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1 - Peschiera del Garda

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Comune di
PESCHIERA DEL
GARDA
Elaborato
Provincia
di Verona
Rel. 04
VAL
I VARIANTE
P.I. 2014
C.I.
VALUTAZIONE DI COMPATIBILITA’ IDRAULICA
Dgr n. 2948 del 6 ottobre 2009
I VARIANTE PARZIALE 2014
GRUPPO DI LAVORO
Ufficio Tecnico Comunale
Geom. Massimo Cristini
Progettista incaricato Variante PI
Arch. Emanuela Volta
COLLABORAZIONI SPECIALISTICHE
Quadro Conoscitivo
Geom. Fabiano Zanini
Screening di V.Inc.A.
Arch. Emanuela Volta
Valutazione Compatibilità Idraulica
Ing. Amb. Agnese Tosoni
Arch. Emanuela Volta
Verifica Assoggettabilità alla VAS
Ing. Amb. Agnese Tosoni
Arch. Emanuela Volta
Comune di Peschiera del Garda
Sindaco: Umberto Chincarini
Assessore Urbanistica: Walter Montresor
Progettista incaricato
Arch. Emanuela Volta
Redattore Valutazione di
Compatibilità idraulica
Ing. Amb. Agnese Tosoni
Arch. Emanuela Volta
Arch. Emanuela Volta - Via Belvedere 4/d - 37064 Povegliano V.se (VR)
Tel/Fax 045/6350196 - e-mail: [email protected]
Ing. Tosoni Agnese Via Catania, 2 37069 Villafranca di Verona Tel. 3407051710 email:
[email protected]
Aprile 2014
Pag.3
Sommario
1
PREMESSA ...................................................................................................... 6
1.1
2
Cenni di normativa ................................................................................... 6
DESCRIZIONE PUNTI DI VARIANTE .............................................................. 7
2.1
Inquadramento territoriale...................................................................... 8
2.2
Classificazione degli interventi in base alla potenziale impermeabilizzazione
11
3 INDICAZIONI OPERATIVE PER I PUNTI DI INTERVENTO A TRASCURABILE
IMPERMEABILIZZAZIONE POTENZIALE ............................................................. 12
3.1
Verifica delle criticità idrauliche nelle aree di variante ......................... 12
4 VALUTAZIONE DI COMPATIBILITÀ IDRAULICA DEL PUNTO DI INTERVENTO
A MODESTA IMPERMEABILIZZAZIONE POTENZIALE ......................................... 15
4.1
Inquadramento urbanistico del punto di Variante analizzato .............. 16
4.2
Inquadramento geologico ........................................................................ 19
4.3
Inquadramento idraulico ....................................................................... 20
4.4
Inquadramento idrogeologico ............................................................... 21
4.5
Criticità idrauliche del territorio ............................................................ 22
4.6
Descrizione dell’intervento .................................................................... 23
4.7
Analisi idrologica .................................................................................... 24
4.7.1
4.8
5
Le curve di possibilità pluviometrica ............................................... 24
Valutazione di compatibilità idraulica ................................................... 26
4.8.1
Determinazione dei volumi di invaso .............................................. 26
4.8.2
Volumi di laminazione da considerare ............................................ 30
4.8.3
Invaso mediante vasca di laminazione ........................................... 31
4.8.4
Sovradimensionamento delle condotte........................................... 32
4.8.5
Bacino di ritenzione ......................................................................... 33
4.8.6
Bacino di infiltrazione ...................................................................... 34
ALLEGATO: SISTEMI PER LA MITIGAZIONE DEGLI EFFETTI ....................... 38
5.1
Dimensionamento della vasca di prima pioggia .................................... 38
5.2
Recupero acque piovane ........................................................................ 39
5.3
Realizzazione di tetti verdi .................................................................... 40
5.4
Parcheggi grigliati .................................................................................. 41
Pag.4
Pag.5
1
PREMESSA
In occasione della Redazione della Variante Parziale 2014 al piano degli interventi del comune di
Peschiera del Garda è stata eseguita la presente “valutazione di compatibilità idraulica”, cosi come
previsto dalla normativa vigente dgr n. 2948 del 6 ottobre 2009, finalizzata all’individuazione della
significatività idraulica dell’intervento stesso e la individuazione delle misure necessarie per il
mantenimento dell’invarianza idraulica relativamente al progetto di variante che prevede un
incremento della impermeabilizzazione attuale del suolo.
1.1 Cenni di normativa
La normativa di riferimento è la seguente:
ALLEGATO _A_ Dgr n. 2948 del 6 ottobre 2009 Valutazione di compatibilità idraulica per la
redazione degli strumenti urbanistici. Modalità operative e indicazioni tecniche
Si riportano i seguenti stralci della normativa vigente:
……..per i nuovi strumenti urbanistici, o per le varianti, dovranno essere analizzate le problematiche
di carattere idraulico, individuate le zone di tutela e fasce di rispetto a fini idraulici ed idrogeologici
nonché dettate le specifiche discipline per non aggravare l’esistente livello di rischio idraulico, fino
ad indicare tipologia e consistenza delle misure compensative da adottare nell’attuazione delle
previsioni urbanistiche.
..E’ di primaria importanza che i contenuti dell’elaborato di valutazione pervengano a dimostrare
che, per effetto delle nuove previsioni urbanistiche, non viene aggravato l’esistente livello di rischio
idraulico né viene pregiudicata la possibilità di riduzione di tale livello.
In primo luogo deve essere verificata l’ammissibilità dell’intervento, considerando le interferenze
tra i dissesti idraulici presenti e le destinazioni o trasformazioni d’uso del suolo collegate
all’attuazione della variante. I relativi studi di compatibilità idraulica, previsti anche per i singoli
interventi dalle normative di attuazione dei PAI, dovranno essere redatti secondo le direttive
contenute nelle citate normative e potranno prevedere anche la realizzazione di interventi per la
mitigazione del rischio, indicandone l’efficacia in termini di riduzione del pericolo.
In secondo luogo va evidenziato che l’impermeabilizzazione delle superfici e la loro regolarizzazione
contribuisce in modo determinante all’incremento del coefficiente di deflusso ed al conseguente
aumento del coefficiente udometrico delle aree trasformate…
La valutazione di compatibilità idraulica non sostituisce ulteriori studi e atti istruttori di qualunque
tipo richiesti al soggetto promotore dalla normativa statale e regionale, in quanto applicabili.
