Untitled - Mandriolo nella rete

La Voce della Parrocchia
UN PENSIERO SUL NATALE
Ancora una volta il Natale
viene a farci meglio comprendere la comunione di sentimenti e di grazie della vita cattolica ... Ci pare tanto prezioso
questo momento, che ne profittiamo per aggiungere ai Nostri
voti alcune paterne esortazioni
per la migliore cele-brazione
del vostro Natale.
Sono esortazioni molto ovvie, ma forse non vi farà dispiacere ascoltarle dalla Nostra
voce.
Il vostro Natale: vogliate,
innanzi tutto, celebrarlo religiosamente. Sembrerebbe superflua e quasi offensiva una
simile raccomandazione, se
non si sapesse che la Festa per
eccellenza cristiana, quella della nascita di Gesù Cristo nel
mondo, quella dell'Incarnazione del Verbo di Dio, viene a
subire, al tempo nostro e in
una società come quella che ci
circonda, sempre più profana e
insensibile al senso ed al valore
delle feste cristiane, tante alte-
razioni, alcune puramente esteriori e comprensibili, altre
più profondamente rivolte a
dare al Natale altre forme, che
non quelle pie e sacre dei suoi
riti religiosi, del suo prese-pio,
dei suoi pensieri umili e sublimi relativi a tanto mistero.
Voi procurate che il vo-stro
Natale sia religioso, dicevamo;
vi trovi tutti presenti di persona e di spirito alle sacre funzioni; e vi imprima nell’anima
pensieri e propositi degni di
cristiani che celebrano il primo,
commovente incontro con Gesù, fatto piccolo e povero per
essere nostro fratello, nostro
esempio e nostro Salvatore.
Poi: conservate al vostro
Natale il suo carattere di festa
domestica. Gesù, nascendo al
mondo, ha santificato la vita
umana, nella sua prima età,
l’infanzia; ha santificato la famiglia, la maternità specialmente; ha santificato la casa
umana, il nido degli affetti naturali più cari e più comuni; ha
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santificato la nostra vita qual è,
nei suoi affetti, nelle sue vicende, nelle sue prove, nei suoi lavori, nei suoi terreni e poi nei
suoi celesti destini. Fate di godere il vostro Natale, per quanto possibile, con i vostri cari,
date loro il dono della vostra
affezione, della vostra fedeltà a
quella famiglia da cui avete ricevuto l’esistenza e certo con
essa l’iniziazione cristiana e
l’educazione. Portate, a nome
Nostro, ai vostri focolari un saluto speciale, un augurio speciale, una benedizione speciale,
proprio nello spirito familiare
del Santo Natale.
E infine: vi raccomandiamo
il ricordo dei poveri. Sappiamo
che questo ricordo è molto diffuso; e ne siamo lietissimi. La
beneficenza natalizia è tuttora
un segno di bontà cristiana e di
civiltà. Anche voi, ne siamo sicuri, nel giorno in cui adoriamo il Signore fatto povero per
amor nostro, vi ricorderete con
premura spontanea e gentile di
coloro che hanno bisogno di
aiuto. I bisogni sono tanti, e
non farete fatica a individuare
quelli che vi sono vicini, o che
sono a vostra portata; e Noi fin
d’ora vi lodiamo della carità
che, in occasione del Natale,
voi certamente praticherete.
Due raccomandazioni complementari, se mai, aggiungiamo alla principale; che la
vostra carità comporti qualche
sacrificio, qualche rinuncia ed
abbia così il valore ed il merito
delle cose che costano; e che la
compiate, la vostra carità, per
amore del Signore: questo è il
motivo che le dà una dignità
superiore ed un titolo alla ricompensa divina.
Papa Paolo VI
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ALZATI, RIVESTITI DI LUCE
A
vete visto che splendide
giornate ci danno il buongiorno? Come la luce del mattino inaugura una nuova giornata, così il tempo dell’Avvento ci
dischiude un tempo di Grazia.
Solo Gesù, luce del nuovo mattino, può dare vigore alla nostra
esistenza.
Anch’io ogni giorno, nella
preghiera o nella celebrazione
della S. Messa, sento che poco
alla volta Gesù riscalda il mio
cuore e riaccende la mia fede.
È necessario, come ci ricorda
il Papa, desiderare che questo
avvenga e affidarci a Lui. Gesù è
il vero SOLE che illumina e ri-
IL TEMPO
N
egli ultimi mesi ho letto articoli e libri che parlano
della difficoltà di comprendere il
principio di tempo. Leggo: “il
tempo è un ‘illusione” e fu Einstein a formulare per primo questo concetto, nonostante ciò, tuttora, nessuno ha saputo spiegare, scientificamente, il perché
faccia parte della nostra realtà;
l’unica risposta è che è come un
elastico che può essere tirato o
contratto.
La cosa, invece, che colpisce è
data dal fatto che il tiranno governa la nostra esistenza e la frase che ricorre è: “non ho tempo”.
Purtroppo questo riguarda non
solo gli impegni lavorativi ma,
soprattutto, ciò che toglie alla
nostra famiglia, alle relazioni
con gli altri e alle cose che contano veramente.
Sant'Agostino scrive: “Noi
viviamo in contemporanea tre
tempi: il presente, del passato,
che è la storia: il presente del
presente, che è la visione: il presente del futuro, che è l’attesa”.
Parla di un presente immanente,
di un presente di cui possiamo
essere i padroni se non reagiamo
alle sue necessità ma restiamo
scalda la nostra umanità. È Lui
che illumina il cammino della
nostra vita, ogni giorno è anche
se noi teniamo gli occhi chiusi!
Durante gli incontri con i frati
ele suore alcantarine abbiamo
capito che ogni giorno è necessario fare almeno un passo avanti
nella via della Fede verso la Santità . Sappiamo bene infatti che
nella vita spirituale chi non va
avanti purtroppo torna indietro!
Non possiamo rimanere fermi! Abbiamo inoltre capito che
non importa quanto sia lungo
questo passo: può essere quello
di un bimbo o quello di un gigante! L’importante è che ogni
vigili, svegli,
padroni di
noi stessi e
quindi capaci di rallentarlo
o
accelerarlo,
a dispetto di
ogni logica e
della nostra
stessa razionalità.
In breve
riporto ciò che ho estrapolato
dalle varie letture:
- ricorriamo nel pensiero al passato, intrappolati in rancori, risentimenti ed emozioni distruttive che affondano le radici, appunto, nel passato;
- nel presente ci lasciamo sfuggire le sfide e le pressioni da affrontare, procrastinando azioni e
decisioni, confidando in un futuro ancora da venire;
- infine il pensiero del domani ci
schiaccia e consuma le nostre
energie nella paura di scelte dai
risultati incerti.
