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15 Tre volte teatro

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TRE VOLTE TEATRO
2
stagione 2014/15
Elfo Puccini
Il Patto
con l’Unicorno
C.SO BUENOS AIRES 33
MILANO
WWW.ELFO.ORG
L’Unicorno:
Se tu crederai in me,
io crederò in te.
Siamo d’accordo?
BIGLIETTERIA
TEL. 02.00.66.06.06
LUN/SAB 10:30/19:00
ACQUISTI TELEFONICI
TEL. 02.00.66.06.06
(CON CARTA DI CREDITO,
SENZA COSTI AGGIUNTIVI)
ACQUISTI ONLINE
WWW.ELFO.ORG
WWW.VIVATICKET.IT
PREZZI
POSTO UNICO € 30.50
SOSTENITORE € 40.50
CONVENZIONI € 27
COOP € 25.50
RIDUZIONE GIOVANI
(FINO AI 25 ANNI COMPIUTI) € 16
RIDUZIONE ANZIANI
(DAI 65 ANNI COMPIUTI) € 16
IL MARTEDÌ POSTO UNICO € 20
NUOVE STORIE POSTO UNICO € 15
*
PER OTTENERE LE RIDUZIONI
È NECESSARIO PRESENTARE
TESSERE O DOCUMENTI
AL MOMENTO DEL RITIRO
**
IL MARTEDÌ NON SONO PREVISTE
ULTERIORI RIDUZIONI
***
il programma può subire variazioni
aggiornamenti sul sito: www.elfo.org
l’elfo 2
Alice:
Sì, siamo d’accordo.
Lewis Carroll
Il viaggio di Alice oltre lo specchio
Da quest'anno è possibile partecipare in modo
ancora più attivo alla vita del Teatro Elfo Puccini,
finanziandone il progetto attraverso l'acquisto
online o presso il botteghino del biglietto speciale
sostenitore ( ¤ 40.50).
immagine di copertina: davide abbati
cargocollective.com/davideabbati
progetto grafico: PLUM - plumdesign.it
A chi parliamo quando facciamo teatro?
Crediamo sia questa la vera domanda
che tutti quelli che fanno questo lavoro
(sperando che a tratti si trasformi in arte)
dovrebbero farsi oggi, in tempi di profondo
cambiamento.
Noi crediamo che il nodo per ricreare
e riconfermare la vitalità e la necessità
del teatro stia in un rinnovato patto con
il pubblico, col grande, vero interlocutore
dell’evento teatrale. Noi pensiamo che
gli spettatori non vadano “scandalizzati
e provocati” ma, prima di tutto, rispettati
e accolti. Il teatro dev’essere una casa
comune. La varietà delle scelte del
cartellone di quest'anno, anche distanti
fra loro per contenuti e forma, è guidata
sotterraneamente da un irrinunciabile
principio: la condivisione creata dalla
comunicazione. Ancora una volta è questa
per noi la vera essenza del teatro:
un incontro fra esseri umani.
Il teatro dev'essere un luogo di pensiero
e di emozioni, di vera fratellanza con artisti
di diverse generazioni, dai grandi nomi
fino alle più giovani leve. Il luogo del lavoro
dell'attore, delle scoperte più sorprendenti,
il luogo dove convivono il più autentico
senso del tragico con il divertimento più
intelligente e sfrenato, la socialità viva
e la riflessione sul contemporaneo.
ELFO PUCCINI, TRE VOLTE TEATRO
frost/nixon
Il match teatrale scritto nel 2006 da Peter
Morgan ha avuto con l’allestimento del
Teatro dell’Elfo il suo debutto italiano
conquistando, com’era stato per l’originale
americano, un vastissimo successo.
Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani,
che hanno firmato a quattro mani la regia,
da molto tempo non si sfidavano in un
duello così intenso, regalandoci nei ruoli del
giornalista David Frost e di Richard Nixon
due interpretazioni giudicate “magistrali”
e guadagnadosi la nomination per Miglior
spettacolo al Premio Le Maschere del Teatro
italiano (che viene assegnato a settembre).
Nucleo della pièce è l’intervista che
l’anchorman fece nel 1977 a Nixon (che
si era dimesso nel 1974), terminata con la
confessione dell’ex Presidente - mai ottenuta
prima - sullo scandalo del Watergate e sui
limiti morali del potere. Un episodio storico
realmente accaduto.
È, d’altronde, proprio questa capacità di
raccontare la realtà che riempie ora, a mio avviso,
le sale. È in questa capacità che il Teatro dell’Elfo
ha sempre dato il meglio di sé, fino a diventare
ciò che è adesso, una fabbrica di idee e di
emozioni che ha ormai pochi uguali in Italia.
Renato Palazzi, Il sole 24 ore
l’elfo 4
Bruni e De Capitani per arrivare ai loro spettacoli
compiono un lungo periplo: teatro-cinemateatro. Ma non tornano a casa sfibrati, consumati
(dall’eventuale confronto): al contrario vi tornano
vittoriosi, forti della loro lingua, dell’italiano di cui
dispongono e, ancora di più, delle loro facce, dei
loro corpi, del loro essere nello spazio che di volta
in volta si sono costruiti.
Franco Cordelli, Corriere della sera
Ventuno sequenze che in una scena semplice ed
esemplare scorrono via con l’asciuttezza di un
dramma storico shakesperiano e con quel ritmo di
cui sono maestri i due protagonisti Elio De Capitani
e Ferdinando Bruni, qui ancora una volta insieme
in veste di registi infallibili in un montaggio che
non permette distrazione. E la cesellatura dei due
protagonisti ancora una volta è Doc.
Domenico Rigotti, Avvenire
Bugie,
responsabilità
e potere
FROST/NIXON
di Peter Morgan
uno spettacolo di Ferdinando Bruni
e Elio De Capitani
co-produzione Teatro dell’Elfo
e Teatro Stabile dell’Umbria
12 dicembre - 4 gennaio | sala Shakespeare
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:30
26 dicembre ore 16:30
riposo: tutti i lunedì, 23, 24, 25 dicembre
e 1 gennaio
Scende giú per
toledo
Un monologo
dal romanzo di Patroni Griffi
«Scende giù per Toledo e va di fretta
Rosalinda Sprint, è in ritardo col sarto
e deve andare da Marlene Dietrich. Fra
mezz'ora e quella non aspetta. Colpa della
Camomilla Schulz…»
Così inizia una travolgente invenzione
letteraria, la storia di un travestito
napoletano, emblema della stravaganza
e fragilità di una città e dei suoi mutanti
abitanti. In una scrittura che Natalia
Ginzburg ha definito «della natura
dell'acqua, uno stile nuotato che consente
di spendersi nei confronti di un personaggio,
ora con ironia e ora con pietà, spostandosi a
nuoto e leggermente tra l'uno e l'altro».
Tra straniamento e immedesimazione si
disegna il personaggio di Rosalinda Sprint,
in un flusso di parole che diventano carne
e spesso danza. Un tango disperato, un
folleggiare sul baratro, un urlare per non
morire. Sorella immaginaria, e precorritrice
della Jennifer di Ruccello e di molti
personaggi di Moscato, la Sprint attraversa
gli umori, i suoni della città di Napoli, qui
più che mai diventata luogo metafisico,
invenzione di un posto che non c'è.
Arturo Cirillo veste i panni di Rosalinda,
come già aveva fatto per Jennifer, dandole
un'infinita e struggente grazia.
l’elfo 6
Shakespeare
a merenda
come al Globe Theater nel 1600
SCENDE GIÚ PER TOLEDO
SHAKESPEARE A MERENDA
di Giuseppe Patroni Griffi
interpretazione e regia
di Arturo Cirillo
uno spettacolo
di Elena Russo Arman
produzione Teatro dell'Elfo
produzione Marche Teatro - Teatro Stabile Pubblico
e Fondazione Napoli Teatro Festival
26 dicembre – 4 gennaio | sala Bausch
feriali ore 19:30 / festivi ore 15:30
31 dicembre replica speciale ore 18:30
riposo: 29 dicembre e 1 gennaio
16 – 21 dicembre | sala Fassbinder
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:00
È sempre sorprendente per i giovani spettatori
scoprire quanto lavoro ci sia dietro uno
spettacolo, cosa accade dietro le quinte
mentre lo spettacolo è in corso e soprattutto
scoprire quanto questa attività non sia
cambiata dal lontano 1600, l'epoca del grande
William Shakespeare.
