TIM SMART - EccoRecco

58
ECCORECCO
MENSILE DI CULTURA E TEMPO LIBERO NEL GOLFO PARADISO
NOVEMBRE 2014
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APPUNTAMENTI
calendario a cura di Pro Loco Recco
Incontriamoci in Biblioteca... “Incontri Over 60, non si finisce mai d’imparare”,
a cura di Pro Loco Recco e assessorato alla
Cultura. Appuntamento a cadenza mensile
dalle 9,00 alle 10,15. Martedi 11 novembre:
“L’idea del romanzo” con l’autrice Rosalba
Repaci. Giovedì 4 dicembre: “Il mestiere di
scrivere” con il Poeta Corrado Cicciarelli. Martedì 13 gennaio 2015: “Arte e Psiche” con il
dott. Gianni Unia. Giovedì 5 febbraio: “Scopri Genova” con il docente Danilo Pedemonte.
Martedì 3 marzo: “Piacere, Recco” con Riccardo Ferrarini. Giovedì 2 aprile: “Cucinare
leggero” con lo chef Francesco Merlino.
La domenica in Biblioteca Appuntamento a cadenza mensile dalle 15,30 alle
18,30. Letture per i bambini e adulti, laboratori a tema.
Mercatino Ma un libro è un’altra cosa.
Acquista (con offerta libera) un libro noi, con
il ricavato, acquisteremo libri nuovi per la biblioteca. Le date: 16 novembre, 21 dicembre,
18 gennaio, 15 febbraio, 15 marzo, 19 aprile.
Gruppo di scrittura “Anna di Vienna”
Appuntamento a cadenza mensile (terzo mercoledì) dalle 17,30. Gli incontri, liberi e aperti a tutti, prevedono letture di componimenti di poesia e di narrativa. Chi si presentasse senza uno scritto potrà semplicemente assistere e partecipare a una chiacchierata tra
amanti della poesia e della letteratura.
Corso di Genovese Si rinnova anche per
l’anno 2014/2015 il corso di genovese, che si
svolge con cadenza quindicinale il mercole-
dì dalle 17,30. Docente Franco Lagomarsino.
Altri appuntamenti del mese di novembre sono: mercoledì 19 novembre alle
16,30 (in collaborazione con assessorato
alla Pubblica Istruzione) apertura straordinaria della biblioteca come adesione alla settimana nazionale di promozione della lettura dedicata al progetto Nati per Leggere con
laboratori di letture e magia… rivolta ai bambini della scuola dell’infanzia. Per la nostra
biblioteca è anche il primo incontro del progetto “Nati per leggere” 2014/2015.
Sabato 22 Novembre alle 18 nella Sala Polivalente presentazione del libro Nel salotto
ovale di Franco Lagomarsino.
Martedì 25 novembre si svolge la ventunesima giornata dell’anziano a cura del
Centro anziani.
Domenica 30 novembre alle 17 nella Sala
Polivalente “Franco Lavoratori” Prova di
Teatro con gli allievi del Laboratorio “Teatro & Contorni”. Con la regia di Patrizia Ercole proporranno: “Un esperimento riuscito”
di Achille Campanile.
L’associazione L’Ardiciocca festeggia
i 25 anni dalla fondazione e sabato 29 novembre (Sala Polivalente “Franco Lavoratori” alle 16) presenta il libriccino Filastrocche dei nonni e il libro di Riccardo Ferrarini Radici recchesi: l’archivio della chiesa dei
santi Giovanni Battista e Giovanni Bono in
Recco. Coglie l’occasione per comunicare ai
soci e simpatizzanti che il 13 dicembre alle
12 si svolge il pranzo conviviale degli auguri di Natale.
ECCORECCO
MENSILE DI CULTURA E TEMPO LIBERO NEL GOLFO PARADISO
DIRETTORE RESPONSABILE: GIUSEPPE ROSASCO
EDITORE
STUDIO HELIX sas
REDAZIONE Piazzale Europa 30 - 16036 Recco (Ge)
tel. +39.0185.723961
[email protected]
www.eccorecco.info
STAMPA
TIPOLITOGRAFIA ME.CA Recco (Ge)
Autorizzazione del Tribunale di Genova
n. 69 del 21.11.1990
La collaborazione a EccoRecco avviene a titolo gratuito
_________________________________________________
IN COPERTINA
Ponti in successione sul torrente Ottobre 2014
_______________________________________________
DOVE TROVARE ECCORECCO Panificio Pallavicino
a San Rocco, Farmacia Berni in piazzale Europa, Edicola Eta Beta in via Roma, Cartoleria Capurro in
piazza Gastaldi, Redocasa Centro TIM in via Fiume,
Panificio Moltedo in via XX Settembre, Pro Loco
Recco in via Ippolito d’Aste, Farmacia Savio e Ottica
Ferrari in piazza Nicoloso, Libreria Capurro in via IV
Novembre, My Space in lungomare Bettolo, Cartoleria Capurro in piazza San Giovanni Bono, Calcio Golfo Paradiso in Valleverde, Alimentari Capurro a Mulinetti.
ARRETRATI Gratuiti fino ad esaurimento. Possono essere richiesti gratuitamente alla redazione.
INTERNET Su www.eccorecco.info tutti i numeri
pubblicati si possono sfogliare (anche su iPad) o scaricare in PDF.
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2 • NOVEMBRE 2014 • NUMERO 58 • ECCORECCO
PROSPETTIVE MENTRE LA CRISI OCCUPAZIONALE NON ACCENNA A DIMINUIRE
ancora
Una carta
da giocare
GIUSEPPE ROSASCO > Finalmente ora che ci sa-
rebbero in seno all’Unione Europea le condizioni per tradurre in azioni concrete la generica parola “crescita”, sbandierato toccasana dei politici nostrani dal 2007 in avanti
per superare l’attuale fase congiunturale, ci
si accorge che in realtà occorre pur sempre
sottostare ai vincoli di bilancio, resi solo un
po’ meno amari dalla scomputo delle spese
per investimento.
Già, ma dove indirizzare le (poche) risorse
disponibili? E qui sorge un ostacolo di non
poco conto: lo stato dell’economia italiana,
che negli anni ha subito un vorticoso avvitamento su se stessa. Prendiamo l’industria: dal 1990 ad oggi si è verificato un autentico crollo della sua incidenza percentuale
sul PIL (Prodotto Interno Lordo): dal 26% all’attuale misero18%. Di qui le tensioni politiche alla ricerca di vie d’uscita sia sul versante della governabilità (legge maggioritaria, riduzione del peso del Senato) che delle politiche industriali (con la riscoperta di
una sorta di neo-corporativismo, declinato
però con sintassi democratica ).
In attesa che questa “svolta epocale”,
come la stanno definendo alcuni commentatori, forse più speranzosi che convinti, si traduca in atti di governo, è rimasto finora in sordina il dibattito sugli investimenti in un settore che invece potrebbe rivelarsi più remunerativo delle stesse speranze di ripresa del
settore industriale e delle tante mega-opere
a cui comunemente si pensa, dalla Tav al ponte sullo Stretto al Mose, condite di nuovo cemento da gettare qua e là. Parlo del turismo
che, se già oggi rappresenta circa il 10 per cento del totale del PIL nostrano, potrebbe un domani avere un peso ancor più i significativo.
Paradossalmente, molto di più di quanto si
aspettano le stesse autorità italiane ed internazionali, che pure accreditano al com-
parto tassi di crescita costanti nei prossimi
anni. Vagamente ci si limita a dire che il turismo rappresenta il “petrolio dell’Italia”
salvo ignorare che in un Paese eminentemente
petrolifero come Dubai la principale risorsa,
in termini di apporto di risorse dall’esterno,
non è, come comunemente si crede, il petrolio, ma il turismo.
