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akhtamar numero 176 (15 mar).pub

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Anno 9, Numero 176
Akhtamar on line
WWW.COMUNITAARMENA.IT
15 marzo 14—XCIX M.Y.
Akhtamar on line
Emozioni ….
Il fiume Azat, l’altro lato di Garni
Una delle mete più gettonate del turismo in Armenia sono senza ombra di
dubbio Garni con il suo
tempio ellenistico del
primo secolo e, risalendo
la stretta valle, la chiesa di
Geghard.
Non vi è turista che giunga in Armenia che non
faccia una tappa in questi
due siti che si trovano a
pochi chilometri dalla
capitale e sono facilmente
raggiungibili.
Le emozioni che può dare
la figura geometrica del
tempio pagano con le sue
ventiquattro colonne
ioniche e l’atmosfera mistica e suggestiva della
chiesa scavata nella roccia
valgono da sole il prezzo
del viaggio in Armenia.
Geghard si trova all’inizio
della valle, proprio sotto i
contrafforti occidentali dei
monti Geghama.
Dai quali sgorga il fiume
Azat che cinquantacinque
chilometri dopo va a gettarsi nell’Arax nei pressi
di Artashat.
Il percorso del fiume è
suggestivo, tra gole, antichi ... (segue pag.2)
Sommario
Emozioni…
1-2
Diffondere la Memoria del bene
3
Pagina armena
4
La voce dell’Artsakh
5
Ritorno a casa
6
Qui Armenia
7
Uno svizzero per l’Armenia
7
Bollettino interno
di
iniziativa armena
2
Akhtamar
ponti in pietra, cascatelle. Scorre, a volte tumultuoso, a volte più calmo, giù per
la valle lasciandosi ai lati secoli di civiltà e un paesaggio affascinante.
Troppo forte è il richiamo del tempio di
Garni e di Geghard per i turisti. Sicché
il fiume Azat quasi passa inosservato.
Eppure, quante emozioni riesce a regalare anche lui.
Nel suo percorso, dalla sorgente ai piedi
del monte Azhdahak (3590 mt), segna
solo per pochi chilometri il confine tra
la provincia di Kotayk e quella più meridionale di Ararat nella cui area si sviluppa quasi interamente.
Lambisce l’area protetta di Khosrov che
si estende per circa trentamila ettari
proprio tra questo fiume ed il Vedi più a
sud.
Giusto appunto all’altezza di Garni si ha
uno dei tratti più suggestivi del percorso
fluviale, il cosiddetto “canyon di Garni”
alle pareti del quale è possibile ammirare spettacolari formazioni rocciose di
basalto a forma esagonale, che pendono
dall’alto della roccia, come sospese.
Talmente belle nella loro perfezione
geometrica da sembrare addirittura artificiali. E non a caso questa meraviglia
della natura ha meritato l’appellativo di
“Sinfonia delle pietre”: sembrano quasi
canne d’organo pronte a suonare.
La capitale, con il suo traffico e la sua
vita frenetica, è a poco più di venti chilometri di distanza; è incredibile come
così vicino possa trovarsi un luogo
dall’atmosfera così suggestiva. Questa è
l’Armenia, signori, che riserva
ANNO 9, NUMERO 176
spettacoli naturali di incredibile bellezza. Quando meno te lo aspetti.
Dunque, ecco Garni: con il suo tempio,
il ponte di pietra e questo fiume Azat
che ad ogni curva del suo tortuoso percorso offre scenari superbi.
Vederlo dall’alto mentre si insinua tra i
contrafforti pietrosi, accarezza verdi
boschi, scorre da uno sperone all’altro,
dà proprio l’immagine di quanto antica
ed affascinante sia questa terra. L’acqua
si è scavata, millennio dopo millennio, il
suo percorso. E quando, dopo il primo
ripido tratto iniziale, il fiume sembra
aver già dato il massimo spettacolo di
sé, ecco all’improvviso che si apre nell’omonimo bacino artificale (chiamato
anche Zovashen).
Cinto dalla corona di aspre montagne da
un lato e da più dolci ed antichi contrafforti dall’altro, questo lago è un’esplosione di emozioni in ogni stagione dell’anno.
D’inverno è spesso ghiacciato, un paesaggio surreale di incredibile bellezza;
d’estate la terra ocra forma cromatiche
stratificazioni che dettano con il cielo
azzurro una sinfonia di colori ed una
sinfonia di pietre.
Yerevan, come detto è a circa venti chilometri: ma verso sud si apre la grande
riserva naturale di Khosrov, un cuore
intatto in un Paese che già di suo presenta infiniti scorci suggestivi.
