La nuova Federcalcio - ASI Sport Equestri

Periodico di ASSOCIAZI ONI SPORTI VE E SOCIALI I TALIANE
Anno XV, n. 7/8/9 - Luglio/Agosto/Settembre 2014
La nuova
Federcalcio
> SOMMARIO
Periodico di ASSOCIAZI ONI SPORTI VE E SOCIALI I TALIANE
Anno XV, n. 4/5/6 - Aprile/Maggio/Giugno 2014
La nuova
Federcalcio
Periodico di
ASSOCIAZIONI SPORTIVE
E SOCIALI ITALIANE
Anno XV, n. 7/8/9
Luglio/Agosto/Settembre 2014
Reg.ne Trib. Roma n. 634/97
Iscr. al Registro Nazionale
della Stampa
numero p.7650
3
L’editoriale
Claudio Barbaro
editore
Claudio Barbaro
4
L’alibi della moviola facile
Italo Cucci
direttore
Italo Cucci
6
Londra città degli stadi
Francesco Nuccioni
direttore responsabile
Gianluca Montebelli
10 Il valore degli inni nazionali
Guanmaria Italia
coordinamento
Achille Sette, Sandro Giorgi
12 Cambiamola chiave?
...con gli Sport Equestri si può!
Emilio Minunzio
in redazione
Paolo Signorelli
14 Un presidente che diverte
Paolo Signorelli
16 Quando lo Sport è Cultura
Eleonora Massari
18 Pescara 2014: finali nazionali di calcio
Alberto Aniello Scaringi
22 A star bene si inizia da piccoli
Luisa Santiloni
24 Tuttonotizie
hanno collaborato
Marco Cochi, Donatella Italia,
Gianmaria Italia, Alessandro Maria Levanti,
Eleonora Massari, Emilio Minunzio, Francesco
Nuccioni, Luisa Santiloni, Umberto Silvestri
direzione e amministrazione
Via Capo Peloro, 30 - 00141 Roma
Tel. 06 69920228 - fax 06 69920924
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progetto grafico e impaginazione
Promedia Audiovisivi s.r.l.
26 Asi Organizza
36 Attività
40 Lo sport nel cinema
Donatella Italia
44 Controcopertina
Umberto Silvestri
2
Chiuso in redazione: 5/10/2014
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> EDITORIALE
La nuova
Federcalcio
> Claudio Barbaro
N
ell'estate del maltempo ci ha pensato il caso Tavecchio a riscaldare il clima. Potevamo astenerci
dal commentare il tormentone pre e post
Ferragosto?
Sul neo Presidente della FIGC è stato detto di tutto e di più. Non è intervenuto Berlusconi, dal quale ci saremmo aspettati un
severo giudizio politico su Tavecchio: è
calvo e cicciottello! Non siamo intervenuti noi, perché tra i tanti difetti che ha il
mondo dello sport, crediamo che l'autonomia delle nostre Istituzioni meriti rispetto. E da questo punto di vista possiamo
tranquillamente affermare che l'autonomia dello sport si è fatta rispettare. Eppure, da spettatori interessati quali siamo,
sarebbe banale limitare il nostro intervento a tale considerazione.
Conosco Tavecchio da anni e più volte ho
avuto modo di confrontarmi con lui. Se
dovessimo prendere a prestito un esempio
dalla scherma non è sicuramente un fiorettista, forse più uno sciabolatore. Nel
teatrino della dirigenza sportiva, più
avvezzo della politica alle liturgie comportamentali, è uno che va dritto al sodo
senza girarci troppo intorno. Quest'aspetto, che sembrerebbe avere risvolti solo di
natura caratteriale o personale, ha determinato, invece, delle conseguenze politico sportive che pochi addetti ai lavori hanno colto. Sotto la sua dirigenza, la Lega
teoricamente più importante tra le altre (la
Lega Nazionale Dilettanti), lo è diventata
anche nella sostanza, creando un precedente unico nella sua storia: da grande
elettore dei presidenti federali di turno è
diventata finalmente protagonista delle
scelte politiche. E in un paese come il
nostro dove lo sport fatica ad emergere
come fatto culturale, l'affermazione della
base rispetto al vertice è quantomeno una
novità.
Per noi Enti di Promozione Sportiva rappresentanti dello sport che proviene dal
basso, il paragone con la LND e lo sport
di vertice è sempre venuto spontaneo.
E la crescita di questa organizzazione
all'interno di una istituzione, la Federcalcio, ancora più ingessata del Coni nei suoi
riti e nel mantenimento delle sue posizioni di rendita, è un dato da registrare con
interesse.
Lo è ancora di più se sottolineiamo un
altro elemento che non ci sembra sia stato colto dagli osservatori: è la prima volta che un presidente della FIGC viene
espresso dalla Lega più rappresentativa
sotto il profilo numerico. Può sembrare un
paradosso ma è così. Centinaia di migliaia di praticanti non erano mai stati rappresentati prima di Tavecchio direttamente ai
vertici della più importante Federazione
italiana.
E' un’inversione di tendenza? E' presto
per dirlo. Gli interessi che muove il mondo del calcio passano ben sopra le nostre
teste e, per quanto romanticamente possa
farci piacere, è difficile che possano rima-
nere intrappolati nei nostri voli pindarici.
Ma Intanto ci premeva segnalare il dato e
aspettare Tavecchio alla prova dei fatti.
Il primo non ci è piaciuto; Conte Ct della nazionale a cifre spropositate ci fa pensare alle solite modalità sguaiate e spendaccione del nostro mondo del pallone.
Da un esponente dello sport di base come
Tavecchio, la fretta di assumere l'idolo
delle folle (sulla carta) sembra un capovolgimento dei propri convincimenti.
Anche il fatto che buona parte dello stipendio del nuovo Ct sia pagato dagli
sponsor alimenta qualche perplessità: se
è legittimo chiedere alle aziende di sostenere lo sport nel momento in cui viene
meno il supporto del pubblico, dubitiamo
dell’opportunità di coinvolgerli su questioni particolari (come lo stipendio di un
dirigente) a discapito di quelle generali
(lo stato di salute del movimento calcistico nella sua globalità). Ma questo è un
altro tema, complesso e delicato che
merita ulteriori approfondimenti. Non ci
dilunghiamo su questa e su altre questioni collegate alla scelta di Conte, perché
rischieremmo di annoiarvi e di andare
fuori dal seminato! Sul tormentone estivo ci faceva piacere dire la nostra e
soprattutto volevamo far capire che, se le
cose non ci piacciono, non le mandiamo
certo a dire!
Da un esponente dello sport di base come Tavecchio,
la fretta di assumere Antonio Conte,
dolo delle folle (sulla carta), sembra un capovolgimento
dei propri convincimenti
3
> L’OPINIONE
Da tanti invocata
come una manna
per risolvere ogni
controversia,
la nuova tecnologia
in campo rischia
di diventare
un alibi, per altro
impossibile da mettere
in pratica nel mondo
reale, con un
apporto dannoso
al lato sportivo
L’alibi della mo
> Italo Cucci
I
l buon Tavecchio - neopresidente della
Federcalcio - sopravvissuto per tenacia,
passione ed esperienza di lunghi coltelli all'assalto delle armate politicamente corrette, ha comunque deciso di donare ai suoi
critici due bijoux riparatori: pretendevano
Antonio Conte alla guida della Nazionale
sapendo che non avrebbe accettato e il diabolico Tav gliel'ha dato, ottenendo dallo
sponsor Puma i milioni che ci volevano per
ingaggiarlo. E dopo l'infelice esibizione
4
dell'arbitro Rocchi in Juventus-Roma s'è
affrettato a proporre il campionato italiano
come cavia per l'introduzione della moviola, ottenendo vistosi quanto infastiditi
applausi; peraltro sapendo che la moviola
non arriverà mai. Parola del sottoscritto che
combatte quasi solo il partito dei moviolisti che fanno molto rumor per nulla. E vi
spiego perché. Molti pensano che l'Italia
potrebbe autarchicamente dotarsi del magico strumento tecnologico, ma non è possibile: una volta decisa l'adozione, la moviola dovrebbe essere impiegata in tutti i pae-
si iscritti alla FIFA, che sono 209 (193 quelli dell'ONU, 202 quelli del CIO); l'Occhio
di Falco recentemente e infelicemente utilizzato al Mondiale brasiliano viene a costare oltre duecentomila euro; spese di questo
genere sono insostenibili ma soprattutto
inutili perché l'unico Paese che ogni tanto
invoca sostegni tecnologici è il nostro, dove
il gioco del pallone è diventato solo oggetto d'interesse televisivo e del bar sport. Passasse poi l'idea dell'Italia cavia, vale la pena
conoscerne l'apporto dannoso alla partita.
Passi l'Occhio di Falco che dovrebbe impe-
Foto Warren Rohner
oviola facile
dire il "gol-non-gol", ogni stop da moviola
distruggerebbe invece la partita, lo spettacolo che si basa soprattutto sulla continuità
e sul ritmo del gioco, già dotato di recuperi che hanno trasformato la Zona Cesarini
in uno spazio di rimonte per ritardatari e
impotenti. Come ha detto Max Allegri, uno
dei miei pochi "alleati", Juventus-Roma
con la moviola in campo sarebbe durata
almeno due ore; e in ogni caso il verdetto
dello strumento sarebbe raramente accettato dai contendenti. Perché il calcio è il calcio, con i suoi tic, i suoi vizi, le sue virtù, le
sue idiosincrasie, e non è paragonabile al
rugby, scuola di fairplay, al basket dei cento canestri, alla scherma elegante che per
disciplina si sottopone alla tecnologia spesso inutile e fastidiosa come ebbe a confidarmi pubblicamente Lady Vezzali ai Giochi
di Pechino. L'insistente richiesta di moviola è poi una ripetuta offesa agli arbitri, ritenuti incapaci di gestire la partita, nell'illusione di trasformare una macchinetta in giudice al disopra delle parti: sono stato testimone, ai tempi di Calciopoli, dell'uso truffaldino della moviola, rammentando il det-
to "chi controllerà i controllori?". So, invece, che c'è un solo modo per avere sempre
più garanzie dagli arbitri: basterebbe sottrarli all'influenza della Lega consentendogli di riunirsi in libera Federazione Italiana
Arbitri, come i giudici di gara, i cronometristi, i medici sportivi, insomma una federazione di servizio forte di un'autonomia dei
suoi associati, senza i quali non si potrebbe
giocare. Nello sport è importante che l'individuo continui a disporre della propria
capacità e anche di aiuti tecnologici, non di
subirli.
5
> L'INCHIESTA
Londra
città degli stadi
6
Foto Brandon Au
> Francesco Nuccioni
L
ondra, Stamford Bridge, tana del
Chelsea di Mourinho. Ore 9.30. Un
gruppo di circa 30-40 persone attende con impazienza che miss Wanda finisca
di completare gli ultimi ticket. Miss Wanda
è l'impiegata-guida che accompagnerà il
gruppo di persone (ognuna delle quali ha
sborsato 20 sterline per sé e 13 per gli eventuali bambini) per il Tour and Museum Stadium. In pratica, la visita al campo di calcio dei blues, (anche dentro il rettangolo di
gioco, con tanto di “accarezzatina” all'erba)
con annessi sguardi negli spogliatoi, sala
stampa, sefia di Mourinho, docce, sala mas-
saggi, ecc, ecc. Più l'ampia veduta di
maglie, trofei e quant'altro il Chelsea abbia
voluto esporre ai suoi tifosi-visitatori. Per
terminare, poi, nella grande sala dove si
vende tutto, ma proprio tutto, che abbia il
marchio Chelsea. E anche a prezzi (parliamo di sterline) accettabili. Il tutto (tour e
museo, perchè la sosta nel merchandising
non è quantificabile a livello temporale...)
dura circa due ore. Ma ogni mezz'ora parte
un altro gruppo, sempre di 30-40 persone
per fare il medesimo giro.. E così fino alle
17, orario di chiusura. Per ricominciare il
giorno dopo. “Non ci fermiamo mai”, ci
dice Miss Wanda spiegando che per il club,
questa è una grande fonte di guadagno.
Quanto, proviamo a chiedere? “I don't
know”, risponde sorridendo Wanda, ma fa
intendere che le sterline entrano, e molte,
nelle casse del Chelsea. Proviamo allora
con Mister George, che è all'ingresso del
Tour, nella sala dove si intravedono al Coppa dei Campioni (la leggendaria coppe con
le orecchie) e le altre coppe (compresa l'Uefa) vinte dal Chelsea. Mister George ci dice
che per queste domande bisogna rivolgersi
all'Ufficio Pubbliche relazioni “but, unfortunatley, now is closed”. E ci saluta, andando a fotografare un paio di tifosi tra le coppe. A pagamento, naturalmente. Ci spostiamo più a Nord, fino all'Emirates Stadium
(stadio pagato dalla compagnia aerea Emirates), base dei gunners di Wenger. La casa
dell'Arsenal.
>
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8
è stato venduto dagli Hammers ad una società di real estate che lo trasformerà in area
residenziale, come accaduto per l'area dello
storico Highbury (vecchia e gloriosa sede
dell'Arsenal) alcuni anni fa. Così uno stadio
nato per l'atletica, quello di Stratford, diventerà un teatro calcistico. Ma, per diventarlo,
avrà bisogno di una profonda ristrutturazione: la capacità scenderà da 80 mila a 54 mila
posti, mentre la copertura verrà raddoppiata
nella sua superficie. Questo si chiama business. Investire soldi per farli fruttare. Così le
Foto Isaki Ruiz
> L'INCHIESTA
Cambiano i colori, cambia il luogo, non
cambiano i visitatori e non cambia il costo
di entrata. La scena, quindi, si ripete. Gruppi di persone, tour, museo, merchandising
(tanto), ecc. Ma bocche cucite anche qui,
però. Di far di conto non ne vogliono parlare. Il quantum non è da sapere. Volendo, si
potrebbe anche andare leggermente più a
Nord-Est, a White Hart Lane (per arrivarci,
Underground o treno metropolitano), dove
gli speroni del Tottenham stanno giocando
una Premier a fasi alterne. Oppure scendere
di nuovo, verso Craven Cottage, rifugio del
Fulham (una fermata di Underground dopo
quella di Stamford Bridge, poi due passi a
piedi, fino alle rive del Tamigi, dove l'impianto è situato). In pratica, potremmo fare
il giro della grande Londra, ma tutto rimarrebbe uguale per quanto riguarda gli stadi.
Stadi di proprietà delle Società, che sfruttano ogni singola situazione per farne una
risorsa. Qui il calcio è vissuto in maniera
diversa rispetto all'Italia. Non sportivamente (anche se...) ma soprattutto economicamente. Le società possono gestirsi il loro stadio come meglio credono, ricavandone soldi per provare a vivere, costruire, modificare, abbellire, creare interesse. Ricavi magari non molti, ma almeno ci provano. Ma è
soprattutto il merchandising a fungere da
specchietto per le allodole. Anche perché
non vedi un solo chiosco che venda magliette taroccate (sciarpe e accessori vari) per
decine di miglia attorno agli stadi. Solo nelle vie del Centro ce n'è qualcuno. Tutti comprano quelle autentiche nel luogo predisposto. Cioè dentro lo Stadio (o in qualche Grande magazzino, con l'autorizzazione della
società). Costano le magliette (o felpe o pile,
o tute). Costano sì. Ma come ha spiegato
Miss Wanda (ve la ricordate?), quasi sempre
ci sono saldi su molti prodotti esposti. E sono
saldi veri. Un'ulteriore spot per comprare e
rimanere soddisfatti. Avere uno stadio, per
una società, significa poter programmare,
anche a lungo termine. Prendiamo ad esempio il West Ham. Il West Ham cambierà casa
a partire dal 2016. Dal Boleyn Ground al
Queen Elizabeth Olympic Park, lo stadio
principe di Londra 2012. Gli hammers hanno comprato questo stadio (lo Stadio Olimpico) e ne faranno il loro rifugio. E lo stadio
di Upton Park (Boleyn Ground)? Semplice,
società inglesi (noi abbiamo preso l'esempio
di Londra, dove le società di un certo livello sono molteplici) vivono il football. Non
per niente, il gioco del prendere il pallone a
calci lo hanno inventato loro. Certo, le spese sono altissime e non sempre ci sono ricavi tali da poter evitare grandi esborsi. Le
grandi vogliono essere competitive al massimo, non solo in patria. Ma in questo calcio
hanno investito molte aziende straniere. Arabi, americani, russi, sono entrati nel calcio
non tanto per passione, quanto per business.
LA GUIDA
LE SQUADRE DI CALCIO NELLA CITY
Questa è un a piccola guida delle squadre londinesi e della Grande Londra. Sono quelle di una certa rilevanza. Perché ce ne sono altre che militano in campionati minori,
rispetto alla Premier League e alla Championship. Le abbiamo messe in ordine sparso,
per non far torto a nessuna.