Pag.6
2
DESCRIZIONE PUNTI DI VARIANTE
I Punti di variante sono i seguenti:
PUNTO DI VARIANTE N° 1
Modifica Della destinazione di zona da agricola a C2 di espansione edilizia per una superficie
complessiva di circa mq. 14.000. Viene previsto un ambito con una specifica scheda
progettuale di dettaglio, che prevede la localizzazione sul fronte strada di un fabbricato
commerciale con superficie di vendita < 1500 mq. Ai sensi delle NT del PAT, e delle norme
contenute nel Regolamento sui crediti edilizi contenuto nel PI, si prevede un’area di
atterraggio di crediti edilizi, a destinazione residenziale, individuata come scelta strategica
localizzativa ma attualmente prevista a volume zero. I crediti spendibili all’interno dell’area di
atterraggio si intendono compresi nel dimensionamento residenziale previsto dal PATI per
l’ATO di appartenenza.
PUNTO DI VARIANTE N° 2
Area fronte lago di Garda Loc. Bergamini. Per l’edificio storico denominato Vecchio Mulino e
per le relative pertinenze viene prevista la trasformazione da ZTO A2 a ZTO D3.3 – Area per
attrezzature turistiche all’aperto (Campeggio). La proposta prevede di uniformare la
destinazione di zona pur mantenendo sul fabbricato storico i medesimi gradi di protezione
(ristrutturazione parziale e riordino ambientale) già attribuiti nel PRG alla ZTO A2.
PUNTO DI VARIANTE N° 3
Area in Via Salvo d’Acquisto angolo via Forte laghetto della superficie di circa 957 mq. La zona
individuata dal PRG come F3 viene riclassificata come zona di completamento residenziale
C1.1, per una superficie di circa mq 600 e per un volume massimo di 400 mc. La rimanente
superficie, per un totale di circa 400 mq, viene trasformata in parcheggio – ZTO F4 - da
realizzare a cura del proponente e cedere successivamente all’Amministrazione Comunale.
PUNTO DI VARIANTE N° 4
Area in Via Sarca angolo Via Ticino, per una superficie di circa mq. 999. L’area al momento
individuata come ZTO F3, verde pubblico, viene trasformata in ZTO C1.2 con attribuzione di
volume pari a mc. 800. Viene inoltre individuata una piccola zona a parcheggio F$, per un
totale di circa 7 posti auto. L’area a parcheggio verrà realizzata a cura e spese del proponente e
successivamente ceduta all’Amministrazione comunale.
PUNTO DI VARIANTE N° 5
Area collocata in fascia di rispetto stradale della S.R. 11, avente superficie di circa 2.500 mq.
Tale area risulta essere senza accessi sulla SR 11 e totalmente interclusa dai fondi ubicati sui
lati opposti. Viene chiesta la riduzione dell’indice di edificabilità fondiaria da 1,2 a 0 mc/mq,
con conseguente riclassificazione dell’area come vincolo a verde privato vincolato.
Pag.7
PUNTO DI VARIANTE N° 6
Viene ridotta la fascia di rispetto stradale della SR 11 in Loc. Porto Vecchio, lato Nord.
L’ambito risulta infatti consolidato con ZTO C1 per cui la fascia di rispetto viene ridotta da
30 a 10 ml nel tratto compreso tra l’intersezione con la viabilità della SP 28 del Mincio e lo
svincolo del Porto Vecchio.
2.1 Inquadramento territoriale
Si inquadrano di seguito su Ortofoto i punti di variante:
PUNTO DI VARIANTE N° 1
PUNTO DI VARIANTE N° 2
Pag.8
PUNTO DI VARIANTE N° 3
PUNTO DI VARIANTE N° 4
Pag.9
PUNTO DI VARIANTE N° 5
PUNTO DI VARIANTE N° 6
Pag.10
2.2 Classificazione degli interventi in base alla potenziale impermeabilizzazione
Gli interventi sono stati suddivisi nelle categorie sottoriportate secondo quanto indicato nell’ ALLEGATO
A alla Dgr n. 2948 del 6 ottobre 2009, in base alla diversa impermeabilizzazione dei suoli:
Trascurabile impermeabilizzazione
Potenziale (TIP)
Modesta impermeabilizzazione
Potenziale (MIP)
Significativa impermeabilizzazione
Potenziale (SIP)
Marcata impermeabilizzazione
potenziale
intervento su superfici di estensione inferiore a
0.1 ha
Intervento su superfici comprese fra 0.1 e 1 ha
Intervento su superfici comprese fra 1 e 10 ha;
estensione oltre 10 ha con Imp<0,3
interventi su superfici di
Nelle varie classi andranno adottati i seguenti criteri:
- nel caso di trascurabile impermeabilizzazione potenziale, è sufficiente adottare buoni criteri
costruttivi per ridurre le superfici impermeabili, quali le superfici dei parcheggi;
- nel caso di modesta impermeabilizzazione, oltre al dimensionamento dei volumi compensativi cui
affidare funzioni di laminazione delle piene è opportuno che le luci di scarico non eccedano le dimensioni
di un tubo di diametro 200 mm e che i tiranti idrici ammessi nell’invaso non eccedano il metro;
- nel caso di significativa impermeabilizzazione, andranno dimensionati i tiranti idrici ammessi
nell’invaso e le luci di scarico in modo da garantire la conservazione della portata massima
defluente dall’area in trasformazione ai valori precedenti l’impermeabilizzazione;
- nel caso di marcata impermeabilizzazione, è richiesta la presentazione di uno studio di dettaglio
molto approfondito.
PUNTO DI
VARIANTE
ATO
TIPO DI
INTERVENTO
SUPERFICIE
AREA
INTERVENTO
(mq)
Classe di
impermeabilizzazione
potenziale in base a
DGR 2948 del 2009
7850
(esclusivamente
ambito
commerciale)
Modesta
200
Trascurabile
950
Trascurabile
Via Ticino
980
Trascurabile
fascia di rispetto
stradale della S. R. 11
2500
Trascurabile
-
Trascurabile
LOCALIZZAZIONE
Realizzazione area
commerciale e
individuazione area di Loc. dei Vecchi
atterraggio crediti
edilizia a volume zero
Trasformazione in area
Loc. Bergamini
turistico ricettiva campeggio
Riclassificazione come
zona di completamento Via Salvo d’Acquisto
residenziale
1
P1
2
P1
3
P2
4
P4
trasformazione in ZTO
C1.2 con parcheggio
5
P2
Individuazione vincolo
a verde privato
vincolato su ZTO C1Inedificabile
6
P2
riduzione fascia di
rispetto stradale
fascia di rispetto
stradale della S. R. 11
Pag.11
3
INDICAZIONI OPERATIVE PER I PUNTI DI INTERVENTO A
TRASCURABILE IMPERMEABILIZZAZIONE POTENZIALE
Come espresso nell’allegato A della DGR 2948/2009, per le varianti che non comportano alcuna
alterazione del regime idraulico ovvero comportano un’alterazione non significativa la valutazione
di compatibilità idraulica è sostituita dalla relativa asseverazione del tecnico estensore dello
strumento urbanistico attestante che ricorre questa condizione.
