Premio Mailing List Histria

Sport
Scambi e gite
… di palo in frasca…
I nostri veci ne conta
Mailing List Histria
Miniguida della città di Fiume
Sommario
Redazione
Un anno eccezionale
2
La musica
3
Il cacciatore di stelle
4
Rosamunda di Sipar
6
I nostri nonni si raccontano
8
I nostri veci ne conta
9
18 agosto 1946, Vergarolla
11
Il valore dell’istruzione
14
Istruzione. L’arma più potente
17
Miniguida della mia città
19
La mia mini-guida turistica
23
… di palo in frasca…
29
Un problema attuale: il sovraffollamento delle carceri
39
Pillole di etica, politica, filosofia…
40
A spasso per il mondo…
43
Addio IVa
45
La pagina sportiva
47
Attività nell’anno scolastico 2013/2014
49
Un giro al Circolo
53
The English pages
56
Le perle
61
Memorabilia
63
È il messaggio di Malala Yousafzai, la
ragazza simbolo del diritto allo studio, a quali
riflessioni ti portano le sue parole?".
I lavori di gruppo quest’anno non hanno
coinvolto gli amici liceali che si sono gettati
prevalentemente alla ricostruzione di un dialogo
con i propri nonni. Tanti i partecipanti ai quali è
stato consegnato l'attestato, ma numerosi pure i
premiati. Tra i più fortunati, coinvolti e spronati
dalle prof.sse Emili Marion Merle e Gianna
Mazzieri Sankovic, figurano: Martina Ban (lla), Ani
Čudina (la), Carla Čupić (lm), Matea Linić (llla),
Jelena Penko (la), Astrid Popić (la) e Nina
Rukavina (lla).
La
premiazione
dei
vincitori
della
dodicesima edizione della 'gara' letteraria si è
tenuta domenica, 1 giugno 2014, negli spazi della
Comunità degli Italiani di Dignano. La cerimonia
solenne ha visto artecipi gli attivisti del luogo,
ovvero il coro della CI locale che ha interpretato
alcune canzoni tradizionali, e gli alunni della SEI
di Dignano attivi nel folclore.
A conclusione una bella sorpresa: uno
spuntino delizioso...
Carla Čupić, Im
Collegio redazionale
Un anno eccezionale. Quando i nonni raccontano, la
musica incanta, il libro fa cambiare il mondo... la
MAILING LIST HISTRIA... premia
Tanti alunni della Scuola media superiore italiana
di Fiume hanno partecipato al concorso della Mailing List
Histria, concorso divenuto ormai tradizionale dalle nostre
parti.
Una varietà di titoli a concorso, tra quelli prescelti
figuravano: "I nostri veci ne conta" ovvero "I nostri nonni
ci raccontano", "Ci sono momenti in cui ascoltando la
musica ci sentiamo in armonia col mondo che ci
circonda; quali generi musicali, quali composizioni
sceglieresti come colonna sonora nella contemplazione
del paesaggio che ti circonda?" e "Prendete i vostri libri e
le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un
bambino, un insegnante, una penna e un libro possono
cambiare il mondo.
2
Petra Duhović; Jelena Penko; Ani Čudina; Astrid
Popić; Ana Šoda; Miriam Herceg; Carla Čupić;
Rea Stemberger; Renè Balint; Martina Ban; Nina
Rukavina; Ileana Merdžo; Kris Dragičević; Sara
Calderara; Arian Mršulja; Marko Jelić; Dea Car;
Massimo Liao; Zhengfei Huang; Mattea Linić;
Arber Mehmeti; Petra Grdanović; Carlo Paris;
Tara Grubišić; Claudio Begonja; Elena Mudrić;
Linda Čendak; David Naglić; Matea Roknić; Laura
Razum; Eni Salihi; Dora Silvani.
Responsabili
Le professoresse Emili Marion Merle, Gianna
Mazzieri-Sanković, Rina Brumini, Ingrid Nasić,
Laura Piškulić Margan, Patrizia Alberini, il
professor Marko Zotić.
Supporto web: il professor Mladen Ban
Fotografo ufficiale: Jan Mastrović
♬
La musica♪
Ci sono momenti in cui ascoltando la musica
ci sentiamo in armonia col mondo che ci
circonda; quali generi musicali, quali
composizioni sceglieresti come colonna
sonora nella contemplazione del paesaggio
che ti circonda?
Jelena Penko, Ia
Si sa che tutti gli adolescenti ascoltano la musica,
anche qui nella bellissima città di Fiume dove il pesce, il
mare, il sole e altre meraviglie riescono a rendere perfetta
questa città. Spesso, come dice il titolo stesso, riesco a
sentirmi in armonia con il mondo che mi circonda; spesso
ascolto la musica nell’autobus e guardando fuori dal finestrino
riesco a sentirmi in armonia ma soltanto con alcuni generi
musicali e con certe canzoni. Sono una di quelle persone che
ascoltano vari tipi di musica come pop, rock, techno, rap,
reggae, e tanti altri ma secondo me nessuno di questi riesce
a descrivere l’ ambiente e l’ atmosfera mediterranea di
Fiume.
Anche se non credo che tanti concorderanno con la
mia scelta voglio esprimere un giudizio strettamente
personale secondo cui i generi musicali con i quali potrei
letteralmente descrivere la mia città sono l’indie, la musica
classica e l’opera. Potrei iniziare con la musica classica
perché questa e Fiume sono praticamente una cosa sola;
entrambe sono belle per la loro semplicità, per la loro
“anzianità” e per la loro eleganza. Questa città è piena di
monumenti storici, ma ci sono anche case, edifici e chiese
che sono estremamente graziosi per quanto antichi siano.
Un’altra parola che rappresenta Fiume è la parola semplice.
Per quanto sia piena di questi monumenti e persone è
sempre stata un luogo semplice e positivo.
È anche un luogo elegante appunto per le bellezze
antiche che possiede. Secondo me tutto quello che è antico è
anche elegante. A mio avviso sono per queste qualità che
Fiume mi ricorda sia la musica classica che l’opera ma il
genere il quale mi ricorda di più è quello indie. Non so perché
ma ho sempre visto Fiume come un posto molto speciale e
fuori dal normale, diciamo un po’ insolito, un po’ come la
musica indie.
3
Secondo me il genere indie è un genere
diverso, che non tutti riescono ad apprezzare
perché non è usuale e ci sono poche persone che
lo stimino per la sua bellezza e per il suo soave
suono. Credo che avvenga la stessa cosa quando
si parla di Fiume. Non tante persone l’ammirano e
tutti vogliono andarsene quanto prima ma credo
che non riescano a vedere tutte le meraviglie che
questa possiede, tutte le belle cose che altre città
non possono avere.
Non c’è però una canzone particolare che
mi ricordi Fiume ma non credo che sia tanto
importante perché alla fin fine ognuno ha una
diversa prospettiva di ogni città perché nessuno
può e non potrà mai pensare allo stesso modo degli
altri. Forse non è importante se si tratta di pop, rap,
hip-hop, jazz o se si parla di New York, Madrid,
Londra, Hong Kong o semplicemente di Fiume,
l’importante è che ognuno abbia un proprio
pensiero e che abbia una propria opinione
armonica di quanto lo circonda.
Per finire voglio ammettere che mi sento a
mio agio e in grande armonia con il paesaggio che
mi circonda. Gli altri però, riescono a sentirsi in
armonia, o è solamente una prerogativa mia
personale? O sono solo io che ho notato l’aumento
considerevole di persone in dissonanza con quello
che le circonda?
Premio Mailing List
Histria
Il cacciatore di stelle
Martina Ban, IIa
Premio “Europa a scuola”
Luca era un ragazzino di dieci anni. Viveva con
Però tutto ciò non si poteva confrontare con
la sorella Clara, tredicenne, suo fratello Marino di nove
il suo desiderio di giocare almeno ancora
mesi e i suoi genitori. Avevano tutto ciò di cui
una volta a pallone con il padre, visto che
potrebbero aver bisogno, anche di più. Luca amava
non lo facevano già da tempo.
spendere tempo con la famiglia. Con suo padre
soprattutto, ogni tanto giocando a pallone, il padre
Durante una notte di Luna piena la
cercava di dedicare il massimo del suo tempo libero
sete svegliò Luca. Inviatosi in cucina a
alla famiglia, e Luca viveva per momenti del genere.
prendere un bicchier d'acqua, udì delle voci,
L'armonia in casa era perfetta, erano una tipica
erano
famiglia, una di quelle viste spesso in televisione. Tutti
sottovoce. Di solito non era interessato nei
insieme formavano un bel collage e ognuno di loro
discorsi degli adulti ma quella volta decise
contribuiva alla formazione della felicità e allo sviluppo
di
positivo. A volte, Luca si chiedeva quale ruolo avesse
cambiarono
lui in tutto ciò.
lavorava in una ditta che stava licenziando i
i
suoi
ascoltare.
suoi
genitori
Cinque
il
lavoratori
suo
e
che
minuti
mondo.
lui
era
parlavano
di
ascolto
Suo
uno
di
padre
loro.
Negli ultimi tempi però, Luca notò una certa
Chiunque avrebbe capito tra parole come
distrazione da parte dei suoi genitori, una certa
''prestito della banca... affitto…'' che le cose
assenza. Il padre nervoso, la madre distratta e la
non andavano bene. Così Luca prese la sua
sorella chiusa tutto il giorno in camera sua che
giacchetta e uscì silenziosamente da casa.
spendeva ore e ore sul suo computer. Notò ancora una
cosa: la tensione nei rapporti familiari attraverso la
freddezza dei discorsi e la stanchezza negli occhi di
tutti. Non gli era chiaro cosa fosse successo. Anche
sua sorella si trasformò da una bimba dolce e
simpatica in una persona svogliata e sempre pronta a
un conflitto.
Era una notte di aprile abbastanza
fredda e stellata. La Luna illuminava la
strada deserta e insieme al vento leggero lo
condusse al prato, dove spendeva ore e ore
giocando con il padre. Cercava di capire che
sensazione provava a quel punto.
4
Il cacciatore di stelle
Martina Ban, IIa
Non era triste, non era neanche felice, ma era
''Luca! Dai piccolo, vieni, mangia
arrabbiato, furioso con se stesso per non poter
qualcosa. Hai dormito bene?'' chiese la
aiutare la sua famiglia, per non poter dimostrare che
sorella. Luca non aveva la pallida idea di
lui era capace di cambiare le cose. Era stato sempre
cosa stesse succedendo. ''Papà ha ottenuto
troppo piccolo per fatti del genere. ''Chissà se
un nuovo posto di lavoro, non volevano farti
giocheremo mai più..." pensò coricandosi sul prato.
preoccupare per il licenziamento, ma è
Dopo tanto tempo si sentì finalmente calmo, il suo
successa una cosa straordinaria: in due
cuore batteva lentamente. Guardò in alto e vide
giorni ha trovato lavoro e poi in questi tempi
moltissime stelle. ''Un cielo tanto grande non presta
difficili... ma non voglio oberarti con cose da
sicuramente attenzione ai nostri problemi'' disse tra
adulti.'' disse sottovoce Clara a Luca. Lui
sé provando una stanchezza sempre più forte. Le
rimase zitto e si ricordò del sogno strano.
palpebre stavano per chiudersi ma a un certo punto,
Diede uno sguardo all'uscio della casa e vide
vide una stella cadere. Sembrava sempre più vicina
la sua stella, luminosa e ancora calda, nella
fino a quando, non si appoggiò lentamente, come un
posizione in cui l'aveva lasciata lui quella
fiocco di neve, sul prato, non molto lontano da lui. La
notte. Allora il padre disse: ''Grande, che ne
prese nelle mani, pensando di sognare, e quella
dici di giocare a pallone domani mattina?''
illuminava il suo viso meravigliato. Questa stella era
Da quel giorno l'armonia tra i familiari
perfetta: piccola, calda, tranquilla. Luca la mise nella
diventò nuovamente perfetta. Quando una
sua giacca, vicino al cuore assicurandosi che nessuno
stella stava per spegnersi, Luca si alzava di
lo abbia visto. Giunto a casa appese la stella
notte e richiedeva dal cielo un'altra. Un
all'ingresso della casa.
giorno, il professore chiese agli alunni che
Il mattino seguente si svegliò e scese in
ruolo avessero nella loro famiglia. Luca a
cucina. Si meravigliò vedendo la sua famiglia a
quel punto non aveva più dubbi. Quando
tavola,
venne il suo turno, sorrise e disse: ''Io sono
felice,
armoniosa.
Tutti
ridevano,
scherzavano, formando una sintonia e un calore al
il cacciatore di stelle''.
cuore guardandoli.
Martina Ban, IIa
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Rosamunda di Sipar
Premio Mailing List Histria
Ani Čudina, Ia
Certe volte ho l’impressione che i miei
Mi pento ogni volta che inizio un
nonni siano prigionieri del passato. Parlando di
tema di questo tipo perché allora mi
prigionia non mi riferisco a una cella ma a una
devo subire una predica di almeno
prigione universale, dove il mondo stesso viene
mezz’oretta durante la quale mi annoio
visto come una serie interrotta d’immagini,
perché
riflessioni e pensieri del passato. In questo caso
capirla.
sono
troppo
giovane
per
il passato sarebbe il periodo tra i sessanta e i
Vivo in un’età moderna e non ho
settanta anni fa. C’era ancora la guerra e i
bisogno di sapere ogni dettaglio della
bambini erano miseri assieme alle loro famiglie
vita
che cercavano lavoro da per tutto per portare il
interessa,
pane a tavola. Ogni volta che non ho voglia di
parliamo mi sento male. Il malessere
andare a scuola oppure non mi va un pasto
mi passa comunque presto perché so
preparato dalla mamma, il nonno decide di
che si tratta del passato. Ci sono altre
ricordarmi come dovrei apprezzare quello che ho
storie dei nonni che, pur essendo del
perché durante la guerra loro non potevano
passato, mi piacciono.
scegliere il cibo o l’istituzione dove saranno
educati, potevano essere felici e contenti di venir
“educati” ed avere diritto all’istruzione. Loro
dividevano un pezzo di pane in sette parti per
sette giorni della settimana.
difficile
però
allora.
ogni
Certo,
volta
mi
quando
Da sempre i nonni mi raccontano
storie di Fiume e dell’Italia, così ho
deciso di visitare con la famiglia un
paio di questi luoghi per avvicinarmi
alla storia.
6
di
Una delle più belle gite che abbiamo fatto
E così dopo aver visto i mosaici, il
tutti assieme era quella a Pescasseroli dove
Signore di Sipar diede il permesso ai
abbiamo visitato il più importante edificio civile:
due di sposarsi.
il Palazzo Sipar.
Abbiamo
È una storia bellissima che ho sempre
passeggiato
per
il
Parco
ascoltato
con
piacere
e
grande
Nazionale d’Abruzzo ed abbiamo scattato delle
interesse. Anche se ero piccola questa
bellissime foto accanto alle Rovine della Fortezza
gita è una delle più belle memorie che
a Sipar. La ragione per la quale abbiamo visitato
porterò per sempre con me.
questi luoghi è dovuta alla leggenda raccontataci
dal nonno, quella di Rosamunda, una ragazza
benestante, figlia del Signore di Sipar, uomo
rispettoso e ricco. Rosamunda si era innamorata
di un pastorello che purtroppo era povero e non
aveva nessun diritto di sposarla. Il padre chiuse
la figlia in camera per nasconderla dal ragazzo.
Rosamunda si ammalò e l’unica cosa che poteva
salvarla, secondo la leggenda, era
il bacio
Spero di visitare il Palazzo ancora
una volta siccome il mio fratellino non è
ancora riuscito a sentire la storiella
perché
troppo
piccolo
per
capirla.
Capiterà prima o poi il giorno in cui il
nonno
racconterà
la
leggenda
al
fratellino e questo giorno spero di esser
presente per sentirla ancora una volta.
dell’innamorato. Il padre di Rosamunda disse che
E come sempre riderò da morire
per poter stare insieme a lei il pastorello avrebbe
perché il nonno ha una maniera di
dovuto trovare due tessere di uguale colore e
raccontare veramente ridicola.
forma del mosaico di Sipar.
Ani Čudina, Ia
7
I nostri nonni ci raccontano…
Premio Mailing ListHistria
Astrid Popić, Ia
L’Istria è una terra affascinante, ma non
Nei racconti della nonna c’era presente
si svela al primo incontro. Nonostante, sin da
qualcosa di malinconico e antico, qualcosa
subito, si possa osservare la sua evidente
di sfuggente ma fortemente presente. Per
bellezza, l’amore nasce nel momento in cui se
me era poesia pura.
ne coglie l’anima. Tra i tanti gioielli da scoprire
Io diventavo mia nonna da piccola.
vi è Trstenik, antico villaggio di pastori della
Lei era cosciente di non aver la possibilità di
Cicciaria, situato tra due colline, nei pressi di
ritornare nel suo paese siccome si è sposata
Pinguente ma, soprattutto, paese natio di mia
per il nonno, grande fiumano. Però, sempre
nonna. Raccontato spesso da lei con gli occhi
lucidi
e
parole
nell’immaginazione
rappresentato
spezzate
di
sempre
e
noi
un
sussurrate,
nipoti
posto
ha
surreale,
magico, dalle atmosfere quasi fiabesche.
voleva che Tamara e io vedessimo Trstenik,
perché in questo modo abbiamo opportunità
di vedere grandi valori della città, il grande
cimitero, importante eccome per la gente
che viveva lì, la vecchia fontana posta nel
centro del villaggio.
Sin da piccola ho desiderato visitarlo e
Alcuni anni fa ho visitato Trstenik. La
comprenderne il fascino tanto decantato dalla
maggior parte delle case erano diroccate e
mia amata nonna. Infatti, mentre ci narrava
chiuse, dei duecento abitanti di una volta ne
della sua infanzia, delle corse sfrenate sui prati
sono rimasti quattro; un vecchio per strada
bagnati di rugiada assieme ai suoi animali, del
ha ricordato, ma senza toni patetici, che un
buttarsi in mezzo al fieno caldo e profumato di
sole e campagna, non potevo fare a meno di
chiudere gli occhi e vivere quelle storie come se
fossi stata lì, ubriacando i miei sensi di mille
tempo
c'erano
fabbro,
la
bottega
Poi ho riaperto
mondo diventava mio, le sue emozioni mi
occhi
e,
come
lei,
mi
travolgevano e la nostalgia mi pervadeva il
sono
lasciata
cuore. Sentivo chiaramente le risate e le urla dei
cullare
bambini che giocavano, m’inebriavo dell’odore
malinconia.
del pane appena cotto che conquistava le piccole
Astrid Popić, Ia
8
capretta
nera,
che
abitualmente
saltellava
attorno alle gonne di mia nonna, sentivo il cane
calzolaio
e
del
del
mia nonna e sentivo la mia capretta belare.
gli
e dei fichi, servite a fine pasto. Rivedevo la
del
l’officina
fornaio... Per un istante sono ridiventata
sapori, colori e odori...In quei momenti, il suo
vie del borgo, come pure del profumo delle mele
un’osteria,
dalla
I nostri veci ne conta…
Premio Mailing List Histria
Carla Čupić, Im
Sabato pomeriggio, la nonna aveva finalmente
- "Sì, sì, lo vedo e adesso raccontami la
terminato la sua famosa torta al cioccolato ed io l'ho
storia delle prugne...".
invitata accanto a me a tavola. Volevo parlare con la
- "Gavevo cinque ani e la nona me ga mandà
nonna poiché ero curiosa di sapere qualcosa sulla
col taxi de zio Rudi a vender in mercato
provenienza del mio nome legata alla storia della nostra
susini del suo orto. In piaza me ga visto tute
famiglia. La nonna aveva tentato più volte a parlarmi di
le vizine de casa e me ga comprado molti
sua nonna Carla dalla quale ho ereditato il nome ma
chili de susini e in meno de meza ora la cesta
purtroppo qualcuno interrompeva sempre la nostra
era svoda. Te go de contar anca la storia
chiacchierata. Vedendo la nonna rilassata ho deciso di
dele naranze. La nona gaveva una fia che
farle
viveva a Genova, l'altra a Massa Marina e la
alcune
domande.
