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Centonove numero 10

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ANNO XXI Numero 10
14 MARZO 2014
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO
POSTALE A REGIME
SOVVENZIONATO 45% (ME)
MESSINA
EURO 1,50
Nel fotomontaggio, Rosario Crocetta
SETTIMANALE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA
La Musica
è finita
LA REGIONE DECLASSA
IL VITTORIO EMANUELE E TAGLIA
I FONDI DESTINATI ALL’ENTE.
ECCO LE GRANE CHE AFFRONTERÀ
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
14 Marzo 2014
il punto
EDITORIALE
E adesso,
rimpasto sia!
Le Province sono state tagliate:
sopravviveranno per altri sei mesi,
il tempo utile per fare nascere i
consorzi dei Comuni. Il risultato per
il presidente della Regione è più
politico che sostanziale: la
maggioranza si è coagulata sul
tema delle Riforme e i Grillini sono
tornati a votare compatti con le
decisioni del governo. Ma è la
ricomposizione delle alleanze
all’Ars, quella che sposta l’asse
verso l’Intergruppo promosso da
Articolo 4 di Lino leanza, che
associa i Drs di Picciolo e Greco e il
Megafono. E non è un caso che
Picciolo, Cardinale e Leanza sono
andati a Roma ad incontrare il
ministro dell’Interno Alfano, leader
di Ncd, il nuovo centrodestra cui
Crocetta ha spalancato le porte di
Palazzo d’Orleans e di Sala
d’Ercole. I coordinatori come
Misuraca, in Sicilia, continuano a
dire che Ncd non entrerà nella
coalizione di Crocetta, ma di fatto
è come se fossero già dentro. I viti
in aula lo hanno mostrato. Le
pedine da riempire ora sono gli
assessorati, in vista del rimpastino
di Primavera: si deve fare posto a
un assessore del Ncd, il giovane
Nino Germanà, e si deve mettere in
cura dimagrante forzata l’Udc di
Gianpiero D’Alia che continua
continua ad avere tre assessori in
quota, ma perde altre fiches,
ultimo passaggio l’onorevole Alice
Anselmo, trasferitasi sotto le ali di
Lino Lenaza.
In questo clima Crocetta sa che
l’eccessiva rissosità del suo partito,
il Pd, sarà diluita dalla presenza
della maxi-stampella di Cardinale e
Leanza. Che per uno strano gioco
del destino oggi fa l’accordo con
l’onorevole Beppe Lumia per un
aperto sostegno alla corsa verso le
Europee. In questo clima, la
Regione, per fare quadrare i conti
si appresta a fare la richiesta di un
maxi-prestito da un miliardo.
Motivazione ufficiale: pagare le
imprese. Le stesse chiamate in
Sicilia a pagare l’Irap più alta
d’Italia.
Papa Francesco
Francesco, un anno da Papa
DI
DOMENICO BARRILÀ
L’anniversario della sua elezione ci consiglia
una vacanza dalla politica. Già, perché Francesco ci
permette misurare la distanza che corre tra un uomo,
senza altre aggettivazioni, e i pupazzetti che riempiono le prime
pagine dei giornali, vantandosi di metterci la faccia (il resto ce lo
mettiamo noi).
A metà gennaio dibattevo, insieme ad una pastora protestante e
all’autore, su un libriccino piuttosto arguto dedicato al papa
argentino. Il luogo l’auditorium dei serviti, nei pressi di Piazza S.
Babila, a Milano. Pubblico numerosissimo ed interessato, a riprova
delle grandi speranze suscitate dal papa pescato “alla fine del
mondo”, che dice cose di buon senso ma rivoluzionarie per le nostre
orecchie, corrotte dai paroloni vuoti di certe dispute teologiche. Come
quella dei mesi scorsi sulla formula della consacrazione eucaristica tra
il papa Benedetto XVI e il teologo Bruno Forte. Braccio di ferro tra
“per molti” e “per tutti”, alla fine vince “per molti”, dopo una virata di
180 gradi del teologo. Le formule passano le carriere restano. Dispute
impensabili sotto il pontificato di Francesco, che semplifica, non
banalizza e invita a saltare il gradino della forma per collocarsi su
quello della sostanza.
Ciò che rimane di quella serata milanese, oltre a molti contenuti di
notevole interesse, è la risposta dell’autore ad una domanda articolata
sull’efficacia dell’azione di Francesco. Dopo avere affermato che
quanto conquisteremo con questo papa non ci potrà essere tolto,
perché indefettibile, si era mostrato preoccupato per l’immediato,
sostenendo che l’episcopato non è in grado di assecondare una
pastorale così dirompente. Troppo essenziale, aggiungo, difficile da
asservire a disegni di potenza personale.
E’ passato un anno dalla fumata bianca, un pugno di giorni che
sembrano secoli. Il meteorite si è abbattuto su una Chiesa molto
preoccupata di se stessa, delle sue liturgie interne, piuttosto che di
quanto accade fuori dal suo perimetro. Una Chiesa a trazione curiale
e piuttosto triste, poco incline a contaminare il mondo ma assai
propensa a lasciarsene plasmare, magari nascosta dietro paraventi di
Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano,
Alessio Caspanello, Michele Schinella Segretaria di redazione: Rossana
Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto. Editore: Kimon scrl, via
San Camillo, 8 Messina. Tel. 090 9430208 Fax: 090 9430210 P. IVA 02131540839
Registrazione Tribunale di Messina n. 11-92 del 4 maggio 1992. Iscritto al Registro Operatori della Comunicazione n° 17229. Stampa: Sts - Società tipografica siciliana spa Strada 5 n. 35 Zona industriale 95030 Catania.
Redazione e ufficio abbonamenti: via San Camillo, 8 - 98122 (ME), CCP n.
90443839 Copie arretrate: euro 3,00. Progetto grafico: Davide Lopopolo per
Psychodesign www.psychodesign.it.
Internet: http://www.centonove.it
email: [email protected]
centonove
SETTIMANALE REGIONALE
DI POLITICA CULTURA ED ECONOMIA
Direttore responsabile
Graziella Lombardo
Garante del lettore: Attilio Raimondi
centonove pagina 2
comodo come quello dei “valori non negoziabili”, che il papa si è
preoccupato di smontare e quasi di ridicolizzare. Espressione divenuta
cavallo di battaglia degli integralisti, i malati gravi di una religione
che non dovrebbero essere ammessi nemmeno per spirito di carità.
Sono costoro, coi numerosi pastori che li precedono, e insieme agli
uomini di potere che scelgono l’abito talare per bruciare le tappe (e la
Chiesa), i primi bersagli di questo papa, che desacralizza e demitizza
senza posa, facendoli apparire patetiche caricature. Un papa amato
dalla gente ma di certo poco gradito nei cuori di chi lo vorrebbe
fustigatore, di chi gode nel mettere macine al collo a chicchessia,
illudendoci di possedere l’unica copia delle chiavi del collare. Walter
Kasper, teologo e uomo di genio, impegnato accanto al papa
nell’impresa di rendere liberi i credenti, dice si alla comunione ai
divorziati, ma avverte che “qualcuno vuole fermare il papa”. Non
c’era da dubitarne.
Tempo fa venne da me il responsabile della pastorale familiare di una
diocesi del Nord. Mi domandava la disponibilità a guidare un gruppo
terapeutico per omosessuali credenti. Gli chiesi di elencarmi quali
malattie avessero per giustificare la partecipazione a un gruppo
terapeutico. Bastava il fatto di essere gay. Costoro godono nel mettere
in condizione di chiedere scusa a Dio le persone senza altra colpa che
di essere come sono, ma che mantenuti in stato di soggezione
possono essere una riserva di potere.
La logica del “punto zero” è stata causa di catastrofi e genocidi.
Stabilito che io sono il punto zero, tutto ciò che si discosta è peccato e
malattia. Anche la famiglia di Nazareth, suo malgrado, in mano alla
parte più retriva della Chiesa, diviene punto zero. Chi non entra nella
matrice è condannato. Una mostruosità, capace persino di generare
morte.
Francesco, invece, non detta norme, ma si piega compassionevole
sull’uomo, sul singolo uomo non sulla categoria sociale, dimentica
così il giudizio e rinuncia al potere di veto sulla difformità,
recuperandola invece alla causa della variabilità umana che, quando
non eterolesiva, rimane la vera ragione del nostro progresso.
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Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
14 Marzo 2014
riservato
MESSINA. Il funzionario dell’Agenzia chiede lumi su tre sentenze che non arrivano. E i giudici si arrabbiano per “il ragionevole ritardo”
Entrate, è guerra con la Commissione Tributaria
MESSINA. Una espressione infelice,
“il ragionevole ritardo”, torna a fare
soffiare venti di guerra tra l’Agenzia
delle Entrate di Messina e la
Commissione Tributaria provinciale,
presieduta da Francesco Deodato.
A scrivere una nota di poche righe, ma
capace di fare irritare le alte sfere della
giurisdizione tributaria, è il
funzionario A. Wancolla, in forza al
contenzioso, che chiede su carta
intestata dell’Agenzia delle Entrate
notizie su tre sentenze “di certa
importanza”- sottolineano in via Santa
Cecilia- che tardano ad arrivare da via
Giordano Bruno, sede della
commissione tributaria. Di qui
l’espressione “ragionevole ritardo” che
nella sensibilità “urtata” dei magistrati
tributari viene tradotta in “ragionevole
dubbio”.
Un incidente diplomatico, che si
aggiunge al fatto che la nuova
direttrice Oteri, insediatasi al posto
della ex funzionaria Margherita
Sanfilippo, trasferita a seguito delle
polemiche insorte sui criteri adottati
per la sua nomina, ad avviso del
giudice del lavoro Laura Romeo
“irregolari” prima che fossero sanati,
non sia ancora andata in visita di
RECUPERO CREDITI.
Fire Spa acquisisce
il 60% di Creset
MESSINA. La Fire Group spa, azienda
messinese che si occupa di recupero
crediti, ha acquisito il 60% del
capitale sociale della Creset Servizi
Territoriali spa, ramo d’azienda della
banca Credito Valtellinese (Creval)
che si occupa di riscossione dei
tributi locali e delle altre entrate
patrimoniali dei comuni, attraverso
contratti con circa 180 enti locali.
Costo dell’operazione, 3,6 milioni di
euro.
Creval cederà all’azienda messinese,
presieduta da Sergio Bommarito,
2640 azioni della controllata Creset.
L’operazione serve all’istituto di
credito per “allegerirsi” di un asset
non ritenuto più strategico
(“Concentrazione delle attività del
gruppo sul core business bancario e
semplificazione della struttura
societaria e organizzativa del
gruppo”, si legge nel comunicato
della banca), mentre Fire Spa
amplierà la propria attività
nell’ambito della gestione della
fiscalità locale nell’ambito del
recuopero crediti, in cui il gruppo è
leader nazionale. (A.C.)
Nicolò Xerra
cortesia dal presidente della
Commissione Tributaria, come usi e
consuetudini, tra “leali avversari” in
giudizio, in passato imponevano.
Ma chi è A. Wancolla? E’ il funzionario
arrivato da Palermo che ha preso il
posto di Nicolò Xerra, il dirigente
dell’Agenzia Entrate di Messina,
originario di Licata, autore degli
esposti che contestavano la la nomina
di Margherita Sanfilippo e a cascata
hanno contrapposto
l’Agenzia delle Entrate a
uno stuolo di avvocati
tributari, che chiedevano
l’annullamento delle
cartelle esattoriali iscritti
a ruolo con la firma della
direttrice, perché la sua
nomina, in un preciso
lasso di tempo, era stata
ritenuta irregolare. Un
braccio di ferro che dal
punto di vista legale non
è stato ancora “sanato” e
sul quale i giudici delle
varie commissioni
tributarie si sono espressi
in maniera discordante.
Ma che il clima non sia
dei migliori, all’Agenzia
delle Entrate, lo conferma il fatto che
Nicolò Xerra, in predicato per
anzianità di servizio e titoli a prendere
il posto della ex direttrice, con un
provvedimento d’autorità della
struttura regionale, è stato trasferito al
front-office del Catasto. Come dire:
degradato sul campo. Ma chi conosce
il carattere battagliero di Nicolò Xerra,
si limita solo a dire: “Lo scontro? E’
solo agli inizi…”.
SOMMARIO
PRIMO PIANO
6. Teatro, Vittorio a metà del guado
La Regione decurta i contributi
all’Ente messinese
POLITICA
8. Pd, scontro sulla trasparenza
Partito paralizzato per l’assegnazione
delle poltrone di vertice
10. C’eravamo tanto amati
Al Comune di Messina è frattura tra la giunta
e il Movimento Cambiamo Messina dal Basso
che ha sostenuto il sindaco Accorinti
11. Il pericolo viene dal Lazio
L’ordinanza anti tir resiste. Per ora...
12. La farsa della sfiducia
Al Comune di Milazzo rischia di naufragare
la mozione contro il sindaco Carmelo Pino
SICILIA
13. Formazione, iniziò tutto così
L’inchiesta che fa tremare la città deborda
anche sul fronte contabile
14. Prg, scopri l’intruso
L’amministrazione di Messina cerca un
“superconsulente” per il piano regolatore
16. Stazione Liberty, ultima fermata
Nuova destinazione per lo scalo di Taormina
18. Puzza di gas? C’è lo sniffer
La Ram si avvale di annusatori professionisti
19. Bancarelle, fumata Nera
Il sindaco di Patti vuole sfrattare gli ambulanti
di Tindari
20. Messina, rimesse a sei zeri
Il report di BancaItalia sui soldi che vanno all’Estero
ECONOMIA
21. Risanamento nel mirino
La Procura indaga sulla società di Zunino
23. Benessere Termale ad Alì
Il progetto pilota della Regione
POSTER
26. Il balletto delle donazioni
Un gruppo di artisti in cerca delle loro opere
RUBRICHE
3. Riservato
4-5. Settegiorni
24. Consumatori / Consulenti
28. Libri/La Classifica
28. Lacerti di Letture
29. Nuove Visioni/Musica/De Gustibus
30-31. Lettere & Commenti
30. Qui Scuola
30. Heritage
30. Ecologia
31. Eliodoro / 150 Parole da Palermo
31. Animal House / Antibuddaci
centonove pagina 3
TOP SECRET
SINDACATI
Bilanci della Feneal
De Vardo sotto la lente
MESSINA. Su delega della Procura
della Repubblica, che ha aperto un
fascicolo, la Guardia di Finanza sta
svolgendo indagini su Giuseppe De
Vardo, segretario provinciale della
Feneal, il sindacato degli edili Uil di
Messina. Alla base dell’inchiesta una
denunzia di operai della Ugl su anomalie relative a bilanci e gestione
delle quote sindacali.
MESSINA
Cinque per mille 2013,
al Comune 16mila euro
MESSINA. Sedicimila euro: è questa
la cifra che incasserà il Comune di
Messina grazie alle donazioni volontarie dei cittadini legate al 5 per
mille. La comunicazione è arrivata
nei giorni scorsi a Palazzo Zanca.
AFFIDAMENTI
Al via il piano salva palme
Incarico alla ditta Marchetta
MESSINA. Il Comune di Messina ha
avviato il piano di prevenzione per
salvare le palme dal punteruolo
rosso. Ad aggiudicarsi l’affidamento
diretto da ottomila euro (con un ribasso del 3%) è stata la ditta Marchetta Antonio srl & C.. Non hanno
risposto agli inviti dell’amministrazione Vivai Verde 2000 e la Laura
Ryolo. Oggetto degli interventi saranno innanzi tutto le palme del
viale San Martino.
CONTENZIOSO
Al Comune di Messina 300
milioni in cause pendenti
MESSINA. L’ufficio Contenzioso del
Comune ha terminato i conteggi che
servono all’assessore Guido Signorino per procedere col nuovo bilancio. Il “buco” potenziale legate alle
cause pendenti con l’amministrazione ammonta a 300 milioni di
euro, con alcune vertenze di peso,
come quella sui derivati. Le somme
che invece il Comune deve già pagare sono pari a 20 milioni di euro.
Tra queste, anche le parcelle di alcuni avvocati incaricati in passato e
mai liquidati.
14 Marzo 2014
settegiorni
CHI SALE
Letterio Gulletta
MESSINA. Il parroco di Santa
Maria dell’Arco, più nota come
San Fracesco di Paola, ha fatto
un colpaccio. Al prete, grande
appassionato di musica, le
suore del Sacro Cuore di Palermo hanno donato un rarissimo organo Cavaillè-Coll. Per
vederne un altro, bisogna andare infatti a Parigi. A occuparsi
dello smontaggio, una ditta di
fiducia della Soprintendenza di
Messina, la Osl Organi.
Filippo Panarello
MESSINA. Il deputato del Partito democratico di Messina si è
dato alla spending review. Invece di andare e tornare da Palermo in automobile, Panarello
ha deciso di optare per il più
economico treno. L’unico problema? Durante le fermate non
può rilasciare interviste a causa
degli avvisi acustici di chiusura
delle porte.
Giuseppe Comunale
MESSINA. Debutta oggi (venerdì 14, ndr), il messinese capitano della squadra azzurra di
snowboard cross ai Giochi Paralimpici di Sochi. Comunale,
trentatre anni, si allena sei mesi
all'anno in Trentino con i compagni di squadra Veronica Plebani, Fabio Piscitello e Luca Righetti. La sua grande passione
per lo snowboard è nata sui
pendii innevati dell'Etna, ma ha
provato pure lo skateboard.
Renato Accorinti
MESSINA. Con il sindaco di
Messina, no c’è sbarra che
tenga. Mercoledì 12, infatti,
nella Casa Circondariale di Messina, Accorinti, accompagnato
dal segretario generale, Antonio Le Donne, e dalla responsabile del servizio di stato civile, Angela Maria Salvo, ha
celebrato il rito civile del matrimonio tra Domenico e Anna
Bonasera. Per il primo cittadino, sono le seconde nozze celebrate in carcere.
Sonia Alfano
CATANIA. La sua fotona sui poster sei per sei a Catania e Palermo ha scatenato un equivoco poi chiarito; l’Alve, il
gruppo dei Democratici Liberali
cui l’europarlamentare antimafia aderisce, mette a disposizione una somma istituzionale
di fine mandato per fare conoscere l’attività politica svolta.
MESSINA
Giuramento neo medici
Il 16 marzo la cerimonia
Messina. Domenica 16 marzo, alle 9,30, si
svolgerà la Cerimonia di Giuramento dei neo
iscritti agli Albi professionali dell’Ordine dei
Medici. La manifestazione avrà luogo
nell’Aula Magna del Palazzo dei Congressi del
Policlinico Universitario G. Martino di
Messina. Nel corso della stessa cerimonia sarà
consegnata la medaglia d’oro con attestato di
benemerenza agli iscritti che quest’anno
compiono 50 anni di laurea e il Premio di
laurea “Leonardo Virga” istituito dalla
famiglia in ricordo del figlio prematuramente
scomparso.
Ventisette i “vecchi” medici che otterranno il
prestigioso riconoscimento. Antonino
Agnello, Felice Aloisi, Pasquale Anania,
Sebastiano Biundo,
Domenico Biviano,
Riccardo Ciliberto,
Calogero
Collura,Salvatore
Consolo, Santa
Cordaro, Antonino
Currò, Nunzio De
Domenico, Santo
Fazio, Carmelo
Ferreri, Gabriele
Germanò, Francesco
La Torre, Placido
Giacomo Caudo
Leone, Giovanni
Luongo, Stellario
Maiuri, Pietro Materia, Maria Antonietta
Milio, Ignazio Minutoli, Giuseppe Nastasi,
Girolamo Pontoriero, Filippo Ricciardi, Santi
Ruggeri.
L’evento, come ogni anno, verrà inaugurato
dal presidente dell’ordine dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina
Giacomo Caudo. Il presidente si soffermerà
sull’importanza che l’appuntamento riveste
proprio per il suo valore simbolico. Infatti
rappresenta un momento di incontro fra
neolaureati e i decani della professione
medica della città dello Stretto. Il giuramento,
invece, è previsto al termine della giornata
d’incontro.
SOCIETÀ
Messina, al via le XXII Giornate Fai di Primavera
Messina. Al via le XXII Giornate Fai di Primavera. La manifestazione, che è in
programma per sabato 22 e domenica 23 marzo, verrà presentata nel corso di
una conferenza stampa che si svolgerà sabato 15 marzo, alle 11, nel salone di
rappresentanza della Prefettura. Quest’anno sarà possibile visitare la Chiesa di
San Giovanni di Malta e per la prima volta il Palazzo della Prefettura di
Messina. Alla conferenza saranno presenti, oltre alla delegazione Fai, il
prefetto Stefano Trotta e monsignor Angelo Oteri, rettore della chiesa di San
Giovanni di Malta.
Messina, Metodo naturale per apprendere latino e greco al “Maurolico”
Messina. La scuola “Maurolico” di Messina, già annoverata quale punto CLE,
(rete europea di scuole del Centrum Latinitatis Europae), per la musica antica,
ha cominciato un ciclo di incontri e concerti curato dalla prof. Ersilia Dolci, e
proseguito poi con una grande novità: un corso di aggiornamento sul metodo
naturale per apprendere il latino e greco, come oggi si usa fare per le lingue
straniere. A tenerlo il Prof. Luigi Miraglia, Presidente dell'Accademia Vivarium
Novum.
Pastorale giovanile, la diocesi di Messina in raduno a Monforte San Giorgio
Monforte San Giorgio. «Ma come ti vesti!» è l' originale slogan scelto dall'Ufficio
diocesano di Pastorale arcidiocesi di Messina, Lipari, Santa Lucia del Mela per
il ritiro di Quaresima di domenica 16 marzo a Monforte San Giorgio. La
giornata prevede, dalle 10 alle 18, riflessioni sulla Parola di Dio domenicale
curate da don Federico Porrello della diocesi di Roma, meditazione, preghiera,
pranzo a sacco e la Messa presieduta dall' arcivescovo Calogero La Piana alle
ore 17.