Nel caso di trascurabile impermeabilizzazione potenziale, non è necessario prevede volumi di
invaso ma è sufficiente adottare buoni criteri costruttivi per ridurre le superfici impermeabili,
quali le superfici dei parcheggi. A tal fine si rimanda all’allegato nel quale sono riportate le
indicazioni relative alle modalità di mitigazione degli impatti.
3.1 Verifica delle criticità idrauliche nelle aree di variante
Si riportano gli estratti della Tavola delle Fragilità del PAT, dai quali si evince che le aree di variante
non ricadono in zona a pericolosità idraulica o a ristagno idrico.
Variante 2
Pag.12
Variante 3
Variante 4
Pag.13
Legenda
Pag.14
4
VALUTAZIONE DI COMPATIBILITÀ IDRAULICA DEL PUNTO DI
INTERVENTO
A
MODESTA
IMPERMEABILIZZAZIONE
POTENZIALE
Nel presente capitolo di compatibilità idraulica, si è fatto riferimento solamente alla proposta di
variante a modesta impermeabilizzazione potenziale, corrispondente al Punto di Variante n° 1 –
riguardante modifica della destinazione di zona da agricola a C2 di espansione edilizia per una
superficie complessiva di circa mq. 14.000. Viene previsto un ambito con una specifica scheda
progettuale di dettaglio, che prevede la localizzazione sul fronte strada di un fabbricato
commerciale con superficie di vendita < 1500 mq. Ai sensi delle NT del PAT, e delle norme
contenute nel Regolamento sui crediti edilizi contenuto nel PI, si prevede un’area di atterraggio di
crediti edilizi, a destinazione residenziale, individuata come scelta strategica localizzativa ma
attualmente prevista a volume zero. I crediti spendibili all’interno dell’area di atterraggio si
intendono compresi nel dimensionamento residenziale previsto dal PATI per l’ATO di
appartenenza.
Come espresso nella Dgr n. 2948 del 6 ottobre 2009, per tale tipologia di aree è necessario il
dimensionamento dei volumi compensativi cui affidare funzioni di laminazione delle piene.
A seguito di analisi dei punti oggetto di variante, si è verificata la necessità di valutare
esclusivamente il punto di Variante relativo alla trasformazione dell’area in Loc. Dei Vecchi, in
merito alla futura localizzazione dell’ambito commerciale, rimandando invece a successive
valutazioni i possibili effetti derivanti dalla futura attuazione dell’ambito individuato come area di
atterraggio di crediti edilizi.
La modalità con cui si è operata la valutazione dell’intervento è sotto riportata:
•
Individuazione delle criticità geologiche, idrauliche in un ragionevole intorno del sito
oggetto di studio, tratta dalle cartografie geologiche del PATI e dalla tavola delle fragilità
•
Individuazione della permeabilità del sottosuolo realizzata mediante la conoscenza del
comportamento idraulico dei litotipi presenti nel territorio comunale
•
Individuazione della rete idrografica e valutazione della distanza dei corsi d’acqua dalle
aree d’intervento
•
Individuazione delle tipologie di impermeabilizzazione previste dall’intervento e
suddivisione dell’area in relazione al tipo di intervento
•
Determinazione dei volume d’invaso necessari per la laminazione delle acque
•
Individuazione dei sistemi necessari per lo smaltimento delle acque di laminazione degli
invasi
•
Individuazione dei sistemi compensativi e mitigativi necessari al rispetto dell’invarianza
idraulica in relazione alle diverse criticità geologiche ed idrauliche.
Pag.15
4.1 Inquadramento urbanistico del punto di Variante analizzato
Si riportano di seguito gli estratti del PAT approvato:
Estratto tav. 1 – Carta della trasformabilità
Estratto Tav. 2 – Carta delle Invarianti
Pag.16
Estratto tav. 3 – Carta della fragilità
Estratto tav. 4 – Carta della trasformabilita’
Pag.17
Si riportano di seguito gli estratti del PI approvato e del PI in Variante:
Pag.18
4.2 Inquadramento geologico
La zona in studio si localizza nell’anfiteatro morenico del Garda, che è stato generato dal trasporto
solido del ghiacciaio del Garda in milioni di anni seguito dalla deposizione di sedimenti fini
alluvionali depositati dalle oscillazioni batimetriche del lago di Garda e da depositi fluvioglaciali
trasportati dai corsi d’acqua .
Nell’area oggetto di studio la geomorfologia è rappresentata dalla Piana Lacustre e dalla presenza
di un orlo di scarpata di un piccolo terrazzo, come riportato nella seguente immagine estratta dalla
Valutazione di Compatibilità idraulica del PATI.
Estratto dalla Relazione di Compatibilità idraulica del PATI con individuazione dell’area di studio
Nella seguente immagine, tratta dalla valutazione di compatibilità idraulica del PATI, è riportato
uno stralcio della Tavola litologica, nella quale è visibile che l’area è caratterizzata dalla presenza di
sedimenti lacustri, prevalentemente limo-sabbio-argillosi con consistenza da alta a media.
Estratto dalla Relazione di Compatibilità idraulica del PATI con individuazione dell’area di studio
Pag.19
4.3 Inquadramento idraulico
Il sistema idrico del territorio in esame è formato principalmente dal Mincio e dal Tione, cui si
accompagnano altri corsi d’acqua minori, quali la Bisavola che scorre fra due cordoni intermorenici
e confluisce nel Mincio sopra Salionze; il Rio Dugale che nasce a sud di Lazise e segna il fondovalle
ad ovest di Colà ed a est di Pacengo, per dividersi in più rami presso il confine di Castelnuovo: il
Dugale di Ronchi scorre a sud di Ronchi e sfocia in lago, mentre il Dugale di Cavalcaselle,
dividendosi in due rami, si ricongiunge al sottopasso della ferrovia in entrata a Peschiera e da qui
raggiunge il Mincio. Vi è poi il Tionello che si forma a Monte del centro storico di Castelnuovo e,
dirigendosi verso sud, va a concludere il suo corso nel Tione.