La forza dirompente del Caucaso meridionale si esalta nei contrasti della natura: le fitte e selvagge foreste, la
on line
asprezza della dura pietra, la forza dell’acqua.
L’Armenia riesce a condensare differenti tipologie di paesaggio in poche migliaia di chilometri quadrati.
Un concentrato di natura, di bellezza, di
spettacolo che la nazione deve preservare con tutte le sue forze. Perché è un
dono unico che la Natura le ha fatto e
che gli armeni hanno il dovere di custodire con cura. Ed anche di valorizzare.
Le migliaia, decine di migliaia di turisti,
che ogni anno, percorrono sui pullman
la strada che risale la valle di Garni non
riescono neppure lontanamente ad immaginare lo spettacolo che a poche decine di metri dall’asfalto riserva il fiume
Azat.
Cominciano a realizzarsi iniziative di
(ri)scoperta naturalistica: sentieri che
seguono il percorso del fiume, mappe
dettagliate. Ma, invero, riesce difficile
immaginare che i turisti che si fermano
per una settimana in Armenia possano
dedicare una giornata all’avventura nel
canyon di Garni o nelle tantissime altre
località del Paese.
Ecco allora che bisogna pensare ad un
turismo di elite, con pacchetti di viaggio
confezionati per “esploratori” che vogliano ritornare in Armenia una seconda
volta oppure optino per un soggiorno
più lungo nel quale vi sia spazio anche
per queste escursioni nel territorio. Fuori dalle tradizionali rotte turistiche, per
altre grandi emozioni.
Pagina 2
3
Akhtamar
on line
Diffondere la Memoria del Bene: un convegno alla Camera
La Sala del Mappamondo, al palazzo Montecitorio della Camera dei Deputati, ha ospitato un interessante convegno da titolo
“Giusti dell’umanità. Memoria del bene e
prevenzione dei genocidi” organizzato in
collaborazione con “Gariwo, la foresta dei
Giusti”.
Prendendo spunto dalla “Giornata europea
dei Giusti” (fissata il 6 marzo) e da una
proposta di legge per istituire analoga giornata anche in Italia (a firma della deputata
Milena Santerini), studiosi, politici e giornalisti hanno disquisito sulla memoria dei
Giusti, sul concetto di Giusto e sulle applicazione pratica di un modello antinegazionista.
I lavori sono stati moderati dal giornalista
del Corriere della Sera Antonio Ferrari.
La vice presidente della Camera Daniela
Sereni ha puntato sulla necessità di rimuovere tutti i fattori di ingiustizia interrogandosi
su come sia possibile il trauma del genocidio
attraverso la punizione di tutti i colpevoli
senza lasciare spazio alll’oblio.
Mario Giro, Sottosegretario agli Affari
Esteri, ha voluto precisare che stava partecipando ad un convegno di attualità e non di
storia. Ripercorrendo le tappe che hanno
portato alla nascita del concetto di genocidio
(con il giurista ebreo polacco Lemkin che
coniò il termine proprio in riferimento a
quello armeno), lo ha definito il peccato
originale del Novecento ed ha ricordato ai
presenti il pericolo di una omologazione (nel
senso di fastidio per il diverso, per l’altro)
che porta a considerare quasi “naturale” il
razzismo o la xenofobia.
Gli interventi di Emanuele Fiano e Gabriele Albertini sono stati incentrati sulla
nascita del Giardino dei Giusti a Monte Stella a Milano.
Gabriele Nissim, presidente e fondatore di
Gariwo, ha voluto sottolineare il grande
successo dell’Italia nel Parlamento Europeo
per l’adozione della Giornata dei Giusti,
intendendo per tali quegli uomini che si
assumono una responsabilità nei confronti di
altri uomini e che rappresentano una sorta di
“staffetta del bene”.
L’ambasciatore della repubblica di Armenia, Sargis Ghazaryan, si è detto orgoglioso
e commosso per quanto accaduto in Italia ed
in Europa nell’ultimo anno a favore di Giusti
che ha appellato come coloro che rifiutano
l’indifferenza e così riescono a sconfiggere
la banalità del male. I discendenti di coloro
che hanno subito un genocidio tradirebbero
la memoria dei Giusti se non si facessero
carico del valore stesso della Memoria, della
lotta al negazionismo e della prevenzione dei
genocidi. Ha orgogliosamente rammentato
come proprio l’Armenia sia stata incaricata
di redigere il rapporto ONU 2013 sulla preANNO 9, NUMERO 176
venzione dei genocidi (rapporto, peraltro,
approvato all’unanimità) ed ha indicato nell’istruzione un valido strumento di lotta al
negazionismo.
