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Da Daytona al Cosmograph Daytona la passione per la

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Da Daytona al
Cosmograph Daytona
La passione per la velocità
L’Oyster Perpetual Cosmograph Daytona celebra nel 2013 cinquant’anni di una
storia caratterizzata dalla passione per la velocità e per gli sport automobilistici.
Questo modello leggendario, creato da Rolex nel 1963, ha dimostrato tutta la
sua efficacia sui circuiti automobilistici, grazie alla sua affidabilità e alle sue
prestazioni, diventando il cronografo più celebre e ricercato del mondo e
conquistandosi il titolo di icona con il nome di “Daytona”.
Prima di dare il proprio nome a uno dei modelli più emblematici di Rolex, la città
di Daytona, in Florida, ha iniziato nel 1903 a costruire il proprio mito, diventando
il luogo per eccellenza dei record di velocità sulla celebre spiaggia rettilinea.
Tanto la città di Daytona quanto l’orologio rappresentano la testimonianza dei
legami profondi e privilegiati che uniscono Rolex e l’automobilismo, che si
tratti di gare di resistenza o di velocità.
Questa storia senza pari è il tema dei prossimi tre capitoli di questa cartella
stampa – il luogo, l’orologio e la leggenda: una storia dell’uomo e della
meccanica, che abbina gli sviluppi e le innovazioni tecnologiche, l’adrenalina e
il superamento di sé, la passione e l’ostinazione a voler spingere i limiti sempre
più in là.
Il luogo
1903-1935
I RE D EL L A V ELO CI TÀ
1936-1959
UN CIR CUI TO D I S ABBIA
UNI C O A L M O N D O
1959-2013
IL T EMP I O D EL L E G A R E
AU TO M O BIL IS T I CHE
L’orologio
La Leggenda
1963
COSMOGR APH,
IL CR O N O G R A F O D EL F U T U R O
1935
Sir Ma lcolm Ca mp bell
1962–1969
Da n Gurn ey, Vic elford
e Sir jack ie Stewa rt
1965
LUNE T TA NER A E P U L S AN T I A V I T E
1988
C A R I C A AU TO M AT I C A E
CR O N O ME T R O S U P ER L AT I VO
2000
UN NU OVO S TAN DA R D
D I CR O N O G R A F O
2013
L E N OZ Z E D EL DAY TO NA
E D EL P L AT IN O
1972–1973
Paul New ma n e Hurley Hayw ood
1992–2010
Rol ex 24 at dayto n a , LA 24 ORE D I LE MAN S,
Good w ood Reviva l e Tom Kr isten sen
2013–2015
F1, Scott Pruett e Bloodhoun d
DAYTONA
1903-1935
I RE DELL A VELO CITÀ
Il luogo
La città di Daytona, in Florida, è entrata nella storia
come la capitale mondiale della velocità. Sin dal 1903,
la spiaggia è stata teatro di gare automobilistiche
e numerosi record di velocità sono stati stabiliti uno
dopo l’altro nel corso degli anni proprio in questo luogo,
il più importante dei quali ha toccato i 450 km/h nel 1935.
Daytona è considerata, ancor oggi, negli Stati Uniti come
il “centro mondiale delle gare automobilistiche”.
L’International Speedway Corporation, che ha sede proprio
a Daytona, dirige tredici circuiti americani tra cui il mitico
Daytona International Speedway, che è stato all’origine della
sua fondazione. Daytona ospita anche le organizzazioni della
NASCAR e del GRAND AM.
1936-1959
UN C IRC UI TO DI SABBIA
UNIC O AL MONDO
1959-2013
IL TEMPIO DELLE GARE
AU TO MO BILISTICHE
5
ROLEX | daytona
1903 – 1935
I RE DELLA VELOCITÀ
Dal 1903 al 1935, la spiaggia di sabbia dura di
Daytona in Florida diventa celebre nel mondo intero come il luogo perfetto per battere i
record di velocità. Vi sono stati stabiliti addirittura ottanta record ufficiali, di cui quattordici record mondiali di velocità. Un cartello,
che per lungo tempo è stato posizionato a
livello del “measured mile” – il miglio* delimitato sulla sabbia che serviva da “campione” per calcolare la velocità di coloro che lo
percorrevano – riportava alcune delle più celebri imprese. Quella di W.K. Vanderbilt, per
esempio, che nel 1904, con le sue 92 miglia
orarie (148 km/h) ha stabilito il primo record
del mondo a Daytona, o di Barney Oldfield e
della sua Lightning Benz, consacrato re della
velocità nel 1910 con le sue 131 miglia orarie
(210 km/h). Quest’ultimo, al termine del suo
record, dichiara che una simile velocità “si
avvicina al limite assoluto al quale l’umanità
potrà mai spostarsi”.
* 1 mile/miglio = 1,6 km
Il Luogo
1903-1935
1936-1959
1959-2013
L’orologio
La leggenda
6
ROLEX | daytona
Ralph De Palma, uno dei maggiori piloti del
suo tempo, con la sua potente Packard dodici
cilindri, stabilisce un nuovo record del mondo nel 1919 a 149 miglia orarie (240 km/h),
velocità che rimane imbattuta per oltre dieci
anni. Poi è la volta dei due rivali più straordinari della storia, in termini di conquista
della velocità: Malcolm Campbell e Henry
Segrave. Questi due britannici abbienti, che
verranno più tardi insigniti con un titolo nobiliare dal re d’Inghilterra per i loro record
di velocità, cominciano a sfidarsi negli anni
‘20 sul circuito di Brooklands in Inghilterra,
il primo circuito automobilistico del mondo costruito nel 1907. Quando le loro auto
sempre più potenti si rivelano troppo veloci
per l’ovale in cemento di Brooklands, decidono di correre sulla spiaggia, a Pendine
Sands e a Southport in Gran Bretagna, infine
Il Luogo
1903-1935
si spostano a Daytona. Ognuno costruendo in gran segreto una vettura in grado di
superare la barriera delle 200 miglia orarie
(321 km/h), velocità che all’epoca poteva
­essere r­ aggiunta solo dagli aerei.
toccando le 207 miglia orarie (333 km/h). Nel
1929, Segrave torna in testa con 231 miglia
orarie (372 km/h), a bordo del suo nuovo
bolide Golden Arrow, un record del mondo
in seguito al quale viene insignito con un
titolo nobiliare e gli viene dedicata la prima
pagina del New York Times. L’anno successivo scompare tragicamente in un incidente
sulla sua imbarcazione, tentando di battere il
­record di velocità sull’acqua.
