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bahamuth / tempi moderni - Fondazione Teatro Piemonte Europa

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La stagione che proponiamo ai nostri 21.717 spettatori dell'anno scorso, sperando di riconquistarli al nostro
teatro, è per molti aspetti innovativa. Dopo cinque stagioni segnate da un progressivo aumento di presenze, ci
sentiamo fiduciosi di poter chiedere al nostro pubblico di seguirci in un'avventura appassionante, destinata a
cambiare le nostre consolidate abitudini. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il nostro
Ministero insomma, ci propone di diventare un Teatro di Rilevante Interesse Culturale nel quadro della riforma
che si introdurrà a inizio 2015: e questa proposta, anzi questa sfida lanciata a tutto lo spettacolo dal vivo
italiano, non la si può interpretare come l'adattamento alle nuove tabelle della quantità di lavoro che già siamo
in grado di rendicontare; ma come un profondo cambiamento di mentalità e obbiettivi artistici. Dovremo
produrre molti più spettacoli frutto del nostro ingegno, della nostra ricerca, del lento maturare dei nostri
giovani; potremo creare più cose insieme a teatri stranieri; dovremo per contro ospitare meno compagnie di
giro e tenere più a lungo in cartellone i nostri spettacoli. Per fortuna, è da sempre che ci siamo messi su questa
strada, con prudenza, progressivamente: e due anni fa, il progetto Sala Prove ha cominciato a raccogliere in uno
spazio diverso, più intimo, un gruppo di giovani artisti facendoli lavorare a lungo davanti a un pubblico
ristretto, oserei dire selezionato. L'esperimento ha fatto centro, inanellando una sequela di successi: Zio Vanja, Il
Divorzio, Woyzeck, Musical Light sono tutti spettacoli creati in casa che hanno incontrato un gradimento di
pubblico crescente; fino a consigliarci di trasferire alcune proposte in Sala Grande perché la domanda
aumentava. Fino a Cinema!, la nostra creazione italo polacca, che ha occupato per due settimane Sala Grande.
Per questo, la stagione che verrà, accanto a eventi di grande qualità del panorama italiano come Umberto
Orsini o Roberto Herlitzka o il genovese Teatro della Tosse, avremo lunghi periodi dedicati a spettacoli nati
all'Astra o per l'Astra, da noi concepiti e realizzati: tutti contrassegnati da un simbolo grafico che garantirà il
"Made in TPE" come un marchio di qualità. Il comunicato stampa e i materiali grafici allegati li descrivono
esaurientemente ed è inutile quindi enumerarli anche qui. È più importante prepararvi, invece, al terremoto che
accompagnerà questi nostri spettacoli: una sussultoria movimentazione degli spazi stessi dell'Astra, oltre i
confini di Sala Prove e Sala Grande; è vero, l'Astra è un teatro bellissimo, invidiatoci dalle compagnie di tutta
Europa. Ma ci sentiamo ormai un po' allo stretto: cercheremo di trasformare il vasto, altissimo palcoscenico
facendone un luogo alla francese che possa contenere, quando è il caso, insieme il pubblico e la performance; e
questo avverrà già per il mio nuovo spettacolo Il Trionfo del Dio Denaro, una divertente favola settecentesca su
un tema sinistramente attuale.
Il pubblico continuerà a scegliere attraverso i percorsi che ormai conosce bene, Classici e Tempi Moderni; ma
anche Palcoscenico Danza curato da Paolo Mohovich; e infine Spazi Sonori che, accanto al gioioso cabaret della
Dual Band e a un'importante testimonianza di inclusione artistica come Io provo a volare!, ci presenterà
quest'anno la prima assoluta di una Cantata, creata da un eccezionale cartello di artisti del nostro e di altri
territori, per ricordare la tragedia della ThyssenKrupp; e Teatro Europeo, che apre la stagione con Jérôme
Thomas e la finisce con uno straordinario spettacolo di nouvelle magie.
Ancora le molte iniziative speciali: la cena spettacolo di fundraising, a dicembre, sul palcoscenico dell'Astra che
inventerà momenti creativi e gastronomici; la serata in memoria di Mario Missiroli, un grande amico di questo
teatro; i molti momenti di formazione del pubblico, articolati attraverso gli incontri di Le pratiche della scena; le
tante serate dell'AstraCafé, animato dalla sapienza creativa di Sara Casiraghi e ormai diventato la tappa
obbligata di tutti quelli che vogliono regalarsi, prima e dopo gli spettacoli, il piacere supplementare di un
bicchiere, un buon piatto, due chiacchiere e magari qualche sorpresa, ancora.
Beppe Navello
PALCOSCENICO DANZA
Giunto alla sua settima edizione e forte del grande successo ottenuto in quelle precedenti, Palcoscenico Danza
presenta nell’edizione 2015 sette appuntamenti di grande interesse, di cui cinque in prima nazionale, che non
tradiranno le aspettative del pubblico, oltre al tradizionale Opening, spettacolo che precede di qualche mese la
rassegna. Il cartellone comprende compagnie locali, nazionali ed internazionali accomunate nella maggior parte
degli appuntamenti da una danza che privilegia il linguaggio del corpo, ponendo il danzatore-interprete al
centro dell’azione.
La danza internazionale è presente con una parte di compagnie spagnole con le quali il Balletto dell’Esperia ha
da anni legami artistici, come la rinomata Proyecto Titoyaya di Gustavo Ramirez Sansano, uno dei nomi di
spicco della coreografia internazionale e il prestigioso Ballet de la Generalitat Valenciana, una delle poche
compagnie istituzionali spagnole presente con un trittico che vede la ripresa di uno dei cavalli di battaglia del
Balletto dell’Esperia, I quattro Temperamenti oltre alla creazione Radura su musica di Bach (entrambe di Paolo
Mohovich), e all’incisivo Bolero di Thierry Malandain. Sempre dalla Spagna, arriveranno i vincitori delle scorse
edizioni del FIVER, festival di video-danza di Logroño, in una serata che vedrà esibirsi i vincitori del bando
Permutazioni, a cui hanno aderito oltre settanta artisti da tutto i mondo. Per la prima volta a Torino lo
Spellbound Contemporary Ballet di Mario Astolfi, una delle realtà italiane di maggior proiezione internazionale
con il raffinatissimo Lost for Words. Assisteremo anche al felice ritorno di un’artista amatissima dal pubblico
torinese, Cristiana Morganti, con il suo nuovo spettacolo autobiografico Jessica and Me. Appuntamento molto
peculiare quello proposto dalla compagnia parigina I Funamboli dell’italiano Fabio Crestale, che vede una
fruttifera collaborazione artistica con alcuni splendidi danzatori del balletto dell’Opéra di Parigi. E infine la
giovane compagnia torinese Eko Dance International Project, ormai “en residence” a Palcoscenico Danza. La sua
direttrice Pompea Santoro ci regala in due occasioni alcuni estratti degli intramontabili balletti di Mats Ek: una
visione molto psicologica del Lago dei Cigni chiude la stagione, mentre nell’Opening intitolato WOMAN
assisteremo ad alcuni estratti da Il Focolare e Il Picnic, visioni ironiche ed oniriche della famiglia con la figura
della donna al suo centro. La donna è elemento ispiratore di questa prossima edizione di Opening che include
anche coreografie di Paolo Mohovich per l’Eko Dance International Project e di Enrico Morelli per MMCompany.
Paolo Mohovich
COMUNICATO STAMPA
25 giugno 2014
Trentasei spettacoli per oltre centocinquanta alzate di sipario nelle due sale del Teatro Astra di Torino, per un
cartellone che tra ottobre 2014 e maggio 2015 dosa e combina prosa contemporanea, reinterpretazioni di grandi
classici, teatro d’innovazione europea e danza con incursioni nel mondo della musica e la consueta apertura alle
nuove suggestioni artistiche che arrivano dal circo contemporaneo e dalla nouvelle magie. È il programma di
Stagione TPE 14.15, presentato da Beppe Navello per Fondazione Teatro Piemonte Europa e realizzato grazie al
contributo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di Regione Piemonte, Città di Torino,
Provincia di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
Circo contemporaneo e teatro europeo inaugurano Stagione TPE 14.15
Ad inaugurare l’attività invernale al Teatro Astra, subito dopo il fantasioso prologo affidato ai viaggi immaginari nei
teatrini mobili creati dai bergamaschi La Voce delle Cose (3–29 ottobre) attesi già per l’edizione 2014 del festival
Teatro a Corte, sarà il ritorno in prima nazionale di uno dei più affezionati ospiti di Fondazione TPE: Jérôme Thomas.
Le abilità circensi e la fantasia del giocoliere d’oltralpe si mescolano in Deux homme jonglaient dans leur tête (24-26
ottobre) all’esperienza dell’acclamato artista di strada Mathurin Bolze, ospite dei più importanti festival
internazionali. Insieme al musicista Roland Auzet creano un concerto immaginario fatto di suggestioni visive, suoni e
movimenti, recentemente salutato a Parigi da critiche entusiaste e repliche sold-out. Presentato grazie alla
collaborazione con Fondazione Live Piemonte dal Vivo, Cabaret Magique (8-11 maggio) è la seconda incursione nel
circo contemporaneo ad abitare il palco di Stagione TPE nella sezione intitolata al Teatro Europeo: i fondatori della
compagnia 14:20 Clément Debailleul e Raphael Navarro sono tra i principali promotori di un nuovo movimento
artistico nato oltralpe, la nouvelle magie, fatto di teatro d’ombre, trucchi con le carte e giochi di prestigio. Il viaggio
irreale che propongono in prima nazionale al Teatro Astra si avvale della collaborazione di due giovani
artisti/illusionisti di fama internazionale, Etienne Saglio e Yann Frisch, per quattro serate dedicate alla sorpresa e al
divertimento. Dalla Polonia arriva invece Prawie-ray. Quasi-paradiso (24 febbraio-1 marzo), terzo risultato creativo
dell’amicizia che lega Fondazione TPE al Teatr Śląski di Katowice e che vede le due istituzioni ancora una volta
partner produttivi dopo il fortunato Cinema! diretto da Beppe Navello e presentato nella stagione appena conclusa:
questa volta il testo di Irena Świtalska e la regia di Robert Talarczyk danno vita ad un racconto di formazione
ambientato in una Polonia alla vigilia della caduta del muro di Berlino.
