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maggio/giugno 2014
RICOSTRUZIONE
L’aquila anno quinto
VALAGRO
LA SCIENZA AL
SERVIZIO DELLA TERRA
La Bandiera della cucina abruzzese
De Cecco Il grano che conquista / Ursini Così semplici, così buoni
84
Sped. abb. postale
Art.1 comma 1353/03
aut. n°12/87
25/11/87 Pescara CMP
maggio/giugno 2014 n.84 • € 4.50
Il ristorante della famiglia Spadone
Web
e vecchi merletti
The Babbionz
84
Il ristorante della famiglia Spadone
LA BANDIERA
DELLA CUCINA
ABRUZZESE
Di generazione in generazione il locale di Civitella Casanova
resta un punto di riferimento per i buongustai di tutta Italia
di Claudio Carella
S
ono gemelli gustozigoti i giovani alfieri
dell’enogastronomia abruzzese. Nel loro codice
genetico hanno già tutto scritto: l’amore per i
prodotti locali, la familiarità con i fornelli, la predisposizione
all’innovazione e il rispetto della tradizione.
Alessio e Mattia sono gli eredi di Marcello e Bruna Spadone,
ristoratori della Bandiera di Civitella Casanova, uno dei luoghi
più apprezzati e frequentati dai cultori della grande cucina,
insignito recentemente anche della prima stella Michelin
e menzionato sulle guide più quotate. La storia del locale,
immerso tra i campi coltivati sulle colline delle terre Vestine,
affonda le radici negli anni Settanta, precisamente nel 1977,
quando mamma Anna, tornata da Roma col desiderio di
mettere a frutto quanto appreso tra i fornelli della Capitale,
trasforma un negozio di “Sali e Tabacchi” in trattoria. E in
quella trattoria nasce artisticamente Marcello Spadone,
che nel 1987 prende le redini del ristorante insieme alla
moglie Bruna. È l’inizio di una storia di successo, che porta
il nome della Bandiera all’attenzione dei gourmet di tutta
Italia grazie al sapiente mix di innovazione e tradizione, alla
ricercatezza degli ingredienti, accuratamente selezionati da
produttori locali, all’innegabile gusto estetico di uno chef che
ha sempre messo le sue doti al servizio della cucina senza
cercare il protagonismo a tutti i costi. E all’eccellente servizio
a tavola Spadone ha affiancato recentemente un’offerta
di Bed & Breakfast, con deliziose camere con vista sulla
Maiella, arredate con gusto e impreziosite –come tutti gli
2
ambienti della Bandiera– dalle opere dell’artista Sandro Visca.
Anche se di successi e riconoscimenti ne ha avuti e ne avrà,
sicuramente, ancora molti, la più grande soddisfazione che
Marcello Spadone condivide con la moglie Bruna è quella di
aver trasmesso la passione, prima della competenza, ai due
figli. E Mattia e Alessio di strada ne hanno percorsa già molta:
non paghi degli insegnamenti ricevuti in famiglia, i due
ragazzi hanno avuto importanti esperienze internazionali:
Mattia ha perfezionato e allargato i suoi orizzonti nel
ristorante El Celler De Can Roca, a Girona, numero uno tra i
50 migliori ristoranti al mondo (2013) e terza stella Michelin
conquistata nel 2012, mentre Alessio all’Enoteca Pinchiorri di
Firenze (e scusate se è poco) ha scalato posizioni su posizioni,
nei ruoli di servizio in sala e sommelier.
«Se non fossi uno chef –dice Mattia– sarei un fumettista. Ho
frequentato il liceo artistico, disegnare è la mia passione.
E sono riuscito a trasferirla in cucina». Nel rispetto degli
insegnamenti paterni, spiega, «uso la mia creatività
e le tecniche apprese al liceo nella composizione dei
piatti, negli accostamenti, nella scelta dei cromatismi,
nell’armonizzazione degli elementi: in un piatto non
devono mai mancare una parte morbida e una croccante,
che sono come le luci e le ombre di un disegno; e bisogna
valorizzare l’esperienza multisensoriale, coinvolgendo
vista, gusto, ma anche gli altri sensi. Perfino il rumore del
cibo sotto i denti è importante». La formazione artistica,
secondo Mattia, «è forse più utile di quella alberghiera,
• Nella pagina di apertura la famiglia Spadone:
Marcello, Alessio, Mattia e Bruna.
In queste pagine: una delle specialità (foto Flavio Palazzo),
la sala che si affaccia sulle colline abruzzesi, una stanza del B&B
perché permette di vedere le cose da un altro punto di
vista. Io ho la passione per la pasticceria, che malgrado sia
una disciplina altamente “scientifica”, dove le dosi devono
essere rispettate al millesimo, consente un ampio uso della
creatività». Ed è proprio con un’opera d’arte pasticcera che
Mattia ha conquistato, nel 2010, il titolo di Giovane chef
emergente del Centro Italia, nell’ambito della manifestazione
Cooking of Art organizzata dal critico enogastronomico Luigi
Cremona e da Witaly. La giuria, composta da rappresentanti
del Gambero Rosso, dell’Espresso, dell’Accademia Etoile e da
altre personalità del settore, è rimasta colpita dalla Bolla di
Mattia, «una bolla di zucchero soffiato, come fanno i vetrai
di Murano, farcita di una mousse di ricotta e una mousse
di cachi, poi crema di cachi e miele. È tuttora uno dei miei
cavalli di battaglia». Ma il gusto per l’innovazione non intacca
il legame con la tradizione. «Sono tornato in Italia perché
desideravo lavorare qui, sono legatissimo alle mie origini e
alla mia famiglia. E poi sono convinto che in Abruzzo, senza
nulla togliere alle altre regioni, abbiamo prodotti –dallo
zafferano alla ricotta– che tutti ci invidiano».
Un concetto condiviso con il fratello Alessio, grande
estimatore della cucina regionale e dei vini abruzzesi:
«Nella mia top ten personale, accanto ai tradizionali vini
francesi, c’è quello che è stato giudicato il miglior bianco
del mondo, il Trebbiano di Valentini del 2007. Ma l’Abruzzo
ha altre eccellenze enologiche che non possono mancare
nella cantina di ogni ristorante». Alessio, contrariamente
al fratello “artista”, ha compiuto studi scientifici, ai quali ha
affiancato da sempre la passione per il vino. «Durante il liceo
ho frequentato il corso Ais per diventare sommelier, e dopo
il diploma mi sono fatto le ossa nel ristorante con papà. Poi
sono andato all’Enoteca Pinchiorri, dove ho imparato come
si gestisce un’attività di altissimo livello: è un meccanismo
complesso, in cui ciascuno deve fare la sua parte, come gli
ingranaggi di un orologio. È stata un’esperienza formativa
importante, che mi è servita anche per lavorare in famiglia».
Oggi alla Bandiera è direttore di sala, si occupa della cantina
e della carta dei vini: «I clienti devono sentirsi a proprio agio,
e questo obiettivo si raggiunge non soltanto ospitandoli in
un luogo accogliente, coordinando il servizio, prevenendo
le loro esigenze in modo discreto e accontentandone le
richieste, ma anche attraverso una mise en place elegante,
sobria: un tovagliato raffinato, un’accurata scelta dei calici e
delle posate».
Gusto, arte e comfort: i colori che sventolano sulla Bandiera
di Civitella Casanova.
La Bandiera
Ristorante con camere
65010 Civitella Casanova (PE) C.da Pastini, 4
Tel. +39 085845219 fax +39 085845789
www.labandiera.it email: [email protected]
3
De Cecco
IL GRANO
CHE CONQUISTA
La nuova linea bakery
dell’azienda abruzzese
si aggiudica il premio per
il miglior prodotto dell’anno
Q
uando la qualità incontra l’innovazione non si può fare
a meno di applaudire. Ed è proprio un applauso, lungo e
caloroso, ad accompagnare l’entrata in scena dei Grani
De Cecco, il primo sub brand del pastificio abruzzese conosciuto
in tutto il mondo per l’alto livello dei propri prodotti. A Milano,
nello spazio dell’Alcatraz, l’intera linea dei sostitutivi del pane
–bakery, in gergo tecnico– lanciata pochissimi mesi fa dalla De
Cecco è stata eletta, a metà febbraio, Prodotto dell’Anno 2014
per l’Innovazione. I Grani, come la celeberrima pasta di semola,
la pasta all’uovo, l’olio, i sughi pronti e i rossi della De Cecco sono
un prodotto di fascia premium. Quella, per intenderci, alla quale i
consumatori riconoscono un livello qualitativo superiore alla media. L’azienda di Fara San Martino ha scelto il nome Grani per un
motivo semplicissimo: il grano è l’essenza di una storia ultracentenaria iniziata in un molino dell’entroterra abruzzese e, capitolo
dopo capitolo, successo dopo successo, raccontata e apprezzata
in tutti i continenti. «Questa nuova linea dimostra, ancora una volta, la straordinaria capacità della famiglia De Cecco di selezionare
i migliori grani del mondo e farne prodotti di eccezionale qualità», sottolinea Luciano Berardi, direttore commerciale Europa del-
4
la De Cecco. «Dallo scorso settembre, senza mai forzare la mano
e senza nessun impegno pubblicitario degno di nota, abbiamo
immesso sul mercato nove referenze di alta gamma, prodotte
esclusivamente con olio extravergine d’oliva, senza grassi idrogenati, conservanti e ogm. I consumatori hanno apprezzato questa
filosofia e il riconoscimento del premio “prodotto dell’anno” ne
è la testimonianza. Vincere al primo colpo, tra l’altro, rappresenta
una soddisfazione nella soddisfazione». L’ossessione della qualità,
che da sempre distingue la famiglia De Cecco, ha fatto sì che
per creare un bakery unico e vincente nello scaffale dei negozi
venisse scelto un consulente dal nome altisonante, Mauro Gobbi.
Di fatto è lui il papà dei Grani. Anzi, come ama ripetere lo stesso
Gobbi giocando sulla carta d’identità un po’ sgualcita dagli anni,
il nonno. «Definita la gamma e la strategia dei prodotti, abbiamo
sancito un fil rouge per tutti che contemplasse la sapienza De
Cecco nella scelta dei migliori grani, il contenuto nutrizionale elevato, l’utilizzo esclusivo di olio extravergine di oliva come unica
materia grassa, la garanzia di essere fonte di fibra e di non contenere conservanti, coloranti, grassi idrogenati e materie prime non
considerate qualitative, seppur permesse, dai nutrizionisti», dice
• Alcune immagini dell’evento milanese.
Nella pagina a fianco e nella foto grande,
Francesco Garufi e Luciano Berardi.
A lato, lo chef Chicco Cerea con i Grani De Cecco
Gobbi. «Per il momento, i Grani sono rappresentati da tre tipi di
Pan Soffice, due di Grissini, altrettanti di Cracker, e da un tipo ciascuno di Grissinotti e Tarallini, tutti caratterizzati dalla varietà dei
cereali utilizzati: kamut, grano duro, grano tenero e grano saraceno». Quando usa l’espressione “per il momento”,Gobbi allude ai
nuovi item che, nei prossimi mesi, saranno presentati dall’azienda
di Fara San Martino, come nei programmi del presidente Filippo
Antonio De Cecco e degli amministratori delegati Giuseppe Aristide De Cecco e Saturnino De Cecco. Ricette e nomi per ora sono
top secret, ma dalle indiscrezioni trapelate nella città meneghina
si sa già che verrà lanciata una linea di grissini torinesi. Tornando
al premio Prodotto dell’Anno 2014, che garantisce da adesso fino
a marzo 2015 l’utilizzo del caratteristico marchio rosso oramai
ben noto ai consumatori, non si può fare a meno di ricordare che
la De Cecco ha creato un evento nell’evento. Il giorno dopo la
kermesse dell’Alcatraz, infatti, nell’incantevole ed esclusiva cornice della Società del Giardino, sempre a Milano, il responsabile
delle Relazioni esterne Marco Camplone e il consulente Giorgio
D’Orazio hanno organizzato una conferenza stampa e un cocktail
curato dallo chef pluristellato Chicco Cerea del ristorante “da
Vittorio” di Brusoporto (Bergamo). «Ancora una volta la De Cecco
ha dimostrato cosa significhi essere un’azienda di eccellenza nel
campo alimentare», sono parole di Cerea. «In appena due anni,
cioè da quando è stato messo su il progetto, i Grani hanno raggiunto traguardi importantissimi, neppure sognati da altre grandi
industrie. Il premio Prodotto dell’Anno rimarca la fidelizzazione
del consumatore al brand De Cecco, fidelizzazione tutt’altro che
casuale». Francesco Garufi, il direttore vendite Italia, definisce le
strategie aziendali con lucido pragmatismo: «Gli obiettivi che ci
poniamo sono quelli di presidiare in maniera definitiva il segmento premium dei sostitutivi del pane. L’obiettivo quantitativo
nel medio-lungo periodo è quello di una quota del 5 per cento
di questo mercato. Siamo partiti col piede giusto grazie anche
a questo importante Premio che, vorrei sottolineare, ci è stato
attribuito proprio dal consumatore finale». Infatti, per la nona
edizione, la società Marketing e Innovazione Italia che organizza
il Premio ha contattato, in rappresentanza della popolazione
italiana, circa 12 mila consumatori. Trenta le aziende vincitrici nei
diversi settori. Sul bakery, per un anno (almeno), sventolerà la
bandiera della De Cecco.
5
Ursini
COSì semplici,
così buoni
La tradizione dei contadini abruzzesi arriva sulle tavole di tutto
il mondo. Dai manicaretti sott’olio ai sughi, dall’extravergine
d’oliva agli agrumati e speziati, dai pestati alle confetture:
l’attenzione alla scelta delle materie prime e la cura nella
preparazione è la ricetta alla base del successo dell’azienda di
Fossacesia, che si propone con una nuova veste e nuovi prodotti
U
n packaging da leccarsi i baffi. Ursini, l’azienda abruzzese produttrice di specialità all’olio più apprezzata
e conosciuta nel mondo rinnova la sua immagine e
presenta nuovi prodotti, tutti all’insegna della qualità e della
bontà made in Abruzzo e made in Italy. L’azienda di Fossacesia è
stata nel suo settore fra le prime selezionate dal gruppo Eataly di
Oscar Farinetti, che ha con grande successo valorizzato e tutelato
in tutto il mondo il prodotto agroalimentare nazionale di qualità.
