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COMUNItà NOStRA - Parrocchia Salzano

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COMUNItà
NOSTRA
Parrocchia
di San Bartolomeo Apostolo
in Salzano - VE
www.parrocchiasalzano.org
n.24 DICEMBRE 2013
Pace
in terra
agli uomini
di buona
volontà
natale è
fare spazio
SOMMARIO
Editoriale .......................................................... 2
Un Natale di buona volontà .............................. 3
Volontà di stare accanto ai poveri..................... 4
Volontà di amare nella sofferenza........................ 5
Volontà di credere............................................. 6
La volontà di solidarietà...............................7-8-9
Bilancio Parrocchia.......................................... 10
Il restauro della canonica........................... 11-12
Eventi Centenario Pio X.................................. 13
Scuola dell’infanzia.....................................14-15
Itinerario con i genitori..................................... 16
Dietro le quinte dei due presepi ...................... 17
Immagini di comunità ..................................... 18
Lo scaffale delle parole.................................... 19
L’angolo della Spiritualità................................. 20
“La luce della fede”1 prima, “La gioia del Vangelo”2 da circa un mese:
sono questi i primi due documenti
che papa Francesco ha regalato finora alla Chiesa universale. Ma poi
la semplicità della sua vita e dei suoi
gesti, l’attenzione alle piccole cose del
nostro quotidiano… e con tutti noi, lo
sguardo rivolto ad un Bambino che si
presenta di anno in anno come il “Dio
che viene” in mezzo a noi. Sono questi alcuni aspetti che caratterizzano
la presenza e il magistero di questo
vescovo di Roma, papa Francesco, e
che stanno toccando non solo l’interesse, ma anche il cuore e la vita di
tante persone, in particolare dei più
semplici, di tanta gente comune.
segue all’interno
Comunità Nostra 1
natale è fare spazio
Resoconto del numero
precedente (n° 23, ottobre 2013)
Lo stesso successe a Gesù a Betlemme (ma sarà così
durante tutta la sua vita e con il suo
messaggio): è fra la gente semplice
che ha trovato accoglienza gioiosa e
disponibilità a lasciarsi sorprendere
e guidare. Accogliere Gesù nel Bambino di Betlemme, accoglierlo come
Buona Notizia per la nostra esistenza.
Dice Luca nel suo vangelo: “Mentre si
trovavano in quel luogo (Betlemme),
si compirono per lei (Maria) i giorni
del parto. Diede alla luce il suo figlio
primogenito, lo avvolse in fasce e lo
depose in una mangiatoia”3 .
Il parto, la fatica e la cura. Natale
è proprio partorire ciò che deve nascere, dare alla luce ciò che deve vivere.
E chi ne ha l’esperienza sa bene che
il nascere della vita comporta fatica,
dolore, che apre però a gioia sempre
più grande ed abbondante. Se non accettiamo anche momenti di sofferenza
non faremo mai nascere da noi niente
di nuovo, di vitale, che doni gioia, che
diventi luce. E dopo averlo partorito,
Maria lo avvolge in fasce e lo depone in una mangiatoia: è il prendersi
cura di Maria di questa nuova vita,
di questa creatura che le è stata affidata. Tutto ciò che vive ha bisogno di
cura, altrimenti muore. La cura sorge
quando qualcosa ha importanza per
noi: se non curi i tuoi sentimenti, la
tua anima, i tuoi rapporti personali, la
tua relazione con il Signore ( = fede)
e nella comunità e non dedichi tempo
a queste cose, tutto muore; e ti ritrovi
arido, freddo, piatto, vuoto, depresso.
La mangiatoia. C’è poi un altro segno del Natale: è la mangiatoia. Essa
rappresenta la povertà del Bambino,
ma anche la quotidianità degli eventi.
Essa, infatti, è il luogo dove gli animali vanno a mangiare il “loro pane
quotidiano”: quel bimbo deposto
nella mangiatoia è diventato il “pane
vivo disceso dal cielo affinché chi ne
mangia non muoia”4. È il nutrimento di ogni giorno. È il vero pane che
dà vita, la nuova mangiatoia. Natale
è accogliere Gesù, prendersi cura di
lui, nutrirsi di lui. Ed accoglierlo anche nel nostro quotidiano, nel vivere
il nostro Battesimo, questo dono che
ci è stato consegnato fin dai primi momenti della nostra esistenza terrena e
che siamo chiamati a riscoprire giorno per giorno per accogliere in noi la
gioia che ci viene dal fare esperienza
dell’amore di Dio per noi.
Riscopriamo il nostro Battesimo. “Se tu conoscessi il dono di Dio”5
diventa così per noi l’invito a prendere sul serio quanto il nostro pastore, il
vescovo, ci consegna per riscoprire ed
approfondire questo sacramento che
segna la nostra vita in maniera indelebile. Scoprire questo grande dono sarà
l’impegno della nostra chiesa diocesana per i prossimi due anni. Noi come
comunità di Salzano vogliamo impegnarci in questo cammino di scoperta
e ri-scoperta di quelle che sono le radici della nostra fede. Il prossimo mese
dedicheremo una domenica mattina
(il 12 gennaio, giorno del Battesimo
di Gesù) per vivere un momento di
approfondimento e di celebrazione di
quel Battesimo che abbiamo ricevuto
da piccoli (conosceremo i dettagli nei
prossimi giorni).
A tutti coloro che leggeranno queste
righe il nostro più cordiale augurio di
Buon Natale e di Nuovo Anno 2014
nella certezza che la luce di Gesù da
Betlemme illumina e sostiene ogni
nostro passo. In particolare i nostri
auguri vanno agli anziani, agli ammalati, alle persone sole, o a chi per
diversi motivi sta vivendo momenti
di fatica e difficoltà, magari a motivo
dell’insicurezza per il posto di lavoro.
A tutti e a ciascuno, anche da parte di
don Mario: Buon Natale!
1- Papa Francesco, Lumen Fidei - Roma, 29-06-13
2- Papa Francesco, Evangelii gaudium - Roma, 26-11-13
3- Luca 2, 6-7
4- Giovanni 6, 50-51
5- G.A. Gardin Se tu conoscessi il dono di Dio,
Lettera pastorale – Treviso 2013
...segue dalla copertina
2 Comunità
02
Comunità
Nostra
Nostra
mons. Paolo Cargnin
Di numero in numero “Comunità
Nostra” continua a giungere nelle
famiglie della nostra parrocchia
condividendo, con quanti si sentono
parte di essa, il camminare di questa
nostra comunità. Il desiderio è che
questa pubblicazione diventi sempre
più strumento per crescere insieme,
per conoscere la vita della nostra
chiesa, i sogni e gli sforzi di altre
persone… occasione d’informazione e
di formazione come discepoli di Gesù.
collaboriamo con
1 euro!
Per la pubblicazione del mese di
ottobre (copie stampate ca. 3.300)
la spesa è stata di € 1.872,00. Il
contributo raccolto di € 1.775,00:
con gratitudine per quanti hanno
contribuito e continueranno a farlo,
sia per prepararlo che per farlo
arrivare nelle case. Anche questa
volta il contributo raccolto non ha
coperto l’importo delle spese (anche
se per poco). Basterebbe che ogni
famiglia che riceve “Comunità
Nostra” collaborasse con € 1,00
(un euro!). L’invito è di consegnare
quanto ciascuno decide di donare
all’incaricato che passa per le case.
Grazie di cuore!
Siamo disponibili ad accogliere
suggerimenti o contributi che possano
arricchire lo scambio all’interno
della nostra comunità, che possano
aiutare la crescita nella fede e dei
legami fraterni fra tutti. Un grazie
particolare va pure ai diversi incaricati
che generosamente e gratuitamente
raggiungono le vostre case. Un grazie
di cuore infine a quanti lavorano nella
redazione e ai vari collaboratori.
Hanno collaborato per la
realizzazione di questo
numero:
Direttore responsabile: Claudio
Pasqualetto.
Editore: mons. Paolo Cargnin.
In redazione: mons. Paolo Cargnin,
don Mario Da Ros, Alessandra
Cecchin, Maria Zambon, Claudio
Pasqualetto, Franco Minto, Jacopo
Masiero, Marino Rossi.
Registrazione al Tribunale di Venezia
- Registro Stampa - n° 23 del
19/11/2009 (Num. R.G. 2807/2009)
Stampato nel mese di dicembre 2013
da: Tipografia Eurooffset: via Rialto,
108 - Martellago (VE) - 041.5030384
per la Parrocchia di Salzano.
Quanti significati dietro
a un augurio!
In questo numero di Natale di Comunità nostra abbiamo scelto di raccontare alcuni percorsi di
vita connotati dalla speranza, dall’impegno quotidiano, dalla fede, dall’amore per gli altri
C
i sono parole o espressioni talmente metabolizzate nell’uso
comune che si fatica a coglierne il senso originario. E’ Natale ed è
quasi scontato che si senta dire: “Pace
in terra agli uomini di buona volontà”. Ben più che un augurio, ma dietro
quel concetto generico di buona volontà quanti significati si nascondono? Oggi più che mai serve tanta, ma
veramente tanta buona volontà.