In realtà, come affermava tempo fa il XVII
rapporto sul turismo italiano, promosso dalla stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri, il “turismo è un bene immateriale (che)
...va costantemente promosso e valorizzato
di giorno in giorno”. E questo è tanto più vero
nelle aree in cui l’economia industriale è sempre stata rarefatta o è precipitata nel baratro
della crisi. Quello che manca in Italia è la convinzione che il turismo possa rappresentare
una preziosa chiave di volta per uscire dall’attuale impasse economico. Sembra perdurare quel vecchio preconcetto contro le “città dei camerieri” che per tanti anni ha costituito il principale strumento di irrisione verso uno sbocco occupazionale nel settore, ritenuto a torto poco qualificato.
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L’invito è rivolto in particolare
a quanti non sono serviti
dalla rete gas.
Eppure il turismo non è solo servizio di
mera ospitalità, magari con fortissima connotazione stagionale, ma è anche valorizzazione del nostro patrimonio culturale, ambientale, paesaggistico, enogastronomico,
con il corollario di quel complesso novero di
attività economiche e professionali che ne consegue (e che non conoscono stagionalità).
Per restare nel concreto, nel Golfo Paradiso abbiamo forse il più perfetto paradigma
di questa situazione. Nel comprensorio, e
principalmente nella valle di Recco, l’industria e l’artigianato industriale hanno da sempre rappresentato uno dei punti di forza dell’occupazione: cantieri navali, fabbriche di
orologi, produzioni di campane, industrie metalmeccaniche e dell’arredamento, forniture
per la nautica da diporto e per la navigazione di linea, trattamenti galvanici e via discorrendo. Ora di tutto quel mondo non è rimasto praticamente quasi nulla. Ma, purtroppo, non è cresciuta di pari passo la componente turistica. Addirittura, se messa in relazione con la dinamica della popolazione,
l’incidenza del turismo sulla ricchezza del
comprensorio è paradossalmente diminuita.
Eppure il paesaggio, il clima, il mare, il patrimonio artistico, la rete dei sentieri, l’offerta
gastronomica, tutto fa ritenere che un concreto sostegno dei pubblici poteri potrebbe rivelarsi decisivo per creare nuove occasioni di
occupazione e di ricchezza.
Se poi il turismo entrasse finalmente a pieno titolo negli obiettivi di investimento (ovvero meno tasse, più credito agevolato, valorizzazione dell’occupazione) anche del
Governo nazionale, forse ora saremmo meno
bombardati dal diluvio dei dibattiti politici televisivi e magari più interessati a discutere di
programmi concreti per un rilancio dell’unica vera ricchezza di cui disponiamo: il Belpaese.
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ECCORECCO • NUMERO 58 • NOVEMBRE 2014 • 3
AVEGNO SI TROVA NELL’EDIFICIO DELL’ANTICA FONDERIA PICASSO
Il museo testimone
di un antico sapere artigiano
ECCORECCO>Il “Museo delle campane - Antica
Fonderia Picasso 1594-2004”, inaugurato l’8
settembre 2012, rappresenta la testimonianza di un antichissimo mestiere di cui Avegno
è stato teatro per oltre 400 anni. La struttura museale è nata sulle ceneri della vecchia
fonderia; al suo interno si possono osservare, in ottima conservazione, la fornace, gli
utensili utilizzati e le campane riprodotte nelle diverse fasi della lavorazione. E in più foto,
documenti e fregi in cera.
Il progetto dell’architetto Stefania Pantarotto ha infatti portato al recupero di quella
parte dell’edificio “Fonderia Nuova di Avegno”, che risale alla fine degli anni Venti del
secolo scorso, dove si conservano aspetti connaturati ad una lavorazione dei metalli con
metodi produttivi di diretta discendenza
delle lavorazioni medievali.
Chi visita il museo si immerge in uno spazio collegato agli aspetti dell’archeologia industriale. È stato mantenuto inalterato il carattere della fabbrica, i materiali e le forme
tipiche che la definiscono; i materiali utilizzati sono il legno e il ferro delle travi per la
realizzazione del nuovo solaio del piano primo e della scala di accesso ad esso, il ferro
e il vetro per le finestrate. Il progetto ha mantenuta inalterato il piano seminterrato, al fine
di permettere la visione della bocca di cari-
co della fornace, mentre il piano terra ha preservato la suddivisione interna originaria, che
vede la zona di lavorazione e preparazione
delle seste e la zona del forno per la fusione.
Da questo piano si accede, attraverso una
scala, al piano superiore destinato a zona
espositiva che offre, inoltre, una visione privilegiata del forno per la fusione posto a piano terra, attraverso una porzione di solaio calpestabile completamente vetrata.
L’allestimento interno segue lo spirito generale dell’intervento, vale a dire quello di fornire una sorta di istantanea del tempo sui diversi passaggi della formazione della campana, aiutati sia da un video che illustra passo passo la realizzazione del manufatto, sia
da appositi cartelloni. Sono conservate, inoltre, due campane legate alla fusione della famiglia Picasso (la più antica risalente al 1837).
4 • NOVEMBRE 2014 • NUMERO 58 • ECCORECCO
Tra il materiale presentato diverse matrici
in gesso, vale a dire gli stampi sui quali veniva fusa la cera per la realizzazione dei fregi e delle decorazioni delle campane: questo
materiale raccoglie un apparato iconografico
molto vasto, connesso alle diverse dedicazioni
delle chiese di destinazione.
Sono, inoltre, conservate molte ardesie
sulle quali sono incise le proporzioni geometriche dei diversi concerti realizzati dalla
ditta di Enrico Picasso in settant’anni di lavorazioni, con annotate le destinazioni finali.
Questo archivio “lapideo”, che meriterebbe
uno studio ben approfondito, costituisce
un’importantissima fonte per ricostruire i percorsi lavorativi e di allestimento dei concerti di campane da parte dei Picasso.
Altro passo da eseguire sarebbe quello di
definire una corretta analisi dei rami familiari
del ceppo Picasso, per comprendere la diffusione di questa attività nel tempo. La
Fonderia infatti ebbe origine da una famiglia,
i Picasso, originaria forse della Val Brevenna,
che attorno al XVI secolo si trasferisce ad Avegno e si inserisce nel territorio con un intreccio di interessi e di storie assai articolate, quasi a formare una sorta di saga nostrana. Diversi sono i rami della famiglia che si
occuparono della fusione di campane. Quello di Enrico Picasso è tuttavia l’unico che ha
portato l’attività fino ai giorni nostri. Quando chiude nel 2004, la Fonderia Picasso di
Avegno era l’unica a fabbricare campane in
Liguria (e non solo) utilizzando la tecnica medievale di costruzione del modello.
Il “Museo delle campane” (via dell'Artigianato 9, Avegno) si può visitare ogni sabato
dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30. In altri orari, Loredana, Carlo e Giancarlo saranno lieti di accompagnarvi nella visita, previo
appuntamento al numero 0185 79991.
Testo dal libro “Avegno”, a cura di
Giuseppe Rosasco, Studio Helix, 2014
IMPRESE OLTRE MEZZO SECOLO DI ALTA QUALITÀ E PROFESSIONALITÀ
ANDREA REVELLO > Una storia di passione,
quella della famiglia Bocchia… una grande
passione. Tutto inizia nel 1958, quando Tosello
Bocchia apre una piccola ma fornitissima drogheria a Genova; dopo poco tempo acquista
una macchina per tostare il caffè e comincia
a creare le “sue” miscele, sperimentando e dedicandosi con passione (inizia qui) alla qualità del prodotto.
Quando a Tosello si affianca il figlio
Franco, che ne condivide l’entusiasmo, l’attività di famiglia si espande. Sono gli anni del
boom e i Bocchia guardano a Levante. Così
a Recco viene aperto un negozio, in via Roma
zona Suffragio; il laboratorio di torrefazione,
posto accanto al negozio e visibile dall’esterno, è un’idea vincente, poiché invoglia
ad entrare per gustare o acquistare il caffè.
Nel 1982 il negozio si trasferisce in centro, dove si trova oggi, mentre l’azienda Bocchia sposta il baricentro da Genova al Golfo
Paradiso. Così torrefazione, magazzino e uffici trovano uno spazio adeguato ad Arbora (Avegno), negli
anni in cui un ulteriore crescita
porta ad aprire nuovi negozi: prima Rapallo, poi Santa Margherita, infine Chiavari.