-
"Dai
nonna
mi
racconti
finalmente la storia di nonna Carla".
i
terza a Venezia. Le ne mandava pachi con
La nonna appena sentita la domanda è uscita
dalla cucina e dopo aver rovistato l'intero armadio nella
camera da letto è rientrata portando due scatole piene
di vecchie foto.
fruti e altra roba che non se trovava a quel
tempo a Fiume. Tute ste robe bone le
tegniva sconte in un grande armer in camara
da leto dove la tegniva tuta la sua roba. In
fondo de sto armer la gaveva i naranzini, le
- "Be’ ti sa già che la nona Carla xe nata nel 1870 a
naranze, i datoli e tanti ciocolatini... Sto
Fiume in via dell'Acquedoto, dove la sua mama gaveva
armer era sempre ciuso a ciave che tegniva
l'osteria. Dopo gaverse sposado la ga comprà casa in via
nel zizentregher. Mi ero la sua cocola e
Nale Prandi n. 20. Ti sa che ancora ogi quando passo
quando gaveva voia la me dava la ciave e mi
vicino la sua casa me vien in mente tanti bei ricordi.
ghe
Vara in questa foto semo insieme mi e la nona Carla.
magnavimo insieme. La gaveva anca una
Qua gavevo do o tre ani e mi e la nona stemo davanti
credenza de vetro che stava in saloto con
ala sua casa. Ti vedi, drio la casa, iera un bel prato e ogi
tante bele pupe drento. La credenza era
xe solo gratacieli e niente verde. La nona gaveva anche
serada e nissun oltre che mi poteva giogar
una capra e mi me piaseva tanto darghe de magnar e
con lore".
corerghe drio.
- "Nonna quante bellissime fotografie. Che è
Durante la II guera mondial, nel '45, sora Fiume
volava aeroplani e la nona me ga parlà che tuta piena
de paura la zigava 'plani, plani'. Gavevo anche una foto
dove iero in rifugio col mio scagneto blu. Me lo gaveva
fato zio Pepi co’ ero picia. Lo go ancora ogi, guarda, qua
in cusina".
9
portavo
qualche
naranzin
e
po’
lo
con te in questa foto?".
- "Ma vara, questa xe veramente vecia! Qua
gavevo intorno i diezi ani. Te go deto che el
zio gaveva el taxi e el ne portava spesso in
mare. Fazevimo sempre bagno in Riviera a
Cantrida.
I nostri veci ne conta…
Carla Čupić, Im
Premio Mailing List Histria
La spiagia iera molto bela e el mar fredo ma neto.
Quando la xe morta in casa xe vegnuda
Sopra la spiagia era le cabine con la porte de legno.
tanta gente farne le condoglianze e
Un bagnin stava atento ai fioi, ai pici.".
al funeral xe vegnudi tuti quei che essa
- "Nonna sei tu in questa foto? Ma come mai la
aiutava. Credime, non go mai visto a un
nonna non era mai seduta con voi altri a tavola?"
funeral tante persone e anche tante suore
- "Qua son con la nona su quel prato vizin
che, del resto, le ghe iera amiche. Essa me
Centocelle dove andavimo ingrumnar fiori. Ala nona
ga imparà come lavar meio i vestiti,
ghe piaseva tanto i soldatini. Ti vedi che bel mazolin
cusinar e prontar i vari impasto ma anche
de fiori go in man. Ala nona non ghe piazeva
tante altre robe.
meterse a tavola. Non la go mai vista magnar con
Adesso che penso capiso che go pasà più
noi ma la stava sempre sentada su un sgabel e la
tempo in casa dela nona che a casa mia.
tegniva el piato sui zinoci. La stava sempre atenta
Me mancava tanto quando la xe morta e
de mi. La me cucava dala finestra dela cusina fin
con piacer te parlo de questi bei momenti
che mi giogavo coi amizi davanti casa. La strada
che go passado con ela. Ti vedi, la vita de
non era asfaltada e noi giogavimo 'zip-zop' e più
quei tempi a ogi xe cambiada molto. Ti sa
volte son cascada e go spacado le calzete e sporcà
che anca mi coi mii sessantoto ani non go
el vestitin".
cambiado gnanca una volta contrada ma
- "In questa foto hai delle bellissime trecce ti
go cambià governi e stati: dala Italia ala
stavano proprio bene. Quando hai tagliato i capelli?
Croazia de ogi." La nonna ed io in silenzio
Perché poi li tenevi sempre corti?".
abbiamo
- "Non li go tajadi miga mi. Quando che fazevo
continuato
qualcosa de mal mia madre me zucava per le dreze.
guardare le foto
Una volta la nona ga visto quando la me zucava e
di
me le ga taià così mia madre non me poteva più
mangiando
zucar per i cavei."
buonissima torta
- "Ma chi sono tutte queste persone che circondano
al cioccolato. Mi
la nonna?".
sa,
- "Vara come la era bela e contenta ma la era anche
che le sue storie
molto generosa e la aiutava sempre . La gaveva una
non finiscono qui.
famiglia
de prontar un bon pranzo per i poveri.
10
la
comunque,
casa modesta ma in andito stava un grande tavolo
de marmo. Una volta al mese la gaveva la abitudine
a
Carla Čupić, Im
18 agosto 1946, Vergarolla
Premio Mailing List Histria
Nina Rukavina, IIa
È una pagina di storia che nessuno mai ci aveva
La
popolazione
cercò
di
reagire,
dapprima
insegnato, che non si trova in nessuno dei manuali
disponibile a un certo spirito di solidarietà – gli
scolastici che usavamo in classe. Ne avranno scritto altri
operai del cantiere navale rinunciarono persino
libri e giornali, ne avranno anche discusso gli esperti in
alla paga di un giorno per aiutare i sinistrati –
varie trasmissioni televisive, ma io non ci avevo mai fatto
poi, mentre aumentava il numero delle vittime
caso prima, o meglio non l'avevo collegata con il mio
civili,
mondo, con la mia famiglia. L'ho scoperta direi quasi per
scoraggiamento
caso, guardando lo spettacolo "Magazzino 18" di Simone
nell’animo dallo sfollamento in campagna e dalla
Cristicchi, sull'esodo e sulla tragedia degli istriani, fiumani e
distruzione di molte abitazioni e di tre luoghi
dalmati. Ne sono rimasta talmente impressionata che ho
simbolo dell’identità cittadina: il Duomo, la parte
voluto conoscere più a fondo la vicenda, approfondire
anteriore del Tempio di Augusto e il cantiere
l'argomento con mio nonno da parte materna. Lui è di Pola
navale di Scoglio Olivi. Molti cittadini giunsero a
e sto parlando della strage di Vergarolla. Non ho ancora
trascorrere intere notti e giornate nei rifugi, dove
capito bene fino in fondo quello che è successo, anche
addirittura furono celebrate le messe del Natale
perché navigando su Internet, ho trovato tante versioni,
del 1944. Mio nonno Franco, che all'epoca era
tanti
poche
piccolissimo, aveva appena 2-3 anni (è del
certezze. Sui fatti, più o meno, non ci sono controversie,
febbraio 1942), ha dei ricordi solo vaghi, sa
cosa che non si può sostenere per le responsabilità
quello che gli raccontarono poi i suoi genitori,
dell'esplosione, la dinamica e perfino il numero delle
ossia delle fughe nei ricoveri. La sua famiglia
vittime, che sono tuttora fonte di accesi dibattiti. Se ne
abitava davanti all'Ospedale della Marina, per cui
possono trovare degli articoli sull'"Arena di Pola", che mio
era
nonno mi ha passato, con il rammarico di non possederne
recavano tutti. Lui non si rendeva conto di
altre e altri numeri di questo giornale che esce in Italia,
quanto succedeva, era un bambino che aveva
pubblicato da quella parte dei "polesani" che dopo la
voglia di giocare e scorrazzava per i corridoi,
Seconda guerra mondiale non videro altra scelta che
tant'è
andarsene.
girovagare gli capitò addirittura di piombare in
dati,
anche
discordanti,
tante
ipotesi
e
Dunque, il 18 agosto del 1946 si teneva una festa
del circolo di canottieri Pietas Julia, con centinaia di
persone, famiglie con bambini, che si erano riversate sulla
spiaggia polese. La città cercava di ritornare alla normalità,
dopo aver superato quattro anni di dura guerra, ferita da
una serie di bombardamenti angloamericani che, a partire
dal gennaio 1944, la martellarono fino al marzo 1945.
diventava
nei
sempre
e
sotterranei
che
in
uno
del
di
di
più
fatalismo,
quest'ultimo
questi
suoi
dello
colpita
che
si
continui
sala operatoria durante un intervento! Liberata
dalla dominazione nazista, a differenza di buona
parte dell'Istria e del Quarnero occupate dalla
Jugoslavia di Tito, che l'aveva occupata fin dal
maggio 1945, Pola invece era amministrata a
nome e per conto degli Alleati dalle truppe
britanniche, ed era quindi l'unica parte dell'Istria
al di fuori del controllo jugoslavo.
11
preda
18 agosto 1946, Vergarolla
Nina Rukavina, IIa
Premio Mailing List Histria
Nel giugno 1945 fu istituito il Governo Militare Alleato della
Alle 14,15 l'esplosione di queste mine uccise
Venezia Giulia, comprendente parti delle province di Trieste
diverse decine di persone, da 70 a 87, e decine
e Gorizia, sotto la cui autorità passò anche l’enclave
di feriti. Alcune rimasero schiacciate dal crollo
dell’area urbana di Pola, fino al settembre 1947, quando,
dell'edificio della Pietas Julia. Il boato si udì in
per effetto del Trattato di Pace di Parigi, anche questa città,
tutta la città e da chilometri di distanza si vide
come il resto dell’Istria, venne ceduta alla Jugoslavia di
un'enorme nuvola di fumo. I soccorsi furono
Tito. Nel frattempo le autorità alleate avevano dato inizio
complessi e caotici, anche per il fatto che alcune
alla ricostruzione di edifici, case e quant’altro danneggiato
persone
dalla guerra, valendosi di ditte e cooperative locali.
Questa è una delle cause per cui non si riuscì a
Addirittura fu fatto un importante sforzo da parte dei
definire
funzionari italiani della Soprintendenza ai monumenti di
Naturalmente la città fu fortemente scossa da
Trieste, che curarono il restauro del Duomo e del Tempio di
un fatto così tremendo. All’epoca furono aperte
Augusto.
delle inchieste che però non riuscirono a venir a
Nel tentativo di riprendere con la vita di tutti i tempi, la
Società Pietas Julia organizzò una festa sportiva che
prevedeva anche gare di canottaggio nei pressi della
spiaggia di Vergarolla, zona molto frequentata per i bagni.
Oltre alle gare erano previsti anche chioschi gastronomici
perché si trattava a tutti gli effetti di una festa popolare.
Sulla spiaggia però gli Alleati avevano ammassato ventotto
mine marittime con nove tonnellate di tritolo, prive di
detonatori ma non vuotate dell’esplosivo in esse contenuto.
Quelle mine, dalle varie informazioni recuperate in rete e
dalle varie testimonianze diffuse, sembra che siano state
disinnescate da tre squadre di artificieri, e che dunque non
sarebbero mai potute scoppiare senza detonatori. Alcune
testimonianze, proprio per evidenziare la convivenza che
sussisteva con quelle mine, evidenziavano che i bambini ci
giocavano, a cavalcioni sopra i cilindri metallici, che tutti
sapevano essere degli oggetti di origine militare, ma
inoffensivi e lasciati incustoditi sulla spiaggia dai militari
alleati verso cui, gli italiani di Pola, riponevano un’immensa
fiducia.
12
furono
letteralmente
l'esatto
numero
"polverizzate".
delle
vittime.
capo dei motivi reali del fatto. Ogni ipotesi
rimase senza prove che potessero portare a
scoprire chi o cosa avesse fatto esplodere quelle
mine. Un colpevole non venne mai trovato, in
ogni caso per molti la strage era frutto della
volontà
di
colpire
gli
italiani
che
stavano
dimostrando, con quella manifestazione sportiva
dimostrando l’attaccamento alla “patria” e la
contrarietà alla cessione alla Jugoslavia della
città. La Società Pietas Julia, del resto, fin dai
primi anni della sua attività aveva molto a cuore
la difesa dell'italianità, fatto per il quale fu anche
soppressa dalle autorità austriache dal 1915 al
1918, quando Pola era ancora sotto gli Asburgo
e l'Austria-Ungheria era in guerra contro l'Italia.
18 agosto 1946, Vergarolla
Nina Rukavina, IIa
Premio Mailing List Histria
Cercando su Internet informazioni in merito alla strage di
In ogni caso, qualche mese dopo la maggior
Vergarolla, la quasi totalità dei siti, molti dei quali di destra
parte della popolazione andrà via dalla città. Mio
ed anche estrema destra, liquidano il tutto come opera
nonno, la cui famiglia deciderà di restare,
dell'OZNA di Tito (i servizi segreti jugoslavi). Da una nota
perderà una parte dei parenti e tanti amici e
informativa (ancora tutta da verificare) contenuta nelle
compagni di scuola, tra cui l'attrice Laura
carte del National Archives di Kew Gardens, nei pressi di
Antonelli. Anche di questo parla lo spettacolo di
Londra, emergerebbe che quella che è conosciuta come la
Simone Cristicchi, che personalmente mi ha
strage di Pola sia stata organizzata dall’OZNA e tra gli
aperto certi orizzonti e mi ha insegnato una
esecutori materiali spunterebbe il nome di un agente di tale
storia che mi appartiene e che è giusto che io la
organizzazione: Giuseppe Kovacich, trentenne ex membro
conosca, ma è anche giusto che la conoscano i
della Marina Militare italiana, allora già noto allo spionaggio
miei
alleato come terrorista. In seguito all'esplosione, l'ospedale
apprezzare la pace e comprendere il dolore di
cittadino "Santorio Santorio" divenne il luogo principale
popoli costretti a lasciare la loro terra per colpa
della raccolta dei feriti (nell'opera di assistenza medica si
dei giochi politici, dei potenti. E questa non è
distinse in particolar modo il dottor Geppino Micheletti, che
solo storia, ma continua ad accadere anche
nonostante avesse perso nell'esplosione i figli Carlo e
oggi.
amici
e
coetanei,
perché
possano
Renzo, di 9 e 6 anni, per più di 24 ore consecutive non
lasciò il suo posto di lavoro). Mio nonno guardò tutto ciò
dalla finestra, i camion scoperti che venivano all'ospedale.
"C'era sangue dappertutto, persone morte, feriti che
urlavano e chiedevano aiuto, gente con gli arti stracciati,
pezzi di carne che pendevano come brandelli di carta. Un
orrore. Ed io vidi tutto questo scempio, perché mia mamma
non era riuscita a tirarmi via in tempo dalla finestra. Non si
sapeva che cosa era successo, si pensava a una nuova
guerra. Io, questo mi hanno raccontato dopo, ne soffrii a
lungo di quelle scene terribili che si presentarono ai miei
occhi, e per una settimana circa mangiai a malapena
qualcosa, rifiutando assolutamente la carne", mi ha detto il
nonno. Lui più tardi approfondirà sull'accaduto, leggerà nel
frattempo tanti libri e articoli di giornale sull'eccidio di
Vergarolla. Ma una verità, la Verità che tutti cercano, non è
stata ancora scritta e lui non è stato in grado di
Nina Rukavina, IIa
presentarmela.
13
Il valore dell’istruzione
“Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un
bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo”.
Malala Yousafzai, ragazza simbolo del diritto allo studio
MANCA LA FOTO
Matea Linić, IIIa
Premio Mailing List Histria
Suona il citofono! Che ora è? Sono già le due?!
Per
me,
quelli,
erano
istanti
di
È lei…Devo sbrigarmi. Che cosa aggiungo? Un cuore...
assoluta perfezione, il trionfo dell’amore e
Sì, un bel cuore, grande e rosso. Basterà? Capirà?
della bellezza. E pensare che nascevano dal
Hm... forse è meglio se glielo ripeto anche a parole. –
semplice atto del 'disegnare' con parole
TI VOGLIO TANTO, TANTO, TANTO BENE - La parola
fino a un attimo prima solo pensate...
che viene dal cuore si fa urgente, si fa spazio nella
Amo
mia mente. Ora piego il foglio in due e lo infilo nella
le
parole!
Quanto
potere
busta a minuscole roselline di un pallido rosa antico.
hanno! Quelle scritte e quelle dette, quelle
Dietro, a lettere storte e traballanti, scrivo – PER
immaginate,
MAMMA -. Sento bussare alla porta – sette colpettini
buone contro parole cattive. Parole che
ritmati (il nostro codice segreto), corro ad aprire.
cuciono ferite, parole che le aprono. Parole
“Mamma!” – grido gioiosamente, tendendo le mie
che offendono, parole che incoraggiano.
piccole braccia verso di lei. Lei entra in casa, mi
Parole vere, parole false. Parole che si
sorride come solo una madre sa fare, e accoglie tutto
seppelliscono dentro altre parole. Parole -
il mio abbraccio. Io la stringo forte e m’invaghisco di
fiore, parole-arma. Parole per sopraffare,
lei,
parole che ascoltano. Parole che mettono in
del
suo
calore,
del
suo
amore,
di
quelle
parole
che
Parole
quell’inconfondibile profumo di mamma... Mi sento
campo
bene e ho voglia di farglielo sapere. Le porgo il mio
comprendere. Parole che danno giudizi,
disegno. Lei lo guarda con attenzione, lo legge e, ogni
parole che aprono al dialogo. Ma più di
volta, allargando leggermente gli occhi un po’ lucidi,
tutte amo le parole che si rispecchiano nel
se lo stringe al cuore e mi ringrazia, dicendomi di
silenzio e nel silenzio prendono forma.
amarmi. Che bellissimi
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente. Li
momenti! Che sensazioni
pregiudizi,
desiderate…
vogliono
riapro. Il mio sguardo scorre i libri della
meravigliose! Oggi, ricordandoli, mi commuovo.
mia libreria.
14
Storie e parole che
accompagnano
giovane
vita
la
da
mia
sempre.
Leggere con attenzione e passione ci rende
più
liberi,
nutre
lo
spirito,
perfeziona
l'essere umano che siamo, ci consola nei
Parole non buttate al vento,
momenti
parole piene che risuonano
eventuali affanni della solitudine. Facendoci
dentro di me, anche quando
muovere nel tempo e nello spazio la lettura
sono stanca e mi sembra di
arricchisce le nostre esistenze. La scrittura
non credere più in nulla. I
ci aiuta a sperimentare come le parole
libri
agiscono sul pensiero, solleva l’animo e la
contengono
in
loro
anche il silenzio, quello che
fantasia.
di
sconforto,
Scrivere
è
ci
libera
fondamentale
dagli
per
dovrebbe essere dentro di noi nel momento che
rileggersi, per ricordare, per emozionare
accogliamo la parola dell'altro, il silenzio che ci apre
qualcun’altro,
al pensiero, alle emozioni, alla contemplazione della
Scrivere per se stessi. Perché le volte in cui
vita. Quello che ci dà pace e forza. Sì, la forza dei
ti viene bene ti senti soddisfatto e felice,
libri e delle parole, capaci di sollevarci dal nostro
perché ti sembra di aver portato a termine
stare e prenderci per mano come fossero un padre o
il
una madre che generosamente si prendono cura di
meglio quello che a volte a voce ti viene
noi... La conosce molto bene anche Malala Yousafzai,
difficile dire. Scrivere per gli altri. Scrivere
la giovane studentessa pachistana diventata celebre
per trasmettere amore. Scrivere per tua
per il suo attivismo nella lotta per la difesa dei diritti
madre. Scrivere per sentirsi in pace con se
umani e per il diritto allo studio delle bambine della
stessi. La conoscenza ci permette di avere
città di Mingora, nella valle dello Swat. Dopo essere
gli strumenti completi per poter prendere
sopravvissuta a un attentato da parte dei talebani,
consapevolmente le nostre decisioni, ci
Malala ha dimostrato una forza interiore e fisica
consente di ragionare con la nostra testa e
stupefacente. Crede fermamente che la risposta alla
sviluppare senso critico, di farci una nostra
violenza sia la non violenza tramandataci da Gandhi,
idea sul mondo, sulle cose, sulle persone e
Martin Luther King e Madre Teresa. “Usiamo le penne
non subire passivamente la realtà ma
e i libri perché sono le nostre armi più forti. Un libro e
cercare di plasmarla, ritagliandoci quello
una penna possono cambiare il mondo” – afferma con
spicchietto di mondo in cui ci sentiamo
convinzione in ogni dichiarazione pubblica. Sono
bene.
d’accordo. La lettura, la scrittura, la conoscenza sono
armi potentissime. La lettura ci serve soprattutto per
vivere.
15
tuo
obiettivo.
per raccontare qualcosa.