Nello specifico, per quanto riguarda l’area oggetto di studio :
•
È situata alla distanza di circa 200m a sud rispetto al lago di Garda
•
E’ lambita dal fosso Riello che scorre a ovest dell’area
Lago di Garda
Fosso Riello
Area di studio
Inquadramento idrografico nel territorio dell’area oggetto di studio
Pag.20
4.4 Inquadramento idrogeologico
In merito all’idrogeologia dell’area, si rileva che i particolari caratteri geologico - geomorfologici
della zona morenica condizionano strettamente anche l'assetto idrogeologico del territorio. Nella
zona morenica del Garda e lungo la fascia costiera gli acquiferi sfruttati si trovano a profondità
notevoli. Si tratta di acquiferi di tipo confinato e semiconfinato, sviluppatisi in orizzonti granulari
ed alternati a più potenti depositi di materiale fine. Queste prerogative impediscono la formazione
di falde freatiche o artesiane ben definite, mentre si possono reperire anche a debole profondità
corpi d’acqua sotterranei di variabile entità la cui alimentazione dipende quasi esclusivamente
dalle precipitazioni atmosferiche.
Viene di seguito riportata la Tavola idrogeologica del PATI con localizzata l’area oggetto di studio.
Estratto dalla Carta idrogeologica del PATI con localizzazione dell’area di studio
Si osserva che l’area ricade un una zona a vulnerabilità idrogeologica alta
Pag.21
4.5 Criticità idrauliche del territorio
Nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino del Fiume Po, non si trovano
indicazioni di criticità relativamente all’area oggetto di studio. Nella seguente immagine sono
individuate le fasce di rispetto A (fascia di deflusso della piena) e B (fascia di esondazione) in
riferimento al Fiume Mincio. Si nota che l’area oggetto di studio ricade esternamente alle stesse.
Rappresentazione delle fasce di rispetto del PAI
Legenda:
Fascia di deflusso della Piena. Fascia A
Fascia di esondazione. Fascia B
La carta delle Fragilità del PAT approvato indica l’ambito come terreno idoneo a condizione, e non
sono individuate aree sondabili o di ristagno idrico
Pag.22
4.6 Descrizione dell’intervento
Si riporta di seguito una possibile ipotesi di utilizzo dell’ambito oggetto di Variante , relativamente
alla parte commerciale prevista dalle norme allegate alla Scheda progetto inserita in Variante:
Tipologia di copertura
Superfici coperte dai tetti
Strada interna ai parcheggi
(impermeabile)
Superfici a parcheggio grigliato
Verde
Totale
Pag.23
Area (mq)
2036
3395
1828
591
7850
4.7 Analisi idrologica
4.7.1
Le curve di possibilità pluviometrica
Per un bacino di limitate dimensioni l’analisi delle piogge di notevole intensità e breve durata
costituisce l’elemento fondamentale per le valutazioni di carattere idraulico, geologico e
morfologico. Tale informazione, inoltre, se elaborata attraverso modelli afflussi-deflussi, anche
approssimati, permette di stimare le portate riversate nei corpi idrici recettori o nelle reti di
fognatura bianca o mista.
Uno strumento fondamentale per la definizione delle caratteristiche di intensità e quantità delle
precipitazioni meteoriche di progetto da utilizzare per il progetto delle opere idrauliche è la “linea
segnalatrice di possibilità pluviometrica” o “curva di possibilità climatica” (CPC) o semplicemente
“curva di possibilità pluviometrica” (CPP).
Tale funzione rappresenta l’inviluppo delle altezze di pioggia "h" cadute per diversi valori di durata
"t" del fenomeno atmosferico aventi un certo valore fissato di tempo di ritorno "Tr".
Una delle formulazioni maggiormente utilizzate in letteratura per definire l’espressione analitica è
data dalla legge di potenza a due parametri:
h=atn
dove:
h = altezza di pioggia in mm
t = tempo in ore
Il concetto di rischio idraulico è quantificato dal tempo di ritorno Tr, definito come l’inverso della
frequenza media probabile del verificarsi di un evento maggiore, ossia il periodo di tempo nel
quale un certo evento è mediamente uguagliato o superato.
Tr = 1 / [1-P (h≤H) ]
L’equazione di possibilità pluviometrica fornisce, per un fissato tempo di pioggia t, il massimo
valore di h nel periodo pari al tempo di ritorno Tr e viene utilizzata, nei modelli afflussi-deflussi,
per la determinazione della portata afferente all’area interessata.
Per la determinazione dei volumi di invaso si sono considerate le curve di possibilità pluviometrica
indicate nella Valutazione di Compatibilità idraulica del PATI e del P.I. che é un documento
comunale ed adottato sia da Comune ed approvato dalla Regione Veneto, ma anche dagli altri enti
sovra comunali, compreso il Consorzio di Bonifica competente territorialmente.
Si fa riferimento, pertanto, alle piogge registrate nella stazione di Castelnuovo del Garda.
Si riporta la tabella riassuntiva delle equazioni ottenute con differenti tempi di ritorno (Tr).
Pag.24
Curve di Possibilità Pluviometrica associate a diversi tempi di ritorno per piogge superiori all’ora
(estratto da VCI del PI comune di Castelnuovo del Garda)
Curve di Possibilità Pluviometrica di durata superiore all’ora (estratto da VCI del PI comune di
Castelnuovo del Garda)
Pertanto, adottando un tempo di ritorno pari a 50 anni, come previsto da normativa per il calcolo
dell’invarianza idraulica, vengono considerati i seguenti valori
Parametri della curva di possibilità pluviometrica
Tr (anni)
a (mm hn)
50
64,61
Pag.25
n (-)
0,195
4.8
Valutazione di compatibilità idraulica
Nel seguito della trattazione, come consigliato dalla normativa, si procederà al calcolo dei
volumi di invaso necessari utilizzando due diversi metodi:
il metodo dell’invaso, che consiste nel mantenere costante il coefficiente udometrico al
variare del coefficiente di afflusso;
il metodo razionale, che consiste nel determinare il massimo volume da invasare al variare
del tempo di pioggia.
I coefficienti di deflusso utilizzati sono quelli indicati dalla normativa, e cioè:
Aree agricole
0,10
Superfici permeabili
0,20
(aree verdi, coltivazioni prative, ...)
(grigliati drenanti con sottofondo ghiaioso, strade in
Superfici semi-permeabili
0,60
terra battuta, ...)
Superfici impermeabili
0,90
(tetti, terrazzi, strade, piazzali, ...)
L’invarianza può essere ottenuta prevedendo una serie di invasi (fossi di guardia, canalizzazioni,
bacini, ecc.) che consentano di invasare e di laminare il maggior volume di pioggia dovuto
all’incremento del coefficiente udometrico delle aree.
4.8.1
Determinazione dei volumi di invaso
I volumi specifici di invaso sono stati calcolati attraverso il metodo dell’invaso e il metodo
razionale.