Il marchio Bocchia cresce,
grazie all’impegno di Franco, che
in quegli anni viaggia molto, in
Italia e all’estero, diventando un
profondo conoscitore del mercato del caffè.
Nasce anche una collaborazione, consolidata negli anni, con un laboratorio artigiano di
cioccolato di Torino, che dà origine ad una
linea di prodotti a marchio Bocchia basati su
ingredienti di primissima scelta.
Negli anni ’90 Bocchia è diventata un’affermata azienda di famiglia. La moglie di Franco, Mariella, si occupa dei punti vendita. Terminati gli studi, entrano nel team anche le figlie Raffaella ed Emanuela. Anche in questi
passaggi le scelte sono guidate da una grande passione, cresciuta tra i sacchi di caffè e il
FOTO P. VALENTE
Bocchia, le sorelle del caffè
Raffaella ed Emanuela Bocchia intente a controllare una partita di caffè. In basso, il papà Franco.
profumo di cioccolato. Una passione che le fa
crescere velocemente e, quando prematuramente viene a mancare papà Franco, le trova
pronte ad prendere le redini dell’azienda.
Azienda che conta oggi su più di 20 collaboratori, tra sede di Avegno e negozi in riviera. Questi affiancano
al caffè un’ampia offerta di caramelle, ciocciolato, biscotti, marmellate, mieli, tè e infusi, scelti
con certosina attenzione. Tre le parole guida del negozio Bocchia:
qualità, varietà, cortesia, un tris
che contraddistingue dai tempi di
nonno Tosello l’offerta al cliente.
Il tutto è pervaso dal profumo di caffè, per
il quale le sorelle Bocchia hanno un’attenzione
quasi maniacale. A partire dalla scelta delle
varietà di Arabica e Robusta, acquistate da importatori di Genova, Trieste e Milano. Emanuela ha conseguito il Coffee Diploma System
SCAE per essere in grado di seguire la catena produttiva del caffè, dal chicco alla tazza.
Così segue la torrefazione, che si svolge ad Arbora e richiede particolare attenzione perché
il caffè esalti le proprie caratteristiche e sviluppi le qualità aromatiche. E il processo di
raffreddamento è pure importante perché il
caffè tostato mantenga le proprietà organolettiche fino alla bevanda in tazza.
La macinatura avviene naturalmente per
il caffè venduto pronto per la moka, ma non
solo. Anche Bocchia offre le cialde per le
“macchinette” da casa e da ufficio, cialde confezionate da una ditta specializzata con una
miscela di caffè appositamente preparata
nello stabilimento di Arbora. E parlando di miscele, in testa alla classifica troviamo “i magnifici 7”, ottenuta appunto dalla sapiente
combinazione di sette qualità di Arabica
provenienti da Etiopia e Centramerica.
Raffaella segue le linee di prodotti a base
di caffè e cioccolato: negli anni è nata una linea di cioccolatini Bocchia, tra cui i giandujotti con nocciole Piemonte igp, i cuneesi al
rhum colati a mano, le creme riviera ripiene
agli agrumi, il cremino al caffè. Senza dimenticare il quadrotto, che accompagna ogni
caffè Bocchia in tazza: un cioccolatino sottile, dal gusto armonioso, dolce, ma intenso che
nasce, proprio come le miscele di caffè, dalla speciale fusione di un latte e di un fondente.
E a Natale non mancate di assaggiare il goloso Panettone al caffè, macinato finissimo per
poter lasciare alla bocca un retrogusto dalla
piacevole persistenza.
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ECCORECCO • NUMERO 58 • NOVEMBRE 2014 • 5
TRE NUOVI LOCALI A RECCO RINNOVANO E AMPLIANO L’OFFERTA NEL SETTORE BAR E RISTORAZIONE
Cucina siciliana a “La panca”
“E allora no” ve la porta a casa
E finalmente lo storico ristorante di via XX settembre è tornato a mettere l’insegna con cui tutti l’hanno sempre chiamato! Da qualche settimana, Mimmo Farsaci ha rilevato La panca e propone le sue specialità di cucina siciliana con
piatti di qualità e a prezzi contenuti. Come antipasto si può gustare la caponatina sicula e gli
arancini appena cotti, poi la pasta alla Norma e l’insalata di polpo, ma ci sono anche gli scialatielli fatti a mano con cozze e
vongole, il pesce sempre freschissimo sia lo spada siano le
acciughe a beccafico, fino alla
granita al caffè con panna. A La
panca si respira il profumo caldo della Sicilia e la cucina è un trionfo di sapori mediterranei, ma se avete proprio voglia delle trofie al
pesto ci sono anche quelle, basta chiedere…
LA PANCA, Via XX settembre 35, Recco, tel. 0185 721565
All’inizio del lungomare, c’è una nuova focacceria anzi una pizzeria ma sembra una paninoteca forse un fast-food e ci sono anche le
patatine fritte… E allora no è tutto questo, ma anche di più: c’è la
TV per guardare le partite e fanno consegne a domicilio di tutte le
bontà che si possono ammirare sul bancone. Varcata la soglia dei 21
anni, Andrea Bonomo ha appeso al chiodo la famigerata calottina
con il numero 10 e, realizzando un’idea pensata insieme allo zio Andrea Mori – vero deus ex
machina del popolare
chiosco sulla spiaggia, “Il
Baretto di Ivo” – ma con
il determinante aiuto della mamma Francesca, si è
lanciato in questa nuova
partita che è destinata a
sicuro successo, vista la
qualità del gioco. Con il
suo capitano del cuore
Elena Maggi, ha costruito
una squadra vincente tutta di giovani, composta anche dal pizzaiolo
Grasso ma Vincenzo che con i suoi impasti fatti come una volta è
autore delle specialità culinarie e dalla mitica Silvia Rossini che ogni
mattina accoglie con il sorriso chi vuole assaggiare un pezzo di focaccia però quella di Recco col formaggio. E allora no, un nuovo locale per tutti i gusti dei giovani di ogni età che hanno voglia di respirare il profumo della focaccia in riva al mare, poi dite pure ci vediamo “da Bonno” che sono contenti lo stesso! Ma se invece, nelle
sere in cui non avete voglia di uscire però vi mangereste volentieri
una focaccia, non c’è problema: per la consegna a domicilio, basta
telefonare… e allora no…
E ALLORA NO, Lungomare Bettolo 69, cell 342 923168
anche su Facebook
Ha appena aperto Nazca, nuova pasticceria artigianale con annessa caffetteria, nella formula che tanto va di moda in questi tempi e
soprattutto funziona! Ancora una volta due giovani si cimentano in
una nuova attività, Gian Marchesi e Gaia Pasotti accolgono i clienti nel loro nuovo locale
nella zona pedonalizzata
con una meravigliosa produzione di pasticceria
sempre fresca. Finché la
stagione lo consentirà, il
dehor permette la degustazione delle loro specialità comodamente seduti ai tavolini a quattro
passi dal mare. L’originalità del nome è dovuta ai
disegni formatisi sul terreno del deserto di Nazca, un arido altopiano del Perù. Alle pareti, si possono ammirare alcuni quadri che rappresentano queste raffigurazioni dall’interpretazione ignota, ma con
qualità in linea con il loro modo di pensare: semplicied efficaci ma
con stile! Provare per credere …
NAZCA, Via Ippolito d’Aste 23, Tel. 0185 722866
[email protected]
6 • NOVEMBRE 2014 • NUMERO 58 • ECCORECCO
FOTO P. VALENTE
“Nazca”: i dolci di Gian e Gaia
ERR AT A CO RR IGE
IL CALZOLAIO MASSIMO
È IN VIA BIAGIO ASSERETO
Nello scorso numero di ottobre abbiamo scritto erroneamente del trasferimento del calzolaio da via
B. Assereto. In realtà l’attività del calzolaio Massimo è e resta in via Assereto 52, mentre il calzolaio Giuse opera in salita San Francesco. Ci scusiamo con i lettori e con l’interessato.