Dopo le strutture aperte in Italia (ben undici da Torino a Bari,
oltre al grande store di Roma) e le sedi all’estero (nove negozi in
Giappone, due negli Stati Uniti, oltre a Istanbul e Dubai) prossimamente il gruppo torinese porterà i prodotti Ursini anche a Mosca
e San Paolo in Brasile. «Fin dall’inizio abbiamo presentato i nostri
prodotti con una confezione che ne richiamasse la forte componente artigianale, ma che fosse anche moderna ed elegante. Una
formula che in molti hanno preso a modello e che oggi abbiamo
deciso di rinnovare per identificare meglio il nostro prodotto»,
spiegano alla Ursini. Che presenta anche altre novità, come «una
linea di prodotti chiamata “Alimentari per te”,sulle cui etichette
compaiono i volti degli anziani contadini di Fossacesia: olio extravergine d’oliva, passata di pomodoro, ma anche triti, conserve e
sughi pronti che comunicano la realtà di un paese di campagna
come quello dove risiede la nostra azienda, fatta di persone che
ci “mettono la faccia”». Un altro salto di qualità è quello che porta
Ursini dal suo settore tradizionale, ossia i contorni e i conservati,
a quello dei pasti completi, con la linea “Altri Pasti”: «Si tratta di
pietanze a base di prodotti dell’orto, come zuppa di ceci o di
fagioli, Polpettine di melanzane, fino alle tradizionali “pallotte cace
e ove”,sempre racchiusi in barattolo e quindi facili da consumare
6
specialmente in viaggio. Fanno parte infatti del menu proposto
sui treni Italo (i nuovi treni ad alta velocità di Luca di Montezemolo), un’idea che è piaciuta anche ad Alitalia che l’ha sperimentata
l’anno scorso sul volo Roma-New York. Sono ricette nostre, che
abbiamo sviluppato con l’affiancamento tecnico di un grande
nome della cucina abruzzese, il pluristellato chef Niko Romito». La
sinergia con Romito e con la sua accademia di alta ristorazione ha
dato anche altri deliziosi frutti: «Insieme a Niko, che è bravissimo
a trattare le materie prime, abbiamo studiato anche alcuni nuovi
sughi che presto proporremo al pubblico, come quello al Baccalà
e Zafferano o quello come il “Contropesto” alle Cime di Rapa
o ancora il Gran Sugo alle Olive; ma la novità più importante è
costituita da quelli che abbiamo chiamato “oli assoluti”,che a breve
presenteremo al Taste di Firenze, il salone dedicato alle eccellenze
del gusto e del food lifestyle. Si tratta di una serie di oli aromatizzati grazie ad una specifica tecnica di cottura. In pratica l’olio
viene accompagnata ad una temperatura controllata e poi viene
scaricata in un abbattitore. In questo modo gli aromi della spezia
si fissano nell’olio, che funziona come una spugna; poi l’olio viene
filtrato e imbottigliato. In questo modo eliminiamo il cosiddetto
“testimone”,cioé la spezia all’interno della bottiglia, che porta più
danni che benefici all’loio extra vergine di oliva come tutti ormai
sanno, quindi utilizziamo una bottiglia scura per proteggere
l’olio dalla luce. La particolarità è che si tratta di una lavorazione
completamente artigianale, che quindi non può essere replicata
se non utilizzando gli stessi macchinari. Un prodotto unico nel suo
genere. Abbiamo già realizzato oli alla Menta, al Rosmarino, alla
Maggiorana, ai Capperi e al Finocchietto, a cui presto si aggiungeranno quello allo Zafferano e al Pepe rosa».
• Nelle immagini
i contadini abruzzesi
che coltivano i prodotti
confezionati da Ursini
7
Cantina
FILOMUSI
GUELFI
8
Tocco da Casauria (PE) • Via F. Filomusi Guelfi, 11
www.filomusiguelfi.it
V
SPECIALE POLO AGIRE
UOMO E GALANTUOMO
Un commosso ricordo di Salvatore Di Paolo, presidente del Polo Agire e direttore generale della
Gelco, scomparso lo scorso 21 marzo.
U
n uomo d’altri tempi, nobile nell’animo oltre che nei
modi. Così dicevano di lui. E così era Salvatore Di Paolo,
direttore generale della Gelco e presidente del Polo di
innovazione dell’agroalimentare d’Abruzzo “Agire” (oltre che di
Confindustria Teramo e della Fondazione Its Agroalimentare
Teramo), venuto a mancare lo scorso 21 marzo, a Pescara, in
una sera profondamente triste per l’intera comunità abruzzese.
La notizia si è diffusa rapidamente gettando nello sconforto
chi lo conosceva e gli voleva bene in privato e chi ne apprezzava le doti professionali nei contesti pubblici e istituzionali in
cui, spendendosi sempre al massimo, operava.
Salvatore Di Paolo era una persona con una forza e una
determinazione straordinarie che, spesso, contraddicevano la
sua innata umiltà. Erano qualità rare la sua integrità e la sua
professionalità, apprezzate anche da chi per ruolo istituzionale a volte gli si contrapponeva. Chi lo ha ricordato come una
mente illuminata non poteva offrire una definizione migliore.
Anche se qualsiasi definizione stava stretta a una persona
come lui, capace di aggregare e di costruire consenso attorno
a progetti che volavano così in alto da non avere soltanto
l’ambizione di cambiare le cose ma da imporre facilmente,
naturalmente, il cambiamento.
«A lui –recitava una nota della “sua” Confindustria Teramo
all’indomani della scomparsa– avevamo affidato la speranza di
poter interpretare il cambiamento in questa congiuntura così
difficile e piena di insidie per le imprese teramane ed abruzzesi.
Di Paolo era una persona dalle grandi qualità umane e professionali e sapeva offrirci quella fiducia che a volte è indispensabile per guardare con occhi diversi il futuro di una comunità».
«Sotto la sua Presidenza –così la nota della Fondazione Its
Agroalimentare Teramo– si è conclusa positivamente la fase
pioneristica di questo nuovo Istituto, nel quale ha fermamente creduto nell’ottica dell’inserimento nel mondo del lavoro e
della costruzione del percorso professionale dei giovani studenti, ricordando loro che “si conclude un percorso di studio
ma ne inizia uno di vita”».
Salvatore Di Paolo era anche l’anima e il motore del Polo agroalimentare d’Abruzzo, un progetto la cui realizzazione sarebbe
stata impensabile senza di lui. Dalla nascita del consorzio,
avvenuta tre anni fa sotto la sua guida, il Polo ha infatti compiuto, soprattutto grazie alla sua tenacia e ai suoi sforzi, passi in
avanti fondamentali in favore dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari abruzzesi.
«Siamo profondamente colpiti da questa perdita» ha detto il
vice presidente del Polo Agire, William Di Carlo, interpretando
il dolore dei componenti di Consiglio d’Amministrazione,
Collegio Sindacale, Comitato Tecnico Scientifico, dei soci,
dei dipendenti e dei collaboratori. «Con Salvatore Di Paolo
se ne va un amministratore capace di organizzare e gestire
programmi complessi di lavoro con la facilità propria solo
dei grandi manager e, al contempo, un amico delle imprese
abruzzesi. La sua signorilità, il suo stile, i suoi modi pacati ed
eleganti, creavano un clima unico all’interno delle nostre
riunioni. Andare avanti con la stessa determinazione sarà il
modo migliore per onorare la sua memoria».
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
BdA
tutto arrosto,
niente fumo
Arrosticini, spiedini,
bistecche e salsicce.
Ma anche verdura,
pesce, formaggi e frutta.
In pratica, tutto ciò che
potete cuocere alla brace
oggi si può cucinare
direttamente sulla tavola,
grazie a un innovativo strumento
creato e commercializzato
dalla BdA di Luca Forcella:
il Braciere dell’Amicizia
D
ove c’è fumo c’è arrosto, di
solito. Ma la tecnologia (e
un’intuizione semplice come
l’uovo di Colombo) oggi ribaltano il vecchio adagio e danno vita a un prodotto
che permette di avere l’arrosto… senza
fumo. Dite la verità: quante volte avete
pensato, mentre arrostivate carne sulla
griglia all’aperto, “sarebbe bello poterlo
fare in casa, se solo non ci fosse tutto
questo fumo”? Detto, fatto: a risolvere il problema arriva oggi il “Braciere
dell’Amicizia”, un innovativo sistema
di cottura brevettato, che permette di
cuocere sulla tradizionale brace –ma
senza alcuna sgradevole emissione di
fumo– qualunque tipo di carne: dagli
spiedini agli hamburger, dalle bistecche
alle salsicce, oltre naturalmente agli
arrosticini cari a qualunque abruzzese
“Doc”. Abruzzese è anche Luca Forcella,
una carriera decennale come export
manager al servizio di diverse aziende
regionali, che dallo scorso 2013 ha
intrapreso un’attività propria decidendo
di realizzare e commercializzare questo
innovativo strumento che si propone
come una vera rivoluzione a tavola. «Il
prodotto non sarebbe mai nato se non
fossi stato supportato da due cari amici
che mi hanno sostenuto e incoraggiato.
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
L’idea –spiega Forcella– nasce dall’unione della tradizione abruzzese con la
filosofia dei Paesi nordici, la cui consuetudine è di riunirsi tutti intorno ad una
tavola già imbandita e di consumare il
pasto insieme fino alla fine senza che i
padroni di casa siano costretti ad alzarsi
ripetutamente per cucinare. Il Braciere
dell’Amicizia è dotato di un sistema di
cottura verticale, grazie al quale i cibi
cuociono senza venire a contatto con i
propri grassi come invece avviene nei
barbecue tradizionali: si allontana così
la possibilità che residui della precedente cottura vadano ad aderire ai nuovi
alimenti, alterandone caratteristiche e
sicurezza. Il grasso liberato dalla cottura
non finisce sulla brace ma si deposita nella pirofila, senza l’emissione di
fastidiosi fumi, lasciando i cibi più sani e
gustosi e permettendo così di cucinare
la carne direttamente sulla tavola».
È innegabile che la presenza della brace
a tavola porti con sé una particolare
atmosfera ed è questo uno dei punti
forti del Braciere dell’Amicizia. «In base
alla mia esperienza –prosegue Forcella– ho scelto, per intraprendere una mia
attività, di puntare su un prodotto innovativo, di alta qualità e Made in Italy,
che esaltasse il gusto della convivialità.
Ho fatto tesoro della nostra tradizione
regionale e l’ho messa al centro di un
prodotto che offre grandi opportunità
commerciali». Il Braciere (il cui acronimo BdA è anche il nome della ditta di
cui Forcella è titolare) è ideale infatti
non solo per cucinare la carne, ma
anche verdure, pesce, formaggi o frutta
caramellata, e la sua praticità e facilità di
utilizzo lo rende un prodotto destinato
non soltanto all’uso casalingo ma anche
nei pub e nei ristoranti. «Ha tempi di
accensione molto rapidi, è semplicissimo da utilizzare, è facilmente trasportabile e garantisce una cottura sana,
rapida e omogenea. È stato concepito
per essere facilmente portato a tavola e
il suo design segue canoni ergonomici
(corretta altezza dal tavolo, corretto
posizionamento degli spiedini, ecc) ed
estetici di assoluto valore. Naturalmente, come ogni sistema di cottura, deve
essere tenuto lontano dalla portata dei
bambini sia durante che dopo l’uso. A
parte queste precauzioni d’obbligo, il
Braciere dell’Amicizia è stato dotato di
un sistema di spegnimento brevettato
che permette, dopo l’uso, l’inertizzazione e la segregazione della brace,
fino al suo totale spegnimento. Infine
è completamente smontabile perciò
molto facile da lavare».
Niente più fumo, niente più lunghe
sessioni di cottura sul caminetto o sulla
fornacella: finalmente, il piacere di stare
a tavola tutti insieme e di veder cuocere
il cibo gustandolo appena pronto.
«Abbiamo raccolto la sfida di fare un
prodotto che fosse ideato e realizzato
in Italia. Lo diciamo con orgoglio perché
già questo è per noi sinonimo di qualità.
Oltre a ciò, ogni componente è certificato per uso alimentare ed è prodotto con
canoni di assoluto rigore e precisione.
Siamo nati da poco ma vogliamo provare a crescere valorizzando le tradizioni
dell’Abruzzo».
E proprio per conseguire questi
obiettivi Luca Forcella ha aderito con
la sua BdA al Polo Agire, consapevole
delle opportunità di sviluppo che il
Polo d’Innovazione porta alle aziende
associate: «Per una piccola ditta come la
mia, è fondamentale essere supportata
da un ente come il Polo. In questi mesi
sono stato costantemente informato su
tutte le iniziative potenzialmente utili
per incrementare il business della mia
ditta e a tal proposito vorrei ringraziare
tutto lo staff per la professionalità e la
cortesia dimostrate fino ad oggi».
• Qui sopra: Luca Forcella con la figlia Gloria. Nelle
altre immagini, alcune dimostrazioni dell’utilizzo
del Braciere dell’Amicizia
BDA
Assemblaggio e
commercializzazione di un
sistema di cottura alla brace
portatile, utililizzabile anche
dentro casa perchè, grazie
all’utilizzo di un braciere
verticale, non provoca fumo
durante la cottura degli alimenti.
Via Gian Battista Valentini, 13
65017 Penne (PE)
Tel. +39 388 9845 812
Fax +39 085 8279 981
www.my-bda.it
email: [email protected]
VARIOGUSTO
11
IZSAM “G. CAPORALE”
DA TERAMO AL MONDO
Il benessere dell’uomo passa
attraverso la tutela
della salute degli animali.
È la filosofia che guida l’attività
dell’Istituto Zooprofilattico
Sperimentale dell’Abruzzo e
del Molise, una delle realtà
scientifiche più importanti d’Italia
Istituto Zooprofilattico
Sperimentale “G.Caporale”
Ente Sanitario di diritto pubblico
che opera al servizio dello Stato
e dell’Abruzzo e Molise, garantendo i servizi veterinari pubblici, le prestazioni analitiche e la
collaborazione tecnico-scientifica
necessarie all’espletamento delle
funzioni in materia di Sanità Pubblica Veterinaria.
Via Campo Boario, 64100
Teramo (TE)
Tel. +39 0861332460
Fax +39 0861332251
www.izs.it
email: [email protected]
È
il più giovane, a dispetto dei 70
anni di età, tra i suoi “colleghi”
italiani (dieci in tutto, distribuiti
dal Piemonte alla Sicilia) e opera in un
territorio che è, tuttora, quello con la più
bassa popolazione umana e animale
d’Italia. Ciononostante, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del
Molise è una realtà di assoluta eccellenza
nel panorama scientifico mondiale: nel
corso degli ultimi vent’anni le più importanti Organizzazioni internazionali che
operano nell’ambito della Sanità Pubblica
Veterinaria, quali l’Oms, la Fao e l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale
(Oie) hanno attribuito all’Izsam il ruolo di
Centro di Collaborazione e Laboratorio
di Referenza in specifici ambiti di attività.
Inoltre, l’Unione Europea lo ha riconosciuto come uno degli strumenti operativi
per l’assistenza tecnica ai Paesi candidati
all’ingresso nella UE. «L’Istituto può vantare
oramai una consolidata collaborazione
con tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea,
con l’America del Nord e il Medioriente,
ed ha una forte attività progettuale nelle
aree in via di sviluppo –America Latina,
Africa ed Europa dell’Est– dove fornisce
assistenza tecnica e trasferisce conoscenze
per l’adeguamento alle norme internazionali, il controllo delle malattie trasmissibili
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
all’uomo, il commercio degli animali e dei
prodotti derivati a tutela dei consumatori».
È Fernando Arnolfo, il direttore generale
dell’Istituto, a disegnare il ritratto di quella
che, dall’unica piccola sede teramana con
cinque impiegati del 1941 è oggi una
struttura complessa che conta oltre 400
tra dipendenti e collaboratori, distribuiti tra
la sede centrale di Teramo e le 5 sedi diagnostiche territoriali, in Abruzzo e Molise,
dislocate ad Avezzano, Pescara, Lanciano,
Campobasso e Isernia. A Termoli ha inoltre
sede il Centro Regionale per la Pesca ed
Acquacoltura, mentre le strutture del Cifiv,
il Centro Internazionale per la Formazione
e l’Informazione Veterinaria “Francesco
Gramenzi”,sono ospitate all’interno di una
residenza di campagna a Colleatterrato
Alto e presso la Torre di Cerrano di Pineto.
