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Atto Aziendale 2014

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ALLEGATO N.1 al Decreto del Direttore Generale n.
del
ATTO AZIENDALE DELL’AZIENDA ULSS 19
TITOLO I - ELEMENTI IDENTIFICATIVI E CARATTERIZZANTI DELL’AZIENDA
Art. 1 Denominazione, sede legale e logo.
L’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 19, con sede legale in Piazza degli Etruschi, 9 – codice fiscale e partita IVA
01013550296 – è stata costituita con L.R. 14.9.1994, n. 56, con decorrenza 1° gennaio 1995 ed ha un ambito
territoriale di 807,57 Kmq, costituito dai Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Pettorazza
Grimani, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po; la popolazione residente al 31.12.2012 è di 73.888 abitanti.
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, comma 1 bis, del D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i. l’Azienda Ulss ha personalità
giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale.
Lo stemma dell’Azienda Ulss n. 19 di Adria è il seguente:
La figura rappresenta il Delta del Po, ovvero il principale elemento morfologico del territorio dell’Azienda. Il
triangolo costituisce inoltre un preciso riferimento alla proiezione sulla comunità della politica sanitaria, socio
sanitaria e sociale dell’Ulss.
Il logo, impiegato nell’intestazione della corrispondenza ed in genere della documentazione di fonte aziendale,
nella produzione su qualsiasi supporto del materiale informativo destinato al pubblico, sulla cartellonistica interna
di orientamento degli utenti, in occasione della concessione di patrocini, ecc., si compone dello stemma e dei
riferimenti essenziali dell’Azienda ed è il seguente:
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Art. 2 Patrimonio.
Il Patrimonio dell’Azienda Ulss 19 è costituito da tutti i beni immobili e mobili ad essa appartenenti, come
risultante dallo stato patrimoniale del Bilancio di esercizio.
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma 2, del D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i. l’Azienda Sanitaria dispone del proprio
patrimonio secondo il regime della proprietà privata, fermo restando che i beni immobili e mobili utilizzati per il
perseguimento dei fini istituzionali costituiscono patrimonio indisponibile che, pertanto, non può essere distolto
dalla sua destinazione se non nei modi stabiliti dalla legge.
L’Azienda Ulss riconosce la valenza strategica del patrimonio quale strumento di potenziamento e qualificazione
strutturale e tecnologica dell’offerta di servizi e, in tale prospettiva, si riserva di ricorrere a tutte le forme possibili
di finanziamento.
Art. 3 Missione, valori e visione.
L’Azienda Ulss, quale ente di diritto pubblico strumentale della Regione del Veneto, realizza le finalità del Servizio
Socio-Sanitario Regionale impiegando nel processo di assistenza le risorse ad essa assegnate in modo efficiente.
Gestisce in modo coordinato i servizi e le attività sanitarie e socio sanitarie pubbliche nel proprio ambito
territoriale secondo quanto previsto dalla Legge, dal Piano Sanitario Nazionale, dal Piano Socio Sanitario
Regionale, dalle deliberazioni di programmazione degli Organi regionali e dagli indirizzi e linee guida degli Organi
tecnici regionali.
In tale contesto, l’Azienda Ulss 19 agisce in base a principi di autonomia gestionale ed imprenditoriale, impiegando
le risorse secondo criteri di efficienza, efficacia, appropriatezza ed economicità.
I valori che informano l’attività dell’Azienda Ulss sono:
- la tutela della salute quale bene collettivo ed individuale;
- l’equità di accesso dei cittadini ai servizi socio-sanitari;
- la cultura del comportamento etico, che deve essere interiorizzata in modo uniforme da tutti gli attori che
operano nell’Azienda o con l’Azienda, informandone il comportamento;
- il riconoscimento della centralità della persona in ogni azione socio sanitaria;
- la legalità;
- la trasparenza;
- lo spirito di servizio;
- la crescita personale;
- la collaborazione tra gli operatori e con le altre istituzioni che concorrono alla salute della comunità;
- la buona amministrazione.
L’Azienda Ulss, in particolare, informa al principio della trasparenza e dell’integrità la propria attività
amministrativa e, secondo le disposizioni del D. Lgs. 150/2009, del D.Lgs. 190/2012, del D.Lgs. 33/2013 ed in
applicazione delle linee guida contenute nella DGRV n. 2205 del 05.11.2012, assicura l’accessibilità totale in merito
ad ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse
per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli
organi competenti.
A tal fine l’Azienda adotta un programma triennale per la trasparenza e l’integrità finalizzato a dare attuazione
alla disciplina della trasparenza. Detto programma è lo strumento principe di attuazione della disciplina della
trasparenza finalizzata a garantire sia un adeguato livello di informazione che di legalità tesa allo sviluppo della
cultura dell’integrità.
L’Azienda Ulss utilizza altresì gli strumenti per la prevenzione e repressione della corruzione dell’illegalità nella
Pubblica Amministrazione previsti dalla normativa vigente in materia, nominando un responsabile aziendale della
prevenzione della corruzione e della trasparenza.
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La visione che l’Azienda Ulss intende concretizzare mira, anche attraverso una riorganizzazione dei servizi
orientata ad un più equilibrato rapporto tra le risorse impegnate per la prevenzione e quelle destinate alla
diagnosi, cura e riabilitazione, al passaggio da una concezione del sistema socio sanitario come semplice fattore di
erogazione di prestazioni ad un approccio che persegue la promozione della salute dei cittadini. L’Azienda Ulss è e
vuole essere parte di un sistema diffusamente orientato al miglioramento continuo della qualità dell’assistenza,
per soddisfare bisogni sempre più complessi dei cittadini, avvalendosi dell’evoluzione delle tecniche e delle
conoscenze.
L’Azienda punta dunque al perseguimento delle caratteristiche di appropriatezza, tempestività, efficacia,
adeguatezza e qualità dei servizi, in un contesto di ottimizzazione delle risorse disponibili, secondo i seguenti
obiettivi prioritari:
• analizzare i bisogni di salute della comunità per programmare e sviluppare i servizi con un approccio integrato
ospedale-territorio, in un’ottica di area provinciale;
• favorire le varie forme di partecipazione del cittadino;
• promuovere il governo clinico ed il miglioramento continuo della qualità, compresa la politica del farmaco e la
tematica delle liste di attesa;
• promuovere le politiche per la qualificazione delle risorse umane;
• perseguire un continuo ammodernamento tecnologico e strutturale.
Per realizzare i predetti obiettivi occorre:
• aprire l’Azienda Ulss alla Comunità e al dialogo con i diversi portatori di interesse (stakeholder), anche
attraverso la rilevazione del grado di soddisfazione dell’utenza, per pianificare interventi effettivamente
rispondenti ai bisogni di salute dei cittadini. Nel contempo è necessario ottimizzare l’uso delle risorse
adottando modelli organizzativi che prevedano l’integrazione tra servizi e strutture;
• migliorare la cultura del servizio, ponendo i bisogni dell’utenza al centro di ogni decisione;
• consolidare la cultura della qualità, attraverso l’implementazione dei sistemi orientati a questo fine
(accreditamento istituzionale e di eccellenza, risk management; customer satisfaction), in modo da garantire la
razionalizzazione dei processi interni, ottenuta attraverso l’analisi e la definizione delle procedure operative e
la chiarezza organizzativa, in termini di ruoli e responsabilità;
• investire nel patrimonio umano (capitale professionale), puntando alla crescita e alla valorizzazione
professionale degli operatori, attraverso la formazione permanente ed altri meccanismi di promozione;
• investire nell’innovazione tecnologica e strutturale.
Art. 4 Filosofia dell’assistenza.
L’Azienda Ulss adotta una filosofia dell’assistenza orientata al mantenimento di elevati livelli di qualità delle
prestazioni socio-sanitarie con contestuale riduzione dei costi, al perseguimento della soddisfazione dei reali
bisogni dei singoli e della comunità ed alla creazione di un ambiente che favorisca l’espressione del potenziale
professionale ed umano degli operatori, in base ai seguenti principi:
• costante adeguamento e rinnovamento tecnologico delle strutture, realizzato anche con l’investimento di
parte delle economie derivanti dalla riduzione dei costi conseguibile mediante l’ottimizzazione
dell’organizzazione aziendale e la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi;
• miglioramento delle prestazioni del personale, conseguito sia con iniziative di formazione continua, in
aula o preferibilmente sul campo, che accrescano le conoscenze professionali dei dipendenti, sia con
l’adozione di una politica di gestione delle risorse umane orientata alla valorizzazione delle potenzialità,
al riconoscimento dei meriti, alla corretta correlazione tra mansioni effettive e qualifica; in tal modo si
mira a far sì che, attraverso un processo di empowerment, il personale, più motivato e collaborativo, si
rapporti con gli utenti nel migliore modo possibile instaurando un clima di fiducia;
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• confronto continuo con le altre Aziende Sanitarie ed in particolare con le strutture di eccellenza per
acquisire gli elementi necessari ad attivare un miglioramento costante dei processi;
• per le prestazioni rese ai cittadini residenti da altre strutture erogatrici, costante verifica dei livelli di
appropriatezza, secondo le indicazioni della normativa nazionale e regionale, anche sulla base degli
standard di valutazione relativi al numero di prestazioni per abitante (es. tassi di ospedalizzazione).
Art. 5 Principi di assistenza.
In coerenza con le indicazioni formulate, l’Azienda Ulss si impegna ad erogare l’attività di assistenza con continuità
e sulla base di criteri di integrazione organizzativa multidisciplinare. In particolare, l’Azienda agisce affinché il
personale, motivato e professionale, sia posto nelle condizioni di assistere le persone che ne abbisognano e le loro
famiglie con comprensione e rispetto, considerandone unitariamente tutti i bisogni fisici, psicologici, intellettuali e
spirituali, e garantendo il rispetto degli standard prestazionali più elevati mediante l’adozione delle più aggiornate
tecniche e procedure per cui si disponga di provata evidenza di efficacia.
Il miglioramento continuo della qualità rappresenta una finalità permanente dell’organizzazione, che si realizza
attraverso l’adozione dei modelli organizzativi e del sistema di gestione per la sicurezza del paziente e degli
operatori proposti dalla Regione Veneto.
Art. 6 Obiettivi dell’Azienda.
Gli obiettivi di medio termine definiti dalla programmazione socio sanitaria regionale e assegnati al Direttore
Generale dell’Azienda all’atto del conferimento dell’incarico sono raggiunti esercitando pienamente l’autonomia
imprenditoriale, nell’ambito della personalità giuridica pubblica attribuita all’Azienda, ai sensi e per gli effetti
dell’art. 3, comma 1 bis, del D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i..
TITOLO II - ORGANI AZIENDALI
Art. 7 Direttore Generale.
Il Direttore Generale ha la rappresentanza legale dell’Azienda ed è responsabile della gestione complessiva,
attraverso l’esercizio delle seguenti funzioni, attribuzioni e obblighi:
1. attuazione della programmazione e delle disposizioni regionali e nazionali;
2. indirizzo strategico o di governo aziendale per la realizzazione delle funzioni di cui al punto 1);
3. assegnazione alle strutture organizzative aziendali di competenze specifiche per materia e ripartizione
tra i responsabili di struttura delle funzioni di gestione mediante atti di delega;
4. verifica dei risultati raggiunti dalle varie unità organizzative aziendali.
Il Direttore Generale persegue gli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi che saranno annualmente
indicati dalla Regione ed aggiornati periodicamente secondo la legislazione vigente.
La funzione di indirizzo strategico implica la fissazione di criteri per una gestione coerente con le finalità
istituzionali e lo svolgimento di azioni dirette alla definizione di piani, programmi, obiettivi e priorità.
Il potere di gestione è connesso all’attuazione dei piani, programmi e progetti, attraverso un efficiente ed efficace
utilizzo delle risorse attribuite. Il Direttore Generale, in qualità di unico titolare del potere di gestione complessiva,
risponde all’esterno del buon andamento della stessa; all’interno dell’organizzazione, la funzione gestionale è
suddivisa e delegata ai responsabili delle strutture organizzative in ragione delle competenze e delle funzioni
dirigenziali definite.
La verifica dei risultati raggiunti misura la corretta ed economica gestione delle risorse disponibili e si realizza
mediante valutazioni comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati riferiti alle varie unità organizzative
aziendali e alle macrostrutture (Ospedale, Distretto Socio Sanitario e Dipartimento di Prevenzione). La funzione di
verifica inoltre garantisce in generale l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa. In tale
funzione di verifica il Direttore Generale è supportato dall’U.O.S. Controllo di Gestione, dal Collegio Sindacale, dai
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Direttori Sanitario, Amministrativo e dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale, dai Direttori di Macrostruttura
e dai Direttori/Responsabili delle altre strutture aziendali, che sono tenuti a vigilare sull’operato delle Unità
organizzative che da essi dipendono.
Rientrano nella categoria degli atti di espressione della funzione di governo aziendale tutti gli atti che disposizioni
normative demandano espressamente al Direttore Generale, nonché tutti quelli aventi carattere di
programmazione, organizzazione generale e controllo strategico. Tali atti, quando devono avere evidenza
pubblica, sono adottati nella forma di decreto (proposto per la sua adozione dai dirigenti di struttura, secondo le
rispettive attribuzioni di competenza per materia); negli altri casi la forma è libera e viene scelta in coerenza con
lo scopo che l’atto deve raggiungere (ordini, direttive, raccomandazioni, ecc.).
Al Direttore Generale compete altresì l’adozione di atti di gestione per determinate materie che non siano delegate
al dirigente.
Al Direttore Generale spetta in particolare:
1. la nomina e, con provvedimento motivato, la sospensione o la dichiarazione di decadenza del Direttore
Amministrativo, Sanitario e dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale;
2. la nomina del Collegio Sindacale, del Collegio di Direzione, del Consiglio dei Sanitari e dei Collegi Tecnici;
3. la proposta del Piano Attuativo Locale;
4. l’approvazione del Programma delle Attività Territoriali;
5. la definizione di obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive a carattere generale;
6. l’adozione di atti relativi all’individuazione di unità organizzative aziendali e la fissazione di regole
generali di organizzazione per il loro funzionamento;
7. la definizione della dotazione organica complessiva dell’Azienda e l’adozione del piano annuale delle
assunzioni, i provvedimenti delle singole assunzioni a tempo indeterminato o determinato, nonché, nei
casi previsti dalle vigenti disposizioni normative o contrattuali, i provvedimenti di presa d’atto del
superamento o meno del periodo di prova;
8. il conferimento o la revoca degli incarichi dirigenziali e di ogni altro incarico indicato dal presente atto
aziendale, nel rispetto delle modalità definite nella contrattazione collettiva nazionale di lavoro,
compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili;
9. la stipula di convenzioni o di contratti di lavoro previsti dalla vigente normativa;
10. l’approvazione del bilancio pluriennale di previsione, del bilancio economico preventivo e del bilancio
d’esercizio;
11. l’elaborazione del documento di direttive e l’approvazione del budget generale e dei connessi budget
delle principali strutture aziendali e dei centri di responsabilità;
12. l’adozione del Programma Triennale dei lavori da eseguire;
13. l’adozione del Piano Annuale degli investimenti e dei lavori da eseguire;
14. la fissazione di regole generali per il ricorso a forme di finanziamento o di anticipazioni di cassa;
15. la decisione di resistere in giudizio o di promuovere l’azione legale;
16. l’adozione dell’atto aziendale che disciplina l’attività libero professionale intramuraria;
17. la delega di funzioni di gestione ai Direttori Amministrativo, Sanitario e dei Servizi Sociali e della Funzione
Territoriale e ai dirigenti per le materie che non siano direttamente previste da specifica normativa nella
competenza di questi ultimi;
18. la nomina dell’Organismo Indipendente di Valutazione (O.I.V.);
19. la nomina del Responsabile della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza;
20. la nomina del Coordinatore ospedaliero per i Trapianti;
21. la designazione del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
22. la cura dei rapporti esterni con gli organi di stampa;
23. l’adozione di ogni altro atto che la normativa attribuisce alla diretta competenza del Direttore Generale o
che rappresenti l’espressione di funzioni di indirizzo e controllo di carattere generale.
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Gli atti sopra indicati, di competenza esclusiva del Direttore Generale, possono essere adottati, in caso di sua
assenza o impedimento, dal Direttore Amministrativo, Sanitario o dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale,
in base ad un atto di delega formalmente attribuita o in carenza di delega dal più anziano per età.
Art. 8 Collegio Sindacale.
Il Collegio Sindacale è l’organo aziendale cui compete in generale il controllo di regolarità amministrativa e
contabile.
Il Collegio Sindacale è per definizione un organo collegiale che assume le decisioni a maggioranza dei suoi
componenti; i sindaci possono comunque procedere anche individualmente ad attività di ispezione e controllo o ad
iniziative di carattere istruttorio per l’adempimento dei compiti demandati al Collegio.
Il Collegio Sindacale, secondo a quanto indicato dall’art. 3-ter D.Lgs. 502/92 e s.m.i:
• verifica l'amministrazione dell'Azienda sotto il profilo economico;
• vigila sull'osservanza della legge;
• accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture
contabili ed effettua periodicamente verifiche di cassa;
• riferisce almeno trimestralmente alla Regione, anche su richiesta di quest'ultima, sui risultati del riscontro
eseguito, denunciando immediatamente i fatti, se vi e' fondato sospetto di gravi irregolarità; trasmette
periodicamente, e comunque con cadenza almeno semestrale, una propria relazione sull'andamento
dell'attività dell'Azienda alla Conferenza dei sindaci.
La vigilanza sulla regolarità amministrativa e contabile avviene mediante verifiche infrannuali dirette ad
accertare:
• l’applicazione delle norme di contabilità di cui alla L. R. n. 55/94;
• la regolare tenuta dei libri;
• l’affidabilità, la compiutezza e la correttezza delle procedure e delle scritture contabili;
• gli adempimenti relativi agli obblighi fiscali;
• la regolarità formale dei singoli atti di gestione;
• la consistenza, verificata almeno con cadenza trimestrale, della cassa e la regolarità delle operazioni dei
servizi di cassa interna.
Tale attività è diretta a verificare il rispetto di obblighi di natura formale e alla rilevazione di eventuali
responsabilità amministrativo-contabili.
Le verifiche di regolarità amministrativa e contabile devono rispettare, in quanto applicabili alla Pubblica
Amministrazione, i principi generali della revisione aziendale asseverati dagli ordini e collegi professionali
operanti nel settore.
La vigilanza sulla gestione economica, finanziaria e patrimoniale comporta nella sostanza l’accertamento della
corretta applicazione del processo del controllo di gestione per quanto riguarda sia le fasi di programmazione e
verifica che lo compongono, sia gli strumenti tecnico-contabili (bilancio pluriennale di previsione, bilancio
economico preventivo, documento di direttive, budget generale, budget delle strutture, budget dei centri di
responsabilità, contabilità analitica, analisi degli scostamenti e reporting).
Tale tipologia di attività va intesa in termini non solo formali, ma anche sostanziali.
L’esame e la valutazione del bilancio di esercizio implica la vigilanza sulla conformità del bilancio alle risultanze
dei libri e delle scritture contabili. Il Collegio Sindacale formula a tal fine al Direttore Generale un parere
preventivo sul bilancio d’esercizio, esprimendo le proprie valutazioni e proposte con riguardo alla redazione del
bilancio stesso. Oltre al parere, il Collegio Sindacale deve redigere una relazione sul documento contabile in
argomento.
L’attività sopra descritta demandata al Collegio Sindacale deve essere svolta con imparzialità ed obiettività, in
quanto tale organo opera come soggetto indipendente, anche se non in maniera avulsa dall’amministrazione.
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Secondo i “principi di comportamento del Collegio Sindacale della Regione Veneto” approvati con DGRV n.
2934/2001, l’attività del Collegio Sindacale viene svolta infatti in sinergia con la Direzione Generale allo scopo di
orientare il servizio pubblico verso nuovi livelli di efficienza, efficacia e qualità, fornendo un contributo di
esperienza e professionalità alla direzione, anche attraverso la verifica della funzionalità e del rendimento dei
processi.
Con riferimento alla composizione del Collegio Sindacale si rinvia all’art. 3-ter D.Lgs. 502/92 e s.m.i.
TITOLO III - COMPONENTI LA DIREZIONE GENERALE ED ORGANISMI COLLEGIALI
Art. 9 Direzione Generale.
La Direzione Generale dell’Azienda Ulss è composta dal Direttore Generale, dal Direttore Amministrativo, dal
Direttore Sanitario e dal Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale.
Il Direttore Amministrativo, il Direttore Sanitario e il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale
partecipano, unitamente al Direttore Generale, che ne ha la responsabilità, alla direzione dell’Azienda, assumono
diretta responsabilità delle funzioni attribuite alla loro competenza e concorrono, con la formulazione di proposte e
pareri, alla formazione delle decisioni della Direzione Generale.
Art. 10 Direttore Amministrativo.
Il Direttore Amministrativo ha la funzione di assicurare la correttezza dell’azione amministrativa svolta
dall’Azienda.
Il Direttore Amministrativo partecipa al processo di pianificazione strategica dell’Azienda, esercita le funzioni
attribuite alla sua competenza, per legge o per specifica delega del Direttore Generale e concorre, con la
formulazione di proposte e pareri, al governo aziendale, coadiuvando il Direttore Generale in particolare nella
definizione del sistema di governo economico-finanziario ed assicurando la qualità delle procedure organizzative
di natura amministrativa. Sugli atti relativi alle materie di competenza il Direttore Amministrativo è tenuto a
fornire parere obbligatorio.
Il Direttore Amministrativo esercita la sua funzione raccordandosi con il Direttore Sanitario e dei Servizi Sociali e
della Funzione Territoriale per garantire l’unitarietà e la coerenza delle azioni da porre in essere, avvalendosi dei
servizi professionali, tecnici ed amministrativi per la specifica attività di gestione nel rispetto del principio di
autonomia e responsabilità dei dirigenti.
Il Direttore Amministrativo:
• partecipa al processo di pianificazione strategica e alla programmazione aziendale, formulando proposte e
pareri per la definizione degli obiettivi generali di medio periodo e annuali ed in generale per la formazione
delle decisioni della Direzione Generale;
• verifica costantemente l’adeguatezza dell’organizzazione dei servizi professionali, tecnici ed amministrativi,
in rapporto al corretto svolgersi dei procedimenti in termini di efficacia ed efficienza dell’azione
amministrativa, proponendo gli eventuali interventi necessari;
• procede, in quanto componente della Direzione Generale, alla negoziazione di budget con i Responsabili delle
Strutture Aziendali e con il Direttore del Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi, provvedendo al
periodico monitoraggio e all’eventuale revisione dei budget di struttura e del budget generale;
• coadiuva il Direttore Generale nella gestione dell’Azienda, avvalendosi dei dirigenti amministrativi, nel
rispetto delle competenze loro attribuite dalla legge o delegate, per assicurare la coerenza delle azioni
rispetto ai programmi da realizzare;
• esercita, nei confronti dei dirigenti amministrativi, la funzione di impartire direttive sugli atti di loro
competenza e di vigilanza e controllo, ivi compresa la proposta al Direttore Generale di revoca degli atti
amministrativi ritenuti illegittimi o inopportuni;
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• coordina l’attività dei dirigenti amministrativi e verifica che le loro azioni, comprese quelle attuate nell’ambito
dell’esercizio del potere delegato, siano coerenti con le disposizioni e gli indirizzi impartiti dalla Direzione
Generale;
• contribuisce, per quanto di competenza, al conseguimento degli obiettivi assegnati dalla Regione al Direttore
Generale ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 bis, comma 5, del D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i.
Il Direttore Amministrativo esercita inoltre tutte le altre funzioni stabilite in ogni caso dalla normativa nazionale e
regionale di settore, nonché dalle norme e dagli atti di programmazione nazionali e regionali.
In caso di assenza o impedimento, le sue funzioni sono svolte dal Direttore del Dipartimento dei Servizi Tecnico
Amministrativi o da un Direttore di una delle UU.OO.CC. dell’area amministrativa, nominato dal Direttore Generale
su proposta del Direttore Amministrativo. L’esercizio di tali funzioni di supplenza riveste carattere aggiuntivo e
non esclusivo.
Art. 11 Direttore Sanitario.
Il Direttore Sanitario partecipa al processo di pianificazione strategica dell’Azienda, esercita le funzioni attribuite
alla sua competenza, per legge o per specifica delega del Direttore Generale, e concorre, con la formulazione di
proposte e pareri, al governo aziendale, dirigendo i servizi sanitari dell’Azienda ai fini organizzativi ed igienico
sanitari nel rispetto del principio di autonomia e responsabilità dei dirigenti. Sugli atti relativi alle materie di
competenza il Direttore Sanitario è tenuto a fornire parere obbligatorio.
Il Direttore Sanitario esercita la sua funzione raccordandosi con il Direttore Amministrativo e dei Servizi Sociali e
della Funzione Territoriale per garantire l’unitarietà e la coerenza delle azioni da porre in essere.
Il Direttore Sanitario cura in particolare il governo clinico dell’Azienda.
