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OGGETTO: Circolare 8.2015
Seregno, 16 marzo 2015
VOLUNTARY DISCLOSURE
La collaborazione volontaria (detta anche voluntary disclosure, in seguito "VD") consente entro la data del 30
settembre 2015 la regolarizzazione:
- di tutti gli investimenti e di tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all'estero, anche indirettamente o per interposta persona,
- di tutti i redditi che sono serviti per costituire o acquistare i predetti investimenti e attività, inclusi i redditi
accertabili in base alla presunzione di cui all'art. di cui all'art. 12, co. 2, D.L. 1° luglio 2009, n. 78, nonché dei
redditi che derivano dalla loro dismissione o utilizzazione a qualunque titolo;
- di tutte le violazioni dichiarative (Mod. RW) in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto alla
data del 30 settembre 2014.
La “voluntary disclosure” rispetto allo “scudo fiscale” non è anonima e si concretizza con una procedura di vero e proprio accertamento delle attività estere e dei redditi esteri non dichiarati, a cui segue la richiesta
dell’intero debito tributario.
La procedura si perfeziona con il pagamento di quanto dovuto alle scadenze di legge. Le agevolazioni, rispetto
alle norme vigenti, consistono in una riduzione delle sanzioni amministrative e dall’esclusione da punibilità di
numerosi reati; prevede infatti che il contribuente, attivandosi spontaneamente, illustri in modo analitico ed
esaustivo all’Amministrazione finanziaria la propria situazione patrimoniale e reddituale in relazione alle attività patrimoniali e finanziarie illecitamente detenute all’estero, fornendo i relativi documenti e le necessarie informazioni, fin dal momento iniziale in cui queste disponibilità sono state costituite, precisandone l’origine unitamente ai documenti ed alle informazioni per la determinazione degli eventuali maggiori imponibili agli effetti
delle imposte sui redditi, delle addizionali, delle imposte sostitutive, dell’IRAP, dei contributi previdenziali,
dell’IVA e delle ritenute.
ANNI INTERESSATI
Sono interessati alla VD gli anni per i quali non è ancora intervenuta la prescrizione dei termini di accertamento dei redditi:
Infedele dichiarazione
Dal 2010 al 2013
Dal 2006 al 2013 nel caso di raddoppio dei termini
Omessa dichiarazione
Dal 2009 al 2013
Dal 2004 al 2013 nel caso di raddoppio dei termini
Violazioni Mod. RW
Dal 2010 al 2013
Dal 2006 al 2013 nel caso di attività in paesi black list (*)
Violazioni fiscali penalmente rilevanti
La violazione fiscale che comporta il raddoppio dei termini per l’accertamento è quella - prevista dall'art. 43,
co. 3, D.P.R. 600/1973 - che da luogo ad un obbligo di denuncia penale ex art. 331 c.p.p. Tali violazioni possono
riguardare sia i redditi che hanno costituito le attività estere sia i redditi da queste generati.
Si ricorda che si ha infedele dichiarazione quando si verifica:
- imposta evasa maggiore di Euro 50.000 (dichiarazioni presentate dal 17 settembre 2011) e redditi non dichiarati superiori a Euro 2 milioni o superiori al 10% dei ricavi;
- imposta evasa maggiore di Euro 103.291,38 (dichiarazioni presentate prima del 17 settembre 2011) e redditi
non dichiarati superiori a Euro 2.065.827,60 o superiori al 10% dei ricavi.
L’omessa dichiarazione costituisce reato quando:
- imposta evasa maggiore di Euro 30.000 (dal 17 settembre 2011)
- imposta evasa maggiore di Euro 77.468,53 (prima del 17 settembre 2011).
Violazioni sul monitoraggio per operazioni con paesi “black list”
In ogni caso il raddoppio dei termini non sarà applicabile qualora ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni (art. 5-quater, co. 4 D. L. 167/1990):
- sottoscrizione entro 60 giorni dall'entrata in vigore di una convenzione che preveda un effettivo scambio di
informazioni tra il Paese black list e l'Italia (anche tra la stipula e l'entrata in vigore dell'accordo);
- rilascio all'intermediario finanziario estero dell'autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane
richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di VD (copia di tale autorizzazione controfirmata allegata alla richiesta VD);
- qualora successivamente alla richiesta di VD l'autore trasferisca le attività ad altro intermediario finanziario,
rilascio della medesima autorizzazione entro 30 giorni dal trasferimento e trasmissione all'Amministrazione
finanziaria entro 60 giorni dal trasferimento.
