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Centonove numero 30

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Beppe Alfano
Si pente D’Amico, Barcellona trema
Una lotteria della Madonna
Il capo del braccio armato della mafia del Longano
svela i segreti di Cosa Nostra. In ballo 45 omicidi.
E forse il caso Alfano
La Vara in tempo di crisi e polemiche senza
fondi per la manifestazione. Ecco chi manca
all’appello e perchè
A PAGINA 11
A PAGINA 15
ANNO XXI Numero 30
1 AGOSTO 2014
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO
POSTALE A REGIME
SOVVENZIONATO 45% (ME)
SETTIMANALE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA
EURO 1,50
FINANZIARIA
REGIONALE. GOVERNO SCONFITTO SUI PROVVEDIMENTI CARDINE. RISCHI E TRADIMENTI
a
n
d
a
r
e
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n
v
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r
L m
1 Agosto 2014
il punto
EDITORIALE
Il modello
del pizzo
NELLA BOLGIA degli emendamenti
alla fine ne è spuntato uno a firma
“Rosario”. C’è voluta l’ironia del
presidente dell’Ars Giovanni
Ardizzone per identificare nel
presidente della Regione Crocetta,
l’autore della modifica di legge
proposta che aveva fatto saltare sulla
sedia l’onorevole Figuccia. Chiudere
una Finanziaria, come oggi sta
facendo la Sicilia, è come tirare una
coperta a chilometri zero. Da tutti i
lati. Non si possono chiudere le sedi
di Riscossione Sicilia, non si possono
fare i prelievi forzosi alle pensioni
che superano i 50mila euro, non si
possono mandare in pensione i
dipendenti a 58 anni, tranne che non
siano in servizio all’Ars dove si può
andare a 53. Di più: se il presidente
dell’Ars annuncia che ha tagliato
spese per 73 milioni di euro, qualche
sindacalista mugugna: non si è
tagliato nulla, salirà per lo stesso
importo la spesa pensionistica. Il dato
è qui. Dopo anni di vacche grasse, di
corsa alla certezza dei diritti, ora non
siamo più alla crescita zero, ma alla
decrescita continua. In Sicilia si
continua ad emigrare e la povertà
del Sud, certifica lo studio dello
Svimez, cresce in maniera costante.
L’Italia si è fratturata ancora di più. E
un pezzo sta andando alla deriva.
I soldi spesi dalla Ue in Sicilia sono
una decima parte di quelli spesi al
Nord. Come fare? Renzi è alle prese
con lo “Sblocca-Italia”, ma cosa può
sbloccare la Sicilia, che ora scopre la
desertificazione industriale non solo
a Gela? Una presa di coscienza, vera,
dei siciliani. Il lavoro, quello vero, non
è nella burocrazia; non è nella
formazione professionale
politicamente corrotta; non è nelle
51, 101, 151 giornate dei forestali;
non può essere nella speranza
decennale dei precari a vita. Il lavoro,
quello vero, parte dall’iniziativa
privata. Che ha bisogno solo di non
essere ostacolata da mille lacciuoli
“burocratici”. Liberare energie
significa solo tagliare le rendite
parassitarie. La vera “spending
rewiew” è tutta lì: il modello del
pizzo assurto a sistema politico.
Massimo Mucchetti
Renzi e i piccoli eroi che votano senza fiatare
Dissidenti come Chiti e Mucchetti si industriano per arrivare alla riforma del Senato
offrendo soluzioni ragionevoli. Ma sono di troppo in questo sistema. Ecco perchè
DI
DOMENICO BARRILÀ
IL CORPO A CORPO in atto nell’aula del Senato ricorda, qualora
ce ne fosse bisogno, che la politica è il luogo delle frustrazioni
personali e dell’irragionevolezza, ma soprattutto mostra che non
vi è coincidenza tra possesso di talenti e ruolo ricoperto.
Impressionante in proposito lo scarto che si nota tra un senatore
come Massimo Mucchetti e il presidente del consiglio Matteo
Renzi. Giornalista prestigioso, oggi presidente della Commissione
Industria del Senato, saggio e documentato, il primo. Curriculum
professionale inesistente, uno tra migliaia di avvocati
soprannumerari che scelgono la politica per campare e farsi
ricordare, il secondo. Sulla riforma del Senato, Massimo
Mucchetti è collocato tra i cosiddetti dissidenti del Pd. Non è
persona che fa rumore e non insegue visibilità a tutte le ore, non
un mestierante della politica, ma un senatore serio che ragiona e
formula proposte nell’interesse generale, come dovrebbe fare
qualsiasi parlamentare. La sua posizione è simile a quella di
Vannino Chiti, altro parlamentare del Pd dotato di argomenti e
senso di responsabilità. Il Pd è pieno di persone così, ma non
imbrocca il leader completo nemmeno per scommessa.
Loro, i dissidenti, si industriano per arrivare alla riforma del
Senato offrendo soluzioni ragionevoli, mentre il presidente del
consiglio è impegnato a presidiare eventi mediatici e a
polemizzare con gli avversari, a colpi di twitt o di argomenti tra il
patetico e il banale, eccone una perla: “In queste ore i senatori
che sostengono la riforma e che stanno subendo l'ostruzionismo
di una piccola parte dei loro colleghi stanno dimostrando il senso
delle istituzioni più straordinario che si possa chiedere.
Approveremo la riforma in prima lettura, nonostante le urla e gli
insulti di queste ore». Traduciamo: coloro che votano senza fiatare
sono degli eroi, mentre quelli che si pongono domande e vogliono
discutere (chissà, magari il Parlamento è nato per questo)
sarebbero dei sabotatori, anche un tantino maleducati.
Caporedattore Graziella Lombardo Vicecaposervizio: Daniele De Joannon
In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella
Segretaria di redazione: Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto. Editore: Kimon scrl, via San Camillo, 8 Messina. Tel. 090 9430208
Fax: 090 9430210 P. IVA 02131540839 Registrazione Tribunale di Messina
n. 11-92 del 4 maggio 1992. Iscritto al Registro Operatori della Comunicazione
n° 17229. Stampa: Sts - Società tipografica siciliana spa Strada 5 n. 35 Zona
industriale 95030 Catania. Redazione e ufficio abbonamenti: via San Camillo, 8 - 98122 (ME), CCP n. 90443839 Copie arretrate: euro 3,00. Progetto
grafico: Davide Lopopolo per Psychodesign www.psychodesign.it.
Internet: http://www.centonove.it
email: [email protected]
centonove
SETTIMANALE REGIONALE
DI POLITICA CULTURA ED ECONOMIA
Direttore responsabile
Enzo Basso
Garante del lettore: Attilio Raimondi
centonove pagina 2
A lui piacerebbe chiacchierare di riforme costituzionali solo con
Silvio Berlusconi, la sua versione anziana sebbene con gli ormoni
più attivi. Ai deputati e ai senatori rimarrebbe il compito di alzare
la mano a comando, come facevano gli odiati comunisti nei
rispettivi comitati centrali o come accade al Meeting di Rimini
con gli applausi. Più semplificazione di così c’è solo la
banalizzazione. Uomini come Mucchetti e Chiti sembrano di
troppo in un sistema del genere. Argomenti come il riequilibrio
numerico tra Camera e Senato (abbassando anche il numero di
deputati), eleggibilità dei senatori, immunità limitata solo
all’esercizio delle funzioni di parlamentare e di senatore,
eliminazione dalla Carta Costituzionale dell’obbligo del pareggio
di bilancio, meriterebbero di essere ascoltati in silenzio e fatti
propri, invece che stigmatizzati con fastidio. Un Senato composto
di dopolavoristi diventerà una specie di non luogo. Diverso,
purtroppo, il giudizio sul contributo del M5S e di Sel, impigliati
nelle posizioni estreme dei loro leader, in cerca del colpo ad
effetto ma in realtà alleati occulti di Matteo Renzi, che vincerà la
sua battaglia proprio approfittando del fumo dell’ostinazione
sollevato da Grillo e Vendola. Sembra che a loro degli accordi
importi assai poco, come se non sapessero che le riforme, al netto
delle fanfaronate di Renzi, sono necessarie e che sarebbe meglio
farle portando a casa le modifiche proposte da Chiti e Mucchetti,
piuttosto che giocare coi regolamenti parlamentari, indebolendo i
dissidenti e condannandosi con loro a perdere comunque il
braccio di ferro. Un atteggiamento non meno ottuso di quello
esibito dallo spaccone che guida il governo. Sopportabile per il
tormentato leader di M5S che oramai, costretto sul terreno delle
scelte concrete, rischia di perdere la leadership del suo
movimento a favore di persone con più testa. Ingiustificabile,
invece, per il capo di un partito progressista, piccolo quanto si
vuole ma pur sempre una cosa seria.
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Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
riservato
1 Agosto 2014
TOP SECRET
L’INCHIESTA. Giallo messinese dietro le presunte tangenti sul settore fotovoltaico che coinvolgono l’ex assessore Pippo Gianni
CONTRIBUTI AI PARTITI
Fattoria solare, indagato l’assessore Cacciola
Cinquantamila euro al Pd
da Caronte&Tourist
MESSINA. C’è anche l’assessore alla
Viabilità del Comune di Messina,
l’ingegnere Gaetano Cacciola, nel
lungo elenco degli indagati sul caso
della fattoria solare “Heliospower” di
Monreale, realizzata in contrada
Scardina tra il 2009 e il 2010, prima di
esser ceduta a un gruppo spagnolo.
Nell’indagine figurano già con l’accusa
di corruzione Pippo Gianni, ex
asessore all’industria, il suo
collaboratore messinese Martino
Russo e la dirigente dell’assessorato,
Francesca Marcenò, accusata di abuso
d’ufficio.
Cacciola, nella sua qualità di direttore
del Cnr, è indagato per falso
ideologico: la struttura di ricerca di via
Pistunina avrebbe certificato, secondo
l’accusa, il carattere sperimentale
dell’impianto quando invece non ne
ricorrevano i motivi.
Ma perché fare certificare come
sperimentale un progetto che non ne
ha i requisiti? Due, secondo gli
investigatori, le tecniche per aggirare
la lunga fila di progetti, più di tremila,
rimasti per anni e anni a dormire nei
cassetti dell’assessorato alle Attività
Produttive.
Il primo “trucco” era la dichiarazione
di “asseverazione” scientifica del
progetto da parte di una struttura
UNIVERSITÀ DI MESSINA
Navarra decide le elezioni
tagliando fuori le matricole
MESSINA. Per non concedere proroghe
“come faceva Tomasello”, il rettore
dell’Università di Messina ha deciso di
indire elezioni “a tempo”. Navarra ha
infatti stabilito che le consultazioni per il
rinnovo di Senato,
Cda e
rappresentanti in
seno ai
dipartimenti sarà i
primi di
novembre,
tagliando fuori
gran parte delle
nuove
immatricolazioni.
Non solo,
nell’ultimo caso,
gli eletti
Pietro Navarra
dureranno in
carica pochi mesi,
visto che è in corso una riduzione del
numero dei dipartimenti stessi. Gli
studenti, sul piede di guerra, preparano le
contromosse.
abilitata alla ricerca. La seconda tecnica,
fare dichiarare all’impresa l’impegno
alla “filiera corta”, la volontà cioè di
rifornirsi di energia solo da produttori
siciliani. Sono ora una decina i progetti
sotto osservazione da parte della
Procura di Palermo, che avrebbero avuto
corsie preferenziali. Ma il primo e
allarmante dato che è emerso che
nessun controllo è stato fatto poi sulla
reale destinazione degli impianti
finanziati. Ora le indagini, partite da
L’assessore Gaetano Cacciola
Napoli a seguito di alcune
compromettenti intercettazioni, si
spostano a Palermo e quindi a
Messina. Dalle prime richieste
avanzate in sede cautelare, dopo le
informative della polizia giudiziaria,
per molti degli indagati dai Pm di
Napoli venivano richiesti gli arresti,
segno che non solo di regaliè di
televisori si tratta. A Messina il Cnr,
consiglio nazionale delle ricerche, è
capofila della società consortile che
porta avanti il progetto di ricerca
sull’innovazione nei trasporti navali
con una dotazione finanziaria che
supera i venti milioni di euro. A
presiedere la società consortile, della
quale insieme ad altri gruppi
armatoriali fa parte anche il gruppo
Franza, è l’ingegnere Gaetano
Cacciola, che non si è dimesso dalla
carica operativa, quando ha assunto
l’incarico di assessore alla Viabilità
della giunta Accorinti, perché il Cnr
rappresenta il maggiore azionista
della società.Francesca Marcenò, dopo i
primi rumor dell’inchiesta, fu sostituita,
quando divenne assessore all’Energia
l’ex prefetto di Messina e Palermo,
Giosuè Marino, dal funzionario Alberto
Tinnirello, che nella geografia delle
appartenenze politiche fa capo
all’onorevole Giuseppe Lumia.
SOMMARIO
PRIMO PIANO
6. Finanziaria sgambettata
I governo sconfitto sui provvedimenti cardine
POLITICA
8. L’isola che non c’è (più)
Salta l’area pedonalizzata. Ecco come è andata
9. Brolo, arrivano gli esperti
Ad aiutare il sindaco arrivano Coglitore e Scurria
10. Bye-Bye Mangione
L’assessore non è stato riconfermato
SICILIA
11. Si pente D’Amico, Barcellona trema
I segreti di Cosa Nostra
12. Accordi sotto...banca
La cartolarizzazione dei crediti della Asl siciliane
14. Iacp, dirigenza da campioni
Produttività da record all’Istituto case popolari
15. Una vara con la crisi
Fondi ai minimi storici perla festa dell’Assunta
16. Una città di abusivi
Viaggio nelle richieste di condono edilizio
18. Voglio una casa da star
Rimodulato il progetto “sperimentale”
sulle sedici “ville del lusso” dell’Asp 5
19. Molestie in sagrestia
Don Abbriano condannato in primo grado
per avere abusato di una giovane parrocchiana
20. Nibali, la maglietta diventa “reliquia”
Il ciclista si presenta a Parigi in maglia gialla
21. Ricciardo, “ficarrese” di Formula 1
Secondo successo per il pilota australiano
22. Turismo rurale, welcome in Sicilia
Il piano dell’Unione delle Pro Loco
ECONOMIA
23. Authority, una poltrona per tre
La riforma delle Autorità Portuali
24. Fenapi revolution
La sede nazionale del Caf “emigra” a Roma
25. Messina, poi pago
I pagamenti commerciali secondo Cribis D&B
POSTER
28. Alberto, il santo dimenticato
Onoratissimo a Trapani, dimenticato a Messina
RUBRICHE
3. Riservato 4-5. Settegiorni
26. Consumatori / Consulenti
30-31. Libri/La Classifica/Lacerti di Letture
38. Qui Scuola/Heritage
38. Ecologia e Ambiente
39. Eliodoro
39. Animal House
39. Antibuddaci
39. 150 parole da Palermo
centonove pagina 3
MESSINA.
Cinquantamila
euro tondi tondi. E' il contributo che la Caronte & Tourist,
compagnia di navigazione
della famiglia Franza, ha elargito al Pd nell'anno 2012,
quello della "discesa in
campo" di Crocetta. Il contributo, l'unico dichiarato ufficialmente
nel
bilancio
certificato del partito, l'anno
successivo è però sparito.
SELEZIONE IN CORSO
Aeroporto Palermo
Entrano i privati
PALERMO. Sarà la Kpmg, la
società di revisione contabile
che svolgerà il ruolo di advisor per la privatizzazione
della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo.
L’apertura al capitale dei privati, è arrivata dopo la sollecitazione del presidente
dell’Enac, Vito Riggio, a capitalizzare la società.
AMBIENTE
Discarica di Pace
Ammesse Valori e Bruno
PALERMO. Ati Valori, scarl,
capogruppo la società Ecotech e poi Bruno Teodoro
Spa: sono le ultime due imprese con cuore pulsante sui
Nebrodi ad essere ammesse
alle offerte dal Dipartimento
Acqua e Rifiuti di Palermo per
l’appalto da 14 milioni di euro
per la piattaforma integrata
di Contrada Pace a Messina.
A presiedere la commissione
è il funzionario Manlio Munafò.
OPERE PUBBLICHE
Il gruppo Ricciardello
punta alla Romania
MESSINA. Dopo avere realizzato gli svincoli a Messina, il
gruppo Ricciardello “vira” i
suoi interessi verso l’Est. E’ in
Romania che l’azienda di
Brolo sta puntando i suoi interessi: l’ingresso nella Ue ha
dirottato sul Paese gli incentivi “Obiettivo 1” e il mercato
delle opere pubbliche non risente della crisi che ha investito l’Italia.
1 Agosto 2014
settegiorni
CORSI D’ORO
CHI SALE
Elvira Amata
MESSINA. Tra Rodia e Marmora… si mormora ancora dei
duecento invitati dell’ex assessore forzista al Verde ora transitata con i Drs di Picciolo, tutti
severamente vestiti di bianco,
per l’inaugurazione della piscina nella sontuosa villa di
Baia Verde. Ma il colore dei Drs
non è arancione?
Francantonio Genovese
MESSINA. Da quando si trova
“a riflettere” sull’intreccio delle
umane cose, a metà tra politica
giudiziaria e giustizia politica, il
leader del Pd dello Stretto ha
scoperto una nuova, rilassante
passione: il giardinaggio. Che
non sia un allenamento per
sfoltire “cespugli” e rami secchi
della ex Quercia?
SOCIETÀ
Concluse le indagini
Si dimette Cambria
EsosTheatre racconta la sua storia al Castello di Milazzo
MESSINA. Si avvita sempre più l’indagine
sui “Corsi d’Oro” della formazione
professionale. Agli indagati del secondo
troncone dell’indagine, che vede agli
arresti domiciliari l’onorevole
Francantonio Genovese, la polizia
giudiziaria ha recapitato nei giorni scorsi
l’avviso di conclusione delle indagini.
Molto del materiale è incentrato sulla
società Calaservice, definita dagli
inquirenti “cartiera” e sulle “zone
d’ombra” delle spese portate in
detrazione nella contabilità aziendale. Si
sono intanto dimessi dagli incarichi
operativi, nel gruppo di aziende collegate
Franco Mondello
MESSINA. “Appartengo a una
cultura politica che impone il
rispetto e la fiducia nella magistratura…”. Il consigliere comunale Udc a proposito dell’inchiesta sul bilancio ha
deciso di farsi da parte. Una
lezione di stile che se fosse
adottata dagli altri azzererebbe completanete il consiglio comunale.
Giuseppe Tesauro
ROMA. Resta “messinese” la
presidenza della Corte Costituzionale. Il docente, già professore a Messina dal 1970 al
1976, è il nuovo presidente
della Consulta. Per l’Ateneo
dello Stretto, si tratta di un ulteriore riconoscimento per la
tradizione degli studi giuridici
dell’Università, visto tra l'altro
che Tesauro raccoglie il testimone da Gaetano Silvestri, docente e già Rettore.
Giovanni Foti
MESSINA. Insieme al commissario speciale dell'Atm, Domenico Manna, e all’assessore
alla vibilità Gaetano Cacciola,
il direttore dell’Azienda Trasporti Messina ha deciso di
istituir nuovamente, dall'1
agosto, il servizio notturno a
pagamento di trasporto viaggiatori nelle zone nord e sud
della città. L’obiettivo è anche
una maggiore sicurezza stradale per i giovani, che frequentano i locali delle riviere
cittadine.
MILAZZO. Dopo le due repliche entrambe sold out a Messina, arriva al Castello di
Milazzo “Il gioco 2011-2014”, l’ultimo spettacolo di EsosTheatre, il Teatro degli
Esoscheletri di Sasà Neri. Tre repliche, mercoledì 6 agosto alla Chiesa di Santa
Maria, Castello di Milazzo, alle ore 18:30, 20:45 e 23. E ancora una volta sarà il
pubblico, a scegliere di volta in volta il brano del copione da interpretare. Nella
casualità della scelta, si racconterà la storia di EsosTheatre dal 2011 ad oggi. Con la
regia di Sasà Neri e le coreografie di Pucci Romeo, in scena i 21 artisti.
Monforte in jazz, giovedì 7 i “Baroque and blue quartet” a Piano Rosario
MONFORTE SAN GIORGIO. Seconda edizione di “Monforte in jazz”,
manifestazione coordinata da Antonio Cannistrà. Nella location di Piano Rosario,
giovedì 7 agosto, ad esibirsi sarà il gruppo “Baroque and blue quartet”, con
Laura Paone, Emanuele Primavera,Carmine Calabrese e Roberto Fiore.
Siti Unesco in piazza, prima tappa a Messina
MESSINA. “Siti Unesco in piazza”. E’ l’iniziativa pensata, proposta ed organizzata
da Mama Service di Palermo, di concerto con l’Unione Europea e la Regione
Siciliana. La manifestazione sarà presentata a Messina, col patrocinio del
Comune, venerdì 1 agosto alle ore 11.30 presso Piazza Francesco Lo Sardo. Ogni
fine settimana il tour sarà presente nelle principali piazze degli altri capoluoghi.
A Messina, dall’1a l 3 agosto saranno proiettati filmati e diapositive del siti
Unesco siciliani e l’archeologo Emanuele Tornatore illustrerà gli aspetti storici,
culturali e ambientali che hanno reso famosa in tutto il mondo l’isola.
SANITA’. Il leader Drs, Picciolo, sollecita la riapertura del reparto al Fogliani
Francantonio Genovese
a Genovese, il commercialista Cambria e
la figlia. E mentre la commissione delle
autorizzazioni a procedere della Camera
ha dato il via libera all’uso da parte degli
inquirenti di 40 intercettazioni su 250,
quelle operate dopo l’iscrizione nel
registro degli indagati del parlamentare,
dal 4 luglio non ha ancora sciolto la
riserva il Tribunale della Libertà, chiamato
a esprimersi in appello su due richieste
contrapposte: quella dei difensori che
chiedono la scarcerazione e quella dei
Pm, che chiedono la custodia cautelare in
carcere.
Milazzo, la gastroenterologia negata
MILAZZO. Dotato delle migliori attrezzature, eppure chiuso al
pubblico da oltre due anni. E’ il reparto di gastroenterologia
dell’ospedale Fogliani di Milazzo: “19 stanze, totalmente ristrutturate
e tecnologicamente avanzate” denuncia in una nota il leader dei
Drs, Beppe Picciolo - al punto da renderlo la struttura
endoscopica migliore della Sicilia”. In tutta la provincia di
Messina, secondo il piano sanitario regionale, dovrebbero
essere disponibili 14 posti letto per la gastroenterologia
operativa in chirurgia e medicina. L’agenzia sanitaria Agenas,
il 9 luglio scorso ha raccomandato a tutti i manager delle Asl
“l’incremento dei by service in regime di appopriatezza”. E
rimettere in pista il reparto del Fogliani, per Picciolo
Beppe Picciolo
“sarebbe una cura appropriata”.
AMBIENTE. Depositato il testo dell’assessore Sgarlata. «Su biodiversità modifiche innovative»
Al via la riforma su parchi e riserve
PALERMO. Dopo le audizioni in IV
Commissione ambiente dell’Ars,
l’Assessore regionale del territorio e
dell’ambiente, Mariarita Sgarlata ha
depositato il testo base di riforma della
legge sui parchi e riserve. I deputati del
Movimento 5 Stelle all’Ars esprimono
soddisfazione per l'ottimo lavoro di
concertazione portato avanti in questi
mesi .
“Si apre così la stagione delle riforme
per le aree naturali protette”, afferma
il presidente della IV Commissione
Giampiero Trizzino (M5s), primo
firmatario di uno dei tre testi di legge
presentati e successivamente rielaborati
per confluire nel testo di legge.
“Questo testo base – continua Trizzino
è frutto di un clima parlamentare
favorevole e di un primo confronto
avviato in sede di commissione
ambiente con le diverse associazioni
ambientaliste, degli agricoltori, le stesse
associazioni venatorie e i rappresentati
dei parchi. A settembre, alla riapertura
dei lavori parlamentari, il testo sarà
incardinato e avrà una corsia
preferenziale per essere esitato quanto
prima e portato alla discussione del
parlamento. Certamente non
mancheranno ulteriori confronti e
saranno recepiti i contributi di tutti i
soggetti istituzionali e del mondo
Mariarita Sgarlata
centonove pagina 4
associativo chiamati ad essere protagonisti
di questa nuova stagione di riforme”. Il
presidente della commissione Ambiente
precisa che “lo scheletro della legge dell’81
rimarrà inalterato, così come è emerso
nelle precedenti audizioni; quello che ci
proponiamo è aggiornare la norma alle
rinnovate esigenze ambientali e alle
direttive europee”.
“Un testo importante, complesso, una
specie di testo unico in materia di parchi,
riserve e biodiversità – dichiara l’assessore
Sgarlata - che affronta in maniera
innovativa tutti i temi connessi con la
salvaguardia ambientale, coniugando la
conservazione e la biodiversità in maniera
intelligente con i temi connessi con lo
sviluppo compatibile e ecosostenibile,
valorizzando tutte le filiere produttive di
qualità presenti nei territori tutelati e
riconoscendo un ruolo centrale alle
popolazioni locali nella gestione delle aree
protette”.
1 Agosto 2014
settegiorni
RACALMUTO. Appelli a Napolitano e Crocetta per destinare i due edifici a museo evitando la vendita
AGRICOLTURA
Nessuno tocchi la casa di Sciascia
Cento imprese
a Taormina ed Etna
per Teseo
RACALMUTO. La casa di
Leonardo Sciascia in vendita. Si
tratta di due avitazioni dove lo
scrittore abitò tre anni, in Via
Salita Monte, dove visse da
ragazzo, e dove si trasferì dal
1948 al 1957 una volta sposato.
L’immobile si trova nel comune di
Racalmuto, nella via che ora porta
il suo nome.
Tra quelle mura, Sciascia compose
alcune delle sue opere come “Le
parrocchie di Regalpetra“,
autobiografia sintetizzata della
sua esperienza come maestro
elementare presso la Generale
Macaluso, e pubblicato nel 1956.
Le palazzine in vendita vertono la
prima in uno stato fatiscente, con
un terrazzo oramai ricolmo di
immondizia e materiale di risulta.
La seconda invece è meglio
conservata. L’ex sindaco di
Racalmuto, Enzo Sardo, ha
lanciato un appello al Presidente
della Repubblica dove lo invita ad
intervenire per fare in modo che
lo stabile non finisca in mani
private e chiede un intervento per
realizzarvi un museo in memoria
dello scrittore. Analogo appello
ha rivolto al governatore Crocetta
e e all'assessore ai Beni culturali,
il commissario straordinario del
Libero consorzio comunale,
Benito Infurnari, che ha indetto
per lunedì 4 agosto alle 10.30,
nell'aula Giglia del Palazzo della
Provincia, una conferenza di
servizio. Infurnari, ha invitato
all'incontro tutti i sindaci dei 43
Comuni della provincia affinchè si
trovi una soluzione condivisa.
“Ritengo – aggiunge il
commisario Infurnari - che la
comunità provinciale non possa
permettere che tale patrimonio
morale e culturale vada disperso.
E’ mio auspicio, infatti, che la
casa di Leonardo Sciascia possa
essere trasformata in una sorta
di museo nel quale custodire
tutte le testimonianze di vita
umana ed artistica di un illustre
personaggio contemporaneo che
tanto ha dato alla vita culturale
del nostro Paese e che ha
testimoniato con impegno e
sacrificio civile e politico l’anelito
al riscatto della nostra Terra. Le
note difficoltà economiche in cui
versano le ex Province,
purtroppo, non consentono di
intervenire in direzione di una
acquisizione dell’immobile al
patrimonio di questo Ente”.
La statua di Leonardo Sciascia
MUSICA E RELIGIONE
Suor Cristina prende i voti
COMISO. “The voice”, suor Cristina Scuccia, ha
deciso di prendere i voti. Lo hanno assicurato le
suore Orsoline, l’ordine religioso al quale la
cantante venticinquenne che ha sbancato XFactor,
strappando poi
con la sua
canzone a
squarciagola 55
milioni di
visualizzazioni su
You Tube. La
casa discografica
Universal ha
comunque
strappato un
contratto con la
suore
venticinquenne
di Comiso,
Suor Cristina
nonostante il
flop di vendite
seguito al boom di visualizzazioni su internet.
Non si sa ancora se nel dettaglio, ci si dedicherà
a motivi religiosi, a cori o canti di Natale.
TAORMINA. Circa 100
imprese della zona
compresa tra Taormina e
l'Etna che ha
un'agricoltura e un
agroalimentare con punte
di eccellenza: dai vigneti
dell'Etna, alla produzione
di miele di Zafferana
Etnea alle fragole di
Maletto. Sono stati i
'protagonisti' di 'TesèoTaormina Etna sviluppo è
occupazione', il piano
formativo che Civita e
Fondimpresa hanno
messo a disposizione dei
lavoratori del territorio. Il
bilancio di un anno di
lavoro è stato presentato
da Fortunato Parisi,
segretario della Uil di
Catania. "Tesèo è durato
un anno e si è concluso
proprio in questo mese ha detto il direttore di
Civita, Nanda D'Amore dopo avere fornito alle
aziende servizi per la
formazione del personale
dipendente in una logica
di life long learning, di
formazione lungo tutto
l'arco della vita, oggi più
che mai necessaria a
fronte di innovazioni e
tecnologie sempre più
alte e in continua
crescita".
ROSA E NERO
Messina, una fiaccolata per ricordare Andrea Scaglione
MESSINA. Una fiaccolata per ricordare Andrea Scaglione, il ventenne
morto in un incidente stradale nella notte tra il 25 e il 26 luglio.
Esponente di punta dei Giovani Democratici di Messina e molto amato,
è stato salutato da una gran folla iai funerali che si sono svolti in
cattedrale il 30. La fiaccolata, in via Consolare Pompea, inizierà alle 20
del 3 agosto, in prossimità del luogo dell'incidente, nasce “per onorare
un amico e compagno che non si è mai risparmiato per ciò che riteneva
giusto e i cui sogni se li è portati via il vento in una terribile notte
d'estate, tra l'asfalto e le lamiere”.
Silvestro e Bottari nonni per la nona volta
PALERMO. Gioacchino Silvestro e Angela Bottari diventano nonni per la
nona volta. A Palermo, la loro figlia Simona e il compagno Simone Di
Stefano hanno salutato l’arrivo della piccola Bianca, nata con un peso di
due chili e seicento grammi. All’ex vicepresidente dell’Ars, all’ex deputata
del Pci, a Simona e a Simone, le felicitazioni della redazione di Centonove.
Messina, confetti rossi per Sabrina Palella
MESSINA. Confetti rossi per Sabrina Palella, cognata del nostro
collaboratore Antonio Bonaccorso, che discutendo la tesi su "La
disciplina unitaria della filiazione" è stata proclamata dottoressa in
Giurispridenza lo scorso 28 luglio. Relatore il professore Raffaele
Tommasini. Dalla redazione di Centonove gli auguri a Sabrina e alla
famiglia.
centonove pagina 5
CHI SCENDE
Pietro Ciucci
MESSINA. Tornato a Messina
per rinnovare il comodato
d'uso di una casa cantoniera
assegnata all'Irccs, l'amministratore dell'Anas, gia presidente della Stretto di Messina
spam è stato salutato dai dipendenti, impettititi e “plasticamente” schierati al suo passaggio: che sia una nostalgia
del plastico del Ponte?
Renato Accorinti
MESSINA, Non si trovavano
cento euro per un cero da offrire come da tradizione secolare alla Madonna di Montalto, ma al Comune sono
riusciti a tirare fuori 192 euro
per la trasferta a Pomaia dal
Dalai Lama del sindaco Renato
Accorinti. Tema istituzional-religioso: la Madonna tra i messinesi non ha forse più fedeli
del Dalai Lama?
Salvatore Nibali
MESSINA. Il papà del re del
Tour rischia di diventare più
famoso del figlio nell’ambito
dei dibattiti pedagogici. Il suo
racconto sul “ceffone” dato al
figlio quando voleva smettere
di correre è diventato protagonista dei siti web e della
carta stampata. A confrontarsi
sul tema, tra favorevoli e contrari, terapisti e gente comune
che si sono divisi tra favorevoli e contrari.
Tonino Perna
MESSINA. L’assessore alla Cultura del Comune di Messina è
caduto vittima di un lapsus clamoroso. Durante la conferenza
stampa dedicata alla Vara di
Messina, Perna, parlando della
Cartour, l’ha chiamata “Carrefour”, facendo diventare la
nave una catena di supermercati. E viceversa.
Nino Carreri
MESSINA. Il consigliere comunale dei Dr sta tentando in
tutti i modi di recuperare la
forma fisica. Al momento, ahilui, con risultati non brillantissimi. A chi lo incontra dicendogli di trovarlo più magro,
Carreri, che ha il pregio di non
prendersi mai troppo sul serio,
risponde “...e vedrai quando
riuscirà a fare più di due giri di
pista consecutivi all’ex Gil, che
figurino che diventerò...”.