I loro bolidi, costruiti appositamente per le
gare sul rettilineo della spiaggia, infatti, sono
dotati di motori di aerei. Segrave si aggiudica la prima manche nel 1927 a Daytona, con
la sua Sunbeam Mystery S, e raggiunge le
203 miglia orarie (328 km/h). È il primo record omologato secondo le norme internazionali, calcolando la velocità media di due
passaggi in entrambi i sensi di marcia sul
“miglio misurato”, per compensare l’effetto del vento. Campbell si prende la rivincita l’anno successivo con la sua Bluebird, il
nome che darà poi a tutte le sue automobili,
1936-1959
1959-2013
A quel punto, Campbell diventa il re incontestato della velocità, battendo anno dopo
anno i propri record del mondo a Daytona,
con versioni sempre più potenti della sua
celebre Bluebird. Le sue prestazioni attirano migliaia di spettatori sulla spiaggia di
Daytona e i giornalisti del mondo intero.
Nel marzo 1935, cercando di superare le
L’orologio
La leggenda
Nel febbraio 1928,
fallisce il tentativo di
record del miglio da parte
del pilota statunitense
Frank Lockhart, a bordo
della sua Stutz Blackhawk,
che conclude la sua prova
nell’acqua.
(Sopra, a sinistra)
La spiaggia di sabbia
dura di Daytona diventa,
dal 1903, il luogo dove
si svolgono le gare
automobilistiche di
velocità. (Sopra, a destra)
I bolidi più veloci di
Daytona (accanto): la
Triplex verde di Ray Keech
(1928), la Sunbeam
Mystery S rossa (1927) e
la Golden Arrow (1929) di
Henry Segrave, e i modelli
Bluebird del 1932 e del
1935 di Malcolm Campbell
(in basso), con i quali
quest’ultimo ha stabilito
diversi record di velocità.
7
ROLEX | daytona
300 miglia orarie (482 km/h), tocca addirittura le 330 miglia orarie (531 km/h) durante il
primo passaggio, la velocità più elevata mai
raggiunta a Daytona, ma incontra problemi
durante il ritorno, che riducono la velocità
media del suo record ufficiale a 276 miglia
orarie (445 km/h). Questo fu l’ultimo record
scritto sulla spiaggia di Daytona. Il fallimento
convince Campbell a testare un nuovo sito,
la distesa salata di Bonneville Salt Flats nello
Utah. Nel settembre dello stesso anno ­sfida
“Daytona Beach, in Florida, è l’unico posto che
conosca dove si possono stabilire record mondiali
di velocità. La sabbia compatta è dura quasi
quanto il cemento e la distanza è sufficiente per
poter accelerare al massimo”.
Sir Malcolm Campbell, detentore del record mondiale di velocità, maggio 1932.
nuovamente se stesso e stabilisce il suo
­ultimo record ufficiale con 301 miglia orarie
(485 km/h). Durante la prova, e dal 1930,
Campbell indossa un Rolex Oyster, di cui testimonia la straordinaria resistenza agli urti
e alle vibrazioni, senza mai essere retribuito
da Rolex per questo, come sottolineano le
pubblicità di quei tempi. Il primo Testimonial
Rolex nell’ambito degli sport automobilistici
è profondamente legato a Daytona. Il Luogo
1903-1935
1936-1959
1959-2013
L’orologio
La leggenda
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ROLEX | daytona
1936 – 1959
UN CIRCUITO DI SABBIA
UNICO AL MONDO
Il trasferimento nello Utah delle prove dei record di velocità
terrestre non interrompe la storia d’amore tra Daytona e gli sport
automobilistici. Dal 1936, vengono organizzate in questo luogo
gare uniche al mondo, grazie alle quali Daytona conserva il suo
status di città dell’automobilismo. Si avvicina l’era d’oro delle gare
“stock car”, dove le vetture di serie si affrontano su un tracciato
ovale che per metà occupa la spiaggia e per metà una strada stretta
parallela all’oceano. Dal 1937, questo improbabile circuito attira
anche il Campionato americano di moto su duecento miglia, che
diventerà poi un classico con il nome di Daytona 200. Le gare sulla
spiaggia sono estremamente spettacolari e seguite da centinaia di
spettatori, che presto trovano posto a sedere sulle gradinate di legno
posizionate in corrispondenza delle curve di sabbia, dove alcuni
concorrenti escono di pista, finendo nell’oceano.
Il Luogo
1903-1935
1936-1959
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L’orologio
La leggenda
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ROLEX | daytona
La leggenda vuole che molti tra i migliori
piloti provenissero dall’ambiente del
contrabbando dell’alcol.
Da questa tradizione nasce a Daytona, nel
1948, la NASCAR (National Association for
Stock Car Racing), che oggi organizza gare
su tutto il territorio statunitense e che ha dato
vita a una delle categorie di sport automobilistici più seguita dal pubblico americano. Nel
1948 tornano a vivere gli “Speed Weeks”,
le settimane della velocità create a Daytona
all’inizio del XX secolo. Per due settimane,
generalmente in febbraio sotto il sole della
Florida, la spiaggia di Daytona torna a essere
il centro nevralgico dell’automobilismo negli
Stati Uniti. Il “miglio misurato” sulla spiaggia
permette, come un tempo, di organizzare
concorsi di velocità ai quali partecipano tutte
le case automobilistiche americane, per promuovere i loro ultimi modelli, e le prestigiose
auto sportive europee.
Le vetture prendono la rincorsa per diversi
chilometri per arrivare alla maggiore velocità
possibile nella zona di misurazione del cosiddetto “measured mile”. Questi concorsi
sono aperti anche al pubblico e ognuno può
mettersi alla prova al volante della propria
auto e stabilire un record di velocità ufficialmente certificato. Le epiche gare di moto
e di auto sul celebre “Beach-Road Course”
di Daytona, tra la strada e la spiaggia, con
la bassa marea, rappresentano il culmine
dell’evento. La leggenda vuole che molti tra i
Il Luogo
1903-1935
migliori piloti provenissero dall’ambiente del
contrabbando dell’alcol, tradizionalmente distillato nei monti Appalachi, nella zona sud
orientale degli Stati Uniti (in particolare in
Georgia e nella Carolina del Nord e del Sud).
Questi personaggi, infatti, erano esperti nelle
gare automobilistiche in quanto abituati a seminare gli agenti federali che li inseguivano
regolarmente.
Verso la metà degli anni ‘50, quando lo sviluppo urbano e il deterioramento della sabbia cominciano a minacciare le gare sulla
spiaggia, il presidente e fondatore della
NASCAR, William France Sr., propone un
progetto ambizioso: la costruzione di un circuito permanente in cemento per le gare di
velocità, il Daytona International Speedway.