Con questo non si vuol togliere al ricordo, ciò che ci dà e
nemmeno inficiare il desiderio
ma ancora, come vedete, si può
La Voce della Parrocchia
giorno tutti ci sforziamo di vivere con impegno e con volontà.
Ecco allora alcune proposte
dell’Avvento per camminare insieme incontro a Gesù che nasce:
aspetto alla Novena dell'Immacolata alle 15.00 a Mandriolo e
alla Novena di Natale a Mandrio ore 19.00.
Oh, con i ragazzi possono
pregare anche le mamme ed i
papà, i nonni Gesù ama anche
voi! Lasciamoci rivestire della
luce di Gesù! Camminiamo insieme nella luce dei misteri della
nostra fede! Buona strada.
don Wojciech
portare il discorso usando il presente, nel senso che tutto può
avvenire sempre sullo stesso piano. Gesù ci dice: “Non sapete
né il giorno né l’ora: vegliate e
state pronti”. È un invito alla responsabilità, alla vigilanza operosa, alla preghiera, all’amore.
L’Avvento è un tempo di grazia
che la Chiesa ci offre per scoprire come l’ETERNO si è fatto carne, vale a dire tempo sempre
presente per noi. Tutto, alla fine,
è amore. Con l’ amore arriva la
comprensione.
Con la comprensione arriva
la pazienza. E poi il tempo si
ferma. E tutto è ora.
una lettrice
La Voce della Parrocchia
IL NATALE E IL NOSTRO PROSSIMO
A
Natale la Liturgia della Natività e il mistero che ad essa si accompagna ci pungolano
al discernimento, ad essere più
buoni e più giusti nelle nostre
azioni, ad avere insomma più
giudizio, proponimenti che possono trovare il loro riscontro sicuramente in noi stessi e nella
nostra volontà, ma soprattutto
nei contatti che viviamo quotidianamente con il nostro prossimo, perché è il nostro prossimo che ci sta di fronte.
E molte sono le domande che
in questa ricorrenza affiorano
alla nostra mente e le maggiori
sono le stesse di sempre: il motivo del volere di Dio di farsi carne, la ragione della sua scelta di
accogliere la nostra realtà e di
condividere la nostra esistenza
di uomini.
Ma nel Vangelo di Luca (10,
25..) riecheggia anche la domanda che quel Dottore della Legge
rivolge a Gesù, forse per metterlo alla prova o per conoscere alla
fonte la risposta ….Maestro che
cosa debbo fare per possedere la
vita eterna? per essere cioè un
buon Cristiano diremmo noi.
Gesù ha certamente in mente
la risposta, ma vuole che il suo
interlocutore la capisca da solo e
a sua volta chiede: nella legge
che cosa sta scritto?
Ama Dio con tutte le tue forze e il prossimo come te stesso si
sente rispondere. Dio dunque,
l’amore e il nostro prossimo,
questo è il percorso e per essere
ancora più chiaro Gesù, che parlava per parabole, racconta la
parabola del Buon Samaritano
che viene scelto a dispetto di un
Giudeo proprio per far capire,
una volta per tutte, chi è il nostro “prossimo”, termine che a
quei tempi non significava “tutti
indistintamente”, ma conservava un significato incerto: i soli
parenti, gli amici, i connazionali,
chi mai?
Lo stesso Dottore della legge
non lo conosce e pone la domanda: e chi è il mio prossimo?
È il punto di partenza della pa-
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rabola che tutti conosciamo e
che ci riporta al significato profondo del Cristianesimo che vede nella fratellanza e nell’amore
il suo fondamento.
Viene scelto il Samaritano
perchè ben si sapeva che sangue
corresse fra la Giudea e la Samaria i cui abitanti, pur confinanti,
per i Giudei erano da evitare e
da considerare nemici.
È il caso di un uomo giudicato nemico che si ferma per soccorrere un uomo che però egli
reputa amico, ma attenzione, il
Signore nella sua parabola non
dice chi è il nostro prossimo, ma
chi agisce da prossimo ed esorta
ad imitarlo.... Và, anche tu fa lo
stesso!
Se il Dottore resta nel campo
delle idee, Gesù scende nel
campo dei fatti, perché le più
belle idee rimangono parole se
non diventano fatti dellaì vita.
Se leggiamo attentamente il passo ci accorgiamo che tutti i personaggi della vicenda hanno una
straordinaria potenza evocativa,
La Voce della Parrocchia
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tale che il lettore può facilmente
identificarsi con loro, con gli assalitori, con l’assalito, con i passanti indifferenti (un sacerdote,
un levita, un terzo), con il solo
che reca aiuto. Così l’uomo soccorso diventa memoria di quanti
sono continuamente misconosciuti, oppressi, percossi ed abbandonati da chi avrebbe il dovere e l’autorità di farsene carico, il soccorritore e al tempo
stesso il locandiere che lo accoglie nella sua locanda, (per locanda e locandiere la traduzione
greca usa due parole simili dal
medesimo significato di ”tutto
accoglie”) ci riporta alla sola
persona che ci può accogliere
qualunque siano le nostre condizioni nella malattia, nella povertà, nell’abbandono e nella
confusione della mente.
Questa figura è l’emblema di
Dio, il Dio che tutti accoglie, che
diventa segno rappresentativo
che nasce nella nostra realtà per
prendersi cura di noi, l'insegnamento conclusivo di come deve
essere il buon Cristiano (colui
che condivide il programma del
Cristo che inviato del Padre si
incarna per condividere la nostra esistenza di uomini e salvarli), dopotutto siamo fatti a sua
immagine. Il Samaritano pur
non essendo ufficialmente il
“prossimo” agisce da “prossimo” e così qualsiasi uomo, di
qualsiasi razza e fede, può essere prossimo, perché può agire da
prossimo. Proseguendo nella lettura troviamo che il giorno dopo
il buon Samaritano prese due
denari e li diede all’albergatore
dicendogli: abbi cura di lui, e
questi sono i mezzi che Gesù ha
dato a ciascuno di noi, chiamia-
moli due denari o come crediamo, perché da noi siano spesi a
favore della persona afflitta che
incontriamo sulla nostra strada.
Se lo faremo, ne saremo ricompensati nella stessa misura
nella quale avremo compiuto la
nostra opera, perché solo le mani vuote che hanno dato tutto
sono in grado di ricevere … e
quanto spenderai in più io te lo
restituirò al mio ritorno.
Questo io credo può insegnarci il Natale, sia con il suo
forte richiamo ad indirizzare i
nostri pensieri verso il reale, non
verso l’effimero, sia con l’invito
per ciascuno di noi di condividere l’esistenza di quanti stanno
peggio di noi ed abbisognano di
soccorso. Questo il cristiano sapiens lo dovrebbe sapere. E ricordare!