Chi era costui? Come
lavoravano gli attori? Come erano i teatri a
quell'epoca? Queste e tante altre domande
troveranno risposta nello spettacolo, un vero
e proprio gioco teatrale.
In scena c'è un tavolo con il necessario
per il "trucco e parrucco", qua e là preziosi
costumi di scena, scarpe, specchi e, oltre
il sipario, si odono le parole di Giulietta,
interrotte dal baccano e dagli applausi di una
platea piuttosto vivace: sono gli spettatori del
Globe. Mary, una semplice sarta tuttofare,
sta seguendo con grande attenzione lo
spettacolo. È lì per servire l'attore più famoso
della compagnia, Mr Charles Goodwin, che
interpreta i ruoli delle giovani protagoniste,
visto che le donne non potevano ancora
calcare i palcoscenici. Ma Mary ha un segreto: quando è sicura
di non essere vista, si trucca, indossa una
parrucca, un costume e interpreta i ruoli delle
giovani protagoniste di Shakespeare come
Giulietta, Ofelia, Desdemona, Ermione.
Con leggerezza e ironia lo spettacolo fa
scoprire ai più giovani storie che, da secoli,
fanno sognare spettatori di tutto il mondo
e di tutte le età.
Elena Russo Arman
Grasse risate,
lacrime magre!
Generazione
disagio
Dopodiché stasera
mi butto
Doppio appuntamento in sala Fassbinder:
giovani compagnie, artisti alla ricerca
disperata di un modo per sopravvivere, si
prendono per i fondelli senza pietà. Due
visioni ribaltate della realtà di travolgente
comicità: Grasse risate, lacrime magre! e
Generazione disagio.
In prima serata torna lo spettacolo di Paolo
Faroni & Fabio Paroni che ha aperto con
successo la scorsa edizione di Nuove storie e
che gioca coi luoghi comuni del mondo del
teatro, sviscerando allegramente il mestiere
dell’attore in quattro quadri, più Prologo ed
Epilogo. L’attore felice di recitare nella TV
commerciale lotta contro il compagno che
vorrebbe fare teatro serio; il giovane regista
cerca di piazzare le sue idee su un mercato
che prevede solo commedie brillanti con
bellocce televisive; due vecchi amici del
liceo, uno fa il dentista e l’altro l’attore, in
una visione ribaltata della realtà alla Monty
Phyton...
Un susseguirsi di scene esilaranti, dove i due
attori/registi/autori si scambiano il ruolo di
buono/cattivo, pratico/idealista, affermato/
fallito con grande versatilità.
inconcludente, dispersivo, vile.
Noi ti vogliamo bene così.
Siamo portatori di un messaggio universale
che si esprime attraverso la pratica delle tre
d: Distrazione, Disinteresse, Disaffezione.
Stringi la mano che ti porgiamo. Il futuro è
nostro. Grandi giorni di festa si avvicinano.
Noi siamo la Generazione Disagio. E ce ne
sbattiamo il cazzo».
GENERAZIONE DISAGIO
di e con Paolo Faroni & Fabio Paroni
di Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi,
Alessandro Bruni Ocaña, Luca
Mammoli, Riccardo Pippa
Compagnia Blusclint
Produzione Proxima Res
26 dicembre - 4 gennaio | sala Fassbinder
feriali ore 21:00 / festivi ore 17:00
riposo: 29 dicembre e 1 gennaio
26 dicembre - 4 gennaio | sala Fassbinder
feriali ore 22:30 / festivi ore 18:30
riposo: 29 dicembre e 1 gennaio
GRASSE RISATE, LACRIME MAGRE!
l’elfo 8
In seconda serata il divertentissimo
Generazione disagio, dopodiché stasera
mi butto drammaturgia collettiva per
raccontare una generazione.
«Sappiamo chi sei. Tu sei un disagiato.
Sappiamo quante energie sprechi per non
farlo vedere. Fratello disagiato, basta: Il
disagio non è un ostacolo sulla strada, il
disagio è la strada. Non cercare di cambiare
te stesso. Accettati come sei: pigro, inetto,
a natale
regala l'elfo
E SALUTA IL 2014
A TEATRO
31 dicembre in sala Shakespeare
ore 20.30
carta regalo ¤ 61
due biglietti aperti da utilizzare
liberamente, "come, quando
e con chi vuoi" (validi per tutti gli
spettacoli della stagione 2014/15)
in una busta regalo
FROST/NIXON
Grasse risate,
lacrime magre
Posto unico ¤ 45
(durata dello spettacolo 1h40)
durata dello spettacolo 1h15
ore 22.30
31 dicembre in sala Bausch
ore 18.30
Shakespeare a merenda
più tre ¤ 45
più tre ¤ 45
abbonamento personale per tre spettacoli a
scelta nel trimestre gennaio-marzo
abbonamento
personale per tre
in
una busta regalo
31 dicembre in sala Fassbinder
ore 21
Intero ¤ 35
Ridotto ragazzi ¤ 15 (fino ai 12 anni)
spettacolo + una dolce sorpresa
offerta dalla Pasticceria San Gregorio
spettacoli a scelta nel trimestre
gennaio-marzo in una busta regalo
Generazione disagio dopodiché stasera
mi butto
durata dello spettacolo 1h
Posto unico per un solo spettacolo ¤ 30,50
Posto unico per entrambi gli spettacoli ¤ 43
DOPO TEATRO
San Silvestro in Drogheria (via Plinio 6)
Cena al prezzo speciale di ¤ 25
per gli spettatori dell’Elfo Puccini
(in alternativa sconti sul menu à la carte)
Prenotazione obbligatoria
tel. 393/879650
facebook.com/drogheriaplinio
–
San Silvestro al Bistrolinda
* Lenticchie e cotechino + flut di Prosecco/
calice di Sangiovese ¤ 12,00 oppure
* Panettone artigianale con crema
di mascarpone + flut di Prosecco/
calice di Sangiovese ¤ 10,00
Prenotazioni entro il 29/12 alla mail
[email protected]
Giuliana Musso
Saverio La Ruina
Una personale dedicata a Saverio La Ruina,
artista unico, “attore straordinario” tra i
più premiati della scena italiana. Dallo
spettacolo che l’ha rivelato, Dissonorata, a
quello che ha confermato il suo talento, La
borto, con pochi elementi scenici - un abito,
due ciabatte, una sedia – e le musiche dal
vivo di Gianfranco De Franco, riesce a dare
vita a personaggi femminili indimenticabili.
Donne del sud, offese, ferite ma
orgogliose. Con il suo ultimo lavoro,
Polvere, sposta l’attenzione sull’uomo,
essendo la violenza sulle donne soprattutto
un problema degli uomini.
a grande richiesta
Torna all’Elfo Puccini l’attrice friulana che
sa creare, scrivere e interpretare spettacoli
che affrontano temi inconsueti per il teatro,
riuscendo a commuovere e divertire.
Apre il programma la sua ultima
produzione, “tutto esaurito” nella scorsa
stagione: «Voce dalla scena del Nord-Est
sempre più sorprendente - ha scritto Sara
Chiappori sulla Repubblica - questa teatrante
antropologa che non assomiglia a nessuno,
in La fabbrica dei preti dà voce a tre anziani
sacerdoti e alla loro fatica nel rivendicare
la dimensione umana al cospetto di quella
religiosa. Le storie sono documentate, la
vocazione civile è chiara, ma lei ne fa teatro
LA FABBRICA DEI PRETI
puro. In scena, c’è tutto un mondo che vive».