L’attività produttiva: impegno civile e grandi conferme
In maniera incisiva e in accordo con i parametri imposti dalla recente approvazione del nuovo decreto ministeriale
sullo Spettacolo dal Vivo, l’attività produttiva di Fondazione TPE si articola da ottobre a maggio tra titoli di tradizione
e innovazione. Oltre ai già citati La Voce delle Cose e alla coproduzione polacca, arriva in prima assoluta sul palco di
Sala Grande con una tenitura di oltre due settimane Il Trionfo del Dio Denaro (30 gennaio-12 febbraio) di Pierre de
Marivaux per la regia di Beppe Navello. Quasi a suggerire un percorso tra i titoli proposti in cartellone dedicato
all’impegno sociale, il testo divertente e cattivo del 1728, scritto da uno dei più raffinati drammaturghi francesi,
vuole essere il secondo episodio, dopo Il Divorzio di Vittorio Alfieri, di un progetto registico sulla riflessione civile che
passi attraverso la rilettura critica dei grandi classici. Di profondo impegno morale anche Lo stridere luttuoso degli
acciai (4-7 dicembre), una cantata dedicata alle memoria delle vittime del rogo della Acciaieria ThyssenKrupp di
Torino e realizzata grazie alla collaborazione con Controluce Teatro d’Ombre in un incontro tra arte, musica e
teatro di figura. Sugli stessi binari corre anche la proposta che coinvolge Caterina Vertova, sulla quale verrà cucito il
lavoro Malafemmina. Storie di donne e di violenza (6-8 marzo): l’attrice ridarà voce a Neda dall’Iran, studentessa
uccisa a Teheran durante le proteste legate alle elezioni presidenziali, ad Hanifa, suicida ribelle in Afghanistan, e a
Rose, giovane tagliatrice di rose in Kenya.
L’Amore segreto di Ofelia (7-19 aprile), dopo la recente anteprima al Festival delle Colline Torinesi, arriva in Sala
Prove in un allestimento curato da Michele di Mauro, Carlotta Viscovo, Lucio Diana e G.u.p. Alcaro: un’indagine
sul rapporto tra i due amanti Amleto ed Ofelia raccontato attraverso un appassionato epistolario immaginario.
Gli innamorati per antonomasia della tradizione shakespeariani, Romeo e Giulietta (13-15 febbraio) saranno invece
protagonisti di un nuovo allestimento firmato TPE e proposto durante il fine settimana più romantico dell’anno,
quello dedicato a San Valentino. Nuove trasposizioni di grandi classici della letteratura continuano con Robinson
Crusoe, il best seller (10-15 marzo), ideato e riscritto per la scena dalle mani di Alberto Gozzi, la cui drammaturgia
ritorna all’Astra dopo il successo nelle scorse stagioni dei radiodrammi immaginati e realizzati con il collettivo di
Radiospazio Teatro.
Continua in stagione il sodalizio artistico tra TPE e il regista Emiliano Bronzino: in collaborazione con il
Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano viene a lui affidata la regia di Light Mistery. Il mistero
della luce (18-22 marzo), una produzione sul tema della scoperta scientifica che vede in scena tre ricercatori/attori
alle prese con esperimenti scientifici dal vero. Sempre a firma Bronzino, l’allestimento del Woyzeck di Büchner (1922 febbraio) torna a calcare le scene dell’Astra, questa volta in Sala Grande, dopo il successo riscosso durante la
stagione appena conclusa dal giovane gruppo di attori a cui è affidato il palco. Un’attesa conferma anche quella di
Lucilla Giagnoni, che propone il suo Vergine Madre (6-9 novembre) ispirato ai canti della Divina Commedia.
Flavia Mastrella e Antonio Rezza: una retrospettiva
Forte del successo e della fiducia guadagnata nel tempo dalle numerose incursioni e produzioni che Fondazione TPE
ha affidato a Flavia Mastrella ed Antonio Rezza, Stagione TPE dedica quest’anno un’intera retrospettiva ai due
artisti recenti vincitori del Premio Speciale UBU 2013 “per il lucido percorso di scavo nella crudeltà ottenuto
attraverso il genio sfrenato di un attore e l’intuito plastico di un’artista visiva originale”. In ordine cronologico,
verranno presentati gli ultimi e più significativi lavori teatrali del duo artistico, tra novembre 2014 e maggio 2015. Il
primo appuntamento è con Fotofinish del 2003 (13-16 novembre), cui seguiranno Bahamuth del 2006 (11-14
dicembre), 7-14-21-28 del 2009 (15-18 gennaio) fino all’ultimo successo Fratto _ X del 2012 (22-24 gennaio):
l’occasione per un viaggio nel trasformismo comico e spiazzante che contraddistingue la poetica delle loro creazioni.
Le ospitalità tra classici e innovazione
Per la prima volta ospite di Fondazione TPE, la Compagnia Umberto Orsini porta in scena La leggenda del grande
inquisitore (21-23 novembre), tratto da I Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij. La regia di Pietro Babina e
l’interpretazione dello stesso Orsini insieme a Leonardo Capuano fanno rivivere un Ivan Karamazov maturo, che si
misura con il giovane sé stesso attraverso uno specchio. Completano la sezione dedicata ai Classici la produzione
firmata Teatro Stabile della Sardegna Pirandello / Beckett (27 febbraio-1 marzo) e diretta da Guido De Monticelli,
per una messinscena a metà strada tra prosa e teatro di figura, e Antigone (15-17 aprile), prodotto dal Teatro della
Tosse di Genova e tratto dal testo di Anouilh ispirato all’omonima tragedia di Sofocle, con la regia di Emanuele
Conte.
Recentemente applaudito durante l’edizione 2013 di Mittelfest e prodotto dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia,
Una giovinezza enormemente giovane (26-28 novembre) si ispira ai testi di Pier Paolo Pasolini e li affida
all’interpretazione di Roberto Herlitzka in un monologo ideato da Gianni Borgna sulla lungimiranza quasi profetica
del pensiero pasoliniano. L’ultima lettera di Shylock (27 gennaio) si inserisce a pieno titolo nella sezione dedicata alla
drammaturgia contemporanea: uno spettacolo di Nicola Fano e Vittorio Viviani il cui protagonista vive intrappolato
tra le opere di Shakespeare. Finirà per trascinarci in un viaggio nella storia del teatro per riflettere sulla nostra
quotidianità. I giovani torinesi di Onda Larsen propongono Crisi: istruzioni per l’uso (24-26 aprile), una riflessione
sulle difficoltà economiche e sociali raccontate dal punto di vista di un ragazzo aggrovigliato in complicate questioni
burocratiche; ancora da Torino CRAB Teatro propone per la giornata del 25 aprile Avevamo vent’anni, affidando la
parola dei testimoni della Resistenza a giovani studenti delle scuole superiori.
A conferma del successo ottenuto con i lavori proposte durante le passate stagioni all’Astra, Fondazione TPE torna a
commissionare lo spettacolo delle feste alla comicità del trio Beltramo, Insegno, Iossetti: Un marito per due (26
dicembre-6 gennaio) accompagnerà il pubblico durante le vacanze natalizie, con un serata speciale pensata per la
serata di Capodanno. All’insegna del divertimento anche Boîte à surprises (28 marzo), proposta dedicata al cabaret
musicale ed affidata agli attori e cantanti di Dual Band. Ancora spazio alla musica in Io provo a volare! (18 aprile)
omaggio a Domenico Modugno sulle avventure di tanti giovani cresciuti in provincia e pronti a tutto per realizzare il
sogno di diventare artisti. Anche quest’anno infine, il festival studentesco Lingue in Scena! vedrà il risultato
spettacolare di varie giornate d’incontro presentato all’interno della cornice di Stagione TPE (29 aprile).
La danza
Eko Dance International Project di Pompea Santoro, Agorà Coaching Project, i vincitori del Bando Permutazioni,
Spellbound Contemporary Ballet, I Funamboli con gli artisti dell’Opéra National di Parigi, Andrea Gallo Rosso,
Cristiana Morganti, Gustavo Ramirez Sansano e il Ballet de la Generalitat Valenciana: saranno loro i protagonisti di
Palcoscenico Danza, con otto appuntamenti tra ottobre e maggio per un cartellone diretto da Paolo Mohovich
ancora una volta intessuto all’interno della variegata proposta di TPE. Se l’Opening ideato da Eko Dance
International Project ed Agorà Coaching Project (31 ottobre-1 novembre) dedica alla figura femminile cinque
coreografie di Mohovich, Enrico Morelli e Mats Ek, la compagnia diretta da Pompea Santoro chiude con Un lago dei
cigni tra sogno e realtà (20-21 maggio) l’intero palinsesto 14.15, riflettendo sul concetto di diversità nella società
contemporanea. I vincitori del bando internazionale Permutazioni ideato da C.ie Zerogrammi in collaborazione con il
Balletto dell'Esperia saranno ospiti di TPE in un evento pensato in collaborazione con il festival di video-danza
spagnolo FIVER, mentre Mauro Astolfi dirige in Lost for Words (24 marzo) lo Spellbound Contemporary Ballet in una
trilogia dedicata al rapporto dialettico tra i corpi in movimento. Da Parigi, gli artisti di spicco dell’Opéra National
Alessio Carbone, primo ballerino, Arnaud Nuvolone, primo violino e Anna Pennisi, soprano, vengono guidati da Fabio
Crestale de I Funamboli in quattro Petites Pièces (2-3 aprile), con un’apertura affidata al pluripremiato giovane
coreografo piemontese Andrea Gallo Rosso e al suo assolo Occhi; dalla Spagna arriva invece il Ballet de la
Generalitat Valenciana (15-16 maggio) per tre coreografie a firma Paolo Mohovich e Thierry Malandain. Dopo lo
strepitoso successo ottenuto nell’edizione 2013 di Palcoscenico Danza con Moving with Pina, torna a Torino
Cristiana Morganti con Jessica and Me (9-10 aprile), storica danzatrice del Tanztheatre di Wuppertal diretto da Pina
Bausch. Gustavo Ramirez Sansano, coreografo tra i più significativi del panorama internazionale, approda a
Palcoscenico Danza con La metamorfosis (23 aprile), lavoro ispirato a Kafka e costruito sulle diverse evoluzioni dei
personaggi secondari della sua opera.
Le attività di Stagione TPE 14.15 saranno intervallate durante tutto l’anno, come di consueto, da momenti di
formazione per il pubblico, laboratori destinati a professionisti ed amatori, workshop ed attività di approfondimento
sulla messinscena in un nuovo format che prevede il confronto diretto tra artisti, realizzati in collaborazione con
l’Università degli Studi di Torino e l’Accademia di Belle Arti.