Il professor Marcello Flores ha sviluppato
il suo intervento proprio sulla prevenzione
dei genocidi, partendo dall’analisi che lo
slogan “Mai più!” non è purtroppo servito ad
arrestare altri orrori, giacché di un genocidio
ci si accorge quando ormai è compiuto. Dopo una breve disamina sui casi più recenti, ha
sottolineato al necessità di creare una Agenzia indipendente per i diritti umani in grado
anche di comminare sanzioni adeguate ai
responsabili di massacri.
L’imprenditore argentino di origini armene
Eduardo Eurnekian ha sviluppato il tema
dei giusti in America latina ricordando i
successi della fondazione Raul Wallemberg
ed ha confidato nella creazione di una Giornata dei Giusti anche nel suo continente.
Pietro Kuciukian, console onorario di
Armenia nonché cofondatore di Gariwo, ha
voluto ricordare in principio del suo intervento come la famiglia del padre nel corso
dei massacri hamidiani sia stata salvata proprio da un turco. Di qui la necessità di un
percorso attraverso la Memoria del Bene
perché quella ancorata solo al Male porta
angoscia, un’angoscia aggravata, nel caso
della Turchia, dalla continua negazione. Il
suo viaggio nella terra del padre e nei luoghi
della Diaspora è divenuta quindi l’occasione
per raccogliere testimonianze e ricercare i
Giusti. Dalla nascita del “Comitato Giusti
pere gli armeni” a Gariwo attraverso un
percorso di sofferenza e riconciliazione che
accomuna armeni, ebrei, ruandesi, cambogiani e tutti i popoli che hanno sofferto.
Liliana Picciotto si è soffermata sulla’attività del centro di documentazione ebraica
mentre la cambogiana Clair Ly ha ripercorso le tappe del massacro di massa inflitto dai
Khmer rossi negli anni settanta ed ha rac-
contato come sia riuscita a sopravvivere nei
campi di lavoro nascondendo la propria identità intellettuale, lei professoressa di filosofia
a scuola.
L’emozionato ed emozionante intervento di
Francoise Kankindi ha catapultato l’uditorio
nell’orrore del Ruanda. Un genocidio recente,
una memoria dell’orrore ancora fresca che
rende difficile far passare il messaggio del
Giusto in una popolazione appena uscita da
quella tragedia consumatasi nel giro di poche
settimane venti anni or sono. Sicché è ancora
pericoloso per gli Hutu dichiararsi Giusti
dopo l’uccisione di un milione di tutsi. Ma ha
aggiunto di poter capire, proprio per questa
memoria recente e direttamente vissuta, il
dolore degli armeni nel vedere il proprio
dramma non riconosciuto, nel morire due
volte per colpa del negazionismo ed ha affermato che il governo turco diventerebbe Giusto nel momento in cui riconoscesse il genocidio armeno.
“Senza Giusti ci sarebbero stati pochissimi
sopravvissuti, ma senza l’arresto delle stragi
genocidiarie non ci sarebbero stati Giusti” ha
concluso l’intervento riprendendo le parole di
Yolanda Makagasana.
Ha concluso i lavori il professor Sante Maletta che si è soffermato sui Giusti nella resistenza ai totalitarismi.
Un vivace dibattito ha concluso i lavori di
questo interessante convegno.