RICORDI LE PAGINE SCRITTE DA UNA MAMMA AL FIGLIO AL FRONTE
2
Un diario di guerra
Per gentile concessione della figlia, ecco
la seconda parte del diario scritto da Erminia Albino in Perelli rivolgendosi al figlio Carlo (nella foto), classe 1922, impegnato al fronte nel meridione d’Italia. Per
motivi di spazio estrapoliamo le frasi
maggiormente significative tralasciando
le note personali e i saluti di chiusura.
27-12-1943
Mio caro, sono ritornati, proprio oggi… io
e i bambini eravamo sulla strada di Testana,
ma abbiamo sentito e visto tutto e ti garantiamo che abbiamo passato un brutto momento, con quei micidiali apparecchi sulla testa. Tornando abbiamo constatato che il ponte pare colpito a fondo: comunque non ci vorranno certo pochi giorni come l'altra volta a
riattivarlo. […]
29-12-1943
Mio caro, la vita continua a furia di allarmi
per aeroplani di passaggio e ogni volta, non
ragionando che il ponte è giù e che ci vorrà
parecchi mesi ad aggiustarlo, ci si spaventa.
Qui è il solo pericolo di qualche bomba ritardataria… […]
31-12-1943
Carissimo, la nostra casa è ancora in piedi […] Non ci siamo entrati perché i bambini avevano paura che crollasse qualche soffitto […]. L'anno sta per finire… Speriamo che
l'altro, il venturo ’44, sia quello della pace!
16-1-1944
29-4-1944
[…] Questa notte allarme per passaggio di
velivoli, pare per rifornimento ai ribelli,
dato che erano diretti ai monti. Ma è sempre
un momento di spavento.
25-1-1944
[…] I De Marchi, col nostro aiuto, stanno
facendo un rifugio vicino alla casa. Mi auguro
che una volta fatto non debba più servire.
20-2-1944
Carissimo, questa notte 4 ore di allarme…
spari, bombe ma non su Recco, bensì su Camogli, per un aeroplano che si è scaricato.
24-4-1945
[…] Genova è stata liberata dai partigiani: c’è già un nuovo prefetto e un nuovo questore. Da qui i tedeschi stanno per andarsene, fino ad ora senza danno. […]
25-4-1945
[…] sempre la spada di Dàmocle di allarmi che spaventano, per quanto io non creda
affatto che ora il ponte di Recco possa fino
ad ora essere degno di un bombardamento.
Ma non si sa mai! […]
5-3-1944
Mio caro, per non darti un dispiacere non
ti ho mai detto che la tua bicicletta è stata vittima del secondo bombardamento di Recco.
È ancor oggi sotto le macerie e non sappiamo se se ne potrà salvare qualche parte… […]
29-3-1944
[…] oggi sul mezzogiorno sono passati
un’infinità di apparecchi e ieri sera pure…
Erano così tanti che, quando passavano, la
terra tremava!
15-1-1944
Questa notte […] un siluro è scoppiato a
Recco e due altri a Mulinetti, con uno strepito che ha svegliato tutti di soprassalto, con
quanto spavento ti puoi immaginare. […]
Mio caro, questa notte nessuna decisione:
I tedeschi (circa 150) accerchiati non vogliono
cedere. Quindi si prevedono lotte coi partigiani patrioti, gente simpaticissima. […]
26-4-1945
[…] Il tenente tedesco che si deve arrendere qui vuole aspettare l’ordine ufficiale da
Genova: ma noi intanto non possiamo ancora
tirare il fiato del tutto, per quanto sia certo
questione di ore. […]
27-4-1945
[…] A un certo punto [i Tedeschi] si sono
arresi… Io sono stata chiamata come interprete fra Tedeschi e Americani… coi primi ho
parlato in francese perché l'interprete tedesco non bastava e con gli Americani naturalmente in inglese. Con fatica si sono capiti e ho assistito io alla rese di un capitano, un
colonnello e due tenenti si può dire a due fantoccini americani […] Prima di andar via i tre
Tedeschi mi hanno stretto la mano.
fine
Automobile Club delegazione di Recco
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Perdite di possesso
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Procure Notarili
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ECCORECCO • NUMERO 58 • NOVEMBRE 2014 • 7
arduino macelleria
Recco e la sfida
GIUSEPPE ROSASCO > Lo sviluppo della rete commerciale e gastronomica di Recco è abbastanza
recente, diciamo che ha cominciato a prendere i suoi attuali connotati a partire dagli anni
settanta del secolo scorso. Negli anni precedenti fortissima era la presenza artigianale e piccolo industriale, che affondava spesso le sue radici nel lontano passato, come l’attività di
costruzione delle campane, degli orologi da torre, della nautica. A favorire la trasformazione
da area a prevalente vocazione agricola e produttiva a centro privilegiato dello shopping e
della ristorazione è stato un insieme di fattori: la costruzione dell’autostrada che ha avvicinato la città al retroterra padano; il progressivo declino dell’apparato industriale nazionale
che si è naturalmente riverberato sui possibili sbocchi di mercato delle attività della valle di Recco; la collocazione baricentrica nel
Golfo Paradiso che ha favorito la nascita di
un mercato potenziale di oltre trentamila abitanti; l’offerta di prodotti gastronomici unici come la focaccia col formaggio e le trofiette;
i successi della squadra di pallanuoto; la vicinanza del promontorio di Portofino con il
suo indubbio richiamo internazionale e last
but not least (ultimo ma non meno importante) la capacità imprenditoriale di molti abitanti.
Si è così progressivamente affermata
un’offerta di beni e servizi che, a suo modo,
ha reso Recco unica ed originale. E bene aveva colto questo aspetto la dottoressa Carla Migone Bellé, una dipendente della farmacia Savio, che ha lasciato in alcuni scritti privati un
ritratto non conformista della città. Il nostro
mensile, nel numero di aprile del 2010, per gentile concessione dei parenti, aveva pubblicato uno stralcio di queste sue “meditazioni” che ci piace ricordare. Recco, scriveva la dottoressa, è obiettivamente brutta, non ci sono bei palazzi, belle piazze, belle strade. La passeggiata a mare è misera e il mare stesso, così bello e colorato e vivo, spesso è sporco. Tutto sembra nato per caso, compresa la Parrocchiale, che è arrivata dall’Africa (il progetto vincitore del concorso per la ricostruzione post-bellica altro non era che l’adattamento di un
già esistente progetto di chiesa per una città dell’ex- Africa Orientale Italiana), si è seduta
lì e non si è più mossa.
Ma, concludeva a sorpresa la dottoressa, non si capisce perché una città così brutta, (ri)costruita in fretta e male, tra le consorelle nobili come Santa Margherita e Rapallo, snob ed
internazionali come Portofino, appartate e conservatrici come Camogli, lei così bruttina, sia
la più viva. Forse, azzardava, perché è la più vera.
E in quell’aggettivo, “vera”, probabilmente c’era un richiamo alla vasta rete di associazioni
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8 • NOVEMBRE 2014 • NUMERO 58 • ECCORECCO
dei tempi nuovi
e di solidarietà che ha da sempre innervato l’animo più profondo di Recco, assieme all’industriosità e all’abilità commerciale dei suoi abitanti. In un precedente numero di “EccoRecco” (agosto 2009) Silvio Ferrari esaminava lo sviluppo della città sotto due diversi, ma
complementari, angoli visuali, nati entrambi da constatazioni dirette, si può dire biografiche. Il primo faceva riferimento allo straordinario sviluppo della città, visto da un vicino (un
camogliese) che dopo gli anni della vera rivalità (quella pallanuotistica), ha sempre guardato all’immagine e alla trasformazione della città come ad un rilevante fenomeno di rinascita
urbana e sociale di una comunità prostrata ed atterrata dal disastro della guerra e dei suoi
effetti mortali. Il secondo aspetto, continuava Ferrari, si ricollegava alla capacità di Recco di accogliere fra i suoi nuovi residenti
l’umanità di più varia provenienza e storia
(tra cui i profughi istriani e oggi immigrati soprattutto dal Sud America) e che si traduceva in una più facile apertura a relazioni e richiami di contenuto attualistico, favorendo
al suo interno una nuova solidarietà tra le persone.