Tottenham - Squadra che poche volte si è trovata nelle parti alte della Premiere League ma conta forse i tifosi più veraci. Lo stadio porta il nome di White Hart Line
Chelsea - E' la squadra che, dopo oltre 50 anni, ha vinto 2 recenti edizioni della Premiere League (2005/2006, poi seguita da due secondi posti dietro al Manchester United). Lo stadio porta il nome di Stamford Bridge. Il quartiere Chelsea è uno dei più antichi della città.
Arsenal - Lo stadio, chiamato Emirates Stadium, è stato inaugurato nel 2006 (al posto
del glorioso Higbury Park) ed è quindi quanto di più moderno un tifoso possa sognare.
Lo stadio ospita ben 60.000 tifosi.
Spese molteplici, perché ogni squadra vuole primeggiare e i calciatori costano: sia
comprarli, sia d'ingaggio. Ma poi entri in uno
di questi stadi, a neanche due metri vedi il
campo senza alcun ostacolo davanti a te. Se
allunghi una mano riesci a sfiorare i calciatori. E capisci il perché di tutto questo lavoro alle spalle. E forse riesci anche a capire
perché in Italia, c'è qualche presidente che
non vede l'ora di costruire uno stadio tutto
per sé. A suo vantaggio, ovviamente. Ma
anche a quello dei tifosi.
Fulham - Si tratta della più vecchia squadra di Londra ed il suo stadio si chiama Craven Cottage. E' posto in uno dei quartieri più eleganti di Londra e lo stadio risulta di
conseguenza il più snob.
Crystal Palace - Lo stadio è il Selhurst Park e il club fu fondato il 10 settembre 1905. Queens Park Rangers - O più semplicemente come QPR, ha sede a Loftus Road.
Charlton Athletic Football Club - Ha sede a Charlton nel sud est della città. Gioca
al The Valley
Il Millwall F.C. - E' situato nella Londra sud-orientale e gioca nel New Den Stadium. 9
> STORIA E TRADIZIONE
Il valore
degli inni nazionali
> Gianmaria Italia
“Son giunchi che piegano le spade vendute;
già l’Aquila d’Austria le penne ha perdute. Il
sangue d’Italia e il sangue polacco bevè col
Cosacco ma il cor le bruciò”. Il cosacco
sarebbe la Russia, allora alleata dell’Austria
che aveva diviso la Polonia; quale pena il sangue bruciò il cuore degli oppressori. Letta
così questa strofa non dice molto perché, siamo sinceri, ben pochi conoscono l’intero
testo del nostro inno nazionale, il Canto degli
Italiani, principalmente ricordato come Fratelli d’Italia, o meglio, Inno di Mameli. Di
Goffredo Mameli, appunto, poeta e patriota
genovese molto vicino a Giuseppe Mazzini
e alla Massoneria; nel 1847, appena venten-
ne scrisse il testo poi musicato da un altro
genovese, Michele Novaro. C’è da chiedersi
quanti di noi sarebbero in grado di proseguire il canto del nostro inno dopo la prima strofa. L’ignoranza in tale senso è così diffusa che
i leghisti l’hanno “ripudiato” preferendogli il
corale Va Pensiero (parte terza del Nabucco
musicato da Verdi ma con parole di Temistocle Solera) senza pensare che nella quarta
strofa del testo di Mameli troviamo questa
frase “Dall’Alpi a Sicilia ovunque è Legnano”. Il richiamo alla vittoria sul Barbarossa
da parte della Lega Lombarda (quella del
1176) appare evidente, ma non lo è stato per
tutti.
Alcuni ingenerosi detrattori definiscono
“troppo retorico” il nostro Canto; non consi-
Foto Cristian Ruiz
10
derano in che epoca e circostanze sia questo
che gli altri vennero scritti. Va sottolineato che
le parole degli inni nazionali sono fondamentali, si richiamano ai valori della patria, alle
sue origini più gloriose, esprimono un riscatto. Nascono prima della musica che, il più delle volte, è una marcia; ad essa si accomunano
per trasformarsi in uno stimolo, una carica.
Che dire infatti delle ultime parole dell’ Himno Nacional de Chile: “I nostri petti saranno
il tuo baluardo, col tuo nome sapremo vincere, o il tuo nobile, glorioso stendardo, ci vedrà
combattendo cader”? Un brivido!
Varcati i nostri confini troviamo un inno che
conosciamo un po’ tutti, se non nel testo certo nella musica davvero incalzante: La Marsigliese, ma il titolo originale fu Chant de
guerre de l'armée du Rhin. L’autore, l’allora
trentenne Claude Joseph Rouget de Lisle, trasferì nel testo tutta la sua origine militare:
“Avanti, figli della Patria, il giorno è arrivato! Contro di noi della tirannia la bandiera
insanguinata è innalzata, sentite nella campagne ruggire questi feroci soldati?....Alle armi
cittadini, formate i vostri battaglioni”. Anche
qui i richiami alla riscossa sono evidenti.
Identico anelito lo troviamo perfino nel testo
di uno dei più antichi inni, l’olandese Het Wilhelmus che risale al XVI secolo quando i Paesi Bassi, allora Repubblica delle Sette Province Unite, si ribellarono al dominio spagnolo.
Alla riscossa verso la medesima dominazione si richiama anche l’Himno Nacional
Argentino (del 1813): “Udite, mortali, il grido sacro: Libertà, libertà, libertà. Udite il
rumore delle catene spezzate, guardate sul
trono la nobile uguaglianza”. E quello dell’Uruguay scritto nel 1828: “Orientali, la
Patria o la tomba, Libertà o morire con gloria! E’ il voto che l’anima pronuncia e che
Foto Erik Kilby
eroici sapremo compiere”.
Se avessimo tutti ben presenti le parole dei
nostri inni nazionali assisteremmo ad un
comune amor patrio che potrebbe davvero
darci buoni frutti. Le occasioni più frequenti per vivere quella carica emotiva che ne
dà l’ascolto è, riconosciamolo, la vittoria in
un evento sportivo; ci esaltiamo nel vedere
con quanta partecipazione lo interpretano
atleti e tifosi. Un po’ pochino per il senso
patrio che esprimono. Sebbene composto
nel 1847 si è dovuta attendere la legge 222
del 23 novembre 2012 perché il Canto degli
Italiani venisse ufficialmente annoverato
fra i “simboli della Repubblica” e fosse
imposto il suo insegnamento nelle scuole.
Non si è certo “ottocenteschi” se si tornasse ad onorare la bandiera e a intonare anche
nelle aule il nostro Inno; concorreremmo
alla formazione dei protagonisti della nostra
società futura e, molto probabilmente,
coglieremmo frutti migliori.
Note storiche:
XVI secolo - “Het Wilhelmus”, traduz. “A lui Guglielmo di Nassau”. Composto da Adriaen Valerius (1575-1625) fu ufficialmente adottato come inno nazionale solo il 10 maggio
1932; per questo non è considerato l’inno più antico al mondo.
1745 – “God Save the Queen”, traduz. “Dio salvi la Regina”. Fu per decenni l’inno dell’Impero Britannico; ora è inno nazionale nel Regno Unito e inno reale in alcune nazioni
del Commonwealth.
1770 - “Marcha Real” (Spagna), uno dei pochi al mondo senza testo perché trattasi di
una marcia; l’autore è ignoto ma, essendo stato donato da Federico Guglielmo di Prussia,
si può supporre che sia stato un musicista tedesco.
1795 - “La Marseillaise” (Francia)
1821 - “Somos libres - Himno Nacional del Perú" (Perù)
1828 - "Himno Nacional de Chile" (Cile)
1835 - "Der er et yndigt land", traduz."C’è una terra amabile" (Danimarca)
1844 - “Sand till Norden”, traduz. “Canto del Nord” (Svezia)
1848 - “Hymne Monégasque” (Principato di Monaco)
1879 - “Himno Nacional de El Salvador” (El Salvador)
1898 - “Lupang Hinirang”, traduz: “Terra prescelta” (Filippine)
1922 - “"Ouviram do Ipiranga às margens plàcidas" , traduz. "Noi ascoltavamo dalle placide rive
dell'Ipiranga" (Brasile). Istituito nel 1922, un secolo dopo l’incoronazione di
Pedro I imperatore del Brasile, la cerimonia avvenne proprio nei pressi del fiume Ipiranga
(nei pressi di Sao Paolo)
1931 - “The Staz-Spangled banner”, traduz. “La bandiera splendente di stelle” (USA)A
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> SPORT DISABILI
Cambiamo
la chiave?
...con gli Sport Equestri
si può!
12
Interessante confronto tra mondo scientifico
e mondo sportivo sul tema della disabilità
> Emilio Minunzio
I
l settore sport equestri Asi, ormai
vero punto di riferimento sportivo
nell’ ambito delle discipline integrate, porta il suo contributo in occasione
del seminario “Cambiamo la chiave?”,
tenutosi il 9 settembre 2014 presso l’istituto comprensivo “Lido del Faro” di Fiumicino (Roma).
Nel corso della mattinata diversi sono
stati gli interventi, primo fra tutti quello
del Professor Giorgio Albertini, che ha
affrontato la tematica dei disturbi del
neuro sviluppo e la scuola .
Il Professor Albertini ha posto l’accento
sul fatto che la medicina si basi, oggi, su
criteri eccessivamente rigidi, che la portano a fornire indicazioni circa le terapie
per bambini malati, senza dare però
informazioni su come crescerli.
Due i punti su cui il professore si è maggiormente soffermato: il concetto dell’
“appartenere” e quello del “divenire”. Il
primo inteso come bisogno di integrarsi
all’interno della comunità, con la conseguente necessità di supportare scuole e
famiglie, il secondo, invece, che evidenzia la necessità di comprendere, a partire dalla scuola, la specificità dei problemi di ogni singolo bambino. Ecco che
acquista spazio di rilievo il “cooperative
learning” metodologia di insegnamento
attraverso la quale gli studenti apprendono, aiutandosi reciprocamente, lo svilup-
po dell’ intelligenza sociale.
Secondo seguitissimo intervento, è stato
quello del Responsabile del Settore
Sport Equestri dell’ Asi (Associazioni
Sportive Sociali italiane) Dott. Emilio
Minunzio, che ha evidenziato l’importanza del ruolo delle istituzioni sportive,
sostenendo come le attività con disabili,
in questo ambito, siano state a volte difficoltose, a causa di una delicata e complessa interazione tra le figure tecnicosportive e quelle scientifiche.
A tale fine, l’ Asi si impegna, per bocca
del massimo esponente nazionale in
ambito equestre, a rafforzare le conoscenze reciproche ed i contatti fra i due
mondi sportivo e scientifico, sottolineando, secondo la sua esperienza, come si
è cercato di mettere sul tavolo di lavoro
figure di rilievo e di fare un regolamento il cui obbiettivo fosse appunto quello
di creare integrazione. Dunque ci si è
mossi, nell’ ambito della formazione, su
come trattare un soggetto con delle disabilità, rimandando il termine terapeutico
alle figure scientifiche competenti, senza tuttavia escludere che un centro ippico possa offrire la propria attività a soggetti con disabilità.
Infine ultimo intervento, sempre in
ambito sportivo, è stato quello della
dott.ssa Nicoletta Angelini, membro della commissione discipline integrate Asi,
che in riferimento alla scuola ha sostenuto come questa debba facilitare lo sviluppo delle persone e dell’ essere, parlando soprattutto di interazione ed integrazione, termini usati ma effettivamente mai applicati.
Secondo la dottoressa Angelini il ruolo
dello sport è quello “di far entrare dentro”, dentro la società, ponendosi in
ambito sociale con l’obiettivo di sviluppare servizi integrati e interdisciplinari,
favorendo inoltre la collaborazione con
le famiglie ed altri enti, enti come quello della scuola che con lo sport condivide l’obbiettivo del ben- essere.
13
> IL PERSONAGGIO DEL MOMENTO
Massimo Ferrero
Un presidente
che diverte
> Paolo Signorelli
Foto Andrea Puggioni
E’ indubbiamente il momento del presidente
della Samp Massimo Ferrero, un vero mattatore, in campo e fuori. La sua squadra vola in
campionato e lui non sembra intenzionato a
nascondere la sua gioia.
Sembra proprio avere il vento in poppa, lo
scoppiettante patron della compagine blucerchiata. Vinto il “derby della lanterna” ai danni dei rivali genoani e dopo aver bissato il successo contro l’Atalanta, il suo vascello veleggia al terzo posto in classifica dietro le corazzate Juventus e Roma.
E lui si diverte, gongola, spadroneggia. Felice
14
come un bambino saltella per il campo acclamato dalla curva, scamiciato e senza cravatta.
Il personaggio del momento, senza ombra di
dubbio.
Tra le sue performance, anche le avances ad
Ilaria D’Amico. Prima del derby, infatti, su Sky,
si era reso protagonista di alcune battutine
“piccanti” nei confronti della padrona di casa,
nonché compagna di Gigi Buffon, Ilaria D’Amico.
Prima, spavaldissimo, aveva avvertito “Attenti
a quei due: Mihajlovic non vuole perdere, io
voglio vincere…”. Poi ha divagato, dispensando ai telespettatori preziose informazioni: “ho
sentito Preziosi (il presidente del Genoa, ndr),
non per sms perché ho un telefono molto vec-
chio, e abbiamo parlato di gioielli”.
La perla finale, poi, l’ha rivolta alla bella conduttrice. Imprevedibile come sempre ha sentenziato in puro slang testaccino “ci tengo a
dire che voi siete il sale del calcio, volevo salutare la D’Amico, gli volevo dire che ho l’anello al dito, c’ho il mosquito e la vorrei portare
ad Ostia Lido, ciao D’Amico!”
Il sale del calcio sei tu, presidente Ferrero, in
un mondo popolato da zombies e soloni. E non
importa se ad alcuni puoi risultare talvolta fuori luogo. Sperando che la tua favola possa continuare.
Meglio le tue parole in libertà che i pippotti
ipocriti e moralisti di chi ti circonda, non abbiamo dubbi.
> MONDO ASI
Nona edizione del Premio promosso e organizzato dall’ASI
Quando lo Sport è Cultura
> Eleonora Massari
Domenica 7 settembre si è tenuta la nona edizione del "Premio Sport e Cultura", la manifestazione ideata per premiare le eccellenze
sportive italiane, che diffondono nel paese, la
cultura dello sport. L'evento organizzato dall’ASI in partnership con il Gioco del Lotto, e
l'Istituto del Credito Sportivo.
Il premio, nato nel 2004, con cadenza annuale, per volontà del Presidente Claudio Barbaro, vuole richiamare l'attenzione sul potenziale sociale dello sport, sui valori che esso promuove quotidianamente attraverso l'impegno, la passione e il coraggio, e sui benefici
che porta al nostro paese.
In un entusiasmante talk show diretto dal
giornalista Alessandro Lupi di Sky, il Presidente Barbaro, ha affrontato con gli ospiti varie
importanti tematiche: dallo stadio della AS
Roma al rapporto tra sport ed enti pubblici
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con Franco Marino, vice Presidente Vicario
dell'Assemblea Capitolina, ed Alessandro
Cochi Delegato allo Sport nella precedente
giunta Alemanno, all' anti doping parlando
con Giuseppe Capua, Presidente della Commissione Federale Anti doping FIGC, e del
nuovo CONI di Malagò con Stefano Mei,
Daniele Masala e Stefano Attruia.
All'interno del simpatico dibattito, si sono
svolte le premiazioni.
A far parte della giuria, Italo Cucci, come Presidente, poi Andrea Abodi, Eugenio De Paoli,
Guido D'Ubaldo, Daniele Masala e Stefano
Mei.
Nelle intenzioni dell'ASI, il concorso vuole
premiare chi si è contraddistinto, diventando
testimone dell'aspetto formativo dello sport
nella nostra società, contribuendo a qualificare la nostra Italia, ponendo al centro l'uomo e la sua ricchezza spirituale.
Secondo il Presidente Barbaro - "Le sezioni
del concorso sono uno spaccato dei tanti
segmenti sociali che si intrecciano nel mondo dello sport. Che per essere culturalmente acquisito deve essere conosciuto e
apprezzato in tutte le sue componenti, dall'atleta all'amministratore pubblico, dalle
aziende innovatrici a quelle che scelgono lo
sport come valore di marca, ovvero come
esempio di salute, di aggregazione e di valori etici. Un mondo che, non lo dimentichiamo è uno dei maggiori contributi alla crescita della società tutta, in termini di qualità della vita e di investimenti".
Lo sport inteso, quindi, come stile di vita e
strumento per affrontare nel modo migliore le sfide dell'esistenza.
Entrando, nel merito delle premiazioni:
- Per la sezione "Impiantistica sportiva Premio ICS – Istituto per il Credito Sportivo", rivolta a enti, comuni, province e regioni che favoriscono la pratica dello sport per
i cittadini tutti, senza distinzioni di censo, è
stato premiato il Comune di Abbadia San
Salvatore (MS) con il progetto Abbadia RiNuota, per aver incrementato lo sviluppo
non solo sportivo, ma anche turistico e
sociale del territorio attraverso l'ampliamento e ammodernamento della piscina
con particolare attenzione all'abbattimento
delle dispersioni energetiche. Il premio è
stato consegnato da Stefano Mei.