CONVEGNI. Inedito 8 marzo allo “Jaci” di Messina
La poetessa Costa“celebra” Dina e Clarenza
Col convegno su"Pianeta Donna" l'istituto “Jaci” di
Messina ha festeggiato l'8 marzo. Del Dirigente
Scolastico Rosario Abbate (nella foto), Stello Mangano
(coop.Fata Morgana), la poetessa Maria Costa, Maria
Froncillo Nicosia (editrice "Il Gabbiano"), la psicologa
Ilenia Coletti e la professoressa Elvira Bonfantino gli
interventi coordinati da Francesca Stornante.
Maria Costa, patrimonio vivente Unesco e simbolo
assoluto della messinesità, attraverso i suoi versi e i suoi
canti ha acclamato le gesta delle eroine Dina e
Clarenza.
MESSINA. Dopo solo tre anni il team presieduto da Antonio Verzera ottiene l’elogio nazionale
Scuderia Antichi Motori, il riconoscimento dell’Asi
La Scuderia Antichi Motori di Messina dopo soli tre anni di
attività ottiene il riconoscimento nazionale dell'Automotoclub
Storico Italiano. Il sodalizio messinese capitanato dal presidente
Antonio Verzera, brucia tutte le tappe ed ottiene la
federazione Asi, consentendo a tutti i propri associati di
diventare Soci dell'organo nazionale che tutela i veicoli di
interesse storico e collezionistico. Questo esempio di attività
associativa, nata nel marzo 2011 con il direttivo formato da
Antonio Verzera alla presidenza,
Alfredo Schipani, Aurelio Verzera,
Giancarlo Attardo, e Nazzareno
Giuffrè, quest'ultimo purtroppo
scomparso prima dell'ottenimento di tale
riconoscimento, ha dato vita ad un
sodalizio ormai punto di riferimento di
tanti appassionati del settore riservato ai
veicoli storici.
Promotore di attività culturali legate alla
centonove pagina 4
storia di tali auto, alle competizioni e ai loro eventi che hanno
rappresentato momenti di storia dell'automobilismo siciliano.
Grande soddisfazione del Presidente e di tutto il Consiglio
Direttivo per l'attività svolta, che ha condotto in tempi brevi
l'associazione al riconoscimento nazionale durante un
momento storico in cui è molto difficile ottenere tale
federazione. Grazie al Samo Club la città di Messina avrà un
secondo sodalizio federato Asi, che aumenterà l'accostamento
degli appassionati di motori al mondo dei
veicoli storici e d'epoca. «Se fino ad oggi
l'attività svolta - dice Antonio Verzera - ha
permesso tutto questo, da domani inizia un
lavoro importante che servirà a creare
nuovi eventi di aggregazione del settore, e
perchè no, riportare le manifestazioni
regolaristiche con rievocazioni di vari
eventi storici che infiammavano i cuori di
tutti i messinesi amanti dei motori».
settegiorni
MANDANICI. Per gestire il monastero basiliano l’amministrazione comunale in cerca di fondi
A. A. A. imprenditore cercasi
A.A.A. imprenditore cercasi per gestire il monastero basiliano di Mandanici.
Non è una forzatura, “ma non siamo lontani dalla realtà” ammette il vicesindaco
del centro collinare, Mario Scigliano. E’
stata infatti rescissa consensualmente la
convenzione che legava il Comune all’Ordine basiliano dei monaci greco-ortodossi,
che hanno sede in Sicilia e a Grottaferrata,
vicino Roma. Le difficoltà in cui è venuto
a trovarsi l’Ordine religioso, che si rifà ai
monaci di Monte Athos, in Grecia, non
hanno permesso di portare a termine gli
accordi sottoscritti, che prevedevano l’uso
intensivo della struttura, cui il comune era
interessato anche per fini turistici e di
ospitalità per gli studenti fuori sede.
Dotato di dieci camere, definite dai monaci “celle di meditazione”, oltre la Chiesa
annessa, la struttura è dotata da una salaristaorazione con duecento posti a sedere.
La struttura risale al 1110. Quando il
Conte Ruggero, cacciati gli arabi dalla Sicilia, fece costruisce l’Abbazia e dono poi
ai monaci greci fedeli alla regola di San
Basilio, tutta la struttura. I monaci abitarono il monastero, entrato nel 1600 a fare
parte dell’Archimandrato di S.S. Salvatore, fino al 1860, quando poi il bene in
abbandono passò allo Stato. Lo sciogli-
14 Marzo 2014
CHI SCENDE
Nino Germanà
MESSINA. Con il suo smatphone non lascia in pace nessuno, neanche i colleghi a
pranzo. L’ultima performance
di Germanà ha come protagonista il collega del Ncd Nino Bosco, immortalato su Facebook
mentre sta per mangiare due
uova a occhio. La didascalia? “E
poi dicono che i parlamentari
mangiano aragoste...”.
Renato Accorinti
Il monastero basiliano di Mandanici
mento della convenzione con i monaci basiliani, che pensavano di fare decollare il
Centro studi Panortodosso, non è la sola
notizia negativa per il comune diretto dal
sindaco Armando Carpo. La direzione del
Museo Paolo Orsi di Siracusa ha chiesto la
restituzione delle monete greco-romane
rinvenute nel dopoguerra a Mandanici,
che erano state esposte , con appositi pannelli divulgativi, nell’area vicina alla Bi-
blioteca, dove sono custoditi preziosi incunaboli del 1500 e oltre duecento volumi
secenteschi considerati dagli studiosi
“molto rari”.
Il Comune, alle prese come tanti piccoli
centri con le difficoltà di bilancio, ha partecipato ad alcuni bandi relativi alla valorizzazione dei Beni culturali e nel
frattempo ora sta cercando i fondi per ristrutturare il tetto.
ROSA E NERO
Messina, si è spento lo zio di Graziella Lombardo
Messina. Circondato dall’affetto familiare, si è spento a 63
anni Vito Pagano, zio del direttore Graziella Lombardo. I
funerali si svolgeranno venerdì 14 presso la chiesa di
Villaggio Aldisio. La redazione di Centonove porge le
condoglianze a Graziella Lombardo, al nonno, il violinista
Felice Pagano, e agli zii ed ai familiari tutti.
Olivarella, incendiata l’auto di padre Mostaccio
MESSINA
Riapre il Panama, storico locale di Via Aspa
Amanti della movida messinese anni '90 tenetevi forte.
Per contrastare il logorio del weekend moderno ha riaperto,
dopo tredici anni, il Panama Bistro, leggendario locale di Via
Mario Aspa. E come i vecchi tempi, lo spirito gioioso che ha
sempre contraddistinto l'impresa targata Bitto - Accetta
continua ad essere presente. Un gioco di colori all'interno
della struttura che tende a rilassare ma alla stessa maniera
esaltare i presenti, facendoli cadere in un vortice che
magicamente li riporta negli anni "cult" della movida
messinese. Una storia che comincia nel 1990, quando le due
famiglie proprietarie hanno deciso di mettersi in gioco,
creando nella "noiosa" Messina un punto di ritrovo diverso
dal solito clichè, un luogo dove tutti potessero sentirsi a
casa. Un messaggio forte quello lanciato dai gestori.
Affrontare la caduta economica è possibile se in gioco, oltre
a prodotti valenti, si mettono anche l'amore per le proprie
idee e la personalità forte di chi intende trattare i clienti
come amici. Ai tempi della prima apertura, infatti, il locale
ricevette molti consensi non solo per i cocktail ma anche e
soprattutto per la piacevole atmosfera.
Claudio Panebianco
SAN FILIPPO DEL MELA. E’ stata incendiata ad Olivarella
l'auto del parroco di Santa Maria Immacolata, Dario
Mostaccio, parcheggiata sotto la sua abitazione, in via De
Gasperi, a un centinaio di metri dall'ufficio postale. La
Nissan Qashqai è andata distrutta. Il sacerdote, sentito dai
carabinieri, ha detto di non aver mai ricevuto minacce.
L’indomani i fedeli della frazione Olivarella si sono stretti
al loro sacerdote organizzando una fiaccolata di
solidarietà con la quale hanno condannato il gesto di
ignoti.
CONVEGNI. L’incontro in occasione dell’8 marzo organizzato dalla Fidapa
Medea, una donna tra passato e presente
Si è svolta domenica 9 marzo nella moderna sala consiliare
del Comune di Torregrotta la Conferenza sul tema “Medea,
una donna tra passato e presente”, evento ideato e
coordinato da Maria Luisa Pino past-presidente Fidapa
Venetico, organizzato dalla Fidapa Bpw Italy, sezioni di Capo
D’Orlando e Venetico presiedute da Rosetta Vitanza e Rosalba
Rantuccio. La Conferenza ha affrontato, attraverso una analisi
storico-letteraria, la condizione umana di Medea, donna,
moglie e madre di 2500 anni fa, la cui tragedia è tutt’oggi di
grande drammatica attualità e rappresenta una riflessione
sulla condizione femminile.
centonove pagina 5
MESSINA. Quando ci si mette, il
sindaco di Messina riesce a
spiazzare tutti. Anche...il copione. Alla provincia, in occasione del tavolo tecnico sull’attraversamento dello Stretto
convocato dal commissario di
palazzo dei Leoni, FIlippo Romano, Accorinti ha iniziato il
suo intervento citando don Milani e lo ha chiuso tirando in
ballo Berkley, il 1968 e l’energia
cosmica.
Gino Sturniolo
MESSINA. Il consigliere di Cambiamo Messina dal basso si diletta in citazioni “dal basso”,
alle quali però, non fa seguire
i... fatti. Durante una commissione, Sturniolo ha citato “Costretti a sanguinare”, libro culto
del movimento musicale punk
italiano. Alla domanda se suonasse o meno, però, Sturniolo
ha candidamente ammesso
“Mah...il contrabasso, ma solo
da bambino”
Giacomo D’Arrigo
MESSINA. Coerente con la gioventù dell’Agenzia nazionale
Giovani che dirige, D’Arrigo si è
dato alla pratica del retweet
per informare amici e seguaci.
Ormai, la sua bacheca di Facebook e il suo profilo Twitter
sono solo una lunga teoria di rimandi. L’ultimo? È anche un auspicio: “Pregate per me”, scritto
da Papa Francesco (@Pontifex_it).
Giulio Seminara
MESSINA. Brutta delusione per
il coordinatore regionale di Futurdem. Giunto a Messina per
una riunione con i renziani, sognava un pranzo a base di pesce sulle rive del lago di Ganzirri, ma è rimasto deluso. Per
motivi di tempo, ma anche di
tasca, Alessandro Russo e Francesco Palano Quero lo hanno
portato a mangiare una triste
pizza in centro città.
14 Marzo 2014
primopiano
FUTURO INCERTO. La Regione decurta i contributi all’Ente messinese, ma lo “salva” dalla paralisi gestionale
Teatro, Vittorio a metà del guado
Oltre alla riduzione a quattro milioni dei fondi, che servirebbero solo a pagare gli stipendi, il governo
ha ritardatola nomina del consiglio di amministrazione. Che è giunta finalmente dopo quasi due mesi
Giovanni Ardizzone
Amurizio Puglisi
DI
DANIELE DE JOANNON
MESSINA. Una società partecipata di
serie B: è questo il futuro del Teatro di
Messina, destinato a diventare uno
stipendificio che nulla produce (e offre)
qualora il taglio del 20% del budget da
parte della Regione dovesse vedere la
luce. Già, perché un contributo di 4
milioni sarebbe sufficiente solo a pagare
le spese ordinarie e incomprimibili,
lasciando zero euro per i fini istituzionali
del Vittorio Emanuele, nato per portare
in riva allo Stretto non solo Prosa, ma
anche Musica, Lirica e Balletto.
ARRIVA IL CDA. Al di là dell’aspetto
economico, però, l’Ente ha subito fino ad
Piero Adamo
Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina
ora l’assenza della ratifica del consiglio
di amministrazione da parte della
Regione, il che ha impedito, anche
volendo, di poter stilare una
programmazione per l’anno in corso e
per il prossimo, designare un
sovrintendente e assumere le decisioni
necessarie per fronteggiare una
situazione già di per sé disperata. Ma,
proprio oggi (giovedì 13, ndr), è arrivata
la svolta: la giunta regionale ha
approvato il consiglio di
amministrazione, che ora andrà in
commissione Affari Istituzionali all’Ars. A
comporlo, oltre al presidente Maurizio
Puglisi (unica designazione fatta per
tempo dal sindaco Renato Accorinti e
non legata al placet della Regione) sono
Daniele Macris (vicepresidente),
Giovanni Moschella (attore),
Giovanni Giacoppo (avvocato),
Laura Pulejo (già indicata, nonché
“tradita”, dal presidente della Regione,
Rosario Crocetta, come commissario
dell’Ente) e l’attore e regista teatrale
Totò D’Urso. I primi due sono stati
indicati dal Commissario della Provincia
regionale, Filippo Romano, gli altri
dal primo cittadino. A completare il
quadro, l’unica nomina in quota regione,
quella dell’ex dirigente del Comune,
Carmelo Altomonte. Una volta in
carica, il cda potrà designare i direttori
artistici (ovvero Ninni Bruschetta per
la Prosa e Giovanni Renzo per la
Musica), approvare i cartelloni già da
tempo pronti e affrontare l’ultima grana:
il sovrintendente del Teatro.
REGIONE INADEMPIENTE. Oltre
ad aver lasciato il Vittorio Emanuele
senza organo di gestione, il governo
Crocetta non ha ancora approvato le
tabelle di equiparazione predisposte
dall’Ente, per la precisione da uno
stesso commissario ad acta inviato
dall’assessorato al Turismo. Di che si
tratta? Le tabelle permettono di
allineare i dipendenti del Teatro (in
tutto 63, di cui 43 amministrativi) con
i colleghi degli altri enti pubblici a
livello di inquadramento e stipendi.
Con le tabelle approvate, ad esempio,
il consiglio di amministrazione
potrebbe far fronte alla crisi economica
chiedendo la mobilità di parte del
personale in altri uffici della Regione.
Ma ciò, allo stato, non è possibile. Ed è
così che il cane, sul palco del Vittorio,
si morde la coda.
PUGLISI DIXIT. «L’ultima falsità detta
riguarda il famoso contributo da 250
mila euro promesso dall’assessore.
Contributo che sempre Greco ha
comunicato non esserci più, e che il
progetto da noi elaborato per il Comune
di Messina, a cui sarebbero andati i soldi,
doveva essere riformulato e inviato
nuovamente all’assessorato al Turismo.
Mi è stato detto, sempre dall’onorevole,
che comunque non mi devo aspettare
nulla: che o programmo o faccio meglio a
dimettermi», spiegava Puglisi prima della
ratifica del consiglio. Azzardando: «È
come se il destino del Teatro fosse già
stato deciso altrove, e lo si può vedere
anche nel protocollo di intesa inviato
dall’assessorato il 27 febbraio scorso per
le circuitazioni in cui mi si chiede di
inviare un rappresentante ai tavoli di
concertazione: ma chi mai dovrei
mandare, senza un Cda? Oppure vado io
e relaziono a me stesso? E, soprattutto,
non potendo programmare nulla, cosa
vado a proporre? Sembra quasi argomenta - che la morale sia: “voi non
portete produrre, pazienza, gli spettacoli
li inviamo noi”». Sempre nello stesso
DIRETTIVE
Riforma Stancheris
I PIANI DELLA “REGINA” DEL TURISMO PRENDONO FORMA
ATTRAVERSO UN PROTOCOLLO DI INTESA SULLA CIRCUITAZIONE
Michela Stancheris
MESSINA. Dietro al protocollo di intesa per le
circuitazioni proposto lo scorso 27 febbraio
dall’assessorato al Turismo, ci sono le nuove strategie
della Regione, che muovono da uno stop ai contributi a
pioggia: in Sicilia, infatti, i teatri riceveranno
finanziamenti solo su una logica premiale che, alla fine,
segue le logiche del Fus (il fondo unico per lo spettacolo).
La riforma dellʼassessore Michela Stancheris punta alla
premialità. Riceveranno più soldi, quindi gli enti che
collaborano tra loro e investono senza esternalizzare. I
centonove pagina 6
due fondi previsti saranno il Fores, Fondo regionale dello
spettacolo (dedicato in generale alle attività teatrali e
musicali), e il Fogest, Fondo di gestione e salvaguardia dei
teatri (destinato agli enti di cui è socia la Regione, ovvero
il Teatro Massimo e il Biondo di Palermo, lʼOrchestra
sinfonica siciliana, il Teatro di Messina, il Bellini e lo
Stabile di Catania, lʼInda di Siracusa, Taormina arte e le
Orestiadi di Gibellina). La riforma, su cui dovrà comunque
pronunciarsi lʼAssemblea regionale siciliana, rischia però
di penalizzare il Teatro di Messina, il cui budget,
consumato per quattro quinti dagli stipendi, ha ridotti
margini di manovra per quanto riguarda le produzioni.
Tornando al protocollo, nasce “nelle more della
definizione di una riforma del settore. Previsti tavoli
tecnici di settore per “porre in essere una fattiva
collaborazione economico-amministrativa, logistica e
funzionale tra i diversi organismi”.
14 Marzo 2014
primopiano
LA SCHEDA
protocollo, l’Ente viene inserito tra i
produttopri di Prosa, e non di Lirica,
nonostante sia fra i fini statutari. Questo
è stato fatto presente? Risponde secco
Puglisi: «Mi è stato detto dal segretario
della Stancheris che siamo velleitari e
anche un po’ provinciali. In tutta
franchezza, io vedo un disegno della
Regione che mira ad azzerare la gestione
del Vittorio Emanuele con una sola
motivazione: Palermo si ritiene l’azionista
di maggioranza».
E LA POLITICA? Per il presidente
dell’Ars, il messinese Giovanni
Ardizzone, il nodo principale restava
il Cda: «Vanno resi operativi gli organi
di gestione e quindi va designato il
sovrintendente». Ma come fare per
evitare un taglio così netto? «Dobbiamo
avere una dimensione più regionale del
problema, che non è solo del Vittorio
Emanuele. Per quel che mi riguarda, va
fatta una legge che permetta al
personale di andare in mobilità, anche
se, così come per le nomine in
consiglio, la Regione latita pure su
questo. Subito dopo, si deve mettere
mano alla pianta organica, a
prescindere dalle presenze attuali».
Così, invece, il deputato del Pd,
Filippo Panarello: «Proveremo a
ridurre il taglio affinché non sia messa
a rischio l’attività dell’Ente. Intanto
stiamo lavorando anche al recupero del
finanziamento per Taormina Arte che
l’assessore Bianchi si era impegnato a
rimpinguare. Devo però dire che, fossi il
sindaco di Messina, premerei sulla
Regione per la conferma del consiglio
di amministrazione». Chi è comunque
pronto ad andare in guerra, infine, sono
i componenti della Commissione
Cultura del Comune. Anticipa il
presidente Piero Adamo (Ncd):
«Andremo a Palermo a chiedere
un’audizione alle commissioni Cultura e
Affari Istituzionali insieme all’assessore
Tonino Perna. Siamo arrabbiati per
l’atteggiamento che la Regione ha
riservato a Messina. Il problema non è
solo il contributo. È una volontà politica
che manca. Chiediamo al sindaco
Renato Accorinti di battere i pugni
sul tavolo perché, al di là di ciò che dice
la Stancheris, il Teatro è paralizzato».
LO STATO DELL’ARTE. Persistendo
questa situazione, non solo il Teatro di
Messina non potrà offrire alcuna
stagione per il 2014, ma i cittadini,
ormai ex abbonati nei fatti, vedranno
chiuse le porte del Vittorio Emanuele
anche nel 2015 per l’impossibilità di
programmare.
IN SICILIA. La scure determinata dal Commissario dello Stato travolge anche Palermo e Catania
Se Sparta piange...
DAL BIONDO ALLO STABILE ETNEO, LE STAGIONI GIÀ IMPOSTATE PER IL 2015
POTREBBERO SUBIRE DEI CAMBIAMENTI. A MENO CHE, IN ASSEMBLEA...
DI
SIMONE OLIVELLI
Poche speranze e tanti timori. Si potrebbe descrivere
così lo stato d’animo dei gestori degli enti teatrali
siciliani, da giorni in attesa di conoscere quale sarà
l’entità dei tagli che la Regione introdurrà nella
Finanziaria bis. Tra coloro che più risentiranno della
nuova legge di stabilità - resa necessaria dal recente
congelamento di 500 milioni di euro da parte del
commissario di Stato, Carmelo Aronica - ci sono i teatri,
per i quali si parla di un ritocco al ribasso del venti per
cento sulle somme un primo tempo stanziate. E se
Messina rischia di vedere compromessa la riuscita del
progetto Primavera dei teatri al Vittorio Emanuele, le
situazioni nelle altre città dell’isola non sono granché
migliori.
A Palermo, il Teatro Biondo non ha ancora definito il
prossimo cartellone, poiché si attende di sapere con
esattezza l’ammontare delle risorse di cui si potrà
disporre. Negli ultimi giorni, peraltro, dal teatro
palermitano è stato lanciato un messaggio ben preciso
nei confronti del governatore Rosario Crocetta e
dell’assessore con deleghe al turismo, sport e
spettacolo Michela Stancheris: il pagamento degli
stipendi dei 50 dipendenti del Biondo - ha ricordato
l’ente - fino a oggi è stato possibile soltanto a fronte di
un’esposizione bancaria.
A Catania, invece, a stare in ansia sono i lavoratori del
Teatro Vincenzo Bellini e del Teatro Stabile. Nel
primo caso, il timore è quello di vedere allontanarsi
ulteriormente il momento del tanto atteso rilancio, dopo
anni contrassegnati da gestioni economiche alquanto
discutibili che hanno dato vita a un continuum di
proteste; tensioni soltanto parzialmente smorzate due
settimane fa dalla notizia dell’avvenuto accredito della
tredicesima e degli stipendi di dicembre. Se le voci
provenienti da Palazzo d’Orleans dovessero essere
confermate, con la Finanziaria bis al Bellini andranno
soltanto 11,8 dei 14,8 milioni di euro stabiliti a gennaio.