Volontà di credere perché non è né
scontato né facile. Ci sono mille cose
che sembrano portarci altrove, ma
fortunatamente a Roma c’è un uomo
che si chiama Francesco e che ha fatto
della concretezza delle cose semplici
il suo marchio. Ha fatto riscoprire al
mondo intero la possibilità di andare
controcorrente ed ha esaltato il valore
di questo gesto finalizzato alla riscoperta dei veri valori.
Volontà di fare, anche piccole cose nel
nostro quotidiano. Di fare cose per gli
altri, per chi sta lontano da noi ma anche per quanti, quasi invisibili, incrociano quotidianamente il nostro cammino. Ci sono i bambini che muoiono
di fame e banali malattie negli angoli
più lontani del mondo, c’è un tifone
che ha sconvolto le Filippine, un altro
che ha messo in ginocchio angoli meravigliosi della Sardegna, ma c’è anche chi soffre ed abita accanto a noi,
ci sono gli anziani che non hanno chi
li aiuti e li sostenga, ci sono situazioni familiari terribili e non solo per la
crisi economica, difficoltà persino nel
dare l’amore che si vorrebbe ai figli,
situazioni che sembrano irrisolvibili
e spesso complicate anche da sensi di
pudore che paralizzano qualsiasi ricerca dello scatto in avanti.
Volontà di amare, forse fra le più difficili da mettere in pratica perché significa mettersi a nudo di fronte agli altri,
superare gli egoismi, i personalismi,
avere obiettivi alti e non guardare
sempre e solo al proprio quotidiano.
Volontà di vivere nella dignità di donne e uomini del nostro tempo. Una
vera impresa anche questa quando il
lavoro manca, quando arriva la malattia, quando una cosa va storta, quando sembra difficile se non impossibile
rinunciare alle tante lusinghe di un
mondo che da un lato provoca con il
suo culto di un consumismo esasperato e dall’altro continua a negare troppo spesso l’indispensabile, sacrificandolo sull’altare del superfluo.
Alcune testimonianze, a seguire, raccontano percorsi di vita connotati dalla speranza, dall’impegno quotidiano,
dalla fede, dall’amore per gli altri, ed è
il nostro modo migliore per augurare
pace a tutti gli uomini di buona volontà.
C.P.
Ceste, Giornata della Carità
Comunità Nostra 3
Accanto ai poveri con gesti
di amicizia e fedeltà
L’esperienza di un giovane salzanese,
a Roma per lavoro, che si dedica alle
persone senza dimora seguite dalla Comunità di
sant’Egidio, e scopre che per strada c’è… Gesù!
Q
uando quattro anni fa il lavoro mi ha portato a trasferirmi
da Salzano a Roma (l’autore
è musicista nell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, ndr), accanto alla
bellezza della città, sono rimasto colpito dall’enorme quantità di persone
che vivono per strada in condizioni di
estrema povertà. Dopo circa un anno
e mezzo, sono entrato in contatto con
la Comunità di Sant’Egidio, che svolge
innumerevoli servizi per i poveri; più
in particolare, mi sono ritrovato ad aiutare nella mensa dei poveri (una struttura che offre in un clima accogliente
e familiare tre cene a settimana ad un
migliaio di persone), e alla cena itinerante (chiamato il “giro”) che due sere a
settimana porta bevande calde, panini,
coperte ai senza tetto in giro per Roma.
I senza tetto a Roma sono migliaia
(numericamente forse più della popolazione di Salzano) e sono in continuo
aumento; sono persone con storie, situazioni, età molto diverse: anziani che
subiscono uno sfratto, giovani senza lavoro, persone che dopo una grave malattia o problema familiare non hanno
saputo reagire, persone vittime di abusi, stranieri scappati dalla fame e dalla
guerra, stranieri arrivati in Italia per
lavorare e finiti invece per strada. Tra
tutte queste storie, il punto in comune
è sempre uno: vivere per strada non è
mai una scelta, e prima di pronunciare
frasi del tipo “vai a lavorare”, dovremmo conoscere le loro storie drammatiche. Ognuno di noi, al loro posto, sarebbe finito per strada.
4 Comunità Nostra
Quello che è stato tolto ai poveri è la dignità di persone; e il compito del volontario è proprio questo: restituire loro la
dignità, con piccoli gesti di amicizia e
fedeltà, come un sorriso, chiamarli per
nome, ricordarsi del loro compleanno.
Questi piccoli gesti possono riportare
queste persone dalla rassegnata disperazione al desiderio, che non hanno
mai perso, di una vita normale.
Molte sono le associazioni che aiutano i
poveri a Roma, e molti sono i volontari
che lo fanno per compassione e umanità; ed è bellissimo. Ma chi lo fa per
fede, non può non avere a mente quella
frase di Matteo, 25 “ho avuto fame e mi
avete dato da mangiare, ho avuto sete
e mi avete dato da bere, ero straniero e
mi avete accolto……”; e ci si accorge che
per strada c’è Gesù. Natale aiuta anche
a ricordarsi di una Donna che doveva
partorire ma non trovava accoglienza,
di un Bambino nato in una mangiatoia,
di una Sacra Famiglia profuga in Egitto… Storie meno sacre ma molto simili
si vedono tutti i giorni tra i poveri.
Ringrazio i miei genitori per avermi insegnato, attraverso l’attenzione ai più
deboli, la felicità. E rivolgo un invito a
chi legge, di non cadere nella tentazione di provare compassione solo per i
poveri che vivono lontani, ma di ricordare che ognuno è chiamato ad operare, con piccoli gesti, nella realtà in cui
si trova al momento: anche a Salzano,
anziani, ammalati, famiglie senza lavoro, extracomunitari in difficoltà, ce ne
sono tanti…
Stefano Trevisan
Continuare ad amare
nella sofferenza
In Casa di riposo accanto a un coniuge,
a un genitore, scoprendo la forza della vita
e della preghiera
Abbiamo raccolto le testimonianze di due signore che hanno i loro famigliari
all’interno della Casa di Riposo “Don Vittorio Allegri” di Salzano
M
io marito è ospite in Casa di Riposo da undici anni.
La presenza di questa struttura è stata di fondamentale importanza in quanto la Casa di Riposo
mi ha aiutato a superare le difficoltà dandomi la possibilità
di riprendere a vivere, mi ha dato un grande sollievo. Sapere
che mio marito è all’interno della struttura, mi rende tuttora
tranquilla.
A livello psicologico questa serenità mi è stata data dal fatto
che all’interno della Casa di Riposo al centro di tutto ci sia la
persona e il familiare della persona, circondato di affetto e di
attenzione. Quando mio marito è stato ammesso in Casa di
riposo, sebbene provenisse già da tre anni di Centro Diurno,
è stato difficile per noi separarci ma del resto era diventato
impossibile tenerlo in casa… se ritornassi indietro, farei in
modo che andasse prima all’interno della struttura.
Alcune volte mi chiedo come mai di fronte ad una forma di
assenza completa della persona, Dio non intervenga. Prego
chiedendo al Signore di darmi la forza di sopportare questa
situazione.
È vita questa? Forse sì… però io non la capisco.
Non riesco a immaginarmi che mio marito possa morire; siamo molto legati alla vita, non siamo pronti per la morte.
In questi anni, molte volte ho dovuto nascondere le lacrime
davanti alle mie figlie e alle persone più care, perché non mi
sembra giusto che soffrano per me oltre che per mio marito.
Trovo la forza di continuare ad amare nella sofferenza attraverso la preghiera, prego e dico: “Signore, stammi vicino
perché devo star bene vicino a mio marito”. Inoltre ho avuto
aiuti anche da uno psicoterapeuta, uno psicologo e da altre
figure professionali, mi sono data da fare per essere serena
vicino a mio marito perché lui sente se lo sono o meno… anche per continuare a vivere, perché non è giusto smettere!
M
ia madre è all’interno della casa di riposo da cinque
anni, ha scelto lei di entrare in struttura perché a
causa di un’infezione improvvisa non è più stata in
grado di camminare e per una serie di problemi non era possibile tenerla a casa dei parenti.
Sono serena perché la vedo ancora oggi contenta della sua
scelta di entrare in struttura.
A volte mi chiedo se la malattia ha un senso... del resto però
la morte, a differenza ad esempio della cattiveria, è una cosa
naturale e quindi sotto questa luce diventa più accettabile.
Mia mamma prima di venire in Casa di Riposo è stata ricoverata in ospedale e il passaggio tra l’ospedale e questa struttura non è stato difficile; anzi, sapere che mia madre era qui
dentro mi ha reso più serena. Molte volte alcune persone mi
chiedono perché venga ogni giorno a trovare mia madre in
struttura, ma io sento che è giusto anche perché vedo che
quando arrivo è ancora più contenta.