Informazioni per il pubblico: tel. +39 011.5119409 - [email protected] - www.fondazionetpe.it
Ufficio Stampa Fondazione TPE
Matteo Rinaldini tel. 011.5119409 / mob. 360.478728
e-mail [email protected]
da venerdì 3 a mercoledì 29 OTTOBRE 2014, TEATRO ASTRA Foyer
MTI 2.2 Diario di Viaggio
/ TEMPI MODERNI
di e con Luì Angelini e Paola Serafini (La Voce delle Cose)
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Dopo il clamoroso successo dell’anno scorso a Teatro a Corte 13 e l’annunciato come-back per l’edizione 2014,
torna la compagnia La Voce delle Cose con i suoi teatrini mobili riempiti da una nuova creazione che lascia
intatte le regole-base del gioco, ma le rimodella in un’altra forma. In pochi minuti il pubblico gioca e crea un
libro illustrato. Un antico diario di viaggio (nato a sua volta sotto dettatura) viene descritto all’inconsapevole
Manovratore sotto forma di istruzioni che gli faranno creare una serie di tavole per illustrare le tappe. Gli
oggetti usati appartengono al mondo della scrittura e della grafica. Mentre la pagine prendono forma, lo
Spettatore ascolta la narrazione del viaggio. Il seguito del gioco vedrà lo Spettatore raccontare al compagno di
gioco (ex Manovratore incosciente) la storia che ha sentito mentre insieme sfogliano le pagine del libro appena
composto. Al termine i giocatori si porteranno via le illustrazioni, per raccontare la storia a chi vorranno e tutte
le volte che vorranno.
da venerdì 24 a domenica 26 OTTOBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
DEUX HOMMES JONGLAIENT DANS LEUR TÊTE
/ TEATRO EUROPEO
di e con Roland Auzet e Jérôme Thomas
con la supervisione di Mathurin Bolze
musica elettronica dal vivo Wilfried Wendling
luci Bernard Revel in collaborazione con Dominique Mercier-Balaz
ideazione e realizzazione strumenti Robert Hébrard
ARMO / CIE JÉRÔME THOMAS
in coproduzione con ACT OPUS / ESPACE DES ARTS, SCÈNE NATIONALE DE CHALON-SUR-SAÔNE
Formatosi con Anne Fratellini, Jérôme Thomas torna ospite di Fondazione TPE dopo gli applausi del pubblico per
le performance e le creazioni site-specific pensate per le edizioni 2008, 2009 e 2012 del festival Teatro a Corte.
Ad inaugurare la stagione 14.15 al Teatro Astra, si avvale della collaborazione del compositore e musicista di
fama internazionale Roland Auzet e dell’acclamato artista di strada Mathurin Bolze. Insieme creano un
concerto immaginario in cui sovrappongono e mescolano suggestioni visive, suoni, tempi e movimenti. Gli
insoliti oggetti sonori, da prima silenziosi, che abitano il loro palcoscenico, prendono infatti vita sfiorati dalle
dita del musicista e del giocoliere, mentre la superficie circostante va gradualmente moltiplicandosi grazie a un
sapiente intervento di specchi. Lo spettacolo gioca con i temi della magia, attraverso le tecniche di giocoleria
ed illusione nelle quali i performer sono veri maestri.
venerdì 31 OTTOBRE e sabato 1 NOVEMBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
OPENING. WOMAN
/ PALCOSCENICO DANZA
Eko Dance International Project / Agorà Coaching Project
DOCE MINUTOS CON ELLOS coreografia Paolo Mohovich / musica Les Gauchos Allemands / costumi Juan Sanguino / luci Paolo Mohovich
MARIE ANTOINETTE coreografia Paolo Mohovich / musica Johann Sebastian Bach / costumi Jorge Gallardo / luci Paolo Mohovich
DI NUDA PERSONA coreografia Enrico Morelli / musica H. Gorecki, L.V. Beethoven, J.Johannsson / costumi Nuvia Valestri
IL FOCOLARE / IL PICNIC coreografia Mats Ek / musica Philip Glass / costumi Mariko Aiokama
Cinque coreografie dedicate a cinque diverse personalità femminili. La donna vista come eroina o come essere
vulnerabile, volubile e misterioso. Un universo complesso, che sfugge a definizioni di categoria, ma dal quale le
cinque coreografie proposte per l’Opening degli appuntamenti di Palcoscenico Danza traggono ispirazione. Tra i
brani in programma Marie Antoinette, assolo in prima assoluta di Paolo Mohovich ispirato alla sfortunata
regina di Francia e Doce minutos con ellos, coreografia creata in Spagna nel 1995 e riproposta a 20 anni dalla
creazione, sempre da Mohovich, che ritrae la figura di una donna forte e il suo differente rapporto con tre
diversi compagni di vita. Completano la serata il passo a due creato da Enrico Morelli Di nuda persona per un
racconto d’amore intriso di grande e violenta poesia, e due estratti dalle coreografie di Mats Ek incentrati sulla
figura della donna/madre: Il Focolare e Il Picnic. Del primo sarà protagonista il ritratto di una famiglia
tradizionale intriso di un realismo drammaticamente ironico, nel secondo una visione onirica di Ek rielabora vari
ruoli femminili su interpreti maschili e viceversa, sottolineando l'universalità del concetto di famiglia.
da giovedì 6 a domenica 9 NOVEMBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
VERGINE MADRE
/ CLASSICI
Canti, commenti e racconti di un’anima in cerca di salvezza. Dalla Divina Commedia di Dante Alighieri
un progetto di Lucilla Giagnoni / con Lucilla Giagnoni / collaborazione ai testi Marta Pastorino
musiche originali Paolo Pizzimenti / scene e luci Lucio Diana e Massimo Violato
segretaria di produzione Elisa Zanino / si ringrazia Paola Rota per i preziosi consigli
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Sei canti della Divina Commedia, probabilmente i più noti. Sei tappe di un pellegrinaggio nel mezzo del cammin
di nostra vita: Il viaggio (Il primo canto dell'Inferno), La Donna (Francesca, il V), l'Uomo (Ulisse, il XXVI), il Padre
(Ugolino, il XXXIII), la Bambina (Piccarda, il III del Paradiso), la Madre (Vergine madre, il XXXIII del Paradiso). È
la Commedia Umana di Dante, una strada che si rivela costeggiata da figure “parentali”: quello che si compone,
guarda caso, è il disegno di una famiglia. I canti non vengono spiegati, sono parole incantatrici, quelle della
Divina Commedia, parole rituali. Eternamente ripetute come le preghiere. Scaturiscono storie, il lato oscuro di
Ulisse, l'aspetto meraviglioso e terribile del padre, la santità dei bambini, la lussuria di tutte le donne, la
grandezza della madre... un percorso ricco, sorprendente e, soprattutto, confortante. Come la preghiera. La
poesia e l'arte sono una tregua per gli affanni degli uomini. Forse per questo è una donna che canta e racconta.
da giovedì 13 a domenica 16 NOVEMBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
FOTOFINISH
/ TEMPI MODERNI
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza / con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista / allestimento scenico Flavia Mastrella / (mai)scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli / disegno luci Mattia Vigo / organizzazione Stefania Saltarelli
REZZAMASTRELLA, TSI - LA FABBRICA DELL’ATTORE TEATRO VASCELLO
A Flavia Mastrella ed Antonio Rezza, recenti vincitori del Premio Speciale UBU 2013 “per il lucido percorso di
scavo nella crudeltà ottenuto attraverso il genio sfrenato di un attore e l’intuito plastico di un’artista visiva
originale”, Fondazione TPE dedica quest’anno un’intera retrospettiva attraverso la programmazione dei loro
ultimi e più significativi lavori teatrali, tra novembre 2014 e gennaio 2015. Il primo degli appuntamenti è con
Fotofinish (2003), del quale scrivono i due artisti: “È la storia di un uomo che si fotografa per sentirsi meno solo.
Apre così uno studio dove si immortala fingendosi ora cliente ora fotografo esperto. E grazie alla
moltiplicazione della sua immagine arriva a credersi un politico che parla alla folla. Una folla che non c’è. Ma
che lo galvanizza come tutte le cose che non avremo mai. Tra un comizio e l’altro arriva a proclamarsi
costruttore di ospedali ambulanti che si spostano direttamente nelle case dei malati. E all’interno di questi
ospedali c’è sempre lui: sotto le vesti del primario, sotto quelle del degente e sotto quelle delle suore cappellone
che sostituiscono la medicina con gli strumenti della fede. Ben presto, grazie all’inflazione della sua immagine,
è convinto di non essere più solo.”
da venerdì 21 a domenica 23 NOVEMBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
LA LEGGENDA DEL GRANDE INQUISITORE / CLASSICI
da I Fratelli Karamazov di Fëdor Michajlovič Dostoevskij / drammaturgia Pietro Babina, Leonardo Capuano, Umberto Orsini
regia Pietro Babina / scene Federico Babina, Pietro Babina / costumi Gianluca Sbicca / musiche Alberto Fiori
con Umberto Orsini e Leonardo Capuano / video effects Miguel Derrico / sound design Alessandro Saviozzi / scenotecnico Filippo Lezzi
COMPAGNIA UMBERTO ORSINI
“Vivo da quarant'anni col Grande Inquisitore di Dostoevskij - racconta Orsini - da quando cominciai ad
occuparmene in occasione dello sceneggiato che alla fine degli anni sessanta fu realizzato da Sandro Bolchi per
la Rai-TV e che fu seguito da più di venti milioni di persone per otto settimane di seguito. Qualcosa di
inimmaginabile oggi. Interpretavo il fratello Ivan e per anni mi sono sentito dire da generazioni di spettatori che
venivano ad incontrarmi nei camerini dei teatri: "Ma quell'Ivan Karamazov! Ma cose così perché non ne fanno
più?", sentendo nella loro voce un rimpianto e soprattutto una memoria sorprendenti.”