Un’ipotesi questa che certamente contrasta con quanto
auspicato dai segretari di Cgil e Slc, Angelo Villari e
Davide Foti, i quali hanno recentemente ribadito la
necessità di mettere il teatro “nelle condizioni di
ripartire”, cessando “la lunga agonia” causata dalla
Il Teatro Bellini di Catania
lentezza della burocrazia e dalle mosse di una “classe
politica impreparata”. Sul destino del Teatro Bellini, il
deputato acese di Nicola D’Agostino dichiara:
«Attendo che le carte arrivino in aula, probabilmente già
la prossima settimana. Quel che è sicuro - ha aggiunto
l’onorevole dell’Udc - è che lotterò per garantire la
sopravvivenza di teatri come il Bellini, che dipendono
esclusivamente dai fondi regionali». Per quanto
riguarda, invece, il Teatro Stabile - che beneficia di una
sovvenzione di 250mila euro da parte del Comune di
Catania - l’attesa per ciò che verrà proposto dalla giunta
Crocetta non è minore. Il direttore artistico Giuseppe
Dipasquale, che la scorsa estate in occasione della
presentazione della stagione teatrale 2013/14 aveva
dichiarato che «i tagli alla cultura sono un segnale che
non incoraggia la crescita sociale», nelle prossime
settimane potrebbe trovarsi costretto a rivedere a fondo
i piani per il prossimo anno. A tal proposito, in occasione
della recente visita a Catania del Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, i lavoratori del Teatro
Stabile hanno scritto una lettera al capo dello stato in cui
si ricordava come il teatro etneo avesse subito già nel
2011 “una grave discriminazione in sede regionale”:
quell’anno – si legge nel documento – mentre gli altri
teatri subirono tagli che andavano dall’11 al 20%, le
risorse dello Stabile furono diminuite del 34%.
centonove pagina 7
Tutti i “nodi caldi”
PIANTA ORGANICA E TABELLE
DI EQUIPARAZIONE PER SALVARSI
Ma quali sono i nodi caldi e le possibili
soluzioni per il Teatro di Messina. Eccoli,
pulto per punto.
G PIANTA ORGANICA. I dipendenti in
forza al Vittorio Emanuele, infatti, sono
63: 5 macchinisti, 3 elettricisti, 1 fonico, 5
manutentori, 2 addetti di sala, 2
magazzinieri e 5 portieri (con compiti
anche di biglietteria). E gli altri quaranta?
Sono tutti amministrativi. Gli assunti dal
Teatro, complici i tagli economici (che
ovviamente colpiscono le spese non
comprimibili, ovvero quelle destinate alla
programmazione), assorbono i quattro
quinti del budget.
G LE TABELLE DI EQUIPARAZIONE. Si
tratta dellʼallineamento dei dipendenti ai
loro colleghi che lavorano nel pubblico. E
le risultanze che sono venute fuori non
sono incoraggianti. Se infatti, a livello di
stipendio, cʼè attualemente una parità, lo
stesso non si può dire per la qualifica.
Ovvero, cambiando datore di lavoro,
alcuni assunti del Teatro “rischierebbero”
un inquadramento con un trattamento
economico inferiore. Il che, accoppiato a
un trasferimento del luogo di lavoro,
rende impossibile uno spostamento
“volontario”. Ed è a questo punto che si
torna alla pianta organica, la cui
approvazione risulta più che complessa.
A “decidere” dovrebbero essere il
consiglio e la Regione, ma mai e poi mai
la politica sarebbe pronta a rendersi
impopolare sia con gli interni.
G IL CASO ORCHESTRALI. Quella dei
professori che da decenni compongono
l’orchestra non stabilizzata del Vittorio
Emanuele è una vicenda che corre
parallela a quella del Teatro. Le speranze
di poter suonare definitivamente per un
datore di lavoro come l’Ente Teatro sono
da anni oggetto di speculazioni o di
disegni di legge “imperfetti”.
G SOLUZIONE CON TABELLE. Qualora
dovesse essere insediato il consiglio e
approvate le tabelle di equiparazione,
persistendo il taglio il Teatro potrebbe
solo chiedere la mobilità per i dipendenti
in eccedenza, mettendo anche mano a
una pianta organica ridotta e compatibile
con le entrate da parte della Regione.
G SOLUZIONE SENZA TABELLE. Se il
consiglio di amministrazione si dovesse
trovare impossibilitato a chiedere la
mobilità, stante la mancata approvazione
delle tabelle di equiparazione, una strada
da seguire potrebbe essere la “classica
siciliana”: prevedere maggiori entrate per
avviare la programmazione e poi, a fine
anno, come fanno altri enti omologhi,
“piangere minestra” dicendo che non ci
sono i soldi per pagare gli stipendi.
14 Marzo 2014
politica
MESSINA. Partito paralizzato per l’assegnazione delle poltrone di vertice. Slitta l’assemblea provinciale
Pd, scontro sulla presidenza
Al mancato ripristino dell’equilibrio delle quote dei delegati, si aggiunge il braccio di ferro su Antonio Saitta,
che incontra il veto di Genovese. A meno che non si aprano le porte a Calabrò segretario. Ma renziani e civatiani...
DI
DANIELE DE JOANNON
Il caos sotto il cielo è sempre più
grande in casa democratica messinese.
L'Assemblea provinciale, convocata con
largo anticipo dal segretario Basilio
Ridolfo per sabato 8, è saltata proprio
a ridosso della sua celebrazione, la
sera del giorno prima, perché le
trattative tra i deputati regionali
Pippo Laccoto e Filippo
Panarello con Francantonio
Genovese non hanno trovato la
quadra sulla vicenda del cosiddetto
“riequilibrio” dei componenti
dell'Assemblea provinciale e delle
nomine di vertice da fare, tra
presidenza del partito e segreteria
cittadina. Il rinvio si riverbera a livello
regionale, visto che l'Assemblea
siciliana del Pd ha subito uno
slittamento al 23, salvo altre in riva
allo Stretto.
CHI VUOLE COSA. Le trattative in
seno al Pd messinese sono state
frenetiche e serrate. Basilio Ridolfo
avrebbe dovuto procedere con
riequilibrio dei componenti aggiuntivi
che la componente di Francantonio
Genovese ha strappato in occasione dei
congressi di circolo di ottobre scorso.
Questo “di più” porta infatti Genovese
al 65% dei delegati, venendo meno
l'accordo unitario che prevedeva una
suddivisione "fifty-fifty" dell'assemblea
provinciale, con - appunto - Ridolfo in
posizione di segretario equidistante e
super partes. Pippo Laccoto e Filippo
Panarello hanno chiesto fin da ottobre
al segretario di eseguire il “riequilibrio”
per ristabilire le condizioni di
normalità in seno all'assemblea, ma
Ridolfo, nonostante vari tentativi, non
Basilio Ridolfo
Felice Calabrò
Antonio Saitta
è finora riuscito a venire a capo alle
resistenze di Genovese.
PRESIDENZE E SEGRETERIE.
L'ultima trattativa, avvenuta proprio il
giorno prima della convocazione
dell'assemblea, ha visto i deputati
regionali Laccoto e Panarello pressare
su Ridolfo e - suo tramite - su
Genovese per ottenere il riequilibrio
dei delegati. In ballo, però, è stata
posta anche la questione della carica di
presidente dell'assemblea (che per
Statuto coincide con la carica di
presidente provinciale del partito), per
la quale Panarello avrebbe richiesto
con forza il “via libera” a favore di
Antonio Saitta, escluso eccellente nei
mesi scorsi per la corsa alla segreteria
regionale. Laccoto avrebbe dato il suo
consenso di massima, ma Saitta si è
scontrato sul muro eretto da Genovese,
il quale non intende consentire un
simile passaggio senza far pagare dazio
alle correnti minoritarie.
MERCE DI SCAMBIO. In questo
quadro, il leader messinese del Pd
avrebbe richiesto in cambio di Saitta
presidente del partito un via libera a
Felice Calabrò segretario cittadino
di Messina al prossimo congresso che
dovrà celebrarsi in riva allo Stretto.
Un accordo di questa natura, tuttavia,
andrebbe contro le intese stabilite nello
scorso mese di ottobre per la nomina
di Ridolfo a segretario. Infatti, a quel
tempo venne inteso, anche senza un
accordo formale, che la segreteria
cittadina avrebbe dovuto costituire uno
spazio di manovra politica delle
correnti minoritarie del Pd.
RIVOLTE DELLA BASE. Come
prevedibile, con un quadro così
ampiamente stravolto, che dalla
composizione dell'assemblea si è
spostato - solo nelle trattative tra i
deputati - alla presidenza del partito e
alla segreteria cittadina, senza che i
riferimenti sul territorio e i gruppi di
minoranza venissero coinvolti, la rivolta
è esplosa in maniera deflagrante. Prima
i civatiani, che per bocca del
responsabile regionale dell'area, Piero
David, sconfessano l'accordicchio
Laccoto-Panarello-Genovese: «Ridolfo si
deve dimettere, è venuto meno al suo
ruolo di garante distante tra le parti e le
correnti». E contestualmente i “renziani
storici”, capeggiati da Alessandro
Russo e Francesco Palano Quero,
i quali, in una conferenza stampa
convocata proprio il giorno previsto per
l'assemblea saltata, hanno sparato ad
alzo zero: «Ridolfo ha perso la capacità
di essere imparziale, non riuscendo a
imporre a Genovese, da oltre quattro
mesi dal suo insediamento, il
“riequilibrio”, che pure era dovuto con
una stretta di mano tra gentiluomini. Il
partito messinese non ha capacità di
essere “normale”, chiederemo a Fausto
Raciti di commissariarlo. Infine, deve
essere chiaro che i deputati regionali
trattano per le loro aree, ma che se
credono di poter imporre nomi e
pratiche da vecchia politica, tutti giocati
nelle stanze a luce soffusa, come è
avvenuto in queste ore, troveranno in
noi una fiera resistenza. Che quel che è
accaduto non si ripeta mai più: questo
non è il partito degli eletti, e tutte le
aree hanno eguale dignità». Chiamato
in causa, Panarello replica: «La
questione è complessa. Io punto a
ripristinare l’equilibrio. I renziani siano
più avveduti nei giudizi, non possono
sempre incolpare i giornalisti di aver
travisato ciò che dicono».
BYE BYE PROVINCIA
La rivolta dei consiglieri
IN VENTUNO IMPUGNANO LA LEGGE CON LA QUALE L’ARS
CANCELLA GLI ENTI. «PALESI VIZI DI INCOSTITUZIONALITÀ»
Roberto Cerreti
MESSINA. Ventuno ex consiglieri provinciali impugnano la
riforma delle province. A capeggiare la “rivolta” il
Movimento Liberi Insieme, coordinato da Roberto Cerreti. Il
movimento ha raccolto l’istanza di 21 ex Consiglieri Provinciali
delle diverse province siciliane, che hanno dato mandato
all'avvocato Antonio Catalioto di procedere col ricorso
gerarchico al Commissario dello Stato Carmelo Aronica, per
denunziare «palesi vizi di incostituzionalità nella norma
istituenda i liberi consorzi di comuni in Sicilia». «La dignità di
un ruolo istituzionale espletato nell'interesse reale dei
centonove pagina 8
cittadini e su espressa volontà popolare - scrive Cerreti - non
merita lo squallido epilogo di una norma approvata dall'Ars
che, al di là delle palesi contraddizioni sia in termini di
costituzionalità che legittimità, mantiene in vita
commissariate sine die le Province Regionali e realizza nuovi
liberi consorzi dei comuni, dove i sindaci eleggeranno e
nomineranno se stessi nei diversi ruoli previsti nei liberi
consorzi, con palesi conflitti tra poteri e con l'unico obbiettivo
raggiunto, sottraendo il diritto all'elettorato attivo e passivo
ai siciliani, di aver sancito la creazione della "Super Casta dei
Sindaci". La Sicilia meritava una riforma degli Enti Provinciali conclude - ma quanto approvato nel "Mercato della
pochezza" svolto all'Assemblea regionale Siciliana, segna solo
il passo con un periodo storico inqualificabile per l'intera
nazione, dove il cittadino ed i suoi diritti non sono più al
centro della gestione della Cosa Pubblica, ma elemento
collaterale da emarginare e limitare». (GIA.C.)
14 Marzo 2014
politica
APPUNTAMENTI
Nuova sede per Sel
A TAGLIARE IL NASTRO, IL DEPUTATO
NAZIONALE ERASMO PALAZZOTTO
Sel di Messina scende in campo per le
Europee e si rimette in gioco sul territorio.
Oggi (venerdì 14 marzo, ndr), dalle 19 e
30, la Federazione di Sinistra Ecologia
Libertà di Messina inaugurerà la nuova
sede in Via Monsignore Bruno numero 12,
angolo Via Calamech, nei pressi del
Palacultura. A tagliare il nastro sarà il
deputato alla Camera dei Deputati Erasmo
Palazzotto. Alle prossime elezioni
europee, a scendere in campo per Sinistra
Ecologia e Libertà nella circoscrizione Isole,
a sostegno di Tsipras, saranno: Barbara
Spinelli, Elena Ledda, Mario Cicero, Valeria
Grasso, Antonella Leto, Simona Lobina,
Antonio Mazzeo e Olga Nassis.
Rosario Crocetta
MESSINA. L’intento è quello di spostare l’asse del governo regionale con l’apporto del Ncd di Alfano
E Crocetta guarda a Destra
I deputati Germanà, Picciolo e Cardinale sono andati in missione a Roma per discutere con il leader.
L’idea è quella di non chiedere assessorati ma maggiore agibilità nei dipartimenti. Ma anche i Renziani...
Sel Messina per Tsipras
Spostare l’asse del governo
regionale guidato da Rosario
Crocetta verso il centrodestra e
creare una cintura di sicurezza attorno
al presidente. È la missione alla quale
ieri (giovedì 11, ndr) hanno
partecipato Giuseppe Picciolo,
Salvatore Cardinale e Nino
Germanà, che sono andati in
missione a Roma a trovare il leader del
Nuovo Centro Destra, Angelino
Alfano.
L’incontro, riservato, non è la prima
volta che per Beppe Piccolo si svolge.
La materia del contendere è il rapporto
con il governatore. Dall’incontro,
secondo indiscrezioni non confermate,
nuovo gruppo di sostegno all’azione di
Rosario Crocetta. Il nome? Dovrebbe
essere “I Popolari e Riformisti per
Renzi”.
Un assestamento facilitato dallo stesso
Crocetta che così si vuole smarcare dal
pressing ritenuto eccessivo dell’ex
ministro della Pubblica
amministrazione Gianpiero D’Alia e
da quello dell’ex segretario dei Ds,
Giuseppe Lupo, con il quale più
volte il governatore è entrato in
contrasto.
Secondo questa nuove visione, “i
cespugli” sarebbero pronti a entrare in
azione ogni qual volta si scatena un
agguato al governatore. (R.C.)
Giuseppe Picciolo
sarebbe stato stilato un percorso
politico secondo il quale, più che la
rivendicazione diretta di assessorati e
presenze in giunta, tutto l’Intergruppo
che ormai contra una ventina di
deputati che vanno da Articolo 4 al
Megafono e che presto potrebbe
ingrossarsi con l’arrivo del deputato
Milazzo che ha abbandonato Forza
Italia per entrare al momento al
gruppo misto, rivendicarebbe una
maggiore presenza e agilità all’interno
degli assessorati.
Una idea, meno visibile della politica,
approvata anche da Davide Faraone,
leader dei Renziani in Sicilia. In questa
prospettiva potrebbe anche nascere un
L’ANALISI
Occhio alle Europee
PER CITTADINANZA ATTIVA IL MECCANISMO VIGENTE
FINIRÀ PER PENALIZZARE IL COLLEGIO SICILIANO
Il meccanismo di elezione per le europee? Penalizza
la Sicilia. A sostenerlo è Cittadinanzattiva Messina.
“Prima delle ultime elezioni il Parlamento ha introdotto
lo sbarramento del 4%, concordato tra maggioranza ed
opposizione. In tale occasione Cittadinanzattiva di
Messina ha chiesto ai deputati e senatori siciliani e sardi
di intervenire per modificare il metodo previsto per
l’attribuzione dei resti che, avvenendo a livello
nazionale, di fatto premia i collegi più popolosi e dove
anche in termini percentuali i votanti, per tradizione,
sono di più. Tale metodo determina l’assurdo: gli
elettori della Sicilia e della Sardegna finiscono con il
pesare il 60% rispetto agli elettori delle altre
Circoscrizioni. E questo anche in considerazione che il
numero complessivo degli europarlamentari assegnati
all’Italia, dopo l’ingresso nell’U.E. dei nuovi stati, era,
allora, di 72 rispetto ai precedenti 78. CittadinanzAttiva
- scrive in una nota Angela Rizzo - è stata facile
profeta! Questi i seggi complessivi assegnati alle
circoscrizioni in base ai dati elettorali delle ultime
europee : I. Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle
d'Aosta, Liguria, Lombardia): 19 seggi spettanti, poi 21
realmente assegnati; II. Italia nord-orientale (Veneto,
Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, EmiliaRomagna): 13 seggi spettanti, poi 15 realmente
assegnati; III. Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche,
Lazio): 14 seggi spettanti, poi 15 realmente assegnati;
centonove pagina 9
IV. Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania,
Puglia, Basilicata, Calabria): 18 seggi spettanti, poi 15
realmente assegnati; V. Italia insulare (Sicilia Sardegna): 8 seggi spettanti, poi 6 realmente assegnati.
Infatti il territorio italiano è suddiviso in cinque
circoscrizioni ai soli fini delle candidature, essendo il
riparto dei seggi effettuato nel collegio unico
nazionale. In pratica, una circoscrizione più è grande e
più vota, più ottiene rappresentanti. Dopo il trattato di
Lisbona l’Italia avrà 73 europarlamentari, invece di 72,
così suddivisi per circoscrizione: I. Italia nordoccidentale: 20 seggi; II. Italia nord-orientale: 14 seggi;
III. Italia centrale: 14; IV. Italia meridionale : 17;V. Italia
insulare (Sicilia - Sardegna): 8 seggi. Il problema è
facilmente risolvibile. E’ sufficiente, infatti, prevedere
che l’assegnazione dei resti avvenga a livello
circoscrizionale”.
14 Marzo 2014
politica
PUNTINI SULLE I
INCARICHI LEGALI ALLA PROVINCIA,
LE PRECISAZIONI DEL DIRIGENTE
Nina Lo Presti e Gino Sturniolo
PALAZZO ZANCA. Frattura tra giunta e movimento Cambiamo Messina dal basso. Ecco perchè
C’eravamo tanto amati
Differenza di vedute tra azione amministrativa e premesse elettorali, e sulla graticola finiscono
gli assessori “tecnici”. Ecco cosa succede dentro l’universo che ha portato Renato Accorinti alla vittoria
MESSINA. Ironicamente, è proprio
quando l’amministrazione guidata da
Renato Accorinti sta iniziando ad
ingranare, e a mettere sul tavolo i
provvedimenti che in campagna
elettorale hanno costituito il
programma di Cambiamo Messina dal
basso, che la distanza tra movimento e
amministratori sta raggiungendo il
punto di rottura. Che le diverse anime
del variegatissimo universo che ha
portato Accorinti a sedere sulla
poltrona di sindaco di Messina fossero
difficilmente compatibili era chiaro sin
dall’inizio, che a nemmeno un anno
dall’elezione i conflitti portassero a
“guardarsi in cagnesco” assessori con
militanti e consiglieri con movimentisti,
invece, non era così scontato. Parte di
Cambiamo Messina dal basso non si
sente pienamente in sintonia,
eufemisticamente, con parte della
giunta: la parte più tecnica, quella che
non viene da precedenti esperienze
politiche, la maggior parte delle quali
orientate a sinistra, dalla moderata alla
più radicale. E cioè Guido
Signorino, assessore che in otto mesi
si è sobbarcato sulle spalle la
responsabilità di non far dichiarare
dissesto al Comune, o Gaetano
Cacciola, (ad oggi il fuoriclasse della
giunta con delega alla Mobilità ed
all’energia) al quale è stato imputato il
fatto di agire troppo “in solitaria” e che
è stato velatamente accostato al
deputato Enzo Garofalo (Ncd). Sul
“banco degli imputati” anche il terzo
dei tecnici, Sergio De Cola, assessore
al Territorio, accusato di poca
attenzione (e scarsa condivisione) in
alcune nomine mal digerite dal
movimento. Mal di pancia che sono
iniziati qualche tempo fa, e che sono
culminati, nel corso di un’assemblea, in
un’accesa discussione in cui è stato
stigmatizzato l’avvicinamento di
Cambiamo Messina dal basso ad altri
partiti politici, Udc in primis. Che i
rapporti non siano esattamente
fraterni, lo testimonia anche un
episodio che ha visto protagonista
l’assessore al Commercio Patrizia
Panarello, che ha lamentato forti
pressioni da parte di commercianti
perchè si riaprisse il transito in piazza
cairoli durante i giorni feriali.
L’assessore avrebbe voluto rispondere
con una contromanifestazione in
occasione della serrata che gli iscritti a
Confcommercio terranno venerdi 14
marzo, ma si è trovata davanti ad
un’indifferenza istituzionale non
esattamente incoraggiante. (A.C.)
Con riferimento all’articolo pubblicato su
Centonove il 7 marzo, si precisa che la
determinazione 59 del dicembre 2013
riguarda la copertura finanziaria tanto di
debiti fuori bilancio che di parcelle pregresse
di avvocati per un ammontare complessivo
di euro 8 milioni 594 mila circa. Per quanto
riguarda il nutrito elenco di avvocati di cui
alla determinazione, questa Dirigenza fa
presente che i legali di fiducia dell’Ente sono
sempre stati scelti intuitu personae dai
Presidenti dell’Ente. Soltanto nel luglio del
2013, su iniziativa del commissario Filippo
Romano, si è formato un elenco di avvocati
di fiducia dell’Ente, da cui si attinge per il
conferimento dei nuovi incarichi. Va
ricordato anche che sotto la presidenza
Ricevuto è stata approvata la delibera di
G.P. n. 51/2013, con la quale sono stati fissati
importi predeterminati da impegnare per
ciascun giudizio, avendo riguardo al valore
della controversia ed al giudice adito. La
necessità di un provvedimento come la
deliberazione 51 è stata determinata
dall’insufficienza del capitolo di bilancio a
ciò dedicato. Insufficienza frattanto
aggravatasi, tant’è che con deliberazione
n.3/2014 la S.S. con i poteri della giunta ha
ulteriormente ridotto gli importi da
impegnare e corrispondere ai legali. Poiché
dall’ avvento della deliberazione n. 51 si è
potuto impegnare l’intero importo
determinato secondo i parametri dalla stessa
previsti per ogni singola causa, è stato
possibile procedere al pagamento senza
ritardo dei legali che abbiano chiesto la
liquidazione delle loro spettanze in
riferimento ad incarichi del tutto provvisti
di copertura finanziaria. Proprio così si spiega
il “pagamento veloce” all’avvocato cui la
giornalista fa espresso riferimento, ma anche
ad altri legali. Al contrario, il mancato
pagamento dei legali indicati nella
determinazione n.59/2013 è stato causato
intanto dalla insufficienza dell’impegno di
spesa nella singole deliberazioni di incarico,
ma anche dalla cronica ristrettezza degli
stanziamenti dell’ufficio legale perdurante
da anni.