Tutto è destinato al cestino dei rifiuti del nostro computer? No, oggi invece vogliamo che risuoni
forte e potente la parola di Gesù:
“Per questo l’uomo lascerà suo
padre e sua madre e si unirà a sua
moglie e i due saranno una carne
sola. Così che non sono più due,
ma una carne sola. Quello dunque
che Dio ha congiunto, l’uomo non
separi". (Mt. 19,5-6)
Questo è l’ideale evangelico
proposto ai cristiani: una amore
eterno, un amore per sempre.
Come fare? Vi propongo alcuni
sentieri che sempre più sperimento decisivi per rendere eterno
l’amore di un uomo e di una donna.
Tenerezza
“Dimmi spesso che mi ami,
con parole, gesti e azioni. Non
credere che lo sappia già. Forse ti
sembrerò imbarazzato e negherò
di averne bisogno, ma non credermi, fallo lo stesso”. “prenderemo del tempo per guardarci in
facci e parlarci comeal principio,
Prenderemo del tempo perché ritorni la tenerezza” (Charles Singer)
Occorre recuperare una parola
da dire spesso: ti voglio bene.
Umiltà
Umiltà che in questo caso tradurrei così: innamorarsi è facile
ma amare è difficile. C’è un modo
infantile ma efficacissimo di distruggere un matrimonio e una
famiglia: pretendere un rapporto
di coppia senza imperfezioni, senza incomprensioni, senza amarezze e delusioni.
“Quelli di volerli perfetti e pretendere che siano la risposta ad
ogni desiderio. Oggi le persone
che pensano in questo modo stanno in aumento: non sopportano
alcuna delusione e sognano una
vita di coppia perfetta, senza ombra né sbavature. Sono come i
bambini che ritengono i genitori
onnipotenti e restano delusi
quando si accorgono che sono
semplicemente esseri umani. Molte persone non crescono mai: si
proiettano in un ambiente irreale e
vivono di sogni rifiutando la realtà. Immaginano la coppia perfetta,
dove tutto è bello e niente viene a
turbare questa bellezza” (Muraro)
Occorre recuperare una parola
da dire spesso: scusa ho sbagliato.
Pazienza e fedeltà
“Una tazza sbrecciata, una tazza resa scura dai molte tè bevuti, è
una tazza che ha vissuto con noi,
un oggetto a cui abbiamo prestato
pazienza e attenzione, un oggetto
che nel tempo si è caricato dei nostri umori e dei nostri sentimenti e
ci ha ricambiati con il suo servizio.
Una lunga amicizia porta gli stessi
identici segni di una tazza annerita dal tempo: ci sono incrinature e
ombre negli oggetti quotidiani così come ci sono momenti di incrinatura e ombra nelle amicizie. Per
non gettare via una tazza, come
per un’amicizia, ci vogliono due
sentimenti inusuali ma importantissimi come la pazienza e la fedeltà. La pazienza per il suo ruolo
somiglia ad un mattone, la fedeltà
QUESTA È L’EPOCA DELLA MEMORIA BREVE E DELLA
ROTTAMAZIONE
La Voce della Parrocchia
ad una radice. Con i mattoni si costruisce, grazie alle radi ci si cresce”. (Susanna Tamaro)
Occorre recuperare una parola
da dire spesso: per favore.
L’arte di cucire i pezzi
“I giovani amanti cercano la
perfezione. I vecchi amanti conoscono l’arte di ricucire i pezzi e
vedono la bellezza dell’armonia
dei brandelli”.
Questi versi sono preannunciati in un film della regista J. Moorhouse, Gli anni dei ricordi, e costituiscono anche il senso dell’intera
trama. Alcune donne passano le
loro giornate cucendo grandi trapunte con ritagli e avanzi di stoffa
colorata. Intanto esse educano ai
sentimenti e all’amore la più giovane tra loro e lo fanno raccon-
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tando le vicende della loro esistenza. Esse nella loro vita hanno
cercato sempre di cucire insieme
pezzi e brandelli a prima vista inutili e quasi da buttare e hanno
creato armonie nuove e bellezze
inattese, proprio come ora stanno
facendo con le loro trapunte di
stoffa.
Occorre recuperare una parola
da dire spesso: grazie
La preghiera
Non è il vostro amore a sostenere il sacramento ma è il sacramento che porterà sulle spalle il
vostro amore. Gesù, il Vangelo, la
Messa, la preghiera sono e devono
essere la forza e la misura del vostro amore: è incredibile quanto le
cose cambiano pregando. Regate
insieme, lentamente, qualche volta
ANAGRAFE PARROCCHIALE
BATTESIMI
12.01.14 Pier Cristian Pallini a Mandriolo
22.02.14 Maria Caterina Bernadetta Guaitolini
a Mandriolo
23.02.14 Margherita Marchi
02.03.14 Francesca Vaeiro a Mandriolo
27.04.14 Anna Ghelfi a Mandriolo
04.05.14 Erika Leoni a Mandriolo
04.05.14 Emma Rossi a Mandriolo
11.05.14 Filippo Tassoni a Mandriolo
11.05.14 Noah Bonancini a Mandriolo
18.05.14 Mattia Pioppi a Mandriolo
31.05.14 Alessio Paolillo a Mandriolo
08.06.14 Alice Gasparini a Mandriolo
08.06.14 Gineva Selimovic a M. Mediatrice
08.06.14 Simone Silimovic a M. Mediatrice
14.06.14 Alice Lettieri a S.Martino
15.06.14 Arianna Magnanini a Mandriolo
06.07.14 Vera Cattini a Mandriolo
06.07.14 Alberto Cattini a Mandriolo
31.07.14 Eva Caldaras a Mandrio
14.09.14 Marilena Luciana Beltrami a S.Martino
21.09.14 Carlotta Marra a S.Martino
21.09.14 Alessandro Salvaterra a S.Martino
21.09.14 Alessandro D’Andrea a S.Martino
28.09.14 Andrea Coletta a S.Martino
05.10.14 Emanuele Zini a S.Martino
19.10.14 Nicola Giba a M.Mediatrice
19.10.14 Arianna Meloni a S.Martino
26.10.14 Jacopo Gallingani a Mandriolo
30.11.14 March Leon Schoen a S.Martino
07.12-14 Elena Cipolli a S.Martino
MATRIMONI
31.05.14 Ines Guaita e Gaetano Paolillo a Mandriolo
guardandovi a lungo non nascondendovi eventuali lacrime … saranno lacrime che uniscono. Le
candele piangono mentre illuminano.
“ Le lacrime nate dal fuoco,
debordano e scorrono lungo il loro corpo:piangono perché sanno
che per far luce devono morire”
(Rubem Alves)
Non nascondetevi eventuali
lacrime, saranno lacrime che uniscono, che renderanno eterno il
vostro amore. Auguri! Mi raccomando, le cinque parole da dire
spesso:
Ti voglio bene. Scusa. Per favore. Grazie. Preghiamo.
E il vostro amore non finirà
mai! Non dimenticatelo!