Sarebbe bello, come accadeva una volta, che alcuni ragazzi
con voglia di mettersi in gioco venissero in Casa di Riposo
ad organizzare qualche momento di animazione …gli ospiti
sarebbero molto contenti!
Trovo la forza di continuare ad amare nella sofferenza principalmente nella preghiera, cerco di dimostrami forte davanti
alle persone, anche se magari dentro di me soffro.
Certamente le persone che ci sono vicine nella nostra vita e
all’interno della struttura sono un grande aiuto, ci danno la
forza di andare avanti!
In particolare tutto il personale della Casa di Riposo ha sempre il sorriso, te lo regalano e ti viene da dire: “Devo sorridere
anch’io, non posso farne a meno!”.
Fanny
Tina
Comunità Nostra 5
Diventare cristiani
“da grandi”: una strada
in salita ma ricca di gioia
La testimonianza di CECILIA, che ha ricevuto
i sacramenti da adulta e oggi ringrazia Dio
per ciò che è e per quello che ha
S
ono conscia di non essere e non
voler essere un esempio, ma vorrei condividere la mia gioia di vivere in modo consapevole i sacramenti.
Penso che questa felicità sia a portata
di mano per ciascuno di noi, a tutte le
età e in tutte le condizioni. Vorrei invitarvi a fermavi una volta a riflettere su
ciò che siete, senza condizionamenti o
attenuanti e capire se quello che pensate di essere è quello che avreste voluto
essere.
La mia risposta a questa domanda è
quasi sempre no, perché mi sento travolta dalla quotidianità della mia vita,
dall’esaudire le aspettative della società che di solito più che circondarmi mi
stordisce. Tutte queste sensazioni spariscono quando mi rivolgo all’interno,
alla preghiera, al riscoprire i sacramenti.
Il mio percorso è stato anomalo, ho
ricevuto i sacramenti da adulta, in un
gruppo eterogeneo di persone, per nazionalità, genere, cultura ed età. L’unica cosa che ci ha accomunato è stata
la scelta di intraprendere questo cammino in modo consapevole. E’ stato un
lungo, articolato, intenso ed emozionante cammino. Di sicuro ho saltato
alcune tappe, tipiche di chi dalla primissima infanzia è accompagnato nella
fede, ma tornare indietro non si può,
così ho scelto di volgere il mio sguardo
in avanti per vedere cosa accadrà.
Di solito quando si prendono delle decisioni nella vita ci si pone la domanda:
perché no? A me la domanda posta è
stata: perché sì? Di certo non per poter credere, quello era già dentro di
me. E nemmeno per essere uguale alla
maggioranza delle persone che mi circondavano, non mi è mai interessato.
Ho sempre avuto la convinzione che
ognuno di noi è unico, diverso da tutti
gli altri e non per questo meno degno
di essere amato. L’ho fatto per me, per
vivere i sacramenti e poterne essere testimone. Certo la mia testimonianza è
intima, molto personale e privata, quasi
sempre è espressa nella preghiera, dove
finalmente mi sento di poter ringraziare per quello che ho e che sono. La testimonianza che vi porto è molto difficile
da esprimere, da mettere in parole, in
particolare perché mi sembra di bloccare ciò che in realtà è in movimento, in
evoluzione. Ho iniziato questo percorso
dieci anni fa e lo considero ancora solo
all’inizio. Ci sono stati e ci saranno rallentamenti, cadute, ruzzoloni addirittura, ma ho deciso di proseguire e di farlo
con fiducia, con fede.
Auguro a tutti voi la medesima gioia.
Cecilia
“se tu conoscessi il dono di dio...”
in cammino verso la riscoperta del nostro battesimo
Lo scorso 20 settembre il nostro vescovo ci ha radunati a Treviso
per la celebrazione dell’avvio del nuovo anno pastorale e in
quell’occasione ha consegnato la lettera che accompagnerà il
cammino delle nostre comunità parrocchiali nel prossimo biennio.
Quello che il nostro Vescovo ci fa è un invito importante: fermarci
a riflettere sul sacramento del Battesimo, che ci fa figli di Dio e
fratelli tra di noi. Il Battesimo è un dono straordinario, che forse
abbiamo bisogno di approfondire e riscoprire, alla luce di nuove
consapevolezze, alla luce della Parola. Nel brano del Vangelo di
Giovanni (10,4) Gesù con le parole rivolte alla donna samaritana
«Se tu conoscessi il dono di Dio…» ci invita a desiderare il dono
della sapienza, della conoscenza. Questo desiderio è la chiave che
ci apre all’esperienza profonda con Dio: il tesoro che cerco è già
dentro di me, l’identità di figli ricevuta nel battesimo ci permette
6 Comunità Nostra
di sperimentare la pienezza del suo Amore. L’acqua che Gesù ci
ha offerto per la prima volta il giorno del nostro battesimo, e che
continua ad offrirci nei Sacramenti e nella sua Parola, ha il potere
di generare in noi ogni volta una vita nuova. E’ un’acqua capace
di dare un senso più profondo alla vita dell’uomo, un’acqua che
disseta il bisogno di infinito, di senso, di pace, di amore. Che dilata
la nostra esistenza, dà un nome alle seti, scioglie l’indifferenza,
spazza i dubbi e le paure, libera la fede!
Con il desiderio di riflettere e crescere insieme su questo tema,
i nostri sacerdoti e il Consiglio pastorale propongono a tutta la
Comunità una serie di incontri. Il primo si svolgerà domenica 12
gennaio dalle 9.30 alle 12.
Daniela Miele
Elisa e la sua vacanza
speciale ad Amaguaña
Il volontariato internazionale o un’esperienza di missione possono sembrare
scelte difficili per dei ragazzi. Eppure, diversi giovani della nostra comunità
quest’estate hanno vissuto questa avventura che, dicono, li ha cambiati.
In queste pagine ecco le loro storie
C
iao, mi chiamo Elisa e su proposta di don Paolo vi racconto la mia particolare ‘vacanza’. Tutto ha inizio a febbraio quando ho deciso di partire per staccare la spina dalla routine quotidiana, per cambiare un po’ le cose e anche
me stessa. A marzo ho conosciuto il Gruppone Missionario una onlus che sostiene
progetti in Sud America e Africa e con loro ho scelto di vivere un’esperienza in
Ecuador. Durante gli incontri di preparazione una cosa ci hanno sempre detto:
‘non andiamo per aiutare la gente, ma per voler bene alla gente’ e vi assicuro che
cosi è stato. Io e altre quattro ragazze ci siamo dedicate alle bimbe della Fondazione Laura Vicuña gestita da suore Salesiane ad Amaguaña (un piccolo paese a 40
Km da Quito). Queste bimbe vivono lì perché le loro famiglie, per svariati motivi,
non possono prendersi cura di loro e quindi vengono affidate alle suore. Insieme
ad educatori, psicologi ed assistenti sociali che affiancano questo progetto abbiamo imparato a conoscerle, a farci conoscere, giocare, ridere, mangiare e dormire
insieme.
È’ impossibile non innamorarsi dei loro occhi e dei loro sorrisi. Tirano fuori il meglio delle persone e non hanno pregiudizi, a loro basta una carezza, uno sguardo
o il bacio della buonanotte per essere felici. La cosa che stupisce di più è che nonostante le esperienze difficili che hanno vissuto sono sempre pronte ad aiutarsi
e incoraggiarsi, soprattutto le più grandi che aiutano le piccole a vestirsi, lavarsi
e a fare il letto. Uno dei momenti più belli era la sera quando le mettevamo a
letto, a ognuna coccole, carezze e baci della buonanotte. Succedeva anche che ci
raccontassero dei loro sogni, di quello che volevano fare da grandi o di quanto gli
mancasse la loro mamma.
Un’altra cosa che mi hanno trasmesso è il loro modo di affrontare i problemi e
gli imprevisti di ogni giorno: con calma, senza stress e se oggi non si fa in tempo,
‘no passa nada’ (non succede niente) si rimedierà domani. Vivono la vita appieno,
momento per momento e cercando di vedere sempre il lato positivo delle cose. La
gente sembra felice, anche se non hanno le comodità che abbiamo noi, se incontri qualcuno per strada ti saluta anche se non ti conosce. A loro basta condividere emozioni con altre persone e questo l’ho notato soprattutto a Salinas quando
abbiamo raggiunto gli altri nostri compagni di viaggio. Salinas è una grande comunità gestita da più di 40 anni da padre Antonio (di Venezia), la gente qui è di
un’ospitalità e solidarietà sconfinata: chi in Italia aprirebbe le porte di casa a degli
estranei per condividere il pranzo?
La fondazione non andrebbe avanti senza la forza e la volontà delle suore, instancabili e sempre pronte a coccolarci. Si svegliano alle 5 della mattina e vanno a letto
a mezzanotte e nella loro giornata trovano tempo per prendersi cura delle bimbe ,
di noi, dell’orto, degli spazi e delle attività della Fondazione.