Annamaria Tripodo (dirigente della Provincia)
DIBATTITI INTERNI
Litigiosi alla meta
I QUATTRO CONSIGLIERI DIVISI DA UNA DELIBERA.
E DA DIFFERENTI VISIONI DELL’ESPERIENZA POLITICA
Se in giunta si piange, in consiglio comunale non c’è
moltissimo di cui ridere. Perchè nemmeno tra i quattro
consiglieri di Cambiamo Messina dal basso l’armonia regna
sovrana. Se già in passato c’erano già stati scambi al vetriolo
via email tra le due consigliere Nina Lo Presti e Lucy
Fenech, è stata la delibera di quest’ultima sul gettone di
presenza che ha fatto esplodere tutte le contraddizioni in
senso al gruppo. Alla proposta di corresponsione del gettone
legata all’effettiva presenza in aula, Nina Lo Presti ha
risposto votando (in difformità al gruppo) un emendamento
centonove pagina 10
proposto da Nicola Cucinotta del Pd che di fatto toglieva
significato alla delibera, mentre Gino Sturniolo
sottoscriveva un subemendamento proposto da Nora
Scuderi del Megafono. Tanto che, qualche giorno dopo,
voci di corridoio davano per certa la sfiducia al capogruppo
Fenech, dei quattro di Cmdb la meno politicizzata (la sua
candidatura nasce all’interno del volontariato cattolico e
dalla vicinanza personale ad Accorinti, gli altri tre
nell’ambito di esperienze di sinistra radicale). Ipotesi poi
smentita da Ivana Risitano, ma ancora “sub judice”. In
“pole” c’è Gino Sturniolo, che da parte sua capisce la
necessità, specie nelle discussioni “minori”, di adottare la
tecnica della carota più che trincerarsi dietro il bastone a
tutti i costi. Questo perchè, a cominciare dall’isola pedonale,
tutti i provvedimenti che caratterizzeranno l’azione politica
dell’amministrazione, dovranno necessariamente passare
dall’aula. Dove saranno attesi al varco da un agguerrito Pd.
14 Marzo 2014
politica
Tir sul viale Boccetta a Messina
AL TAR. L’ordinanza “anti tir” resiste alla richiesta di sospensiva. Ma i giochi sono aperti
Il pericolo viene dal Lazio
L’Aias, associazione degli autotrasportatori, gioca su una sentenza che individua una falla
nell’istituzione dell’Ecopass. E su quella fa leva per “demolire” la decisione dell’amministrazione
MESSINA. Due a zero per il comune di
Messina. Fosse una partita di calcio,
palazzo Zanca avrebbe dominato il
primo tempo e forte del vantaggio
scenderebbe in campo per la ripresa con
ottime speranze di vittoria. Purtroppo, il
campo da gioco non è rettangolare e di
erba ma ha le sembianze sono i tribunali
amministrativi di Catania e del Lazio, gli
avversari sono cinque, e in gioco c’è
l’ordinanza che impedisce ai Tir il
transito in città. Che sarà pure ignorata
e “derogata” a più non posso, ma quella
è, e al momento resta in vigore. Contro
la sospensiva richiesta da
Caronte/Tourist prima e Rfi dopo (con
ricorsi perfettamente sovrapponibili), si
è pronunciato il Tar etneo: non esistono
motivi per sospendere il provvedimento
per mancanza di “sufficienti elementi di
fondatezza” in attesa che si giunga alla
discussione sul merito. Due a zero, e
palla al centro. E i guai arrivano adesso.
IL PERICOLO TARGATO LAZIO. Gli
altri ricorsi sono stati proposti dalla
coop Baglieri (che non prevede
sospensiva e quindi non è stato ancora
trattato), e due a Roma con Aias Service
consorzio e Aias, che saranno discussi a
fine marzo. I più spinosi. Perchè quelli di
fronte al tar del Lazio sono “giudizi di
ottemperanza”, fatti cioè sulla base di
una sentenza passata in giudicato i cui
effetti vengano intercettati da successivi
provvedimenti messi in campo
dall’amministrazione (l’ordinanza
antitir), che secondo i ricorrenti
tenterebbero di eludere il comando dato
dalla sentenza. Quale? Si tratta di una
pronuncia del 2010, all’epoca della
sperimentazione dell’Ecopass, ed è
esecutiva ma non ancora passata in
giudicato, dato che c’è un appello
pendente davanti al Consiglio di stato.
La sentenza alla quale si appigliano i
ricorrenti, in sostanza accoglie alcune
carenze istruttorie del provveimento di
allora. Oggi l’Aias sta tentando di
agganciare a quella sentenza i nuovi
provvedimenti dipingendoli come elusivi
o violativi della stessa sentenza. E non
solo.
SOSPENSIVA ANCHE NOI. In via
subordinata anche Aias Service
consorzio e Aias hanno proposto
l’azione di annullamento degli effetti
immediati dell’ordinanza, analogamente
a quanto presentato (e rigettato) a
Catania. In prima battuta, quindi, i due
ricorrenti chiedono l’inefficacia o la
nullità di atti che vengono meno rispetto
al giudicato. A preoccupare il legale
incaricato dall’amministrazione di
difendere il provvedimento, Arturo
Merlo, è proprio il ricorso pendente
davanti al Tar del Lazio. Ma anche per
quello di Caronte/Tourist e Rfi i giochi
non sono ancora chiusi. Affatto.
LE RAGIONI DI UN RIGETTO.
Perchè se in una prima fase cautelare il
Tar ha ritenuto non ci fossero elementi
per la sospensiva, dall’ordinanza si
capisce che il convincimento che ha
portato al rigetto nasce non dalla
mancanza di un danno ma dalla
consistenza dei motivi del ricorso, cosa
che, durante la discussione ed il giudizio
di merito, potrebbe ribaltare a sfavore di
palazzo Zanca (e di Messina) il risultato
della decisione sulla sospensiva.
MERLO SPERA. “Caronte e Tourist lo
hanno come limite della concessione”,
ha spiegato Arturo Merlo. “L’Autorità
portuale concede la possibilità di
imbarco e sbarco dei veicoli al di sotto
delle tre tonnellate e mezzo, quindi il
Comune non ha fatto altro che
rafforzare attraverso il divieto il rispetto
dei termini della concessione. D’altra
parte - continua il legale - la funzione
dell’approdo di Tremestieri è quella di
opera strutturale per superare il
momento dell’emergenza, con una spesa
complessiva di 120 milioni di euro tra
primo e secondo invaso. Non è una
spesa che serve per “aumentare” la
possibilità di scelta verso l’approdo più
favorevole”. (A.C.)
INDISCRETO
L’Antitrust ficca il naso
ISTRUTTORIA SULL’IPOTESI DI “CARTELLO” NELLO STRETTO
AUTORITÀ PORTUALE E COMUNE VANNO IN AUDIZIONE
La bomba l’ha sganciata con assoluta calma, senza
clamore, il presidente dell’Autorità portuale Antonino
De Simone: per tre volte, nell’anno e mezzo nel corso
del quale il capitano di vascello napoletano siede nella
poltrona più alta dell’ente di via Vittorio Emanuele,
l’Authority è stata convocata dal garante per la
concorrenza. Per discutere della concessione delle
banchine del porto a Rfi, rilasciata nel 2004, rinnovata
nel dicembre del 2012 e con validità fino al 2022 per
un’area di 56mila metri quadrati. Secondo De Simone,
Rfi, “una volta avute in concessione le aree come
soggetto pubblico, le va poi a gestire come soggetto
privato”. Secondo l’istruttoria dell’Antitrust del 26
giugno 2013 (provvedimento ancora aperto, a
scadenza ottobre 2014, che riguarda il “cartello” che
le società che operano nel
traghettamento nello
Stretto avrebbero creato
eliminando la concorrenza),
“tutti gli approdi del porto
destinati al trasporto dello
Stretto sono occupati da Rfi,
con la sola eccezione della
banchina galleggiante
Metromare, consorziata con
Rfi, e del punto d’imbarco
dei traghetti di Meridiano, Antonino De Simone
centonove pagina 11
attivi solo il sabato”. Così come nello Stretto, in tutta
Italia Rfi è una società di diritto privato che opera in
regime di concessione pubblica. Il suo presidente (e già
consigliere d’amministrazione dal 2007), dal 2010, è
Dario Lo Bosco, già alla presidenza dell’Autorità
portuale messinese immediatamente prima di De
Simone. Nel frattempo, però, l’Antitrust ha bussato
anche alle porte di palazzo Zanca, sempre nell’ambito
dell’istruttoria sul “cartello” nello Stretto di Messina
da parte delle sette società di traghettamento che vi
operano: Caronte&Tourist, Rfi, Blueferries, Meridiano
Lines, Ustica Lines, Terminal Tremestieri e Consorzio
Metromare dello Stretto. Le cui condotte, secondo
l’Antitrust, “sono suscettibili di configurare un’intesa
restrittiva della concorrenza del mercato del trasporto
marittimo”. La decisione, sull’ipotesi sollevata dal
garante, è attesa ad ottobre (A.C.)
14 Marzo 2014
politica
ROMETTA
Quante donne per Cirino
Il candidato del Pd schiera un team rosa. Ecco i nomi
di Antonio Bonaccorso
Carmelo Pino
MILAZZO. Rischia di naufragare la mozione contro Carmelo Pino
La farsa della Sfiducia
Fallisce l’ennesimo tentativo per far cadere l’esecutivo. Nessun
partito è pronto per affrontare gli elettori. Ecco chi non firmerà
di Gianfranco Cusumano
MILAZZO. La preoccupazione per un
voto anticipato a giugno è durata il giro
di poche ore. Difficilmente gli elettori di
Milazzo saranno chiamati ad eleggere la
nuova amministrazione comunale a
giugno. La mozione di sfiducia
ufficializzata in aula consiliare la
settimana scorsa è quasi certo che non
andrà in porto. A firmarla sono stati in
sei: i consiglieri Giuseppe Marano,
Damiano Maisano, Alessio
Andaloro, Massimo Bagli,
Francesco Alesci e Roberto
Mellina. Per presentarla in aula e
portarla in votazione ne servono altre
sei. Per far decadere il primo cittadino
bisogna arrivare a 20 voti favorevoli su
30. Una ipotesi che - in questo
momento - è quasi impossibile. A non
firmare saranno quasi certamente
Filippo Cento, Francesco
Messina, Antonio Isgrò, Massimo
Materia, Nino Abramo, Giovanni
Di Bella, Rosaria De Luca, Santi
Saraò, Alessandro Busacca,
Maurizio Foti, Enzo Salmeri. Al
voto non vuole andare nessuno a
maggio. I movimenti e i partiti non
sono pronti. Senza considerare che visto
gli scontri, le denunce, la decadenza e il
reintegro del consiglio, agli occhi degli
elettori le azioni politiche sia della
giunta capeggiata dal sindaco Carmelo
Pino che della sua opposizione sono in
caduta libera in egual misura. A non
firmare la mozione, a sorpresa, è stato
anche il gruppo del Pd che potrebbe
giocare la carta dell’avvocato Giovanni
Formica. Con questa amministrazione
continua a non volere avere nulla a che
fare (infatti chiederà le dimissioni agli
assessori Stefania Scolaro e
Salvatore Gitto, tesserati con il
partito Democratico) ma i consiglieri
del Pd non vogliono nemmeno firmare
perchè sono certi che in questo
momento la matematica bocciatura
della sfiducia rafforzerebbe Pino. La
mozione potrebbe, invece,
concretizzarsi a fine anno, proprio con
l’avvicinarsi della scadenza natura del
mandato fissato nel giugno 2015.
L’obiettivo? Impedire al sindaco di
guidare la campagna elettorale dal
primo piano di Palazzo delle Aquile.
ROMETTA. Il più attivo di tutti dal
punto di vista “comunicativo” si sta
dimostrando Antonino Cirino, il
47enne designato dalla sezione Pd
“Cesare Terranova”, che fu già
assessore all'istruzione durante il
mandato di Enrico Etna, tra il 2004 ed il
2009. Su internet lo sfidante
dell'uscente Roberto Abbadessa ha
già ufficializzato diversi nomi della sua
squadra con cui nei prossimi mesi si
presenterà alle amministrative
comunali e parecchie sono le presenze
femminili. A sostegno del “sindaco”
Cirino ci sono, infatti, Patrizia Vinci,
Irene Aloi, Tania Mastronardo,
Luisa Giacon, Lucia Giordano, il
segretario della sezione Pd Giovanni
Lombardo, il giovane Aurelio Allia ed
il giornalista Gianfranco Pensavalli.
«Le donne stanno avendo coraggio e
responsabilità per spendersi per il
nostro paese. Mi avete chiesto –
commenta Cirino rivolgendosi ai
cittadini - di portare in consiglio
persone che non cambiano casacca,
come hanno fatto alcuni nell'ultima
tornata elettorale, artefici
dell'immobilismo amministrativo». Una
critica si è innescata sull'assenza di un
candidato di Rometta Centro nella
squadra politica. «Ho cercato di
coinvolgere tanti amici – spiega Cirino purtroppo hanno detto tutti no».
L'imprenditore Alessandro Previti,
dopo aver caldeggiato l'ipotesi di
presentare una lista a 5 Stelle, ha
dovuto virare, visti i “paletti” del
Movimento grillino, su una lista civica
già ribattezzata “L’Alternativa per
Rometta”. «Sarà un gruppo fatto da
cittadini – spiega Previti - che credono
che per cambiare il proprio paese
PATTI
Astensione, dubbi da Gigante
DIATRIBA SULLE VOTAZIONI. GLI ENTI LOCALI DANNO RAGIONE AL CONSIGLIERE
PATTI. L’astensione dei consiglieri continua a diventare oggetto di dibattito. Le
diversità di vedute non sono solo tra i consiglieri ma anche tra il segretario
generale Fabio Battista e la vice Marcella Gregorio. A fare chiarezza è stato
l’assessorato regionale alle Autonomie Locali ma Battista non è ancora convinto.
La diatriba è nata durante una votazione dell’agosto scorso. Da una parte
Battista sosteneva che le astensioni equivalgono a voto contrario, mentre
dall’altra il consigliere Nino Gigante, sosteneva il parere della vice segretaria,
Marcella Gregorio, in quanto “i consiglieri che si astengono dal voto si
computano nel numero necessario per rendere legale l’adunanza, ma non nel
numero dei votanti”. L’Assessorato con un parere ha dato ragione alla tesi del
vice segretario. Ma Battista non si dice convinto perchè “non tiene conto della
difformità tra lo statuto comunale e il regolamento del consiglio». (P.A.)
Nino Gigante
centonove pagina 12
Tania Mastronardo
bisogna rimboccarsi le maniche e
bisogna riappropriarsi del proprio ruolo
di cittadino e non di suddito asservito al
clientelismo della vecchia politica». E
lancia già obiettivi mirati su cui lavorare
per la collettività più bisognosa del
territorio, la mensa scolastica, un Banco
alimentare e i cimiteri. «Invece di fare
migliaia di volantini elettorali dei propri
candidati, destineremo una somma per
l’acquisto di beni o attrezzature a scopi
sociali», annuncia Previti. Un primo
incontro con i cittadini si avrà sabato,
15 marzo, alle 21, con una relazione
dell'ingegnere Piero Argurio,
sull'ottimizzazione energetica.
Si attende, poi, di capire in che
direzione andrà il gruppo capitanato
dal commerciante Antonio Bisazza,
che troverebbe riferimento nel
deputato regionale Beppe Picciolo, ed
il sodalizio RomettaVentiQuattordici”
facente capo a Giuseppe Laface,
esponente del “Megafono”. Infine, le
altre mosse arrivano dal sodalizio
associativo “Vivi Rometta” che ha dato
recentemente mandato a Giuseppe
Saija in qualità di presidente.
Quest'ultimo fu vice di Abbadessa
durante la sua prima Giunta ed in
seguito “dimissionato” insieme a Pippo
Messina, altro assessore espressione di
questa associazione. La squadra di “Vivi
Rometta” ha espresso la volontà di
creare una gruppo alternativo
all'amministrazione. Della compagine
fanno parte anche il vicepresidente
Franco Russo, il tesoriere Franco
Fazio, l'ex presidente Rocco
Lombardo, e i consiglieri Andrea
Cordaro, Fortunato Marcianò, Paolo
Saija ed Andrea Venuto.
sicilia
MESSINA. L’inchiesta che fa tremare la città deborda anche sul fronte contabile
Formazione, iniziò tutto così
La Corte dei Conti chiede 47 milioni di euro per i corsi finanziati ad Ancol, Aram e Lumen. E’ solo
l’ultimo capitolo di una indagine nata dalla denuncia dell’avvocato Bozzo. Destinata ad allargarsi
In principio fu una denuncia,
sottovalutata dai più, a firma dell’avvocato
Nicola Bozzo, già segretario provinciale
del Ds. Nell’esposto inviato al procuratore
capo Guido Lo Forte si rilevavano strani
movimenti societari attorno al mondo
della formazione professionale: affitti di
rami di imprese, cessioni di sigle storiche e
passaggi di proprietà da sigle sindacali a
gruppi privati. In tutta la Sicilia. Tutte cose
strane, ad avviso del legale che è stato
anche consulente del sindaco di Napoli
Antonio Bassolino, per un settore che
non prevede ricavi di impresa. Si verificò
un fatto strano allora: prima che la
denuncia fosse formalizzata, sparì nel
nulla il computer portatile di Bozzo, dalla
casa dell’amico che lo ospitava,
Giuseppe Grioli. Nessuno avrebbe
scommesso qualche tempo fa che da
questo piccolo giallo ancora irrisolto, un
furto misterioso, si sarebbe via via
scatenata la bufera che oggi investe tutta
la formazione professionale regionale. E
ha portato il procuratore Sebastiano
Ardita, attraverso la polizia tributaria, a
chiedere solo a Messina l’intervento
conservativo della Corte dei Conti per
importi che fanno paura: 47 milioni di
euro, le somme erogate negli ultimi anni
per i corsi professionali alla Lumen (tre
milioni), all’Aram, (27 milioni), all’Ancol
(16 milioni).
La procura ha fatto di più: ha chiesto di
nuovo gli arresti dei vari protagonisti
dell’affaire formazione, da Elio Sauta a
Melino Capone, ex assessori alla
Istituzione sociale e ai Trasporti, e alle
consorti di due importanti politici,
Daniela D’Urso e Chiara Schirò,
mogli di due ex sindaci di Messina,
Giuseppe Buzzanca e
Francantonio Genovese. Ma è
proprio su Genovese che la Procura
Il sito del biostabilizzatore di Pace (Messina)
sembra giocare come il gatto con il topo:
da mesi le investigazioni esplorano il
mondo degli affari del deputato
nazionale del Pd e non è escluso che a
fine mese la Procura formalizzi la
richiesta di autorizzazione a procedere al
Parlamento. Una decisione che
sconquasserà ancora di più il panorama
politico regionale, nel quale Genovese
gioca un ruolo non secondario: la
corrente “Innovazioni”, che a lui fa capo,
ha sostenuto apertamente la candidatura
di Giuseppe Lupo alla segretaria,
esprime un assessore regionale ai
Trasporti e alle Infrastrutture, Nino
Bartolotta, ma soprattutto ha fatto da
sponda all’ex ministro Salvatore
Cardinale, oggi presidente dei Drs,
gruppo sostenitore del governatore
Rosario Crocetta.
Percorsi politici che si sono con i “corsi
d’oro” ribaltati in corso d’opera. Crocetta
non ha risparmiato critiche, anche
laceranti, sugli affari della Formazione:
sua la proposta di legge che esclude “i
soci” dalle compartecipazioni su imprese
in rapporti con la Regione, una misura
che-è opinione diffusa- è stata studiata
“ad personam” contro Franco Rinaldi,
presidente dei deputati questori all’Ars e
cognato di Genovese, da tutti
considerato, insieme a Gianpiero
D’Alia, il Grande Elettore dell’ex sindaco
di Gela alla Regione.
Ma ora le cose in via Federico Pipitone,
dove ha sede l’assessorato diretto dalla
giovane studentessa fuoricorso Nelli
Scilabra, 29 anni, procedono in
maniera diversa. I risultati della lunga
commissione di indagine promossa dalla
Regione sulla Formazione, presieduta
dall’onorevole del Pd, Filippo
Panarello, sono stati considerati poco
più che “carta straccia”: parole prive di
vera efficacia, senza nessun antidoto vero
contro gli sprechi. Tanto che
“l’introduzione del costo standard”
proposto dal direttore generale
14 Marzo 2014
Ludovico Albert, legato da parentela
al sindaco di Torino Piero Fassino, e
fatto proprio dall’ex assessore Mario
Centorrino, è stato considerato da Nelli
Scilabra “un espediente per legalizzare la
truffa”. “Una svista”, secondo
l’economista Centorrino e il manager
Albert, se è vero che “questa best
practice”, come hanno scritto su una
lettera al Sole 24 Ore è stata studiata sui
modelli della Lombardia, dell’Emilia e del
Friuli, diminuendoli in relazione al minor
costo della vita in Sicilia”.
Dallo studio il costo orario in Sicilia
oscillava, come il pendolo impazzito di
un orologio a cucù, da 78 a 241 euro
all’ora, a seconda dell’ente che chiedeva i
rimborsi. Con la riforma AlbertCentorrino, si è arrivati alla stima media
di 135 euro l’ora. Costi complessivi,
quella della Formazione professionale,
che in dieci anni si attestano su quasi
quattro miliardi di euro, quattromila
miliardi di vecchie lire, che altro non
hanno prodotto che un esercito di
ottomila formatori sui quali oggi i
sindacati chiedono gli scivoli e gli
ammortizzatori sociali per la pensione.