«L’Izsam è nato nel 1941 –racconta Arnolfo– per fornire assistenza tecnica e supporto diagnostico di laboratorio ai veterinari e
agli allevatori per la lotta alle malattie del
bestiame nel territorio di Teramo e Ascoli
Piceno. Nel 1946 fu chiamato a dirigere
l’Ente Giuseppe Caporale che è stato il vero
artefice del suo sviluppo (e al quale è oggi
giustamente intitolato l’istituto) riuscendo,
ad esempio, a far costruire una nuova sede,
imponente e funzionale, già nel 1949. Il
duro lavoro, le mutate condizioni socio-
politiche e la volontà di uscire dalla palude
melmosa del dopoguerra che portò al
boom economico, fecero sì che l’Istituto
divenisse in breve tempo una pedina fondamentale nello scacchiere della medicina
veterinaria del Paese. Nel 1974 estese la sua
giurisdizione alle province di Isernia e Campobasso, ma perse la provincia di Ascoli
Piceno, assumendo così la denominazione
attuale.Tra la fine degli anni ’80 e i primi
anni ’90, con l’avvicinarsi al Mercato Unico,
si impose una profonda riflessione sui ruoli
e sulle funzioni di tutte le componenti della
Veterinaria italiana di cui gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali rappresentavano
il fiore all’occhiello. L’Izsam intuì che c’era
bisogno di una nuova politica aziendale
ed avviò così un processo di sviluppo che
ha portato l’Istituto a rivolgersi al mondo e
non più soltanto al territorio di riferimento».
Mutano i tempi e il modello organizzativo,
ma la mission dell’ente resta la stessa: il benessere fisico, mentale e sociale dell’uomo
attraverso la conoscenza e l’applicazione
delle scienze veterinarie. «Il nostro lavoro è
garantire ai cittadini risposte adeguate ai
bisogni di salute pubblica, avvalendoci di
una concreta e incessante azione di ricerca
e sperimentazione, rivolta al sistema integrato “benessere e sanità animale - sicurezza alimentare - tutela ambientale”.È questo
il sistema di riferimento che guida l’Istituto
nella realizzazione dei progetti e nell’identificazione delle strategie di sviluppo».
Ricerca e sperimentazione, insieme alla cooperazione internazionale, sono quindi alla
base dell’attività dell’Izsam, che ogni anno
produce presidi per la diagnosi e la profilassi in milioni di dosi, necessari a rilevare
e contrastare l’attività patogena di batteri,
virus e altri organismi pericolosi per l’uomo.
«Terreni di coltura, kit diagnostici, sieri e
vaccini vengono forniti a organizzazioni
pubbliche e private, in Italia e all’estero,
per la protezione e il miglioramento dello
stato sanitario degli animali. Per conto del
Ministero della Salute l’Istituto produce e
fornisce ai veterinari e agli allevatori vaccini
per contrastare alcune malattie, e lavora incessantemente alla produzione e all’esportazione dell’innovazione in tutto il mondo
nel campo dell’analisi del rischio, sicurezza
alimentare, benessere animale, formazione,
organizzazione, realizzazione e gestione di
banche dati anagrafiche degli animali».
Come altri importanti attori della scena
scientifica del territorio, anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo ha scelto di entrare nel Polo Agire. «Aderire al Polo
Agroalimentare è importante –chiarisce
Arnolfo– innanzitutto perché è assolutamente necessario realizzare una vera “rete”
fra le aziende, sia di produzione primaria,
sia di trasformazione. La crisi sta evidenziando un quadro economico del settore
in leggera risalita rispetto ad altri comparti,
ma la competizione internazionale sarà
sempre più intensa e affrontarla da soli, con
le realtà dimensionali medio-piccole non
è più consigliabile. Il paradigma “piccolo è
bello” sta dimostrando, nonostante tutto, i
suoi limiti. Le altre ragioni sono da afferire
all’utilità di disporre di servizi qualificati,
sia in campo agronomico, sia nel settore
della sicurezza alimentare e in quello della
promozione. Il sistema consortile, se politicamente sostenuto, costituirà sempre più il
veicolo di finanziamento per l’innovazione
e la ricerca, nonché per la promozione sui
mercati esteri. E lo si nota dalle impostazioni dei bandi europei che privilegiano
sempre più le associazioni d’impresa per
finanziare ricerca, innovazione e sviluppo,
promozione e commercializzazione.
Infine il sistema consortile permetterà di
sollecitare e indirizzare le politiche regionali verso obiettivi concreti e maggiormente attinenti alle problematiche dei
produttori. La frammentazione delle voci
è oggi maggiormente dannosa rispetto
al passato e, forse, anche inutile rispetto
ad una dirigenza politica che ha sempre
meno risorse da elargire».
VARIOGUSTO
13
DOLCI & DELIZIE
BUONO COME IL PANE
Più di un semplice panificio
e più di un laboratorio
artigianale: i prodotti
da forno della famiglia
Caprioni si vendono in
tutta la regione e portano
la tradizione teramana sulla
tavola di tutti gli abruzzesi
Dolci & Delizie Panificio Caprioni
Commercio e produzione dolciaria
artigianale.
Via S. Allende, 20
64023 Mosciano S.Angelo (TE)
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I
ngredienti: sale, acqua, farina,
passione e sacrificio. Impastare con
qualche innovazione e un po’ di originalità, far lievitare, e mettere nel forno
della tradizione. Quello del panificatore
è un mestiere antico, un lavoro fatto di
gesti rituali, che racchiude un sapere
che si tramanda fin dalla notte dei tempi. Una tradizione che Nathan Caprioni,
titolare con la sua famiglia della “Dolci
e Delizie” e Panificio Caprioni ha infuso
nella lavorazione di ricette locali per
creare pane e biscotti che contenessero
tutto il gusto e il profumo della regione
da cui provengono. Lucio e sua moglie
Nunzia, coadiuvati dal figlio Nathan,
hanno rilevato all’inizio degli anni Novanta un vecchio panificio a Montone,
piccolo borgo del Teramano, e con il
passare degli anni –e la crescita del volume d’affari– si sono successivamente
spostati in un più ampio stabilimento a
Mosciano S.Angelo, idoneo ad ospitare
le attrezzature di quello che oggi è un
panificio semi-industriale: circa 400
metri quadrati di superficie su due livelli, in cui trovano posto il laboratorio di
pasticceria, il forno e anche una piccola
rivendita. All’interno, ogni giorno, la
famiglia Caprioni conduce con passione quest’attività avvalendosi delle
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
competenze di due soli dipendenti:
«La lavorazione del pane è ormai quasi
tutta meccanizzata –spiega Nathan –
mentre quella dei prodotti da forno
viene condotta ancora in modo completamente artigianale: tutto ciò che
produciamo è come se fosse fatto in
casa». Questo spirito casalingo la famiglia Caprioni se lo porta dietro da anni,
avendo trascorso un lungo periodo
nella gestione di un’attività agrituristica
a Giulianova. Poi, oltre vent’anni fa, la
possibilità di occuparsi di una struttura
alberghiera o l’opportunità di rilevare
il vecchio panificio. «Siamo felici della
scelta fatta: è una vita molto sacrificata,
ma ci fa piacere contribuire a diffondere la cultura della nostra terra», spiega
Nathan. I prodotti del panificio Caprioni
raggiungono, infatti, tutto l’Abruzzo e
vanno anche oltre, a Nord, fino ad Bologna. «Abbiamo numerosi contratti per
il servizio di fornitura pane nelle mense
di grandi strutture aziendali, ospedaliere, scolastiche. I prodotti da forno, cioé
i dolci, hanno invece una diffusione
più limitata, circoscritta al Teramano e
parzialmente al territorio costiero fino
a Pescara. Qualche anno fa –precisa
Nathan– abbiamo conferito una veste
accattivante a certi prodotti di più
largo consumo, come cantuccini, lingue
di gatto, biscotti tradizionali natalizi,
e li abbiamo cominciati a proporre in
diversi negozi: drogherie e rivendite
di prodotti dolciari da regalo, case del
caffé, botteghe di prodotti artigianali. Il
riscontro è stato ottimo». Tanto da spingere proprio il rampollo della famiglia
a lanciarsi in un’avventura ardita: aprire
un punto vendita in uno dei paradisi
naturali più belli d’Italia, Capri. «Ci sono
riuscito nel 2010, e la cosa è durata
circa due anni e mezzo. L’idea era di
diventare un punto di riferimento per i
prodotti abruzzesi nel cuore della mondanità partenopea: oltre ai nostri prodotti (che portavano il nuovo marchio
Dolci & Delizie) avevamo in esposizione
e in vendita un ampio corredo di altri
prodotti regionali, soprattutto vini, a far
concorrenza alle specialità campane».
Un’esperienza importante, alla quale
la famiglia Caprioni decide di rinunciare per convogliare nel laboratorio
di Mosciano S.Angelo tutte le energie,
in modo da consolidare il marchio. E
così, rimandati per il momento i sogni
di espansione, la famiglia si è rimessa
a lavorare in Abruzzo, per i suoi clienti
abituali: Grande Distribuzione (per la
quale produce soprattutto pane di ogni
formato), commercianti al dettaglio,
ristoranti e bar, «ai quali serviamo sempre un prodotto artigianale di alta qualità. Del resto è ciò che ci contraddistingue, e non vogliamo perdere questa
caratteristica». Dalla ricca e prestigiosa
tradizione dolciaria teramana, passando per le mani e il cuore della famiglia
Caprioni, nascono così manicaretti
deliziosi come i cantuccini (realizzati in diverse versioni: alle mandorle,
con gocce di cioccolato, con cacao e
vaniglia), il tarallo teramano con olio e
vino, i tozzetti (speciali cantuccini con
uva sultanina e cioccolato a gocce) le
prelibate e ricercatissime scrocchiaerelle (simili alle lingue di gatto ma con
aggiunta di spezie e ingredienti particolari che le rendono uniche), i classici
biscotti frollini per la prima colazione, i
biscotti per le festività natalizie, come
sfogliatelle ripiene e bocconotti (questi
ultimi simili a quelli di Montorio ma
leggermente modificati dalle sapienti
intuizioni di Donna Nunzia). E proprio
a Donna Nunzia è dedicata una linea
un brand di pasticceria secca che viene
commercializzata presso punti vendita
specializzati in prodotti artigianali da
forno: «Un’altro tentativo, da parte nostra, di elevare il biscotto al rango di un
prodotto da regalo, cosa che riusciamo
a fare solo grazie all’alta qualità dei
nostri prodotti». L’ingresso nel Polo
Agire è, in questo senso, per il Gruppo
Caprioni un’opportunità «per conoscere e stringere rapporti con aziende del
territorio, per sfruttare le occasioni di
incrementare e certificare la qualità dei
processi, per allinearci insomma con
la realtà industriale del territorio in cui
lavoriamo. Perché siamo convinti che
senza un’attenta politca di sviluppo e
di crescita aziendale la qualità, purtroppo, non sia sufficiente a mandare avanti
l’attività».
• In alto a sinistra: Nathan Caprioni con uno dei
suoi cantuccini. Nelle altre foto, immagini dei
prodotti del panificio di Mosciano
VARIOGUSTO
15
GELCO
La fabbrica
di caramelle
L’azienda più golosa d’Abruzzo
si trova a Castelnuovo Vomano
e produce dolcezza dal 1980.
Partita con poco più
di una dozzina di dipendenti,
oggi è una realtà di primo piano
dell’industria dolciaria
italiana e internazionalecon
milioni di caramelle vendute in
circa 20 Paesi del mondo
• Nelle foto lo stabilimento Gelco a Castellalto e
alcuni momenti della produzione. Nella pagina a
fianco, in alto a destra: Massimiliano Bolognesi,
direttore dello stabilimento
M
ilioni di caramelle, di diverse
forme e gusti, colorate e
invitanti. Il sogno di ogni
bambino. Entrare nello stabilimento
della Gelco ti fa sentire un po’ come
Charlie Bucket nel romanzo di Roald
Dahl La fabbrica di cioccolato, con
la differenza che nell’azienda di
Castelnuovo Vomano non lavorano
grotteschi personaggi di fantasia, ma
autentici professionisti dell’industria
dolciaria, dediti alla produzione di
caramelle gommose e liquirizia estrusa
fin dalla metà degli anni Settanta,
quando lo stabilimento inizia la sua
attività con il nome di Lif Sud. È solo
dal 1980, infatti, che il nome Gelco
comincia a comparire sulle confezioni
delle caramelle made in Abruzzo, ed
entra nelle case di tutta Italia grazie
al più celebre dei suoi prodotti, la
doppia caramella gommosa Goleador.
In oltre trent’anni la produzione
si è ulteriormente diversificata e
moltiplicata, fino a raggiungere oggi
cifre da capogiro: il fatturato dell’azienda
nel 2013 ha toccato i 52 milioni di
euro, di cui il 20-25% viene realizzato
all’estero, in Europa ma anche negli Stati
Uniti, in Brasile, Medio Oriente, NordSud Africa, Asia ed Australia. «Una data
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
fondamentale per la vita dell’azienda
è il 1987» racconta l’Ing. Massimiliano
Bolognesi, nuovo Direttore dello
stabilimento che ha sostituito Salvatore
Di Paolo al timone dell’azienda dal 1980
al 2013. «In quell’anno la Gelco è stata
rilevata dal Gruppo Perfetti di Lainate,
l’attuale Perfetti Van Melle Group,
azienda multinazionale leader nel
settore della confectionery, divenendo
così l’unica azienda italiana del gruppo
a produrre liquirizie estruse e gelatine
in un’amplissima varietà di formati e
proposte. Il nuovo assetto aziendale
permise un primo ammodernamento
degli impianti e un potenziamento
dell’organizzazione commerciale,
cui seguì il lancio di nuovi prodotti e
una crescita notevole del personale
dipendente, oggi arrivato a circa 300
unità. Un ulteriore ampliamento del
sito produttivo è stato realizzato nel
2006, con l’acquisizione di un terreno
adiacente e la realizzazione di una
nuova ala dello stabilimento per un
totale di superficie coperta di 20mila
metri quadrati, che ha comportato nel
2009, per esigenze di ottimizzazione
delle lavorazioni e di efficienze
produttive, il trasferimento del sito
produttivo Caremoli, in Lombardia,
presso la sede di Castelnuovo Vomano».
La crescita dimensionale è andata di
pari passo con l’ampliamento della
gamma di prodotti: nello stabilimento
abruzzese prendono forma le ormai
classiche Fruittella, i Chupa Chups, quasi
tutte le Golia (Morositas in testa), le
gommose Lupo Alberto, le più recenti (e
decisamente appetitose) Cola Xplosion
e Cherry Xplosion, insomma circa la
metà delle caramelle e delle liquirizie
che vediamo ammiccare dai banchi dei
supermercati o dagli espositori di bar e
tabaccherie.