I lavori si concludono nel 1959 e il circuito permette alla città di Daytona di portare
avanti la tradizione mantenendo la propria
fama mondiale.
Dal 1948, sia attraverso
le gare di “stock car” –
automobili di serie (sopra)
– che in occasione degli
“Speed Weeks” (accanto),
Daytona mantiene il
proprio status di centro
nevralgico degli sport
automobilistici negli Stati
Uniti.
1936-1959
1959-2013
L’orologio
La leggenda
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ROLEX | daytona
1959-2013
IL TEMPIO
DELLE GARE
AUTOMOBILISTICHE
Quando è stato inaugurato nel 1959, il
Daytona International Speedway è per l’epoca il circuito più veloce degli Stati Uniti e
uno dei primi “Super Speedway” (anello di
velocità) del mondo. Di forma tri-ovale, questo stadio di 2,5 miglia di lunghezza (4 km)
sorprende ancor oggi chi lo vede per la prima volta per via delle sue dimensioni. La sua
progettazione inedita è totalmente basata
sulla velocità, con curve inclinate di trentuno
gradi, ossia oltre dieci metri di dislivello. Una
simile inclinazione permette di affrontare le
curve ad altissima velocità senza rischiare di
essere proiettati fuori dal circuito dalla forza
centrifuga, e offre agli spettatori una vista
completa della gara da qualunque posizione sulle gradinate. Tuttavia, ha rappresentato una considerevole sfida ingegneristica
durante la sua costruzione, in particolare
per quanto riguarda il rivestimento della superficie. L’ingegnere del progetto, Charles
Moneypenny, ha sviluppato una tecnica inedita per asfaltare le curve inclinate del circuito, ancorando le macchine da cantiere a dei
bulldozer posti nella parte alta della curva,
per permettere loro di lavorare sulla pendenza. Questa tecnica brevettata è stata utilizzata in seguito per la costruzione di altri circuiti.
Il Luogo
1903-1935
Il progetto del Daytona International
Speedway è inedito per altri motivi: sin dall’inizio, il suo promotore William France Sr.
La sua progettazione inedita è
totalmente basata sulla velocità,
con curve inclinate di trentuno gradi,
ossia oltre dieci metri di dislivello.
non vuole solo realizzare il circuito più importante delle gare di NASCAR, vuole costruire
un riferimento a livello internazionale. Per attirare a Daytona i migliori piloti del mondo,
occorreva organizzare gare nella categoria
considerata all’epoca come l’élite degli sport
automobilistici: le macchine sportive. Il progettista inventa un concetto rivoluzionario
costruendo un percorso stradale all’interno
del gigantesco anello di velocità, per accogliere le gare di sport e di moto, che abbina
un tracciato classico e un ovale con curve
inclinate uniche al mondo.
Inaugurato nel 1959, il
Daytona International
Speedway è per l’epoca
il circuito più veloce degli
Stati Uniti e uno dei primi
“Super Speedway” (anello
di velocità) del mondo.
William France Sr., fondatore del Daytona
International Speedway nonché grande ammiratore di Malcolm Campbell, indossa anche lui un orologio Rolex. Appare in una pubblicità del Marchio che risale all’inizio degli
anni 60 e cita Rolex come Orologio Ufficiale
Da questo concetto innovativo nasce la
gara destinata a diventare la Rolex 24 At
Daytona, una delle prove di resistenza più
1936-1959
1959-2013
prestigiose del mondo insieme alla 24 ore
di Le Mans, che sancisce lo status internazionale del circuito americano. La prima edizione, con il nome di Daytona Continental,
si svolge nel 1962, solo un anno prima del
lancio del Cosmograph Daytona di Rolex.
Praticamente contemporanee, la gara e l’orologio vedono presto i loro destini legarsi
indissolubilmente.
L’orologio
La leggenda
del Daytona International Speedway. Sin ­dalle
prime edizioni della Daytona Continental, al
vincitore delle gara viene assegnato, oltre al
trofeo, un orologio Rolex. Dalla sua presentazione, il COSMOGRAPH, progettato per i
piloti automobilistici, diventa naturalmente la
ricompensa suprema che incorona i vincitori. E per sottolineare il proprio legame con il
circuito americano, Rolex cambia il nome del
proprio orologio in Cosmograph Daytona.
Nel 1992, Rolex diventa Title Sponsor della 24 ore di Daytona, ufficializzando questa
partnership divenuta leggendaria. La gara
più lunga e più prestigiosa degli Stati Uniti,
battezzata Rolex 24 At Daytona, segna
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ROLEX | daytona
La Rolex 24 At Daytona,
universalmente nota
come “The Rolex”, apre la
stagione automobilistica
internazionale.
La gara mette alla prova
i limiti massimi dell’uomo
e della macchina, per ben
due giri dell’orologio.
(A sinistra)
La Rolex 24 At Daytona, affascinante, spettacolare ed estremamente esigente, è l’unica gara al mondo, insieme alla 24 Ore di
Le Mans, dove l’uomo e la vettura testano
i propri limiti per ben due giri dell’orologio.
Oggi come ieri, i piloti del mondo intero che
vi partecipano, che provengono dalla F1, dalla NASCAR, dall’IndyCar e dall’Endurance,
sognano tutti di poter indossare un giorno
un Daytona nel solo modo che varrà loro il
rispetto unanime: vincendolo.
Nel 2012, Daytona ha
festeggiato fastosamente
il 50° anniversario di
questa mitica gara.
(A destra)
Il Luogo
l’apertura della stagione automobilistica
internazionale ed è nota a tutti come “The
Rolex”. Nel 2012, questa mitica gara ha
celebrato fastosamente il suo 50° anniversario, solo un anno prima del giubileo del
Cosmograph Daytona nel 2013. L’edizione
anniversario è stata caratterizzata da un’affluenza record di pubblico – che alle gradinate preferisce l’area campeggio all’interno
dell’ampio spazio del circuito, dove vige
un’atmosfera particolarmente festosa – e da
un fine gara epico, che ha visto la squadra
vittoriosa imporsi con un anticipo di soli cinque secondi sugli altri concorrenti al termine
di ventiquattro ore di gara all’ultimo respiro,
misurata con precisione dall’orologio ufficiale Rolex sulla linea d’arrivo. Al termine della gara, i concorrenti hanno percorso oltre
4.300 km, ossia l’equivalente di un coast to
coast da New York a Los Angeles.