SANZIONI
Omessa compilazione del Quadro RW della dichiarazione dei redditi
In caso di adesione alla VD internazionale si applicano le sanzioni minime per le violazioni in materia di monitoraggio fiscale, pari al 3 per cento per le attività detenute in Stati non black list e al 5 per cento per le attività
detenute in Stati black list;
- se il Paese black list stipula entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge una convenzione per lo scambio
di informazioni (con applicazione anche al periodo tra la stipula e l'entrata in vigore dell'accordo) la sanzione
minima sarà anch'essa pari al 3 per cento;
- tali sanzioni saranno inoltre generalmente ridotte di un quarto ma potranno essere ridotte della metà se: (i)
le attività erano detenute in Italia o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo
Spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni con l'Italia, (ii) se a seguito
della VD saranno trasferite nei predetti Stati (a tale proposito si ritiene che al trasferimento in Italia sia assimilabile l'intestazione a società fiduciarie italiane residenti), (iii) se l'autore delle violazioni rilascerà all'intermediario finanziario estero presso cui le attività sono detenute l'autorizzazione a trasmettere alle autorità
finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria allegando copia di tale autorizzazione, controfirmata dall'intermediario finanziario estero, alla richiesta di collaborazione volontaria;
- le sanzioni così determinate potranno essere abbattute ad un terzo nel caso di pagamento entro il termine di
proposizione del ricorso avverso l'atto di contestazione delle sanzioni come evidenziato nello schema sottostante.
Sanzione (minima) applicabile
No Black list: 3%
Black list: 5% (fino 2007) - 6% (dal 2008)
se entro 60 gg dall’entrata in vigore lo Stato stipula accordo con Italia (i) che prevede scambio informazioni e
(ii) riguarda anche informazioni tra data stipula e data entrata in vigore è sanzione 3%
Ulteriore riduzione del 50% minimo edittale se: (i) attività già detenute o trasferite a seguito di VD in Italia o
in Stati Ue/See con effettivo scambio di informazioni (Islanda e Norvegia); (ii) attività già detenute nei predetti
Stati (Ue/See); (iii) autorizzazione all’intermediario a trasmettere informazioni all'amministrazione finanziaria
italiana
Negli altri casi, riduzione del 25% del minimo edittale
Esempio Svizzera
(c/c in Svizzera, autorizzazione alla banca o intestazione fiduciaria, Svizzera conclude accordo)
sanzione applicabile
3%
riduzione del 50%
1,5%
riduzione 1/3 per definizione
0,5% delle attività per anno
(dal 2010 al 2013) 4 anni = 2%
Voluntary disclosure - Schema riepilogativo
SITUAZIONE (VD nel 2015)
ANNI
% TOTALE (*)
Trattato + autorizzazione
10 (2004-2013)
5%
Trattato + autorizzazione
10 (2004-2013)
7,5%
Trattato + autorizzazione
10 (2004-2013)
9,32%
Trattato + autorizzazione
10 (2004-2013)
14%
(*) assumendo un patrimonio costante pari a 100.
Sanzioni reddituali
Le sanzioni per i redditi prodotti in Paesi black list era pari al 100% fino al 2007 e al 200% dal 2008. Per i redditi
prodotti all’estero la sanzione deve essere aumentata di 1/3 (art. 1, co. 3, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471).
Per i paesi black list, le sanzioni sono raddoppiate (art. 12, D.L. 78/2009 ) salvo che entro 60 giorni dall'entrata
in vigore della norma sia concluso il trattato per lo scambio di informazioni.
Le sanzioni, come sopra determinate, in caso di VD sono ridotte di un quarto in virtù dell'adesione alla procedura.
Successivamente le sanzioni saranno ulteriormente ridotte ad un sesto o ad un terzo rispettivamente nel caso
di adesione all'invito al contraddittorio notificato dall'Agenzia delle Entrate o nel caso di successiva conclusione di accertamento con adesione.
Sanzioni reddituali
Tipologia
sanzione
Sanzione base
min
Infedele (ITA)
Diminuzione 1/4
(VD)
Diminuzione
1/6 (invito)
Diminuzione
1/3 (adesione)
100
75
12,5
25
Omessa (ITA)
120
90
15
30
Infedele (EST)
100
133,3
100
16,6
33,3
120
160
120
20
40
Omessa (EST)
Aumento 1/3
(estero)
Importi fino a € 2.000.000 - Tassazione forfettaria facoltativa - Su istanza del contribuente l’Ufficio, in luogo
della determinazione analitica dei rendimenti, calcola gli stessi applicando la misura del 5% al valore complessivo della loro consistenza alla fine dell’anno e determina l’ammontare corrispondente all’imposta da versare
utilizzando l’aliquota del 27%.
Importi oltre € 2.000.000 - Il contribuente è tenuto al versamento dell’Irpef e delle relative addizionali calcolate in modo ordinario, con sanzioni e interessi.
PROCEDURA PER LA VD
Presentazione del modello: entro 30-09-2015
Analisi della domanda: l’Agenzia delle Entrate elabora la richiesta e i documenti presentati; può chiedere ulteriori informazioni e documenti.