Scrivere
per
spiegare
confronti delle persone, degli animali, a
rispettare le differenze di genere, di razza, di
religione. Un bravo insegnante dovrebbe
aiutare gli allievi a diventare persone, a
cercare dentro di sé le risorse per continuare
in modo autonomo lungo questo percorso di
Conoscere, leggere, scrivere, parlare sono
formazione nella consapevolezza che non
strumenti importantissimi, con i quali, come sostiene
sarà mai concluso, dovrebbe sostenere e
Malala, possiamo cambiare il mondo. Ognuno di noi,
sollecitare in loro quell’amore per il sapere,
nel nostro piccolo, può migliorare e rasserenare
quel desiderio di conoscenza che non cessa
svariate situazioni, persone, istanti che, al momento
mai nel corso della vita ma diventa motore
possono sembrare senza via di uscita. Tutti noi,
della
conoscendo,
insegnante,
possiamo
apportare
piccoli,
ma
possiamo
insegnare
e
intellettuale.
prima
di
Un
tutto,
buon
dovrebbe
insegnare con passione e sincerità, nonché
significativi cambiamenti nei nostri micromondi.
Imparando
crescita
trasmettere
conoscenza. Un buon insegnate può smuovere le
montagne. A mio avviso egli si dovrebbe sempre
proporre, al di là della materia di studio, di stimolare
avere il coraggio di ‘gettare’ il suo cuore in
pasto ai bambini. Solo così potrà istruirli e
farli crescere senza paura di cercare la
Bellezza e la Verità.
la passione, il desiderio, la gioia di imparare, di
Che notte stellata. Che ore sono? Le
socializzare, di fare domande, di impegnarsi in un
due?! Di già? Devo fare in fretta…sono in
progetto.
cosa
ritardo. Mamma si agiterà. Le invio un sms –
significa giocare con la fantasia e insegnare loro
Mamma, ho perso la cognizione del tempo.
a
Arrivo
Dovrebbe
mostrare
agli
alunni
utilizzare le parole e a sapere scrivere, anche del
proprio
sé,
ad
avere atteggiamenti
gentili
nei
presto…
Scusa.
La
risposta
immediata – Va bene tesoro. Ti aspetto
è
.
Poche parole buone e un cuoricino. Capisco e
mi basta.
Matea Linić,
IIIa
16
Istruzione. L’arma più
potente
Premio Mailing List Histria
Martina Ban, IIa
È lunedì. Suona la sveglia alle sette del
' Andiamo a prendere un caffè, non ho
mattino, l'ora d’inizio di una giornata comune per
voglia di restare qui tutto il giorno.'' chiede
Laura. Laura vive a Milano con i suoi genitori e suo
Laura salutando Marco dall'altra parte del
fratello di 5 anni, il maestro dei bisticci, come lo
corridoio.
descrive lei. Si alza, si veste, fa colazione, si lava i
chieda a Marco di accompagnarci? Credo
denti e, come ogni giorno, accompagnata dal bacio
sia matto per te!''.
della mamma e del papà, esce da casa e si avvia
'Ancora ore da giustificare Laura?'' dice la
verso scuola. Esce dalla macchina e attraversando la
madre
strada con la sua nuova borsetta in mano, regalo del
''Mamma, non mi sentivo bene, ti avevo
padre per il suo quindicesimo compleanno, pensa al
mandato il messaggio.''
momento di mostrarla alla sua amica del cuore,
Anna.
Si
ricorda
altrettanto
di
non
aver
fatto
''Stai
scherzando?
vedendola
entrare
Vuoi
in
che
casa.
''Ti ho vista passeggiare con Anna, non
dire bugie...'' risponde la madre con una
nuovamente il compito di inglese. ''Ti sta benissimo''
voce stranamente calma.
dice Anna mostrando la borsetta. ''Grazie cara. Eh
''Scusami. A dire la verità, non avevo
già! Hai fatto per caso il compito d’inglese?'' ''Laura,
voglia
da quand'è che tu hai interesse per il compito
l'interrogazione di fisica...lo sai che odio la
di
restare
a
scuola,
e
d’inglese? Non li fai mai, e poi,
scuola!''
come dici tu, queste cose non ci
''Non
aiuteranno
apprezzi
nella
vita:
poi
specialmente la matematica, la
affatto la tua
biologia...
oggi
educazione,
interroga fisica vero?'' risponde
è l'arma più
Anna. ''Che noia... che ne dici di
potente che
andarcene via le ultime due ore?
avrai,
Dio
mio,
Laura!''
17
È lunedì. Sono le sette del mattino e i raggi di
L'unica, la cui voce parla per quelli che non
sole penetrano dalla finestra e svegliano la sedicenne
possono parlare, le cui parole penetrano in
Aalyah. Alzandosi in piedi ringrazia Allah per un altro
coloro che non vogliono sentire e alzano il
giorno e si reca velocemente da sua madre per la
mondo in piedi. La grave ferita provocata dai
prima preghiera. Pensa a suo fratello: non l'ha visto
talebani non le ha proibito di parlare e
da due mesi siccome è in guerra, spera che sia salvo
continua a combattere per il bene di questo
e prega per lui. Dopo aver fatto la colazione si avvia
mondo, per la pace e l'armonia. Il fatto che
verso scuola.
mette al primo posto il bene degli altri, i loro
Cammina per la strada con paura poiché i talebani
diritti e la loro liberazione rende Malala il
hanno emanato un editto che proibisce a tutte le
simbolo
della
lotta
ragazze di andare a scuola. Solo 10 compagne di 25
persone
come
lei
si sono presentate alle lezioni. Molte altre hanno
mondo e ci fanno apprezzare il bene che
abbandonato Swat con la famiglia per paura.
abbiamo, la fortuna di essere privilegiati. Il
''Hai avuto problemi arrivando?'' chiede Aalyah alla
suo esempio è una spinta per tutti quelli che
sua compagna di banco, Nihli. ''Ho sentito un uomo
vogliono procedere sulla strada della pace e
dire 'ti ucciderò'; ho affrettato il passo guardandomi
della
alle spalle per vedere se mi stava seguendo ma poi ho
sfruttando la vita per il bene.
giustizia
all'estremismo.
che
cambiano
modificando
il
Sono
questo
mondo,
capito che stava parlando al cellulare. Minacciava
qualcun altro'' rispose Nihli.
Quel
giorno
la
''Questo non è il mio giorno, ma è il giorno di
professoressa
comunica
che
si
coloro che combattono per una causa, io
proibisce alle alunne di indossare abiti colorati. Poi,
sono qui per dare la parola anche a chi non
verso la fine della giornata il preside annuncia la data
ha voce.''
d'inizio delle vacanze ma, stranamente, non dice la
data del loro rientro. I giorni seguenti quindi potevano
essere gli ultimi giorni di scuola per Aalyah.
''Dove'eri fino a quest’ora?'' dice la mamma vedendo
Aalyah entrare in casa. ''Scusa, a dire il vero, non lo
so
se
ci
ritornerò
mai
più.''
risponde
la
figlia
disperata, abbracciando il fianco della madre.
''Non importa di dovermi sedere sul pavimento a
scuola. Tutto ciò che voglio è l'istruzione. E non ho
paura di nessuno'', ''Un bambino, un'insegnate, una
penna e un libro possono cambiare il mondo'' e molte
altre sono citazioni di quella bambina, ragazza, donna
che oggi
rappresenta il simbolo vero e proprio del
coraggio e della verità.
18
Martina Ban, IIa
Premio Consolato
d’Italia a Fiume
IV T
& Eni Salihi
Dora Silvani
Miniguida della mia città
Ma se vorrai far tanto shopping potresti
Fiume, 2 ottobre 2013
acquistare la tessera “Rijeka card” con la quale
si possono ottenere sconti in più di centotrenta
Cara Lana,
esercizi convenzionati a Fiume ed Abbazia, e
Come stai ex compagna di campeggio? Come va la
non solo nei negozi ma anche nei musei
scuola? E gli amici, come sono? Mia mamma mi ha
cittadini, nelle gallerie e nei negozi di souvenir
detto che vieni a Fiume con i tuoi fra un paio di giorni.
(ottimi sconti dal 50 al 66%), nei ristoranti (dal
Sono felicissima di rivederti dopo tanto tempo. Senti
10 al 20%) e nei negozi (fino al 10%). La
questa: sto componendo una mini-guida turistica di
tessera costa 55,00 kune, e si accompagna ad
Fiume e mi farebbe piacere poterti mostrare la città. Ti
una brochure informativa, ad una mappa della
anticipo qualcosina: Fiume è situata nel Golfo del
città
Quarnero. Al tuo arrivo ci incontreremo in Piazza
trasporto urbano
Jelačić e incominceremo la visita attraverso il Corso. Il
gratuito nelle 48
Corso è l’arteria della città. È stato costruito su terreno
ore
strappato al mare. Risale agli inizi del XIX secolo la
all’attivazione
sua forma attuale. Camminando per il Corso vedremo
della tessera. È
tante cose come ad esempio i luoghi di ritrovo: il caffè
una buona idea
bar “Boa”, il bar “Garibaldi”, il pub “Fiorello”, mentre
per fare un giro
per vedere il Corso da un panorama diverso saliremo
in centro e poi
allo “Sky bar” e al locale “Nad Urom”. Sul corso
uscire la sera!
possiamo anche fermarci a fare un po’ di shopping nei
Di fronte allo “Sky bar” si trova la Torre civica
vari negozi come il nuovo “H&M” o i grandi magazzini
che è uno dei nostri più famosi monumenti di
“Ri” e “Korzo”.
ed è anche il simbolo della città di Fiume.
19
e
al
seguenti
La Torre civica nell’età medievale, era un ingresso
nelle mura cittadine. Quella che vedrai, la Torre
dell’orologio è posteriore, sostituisce quella che fu
distrutta nel terribile terremoto del 1750. L’imperatrice
Finita la visita alla scuola passeremo a
vedere la cattedrale di San Vito che è un altro
simbolo di Fiume. La Cattedrale di San Vito si
trova in Piazza Grivica e fu costruita dai
Maria Teresa mise a disposizione il denaro necessario
Gesuiti. È consacrata al patrono di Fiume,
per la costruzione della nuova torre, ristrutturata nel
appunto San Vito. È interessante: assomiglia a
1983. Proseguendo, vedrai sulla sinistra il McDonald's
una gigantesca torta perché è una chiesa a
e girando a destra l'Hotel “Bonavia”. Il “Grand Hotel
Bonavia” ha ben 125 anni ed è stato completamente
rinnovato alcuni anni fa. Mi piacerebbe mostrarti anche
pianta circolare. Ci misero un secolo per
costruirla (dal 1638). All’interno della chiesa si
trova un crocefisso in legno. A questo
la mia scuola e presentarti la mia classe! Come sai,
crocefisso è legata la leggenda di Pietro
frequento la Scuola media superiore italiana, l'unica
Lonzarich, un fiumano che, in preda all’ira
media superiore italiana di Fiume. Una cosa che devi
scagliò una pietra colpendo il crocefisso. Un
sapere prima di entrarci è la leggenda del lampadario.
Esiste una superstizione che costringe le generazioni a
entrare evitando di passare direttamente sotto il
lampadario, scegliendo la strada più breve alla
scalinata.
Se
capita
di
passarci
sotto…
sarai
interrogata!!!
giorno, si racconta, Pietro Lonzarich assieme
ad altri due amici stava giocando a carte
davanti alla Chiesa di San Vito dove era stato
esposto il crocifisso. Pietro stava perdendo e,
arrabbiato, scagliò una pietra sulla parte
sinistra del costato di Cristo. Davanti all’orrore
Il mio Liceo è stato inaugurato l’8 gennaio 1888
della gente, dal costato di Cristo cominciò a
come Scuola cittadina Maschile. La scuola è circolare,
sgorgare sangue. La terra sotto al giovane
nel senso che, se parti da un punto e percorri il
Pietro si aprì per inghiottirlo lasciando fuori
corridoio, ritornerai sempre sullo steso punto di
solo la sacrilega mano.
partenza. Una cosa, diciamo, ridicola è che le prime
classi non si orientano ancora bene e si sanno perdere e
non trovare l'aula giusta. La scuola è contraddistinta
dalla sua cupola verde. È ristrutturata, decorata e dotata
di un sacco di attrezzature e mezzi didattici. Abbiamo
anche un’Aula magna per le recite e le “grandi
occasioni”. Parliamo italiano e pasticciamo italocroato-inglese, vedrai quando conoscerai i miei
compagni di classe.
20
Il governatore di Fiume, il barone Rauber,
ordinò che la mano fosse pubblicamente bruciata e in
ricordo di questo fatto fece collocare ai piedi del
crocifisso una mano di bronzo. La pietra scagliata si
trova oggi dalla parte sinistra del crocifisso con
un’iscrizione
latina
pietra
che
l’imperatore
Giuseppe II fece abbattere nel Settecento
perché ostacolavano l’espansione della città. Il
ma che noi chiamiamo il nostro Circolo. I
Anno Domini
questa
civiche
Modello, che ospita la Comunità degli Italiani
Crucifixus!
(Con
mura
Fellner e Helmer gli stessi del Palazzo
est
1227.”
antiche
progettato da due noti architetti viennesi
ictu
percussus
dell’Assunta, dove si trovano i resti delle
Teatro nazionale “Ivan de Zajc” è stato
“Huius
lapidis
La torre del Duomo è nei pressi della Chiesa
lavori di costruzione del teatro iniziarono nel
1883 e già nel 1885 proprio lì fu accesa la
prima lampadina elettrica della città. Fiume
fu colpito il
ospita anche un planetario però ha un nutrito
crocifisso
programma più d’estate che adesso. Se torni
nell’anno 1227).
nel periodo estivo il programma al planetario
Il nostro patrono, San Vito, era nato a Mazzara del
Vallo, in Sicilia, e fu perseguito e torturato in quanto
cristiano, probabilmente intorno agli anni 304-305,
sotto l’imperatore Diocleziano. Il suo culto iniziò a
diffondersi intorno al 600, quando nacque la prima
leggenda sulla sua vita e sul suo martirio e quando fu
costruita a Roma la prima chiesa a lui dedicata. Il culto
di San Vito si è diffuso notevolmente nei paesi slavi
dove sostituì l’antico culto pagano di Svetovid. Le
chiese in suo onore venivano erette in cima alle colline,
dalle quali Sv. Vid (San Vito, “vid” in croato significa
“il senso della vista”) “vede tutto”. Se avremo tempo ed
energia, vorrei anche farti vedere: la torre del Duomo, il
teatro comunale “Ivan de Zajc” che è il più grande (ma
non l’unico) teatro di Fiume che ospita il Dramma
Italiano – la compagnia di prosa in lingua italiana, il
Castello di Tersatto e l'arco romano.
21
possiamo vederci le proiezioni dei film in
lingua inglese, italiana e francese. Ogni
mercoledì sera potremo scegliere tra i film:
"Due piccoli pezzi di vetro" (“Two Small
Pieces of Glass”) e "Pianeti in vista" (“Planets
in Sight”) in lingua inglese e rispettivamente in
italiano e francese "Corsa sulla Terra" e
"Vibrato".
Il Castello di Tersatto è un belvedere situato in
posizione
strategica
sopra
la
città
si
Fiume.
Originariamente forte dei Frangipani, il castello
medievale fu probabilmente costruito sui ruderi di una
più antica fortezza romana. La parte meglio conservata
della struttura originale è il cosiddetto “Konak”, un
cortile chiuso con una cisterna. Dal castello si può
ammirare una vista mozzafiato dell’intero Golfo del
Quarnero, il mare cristallino, le colline e parte del
panorama di Fiume. In estate il forte diventa la location
di concerti e spettacoli; inoltre ospita una galleria d’arte
aperta tutti i giorni. Invece l’Arco romano è la più
antica testimonianza classica di Fiume. Si tratta
dell’antico ingresso nel bastione di Tarsatica. Ricerche
archeologiche
hanno
di
cinta
appartenevano
struttura durò dal 1929 al 1939. Ha
quattordici piani, dai quali si gode di una
meravigliosa vista sulla città e sul mare.
Parlando della vita notturna posso dirti che
stiamo abbastanza bene. Abbiamo molti posti
bellissimi dove uscire. Con i miei amici vado
spesso al “Kont”, al “Johnny”, o salgo sulla
“Nina” o “Nina2” che sono delle navi-bar,
come anche la nave “Marina”. Altri posti
degni di nota, secondo me sono il River pub,
Gala e tanti altri. Quando prendi il caffè ti
Fiume in collaborazione con la ditta Krk
al
sistemi s.r.l. ha realizzato un progetto per
l'accesso internet wireless gratuito per tutti i
per la sua ospitalità e
turistica.
costruzione di questa complessa ed esigente
per le attività informatiche della Città di
che
“castrum”. Fiume è nota
l’offerta
è, a tutti gli effetti, un grattacielo. La
puoi collegare tramite wi-fi perché' l'Istituto
confermato l’esistenza di
mura
L'albergo “Neboder” è molto diverso perché
cittadini fruitori di computer portatili, come
Ha
pure per tutti i turisti e visitatori della nostra
diversi alberghi, quattro
città. Nell'ambito del progetto, con il segnale
in
viene coperto il centro città, una parte di
tutto.
“Bonavia”,
Di
ti
uno,
ho
il
già
Tersatto, il polo natatorio di Kantrida, il
detto. Gli altri tre sono:
l’Hotel
“Centro Zamet”, la Palestra di atletica di
“Continental”,
Cantrida, il cinema "Art-kino Croatia" e il
l’Hotel “Jadran” e l’Hotel
“Neboder”.
Centro astronomico di Fiume. Non ti ho
L’albergo
detto nulla dei miei compagni, ma è per non
“Jadran” è situato direttamente a strapiombo sul mare,
nella parte residenziale di Fiume ed ha una posizione
rovinarti la sorpresa di quando sarai qui e li
conoscerai di persona!
unica nella città. L'albergo “Continental” è il più
anziano albergo nelle nostre zone, è l’unico che non è
mai stato chiuso dall’inaugurazione nel 1888.
22
Un bacione e a presto!
Petra Duhović, Ia
Premio Consolato d’Italia a Fiume
Fiume, per qualcuno una città qualunque, ma
per me molto di più: la mia città natia. Tante
persone nel mondo nemmeno sanno che Fiume
esista. È triste perché per me è una città di
grandissima importanza. Presentarla è difficile
poiché ci sono tanti luoghi significativi da
visitare, però io cercherò di farvi conoscere i
posti che ogni Fiumano ha visitato almeno una
volta, anche senza accorgersi della loro
importanza.
La nostra città non sarebbe la stessa senza il
Corso: via dove ogni giorno passano più di
cinquecento persone. . Fu costruito fino alla fine
circa nel 1875. È il nostro centro città. Corso è
anche il luogo di ritrovo più importante della
gioventù. Corso è circondato da molti negozi
come h&m, Calzedonia, Benetton. Il mio edificio
preferito, però è “Kraš“ dove vado quasi ogni
volta che visito il Corso. Questo bar è il mio
preferito siccome sono una grande appassionata
di cioccolato e soprattutto del gelato Bajadera
(però quello che costa 9 kn perché dentro ha dei
pezzettini sciolti della Bajadera- una specie di
cioccolatino). Tutti i miei amici frequentano di
più il McDonalds che si trova di fronte. A me,
sinceramente non piace tanto.
23
Ogni tanto ci mangio qualcosa ma
sempre preferisco di più Kraš. La cosa più
bella del Corso è certamente la Torre
Civica.
È impossibile mancarla. Nel
passato il Corso non esisteva quindi si
doveva passare sotto la Torre Civica per
entrare nella città (Fiume nel XVIII secolo
era circondata da mura e dal mare).
La Torre Civica è di colore giallo-ocre con
un tetto a cupola verde. Su di essa si trova anche
un grande orologio (per persone come me che
non sanno mai che ora fa) e un'aquila che è
anche lo stemma fiumano. L'aquila è bicipite con
le due teste girate da una parte e le ali
spalancate. Sotto c'è la scritta “Idenficienter“.
Il mercato, secondo me, è un luogo
speciale, perché li non si vende solo merce sana,
senza sostanze chimiche, ma anche perché è un
posto dove si comunica. Mi amareggia tanto che
sempre il maggior numero di persone vada a
comprare cibo nei supermercati e i bambini
piccoli non sappiano nemmeno cosa sia un
mercato vero e proprio. Ricordo che da piccola io
e mia mamma andavamo sempre a fare le spese,
ogni Domenica, al mercato. Sono
delle
piccolezze che a me significano tanto. Il mercato
fiumano c'è là da decenni ma pian piano sta
sparendo siccome sempre più persone comprano
nei supermercati. Siccome nel posto dove c'è il
nostro mercato più famoso (perché non c'è solo
uno) una volta c' era il mare, il nostro mercato è
stato progettato e finito appena nel 1881.
Comunque sono già tanti anni che esiste e
sarebbe un peccato perderlo. Al mercato si può
sentire anche una forte fragranza di pesce e
frutti marini.