Nati in casa è ormai considerato un cult,
scritto da Giuliana Musso e da Massimo
Somaglino nel 2001, ha superato la boa delle
300 repliche. Riconduce il racconto intimo
del parto nello spazio epico della narrazione
teatrale, popolando il palcoscenico di figure
femminili con grandi pance, di donne
che assistono altre donne che da sempre
scaraventano l’umanità alla luce. In un
semplice susseguirsi di risa e lacrime, Nati
in casa ci ricorda che il corpo delle donne è
potente, che partorire non è una malattia,
che i sentimenti sono forme di intelligenza e
che ogni nascita è anche la nostra.
NATI IN CASA
di e con Giuliana Musso
di Giuliana Musso
e Massimo Somaglino
La Corte Ospitale
La Corte Ospitale
8 – 11 gennaio | sala Fassbinder
gio-sab ore 21:00 / dom 16:00
13 – 18 gennaio | sala Fassbinder
mar-sab ore 21:00 / dom 16:00
la grazia e il pudore POLVERE
Dialogo tra uomo e donna
di un grande
20 - 25 gennaio | sala Fassbinder
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:00
interprete
DISSONORATA
Un delitto d’onore in Calabria
La Ruina è una presenza indiscutibile, lo si capisce
subito, dopo due minuti che lo si vede o lo si sente
parlare, o recitare, o raccontare...
Dissonorata da spettacolo di teatro, o da racconto,
si trasforma in concerto, in una jam session,
in una performance musicale.
Franco Cordelli, Corriere della Sera
27 – 29 gennaio | sala Fassbinder
ore 21:00
LA BORTO
30 gennaio – 1 febbraio | sala Fassbinder
ven-sab ore 21:00 / dom 16:00
di e con Saverio La Ruina
produzioni Scena Verticale
Amadeus
Tullio Solenghi
è Salieri
nella sfida
con Mozart
Il successo - quello vero, internazionale - per
molte pièce teatrali arriva solo dopo essere
diventate film, grazie a registi di talento che
sanno rileggerle per il grande schermo. È il
caso di Amadeus, scritta da Peter Shaffer nel
1978, che tutti ricordano per il film di culto
di Milos Forman con Tom Hulce e F. Murray
Abraham che si aggiudica l'oscar nel ruolo di
Salieri.
«Un capolavoro di modernità vestita con
gli abiti del Settecento, sintetizza il regista
Alberto Giusta, che la porta finalmente in
scena anche in Italia», protagonista assoluto
Tullio Solenghi di cui potremo ammirare la
vena drammatica (non senza punte di perfida
e irresistibile ironia) che tanti grandi attori
comici possiedono.
«Il dramma racconta il tentativo
del compositore italiano Antonio Salieri
di distruggere la reputazione dell'odiato
avversario Wolfgang Amadeus Mozart (qui
interpretato da Aldo Ottobrino).
Odio mai esistito nella vita reale: i due infatti
lavorarono anche insieame e spesso Salieri,
musicista mediocre, fu un buon consigliere per
Mozart, musicista invece geniale. Shaffer scrive
la pièce traendo spunto dal dramma di Puskin
intitolato Mozart e Salieri in cui quest’ultimo per
gelosia ed invidia avvelena Mozart.
Nel testo di Shaffer Salieri, ormai
vecchio e malato, mette in giro la voce
infondata di aver assassinato Mozart nel 1791.
Perché? Per essere ricordato anche lui dai
posteri! Se non come musicista almeno come
assassino!
Invidia, rabbia, senso di impotenza, bisogno
d’amore e di libertà, indignazione sono
le passioni che muovono ed animano i
protagonisti della storia Salieri e Mozart e gli
altri personaggi che gravitano intorno a loro».
AMADEUS
di Peter Schaffer
regia Alberto Giusta
coproduzione Teatro Stabile di Genova
e Compagnia Gank
9 – 18 gennaio | sala Shakespeare
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:30
Improvvisamente,
l’estate scorsa
fragilità
e grandezza
nei personaggi
di Williams
Elio De Capitani ha firmato nel corso
degli ultimi vent’anni un trittico di testi di
Tennessee Williams che, con Fassbinder
e Shakespeare, è divenuto l’autore più
rappresentato dal regista dell’Elfo. Dopo
Un tram chiamato desiderio che aveva per
protagonista Mariangela Melato, è stata la
volta di Improvvisamente, l’estate scorsa,
andato in scena nel 2011 e proposto per tre
anni in tour con grande successo, che ha
visto protagoniste le attrici dell'Elfo Cristina
Crippa ed Elena Russo Arman, con Cristian
Giammarini e un affiatato gruppo di attori
che ritroviamo in tanti spettacoli della
compagnia.
La regia espressionista porta alla ribalta
i grandi personaggi usciti dalla penna di
Williams, esistenze frantumate, anime
sconvolte di cui è difficile dimenticarsi.
E i personaggi in un insopportabile climax rendono
esplicito l'orrore, evidente lo sgomento, con una
generosità di eccezionale dedizione, da Cristina
Crippa (la folle, possessiva madre) a Elena Russo
Arman (instabile Catherine), protagoniste assolute
in un ben assortito cast di comprimari.
Paolo Paganini, Corriere del Ticino
Tra un realismo e un naturalismo a forte valenza
simbolica, il linguaggio di Tennessee Williams ha
sempre attinto i suoi motivi nel Vecchio Sud di
un'America esteriormente puritana ma corrotta,
con delle ossessioni che spesso assumono aspetti
patologici. La sua penna quasi sempre rivolta a
drammatizzare i conflitti all'interno familiare,
facendo affiorare verità spietate attraverso
grandi personaggi soprattutto femminili.
Un testo ben congegnato che De Capitani rilegge in
tutta la sua forza drammatica dentro una cornice
scenica grandiosa che rappresenta il giardino di
una villa dalla lussureggiante flora subtropicale.
Scene madri che una volta erano pasto dei grandi
mattatori. Domenico Rigotti, Avvenire
IMPROVVISAMENTE,
L’ESTATE SCORSA
di Tennessee Williams
regia di Elio De Capitani
produzione Teatro dell'Elfo
20 gennaio – 1 febbraio | sala Shakespeare
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:30
È entrata nel vivo la quarta edizione di Nuove
Storie, rassegna programmata in sala
Bausch che porta alla ribalta giovani talenti,
compagnie emergenti e gruppi indipendenti
e che stimola un pubblico sempre più
numeroso e trasversale.
Filippo Renda e il gruppo Idiot Savant/
Ludwig tornano in sala Bausch (dove avevano
proposto Shitz, pane, amore e...) con una
riscrittura del George Dandin di Molière,
che diventa un Marito smarrito.
Testi originali vengono invece proposti
dai Fratelli Dalla Via che con Mio figlio
era come un padre per me riflettono
sulla complessità dei rapporti famigliari, come
fanno anche Filippo Gili (autore) e Francesco
Frangipane (regista) del romano Progetto
Goldstein con Prima di andare via.
La compagnia Batignani, Faloppa
e Tintinelli recupera memorie e radici
del teatro italiano del Novecento in Tu,
eri me, mentre i gruppi che hanno dato
vita a Contagio - rassegna ideata dai
milanesi Phoebe Zeitgeist con le compagnie
palermitane Teatrialchemici, Sutta Scupa
e Teatro Iaia - raccontano le tensioni del
presente attraverso uno studio particolare
della parola e il lavoro della messinscena.
Chiude il programma un autore inglese
che il teatro italiano sta scoprendo, Denis
Kelly, con la black comedy After the end.