1903-1935
1936-1959
1959-2013
L’orologio
La leggenda
1965
1963
LUNETTA NERA E
COS M OG RA PH ,
PULS ANTI A VITE
I L CR ON OG RA F O D E L F U T U RO
L’orologio
1988
CA R I CA AU TO MAT I CA E
CR O N O M E T R O S U P E R LATIVO
2000
2013
UN NU OV O S TANDA R D
LE NO ZZE DEL DAYTO NA
D I C R ON O G R A FO
E DEL PLATINO
L’Oyster Perpetual Cosmograph Daytona è il punto d’arrivo del
cronografo secondo Rolex. È un orologio di alte prestazioni,
preciso, leggibile, robusto, affidabile, impermeabile e automatico,
oltre che comodo da indossare, elegante, intramontabile ed
estremamente prestigioso. Frutto di un’alchimia tra forma e
funzione che non ha eguali, a giudicare dal suo successo e dalla sua
fama planetaria, oggi rappresenta il punto d’arrivo del cronografo
per diversi motivi. A cinquant’anni dal suo lancio nel 1963, questa
forma di perfezione è il risultato di una lunga maturazione. Tutte le
diciture che compaiono sul quadrante sono una garanzia delle sue
prestazioni: sono state aggiunte una a una, seguendo l’evoluzione del
segnatempo. Inizialmente solo Cosmograph, oggi è Oyster, Perpetual,
Cosmograph, Daytona, Superlative Chronometer Officially Certified.
La cronaca di un mito dell’orologeria.
13
ROLEX | daytona
1963
COSMOGRAPH,
IL CRONOGRAFO
DEL FUTURO
Nel 1963, Rolex presenta un cronografo di
nuova generazione: il Cosmograph, dedicato ai piloti automobilistici. Il nome fuori dal
comune, inventato da Rolex, lascia immediatamente intendere che si tratta di un modello notevolmente diverso e lo stesso dice
l’estetica, con il suo look altrettanto inedito. I
contatori del cronografo risaltano nitidamente sul quadrante per via del colore fortemente in contrasto, come il nero sul quadrante
chiaro o il colore chiaro sul quadrante nero.
La scala tachimetrica, ossia la scala graduata
che permette di determinare la velocità media su una data distanza mediante la lancetta
dei secondi cronografici, abbandona il quadrante, che risulta più grande e più immediato, e si sposta sulla circonferenza della
lunetta.
Il luogo
L’orologio
Queste particolarità, che per Rolex sono
spesso il frutto di considerazioni funzionali,
permettono di migliorare notevolmente la
leggibilità delle funzioni del cronografo, una
delle sfide di quei tempi. Oltre a ciò, conferiscono al Cosmograph un look tecnico
e sportivo immediatamente riconoscibile e
lo inseriscono naturalmente nella famiglia
degli orologi Professionali, creata da Rolex
dieci anni prima nel 1953, insieme ai modelli
come l’Explorer dedicato agli esploratori e
agli alpinisti, o il Submariner, appositamente
progettato per le immersioni.
1963
1965
1988
2000
2013
la leggenda
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ROLEX | daytona
Paul Newman
Una versione speciale del
Cosmograph Daytona diventerà
celebre con il nome dell’attore
statunitense nonché pilota
automobilistico e icona dello
stile al maschile.
Il Cosmograph Daytona
s’inserisce nella lunga
tradizione dei cronografi
Rolex.
una banda dello stesso colore utilizzato per
i tre contatori, in contrasto rispetto al centro del quadrante e, in alcuni casi, con una
graduazione in rosso. I contatori, invece, si
differenziano per via degli indici quadrati che
ne facilitano la lettura.
Nei primi anni, alcune declinazioni del quadrante vanno ad arricchire la gamma, tra cui
la versione speciale divenuta celebre con il
nome “Paul Newman”, che caratterizzava il
Daytona indossato tutti i giorni dal celebre
attore americano nonché pilota automobilistico e icona dello stile maschile. Questo
particolare quadrante intende migliorare ulteriormente la leggibilità delle funzioni del
cronografo nelle difficili condizioni di gara. È
caratterizzato dalla scala dei secondi posizionata tutt’attorno al quadrante, stampata su
Il luogo
L’orologio
Il Cosmograph, pur segnando una rottura in
termini di leggibilità, s’inserisce nella lunga
tradizione dei cronografi Rolex. Il Marchio
produce i primi modelli dotati di contatori nel
1933, e spesso questi sono dotati di funzioni
complementari sul quadrante, come la scala
tachimetrica per misurare la velocità, la scala
telemetrica per determinare una distanza o il
pulsometro per misurare il numero di pulsazioni cardiache. Il primo cronografo Oyster
nasce nel 1939 ed è dotato della cassa impermeabile Oyster, un’invenzione di Rolex
del 1926.
Anche il Cosmograph è dotato della celebre
cassa Oyster, robusta ed impermeabile grazie al fondello e alla corona di carica entrambi
a vite e grazie al solido bracciale in metallo.
In un’epoca in cui il cronografo automatico
rappresenta una sfida tecnica che nessun
marchio è riuscito ancora a raccogliere con
successo, l’orologio Rolex è dotato di un
movimento meccanico a carica manuale
­celebre per la sua affidabilità e precisione.
1963
1965
1988
2000
2013
la leggenda
15
ROLEX | daytona
1965
LUNETTA NERA
E PULSANTI A VITE
Il Cosmograph subisce un’importante evoluzione nel 1965, con una versione che
introduce i pulsanti del cronografo a vite
al posto dei pulsanti a pompa del modello originale. I pulsanti a vite completano il
concetto ­dell’Oyster e prevengono qualsiasi manipolazione accidentale. Per indicare
chiaramente che l’impermeabilità è stata
migliorata, la dicitura Oyster fa la sua comparsa su tutti i quadranti, completando la
dicitura Cosmograph. Un’ulteriore novità
è rappresentata dalla lunetta tachimetrica
dotata di un disco nero in plexiglas e di una
scala graduata in bianco, sempre allo scopo
di ­migliorare la leggibilità.
Una dicitura supplementare compare su
alcuni quadranti nei primi anni in cui viene commercializzato il nuovo cronografo:
Daytona. Questa informazione, che inizialmente era limitata agli esemplari destinati al
Il luogo
L’orologio
1963
1965
1988
2000
mercato americano, sarebbe stata aggiunta
su richiesta della filiale Rolex degli Stati Uniti,
per sottolineare il legame con il circuito del
Daytona International Speedway in Florida,
in quanto Orologio Ufficiale, e per sottolinea­
re la vicinanza del modello al mondo delle
gare automobilistiche. Progressivamente,
questa dicitura compare su tutti i quadranti
del modello, fino a essere stampata in lettere
rosse, a semicerchio, al di sopra del contatore
a ore 6.