Pagina 3
4
Akhtamar
Մխիթարյան միաբանություն
Ի
հավերժ
հիշատակ
Մխիթարյան
Միաբանության
հիմնադիր
Մխիթար
Սեբաստացուն:
XVII դարի վերջն էր:
Ծանր ժամանակշրջան
էր
ապրում
ողջ
Հայաստանը
Օսմանական լծի տակ
և ազգի լուսավոր ուղեղները ելք էին փնտրում
ստեղծված փակուղուց: Այդ լուսավոր ուղեղներից
մեկը դարձավ Մխիթար Սեբաստացին (16761749): Մխիթար (իսկական անունը՝ Մանուկ)
Սեբաստացին սովորել է Սեբաստիայի Սբ. Նշան,
ապա՝ Էջմիածնի, Սևանի, Կարինի վանքերում:
1693 թ-ին մեկնել է Բերիա (այժմ՝ Հալեպ), որտեղ
ծանոթացել է կաթողիկե միսիոներների հետ: 1696
թ-ին ձեռնադրվել է կուսակրոն քահանա, 1699 թին՝ վարդապետ: 1701 թ-ին Կոստանդնապոլսում
հիմնադրել է միաբանություն: 1705 թ-ին Հռոմի
իշխանություններից ձեռք բերելով վանք հիմնելու
համաձայնություն՝
1706
թ-ին
Վենետիկին
ենթակա Հունաստանի Մեթոն բերդաքաղաքում
ձեռնամուխ է եղել վանքի կառուցմանը: 1712 թ-ին
Հռոմի պապը Սեբաստացուն շնորհել է աբբահոր
կոչում:
Խուսափելով
թուրքական
հարձակումներից՝ 1715 թ-ին միաբանությունը
Կ.Պոլսից տեղափոխվել է Վենետիկ:
1717
թ-ին
Վենետիկի
Ծերակույտը
հրովարտակով Սբ. Ղազար կղզին շնորհել է
Մխիթար Սեբաստացու միաբանությանը:
Մխիթարը դեմ է եղել Հայ Կաթողիկե Համայնքի
անջատ գոյությանը Հայ Առաքելական Եկեղեցուց:
Նա ծավալել է գիտակրթական գործունեություն,
շարունակել է պահպանել Հայ Առաքելական
Եկեղեցու ավանդույթները, կառուցել է եկեղեցի,
բացել դպրոց, զբաղվել է մատենագրությամբ,
պատրաստել է միաբան-գործիչներ: Մխիթարյան
Միաբանությունն աշխարհում միակ կաթողիկե
համայնքն է, որը երբեք լատինացված չի եղել:
Մխիթարյանների արարողությունները երբեք չեն
եղել լատինածես և չեն կատարվել լատիներենով,
այլ միմիայն հայերենով` համաձայն Հայ
Առաքելական Եկեղեցու ծիսակարգի:
1512 թվականին Վենետկում լույս է տեսնում
հայատառ առաջին տպագիր գիրքը՝ Հակոբ
Ուրբաթագիրքը,
որն
այժմ
Մեղապարտի
պահվում
է
Մխիթարյան
Միաբանության
գրադարանում:
Սակայն
հրատարակչական
բուռն գործունեությունը վենետիկյան ծովակում
սկսվեց միայն 18-րդ դարից՝ Մխիթարյան
վանականների մոտ: Այսպիսով
Սբ. Ղազար
կզում
ստեղծվեց
հայ
մշակույթի
անգին
կենտրոնը, որը հետագայում եղավ այն հզոր
սյուներից մեկը, որի վրա հենված էր ազգային
զարթոնքի
գաղափարը:
Մխիթարյանների
տպագրական
գործունեությունը
ամենափառավոր տեղն է գրավում վերջին
դարերի հայ մշակույթի պատմության մեջ:
Հետագայում կղզու տարացքը վանահայրերի
ջանքերով ընդլայնվեց (30 000 ք.մ.) և վանքի
կառույցներին
ավելացան
թանգարանը,
պատկերասրահը, ձեռագրատունը և դիվանը:
ANNO 9, NUMERO 176
Հայագիտությունը, հիրավի, Մխիթարյաններին է
պարտական հայերեն մեծ թվով ձեռագրերի
հավաքման և կորստից փրկելու ազգանվեր
գործունեության
համար:
Մխիթարյաննրի
մատենադարանում առկա են հայ պարբերական
մամուլի
հազվագյուտ
օրինակներ:
Հիշյալ
մատենադարանի դերը և գործառույթի ոլորտները
մեծացել են, ինչպես նաև հավաքածուները
հարստացել են հիմնականում XIX դարի երկրորդ
կեսին, երբ միաբանությունն արդեն կայացել էր և
դարձել ուսումնական ու հայագիտական խոշոր
կենտրոն:
Դրա
լավագույն
առհավատչյան
մատենադարանում պահպանվող շուրջ 4500
ձեռագրերն են: Դրանց թվում կան այնպիսի
հազվագյուտները, ինչպիսիք են Թորոս Ռոսլինի,
Սարգիս Պիծակի և այլոց ձեռքով նկարազարդված
խիստ արժեքավոր ու հայ մանրանկարչության
պատմության համար մեծ հետաքրքրություն
ներկայացնող ձեռագիր մատյանները: Առանձնակի
ուշադրության են առժանի նաև Ղևոնդ Ալիշանի
թողած անգնահատելի բազմահատոր գրական և
թարգմանչական
ժառանգությունը:
1700-ականների
Վենետիկը
յուրօրինակ մի մեծ
հանգույց էր՝ թե հայ
վաճառականների
համար
և
թե
միջազգային
իրադաձությունների:
Հրաշք
կղզու
համբավը նույնպես շուտ էր տարածվում և կղզում
իրենց գիտական հետազոտություններն են անում
գիտության բազմաթիվ հսկաներ, ինչպիսիք էին՝
Կապլետտին,
Ֆրիդրիխ
Նոյմանը,
Վիկտոր
Լանգլուան, Էտերմանը, Գերցերը, Նիկողայոս
Մառը և այլոք: Կղզին ոտք դրեցին գրեթե բոլոր
Եվրոպական
երկրների
միապետներն
ու
թագուհիները, արվեստի ու մշակույթի բնագավառի
հայտնի գործիչները, կղզիով հիացած էին
Վագները, Դոնիցետտին, Ռոսինին, Վերդին,
Ստրավինսկին:
Սբ.