24
Anche se a me, personalmente,
questo odore non piace e puzza tanti lo
trovano speciale. Nella pescheria si
possono trovare i più svariati tipi di pesce
(sardine, pesci spada...) conchiglie... Il
prodotto più ricercato dai Fiumani sono
sicuramente gli scampi.
Il peccato
maggiore di tutta la Croazia è che si
mangiapoco pesce. Noi siamo fortunati ad
avere un mare pulito e ricco di pesce e
non ne consumiamo che poco. Delle
ricerche scientifiche hanno dimostrato
che ne consumiamo pochissimo.
La nostra città è conosciuta molto anche per
i magnifici teatri. Quando mi sono accorta di
non sapere tanto sui nostri teatri ho fatto una
ricerca perché è cultura generale! Il teatro più
famoso è sicuramente il teatro nazionale
“Ivan de Zajc“. È stato progettato da due
architteti: Fellner e Helmer. È uno dei
quattro teatri nazionali (teatro di Osijek,
Spalato, Zagabria) e secondo me il più bello.
Il teatro era il primo edificio illuminato con
corrente elettrica. L'inaugurazione si è tenuta
il 4 ottobre 1885 e c'erano presenti tutte le
persone V.I.P fiumane. In cartellone due
grandiose opere: la “Gioconda“ di Ponchielli
e “ l'Aida“ di Verdi. L'inaugurazione doveva
svolgersi il 3 ottobre però è stata rimandata
al 4 ottobre a causa di problemi con la
corrente elettrica. Anche il 4 ottobre
l'illuminazione s'indebolì verso la fine dello
spettacolo ma tutti continuarono a seguirlo
con massima attenzione servendosi di lumi a
petrolio. Il teatro non era il primo teatro
comunale a Fiume: c'era anche il vecchio
“Teatro Adamich“ che non poteva
accogliere più tutti gli interessati.
Il “Teatro Ivan de Zajc“ più volte aveva cambiato
nome: dal 1913 si chiamava “ Teatro Verdi“, dal
1945 si chiamava “Teatro popolare di Fiume“,
soltanto nel 1945 prese il nome di “Ivan Zajc“. Il
teatro aveva messo in scena per la prima volta
un'opera croata nel 1946- la “Dubravka“ di
Gundulić.
Il “Teatro Fenice“ purtroppo ormai già
dimenticato da tanti era uno dei luoghi di
divertimento più conosciuti di una volta. Prima
del “Teatro Fenice“ in quel luogo c'era il “Teatro
Ricotti“ che poi era diventato il “Teatro Fenice“.
Nel 1888 il palcoscenico era ricostruito. Il
“Teatro I.Z.“ era sempre molto più frequentato
soprattutto dalla classe alta e media mentre il
“Teatro Fenice“ era frequentato dal volgo. Il
Teatro aveva la capacità di ospitare circa 700
persone e nel 1901 il teatro fu ricoperto. Attorno
il 1915 il “Teatro Fenice“ fu costruito,
diventando così il primo teatro europeo in
cemento armato. Anch'io l'avevo frequentato più
volte e mi dispiace che non è più in uso.
25
La Cittavecchia fiumana è molto
difficile da trovare, impossibile anche
perché in qualche modo non c'è. Nel 1750
Fiume fu completamente distrutta da un
terremoto. Nel 1753 l'imperatrice Maria
Teresa aveva deciso di ricostruire la
“Civitas Nova“ fuori dalle mura. Nella
nuova città ricostruita si era trasferita
tutta l'elite fiumana. Le vie della
Cittavecchia erano molto strette con le
case quasi incollate l'una sull'altra. Con la
Prima e Seconda Guerra Mondiale tutta la
città fu distrutta di nuovo. Negli anni
Cinquanta nella Cittavecchia vivevano
soprattutto persone disperate, di sera per
strada c'erano le prostitute... Oggi i resti
della Cittavecchia sono molto difficili da
trovare, ma si trovano un po' da per
tutto: Via dei Telai, sotto l'Arco
romano...
Tutti sanno che Fiume aveva da
sempre una forte economia a causa del porto
e delle potenti industrie. Una delle industrie
di una volta più potenti, ora in rovina e
dimenticata è il silurificio. Il silurificio in
origine apparteneva a Robert Whitehead.in
collaborazione con Giovanni Ciotta e
Giovanni Biagio Luppis. Loro hanno creato
un'arma potente che toccando una nave gli
darebbe una scossa elettrica. Il prodotto
prima aveva il nome “siluro LuppisWhitehead“ ma poi gli avevano cambiato il
nome in “siluro Whitehead. All'inizio
fabbricavano circa 800 prodotti all'anno
creando Whitehead una delle perdone più
potenti e ricche di Fiume.
La fabbrica continuava a lavorare con il nome di
“Torpedo“ fino agli anni Novanta. In questi tempi
non lavora più e sta crollando lentamente. È
molto triste vederla da vicino.
Un'altra fabbrica importante di una volta
era la cartiera. Produceva 5% di carta nel mondo.
Era una delle più importanti industrie che
producevano carta. La cartiera fabbricava più tipi
di carta: carta per sigarette, carta setata...
Terminata la Seconda Guerra Mondiale nella
cartiera il lavoro fioriva di nuovo. Era una delle
cinque fabbriche più importanti nel mondo e
produceva carta di alta qualità. Anche questa
fabbrica purtroppo si spegne.
Siccome Fiume si trova all'incrocio
di diverse culture ci sono anche più tipi di
cucina: cucina italiana, mediterranea,
americana, ci sono persino due ristoranti
cinesi. Fortunatamente ci sono specialità
fiumane come: i risi bisi, la polenta con
patate, la calandraca, la jota... La mia
preferita è la polenta con il formaggio e
le uova che si può assaggiare a Grobnicco.
Non è una polenta tipica (quella del
supermercato fa schifo) ma è quella vera
e propria che si cucina per 2-3 ore. In
essa si aggiungono formaggio e uova. È
deliziosa!! 
*Abbazia
Abbazia è una piccola città distante da
Fiume circa quindici chilometri. È nota
già dal Medioevo quando i nobili di tutta
l'Europa costruirono ville per le vacanze.
È molto conosciuta anche per il
Lungomare che è una via accanto al mare
che collega Volosca, Abbazia, Icici, Ika e
Laurana. I nobili spesso ci venivano anche
per ragioni sanitarie credendo che
passeggiando sul Lungomare e inspirando
aria marina guariranno.
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*Tersatto:
- il castello di Tersatto
Abbazia così è stata proclamata centro termale e
climatico.
*Cherso e Veglia
Cherso e Veglia sono due isole croate più grandi.
Nel passato si
pensava che
Veglia fosse la
più grande però i
risultati
scientifici di
ulteriori ricerche
non risultarono
così.
L'isola croata più
grande è Cherso.
Tutte e due le isole offrono bellissime spiagge, su
di Cherso: Beli, Lubenice (le due spiagge più
famose). A Cherso c'è il lago di Vrana con la sua
leggenda. La leggenda narra che una ragazza
ricca non voleva dare alla sua sorella né soldi né
cibo e di conseguenza una tempesta ha allagato
il suo castello,
dando origine al
lago di Vrana. Si
dice che sotto il
lago ci sia il suo
castello.
27
Il castello di Tersatto Tersatto
serviva in origine soltanto per scopi
militari , dopo fu aquistato da Leval
Nugent che aveva deciso di trasformarlo
in un mausoleo. Gli abitanti dicevano che
per molti anni intorno al castello
passeggiava una donna anziana e che
scacciava via tutti i bambini. Si è capito,
dopo qualche anno, che si trattava di Ana
Nugent, moglie di Leval Nugent, alla
quale era stato lasciato il castello in
eredità. Lei scacciava via tutti dal
castello per vendetta in quanto il governo
aveva nazionalizzato il castello.
Il santuario di Tersatto è dedicato
alla Madonna. Tante persone lasciano lì
dei regali per Madonna ringraziandola per
le preghiere esaudite.
Si dice che il carnevale fiumano sia
il terzo carnevale più grande nel mondo,
dopo quello di Rio de Janeiro e quello di
Venezia. Il simbolo del nostro carnevale è
il Moretto (divenuto anche gioiello
tradizionale). Una persona travestita da
Moretto ogni anno inizia la sfilata. E ogni
anno si sceglie anche la reginetta del
carnevale.
Il santuario di
Tersatto
Petra Duhović, Ia
28
… di palo in frasca…
* A cosa serve la scuola e come migliorarla *
Nelle società odierne, soprattutto in quelle
sviluppate, la scuola è un'istituzione pubblica che ha come
scopo l'educazione dei giovani di un determinato Stato. In
Croazia la scuola è un'istituzione obbligatoria. In una scuola
si cerca di promuovere il sapere, le conoscenze e le
importanti scoperte dell'umanità, cercando di educare e
creare delle basi lavorative e un'ampia cultura generale alle
generazioni giovani che saranno, un giorno, alla guida dello
Stato.
Le scuole comportano però anche degli aspetti
negativi. Purtroppo, in Croazia, gli allievi non vengono
motivati a studiare. Basandomi sulla propria esperienza,
posso dire che non ho ancora conosciuto una persona che
studia per piacere, spinta dall'interesse e dalla curiosità.
All'insegnamento dovrebbe aggiungersi del materiale più
interessante e intrigante, ma anche materie che
preparerebbero alla vita da adulti, come le basi
dell'economia del management. Le scuole croate hanno una
grande quantità di materie che necessitano parecchio
studio. Secondo me, sarebbe meglio seguire l'esempio di
certe scuole internazionali e dividere le materie in due
gruppi: le materie di base - come la matematica, la lingua,
la storia e la biologia - obbligatorie per tutti, e le altre
materie come l'arte, la psicologia, l'informatica e la
29
ginnastica che sarebbero materie opzionali. In questo modo
ogni alunno potrebbe dedicarsi ai campi di studio che gli
interessano maggiormente senza perdere le basi della
cultura generale. Le scuole e programmi croati tendono
Sono cose che ci aiuterebbero nella vita
futura e non verrebbero dimenticate come le
complicate formule di equazioni. Un'altra cosa che
sarebbe utile agli alunni è una diversa
organizzazione di gare, e anche gite, scolastiche.
Per il vincitore di un concorso di chimica, per
esempio, si potrebbero offrire come premio, al
posto di un diploma e di soldi, una visita a un
laboratorio chimico, come il nostro JGL. Ciò gli
servirebbe come un'utile esperienza dalla quale
potrebbe dedurre se il lavoro e la giornata
lavorativa di un chimico hanno soddisfatto le sue
aspettative, incoraggiandolo o meno di proseguire
con i studi di chimica.
Un altro fallimento delle nostre scuole è il
metodo di valutazione. Ogni alunno è speciale,
per le proprie qualità e debolezze, e portato per
una materia più che per un'altra, ma tutti
vengono giudicati allo stesso modo. Se si
mettessero a una prova, ad arrampicarsi su un
albero, una scimmia, un pesce, un elefante e un
verme, solo la scimmia sarebbe in grado di
svolgere bene l'esercizio, mentre gli altri si
sentirebbero un po' stupidi e incapaci. Quello che
sto cercando di dire è che ognuno di noi è
diverso, siamo individui con talenti differenti e
vari, ma se veniamo giudicati tutto allo stesso
modo, a volte risultiamo meno intelligenti degli
altri, mentre le nostre capacità rimangono
nascoste e non notate. La scuola dovrebbe essere
un'istituzione dove ognuno di noi andrebbe felice,
contento di imparare e non impaurito dai
professori,
dalle
verifiche e dei voti.
Dovrebbe
essere
un
luogo dove verrebbero i
curiosi, gli interessati
ma
soprattutto
gli
ansiosi di sapere.
Rea Duhović, IIIa
… di palo in frasca…
* Ho cambiato indirizzo… *
Frequento l’indirizzo commerciale, però prima frequentavo
l’indirizzo matematico-scientifico. Avevo deciso di cambiare
indirizzo perché avevo dei problemi con la lingua, e per il
motivo che l’indirizzo commerciale è più facile. L’esperienza
mi dice che questo indirizzo non è cosi facile come lo
pensavo io. Pensavo che all’indirizzo commerciale non fosse
necessario studiare, ma invece ho dovuto studiare in
seconda più che in prima! Secondo me questo indirizzo è
diretto a tutte le persone che vogliono andare a lavorare
subito dopo la scuola media superiore. Certo, il vantaggio è
che fai tanta pratica, e questa
esperienza ti può essere di
gran aiuto nel futuro. Lo
svantaggio è che in questo
indirizzo non puoi imparare
certe cose che ci sono in altri
indirizzi. Anche se… si può
sempre recuperare!
Zhengfei Huang, IIc
* La mia nuova vita *
Frequentai la prima e la seconda superiore in Italia, più
precisamente a Pitz’e Serra. La scuola si chiama ITC Primo
Levi. I primi due anni sono
uguali per tutti, poi alla terza
e fino alla quinta si continua
con l’indirizzo che si è scelto,
come ad esempio di biologia,
turismo,
marketing
e
giurisprudenza.
Era
una
grande scuola. Pensavo la
scuola fosse molto bella, tutti
ne parlavano positivamente.
Ero entusiasta e molto felice
perché nella mia stessa
classe c’erano i miei migliori
amici: Marco e Francesco.
30
Alla mia vecchia scuola sono legato da
tanti ricordi. Un giorno, in classe arrivò una
professoressa di Diritto e politica, e scoprì che era
una razzista e fascista. Prendeva in giro una
ragazza disabile nella mia classe. Poi il mio amico
Marco era innamorato di una professoressa. Il mio
professore di Matematica si divertiva a lanciare
libri in faccia agli alunni, e prenderli a calci nel
sedere per mandarli fuori dalla classe. L’unico
professore simpatico e che sapeva fare il suo
lavoro (ed è straricco) si chiama Bonfiglio. Lui
spiegava perfettamente, si capiva tutto, e
scherzava tanto. I miei compagni di classe erano
terribili. Urlavano e prendevano in giro tutti. In
seconda superiore hanno cambiato Bonfiglio con
Aru (economia aziendale). Era terribile, a parlare
era più veloce di un jet, e spesso abusava degli
alunni.
Nel mio vecchio istituto, gli alunni, dopo
che finiscono la maturità, vengono a distruggere
mezza scuola e bruciare la segreteria. Ora
frequento la terza superiore nella Scuola superiore
italiana a Fiume e devo dire che mi trovo
veramente bene. Tutti gli insegnanti sono ciò che
si può definire “essere insegnanti”. Mi trovo bene,
anche molto bene, con i miei compagni di classe e
finalmente posso vivere una vita scolastica
completamente tranquilla. :D
Claudio
Begonja, IIIt
… di palo in frasca…
* La musica I *
* La moda *
La moda è la tendenza dell’uomo ad appartenere ad
un gruppo sociale. Oggi la moda, soprattutto quella seguita
dai giovani, è basata sul "casual" e sull’invenzione creativa.
Tradizionalmente il formarsi delle mode è stato interpretato
come una "invenzione o differenziazione" tra le persone. Si
può notare come si tenga conto di molti fattori come
l’accessibilità, l’interesse e la praticità. Si può ormai notare
come oggi anche i bambini hanno un loro modo di seguire le
mode, ad esempio chiedendo i genitori qualcosa che a loro
piace, come per esempio un gioco. La moda ha maggiore
influenza soprattutto tra gli adolescenti perché, essendo in
fase di crescita, devono ancora consolidare certezze. Il
modo in cui ci si veste, infatti, serve a mio parere a
nascondere paure, insicurezze, disagi, mentre per gli adulti
può esprimere l'appartenenza ad una classe sociale.
A dettar moda non sono solo gli stilisti e le persone
famose, ma i talkshow, che anche se trasmettono un
messaggio negativo ai giovani, lanciano mode e tendenze e
con questo fanno pressione sui ragazzi. Secondo quanto in
voga negli ultimi decenni della moda, bisogna essere magri,
palestrati e vestirsi in maniera "fashion”. Il desiderio di
essere e diventare un’icona tra gli amici, porta anche a gravi
disturbi che nel passato neanche esistevano come
l’anoressia. La ricerca del fisico da "top model" sembra
coinvolgere grande parte delle ragazze che, pur di seguire
questi modelli, si arrecano danni. In altre occasioni, il
problema si presenta guardando le copertine delle sfilate o i
cataloghi, le cui modelle hanno scoperte pance piatte, con l'
ombelico ornato da piercing. Questo sta ad evidenziare
come la moda si sia revoluta e che questo (decorare il
corpo) sia ormai una cosa più che logica e del tutto normale.
Concludendo, penso che un conto sia
vestirsi in un certo modo, magari per
delle occasioni importanti ed un altro
sia quello di mettersi in mostra.
Ognuno poi è libero di coprirsi o
scoprirsi la pancia, farsi un tatuaggio
o un piercing ma tutto questo penso
debba avere un limite, evitando cosi
di metter in gioco la nostra salute.
Antonella Čavić, It
La musica è l'arte di combinare insieme
suoni e parole. L’arte dei suoni non è soltanto
una forma di divertimento ma è anche uno stile
di vita che provoca piacere e felicità. Ci
accompagna attraverso tutta la nostra vita e non
si può evitare. Ci sono moltissimi generi
musicali: hip-hop, techno, rock’n'roll, house,
musica classica, elettronica, “zaiche”… Ogni stile
di vita, nazionalità, cultura e i gruppi di amici
sono accompagnati da un proprio stile di musica.
Ogni persona ha i propri gusti che si devono
rispettare.
L'hip-hop è la mia musica preferita,
perché si tratta di un genere musicale che
collega suoni melodiosi con molte parole e rime.
L’attributo delle rima nell’hip-hop è fondamentale
perché fa di questa musica una cosa speciale,
bella e unica. Si può dire che le rime sono il
simbolo di riconoscimento della musica hip-hop.
Mi piace ascoltare quest’arte dei suoni perché
posso
ballare
la
breakdance
ed
essere
accompagnato dai miei brani preferiti. La fusione
della musica hip-hop con la breakdance fa di me
la persona più felice al mondo perché è il
collegamento di due cose che mi piacciono molto.
Ecco perché direi che la musica è uno stile di
vita, entra nelle nostre vite, si collega a qualcosa
e ci fa stare bene e ci rende felici. Non ci sono
molte presone che ascoltano questo tipo di
musica. Oggi la maggior parte dei giovani ascolta
le “zaiche”. Le “zaiche” sono canzoni di
provenienza serba. Il tema di queste canzoni è
sempre l'amore. A me questo tipo di musica non
piace per niente però rispetto le presone che
l’ascoltano. Sono contento di avere amici con i
quali mi vedo ogni giorno e ai quali piace la
musica hip-hop. In questo modo posso parlare,
condividere e conoscere nuove cose su questa
arte, nuovi cantanti e canzoni nuove.
Renè Balint, It
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… di palo in frasca…
* Il bullismo *
Il bullismo oggi è un fenomeno molto diffuso tra gli
adolescenti e si diffonde sempre di più, soprattutto nelle
scuole, luogo dove invece i ragazzi dovrebbero sentirsi al
sicuro.
Sono sempre di più le notizie sui giornali e nei telegiornali
che riguardano il bullismo: questi fatti gravissimi hanno
portato le giovani vittime a lasciare la scuola o a vivere in
un luogo di terrore. Il “bullo” è una persona esibizionista
che fa violenza psicologica o assume atteggiamenti
aggressivi nei confronti degli individui più deboli.
In realtà il bullo non ha una forza ma una
debolezza. Se un ragazzo picchia o minaccia un altro
individuo è per sentirsi forte o perché non riesce a
esprimersi diversamente. Esistono vari tipi di bullismo: il
bullismo fisico è quando il bullo colpisce la vittima con
pugni, calci, spintoni, sputi o la molesta sessualmente; il
bullismo verbale è quando il bullo prende in giro la vittima,
dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o
chiamandola
con
nomi
offensivi,
sgradevoli
o
minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e offese;
il bullismo psicologico è quando il bullo ignora o esclude la
vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false
voci sul suo conto; il bullismo elettronico o cyberbullismo è
quando il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite
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sms o in chat o la fotografa o filma in momenti
in cui non desidera essere ripreso e poi invia le
sue immagini ad altri per minacciarlo o dargli
fastidio. Alcune persone pensano che il bullismo
esista soltanto tra i maschi ma questo non è
vero. Il bullismo è sempre più frequente tra le
ragazze che cercano di escludere un membro
del gruppo. Quando non riescono, cominciano a
offenderlo. Usando ogni giorno parole offensive
e prendendo in giro la vittima, questo diventa
bullismo verbale o psicologico.