In particolare:
• definisce le linee strategiche di assistenza sanitaria nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, di
equità di accesso del cittadino, di appropriatezza delle prestazioni erogate, a valere anche per le strutture
private preaccreditate, coerentemente alle apposite disposizioni regionali;
• verifica costantemente l’adeguatezza dell’organizzazione dei servizi sanitari rispetto ai bisogni della
popolazione, in termini di equità di accesso, tempi di attesa ed appropriatezza delle prestazioni,
proponendo gli eventuali interventi necessari;
• sovraintende i servizi sanitari, coordina l’attività di prevenzione, ospedaliera e di assistenza territoriale
avvalendosi del Direttore del Dipartimento di Prevenzione, del Direttore del Distretto Socio Sanitario, del
Direttore di Presidio Ospedaliero, del Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e del Responsabile del
l’U.O.C. Direzione delle Professioni Sanitarie, di concerto con il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione
Territoriale;
• contribuisce allo sviluppo dei programmi di miglioramento della qualità dell’assistenza e delle procedure di
accreditamento istituzionale avvalendosi del supporto dell’U.O.S. Qualità, Formazione e Sistemi di
Sicurezza;
• vigila sul grado di soddisfazione degli utenti per le prestazioni ricevute monitorando le segnalazioni
presentate all’Ufficio Relazioni con il Pubblico, al fine di adottare gli opportuni correttivi;
• procede alla negoziazione di budget con il Direttore del Presidio Ospedaliero e del Dipartimento di
Prevenzione e, d’intesa con il Direttore dei servizi Sociali e della Funzione Territoriale, con il Direttore del
Distretto Socio Sanitario e con il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale;
• collabora con il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale nell’elaborazione del Programma
delle Attività Territoriali, con particolare riferimento agli interventi di tipo sanitario e socio sanitario;
8
• partecipa con il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale allo sviluppo della Centrale
Operativa Territoriale;
• sviluppa in collaborazione con il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale l’integrazione fra
l’assistenza ospedaliera e l’assistenza territoriale;
• sovrintende alla funzione di garanzia della sicurezza del paziente e di risk management, secondo i principi
di cui alla DGRV n. 1831 del 1° luglio 2008, attraverso la Direzione Medica del Presidio Ospedaliero;
• assicura la coerenza dei programmi di acquisto delle apparecchiature sanitarie con il grado di bisogno di
salute da soddisfare e con la potenzialità di risorse che l’Azienda è in grado di garantire;
• esercita nei confronti dei dirigenti medici e sanitari il potere di impartire direttive per assicurare la
coerenza delle azioni rispetto ai programmi da realizzare;
• contribuisce, per quanto di competenza, al conseguimento degli obiettivi assegnati al Direttore Generale ai
sensi e per gli effetti dell’art. 3 bis, comma 5, del D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i..
Il Direttore Sanitario esercita inoltre tutte le altre funzioni stabilite in ogni caso dalla normativa nazionale e
regionale di settore, nonché dalle norme e dagli atti di programmazione nazionali e regionali.
In caso di assenza o impedimento, le sue funzioni sono svolte da uno dei responsabili delle tre macrostrutture
aziendali (Distretto, Dipartimento di Prevenzione ed Ospedale), nominato dal Direttore Generale su proposta del
Direttore Sanitario. L’esercizio di tali funzioni di supplenza riveste carattere aggiuntivo e non esclusivo.
Art. 12 Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale.
Il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale coadiuva il Direttore Generale nella gestione
dell’Azienda, fornendogli pareri obbligatori sugli atti relativi alle materie di competenza, svolge attività di
direzione e coordinamento nei confronti dei responsabili delle strutture dell’Azienda, con riferimento agli aspetti
organizzativi dei servizi sociali e socio-sanitari e dei programmi di intervento di area specifica a tutela della
salute. Fornisce le informazioni e realizza le attività necessarie per il controllo di gestione dell’Azienda ed il
controllo di qualità dei servizi e delle prestazioni.
Il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale, unico responsabile dell’intera funzione territoriale, in
coordinamento con il Direttore Sanitario:
• garantisce il coordinamento dei Distretti socio-sanitari;
• formula la programmazione strategica della rete dei servizi socio-sanitari;
• mantiene i rapporti istituzionali con le Amministrazioni locali attinenti alle linee strategiche ed alla
programmazione socio-sanitaria aziendale;
• garantisce lo sviluppo ed il funzionamento della Centrale Operativa Territoriale.
In particolare il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale, raccordandosi con il Direttore Sanitario ed
il Direttore Amministrativo per garantire l’unitarietà e la coerenza delle azioni da porre in essere, esercita le sue
funzioni. In particolare, il Direttore dei servizi Sociali e della Funzione Territoriale:
• cura l’effettiva realizzazione del sistema integrato di erogazione dei servizi socio sanitari e sociali
attraverso la programmazione, progettazione e gestione dei servizi sociali in relazione alle deleghe
conferite dagli Enti Locali e sulla base degli indirizzi espressi dalla Conferenza dei Sindaci;
• collabora con gli Enti Locali per la programmazione di interventi nel territorio aziendale, proponendo la
realizzazione e gestione della rete dei servizi sociali, partecipando al processo di definizione del Piano di
Zona e curandone l’attuazione soprattutto per quanto attiene la programmazione dei servizi e delle
prestazioni sociali ad alta integrazione sanitaria, ponendosi come snodo fondamentale tra l’Azienda Ulss e
la conferenza dei sindaci;
9
• garantisce lo svolgimento per conto della Direzione Generale della procedura prevista dalle disposizioni
vigenti per la costruzione e gestione del Piano di Zona;
• promuove l’elaborazione del Piano Attuativo Locale e del Programma delle Attività Territoriali,
relativamente agli interventi sociali e socio sanitari;
• sovraintende le procedure per l’accreditamento ed il rilascio delle idoneità strutturali ed organizzative
degli Enti pubblici e privati che si propongono quali erogatori di servizi sociali;
• verifica costantemente l’adeguatezza dell’organizzazione dei servizi sociali e socio sanitari rispetto ai
bisogni della popolazione, in termini di equità di accesso, tempi di attesa ed appropriatezza delle
prestazioni, proponendo gli eventuali interventi necessari;
• procede, d’intesa con il Direttore Sanitario, alla negoziazione di budget con il Direttore di Distretto e con il
Direttore del Dipartimento di Salute Mentale per quanto attiene la realizzazione delle attività di
integrazione socio sanitaria e sociale;
• vigila sull’attività di afferenza sociale posta in essere dai dirigenti del Distretto affinché sia coerente con le
disposizioni e gli indirizzi impartiti dalla Direzione Generale;
• assicura la corretta gestione delle quote di finanziamento a carico dei Comuni e dei contributi regionali per
la realizzazione di attività a rilevanza socio sanitaria;
• effettua, per quanto di competenza, il costante monitoraggio del conseguimento degli obiettivi assegnati al
Direttore Generale ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 bis, comma 5, del D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i.
Il Direttore dei Servizi Sociali e delle Funzione Territoriale esercita inoltre tutte le altre funzioni stabilite in ogni
caso dalla normativa nazionale e regionale di settore, nonché dalle norme e dagli atti di programmazione
nazionali e regionali.
In caso di assenza o impedimento le funzioni del Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale sono
svolte dal Direttore di uno dei Dipartimenti di Area Socio Sanitaria o dal Direttore del Distretto Socio Sanitario,
nominato dal Direttore Generale su proposta del Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale.
L’esercizio di tali funzioni di supplenza riveste carattere aggiuntivo e non esclusivo.
Art. 13 Collegio di Direzione.
Il Collegio di Direzione è l’organismo aziendale attraverso cui si realizza il coinvolgimento dell’alta dirigenza nel
governo dell’Azienda, consentendo la formulazione di scelte condivise che favoriscano l’interazione delle attività e
lo sviluppo del senso di appartenenza.
Il Collegio di Direzione coadiuva la Direzione Generale nel governo delle attività cliniche, nella programmazione e
valutazione delle attività tecnico-sanitarie e ad alta integrazione sanitaria.
Concorre alla formulazione del programma di formazione, delle soluzioni organizzative per l’attività libero
professionale intramuraria e alla valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi clinici.
Il Direttore Generale si avvale del Collegio di Direzione per l’elaborazione del programma di attività dell’Azienda,
per l’organizzazione e lo sviluppo dei servizi, anche in attuazione del modello dipartimentale per l’utilizzazione
delle risorse umane.
Tale organismo designa un componente della Commissione esaminatrice per l’assunzione di personale dipendente
non ricompreso nell’area dirigenziale.
Il Collegio di Direzione, inoltre, è tenuto ad esprimere parere nei casi di richiesta di svolgimento dell’attività libero
professionale del personale, in luogo diverso dalla struttura di appartenenza, o in disciplina diversa dalla propria.
In relaziona a quanto disposto dalla L.R. n. 23 del 29.06.2012 il Collegio di Direzione sviluppa funzioni di clinical
governance, come supporto alla Direzione Generale, promuovendo e coordinando le azioni finalizzate a migliorare
l’efficienza, l’efficacia, l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie e a garanzia di equità nell’opportunità di
accesso.
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Per l’esercizio di questa funzione, il Collegio di Direzione ha la responsabilità della messa a punto di un sistema
consolidato di audit clinico, potrà definire un programma aziendale di gestione del rischio, potrà programmare e
gestire un’attività di formazione continua, nonché svolgere attività di ricerca, di innovazione e di miglioramento
continuo.
Sulla base dell’organizzazione aziendale, e viste le indicazioni date dalla Regione Veneto con DGRV n. 2271 del
10.12.2013, il Collegio di Direzione è presieduto dal Direttore Generale ed è composto da:
• Direttore Amministrativo;
• Direttore Sanitario;
• Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale;
• Direttore di Distretto Socio Sanitario;
• Direttore Medico di Presidio Ospedaliero;
• Direttore del Dipartimento di Prevenzione;
• Direttore del Dipartimento di Medicina, Riabilitazione e Cure Intermedie;
• Direttore del Dipartimento di Chirurgia;
• Direttore del Dipartimento Materno-Infantile;
• Direttore del Dipartimento dei Servizi di Diagnosi e Cura;
• Direttore del Dipartimento di Salute Mentale;
• Direttore del Dipartimento delle Dipendenze;
• Direttore del Dipartimento funzionale di Riabilitazione Ospedale-Territorio;
• Direttore del Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi;
• Responsabile del Servizio Farmaceutico Aziendale;
• Direttore della Direzione delle Professioni Sanitarie.
E’ altresì invitato a partecipare un rappresentante dei medici convenzionati con il SSN, membro dell’Ufficio di
Coordinamento delle Attività Distrettuali, indicato congiuntamente dai componenti della parte medica
convenzionata per la Medicina Generale, la Pediatria di Libera Scelta e la Specialistica Ambulatoriale Interna dei
Comitati Aziendali e Zonali previsti dai rispettivi AA.CC.NN.
Il Collegio di direzione si riunisce su convocazione del Direttore Generale. Ai componenti del predetto Collegio non
e' corrisposto alcun emolumento, compenso, indennità o rimborso spese.
Art. 14 Consiglio dei Sanitari.
Il Consiglio dei Sanitari è organismo elettivo ed ha funzione consultiva della Direzione Generale. Nella sua attività
è privilegiato l’aspetto del confronto fra le diverse componenti professionali al fine di valutare dal punto di vista
tecnico-sanitario le problematiche sottoposte ad esame ed esprimere il conseguente parere obbligatorio.
Il Consiglio dei sanitari è presieduto dal Direttore Sanitario e fornisce parere obbligatorio al Direttore Generale per
le attività tecnico-sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo, e per gli investimenti ad esse attinenti. Esso si
esprime inoltre sulle attività di assistenza sanitaria.
Tali pareri sono da intendersi favorevoli ove non formulati entro il termine di 20 giorni dal ricevimento della
richiesta.
Fanno parte del Consiglio medici in maggioranza ed altri operatori sanitari laureati, con presenza maggioritaria
della componente medica ospedaliera essendo presente nell’Azienda un Presidio Ospedaliero, nonché una
rappresentanza del personale infermieristico e tecnico-sanitario. Nella componente medica è assicurata la
presenza del medico veterinario.
Il numero dei componenti, le modalità di elezione, la composizione e il funzionamento del Consiglio dei Sanitari
sono disciplinati dalle disposizioni nazionali e regionali emanate in materia.
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Le modalità di composizione, elezione e funzionamento del Consiglio sono quelle stabilite in attuazione dell’art. 31
comma 1 lettera a) della L.R. 14.09.1994 n. 56 dalle Deliberazioni della Giunta Regionale del Veneto n. 6652/1994 e
n. 136/1995.
Art. 15 Conferenza dei Sindaci.
La Conferenza dei Sindaci dei comuni che costituiscono l’ambito territoriale dell’Azienda Ulss 19, è l’organismo
rappresentativo delle autonomie locali e come tale rappresenta i bisogni sociali a rilevanza sanitaria della
comunità.
La Conferenza dei Sindaci, in attuazione delle norme specifiche vigenti in materia e sulla base di proprio
regolamento, nomina i membri della Rappresentanza, partecipa al processo di programmazione sociale a rilevanza
sanitaria. La Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci è l’organismo ristretto mediante il quale la stessa
Conferenza esercita le proprie funzioni di istruttoria.
La Conferenza dei Sindaci formula le osservazioni sulla proposta di Piano Socio Sanitario Regionale, provvede alla
definizione – nell’ambito della programmazione socio-sanitaria regionale – delle linee di indirizzo per
l’impostazione programmatica dell’attività dell’Azienda Ulss, provvede all’elaborazione del Piano di Zona, esamina
il bilancio pluriennale di previsione e il bilancio di esercizio, verifica l’andamento generale dell’attività
dell’Azienda Ulss 19 in merito ai servizi sociali e trasmette le proprie valutazioni e proposte alla stessa Azienda ed
alla Regione Veneto, nomina un componente del Collegio sindacale, delibera l’adozione dei provvedimenti in base
ai quali l’Azienda assicura le prestazioni e i servizi contemplati dai livelli aggiuntivi di assistenza sociale,
finanziati con le modalità previste dalla normativa vigente e contemplate nel Piano di Zona e nell'atto di delegaconvenzione stipulato con i Comuni associati, formula parere al Direttore Generale in merito alla nomina del
Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale, partecipa per quanto di competenza alla valutazione del
conseguimento degli obiettivi assegnati dalla Regione al Direttore Generale ed esercita ogni altra funzione
riservata alla sua competenza.
I rapporti tra Azienda Ulss 19 e Conferenza dei Sindaci sono assicurati dai rispettivi Direttore Generale e
Presidente; l’Azienda Ulss 19 mette a disposizione della Conferenza dei Sindaci e della Rappresentanza quanto
convenzionalmente stabilito in base alla normativa regolamentare vigente.
Lo schema organizzativo generale dell’Azienda Ulss 19 è descritto nell’Organigramma di cui all’allegato n.1.
TITOLO IV - FUNZIONI DI INDIRIZZO E CONTROLLO E ATTIVITA’ DI GESTIONE
Art. 16 Attuazione del principio della distinzione delle funzioni.
Per dare concreta attuazione al principio di separazione delle funzioni di indirizzo e controllo, proprie dell’organo
di vertice aziendale, da quelle di attuazione e gestione, di competenza dei dirigenti, adeguandosi alle indicazioni
della Regione del Veneto contenute nelle linee guida per la predisposizione dell’atto aziendale di cui alla DGRV n.
2271 del 10.12.2013, l’Azienda Ulss 19 attua la distinzione tra i soggetti tenuti allo svolgimento di attività di
“governo“ aziendale e quelli cui compete di assicurare l’attività di gestione operativa attraverso un sistema di
deleghe di funzioni che il Direttore Generale dispone nei confronti dei dirigenti titolari di incarico di direzione di
strutture complesse o semplici. A tal fine l’Azienda si dota di apposito regolamento che disciplina criteri di
attribuzione e delle modalità operative dell’istituto.
Art. 17 Funzioni di indirizzo e controllo.
Le funzioni di indirizzo e controllo aziendale sono assicurate dal Direttore Generale coadiuvato dai Direttori
Sanitario, Amministrativo e dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale, i quali concorrono nell’azione di
governo aziendale mediante l’esercizio di funzioni di collaborazione attiva di carattere generale, oppure di
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carattere particolare sulla scorta di specifiche attribuzioni di competenza che possono essere delegate dal
Direttore Generale agli stessi per lo svolgimento di attività di rilevante importanza aziendale.
Le attività che sono espressione delle funzioni di indirizzo e controllo sono caratterizzate dal fatto di avere
contenuto di pianificazione, programmazione, organizzazione generale, di allocazione delle risorse e di
committenza, essendo finalizzate all’effettuazione di scelte che garantiscano la governance aziendale.
La descrizione delle suddette attività è contenuta negli articoli 7, 10, 11 e 12 del presente atto aziendale.
Art. 18 Funzioni di gestione.
Nelle Aziende Socio Sanitarie la funzione di gestione riguarda tutte le attività di produzione ed erogazione di
prestazioni socio sanitarie, cui sono correlate operazioni di acquisizione ed utilizzo di risorse umane e materiali.
Il Direttore Generale è l’organo dell’Azienda cui sono indirizzati i provvedimenti nazionali e regionali di
assegnazione degli obiettivi di salute, prestazionali ed economici; in quanto rappresentante legale dell’Azienda, il
Direttore Generale risponde all’organo regionale dei risultati raggiunti esercitando funzioni programmatorie e di
gestione complessiva.
Il Direttore Generale attribuisce quindi una delega di funzioni di gestione ai dirigenti di Unità Operative complesse
e semplici, affinché gli stessi pongano in essere tutte le attività necessarie a dare esecuzione agli indirizzi
aziendali mediante utilizzo delle risorse umane, economiche e materiali assegnate con la contrattazione di budget,
così come previsto dalla L.R. 55/94
Parimenti si intende delegata la funzione di gestione nei confronti dei dirigenti indicati con atto formale
dell’Azienda quali sostituti dei dirigenti titolari di delega nei casi di loro assenza o impedimento.
Il Direttore Generale, con atto motivato, può revocare totalmente o parzialmente la delega conferita nei casi di:
• violazione di legge e/o inosservanza delle disposizioni di programmazione aziendale di attuazione dell’azione
programmatoria regionale;
• reiterata inosservanza da parte del delegato delle direttive impartite dal delegante;
• inerzia del delegato nel compimento di attività urgenti che possano ripercuotersi nei confronti di utenti interni
o esterni, o nella ripetuta inosservanza dei termini stabiliti per la conclusione di procedimenti.
L’azione di gestione complessiva del Direttore Generale si esplica mediante:
• l’adozione di atti nella forma di decreti, con cui egli approva le proposte dei dirigenti competenti, previa
acquisizione dei pareri previsti dalla legislazione vigente, sentito il Direttore Sanitario, il Direttore
Amministrativo e il Direttore dei Servizi sociali e della funzione territoriale
• la delega di funzioni specifiche, espressa con apposito provvedimento.
I dirigenti delegati formulano proposte e pareri sulle materie di competenza ed assicurano l’esecuzione dei
provvedimenti del Direttore Generale . Inoltre, in particolare, ad essi compete:
• l’attuazione di programmi, progetti, obiettivi e direttive impartite, da realizzarsi nel rispetto dell’autonomia
tecnico professionale del dirigente, il quale è tenuto a rispondere del risultato conseguito;
• l’adozione di atti formali aventi rilevanza interna, secondo forma consona al raggiungimento dello scopo
dell’atto. Gli atti aventi rilevanza esterna (di norma, determinazioni) possono invece essere adottati
esclusivamente dai dirigenti titolari di incarico di direzione di struttura/unità operativa complessa;
• la corretta ed economica gestione delle risorse assegnate;
• la razionale organizzazione interna delle rispettive unità operative e l’equilibrata distribuzione dei carichi di
lavoro;
• l’emanazione di direttive, l’assegnazione di obiettivi e l’espletamento di funzioni di controllo nei confronti dei
dipendenti assegnati all’Unità operativa;
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• la gestione di rapporti con utenti esterni (Enti, Associazioni o privati) o interni per lo svolgimento delle attività
di competenza;
• l’espletamento di attività certificatoria connessa alla funzione svolta;
• il rilascio, secondo le forme previste e nei limiti stabiliti dalle disposizioni normative, di atti e documenti di cui
le Unità Operative siano in possesso per ragioni di istituto;
• ogni altra attività non ricompresa nell’elenco che rivesta le caratteristiche di gestione operativa, con la
precisazione che in caso dubbio prevale il principio della diretta competenza del Direttore Generale.
Art. 19 Forma degli atti di gestione della dirigenza.
Gli atti aventi natura di provvedimento amministrativo, a rilevanza interna o esterna, nonché gli atti di gestione che non comportano diretta espressione di scelte di merito - che per disposizione normativa o amministrativa
debbano essere resi conoscibili ai terzi mediante idonea pubblicità, sono assunti nella forma di determinazione e
pubblicati nell’Albo on line dell’Azienda.
Le determinazioni vengono redatte secondo uno schema tipo predisposto dalla Direzione, devono sempre essere
motivate nel merito e nella legittimità e devono essere esaurienti e coerenti rispetto al preambolo in modo da
mettere in luce l’iter logico seguito.
La determinazione è adottata dal Dirigente (Direttore di U.O.C., U.O.S. a Valenza Dipartimentale o strutture di
staff alla Direzione Aziendale) a conclusione di un procedimento amministrativo nel rispetto dei principi di
legittimità, equità, trasparenza, efficacia e osservanza di regole tecniche.
Gli atti assunti dai dirigenti nell’esercizio delle proprie competenze riconducibili a:
- competenze riservate in maniera espressa da disposizioni normative o regolamentari ai dirigenti;
- ad atti di competenza tecnica proprie dei dirigenti che, per motivi di legittimità e/o opportunità richiedono
una formale pubblicità attraverso la pubblicazione all’albo aziendale
- ad atti espressione di competenze tecniche adottati in esecuzione di atti del Direttore Generale
TITOLO V – PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA
Art. 20 Principi di organizzazione.
L’organizzazione dell’Azienda Ulss 19, nel rispetto dei vincoli imposti dalle disposizioni normative ed
amministrative della Regione Veneto, si fonda sui seguenti principi:
Strumentalità, in quanto l’organizzazione rappresenta un mezzo per il conseguimento dei fini istituzionali e per
la valorizzazione del personale. A tale scopo, le articolazioni aziendali, che aggregano risorse umane, economiche
e tecnologiche, devono essere funzionali all’efficacia, efficienza ed economicità delle azioni poste in essere
dall’Azienda. Conseguentemente viene posta attenzione alla realtà in cui si deve operare, ai bisogni da soddisfare,
al personale esistente e alle doti e capacità che lo stesso dimostra, in modo da consentirne l’arricchimento
professionale.
Flessibilità, quale conseguenza del principio di strumentalità, che implica la capacità dell’organizzazione di
adattarsi al mutamento delle situazioni interne ed esterne. Ciò richiede soprattutto un’evoluzione culturale che
consenta di superare il naturale atteggiamento di resistenza al cambiamento e la tendenza a ritenere immutabili
gli schemi organizzativi e di suddivisione delle competenze già sperimentati.
Accorpamento di funzioni omogenee, per consentire l'unitarietà dell'azione secondo il principio
dell'individuazione in capo ad ogni Unità Organizzativa del responsabile del procedimento (dall'istruttoria
all'adozione o alla proposta di adozione del provvedimento finale) ed evitare frammentazione dell'attività,
duplicazione o ridondanza di azioni o insufficiente coerenza dei comportamenti. L’unitarietà dell’azione, necessaria
per valorizzare l’aspetto della specializzazione, non significa divisione netta ed invalicabile di compiti e funzioni, e
dunque non deve costituire ostacolo allo stabilirsi di relazioni di collaborazione efficaci tra le diverse strutture.
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Riferibilità al controllo di gestione, per consentire la misurazione delle performance raggiunte in coerenza
con le risorse assegnate. L’organizzazione, pertanto, deve prevedere una progressiva e logica disarticolazione in
un sistema di unità di riferimento (macrostrutture, dipartimenti, U.O. complesse, U.O. semplici, ecc.), cui si aggancia
un altrettanto coerente sistema di responsabilità e di valutazione, per l’aggregazione dei valori di costo e la
quantificazione dei risultati ottenuti.
Chiarezza, per facilitare la conoscenza degli ambiti di azione dei vari responsabili ed operatori, evitando equivoci
nella definizione dei ruoli e favorendo il dialogo fra le strutture aziendali.
Condivisione della conoscenza, attraverso la precisa definizione dei contenuti e delle fasi dei diversi processi
e flussi di lavoro, e la pubblicazione, con mezzi opportuni, della relativa documentazione.
Art. 21 Articolazioni organizzative aziendali.
L’assetto organizzativo dell’Azienda Ulss 19 è composto da strutture cui competono responsabilità di gestione di
risorse umane, economiche e tecnologiche.