Sei personaggi in
cerca d'autore
La fantasia
prende forma
Gabriele Lavia sceglie nuovamente
Pirandello. Dopo il successo di Tutto per
bene e l'adattamento teatrale della Trappola,
affronta il grande classico dei Sei personaggi
in cerca d'autore per la sua prima regia
prodotta dalla Fondazione Teatro della
Pergola di cui è diventato direttore artistico. Nel 1948, dopo che la guerra aveva
danneggiato il palcoscenico, il massimo
teatro fiorentino fu inaugurato proprio
con questo testo. La regia era di Orazio
Costa, la parte del Padre era interpretata
da Tino Buazzelli e quella della Figliastra
da Rossella Falk. Il debutto di Lavia si
riallaccia dunque a un momento di grande
vitalità culturale del nostro Novecento,
rinnovandone oggi la creatività.
“Manicomio! Manicomio!” fu il grido
degli spettatori che decretarono il fiasco
della prima rappresentazione del testo al
Teatro Valle di Roma nel maggio del 1921;
Pirandello fuggì dal retro del teatro, prese
una carrozzella, inseguita dal lancio di
monetine del pubblico. Ma si riscattò con i
successi di Parigi, Londra e New York e nel
1925 rimise in scena il testo e il pubblico
questa volta ne decretò il trionfo.
«Sei Personaggi in cerca di autore
è probabilmente il testo di teatro più
importante di tutti i tempi – sostiene
Gabriele Lavia. Esso interroga il fondamento
stesso del teatro: la contraddizione e la
discordanza tra l’attore e il personaggio e
l’impossibilità a fare dei due una sola unità.
Ma, dice Eraclito, ‘da ciò che è più discorde,
lo splendido accordo’».
SEI PERSONAGGI IN CERCA
D’AUTORE
di Luigi Pirandello
regia Gabriele Lavia
Fondazione Teatro della Pergola
l’elfo 20
3 - 15 febbraio | sala Shakespeare
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:30 I vicini
Orfeo ed Euridice
nella riscrittura
poetica
di César Brie
Orfeo con la sola forza del suo canto prova
a strappare la sposa Euridice dal regno
dei morti. La forza e la poesia del mito si
intrecciano in questo lavoro con due temi
controversi: l'accanimento terapeutico
e l'eutanasia. Senza offrire risposte, lo
spettacolo interroga lo spettatore sulla forza
e la grandezza del sentimento d'amore.
César Brie
Casa, famiglia e coppia
nella commedia noir
di Paravidino
Due giovani coppie si incontrano e si
scontrano tra le mura domestiche, in
un’atmosfera rarefatta, sospesa e pervasa
da mille ansie e paure, che sono anche le
nostre, quelle del nostro vivere quotidiano,
immaginarie o reali. Fausto Paravidino, con
la sua vena di autore raffinato e interprete
sensibile, riesce ancora una volta a farci
ridere e piangere di noi stessi in un rito
liberatorio che dà senso al teatro. Com'era
avvenuto con Exit, commedia applaudita
nelle scorse stagioni.
«Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo.
Cercando di non farsi sentire va a guardare dallo
spioncino. I rumori cessano. Ritorna al suo posto.
Quando Greta torna a casa glielo dice, mentre lei
non c’era lui ha visto i vicini. Com’erano? Lui non
sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura.
Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente
di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non
ne avremmo. E Greta? Greta no. Greta non ha
nessuna paura dei vicini. Anzi, non vede l’ora di
farne la conoscenza, lei ha paura della vecchia. Che
vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina
che c’era prima di morire. È un sogno? No. È un
fantasma?»
Fausto Paravidino
I VICINI
testo e regia Fausto Paravidino
l’elfo 22
Questa assenza di enfasi e questa aderenza alla
realtà rendono lo spettacolo particolarmente
commovente. Merito dell'interpretazione lodevole
dei due attori, Giacomo Ferraù e Giulia Viana,
in grado di affrontare con bravura, realismo e
sensibilità scene molto difficili.
Felice Carlo Ferrara, klpteatro.it
Per me è uno degli spettacoli più belli degli
ultimi anni. Lucido e profondissimo. Il mito viene
usato dal regista argentino come pretesto per
raccontare la storia delle tante Eluana e dei tanti
Beppino Englaro. Non ci sono risposte. Non c’è
retorica, ma un misurato disegno dell’amore che
incontra la morte.
Alessio Baù, socialmilano.org
ORFEO ED EURIDICE
testo e regia César Brie
produzione Teatro Stabile di Bolzano
produzione Teatro Presente / Eco di fondo
selezione Premio INBOX 2014
4 - 15 febbraio | sala Fassbinder
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:00
10 - 22 febbraio | sala Bausch
mar-sab ore 19:30 /dom ore 15:30
elfo
puccini
2014/15
TRE VOLTE
TEATRO
11 – 21 dicembre
8 – 18 gennaio
10 – 22 febbraio
17 – 29 marzo
6 – 17 maggio
IL MARITO SMARRITO
Giuliana Musso
ORFEO ED EURIDICE
Teatro Due
CONTAGIO
da Molière
regia Filippo Renda
12 dicembre – 4 gennaio
Ferdinando Bruni
Elio De Capitani
FROST/NIXON
di Peter Morgan
regia Bruni/De Capitani
LA FABBRICA
DEI PRETI
NATI IN CASA
SHAKESPEARE
A MERENDA
26 dicembre – 4 gennaio
Paolo Faroni
& Fabio Paroni
GRASSE RISATE,
LACRIME MAGRE!
26 dicembre – 4 gennaio
Generazione
Disagio
DOPODICHÉ
STASERA MI BUTTO
7 - 14 gennaio
Fratelli Dalla Via
MIO FIGLIO ERA
COME UN PADRE
PER ME
Batignani, Faloppa,
Tintinelli
17 – 22 febbraio
TU, ERI ME
Gianfranco Berardi
10 – 23 aprile
20 gennaio – 1 febbraio
Elena Russo Arman
10 – 19 aprile
AMADEUS
Tullio Solenghi
Arturo Cirillo
26 dicembre – 4 gennaio
COMEDIANS
di Aristofane
di Trevor Griffiths
regia Renato Sarti
16 – 21 dicembre
di Giuseppe Patroni Griffi
16 – 22 febbraio
LE NUVOLE
9 – 18 gennaio
di Peter Schaffer
regia Alberto Giusta
SCENDE GIÙ PER
TOLEDO
regia César Brie
Cristina Crippa
Elena Russo Arman
IMPROVVISAMENTE,
L’ESTATE SCORSA
di Tennessee Williams
regia Elio De Capitani
20 gennaio – 1 febbraio
Saverio La Ruina
POLVERE
DISSONORATA
LA BORTO
29 gennaio - 8 febbraio
PRIMA DI ANDAR VIA
di Filippo Gili
regia Francesco Frangipane
3 – 15 febbraio
Gabriele Lavia
SEI PERSONAGGI
IN CERCA DI AUTORE
IO PROVO A VOLARE
27 febbraio – 1 marzo
Paolo Fresu & Uri Caine
TWO FOR THREE
3 – 12 marzo
Teatro delle Albe
VITA AGLI ARRESTI
DI AUNG SAN SUU KYI
di Marco Martinelli
6 – 29 marzo
Elena Russo Arman
Cristian Giammarini
LA PALESTRA
DELLA FELICITÀ
di Valentina Diana
regia Elena Russo Arman
7 – 29 marzo
Ferdinando Bruni
Ida Marinelli
Corinna Agustoni
Luca Toracca
di Luigi Pirandello
regia Gabriele Lavia
L’IGNORANTE
E IL FOLLE
4 – 15 febbraio
di Thomas Bernhard
regia Bruni/Frongia
Fausto Paravidino
I VICINI
Elena Russo Arman
Alessandra Novaga
relazioni intercorse
tra milano e palermo
PREGHIERA
Phoebe Zeitgeist
e Teatro Garibaldi Aperto
DESIDERANZA
Teatrialchemici
CHI HA PAURA DELLE BADANTI?
