppo non è
positivo. Se la gente non ha un
lavoro, come fa ad andare in
vacanza? Noi però cerchiamo
di essere ottimisti, di guardare
avanti e di offrire sempre qualcosa di nuovo ai nostri clienti.
Ad esempio anche quest'anno
abbiamo fatto investimenti sulla nostra struttura e portato
qualche novità. Speriamo che
il tempo ci premi e che si arrivi
a superare questa fase".
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Festa sulla spiaggia in attesa di
tornare al mare. Con la
riapertura questa sera dello
Chalet del Mar ritorna
ufficialmente l'estate e
ripartono le serate di musica e
divertimento sulla spiaggia
dell'Arzilla. L'inaugurazione
avrà inizio alle 19 con buffet per
tutti e una selezione musicale
curata da deejay Ciarlo e
l'intrattenimento di Elisa
Gardini, oltre a tante sorprese
per gli intervenuti. Inoltre dal 8
maggio ripartono i "giovedì da
leoni" che hanno fatto
conoscere ed apprezzare il
locale, con i migliori dj e
performance del momento.
Infine lo Chalet ripete anche
nella stagione 2014 l'idea
lanciata lo scorso anno: "Vieni a
prendere il sole da noi" che
associa il noleggio del lettino
insieme ad un cocktail o uno
spuntino a pochi passi dalla riva.
La band The Fellows ha suonato nella casa circondariale di Villa Fastiggi
L’Africa Chiama
Assemblea dei sindaci fissata per il 25 giugno
Pollastrelli: “Il concerto nel carcere
esperienza che si ricorda per sempre”
Fano
è vicina
ai bambini
Aset, patata bollente
per la prossima giunta
L’EMOZIONE
L’ASSOCIAZIONE
Fano
Quando la musica può aggregare e unire, anche se per poco, persone che vivono e hanno vissuto destini diversi, 46
anni più tardi di Johnny Cash
nella prigione di Folsom.
Quando lo spirito di volontariato incontra la passione per
la musica e per un genere in
particolare.
E' l'esperienza indimenticabile vissuta dalla country band
fanese The Fellows, che ha
suonato all'interno della casa
circondariale di Villa Fastiggi. Un concerto benefico, inserito all'interno dei laboratori
riservati ai detenuti e fortemente voluto dalla direzione
del carcere e dal personale
che ogni giorno vive e lavora a
stretto contatto con loro.
"E' stata un'esperienza indimenticabile - racconta Fabrizio Pollastrelli, in arte Paul
Aster, cantante dei The Fellows - di quelle che si ricordano per tutta la vita. Non avevamo mai suonato in un luogo e in un contesto così particolare e diverso rispetto a
quello a cui siamo abituati.
Devo ammettere che all'inizio eravamo un po' contratti,
Fano
le. Il carcere visto e percepito
da fuori è molto diverso da
quello che poi è in realtà. Siamo ovviamente onorati di
aver preso parte ad un'iniziativa del genere e speriamo di
aver fatto passare qualche
ora di allegria a chi ha voluto
ascoltarci. Credo che la musica, in questo senso, abbia il
potere straordinario di appiattire le differenze, di qualsiasi tipo esse siano. Speriamo anche - conclude il cantante - che questo nostro concerto non sia l'ultimo di questo tipo".
La solidarietà parte da Fano.
Contro la lotta alla fame
L'Africa Chiama ha lanciato
la campagna dell'sms solidale: mandando un sms al
45599 si può donare un euro,
chiamando lo stesso numero
la donazione è di 2 euro.
L'obiettivo è salvare oltre
8.000 bambini in Kenya, Tanzania e Zambia, dove il 30%
della popolazione è affamata.
"Nel 2014 - afferma il presidente dell'ong fanese Italo
Nannini - è inaccettabile che
più di 100 milioni di bambini
sotto i 5 anni siano sottopeso,
e che la malnutrizione infantile uccida ogni anno più di 2,5
milioni di bambini". Tra i bimbi salvati c'è Christine Likando, 2 anni e 8 mesi, orfana e
curata dalla nonna vedova.