Umberto Orsini oggi, partendo da questa memoria, fa rivivere quell’esperienza, calandosi nei panni di un
immaginario Ivan Karamazov maturo. Si misura, attraverso uno specchio, con il sé stesso giovane, quell’ideatore
della leggenda che tra nostalgia e sofferenza srotola il suo personale nastro di Krapp. In scena, accanto al
doppio personaggio, Leonardo Capuano, un Mefisto di eco faustiana con il quale l’Inquisitore si accanisce a
classificare temi ossessivi quali fede, mistero, autorità, peccato e libertà. Un testo che è soprattutto un
manifesto sulla mancanza di libertà degli uomini: l’Inquisitore si rivolge al Cristo affermando che gli uomini non
sanno che farsene della libertà, consegnano l’arbitrio ad altri e si deresponsabilizzano. Solo in questo modo
paradossalmente si sentono liberi.
da mercoledì 26 a venerdì 28 NOVEMBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
UNA GIOVINEZZA ENORMEMENTE GIOVANE
/ TEMPI MODERNI
di Gianni Borgna / ispirato a testi di Pier Paolo Pasolini / con Roberto Herlitzka / regia Antonio Calenda / scene Paolo Giovanazzi / luci Nino Napoletano
TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA in collaborazione con MITTELFEST 2013
Uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio, rende omaggio al
pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria rivelando ancora una volta la
impressionante capacità profetica dello scrittore. Pasolini ha saputo vedere e descrivere con molto anticipo il
nostro mondo, la confusione sociale e civile nella quale, attraverso mutamenti epocali, siamo chiamati a vivere.
Un “vedere politicamente” del quale l’autore Gianni Borgna è stato testimone oculare: da segretario della FGC
romana, ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini, di sperimentare le generosità con la quale si dedicava ai
giovani di sinistra, una generazione che faceva sperare in una palingenesi possibile e futura dell’identità
nazionale. Gianni Borgna, recentemente scomparso, aveva in programma la presentazione del libro al teatro
Astra. Siamo felici di ospitare lo spettacolo tratto da quelle pagine, ricordando l’autore con amicizia e simpatia.
da giovedì 4 a domenica 7 DICEMBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
LO STRIDERE LUTTUOSO DEGLI ACCIAI / SPAZI SONORI
Cantata per soprano, voce recitante e ensemble
testo Giorgio Luzzi
musica Adriano Guarnieri / messinscena Controluce Teatro d'Ombre - Cora De Maria, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas
esecuzione musicale di Icarus Ensemble / direttore Pietro Borgonovo / soprano Sonia Visentin
regia del suono e live electronics Tempo Reale - Francesco Giomi e Damiano Meacci / voce recitante Michela Mocchiutti
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA con il patrocinio di Goethe-Institut Turin
Questa Cantata nasce dalla commozione, dal dolore, dalla persistenza della memoria e dalla celebrazione di un
rito attorno a una vicenda di lavoro e di morte, il rogo della Acciaieria ThyssenKrupp di Torino che nella notte
tra il 5 e il 6 dicembre 2007 ha ucciso i sette operai Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario
Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino, Antonio Schiavone. Nell'opera s’intrecciano e si sovrappongono tre
linguaggi: quello della poesia, quello della musica e quello delle immagini. Si tratta di una sequenza di 121 versi
liberi, divisi in sette sezioni di lunghezza variabile e orientate ad affrontare ciascuna aspetti diversi, privati e
pubblici, elegiaci e civili, documentati nel periodo immediatamente successivo all’evento e sotto la spinta delle
diverse forme di emozione suscitate dalla notizia e dalle immagini della tragedia.
Si tratta di un'operazione che si inscrive perfettamente nella vocazione artistica di TPE innanzi tutto per
l'impegno morale e civile del soggetto; ma anche per l'incontro di generi e forme diverse di arte, musica,
spettacolo dal vivo e teatro di figura; e infine per la collaborazione tra imprese culturali del territorio
(Fondazione TPE e Controluce Teatro d'Ombre) che operano in universi contigui di innovazione teatrale.
da giovedì 11 a domenica 14 DICEMBRE 2014, TEATRO ASTRA Sala Grande
BAHAMUTH / TEMPI MODERNI
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza / con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista e Giorgio Gerardi / liberamente associato al Manuale di zoologia fantastica di
J.L. Borges e M. Guerrero / un habitat di Flavia Mastrella / (mai)scritto da Antonio Rezza / collaborazione alla regia e all’ispirazione Massimo Camilli
disegno luci Mattia Vigo, Maria Pastore / documentazione fotografica Stefania Saltarelli / disegni Flavia Mastrella
REZZAMASTRELLA, TSI - LA FABBRICA DELL’ATTORE TEATRO VASCELLO, CRT ARTIFICIO
Secondo capitolo della retrospettiva dedicata a Flavia Mastrella e Antonio Rezza. In Bahamuth (2006) “un
uomo steso fa le veci del tiranno. E cede il passo all’atleta di Dio che volteggia sulle sbarre con le braccia della
disperazione. E poi un nano, più basso delle sue ambizioni, che usa lo scuro per fare, e la luce per dire. Frattanto
qualcuno cade dall’alto e si infila i piedi nella gola. E quindi la realtà figurata delle vittime del povero consumo,
connotate da assenza di astrazione, con il padrone unto dall’autorità del denaro. Ma si affaccia Bahamuth,
l’essere supremo, che dopo breve apparizione si sottrae al tempo e al giudizio. E un amico che parla senza voce
e sente senza orecchie. Ma il senso della vita si incontra solo all’infinito dove l’uomo fa la fine del capretto da
sgozzare. La corsa al vestire il corpo nudo e verme non da tregua all’uomo pellegrino, mentre le braccia del
padrone, camuffate da proletariato, saltano al ritmo di una danza di classe. E l’orologio segna sempre l’ora in
cui un passerotto castrato si affaccia e grida la sua costernazione sotto forma di cucù, per poi rientrare
diligente nella trappola del tempo. Editti a favore di chi non ha. Urla squassanti di chi non è. Urla come indiani,
urla che non vengono capite perché non le si vuol capire. Ma come Bahamuth sostiene il mondo, così le
immagini si sovrappongono. E il gran finale, con i personaggi a fare la figura degli sguatteri mentre l’autore che
li muove è il gerarca dalla lingua biforcuta. L’autore è il male dell’opera.”
da venerdì 26 DICEMBRE 2014 a martedì 6 GENNAIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
UN MARITO PER DUE
/ TEMPI MODERNI
scritto e diretto da Claudio Insegno
con Claudio Insegno, Carlotta Iossetti, Andrea Beltramo, Guido Ruffa, Clara Droetto, Daniela De Pellegrin, Valentina Pollani, Ettore Lalli
musiche Jacopo Fiastri / luci Pietro Striano
scenografia Linea Rmp arredamenti
costumi Gisa Rinaldi / Agostino Porchietto
COOPERATIVA ARTISTICA INTERNATIONAL
A conferma del successo ottenuto con i lavori proposti durante le passate stagioni all’Astra, Fondazione TPE
torna ad affidare lo “spettacolo delle feste” alla comicità del trio Beltramo - Insegno - Iossetti. Nella commedia,
scritta questa volta dallo stesso Claudio Insegno, galeotto sarà l'autobus che Phil, il protagonista, prende
abitualmente e che considera terreno fertile per le sue conquiste. Tutto fila liscio finché Phil non incontra Julie,
una ragazza molto più giovane di lui, perdendo letteralmente la testa fino al punto di voler divorziare dalla
moglie Maggie per sposare la ragazza. George, il suo migliore amico, si fa coinvolgere, suo malgrado, in una
serie interminabile di menzogne, scambi di persona, amanti, spasimanti imprevisti e situazioni sempre più
ingarbugliate che culmineranno in un rovesciamento degli equilibri fino al finale davvero inaspettato…
da giovedì 15 a domenica 18 GENNAIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
7-14-21-28
/ TEMPI MODERNI
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza e con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Gleijeses
un habitat di Flavia Mastrella / (mai)scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Mattia Vigo, Maria Pastore
organizzazione Stefania Saltarelli
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA, REZZAMASTRELLA in collaborazione con TSI – LA FABBRICA DELL’ATTORE TEATRO VASCELLO
7–14–21–28, il terzo appuntamento con Mastrella e Rezza per Stagione TPE, è un lavoro del 2009. Ne scrivono
i due artisti: “Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato. Malesseri in doppia cifra che
si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.
Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla
vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che
coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo. Qui non si racconta la storiella della
buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non
significa se non è trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole.
Inizio della danza macabra.”
da giovedì 22 a sabato 24 GENNAIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
FRATTO _ X
/ TEMPI MODERNI
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza / con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista
un habitat di Flavia Mastrella / (mai)scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli / disegno luci Mattia Vigo
organizzazione generale Stefania Saltarelli
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA, REZZAMASTRELLA in collaborazione con TSI - LA FABBRICA DELL’ATTORE
Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?
Ultimo lavoro della coppia Mastrella-Rezza, Fratto _ X (2012) chiude la “personale” torinese dedicata ai due
artisti. “Due persone discorrono sull’esistenza. Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare:
sospetta il tranello ma non ne ha la certezza. L’habitat Fratto _ X è una distesa di carne calda che genera figure
antropomorfe, è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e
l'impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l'inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino.
Come 7–14–21-28 anche Fratto _ X è un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il
colore saturo dell'immagine in 3d. L'inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X.
