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COMUNE DI GAVARDO (BS)

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COMUNE DI GAVARDO (BS)
Progetto Definitivo
IMPIANTO DI COGENERAZIONE
PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA E
TERMICA
DA BIOMASSE LEGNOSE
doc. N° 006_2014 DPR01 02
Relazione Geologica
SETTEMBRE 2014
IL PROGETTISTA
Ing. Sergio Renato Caimi
IL PROGETTISTA ARCHITETTONICO
Arch. Luca Carminati
Studio Raimondi-Carminati
Dentro il Sole s.p.a.
via Parini 96, 20064, Gorgonzola, Milano
tel. 0039 02 – 94.435.188 / 0039 02 - 95.11.568
fax. 02- 95.30.18.08
C.F. e P.I. 06165480960 - Iscr. C.C.I.A.A. MI n° 1874577
www.energiedelsole.com
C.S. int. vers. 500.000,00 €
086_2014
COMUNE DI GAVARDO
Provincia di Brescia
Impianto di cogenerazione per la
produzione di energia elettrica e termica da
biomasse legnose
Relazione Geologica e Geotecnica
(ai sensi D.M. LL. PP. 11/03/1988 e D M. II.TT. 14/01/2008)
committente
Gavardo Servizi Srl
Piazzetta de’ Medici, 25085 Gavardo (BS)
29 agosto 2014
__________________________________________________________________________________________________________
CASTALIA Studio Associato di Geologia dei dottori Incerti Davide e Mazzoleni Giulio
Via San Giorgio, 4 - 24058 ROMANO DI LOMBARDIA (BG)
Tel/Fax: 0363/903672 - P. IVA e C.F.: 03362470167
www.studiocastalia.com - [email protected]
INDICE
1.
PREMESSA.................................................................................................. 3
2.
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E ANALISI DEL PROGETTO ...................... 6
3.
INQUADRAMENTO
GEOLOGICO,
GEOMORFOLOGICO
E
IDROGEOLOGICO ....................................................................................... 6
4.
ATTIVITA’ CONOSCITIVE DELLE CARATTERISTICHE GEOLOGICHE DEL
SITO E CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA DEI TERRENI .......................... 9
5.
VALUTAZIONE
DELLA
CAPACITA’
PORTANTE
DEI
TERRENI
ATTRAVERSO IL METODO DELLE “TENSIONI AMMISSIBILI” –
D.M.LL.PP. 11/03/1988 ........................................................................... 10
6.
VERIFICA AGLI STATI LIMITE ULTIMI “SLU” AL COLLASSO PER
CARICO LIMITE DEI TERRENI DI FONDAZIONE (D.M. 14/01/2008) –
CONDIZIONI STATICHE............................................................................ 12
7.
VERIFICA AGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO “SLE” (D.M.
14/01/2008) – CONDIZIONI STATICHE................................................... 15
8.
VERIFICA AGLI STATI LIMITE ULTIMI “SLU” E DI ESERCIZIO “SLE”
DEI TERRENI DI FONDAZIONE (D.M. 14/01/2008) – CONDIZIONI
DINAMICHE.............................................................................................. 17
9.
CONCLUSIONI .......................................................................................... 22
ELENCO ALLEGATI
1.
Inquadramento geografico
2.
Inquadramento geologico
3.
Sondaggi geognostici
4.
Parametri sismici di sito e di progetto
Diritti d’autore e proprietà intellettuale del presente elaborato, a norma dell’art. 9 del “Tariffario
professionali dei geologi” approvato con Decreto del Ministero di Grazia e Giustizia 18/11/1971
3/12/1971) e s.m.i. del 30/07/1996 (D.M. n. 519), appartengono in maniera esclusiva ai firmatari.
anche parziale, deve essere autorizzata. Ogni utilizzo diverso da quello per cui alle finalità indicate deve
un abuso.
2
per le prestazioni
(G.U. n. 306 del
Ogni riproduzione,
essere considerato
1.
PREMESSA
Su incarico della Committenza viene redatta la presente Relazione Geologica e Geotecnica
riguardante la località posta lungo via XXV Aprile, in comune di Gavardo, in corrispondenza delle aree dove
è prevista la realizzazione e messa in esercizio di un impianto di cogenerazione per la produzione di energia
elettrica e termica da biomasse legnose.
Scopo dell’indagine è stato la caratterizzazione geotecnica dei terreni presenti nell’area, come
prescritto dal nuovo Testo Unico “Norme Tecniche per le costruzioni” (D.M. 14/01/2008) e come già
previsto dal D.M. LL. PP. 11/03/88 “Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la
stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione,
l’esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”, emanato in
attuazione della Legge 02/02/1974 n. 64, art. 1, che impone per tutte le opere presenti sul territorio
nazionale la realizzazione di apposite indagini di approfondimento geologico e geotecnico a supporto della
progettazione come quella successivamente esposta.
Più in dettaglio dal punto di vista normativo si è fatto riferimento a:
Associazione Geotecnica Italiana
Raccomandazioni sulla programmazione ed esecuzione delle indagini geotecniche, 1977
Decreto Ministeriale 11.03.1988: Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la
stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione,
l’esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione.
Decreto Ministeriale 14.01.2008: Testo Unitario - Norme Tecniche per le Costruzioni.
Legge 24 giugno 2009, n. 77: Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi
sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile.
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: Istruzioni per l’applicazione delle “Norme tecniche per le
costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008. Circolare 2 febbraio 2009.
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: Pericolosità sismica e Criteri generali per la classificazione
sismica del territorio nazionale. Allegato al voto n. 36 del 27.07.2007
Eurocodice 8 (1998) - Indicazioni progettuali per la resistenza fisica delle strutture: Parte 5:
Fondazioni, strutture di contenimento ed aspetti geotecnici (stesura finale 2003)
Eurocodice 7.1 (1997) - Progettazione geotecnica – Parte I : Regole Generali. - UNI
Eurocodice 7.2 (2002) - Progettazione geotecnica – Parte II: Progettazione assistita da prove di
laboratorio (2002). UNI
Eurocodice 7.3 (2002) -: Progettazione geotecnica – Parte II: Progettazione assistita con prove in
sito (2002). UNI
3
Come si evince dall’elenco riportato, le normative citate comprendono il D.M. 14-01-2008 “Norme
Tecniche per le Costruzioni”, in attuazione dal 1 luglio 2009 a seguito dell’emanazione della Legge n. 77 del
24/06/2009 (Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2009) “Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli
eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione
civile”, che prevede che le verifiche strutturali vengano effettuate con il metodo agli stati limite, in
condizioni statiche ed in condizioni dinamiche.