Ho visto sorrisi che non dimenticherò mai, non dimenticherò il dolce viso di Madeline che nei momenti difficili (perché ce ne sono stati) mi chiedeva ‘Elisa, qué
pasa?’, non dimenticherò la forza d’animo di Janet e Jamilé. È bello sapere che
qualcuno dall’altra parte del mondo ha la tua foto sul comodino e non si dimenticherà mai di te. Siamo state con loro solo un mese, ma mi hanno lasciato un segno
indelebile. È’ un’esperienza che ti cambia, ti cambia dentro nel profondo.
Elisa Moretto
Comunità Nostra 7
Nel sud del mondo
per condividere progetti
di sviluppo e dignità
L’esperienza di tre salzanesi che quest’estate
hanno trascorso un mese in Brasile, Ecuador
e Ciad e che invitano altri a fare questa scelta
di volontariato e solidarietà
C
he cosa spinge le persone a rinunciare a un mese di ferie o
di vacanze per andare dall’altra
parte del mondo e vivere un’esperienza di volontariato internazionale, o
semplicemente di condivisione di vita
con bambini, famiglie, popoli diversi?
La voglia di fare un’esperienza coinvolgente, il desiderio di conoscere
persone e realtà diverse, e di “fare
qualcosa” è la risposta che arriva da
tre salzanesi che questa scelta l’hanno
fatta la scorsa estate: Eva Favaretto,
19 anni e Riccardo Tosetto, 18 anni,
studenti, e Daniele Masiero, 58 anni,
maestro elementare e assessore alle
Politiche di cittadinanza, Partecipazione e Protezione civile nel Comune
di Salzano.
Metterli insieme attorno a un tavolo,
una sera, e ascoltarli è come aprire
una finestra sul mondo e guardarlo
con i loro occhi. Ad Eva e Riccardo
l’idea frullava in testa già da un po’ e
parlando con alcuni amici hanno avu-
8 Comunità Nostra
to un contatto con il Gruppone Missionario, che ha proposto loro un corso di preparazione per potersi inserire
meglio in Brasile (Eva) e in Ecuador
(Riccardo).
Eva racconta di aver lavorato soprattutto con i bambini di strada o in situazioni di disagio in una struttura
gestita da religiose alla periferia di
Rio de Janeiro, a Duque de Caxias,
una realtà che fa capo all’associazione
Amar, con cui collabora il Gruppone.
“In questa casa si svolge un doposcuola per i bambini, per aiutarli sì a fare
i compiti ma soprattutto per toglierli
dalla strada, dalla violenza e dai rischi
legati alla prostituzione e al traffico di
droga. Spesso si tratta di ragazzi senza famiglia, che vivono di espedienti
per la strada o vicino alla stazione e
che nel centro possono mangiare e lavarsi. Con gli operatori andavamo in
pulmino fino alla stazione per raccoglierli e portarli al centro, perché per
loro è pericoloso anche solo spostarsi:
la politica di “pulitura” delle strade e
dell’immagine del Brasile, teatro in
pochi anni di grandi eventi mondiali
(dalla Gmg ai mondiali di calcio, alle
olimpiadi), è pericolosa per i bambini
orfani e senza casa”.
Riccardo, insieme ad altri tre giovani
del Gruppone ha vissuto ad Apahua,
in Ecuador, una piccola comunità di
25 famiglie a 4.000 metri sul livello del mare, non lontana da Salinas,
dove negli anni ’70 era arrivato un
salesiano veneziano, padre Antonio
Polo. Negli anni Salinas ha fatto molti
progressi, e quindi si è scelto di aiutare altre comunità andine: sono circa
22 distribuite tra i 500 e i 4.200 metri
sul livello del mare. Ad Apahua Riccardo ha contribuito alla costruzione
di una nuova “casera”, una struttura per la lavorazione del formaggio,
la principale fonte di sostentamento
delle famiglie che, in forma cooperati-
va, mettono in comune la produzione
di latte. “Lì il ritmo della vita non è
frenetico, si percepisce il valore delle
persone, non delle cose, e l’ospitalità
è centrale, anche se non hanno niente” sottolinea Riccardo.
In un villaggio non lontano da N’Djamena, la capitale del Ciad, ha trascorso un mese e mezzo il “maestro
Daniele” (come è conosciuto a Salzano), ospite di Giacomina Dosi, che ha
insegnato nelle nostre scuole Medie
una trentina di anni fa e che vive per
alcuni mesi all’anno nel paese africano, sostenendo progetti di sviluppo in
memoria della figlia. “Mi sono sentito
un osservatore privilegiato, pur avendo scelto di vivere la loro vita, mangiando lo stesso cibo – sottolinea -.
Si percepisce che il paese vive senza
una vera prospettiva di futuro, la povertà è forte, istruzione e sanità sono
carenti. Non si muore di fame, ma la
fame è tanta, endemica. L’aspetto più
bello del paese sono i bambini, tanti
e bellissimi, liberi, sempre in movimento. Ho conosciuto una religiosa,
che lavora in una scuola cattolica,
suor Florentine: vuole allestire un
orto didattico per gli studenti, che
possa servire anche alla loro alimentazione. E’ una persona straordinaria,
che con poco riesce a fare moltissimo.
Ha bisogno di zappe, annaffiatoi, carriole, fusti per l’acqua, pali e rete per
recintare il terreno, le bastano 750
euro per realizzare il progetto. E così
la aiuteremo, anche attraverso la vendita di calendari con le foto scattate
in Ciad”.
L’invito che rivolgono anche ad altri
giovani è ad andare, a vivere un’esperienza di questo tipo, vale la pena,
perché, come sottolinea Masiero, “chi
ha visto, annusato e toccato non può
non fare qualcosa, per aiutare anche
gli altri ad avere una vita dignitosa”. E
anche raccontare è importante: tutti e
tre, insieme ad Elisa Moretto, stanno
organizzando una serata per presentare la loro esperienza alla comunità
di Salzano.
Nella pagina a fianco: altalena improvvisata in
Ecuador;
sotto, Daniele Masiero in Ciad dopo una partita
di pallone con i bambini;
in basso, Eva Favaretto con i bambini brasiliani
di Duque de Caxias;
Alessandra Cecchin
Sono molte le riflessioni che ognuno
si è “portato a casa”, che spesso si trasformano in comportamenti, stili di
vita e progetti di aiuto. “Vedendo la
precarietà della loro vita, riconsideri
le tue priorità - sottolinea Eva- capisci gli effetti di una ingiusta distribuzione delle ricchezze sulle vite di
interi popoli”. “Sono esperienze che
ti segnano – aggiunge Riccardo – si
torna diversi. Gli sprechi, soprattutto
di cibo, non li tolleri più, dopo aver
mangiato certe ‘minestre dei misteri’,
il rispetto per le persone si fa più forte. E oggi, quando partecipo alle iniziative del Gruppone per raccogliere
fondi , lo faccio con un altro spirito”.
Comunità Nostra 9
bilancio / Periodo da 1.11.2012 a 31.10.2013
ENTRATE - GESTIONE ORDINARIA
USCITE - GESTIONE ORDINARIA
OFFERTE IN CHIESA
€ 63.149,88
SPESE PER IL CULTO
€ 3.712,32
OFFERTE DA MATRIMONI, BATTESIMI, ECC.
€ 16.575,00
SPESE PER IL SOSTEGNO DEI SACERDOTI
€ 25.318,00
RICAVATO DA PESCA BENEFICENZA
€ 8.010,00
ALTRE REMUNERAZIONI (ORGANISTA E ALTRI)
€ 3.320,00
CANDELE VOTIVE
€ 15.743,53
MANUTENZIONE ORDINARIA
€ 23.632,30
REDDITI DA TERRENI O FABBRICATI
€ 23.705,11
LUCE, ACQUA, GAS
€ 26.882,67
INTERESSI DA CAPITALI O BANCHE
€ 4.270,97
IMPOSTE, TASSE, ASSICURAZIONI
€ 23.905,16
BUSTA ANNUALE
€ 18.301,62
COMUNITA' NOSTRA E STAMPA CATTOLICA
€ 7.980,03
QUARTESE
€ 1.675,00
UFFICIO PARROCCHIALE E TELEFONO
€ 3.877,81
OFFERTE STRAORDINARIE E VARIE
€ 22.594,60
SPESE STRAORDINARIE E VARIE
€ 16.737,71
COMUNITA’ NOSTRA E ALTRE PUBBLICAZIONI
€ 7.462,14
CARITAS (30% della busta annuale)
€ 5.490,00
CONTRIBUTI VARI
€ 3.810,00
MANUNTENZIONE STRAORDINARIA
€ 32.560,10
OFFERTE PER UTILIZZO STRUTTURE PARROCCHIA
€ 6.885,00
LAVORI INIZIO RISTRUTTURAZIONE CANONICA
€ 13.113,08
FOTOVOLTAICO
€ 31.353,05
RACCOLTA FERRO
€ 9.360,00
TOTALE
€ 232.895,90
TOTALE
€ 186.529,18
DIFFERENZA POSITIVA
€ 46.366,72
ENTRATE
DIFFERENZA NEGATIVA
periodo 11/2011 10/2012
-€ 11.350,95
SALDO ATTUALE
€ 35.015,77
USCITE
NON DESTINATE ALLA PARROCCHIA (ANNO 2013)
NON DESTINATE ALLA PARROCCHIA
(Corrispondenti all’anno 2012)
UN POSTO A TAVOLA / UN PANE PER AMORE DI DIO
€ 1.009,85
UN POSTO A TAVOLA / UN PANE PER AMORE DI DIO
€ 1.401,00
PROGETTO GEMMA
€ 3.793,63
PROGETTO GEMMA
€ 2.400,00
PER LA CARITA' DEL PAPA
€ 330,00
PER LA CARITA' DEL PAPA
€ 243,00
PRO MISSIONI / INFANZIA MISSIONARIA
€ 771,00
PRO MISSIONI / INFANZIA MISSIONARIA
€ 1.864,00
SEMINARIO/UNIVERSITA' CATTOLICA/TERRA SANTA
€ 1.857,85
SEMINARIO/UNIVERSITA' CATTOLICA/TERRA SANTA
€ 2.044,00
PROPAGANDA FIDE / PASTORALE DIOCESANA
€ 300,00
TOTALE
€ 8.252,00
TOTALE
€ 7.762,33
LUCE, ACQUA, GAS
Canonica
Oratorio
Chiesa
Cinema
RISCALDAMENTO
€ 4.991,35
€ 7.916,01
€ 3.466,62
€-
LUCE
€ 3.259,16
€ 3.922,65
€ 2.361,91
€-
ACQUA
€ 170,63
€ 458,47
€-
€ 171,77
Serv. conn. fotovolt.