Ora a me sembra che se guardiamo la trasformazione economica e sociale di Recco attraverso la chiave di lettura che ne hanno fornito la dottoressa Bellé e il prof. Ferrari si possa intuire quale potrebbe essere la direzione
di marcia del futuro: vivacità ed accoglienza, solidarietà e apertura al nuovo. Occorre
aggiungere, per amore di verità, che, anche
se tra varie e a volte inspiegabili contraddizioni, le amministrazioni comunali, pur nell’alternanza di indirizzo politico, hanno saputo muovere passi concreti in questa direzione. L’esempio forse più eclatante è la nuova passeggiata a mare (di cui ci aspettiamo in tempi rapidi la definitiva sistemazione) che rappresenta un luogo di incontro e un biglietto di
visita ineguagliabile della città. Ma altri progetti che godono di unanime consenso, come
la costruzione di una futura Casa del Volontariato, lasciano intuire una direzione di marcia consona alle più radicate vocazioni della città.
E di questa riscoperta della solidarietà, di questa apertura ai tempi nuovi, di questa fiducia nel futuro (per riprendere gli slogan dell’attualità politica) Recco ne avrà tanto più bisogno nell’ambito della costituzione dell’Area Metropolitana Genovese, che potrebbe rivelarsi uno strumento decisivo per favorire una crescita equilibrata, ambientalmente sostenibile,
della cittadina (e del Golfo Paradiso), oppure rivelarsi uno strumento di appiattimento urbano entro la cornice di una anonima estensione della Grande Genova. La sfida è aperta,
ma tutto lascia credere che Recco e il Golfo Paradiso possano vincerla.
ECCORECCO • NUMERO 58 • NOVEMBRE 2014 • 9
SEGNAL AZIONI
u
FARMACI SCADUTI,
PERICOLO BAMBINI
«Questo è lo stato in cui si trovano i due raccoglitori dei farmaci scaduti. Una persona anziana poco cosciente che frugava tra i farmaci e bambini che si impossessavano di tubetti di crema caduti a terra. Il giorno di mercato lunedì 11 agosto.» Così il testo della segnalazione di G.A., inviata (allora) al Comune
di Recco e in copia alla nostra redazione. Andiamo in stampa con la situazione invariata.
GILERA, UN “DNA” DA CLANDESTINO
VIA MILANO, PEDONI A RISCHIO
E SEGNALETICA DA INDOVINARE
«Da inizio estate mi trovo a Recco, in via
Speroni. Ho trascorso luglio, agosto e
settembre accanto ai bidoni (che puzza!)
di fronte alla Suore Maestre Pie, poi (chissà perché) mi hanno spinto fino a metà rettilineo. Ora continuano a spostarmi a seconda dell’auto che deve parcheggiare. Pazienza… Sono senza targa, dovrei quindi
essere rimosso, ma fortunatamente le segnalazioni dei residenti “a chi
di dovere” non hanno avuto seguito, così per ora me ne sto tranquillo; conosco ormai i recchesi (anche importanti) che passano di qua e
saluto ogni giorno i pendolari in stazione in attesa del treno.»
Un incrocio davvero pericoloso quello tra via Milano e via
XXV Aprile, in corrispondenza del supermercato Ekom.
I pedoni sono obbligati a zigzagare tra auto e scooter e
l’attraversamento è posto inspiegabilmente proprio alla
convergenza di due flussi di marcia (mentre in corrispondenza delle rotonde sono correttamente allontanati). I camion dei fornitori scaricano in mezzo alla strada,
talvolta un mezzo parcheggia (sulle zebre) in attesa del
suo turno. La segnaletica orizzontale è stata più volte variata e i segni nuovi e vecchi si sovrappongono generando
confusione, mentre i segnali posti sui tognolini si orienOccorrerebbe davvero poco per ritano a piacere in conseguenza degli urti delle auto.
sistemare i giochi i piazzale Auropa. Si tratta di reinstallare il secondo sedile dell’altalena, dare
una mano di pittura alla giostrina,
ripristinare la testa dell’ochetta a
molla, riparare il bordo dell’aiuola, abbandonato a pezzi sotto una
panchina. L’angolo bimbi tornerebbe ad essere un po’ più accogliente. Serve davvero poco…
PIAZZALE EUROPA, GIOCHI DA SISTEMARE
10 • NOVEMBRE 2014 • NUMERO 58 • ECCORECCO
NOVEMBRE 2014
CROCE VERDE RECCO
| Via Milite Ignoto 17 | Tel. 0185.74234 | www.croceverderecco.it |
news
UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE REGIONALE 16/2014
118: COSA CAMBIERÀ
Come cambierà il servizio “118” nell’immediato futuro con l’approvazione della legge regionale 16/2014 e del relativo regolamento di attuazione? E cosa cambierà nel
rapporto tra “118” e le Pubbliche Assistenze,
in particolare Croce Verde Recco? Di tutto
questo abbiamo avuto modo di parlare nella sede del “118- Genova Soccorso” con il direttore dott. Francesco Bermano, durante un
incontro con il nostro presidente Giovanni
Rainero e alla presenza della redazione di
“EccoRecco”.
«Innanzitutto – ha esordito Bermano – occorre partire da una constatazione: il servizio “118” in Liguria è una realtà consolidata
e molto efficiente. E questo per merito anche
dello storico rapporto con le Pubbliche Assistenze. Forse un esempio può servire per
definire in modo concreto il grado di affidabilità del servizio nel nostro ambito territoriale. In un’area cioè dove la popolazione è
molto anziana ha un’incidenza piuttosto
elevata di infarto cardiaco. Proprio per questo da ormai oltre dieci anni, è stata costruita
a Genova e in Liguria una rete volta a ridurre la mortalità nei pazienti con infarto miocardico acuto grazie alla riduzione del tempo tra il primo contatto medico e l’inizio di
una strategia riperfusiva volta a salvare
quanto più muscolo cardiaco possibile. In
caso di chiamata al 118 per dolore toracico di
sospetta natura cardiaca, il servizio invia la
massima risposta, ovvero l’automedica dotata di tecnologie e professionalità in grado
di gestire le emergenze già a casa del paziente.
Per Recco, ad esempio, questa possibilità è
offerta grazie ad una convenzione con Croce Verde Recco, che mette a disposizione l’automedica e l’autista. La lettura e l’interpretazione dell’elettrocardiogramma sono effettuati direttamente a casa del paziente
con l'eventuale teleconsulto del cardiologo:
per l’area metropolitana genovese l’Ospedale
San Martino. I pazienti presi in carico dal 118
sono già trattati in abitazione e poi trasportati negli ospedali di riferimento per completare il trattamento definitivo. Globalmente per il territorio genovese si è raggiunta
la percentuale del 92% di pazienti riperfusi.
Consideri che purtroppo in certe aree d’Italia tale percentuale scende di parecchio,
perfino sotto il 50 per cento. E il “tempo” rimane il fattore determinante per intervenire con efficacia anche per quanto riguarda
l’arresto cardiaco, lo stroke (ovvero l’ictus),
Giovanni Rainero con il direttore 118 Francesco Bermano.
il trauma grave e l’insufficienza respiratoria
acuta. In tutti questi casi il 118 e la rete di collaborazione con le Pubbliche Assistenze diventano indispensabili.»
Per quale motivo allora la Regione Liguria ha
deciso di intervenire nel settore con una legge specifica?
«Perché – ha risposto Bermano – si può sempre migliorare la qualità dell’assistenza nell’ambito di un rigoroso controllo dei costi. Per
questo motivo la legge regionale ha addirittura previsto che le organizzazioni di volontariato, come Croce Verde Recco, possano
rientrare a pieno titolo, ma a ben precise condizioni, nel sistema sanitario regionale. Un
percorso di crescita necessario per tutelare
la qualità del servizio 118 da sempre possibili “aggressioni commerciali”, come le ha definite recentemente l’assessore regionale
alla sanità Montaldo, non qualificate.»