1 Agosto 2014
primopiano
TRADIMENTI. Il governo sconfitto sui provvedimenti cardine di una manovra divenuta “rattoppata”
Finanziaria sgambettata
I soldi del nuovo prestito da 50 milioni non basteranno a garantire la copertura, ma alcune norme per racimolare
denaro sono state bocciate. Crocetta subisce nonostante le mediazioni in tabella H. Mentre il Commissario dello Stato...
DI
DANIELE DE JOANNON
PALERMO. Una serie di sconfitte per
Rosario Crocetta e una partita di
giro: la manovra finanziaria ter del
governo nasce mutilata, all’insegna di
un nuovo debito e nel mirino di
sindacati e avversari. Già, perché fallita
la prima partita di giro, ovvero l’utilizzo
di parte dei trecento milioni rimasti nel
congelatore dopo l’ultima impugnativa
da parte del Commissario dello Stato
Carmelo Aronica (che, anche in base
alle indicazioni della Corte dei Conti e
del Ministero, ha intimato che finissero
in nei fondi di garanzia del bilancio, ma
ha anche intimato al governatore di
correggere alcuni errori nel rendiconto
2013), è arrivata la seconda: un nuovo
mutuo da 55 milioni che, unito a una
serie di tagli, raggiungerà la somma
necessaria di 75, ovvero i soldi necessari
per dare copertura all’intera manovra.
ARTICOLI “FONDAMENTALI”.
Quello più importante, almeno
formalmente, sarebbe il 32, che assicura
la copertura alla finanziaria. Un articolo
in “ostaggio” di altri due, il 12 (risolto) e
il 27 (soprattutto) su cui si regge invece
l’impalcatura politica della manovra. È
proprio sulla prima norma, che riguarda
i forestali “centunisti” e “settantottisti”
(basti pensare che ai licenziati nel
calatino dopo appena sei giorni per
mancanza di fondi), e sulla seconda, che
riporta in vita la tabella H, che il
governo è stato vincolato alla
mediazione con le forze politiche.
Perché, soprattutto in quest’ultimo caso,
i tagli possono essere limitatissimi.
CROCETTA “BATTUTO”. Il nodo che
riguarda l’articolo 12 è stato sciolto
durante la mattinata di giovedì 31.
Dal trionfo del 2012 alle sconfitte in Finanziaria, Rosario Crocetta
Riguardo alla norma sui lavoratori
forestali antincendio, il governo ha
dovuto cedere alle pressioni di gran
parte dell'aula, rimandando in
commissione tutti i commi, dal terzo in
poi: in pratica nell'articolo resta solo la
parte relativa al finanziamento dei
lavoratori. Saltano le altre disposizioni
inizialmente sostenute dal presidente
della Region,e ad iniziare dall'esclusione
dal bacino per i soggetti che avessero
superato una determinata soglia Isee.
Ma lo stesso partito del governatore, il
Pd, ha esultato per il risultato: “Abbiamo
portato avanti con successo una
battaglia giusta, dentro e fuori l'aula,
siamo soddisfatti”, hanno scritto in una
nota Concetta Raia, Baldo
Gucciardi, Antonello Cracolici,
Mariella Maggio e Giovanni
Panepinto. “Abbiamo lavorato per
eliminare tutta una serie di disposizioni
che avrebbero ingiustamente
penalizzato la categoria, ad iniziare
dalle griglie Isee per il mantenimento
nel bacino. In aula il governo ha seguito
le indicazioni dei democratici e così,
adesso, l'articolo 12 si limita, così come
avevamo chiesto, a prevedere il
finanziamento per la categoria. I
forestali sono di nuovo ‘lavoratori’ concludono i parlamentari Pd - e non
più ‘assistiti’, come sarebbero stati senza
il nostro intervento”.
TABELLA TOTEM. Dagli undici
milioni e 700 mila euro, il lungo elenco
dei contributi destinati a enti e
associazioni, passa a 10 milioni. Ma chi
ne farà le spese? Tra i tagli previsti, 93
mila euro in meno per i Consorzi Agrari
e 30 tolti al Cerisdi (a meno che non
passi un emendamento dei Drs che
vorrebbe darne altri 140 mila), ma tutto
è da vedere. Crocetta aveva detto “la
tabella non è risorta”, che si tratta solo
di un elenco di enti meritevoli con
personalità giuridica, ma, alla fine,
tranne chi ha detto “no” (da Antonio
Presti di Fiumara d’Arte al Centro Studi
Filologici e Linguistici, dalla Fondazione
Buttitta all’Associazione Pasqualino),
sono in tanti in lista d’attesa: soldi sono
stati previsti per l’Unione italiana ciechi,
per il Centro Hellen Keller, per la
Stamperia Braille, per Comitato
regionale dell'Ente nazionale protezione
sordomuti, per il Banco alimentare e per
il Banco opere di carità, per facoltà
pontificia teologica di Palermo, per
l'Istituto teologico San Paolo di Catania
e per l'Istituto teologico San Tommaso di
Messina, per l’Associazione allevatori
(1,1 milioni), per la Fondazione
Withaker, per il Coppem, per il Museo
Mandralisca, per la Fondazione Pio La
Torre, per il Centro Sturzo. Si tratta di
cifre ancora ballerine a causa del taglio
e della pioggia di emendamenti per
favorire questo o quel destinatario. E poi
ci sono gli esclusi, ovvero gli enti
considerati meritevoli che, pur in
presenza di un punteggio
ragguardevole, sono finiti fuori: l’Istituto
Gramsci, l’Officina di studi medievali, la
Fondazione Sciascia, la Società siciliana
di Storia Patria, il Centro nazionale studi
pirandelliani, la Fondazione Federico II,
l’Isas e Amnesty International, ad
esempio. Per loro, e per altri, si sono
STRONCATURE
No ai baby pensionati
L’AULA SPEDISCE AL MITTENTE IL PENSIONAMENTO
ANTICIPATO DEI DIPENDENTI DELLA REGIONE
Se lo scontro sul privilegio dei dipendenti dell’Ars
di poter andare in pensione (col sistema retributivo) a
soli 53 anni non si spegne, è pace fatta sull’ipotesi dei
prepensionamenti per i dipendenti della Regione. È
infatti saltata dalla manovra la norma che avrebbe
consentito a una parte dei lavoratori di andare in
pensione anticipata, in alcuni casi anche già a 58 anni.
Presentata nei giorni scorsi da Rosario Crocetta come
un aspetto cardine della manovra, «in questo modo aveva detto il presidente - risparmieremo e snelliremo
l'organico come chiesto dalla Corte dei Conti», la
norma, in quanto incardinata e non stralciabile, è stata
rispedita in Commissione dalla grande maggioranza
dei capigruppo. Soddisfatti i sindacati: «Alla fine i
nostri reiterati richiami hanno sortito l'effetto sperato
di stralciare le norme punitive nei confronti dei
dipendenti pubblici siciliani», dicono Michele
Palazzotto, Gigi Caracausi ed Enzo Tango, segretari
generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl. «Non possiamo fare
a meno di notare che, di fronte a un atteggiamento
ostinato del governo, le nostre richieste siano state
accolte anche da diversi deputati regionali. È
sicuramente un risultato che premia l'iniziativa del
sindacato confederale», aggiungono i tre sindacalisti,
che invece manifestano preoccupazione per l'esito
complessivo della manovra alla luce dei dubbi sollevati
sulla copertura finanziaria. «Se il governo non riesce a
centonove pagina 6
dissipare la nebbia sulla copertura finanziaria, sono a
rischio gli stipendi di migliaia di lavoratori». Fp Cgil,
Cisl Fp, Uil Fpl insistono, poi, sulla "necessità di aprire
subito dopo l'approvazione della manovra un tavolo
di confronto su riforme e contratto che riporti al
centro della discussione il rilancio della pubblica
amministrazione e la valorizzazione delle
professionalità. Ma, sempre sul fronte delle pensioni,
dall’aula è arrivata una approvazione. Si tratta
dell’emendamento che ripristina il trattamento
pensionistico del personale in quiescenza delle ex Aree
industriali (Asi), oggi Irsap. La sospensione della
erogazione delle pensioni fu decisa da una discussa
presa di posizione dei vertici dell'Irsap. In oltre un
anno e mezzo, secondo i votanti, il governo non aveva
ritenuto di affrontare la questione, costringendo i
pensionati a subire uno scippo “assurdo”.
primopiano
Sala d’Ercole a lavoro
Nello Musumeci
Lino Leanza
Antonello Cracolici
mossi tanti deputati: Antonello
Cracolici, Giovanni Panepinto,
Baldo Gucciardi e Mariella
Maggio per il Gramsci; Totò Lentini
per l'Osservatorio pesca mediterranea;
Nino Dina, Margherita La Rocca
Ruvolo, Michele Cimino, Roberto
Clemente, Baldo Gucciardi e
Giovanni Panepinto per l’Istituto
musicale Toscanini di Ribera; Riccardo
Savona per le borse di studio per i
“Collegi del mondo unito”; Giovanni
Panepinto per l'Associazione “Nuove
Ali” di Agrigento; i grillini per il Comune
di Casteltermini (Miniera-Muso di
Cozzo Disi) e per la riserva naturale del
Monte Capodarso e Valle dell'Imera
meridionale. Nel balletto delle riscritture
da parte dello stesso governo, hanno
trovato posto il risorto Cerisdi e la
Fondazione banco alimentare e l'Ente
luglio trapanese, i Consorzi di comuni
per la “valorizzazione” dei beni
confiscati, le Università e agli istituti
astronomici e geofisici, le attività
sportive, 855 mila euro per teatri privati
e 495 mila alle associazioni
concertistiche. E gli esclusi? Per loro c’è
il cosiddetto “allegato 1”.
L’ALLEGATO 1. Silurato nell’ultima
finanziaria dal Commissario dello
Stato, contiene gli enti regionali che
sono stipendifici e chi è rimasto fuori
dall’articolo 27 e non solo. In pista,
l'Istituto ciechi “Florio e Salamone”,
l'istituto “Ardizzone Gioeni”, la Kore di
1 Agosto 2014
Enna, gli Ersu, gli specializzandi in
medicina, i Consorzi universitari, la
fondazione Fulvio Frisone, l'Istituto
Vite e Vino, gli enti parco, l'Istituto di
incremento ippico di Catania, il
Corfilac, l'istituto zootecnico, Taormina
arte, le Orestiadi di Gibellina, l’Inda
(Istituto nazionale del dramma
antico), le associazioni antiracket, i
contributi per il sostegno agli orfani
delle vittime di mafia, l'assunzione dei
familiari delle vittime di mafia, gli
indennizzi “una tantum”, la somma per
il Fondo per le parti civili nei processi
contro la mafia, gli sgravi fiscali per gli
imprenditori che denunciano il pizzo.
SMACCHI AL GOVERNO. Oltre ai
Forestali, Crocetta ha dovuto subire una
sconfitta anche sull’articolo 19,
riguardante la patrimonializzazione
della società Interporti spa. La norma,
fortemente voluta da Crocetta,
rifinanziava per 8 milioni (dal 2014 al
2016) la società, destinando anche un
milione e mezzo al Maas di Catania.
Prima del voto, in aula, il presidente
della Commissione Antimafia, Nello
Musumeci, aveva tuonato: «Sugli
Interporti in Sicilia bisogna distinguere
tra la condotta della società di gestione
e gli obiettivi infrastrutturali. Sono
assolutamente d'accordo con la necessità
di avvicinare la Sicilia ai grandi mercati
d'Europa attraverso mirati investimenti,
ma sulla Società Interporti siciliani
permangono zone d'ombra sulle quali il
governo ha il dovere di fare piena luce».
E, un’altra sconfitta stava per arrivare
anche sull’articolo 23, riguardante il
contributo di solidarietà, sepolto da
un’ondata di emendamenti e sub
emendamenti. A non piacere all’Aula,
anche l’ultima riscrittura da parte
dell’assessore Patrizia Valenti. Il Pd ha
chiesto di mettere da parte l’articolo, che
prevedeva un contributo di solidarietà a
carico dei pensionati finalizzato a
finanziare misure a sostegno dei meno
abbienti. Duro il deputato di Articolo 4,
Lino leanza, che ha detto al governo:
«Vogliamo sapere a questo punto se vi
piace che la maggioranza, quella
presente, non quella assente, continui a
sostenervi». Alla fine, dopo un ritorno in
commissione, è stato approvato.
APPROVAZIONI
Tra cave e Riscossione
PASSA L’ARTICOLO CHE DÀ RESPIRO ALLE ESTRAZIONI.
SALVATI GLI UFFICI PERIFERICI DELLA SPA ESATTRICE
Mentre l’obiettivo di coprire il buco subisce più
di uno sgambetto (ad esempio la bocciatora del
contributo di solidarietà), ecco cosa invece è stato
approvato dall’Assemblea regionale. Gli ultimi
articoli sono 16 (gestione impianti idrici), il 18: (fondi
regolazioni contabili e fondi globali), il 20 (misure di
fuoriuscita dei lavoratori), il 22 (misure per
contrastare le condizioni di povertà e di esclusione
sociale), il 25 (lavoratori della ex Pirelli di Villafranca
e di Siracusa), il 36 (qualifiche intermedie nelle
società partecipate), il 39 (norme in materia di
trasparenza e di pubblicità dell' attività
amministrativa), il 40 (norme in materia di
contributo alle spese di viaggio e soggiorno degli
assistiti residenti nelle isole minori), il 41
(adeguamento normativo in materia di
regolamentazione “de minimis”), il 43 (proroga dei
termini per la realizzazione di programmi di edilizia
agevolata e convenzionata), il 47 (norme relative
agli assegnatari di rustici o capannoni), il 48
(modifiche di norme in materia di estrazione
giacimenti minerari di cava), il 56 (abrogazione di
norme in materia di affidamento provvisorio servizi
comunali trasporto pubblico), il 70 (modifiche di
norme in materia di riserve in favore dei comuni per
il rimborso di spese per la gestione di asili nido).
Parallelamente, gli articoli accantonati superano i
centonove pagina 7
trenta. Tra le norme che dovrebbero avere effetti
positivi, quelle legate alle cave, come sottolinea il
deputato del Pd, Baldo Gucciardi: «Fa respirare una
delle principali attività produttive della Sicilia:
semplificare le procedure amministrative e
burocratiche per il pagamento delle tariffe dovute
dalle imprese impegnate nell’estrazione di
giacimenti minerari di cava significa sostenere un
comparto che nell' isola dà lavoro ad oltre
cinquemila persone». A margine, sempre nell’ambito
delle sconfitte del governo, l’Ars ha silurato il taglio
delle sedi distaccate di Riscossione Sicilia spa, la cui
chiusura era prevista laddove presenti in comuni non
capoluogo di provincia. Nonostante il parere
contrario dell’esecutivo, infatti,. è stato approvato
un sub emendamento firmato da Musumeci, Formica
e Ioppolo che ha salvato gli uffici.
1 Agosto 2014
politica
MESSINA. Un’imboscata politica “bipartisan” fa saltare l’area pedonalizzata. Ecco come è andata
L’isola che non c’è (più)
Nicola Cucinotta (Pd) e Pippo Trischitta (FI), al termine del voto, si scambiano i “cinque”. Vincono i negozianti
che lamentano cali degli affari, perdono i cittadini. Ma i dati dicono che il commercio ci ha guadagnato
DI
ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Per raccontare
efficacemente una delle più controverse
pagine del consiglio comunale che si è
insediato un anno fa, è necessario
partire dalla fine, da quella votazione
che, di fatto, sanciva la fine dell’isola
pedonale e dai “cinque” scambiati tra
Nicola Cucinotta del Pd e Pippo
Trischitta di Forza Italia, due che in
teoria in aula dovrebbero guardarsi in
cagnesco e che invece, dopo una
tatticamente perfetta orchestrazione
dell’imboscata politica ai danni
dell’assessore alla Mobilità Gaetano
Cacciola, si abbracciavano soddisfatti.
L’ISOLA FA...PUM. Sedici voti (i Dr al
completo con Carlo Abbate, Elvira
Amata, Nino Interdonato e Rita La
Paglia, i Pd Cucinotta, Paolo David,
Francesco Pagano, Antonella
Russo, Pietro Ianello e Giuseppe
Santalco, Forza Italia con Trischitta,
Fabrizio Sottile, Giovanna Crifò,
Ncd con Nicola Crisafi, il Megafono
con Nora Scuderi) sull’emendamento
proposto da Cucinotta e Sottile che
ridimensiona fortemente il Pum (piano
urbano della mobilità) immaginato
dall’amministrazione, e l’isola pedonale
è diventata la sola strada che costeggia
piazza Cairoli, tra gli ululati di felicità
della decina di negozianti che
assistevano alla votazione dal loggione
riservato agli spettatori. Negozianti che
da sempre si erano dichiarati contrari
alla pedonalizzazione estesa, e che
all’improvviso, sin dalla mattina di
martedi 29, alla spicciolata sono apparsi
a palazzo Zanca. Perchè? Perchè in
conferenza dei capigruppo un “colpo di
L’ex isola pedonale di via dei Mille
mano” di Cucinotta ha chiesto il prelievo
della delibera che ha modificato il piano
urbano della mobilità, consapevole del
fatto che l’opposizione sarebbe rimasta
isolata e senza “supporters”. Un
capolavoro di tattica da parte
dell’esponente del Pd, ma una vittoria di
Pirro dal punto di vista strategico.
Perchè, con l’azzoppamento dell’isola
pedonale (e con la bocciatura
annunciata dell’istituzione delle unioni
civili prevista tra qualche giorno, e con
la scelta di non sostenere la battaglia
contro il passaggio dei tir in città), il Pd
Nicola Cucinotta
sta sì mettendo sotto scacco
l’amministrazione di Renato
Accorinti con la forza dei numeri, ma
sta praticamente superando a destra
Forza Nuova per le posizioni
spaventosamente retrograde che sta
assumendo.
LA LOGICA “MERCANTILE”. Che a
determinare le sorti della discussione
sarebbe stato un manipolo di
commercianti contrari all’isola pedonale,
lo si era capito qualche mese fa, prima
col consiglio aperto, nel quale i
favorevoli alla pedonalizzazione
venivano regolarmente zittiti a fischi e
maleparole, e poco dopo, a piazza
Cairoli, in occasione della
manifestazione di protesta capeggiata
da qualcuno dei consiglieri che in aula
ha affossato l’isola pedonale. La tesi che
si voleva far passare in quell’occasione è
stata quella che la pedonalizzazione di
via dei Mille, piazza Cairoli, parte della
via Giordano Bruno e di alcune delle
perpendicolari, fosse stata il colpo di
grazia per l’economia cittadina. A
sostegno di questa tesi, i negozianti
citavano dati che nessuno ha mai avuto
la fortuna di poter analizzare. L’unico
dato incontrovertibile, in tutta la
vicenda, è invece quello dato da due
semplici numeri: da quando è in vigore
l’isola pedonale, a chiudere è stato un
solo negozio (tra l’altro per questioni
legate all’affitto), mentre nel perimetro
ne sono sorti ben sette.
I FAVOREVOLI SI ORGANIZZANO.
Nel frattempo, i favorevoli all’isola
pedonale allargata si organizzano: in
prima linea l’associazione Millevetrine,
che raggruppa buona parte dei
negozianti di via dei Mille, poi i semplici
cittadini. Quelli che, sabato 2 agosto,
alle 18 si raduneranno a piazza Cairoli.
Per sottolineare il fatto che l’isola
pedonale, frequentatissima, non è dei
commercianti, nè dei politici. E’ dei
cittadini.
ZOOM
I cinquanta contrari
ECCO CHI SONO I COMMERCIANTI CHE HANNO SOTTOSCRITTO
L’ATTO STRAGIUDIZIALE DI MAGGIO. E L’ESPOSTO DI GIUGNO
MESSINA. Era il 15 maggio, si era ancora in piena campagna elettorale per le
europee, e una mattina, nella sede del candidato di Forza Italia Salvo Pogliese,
gli avvocati Carlo Autru Ryolo e Maurizio Cacace presentavano un atto
stragiudiziale per la revoca della delibera che istituiva l’isola pedonale. Sotto
quella dei due legali, le firme di cinquantuno negozianti “titolari di attività
commerciali site nell’area pedonale Cairoli”, scrivono i due legali (e qualcuno
al di fuori del perimetro). Ecco chi erano i sottoscrittori dell’atto.
Rossella Messina, il ferramenta Natale Rumeno, l’artigiano Rosario
Gervasi, Natale Pulejo, Biagio Stroncone, Alessandra Cammarata, il
titolare di una pelletteria di Daniele Tornera, Gilberto Mastronardo, il
materassaio Giuseppe Crupi (attivissimo durante le proteste contro l’isola
durante la seduta di consiglio aperto di febbraio e la votazione di martedi 29),
Antonio Fedele, Claudio Ferro, il pasticcere Domenico Ragusa,
Mariangela Galizia del negozio Pois, Maria Parnasso, Agata Brighi, il
proprietario della tabaccheria di piazza Cairoli Marco Bonfiglio, Giovanni
Adamo, il gioielliere Giovanni Cassata, la Visalli group, la pellicceria Anna
Dieli, Ad srl, il titolare dell’Armeria Raineri, Giuseppe Migliorato, il
negozio B-Brand, Biagio Sturniolo del negozio d’abbigliamento Just Firme,
Farmacia del Viale, Pega Trading, Alibi Dimensione Uomo, M Hugom srl,
Muschio e Miele, il fotografo Gino Florena, Fortunato Miceli, Barbisio,
Advanting Trade, Giacomo Frodà di Gf Computer, il titolare del negozio di
prodotti per barbiere Stefano Incardona, Shopping Center, Foderami
Raffa, Nevar srl, Non Solo Carta, la gioielliera Lucia Biliardo, Diamond &
Pearls, Salvatore Portogallo, 7 Camicie, Gioielleria Vetrano, Priska
fashion, Giuseppina Grasso di Magic, Sicil Games, Bar Robert e Tasmania
Club.
Un mese dopo, sempre con procura di Autru Ryolo e Cacace, in procura viene
presentato un esposto, firmato dai cinquanta dell’atto stragiudiziale più
altrettanti che nel frattempo si sono aggregati, in cui non si parla più di
danno agli affari, ma di profili di illegittimità del provvedimento di istituzione
dell’isola pedonale. (A.C.)
centonove pagina 8
1 Agosto 2014
politica
MILAZZO
Il centro destra
si riorganizza
AL VIA LE RIUNIONI PER OPPORSI
ALLA RIELEZIONE DI CARMELO PINO
Milazzo. Il centro destra di Milazzo tenta
di riorganizzarsi e guarda alle
amministrative. Contro l’uscente Carmelo
Pino. Difficilmente, però punterà sull’ex
sindaco Lorenzo Italiano il quale dopo
avere perso al ballottaggio quattro anni
fa non viene ritenuto il cavallo vincente
su cui puntare. Un primo incontro si è
Al centro il sindaco Irene Ricciardello
NOMINE. Ad aiutare il sindaco Ricciardello i messinesi Nando Coglitore e Marcello Scurria
Brolo, arrivano gli esperti
La questione economica rimane il problema principale dell’esecutivo che non può programmare
l’attività. In bilico la nomina del nuovo revisore. Rimangono inalterate le “salate” tariffe dell’acqua
BROLO. A dare manforte all’esecutivo
Ricciardello due esperti messinesi:
Nando Coglitore, attuale ragioniere
generale del Comune di Messina e
l'avvocato Marcello Scurria che dopo
avere consigliato in molte scelte
amministrative l’ex sindaco peloritano
Giuseppe Buzzanca ora è stato chiamato
nel centro nebroideo. L’amministrazione
è alle prese con una serie di scadenze, a
cominciare da quele di bilancio. A breve
il consiglio comunale dovrà eleggere il
nuovo Revisore dei Conti, figura
centrale per il futuro immediato del
paese e dell'amministrazione. Prenderà
il posto di Tiziana Vinci. Non c’è una
data precisa: c’è chi sostiene che la
scadenza naturale sia il 31 luglio
(elezione), altri il 15 settembre
(insediamento).
Brolo è ancora privo del bilancio di
previsione 2013, fermo allo schema
approvato dalla giunta Messina alla fine
dello scorso anno. Il primo risultato di
questo “blocco” burocratico ha impedito
al sindaco Irene Ricciardello la revoca
della delibera di giunta con la quale a
fine 2013 la giunta Messina innalzava a
dismisura le tariffe idriche, punto forte
della campagna elettorale. A suo tempo
Ricciardello insieme ai colleghi Scaffidi
Lallaro, Carmelo e Vincenzo Princiotta,
Miraglia, avviarono una massiccia
campagna contro la delibera, culminata
in manifestazioni con la raccolta di oltre
duemila firme consegnate al
commissario straordinario Musolino. Ad
elezioni concluse tutti i promotori, ad
Marcello Scurria
eccezione di Vincenzo Princiotta hanno
assunto ruoli di primo piano ma
l'impegno fino ad ora non è stato
mantenuto nonostante la determinzione
di Irene Ricciardello. Tutto viene
ricondotto alla questione economica. E
al settore comunale che lo gestisce. I
rapporti con il responsabile dei servizi
finanziari, il ragioniere Arasi, seppure
ufficialmente conflittuali e sfociati in
denunce reciproche con il sindaco,
sarebbero in realtà meno conflittuali di
quello che sembra all’esterno. A fare da
collante il vicesindaco Scaffidi Lallaro a
cui non per nulla è andata la delega al
Bilancio.
Gianfranco Nastasi
tenuto in un noto studio medico a cui
hanno preso parte una decina di ex
consiglieri comunali: Gianfranco Nastasi,
Pietro Genovese, Pippo Russo, Carmelo
Migliazzo, Pippo Doddo, Franco
Cusumano, Pasquale Morabito Stefano
Muscianisi, Rosario Piraino, Nino Italiano,
Santino Saraò. Anche se non erano
presenti avrebbero dato adesione al
progetto Saro Pergolizzi, Maria Rosaria
Cusumano, Roberto Mellina, Damiano
Maisano. Anche se si tratta di una fase
embrionale si è deciso in linea di
massima di puntare sui giovani ed
evitare nomi che possano essere
ricondotti a un vecchio modo di fare
politica.
BARCELLONA
Collica fa campagna acquisti
SEMPRE PIÙ VICINI GLI EX ESPONENTI DEL CENTRO DESTRA. PD IN CONFUSIONE
Barcellona. Il sindaco Maria Teresa Collica fa campagna acquisti in aula. Mentre il Pd
non riesce a trovare un accordo interno sulla entrata in giunta, il primo cittadino
sta recuperando i consiglieri che non si riconoscono più nel centro destra come
Angelo Coppolino, Franco La Rocca, Vittorio Genovese. L’accordo ufficialmente non
c’è, ma l’intesa sembra certa. Tra i Democratici, invece, l’accordo sembra lontano.
Tre i gruppi che dibattono: l’anima forte è quella che fa capo al consigliere Carmelo
Cutugno (area Laccoto). Ha il gruppo di consiglieri più nutrito e può determinare
l’appoggio dell’aula. L’altra area è riconducibile al segretario Cisl Roberto Isgrò:
nessun consigliere comunale a supporto ma un riscontro elettorale significativo che
potrebbe essere utile in vista della riconferma elettorale. Infine c’è la parte che fa
capo al segretario cittadino, l’avvocato Russo che chiede l’azzeramento
dell’esecutivo (a cominciare dall’assessore Davide Bongiovanni).
centonove pagina 9
Maria Teresa Collica
1 Agosto 2014
politica
ROMETTA
Cicero è Laface, scontro tra i rifiuti
Si spostano in aula i disservizi estivi. Nuova sede per il municipio
di Antonio Bonaccorso
ROMETTA. In questi ultimi giorni il
Salvatore Mangione
SAN FRATELLO. L’assessore non è stato riconfermato: «Mi sento tradito»
Bye-Bye Mangione
Negli ambienti politici era ritenuto “l’uomo forte” della giunta.
«Oscuravo il sindaco? Mai un litigio, non l’ho fatto mai sbagliare»
San Fratello. «Oscuravo il sindaco?
Non mi sembra, non li ho fatti
sbagliare in niente. In un anno di
lavoro sfido chiunque a trovare una
delibera furi posto. La dialettica
politica c’è sempre stata, ma mai
litigato, smentisco qualsiasi
cortocircuito». Il professore Salvatore
Mangione, ex assessore “forte” della
giunta Fulia, commenta così la
mancata riconferma nell’esecutivo.
Dopo il provvedimento di
azzeramento della giunta, il primo
cittadino Mario Fulia ha riconfermato
la squadra con l’esclusione di
Mangione Al suo posto il neo
assessore Fortunata Cardali, che
resterà anche tra i banchi del
consiglio comunale. Si occuperà di
Turismo, Sport, Spettacolo, Politiche
giovanili ed Ambiente.
L’avvicendamento è stato fatto per
consolidare la risicata maggioranza.
Nel corso del primo anno di
legislatura Fulia aveva perso due
consiglieri, Benedetto Bosco e
Antonino Scianò, e con la maggioranza
composta da 8 esponenti dela
maggioranza contro 7 si sentiva la
poltrona traballare. A farne le spese
Mangione a che forse era ritenuto
troppo autonomo anche in virtù dele
sue esperienze passate (è stato anche
sindaco di San Fratello). «Sono tutti
novellini della politica, vediamo cosa
sanno fare ora - dice Mangione - io non
mi sono candidato a sindaco e la
coalizione ha vinto grazie a questo
accordo che era Fulia-Mangione non
Fulia - consiglieri. Non farò ne comizi
ne ricorsi, ma non ho gradito il metodo
con cui sono stato sostituito. E’ un
tradimento politico bello e buono».
L’amarezza è contenuta nei manifesti
affissi per tutto il paese. Nei quali
campeggia la frase di Plutarco: Se dio è
la speranza del forte non può essere la
giustificazione del vile».
consigliere di minoranza Enzo Cicero
ed il vicesindaco Giuseppe Laface non
se le mandano a dire
sull'amministrazione del paese ed in
particolare sulla gestione dei rifiuti. La
vicenda è partita dopo la denuncia del
gruppo "Continuiamo insieme per
innovare" che evidenziava la presenza
di sacchi di immondizia lasciati sul
fondo dei cassonetti per diverse
settimane. L'impresa aggiudicataria
del servizio di raccolta e smaltimento
pare infatti che in un primo momento
avesse operato con mezzi impropri
che non permettevano lo
svuotamento totale del cassone. «Se
restiamo alla sostanza (e non vedo a
che altro) - scrive Cicero tornando
sulla polemica - il vicesindaco ha
confermato innanzitutto che il
“servizio” di raccolta rifiuti e lo
spazzamento sono entrati a pieno
regime solo dopo tre settimane: e noi
ci auguriamo ovviamente che il pieno
regime permanga garantito. In
secondo luogo, ha annunciato
l’aggiudicazione di una gara di
disinfestazione: bene, siamo a fine
luglio e ancora l’aspettiamo, mentre
l’anno scorso tra metà giugno e metà
luglio sul territorio romettese c’erano
già state due disinfestazioni».
Tornata la normalità nei giorni scorsi il
vicesindaco ha assicurato di vigilare
"affinché non si creino in futuro altri
disservizi". "Certo è ben poco, rispetto
a tutto quanto sarà ancora necessario
per ridare decoro e dignità alla nostra
Rometta, ma non possiamo accettare rincara Laface - che, per mera
polemica politica, si neghi l’evidenza
o, peggio, si “mistifichi” la verità e si
PETTINEO
Giovanni amministratori, nomina Gentile
IL CONSIGLIERE NELLA CONSULTA ANCI. CON LA BENEDIZIONE DELL’ONOREVOLE GRASSO
Pettineo. C’è anche Gianfranco Gentile, 35enne consigliere comunale di Pettineo, nel
Coordinamento della Consulta Regionale dei Giovani Amministratori dell'Anci Sicilia.
La nomina è stata fatta dal Presidente Anci Sicilia Giovani, Maurizio Lo Galbo di
comune accordo con il segretario generale dell'Anci Mario Emanuele Alvano ed il
Presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando. A “benedire” l’incarico anche gli
onorevoli Bernardette Grasso e Toto Cordaro al quale riconoscono «passione politica,
capacità di interagire con gli amministratori e disponibilità all’ascolto».«Dopo diversi
mesi di impegno nelle varie attività sul territorio siciliano – commenta il presidente dei
giovani Anci Sicilia Maurizio Lo Galbo, - abbiamo voluto promuovere il lavoro svolto
dal consigliere Gianfranco Gentile, attribuendogli una nuova responsabilità».