Il bullismo provoca grandi danni alle vittime,
come per esempio traumi che restano impressi
per tutta la vita. Le vittime del bullismo
dovrebbero parlare con una persona della quale
si fidano, cercare aiuto e trovare una soluzione
per risolvere il problema.
Rea Stemberger, It
… di palo in frasca…
* Una donna eroica *
Esistono molti eroi al mondo, persone che salvano
una vita o persone le quali hanno un significato grande
per noi; gli eroi dei cartoni animati o quelli della vita vera,
come per esempio i pompieri, che ogni giorno salvano
migliaia di vite nel mondo.
Mia nonna rappresenta per me una donna eroica.
Ha passato molte cose nella vita, che ai miei occhi la
rendono un'eroina.
Da piccola viveva in campagna, dove tutti erano
poveri. Non esistevano ancora telefoni, cellulari e altre
tecnologie moderne. Andava a scuola senza scarpe come
tutti i suoi amici. Non c'entrava se c’era la neve o la
pioggia, dovevano sopportarlo. Spesso non aveva niente
da mangiare e per quello che rimediava, doveva lavorare
sodo. Non poteva, come noi oggi, semplicemente entrare
nel negozio e comprare il cibo. Ogni giorno doveva
svegliarsi molto presto al mattino, quando fuori ancora era
buio, andare al pascolo e governare le bestie.
Quando
è
cominciata
la
guerra,
doveva
nascondersi con la sua famiglia. Per non essere sorpresi
dai nemici, scappavano nei boschi e nelle case vecchie e
abbandonate. Sono stati fermati dai nemici molte volte,
ma sono sempre riusciti a scappare. Aveva anche una
sorella e un fratello, che però sono morti in guerra. Non
posso nemmeno immaginare quanto doveva essere
difficile continuare la vita dopo quella perdita. Dopo la
guerra, cresciuta, si è trasferita in città e ha partorito mia
madre. Tutta la sua famiglia si era dispersa. Ognuno si era
trasferito in un altro punto del mondo, perciò mia nonna
non vedeva spesso i suoi.
Ascoltandola oggi, considero eroico il fatto che sia
riuscita a sopravvivere la guerra, a finire le scuole,
impiegarsi e formare una famiglia malgrado fosse sola e
non potesse contare sull’aiuto dei famigliari, persi in
guerra… Oggi vive accanto a casa mia. Quando ho un
problema che devo risolvere, vado sempre da lei perché
so che mi aiuterà.
33
Qualche volta mi sembra di vivere con lei e non
con i miei genitori, perché trascorro molto
tempo nella sua casa. Mi piace ascoltare le
storie della sua vita. Voglio bene e stimo mia
nonna più di ogni cosa al mondo; lei è per me
una donna eroica.
Rea Stemberger, It
* Inquinamento, quale futuro? *
Tutte le persone del mondo sanno che oggi c’è
tanto inquinamento attorno a noi, alcuni fanno
qualcosa per cambiare, ma altri purtroppo no.
L’inquinamento sta crescendo in maniera
esponenziale da pochi decenni addietro, con lo
sviluppo delle fabbriche e delle industrie
pesanti. Continuando di questo passo, il nostro
mondo sarà così inquinato che fra un paio di
decenni non sarà più possibile vivere. Tutti gli
animali moriranno, e le piante anche. Gli alberi
non potranno produrre più ossigeno (sempre
se non saranno già stati tutti abbattuti). La
maggioranza delle persone non si cura delle
conseguenze di un inquinamento ormai fuori
controllo. Il mondo diventerà un posto pieno di
fabbriche,
tutto asfaltato
e senza anima.
Linda
Čendak, IIIt
… di palo in frasca…
* Internet *
Nel mondo due miliardi di persone oggi usano internet. Il
60,5 % usa il web per trovare le strade, il 22,5% per le
operazioni bancarie, il 19% per fare acquisti, il 18% per
prenotare un viaggio e il 41% dei disoccupati per cercare
lavoro. L'88% delle persone ha un account su Facebook.
Se pure ha introdotto considerevoli comodità e
miglioramenti nelle nostre vite, la rete, tuttavia, sembra
costituire anche un pericolo. Navigare tra le pagine online
richiede grande prudenza. Come nella vita reale, anche su
internet possiamo venire in contatto con truffatori, ladri,
pedofili... Ci sono ladri d’identità in rete ed è molto
semplice che qualcuno c’ è la rubi. Quindi non si devono
dare mai indirizzi, numeri di telefono o altre informazioni
che ci rendano rintracciabili a persone che non abbiamo
incontrato nella vita reale. Sui diversi siti di internet non
si deve mai credere alle persone che non abbiamo
incontrato nella vita reale perché ci sono tanti pedofili che
si presentano con informazioni false. Facebook è entrato
nelle nostre vite e
alcune
persone
l’usano
anche
troppo. Facebook
che ha dei pregi
ma
anche
dei
difetti.
Su
Facebook ci sono
un
sacco
di
pericoli. Ogni cosa
che
noi
pubblichiamo, scriviamo, condividiamo sul nostro profilo,
se non è impostato in modo adatto, è visibile a tutti, e
questo può creare molti problemi. In rete è facile anche
essere molestati da cyberbulli i quali non ricorrono alla
violenza fisica ma alla violenza virtuale cioè, basta un
fotomontaggio o una foto che può farti star male se lo
vedono i tuoi amici. Se qualcuno apre un gruppo su un
social network con lo scopo di prenderti in giro. Tutto
questo è considerato molestamento virtuale. La rete e
tutti i social network che contiene ha influenzato sul
linguaggio perché le persone hanno cominciato a parlare
usando abbreviazioni, simboli, parole straniere e
inventate.
34
Internet
ha
cambiato
anche il nostro modo di
entrare in contatto col
mondo. Che non avviene
più
in
modo
diretto,
corporeo, ma in modo
indiretto,
attraverso
il
computer, davanti al quale
siamo sempre più soli a
vivere
le
nostre
esperienze virtuali.
Renè Balint, It
* Riflessioni sull’ingiustizia *
L’ingiustizia è una delle cose che dipende
dall’etica e dal nostro sistema di valori morali,
perciò ogni persona avrà una diversa percezione
della giustizia e dell’ingiustizia. Per quanto mi
riguarda, sono ingiuste tutte le cose che vanno
contro l’etica del mio tempo poiché è ovvio che
vivendo nel XXI secolo abbiamo valori diversi da
quelli delle epoche passate. L’ingiustizia però
esiste ovunque, in ogni parte del mondo, ma la
ragione della sua esistenza è difficile da
spiegare. Penso ad un equilibrio superiore,
metafisico e necessario, come lo Yin ha lo Yang,
il bianco il nero, di conseguenza anche la
giustizia ha l’ingiustizia. L’ingiustizia è commessa
dalle persone di basso profilo morale, delle volte
per il proprio bene, altre
volte solo per il puro gusto di
farlo. Penso che l’ingiustizia
esista da sempre ed esisterà
per sempre. Si tratta di una
cosa
che
non
si
può
sconfiggere, perché fa parte
di noi come uomini, e l’idea
di una vita futura senza
ingiustizia è un’utopia.
Arber Mehmeti, IIIa
… di palo in frasca…
* L’equivoco *
Il fatto che dovesse farlo non gli piaceva, e
perciò faceva passare avanti i suoi colleghi, e
Gli anziani raccontavano e raccontano storie di
restava sempre ultimo. In occasione di una di
vita e di morte, di guerre e di miseria, di magie e
queste visite si era ad Abbazia, dove lavorava
di mistero, ma anche storie di momenti allegri, di
una giovane infermiera. Uscita nel corridoio
feste, di tradizioni, di solidarietà. Vicende che
gridò il nome di mio nonno: “Ivica Vidović -
non si leggono nei libri di storia, che non sempre
chi è Ivica Vidović?“ Lui rispose timidamente
costituiscono
ed entrò nello studio del dottore. Le altre
testimonianze
valide
per
la
ricostruzione di fatti storici, ma dalle quale
persone
emergono tratti significativi.
commentarono
È importante conoscere i sentimenti, il modo di
all’attore della serie “Velo” e “Malo misto”.
vivere, gli usi e i costumi della nostra gente. Ciò
Quando riuscì nella sala d’attesa, fu circondato
che fa parte delle nostre radici costituisce il
da un gruppo di pazienti che l’acclamavano
fondamento del nostro pensiero.
felicemente. Alcuni chiesero l'autografo del
Vorrei rinarrare una delle storie che mi ha
“grande attore”. Mio nonno rideva, firmava i
raccontato una persona molto speciale: mio
pezzi
nonno. Sfortunatamente, lui non c’è più, sono
dell’attore. Quando i suoi colleghi lo videro
restate soltanto le memorie, i ricordi e una
ritornare,
traccia dei bei tempi. Mio nonno era un uomo
sorridesse. Gli chiesero cosa fosse successo e
carissimo e gentile, dai capelli neri con sfumature
perché fosse così felice, e lui rispose solo:
grigie e occhi del color lavanda. Mi ricordo del
“Non è successo niente. Io sono Ivica Vidović,
suo sorriso dolce e riesco ancora a sentire il suo
il grande Ivica Vidović”. Quando poi raccontò
odore.
l’episodio ai colleghi, tutti si fecero una gran
Ma
ritorniamo
alla
storia.
Al
nostro
Teatro
di
che
carta
non
stavano
che
porti
nel
corridoio
assomigliava
e
imitava
poterono
molto
la
voce
credere
che
risata.
comunale c’era un attore di nome Ivica Vidović.
Mi manca molto il mio Ivica Vidović. Nel mio
Ed è proprio così che si chiamava mio nonno -
cuore sempre ci sarà il posto per la felicità
Ivica Vidović. Mi
della quale mi ha parlato e l'amore per lui.
ha raccontato che tutti i
lavoratori dovevano andare alle visite di controllo
annuali dal medico. Questo non sarebbe stato
Rea Stemberger, It
così grave se non fosse che dovevano fare anche
le analisi del sangue e lui ne era spaventato.
35
… di palo in frasca…
- in questo caso si trattava di una ragazza
ammalata di leucemia).
* La musica II *
Finalmente l’opportunità di esprimere la mia
opinione su questi due tipi di musica! Personalmente,
ascolto il metal (e non le cajke/zaiche), ma ho
un’opinione su entrambi. Parliamo della storia dei due
generi musicali.
All'inizio (negli anni Sessanta) il metal ancora non
esisteva, ma si distingue un tipo di rock più duro (il hard
rock). Con gli anni Ottanta arriva la prima evoluzione del
hard rock al metal (con band tipo Metallica, Slayer; Black
Sabbath). Era un nuovo tipo di musica che scioccava
alcuni ma era interessante ad altri. I giovani di quel
tempo percepirono questo nuovo tipo di musica come
un’opportunità per esprimersi differentemente dagli altri e
con il tempo questo genere musicale diventò uno stile di
vita (una delle frasi molto conosciute dai “metalhead” è
proprio “they can't stop, us let them try, for heavy metal
we will die”).
Agli antipodi ci sono le zaiche. Questo genere della
musica è ancora giovane ed ha iniziato la propria
evoluzione a partire dal XXI secolo. I suoi 'predecessori
erano i cosiddetti “narodnjaci” o canzoni del popolo.
Erano delle canzoni davvero vecchie e popolari ai tempi
dei nostri genitori, con testi riferiti all'amore (in genere
infelice se non tragico). Oggidì questa musica è diventata
talmente computerizzata, che non si sente la voce
normale del cantante.
Questa è la storia dei generi. E ora due parole sulla loro
influenza nel mondo.
Essendo una “fan” dei band metal, cerco di conoscere un
po’ della storia e delle cose anche private dei miei band
preferiti. Non è strano per i cantanti o anche gruppi interi
del genere, di tagliare i propri capelli per farne donazioni
umanitarie (per esempio, il batterista di una band, tre
anni fa ha tagliato i capelli e la barba per dare un
esempio al mondo nell’offrire aiuto ai bisognosi 36
A differenza dei metal band, i cantanti delle
zaiche fanno tutto per pubblicità. Infatti, i
gruppi metal organizzano talvolta eventi
umanitari a sorpresa (cioè fanno il concerto
ed alla fine dicono che tutti i soldi che si sono
raccolti non andranno a loro ma in qualche
organizzazione umanitaria). D’altra parte,
ogni volta che vedo qualche “star balcanica”
fare lavoro umanitario, questo deve essere
spalmato in tv affinché tutti sappiano che
cosa questa persona abbia organizzato.
Vorrei concludere l’analisi facendo
un’osservazione sull'aspetto dei due. I
“metalhead” di solito hanno i capelli lunghi,
la barba, portano le maglie con i logo dei loro
band preferiti, portano i jeans e le Converse
o le dr. Martens. Ma non è che uno che
ascolta metal non e un “metalhead” se non
osserva scrupolosamente questo “look”.
L'aspetto fisico è completamente arbitrario.
Il pubblico che ascolta le zaiche, di solito
indossa vestiti un po’ più costosetti: i loro
capi sono fatti da designer famosi. Per
essere conosciuto in questo ambiente devi
essere preparato a spendere un po’ più di
soldi. Questo non significa che gli uni o gli
altri siano migliori, se gli uni spendono 100
euro per i loro jeans e gli altri 30 euro,
questo dimostra solo il rispettivo modo di
pensare.
Linda Čendak, IIIt
… di palo in frasca…
* La pace nel mondo è possibile? *
Nell’anno 1945 la più grande e sanguinosa guerra della storia finì con il suicidio del mostro che
l’ha commessa: Adolf Hitler si suicidò con la sua moglie Eva Braun nel bunker della Cancelleria. Dopo la
sua morte Berlino fu occupata dalle truppe dell’URSS, e con questo atto finisce la grande guerra con la
Germania. Ma il Giappone non aveva intenzione di arrendersi. Gli USA decidono di bombardare il
Giappone con Little Boy, la prima bomba atomica ad essere utilizzata in un conflitto militare. Little
Boy provocò circa 60.175 morti saliti a 100.000 negli anni seguenti a causa delle radiazioni con
180 000 persone sfollate ed alcune poi morte. Il Giappone non si arese neanche dopo l’esplosione della
prima bomba atomica. Gli USA decisero di bombardare un’altra volta, questa volta Nagasaki. Gli Stati
Uniti sganciarono la bomba atomica chiamata Fat Man, tra 20 000 e le 39 000 persone morirono
all'istante per l'esplosione nucleare e si stima che circa 25 000 furono i feriti. Molte migliaia di persone,
inoltre, morirono in seguito per le radiazioni. Dopo Fat Man il Giappone si arese.
Per via della invenzione dell’energia atomica, il mondo entra nella cosi chiamata ''era atomica''.
Quando finì la grande guerra, nel mondo si creò un conflitto tra le grande potenze militari ed
economiche, per essere più precisi, gli URSS ed gli USA entrano nella cosiddetta Guerra Fredda.
Chiamata cosi perché i due stati non entravano nella guerra diretta fra loro, infatti era una cosiddetta
competizione su fronti militari, spaziali, tecnologici, ideologici, psicologici ed anche sportivi che va sotto
il nome di ''corsa agli armamenti''. Questa guerra durava quasi mezzo secolo. Fu un tempo di grande
tensione e paura perché tutti i due stati avevano le bombe atomiche talmente potenti da distruggere il
mondo. C'erano contrasti fondamentali tra le visioni di Stati Uniti e Unione Sovietica, tra capitalismo e
comunismo. E questi contrasti erano stati semplificati e raffinati nelle ideologie nazionali per
rappresentare due stili di vita, ognuno dei quali era stato confermato nella sua correttezza.
Josif Stalin il noto dittatore del URSS muore nel 1953 e viene sostituito da Nikita Sergeevič
Chruščëv che era noto per essere stato un abile politico e anche il primo leader sovietico a visitare
gli USA. Il suo viaggio in USA era molto delicato ed era compiuto per calmare la situazione tra i due
stati. Non erano passati che pochi giorni, e un aereo di spionaggio fu abbattuto sopra il territorio
Russo: il fatto scalò nella Crisi dei missili di Cuba. Questa crisi durò esattamente 13 giorni ed era
considerato uno dei momenti più critici della Guerra Fredda. La crisi dei missili di Cuba fu un confronto
tra USA e URSS conseguente al tentativo di invasione di Cuba che fu interrotta con l intervento di
Kennedy. Il solo pensiero che se una delle potenze militari non si fosse ristirata è terrificante , perché
in quel momento poteva nascere la terza guerra mondiale. Per fortuna nessuno fece la prima mossa.
Dopo anni di conflitto cadde il Muro di Berlino che era l’inizio della pace fra USA e gli URSS e la fine
della guerra fredda. La caduta del Muro di Berlino mette fine alla divisione della città: si gettano le basi
per la riunificazione delle due Germanie, che avverrà l'anno dopo. Cadono i regimi comunisti di Polonia,
Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania, che diventano Stati democratici. Con questo atto finisce
la guerra ma lo scioglimento del URSS avviene nel 1991 con il Patto di Varsavia. Con lo scioglimento
dell’URSS e la caduta del Muro di Berlino avvengono molte cose in Europa.
37
… di palo in frasca…
Come detto prima, Polonia, Cecoslovacchia,
Ungheria,
Bulgaria e Romania
divennero
stati
democratici, ma si sciolse anche la ex-Jugoslavia. Lo
scioglimento della ex-Jugoslavia era seguita da una
guerra terribile tra gli stati della ex Jugoslavia.
Nel 1991, Slovenia e Croazia si dichiararono
indipendenti. Dal 26 giugno al 7 luglio venne
combattuta una guerra tra l'esercito jugoslavo e
l'armata territoriale slovena, che vide la resa
dell'esercito
federale.
Dal 1991 al 1995 durò
il conflitto tra l'esercito croato e la popolazione serba
, appoggiata dall'esercito jugoslavo, che si concluse
con la vittoria croata. Il simbolo della guerra serbocroata è divenuto l'assedio alla città di Vukovar
(1991), un territorio in cui Serbi e Croati riuscivano a
convivere, fino a poco tempo prima. La città fu
bombardata e quasi completamente rasa al suolo dai
Serbi, che impegnarono 20.000 uomini e 300 carri
armati. Oltre alle truppe regolari dell'esercito serbo, a
Vukovar combatterono anche i paramilitari stranieri
in maggioranza anglofoni, responsabili, assieme
all'esercito, di saccheggi e uccisioni di centinaia di
civili compresi i malati presenti nell'ospedale
cittadino, ignorando ogni convenzione di guerra. Nei
primi giorni di maggio del 1995 vengono lanciate le
operazioni Lampo (Bljesak) e Tempesta (Oluja) con
l’obiettivo della riconquista del territorio controllato
dai serbi. L’obiettivo era compiuto. In seguito ci fu la
guerra di Bosnia e Serbia che durò dal 1992 al 1995,
fu la più mostruosa e sanguinosa guerra per via
dell’alto numero dei civili uccisi e massacrati. La
guerra termina con l’indipendenza della Bosnia. Cosi
l’ex-Jugoslavia si scioglie e la guerra nei Balcani
finisce.
Seguendo il corso della storia dal 45' la 95',
ho capito che l'Europa era coinvolta in moltissime
guerre sanguinose, anche dopo la Seconda Guerra
Mondiale.
38
Da questo punto di vista sembra che
l’umanità non ha capito niente dalla
Seconda Guerra Mondiale, e tutti i
massacri commessi in essa. Vedendo che
nel corso dei 50 anni dalla grande guerra,
dopo tutte quelle perdite umane, e tutte
quelle vite innocenti rovinate, la nostra
specie non ha visto dove ha sbagliato; non
ha cambiato niente e niente è cambiato,
perciò io ho dei pensieri più o meno
pessimisti in riguardo alla pace nel mondo
e invece pensieri realisti in riguardo a
nuove
guerre.
Dobbiamo
solamene
guardarci intorno e vedremo che una
tensione sociale, politica ed economica si
sta alzando.
Marko Jelić, IIt
Un problema attuale: il
sovraffollamento delle carceri
Il tema del sovraffollamento delle carceri è molto attuale ed
è molto difficile decidere in che verso proseguire con le decisioni da
intraprendere. Da anno in anno si può notare il numero di reclusi in
aumento e gli spazi che sono sempre meno sufficienti e adatti.
Una delle possibili soluzioni potrebbe essere l'amnistia; in modo da
sostituire la pena detentiva con una eventuale pena pecuniaria.
L'indulto sarebbe concesso però, soltanto in caso di pene lievi. Se
intesa come misura rieducativa alla pari della detenzione, l'amnistia
potrebbe essere un incoraggiamento al detenuto ad applicare la buona
condotta, assumendo pertanto lo scopo di dissuadere i malviventi dal
commettere i crimini.