Secondi classificati pari merito, tra i più
meritevoli, il Comune di Aulla (Si) con il progetto i Palloni di Pallerano, rappresentato
dal Vice presidente del consiglio comunale
con deleghe a impianti sportivi Juri Gorlandi e il Comune di Teramo con il progetto
Sportissimamente - lo Sport sotto le stelle
presentato dall'assessore allo Sport Guido
Campana. I Comuni di Conca dei Marini,
Furore, Positano e Praiano con il progetto
Sport in Comune. - Per la sezione "Marketing Sponsorship
Innovazione" rivolto ad aziende che sponsorizzano o danno impulso ai progetti spor-
tivi, la prima classificata è stata la Telecom,
con il progetto Junior Tim Cup, per essere
riuscita a coinvolgere sin da piccoli 10.000
bambini insegnando loro i valori dello sport
e la responsabilità sociale. Il premio è stato
consegnato da Giuseppe Capua ad Angela
Cutrera, Sponsorship Telecom Italia.
A seguire Lottosport e We – sport/UISM Università di Torino per il canale internet "wesport.com"e quarto MAD System con "Take
– Body&Soul time"; a ritirare il premio Giovanni Tavaglione.
- Per la sezione "Etica sportiva - Premio
Fabrizio Quattrocchi", sezione dedicata a
personaggi, associazioni, enti che diffondono l'etica sportiva o promuovono progetti
ad alto valore sociale, il primo premio, consegnato dal presidente dell'ASI Claudio Barbaro è andato all'associazione "Sport senza frontiere" per organizzare gratuitamente corsi sportivi per bambini svantaggiati
garantendo loro il diritto allo sport come
efficace e positivo strumento di cambiamento sociale. Ha ritirato il premio il presidente
dell'associazione Alessandro Tappa.
Secondi classificati il Comune di Rimini con
il progetto "Borsa per lo sport" per aiutare
i ragazzi meno abbienti a fare attività sportiva, e lo Stato Maggiore della Difesa con
l'Intesa Ministero della Difesa / CIP. Ha ritirato la targa il Tenente Colonnello Walter
Borghino.
A conclusione della serata, prima dei saluti,
il presentatore Lupi ha voluto raccontare un
aneddoto al quale aveva assistito, seguendo da giornalista, il golf, un esempio di fair
play e sportività, di come un giocatore, non
essendo sicuro del proprio punteggio, avesse rinunciato alla possibilità di vincere il premio, peraltro milionario. Un bel racconto
emozionante di come lo sport dovrebbe
essere ed in taluni casi è. Investire dunque
nello sport, è il miglior modo di credere nel
futuro.
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> CAMPIONATI ASI CALCIO
PESCARA 2014:
FINALI NAZIONALI
DI CALCIO
> Alberto Aniello Scaringi
M
entre l'Italia del CT Cesare Prandelli usciva a testa bassissima dai
mondiali di Brasile 2014, a Pescara si sono svolte con successo le finali nazionali di calcio sia maschili che femminili, passando anche per quelle giovanili. La manifestazione è stata svolta in due tronconi, il
primo iniziato il 20 giugno ha visto sfidarsi
per la prima volta in assoluto i “canteramos”
del calcio giovanile che ha debuttato con
quattro differenti categorie (baby, primi calci, esordienti, allievi) e dopo una settimana
è stato il turno dei “grandi” (calcio a 5, a 7
e 11). In totale Pescara ha visto in 10 giorni
circa 500 atleti provenienti da 15 regioni, con
tifosi al seguito, che hanno alternato momenti agonistici al tanto meritato relax offerto
dalle spiagge abruzzesi.
La manifestazione del calcio amatoriale
tenuta il 27, 28 e 29 giugno, come da prassi,
è cominciata con i sorteggi dei gironi eliminatori tenutisi presso l’S Hotel alla presenza
del responsabile di settore Nicola Scaringi, a
seguire un briefing tecnico per arbitri e commissari di campo tenuto dal vice responsabile del dipartimento arbitrale Americo Scatena. Nei tre giorni sono state disputate ben 42
gare su 6 campi differenti, tutte sorvegliate
minuziosamente da validissimi commissari
di campo. Sono state segnate complessivamente 305 marcature (7,2 a gara) e tutte le
sfide sono state dirette dai migliori fischietti
dell'ente provenienti dalle sezioni di Benevento, Brindisi, Caserta, Foggia, Palermo,
Pescara e Roma (presenti anche due arbitri
donne). Infine per il secondo anno consecutivo sono stati pubblicati su un link tutti i
tabulati delle società partecipanti alle finali
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La Squadra della Real Sito di Caserta, vincitrice della categoria baby
nazionali ed i calendari dei campionati provinciali per permettere un controllo preventivo sui tesserati al fine di scoprire in tempo
gli eventuali “furbetti”, che come sottolineato più volte dai responsabili del settore: “la
tecnologia fa miracoli”. Il calendario con cui
sono state svolte ambo le manifestazioni, è
stato quello usato solitamente dal settore, che
ha visto nella giornata di venerdì i sorteggi
(poco prima di pranzo) e a seguire le prime
fasi qualificatorie, invece nella giornata di
sabato ci sono state le ultime fasi eliminatorie e le semifinali, ed infine domenica mattina (a partire dalle 9:00) le singole finali.
GIOVANILI
Il calcio a 5 giovanile, al debutto alle finali
nazionali, ha visto ben quattro categorie rappresentate, con altrettante quattro squadre per
categoria, espressione delle migliori scuole
calcio appartenenti all'Asi. I “campioncini”,
che erano oltre duecento, hanno deliziato i
parenti e tifosi al seguito con gare e giocate
spettacolari che non hanno nulla da invidiare ai “grandi”, ma al contrario hanno messo
in mostra quell'estro e quella purezza che soltanto i “piccoli” hanno.
La categoria allievi ha visto il Cales Club di
Caserta battere nettamente (5-2) il San Yosef
I titoli di campioni nazionali
amatoriali Asi vanno per il:
I titoli di campioni nazionali
C5 giovanili Asi vanno per i:
C11 a Olimpia Masciano - Teramo
BABY al Real Sito - Caserta
C5 a Futsalmania - Torino
PRIMI CALCI al Real Sito - Caserta
C7 a Fitness – Reggio Calabria
ESORDIENTI a San Yosef - Palermo
C5 femminile a Pro Reggina – Reggio Calabria
ALLIEVI a Cales Club - Caserta
La Pro Reggina
di Reggio Calabria
con il Vice Presidente
dell'ASI Tino Scopelliti
di Palermo, in una gara che ha visto i siciliani dominare nettamente nel primo tempo,
inoltre l'età quasi “matura” dei partecipanti ha
fatto sgranare gli occhi a più di un osservatore presente. La categoria esordienti ha visto
la rivincita del San Yosef, che ha soffiato il
titolo al Real Sito di Caserta per 4-2, in una
sfida che ha visto numerosissimi capovolgimenti di fronte e che teneva i tifosi con il fiato sospeso. La categoria primi calci è stata
dominata dal Real Sito di Caserta che ha battuto con un risultato tennistico (6-1) i padroni di casa del Pro Calcio, che al di là del risultato escono a testa alta dalla manifestazione.
La categoria dei più piccini, baby, vede il Real
Sito centrare il bis battendo per 4-1 l'altra
squadra campione di casa, il Naiadi, al termine di una gara lunga e sofferta che ha visto
tanti piccoli campioni darsi battaglia lealmente, ma senza esclusione di colpi, fino al triplice fischio.
CALCIO A 5 FEMMINILE
Per il secondo anno di seguito le finali nazionali hanno ospitato la categoria del calcio a 5
femminile, che conferma quanto di buono
dimostrato lo scorso anno all'interno dell'ente. Il “gentil sesso” che quando scende in
campo tira fuori gli artigli (e che artigli) ha
dato spettacolo con ben quattro squadre di
calcio a 5, che hanno dimostrato tutto il loro
valore e la loro bellezza in un girone unico di
sola andata. Il girone, come tutta la categoria,
ha visto trionfare per la seconda volta le
ragazze del Pro Reggina di Reggio Calabria
che, prima conclude la fase qualificatoria a
punteggio pieno e poi si impone 4-1 sul Time
Out di Palermo che era arrivato secondo nel
girone.
CALCIO A 7
Ormai divenuto un “must” all'interno del set-
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> CAMPIONATI ASI CALCIO
tore calcio dell'Asi, il calcio a 7 conferma
ancora una volta la sua crescita all'interno dell'ente, portando ben nove squadre alle finali di
Pescara divise in tre gironi, facendo sembrare quasi lontanissime le finali di Rimini in cui
tale categoria fece il suo timido esordio e
dichiarando apertamente guerra al calcio a 5
per diventare la nuova “classe regina” del settore calcio. Quest'anno il calcio a 7 ha visto il
Fitness di Reggio Calabria, favorita dai bookmakers, trionfare ai rigori (4-2) contro il Fulham di Roma, che era giunta in finale da “outsider” poiché ripescata come migliore seconda. Il Fitness aveva iniziato al meglio il suo
cammino, dominando senza macchia il suo
girone che l'ha visto contro i padroni di casa
del Chelsea e contro la Sampdoria di Brindisi. Inoltre alle semifinali si era imposta per 30 sul Sunderland di Salerno, che a loro volta
si erano qualificati con non poca fatica arrivando primi (per differenza reti) contro il Fulham. Quest'ultimo, invece, era giunto in finale come migliore seconda e battendo di misura (2-1) alle semifinali l'Happy Hour di Trani,
che a sua volta era giunto alle semifinali carico di speranze, dopo aver concluso il proprio
girone a punteggio pieno, battendo Bar Amici di Rimini e Clinica Mantia di Palermo.
CALCIO
Senza togliere nulla alle altre categorie,
secondo gli addetti ai lavori le finali di Pescara entreranno nella storia per lo spettacolo
messo in campo dal calcio ad 11, che ha visto
le sei squadre partecipanti rubare la scena praticamente a tutti. Il titolo di campione nazionale è stato conquistato dalla Olimpia
Mosciano di Teramo, che ha battuto in finale l'ASD Gaetano Addio di Caserta. L'OlimLa Fitness di Reggio Calabria
vincitrice del campionato di calc0io a 7
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pia è giunta in finale realizzando un ruolino
di marcia che ha messo a dura prova le coronarie dei tifosi, che prima l'hanno vista qualificarsi (giungendo seconda) per differenza
reti e poi strappare all'ultimo il “pass” per la
finale, battendo di misura (6-5) la Tre Pini di
Roma, giocando la gara più spettacolare di
tutta la manifestazione che ha visto segnare
in 80 minuti quasi la metà dei gol segnati in
tutta la categoria. Apparentemente più tranquillo è stato il cammino affrontato dall'ASD
Gaetano Addio, ritenuta fino alla fine la favorita al titolo, che ha visto la squadra campana (che ha partecipato alla manifestazione
con precisamente 11 calciatori, e quindi ha
disputato tutta la manifestazione senza cambi) passare il girone a punteggio pieno e poi
battere nettamente (2-0) nelle semifinali la
Magliulo Group del Comitato Provinciale di
Frosinone.
CALCIO A 5
Tra il pomeriggio di giorno 27 e l’intera giornata di giorno 28 vi è stata la disputa dei gironi eliminatori con la delineazione dei profili
delle 8 finaliste che si sarebbero dato battaglia nella mattinata di giorno 29.
Alle ore 9,00 comincia la finale di calcio a 5,
e la squadra il WEST HAM di Chieti (giunge in finale dopo aver superato Alto Brindano di Potenza, ed i cugini di Sport Division
di Pescara ed in semifinale il Fiamma Pordenone di Pordenone), il FUSTALMANIA di
Torino (giunta in finale dopo aver superato
New Team di Reggio Calabria e il Cales Club
di Caserta nel girone eliminatorio, in una soffertissima semifinale elimina il Pam Perito di
Rimini)
E’ stata una finalissima nazionale senza pari
che ha visto prevalere il West Ham su un
modesto Futsalmania che le ha inventate tutte per contenere la furia dei locali.
I chietini hanno saputo gestire al meglio la
tensione che procura una finale e davanti ad
Le due squadre finaliste del Campionato di calcio
Olimpia Mosciano e Gaetano Addio di Caserta
un pubblico amico numerosissimo e rumorosissimo non hanno mai perso la testa e hanno reso vano ogni reazione torinese. È festa
grande per la società chietina che non si fa
sfuggire l’occasione di portare a casa un successo strameritato dopo una conduzione
magistrale di tutta la manifestazione.
Prestazione assolutamente da non cestinare
quella del Futsalmania che comunque merita la medaglia d’argento, e che nulla ha potuto fare contro un avversario di caratura nettamente superiore.
Va evidenziato che attraverso tabulati rilasciati dall’ufficio affiliazioni e tesseramento prima, durante e dopo le gare di tutte le
finali nazioni vengono eseguiti minuziosi
controlli su società e tesserati, e purtroppo
per la società West Ham di Chieti, grazie a
tali controlli è stato riscontrato una difformità sui tesseramenti e quindi gli è stato
revocato il titolo.
Le premiazioni sono state presiedute da Claudio Barbaro presidente nazionale Asi, da Diego Maulu direttore generale, e da Umberto
Candela direttore tecnico.
> L’EVENTO
A star bene si in
> Luisa Santiloni
R
iflettere sul significato della propria
esistenza in un mondo liquido, attraversato da piccoli e grandi cambiamenti, non è semplice, né tantomeno comodo. Infatti non capita di frequente, tanto in
ambito sportivo in generale, quanto nel
panorama degli Enti di Promozione Sportiva in particolare, che qualcuno metta in dubbio la propria missione o semplicemente il
modo in cui la sta portando avanti.
ASI, però, fa eccezione: in un momento storico in cui ha dimostrato la propria volontà
di distinguersi dall’appiattimento identitario
degli altri Enti e dal predominio di una logica mercantile lontana dallo spirito decoubertiano che dovrebbe informare lo sport di
base, ASI continua a domandarsi il senso del
suo essere. Cosa significa promuovere lo
sport? E soprattutto verso chi indirizzare la
propria azione? Per rispondere, però, anziché le parole, ASI sceglie i fatti, impegnandosi assieme alla nota azienda OVS in Kids
Active Camp, manifestazione nata per diffondere una cultura del benessere incentrata su sport e sana alimentazione.
Con il patrocinio del CONI, del Ministero
della Salute, del Ministero dell’Ambiente,
del Ministero dell’Interno, dell’Associazione Italiana Nutrizionisti (A.I.Nut.), degli
Enti Locali che hanno ospitato le singole
tappe dell’evento (Regione Lombardia e
Comune di Milano; Comune di Napoli;
Regione Lazio e Comune di Roma Capitale; Comune di Palermo) e con la collabora-
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zione tecnica di alcune Federazioni Sportive Nazionali - Figc (Federazione Italiana
Gioco Calcio), Fipav (Federazione Italiana
Pallavolo), Fgi (Federazione Ginnastica
d’Italia) e Fitarco (Federazione Italiana di
Tiro con l’Arco) - Kids Active Camp si è
rivelata tassello fondamentale nell’indispensabile processo di alfabetizzazione
motoria grazie al quale il nostro Paese può
aspirare a diventare sempre più evoluto e
civile.
Dalla fine di settembre fino alla fine di ottobre, per quattro domeniche consecutive in
quattro bellissime piazze italiane - Milano,
Napoli, Roma e Palermo - sono stati allesti-
ti colorati e divertenti villaggi sportivi,
all’interno dei quali bambini, accompagnati dalle proprie famiglie, hanno giocato e si
sono potuti cimentare in alcune discipline
assistiti da personale tecnico qualificato. Un
momento ludico, gratuito e aperto a tutti, in
cui i partecipanti hanno anche incontrato i
grandi campioni dello sport italiano, testimonial della manifestazione: Maurizia Cacciatori, Vincent Candela, Tania Cagnotto,
Carolina Kostner, Fiona May, Aldo Montano, Massimiliano Rosolino, Antonio Rossi
e Jacopo Paone. Ma OVS Kids Active Camp
non è stato solo occasione di educazione allo
sport; è stato anche un evento di educazio-
"OVS Kids Active Camp è un progetto
che si rivolge ai bambini con l'idea
di avvicinarli allo sport attraverso il gioco
e la sperimentazione"
- 2.500 bambini e 8.000 presenze a Milano
- 3.500 bambini e 10.000 presenze a Napoli
- 4.000 bambini e 16.000 presenze a Roma
- 5.000 bambini 20.000 presenze a Palermo
izia da piccoli
ne alla corretta alimentazione, grazie allo
show cooking del famoso chef di Rai Gulp
Alessandro Circiello che, in ciascuna tappa,
ha voluto proporre ricette ammiccanti, come
il “Rotolo Winx”, che mentre evocavano
realtà note e apprezzate presso il pubblico
dei più piccoli, presentavano proprietà nutritive importanti, fondamentali per una positiva crescita dei bambini e per un regime alimentare appropriato a supporto della pratica sportiva.