«Ritengo che l’impegno nelle comunità locali e nelle amministrazioni dell’Isola –
afferma Gianfranco Gentile – debba essere valorizzato».
Gianfranco Gentile
centonove pagina 10
Enzo Cicero
lasci immaginare che, sino al 25
maggio scorso, Alice abitava a
Rometta. Noi, come per fortuna la
maggioranza dei romettesi, abbiamo
smesso già da tempo di credere alle
favole". La replica di Cicero non si è
fatta attendere anche in questo caso.
"Oltre a rimarcare la sostanza, a cui
un non-filosofo come Laface è a priori
convintamente estraneo, vorrei per un
momento interrompere l’infantile
ritornello secondo il quale «la
maggioranza dei Romettesi» starebbe
con l’attuale «maggioranza
consiliare»: le due maggioranze non
coincidono, la prima è sempre
(matematicamente) sopra il 50%, la
seconda ha avuto il 45%: sufficiente
per vincere legittimamente, ma non
per usurpare la prima".
Ed intanto Laface si sbilancia ed
annuncia che entro ferragosto
l'amministrazione entrerà in possesso
del nuovo "Palazzo Satellite" di Via
Mezzasalma dove si trasferiranno
definitivamente da settembre gli uffici
della delegazione municipale.
Dovrebbe concludersi così l'iter di
un'opera pubblica attesa da 14 anni.
L'entrata in funzione dei nuovi locali
municipali a Rometta Marea
comporterà anche un risparmi annuo
di circa 50mila euro poiché
verrebbero tagliate le attuali spese di
affitto tra delegazione municipale e le
classi della scuola materna "Falcone Borsellino".
1 Agosto 2014
sicilia
Beppe Alfano
Carmelo D’Amico
TERREMOTI. Il capo del braccio armato della mafia del Longano svela i segreti di cosa nostra
Si pente D’Amico, Barcellona trema
Corsa contro il tempo della Dda di Messina, che ha meno di 180 giorni per portare avanti le indagini in base
alle dichiarazioni. In ballo, 45 omicidi, casi di lupara bianca, decenni di malaffare. E forse il il delitto Alfano
MESSINA. Meno di centottanta giorni
per scrivere quanti più verbali sia
possibile, verificare il tutto e poi
procedere: è questa la corsa contro il
tempo dei tre magistrati della Direzione
distrettuale Antimafia di Messina, Vito
Di Giorgio, Angelo Cavallo,
Fabrizio Monaco e Giuseppe
Verzera che stanno ascoltando le
dichiarazioni di Carmelo D’Amico,
boss barcellonese e leader del gruppo
armato di cosa nostra nel Longano.
Già, perché decorsi i 180, le
dichiarazioni del collaborante di
giustizia non saranno più utilizzabili. E,
di carne al fuoco, D’Amico ne starebbe
mettendo proprio tanta.
TERREMOTI. Quarantacinque
omicidi, sepolture negli argini dei
torrenti e nelle vallate, gestione del
racket, delle estorsioni, traffico di droga,
appalti pubblici, tangenti e anche gli
affari del cosiddetto terzo livello, dove
mafia e politica si incontrano: il capo
dell’ala militare del Longano, del cui
pentimento si è appreso da poco, sta
parlando, disseppellendo tante verità
sepolte. Sepolte come i cadaveri degli
scomparsi dal 1992 in poi. Ciò che dice?
Top secret, come il nome del suo legale
(che non appartiene alla rosa dei nomi
più noti). Gli unici riscontri, infatti, sono
solo nelle attività di scavo per ritrovare i
morti.
REBUS ALFANO. Il mistero dei
misteri è cosa abbia già detto o cosa
dirà D’Amico dell’omicidio che fu uno
spartiacque per Barcellona Pozzo di
Gotto, quello del giornalista Beppe
Alfano, ucciso l’8 gennaio del 1993,
proprio mentre nel Longano si
consumava la lupara bianca raccontata
da D’Amico. A livello processuale,
l’omicidio avrebbe già un organizzatore
(il boss Antonino Gullotti) e un
esecutore (Antonio Merlino), ma la
figlia del cronista, Sonia Alfano, e il
suo legale, Fabio Repici, puntano da
tempo sulla scopertura del cosiddetto
terzo livello, cioè sull’esistenza di
mandanti occulti, ovvero di persone
legate a doppio filo alla mafia
barcellonese. La questione è al centro
del procedimento “Alfano Ter”. Da
notizie di stampa non smentite dalla
Procura, sembrerebbe sia stata tirata
anche in ballo una calibro 22 (la stessa
arma utilizzata per uccidere il
cronista), che avrebbe fatto più
passaggi di mano. E non si tratta
dell’arma posseduta da un
imprenditore di Terme Vigliatore,
Mario Imbesi, ma di una sua gemella
che nel 1979, secondo quanto scoperto
da Repici, era stata ceduta Franco
Mariani, un industriale milanese
amico del boss di Barcellona, Rosario
Cattafi (condannato a 12 anni nel
dicembre del 2013) e a lui legato in
affari e attività illecite. In seguito a
indagini, si è scoperto che nel 1999 era
stata presentata da Mariani proprio una
denuncia di sparizione dell’arma.
45 OMICIDI. Ma se per quanto
riguarda Alfano è tutto da verificare
(potrebbe anche essere che D’Amico
ancora non abbia detto ciò che sa, ma
si sia limitato a qualche passaggio
“esca”), la brutale realtà della
collaborazione ha le sue prove nelle
ruspe in azione, quelle che stanno
scavando nelle colline a monte di
Pozzo di Gotto alla ricerca di Angelo
La Rocca (scomparso il 17 gennaio
1992), nell’alveo del torrente in
contrada Gurafi per ritrovare
Giuseppe Porcino (di cui si persero
le tracce il 17 marzo del 1993) e lungo
la strada arginale del torrente Patrì per
far tornare alla luce i resti di
Giuseppe Italiano (scomparso il 22
febbraio del 1993). Idem per Santi
Bonomo, che dal 12 dicembre 1997
scomparve perché ucciso e, a quanto
pare, sepolto in contrada Pozzo Perla.
Dalle rivelazioni di D’Amico, sarebbe
venuti fuori anche particolari della
sorte di Filippo Lo Presti Alesci,
Rosario Chillemi e Salvatore
Mirabile, scomparsi nel 1992 perché
uccisi in una villetta di Belpasso il 18
gennaio del 1992. Infine, tra le
rivelazioni, anche una sui luoghi in cui
era custodito un arsenale di cosa
nostra barcellonese, a Corriolo, nel
Comune di San Filippo del mela, sotto
un viadotto dell’A20. (R.C.)
IN PRIMA LINEA
«Voglio solo la verità»
PARLA LA FIGLIA DEL GIORNALISTA UCCISO NEL 1993,
CHE DA ANNI TENTA DI SVELARE I VERI MANDANTI
MESSINA. «Non posso che essere fiduciosa nei
confronti della Procura». Sonia Alfano, già
eurodeputata e figlia del giornalista ucciso l’8
gennaio del 1993, commenta così le notizie sul
pentimento di Carmelo D’Amico. «Non so nulla, so
soltanto, da quello che ho letto, di alcuni riferimenti
fatti anche sulle ricerche del corpo di Angelo La
Rocca, scomparso nel 1992, che turbò molto mio
padre. Io - spiega - ho ricordi di quei contesti e lì
racconterò agli inquirenti una volta che sarò
convocata. Da tempo, infatti, ho chiesto di essere
sentita». Per Sonia Alfano, ciò che potrebbe dire il
nuovo pentito è determinante per le tesi che da
sempre porta avanti con il suo legale: «Quando ho
incontrato Gullotti, lui ha ribadito la sua estraneità
al delitto. Gli ho risposto: “Se lei non c’entra nulla,
allora porti delle prove, perché io non voglio una
verità tanto per, ma una verità che sia vera, che
racconti il perché di un delitto di matrice mafiosa
come quello di mio padre”. Del resto - continua - i
servizi segreti stessi hanno ammesso, il 15 ottobre
del 2008, che erano stati a Barcellona e anche a casa
della vittima per far mancare il terreno sotto i piedi
di Santapaola, che poi se ne andò e fu arrestato
dopo, a maggio, nelle campagnie tra Catania e
Siracusa. Probabilmente - incalza l’ex eurodeputata se anche la mia famiglia avesse avuto un
centonove pagina 11
atteggiamento di silenzio totale, il caso di mio padre
si sarebbe chiuso con il processo. E ricordiamoci ciò
che si disse all’indomani e che, purtroppo, si dice
ancora oggi: nefandezze e calunnie. La verità continua - è che c’è stato un fronte che si è opposto
sempre alla verità. Insomma, se il nostro
atteggiamento non fosse stato forte e incisivo, non si
sarebbe mai andati avanti. Io in tutti questi anni, per
rispetto al ruolo che ho ricoperto, non sono mai
andata in Procura ed ho parlato poco e niente. Non
volevo che si dicesse che stavo usando il mio essere
erudeputato. Adesso, archiviata l’esperienza
europea, io sarò un tarlo. Scoprire la verità sarà una
delle mie pochissime ragioni di vita, perché voglio
che i barcellonesi sappiano chi ha voluto questo
omicidio, anche per comprendere come la borghesia
di quel posto sia totalmente malata». (R.C.)
1 Agosto 2014
sicilia
Marcello Massimelli, consulente dell'ex Presidente Cuffaro, tra gli indagati per truffa
CASO NOMURA. Approda a Palermo l’indagine sulla cartolarizzazione dei crediti della Asl siciliane
Accordi sotto... banca
Secondo la finanza, l’operazione impupata nel 2002 col governo Cuffaro ha creato danni
erariali per 175 milioni di euro. Ecco le astuzie “off shore” di Massinelli, Reina & C.
PALERMO. C’è voluto un dettagliato
esposto anonimo alla Procura di
Milano, una inchiesta internazionale e
alla fine l’indagine è approdata a
Palermo. Ora si svela il mistero sulla
cartolarizzazione dei crediti delle Asl
siciliane, operazione “impupata” nel
2002 sotto il governo Cuffaro che,
secondo la Guardia di Finanza, ha
creato danni erariali alla Sicilia per
175 milioni di euro: si è preferito fare
accordi sottobanco, anzi “sottobanca”
con i giapponesi di Nomura-scrivono
gli agenti della Tributaria-piuttosto
che chiedere un normale prestito alla
cassa depositi e Prestiti che avrebbe
fatto risparimiare almeno sessanta
milioni di euro.
Ma come si è arrivati a velare gli
intrecci?
Otto gli indagati nell’indagine del pm
Leonardo Agueci, Sergio De Montis e
Daniele Paci. Oltre l’ex presidente
della regione Totò Cuffaro,
nell’indagine figurano Fulvio Reina e
Marcello Massinelli, titolari della
società di intermediazione “Lm
consultino” ed ex consulenti finanziari
del governatore oggi in carcere a
Rebibbia, con l’accusa di concorso
esterno in associazione mafiosa.
Reina e Masinelli avrebbero intascato
“estero su estero” commsioni
milionarie, che secondo le ipotesi
investigative si sarebbe poi
trasformata in tangenti ai politici.
Nell’indagine figura infatti anche il
presidente del consorzio aziende
sanitarie siciliane srl, Marco Modica
de Mohac, docente universitario di
diritto tributario a Palermo e i
funzionari londinesi della banca
nipponica, Armandi Villini, Andrea
Giordani, Stefano Ghersi e Arturo
Visdomini. Ma quali erano i
meccanismi della truffa? Creata la
“società veicolo” a Milano, con una
Alessandro Pagano
doppia operazione si sono sottoscritti
i contratti con il colosso del credito
Giapponese, terza banca al mondo per
capitalizzazione. Vengono ceduti a
Banca Nomura crediti per 670 milioni
di euro e la regione si impegna a
pagare all’istituto di credito un tasso
di interesse del 3,9% . Su questo poi
sarebbero stati sottoscritti tre
“derivati” che avrebbero portati
ulteriori danni alle casse regionali.
La procedura è risultata subito viziata:
Massinelli, consulente sia di Nomura
che della Regione Siciliana, fa avere
l’incarico a Nomura senza alcuna
evidenza pubblica. Anzi, pubblicata la
richiesta di manifestazione di intersse
quando all’appello rispondono colossi
come Deutche bank, Capitalia, Merril
Lince, Morgan Stanley Lehman
Brothers e Bnl, si arriva all’arguzia
che la banca Nomura, già a
conoscenza delle offerte delle
concorrenti, ne fa una più vantaggiosa
e si aggiudca l’incarico.
Il resto sono solo astuzie “off shore”,
con una serie di bonifici alle aziende
dei due consulenti incaricati,
Massinelli e Reina, e alle loro due
società, Rossini srl, Profitview
Investment con sede a Dublino e
Navel ltd e ad Anguilla, nei Caraibi
del Nord. Su questo fronte la Procura
di Palermo ha già disposto sequestri
“per equivalente” per un importo di
104 milioni di euro: 23 terreni, 27
fabbricati e ben tredici società. Il
ragioniere generale che validò
l’operazione allora fu Enzo Emanuele,
attuale direttore generale dell’Irfis. I
rilievi mossi all’operazione da parte di
tre funzionari regionali, Girolamo De
Vita, Mariano Luigi Pisciotta e
Marcello Giacone, che lasciavano
intravede un danno per la regione “di
almeno 171 miliardi” di vecchie lire.
Inviato all’assessore al Bilancio
dell’epoca, il forzista nisseno
Alessandro Pagano, rimasero lettera
morta.
OCCASIONI SPRECATE
Ehi, ti ricordi di Simone Cimino
AVVISTATO A FAIRFIEL IL MAGO AGRIGENTINO DEL FONDO DI INVESTIMENTO
CAPE LIVE IN ATTESA DEL PROCESSO A SETTEMBRE AL TRIBUNALE DI MILANO
AGRIGENTO. Ma che fine ha fatto Simone Cimino, il mago agrigentino del fondo
di investimento Cape Live, partecipato dalla Regione Sicilia e sospeso dalla
Borsa? In attesa che a settembre al Tribunale di Milano si apra il processo che lo
vede imputato per il reato di agiottaggio, Simone Cimino, agrigentino
cinquantenne, cugino del deputato Cimino vicino a Crocetta, è stato avvistato
Fairfiel, nel New Jersey, a una ventina di chilometri da New York, Qui ha sede la
Nextron Medical Tecnologies, società dell’imprenditore di Mantova Silvio Eruzzi,
per conto della quale Cimino svolge il ruolo di direttore finanziario. E pensare
che fino all’anno scorso metteva a punto il piano per rilevare il sito di Termini
Imerese, da riconvertiree nella produzione di macchinine elettriche.
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Simone Cimino
1 Agosto 2014
centonove pagina 13
1 Agosto 2014
sicilia
L’Iacp di Messina
MESSINA. Produttività da record all’Istituto autonomo case popolari. Se non fosse che...
Iacp, dirigenza da campioni
100% dei risultati raggiunti per il coordinatore generale Maria Grazia Giacobbe. Che siede
anche nel nucleo di valutazione. Tutti i numeri. E quell’anno in cui i dirigenti valutarono sè stessi
DI
ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Secondo il contratto
nazionale collettivo di lavoro, esiste un
“premio per il conseguimento di livelli
di particolare qualità della prestazione
dei dirigenti”. E’ l’indennità di
risultato, fa parte delle tre voci che
compongono la retribuzione annua del
personale dirigenziale, e all’Iacp di
Messina, ente che si occupa di case
popolari e non è mai salito alla ribalta
delle cronache per particolare
brillantezza di risultati, se ne fa man
bassa, con percentuali di produttività
praticamente teutoniche.
CAMPIONISSIMI. A marzo del 2012,
una delibera commissariale a firma del
commissario straordinario dell’ente
Venerando Lo Conti, determina il
fondo da destinare alla valutazione del
lavoro svolto dai dirigenti nel 2011.
Che sembra proprio se la cavino bene,
visto che la percentuale più bassa di
raggiungimento degli obiettivi è del
65% ed appartiene ad Antonio
Recupero, direttore amministrativo
(oggi in predicato di tornare al comune
di Messina come dirigente), mentre il
direttore tecnico Achille D’Arrigo
raggiunge un onorevolissimo 75%. Alle
soglie della magnificenza si ferma il
dirigente contabile Calogero
Punturo (oggi il suo posto è detenuto
da Ferdinando Caudo), con una
percentuale di obiettivi raggiunti del
95%, mentre fa en plein, raggiungendo
tutti gli obiettivi prefissati, il direttore
generale Maria Grazia Giacobbe,
con una spaventosa percentuale del
100%: raggiungfimento cioè di tutti gli
obiettivi che gli vale 35mila euro. Così
ha stabilito il nucleo di valutazione.
All’interno del quale siede proprio
Maria Grazia Giacobbe.
NOI VALUTIAMO. A giudicare le
performances dei dirigenti, infatti, ci
pensano il presidente Aldo Campo,
ed i componenti Girolomo
Bertolami, Pietro Antonio
Briguglio e Maria Grazia Giacobbe,
così come stabilito dal predecessore di
Lo Conti, l’ex commissario
straordinario Giuseppe Laface. A
stroncare il sorgere del sospetto di un
conflitto d’interessi ci pensa subito il
regolamento del nucleo di valutazione
stesso, che prevede la nomina del
coordinatore generale, quindi di maria
Grazia Giacobbe, quale componente
del nucleo. Anche nel 2010, d’altra
parte, il coordinatore generale aveva
ottenuto risultati di cui vantarsi: 95%
degli obiettivi raggiunti (in ottima
compagnia, peraltro: 90% D’Arrigo,
85% Recupero), performance che gli è
valsa 33.200 euro.
UNA PIOGGIA DI DENARI. Nelle
tasche dei dirigenti, dal 2008, sono
sempre arrivate le indennità di
risultato (una delle tre voci che
compongono la retribuzione, con
stipendio tabellare e indennità di
posizione): per Recupero, per esempio,
le performances sono state valutate in
21mila euro nel 2008, 16.500 nel
2009, 21500 nel 2010 e 19.500 nel
2011. Stesso trattamento per D’Arrigo:
24mila nel 2008, 18mila nel 2009,
27mila nel 2010 e 22.500 nel 2011. Di
parecchie spanne sopra Maria Grazia
Giacobbe, in virtù di paramentri più
favorevoli al ruolo dirigenziale che
ricopre: 29.750 nel 2008, 26.250 nel
2009, poi i già citati 33.250 del 2010 e
35mila del 2011. Bastano?
Nient’affatto. Perchè i tre dirigenti
all’istituto autonomo case popolari
hanno fatto causa.
CONTENZIOSI A GO’-GO’. Fra lo
Iacp di Messina e Maria Grazia
Giacobbe in ballo c’era un contenzioso
per le indennità di risultato dal 2000 al
2005 che l’istituto regionale non aveva
mai corrisposto, e lo stesso,
limitatamente agli anni 2003-2005, era
stato fatto da D’Arrigo e Recupero. La
questione va al tribunale del lavoro,
che condanna l’ente (che propone
appello) alla corresponsione delle
indennità. Di che cifre si parla?
Ragguardevoli. E determinate in sede
di conciliazione, fuori dai tribunali. Per
Maria Grazia Giacobbe sono 175mila
euro dal 2000 al 2004, 35mila euro
per il 2005 e 147mila euro per gli anni
fino al 2010. “Somme di gran lunga
inferiori rispetto agli importi pretesi
nei giudizi”, si legge nel documento di
conciliazione. Per D’Arrigo, l’accordo
raggiunto è di 55mila euro per 2003 e
2004, e poi 115mila euro. Per
Recupero, invece, sono45mila euro per
2003 e 2004, 30mila euro per il 2005 e
101mila euro per gli anni fino al 2010.
RISULTATO PIENO. Praticamente,
nel 2005 tutti hanno raggiunto
risultato pieno. Perchè? Lo spiega lo
stesso verbale di conciliazione: “nel
2004, in assenza dell’organo politico,
la dirigenza stessa ha individuato,
nell’interesse superiore dell’ente, le
linee programmatiche ed i relativi
obiettivi da seguire”. Tutti raggiunti,
stando alle indennità del 2005.
PALAZZO ZANCA
Premi? Ma per favore...
AL COMUNE NON SI PERCEPISCE INDENNITÀ DI RISULTATO DAL 2005.
“NON LA MERITANO”, SCRIVONO REVISORI E CORTE DEI CONTI
MESSINA. Poteva palazzo Zanca farsi mancare problemi
con i suoi dirigenti? No che non poteva. E infatti, le
indennità di risultato del personale dirigenziale del
comune di Messina non vengono versate da anni, e sono
ferme al 2005. Fino al 2009 il nucleo di valutazione ha
quantificato le prestazioni raggiunte (ma le varie
amministrazioni non hanno mai ottemperato al
pagamento), dal 2010 ad oggi è tutto fermo: valutazioni
e pagamenti. Non solo. Il collegio dei revisori dei conti
del Comune aveva dato parere negativo sulla costituzione
dei fondi accessori per gli anni 2012 e 2013. Con una
motivazione che stroncava: “Non risulta negli atti
centonove pagina 14
esaminati e resi disponibili - si leggeva in una nota dei
revisori - documentazione idonea ad accertare
l’attivazione di nuovi servizi nè miglioramenti o
ampliamento dei servizi esistenti” rispetto al fondo già
costituito per gli anni 2010 e 2011. In soldoni, scrivevano i
revisori, i dirigenti non avevano raggiunto obiettivi tali
da meritare alcun premio. Parere che trae conforto anche
da quanto scrive la Corte dei Conti in merito: tra i punti
di maggiore criticità riscontrati
nell’andamento economico del Comune, c’è infatti “la
mancata individuazione degli obiettivi gestionali in
riferimento a precisi standard quantitativi e qualitativi”.
Tanto per far parlare i numeri, il fabbisogno economico
richiesto dai dirigenti per il fondo per la retribuzione di
posizione e di risultato (la parte “variabile” dello
stipendio) del 2011, ammontava a un milione e 866mila
euro.
(A.C.)
1 Agosto 2014
sicilia
ZOOM
Quei tiratori
eccellenti
La Vara di Messina
MESSINA. Fondi ai minimi storici per la festa dell’Assunta a Ferragosto. Ecco chi manca all’appello
Una vara con la crisi
Amam e Gruppo Franza non contribuiscono più alla manifestazione. Non arrivano neanche i soldi
assicurati da Crocetta nè «l’ufficio» promesso dall’ex assessore Todesco. Soluzione tampone? La lotteria
DI
ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Due industrie del caffè, un
colosso del settore della riscossione
crediti, un istituto di credito ed
un’associazione confindustriale. La
devozione alla Madonna della lettera,
patrona della città, ad un mese dalla
passeggiata della macchina votiva che
la raffigura, potrò contare solo sui mille
euro ciascuno in arrivo da Caffè
Barbera, Miscela D’Oro, Fire spa,
Unicredit e Confindustria Messina. Fino
ad oggi.
VARA IN RISTRETTEZZE. Anche
perchè il comune di Messina potrà
contribuire con 47mila euro: tutto
grasso che cola, tra l’altro, visto il
divieto tassativo imposto dalla Corte
dei Conti per qualsiasi spesa
“voluttuaria”. In tutto fanno 51mila
euro, più i ventimila che palazzo Zanca
ha già stanziato per gli straordinari da
pagare a chi a ferragosto lavorerà per
assicurare l’ottimale svolgimento della
processione. Come si organizza la
passeggiata della santa patrona con
settantamila euro? Ingegnandosi. O in
alternativa raschiando il fondo del
barile.
LA LOTTERIA. L’assessore alla
Cultura Tonino Perna si è inventato
la lotteria “Mata e Grifone” e gli ottanta
salvadanai distribuiti in altrettanti
negozi. Due soluzioni “tampone” che
fino ad oggi non hanno fatto fare a
pugni i messinesi per accaparrarsi un
biglietto (del costo di due euro e
cinquanta) o per mettere il resto
dell’acquisto nel salvadanaio. Perchè, a
mancare, quest’anno più delle altre
volte sono i contributi esterni: Due in
particolare: Amam e gruppo Franza.
CHI MANCA ALL’APPELLO. Tra i più
munifici degli sponsor “privati”, la
partecipata che gestisce l’acquadotto
messinese, fino allo scorso anno, aveva
fatto affluire nelle casse della Vara
praticamente diecimila euro.
Quest’anno si riducono a zero, sempre
per la tagliola dei magistrati contabili
in cui non è stretto solo il Comune, ma
anche tutte le sue partecipate. Al
momento mancano anche i 4500 euro
dell’Ordine dei farmacisti, e quelli del
centro commerciale Tremestieri.
Mancano, e non è una notizia inattesa
dati i rapporti con l’amministrazione,
anche i tredicimila euro stanziati con
continuità da anni da parte del gruppo
Franza, che ha però assicurato che si
occuperà dei giochi pirotecnici che
concludono la manifestazione,
tradizionalmente offerti dal Comune.
Più le decine di migliaia di euro
promesse dalla Regione (addirittura
ottantamila euro, secondo quanto
raccontato lo scorso anno dal
presidente della regione Rosario
Crocetta). Sulla festa della padrona,
però, solo un anno fa i programmi
erano ben diversi. Ben più ambiziosi.
SOLO UN ANNO FA. “Inaugureremo
un ufficio Vara, che lavorerà 365 giorni
per la buona riuscita della
manifestazione”, spiegava undici mesi
fa l’ex assessore alla Cultura Sergio
Todesco, poi dimissionario dopo
qualche settimana. Non solo il suo
successore, Tonino Perna, non ha dato
attuazione all’ufficio, ma nel 2014 di
Vara se ne è iniziato a parlare solo il 10
luglio (dopo un primo, inconcludente
incontro a marzo), quando, negli anni
scorsi, il comitato Vara iniziava ad
incontrarsi a fine gennaio. Vara che,
negli anni scorsi, anni di vacche solo di
pochissimo più grasse, dal punto di
vista finanziario poteva vantare ben
altri numeri. Non solo.
QUANTO MI COSTI. Nel 2011,
l'allestimento della Vara era costato ben
161mila euro, tra servizi (134mila
euro) e straordinari (27mila euro). Tre
anni fa, poi, i privati avevano cotribuito
con qualche spicciolo in meno di
settantamila euro, lasciando il “grosso”
della spesa, oltre novantamila euro,
sulle spalle di palazzo Zanca. Dai
161mila euro, nel 2012 il costo della
processione si era già ridimensionato di
parecchio, passando a 142mila euro,
divisi tra glim86mila euro
dell’amministrazione ed i 56mila euro
dei privati. Crollo verticale nel 2013,
prima edizione della processione sotto
l’amministrazione di Renato
Accorinti: meno di centomila euro,
divisi quasi a metà tra Comune e
privati, con leggera prevalenza per i
secondi.
centonove pagina 15
MESSINA. Meno di un mese fa
l’inchino della statua della Madonna
della Grazie di fronte casa del boss
Giuseppe Mazzagatti, ad Oppido
Mamertina. Giusto il tempo che le
polemiche divampate si spegnessero,
e subito si replica, stavolta a Palermo.
Domenica 27, tra i vicoli del popoloso
quartiere di Ballarò, il fercolo della
Madonna del Carmine si ferma
davanti al negozio di pompe funebri
di Alessandro D’Ambrogio, uno degli
ultimi “padrini” di Cosa nostra oggi
rinchiuso al 41 bis nel carcere di
Novara, in Piemonte, che due anni fa
la statua la portava a spalla.
Esattamente come, nel 2005, le foto
agli atti dell’operazione Arcipelago
rivelavano un giovane Puccio Gatto,
boss del rione Giostra a Messina,
vestito in tunica bianca con il cordino
tra i capelli a tirare la Vara.
Il legame tra processioni religiose e
criminalità è antico come il mondo, e
niente sembra riuscire a scardinarlo.
E a niente è valsa la scomunica
lanciata da papa Francesco Bergoglio
all’indirizzo dei mafiosi. Una
scomunica talmente scontata da
essere quasi ovvia, e invece no.
Perchè, prima di papa Francesco, a
scomunicare i mafiosi ci aveva
pensato, ad Agrigento, papa Karol
Woitjla. Invano, se nel 2006
l’arcivescovo di Messina, Giovanni
Marra scriveva, nel presentare la
Vara, “Sono certo che quest'anno i
detenuti messinesi che hanno
beneficiato dell'indulto non
mancheranno di unirsi ai tiratori per
ringraziare anche la Madonna per
l'atto di clemenza ottenuto”. Perche?
”I detenuti del carcere di Gazzi un
tempo chiedevano il permesso di
partecipare alla processione della
Vara e veniva loro concesso perché si
era sicuri, come è sempre avvenuto,
che al termine della processione
puntualmente rientravano nelle loro
celle”, scriveva con paternalismo il
prelato, contribuendo ad alimentare
una delle tante leggende
metropolitane che aleggiano intorno
alla processione.
La più dura a morire delle quali è che
ai detenuti fossero accordati i
permessi speciali per poter assistere
alla processione. Ma ancor più
leggenda è che l’amministrazione
penitenziaria li concedesse. Le
richieste, negli ultimi vent’anni, si
contano sulle dita di una mano. E
nessuno di questi è stato concesso.
(A.C.)
1 Agosto 2014
sicilia
INCHIESTA. Viaggio nelle richieste di condono edilizio. Anche per i casi più assurdi. Ecco quali
Una città di abusivi
Dalle soprelevazioni, elemento ormai caratterizzante dello skyline cittadino, a palazzi a due piani da mille metri cubi
totalmente abusivi. Che sono rimasti tali per cinquant’anni, passando attraverso tre sanatorie, atti d’acquisto e rogiti notarili
Mattoni a rustico, soprelevazioni e terrazze coperte. Ecco lo skyline di Messina
DI
ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. La richiesta è del 1995, e
secondo il parere della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali di
Messina, arrivato nel 2011, arreca solo
un “lieve danno in area di interesse
paesaggistico”. E quindi, nel 2012, la
richiesta di sanatorie edilizia per un
“fabbricato ad una elevazione fuori
terra, destinato a magazzino e deposito
di attrezzi agricoli e derrate” da 282
metri cubi viene accettata dal comune di
Messina. E oggi, nel 2014, il palazzotto
sorto dal nulla in una campagna a Briga,
totalmente abusivo, viene sanato. A
diciannove anni di distanza dalla prima
richiesta di condono. E con solo un
Chiusure abusive di strada pubblica
“lieve danno” paesaggistico. Non è che
una delle sedicimila richieste di
condono in sanatoria edilizia per opere
realizzate da trent’anni a questa parte in
spregio a qualsiasi regola urbanistica e
di buon senso. E saranno tutte sanate.
Anche le più improbabili.
E IO MI FACCIO IL PALAZZO. Voglio
un palazzo? E che problema c’è? Dal
1993, a Camaro superiore c’è stato un
palazzo a due piani, totalmente abusivo,
da 779 metri cubi, per rendere
“condonabile” il quale è stata necessaria
una perizia giurata e un’oblazione da
sedicimila euro (l’abuso era così vecchio
da essere stato conteggiato in lire) e
quindicimila di oneri concessori. A
Camaro superiore doveva essere
consuetudine tirare sù nottetempo
palazzi abusivi, visto che nella stessa
via, dopo il pagamento di tremila euro è
stato condonato un palazzo a due piani
e seminterrato da 1300 metri cubi.
Nonostante la costruzione fuori da ogni
regola, i proprietari hanno avuto cura di
stilare un regolare contratto di
compravendita presso un notaio. Nel
1976. Stessa situazione a torre Faro. Un
palazzo a due piani e “vano accessorio
sul lastrico solare” da 228 metri cubi, la
cui origine si perde nella notte dei
tempi, dato che il contratto di vendita
tra coniugi, con tanto di rogito notarile
(su una costruzione abusiva), è del
1971, viene sanato dietro pagamento di
858mila lire all’atto della presentazione
della documentazione di sanatoria nel
1986: sanatoria che è arrivata nel 2014.
Il fatto che il palazzo fosse abusivo, non
ha fermato, nel 1974, le operazioni di
accatastamento.
OOPS, MI SONO DIMENTICATO.
C’è poi chi “dimentica” di denunciare la
fine di lavori da quasi mille metri cubi:
accade a Larderia, dove un
“ampliamento al piano terra di un
fabbricato formato da tre unità
immobiliari” viene sanato. Era abusivo
perchè, nel lontanissimo 1967, il
proprietario non aveva comunicato il
“fine lavori”, e per questo aveva chiesto
il condono vent’anni dopo, nel 1986. Per
il disturbo, palazzo Zanca incassa solo
726 euro, più 1400 circa per oneri di
urbanizzazione. Una sciocchezza,
considerato che lavori di
ristrutturazione “in difformità” rispetto
al progetto originario oggetto di
concessione edilizia, della miseria di
cinque metri cubi costano, solo di
oblazione, 360 euro.