Il cronografo Rolex, chiamato Oyster
Cosmograph Daytona, è disponibile anche in
oro giallo 18 ct. ed è un cronometro certificato. Da quel momento in poi, questa versione
in metallo prezioso esibisce sul quadrante la
celebre dicitura “Superlative Chronometer
Officially Certified”, una caratteristica rara
per un cronografo.
2013
la leggenda
Il modello del 1965
è dotato di lunetta
tachimetrica con disco
nero e scala graduata
in bianco per migliorare
la leggibilità.
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ROLEX | daytona
1988
CARICA AUTOMATICA E
CRONOMETRO SUPERLATIVO
Con l’avvento dei movimenti al quarzo ­negli
’60-’70, Rolex rimane fedele all’orologio
meccanico e al Cosmograph Daytona, e si
dedica a preparare le future evoluzioni del
segnatempo. Nel 1988, il Daytona diviene
automatico. Rolex opta per un movimento
cronografo automatico di qualità disponibile sul mercato, ma lo modifica sostituendo
il cinquanta per cento dei componenti con
elementi specificatamente progettati per i
suoi movimenti, per renderlo conforme alle
specifiche severe.
Risultato? Il nuovo calibro 4030 è dotato, tra
l’altro, di un “cuore” Rolex, un organo regolatore con bilanciere a inerzia variabile, dadi
di regolazione Microstella e spirale a curva
Breguet, e del modulo di carica automatica
Perpetual, inventato dal Marchio nel 1931.
Questo movimento, del resto, è sistematicamente sottoposto alla certificazione ufficiale
per ottenere il titolo di Cronometro, garanzia di precisione superiore. A questo punto,
il nuovo modello può esibire sul quadrante
di tutti i suoi esemplari non solo le diciture
Il luogo
L’orologio
Oyster Perpetual Cosmograph Daytona, ma
anche Superlative Chronometer Officially
Certified.
L’orologio, tuttavia, non è innovativo solo
a livello tecnico. L’estetica ripensata getta
le basi del look moderno del Cosmograph
Daytona, ricco di forza e di eleganza. Il diametro della cassa Oyster passa da 36 a 40
mm e integra le spallette di protezione della
corona. La lunetta tachimetrica in metallo
è ampliata e reca incisa una scala graduata
fino a 400 unità. Nuove lancette, nuovi indici,
nuovi contatori cerchiati: il quadrante si modernizza pur conservando il suo stile inimitabile e la sua firma in lettere rosse: Daytona.
gare automobilistiche, ma anche da politici,
economisti e artisti. In questo contesto, la
rarità del modello sul mercato non fa che aumentarne il fascino e suscitare una passione
senza precedenti nella storia dell’orologeria,
che non si smentisce da venticinque anni.
L’estetica ripensata del
modello del 1988 getta
le basi del look moderno
del Cosmograph Daytona,
ricco di forza e di eleganza.
Questo nuovo modello incontra uno straordinario successo e, inoltre, negli anni ’90, trae
vantaggio dal rinnovato interesse per gli orologi meccanici in generale e per i cronografi
in particolare, un fenomeno che molto probabilmente il Daytona ha contribuito a iniziare. L’orologio è indossato da numerosissime
personalità, non più solo nel mondo delle
1963
1965
1988
2000
2013
la leggenda
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ROLEX | daytona
2000
UN NUOVO STANDARD
DI CRONOGRAFO
Difficile immaginare un evento più simbolico
del passaggio al nuovo millennio per accogliere l’uscita di una versione interamente
rinnovata del Cosmograph Daytona. Questo
nuovo modello presentato da Rolex nel
2000, proprio come il primo Cosmograph a
suo tempo, incarna il cronografo del futuro.
Sul piano estetico, s’inserisce deliberatamente nel prolungamento di quello del 1988,
di cui perfeziona ulteriormente il design iconico e immediatamente riconoscibile, con
le sue linee sottili e forti al tempo stesso e
con la sua ergonomia sapientemente studiata. Mentre il cronografo Rolex del 1963
rappresentava un’innovazione per via dell’estetica essenziale che agevolava la leggibilità
delle funzioni, le novità dell’Oyster Perpetual
Cosmograph Daytona del nuovo millennio
si celano essenzialmente all’interno della
cassa.
Il modello è dotato di un movimento cronografo automatico di nuova generazione, appositamente progettato e realizzato per questo segnatempo: il calibro 4130. Esempio di
maestria ingegneristica e micromeccanica,
ricco di soluzioni tecniche innovative e brevettate, questo movimento ad alte prestazioni s’impone come un nuovo standard di
cronografo automatico di altissimo livello in
termini di robustezza, affidabilità e precisione, ma anche di facilità di manutenzione.
Le prestazioni del 4130 derivano in particolare dall’aver adottato una frizione verticale
per innescare la funzione cronografo, al posto della frizione laterale classica. Questa
soluzione innovativa funziona sulla base del
principio di due dischi posizionati l’uno contro l’altro che si solidarizzano per aderenza,
e presenta notevoli vantaggi: permette un
avvio e un arresto estremamente precisi della lancetta dei secondi cronografici, senza
contraccolpi, quando è lanciata mediante
pressione sul pulsante; inoltre, il cronografo
può rimanere innescato a lungo senza avere
alcuna conseguenza negativa sulla precisione dell’orologio.
Con il calibro 4130, gli ingegneri Rolex sono
riusciti a ridurre del sessanta per cento il
numero di componenti necessari al meccanismo del cronografo. In particolare, hanno
notevolmente semplificato il sistema dei
contatori dei minuti e delle ore, che tradizionalmente consistevano in due meccanismi
distinti posti da un lato e dell’altro del movimento, e li hanno integrati in un unico modulo giudiziosamente posizionato da un unico
lato del movimento, con una frizione decentrata. Una soluzione brevettata che permette di ridurre da cinque a una le regolazioni
eccentriche per tarare il cronografo e che al
tempo stesso permette di guadagnare spazio. Questo è stato utilizzato per ingrandire le
dimensioni delle molla del bariletto aumentando così l’autonomia del movimento fino
Il calibro 4130, interamente
progettato e realizzato da
Rolex, offre prestazioni
più avanzate grazie
alle soluzioni tecniche
innovative e brevettate.
Il luogo
L’orologio
1963
1965
1988
2000
2013
la leggenda
18
ROLEX | daytona
a settantadue ore, contro le circa cinquanta
ore che l’orologio garantiva in precedenza.