Con il reato avviene automaticamente la violazione del contratto sociale
che fa da garante alla sicurezza e all’incolumità dei cittadini. Il
criminale deve subire una conseguenza per i crimini compiuti e perciò la
pena pecuniaria diventa un parametro poco affidabile in caso di
malviventi economicamente benestanti. In questo modo la legge non
sarebbe uguale per tutti e i ricchi sarebbero privilegiati anche nel campo
giuridico.
amnistìa s. f. [gr. «dimenticanza»].
Provvedimento di clemenza, concesso
di solito per celebrare determinate
ricorrenze. Ha per effetto di togliere
carattere di reato a determinati fatti
commessi anteriormente alla data di
presentazione del disegno di legge.
indulto s. m. [lat. «indulgere»].
– Atto d’indulgenza, di benigna
concessione, consistente in una
remissione totale o parziale della
pena.
Provvedimento
di
clemenza
cui
consegue
l’estinzione della pena inflitta al
condannato, la quale viene
condonata in tutto o in parte
oppure è commutata in una
meno grave.
La pena pecuniaria sarebbe pertanto un'ingiustizia sociale.
Sono tanti i pro e i contro all'amnistia. I dati di fatto di cui disponiamo
sono il sovraffollamento delle carceri, il rischio di infrangere il contratto
sociale e di sminuire il fondamentale ruolo rieducativo delle carceri.
Tuttavia, non bisogna sottovalutare le circostanze economiche in cui
viviamo. A causa di questo duro momento non si è presa nemmeno in
considerazione l’opportunità di costruire nuove carceri ma piuttosto
evacuare quelle esistenti.
Sarebbe il caso di applicare tutti gli strumenti che la tecnologia moderna
ci offre. Si potrebbe ricorrere all'amnistia, monitorare la condotta dei
graziati mediante strumenti digitali. In
questo modo si corrisponderebbe alle
due principali esigenze del processo
riabilitativo: il miglioramento della
condotta nel corso dello svolgimento del
lavoro socialmente utile che sempre e
comunque segue all'uscita dalle carceri.
David Naglić, IVa
39
incolumità s. f. [lat.]. – Il
fatto
d’essere
o rimanere
incolume, illeso; integrità fisica
di una persona.
pecuniàrio
agg.
[lat.
pecunia
«denaro»]. – Che riguarda il denaro,
che comporta scambio o perdita di
denaro. Pene p., indicano le pene,
come le multe e le ammende, che
consistono nel pagamento di una
somma di denaro, in contrapposizione
alle pene detentive (e, un tempo, alle
pene corporali).
Pillole di etica, politica, filosofia…
Alcuni problemi della società post-moderna
Secondo me ci sono veramente tanti problemi che
affliggono la nostra società, come ad esempio
l’inquinamento, la mafia, i criminali, la crisi economica, e
via dicendo. Oggigiorno ci sono ancora una classe politica
che non svolge adeguatamente il proprio lavoro e sta
rovinando il futuro dei giovani, che si sentono disarmati e
insicuri. La società cerca sempre di più di uniformarci alla
massa che ti dice cosa fare, cosa mangiare, come vivere,
come essere e come pensare. Tutto questo è solo per
illuderci che in questa maniera saremo accettati. La società
di oggi ha l’obiettivo di depersonalizzarti rendendoti un
piccolo ingranaggio anonimo di un meccanismo senza
futuro, senza più valori, incentrato sul materialismo e
sull’individualismo, generando così il più terribile dei mali.
Huang Zhengfei, IIc
L’uomo e la tecnologia
Il mondo cambia in maniera veloce, quello che una
volta sembrava impossibile oggi è diventato inevitabile. Le
persone che si trovano in continenti diversi comunicano tra
di loro a velocità della luce. Ci scambiamo fotografie,
video, idee, paure, bugie e verità. Siamo tutti-connessi. In
ogni momento possiamo vedere il mondo attraverso gli
occhi degli altri. Probabilmente nel futuro perderemo ogni
capacità di memorizzare o di imparare a causa di Google.
Questa veloce trasformazione del mondo mi rende un po'
pensieroso. La tecnologia ci sta conducendo al punto-delnon-ritorno. Che cosa succederà se in un futuro prossimo
Internet dovesse scomparire per due giorni, due mesi o
due anni? La tecnologia moderna ha completamente
cambiato il mondo, la gente si sente impotente se non
riesce ad accedere a Internet. Pertanto non è strano il
fatto che migliaia di abitanti di New York camminano per
chilometri nella speranza di trovare un punto Wi-Fi o una
presa per ricaricare la batteria del proprio dispositivo
elettronico. E questo tipo stile di vita ha raggiunto anche
noi. Dalla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri la
tecnologia ha conquistato tutto il mondo.
40
La globalizzazione e l'impoverimento
della società sono logiche conseguenze dello
sviluppo della tecnologia. Anche se a prima
vista sembrerebbe positiva, poiché ha aiutato
la gente ad avere conoscenze sempre più
ampie, superando le barriere spaziali e
temporali.
Nella società odierna quasi non esiste
una persona che non segua gli avvenimenti
mondiali o anche solo locali attraverso
Internet, la televisione, lo smartphone, il
computer e giornali. I moderni processi
tecnologici ormai fanno parte della nostra vita
quotidiana, indipendentemente dall'età o
dall'abilità di ciascuno di noi. Però la
tecnologia ha anche il suo lato negativo.
L'uomo ne diventa gradualmente schiavo.
Iniziamo a perdere i valori tradizionali e a
cercarne altri completamente diversi. Però, la
cosa peggiore che potrebbe succedere è di
scordarsi la dimensione umana e di non
pensare più all'uomo ma piuttosto alla
macchina. Mi chiedo se alla fine il risultato di
tutta questa varietà d’innovazioni tecnologiche
sarà lo smarrimento dell'uomo?
Arian Mršulja, IIm
Pillole di etica, politica, filosofia…
Globalizzazione, consumismo e illegalità
Verso la metà del secolo scorso iniziò a verificarsi un
processo di collegamento e di rafforzamento dei
rapporti di diversi paesi in tutto il mondo. Questo
processo, detto globalizzazione, portò a svariate
conseguenze
positive
come
il
progresso
dell'economia, ma produsse anche effetti negativi
per la società. Tra questi c'è senz'altro il
consumismo, una corrente che impone i beni
materiali come veri valori a cui tendere. Il
consumismo ha reso le persone schiave delle aziende
e delle corporazioni multinazionali senza che se ne
siano accorte. Il progresso tecnologico realizzatosi
verso la fine del XX secolo sta simultaneamente
facendo progredire e regredire la società. Per un
verso, rende possibile una produzione molto
accelerata di prodotti in tutto il mondo e facilita la
vita quotidiana di ogni persona, d’altra parte, causa
l'aumento di disoccupati in tutte le parti del mondo.
Significa che aumenta il numero di persone povere
rispetto alla media e questo comporta diverse cose,
tra cui anche la difficoltà di accedere ad un grado di
istruzione decente. Nonostante il fatto che, in molte
zone vengano offerte borse di studio agli studenti, ci
sono comunque regioni in cui è molto costoso
frequentare le università, specialmente se si tratta di
facoltà prestigiose. Questo fatto implica che ancora
oggi quelli che hanno denaro possono fare molto di
più di quelli che, non per causa loro, si trovano in
condizioni sociali peggiori. Un problema che vale
sicuramente nominare è la continua violazione delle
leggi da parte dei cittadini. Le persone credono di
essere furbe, ma non capiscono che facendo danni
alla società fanno anche del male a se stessi.
Dopotutto, le leggi esistono per tenere unita la
società e violandole si crea soltanto confusione. Ci
sarebbero
delle
soluzioni
percorribili,
però
richiederebbero uno sforzo veramente grande da
parte delle istituzioni e tantissimo tempo.
41
La soluzione sarebbe far capire alle persone
il motivo per cui sono state inventate le
leggi.
Come dice Gherardo Colombo nel suo
romanzo “Sulle regole”, le persone devono
cambiare mentalità, comportamento e il
mondo di interagire gli uni con gli altri,
bisogna cercare di essere coerenti e di dare
ad ognuno gli stessi diritti. Di tutti i fattori
negativi che accompagnano la nostra civiltà,
forse il peggiore è quello del continuo
impegno in diverse attività. La società
moderna rende l'uomo molto occupato e non
gli dà pace. Le persone sono in continuo
movimento e vanno sempre di corsa, a
partire dal momento in cui si alzano al
mattino e poi fino alla sera riescono a
malapena a trovare qualche momento per
riposare. Avendo migliaia di obblighi le
persone sono soggette a stress e spesso al
panico. Tali condizioni, se si manifestano con
ricorrenza, possono causare danni alla salute
delle persone, portando disturbi psicofisici
oppure, in casi più gravi, a vere e proprie
malattie. La nostra società è senz'altro molto
sviluppata per quanto riguarda i diversi
settori dell'economia, della scienza della
tecnologia,
però
presenta
anche
numerosi
difetti
che non è possibile
correggere
in
questo momento.
Petra Grdaković,
IIIm
Pillole di etica, politica, filosofia…
L’angolo buono della morale
Bisogna tener conto anche delle opinioni con le
quali non siamo d'accordo?
Socrate afferma che anche le opinioni altrui sono
importanti, non importa se siano esatte o no,
intelligenti o meno, ovvie o implicite. Prendendo
spunto da
ciò,
possiamo arrivare a
tanti
ragionamenti. Certamente non possiamo essere
d'accordo con tutte le opinioni, questo non è niente
di strano. Ogni concetto ha un suo posto e una sua
contraddizione, perciò se siamo d'accordo con
un'idea, inevitabilmente siamo in disaccordo con
un'altra, ovvero con l’opposto. Però si dovrebbe
prendere in considerazione questo opposto. Tra
l'altro Socrate afferma che si deve essere anche
capaci
di
riconoscere la propria ignoranza.
Raramente le opinioni sono giuste al 100%, e in più
spesso le situazioni cambiano. Nel medioevo la
concezione tolemaica dell'universo era accettata
ovunque, mentre quella copernicana, prima non
esisteva, e dopo, in età moderna, è stata respinta
con forza. Questo avveniva perché la gente, la
Chiesa e altre istituzioni, erano certi di avere
ragione. Non avevano nessun atteggiamento critico,
non si ponevano domande, non prendevano in
considerazione l'opinione altrui. Consideravano gli
innovatori come degli ignoranti, e per via della loro
arroganza, hanno limitato il proprio potenziale di
sapienza e conoscenza. Essendosi chiusi a ogni
influenza esterna, non hanno fatto altro che
ostacolare
il
proprio
progresso,
rimanendo
saldamente ancorati alle vecchie idee, come
l'universo che ruota attorno alla terra. Siccome
nessuno ha sempre ragione, dobbiamo prendere in
considerazione le opinioni altrui perché potrebbero
essere fondamentali per la nostra evoluzione
personale.
42
Ci sono anche dei casi in cui gli oggetti
stessi hanno una natura ambigua.
Prendiamo in considerazione una teoria
sulla quale si basa la chimica e la fisica
contemporanea, quella del dualismo
onda-particella. La luce si comporta come
particella in alcuni casi, in altri si
comporta
come
un'onda
elettromagnetica. Ciò serve a dimostrare
che in certi casi la realtà stessa si
manifesta in molti modi e con diversi
aspetti. Questo può valere anche per le
opinioni: anche quando abbiamo ragione,
non significa che l'altro abbia torto per
forza. Purtroppo spesso rifiutiamo di
prendere in considerazione le opinioni
altrui, rinunciando così all'altra parte della
verità. Come colui che rifiuta di credere
che la luce possa comportarsi solo come
onda o solo come particella. Bisogna
invece sapere ascoltare e riflettere cum
grano salis su tutto ciò che sentiamo. Non
facendolo corriamo il rischio di fare
esattamente quello che Socrate sconsiglia
di fare, ovvero di rimanere ignoranti.
Carlo Paris, IIIm
A spasso per il mondo…
Gita a Udine – La Giornata della formazione
imprenditoriale
A metà novembre, in occasione della Giornata della
formazione imprenditoriale, noi delle seconde classi della
SMSI ci siamo recati ad una gita istruttiva ad Udine. La
partenza era stata fissata per le sette, ma ovviamente
siamo partiti con un po' di ritardo. Nell'autobus si sentiva la
solita atmosfera eccitante che precede una gita scolastica:
si giocava a carte, si ascoltava della musica e c'erano pure
quelli che seguivano attentamente le spiegazioni della
guida.
La prima tappa del viaggio è stata la Mostra “Domestiche
Rivoluzioni” – una mostra dell'innovazione tecnologica dagli
anni '50 fino ai giorni nostri, allestita presso la Fiera di
Udine. Qui abbiamo trovato oggetti di tutti i tipi: dai primi
telefoni, alle radio e ai computer primitivi, agli scolapasta e
agli altri utensili che hanno rivoluzionato la quotidianità
delle famiglie. Naturalmente era vietato toccare qualsiasi
elemento della mostra, ma la nostra curiosità era più forte
di qualunque regola e quindi ci siamo ritrovate a palpare
tutto quanto. In particolar modo ci hanno interessato i
primi walkie talkie. A nostro parere, questa mostra è stata
la parte più interessante della gita in quanto ci ha
entusiasmato l'evoluzione della tecnologia e i passi da
gigante che ha fatto in pochi decenni. Ci siamo resi conto di
come la vita di una volta, secondo certi aspetti, era più
semplice e meno articolata rispetto a quella di oggi.
Di fronte all'edificio della mostra vi era pure un tendone
ospitante la fiera ispirata al Natale. Appena entrati abbiamo
avuto la sensazione di esser nel paese delle meraviglie. Era
tutto decorato con addobbi natalizi e si vendevano dolciumi
e caramelle di ogni tipo. I prezzi erano abbastanza alti,
quindi non potevamo abbuffarci più di tanto, ma quello che
abbiamo assaggiato ci ha lasciato l'acquolina in bocca.
Dopo la fiera ci siamo recati a visitare due ditte che
fabbricano prodotti interamente in Italia. La prima,
Gervasoni, si occupa di arredamento. Un gentile signore ci
ha fatto da guida, ci ha introdotto all'interno passando per i
capannoni e i magazzini della fabbrica. Ci ha spiegato il
processo di lavorazione del legname e abbiamo assistito al
lavoro stesso degli operai. La parte migliore della visita è
stata la sala di esposizione al piano superiore dell’edificio,
dove c'erano letti e poltrone comode e soffici come piume
che hanno cullato dolcemente le nostre stanche membra...
43
Costretti a separarci alla fine da questi
favolosi sofà, siamo tornati al pullman con il
quale abbiamo raggiunto la nostra destinazione
successiva: il pranzo.
Più tardi abbiamo visitato la seconda fabbrica in
programma, la Practic, produttrice di tende da
sole e pergole. Ci hanno fatto vedere la loro
lavorazione e lo show room. Una tenda ci ha
entusiasmato in particolar modo: la tenda che
luccica sotto la luce neon!
Ci siamo resi conto che per un'imprenditoria di
successo oggi sia importante l'inventività. Il
mercato ha bisogno di novità e di qualità. Da
quanto abbiamo appreso, non è necessario
cercare luoghi lontani per produrre con
successo. Con una buona organizzazione del
lavoro, il lavoro può rimanere a casa nostra.
L'ultimo luogo che abbiamo visitato in quella
giornata è stato il castello di Susans che sorge
sulla cima di una collina e con la sua posizione
controlla un ampio tratto del Tagliamento.
Il castello aveva un qualcosa di magico perché
il tempo in quel luogo è volato e dovevamo già
ritornare a Fiume. E' stata un'esperienza
interessante e istruttiva (e noi non abbiamo
perso l'occasione anche per divertirci) e
speriamo di aver l'opportunità di farne altre.
Ileana Merdžo & Kris Dragičević, IIa
A spasso per il mondo…
La gita a Udine
Il 15 novembre 2013, siamo stati a Udine, accompagnati
dalla capoclasse, tutti noi delle seconde. Abbiamo visitato
una fiera dell'imprenditoria. Mi è piaciuta la bancarella dei
dolci, dei prodotti natalizi, la bancarella dei libri (con il
venditore che aveva la barba di babbo natale). Abbiamo
anche visto prodotti per la casa, vini, prodotti per il bar
ecc.
Poi siamo andati a
visitare una ditta che si
chiama ''Gervasoni'' che
si occupa di mobili per
la casa, e ne abbiamo
anche
visitato
il
magazzino.
Dei
magazzini che ho visto,
è sicuramente uno dei più grandi!
Poi abbiamo visitato il castello di Susans. Il castello
funziona come museo, in una stanza c’erano addirittura le
piume bianche di uccello sul pavimento. Dopo la visita al
castello siamo tornati a casa. Quello che più mi è piaciuto è
stata la fiera. E questo perché abbiamo assaggiato i dolci.
È stata una bella esperienza e
mi auguro che anche i miei
compagni che ci andranno si
divertiranno quanto mi sono
divertito io.
Massimo Liao, IIc
44
Massimo Liao IIc
Arrivederci Roma…
La scuola superiore italiana di Fiume da anni
organizza lo s cambio con la scuola “Blaise
Pascal” di Pomezia (Roma). A dicembre 2013 io
ho avuto l’opportunità di partecipare a questo
scambio. Una ventina degli alunni delle nostre
terze e quarte classi sono stati ospitati dagli
alunni di Pomezia. Abbiamo visitato la loro
scuola, il centro storico di Roma e vissuto una
loro giornata. Gli alunni di Pomezia si sono
impegnati di presentarci i più bei monumenti e
le più interessanti vicende storiche di Roma.
Questa settimana è passata presto e noi siamo
ritornati a Fiume. A maggio poi, gli alunni di
Pomezia sono arrivati a Fiume. Purtroppo la
ragazza che ospitava me non poteva venire
perciò ho ospitato un altro ragazzo che era
molto simpatico. A Fiume abbiamo visitato la
nostra scuola, il centro, il teatro e il Dramma
italiano, la sinagoga, Pola con la sua magnifica
arena e Rovigno. Spero che si siano trovati
bene. Purtroppo tutte le belle cose finiscono,
ma la fine di questo viaggio non è certo la fine
della nostra amicizia. Presto le terze classi
ritorneranno a Roma e ci incontreremo di
nuovo. Questo scambio è stato una grande
esperienza per tutti noi!
Tara Grubišić, IIIt
Addio IVa
Si avvisano amici, parenti e conoscenti che dopo
una lunga e dolorosa malattia si è spenta la IVa. Il
funerale? Già fatto, mi dispiace. Perciò non c’è niente da
fare. Le ceneri sono state sparse per tutto il paese per
evitare che tali resti diventino una specie di reliquia o che
sia eretto un qualche santuario per adulti nostalgici dei bei
tempi. L'unica cosa che si può fare è dire poche parole dei
vizi e dei pochi pregi del defunto.
È tosta, da dove cominciare? Quattordici erano le parti del
suo corpo. Partiamo dal cervello, che oggi si premia di
meno. Il cervello aveva un nome, femminile per giunta. Il
cervello si chiamava Lea, un elemento strano, alto, occhi
scuri, carnagione chiara d'inverno e da zingara d'estate.
Capelli lunghi, cuore fragile ma un cervello brillante,
sempre
preparato, funzionante
al
massimo, altruista,
pronto ad aiutare, simpatico, dolce e poco cattivo.
L'udito,
anch'esso
di
genere
femminile,
si
chiamava
Un po' meno altruista ma di grande
personalità. Un'amica. Sempre convinta di fare
il massimo (seppure a volte non lo facesse)
seria e tranquilla, a prescindere da quanto
amore riceveva, sincera.
Finalmente un maschio, un poco noioso, quello
che parlava sempre. Era lui la bocca e il suo
nome era David. Che dire? Strano anche lui!
Come tutti, però questo era anche pazzo,
furioso a volte, ubriaco della vita.
Com’erano gli occhi? Gli occhi, al plurale, erano
Karolina e Sara. Due donne piccoline.
Di regola strane anche loro, ma divertenti,
qualche volta indifferenti, due occhi che hanno
visto il mondo a modo loro.
Daniela.
Il volto era Fabijan. Senza peli sulla lingua,
uno che sa dirti in faccia ciò che pensa,
senza nascondersi dietro a false parole.
Uno che aveva sempre delle idee strambe
ma che facevano ridere tutti.
45
Addio IVa
Simpatico, affatto diligente, un grande amico
di tutti e di Geppi in particolar modo, anche se non lo
avrebbe mai ammesso.
E per concludere, Gini e Matija o Mattia
(chiamato così dal prof. Biekar). Gini era la
più piccola parte del nostro corpo. Il dito
mignolo.