Il quadro organizzativo generale prevede l’esistenza di tre macrostrutture tecnico-funzionali (Ospedale, Distretto
Socio Sanitario e Dipartimento di Prevenzione), articolate al loro interno in altre strutture (dipartimenti; unità
operative complesse; unità operative semplici a valenza dipartimentale; unità operative semplici a valenza
distrettuale, unità operative semplici quali articolazioni interne di struttura complessa o di struttura semplice a
valenza dipartimentale/distrettuale) e da altre strutture organizzative che non trovano totale collocazione
all’interno delle macrostrutture indicate e che vengono così individuate:
• Dipartimento di Salute Mentale;
• Dipartimento per le Dipendenze;
• Servizi professionali, tecnici e amministrativi, aggregati nel Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi;
• Servizi in staff al Direttore Sanitario: U.O.C. Direzione delle Professioni Sanitarie; Coordinatore dei Processi di
Prenotazione delle Prestazioni Ambulatoriali; Coordinatore ospedaliero per i Trapianti;
• Servizi in staff al Direttore Amministrativo: U.O.S. Controllo di Gestione e Sistemi Informativi;
• Servizi in staff al Direttore Generale: U.O.S. Qualità, Formazione e Sistemi di Sicurezza e Servizio
Comunicazione.
L’articolazione organizzativa dell’Azienda Ulss 19 è rappresentata nell’organigramma di cui all’allegato n. 2.
Art. 22 Dipartimenti.
L’Azienda Ulss 19 adotta il modello dipartimentale come sistema generale di organizzazione ed aggregazione di
strutture complesse e semplici a valenza dipartimentale.
Tale sistema organizzativo, che interessa sia le strutture di area sanitaria sia quelle di area professionale, tecnica
ed amministrativa, consente per le prime di perseguire la finalità di tutela del paziente e di miglioramento della
qualità delle prestazioni sanitarie, attraverso percorsi diagnostico terapeutici multidisciplinari, e per tutte la
razionalizzazione delle risorse e lo snellimento delle procedure per accelerare il percorso decisionale.
In particolare con l’organizzazione dipartimentale viene favorito lo scambio di conoscenze tra professionisti per
consentire un migliore approccio trasversale alla problematica da trattare e l’adozione di azioni uniformi per
giungere al risultato appropriato.
Le strutture aggregate nel dipartimento mantengono la loro autonomia clinico-assistenziale o tecnicoamministrativa, nel rispetto della responsabilità professionale riconosciuta nell’ambito delle materie e delle
attribuzioni di competenza.
Si distinguono due tipologie di dipartimenti:
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Dipartimenti strutturali: sono costituiti da Unità operative omogenee sotto il profili dell’attività o delle risorse
umane e tecnologiche utilizzate ed hanno la responsabilità gestionale diretta delle risorse loro assegnate. Ai
Direttori di Dipartimento il Direttore Generale delega le funzioni di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei
luoghi di lavoro, anche proprie del datore di lavoro in quanto delegabili ai sensi della normativa vigente in
materia.
Nei Dipartimenti strutturali le strutture complesse e semplici a valenza dipartimentale sono aggregate , ove
possibile anche fisicamente, in modo da favorire la gestione in comune delle risorse umane, degli spazi, delle
risorse tecnico strumentali ed economiche assegnate. Il Dipartimento è guidato da un Direttore nominato dal
Direttore Generale, su proposta del direttore di area di riferimento, fra i dirigenti con incarico di direzione delle
unità operative complesse aggregate nel dipartimento stesso; il Direttore di dipartimento strutturale rimane
titolare della unità operativa complessa cui è preposto. L’incarico di Direttore di dipartimento dura due anni,
sottoposto a verifica, rinnovabile. Al Direttore del Dipartimento spetta la relativa indennità di posizione di
Dipartimento. Il Direttore del Dipartimento negozia il budget annuale di struttura con la Direzione Generale e,
conseguentemente, con i Direttori delle strutture complesse e semplici a valenza dipartimentale/distrettuale
aggregate nel Dipartimento. Nell’ambito del budget assegnato sono ricomprese le risorse destinate alla tutela
della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
Dipartimenti funzionali, costituiti da strutture complesse e semplici a valenza dipartimentale che perseguono
finalità comuni. In ambito sanitario hanno come principale obiettivo quello di migliorare la pratica clinicoassistenziale, la presa in carico del paziente e l’integrazione multiprofessionale e multidisciplinare. Il Dipartimento
funzionale è guidato da un Coordinatore, nominato dal Direttore Generale fra i dirigenti con incarico di direzione
delle unità operative complesse aggregate nel dipartimento stesso; il Coordinatore di dipartimento funzionale
rimane titolare della unità operativa complessa cui è preposto.
L’incarico di Coordinatore di Dipartimento funzionale comporta esclusivamente l'attribuzione di responsabilità di
coordinamento delle attività svolte dalle unità operative dipartimentali. Tutte le responsabilità di gestione delle
risorse (personale, spazi, attrezzature, dotazioni informatiche, ecc.) restano in capo al singoli direttori/responsabili
delle unità operative che compongono il dipartimento funzionale.
Non appartengono all'organizzazione dipartimentale quelle strutture che, per l'importanza strategica delle loro
funzioni e per il valore trasversale che hanno su tutte le aree dell'Azienda, sono collocate in posizione ‘di staff’
alla Direzione Generale.
Per quanto attiene l’istituzione e il funzionamento dei dipartimenti aziendali si rinvia ad appositi regolamenti
adottati dall’Azienda nel rispetto delle disposizioni dettate dalla Regione Veneto con DGRV n. 3574 del 21.12.2001 e
successive integrazioni e modificazioni e dei principi generali fissati con il presente atto.
In ambito provinciale, conformemente a quanto previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2012-2016, l’Azienda
sviluppa azioni sinergiche con l’Azienda Ulss 18 di Rovigo per lo sviluppo di funzioni implementabili su scala
multizonale.
In ambito dei Servizi Tecnico Amministrativi, tali sinergie e condivisioni sono relative ad aspetti operativi di
carattere prevalentemente tecnico (per esempio, gestione del sistema unico di prenotazione, attività operative di
ingegneria clinica, gestione della previdenza e degli aspetti fiscali, gestione degli stipendi, operatività dei sistemi
informatici, ecc.), mentre le scelte direzionali e strategiche, proprie di ciascuna Azienda, restano riservate alla
discrezionalità delle rispettive Direzioni aziendali.
Relativamente al Dipartimento di Prevenzione, in considerazione dell’indicazione definita dal PSSR 2012-2016 e
dalla DGRV n. 2271/2013, si prevede di sviluppare su scala multizonale provinciale le funzioni di osservazione
epidemiologica, attuazione coordinata di progetti nazionali di prevenzione delle malattie e promozione della
salute, definizione del rapporto ambiente-salute e promozione della salute associabile a fattori ambientali,
l’attività di educazione e promozione della salute, le attività gestionali ed operative in caso di emergenze
epidemiche o ambientali e gli screening cardiovascolari ed oncologico.
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Ulteriori funzioni multizonali potranno essere individuate con successivi atti e provvedimenti.
Art. 23 Strutture complesse e semplici.
Le strutture organizzative sono articolazioni interne dell’Azienda in cui si concentrano competenze professionali e
risorse finalizzate allo svolgimento di funzioni di amministrazione, programmazione, di committenza o di
produzione di prestazioni e di servizi sanitari.
L’individuazione delle strutture organizzative avviene con riguardo ai seguenti criteri:
valenza strategica, rilevata in base al livello di interazione con istituzioni o organismi esterni all’Azienda, al
volume delle risorse allocate, al valore quali-quantitativo dei prodotti erogati, alla rilevanza dell’azione rispetto
agli obiettivi di programmazione regionale, aziendale nonché rispetto al governo aziendale;
complessità organizzativa, rilevata in base alla numerosità ed eterogeneità delle risorse professionali, al
dimensionamento tecnologico, al grado di complessità delle interrelazioni con altre unità organizzative interne ed
esterne all’Azienda;
valore economico, definito dalla rilevanza delle risorse utilizzate dal punto di vista del loro valore economico;
specializzazione, rilevata dalla riconducibilità del sistema di competenze e conoscenze applicate a discipline
normativamente riconosciute e che mobilitano un rilevante volume di risorse a livello quantitativo e qualitativo;
razionalizzazione della gestione, rilevata dalla necessità di una gestione unitaria ed integrata delle attività,
che eviti la frammentazione delle funzioni in ragione anche di un miglior utilizzo delle risorse assegnate.
Le strutture organizzative si distinguono in complesse e semplici; queste ultime a loro volta si classificano in
strutture semplici quali articolazione interna di struttura sovraordinata e strutture semplici a valenza
dipartimentale/distrettuale, quali strutture che si configurano come articolazioni non afferenti ad alcuna Unità
Operativa Complessa, dotate di autonomia gestionale, ovvero con attribuzione di responsabilità di gestione di
risorse nel rispetto delle linee di indirizzo definite dal Dipartimento alle quali afferiscono direttamente.
L’individuazione di tali strutture avviene preliminarmente in misura strettamente connessa alle funzioni attribuite
dagli atti di programmazione regionale e quindi in relazione all’intensità assunta dalle variabili citate e
all’ampiezza degli ambiti di autonomia e responsabilità conferiti dall’Azienda.
Tra le strutture complesse aziendali vengono ricomprese, per riconosciuta complessità intrinseca, le tre
Macrostrutture aziendali e cioè l’Ospedale, il Distretto Socio Sanitario ed il Dipartimento di Prevenzione.
La direzione delle suddette Macrostrutture comporta il riconoscimento della maggiorazione dell’indennità di
posizione, in analogia a quanto previsto per i Direttori di Dipartimento.
In sede di definizione delle posizioni previste dalle disposizioni contrattuali, verranno graduati i livelli di
complessità organizzativa gestionale, potendosi in tal modo identificare più classi di strutture complesse e semplici
in modo da determinare il valore della relativa indennità di posizione.
Art. 24 Autonomia gestionale e tecnico professionale delle Unità organizzative.
L’Azienda Ulss 19 riconosce autonomia gestionale a tutte le Unità Operative complesse e semplici a valenza
dipartimentale e distrettuale e alle U.O.S. in staff alla Direzione Strategica che costituiscono l’organizzazione
aziendale.
L’autonomia gestionale delle strutture ne determina la possibilità di amministrare, all’interno del budget e degli
obiettivi assegnati in sede di contrattazione, le risorse affidate, attivando, attraverso i servizi di supporto
professionale tecnico amministrativo, i processi per l’acquisizione di beni e servizi e per il reclutamento del
personale.
L’esercizio del potere di gestione viene consentito ai dirigenti preposti alla direzione delle suddette strutture nel
limite dell’atto di delega conferito dal Direttore Generale e secondo i contenuti esplicitati negli articoli 17 e 18 del
presente atto aziendale.
L’ambito di autonomia tecnico professionale dei dirigenti può essere progressivamente ampliato attraverso
momenti di valutazione e verifica, in ragione del perdurare dell’incarico e dell’acquisizione di maggiore
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professionalità derivante dall’effettuazione di percorsi formativi. Tale autonomia deve essere esercitata nel
rispetto della collaborazione multiprofessionale secondo indirizzi operativi e programmi di attività in linea con la
programmazione della Direzione Generale.
Art. 25 Conferimento degli incarichi dirigenziali.
Gli incarichi dirigenziali sono attribuiti dal Direttore Generale nei limiti del numero delle unità organizzative
(macrostrutture, strutture complesse, strutture semplici e strutture semplici a valenza dipartimentale) individuate
nel presente Atto Aziendale e degli incarichi professionali, compatibilmente con i vincoli in materia di costi del
personale di cui alla normativa nazionale e regionale.
Le modalità di attribuzione seguiranno le disposizioni normative vigenti e quelle della contrattazione nazionale
collettiva di lavoro.
Alla luce di quanto esposto, a ciascun dirigente dell’Azienda Ulss 19 viene garantita l’attribuzione di un incarico
dirigenziale secondo le seguenti tipologie:
• direzione di struttura complessa;
• direzione di struttura semplice;
• direzione di struttura semplice dipartimentale/distrettuale;
• professionale, anche di alta specializzazione, di consulenza, di studio e ricerca, ispettivo, di verifica e
controllo;
• professionale, conferibile ai dirigenti con meno di cinque anni di anzianità (solo per i dirigenti medici,
veterinari e sanitari).
Fra gli incarichi di direzione sono ricompresi gli incarichi di Direttore di Distretto Socio Sanitario e di Dipartimento.
Il conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa dei dirigenti medici e veterinari e dei dirigenti
sanitari viene effettuato nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente in materia. Per quanto
attiene l’incarico di Direttore di Distretto, lo stesso viene conferito sulla base dei requisiti previsti dall’art. 3 sexies
del D. Lgs. n. 502/1992 e s.m.i. e della DGRV 343 del 19.03.2013. Gli incarichi di Direttore di Dipartimento sono
conferiti secondo le disposizioni di cui all’art. 17 bis del D. Lgs. n. 502/1992 e s.m.i. e le indicazioni regionali in
materia.
Il conferimento di incarichi di direzione di struttura complessa ai dirigenti del ruolo professionale, tecnico ed
amministrativo viene effettuato nei confronti di dirigenti con esperienza professionale dirigenziale di almeno
cinque anni, su proposta motivata del Direttore Amministrativo.
Nel conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa ai dirigenti del suddetto ruolo verranno
applicati i seguenti criteri:
• titolo di studio e formazione adeguata alle funzioni da affidare;
• esperienza acquisita in relazione alle posizioni organizzative precedentemente ricoperte;
• risultati conseguiti nello svolgimento di attività rilevanti agli effetti dell’incarico da conferire;
• attitudine ad assolvere le responsabilità connesse con le funzioni da attribuire;
• valutazione riportata nell’espletamento di precedenti incarichi.
Il conferimento di incarichi di direzione di struttura semplice o di struttura semplice a valenza dipartimentale o di
natura professionale avviene su proposta dei dirigenti responsabili della struttura di afferenza nel rispetto delle
disposizioni normative e contrattuali vigenti.
A ciascun incarico dirigenziale è correlata una funzione dirigenziale; tutte le funzioni dirigenziali dell’Azienda Ulss
19 sono, una volta definite e posizionate nell’organigramma aziendale, graduate dall’Amministrazione in modo
oggettivo adottando come fattori di valutazione i criteri ed i parametri indicati dalla contrattazione collettiva
nazionale e dalla normativa vigente in materia.
A ciascuna posizione dirigenziale viene conseguentemente attribuito un valore economico entro i limiti massimi
delle fasce economiche previste dalla contrattazione collettiva nazionale.
18
Il valore economico attribuito dovrà tenere conto della disponibilità del relativo fondo e del peso attribuito a
ciascun incarico, garantendo comunque le quote minime di retribuzione di posizione fissa e variabile previste dai
relativi CCNL.
Le disposizioni del presente articolo si adegueranno automaticamente alle eventuali successive disposizioni
contrattuali che modifichino l’istituto qui regolamentato.
Art. 26 I processi aziendali.
In generale, un processo è un insieme di attività correlate e interagenti, necessarie a trasformare degli elementi di
partenza (input) in risultati finali (output). Nell’ambito dell’Azienda Ulss, in quanto organizzazione complessa,
esistono processi che comprendono numerose attività, svolte in modo trasversale da strutture diverse tra di loro
(macrostrutture/Unità Operative, ecc…) e che sono finalizzate a ottenere un obiettivo finale comune.
Esempi di processi aziendali sono:
•
i sistemi per la gestione dei rischi (salute e sicurezza dei lavoratori; sicurezza dei pazienti; privacy e sicurezza
dei dati; correttezza amministrativa e contabile; trasparenza e integrità della pubblica amministrazione);
•
aree funzionali (per esempio Area Critica e delle Emergenze);
•
i percorsi e le reti assistenziali per specifiche patologie (per esempio, ictus, infarto miocardico, diabete,
malattie rare, ecc.);
•
i programmi assistenziali complessi (per esempio screening oncologici, riabilitazione, assistenza nutrizionale,
promozione della salute e prevenzione delle malattie cronico-degenerative, ecc.);
•
i processi assistenziali trasversali (per esempio, la gestione dei dispositivi medici, la gestione delle
attrezzature sanitarie, l’implementazione del fascicolo socio-sanitario regionale, ecc.)
•
i processi tecnico-amministrativi specifici (per esempio, logistica, ecc.)
•
i programmi tecnico-amministrativi complessi (per esempio, certificazione del bilancio, la gestione della
trasparenza, la gestione della privacy, ecc.);
Art. 27 Il coordinatore di processo aziendale.
I processi aziendali sono guidati da un coordinatore di processo, che non ha di per sé competenza gerarchica sulle
strutture/funzioni/organizzazioni che a vario titolo sono coinvolti nel processo aziendale, ma rappresenta un
elemento funzionale di integrazione, coordinamento e supporto alla Direzione aziendale nelle fasi di
pianificazione, realizzazione, controllo, valutazione e riesame del processo stesso.
L’incarico di coordinatore di processo aziendale è attribuito dal Direttore Generale e le competenze generali
connesse all’incarico sono le seguenti:
•
promuovere una visione unitaria e trasversale del processo aziendale considerato, mantenendone
costantemente aggiornata la “mappa” (strutture e professionisti coinvolti, attività e procedure, analisi della
performance e dei rischi);
•
coordinare le attività delle singole strutture aziendali e degli eventuali soggetti esterni che concorrono a
realizzare il processo aziendale, promuovendo lo sviluppo delle interfacce necessarie a garantirne la
continuità;
•
riferire alla Direzione aziendale i risultati complessivi del processo aziendale (performance e rischi),
collaborando con la Direzione stessa nello sviluppo di piani di miglioramento integrati con il processo di
budget/performance e con la gestione di contratti/convenzioni;
•
collaborare all’analisi dei fabbisogni formativi e alla progettazione dei relativi eventi formativi.
Coerentemente con la natura funzionale dei processi aziendali, per lo svolgimento delle sue funzioni il
coordinatore di processo non utilizzerà gli strumenti gerarchico propri delle gestione di strutture (per esempio,
comitati, ordini di servizio, budget specifici, valutazione del personale, ordini di servizio, ecc.), ma utilizzerà
modalità di gestione più snelle quali, per esempio, riunioni di coordinamento, contatti individuali e/o confronto con
19
i dirigenti e il personale coinvolti, adozione condivisa di procedure e altri documenti, analisi dei dati provenienti
dal processo, attività formative, integrazione con i normali canali di gestione del personale, delle risorse, ecc..
Nello svolgimento delle sue funzioni, il Coordinatore di processo aziendale riferisce alla Direzione Aziendale,
coordinandosi di volta in volta con i Direttori delle strutture tecnico-funzionali di erogazione dei livelli di
assistenza (Dipartimento di Prevenzione, Distretto Socio Sanitario, Ospedale) e con i responsabili delle unità
operative professionali, tecniche e amministrative per la gestione degli aspetti operativi.
TITOLO VI – ORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA ULSS N. 19 DI ADRIA
Art. 28 Distretto Socio Sanitario.
Il Distretto Socio Sanitario è l’articolazione dell’Azienda Ulss finalizzata a realizzare l’integrazione tra i diversi
servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali, in modo da assicurare una risposta coordinata e continua ai
bisogni socio-sanitari della popolazione. Le attività e i servizi territoriali dell’Azienda Ulss 19 sono organizzati in
un unico Distretto Socio Sanitario, articolato sul territorio, per facilitare l’accesso ai servizi da parte della
popolazione, in quattro Centri Socio Sanitari: Adria, Porto Viro, Taglio di Po e Porto Tolle.
L’integrazione tra sociale e sanitario si concretizza su diversi livelli: quello istituzionale (es. Comuni), quello
professionale (es.team multiprofessionali) e all’interno e tra le aree ad elevata integrazione quali: anziani,
disabili, salute mentale, dipendenze, area materno-infantile e tra le diverse strutture aziendali attraverso la
coerenza e la condivisione degli obiettivi di integrazione con il Dipartimento di Prevenzione e con l’Ospedale.
Dal punto di vista istituzionale, obiettivo strategico per l’integrazione è la promozione dell’esercizio della delega
da parte dei Comuni all’Azienda Ulss nella gestione dei servizi sociali e socio-sanitari e la diffusione della gestione
associata dei servizi, anche al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e garantire uniformità di trattamento.
Le Medicine di Gruppo Integrate intese come team multiprofessionali che prendono in carico i bisogni di una
Comunità, rappresentano di fatto i luoghi ideali in cui si può sviluppare operativamente l’integrazione sociosanitaria.
Lo strumento per la realizzazione dell’integrazione socio-sanitaria che trova realizzazione nel contesto del
Distretto Socio Sanitario, laddove è possibile valutare in modo unitario ed uniforme i bisogni sanitari, sociosanitari, socio-assistenziali, è l’Unità Valutativa Multidimensionale Distrettuale (UVMD).
Il Distretto Socio Sanitario, per realizzare l’integrazione socio-sanitaria persegue:
• l’adozione di un approccio per percorsi assistenziali integrati, a partire dalla progettazione e
programmazione degli interventi, alla realizzazione della presa in carico, alla valutazione degli esiti in
termini di risultati conseguiti;
• la partecipazione della persona attraverso la personalizzazione degli interventi, valorizzando la relazione
interpersonale anche in termini di qualità del tempo dedicato, la facilitazione all’accesso, il coinvolgimento
del paziente nei percorsi assistenziali;
• la multiprofessionalità quale cardine per formulare una azione integrata e continuativa;
• la valorizzazione della rete, non soltanto istituzionale (Aziende Ulss, Comuni, Scuole, ecc.) ma anche
informale (rete parentale, amicale, volontariato, privato sociale), costruendo sinergie tra le varie risorse.
In particolare il Distretto Socio Sanitario quale “sistema integrato” si realizzerà attraverso lo sviluppo delle
seguenti aree, così come previsto nella DGRV n. 2271/2013:
- L’integrazione tra il Distretto socio-sanitario e il Dipartimento di Prevenzione.
In coerenza con il Piano Socio Sanitario Regionale 2012-2016, ai fini preventivi, è strategica una visione integrata
non solo fra i servizi del Dipartimento di Prevenzione, ma anche in coordinamento con il Distretto, ed in particolare
con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e con le strutture a diverso titolo impegnate nella
tutela della Salute pubblica.
20
Rappresentano in particolare ambiti ed azioni rilevanti:
o prevenire le malattie suscettibili di vaccinazione;
o ridurre la mortalità per carcinoma della mammella, della cervice uterina e del carcinoma del colon
retto;
o promuovere la prevenzione primaria e la promozione di stili di vita sani per prevenire le patologie
cronico-degenerative e le loro complicanze;
o ridurre l’incidenza e la mortalità per malattie ischemiche del cuore e cerebrovascolari.
- L’integrazione tra il Distretto socio-sanitario e l’Ospedale.
L’integrazione Ospedale-Territorio viene perseguita attraverso alcune strategie quali:
o il consolidamento dei modelli di ammissione e dimissione protetta, supportati dalla implementazione
di percorsi per la presa in carico globale e coordinata del paziente;
o l’implementazione di soluzioni organizzative, quali le Centrali Operative Territoriali;
o il potenziamento degli strumenti di scambio informativo, nella fattispecie dei sistemi informativi
integrati.
Le Strutture assistenziali extraospedaliere che realizzano l’integrazione Ospedale-Territorio, definite dalla
programmazione regionale, sono:
Strutture di ricovero intermedie.
Le strutture di ricovero intermedie sono da realizzarsi attivando strutture di ricovero in grado di
accogliere i pazienti per i quali non sia prefigurabile un percorso di assistenza domiciliare o risulti
improprio il ricorso all’ospedalizzazione o all’istituzionalizzazione, nell’ambito di quanto programmato nel
Piano di Zona.
L’inserimento in queste Strutture può rappresentare una valida risposta a carattere temporaneo.
Ospedale di Comunità.
Per Ospedale di Comunità si intende una struttura di ricovero intermedia, inserita nella rete dei servizi
dell’assistenza territoriale, con una dotazioni e standard previsti espressamente dalla normativa
nazionale e regionale, rivolta a:
malati affetti da patologie croniche che periodicamente necessitano di controlli o terapie
particolari e che non possono essere efficacemente seguiti a domicilio;
persone che, a seguito di malattie acute o evolutive, necessitano di terapie difficilmente erogabili
a domicilio;
malati che abbisognano temporaneamente di cure palliative e che non possono essere
adeguatamente seguite e domicilio.
Hospice.
Gli Hospice sono centri residenziali territoriali di cure palliative destinati ad accogliere prioritariamente
pazienti affetti da patologia neoplastica terminale che necessitano di cure palliative non erogabili
adeguatamente a domicilio o in altri setting di cura. La definizione dei requisiti strutturali e tecnologici per
i Centri Residenziali di Cure Palliative (Hospice) trova fonte nel DPCM 20 gennaio 2000; con DGRV
3318/2008 sono state definite le caratteristiche dei pazienti eleggibili per Hospice.
Le cure palliative in Hospice, nell’ambito della Rete Locale di Cure Palliative, sono costituite da un
complesso integrato di prestazioni sanitarie professionali di tipo medico, infermieristico, riabilitativo e
psicologico, oltre che a prestazioni sociali, tutelari ed alberghiere, nonché di sostegno spirituale, a favore
di persone affette da una patologia a prognosi infausta e ad andamento evolutivo, per la quale non
21
esistono terapie adeguate ai fini della guarigione della malattia o di un prolungamento significativo della
vita.
Unità Riabilitativa Territoriale (U.R.T.)
La U.R.T. è una struttura di ricovero intermedia i cui obiettivi assistenziali si esplicano in:
assistenza socio-sanitaria di base ed assistenza sanitaria specialistica eventualmente necessaria;
conservazione dello stato di equilibrio raggiunto, compatibile con l’eventuale menomazione
rimasta, per prevenire aggravamenti e decadimento funzionale;
riabilitazione globale dell’autonomia psico-fisica con lo scopo di ottenere un recupero mirato al
rientro al domicilio.