L’Agenzia delle Entrate provvede a: (i) calcolare le imposte, sanzioni ed interessi, (ii) emettere l’invito a comparire, (iii) irrogare le sanzioni ridotte per il mod. RW. Nell’invito darà indicazioni circa la possibilità di: a) definizione con la riduzione delle sanzioni (1/6 o 1/3); b) definizione sanzioni Mod. RW nella misura ridotta di 1/3
Valutazione documenti: il contribuente esamina la documentazione inviata dall’Agenzia delle Entrate. Può scegliere tra:
(i) acquiescenza all’invito a comparire (riduzione sanzioni a 1/6). Versamento delle somme dovute entro 15
giorni prima della data di comparizione (in soluzione unica o in 3 rate mensili);
(ii) aderire alla proposta di accertamento con adesione (riduzione sanzioni a 1/3 del definito). Versamento
delle somme dovute entro 20 giorni dall’atto di adesione (in soluzione unica o in 3 rate mensili);
(iii) pagare le sanzioni relative al mod. RW entro il termine di presentazione del ricorso;
Trasferimento degli investimenti:
(i) Rimpatrio fisico: trasferimento delle attività estere in Italia o in paesi UE o in paesi aderenti all’accordo sullo
SEE
(ii) Rimpatrio giuridico: rilascio mandato all’amministrazione delle attività a una fiduciaria residente.
Comunicazione all’autorità giudiziaria: entro 30 giorni dalla data di esecuzione dei versamenti l’Agenzia delle
Entrate comunica la conclusione della procedura all’autorità giudiziaria.
ESLUSIONE DALLA PUNIBILITA’ DEI SEGUENTI REATI
Reati in materia di dichiarazione
Limitatamente alle condotte relative agli imponibili, alle imposte e alle ritenute oggetto della collaborazione
volontaria.
• Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D. Lgs.
74/2000)
• Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3 D. Lgs. 74/2000)
• Dichiarazione infedele (art. 4 D. Lgs. 74/2000)
• Omessa dichiarazione (art. 5 D. Lgs. 74/2000)
Reati in materia di pagamento di imposte
Limitatamente alle condotte relative agli imponibili, alle imposte e alle ritenute oggetto della collaborazione
volontaria.
• Omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis D. Lgs. 74/2000).
• Omesso versamento di IVA (art. 10-ter D. Lgs. 74/2000).
Reati non tributari
Commesse in relazione ai delitti di dichiarazione e di pagamento.
• Riciclaggio (art. 648-bis c.p.)
• Impiego di denaro, beni e altre utilità di provenienza illecita (art. 648ter c.p.).
Limitatamente alle attività oggetto di collaborazione volontaria se commesse in relazione ai delitti di dichiarazione e pagamento fino al 30.09.2015.
• Autoriciclaggio (art. 648 ter1).
NON SONO COPERTI CON LA VD I SEGUENTI REATI
• Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8 D. Lgs. 74/2000).
• Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11 D. Lgs. 74/2000).
REATO DI AUTORICICLAGGIO
Connessa alla voluntary disclosure è la nuova norma sull’autoriciclaggio (Art. 648 ter 1 C.P.) che punisce colui
che dopo aver commesso o concorso a commettere un delitto non colposo impiega, sostituisce o trasferisce
denaro, beni o altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente
l’identificazione della loro provenienza delittuosa.
Con il nuovo testo inserito nell'articolato della voluntary disclosure (art. 3), il reato di autoriciclaggio costituisce
un completamento della procedura di autodenuncia volontaria: da un lato sono previsti dei meccanismi di
“premio” in favore di quei contribuenti che vogliono spontaneamente denunciare le proprie disponibilità estere aderendo alla procedura di voluntary disclosure; dall'altro, si sono inasprite le conseguenze penali per chi
non vi acceda, con la previsione della fattispecie incriminatrice dell'autoriciclaggio, in modo da andare a colpire
duramente i contribuenti che erano stati, in tempi più o meno remoti, infedeli, nel caso in cui in futuro intendano movimentare i loro capitali.
In sostanza il terzo comma dell'art. 5-quinquies, D.L. 167/1990, come formulato dal nuovo testo di legge, prevede la non punibilità delle condotte di auto riciclaggio commesse sino alla data del 30 settembre 2015, entro
la quale può essere attivata la procedura di collaborazione volontaria", se commesse in relazione alle "attività
oggetto di collaborazione volontaria" e sempre che si leghino al provento dei delitti per cui è prevista la "copertura" penale ai sensi della lettera a) della medesima fattispecie.
Esempio: un soggetto, che negli anni 1980 aveva realizzato alcune operazioni integranti gli estremi di un illecito fiscale (non più perseguibili per via dell'intervenuta prescrizione), movimenta i capitali provento del reato:
l'Autorità giudiziaria sarebbe legittimata a contestare, in relazione a queste movimentazioni, il reato di autoriciclaggio per via dell'introduzione della nuova fattispecie di cui all'art. 648-ter.1 c.p. L'effetto pratico sarebbe la
"reviviscenza" della rilevanza penale di comportamenti non più perseguibili perché, appunto, prescritti.
Lo Studio rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti
Studio Commercialista Associato Contrino
Riferimenti normativi
L. 15.12.2014, n. 186
Provv. Ag. Entrate 30.01.2015
Circ. Ag. Entrate 19.02.2015, n. 6/E
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