A giudicare dal successo di partecipazione
(2.500 bambini e 8.000 presenze a Milano;
3.500 piccoli e 10.000 persone a Napoli;
4.000 ragazzi e 16.000 presenti a Roma e
più di 5.000 bimbi e quasi 20.000 persone a
Palermo) OVS Kids Active Camp ha dimostrato il suo valore, soprattutto nell’ottica
della missione propria di un Ente di Promozione Sportiva: diffondere lo sport, offrirlo
come gioco e come strumento di integrazione e di aggregazione sociale.
“Manifestazioni come questa sono ossigeno
per tutto il movimento sportivo e per il Paese, soprattutto se riescono a far penetrare il
messaggio che investendo sull'attività fisica
si investe sul futuro dell'Italia. E' veramente apprezzabile l'impegno di un importante
brand come OVS, che con questo appuntamento, assieme ad ASI, cerca di mostrare le
innegabili ricadute positive dello sport sullo stato di salute della popolazione, soprattutto se l'approccio avviene da piccoli sotto
forma di gioco” ha commentato Claudio
Barbaro, Presidente ASI, estremamente soddisfatto dell’esito dell’evento.
Per la sua riuscita, però, essenziale è stato
l’impegno del brand leader nel settore dell’abbigliamento OVS. Senza il suo desiderio di contribuire a questa attività di sensibilizzazione nei confronti della necessità di
praticare sport sin da piccoli, l’evento forse
non sarebbe stato possibile. Perché se è vero
che lo sport ha un enorme potenziale, solo
parzialmente espresso, è altrettanto vero che
per farne comprendere l’estrema ricchezza
è sempre più indispensabile avere il sostegno delle aziende, specie in un momento in
cui il pubblico ha sensibilmente diminuito il
suo supporto al settore.
“OVS Kids Active Camp è un progetto che
si rivolge ai bambini con l'idea di avvicinarli allo sport attraverso il gioco e la sperimentazione. Un grande appuntamento nelle
piazze d'Italia per stare insieme ai bambini
e alle famiglie con la partecipazione di noti
campioni. Lo sport è un elemento importante per il benessere, la crescita e l'educazione dei piccoli ma è anche un’occasione
importante di socializzazione e divertimento per le famiglie" ha commentato Francesco Sama, Direttore Generale di OVS.
Se queste sono le premesse, c’è da giurarci
che questa di OVS Kids Active Camp sia
solo una prima edizione di un progetto destinato ad andare - correre - lontano!
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> MONDO ASI
tutto
notizie
LA RIUNIONE DELLA GIUNTA
ESECUTIVA PRIMA
DELLE FERIE ESTIVE
Riunione di fine stagione per la Giunta Esecutiva quella che si è svolta a luglio presso la
nuova sede nazionale, indetta allo scopo di
provvedere ad incombenze fissate dalle norme associative o scaturenti da situazioni contingenti. Nelle sue comunicazioni il Presidente Barbaro ha sottolineato la gravità della
situazione generale del Paese e quindi anche
dello sport, stretto tra crisi economica e caos
politico, ma ha anche sottolineato la continua
crescita di Asi sia sotto il profilo numerico che
in relazione all’attività svolta a livello centrale e periferico. Ampio è stato il dibattito su
quanto illustrato da Barbaro che ha visto la
partecipazione di quasi tutti i dirigenti presenti. Dopo aver ratificato un considerevole
numero di affiliazioni, l’organo, su proposta
del Vtce presidente Levanti, si è visto costretto a commissariare il Comitato Provinciale de
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L’Aquila per manifesta impossibilità ad operare. La Giunta ha poi fissato i criteri di assegnazione dei contributi in favore dei comitati periferici sulla base dei risultati concreti
prodotti da ciascuno di essi. Il chiusura il
Direttore Generale Maulu ha illustrato la nuova organizzazione della struttura operativa
nazionale elaborata al fine di assicurare a
quest’ultima maggiore e migliore rispondenza alle mutate esigenze dell’Ente.
“MANGIARE BENE
PER STARE BENE”
“Mangiare bene per stare bene”. È stato
questo il motto dell’evento sugli alimenti
organizzato da diverse Associazioni culinarie, in collaborazione con l’Asi. La manifestazione, svoltasi presso l’Auditorium di
Sabaudia (ente parco nazionale del Circeo),
ha affrontato vari aspetti dell’alimentazione.
Gli esperti hanno spiegato quali sono tutti
quei cibi naturali che contribuiscono in
maniera positiva e salutare per il corpo umano. Pasta, pane, dolci, cereali, legumi, verdure, carni, pesce, frutta etc, prodotti nel nostro
Paese senza essere manipolati e naturali al
100%, sono alla base della dieta mediterranea. Gli studiosi sono intervenuti per approfondire il tema sulle peculiarità di questi prodotti e sui benefici che possono avere sul
nostro organismo, confermando come una
dieta adeguata sia fondamentale per il
benessere di una persona. Alimenti attraverso i quali si possono risolvere molti problemi per tutti coloro che soffrono di patologie
provenienti dalla cattiva alimentazione, evitando così la somministrazione di farmaci.
Un evento che è servito anche per promuovere il turismo enogastronomico della cucina mediterranea, anche per controbattere i
cibi dei Paesi del Nord Europa, ricchi di grassi. “Venite in Italia a mangiare bene per stare bene e ringiovanire”, il coro unanime di
tutti i presenti all’evento. Sono intervenuti,
tra lo sguardo attento degli invitati, diversi
esperti di questo settore. Come la professoressa Buzzetti dell’università Sapienza di
Roma, la dottoressa Pibiri, specialista in
scienze dell’alimentazione, il prof. Rago,
direttore dell’unità operativa di andrologia e
fisiopatologia dell’ospedale Santa Maria
Goretti e il dirigente nazionale Asi, Caiazzo.
Tutti pareri e direttive importanti che hanno
cercato il più possibile di fornire un quadro
dettagliato della situazione e dell’alimentazione corretta. Al termine dell’incontro, tutti
i presenti hanno potuto beneficiare di una
degustazione dei prodotti tipici mediterranei. Visto il successo dell’iniziativa, ci sono
buone possibilità che anche il prossimo
anno, Sabaudia, ospiti nuovamente il convegno “Mangiare bene per stare bene”.
NASCE A CITTÀ DI CASTELLO,
SU INIZIATIVA DI ASI,
LA CARTA DEI DIRITTI DEL
CAVALLO E PER IL BENESSERE
DEL CAVALLO ATLETA
Si è svolto sabato 13 settembre a Città di
Castello, nell'ambito della 48° edizione della
Mostra Nazionale del Cavallo, il convegno
promosso dal Referente per il Benessere del
Cavallo del Settore Sport Equestri Asi Catia
Brozzi, intitolato "La Cultura del Benessere
del Cavallo" (Il Rispetto della normativa in
ambito sportivo e non). Le principali tematiche trattate, circa il Doping Umano e quello
Animale, hanno evidenziato una sempre crescente e virtuosa sinergia tra il Ministero per
le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la
Federazione Italiana Sport Equestri, gli Enti
riconosciuti dal CONI, come l’Asi, con competenze specifiche ed il CONI stesso. Nell’intervento introduttivo, il Dott. Emilio Minunzio, responsabile nazionale del settore sport
equestri dell’Asi, ha evidenziato come da
tempo, il mondo del cavallo, si stia interrogando su quali debbano essere i comportamenti eticamente corretti da tenere nei confronti dei cavalli in generale, e di quelli sportivi in particolare. Minunzio ha rilevato che il
benessere dell’animale è elemento base per
la riuscita del binomio cavallo cavaliere, qualsiasi sia
la disciplina coinvolta nella pratica
equestre. Si è convenuto che la
sinergia tra organi
istituzionali preposti Ministero per le
Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali, Federazioni
Sportive ed Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni è un importante e fondamentale punto di partenza per il raggiungimento dell'obiettivo benessere del cavallo
soprattutto in quanto atleta ma non solo, e
per la riorganizzazione e il rilancio del mondo del cavallo in Italia. Per l'ambito ippico ha
partecipato all'iniziativa la Commissione
tutela salute e benessere del cavallo di
Imprenditori Ippici Italiani, in rappresentanza
delle Associazioni di settore la Scuderia Unicorno. Durante il
produttivo incontro
è scaturita una iniziativa relativa alla
costituzione di un
Tavolo permanente
per la predisposizione della Carta
dei Diritti del Cavallo e per il benessere
del Cavallo Atleta
che, per la prima
volta, sarà composto dalle Istituzioni e dagli Enti tecnico-sportivi ufficiali e dai rappresentanti delle Associazioni e delle Entità che, a vario titolo, rappresentano il comparto equestre ed ippico.
IL SETTORE SPORT DISABILI DELL’ASI
IMPEGNATO NELLA DUCHENNE HEROES
Il Duchenne Heroes, l'evento di 7 gg in
mountain bike sulle Dolomiti, che si è tenuto per la 2^edizione è diventato ormai sinonimo di sfida per gli appassionati della
Mountain Bike .Una sfida duplice, come non
se ne erano mai viste prima in Italia: percorrere in 7 giorni centinaia di km tra gli scenari unici al mondo delle Dolomiti, e contribuire attivamente al ritrovamento di una
cura alla Duchenne, una malattia genetica
gravissima che colpisce i muscoli dei bambini in età pediatrica. La gravità di questa
malattia dipende del fatto che la nostra
respirazione e il battito cardiaco sono regolati da muscoli. Il Duchenne Heroes è una
esperienza unica che un biker deve provare
almeno una volta nella vita, con le gambe e
con il cuore. Il tracciato, per lo più sterrato,
si snoda tra gli scenari mozzafiato di Alpi e
Dolomiti, un vero paradiso per gli appassionati di mtb. Anche quest'anno gli accampamenti sono stati allestiti in campeggi di ottima qualità, dove i volontari e il personale
qualificato si sono occupati di tutto, dai massaggi, ai pasti, al montaggio e smontaggio
delle tende, alle riprese video e fotografiche,
alla movimentazione dei camper, ai check
point, alla assistenza medica, alla assistenza meccanica, all'intrattenimento dei bambini a seguito del tour, ecc.Il tracciato 2014
ha riservato delle novità , a partire dalla ubicazione dell'arrivo della settima tappa, nel
cuore della città di Cortina d'Ampezzo dove
i nostri Eroi sono stati accolti con una grande festa di accoglienza. Ad attenderli al traguardo, il pubblico in festa e come nella scorsa edizione, i bambini e i ragazzi Duchenne
con le loro famiglie. Per rendere l'arrivo
ancora più emozionante è stata data la possibilità a chiunque, uomini, donne, bambini, di accodarsi ai biker, nell'ultimo tratto del
tracciato, con la propria bicicletta, indossando i colori del Duchenne Heroes. Il Settore
Sport Disabili dell'Asi è fiero di sostenere un
evento sportivo con questo grande obiettivo chiamato ricerca. Consapevole della
disponibilità, partecipazione e sensibilità
del mondo Asi alle tematiche sociali e di
integrazione, invita tutti gli sportivi dell'Asi
ad aiutare la ricerca e ad iscriversi al prossimo evento di solidarietà che si svolgerà dal
21 al 27 giugno 2015 tra i meravigliosi paesaggi dell' Umbria e della Toscana Sono svariati i modi per essere un Duchenne Heroes,
fai un salto sul sito iscriviti alla prossima
gara o contribuisci anche tu sostenere la
ricerca finalizzato ad uno scopo preciso.
Allora che aspetti? Insieme sconfiggeremo
la Duchenne! (Sabrina Molino)
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> MONDO ASI
ORGANIZZA
PIACENZA, GARE DI CORSA
SU STRADA
A NIBBIANO E PIANAZZE
MILETO,
GRANDE PARTECIPAZIONE E SPETTACOLO ALLA 3^ EDIZIONE
DELLA GARA PODISTICA INTERNAZIONALE " LA NORMANNA"
Domenica 17 agosto in una splendida giornata estiva si è svolta a Mileto, antica capitale Normanna, la terza edizione della gara internazionale di corsa su strada “La Normanna”, organizzata dalla Miletomarathon con la preziosa collaborazione dell’Amministrazione Comunale, el Comitato Regionale della Fidal e dall’Asi. Dopo la prova non competitiva di circa tremila metri a cui hanno preso parte numerosi concorrenti, si è svolta la gara riservata alle donne lunga oltre sette chilometri che ha visto la vittoria dell’atleta keniota Helen Jepkurgat precedendo Gladys Kemboy: prima delle italiane la calabrese Palma De Leo. La gara maschile di
oltre dieci chilometri è stata dominata dall’atleta del Kenia William Kibor, vincitrice anche della edizione 2013, davanti all’altro keniota Julius Rono; al sesto posto il primo italiano Pasquale Rutigliano. La giornata di sport che si è vissuta a Mileto è di sicuro una giornata memorabile per tutta l'atletica calabrese, una giornata in cui un parterre di atleti di grande fama
nazionale ed internazionale ha reso importante la città di Mileto, ed ha fatto assistere ad
uno spettacolo unico e memorabile che lascerà nel cuore di tutti, atleti e non un segno indelebile. La bella serata miletese è andata avanti con le premiazioni a cui erano presenti il Sindaco Del Comune di Mileto Antonio Crupi insieme all'assessore dello sport Saverio Dimasi, il
Presidente regionale del Coni Demetrio Praticò, il Presidente Regionale Fidal Ignazio Vita insieme al Vice presidente Neri e il grande orafo di Vibo Valentia Michele Lo Bianco che ha creato le 10 medaglie o meglio gioielli d'argento con i quali sono stati premiati le prime 5 donne e i primi 5 uomini assoluti.
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Perfettamente riuscito il week end di gare
organizzate sabato 28 e domenica 29 giugno
dal Piacenza Sport sotto l’egida dell’Asi. Prima edizione per entrambe le manifestazioni
che, dopo il successo riscontrato tra gli atleti, avranno sicuramente una seconda edizione. Si inizia con sabato sera a Nibbiano, dove
tra le vie cittadine va in scena la corsa su strada valida per il circuito provinciale su distanza di 8 km con 6 giri da percorrere. Subito dal
primo giro Natari Riccardo classe 1995 in forza all’Atletica Piacenza si porta al comando
con un vantaggio di 10″ su un gruppo di inseguitori composto da Tanzi Claudio dell’Italpose, Vettemberge Gianluigi del Triathlon
Pavese, Rebecchi Elia dell’Italpose e Pezzati
Michele dell’Atletica Piacenza. Giro dopo
giro il vantaggio di Riccardo aumenta, alle
sue spalle il gruppetto si allunga e le posizioni già dal 3 giro sono consolidate con Claudio al secondo posto e Gianluigi al terzo. Nel
finale Riccardo cede una manciata di secondi a Claudio ma chiude comunque con 20″
di vantaggio in 27′ 29″. Tra le donne si impone Silvia Pezzati compagna di squadra di Riccardo, alle sue spalle Giovanna Boccia della
Libertas Cadeo e terza Alessandra Salento
dell’Atletica Piacenza. Domenica ci si trasferisce alle Pianazze per l’edizione zero del Farini Vivo Trail, gara di 27km sulle colline piacentine con un percorso altamente paesaggistico con passaggi al lago Bino, sul monte
Ragole e alle cascate dell’Aquila. Purtroppo
la giornata alla mattina si presenta subito
problematica con raffiche forti di vento che
rendono difficili le operazioni di allestimento
del campo gara. La fitta nebbia che avvolge
i concorrenti prima della salita al monte
A Giovinazzo la 2^ edizione
del torneo Everest di beach soccer
Ragola ci fa temere per la loro incolumità, ma
alla fine si decide di mantenere invariato il
percorso. Purtroppo quando solo la metà
degli atleti era giunta al traguardo, un forte
acquazzone si abbatte sulla gara rendendo
la prova di chi ancora stava correndo, ancora più dura. Alla fine dei 105 concorrenti partiti solo 4 hanno dovuto abbandonare, per
tutti gli altri la soddisfazione del traguardo.
Complimenti al vincitore Ivan Neri del Tre
Mori che con lo strepitoso tempo di 2h 39′
08″ si aggiudica questa edizione zero con soli
30″ di vantaggio su Fabrizio Vignali del Casone Noceto. Al terzo posto Luca Chiesa del GP.
Casalese. Anche la gara femminile si decide
in volata, per soli 9″ vince Carlotta Cattadori dell’Italpose su Giorgia La Monaca del Piacenza Sport dopo 3h 30′ di gara. Al terzo
posto Giulia Magnesa del GP. Casalese. Vi
aspettiamo tutti all’edizione Uno.