La molla motrice, fonte di energia per l’orologio, può essere sostituita senza smontare
l’insieme del movimento grazie a un modulo
di carica automatica indipendente e facile da
rimuovere per accedere al bariletto. Inoltre,
il rendimento di questo meccanismo di carica automatica è stato nettamente migliorato
grazie al montaggio su cuscinetti a sfera e
al sistema d’inversione di nuova generazione
che permette una carica più efficace in entrambe le direzioni.
L’organo regolatore, cuore strategico dell’orologio nonché garante della sua precisione,
è anch’esso oggetto di importanti innovazioni. Il bilanciere, più grande e dotato del sistema di regolazione micrometrica mediante
dadi Microstella di Rolex, contribuisce alla
precisione del movimento. Fedele all’architettura dei calibri Rolex, è mantenuto da
un ponte passante, fissato da una parte e
dall’altra per offrire una migliore resistenza
agli urti e alle vibrazioni. Ma una delle innovazioni più spettacolari dell’organo regolatore introdotta con il nuovo Cosmograph
Daytona è senz’altro la spirale Parachrom.
Sviluppata, brevettata e interamente realizzata da Rolex in una lega di niobio e zirconio,
questa spirale possiede caratteristiche straordinarie che moltiplicano per dieci la precisione del movimento, migliorandone sensibilmente la resistenza alle perturbazioni. In
questo modo, è insensibile ai campi magnetici, vanta una grande stabilità rispetto agli
sbalzi di temperatura ed è in grado di subire
le migliaia di piccoli urti ai quali un orologio
Il luogo
L’orologio
è sottoposto quotidianamente, sempre rimanendo fino a dieci volte più precisa di una
spirale tradizionale.
Il 4130, inoltre, è il primo calibro di Rolex a
esibire il nome del modello, Daytona, inciso
sulla massa oscillante in lettere rosse e a semicerchio, come la dicitura del quadrante.
Sul quadrante, appunto, due indizi discreti
lasciano intendere che l’orologio è dotato di
un nuovo e potente movimento: il posizionamento orizzontale dei due contatori cronografici – i piccoli secondi che generalmente
si trovano a ore 9 occupano la zona inferiore
del quadrante a ore 6 –; e il fatto che i contatori orizzontali dei minuti e delle ore si trovino
leggermente più in alto rispetto al centro del
quadrante, una firma estetica che dà maggiore forza all’equilibrio visivo del quadrante
e sottolinea la cura estrema per il dettaglio
tipica di Rolex. Oltre a ciò, e contrariamente
ai modelli che lo hanno preceduto, nessuna
dicitura supplementare appare sul quadrante
del nuovo Cosmograph Daytona. Dovendo
definire le caratteristiche di questo cronografo con un ultimo aggettivo qualificativo, si
dovrebbe senza dubbio ricorrere alla parola
“superlativo”.
1963
1965
1988
2000
2013
la leggenda
19
ROLEX | daytona
2013
LE NOZZE DEL DAYTONA
E DEL PLATINO
Nei suoi cinquant’anni di vita, il Cosmograph
Daytona non ha mai smesso di svilupparsi
per raggiungere, oggi, uno status che non ha
eguali nel firmamento dei cronografi sportivi. L’ultima evoluzione in ordine di data, nel
2013, propone per la prima volta una versione dell’Oyster della gamma Professionale in
platino, il più nobile dei metalli preziosi, con
il quadrante blu ghiaccio esclusivo e caratteristico degli orologi Rolex realizzati in questo
metallo. Inoltre, è dotato di una spettacolare
lunetta monoblocco Cerachrom, un’innovazione Rolex dalle straordinarie proprietà di
resistenza e dall’estetica incomparabile.
Il procedimento di Rolex non è mai cambiato: progettare e realizzare il cronografo più
rispondente alle proprie esigenze di qualità
e funzionalità. E tramandare così la leggenda
del Daytona.
Il luogo
L’orologio
1963
1965
1988
2000
2013
la leggenda
1935
S i r M a lcolm Campbell
la leggenda
1969
S ir jackie S tewart
1972
Pau l N e w m a n
2013
F ORMULE 1
Che si tratti della città della Florida, culla storica della
velocità, del circuito e della gara di endurance che vi si svolge
oggi, o del modello emblematico di Rolex dedicato ai piloti
associato a questo luogo, il nome Daytona racconta la storia
della passione per le gare automobilistiche. Il segnatempo si
trova al centro di una leggenda scritta nel tempo dai pionieri
della velocità e da numerosi piloti. Ogni capitolo di questa
leggenda racconta anche i legami antichi e privilegiati tra il
Marchio e questo universo.
21
ROLEX | daytona
1935
Sir Malcolm Campbell
IL RE DELLA VELOCITÀ
Sir Malcolm Campbell ha battuto nove volte il record del mondo
di velocità terrestre tra il 1924 e il 1935, di cui cinque volte sulla
spiaggia di Daytona. Inoltre, ha stabilito quattro record del mondo
di velocità sull’acqua. Celebrato come il “Re della velocità”, insignito di un titolo nobiliare dal re d’Inghilterra per le sue imprese, Sir
Malcolm Campbell è il primo uomo ad aver superato il limite delle
300 miglia orarie (485 km/h) nel 1935, al volante del suo famoso bolide Bluebird. Durante questo exploit, e dal 1930, Campbell indossa un
Rolex Oyster, diventando così il primo Testimonial Rolex nell’ambito
degli sport automobilistici.
Il luogo
L’orologio
la leggenda
1935
1962-1969
1972-1973
1992-2010
2013-2015
22
ROLEX | daytona
1962
DAN GURNEY
PRIMO VINCITORE A DAYTONA
Nel 1962, Dan Gurney vince la prima edizione
della Daytona Continental, che diventerà poi
la Rolex 24 At Daytona. Una vittoria spettacolare al termine di un finale di gara che può
essere definito il più lento della storia. Dopo
aver gareggiato in testa per tutta la durata della corsa, il motore di Dan Gurney si ferma un
minuto e quaranta secondi prima della fine, in
prossimità della linea d’arrivo. Il pilota ferma
la sua vettura a pochi metri dalla linea, guarda
il suo orologio e aspetta che trascorrano i restanti secondi regolamentari prima che sventoli la bandiera. A questo punto, sfruttando la
pendenza del circuito, lascia il freno a mano e
fa scivolare la macchina superando per primo
la linea d’arrivo e aggiudicandosi la vittoria.
Cinque anni dopo, nel 1967, questo pilota
leggendario, vittorioso sia nella F1 che nelle
gare sportive della NASCAR e dell’IndyCar,
dà il via a una delle grandi tradizioni degli
sport automobilistici, durante la celebrazione della sua vittoria alla 24 ore di Le Mans.