I
due
non
si
staccavano
mai,
due
cuccioli
inseparabili. E poi Geppi, buono con tutti e amato da
tutti. Era tra i più piccoli della classe ma aveva un
cuore grande, delizioso; preso in giro dalle gambe e
dalle mani, in questo caso da Oskar e Marco, i due
sempre in forma, fisici bestiali. Appassionati di sport,
basket
e
calcio,
ma
non
solo…
Entrambi
dei
“Casablanca” (leggi Casanova), ci sapevano proprio
fare
con
le
donne,
o forse no…
Sono
troppo
complicate le donne e su ciò eravamo d'accordo tutti.
Sempre a parlare di donne. E poi, e poi … ci sono le
parti ribelli del corpo, quelle che creavano sempre
dei problemi: Antonella, Vanna e Patrizia. Alla fin fine
La
picia
cocola,
sorridente
e
sempre tranquilla. Chi l’avrebbe mai detto, è
diventata mamma così presto!
Ma il cielo è
sempre
blu
più
…
e
anche se il
defunto non
resuscita,
tranne
che
nella Bibbia,
la
vita
continua.
si cercava di fare amicizia tra di noi ma non abbiamo
mai superato la fase Linić-Milanović.
David Naglić, IVa
46
La pagina
sportiva
La passione per la pallavolo
La pallavolo è la mia passione da sette anni. Ho
incominciato un anno dopo che mi sono trasferita a Fiume
dall’Italia. Non ho mai pensato che sarei riuscita ad arrivare
così lontano. Prima della pallavolo, praticavo la danza
moderna e quella classica. Poi ho capito che questo non
faceva per me: ho deciso che mi serviva uno sport più
adatto a me, e cosi ho incominciato a giocare a pallavolo.
Quando ho iniziato,
non avevo una gran
ambizione,
mi
allenavo
a
tempo
perso. Dopo un po’ ho
capito che mi piaceva
moltissimo.
La pallavolo è
uno sport che si gioca
in
squadra.
Se
vinciamo o perdiamo
siamo
comunque
sempre insieme. Nella pallavolo
tutto è possibile, basta solo
crederci. Per me la pallavolo è
come una dipendenza, è difficile
smettere dopo che hai iniziato.
Quando gioco a pallavolo, riesco
finalmente a essere me stessa. In
quel momento quando sono sul
campo sento scorrere in me
passione, amore e felicità.
Forse alcuni pensano che questo sport
sia solo per le femmine, ma i maschi sono
anche bravissimi. La cosa più bella e guardare
come giocano. Saltano molto bene.
Nel
mondo,
la
pallavolo è uno sport
abbastanza popolare, in
Croazia un po’ meno. Nel
nostro paese, lo sport più
praticabile e popolare è
senza dubbio il calcio. Ci
sono moltissimi stati nel
mondo che hanno una
squadra di pallavolo morto
forte e potente, tra cui il
Brasile, Cuba e gli USA.
La squadra di pallavolo che rappresenta
la Croazia è brava. Quest’estate si terrà in Italia
la Coppa del mondo, e la Croazia ci parteciperà.
Speriamo che quest’anno riescano ad ottenere
dei bei risultati. La pallavolo è uno sport molto
divertente, con la nostra squadra conosciamo
molti altri giocatore e allenatori. Spero di
riuscire ad essere una brava pallavolista un
giorno, e ottenere dei bei risultati.
Elena Mudrić, IIIt
47
La pagina
sportiva
IL KICK-BOXING
Il kick-boxing non e solamente uno sport, è la mia
passione e la mia vita. Molte persone pensano, sbagliando,
che li kick-boxing lo pratichino solamente persone che
hanno scrupoli mentali. Il kick-boxing non è uno sport in cui
è importante solamente la forza fisica, ma anche quella
intellettiva. Prima di un combattimento, mi sento molto
agitato e nervoso e, nonostante la mia esperienza nel
campo di combattimento, mi sento ansioso tutte le volte. Il
mio allenatore mi dice sempre che il vincitore è quello che
sconfigge la paura. Perciò in questo sport non e solamente
importante il fisico di una persona ma anche la capacità di
superare la paura; si può dire che è un gioco mentale.
Mi ritengo uno sportivo di successo: ho
vinto tante medaglie e devo vincerne ancora.
Ho tanta esperienza nel campo del kick-boxing
e posso dire che questo sport non è per tutti,
ma lo consiglio alle persone che vogliono
affrontare sfide nella loro vita e a quelle che si
vogliono dedicare a questo sport per rendersi
più forti e vivere una vita sana e sportiva.
Marko Jelić, IIt
48
Attività nell’anno scolastico
2013/2014
Settembre
Novembre
Giovedì 12 - Incontro a Buie delle classi terze con
Gherardo Colombo. L’evento è stato realizzato nell’ambito
del progetto UI-UPT (“La scuola incontra”).
Martedì 5 - Conferenza sul tema “Il dialetto
Fiumano“. Intervengono Guido Brazzoduro e
Fulvio Mohoratz. Partecipano le classi prime,
seconde e terze.
Mercoledì 18 - Il Dramma italiano presenta la sua
stagione teatrale. In Aula Magna, gli alunni incontrano la
direttrice Laura Marchig e gli attori Giuseppe Nicodemo ed
Elena Brumini.
Lunedì 23 - Una delegazione di alunni accompagnati dalle
prof.sse Alberini e Močinić partecipa alla presentazione del
libro "I codici della vittoria" (un libro per combattere la
SLA) di Andrea Carnevale e Pierluigi Grande, presso la Sala
grande della Comunità degli Italiani.
Domenica 29 - Ex tempore a Grisignana organizzata
dall'UI-UPT. Per la categoria giovani David Naglić (IVa)
ottiene il secondo e Matea Roknić (IVm) il terzo posto.
Ottobre
Mercoledì 2 - XIII edizione delle Gare di lingua italiana a
Pola (organizzazione UI-UPT). Partecipano Sven Turkalj
(IVm), David Naglić (IVa), Vanna Vidotto (IVa), Ugo
Gruden (IVm) e Patricija Tonković (IVa).
Giovedì 10 - Presentazione dell'Università di Trieste.
Giovedì 10 - Gli alunni delle classi terze accompagnati
dalle prof.sse Marion Merle e Brumini partecipano
all'incontro con il regista Roberto Andò e il prof. Elvio
Guagnini, nell'ambito delle Giornate della cultura e della
lingua italiana presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di
Fiume.
Mercoledì 16 - Premiazione degli alunni, vincitori del
concorso sul tema “Miniguida della mia città”, organizzato
nell’ambito della XIII Settimana della lingua italiana,
promossa dal Ministero degli Affari Esteri sotto l’Alto
Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, il
Consolato Generale d’Italia a Fiume, in collaborazione con
la Scuola Media Superiore Italiana di Fiume. Eni Salihi (IVt)
e Dora Silvani (IVt) (mentore prof.ssa Rina Brumini)
ottengono il primo premio, a Rea Duhović (Ia) (mentore
prof.ssa
Gianna
Mazzieri-Sanković)
viene
conferita
menzione.
49
Venerdì 15 - Giornata formativa imprenditori a
Udine (organizzazione UI-UPT). Partecipano gli
alunni della classi seconde accompagnati dalle
rispettive capiclasse.
Giovedì 21 - Campionato di calcetto organizzato
in occasione dei 386 anni di fondazione del Primo
ginnasio croato di Fiume. La squadra della Scuola
si classifica al quarto posto. Ne fanno parte:
Marco Matešković (IVa), Giuseppe Amura (IVa),
Fabijan Matković (IVa), Ivan Šarlija (IVt), Arian
Mršulja (IIm), Francesco Casalini (IIIm), Thomas
Medeot (It), Leo Barić (Im), Alen Huljić (Im),
Angelo Girotto (IIIt), Jacopo Jakov Kren (IIt),
Sven Turkalj (IVm), Antonio Baldo (IIIt).
Giovedì 28 - Visita alla scuola di un gruppo di
alunni del liceo classico Torricelli di Faenza
accompagnati dalla prof.ssa Elena Romito.
L'incontro è organizzato nell'ambito del progetto
di storia sulla tragedia dell'Esodo. Vi partecipano i
rappresentanti della Comunità degli italiani.
Venerdì 29 - Performance Artistico-Teatrale
“Dantescamente”
organizzato
dalla
Società
“Dante Alighieri” – Comitato di Fiume, presso il
Duomo di Fiume. Partecipano alunni e docenti
della Scuola.
Attività nell’anno scolastico
2013/2014
Dicembre
Mercoledì 11 - Martedì 17 - Scambio culturale con
l’istituto “B. Pascal“ di Pomezia (Roma): ventuno ragazzi
delle classi seconde e terze soggiornano a Roma
accompagnati dalla prof.ssa Ana Bradičić e dalla preside
Ingrid Sever.
Giovedì 12 - Spettacolo teatrale di Simone Cristicchi:
“Magazzino 18“ a Buie. Partecipano le classi terze e quarte
accompagnate dai rispettivi capiclasse.
Lunedì 23 - Adesione all'iniziativa della Caritas “Za 1001
radost“. L'importo raccolto è stato versato sul conto
bancario della Caritas.
Gennaio
Giovedì 15 - Apertura della mostra “CXXV anniversario“ in
occasione
della
ricorrenza
del
125o
anniversario
dell’inaugurazione delle scuole civiche maschile e
femminile.
Martedì 21 - Una delegazione della Comunità ebraica di
Fiume visita la mostra “CXXV Anniversario”, sotto la guida
dalla prof.ssa Rina Brumini.
Venerdì 24 - Ballo di maturità della classe IVm,
nel salone delle feste della Comunità degli italiani
di Fiume.
Venerdì
24 Gara scolastica di
francese:
Rea
Duhović
(IIIa),
Vanna
Vidotto
(IVa).
Lunedì
27 Giornata
della
memoria:
conferenza
della
prof.ssa Brumini e
del prof. Zotić su
“La Shoah”.
Febbraio
Venerdì 7 - Ballo di maturità della classe IVa,
nel salone delle feste della Comunità degli italiani
di Fiume.
Lunedì 10 - Gara
scolastica di croato.
Mercoledì 22 - L’associazione REF - Riječka enciklopedija
Fluminensia - visita la mostra “CXXV Anniversario”, sotto la
guida dalla prof.ssa Rina Brumini.
Mercoledì 22 - Gara scolastica di inglese: Enea Dessardo
(IIa).
Mercoledì 22 - Presentazione dell'Università di Pola.
50
Martedì 11 - Gare di
pallavolo per le scuole
medie superiori della CNI,
nell'ambito
delle
gare
sportive
organizzate
dall'UI-UPT,
“Coppa
A.
Rakić“, presso la palestra
Gimnasium della SMSI di
Rovigno.
Partecipazione
della squadra femminile
che si classifica al terzo
posto. Ne fanno parte:
Elena Mudrić (IIIt), Astrid
Popić (Ia), Vanna Vidotto
(IIIa), Andrea Legac (IVm), Kris Dragičević (IIa),
Patricija Tonković (IVa), Dharma Dana Grubišić
(Ia), Deborah Kornjača (Ia), Sara Chelli (Ia).
Venerdì 14 - Gara scolastica di biologia.
Partecipano: Petra Grdaković (IIIa), Carlo Paris
(IIIm), David Contus (IVm), Matea Roknić (IVm),
Sven Turkalj (IVm).
Attività nell’anno scolastico
2013/2014
Venerdì 28 - Gare di nuoto per le scuole elementari e
medie superiori della CNI, nell'ambito delle gare sportive
organizzate dall'UI-UPT “Coppa Duško Pandur“ a Fiume.
Partecipano: Katja Tonković (Ia) (primo posto stile libero
categoria allieve 50 m), Ani Čudina (Ia) (terzo posto stile
libero e dorso categoria allieve 50 m), Jelena Penko (Ia)
(terzo posto rana categoria allieve 50 m), Edda Škorić (IIa)
(primo posto stile rana e dorso categoria allieve 50 m), Mia
Šestan (IIa) (secondo posto delfino categoria allieve 50 m),
Sara Calderara (IIIm) (primo posto dorso e delfino
categoria juniores 50 m), Patricija Tonković (IVa) (primo
posto stile libero e secondo posto stile delfino categoria
juniores 50 m), Valnea Glavaš (IVm) (primo posto stile
rana categoria juniores 50 m), Mauro Matešković (IIa)
(secondo posto stile dorso categoria allievi 50 m), Oskar
Amančić (IVm) (primo posto stile dorso e stile delfino
categoria juniores 50 m). La squadra della SMSI di Fiume si
aggiudica il primo posto.
Marzo
Martedì 18 - Visita dei maturandi all'Università
degli studi di Trieste.
Mercoledì 19 - Partecipazione delle classi Ia,
IIa, IIIa, IVa, Im, IIm e IVt all'incontro con la
dott.ssa
Sandra
Rossi,
responsabile
del
Dipartimento del Rinascimento delle Gallerie
dell'accademia di Venezia, nell'ambito del
progetto “La Scuola incontra“. La dott.ssa Rorri è
intervistata dalla dott.ssa Elisabetta Pavan della
Ca' Foscari di Venezia sul tema “Sotto il colore… il
pittore – La diagnostica applicata alla pittura del
Cinquecento“.
Lunedì 24 - Partecipazione a Trieste alle
selezioni
regionali
delle
Olimpiadi
delle
neuroscienze. Partecipano: Martina Ban (IIa),
Enea Dessardo (IIa), Klaudia Kamenar (IIa),
Edda Škorić (IIa), Petra Grdaković (IIIm),
accompagnati dal prof. Denis Stefan.
Aprile
Mercoledì 5 - Presentazione dell'Università Ca' Foscari di
Venezia per i maturandi.
L’associazione Centar Tehničke Kulture Rijeka visita
la mostra “CXXV Anniversario”, sotto la guida dalla
prof.ssa Rina Brumini.
Venerdì 7 - Si svolge a Fiume presso SE “San Nicolò“ la
cerimonia di premiazione Europa a Scuola a livello conteale.
Premiate le alunne Martina Ban (IIa) e Matea Linić (IIIa)
coadiuvate dalla prof.ssa Emili Marion Merle, e Laura
Razum (IVm) coadiuvata dalla prof.ssa Gianna Mazzieri
Sanković.
Venerdì 7 - Si svolge a Visignano la cerimonia di
premiazione dello “Sportivo dell'anno“ della CNI. All'alunna
Astrid Popić (Ia), con pallavolo, viene assegnato il premio
quale Migliore sportiva dell'UI nella categoria Allieve.
Mercoledì 12 - Campionati di calcetto a Isola
(organizzazione UI-UPT). La squadra si classifica al terzo
posto. Ne fanno parte: Marco Matešković (IVa), Ivan Šarlija
(IVt), Arian Mršulja (IIm), David Contus (IVm), Antonio
Baldo (IIIt), Thomas Medeot (It), Enea Dessardo (IIa), Alen
Hujić (Im), Arber Memeti (IIIa).
Lunedì 17- Venerdì 21 - Scambio culturale con l’istituto
“F. Liceti“ di Rapallo: nove ragazzi italiani soggiornano a
Fiume accompagnati dalla prof.ssa Laura Coppo.
51
Martedì 1 - Giornata scientifica ai Laboratori del
Life Learning Center Trieste e al Sincrotrone per
gli alunni delle prime classi.
Venerdì 4 - Un gruppo di studenti del Liceo
Visconti di Roma, in viaggio nell'ambito del
progetto relativo alla questione del confine
orientale, visitano la Scuola.
Lunedì
7 - Partecipazione al progetto
International Physics Masterclasses presso il
Dipartimento di Fisica dell'università degli Studi di
Trieste. Vi prendono parte gli alunni: Petra
Grdaković (IIIm), Vilim Kvaternik (IIIm), Jan
Mastrović (IIIm), Carlo Paris (IIIm), David
Contus (IVm), Ivan Jadrić (IVm), Matea Roknić
(IVm), Mauro Suhin (IVm), accompagnati dal
prof. Mladen Ban.
Martedì 8 - Sabato 12 - Scambio culturale con
l'istituto “F. Liceti“ di Rapallo. Partecipano otto
ragazzi delle classi prima e seconda dell'indirizzo
alberghiero-turistico. Soggiornano a Rapallo
accompagnati dalla prof.ssa Ingrid Nasić.
Attività nell’anno scolastico
2013/2014
Domenica 28
- Torneo dell'amicizia di calcetto,
organizzato dalla CI di Fiume. La squadra di clacetto della
Scuola è composta
da: Giuseppe Amura
(IVa),
Fabijan
Matković (IVa), Ivan
Šarlija (IVt), Arian
Mršulja (IIm), David
Contus (IVm), Alen
Hujić (Im), Thomas
Medeot
(It), Enea
Dessardo (IIa), Alen
Hujić
(Im),
Arber
Memeti (IIIa), si è
aggiudicata il secondo
posto.
Giugno
Lunedì
2
Premiazione del 12°
Concorso Letterario
Internazionale
MAILING
LIST
HISTRIA
2014,
a
palazzo Bradamante
a Dignano. Sotto il mentorato della prof.ssa Emili
Marion Merle, ottengono il premio: Nina Rukavina
(IIa), Martina Ban (IIa) e Matea Linić (IIIa).
Sotto il mentorato della prof.ssa Gianna Mazzieri
Sanković, ottengono il premio: Ani Čudina (Ia),
Carla Čupić (Im), Jelena Penko (Ia) ed Astrid
Popić (Ia).
Maggio
Venerdì 9 - venerdì 16 - Scambio culturale con l'istituto
B.Pascal“ di Pomezia (Roma): venti ragazzi di Pomezia,
accompagnati
dalla
prof.ssa
Donatella
Schurtzel,
soggiornano a Fiume.
Martedì 13 - Progetto Martina“, iniziativa coordinata da
The International Association od Lions Clubs nella lotta
contro i tumori. La dottoressa Gabriella Vaglieri di Trieste e
il dott. Jonjić incontrano in Aula Magna gli alunni delle
seconde e terze classi ginnasiali per informarli sulle
metodologie di lotta contro i tumori.
Venerdì 16 - I
maturandi
partecipano al
programma di
fine
lezioni
organizzato
dalla
Contea
litoraneomontana
Maturljada“.
Giovedì 15 – mercoledì 21 - Settimana delle porte aperte
della SMSI di Fiume per gli alunni delle SEI svolta dai prof.
Rina Brumini, Iva Balen e Luka Živković. Il 20 maggio a
mezzogiorno gli alunni delle SEI visitano la Scuola.
Mercoledì 21 - Gli alunni organizzano la raccolta di generi
alimentari, vestiario e prodotti igienici a favore degli
alluvionati della Slavonia. Il tutto è stato poi consegnato al
Centro di raccolta tramite il Club dei giovani.
52
Venerdì 13 - Celebrazione della Giornata della
Scuola con l’assegnazione del Premio “San Vito”
in collaborazione con la Società di Studi Fiumani
di Roma. Ottengono il premio gli alunni Sven
Turkalj (IVm), Josip Baković (Ivm) e Romina
Marković (Ia) coadiunati dalla prof.ssa Gianna
Mazzieri Sanković; gli alunni Mattea Linić (IIIa),
Nika Skerbec (IIIa), Martina Ban (IIa), Petra
Grdaković (IIIm) e Nina Rukavina (IIa) coadiuvati
dalla prof.ssa Emili Marion Merle, l'alunno Ivo
Šubat (IIa) coadiuvato dal prof. Marko Zotić.
Un giro al Circolo
Il coro giovanile e la Comunità
El Cucal in camiseta
alla conquista della
Ogni venerdì alle 18:30h un gruppo di giovani,
“quasi in sordina“ si trova in una piccola cameretta della
nostra Comunità degli Italiani. Sono gli spazi dei
minicantanti e proprio in occasione del 49esimo Festival dei
minicantanti, il 31 maggio il coro giovanile si è esibito nel
“Circolo“ cantando uniti ai ragazzi delle superiori della SE
“Dolac“ e agli stessi protagonisti. Ci siamo divertiti
moltissimo, sia durante lo spettacolo, sia durante tutto
l'anno quando ci esercitavamo tra uno scherzo e l'altro. Allo
spettacolo abbiamo cantato Counting Stars, Nel blu dipinto
di blu, Respiro di te e, uniti alla Dolac e ai mini abbiamo
cantato in conclusione la canzone che ha entusiasmato il
pubblico, appunto Supercalifragilistichespiralidoso.
Durante
le
nostre
prove
abbiamo
certamente
cantato
molto, ma riso ancora
di più, e così si sono
formate delle nuove
amicizie. Il professore
Sanković ha tentato
spesso di calmarci,
quando siamo stati
colpiti dalle risate, ma
solitamente si finiva col farlo ridere con noi.