14.06.14 Laura Fontana Sabattini e Alberto Kechler
a Mandriolo
11.07.14 Serena Bellelli e Simone Malagola
a Mandriolo
12.07.14 Valentina Semellini e Samuele De Pietri
a S.Martino
30.08.14 Elisa Bellanti e Massimo Benatti
a Mandriolo
TORNATI ALLA CASA DEL PADRE
07.01.14 Sergio Rustichelli - Mandriolo
11.01.14 Carmela Marchetti Mandrio
29.01.14 Giancarlo Carmagnoli S.Martino
31.01.14 Giancarlo don Nasi -Mandriolo
02.02.14 Marta Luppi Mandriolo
15.02.14 Nella Grillenzoni Mandrio
19.02.14 Edmea Bellelli Mandrio
19.02.14 Gian Paolo Lancellotti Mandrio
20.02.14 Marisa Tassoni .S.Martino
24.02.14 Flavio Corrado Mandrio
06.03.14 Amato Bondavalli Mandrio
13.03.14 Mauro Michele -Mandriolo
26.03.14 Osvaldo Lugli -S.Martino
27.03.14 Giancarlo Gilocchi Mandriolo
28.03.14 Carlo Ferrari Mandriolo
25.04.14 Ottilia Cavazzoni Mandriolo
06.07.14 Marta Mazzali S.Martino
14.07.14 Bruna Gombia S.Martino
11.09.14 Ivano Vezzani Mandrio
19.09.14 Silvano Boni Mandriolo
27.09.14 Giuseppina Arezzi Mandriolo
09.11.14 Bruno Gazzini a Mandrio
12.11.14 Effide Ferioli a S.Martino
21.11.14 Addonizio Sabato Gerardo a S.Martino
25.11.14 Gozzi Maria Mandrio
25.11.14 Vincenzo Raimondo di Mandriolo
La Voce della Parrocchia
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È IL MATRIMONIO CRISTIANO
MONS. RENZO BONETTI A CORREGGIO
E’ la famiglia fondata sul matrimonio cristiano la grande bellezza per l’oggi, per parafrasare
un recente film. Sembra dire così
in intervista, monsignor Renzo
Bonetti, che è stato relatore
dell’incontro il sabato 4 ottobre
nella Parrocchia di S.Pietro Espansione Sud a Correggio intitolato “La bellezza del matrimonio cristiano”. Bonetti è presidente della Fondazione Famiglia
Dono Grande, il cui fine ultimo è
quello di far conoscere e far vivere la famiglia, il “dono grande” per il futuro delle generazioni, sostenendo chi ne soffre la
mancanza o l’incompiutezza e
sollecitando chi la vive a mettersi a servizio degli altri. A lui la
richiesta di anticipare alcuni
contenuti e il suo sguardo sul
tema che andrà ad affrontare.
Perché oggi è così importante parlare del matrimonio cristiano mettendone in luce la
bellezza? Quali sono, in questa
“società che cambia”,i segni di
speranza che il matrimonio può
offrire?
Perché il matrimonio cristiano contiene una bellezza, non
occorre appiccicare altro. C’è
bellezza in forza del sacramento
che dice esplicitamente che la
coppia è a immagine e somiglianza di Dio, dice ciò che Egli
stesso ha detto contemplandoli:
“è cosa molto bella”. Non possiamo imporre questa visione a
chi non crede, ma dobbiamo sapere che i I matrimonio cristiano
è una rarità. Il matrimonio come
istituzione è intessuto nella storia dell’ umanità, una storia bella fatta di uomini e donne e per
questo guardiamo con rispetto a
tutte le coppie -, sappiamo però
che vi è una fragilità e che proprio in virtù di essa la speranza
può indebolirsi. Il cristiano è invece consapevole dell’origine di
questa bellezza, ha una consa-
pevolezza e una speranza grande verso il futuro perché ne conosce l’autore. Segni come
l’indissolubilità, la fedeltà, la fecondità, non sono allora forzature morali per chi le vive, ma sono misura e qualità dell‘amore,
quello che viene da Dio stesso e
con cui Egli ama ogni uomo.
Il Sinodo tocca un ambito
complicato e delicatissimo.
Quali sono, secondo lei, le più
significative questioni che
l’assise è chiamata ad affrontare?
Innanzi tutto ricordo che sarà
un Sinodo straordinario di studio, approfondimento e confronto che non offre vere e proprie
conclusioni: esse arriveranno col
Sinodo ordinario del 2015 che
punta decisamente verso colui
che è la luce del mondo, Gesù
Signore, e la rivelazione che Egli
fa del mistero e della vocazione
della famiglia. Credo che il matrimonio cristiano verrà riproposto come ideale di vita, capace di
realizzare in pie-nezza la dimensione umana. Lo Spirito Santo è
dato agli sposi per questo, perché si esprima la carne redenta
pur dentro i limiti umani. Anche
se noi tendiamo a equiparare
qualsiasi buon matrimonio, c’è
una missione specifica degli
sposi cristiani che scaturisce dal
sacramento, l’essere segno del
regno, il guardare in modo diverso alle dimensioni della vita
umana: è uno sguardo verso il
definitivo poiché il matrimonio è
annuncio della bellezza di un
amore grande e, appunto,
de-finitivo di Dio, che ci fa
guardare l’uomo e la donna come li guarda Dio. L’umanità
nuova dove può nascere se non
in Dio? Gli sposi sono chiamati a
La Voce della Parrocchia
9
LA VERA "GRANDE BELLEZZA"
dire con la vita che è possibile
partecipare all’amore infinito
che Dio ha per l’umanità.
A quale conversione siamo
chiamati come Chiesa che
cammina nel mondo cercando
di seguire e annunciare il Vangelo?
Dobbiamo convertirei alla
novità del matrimonio cristia-no
come sacramento, allora vedremo le difficoltà, le sofferenze, le
separazioni con la stessa attenzione cui il Santo Padre ci richiama. Si tratta di una conversione ali ‘accoglienza: quanti
poveri abbiamo invitato a pranzo, quanti nemici? Il matrimonio
è segno di una Chiesa che accoglie, allora dobbiamo allargare
lo sguardo a tutti quelli che abbiamo tagliato fuori dalla nostra
vita, il perché il problema non è
tanto decidere se dare o no la
Monsignor Renzo Bonetti, già consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, in questi anni ha promosso il
Master biennale in “Scienze del Matrimonio e della Famiglia” in collaborazione con il Pontificio Istituto “Giovanni
Paolo Il’’, le Settimane estive di Formazione e le Settimane Nazionali di studi
sulla spiritualità coniugale e familiare.
Ha coordinato il Progetto Parrocchia Famiglia della Cei, un “laboratorio di
ricerca” avente lo scopo di individuare
nuovi percorsi di partecipazione della
famiglia alla vita della parrocchia. Da
questo progetto sono nate le esperienze
pastorali delle Comunità Familiari di
Evangelizzazione (CFE) diffuse in circa
25 diocesi in Italia.