Al fine di formalizzare l’integrazione tra il Distretto socio-sanitario e l’Ospedale, l’Azienda ULSS 19 istituisce un
Coordinamento per la pianificazione e l’organizzazione delle attività relative alla gestione del paziente tra
l’ambito ospedaliero e territoriale, finalizzato alla condivisione dei percorsi assistenziali, alla loro corretta
applicazione e alla responsabilizzazione sulla valutazione degli esiti.
Sono membri di tale Coordinamento: il Direttore Sanitario, il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione
Territoriale, il Direttore Medico del Presidio Ospedaliero, il Direttore del Distretto socio-sanitario, i responsabili
delle unità operative distrettuali (complesse e semplici a valenza distrettuale), il responsabile del Servizio
Farmaceutico Aziendale, un assistente sociale, un Medico di Medicina Generale e un Pediatra di Libera Scelta, uno
specialista ambulatoriale interno, nominati dai rispettivi comitati aziendali e comitato zonale.
- L’integrazione con le comunità locali, Enti, Associazioni e Famiglie.
Il Distretto dell’Azienda Ulss 19 promuoverà azioni finalizzate a responsabilizzare tutti i soggetti interessati a
garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
In particolare dovrà:
o promuovere il coinvolgimento dei pazienti e delle famiglie;
o coinvolgere le Amministrazioni locali nello sviluppo delle Cure primarie ed in particolare nella
implementazione delle Medicine di Gruppo Integrate;
o coinvolgere le associazioni di volontariato e le altre organizzazioni.
Art. 28.1 Attività del Distretto Socio Sanitario.
Nel dettaglio afferiscono al livello distrettuale le seguenti attività:
• assistenza medica primaria (medicina generale, pediatria di libera scelta, continuità assistenziale);
• assistenza infermieristica;
• assistenza sociale;
• assistenza domiciliare e assistenza domiciliare integrata;
• cure palliative;
• assistenza consultoriale per la promozione e la tutela dell’infanzia e della famiglia, compresi la
mediazione, l’affido e l’adozione;
• assistenza neuropsichiatrica e psicologica infantile ed adolescenziale;
• assistenza scolastica e inserimento lavorativo per persone disabili, con dipendenza patologica e con
sofferenza mentale;
• assistenza residenziale e semiresidenziale nelle aree della disabilità, delle dipendenze, della salute
mentale e dell’età evolutiva;
22
•
•
•
•
•
•
assistenza residenziale, semiresidenziale ed intermedia per adulti-anziani non autosufficienti;
assistenza farmaceutica;
assistenza specialistica territoriale;
riabilitazione;
assistenza protesica;
azioni di supporto nell’ambito della prevenzione delle malattie e della promozione della salute.
Art. 28.2 Obiettivi del Distretto Socio Sanitario.
In ottemperanza ai principi contenuti nella DGRV n. 2271/2013 rappresentano obiettivi affidati al Distretto sociosanitario:
• analizzare e misurare i bisogni, stratificando la popolazione assistita sulla base delle criticità effettive
(case-mix), decodificando i bisogni e trasformandoli in domande, definendone livelli di complessità
assistenziale e modelli organizzativi più efficaci/efficienti, nonché identificando i luoghi di cura più
appropriati;
• consolidare l’integrazione socio-sanitaria a garanzia della tutela della salute e del benessere della
persona nella sua globalità, assicurando una presa in carico organizzata e coordinata;
• garantire l’assistenza, prevedendo uno specifico modello di integrazione operativa tra le componenti della
Medicina Convenzionata ed i servizi distrettuali, ivi compreso un modello di assistenza domiciliare;
• implementare in modo diffuso le Medicine di Gruppo Integrate, quali team multiprofessionali finalizzati a
gestire efficacemente i bisogni della Comunità di riferimento, perseguendo criteri di qualità relativi a:
globalità, accessibilità e continuità, equità ed attenzione alla persona, sostenibilità economica;
• definire ed implementare i percorsi assistenziali per le principali patologie croniche e per l’assistenza alle
persone fragili, affrontando la comorbosità in maniera integrata non solo a livello distrettuale, ma anche
con il livello ospedaliero e prevedendo un sistema di misurazione degli esiti;
• attivare un’offerta adeguata di strutture di ricovero intermedie in grado di accogliere i pazienti per i quali
non sia prefigurabile un percorso di assistenza domiciliare o risulti improprio il ricorso
all’ospedalizzazione o all’istituzionalizzazione, offrendo una risposta polifunzionale a carattere
temporaneo di stabilizzazione, riabilitazione estensiva e palliazione.
• attivare idonei strumenti organizzativo-gestionali per garantire le transizioni del paziente da un luogo di
cura ad un altro o da un livello assistenziale ad un altro, per assicurare la presa in carico dei pazienti
complessi, provvedere al monitoraggio in tempo reale dei percorsi assistenziali e connettere i
professionisti (Centrale Operativa Territoriale);
• sviluppare l’integrazione funzionale e gestionale delle strutture residenziali e semiresidenziali con i
servizi distrettuali, estendendo l’attività sanitaria specialistica a supporto del Medico Convenzionato,
rimodulando le unità di offerta per adeguarle alle esigenze assistenziali, sviluppando l’integrazione
informativa attraverso l’implementazione di cartelle integrate con l’Azienda Ulss;
• consolidare il rapporto con i Comuni non soltanto relativamente alle funzioni socio-sanitarie, ma anche per
lo sviluppo dell’assistenza territoriale e la partecipazione al benessere della comunità;
• utilizzare il budget come strumento gestionale sistematico, che presuppone un processo di negoziazione
degli obiettivi e delle risorse disponibili su più livelli di responsabilità, finalizzati al miglioramento
dell’efficienza e dell’efficacia del Sistema.
• Sviluppare adeguatamente, anche a livello organizzativo, la competenza sul governo clinico inteso come lo
sviluppo e l’applicazione dei percorsi assistenziali per patologie a più elevata prevalenza, secondo i
principi della clinical governance.
23
Art. 28.3 Centrale Operativa Territoriale.
La Centrale Operativa territoriale (C.O.T.), struttura prevista dalla DGRV n. 2271/2013 nell’ambito delle competenze
del Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale in coordinamento con il Direttore Sanitario, è
incardinata per gli aspetti organizzativi e gestionali nell’ambito del Distretto Socio Sanitario dell’Azienda Ulss
(come evidenziato nell’organigramma di cui all’allegato n.3, n.7 e n.8) ed è interconnessa con la rete dei servizi
distrettuali e funzionale a tutte le UO territoriali.
Detta Struttura svolge una funzione di coordinamento della presa in carico dell’utente “protetto” (utenti in
condizioni di fragilità o di emergenza sociale) e di raccordo fra i soggetti della rete assistenziale. Rappresenta,
infatti, lo strumento di raccolta e classificazione del problema/bisogno espresso, di attivazione delle risorse più
appropriate, di programmazione e pianificazione degli interventi attivando i soggetti della rete assistenziale,
tutelando le transizioni da un luogo di cura all’altro o da un livello clinico/assistenziale all’altro.
L’obiettivo generale della C.O.T. è quello di rendere efficaci ed efficienti le risposte ai cittadini, in termini di
attivazione dei percorsi di presa in carico delle persone in condizione di bisogno e dei pazienti nel passaggio da un
setting assistenziale all’altro (Ospedale – Territorio), facilitando il raccordo tra i soggetti della rete territoriale e
garantendo la continuità dell’assistenza.
Attraverso la lettura del bisogno (triage territoriale), la C.O.T. individua il percorso assistenziale più appropriato,
tenendo conto che essenzialmente l’attività si svolge in regime programmato, in particolare:
• coordina la transizione (dimissione) dei pazienti ricoverati in Ospedale verso il trattamento temporaneo o
residenziale o domiciliare protetto;
• coordina la presa in carico dei pazienti in assistenza domiciliare protetta e le eventuali transizioni verso
altri luoghi di cura o altri livelli assistenziali;
• coordina la transizione (ammissione/dimissione) e sorveglia sulla presa in carico dei pazienti ricoverati
presso le strutture di ricovero intermedie;
• sorveglia sulla presa in carico dei pazienti in assistenza residenziale definitiva o semiresidenziale.
Operativamente la C.O.T. ha il compito di:
• raccogliere, decodificare e valutare le richieste assistenziali presentate, inoltrandole ai servizi competenti
per area territoriale;
• attivare i percorsi più appropriati per soddisfare i bisogni individuati, tra i quali l’ADI e gli altri servizi
territoriali;
• attivare e gestire i rapporti con le Unità Operative Ospedaliere per favorire le ammissioni/dimissioni
protette e l’organizzazione delle cure domiciliari o l’inserimento presso le strutture di ricovero intermedie
o le unità di offerta residenziali e semiresidenziali presenti sul territorio;
• informare ed orientare i cittadini sulle opportunità offerte dal territorio e sulle modalità operative per
poterne usufruire;
• gestire il sistema informativo messo a disposizione tramite l’aggiornamento delle informazione e dei dati
e la produzione di report.
Art. 28.4. Direzione del Distretto Socio Sanitario.
L’incarico di Direzione del Distretto è conferito dal Direttore Generale con provvedimento motivato a dirigenti
medici o sanitari di struttura complessa in servizio in Azienda e in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 3
sexies del D.Lgs. 502/1992, ovvero a medici convenzionati, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, dello stesso D.Lgs.
502/1992, da almeno 10 anni .
In assenza di dirigenti medici o sanitari ovvero di medici convenzionati ritenuti idonei per l’assegnazione degli
incarichi di direttore di distretto, dovrà essere emesso apposito avviso da espletarsi secondo le procedure previste
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dall’articolo 15, comma 7 bis, del D.Lgs. 502/1992 e dalle linee di Indirizzo approvate dalla DGRV 343 del
19.03.2013, tenuto conto di quanto stabilito dal succitato articolo 3 sexies dello stesso D.Lgs. 502/1992.
Il Direttore di Distretto è il responsabile delle funzioni organizzative dell’intera macrostruttura e ricopre il ruolo di
dirigente di livello e funzione apicale in posizione gerarchicamente sovraordinata ai dirigenti responsabili delle
strutture articolazioni interne del Distretto stesso e dunque esercita la vigilanza e (fermo restando la competenza
del responsabile di ciascuna unità operativa distrettuale) il potere disciplinare su tutto il personale assegnato alla
struttura.
Al Direttore di Distretto spetta il compito di perseguire gli obiettivi di risultato e di attività utilizzando le risorse
assegnate a seguito di contrattazione di budget concordata direttamente con la Direzione Generale e quindi
successivamente con i responsabili delle articolazioni organizzative interne.
Il Direttore di Distretto garantisce pertanto la funzione direzionale di tutte le attività del Distretto, comprese
quelle che rientrano in progetti obiettivo o piani settoriali per la cui attuazione necessita l’intervento di soggetti
non collocati in posizione di subordinazione gerarchica.
Il Direttore del Distretto garantisce la funzione direzionale di tutte le attività del Distretto mediante i Responsabili
delle UU.OO.
La funzione direzionale del Direttore di Distretto implica in particolare le seguenti attività:
• conseguimento di obiettivi di risultato, di attività e di risorse concordati ed assegnati al Distretto, in sede
di contrattazione di budget con la Direzione Generale;
• organizzazione dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali propri del Distretto;
• coordinamento delle necessarie collaborazioni ed organizzazione delle risorse affinché il MMG/PLS svolga
il proprio ruolo di referente-unico per l’assistito;
• utilizzo dello strumento del budget per definire gli obiettivi e monitorare i relativi indicatori di risultato
attribuiti alle UO distrettuali e alle Medicine di Gruppo Integrate (team multi professionali), organizzando,
coerentemente con la programmazione strategica, i servizi e le risorse, nonché monitorandone
l’implementazione;
• nomina dell’Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali composto da rappresentanti delle figure
professionali operanti nelle unità organizzative afferenti al Distretto, di cui membri di diritto sono un
Medico di Medicina Generale, un Pediatra di Libera Scelta e uno specialista ambulatoriale convenzionato
operante in tale macrostruttura;
• supporto alla Direzione Generale nei rapporti con i Sindaci dei Comuni afferenti al Distretto e proposta alla
Direzione del Programma delle Attività Territoriali, previo parere del Comitato dei Sindaci di Distretto.
Per assicurare l’unitarietà degli interventi e il razionale utilizzo delle risorse assegnate, nelle attività di livello
gestionale ed operativo il Direttore di Distretto assolve a compiti di direzione, coordinamento delle attività di
natura trasversale e verifica dei risultati, mentre la responsabilità tecnico funzionale rimane in capo ai dirigenti
responsabili delle strutture afferenti al Distretto.
Il Direttore di Distretto, in caso di sua assenza o impedimento, propone al Direttore Generale, che lo nomina, il
proprio sostituto tra i dirigenti delle strutture del Distretto.
I Servizi in Staff al Direttore del Distretto Socio Sanitario sono:
• Centrale Operativa Territoriale
• U.O.S. Professioni Sanitarie Territoriali
• U.O.S. Servizio Farmaceutico Territoriale
I servizi in staff sono rappresentati nell’organigramma n.3 e descritti rispettivamente agli articoli 28.3 e 28.6.
25
Art. 28.5 Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali.
Il Direttore di Distretto si avvale di un Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali composto da
rappresentanti delle figure professionali operanti nelle unità organizzative afferenti al distretto, di cui sono
componenti di diritto un Medico di Medicina Generale, un Pediatra di Libera Scelta ed uno specialista ambulatoriale
convenzionato operante nel distretto (art.3-sexies, comma 2, D.L.vo n.502/92 e successive modifiche e
integrazioni).
L’ufficio di Coordinamento delle attività distrettuali è in staff al Direttore di Distretto, con funzioni consultive e
propositive in tema di:
• definizione del Programma delle Attività Territoriali;
• promozione di strategie operative condivise fra i diversi attori del territorio nell’erogazione di prestazioni,
finalizzate a soddisfare il reale bisogno di salute, con l’individuazione delle modalità di raccordo fra la rete
produttiva territoriale, i servizi socio assistenziali, i MMG ed i PLS, nonché di procedure e di modalità
condivise di offerta dei servizi;
• miglioramento e promozione dei rapporti interprofessionali, comprese le modalità di
integrazione/interrelazione di MMG, PLS, medici di continuità assistenziale e specialisti ambulatoriali
convenzionati con gli operatori assegnati al Distretto, al fine di garantire uniformità di comportamento
operativo nelle attività e negli interventi delle diverse articolazioni organizzative;
• distribuzione delle risorse umane fra le diverse articolazioni organizzative distrettuali, in base ai
fabbisogni e alla dotazione organica complessiva del Distretto;
• individuazione dei bisogni e dei percorsi formativi delle diverse professionalità su tematiche di carattere
generale (es.: miglioramento continuo della qualità, sistema informativo, management, ecc.);
• gestione degli istituti economici contrattuali quali il lavoro straordinario, lo stipendio di risultato, la pronta
disponibilità;
• qualsiasi altra materia che il Direttore di Distretto ritenga opportuno sottoporre.
L’Ufficio di Coordinamento si riunisce trimestralmente sia per esplicare le funzioni suindicate sia per coadiuvare il
Direttore di Distretto nella verifica della rispondenza tra attività e costi previsti nel budget e quelli effettivi e per
proporre interventi in caso di scostamenti significativi. Alle riunioni partecipa il Responsabile dell’Ufficio Controllo
di Gestione. L’attività di segreteria è svolta da un dipendente amministrativo dell’ufficio Amministrativo del
Distretto.
Art. 28.6 Articolazione Organizzativa del Distretto.
Le funzioni distrettuali vengono esercitate mediante la seguente struttura organizzativa:
U.O.C. Cure Primarie.
Tale struttura, che viene riconosciuta complessa in base alle indicazioni della DGRV n. 3242 del 30.11.2001 e alla
DGRV n. 2271/2013, è tenuta ad assicurare i livelli uniformi di assistenza a tutta la popolazione, in particolare:
• sviluppo, coordinamento e gestione delle Cure primarie, attraverso lo sviluppo delle Medicine di Gruppo
Integrate previste dagli specifici atti di indirizzo regionale, coinvolgendo tutte le componenti della
convenzionata e organizzando le necessarie risorse commisurate agli obiettivi;
• garanzia della continuità dell’assistenza e delle cure, assicurando l’integrazione funzionale tra la Medicina
Generale, la Continuità Assistenziale e la Specialistica;
• definizione e sviluppo dei percorsi assistenziali, provvedendo a garantire il coinvolgimento di tutte le
competenze e delle strutture anche sviluppando un sistema di monitoraggio dei processi e degli esiti in
ogni contesto di vita dell’assistito (ambulatoriale, domiciliare o residenziale);
26
• gestione e responsabilità del funzionamento dell’assistenza domiciliare integrata, servendosi anche del
Servizio infermieristico per l’assistenza domiciliare;
• coordinamento sanitario delle strutture di ricovero intermedie, delle strutture residenziali (Case di Riposo)
e semiresidenziali extraospedaliere per garantire uniformità di percorsi e di implementazione di
procedure condivise e basate sull’evidenza;
• coordinamento e verifica dell’appropriatezza prescrittiva ed erogativa nell’ambito della farmaceutica,
della protesica e della specialistica, partecipando al buon governo delle risorse.
• assicura il funzionamento dell’Unità di Valutazione Multi Dimensionale (UVMD), che, attraverso la
valutazione multidimensionale e la predisposizione di un progetto assistenziale, garantisce l’ingresso
integrato dell’assistito nella rete dei servizi sanitari e socio sanitari, per tutti i casi che richiedano un
intervento complesso in termini sia di multiprofessionalità e multisettorialità, sia di importanza di risorse
assorbite.
All’interno dell’U.O.C. Cure Primarie è individuata l’U.O.S. Cure Palliative.
In attuazione del Piano Socio Sanitario Regionale 2012-2016 ed alla L.R. n. 7/2009 l’unità operativa semplice
Cure palliative garantisce l’offerta di cure palliative a tutti i malati candidati a palliazione, verso i quali svolge
attività di gestione e programmazione del percorso, garantendo la continuità clinico-assistenziale tra l’Ospedale, le
cure domiciliari e le strutture residenziali idonee (nella fattispecie Hospice e Ospedale di Comunità). Ha funzioni di:
• coordinamento del Nucleo di Cure Palliative, specificatamente dedicato, che rappresenta una
organizzazione funzionale composta da: medici di famiglia, medici palliativisti, infermieri, psicologi,
medici di continuità assistenziale, ai quali si aggiungono altre professionalità sociosanitarie (es. assistenti
sociali, terapisti della riabilitazione, dietisti, ecc.);
• definizione e implementazione dei percorsi assistenziali nello specifico ambito, provvedendo a garantire il
coinvolgimento di tutte le competenze e delle strutture anche sviluppando un sistema di monitoraggio dei
processi e degli esiti in ogni contesto di vita dell’assistito (ambulatoriale, domiciliare o residenziale);
• garanzia di una coerenza prescrittiva verso i farmaci a maggiore efficacia antalgica con particolare
attenzione all’uso di oppioidi in ogni condizione di dolore.
All’interno del Distretto viene istituita l’Area Infanzia Adolescenza Famiglia, costituita da:
- l’U.O.S. a Valenza Distrettuale Servizio per l’Età Evolutiva, che assicura tutte le prestazioni previste
dalla DGRV n. 1533/2011 ed in particolare:
• l’attività ambulatoriale riabilitativa per utenti disabili in età evolutiva che, per il loro grado di
autosufficienza, non necessitano di essere accolti in strutture residenziali, attraverso l’erogazione di
servizi di diagnostica e terapia specialistica, di psicoterapia, di logopedia e fisiochinesiterapia;
• il consolidamento dell’attività di integrazione scolastica, svolta a livello aziendale con funzioni di
gestione, attuazione nonché di vigilanza sul funzionamento dell’attività stessa, in collaborazione con gli
altri servizi distrettuali, in particolare dell’U.O.S.D. Disabilità per quanto riguarda la presa in carico
dell’utenza all’età adulta.
Oltre a dette funzioni, l’U.O.S.D. Servizio per l’età evolutiva, assicura in stretta collaborazione con l’U.O.C. Cure
Primarie le prestazioni previste dalla DGRV n. 2271/2013 ed in particolare:
• sviluppo, coordinamento e gestione delle Cure primarie con riferimento all’area omogenea maternoinfantile, ed evolutiva, attraverso l’implementazione delle forme associative della Pediatria di Libera
Scelta previste dagli atti di indirizzo regionali, prevedendo peraltro la loro integrazione nelle Medicine di
Gruppo Integrate;
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• garanzia della continuità dell’assistenza e delle cure, assicurando l’integrazione funzionale tra la
Pediatria di Libera Scelta, la Continuità Assistenziale e la Pediatria ospedaliera;
• definizione ed implementazione dei percorsi assistenziali nello specifico ambito, provvedendo a garantire
il coinvolgimento di tutte le competenze e delle strutture anche sviluppando un sistema di monitoraggio
dei processi e degli esiti in ogni contesto di vita dell’assistito (ambulatoriale,domiciliare o residenziale);
• coordinamento e verifica dell’appropriatezza prescrittiva ed erogativa nell’ambito della farmaceutica,
della protesica e della specialistica, partecipando al buon governo delle risorse;
• effettuazione delle attività diagnostiche, curative abilitative/ riabilitative con le altre UU.OO. territoriali
ed ospedaliere e con le finalità degli altri soggetti istituzionali quali i servizi sociali dei Comuni, la scuola,
ecc.;
• ogni altra attività prevista per assicurare livelli uniformi di assistenza, con riferimento all’area di
competenza.
- l’U.O.S. Consultorio Familiare, che assicura tutte le prestazioni previste dalla DGRV n. 215/2010:
• intervento di sostegno per le famiglie di minori in situazioni di disagio, di disadattamento e di devianza,
tramite prestazioni medico-specialistiche, psico-terapeutiche e di indagine diagnostica sui minori e sulle
famiglie; indagini e verifiche socio familiari sulle famiglie e azioni di sostegno alle famiglie- protezione
del minore in stato di abbandono e tutela della sua crescita; indagine psicodiagnostica della famiglia;
indagine sociale della famiglia, prestazioni di supporto sociale ed economico alla famiglia, di supporto
educativo domiciliare e territoriale dei minori; Tali finalità andranno perseguite in collegamento con le
altre UU.OO. distrettuali ed ospedaliere;
• assistenza sanitaria e socio-sanitaria alle donne, ai minori, alle coppie e alle famiglie, a tutela della
maternità, per la procreazione responsabile, per la protezione e cura del minore in stato di abbandono o
di maltrattamento. Tali finalità andranno perseguite in collegamento con le altre UU.OO. distrettuali ed
ospedaliere, con la rete dei servizi sociali dei Comuni, con gli organi giudiziari per la tutela dell’infanzia;
• Promozione della salute ed il benessere dei minori e degli adolescenti, garantendone il corretto sviluppo e
sostenendo il ruolo affettivo, educativo e socializzante della famiglia tramite la sintonizzazione delle
proprie attività preventive, con le altre UU.OO. territoriali ed ospedaliere e con le finalità degli altri
soggetti istituzionali quali i servizi sociali dei Comuni, la scuola, gli organi di giustizia minorile, ecc.
U.O.S. a Valenza Distrettuale Disabilità.
Svolge attività ed interventi relativamente all’area della disabilità in ogni ambiente di vita ed in particolare con
riferimento ai servizi residenziali e semiresidenziali per disabili.
Rappresentano azioni qualificanti ai sensi della DGRV n. 2271/2013:
• la definizione e la realizzazione del Progetto Assistenziale Individualizzato, attraverso l’UVDM, così come
previsto dai provvedimenti regionali in considerazione delle fasi della crescita e della vita della persona
disabile;
• l’individuazione di percorsi riabilitativi per tutte le patologie, che abbiano come obiettivo finale
l’autonomia, l’inclusione sociale e la partecipazione attiva del disabile nel suo contesto di vita;
• il rafforzamento del Servizio di Integrazione Lavorativa (SIL), svolto a livello aziendale ed in
collaborazione anche con gli altri servizi distrettuali, in particolare l’area delle dipendenze e della salute
mentale, dei soggetti deboli e svantaggiati;
• la collaborazione con le altre UU.OO. del Distretto per quanto riguarda la formulazione e l’attualzione del
Progetto Assistenziale Individualizzato;
• il consolidamento del rapporto con il privato sociale quale elemento fondamentale della rete dei servizi.
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U.O.S. Attività Specialistiche.