"Quando l'abbiamo trovata,
un anno fa, non riusciva a tenere alzata la testa e ad alzarsi in piedi - dicono i volontari e' stata inserita in un centro
nutrizionale in Zambia e ora
ha recuperato peso, mangia e
riesce a camminare".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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La band che ha suonato nella casa circondariale di Villa Fastiggi
come si dice in gergo, ma mano a mano che il concerto procedeva, e viste le reazioni entusiaste del pubblico, ci siamo
sciolti e ci siamo divertiti tantissimo. È stato un momento
molto forte dal punto di vista
empatico - continua Pollastrelli -. Entrare in contatto
con i detenuti è un'esperienza
difficile da raccontare a paro-
“Eravamo contratti
nella fase iniziale
poi abbiamo vissuto
momenti coinvolgenti”
IL CALENDARIO
Fano
Ormai della fusione di Aset decideranno le prossime amministrazioni, siano esse di destra o
di sinistra, dato che il presidente della holding Giuliano Marino ha convocato l'assemblea
dei sindaci, i cui Comuni sono
soci dell'azienda, per il 25 giugno. Lunedì scorso sono partite le lettere di convocazione.
La data è stata stabilita tenendo conto dei tempi previsti dalla legge. Precederà l'assemblea la convocazione del Cda
per il 6 maggio per l'approvazione del bilancio consuntivo
relativo all'esercizio annuale
appena trascorso, da cui dovrebbero evidenziarsi i dividendi da distribuirsi ai Comuni soci. Hanno così prevalso le richieste di diversi soci di minoranza, rispetto alla fretta imposta dal Comune di Fano che
possiede il 97% delle azioni.
Pur con quote minoritarie i Comuni dell'entroterra, soci ma
anche clienti della azienda, costituiscono un patrimonio prezioso che Marino non ha voluto affatto sottovalutare. Ecco
perché alla fine hanno prevalso le esigenze di chi richiedeva
tempo per esaminare a fondo il
piano industriale relativo alla
fusione e a tutte le conseguenze che da questo sarebbero derivate. Se è vero infatti che la
clausola che intende ripartire i
dividendi non più in base alle
azioni possedute, ma in base al
fatturato, avvantaggerà i Comuni più piccoli, il concambio
delle azioni sarà per diversi di
loro sfavorevole. Cioè tra il valore delle azioni possedute oggi e quello relativo alle azioni
che questi possederanno della
nuova azienda risalta una differenza negativa. La data del 25
giugno permetterà, dopo un
mese dalle elezioni amministrative, ai nuovi sindaci di entrare nel pieno possesso del loro mandato e di studiare bene
sia il piano industriale che il
nuovo Statuto della nuova
azienda. La fusione comunque
si farà: sia a maggior ragione i
partiti di centro destra che
quelli di centro sinistra hanno
preso un preciso impegno di
fronte ai loro elettori. La fusione rappresenta il passaggio terminale di un provvedimento teso a rispettare i termini della
spending review e a razionalizzare una serie piuttosto ampia
di servizi, a partire da quelli
delle farmacie e della riscossione dei tributi, attualmente tra
le competenze più importanti
affidate alla holding.
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Giovedì 17 Aprile 2014
17
SPORT
Online
www.corriereadriatico.it
Il Fano va all’assalto della Jesina
I granata devono conquistare ancora i punti della serenità contro i leoncelli già salvi
CALCIO
SERIE D
MASSIMILIANO BARBADORO
Fano
"Basta chiacchiere, ci vogliono
i fatti". Non fa giri di parole
Gianluca De Angelis, che sente
vicino il traguardo salvezza e in
questi pochi giorni che hanno
preceduto la sfida odierna con
la Jesina ha cercato di motivare
al massimo la sua Alma. "Abbiamo le carte in regola per vincere questa partita e chiudere
così il discorso salvezza - spiega
il tecnico granata - e sarebbe un
grande risultato riuscirci a due
giornate dalla fine del campionato se consideriamo in che situazione si trovava il Fano prima del mio arrivo. I ragazzi sono consapevoli e dispiaciuti di
aver perso una grossa occasione in casa dell'Amiternina, in
una gara in cui non siamo stati
determinati come si doveva ma
neppure fortunati. Adesso abbiamo l'opportunità di riscattarci subito davanti al nostro
pubblico, che spero ci dia una
spinta importante. Di fronte
avremo un avversario scorbutico, protagonista di una grande
stagione, però già salvo e quindi contro il quale far valere la
nostra maggiore necessità di
far risultato". Nel derby di que-
De Angelis: “Abbiamo
le carte in regola per vincere
questa partita e chiudere
così il discorso salvezza”
sto pomeriggio l'Alma non potrà però contare su Nodari, pedina fondamentale dello scacchiere fanese, e sempre per
squalifica sarà priva dell'under
Cesaroni. Figura invece tra i
convocati Torta, che in queste
ultime settimane è stato frenato da un problema al polpaccio
che gli ha impedito di scendere
in campo domenica a Scoppito.