A.C. Sutta Scupa
PARANZA
Teatro Iaia
LA MIA VITA
ERA UN FUCILE
CARICO
13 – 17 maggio
regia Elena Russo Arman
19 – 24 maggio
14 – 19 aprile
BARNUM
being Emily Dickinson
Ambra Angiolini
LA MISTERIOSA
SCOMPARSA DI W
di Stefano Benni
regia Giorgio Gallione
5 – 10 maggio
Babilonia Teatri
JESUS
6 – 24 maggio
Ferdinando Bruni
LA TEMPESTA
DI SHAKESPEARE
di William Shakespeare
regia Bruni/Frongia
Compagnia Musella
Mazzarelli
LA SOCIETA’
Elena Bucci
Le Belle Bandiere
19 – 27 maggio
AFTER THE END
di Dennis Kelly
regia Luca Ligato
8 – 12 giugno
Motus
TOO LATE (antigone)
contest#2
giugno
Alessandro Bergonzoni
NESSI
PRODUZIONI ELFO /
NUOVE STORIE
Comedians
IO PROVO A VOLARE
con il fantasma
di Modugno
tutto al femminile lo spettacolo
cult degli anni '80
Restare fedeli ai propri ideali o tradire gli
insegnamenti ricevuti per ottenere successo?
Questo il dilemma che anima Comedians,
riflessione seria in chiave comica che parte
dal mondo dello spettacolo per diventare
metafora della vita.
Un gruppo di aspiranti comici, allievi di
un ex attore impegnato politicamente, è alle
prese con il provino che potrebbe cambiar
loro la vita. Li esamina un pezzo grosso
dello show business, un cinico talent scout
che sostiene “non siamo missionari, siamo
dispensatori di risate”.
Quando fu messo in scena dal Teatro
dell’Elfo nel 1985, diretto da Gabriele
Salvatores, Comedians ebbe uno straordinario
successo, lanciando un gruppo di artisti
giovanissimi e quasi sconosciuti: Paolo Rossi,
Claudio Bisio, Silvio Orlando, Bebo Storti.
In trent’anni tutto è cambiato e un
‘remake’ sarebbe davvero poco incisivo. Così,
in questa nuova versione, Renato Sarti ha
scelto di ripensare tutti i personaggi
al femminile: Margherita Antonelli,
Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia
Penoni, attrici comiche amatissime dal
pubblico (che le ha applaudite nel recente
successo Stasera non escort), saranno le
“aspiranti comedians”, affiancate da Nicoletta
Ramorino e Rossana Mola.
COMEDIANS
l’elfo 26
Prendete Domenico Modugno, la sua vita e le
sue canzoni. Prendete uno dei tanti giovani
che, cresciuti in provincia, sulle ali del mito
prova a volare. Prendete la voglia di diventare
artista e le attrattive di una grande città.
A partire da questi elementi Gianfranco
Berardi, attore-autore rivelazione delle
ultimissime stagioni, ci conduce in un viaggio
segnato da episodi comici di vita provinciale
e da esperienze metropolitane alienanti, tra
aspettative, delusioni, inganni e truffaldini
incontri...
Insieme a lui un’orchestrina ripercorre il
repertorio di Modugno e si lascia coinvolgere
in duetti spassosissimi.
Berardi va a pescare soprattutto nel varietà e
nel cabaret, con efficace esagerazione spesso
macchiettistica, pensando a Petrolini, Totò,
Karl Valentin e Leo De Berardinis e a certe sue
allucinate apparizioni.
Antonio Audino, Il Sole 24 ore
Gianfranco Berardi, sicuramente uno degli astri
nascenti del nostro teatro. Era da molto tempo che
non vedevo un attor giovane stare in scena con
tanta sicurezza e tenere in pugno lo spettatore
con tanta beffarda spavalderia, ma anche con
irresistibile complicità.
Marco De Marinis, Cultureteatrali.org
IO PROVO A VOLARE
di Trevor Griffiths
adattamento e regia Renato Sarti
omaggio a Domenico Modugno
di e con Gianfranco Berardi
regia Gabriella Casolari
Teatro della Cooperativa
Compagnia Berardi Casolari
16 - 22 febbraio | sala Shakespeare
lun-sab ore 20:30 / dom 16:30
17 - 22 febbraio | sala Fassbinder
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:00
Vita agli arresti
di Aung San Suu Kyi
TWO FOR THREE
la tromba di Fresu e il pianismo
di Caine in tre serate
Dopo Pantani (Premio Ubu per la
drammaturgia 2013), affresco intimo e
politico sull’indimenticato campione del
ciclismo, va in scena un nuovo racconto
biografico firmato dal Teatro delle Albe
e dedicato ad Aung San Suu Kyi, una
vita passata per oltre 20 anni agli arresti
domiciliari, sotto la dittatura militare che
opprime la Birmania da più di mezzo secolo.
La scrittura di Marco Martinelli
partirà dalla figura di questa donna mite
e determinata, Nobel per la pace nel 1991,
interpretata da Ermanna Montanari (premio
Eleonora Duse 2013), per allargarsi a una
riflessione sul mondo contemporaneo, alla
necessità di cantare con gioia "la maestà della
vita", anche quando tutto attorno le nuvole
nere incombono.
il Teatro delle Albe
guarda a oriente
VITA AGLI ARRESTI
DI AUNG SAN SUU KYI
testo e regia di Marco Martinelli
ideazione Marco Martinelli e
Ermanna Montanari
l’elfo 28
Paolo Fresu
tromba, flicorno, elettronica
Uri Caine
piano, piano elettrico
27 febbraio ore 21:00
TWO FOR THREE: JAZZ!
28 febbraio ore 21:00
produzione Teatro delle Albe – Ravenna Teatro
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
TWO FOR THREE: CLASSIC!
3 - 12 marzo | sala Shakespeare
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:30
5 marzo riposo
TWO FOR TREE: POP!
1 marzo ore 16:30
sala Shakespeare
Il duo costituito da Paolo Fresu & Uri Caine è
la storia del fortunatissimo incontro tra due
grandi personalità del jazz moderno. Una
sorta di "altra versione" del celeberrimo trio
di Keith Jarrett alle prese con gli standard più
tradizionali della storia del jazz ma, con in
più, il rischioso "senza rete" di avere scelto
materiale davvero "pericoloso" per la sua
enorme popolarità.
Non è affatto semplice scegliere di
suonare 'ad arte' brani che sono il magma
ed il segno della storia jazzistica. Il duo
affronta il gioco con sorprendente semplicità,
riuscendo perfettamente a trasmettere il
sentimento che guida questa straordinaria
musica.
L'incontro tra questi due musicisti è una delle
cose più interessanti successe nel mondo del
jazz degli ultimi anni.
Tra i brani usualmente presentati nelle
loro serate, oltre a standard come Darn that
dream e Doxy, troviamo delle vere e proprie
perle come Lascia ch'io pianga di Haendel
in una versione da brivido ed il fantastico
medley che unisce Non ti scordar di me con
Centochiodi, brano scritto da Fresu per la
colonna sonora del film di Ermanno Olmi.
L'ignorante
e il folle
la livida ironia
di Bernhard
Siamo nel camerino della soprano che dovrà
interpretare la Regina della Notte nel Flauto
magico, poco prima del 'chi è di scena'. La
cantante è sull'orlo di una crisi di nervi e
ad assisterla ci sono un inquietante amico
dottore, che disseziona la vita come fa con
i cadaveri, e il padre cieco e annebbiato
dall'alcol. Proprio quando nevrosi, paure e
tic sembrano avere il sopravvento, si alza il
sipario. E lo spettacolo, come sempre, sarà
un successo.
Con questo testo rappresentato per
la prima volta al Festival di Salisburgo
nel 1972, Thomas Bernhard mette a
nudo l'essenza dell'arte e della ricerca:
meccanismo, puro artificio, espediente,
ossessione che, quando non porta alla follia,
ci nasconde il vuoto dell'esistenza.