€ 54,70
€ 54,70
€ 54,70
€-
TOTALI
€ 8.475,84
€ 12.351,83
€ 5.883,23
€ 171,77
10 Comunità Nostra
€ 26.882,67
Il restauro della canonica:
pochi numeri per una grande sfida
Oggi come un tempo c’è la possibilità di prendere parte a un
grande progetto di “costruzione partecipata”, con modalità nuove
A
bbiamo organizzato la seconda serata informativa
per presentare il progetto di restauro della canonica:
adesso la macchina è partita! Il progetto preliminare
parlava di un costo pari a 1.300.000 euro, il progetto esecutivo ci sta offrendo una soddisfazione importante: il costo
dell’intervento si mantiene in linea con tale previsione. Disporre di un tale importo non è semplice né immediato, e
prima di avventurarci in questo ambizioso progetto abbiamo
cercato tutte le possibili forme di finanziamento: enti pubblici, curia vescovile, finanziamenti europei, ecc... Oggi, mettendo insieme tutte queste risorse e sommandole con i risparmi
della parrocchia, possiamo contare ragionevolmente su una
cifra che nei prossimi mesi arriverà intorno ai 900.000 euro.
Mancano ancora 400.000 euro: per questi continueremo a
cercare altri finanziamenti e possibilità, ma sarà necessario
del tempo.
Come Consiglio per gli Affari economici ci siamo posti anche
un altro obiettivo: fare in modo che questo lavoro di restauro
non fosse “del prete” ma della comunità, proprio perché la
canonica, villa Combi, è un patrimonio di tutta la comunità.
In altri tempi si sarebbe potuto procedere con una “costruzione partecipata” dove ognuno avrebbe dato un contributo lavorando più o meno direttamente per il restauro (chi
come muratore, chi come idraulico, chi come elettricista, chi
preparando i pasti ecc.): questa modalità una volta era la
formula identitaria della comunità. Oggi ci sono normative
e leggi che, dovendo giustamente tutelare la sicurezza delle
persone, impediscono questa possibilità, quindi come fare in
modo che questo sia un “lavoro della comunità”?
Abbiamo cercato e trovato una possibile soluzione che rappresenta anche una sfida: attivare una rete di “prestatori”
che mettano a disposizione della parrocchia una cifra modesta, che la parrocchia si impegna a restituire entro pochi anni
con rimborsi semestrali, il tutto gestito in modo automatico
e garantito da una banca.
Facciamo un esempio: se 500 prestatori mettono a disposizione ciascuno 800 € la parrocchia disporrà dei 400.000
€ necessari. Ogni prestatore vedrà poi restituiti gli 800 € in
rate semestrali nel giro di qualche anno.
Questo meccanismo è un modo diverso nella forma, ma
molto simile nel principio, a quella “costruzione partecipata” che può diventare ancora la cifra identitaria della nostra
comunità. Quanti hanno la possibilità di accedere a internet,
possono trovare maggiori indicazioni, anche con esempi di
interventi già realizzati da altre parrocchie sul sito www.terzovalore.it. Naturalmente, prima di procedere organizzeremo un incontro specifico: inviteremo i responsabili di Banca
Prossima (che ha ideato questo sistema), i quali potranno
illustrare a tutti il progetto e rispondere alle domande.
E’ una sfida importante, ma una comunità, un insieme di
persone possono senz’altro accettare sfide importanti, come
si legge nel libro della Genesi cap. 11 V6: Il Signore disse:
“Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola;
questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro
di condurre a termine ciò che intendono fare”.
Buon Natale a tutti!
Consiglio Parrocchiale
per gli affari economici
Itinerario di preparazione al battesimo
La preparazione al Battesimo è seguita da un gruppo di coppie
che, assieme ad un sacerdote, propongono tre incontri (il sabato
sera, alle 20.30) ogni due mesi. Genitori e padrini partecipano a
tre momenti di preparazione comunitaria, occasione unica per
condividere la propria esperienza e l’impegno di responsabilità
per ciò che si chiede per i propri figli. Gli incontri si svolgono nella
nuova Scuola materna parrocchiale. Le iscrizioni si effettuano
di domenica mattina, presso la Casa della comunità, secondo il
calendario sotto riportato per i primi mesi del prossimo anno
(nel numero di Comunità Nostra di Pasqua le altre date fino a
dicembre 2014). In questo cammino, la domenica successiva
al primo incontro, ci sarà la presentazione dei battezzandi alla
comunità. La celebrazione del battesimo è proposta una domenica
al mese, un mese al mattino e un mese al pomeriggio, con il
seguente calendario:
PRIMO CICLO
- 29 dicembre 2013, ore 10.30-12.00: iscrizioni in canonica
- 1° INCONTRO: sabato 11 gennaio 2014: 20.30 La nascita: dono
della vita
- Presentazione dei bambini: 12 gennaio - S. Messa ore 11.00
- 2° INCONTRO: sabato 18 gennaio: 20.30 La fede: scelta di vita
- 3° INCONTRO: sabato 25 gennaio: 20.30 Il dono del Battesimo
- Battesimo: domenica 9 febbraio S. Messa ore 11.00
domenica 9 marzo - pomeriggio
SECONDO CICLO
- 23 febbraio 2014 ore 10.30-12.00 iscrizioni in canonica
- 1° INCONTRO: sabato 8 marzo (orari e temi come il Primo ciclo)
- Presentazione dei bambini: 9 marzo – S. Messa ore 11.00
- 2° INCONTRO: sabato 15 marzo
- 3° INCONTRO: sabato 22 marzo
- Battesimo: domenica 13 aprile S. Messa ore 11.00
domenica 11 maggio - pomeriggio
Comunità Nostra 11
Restauro Canonica:
l’avvio dei lavori
si avvicina...
L
o stato in cui versa Villa Combi, ora Casa Canonica, è noto a tutti anche
perché, essendo posizionata al centro del paese, rappresenta il biglietto
da visita della comunità parrocchiale salzanese. Non potendo procrastinare oltre i lavori di restauro, è stato intrapreso l’iter per ottenere le necessarie
autorizzazioni edilizie, urbanistiche ed architettoniche, ed i finanziamenti per
la realizzazione delle opere di carattere edile, conservativo e per impianti tecnologici.
La Commissione Affari Economici ha trattato l’argomento fin dall’inizio
del 2011 per poi coinvolgere la comunità parrocchiale anche mediante la distribuzione di dieci scritti esplicativi volti a rendere noti sia gli aspetti storici della
Casa Canonica sia gli interventi da effettuare.
Il primo passo ha riguardato l’ottenimento dell’Interesse culturale per Villa
Combi, e per gli edifici adiacenti, che è stato rilasciato nel novembre 2012 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto facente
capo al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Successivamente è stato presentato il progetto di restauro ai vari Enti, tra cui l’Ufficio Beni Culturali della
Diocesi di Treviso e la Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio
per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, ottenendo da tutti parere
favorevole.
Anche l’Amministrazione comunale, alla quale è stato recentemente presentato
il progetto, ha espresso il proprio parere favorevole e, quindi, allo stato attuale,
i lavori possono avere inizio. Sulla base dei permessi ottenuti e delle indicazioni
avute, i progettisti incaricati hanno pertanto redatto il progetto definitivo, che è
stato illustrato alla comunità parrocchiale nell’incontro del 6 dicembre scorso.