"Torta ci sarà - assicura mister
De Angelis - e nell'ultima trasferta l'ho tenuto in panchina
proprio per preservarlo in vista
del confronto con la Jesina. Per
lo stesso motivo avevo lasciato
inizialmente fuori anche Nodari, del quale però poi avevo avuto bisogno. Avevo previsto
qualche altro avvicendamento
tra le due partite, dati i tempi di
recupero ristretti. Dovrei quindi ritrovarmi con quattro o cinque giocatori un po' più freschi,
come ad esempio Marconi e
Stefanelli". La giornata lavorativa terrà lontana dal "Mancini"
parecchia gente, ma chi ci sarà
è pronto a sostenere a gran voce il Fano e ad accogliere calorosamente i gemellati tifosi leoncelli.
Qui Jesi
Leoncelli a Fano, per un
derby che rinnova il gemellaggio di vecchia data fra le tifoserie e per impreziosire ulteriormente, a salvezza ormai blindata, finale di campionato e classifica di prestigio della Jesina. In
quinta posizione, appaiata alla
Vis Pesaro dopo l'ultimo successo sul Giulianova che ha permesso di scavalcare proprio gli
abruzzesi, la Jesina di mister
Francesco Bacci vuol giocare a
cuor leggero una sfida con se
stessa e vedere se sarà possibile, di qui a fine corsa, mantenere una posizione di graduatoria
A lato il tecnico dell’Alma Juventus Fano Gianluca De Angelis
Sopra il centrocampista della Jesina Mattia Cardinali in azione
domenica scorsa nel match vinto al Carotti contro il Giulianova
Alma Juventus Fano - Jesina
Oggi: ore 15 Stadio: Mancini Arbitro: Sartori di Este
10
3
ANTONIONI
SANTINI
6
FATICA
4
LUNARDINI
1
GINESTRA
5
I LEOPARDIANI
FRANCESCO FIORDOMO
Recanati
Problemi di formazione per la
Recanatese che a Sulmona è attesa da uno scontro diretto da
non perdere. Alle squalifiche di
Galli e Brugiapaglia si sono aggiunti i problemi fisici di Franco Gigli, in forte dubbio. Il centrocampista, rientrato a pieno
regime al Del Conero dopo un
fastidioso infortunio, ha accusato qualche crampo e continua ad avere dolori al polpaccio. Una piccola contrattura
forse, comunque non è al meglio e Amaolo dovrà valutare
se rischiarlo (il terreno di gioco
del Sulmona è in pessime condizioni...) oppure se affidarsi a
Latini o Agostinelli. "Sono scelte complicate, le assenze sono
pesanti, in particolare quella di
Galli- spiega l'allenatore della
Recanatese-. Galli oltre ad essere un giocatore di categoria,
esperto, generoso e con tutte le
qualità note agli sportivi marchigiani, ci permette di rifugiarci quando serve dalle sue
parti con le palle lunghe. Senza
·
Amaolo ha problemi
di formazione: “Peserà
soprattutto l’assenza
di Galli in attacco”
FAVO
MARCONI
2
7
BRACCI
CLEMENTE
ALMA JUVENTUS FANO: 4-1-4-1
ALLENATORE: DE ANGELIS
PANCHINA: 12 Tonelli, 13 Righi,
14 Carloni, 15 Pistelli, 16 Sassaroli,
17 Battisti, 18 Forabosco,
19 Shiba, 20 Cicino
OGGI Ore15,00
RECANATESE
SULMONA
4-4-2
4-4-2
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
All.