Ha funzioni di:
• riorientamento della funzione specialistica a supporto del MMG/PLS;
• coordinamento degli specialisti (convenzionati e dipendenti) presso le sedi distrettuali, a domicilio, presso
le strutture di ricovero intermedie e presso le strutture semiresidenziali e residenziali;
• coordinamento funzionale dell’attività ambulatoriale erogata presso le sedi distrettuali, ospedaliere e le
strutture private accreditate nell’ambito del territorio dell’Azienda Ulss, concorrendo anche alla
definizione del rapporto con le strutture private accreditate e del relativo budget, secondo criteri di
accessibilità per l’assistito e qualità delle prestazioni quale strumento gestionale e punto di
sincronizzazione dell’attività delle strutture aziendali e del privato accreditato;
• supervisione dell’attività del Coordinatore dei Processi di Prenotazione delle Prestazioni Ambulatoriali, al
fine di verificare e di controllare le modalità operative di esecuzione delle prestazioni ambulatoriali,
svolgendo un monitoraggio continuo sugli effettivi tempi di attesa;
• supporto alla definizione e partecipazione responsabile alla implementazione dei percorsi assistenziali,
provvedendo a garantire il coinvolgimento di tutte le competenze e delle strutture anche sviluppando un
sistema di monitoraggio dei processi e degli esiti in ogni contesto di vita dell’assistito (ambulatoriale,
domiciliare o residenziale);
• monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva e governo delle liste d’attesa, coinvolgendo i MMG/PLS, gli
specialisti ambulatoriali interni e gli specialisti ospedalieri nella condivisione ed applicazione estesa delle
classi di priorità, implementando un monitoraggio sistematico dell’aderenza dei profili prescrittivi ai
criteri concordati;
• monitoraggio delle attività svolte dalle strutture e dai soggetti convenzionati in termini di quantità e
qualità delle prestazioni erogate rispetto a quanto programmato.
U.O.S. Diabetologia.
Si pone come obiettivi:
• il controllo clinico della malattia diabetica offrendo ai pazienti una prestazione specialistica differenziata
ed integrata con la Medicina Generale e la Pediatria di Libera Scelta e la Pediatria ospedaliera anche dei
centri di riferimento, per il paziente diabetico di tipo 1 e di tipo 2, la gestione della gravida diabetica e del
diabete gestazionale, la gestione del paziente in fase di scompenso, la gestione integrata delle
complicanze del diabete, l’attività di consulenza per i pazienti diabetici ricoverati);
• la prevenzione e diagnosi precoce delle complicanze del diabete;
• la promozione di uno stile di vita corretto come l’educazione alimentare, l’educazione ad uno stile di vita
attivo e lo svolgimento di attività fisica.
L’U.O.S. Diabetologia promuove inoltre percorsi formativi/educativi diretti al paziente ed alla famiglia che hanno lo
scopo di far conoscere meglio la malattia stessa e la sua gestione dal punto di vista alimentare e infermieristico,
oltre che attività dirette alla popolazione generale, che hanno una finalità di divulgazione della conoscenza sulla
malattia diabetica, sulla diagnosi precoce, sugli stili di vita che possano prevenirla.
U.O.S. Professioni Sanitarie Territoriali.
Ha la funzione di:
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• coordinamento operativo dell’assistenza infermieristica, riabilitativa e tecnico-sanitaria distrettuale, al
fine di favorire una efficace e razionale organizzazione, gestione ed integrazione degli infermieri nel
team multiprofessionale;
• partecipazione alla programmazione delle attività distrettuali;
• supporto per l’implementazione di modelli assistenziali innovativi coerenti con la metodologia del nursing
case management;
• supporto per le sperimentazioni di nuovi modelli organizzativi assistenziali.
U.O.S. Servizio Farmaceutico Territoriale.
Ha la funzione di:
• favorire la promozione di azioni e l’attivazione di interventi correttivi per il buon uso dei farmaci nel
territorio da parte dei MMG, PLS e degli specialisti ambulatoriali convenzionati con il Servizio Sanitario
Nazionale.
• garantire il monitoraggio costante delle prescrizioni, così da acquisire le informazioni sia amministrative
sia epidemiologiche necessarie a promuovere interventi di razionalizzazione dei consumi e dei costi.
• curare la produzione e l’invio di rapporti informativi diretti ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di
Libera Scelta, ai fini di un’autovalutazione della pratica terapeutica e segue longitudinalmente la
situazione prescrittiva generale dell’Ulss.
• garantire l’attività di documentazione e informazione scientifica sui farmaci e sulle condizioni di
concedibilità degli stessi;
• raccogliere le segnalazioni di sospette reazioni avverse nel quadro delle disposizioni nazionali sulla
farmacovigilanza e garantisce il feed-back informativo ai medici segnalatori.
• provvedere all’approvvigionamento e distribuzione dei vaccini necessari per le vaccinazioni obbligatorie e
raccomandate e dei presidi destinati all’autocontrollo del diabete mellito.
• controllare la corretta applicazione della Convenzione Nazionale Farmaceutica, le funzioni amministrative
in tema di farmacie di cui alla L.R. 78/80, compresa l’attività ispettiva, il controllo e la liquidazione delle
competenze spettanti alle farmacie territoriali, la definizione degli orari e dei calendari di apertura delle
farmacie territoriali, la consegna dei ricettari ai medici prescrittori, il monitoraggio-valutazione della
qualità dei dati acquisiti, con particolare riferimento agli obblighi di cui all’art. 50 della Legge n. 326/2003,
il rapporto con le farmacie per lo svolgimento di altre attività da parte dei farmacisti, quali ad esempio la
prenotazione, la consegna referti, l’incasso dei ticket, la consegna dei farmaci in ADI-MED, ecc.
L’U.O.S. Servizio Farmaceutico Territoriale è fortemente integrato con l’U.O.C. Farmacia Ospedaliera in un Servizio
Farmaceutico Aziendale, per la gestione sinergica di risorse umane, materiali e per la gestione dei budget
complessivi della spesa farmaceutica. L’organigramma del Servizio Farmaceutico Aziendale è rappresentato
nell’allegato 3.2.
L’organizzazione complessiva del Distretto dell’Azienda Ulss 19 è rappresentata nell’organigramma di cui
all’allegato n.3.
Art. 29 Dipartimento per le Dipendenze.
Il Dipartimento per le Dipendenze è formalmente istituito per coordinare tutte le unità operative pubbliche e
private che direttamente o indirettamente si occupano di dipendenze patologiche, che perseguono comuni finalità e
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sono quindi tra loro interdipendenti, pur mantenendo la propria autonomia e responsabilità tecnico-funzionale e
gestionale.
Il Dipartimento per le Dipendenze è un dipartimento funzionale, collocato nella struttura Distretto, che dipende
dalla Direzione dei Servizi Sociali e della Funzione territoriale.
Il Direttore del Dipartimento, nominato dal Direttore Generale fra i responsabili delle UO che compongono il
Dipartimento stesso, persegue i seguenti obiettivi:
- applicazione delle direttive nazionali e regionali in materia di dipendenze patologiche;
- coordinamento della rete complessiva dei servizi pubblici e privati convenzionati che operano in materia
di dipendenze patologiche nel territorio di propria competenza;
- gestione della quota del budget aziendale destinato alle dipendenze patologiche e perseguimento degli
obiettivi assegnati.
All’interno del Dipartimento sono presenti, oltre le strutture private, l’U.O.C. Servizio per le dipendenze
(Ser.D.).
Tale struttura, assicura le attività previste nel progetto obiettivo regionale tossicodipendenze, nel D.M. n. 444/90 e
nella DGRV n. 221/99 sul Dipartimento funzionale della Dipendenza ed in particolare svolge funzioni di prevenzione
cura e riabilitazione degli stati di dipendenza da sostanze stupefacenti legali (alcool e tabacco) e illegali, così come
verso le nuove forme di dipendenza dalle tecnologie, quali internet, videogiochi, ecc., e verso il gioco d’azzardo.
I compiti di tale U.O. sono:
• la presa in carico medico psico sociale dei pazienti ed i trattamenti relativi;
• l’inserimento dei soggetti tossicodipendenti ed alcool dipendenti in comunità terapeutiche ed il
monitoraggio del percorso terapeutico;
• la verifica e liquidazione delle rette applicate dalle comunità terapeutiche;
• l’inserimento dei soggetti tossicodipendenti ed alcool dipendenti nei club alcolisti, il trattamento e
monitoraggio del percorso terapeutico e la verifica della regolarità contabile dei costi da sostenere;
• il riferimento come centro per le problematiche inerenti l’AIDS;
• l’attività di prevenzione e sensibilizzazione con il coinvolgimento degli organismi del pubblico e del privato
presenti nel territorio.
Art. 30 Dipartimento di Salute Mentale.
Il Dipartimento di Salute Mentale è un dipartimento strutturale transmurale (ospedaliero e territoriale), dotato di
autonomia tecnico organizzativa, funzionalmente collocato nel Distretto Socio Sanitario, che si interfaccia con il
Direttore della Funzione Territoriale e con il Direttore della Funzione Ospedaliera.
Il Dipartimento di Salute Mentale è tenuto a realizzare le azioni previste nel progetto obiettivo regionale per la
tutela della salute mentale.
In particolare promuove le condizioni atte a favorire l’integrazione di competenze multiprofessionali e
un’adeguata sinergia di interventi attraverso la realizzazione di gruppi interarea e, se necessario, lo sviluppo di
specifici protocolli.
L’organizzazione di tale struttura è la seguente:
U.O.C. Centro di Salute Mentale (CSM)
Il Centro di Salute Mentale costituisce il centro operativo di tutta l’attività per la salute mentale e ne mantiene la
direzione organizzativa e clinica. Al Centro Salute Mentale è attribuita la titolarità della presa in carico di tutti i
percorsi di cura e ad esso fanno riferimento tutta la rete delle strutture del Dipartimento Salute Mentale.
U.O.S. Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) e di Consultazione Ospedaliera.
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Tale U.O.S. articolazione interna dell’U.O.C. Centro Salute Mentale provvede al ricovero volontario o obbligatorio di
pazienti psichiatrici che necessitino di trattamento medico in ambiente ospedaliero. Tale servizio è in collegamento
con il Pronto Soccorso ospedaliero per la gestione delle urgenze ed emergenze. Ha altresì compiti di fornire un
servizio di Psichiatria e Psicologia di Consultazione e Collegamento in favore delle altre U.O. ospedaliere.
Responsabile di tale U.O.S. è un medico psichiatra responsabile per gli aspetti organizzativi e clinici del SPDC, che
ha anche il compito di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro degli operatori e di coordinamento delle attività di
consultazione.
U.O.S. Riabilitazione e Promozione della Salute Mentale.
Tale U.O.S. articolazione interna dell’U.O.C. Centro Salute Mentale svolge attività diretta a garantire, attraverso
centri residenziali, semiresidenziali e appartamenti protetti, la riabilitazione dei pazienti psichiatrici, contrastando
nei casi più gravi l’evoluzione verso la cronicità, oppure avviando i pazienti ad un graduale inserimento sociale e
ad una vita in autonomia, sia pure con l’assistenza di personale in alcune fasi della giornata. La U.O.S. ha altresì il
compito di sostenere azioni per la promozione della salute mentale e per il superamento dello stigma.
U.O.S. Psicogeriatria e Nuovi Bisogni Emergenti nella Salute Mentale
Tale U.O.S. articolazione interna dell’U.O.C. Centro Salute Mentale ha il compito di garantire un approccio
specialistico e multidimensionale alla patologia psicogeriatrica. E’ tenuta altresì all’attivazione di programmi
finalizzati a garantire specifici bisogni di salute mentale degli utenti, specialmente per le aree critiche emergenti.
Direttore del Dipartimento di Salute Mentale.
Il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, nominato dal Direttore Generale, è il medico psichiatra Direttore
dell’U.O.C appartenente al Dipartimento stesso; egli mantiene attività clinica diretta in una delle équipe del DSM e
coordina i responsabili delle équipe, non limitando tuttavia la loro autonomia decisionale clinica.
Il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale concorda con il Direttore Sanitario ed il Direttore dei Servizi Sociali e
della Funzione Territoriale gli obiettivi di budget.
L’organizzazione e il funzionamento del Dipartimento Salute Mentale sono disciplinati con apposito regolamento.
Il Direttore del Dipartimento persegue i seguenti obiettivi:
- applicazione delle direttive nazionali e regionali, con particolare riferimento ai Progetti Obiettivo ed al
Regolamento del DSM approvato con DGRV n. 752/2011;
- coordinamento della rete complessiva dei servizi territoriali ed ospedalieri, pubblici e privati
convenzionati dell’assistenza psichiatrica che insistono nel territorio di propria competenza;
- gestione della quota del budget aziendale destinato alla tutela della salute mentale e perseguimento degli
obiettivi assegnati.
L’organizzazione di tale struttura viene rappresentata dall’organigramma di cui all’allegato n. 6.
Art. 31 Dipartimento funzionale di Riabilitazione Ospedale-Territorio.
Per garantire il coordinamento e l’integrazione a livello intra-aziendale ed extra-aziendale di tutte le attività di
riabilitazione svolte a favore delle persone con disabilità assistite dall’Azienda ULSS 19, specie con riferimento alla
domiciliarità e alle strutture di ricovero intermedie, viene istituito ai sensi della DGRV 2634 del 30/12/2013 il
Dipartimento Funzionale di Riabilitazione Ospedale-Territorio, quale garante della continuità assistenziale e
dell’appropriatezza degli interventi riabilitativi, con il superamento definitivo della dicotomia tra attività
ospedaliere e territoriali.
La missione del Dipartimento funzionale di riabilitazione è quella di porre al centro delle attività assistenziali le
persone con disabilità e le loro famiglie, superando la logica prestazionale e utilizzando lo strumento del Progetto
Riabilitativo Individuale (PRI) come elemento essenziale per realizzare percorsi assistenziali efficaci e sostenibili.
Il modello assistenziale da adottare è quello della presa in carco della persona nel suo complesso,
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indipendentemente dall’età e dai diversi setting nei quali viene erogata l’assistenza, attraverso percorsi
assistenziali che assicurano la continuità e l’appropriatezza della cure evitando ridondanze e sovrapposizioni.
I principi generali che stanno alla base del funzionamento del Dipartimento funzionale di riabilitazione sono quindi
i seguenti:
• la presa in carico e la continuità assistenziale, realizzata attraverso il coordinamento funzionalmente
integrato tra vari ambienti che attuano azioni diversificate nel tempo, con obiettivi multipli e in vari ambiti
di intervento (integrazione ospedale-territorio, integrazione socio-sanitaria, integrazione pubblico-privato,
integrazione tra sistemi e reti formali e informali);
• lo sviluppo di percorsi assistenziali, con l’adozione di linee guida e procedure basate su prove di efficacia,
la misurazione di indicatori per la valutazione dei processi e dei risultati ottenuti, la realizzazione di audit
per la revisione sistematica delle attività e di altri strumenti propri della governance clinica;
• la gestione di progetti riabilitativi individuali (per esempio, analisi dei bisogni, definizione degli obiettivi
intermedi e finali, condivisione con il paziente e la sua famiglia, scelta del setting assistenziale,
programmazione delle attività, individuazione dei case manager, valutazione degli esiti, rivalutazione),
utilizzando anche gli strumenti propri del “project management”;
• il coinvolgimento e il potenziamento delle competenze e delle abilità delle persone disabili, del-la famiglie
che le assistono e delle comunità nelle quali sono inserite (empowerment);
• l’integrazione tra tutte le figure professionali coinvolte nei processi di riabilitazione (per esempio, medici
di medicina generale e pediatri di libera scelta, medici specialisti, psicologi, fisioterapisti, infermieri,
logopedisti, ortottisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, tecnici di riabilitazione
psichiatrica, terapisti occupazionali, educatori professionali, assistenti sociali, ecc.).
Date le caratteristiche descritte (funzionale, transmurale e interistituzionale), il Dipartimento di riabilitazione non è
una “struttura operativa che gestisce risorse”, ma deve essere considerato una “forma organizzativa di
coordinamento” e come tale condotta e gestita. Si tratta infatti di un sistema che governa i diversi percorsi
assistenziali di riabilitazione, cioè un sistema che coordina e integra in rete tutte le attività che le strutture
dell’Azienda ULSS 19, le strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate e le altre componenti istituzionali e sociali
della comunità svolgono per assistere le persone con disabilità. In tale sistema le singole attività/prestazioni (di
ricovero, ambulatoriali, residenziali, domiciliari, occupazionali, comunitarie, ecc.) e le relative risorse restano in
capo alle singole componenti del dipartimento (strutture aziendali, altre strutture sanitarie e socio-sanitarie
accreditate, enti e istituzioni coinvolti).
La Direzione organizzativa e gestionale del Dipartimento Funzionale di Riabilitazione Ospedale-Territorio è
articolata su due livelli:
Il Direttore de Dipartimento funzionale di Riabilitazione Ospedale-Territorio, con funzione direzionale;
il Comitato di Dipartimento, con funzioni di indirizzo, programmazione e gestione delle attività del Dipartimento.
Ai sensi dell’Allegato A della DGRV 2634 del 30/12/2013 a tale Dipartimento viene preposto, con nomina del
Direttore Generale, il Direttore dell’U.O.C. Recupero e Rieducazione Funzionale.
Il Direttore di Dipartimento Funzionale rimane titolare della unità operativa cui è preposto. L’incarico di Direttore
del Dipartimento Funzionale di Riabilitazione dura due anni, è sottoposto a verifica ed è rinnovabile.
Le funzioni del Direttore del Dipartimento Funzionale di Riabilitazione sono le seguenti:
• applicare le direttive nazionali e regionali in materia di riabilitazione;
• garantire la continuità assistenziale e l’appropriatezza delle prestazioni, dei processi e delle at-tività
erogati da tutte le componenti del dipartimento;
• coordinare la rete complessiva delle attività dipartimentali di riabilitazione svolte a favore degli assistiti
dall’ULSS 19;
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• orientare tutta l’organizzazioni dipartimentale verso l’outcome e l’appropriatezza basati sulla Evidence
Based Medicine (EBM);
• monitorare le attività svolte dalle strutture dipartimentali.
Nello svolgimento delle sue funzioni, il Direttore del Dipartimento Funzionale di Riabilitazione riferisce alla
Direzione Aziendale, nelle figure del Direttore Sanitario e del Direttore dei servizi sociali e della funzione
territoriale, coordinandosi di volta in volta per la gestione degli aspetti operativi con i Direttori delle strutture di
erogazione (Prevenzione, Distretto e Ospedale), con i direttori dei dipartimenti strutturali coinvolti e con i
responsabili delle unità operative professionali, tecniche, amministrative e di staff.
Il Dipartimento Funzionale di Riabilitazione Ospedale-Territorio dell’Azienda Ulss 19 è rappresentato
nell’organigramma di cui all’allegato n.3.1.
Art. 32 Ospedale.
L’Ospedale è una struttura tecnico funzionale complessa (macrostruttura) dell’Azienda ed ha autonomia tecnica e
finanziaria.
Assicura l’assistenza ospedaliera in modo unitario ed integrato secondo le caratteristiche di qualità e quantità
specificate nella programmazione regionale. Destinatari delle prestazioni di assistenza ospedaliera sono le
persone affette da condizioni patologiche mediche e chirurgiche in fase acuta e post acuta che per la loro gravità,
complessità o intensità non possano essere assistite in modo ugualmente efficace ed appropriato nell’ambito dei
servizi offerti dal territorio.
L’assistenza ospedaliera dell’Azienda Ulss 19 viene garantita attraverso il presidio ospedaliero, definito come
ospedale di rete, che deve quindi assicurare, come mandato primario, l’assistenza ospedaliera per acuti e
l’assistenza riabilitativa intensiva ed estensiva.
Nella logica della funzione di committenza, l’Ospedale rappresenta la struttura preposta alla produzione di
prestazioni coerenti con la domanda di salute espressa dal territorio, nell’ambito degli indirizzi strategici dettati
dalla Direzione Generale e del budget attribuito. L’Ospedale pertanto assicura al Distretto i volumi di attività, ivi
compresa l’attività specialistica ambulatoriale, nonché il necessario supporto all’attività domiciliare e presso le
strutture residenziali e semiresidenziali relativa al livello di assistenza territoriale, volumi definiti annualmente in
base alle indicazioni regionali e dei Programmi delle Attività Territoriali.
L’organizzazione ospedaliera dell’Azienda Ulss 19 viene rappresentata nell’organigramma di cui all’allegato n. 4 e
costituisce applicazione degli indirizzi programmatori della Regione Veneto dettati con la L.R. n. N. 23/2012 (PSSR
2012-2016) e con DGRV 2122 del 19/11/2013.
L’unitarietà della funzione ospedaliera viene garantita dalla costituzione di dipartimenti che aggregano tutte le
unità operative complesse, semplici a valenza dipartimentale e semplici presenti nell’ospedale, raggruppate per
aree omogenee
I Dipartimenti ospedalieri di modello strutturale previsti nell’Azienda Ulss 19 sono i seguenti:
Dipartimento di Medicina, Riabilitazione e Cure Intermedie, comprendente le seguenti Unità Operative:
• U.O.C. Medicina Interna,
- U.O.S. Oncologia;
• U.O.S.D. Lungodegenza;
• U.O.S.D. Cardiologia;
• U.O.C. Recupero e Rieducazione Funzionale;
• U.O.C. Accettazione e Pronto Soccorso,
- U.O.S. Osservazione Breve Intensiva.
Dipartimento di Chirurgia, comprendente le seguenti Unità Operative:
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• U.O.C. Anestesia e Rianimazione,
- U.O.S. Gruppo Operatorio e Week Surgery;
• U.O.C Chirurgia Generale,
- U.O.S. Endoscopia Digestiva;
• U.O.C. Ortopedia e Traumatologia;
• U.O.C. Urologia;
• U.O.C. Otorinolaringoiatria;
• U.O.S.D. Oculistica.
Dipartimento Materno Infantile, comprendente le seguenti Unità Operative:
• U.O.C. Ostetricia e Ginecologia,
- U.O.S. Punto Nascita;
• U.O.C. Pediatria.
Dipartimento dei Servizi di Diagnosi e Cura, comprendente le seguenti Unità Operative:
• U.O.S.D. Laboratorio di Analisi;(*)
• U.O.C. Radiologia;
• U.O.C. Farmacia Ospedaliera;
• U.O.S.D. Anatomia ed Istologia Patologica (**);
• U.O.S.D. Medicina Trasfusionale (***)
Vi è inoltre l’ Area Critica e delle Emergenze che aggrega le seguenti Unità Operative:
• U.O.C. Accettazione e Pronto Soccorso – Suem 118;
• U.O.C. Anestesia e Rianimazione;
• U.O.S.D. Cardiologia;
• U.O.C. Chirurgia Generale;
• U.O.C. Ortopedia e Traumatologia;
• U.O.C. Radiologia;
• U.O.S.D. Laboratorio di Analisi;
• U.O.S.D. Medicina Trasfusionale;
• U.O.C. Ostetricia e Ginecologia;
• U.O.C. Pediatria.
(*) Attività garantita dall’Azienda Ulss 18 di Rovigo
(**) Attività coordinata e garantita dall’Ospedale di Rovigo
(***) Attività espletata, coordinata e garantita da DIMT dell’Azienda Ulss 18 di Rovigo
L’U.O.C. Direzione Medica di Presidio Ospedaliero è responsabile delle funzioni igienico organizzative dell’intera
funzione ospedaliera pubblica.
Per quanto attiene alle modalità di istituzione, organizzazione e funzionamento dei Dipartimenti, si rimanda a
quanto previsto dalle disposizioni regionali della DGRV n. 3574 del 21.12.2001 e successive modifiche ed
integrazioni.
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Direttore Medico di Presidio Ospedaliero
Il Direttore Medico di Presidio Ospedaliero rappresenta il Presidio nel suo complesso ed è responsabile delle
funzioni igienico organizzative dell’intera funzione ospedaliera pubblica, rispondendo alla Direzione Strategica
nella figura del Direttore Sanitario.
In particolare il Direttore di Presidio, in base alle indicazioni contenute nella programmazione regionale (DGRV
2122 /2013) :
garantisce la funzione direzionale di tutte le attività del Presidio ospedaliero;
persegue gli obiettivi di risultato e di attività negoziati in sede di contrattazione di budget con la Direzione
aziendale mediante le risorse assegnate. Con la medesima metodologia definisce attività, risultati e risorse
con le strutture dipartimentali afferenti;
garantisce la migliore funzionalità dei servizi ospedalieri, compresa anche l’attività di sterilizzazione e della
gestione dei rifiuti ospedalieri, favorisce un’adeguata assistenza ospedaliera alle persone nonché la
continuità dell’assistenza, operando in stretta interrelazione con il Direttore della Funzione Territoriale e
con il Direttore del Dipartimento di Prevenzione nell’ambito degli indirizzi strategici stabiliti dalla Direzione
Aziendale e del budget attribuito alla struttura ospedaliera.
Oltre alle suddette funzioni, con atto del Direttore Generale, su proposta del Direttore Sanitario, possono essere
individuate ed assegnate ulteriori funzioni al Direttore Medico di Presidio Ospedaliero.
In Staff alla Direzione Medica di Presidio Ospedaliero è collocata:
- l’U.O.S. Professioni Sanitarie Ospedaliere
come rappresentata nell’organigramma n.13.
Art. 33 Dipartimento di Prevenzione.
Il Dipartimento di Prevenzione è una struttura complessa (macrostruttura) dell’Azienda Ulss 19, dotata di
autonomia organizzativa e contabile, organizzata in centri di costo e responsabilità.
Tale struttura garantisce la tutela della salute collettiva, perseguendo obiettivi di promozione della salute,
prevenzione delle malattie e delle disabilità, miglioramento della qualità di vita, benessere animale e sicurezza
alimentare.