Le sue ultime pubblicazioni: «Il sacramento delle nozze. Fonte di spiritualità», San Paolo Edizioni, Roma 2010; «Il
corpo dato per amore. Meditazioni su
Eucaristia e Matrimonio», Edizioni Città Nuova, Roma, 20 Il; «Felici e santi.
La vita interiore degli sposi», Paoline
Editoriale Libri, 2011.
comunione, ma chiedersi con
quante persone noi abbiamo fatto comunione. C’è un’idea errata
della Chiesa e della salvezza
quando i media parlano delle
questioni relative al matrimonio
cristiano.
Possiamo parlare oggi di
“famiglia in uscita”? Ci sono
esperienze
significative
di
Chiesa in uscita, in ltalia dal
punto di vista della pastorale
della famiglia?
La famiglia di per sé è in uscita perché è una struttura di
accoglienza. Nessuno si è scelto
il figlio per ora-e ad ‘accogliere
l’altro si impara nella quotidianità. Ogni famiglia è un tessuto
relazionale che gl i sposi costruiscono gradualmente intorno a sé
e che non può galleggiare e basta, deve essere segno della bellezza poiché la coppia è la prima
visibilità di Dio, lì dove essa è e
nel modo in cui si comporta e
accoglie gli altri essa è la prima
pagina della Bibbia. Questo però
non ce lo ricordiamo mai ... Dio
ha fatto immagini di sé che sono
sparse ovunque nei nostri condomini.
Questo comporta una responsabilità grande per le famiglie, anche come for-mazione ...
Certo. Innanzi tutto occorrono
spazi per contemplare il dono
ricevuto, per vivere la riconoscenza al Signore. Significa arrivare a comprendere che l ‘amore
e la sessualità non li ha inventati
la coppia che li vive, non sono
suoi, non li possiede, hanno un
‘origine in Dio. E se”non si conosce bene l’origine di questo
amore è difficile che si possa
comprendere e annunciarne il
destino.
10
La Voce della Parrocchia
INCONTRO MATRIMONIALE
Incontro Matrimoniale è l’espressione italiana di Worldwide Marriage Encounter (WWME), gruppo di
Spiritualità matrimoniale diffuso in tanti paesi del mondo. Incontro Matrimoniale (IM) ha avuto inizio in
Spagna da padre Gabriel Calvo, un prete convinto che per parlare di famiglia occorre partire dal suo nucleo originale: la coppia di sposi. Dopo qualche anno, negli Stati Uniti, grazie a padre Chuck Gallagher e
alcune coppie di sposi, si strutturò un Week-End che rapidamente si propagò anche in altre nazioni portando rinnovamento nella relazione sponsale.
Nel 1972 padre Guido Heyrbaut lo porta in Belgio. Nel 1978 un prete e una coppia americani danno il
primo WE in Italia e nel 1980 un team tutto italiano donò un WE vicino a Ferrara.
Ben presto parteciparono coppie da tanti angoli d’Italia col sogno di farlo arrivare nelle loro regioni. E così, sempre invitandosi da coppia a coppia, oggi, in Italia circa 24000 coppie, preti e religiosi hanno vissuto
questo WE. Per l’entusiasmo e la fede di quelle prime coppie e preti ora si danno WE in più di 90 paesi nel
mondo.
Cos'è? Incontro Matrimoniale è uno stile di vita proposto durante un fine settimana.
Non è una tecnica, non è un movimento come comunemente si intende, ma è bensì un movimento dello Spirito per
far vivere meglio e far si che il mondo attorno possa credere, perché ha visto gente sperimentare che l’amore è possibile. Il fine settimana è di ispirazione cattolica e gli animatori sono cattolici e non si estraneano dalla loro fede in ciò che
testimoniano.
Per chi è ? Possono partecipare tutte le coppie di qualsiasi età e cultura, che tengono al proprio amore.
Il fine settimana, pur essendo una esperienza cattolica, nulla ha a che vedere con la catechesi. Attraverso testimonianze semplici e concrete si mettono in evidenza le dinamiche di relazione della coppia. E’ per questo
che si può dire che il fine settimana è anche aperto alle coppie non credenti o di diversa fede. Costoro partecipano sulla base dei propri ideali e convinzioni e non verranno forzati in alcun modo.
Non è invece consigliabile a coppie di divorziati o a coppie in situazione di grave crisi o affette da patologie (psicosi, tossicodipendenze).
Il fine settimana è un tipo di incontro al quale sono calorosamente invitati anche sacerdoti e religiosi/e
che si impegnano a vivere in modo autentico la propria vocazione e che vogliono progredire in quella maturità umana, che permette di “incarnare” il comandamento del Signore: “amatevi …..come io ho amato
voi”.
Per info. 0521.658262 cell 3293909347 www. Incontro matrimoniale .org [email protected]
“RETROUVAILLE”, JOLLY PER COPPIE DIVISE
ESPERIENZA CRISTIANA CHE RIANIMA I MATRIMONI IN CRISI.
“L’unica soluzione possibile sembrava essere la separazione. Abbiamo deciso di partecipare al programma di Retrouvaille, suggeritoci dal terapeuta che ci seguiva, in quanto la disperazione non ci faceva intravedere nulla di alternativo. Al week end la prima scoperta è stata che non eravamo soli, che altre coppie
avevano sperimentato il dolore di ferite profonde nel loro matrimonio ed erano riu-scite a curarle e a guarire. Durante tutto il percorso, accompagnati da altre coppie, abbiamo imparato uno strumento nuovo per
dialogare e affrontare i nostri problemi. Abbiamo anche scoperto la grazia del Sacramento del nostro matrimonio”. È il racconto di Arianna, che con il marito Graziano ha affrontato un lungo periodo di difficoltà. Capita che all’interno di una coppia non si riescano più ad affrontare serenamente i problemi, che ogni
piccola questione diventi -fonte di contrasti- e litigi; tra marito e moglie ci si sente freddi, soli, distanti. In
queste situazioni, si pensa facilmente alla sepa-razione o al divorzio. Cosa fare? Chi può aiutare le coppie
a trovare una strada diversa da quella che li porta alla fine del loro matrimonio?
Una risposta a queste domande è nata all’interno della Chiesa cattolica. Il programma «Retrouvaille» (una
parola francese che significa «ritrovarsi»), è un esperienza nata in Canada e ormai diffusa in diversi Paesi
del mondo che aiuta la coppia a ritrovare un clima di accoglienza e di rispetto reciproco e a fare ripartire
la relazione ferita. L’esperienza è aperta a coppie sposate o conviventi che soffrono problemi di relazione,
che stanno pensando alla separazione o già separate, che intendono fare chiarezza e, se possibile ricostruire la loro relazione d’amore.