Questo inserimento non significherà per le
Pubbliche Assistenze una perdita della loro
storica vocazione al volontariato?
«Al contrario – ha proseguito Bermano – le
Pubbliche Assistenze, le organizzazioni di vo-
lontariato e i cittadini, avranno solo vantaggi
da un inquadramento più professionalizzato. In termini di salvaguardia della salute, innanzitutto, ma anche di più consapevole partecipazione dei volontari ad una missione
umanitaria che rimane e sarà sempre insostituibile. Per l’estensione territoriale del servizio e la necessità di una reperibilità praticamente continua, non è infatti pensabile, né
sostenibile economicamente, una organizzazione esclusivamente professionale.»
Questo non significherà inevitabilmente una
sempre maggiore specializzazione delle Pubbliche Assistenze, sia in termini di adeguamento di strutture e mezzi ma soprattutto in
formazione?
«Indubbiamente – ha concluso Bermano –
questa sarà una strada obbligata per tutte le
Pubbliche Assistenze. Ma sotto questo punto di vista mi fa piacere citare come esempio
proprio Croce Verde Recco. Dalla nascita del
servizio 118 (nel 1996) ad oggi il sodalizio si
è dimostrato un interlocutore affidabile non
solo per i servizi di emergenza ma anche per
quelli della cosiddetta Continuità territoriale, l’ex Guardia Medica. E proprio per soddisfare le sempre più pressanti e qualificate
esigenze di servizio Croce Verde Recco ha dovuto costantemente aggiornare i mezzi, le attrezzature e la formazione del proprio personale, volontario o dipendente che sia.
Questa strada dovrà proseguire in futuro, ma
nell’ambito di una rapporto meglio definito
con la Regione Liguria, l’Asl, il 118. Una sfida importante, che tuttavia realtà strutturate
come Croce Verde Recco devono affrontare
con la consapevolezza di svolgere un ruolo determinante nella tutela della salute dei cittadini. Con piena fiducia nei propri mezzi e
nelle proprie risorse, volontarie e dipendenti,
nel solco di una consolidata tradizione di servizio alla comunità.»
GIUSEPPE ROSASCO
DONATORI SANGUE
Nelle mattine dei primi tre venerdì del mese, presso la
nostra sede di via Milite Ignoto, un’autoemoteca dell’AVIS è presente con il personale medico per le donazioni, con inizio alle ore 7.30.
Info: 0185.721037
UNIRSI, CONOSCERSI, FARE PROGETTI
NASCE IL GRUPPO GIOVANI
Una nuova realtà nasce all’interno della Pubblica Assistenza. In barba ad ogni scaramanzia venerdì 17 ottobre nasce ufficialmente il Gruppo Giovani Croce Verde Recco. L’idea prende forma a fine settembre in
occasione dell’Anpas Day, meeting organizzato dall’Associazione Nazionale Pubbliche
Assistenze della Liguria per premiare i volontari intervenuti nelle ultime calamità na-
turali e per focalizzare lo stato dell’arte del
movimento ligure.
In uno dei numerosi laboratori organizzati
per l’occasione si discute di politiche giovanili e in tal frangente si sviluppa un’articolata proposta di costituzione di un Movimento Giovani di Anpas Liguria, un gruppo
riconosciuto con lo scopo di ideare nuovi progetti ed attività e favorire con linee guida comuni la nascita di rispettivi gruppi giovani
all’interno delle singole associazioni.
La proposta non rimane lettera morta per i
giovani partecipanti della nostra pubblica assistenza.
Due chiacchere al bar, una battuta in centralino, un giro di messaggi su WhatsUp, un
volantino stampato al volo, un altro giro di
messaggi: ne vien fuori una data e un’ora, un
aperitivo con una ventina di ragazzi e ragazze
che portano idee, entusiasmo, progetti. Il gioco è fatto, anzi il gruppo è fatto: non mancano
le energie e le potenzialità, basta solo convogliarle ed indirizzarle verso qualcosa di positivo. Non è difficile comprendere lo spirito che anima il neonato gruppo, basta cercarlo nell’entusiasmo che ha recentemente
animato centinaia di giovani in occasione della tragica alluvione genovese, uniti con un obbiettivo comune per dare una risposta ad un
bisogno.
I giovani della Croce Verde vogliono fare lo
stesso: unirsi, conoscersi, individuare bisogni e fare progetti. Insieme, magari divertendosi. Il gruppo è dunque aperto a tutti i
giovani dai 16 ai 30 anni, ragazzi e ragazze,
studenti e lavoratori che vogliano mettere a
disposizione dell’associazione idee, capacità, talenti e più in generale l’entusiasmo per
supportare le attività già presenti e dare vita
a nuovi progetti. Il vero “target” è quello della condivisione e del “fare gruppo” sia attraverso le consuete attività di copertura turni ed organizzazione di eventi sia con la creazione di nuovi progetti all’interno delle attività sociali della Pubblica Assistenza.
“Non è la destinazione; ma il viaggio che
conta…”
ALESSIO GARDELLA
ALLUVIONE, LE NOSTRE FORZE IN CAMPO CORSO FORMATIVO
Croce Verde in prima linea in occasione dei tragici eventi alluvionali che hanno colpito la provincia di Genova a metà ottobre. Notevole lo sforzo di mezzi e risorse
umane messo in campo dall'associazione recchelina sia in corso di
evento sia nei giorni successivi. Grazie alla collaborazione del personale
volontario e dipendente
la Direzione dei Servizi ha
potuto organizzare una
vera e propria task force
operando su più fronti
in base alle richieste che
pervenivano dalle varie istituzioni. A livello
locale infatti seguendo i costanti aggiornamenti dei Centri Operativi Comunali si è collaborato con la Polizia Municipale per le attività di allertamento della popolazione previste dai protocolli di allerta della Protezione Civile e per il monitoraggio delle varie criticità presenti sui territori dei Comuni di Rec-
co ed Avegno. Una particolare attenzione si
è riservata alla problematica della frana di via
Arbora nel Comune di Avegno garantendo un
monitoraggio durante le fasi più critiche dell'allerta e predisponendo lo stazionamento di
un'ambulanza e di una squadra di soccorso
sul posto per poter intervenire anche in
caso di un eventuale blocco stradale e del
conseguente possibile isolamento degli abitati a monte dello smottamento.
In seguito all'allertamento della componente di Protezione Civile di Anpas Liguria la
Croce Verde Recco è inoltre intervervenuta
con i propri volontari nella città di Genova
nei giorni seguenti l'evento alluvionale mettendo a disposizione personale e mezzi per
le attività di rimozione fango e detriti nelle
zone più colpite. Il tutto ovviamente continuando a garantire le quotidiane attività di
trasporto sanitario sul territorio e potenziando la disponibilità di squadre di socccorso
per il servizio di emergenza durante lo stato di allerta.
AG
APPU NTAM ENTI
Sabato 22 novembre ore 10.00:
Conferenza sul diabete in collaborazione con l’Aslidia.
Sabato 6 dicembre: Cena sociale della Croce Verde.
Sabato 13 dicembre ore 10.00 presso l’aula consiliare:
Presentazione di “Novant’anni rivolti al futuro”, libro sulla
storia della nostra Pubblica Assistenza.
IL SOCCORRITORE
IN EMERGENZA
Il corso è aperto a tutti e inizia lunedì per concludersi sabato 6 giugno. Diciassette incontri di 2 ore che si terranno in sede
o presso la Sala Polivalente. Le date e gli orari del corso potrebbero subire spostamenti che verranno comunicati per tempo
Il programma completo è scaricabile dal sito
www.croceverderecco.it.
I corsi certificati IRC invece hanno la durata
di 8 ore e sono riservati ai militi in servizio
effettivo.
Per ogni informazione: 0185 721037.