Fanno eccezione le aree poste in Zona Sismica 4, ma solo per le costruzioni di tipo 1 e di tipo 2,
Classe d’uso I e II, per le quali è ammessa la verifica alle Tensioni Ammissibili, secondo il previgente D.M.
LL.PP. 11.03.1988, ancora quindi di parziale validità.
Ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante
“Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di
normative tecniche per le costruzioni in zona sismica” (G.U. n. 105 del 8.5.2003), allegato 1, il territorio
comunale di Gavardo è classificato in zona 2 (classificazione che rimarrà invariata anche a seguito
dell’entrata in vigore della DGR 2129-2014, in data 16 ottobre 2014), definita come un’area con
accelerazione orizzontale ag/g, con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni, compresa fra 0.15 e
0.25.
Per quanto riguarda la categoria di tipo di costruzione, si può fare utilmente riferimento alla tabella
n. 1 che segue, cui si riferisce il testo del D.M. 14/01/2008, dalla quale si evince come le opere in futura
edificazione (silos) sul lotto investigato appartengano alla seconda categoria.
tab. 1: classificazione di costruzioni e opere secondo il D.M. 14/01/2008
Infine, per quanto attiene la classe d’uso, la tipologia di costruzione in progetto rientra nella classe
II, nella quale sono comprese “Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti
pericolosi per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose
per l’ambiente. Ponti, opere infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in Classe d’uso III o in Classe d’uso IV,
reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergenza. Dighe il cui collasso non provochi
conseguenze rilevanti. Ambienti ad uso residenziale. Sono compresi in questa categoria i locali di abitazione
e relativi servizi, gli alberghi (ad esclusione delle aree suscettibili di affollamento), gli uffici, i negozi”.
4
Non sono pertanto soddisfatti tutti i requisiti perché possa ritenersi ancora applicabile la sola
verifica alle Tensioni Ammissibili, secondo il D.M. LL. PP. 11.03.1988, ed il calcolo geotecnico dovrà essere
affrontato secondo le più recenti verifiche agli Stati Limite, in condizioni statiche e dinamiche
Il Comune di Gavardo con l’approvazione dello Studio Geologico del Territorio Comunale realizzato
ai sensi dell’art. 57 della L.R. 12/2005 nell’ambito del nuovo Piano di Governo del Territorio prevede recenti
e precise disposizioni e obblighi di carattere locale in merito alla preventiva caratterizzazione geotecnica dei
terreni da compiere per ogni singolo intervento edificatorio, peraltro da tempo ugualmente prevista e resa
obbligatoria in sede di progettazione preliminare dalle regolamentazioni nazionali e comunitarie già vigenti
e citate e la cui inosservanza è punita a norma dell’art. 20 della Legge 2/2/1974 n. 64.
In conseguenza di ciò il presente elaborato oltre a evadere le prescrizioni derivanti dalle normative
in vigore di carattere sovracomunale, soddisfa anche i requisiti base previsti dalle norme di fattibilità
geologica contenute nello strumento urbanistico comunale vigente, con particolare riferimento alle Norme
Geologiche di Piano.
In particolare l’area investigata è inserita in Classe di Fattibilità 2 (figura 1 – circolo verde),
definita con modeste limitazioni alla modifica della destinazione d’uso dei terreni.
Figura 1:
stralcio della Carta di Fattibilità Geologica ai sensi della L. Reg. 12/2005 – Comune di Gavardo
– non in scala (in rosa l’area di interesse appartenente alla Classe 3b)
5
2.
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E ANALISI DEL PROGETTO
L’area su cui si sviluppa il progetto previsto si trova in Comune di Gavardo (BS), nella porzione
industriale posta a sud dell’abitato, ed è inquadrata nel foglio D5e5 della Carta Tecnica (scala 1:10.000)
della Regione Lombardia (allegato 1).
In particolare le aree in esame si trovano ad una quota di poco più di 200 m s.l.m., in un contesto
di pianura alluvionale privo di elementi morfologici di rilievo e già da tempo urbanizzato (figura 2).
Il progetto in analisi prevede la messa in esercizio di un impianto a biomasse all’interno di un
capannone esistente. A completamento dell’opera verranno tuttavia realizzati un bunker di stoccaggio del
cippato, di dimensioni in pianta pari 12.3 x 5.0 m, e interrato fino alla quota di circa – 3.0 m da p.c.,
nonché una cabina elettrica, di dimensioni in pianta pari a 9.0 x 3.9, alloggiata a piano campagna.
Entrambe le strutture vedranno la realizzazione di platee quali opere fondazionali di sostegno.
Figura 2:
3.
ripresa aerea e localizzazione dell’area in esame
INQUADRAMENTO GEOLOGICO, GEOMORFOLOGICO E IDROGEOLOGICO
In generale, il territorio della Provincia di Brescia può essere suddiviso in tre principali fasce
altimetriche, con sviluppo trasversale rispetto all’estensione della Provincia: una fascia montana,
comprendente, da ovest verso est, le valli Camonica, Trompia, Sabbia e la zona dell’alto Lago di Garda e
caratterizzata da montagne dai fianchi ripidi, ampie e profonde vallate e cime elevate; una fascia collinare
molto stretta, immediatamente ai piedi della fascia montana, con rilievi meno accentuati, su cui sorge
6
anche la parte nord della città di Brescia; un’area di pianura di origine alluvionale e a morfologia uniforme
estesa a sud di Brescia, solcata dai fiumi Oglio, Mella, Chiese e Mincio.
Nella fascia collinare e pede-collinare, dove ricade l’area di studio, prevalgono morfologie meno
pronunciate rispetto a quelle presenti nella fascia montana con dossi e suoli meglio sviluppati. La fascia
collinare rappresenta in realtà solo un’appendice terminale della più significativa catena prealpina; il
passaggio dalla zona montana alla pianura si realizza infatti molto bruscamente e in uno spazio ristretto.