Scartata l’indagine Panarello, ora la
Regione attraverso la dirigente Anna
Rosa Corsello ha promosso una nuova
ispezione su tutti i corsi: si vuole
verificare se è stato violato il divieto di
assunzione imposto a partire dal 31
dicembre 2008. I lavoratori del settore
sono in fermento: su 1415 posti
disponibili al Ciapi di Priolo, una sorte di
holding del settore sotto il diretto
controllo della Regione, ottocento non
sono riusciti ad entrare, perché non in
possesso della iscrizione all’albo dei
formatori, tra questi lavoratori dell’Anfe,
del Cefop, dell’Ancol e dell’Aram.
Il presidente e l’assessore, intanto,
plaudono ai risparmi realizzati attraverso
le indagini: cento milioni. Soldi, assicura
Scilabra, che saranno investiti nel “Pino
Giovani”. Una sorta di Piano Marshall per
l’occupazione che dovrebbe interessare in
Sicilia 35mila tra i 18 e i 35 anni, per
percorsi di auto impiego. Interessati
all’intervento anche i giovani
professionisti, come avvocati, ingegneri o
giornalisti, reduci da praticantato: sono
offerti bonus a fondo perduto per aprire
studi professionali.
MESSINA
Efal, braccio di ferro con i dipendenti
L’ENTE DI VIA PIETRO CASTELLI CONTESTA L’ASSENZA DAL POSTO DI LAVORO, MINACCIANDO
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI. LA RISPOSTA IN UNA LETTERA: 21 MESI DI STIPENDI ARRETRATI
MESSINA. È guerra aperta tra Efal, l’ente di via Pietro Castelli promosso dal Movimento cristiano
lavoratori, e i dipendenti. L’ente ha contestato ai dipendenti l’assenza sul posto di lavoro, minacciando
provvedimenti disciplinari. Ma, riuniti in comitato spontaneo, i dipendenti hanno contestato le
lagnanze dell’avvocato Enrico Favara, amministratore unico dell’ente, e scritto alla direzione
dell’assessorato alla Formazione lamentando una serie di incongruenze: 21 mesi di stipendi arretrati,
crediti ancora riscossi relativi agli anni 1998-2003; mancata copertura contributi a partire dal mese di
agosto 2013, mancata informazione sullo stato di accreditamento alla Regione, mancata
comunicazione sull’accreditamento della quota relativa all’anno 2013. Una serie di questioni aperte,
sostengono i dipendenti in sciopero, per le quali “l’ente non può contestare l’assenza dal posto di
lavoro”. Tra le altre cose, rilevano, per morosità, l’Enel ha staccato la luce. Più buio di così...
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14 Marzo 2014
sicilia
MESSINA. L’amministrazione cerca un “superconsulente” per il piano regolatore. Ma c’è chi dice no. O “ni”
Prg, scopri l’intruso
Centomila euro d’incarico per una figura di supporto, i professionisti messinesi sono dubbiosi.
Trovato: “Abbiamo offerto supporto, non hanno voluto”. E Sciacca: “Se la politica non ficca il naso...”
In alto, il viale Regina Elena degli anni ‘70. In basso, lo stesso panorama trent’anni dopo
DI
ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Nomina di altro profilo,
che abbia esperienza in materia di
programmazione urbanistica, non
messinese e che possibilmente con
Messina non abbia mai avuto a che
fare. Il “supervisore” del prossimo
piano regolatore, secondo
l’amministrazione guidata da Renato
Accorinti, dovrebbe avere queste
caratteristiche, e per i suoi servizi
sarà pagato entro i centomila euro. La
soluzione del nodo gordiano, per
molti. Non per tutti.
CONSULENTE SI, MA... “Un
“superesperto”? Non mi lascia
tranquillo”. Giovanni Lazzari è
presidente dell’ordine degli architetti
di Messina, e da qualche giorno
anche della consulta regionale. E
l’ipotesi che a disegnare la Messina
del futuro possa essere un consulente
esterno non gli va esattamente a
genio. “Qual è la sua funzione? domanda - di certo porterà una
Santi Trovato
visione asettica e non “compromessa”
sul territorio, certo, ma un Prg non
può prescindere dalla conoscenza
della storia di quel territorio. L’ordine
ha forti perplessità ma nessun
preconcetto: speriamo che
l’amministrazione ci dimostri di avere
ragione. Con lui - continua - ci
rapporteremo, e se dovessimo capire
che non è utile non avremo remore
nel denunciarlo. Piuttosto, quello che
abbiamo in questo momento è
un’esigenza di chiarezza e regole
certe, per imprenditori, professionisti
e lavoratori: e cioè che ci siano regole
chiare che non cambino a seconda di
chi le interpreta negli uffici. Questo prosegue - prescinde dal piano
regolatore, che ha tempi di redazione,
adozione e approvazione
incompatibili con la crisi che ha
travolto l’edilizia. Rispetto alla
tempistica il comparto non può più
attendere. Ci vogliono interventi
urgenti e operare con regole certe”.
NO...I INGEGNERI. “Noi siamo
favorevoli a che venga dato incarico
ai rappresentanti delle libere
professioni, a patto che sia un bando
regolare come previsto dalla legge”.
Inizia in maniera “possibilista” Santi
Trovato, presidente dell’ordine degli
ingegneri di Messina. Ma dura poco.
Perchè poi partono le bordate. “La
nostra collaborazione
all’amministrazione l’abbiamo data,
dopodichè non entriamo nel merito
di procedure che non sono di nostra
competenza. Noi avevamo dato
collaborazione e proposto un tavolo
tecnico, non è stata accolta, pazienza,
le procedure non sono fuori norma. A
titolo volontario avevamo dato
disponibilità a sederci attorno ad un
tavolo, non hanno voluto, hanno
scelto la strada del consulente
esterno, va bene così”, lamenta
Trovato, che un’altra zampata però la
tira fuori: “Certamente non
potremmo accettare che come
requisito ci sia il fatto che non abbia
mai operato a Messina, si dovrebbe
dare privilegio alle professionalità
PROPOSTE
“Noi siamo per il ri.u.so”
IL PRESIDENTE DEGLI ARCHITETTI GIOVANNI LAZZARI: “CONSUMO
ZERO E INTERVENTI MIRATI”. ECCO QUALI. E DOVE
MESSINA. “Noi ne parliamo da anni, professiamo il
consumo zero come principio di battaglia anche a
livello nazionale". Quando per la prima volta, a
palazzo Zanca durante un corso di formazione per gli
architetti messinesi (ordine del quale è presidente),
Giovanni Lazzari ha reso pubblici questi concetti, da
parte di qualche “senatore” della professione si è
sollevata qualche battuta di scherno. “Forse qualche
collega non ha capito che a questi concetti è legato il
futuro della professione, ma mi creda, sono molto
molto pochi”. Lazzari la liquida così, con due frasi, la
questione. Poi, però, sente il bisogno di approfondire.
“Si tratta di un nuovo approccio al mestiere di
architetto: è assolutamente inimmaginabile aggredire
ulteriormente porzioni del territorio che manifestano
evidenti criticità da tutti i
punti di vista: idrogeologico,
ambientale, paesaggistico, e
perchè no, anche identitario.
Messina - spiega - è una città
del primo mondo all’interno
della quale ampie porzioni
di terzo mondo. Ecco s’infiamma - sono i piani di
risanamento i luoghi dove
oggi è necessario
concentrare l‘attenzione di
tecnici e costruttori per
Giovanni Lazzari
garantire livelli qualitativi
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che al momento non ci sono. Per questo noi parliamo
di Ri.U.So, riqualificazione urbana sostenibile, e cioè
far ripartire una parte dell’economia che trova
nell’edilizia un volano allo sviluppo. Come? Con la
partnership tra pubblico e privato, oggi assolutamente
imprescindibile”. Che l’attuale linea dell’ordine degli
architetti vada ben d’accordo con quella
dell’amministrazione, è testimoniata dall’uso degli
acronimi. Ri.u.so. per i primi, Pi.co (piano condiviso)
per l’altra. “Non avremo mai atteggiamenti
preconcetti nei confronti di alcuno - concorda Lazzari perchè vogliamo diventare sempre più interlocutori di
enti. Chiaramente è un ruolo che non ci possiamo
attribuire, ma ce lo possiamo ritagliare con la serietà
ed il lavoro. Con Renato Accorinti abbiamo un
approccio legato da questo principio, chiediamo un
confronto e diamo un contributo di idee e fattivo”.
(A.C.)
sicilia
locali; questo sarebbe fuori dalle
norme regolamentari pubbliche e, nel
caso, saremmo pronti a dare battaglia
in tutte le sedi”. Dal punto di vista
tecnico, il presidente degli ingegneri
specifica: “Il progetto lo firma il
responsabile dell’ufficio ed è
controfirmato dagli incaricati del
progetto. All’interno di queste
qualifiche l’amministrazione sceglie
consulenti su materie che non
possono essere affrontate da chi non
ha competenze adatte. Ovviamente il
consulente non ha la responsabilità
del progettista.” E’ sulle linee guida
che torna la pace: “L’indirizzo va
bene, “mettiamo in sicurezza il
patrimonio edilizio prima di costruire
altre case” sono cose che noi
ingegneri diciamo da prima della mia
presidenza. A questo proposito,
suggerirei di prestare attenzione alle
opportunità concesse dal piano casa,
che mi sembra uno strumento nato
proprio per i casi come quello di
Messina”. E se Trovato usa la carota...
FUORI DAL CORO. ...l’ingegnere
capo del Genio civile Gaetano
Sciacca non esita a togliersi qualche
pietra dalla scarpa: “Sono contento
che oggi tutti siano arrivati a
conclusioni che io perseguo da anni, e
cioè che non è più possibile costruire
dovunque e a qualunque costo. Sono
contento, anche se ci sono voluti
anni”, dichiara sarcastico. Sul
consulente, però, è possibilista. “Non
so dare un giudizio così, a priori: se
sono professionisti liberi, preparati e
competenti ben vengano, se sono
manovrati politicamente non va bene.
Il rischio peggiore è che scelte
sbagliate potrebbero portare indietro
di vent’anni la città. Quello che è
mancato fino ad oggi sono stati i
piani particolareggiati e un’organicità
d’intervento. Si è andati avanti con
singole concessioni”.
ZOOM. Cosa accadde quando a redigere lo strumento urbanistico fu chiamato un “esterno”
E l’esperto fa cilecca
DIECI ANNI DI STUDI, UNA BOCCIATURA, POI IL COMMISSARIO: IL FLOP
DI LEONARDO URBANI. E DEI PROGETTI CHE SEGUIRONO. E OGGI...
MESSINA. Perchè un consulente? Perchè “è
intenzione dell’Amministrazione supportare le attività
dell’Ufficio “piano” mediante figure professionali atte
a fornire adeguati contributi tecnico-scientifici per una
migliore ed efficace redazione del nuovo piano
regolatore nel rispetto della tempistica prevista”. Per
farlo, il “superconsulente” dovrò avere esperienza di
“pianificazione urbanistica maturata nell’ambito di
piani di città di dimensione media o grande, piani
particolareggiati, rigenerazione urbana, perequazione
urbanistica e gruppi di lavoro multidisciplinari”. Per
tutto questo, il compenso ricevuto non supererà i
centomila euro. E’ già un’indicazione molto specifica,
perchè per “la firma, cioè la redazione materiale di un
piano regolatore per una città delle dimensioni e dalla
densità abitativa come Messina, centomila euro non
basterebbero. E, chiaramente, il consulente non ha la
responsabilità che ricade in capo al progettista. Il
piano, quindi, non sarà firmato dal consulente, bensì
dal coordinatore dell’uffico Raffaele Cucinotta, o,
come avvenuto nel 2002, anno in cui entrò in vigore il
piano tuttora vigente, dal dirigente del dipartimento
Urbanistica (oggi Vincenzo Schiera, allora Manlio
Minutoli).
Il precedente di “redattore esterno”, in effetti, non
induce all’ottimismo. Grida ancora vendetta il
famigerato piano “Urbani”, benedetto in consiglio
comunale dopo una nottata di discussioni in
commissione il 5 marzo del 1990 (sindaco era all’epoca
Mario Bonsignore), e poi praticamente disintegrato
ad ottobre del 1993 dalla Regione, con motivazioni
che andavano dalla carenza di indagini idrogeologiche
adeguate fino all’eccessivo ed ingiustificabile
“sovradimensionamento, soprattutto in materia di
edilizia privata, che va a soffocare una realtà già
congestionata, come scrisse l’allora assessore regionale
al territorio Giovanni Burtone, immediatamente
prima della nomina di un commissario ad acta,
Giuseppe Giacalone. In quel frangente, fu
Leonardo Urbani, urbanista di chiara fama, a firmare
dopo dieci anni di studi (l’incarico risaliva al 1983) il
piano da lui definito ad “arpa”, in qualità di capo di
un gruppo di redazione dello strumento urbanistico
che comprendeva anche gli ingegneri Beppe
Rodriquez, Aldo D’Amore, Saro Cutrufelli e
Marcello Vittorini, e gli architetti Vittorio Potestà,
Antonio Quistelli e Nicola Giuliano Leone. Tutti
professionisti per ingaggiare i quali l’amministrazione
comunale dell’epoca, bicolore di centrosinistra Dc-Psi,
non aveva badato a spese. Coi risultati che ormai sono
Sergio De Cola e Raffaele Cucinotta
storia.
Oggi, in realtà, il raggio d’azione di chi disegnerà la
Messina del futuro è molto più ristretto. Intanto
perchè il tessuto urbano, dal mare alle colline, è già
fortemente compromesso da insediamenti sorti come
funghi, e lì non sarà possibile intervenire se non in
maniera più conservativa che creativa. E poi perchè le
linee guida proposte nel 2011 dall’allora assessore al
territorio del comune di Messina Pippo Corvaja, e
grossomodo sposate anche dall’attuale assessore
Sergio De Cola, fissano dei paletti molto ben definiti.
Il 40% delle nuove fabbricazioni, in un arco
temporale di cinque anni, oggi è invenduto. Per
contro, in città ci sono oltre mille famiglie in
emergenza abitativa, tra baraccati e chi anela ad una
casa popolare. In compenso, le colline sono state
colonizzate da interi quartieri serviti da strade anguste
e da opere di urbanizzazione inesistenti: opere che,
per la maggior parte dei casi, avrebbero
dovuto essere effettuate prima delle edificazioni e,
per quanto riguarda le lottizzazioni, realizzate dai
costruttori stessi. Un sistema che ha premiato
unʼimprenditoria predatoria alla quale si è data libertà
di disegnare una città intera.
E da domani? Consumo zero, riuso, riciclo, riduzione.
Sono le parole d’ordine annunciate da De Cola alla
presentazione del piano. Cosa significano nello
specifico? Non si costruirà più sulle colline, sarà
previsto un solo indice di edificazione in tutta la città,
lʼuso del suolo sarà regolamentato e sarà privilegiato il
concetto di demolizione e ricostruzione con premio di
cubatura. E si parlerà per la prima volta di
“perequazione”. In pratica, i proprietari di aree
“declassate” e non più edificabili, avranno facoltà di
spostare la volumetria altrove. Verso le nuove
frontiere del mattone.
(A.C.)
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14 Marzo 2014
FUTURO PROSSIMO
Guardando a sud
ZIS, ZIR, ZFU, PIANO STRATEGICO. ECCO DOVE
“DOMANI” SI CONCENTRERANNO GLI APPETITI
MESSINA. Sarà una concatenazione di
cause come nemmeno nel più fantasioso
dei thriller, ma in capo a un anno la nuova
mecca delle speculazioni potrebbe
diventare quella porzione di territorio,
oggi periferia da terzo mondo seppure
a due passi dal primo, della zona che dal
cavalcavia termina prima di Tremestieri
e a metà si inerpica verso Larderia. Zone
franche urbane, aree Zis e Zir che
diverranno edificabili, nuovo Prg, via Don
Blasco in partenza e via Del Mare in
potenza, tutto indica che, verso quella
fascia stretta e lunga, si iniziano ad
accendere riflettori e concentrare
appetiti. L’istituzione delle Zone franche
urbane, porzioni di territorio disagiato
in cui chi aprirà nuove attività produttive
godrà di enormi sgravi fiscali e
contributivi, nel giro di qualche mese
faranno aumentare a dismisura il valore
di aree e immobili che, oggi, di valore ne
hanno prossimo allo zero. Valore che si
impennerà quando, adottato il nuovo
piano regolatore (tarda primavera del
2015, sperano a palazzo Zanca), sulle
colline non si potrà più costruire, ma la
volumetria non sarà cancellata. E sarà
quindi in parte “spalmata” nella fascia
stretta a lunga che corre parallela alla via
La Farina. Questo prima che le aree di
sviluppo industriale, oggi in capo alla
Regione, passino al Comune e diventino
edificabili, come da piani programmatici
del nuovo piano regolatore, che impone
il consumo di nuovo suolo pari zero. E
siccome la volumetria oggi prevista sulle
colline non può essere cancellata, ecco
che si riverserà sulle aree ancora vergini
e oggi “terra di nessuno”. Nel frattempo,
a giugno l’amministrazione comunale ha
intenzione di partire coi lavori che
interesseranno via Don Blasco, facendo
diventare quella che oggi è una strada
che attraversa il nulla, un’arteria che
permetterebbe di snellire il traffico
pesante di via La Farina, oggi
congestionata ai limiti della vivibilità. Per
i lavori, partiranno necessariamente gli
espropri, col pubblico che risarcirà i privati
per le aree sulle quali passerà la strada:
aree che oggi valgono zero, domani
chissà. Sempre che non partano, prima o
poi, i cento progetti previsti dal piano
strategico Messina 2020, che per la zona
che va dal cavalcavia a Gazzi prevede
boulevard, lidi, insediamenti turistici e
isolotto artificiale targato Oriol Bohigas,
l’archistar spagnola che sulla carta ha
immaginato un fantascientifico sviluppo
turistico della città del futuro. Risultato?
Chi ha un terreno o un fabbricato in zona,
fino a qualche settimana fa non sapeva
come disfarsene, oggi è ricco e non lo sa.
E chi non lo aveva? Dipende dalla
quantità di denaro che può mettere sul
tavolo. Gli studi notarili già scaldano i
motori:
nei
prossimi
mesi,
le
compravendite fioccheranno. (A.C.)
14 Marzo 2014
sicilia
La stazione di Taormina - Giardini Naxos
TAORMINA. Rfi progetta un nuovo capolinea a Trappitello. Si discute sulla nuova destinazione d’uso
Stazione liberty, ultima fermata
Smentita l’ipotesi di demolire la struttura inaugurata nel 1886. Il sindaco di Taormina vorrebbe aprire
un museo, il collega di Giardini Naxos punta su una metropolitana leggera: «Evitiamo cattedrali nel deserto»
DI
GIANFRANCO CUSUMANO
TAORMINA. «Nessuno si è mai
sognato di demolire la stazione storica
di Taormina. E’ una ipotesi assurda».
Eligio Giardina, sindaco della capitale
turistica siciliana, tronca sul nascere
qualsiasi polemica sul futuro
dell’edificio liberty su cui si erano
addensate nubi sempre più minacciose.
Giardina conferma le smentite di Rfi,
proprietaria dell’immobile, e del
Soprintendente di Messina, Rocco
Scimone, il quale ha sottolineato la
presenza di vincoli architettonici sulla
struttura del 1886, ma ora ci si
interroga sul suo futuro: con il nuovo
progetto di raddoppio ferroviario la
nuova stazione è prevista a Trappitello.
Se per il primo cittadino di Taormina
l’edificio potrebbe ospitare un museo,
per il collega di Giardini Naxos, Nello
Lo Turco, la questione diventa più
complessa. «Ma quale museo? La
stazione non deve cambiare
destinazione d’uso rischierebbe di
diventare una cattedrale nel deserto sostiene - l’ho detto anche a Dario Lo
Bosco, presidente di Rfi, a noi va bene
il trasferimento della stazione ma
dobbiamo decidere tutti insieme che
cosa fare non solo della sruttura, ma
anche di tutte le aree adiacenti e del
tracciato ferroviario che attraversa
Giardini Naxos». Lo Turco un’idea ce
l’ha. «La stazione liberty deve essere
trasformata nel capolinea di una
metropolitana leggera che colleghi sia
Trappitello che Letojanni. In questo
modo potremo allegerire la viabilità e
non rendere disagevole per i turisti
raggiunegere i nostri comuni». A chi fa
notare che la struttura ricade
esclusivamente nel territorio di
Taormina, Lo Turco sottolinea che «la
questione è, però, comprensoriale». Il
presunto progetto di demolizione, per
dirla come il sindaco Eligio Giardina, è
una notizia che «a forza di rotolare si è
gonfiata come una palla di neve». Il
presidente di Rfi, Dario Lo Bosco ha
rassicurato anche l’onorevole Vincenzo
Garofalo (Ncd) che si è interessato alla
vicenda, confermando che parteciperà
ad una riunione convocata da Lo Turco
al comune di Giardini Naxos, per
discutere sulle ipotesi di valorizzazione
della vecchia stazione».