Messo in scena da Ferdinando Bruni
e Francesco Frongia nella primavera
del 2008, lo spettacolo conta su cast dai
ritmi e dall'affiatamento perfetti: Bruni è
l’inarrestabile e maniacale Dottore, mentre
Ida Marinelli ha il fascino e la svagatezza
della Regina della Notte; Luca Toracca è
un Padre instabile e confuso e Corinna
Agustoni interpreta le figure silenziose
ed enigmatiche della signora Vargo e del
cameriere Winter.
Un testo assolutamente affascinante,
claustrofobico e perfetto nella sua circolarità.
Un testo che, come il suo autore punta dritto,
come una lama, al cervello. Ed è con gli occhi della
mente che lo si apprezza. Un plauso, doppio, ai
suoi interpreti: Ida Marinelli, glaciale e fragile
"regina della notte", Luca Toracca, "ignorante"
quanto basta, nel ruolo del padre della cantante e
Corinna Agustoni, nella doppia veste di costumista
e cameriera. Ma, soprattutto, un plauso (triplo?
ma forse qualcosa di più...) a Ferdinando Bruni,
straordinario mattatore della parola, che sul filo
della "follia", incanta e seduce nel ruolo del dottore.
Luca Vido, Il Giorno
I personaggi non lasciano scampo: uno è cieco,
l'altro un voyeur della morte mentre la terza, in
quanto artista, è per definizione un "soggetto
patologico". Lei a prima vista è la figura più defilata,
ma pare concentrare in sé tutto il gusto per le
strambe fissazioni maniacali tipico di Bernhard:
l'incubo del costume che si strappa al sollevarsi
delle braccia, la paura che il sipario tagliafuoco le
cada addosso, e, sempre incombente su tutto il
resto, l'ombra nera della perdita della voce, che è
un ovvio equivalente simbolico del decesso e un
compendio di ogni altra possibile ossessione.
Lo spettacolo dell'Elfo sottolinea con livida ironia
questo taglio spettrale. La sua costruzione è
attenta, rigorosa, a tratti foscamente divertente,
grazie specialmente allo stesso Bruni, medico
esagitato, travolgente nella sua esuberanza
ottusa e un po' satanica, e a Ida Marinelli, cantantemummia sottilmente mostruosa. renato palazzi, il sole 24 ore
L’IGNORANTE E IL FOLLE
di Thomas Bernhard
uno spettacolo di Ferdinando Bruni
e Francesco Frongia
produzione Teatro dell'Elfo
7 - 29 marzo | sala Fassbinder
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:00
pagina elfo 14.pdf
1
04/12/14
14.45
DOPO LO SPETTACOLO
Elfo Puccini
A MILANO IN VIA PLINIO, 6
NOVITÀ
26 gennaio | sala Fassbinder
per il Giorno della memoria
IL VICARIO
di Rolf Hochhuth,
regia di Rosario Tedesco
progetto e lettura di Matteo Caccia
Marco Foschi, Annibale Pavone
Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò
Rosario Tedesco
febbraio - maggio
SENTIERI SELVAGGI
in residenza all'Elfo Puccini
Tempi Moderni
stagione 2015
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15 gennaio, 19 febbraio, 19 marzo,
dal 15 al 19 aprile, 21 maggio
Istituto dei ciechi di Milano
LA PIZZA DELLA
DROGHERIA
Com’è bella la città
di Alessandra Scotti
con Gianfelice Facchetti e Stefano Covri
www.dialogonelbuio.org
sconti per gli abbonati Elfo Puccini
5 giugno | sala Shakespeare
premIO comicità
gianni paladino
II° edizione
C
M
Y
CM
MY
CY
CMY
K
19 - 21 giugno
premIO hystrio 2015
www.premiohystrio.org
14 gennaio - 11 febbraio
narrare al presente
quattro incontri sull'arte di raccontare
a cura di Iaia Caputo
con Alessandro Mari, Saverio La Ruina
Alina Marazzi, Mariarosa Bricchi
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LA PALESTRA DELLA
FELICITÀ
L'allenamento
della vita
Il nuovo progetto di Elena Russo Arman
trova la complicità drammaturgica di
Valentina Diana, di formazione attrice, ma
da qualche anno anche scrittrice (in libreria
con il divertentissimo Smamma pubblicato
da Enaudi). Uno spettacolo che nasce
da un continuo scambio di impressioni,
suggestioni e visioni tra interpreti e autrice
per far luce sul vero motore del conflitto
umano: un disperato bisogno di felicità.
Punti di forza de La Palestra della
felicità sono una scrittura originale, dotata
di ritmo, teatralità e graffiante ironia e
l’affiatamento dei due interpreti – Elena
Russo stessa e Cristian Giammarini che da anni lavorano fianco a fianco
sui palcoscenici dell'Elfo (da Angels in
America, nel quale erano la coppia in crisi
dell'avvocato mormone e della moglie
impasticcata, a Improvvisamente, l'estate
scorsa nei ruoli della fragile Catherine e del
medico che l'aiuta a tornare alla vita).
La palestra della felicità è il luogo ideale
per allenare ogni tipo di pulsione vitale
e poco importa se la pulsione è rabbia,
violenza e desiderio di sopraffazione.
Elena Russo Arman e Cristian
Gianmarini sono A e B, i protagonisti di
questa storia, condannati a ripetere in
eterno un rituale di autodistruzione che
li porterà ad annientarsi e poi rinascere
come in un videogame o in una soap opera
che richiede l'infinito ripetersi dei colpi
di scena. In un gioco “quasi al massacro”
i due interpreti si moltiplicano in scena,
indossando i panni e i ruoli delle relazioni
che creiamo e ricreiamo: quella di una
madre torturatrice e di un figlio vittima/
carnefice, di una coppia di fidanzati/amanti
che non sa più che direzione prendere, di
due amici/colleghi, in un flusso continuo
di situazioni grottesche, paradossali
ed esilaranti nelle quali è difficile non
rispecchiarsi e ridere anche di sé.
La palestra della felicità diventa così
l’osservatorio perfetto per mostrare quanto
vuoto si nasconda dietro i comportamenti
distruttivi che mettiamo in atto.
LA PALESTRA DELLA FELICITÀ
testo di Valentina Diana
regia di Elena Russo Arman
produzione Teatro dell’Elfo
l’elfo 34
6 - 29 marzo | sala Bausch
mar-sab ore 19:30 / dom ore 15.30
Le nuvole
LA MIA VITA ERA UN
FUCILE CARICO
essere
Emily
Dickinson
Aristofane,
nostro
contemporaneo
L’Ensemble del Teatro Due di Parma, dopo
Le rane del 2010, prosegue il confronto con il
padre del teatro occidentale per interrogare il
passato e scandagliare il presente.
Con la cultura si mangia? L’importanza
del dibattuto culturale all’interno di una
società in crisi è il cuore de Le nuvole.
Attraverso una riflessione ironica e divertente
sulle armi di persuasione di massa e sulla
forza che le parole acquistano anche quando
indirizzate a fini non meritevoli, gli attori
conducono il pubblico in un percorso “on the
road” verso la verità, che si rivela mutevole e
soggettiva.
La scena è lo specchio della platea
e ancora una volta la città è interpellata,
invitata a riflettere su cosa sia questa strana
cosa chiamata pensiero, chiamata desiderio.
l’elfo 36
Veloce, scoppiettante di trovate e intelligente
comicità. Il filtro del presente viene utilizzato
con apparente naturalezza, una speciale allegria
canzonatoria. Esilaranti in particolare tutti i
caratteri meta-teatrali. Una bella partecipazione
da parte del pubblico, tante risate e lunghi gli
applausi.
Valeria Ottolenghi, Gazzetta di Parma
LE NUVOLE
di Aristofane
Uno spettacolo sull'immaginario poetico ed
esistenziale della grande poetessa americana
- nata ad Amherst in Massachussets il 10
dicembre 1830 - che restituisce tutta la forza
espressiva e senza tempo dei suoi versi.