L’area oggetto di studio, nell’abitato del comune di Gavardo, mostra a nord-nordovest i crinali dei
monti che sorgono immediatamente a nord degli abitati di Nuvolento, Paitone, Prevalle, Clavagese e
Botticino. Essi rientrano in un sistema morfologico caratterizzato dagli ambienti collinari appena descritti e
dalla presenza di numerosi affioramenti rocciosi di natura calcarea, interessati da coperture colluviali più o
meno diffuse. I litotipi affioranti alle quote più alte sono poi meno osservabili man mano che si scende di
quota, per arrivare alle cosiddette aree di raccordo tra pianura e collina, o fascia, per l’appunto,
pedecollinare. In questo particolare contesto geomorfologico, cui appartiene l’area in studio, si assiste alla
situazione geologica che vede gli ultimi terrazzamenti, sostanzialmente pianeggianti o poco inclinati, della
pianura lasciare il posto a versanti boscati la cui ossatura profonda è costituita dal substrato roccioso.
Viene qui descritta l’unità geologica occupante il sottosuolo dell’area in esame, così come
individuata e descritta nella Carta Geologica d’Italia, foglio 47 (allegato 2):
g
Alluvioni fluvio-glaciali e fluviali (f r)
Si tratta di depositi alluvionali incoerenti, fluvioglaciali e fluviali, prevalentemente ghiaiosi ma con
una non trascurabile componente limo-argillosa, alterati in superficie per poco più di un metro in argille
bruno-rossastre. Morfologicamente formano una sostanziale monoclinale debolmente e costantemente
digradante verso sud, con scarse variazioni di quota e o pendio. L’assetto del territorio che vede affiorare
quest’unità è dato da una sostanziale monotonia plano-altimetrica, interrotta solo dalle scarpate
morfologiche di origine alluvionale dei corsi d’acqua attuali. Questi depositi alluvionali si raccordano con le
cerchie moreniche esterne dell’anfiteatro Sebino. L’età di tali depositi è riferita alla glaciazione rissiana.
Dal punto di vista idrografico, il territorio bresciano è percorso da importanti corsi d’acqua: i fiumi
Oglio e Mincio, che delimitano rispettivamente a ovest e ad est la Provincia, insieme ai fiumi Mella e Chiese,
sono i principali corsi d’acqua che dalle quote più elevate delle Alpi scorrono nella pianura della bassa
bresciana.
Proprio il Fiume Chiese costituisce l’elemento idrografico che maggiormente caratterizza l’intero
abitato di Gavardo, e che scorre a poco meno di 300 m di distanza in direzione Ovest rispetto all’ambito di
7
futuro intervento. La consultazione della cartografia PAI, così come reperibile sul sito istituzionale di
Regione Lombardia (stralcio in figura 3), consente ad ogni modo di escludere qualsiasi interferenza fra le
dinamiche fluviali e l’opera in progetto: l’area in studio risulta infatti esterna a qualsiasi perimetrazione di
aree in dissesto e/o potenzialmente alluvionabili.
Figura 3:
stralcio della carta dei vincoli PAI tratta dal sito istituzionale di Regione Lombardia
Per quanto concerne l’ambiente idrico sotterraneo, in termini generali, si possono ricostruire due
distinte falde acquifere sotterranee, una più superficiale, freatica e, in parte, semiconfinata, e l’altra più
profonda, artesiana, contenuta nel substrato roccioso.
L’analisi delle stratigrafie dei sondaggi eseguiti in un lotto confinante, come meglio specificato in
seguito, che hanno raggiunto la profondità massima di 12 m da p.c., non hanno ad ogni modo intercettato
il battente di falda freatica, rendendo di fatto ininfluente ai fini del presente elaborato tecnico la sua
eventuale presenza a profondità anche solo di poco maggiori.
8
4.
ATTIVITA’ CONOSCITIVE DELLE CARATTERISTICHE GEOLOGICHE DEL
SITO E CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA DEI TERRENI
Su specifica indicazione della Committenza non sono state eseguite indagini dirette presso l’area di
studio. Pertanto la caratterizzazione geotecnica è stata basata sull’esito di tre sondaggi geognostici,
realizzati presso un’area limitrofa posta poche decine di metri a Sud (vedasi fig. 4), e il cui esito è riportato
in allegato 3.
Figura 4: individuazione dell’area da cui sono state tratte le informazioni utilizzate per la caratterizzazione
geotecnica dei terreni
L’analisi delle stratigrafie dei tre sondaggi utilizzati e delle prove SPT realizzate consente la
ricostruzione stratigrafica indicata nella tabella che segue, nella quale sono riportati anche i parametri fisici
attribuiti ai terreni.
In particolare con NSPT è indicato il numero medio di colpi della prova SPT nell’intervallo
considerato, φ è l’angolo di attrito, Cu è la coesione non drenata, E è il modulo elastico mentre γn e γs sono
rispettivamente il peso di volume naturale e saturo.
9
Tab. 2: caratterizzazione fisica dei litotipi presenti nell’area investigata
Livello
da m
am
φ
(°)
Cu
(Kg/cm2)
E
(kg/cm2)
γn
γ
(g/cm3)
γs
γ
(g/cm3)
--
--
0.60
60
1.4
1.5
17
32
--
161
1.94
2.16
Litologia
NSPT
Suolo argilloso su
argilla brunastra
0.50
1
0.00
÷
2.00
0.50
2
÷
2.00
12
Alternanze di
ghiaia e sabbia,
localmente con
ciottoli, in matrice
limosa variamente
abbondante ma
pur sempre a
supporto clastico
I dati raccolti hanno anche consentito di pervenire alla determinazione della categoria del suolo di
fondazione ai sensi del D.M. 14/01/2008 (NTC), che è risultata essere C.
5.
VALUTAZIONE DELLA CAPACITA’ PORTANTE DEI TERRENI
ATTRAVERSO IL METODO DELLE “TENSIONI AMMISSIBILI” –
D.M.LL.PP. 11/03/1988
Sebbene la più recente normativa settoriale abbia sostituito l’approccio nel calcolo geotecnico, da
una modalità alle cosiddette Tensioni Ammissibili (D.M.LL.PP. 11/03/1988) a quella agli Stati Limite, (D.M.
II. e TT. 14/08/2008 “Norme Tecniche sulle Costruzioni”) si ritiene possa risultare utile per un confronto
tra i risultati cui i diversi metodi perverranno, l’esecuzione delle elaborazioni con entrambi i metodi.