Ղազարի
նշանավոր
ձիթենիների տակ լորդ Բայրոնը գրեց իր
«Մանֆրեդը» ու ավարտեց «Չայլդ Հարոլդը»: Նա
երկու տարի շարունակ հաճախում էր Մխիթարյան
Միաբանությունը՝ հայերեն լեզուն սովորելու
նպատակով: Այսօր էլ սրբությամբ էն պահպանվում
Բայրոնի պատմական այցելության հետքերը
Սբ.Ղազարում: 1810թ. Նապոլեոն Բոնապարտը
գրավել է Վենետիկը և հատուկ հրամանագրով
Վենետիկի Մխիթարյան Միաբանությունը ճանաչել
որպես գիտական գործունեություն ծավալող
ակադեմիական հաստատություն: Կայսերական
հատուկ
հրովարտակով
Միաբանությունն
անձեռնմխելի է հռչակվել:
Սեբաստացուց հետո Մխիթարյան Միաբանության
հաջորդ աբբահայրն է եղել Ստեփանոս վրդ.
Մելքոնյանը (1750-1799թթ.), որը նախաձեռնել է
Միաբանության
Կանոնադրության
մասնակի
վերանայումը, և 1762 թ. դեկտեմբերի 4-ին
Հավատքի տարածման Սուրբ Միաբանությունն
ընդունել է Կանոնադրությունը:
on line
փեսա Մուրադի կտակի համաձայն` Իտալիայի
Պադովա քաղաքի մխիթարյանները հիմնել են
Մուրադի անունով «Մուրադյան» վարժարանը,
իսկ 1836թ.`
Վենետիկի «Քա Բեզարո»
պալատում`
«Ռաֆայելյան»
վարժարանը,
որոնք գավոք, այժմ չեն գործում:
Եվրոպայի
չորրորդ
ամենահին
և
առաջինը`
ցայսօր
լույս
տեսնող
պարբերականներից
Սբ.
Ղազարի
միաբանության
«Բազմավեպ»
հայագիտական
հանդեսն
է,
որը
1843թ. հիմնադրել են
ծովանկարիչ
Հովհաննես Այվազովսկու ավագ եղբայր
Գաբրիել Այվազովսկին և Ղևոնդ Ալիշանը:
Վիեննայի Միաբանության պարբերականն է
«Հանդես ամսօրյան»:
2000թ. հուլիսի 10-21-ը Վենետիկի Սբ. Ղազար
Մայրավանքում տեղի է ունեցել Մխիթարյան
Միաբանության Վենետիկի և Վիեննայի
միաբանությունների ընդհանուր արտակարգ
ժողով,
որի
մասնակից
միաբան
վարդապետերը որոշել են վերամիավորվել,
ստեղծելով
Մխիթարյան
միացյալ
Միաբանություն`
մեկ
կենտրոնական
վարչությամբ:
Միաբանության
գլխավոր
կենտրոնատեղին Վենետիկի Սբ. Ղազար կղզու
Մայրավանքն է, Վիեննայի վանքը` առաջին
գլխավոր մենաստանը, որն իր հերթին ունի
աբբահայր տիտղոսը կրող տեղական մեկ
վանահայր: Զույգ միաբանությունների բոլոր
կենտրոններն այսուհետև կառավարվում են
ընդհանուր աբբահոր և միացյալ վարչական
խորհրդի կողմից:
1736թ.-ից մինչ օրս, աշխարհի տարբեր
երկրներում, գործել են շուրջ 30 Մխիթարյան
վարժարաններ:
Եվ,
վերջապես,
1989
թվից «Մխիթար
Սեբաստացի» կրթահամալիրը գործում է նաև
Երևանում:
Այսօր
300-ամյա
հեռավորությունից
կարողանում
ենք
հիանալ
Մխիթար
Սեբաստացու զարմանահրաշ մեծությամբ,
նրա գերբնական լույսով, որը գնալով ավելի ու
ավելի
է
պայծառանում՝
տարածվելով
Վենետիկի Սբ. Ղազար կղզուց մինչև
աշխարհասփյուռ բոլոր հայերը, մինչև Մայր
Հայաստան և համայն մարդկությանը:
Հայ գիտակրթական և մշակութային կյանքում նոր
էջ է բացվել 1834թ., երբ Հնդկաստանի հայ
մեծահարուստ վաճառականներ Ռաֆայելի և նրա
Pagina 4
5
Akhtamar
on line
la voce dell’Artsakh
8 MARZO IN ARTSAKH
Care donne, a nome delle autorità della
repubblica e mio personale mi congratulo
cordialmente con voi nella Giornata internazionale delle donne l’otto marzo.