SOPRELEVIAMO. Poi ci sono le
soprelevazioni, elemento ormai
caratterizzante dello “skyline” cittadino:
un piano in più (da 330 metri cubi) su
un palazzo a due elevazioni a
Bordonaro? Diventa in regola con meno
di duemila euro di oblazione dopo
essere stato abusivo sin dal 1965. La
“soprelevazione primo piano di un
fabbricato ad una elevazione fuori terra
e seminterrato, adibito ad attività
commerciale” da 185 metri cubi a Mili
san Marco? Si può fare, e l’oblazione
costa poco più di tremila euro (più 1539
euro quale contributo per le opere di
urbanizzazione). Nessun problema
nemmeno per “un corpo fabbrica, con
struttura in legno, ad una elevazione
fuori terra, con annesso piccolo
fabbricato destinato a deposito e wc”
sorto dal nulla oltre vent’anni fa.
Novanta metri cubi di abitazione (in
legno) e 67 di bagno e deposito)
costano un’oblazione da 1239 euro, più
due distinti versamenti da poco meno di
mille euro per oneri di urbanizzazione.
Tra la documentazione presentata a
supporto dell’abuso edilizio, fa quasi
sorridere il certificato di idoneità
sismica applicato ad un fabbricato in
legno. Ma in centro città che situazioni
si trovano?
IO CENTRO. La cartina al tornasole è
l’isolato 88, quello che, in pieno vial san
Martino, si sta sgretolando giorno dopo
giorno: L’isolato 88 è di proprietà
comunale, e infatti è praticamente
l’unico palazzo del centro cittadino a
non essere stato massacrato da
soprelevazioni che ne hanno stravolti i
caratteri architettonici. Eppure, tra le
sanatorie prese in esame fino ad oggi,
sono pochissime quelle che riguardano
palazzi al centro. E quelle poche
riguardano “minutaglia”: come una
“diversa distribuzione interna di un
immobile e divisione in tre unità
abitative” in via Ghibellina che risale ai
tardi anni ‘60 (ed è stata condonata solo
Soprelevazioni selvagge visibili dal campanile del Duomo
centonove pagina 16
1 Agosto 2014
sicilia
NUMERI
oggi), o una “soprelevazione di due vani
non abitativi adibiti a lavatoio e
stenditoio” sul terrazzo di un palazzo a
quattro piani in via Citarella, o, ancora,
un frazionamento di un immobile in due
appartamenti in via Cesare Battisti. Ma
basta alzare gli occhi in una qualunque
delle strade cittadine per poi abbassarli
subito, sconfortati.
LIMITI? QUALI LIMITI? COme può
intervenire il Comune? Non può, di
fatto. Acquisiti tutti i pareri del caso,
dopo la relazione di un tecnico di fiducia
da parte di chi richiede la sanatoria, il
comune di Messina “non ha nulla da
obiettare”, e concede il condono edilizio.
Con una postilla quasi comica: all’opera
totalmente abusiva, ma sanata,
“nessuna modifica, rispetto allo stato di
fatto, può essere apportata senza
autorizzazione del Comune”. Perchè
tutto questo? Perchè la legge prevede
limitatissime condizioni per il diniego
alla sanatoria: mancato scioglimento di
vincolo idrogeologico o paesaggistico,
Pratiche in attesa dal 1985
G Agli uffici dell’Urbanistica di Messina, nel 2007, sono state
presentate oltre diciottomila pratiche di sanatoria.
G Le richieste di condono fanno riferimento alle sanatorie
nazionali del 1985 e del 1994 e al condono regionale del
2003.
G Le pratiche presentate nel 1986 sono 10.276, quelli del
1994 sono 4.480, mentre per il condono del 2003 per le 3.625
pratiche.
G Nel 2007, l’amministrazione guidata da Francantonio
Genovese affidò sedicimila pratiche a 160 professionisti
esterni. La maggior parte sono tornate al dipartimento.
per esempio (parei sui quali ha
competenza il Genio civile o la
Soprintendenza) o costruzioni che
ricadano entro la fascia dei 150 metri
dalla battigia tranne che non siano
realizzate prima del 1978, oppure che
siano costruite dentro i torrenti. E gli
abusi oggetto di sanatoria possono
andare in deroga a qualunque
previsione del piano regolatore. E
praticamente sempre lo fanno. E infatti
c’è chi, in una cooperativa
all’Annunziata, ha deciso, anni
fa, di chiudere portico e garage e
di trasformarlo in abitazione. Un
“appartamento”, per accedere il
quale c’era bisogno di sollevare
una saracinesca, che per anni è
stato in vendita ed in affitto. Da
prima che ol comune concedesse
il condono, arrivato ad aprile
2014. Molto prima.
PALAZZO ZANCA. Il Comune ricorre al Cga per fermare la sospensiva. Ecco le ragioni della InTur
Villaggio Le Dune, il Tar
stoppa le demolizioni
MESSINA. “Si rappresenta l’urgenza, atteso la
scadenza dei termini per proporre appello
cautelare”. Il grido d’allarme, in perfetto
avvocatese, lo lancia Antonino Giunta, legale
incaricato dal comune di Messina di resistere in
giudizio sull’appello proposto al Cga da Antonino
Marchese, amministratore delegato della Intur srl
e destinatario di sessanta istanze di demolizione di
manufatti abusivi: tanti quanti sono i bungalow del
villaggio turistico di Mortelle Le Dune, che una
sentenza del tribunale ha dichiarato essere abusivo,
e che palazzo Zanca ha deciso debba essere
abbattuto. Dopo i provvedimenti di demolizione,
Marchese, in qualità di rappresentante legale della
Intur, affidate le “carte” in mano al legale Mario
Caldarera, ha proposto ricorso al Tar, che in attesa
di entrare nel merito della questione ha concesso la
sospensiva sul provvedimento di demolizione. A
questo, Giunta ha proposto che il comune di
Messina si opponesse tramite il supremo organo di
giustizia amministrativa in Sicilia, il Cga. Ma palazzo
Zanca ha preso tempo. Troppo, secondo il legale,
che lo ha comunicato con toni allarmati. Che hanno
sortito effetto, visto che, con una delibera di
giunta, l’assessore al Contenzioso Nino Mantineo
ha deciso per la costituzione in giudizio di fronte al
Cga per ottenere ‘annullamento della sospensiva.
la linea difensiva della Intur, affidata
all’amministrativista di grido Caldarera, è però
parecchio aggressiva. E punta non solo
all’anullamento delle sessanta ordinanze di
demolizione, ma anche ad un risarcimento danni da
parte di palazzo Zanca. Perchè?
Il villaggio turistico Le Dune ha visto la luce
all’inizio del 2000, subito in difformità rispetto ai
progetti approvati che prevedevano, invece dei
miniappartamenti costruiti, delle “capanne da
spiaggia”, strutture amovibili per fruizione marina.
Il villaggio Le Dune
In seguito ad una denuncia, inizia il procedimento
della Procura per la demolizione, con tanto di
sentenza passata in giudicato e trasmessa al
Comune. L’impresa costruttrice, nel frattempo,
aveva tentato di “condonare” le costruzioni, ma le
domande di sanatoria, anche sulla scorta della
sentenza, erano state rigettate. Da lì i
provvedimenti di demolizione. Secondo Caldarera,
invece, le opere sarebbero conformi, con tanto di
parere da parte della Soprintendenza, e invece
sarebbe l’iter di bocciatura da parte del Comune ad
essere viziato da illegittimità. E il risarcimento
danni? Deriva, scrive Caldarera, da “pregiudizio
gravissimo ed irreparabile dell’interruzione
dell’attività turistica”, con l’ulteriore danno della
rescissione di contratti già validi con tour operators.
Il Tar giudicherà nel merito tra qualche mese. Il Cga,
invece, si esprimerà sulla sospensiva. (A.C.)
centonove pagina 17
PALERMO
Ars, Giampiero Trizzino:
“stop agli ecomostri”
DISEGNO DI LEGGE PER UN SETTORE
FERMO A NORME DI TRENT’ANNI FA
PALERMO. Stop agli eco-mostri, iter
autorizzativi più veloci e sportello
telematico unico per i titoli edilizi. Sono
alcuni dei punti del disegno di legge
sull' edilizia che è stato depositato oggi
alla commissione Ambiente dell' Ars "e
che - dice il presidente della
commissione, Giampiero Trizzino,
deputato del movimento 5 Stelle puntiamo a far diventare legge entro la
fine dell' anno". Il ddl, di 48 articoli, è
molto ambizioso e si candida a
diventare la pietra miliare del settore in
Sicilia, dove l' ultima regolamentazione
organica risale ad oltre trent' anni fa. "Il
disegno di legge - afferma Trizzino alleggerisce le
procedure
autorizzative,
grazie a
strumenti come
il meccanismo
unico per l'
edilizia (MUE) o
lo sportello
telematico per i
titoli edilizi,
unico per tutta
la Sicilia
(STARS)". "La
semplificazione
delle procedure
- continua
Giampiero Trizzino
Trizzino, oltre a
velocizzare
notevolmente le pratiche autorizzative,
con innegabili benefici per l' economia,
dovrebbe inoltre ridurre notevolmente i
contenziosi che spesso sono 'figli' di
errate interpretazioni di norme oscure e
ambigue". "Lungi dall' essere un
semplice 'recepimento di norme
nazionali' - afferma l' ingegnere
Gianfranco Caudullo, che ha collaborato
alla stesura del ddl - questo testo pone
in essere novità dirompenti in termini di
semplificazione e di trasparenza delle
norme tecnico-amministrative, relative
ai procedimenti edilizi. DIA, super DIA,
SCIA, permesso di costruire, attività
libera , non saranno più un ginepraio
inestricabile di termini e norme, capaci
solo di gettare professionisti e cittadini
nello sconforto più totale. I 390 comuni
della Sicilia, dal più piccolo al più
grande, potranno parlare la stessa
lingua e usare gli stessi codici, con in
più l' obbligo dell' impiego di modalità
telematiche di trasmissione"
1 Agosto 2014
sicilia
Biagio Gennaro
Gaetano Sirna
MESSINA. Rimodulato il progetto “sperimentale” sulle sedici “ville del lusso” dell’Asp 5
Voglio una casa da Star
Furono aperte nel 2000 con l’obiettivo di curare gli ex degenti dell’ex ospedale pschiatrico
Mandalari. Oggi il manager Gaetano Sirna taglia i costi. A cominciare dall’assistenza ai pazienti
DI
PAMELA ARENA
Messina. Le “ville del lusso” dell’Asp 5
non chiuderanno. Scampato il pericolo
delle chiusure delle Star (Struttura
abilitativa riabilitativa) adesso c’è un
altro problema da affrontare. Nate nel
2000 su iniziativa dell’allora direttore
del Dipartimento Salute Mentale, il
dottore Biagio Gennaro, queste strutture
residenziali miravano a sopperire alla
chiusura del famigerato ospedale
psichiatrico Mandalari. Con una
peculiarità: dare confort e un’alta qualità
della vita. Ognuna prende il nome di un
colore o di un fiore. Al loro interno
possono contare su un giardino
da 1000 mq, barbecue, computer,
caminetto e un cuoco pronto ad
esaudire i desideri culinari dei pazienti.
Le prime due sono state aperte a
Milazzo: Villa Rosa e Villa Gialla.
Obiettivo principale è sempre stato
quello di restituire identità a centinaia di
disabili ricoverati al suo interno
segnando, nel contempo, l’inizio della
gestione della disabilità nel territorio,
dove la stessa ha le sue origini. Ma,
nonostante lo scampato pericolo della
chiusura delle sedi abilitative riabilitative, secondo l’ex, ed il nuovo,
direttore del Dsm sembra che vi sia
comunque un grosso problema da
affrontare relativo alle modifiche che il
direttore generale, Gaetano Sirna, ha
previsto nella gestione. Modifiche che lo
stesso fondatore del progetto, dottore
Gennaro, non vede di buon occhio
perché rischiano di vanificare gli sforzi
fatti in questi 14 anni. «Pare che in
occasione dell’ultima riunione avvenuta
nei giorni scorsi fra il nuovo direttore
generale dell’Asp di Messina e le
imprese sociali che si occupano delle
ville riabilitative, la chiusura che si
prospettava per la fine del mese di
agosto non avverrà più, ma ciò che
adesso mi preoccupa è il modo in cui
cambierà il sistema – dichiara Gennaro queste Star sono un’invenzione
importante dopo la chiusura del
Mandalari, sia perché servono ad
ospitare coloro che hanno problemi
psichiatrici e necessitano di supporto, sia
perché permettono di mantenere alto il
livello di cura e di controllo di questi
pazienti grazie all’impiego di risorse
professionali. Purtroppo, a quanto pare,
il direttore generale sembra che voglia
sostituire gli infermieri con altri
operatori durante alcuni turni di lavoro
come quello notturno. Inoltre – continua
– con questa riduzione del personale
sanitario non è più possibile mantenere
un controllo vigile sul territorio con la
somministrazione delle terapie agli
utenti che vivono altrove. Queste
restrizioni - conclude Gennaro – non
faranno altro che limitare le possibilità
di eliminare il problema all’origine».
Anche il nuovo direttore del
Dipartimento salute mentale (Dsm),
Antonio Ciraolo, dichiara che queste
modifiche potrebbero creare delle
difficoltà: «Le star presenti in provincia
di Messina sono 14: 6 a Milazzo, e sono
le prime ad essere state create dopo la
chiusura del Mandalari, 2 a Taormina, 2
a Messina, 1 a Terme Vigliatore, 1 a Patti
e 2 a Sant’Agata di Militello (fra Rocca
di Caprileone e Torrenova), ed è qui che
si verranno a creare delle difficoltà. Le
modifiche che vorrebbe apportare il
nuovo manager, infatti, cambiano
radicalmente il modello che abbiamo
portato avanti finora perché se il
personale sarà attivo nelle 12 ore
diurne, e verranno a mancare anche gli
infermieri che facevano il turno
pomeridiano, i quali effettuavano un
lavoro capillare sul territorio
controllando i pazienti più gravi, come
si potrà avere la situazione sotto
controllo?». Secondo il direttore Ciraolo
questa situazione potrebbe tuttavia
migliorare se, viste le trattative ancora
in corso, si riuscisse a fare un accordo
diverso con le imprese sociali.
Ma a non sembrare di volerci ripensare
è, invece, il direttore generale dell’Asp 5
di Messina, Gaetano Sirna, secondo cui,
per le casse dell’Azienda c’è bisogno di
questa svolta: «Le Star sono una
specificità del nostro territorio ma sono
anche delle strutture ‘anomale’ perchè
non esistono altrove. Difatti, non sono
previste da nessun decreto – afferma
Sirna - Fanno parte, altresì, di un
progetto sperimentale che dura ormai
da 14 anni e che ha comportato un
esborso di denaro eccessivo che si
sarebbe potuto risparmiare se avessimo
apportato prima queste modifiche
gestionali di cui si sta parlando. Nello
specifico, considerato che ogni tipologia
di paziente (interno, esterno o
riabilitativo) comporta un determinato
costo giornaliero per l’Azienda, e gli li
utenti delle Star costano 238 euro
ciascuno, avvalendoci di una
convenzione che ci permette di
impiegare un operatore esterno,
piuttosto che infermieri che potrebbero
essere impiegati altrove, garantiremmo
lo stesso servizio al paziente che
costerebbe solo 102 euro”.
MILAZZO
Blitz dei Cinquestelle al Fogliani
I DEPUTATI D’UVA E VILLAROSA “INDAGANO” SULLA CARENZA DI ANESTESISTI
Milazzo. Blitz a sorpresa dei deputati Alessio Villarosa e Francesco D’uva
all’ospedale Fogliani di Milazzo. Una delle segnalazioni ricevute dagli esponenti
del M5S riguardava la presunta mancanza di anestesisti. La dottoressa Licia
Emanuele, attuale Direttore Sanitario della struttura, ha confermato la mancanza,
o meglio, l’assenza, degli anestesisti, confermando che la maggior parte degli
stessi risultino spesso “assenti” per malattia, maternità, paternità, allattamento,
privilegi della legge 104 o infortuni vari e convalescenze. «Questa situazione crea
numerosissimi problemi - scrivono - soprattutto per quanto riguarda i reparti di
chirurgia che si trovano costretti ad operare solo in urgenza».
centonove pagina 18
Alessio Villarosa e Francesco D’Uva
sicilia
MESSINA.Don
I subbugli
delle due
anime delin movimento
di Renato
Accorinti
MILAZZO.
Nunzio Abbriano
condannato
primo grado per
avere abusato
di una giovane parrocchiana
fghjo una fghj
Molestie
in sagrestia
È nuova
anche
che siragazza
contrappone
alle pogiche
governano
l’offerta
Nel
corsotelevisione,
del processoquindi,
durato tre
anniciò
un’altra
ha sostenuto
di avereche
avuto
un rapporto
durante
generalista
delle
emittenti
tradizionali.
Per
quanto
i
network
classici
abbiano
la confessione pasquale. Il sacerdote l’ha denunciata per calunnia. Una sentenza che divide la comunità
DI
GIANFRANCO CUSUMANO
MILAZZO. Un altro caso di presunta
molestia avvenuto durante una
confessione con tanto di fellatio, la
relativa denuncia per calunnia, una
condanna “a metà” e una comunità
spaccata in due. Si sbagliava di grosso
chi pensava che la sentenza del processo
che vedeva sul banco degli imputati don
Nunzio Abbriano, accusato di molestie
sessuali nei confronti di una parocchiana
minorenne, mettesse fine alla triste
vicenda che ha coinvolto la comunità di
San Marco, frazione nella Piana di
Milazzo. Non ha vinto don Abbriano,
che si ritrova una condanna di primo
grado il cui futuro all’interno della
chiesa rimane un percorso minato. Una
vittoria a metà, invece, quella della
famiglia che - nonostante la coraggiosa
denuncia presentata con il sostegno
dell’avvocato Elena Moro - rimane
emarginata e psicologicamente distrutta.
Il dispositivo della sentenza (si
attendono le motivazioni) riporta la
condanna a 2 anni e 6 mesi per don
Nunzio, oltre all’interdizione perpetua
da qualsiasi ufficio «attinente alla tutela,
alla curatela ed alla amministrazione di
sostegno e dell’interdizione perpetua da
qualunque incarico nelle scuole di ogni
ordine e grado nonchè da ogni ufficio o
servizio in istituzioni o in altre strutture
pubbliche o private frequentate
pubblicamente da minori». Il sacerdote
dovrà pagare una provvisionale di 7
mila euro alla famiglia e di 3100 euro
per spese legali. Giorgio Leotti e
Tommaso Calderone, difensori del
sacerdote mamertino, hanno annunciato
Don Nunzio Abbriano
appello. Ma come si è giunti a questa
sentenza? I giudici del tribunale di
Barcellona Maria Celi (presidente),
Fabio Gugliotta e Fabio Processo prima
di emettere la sentenza sui fatti avvenuti
nell’aprile 2011 hanno spulciato
centinaia di pagine tra trascrizioni di
registrazioni, verbali, perizie e sentito
decine di persone tra testimoni e periti.
Una figura quella di don Nunzio dalla
doppia personalità: negli atti processuali
c’è chi lo descrive come premuroso,
serio, vicino alle famiglie con spirito
cristiano (addirittura un testimone lo ha
associato a Papa Francesco) e chi come
un sacerdote sensibile al fascino
femminile. Una delle testinonianze agli
atti del processo che ha destato più
scalpore e che ha portato don Nunzio
LA REGISTRAZIONE
Tra maniglie dell’amore e fruscii
MILAZZO. Dopo la condanna in primo grado di don Nunzio Abbriano, al centro del
dibattito è la registrazione fatta dalla ragazza il 15 aprile 2011, per dimostrare che la
sera precedente aveva subito molestie sessuali. I giudici l’hanno assolto poichè “il fatto
non costituisce reato”. Nelle 40 pagine della trascrizione i periti di parte e gli avvocati si
sono “scontrati” su ogni frase. Quello che per una parte era chiara non lo era per l’altra.
Il registratore era nascosto nel giubotto e l’audio non era perfetto. Si parla di “maniglie
dell’amore”, si udirebbero schiocchi di baci. Don Nunzio in più occasioni chiede: «Allora
dimmi perchè ti sei allontanata?». Per i legali del sacerdote si tratta di una beffa perchè
- secondo loro - con l’assoluzione per questo capo d’imputazione cadrebbe il castello
accusatorio. Di diverso avviso Elena Moro, l’avvocato della famiglia: «I giudici - sostiene
- ne hanno riconosciuto la veridicità, nel senso che la registrazione della ragazza, lungi
dall’essere il frutto di calunnia, essendo preordinata alla costituzione della prova dei
fatti accaduti la sera precedente, aveva indotto la mia cliente ad acconsentire alle
particolari avances del prete. Da qui verosimilmente l’esclusione».
Abbriano ad una delle due denunce per
calunnie presentate nel corso del
calvario giudiziario durato tre anni,
riguarda un episodio raccontato da una
ex attivista della parrocchia che
improvvisamente nell’aprile 2009,
quattro mesi dopo l’arrivo del nuovo
parroco, decise di non frequentare più la
chiesa di San Marco. L’episodio - al
vaglio della magistratura che dovrà
verificarne la veridicità - sarebbe
avvenuto nel periodo pasquale. Il
sacerdote durante la confessione della
giovane parrocchiana ventunenne
avrebbe tentato un approccio diretto.
«Dopo avere confessato i miei peccati....mi
disse che ero bella, ero affascinante e
avevo un bello sguardo - ha raccontato la
giovane - Nel frattempo prese la mia
mano con il suo braccio sinistro e
l’appoggio sulle sue parti intime. Da lì
sono rimasta un pochettino paralizzata
dal suo comportamento, perchè mi
metteva, anzi mi mette tuttora molta
soggezione vederlo. Allora sono rimasta
immobile e poi lui...lasciandomi la mano
si sollevò la sua tonaca e la incastrò
dietro..dietro la testa e caricò il suo
braccio destro sul mio collo, in modo che
le mie gambe cedessero e io mi abbassai.
Mi abbassai e mi chiese di baciargli le sue
parti intime. Allora da li gli dissi che era
tardi, me ne dovevo andare...mi sono
alzata e me ne sono scappata». Uno degli
avvocati chiede se era stata
consensiente. «Diciamo che nel momento
in cui me l’ha chiesto sono rimasta
talmente paralizzata dalle sue richieste
che ho cercato di accontentarlo - ha
risposto la ragazza che ha presentato
precedentemente una denuncia per il
centonove pagina 19
1 Agosto 2014
SIT IN
E i parrocchiani
sfilano al tribunale
BARCELLONA. “Noi accanto a padre
Nunzio innocente”. E' stato
condannato dal tribunale di
Barcellona con l'accusa di avere
molestato una ragazza, ma i suoi
parrocchiani lo assolvono. Un gruppo
di fedeli delle comunità
neocatecumenali di Barcellona e
Milazzo, hanno manifestato in favore
di don Nunzio Abbriano con tanto di
striscione in un composto “sit-in” nel
piazzale antistante il Tribunale di
Barcellona. Hanno chiesto al vescovo
di Messina di confermarlo alla Chiesa
di Fatima in quanto col suo operato
avrebbe avvicinato anche "i fedeli
più riottosi". «In attesa di conoscere
le motivazioni della sentenza, che
certamente appelleremo - dice il
legale Giorgio Leotti - ritengo il
dispositivo illogico e contradittorio.
Infatti il Tribunale ha, da un lato
riconosciuto la assoluzione per il
capo b) di imputazione sostenuto
dalla registrazione audio fatta dalla
ragazza, dall'altro ordinato la
trasmissione degli atti alla procura
della Repubblica per il prosieguo
delle indagini nei confronti della
vittima (presumibilmente per falsa
testimonianza o calunnia) ed infine,
statuito la condanna per il capo a),
qualificato dagli stessi giudici come
caso di "minore gravità", la cui unica
prova è costituita dalla dichiarazione
della ragazza ritenuta non credibile».
presunto tentativo di non farla andare a
deporre da parte di una familiare di don
Abbriano - però quando sono arrivata a
casa, poi mi resi conto di avere fatto una
cosa che non volevo fare». Sull’argomento
è intervenuto anche don Nunzio
Abbriano con dichiarazioni spontanee. Il
sacerdote ha smentito l’accaduto e le
presunte intimidazioni di una sua
parente, l’ha dipinta come una ragazza
emarginata dal gruppo a cui lui ha
voluto dare un ruolo all’interno della
parrocchia per inserirla. «Con questa
ragazza non ho mai avuto contatti - ha
replicato - uno perchè sapendo un po’ il
soggetto io non sarei mai rimasto solo e
non sono rimasto solo, perchè non
rimango solo in parrocchia con
nessuno....Io non ricordo di avere avuto
neanche la confessione con questa
ragazza, non me la ricordo per niente e in
ogni caso, dico, nessuna ragazza è
rimasta mai da sola, soprattutto nel
periodo di festa, in quanto le confessioni
sono pubbliche, a meno che non è uno che
viene così, all’ultimo momento e mi dice
“mi posso confessare?”».
1 Agosto 2014
sicilia
MESSINA. Il ciclista peloritano si presenta a Parigi in maglia gialla. Nel delirio di una nazione intera
Nibali, la maglietta diventa “reliquia”
Solo al mitico Felice Gimondi era riuscita l’impresa di “Enzo” di vincere Vuelta, Giro e Tour de France
Nella città dello Stretto è caccia alla t-shirt celebrativa per accoglierlo in grande subito dopo Ferragosto
DI FRANCESCO
PINIZZOTTO
MESSINA. La tenace corsa del campione
messinese si è conclusa trionfalmente ai
piedi della Torre Eiffel domenica 27
luglio. Ma a Messina è cominciata la
rincorsa alla maglia gialla
commemorativa del successo parigino di
Vincenzo Nibali, eroe nazionale del
pedale “celebrato” per l’occasione anche
dal giallo di copertina della “rosea”, la
Gazzetta dello Sport, che ha tributato
l’onore al campione mite e gentile, bravo
anche ad infiammare gli sportivi con la
cavalcata che dai Pirenei lo ha portato
fin sotto l’Arco di Trionfo, per un brindisi
allo champagne dal sapore napoleonico.
Tanti i parenti e gli amici presenti a
Parigi, all’arrivo per gioire con
l”imperatore” delle due ruote. Altrettanti
riuniti un po’ ovunque per seguire la
diretta televisiva, con la mamma
Giovanna e papà Salvatore
particolarmente ricercati dai media, che
tra l’altro riscoprono per il ciclismo share
riservati ad altri sport. Nibali cerca gli
Nibali guida la carovana
Nibali riceve l’applauso sul podio degli Champs Elysèe
Marefestival Salina 2014, design firmato Mohd
MareFestival Salina 2014 ha scelto il design di Mohd per rendere ancora più
importante il suo atteso “Red Carpet” e spazio interviste nella Sala Stampa del
PortoBello Lounge Bar. Il suo elegante “salotto all’aperto” accoglierà lo
straordinario parterre di Vip che quest’anno caratterizzerà la rassegna di cinema,
musica, cultura, moda e ambiente organizzata dall’Associazione Prima Sicilia che
si svolgerà a Salina dal 31 luglio al 5 agosto:
Maria Grazia Cucinotta, Kledi Kadiu,
Giorgio Pasotti, il ginnasta Yuri Chechi,
Gabriele Greco, il direttore del Teatro
Sistina Massimo Romeo Piparo, il regista
del Commissario Montalbano Alberto Sironi
ed altri ancora. Una scelta significativa
quella di Mohd che ha deciso di essere
vicino a MareFestival per sostenere un
evento di grande livello, proporsi presso
il pubblico eoliano -che ben conosce gli
oltre 50 anni di prestigiosa storia del
marchio Mollura- e non ultimo per
presentare il suo modo unico di
interpretare gli spazi e la casa. Lo stile
innovativo di Mohd, guidato da Gianluca
Tornabene, contribuirà a far diventare il
Red Carpet di Marefestival 2014 un vero e
proprio “Evento nell’Evento”. Qui gli artisti si soffermeranno a salutare il
pubblico, firmeranno autografi, incontreranno i giornalisti delle tv e dei giornali
nazionali accreditati alla rassegna. Mohd porta il miglior Design internazionale in
ogni casa, selezionando solo i migliori prodotti italiani e internazionali. Gianluca
Tornabene dirige con competenza lo showroom e ha curato personalmente gli
spazi che completeranno l’immagine prestigiosa del Red Carpet di MareFestival
2014. Fra qualche giorno queste foto faranno il giro del web, delle tv e di tanti
giornali, chi desidera invece conoscere pienamente la qualità e la bellezza
dell’home design firmato Mohd non deve fare altro che recarsi nel grande
showroom sito sulla statale 114 nei pressi dello svincolo di Tremestieri o visitare
l’e-commerce www.shop.mohd.it.
informazione pubblicitaria
affetti più cari per condividere la sua
gioia, in primis la moglie Rachele e la
figlia Emma Vittoria.
La festa per il campione in primo luogo
comincerà in Toscana, per proseguire a
Messina dopo Ferragosto, con
l’annunciata manifestazione al teatro
“Vittorio Emanuele” e la visita a Venetico
(comune di cui l’asso del pedale è
cittadino onorario), e dove ad attenderlo
ci sono i parenti che non lo hanno potuto
seguire in Francia e anche Padre Nino
Merlino, suo tifoso accanito. Nel negozio
di famiglia di via Cesare Battisti il viavai
è stato continuo sin dal giorno dopo di
appassionati a caccia delle foto e della
maglia gialla che “imita” lo sportivo che
sta onorando la città dello Stretto a
livello mondiale. La sorella Carmen
rassicura tutti, anche chi chiama perché
richiede la sua presenza a manifestazioni
in ogni parte della Sicilia. Anche al
salone da parrucchiere del cugino
Salvatore Crupi, nei pressi di Piazza
Municipio, non si parla altro. Un signore
entra e fa una richiesta esplicita con
tanto di precedente “raccomandazione”:
”Devo avere una maglietta gialla di
Nibali perché la devo indossare a
Palermo…penso che abbia un
bell’effetto…”, e va via solo dopo aver
ricevuto rassicurazioni che sarà avvisato
appena le maglie gialle saranno
“moltiplicate”. Uno “squalo” giallo sui
Campi Elisi del resto era atteso, dopo le
precedenti vittorie alla Vuelta e al Giro,
adesso Nibali è nella storia! Come se il
palmarès non fosse di per sé ricco,
“Enzo” da Messina trapiantato da
giovanissimo a Mastromarco, è il
secondo italiano dopo Felice Gimondi ad
aver conseguito la Tripla Corona, ovvero
aver conquistato almeno un'edizione di
tutti i tre cosiddetti “Grandi Giri”. La
diciottesima frazione della gara, da Pau
all’Hautacam, durissima, si è rivelata poi
dolcissima, perché sull’Hautacam
Vincenzo ha fatto poker. Un’altra vittoria
nel suo Tour de France, che fa dire anche
agli organizzatori, sul profilo twitter
ufficiale della corsa, che sì, lui è “Il
Padrone”. “Ogni giorno ho cercato di
guadagnare qualcosa – ha così spiegato
la sua strategia - Devo dire che il Tour di
quest’anno mi è sembrato più difficile
del solito, con un percorso più
impegnativo. Tutto bello comunque”.
LA CURIOSITA’
Il “Merci”del campione dal podio sugli Champs Elysèe
MESSINA. “Nessuna gioia per una vittoria poteva essere paragonabile a quello che
si prova quando ci si trova sul podio sugli Champs Elysée. Ora che mi trovo veramente qui, devo dire che è ancora più bello di quanto potessi immaginare”. Vincenzo
Nibali legge il suo discorso post vittoria lasciando trasparire quell’umiltà che sta alla
base della sua già memorabile carriera. “Può sembrare scontato ringraziare tutti
quelli che mi hanno aiutato a raggiungerlo ha detto ancora- Ma quando si conquistano obiettivi così grandi, non si è da soli. Te ne accorgi strada facendo. Compagni
eccezionali, tutti, anche quelli che non erano con me qui in Francia. Uno staff unico.