Ogni calcolo e verifica, sia di tipo geotecnico che strutturale, dovrà comunque essere basato solo
ed esclusivamente sul metodo degli Stati Limite, descritto nei capitoli che seguono.
Ciò premesso, il terreno di fondazione deve essere in grado di sopportare il carico trasmesso dalla
costruzione su di esso gravante, senza che si verifichi una rottura per taglio. Inoltre i cedimenti provocati
dal carico trasmesso devono essere tali da non compromettere l'integrità della struttura.
Il calcolo della resistenza limite al taglio, o capacità portante ultima, qult, è stato effettuato tenendo
conto che le prescrizioni sulla capacità portante ammissibile (qamm) per le fondazioni superficiali impongono
un fattore di sicurezza minimo pari a 3 (D.M. LL. PP. 11/03/1988, art. C.4.2).
La capacità portante del terreno è stata ricavata inserendo il modello stratigrafico del terreno in un
apposito codice di calcolo che utilizza la seguente espressione generale:
Qult =
c' * Nc*Dc *Sc* Ic * Gc * Bc + γ' * Nq *Dq*Sq * Iq * Gq * Bq + 0.5 *γ'* B *N γ * D γ * Sγ ∗ I γ * G γ * B γ
dove:
10
(1)
Qult =
Pressione ultima a rottura
B, D=
Larghezza (lato minore o diametro per fondazioni circolari) e profondità di incastro
c', Cu =
Coesione drenata, non drenata
γ , γ' =
Densità totale, sommersa
Nc, Nq, Nγ = Fattori di Capacità Portante (funzione di φ)
sc, sq, sγ, sc', sq', sγ ' = Fattore di forma (drenato/non drenato)
dc, dq, dγ, dc', dq', dγ' = Fattore di profondità (drenato/non drenato)
ic, iq, iγ,ic', iq', iγ' = Fattore di inclinazione del carico (drenato/non drenato)
gc, gq, gγ, gc', gq', gγ' =
Fattore di inclinazione del terreno - fondazione su pendio
bc, bq, bγ, bc', bq', bγ' =
Fattore inclinazione del piano di fondazione - base inclinata (drenato/non drenato).
(drenato/non drenato)
La scelta delle condizioni di calcolo a lungo e/o breve termine è condotta inserendo i parametri
geotecnici dei terreni attraversati (c, γ, etc ...), passaggio che può comportare l’annullamento di alcuni dei
termini dell’equazione sopra esposta (come nel caso di terreni coesivi con ϕ = 0, o di terreni granulari con
Cu=0).
Ogni relazione di portanza di cui sopra utilizza fattori di capacità portante e fattori di correzione
(fattori di forma, di profondità …) nella formulazione matematica sviluppata dal relativo autore.
Sulla base di tali premesse, in funzione delle caratteristiche di progetto fornite dal Progettista
Strutturista, sono stati applicati i fattori di Terzaghi a fondazioni a platea rettangolare di dimensione pari a
12.3 x 5.0 m per il bunker di stoccaggio del cippato e di 9.0 x 3.9 m per la cabina elettrica. Nel primo caso
inoltre, il terreno di fondazione sarà costituito dal terreno ghiaioso e sabbioso con buone caratteristiche
geotecniche (livello 2, tabella 2), mentre nel caso della cabina elettrica non sono previste operazioni di
scavo significative, e il terreno di appoggio della fondazione sarà rappresentato dal litotipo superficiale di
natura prevalentemente argillosa (livello 1, tabella 2).
I risultati ottenuti sono riportati nella tabella che segue. Si precisa che il valore di Qamm riportato
è già depurato del fattore di sicurezza 3 previsto dal D.M. 11/03/1988. Nella tabella sono riportati anche i
valori di cedimento atteso, considerando l’applicazione del carico massimo ammissibile.
Tab. 3:
determinazione della capacità portante ammissibile (Qamm)
Struttura in
progetto
tipo di fondazione e
dimensioni
Quota di
imposta della
fondazione
Qamm
(kPa)
Cedimento
(mm)
Bunker stoccaggio
cippato
Platea 12.3 x 5.0 m
- 3.0 m da p.c.
347
82,0
Cabina elettrica
Platea 9.0 x 3.9 m
p.c.
115
32,0
E’ da notare come, nel caso del bunker di stoccaggio, il cedimento ottenuto sia risultato piuttosto
elevato. Ciò si spiega considerando il fatto che il cedimento è stato calcolato alla massima tensione
ammissibile, a sua volta molto alta per via delle buone caratteristiche geotecniche dei terreni, ma
soprattutto delle elevate dimensioni della platea calcolata.
11
Nel caso specifico, con un procedimento inverso, è stato fissato il cedimento massimo ammissibile
in 50 mm (ritenuto in letteratura compatibile con la sicurezza e la fruibilità di opere come quella in
progetto), calcolando quale è la tensione che genera tale cedimento. Tale valore è risultato pari a 228 kPa.
È importante sottolineare il fatto che l’applicazione di carichi inferiori a quelli determinati come
massimi ammissibili (condizione più che verosimile stante gli elevati valori ottenuti) comporterà lo sviluppo
di cedimenti a loro volta inferiori.
6.
VERIFICA AGLI STATI LIMITE ULTIMI “SLU” AL COLLASSO PER
CARICO LIMITE DEI TERRENI DI FONDAZIONE (D.M. 14/01/2008) –
CONDIZIONI STATICHE
Gli Stati Limite Ultimi “SLU” determinati dal raggiungimento della resistenza del terreno
interagente con le fondazioni riguardano il collasso per carico limite nei terreni di fondazione e per
scorrimento sul piano di posa.
L’azione di progetto è la componente della risultante delle forze in direzione normale al piano di
posa. La resistenza di progetto è il valore della forza normale al piano di posa cui corrisponde il
raggiungimento del carico limite nei terreni di fondazione.
Per quanto riguarda l’analisi al carico limite, nelle verifiche SLU nei confronti degli Stati Limite
Ultimi strutturali (STR) e geotecnici (GEO) si adottano due diversi approcci progettuali:
Le diverse combinazioni sono formate da gruppi di coefficienti parziali γ:
A = Azioni γF
M = resistenza dei materiali (terreno) γΜ
R = resistenza globale del sistema γR
12
Quindi, nell’approccio 1 si impiegano due diverse combinazioni di gruppi di coefficienti parziali,
rispettivamente definiti per le azioni A, per la resistenza dei materiali M ed eventualmente per la resistenza
globale del sistema R. Per entrambe le combinazioni si impiegano i coefficienti parziali γ riportati nelle
tabelle 6.2.I, 6.2.II e 6.4.I contenute nelle NTC di cui al D.M. 14/01/2008, che seguono.