Essendo astemio, decide di agitare la bottiglia
di champagne che gli è appena stata consegnata, innaffiando coloro che si trovano nelle
vicinanze del podio. Nella foto che immortala
questo momento si vede che il pilota indossa il suo Rolex Datejust. Nel 2008, di ritorno
a Daytona, Dan Gurney, in qualità di Grand
Marshal della Rolex 24 At Daytona, dà il via
alla gara.
Una vittoria spettacolare al termine
di un finale di gara che può essere
definito il più lento della storia.
Il luogo
L’orologio
la leggenda
1935
1969
Sir Jackie Stewart
L’ASSO DEL VOLANTE
Sir Jackie Stewart è senza dubbio uno dei
protagonisti più emblematici delle gare automobilistiche. L’elenco delle vittorie di questo
scozzese nato nel 1939 ne fa uno dei piloti di Formula 1 più titolati degli ultimi quarant’anni. Il suo impegno a favore della sicurezza dei piloti, inoltre, ha profondamente
modificato questa disciplina e contribuito a
fare di lui un autentico “gentleman driver”.
Sir Jackie Stewart ha disputato novantanove
Gran Premi di Formula 1, vincendone ventisette; si è aggiudicato tre Campionati del
Mondo (1969, 1971 e 1973) e ha concluso
le gare sul podio per ben quarantatre volte.
È Testimonial Rolex dal 1969. Nel 2012, in
riconoscimento del suo status leggendario,
è stato Grand Marshal dell’edizione dei cinquant’anni della Rolex 24 At Daytona.
1968
VIC ELFORD
UN IMPRESSIONANTE ELENCO DI VITTORIE
Il britannico Vic Elford è entrato nella leggenda automobilistica come uno dei piloti
più veloci degli anni ‘60 e ’70, nonché uno
dei più completi. Nel 1968, si aggiudica la
Rolex 24 At Daytona e vince come da tradizione il Cosmograph Daytona. Nello stesso
anno, poche settimane prima, aveva trionfato al Rally di Monte Carlo, e un mese dopo
Daytona, conclude la gara di Sebring al secondo posto. In maggio, si aggiudica la gara
di endurance Targa Florio in Sicilia, due settimane dopo vince i 1.000 km del Nürburgring
in Germania, infine si classifica quarto al suo
primo Gran Premio di F1, in Francia. Alla
24 Ore di Le Mans nel 1972, si ferma per
soccorrere un pilota che ha subito un grave
incidente e in seguito a questo gesto viene
nominato Cavaliere dell’Ordine nazionale al
merito dal Presidente della Repubblica francese. Chiamato “Quick Vic” dai suo colleghi,
questo straordinario pilota è stato Grand
Marshal dell’edizione 2010 della Rolex 24 At
Daytona.
1962-1969
1972-1973
1992-2010
2013-2015
23
ROLEX | daytona
1973
hurley haywood
IL CAMPIONE PIÙ TITOLATO A DAYTONA
Con cinque vittorie alla Rolex 24 At Daytona,
tre alla 24 ore di Le Mans e due alla 12 Ore di
Sebring, Hurley Haywood è noto come uno
dei piloti di endurance più completi e il campione più titolato a Daytona, una gara che
vince per la prima volta nel 1973. È famoso per aver detto: “Se rimane una goccia di
energia, significa che non si è fatto il proprio
lavoro come si deve”. Nel 1977, a Daytona,
riesce nell’impresa di guidare per otto ore di
fila, visto che i suoi due copiloti si rifiutano di
guidare di notte. E vince la gara! Alcuni mesi
più tardi, si aggiudica la 24 ore di Le Mans
diventando il primo pilota a realizzare questa
doppietta mitica.
Haywood, che ha vinto a Le Mans, Sebring
e Daytona, ritiene che quest’ultima sia la più
difficile delle tre gare per via delle lunghe ore
notturne in gennaio (dodici ore di buio contro le cinque ore di Le Mans, durante l’estate), per il gran numero di auto su un circuito
più corto e per la presenza di concorrenti che
“Se rimane una goccia di energia,
significa che non si è fatto il proprio
lavoro come si deve”.
Hurley Haywood
1972
paul newman
ATTORE E PILOTA PER PASSIONE
La figura di Paul Newman è indissociabile
dalla leggenda del Cosmograph Daytona.
Dagli anni ’70, e per alcuni decenni, l’attore di Hollywood noto per la sua classe leggendaria, nonché pilota automobilistico per
passione, indossa questo modello di orologio tutti i giorni e durante le gare sui circui­
ti. Ha adottato un modello dal quadrante
Il luogo
L’orologio
­ areggiano in tre categorie distinte. Nel 2012,
g
all’età di 64 anni, Hurley Haywood conclude
la sua carriera in bellezza partecipando alla
gara del 50° anniversario della Rolex 24 At
Daytona, la sua quarantesima edizione. Nel
2013, passa dall’altra parte della linea di partenza dando il via alla gara a Daytona, in qualità di Grand Marshal, con un Cosmograph
Daytona al polso. “Quest’orologio rappresenta il simbolo della vittoria che ogni pilota
sogna di aggiudicarsi”.
particolare che i collezionisti associano al
suo nome e alla sua fama. Questo quadrante è caratterizzato da una scala dei secondi stampata all’interno di una banda dello
stesso colore in contrasto con i tre contatori, i quali si differenziano per via degli indici
­quadrati per facilitare la lettura.
la leggenda
1935
1962-1969
1972-1973
1992-2010
2013-2015
24
ROLEX | daytona
1992
Rolex 24 At Daytona
LA GARA NON-STOP
2004
Goodwood Revival
LA NOSTALGIA DELLE GARE DI UN TEMPO
Considerata come una delle più prestigiose gare automobilistiche di endurance del
mondo, la Rolex 24 At Daytona si svolge per
ventiquattrore non-stop sul circuito internazionale di Daytona, in Florida, dove la notte
in quel periodo dell’anno dura quasi dodici
ore. Questa prova unica nel Nord America
in quanto a durata, seguita con passione da
decine di migliaia di spettatori, ha celebrato
il suo cinquantesimo anniversario nel 2012. I
migliori piloti del mondo si danno appuntamento sulla pista per contendersi la vittoria
di questa gara mitica e per aggiudicarsi un
Cosmograph Daytona, il leggendario trofeo
della gara. Rolex è associata al circuito di
Daytona dal 1959 e Title Sponsor della gara
dal 1992.
Il luogo
L’orologio
Il festival Goodwood Revival, un evento della
durata di tre giorni che si tiene ogni anno nel
mese di settembre, è una delle manifestazioni più ambite dell’automobilismo mondiale.