In questo giorno siamo pieni di calore
eccezionale nei confronti delle donne che
ci circondano - le nostre madri, nonne e
sorelle, mogli e figlie - cercando di esprimere il nostro amore e rispetto, di essere
più attenti e premurosi. Valutiamo il vostro ruolo nella famiglia e nella vita del
nostro Stato ed esprimiamo la nostra più
profonda gratitudine.
Care donne, nessun tipo di impresa può
essere un successo senza di voi. Il vostro
fascino rende la nostra vita più ricca e più
significativa Faremo tutto il possibile
affinché voi siate sempre allegre e felici.
Mi congratulo con tutte voi, ancora una
volta in questa meravigliosa giornata di
primavera. Auguro grandi successi e tutto
il meglio per voi, i vostri figli e genitori,
parenti e amici. Siate sane e belle! Lasciate che la pace e la prosperità regnino
sempre nelle vostre famiglie e nella nostra
patria!
Il Presidente Bako Sahakyan
LA FESTA DEL
PANE A KANCH
Il presidente Bako Sahakyan partecipa alla festa
del pane (Tonrahats)
tenutasi l’otto marzo nel
villaggio di Kanch nella
regione di Askeran.
Il tonrahats è è una
specialità tipica dell’Artsakh, molto simile al
lavash e si cuoce in forni
cilindrici (tonir).
IL CORRIERE DELL’ARTSAKH
14 MAR INAUGURATO MONUMENTO A
VARANDA Il presidente Sahakyan ha oggi
inaugurato a Varanda (regione di Hadrut) un
memoriale dedicato ai combattenti della guerra
di liberazione. In occasione del 22° anniversario
della liberazione della cittadina, il presidente ha
anche premiato un gruppo di veterani della
brigata “Arabo”. Alla cerimonia ha preso parte
anche il ministro della Difesa Movses Hakobyan.
13 MAR 14 NUOVO MINISTRO DELLA
SANITA’ Harutyun Kushkyan, già ministro
della salute della repubblica armena, è stato
nominato nuovo ministro della repubblica del
Nagorno Karabakh.
4 MAR SAHAKYAN INCONTRA MINISTRO ARMENO EDUCAZIONE Lo sviluppo
della educazione e della scienza in Artsakh,
come pure la cooperazione fra i due stati, sono
stati al centro dell’incontro che il presidente
Sahakyan ha avuto oggi con il ministro dell’Armenia Armen Ashotyan. Presente all’incontro
anche il ministro dell’Educazione e della scienza
della repubblica dell’Artsakh, Slava Aghabekyan..
3 MAR SAHAKYAN VISITA IL CENTRO
MEDICO NAZIONALE Il presidente Bako
Sahakyan si è recato oggi in visita nel nuovo
Centro Medico Nazionale a Stepanakert verificando la funzionalità del nuovo edificio da pochi
mesi inaugurato e le nuove apparecchiature
mediche in dotazione.
Roma, Teatro dei Satiri: Incontro con l’Armenia
Lunedì 10 marzo al Teatro dei Satiri di Roma si è tenuta la manifestazione “Incontro con l’Armenia” organizzata da Women for Peace, Culture
and Development che si colloca cronologicamente durante la Decade delle Nazioni Unite sulla Biodiversità (2011-2020).
Lo scopo dell’evento era quello di raccogliere fondi a favore dei bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico Arabkir di Yerevan.
Un ricco programma durante il quale sono si sono alternati musica, poesie e brani di letteratura armena.