«Nel corso dell'incontro - scrive in una
nota il deputato messinese - dopo avere
manifestato l'intenzione di
salvaguardare la storica stazione, il
Presidente di Rfi ha chiarito che il
progetto della nuova stazione si
inserisce in un più ampio piano di
riqualificazione del territorio e di
ammodernamento dell'offerta di Rfi
che prevede, tra l'altro, la realizzazione
di un nuovo tracciato del raddoppio
Giampilieri-Fiumefreddo (approvato
dal Cipe già nel 2003 con l'assenso di
tutti i Comuni coinvolti e della
Regione), a monte dell'attuale linea,
non più in grado di soddisfare in chiave
moderna le istanze del territorio e,
infine, che la nuova fermata della
stazione è stato individuata in un luogo
collegato meglio e, dunque,
MILAZZO
Ferservizi riapre il bar dimenticato
IL PUNTO RISTORO RIMANE CHIUSO DA 10 ANNI PER UN CONTENZIOSO. L’APPELLO DELL’AMMINISTRAZIONE
ALLE FERROVIE CHE PROMETTE DI RISOLVERE LA QUESTIONE ENTRO L’ESTATE. PER ACCOGLIERE I TURISTI
A destra il sindaco Pino con l’assesosre Nanì e i dirigenti Rfi
MILAZZO. Il bar della stazione di Milazzo, chiuso da dieci anni, riaprirà entro l’estate. Dopo tanti appelli
si è svolto l'annunciato sopralluogo dei rappresentanti di Rfi e Fersevizi con gli amministratori comunali
per fare il punto della situazione in merito anche alla riapertura del punto informativo. All'incontro sono
intervenuti i dirigenti di Rfi, Arturo Spataro e Antonio Crisci, accompagnati dai tecnici e Annarosa
Giammanco , responsabile di Ferservizi, il sindaco Carmelo Pino e l'assessore allo sviluppo economico,
Gaetano Nanì. Dopo aver effettuato la verifica di alcuni locali, è stato ripercorso l'iter che ormai da quasi
dieci anni ha determinato la chiusura del bar e il successivo contenzioso instaurato dal gestore con Rfi e
col Comune di Milazzo. Il sindaco Carmelo Pino ha sottolineato l'importanza che la stazione ferroviaria di
Milazzo, anche porta delle isole Eolie abbia un bar, da intendersi non solo come centro ristoro per il
viaggiatore ma anche come punto di riferimento e aggregazione di un'area lontana dal centro. Ritengo
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sicilia
L’ingresso della stazione
raggiungibile con più facilità proprio
per venire incontro alle esigenze di
turisti e albergatori». La stazione venne
costruita nell'ambito del programma di
costruzioni ferroviarie in Sicilia
intrapreso dalla Società Vittorio
Emanuele. Era infatti parte del progetto
per connettere mediante la strada
ferrata l'estremo lembo nord della
Sicilia e il porto di Messina alle zone
produttive della costa orientale jonica.
14 Marzo 2014
Anche gli arredi sono vincolati dalla Soprintendenza
La stazione venne costruita nello spazio
tra due gallerie nella zona sottostante
l'abitato di Taormina adiacente la
Strada Statale 114 (orientale sicula) e
poco prima dell'inizio dell'abitato di
Giardini. Il fabbricato viaggiatori in
origine era una piccola costruzione
dall'aspetto modesto sia per dimensioni
che per qualità dei servizi offerti. Venne
inaugurata il 12 dicembre 1866,
contestualmente all'apertura
all'esercizio del tronco ferroviario
Messina-Giardini della ferrovia
Messina-Siracusa, il cui secondo tratto
venne inaugurato l’anno dopo. Il 3
gennaio 1867 veniva infatti collegata
alla stazione di Catania. Dal 1959 al
1992 la stazione fu origine dei treni per
Randazzo, via valle dell'Alcantara, linea
oggi soppressa. La stazione consiste di
un pregevole fabbricato, di forma
classica ferroviaria, in stile liberty, con
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un corpo centrale elevato a due piani,
affiancato da due corpi laterali
allungati. Le sale interne sono arredate
con mobili in legno scuro in stile
Ottocentesco e le pareti e i soffitti sono
decorati con affreschi e decorazioni a
rilievo. La stazione è ben inquadrata
nel paesaggio circostante posta com'è ai
piedi della rocca di Taormina su un
terrapieno affacciato sulla stupenda
baia di Naxos.
14 Marzo 2014
sicilia
MILAZZO. La Raffineria di Milazzo per eliminare le emissioni si avvale di “annusatori” professionisti
Puzza di gas? C’è lo sniffer
Sono venti dipendenti della Ram con uno spiccato olfatto che individuono nei vari quartieri
le eventuali “fughe” e avvisano con una app la centrale operativa. Ma per i Verdi è polemica
DI
GIANFRANCO CUSUMANO
MILAZZO. “Annusatori”
professionisti per combattere le
emissioni di gas provenienti
dagli impianti industriali. Ad
“assumerli” è stata la Raffineria
di Milazzo (Ram) stanca delle
continue accuse che le rivolgono
periodicamente per le puzze di
gas provenienti dall’azienda
petrolifera. Gli esperti
dall’olfatto sopraffino sono venti,
anche se la Ram vorrebbe
raddoppiare il numero nel giro
di pochi mesi. Gli sniffers, come
vengono definiti nei documenti
ufficiali della Ram, sono
dipendenti dell’azienda
petrolifera controllata al 50% da
Eni e Kuwait Petroleum, che
grazie a particolari capacità
olfattive e distribuzione sul territorio,
sono state addestrate al riconoscimento
degli odori sia come tipologia che come
concentrazione. Il titolo di sniffers (che
all’interno dell’azienda è anche oggetto
di ironie da parte dei colleghi) gli è stato
rilasciato dopo avere partecipato ad un
corso di cinque giorni per imparare a
riconoscere gli odori. Alla fine delle
lezioni bisogna superare un esame e
garantire un certo numero di rilevazioni
annue. Appena sentono puzza di gas
hanno il mandato di allertare
immediatamente la centrale operativa
per segnalare il problema e consentire
loro di porre rimedio nel caso si trattasse
di una responsabilità dell'azienda
petrolifera. Grazie alla loro esperienza
sono in grado di riconoscere il tipo di
emissione e dare indicazioni precise
(odori di nafta, fumi industriali, concimi
ZOOM
industriali a base di letami utilizzati dai
florovivaisti). In altri casi è la stessa
centrale operativa che chiama gli
"annusatori" che abitano nella zona
colpita dalla puzza di gas per chiedere
conferma e stabilire nel dettaglio il tipo
di emissione. «Il personale è dotato di
dispositivi mobili e app sviluppate dagli
esperti informatici della Ram che
permettono di inviare un report in
tempo reale con posizione e
caratteristiche dell'odore rilevato»,
spiegano alla Raffineria. Appena si è
sparsa la notizia della presenza di
“annusatori” professionisti molti hanno
fatto ironia e contestato la scelta. In
realtà la questione è più seria di quella
che possa sembrare. Non solo è
suggerita dalla best practice a livello
internazionale, ma vi sono già
esperienze in città come Taranto. In
Cina dove queste figure professionali
sono presenti da decenni, vengono
utilizzati per monitorare il grado di
inquinamento delo smog nelle grandi
città. La Ram, ovviamente, non pensa di
combattere quelle che tecnicamente
vengono definite “emissioni odorigene”
con gli “annusatori”. La presenza di
queste puzze quando provengono dalla
raffineria (accanto opera anche la
centrale termoelettrica Edipower) sono
legate principalmente al movimento dei
carburanti dal pontile alle cisterne delle
petroliere. I vapori prodotti
dall’operazione, con i venti che spirano
da Est e Sud Est, provocano questo tipo
di problematica avvertita dalla
popolazione. Recentemente sono stati
investiti circa 4 milioni di euro per
Antenne killer
AL COMUNE DI SAN FILIPPO DEL MELA UN CONVEGNO
SULL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
SAN FILIPPO DEL MELA. Inquinamento elettromagnetico. Sarà
Protesta dei cittadini contro Terna
questo il tema del convegno che coinvolgerà esperti al
comune di San Filippo del Mela. Un argomento molto
sentito nella Valle del Mela per la realizzazione di un nuovo
elettrodotto di Terna, il gestore della rete elettrica
nazionale. Gli esperti si confronteranno venerdì 14 marzo
alle 17.30 nell’aula consiliare. Il convegno, organizzato da
Domus Line Italia e dal comune filippese, tratta un
argomento è fra i più dibattuti ed attuali: le cause e gli
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dotare i pontili di aspiratori, come
intimato anche dall’Arpa e dall’Aia
(Autorizzazione integrata ambientale).
Inoltre, è stato realizzato un protocollo a
cui si devono attenersi tutte le petroliere
che attraccano alla Ram. Il 10 febbraio,
ad esempio, il giorno in cui si sono
registrati malori all’interno dell’istituto
d’arte “Guttuso” di Milazzo a causa della
puzza di gas (l’edificio si trova accanto
agli impianti industriali), tutti hanno
puntato l’indice verso la Raffineria,
invece, come dai controlli effettuati da
una ditta specializzata che ha redatto
una perizia per conto della Ram e da
quelli effettuati dalla capitaneria di
Porto, l’esalazione proveniva da una
petroliera che si trovava nella rada del
porto mamertino che aveva una valvola
difettosa. «Le navi trasportano il
prodotto ma non sono alle nostre
dipendenze - sottolineano alla Ram nonostante questo stiamo pretendendo
requisiti precisi e il rispetto di un
protocollo molto restrittivo».
Attorno alla puzza di gas si sta
svolgendo una vera guerra. Fatta
principalmente di denunce e carta
bollata. A lanciare quotidianamente
l’allarme - e a diramare il relativo
comunicato stampa - è il consigliere
comunale Peppe Marano, esponente dei
Verdi. Tra l’azienda e Marano, ormai è
scontro. La Ram lo ha querelato per
diffamazione e allarme sociale per i post
pubblicati sulla sua pagina facebook.
Quattrocentomila gli euro richiesti come
risarcimento danni. La prima udienza
della causa civile è fissata il prossimo 17
giugno. Marano, dal canto suo, il cui
olfatto non ha nulla da invidiare agli
sniffers della Raffineria, è una sentinella
ambientale unica. Basta uno spiffero,
anche di pochi minuti, che puntuale
arriva la chiamata alla Capitaneria, alla
ram, alle forze dell’ordine e comunicato.
«E' oggettiva e documentale la
circostanza che la Ram rilasci sostanze
inquinanti in atmosfera riconducibili ai
processi dello stabilimento -scrive
Marano - E' anche documentale la
circostanza che in presenza di condizioni
meteo-climatiche favorevoli (in
particolare venti di ponente e scirocco), i
gas, vapori e fumi dispersi vengano
sospinti in direzione dell'agglomerato
urbano. Questa iniziativa la riteniamo
essere offensiva nei confronti
dell'intelligenza dei cittadini».
effetti dell’inquinamento elettromagnetico sulla salute
umana. A spiegarle da un punto di vista medico – scientifico
saranno Carmelo Pecora, neurochirurgo della casa di cura
Villa Salus di Messina; Giovanna Russella, responsabile
Nazionale Domus line; e la biologa Nancy Grillo. «Sono
innumerevoli i disturbi che questo tipo di inquinamento
produce sul nostro organismo - si legge in un comunicato incidendo sulla qualità della vita: mal di testa, stress,
depressione ed insonnia sono solo alcuni dei sintomi con i
quali spesso conviviamo, senza tuttavia conoscerne le cause.
Quando si parla di inquinamento elettromagnetico si è
portati a pensare che sia prodotto esclusivamente dagli
elettrodotti e dalle antenne, non sapendo tuttavia che oltre
a queste fonti di non trascurabile rilievo, ne esistono altre
ben più subdole».
sicilia
14 Marzo 2014
Il santuario del Tindari. Nella foto accanto le tradizionali bancarelle che caratterizzano la salita che conduce alla piazza.
PATTI. Il sindaco Aquino vuole spostare gli ambulanti che da 40 anni colorano la salita del Tindari
Bancarelle, fumata Nera
I commercianti si sono rivolti ad un legale per evitare il trasferimento al parcheggio dove sostano
gli autobus: «Rischiamo l’isolamento». A rischiare anche i bazar della piazza. Interviene la Curia
DI
PAMELA ARENA
PATTI. Solo la Curia li potrebbe
salvare. Rischiano seriamente il
trasferimento i commercianti che
lavorano in via Monsignor Pullano,
tratto di strada che dal parcheggio
degli Ulivi conduce turisti e fedeli
fino al Santuario della Madonna del
Tindari. Secondo una recente
disposizione del sindaco Mauro
Aquino, infatti, è previsto un nuovo
posizionamento delle postazioni per il
commercio ambulante a Tindari dalla
celebre via che i pellegrini
provenienti da tutto il mondo
percorrono per venerare la Madonna
Nera al parcheggio degli Ulivi, una
zona meno visibile e più “appartata”.
Si tratta di una nuova collocazione
che se da un lato viene considerata
ottimale dal primo cittadino e
dall'assessore al Commercio,
Gioacchino Pipitò, i quali sostengono
di «voler dare una sistemazione più
razionale all'intero tratto di strada
che conduce al Santuario per
migliorarne la fruibilità e far crescere
Tindari», dall'altro non viene
accettata dai commercianti i quali
ritengono che una collocazione
diversa da quella esistente da oltre 40
anni sarebbe per loro penalizzante. E
sembra che a rischiare il
trasferimento siano anche gli altri
commercianti che lavorano nei pressi
di Piazza Teatro, davanti al Santuario.
Durante una recente riunione nella
sala consiliare dove erano presenti,
oltre ai commercianti e agli
amministratori, anche il comandante
della polizia municipale, Enzo Ganci,
e in rappresentanza di alcuni
ambulanti, l'avvocato Mara Correnti,
il sindaco Aquino ha precisato che il
provvedimento riguarderà gli undici
esercenti che saranno posizionati nel
margine nord del parcheggio in delle
strutture in legno a norma e saranno
date in locazione agli ambulanti al
solo costo del suolo pubblico. Inoltre,
vista la presenza di molti ambulanti
non in regola, sarà data a tutti la
possibilità di adeguarsi alle
normative. «L’aspetto più importante
per noi, infatti, è il ritorno alla
legalità», sostiene il primo cittadino.
Per tranquillizzare tutti, Aquino ha
ribadito che sarà prevista la sosta
degli autobus di linea e turistici
proprio all'interno del parcheggio in
modo che i visitatori, che siano essi
appena scesi dal pullman o in
procinto di partire, possano
acquistare oggettini o cibi nelle loro
bancarelle. A rimarcare la posizione
contraria dei lavoratori riguardo al
trasferimento, è l'avvocato Correnti:
«I commercianti sono convinti che
questo cambiamento possa
pregiudicare la loro condizione già
precaria viste le difficoltà economiche
esistenti - dichiara l'avvocato - lo
spostamento nel parcheggio degli
Ulivi comporterebbe un isolamento ed
una perdita dei potenziali clienti». A
dare un barlume di speranza ai
commercianti era la possibilità che la
Curia concedesse loro una piccola
porzione di terreno che si trova dietro
il passaggio principale anche per
garantire la tanto desiderata
fruibilità. Aspetto, questo, che non
sembra però realizzabile visto che ad
un recente incontro, in cui era
presente anche Monsignor Ignazio
Zambito, è emersa la volontà di voler
venire in contro alle esigenze dei
lavoratori ma senza intaccare i
terreni. «Da quanto è emerso
dall’incontro - continua l’avvocato - il
Vescovo è intenzionato a dare una
mano ai commercianti anche perché
ha dichiarato di essere sensibile ai
problemi che riguardano le famiglie.
Ciò che, però, ci ha promesso è che
chiederà un incontro con il sindaco
per cercare di trovare una soluzione
alternativa».
IL PRECEDENTE
Lo sciopero di San Sebastiano
SCIOPERO BIANCO PER LA FESTA DEL PATRONO DI BARCELLONA
BARCELLONA. Guai a toccare le bancarelle. Ne sa qualcosa il sindaco di Barcellona
Maria Teresa Collica quando a gennaio ha deciso di spostare di posto gli ambulanti
che da sempre “montano” in occasione della festa del patrono, San Sebastiano. Il
risultato? Gli ambulanti hanno incrociato le braccia e fatto “sciopero”. La protesta
è scattata dopo la decisione dell’amministrazione di modificare l’area destinata alle
bancarelle rispetto alla tradizionale postazione di Piazza San Sebastiano. I
commercianti hanno fatto un sit-in per manifestare il malcontento. A nulla è
servita la precisazione di Collica: «L’amministrazione ha voluto operare una
riorganizzazione degli spazi per consentire ai cittadini di fruire al meglio di tutti gli
aspetti della festa – che si tiene a ribadire – ha una forte valenza tradizionale».
centonove pagina 19
Protesta degli ambulanti a Barcellona
14 Marzo 2014
sicilia
A SORPRESA. Il report di Banca di Italia racconta il fiume di denaro che da tutta la provincia va all’estero
Messina, rimesse a sei zeri
Dei venti milioni complessivi spediti nel solo 2012, otto sono andati a finire in Romania
iA condividere il podio, la Cina, al secondo posto con 4,8, e il Marocco, che raggiunge quota 1,2
DI
TIZIANA CARUSO
MESSINA. Oltre 20 milioni di euro
sono partiti da Messina e provincia in
un solo anno. Serve una cifra a sette
zeri per descrivere i trasferimenti
operati da chi ha inviato denaro dalla
tutta la provincia ad altri paesi del
mondo nel solo 2012. A concorrere,
certamente in minor parte, anche
“cause” commerciali o finanziarie, ma
questi numeri da capogiro sono
soprattutto il frutto di chi, avendo
trovato lavoro in città, si è
preoccupato di inviare un
“gruzzoletto” al paese d’origine.
I DATI BANKITALIA. Dal 2005 al
2012 le somme partite da Messina
alla volta dell’estero si sono quasi
sempre concentrate su poco meno di
una decina di paesi stranieri. Cina,
India. Marocco, Filippine, Polonia,
Romania Sri Lanka e Ucraina, su
tutti. Con dati piuttosto altalenanti
che dipendono soprattutto
dall'andamento degli insediamenti
“non autoctoni” presenti in provincia.
GLI OPPOSTI. Un caso abbastanza
particolare è quello delle Filippine
che in 8 anni hanno portato via dallo
Stretto 52,3 milioni di euro, ma con
cifre assolutamente decrescenti negli
anni. Si va dai 7,1 milioni di euro del
2005, passando per la somma
massima di trasferimento fatta
registrare nell’anno 2006 (ovvero 8,6
milioni) fino a concludere con circa 3
milioni e mezzo di euro del 2012.
Uno tra i casi contrari, ovvero
caratterizzato da costanti aumenti,
invece è quello dell’India. Che ha
incassato circa 6 milioni di euro in 8
anni, andando dai circa 200mila
euro del 2005 ai quasi 2 milioni del
2012. Sono rimasti stabili, invece, i
trasferimenti bancari da Messina
all’Ucraina. Poco più di 5 milioni di
euro in 8 anni, ad una media di circa
600mila euro annuali.
Un sensibile decremento Bankitalia
lo registra, invece, nel denaro
inviato da Messina alla Polonia. Dai
quasi 1 milione e 300mila euro girati
nel 2005, con picchi di 1 milione e
500 mila euro negli anni 2007/2008
si è passati a poco più di 1 milione
nel 2012. Per un totale di 11 milioni
di euro in 8 anni. Simile a quella
della Polonia anche la situazione
dello Sri Lanka che nello spazio di
pochi anni (dal 2008 al 2012) ha
“incassato” da Messina e Provincia
circa 12 milioni di euro, ma
diminuendo nel tempo la ricezione
di denaro. Dai 3,2 milioni del 2008
si è passati a circa 2 milioni di euro
del 2012.
SUL PODIO. Gli stati che invece,
dal 2005 al 2012, hanno trasferito di
più ed hanno visto, inoltre,
aumentare la mole di denaro
arrivato da Messina sono Cina,
Marocco e Romania. Una terzetto
che riserva sorprese, perché se è
facile pensare (visto anche il
proliferare negli ultimi anni di
esercizi commerciali “made in
China” in città) che il primo posto
possa essere occupato dagli
orientali, è altrettanto facile essere
smentiti.
Al primo posto, infatti, c’è la
Romania che con i suoi 8 milioni e
mezzo detiene il primato per l’anno
2012 e in 8 anni ha “incassato” dai
suoi “figli messinesi” ben oltre 64
milioni di euro con un picco fatto
registrare nel 2011 di oltre 9 milioni
di euro in un anno. Alla Cina, spetta
invece il secondo posto per aumento
di trasferimenti bancari da Messina
al paese d’origine. Dal 2005 al 2012
i cinesi hanno fatto tornare a casa
quasi 17 milioni di euro. Sono
passati di circa 3milioni e 200mila
euro del 2005 ai 4,8 milioni del
2012. Una cifra più modesta rispetto
a quella dei rumeni anche perché
certamente gli orientali piuttosto che
dedicarsi al risparmio, scelgono di
investire sempre più a Messina, ma
in generale in tutta Italia. Al terzo
posto c’è infine il Marocco che in 8
anni ha visto arrivare 11 milioni di
euro dallo Stretto e che è passato dal
milione del 2005 al milione e
200mila euro del 2012, con un picco
che nel 2008 ha fatto arrivare in
Nord Africa 1,8 milioni di euro.
Negli otto anni e dai sette paesi presi
in esame secondo Bankitalia da
Messina sono partiti la bellezza di
156 milioni di euro.
DATI ALLA MANO
Così scrisse l’Istat
LE PRESENZE SECONDO L’ULTIMO CENSIMENTO
NAZIONALE. IL CAPOLUOGO “CULLA DI COMUNITÀ”
MESSINA. L’ultimo censimento, datato 2011, ha
fotografato Messina come culla di numerose comunità
“non autoctone” con un totale di oltre 24mila stranieri
presenti in tutta la provincia. Ed è proprio incrociando
questo report con l’ultimo rapporto di Bankitalia sul
monte di denaro volato via da Messina verso altra
destinazione che vengono fuori dati a dir poco
interessanti. Partendo dal presupposto che da parecchi
anni a questa parte sullo Stretto, un po' come in tutta
Italia, gli stranieri hanno evitato un tracollo
demografico assicurato, negli anni si è assistito a
progressivi aumenti degli “stanziamenti” stranieri. In
città, ad esempio, nel 2011 sono stati 11.168 gli
stranieri censiti rappresentando il 4.5 % dell'intera
popolazione cittadina. Rispetto al censimento del
2001 sono stati 6.379 gli stranieri in più registrati.La
situazione non si discosta di molto in provincia dove
la popolazione straniera, toccando esattamente quota
24.133 persone, rappresenta in percentuale il 3,7% di
tutta la popolazione che risiede da Tusa a Giardini.