Spacca l'allodola e troverai la musica
- così inizia una delle sue più belle liriche,
un invito ad addentrarsi nel cuore della sua
poesia per coglierne tutti gli aspetti privati e
universali.
L'esistenza unica e irripetibile di Emily
prende vita sulla scena attraverso le sue
stesse parole, riunite in un unico flusso
allucinatorio, scandite dal ritmo crescente
di suoni elettrici della musicista Alessandra
Novaga e illuminate da una scena candida
e pulsante. In abito ottocentesco Elena
Russo Arman rivela il tumulto di una mente
tormentata e febbrile, la forza e la delicatezza
di una donna ribelle e anticonformista.
Dalla sua piccola stanza Emily continua
a lanciare il suo messaggio al mondo e le
risposte a quel messaggio risuonano forti
attraverso generazioni di "compatrioti" futuri.
LA MIA VITA ERA UN
FUCILE CARICO
interpretato e diretto da Roberto Abbati, Paolo Bocelli,
Cristina Cattellani, Laura Cleri,
Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Tania Rocchetta,
Marcello Vazzoler
produzione Fondazione Teatro Due
(being Emily Dickinson)
regia Elena Russo Arman
musiche Alessandra Novaga
produzione Teatro dell’Elfo
17 - 29 marzo | sala Shakespeare
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:30
10 - 23 aprile | sala Fassbinder
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:00
LA MISTERIOSA
SCOMPARSA DI W
Una donna qualsiasi, di nome V, nata in
modo funambolico, ripercorre follemente,
comicamente la sua vita, alla ricerca del suo
pezzo mancante W.
V è una parte che cerca il suo tutto e
in questo monologo paradossale, ridicolo e
doloroso, si interroga sul senso di infelicità
e incompletezza: "sono stata con Wolmer 6
anni e 2 mesi. Abbiamo totalizzato 12.346
baci e 854 coiti con una media di orgasmi
per lui del cento per cento, per me del sedici
per cento, media complessiva, secondo
lui, del cinquantanove per cento, che non
è male". Tutto sembra sfaldarsi attorno a
lei: scompare il coniglietto Walter, viene a
mancare il nonno Wilfredo, sfuma l’amicizia
con la compagna di scuola Wilma e si chiude
squallidamente la storia d’amore con Wolmer.
In questo testo la parola di Stefano
Benni, agile e dissacrante, è sostenuta
dall'interpretazione di Ambra Angiolini, per
la prima volta sola in palcoscenico, dopo il
David di Donatello e il Nastro d’Argento per il
film Saturno contro.
Ambra Angiolini,
donna comune
eppure speciale
l’elfo 38
LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W
Jesus
Uno spettacolo generato dalle domande
di un bambino che a Natale guarda Gesù
Bambino: "Ma è anche lo stesso che muore in
croce? Ma tutti bambini nascono e dopo che
sono appena nati diventano grandi e dopo
muoiono?" Domande da cui ne scaturiscono
molte altre.
«Jesus è uno spettacolo sulla figura
di Gesù. A partire dalla sua storia, dalle
sue parole, dalle sue azioni. A partire dai
Vangeli», Valeria Raimondi ed Enrico
Castellani delineano così la genesi del loro
nuovo spettacolo. «Abbiamo deciso di andare
all'origine della nostra religione per capire
da dove nasca il nostro bisogno di credere.
Per fare i conti con un pensiero che ci è
stato tramandato attraverso i secoli e che nel
tempo è cambiato, si è trasformato e spesso è
arrivato a negare se stesso. Vogliamo partire
dall'inizio per confrontarci con l'inquietudine
insita in ognuno di noi, col nostro bisogno
di dare un ordine al caos e di trovare delle
risposte.
Jesus è un punto di domanda. Spesso
sopito. Assente. Respinto o ignorato. Capita
che torni a bussare. Ci si pari davanti.
Improvviso. E sbarri la strada. La ostacoli e la
blocchi. Senza remore né pietà. Un punto di
domanda che non ha risposta. Non una. Non
data. Non preconfezionata».
un punto
di domanda
JESUS
di Stefano Benni
regia Giorgio Gallione
di Valeria Raimondi
ed Enrico Castellani
produzione Teatro dell'Archivolto
produzione Babilonia Teatri
14 - 19 aprile | Sala Shakespeare
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:30
5 - 10 maggio | sala Fassbinder
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:00
LA SOCIETÀ
commedia umana del nostro tempo
Una proposta che vuole mordere la realtà,
cogliere dal vivo umori e smarrimenti
dell'attualità. Dopo Due Cani,
Figlidiunbruttodio, Crack Machine, la
Compagnia MusellaMazzarelli affronta con
La società un modello più classico, ma anche
più ambizioso e più libero: una commedia
in tre atti scritta e pensata per 4 attori e 4
personaggi.
Protagonisti della vicenda sono tre
amici e una donna straniera che si trovano
a dover gestire 'in società' un locale lasciato
loro in eredità. Le migliori intenzioni,
l'amicizia, i sogni non basteranno ad evitare
che tutto finisca nel peggiore dei modi,
assieme ai rapporti e agli ideali coltivati dai
quattro per l'intera vita. Tragico e comico
in costante equilibrio svelano il volto infido
e beffardo di un nemico intimo e invisibile,
quel seme della discordia che si nasconde in
ogni tentativo di società, e prima ancora in
ogni uomo che dica 'io'.
LA SOCIETÀ
L'ultima opera di Shakespeare in versione
'one-man show', popolata da una corte di
inquietanti fantocci (creazioni di Giovanni De
Francesco) che danno corpo a tutti gli eroi, gli
uomini e gli spiriti di questo addio al teatro,
all'arte, alla vita.
«Ferdinando Bruni entra in scena
come un imbonitore da fiera, in palandrana
scura e cappello a cilindro su un carro
nel quale è esposta la mercanzia della sua
anima, i fantasmi che hanno popolato la
sua esistenza», secondo le parole di Magda
Poli sul Corriere della sera. È infatti un mago
Prospero che da solo sa far parlare tutti i
personaggi - sua figlia Miranda, il giovane
principe Ferdinando, Alonso, Gonzalo,
Sebastiano e Antonio - mutando accenti,
intonazioni, sdoppiandosi senza tregua,
aiutato da un importante commento sonoro
(musiche di Mauro Ermanno Giovanardi,
Fabio Barovero, Gionata Bettini).
Un trionfo meritato che condivido. Bruni che dà
voce e maneggia qualcosa come 18 personaggimarionette, si propone come erede legittimo di
Carmelo Bene. Coerente e compatto nella sua
originalità, l’allestimento figura a pari livello con le
più riuscite rielaborazioni di questo capolavoro.
Ugo Ronfani, Il Giorno
per attore, fantocci,
figure animate
e musica
LA TEMPESTA DI SHAKESPEARE
produzione Marche Teatro
in collaborazione con Compagnia MusellaMazzarelli
di William Shakespeare
uno spettacolo di Ferdinando Bruni
e Francesco Frongia
produzione Teatro dell'Elfo
13 - 17 maggio | sala Fassbinder
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:00
6 - 24 maggio | sala Shakespeare
mar-sab ore 21:00 / dom ore 16:30
uno spettacolo scritto e diretto da
Lino Musella e Paolo Mazzarelli
l’elfo 40
La tempesta
Barnum
biografie di ignoti
raccontate da
Elena Bucci
«Seduta al tavolino di un bar guardo la gente
che passa, beve, parla, beve, tace, guarda,
pensa, ride, se ne va. Nel bar è sempre notte
tarda, poco prima della chiusura, quando gli
ignoti appaiono orfani o profughi, naufraghi
dall’Occidente. Fantastico sulle loro vite, su
tutte le infanzie e tutte le morti. Mi sembrano
re e regine, principesse e principi prigionieri
dell'incanto. Io sto lì come un vampiro
inoffensivo, un affettuoso testimone».