SAN GIOVANNI LA PUNTA,
SOLIDARIETÀ, KARATE
E SPETTACOLO
La scorsa settimana, all’anfiteatro comunale
di S.G. la Punta, in provincia di Catania, si è
tenuto l’annuale spettacolo di beneficenza,
giunto ormai alla 22^ edizione, e divenuto
ormai un appuntamento per noi molto importante, non solo per il sostegno che si vuole
fornire alle due associazioni Onlus verso cui
è diretto lo scopo, ma soprattutto perché
vogliamo educare i giovani atleti ad una reale cultura delle donazioni per riprendere il
valore sociale della solidarietà. Le due asso-
Nel weekend del 5-7 settembre si è svolto a Giovinazzo, in provincia di Bari, durante la
2^edizione di Everest, la festa nazionale dei giovani di Forza Italia, un torneo di beach soccer organizzato dall’Asi, in particolare dal componente della Giunta Nazionale Andrea
Roberti, e che ha visto la partecipazione di oltre cento ragazzi provenienti da tutta Italia. Il
torneo si è svolto sul campo dell’hotel Riva del Sole nella serata di sabato 6 settembre e
dopo una fase preliminare ad eliminazione diretta nella quale sono state eliminate le rappresentative di Andria, Cosenza, Martina Franca e una selezione di ragazzi del Nord Italia,
al secondo turno in perfetto stile Champions con due gironi a tre squadre si sono sfidate nel
primo gruppo: la squadra romana di Piazza Tuscolo (detentore del trofeo della prima edizione) capitanata dal capogruppo regionale Luca Gramazio, la squadra dell’Abruzzo e la
squadra di Bari. Nel secondo gruppo invece si sono sfidati: la seconda squadra di Roma,
Bologna e Reggio Calabria. A prevalere nei rispettivi gruppi sono stati: Piazza Tuscolo e
Reggio Calabria che in semifinale si sono scontrate rispettivamente con la seconda squadra di Piazza Tuscolo, dando vita ad una emozionantissima semifinale che ha visto prevalere la squadra più esperta e detentrice con
un secco ma sofferto 1-0, e la squadra dell’Abruzzo che ha perso con i calabresi
anch’essi con il punteggio di 1-0. A contendersi quindi la finale ci sono la squadra
di Reggio Calabria e Piazza Tuscolo. Partita equilibrata nei primi momenti grazie
anche la prova in difesa di Gramazio e
Giarretti, ma poi la coppia dei gemelli del
gol Claudio Giuliani (autore di ben 8 reti)
ed Emanuele Ciaralli conducono la squadra di Piazza Tuscolo alla vittoria per 3-1. La premiazione svoltasi domenica mattina sul palco della manifestazione, alla presenza dei senatori Maurizio Gasparri e Francesco Maria Amoruso, ha visto oltre che la squadra di Piazza Tuscolo alzare in cielo il trofeo, anche premiare la squadra dell’Abruzzo con il premio
fair-play e quella di Bologna come la “squadra più rosicona”.
ciazioni sopra citate sono Ibiscus e Aido, la
prima è legata alla ricerca contro le leucemie
e tumori infantili con sede al reparto di Onco
Ematologia Pediatrica del Policlinico di Catania, rappresentato dal Presidente Mannino
Daniele, la seconda è invece legata alla donazione degli organi, tessuti e cellule, sempre
con sede a Catania, nell’occasione rappresentato dal Signor Santo Reina Sezione provinciale di Catania e dal Dott. Michele Tuttobene, il quale ha espresso la sua gratitudine,
come sempre, verso il Maestro Pane. Lo spettacolo, usualmente organizzato dall’Accademia karate Sicilia di S.G.la Punta del Maestro Gianni Pane e dai figli Maria Grazia e
Guglielmo, ha visto partecipi della serata,
oltre agli atleti, anche il pubblico che ha aderito calorosamente ad aumentare il numero
di donatori degli organi iscrivendosi all’associazione tramite il piccolo stand montato nel
corso della serata. Per questa edizione lo
spettacolo si è avvalso di un presentatore –
cantante, Carmelo Privitera il quale ha esplicato brillantemente l’intera scaletta dello
spettacolo improvvisando e facendo sorridere i presenti Ad aprire la manifestazione il
Sindaco Andrea Messina del Comune di S.G.
la Punta, il presidente Provinciale ASI Angelo
Silvio Musmeci il quale ha spiegato bene
l’operato del Maestro Pane e di tutte le società sportive presenti, tra cui la scuola di Aikido Dojo Dinamic Center del M° Iuculano
Nuccio. Esemplare l’esibizione di tutti questi
atleti i quali hanno messo, ancora una volta,
anima e corpo nella loro disciplina per aiutare a diffondere la solidarietà. Il maestro
Pane.
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> MONDO ASI
MOTTA CAMASTRA,
LA 2^ EDIZIONE DELLA
SUPERGARA AUTOMOBILISTICA
Sullo splendido tracciato di km 2.500 della
strada che porta al comune di Motta Camastra, in provincia di Messina, si è svolta la
seconda edizione della Supergara, organizzata dalla Asd Salerno Corse, sotto l’egida dell’Asi. Ben settanta i piloti partenti che si sono
divertiti tantissimo ad affrontare i vari tornan-
ti e curve insidiose del tracciato. Tutto è filato
liscio, la partenza regolare alle ore 9.00 dove
si sono svolte tutte e tre le prove regolarmente come da copione. Spettacolo come sempre
alla partenza con balli ed esibizioni delle
ragazze immagine. La manifestazione si è conclusa alle ore 14.30 e poi tutti i piloti sono
entrati all’interno del paese con le proprie vetture sotto il palco per festeggiare tutti insieme con la premiazione la festa dei piloti con
riconoscimenti, regali, coppe per tutti.
PALERMO, LA FINALE DEL
CAMPIONATO REGIONALE ASI
DI CALCIO A 7
Sabato pomeriggio presso il Centro sportivo Sole Club di Palermo si è svolta la Finale
Regionale del Campionato di calcio a 7 tra le
compagini Omnia Event di Palermo e la Hakuna Matata di Catania, rispettivamente finaliste dei campionati provinciali effettuati nel-
l'isola. Al termine della partita sul risultato di
parità 4-4, (reti di La Commare Davide (2), Messina Renato (1) e Palizzolo Paolo (1) per la quadra Palermitana e Murabito Salvatore (1), Di
Maria Enrico (1), Caggegi Damiano (1) e Autogol (1) per la formazione Catanese. La squadra
Palermitana del giovane Presidente Gabriele
Galici si è aggiudicato il titolo di Campione
Asi Sport Equestri ed Ibra Italia
una collaborazione che porta lontano
Il Centro Fiere Crispino di Frosinone ha visto, nel fine settimana
del 20 e 21 settembre, lo svolgimento della nona e ultima tappa del
“IBRA National Championship 2014 ASI SPORT EQUESTRI”.
Le due spettacolari discipline dell’equitazione americana previste
in programma, il Barrel Racing ed il Pole Bending, hanno attratto
sugli spalti quasi 2.500 spettatori che, grazie alla passione degli
organizzatori di IBRA Italia ed alla determinante collaborazione di
Asi Sport Equestri, hanno potuto assistere ad una “finale” di tutto
rilievo non fosse altro per le classifiche cortissime che vedevano
tutti i cavalieri a poca distanza gli uni dagli altri.
Davanti agli sguardi soddisfatti del Presidente Armando Stirpe
(IBRA Italia) e del Manager Sportivo Emilio Minunzio (ASI Sport
Equestri) i migliori qualificati delle due discipline hanno “staccato” un biglietto per partecipare alle finali mondiali IBRA U.S.A. di
Cloverdale cittadina americana a 60 km da Indianapolis nello stato dell’Indiana.
Alla kermesse non è poi mancata l’appendice delle premiazioni
che, pur rivestendo il sapore della ufficialità, non hanno trascurato
il lato più informale e spettacolare. La presenza dell’attore Maurizio Mattioli, che, in tenuta ASI, ha fatto da ospite speciale essendo
conoscitore della zona per aver avuto i natali a Gorga a poche decine di km da Frosinone, ha aggiunto il valore dello spettacolo nello
spettacolo.
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Si chiude quindi, in notturna, la nona edizione di un campionato che,
iniziato come una scommessa sulla possibilità che da noi potesse svilupparsi così prepotentemente una specialità, così lontana dalle discipline equestri “canoniche” del nostro settore, si è concluso, grazie
alla convinzione e al sostegno di ASI Sport Equestri che fin dall’inizio ha creduto ad un circuito che con i suoi 1221 binomi complessivi partenti, rimarrà sicuramente negli annali della Monta Western.
Ultimo significativo momento, la consegna della bandiera ASI Sport
Equestri consegnata al capo equipe della delegazione in partenza per
gli USA Dott. Fabrizio Severo, con l’augurio di tutti i presenti di
vederla sventolare sul gradino più alto del podio statunitense.
Regionale ASI Sicilia. La lotteria dei rigori ha
premiato la compagine palermitana che nello
spareggio provinciale del capoluogo siculo ha
visto soccombere la Squadra Centro Medico
Mantia, già Campione Regionale uscente. Gara
"spettacolare" sotto l'aspetto tattico e tecnico
con elevato ritmo di gioco che ha visto le Squadre giocare a viso aperto e a tutto campo. Alle
premiazioni sono intervenuti oltre al Responsabile Regionale del Settore calcio Salvatore
Ramondino il componente della Giunta Nazionale dell' Asi Rosario Vadalà e il Presidente Provinciale di Catania Angelo Musmeci. ROVIGO – SERATA CULTURALE
SUL PO A FICAROLO
Si rafforza il sodalizio tra il Club Nautico
Ficarolo e l’associazione Culturale ASI
“Gabriele D’Annunzio”. Mertedì sera, sulla
chiatta ormeggiata lungo la riva sinistra del
fiume Po, è stato un vero e proprio tripudio
di suoni, vibrazioni, colori, suggestioni e
soprattutto grandi emozioni. I gong master
Giorgia Menoni e Mario Montalbano hanno immerso i numerosi intervenuti nella
loro musica e nei suoni dei loro strumenti,
intervallati dalla lettura di brani e poesie.
Musica del profondo creata dalla materia
più semplice, un tuffo sonoro che ha percorso il corpo e l’anima di chi si è lasciato
incantare dalla magnifica serata. “La
sostanza vibra e tramite le onde sonore
scuote il nostro fisico – affermano i Gong
Master - la mente si rilassa. Il pensiero corre e si perde. Ma il grande fiume ospitante
ci ha lascia smarrire quel che basta per poi
ritrovarci con piacere, sollevati , rilassati e
sereni”. Nell’ultima parte della serata,
accompagnate dalle armonie dei suoni e dai
colori che il tramonto ha regalato, delle piccole candele galleggianti sono state lasciate andare con la corrente del fiume a simboleggiare qualcosa di negativo di cui
ognuno dei presenti ha voluto liberarsi. Al
termine con piccolo buffet e il brindisi della buonanotte, Alessandro Caberlon, presidente del circolo culturale “Gabriele D’Annunzio” e Responsabile delle Aree Extrasportive del comitato provinciale Asi di
Rovigo ha precisato ai numerosi presenti le
importanza dell’Asi nella difesa e salvaguardia dell’ambiente e nella promozione
del territorio.
Sardegna,
importanti iniziative Asi
Nei giorni 11 e 12 luglio una serie di manifestazioni organizzate dal Comitato provinciale Asi di Cagliari hanno riscosso notevole successo per la ottima organizzazione e
per la validità delle gare opportunamente allestite dai validi dirigenti sardi. La prima
manifestazione si è svolta a Sinnai con la “8^ Kick boxer night” di Full Contact a livello internazionale con la collaborazione della Fikbms e con la qualificata presentazione
di Aldo Rodriguez, campione europeo di Muay Thai. Il folto pubblico presente ai vari
incontri ha vissuto una piacevole serata applaudendo i vari atleti fra i quali vanno evidenziati Ayoub Marbul del Marocco che ha vinto l’incontro per la categoria 57 Kg;
Cyrill Booit della Francia vincitore nella categoria 60 Kg e il rumeno Manuola Veculari per la categoria 75 kg. Gli italiani si sono imposti nella categoria 63;5 con Piu, nella categoria 80 kg con Puddu, nella categoria 57 kg con Ligas, ed infine Ghighini vincitore nella categoria 69 kg e Limbardi categoria 57 kg. Successivamente a Cagliari ha
avuto luogo presso il Palazzetto dello Sport la Gracie Challenge 2014” di Ju Jutsu, sempre a carattere internazionale con oltre duecentocinquanta atleti provenienti da paesi
europei ed extraeuropei con la partecipazione dei maestri Gracie e Fabricio Nascimiento. Infine a San Sperate nell’ambito della locale Sagra delle Pesche si svolto il 18^ trofeo “Paese Museo” valido anche come Memorial Giancarlo Galessi, gara regionale di
corsa su strada approvata dal Comitato regionale Sardo della Federazione Italiana di
Atletica Leggera. Le gare, riservate a tutte le varie categorie in base all’età e con distanze diverse, si sono effettuate nel tardo pomeriggio del 12 luglio con un percorso che si
è sviluppato nelle vie più caratteristiche della cittadina sarda, ed ha visto la presenza di
oltre cinquecento atleti. Le gara più interessante dal punto di vista tecnico sono state
quelle della categoria senior dove in campo maschile ha vinto Marco Mattu della Futurs
Cagliari, mentre tra le donne si è imposta la favorita Manuela Manca dell’Amsicora
Cagliari. E’ stato un grosso impegno organizzativo da parte dei dirigenti dell’Asi di
Cagliari che nell’arco di due giorni hanno dato vita ad appuntamenti sportivi di grosso
livello ottenendo una presenza di pubblico superiore ad ogni aspettativa.
LEONESSA, UNA NON COMPETITIVA
FRA LE STRADE DELLA CITTADINA LAZIALE
L’Asi in collaborazione con la Pro Loco di Leonessa ha organizzato una corsa su strada non
competitiva di 5 chilometri riservata ai giovani della cittadina laziale, suscitando particolare interesse tra i numerosi presenti che nel
periodo estivo popolano la rinomata località
montana. Contemporaneamente nella vicina
Rocca Di Mezzo si è svolta una manifestazione socio-culturale organizzata da “Il Tarlo”.
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> MONDO ASI
MACERATA CAMPANIA,
MILLE ATLETI ALLA
“SGAMBETTATA MACERATESE”
CASTELLABATE,
SUCCESSO DEL
CAMPIONATO REGIONALE
DI CORSA SU STRADA
Alessandro Bulzomì e Carola Barone si sono
aggiudicati il titolo di campione regionale
Campania ASI 2014. I due atleti dell’ASD Atletica Camaldolese sono stati premiati al termine della 17ima edizione della Marcialonga
di Castellabate, in provincia di Salerno, con il
prestigioso riconoscimento assegnato dall’Asi, l’ente di promozione sportiva italiano
che ha come fine la promozione e l’organizzazione di attività fisico-sportive. La gara si è
svolta su un tracciato impegnativo: sei chilometri e duecento metri di cui 5,5 percorsi in
salita con una pendenza media del dieci percento. Il forte caldo ha accompagnato gli atleti dalla partenza di Piazza Lucia di Santa
Maria di Castellabate sino all’arrivo posto sul
Belvedere S. Costabile, rendendo ancor più
difficile il compito degli atleti. Alessandro Bulzomì ha impiegato 25 minuti e 57 secondi per
completare il tracciato e conquistare il meritato titolo a una media di 4 minuti e 11 secondi al chilometro. Il successo non è giunto per
caso: Alessandro si allena duramente e con
tanta passione sulle strade di Campagna
(Salerno) e oggi i numerosi allenamenti sulla
salita del Monte Polveracchio hanno consentito all’atleta campano di battere la concorrenza su un tracciato a lui congeniale. Carola Barone ha scollinato per prima nella categoria femminile Asi sul traguardo di Castellabate. La portacolori dell’Atletica Camaldolese, già campionessa regionale promesse sui
100 e 200 metri nel 2012 (nonché medaglia
di bronzo regionale assoluta nei 100 e 200
metri) si è cimentato oggi sulla lunga distanza ottenendo un altro risultato di prestigio.