Il programma inizia con un week end residenziale e intensivo per poi proseguire con un percorso di dodici incontri che riprendono passo a passo i temi affrontati nel fine settimana approfondendo li. E’ un lavoro
fatto all’interno di ciascuna coppia con l’aiuto di una coppia che testimonia di volta in volta la propria esperienza. Retrouvaille ha solide radici nella dottrina cristiana sul matrimonio, vuole essere una mano tesa
e offrire un cammino di speranza, per rimettere in moto il “sogno” che ha accompagnato gli sposi e li ha
fatti credere nel matrimo-nio e nella famiglia.
Per inf. 800 123 958 oppure 346 2225896 www.retruvaille.it posta [email protected]
La Voce della Parrocchia
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VITA PARROCCHIALE \ Missioni in Parrocchia
VERSO LA SANTITÀ
E
dopo avere scoperto l'India
siamo ripartiti per un nuovo
viaggio, destinazione... paradiso!
Dal 7 al 9 ottobre infatti, in occasione delle sagre, la nostra unità
pastorale ha ospitato una minimissione sul tema della santità
animata dai frati minori di Assisi e dalle suore francescane Alcantarine residenti a Loreto. Alcuni parrocchiani hanno generosamente organizzato l'accoglienza dei nostri ospiti.
Durante la prima Messa di
venerdì sera padre Alessandro
ha presentato la 'squadra': suor
Laura e suor Marilda, con le loro
preziose doti in ambito artistico,
musicale, tecnologico e culinario, e i frati Massimo, Alessandro e Andrea, con le loro doti di
pazienza, capacità d'ascolto,
empatia. Durante l'omelia padre
Alessandro ci ha spiegato come
agli occhi di Gesù l'uomo valga
in virtù della sua capacità di
amare il prossimo e i santi siano
coloro che hanno imparato ad
amare l'uomo attraverso Dio.
Sabato pomeriggio poi, i nostri amici hanno incontrato i
bambini e i ragazzi del catechismo, trasmettendo loro tanta energia e carica vitale, frutto di
una fede autentica, radicata e
gioiosa. Hanno proposto il gioco
dei 'colori di Gesù': rosso per la
passione, giallo per la gioia e blu
per il paradiso. Al termine
dell'incontro ciascuno, proprio
come accade durante l'Eucaristia, ha portato a casa un 'pezzetto'
di Gesù, simboleggiato dal colore-sentimento di cui aveva bisogno in quel momento.
I santi sono coloro che hanno
intuito questo segreto, cioè che
Dio è la risposta ai nostri bisogni, e hanno perciò raggiunto la
felicità eterna in terra. In serata:
cena comunitaria e a seguire
momento per i giovani con condivisione di esperienze di vita e
percorsi di fede, il tutto condito
da canti e balli scatenati! I frati
hanno presentato ai ragazzi
quattro diversi stili comportamentali degli adolescenti: il giovane-mandala che appare diligente e corretto all'esterno, ma
nel proprio intimo coltiva sentimenti negativi e frustranti; il
giovane-scacchiera che vuole
primeggiare per rabbia o per insicurezza ed è sempre alla ricerca di un avversario con cui confrontarsi; il giovane-labirinto che
è chiuso in se stesso e, pur avendone gli strumenti, non riesce a uscire dalla propria condizione; e infine il giovane-Castel
del Monte che è aperto alle relazioni sia verso i propri conoscenti che verso Dio.
La domenica i frati e le suore
hanno partecipato alle S. Messe
nelle diverse parrocchie e nel
pomeriggio hanno incontrato il
gruppo dei cresimandi e le famiglie; in particolare padre A-
lessandro ha tenuto un incontro
molto coinvolgente rivolto alle
coppie di sposi, in cui ha evidenziato come la missione di
ogni coniuge sia la collaborazione con Dio nel realizzare la santità dell'altro per condurlo in Paradiso. Ha poi invitato le famiglie della parrocchia a camminare insieme in un percorso di fede
e comunione fraterna. Contemporaneamente i giovani hanno
affrontato con suor Marilda il
tema delle quattro porte che S.
Francesco ha dovuto attraversare per intraprendere il viaggio
verso la santità: la porta di casa
(che simboleggia il lasciarsi alle
spalle le aspettative che gli altri
hanno su di noi), la porta del
negozio (che significa donare
tutto ciò che abbiamo al prossimo bisognoso), la porta del cielo
(che rappresenta l' incontro con
Dio) e la porta dell'amore eterno
( che significa comprendere di
essere il risultato di un progetto
d'amore e non del caso). La serata si è conclusa in bellezza con
gnocco, tigelle e ancora canti e
balli!
E' stata un'esperienza carica
di significato e molto energizzante' che ci ha persuasi del fatto
che la santità è davvero per tutti,
nessuno escluso; si tratta "soltanto", come ci ha ricordato fra'
Massimo, di agire nell'ordinario
in modo straordinario!
Caterina Guidi
VITA PARROCCHIALE \ Teatro parrocchiale news
Ripresa l'attività con L'Ispettore generale di Gogol
Ètà Pastorale il Laboratorio di
ripreso a settembre nell'Uni-
Teatro, con sede operativa nella
parrocchia di Mandriolo. Come
sempre, da ormai vent'anni, l'attività si concluderà a dicembre
2014 con la presentazione nel teatrino della nuova produzione.
Quest'anno sarà la volta de L'ISPETTORE
GENERALE,
la
commedia più riuscita dello
scrittore russo Nikolaj v. Gogol,
per la regia di Giorgio Grisendi.
L’OPERA - Il soggetto della
pièce (1836) fu suggerito a Gogol
da Puskin, che aveva preso lo
spunto da un bizzarro fatto di
cronaca. Uno squattrinato avventuriero, scambiato dagli
amministratori di una cittadina
di provincia per un ispettore in
incognito inviato dal patere centrale, sfrutta disinvoltamente
l'imprevisto equivoco, accettan-
La Voce della Parrocchia
12
do doni e offerte di ogni tipo dai
funzionari locali che tentano ingenuamente ci corromperlo.
Quando alla fine se la squaglia e
si viene a scoprire dall' apertura
di una sua lettera, scritta ad un
amico, l'inganno, giunge, inaspettato e inesorabile, il vero revisore.
La vicenda, dal sapore di una
parabola socio-politica, diviene
il pretesto per smascherare, attraverso il riso, il vizio, sempre
attuale., della corruzione, messo
di fronte allo specchio della coscienza. Risultato che l'autore
raggiunge creando una vario-
pinta e divertente galleria di tipi
umani simili a maschere grottesche.