Allo scopo di dar avvio al più presto ai lavori lo scorso novembre sono stati
inviati gli inviti alle Ditte che operano in paese ed in zona affinché manifestino
il loro interesse a partecipare ai vari interventi: le opere edili, le opere di conservazione delle superfici di pregio e gli impianti tecnologici. E’ pervenuto un
buon numero di risposte ed a breve chi avrà i requisiti verrà chiamato a presentare la propria offerta.
Poiché non sarà possibile usufruire dell’immobile durante i lavori – che è previsto si protraggano per circa due anni - gli uffici parrocchiali presenti al piano
terra della canonica, quali l’ufficio del parroco, l’archivio ed altri, sono già stati
spostati in alcune stanze al piano terra della Casa della Comunità e saranno
funzionanti durante tutto il periodo di restauro. Il parroco ed il vicario parrocchiale risiederanno nell’alloggio recentemente lasciato libero dalle suore, e
ritorneranno, a lavori ultimati, nella casa Canonica dove per loro e per eventuali ospiti sono destinati il primo e il secondo piano. Al termine dei lavori Villa
Combi verrà portata al suo originario splendore di villa veneta.
Consiglio Parrocchiale
SI SONO ADDORMENTATI
NEL SIGNORE
50 – Rebesco Giovanna di anni 89
51 – Longo Gino di anni 86
52 – Cuogo Giovanni di anni 91
53 – Barbiero Maria di anni 72
54 - Soprano Maurizio di anni 46
55 – Miele Carlo di anni 79
56 – Stevanato Carletto di anni 85
57 – Michieletto Lauretta di anni 78
58 – Spolador Erminia di anni 89
59 – Scattolin Aldo di anni 83
60 – Briana Massimiliano di anni 43
61 – Iacobbi Gianni di anni 69
62 – Dotto Iolanda di anni 83
63 – Idi Lita di anni 82
I NUOVI FIGLI DI DIO
35 – Martin Sebastian
di Antonio e di Dodon Veronica
36 – Keber Kristine
di Dino e di Orvietani Katia
37 – Cotti Piccinelli Jacopo
di Simone e di Bettella Alessandra
38 – Venturini Igor
di Stefano e di Gatto Annalisa
39 – Valotto Nicolò
di Massimo e di Chinellato Giulia
40 – Masiero Daniel
di Giorgio e di Olivieri Elisabetta
41 – Saccon Alessandro
di Gianpaolo e di De Momi Elisa
42 – Scaramuzza Pietro
di Luca e di Giacometti Elisa
43 – Favale Ettore
di Lorenzo e di Colla Eleonora
44 – Masiero Vittoria, Monica
di Alessandro e di Giovanardi Sara
45 – Tanduo Mattia
di Francesco e di Timis Loredana
46 - Innocenti Giulia
di Marco e di Continho Fatima
47 – Zoni Davide
di Roberto e di Milioli Barbara
48 – Casarin Emma
di Nicolò e di Boscolo Alessia
49 – Carrer Pietro
di Paolo e di Casarin Cristina
50 – Masiero Giada
di Alessandro e di Destri Irena
51 – Mion Cesare
di Alberto e di Nardo Viviana
52 – Venturini Mattia
di Roberto e di Gazziero Sabrina
53 – Sorato Giacomo
di Alberto e di Fasolato Roberta
54 – Stevanato Emily
di Elia e di Gavajuc Violeta
per gli affari economici
LE NUOVE FAMIGLIE
16 – Ardizzon Fabio e Bortolato Alice
17 – Martin Antonio e Dodon Veronica
18 – Ballarin Enrico e Golfetto Sara
12 Comunità Nostra
GIUSEPPE SARTO TRA MEMORIA E
ATTUALITà, CELEBRAZIONI PER
IL CENTENARIO DELLA MORTE
I
l 20 agosto 2014 ricorre il Centenario
della morte di San Pio X. Per la comunità di Salzano si tratta di un’importante ricorrenza poichè Giuseppe Sarto fu
arciprete della parrocchia di San Bartolomeo Apostolo dal 1867 al 1875 (unico papa
della storia ad essere stato parroco). Il suo
operato lasciò un segno profondo nella
storia locale dal punto di vista religioso ma
anche in ambito civile e sociale. La Parrocchia e il Comune di Salzano hanno costituito qualche mese fa una Commissione
che sta lavorando congiuntamente alla
programmazione di momenti di recupero
di questo grande patrimonio. Un progetto culturale che ha sicuramente un particolare Significato per Salzano ma che si
rivolge anche al territorio della Diocesi di
Treviso e del Patriarcato di Venezia. Molte
le iniziative in programma fino al prossi-
mo agosto, alcune in collaborazione con il
Comitato diocesano per il Centenario: per
per pubbicizzarle sarà distribuito un opuscolo a fine gennaio. Ecco i primi appuntamenti in calendario, dopo il concerto dei
cori di Salzano, Riese Pio X e Tombolo che
si è svolto in chiesa lo scorso 14 dicembre:
4 gennaio - Concerto della Bucarest Philarmonic Orchestra - Romania presso la
Chiesa di Salzano (20.45) a cura dell’Associazione “Amici della Musica”
6 gennaio - Concerto del coro dei Bambini di Salzano, con una piccola rappresentazione scenica, in chiesa a cura dell’Associazione “Tempo e Memoria”
Gennaio-marzo - “L’impegno civile e
sociale di Giuseppe Sarto a Salzano”: Laboratori con le classi dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” che delineino
l’operato di Giuseppe Sarto a partire da
Da papa Francesco
con i libri
su San Pio X
e lo sport
documenti presenti nell’Archivio storico
comunale e nell’Archivio parrocchiale.
Gennaio-Aprile - Concorso di Pittura
“Giuseppe Sarto tra memoria e attualità”
a cura dell’Associazione Tempo e Memoria, dei Gruppi artistici “Gianni Spagnol” e
“Andrea Celesti” e della “Caritas” parrocchiale.
18 marzo - Incontro diocesano rivolto
alle insegnanti di religione su “L’operato
religioso e civile di Giuseppe Sarto a Salzano” con visita alla filanda Romanin-Jacur,
al museo San Pio X e alla chiesa arcipretale.
22 marzo - Concerto per coro femminile e organo con il Coro “Magnificat” di S.
Maria di Sala, chiesa di Salzano.
Da gennaio ad agosto - Saranno aumentate le aperture del Museo dedicato a
San Pio X.
U
na mattinata indimenticabile, lunedì 2 dicembre, per gli autori del libro
“Pio X, le Olimpiadi e lo sport”, edito dalla San Liberale di Treviso. Poco prima
delle 8 del mattino, al termine della messa celebrata a Santa Marta in Vaticano, gli autori
Quirino Bortolato, Alejandro Mario Dieguez
e Antonella Stelitano accompagnati da Lucia
Gottardello, dell’editrice San Liberale, sono
stati ricevuti da papa Francesco al quale hanno donato una copia dei libri “Pio X, le Olimpiadi e lo sport” e “Bicicletta, società e Chiesa
ai tempi di Pio X”, pubblicati rispettivamente
nel 2012 e nel 2013.
Un breve incontro, cordiale, nel quale il papa
ha dimostrato di apprezzare questo nuovo
studio sul suo predecessore trevigiano, Pio X,
il primo del genere legato allo sport. A Bergoglio, per le sue opere di carità, i tre autori hanno anche donato il premio in denaro ricevuto
dal Coni proprio per il libro “Pio X, le Olimpiadi e lo sport”, edito dalla San Liberale di
Treviso. “Con un libro su un papa lo abbiamo
vinto, al papa lo doniamo”, hanno detto.
E la cerimonia di premiazione, ancora emozionati per l’incontro con il Pontefice, è avvenuta
poco dopo al salone d’onore del Coni dove il
presidente Giovanni Malagò, nel discorso introduttivo, ha sottolineato il prezioso significato dell’evento culturale, 42° Concorso per il
Racconto Sportivo e 47° Concorso Letterario.
Comunità Nostra 13
scuola dell’infanzia:
fare rete e scommettere
sulle famiglie
Molte le novità per la nostra scuola Menegazzi. Avviato anche un tavolo di
collaborazione e di progettazione con il Comune, l’Istituto Comprensivo e la
scuola dell’Infanzia-Nido integrato di Robegano.
Sono stati
organizzati, inoltre,
una serie di incontri di
formazione destinati ai
genitori. Il tema di questo
ciclo di incontri, che si
innesta su un percorso
che dura da tre anni,
sarà “Mai senza l’altro:
essere famiglia nelle
relazioni e nella
Chiesa”
14 Comunità Nostra
L’
uscita della comunità religiosa delle suore dalla nostra
Scuola dell’Infanzia “Mons.
G. Menegazzi” ha reso necessarie alcune riorganizzazioni di ruoli, attività e orari, da cui sono scaturite molte
novità.