Potremmo essere in un paese della
Romagna, come a Sidney, Singapore, Parigi.
Elena Bucci raccoglie biografie di ignoti e le
reinventa per la scena.
Tra poesia e canto, danza e gesti ripetuti,
jazz e canti della musica popolare italiana
(al pianoforte Dimitri Sillato), uno spettacolo
che tocca nel profondo, senza rinunciare
all'ironia. E all’uscita del teatro viene voglia di
rinchiudersi in un bar e di affogare in qualche
bicchiere la maschera che ci portiamo
addosso.
TOO LATE!
(antigone) contest#2
Un contest - ovvero un confronto/scontro/
dialogo fra due soli attori - sulle ipotetiche
rappresentazioni di una splendente Antigone
d'oggi. Una performance fisica, complessa e
poliedrica, sul conflitto tra legge e sentimento
per uno dei gruppi "anni '90" che più si è
saputo rinnovare.
I Motus proseguono con questo
lavoro la ricerca sulle relazioni e i conflitti
fra generazioni: qui Silvia Calderoni
alias Antigone/Emone si confronta con
Vladimir Aleksic Creonte, secondo un crudo
meccanismo di esposizioni e sfide che
amplificano, in modo subdolo, i giochi di
potere fra padri e figli, ma anche quelli dei
“Nuovi Dittatori” d'oggi.
Lo spettatore condivide con gli attori lo
spazio scenico, diviene attore/testimone di
una rappresentazione che anarchicamente
deborda dai limiti convenzionali, fugge
il teatro per sporcarsi con le incertezze
e povertà del quotidiano, in strada con
un'Antigone mai stanca, che ci piace
immaginare "armata di gioia".
TOO LATE! (ANTIGONE)
CONTEST#2
produzione Le belle bandiere
drammaturgia Daniela Nicolò
ideazione e regia Enrico Casagrande e
Daniela Nicolò
Motus
19 - 24 maggio | sala Fassbinder
mar-sab ore 20:30 / dom ore 16:00
8 - 12 giugno | sala Fassbinder
lun-ven ore 21:30
BARNUM
di e con Elena Bucci
l’elfo 42
NESSI
L'imperdibile
chiusura
di stagione
con Alessandro
Bergonzoni
Nessi, ovvero connessioni ma anche fili
tesi, trame e reti, tessute e intrecciate
per collegarsi con il resto del pianeta. O
meglio dell'universo. È proprio questo
il nucleo pulsante dell'ultimo spettacolo
dell'artista bolognese: la necessità assoluta
e contemporanea di vivere collegati con
altre vite, altri orizzonti, altre esperienze,
non necessariamente e solamente umane,
che ci permettono percorsi oltre l'io finito
per espandersi verso un "noi" veramente
universale.
Bergonzoni, per questo quattordicesimo
spettacolo, scritto, interpretato e diretto in
coppia con Riccardo Rodolfi, si pone al centro
di una cosmogonia comica, circondato da
una scenografia "prematura", alle prese con
un testo che potrebbe anche essere, e questa
è una vera e propria novità, una candida
e poetica confessione esistenziale. Senza
rinunciare alla sua dirompente visione
stereoscopica che è diventata, in questi anni,
materia complessa, comicamente eccedente.
Ma sicuramente i Nessi bergonzoniani ci
mostrano quel personalissimo disvelamento,
di fatto la vera cifra stilistica di questo artista,
che, anche grazie a una risata, ci porta dallo
stupore alla rivelazione.
NESSI
di e con Alessandro Bergonzoni
regia di Alessandro Bergonzoni
e Riccardo Rodolfi
produzione Allibito
l’elfo 44
giugno | sala Shakespeare
STAGIONE 2014/2015
ABBONAMENTI 2014/2015
IL TEATRO A PARTiRE DA 10 ¤
Gli abbonamenti sono il modo più comodo e conveniente per venire a Teatro.
Oltre a consentire di assistere a tutti gli spettacoli proposti nelle tre sale - Shakespeare,
Fassbinder e Bausch - e alla rassegna Nuove Storie con prezzi estremamente convenienti,
offrono la possibilità di crearti la tua stagione individuando la formula che preferisci
o combinandone diverse insieme.
L'abbonamento ti permette inoltre di scegliere da subito il tuo posto, modificare la
prenotazione fino al giorno precedente lo spettacolo e ritirare poi i biglietti mezz'ora
prima dell'inizio.
COPPIA
7 spettacoli a scelta
per due persone
(l’intestatario
più un accompagnatore)
• intero - € 196
(€ 14 a tagliando)
• ridotto - € 168
(giovani < 25 e anziani > 65)
(€ 12 a tagliando)
PIÙ TRE
• € 45
(€ 15 a tagliando)
abbonamento
personale
per tre spettacoli
nel trimestre scelto:
ottobre-dicembre,
gennaio-marzo,
marzo-maggio
PRIMA SETTIMANA
• € 70
(€ 10 a tagliando)
abbonamento personale
per 7 spettacoli a scelta,
valido esclusivamente
per le prime 6 repliche,
debutto incluso
CARNET
• € 171 (€ 19 a
tagliando)
carnet non nominale
da 9 ingressi da
utilizzare senza
vincoli per tutti
gli spettacoli della
stagione
PRIMA SETTIMANA
IN DUE
• € 140
(€ 10 a tagliando)
7 spettacoli a scelta
per due persone
(l’intestatario
più un accompagnatore)
valido esclusivamente
per le prime 6 repliche,
debutto incluso
CARTA REGALO
• € 61
2 ingressi da
utilizzare
senza vincoli
per tutti
gli spettacoli
della stagione
Gli abbonamenti sono validi per la stagione 2014/2015.
Non sono validi per il 31 dicembre e per repliche speciali.
I biglietti abbonamento possono essere acquistati anche sul
sito, tramite il servizio vivaticket (obbligatoria l'iscrizione
al portale), utilizzando il codice dell'abbonamento.
l’elfo 46
Scuole e università
ABBONAMENTO
SCUOLA
3 spettacoli € 30
(€ 10 a tagliando)
ABBONAMENTO
UNIVERSITÀ
(novità)
4 spettacoli € 36
(€ 9 a tagliando)
Venire al Teatro Elfo Puccini
è sempre più facile
Biglietteria
Acquisti telefonici
Acquisti online
c.so Buenos Aires 33
Tel 02.00.66.06.06
LUN/SAB 10.30/19.00
[email protected]
tel 02.00.66.06.06
www.elfo.org
I biglietti si possono
acquistare anche
telefonicamente con carta
di credito chiamando
la biglietteria
(tel 02.00.66.06.06)
e ritirare entro
30 minuti prima dell'inizio
dello spettacolo
I biglietti e gli
abbonamenti possono
essere acquistati online
sul sito www.elfo.org
e su www.vivaticket.it
con carta di credito
o bancomat
MM1 LIMA
PASSANTE FERROVIARIO
PORTA VENEZIA
TRAM 33, AUTOBUS 60
(servizio senza costi
aggiuntivi)
(ritiro la sera stessa,
entro 30 minuti dall’inizio
dello spettacolo)
UFFICIO PROMOZIONE
E SCUOLE:
Tel 02.00.66.06.33
[email protected]
UNIVERSITÀ
[email protected]
org
ELFO PUCCINI SOCIAL
[email protected]
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Dalla stagione 2014/2015
puoi saltare la coda
in biglietteria,
stampando a casa
il biglietto acquistato
online e presentandolo
alle maschere
all'ingresso del teatro
–
BISTROLINDA
all'Elfo Puccini
Pranzo:
dal lunedì al venerdì
dalle 12 alle 15
Nelle sere di spettacolo:
aperitivo e cena
dalle 19 alle 22
nelle domeniche
di spettacolo:
servizio bar
dalle 14.30 alle 17.00
AMA LA CULTURA.
Per tutti i Soci Coop al Teatro Elfo Puccini
biglietti a prezzi ridotti.
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