Questi risultati sono dovuti, oltre che
alla direzione dell’ingegner Bolognesi, al
direttore del reparto ricerca e sviluppo
dottor Roberto Bergogni e ai vari
responsabili di settore, componenti di
una squadra che ha saputo compiere
scelte importanti e individuare le
politiche giuste per incidere sul
mercato. «Da qualche anno –prosegue
Bolognesi– la scelta aziendale, circa
l’ingredientistica utilizzata nei prodotti,
è quella di sostituire, ove possibile,
tutti i coloranti artificiali con coloranti
naturali e concentrati vegetali. Il nostro
obiettivo è quello di offrire standard
di qualità elevati, sia in termini di
prodotto che di servizi. È per questo
che abbiamo implementato il sistema
di gestione qualità, certificato ISO
9001:2008, il sistema di gestione
ambientale certificato ISO 14001: 2004,
l’accreditamento EMAS e le certificazioni
BRC e IFS. Abbiamo inoltre un sistema
di autocontrollo HACCP che garantisce
un elevato standard di igiene e sicurezza
dei prodotti alimentari, un reparto
ricerca e sviluppo che consente di offrire
una gamma di prodotti costantemente
ampia e diversificata e soprattutto
un team di produzione competente,
dinamico e fortemente motivato, rivolto
a soddisfare le aspettative di mercato».
Non ultimo, nell’organizzazione
aziendale, «un sistema di formazione di
tutte le risorse umane impiegate al fine
di promuoverne sia le conoscenze che le
competenze».
La Gelco è stata tra le aziende fondatrici
nel 2010 del Polo d’innovazione Agire,
acronimo di AgroIndustria Ricerca
Ecosostenibilità: «Lo scopo di Agire
–chiarisce Bolognesi– che costituisce
un raggruppamento temporaneo
d’imprese, è quello di promuovere,
attraverso l’aggregazione di piccole
medie e grandi imprese, di centri di
ricerca ed università, la diffusione,
la condivisione e la generazione di
innovazioni di prodotto, di processo,
gestionali, di marketing, logistiche
ed organizzative nel settore
agroalimentare. Proprio all’interno di
Agire la Gelco è capofila di un progetto
di ricerca industriale denominato
R.I.S.C.A. il cui scopo è quello di studiare
la stabilità degli aromi e dei coloranti
negli alimenti. Il progetto iniziato nel
2012 vede insieme a Gelco altre due
aziende e l’Università degli studi di
Teramo ed è finanziato in parte da fondi
europei, in parte da fondi regionali».
GELCO
Azienda del gruppo Perfetti Van
Melle, leader nel settore della
confectionery, che produce
liquirizie estruse e gelatine,
per brand del Gruppo tra i
quali Goleador, Fruittella, Lupo
Alberto, Cola Xplosion, Cherry
Xplosion, Chupa Chups, Golia,
Golia Bianca, Menta Fredda e
Morositas.
Via E. Mattei, 4,
64020 Castellalto (TE)
Tel. / Fax +39086157223-4
www.gelco.it
email: [email protected]
VARIOGUSTO
17
ASTRA
PRIMI IN CHIMICA
Qualità, ambiente, sicurezza: tre
parole che oggi
sono l’Abc di ogni imprenditore
che voglia confrontarsi
con la dura realtà della
concorrenza globale.
All’interno del Polo Agire
esistono strutture in grado di
affiancare le aziende
nel miglioramento e
nell’innovazione
dei loro sistemi produttivi
• Alcune delle attività quotidiane nei laboratori
dello studio Astra. Nella pagina a fianco, in alto a
sinistra, foto di gruppo per lo staff; in prima fila, al
centro, i tre soci: da sinistra Michele De Berardis,
Valter Zeppillo e Alfio Di Domenico
T
ra le tante aziende presenti
all’interno del Polo Agire ci sono
anche realtà che operano al
fianco delle imprese dell’agroalimentare.
La ricerca –insieme all’innovazione– è
del resto uno dei cardini sui quali si è costituito il Polo Agire, e la presenza di uno
studio chimico della statura di Astra è un
vanto per il Polo e una grande opportunità per i suoi soci. Docenti e professionisti di lunga esperienza, maturata
nell’arco di oltre quarant’anni di attività,
i titolari dello studio Astra sono il dottor
Alfio Di Domenico, il dottor Michele De
Berardis (entrambi laureati in chimica
industriale) e il perito chimico Valter
Zeppillo. Nel 1981 le loro strade si sono
unite per dar vita a questo studio dotato
di un laboratorio per le analisi chimiche
e microbiologiche, offrendo da subito –e
in questo sono stati tra i pionieri– consulenze anche in campo ambientale e sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro. «Nel 1987
–spiega il dottor Di Domenico– abbiamo
poi allargato l’offerta, costituendo la
società di servizi Astra Srl, che si occupa
di gestione di impianti di depurazione, di
acque reflue, sia civili che industriali, oltre
che di impianti per l’abbattimento degli
inquinanti aeriformi con personale e attrezzature proprie; svolge attività di con-
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
sulenza ambientale e di consulenza per
sistemi di gestione certificati (ISO 9001,
FSC, ETICA, OHSAS 18001, 14001, EMAS)».
Nel tempo l’Astra è cresciuta ampliando
competenze, servizi e personale, assumendo un ruolo di primaria importanza
nel territorio di riferimento. Oggi la società, che occupa circa 15 dipendenti oltre
a numerosi collaboratori esterni, dispone
di un modernissimo laboratorio di analisi
dotato di attrezzature all’avanguardia,
grazie al quale si occupa di analisi fisiche,
chimiche e batteriologiche, svolge attività di consulenza ambientale, effettua
rilievi e misurazioni per la salubrità degli
ambienti di lavoro, caratterizzazione e
bonifica dei siti inquinati.
La grande attenzione delle aziende ai
problemi della sostenibilità ambientale
ha fatto crescere molto l’attività di Astra
in questo campo: «In questo settore della
nostra attività –spiega il dottor Di Domenico– offriamo servizi di analisi chimiche
e fisiche, con un laboratorio qualificato
su tutte le matrici ambientali (aria, acqua,
suolo). Forniamo servizi di assistenza
per il rilascio di tutte le autorizzazioni
previste dalla legge e per l’espletamento
di tutte le pratiche ambientali, necessarie all’azienda per esercitare la propria
attività. Inoltre offriamo assistenza per
l’ottenimento e il mantenimento di certificazioni in campo ambientale».
Michele De Berardis, teramano di nascita,
ci illustra invece le attività dello studio in
materia di sicurezza: «In questo campo
offriamo un servizio completo che va
dall’assunzione di responsabilità RSPP,
alla stesura di documenti di valutazione
del rischio, alla gestione della sicurezza
con assistenza al Servizio interno di
prevenzione aziendale e alla implementazione di sistemi di gestione secondo
Standard Internazionali riconosciuti
come l’OHSAS 18001:2007»
Naturalmente non poteva mancare una
serie di servizi legati alle attività delle
aziende agroalimentari, che rende la
presenza di Astra all’interno del Polo una
grande risorsa per le aziende associate.
«Il settore –prosegue De Berardis– offre
assistenza ad aziende del comparto sia
con analisi chimiche e microbiologiche
su materie prime e prodotti finiti, sia con
servizi di assistenza per ottenere le autorizzazioni necessarie allo svolgimento
delle proprie attività. Curiamo anche la
sicurezza alimentare con elaborazione di
piani HACCP ed esecuzione di controlli
per l’igiene e la sicurezza dei prodotti,
dell’ambiente e dei materiali».
Il laboratorio di analisi di Astra «figura
tra quelli accreditati da Accredia» spiega
Valter Zeppillo, perito chimico industriale. «Accredia è l’Ente unico nazionale di
accreditamento designato dal Governo
italiano, ossia l’unico ente riconosciuto
in Italia ad attestare che gli organismi
di certificazione ed ispezione, i laboratori di prova, anche per la sicurezza
alimentare, e quelli di taratura abbiano le
competenze per valutare la conformità
dei prodotti, dei processi e dei sistemi
agli standard di riferimento. Il nostro
laboratorio è dotato di strumentazione
all’avanguardia, anche in versione “portatile” per le misurazioni da fare sul luogo.
L’accreditamento ISO 17025 garantisce
l’efficienza costante di tutta la strumentazione e la taratura (ove richiesto) con
frequenza prestabilita, presso i centri di
taratura Accredia».
La decisione di entrare nel Polo Agire è
stata presa subito, all’alba della costituzione della società consortile. «Il Polo
costituisce una grande opportunità per
rafforzare il sistema imprenditoriale»
affermano all’unisono i soci titolari. «Per il
nostro studio è ovviamente importante
disporre del know-how del Polo Agire,
partecipare all’attività di ricerca e sviluppo della società e farsi conoscere dagli
associati, ai quali possiamo offrire
consulenza per i campi inerenti alla nostra attività; ma siamo anche stati attratti
dalla possibilità di crescere, partecipare
a fiere e studi di mercato, al marketing
promozionale; di essere collegati con il
tessuto economico e le imprese, l’Università, i centri di ricerca e sviluppo pubblici
e privati a livello regionale, nazionale e
internazionale, nell’ambito dei progetti
e servizi di interesse strategico per il
sistema economico».
ASTRA Srl
Prestazione di servizi nel settore
dell’inquinamento ambientale,
progettazione, realizzazione,
gestione e/o conduzione impianti
di depurazione acque reflue,
civili e industriali, oltre che di
impianti per l’abbattimento
degli inquinanti aeriformi.
Progettazione e consulenza
aziendale per l’implementazione
qualità, ambiente e sicurezza
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VARIOGUSTO
19
PARTNER
FORMAZIONE VINCENTE
La profonda trasformazione
del sistema imprenditoriale
si riflette anche
nel mondo della consulenza.
La Partner di Fabrizio Luciani
sta interpretando al meglio
questo cambiamento:
informatizzazione, partnership
con il cliente, success fee,
outsourcing
Partner Srl
Servizi di consulenza e
formazione per le aziende e la
pubblica amministrazione.
Via E. Berlinguer, 26, Pagliare del
Tronto – 63036 Spinetoli (AP)
Tel. +390736892375
Fax +390736892476
www.partnerconsul.com
[email protected]
L
eggere la trasformazione in atto
e la “crisi” come opportunità per
crescere e rivedere il proprio modello di business: da qui parte il percorso
di cambiamento intrapreso dalla Partner
srl, società di consulenza di direzione,
progettazione finanziaria e formazione
ed illustratoci dall’Amministratore Unico,
Fabrizio Luciani.
«Credo –ci dice– che i grandi cambiamenti
cui assistiamo giorno per giorno, con
l’uscita dal mercato di aziende e la perdita
di posti di lavoro –dolorosa sotto il profilo
economico, sociale e pertanto meritevole
di attenzione ed interventi appropriati– si
possa anche leggere sotto l’angolazione
delle cause che ne sono alla base, ma soprattutto sul piano degli effetti che sta producendo e produrrà, con interi settori di
attività che stanno cambiando pelle, nuovi
mercati e nuove opportunità che stanno
emergendo, nuovi player aggressivi».
La Partner, società con sede a Spinetoli (AP)
e operante prevalentemente in Abruzzo e
Marche, ma con una presenza ed un’esperienza significativa in Veneto, Lombardia,
Puglia, Basilicata e Campania, da qualche
mese ha anche aperto una propria sede a
Bruxelles, con il chiaro intento di approcciare “da vicino” il mondo della progettazione
europea per guidare e sostenere finan-
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
ziariamente i progetti di innovazione e di
cambiamento dei propri clienti.
La società propone infatti interventi “chiavi
in mano”,dove cioè all’analisi e alla progettazione segue l’attività di fund raising e di
reperimento delle risorse (umane, tecniche,
finanziarie), senza le quali i progetti resterebbero scatole vuote e mera produzione
di carta.
Ma la partnership con i propri clienti,
prevalentemente PMI, ma anche grandi
imprese ed Enti Pubblici, va ben oltre.
Sempre più ampia è infatti la gamma di
servizi in cui il compenso della consulenza
è articolato su una parte variabile (success
fee), preventivamente concordata con il
cliente, anche attraverso il ricorso alla formula dell’outsourcing: finanza agevolata,
formazione, sistemi informativi, acquisti e
logistica aziendale sono alcuni degli ambiti
di applicazione, con risultati indiscutibili,
che premiano la professionalità e la competenza di un team motivato, composto
da oltre 15 professionisti.
Altrimenti non sarebbe stato possibile
ottenere nei quasi venti anni di attività (la
società nasce infatti nel 1996 da un’esperienza decennale del fondatore nel settore
del management consulting) un tasso
di successo nella finanza agevolata pari
all’83%, una riduzione dei costi aziendali su
forniture compresa tra il 15 ed il 30%, una
formazione efficace oltre il 90%.
Da sempre consapevole che uniche e
vere protagoniste del cambiamento (e
quindi di diffusione del “sapere” e del
“saper fare”) sono le risorse umane, la
Partner ha introdotto da anni la gestione
in outsourcing dei piani formativi aziendali, curando la rilevazione dei fabbisogni,
la progettazione, la ricerca delle risorse
finanziarie, l’organizzazione degli eventi e
la valutazione di efficacia, incrementando
in maniera notevole l’efficacia e l’efficienza
delle risorse impegnate, con notevole soddisfazione dei clienti, tra cui primari gruppi
imprenditoriali a livello nazionale.
«Nell’ambito della finanza agevolata –
prosegue Luciani– l’outsourcing è parziale,
in quanto ci interfacciamo costantemente,
oltre che con l’imprenditore, con le aree
aziendali maggiormente impegnate, quali
la progettazione, la Ricerca & Sviluppo,
l’Amministrazione, occupandoci anche
di consulenza per l’interpretazione e
–a corretta applicazione delle norme
vigenti– l’impostazione dei sistemi di
rilevazione e contabilizzazione dei costi,
del monitoraggio, dell’organizzazione delle
formule di partenariato e della relativa
strumentazione». Con l’apertura della sede
di Bruxelles, conclude Luciani, «quest’atti• In queste pagine lo staff della Partner Srl nella
sede della società. Al centro Fabrizio Luciani
vità ha visto un ulteriore impulso anche a
livello qualitativo». La ricerca di formule di
collaborazione e la compartecipazione ai
risultati insieme al cliente spinge l’azienda
ed i consulenti a confrontarsi con i risultati
ed a migliorarsi costantemente innescando un processo molto impegnativo, ma
virtuoso e gratificante. «Sono approcci
e strumenti che ci auguriamo di poter
sperimentare anche all’interno di alcuni
Poli d’Innovazione promossi in Abruzzo, tra
cui Agire di cui siamo soci, in quanto le reti
e le aggregazioni tra imprese e tra PMI ed
Università, Centri di competenza sono in
molti casi una via obbligata».
Ma non sono solo questi gli elementi di
innovazione che rendono la società marchigiana peculiare nel panorama attuale:
piattaforme ERP, soluzioni CRM e strumenti
di Business Intelligence sono solo alcuni
esempi di una profonda informatizzazione
dei processi primari e secondari e di alcuni
prodotti consulenziali, per i quali la Partner
rappresenta un laboratorio di sperimentazione e prototipazione rispetto a soluzioni
e servizi che vengono poi immessi sul
mercato.
L’attività della società non si ferma al settore privato, ma si estende anche alla Pubblica amministrazione: «Ad una domanda
tendenzialmente crescente di formazione
nella P.A. –pur con crescenti difficoltà di
copertura finanziaria– non si accompagna sempre un’offerta formativa di alto
profilo: le piccole realtà amministrative per
poter accedere a programmi e proposte
formative rispondenti alle proprie esigenze
debbono spesso sostenere costi proibitivi,
anche in termini di tempo e di distanza per
raggiungere la sede formativa.