Il personale della scuola è tutto laico e
femminile. In particolare, le sei insegnanti sono supportate da una coordinatrice didattica psico-pedagogista
dedicata alla definizione e alla verifica dello svolgimento del programma
formativo, al coordinamento delle
insegnanti e delle attività didattiche,
nonché all’osservazione dei bambini,
soprattutto quelli dell’ultimo anno
nell’ambito del progetto di continuità
tra la scuola dell’infanzia e la scuola
primaria.
La presenza della segretaria, che cura
le attività amministrative e le relazioni con il pubblico, è stata rafforzata
per dare alle famiglie un punto di riferimento, specie al mattino quando
accompagnano i bambini, a cui rivolgersi per ogni dubbio, comunicazione
e richiesta.
La scuola ha inoltre avviato un tavolo di coordinamento, collaborazione
e di progettazione con il Comune di
Salzano, l’Istituto Comprensivo e la
Scuola dell’Infanzia-Nido integrato
della parrocchia di Robegano, nell’intento di riuscire a fare rete sul fronte
dell’infanzia concentrandosi sui bambini, sulle famiglie e sugli operatori.
Nell’ottica di essere sempre più vicina alle esigenze delle famiglie, in una
società dove il mondo del lavoro sta
fortemente condizionando il tempo
dei genitori, la Scuola dell’infanzia
parrocchiale da quest’anno si è organizzata per offrire anche un servizio
di prolungamento dell’orario, con due
possibilità di orari di uscita posticipa-
ta. Sono stati organizzati, inoltre, una
serie di incontri di formazione destinati ai genitori. Il tema di questo ciclo
di incontri, che si innesta su un percorso che dura da tre anni, sarà “Mai
senza l’altro: essere famiglia nelle relazioni e nella Chiesa”.
A fare da sfondo a tutti questi cambiamenti, c’è un sempre maggior coinvolgimento delle famiglie dei bambini a servizio della scuola con attività
di volontariato. Quest’anno il Gruppo
dei Genitori Volontari oltre alla tradizionale attività di raccolta fondi destinata a supportare l’attività didattica
(nuovo materiale, uscite didattiche,
laboratori, ecc), si è concentrata anche su iniziative ed eventi finalizzati
all’aggregazione delle famiglie.
La Castagnata di sabato 16 novembre è stata un’occasione di festa con
caldarroste, “pinsa”, torte, vin brulè,
musiche e danze popolari, giochi e
animazione per i bambini.
Un intero pomeriggio, complice anche la splendida giornata di sole,
vissuto con gioia e allegria in primis
dai bambini ma anche dai genitori
presenti che hanno partecipato all’organizzazione con grande coinvolgimento e spirito di collaborazione: le
mamme addette alla preparazione
delle torte e del vin cotto, i papà all’animazione dei giochi e alla cottura
delle castagne, i nonni e le nonne alla
sorveglianza discreta dei giochi dei
bambini.
Parafrasando Archimede che disse
“datemi una leva e solleverò il mondo”, … la “leva” della nostra Scuola
dell’Infanzia, delle nostre famiglie e
della comunità parrocchiale sono proprio i bambini. All’apparenza piccoli e
fragili ma capaci di smuovere grandi
energie ed entusiasmo. Famiglie che
non si erano mai conosciute hanno
passato un pomeriggio insieme grazie a loro, iniziando a relazionarsi e a
frequentarsi e vedendo il vero volto di
Cristo nella comunione, nella solidarietà e nella gratuità dello spirito che
ha animato tutti.
Un vero momento di Comunità educante… è bastato osservare i bambini,
guardare il mondo con i loro occhi e
lasciarsi ispirare dal gioioso annuncio
del Vangelo.
scuola materna
aperta
Sabato 14 dicembre 2013
ore 9.00 - 12.00
Sabato 11 gennaio 2014
ore 9.00 - 12.00
iscrizioni anno
scolastico 2013-14
Lunedì 10 febbraio 2014
ore 9.00 - 11.30
Martedì 11 febbraio 2014
ore 8.30 - 12.30
Mercoledì 12 febbraio 2014
ore 8.30 - 12.30
FORMAZIONE GENITORI
“Mai senza l’altro: essere
famiglia nelle relazioni e
nella Chiesa”
Venerdì 17 gennaio 2014
ore 20.30
“Meglio insieme che...”
Dalla fiducia alla fede
Venerdì 24 gennaio 2014
ore 20.30
“Nessuna famiglia è un’isola”
Come superare le solitudini partendo
dalla nostra storia
Venerdì 31 gennaio 2014
ore 20.30
“È il villaggio che educa”
Condivisione: essere rete di famiglie
Venerdì 07 febbraio 2014
ore 20.30
“Ci salviamo insieme”
È donando che si riceve.
Missionari in casa nostra.
Laura Bicciato
membro Comitato di Gestione
Comunità Nostra 15
Chiamati a crescere
con i figli, riscoprendosi
coppia e genitori
“S
olidi” è lo slogan del percorso che coinvolge ragazzi e genitori di prima media, all’interno del cammino di catechismo che ci accompagnerà al sacramento della Confermazione. Il 17 novembre alcuni genitori
si sono incontrati per la prima tappa di questo itinerario e si sono confrontati
sul tema “Donna e uomo: il dono della diversità”, accompagnati dal brano della Genesi sulla creazione. I prossimi incontri sono previsti per domenica 2
febbraio (“Essere madre e padre, il dono della genitorialità”, accompagnati da
Abramo e Sara – Gn 15,1-6) e domenica 16 marzo (“Tempo di fare …. Chi sono
i figli?”, con Abramo e Isacco – Gn 22,1-14).
L’itinerario fa riferimento ad un percorso relazionale che porta alla scoperta della propria identità, come parte fondante dell’essere umano: maschile e
femminile che, in modi diversi, si pongono di fronte al mondo e, in modo diverso, amano. I nostri ragazzi, in prima media, muovono i primi passi fuori dalla famiglia ed iniziano a sperimentare le varie sfumature dell’identità: fisica,
affettiva, intellettuale e spirituale. Il difficile compito dei genitori è quello di
educare nell’ottica di una visione complessiva e “profonda” della persona, mettendo insieme ed integrando le varie componenti. E’ un compito non facile: con
l’adolescenza hanno inizio i turbamenti e, spesso, le relazioni all’interno della
famiglia si complicano. Il ragazzo “non parla”, diventa scontroso, di difficile interpretazione. I genitori hanno davanti a loro la “sfida” di non smettere mai di
cercare, ri-annodare, re-inventare la relazione con il proprio figlio, tracciando
la strada verso un “noi condiviso”, che si costruisce giorno per giorno promuovendo le differenze e divenendo testimonianza per i figli. In questo percorso, la
comunità tutta è chiamata a sostenere la famiglia a partire dall’Amore di Cristo
e dal progetto che Lui ha per noi. Perciò oltre all’ambito famigliare (comunque “piccola chiesa domestica”), nel corso dell’anno catechistico, attraverso la
storia della salvezza raccontata nell’Antico Testamento, il ragazzo e i genitori
verranno accompagnati all’apertura come espressione di un amore che non rimane per se stesso, ma che si dona agli altri.
Un genitore di una ragazza di Ia media
Solidi e solidali
un itinerario di catechesi da fare insieme
L’itinerario che la comunità parrocchiale di Salzano ha voluto
proporre ai genitori dei ragazzi di I e II media che frequentano il
catechismo, ha il sapore di un percorso da fare insieme, genitori,
catechiste, sacerdoti e coppie, con disponibilità. L’orizzonte della
proposta “Solidi e Solidali” vuole indicare il cammino che ogni
persona è chiamata a fare attraverso la propria specificità e unicità
di uomo o di donna, di crescita personale e di apertura all’altro.
Attraverso la disponibilità di alcune coppie e dei sacerdoti, si
vuole vivere questo pezzo di strada insieme ai genitori dei ragazzi,
condividendo e gustando quello che in primo luogo abbiamo
sentito importante noi. Le tematiche affrontate vogliono donare
un’occasione per ascoltare, riflettere e condividere atteggiamenti e
stili di vita, che viviamo come adulti e che riteniamo importanti da
16 Comunità Nostra
trasmettere ai nostri figli. Fondamentale è lo scambio tra i genitori
nei lavori di gruppo: questa modalità rappresenta il cuore di ogni
incontro.
Questo dice il valore di una comunità che riesce ad ascoltarsi
ed auto-educarsi, certo non è facile, ma siamo convinti che ogni
persona, ogni situazione familiare, qualunque essa sia, ha molto
da dire e dare anche ad altre famiglie. Questo lasciarci coinvolgere
lo sentiamo legato al nostro battesimo, riscoprire l’importanza
di appartenere ad una comunità, di essere sostenuti (solidi) e di
sostenere (solidali) rappresenta la risposta e la missione di ogni
battezzato.