La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione. Il
Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell'urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. La
carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell'atteggiamento.“
martedì 27 GENNAIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
L’ULTIMA LETTERA DI SHYLOCK
/ TEMPI MODERNI
uno spettacolo di Nicola Fano e Vittorio Viviani
con Vittorio Viviani
musiche originali di Germano Mazzocchetti
ASS. CULT. KIPLING ACADEMY
Sono quattrocento anni che Shylock scrive lettere su lettere a William Shakespeare: con Il Mercante di Venezia
(con quelle storie della libbra di carne, del prestito a tassi esorbitanti, del processo-farsa davanti al Doge...), gli
ha fatto fare una pessima figura! E non solo a lui, ma a tutti gli ebrei. E poi com’è possibile che, se il
protagonista del Mercante è lui, il banchiere Shylock, il copione sia dedicato fin dal titolo a quell’antipatico
veneziano di Antonio? E allora Shylock scrive, scrive a tutti: da Marx a Riccardo III, da Otello a Desdemona, da
Christopher Marlowe a Aristotele. C’è qualcuno disposto a difenderlo? Niente. Tutto tace: Shylock ormai è
rimasto solo. Nemmeno l’amore della figlia Gessica può reclamare, perché pure quella gli ha messo contro
Shakespeare! Insomma: si scherza con i santi del teatro, ma solo per ridere con rispetto. E per arrivare a
concludere che in fondo aveva ragione Shakespeare: pure Shylock, con un colpo di scena finale, se ne rende
conto. Un’ora e venti di spettacolo teso, a tratti comico a tratti drammatico (le parole di Shakespeare aiutano):
un tuffo raffinato nella storia del teatro (e dell’economia) per rendersi conto che sugli italiani Shakespeare ne
sapeva più di noi e per capire che ridere di sé stessi è il modo migliore per tollerare gli altri. Perché poi questo è
stato il merito principale di Shakespeare, quando ha scritto Il Mercante di Venezia: parlare della furbizia degli
italiani e della solitudine degli ebrei. E il mondo, per quattro secoli, è stato ad ascoltarlo.
da venerdì 30 gennaio a giovedì 12 FEBBRAIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
IL TRIONFO DEL DIO DENARO
/ CLASSICI
di Pierre de Marivaux
regia di Beppe Navello
con Daria Pascal Attolini, Diego Casalis, Riccardo De Leo, Marcella Favilla, Stefano Moretti, Alberto Onofrietti, Camillo Rossi Barattini
scene Francesco Fassone / musiche Germano Mazzocchetti
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Il Trionfo del Dio Denaro è una piccola pièce sul potere di seduzione del denaro. Apollo, dio dell’arte,
dell’intelligenza, della musica e della cultura, si è innamorato di una bella ragazza terrestre e si è fidanzato con
lei. Plutone, dio del denaro, la vede, la desidera e propone una scommessa al collega e rivale: cercherà di
conquistare la bella Aminta con le sue risorse e di strapparla all’amore di Apollo, il quale è convinto che lo
spirito fine della fanciulla non si lascerà sedurre dalla volgarità del suo amico. Come andrà a finire?
Questo testo divertente e cattivo del 1728, scritto da uno dei più raffinati drammaturghi francesi di tutti i
tempi, vuole essere il secondo episodio, dopo Il Divorzio di Vittorio Alfieri, di un progetto registico che,
attraverso la rilettura critica di grandi classici, proponga umili pause di riflessione civile all’opinione pubblica di
un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità.
da venerdì 13 a domenica 15 FEBBRAIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
ROMEO E GIULIETTA
/ CLASSICI
di William Shakespeare
(laboratorio) a cura di Robert Talarczyk
con i Giovani di Sala Prove
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Un nuovo, lungo percorso che porterà ad uno spettacolo comincia con parte della Compagnia dei Giovani di
Sala Prove: uno dei più grandi testi di Shakespeare sarà il protagonista di un laboratorio di approfondimento e
ricerca affidato alla direzione di Robert Talarczyk, il regista direttore del Teatr Şląski di Katowice in Polonia, con
il quale TPE ha intessuto rapporti di feconda collaborazione da ormai due anni. Un primo parziale risultato
spettacolare sarà presentato nel periodo dell’anno tradizionalmente dedicato al tema imperituro dell’amore…
ritornerà l’anno dopo, in forma più completa e l’anno dopo ancora, nella versione finale. Un modo progressivo e
arricchente di progettare uno spettacolo importante.
da giovedì 19 a domenica 22 FEBBRAIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
WOYZECK / CLASSICI
di Georg Büchner / regia Emiliano Bronzino
con (ordine originale del testo) Lorenzo Gleijeses, Maria Alberta Navello, Stefano Moretti, Fabrizio Martorelli,
Diego Casalis, Alessandro Meringolo, Marcella Favilla, Riccardo De Leo
scene Francesco Fassone / costumi Chiara Donato / luci Mauro Panizza / musiche Matteo Curallo
assistenti alla regia Maria José Revert e Lia Tomatis / sarta Augusta Tibaldeschi / elettricista Paolo Raimondo / macchinista Pey
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Woyzeck, dramma incompiuto per la morte dell’autore a soli ventiquattro anni, ci mostra un mondo chiuso,
claustrofobico, da cui non esiste nessuna possibilità di fuga: una realtà che riesce a distruggere ogni umanità e
sentimento nell'anima del protagonista. Siamo di fronte a una drammaturgia aperta, frammentata che si
presenta come un labirinto da cui è impossibile uscire e in cui s’intrecciano poesia, psicologia, critica sociale:
un'analisi spietata di come la violenza reiterata e continua possa spingere un uomo “giusto” a compiere il
peggiore dei crimini. Eppure Woyzeck è, nonostante tutto, un atto grandissimo di amore verso l’umanità, un
amore che nasce dalla nostra capacità di comprendere e commuoverci anche dell’orrore più profondo.
Questo spettacolo è il secondo capitolo di un progetto creativo affidato al giovane regista Emiliano Bronzino
che ha già diretto per Fondazione TPE un affiatato gruppo di giovani e bravissimi interpreti in un originale
rilettura di Zio Vanja di Cechov.
da martedì 24 FEBBRAIO a domenica 1 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Prove
PRAWIE-RAJ Quasi-paradiso
/ TEATRO EUROPEO
testo Irena Świtalska
regia Robert Talarczyk
scenografia Francesco Fassone
con Beata Dudek, Davide Capostagno e attori del Teatr Śląski di Katowice
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA, TEATR ŚLĄSKI - KATOWICE
Una ragazza nasce in Polonia in un caldo giorno dell’estate del 1974, lo stesso nel quale la nazionale polacca
batte quella italiana per 2-1 in un incontro dei Mondiali di calcio (in Italia, ovviamente, nessuno ricorda più
quell’evento…). Julia cresce nella Polonia del socialismo reale, nella grigia terra dei negozi vuoti, delle Fiat 126,
delle marce obbligatorie per il primo maggio e dei festival di canzoni militari sovietiche, degli striscioni con
slogan inneggianti ai piani quinquennali. La trasformazione di Julia in donna adulta coincide con quella del
sistema politico, con la caduta del muro di Berlino, il declino di Wojciech Jaruzelski e l’ascesa di Lech Walęsa e
Solidarność. Julia, segnata da quella particolare coincidenza nel giorno della sua nascita, continua a pensare
all’Italia e a guardare con curiosità oltre confine e più a sud, verso il Mediterraneo, dove altri incontri di vita
sono possibili. Lo spettacolo è il terzo risultato creativo dell’amicizia tra TPE e Teatr Śląski di Katowice.
da venerdì 27 FEBBRAIO a domenica 1 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
PIRANDELLO / BECKETT
/ CLASSICI
Atto senza parole di Samuel Beckett / All’uscita di Luigi Pirandello
regia Guido De Monticelli
con Edoardo Demontis, Paolo Meloni, Isella Orchis, Luigi Tontoranelli e le figure animate di Is Mascareddas
scenografia Edoardo Cossu, Marta Spiga, Valeria Spiga, Eleonora Uras
costumi Adriana Geraldo / luci Löic François Hamelin
TEATRO STABILE DELLA SARDEGNA
Un mimo, tre attori, e una serie di figure di legno animate, deliziosamente intagliate: Pirandello / Beckett è uno
spettacolo che mette insieme diversi linguaggi scenici, la pantomima, il pezzo teatrale e il teatro di figura, con
l’irruzione di una serie di personaggi di quel “popolo di legno” che da sempre abita le zone più fantastiche e
fantasmatiche del palcoscenico: “arsenale delle apparizioni”, lo chiamerebbe Pirandello. E proprio un che di
fantastico lega assieme, come un fil-rouge, i due piccoli capolavori di questi pilastri della drammaturgia e della
cultura del ‘900 (entrambi premi Nobel): quel gorgogliare di stupefatto umorismo attraverso cui prende forma
la metafisica parabola dell’esistenza. E se, nella pantomima di Beckett riecheggia, in un susseguirsi di
comicissimi inciampi e umanissimi impedimenti, un che di chapliniano (o forse qualcosa che ricorda Buster
Keaton, che non a caso fu l’interprete dell’unico film di Beckett), nel “mistero profano” di Pirandello siamo oltre
la soglia della vita, all’uscita di un cimitero dove i personaggi sono in realtà “apparenze” appena fuoriuscite
dalla loro esistenza terrena; in attesa di una dissoluzione che non tarderà a venire, non appena ogni residuo,
ogni conto in sospeso con la loro vita passata si sarà esaurito.
da venerdì 6 a domenica 8 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
MALAFEMMINA Storie di donne e di violenza / TEMPI MODERNI
di Francesco Zarzana
con Caterina Vertova
costumi Brigida Sacerdoti
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Al centro dell’opera la storia di tre donne contemporanee. Neda, Hanifa e Rose. Dall’Iran, la voce di Neda Salehi
Agha Soltan, la studentessa uccisa a Teheran durante le proteste dopo le elezioni presidenziali di Ahmadinejad
del 2009 e barbaramente represse dal regime. Il suo nome è diventato un grido di protesta in tutto il mondo.
Dall’Afghanistan, la storia di Hanifa. Racconta lo strazio di migliaia di giovanissime ragazze che per sfuggire ai
matrimoni combinati scelgono di darsi fuoco. Dal Kenya, l’ultima protagonista: si chiama Rose. Come le rose
che lei va a tagliare nelle serre sul lago Neivasha. Le giovani tagliatrici, prive di qualsiasi protezione, sono
costrette, per pochi dollari, a respirare polveri tossiche e concimi killer dieci ore al giorno, sotto teloni
trasparenti a più di quaranta gradi.
da martedì 10 a domenica 15 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Prove
ROBINSON CRUSOE, IL BEST SELLER / TEMPI MODERNI
riscrittura scenica di Alberto Gozzi / sequenze video di Francesco Ghisi / cast in via di definizione
RADIOSPAZIO TEATRO, FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Capostipite del romanzo moderno, frequentato da innumerevoli generazioni di lettori di ogni età nonché amato
da Rousseau, Stevenson, Poe, Marx… Sì, il Robinson è tutto questo e molto altro ma il nostro Robinson teatrale
non sarà riletto come un monumento letterario bensì come un best seller: il romanzo di De Foe lo è dal 1719 e
come tutti i prodotti di grande successo ha conosciuto un numero impressionante di imitazioni e di sequel.