Da queste constatazioni e dall’esperienza
maturata in dieci anni di attività è nata
l’idea di dar vita a Meta, un centro di formazione all’insegna di concretezza, innovazione e qualità che si rivolge a Comuni
(singoli ed associati), Comunità Montane,
Province, Sanità locale e altre Amministrazioni Pubbliche, con un’offerta formativa
strutturata in due grandi ambiti: un’area
“normativa” comprendente informazione,
aggiornamento su dispositivi di legge,
norme finanziarie, e un’area “manageriale”,
comprendente formazione a catalogo,
assistenza e consulenza di direzione, progettazione per lo sviluppo delle organizzazioni e dei servizi, analisi e valutazione
dei fabbisogni formativi, piani annuali e
pluriennali di formazione».
VARIOGUSTO
21
Azienda Agricola Angelucci
RECUPERARE
LE ECCELLENZE
L’azienda di Castiglione
a Casauria ha contribuito
alla rinascita di un vitigno
autoctono destinato
all’estinzione. L’antico
Moscatello è oggi tornato
a far parte della grande
famiglia dei vini abruzzesi,
conquistando pubblico
e critica nei maggiori
concorsi internazionali
• Nella pagina a fianco, in alto Antonio Angelucci.
Sotto, il figlio Mauro con la famiglia durante la
vendemmia; a fianco due prodotti aziendali
«L
’aver contribuito a salvare
dall’estinzione il Moscatello
di Castiglione a Casauria è
stato il modo più naturale per ricordare
le origini contadine della nostra famiglia e per compiere un gesto d’amore
verso il nostro territorio straordinario».
Così Antonio Angelucci, titolare
dell’azienda agricola che porta il suo
nome, motiva l’impegno nel recupero
e nella commercializzazione di questo
famoso e delicato vitigno, un impegno che comincia all’inizio degli anni
Duemila e che oggi, a cinque anni dalla
prima vendemmia (2009), è prodigo di
risultati. «Il “biotipo Casauriense”, –spiega orgoglioso Angelucci– cioè il clone
dal quale si ottengono le uve Moscatello, è il frutto del lavoro svolto dall’Agenzia regionale per i servizi di sviluppo
agricolo della Regione Abruzzo in collaborazione con il Crivea Abruzzo e con
le Università di Foggia e di Bari, in virtù
dell’opera di sensibilizzazione avviata
dal Consorzio di Tutela e proseguita
dalla nostra famiglia, col supporto della
preziosa documentazione storica dello
studioso Antonio Alfredo Varrasso».
Questo impegno congiunto ha portato
al riconoscimento del clone da parte
del Ministero delle politiche agricole ed
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
economiche, e ha scongiurato il rischio
di estinzione per quello che è considerato «non solo un patrimonio della viticoltura nazionale ma anche un importante simbolo di un’identità sociale e di
conservazione delle antiche tradizioni
produttive». La presenza del Moscatello
in terra d’Abruzzo è attestata già intorno al 1600, quindi addirittura preesistente al Montepulciano, al Trebbiano e
al Pecorino: «La prima testimonianza è
rintracciabile nel Libro degli affitti, case
e vigne dell’Illustrissima Camera Baronale di Castiglione alla Pescara del 1747
dove si riporta che tali Pietro Cristallini
e Gesmino Gesmini pagavano l’affitto
“per il Moscatello alle Coste di San Felice”. Filippo Fasulo di Napoli, impegnato
a valutare a fini essenzialmente fiscali
e nell’interesse statale, il feudo della
famiglia de Petris-Fraggianni situato
in Castiglione alla Pescara (diventata
Castiglione a Casauria nel 1863), scrive
nel 1766 che “Vi è in tempo di estate la
vendita di moltissimi frutti gentili ed un
Moscatello di buonissima qualità, che
si trasporta fino all’Aquila, donde ne
riportano una considerevole somma di
denaro ogni anno”. Notazioni analoghe, rinvenute anche in atti notarili, si
ripetono negli anni immediatamente
successivi e consentono di individuare altre zone di produzione e il loro
pregio –Coste di San Felice, Costa delle
Forche, Vicennola, Fornaca– ma anche
l’importanza economica che questo
vino riveste per il territorio, almeno fino
ai primi venti anni del 1900, quando fu
abbandonato a causa della fillossera e
del fenomeno della forte emigrazione
all’estero di molti abitanti delle zone
interne dell’Abruzzo». Dopo anni di
ricerca genetica e di sperimentazione
nelle storiche tenute di famiglia, oggi
il clone originario “Casauriense” è coltivato dall’azienda Angelucci insieme al
Montepulciano, al Trebbiano d’Abruzzo
e al Pecorino, altri tre vitigni storici della
zona, su gran parte dei circa 30 ettari
situati tra 250 e 350 metri nella zona
di Casauria, a circa 40 km dal mare e a
immediato ridosso delle montagne del
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti
della Laga e del Parco Nazionale della
Majella, precisamente nelle contrade
storiche Vicenne di Tocco da Casauria
e Coste San Felice e Colle delle Forche
di Castiglione a Casauria dove è situata
la cantina. Se è vero che i vini sono figli
della terra dalla quale provengono, nel
caso dell’azienda Angelucci questo
è ancora più evidente perché sono
decisamente influenzati dalle particolari
caratteristiche pedologiche e climatiche
che rendono unica la zona di produzione. «Questa zona –spiega Angelucci– è
da sempre famosa per le sue particolari
condizioni pedoclimatiche caratterizzate soprattutto dalla costante presenza
del vento e dalla notevole escursione termica tra il giorno e la notte.
Due elementi che, insieme ai terreni
calcareo-argillosi, agevolano l’adozione di tecniche agronomiche a basso
impatto e trasferiscono un’identità
forte alle uve e, di conseguenza ai vini,
agendo in maniera determinante nelle
fasi di maturazione e, come nel caso del
Moscatello, nell’importante periodo di
appassimento sulla pianta, consentendo di conservare adeguati parametri di
acidità e di ottenere livelli superiori sia
di tenore zuccherino sia di contenuto in
terreni che esaltano i profumi aromatici
tipici della varietà moscato».
Con le uve del Moscatello, Angelucci
produce anche altri due vini sorprendenti tutti caratterizzati da un’intrigante
mineralità: un delicato Spumante Dolce
(metodo Charmat) e un raffinato vino
secco gradevolmente aromatico. Dal
vitigno Montepulciano si producono
i vini rossi Montepulciano d’Abruzzo,
capaci di dimostrare il loro valore sia se
bevuti giovani sia con l’invecchiamento,
e il Cerasuolo d’Abruzzo, un vino rosato
piacevole e di media struttura. Gli altri
bianchi sono rappresentati dal Trebbiano d’Abruzzo, espressivo nelle sue
fragranti note fruttate e dal Pecorino,
un altro dei vitigni autoctoni riscoperti
di recente, che regala un vino di forte
personalità, di buona struttura, fresco e
longevo.
ANGELUCCI VINI
Azienda vitivinicola il cui principale
prodotto è il “Moscatello di
Castiglione”, un vino passito
naturale ottenuto dall’originale
clone Casauriense le cui notizie
storiche sono addirittura precedenti
alla coltivazione del Montepulciano
d’Abruzzo.
Contrada Vicenne, 7
65020 Castiglione a Casauria (Pe)
Tel. +390857998193
Fax +390857998194
www.angeluccivini.it
email: [email protected]
VARIOGUSTO
23
AMADORI
IL VOLTO DELLA QUALITà
Tra i primi a “metterci la faccia”,
Francesco Amadori
è diventato oggi
uno dei leader nazionali
nell’agroalimentare.
Un’azienda innovativa,
un catalogo ricchissimo
per gustare tutta la qualità
del pollo 100% italiano,
garantita dalla filiera integrata
• In alto: Francesco Amadori con un allevatore
di Campese, pollo allevato all’aperto, lavorato
presso lo stabilimento di Mosciano S. Angelo.
Nelle altre foto alcune immagini degli stabilimenti e dei principali prodotti dell’azienda.
P
arola di Francesco Amadori. Il
celebre slogan, apripista per
tutta una serie di personaggi
che autotestimoniano la bontà dei loro
prodotti, è entrato nelle nostre case
dall’inizio del nuovo millennio, ma la
storia di questo gruppo – anzi, di questa
famiglia – risale agli anni Trenta, quando
Ondina e Agostino Amadori di Cesena
insieme ai figli Francesco, Arnaldo e
Adelmo, incominciano a commercializzare, in ambito locale, pollame e animali
da cortile in genere. Nel giro di poco
tempo i fratelli decidono di dedicarsi
anche all’allevamento: è l’inizio di un
processo di miglioramento continuo
che si svilupperà nel corso degli anni
successivi. A metà degli anni Cinquanta,
i primi esempi di agricoltura post-rurale
convincono Francesco e Arnaldo Amadori a dedicarsi all’allevamento. Pochi
anni dopo, l’iniziativa dà già buoni frutti
e da lì a poco verranno realizzati molti
altri allevamenti. Negli anni Sessanta,
conquistati i primi posti in Italia nel settore dell’allevamento, gli Amadori decidono di completare l’intero sistema di
filiera: costruiscono il primo mangimificio (1965), il primo incubatoio (1966) e il
primo impianto di macellazione (1968).
Il decennio successivo è caratterizzato
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
da una crescita costante e Amadori
riceve il premio Mercurio d’Oro (1973);
sono gli anni in cui la distribuzione dei
prodotti diventa nazionale e nasce un
secondo polo produttivo in Abruzzo, a
Mosciano S.Angelo (TE). In quest’area –
dai primi allevamenti costruiti nel 1979
– si arriva in poco tempo alla gestione
della filiera completa (allevamenti,
incubatoi, mangimifici, macellazione e
commercializzazione). Il 1981 segna un
importante balzo in avanti: si muovono
infatti i primi passi verso le innovazioni
di prodotto. Compaiono così i primi
prodotti preparati tipici delle “aziende
alimentari”. Negli stessi anni inizia il processo di valorizzazione del marchio con
le prime campagne pubblicitarie nazionali. Gli anni Novanta sono quelli caratterizzati dalla specializzazione: entra in
funzione un nuovo impianto per la produzione degli impanati (Teramo, 1993)
e würstel (Cesena, 1998). E si arriva nel
nuovo millennio, nel quale l’azienda
continua a rafforzare la presenza sul
mercato, acquisendo la “Del Campo” , un’
importante azienda del settore (2005).
Sono gli anni nei quali l’azienda afferma
il proprio marchio con la comunicazione pubblicitaria. Francesco Amadori,
grazie alla sua instancabile propensione
al lavoro, nel 2002 riceve dal Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
il titolo di Cavaliere del Lavoro. Amadori
è oggi uno dei principali leader nel settore agroalimentare italiano, un’azienda
innovativa, con 7mila dipendenti tra
stabilimenti industriali, filiali e agenzie e
un fatturato 2012 di oltre 1,2 miliardi di
euro. Alla base del successo di Amadori
c’è la decisione del Gruppo di gestire
direttamente l’intera filiera integrata.
Questa scelta consente un controllo
approfondito e certificato di tutte le
fasi produttive: selezione delle materie
prime, allevamenti, incubatoi, mangimifici, trasformazione, confezionamento e
distribuzione. Tradizione e innovazione
sono i due elementi che contraddistinguono il Gruppo sul mercato: una
squadra di professionisti che, con passione ed esperienza, propone soluzioni
gastronomiche innovative e lavora per
garantire ai consumatori, ogni giorno,
prodotti buoni, freschi e sicuri.
Oggi Amadori ha intrapreso un importante percorso di innovazione che sta
trasformando il Gruppo, nato 40 anni fa
come realtà avicola, in una vera e propria azienda alimentare italiana, punto
di riferimento per i piatti a base di carne
e specialista del settore avicolo, mossa
da una passione che è rimasta la stessa
fin dalla nascita, ma con un modello di
gestione sempre più orientato al futuro.
Attraverso una solida struttura, consolidata sull’intero territorio nazionale,
miglioriamo continuamente i nostri
prodotti per rispondere alle esigenze
dei consumatori moderni.
Perché Amadori entra nel Polo Agire?
Perché crede nelle opportunità che il
Polo offre e perché è consapevole di
poter fornire il proprio contributo all’interno del Polo, in termini di conoscenze,
di idee e di esperienza. Il sistemache
Amadori ha sviluppato nella regione
Abruzzo è strategico per l’intero Gruppo: attualmente i dipendenti Amadori
in Abruzzo sono circa 1.800, e rappresentano il 25% del totale dei dipendenti
Amadori in tutta Italia. In Abruzzo Amadori ha una quarantina di allevamenti e
tre insediamenti produttivi: un incubatoio (a Castellalto), una unità produttiva
di disosso e produzione di elaborati
crudi (a Controguerra) e uno stabilimento di trasformazione alimentare (a
Mosciano Sant’Angelo). In questo stabilimento vengono realizzati sia prodotti
impanati, sia tagli di prima e seconda
lavorazione di pollo (busto, cosce, petto
a fette, ali…). In particolare, è proprio in
questo stabilimento che viene lavorato
Il Campese, il pollo allevato all’aperto,
la punta di diamante della linea di
prodotti Amadori. Il Campese, allevato
in Puglia, è 100% pollo italiano, libero di
razzolare all’aperto in ampi spazi verdi,
è alimentato con mangimi senza farine
e grassi di origine animale e senza OGM
ed è lavorato con energia proveniente
al 100% da fonti rinnovabili.
AMADORI
Una delle aziende leader nel
settore dell’agroalimentare
nazionale, specializzata nella
produzione di alimenti a base
di carne, con un fatturato di 1,2
miliardi di euro, Amadori conta
circa 7mila dipendenti in tutta
Italia. La sua peculiarità è quella
di gestire direttamente tutta la
filiera produttiva.
Strada Provinciale, 22, 64023
Mosciano Sant’Angelo (TE)
Tel. +3908580701
Fax +390858070235
www.amadori.it
[email protected]
VARIOGUSTO
25
CNA Teramo
INSIEME PER CRESCERE
Artigiani, Pmi,
commercianti e pensionati:
la Cna di Teramo
rappresenta da 44 anni
un punto di riferimento
sicuro e affidabile
per i cittadini
di tutto il territorio
provinciale
• In alto: il presidente della Cna di Teramo
Gianfredo De Santis e il direttore Gloriano Lanciotti (al centro, seduti) insieme allo staff dell’Ente.
Nella pagina a fianco la sede teramana
e l’inaugurazione della nuova sede di Giulianova
S
ono i numeri a definire l’importanza di un ente come la
Cna di Teramo, diventata nel
corso degli anni un concreto punto di
riferimento per il tessuto imprenditoriale del territorio. Tremilacinquecento
imprese, tre sedi periferiche (Roseto,
Giulianova e Alba Adriatica) e 10 unioni
di settore fanno di quella teramana
la più grande fra le associazioni di
categoria provinciali. «Rappresentiamo
gli artigiani, le piccole e medie imprese e i commercianti» spiega Gloriano
Lanciotti, direttore dell’Ente dal 1979.
«Ne rappresentiamo gli interessi, promuoviamo economicamente le imprese
ed eroghiamo servizi non solo per gli
associati, ma anche per i cittadini».