Direttori sportivi tra i migliori al mondo come Martinelli. Ringrazio Vinokourov e Darkan per avermi fortemente voluto al Team Astana. Il mio massaggiatore Pallini, il mio
preparatore Slongo, i miei manager Carrera. Un successo che voglio dedicare a loro,
al team, al mio staff e naturalmente alla mia famiglia”. Merci!
centonove pagina 20
sicilia
FICARRA. Secondo successo nel grande circo dei motori per il pilota australiano con passaporto italiano
Ricciardo,“ficarrese” di Formula 1
Le radici del papà sono di Matini, borgata d’origine del nonno Francesco. Che emigrò a Perth nel dopoguerra
Così il sorpasso ai danni di Alonso nel finale del gran premio d’Ungheria fa saltare di gioia uno spicchio di Sicilia
DI FRANCO
TUMEO
FICARRA. E’ nato a Perth 25 anni fa,
corre per la Red Bull in Formula Uno e
sul podio si commuove all’esecuzione
dell’inno australiano. Daniel Ricciardo,
quando ha superato la “rossa” di Alonso,
a pochi giri dalla bandiera a scacchi (in
Ungheria, domenica 27) ha fatto saltare
di gioia uno spicchio di Sicilia. Perchè
sono italianissime, nebroidee di Ficarra,
le radici del pilota. Il padre Giuseppe,
classe 1953, è nato a Matini, borgata di
Ficarra un tempo terra di vigneti e campi
seminati. Lì sono nati anche nonno
Francesco, classe 1931, e gli zii paterni
Alberto, Antonio e Rosa. Nonna
Giuseppa Vinci, classe 1933, invece ha le
sue origini a Sinagra. Il durissimo e
malpagato lavoro di bracciante, possibile
in quell'infinito dopoguerra siciliano, non
garantiva che la sopravvivenza
giornaliera. L'unica strada di riscatto da
percorrere era l'emigrazione. E da Matini,
Alonso applaude il vincitore dell’ultimo Gran premio di Formula 1 Ricciardo
intorno al 1960, come altre centinaia di
paesani, la famiglia Ricciardo parte per
inseguire i sogni. Dall’altro capo del
mondo, l’Australia, la nuova terra
promessa. Lasciando Ficarra, Francesco
Ricciardo immaginava per se e i suoi
quattro figli una vita migliore di quella
che stava per lasciarsi alle spalle. Adesso
il suo cognome, attraverso il nipote
Daniel, riecheggia in tutto il mondo,
centonove pagina 21
1 Agosto 2014
accompagnato dalle note dell’inno
australiano: è il riscatto sognato
cinquant'anni fa su quella nave che in
trenta lunghi giorni di navigazione e di
speranza lo portò a Perth. E Daniel,
profondamente australiano, non rinnega
certo le sue origini ficarresi. Anzi, ne va
orgogliosamente fiero, come fiero va
delle radici calabresi della madre. Il suo
passaporto, anche italiano, dice tutto.
D'altra parte, a Ficarra vivono ancora gli
anziani zii del padre Carmela, Natalina e
Maria; a Brolo, Antonino e Peppino; a
San Fratello Nunziata e a Torino, Natale:
tutti rigorosamente e orgogliosamente
Ricciardo, a cui si aggiunge uno stuolo
infinito di cugini. Ad avvicinarlo al
mondo delle corse papà Joe, come si fa
chiamare adesso Giuseppe, grande
appassionato di automobilismo ed egli
stesso pilota a livello dilettantistico.
L'esordio sui soliti kart, sotto l'attenta
guida di John Nastas: il battesimo del
successo arriva nel 1998, a 9 anni, in una
gara al Tiger Kart Club di Perth. Che
avesse talento ormai si sapeva. Che
potesse andare così forte, non se
l'aspettava nessuno. Tranne gli abitanti di
Matini, noti nel circondario per la loro
ostinazione, la stessa che riscontrano in
Daniel “u matinisi”: come dire, le origini
non mentono. Raccontano i parenti che
Daniel, con papà Giuseppe, sia già
ritornato a Ficarra da giovanissimo.
Tornerà magari da campione del mondo?
Le premesse ci sono tutte.
1 Agosto 2014
sicilia
IN DETTAGLIO
INIZIATIVE. L’Unione delle Pro loco presenta il piano “per fare sistema” nell’area Catania, Caltanissetta ed Enna
Turismo rurale, welcome in Sicilia
L’obiettivo è mettere insieme 100 attori, comprese agenzie di viaggio e tour operator, per promuovere
quei territori “gioiello” lontani però dai circuiti tradizionali. Tra riserve, patrimonio artistico e gastronomia
ACI CASTELLO. Fare sistema: è
questa la ricetta delle Pro Loco
siciliane per incentivare le attività
turistiche di un ampio comprensorio
rurale che abbraccia le province di
Catania, Caltanissetta ed Enna. Gli
ingredienti? Mettere in rete oltre 100
attori, fra Comuni, Unpli (Unione
Nazionale Pro Loco d’Italia), Consorzi
di tutela, aziende di produzioni
(biologiche e tipiche), agenzie di
viaggio e tour operator.
“Proponiamo un approccio di sistema
– spiega il presidente di Unpli Sicilia,
Nino La Spina - in grado di
coordinare l’azione di tutti gli
operatori pubblici e privati interessati
così da riuscire a presentare e far
fruire l’intero territorio come un
contesto omogeneo, caratterizzato
dall’offerta integrata di beni rurali,
TRIBUNALE DI MESSINA
“IL TRIBUNALE, VISTO L’ART. 313 C.C., DICHIARA L’ADOZIONE DI ALEXUTAN ALEXANDRU, NATO A MORENI (ROMANIA) IL
10.04.1985, DA PARTE DI FRISONE GIUSEPPE
NATO A MESSINA IL 1 NOVEMBRE 1956;
MANDA ALLA CANCELLERIA DI COMPIERE LA
PUBBLICITA’ PRESCRITTA DALL’ART. 314 C.C.;
DISPONE CHE L’ADOTTATO ASSUMA IL COGNOME DELL’ADOTTANTE E LO ANTEPONGA
AL PROPRIO; DISPONE LA PUBBLICAZIONE
DELLA PRESENTE SENTENZA PER ESTRATTO A
CURA DI PARTE RICORRENTE PER UNA SOLA
VOLTA SU UN GIORNALE A SUA SCELTA …
OMISSIS … COSI’ DECISO IN MESSINA, NELLA
CAMERA DI CONSIGLIO DELLA I° SEZIONE CIVILE LI 29 APRILE 2014. IL PRESIDENTE ESTENSORE DOTT. CORRADO BONANZINGA”.
culturali, ambientali, storici e di
attrazioni turistiche”.
Le aree interessate sono quelle dei
Gal Terre del Nisseno, Etna e Rocca di
Cerere; si tratta di zone site al di fuori
degli itinerari turisti più gettonati, ma
che offrono un variegato patrimonio
costituito da percorsi incontaminati,
riserve naturali, risorse storiche e
culturali e da un’ampia varietà di
prodotti gastronomici tipici e di
eccellenza (Doc e Igp).
Nel concreto gli interventi
riguarderanno “il potenziamento con
nuove dotazioni tecnologiche, dei
servizi di accoglienza e informazione
turistica garantiti dalle Pro Loco –
continua La Spina – e la promozione
dei territori mediante una serie di
attività e strumenti finalizzati a
realizzare una comunicazione
integrata ed efficace. Inoltre
attraverso agenzie di viaggio e tour
operator già partner del progetto,
proporremo ai mercati nazionali ed
esteri pacchetti turistici realizzati ad
hoc”. I progetti sono coordinati da
Unpli Sicilia e saranno attuati dai
comitati provinciali di Caltanissetta
Catania e Enna. I fondi ammontano
complessivamente a € 1.101.494,84
(Gal Etna € 119.913,00, Gal Nisseno
€ 571.823, Gal Rocca di Cerere €
409.757) stanziati sull’asse Psr 20072013 dall’assessorato dell’Agricoltura,
dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea.
Le linee sulle iniziative sono state
presentata lo scorso 30 luglio, presso
lo Sheraton di Catania, alla presenza
di Fabrizio Viola dirigente del servizio
Interventi di sviluppo rurale e azioni
Così tutti i Comuni
e le Pro loco coinvolte
GAl Rocca di Cerere (Enna).
Comuni (8): Agira, Aidone,
Barrafranca, Calascibetta, Enna,
Gagliano, Pietraperzia, Regalbuto. Pro
Loco (13): Agira, Aidone, Barrafranca,
Calascibetta, Enna, Leonforte, Piazza
Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, S.
Caterina di Villarmosa, Troina,
Valguarnera, Villarosa.
Gal Terre del Nisseno (Caltanissetta).
Comuni (15): Acquaviva Platani,
Bompensiere, Butera, Caltanissetta,
Campofranco, Delia, Marianopoli,
Mazzarino, Milena, Montedoro,
Mussomeli, Serradifalco, Sommatino,
Sutera, Villalba. Pro Loco (13):
Acquaviva Platani, Bompensiere,
Caltanissetta, Campofranco, Delia,
Mazzarino, Milena, Montedoro,
Mussomeli, Serradifalco, Sommatino,
Sutera, Villalba.
Gal Terre dell’Etna (Catania).
Comuni (6): Belpasso, Centuripe,
Maletto, Biancavilla, Santa Maria Di
Licodia, Ragalna. Pro Loco (6):
Belpasso, Biancavilla, Maletto,
Maniace, Santa Maria di Licodia,
Ragalna.
leader dell'assessorato regionale
all'Agricoltura ed i presidente dei
comitati provinciali di Unpli
Caltanissetta, Loreto Ognibene, ed
Unpli Enna, Maria Rita Speciale. I
progetti sono stati illustrati dai vertici
dei tre Gruppi di Azione Locale
interessati: Giovanni Randazzo,
presidente, e Giuseppe Ippolito,
direttore responsabile di piano, per il
Gal "Terre del Nisseno"; Giuseppe
Glorioso,presidente, ed Ernesto Del
Campo, direttore responsabile di
piano, per il Gal "Etna"; Camillo
Mastroianni, presidente, e Marcello
Troia, responsabile animatori, per il
Gal "Rocca di Cerere". La conferenza è
stata moderata dal giornalista Toti
Piscopo, direttore editoriale del
portale web di informazione turistica
travelnostop.com
PREMIATE DAL WEB
Sicilia e Sardegna sul podio di Trivago
RISPETTIVAMENTE SECONDA e quarta posizione per Sicilia
e Sardegna nella top ten delle località più ricercate dai
turisti.
A rilevare il dato è l’Ossercatorio di Trivago.it, il quale ha
analizzato e isole più gettona te quest’estate nel bacino del
Mediterraneo e in una zona più estesa che va fino all’Oceano
Atlantico. Le classifica delle 30 isole più ricercate nella zona
tra Europa e Africa per l’estate 2014, le nostre isole sono
seconde solo a Maiorca, in prima posizione, e, per quanto
riguarda la Sardegna, a Tenerife, sul gradino più basso del
podio. Come mostra ancora l’indagine, ottimo risultato in
quarta posizione proprio per la Sardegna che supera isole
centonove pagina 22
popolarissime per l turismo estivo come Ibiza, meta top per i
vip di tutto il mondo, e Creta, la maggiore tra le isole greche.
Segue le italiane anche Gran Canaria nell’Oceano Atlantico.
Per quanto non raggiungano il podio, le isole elleniche
vincono nel complesso per numero di nomi presenti in
classifica: sono infatti ben 11 le isole presenti nella top 30, a
cui seguono le 8 isole spagnole e le 6 italiane.
Oltre a Sicilia e Sardegna, conclude trivago.it, concorrono
come località tricolore maggiormente visitate anche Elba,
Ischia, Capri e Lipari. Ennesima conferma, quindi, del valore
e della qualità delle coste italiane nel panorama turistico
balneare, il quale ospita ogni anno numeri elevati di
visitatori da ogni parte del mondo e che rimane tra i primi
motori per il rilancio e la ripresa ripresa economica nel
Paese.
1 Agosto 2014
economia
IL CORSIVO
INCOGNITE. Nel decreto “Sblocca Italia”, la riforma delle Autorità Portuali. Con 15 accorpamenti
Authority, una poltrona per tre
La Sicilia sarà divisa in due, con Palermo e Trapani per la parte occidentale e Messina, Catania
ed Augusta nell’orientale. Il presidente De Simone: «Il testo non chiarisce come funzionerà tutto»
MESSINA. «Ho letto la seconda bozza,
ma sono sicuro che vi sarà un ulteriore
testo». Antonino De Simone,
presidente dell’Autorità Portuale di
Messina commenta la riforma dei porti
inserita nel decreto “Sblocca Italia”. Una
riforma che vede la Sicilia suddivisa in
due distretti (Occidentale, con Palermo
e Trapani, e Orientale, con Messina,
Catania e Augusta), ma che spiega ben
poco. Ecco perché.
I DUBBI DI DE SIMONE. «Uno dei
problemi riguarda quale sarà la sede
dell’unico distretto», spiega il presidente.
Che aggiunge: «La legge non lo
specifica, ma si parla coltanto di “porto
principale”. Per il resto, non ho letto
sostanziali novità, perché i pochi articoli
non dicono nulla su come funzionerà
tutto. È sicuro che ci sarà un presidente
unico, ma, a parte questo, i problemi
della portualità, quelli veri, non
vengono affrontati: penso ai servizi
tecnico nautici o agli appalti pieni di
norme e cavilli».
NEL NOME DEL RISPARMIO.
Continua De Simone: «Per esempio,
visto che tutto sembra improntato alla
spending reviw, pensavamo che ci
sarebbe stato un taglio dei Comitati
Portuali, ma nulla emerge dal testo.
Inoltre - racconta con una punta di
ironia - mi aspettavo che la legge facese
riferimento al corridoio Ten-T che, in
origine, doveva essere alla base della
riforma stessa». Insomma, tutto sembra
destinato ad essere rimandato a decreti
attuativi successivi che definiranno
anche il destino dei dipendenti, le sedi, i
compiti degli uffici decentrati e tutto il
resto.
LA RIFORMA. Le nuove autorità
portuali saranno 15, tra normali e
logistiche. Questi gli accoppiamenti:
Genova-Savona, La Spezia-Marina di
Carrara, Livorno-Piombino, NapoliSalerno, Gioia Tauro,
Cagliari-Olbia-Porto Torres, PalermoTrapani, Augusta-Catania-Messina,
Taranto, Bari-Brindisi, Ancona, Ravenna,
Trieste-Monfalcone (a salvare il
capoluogo del Friuli è stato il pressing
della presidente del Pd, Debora
Serracchiani) e Venezia-Chioggia.
L'autorità portuale e logistica di
Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta è istituita
quale porto afferente all'area
metropolitana di Roma Capitale. Per la
Puglia, unica novità rispetto alla prima
stesura della riforma Lupi, l’esclusione
di Taranto dall’accorpamento con Bari e
Brindisi, che formeranno un’unica
Antonino De Simone
authority con sede a Bari. I presidenti
verranno nominati dal ministro delle
Infrastrutture e dei trasporti, fra soggetti
aventi alta esperienza istituzionale o
amministrativa o professionale nelle
materie affidate alle competenze
dell'autorità portuale e logistica, sentito
il presidente o i presidenti delle Regioni
interessate («I requisiti, nei fatti, non
esistono più», commenta De Simone).
IN ORIGINE. Il disegno originario di
Lupi puntava sulla eliminazione delle 24
Autorità portuali, che sarebbero state
raggruppate in una sola nei seguenti
distretti: Alto Tirreno, Medio Tirreno,
Basso Tirreno, Alto Adriatico, Medio
Adriatico, Basso Adriatico-Ionio, Sicilia,
Sardegna, che comprendono i nodi
europei della rete Ten-T. In pratica, nel
piano originario, per la Sicilia sarebbe
prevista una sola Autorità, per poi
giungere, tra vari tira e molla a due
distretti almeno (uno è Palermo, l’altro è
da stabilire). Alla base della riforma c’è
proprio il Ten-T, e nello specifico il
corridoio previsto dall’Unione Europea
che da Helsinki corre fino a La Valletta,
a Malta.
L’ASSE CATANIA-AUGUSTA. Se la
filosofia resterà ancora legata al Ten-T,
allora ad essere avvantaggiata nella
corsa per la leadership del distretto
potrebbe essere Catania grazie al
progetto “Streets”, inserito nel
Programma di Cooperazione
Transfrontaliera Italia-Malta 2007-2013,
asse 1 della programmazione regionale.
Capofila del progetto è l’assessorato alle
Attività produttive, la localizzazione
delle attività è a Palermo, Catania,
Ragusa e Malta e i partner coinvolti
sono il Collegio Universitario Arces, il
Comune di Vittoria, Autorità portuale di
Catania, Malta University of Malta e
Transport Malta.
I DUBBI DI MESSINA. L’incognita sul
funzionamento, ma anche la
destinazione della sede principale,
preoccupano non poco Messina. Infatti,
prescidendo dai 40 milioni in cassa,
come verrebbero utilizzati i soldi che
attualmente incassano le tre Authority?
In riva allo Stretto, i punti di forza sono,
sotto il profilo economico, la Raffineria
di Milazzo, il movimento passeggeri
“semplici” (7.674409) e del crocierismo
(501.316), settore, quest’ultimo, cui
ambisce Catania. Ma non solo, che fine
farebbero le opere inserite nel Piano
Triennale, alcune delle quali riguardano
l’area della Fiera, che a una gestione
unica potrebbero risultare “poco
interessanti” per le finalità di un
distretto logistico unico? Un altro nodo,
poi, riguarda l’ordinaria
amministrazione, che si occupa non solo
degli specchi d’acqua della falce, ma
anche dei porti di Tremestieri, Milazzo e
dele aree demaniali di Messina, Milazzo,
San Filippo del Mela e Pace del Mela.
Gestione ordinaria che va dalle semplici
manutenzioni alla vigilanza. In ultimo,
ma il dato non è computabile, c’è
l’indotto generato dall’Autorità Portuale
per commesse dirette e da passeggeri e
crocierismo. (D.D.J.)
centonove pagina 23
Un rinnovamento
nato con un vulnus
MESSINA. Il Piano Porti che
raggruppa in una unica entità
Messina-Catania-Augusta, ha un
“vulnus” giuridico che lo rende
“anatra zoppa”. Se Messina e
Catania sono infatti classificati
“Porti dello Stato”, cosiddetti di
prima classe, non lo è affatto il
porto di Augusta, entità che fa capo
alla Regione che gestisce il Demanio.
Il provvedimento governativo, come
al solito, non ha tenuto conto della
specificità siciliana e si rischia anche
in questo caso una lunga scia di
ricorsi alla Corte Costituzionale, per
la mancata concertazione.
La lunga querelle tra Autorità
portuale di Messina e Ente Porto,
protrattasi per oltre quarant’anni,
nasce da errori funzionali di questo
tipo. Oggi in Sicilia operano una
serie di autorità portuali, da quella
di Milazzo a quella di Trapani, che
sono diretta emanazione della
Regione. Di più: hanno sottoscritto
una serie di convenzioni “ibride” i
cui effetti sono destinati ancora ad
esplicarsi per gli anni a venire. Di
questi aspetti il “Piano Porti” varato
dal Governo e inserito nel decreto
“sbloccata Italia” non tiene alcun
conto. I porti sono stati riposizionati
per potere catturare finanziamenti
europei, attraverso classificazioni
create ad hoc. Una di queste,
Augusta, è diventato porto “Core”,
acronimo conquistato anche dal
Porto di Civitavecchia, perché
inserito in torre transazionali. Ma il
porto di Augusta è un’area
demaniale regionale. La
classificazione di Porto di Prima
classe, resta solo alle aree di
Palermo, Catania e Messina, la città
tra tutte più penalizzata. Che fare?
La Regione potrebbe intervenire
nella materia, in virtù della sua
stategica insularità, e decidere di
creare una Authority unica che si
“rap-porti” è il caso di dire con lo
Stato.
Maurizio Lupi
1 Agosto 2014
economia
FIUMEDINISI. La sede nazionale del Caf “emigra” a Roma
Fenapi revolution
Saranno trasferite anche quelle legali di 7 società collegate.
All’origine pesanti controlli della Finanza. Ma il presidente smentisce
DI
GIUSEPPE PISTONE
FIUMEDINISI. La Fenapi srl sarebbe
pronta a cambiare Stato e trasferire la
propria sede legale nella Repubblica di
San Marino. La notizia, trapelata da
fonti ufficiose, sarebbe legata a continui
e pressanti controlli (a loro dire ingiusti
e mirati) in questi ultimi anni, da parte
della Guardia di Finanza su presunte
irregolarità. Una notizia che il
presidente, Carmelo Satta, smentisce
categoricamente. “A San Marino? E chi
ci porta? – ha detto ironicamente. La
nostra è una confederazione italiana e
se cambiassimo Stato verrebbe meno la
natura giuridica dell’intera struttura di
assistenza fiscale. Materialmente non si
può fare - spiega il presidente - abbiamo
invece trasferito la sede nazionale e le
società legali ad essa collegate a Roma.
A Fiumedinisi resterà attiva solo la sede
organizzativa e la sede legale del Caf
Impresa Fenapi Srl e il Caa Fenapi, ma
che presto saranno trasferiti a Roma.
Non abbiamo nulla da temere, facciano
pure i controlli” – dice il presidente.
Smentita dunque la “fuga” a San
Marino, ufficiale invece è la notizia che
alla Fenapi ci sia aria di stravolgimenti.
Lo ha confermato anche il presidente.
Dunque la sede nazionale del Caf Fenapi
“emigra” così da Fiumedinisi a Roma,
trasferendo con sè anche la sede legale
di 7 società ad essa collegate. Tra cui: La
Fenapi service Srl, Adr soluzione
condivisa, il Caf Fenapi, il patronato
Inapi, l’Enfip Italia, il Fondo di
Conoscenza, e l’Ulp (unione liberi
pensionati). “Già dai primi giorni di
luglio di quest’anno, il consiglio federale
ha deliberato – chiarisce Satta - di
dislocare nella capitale anche il Caf
Impresa Fenapi. Nel piccolo centro
collinare resteranno in funzione gli uffici
di assistenza telematica, il call center,
l’ufficio di amministrazione centrale,
l’ufficio contabile e gestione del
personale. Qui il patronato opera
all’interno di un moderno e
confortevole edificio,distribuito
su tre piani. La struttura,
tecnologicamente
all'avanguardia ed ecocompatibile,
costituisce un modello per le nuove
strutture nel settore pubblico – privato.
Ma anche un nuovo tassello nel
mosaico dei servizi offerti sul
territorio nazionale. I suoi uffici,
nell’ambito delle rispettive
circoscrizioni provinciali, regionali e
nazionali di competenza, sono deputati,
in primo luogo, allo svolgimento di
attività tipicamente amministrative. In
prospettiva di un’ ulteriore espansione
delle attività ad essa collegate, la Fenapi
intende creare a Fiumedinisi una vera e
propria cittadella dei piccoli
imprenditori. La Fenapi con i suoi
derivati tra società e servizi di
patronato, garantisce un considerevole
indotto lavorativo. Venticinque
dipendenti a Fiumedinisi e poco meno
di 20 a Roma. Un centinaio sono invece
gli occupanti le diverse sedi distribuite
sul territorio nazionale assunti con
diverse tipologie di contratto. La Fenapi
si prepara dunque a lasciare la
roccaforte del suo padre fondatore, ex
deputato regionale, Cateno De Luca,
oggi consulente aziendale della stessa,
per trasferire la propria sede nazionale e
legale a Roma. Ed ecco che Via
Romagna, 26 diventerà, non solo la
nuova sede legale della Fenapi Service
srl, società che coordina le 8 società ad
Cateno De Luca, Franco Baratta, presidente Inapi e Carmelo Satta. Sotto la presenza dei circoli Fenapi
L’INCHIESTA
Quelle contestazioni
ai centri di assistenza fiscale
essa collegate, ma la base strategica per
tutto il territorio nazionale. Dalle Alpi
alla punta estrema della Sicilia. La
presenza della Fenapi è articolata in 71
province e 19 Regioni, mediante 297
Circoli che hanno istituito e garantito il
funzionamento degli enti promossi dal
patronato. Precisamente 804 sportelli
del CAF Fenapi; 131 sedi territoriali del
patronato Inapi e 48 sedi territoriali del
Caa Fenapi. “Stiamo cercando una sede
più ampia – afferma Satta – per
allargare maggiormente i nostri servizi
ed il bacino di utenza”. L’attività di
assistenza fiscale viene espletata sotto la
diretta sorveglianza della direzione
generale del Caf Fenapi e controllata dal
responsabile dell’assistenza fiscale, il
FIUMEDINISI. Il nome del Caf di
Fiumedinisi, fondato nel gennaio
del 2000 e che oggi conta circa 300
sportelli in tutta Italia (di cui il 50%
in Sicilia), con oltre 100 mila iscritti,
come si ricorderà, finì al centro di
una denuncia di 23 pagine.
Un’accusa che coinvolse numerosi
centri di assistenza fiscale in
Campania, Sicilia e Calabria relativi
ai trienni 2008/ 2010. Il caso
“Fenapi” si classificò all’ottavo
posto per numero di dichiarazioni
“contestate”. Al primo posto con
13705 pratiche il Caf Acai,
dipendenti e pensionati srl di
Roma. Le cui indagini risultano
ancora in corso.
commercialista Francesco Vito. “Questi
cambiamenti non hanno nulla a che
vedere con i controlli a cui siamo
sottoposti periodicamente, non abbiamo
nulla da temere – puntualizza Carmelo
Satta - la struttura operativa è cresciuta
notevolmente in questi ultimi anni e
Roma, rispetto a Fiumedinisi, è il punto
strategico di coordinamento per tutta
Italia. Fiumedinisi comunque resterà
sempre la sede produttiva e di
rappresentanza. “Sul territorio –
assicura - saremo sempre presenti”.
CALENDARIO DELL’ASCESA
La Federazione nata nel ‘99
LA FENAPI (Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori) è stata
riconosciuta “associazione di rilevanza nazionale”, con decreto del Ministero del
Lavoro, nota n.24046/99 QG.97 del 25 marzo 1999. Essa associa e sostiene i Piccoli
Imprenditori (artigiani, commercianti, pescatori, agricoltori, piccoli industriali).
Obiettivo della è, primariamente, la tutela dei diritti e lo sviluppo delle
condizioni culturali, morali, professionali, giuridiche ed economiche degli
associati attraverso le seguenti azioni. Nel gennaio 2000 ha costituito il CafFenapi srl, riconosciuto dal Ministero delle Finanze con decreto del 29 dicembre
2000 ed iscritto all’albo dei Centri di Assistenza Fiscale per i lavoratori dipendenti
e pensionati al n. 52.
Il 29 settembre, 2001 ha costituito l’ENFIP – Ente Nazionale Fenapi Istruzione
Professionale attualmente riconosciuto quale ente accreditato per la formazione
professionale in diverse regioni. Nel maggio 2002, ha costituito il Patronato
Inapi, riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con decreto
provvisorio del 30 maggio 2002 e successivo decreto definitivo del 23 aprile 2003.
Nel 2003, ha costituito il CAA FENAPI srl, riconosciuto dalla Regione Sicilia,
Assessorato dell’agricoltura e delle foreste con decreto del 17 aprile 2003.
Il 22 dicembre 2008 ha costituito il CAF IMPRESA FENAPI S.r.l. che con
provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 20/02/2009, è stato autorizzato
all’esercizio dell’attività di assistenza fiscale alle imprese. Il 10 febbraio 2010 ha
costituito la Fenapi Services Srl, con lo scopo di realizzare una rete di franchising
per l’erogazione di servizi di assistenza e consulenza rivolti ai piccoli
imprenditori ed ai loro dipendenti. E’ in fase di completamento la procedura con
il Ministero per l‘accreditamento di un fondo paritetico interprofessionale
nazionale per la formazione continua costituito tra Fenapi, Unionquadri e Ciu,
denominato “Fondo Conoscenza”. Al 31 dicembre 2013 gli associati alla Fenapi
sono 326.203. Di cui 60.310 Pensionati, 27.330 Disoccupati e 238.563 Piccoli
Imprenditori nei comparti dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura
associati attraverso i Circoli Fenapi presenti su tutto il territorio nazionale.
centonove pagina 24
1 Agosto 2014
economia
ABITUDINI DI PAGAMENTO PER CLASSI DI RITARDO, DETTAGLIO PROVINCE
STATISTICHE. I pagamenti commerciali secondo lo studio Cribis D&B
Messina, poi pago
La città dello Stretto ultima. In Sicilia solo 22,1% delle imprese salda
le fatture alla scadenza. In difficoltà l’Edilizia, bene i servizi finanziari
PALERMO. Piccola impresa del
Commercio con sede a Messina: è il
profilo tipico dell’azienda con difficoltà nel
saldare le fatture commerciali,
accumulando un significativo ritardo nei
pagamenti. E’ quanto emerge dai dati
diffusi da CRIBIS D&B
Nei primi mesi del 2014 in Italia si
conferma il trend negativo dei pagamenti
commerciali: persistono problemi nella
puntualità ai fornitori e parallelamente
continua ad aumentare il numero di
imprese che saldano le fatture con ritardi
superiori ai 30 giorni.
Le imprese siciliane non fanno eccezione,
anzi sono le meno virtuose d’Italia.
L’ultima della classifica è messina, la più
virtuosa è Ragusa. Nel primo trimestre
dell’anno in corso infatti solo il 22,1%
delle imprese della Regione ha saldato
puntualmente le fatture ai fornitori,
mentre il 48,1% ha regolato i conti con un
ritardo fino a 30 giorni dai termini
concordati e il 29,8% oltre i 30 giorni.
Dall’analisi del trend si osserva un
peggioramento del 21,9% dei pagamenti
puntuali rispetto al 2010. Ma il dato
allarmante riguarda i ritardi superiori ai
30 giorni, aumentati del 183,8% in
quattro anni. Inoltre nel primo trimestre
del 2014 la Sicilia esibisce performance di
pagamento inferiori sia alla media
nazionale (38,8% di imprese puntuali,
16,1% di ritardi oltre i 30 giorni) sia alla
macroarea di appartenenza, dove i
pagamenti regolari sono pari al 25,1%.
L’Edilizia è il settore che mostra la maggior
criticità con solo il 17,5% in
corrispondenza dei dei pagamenti alla
scadenza, a fronte di un 25,7% di ritardi
oltre i 30 giorni medi. Situazione opposta
per il comparto dei servizi finanziari
(54,5% di imprese virtuose e 11,4% di
ritardi gravi). “Negli ultimi anni, però, le
imprese italiane – commenta Marco Preti,
amministratore delegato di CRIBIS D&B hanno messo sempre più la gestione dei
pagamenti al centro della propria gestione
finanziaria e hanno investito in strumenti
che consentono di intercettare
tempestivamente i segnali deboli di
deterioramento dell’affidabilità dei propri
partner, di mantenere sotto controllo la
capacità del proprio portafoglio clienti di
generare ricavi, di intervenire in modo
efficace con azioni di prevenzione e
limitazione del rischio e, soprattutto, di
fare previsioni sui propri flussi di cassa”.
centonove pagina 25
LA SCHEDA
Ragusa la più virtuosa
Nella classifica delle imprese più
puntuali della Sicilia Ragusa si
posiziona al primo posto con il
23,9% di pagamenti virtuosi.
Seguono Catania 23,7%, Trapani
23,6%, Enna 23,4%, Siracusa
22,6%, Palermo 21,1%,
Caltanisetta 20,8%, Agrigento
20,7%, chiude Messina con il
20,5% di pagamenti alla
scadenza.
1 Agosto 2014
economia
UOMINI&BUSINESS
CONFINDUSTRIA
QUI EUROPA
Prodotti Verdi, presto norme “più chiare”
DI SALVATORE
CIFALÀ
QUANTE VOLTE facendo la
spesa ci si è imbattuti nei
tanto discussi "prodotti
verdi"? Etichette colorate
raffiguranti fiori e germogli,
accompagnate da slogan eco, bio, o
addirittura "naturali". Un vero e proprio
labirinto di simboli e certificazioni nel
quale i consumatori e le aziende devono
orientarsi. Secondo studi recenti, quasi la
metà degli acquirenti è confusa dal flusso
di informazioni sull’ambiente.
Lo smarrimento non è però solo di chi
compra. Anche diverse federazioni
industriali e aziende che vogliono
certificare il basso impatto ambientale dei
loro prodotti hanno invocato un
approccio europeo unico. La
Commissione ha deciso di rispondere a
queste richieste con la proposta del 9
aprile "Costruire il mercato unico dei
prodotti verdi". Volta a fornire
informazioni ambientali comparabili e
trasparenti, a dare fiducia ai consumatori,
agli investitori e alle imprese, questa
proposta intende standardizzare le
normative e le pratiche in materia di
prodotti "verdi" all'interno dell'Unione. A
CONSUMATORI
Mal d’inquinamento
L’inquinamento atmosferico
costituisce una variazione delle
caratteristiche dell’atmosfera in
seguito all’immissione in essa di
inquinanti, che aggrediscono
l’uomo. In relazione alla loro
presenza, dovuta alle attività della vita
quotidiana e lavorativa, gli agenti inquinanti,
una volta rilasciati nell’aria, interagiscono tra
loro e con l’ambiente in modi complessi, in
relazione alle condizioni ambientali . E’ noto
che gli agenti atmosferici i dividono in due
gruppi in: agenti primari, derivanti dalle
attività umane, e secondari per l’interazione
con l’atmosfera. Il riscaldamento domestico,
le attività industriali ed agricole e i mezzi di
trasporto rappresentano le principali fonti
dell’inquinamento atmosferico, in particolare
il traffico motorizzato. I gas di scarico e i
particolari rilasciati dai veicoli contengono
una miscela di molti agenti inquinanti. Anche
l’erosione del materiale stradale o l’usura di
pneumatici e freni può produrre agenti tossici.