La nostra storia, invece, incomincia con un prequel: De Foe, ormai avanti con gli anni, ha bisogno far la dote a
una figlia, quindi cerca di piazzare un romanzo al libraio William Taylor. Come un autore esordiente, gli
sottopone un canovaccio: è la storia (vera, di cui si è molto parlato) del marinaio scozzese Alexander Serkik, un
pirata scaricato su un’isola deserta che ha fatto ritorno dopo cinque anni. Il libraio Taylor è un editore esigente:
il soggetto è forte, potrebbe piacere, ma come sarà costruito il romanzo? Il vecchio De Foe non lo manda al
diavolo, ha troppo bisogno di quel denaro. Dunque racconta, e sulla scena, con il contrappunto dei video, si
animano le sequenze del romanzo, con l’isola, Venerdì, gli oggetti recuperati dalla nave e anche il pappagallo
parlante: tutte sottoposte al vaglio critico-economico di Taylor, un libraio-editore straordinariamente vicino
agli imprenditori mediatici dei nostri anni.
sabato 14 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
FIVER/PERMUTAZIONI
/ PALCOSCENICO DANZA
C.ie Zerogrammi - LUFT casa creativa
in collaborazione con Balletto dell’Esperia e Fondazione Live Piemonte dal Vivo
Spettacolo-evento che riunisce in un’unica serata i vincitori del Bando Permutazioni, concorso di residenza e
produzione coreografica insieme ai vincitori delle ultime edizioni del celebre festival di video-danza spagnolo
FIVER. I brani eseguiti dal vivo o proiettati sullo schermo saranno testimoni delle molteplici anime della danza e
di come questo linguaggio universale possa ugualmente essere efficace plasmandosi sotto i nostri occhi o
divenendo immortale catturato dalla macchina da presa e supportato dalle tecniche cinematografiche.
Permutazioni è alla sua prima edizione. Ideato da C.ie Zerogrammi / LUFT casa creativa con l’appoggio della
Fondazione Live Piemonte dal Vivo e del Balletto dell’Esperia, ha attirato quest’anno l’attenzione di ben 70
artisti da tutto il mondo, di cui solo 5 sono stati selezionati per compiere un percorso creativo in residenza e
per rappresentare i loro lavori nell’ambito di Palcoscenico Danza. FIVER è il festival internazionale di videodanza con sede a Logroño, nella regione spagnola della Rioja, in cui autori di fama internazionale e coreografi
alle prime armi competono servendosi della poetica del movimento.
da mercoledì 18 a domenica 22 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
LIGHT MISTERY Il mistero della luce
/ TEMPI MODERNI
regia di Emiliano Bronzino / di e con Marina Carpineti, Marco Giliberti e Nicola Ludwig
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano
e con Teaching Enquiry with Mysteries Incorporated (TEMI)
Alla luce dell’ampia esperienza nel teatro scientifico maturata in questi anni, l’unità di ricerca di Milano ha
scritto un nuovo spettacolo sul tema del mistero nella scoperta scientifica. Lo spettacolo, concepito da una vera
regia teatrale, vedrà tre ricerc-attori sulla scena secondo un modulo collaudato che li vede svolgere straordinari
esperimenti scientifici dal vero, con una trama avvincente dove la passione per la ricerca emerge anche
attraverso il coinvolgimento del pubblico. Nonostante la profondità dei temi trattati, la vicenda si svolge con
leggerezza e il divertimento è assicurato.
Sulla scena i tre scienziati si muovono tra oggetti dal comportamento strano. Solo la mente preparata ed
educata all’inaspettato, al mistero, può scoprire che la soluzione sta nel non essere troppo rigidi con le
classificazioni. L’occhio non può vedere quello che la mente non è preparata ad accettare.
Lo spettacolo non è divulgativo nel senso che vuole spiegare oppure semplificare, oppure assomigliare a una
lezione; anzi! Vuole proprio scegliere lo strumento del teatro come il più efficace per suscitare la passione per la
ricerca e lo studio. Lo spettacolo proporrà anche agli insegnanti e agli studenti interessati, cicli di incontri e
attività pratiche di laboratorio sulla metodologia didattica IBSE (Inquiry Based Science Education).
martedì 24 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
LOST FOR WORDS L’invasione delle parole vuote / PALCOSCENICO DANZA
Spellbound Contemporary Ballet
regia e coreografia Mauro Astolfi / disegno luci Marco Policastro
musica Loscill, HIF Biber, B. Frost, D.Bjarnason, J.Hopkins, A.Ibragimova, A Winged Victory for the Sullen, Carlo Alfano
con Maria Cossu, Marianna Ombrosi, Sofia Barbiero, Alessandra Chirulli, Giacomo Todeschi,
Mario Laterza, Michelangelo Puglisi, Giuliana Mele, Gaia Mattioli
SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET in collaborazione con Avvertenze Generali 2011 e Amat Civitanova Danza 2012
con il contributo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Regione Lazio
La trilogia Lost for Words - L'invasione delle parole vuote nasce come simbolico processo al sistema parlato, a
favore di un recupero del rapporto dialettico tra i corpi in movimento e presenta una creazione in tre atti dove
il linguaggio coreografico, scritto sul corpo nella sua accezione più astratta ma al tempo stesso più intensa e
suggestiva, fa da cornice a un'opera che per essenzialità ed efficacia è stata l’unica produzione europea
assegnataria di un NDP (National Dance Project) Subsidy negli Stati Uniti per la stagione 2012/2013. L'analisi
della comunicazione priva di parole proposta dalla suggestione del titolo si esprime dunque attraverso il
tentativo di non interrompere la relazione autentica e pura tra i corpi. L'intera struttura di Lost for Words è
attraversata da una vibrazione continua dove lo studio coreografico contiene in sé la soluzione finale di questa
spasmodica ricerca di comprensione. Il progetto, a firma di Mauro Astolfi, è prodotto da Spellbound
Contemporary Ballet in collaborazione con Avvertenze Generali 2011, Amat Civitanova Danza 2012 e
Dansencore Canada, con il contributo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Regione
Lazio / Assessorato Cultura, Arte e Sport - Area Spettacolo dal Vivo.
sabato 28 MARZO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
BOÎTE À SURPRISES / SPAZI SONORI
Un divertimento in musica
di Anna Zapparoli e Mario Borciani
con Marco Bellocchio, Benedetta Borciani, Beniamino Borciani, Camilla Capolla, Lucrezia Piazzolla
regia Anna Zapparoli
arrangiamenti, direzione musicale e pianoforte Mario Borciani
DUAL BAND
Un’allegra compagnia di giovani: cantanti innamorati del teatro e attori innamorati della musica. Questo
mélange ha dato vita a Boîte à surprises, uno spettacolo di cabaret che cavalca il crinale sottilissimo e spesso
inafferrabile tra la musica e il teatro: da Monteverdi a James Bond, da Rossini a Lady Gaga, passando da Brecht
a "Balocchi e profumi”, fino a una esilarante "Storia del Cinema in nove minuti". Una serie di adattamenti
teatrali in chiave ironica dei brani scelti in un susseguirsi di esilaranti sorprese per il pubblico! Lo spettacolo,
che ha debuttato nel novembre 2011 al Blue Note di Milano, è recitato e cantato in tutte le lingue d'Europa,
ma soprattutto nella "superlingua" delle voci che imitano strumenti musicali.
giovedì 2 e venerdì 3 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
PETITES PIÈCES / PALCOSCENICO DANZA
I Funamboli in collaborazione con gli artisti dell’Opéra National di Parigi / Andrea Gallo Rosso
OCCHI coreografia Andrea Gallo Rosso / in collaborazione con INTERPLAY Festival - AME QUI VIVE coreografia Fabio Crestale / musica Camille de Saint Saens eseguita da
Arnaud Nuvolone e Anna Pennisi (primo violino e soprano dell'Opéra National di Parigi) / danza Fabio Crestale, Melodie Ducultieux, Lucille Moulin - OPPOSÉ musiche Philip
Glass / danza Alessio Carbone e Léonore Baulac (primo ballerino e ballerina sujet dell’Opéra National di Parigi) / creazione per Maggiodanza 2013 - ACTIONS APRÈS LA
GUERRE coreografia Paolo Mohovich / musica Bach / danza Fabio Crestale / creazione in collaborazione con il Centre National de la Danse di Parigi - AL MURO coreografia
Fabio Crestale / musiche Arvo Part e Bach / danzatori Fabio Crestale e Alessio Carbone (primo ballerino dell’Opéra National di Parigi)
Quattro piccole pièce coreografiche pensate dall’ensemble I Funamboli diretto da Fabio Crestale e proposte in
collaborazione con gli artisti dell’Opéra National di Parigi. Se in Ame qui vive, nato dalla collaborazione con
Arnaud Nuvolone e Anna Pennisi (primo violino e soprano dell’Opéra National di Parigi) due anime si muovono
in scena al suono delle corde e dei ritmi dei musicisti, in Opposé due figure impaurite si animano come bambini
al buio, agitandosi e cercandosi l’un l’altro: sono Alessio Carbone e Léonore Baulac, primo ballerino e ballerina
sujet dell’Opéra, i cui passi si nutrono di angoscia, lacerazioni emotive, convulsioni del cuore che nascono dallo
stomaco e vanno suscitando ora speranza ora devastazione. In Actions après la guerre Paolo Mohovich crea
sulle musiche di Bach un solo immaginando il dolore di un soldato reduce dall’ultima battaglia che deve
convivere con le azioni commesse, crearne di nuove per sottrarsi al passato e spogliarsi del fango per provare a
rinascere. Al muro chiude la serata prendendo spunto dalle suggestioni che nascono dall’incontro tra persone
diverse, in un passo a due tra Carbone e Crestale. In collaborazione con il festival INTERPLAY, la serata è aperta
dal solo Occhi, realizzato dal giovane e pluripremiato coreografo piemontese Andrea Gallo Rosso.
da martedì 7 a domenica 19 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Prove
L’AMORE SEGRETO DI OFELIA / TEMPI MODERNI
di Steven Berkoff / traduzione di Adele D'Arcangelo / adattamento per la scena di Michele Di Mauro e Carlotta Viscovo
con Michele Di Mauro, Carlotta Viscovo / la voce di Gertrude è di Franca Nuti / scene Lucio Diana / suono e live electronics G.u.p. Alcaro
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi
Amleto, atto III, scena prima. Dopo il celebre monologo “essere o non essere”, Ofelia, obbligata dal padre,
restituisce ad Amleto i doni e le lettere da lui precedentemente ricevuti... È proprio da questa memorabile scena
che trova ispirazione Steven Berkoff: cosa c'era scritto in quelle lettere? Sappiamo così poco, dell'amore tra
Amleto e Ofelia. La fanciulla vive lo scorrere degli avvenimenti e il delinearsi della tragedia, sempre un po' di
riflesso rispetto al Principe protagonista.