Servizi di supporto, consulenza fiscale
e di patronato, stando sempre attenti
alle questioni politico–sociali della
comunità e cercando di dare il proprio
contributo nella ricerca del benessere
collettivo. «Perseguiamo il nostro obiettivo, quello di dare valore al tessuto
produttivo locale, tramite un’organizzazione strutturata e diffusa, un sistema
che offre servizi integrati e consulenze
personalizzate sia per la creazione che
per la gestione dell’impresa».
Servizi che oggi sono essenziali per
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
la vita imprenditoriale: finanziamenti
agevolati, organizzazione e gestione
di corsi per la formazione professionale, consulenza e supporto contabile,
assistenza fiscale; e naturalmente
servizi di sostegno alla vita aziendale,
come l’elaborazione delle buste paga,
l’assistenza contrattualistica, la tutela
sociale, previdenziale, assicurativa, nonché servizi di consulenza in materia di
ambiente, sicurezza e qualità, progettazione europea.
«In questo periodo, in più di
un’occasione, la CNA ha manifestato
la preoccupazione per la situazione
delle imprese e più in generale della
situazione economica del territorio.
Per un’organizzazione di categoria c’è
amarezza per la consapevolezza che, al
netto di tutte le difficoltà del momento
storico che viviamo, qualcosa in più
poteva essere fatto. Ad esempio rendere più efficiente la macchina regionale,
mostrare una maggiore sensibilità da
parte delle amministrazioni locali nella
distribuzione del gettito fiscale alle
imprese e potremmo continuare.
Ma preferiamo ricordare che così come
è necessario prestare attenzione alle
scelte dei nostri decisori politici e
rivendicare diritti e opportunità che il
nostro sistema istituzionale prevede
costituzionalmente, altrettanto importante è trovare il coraggio di mettersi
in discussione. Parlo in particolare alle
aziende, anche e soprattutto a quelle con una lunga storia e che hanno
contribuito alla ricchezza di questo
territorio. Qui non è in discussione la
capacità individuale dell’imprenditore o
le competenze delle sue risorse umane,
ma c’è un mondo che è cambiato, un
mercato globale aggressivo, un modo
di fare impresa da reinventare».
Tutto questo ovviamente non lascia
immuni le organizzazioni di rappresentanza, e quindi anche la CNA, che per
continuare a sostenere le imprese ha
avviato un percorso di rinnovamento,
che oltre all’organizzazione interna
e allo sviluppo di nuovi servizi porta
anche alla creazione di nuove iniziative
tese ad offrire un più ampio orizzonte
alle imprese della provincia. È recentissima, a tal proposito, l’apertura della
nuova sede di Giulianova, presso il
centro commerciale “I Portici”, inaugurata dal presidente di Cna Gianfredo
De Santis e dallo stesso Lanciotti: «La
nuova sede della Cna significa maggiori
servizi ai nostri associati ed innovazione
di qualità mediante percorsi mirati e
continui». Come il corso in Visual Merchandising “Impara a vendere con stile”,
lanciato proprio in occasione dell’inaugurazione e offerto gratuitamente agli
associati. Ma non solo. «L’economia
teramana –prosegue Lanciotti– guarda
con grande interesse ai mercati in via di
sviluppo. Abbiamo sentito parlare tante
volte di Brics, i cinque Paesi (Brasile,
Russia, India, Cina e Sudafrica) con tassi
di crescita tra i più elevati al mondo.
E proprio con gli operatori brasiliani
abbiamo recentemente organizzato
un incontro chiamato Business to Brazil:
opportunità commerciali e di lavoro per
le nostre imprese per favorire l’internazionalizzazione delle imprese teramane
e l’apertura di nuovi canali commerciali
con l’estero».
Un’iniziativa perfettamente in linea con
la filosofia e le attività del Polo Agire,
al quale la Cna teramana ha aderito
dall’inizio sposandone gli obiettivi e le
finalità: «Come associazione di categoria
–spiega Lanciotti– è importante essere
presenti dove è possibile rintracciare
opportunità per le imprese e successivamente coinvolgerle in progetti di crescita. La CNA di Teramo ha svolto fin da
subito un’azione di animazione per informare le aziende sulla nascita dei Poli, così
come sono assistite durante la fase di
iscrizione. Inoltre, è sempre da considerare positiva e formativa l’aggregazione tra
tutti gli attori del territorio locale».
CNA Teramo
La CNA è il sistema unitario di
rappresentanza degli artigiani,
delle piccole e medie imprese
e del commercio. Opera
per l’affermazione dei valori
dell’impresa e del lavoro nella
società, nelle Istituzioni e nella
politica nel suo complesso.
Via F. Franchi, 9/23
64100 Teramo (TE)
Tel. +39086123941
Fax +390861250780
www.cnateramo.com
[email protected]
VARIOGUSTO
27
CYKEL SOFTWARE
WEB SENZA CONFINI
Fare della propria passione
il proprio lavoro
non è cosa da tutti.
Giammaria de Paulis,
giovane imprenditore teramano,
ci è riuscito grazie a
caparbietà, impegno
e un innegabile talento
per le nuove tecnologie
• In alto Gianmaria De Paulis. Nella pagina a fianco, De Paulis con i suoi più stretti collaboratori.
Q
uando una passione diventa
lavoro: è la storia di Giammaria
de Paulis, teramano classe 1976,
destinato dai suoi genitori alla professione medica ma presto dirottato dalla propria peculiare attitudine verso un’attività
totalmente diversa. «Fin dalla tenera età
ho sempre avuto una particolare predilezione per i videogames e per l’informatica –racconta– e alla fine la passione
ha avuto la meglio sulle aspettative della
mia famiglia. A 14 anni avevo già deciso
che avrei fatto l’informatico, e l’impegno
profuso negli studi alle scuole superiori
ha convinto anche genitori e insegnanti». Primo studente italiano a sostenere
l’esame di Maturità Classica utilizzando
tecnologie multimediali, de Paulis si
laurea in Informatica all’Aquila nel 2004
e successivamente consegue il dottorato
di ricerca in Epistemologia dell’Informatica e Mutamenti Sociali presso la Facoltà
di Scienze della Comunicazione nella
sua Teramo. Nel frattempo, però, la sua
passione non resta confinata agli studi:
a soli 22 anni, nel 1998, de Paulis fonda
la Cykel Software, una pionieristica web
agency, e realizza il portale web “www.
interamo.it” dedicato alla presentazione
dell’intera provincia di Teramo; due anni
più tardi lancia anche il sito “manuali.it”,
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
giudicato da numerose riviste specializzate “il più importante portale italiano di
manualistica”, e inserito dal Sole24Ore tra
i primi dieci siti italiani per la categoria
“Arte e cultura” e tra i primi venti nella categoria “Information & Technology” per il
prestigioso “Premio www” edizioni 2001,
2002 e 2007. Il sito, che ottiene anche
successivamente ulteriori riconoscimenti
e tuttora mantiene la leadership nella
manualistica online, conferisce alla Cykel
e al suo creatore una grande notorietà
e gli spalanca le porte del business digitale: progetta, realizza e gestisce siti per
diverse aziende e associazioni private,
e parallelamente ottiene incarichi per
la realizzazione dei portali web di molti
enti locali e di altre realtà della pubblica
amministrazione: Comuni, Provincie,
Unione Industriali e Istituti di Credito gli
affidano importanti compiti che de Paulis, grazie anche al supporto di un valido
team di collaboratori, porta a termine
con successo, diventando ben presto un
punto di riferimento per il territorio e
facendo della Cykel Software una delle
web agency più importanti del Centro
Italia. L’eco sulla stampa, specializzata
e non, è enorme, e porta lustro non
solo al vulcanico de Paulis, ma anche a
chi si avvale dei suoi servizi: agli Italian
Web Awards 2006 “comune.teramo.it”
viene premiato come il miglior portale
in Italia nella categoria “Usabilità ed
Accessibilità”; anche altri progetti, negli
anni precedenti, erano rientrati tra i siti di
eccellenza quali il “premioteramo.it” nella
categoria Arte e Cultura e “omceoteramo.it” nella categoria Scienze. E l’attività
della Cykel varca i confini regionali: nel
2011 il sito “www.lagodigarda.it”, portale
web turistico realizzato per la Comunità del Garda, viene selezionato come
oggetto di studio per il turismo in Italia
ed inserito nel volume “Caccia ai tesori
- corso di lingua e civiltà italiana per stranieri” edito dalla prestigiosa casa editrice
Loescher; nel 2012 un altro progetto
della Cykel viene presentato nel libro
“Progetti di Comunicazione - Digital PR e
Social Media” edito da Franco Angeli.
Sono solo alcuni dei riconoscimenti
nazionali che hanno permesso all’azienda teramana di divenire, attraverso i suoi
prodotti, uno dei leader del mercato. Tra
incarichi di docenza (presso enti di formazione locali ed Università) e interventi
come relatore in numerosi convegni di livello nazionale, oltre a collaborazioni con
riviste di settore, l’inesauribile de Paulis
ha recentemente trovato il tempo anche
di scrivere un libro di grande attualità: si
chiama “Facebook: genitori alla riscossa”,
edito dalla Galaad Edizioni, e si propone
come un utile “vademecum per non
smarrire i propri figli online”. «In Italia, 7
ragazzi su 10 sono registrati su Facebook
che, con la sua comunità di oltre 900
milioni di iscritti, può essere considerato
il social network più importante a livello
globale. Anche se i nostri figli hanno più
dimestichezza di noi con le nuove tecnologie, non è detto che siano in grado
di comprendere i rischi sociali e legali
che possono derivare dalla pubblicazione online di contenuti e informazioni
personali. Nel libro offro non solo una
panoramica completa e aggiornata dei
pericoli connessi all’uso di Facebook da
parte dei minori, ma anche gli strumenti
per educarli a un uso corretto e consapevole del social network, aiutarli a proteggere la loro sfera privata da intrusioni
malevole e agire nel rispetto delle regole
di comportamento e della privacy».
Oggi Cykel Software «è arricchita –illustra lo stesso de Paulis– da uno staff di
professionisti, orientati verso l’utilizzo
delle nuove tecnologie come strumento innovativo e di ottimizzazione; tali
esperti hanno come obiettivo quello di
creare servizi online secondo precise
dinamiche che diano la possibilità di
trasformare il proprio sito internet in un
vero strumento di business, secondo le
più innovative strategie». Inoltre la Cykel,
in questi ultimi anni, si è specializzata
nella realizzazione di applicazioni mobile
per smartphone e tablet ampliando il
ventaglio della propria offerta. «Siamo
sviluppatori e fornitori di Giano Evo, un
Content Management System di ultima
generazione, sviluppato al fine di interfacciarsi e modellarsi sulle esigenze di
e-business di ogni singolo cliente».
Cykel Software
Web e digital agency
specializzata nella realizzazione
di portali e servizi online per
imprese, banche e pubbliche
amministrazioni e nella
consulenza e pianificazione
professionale di pubblicità online
e webmarketing
via Renato Molinari, 3 - 64100
Teramo
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Fax +390861412294
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VARIOGUSTO
29
ARA Abruzzo
ALLEVARE LA QUALITà
Dal 1972 a oggi il
settore zootecnico si è
profondamente evoluto. In
questo percorso è stato
fondamentale il sostegno
dell’Ara, l’associazione
regionale degli allevatori
che affianca le aziende
zootecniche col suo
apparato tecnico e
scientifico. E che oggi
promuove e valorizza i
prodotti abruzzesi con
programmi comunitari
L’
ultimo censimento generale
dell’agricoltura, i cui dati
sono stati pubblicati lo scorso
luglio, restituisce un’immagine ormai
lontana da quello stereotipo legato al
passato che vedeva l’Abruzzo come
terra di “pecore e pastori”: le aziende
zootecniche regionali costituiscono
infatti solo l’11,6% del totale delle
aziende censite, con le province di
L’Aquila e Teramo a spartirsi il 65%
degli allevamenti. Di queste, più della
metà alleva bovini (51%), mentre gli
allevamenti ovini sono il 41%. Consegnata quindi alla storia l’immagine
bucolica, dannunziana (e anche un
po’ stantia, diciamolo) dell’Abruzzo
da “intervallo Rai”, va evidenziata
invece l’importanza che il settore
della zootecnia riveste all’interno del
quadro generale regionale: «Il dato
più significativo –chiarisce Francesco
Cortesi, direttore dell’ARA Abruzzo– è
certamente che l’agricoltura abruzzese,
soprattutto in ambito zootecnico, si è
profondamente evoluta. Nel quadro
generale che vede una diminuzione del numero di allevamenti (una
tendenza in sintonia col dato nazionale) non si riscontra una corrispettiva
diminuzione dei capi, quindi le aziende
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
aumentano per dimensioni: non a
caso il fatturato complessivo registra
un considerevole aumento a fronte
della bassa percentuale di aziende.
Certo, non si raggiungono i numeri da
capogiro del settore vitivinicolo, ma le
produzioni di latte e carne non sono
meno importanti». In questo quadro
evolutivo l’Ara, associazione regionale
degli allevatori costituita nel 1972 (e
che dal 2007 ha assorbito i compiti
precedentemente svolti dalle ormai
sciolte Associazioni Provinciali), è vicina alle aziende zootecniche abruzzesi
col suo supporto tecnico e informativo,
ma soprattutto «cerchiamo di non
perdere di vista –sottolinea Cortesi–
gli aspetti positivi della tradizione. In
pratica, pur guardando al progressivo
miglioramento tecnologico del settore,
in Abruzzo cerchiamo di valorizzare gli
elementi positivi del nostro sistema
di allevamento: meno esasperato che
in altre aree del paese, maggiormente
rispettoso dell’ambiente e legato alla
tradizione. Cerchiamo, ad esempio, di
far apprezzare al consumatore i valori
storici e culturali legati alla tradizionale pastorizia abruzzese, ed i vantaggi
per i cittadini di poter usufruire di prodotti freschi e genuini provenienti da
allevamenti locali eco-sostenibili: latte,
formaggi e carni di elevata qualità che
integrano e completano l’offerta turistica del nostro territorio regionale».
In quest’ottica l’attività dell’Associazione, oggi, oltre che sui compiti
“istituzionali” che le sono stati affidati
dal Ministero per le politiche agricole o
dalla Regione, di cui è il braccio operativo nel settore zootecnico (tenuta dei
Libri Genealogici del bestiame ed esecuzione dei Controlli Funzionali della
produttività animale, oltre all’assistenza zootecnica e veterinaria) si concentra anche sulle esigenze di tracciabilità
ed autocontrollo della produzione,
presupposto fondamentale per le iniziative di valorizzazione commerciale
dei prodotti. «Da alcuni anni –spiega il
presidente Giuseppe Valente– l’ARA ha
intrapreso un percorso per la valorizzazione delle filiere zootecniche
regionali attraverso la partecipazione
e il supporto ad iniziative riguardanti
marchi comunitari, nazionali, collettivi
per la certificazione dei prodotti zootecnici, come il marchio I.G.P. “Vitellone
bianco dell’Appennino centrale”, il
marchio I.G.P. “Agnello del Centro Italia”,
o il marchio collettivo “Buongusto
l’agnello d’Abruzzo”, e molti altri». Al
fine di facilitare i rapporti commerciali
tra il mercato e le aziende zootecniche
associate, inoltre, «l’Ara ha da ultimo
costituito una s.r.l. a socio unico, la
“SCA Abruzzo – servizi commerciali
allevatori” che opera sia in fase di
approvvigionamento di mezzi tecnici e
materiali per l’allevamento, che rispetto alla collocazione dei prodotti finiti».