L’inquinamento atmosferico si ripercuote in
vari modi sulla salute delle persone per le
condizioni del momento, l’età, la capacità
polmonare e il tempo trascorso all’aria
inquinata sono tutti fattori che influiscono sul
modo in cui gli inquinanti agiscono.
Francesco Sabatino, Adoc Uil
tal fine, la Commissione ha identificato
una metodologia per misurare le
proprietà ecologiche per tutto il ciclo di
vita rispettivamente dei prodotti e delle
organizzazioni. Queste metodologie non
sono obbligatorie: spetterà quindi agli
Stati membri e alle organizzazioni
interessare applicarle su base volontaria.
Principio cardine dell'Unione è quello di
legiferare in funzione dei bisogni reali
della popolazione. Per questo, la
Commissione ha deciso di avviare una
fase di prova volontaria della durata di
tre anni, durante i quali verranno
consultate diverse parti interessate per
l'eventuale elaborazione di norme che
siano specifiche ai settori e prodotti ai
quali si applicano. I soggetti interessati
possono partecipare alle consultazioni
tramite i portali internet dedicati ai
prodotti (Product Environmental
Footprint) e alle organizzazioni
(Organisation Environmental Footprint).
Solo in una seconda fase, previa analisi
dei risultati raccolti durante i tre anni di
prova, la Commissione potrà proporre un
quadro legislativo dettagliato ed
esclusivo, perché aziende e consumatori
non debbano più perdersi nell'intricato
labirinto della green economy.
PETROLCHIMICO
Eni, c’è l’accordo
azienda-sindacati su Gela
ROMA. Le organizzazioni sindacali e
l'Eni hanno trovato un accordo sulla
raffineria di Gela durante il tavolo
convocato al ministero dello Sviluppo. Il
protocollo di intesa firmato giovedì 29
luglio rimuove le basi dello scontro tra
azienda e sindacati: nel verbale si legge
infatti che le parti riconoscono la
validità degli accordi sottoscritti nel
2013 e nel 2014 relativamente ai siti di
Gela e Porto Marghera e l'azienda si è
impegnata ad avviare il processo di
manutenzione. Sono molto soddisfatta
dell' importante risultato raggiunto ha detto il ministro dello Sviluppo
Economico, Federica Guidi, sull'accordo
per l'Eni di Gela - grazie all'intesa
siglata è possibile riavviare un
confronto tra le parti necessario per il
funzionamento di siti significativi per il
territorio, con la salvaguardia dei livelli
occupazionali".
Federica Guidi
Lo stesso Commissario per l'Ambiente
Janez Potočnik ha sottolineato come la
via per favorire una crescita sostenibile sia
la certificazione di prodotti "conosciuti e
riconoscibili" dai consumatori, perché sia
possibile fare scelte coscienti, in maniera
facile e veloce. Inoltre, omogeneizzando
le pratiche, verranno ridotti i costi
amministrativi che gravano attualmente
sulle imprese. Commercializzare prodotti
a basso impatto ambientale deve
rappresentare un potenziale profitto per
l'industria, non un rischio. Esse devono
poter vantare la qualità dei loro prodotti
senza dover far fronte a eccessive barriere
amministrative. La politica dell'Unione in
materia sta evolvendo, seguendo il
processo d'integrazione politica ed
economica che ha caratterizzato l'Europa
degli ultimi decenni. Se il mercato unico
dei prodotti verdi è l'ultima proposta della
Commissione, una delle prime risale al
1992, con il marchio europeo Ecolabel.
Da allora l'Ue ha registrato oltre 1357
prodotti "verdi", certificati a livello
europeo, sotto norme uguali per tutti.
Benché il numero crescente di aziende
che chiedono di utilizzare il logo Ue sia
un segno positivo, resta ancora molto da
fare.
Carmelo Turco delegato
per il settore petrolchimico
CALTANISSETTA.
L’imprenditore Carmelo Turco
(nella foto) è il delegato
regionale per i rapporti
con le aziende dei comparti di raffinazione e petrolchimica di Confindustria Sicilia. La delibera è
stata votata all’unanimità dal consiglio
direttivo dell’Associazione. Carmelo
Turco, 49 anni, imprenditore di quarta
generazione, è titolare di un’azienda
multi specialistica con circa 300 dipendenti, la cui sede è a Gela, ma che opera
a livello nazionale. Turco è stato tra i promotori del nuovo corso di Confindustria
Sicilia e degli imprenditori che operano
nell’Isola, improntato sulla legalità e sulla
trasparenza.
MILANO
Mario Dell’Oglio è il nuovo
presidente di Buyer Moda
MILANO. Mario Dell'Oglio è il nuovo Presidente della Camera italiana Buyer
moda. Titolare della catena di boutique
palermitana, è stato eletto con 57 voti su
107 votanti (109 di cui 2 nulli) dall'assemblea che si è riunita a Milano. A congratularsi, Roberto Helg, presidente di
Confcommercio Palermo: «Si tratta di un
riconoscimento che oserei definire dovuto ad un imprenditore intelligente».
NOTIZIE DAI CONSULENTI DEL LAVORO
Modello 770, prorogata la scadenza
"Siamo soddisfatti per questo risultato, anche se
tutti gli anni siamo costretti a inseguire la
proroga".
Così Marina Calderone, presidente del Consiglio
nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro,
commenta l'annuncio dato dal sottosegretario
all'Economia, Enrico Zanetti, su Facebook dello slittamento della
scadenza per l'invio del mod. 770/2014.
La nuova scadenza per l'invio (che sarà ufficializzata a breve) stabilita
dopo i colloqui dei giorni scorsi tra la stessa Calderone, il direttore
generale delle Finanze del Mef, Fabrizia Lapecorella, e il direttore
dell'Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, sarà il 19 settembre.
Per Calderone, c'è comunque bisogno di "razionalizzare il calendario
fiscale -ha spiegato la presidente dei consulenti del lavoro- e su questo
ho l'impegno per l'istituzione di un tavolo tecnico già nel mese di
settembre, in modo da impedire che si crei la stessa situazione ogni
anno".
La decisione della proroga, spiegano i consulenti del lavoro, è stata presa
"dopo che l'incresciosa situazione è stata sottoposta anche al presidente
del Consiglio Matteo Renzi, al sottosegretario Delrio e al ministro
dell'Economia e Finanze Padoan, rappresentando con forza le
motivazioni e la volontà di operare in condizioni di tranquillità per
mantenere inalterate le caratteristiche di alta professionalità e
correttezza che da sempre contraddistinguono il servizio reso allo Stato e
ai contribuenti".
La presidente Calderone ha sottolineato la necessità di intervenire subito
per non mettere a repentaglio la funzionalità degli studi dei consulenti
del lavoro e l'operatività delle aziende e al tempo stesso di razionalizzare
il calendario delle scadenze.
centonove pagina 26
poster
1 Agosto 2014
MURALES DI UMANITÀ VARIA
COME SI GIOCA
Salto anti-ostacoli
Tocca lo schermo per effettuare un
salto, tocca di nuovo lo schermo
per effettuare un doppio salto che
ti consentirà di evitare un maggior
numero di ostacoli.
Modalità di gioco
Arcade:
la classica modalità standard dove
dovrai evitare tutti gli ostacoli e
raccogliere tutti gli oggetti
smarriti dallo zio Lillo!
Zothecas amputat cathedras, quod saburre verecunde
MESSINA. Su Android il gioco tratto dall’omonima serie web animata “Cafon Street”
Arriva il gioco di Mimmo e Stellario
Il progetto made in Italia, realizzato da Marcello Crispino e Giulio Lo Greco
MESSINA. Nella bellissima
città dello stretto di Messina, lo zio
Lillo con la sua lapa sta spargendo
oggetti ovunque! dai cosa aspetti
salta in sella con Mimmo
e Stellario sul mitico scooter truccato
e aiutali a raccogliere tutti gli
oggetti smarriti! ma stai
attendo a tutti gli ostacoli che
troverai lungo la strada; per fortuna
lo scooter ti consentirà di effettuare
anche doppi salti che ti
serviranno per evitare i cumuli di
spazzatura ed anche il terribile
Santino alla guida della sua moto
verde da corsa!
Presentano così nel loro canale
Facebook, il gioco tratto
dall'omonima serie web animata
"Cafon Street", è finalmente
disponibile per i dispositivi Android.
Cafon Street è un progetto made in
Italy, realizzato da Marcello Crispino
e Giulio Lo Greco. Il piccolo successo
di questo cartone animato (prodotto
da Uollas Comics) sta nel presentare
le ruspanti avventure di Stellario e
Mimmo in un purissimo dialetto
messinese. Sono ormai infiniti gli
esilaranti episodi della serie,
pubblicati sia sul portale ufficiale, sia
sui canali di Facebook
e Youtube.
ACCADDE OGGI A MESSINA
Tempo:
In questa modalità dovrai essere
più abile della precedente perchè
hai un tempo massimo di 30
secondi e sarai costretto a
prendere anche tutti gli orologi
rossi che troverai lungo il
cammino altrimenti se il tempo
arriverà a zero terminerà anche il
gioco.
In tutte e due le modalità il
principale scopo del gioco sarà
quello di resistere il più a lungo
possibile e segnare il tuo miglior
record personale!
Il videogioco di Cafon Street,
disponibile per iPhone e Android!
iPhone:
https://itunes.apple.com/us/app/c
afon-street/id892797140
Android:
https://play.google.com/store/app
s/details?id=com.mapi.cafonstreet
A CURA DI FELICE IRRERA
1701, undici cannonate ma nelle galere non c’è il vicerè
G L’1 agosto 1701, salpano da Messina quattro galere, che al loro arrivo in
porto erano state salutate con undici cannonate, nella convinzione che
portassero il nuovo Viceré, da un vascello inglese in porto, il cui capitano si
accorse solo dopo, mortificatissimo, di aver recato omaggio a navi papali,
nemiche della sua nazione (cfr. G. Cuneo, “Avvenimenti della nobile città di
Messina”, t. II).
1874, nasce lo studioso di stroia messinese La Corte Cailler
G L’1 agosto 1874 nasce Gaetano La Corte Cailler, grande studioso della
storia cittadina, tra i fondatori della Società Messinese di Storia Patria e
assiduo valorizzatore delle collezioni museali cittadine.
1091 si inaugura nello Stretto il servizio-viaggiatori
Gaetano La Corte Cailler
G L’1 agosto 1901 viene inaugurato nello Stretto il servizio-viaggiatori, con il
traghettamento di due carrozze del treno di lusso Roma-Siracusa (cfr. G.
Iapichino, “Tra Scilla e Cariddi”, Edas 2006).
centonove pagina 27
1 Agosto 2014
posterprotagonisti
PERSONAGGI. Onoratissimo a Trapani, Messina sembra averne perso la memoria
Alberto, il santo dimenticato
Nella città che più “aveva udito le sue parole e visto le sue opere” nessuno celebra più
la figura del carmelitano. Eppure, nel seicento, era stato proclamato compatrono
DI
GIUSEPPE IANNELLO
MESSINA. Da Erice, viaggio di andata
e ritorno. E' iniziata così la nostra
scoperta, del tutto casuale, di
Sant'Alberto degli Abbati, visitando le
tante chiese ericine restaurate. Sembra
una statua come tante altre di
Sant'Antonio ed effettivamente
raffigura il santo di Padova, ma il
piedistallo è di tutt'altra fattura; una
scheda esplicativa provvidenziale, a
portata del turista nella chiesa, spiega
la strana commistione: il bassorilievo si
riferisce a un altro santo, a
Sant'Alberto, e per la precisione
raffigura il suo “Grande miracolo di
Messina”. Cosa? Di quale miracolo si
parla? Per giunta “grande” miracolo...
Come può accadere di non averne mai
sentito parlare. Leggendo ancora la
scheda, si parla di Federico III
d'Aragona, di un assedio subito dalla
città da parte angioina, della fame
incombente e dell'idea di rivolgersi,
quasi come ultima spiaggia, ad un
frate carmelitano della città, in fama di
santità... Alberto! La supplica alla
Madonna di Alberto, durante la Messa,
trova risposta immediata, nella voce
udita anche dai fedeli “Dio ha esaudito
le tue preghiere” e al termine del rito
nell'accorgersi che in porto sono
entrate tre navi cariche di grano.
Non ci sfugge, da messinesi, l'analogia
con gli eventi, tra storia e leggenda,
alla base della tradizione festa del
“vascelluzzo”; ma solo rientrati in città
ne appuriamo l'assoluta conformità,
visivamente esemplificata nell'effige di
Sant'Alberto presente alla base del
vascelluzzo, portato ogni anno in
processione il giorno della festa del
Corpus Domini. Il miracolo del
vascelluzzo è quindi un miracolo di
Sant'Alberto. Nessuno ce l'aveva mai
detto... Va beh, i miracoli li fa Dio... Ma
le scoperte non si fermano qua. Alberto
ha trascorso molti anni della sua vita
in città e soprattutto gli ultimi giorni,
lasciando ricordi di virtù eroiche e
innumerevoli prodigi che spingeranno
naturalmente i messinesi ad una
devozione intensa e a dichiararlo nel
tempo loro patrono.
Alberto era entrato tra i carmelitani di
Trapani ancora fanciullo, per vocazione
e per una promessa compiuta dai
genitori che l'avevano avuto dopo 26
anni di matrimonio sterile. Alberto si
distinguerà presto per un'adesione
radicale alla regola del Carmelo,
Effige di Sant’Alberto posta alla base del Vascelluzzo
sottolineandone col suo
comportamento l'aspetto ascetico e
contemplativo. Viene ordinato suo
malincuore sacerdote ed è forse in
questa fase che avviene il suo
trasferimento nella Città dello Stretto.
Nominato tuttavia anche Provinciale
dell'Ordine della Sicilia gira e predica
in tutta l'isola. A Messina deciderà
ritirarsi ad una vita più solitaria e
contemplativa, nel villaggio Pace, in un
tugurio. Essendogli stata rivelata l'ora
del suo trapasso chiama a sé i suoi frati
e dopo averli confortati e aver affidato
ad alta voce il suo spirito a Dio, chiude
gli occhi. E' una sorta di tripudio
spirituale per tutti quelli che gli stanno
attorno: un indicibile soave profumo
emana dal suo corpo e le campane
spontaneamente cominciano a suonare
a festa. Il popolo lo ritiene già santo e
vorrebbe che si celebrasse nella
Cattedrale la messa dei Santi
Confessori, ma le autorità
ecclesiastiche comprensibilmente
esitano, non si potrebbe. Decidono gli
angeli stessi, perché si odono delle voci
celestiali intonare l'Os justi meditabitur
sapientiam (“La bocca del giusto
proclama la sapienza”) e il funerale si
trasforma in una messa di
canonizzazione de facto. “Santo
subito”, diremmo oggi. Una santità che
sembra essere confermata dalle
continue guarigioni dei giorni
seguenti; il suo corpo viene tumulato
nella Chiesa del Carmine della città ed
è meta di pellegrinaggi senza sosta.
Nonostante l'impegno del suoi
confratelli e di tanti messinesi, la
canonizzazione ufficiale avverrà
tuttavia soltanto nel 1475. All'inizio
del '600 il senato lo onorerà
dedicandogli una delle porte della
Palazzata, eleggendolo compatrono
della città e impegnandosi nella
solennizzazione della festività, il 7 di
agosto, giorno della sua morte. Al di là
degli onori civili, che possono essere
“viziati” da campanilismo cittadino, la
devozione ed il culto di Sant'Alberto si
diffusero rapidamente in tutta l'isola
ed oltre, ben prima
dell'ufficializzazione della sua santità.
L'ampia iconografia ne è soltanto una
delle prove. Le reliquie del corpo si
spargano oltre i confini dell'Italia; a
questo riguardo c'è da dire che a
Messina rimane solo qualche
frammento del braccio mentre una
centonove pagina 28
Sant’Alberto protegge Messina
parte significativa delle ossa viene
traslata (o trafugata, a seconda dei
punti di vista), nella sua città natale,
Trapani.
La rilevanza della figura di
Sant'Alberto non è data solo dal raggio
di diffusione del culto e dei miracoli
avvenuti per sua intercessione, ma
sopratutto dal ruolo che essa assumerà
all'interno della storia dei Carmelitani
e, per conseguente riflesso, nella storia
della Chiesa. Primo santo dell'ordine, a
lui si ispireranno tutti i movimenti di
riforma miranti a ripristinare la fedeltà
allo spirito originale del Carmelo. Per
Teresa d'Avila sarà, quasi tre secoli
dopo, “padre e avvocato”, consigliere
nel suo cammino spirituale che la
1 Agosto 2014
posterprotagonisti
Braccio reliquiario alla chiesa del Carmine
porterà a fondare una nuova famiglia
religiosa, quella dei Carmelitani Scalzi.
A tal punto importante che la futura
Santa commissiona al suo confessore,
Diego Yanguas, la scrittura di una vita
del “Santo di Sicilia” da pubblicare
insieme al “Cammino di Perfezione”,
cosicché le sue suore ne potessero
trarre il maggior beneficio nella scelta
di vita intrapresa. Questa biografia
esiste anche in lingua italiana, essendo
stata pubblicata nel VII centenario
della morte del santo, ed è una delle
più meditate ed efficaci sintesi della
vita e delle opere di Sant'Alberto. Il
binomio Santa Teresa – Sant'Alberto
trova espressione anche a Messina,
dove nel 1650, per iniziativa di Don
Cesare Romano, viene costruita una
Chiesa di Sant'Alberto che viene
affidata ai Carmelitani Scalzi, ai quali
verrà offerto anche un palazzo come
convento. Entrambi, chiesa e convento,
verranno spazzati via dal terremoto del
1783.
Rimanendo in ambito di riforme, non
si può non ricordare che Messina sarà
uno centri propulsivi del cosiddetto
Ordine Primo o del Montesanto, che
pur non dividendosi dal ramo
principale dei Carmelitani, avrà vita
autonoma e sarà fucina di molti frati
che godranno di fama di santità. Tra
gli altri citiamo il cofondatore della
nuova diramazione, padre Alfio
Licandro nato nel villaggio di Pezzolo.
Purtroppo le leggi eversive del 1866
saranno fatali per i frati del
Montesanto, che vedranno chiusi tutti i
loro conventi e chiese.
La devozione per per Sant'Alberto
rimane viva in città fino alla catastrofe
del 1908 ed è considerato fino a questa
data nel novero dei santi più venerati
dai messinesi (anche nella cattedrale vi
era un altare a lui dedicato). Nel 1957
se ne portava ancora in processione, al
termine della Novena, il simulacro nel
tentativo di farne rifiorire la memoria.
Oggi soltanto molto pochi lo ricordano
e il 7 agosto si recano nella Chiesa del
Carmine per celebrarne la ricorrenza
(tra l'altro “memoria obbligatoria” nel
Calendario Liturgico dell'arcidiocesi) e
partecipare alla tradizione benedizione
dell'acqua con la reliquia del santo. Un
lumicino tenuto acceso nell'oblio della
memoria collettiva.
A MARGINE
Il 7 agosto alla chiesa del Carmine
LA TRADIZIONALE BENEDIZIONE DELL’ACQUA
NELL’EDIFICIO CHE CUSTODISCE LA MEMORIA
MESSINA. La Chiesa del Carmine è la naturale custode
della memoria di S. Alberto. Quella di oggi è stata
edificata dopo il terremoto, nel 1931. Tra i vari altari,
non poteva mancare quello dedicato a Sant'Alberto, il
primo entrando immediatamente sulla sinistra. La
statua simulacro è stata eseguita negli anni '50 e ben
sintetizza la relazione tra il santo e la città; ma quello
che più colpisce è la cura che è stata posta di recente
nell'area dell'altare per informare il fedele o il turista
sulla rilevanza della figura del santo; un'ampia
descrizione con immagini è stata messa a punto dal
gruppo giovanile parrocchiale, protagonista negli
ultimi tempi di numerose iniziative culturali. Con uno
di loro, Claudio Staiti, ci rechiamo nella piccola ma
significativa biblioteca resa fruibile al pubblico dallo
scorso anno. Andiamo alla caccia di tutte le eventuali
pubblicazioni inerenti al santo e poi passiamo dalla
sacrestia; ci soffermiamo davanti ad una bacheca
vetrina, contenente delle pubblicazioni dell'ordine
carmelitano e in parte significativamente (o forse solo
casualmente) vuota. Qui fino agli inizi degli anni '80
erano esposte quattro piastre d'argento di metà
settecento, raffiguranti scene emblematiche della vita
di S. Alberto. Preziosità di altissimo valore storico,
artistico e religioso; furono rubate e non se ne seppe
centonove pagina 29
più nulla. Per fortuna se ne conservano, in alcune
pubblicazioni e alla Sovraintendenza dei Beni Culturali
di Messina, immagini dettagliate che le fanno
rimpiangere come un vero patrimonio della città
andato perduto. “Dove saranno finite?” - viene
spontaneo chiederci. La presenza di S. Alberto nella
chiesa è attestata anche nelle vetrate superiori
policrome e, all'esterno, da una statua già presente
nel convento precedente al terremoto. La reliquia del
santo, un osso del braccio, è conservata in un braccio
reliquiario che viene esposto il 7 di agosto di ogni
anno, in occasione della ricorrenza liturgica, e col
quale viene benedetta l'acqua portata dai fedeli. Il rito
è previsto al mattino e alla sera in concomitanza con la
celebrazione delle messe.
G.I.
1 Agosto 2014
posterlibri
STORIA. Il forte e nobile re dei Focese che combattè al fianco di Ulisse
Crisso, piccolo eroe
Storia di un personaggio coinvolto, suo malgrado, nell’intrigo
che ha come fine la cattura del tesoro di Priamo
MESSINA. Ci riporta indietro nel
tempo a più di trenta secoli fa e
si legge piacevolmente, grazie
all’immersione completa e
attenta dell’autore nel tempo del
lontano passato prescelto, questo
romanzo storico (“Crisso”,
Europa Edizioni, 2014, pp. 218,
€ 15,90) di Fernando Nicotra,
calabrese di Pizzo e già sindaco
di quella cittadina.
Siamo al tempo della guerra di Troia
cantata da Omero, di quella città
distrutta dai Greci dopo dieci lunghi anni
di guerra i cui eroi combattenti hanno
affascinato ogni lettore, allietandone gli
studi liceali o riempiendone gli occhi con
mille trasposizioni cinematografiche.
Ma l’eroe che dà il nome al romanzo non
è dei più noti: Crisso, forte e nobile re
dei Focesi, che, dopo aver combattuto a
fianco degli Atridi e dell’astuto Ulisse,
insanguinando i lidi di Troia e perdendo
oltre alla cara moglie, molti dei suoi, si
trova coinvolto suo malgrado, per un
odioso ricatto dello stesso Laerziade e
dell’avido Agamennone, in un intrigo
che ha come fine la cattura del tesoro di
Priamo proprio nella notte in cui
l’esercito greco penetra con l’inganno del
cavallo di legno all’interno della città.
La storia si dipana, comunque,
coinvolgendo pure molti altri
personaggi, che si muovono su due piani
diversi: il presente, caratterizzato da un
paesaggio, quasi sempre marino, ma
pieno di tranelli caratterizzato dalla furia
degli elementi, assai efficacemente
descritta; e il passato delle battaglie,
delle stragi e dell’ultimo inganno che
porterà alla distruzione della splendida
città di Ilio. Gli dei, non presenti, come
in Omero, fisicamente, consentono
tuttavia le azioni più crudeli,
LACERTI DI LETTURE
sottopongono i mortali ai
loro capricci, determinano
gli eventi più catastrofici,
mentre solo l’eroe qui
protagonista che, stanco
della decennale violenza, ha
ora come solo desiderio
quello di trovare una nuova
patria al suo popolo in
declino e di vivere in pace,
mantiene la sua dignità: non sono certo
l’Agamennone e l’Ulisse della tradizione
a presentarsi in vesti umane al lettore,
bensì il magnanimo Crisso capace di
raggiungere infine il suo scopo, al di là di
una nera montagna di fuoco,
affrontando e vincendo i pericoli del
mare. Prende corpo così nelle pagine del
libro la leggenda della nascita in
Calabria della città di Crissa, lungo le
coste dell’attuale golfo di Sant’Eufemia:
di essa si conserva oggi solo uno sbiadito
ricordo attraverso fonti indirette, dato
che la sua comunità se ne allontanò
probabilmente in seguito alle invasioni
saracene.
F.I.
LA CLASSIFICA
INIZIATIVE
DI GIUSEPPE RUGGERI
Via dei Mille, isola culturale
MESSINA. Il palco, proprio al centro della
via dei Mille, guarda verso il mare. Verso
quel riquadro di marina incorniciato da
Porta Messina che ricorda un pezzo di
Fiumara d’Arte (la “Finestra sul Mare” di
Tano Festa, ricordate?) affacciato sul
Tirreno. In città, a dominare è invece lo
Ionio che s’incurva nella falce dello
Stretto regalando le suggestioni del mito.
E di miti, oltre che di storia e di tradizioni,
si è parlato nella rassegna “L’isola dei
libri” ideata da Sergio Di Giacomo e
dall’Associazione “Antonello da Messina”
e dall’Associazione “Millevetrine”, intesa a
rilanciare il ruolo dell’isola pedonale del
cuore commerciale di Messina. Un punto
d’incontro, se non una vera e propria
‘agorà’ - considerata la sua planimetria
allungata e non circolare come si deve a
una piazza - che ha assistito
all’avvicendamento di autori, attori e
critici i quali, ciascuno a modo proprio,
hanno disegnato la loro città ideale.
DI FELICE IRRERA
Non un romanzo, ma un saggio politologico sulla seduzione del populismo nel
ventennio di Berlusconi, la cui egemonia politico-culturale ha profondamente cambiato
l'Italia, portando persino all'imitazione da parte dei suoi avversari politici. Il fallimento
berlusconiano è anche quello di un centrodestra che non ha saputo essere liberale e
rispettoso delle istituzioni.
Piero Ignazi, Vent'anni dopo. La parabola del berlusconismo, Il Mulino, pp. 148, € 13,00
Casati Modigliani
Dan Brown
1Sveva
La moglie magica - Sperling & Kupfer
4
Inferno - Mondadori
Markus Zusak
Stefano Benni
2Storia
di una ladra di libri - Frassinelli
5
Pantera - Feltrinelli
Tiziano Tersani
Massimo Gramellini - La magia di
Un' idea di destino. Diari di una vita
un buongiorno - Longanesi
3straordinaria
6
Longaneri
www.wuz.it
Significativa, a riguardo, la prolusione di
Clara Stella Vicari Aversa, architetto e
urbanista, che ha sottolineato il rilievo di
iniziative che promuovono la vivibilità e
lo scambio interpersonale, creando nelle
città degli spazi vitali esclusi al traffico
autoveicolare. E’ questo l’impegno di
Giambattista Arrigo, presidente di
“Millevetrine”, il quale persegue da anni
l’obiettivo della pedonalizzazione del
centro commerciale, punto nevralgico
dove convergono le energie positive di
quanti davvero credono nella rivoluzione
“culturale” di Messina. Per questo è
necessaria un’inversione di mentalità,
lontana dalle logiche bottegaie che
continuano purtroppo ad attanagliare una
città assetata di cambiamento. Una sete
testimoniata dalla partecipazione esterna
alla rassegna, che ha visto il succedersi di
un pubblico dinamico, diviso tra quanti
hanno preso posto nelle (non molte)
sedie della platea e quanti sono rimasti in
piedi - o affacciati alla finestra - per
l’intera durata dei singoli eventi. Un
pubblico generoso che, con la sua
presenza, ha acclarato una volta per tutte,
caso mai ve ne fosse ancora bisogno, che
Messina è alla ricerca della propria
identità. La quale non è solo, beninteso,
di tipo culturale, o meglio nell’accezione
“culturale” include la necessità, da più
parti e in più sedi manifestata, di
riappropriarsi dell’appartenenza perduta.
Non a caso uno degli eventi della
rassegna ha adottato come tema lo
Stretto, indiscusso ‘genius loci’ di una città
che ha perso da tempo i suoi connotati
identificativi. Proprio lo Stretto dove si
affaccia il palco da quale una Messina
decisa e perspicace, proclamando ad alta
voce la sua esigenza di rinascita, ha
votato “sì” alla permanenza dell’isola
pedonale di via dei Mille.
FRASI CHE FANNO UN RACCONTO, DIVERSO DA QUELLO NARRATO DALL’AUTORE (A CURA DI CARMELO CELONA)
Coscienze serve
La civiltà e la democrazia si affermano
compitamente solo se alla misericordia si
preferisce la giustizia. “La sostituzione della
ragione con la pietà.” Ormai abbiamo perduto la
coscienza civile e l’identità collettiva. I capitalisti
hanno comprato le coscienze degli intellettuali e corrotto i
politici che con le loro leggi cancellano i diritti. L’avere
mortifica l’essere ed imperano i dogmi del rispetto di leggi
ingiuste e del pagamento del debito contratto dai ladri.
Vi hanno impedito di sapere chi siete: coscienze serve della
norma e del capitale.” Siamo una società solipsista che si
accanisce sui più deboli e sui più sensibili. I sensibili soffrono
l’indifferenza, i deboli il cinismo. “Io tempo ormai ne ho poco:
per colpa della morte che viene avanti, al tramonto della
gioventù. Ma per colpa anche di questo nostro mondo
umano, che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace.”
Molti sono i morti che non si accorgono di esserlo ingannati
dalla semplice efficienza delle loro funzioni biologiche. Una
morte anticipata, vissuta nell’afasia sentimentale,
nell’egoismo e nel disimpegno morale. “Passo come un
morto tra i vivi o come un vivo tra i morti.”
Il passaggio dall’istinto alla consapevolezza della ragione
porta ad una condizione emotiva evoluta, la sola che può
dare senso all’esistenza. “Rinunciare a obbedire al sesso per
pensare, finire d’essere fanciullo per diventare cittadino,
tradire gli Dei per lottare con Marx!. ”
A Bagdad sotto i bombardamenti di George Bush, che aveva
dichiarato guerra a Saddam in nome di Dio, sono morti
almeno 20.000 bambini innocenti. Se il Papa d’allora e gli altri
potenti della terra lo avessero sconfessato e fossero andati in
Iraq a farsi anche loro bersaglio di quei bombardamenti, quei
centonove pagina 30
bimbi sarebbe ancora vivi come i nostri figli. “Peccare non
significa fare il male: non fare il bene, questo significa
peccare. Quanto bene potevi fare! E non l’hai fatto: non c’è
stato un peccatore più grande di te.” Coloro che si fanno
cortigiani senza averne necessità, compiacendosi di essere
servi del potere, non conoscono l’onore della dignità.
“Questi servi (neanche pagati) che ti circondano, chi sono? A
che vera necessità rispondono? Tu taci dietro a loro, con la
faccia di chi fa poesie: ma essi non sono i tuoi apostoli, sono
le tue spie. ” L’ipocrisia è l’arma imbattibile dei vili.
“Sei così ipocrita, che come l’ipocrisia ti avrà ucciso, sarai
all’inferno, e ti crederai in paradiso.” Quei patetici che per
esistere debbono inventarsi un nemico.
“Non siete mai esistiti vecchi pecoroni papalini: ora un po’
esistete, perché un po’ esiste Pasolini.”
Lacerti tratti da: “La religione del mio tempo ” - 1961
Pier Paolo Pasolini
posterlibri
PRESENTAZIONI. L’iniziativa editoriale sull’arte contemporanea
Il libro d’artista diventa Black&White
Cannaò e Lombardo illustrano a Messina il progetto innovativo che offre agli emergenti l’opportunità
per attivare con maggiore facilità un percorso professionale nel mondo dell’arte. Ecco come
MESSINA. Nell’ambito della XII
edizione dell’Horcynus Festival, lunedì 4
Agosto, alle ore 18,30 nella galleria di
arte contemporanea della Fondazione
Horcynus Orca, sarà presentato il
progetto Black & White e il primo
volume della serie, “Orizzonti Erranti”
di Fabio Adani, edito da Experiences.