Diversamente, nell’approccio 2 si impiega un’unica combinazione sia per il dimensionamento
strutturale STR che per quello geotecnico GEO, impiegando i medesimi coefficienti ma con diversa
associazione.
13
In sintesi questo nuovo approccio non prevede l’applicazione di un fattore di sicurezza unico
(come previsto dal D.M. 11/03/1988 pari a 3 nel caso di fondazioni superficiali) applicato al valore di
portanza ottenuto attraverso i tradizionali codici di calcolo, ma consiste nell’utilizzo di coefficienti di
sicurezza parziali applicati ai vari fattori che determinano il risultato dell’equazione
Rd/γγR ≥ Ed
(2)
che verifica la sicurezza nei confronti dello stato limite ultimo SLU, ove Rd è la resistenza di progetto
mentre Ed è il valore di progetto dell’effetto delle azioni.
Nel caso in esame, per la medesima tipologia di fondazioni analizzata col metodo delle Tensioni
Ammissibili (Cap. 3), non può essere verificata l’equazione 2, poiché non sono disponibili i valori di Ed
(carichi permanenti e accidentali sfavorevoli), ed è pertanto possibile determinare esclusivamente il valore
della resistenza di progetto del terreno Rd.
La determinazione dei valori di Rd è stata effettuata inserendo all’interno del codice di calcolo di
cui all’equazione 1) i parametri geotecnici attribuiti al terreno di fondazione e considerando le fondazioni e
la quota di imposta già descritte nel capitolo relativo al calcolo alle Tensioni Ammissibili. Di seguito si
riportano i risultati cui sono pervenuti i calcoli.
Tab. 4:
determinazione dei valori di Rd in condizioni statiche per le differenti combinazioni e approcci
previsti dalle NTC del D.M. 14/01/2008 e per le tipologie fondazionali considerate (SLU)
Approccio 1
Tipo di fondazione e
dimensioni
Bunker: platea 12.3 x 5.0 m
Cabina elettr.: platea 9.0 x 3.9 m
Approccio 1
Approccio 2
Approccio 2
Combinazione 1
Combinazione 2
Combinazione 1
Combinazione 1
A1+M1+R1 (STR)
A2+M2+R2 (GEO)
A1+M1+R3 (GEO)
A1+M1+R3 (STR)
kN/m2
kN/m2
kN/m2
kN/m2
1041
457
1041
1041
345
248
345
345
I risultati riportati nella tabella 4 sono riferiti esclusivamente al valore di Rd (o capacità portante).
14
In assenza dei valori di progetto dell’azione Ed, di competenza del Progettista Strutturista, si è
ritenuto utile procedere al calcolo dei valori per i quali risulti verificata l’equazione:
Rd/γγr ≥ Ed ⇒ verifica soddisfatta
Nella tabella che segue sono riportati i suddetti valori di Ed (valori di progetto dell’azione uguali o
inferiori a quelli sotto elencati soddisfano i requisiti previsti dalle NTC).
Si specifica che il valore di Ed riportato è già comprensivo dei coefficienti parziali per le azioni o per
l’effetto delle azioni di cui alla tabella 6.2.I, colonne A1 e/o A2.
Tab. 5:
determinazione dei valori Rd/γr corrispondenti agli Ed massimi (comprensivi dei coefficienti parziali per le
azioni o per l’effetto delle azioni di cui alla tabella 6.2.I) in condizioni statiche per le differenti
combinazioni e approcci previsti dalle NTC del D.M. 14/01/2008 e per le tipologie fondazionali considerate.
Approccio 1
Tipo di fondazione e
dimensioni
Bunker: platea 12.3 x 5.0 m
Approccio 1
Approccio 2
Approccio 2
Combinazione 1
Combinazione 2
Combinazione 1
Combinazione 1
A1+M1+R1 (STR)
A2+M2+R2 (GEO)
A1+M1+R3 (GEO)
A1+M1+R3 (STR)*
kN/m2
kN/m2
kN/m2
kN/m2
1041
254
453
1041
345
138
150
345
Cabina elettr.: platea 9.0 x 3.9 m
* Nelle verifiche effettuate con l’approccio 2 che siano finalizzate al dimensionamento strutturale STR il
coefficiente γr non deve essere portato in conto, ossia R3=R1=1
7.
VERIFICA AGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO “SLE” (D.M. 14/01/2008)
– CONDIZIONI STATICHE
Le opere e le varie tipologie strutturali devono garantire la sicurezza anche nei confronti degli stati
limite di esercizio SLE, intesi come la capacità di garantire le prestazioni previste per le condizioni di
esercizio.
Deve quindi essere verificata l’equazione:
Ed ≤ Cd (3)
Dove:
Ed:
valore di progetto degli effetti dell’azione (cedimento)
Cd:
valore
limite
dell’effetto
delle
azioni
(spostamenti
e
deformazioni
che
possono
compromettere la funzionalità di una struttura)
Uno SLE ha carattere reversibile nel caso in cui si esamini una situazione in cui la deformazione o il
danno cessino con l’estinguersi della causa che ha determinato il superamento dello stato limite. Se, pur
15
non avendosi il collasso (determinato dal superamento dello Stato Limite Ultimo), l’opera subisce lesioni tali
da renderla inutilizzabile, si è in presenza di danni irreversibili o di deformazioni permanenti inaccettabili.
Ad esempio, nel caso di una fondazione superficiale, ciò può verificarsi quando i cedimenti del
terreno superano una soglia critica, provocando delle distorsioni angolari non accettabili negli elementi della
sovrastruttura. Nel caso di fondazioni superficiali in letteratura viene ritenuto ammissibile un cedimento
massimo non superiore a 5 cm.
L’applicazione di un carico ad un terreno naturale comporta lo sviluppo di un cedimento, che
consiste nello spostamento verticale del terreno di appoggio della fondazione, funzione principalmente delle
proprietà degli strati compressibili e dell’intensità e distribuzione della pressione verticale su questi strati.