IL PROGETTO - Il teatro, che,
col suo linguaggio non naturalistico ma allusivo e simbolico,
non vuole tanto riprodurre la
realtà quanto rappresentarla criticamente, persegue due finalità:
quella di intrattenere divertendo, e quella di interrogare provocando. Fatto con questa consapevolezza, può rientrare a
pieno titolo tra le proposte qualificanti' .di un oratorio, dove capacità e talenti abbiano modo di
rivelarsi e temprarsi, facendosi
mediatori per la comunità di valori etici ed estetici. In tempi in
cui tende ad abbassarsi il livello
di guardia della' coscienza, e tutto è lasciato al consumo privato
e individuale, è significativo che
una collettività, piccola o grande
che sia p si raccolga insieme in
una parrocchia per divertirsi,
condividendo emozioni e riflessioni con un manipolo di giovani che con semplicità e fervore
provano a mettersi in gioco per
comunicarle.
Giorgio Grisendi
ADOZIONI A DISTANZA
L’adozione a distanza offre la possibilità a chiunque di adoperarsi in modo delicato, rispettoso e generoso, permettendo a tanti bambini poveri una crescita adeguata nel proprio ambiente familiare, sociale e culturale. Alcune
famiglie delle nostre parrocchie di Mandrio e San Martino continuano a sostenere l’iniziativa e, una delle cose più
belle che posso aver notato in questi anni, è che le persone non si dimenticano!
Tra le molteplici possibilità, la scelta è stata quella di collaborare con i missionari della nostra diocesi presenti
in Madagascar (isola africana) appoggiando i seguenti PROGETTI.
- A favore dell’associazione Amici del DonGio – Adozioni a distanza Alzati e Cammina: questa associazione opera in Madagascar nel paese di Ambositra e si occupa in particolare di bambini, giovani ed
adulti colpiti da malattie permanenti quali poliomielite, cecità, sordità ecc. Quello che loro chiedono
come sostegno annuale sono euro 168,00 a bambino.
- A favore don Pietro Ganapini – adozioni scolastiche Ambandia:don Ganapini è uno storico missionario
reggiano che opera in Madagascar, nei sobborghi di Antananarivo, da più di 40 anni! Ha costruito ad Ambanidia una scuola che ospita quasi 2000 alunni ai quali viene dato un sostegno per gli studi ed un pasto a mezzogiorno. Quello che loro chiedono come sostegno annuale sono euro 70,00 a bambino.
Per dare a tutti la possibilità di partecipare all’iniziativa, l’OFFERTA E’ LIBERA: non è necessario versare la
somma complessiva per l’adozione di un bambino, ma basta un piccolo contributo. Grazie a nome di don Ganapini, dagli Amici del DonGio che regolarmente inviano dal Madagascar notizie sull’andamento dei loro progetti.
Grazie a tutti. Per qualsiasi informazione rivolgersi a Paola Toschi tel.0522/637904.
Paola, don Wojciech
TEATRO PARROCCHIALE DI MANDRIOLO
SABATO 6 E SABATO 13 DICEMBRE 2014, ORE 21
DOMENICA 7, LUNEDÌ 8 E DOMENICA 14 DICEMBRE 2014, ORE 16
5 dicembre, 9 gennaio e 6 febbraio ore 20.45, Chiesa di Santa Chiara
L’ISPETTORE GENERALE
“La Parola di Dio non è incatenata”
Cammino Biblico sugli Atti degli Apostoli
commedia
di Nikolaj V. Gogol
guida don
Carlo Pagliari
Prevendita biglietti presso Erboristeria La Ginestra, Piazza S. Quirino 9B Correggio
domenica 21 dicembre, ore 18.00, Chiesa di Mandriolo
Spettacolo dei bambini del Catechismo
La Voce della Parrocchia
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CALENDARIO LITURGICO
Prima delle Feste di Natale il Parroco passerà a fare una visita agli
anziani ed ai malati che conosce. Chi lo desiderasse, lo faccia sapere
al Parroco telefonando allo 0522/699134.
NOVENA DELL'IMMACOLATA
da lunedì 1 a sabato 6 dicembre
a Mandriolo
15.30 S. Messa
N.B.: sabato 6 la S. Messa è a Mandrio alle 7.30
NOVENA DEL S. NATALE
da martedì 16 a mercoledì 23 dicembre
a Mandrio
19.00 S. Messa
N.B.: sabato 20 e mercoledì 24 la S. Messa è alle 7.30
sabato 20 dicembre 2013
a Mandrio
15.00 Confessioni (fino alle 18.00)
giovedì 25 dicembre
SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE
Chiesa di Mandriolo
0.00 S. Messa di mezzanotte
Chiesa di Mandrio
8.00 S. Messa dell'aurora
Chiesa di Mandriolo
9.30 S. Messa del giorno
Chiesa di S. Martino
11.00 S. Messa del giorno
venerdì 26 dicembre, S. Stefano
Chiesa di Mandriolo
9.30 S. Messa
Chiesa di S. Martino
11.00 S. Messa
mercoledì 31 dicembre, S. Silvestro compatrono di Mandriolo
Chiesa di Mandriolo
11.00 S. Messa e Te Deum
martedì 6 gennaio 2015,
ore 15.00 a Mandrio
FESTA
DELLA BEFANA
FELICI DA MATTI
Le beatitudini di Gesù
La paradossale felicità del Vangelo
Guida don Carlo Pagliari
4 dicembre “Felici i miti…”
8 gennaio “Felici gli affamati e assettati della giustizia..”
5 febbraio “Felici i misericordiosi..”
Gli incontri sono presso
la Casa della Carità di Fosdondo
alle ore 21.00
L’IMPORTANZA CHE SALVA
Lectio divina sul Vangelo di Marco
Guida don Carlo Pagliari
18 dicembre “Il mistero del Messia e
lo scetticismo dei vicini”
22 gennaio “Il mistero del Messia e
l’incomprensione dei discepoli”
26 febbraio I“Chi cammina col Messia? Sequela e solitudine”
Gli incontri sono presso
la Chiesa di S. Chiara
alle ore 20.45
VITA PARROCCHIALE \ Chiesa universale
DIARIO DI BORDO DI UN VIAGGIO SPECIALE
Èmondo senza spostarsi da ca-
possibile viaggiare per il
sa? Beh, pare che la nostra unità
pastorale ci sia riuscita! Dal 1 al
6 ottobre infatti siamo idealmente volati in India attraverso l'incontro ravvicinato con padre
Balthazar che ha portato un po'
di colori, usi e costumi del suo
straordinario paese nelle nostre
parrocchie. Padre Balthazar è il
referente responsabile della missione di Razole che da quasi 50
anni è gemellata con la comunità
di Mandriolo (e più recentemente anche con Mandrio e S. Martino) da cui riceve regolarmente
aiuti economici. Grazie a questi
contributi il nostro padre è riu-
scito ad avviare importanti progetti educativi, pastorali e medico-sanitari nella sua parrocchia
missionaria, oltre ad aver edificato una bella chiesa dedicata a
don Giancarlo e don Piergiorgio
Nasi.