BIGHENCOMER
SCUOCH
DI FRANCIA
AMEDORO
PIZZULLO
CAVASINNI
FRAGHI
SORRENTINO
SPADARI
TALIANO
SIMEOLI
LUISO
12
13
14
15
16
17
18
19
20
SCELLI
LORENZETTI
MAGADDINO
PICCIRILLI
PAULILLO
SULLI
DI CICCIO
MALLARDO
DURO
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
All.
VERDICCHIO
PATRIZI
NARDUCCI
COMMITANTE
CANDIDI
SEBASTIANELLI
DI IULIO
CIANNI
MORICONI
LATINI
PALMIERI
AMAOLO
12 CARTECHINI
13 SPINACI
14 DI MARINO
15 BARTOMEOLI
16 PIRACCINI
17 GARCIA
18 GIGLI
19 AGOSTINELLI
20 ALBANESE
Arbitro: Simiele di albano Laziale
A lato il tecnico della Recanatese
Daniele Amaolo
di lui bisogna giocare più a terra ma temo che il fondo del
campo del Sulmona e l'atteggiamento aggressivo degli
abruzzesi ce lo impediranno.
Loro sono quasi all'ultima
spiaggia, devono vincere per
forza. A noi potrebbe bastare il
pareggio ma se pensiamo di andare giù ed accontentarci ci
facciamo del male da soli. Bisogna interpretare bene la partita, leggere le situazioni, essere
reattivi su ogni pallone e sfruttare l'episodio perché saranno
gli episodi a decidere la partita". Amaolo teme il turno infrasettimanale. "Non giocare di
domenica, con poca gente allo
stadio, crea sempre una situazione particolare che temo ab-
9
PIERANDREI
bastanza. La Recanatese deve
essere concentrata come lo è
stata con l'Ancona, il Sulmona
deve essere affrontato con la
stessa intensità del Del Conero. Siamo ad un passo dalla salvezza, veniamo da una serie positiva importante, se completiamo l'opera prima di Pasqua sarebbe perfetto". In difesa al posto di Brugiapaglia va Candidi,
sempre più jolly. A centrocampo gioca Moriconi sulla sinistra, la stessa fascia di Candidi
che sarà aiutato dal più esperto
compagno. In avanti Palmieri
con Gigli, Latini o Agostinelli.
Se tocca a Latini anche per caratteristiche fisiche agirebbe
da vice Galli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
7
2
ROSSINI
CALCINA
4
5
8
6
10
3
STRAPPINI
STEFANELLI
11
TORTA
I giallorossi a Sulmona: va bene anche il pari COSI’INCAMPO
Match da non perdere
per la Recanatese
8
9
11
TRAINI
BERARDI
CARNEVALI
TAFANI
1
GIOVAGNOLI
TOMBARI
CARDINALIM.
JESINA: 4-4-2
ALLENATORE: BACCI
PANCHINA: 12 Tavoni, 13 Campana,
14 Gasparini, 15 Alessandrini,
16 Bastianelli, 17 Conte, 18 Sassaroli,
19 Cardinali Nicola, 20 Mbaye
da playoff, anche se il distacco
dalla seconda con ogni probabilità negherà alla fine gli spareggi ai leoncelli. Eccezion fatta
per il baby Tullio in gita scolastica, tutti disponibili nella rosa
del tecnico jesino per questa
terz'ultima di campionato gli altri. Riguardo alle scelte, si va
verso la conferma del 4-4-2
proposto da Bacci domenica
scorsa. In porta, ancora il '93
Giovagnoli, cresciuto proprio
nelle file del Fano da cui è arrivato tre stagioni fa in casacca
leoncella. Sulla linea di difesa,
confermato a destra il classe
1996 Calcina. Centrale l'accoppiata titolare formata da Tafani
e Tombari, a sinistra è probabile arretri, rispetto allo schieramento a centrocampo nelle
uscite recenti, Mattia Cardinali. In mediana, sicura del posto
I biancorossi di Carucci con la Renato Curi
Il Matelica motivatissimo
a difesa del secondo posto
LA TRASFERTA
SARA SANTACCHI
Matelica
Sono praticamente rimasti gli
stessi i dubbi dell’allenatore
del Matelica Fabio Carucci, dopo l’allenamento di rifinitura
di ieri, prima di partire alla volta dell’Abruzzo, per la prima
delle due trasferte consecutive
contro la Renato Curi Angolana. Nei giorni scorsi il tecnico
matelicese aveva detto che solo l’ultima seduta settimanale
avrebbe probabilmente sciolto i dubbi relativi alla formazione da schierare in campo. Di
certezza ce n’è una: l’assenza
del difensore Francesco D’Addazio e dell’attaccante Cristian Cacciatore. Ercoli sarà affiancato, come domenica contro il Celano, dal jolly Gilardi.