(Emanuele Cuomo)
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Grande festa a Macerata Campania, circa
mille atleti, competitivi e non, si sono presentati puntuali allo stadio comunale di
Macerata Campania, in provincia di Caserta,
dove si è svolta la XII^ edizione della
Sgambettata Maceratese organizzata dallo
società sportiva “Asd Gelindo Bordin”, con
la collaborazione del Comitato Provinciale
dell’Asi, che come ogni anno è riuscito ad
accogliere al meglio questa marea di simpatici scalmanati. Dopo la goliardica confusione che caratterizza il ritiro dei pettorali, ha inizio il riscaldamento nella pista
di atletica dove avverrà la partenza sotto l’arco gonfiabile dello sponsor tecnico
che anche quest’anno la New Balance ci
ha fornito. L’adrenalina e l’entusiasmo sono
quindi alle stelle sia per gli organizzatori
della “Bordine” capitanata dal sempre
attento maresciallo Gennaro Nacca, che per
tutti gli atleti che attendono impazienti il
via. Alle 9,00 in punto la gara parte e
forse un po’ troppo spediti, già ai millesettecento metri, dove inizia il giro di tremilatrecento metri che porterà gli atleti a
svolgerlo per due volte per poi ritornare
allo stadio dove è posizionato l’arrivo. La
gara si è rilevata affascinante ma decisamente dura per l’umidità del caldo. Nella
gara maschile competitiva la vittoria è andata ad Alessandro Belotti della Purosangue
Atòetic Club con il tempo di 32.43 davanti ad
Antonio Farina della Tifara Runners Caserta ed
Haijaj El Jebli della Podistica Marcianise. Nella prova femminile si è imposta Fatima Moaaouyah della Atlettana Runners, seconda
Marianna Biancardi della Tifana Runners, ter-
za Maria Rosaria Solimeni della Marathon
Club Stabiae- Un ringraziamento a tutti il
personale dislocato sul percorso per cercare di controllare il traffico e a tutti i presenti nello stadio per garantire al meglio
il supporto a tutti gli atleti. Ottima l’organizzazione della “Gelindo Bordin” che ha
magistralmente orchestrato il tutto dall’accoglienza al ristoro. Le premiazioni si sono
svolte al Centro Documentale di Caserta
alla presenza di autorità civili e militari tra
cui il Presidente Nazionale dell’Asi Claudio Barbaro insieme al Presidente Regionale Nicola Scaringi, del Sindaco Luigi Munno accompagnato dai componenti dell’Amministrazione Comunale e del Ten. Col. Saverio Testino con i suoi collaboratori.
ACIBONACCORSI,
ESAMI DI KARATE
Si sono svolti ad Acibonaccorsi, in provincia
di Catania, gli esami per Dan di Karate del
Centro Sportivo dell’Asi, diretto dal maestro
Gianni Pane e figlio Guglielomo, a chiusura dell’annuale corso estivo di karate. Gli
esami si sono svolti presso il salone della
Scuola Media di Acibonaccorsi , domenica 20
luglio 2014 durante l’intera giornata anche
con la presenza dei karateki di kyu. Per quando riguarda gli esami di dan, ci sono stati cinque ragazzi per il 1° dan e due ragazze per
il 2° dan. Gli atleti hanno risposto bene alle
domande dei maestri e si sono esibiti in
modo corretto nel loro programma tecnico
e teorico. La commissione, formata dai maestri Gianni Pane e Domenico Patane, solo
assente alla commissione degli esami
Guglielmo Pane perche impegnato a svolgere il corso nazionale di allenatore della
Fijlkam a Roma,
IMPERIA, RONDE AL CHIAR
DI LUNA UNA IDEA “LUMINOSA”
ROMA, ANCORA UN SUCCESSO
PER LA CLASSICA CORSA
NELLE VIE DI TRASTEVERE
Domenica 20 luglio si è svolta a Roma nelle
caratteristiche vie del quartiere di Trastevere la
“Corsa de Noantri”, la ormai classica gara di
corsa su strada di circa 10 chilometri, organizzata dal Comitato provinciale di Roma in collaborazione del comitato dei festeggiamenti
della storica festa romana. Oltre settecento
atleti hanno preso parte alla corsa che per la
sua particolarità risulta sempre molto impegnativa. La vittoria è andata a Luca Tassarotti
di Ladispoli che ha preceduto Daniele Troia della Roma Sud, mentre nella prova femminile si
è imposta AnnaLisa Gabriele dell’Amatori Villa
Pamphili davanti a Elisabetta Beltrami della
Lbm Sport. Alla manifestazione e alla successiva premiazione hanno presenziato Andrea
Roberti componente della Giunta Esecutiva
dell’Asi, Sandro Giorgi responsabile nazionale
del settore atletica leggera e Veronica Santese
del Comitato Provinciale.
Sabato 5 Luglio al calar della sera si è svolta
a Imperia la 10° Ronde al Chiar di Luna, gara
di regolarità a pressostati, magistralmente
organizzata dalla Sanremo Corse, valevole
per il Campionato Nord-Ovest e per il Trofeo
Costa Ligure 2014. Il percorso, molto tecnico,
da ripetere 3 volte e suddiviso in 56 prove, è
stato molto apprezzato dai circa 20 partecipanti per la bellezza delle strade percorse,
Colle San Bartolomeo in primis ma anche la
bretella di Cesio o la stretta e tortuosa prova
di Aurigo, ma soprattutto è stata apprezzata
la novità portata in gara dagli organizzatori,
i “Pressostati LUMINOSI”, questa primizia
presentata dalla Sanremo Corse e dal Gruppo Crono Ligure è piaciuta moltissimo ai partecipanti che a notte fonda, si trovavano ad
entrare nei settori senza quasi neppure il
bisogno di accendere i fari. La gara è iniziata
alle 19.30 ed è finita alle ore 11.00 circa, e
dopo aver superato ben 56 rilevamenti
“Luminosi” è stata vinta dall'equipaggio Bruna-Zagato “TOP”, che hanno dominato la
manifestazione fin dall'inizio, seguiti da
Limoni scaglia-Limoni “B” e a completare il
podio della classifica assoluta l'equipaggio
locale Ardissone-Barla “A”. Molto bravi e
regolari anche l’equipaggio proveniente dalla Toscana Balloni-Balloni che hanno vinto la
classe “C”; la categoria “D” è stata appannaggio dell’equipaggio Marrale-Torrisi su Fiat
500. Sempre molto attiva a portare novità nel
settore, la Sanremo Corse affiancata dai
ragazzi del Gruppo Crono Ligure, anche questa volta si è distinta per la perfezione con cui
ha saputo gestire la manifestazione in maniera veloce e senza intoppi, infatti durante un
favoloso e super abbondante “Spuntino di
Mezzanotte” preparato sapientemente dalle
mani dei gestori del Bar “Le Cave”, i Lanteri
preparavano le classifiche ed in un batter
d’occhio anche le premiazioni, in modo da
poter andare tutti a nanna, appena passata
la mezzanotte.
Supergara Citta di Castell’Umberto di automobilismo
Domenica 13 luglio si è svolta presso
Castell’Umberto, in provincia di Messina, la
ottava prova della Supergara, specialità
introdotta dalla Salerno Corse , che ha
riscosso notevole successo tra i piloti. Questa nova tipologia di gare Amatoriali , sono
nate proprio per avvicinare gli appassionati automobilistici al mondo delle gare, senza quei costi esorbitanti delle gare agonistiche . Ben ottanta i partecipanti a questa
edizione , che come sempre e’ partita alle
ore 9.00 . La gara e’ finita alle ore 14.30
completando così tutte e tre le prove. Pre-
miazione sempre splendida e ricchissima
di premi per i piloti , alla presenza delle
massime autorità del Comune, ed al folto
pubblico presente malgrado la giornata
molto calda. Tengo a precisare un particolare molto importante, chiamare questa
nuova tipologia di gare” amatoriali”, non
vuol dire certo inaffidabilità o poca professionalità. Alle nostre gare sono sempre
presenti le seguenti figure professionali:
cronometristi della Federazione Cronometristi Italiana, con sei unità. Team antincendio con due unità (trattasi di personale
specializzato con autorizzazioni da parte
dei VV.FF) e dalle varie Prefetture. Team di
estricazione con due unità (trattasi di personale pronto ad intervenire in caso di grave incidente sull’auto senza per facilitare
l’intervento dei medici) due ambulanze di
rianimazione con quattro paramedici e
due medici rianimatori, forniti di farmaci
salvavita. Ben trenta commissari di percorso forniti di estintore per un primo soccorso, bandiere di segnalazione, filler, scope.
Servizio radio e telecomunicazioni con tecnico specializzato, due carri soccorso per
una completa copertura del percorso. due
persone per il servizio di montaggio e
smontaggio gara , che si occupano anche
della messa in posa di gomme o balle di
paglia nei punti sensibili. La direzione gara
formata da due unità, il direttore di gara,
ed il vice . Il tutto viene comunque sempre
controllato e monitorato dall’organizzatore. (Nando Salerno)
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> MONDO ASI
PALAGONIA, UN SUCCESSO
LA 2^ EDIZIONE
“PALAGONIA CHE CORRE”
SAN MAURIZIO CANAVESE,
NEL COUNTRY FESTIVAL
SUCCESSO DELLE GARE ASI
DI BODYBUILDING
Grande successo per il settore ASI pesi. Recentemente si è svolto il “Campionato ASI
WDFPF”, dedicato alla pesistica e alla panca.
Ad organizzare l’evento, il nostro Ente insieme
alla società “Gym Club”. Oltre 2000 le persone (richiamate dalla bella festa country che si
è svolta in contemporanea con le gare) che
hanno riempito le tribune del centro polisportivo di San Maurizio Canavese, in provincia di
Torino, ed oltre 100 gli atleti in pedana provenienti da tutta Italia. La manifestazione è stata una vera e propria “festa dello sport”, condita anche da una riuscita esibizione dedicata
al Bodybuilding, disciplina nella quale si sono
distinti Angelo Bramante, della Gym Club, Lilith
Bevacqua del Colosseum e Dino Mognol, della
società Hercules di Aosta. Per quanto riguardo
il campionato ASI, in campo maschile, primo
posto conquistato da Roberto Manfredi, nella
categoria 56 kg. Da segnalare anche la piazza
d’onore di Vlad Cherchez, che ha chiuso con
77,5 chili e 13 ripetizioni. Poi, nella categoria
125 chilogrammi, l’atleta Matteo Antonelli ha
fatto registrare un totale di 187,5 kg nella
distensione (con un peso corporeo di 111),
chiudendo al primo posto assoluto la prova di
Combinata. Ottime le performance anche dei
giovani. Importanti le prove di Riccardo Bertorello e Simone Signori, che nell’under 18 hanno concluso al secondo e al terzo posto. Nella
categoria “Senior” hanno brillato Emanuele
Pacera che, con 92 kg nella distensione, si è
meritato il terzo posto. Argento in combinata,
invece, per Domenico Gorgerino. Per quanto
riguarda le donne, affermazione assoluta e strepitosa di Susanna Perrona, la quale ha centrato un riscontro di 75 kg e 36 ripetizione. Una
prova incredibile. La stessa atleta ASI ha appena vinto, nuovamente, gli ultimi Campionati
Mondiali IWF di Pesistica Olimpica disputati a
Copenhagen, dal 30 Agosto al 7 settembre. E'
il sesto mondiale consecutivo in cui trionfa.
Motivo di orgoglio per il settore pesi e soprattutto per tutto l’ente di ASI.
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La seconda edizione della maratona di solidarietà "Palagonia che corre", organizzata dall'associazione "Alleanza Palagonese", nella
cittadina di Palagonia, in provincia di Catania,
ha rispecchiato ciò che di buono ha espresso
la prima edizione. Tanta allegria e serenità
hanno invaso le vie cittadine. Oltre le aspettative le iscrizioni, con più di quattrocento
partecipanti di tutte le età e sesso, che non si
sono risparmiati nel rendere piacevole la passeggiata, con un pizzico di competizione che
non guasta mai. Sono state premiate le due
categorie (under 14, over 14), il tutto condito
da esibizioni in piazza tenute dalle palestre del
paese, presenti con le proprie discipline. Il Presidente Provinciale dell’Asi Catania Angelo
Musmeci che ha patrocinato e sostenuto l’iniziativa ha espresso i propri complimenti agli
organizzatori per l’impegno profuso ed i risultati ottenuti concordando di rinnovare l'impegno e di ritrovarsi attivamente pronti nel proporre nuove iniziative per lo sport e per il
sociale sul territorio.
SU PERGARA ASI
CITTÀ DI LIBRIZZI
Domenica 21 settembre si e’ svolta la Supergara Asi Città di Librizzi, in provincia di Messina, organizzata dalla Salerno Corse . Un
notevole successo da parte degli organizzatori per questo primo evento che ha registrato ben ottantacinque iscritti a questa nuova
tipologia di gara voluta dal Referente Nazionale Salerno Nando, che ha dimostrato di
poter organizzare questa nuova tipologia di
gare, senza alcun permesso da parte della
Federazione Automobilistica, che invece pretendeva di dover avere pieni poteri su questa
nuova specialità. La bravura e la caparbietà
di Salerno ha fatto si che le gare da lui inventate e sperimentate sotto l’egida dell’Asi funzionano in maniera eccezionale, promuovendo così, come nel compito dell’Asi, lo sport
dell’automobilismo a basso costo, senza nulla togliere alla sicurezza. La gara si e’ svolta
presso la Cittadina di Librizzi, con grande
apprezzamento da parte di tutti gli albergatori e ristoratori, nonché del Sindaco Cilona e
di tutta la Giunta Comunale. Sul palco della
premiazione il Sindaco ha ringraziato la
Salerno Corse, invitandoli anche per il 2015 a
riproporre tale spettacolo. I complimenti sono
giunti da parte di tutti i piloti partecipanti, sia
per la messa in sicurezza del tracciato, sia per
le sue caratteristiche tecniche. Un plauso da
parte di tutti è anche andato all’associazione
sportiva Promoter di Librizzi, che ha sicuramente innalzato il livello di sicurezza e spettacolo di tutta la gara ed il gruppo degli
appassionati della ridente cittadina.
Torneo internazionale
VW J unior Master
Nella meravigliosa cornice di Roma, si
sono svolte le fasi finali del torneo internazionale di calcio Volkswagen Junior
Master 2014 riservate ai giovani calciatori
Under 13 anni provenienti da tutto il mondo. Alla manifestazione, alla quale hanno
partecipato ventitré squadre di tutti i continenti, ha preso parte anche l’ASI con la
sezione Lorenzo Cesari di Roma che ha
fornito gli arbitri per la fase eliminatoria,
nella splendida location della Borghesiana
nizzatori e accompagnatori (quasi tutti parlavano un ottimo inglese). Ciò ha permesso di condurre a termine le giornate con
meno di 30 minuti di ritardo sull’intero programma giornaliero: un vero record!!!. Le
squadre provenienti da tutto il mondo si
sono confrontate,in una babele di lingue,
con l’obiettivo di esaltare i valori veri dello sport fatto di lealtà, correttezza e alla fine
di amicizia: valori genuini e profondi che
attraversano le barriere di razza, colore ed
di Roma e per la finalissima giocata nello
stadio Olimpico di Roma. Gli arbitri dell’ASI hanno fornito un apprezzato servizio
dirigendo settantaquattro incontri di 20
minuti l’una con 4 fasi a gironi (eliminatorie), quarti di finale, semifinali e finale
all’Olimpico. L’organizzazione ha dovuto
affrontare un lavoro non facile di coordinamento tra squadre, accompagnatori e
arbitri che si sono alternati su tre dei campi de “La Borghesiana”, contenendo i ritardi al minimo grazie anche al competente
ruolo svolto dalle terne arbitrali più il quarto uomo. L’ASI ha infatti fornito tutte le
partite di un arbitro, due assistenti e un
quarto uomo, con competenze linguistiche
per dialogare e prendere accordi con orga-
etnie, i confini di stato e di religione finiscono con l’abbraccio finale tra vincitori e
sconfitti. Proprio gli abbracci e gli incoraggiamenti di questi piccoli campioni tra di
loro e con gli avversari ci riconciliano con
lo sport e ci spingono, come arbitri, a lavorare sempre meglio per rafforzare negli
sportivi, e in noi stessi, i valori fondanti dello sport, con passione e lealtà sportiva, per
una crescita della società basata su valori
fondamentali. Con la passione ed il sacrificio si possono raggiungere grandi obiettivi e questi piccoli campioni, nonostante
la loro età, ce lo hanno dimostrato.
Le squadre giunte alla fase finale sono state selezionate tra tornei nazionali nei quali
si sono confrontate fino a trecento compa-
gini per ogni paese. Le squadre campioni
nazionali: dall’America alla Francia, dalla
Spagna alla Turchia, dal Giappone al Messico, dall’Australia all’Argentina, dal Brasile all’Arabia Saudita, dalla Korea alla
Svizzera fino dalla Germania alla Namibia, e così via fino alle due squadre italiane (Italia 1 e 2: Lodigiani, campione nazionale, e Roma), si sono battute senza risparmiarsi sotto un magnifico sole che ha
accolto a Roma i ragazzi, i loro accompagnatori e molte delle loro famiglie. Tutti
hanno seguito con grande trepidazione le
varie fasi del torneo fino alla finale dell’Olimpico, vivendo una esperienza indimenticabile.