L’esperienza ha dimostrato che la pressione verticale può essere calcolata con sufficiente cura, assumendo
che il terreno sotto la costruzione sia perfettamente elastico ed omogeneo.
Basandosi su queste ipotesi e applicando il metodo di Boussinesq è stato possibile ricostruire la
distribuzione degli sforzi applicati al terreno dalle fondazioni in progetto alle diverse profondità (figura 5),
consentendo una stima dei cedimenti totali previsti ottenuta per sommatoria dei cedimenti valutati per
porzioni omogenee di terreno di spessore sufficientemente piccolo.
Fig. 5: curve di uguale pressione verticale sotto una fondazione: a)
nastriforme – b) quadrata
Per il calcolo dei cedimenti è stata applicata la seguente equazione:
16
dove:
n:
numero degli strati di terreno;
∆Hi:
altezza dello strati i-esimo
∆σzi:
incremento medio della pressione verticale indotto dall’area di carico nello strato i-esimo
Ei:
modulo elastico dello strato i-esimo
Ai sensi del D.M. 14/01/2008, nella verifica agli SLE, i valori delle proprietà meccaniche dei terreni
da adoperare nelle analisi sono quelli caratteristici fk che quindi corrispondono a quelli di progetto, e i
coefficienti parziali sulle azioni e sui parametri di resistenza sono sempre unitari.
Ciò premesso, in assenza dei valori di azione reali esercitati dalla/e struttura/e in progetto (di
competenza del Progettista Strutturista), non è stato possibile impostare i calcoli relativi allo sviluppo del
cedimento teorico al di sotto delle fondazioni secondo il metodo agli S.L.E.
Per ogni altra valutazione in proposito si rinvia pertanto alle considerazioni esposte nel capitolo
relativo alla stima dei cedimenti secondo il metodo alle tensioni ammissibili.
8.
VERIFICA AGLI STATI LIMITE ULTIMI “SLU” E DI ESERCIZIO “SLE”
DEI TERRENI DI FONDAZIONE (D.M. 14/01/2008) – CONDIZIONI
DINAMICHE
Nei confronti delle azioni sismiche gli stati limite, sia ultimi che di esercizio, sono individuati
riferendosi alle prestazioni della costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli
non strutturali e gli impianti.
Gli stati limite ultimi (SLU) dinamici sono:
-
Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV)
-
Stato Limite di prevenzione del Collasso (SLC)
Gli stati limite di esercizio (SLE) dinamici sono:
-
Stato Limite di Operatività (SLO)
-
Stato Limite di Danno (SLD)
Le probabilità di superamento nel periodo di riferimento PVR, cui riferirsi per individuare l’azione
sismica agente in ciascuno degli stati limite considerati, sono riportate nella tabella seguente.
17
I quattro stati limite sono ordinati per azione sismica crescente e per probabilità di superamento
decrescente.
Le azioni sismiche di progetto si definiscono a partire dalla “pericolosità sismica di base” del sito di
costruzione, che è descritta dalla probabilità che, in un fissato lasso di tempo (“periodo di riferimento” VR
espresso in anni), in detto sito si verifichi un evento sismico di entità almeno pari ad un valore prefissato;
la probabilità è denominata “Probabilità di eccedenza o di superamento nel periodo di riferimento” PVR.
La pericolosità sismica è definita in termini di:
•
accelerazione orizzontale massima attesa “ag” in condizioni di campo libero su sito di riferimento
rigido (categoria A), con superficie topografica orizzontale (categoria T1);
•
ordinate dello spettro di risposta elastico in accelerazione ad essa corrispondente Se(T), con
riferimento a prefissate probabilità di eccedenza PVR nel periodo di riferimento VR.
Il periodo di riferimento VR si ricava, per ciascun tipo di costruzione, moltiplicandone la vita
nominale VN per il coefficiente d’uso CU:
VR = VN ×CU
Il valore del coefficiente d’uso CU è definito, al variare della classe d’uso, come mostrato nella
sottostante tabella.
Tab. 6: Valori del coefficiente d’uso CU
Per quanto attiene la classe d’uso, la tipologia di costruzione in progetto rientra nella classe II,
nella quale sono comprese “Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi
per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose per
l’ambiente.”
18
La vita nominale di un’opera strutturale VN è intesa come il numero di anni nel quale la struttura,
purché soggetta alla manutenzione ordinaria, deve potere essere usata per lo scopo al quale è destinata. La
vita nominale dei diversi tipi di opere è quella riportata nella tabella 7 sottostante.
Tab. 7: Vita nominale VN per diversi tipi di opere
Nel caso specifico per le tipologie di costruzione in progetto si assume un valore di vita nominale
pari ad almeno 50 anni.
Ne deriva che il periodo di riferimento VR è pari a 50 anni.
Ai fini delle NTC le forme spettrali sono definite, per ciascuna delle probabilità di superamento nel
periodo di riferimento PVR, a partire dai valori dei seguenti parametri su sito di riferimento rigido
orizzontale:
-
ag: accelerazione orizzontale massima al sito;
-
Fo: valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale;
-
T*C: periodo di inizio del tratto a velocità costante dello spettro in accelerazione orizzontale.
Una delle novità delle NTC è appunto la stima della pericolosità sismica basata su una griglia di
10751 punti, ove viene fornita la terna di valori ag, Fo e T*C per nove distinti periodi di ritorno TR.
Il primo passo consiste nella determinazione di ag (accelerazione orizzontale massima attesa su
sito di riferimento rigido), a partire dalle coordinate geografiche dell’opera da verificare, che vengono di
seguito forniti.
19
Il dettaglio dei parametri sismici riferiti al sito in esame è riportato in allegato 4.
La definizione dei parametri sismici sopra riportati, funzione della classe d’uso e della vita
nominale dell’opera in progetto, risultano differenti a seconda dei diversi stati limite a cui sono riferiti. Si
ricorda che, ai sensi della vigente normativa, il rispetto dei vari stati limite viene considerato
conseguito nei confronti di tutti gli stati limite ultimi SLU quando siano soddisfatte le verifiche al
solo SLV, mentre nei confronti di tutti gli stati limite di esercizio SLE quando siano rispettate le
verifiche relative al solo SLD.
Pertanto, nel caso in esame, per le verifiche all’SLV si dovrà utilizzare un’accelerazione massima di
2.288 m/s2, a cui corrispondono valori di Kh e Kv rispettivamente pari a 0.056 e 0.028, mentre per le
verifiche all’SLD si dovrà utilizzare un’accelerazione massima di 0.828 m/s2, a cui corrispondono valori di Kh
e Kv rispettivamente pari a 0.017 e 0.008.