Calcolo del volume con il metodo dell’invaso
Inquadramento metodologico
Esaminando la trasformazione afflussi-deflussi secondo il metodo concettuale dell’invaso, il
coefficiente udometrico (l/s ha) si può calcolare come:
p ⋅ n ⋅ (ϕ ⋅ a )1 / n
u= 0
1
−1
wn
1)
dove p0 è un parametro dipendente dalle unità di misura richieste e dal tipo di bacino, a e n sono i
parametri della curva di possibilità pluviometrica, φ il coefficiente di deflusso e w il volume di
invaso specifico. Volendo mantenere costante il coefficiente udometrico al variare del coefficiente
di deflusso φ, ovvero delle caratteristiche idrologiche delle superfici drenanti, per valutare i volumi
d’invaso in grado di modulare il picco di piena, si può scrivere:
1
 ϕ  1−n
w = w0  
 ϕ0 
2)
dove , φ0 e w01 rappresentano il coefficiente di deflusso e il volume specifico di invaso prima della
trasformazione dell’uso del suolo.
Applicando la 2) si ottiene il volume specifico di invaso post operam (in m³/ha) a partire dal
volume specifico di invaso ante operam (valori di letteratura) e dai coefficienti di deflusso
1
Per la determinazione delle componenti di w0 le indicazioni di letteratura porgono, per le zone di bonifica, valori dell’ordine di 100-150
m³/ha comprendendo il velo idrico e il volume dei canali di drenaggio (Datei, 1997), 40-50 m³/ha nel caso di fognature in ambito
urbano comprendente i soli invasi di superficie e quelli corrispondenti alle caditoie (Datei, 1997), 10-15 m³/ha di area urbanizzata
riferito alla sola componente dei volumi dei piccoli invasi (Paoletti, 1996).
Pag.26
ante/post operam, questi ultimi ottenuti da una media pesata tra le superfici impermeabili
(coefficiente 0.90), le superfici semipermeabili (coefficiente 0.60) e le superficie permeabili
(coefficiente 0.20) nel corrispondente stato.
Per le superfici allo stato attuale è stato considerato un valore di 0,1 al coefficiente di deflusso,
mentre il valore di w0 considerato è pari a 40 m3/ha.
Calcolo del volume di invaso
Superfici oggetto di variazione della permeabilità superficiale
Determinazione del coefficiente di deflusso ante operam
LOTTO
Punto di intervento
n.1
Superfici
Superfici
impermeabili
semiperme
(tetti e
abili
piazzali in cls)
Superficie
totale
Coefficie
nte di
deflusso
medio
Superfici
agricole
Superfici verdi
permeabili
m²
m²
m²
m²
m²
7.850
0
0
0
7.850
0,10
Superficie
totale
Coefficie
nte di
deflusso
medio
Determinazione del coefficiente di deflusso post operam
LOTTO
Punto di intervento
n.1
Superfici
Superfici
impermeabili
semiperme
(tetti e
abili
piazzali in cls)
Superfici
agricole
Superfici verdi
permeabili
m²
m²
m²
m²
m²
0
591
1.828
5.431
7.850
Volume specifico unitario richiesto per l'invarianza idraulica
Coefficiente di afflusso ante operam,Φ0
Volume specifico di invaso ante operam, w0
Coefficiente di afflusso medio post operam, Φ
Volume specifico di invaso post operam, w
Volume invaso
Pag.27
0,10
40 m³/ha
0,78 .
639 m³/ha
502 m³
0,78
Calcolo del volume con il metodo razionale
Inquadramento metodologico
Il calcolo del volume d’invaso necessario per mantenere costante il coefficiente udometrico u può
essere condotto considerando la differenza fra i volumi in ingresso e in uscita nel bacino
considerato.
Posta in uscita una portata costante Qu = u x S, dove S è la superficie del bacino scolante, per
effetto di una pioggia di durata τ si possono scrivere:
Vi S ϕ h(τ )
Vu= τ Qu
rispettivamente per i volumi in ingresso al sistema Vi e quelli in uscita alla rete esterna Vu, dove f
è il coefficiente di deflusso e h(t) l’altezza di pioggia caduta nel tempo t. Il valore massimo della
differenza:
∆V = Vi – Vu = S f a τn – Qu τ
è il volume cercato per modulare gli effetti di una precipitazione di durata τVmax.
Il problema si riconduce quindi al calcolo del massimo di una funzione ovvero, eguagliando a zero
la derivata prima di V e risolvendo rispetto a τ.
da cui si ricava il Volume massimo da invasare
Calcolo del volume di invaso
Suddivisione dell'area indagata in base alla permeabilità di progetto.
Superfici
Superfici
Superficie
Superfici
Superfici
impermeabili
Superficie
verdi
coperta
agricole
semipermeabili (piazzali in
totale
permeabili
degli edifici
cls)
m²
m²
m²
m²
m²
m²
0,00
591
1.828
3.395
2036,00
7850,00
• Superficie di
impluvio, S
7.850 m², pari a 0,79 ha
• Coefficiente di afflusso medio
0,78 .
• Coefficienti pluviometrici ragguagliati alla superficie di impluvio
a' =
64,58 mm hn
n 1' =
0,260 .
• Portata unitaria ammessa allo scarico
10,0 l/s ha
• Portata totale ammessa allo scarico
7,9 l/s
Pag.28
Coeff.
medio
pesato
.
0,78
Calcolo del volume di invaso necessario
In base ai dati sopra riportati si determina ora la variazione dei volumi di ingresso, uscita e netto in base
al tempo di pioggia, da cui si evince il volume massimo da assegnare al bacino di accumulo: questo è
dato dalla massima differenza tra la curva del volume di ingresso e di quella totale in uscita, cioè il
massimo del Vnetto.
Portata in uscita:
• Aliquota dovuta allo scarico superficiale
7,9 l/s
• Aliquota dovuta all'infiltrazione
0,0 l/s (vedere sopra)
Portata totale in uscita
7,9 l/s
E' ora possibile tracciare i grafici dei volumi di ingresso, uscita e netto, il cui massimo è il volume
cercato.
Risultati e riepilogo
● Volume netto massimo da invasare
457,7 m³, pari a 583,1 m³/ha
In base al volume massimo da invasare, è possibile determinare le altre grandezze ad esso
collegate:
● Volume totale in ingresso
615,7 m³
● Volume in uscita
158,0 m³
• Aliquota dovuta allo scarico
superficiale
158,0 m³
• Aliquota dovuta all'infiltrazione
0,0 m³
Pag.29
4.8.2
Volumi di laminazione da considerare
Alla luce delle analisi sopra esposte si ritiene opportuno considerare il seguente volume di invaso
da realizzare, che corrisponde al massimo volume ottenuto con i due metodi precedentemente
descritti, al fine di considerare il risultato maggiormente cautelativo.