Berkoff inventa un carteggio tra i due amanti, parallelo al dramma shakespeariano. E, attraverso quello, ci
regala immagini di amore cortese, desiderio sessuale e presagi di imminenti tragedie, dando vita a un'originale
forma di “drammaturgia epistolare in versi”. L’Amore segreto di Ofelia è la mirabolante giostra barocca con cui
l'eclettico drammaturgo inglese scandaglia gli abissi dell’amore e del sesso, del potere e della follia, del vivere e
del rifiuto di vivere. Grazie alle pagine roventi di questo epistolario contemporaneo, il pubblico di oggi è
invitato a spiare ed ascoltare ciò che nel testo di Shakespeare non ci è dato: l’altrove dei due personaggi. Il loro
amore segreto e gli arabeschi dell’anima e del corpo. L’abbraccio di due esistenze votate a un destino di morte.
giovedì 9 e venerdì 10 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
JESSICA AND ME / PALCOSCENICO DANZA
Cristiana Morganti
di e con Cristiana Morganti, danzatrice del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch / collaborazione artistica Gloria Paris
consulenza musicale Kenji Tacagi / scene e video Connie Prantera / disegno luci Laurent P. Berger
IL FUNARO – Pistoia in coproduzione con FONDAZIONE I TEATRI – Reggio Emilia
Dopo lo strepitoso successo ottenuto nell'edizione 2013 di Palcoscenico Danza con Moving with Pina, torna
Cristiana Morganti, una delle grandi danzatrici storiche del Tanztheatre di Wuppertal di Pina Bausch.
Sotto l'ombra di un grande albero non cresce mai nulla: partendo da questa frase che da tempo è diventata
motivo della sua riflessione, Cristiana Morganti, danzatrice e coreografa, si interroga sul proprio lavoro, sulle
sue radici, la memoria e il futuro e condivide questo suo percorso con il pubblico attraverso un nuovo assolo, in
una sorta di racconto autobiografico danzato.
Cristiana Morganti è nata e cresciuta a Roma. Nel 1986 si diploma in danza classica all’Accademia Nazionale di
Danza di Roma. Si trasferisce in Germania per studiare alla Folkwang Hochschule di Essen ed approfondisce lo
studio della danza contemporanea con i maestri Jean Cebron e Hans Züllig. Ha lavorato con Susanne Linke, Urs
Dietrich, Joachim Schlömer e Felix Ruckert e per tre anni nella compagnia Neuer Tanz di Wanda Golonka e VA
Wolfl. Dal 1993 è danzatrice solista del Tanztheatre di Wuppertal diretto da Pina Bausch, dove lavora tutt’oggi.
da mercoledì 15 a venerdì 17 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
ANTIGONE / CLASSICI
di Jean Anouilh / traduzione di Andrea Rodighiero
regia Emanuele Conte / scene Luigi Ferrando / costumi Bruno Cereseto / luci e fonica Tiziano Scali
con Viviana Strambelli, Enrico Campanati, Pietro Fabbri, Mauro Lamantia, Marco Lubrano / assistente alla regia Yuri D’Agostino
FONDAZIONE LUZZATI - TEATRO DELLA TOSSE
Amore e morte, insurrezione e potere, ragione e spiritualità. Sono i temi sempre attuali di uno dei testi più
interessanti del '900 europeo. Anouilh scrive la sua Antigone, ispirata all’omonima tragedia di Sofocle, quando
la Francia vive l’occupazione tedesca sotto il governo di Vichy. L’opera deve attendere due anni per il visto della
censura tedesca e viene infine rappresentata davanti ad un pubblico misto di francesi e tedeschi. Convince ed
entusiasma tutti.
Un’eroina contemporanea racconta l’oggi attraverso parole che affondano le radici nel passato. La lotta di forze
opposte nell'ineluttabilità tragica del destino conduce la giovane Antigone, figlia di Edipo, a sacrificarsi per un
ideale. Creonte, lo zio despota, dovrà difendere la ragion di stato dai violenti attacchi della ragazza alle
convenzioni del potere costituito. Uno scontro dialettico senza buoni e senza cattivi, in cui ognuno è destinato
a recitare la sua parte. Sullo sfondo le guardie, le forze dell'ordine, che fanno il loro dovere, senza
responsabilità, indifferenti alla vita dei protagonisti. E poi l'amore per il fratello morto, esposto alla vista di tutti
perché sia esempio di ciò che succede a chi si ribella all'autorità. L'amore per il giovane Emone figlio di Creonte,
imberbe e appassionato. L'amore per la sorella Ismene, che invece ha accettato il compromesso e le
consuetudini della vita dei potenti. L'amore per la verità, l'amore per l'amore che porterà la morte.
sabato 18 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
IO PROVO A VOLARE! / SPAZI SONORI
Omaggio a Domenico Modugno
di e con Gianfranco Berardi / e la partecipazione di Davide Berardi (voce solista e chitarra), Giancarlo Pagliara (fisarmonica)
regia Gabriella Casolari / luci Gabriella Casolari / costumi Pasqualina Ignomeriello
COMPAGNIA BERARDI-CASOLARI in collaborazione con FESTIVAL INTERNAZIONALE CASTEL DEI MONDI e TEATRO STABILE DI CALABRIA
Io provo a volare! è una drammaturgia originale, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle
suggestioni delle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia pronti, sull’onda del
mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. Ed è proprio attraverso la
descrizione delle aspettative, delle delusioni, degli sforzi e degli inganni subiti da incontri truffaldini che si
articola il viaggio fra comici episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane.
La storia vede lo spirito di un custode di un teatrino di provincia che, come un vecchio capocomico, torna in
scena ogni notte, a mezzanotte, in compagnia dei suoi musicisti all’interno del teatro. Così fra racconto, musica
e danza, si rivivono episodi della sua vita: i sogni, gli incontri, gli stage, le prove, la fuga, la scuola, il primo
lavoro e l’amaro rientro al paesino, al quale, dopo aver provato tutte le strade possibili, è costretto a tornare.
Ma come se non bastasse, il piccolo e romantico cinema in cui aveva cullato il sogno artistico, non è più quello
di una volta. Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta, che trasmette atmosfere
emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico quel sogno di libertà di cui
Modugno si fece portavoce e simbolo
giovedì 23 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
LA METAMORFOSIS / PALCOSCENICO DANZA
coreografia Gustavo Ramírez Sansano
scenografia Luis Crespo
costumi Pascual Peris / con Loretta D'Antuono, Paula Serrano, Verónica García, Xavi Martí, Jure Gostincar, Itxasai Mediavilla
musica VVAA / testi Tatiana López, Luis Forteza
PROYECTO TITOYAYA / GUSTAVO RAMIREZ SANSANO
La Metamorfosi di Kafka che rielabora Gustavo Ramirez Sansano, coreografo tra i più significativi della scena
internazionale, si concentra su personaggi secondari dell’opera. La costruzione coreografica si basa
sull’evoluzione di ognuno di essi, della loro metamorfosi, del loro viaggio individuale verso una sorta di
“animalità” che li priva delle connotazioni e degli attributi basici della condizione umana. Qualsiasi traccia di
amore, compassione, empatia o perdono viene dimenticata.
da venerdì 24 a domenica 26 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Prove
CRISI: ISTRUZIONI PER L’USO / TEMPI MODERNI
di Lia Tomatis / regia Riccardo De Leo / con Riccardo De Leo, Gianluca Guastella, Lia Tomatis
ONDA LARSEN
L’uomo comune in balia della famosa crisi. Le tragicomiche e apparentemente surreali vicende vissute da Mario,
l’uomo qualunque, che si scontra con le fantasiose false soluzioni inventate per “normalizzare” e
“regolamentare” il difficile momento del paese. Lo spettacolo è diviso in episodi perché le falle del sistemasocietà sono tante e multiformi e la crisi del nostro tempo non è solo economica ma anche sociale e,
soprattutto, di valori. Le disavventure di Mario rappresentano le varie sfaccettature delle enormi contraddizioni
che viviamo ogni giorno: dal concetto di libertà, troppo spesso travisato, mal interpretato e poco compreso, ai
più pratici problemi burocratico-economici che si risolvono (o per meglio dire “non risolvono”) in labirinti
infiniti, da cui è impossibile sgarbugliarsi persino per chi le regole le inventa. E così l’improbabile diventa
plausibile e alla frase: “Questa è una rapina!”, dall’altra parte dello sportello potrebbero rispondere: “Ah, bene.