FATTI E NOTIZIE
SACRO CUORE E GIARIDO DEI GIRASOLI
CENA CON “SCATOLATA” FINALE
LISA MANNA
ULTRACENTENARIA
Venerdì 28 novembre, come da tradizione, siete tutti inviatati alla cena organizzata
dalla scuola materna “Sacro Cuore”e dall’asilo nido “Il Giardino dei Girasoli”. Appuntamento alle 19,30 presso il ristorante “Vitturin 1860” a San Rocco di Recco. Il
dolce sarà offerto da “Tre Civette sui Bignè”. Al termine grande “scatolata” a sorpresa. Parte dell’incasso sarà devoluto alla scuola materna e all’asilo nido. È consigliata la prenotazione (adulti 25 euro, bimbi 15 euro) presso il ristorante (0185 720225).
Lisa Manna, nata il 20 agosto 1913, ha festeggiato il 101° compleanno con il figlio
Gino, la nuora Luisa e la nipote Rossana.
ROBERTO CABONA
E IL SUO “HERO”
CAMPIONI ITALIANI
Grande emozione la scorsa domenica 12
ottobre a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Al termine della finale nazionale di
“caccia pratica” svoltasi nella località friulana, organizzata dalla società Enal Caccia,
l’epagneul breton “Hero” condotto dal recchese Roberto Cabona (nella foto) si è aggiudicato il titolo di campione italiano. Tale
titolo era già stato conquistato nel 2011 a
Fiordimonte (Macerata). Un vero campione, Hero, classificato tra i primi quattro
cani in Italia durante le selezioni dei campionati del mondo FIDC del 2012.
TORNA IL FESTIVAL “RECCO IN MUSICA”
Riparte, domenica 2 novembre, il “Festival Recco in Musica”: da molti anni, in autunno, il Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso organizza questa rassegna
di concerti seguiti con interesse dal pubblico, sia per la qualità che per il contenuto
degli eventi proposti. Primo appuntamento, domenica 2 novembre alle 17 nel Santuario N. S. del Suffragio, vedrà la replica di un concerto organizzato lo scorso anno
in occasione del 70° anniversario dei bombardamenti su Recco, con brani appositamente composti da Dario Bonuccelli (ingresso libero). Ecco gli altri tre appuntamenti,
tutti presso l’Oratorio di S. Martino alle 17 (ingresso 12 euro, soci GPM e giovani 8
euro): Domenica 23 novembre concerto dedicato al 150° anniversario della nascita
di Richard Strauss, con l’esecuzione delle sue più belle pagine dedicate a voce e pianoforte, proposti dal soprano croato Nikolina Pinko e dal pianista Dario Bonuccelli.
Domenica 7 dicembre un duo pianistico, Chiara Nicora e Ferdinando Baroffio, che
proporranno un originale e affascinante programma dal titolo “Da terre e popoli lontani”. Domenica 21 dicembre i Giovani Cantori dell’Accademia Vocale di Genova,
trenta elementi diretti da Roberta Paraninfo, con un programma tra sacro e profano.
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CLUB VELA E MOTORE,
UNA RICCA STAGIONE
Il 4 e 5 ottobre scorsi si sono svolte a
Recco e Sori le regate veliche dedicate
alla Classe Dinghy 12’, valide per la Ranking List Zonale, organizzate dal Club
Amici Vela e Motore Recco e dal Club
Vela Sori, per l’assegnazione del Trofeo
Città di Recco e del Trofeo Città di Sori. I
due giorni di regate hanno portato in
mare dodici imbarcazioni di una classe, il
Dinghy 12’, che ha da poco compiuto
cento anni ed è molto radicata in Liguria.
Il Trofeo, diretto dall’ufficiale di regata
Gian Filippo Noceti, ha concluso la stagione delle regate veliche organizzate dal
Club Amici Vela e Motore che nel 2014 ha
organizzato anche il Trofeo Capitani e
Macchinisti e il Trofeo Calandrone, dedicato alla Classe Optimist, con la collaborazione del Club Vela Camogli. Per la
Classe Laser è stato invece organizzato,
insieme al Club Vela Sori, il Trofeo Causi
e Trofeo Pendola, vinti da Filippo Schepis
del Club Amici Vela e Motore.
Sportello IAT
Vendita biglietti AMT, APT,
Autostradale
Vendita abbonamenti e
biglietti ferroviari
Biglietti Acquario di Genova
Ricariche cellulari on-line di
tutti i gestori
Vendita tessere Viacard
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Comuni di Recco, Camogli e
Avegno
Sportello Touring Club Italiano
TNT Point
ECCORECCO • NUMERO 58 • NOVEMBRE 2014 • 13
BENESSERE
IN CUCINA
INTEGRATORI CONTRO
IL GENERALE INVERNO
LE TRIPPE
INFO AZIENDE
RISPARMIO ENERGETICO
E AMBIENTE
Dopo la parentesi estiva, l’autunno e l’inverno preoccupano perché portano con sé
le più comuni malattie stagionali. Un tempo per cercare di prevenire questi stati patologici si faceva ricorso ai “ricostituenti”.
Oggi si preferisce parlate di “integratori”.
In entrambi i casi, si tratta di prodotti che
forniscono all’organismo le sostanze che gli
occorrono per sostenere i processi plastici
ed energetici, anche in situazioni di maggiore difficoltà ambientale. In linea generale
possiamo dire che al gruppo dei ricostituenti
appartengono quei prodotti che servono per
rimediare a disfunzioni d’organo o a favorire i processi catabolici, mentre gli integratori contengono quantità dichiarate di
sostanze (calcio, ferro, magnesio, sali, aminoacidi, fosfolipidi, vitamine, ecc.) assunte
allo scopo di integrare quelle introdotte con
l’alimentazione. Sebbene di norma una
dieta equilibrata sia sufficiente a fornire all’organismo tutto il necessario, è altrettanto vero che un’alimentazione squilibrata
(tipica ad esempio dei fast-food), particolari situazioni (gravidanza, allattamento, attività sportiva, impegno negli studi) e l’assunzione di cibi surgelati o a lunga conservazione possono richiedere il ricorso
agli integratori. Questo vale a maggior ragione nelle stagioni più fredde. Attenzione però: gli integratori, proprio per le loro
specifiche funzioni, devono essere prescritti dal medico di famiglia. E anche nei
casi di un semplice sostegno alle accresciute
necessità è sempre bene rivolgersi per un
consiglio sulla scelta del prodotto più opportuno al farmacista nelle farmacie e parafarmacie di fiducia.
SCALDACQUA A POMPA DI CALORE
Non perdiamo gli incentivi!
La trippa non è solo la sporgenza che cresce agli uomini giunta l’età della riflessione, ma le interiora del bovino, compresa fra esofago e lo stomaco e, non,
come molti credono, dell’intestino. Le
trippe, il plurale a Genova è d’obbligo,
dopo la macellazione vengono accuratamente pulite e bollite, si possono cucinare in svariati modi, hanno un elevato contenuto proteico, 100 g di trippa contiene 15,8 g di proteine 108 kcal e solo 5
g di grassi, dieta ideale per non prendere peso. Nel ’900 la zuppa di trippe e gallette detta sbïra in genovese, si gustava
nelle osterie ed era considerata un “aiuto” contro il freddo e la fatica, consumatori abituali erano i camalli del porto. Vediamo ora come cucinare le interiora, non belle a vedersi, ma buone e saporite. Preparare un tritato composto da
2 cipolle medie, 2 carote, uno stelo di sedano e uno spicchio d’aglio. Preparare 8
hg di trippe di vari tipi, i più usati sono
centopelli, castagnetta e duroni. In una
pentola versare 4 o 5 cucchiai di olio extravergine e scaldare a fuoco lento,
quando l’olio è caldo aggiungere le trippe e farle rosolare finche l’acqua che si
forma con il calore sia asciugata, poi aggiungere del vino bianco e, quando è sfumato, unire con i sapori tritati e fare dorare il tutto mantenendo il fuoco vivace.
Quando le frattaglie sono rosolate aggiungere le patate, i piselli o le fagiolane e il concentrato di pomodoro, coprire con il brodo di dado e far cuocere per
35 minuti, quando il brodo è evaporato
e la trippa e le verdure hanno preso consistenza, cioè sono rassodate, la pietanza è cotta e la si può servire in tavola.