PROGETTO
Punto di variante n.1
METODO DELL’INVASO
METODO RAZIONALE
VOLUME DA
CONSIDERARE (MAX
TRA METODO
RAZIONALE E
METODO
DELL’INVASO)
502 m3
pari a 6391 m3/ha
457,7 m3
pari a 583,1 m3/ha
502 m3
pari a 639 m3/ha
1.1 Sistemi di contenimento delle acque mediante invaso prevalente
Il progettista dovrà scegliere un metodo (o la combinazione tra più metodi) per invasare le acque
meteoriche. L’invaso, qualora interrato, verrà dotato di idonee pompe idrauliche per lo
svuotamento e per il calcolo del volume si assumerà come quota di fondo la quota minima di
funzionamento delle pompe stesse. Al fine di rendere i volumi di invaso maggiormente efficaci, se
ne suggerisce la realizzazione in almeno tre comparti separati corrispondenti ciascuno ad 1/3 del
volume necessario a far fronte a Tempi di ritorno di 50 anni. L’immagine seguente descrive i
principali schemi utilizzabili per la rete di drenaggio dotata di dispositivi di accumulo delle portate.
Pag.30
4.8.3
Invaso mediante vasca di laminazione
Questa soluzione consiste nel realizzare il volume di invaso necessario mediante la costruzione di
una vasca di laminazione interrata. Il progettista dovrà scegliere se realizzare tale volume in
un’unica vasca o mediante più vasche modulari tra loro comunicanti (riferirsi all’esempio del
paragrafo precedente). In questa secondo caso, la comunicazione tra le vasche dovrà essere tale
da non causare eccessive perdite di carico che ne rallenterebbero il riempimento,
compromettendo l’efficacia dell’intervento e causando l’inevitabile intasamento della rete a
monte. Inoltre il progettista dovrà scegliere se realizzare la vasca il calcestruzzo o in altri materiali
(vetroresina, materiale plastico..) ricordando che va comunque garantita l’impermeabilizzazione
dell’opera.
La restituzione delle acque invasate temporaneamente, realizzata a gravità o più di frequente per
sollevamento meccanico, è in genere effettuata in modo che nell’emissario di valle defluisca la
portata massima compatibile con la sua capacità di evacuazione (e comunque compatibile con le
prescrizioni degli enti competenti, quali i consorzi di bonifica), così da realizzare il volume minimo
del serbatoio di laminazione. In relazione ad un siffatto tipo di restituzione e tenendo soprattutto
presente la circostanza che una vasca di accumulo per la rete meteorica decapita le piene in arrivo
attraverso la soglia di uno sfioratore, il quale lascia entrare nella vasca solamente le portate che
sono al di sopra del valore Qv compatibile con la capacità di smaltimento dell’emissario di valle, il
fenomeno di laminazione presenta alcuni aspetti particolari.
Lo smaltimento delle acque bianche accumulate nell’insediamento sarà realizzato mediante
diverse modalità di smaltimento:
o L’accumulo in invaso e lento rilascio nel suolo grazie al deflusso verticale nel terreno;
o Laminazione dall’invaso con una portata uscente non superiore a quella prevista dai
consorzi di bonifica pari a 10 l/s/ha
Si fa presente che la relazione idraulica allegata al progetto dovrà dimostrare che ogni invaso
creato possa essere effettivamente invasato dalle acque: cioè, non possono essere conteggiati al
fine del raggiungimento del volume di compensazione gli invasi scollegati dalla rete di raccolta o
che non risultino invasabili nemmeno mediante rigurgito delle acque.
Pag.31
4.8.4
Sovradimensionamento delle condotte
Questa soluzione consiste nel realizzare condotte di diametro maggiore rispetto a quello
necessario per smaltire la portata di progetto, contando di realizzare l’invaso necessario
direttamente nella rete:
Si deve tenere conto del limite posto allo scarico dal Consorzio di Bonifica che allo stato attuale è
di 10 l/ s x ha. Di conseguenza la condotta, sovradimensionata, non potrà immettere nel collettore
urbano o in un canale o comunque nello scarico una portata superiore. Ciò significa che l’acqua
invasata dovrà rimanere all’interno del tratto di progetto e venir scaricata alla rete in modo
graduale con portate non superiori a quanto prescritto.
Di conseguenza, sarà necessario inserire un setto nella condotta con una bocca tarata in modo tale
che il deflusso sia (sempre o solamente in occasione di eventi significativi) di tipo sotto-battente.
Per massimizzare l’efficacia dell’intervento, ovviamente, è opportuno inserire tale setto in
prossimità dello sbocco nel ricettore, o comunque quanto più a valle possibile.
Utilizzando le legge di deflusso sotto-battente, va tarata l’apertura della luce cosicché nel caso
peggiore (condotta completamente piena d’acqua) il tirante sia tale da far uscire dalla luce una
portata opportunamente dimensionata.
Il setto dovrà essere mobile in modo tale da poter tarare l’apertura sulle particolari configurazioni
di progetto durante la fase gestionale. Si fa presente sin d’ora che una forte restrizione dell’area
libera all’interno della condotta rappresenta purtroppo il presupposto per l’intasamento della
luce. Il manufatto, dunque, andrebbe va metodicamente sottoposto a manutenzione ordinaria e
pulizia.
Si riportano nelle immagini seguenti delle possibili soluzioni impiantistiche.
Pag.32
Tubi corrugati in polietilene fessurati per il contenimento dei volumi d’acqua
In fase di impostazione della quota del battente di valle (quota di sfioro) è opportuno verificare
che sia effettivamente invasabile tutta la luce della condotta, in tutta la sua lunghezza conteggiata
ai fini del calcolo del volume; in genere, l’altezza del battente sarà quindi superiore all’altezza della
tubazione terminale e pari, per esempio, al diametro della condotta circolare più la lunghezza
invasabile della condotta moltiplicata per la pendenza: Altezza battente = (Diametro finale
condotta) + (lunghezza invasabile) x (pendenza in %)
4.8.5
Bacino di ritenzione
Le aree di bioritenzione sono zone depresse poco profonde costituite da substrati di terreno
drenante ricoperti da fitta vegetazione. Si tratta di bacini in terra, con il fondo impermeabilizzato e
provvisti di sfioro con successiva infiltrazione delle acque meteoriche in surplus in fossi o
depressioni del terreno, realizzati all'esterno. Questi bacini sono più grandi, assomigliano a laghetti
e comportano un'elevata ritenzione delle acque meteoriche Svolgono un trattamento dell’acqua
piovana che permette di rimuovere parte dell’inquinamento e riduce il volume dei deflussi
d’acqua.