Fino al 2010, per nazionalità, sul podio dei messinesi
d'adozione c'erano gli sri lankesi che erano oltre
3mila, al secondo posto i circa 2200 filippini presenti
in città, al terzo i rumeni, che superavano di poco le
mille unità. Ottocentosessantre erano i marocchini,
316 i cinesi, esattamente 313 i polacchi, poco più di
un centinaio gli ucraini, appena 37 gli indiani.
centonove pagina 20
L'ultimo censimento, sempre per quanto riguarda i
dati relativi alla provincia, ha fatto registrare un
aumento della popolazione straniera di esattamente
14.892 unità. In particolare secondo le statitistiche
Istat per quanto riguarda l'area geografica di
cittadinanza a Messina e provincia vivono circa 3851
nord africani, provenienti in gran parte dal Marocco.
Soffermandosi sui nativi dell'Europa centro-orientale
si tocca quota 2770 residenti sempre a livello
provinciale. I dati aumentano se si analizza l'area
orientale. In particolare a Messina e provincia vivono
circa 4650 persone provenienti dal'Asia centro
meridionale e in gran parte da India e Sri Lanka. Di
poco più piccoli i numeri che riguardano gli abitanti
messinesi che provengono dall'Asia orientale. Sono in
tutto 3402 e formano “l'esercito” di cinesi e filippini
stanziati a Messina e provincia. (T.C.)
economia
Salvatore Mancuso
L’INCHIESTA. La Procura di Milano indaga sulla società immobiliare di Luigi Zunino
Risanamento nel mirino
Insieme al patron e agli amministratori Franco Bonelli e Oliviero Bonato, vengono contestati
i reati di agiotaggio e ostavolo all’autorità di Vigilanza anche al finanziere Salvatore Mancuso
Mentre è impegnato nella
costruzione di un nuovo fondo di
investimento, che dovrebbe
prendere il posto di Equinox, fondo
partecipato da gruppi bancari, come
Intesa San Paolo dove al corporate
presta servizio il palermitano
Gaetano Miccichè, uscito un po’
malconcio dalla partecipazione al
capitale di Alitalia con una perdita
secca di 40 milioni di euro, il
finanziere Salvatore Mancuso,
originario di Sant’Agata Militello, è
Luigi Ragno
stato raggiunto da un avviso di
garanzia della Procura di Milano
per il reato di agiottaggio e ostacolo
all’autorità di vigilanza. Mancuso è
chiamato a risponderne nella sua
qualità di amministratore della
società immobiliare Risanamento,
per il periodo compreso tra il 23
febbraio e il 19 marzo 2009. Lo
stesso reato è contestato al “patron”
di Risanamento, l’immobiliarista
Luigi Zunino, e agli
amministratori Franco Bonelli e
14 Marzo 2014
Oliviero Bonato.
Una vicenda complessa quella della
società Risanamento, dove di
recente è stato chiamato a fare
parte del consiglio di
amministrazione, in sostituzione di
Mancuso, l’ex candidato sindaco, in
quota An, di Messina, l’avvocato
Luigi Ragno, che vede al centro
della contesa la ristrutturazione del
debito con le banche, dopo una
sofferta operazione immobiliare
nelle aree ex Falk di Sesto San
Giovanni.
Quotata al listino di Milano,
Risanamento ha presentato un piano
di ristrutturazione a un pool di
banche, prevedendo la cessione di
una serie di immobili di pregio in
Francia, al fondo “Chelsfield”. Ma su
questa proposta si sono divaricate le
posizioni degli istituti di credito.
Mentre Unicredit e Banca Popolare di
Milano si sono dichiarate favorevoli
alla cessione degli immobili francesi,
Banca Intesa si è mostrata
interlocutoria. Ma rompendo il
fronte il Banco Popolare ha detto un
secco no e in una lettera del 20
febbraio ha ammonito i vertici di
Risanamento che, ove mai
l’operazione di cessione dovesse
essere portata a termine, il ricavato
dovrebbe essere destinato al
rimborso di un prestito
obbligazionario di 270milioni di euro
in scadenza a maggio.
Attraverso il fondo di Tom
Barrack, Calony Capital, Luigi
Zunino ha presentato poi un’Opa,
una offerta pubblica di acquisto, per
togliere dal listino la società. Ma non
sono solo i fondi di investimento
impegnati nella difficile partita di
Risanamento: lavorano a pieno ritmo
anche i consulenti e gli avvocati
d’affari. Un parere pro-veritate,
rilasciato da Mario Notari,
ordinario di diritto commerciale alla
Bocconi, indica come perfettamente
legale la proposta di cessione degli
immobili francesi. Oltre l’avviso di
garanzia ai vertici della società, è
stato notificato anche un
provvedimento di chiusura delle
indagini.
DIBATTITI
Consumo e decrescita
NELL’AMBITO DEL “CORTILE DEI GENTILI”, INCONTRO
CON VALENTINA ZAFARANA E GIROLAMO COTRONEO
Si intitola “Consumo, decrescita. In un mondo con
poche risorse è ancora possibile vivere “de claritate in
claritatem?”, il prossimo incontro organizzato da
Sergio Todesco, direttore della Biblioteca regionale
di Messina, nell’ambito dell’iniziativa il “Cortile dei
Gentili”. Alle 17, nella Cappella di Palazzo
Arcivescovile, introdurranno il tema proposto
Valentina Zafarana (Parlamentare Assemblea
Regionale Siciliana del Movimento 5 Stelle) e
Girolamo Cotroneo (Filosofo, Professore Emerito
Università di Messina). “Già sessant’anni or sono
Claude Lévi-Strauss aveva messo in dubbio la
concezione unilineare e progressiva dello sviluppo delle
civiltà. Circa un decennio più tardi, in Italia, Pier
Paolo Pasolini, nella forma poetica che gli era
propria, contestava l’identificazione tra ‘sviluppo” e
‘progresso’, segnalando profeticamente come la società
dei consumi avrebbe sortito – come poi è di fatto
avvenuto - quella devastante ‘scomparsa delle lucciole’
che ha progressivamente impoverito gli orizzonti
naturali e culturali dei nostri angoli di mondo, facendo
smarrire le identità locali e producendo una perniciosa
mutazione antropologica che ha arrecato danni alla
qualità della vita e ai rapporti delle comunità con gli
ecosistemi in cui esse sono inserite. I moderni critici del
consumismo e teorizzatori della decrescita felice
(Nicholas Georgescu-Roegen, Serge Latouche,
centonove pagina 21
Cornelius Castoriadis, Jeremy Rifkin, Zygmunt Bauman
e, qui in Italia, Maurizio Pallante), epigoni di quei
lontani testimoni che hanno pioneristicamente avviato
un processo di demitizzazione dello sviluppo fine a se
stesso, partono proprio dalla considerazione che non ci
sia rapporto di conseguenza tra crescita economica e
benessere, e che anzi il consumo (o, meglio, il suo
eccesso) conduce al peggioramento della qualità
dell’esistenza degli uomini e della vita dell’intero
pianeta. Uscire dalla società dei consumi - spiega
Todesco - diventa pertanto un ideale e una missione per
quanti ritengono che a fronte dei paradisi di benessere
promessi (e non mantenuti) dall’incremento del Pil
vada piuttosto coltivato il perseguimento di nuovi stili
di vita e l’eliminazione (o la riduzione) degli sprechi, il
recupero della “gratuità” a tutti i livelli, una nuova
coscienza planetaria consapevole dei costi ecologici”.
14 Marzo 2014
economia
UOMINI&BUSINESS. Dagli esordi nei primi anni Ottanta ai Magazzini Generali
Enzo Vinciullo, il costruttore
Rappresenta l’ultima generazione di una classe di appaltatori nata all’indomani del 1908
e che ha conosciuto momenti con molte ombre. Ecco la crescita di una srl senza problemi di credito
DI
VINCENZO LOMBARDO
La seconda guerra
mondiale vede la città
distrutta dai
bombardamenti. E ancora
una volta Messina deve far fronte alla
ricostruzione. In pochi anni sorgono
nuove baraccopoli che si aggiungono
ai primi rifugi per i senzatetto del
terremoto del 1908. In questa
situazione di emergenza abitativa e di
degrado ambientale prende corpo una
tipologia antropologica caratteristica
della citta di Messina: il baraccato.
Una condizione, questa, indispensabile
per "avere diritto" alla casa popolare
dell'Istituto Autonomo Case Popolari,
che finanziato copiosamente dalla
legge Fanfani, diventa il principale
committente edilizio.
L'Amministrazione Comunale si
incarica di redigere una graduatoria di
aventi diritto all'alloggio popolare per
pianificare la ricostruzione. Da quel
momento la politica userà le
baraccopoli e tutti coloro che aspettano
la casa popolare come serbatoio di
voti. Il voto di scambio sarà assunto a
prassi elettorale per molti anni.
All’ombra degli appalti dell’Iacp si
seleziona una nuova classe
imprenditoriale edile, una vera e
propria razza predona, che, non paga
dell’appalto pubblico, si mette in
proprio e, con l’appoggio della politica,
va all’assalto delle aree edificabili.
L’edilizia diventa il nuovo eldorado che
attrae uomini e business. Ricordiamo
autentici self made man come Cosimo
D’Andrea, Giuseppe Ministeri e
Nino Palano. Spregiudicati
imprenditori come Franz D’Angelo e
Alfio Vitale. E tipi molto poco
raccomandabili come Michelangelo
Alfano, condannato per associazione
mafiosa e per rapporti illeciti con la
magistratura; Santo Sfameni, “boss
di vecchio stampo”, referente di Cosa
Nostra; Sarino Bonaffini , al quale
viene sequestrato un complesso
patrimoniale stimato in circa 450
milioni di euro; Nicola e Domenico
Pellegrino, considerati elementi di
spicco di un’ organizzazione criminale
ai quali vengono sequestrati beni per
oltre 50 milioni di euro. In una zona di
mezzo, border line, sono finiti molti
altri imprenditori di grido, tra questi
uno dei più importanti è Vincenzo
Vinciullo. Comincia ad entrare nel
mondo delle costruzioni intorno ai
primi anni ottanta, realizzando il mega
complesso residenziale contiguo al
Gran Camposanto, Residence Villa
Dante. Il settore dell’edilizia lo conosce
bene perché da molto tempo prima egli
LA SCHEDA
RATING ECONOMICO SOCIALE (0 a 10): non classificato
Outlook: stabile, curvato in direzione di una involuta
complicazione con un alto rischio di volatilità.
I Magazzini Generali
è il venditore esclusivo del ferro,
tondino, travi ecc., delle Acciaierie
Megara spa di Catania. Vinciullo,
secondo la Commissione Parlamentare
Antimafia, “rivestirebbe un ruolo di
sicuro rilievo nelle sponde
imprenditoriali di Cosa Nostra,
rientrando in quel novero di affaristi
risultati a disposizione – personalmente
e con le loro strutture aziendali e
societarie - degli interessi di gruppi
mafiosi, permettendo il comodo
reinvestimento in attività
apparentemente lecite di capitali di
provenienza illecita”. Il nome di
Vinciullo compare in una delle missive
consegnate da Provenzano ad Ilardo
(collaboratore di giustizia), in ordine
alla soluzione di uno scontro fra Cosa
Nostra catanese e quella palermitana
insorto per la suddivisione delle
somme, 500milioni delle vecchie lire,
provenienti dall’estorsione in danno
delle Acciaierie Megara di Catania. In
tale circostanza Vinciullo “avrebbe
svolto il ruolo dell’amico buono per
conto di Cosa Nostra. “La vicenda
estorsiva ai danni delle acciaierie ebbe
un tragico epilogo: il 31 ottobre 1990,
vennero assassinati a Catania
Alessandro Rovetta, amministratore
delegato della Megara SpA e
Francesco Vecchio, direttore del
personale dell’azienda. Un duplice
omicidio su cui non si è fatta ancora
luce. Da questi fatti ad oggi Vinciullo ha
costruito in ogni dove a Messina: da
Ganzirri a Via Palermo, da Provinciale
alla Panoramica fino a Santa
Margherita. Il futuro di Messina è
destinato ancora a svilupparsi nel
segno di Vinciullo. Nel centro storico
sta per vedere la luce l'ennesimo
palazzaccio-casermone di cemento,
metà parcheggio e metà residence, un
numero imprecisato di negozi
commerciali e finanche un ristorante
panoramico all'ultimo piano. Avrà
un'invidiabile vista sulla Stretto e la
Zona falcata e sorgerà a due passi dalla
stazione marittima, nell'area che ospita
gli ex Magazzini Generali di proprietà
del Comune. L’ambizioso progetto
scaturisce dal piano di dismissione
comunale varato dalla giunta Buzzanca,
vincolato al cambio della sua
destinazione d'uso. I vecchi preesistenti
edifici sono andati all’asta e solo la ditta
di Vinciullo vi ha partecipato con una
offerta di pagamento vantaggiosissima
per saldare i 4.890.000 di euro richiesti
dal Comune. La proposta di acquisto è
così articolata: in contanti appena il
10% della base d'asta (489.000 euro),
mentre il resto dell'importo sarà
coperto con la permuta di alcuni
appartamenti di proprietà della
Immobiliare 4 V Srl. La società
immobiliare si avvarrà di una modifica
del regolamento delle alienazioni
approvata dal consiglio comunale che
consente ai privati di acquisire i beni
presentando offerte miste, in parte con
denaro e il resto con immobili in
permuta. Un paradosso incredibile. Il
Comune decide di dismettere i propri
beni immobiliari perché non riesce a
sopportarne i costi di manutenzione,
per avere in cambio altri beni
immobiliari, di cui dovrà comunque
accollarsi i costi manutentivi.
Il sistema creditizio sottopone i propri
clienti a un esame, credit scoring, al fine
di valutarne l’affidabilità. Grazie all’uso di
algoritmi complessi si prendono in
considerazione un gran numero di
variabili relativi alla storia del cliente, al
suo andamento economico e al suo
patrimonio. Una storia come quella di
Vincenzo Vinciullo, dagli sviluppi incerti,
incide negativamente sulla formulazione
di un rating. Eppure non risulta che egli
abbia difficoltà di accesso al credito. Per
molto meno, per esempio, un ritiro di
patente per eccesso di velocità, la banca
chiude i rubinetti del credito al mal
capitato cliente.
[email protected]
centonove pagina 22
L’ANALISI
Andamento Economico
Messina. Il Il Gruppo Vinciullo non
presenta un bilancio consolidato
d’insieme. E’ articolato in una miriade
di società (25), il cui settore
merceologico prevalente è quello
edilizio (costruzioni di edifici
residenziali e non, alberghi, locazione
immobiliare di beni propri e leasing),
in uno a quello relativo al
commercio di metalli e prodotti
semilavorati, che esercita tramite la
Società in Accomandita “ Dott. Enzo
Vinciullo & C. Sas - Rappresentanze
Prodotti Siderurgici”. Dal 1997 al
1999 è stato Amministratore Unico di
una analoga società , la Ferro Legno
SpA con sede sociale a Palermo della
quale non sono reperibili
informazioni sui soci. La società è
stata cancellata nel 2001. Tutte le
società a r.l. del gruppo sono dotate
del minimo sindacale di capitale
sociale( Euro 10.400/15.000),
palesemente sottocapitalizzate
rispetto ai volumi dei lavori eseguiti e
ai finanziamenti ricevuti dalle
banche. A maggio del 2013, Vinciullo
ha modificato il proprio modello di
busines, dando luogo alla
trasformazione della sua principale
società, la Immobiliare 4 V del Dr.
Vinciullo Vincenzo & C Sas in
Immobiliare 4 V Srl, Capitale sociale
euro 100.000. Da socio
accomandante che risponde, in
misura della propria quota, nei
confronti di terzi a semplice
amministratore, senza alcuna quota
di capitale posseduta, nella nuova
società. Da proprietario a impiegato.
Le quote societarie sono distribuite
tra i componenti del nucleo familiare:
le figlie Loredana, Tindara, Daniela e
la moglie Caterina Gallo. I dati di
bilancio al 2012 non sono stati
depositati in quanto la preesistente
ditta era una società di persone e,
pertanto, senza l’obbligo di
presentazione in CCIAA. A pensar
male, diceva Andreotti, si fa peccato
ma spesso si indovina, ma la
trasformazione della società di
persone in società di capitali con la
coeva separazione delle
responsabilità patrimoniali
dell’amministratore, nel contesto
degli eventi giudiziari in cui egli si
trova chiamato in causa non ha, in
qualche modo suggerito la nuova
riarticolazione dele attività di
Vincenzo Vinciullo?
14 Marzo 2014
economia
PROGETTI. Il comune messinese sarà la sede legale del progetto pilota della Regione
Benessere Termale ad Alì
La cittadina sarà la “capitale” di un piano che consorzia tutti gli stabilimenti da Sciacca ad Acireale,
da Termini Imerese a Vulcano. Rappresentante sarà Margherita Ferro. Il ruolo di Lorenzo Grasso
Alì Terme sarà la sede legale del
Distretto del Benessere Termale, il
progetto pilota approvato
dall’Assessorato regionale alle
attività produttive che consorzia
tutti gli stabilimenti termali della
Sicilia, da Sciacca, ad Acireale, a
Termini Imerese, a Vulcano.
A guidare la struttura dal punto di
vista della rappresentanza legale è
Margherita Ferro, già dirigente
della Terme di Acireale. Ma il vero
motore dell’iniziativa, che ha
ottenuto il placet dell’assessorato
diretto da Linda Vancheri, è
Lorenzo Grasso, presidente del
consiglio di Alì Terme, centro che è
rappresentato con le sue tre aziende
attive nel settore, Marino, GranataCassibile e Acquagrazia.
Cinquantasei le imprese
raggruppate, tra cui il
rappresentante della Fiavet,
l’associazione delle agenzie di
Viaggi, l’etneo Bevacqua,
Aeroviaggi del gruppo Mangia di
Palermo.
«La struttura produttiva avrà
accesso alle linee di finanziamento
previste dalla nua programmazione
europea - spiega Lorenzo Grasso ma aldilà dei supporti finanziari è il
La piscina delle Terme Granata Cassibile
sistema della filiera quello a cui si è
lavorato. Il sistema termale come è
stato inteso finora, con flussi legati
solo alle cure dei dipendenti
pubblici convenzionati o le attività
stagionali, non ha dato i risultati
sperati. Oggi si vuole intercettare
nuovi flussi europei e anche
internazionali, con cure che vanno
dall’idromassaggio, ad aspetti più
complessi che investono anche cure
sanitarie, per arrivare al concetto di
benessere caro agli
antichi che
frequentavano le
Terme con la
cultura della cura
mista all’uso anche
virtuoso di prodotti
cosmetici collegati.
Un mondo che
abbiamo
rimodellato con un
nuovo modello di
business
“integrato”».
Quelle della Sicilia
sono considerate,
dagli studi di
settore, tra le acque
termali migliori al
mondo. E ad essere
rappresentante nel distretto sono
ben cinque province siciliane,
compresi i siti più remoti come
Montevago, in provincia di
Agrigento, che partecipa con le
Acque Pie. Unica strutture rimasta
fuori pert motivi legati alla gestione
del sito, le terme di San Calogero di
Lipari.
A dare supporto all’iniziativa anche
Federterme e Ancot, associazioni di
operatori del settore.
CROCERISMO
Messina a Miami
LE PROPOSTE DELL’AUTORITÀ PORTUALE
AL “CRUISE SHIPPING” 2014
L’Autorità Portuale di Messina e Milazzo
sbarca al Cruise Shipping Miami 2014,
principale evento fieristico internazionale
del settore crocieristico, con dati da record
per l’anno appena trascorso. Il 2013 infatti
si è chiuso con oltre mezzo milione di
passeggeri (501.316), facendo registrare
in termini il massimo storico dello scalo
peloritano, guidato dal Presidente De
Simone, con un incremento del 14,5%
rispetto all’anno precedente. Ancora più
evidente la crescita (+27,8%) del numero
dei passeggeri in imbarco per un totale di
18.880 persone. Con 228 navi appartenenti
a oltre 30 compagnie internazionali la
crescita degli approdi è stata invece del
22%; in particolare 54 gli scali della MSC,
31 della Royal Caribbean, 21 della Carnival,
13 della P&O, 10 della Holland America
Line e della Silversea Cruises. A Miami, il
segretario generale Francesco Di Sarcina
e la responsabile del Servizio Affari
Istituzionali e promozione, Cristiana Laurà,
hanno presentato tutte le azioni
innovatrici che sono state messe in campo
a Messina e Milazzo. L'Autorità portuale
ha studiato un pacchetto di iniziative in
favore delle compagnie basato su una
politica
di
aggiornamento
e
miglioramento della qualità dei servizi. Per
ulteriormente potenziare la qualità
dell'accoglienza dei passeggeri è stata
pubblicata a fine febbraio la gara per la
progettazione del nuovo terminal crociere
del porto di Messina.
LEGALMENTE
TRIBUNALE DI MESSINA - II Sezione Civile
Il Giudice Dr. Ugo Scavuzzo
letto il ricorso con il quale Giuseppe Zito, nato a Messina il 23.04.1947, ed ivi residente
in Via Torrente San Licandro Alto 27 P. Santoro, C.f. ZTIGPP47D23F158Q, elettivamente
domiciliato in Messina, Via F. Faranda 2, presso lo studio dell’Avv. Francesco Genovese,
che lo rappresenta e difende giusta procura a margine del ricorso, chiede che si dia
accesso alla procedura di “composizione della crisi da sovra indebitamento” disponendo
la comunicazione ai creditori della proposta e del decreto;
P.Q.M.
Visto l’art. 10, legge n. 3/2012; FISSA l’udienza del 4.04.2014 ore 12.30, disponendo
la comunicazione, entro il termine di cui all’art. 11, comma 1, N. 3/2012, della proposta
e del presente decreto ai creditori presso la residenza o la sede legale, anche per
telegramma o per lettera raccomandata con avviso di ricevimento o per telefax o per
posta elettronica certificata;
AVVISA
i creditori che, ai sensi dell’art. 11, comma 1, N. 3/2012 devono far pervenire, anche
per telegramma o per lettera raccomandata con avviso di ricevimento o per telefax o
posta elettronica certificata, all’organismo di composizione della crisi dichiarazione
sottoscritta del proprio consenso almeno 10 giorni prima dell’udienza e che in
mancanza si ritiene che abbiano prestato consenso alla proposta nei termini in cui è
stata loro comunicata;
DISPONE
che sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, non
possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali
né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del
debitore che presentato l’accordo da parte di creditori aventi titolo o causa anteriore.