Veronika Kizanishvili, con il suo flauto traverso, ha eseguito pezzi storici di autori armeni quali Gomidas, Ekmalian, Kanachyan, Khachatourian
ed altri. Mentre le letture delle poesie e dei brani letterali sono stati interpretati magistralmente in italiano da Gilberto Scaramuzzo ed in inglese da
Michael Fitzpatrick.
Attraverso i testi scelti con grande accuratezza e precisione, si è percorsa la storia, dalla Grande Armenia al genocidio, all’esodo, alla diaspora,
alla cultura ed al profondo senso religioso degli armeni, passando per l’Isola di San Lazzaro e fino ad arrivare all’attuale Armenia con i suoi 30.000 kmq. Tra i testi letti, anche in lingua armena “Groong” che ha toccato le corde più sensibili degli armeni presenti.
A chiusura una interessantissima conferenza sui vini armeni. Il sommelier Vincenzo Ferraro si è soffermato sulle particolarità del territorio vulcanico armeno, presentando i vitigni di provenienza armena, quali il Prosecco (Veneto), il Marzemino (Trentino) o il Sagrantino (Umbria); Ferraro
ha poi accennato al ritrovamento di reperti di cantina vinicola risalenti a 6100 anni indietro sottolineando che attualmente l’Armenia produce un
vino di pregio, l’Areni, che è possibile trovare nelle città europee.
A fine serata “Women for Peace, Culture and Development” ha omaggiato i protagonisti del palco con una bellissima strelitzia, che nei suoi colori
ricorda quelli della bandiera armena.
Al Consiglio per la Comunità Armena di Roma, che ha patrocinato l’evento, è stato consegnato un bellissimo libro sulla Biodiversità del Caucaso
“Gardens of Biodiversity – Conservation of genetic resources and their use in traditional food production systems by small farmers of the Southern
Caucasus, FAO, Rome 2010”.
La serata si è conclusa con un banchetto con assaggi di pietanze armene preparati dalle donne del Gruppo Zartonk e da Woman for Peace. Il tutto
accompagnato dagli ottimi vini presentati alla conferenza. Un grazie di cuore a Women for Peace, Culture and Development per la bella serata e
per aver decviso di destinare i proventi all’Armenia ed in particolare ai bambini armeni dell’Ospedale Pediatrico Arabkir .
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RITORNO A CASA
Mamikon Khojovan è tornato a casa.
Il settantasettenne è stato restituito dall’Azerbaigian alle autorità armene ed è stato
ricoverato nell’ospedale di Ijevan per poi
essere trasferito nella capitale.
L’uomo, anziano e malato di mente, era
stato catturato dagli azeri lungo il confine
dai due stati. Imprigionato ed accusato
addirittura di essere il capo di un manipolo
di sabotatori armeni (sic!) alla fine è stato
rilasciato dopo un pressante intervento
della Croce Rossa Internazionale. Purtroppo il suo corpo, come mostrano le foto in
ospedale, porta tracce di percosse, torture;
l’uomo ha le braccia spezzate.
Abbiamo a che fare con un regime di barbari che non esitano ad accanirsi su di un
povero vecchio al quale la vita ha riservato una infinità di amarezze e dolori che lo
hanno portato alla pazzia. Ma per gli azeri
era comunque un “nemico sabotatore”…
Vergogna!
Qui Armenia
ZONA ECONOMICA LIBERA
Il Primo Ministro Tigran Sargsyan ha
visitato il sito della “AJA Holding
Company” dove sono in corso i lavori
per realizzare una zona economica libera destinata ad attività produttive nell’ambito della gioielleria e del taglio delle
pietre preziose. Si calcola che l’area
potrà essere interessata da circa 150/200
imprese con circa duemila addetti ed un
export annuale calcolato intorno ai 250
milioni di euro.
I lavori di realizzazione del sito dovrebbero essere ultimati entro la fine dell’anno e dal 2015 l’area di oltre trentamila
metri quadri (nella quale le imprese
potranno esercitare attività godendo di
particolari benefici fiscali) dovrebbe
essere pienamente operativa.
IMPIANTI ANTI GRANDINE
Prosegue in tutta la nazione l’installazione di impianti anti grandine (molti
dei quali assemblati in Georgia e Nagorno Karabakh) necessari a proteggere i
campi dal rischio dei chicchi gelati che
negli anni passati hanno causato enormi
danni soprattutto nella valle dell’Arax in
Armavir. Proprio cinquanta delle ottanta
stazioni già acquistate saranno installate
nella re-
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gione. Complessivamente al termine del
programma anti grandine, l’Armenia
sarà dotata di 442 stazioni anti grandine.