Come già ricordato precedentemente, si fa presente che la relazione idraulica allegata al progetto
dovrà dimostrare che l’invaso creato possa essere effettivamente invasato dalle acque: cioè, non
possono essere conteggiati al fine del raggiungimento del volume di compensazione gli invasi
scollegati dalla rete di raccolta o che non risultino invasabili nemmeno mediante rigurgito delle
acque.
Pag.33
4.8.6
Bacino di infiltrazione
Il volume di invaso dovrà essere ricavato mediante depressioni delle aree a verde
opportunamente sagomate e adeguatamente individuate, che prevedano comunque prima del
recapito nel recettore finale, un pozzetto con bocca tarata.
Il volume di invaso può essere creato superficialmente, prevedendo la formazione di “laghetti”.
Ovviamente essi dovranno essere collocati nella zona più depressa dell’area di intervento, in
prossimità del ricettore, all’interno di aree adibite a verde pubblico. Nel valutare il volume di
invaso realizzato, si dovrà tener conto di un franco arginale di almeno 20cm dal piano campagna e
la quota di fondo dovrà essere pari al tirante medio del ricettore in periodo di magra, rendendosi
altrimenti impossibile lo svuotamento. Sta al progettista, infine, scegliere se realizzare laghetti
permanenti, che esistono anche in periodo di magra e invasano il volume richiesto variando il
proprio tirante, oppure optare per zone depresse ad altimetrie differenziate. Secondo
quest’ultimo schema, si inonderanno più spesso le zone più depresse e più raramente le altre,
permettendo un utilizzo multiplo di tali aree. Tale scelta, ovviamente, va valutata anche dal punto
di vista della sicurezza dell’utenza, con eventuale adozione di recinti.
Pag.34
Alla fine di rendere l’area anche fruibile dal punto di vista paesaggistico, si prevede di piantumare
una serie di essenze arboree e arbustive con un sesto d’impianto irregolare. Si riporta un elenco di
piante che potranno sopportare il periodo di tempo di esondazione.
Essenze arboree
Ontano nero
Olmo campestre
Pioppo nero
Pioppo bianco
Farnia
Salice bianco
Essenze arbustive
Pallon di maggio
Frangola
Frassino Ossifillo
Ulivello spinoso
Sanguinella
Sambuco
Nel caso in cui se ne ravvisi la necessità, si potrà realizzare un tubo in uscita a quota superiore al
fondo ad uso di troppo pieno (previa verifica con l’ente gestore del corpo idrico superficiale
recettore di tale scarico di troppo pieno). L’invaso dovrà laminare una portata in uscita dipendente
da quanto previsto dal consorzio di bonifica (allo stato attuale è di < 10 l/s ha) e sarà necessario
dimensionare di conseguenza la luce battente. Il tubo dovrà essere rivestito in cls per evitare
rotture. Qualora necessario potranno essere impiegati dei massi di protezione a lato bacino per
evitare erosioni e inerbimento presso inizio e fine tubo; potrà essere sufficiente anche una piccola
fascia di magrone (per mantenere pulito lo scarico). Se lo scarico avverrà in un corso d’acqua sarà
necessario verificare con l’ente competente l’eventuale necessità di massi di opportuna pezzatura
per evitare erosioni. E’ necessario provvedere ad una periodica pulizia e manutenzione.
Pag.35
Anche in questo caso si fa presente che la relazione idraulica allegata al progetto dovrà
dimostrare che l’invaso creato possa essere effettivamente invasato dalle acque: cioè, non
possono essere conteggiati al fine del raggiungimento del volume di compensazione gli invasi
scollegati dalla rete di raccolta o che non risultino invasabili nemmeno mediante rigurgito delle
acque.
1.2 Indicazioni per lo scarico
Lo scarico potrà avvenire nel fosso Riello, limitrofo all’area oggetto di studio.
Il valore massimo di scarico dovrà essere pari a 10l/s/ha.
Indicazioni per lo scarico
Corpo recettore
Portata unitaria ammessa allo
scarico
Portata ammessa allo scarico
(= portata unitaria di scarico x
superficie dell’area di
trasformazione)
Fosso Riello
10 l/s/ha
7,85 l/s
E’ stato calcolato il volume di invaso da realizzare, che corrisponde al massimo volume ottenuto
con i due metodi dell’invaso e razionale pari a 502 m3, pari a 639 m3/ha: sono state fornite delle
ipotesi di invaso che il progettista adotterà per garantire l’invarianza idraulica. Lo scarico
avverrà nel Fosso Riello a con una portata laminata pari a 7,85 l/s.
Si dovrà inoltre garantire la raccolta della acque di prima pioggia come descritto nel paragrafo
delle mitigazioni.
Pag.36
1.3 Vasca di prima pioggia
Per garantire la salvaguardia ambientale, il calcolo viene effettuato per tutta l’area interessata
dal parcheggio.
Il volume che la vasca di prima pioggia dovrà essere in grado di trattare, per garantire il rispetto di
quanto previsto dal PTA è illustrato nella seguente tabella.
Superficie parcheggio e piazzali (m2)
5.223
Volume vasca prima pioggia (m3)
=Sup. parcheggio * altezza di acqua di 5mm
26
Per la descrizione del sistema si rimanda inoltre all’allegato “Sistemi per la mitigazione degli
effetti”
Pag.37
5
ALLEGATO: SISTEMI PER LA MITIGAZIONE DEGLI EFFETTI
5.1 Dimensionamento della vasca di prima pioggia
Il progetto prevede la realizzazione di superfici a parcheggio e piazzale complessivamente di
estensione superiore a 5.000 m2: pertanto si ritiene necessario realizzare il trattamento della
prima pioggia, come da schema sotto riportato.
E’ noto che le acque di prima pioggia (mediamente stimate in 5 mm di acqua su tutta la superficie
impermeabile) sono quelle che dilavano la maggior parte delle sostanze inquinanti che in tempo
secco si sono depositate sulle superfici impermeabili. In particolare le aree destinate a parcheggio
o a transito veicolare raccolgono rilevanti quantità di dispersioni oleose o di idrocarburi che, se
non opportunamente raccolte e concentrate, finiscono col contaminare la falda (tramite il
laghetto-vasca volano) e progressivamente intaccano la qualità del ricettore.