L’iniziativa editoriale riguardante la
pubblicazione di Libri d’Artista, sarà
illustrata direttamente dalle due
curatrici, Adriana Cannaò ed Elisabetta
Lombardo. L’arte contemporanea, dalla
fine dell’Ottocento, si esprime, infatti,
anche attraverso il Libro d’Artista, che si
svilupperà nell’ambito delle
sperimentazioni nate all’interno delle
avanguardie del Novecento, in
particolare Dadaismo e Futurismo. I
pezzi risultanti sono opere uniche e
irriproducibili, a volte materiche,
manipolate direttamente dall’autore.
Black & White, sfida, stravolge e innova
la concezione odierna di Libro d’Artista
e offre agli emergenti un’opportunità
per attivare con maggiore facilità un
percorso professionale nel mondo
dell’arte. Il fine dell’iniziativa è scoprire
e promuovere autori interessati a questo
settore in piena evoluzione ed
espansione.
Gli artisti selezionati si sono cimentati
nella creazione di un’opera a tema libero
e monografico, confrontandosi con
l’utilizzo del bianco e nero e con le
moderne tecniche di stampa digitale.
Ogni volume è riprodotto in tiratura
limitata di 500 copie numerate e
corredate da un segnalibro autografato
dall’autore. Una rarità artistica alla
portata di tutti: dall’appassionato d’arte
fino alle gallerie o fondazioni del
settore. Fulcro della proposta editoriale
è, quindi, un libro che non parla di
opere ma capace di essere, esso stesso,
opera d’arte. Il primo volume è stato
ideato nelle sue 45 grafiche, realizzate
in esclusiva per Experiences, da Fabio
Adani, artista emiliano, dal tocco
classico e delicato, che fa della
leggerezza del tratto il suo punto di
forza. “Orizzonti erranti” è un viaggio
nell’ignoto, in cui ciascuno può
riconoscere il proprio vagare in un
mondo evanescente e dalle tinte velate e
nebbiose. Un viaggio in cui immagini e
parole dialogano in un continuo
connubio tra pensieri e parvenze, alla
ricerca dell’essere.
Un esperimento stimolante per la
creatività artistica, innovatore per
l’editoria, accattivante per una nuova
idea di collezionismo.
APPUNTAMENTI
Consolo, lo scrittore-alchimista
Incontro con Sergio Palumbo
a Villa Piccolo di Capo d'Orlando
CAPO D’ORLANDO. "Vincenzo Consolo, lo
scrittore-alchimista" è il titolo dell'incontro che
si svolgerà alla Fondazione Piccolo di
Calanovella a Capo d'Orlando martedì 5 agosto
alle ore 19. Giuseppe Ruggeri intervisterà il
critico letterario e documentarista Sergio
Palumbo che parlerà della figura e dell'opera di
Vincenzo Consolo, a partire dal rapporto
umano e letterario con il poeta Lucio Piccolo.
L'attore Gianni Di Giacomo condurrà la serata e
leggerà testi di Consolo. Nel corso della
manifestazione, inoltre, saranno proiettati
un'inedita intervista filmata con Vincenzo
Consolo in occasione del premio Strega vinto
dallo scrittore con "Nottetempo, casa per casa"
nel 1992 e un video sul cofanetto
"L'intellettuale al caffè. Incontri con testimoni e
interpreti del nostro tempo" edito dal Centro
per l'inventario, il catalogo e la
documentazione della Regione Sicilia in
collaborazione con la Rai. Si tratta di interviste
a Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo,
Gesualdo Bufalino, e Ignazio Buttitta realizzate
per il programma radiofonico di Loredana
Cacicia e Sergio Palumbo "L'intellettuale al
caffè" prodotto e trasmesso da Rai Sicilia nel
1991.
R.C.
centonove pagina 31
Vincenzo Consolo
1 Agosto 2014
RASSEGNE
Mediterraneo in Costituzione
all’Horcynus Festival
MESSINA. Torna, per la dodicesima
edizione, l’Horcynus Festival, in
programma dal 2 al 7 agosto al
Parco Horcynus Orca di Capo
Peloro. Il tema scelto per il 2014 è
“Mediterraneo in Costituzione”. Il
Festival è l’occasione per una
sintesi annuale dei percorsi di
ricerca promossi dalla Fondazione
Horcynus Orca, tra economie sociali
e solidali, finanza etica e le
produzioni estetiche del
Mediterraneo: arti visive, cinema,
letteratura. “Mediterraneo in
Costituzione – spiega Gaetano
Giunta, il presidente della
Fondazione – perché l’obiettivo è
contribuire a creare un rapporto tra
sponda nord e sponda sud del
nostro mare che non sia, come è
oggi, drammaticamente diseguale
e lontano da un livello accettabile
di prossimità economica e sociale”.
Così, se la sessione autunnale del
Festival, ad ottobre tra Sicilia e
Calabria, avrà appunto la Tunisia
come paese ospite, tra il 2 e il 7
agosto le serate di Capo Peloro
proporranno innanzitutto un focus
sulle migrazioni del Mediterraneo e
la consegna del Premio Horcynus
Orca a chi si occupa di corrette
politiche di accoglienza dei
migranti. Ancora una serata
dedicata al cinema di Pasolini, nel
50 esimo anniversario del film Il
Vangelo secondo Matteo, una
produzione musicale e una
riflessione teatrale dedicata alla
nuova drammaturgia meridionale.
La direzione artistica della sezione
estiva dell'Horcynus Festival è
affidata a Massimo Barilla,
Giacomo Farina, Franco Jannuzzi e
Caterina Pastura.
1 Agosto 2014
postertradizioni
NOVARA DI SICILIA. Sono cominciati i festeggiamenti per l’Assunta
Una festa della Madonna
Alla tradizionale “scinnuda” che culminerà con la Vara di Ferragosto si aggiungono
gli appuntamenti di Novareventi. Tra luci, fuoco e musica ecco come si riaccende la fede
La statua della Madonna Assunta
DI
FRANCESCO PINIZZOTTO
NOVARA DI SICILIA. L'emozione
novarese è vedere la Vara incedere con
tutte le sue candele accese e gli ori, una
Vara che pesa tra i mille duecento –
mille trecento chili, portata a spalla dai
portatori, che in quei momenti
sembrano ignorare l'immane sforzo, per
le vie del paese a partire dalle ore
ventuno fino alle due di notte. Ma già
dalla fine di luglio iniziano i
festeggiamenti in onore della Madonna
Assunta, con varie tappe che culminano
con la “Processione di Menzagustu”. Si
inizia l'ultima domenica di luglio con “A
scinnuda da Madonna” , quando la
statua dell'Assunta, opera realizzata
dallo scultore napoletano Colicci nel
millesettecentocinquantaquattro, lascia
la sua cappella e giunge sulla Vara. Il
trentuno luglio, a mezzogiorno si
svolge il rituale scampanio di tutte le
chiese novaresi, ininterrottamente per
quindici minuti accompagnate dai
“botti” (colpi di cannone) e si conclude
in serata con una processione interna
alla Chiesa Madre,“ A purtada da
Madonna o so logu”, in cui la Vara,
viene portata “ o so logu”, al centro
della chiesa e della vita di ognuno di
noi. Iniziano quindici giorni di
preghiere, la quindicina, in cui vengono
recitati antiche preghiere novaresi in
onore dell'Assunta, due volte al
giorno....nel frattempo, negli stessi
giorni, tutti i bambini del paese, con
piccole varette di legno girano per le
vie del Borgo cantando una canzoncina
in onore della Madonna “a chinnicea”
che si conclude con la frase “carchi
cusitta pa Madinnuzza”. Il quattordici
agosto si ripete il rito dello scampanio
delle campane di tutte le chiese di
Novara a mezzogiorno, alle diciannove
si svolge la Processione delle reliquie di
S. Ugo primo Abate della prima
abbazia cistercense di Sicilia, Santa
Maria La Nohara, che si trova nella
frazione di Badia Vecchia, patrono di
Novara di Sicilia che raggiunge la
Chiesa Madre. Il quindici agosto si
apre con i “botti” segue la Messa
Solenne alle undici e poi la Solenne
Processione alle ventuno. Il sedici
pomeriggio si svolge la processione di
Sant'Ugo, che verrà poi riportato nella
sua chiesa, l'Abbazia, il ventidue
agosto. La Novareventi è riuscita a
ripetere appuntamenti che stanno
diventando nuove tradizioni.
Affascinante quello con Light Stars –
Luce, fuoco e musica. Mercoledì tredici
si svolgerà nel borgo uno spettacolo di
accensione di luminarie a ritmo di
musica e fuochi d'artificio, curato dalle
ditte Novarlux di Novara di Sicilia e
Tumore di San Filippo del Mela.
Quando si accendono tutte le
luminarie crea una atmosfera da sogno
che non si riscontra in nessun'altra
festa patronale. Inoltre sempre il tredici
avrà luogo la manifestazione “NOTTE
IN PIAZZA. III edizione” . In
collaborazione con Bar Chillè di
Pellegrino – Monforte San Giorgio e
Si.Pa. di Cucinotta si svolgerà la Festa
della birra con Focacciata a partire
dalle diciannove. Seguiranno
all'accensione delle luminarie il
concerto del gruppo Stile Italiano in
RICORRENZE
Monforte festeggia
il Braccio di San Giorgio
Monforte San Giorgio. La prima
domenica di agosto, quest’anno il
3, la comunità festeggia il
patrono San Giorgio,ma stavolta
con un evento storico particolare,
ovvero il quarto centenario (16142014) del reliquiario
comunemente chiamato il
“Braccio di San Giorgio”. Si tratta
di un’opera di Cola Maria Donia,
quindi, il braccio è siglato "CMD"
e rivela nel modellato della mano
un'attenta cura per i dettagli
realistici, mentre gli elementi
decorativi sembrano legati a
formule più arcaizzanti. Si tratta
di un’espressione della migliore
scuola degli argentieri messinesi.
Il “Braccio di San Giorgio” viene
portato in processione nelle mani
del parroco Don Giuseppe Donia
proprio domenica 3. Nel
corollario di manifestazioni
ricreative civili, venerdì 1
l’appuntamento è in piazza IV
novembre con lo spettacolo
musicale del gruppo “Luna
Rossa”, coverband di Renzo
Arbore. Sabato 2 in programma la
commedia brillante “Fumo negli
occhi” dell’associazione
Gheorghios. Domenica 3 alle 22 il
concerto della banda musicale
locale “Stefano Tuccio” e gli
immancabili fuochi pirotecnici.
collaborazione con il giovane artista
Carmine D'Orsi. Il quindici agosto avrà
luogo la solenne processione della
Madonna e il sedici Novareventi offrirà
alla cittadinanza la quinta edizione
dello spettacolo pirotecnico “Fuochi
sotto la rocca”, conclusivo della festa.
Il programma non finisce qui, la
Novarenti ha confermato il concorso
fotografico, “Premio Roberto Rossello”,
che giunge alla seconda edizione, con
tema “La Fede a Menzagustu a Novara.
I colori, le fatiche, la gioia”.
MANIFESTAZIONI
Estate Furnarese, si riparte con la gara podistica
FURNARI. Seconda edizione della Gara podistica “Trofeo Città di Tonnarella“
sabato 2 agosto. L’anno scorso hanno partecipato di circa 200 atleti. Entra
così nel vivo l’Estate Furnarese 2014 organizzata dal Comune che nel Parco
Urbano di Tonnarella l’1 e il 2 agosto porterà la 1° ediz. della
“Interculturalfest” organizzata in collaborazione con l’Asvo e con
l’Associazione Anolf di Messina. Saranno presenti rappresentanze di
numerose nazioni europee ed orientali con i loro prodotti di artigianato
etnico e degustazioni di prodotti tipici. All’interno della manifestazione si
esibiranno gruppi etnici e un trio Siciliano che allieteranno la serata con canti
e ballate tipiche dei paesi d’origine nello splendido scenario del parco urbano
di Tonnarella di Furnari, illuminato, arredato ed allestito per l’occasione dalla
“No problem sas” di Barcellona.
centonove pagina 32
posteromaggi
Enzo Sanfilippo
PERSONAGGI. Se ne va via la memoria storica di Militello Rosmarino
Enzo Sanfilippo, il pasionario
Amava storia, arte e musica e con slancio ha formato intere generazioni di studenti che portava in giro
per chiese e vicoli nei comuni dei Nebrodi per lui senza segreti. Tanto che anche il National Geographic...
DI
GERARDO RIZZO
MILITELLO ROSMARINO. Oggi forse
non è più così, ma solo pochi decenni
fa, gli storici di professione, quelli
accademici per lo più, storcevano il
naso di fronte agli storici locali, che
“non possedevano gli strumenti” per
fare storia. E soprattutto, perché molto
spesso non erano degli storici veri e
propri, ma erano medici, impiegati,
insegnanti prestati alla storia. Per
fortuna, però, gli storici locali
continuavano a lavorare, a spulciare
archivi e ad aggiungere di volta in
volta piccoli tasselli al mosaico della
conoscenza del loro pezzo di territorio.
E questo, probabilmente, anche perché
all’amore per la storia tout-court si
aggiungeva – e si aggiunge – l’orgoglio
di campanile.
Nelle città grandi e medie, dove gli
appassionati sono più numerosi, nel
tempo sono sorti sodalizi con le
relative riviste (le Società di Storia
Patria con i loro Archivi Storici e
Quaderni); nei piccoli centri, invece,
l’arduo compito di tenere viva la
memoria collettiva è spesso ricaduto
sulle spalle di pochissimi volenterosi,
che tuttavia cercano di svolgere tale
funzione nella maniera più dignitosa
possibile. E così, ripetiamo, per
fortuna, la memoria storica dei luoghi
si continua a tramandare di
generazione in generazione.
È quanto è successo in questi decenni a
Militello Rosmarino, piccolo centro dei
Nebrodi, che recentemente ha visto la
scomparsa del principale custode delle
sue memorie, il professore Enzo
Sanfilippo, al cui funerale, oltre a tutta
la comunità militellese, hanno preso
parte amici ed estimatori da varie zone
della Sicilia.
Aveva molte passioni, Sanfilippo, come
la storia, l’arte e la musica; passioni
che aveva riversato anche nel suo
lavoro di insegnante. Dopo la gavetta
al nord, a Treviso, Enzo Sanfilippo
aveva fatto ritorno in Sicilia, e per
lunghi anni, fino alla pensione arrivata
solo alcuni anni fa, aveva insegnato
Lettere nella vicina Alcara Li Fusi, altro
luogo a lui molto caro. Le sue lezioni
erano fatte di grammatica e di
antologia, ma molto tempo veniva
dedicato anche alla storia locale:
spesso Sanfilippo portava le sue classi
in giro per le chiese e i vicoli di Alcara,
a spiegare e mostrare sul posto le
vicende e le sopravvivenze artistiche
del paese.
Alcara e Militello, ma anche la maggior
parte dei paesi dell’area nebroidea, non
avevano segreti per lui, che conosceva a
menadito ogni opera d’arte di ciascuna
chiesa dei due paesi. Accadeva così che
facesse riferimento a lui chiunque stesse
svolgendo una ricerca su uno dei due
paesi, fosse per una tesi di laurea, un
articolo giornalistico o un servizio
televisivo, sapendo che avrebbe trovato
la massima disponibilità. Si erano rivolti
a lui anche i tecnici e i documentaristi di
National Geographic, quando dovevano
realizzare un filmato sulle mummie
siciliane in cui avrebbero voluto parlare
delle mummie della cripta della Chiesa
Madre di Militello Rosmarino. La cosa
non si poté realizzare, purtroppo, perché
un malaccorto restauro del tempio
aveva precluso definitivamente l’accesso
alla cripta.
Al tempo del ritorno in Sicilia di
Sanfilippo, c’erano in paese altri giovani
che condividevano le medesime
passioni, così era nata l’associazione
culturale Chydas – come l’antico nome
del torrente Rosmarino – che conduceva
centonove pagina 33
1 Agosto 2014
a livello dilettantistico ricerche
archeologiche che però spianavano la
strada a campagne di scavo ufficiali che
portavano alla luce importantissimi
reperti. I frutti di quelle ricerche furono
donati al Comune, e ora molti di essi
sono in prestito in prestigiosi musei,
come il “Bernabò Brea” di Lipari o il
“Paolo Orsi” di Siracusa.
Poi, come spesso succede, i giovani, per
lavoro, prendevano altre strade e si
allontanavano dal paese, ma Sanfilippo
aveva continuato a coltivare le sue
passioni, e a profondere il suo impegno
per la valorizzazione del patrimonio
storico-artistico di Militello. Lo fece
come insegnante, lo fece come assessore
ai beni culturali (sebbene – va detto
anche questo – non avesse il pelo sullo
stomaco necessario per stare in politica),
lo fece come responsabile parrocchiale
del patrimonio di arte sacra. E se ad
Alcara l’insegnante lo faceva in forma
istituzionale, a Militello lo faceva nei
fatti, avviando un gruppo di ragazzi
(oggi baldi giovani) all’amore per il
proprio paese. A questi giovani aveva
inculcato l’interesse per la riscoperta
delle tradizioni militellesi perdute e il
piacere di riportarle in vita. Così, da
molti anni andava avanti l’iniziativa di
realizzare un artistico presepe nella
chiesa di S. Sebastiano, di cui lui stesso
dirigeva la costruzione, ma che da
diverso tempo aveva lasciato nelle mani
dei suoi “allievi”; aveva resuscitato
l’antica processione di S. Antonio Abate
con la benedizione degli animali; e
proprio la sera prima della sua
scomparsa improvvisa, aveva
manifestato tutto il suo entusiasmo per
il recupero della processione della
Madonna delle Grazie.
C’era un che di socratico
nell’atteggiamento di Enzo Sanfilippo,
portato per la trasmissione orale del suo
sapere e poco incline a scrivere e
pubblicare. Si contano pochissimi suoi
lavori che hanno visto le stampe, e
quando ciò è avvenuto, è stato sempre
dietro le insistenze di qualcuno. Solo,
negli ultimi anni si era deciso a lavorare
a una storia di Militello, che purtroppo
non è arrivato a vedere stampata.
Poco di pubblicato, dunque, esiste a
firma di Enzo Sanfilippo, ma si può dire
con ragionevole sicurezza che grande
traccia rimarrà di un uomo pur così
riservato. Intanto, c’è da augurarsi che
trovino adeguata collocazione le sue
raccolte. Una vasta quanto disorganica
biblioteca. Una sterminata discoteca di
musica antica (la musica classica non
faceva per lui, era troppo moderna).
Una quantità indefinita di quaderni di
appunti sui più diversi argomenti.
Di lui rimangono le opere d’arte fatte
restaurare a proprie spese, figlie naturali
di mecenatismo e fede: su tutte la statua
dell’Immacolata e la vara processionale
di S. Biagio. Ma forse, il suo lascito più
significativo sta nelle parole dei giovani
di Militello Rosmarino e Alcara Li Fusi, i
quali, anche a nome degli altri allievi,
hanno voluto esprimere a Enzo
Sanfilippo la riconoscenza delle due
comunità e l’impegno a portare avanti il
suo lavoro.
1 Agosto 2014
posterdenunce
LETTERA APERTA. Il direttore artistico annuncia la chiusura del museo nato sulle ceneri delle alluivioni di Giampilieri e Scaletta
Addio Messina, con il Fango nel cuore
Dopo cinque anni di presidio alla bellezza, di proposte progettuali, di battaglie contro l’insipienza di amministratori,
la struttura chiude battenti e dà appuntamento per l’ultimo allestimento a cielo aperto. Con questo duro atto d’accusa
DI
MICHELE CANNAÒ*
Il Museo del Fango, laboratorio per le
arti e per lo sviluppo economico del
territorio a sud di Messina, si costituì il
4 ottobre 2009 al Museo della
Permanente di Milano, a ridosso della
tragedia che aveva appena colpito
Giampilieri, Scaletta Zanclea e
dintorni. Nel gennaio 2010 realizzò il
suo primo allestimento a Taormina per
poi trasferirsi definitivamente, in
diverse sedi provvisorie, a Messina.
PROGRAMMI E LAVORO SVOLTO
In sinergia con alcune delle migliori
forze della Città e sposando l’idea che
“La bellezza salverà il mondo”, ha
operato affinché l’equazione
“Cultura=Legalità=Sicurezza”
diventasse un imperativo categorico, e
non solo per i cittadini di Messina.
Oltre alle decine di mostre d’Arte
(ultime quelle del 2013 a Forte
Petrazza di Messina dedicata all’arte
del Giappone e quella del “Domino” al
“Mud Museum-Spazio per il Fuori Expo
2015” di Pero-Milano) il Museo ha
organizzato una serie di convegni,
eventi ed incontri con le intelligenze di
vari settori e soprattutto con i giovani
delle scuole. Obbiettivo: bonificare il
territorio. Con l’ideazione della
“Montagna ad Arte” poi (sono state fin
qui realizzate le prime tre opere) ha
progettato un percorso che rendesse
tangibili le parole di Dostoevski, che
sono anche di Mons. Ravasi: … la
bruttezza estetica conduce alla
bruttura etica, ed è per questo che è
necessario ritornare alla bellezza come
antidoto alla cupa pesantezza e
volgarità dei nuovi stili di vita. (da “La
Michele Cannaò con il sindaco Renato Accorinti
bellezza trafigge. Come la Fede”).
Sapevamo che questo nostro operare
sarebbe entrato in conflitto con lo
scempio di decenni e avrebbe trovato
l’opposizione agguerrita di chi
Michele Cannaò con Anna Giordano e Gaetano Sciacca
amministrava e governava
politicamente, economicamente e
culturalmente la Città.
Più volte blanditi con proposte di
compromessi abbiamo “bypassato” “le
autorità incompetenti” e abbiamo
“dribblato” i numerosissimi lacchè che,
senza neanche competenza o incarichi
specifici, ci hanno sempre ostacolato,
ma rimanendo nell’ombra, abituati
come sono a pescare nel torbido senza
mai confrontarsi a viso aperto,
soprattutto su questioni culturali e
artistiche a cui sono palesemente
estranei. Utilizzando le nostre forze
propositive, in sinergia con quelle già
sopracitate, abbiamo attraversato il
nostro deserto e il Progetto del Museo
del Fango è oggi conosciuto in tutto il
mondo.
LE PROSPETTIVE
Ormai stanchi di non avere il supporto
necessario e dovuto dalle istituzioni
pubbliche, con le elezioni
amministrative di giugno 2013 accade
l’impossibile: nuovi personaggi, in cui
la cittadinanza ripone le ultime
speranze, vengono eletti sostituendo
quelli che “da sempre” dilaniano la
centonove pagina 34
città e che, incredibilmente, vengono
banditi da ogni carica pubblica. Ciò in
coincidenza con l’inizio del nostro
lavoro per accreditare Messina all’Expo
2015. Sostenemmo la nuova
Amministrazione, il cui sindaco
abbiamo coadiuvato non tanto e non
solo nella “battaglia elettorale” ma ne
condividemmo molto prima le idee e le
battaglie, da quando era un semplice
“rompiballe” come noi. Avviammo
pertanto le procedure e i contatti sia
con il Comune di Messina che con
quello di Milano, coinvolgendo sia i
due sindaci sia gli assessori
competenti.
L’ASSURDO
E qui scatta il paradosso: con i
“banditi” non avevamo cercato alcun
dialogo, e ciò non aveva nuociuto
né al nostro operato né al nostro
equilibrio. Con i “liberatori”, amici
della pace e del progresso, sono iniziati
tutti i nostri guai. Mentre
rappresentiamo da tempo, e con
delega, il Genio Civile e la Prima
Circoscrizione ed abbiamo
avviato un protocollo di intesa con la
Soprintendenza ai Beni Culturali di
posterdenunce
Messina, il Comune di Messina resta a
tutt’oggi latitante. Eppure il 18 gennaio
2014 il sindaco di Milano Giuliano
Pisapia, nell’incontro privato con il
sindaco di Messina Renato Accorinti e
con il Direttore del Museo Michele
Cannaò, promette massima
disponibilità a concedere gli spazi
necessari per il FuoriExpo e dunque,
pur non avendo ancora ricevuto la
delega ufficiale dal Comune di Messina
(basta l’impegno verbale annunciato lo
stesso giorno dal Sindaco Accorinti che
inaugura la sede del Mud Museum di
Milano-Pero), vengono avviati contatti
necessari con gli Assessorati milanesi,
utili alla realizzazione del Progetto.
IL SILENZIO
Il 4 marzo 2014, in un incontro a
Palazzo Zanca, il sindaco, il
vicesindaco, l’assessore alla cultura e il
segretario generale prendono impegno
formale con il direttore del Museo e
fissano le direttive per sanare i ritardi
dovuti - a loro dire - alla scarsa
competenza di chi si era da poco
insediato alla guida dell’Assessorato.
Dopodiché buio pesto e silenzio
assordante.
MANCATA PARTECIPAZIONE EXPO
Risultato: il Comune di Messina,
attraverso il nostro impegno, ha avuto
gratis l’opportunità di rappresentarsi
all’Expo 2015 ma, a causa della
mancata delega ufficiale e dell’assurda
inerzia da parte dei responsabili, ai
quali non avevamo chiesto
finanziamenti ma solo una normale
diligenza, una dovuta diligenza, una
supplicata diligenza, dovremo
rinunciare agli spazi previsti e ai
finanziamenti connessi, pubblici e
privati, con la conseguenza bruciante
di gravi danni economici e di
immagine sia per il Museo sia per i
numerosi Produttori di eccellenze di
Messina e Provincia che avevano
aderito all’iniziativa con la loro
partecipazione.
I MOTIVI
Renato Accorinti, ottima persona dalla
limpidezza diamantina, confessa di
non poter contare su uno staff
all’altezza del compito (l’avevamo
percepito sulle nostre carni) ma gli
chiediamo: non avrebbe potuto fare
scelte diverse? Per alcuni incarichi
1 Agosto 2014
Lo striscione per dire addio alla città di Messina
delicati (vedi le scelte su urbanistica,
sviluppo economico e viabilità) sono
stati scelti degli esperti, perché non
alla Cultura? Il primo Assessore,
ottimo antropologo, si mostrò
rinunciatario da subito e si dimise
dopo appena 6 mesi; il secondo, ottimo
ordinario universitario, nei suoi primi
200 giorni non ha prodotto alcun
“magnifico effetto” (anche perché
quando si hanno pochi quattrini a
disposizione bisogna ricorrere a delle
idee!).
E comunque, per governare la Cultura,
non basta una preparazione “attinente”
che di solito produce solo pasticci.
Sarebbe interessante un confronto
pubblico su questi temi, se ciò potesse
essere utile. Ma temiamo che anche i
“nuovi interlocutori” preferiscano
l’ombra estiva. In assenza dunque di
spiegazioni plausibili, anzi, di
qualunque spiegazione, ci rimangono
solo due ipotesi. La prima: la Cultura
occupa l’ultimo posto nell’interesse
generale del nostro Paese, e quindi
anche di Messina.
La seconda è supportata dalle “Leggi
fondamentali della stupidità umana” di
Mario Cipolla (Professore Emerito di
Storia Economica a Berkeley) secondo
cui esistono quattro tipi di persone:
Disgraziato (Sfortunato): chi con la
sua azione tende a causare danno a se
stesso, ma crea anche vantaggio a
qualcun altro;
Intelligente: chi con la sua azione
tende a creare vantaggio per se stesso,
ma crea anche vantaggio a qualcun
altro;
L’APPUNTAMENTO
All’isola ecologica tra saluti e proposte
MESSINA. A cinque anni dalla nascita chiude battenti il museo del Fango, nato
grazie all’artista Michele Cannaò. Dopo decine di grandi mostre, di convegni,
di incontri con le scuole, di realizzazioni d’arte per la “Montagna ad Arte”.
«Oggi - si legge in una nota alla stampa - a causa dell’inerzia, dell’inefficienza,
del pressapochismo ed infine dell’assenza dei nuovi Organi preposti del
Comune di Messina, sordi alle sollecitazioni e ciechi di fronte alle prospettive
di sviluppo offerte dedizione, lavoro e progettualità, con il “Fango nel cuore” il
museo lascia la città e dà appuntamento per l’ultimo allestimento a cielo
aperto, sabato 2 agosto dalle 19 alle 21, all’isola ecologica di Giampilieri
Marina (per gli amministratori messinesi la sede idonea al Museo del Fango). Il
direttore artistico spiegherà in quella sede le ragioni e ringrazierà coloro che
sono stati vicini all’iniziativa con curiosità ed affetto prodigandosi per
un’alternativa vera.
La grande scala
in qualche modo rappresentata dagli
Assessorati preposti, abbiamo deciso di
porre fine all’inutile monologo: il
Museo del Fango, con i suoi artisti, le
sue competenze ed il suo piccolo
bagaglio di opere e di esperienze e con
il Fango nel cuore, lascia Messina e
prende il largo per raggiungere un’altra
regione del mondo dove gli si offre una
sede congrua e dove, ad accoglierlo, ci
saranno persone forse meno “rotonde”
ma certamente “più quadrate”...
APPUNTAMENTO
… prima però vogliamo salutare tutti
coloro che hanno sempre collaborato e
che hanno visto nel nostro progetto
un’occasione di Bellezza, di Arte e di
Vita Nuova. A tutti vogliamo dire un
forte grazie e abbracciarli: da Gaetano
Sciacca a Venera Munafò, da Togo a
Anna Giordano, ai tanti giovani e ai
colleghi artisti che hanno aderito fin
dall’inizio, a tutti quelli che per brevità
non citiamo, a tutti diamo
appuntamento dalle ore 19 alle ore 21
di sabato 2 agosto 2014 in via
Terranova - Giampilieri Marina, dove
allestiremo l’ultima mostra a ridosso
dell’Isola ecologica (per gli
amministratori messinesi la sede
idonea al Museo del Fango).
Bandito: chi con la sua azione tende a
creare vantaggio per se stesso, ma allo
stesso tempo danneggia qualcun altro
Stupido: chi causa un danno ad un
altra persona o gruppo di persone
senza nel contempo realizzare alcun
vantaggio per sé o addirittura subendo
una perdita.
CONCLUSIONI
Noi non vogliamo inquadrare in alcuna
* Direttore Artistico Museo del Fango
categoria il Sindaco di Messina ed i
suoi collaboratori per
quanto attiene le questioni
culturali ma un fatto è che
la nostra competenza, il
nostro lavoro e i nostri
sforzi sono stati ignorati ed
è stato opposto al nostro
Progetto un muro costruito
con i mattoni
dell’arroganza e con la
malta della stupidità, muro
contro il quale non
intendiamo sbattere.
Ricordando le parole sulla
“perfezione della
rotondità” del Principe di
Salina nel Gattopardo “…i
siciliani non possono
cambiare perché sono Dèi”,
e avendo già affrontato per
quattro anni la terza delle
categorie del Cipolla,
preferiamo non correre
rischi aggiuntivi per il
futuro. Non avendo alcuna
prova che la seconda
L’isola ecologica di Giampilieri Marina
categoria di cui sopra sia
centonove pagina 35
1 Agosto 2014
postermostre
SAN PIERO PATTI
PALERMO. Prorogata la mostra sui paramenti sacri
I tesori della Cappella
Il presidente dell’Ars Ardizzone traccia il bilancio delle iniziative
e annuncia il protocollo d’intesa con la Fondazione Federico II
PALERMO. E’ stata prorogata fino al
24 agosto a Palazzo dei Normanni la
mostra "I tesori della Cappella
Palatina", allestita dalla Fondazione
Federico II e inaugurata lo scorso 23
aprile nella sala duca di Montalto. Si
tratta di una esposizione, in cui per la
prima volta è presentata l'intera
collezione di suppellettili liturgiche e
una selezione dei più pregiati
paramenti sacri. "E' stata la mostra più
visitata nel corso degli ultimi anni commenta Giovanni
Ardizzone, presidente
dell'Ars e delle
Fondazione - e abbiamo
deciso di prorogarla: ci
tengo a precisare che
copriamo le spese con
quello che incassiamo
dai biglietti e che la
Fondazione è
autonoma rispetto
all'Ars". "La nostra sfida
- gli fa eco Francesco
Forgione, direttore
generale della
Fondazione - è far
vivere la Fondazione
nel mercato: nel 2013
l'Ars ha elargito 30mila euro ma se le
iniziative non si fanno i soldi
rimangono nel bilancio dell'Ars, non
restano nelle casse della Fondazione".
Nel corso dell'anno scolastico hanno
visitato la Cappella Palatina e Palazzo
Reale circa 48 mila studenti, mentre si
è registrato un incremento di 5 mila
visitatori a Palazzo dei Normanni
rispetto all'anno scorso. Tra le
iniziative in programma: ad agosto
visite guidate notturne alla Cappella
Palatina e ai giardini reali di Palazzo
dei Normanni e a fine settembre una
iniziativa sul Mediterraneo. Alla
conferenza di presentazione del
bilancio della mostra era presente
anche il cardinale Paolo Romeo che ha
ribadito "l'importanza del ruolo della
Chiesa nel conservare i tesori della
Cappella, luogo di culto ma anche di
incrocio di religioni", ricordando il
ruolo della Fondo edifici di culto (Fec)
che custodisce il tesoro della Cappella.