A tal fine promuove azioni volte ad individuare e rimuovere le cause di nocività, le malattie di origine ambientale,
umana e animale, mediante iniziative coordinate con il Distretto, l’Ospedale e con le altre strutture aziendali.
Il Dipartimento di Prevenzione persegue gli scopi istituzionali attraverso i seguenti strumenti attuativi:
• operazioni di vigilanza e controllo integrate da interventi di formazione nei confronti dei controllati;
• analisi della situazione epidemiologica locale per la rilevazione dei bisogni di salute;
• individuazione delle priorità di intervento in termini di diffusione e/o gravità degli eventi morbosi;
• formulazione e proposta di progetti correttivi o migliorativi della situazione sanitaria alle altre strutture
operative aziendali ed extra aziendali preposte alla tutela della salute collettiva;
• monitoraggio nella fase attuativa dei progetti e verifica dei risultati.
L’organizzazione data tiene conto delle linee guida regionali contenute nella DGRV n. 2271 del 10.12.2013.
Le articolazioni interne del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Ulss 19 operano quali centri di responsabilità
dotati di autonomia tecnico funzionale e gestionale nell’uso delle risorse; i relativi dirigenti pertanto rispondono
del risultato conseguito nell’espletamento delle funzioni di competenza.
Il dipartimento di Prevenzione si articola nelle Unità Operative di seguito indicate:
U.O.C. Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL).
36
E’ preposta a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, attraverso azioni di vigilanza,
assistenza, formazione e promozione della salute negli ambienti di lavoro, allo scopo di contribuire alla
prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro.
Le principali funzioni attribuite sono:
• individuare, accertare e misurare gli elementi di rischio per la salute dei lavoratori;
• verificare l’attuazione delle norme in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro;
• valutare lo stato di salute della popolazione esposta ai rischi lavorativi;
• effettuare indagini per infortuni e malattie professionali;
• effettuare l’assistenza e sorveglianza sanitaria ai lavoratori ex esposti ad amianto e a cancerogeni;
• prevenzione e vigilanza nelle attività di bonifica amianto;
• valutazione preventiva dei nuovi insediamenti produttivi;
• rilascio di pareri;
• informare e formare l’utenza in materia di igiene, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;
• tutelare la salute delle lavoratrici madre;
• valutare le idoneità al lavoro specifico nei casi previsti dalla legge;
• elaborare e condurre programmi di ricerca per il miglioramento delle condizioni di salute e di igiene e
sicurezza del lavoro.
U.O.C. Servizio di Igiene e Sanità Pubblica.
Tale struttura è preposta all’erogazione di prestazioni di:
• epidemiologia e profilassi delle malattie infettive;
• igiene urbana ed ambientale;
• tutela della salute nelle attività sportive;
• programmi di screening oncologici e non oncologici;
• studi di sorveglianza e osservazione epidemiologica;
• educazione e promozione della salute;
All’interno dell’U.O.C. Servizio di Igiene e Sanità Pubblica è individuata l’U.O.S. Medicina Legale, che
assicura le prestazioni di medicina legale e necroscopica
U.O.C. Servizio Veterinario di Sanità Animale.
E’ preposta all’erogazione di prestazioni finalizzate alla:
• Sanità Animale e profilassi delle malattie infettive mediante applicazione dei piani triennali di Sanità della
Regione Veneto, controllo delle malattie infettive e diffusive emergenti e delle zoonosi; piani regionali
finalizzati al controllo ed eradicazione di Malattie infettive degli animali, applicazione della normativa CEE,
Nazionale e Regionale, biosicurezza degli allevamenti;
• Sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive con particolare riguardo alle zoonosi, attività veterinaria
di sorveglianza in collaborazione con il CREV (Centro Epidemiologico Veterinario del Veneto) ed IZSVe;
• Applicazione della normativa Comunitaria, Nazionale e Regionale per il censimento ed autorizzazione degli
allevamenti ittici e commercializzazione dei pesci vivi;
• Igiene degli allevamenti, benessere animale in allevamento e durante il trasporto, controllo della riproduzione
animale, collaborazione con CFS, NAS, PS ed altri enti preposti;
• Certificazioni di import/export intra ed extracomunitarie di animali;
37
• Sistema di allerta rapido per la commercializzazione di animali, alimenti per animale e prodotti zootecnici.
U.O.S. a valenza dipartimentale Servizio dell’igiene degli allevamenti e delle produzioni
zootecniche.
E’ preposta all’erogazione di prestazioni finalizzate alla:
• Anagrafe zootecnica e controllo delle movimentazioni animali tramite interventi mirati in “strutture problema”
in sinergia con altre istituzioni ministeriali come CFS, NAS ed AVEPA per l’applicazione della condizionalità e
premi comunitari, applicazione della normativa cogente Comunitaria, nazionale e Regionale;
• Igiene delle produzioni zootecniche, controllo dell’alimentazione animale e farmacovigilanza, applicazione e
gestione dei piani nazionali PNR (Piano Nazionale Residui) e PNAA (Piano Nazionale Alimentazione Animale),
piani straordinari inquinanti alimenti per animali;
• Applicazione della normativa Comunitaria, Nazionale e Regionale dei sottoprodotti di origine animale (SOA)
compresa la produzione, trasporto e smaltimento;
• Igiene urbana, anagrafe animali d’affezione, controllo del randagismo e controllo delle nascite nelle colonie
feline, raccolta dei cani randagi.
U.O.S. a valenza dipartimentale Servizio Veterinario di Igiene della Produzione, Trasformazione,
Commercializzazione, Conservazione e Trasporto di prodotti ittici.
E’ preposta all’erogazione di prestazioni di:
• Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto dei prodotti ittici;
• Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione, trasporto, dei molluschi bivalvi,
gasteropodi ed echinodermi destinati al consumo alimentare umano, e di classificazione e monitoraggio delle
acque adibite alla produzione e raccolta degli stessi destinati al consumo alimentare umano;
• Categorizzazione degli stabilimenti di produzione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti ittici e
loro derivati, e dei molluschi bivalvi, gasteropodi ed echinodermi e loro derivati, in funzione della valutazione
del rischio;
• Certificazioni di import/export intra ed extracomunitarie di tali alimenti di origine animale;
• Sistema di allerta rapido per tali alimenti di origine animale;
• Applicazione della normativa sulla quantificazione dei contributi relativi alla disciplina delle modalità di
rifinanziamento dei controlli sanitari ufficiali in attuazione del Reg.to CE n. 882 del 2004 presso le imprese
alimentari di competenza.
U.O.S. a valenza dipartimentale Servizio Veterinario di Igiene della Produzione, Trasformazione,
Commercializzazione, Conservazione e Trasporto delle carni e altri alimenti di origine animale.
E’ preposta all’erogazione di prestazioni di:
• Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto delle carni;
• Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli altri alimenti
di origine animale diversi dalle carni e dai prodotti ittici;
• Categorizzazione degli stabilimenti di produzione, trasformazione, commercializzazione delle carni e loro
derivati, e degli altri alimenti di origine animale diversi dalle carni e dai prodotti ittici, in funzione della
valutazione del rischio;
• Certificazioni di import/export intra ed extracomunitarie di tali alimenti di origine animale;
• Sistema di allerta rapido per tali alimenti di origine animale;
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• Applicazione della normativa sulla quantificazione dei contributi relativi alla disciplina delle modalità di
rifinanziamento dei controlli sanitari ufficiali in attuazione del Reg.to CE n. 882 del 2004 presso le imprese
alimentari di competenza.
U.O.S. a Valenza Dipartimentale Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione.
E’ preposta all’erogazione di prestazioni per la tutela e il controllo:
• dell’igiene degli alimenti e delle bevande,
• dell’igiene della nutrizione.
E’ attivo all’interno del Servizio l’Ispettorato Micologico.
All’interno del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Ulss, viene istituita (obiettivo 5 DGRV 2860 del 07.10.2008
e DGRV 2271/2013) un'Area Funzionale della sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare a cui afferiscono le
seguenti Unità Operative:
• U.O.C. Servizio Veterinario di Sanità Animale;
• U.O.S. a valenza dipartimentale Servizio dell’igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche;
• U.O.S. a valenza dipartimentale Servizio Veterinario di Igiene della Produzione, Trasformazione,
Commercializzazione, Conservazione e Trasporto di prodotto ittici.
• U.O.S. a valenza dipartimentale Servizio Veterinario di Igiene della Produzione, Trasformazione,
Commercializzazione, Conservazione e Trasporto delle carni e altri alimenti di origine animale.
• U.O.S. a valenza dipartimentale Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione.
Ai sensi dell’Allegato C paragrafo 3.2 della DGRV 2271/2013 a tale Area funzionale viene preposto, con nomina del
Direttore Generale, quale coordinatore, il Direttore dell’U.O.C. Servizio Veterinario di Sanità Animale.
Il coordinatore non ha competenza gerarchica sulle altre Unità operative che afferiscono all’Area Funzionale, ma
svolge funzioni di integrazione, supporto alla Direzione Generale, esercitando le competenze specifiche dettagliate
nello specifico profilo di ruolo allegato all’incarico.
L’Organigramma dell’Area Funzionale di Sanità Animale e Sicurezza Alimentare è rappresentato nell’allegato n.
5.1.
Direttore del Dipartimento di Prevenzione.
Il Direttore del Dipartimento di Prevenzione è scelto dal Direttore Generale tra i direttori di struttura complessa
del dipartimento con almeno cinque anni di anzianità di funzione. Il Direttore del Dipartimento di Prevenzione
rimane altresì titolare della struttura complessa cui è preposto, potendo comunque delegare a un sostituto la
direzione della struttura di appartenenza; tale sostituto andrà scelto fra i dirigenti della medesima Unità
Operativa.
La direzione dipartimentale ha la finalità di realizzare l’integrazione dell’attività dei servizi della macrostruttura
secondo i principi della direzione per processi ed obiettivi e della multidisciplinarietà delle azioni, assicurando
all’utenza l’indicazione certa dei referenti aziendali cui sottoporre problematiche specifiche.
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione compete in particolare:
• l’esercizio di funzioni di programmazione, direzione, controllo e verifica dei risultati raggiunti avvalendosi del
Comitato di Dipartimento;
• la cura dei rapporti con la Direzione Generale, con le Direzioni delle altre strutture aziendali, con Enti ed
Organizzazioni esterne su tematiche di rilevanza strategica per l’Azienda;
39
• il raccordo con la Direzione Medica di Presidio Ospedaliero e la Direzione del Distretto Socio Sanitario per
rendere unitaria l’attività di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie;
• la gestione e il governo del budget assegnato dalla Direzione Generale provvedendo a ripartirlo, secondo la
metodica budgetaria, ai responsabili delle unità organizzative del dipartimento e vigilando sul corretto e
razionale utilizzo delle risorse;
• il coordinamento dei programmi complessi di sanità pubblica non riconducibili all’operatività dei singoli
Servizi;
• la formulazione di indicazioni in relazione all’organizzazione interna dei Servizi, alle procedure da seguire per
il rilascio di atti a rilevanza esterna che devono essere adottati per le specifiche materie di competenza e
secondo le disposizioni della Direzione Generale;
• l’assunzione di funzioni di coordinamento in ordine a situazioni di emergenza che investono più Servizi del
Dipartimento di Prevenzione;
• l’assunzione di funzioni di coordinamento per le attività attinenti all’Educazione e Promozione alla salute;
• l’esercizio delle funzioni valutative e di vigilanza previste dalla normativa vigente e dalle disposizioni
contrattuali nei confronti dei responsabili dei Servizi di afferenza del Dipartimento;
• lo svolgimento di ogni altra attività prevista dalla normativa vigente e/o da disposizioni regionali o
dell’Azienda.
L’assetto organizzativo del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Ulss 19 viene rappresentato
nell’organigramma di cui all’allegato n. 5.
Art. 34 Servizi in staff alla Direzione Sanitaria.
Sono in staff al Direttore Sanitario:
- l’U.O.C. Direzione delle Professioni Sanitarie;
- il Coordinatore dei Processi di Prenotazione delle Prestazioni Ambulatoriali;
- il Coordinatore ospedaliero per i Trapianti.
U.O.C. Direzione delle Professioni Sanitarie.
E’ una struttura collocata in staff al Direttore Sanitario con afferenza funzionale al Direttore dei Servizi Sociali e
della Funzione Territoriale.
Alla Direzione dell’U.O.C. Professioni Sanitarie compete la determinazione del fabbisogno e del governo del
personale e concorre alla definizione del processo assistenziale, tecnico e di supporto sulla base della
programmazione degli obiettivi dell’Azienda. Provvede inoltre all’assegnazione del personale ai vari servizi, sulla
base dei carichi di lavoro e delle esigenze di servizio, e al trasferimento del personale nei casi di mobilità di
urgenza, e sviluppa e promuove le funzioni relative alle seguenti attività professionali fondamentali,
assumendone la guida e responsabilità di:
• partecipare alla programmazione delle attività Aziendali e Distrettuali;
• perseguire l’efficacia pratica e l’appropriatezza delle prestazioni infermieristiche, ostetriche, tecniche, della
Riabilitazione e della Prevenzione erogate nelle diverse dimensioni assistenziali e soprattutto nell’assumere
la centralità del paziente e del suo percorso verso il ripristino dello stato di salute o delle capacità residue
come principio fondante del proprio agire di tutte le figure professionali non mediche;
• partecipare alla definizione di percorsi di salute basati sulle diverse competenze professionali e l’integrazione
tra territorio e ospedale;
• promuovere la definizione e l’adozione di standard assistenziali in un’ottica di miglioramento continuo della
qualità;
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• perseguire la sicurezza dei processi, finalizzata a garantire la massima tutela agli utenti da eventi indesiderati
e prevedibili;
• promuovere la collaborazione con le Università/Scuole per lo sviluppo dei percorsi formativi degli studenti
delle professioni sanitarie e di supporto;
• promuovere lo sviluppo della ricerca finalizzata al miglioramento della qualità assistenziale e prestazionale;
• intervenire nella programmazione, direzione e gestione delle risorse professionali, attraverso:
1. la pianificazione del fabbisogno di risorse a medio e lungo periodo;
2. l’elaborazione di procedure di accoglimento, inserimento e affiancamento del personale neo
assunto;
3. l’elaborazione di criteri di valutazione dell’attività professionale, sul governo della loro
applicazione e la condivisione dei giudizi valutativi;
4. la definizione di percorsi di sviluppo dell’attività professionale;
5. la promozione dello sviluppo di nuovi modelli organizzativi ed assistenziali per la presa in carico
dell’assistito/utente attraverso azioni integrate e continuative sanitarie/sociali, interconnesse in
particolare con la Centrale Operativa Territoriale “C.O.T.”;
6. la promozione e la valorizzazione della multidisciplinarietà e multiprofessionalità, anche
attraverso la realizzazione di strumenti di integrazione funzionale ed organizzativa;
7. la promozione della misurazione dei risultati raggiunti, utilizzando indicatori riconosciuti a livello
nazionale ed internazionale;
8. la valorizzazione e responsabilizzazione dei professionisti, attraverso il coinvolgimento attivo
nella rivisitazione dei processi assistenziali ed organizzativi, la formazione permanente e
ricorrente, la valutazione delle prestazioni in termini di efficienza ed efficacia.
L’ U.O.C. Direzione delle Professioni Sanitarie mantiene un forte legame funzionale con la U.O.S. Professioni
Sanitarie Ospedaliere e la U.O.S. Professioni Sanitarie Territoriali, rispettivamente sotto la direzione del Direttore
del Distretto Socio Sanitario e del Direttore del Presidio Ospedaliero, operando in modo integrato, con una visione
unitaria delle problematiche di competenza, come rappresentato nell’organigramma n. 7.
Coordinatore dei Processi di Prenotazione delle Prestazioni Ambulatoriali.
La figura del “Coordinatore dei processi di prenotazione delle prestazioni ambulatoriali” istituita ai sensi della
DGRV n. 212 del 3.2.2010 e modificata da ultimo con DGRV n. 320/2012 è tenuta ad assicurare il corretto
svolgimento delle attività connesse all’accesso alle prestazioni ambulatoriali, collaborando al mantenimento del
rispetto dei tempi di attesa e degli standard regionali, assumendo la responsabilità della gestione delle attività
che compongono i processi di prenotazione delle prestazioni ambulatoriali, delle risorse tecnologiche ed umane.
Tale figura è funzionalmente in Staff al Direttore Sanitario e gerarchicamente incardinata presso l’U.O.S. Attività
Specialistiche.
Coordinatore ospedaliero per i Trapianti.
La figura del Coordinatore ospedaliero per i Trapianti svolge le funzioni stabilite dall’art. 12 della L. n. 91 del
01.04.1999 e da quanto previsto dalla DGRV 1664 del 07.08.2012.
L’organigramma dei servizi in staff alla Direzione Sanitaria è rappresentato nell’allegato n. 7.
Art. 35 Servizi Tecnici, Professionali ed Amministrativi.
I servizi tecnici, professionali ed amministrativi svolgono funzioni di supporto alle strutture aziendali per garantire
la disponibilità delle risorse umane, materiali, finanziarie e patrimoniali e per assicurare che la loro gestione
avvenga secondo principi di legittimità, imparzialità ed economicità.
41
Essi operano come centri di servizio qualificati, impegnati a rendere disponibili le risorse destinate alle unità
dell’Azienda più direttamente coinvolte nella produzione ed erogazione di prestazioni e servizi di prevenzione,
diagnosi, cura e riabilitazione.
La funzione di supporto deve pertanto essere finalizzata, nel rispetto delle reciproche competenze, a
salvaguardare il principio di “buona amministrazione”, privilegiando l’aspetto collaborativo dei servizi senza
peraltro appesantire lo svolgimento delle attività di produzione.
I Dirigenti responsabili delle U.O. appartenenti ai Servizi Tecnici Professionali e Amministrativi rispondono del
risultato dell’attività svolta e dell’organizzazione del Servizio dagli stessi diretto. Sono, in base alle disposizioni
della L. n. 241/91, responsabili dei procedimenti di competenza dell’U.O. in cui sono incardinati, fatta salva la
possibilità di assegnare ad altri dipendenti della stessa Unità Operativa la responsabilità per l’istruttoria del
procedimento, favorendo così la crescita professionale degli operatori assegnati.
I servizi tecnici, professionali e amministrativi dell’Azienda Ulss 19 sono articolati in Unità Operative Complesse
(U.O.C.), in Unità Operative Semplici a valenza dipartimentale (U.O.S.D.) e in Unità Operative Semplici (U.O.S.) ed
aggregati in un Dipartimento strutturale dei Servizi Tecnico Amministrativi. I servizi ricomprendono al loro interno
uffici per meglio consentire una distribuzione organizzata dei compiti.
Ad ogni ufficio viene preposto un dipendente appartenente di norma alla categoria D-Ds del vigente contratto di
lavoro. Tale responsabile viene nominato dal Direttore Generale su proposta di incarico formulata dal responsabile
dell’unità operativa complessa di appartenenza dell’ufficio medesimo e previo parere del Direttore
Amministrativo.
Il Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi è costituito dalle seguenti Unità Operative:
• U.O.C. Gestione Risorse Umane
• U.O.C. Contabilità e Bilancio
• U.O.S.D. Direzione Amministrativa delle Attività Territoriali e delle Prestazioni Sanitarie
• U.O.S.D. Affari Generali
• U.O.C. Approvvigionamenti e Logistica
• U.O.C. Servizi Tecnici, Prevenzione e Protezione
• U.O.S. Gestione e Manutenzione.
Il Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi è rappresentato nell’organigramma di cui all’allegato n.9.
Art. 36 Funzioni del Direttore del Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi.
Il Direttore del Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi è nominato dal Direttore Generale su proposta del
Direttore Amministrativo fra i dirigenti con incarico di direzione di una delle strutture complesse componenti il
dipartimento. Il Direttore, oltre a detenere la titolarità dell’incarico di direzione della struttura di provenienza, è
tenuto a svolgere le funzioni gestionali del Dipartimento in ordine alla razionale e corretta programmazione ed
utilizzo delle risorse assegnate per il conseguimento degli obiettivi affidati, negoziando a tal fine il budget di
struttura con la Direzione Generale e conseguentemente con i Direttori delle strutture complesse, semplici a
valenza dipartimentale aggregate nel Dipartimento.
Il Direttore di Dipartimento, in considerazione delle funzioni tipiche dei servizi tecnico amministrativi, che sono
dirette ad assicurare il rispetto della legittimità e della convenienza delle azioni, sono tenuti altresì al
coordinamento delle attività che coinvolgono più Unità Operative del Dipartimento loro assegnato e a vigilare sulla
regolarità amministrativa degli atti adottati dai vari dirigenti di struttura complessa, segnalando eventuali
irregolarità alla Direzione per le conseguenti valutazioni.
Ai fini dell’individuazione della sfera di competenza e della delimitazione dell’ambito di azione del potere di
gestione delegato, con successivi atti del Direttore Generale, su proposta del Direttore Amministrativo, vengono
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individuate ed assegnate le funzioni svolte dalle singole unità operativa appartenenti al Dipartimento dei Servizi
Tecnico Amministrativi.
Art. 37 Servizi in staff alla Direzione Amministrativa.
A supporto delle funzioni di direzione svolte dalla Direzione Amministrativa (indirizzo, pianificazione,
coordinamento e controllo) è istituita la seguente struttura in staff:
- U.O.S. Controllo di Gestione e Sistemi Informativi.
Con riferimento al Controllo di Gestione, la U.O. concorre alla definizione della programmazione aziendale
supportando la direzione nell’assegnazione di obiettivi alle varie strutture aziendali in attuazione delle
disposizioni regionali, e fornendo periodici riscontri dell’andamento delle attività sotto il profilo dell’efficienza ed
economicità dell’azione amministrativa e della gestione, nel corretto impiego delle risorse. I risultati del controllo
di gestione vengono altresì utilizzati in sede di valutazione del personale.
Con riferimento ai Sistemi Informativi, la U.O., in stretta relazione con la Direzione Generale, concorre alla
definizione degli indirizzi per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo, sia per l’ambito amministrativo sia
per il settore clinico-sanitario, curando in particolare il piano investimenti e la sua realizzazione, tenendo conto
delle indicazioni e dei vincoli regionali e delle politiche di area vasta del settore.
I servizi in staff alla Direzione Amministrativa sono rappresentati nell’organigramma all’allegato n.11.
Art. 38 Dipartimento Funzionale per gli Approvvigionamenti, la Logistica ed i Servizi
Tecnici.
Al fine di garantire forme unificate di gestione nel campo della logistica ed nella gestione inventariale delle scorte
di magazzino, viene istituito il Dipartimento Funzionale per gli Approvvigionamenti, la Logistica ed i Servizi Tecnici.
In particolare, il dipartimento curerà le sinergie, sia in fase di programmazione che di gestione, nell’acquisizione di
opere, beni e servizi e nella logistica attraverso una gestione coordinata dei magazzini centrali e di reparto,
nell’organizzazione dei trasporti interni ed esterni, nella gestione dei controlli in ambito dell’esecuzione
contrattuale per le forniture di beni e servizi e lavori.
Esso è composto da:
• U.O.C. Approvvigionamenti e Logistica
• U.O.C. Servizi Tecnici
• U.O.C. Farmacia Ospedaliera
L’organizzazione di tale Dipartimento funzionale viene rappresentata dall’organigramma di cui all’allegato n. 10.
Art. 39 Servizi in staff alla Direzione Generale.
A supporto della Direzione Generale per le attività di indirizzo, pianificazione, coordinamento e controllo, sono
istituiti in staff:
- L’U.O.S Qualità, Formazione e Sistemi di Sicurezza
- Il Sevizio di Comunicazione
Alla U.O.S. Qualità, Formazione e Sistemi di Sicurezza competono in particolare le funzioni e le competenze riferite:
• Ai procedimenti riguardanti l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento istituzionale, delle
strutture sanitarie, socio sanitarie e sociali dell’azienda e delle strutture pubbliche, private o
convenzionate esterne in applicazione della L.R. 22/2002 secondo le direttive regionali;
• Alla programmazione per la formazione continua del personale e dei corsi ECM in qualità di Provider,
in coerenza con le Linee Guida nazionali e regionali;
• Allo sviluppo del sistema di Internal Auditing aziendale, in attuazione delle disposizioni regionali in
materia.
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Al Servizio di Comunicazione competono in particolare le funzioni riguardanti il Piano aziendale per la
comunicazione e i rapporti con la stampa.
I servizi in staff alla Direzione Generale sono rappresentati nell’organigramma di cui all’allegato n. 12.
TITOLO VII - FUNZIONAMENTO DELL’AZIENDA
Art. 40 Atti di programmazione: procedure di consultazione.
L’Azienda Ulss 19 fonda la sua attività sul metodo della pianificazione delle azioni al fine di realizzare gli obiettivi
assegnati dalla Regione Veneto.
La pianificazione delle attività e la conseguente programmazione delle azioni tiene conto dei bisogni di salute
espressi dalle comunità locali, delle risorse disponibili e dei vincoli derivanti da disposizioni programmatorie
regionali.
La programmazione socio sanitaria viene effettuata dalla Regione attraverso i Comuni, le Province, le Aziende
Socio Sanitarie Locali e con la partecipazione di altri Enti pubblici e di altri organismi non lucrativi di utilità sociale
indicati dall’art. 1, comma 5, della L. n. 328/2000.