20
La circolare esplicativa del 02.02.2009, al paragrafo C7.11.5.3.1, riporta: “L’azione del sisma si
traduce in accelerazioni nel sottosuolo (effetto cinematico) e nella fondazione, per l’azione delle forze di
inerzia generate nella struttura in elevazione (effetto inerziale).
Nell’analisi pseudo – statica, modellando l’azione sismica attraverso la sola componente
orizzontale, tali effetti possono essere portati in conto mediante l’introduzione di coefficienti sismici
rispettivamente denominati Khi e Khk, il primo definito dal rapporto tra le componenti orizzontale e
verticale dei carichi trasmessi in fondazione ed il secondo funzione dell’accelerazione massima attesa al
sito.
L’effetto inerziale produce variazioni di tutti i coefficienti di capacità portante del carico limite in
funzione del coefficiente sismico Khi e viene portato in conto impiegando le formule comunemente adottate
per calcolare i coefficienti correttivi del carico limite in funzione dell’inclinazione, rispetto alla verticale, del
carico agente sul piano di posa. L’effetto cinematico modifica il solo coefficiente Nγ in funzione del
coefficiente sismico Khk; il fattore Nγ viene quindi moltiplicato sia per il coefficiente correttivo dell’effetto
inerziale, sia per il coefficiente correttivo per l’effetto cinematico.”
Il metodo descritto consente quindi di giungere alla definizione di nuovi valori di Rd “dinamici”,
che tengano conto della sismicità dell’area considerata, della tipologia di opera in costruzione e delle
caratteristiche litologiche e topografiche del sito investigato.
Per quanto riguarda la riduzione del valore di resistenza del terreno in condizioni dinamiche, la
capacità portante di un terreno incoerente si riduce, mentre non esistono studi e dati relativi che mettano
in evidenza una riduzione della capacità portante in terreni coesivi. Le verifiche sismiche effettuate con
l’EC8 evidenziano per terre coesive riduzioni non significative.
La verifica agli Stati Limite in condizioni dinamiche per quanto riguarda la platea su cui
verrà realizzata la cabina elettrica può pertanto essere eseguita considerando i medesimi valori
di resistenza del terreno forniti nelle tabelle 4 e 5 e riferiti alle condizioni statiche.
Per quanto riguarda invece il bunker di stoccaggio del cippato, nel calcolo in condizioni dinamiche è
stato ipotizzato un fattore di struttura “q” pari a 1.5. I risultati sono riportati nella tabella che segue
Tab. 8:
determinazione dei valori di Rd in condizioni dinamiche (all’SLV) per le differenti combinazioni e
approcci previsti dalle NTC del D.M. 14/01/2008 e per le tipologie fondazionali considerate (SLV)
Tipo di fondazione e
dimensioni
Approccio 1
Approccio 1
Approccio 2
Approccio 2
Combinazione 1
Combinazione 2
Combinazione 1
Combinazione 1
A1+M1+R1 (STR)
A2+M2+R2 (GEO)
A1+M1+R3 (GEO)
A1+M1+R3 (STR)
2
Bunker: platea 12.3 x 5.0 m
2
kN/m
kN/m
kN/m
kN/m2
527
241
527
527
21
2
I risultati riportati nella tabella 8 sono riferiti esclusivamente al valore di Rd (o capacità portante).
In assenza dei valori di progetto dell’azione Ed, di competenza del Progettista Strutturista, si è
ritenuto utile procedere al calcolo dei valori per i quali risulti verificata l’equazione:
Rd/γγr ≥ Ed ⇒ verifica soddisfatta
Nella tabella che segue sono riportati i suddetti valori di Ed (valori di progetto dell’azione uguali o
inferiori a quelli sotto elencati soddisfano i requisiti previsti dalle NTC).
Si specifica che il valore di Ed riportato è già comprensivo dei coefficienti parziali γ, colonne A1 e/o
A2 (tab. 6.2.I).
Tab. 9:
determinazione dei valori Rd/γr corrispondenti agli Ed massimi accettabili (comprensivi dei coefficienti
parziali per le azioni o per l’effetto delle azioni di cui alla tabella 6.2.I) in condizioni dinamiche (all’SLV)
per le differenti combinazioni e approcci previsti dalle NTC del D.M. 14/01/2008 e per le tipologie
fondazionali considerate.
Approccio 1
Tipo di fondazione e
dimensioni
Bunker: platea 12.3 x 5.0 m
Approccio 1
Approccio 2
Approccio 2
Combinazione 1
Combinazione 2
Combinazione 1
Combinazione 1
A1+M1+R1 (STR)
A2+M2+R2 (GEO)
A1+M1+R3 (GEO)
A1+M1+R3 (STR)*
kN/m2
kN/m2
kN/m2
kN/m2
527
134
229
527
* Nelle verifiche effettuate con l’approccio 2 che siano finalizzate al dimensionamento strutturale STR il
coefficiente γr non deve essere portato in conto, ossia R3=R1=1
9.
CONCLUSIONI
Riepilogando, la Committenza ha affidato agli scriventi la redazione della presente Relazione
Geologica e Geotecnica, in conformità a quanto previsto dalle NTC di cui al D.M. 14/01/2008 a supporto
della progettazione di un impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e termica da
biomasse legnose.
Le indagini condotte consentono quindi di esprimere le seguenti considerazioni conclusive:
•
dal punto di vista geologico l’area si inserisce all’interno di un contesto di tipo fluvioglaciale dove
affiorano terreni di natura prevalentemente sabbiosa e ghiaiosa, coperti da una coltre di terreno di
alterazione di natura argillosa e limosa, e suolo, per uno spessore massimo di circa 2 m;
•
dal punto di vista idrografico, la vicina presenza del Fiume Chiese non costituisce ostacolo e
qualsivoglia limitazione alla realizzazione dell’intervento, che si colloca esternamente ad ogni tipo di
perimetrazione PAI di individuazione delle aree in dissesto e/o potenzialmente allagabili;
•
dal punto di vista idrogeologico, il sottosuolo in corrispondenza dell’area in esame non risulta
interessato dalla presenza di acqua di falda entro i primi 10/12 m da p.c.;
22
•
il calcolo relativo alla portanza del terreno è stato eseguito sia col metodo delle Tensioni Ammissibili (di
cui al D.M.LL.PP. 11/03/88) che attraverso il metodo degli Stati Limite (NTC di cui al D.M.