Ma solo due squadre hanno potuto coronare il sogno di giocare allo stadio Olimpico
una finale di fronte a migliaia di ragazzi: la
Svizzera e la Turchia che hanno battuto in
semifinale rispettivamente la Russia e la
Polonia. Per la cronaca ha vinto la Svizzera (con la squadra campione nazionale del
FC Basel) neo campione mondiale VW
Junior Master 2014, battendo ai rigori la
Turchia (campione nazionale il Besiktas)
per 4 a 3 dopo che i tempi supplementari
erano terminati sull’1 a 1. La gara è stata
diretta dall’arbitro nazionale ASI Massimiliano Polidori con gli Assisenti Walter Guarini e Claudio Amadei, quarto uomo l’arbitro nazionale Flavio Perticarà. Ovviamente
il team arbitrale ha utilizzato le apparecchiature tecnologiche in loro dotazione (kit auricolare UEFA e tabellone luminoso come in
Serie A) per svolgere al meglio il loro compito. L’ASI Roma, Sezione Lorenzo Cesari, ha dunque dimostrato grande capacità
arbitrale ed organizzativa, riconosciuta
pubblicamente dai responsabili della Volkswagen presenti al momento della premiazione di tutti i ventisette arbitri che hanno
partecipato all’evento. (Claudio Signoretti)
33
> MONDO ASI
BRESSO,
3^ EDIZIONE MINIMOTO DAY
L’attività del pattinaggio
artistico nel 2014
Asi pattinaggio attivissima in questo 2014. Molte le manifestazione svolte da questo settore che, mai come quest'anno, ha fatto registrare un così grande successo. In primis, il
fiore all'occhiello è stata la "Coppa dell'Amicizia Asi 2014" di pattinaggio artistico.
L'evento, giunto alla sua quinta edizione, è un torneo rivolto in modo particolare alle
categorie giovanili di pattinaggio artistico. Ma con l’inserimento, in alcune giornate,
anche di quelle agonistiche, in modo tale che possano essere da stimolo a tutti coloro che
si avvicinano a questa disciplina. Ad ospitare la competizione, disputatasi da gennaio ad
aprile di quest'anno, varie regioni del Veneto. Lo scopo, riuscito, del torneo è stato quello, come detto, di far gareggiare gli atleti più giovani (dai 5 ai 10 anni) in un clima di
amicizia e di reciproco rispetto secondo le loro capacità. Grande l'affluenza sia del pubblico che degli atleti in tutti gli incontri che ci sono stati. Con una media di 90 partecipanti, tutti appartenenti alle Asd Asi. Ad ogni gara è stata letta la “Promessa dello Sportivo ASI”. Il punto saliente della lettura è stato senza dubbio quello iniziale. "Noi, atleti
partecipanti a questa gara ci impegniamo a dare il meglio di noi, rispettando le regole e
l’avversario…”. Ai primi 3 classificati è stata consegnata una coppa, mentre a tutti i partecipanti una medaglia ricordo. A trionfare è stata la "Valdagno Castelgomberto" con 746
punti. Secondo posto per la "P.A. Altichiero di Padova (738,8 punti) e terzo per la "P.A.
Altichiero di Noventa con 686,7 totalizzati. Non meno importante è stato poi il "Trofeo
insieme per la vita” di pattinaggio spettacolo, giunto anche esso alla quinta edizione. Si
è svolto a maggio, a Padova, ed era aperto anche alle società non affiliate ASI, con lo
scopo principale di fare propaganda per questo settore Questa gara, molto apprezzata da
tutti gli addetti ai lavori, è stata lanciata a livello nazionale per far sì che anche le altre
società Asi d’Italia potessero partecipare. Ma l’obiettivo di questo trofeo è stato soprattutto quello di promuove e sostenere l’associazione “AIL” nella sua importante e lodevole attività. L’AIL di Padova, infatti, è impegnata da 38 anni nella lotta contro le malattie del sangue. Durante questi anni ha favorito il sorgere di un nuovo reparto di Oncoematologia Pediatrica, ha contribuito alla formazione del personale medico e paramedico con borse di studio, congressi ed aggiornamenti. Ha dotato i Laboratori di ricerca
Scientifica e le corsie del Reparto con le attrezzature più moderne. E tantissime altre iniziative meritevoli. Il trofeo è stato vinto dalla Società Artiskate di Verona.
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A Bresso esiste un gruppo con la passione un
po' fuori dal comune per le due ruote. L'Asd
Racing Team Sbiellati infatti investe moltissimo
del proprio tempo libero facendo conoscere su
tutto il territorio Milanese lo sport motoristico
a due ruote detto Minimoto Junior o anche
Minimoto Primi Passi dedicato ai bambini a partire dai 6 anni. Il risultato del week end dimostra effettivamente che sono tanti i genitori che
non si sentono alla portata di affrontare una
mezza giornata “da soli” e “in autonomia” per
far provare la minimoto al figlio.
Il Team ha l’intento di promuovere questo tipo
di sport e quando danno inizio al loro Minimotoday richiamano l'attenzione di centinaia di
persone che aggregandosi piacevolmente per
due giornate consecutive sono felici di vedere
in sella ad una minimoto i loro bambini, sorridere come se fossero sul gioco più bello in assoluto per loro.
Racing Team Sbiellati con la collaborazione di
Massimo Mingolla, Enrico Zennaro, Francesco
Colombi, GianLuca Aru, Nicolò Sifarelli e ancora una decina di fedeli aggregati che non mancano mai a dare un aiuto, hanno trasformato
nel week end del 27 e 28 settembre il parcheggio di proprietà Carrefour di Bresso, in una Scuola MiniMoto PrimiPassi per 70 bambini.
Un piccolo tracciato, molto lento, presenziato
da personale munito di bandiere di segnalazione, personale con esperienza per insegnare a
stare in equilibrio sulla minimoto, che sensibilizzano a dosare il comando dell'acceleratore e
a frenare, 3 minimoto Polini, diversi kit di protezione, caschi e guanti.
Il prossimo appuntamento Minimotoday è previsto nella metà di novembre 2014, i corsi completi di 5 lezioni cominceranno nel mese di marzo 2015 fino a fine giugno 2015 (per info [email protected] FB e G+).
Un ringraziamento lo porgiamo al Supermercato Carrefour di Bresso e chi lo rappresenta, CF
Termoidraulica, l'impresa edile Lacci snc, Arkaedil, Mg Moto Cormano, il bar caffè Square di
Bresso, il ristorante il Volo di Bresso,per aver
contribuito alla realizzazione dell'evento.
Si ringraziano tutti gli abitanti di Bresso e dei
comuni limitrofi perchè molti si sono recati
all'evento anche solo per semplice curiosità e
piacere di vedere i sorrisi dei bambini quando
sono in sella ad una moto in miniatura.
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> MONDO ASI
ATTIVITÀ
TAEKW ONDO,
I SUCCESSI DELL’ASI
AI CAMPIONATI EUROPEI
SENIORES E JUNIORES
Superlativo il 29° Campionato Europeo
Seniores e il 20° Campionato Europeo Juniores che è stato un grande successo
per l’ Asi Fitae-Itf, successo di risultati e successo di organizzazione. Il campionato col
maggior numero di partecipanti registrato ad
oggi, oltre cinquecentocinquanta i competitori provenienti da trenta nazioni europee.
Ospiti d'onore il Gran Master Pablo Trajtenberg Presidente della ITF, Gran Master Hector
Marano della Commissione Tecnica Internazionale, Master Tadeus Loboda Presidente
della AETF, Master Carmine Caiazzo Presidente della Asd Asi Fitae-Itf Un Campionato
che lascerà un segno indelebile nella memoria dei presenti anche per la cerimonia d'apertura cominciata con la sfilata dei rappresentanti delle nazioni partecipanti e con l'esibizione di canto del Maestro Barbara Santucci
col nostro Inno Nazionale, le acrobazie del
Maestro Valentino Solinas e la dimostrazione
di potenza del Maestro Alessandro Cavidossi. Il momento culminante e più atteso è stato l'incontro di due leggende del Taewkon-Do
ITF i plurititolati Maestro Stephen Tapilatu e
Maestro Tomaz Barada. Accompagnati dai
rispettivi coach storici Master Wjnand Tapilatu e Master Willy Van De Mortel, hanno dato
vita ad un entusiasmante match carico di passione e nostalgia per il recente passato
mostrando che l'età non scalfisce la classe,
l'esperienza e la tecnica dei grandi campioni.
Nei quattro giorni di gara l'Italia dimostra,
con una delle compagini più numerose del
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torneo, di essere all'altezza del livello della
competizione, collezionando uno dei bottini
migliori della nostra storia e, con 3 ori 7
argenti e 13 bronzi, si piazza al 4° meritatissimo posto nel medagliere delle nazioni.
Complimenti a tutti gli atleti per l'impegno,
la serietà, la dedizione, il coraggio e il rispetto dimostrati e complimenti vivissimi a quelli che sono riusciti a raggiungere il traguardo
più ambito i neo campioni europei: Maestro
Adriana Riccio Campionessa di forme seniores femminili VI-IV DAN, Timothy Bos Campione di Forme juniores II DAN e Tiziano "Titto"
Trimboli Campione combattimento seniores
cat.57 kg. Di questo grande successo gran
parte del merito va ai Coaches Maestro Lean-
dro Iagher, Master Ciro Cammarota, Maestro
Fabio Iovane, Maestro Orlando Saccomanno,
e alla coordinatrice della squadra femminile
Maestro Adriana Riccio. Il lavoro incessante
di questa equipe, la grande esperienza, l'integrità e la cortesia sono stati determinanti
nel creare un gruppo amalgamato e dalla
grandissima volontà, un contributo indispensabile alla crescita della squadra. In occasione del campionato è stato presentato il libro
tecnico "THE ART OF TAEKWON-DO" scritto
a tre mani da GM Wim Bos, GM Pablo Trajtenberg e GM Hector Marano, docenti di
innumerevoli IIC (International Instructor
Courses) che ha riscosso un grande successo
fra i praticanti di tutti i gradi.
PUGILATO, VITTORIA
PER DAMIAN BRUZZESE
Sul ring di San Venanzio di Galliera, in provincia di Bologna, il peso massimo Damian Bruzzese , tesserato ASI, è ritornato alla vittoria battendo
nettamente ai punti l'ostico Lituano Borucha. Si trattava del match di
rientro dopo la sconfitta di Dicembre che gli era costata il Titolo Italiano. un infortunio alla caviglia ha costretto Bruzzese ad un lungo periodo di inattività. Il pugile ferrarese ritornerà sul ring al Lido delle Nazioni (Ferrara) in un nuovo appuntamento per preparare il nuovo assalto
al titolo Italiano previsto per il prossimo autunno. Nel corso della serata si sono svolti sei match dilettantistici. Miglior pugile della serata premiato dal Presidente Provinciale dell’Asi di Ferrara Romano Becchetti è
risultato l'atleta della Pugilistica Padana Domenico Bentivogli.
ATLETICA LEGGERA,
CAMPIONATI ITALIANI DI CORSA
SU STRADA MASTER
E’ stata la ridente cittadina di Bianco, in provincia di Reggio Calabria, ad ospitare i Campionati Italiani Individuali di corsa su strada
sulla distanza di dieci chilometri. Alessandro
Di Priamo della Old Star Ostia è giunto secondo nella combattutissima gara per la categoria SM45, mentre Grazia Toma della Minniti
Reggio Calabria si è classificata al terzo posto
nella categoria SF55. Nella classifica di Società si sono classificate l’Atletica Sciuto di Reggio Calabria, la Mileto Marathon, l’Atletica
Runners 2012 di Crotone, la Crisal di Soverato, e la Fiamma Catanzaro.
ATLETICA LEGGERA,
NEI CAMPIONATI ITALIANI
MASTER UNA QUALIFICATA
PRESENZA DEGLI ATLETI ASI
Si sono svolti a Modena i Campionati Italiani Individuali per le categorie master dove
erano presenti atleti di alcune società affiliate all’Asi. In evidenza Barbara De Luca
della Vis Nova Salerno che si è imposta nella corsa ad ostacoli dei metri 400 per la
categoria SF40. Ottimi secondi posti di
Moreno Borgna dell’Asi Atletica Roma nella corsa dei metri 200 e 400 per la categoria SM50 e di Eugenio Caiazzo nella gara
dei 2000 siepi e di Anna Pergola nei 300 ad
ostacoli, entrambi portacolori della Vis
Nova Salerno.
ATLETICA LEGGERA,
NADIA DANDOLO VINCE A
S.GIORGIO DELLE PERTICHE
ATLETICA LEGGERA, LA FIAMMA CATANZARO
CONFERMA LA SUA CRESCITA TECNICA
Nadia Dandolo ha partecipato domenica 14
settembre alla prima edizione della Diecimila sul Graticolato Romano, gara di corsa su
strada sulla distanza di dieci chilometri che si
è svolta a San Giorgio delle Pertiche in provincia di Padova. L'atleta dell'Asi Roma ha
nettamente dominato la gara superando di
oltre un minuto la sua più diretta avversaria,
Mauriza Cunico della Vicenza Marathon. La
Dandolo con il tempo di 37.07, ha anche stabilito la migliore prestazione italiana di sempre sulla distanza per la categoria SF55.
La Società calabrese è tornata ad essere presente in campo nazionale con la partecipazione ai Campionato Italiano di prove multiple juniores ed a quello individuale. Il primo
svoltosi a Lana, in provincia di Bolzano, dove la promettente Rita Caliò ha dimostrato
di avere qualità per conseguire risultati di assoluto rilievo, pur ottenendo un piazzamento di rispetto, per pochi punti non è riuscita a conquistare il podio. A distanza di pochi
giorni la Caliò ha partecipato ai Campionati Italiani Individuali, svoltisi nel famoso
impianto “Primo Nebiolo” di Torino. Finalista nel salto in alto, ha partecipato anche alla
gara dei 100 ad ostacoli dove si è espressa dignitosamente con il tempo di 15”73. Assegnati, a Siderno i titoli di campione regionale assoluto dove ancora una volta gli atleti catanzaresi, sono stati protagonisti indiscussi nei settori delle corse e dei salti con
ben undici titoli regionali conquistati. 37
La Torre
di Babele
Riceviamo e pubblichiamo dall’amico Alessandro Maria Levanti:
Ancora una volta non sono d’accordo, e in questa occasione non con Italo Cucci ma
con il Presidente.
Mi riferisco all’editoriale a sua firma pubblicato sul numero di febbraio di Primato, dal
titolo “Ius soli”; avrei potuto intervenire a mia volta con un “controeditoriale”, ma
preferisco avvalermi della fantasia e rispondere con lo strumento del racconto, all’interno della rubrica che ho appena iniziato a curare.
Concordo con Claudio nel plaudire al decisionismo della Federhockey ma la soluzione da essa adottata nella sostanza è anni luce lontana dalla visione di milioni di connazionali.
Per essere considerati italiani non basta essere nati nella Penisola, è indispensabile
avere sangue italiano, un DNA composto di tradizioni secolari, di comune sentire, di
ideali sorti e rafforzati nel tempo.
Nessuno vuole togliere a chicchessia la libertà di praticare lo sport che più gli aggrada, ma da questo ad arrivare a stravolgere l’identità di un Popolo ne corre.
Le persone presenti qui da noi vogliono giocare ad hockey nel rispetto delle loro abitudini? Lo facciano pure, ma senza venir trasformati in “italiani”, i quali hanno ben
altre tradizioni, i quali sono ben altra cosa.
Il convivere in maniera civile deve fondarsi sul rispetto, e non sulla soppressione, delle diversità; se si perdono le proprie radici, e questo vale per tutti i popoli della terra,
si cade nella Babele, nella confusione più totale, nella “marmellata”, come sostiene
Claudia nel racconto qui sotto.
Potremo anche giocare ad hockey, ma a che prezzo?
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UNA SQUADRA
CHIAMATA UTOPIA
> Alessandro M. Levanti
Claudia Mirianti era una donna di successo,
ricca quanto basta e, cosa che non guasta, era
anche molto bella (ma avremmo fatto una
simile considerazione parlando di un uomo?
Bah!).
Aveva preso le redini dell’azienda di famiglia all’inizio del ventunesimo secolo, trasformando una piccola realtà agroalimentare
a carattere territoriale (gli stabilimenti si trovavano in Basilicata) in un colosso manifatturiero di livello internazionale, presente sui
mercati di mezzo mondo, dotato di tale solidità da riuscire a passare indenne la terribile
crisi economica degli anni dieci.
Claudia aveva quindi accumulato un ingente patrimonio, ma non le interessava di certo
imporsi come uno dei più ricchi magnati italiani.
Ben altre erano gli aspetti della vita che le stavano a cuore: la Fede, la Famiglia, l’amore
per il suo Paese e per la sua gente. E poi la
sua grande passione, il calcio.
In questo campo voleva realizzare qualcosa
di grande e di originale nello stesso tempo,
qualcosa in cui nessuno prima si era cimentato: diventare la prima donna Presidente di
una compagine scudettata? Troppo banale.
Creare nella provincia meridionale italiana
una squadra di successo che raggiungesse
traguardi mai raggiunti prima in una piccola
città del sud? Ancora troppo poco.