L’Azienda Ulss interviene nella programmazione socio sanitaria di competenza dei Comuni in caso di delega della
funzione. L’attività delegata viene svolta sulla base degli indirizzi espressi dalla Conferenza dei Sindaci.
Nell’attività di programmazione socio sanitaria, l’Azienda Ulss 19 intende valorizzare il ruolo delle formazioni
sociali private non aventi scopo di lucro impegnate nel campo dell’assistenza sociale e sanitaria, promuovendo
l’esercizio di funzioni sanitarie, socio sanitarie e sociali da parte di tali soggetti, salvo i casi in cui sia
indispensabile garantire il perseguimento del fine istituzionale attraverso l’organizzazione e la gestione interna
dell’Azienda Ulss.
Viene altresì riconosciuto il ruolo attivo degli organismi di cui al punto precedente per l’individuazione e la
rilevazione dei bisogni dei cittadini e la valutazione dei risultati.
Strumenti attuativi della programmazione socio sanitaria sono:
• il Piano Attuativo Locale;
• il Piano di Zona;
• il Programma delle Attività Territoriali.
Ulteriori strumenti di programmazione delle attività sono rappresentati dal Bilancio Economico Preventivo e dal
Documento di Direttive per il perseguimento degli obiettivi annuali di budget.
Il Piano Attuativo Locale, che sostituisce nella denominazione il Piano Generale Triennale di cui all’art. 3, lett.
a), L. R. n. 56/94, esprime le politiche aziendali del medio lungo periodo basandosi sulle linee programmatorie
regionali e adattandole alle esigenze e caratteristiche del contesto locale e sociale su cui deve incidere.
Il Piano Attuativo Locale, previo parere della Conferenza dei Sindaci, viene proposto dal Direttore Generale
con cadenza triennale e trasmesso alla Regione Veneto per la sua approvazione.
Concorre all’elaborazione di tale documento programmatorio anche il Collegio di Direzione, per la parte che
concerne l’organizzazione e lo sviluppo dei servizi, delle attività cliniche e tecnico-sanitarie, nonché di quelle ad
alta integrazione sanitaria. Il Piano Attuativo Locale viene aggiornato annualmente in modo da garantire la sua
costante corrispondenza agli indirizzi programmatori regionali e della Conferenza dei Sindaci.
Il Piano di Zona rappresenta lo strumento primario di attuazione della rete dei servizi sociali e dell’integrazione
socio sanitaria.
Tale documento viene elaborato a livello di ambito territoriale dell’Azienda Ulss.
Il Piano di Zona è promosso ed elaborato dall’esecutivo della Conferenza dei Sindaci, sentiti tutti gli Enti Pubblici
interessati e le formazioni sociali del terzo settore che operano nel territorio. La Direzione dei Servizi Sociali
collabora per l’elaborazione del Piano. Quest’ultimo deve contenere l’ammontare del finanziamento dei Comuni
relativo a:
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• attività socio sanitarie di competenza dell’Ulss;
• attività sociali di competenza dei Comuni se delegate all’Ulss.
Il Programma delle Attività Territoriali rappresenta lo strumento operativo di programmazione del Distretto
Socio Sanitario, nel quale trovano esplicitazione i bisogni e gli obiettivi di salute prioritari, gli interventi di natura
sanitaria e socio sanitaria necessari per affrontarli, la localizzazione dei servizi e dei presidi distrettuali, la
determinazione delle risorse per l’integrazione socio sanitaria e le quote rispettivamente a carico dell’Unità Locale
Socio Sanitaria e dei Comuni.
Il PAT è proposto dal Direttore del Distretto Socio Sanitario, previo parere del Comitato dei Sindaci di Distretto, ed
è recepito dal Direttore Generale nel Piano Attuativo Locale.
Per favorire una maggiore coerenza nella programmazione il Piano di Zona e il Piano Attuativo Locale possono
comporre una sorta di “Piano di Comunità”: conformemente al Piano Socio Sanitario Regionale 2012-2016
l’orientamento è di pervenire alla definizione di uno strumento di governo unitario delle politiche per la salute a
livello locale, finalizzato all’individuazione delle strategie aziendali per assicurare una gestione integrata dei
bisogni dei cittadini e la continuità assistenziale e che garantisca la coerenza tra programmazione, sistema delle
responsabilità, allocazione delle risorse e misurabilità delle performance, anche in conformità agli obiettivi definiti
attraverso il processo di budgeting.
Art. 41 Bisogni socio-sanitari delle comunità territoriali.
La conoscenza dei bisogni della popolazione è momento fondamentale del processo di programmazione della rete
dei servizi socio sanitari locali.
L’Azienda Ulss si pone quindi quali obiettivi prioritari:
• conoscere la situazione dello stato di salute della popolazione e dei fattori che lo determinano e condizionano
allo scopo di permettere il costante monitoraggio della comunità;
• realizzare un sistema di sorveglianza che consenta di conoscere dinamicamente i bisogni della popolazione ed
in grado di individuare i fattori di rischio socio sanitari, culturali, economici ed ambientali;
• consentire la programmazione nel campo socio sanitario, assistenziale ed educativo in modo coerente con i
bisogni della popolazione.
A tal fine è attivamente coinvolta la comunità locale, attraverso tutti i soggetti istituzionali e le organizzazioni
sociali espressive della comunità stessa, la quale non è solo destinataria di interventi, ma innanzitutto realtà
capace di esprimere i bisogni, di sviluppare le risposte, di selezionare le priorità di intervento, di partecipare al
controllo dei risultati.
Art. 42 Strutture di offerta socio-sanitaria.
L’offerta socio-sanitaria si compone dell’insieme articolato e coerente di interventi e servizi atti a soddisfare,
mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni
sanitarie ed azioni di protezione sociale.
Le prestazioni socio-sanitarie da garantire alla popolazione comprendono prestazioni sanitarie a rilevanza sociale
e prestazioni ad elevata integrazione sanitaria; nel caso di delega dei Comuni, rientrano nell’ambito della sfera di
azione delle Aziende Ulss anche le attività sociali a rilevanza sanitaria e le attività sociali.
Il luogo di offerta delle prestazioni socio sanitarie è il Distretto Socio Sanitario. Con il Piano Attuativo Locale, il
Piano di Zona ed il Programma delle Attività Territoriali, viene identificato il sistema di offerta socio sanitaria,
garantendo alla popolazione uniformità dei livelli di assistenza e pluralità dell’offerta, nella salvaguardia del
diritto di scelta del cittadino.
L’organizzazione del sistema di offerta socio sanitaria si ispira ai principi di sussidiarietà, cooperazione e
concertazione, efficacia, efficienza, integrazione, omogeneità, equità, accessibilità ed economicità.
45
Particolare rilievo assume inoltre la promozione della solidarietà sociale e la valorizzazione delle iniziative delle
persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità, nonché le espressioni della solidarietà
organizzativa.
Alla programmazione, alla gestione e all’offerta dei servizi socio sanitari collaborano e provvedono, oltre ai
soggetti pubblici, gli organismi della cooperazione, le organizzazioni di volontariato, le associazioni e gli enti di
promozione sociale, le fondazioni, gli enti di patronato ed altri soggetti privati.
Art. 43 Direzione dei servizi socio-sanitari di assistenza.
La gestione dei servizi e delle attività socio sanitarie è garantita dal Distretto in attuazione della programmazione
e degli indirizzi impartiti, in base alla rispettiva competenza, dal Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione
Territoriale e dal Direttore Sanitario.
Il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale cura in particolare l’effettiva realizzazione del sistema
integrato di erogazione dei servizi sociali e dei servizi socio sanitari, fornendo il proprio supporto all’elaborazione
del Piano di Zona e seguendone l’attuazione.
Art. 44 Integrazione e coordinamento dei servizi socio - sanitari di assistenza.
Luogo essenziale dell’integrazione socio-sanitaria è il Distretto, il quale assicura i servizi di assistenza primaria,
nonché il coordinamento delle proprie attività con quelle dei Dipartimenti e dei servizi aziendali, incluso il presidio
ospedaliero.
L’integrazione e il coordinamento dei servizi socio-sanitari con i servizi sociali sono perseguiti anche tramite
l’attivazione di un sistema informativo organico ed integrato tra i servizi sociali dei comuni e dei servizi socio
sanitari dell’Azienda Ulss. Il sistema informativo è finalizzato a consentire un’analisi dinamica dei fenomeni e
delle tendenze dei bisogni della comunità locale, a realizzare una condivisione delle conoscenze dei servizi, a
rispondere al bisogno informativo della comunità locale, nei diversi livelli e soggetti sociali che la compongono
(utenti, famiglie, associazioni ed aggregazioni della comunità) e a rispondere alle esigenze di programmazione,
attraverso la disponibilità di dati di esercizio, gestione e governo, in grado di disegnare un quadro strategico del
rapporto tra domanda e offerta.
Art. 45 Assistenza socio sanitaria: erogazione, continuità, valutazione.
L’organizzazione dei servizi e delle attività è finalizzata a garantire l’integrazione socio sanitaria, la continuità
assistenziale e la costante verifica e valutazione dei processi e degli esiti degli interventi per il miglioramento
continuo della qualità dell’assistenza prestata. L’erogazione efficace degli interventi presuppone una
considerazione globale dei bisogni della persona e della sua famiglia, realizzata di norma attraverso l’Unità
Valutativa Multidimensionale Distrettuale (UVMD) che assicura:
• la valutazione multidimensionale del bisogno;
• la definizione dei progetti individualizzati;
• la presa in carico multiprofessionale;
• la valutazione sistematica degli interventi.
L’UVMD costituisce l’unica modalità di ingresso alla rete dei servizi per le persone non autosufficienti. Essa
promuove e assicura, attraverso la definizione della natura e intensità dell’intervento assistenziale
individualizzato, la continuità dell’assistenza tra le diverse articolazioni, strutture ed Unità Operative della rete
dei servizi, sviluppando in particolare, anche con appositi protocolli operativi, l’integrazione tra l’ospedale, la rete
dei servizi residenziali e semiresidenziali ed il territorio.
46
Art. 46 Miglioramento continuo dell’assistenza socio-sanitaria (appropriatezza,
qualità, ecc.).
L’Azienda Ulss 19 persegue il miglioramento continuo della qualità ponendo il cittadino utente come centro di
interesse e finalizzando ogni intervento al perseguimento del benessere della persona, con il coinvolgimento e la
responsabilizzazione di tutti gli operatori, al fine di garantire l’appropriatezza e l’elevata qualità delle prestazioni
erogate, che siano percepite come soddisfacenti dai cittadini utenti.
Le dimensioni della qualità perseguite attraverso politiche, programmi e progetti sono quelle della qualità
organizzativa, della qualità tecnica e della qualità percepita.
L’Azienda Ulss 19, nel fare riferimento ai principi fondamentali ispirati alla soddisfazione del cliente, intende
dotarsi di un sistema qualità in grado di garantire la realizzazione degli obiettivi strategici pianificati, attraverso:
• qualità dei rapporti con il cliente interno ed esterno, in termini di informazione, facilitazione d’accesso ai
servizi, soddisfazione dei bisogni socio sanitari;
• qualità dell’organizzazione in termini di efficienza, efficacia, trasparenza, immagine, integrazione fra i servizi,
identificazione delle responsabilità, controllo di gestione;
• qualità del rapporto relazionale come tensione verso il miglioramento continuo, il perseguimento della
“mission” e lo sviluppo dello spirito di appartenenza;
• qualità tecnica delle prestazioni e delle procedure assistenziali, in rapporto allo loro efficacia e quindi al loro
contributo al miglioramento dello stato di salute delle persone, sulla base di quanto risultante dalle prove di
efficacia riportate dagli studi ritenuti più validi e cioè dagli studi clinici controllati e randomizzati.
La definizione degli obiettivi generali di miglioramento continuo dell’assistenza socio-sanitaria avviene a livello di
Direzione Generale, su proposta del Direttore Sanitario e/o del Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione
Territoriale.
Gli obiettivi generali di miglioramento della qualità vengono tradotti in termini progettuali dalle strutture tecnico
funzionali che ne curano l’attuazione tramite le rispettive Unità Operative.
Gli obiettivi di miglioramento continuo della qualità costituiscono parte integrante degli impegni assunti nella
formulazione del budget e trovano corrispondenza nelle politiche adottate nella pianificazione della formazione e
del sistema premiante.
Più specificamente nell’ambito sociale, il miglioramento continuo della qualità dell’assistenza socio sanitaria e la
razionalizzazione dell’uso delle risorse sono inoltre perseguiti attraverso il funzionamento di un articolato sistema
di valutazione della qualità e dell’efficienza che vede il coinvolgimento diretto ed attivo oltre che dei titolari delle
funzioni e dei soggetti gestori, degli utenti, delle loro famiglie e delle associazioni di tutela.
Lo sviluppo e la verifica della qualità degli interventi socio sanitari e della loro adeguatezza alle esigenze e alle
aspettative degli utenti si realizza anche attraverso apposite modalità di vigilanza sulle organizzazioni erogatrici
di prestazioni.
Art. 47 Politiche per il governo clinico.
L’Azienda Ulss 19 promuove il governo clinico nella consapevolezza di adempiere ad un dovere etico di garantire
la sicurezza del paziente e degli utenti che hanno diritto di ricevere cure appropriate e con modalità ed in un
sistema organizzato dove il pericolo di accadimento di eventi avversi sia abbassato a livelli di accettabilità.
Ciò implica l’uso di strumenti propri della governance clinica che sono: l’assistenza sanitaria basata sulle prove di
efficacia (EBHC), gli indicatori clinici, la valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA), la gestione della sicurezza dei
pazienti, la gestione delle competenze e la formazione continua, l’audit clinico, la periodica rivalutazione dei
professionisti, lo sviluppo della cultura della qualità.
L’uso di suddetti strumenti porta numerosi vantaggi:
• aumentare la sicurezza del paziente e la tutela dei lavoratori;
• migliorare l’efficienza, la qualità e l’immagine dell’azienda;
47
• contenere i costi assicurativi.
Le strategie che l’azienda adotta al fine del governo clinico sono di tipo: organizzativo, formativo, comunicativo
nonché il sistematico utilizzo dell’”Incident Reporting” attraverso cui monitorare gli eventi avversi eventualmente
occorsi nelle pratiche sanitarie ed il rischio clinico.
Organizzazione.
Con Decreto n. 466 del 24.9.2008 l’Azienda Ulss 19 ha adottato il modello organizzativo per la gestione della
sicurezza del paziente secondo le indicazioni impartite dalla Regione Veneto con DGRV n. 1831 del 1.7.2008. Tale
documento specifica inoltre le modalità per la costituzione del programma operativo per la gestione delle
tematiche del governo clinico.
Formazione.
L’Azienda destina annualmente una quota di risorse per la formazione finalizzata alla partecipazione a corsi
teorico pratici di analisi di errori rilevati e di studio per l’applicazione di strumenti e metodi di dimostrata efficacia
che la cultura internazionale mette a disposizione.
Comunicazione.
La comunicazione deve essere utilizzata come strumento sia divulgativo dei modelli, delle tecniche, dei metodi che
l’Azienda adotta per garantire la sicurezza del paziente, sia come sistema atto a mitigare il grado di
insoddisfazione dell’utente.
A tal fine ogni Unità Operativa Aziendale dovrà mettere a disposizione del paziente percorsi di cura chiari.
Il rapporto con la stampa che l’Azienda intende attivare dovrà essere di completamento dell’opera di informazione
condotta nei confronti dei pazienti e degli stakeholder e dovrà essere diretta ad accrescere la credibilità
dell’azienda stessa con informazioni corrette e chiare che prevengano le informazioni non controllate o artefatte
su eventuali eventi avversi.
Il sistema di incident reporting.
Il responsabile delle funzioni della sicurezza del paziente è tenuto ad effettuare il monitoraggio del flusso degli
eventi avversi e dei rischi insiti all’attività sanitaria e socio sanitaria, a supporto delle decisioni sulle azioni da
intraprendere per la garanzia della sicurezza del paziente.
Art. 48 Informazione, accoglienza, tutela e partecipazione dei cittadini.
L’Azienda Ulss 19 pone in essere nei confronti dei portatori di interesse della comunità (stakeholder) le seguenti
politiche e azioni:
• nei confronti dei cittadini. L’Azienda Ulss 19 orienta la programmazione e le strategie organizzative e
gestionali alla valorizzazione della centralità del cittadino utente, inteso non solo come destinatario naturale
delle prestazioni, ma come interlocutore privilegiato, movente ispiratore e stessa “ragione di essere” della
sua presenza istituzionale, garantendo l’ascolto ed un ruolo attivo anche nella proposta di diverse soluzioni
nell’organizzazione delle attività socio sanitarie. Alla tutela effettiva dei diritti del cittadino è dedicata la Carta
dei Servizi, con particolare riferimento alle funzioni di informazione, accoglienza, tutela, partecipazione e al
rispetto degli indicatori e degli standard di qualità prestabiliti, nonché dei procedimenti previsti e formalizzati
per il caso di inadempimento, ai fini del ristoro degli eventuali danni ingiustamente arrecati. L’Azienda Ulss 19
ritiene doveroso contribuire, altresì, al superamento delle situazioni di difficoltà informativa e di conoscenza,
programmando specifiche iniziative nel campo della comunicazione, della formazione e dell’aggiornamento del
personale, dell’educazione sanitaria, della consultazione delle rappresentanze dell’utenza, della
pubblicizzazione sistematica di piani e programmi, attività e provvedimenti di particolare rilevanza, favorendo
quanto più possibile momenti istituzionali di incontro e azioni tese all’affermazione del “senso di
appartenenza“ e al miglioramento continuo delle relazioni;
• nei confronti delle istituzioni. l’Azienda Ulss 19 nell’esercizio dell’autonomia riconosciutale, si propone
come interlocutore al servizio delle istituzioni e si impegna ad attuare le funzioni attribuite alla sua
competenza con spirito di leale collaborazione istituzionale;
48
• nei confronti degli operatori. L’Azienda Ulss 19, riconoscendo il significato strategico ed il valore delle
risorse professionali, al di là del modello organizzativo adottato, favorisce la partecipazione consultiva,
propositiva e decisionale del personale in servizio negli ambiti di competenza riconosciuti. Persegue il
principio del coinvolgimento nelle responsabilità e della gratificazione nel quadro di strategie incentivanti. Il
processo di valorizzazione del personale costituisce impegno prioritario della Direzione Generale e dei livelli
dirigenziali dell’Azienda, si sviluppa nel rispetto della normativa del D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i., della normativa
regionale, dei CC.CC.NN.LL., riguarda tutte le componenti professionali operanti nell’Azienda, coinvolge le
OO.SS., è coadiuvato dalle specifiche iniziative del Collegio di Direzione e si concretizza mediante progetti e
programmi specifici definiti dall’Azienda.
• nei confronti delle OO.SS. L’Azienda Ulss 19 riconosce il ruolo delle rappresentanze sindacali del personale
e si impegna a facilitare lo sviluppo dei rapporti con le stesse, nella trasparenza delle reciproche competenze
e responsabilità, verso obiettivi strategici e gestionali condivisi.
• nei confronti della società civile. L’Azienda Ulss 19 è consapevole della sua appartenenza al contesto
sociale, economico e culturale di riferimento e si impegna ad esserne diretta espressione istituzionale
mediante l’assunzione di forme partecipative dirette a recepire i valori, i bisogni, le esigenze emergenti ai
vari livelli di aggregazione presenti nella società e di tradurli in iniziative di offerta e di servizio ad essi
rispondenti.
Art. 49 Risorse umane: valorizzazione, qualificazione e formazione permanente.
In un’Azienda fortemente incentrata sui servizi alla persona, la risorsa umana rappresenta l’elemento che ne può
condizionare il successo.
Partendo da tale presupposto è necessario valorizzare il personale, definendo, nel rispetto delle disposizioni
contrattuali, forme di incentivazione e programmi di formazione ed aggiornamento.
I dirigenti delle strutture di vertice aziendale sono chiamati a contribuire alla predisposizione da parte della
Direzione Generale delle strategie necessarie alla valorizzazione, responsabilizzazione e coinvolgimento di tutto il
personale, in quanto risorsa essenziale alla crescita ed allo sviluppo aziendale.
La dotazione organica deve essere uno strumento il più possibile flessibile, adeguabile come tale alle esigenze
organizzative dell’Azienda; anche il personale deve essere addestrato a tale visione utilizzando a tal fine le leve
dell’incentivazione e della formazione, che devono costituire anche strumenti per la riconversione dei compiti
assegnati al personale, per l’efficacia ed efficienza dell’attività svolta, per l’adattamento del personale alle nuove
e complesse funzioni.
La libera professione del personale dirigente sanitario è riconosciuta non solo come esercizio di un diritto
contrattuale, ma come opportunità di crescita professionale e fattore motivazionale che contribuisce allo sviluppo
delle attività aziendali.
La formazione è uno strumento essenziale per il recupero, il mantenimento ed il miglioramento della qualità
dell’azione aziendale in tutte le sue componenti: amministrativa, sanitaria e sociale. La definizione di medio
periodo dei bisogni formativi è diretta a colmare la distanza intercorrente fra quello che si può definire il grado
ottimale di sviluppo organizzativo e gestionale dell’Azienda e la situazione esistente.
La formazione va intesa sempre più come investimento da programmare e da sottoporre a valutazione continua,
che richiede strutture idonee all’interno dell’Azienda, al fine di favorirne anche la razionalizzazione in termini di
utilizzo di tempo e risorse.
Tale attività deve contribuire a favorire il coinvolgimento del personale, sulla base della condivisione diffusa degli
obiettivi istituzionali, anche alla luce dell’evoluzione del ruolo dell’Azienda socio sanitaria.
Promotori del cambiamento dovranno essere le figure di vertice della struttura, per le quali il processo formativo
deve orientare la funzione di guida dei collaboratori nella gestione quotidiana nella prospettiva di condivisione
degli obiettivi aziendali già delineata.
49
Le esigenze di formazione vengono definite in sede di contrattazione di budget e vengono quindi recepite nel piano
di formazione che, oltre a prevedere interventi formativi professionali specifici, individua percorsi formativi a
livello trasversale in modo da sviluppare l’approfondimento di tematiche di carattere generale ritenute strategiche
per l’Azienda.
Art. 50 Disciplina dei contratti per la fornitura di beni e di servizi.
L’Azienda Ulss 19, nell’acquisizione di beni e servizi, impronta la sua attività a principi di efficacia, economicità,
omogeneità, unitarietà, coerenza metodologica, correttezza e regolarità del processo di acquisto.
L’acquisizione di risorse viene programmata annualmente in un apposito piano approvato dal Direttore Generale,
coerentemente con i vincoli posti dalla disciplina nazionale e regionale.
L’Azienda, nel processo di acquisizione delle risorse materiali e tecnologiche, intende valorizzare e
responsabilizzare, attraverso la metodica di budget, i soggetti ordinatori, i quali sono tenuti ad essere sempre più
protagonisti della gestione valutando preliminarmente la congruità dell’acquisto rispetto agli obiettivi da
raggiungere.
L’Unità Operativa professionalmente deputata alle procedure di acquisizione di beni e servizi è l'U.O.C
Approvvigionamenti e Logistica.
In generale le procedure di acquisizione di beni e servizi dovranno adattarsi alle continue innovazioni del mercato
dei prodotti offerti, delle tipologie di acquisto, delle modalità operative, quale ad esempio l'e-commerce, con
flessibilità e avendo come obiettivo il perseguimento dell'interesse dell'Ente.
Per quanto riguarda le procedure per la scelta del contraente e la conclusione dei contratti di beni e servizi di
valore inferiore alla soglia di rilievo comunitario, si rinvia allo specifico Regolamento aziendale.
Art. 51 Sistema informativo ed informatico.
Il sistema informativo dell’Azienda Ulss 19 è diretto a favorire l’accesso dei cittadini ai servizi socio sanitari, a
rendere più efficaci ed efficienti le attività di gestione mediante l’automazione dei processi e a supportare le
attività decisionali attraverso la tempestiva acquisizione, elaborazione e diffusione delle informazioni pertinenti
ed utili per le funzioni di programmazione, gestione e controllo.
L’Azienda si impegna ad adeguare costantemente il sistema informativo al mutamento dell’organizzazione, della
tecnologia e dei requisiti posti dal sistema informativo di livello regionale e nazionale (Codice
dell’Amministrazione Digitale). Analogamente l’Azienda si impegna a realizzare l’integrazione del sistema
informativo nell’ambito dell’area vasta di appartenenza secondo gli strumenti dell’interoperabilità.
Il sistema informativo aziendale si uniforma ai seguenti principi:
• facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi socio sanitari in linea con gli obiettivi del piano di e-government;
• garantire la continuità dell’assistenza, attraverso la condivisione da parte degli operatori autorizzati dei
documenti e dei dati sanitari necessari ai vari livelli per i processi di diagnosi e cura;
• perseguire l’integrazione dei sistemi dipartimentali, in modo da supportare efficacemente i processi clinici ed
amministrativi evitando ritardi ed errori nell’acquisizione delle informazioni fondamentali;
• supportare adeguatamente i processi decisionali a tutti i livelli (nazionale, regionale, aziendale), rendendo
disponibili informazioni tempestive, pertinenti ed attendibili;
• aumentare il livello d’informazione e di conoscenza dei diversi portatori di interesse;
• garantire la tempestiva e corretta trasmissione dei dati richiesti dal livello nazionale (NSIS) e regionale;
• tutelare la riservatezza dei dati e l’accesso alla conoscenza degli stessi nel rispetto delle vigenti disposizioni
di legge in materia.