14/01/2008). Attraverso il metodo alle Tensioni Ammissibili ha fornito i valori di capacità portante
ammissibile riportati nella tabella riepilogativa che segue, riferiti a fondazioni a platea rettangolare di
dimensioni pari a 12.3 x 5.0 m per il bunker di stoccaggio del cippato e di 9.0 x 3.9 m per la cabina
elettrica. Nel primo caso inoltre, il terreno di fondazione sarà costituito dal terreno ghiaioso e sabbioso
con buone caratteristiche geotecniche (livello 2, tabella 2), mentre nel caso della cabina elettrica non
sono previste operazioni di scavo significative, e il terreno di appoggio della fondazione sarà
rappresentato dal litotipo superficiale di natura prevalentemente argillosa (livello 1, tabella 2). I
risultati ottenuti sono riportati nella tabella che segue. Si precisa che il valore di Qamm riportato è già
depurato del fattore di sicurezza 3 previsto dal D.M. 11/03/1988. Nella tabella sono riportati anche i
valori di cedimento atteso, considerando l’applicazione del carico massimo ammissibile.
Tab. 3:
*:
•
determinazione della capacità portante ammissibile (Qamm)
Struttura in
progetto
tipo di fondazione e
dimensioni
Quota di
imposta della
fondazione
Qamm
(kPa)
Cedimento
(mm)
Bunker stoccaggio
cippato
Platea 12.3 x 5.0 m
- 3.0 m da p.c.
228*
50,0
Cabina elettrica
Platea 9.0 x 3.9 m
p.c.
115
32,0
il valore indicato corrisponde al dato di tensione che è in grado di generare il cedimento, ritenuto
ammissibile, di 50 mm. Il dato reale è più alto e pari a 347 kPa, come meglio specificato nella relazione
la verifica agli Stati Limite Ultimi in condizioni statiche ha portato alla definizione dei valori di Ed
massimi accettabili (Rd/γr) riportati nella tabella che segue, calcolati ipotizzando le stesse tipologie
fondazionali e quota di imposta utilizzati per il calcolo alle Tensioni Ammissibili. Si ricorda che tali valori
di azione massima sono comprensivi dei coefficienti parziali A1 e A2 sulle azioni (tab. 6.2.I)
Approccio 1
Tipo di fondazione e
dimensioni
Bunker: platea 12.3 x 5.0 m
Cabina elettr.: platea 9.0 x 3.9 m
Approccio 1
Approccio 2
Approccio 2
Combinazione 1
Combinazione 2
Combinazione 1
Combinazione 1
A1+M1+R1 (STR)
A2+M2+R2 (GEO)
A1+M1+R3 (GEO)
A1+M1+R3 (STR)*
kN/m2
kN/m2
kN/m2
kN/m2
1041
254
453
1041
345
138
150
345
* Nelle verifiche effettuate con l’approccio 2 che siano finalizzate al dimensionamento strutturale STR il coefficiente
γr non deve essere portato in conto, ossia R3=R1=1
•
la verifica agli Stati Limite di Esercizio in condizioni statiche, in assenza dei valori di azione di
progetto, in applicazione del dettame delle vigenti NTC, non è risultata possibile. Analogamente non è
23
risultata possibile la verifica degli SLE in condizioni dinamiche all’SLD; si rimanda pertanto al calcolo
dei cedimenti secondo il metodo alle T.A., oppure a successivi approfondimenti futuri;
•
in condizioni dinamiche la verifica agli stati limite ultimi è stata condotta considerando una categoria
di suolo C ai sensi dell’Allegato 2 dell’OPCM 3274/03, classe d’uso II e vita nominale ≥ 50 anni. La
combinazione di queste condizioni applicata al sito di interesse ha fornito i parametri sismici riportati in
allegato 4. L’approccio all’elaborazione in condizioni sismiche previsto dalle NTC (paragrafo C7.11.5.3.1
della circolare esplicativa del 02.02.2009) ha portato alla definizione dei valori di Rd/γr (corrispondenti
agli Ed massimi applicabili, comprensivi dei coefficienti parziali per le azioni o per l’effetto delle azioni
di cui alla tabella 6.2.I) in condizioni dinamiche (all’SLV) che seguono:
Tipo di fondazione e
dimensioni
Approccio 1
Approccio 1
Approccio 2
Approccio 2
Combinazione 1
Combinazione 2
Combinazione 1
Combinazione 1
A1+M1+R1 (STR)
A2+M2+R2 (GEO)
A1+M1+R3 (GEO)
A1+M1+R3 (STR)*
2
2
2
kN/m
kN/m
kN/m
kN/m2
Bunker: platea 12.3 x 5.0 m
527
134
229
527
Cabina elettr.: platea 9.0 x 3.9 m
345
138
150
345
* Nelle verifiche effettuate con l’approccio 2 che siano finalizzate al dimensionamento strutturale STR il coefficiente
γr non deve essere portato in conto, ossia R3=R1=1
Si ricorda che, per volontà della Committenza, la presente relazione non è stata basata sull’esito di
indagini eseguita ad hoc presso l’area di intervento, ma sono stati utilizzati i dati resi pubblici attraverso il
PGT di Gavardo e ottenuti mediante l’esecuzione di sondaggi realizzati a poca distanza dall’area in esame.
Le informazioni fornite pertanto dovranno essere attentamente verificate da parte della D.L. in fase
di apertura del cantiere, e dovranno essere tassativamente integrate mediante l’esecuzione di indagini
dirette qualora la Stessa riscontrasse qualsivoglia discrepanza fra lo stato di fatto e quanto riportato nel
presente elaborato tecnico.
Premesso quanto sopra e fatte salve le indicazioni tecniche riportate e la scrupolosa osservazione
dei valori di capacità portante calcolati, che non dovranno per nessun motivo essere superati, è possibile
ritenere l’intervento in progetto pienamente compatibile con le caratteristiche geotecniche del sottosuolo, in
relazione al quale dovrà essere attentamente concepito e realizzato.
29 agosto 2014
Dott. Geol. Giulio Mazzoleni
Dott. Geol. Davide Incerti
24
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