Il suo obiettivo era costruire una compagine
che andasse oltre i successi agonistici per
imporsi come elemento di pura italianità perché il campionato nazionale fosse vinto da
una società italiana che non fosse nelle mani
di magnati stranieri, americani, sceicchi o birmani che fossero, con staff e giocatori tutti
rigidamente nostrani.
Non era mossa da intenti razzisti ma da convinzioni identitarie, da finalità socioculturali
di contrasto alla globalizzazione selvaggia ed
alla “marmellata mondiale”, come la chiamava lei.
“Il mio sogno è riportare all’Italia il nostro
scudetto, riuscire a creare un blocco, come
quelli di una volta, che rappresenti la spina
dorsale della Nazionale, senza cercare scorciatoie pur di vincere. E poi, se pur di vincere dovessi trasformare me stessa, la vittoria
non sarebbe più mia ma di questo qualcun
altro che ha preso il mio posto”.
Detto fatto, acquistò i diritti calcistici della
società della sua cittadina, creando una intelaiatura dirigenziale di prim’ordine, tutta
costituita da professionisti italiani, costituì un
eccellente vivaio, mise sotto contratto esclusivamente calciatori autenticamente nazionali, senza andare
alla ricerca, o alla
costruzione,
di
improbabili atavici
legami familiari da
millantare per giocatori in realtà stranieri.
“Italiani (ma anche
europei o asiatici o
africani) si è per
sangue, non certo
in base al luogo
dove si nasce: è una
questione di storia,
di DNA, non di
mero anelito di
ricerca della vittoria a tutti i costi” era
usa sostenere.
Ovviamente la sua sfida non piacque ai salotti buoni dello sport internazionale e nostrano, né tantomeno ai portatori dei grandi interessi finanziari che c’erano dietro o ai circoli politicamente corretti: l’accusarono di essere contro il progresso, ovviamente la tacciarono di razzismo, era scontato.
Ma Claudia non si fece intimidire, andò avanti nel suo progetto, costruì una realtà societaria molto solida, costituita da gente motivata: i suoi collaboratori ed i giocatori li pagava bene, ma senza le esagerazioni alle quali
il mondo del pallone era abituato, etica e lealtà erano posti al primo punto degli scopi
sociali.
Certo qualche giocatore tra i più bravi se ne
andava, attratto dai mirabolanti ingaggi
nazionali ed internazionali, qualche manager
accettava le lusinghiere offerte dei colossi del
calcio, ma i più restavano fedeli al progetto
e ripetevano sempre più spesso: “Mi accontento di diventare ricco senza ricercare vantaggi smodati, il denaro non è il mio dio”.
Sotto il profilo agonistico poi la squadra di
Claudia continuava a dare ai propri tifosi
impensabili soddisfazioni, vincendo un campionato dopo l’altro ed arrivando addirittura
alla finale dei play-off per l’ingresso nel calcio professionistico di vertice.
Quel giorno però si trovò di fronte uno squadrone che la sconfisse con facilità, uno squadrone, è vero, pieno di stranieri, ma ognuno
era libero di comportarsi come voleva.
Claudia subì il colpo, per un momento lo
sconforto la portò a pensare di abbandonare
tutto, ma poi reagì e ripartì con
rinnovato furore.
Il cammino nel
campionato dell’anno dopo fu
trionfale, così
come lo fu per
quelli successivi, tanto che la
squadra entrò
nel gotha del
professionismo,
raggiungendo
traguardi sperati
ma impensabili
all’inizio dell’avventura.
Non vinse mai lo
scudetto ma arrivò più volte tra le prime, ed in un’occasione
raggiunse addirittura le semifinali dell’Europa League, fornì l’ossatura alla Nazionale,
impose il suo progetto a tutto il mondo del
calcio.
Alla fine però le difficoltà erano divenute
enormi e Claudia fu costretta a vendere la
società a industriali russi; il suo sogno però
lo aveva realizzato, era riuscita dimostrare
che si può vincere senza alterare la propria
identità e la propria essenza.
Aveva dato uno scopo ideale alla sua vita.
A proposito, non vi ho detto il nome della
squadra: si chiamava UTOPIA.
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> CINEMATOGRAFIA SPORTIVA
Il duello fra
Lauda e Hunt
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Il mondo
delle corse
tra velocità
e rispetto
> Donatella Italia
Per questo numero di Primato vi parliamo
di un film molto recente (2013) diretto da
un premio Oscar (Ron Howard) e interpretato da due giovani e bravi attori (Chris
Hemsworth e Daniel Brühl): sì, sto proprio
parlando di “Rush”.
Il lungometraggio è incentrato sulla rivalità tra Niki Lauda (interpretato da Brühl) e
James Hunt (Hemsworth), ovvero tecnica
contro amore per la velocità, razionalità
contro irruenza. Iniziato sulle piste di Formula 3, nel 1973 il duello tra i due prosegue poi nella serie maggiore: Lauda come
pilota pagante con la BRM, mentre Hunt è
il pupillo della Hesketh. L’anno successi-
vo il pilota austriaco approda in Ferrari,
grazie soprattutto ai buoni rapporti con
Clay Regazzoni (il nostro sempre bravo
Pierfrancesco Favino) che lo aveva raccomandato al Drake. Lauda affronta così il
1974 sulla macchina potenzialmente più
forte in quel periodo, migliorandone, da
scrupoloso professionista qual era, il motore e quindi la resa in pista.
Nel 1975 Lauda si laurea Campione del
Mondo suggellando così ulteriormente il
suo rapporto con la scuderia di Maranello.
Non ha però la stessa fortuna l’Inglese che
rischia di non avere una macchina da guidare: la Heskerth infatti non aveva sponsor
e in un mondo come la Formula 1 questa
scelta non può portare lontano. Si affaccia-
no quindi giorni difficili per Hunt che vede
il suo sogno infrangersi; fortunatamente
per lui però la MacLaren si ritrova senza
pilota in seguito all’ improvviso addio di
Emerson Fittipaldi. Per l’Inglese è come
rinascere: finalmente ha una macchina
potente da guidare e può riprendere ad armi
pari la sfida con “il topo austriaco”, come
l’aveva soprannominato.
Il 1976 sembra essere un anno fortunato per
Lauda; nelle prime cinque gare del Campionato, infatti, si qualifica tre volte primo
e per due secondo e si sposa con Marlene
Knaus (qui la bella Alexandra Maria Lara).
Il destino sembra sorridergli insomma, ma
forse non è così.
La decima gara del Campionato è in calen-
41
> CINEMATOGRAFIA SPORTIVA
dario sul circuito del Nürburgring, si deve
correre in condizioni a dir poco proibitive:
la pioggia incessante rende infatti la visuale pressoché nulla. Lauda, pur detenendo il
primato sulla pista, sempre attento calcolatore, valuta che il rischio di una corsa con
asfalto molto bagnato sia eccessivo su questo circuito e chiede una riunione dei piloti con i direttori di gara per chiedere di
annullare la gara. Ma Hunt, temendo che
l'Austriaco, con il vantaggio di punti già
accumulato e correndo una gara in meno,
avrebbe tratto troppo vantaggio nella corsa al titolo, convince la maggioranza dei
piloti a votare perché si corra.
Alla partenza James è in pole position, con
Niki in seconda posizione. Durante il primo giro con gomme da pioggia, entrambi
si convincono che l'asfalto si stia asciugando e rientrano ai box per installare coperture slick. Purtroppo, durante il terzo giro,
la sospensione posteriore sinistra della Ferrari di Lauda cede facendogli perdere il
controllo della vettura. L'urto con le barriere esterne è inevitabile e violento: il casco
del pilota vola via, la macchina carambola
senza controllo incendiandosi. Le altre vet-
42
ture tentano di evitare questa palla di fuoco sull’ asfalto, ma alcune la colpiscono in
pieno. Lauda è ancora incastrato all'interno dell'abitacolo invaso dalle fiamme.
I primi a prestare soccorso sono proprio gli
altri piloti coinvolti nell'incidente ed un
commissario del circuito che accorre con
un estintore. Dopo molti secondi il corpo
inerme di Lauda viene estratto dalle lamiere contorte e un elicottero lo porta subito in
ospedale. A dare ulteriore pathos alla scena, lo sguardo terrorizzato di Marlene che
segue le sorti dell’amato marito alla radio.
La situazione del pilota risulta critica perché, oltre alle ustioni riportate e aggravate
dalla perdita del casco, ha inalato i roventi e tossici vapori di benzina. La sua vita è
veramente appesa a un filo.
Ma Lauda è un osso duro e lotta, lotta
disperatamente per sopravvivere a quel tragico incidente: nel film il suo recupero viene raccontato mostrando alternativamente
l’Austriaco in ospedale mentre gli aspirano i veleni dai polmoni e intanto Hunt
riprende a vincere. Sofferenza contro gioia, morte sfiorata contro un’esplosione di
vita.
Lauda finalmente riesce a riprendersi e,
nonostante la moglie lo implori di non farlo, torna in pista. Lo stesso Hunt è felice di
rivederlo: rivalità sì ma mai la mancanza
di rispetto per l’altro. Rispetto che porta
l’Inglese addirittura a malmenare un giornalista che, durante la conferenza stampa
pre Gran Premio d’Italia, aveva domandato a Niki se, per come era stato ridotto il
viso dopo l’incidente, la moglie Marlene
avrebbe chiesto il divorzio.
Si arriva a correre il Gran Premio del Giappone, gara conclusiva del Mondiale 1976:
come un terribile deja vu, le condizioni
meteo sono le medesime del Nürburgring.
Lauda affronta la corsa, ma a un tratto comprende che cosa conta veramente e abbandona la gara. Alla domanda della scuderia
se preferiva comunicare ai media che si era
trattato di un guasto tecnico, l’Austriaco
risponde di no: quella era la sua decisione
e non vedeva il motivo di nascondersi dietro una puerile scusa.
Hunt arriverà terzo, ma grazie ai punti vinti mentre Lauda era in ospedale, si aggiudicherà il titolo di Campione del Mondo
1976.
Il film si conclude con l’incontro del tutto
casuale dei due all’aeroporto di Bologna:
Lauda intento a sistemare il suo aereo, la
sua nuova passione, e Hunt pronto a decollare con alcuni amici. I due si confrontano
con la consueta franchezza, sottolineando
ancora una volta le reciproche differenze:
Lauda, metodico e puntiglioso, trova nel
volo una nuova sfida per raggiungere la
perfezione; Hunt, invece, preferisce godersi il suo momento e divertirsi senza pensare a un domani. La cronaca ci racconta che
Lauda poi tornerà a essere Campione del
Mondo nel 1977 e nel 1984 mentre Hunt
lascerà le corse nel 1979 e, per un attacco
cardiaco, anche tutti noi il 15 giugno 1993.
L’impresa di Ron Howard (Apollo 13, A
Beautiful Mind – Oscar nel 2002, Cinderella Man, il Codice da Vinci e Angeli e
Demoni) non era facile: raccontare il mondo delle corse senza cadere preda del fascino della velocità, del rombo dei motori, ma
grazie alla sua maestria riesce a darci un
ritratto completo delle figure dei due piloti, scavando nelle loro personalità e presentandoceli prima come uomini, poi come
piloti.
Chris Hemsworth abbandona i panni del
dio del tuono Thor per indossare il sorriso
beffardo di James Hunt, dando prova di
non essere solo un gran bel ragazzo ma
anche di saper recitare molto bene. Dall’arroganza ostentata alla rabbia nei momenti
di crisi, Hemsworth risulta convincente,
superando brillantemente questa non facile prova.
Daniel Brühl è forse per noi meno noto del
suo biondo e statuario collega, ma nel suo
palmares già contiamo Goodbye Lenin!,
The Bourne Ultimatum – Il giorno dello
sciacallo e Bastardi senza gloria. Qui, alle
prese con un personaggio all’apparenza
antipatico ed esageratamente freddo, questo giovane attore riesce comunque a far
trasparire un’umanità, capace perfino di
tenerezza nel rapporto con la moglie Marlene. Accanto ai due protagonisti troviamo,
appunto, la bella Alexandra Maria Lara,
tedesca di origini romene, che avevamo già
avuto di apprezzarla in La Caduta di Hirschbiegel, dove impersonava la segretaria
di Hitler, in La Banda Baader Meinhof (2008) di Uli Edel e The Reader (2008)
di Stephen Daldry.
Infine, last but not least, nei panni di Clay
Regazzoni, il nostro Pierfrancesco Favino
alla sua ennesima conferma: qui ritrova
come regista, dopo Angeli e Demoni, Ron
Howard e noi lo rivediamo molto volentieri anche dopo Romanzo Criminale, Le Cronache di Narnia e Posti in piedi in Paradiso.
Per concludere: un ottimo cast per un grande regista, una produzione che già ci aveva regalato Senna – Il Film (ne avevo parlato su Primato nel Luglio 2013) e la colonna sonora di Hans Zimmer (autore anche
delle musiche di Giorni di Tuono, Thelma
& Louise, Il Re Leone – Oscar nel 1995
con Elton John, Pirati dei Caraibi e Codice da Vinci); il tutto compattato in 116
minuti di ottimo cinema, premiato con le
nomination ai Golden Globe per il Miglior
Film Drammatico e il Miglior Attore non
protagonista per Brühl che, come sappiamo, è andato a Jared Leto per Dallas
Buyers Club.
Visti i presupposti, non possiamo che augurarci che Ron Howard torni presto a rivolgere la cinepresa verso il mondo dello
sport.
43
> Umberto Silvestri
Da niza : qua ndo l’ uomo è viglia cco
Com’ era stata purtroppo annunciata, organizzata, deliberata e pianificata, l’uccisione dell’orsa Daniza, in spregio alle proteste, alle proposte di ricollocarla, agli appelli arrivati da tutto il
mondo per salvarla, si è verificata puntualmente. La spietata “caccia all’orsa” portata avanti per più di un mese, con un accanimento, una protervia e uno spiegamento di mezzi e uomini senza eguali, ha dato il suo risultato. Adesso saranno felici i cercatori di funghi, i passeggiatori della domenica, gli onesti allevatori (quelli della truffa delle quote latte per intenderci), i progettisti delle nuove piste da scii e delle seggiovie della zona e i perbenisti, per i quali le montagne, le valli e i boschi del Trentino e non solo, non sono di chi li abita dalla notte
dei tempi, come appunto gli orsi, i cervi, i lupi e i camosci, ma di chi abusivamente e scelleratamente li ha occupati e sfruttati. Daniza è morta davanti ai suoi cuccioli e noi ancora una
volta abbiamo perso un’occasione per poter essere compassionevoli, intelligenti, in simbiosi
con la natura. Uccidendo, insieme a quel povero animale, anche le speranze di ricostruire un
ambiente migliore, integro, ripopolato, da lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti. La Provincia di Trento aveva assicurato che non sarebbe stata uccisa, il Ministro dell’Ambiente aveva
garantito che non si sarebbe messo a rischio il ripopolamento e adesso ci dicono che ad
ammazzare l’orsa è stato il troppo anestetico. Certo, come no….,un colpo partito accidentalmente. Come quello, che esattamente una settimana dopo ha ucciso un altro plantigrado nel
Parco Nazionale d’Abruzzo, stroncato da una mano assassina e vigliacca, protetta dall’omertà degli abitanti della zona e dalla stupidità di quegli amministratori che vedono questi animali come nemici e non come risorsa. Ma ci siamo abituati, purtroppo ed è appena riniziata
la caccia.
Un libro di Umberto Silvestri
“L’Italia s’è persa”
Sono una ventina di “storie brevi”,raccontate in modo sarcastico e divertente e con lo stile giornalistico che contraddistingue l’autore, capaci di farci immergere, durante la lettura, nell’atmosfera un po’ surreale e tragicomica che vive da sempre questo paese, che riesce a rendere divertenti le vicende che dovrebbero essere drammatiche e viceversa.
Racconti, storie semplici, capitate all’autore negli anni ma che, almeno una volta nella vita,
possono essere successe a ognuno di noi. E’ un libro leggero, che si legge tutto d’un fiato, ma che lascia alla fine l’amaro in bocca perché, pur non volendo fare analisi politiche
e sociologiche e rifuggendo dal catastrofismo imperante, costata serenamente che quest’Italia, per quanti sforzi si facciano per mantenerla in vita, è ormai senza speranza e
appunto: s’è persa!
Bibliografia dell’Autore
La scuola, un discorso, un tentativo; Il mio Selvaggio Blu; Mio Padre fumava Lucky Strike
Ragazzi di Strada; Bésame Mucho; L’Italia s’è persa
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Il
Il Gioco
Gioco del Lotto
Lotto e l'Arte
l'Arte
Foto Edoardo Monaina per Lottomatica
da 500 anni insieme
Il restauro dei Giardini di Boboli è stato realizzato
anche grazie ai proventi de Il Gioco del Lotto
Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli
sta diventando...
la TUA ASI!