Merc. 1 ott.: arrivo a Bologna,
prima accoglienza e visita alla
città: le due torri, piazza Maggiore, la basilica di S. Petronio,
ecc. In serata prima cena comunitaria.
Giov. 2 ott.: gita a Parma in
compagnia di don Wojciech, Benedetta e Luigi; visita alle spettacolari cupole affrescate dal
Correggio.
Ven. 3 ott.: gita a Mantova
con don Wojciech, Caterina e
l'impareggiabile Luigi; visita a
Palazzo Te, alle cattedrali, alla
Piazza delle Erbe e al Santuario
delle Grazie.
Sab. 4 ott.: gita a Reggio Emilia con don Wojciech e Alessandra; visita alle chiese e alle piazze principali. Nel pomeriggio
incontro con i bambini del catechismo e proiezione di alcune
immagini relative alla missione:
la vita quotidiana, l'organizzazione dell'orfanotrofio (che ospita attualmente 82 bimbi dai 6 ai
15 anni), le attività assistenziali,
quelle pastorali o di evangelizzazione, ecc. I nostri bambini
sono rimasti colpiti dalle difficili
La Voce della Parrocchia
14
condizioni di vita dei loro coetanei in India, dalla povertà in cui
versano, dal rigore della routine
quotidiana, ma anche dalla serenità gioiosa con cui accettano
la vita e dalla disponibilità con
cui giornalmente partecipano
alla S. Messa, alla recita del Rosario e allo svolgimento dei propri doveri domestici e scolastici.
A seguire serata comunitaria
Dom. 5 ott.: S. Messe nelle tre
chiese concelebrate da padre
Balthazar; pranzo comunitario;
nel pomeriggio incontro con gli
adulti per illustrare nuovamente
tutte le attività svolte nella missione, le difficoltà logistiche aggravate a volte da calamità natu-
rali o da condizioni climatiche
avverse, le problematiche sociali
legate al sistema delle caste, ma
anche la grande fiducia e serenità di quella gente per la quale il
messaggio cristiano veicola
un'idea di emancipazione, riscatto, libertà e dignità personale. A
seguire cena comunitaria, serata
di chiacchiere e scambio di doni
per salutarci.
Lun. 6 ott.: Partenza.
E' stata per tutti noi un'occasione per stare insieme, rispolverare il nostro inglese scolastico, toccare con mano la potenza
della preghiera che per così tanti
anni ha tenuto legate queste due
comunità nonostante l'enorme
distanza geografica e le enormi
difficoltà linguistiche. Per padre
Balthazar è stata un'occasione
unica per uscire dai confini del
proprio paese, incontrare i suoi
benefattori, conoscere una nuova cultura, ammirare straordinarie bellezze artistiche e architettoniche e assaggiare tante specialità culinarie del nostro territorio!
Speciali ringraziamenti a don
Wojciech per la disponibilità, ai
cuochi sempre presenti, ai traduttori che si sono avvicendati e
a tutti coloro che hanno generosamente contribuito all'ottima
riuscita di questo evento.
Caterina Guidi
Riportiamo le lettere ricevute da padre Balthazar al suo ritorno in patria.
Caro don Wojciech, voglio innanzitutto ringraziarti immensamente per tutto ciò che hai fatto per me du-
rante il mio soggiorno presso di voi. Dio mi ha concesso la grazia di venire in Italia e incontrarti. E' stato per
me un grande privilegio conoscerti e concelebrare la S. Messa con te per 5 giorni. Sono in debito con te per
tutto questo. Mi sono sentito accolto e benvoluto, mi hai trattato come un fratello. Hai condiviso con me la
tua mensa e mi hai offerto calorosa ospitalità. Non avrei mai immaginato che un sacerdote straniero mi avrebbe accolto con così tanta generosità. Mi hai mostrato luoghi incantevoli organizzando le guide e i traduttori. Che fortuna ho avuto! Quando racconto tutto questo ai miei amici anch'essi rimangono sbalorditi! Hai
organizzato pranzi e cene comunitari, gli incontri con i bambini e con gli adulti. Fantastico! Hai sacrificato il
tuo tempo prezioso per me. GRAZIE. Da tanti anni rappresenti un supporto per la mia missione, i miei bambini e la loro istruzione. Tutti i tuoi parrocchiani hanno generosamente sostenuto me e la mia chiesa. Vi ricordiamo costantemente nelle nostre preghiere. Sono rimasto colpito dalle tue stupende parole sulla mia
missione dopo la S. Messa. Ti ringrazio anche per i 2000 euro ricevuti.
Con amicizia, tuo in Cristo,
padre Balthazar
Carissimi amici di Mandriolo, Mandrio e S. Martino
Tanti cari saluti da padre Balthazar.
Sto abbastanza bene e prego sempre per tutti voi. Lasciatemi ringraziare Dio per la straordinaria opportunità che mi ha concesso di incontrarvi personalmente. Le parole non possono esprimere appieno ciò che
sento nel profondo. La vostra calorosa ospitalità non mi ha mai fatto sentire forestiero tra voi, ma amico, fratello. Mi avete trattato come un membro della vostra famiglia. E' stato bello condividere momenti di dialogo
e convivialità. Don Wojciech ha organizzato per me numerose visite guidate in luoghi indimenticabili e in
chiese di grande interesse storico e artistico. Desidero ringraziare i traduttori che mi hanno affiancato in vari
momenti: Caterina, Benedetta, Alessandra e Marco. Ringrazio sentitamente anche Valentino. Sono molto
grato anche verso tutti coloro che hanno preparato i pasti, in particolare Angela. Ho davvero gioito nell'incontrare tanti bambini così curiosi e disciplinati..Le celebrazioni liturgiche così curate, in particolare quella
domenicale sottolineata dallo splendido coro! Durante gli incontri con gli adulti, mi avete rivolto molte domande che hanno rivelato un autentico interesse e affetto verso la mia missione. In particolare mi avete chiesto circa le strutture e i bisogni primari. Vi dissi che le esigenze immediate dei ragazzi sono l'acqua potabile e
i letti. I letti sono una priorità, in vista dell'inverno, poiché i ragazzi dormono attualmente su semplici giacigli posti sul pavimento. Ogni letto costerebbe circa 60 euro. Anche l'acqua potabile è una necessità, sebbene
meno impellente. Qualcuno di noi sta accusando malesseri legati al consumo di acqua non depurata. Vi
chiedo di pregare per me affinché possa rimettermi in perfetta salute quanto prima.
Grazie, vostro in Cristo,
padre Balthazar
CHI VOLESSE RINNOVARE L’ADOZIONE A DISTANZA O OFFRIRE UN LETTO (60 EURO) PER UN
BAMBINO DELL’ORFANOTROFIO
RIVOLGERSI A VALENTINO CASARINI
O AL DON WOJCIECH