Tornerà a disposizione dell’allenatore il centrocampista Daniele Scartozzi, ma il tecnico
sta valutando chi affiancargli.
“Effettivamente vorrei far riposare Gadda che ha tirato la
carretta per tutto il girone di ritorno – spiega Carucci – Sto riflettendo proprio a riguardo se
D’Addazio e Cacciatore
assenti per squalifica
ma il tecnico potrà contare
di nuovo su Scartozzi
nell'undici l'accoppiata centrale, formata da capitan Marco
Strappini e da Pasquale Berardi, quattordici gol in stagione e
miglior marcatore leoncello.
Due nodi da sciogliere sugli
esterni. A destra, favorito per
partire nell'undici Rossini,
schierato fra i titolari già domenica scorsa. Ma si gioca le sue
chance quasi alla pari anche Nicola Cardinali. A sinistra, probabile ci sia la spinta del '95
Carnevali, posizionato più
avanti rispetto al consueto. Ma
qualche possibilità la coltiva anche l'altro '95 Alessandro Conte, che se non dall'inizio si candida comunque per fare l'esordio in prima squadra. Davanti,
le punte saranno Traini e Pierandrei, a caccia entrambi di
conferme.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
COSI’INCAMPO
OGGI Ore15,00
R.C. ANGOLANA
4-4-2
MATELICA
4-2-3-1
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
All.
LUPINETTI
RICCI
CANCELLI
FARINDOLINI
NATALINI
DI CAMILLO
FORLANO
FRANCIA
GIANSANTE
VESPA
PAGLIUCA
DONATELLI
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
All.
SPITONI
COLANTONI
GILARDI
ERCOLI
CORAZZI
SCARTOZZI
LAZZONI
MANGIOLA
MORETTI
JACHETTA
COGNIGNI
CARUCCI
12
13
14
15
16
17
18
19
D'ANDREA
MENDOZA
GIAMMARINO
ZUCCOTTI
SCORDELLA
CIPRESSI
CARPEGNA
ISOTTI
12
13
14
15
16
17
18
19
20
PASSERI
SILVESTRINI
TONELLI
D’ALESSIO
SCOTINI
GADDA
MARTINI
STAFFOLANI
API
Arbitro: Andreini di Forlì
A fianco Fabio Carucci, tecnico
del Matelica secondo in classifica
inserire Lazzoni fin dal primo
minuto”. L’indecisione riguarderebbe, dunque, soprattutto
il reparto avanzato dove con
tutta probabilità sarà schierato Cognigni fin dal fischio d’inizio, ma è ancora incerto se sarà affiancato da Staffolani o
Api. “I ragazzi sono motivatissimi e nonostante la settimana
corta – spiega Carucci – non
hanno accusato la stanchezza.
Sappiamo che dall’altra parte
ci sarà una squadra viva e rivitalizzata dall’ultima vittoria.
All’andata si dimostrò un avversario senza dubbio meritevole di una migliore classifica
e, col fattore campo a loro favore, sappiamo che sarà una
battaglia. D’altronde quasi alla
fine di un intero campionato
posso dirlo: le abruzzesi sono
ossi duri, compatte, dure da affrontare, ma come al solito noi
cercheremo di affrontarla replicando le prestazioni delle ultime gare”. Cosa ha raccomandato, dunque, ai suoi ragazzi?
“Non hanno bisogno di raccomandazioni, ma gli ho chiesto
di dare tutto, di fare quest’ultimo sforzo per poi goderci al
meglio quattro giorni di riposo
che ci serviranno per ricaricare le pile in vista delle ultime
due gare di campionato – conclude Carucci – L’obiettivo resta sempre lo stesso e non possiamo farcelo sfuggire proprio
adesso”.
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