PARAOLIMPIADI
C’è anche un armeno, Mher Avanesyan,
fra gli atleti di quarantacinque nazioni
che partecipano alle Paraolimpiadi invernali iniziate a Sochi il 7 marzo. Gareggerà nello sci alpino.
8 MARZO IN ARIA
In occasione della festa della donna la
funivia “Le ali di Tatev” ha promosso
tariffe speciali per tutte le donne.
8 MARZO IN PARLAMENTO
Sono (solo) quindici le donne dell’Assemblea Nazionale armena su un totale
di 131 deputati. Questo numero (10,4%)
pone l’Armenia al 115° posto della lista
mondiale su 189 stati. La classifica è
guidata dal Rwanda (60%) di donne in
parlamento, seguito da Andorra e Cuba.
L’Italia è 31a (31,4%), l’Azerbaigian e la
Turchia sono al 92° e 96° posto con
percentuali fra il 14 ed il 15%.
L’Armenia è dunque chiamata alle prossime elezioni a migliorare la percentuale
di parlamento in rosa.
PROTESTE AMBIENTALISTE
I residenti di sette villaggi della regione
di Aragatsotn hanno inscenato una manifestazione di protesta bloccando anche
la strada che dalla capitale conduce alla
cittadina di Aparan. Motivo della contesa la costruzione di un impianto idroelettrico nell’omonimo bacino. Dopo la
manifestazione il progetto è stato bloccato.
MILIARDARI ARMENI
Ci sono anche sei armeni nella annuale
classifica che “Forbes” ha appena pubblicato sugli uomini più ricchi del pianeta. Si tratta di Kirk Kirkorian ( 328° con
un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari),
Samvel Karapetyan (345°) Danil Khachaturov (663°), Eduardo Eurnekian
(931°), Sergei Sarkisov e Nikolai Sarkisov (entrambi al 1465° posto).
ARMENIA E MONGOLIA
Il nuovo ambasciatore armeno in Mongolia ha presentato le sue credenziali al
presidente Elbegdorj a Ulan Bator. Il
diplomatico svolgerà l’incarico da Pechino. È la prima volta che l’Armenia
accredita un ambasciatore in Mongolia.
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Uno svizzero per l’Armenia
Bernard Challendes nuovo coach della nazionale
Bollettino interno a cura di
comunitaarmena.it
Q U E S T A P U B B L I C A Z I ON E E ’ E D I T A
CON IL FAVORE DEL
MINISTERO DELLA DIASPORA
È stato designato ufficialmente il 28
feb b ra io . B ern ard Ch al len d es,
sessantaduenne svizzero, è il nuovo allenatore della nazionale di calcio dell’Armenia.
Prende il posto di Vartan Minasyan che
ha lasciato al termine del girone di qualificazione per il mondiale brasiliano.
Il nuovo allenatore assume l’incarico
proprio nel momento in cui la nazionale
è ai massimi vertici della sua ventennale
storia avendo raggiunto il trentesimo
posto (su duecentonove) nella classifica
mondiale Fifa.
Un risultato eccezionale ottenuto grazie
alle capacità di Minasyan e alla scoperta
di autentici talenti, Mkitaryan su tutti.
Challendes si trova dunque costretto a
non far rimpiangere il predecessore e a
lavorare subito sodo in vista delle qualificazioni per gli Europei del 2016.
Una vita da allenatore in Svizzera, non
ha mai varcato i confini elvetici.
Nato a Le Locle, cittadine che sorge
praticamente al confine con la Francia
nel cantone di Neuchatel ha iniziato la
sua carriera di calciatore e poi di allenatore nella squadra locale per poi approdare a società più importanti. Dal 2001 al
2007 ha allenato l’under 21 elvetica e poi
il Sion, lo Zurigo, il Neuchatel Xamax e
fino al 2012 il Thun.
Ora la chiamata dall’Armenia e subito la
partita contro la Russia di Capello. La
sconfitta rimediata il 5 marzo (due a
zero) non fa testo a meno di una settimana dall’insediamento del nuovo CT dell’Armenia che ha assistito alla gara dalla
tribuna.
HAYclick
il numero 177 esce il
1 aprile 2014
w w w. k a ra b a k h. i t
I nf or m az i one q uot i di a na
i n i t al i an o s ul l ’ Ar t s ak h
PIZZA ARMENA PER GLI OSCAR - Los Angels. Prima dell’inizio della cerimonia di
consegna degli Oscar, arriva la piazza consegnata da un Edgar Martirosyan della “Big Mama and Papa’s Piezzeria”, catena di locali fondata dall’armeno Aghakanian nel 1991.
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