Per ovviare a tal inconveniente sarà necessario anteporre alle vasche dei serbatoi di accumulo (in
cls, vetroresina, pe) e trattamento che consentano di raccogliere tale volume, concentrino le
sostanze flottate e accumulino i solidi trasportati prima di rilanciarlo nella vasca volano.
La periodicità dell’evento meteorico da fronteggiare deve essere superiore alle 48 ore e perciò il
ciclo di funzionamento del serbatoio sarà organizzato come segue:
• tempo di detenzione di almeno 24 ore, oltre il quale si procederà allo scarico;
• tempo di evacuazione di 24 ore, per non sovraccaricare il corpo idrico immissario
Quando nel serbatoio è raggiunto il livello massimo, corrispondente al volume scaricato di
“prima pioggia”, una valvola di intercettazione, comandata da galleggiante, blocca
l’immissione d’acqua nella vasca deviando i successivi afflussi direttamente al corpo recettore.
Il dispositivo automatico d’immissione rimane chiuso fino a che non viene completamente
vuotato il serbatoio. Il serbatoio è in genere organizzato in due stadi: il primo costituisce la vasca di
prima raccolta e il secondo, dove ha sede la pompa, è collegato al primo mediante un
particolare dispositivo costituito da una tubazione flessibile di ripresa, collegata alla parte
inferiore di un galleggiante che rimane immediatamente sotto lo strato delle sostanze grasse
flottate. Ciò garantisce in modo molto semplice la separazione degli inquinanti e la corretta
evacuazione delle acque pulite.
I liquami che si accumulano ad ogni ciclo di separazione, vengono periodicamente rimossi dal
serbatoio e allontanati mediante autobotte durante le normali operazioni di manutenzione
programmato che, a titolo indicativo, dovranno avere la frequenza di almeno 1 volta all’anno.
Pag.38
Per ottimizzarne il riempimento, in testa alla vasca è previsto un pozzetto partitore della
portata dotato di sfioratore che, mediante una tubazione di by-pass, devia le acque di
prima pioggia direttamente verso il trattamento, fino al riempimento della vasca e sua chiusura
automatica, momento nel quale le acque proseguiranno verso lo scarico di seconda pioggia.
L’acqua di dilavamento di piazzale e parcheggi verrà quindi stoccata all’interno di una vasche
prefabbricate , dotate di dispositivi automatici a galleggiante che interromperanno l’afflusso in
caso di loro completo riempimento. Il volume d’acqua stoccato verrà rilasciato al ricettore entro le
48 ore successive all’ultimo evento piovoso, tramite pompa di sollevamento di portata.
Prima dello scarico e a valle del sollevamento, è prevista la posa di un manufatto disoleatore per la
trattenuta di olii e idrocarburi dalle acque immesse al ricettore.
Nella seguente tabella sono indicati i volumi di acqua da trattare in vasche di prima pioggia e sono
dati riferimenti a vasche prefabbricate esistenti in commercio adatte allo scopo.
5.2 Recupero acque piovane
Generalmente vengono raccolte solamente le acque dei tetti. Alcune tipologie di copertura non
sono però del tutto idonee per la raccolta e l'utilizzo a scopo irriguo (ad es. coperture in rame,
zinco o piombo, senza trattamenti protettivi). Per un recupero a basso costo può essere sufficiente
un piccolo serbatoio per la raccolta delle acque meteoriche, ma quest'applicazione è limitata
all'utilizzo a scopo irriguo a causa della mancanza di filtro e pompa. Ormai sul mercato molte ditte
offrono una vasta gamma di sistemi modulari "chiavi in mano". Un impianto d'utilizzo dell'acqua
meteorica è costituito dai seguenti componenti base:
• serbatoio
• filtro
Pag.39
•
•
•
pompa
integrazione con acqua potabile e seconda rete di condotte
scarico di troppo pieno
5.3 Realizzazione di tetti verdi
I tetti verdi forniscono un utile contributo per mantenere il ciclo naturale dell'acqua. A seconda
della stratigrafia del tetto verde si possono trattenere fra il 30 ed il 90% delle acque meteoriche.
Considerato l'effetto depurativo del verde pensile, l'acqua meteorica in eccesso può essere
immessa senza problemi in un impianto d'infiltrazione oppure in una canalizzazione. Il verde
pensile inoltre comporta ancora ulteriori vantaggi:
o
o
o
o
o
laminazione, evaporazione e depurazione delle acque meteoriche;
miglioramento dell'isolamento termico;
miglioramento del microclima;
assorbimento e filtraggio delle polveri atmosferiche;
miglioramento della qualità della vita e della qualità del lavoro.
Al giorno d'oggi esistono svariate possibilità di realizzazione del rinverdimento di coperture piane,
coperture inclinate, garage e parcheggi sotterranei. I tetti verdi sono costituiti da strati
sovrapposti; essenzialmente un'impermeabilizzazione resistente alle radici, uno strato di
separazione e protezione, uno strato filtrante ed un substrato. Il substrato, di spessore almeno
pari a 8 cm, può essere rinverdito in modo vario. Si può distinguere a seconda della cure
necessarie tra inverdimento estensivo e intensivo.
Pag.40
5.4 Parcheggi grigliati
E' possibile evitare o ridurre l'impermeabilizzazione del suolo impiegando pavimentazioni
permeabili, soprattutto quando l'uso delle superfici non necessita di rivestimenti molto resistenti.
Ormai sono disponibili per molti impieghi idonei materiali permeabili per la pavimentazione delle
superfici. Deve però essere verificato che il sottofondo e il sottosuolo abbiano una permeabilità
sufficiente. Le pavimentazioni permeabili sono particolarmente indicate per cortili, spiazzi,
stradine, piste pedonali e ciclabili, strade d'accesso e parcheggi.
L'impiego di pavimentazioni permeabili non va limitato alle nuove costruzioni. In caso di
risanamenti, manutenzioni o ampliamenti si può ottenere una ripermeabilizzazione del suolo
sostituendo rivestimenti impermeabili come ad es. asfalto, calcestruzzo o lastricati con giunti
cementati con pavimentazioni permeabili. Possono essere impiegate ad es. le seguenti
pavimentazioni permeabili. Sono da preferire le pavimentazioni inerbite rispetto a quelle non
inerbite poiché consentono una migliore depurazione delle acque meteoriche.
Possono essere impiegate ad esempio le seguenti pavimentazioni permeabili. Sono da preferire le
pavimentazioni inerbite rispetto a quelle non inerbite poiché consentono una migliore
depurazione delle acque meteoriche.
Sterrati inerbiti
Grigliati in calcestruzzo inerbiti Grigliati plastici inerbiti
Sterrati
Masselli
Cubetti o masselli a fughe strette
Pag.41
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