ANTONIO BOVETTI
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14 • NOVEMBRE 2014 • NUMERO 58 • ECCORECCO
Per chi avesse in casa un tradizionale
scaldabagno elettrico, è questo il momento giusto per valutare la sostituzione con un
modello “a pompa di calore”, approfittando degli incentivi offerti dal Conto Energia
Termico e dalle detrazioni Irpef che, sino al
31 Dicembre 2014, permetteranno un rimborso sino al 65%.
Gli scaldacqua a pompa di calore sono un’alternativa moderna, efficiente e dal costo contenuto per la produzione di acqua calda sanitaria. Grazie alle continue evoluzioni subite negli ultimi anni, che rendono possibile un risparmio di energia elettrica e in bolletta di oltre il 75% rispetto ai modelli tradizionali, gli scaldacqua a pompa di calore sono certificati dalla legislazione Europea
come la “Best AvailableTecnology” in questo settore.
A conferma della bontà di questa tecnologia, il futuro Regolamento Europeo per
l’etichettatura dei prodotti dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (ERP water heaters), che dal 2015 obbligherà i costruttori di boiler e scaldacqua ad apporre
sui loro prodotti un’indicazione delle performances energetiche così come già avviene per altri elettrodomestici, classifica gli
scaldacqua a pompa di calore al gradino più
alto, ovvero la Classe A. In quest’ottica, sebbene l’investimento iniziale per acquisto ed
installazione di uno scaldacqua a pompa di
calore sia in genere superiore a quello da
sostenere per uno scaldabagno tradizionale,
e paragonabile a quello per un’unità a gas
ad alta efficienza, le loro elevatissime performances permettono di eguagliare e superare le rese di un sistema combinato gassolare termico ed ammortare in brevissimo
tempo la spesa sostenuta.
L’acquisto di un sistema a pompa di calore deve essere quindi visto non nell’ottica
di un costo, ma di un reale e concreto investimento per il futuro.
AG-TS srl saprà fornirvi tutto l’appoggio e
la consulenza necessari per affrontare
questa scelta in modo consapevole.
VECCHI GIORNALI
IN LIBRERIA
DAI QUOTIDIANI DI NOVEMBRE 1994
✤ MARE E CANNONI LA LIGURIA NELLA GRANDE GUERRA 1915-1918 Sandro Antonini racconta con passione gli avvenimenti interni alla Liguria ma
indubbiamente nati per la guerra e nella guerra. Si occupa poi dei
suoi protagonisti di rilievo, a partire dagli interventisti democratici
come il capitano Giuseppe Giulietti, segretario del sindacato marittimi, dall’onorevole
Giuseppe Canepa, fra i fondatori e direttore del principale quotidiano ligure, “Il Lavoro”, e da Ludovico Calda, segretario della Camera del lavoro di Genova, per continuare con gli interventisti nazionalisti come i fratelli Mario e Pio Perrone, proprietari dell’Ansaldo… De Ferrari, 288 pagine, 20 euro
L’area sulla quale sorgerà il “centro congressi”.
✔ Grazie a un mutuo di un milardo e 300
milioni, via libera al centro congressi di
via Ippolito d’Aste, che sarà ospitato in
un nuovo edificio di 800 metri quadrati
su due piani. Intanto il proprietario del
terreno si vede negare il progetto di realizzarvi, a piano terra, una discoteca.
✔ In vista delle elezioni comunali della
prossima primavera, l’avvocato Giancarlo De Marchi sarà il candidato sindaco di un nuovo gruppo indipendente.
✔ Clamoroso esposto dalla magistratura dei medici dell’ospedale Sant’Antonio, col quale denunciano la situazione
del reparto d’urgenza, ritenuto del tutto
inadeguato al servizo che deve svolgere.
✔ Ufficializzato il passaggio di proprietà della IML: Paolo Sanguineti ha ceduto alla lombarda Metalfar dei fratelli Farina il 70% delle quote azionarie. Con il
trasferimento dell’azienda a Casarza a Ligure Recco perderà 160 occupati.
✔ Mentre Genova (Acquario in testa)
porta via le presenze alla Riviera, è polemica sulla riforma delle APT (Aziende di Promozione Turistica), che dovrebero passare da 11 a 5. Nel levante le sedi
sono previste a Santa Margherita Ligure
e a Chiavari.
✔ L’assessore ai Servizi sociali Stefano
Bersanetti presenta il nuovo centro sociale per i giovani, in piazzale Olimpia,
che sarà aperto tre giorni alla settimana
dalle 17 alle 20 con diverse attività, tra
cui cineteca e informatica.
✔ Polverone per un libro di testo di Le
Monnier curato dal prof. Adalberto vallega, dell’Università di Genova, che cita
Recco come esempio di inquinamento
del mare. L’editore si scusa con il sindaco
e promette di rivedere il testo incriminato
nella prossima edizione.
✔ Inizia con Pro Recco-Posillipo il campionato di pallanuoto, ma alla piscina di
Punta Sant’Anna manca il nulla osta della commissione di vigilanza; ancora una
volta aprirà al pubblico solo grazie alla
garanzia fornita dal sindaco.
✤ 2037. LA LIGURIA CAPOVOLTA Può la Liguria immaginare un futuro che
non sia di lento e inesorabile declino e di crisi? Possiamo sperare che i
nostri figli rimangano a lavorare e a vivere sulla piccola terra dei loro padri e nonni? È questo il senso profondo della bella e lunga intervista che
Mario Paternostro fa a Federico Berruti, giovane sindaco di Savona, una
delle poche energie fresche e promettenti del panorama politico e amministrativo ligure. De Ferrari, 96 pagine, 12 euro
✤ UNA STORIA SORRIDENTE LA RAI DI GENOVA RACCONTATA DALLE ORIGINI Fu l’annunciatrice
Lea Landi a coniare l’espressione “una storia sorridente” per descrivere la sua esperienza a Radio Genova, quella che sarebbe poi diventata la sede regionale Rai per la Liguria. Furono sorrisi soprattutto all’inizio, quando l’aspetto pionieristico dominava su qualunque difficoltà. Dalle prime trasmissioni solo radiofoniche all’avvento della tv, da Marzari a Provenzali, dal teatro radiofonico ai telegiornali di oggi, Marco Fantasia racconta, senza pretese di esaustività, piccole e grandi storie dei tanti personaggi che hanno fuso la loro vita con quella della sede. Internòs, 112 pagine, 10 euro
✤ CARIGNANO. STORIA DELL’ESPANSIONE SULLA COLLINA / LA CIRCONVALLAZIONE A MONTE. STORIA DELL ESPANSIONE URBANA DELL’OTTOCENTO I due volumi completano la serie curata da Rinaldo Luccardini e dedicata all’espansione urbana di Genova che ha cambiato il volto della
città tra Ottocento e Novecento. Nel primo, la collina di Carignano: vicinissima al centro storico della città medievale, viene interessata dall’espansione urbana dell’Ottocento con un certo ritardo rispetto ad altre zone della città. Nel secondo, la grande strada panoramica che attraversa le alture da un capo all’altro
della città vecchia rappresenta uno dei più significativi risultati
dell’urbanistica italiana dell’Ottocento. Sagep, 136/128 pagine, 30 euro
✤ PORTOFINO STORIA DI UN MITO Luigi Vinelli (foto di Martina Santamaria) racconta “questo piccolo villaggio”, degli umili e dei potenti, che hanno rispecchiato le loro vite in quell’arco di luna. Frammenti di storia e di
storie che, cementati insieme, hanno creato un mito mondiale nel campo del turismo, del lusso, della bellezza. Internòs, 288 pagine, 30,00 euro
✤ L’INGEGNERE CHE DIVENTÒ SINDACO. ROBERTO LEVAGGI Elisabetta
Biancalani incornicia Levaggi, ingegnere chimico industriale, addentrandosi nella sua vita, attraverso le sue esperienze lavorative
e la sua carriera politica, iniziata, ventenne, con la Democrazia Cristiana.
De Ferrari, 64 pagine, 12,00 euro
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