E in questo senso si legge anche la
partecipazione dell’Associazione alle
attività del Polo Agire, «per sviluppare
meglio i contatti con gli altri operatori
del mondo agricolo regionale, e per
ottenere supporto negli interventi di
promozione del comparto zootecnico
abruzzese, rivolti in Italia e all’estero».
Con circa duemila soci, una settantina
di dipendenti tra agronomi, veterinari,
controllori zootecnici, fecondatori,
addetti alla gestione dati, addetti laboratorio analisi, e strutture operative
dislocate su tutto il territorio regionale
(L’Aquila, Avezzano, Castel di Sangro,
Teramo, Bellante, Chieti, Casoli), l’Associazione Regionale Allevatori d’Abruzzo ha il merito fondamentale «di aver
concretamente contribuito al sostegno
del comparto zootecnico, affiancando
gli allevatori e supportandoli in un percorso di crescita professionale, di mi-
glioramento genetico del bestiame, di
adeguamento di strutture ed impianti,
di aggiornamento delle tecniche di
allevamento. Tra le azioni di maggiore
importanza svolte in passato vanno
ricordati il piano di lotta all’ipofertilità
bovina, il piano di miglioramento della
qualità del latte, i programmi di fecondazione artificiale, il rilancio della carne
bovina di razza marchigiana».
• In alto a sinistra: Francesco Cortesi, direttore ARA
Abruzzo
ARA ABRUZZO
L’Associazione Regionale
Allevatori d’Abruzzo svolge
compiti per delega del Ministero
per le Politiche Agricole e
dell’AIA, e servizi a favore degli
allevatori gestiti prevalentemente
nell’ambito di programmi
regionali di assistenza tecnica.
S.S. 17 Est - 67100 Onna (AQ)
Tel. +390862441738
Fax +390862442736
www.araabruzzo.it
[email protected]
VARIOGUSTO
31
LA SELVA D’ABRUZZO
FRATELLI D’ORO
Sessant’anni fa
iniziava l’avventura
della famiglia Di Massimo
nella produzione
di olio extravergine d’oliva.
Dopo più di mezzo
secolo la storia continua
nel segno della qualità e
dell’innovazione,
due cardini imprescindibili
sui quali ruota
l’attività dell’azienda
• Nelle foto di queste pagine alcune immagini
dell’azienda e dei suoi principali prodotti; nella
pagina a fianco Mauro Di Massimo con i suoi figli
S
essant’anni di vita dedicati
all’olio. È trascorso più di
mezzo secolo da quel 1954,
quando Giuseppe Di Massimo, sotto
la guida di suo padre Luigi, dava
vita alla Selva d’Abruzzo, un’azienda
agricola di soli sei ettari in contrada
Santa Maria a Moscufo, che produceva
e vendeva olio extravergine d’oliva.
«La produzione dell’epoca –racconta
Mauro Di Massimo– era destinata al
consumo familiare, e come molte altre
realtà della zona anche noi avevamo
un mercato costituito in gran parte
da famiglie del Nord Italia». L’attività
dell’azienda, sostenuta da buoni risultati commerciali, cresce e si sviluppa:
nel 1971 l’ispettorato agrario di Pescara, dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi nei terreni di proprietà, premia
l’azienda di Giuseppe Di Massimo con
un riconoscimento alla “Super Produzione”, consistente in una somma di
700mila lire. «In seguito acquistammo
altri terreni e migliorammo la dotazione tecnologica per la trasformazione delle olive, incrementando la
produzione, sempre nell’ottica del
miglioramento costante del prodotto.
Nel 1980 avevamo 18 ettari di terreni
e decidemmo di affittare un frantoio
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
a presse nelle vicinanze dell’abbazia di S. Maria del Lago». In quello
stesso anno a Giuseppe Di Massimo
subentrano i figli Mauro e Luciano,
agronomo che con le sue competenze
permetterà all’azienda di compiere
un importante salto di qualità. Nel
1996, infatti, avviene la conversione
dell’azienda all’agricoltura biologica
e l’acquisto di un moderno frantoio a
due fasi.«Abbiamo sempre desiderato
portare sulla tavola del consumatore finale un prodotto dalle qualità
ineccepibili e ad un giusto prezzo»,
spiega Mauro Di Massimo. «L’innovazione è sempre stata al centro della
nostra filosofia aziendale, così come
l’attenzione verso la qualità delle olive
e dell’olio extravergine d’oliva da noi
prodotto». I risultati non tardano ad
arrivare, e ai principali concorsi oleari
nazionali l’azienda ottiene numerosi
riconoscimenti per il suo olio biologico.
Nel giugno del 2000 la Camera di
Commercio di Pescara conferisce a
Giuseppe Di Massimo il diploma di
Benemerenza con Medaglia d’oro
per la fedeltà al lavoro e allo sviluppo
dell’economia locale.
Oggi La Selva d’Abruzzo coltiva 62
ettari di oliveti con circa 10mila piante
d’olivo, dà lavoro a 3 dipendenti fissi
e 25 dipendenti stagionali diretti da
Mauro, con un ufficio amministrativo
e uno per i rapporti con i clienti il cui
responsabile è Luciano. Tre le tipologie di olio extravergine d’oliva prodotte: Biologico, Aprutino Pescarese
D.O.P. e a rintracciabilità di filiera.
La trasformazione delle olive, effettuata per conto proprio e per conto
terzi, avviene in un moderno impianto
di molitura con sistema continuo a
due fasi dove tempi e temperature di
lavorazione sono costantemente monitorate al fine di tutelare la qualità
dell’olio prodotto.
«Note aziende olivicole del nostro
territorio ci affidano le olive, e noi
cerchiamo di offrire un servizio efficiente, al fine di tutelare il loro lavoro
di un intero anno e riconsegnare un
prodotto di qualità. Il servizio conto
terzi riguarda tutte le fasi: molitura,
deposito e confezionamento».
Al frantoio è annesso un locale di
stoccaggio climatizzato con cisterne
in acciaio inox sotto azoto, oltre ad un
locale confezionamento ed un punto
vendita e degustazione. La Selva
d’Abruzzo accoglie ogni anno nume-
rosi gruppi di turisti o consumatori
che visitano le strutture e partecipano
a degustazioni guidate.
«I consumatori principali del nostro
olio extravergine d’oliva biologico
sono famiglie fidelizzate con le quali
si è instaurato un rapporto di reciproca fiducia e cordialità», spiega Mauro.
«La Selva d’Abruzzo è cresciuta negli
anni grazie a diversi fattori concomitanti: sicuramente la vocazione dei
terreni, la particolare qualità delle
olive (le cultivar Dritta e Leccino) ma
anche grazie all’intuito dei fondatori, allo spirito di collaborazione che
lega la nostra famiglia ai dipendenti
dell’azienda, e a una buona dose di
innovazione tecnologica, sia sulla
filiera che sul prodotto. Inoltre l’interesse di consumatori, consapevoli e
istruiti sulla qualità dell’olio extravergine d’oliva, regalano continuamente
stimoli positivi alla nostra azienda per
continuare sulla strada della qualità
totale, consci di produrre un alimento
di grande valore salutistico».
Proprio lo spirito innovativo, la storica
propensione al miglioramento della
qualità del prodotto e le opportunità
di crescita non solo commerciale ma
in termini di know-how e di tecno-
logia, hanno convinto la famiglia Di
Massimo ad aderire al Polo Agire.
La selva d’Abruzzo
Azienda agricola specializzata
nella produzione, trasformazione
e confezionamento di
olioextravergine d’oliva dop e
biologico.
Cda Santa Maria, 3
65010 Moscufo (PE)
Tel. / Fax +39085979181
www.laselvadabruzzo.it
[email protected]
VARIOGUSTO
33
DEP ABRUZZO
UNITI PER LO SVILUPPO
Un territorio produttivo,
forte, dinamico e vitale:
è quello in cui opera
il Dep Abruzzo,
che promuove
lo sviluppo locale
attraverso azioni
e progetti innovativi
Consorzio DEP Abruzzo
Consulenza alle imprese relativa
al miglioramento della capacità
produttiva dell’efficienza,
dell’economicità, della
fiscalità, della ricerca e dello
sviluppo della semplificazione
amministrativa e di ogni forma di
finanziamento alle imprese.
Piazza Torlonia, 15
67051 Avezzano (AQ)
Tel. 0863/451436
Fax 0863/442695
[email protected]
V
enti imprenditori abruzzesi, il
6 marzo del 2007, hanno dato
vita al Dep (distretto economico
produttivo) Abruzzo. Obiettivo: lavorare
in sinergia per far crescere le aziende e
sviluppare nuova occupazione. Il consorzio con sede ad Avezzano, costituito
ai sensi della legge 266 del 23 Dicembre 2005, «mira a costruire un sistema
comune tra le imprese per migliorare
capacità produttiva, efficienza, ricerca,
sviluppo, accesso al credito e a ogni
forma di finanziamento. Il Dep punta
anche all’aggiornamento professionale». Parole di Lorenzo Berardinetti,
già al timone del Gal Terre Aquilane e
designato presidente anche del Dep
Abruzzo. Accanto a lui, nel Cda dell’ente,
Marco Cipriani, Emanuele Ermili, Carlo
Floris, Mimmo Di Benedetto, Ermanno
Natalini e Sergio Di Cintio. Il consorzio, secondo statuto, opera “ai fini di
permettere alle imprese, consorziate e
non, di accedere alle agevolazioni fiscali,
semplificazioni amministrative, reperimento risorse finanziarie e diffusione
di diverse tecnologie e relative applicazioni industriali, di accesso al credito sia
del distretto stesso che delle imprese
consorziate”. Che attualmente sono ben
52, ripartite tra i diversi settori: com-
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
mercianti, ristoratori, aziende agricole,
fornitori di servizi. Una compagine
eterogenea che rende bene l’idea di
come, spesso, unirsi per crescere sia un
obiettivo comune e travalichi le categorie, superi gli individualismi, si faccia
beffe delle convenzioni.
«Il Dep –afferma il presidente Berardinetti– è uno strumento di grande potenzialità per dare più forza al sistema
delle imprese e impulso alla crescita
socio-economica e occupazionale».
Tra le varie attività svolte finora il Dep
Abruzzo si è occupato di valorizzare
le filiere agro-industriale, turistica,
elettronica e farmaceutica, ad esempio
attraverso la partecipazione a bandi
regionali e comunitari. Importante è
anche l’attività svolta tramite lo sportello operativo per le imprese, creato
per soddisfare la domanda di servizi
qualificati nell’ambito della progettualità di impresa, della gestione di bandi
per finanziamenti pubblici i e privati, di
altre aree progettuali e di servizio. Tale
sportello è stato fondamentale per i
vari bandi in uscita nel territorio aquilano dopo il sisma del 6 aprile 2009, oltre
all’accompagnamento delle aziende ai
vari bandi sia regionali che nazionali e
comunitari.
Ma i progetti più importanti seguiti dal
Dep in questo momento sono quelli
nell’ambito dell’internazionalizzazione,
come quello che –grazie all’avvenuto
finanziamento delle Reti per l’internazionalizzazione da parte della Regione
Abruzzo- consente alle aziende aderenti al Dep del settore edile e sue componenti fino all’arredamento di attivarsi
«per la promozione sui mercati esteri in
generale e dei paesi arabi e dell’area del
Maghreb in particolare » spiega Carlo
Floris, architetto, consigliere d’amministrazione del consorzio. «Abbiamo in
essere progetti di internazionalizzazione anche sui mercati cinese, statunitense e dell’Est Europa, sempre tramite
la partecipazione a contratti di rete o
consorzi per l’export». Come il progetto MITALY, ovvero l’attivazione del
processo di internazionalizzazione sul
mercato statunitense di un significativo
gruppo di produttori italiani di eccellenza, che per dimensione e struttura non
hanno potuto farlo autonomamente,
tramite un approccio di vendita basato
sulla valorizzazione della cultura enogastronomica e del “life style” italiani,
con il supporto di eventi promozionali
incentrati sulla degustazione dei prodotti e la presentazione delle aziende.
«E sempre sullo stesso fronte, ma in
ambito finanziario, stiamo attivando un
progetto di sostegno alla liquidità delle
imprese basato sull’introduzione di
una moneta complementare, sull’esempio del Sardex, ovvero la possibilità di
scambiare beni e servizi (il baratto, in
sostanza) secondo valori stabiliti. È un
progetto attivato dal Dep ma non rivolto solo ai soci, che avranno comunque
delle agevolazioni». Il Dep, nato con
lo scopo di intercettare fondi regionali
ed europei per sviluppare il tessuto
imprenditoriale del territorio, si è negli
anni evoluto, e grazie all’ausilio di varie
figure professionali –progettisti esperti,
ingegneri, architetti, commercialisti– sta
realizzando progetti che mirano allo
sviluppo imprenditoriale attraverso altri
strumenti. È il caso del progetto Mentoring che prevede, per quelle aziende
che ne avessero la necessità, di inserire
nell’organico figure di alta professionalità che si sono ritirate dal lavoro (per
varie ragioni) affidandogli il ruolo di tutor. Questo consentirebbe alle aziende
di avvalersi di figure competenti a costi
contenuti, e ha anche l’utilità sociale di
non disperdere il bagaglio di esperienza che tali professionisti detengono,
reinserendoli in pratica nel mercato del
lavoro. Una pratica, assicura il Presidente del DEP, piuttosto diffusa in Europa
e anche in Italia, ma un’assoluta novità
per l’Abruzzo.
Di non secondaria importanza è poi
l’avvio di una “Fiera mercato” permanente del prodotto abruzzese di qualità:
«La struttura che ospita lo showroom
–afferma il Presidente DEP– si trova a
Carsoli, in una posizione strategica per
l’apertura verso il mercato romano.
Dispone di circa 2mila metri quadrati di
superficie coperta, dove trovano posto
circa 26 stand di 30-35 mq, nei quali le
aziende espongono in conto vendita
i propri prodotti. L’esposizione copre
tutti i settori merceologici, mentre negli
spazi antistanti il centro avranno luogo,
periodicamente, fiere temporanee monotematiche su questo o quel prodotto,
in pratica la Porta commerciale da
Roma, per l’Abruzzo di qualità».
• In alto a destra: Lorenzo Berardinetti,
presidente del Consorzio DEP
(Distretto Economico Produttivo) Abruzzo
VARIOGUSTO
35
CADAM ABRUZZO-MOLISE
OBIETTIVO
SOSTENIBILITà
Per un’agricoltura sana
e competitiva occorrono
competenze, tecnologia
e innovazione in tutte le
operazioni colturali.
Il Consorzio, in un
continuo rinnovamento di
strutture, mezzi tecnici e
professionalità è al fianco
dei produttori abruzzesi
per la risoluzione di tutte le
problematiche aziendali
A
umentare e migliorare i raccolti,
ridurre i costi di produzione,
sostenere e aiutare le aziende
in tutti gli aspetti della loro quotidianità.