Ed è anche la sola, in Gran Bretagna, che
permette di rivivere l’era d’oro dell’automobilismo degli anni ‘50 e ‘60 (con auto d’epoca, piloti leggendari, ma anche musica e
vestiti di quei tempi). Il festival permette di
ammirare gare spettacolari che si corrono su
un circuito classico e ripropone l’atmosfera
del circuito automobilistico di Goodwood
che, un tempo, era con Silverstone, il principale circuito britannico. Rolex è partner
ufficiale del festival Goodwood Revival dal
2004.
2001
LA 24 ORE DI LE MANS
LA RESISTENZA MESSA A DURA PROVA
Creata nel 1923, la 24 Ore di Le Mans è la
più antica e prestigiosa gara automobilistica
di resistenza al mondo, che nel 2013 celebra
la sua ottantesima edizione. Questa gara che
mette alla prova sia l’affidabilità delle vetture
che la resistenza fisica e mentale dei piloti,
attira alcuni dei più grandi nomi dello sport
automobilistico. Una cinquantina di equipaggi, composti di tre piloti ognuno, si sfidano
su questo circuito di tredici chilometri e mezzo, al volante di bolidi suddivisi in due categorie: Le Mans Prototype e Gran Turismo.
L’equipaggio che percorre la distanza maggiore nell’arco di ventiquattro ore si aggiudica la gara. Le vetture possono percorrere
sino a cinque mila chilometri. Rolex è partner della gara dal 2001, in qualità di Orologio
Ufficiale.
la leggenda
1935
1962-1969
1972-1973
1992-2010
2013-2015
25
ROLEX | daytona
2010
Tom Kristensen
I NUMEROSI RECORD DI QUESTO
PILOTA DI ENDURANCE
Con le sue otto vittorie alla 24 ore di Le Mans
tra il 1997 e il 2008 – di cui sei consecutive
dal 2000 al 2005 –, il pilota danese detiene il
record del numero di vittorie di questa gara
di resistenza, la più antica e prestigiosa del
mondo. Figura emblematica di questa disciplina, Tom Kristensen detiene anche, con sei
successi, il record di vittorie alla 12 ore di
Sebring, che si tiene ogni anno in Florida. È
Testimonial Rolex dal 2010.
“Tutti i piloti vorrebbero vincere
il loro Rolex Daytona”.
Tom Kristensen
“Una gara automobilistica si basa sulla capacità di ottenere il meglio dal motore attraverso l’ottimizzazione e la tecnologia, e
chiunque sia attratto da ciò lo è anche dagli
orologi meccanici”, spiega Tom Kristensen.
“Provate a chiedere a chiunque gareggi
negli sport automobilistici di citare un orologio e il primo nome che sentirete sarà
il Rolex Cosmograph Daytona… Il Rolex
Cosmograph Daytona ha una storia e una
classe che tutti coloro che sognano di aggiudicarsi una gara automobilistica conoscono
e rispettano. Tutti i piloti vorrebbero vincere
il loro Rolex Daytona”.
Il luogo
L’orologio
la leggenda
1935
1962-1969
1972-1973
1992-2010
2013-2015
26
ROLEX | daytona
2013
Scott Pruett
LA LEGGENDA IN MARCIA
Aggiudicandosi nel 2013 la sua quinta
vittoria della Rolex 24 At Daytona, Scott
Pruett raggiunge il record detenuto da oltre vent’anni da Hurley Haywood ed entra a
far parte anche lui della leggenda. Per ben
cinque volte, gli è stato consegnato anche
il Cosmograph Daytona con, incisi sul retro,
la data, il logo della gara e la parola magica:
“Winner”. “L’orologio è la ragion d’essere di
questa gara”, dichiara, parlando di questo
trofeo leggendario che tutti i piloti sognano
di possedere.
2013
FORMULa 1
GLOBAL PARTNER
E OROLOGIO UFFICIALE
Rolex nel 2013 inizia a collaborare con la
Formula 1 in qualità di Global Partner e di
Orologio Ufficiale. Con la sua partecipazione, il Marchio conferma il proprio impegno
nell’ambito delle gare automobilistiche e il
proprio sostegno ai più alti livelli degli sport
di portata universale. La nuova partnership
di lunga durata con la disciplina regina degli
sport motoristici suggella l’avvicinamento
delle due entità, leader nei rispettivi settori,
che condividono un’identica passione per
le prestazioni, l’innovazione, la precisione
e l’eccellenza. L’associazione s’inserisce
nell’ambito di una volontà strategica di Rolex
di dedicare le proprie attività di sponsoring
a collaborazioni di altissimo valore simbolico
e di respiro mondiale. Nello stesso anno, in
marzo, Rolex diventa anche Title Sponsor del
Gran Premio d’Australia che apre la stagione
della F1.
Il luogo
L’orologio
2014 –2015
Bloodhound
OBIETTIVO 1.000 MIGLIA ORARIE
“L’orologio è la ragion
d’essere di questa gara”.
Scott Pruett
la leggenda
1935
1962-1969
1972-1973
1992-2010
Il progetto Bloodhound SSC mira a battere il
record di velocità su terra nel 2015 a bordo di
un veicolo supersonico all’avanguardia della
tecnologia grazie al motore a reazione e al
propulsore a razzo in grado di raggiungere
le 1.000 miglia orarie (ossia 1.600 km/h).
Sull’onda di questa tradizione di record, e
mosso dalla determinazione di “mettersi alla
prova e di superare l’impossibile”, il team
britannico del progetto Bloodhound vuole
anche essere fonte d’ispirazione per future
generazioni di scienziati e ingegneri. Rolex
sostiene dal 2011 questo progetto che rappresenta una continuità nell’impegno del
Marchio nell’universo della velocità.
2013-2015
CP-20555.01 Rolex
JV [Serveur_PAO]
Mode d’emploi « Cosmograph », Fr
InDesign CS 4
lex Cosmograph Daytona
Copyright
Copertina: Rolex/Jean-Daniel Meyer, Getty Images, Rolex/Stephan Cooper. Introduzione: Rolex/Stephan Cooper. Sommario: Getty Images, Rolex/Jean-Daniel
Meyer. Il Luogo: Rolex/Stephan Cooper, Getty Images, Corbis, Rolex/Fred Merz, Rolex/Tom O’Neal. L’Orologio: Rolex/Jean-Daniel Meyer, Rolex/Cédric Roulet,
Kirkland/Corbis. La Leggenda: Rolex/Jad Sherif, Getty Images, Rolex/Fred Merz, Rolex/Fadil Berisha, Rolex/Stephan Cooper.
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