Per le rapine ci sono questi moduli da compilare…”
sabato 25 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
AVEVAMO VENT’ANNI / TEMPI MODERNI
testo Elvio Fassone / regia Pierpaolo Congiu, Eloisa Perone - Compagnia CRAB
récital con Chiara Amparore, Susanna Arisio, Alice Astesano, Giulia Barra, Elena Beccato, Tommaso Camarotto, Irene Cappiello, Federica Casano, Maite
Chiesa, Isidoro Concas, Benedetta De Guidi, Eleonora Fantone, Francesca Fasella, Debora Faure, Maria Irene Fiducia, Ilaria Lemmo, Alessia Loncini, Raoabi
Mounim, Gabriel Paquola, Alberto Perro, Michela Petrazzuolo, Emanuele Provenzale, Edoardo Scavino, Victoria Schiavenza, Elisabetta Zonca
musiche Ilaria Lemmo, Tommaso Camarotto, Isidoro Concas / suoni Alberto Perro / luci Emanuele Vallinotti / video Fabio Melotti
CRAB TEATRO con l'Amministrazione Comunale di Pinerolo e l'adesione dell'Anpi, sezione di Pinerolo
si ringraziano il Liceo G. F. Porporato, l’Istituto d’Istruzione Superiore Buniva e il Liceo Scientifico M. Curie di Pinerolo
“I testimoni della Resistenza stanno scomparendo, e diventa sempre più necessario tenere viva la memoria di
quel periodo: in tutti, ma in particolare nei giovani, per i quali la Resistenza è spesso solo una pagina nebulosa
del passato. Avevamo vent'anni è uno spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di studenti degli Istituti
superiori di Pinerolo: intende ricostruire i pensieri, le scelte, le paure, le fatiche della vita quotidiana dei giovani
che tra il ’43 e il ‘45 diedero vita alla stagione che ci ha procurato la libertà. Senza retorica e senza trionfalismi,
con ricerca di autenticità.” Elvio Fassone
“Abbiamo passato un anno di lavoro intenso e di condivisione con i ragazzi per preparare la messa in scena del
testo di Elvio Fassone, che ci ha accompagnati nell’avventura con pazienza e passione. In questi mesi abbiamo
visto crescere i 25 giovani. Sono diventati sempre più consapevoli dell’importanza del loro ruolo all’interno del
gruppo ma anche, grazie alla fiducia con cui l’autore ha consegnato loro il suo testo, dell’importanza del loro
impegno e della loro presenza. Hanno saputo affrontare il linguaggio teatrale che ha la capacità, così speriamo,
di portare, pur nell’inevitabile ricostruzione, un messaggio vero e non retorico. Il sacrificio e il rigore con cui si
sono misurati nel percorso teatrale, la curiosità con la quale hanno accolto il tema della Resistenza e la
creatività che hanno messo nel lavoro hanno fatto di loro dei testimoni maturi dai quali possiamo ancora
imparare.” Eloisa Perone e Pierpaolo Congiu
mercoledì 29 APRILE 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
LINGUE IN SCENA! / TEMPI MODERNI
Festival studentesco europeo di teatro plurilingue – XV ediz ione
spettacolo plurilingue di un autore di lingua tedesca / regia di Marco Alotto / con la collaborazione di Stefania Ressico
un progetto di Città di Torino, Direzione Generale Cultura, Educazione e Gioventù / Goethe-Institut Turin, Institut Français Italia, Alliance Française Torino
in collaborazione con Itaca-Teatro, Teatro Stabile Torino / Sistema Teatro Torino e Provincia, Teatro Regio Torino, Università degli Studi di Torino
Lingue in Scena! fa vivere a giovani provenienti da diversi paesi d’Europa un’esperienza di pratica teatrale di
alta qualità, condotta da professionisti del teatro: registi, danzatori, musicisti, coinvolti nella creazione di un
allestimento teatrale plurilingue di respiro innovativo e internazionale. In quattordici anni sono arrivati a Torino
più di 5000 giovani dai 15 ai 19 anni che hanno recitato nella loro lingua madre e nelle lingue a loro straniere e
che hanno dato vita appassionata a grandi testi del teatro europeo di tutti i tempi, in chiave plurilingue e
multiculturale. Nell’anno del centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, dell’EXPO e del progetto Torino
incontra Berlino, i giovani cittadini europei affronteranno attraverso la pratica dell’arte teatrale e con un
approccio etico, emotivo e cognitivo, i grandi temi dei conflitti, della rassegnazione, dello sviluppo sostenibile,
della rivolta, della democrazia, della morte e della vita.
da venerdì 8 a lunedì 11 MAGGIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
CABARET MAGIQUE / TEATRO EUROPEO
direzione artistica Clément Debailleul e Raphaël Navarro
con Philippe Beau, Aragorn Boulanger, Yann Frisch, Raymond Raymondson, Etienne Saglio, Antoine Terrieux, Julien Mandier
musiche Madeleine Cazenave e Matthieu Saglio
CIE 14:20 sostenuta da VILLE DE ROUEN, LE DÉPARTEMENT DE LA SEINE-MARITIME, LA RÉGION HAUTE-NORMANDIE ET LA DRAC HAUTE-NORMANDIE
Raphaël Navarro e Clément Debailleul sono artisti associati al CENTQUATRE-Paris dal 2012
presentato con il contributo di FONDAZIONE LIVE PIEMONTE DAL VIVO
Nel 1996, Clément Debailleul e Raphael Navarro (a rispettivamente 14 e 15 anni), si incontrano al Festival
CIRCa di Auch. Uniscono le loro esperienze a Rouen nel 2000 creando la compagnia 14:20, che vede oggi
all’attivo oltre ora trenta artisti impegnati nella realizzazione di diverse performance e installazioni. La
compagnia è una tra le principali promotrici di un nuovo movimento, nato all’interno della scena francese: la
nouvelle magie, disciplina che incrocia e mescola diverse pratiche artistiche già esistenti quali danza, teatro,
circo, burattini, cucina, moda, arte digitale. In Cabaret Magique creano un viaggio irreale fatto di trucchi con le
carte, teatro d’ombre e oggetti mostruosi grazie alla collaborazione di due artisti di fama internazionale,
Etienne Saglio e Yann Frisch. Musicisti dal vivo accompagnano e tessono i legami tra gli interpreti, con
creazioni originali nate per l’occasione. Cabaret Magique si annuncia come una serata di sorprese e di scoperte,
di orizzonti diversi e avvenimenti inattesi.
venerdì 15 e sabato 16 MAGGIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
RADURA / I QUATTRO TEMPERAMENTI / BOLERO / PALCOSCENICO DANZA
Ballet de la Generalitat Valenciana
RADURA coreografia Paolo Mohovich / musica Bach / effetti sonori Amador Castilla / costumi Paolo Mohovich / luci Ramon Jimenez
I QUATTRO TEMPERAMENTI coreografia Paolo Mohovich (creato per il Balletto dell’Esperia nel 2010) / musica Paul Hindemith
costumi Jorge Gallardo / luci Carlo Cerri
BOLERO coreografia Thierry Malandain / musica Maurice Ravel / costumi Jorge Gallardo / luci Jean Calude Asquié
Il Ballet de la Generalitat Valenciana, una della pochissime compagnie istituzionali spagnole, composto da 14
danzatori solisti, presenta uno spettacolo che raccoglie l’eredità della danza dei primi del Novecento. In
programma le coreografie di Paolo Mohovich e Thierry Malandain, coreografi accomunati da una spiccata
musicalità e una ricerca formale ed estetica nell’ambito della danza contemporanea formalista. In apertura
Radura su musica di Bach, creato da Paolo Mohovich quest’anno per la compagnia di Valencia e ispirato alle
dinamiche e alle forme del mondo animale; a seguire la ripresa de I quattro temperamenti su musica di
Hindemith, altro titolo di Mohovich, omaggio a George Balanchine, uno dei maggiori successi del Balletto
dell’Esperia. Scrive Marinella Guatterini sulle pagine de Il Sole 24 Ore: “Un balletto notturno, geometrico,
intessuto soprattutto di riusciti passi a due, in cui più che rincorrere suggerimenti escatologici, si ammira una
danza che lascia "vedere" l'intensità musicale inseguendo le proprie linee pure con eleganza e rigore".. Chiude la
serata il famoso Bolero di Ravel nella versione di Thierry Malandain. Tutta la compagnia è rinchiusa in una
stanza immaginaria di cui si vedono solo i quattro angoli. La musica incalza e il ritmo diviene sempre più
ossessivo, innescando nei danzatori una sorta di ribellione: linee pure e accenti violenti in un gioco di
contrappunti che porta all’esplosione finale.
mercoledì 20 e giovedì 21 MAGGIO 2015, TEATRO ASTRA Sala Grande
UN LAGO DEI CIGNI TRA SOGNO E REALTÀ
/ PALCOSCENICO DANZA
Eko Dance International Project
direzione artistica Pompea Santoro
coreografia Marius Petipa e Mats Ek
musica Piotr Tchaikovsky
La società contemporanea impone uno stile di vita che lascia poco spazio alla diversità: da questa riflessione
parte Pompea Santoro nel mettere in scena il suo Un lago dei cigni tra sogno e realtà. La storia di un ragazzo
alla ricerca di sé stesso, costretto a vivere in un mondo ideale, pieno di regole, strutturato, quasi morboso nel
suo estetismo. Si rifugia in un mondo surreale in cui un incontro risveglia la consapevolezza di quanto lui sia
semplicemente "altro" dalle aspettative e non diverso. La realtà è più cruda e più violenta nel mondo fantastico
dei sogni, ma lo aiuta ad accettarsi per quello che è. Per questa pièce, Pompea si ispira a due geni della danza
accademica e contemporanea, Marius Petipa e Mats Ek: il processo di liberazione viene così narrato
coreograficamente utilizzando due dinamiche diverse, che caratterizzano entrambi gli stili.
INFO & BOX OFFICE
ABBONAMENTO TEATRO A SCELTA: 4 spettacoli a scelta 44 euro
ABBONAMENTO A TEATRO IN 2: 3 spettacoli a scelta per 2 persone 54 euro
ABBONAMENTO OVER 60: 5 spettacoli a scelta 40 euro
ABBONAMENTO A TEATRO CON CHI VUOI: 10 ingressi 90 euro
Questo abbonamento non è nominale, si può utilizzare da soli o con gli amici, per dieci spettacoli o per uno soltanto, fino ad esaurimento posti
Novità ABBONAMENTO GIOVANI UNDER 26: 4 spettacoli a scelta 28 euro
I VANTAGGI DI ESSERE ABBONATO
- priorità sulla scelta dei posti
- prenotazioni telefoniche e ritiro del biglietto entro la sera stessa dello spettacolo
- riduzione del biglietto per tutti gli spettacoli non scelti in abbonamento
- tariffa ridotta per prove aperte, laboratori e stage organizzati dalla Fondazione TPE
- sconti ed agevolazioni presso attività commerciali e realtà culturali
INTERO: 19 euro / RIDOTTO: 14 euro / UNDER 26: 10 euro
MERCOLEDÌ h 19: 10 euro (spettacoli SALA GRANDE)
UN MARITO PER DUE spettacolo 31 dicembre: 50 euro / 45 euro abbonati TPE (serata fuori abbonamento)
INFO E ABBONAMENTI Teatro Astra (Via Rosolino Pilo 6, Torino)
dal martedì al sabato h 16-19 tel. 0115634352 (chiusura estiva dal 4 agosto al 15 settembre)
PREVENDITA presso Infopiemonte
(Piazza Castello 165 - ingresso via Garibaldi, Torino) tutti i giorni h 9-18
INFO E BIGLIETTERIA ON-LINE www.fondazionetpe.it
vendita biglietti singoli spettacoli a partire dal 1 ottobre
APERTURA CASSA a partire da un'ora prima dell'inizio degli spettacoli
ORARIO SPETTACOLI SALA GRANDE martedì, giovedì, venerdì, sabato h 21 / mercoledì h 19 / domenica h 18
ORARIO SPETTACOLI SALA PROVE martedì, mercoledì h 21 / giovedì, venerdì, sabato h 19 / domenica h 16
L’AstraCafé vi aspetta al 1°piano del Teatro Astra prima e dopo degli spettacoli della Stagione...
tel. +39 0115634352 / fondazionetpe.it
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