Sono gli obiettivi principali dell’agricoltura moderna, ben diversi da quelli che
nel 1899 hanno visto nascere i Consorzi
Agrari, organizzati su base provinciale
e finalizzati perlopiù alla modernizzazione del settore. All’epoca infatti, e per
molti anni successivi, la principale attività dell’ente era quella di implementare
la meccanizzazione, massimizzare la
produzione, “industrializzare” cioè un
settore che faticava a stare al passo coi
tempi. Venute meno queste esigenze, e
trascorso un ventennio burrascoso che
ha portato ad un lungo commissariamento di molti Consorzi provinciali (in
seguito al fallimento della Federconsorzi nel 1991), oggi queste realtà hanno
assunto compiti diversi e hanno subìto
una sostanziale modifica della loro
struttura. Ne è un esempio il Cadam, ossia il Consorzio Agrario d’Abruzzo e Molise, nato nel 2013 dalla incorporazione
nel vecchio Consorzio Agrario interprovinciale Chieti-Pescara (datato 1966) già
fuso con quelli di L’Aquila (2005) e Teramo (2010), di quello interprovinciale di
Campobasso e Isernia. «Un processo –
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
spiega Domenico Pasetti, presidente del
Cadam e titolare dell’omonima azienda
vitivinicola– che rientra in una logica
di aggregazione di più realtà consortili,
nata dall’esigenza di creare sul territorio entità strutturate e dimensionate
in grado di fornire prodotti, servizi e
assistenza al mondo agricolo. Un percorso teso a mettere questi enti nelle
condizioni di poter fornire servizi più
adeguati ai numerosi clienti alla ricerca
della giusta competitività sul mercato
globale». Oggi il Consorzio è guidato
da un consiglio d’amministrazione
del quale fanno parte Pasetti, il vice
presidente Giovanni Monaco, già alla
guida del Consorzio molisano, e cinque
consiglieri che costituiscono i referenti
per ciascuno dei cinque precedenti
ambiti provinciali. Due sedi regionali
(a Bellante e San Giovanni Teatino), un
sementificio (sempre a Bellante) e venti
agenzie disseminate su tutto il bacino
di competenza offrono il quadro delle
strutture a disposizione di quella che è
attualmente una società cooperativa,
al fianco dei produttori abruzzesi per
la risoluzione di tutte le problematiche
aziendali. «Le imprese agricole abruzzesi –prosegue Pasetti– vivono, forse
più che in altre regioni, gravi difficoltà
sia dal punto di vista gestionale sia da
quello degli sbocchi commerciali. Esistono però delle eccezioni, imprese che
si sono collocate sul mercato in modo
eccellente e sono anche riuscite ad uscire dagli stretti confini regionali: segno
che in Abruzzo le opportunità ci sono.
Bisogna, pertanto, creare le condizioni
affinché il maggior numero di aziende
possa raggiungere questi traguardi».
Per farlo, il Cadam si è dotato di una
squadra fatta in larga parte di tecnici specializzati, che periodicamente
forniscono assistenza alle aziende in
termini di consulenza sulle sementi,
piani di concimazione, trattamenti
antiparassitari, consulenza commerciale e fiscale: in pratica, tutto ciò che
consente alle aziende di far fronte alle
problematiche della quotidianità, «ma
soprattutto svolgiamo una consistente
attività in merito agli aspetti commerciali dell’attività aziendale», come
spiega Giacomo Di Pietro, responsabile
commerciale del Cadam. «Una delle più
grandi difficoltà delle aziende è la loro
capacità di collocare sul mercato i propri prodotti. Tramite contratti di filiera
noi acquistiamo parte della produzione
che rivendiamo a grandi produttori: ne
sono un esempio il contratto stipulato
con la Barilla, che acquista circa il 40%
del grano duro abruzzese, 80mila quintali l’anno, da 1500 soci conferitori del
Consorzio, o i contratti di coltivazione
che stipuliamo con i produttori agricoli,
allo scopo di orientare la produzione
di cereali su caratteristiche qualitative
ben determinate e certificate». Come
nel caso del progetto “Durabruzzo”,
che il Cadam conduce da due anni in
collaborazione col Cotir, con il Polo
Agire e con la De Cecco, per individuare
e coltivare nuove varietà di grano duro.
Sempre in ambito commerciale, il Consorzio «svolge anche un’altra importante funzione, quella cioé di costituire
un’alternativa per gli agricoltori quanto
alla fornitura di attrezzature e sementi.
La nostra è una filosofia improntata
alla sostenibilità, e siamo guidati dalla
necessità di conseguire risultati, non
profitti. Pertanto quando vendiamo
un prodotto a un’azienda non cerchiamo semplicemente di vendere, ma di
offrire il miglior prodotto per quella
determinata coltura e per quel terreno
con lo scopo di migliorare la qualità
della produzione e conseguentemente
l’aumento della redditività aziendale».
Per una realtà fortemente improntata
all’innovazione di prodotto e di filiera,
e già ampiamente rodata nel favorire e
innescare collaborazioni tra aziende e
mercati, aderire al Polo Agire è stata una
decisione quasi “naturale”. Il Direttore
del Consorzio, Fabio Colonna, spiega:
«Il Polo ci consentirà di portare avanti
le nostre politiche per valorizzare i
prodotti del territorio, e fornire ai nostri
associati non solo prodotti, consulenza
e assistenza tecnica, ma anche opportunità di sviluppo».
CADAM - Consorzio
Agrario d’Abruzzo e
Molise
Servizi utili all’agricoltura,
consulenza tecnica e fitoiatrica alle
aziende, vendita di tutti i prodotti
occorrenti all’attività agricola.
Via Aterno, 21 - Loc. Dragonara,
66020 S.Giovanni Teatino (CH)
Tel. +39085440081
+390861610321 (Bellante)
Fax +3908544008250
www.cadamabruzzomolise.it
email: segreteria@
cadamabruzzomolise.it
VARIOGUSTO
37
AZIENDA
Azienda Agricola Sichetti
LA COSTA DELL’OLIO
Venti ettari di terra che
guardano il mare, in
uno dei più suggestivi
paesaggi della regione.
Un’azienda attenta alla
valorizzazione delle tipicità
e alla qualità dei propri
prodotti
Azienda Agricola
Sichetti Nicola Antonio
Produzione di frutta, vini ed olio
con relativo imbottigliamento e
confezionamento.
Via Piantonata, 4
66022 Fossacesia (CH)
Tel. +39086260460
[email protected]
C
osta dei Trabocchi: un angolo
d’Abruzzo di suggestiva e
intramontabile bellezza, che
evoca storie, sapori e profumi d’altri tempi. È il panorama che si gode
dall’alto della tenuta Sichetti, 20 ettari
di terreno a San Martino di Fossacesia,
a soli 4 chilometri dall’Abbazia di San
Giovanni in Venere. Qui, su queste
amene colline davanti al mare, Nicola
Antonio Sichetti coltiva vite, olivo e
alberi da frutta dal 1984, quando è
subentrato al padre nella gestione
dell’azienda di famiglia, attiva fin dagli
anni Sessanta. «In azienda abbiamo tre
produzioni importanti: otto ettari di
terra sono vitati, e l’uva viene conferita
a una cantina locale per la produzione
vinicola; la maggior parte del restante
terreno è coltivata a olivi, dai quali
otteniamo l’olio extravergine “Costa
dei Trabocchi”, ottenuto da varietà
Gentile e Leccino, circa 3mila litri annui
che commercializziamo direttamente,
e infine abbiamo gli alberi da frutta,
la cui produzione viene conferita alla
GDO». Attività e produzione sono stati
notevolmente incrementati dall’entrata in scena di Sichetti, che ha cercato
di garantire un sicuro sbocco commerciale alle proprie produzioni, «so-
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
prattutto per quanto riguarda quelle
estive: ho ottenuto dei contratti con la
media e grande distribuzione che mi
consentono di destinare la gran parte
della produzione a questi circuiti e di
conservarne solo una minima parte
per la vendita diretta. Quanto al vino,
sono socio della Cantina Frentana, a
cui conferisco uve Pecorino, Trebbiano
e Montepulciano. Sono stato tra i primi
a impiantare uve Pecorino, lo faccio dal
2003. Ho creduto negli ecotipi locali
e ho fatto quest’investimento, che ha
dato ottimi risultati». Un altro salto di
qualità è quello che ha portato l’azienda a trasformare in proprio le olive, che
prima venivano vendute come materia
prima, per produrre direttamente l’olio
extravergine che oggi imbottiglia: «Abbiamo reinvestito parte degli utili nel
processo di imbottigliamento, mentre
la molitura viene fatta da terzi. Questa
scelta, però, ha consentito una crescita
in termini di fatturato, che da qualche
anno si mantiene stabile e si aggira
intorno ai duecentomila euro annui».
Sichetti, oltre che titolare dell’omonima azienda, è anche presidente
provinciale della Cia, ruolo che ricopre
dal 2010 e nel quale è stato riconfermato per i prossimi tre anni. «Secondo
le linee dettate dai vertici nazionali, la
Cia sta cercando di rendere gli imprenditori agricoli più partecipi della vita
associativa conferendo loro incarichi
di responsabilità, anche in quelle
posizioni che prima erano ricoperte da
funzionari amministrativi. Una scelta
forte che condivido in pieno, e che
pone l’agricoltore al centro della vita
associativa. Si tratta di una vera investitura, non di una riforma di facciata,
che si concluderà a fine febbraio con il
congresso nazionale nel quale anche il
ruolo presidenziale verrà affidato a un
rappresentante della categoria». Aderire al Polo Agire, per Sichetti, è stata una
decisione motivata «dalle opportunità
di crescita che il sistema consortile
offre, in merito all’innovazione di filiera
e di prodotto. Va detto che, finora, le
iniziative del Polo si sono concentrate
sul fronte dell’internazionalizzazione,
piuttosto che su quello dei mercati
locali. Ma sono sicuro che presto le
politiche del Polo prenderanno in
considerazione anche esigenze più
attinenti con le problematiche delle
piccole imprese, che ne costituiscono
la maggioranza societaria».
VARIOGUSTO
39
LE AZIENDE
DEL POLO AGIRE
•Agriverde srl
•Ali d’Oro Srl
•Carlo e Gianfranco Iubatti & C Sas
•Delverde Industrie Alimentari SpA
•F.lli De Cecco di Filippo SpA
•Gelco srl
•Industrie Riunite Confetti William Di Carlo srl
•Luigi D’Amico Parrozzo sas
•Oleificio Matalucci Ortenzia
•Prodotti Alimentari Fioravanti & C srl
•Relais del Vino Agriverde di Fania Basciani
•Società Agricola Anfra
•Confindustria Teramo
•Testingpoint 10 srl
•Università di Teramo
•Vision Device srl
•Cacao srl
•Frantoio Montecchia di G. Montecchia & C
•Reginella d’Abruzzo srl
•C.N.A. - Confederazione Naz.le Artigianato
•Astra srl
•Azienda Agricola Giacomo Santoleri
•Galeno Engineering
•S.Ole.M A. snc
•Conf. Cooperative Abruzzo
•Nepa Florindo Packaging srl
•Torrefazione Adriatica Spa
•Abruzzo Vini srl
•AMPP Soc. Coop. Agricola
•API Pescara - Chieti
•Associazione Prod. Zootecnici d’Abruzzo scrl
•Associazione Regionale Terranostra Abruzzo
•Az. Agr. “La Sorgente di Remartello”
di Carota Luigi
•Az. Agr. Battaglia Roberto
•Az. Agr. “Chiusa Grande” di D’Eusanio Franco
•Az. Agr. Di Francesco Mirko
•Az. Agr. Di Giorgio Antonio
•Masciarelli Tenute Agricole s.r.l.
•Az. Agr. Meepanya La Ongdao
•Az. Agr. Il Bosco degli Ulivi di V. Pracilio
•Az. Agr. Sichetti Nicola Antonio
•Az. Agr. Sissa Catuscia
•Az. Vinicola F.lli De Luca Srl
•Bellizzi 1906 Srl
•Casal Thaulero
•CIA Abruzzo - Conf.ne Italiana Agricoltori
•CIPAT Abruzzo
•CITRA VINI - Cons. Coop. Riunite d’Abruzzo
•CO.T.IR. Srl - Consorzio Divulgazione
Sperimentale Tecniche Irrigue
•CO.VAL.PA. - Abruzzo Soc. Coop. Agricola
•COLDIRETTI Abruzzo - Federazione Regionale
•C.A.D.A.M. - Consorzio Agrario
d’Abruzzo e Molise Soc. Coop. A.r.l.
•Consorzio DEP
•(Distretto Economico Produttivo) Abruzzo
•Consorzio Patto Territoriale della Marsica
•CRAB - Consorzio Ricerche Applicate
alla Biotecnologia
•Eurosviluppo SpA
•GAL Terre Aquilane Srl
•Hotel Villa Elena di Buonasorte Maria
•Impresabruzzo Srl
•Ist. Zooprofilattico Sper.le Abruzzo e Molise
“G. Caporale”
•L.G. International Srl
•Metron Srl
•Outsourcing Group srl
•Partner Srl
•Rustichella d’Abruzzo SpA
•Siros - Sistemi Sas di R. Di Gianfilippo & C.
•Tenuta Strappelli di Strappelli Guido
•Soc. Agricola Franco Pasetti Soc. Semplice
•Soc. Agr. Fattoria Nora S.S.
•Oleificio “La selva d’Abruzzo” snc
•Gesco Consorzio Coop. Soc. Coop. Agricola
•D&D Corporation srl
•Università degli Studi dell’Aquila
•Novatec Srl
•Az. Agricola Angelucci Srl
•Gexma Srl
•Industrie Rolli Alimentari SpA
•Pescaradolc Srl
AGIRE • Polo di Innovazione Agroalimentare d'Abruzzo
•Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane
•Terre dei Peligni Soc. Cons. Coop. a r.l.
•MoDiv s.n.c.
•LeVirtù d’Abruzzo Srl
•Ico srl Industria cartone ondulato
•F.lli Candelori s.n.c.
•EDF srl
•AZIEND’UP srl
•EatArte srl
•SAF ALLESTIMENTI srl
•Associazione Italiana Sommeliers ABRUZZO
•Società Agricola Colle d’oro
•Victoria sas
•ISTEMA Group srl
•Associazione Regionale Allevatori d’Abruzzo
•Azienda Marramiero srl
•FIESA Regionale d’Abruzzo
•MATER FOOD srl
•Innova Solar Energy srl
•Made in Bio srl
•Straccia Packaging srl
•Cykel Software di Giammaria de Paulis
•Peltuinum Antica Azienda Agricola
•BDA di Luca Forcella
•Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara
•Glocal Foods srl
•Spinosi Marketing Strategies srl
•Pastificio Di Lullo Davide & C. s.a.s.
•Camera di Commercio di Teramo
•Abruzzo Consulting per l’Export srl
•Aprol Abruzzo Soc. Coop. Agr.
•San Tommaso Specialità Alimentari
•Spiaggia d’Argento srl
•Punto Energia srl
•Pasticceria Mariella
•FADISA FOOD (Abruzzè)
•Soc. Agr. F.lli Spinosa ss
•Soc. Agr. Di Mercurio Costantino e Dante
•Coop. Agricola Masserie del Parco
•Ambra sas di De Ovidiis Rita & C.
•It’sitaly srl
•Azur srls
P.O. FESR Abruzzo 2007-2013. Attività I.1.2. Approvato con D.D. n. DI9/55 del 08/08/2011
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