A cura dell’équipe
dietro le quinte
dei due presepi
G
iubbotto e berretto di lana
addosso per combattere il
freddo, armati di passione e
sapienza artigianale, passano diverse giornate e serate prima di Natale
alcuni a rendere bella e accogliente
la nostra piazza con un allestimento
che varia ogni anno, altri a rinnovare
il presepe meccanico in chiesa. Sono
giovani, padri di famiglia, nonni, tutti
accomunati dal desiderio di “dare una
mano” per proporre qualcosa di bello
alla comunità, e soprattutto ai bambini.
Luca Salvalaio si arrampica con agilità sulla piattaforma che ospita il presepio meccanico e, inginocchiato tra
pecore e pastori controlla il funzionamento elettrico dei vari meccanismi
insieme a Sandro Ghiotto, che poi con
stecchini e colla a caldo costruisce in
pochi minuti una staccionata, senza
contare il carrettino e gli altri oggetti
di legno già pronti e portati da casa.
Ad aiutarli anche Marco De Marchi, e
poi Claudio Giordan, Danilo Zanetti e
altri che dedicano tempo e passione
per un progetto “bello, che a noi dà
soddisfazione – dicono – e che speriamo comunichi qualcosa del mistero di
Natale a tutti, grandi e piccoli”.
A pochi metri di distanza è ormai ai ritocchi finali il villaggio di Natale allestito in piazza Pio X, un presepio fatto
di capanne in legno, camminamenti,
recinzioni, statue e molto altro condito, anche qui, da una grande passione,
quella che accomuna i componenti
del coro La Filanda di Salzano che
da oltre dieci anni offrono il risultato
del loro impegno a tutta la comunità.
Giuliano Bernardi, Angelo Gambaro
e Lino Muffato guardano con soddisfazione il risultato del lungo lavoro:
“Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta
– dicono – è bello fare qualcosa per il
nostro paese, pensare che tanti bambini, famiglie che frequentano la piazza e vanno in chiesa possano sostare
davanti alle capanne e riflettere sul
Natale”. Lino è riuscito a coinvolgere
anche i figli, Fabio, elettricista, che
dà una mano per i meccanismi e l’impianto fonico che diffonde musica e
canzoni natalizie, e Niccolò che, forte
della sua formazione artistica, ritocca
con colori e pennello le diverse ambientazioni e aiuta ad abbellire le scene: “Non è un allestimento qualsiasi,
preparare un presepio è emozionante” sottolinea Niccolò. “La presenza
di questi giovani è una semina per il
futuro che speriamo porti frutto – dicono i più ‘anziani’ – perché il presepio in piazza ha bisogno anche di forze
giovani”.
A.C.
Comunità Nostra 17
IMMAGINI
di comunità
Ape rtura An no Scout 2013-14
4
A pe rt ura A C 2013-1
Festa d’Autunno, Circolo NOI
Nat ale con... NOI, Circo lo NOI
oltre l’arcobaleno c’è la route nazionale
Dal 1°al 10 agosto 2014 gli scout del Noviziato e del Clan “Oltre
l’Arcobaleno” parteciperanno alla terza Route Nazionale insieme ad
altri 33.000 Rover e Scolte di tutta Italia.
I ragazzi si stanno preparando all’evento estivo grazie al Capitolo
nazionale che si caratterizza come parte integrante del percorso
della Route, attraverso l’esperienza di un’azione politica, vissuta da
protagonisti, che sappia generare relazioni e legami nel territorio.
È il tempo di mettersi in strada con coraggio, per generare
cambiamento e per liberare l’amore e il desiderio di nuova vita, che è
nel cuore dei Rover e delle Scolte… per trasformare il coraggio in strada
di futuro.
18 Comunità Nostra
Lo scaffale
delle parole
consigli di lettura
a cura di Francesca Rigo e Rossella Guidolin
Novità per tutti
luis Sepùlveda
Storia di una lumaca
che scoprì l’importanza
della lentezza
Salani 10,00 Euro
Novità per tutti
Nora Raleigh Baskin
Tutt’altro che tipico
Uovonero 14,00 Euro
Dai 4 anni...
Todd Parr
Il libro delle famiglie
Piemme, Il battello a vapore 9,50 Euro
Dai 5 anni...
Alessia Garrilli
Grandi amici
Arka, Collana di Perle 12,50 Euro
Ci sono storie che non hanno età di
lettura né un tempo. E’ proprio il senso del tempo il protagonista di questo
nuovo racconto di Sèpulveda, libro
del momento proposto ai piccoli ma
anche ai grandi e perfetto come dono
di significato e di augurio.
Il racconto della lumaca che cerca il
vero nome per se stessa, è una metafora di vita, di crescita, di ricerca di
identità e di vera libertà. Saranno gli
altri animali che incontra nel suo lungo viaggio ad aiutarla a comprendere
il valore della sua storia, della memoria e della vita vissuta con coraggio.
I libri che affrontano il tema dell’adolescenza e di una condizione speciale,
come quella dell’autismo, sono letture che toccano in profondità genitori,
educatori ma anche i ragazzi. Questo
libro è un diario breve, ironico e racconta la realtà di Jason Blake, dodici
anni, autistico con una grande passione per la scrittura. Jason affronta la
scuola, le amicizie e le sue insicurezze come ogni ragazzo della sua età,
con sensibilità e passione. L’autrice
Nora Raleigh Baskin ha scritto diversi romanzi per giovani, occupandosi
con estrema delicatezza, con ironia
e con competenza di temi difficili ma
così reali e vicini.
Alcune famiglie sono grandi, altre
sono piccole. Alcune famiglie hanno lo stesso colore, altre hanno
colori diversi. Ci sono tantissimi modi
di essere famiglia. “Grandi” e piccini
sfogliate questo libro... forse c’è anche la vostra famiglia.
Gli amici possono essere di ogni taglia, ma forse sono davvero “grandi”
solo quelli che condividono tutto con
te. Un libro per insegnare ai nostri
bambini che i “grandi” amici sono
quelli del cuore e che, per trovarli,
non serve andare lontano.
Comunità Nostra 19
L’Angolo della Spiritualità
Una Chiesa missionaria che annuncia
e testimonia la gioia del Vangelo
Lo scorso 24 novembre, in chiusura dell’Anno della fede, papa Francesco
ha consegnato alla Chiesa la sua prima Esortazione apostolica, “Evangelii gaudium”
(La gioia del Vangelo), dedicandola all’evangelizzazione.
Un documento importante, dal sapore fortemente programmatico, perché delinea il nuovo
volto di Chiesa voluto da Francesco: una Chiesa povera, vicina alla gente, chiamata a
cercare nuove strade e ad uscire da se stessa, per annunciare il Vangelo della misericordia
a tutti gli uomini. Una Chiesa capace di curare le ferite, di farsi carico delle persone,
accompagnandole come il buon samaritano che lava, pulisce, solleva il suo prossimo.
Solo così la Chiesa potrà essere credibile nel suo rinnovato slancio di annuncio del
Vangelo. Ecco qualche brano:
L
a gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano
salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza,
dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre
nasce e rinasce la gioia.
L’evangelizzazione obbedisce al mandato missionario di Gesù:
«Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando
loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20).
In questi versetti si presenta il momento in cui il Risorto invia
i suoi a predicare il Vangelo in ogni tempo e in ogni luogo, in
modo che la fede in Lui si diffonda in ogni angolo della terra.
Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di
“uscita” che Dio vuole provocare nei credenti. Abramo accettò
la chiamata a partire verso una terra nuova (cfr Gen 12,1-3).
Mosè ascoltò la chiamata di Dio: «Va’, io ti mando» (Es 3,10) e
fece uscire il popolo verso la terra promessa (cfr Es 3,17). A Geremia disse: «Andrai da tutti coloro a cui ti manderò» (Ger 1,7).
Oggi, in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le
sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria.
Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino
che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio
di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce
del Vangelo.
La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei
discepoli è una gioia missionaria. La sperimentano i settantadue discepoli, che tornano dalla missione pieni di gioia (cfr Lc
10,17). La vive Gesù, che esulta di gioia nello Spirito Santo e
loda il Padre perché la sua rivelazione raggiunge i poveri e i più
piccoli (cfr Lc 10,21). La sentono pieni di ammirazione i primi
che si convertono nell’ascoltare la predicazione degli Apostoli
«ciascuno nella propria lingua» (At 2,6) a Pentecoste. Questa
gioia è un segno che il Vangelo è stato annunciato e sta dando
frutto. Ma ha sempre la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo,
sempre oltre. Il Signore dice: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono
venuto!» (Mc 1,38).
Fedele al modello del Maestro, è vitale che oggi la Chiesa esca
ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura. La gioia
del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno.
Così l’annuncia l’angelo ai pastori di Betlemme: «Non temete,
ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo»
(Lc 2,10).
La comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha
preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore (cfr 1 Gv 4,10), e
per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa
senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli
incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio
inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva. La
comunità evangelizzatrice si mette mediante opere e gesti nella
vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino
all’umiliazione se è necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo.
Gli evangelizzatori hanno così “odore di pecore” e queste ascoltano la loro voce.
BUON NATALE
A TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTà
la redazione di Comunità Nostra
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