50
Art. 52 Valutazione del personale.
La valutazione del personale rappresenta uno degli obiettivi prioritari di una corretta politica sanitaria ed è
strettamente connessa all’organizzazione del lavoro ed al raggiungimento degli obiettivi assegnati al personale
dipendente.
In conformità a quanto previsto dalla normativa nazionale vigente in materia (D.Lgs. 502/92 e D.Lgs. 150/2009) e
dalle linee guida regionali contenute nella DGRV n. 2205/2012 l’Azienda Ulss impronta il sistema di gestione
dell’organizzazione del lavoro ai seguenti principi:
• al miglioramento della qualità, dell’efficacia, dell’efficienza e dell’appropriatezza delle prestazioni
erogate dalle singole unità organizzative, anche in funzione del soddisfacimento dei bisogni e delle
aspettative dell’utenza;
• alla crescita delle competenze professionali di tutti i dipendenti, ivi compresi i dirigenti;
• alla differenziazione della retribuzione di risultato dei dirigenti e dei compensi connessi all’incentivazione
alla produttività degli altri dipendenti attuata attraverso la valorizzazione delle capacità, delle prestazioni
e dei risultati ottenuti da ciascuno di essi;
• al consolidamento, all’integrazione ed al miglioramento dell’attuale sistema di valutazione delle
amministrazioni nel loro complesso, delle singole strutture e di tutti i dipendenti, dirigenti e non;
• alla definizione del ciclo di gestione della valutazione dei risultati nel quadro della metodica di budget ed
in un’ottica di integrazione con i sistemi già esistenti laddove compatibili con i principi recati dal D.Lgs.
150/2009 e con il presente documento;
• al costante monitoraggio di tutte la fasi del ciclo di gestione della valutazione dei risultati volto alla
tempestiva adozione dei conseguenti interventi correttivi;
• alla garanzia della trasparenza, anche attraverso la pubblicazione sul sito Web, di tutti gli aspetti
dell’attività amministrativa, dell’organizzazione aziendale e della varie fasi del ciclo di gestione della
valutazione dei risultati.
Conformemente a quanto previsto dall’art. 4 comma 2 D. lgs. 150/2009, l’Azienda Ulss articola il ciclo di gestione
della valutazione dei risultati, nelle seguenti fasi:
• definizione e assegnazione degli obiettivi al personale dipendente, nel rispetto degli obiettivi strategici
impartiti dalla Regione, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori, previa negoziazione delle
risorse finanziarie e tecniche a disposizione e nel rispetto delle vigenti disposizioni dei contratti collettivi
nazionali di lavoro;
• collegamento tra gli obiettivi e l’allocazione delle risorse;
• monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi;
• misurazione e valutazione annuale dei risultati;
• utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito in coerenza con i vigenti
CC.CC.NN.LL. e con i contratti integrativi aziendali;
• rendicontazione e comunicazione dei risultati ai soggetti interessati ed ai competenti organismi interni ed
esterni.
Le sopra indicate fasi sono inserite all’interno della metodologia della negoziazione per budget, tenendo conto di
quanto previsto in materia per le aree dirigenziali dalla DGRV n. 2464 del 1 agosto 2006.
Parallelamente alla negoziazione per il budget l’Azienda Ulss sviluppa un sistema di report, che prevede
l’individuazione di una serie di indicatori oggettivi relativi alle attività più significative e direttamente controllabili
dai responsabili che sono oggetto di monitoraggio periodico, attraverso proiezioni e analisi degli scostamenti che
consentono la tempestiva correzione dei processi gestionali mediante adeguati provvedimenti.
51
Gli indicatori sono altresì utilizzati per determinare, misurare e valutare i risultati tramite il grado di
raggiungimento degli obiettivi, sia con riferimento al singolo dipendente, sia alle singole unità organizzative e alle
strutture organizzative nel loro complesso.
In particolare, la valutazione riferita alle singole unità operative verifica il raggiungimento degli obiettivi, anche
regionali, assegnati alle stesse dalla direzione strategica e attuati dai piani di lavoro, tenuto conto delle risorse
umane, finanziarie e strumentali effettivamente a disposizione.
Con riferimento specifico ai dirigenti, la misurazione e valutazione dei medesimi deve essere collegata:
- agli indicatori di risultato relativi all’ambito organizzativo di diretta responsabilità;
- al raggiungimento di specifici obiettivi individuali;
- alla qualità del contributo assicurato al raggiungimento degli obiettivi generali della struttura ed alle competenze
professionali dimostrate;
- al livello delle competenze gestionali in relazione alle risorse finanziarie, umane e strumentali assegnate (con
riferimento ai dirigenti responsabili di struttura complessa e semplice a valenza dipartimentale);
- alla capacità di valutazione dei propri collaboratori (con riferimento ai dirigenti responsabili di struttura
complessa e semplice a valenza dipartimentale).
I soggetti che intervengono nel processo di misurazione e valutazione dei risultati sono:
a) il Direttore Generale;
b) l’Organismo Indipendente di Valutazione;
c) i Dirigenti.
I dirigenti, ferme restando le competenze attribuite all’OIV dal presente documento, esercitano le funzioni previste
dalla legislazione e dai contratti collettivi nazionali vigenti in materia di valutazione del personale.
L’Azienda Ulss ha istituito al suo interno l’Organismo Indipendente di Valutazione (O.I.V.).
L’O.I.V. ha la funzione di misurare e valutare con cadenza annuale i risultati di ciascun dipartimento ed unità
operativa nel loro complesso nonché misurare e valutare i risultati gestionali dei dirigenti e successivamente, sulla
base delle proposte formulate da questi ultimi, il raggiungimento degli obiettivi prestazionali quali-quantitativi
affidati a tutti gli altri dipendenti, dirigenti e non, operanti nelle singole unità operative autonome, nel rispetto di
quanto stabilito dalla contrattazione nazionale ed integrativa.
Sulla base delle risultanze dell’attività dell’O.I.V., l’Azienda Ulss per tutti i dipendenti provvede a distribuire i
compensi riconducibili agli istituti del trattamento accessorio legati alla produttività e alla retribuzione di risultato
secondo criteri che ne permettono la selettività e la differenziazione, escludendo ogni forma di automatismo e
comunque secondo le disposizioni contenute nei vigenti contratti collettivi nazionali ed integrativi aziendali, fino
alla tornata di contrattazione collettiva successiva a quella relativa al quadriennio 2006 – 2009, ai sensi di quanto
stabilito dall’art. 6, comma 1, del D.lgs. 1 agosto 2011, n.141.
Oltre alla valutazione annuale i dirigenti sono sottoposti alla valutazione di fine incarico.
Tale tipologia di valutazione ha per oggetto le attività professionali svolte dal dirigente interessato, le prestazioni,
le competenze e le capacità organizzative e gestionali, nonché i risultati raggiunti. La stessa viene effettuata da
apposito collegio tecnico sulla base delle disposizioni normative, contrattuali e regionali in materia.
Art. 53 Comitato Unico di Garanzia (CUG).
Il “Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le
discriminazioni” (CUG) è un organismo istituito ai sensi dell'art.21 della Legge n. 183/2010. Nel CUG convergono le
competenze dei precedenti Comitati per le pari opportunità e dei Comitati sul fenomeno del mobbing, dei quali ha
assunto tutte le funzioni previste dalla legge, dai contratti collettivi relativi al personale delle amministrazioni
pubbliche o da altre disposizioni.
Il Comitato in oggetto contribuisce all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, migliorando l’efficienza
delle prestazioni collegata alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato dal rispetto dei principi di pari
52
opportunità, di benessere organizzativo e dal contrasto di qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale
o psichica per i lavoratori.
TITOLO VIII – NORMA FINALE E RINVIO
Art. 54 Norma finale e rinvio.
Sono rimessi all’esercizio del potere regolamentare dell’Azienda Ulss la disciplina di particolari materie afferenti
alla gestione organizzativa e la definizione degli indirizzi necessari all’attuazione della normativa contenuta nel
presente Atto Aziendale, fermo restando il riferimento alle fonti normative nazionali e regionali in materia,
per quanto non espressamente contemplato.
53
1: Schema Organizzativo Aziendale
Collegio di Direzione
Consiglio dei Sanitari
Collegio Sindacale
Staff
della
Direzione
DIREZIONE
AZIENDALE
Funzioni di
DIREZIONE
Direttore Generale
Struttura aziendale
di erogazione
Struttura aziendale
di erogazione
Struttura aziendale
di erogazione
Struttura aziendale
di erogazione
Struttura aziendale
di supporto
DIPARTIMENTO
DI PREVENZIONE
DISTRETTO SOCIO
SANITARIO
DIPARTIMENTO
DI SALUTE
MENTALE
OSPEDALE
DIPARTIMENTO
DEI SERVIZI
TECNICO
AMMINISTRATIVI
Erogazione dei livelli di assistenza
COLLETTIVA, DISTRETTUALE e OSPEDALIERA
Funzioni di
GESTIONE OPERATIVA
Conferenza dei Sindaci
Attività di supporto
54
Allegato 2: Articolazione organizzativa Ulss 19
Direttore Generale
UOS Qualità, Formazione e sistemi di
sicurezza
Servizio di Comunicazione
Direttore dei Servizi Sociali e della
Funzione Territoriale
Direttore Sanitario
Coordinatore dei
Processi di
Prenotazione delle
Prestazioni
Ambulatoriali
Dipartimento
Prevenzione
Coordinatore
Ospedaliero per i
Trapianti
Centrale
Operativa
Territoriale
UOS Controllo di
Gestione e
Sistemi
Informativi
UOC Direzione delle
Professioni Sanitarie
Presidio Ospedaliero
Dipartimento Salute
Mentale
Distretto Socio
Sanitario
Direttore Amministrativo
Dipartimento per le
Dipendenze
Dipartimento dei Servizi Tecnico
Amministrativi
Collegamento funzionale
55
Allegato 3: Organigramma del Distretto Socio Sanitario.
Distretto Socio Sanitario
(UOC)
UOS Servizio
Farmaceutico
Territoriale
UOS Professioni Sanitarie
Territoriali
UOC Cure
Primarie
UOS Cure
Palliative
UOC Servizio per le
dipendenze
( SerD)
UOSD
Disabilità
Centrale Operativa
Territoriale
AREA Infanzia Adolescenza Famiglia
UOSD
Servizio per
l’Età
Evolutiva
UOS Attività
Specialistiche
UOS
Diabetologia
UOS
Consultorio
Familiare
56
Allegato 3.1: Organigramma del Dipartimento Funzionale Trasmurale Interistituzionale di Riabilitazione Ospedale – Territorio
UOC Recupero e Rieducazione Funzionale
UOSD Lungodegenza
UOC Cure Primarie
UOSD Servizio per l’Età Evolutiva – UOS Consultorio Familiare
UOS Attività Specialistiche
UOSD Disabilità
Strutture Intermedie (OdC, URT)
Strutture private accreditate che svolgono attività
riabilitativa in regime residenziale e semiresidenziale
57
Allegato 3.2: Organigramma del Servizio Farmaceutico Aziendale
Servizio Farmaceutico Aziendale
UOC Farmacia
Ospedaliera
UOS Servizio
Farmaceutico
Territoriale
58
Allegato 4: Organigramma dell’Ospedale.
Allegato 4.1: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale di Medicina, Riabilitazione e Cure Intermedie.
Presidio Ospedaliero
(UOC)
Dipartimento di Medicina,
Riabilitazione e Cure Intermedie
UOC Medicina
Interna
UOS
Oncologia
UOSD
Cardiologia
UOSD
Lungodegenza
UOC Recupero e
Rieducazione Funzionale
UOC Accettazione e
Pronto Soccorso
UOS Osservazione
Breve Intensiva
59
Allegato 4.2: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale di Chirurgia.
Presidio Ospedaliero
(UOC)
Dipartimento di
Chirurgia
UOSD Oculistica
UOC Otorinolaringoiatria
UOC Urologia
UOC Ortopedia e
Traumatologia
UOC Chirurgia
Generale
UOC Anestesia e
Rianimazione
UOS Endoscopia
Digestiva
UOS Gruppo Operatorio
e Week Surgery
60
Allegato 4.3: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale Materno Infantile.
Presidio Ospedaliero
(UOC)
Dipartimento Materno
Infantile
UOC Ostetricia e
Ginecologia
UOC Pediatria
UOS Punto Nascita
61
Allegato 4.4: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale dei Servizi di Diagnosi e Cura.
Presidio Ospedaliero
(UOC)
Dipartimento dei Servizi di
Diagnosi e Cura
UOSD
Laboratorio
Analisi
UOC Radiologia
UOSD Anatomia
ed Istologia
Patologica
UOSD Medicina
Trasfusionale
UOC Farmacia
Ospedaliera
62
Allegato 4.5: Organigramma dell’Ospedale – Area Critica e delle Emergenze.
Presidio Ospedaliero
(UOC)
Area Critica e delle
Emergenze
UOC
Accettazione
e Pronto
Soccorso –
SUEM 118
UOC
Anestesia e
Rianimazione
UOSD
Cardiologia
UOC Ortopedia
e
Traumatologia
UOC
Chirurgia
Generale
UOC
Radiologia
UOSD
Laboratorio
Analisi
UOSD
Medicina
Trasfusionale
UOC Ostet.
e Ginec.
UOC
Pediatria
63
Allegato 5: Organigramma del Dipartimento di Prevenzione.
Direzione Dipartimento di
Prevenzione
UOC Servizio Prevenzione
Igiene e Sicurezza negli
Ambienti di lavoro
(SPISAL)
UOC Servizio Igiene e
Sanità Pubblica
UOS Medicina Legale
UOC Servizio
Veterinario di
Sanità Animale
UOSD
Servizio
dell’Igiene
degli
Allevamenti
e delle
Produzioni
Zootecniche
UOSD Servizio
Veterinario di
Igiene della
Produzione,
Trasformazione
Commercializza
zione,
Conservazione
e Trasporto di
prodotti ittici
UOSD
Servizio
Veterinario di Igiene
della
Produzione,
Trasformazione,
Commercializzazione
Conservazione
e
Trasporto delle carni e
altri alimenti di
origine animale
UOSD Servizio di Igiene
degli Alimenti e Nutrizione
64
Allegato 5.1: Organigramma dell’Area Funzionale di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare.
Area della Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare
UOC Servizio Veterinario di
Sanità Animale
UOSD Servizio dell’Igiene
degli allevamenti e delle
produzioni zootecniche
UOSD Servizio Veterinario
di Igiene della Produzione,
Trasformazione
Commercializzazione,
Conservazione e Trasporto
di prodotto ittici
UOSD
Servizio
Veterinario di Igiene
della
Produzione,
Trasformazione,
Commercializzazione
Conservazione
e
Trasporto delle carni e
altri alimenti di origine
animale
UOSD Servizio
di Igiene degli
Alimenti e
Nutrizione
65
Allegato 6: Organigramma del Dipartimento di Salute Mentale.
Dipartimento Salute Mentale
Centro di Salute Mentale
(UOC)
UOS Servizio Psichiatrico di
Diagnosi e Cura (SPDC) e di
Consultazione Ospedaliera.
U.O.S. Riabilitazione e
Promozione della Salute
Mentale
UOS Psicogeriatria e Nuovi
Bisogni Emergenti nella Salute
Mentale
66
Allegato 7: Organigramma dei Servizi in staff alla Direzione Sanitaria.
Direttore Sanitario
Coordinatore dei Processi
di Prenotazione delle
Prestazioni Ambulatoriali
UOC Direzione delle
Professioni Sanitarie
UOS Professioni
Sanitarie
Territoriali
UOS Professioni
Sanitarie
Ospedaliere
Coordinatore Ospedaliero
per i Trapianti
Centrale Operativa
Territoriale
Collegamento funzionale
67
Allegato 8: Organigramma dei Servizi funzionali in staff alla Direzione dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale.
Direzione dei Servizi Sociali e
della Funzione Territoriale
UOS Professioni
Sanitarie Territoriali
Centrale Operativa
Territoriale
Collegamento funzionale
68
Allegato 9: Organigramma del Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi.
Dipartimento dei Servizi
Tecnico Amministrativi
UOC Gestione
Risorse Umane
UOC
Contabilità e
Bilancio
UOC Servizi Tecnici,
Prevenzione e
Protezione
UOC
Approvvigionamen
ti e Logistica
UOSD Direzione Amm.va
delle Attività Territoriali e
delle Prestazioni Sanitarie
UOSD Affari
Generali
UOS Gestione e
Manutenzione
69
Allegato 10: Organigramma del Dipartimento Funzionale per gli Approvvigionamenti, Logistica e Servizi Tecnici.
Dipartimento Funzionale per gli
Approvvigionamenti, Logistica e
Servizi tecnici
UOC
Approvvigionamenti
e Logistica
UOC Servizi Tecnici,
Prevenzione e
Protezione
UOC Farmacia
Ospedaliera
70
Allegato 11: Organigramma dei Servizi in staff al Direttore Amministrativo.
Direttore
Amministrativo
UOS Controllo di
Gestione e Sistemi
Informativi
71
Allegato 12: Organigramma dei Servizi in staff al Direttore Generale.
Direttore Generale
UOS Qualità, Formazione
e sistemi di sicurezza
Servizio di
Comunicazione
72
Allegato 13: Organigramma dei Servizi in staff al Direttore Medico di presidio Ospedaliero.
Direttore Medico di
Presidio Ospedaliero
UOS Professioni Sanitarie
Ospedaliere
73
sommario
TITOLO I - ELEMENTI IDENTIFICATIVI E CARATTERIZZANTI DELL’AZIENDA...........................................................................1
Art. 1 Denominazione, sede legale e logo.................................................................................................1
Art. 2 Patrimonio. ................................................................................................................................2
Art. 3 Missione, valori e visione..............................................................................................................2
Art. 4 Filosofia dell’assistenza. ..............................................................................................................3
Art. 5 Principi di assistenza. ..................................................................................................................4
Art. 6 Obiettivi dell’Azienda. .................................................................................................................4
TITOLO II - ORGANI AZIENDALI..........................................................................................................................4
Art. 7 Direttore Generale. .....................................................................................................................4
Art. 8 Collegio Sindacale........................................................................................................................6
TITOLO III - COMPONENTI LA DIREZIONE GENERALE ED ORGANISMI COLLEGIALI ..................................................................7
Art. 9 Direzione Generale. .....................................................................................................................7
Art. 10 Direttore Amministrativo. ..........................................................................................................7
Art. 11 Direttore Sanitario.....................................................................................................................8
Art. 12 Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale.................................................................9
Art. 13 Collegio di Direzione. ...............................................................................................................10
Art. 14 Consiglio dei Sanitari. ..............................................................................................................11
Art. 15 Conferenza dei Sindaci..............................................................................................................12
TITOLO IV - FUNZIONI DI INDIRIZZO E CONTROLLO E ATTIVITA’ DI GESTIONE....................................................................12
Art. 16 Attuazione del principio della distinzione delle funzioni. ...............................................................12
Art. 17 Funzioni di indirizzo e controllo. ................................................................................................12
Art. 18 Funzioni di gestione. ................................................................................................................13
Art. 19 Forma degli atti di gestione della dirigenza.................................................................................14
TITOLO V – PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA.........................................................................................14
Art. 20 Principi di organizzazione. ........................................................................................................14
Art. 21 Articolazioni organizzative aziendali. .........................................................................................15
Art. 22 Dipartimenti. ..........................................................................................................................15
Art. 23 Strutture complesse e semplici. .................................................................................................17
Art. 24 Autonomia gestionale e tecnico professionale delle Unità organizzative..........................................17
Art. 25 Conferimento degli incarichi dirigenziali. ....................................................................................18
Art. 26 I processi aziendali. .................................................................................................................19
Art. 27 Il coordinatore di processo aziendale. .........................................................................................19
TITOLO VI – ORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA ULSS N. 19 DI ADRIA..............................................................................20
Art. 28 Distretto Socio Sanitario. ..........................................................................................................20
Art. 28.1 Attività del Distretto Socio Sanitario. ......................................................................................22
Art. 28.2 Obiettivi del Distretto Socio Sanitario. .....................................................................................23
Art. 28.3 Centrale Operativa Territoriale...............................................................................................24
Art. 28.4. Direzione del Distretto Socio Sanitario. ...................................................................................24
Art. 28.5 Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali. ..................................................................26
Art. 28.6 Articolazione Organizzativa del Distretto. ................................................................................26
Art. 29 Dipartimento per le Dipendenze. ...............................................................................................30
Art. 30 Dipartimento di Salute Mentale.................................................................................................31
Art. 31 Dipartimento funzionale di Riabilitazione Ospedale-Territorio. ......................................................32
Art. 32 Ospedale. ...............................................................................................................................34
Art. 33 Dipartimento di Prevenzione. ....................................................................................................36
Art. 34 Servizi in staff alla Direzione Sanitaria.......................................................................................40
Art. 35 Servizi Tecnici, Professionali ed Amministrativi............................................................................41
74
Art. 36 Funzioni del Direttore del Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi......................................42
Art. 37 Servizi in staff alla Direzione Amministrativa..............................................................................43
Art. 38 Dipartimento Funzionale per gli Approvvigionamenti, la Logistica ed i Servizi Tecnici........................43
Art. 39 Servizi in staff alla Direzione Generale. ......................................................................................43
TITOLO VII - FUNZIONAMENTO DELL’AZIENDA .......................................................................................................44
Art. 40 Atti di programmazione: procedure di consultazione.....................................................................44
Art. 41 Bisogni socio-sanitari delle comunità territoriali. .........................................................................45
Art. 42 Strutture di offerta socio-sanitaria.............................................................................................45
Art. 43 Direzione dei servizi socio-sanitari di assistenza. .........................................................................46
Art. 44 Integrazione e coordinamento dei servizi socio - sanitari di assistenza. ...........................................46
Art. 45 Assistenza socio sanitaria: erogazione, continuità, valutazione. .....................................................46
Art. 46 Miglioramento continuo dell’assistenza socio-sanitaria (appropriatezza, qualità, ecc.).......................47
Art. 47 Politiche per il governo clinico. ..................................................................................................47
Art. 48 Informazione, accoglienza, tutela e partecipazione dei cittadini. ....................................................48
Art. 49 Risorse umane: valorizzazione, qualificazione e formazione permanente.........................................49
Art. 50 Disciplina dei contratti per la fornitura di beni e di servizi. ...........................................................50
Art. 51 Sistema informativo ed informatico. ..........................................................................................50
Art. 52 Valutazione del personale.........................................................................................................51
Art. 53 Comitato Unico di Garanzia (CUG). .............................................................................................52
TITOLO VIII – NORMA FINALE E RINVIO ..............................................................................................................53
Art. 54 Norma finale e rinvio. ..............................................................................................................53
1: Schema Organizzativo Aziendale..............................................................................................................54
Allegato 2: Articolazione organizzativa Ulss 19 ................................................................................................55
Allegato 3: Organigramma del Distretto Socio Sanitario.......................................................................................56
Allegato 3.1: Organigramma del Dipartimento Funzionale Trasmurale Interistituzionale di Riabilitazione Ospedale – Territorio .57
Allegato 3.2: Organigramma del Servizio Farmaceutico Aziendale ..........................................................................57
Allegato 3.2: Organigramma del Servizio Farmaceutico Aziendale ..........................................................................58
Allegato 4: Organigramma dell’Ospedale. ......................................................................................................59
Allegato 4.1: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale di Medicina, Riabilitazione e Cure Intermedie. .............59
Allegato 4.2: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale di Chirurgia......................................................60
Allegato 4.3: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale Materno Infantile. ..............................................61
Allegato 4.4: Organigramma dell’Ospedale – Dipartimento Strutturale dei Servizi di Diagnosi e Cura.................................62
Allegato 4.5: Organigramma dell’Ospedale – Area Critica e delle Emergenze. ............................................................62
Allegato 4.5: Organigramma dell’Ospedale – Area Critica e delle Emergenze. ............................................................63
Allegato 5: Organigramma del Dipartimento di Prevenzione. ................................................................................64
Allegato 5.1: Organigramma dell’Area Funzionale di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare. ............................65
Allegato 6: Organigramma del Dipartimento di Salute Mentale. .............................................................................66
Allegato 7: Organigramma dei Servizi in staff alla Direzione Sanitaria. ....................................................................67
Allegato 8: Organigramma dei Servizi funzionali in staff alla Direzione dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale. ...........68
Allegato 9: Organigramma del Dipartimento dei Servizi Tecnico Amministrativi...........................................................69
Allegato 10: Organigramma del Dipartimento Funzionale per gli Approvvigionamenti, Logistica e Servizi Tecnici....................70
Allegato 11: Organigramma dei Servizi in staff al Direttore Amministrativo. ..............................................................71
Allegato 12: Organigramma dei Servizi in staff al Direttore Generale. .....................................................................72
Allegato 13: Organigramma dei Servizi in staff al Direttore Medico di presidio Ospedaliero.............................................73
75
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