Al coro vengono tanti, anche quelli delle quarte, delle terze,
delle seconde e delle prime. A volte ci vengono anche i
ragazzi della Dolac. Tutti insieme cantiamo e ridiamo,
cercando comunque di divertirci al massimo.
Le presenze non sono costanti, a volte siamo in un
numero maggiore, a volte in un numero minore, ma questo
non cambia niente, perché siamo comunque sempre pronti
per il canto. Per quest'anno abbiamo in piano ancora il
concerto
in
occasione
dei
festeggiamenti di San Vito, concerto
che si terrà nell'Aula magna del
Liceo.
Poi, le vacanze estive e si
sospendono le prove: non vedo l'ora
di
proseguire
l'anno
prossimo!
Saranno questi, nuovi momenti da
custodire nella nostra memoria...
storie da raccontare.
Ana Šoda, Im
53
Comunità
Sono una decina di ragazzi, tra cui
alcuni liceali. I loro nomi sono: Dorian, Ivo,
Martina B., Maurizio, Roberta, Martina S, Leo,
Miriam e Ivan. Quest’ultimo, pur di far parte
del gruppo, viaggia ogni settimana (o quasi)
dall’Istria (da Umago). Non hanno un
direttore, uno scenografo, nemmeno un
regista, sono piuttosto dei “fai-da-te”.
Quest’idea è sorta nell’estate del 2013,
ispirata
dall'evento
'Sempre
fiumani',
settimana dedicata all'incontro dei fiumani di
tutto il mondo, organizzato in quella data per
la prima volta nella nostra città dopo tanti
decenni. Così sono stati riuniti ragazzi tra i 15
e i 25 anni ed è qui che è nata l’idea della
filodrammatica giovani. In quella serata si è
discusso del desiderio di molti giovani di poter
discorrere in dialetto, e della difficoltà pratica
di riuscire ad incontrarsi e a conoscere altri
fiumani. Il nome del gruppo è nato durante
una lunga e spassosa conversazione nel caffè
bar al quale la filodrammatica si reca alla
chiusura del Circolo, dopo ogni prova, per
giocare una partita di biliardo, e trarre spunti
per nuove scenette.
Un giro al Circolo
IL CIRCOLO
CHE COSA FANNO?
Il “Cucal in camiseta” fa teatro. Ma è molto più di un
semplice teatro. Durante le prove c’è chi mette a posto
la scena, chi cerca di aiutarlo, chi litiga per qualcosa e
chi si diverte a guardare i litiganti che, senza accorgersi
improvvisano una scenetta sul momento I componenti,
insomma, non si annoiano mai, e aspettano con grande
gioia ogni prova, momento di teatro ma pure di
incontro. Gli spettacoli messi in scena sono, di solito, un
gruppo di sketch messi assieme, qualche volta collegati
tra loro, altre volte invece no. Sono però molto
divertenti e, la cosa più importante, sono adatti a ogni
età e scritti da loro stessi. L’autore della maggior parte
delle scenette è comunque Ivan.
Questa filodrammatica, così, oltre ad essere un
simpatico pretesto per stare in compagnia il venerdì
sera, ha come idea di fondo la speranza di riuscire, con i
suoi spettacoli, a portare altri giovani in Comunità, ad
invogliarli a collaborare, ad incontrarsi, a parlare in
dialetto per far sì che questo non venga dimenticato,
come accade con molti dialetti ormai in disuso.
FORZA GIOVANI FIUMANI, FATEVI AVANTI!
Miriam Herceg, Im
Quando qualcuno mi viene a visitare
a Fiume, è d'obbligo portarlo a visitare
Palazzo Modello. È stato così anche quando
mia cugina dall'Italia è venuta per la prima
volta nella nostra bellissima città. L'ho
portata a visitare proprio Palazzo Modello,
perché ha per me un significato speciale e
adesso spiego il perché.
La prima volta quando ci sono
entrata era quando ho visitato mia nonna
Flora nella biblioteca cittadina, dove
lavorava. Non potevo nemmeno immaginare
che quello sarebbe stato un posto del quale
mi sarei sempre ricordata con rispetto.
Guardavo quei libri e dai titoli potevo
immaginare il loro inizio e la fine.
Guardandomi intorno vedevo i muri alti e
quando alzavo lo sguardo vedevo il soffitto
pieno
di
decorazioni
dorate,
e
mi
immaginavo i tempi di quando il palazzo fu
costruito e m’immaginavo ci vivessero dei
principi e principesse.
Quando sono cresciuta un po', ogni tanto
mio nonno Luciano mi portava al piano
superiore, al bar del Circolo, a bere un succo
di frutta. Dopo il succo, mi portava a vedere
tutte le belle sale e saloni che ci sono nel
edificio. Le guardava con orgoglio, perché è
la sede della comunità italiana di cui noi
siamo membri. Mi sentivo molto speciale,
circondata da tutta quella bellezza e
splendore.
Dopo alcuni anni, il Circolo è
diventato un posto particolare: un posto per
il divertimento, un luogo per gli incontri con
gli amici e per altre attività.
54
Un giro al Circolo
Ma ora ne conosco anche la vera storia. Una volta al posto del Palazzo Modello cera il teatro
Adamić, costruito nel 1805, dal architetto e geometra fiumano Valentino Defranceschi. Il teatro fu
abbattuto nel 1883, e sui suoi resti fu eretto il Palazzo Modello, nel 1885, dagli architetti Helmer e
Felliner. Il Palazzo Modello è un pezzo di storia interessante, caratterizzato da una possente
architettura asburgica, e noi fiumani siamo fieri di averlo.
E qui ho portato mia cugina dall’Italia. Dopo averle mostrato la città, le ho fatto conoscere i miei
amici, che ci hanno invitato a prendere un caffè al Circolo. Mia cugina ha accettato volentieri l'invito
perché voleva vedere Circolo ancora una volta. Era entusiasta a vedere come ci incontriamo tutti
insieme, e raccontando storie diverse, cantando e occupandoci di varie attività, custodiamo e
tramandiamo il nostro patrimonio culturale.
Rea Stemberger, It
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The English
pages
What can I say? Everything happened so suddenly
I am a sixteen- year- old, high school girl. So far I'd say I’ve lived a rather normal and tranquil life. You
know, I go to school, I hang out with a few friends, I'm lazy and I like music, cats and nutella. What a description.
Anyway, being in the middle of puberty people consider me young (and I am), but when you get to this age,
sweet sixteen, you actually understand you have no idea what you have done all your life. I'm aware I sound like
a typical confused teenager in the middle of an existential crisis, but if you think about it, it makes sense. I mean,
you start thinking how the next sixteen years will pass and everything will be the same. By „same“ I don't mean
I'll still go to school or live with my parents and won't make new friends. Of course, it'll change, but these are just
details. My life context will be pretty much like everyone else's at that age. Not to mention the big minus that I
won't remember what I was like in this life period. For example, I already forgot how elementary school was.
To get to the point, sometimes I feel like I'm just wasting my time, even with school. I know education is
important, but let's face it, the school system is pretty messed up. There's a huge difference between learning,
studying and studying stressed and under pressure. No wonder why teenagers are so depressed.
What I'm trying to say is this: since life is so short, why is everyone trying to make it so complicated? It
should be a nice journey, not a hideous and tortured path through hell. So when I grow up and become an old,
grumpy, wrinkled grandma, I think I'll have nothing to tell to the kids, because of the fact we just exist and
haven't got the time to live. What could I possibly say? Everything happened so suddenly.
Ileana Merdžo, IIa
WHO’S THE BAD GUY?
WHO’S THE BAD GUY?
“All I ever wanted was to have a pure-blood world,
some people were against me, but they weren't
such a threat because I would kill them all anyway.
So then this boy appears and takes all my powers
and almost kills me, but I was prepared for a
situation like that. It took me a long time, but I
returned and once again I have the power! Now,
the question is: who will die? The boy who lived or
He who must not be named?”
“I’m always the one that wants to eat somebody or
destroy something, they say. But that’s not true at
all. You see, all I wanted was the Little Red Riding
Hood’s basket, it smelled so good. She had
cupcakes and blueberries; who could resist such a
smell! But the part they probably didn’t tell you is
that I hadn’t eaten for days! I might have seemed
a little aggressive, but that’s just my nature…when
I came to the house they had already eaten the
cupcakes so I had two options: one was to eat the
Grandma and the other was to turn back and stay
hungry…needless to mention which one I chose…”
Martina Šikić and Mauro Matešković, IIa
Nika Jelić and Klaudia Kamenar, IIa
56
The English
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FOR and AGAINST essays on the topic: Video
games: do they affect your personality in a
negative way?
WHO’S THE BAD GUY?
Ever since personal computers have become
an essential part of our everyday life, video games
have been on the rise. It is hard to find a person
with access to modern technology that can resist
the temptation of playing a video game. The fact
that people spend significant amounts of time
playing them rightfully leads us to the question:
does it affect our personality? Recent discussions
have been centered on their negative effects.
“When I was young I was a good person. I had the
most wonderful teacher who had told me I could be
successful. I met a great woman and fell in love
immediately. However, people were against our
relationship so we got married secretly. When she
told me that she was pregnant, we were very
excited. I wanted to protect her from all the bad
things. At the end of her pregnancy a friend told me
that if I joined his group she’d be safe.
Unfortunately, she died during childbirth. She gave
birth to two twins and I became seriously deformed.
After I noticed my bad actions I realized there was
no coming back. I became a very powerful man.
Even though I have a lot of power I wish my wife
and kids were alive and I regret all my bad
decisions.”
Everything we do and experience at our
young age affects us in a way, and so do video
games. Hopefully, there are several games aimed at
a young audience. However, children find a way to
Mia Šestan and Ileana Čalmić, IIa
get in contact with those containing bad language,
nudity, excessive violence and which a generally
age restricted. All the exposure to similar content could, sadly, mark a kid’s personality. Besides, they
can develop an incontrollable will to play games and later, in their lives, neglect their duties and
responsibilities.
The positive effects, however, prevail on the negative ones. Firstly, video game players tend to
develop a sharp and keen mind thanks to the various riddles and mind games, which require the
utmost concentration and make up the most of the gaming experience. In fact, studies have shown
that people who frequently play video games are faster and better at taking important decisions and
that they have a strongly developed sense of space. Secondly, multiplayer gaming helps build a
strong team or competitive spirit, depending on the method on which the game is based. Moreover,
the fact that most video games feature English as their main language has contributed to its spreading
and has facilitated the learning process to both native and non-native speakers.
To sum up, as all things have their pros and cons, so do video games. In
my opinion, people tend to generalize when talking about video games without
trying them themselves and often take them as childish way of entertainment,
without taking in consideration the complexity and the benefits they have on our
process of thought and personality, which is seldom affected in a negative way –
well, only in extreme cases.
David Contus, IVm
57
The English
pages
FOR and AGAINST essays on the topic:
Social Work (volunteering) should be added to every school curriculum
The human being is a social animal, said Aristotle, one of the famous ancient philosophers and,
similarly, volunteering is a noble action that develops our personality in a positive way. It is the same
as socializing and, if we think about it, we can see that in fact it isn't so difficult to do.
To begin with, volunteering is definitely a positive thing. It develops our approach to the others
and our spirit. A very sad fact is that volunteering has not been added to the school curriculum. The
school should be the first place after the family, in which a child develops his personality and
socialization. Volunteering is also important because by doing it we improve the behavior of our
society. For example, if we help old people in their everyday chores, maybe we can be a good role
model to someone else, so that he also tries to help them.
However, there are some negative facts about volunteering, too. Firstly, it can take a lot of free
time and it can be rather stressful. As we all know stress can take a toll on our health. This can be
considered the main reason why volunteering hasn't been added in our schools. The teachers are
afraid of the fact that if a pupil takes the act of volunteering too seriously it can be overwhelming.
Secondly, if we do an extreme volunteering action, for example saving some people in the nature we
can also endanger our lives.
In conclusion, I would say that by volunteering we should leave all the prejudices and help
others with all our strength, because volunteering is an action that comes from the heart. If we don't
do it from the heart this action can't be considered as volunteering. In fact, we are all brothers and
brothers love and help each other. To sum up, in my opinion volunteering should be definitely added to
the school curriculum.
Josip Baković, IVm
58
The English
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Censorship – a good way to protect people?
In the last 50 years our society has drastically changed. Never before did we have such an
amount of gadgets and information at our disposal. The globalization has penetrated even the most
secluded and remote sectors of our planet bringing improvement and technical development. People
realized, however, that not every type of content should be available to everyone; because of that
most countries introduced a certain level of censorship regarding information, which is thought
inappropriate. Is it a positive process or is it just a wise weapon of the politicians to hide the truth?
One of the positive aspects of censorship is that thanks to it many scenes that include violence,
explicit sexuality or use of drugs can be be hidden from the eyes of young children who cannot fully
understand the meaning of those scenes. Children should learn gradually – at a very young age they
are just not ready for everything.
Also, people who act or behave in an immoral and unethical way should not be given much space in
the media. In other words, they should be censored because if they appear constantly on television or
in the newspaper, people, and especially children, could begin to think that that is the best way of
attracting attention and behaving.
There are, however, many negative aspects of censorship. The problem is that very often politicians
and other powerful and influential people use censorship to hide the truth from the eyes of the
masses, rather than to protect the citizens. Asia is the continent that has many problems regarding
that. For example, the governments of China and North Korea censor a great amount of information:
most of the Internet pages are completely unavailable. They do that because they fear that if the
citizens see how the quality of life is better in other states, there might be a big probability of
revolution. They prefer having their citizens brainwashed instead, convincing
them that their state is the best place in the world.
To sum up, my opinion is that although censorship can be used for
various positive ends, at the same time it can be abused. If we censor too
much information, we will find ourselves blocked in a masked word full of lies
and falsity. The truth is here to be seen and to be hidden from people,
because only if we see what truly happens in the world around us can we
contribute to the process of our planet.
Sven Turkalj, IVm
59
The English
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At the age of 18 everyone is responsible for their own deeds
It is a common belief that once you turn 18 you're mature enough to make your own decisions
and know the difference between right and wrong. In many states, Croatia included, the law
encourages this belief, making the age of 18 a border between childhood and adulthood. After turning
18 an individual is allowed and presumed to be responsible enough to purchase alcohol and cigarettes,
to have a driving license and, most importantly, to be able to vote. Once you turn 18 many doors
open to you, you can find a real job, have your own bank account, move away from your parents and
depend only on yourself. But that is surely not what most of today's teens want.
Although it brings many benefits and possibilities, the age of 18 frightens many teens. It is the
age when they leave high school and usually go to college, where they are no longer being treated like
children and are immediately presumed mature and responsible, almost like adults. It is all an
enormous change for them and not everybody can handle it very well. It is often the case that the
kids, after turning 18, instead of getting more serious, tend to get loose, believing that now that they
are of age their parents have no longer the power to control them, so they can do whatever pops in
their minds.
On the other hand, by turning 18, some teens get more responsible and conscious of the
situations they're in. Leaving high school and starting college, for many represents the beginning of a
new life, full of learning experiences and new possibilities, where they can finally fully realize their
potentials, or at least work on them. Also, 18 is the age when you can get more independent and, for
example, get a job, earn some money and travel with your friends. Furthermore, you can get a driving
license, which allows you to move around more independently, not
having to depend on buses, taxi or you parents' will. You can also, if
suitable, become a blood donor, which would be a great gesture for
everyone to do.
Despite all the pros and cons, I think that maturity and
responsibility don't entirely depend on someone's age, because we
are all different and each our personality is molded by different
experiences and our own way of living them. Two individuals can be
on the same wavelength and have the same amount of
responsibility, even if being of completely different ages.
Unfortunately, there is a large number of those who never get to the
point of realization and never reach the higher level of maturity.
Vanna Vidotto, IVa
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Le perle
*Alunno (IIm): - Prof, come ci concluderà i
* Prof. di storia : Ma tu sai che cos’è un
voti?
moschetto?
Mia (Ia): Un moschettone? Sarà una grande
Prof: - Con la penna!
mosca?
* Alunno (IIm): - Prof, che è il sinonimo del
Prof.: NO
“curato”?
Mia: …un tipo specifico di mosca?
Prof: - Prete.
* Prof: - Devi giustificare il giorno 5 maggio.
Alunno: - E il sinonimo della “suora”?
Alunno (IIm): - Questo è il giorno in cui morì
Prof: - Pinguino.
Napoleone!
*Prof.ssa - Parlami di un pianeta
Prof: Stai attento che non muoia anche tu!
Ivan (Im): La Luna?
* Prof: - Quale raggio della Terra possiamo
misurare?
*Prof: - Christian esprimiti!
Alen (Im): - Quello ultravioletto!
Christian (Im): - Ecco, mi sono esprimuto
* Prof.ssa – Qual è la differenza tra l’equazione
* Prof: - Cosa sappiamo su Leonardo?
e la disequazione?
Indira (IIt): - Che era sul Titanic?
Dora (IVt): - Il nome?
* Elena (IIIt, a una compagna): - Tu sei più
* Angelo (IIIt): - Voi siete specialisti!
peggiore di me!
* Prof.ssa: - Come tenere un libro che è più
* Leo (Im) non vuole essere citato nel
pesante di tua madre?
Menabò….
Dora (IVt): - Un libro così non esiste!
* Nikol (IIt): - Una “cascata”… è quello che
*Angelo (IIIt, entra in ritardo a lezione
cade…
d’inglese): - Sorry for my late!
* Angelo (di nuovo in ritardo) Prof: - Angelo,
si dice “scusi per il ritardo, posso entrare, per
favore?”. Angelo: - Eeeeeh, sì!

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Le perle
* Compito in classe: “Belfagor arcidiavolo, sale in
terra e si sposa una mona Onesta”
* Prof.: - Vogliamo vedere i significati dei vostri
nomi?
Jelena (Ia): - No, perché io sono un cervo
femmina!
* (discussione sul viaggio nel tempo) Mauro
(IIt): - I dinosauri c’erano prima del Big bang! ...
Vabbè, come facciamo a sapere se c’erano o
no!!!
* Prof: - Ja sam žumanjak hoćeš li biti moj
bjelanjak?
* Alessandro (IIIt): - Ma come si dice,
“STUPIRE” o “STUPRARE”???
* Baldo (IIIt): - Prof., mi ha controllato il controllo?
* Prof: - Ti ho detto 5 min fa che non li ho
controllati.
* Elena (IIIt): - In Iraq? Il presidente era Madam
Hussein…
* Baldo: - Ha! Sbagliato! Io non ho scritto questo
controllo!
* Elena (IIIt): - A me piace ascoltare i film e
guardare la musica…
* Prof.ssa – Tu ricopi?
* Linda (IIIt): - … il Black metal…
*Leo (Im) – No, aspetto che Jakov si sposti perché
è grande e occupa tutta la lavagna…
Angelo: - Metal che si ascolta in Africa?
* Prof.ssa: - Qual è la forma della Croazia?
* Prof a Baldo (IIIt): - Non m’interrompere per
favore. (Passano due minuti. Baldo incomincia a
leggere e la prof. lo interrompe per la spiegazione
di un termine)
Dora (IVt): - Come stivale?
* Prof.ssa: - Cosa significa “scarsità di mercato”?
Erik (IVt): - Quando c’è molto?
Baldo: - Prof! per favore non m’interrompa, sto
leggendo!
* Nikolina (IIt): - Ah, sì, una lunga corsa, una
maradona!
* Clara (IIt): - Maradona! Sì, quel giocatore di
basket!
* Prof: - Baldo, cosa rispondi, oggi? Baldo (IIIt): L’America meridionale. (dopo l’interrogazione) Prof:
- Ma Baldo, hai già risposto questa parte!
* Jelena (Ia): - Chi sarà la bella vittima
dell’interrogazione?
* Prof.: - Cosa mi sai dire sul Messico? Baldo (IIIt):
- C’è tanta droga!
Alana: - Bella sì, ma vittima no!
* Prof: - Dovete far la presentazione in powerpoint
di qualcosa legato alla tecnologia, programmi,
applicazioni, giochi… Baldo (IIIt): - Posso far (una
presentazione) sulla marijuana nel mondo
moderno.
* Jelena (Ia): - Le canzoni tristi mi rendono
felice…
* Prof: - Quali sono le attrazioni turistiche della
Città del Messico? Filip (IIIt): - Sì. Ci sono tante
attrazioni turistiche.
* Claudio (IIIt): - Io quando ascolto Elena che
parla in croato, mi suona come 2pac o Eminem.
* Leo (Im): - Possiamo per un attimo pretendere
che io sia una donna?
62
memorabilia
63