"La mostra - aggiunge il prefetto di
Palermo Francesca Cannizzo - è una
occasione per proporre una offerta
culturale ma anche di culto". Infine è
stato firmato un protocollo d'intesa
dalla Fondazione Federico II e dalla
società Civita Sicilia che, per conto
della Fondazione Sicilia, gestisce i
servizi dello spazio museale di Palazzo
Branciforte in via Bara all'Olivella:
l'accordo prevede la possibilità di
proporre ai turisti un ticket unico di 13
euro che, nella stessa giornata di
emissione, consenta la visita di Palazzo
dei Normanni, con annessa Cappella
Palatina, e Palazzo Branciforte. Il
biglietto garantisce uno sconto del 10
per cento sugli acquisti effettuati nei
due bookshop. A sottoscrivere la
convenzione, Giovanni Ardizzone e il
presidente di Civita Sicilia, Giovanni
Puglisi. "In questo modo - afferma
Ardizzone - puntiamo a creare una
sinergia tra due poli di attrazione
turistico-culturali, visitati ogni anno da
centinaia di migliaia di persone".
Antonio Presti
Armonia di Forme al Convento
L’iniziativa dell’associazione Schegge d’arte tra collettiva e sculture
SAN PIERO PATTI. Antonio Presti,
artista-mecenate e Presidente della
Fondazione Fiumara d’Arte, sempre
vicino al mondo dell’arte, a sostegno
degli artisti e ai giovani di talento,
nell’ambito dell’evento culturale
Armonia di Forme organizzato a San
Piero Patti dall’Associazione Culturale
Schegge D’arte dal 27 luglio fino al 13
agosto 2014, anche quest’anno sarà
presente durante la manifestazione per
trasmettere un suo messaggio di
impegno etico ed estetico, per una
Sicilia contemporanea. “Grazie
all’impegno di associazioni culturali
come Schegge d’Arte” – sostiene Presti
– “ la Bellezza può offrire quella pura
emozione e quello straordinario
stupore che gli uomini rifiutano per
inseguire falsi valori della nostra
contemporaneità. Una corale artistica e
culturale come Armonia di Forme è un
grande valore di semina”.
L’intervento di Antonio Presti sarà a
chiusura del simposio che avverrà in
Piazza Duomo domenica 10 agosto alle
ore 19. A chiusura della Collettiva, sarà
sorteggiato un soggiorno per due
persone presso il museo-albergo
MILAZZO
Gui in mostra fino al 15 agosto
MILAZZO. C’è tempo fino al 15 agosto per visitare “Gui”,
personale di Gugliemo Bambino (nella foto accanto)
inaugurata alla Caruso Gallery sul Lungomare Garibaldi,
12 di Milazzo, sabato 26 luglio, con grande
partecipazione. In esposizione trenta tele dell’artista
messinese sul personaggio nato oltre vent’anni fa e che
ricorda il mitico Polifemo: un occhio solo, un ciuffo con
capelli a rappresentare i tre angoli della Sicilia. Le trenta opere di Guglielmo
Bambino sono testimonianza di un percorso creativo nel mondo dell’arte che
diventa anche impegno sociale e civile affrontando con umorismo temi di
grande attualità per offrire una lettura ironica su argomenti molte volte tragici.
centonove pagina 36
Atelier sul Mare, un opportunità di
vivere in modo esclusivo in un’opera
d’arte, divenendo al tempo stesso
parte di essa. Armonia di Forme,
percorso emozionale attraverso i sensi
realizzato nelle stanze del suggestivo
Convento dei Carmelitani, vuole
valorizzare le esperienze espressivecreative coinvolgendo il visitatore ad
attraversare gli spazi d’arte realizzati
dagli artisti, e sentire il percorso
facendosi guidare dai propri sensi,
aprendosi così alla ricerca e alla
scoperta interiore. L’evento avrà inizio
con la Collettiva Arti Visive mostra di
pittura – scultura – fotografia. Ospiti
della mostra gli artisti Umberto Leone
e Ute Pika con l’installazione Profondo
Ulivo. Dal 1 agosto un convegno
presenterà gli artisti del III Simposio
intercontinentale di scultura in pietra,
selezionati su 32 opere proposte. Gli
artisti saranno Aleksandar Eftimovski
(Macedonia), Antonino Schepisi (Italia),
Cesar Ivan Diaz Leaῆos (Messico),
Francesca Calabrò (Italia), Maria
Trinidad Caminos (Argentina), Ricardo
Kersting (Brasile), Sestilio Burattini
(Italia),Vito Guardo (Italia). Sarà
possibile vedere realizzarsi le loro
sculture tutti i giorni a partire dal 2
fino al 9 agosto, tutte hanno come
tema Energia “Tutto è energia e
questo è tutto quello che
esiste”(A.Einstein).
Action painting 500 una performance
che coinvolgerà a dipingere in modo
del tutto casuale, spontaneo una tela
gigante di 40 metri di lunghezza
installata dal 7 al 9 agosto in Piazza
Duomo. La tela verrà ritagliata in
piccole parti uguali timbrata e donata
ai partecipanti giorno 10 Agosto.
posterrubriche
NUOVE VISIONI
SIRACUSA
DI MARCO OLIVIERI
Welcome
Raphael
Gualazzi
Verso Venezia
Estate. Il cinema italiano vive
una fase di transizione, in
attesa della 71esima Mostra
del Cinema di Venezia, in
programma dal 27 agosto al
6 settembre. In concorso, tra
gli altri, “Il giovane favoloso” (ovvero
Giacomo Leopardi) di Mario Martone,
“Anime nere” di Francesco Munzi,
“Hungry Hearts” di Saverio Costanzo,
“The Cut” di Fatih Akin, “Nobi” di Shinya
Tsukamoto, “Ritorno a L’Avana” di
Laurent Cantet e “Pasolini” di Abel
Ferrara, solo per fare alcuni esempi. Dopo
"Pietà", vincitore del Leone d'oro due
anni fa, il coreano Kim Ki Duk aprirà le
Giornate degli Autori con “One on One”.
Inoltre, i film veneziani saranno
disponibili in streaming su mymovies.it.
Nel frattempo un regista siciliano, Piero
Messina, gira il suo primo
lungometraggio, “L‘attesa”, prodotto da
Indigo Film e dalla francese Babe Films.
Un esordio interpretato da Juliette
Binoche e Giorgio Colangeli. Già vincitore
al Taormina Film Fest (2004) con il
cortometraggio “Stidda ca curri” e
apprezzato a Cannes con il corto “Terra”,
Messina è stato assistente alla regia di
Paolo Sorrentino per i film “This must be
the place” e “La grande bellezza”.
“L’attesa” è girato in Sicilia e realizzato
anche grazie al contributo economico
della Film Commission regionale. Tempo
di attese cinematografiche, dunque,
mentre si attende che il governo cambi
davvero la situazione del cinema italiano,
a sostegno delle produzioni e
distribuzioni, guardando al modello
francese. Un’attesa lunga vent’anni e
senza spiragli nella fase attuale.
MESSINA
Tempu persu al Giardino Corallo
MESSINA. E’ un appuntamento annuale, non
manca mai. Eppure è ogni volta diverso. C’è una
voce narrante che lega i “quadri” e i “quadri”
raffigurano tutti Messina. Messina della mia
infanzia, Messina della mia ignoranza! /Messina
“gioie e dolori”, Messina coi figli tutti fuori! E’
“Tempu persu”, in scena venerdì 1° agosto alle
ore 21 al Giardino Corallo (info al botteghino h
18/22 - tel. 090.9071047 / 340.8542209). Cabaret,
certo, ma –come da locandina – cabaret
intelligente, cabaret che si realizza “in presa
diretta”, “nel contatto e nel dialogo con il
pubblico”. Parola di Pietro Barbaro, deus ex
machina dello spettacolo, che in questa stagione è
già salito sul palco del Corallo con Enrico Guarneri
ne “Il malato immaginario” e che - confessa tiene “particolarmente” al suo “Tempu persu”,
presentato da “GT Angelo Maio”. Con Barbaro sul
palco, regia di Giovanni De Francesco, ci sono Ketty
Ragno, Pino Ricosta (percussioni), Felice La Rocca
(pianoforte), Angela Cundrò, Salvatore Barbaro,
Maria Saccà (Audiolight al desk tecnico e costumi
di Cettina Inferrera).
MUSICA
DI CESARE NATOLI
Vince ancora
il vintage
FA TAPPA AL CASTELLO MANIACE
IL TOUR INTERNAZIONALE
DEL CANTANTE-RIVELAZIONE
AL FESTIVAL DI SANREMO
Raphael Gualazzi
SIRACUSA. Dopo anni d’attesa approda
per la prima volta in Sicilia Raphael
Gualazzi con il suo Welcome to my hell
tour 2014 che farà tappa nell’Isola per
l’unica data in programma: il 20 agosto
all’Arena Maniace di Siracusa, suggestivo
spazio teatrale allestito nell’area
antistante il Castello Maniace.
Il tour internazionale, partito il 26
giugno dal Teatro Romano di Verona,
toccherà varie città italiane ed europee.
Dopo aver appassionato il pubblico di
tutto il mondo, dall’Europa, al Giappone,
al Canada, Raphael Gualazzi rivelazione del Festival di Sanremo 2011,
vero e proprio “artigiano della musica”
con un amore viscerale per il jazz e il
blues - si appresta ora a esibirsi con un
nuovo travolgente spettacolo, le cui
promesse sono chiare fin dal nome scelto
per la tournée: uno show dinamico e
sfaccettato che alterna atmosfere
suggestive a momenti dall’energia
intensa e irresistibile. Il tutto costruito
DE GUSTIBUS
1 Agosto 2014
attorno al suo inconfondibile sound
internazionale, capace di spaziare con
naturalezza dal jazz al blues, incursioni
nel gospel e nel soul, così come nel
country e nel rock, con un omaggio ai
classici, da Verdi al felliniano Rota.
Welcome to my hell tour 2014 nasce
dall’entusiasmo che il pubblico di tutto il
mondo ha dimostrato in occasione del
tour 2013 che ha fatto registrare sold out
a ripetizione in Italia e all’estero. Ma
anche dal successo al 64° Festival di
Sanremo, che ha visto Gualazzi
conquistare il secondo posto con il brano
‘Liberi o no’ insieme al produttore The
Bloody Beetroots (tra i singoli sanremesi
più suonati in radio), e dalla
pubblicazione in oltre 10 paesi del disco
“Happy Mistake”, che ha stregato anche
la stampa estera.
I giornalisti d’oltralpe lo hanno definito
“una rarità” per la sua “illimitata
ispirazione per brani originali ed ironici”
(Hifi&Records).
Formato tradizionale
o digitale? Ogni anno
il Record Store Day
ripropone il quesito, e
ogni anno l’appeal del
primo sembra crescere senza sosta.
Secondo un sondaggio realizzato
da ICM Research, infatti, su più di
duemila acquirenti di dischi,
sarebbero le audio cassette – date
da molti come defunte – a vivere
una seconda giovinezza, passando
dal 2% di utilizzatori del 2013 al
5% attuale; cifra che sale al 10%
tra la fascia di età 18-24 anni, al
13% tra i giovani di 25-34 anni.
Nel complesso degli intervistati,
anche il vinile va al 10%; una
percentuale che sale al 26% tra i 25
e 34 anni, mentre i cd, con un 23%,
sono ancora il mezzo più usato per
ascoltare ed acquistare musica,
contro il 20% di chi ha effettuato
download a pagamento. Da questi
dati, dunque, emerge – al di là del
successo di mp3 e streaming – un
desiderio molto forte di ascoltare
musica ancora da supporto fisico.
Per la verità, non è del tutto chiaro
se le interviste siano state
realizzate fuori dai negozi
indipendenti di musica che hanno
partecipato al Record Store Day; in
ogni caso, i dati vanno interpretati
come un atto d’amore verso la
musica analogica, che rivive grazie
ad una moltitudine di appassionati
e collezionisti. Saranno pure una
nicchia, ma godono di ottima
salute; in barba alle classifiche di
vendita.
DI MASSIMO LANZA
La trattoria di pesce Le tre Bocche
Catania è certamente una città dove non
mancano i posti dove andare a mangiare, manca
ancora un ristorante di altissimo livello, come nella
vicina Ragusa dove invece abbondano, ma di posti
dove la qualità del cibo e della cucina è comunque
alta ce ne sono diversi. Le Tre Bocche ad esempio è
un locale che si definisce trattoria di pesce ed in effetti il pesce,
sempre freschissimo non manca mai. In zona centrale ma
tranquilla dispone di un paio di salette con un arredamento
piacevolmente d’antan e tavoli forse un po troppo vicini, ma
l’ambiente è piacevole e il proprietario e il suo staff fanno
davvero di tutto per far stare a proprio agio i tanti clienti abituali
ne non che affollano il locale. La formula è semplicissima,
all’ingresso c’è un fornitissimo bancone dove sta in bellavista tutto
centonove pagina 37
il pesce che il mercato e la stagione offrono, lo si sceglie e ci si
mette d’accordo su come farselo cucinare. Altrimenti si sceglie dal
menù dove la scelta non manca nemmeno. Noi ad esempio
abbiamo optato per una frittura di gamberi di nassa, a cui ha
fatto seguito una frittura i totani e calamari, quindi una tartara di
tonno prima di passare ai primi. Ottimi gli spaghetti con le
vongole, ma anche quelli ai ricci, abbondanti, ben cotti e
saporitissimi. Anche la scelta dei secondi passa attraverso la vasta
selezione di pescato di cui dispone il locale, mupo arrosto per
rimanere sul semplice, scampi appena sbollentati buonissimi, o
magari un pesce o un trancio di ricciola all’acqua di mare, buoni
anche gli involtini di pescespada, perfette le cotture che
rispettano una grandissima materia prima esaltandola. Si chiude
con dolci tradizionali, sorbetti o gelato. La carta dei vini,
migliorabile, elenca tante etichette locali e una buona selezione di
vini d’oltre Stretto e operfino qualche etichetta straniera.
Le Tre Bocche – Via Sangiorgi 7 – Catania – tel 095 538738
1 Agosto 2014
posterlettere
QUI SCUOLA
GUI
HERITAGE
DI ANDREA SMITH
DI SERGIO BERTOLAMI
Compenso commissari interni
esami di Stato
Tra sostanza ed essenza
Che sia stata una decisione
presa a denti stretti lo si evince
dalle 124 parole utilizzate –
tutte d’un fiato - nella frase per
rispondere ai numerosi quesiti. Materia
del contendere è il pagamento dei
compensi degli esami di Stato ai
commissari interni e la nota è la n° 4901
del 24 luglio, che chiarisce
definitivamente: la retribuzione
aggiuntiva spetta al commissario interno
impegnato su due classi, sia quando le
stesse fanno parte della medesima
commissione, sia quando appartengono a
due commissioni diverse. La vicenda era
nata nel novembre 2012 quando una nota
del Dipartimento per gli Ordinamenti,
nettamente di indirizzo opposto a quella
del luglio 2007, aveva specificato che la
retribuzione aggiuntiva spettava solo nel
caso in cui il commissario interno fosse
impegnato in due classi di commissioni
diverse e non in due classi della stessa
commissione. Disparità di trattamento che
è durata fortunatamente solo un anno
scolastico e che, come riconosce il MIUR
stesso nella nota, ha determinato
numerosi ricorsi giurisdizionali con esito
sfavorevole all’amministrazione. Ce ne
son voluti due di anni scolastici, invece,
per risolvere l’ingiustizia della quota ’96
maturata entro la fine dell’anno scolastico
2011-12 e non, come previsto dalla legge
Fornero, entro il 31/12/2011. E ciò perché
per il personale della scuola vi è la sola
finestra d’uscita del 1° settembre,
coincidente con l’inizio dell’anno
scolastico. L’emendamento approvato in
via definitiva dalla Commissione Affari
Istituzionali seguirà l’iter parlamentare del
decreto sulla pubblica amministrazione,
che scade il 24 agosto, e prevede: il limite
dei beneficiari non può eccedere le 4.000
unità, nell’ambito della copertura
prevista; le domande dovranno essere
presentate telematicamente entro 15
giorni dall’approvazione della legge.
ECOLOGIA&AMBIENTE
MESSINADRASTICA
DI FABIO AMATO
Dimenticate Messina
BUONE VACANZE a chi, purtroppo non so chi, ci ha lasciato
la Panoramica dello Stretto, e meno male che si chiama cosi',
piena, colma, di spazzatura. Buone Vacanze a tutti i
proprietari degli accessi al mare, che chiudendoli, e paradossalmente, non
usandoli, non permettono ai cittadini di accedere liberamente al mare,
lasciandoli nell'incuria o trasformandoli in garage. Propongo di mettere la
spazzatura della Panoramica in questi recinti dorati , in maniera che almeno
servano a qualcosa di socialmente utile . Buone Vacanze a tutti quei " giornalisti
" che copiano le cazzate che io scrivo , camuffandoli da articoli di costume e
societa'. Buone vacanze a tutti quelli che vanno a ballare nei lidi e posteggiano
le macchine sui marciapiedi , in sesta fila, ad incastro, pero' sono fighi perche'
vanno a ballare ed hanno l'I-Phone, ed anche a tutte quelle fighe marce , che
fanno lo stesso ed hanno il tacco12 e la minigonna e si sentono tanto "Belen" ed
invece sembrano la figlia di Fantozzi. Buone Vacanze a tutti quelli che quando
vanno al mare, posteggiano nei posti riservati agli handicaccati , tanto "Che
cazzo minni futti"!!!!!! Buone Vacanze a tutti i ristoratori che aprono pizzerie ,
ristoranti, pub, bar, ed il giorno prima facevano gli idraulici , gli elettricisti , i
muratori e la mattina si svegliano e decidono di diventare tanti Vissani . Buone
Vacanze a tutti quelli che hanno la casa ammare e continuano a venire
giornalmente in citta', aumentando il traffico! State a casa, vi siete trasferiti? Ed
allora perche' continuate a "scendere in citta'? "Andate la mare !!!!! Buone
Vacanze a tutti quelli che non fanno un cazzo tutto l'anno e ad Agosto dicono: "
Meno Male che domani vado in ferie " Buone Vacanze a tutti e... Dimenticate
Messina! Partite, andate in giro per il mondo, viaggiate, divertitevi ma non
passate le vacanze a Messina!!!!!
Un collega ha “postato”,
sulla mia bacheca di
Facebook, un punto
interrogativo tra due foto:
il prospetto riadattato di un
casolare rustico e un
balcone seicentesco cinto
da una nuova ringhiera
baroccheggiante. Immagino che il
gioco consista in un commento. Lo farò
richiamandomi ad una bella lezione di
Ignazio Gardella. Quando ci troviamo
ad intervenire su preesistenze non
vincolate, il tema della libertà creativa
è pur sempre delicato. Riguarda la
realtà del contesto. Ne esiste sempre
uno, indipendentemente da noi, così
come “non si sceglie il luogo, né la
data della propria nascita” (Lukàcs). Il
problema, perciò, è fondamentalmente
dialettico, cioè non ha una scelta
determinata a priori. La cultura
architettonica attuale si fonda sul
riconoscimento di principi teorici e
operativi. Tali principi sono
individuabili su tre piani da considerare
simultaneamente: la conoscenza della
realtà fisica del contesto e della
richiesta della committenza; la
conoscenza tecnica dei mezzi
disponibili; la ricerca critica. Il progetto
è, quindi, una successione continua di
scelte direzionate, la cui genesi sta nel
riconoscere le sue componenti
sostanziali ed essenziali. La miriade di
elementi e dati misurabili
quantitativamente rappresentano la
sostanzialità (da substantia).
L’essenzialità (da essentia) è, invece, ciò
che caratterizza l’intervento per il suo
significato culturale, il cui valore non è
oggettivamente quantificabile. Ciò che
farà assumere all’opera architettonica
carattere permanente è l’essenzialità.
Anche quando le condizioni sostanziali
originarie saranno completamente
superate dal tempo.
[email protected]
DI ANNA GIORDANO
Indignatevi anche voi
“Al cittadino non far sapere quanto è
potente la mafia nelle alte sfere”. Ho
parafrasato la frase di comune conoscenza,
su contadini, formaggio e pere, inventando
questa dopo aver letto un libro che
dovrebbe essere materia di studio ad ogni livello. Il libro
è “ I nuovi orizzonti del crimine organizzato”,
sottotitolo, “Colletti bianchi, affari criminali e mafie”. La
cronaca del resto ogni tanto ci rivela le scoperte di affari
di alto livello in barba a leggi e regole, ma sfuggono alla
conoscenza collettiva perché episodici, ovvero, noti al
resto del mondo solo quando indagini difficilissime
permettono di scoprire cosa ci sia dietro a molti affari.
Poi lo si dimentica, si pensa appunto che siano episodici e
non sistemici, e tutto scorre come prima. Gayraud e de
Saint Victor, i due autori (Edizioni di Storia e Studi
Sociali) lo esprimono benissimo, ne riporto stralci: “Il
perimetro del concetto di “criminalità organizzata in
colletto bianco” oltrepassa di molto il mondo degli
affari. Le implicazioni sono più larghe. Parleremo qui
della criminalità predatoria di stato, formata da alti
funzionari e politici (..). La struttura statale, in questi casi,
è impedita dall’interno, soggiogata da una criminalità,
esogena ed endogena, che fa sistema, in concorrenza o
in collaborazione con l’universo del crimine organizzato
tradizionale “in colletto blu”. Ed ancora: “ Il pubblico e i
responsabili politici non possono scoprire il nuovo potere
della criminalità in colletto bianco – fino allo stadio della
criminalità organizzata – se non con un’analisi che lo
riveli, nel senso fotografico del termine. Finchè il
concetto esatto non emerge, una realtà criminale può
restare facilmente celata all’intelligenza del pubblico e,
centonove pagina 38
più grave, degli organi di repressione (..). La visibilità
intellettuale è il primo passo verso l’azione. La qualità di
uno sguardo determina la precisione e l’idoneità della
repressione. Quando la mente esce dal buio, l’azione si
libera dall’errore”. Scatto metaforiche foto, e chissà che
qualcuna non sia anche reale e attinente a queste parole
agghiaccianti (ma leggetelo tutto se potete). Di
collegamenti con la cronaca recente, spavalderia nel
perseverare con spostamenti di funzionari bravi, di
aggiudicare gare per progetti illegali, muniti di studi
ambientali ridicoli, forzature di norme ecc, sono forse
“fotografie” reali ? Aprite gli occhi, fate “foto” anche
voi, siate vigili e indignati e reagite. Laddove tutto tace e
tutti subiscono, è dove il libro trova concreta evidenza.
Non si spiegherebbe altrimenti, tanta incredibile
spavalderia nel fare cose allucinanti spacciandole per
altro. E quel che è peggio, continuare a farle senza
neanche il benché minimo pudore.
postercommenti
DISCUTIAMONE
ELIODORO
DI FRANCO PUSTORINO*
Tu chiamalo se puoi Processo telematico
MESSINA. In una delle sue
quotidiane esternazioni televisive
il Premier Renzi ne ha sparata una
davvero grossa. Ha detto che
l’arretrato civile ammonta a cinque milioni
e mezzo di cause pendenti le quali, con la
entrata in funzione del processo
telematico, saranno definite entro un anno.
A questo punto non si riesce a capire se
Renzi è un incompetente in buona fede
ovvero altro. Ed infatti dal 30 Giugno scorso
è entrato in vigore non il processo
telematico ma solo una minima parte di
esso e neppure in tutti i tribunali della
Repubblica. E’ consentito soltanto l’invio,
per via telematica, dei ricorsi per decreto
ingiuntivo e degli atti endoprocessuali- con
decorrenza successiva al 30 Giugno. Per
tutto il resto se ne parlerà l’anno prossimo,
forse!. A distanza di appena pochi giorni
dalla sua entrata in vigore il processo
telematico anche se limitato al solo
procedimento per decreto ingiuntivo
comincia a mostrare vistose crepe. Ed infatti
l’invio telematico di documenti pesanti è
impossibile. Se gli allegati superano i 30 Mb
il sistema telematico non li accetta. La cosa
assurda è che il sistema telematico limita il
diritto delle parti di produrre documenti
nel proprio interesse a motivo della ridotta
potenzialità degli strumenti informatici e
questa è una carenza molto grave. Un’altra
grave carenza del sistema è costituita dalla
frequente congestione, destinata ad
aumentare, del traffico telematico che
comporta il ritardo nel deposito degli atti
da parte degli avvocati. Una ulteriore grave
limitazione, alla quale occorrerà porre
150 PAROLE DA PALERMO
Cavalieri del lavoro
DI
MARIA D’ASARO
In estate, a Palermo c’è molto caldo.
Così in questo periodo, per quattro
operai, è stato duro lavorare nella vasta
superficie del tetto del palazzo di fronte
al mio. Per una ventina di giorni, dalle 7
sino alle 17, i quattro hanno faticato
sotto il sole per dare al tetto
un’adeguata impermeabilizzazione. Gli
operai hanno trovato comunque un
modo per rendere meno alienante il
lavoro: ascoltare musica. Infatti, la
catramatura del tetto è stata alleviata
dall’ascolto di canzoni napoletane, le cui
note erano diffuse da un potente
apparecchio. Certo, per palati musicali
raffinati, le canzoni di Nino D’Angelo e
Gigi D’Alessio non sono il massimo. Ma
ai quattro che hanno portato avanti a
suon di musica e con solerzia il tanto
sudato lavoro va un omaggio sincero.
Sono loro, e i tanti come loro che
lavorano ogni giorno con onestà e
fatica, che meritano il titolo di “cavalieri
del lavoro”.
1 Agosto 2014
presto riparo è costituita dal divieto di
depositare atti contenenti non meglio
identificati “elementi attivi”.
Per ovviare alla impossibilità di inviare atti
cosiddetti pesanti il Ministero ha previsto
più invii a mezzo Pec, con perdite di tempo
e costi aggiuntivi.
Ma la innovazione che fa più sorridere è la
eliminazione della sottoscrizione del
testimone e di quella di soggetti diversi dal
Cancelliere. Con la riforma del 2009 era
stato previsto l’invio delle deposizioni
testimoniali a mezzo lettera raccomandata
ma questo procedimento, non è mai
andato a regime. Adesso si pensa di
eliminare l’arretrato di 5.500.000 processi
eliminando la firma nei verbali di udienza.
Infine, ultima chicca di una riforma da
cestinare, è l’aumento assolutamente
insopportabile del contributo unificato
elevato a cifre altissime e l’aumento della
marca aggiuntiva passata da 8 a 27 Euro in
un sol colpo. E poi ci sono i costi, anch’essi
molto elevati, di impianto del sistema
telematico che richiede la installazione di
strutture costose e particolari.
Ultima chicca di una situazione divenuta
difficilmente gestibile per gli avvocati la
delibera del Consiglio Nazionale Forense
che ha rimodulato il codice deontologico
forense. All’Art. 27/2 è detto testualmente:
“L’avvocato deve informare il cliente e la
parte assistita sulla prevedibile durata del
processo e sugli oneri ipotizzabili e deve,
inoltre, se richiesto, comunicare, in forma
scritta, a colui che conferisce l’incarico
professionale, il prevedibile costo della
prestazione”. Ma l’avvocato può rispondere
solo di eventi che dipendono dalla sua
volontà, non certo da fatti di terzi. Il costo
di un giudizio civile non è quantificabile
perché l’aumento del contributo unificato e
delle marche da bollo è costante e non
prevedibile. La durata di un giudizio civile è
altrettanto imprevedibile. Il Consiglio
Nazionale Forense, vivendo in un altro
pianeta, ovviamente queste cose non le sa.
Così come non le sa il Premier Renzi.
*Avvocato
ANIMAL HOUSE
La sanità può aspettare
CATANIA - Asp, Policlinico universitario-Ospedale Vittorio Emanuele e
Ospedale Cannizzaro restano inspiegabilmente commissariati. La sanità
catanese a quasi due anni dall'elezione del presidente della Regione
Crocetta non ha completato lo spoil system, segnale che sono stati
raggiunto l'equilibrio tra lo stesso presidente Crocetta e i suoi soci di
maggioranza, il Pd sempre più sfilacciato e Articolo 4 di Lino Leanza che
vuole alzare la posta in palio, soprattutto dopo il successo delle elezioni
europee. Il timore è che le poltrone congelate possano essere usate
come contropartita per far votare la Finanziaria anche da chi ha più di
un mal di pancia. La rivoluzione fa rima con la continuità di sempre che
contraddistingue la gestione della sanità siciliana.
ANTIBUDDACI
DI DINO CALDERONE
Anthurium in Cammino
L'Associazione
“Anthurium RosaCammini di
Conoscenza” sta
assumendo, ben oltre il contesto
cittadino, un preciso profilo culturale,
grazie a una serie di proposte forti e
originali al tempo stesso. Proposte
forti, perchè vengono affrontati
problemi che toccano profondamente
l'esistenza umana, originali perchè la
prospettiva degli incontri non ha
timore di entrare negli ambiti del
sapere più inconsueti e meno scontati.
Domenica scorsa (due ore dopo
l'esaltante vittoria di Nibali al Tour de
France, che ha tenuto incollati sui
teleschermi migliaia di messinesi)
Anthurium ha promosso al Giardino
Corallo la proiezione del film “Un
altro mondo”, del regista Thomas
Torelli. Un film-documentario, bello e
interessante, che affronta un soggetto
sempre attuale, quello del dopo-vita,
coniugando con intelligenza la
sapienza contenuta nelle più antiche
religioni con la fisica quantistica.
Quanto si possa considerare
convincente questo tentativo dipende
soprattutto dalle idee personali di chi
si accosta senza pregiudizi a questo
film. Il pubblico, piuttosto folto, e le
domande al regista, insolitamente
numerose per questo genere di
eventi, fanno capire chiaramente che
anche a Messina c'è una grande
domanda di spiritualità che cerca
canali di espressione diversi da quelli
tradizionali. E' indubbio che le
proposte di Anthurium possono fare
storcere il naso a chi si è formato
all'interno della cultura cristiana. Non
pochi, infatti, guarderanno con
diffidenza alcuni aspetti che
emergono da questo film come, per
esempio, l'idea della reincarnazione,
assolutamente incompatibile con la
concezione cristiana fondata invece
sulla resurrezione, ma comunque per
tutti i partecipanti sarà sempre
stimolante confrontare prospettive
diverse. Per fortuna è finita da tempo
l'epoca dell'ostracismo e
dell'intolleranza verso chi promuove
convinzioni non omogenee a quelle
della maggioranza. L'augurio è che
Anthurium coltivi sempre lo spazio del
dialogo delle differenze e il rispetto
delle convinzioni altrui.
[email protected]
DI ROBERTO SALZANO
Salvate i rinoceronti
I RINOCERONTI vivono perseguitati
dall'uomo. Il loro corno è ambitissimo, perché
è un prodotto che va veramente forte sul
mercato nero in Africa ed Asia, accreditato di
molte virtù nella medicina tradizionale e per
tale motivo venduto a cifre elevatissime.
Uomini senza scrupoli abbattono gli
esemplari con frecce anestetizzanti, tagliano via il corno e li
lasciano lì a morire dissanguati. Una carneficina dal bilancio
allarmante, se si considera che la specie è a rischio di
estinzione e la caccia sembra non accennare a rallentare. La
maggior parte dei rinoceronti del mondo vive in Sud Africa
e molti episodi di bracconaggio seminano panico e morte in
parchi e riserve: lo scorso anno sono stati abbattuti, dai
cacciatori di frodo, oltre mille rinoceronti. I funzionari
sudafricani, in risposta alle richieste del WWF e delle
centonove pagina 39
associazioni animaliste, si stanno impegnando ad applicare
pene esemplari contro i cacciatori ed i criminali della fauna
selvatica e ad intensificare la protezione per gli animali
bersaglio di questa pratica crudele. Inevitabile quindi un
giro di vite da parte del Governo, che ha condotto
all'arresto di una sessantina di bracconieri dall'inizio del
2014. E ora una condanna durissima. Un uomo, arrestato nel
2011 con l'accusa di avere sterminato tre cuccioli, è stato
condannato a settantasette anni di reclusione. Solo con
tanta fermezza possono essere debellate le azioni criminali
ed arginati gli affari d'oro che si concludono sul merato
nero. Vanno necessariamente applicate azioni legali più
rigorose ed inviato un messaggio forte ed inequivobacile.
Va ricordato che non contano solamente i soldi, ottenuti
con pratiche barbare ed illegali per di più. Non può essere
costruito un patrimonio economico sulla devastazione del
patrimonio naturale, che resta risorsa preziosissima da
salvaguardare sopra ogni altra.
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