AZIENDA SANITARIA
PROVINCIALE DI PALERMO
AVVISO DI GARA
Questa Azienda ha indetto, con deliberazione n.395 del 05.11.2013, procedura aperta
per l’affidamento del servizio integrato di gestione energetica che si compone della
fornitura dei vettori energetici e della gestione, conduzione e manutenzione degli
impianti tecnologici a servizio dell’Asp di Palermo, per un periodo pari a 108
mesi.L’importo complessivo presunto dell’appalto ammonta ad Euro 126.490.000,00
oltre I.V.A. Gli atti di gara sono disponibili sul sito internet:www.asppalermo.org. Il
termine di presentazione delle offerte è fissato per le ore 10,00 del 07 Aprile 2014. Il
bando è stato inviato alla G.U.E. il 24/02/2014.
IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO
PROVVEDITORATO E TECNICO
Avv.to Fabio Damiani
SETTIMANALE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA
PUBBLICA GLI AVVISI ED ESITI DI GARA D’APPALTO SU CENTONOVE
PER CONTATTARE LA REDAZIONE CHIAMA I SEGUENTI NUMERI:
090.9430208 - 9430206 fax 090.9430210 - 090.9430211
RICHIEDI PREVENTIVI ANCHE VIA E-MAIL A: [email protected]
centonove pagina 23
14 Marzo 2014
economia
NOMINE
Adesioni all’Ue,le priorità del 2014
DI SALVATORE
CIFALÀ
Il 16 ottobre la Commissione europea
ha adottato una serie di relazioni annuali
in cui raccomanda di concedere
all'Albania lo status di paese candidato
all'Ue e, per la quinta volta consecutiva,
di avviare negoziati di adesione con l'ex
Repubblica iugoslava di Macedonia.
La Commissione valuta inoltre i progressi
compiuti negli ultimi dodici mesi dagli
altri paesi dei Balcani occidentali e dalla
Turchia verso l'adesione all'Unione. Visto
che il governo islandese ha deciso di
sospendere i negoziati di adesione, una
relazione semplificata sull'Islanda valuta
il suo attuale grado di allineamento con
l'Ue. Nel presentare il pacchetto annuale
sull'allargamento, il Commissario Štefan
Füle ha dichiarato: "Il processo di
allargamento è in corso e, nonostante la
crisi economica, si conferma una politica
valida, che costituisce parte della
soluzione. L'allargamento rimane una
delle politiche più efficaci dell'Ue.
Affrontando in via prioritaria questioni
fondamentali quali la lotta alla
corruzione, la solidità della governance
economica, la libertà di espressione e i
media, i diritti umani e la tutela delle
minoranze, l'allargamento consolida la
stabilità politica ed economica nei paesi
aspiranti e nell'intera Ue”. La strategia di
allargamento adottata conferma la
pertinenza degli elementi fondamentali
dei criteri di adesione di Copenaghen
concordati dall'UE 20 anni fa. Uno di
questi è lo Stato di diritto, che rimane
saldamente al centro del processo. I paesi
interessati devono risolvere questioni
come la riforma giudiziaria e la lotta
contro la criminalità organizzata e la
corruzione sin dalle prime fasi dei
negoziati di adesione, per dimostrare di
avere ottenuto risultati solidi e duraturi.
La crisi economica mondiale ha
sottolineato la necessità per tutti i paesi
di rafforzare la governance economica e
di migliorare la competitività. La
Commissione ha presentato una serie di
proposte a sostegno di questo obiettivo,
tra cui l'introduzione di strategie
nazionali per le riforme economiche e di
piani d'azione per la gestione delle
finanze pubbliche.
I recenti avvenimenti verificatisi in
diversi paesi candidati all'adesione hanno
ribadito l'importanza di rafforzare le
istituzioni democratiche e di rendere più
inclusivi i processi democratici. Tutti i
paesi dei Balcani occidentali e la Turchia
devono intraprendere ulteriori riforme
per garantire l'effettivo rispetto della
libertà di espressione e dei diritti delle
persone appartenenti a minoranze,
compresi i rom. Occorrono misure più
incisive per difendere altri gruppi
vulnerabili dalle discriminazioni, in
particolare quelle basate
sull'orientamento sessuale. La
Commissione darà ulteriore centralità a
questi temi nell'ambito del processo di
adesione, anche attraverso finanziamenti
preadesione più mirati e una maggiore
assistenza per favorire l'inclusione dei
rom mediante un meccanismo specifico.
PARTECIPATE PALERMO
Presidenti per Amat e Amap
PALERMO. Il sindaco di Palermo, Leoluca
Orlando, ha nominato i nuovi presidenti di
Amat e Amap e confermato i restanti componenti dei Consigli di amministrazione.
All'Amap va Maria Prestigiacomo, architetto, e imprenditrice nel settore delle piccole e medie imprese; all'Amat Antonio
Gristina, con esperienza nel settore dell'amministrazione e finanza di piccole e
medie imprese. Michelangelo Salamone e
Giuseppe Monteleone sono stati confermati nel Cda della ex municipalizzata che
gestisce il servizio idrico; mentre Diego
Bellia e Rosalia Sposito restano in carica
nell'azienda di trasporto pubblico. «L'immediata regolarizzazione dei vertici delle
partecipate Amap e Amat è conferma dell'importanza strategica dei servizi resi ai
cittadini - dice Orlando - ed anche della necessità di una visione armonica e condivisa
riguardo alla qualità dei servizi».
COLDIRETTI RAGUSA-SIRACUSA
Greco nuovo direttore
MESSINA. GiPietro Greco è il nuovo direttore della Coldiretti di Ragusa e Siracusa;
subentra a Gerardo Forina, nominato direttore di Palermo. Greco 54 anni, pugliese, arriva dopo sei anni di direzione
delle Federazioni di Sassari e Gallura. Ha
cominciato come segretario di zona nella
provincia di Taranto e torna a Siracusa
dopo essere stato in passato vicedirettore, nonché responsabile, del patronato
Epaca.
CONSUMATORI
VITIVINICULTURA
Oneri condominiali
Marsala, tutti a Enofocus
Voucher, le novità per quest’anno
Con la riforma della
normativa sui condomini,
entrata in vigore nel 2013,
sono state introdotte alcune
novità per quanto concerne il
pagamento degli oneri
condominiali in caso di cessione di un
immobile. Secondo la legge l’acquirente,
che subentra nei diritti di un condomino,
è obbligato solidalmente con questo al
pagamento dei contributi relativi
all'anno in corso e a quello precedente.
La riforma prevede oggi che il cedente di
diritti su unità immobiliari resta
obbligato solidalmente con l'acquirente
per i contributi maturati fino al momento
in cui è trasmessa all'amministratore
copia autentica del titolo che determina
il trasferimento del diritto. Nei rapporti
interni tra acquirente e venditore vale la
regola generale secondo cui l’acquirente
risponde per le quote condominiali
dovute successivamente all’acquisto. Per
quanto riguarda le spese di natura
straordinaria, in caso di vendita
dell’immobile, la Cassazione prevede che
è tenuto a sopportarne i costi chi era
proprietario dell'immobile al momento
della delibera assembleare.
MARSALA. Ricercatori, docenti
universitari e esperti provenienti da
tutta Europa si incontreranno a
Marsala (Trapani), oggi (venerdì 14,
ndr) e sabato, per confrontarsi sulle
più importanti innovazioni e
ricerche in atto nel mondo del vino.
L'occasione è la prima edizione di
Enofocus Sicilia, organizzata da
Assoenologi Sicilia per permettere a
tutti gli enologi siciliani di conoscere
le più avanzate opportunità che la
ricerca propone attualmente nel
campo vitivinicolo.
«L'enologo - spiega l'enologo
Giacomo Manzo, presidente di
Assoenologi Sicilia - è il protagonista
di tutta la filiera vitivinicola:
dall'aspetto agronomico al
marketing, deve essere in grado di
gestire tutto il processo che porta
alla creazione di un vino di qualità.
Per questo motivo l'aggiornamento
tecnico e il confronto sono oggi
sono così importanti».
Il lavoro occasionale accessorio (voucher o buoni lavoro)
aggiorna gli importi dei compensi massimi e proroga le
possibilità di attivazione con percettori di prestazioni
economiche integrative del salario o di sostegno al reddito. Per il
2014, come previsto dalla riforma Fornero, sono stati aggiornati
gli importi sulla base della variazione dell’indice Istat. I nuovi importi economici da
prendere a riferimento per l’anno 2014, anche al fine delle verifiche sul loro rispetto
a cura dei committenti, sono rideterminati in 5.050 € netti per la totalità dei
committenti nel corso di un anno solare, 2.020 € netti in caso di committenti
imprenditori commerciali o liberi professionisti nel corso di un anno solare. I
corrispondenti importi lordi, riferiti all’anno solare, sono pari a: 6.740 € per la totalità
dei committenti; 2.690 € in caso di committenti imprenditori commerciali o liberi
professionisti. Ricordiamo che il superamento della soglia massima di reddito
percepibile potrebbe far scattare la trasformazione del rapporto in lavoro
subordinato a tempo indeterminato, pertanto il committente per escludere tale
rischio dovrà farsi rilasciare dal prestatore una dichiarazione in cui lo stesso attesta il
mancato superamento del massimo consentito. Il Decreto Milleproroghe, inoltre, ha
esteso anche per quest’anno la possibilità di effettuare lavoro accessorio con
cassaintegrati e disoccupati. Per il 2014, quindi, prestazioni di lavoro occasionale ed
accessorio, con limite massimo di 3.000 € per anno solare, possono essere rese, in
tutti i settori produttivi compresi gli enti locali (rispettando i vincoli di contenimento
delle spese e del patto di stabilità), dai percettori di prestazioni economiche
integrative del salario o di sostegno al reddito. L’INPS, per questi lavoratori, sottrarrà
dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di
sostegno al reddito corrisposte, gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di
lavoro accessorio. Fatta salva la ritenuta complessiva sul valore nominale del
“voucher” (13% alla gestione separata INPS, 7% all’INAIL, 5% rimborso spese a INPS
per i costi di gestione), la somma percepita per la prestazione lavorativa, è esente da
imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato od inoccupato. Un’utile
guida al lavoro con i voucher è stata pubblicata da Fondazione studi dei Consulenti
del lavoro, intermediari abilitati alla procedura Inps on line per il lavoro accessorio.
Francesco Suria, esperto legale
NOTIZIE DAI CONSULENTI DEL LAVORO
centonove pagina 24
poster
GALLERIE
Il balletto delle donazioni
Pagina 26. Nel 1997 un gruppo di artisti regala
al Comune di Messina 51 opere che finiscono
in uno stanzino del teatro
14 Marzo 2014
LIBRI
Legalità, la parola a Cavadi
Pagina 28. Nel suo ultimo libro l’autore
è riuscito a mischiare completezza e sinteticità
in settanta pagine
MURALES DI UMANITÀ VARIA
Alcuni studenti dell’artistico “Basile” di Messina
Un fumetto stile Manga realizzato durante Cominks
EVENTI. Protagonisti della manifestazione messinese i giovani disegnatori del Liceo Artistico “Basile”
Cominks, scuola di fumetti
Gli studenti dall’1 al 3 marzo si sono confrontati con gli esperti del settore. Eloisia Strani:
«E’ stata un’esperienza straordinaria. Per me non è solo una passione diventerà il mio mestiere»
DI
EMANUELA GIORGIANNI
A Messina, tutti gli appassionati di
fumetti, manga, ma anche di fantasy,
musica, videogames o semplici curiosi
hanno passato un Carnevale
indimenticabile. Dall’1 al 3 marzo la
più grande fiera del fumetto ha avuto
luogo alla cittadella universitaria, il
Cominks, dando la possibilità a
chiunque di farne parte. L’atmosfera era
quasi irreale, si passava dai
combattimenti medievali, con tanto di
spada e armatura, a Star Wars, dai
giochi di ruolo al tiro con l’arco,
sembrava di essere proiettati in un
tempo e uno spazio paralleli. Un
evento che, oltre ad essere un
passatempo, ha costituito per molti una
grande occasione. Tantissimi, infatti, i
fumettisti a prenderne parte, avendo
anche l’occasione di confrontarsi con
gli esperti del mestiere, i ragazzi
dell’Accademia del fumetto di Palermo
e Reggio Calabria, e i giovani studenti
del Liceo artistico “Ernesto Basile” di
Messina. Giovani pieni di sogni e
talento, i quali hanno potuto vivere
un’esperienza indimenticabile.
«All’inizio credevamo di non riuscire a
fare molto, i tavoli erano pochi rispetto
al materiale ordinato, ma tutto si è poi
risolto per il meglio. Tra le cose più
interessanti c’è stata l’esperienza del
cosplay, tramite la quale abbiamo
potuto conoscere tantissime persone
con i nostri stessi interessi, e stringere
legami inaspettati».
Cosplay è un termine giapponese che
indica la pratica in cui vengono vestiti i
panni di un personaggio di un
determinato ambito e impersonate le
sue caratteristiche. «Rappresentavamo
figure totalmente diverse che
interagivano tra loro. Sono corsa da un
ragazzo, che interpretava il fratello del
mio personaggio, urlandogli fratellone»
racconta Eloisia Strani, del liceo Basile.
Gli stessi protagonisti dei fumetti da
loro realizzati, saltavano fuori dai
disegni e prendevano vita. Ma è
possibile far nascere da questa passione
qualcosa di più serio? Quali sono le
possibilità, le aspettative e i progetti di
questi giovani fumettisti? Sono tutti
molto determinati a realizzare il loro
sogno, per quanto difficile possa essere.
Chi vuole diventare fumettista, chi
realizzare manga, o fare doppiaggi. «Io
sogno di diventare una mangaka
(realizzatrice dei tipici fumetti
giapponesi), dopo il diploma voglio
studiare a Torino per specializzarmi e
spostarmi in Giappone. Lì iniziare a
farmi conoscere, per poi tornare a
Messina e aprire un’editoria. So che è
difficile ma non mi arrenderò - spiega
Eloisia - mi piacerebbe anche aprirvi
una scuola di manga. A Messina,
infatti, non ci sono possibilità in questo
campo, anche se nelle altre zone di
Italia si sta pian piano facendo di più».
L’Italia, spiegano i ragazzi, non offre
grandi possibilità, sarebbe bello dare
più spazio al fumetto. Per questo,
opportunità come il cominks sono
fondamentali. È anche vero, però, che
ormai esistono accademie di fumetto
da tutte le parti d’Italia, e stanno
nascendo anche scuole estive.
L’interesse verso quest’ambito è in
continuo aumento, e non ci si può
lamentare delle tante nuove iniziative
prese. Nonostante ciò, tuttora, fare dei
centonove pagina 25
fumetti la base del proprio futuro
sembra un’idea poco fattibile. «Alcune
persone mi contrastano
categoricamente; tra i miei amici alcuni
mi incoraggiano ad andare avanti, altri
no, lo considerano solo un sogno; i miei
genitori sono realisti, ma cercano in
ogni caso di aiutarmi-continua Eloisia ed io non mi fermerò davanti alle
difficoltà». Ciascuno di loro tiene stretti
i propri obiettivi, seguendo i principali
modelli di riferimento, nomi come
Akira Toriyama, creatore di Dragon
Ball, ed ex produttore dello studio
Ghibli, o Hayao Miyazaki, premio Oscar
per la realizzazione de “La città
incantata”.
Il Cominks ha dato spazio e modo a
questi giovani di fare le prime
esperienze e relazionarsi direttamente
col mestiere che poi vorranno
intraprendere nella vita, agli
appassionati di condividere
reciprocamente i propri interessi,e ai
visitatori di entrare a contatto e
conoscere meglio questo mondo
affascinante. Insieme ai moltissimi altri
eventi offerti dalla fiera, il cominks è
stata una novità all’avanguardia per la
nostra città, organizzata dai ragazzi
per i ragazzi. Un momento di grande
partecipazione da parte di tutta la
città, che i giovani fumettisti,
soprattutto, sperano possa ripetersi,
poiché unico ambiente nel quale si
sono trovati liberi di dar sfogo alle
proprie passioni, come anche alle
proprie follie. Dice, infatti, il motto
dell’evento: “Stay foolish, stay
cominks!”
14 Marzo 2014
postergallerie
MESSINA. Nel 1997 un gruppo di artisti regala al Comune cinquantuno opere che finiscono in uno stanzino del teatro
Il balletto delle donazioni
Dopo una mostra allestita nella Galleria d’arte Moderna i quadri sono stati dispersi. Per ritrovarli gli autori hanno fondato
l’associazione “Senza Chiedere Il Permesso”che adesso chiede aiuto alla giunta Accorinti. Dopo 17 anni di rinvii
DI
ALESSANDRA TIMMONERI
Una storia che si protrae da quasi
vent’anni e che, forse, solamente
adesso può concludersi con un lieto
fine. Risale infatti al 1997 il primo
capitolo di una vicenda che, a
Messina, intreccia opere d'arte e
burocrazia, diverse alternanze di
amministrazioni politiche ma
immutate cattive abitudini nei
confronti della cultura, abitudini fatte
di colpevoli dimenticanze e superficiali
quanto insufficienti risoluzioni nei
confronti di un qualcosa che andrebbe
invece percepito come patrimonio
collettivo, tesoro per tutta la città. Nel
1997 infatti un nutrito gruppo di
artisti effettuò una donazione di un
totale di 51 opere al Comune di
Messina, all’epoca sotto
l’amministrazione Providenti. Per
l’occasione si tenne una mostra,
"Artisti al Museo", e venne scelta la
sede della galleria d’arte moderna in
Via Consolato del Mare, accanto a
Palazzo Zanca. Ma poco dopo, una
volta cambiato il sindaco, la galleria
venne prontamente chiusa, e si perse
ogni traccia dei quadri donati, che
scomparvero letteralmente nel nulla.
Come racconta Pippo Martino, tutti
gli artisti che avevano effettuato la
donazione si attivarono per
rintracciare le loro opere: «Ci
rivolgemmo al Comune, il quale era
all’oscuro della destinazione finale dei
nostri quadri. Fondammo allora
un’associazione, “Senza Chiedere Il
Permesso”, che divenne la spina
dorsale della nostra protesta». Perché
fu effettivamente senza alcun
“permesso” che gli artisti iniziarono
Alcuni artisti di “Senza chiedere il permesso”
un’incessante ricerca per il
ritrovamento delle tele sparite, e su
loro esclusiva iniziativa, giacché il
Comune non sembrava allora deciso
ad andare più a fondo nell’accaduto.
Fu solamente sotto l’amministrazione
Genovese che gli artisti poterono
finalmente operare una ricerca con la
piena autorizzazione comunale.
Ottennero infatti dal vicesindaco
Saitta il permesso di visitare diversi
uffici e proprietà comunali, nella
speranza di rinvenire essi stessi i
dipinti spariti. E fu così che nel 2007
l’Associazione di artisti, i quali sono
giustamente definiti da Martino «gli
unici custodi della memoria
dell’evento» rinvennero in uno
stanzino chiuso del teatro Vittorio
Emanuele i resti della donazione
effettuata ben dieci anni prima: alcuni
dei quadri danneggiati, altri mancanti,
stipati in uno stanzino buio, molto
lontani dalla degna collocazione che si
meritavano. Si corse così subito ai
ripari: i quadri danneggiati furono
restaurati dagli artisti (o meglio dai
superstiti: si deve infatti tener
presente che in quei dieci anni alcuni
di loro erano passati a miglior vita,
come Felice Canonico o Mimmo
Grillo), quelli mancanti sostituiti con
nuove tele, e il 2 aprile 2007 si
organizzò una mostra al Vittorio
Emanuele. «Finalmente le nostre opere
ricevevano la giusta collocazione, ma
già ci domandavamo dove sarebbero
finiti una volta conclusa la mostra». E
già, perché l’Associazione fece le sue
pressioni all’assessore alla cultura e
allo stesso Saitta affinché questa volta
i quadri ricevessero il trattamento che
spettava loro, e dunque venissero
custoditi o dentro lo stesso teatro, o in
una galleria come era stato stabilito
inizialmente. «La nostra intenzione prosegue Martino - era quella di
trovare una giusta collocazione per le
nostre opere. Dopo le peripezie che
questi quadri avevano dovuto
affrontare in dieci anni, finendo nel
dimenticatoio nonostante fossero un
dono fatto da noi al Comune,
nonostante la nostra voglia di esporli e
fare così un regalo alla città tutta,
nonostante questo, erano spariti per
così tanto tempo che avevamo paura
l'accaduto potesse ripetersi
nuovamente. Dunque era necessario
trovare la giusta collocazione». Ma le
cose, manco a dirlo, andarono
diversamente. Conclusasi bruscamente
l’era Genovese, ogni discorso finì nel
nulla e i buoni propositi accantonati. I
quadri vennero nuovamente
dimenticati, collocati alla rinfusa
(senza un filo conduttore che fosse
tematico o temporale) lungo i
corridoi del Teatro, accanto ai servizi
igienici, per l’esattezza. Ogni
speranza di dialogo con
l’amministrazione comunale era
ancora una volta impossibile: «Ciò
che ci è mancato in tutti questi anni è
stato un interlocutore. Sì, è vero, le
amministrazioni comunali si
alternavano frequentemente, eppure
non è mai stato possibile instaurare
un dialogo con nessuno». In tempi
relativamente recenti, con la giunta
Accorinti, continuando con una
buona dose di perseveranza, gli artisti
sono riusciti per la prima volta a
trovare, pare, un interlocutore che
ascolti davvero le loro richieste. E
chissà che questa non sia la volta
buona...
CHI C’È
“Artisti al Museo”
DA MANTILLA A CELI, DA D’AVENIA A BORGIA.
UNA COLLEZIONE CHE RACCOGLIE DEI CAPOLAVORI
MESSINA. La mostra "Artisti al Museo", finanziata
dal Rotary Club e curata dal critico Lucio Barbera,
raccoglieva una varietà di opere di artisti tra i più
diversi: da Pietro Mantilla a Enzo Celi, da Michele
D'Avenia a Francesca Borgia. Il filo conduttore, a detta
di Pippo Martino, era quello di documentare lo stato
dell'arte in città. Sebbene non tutti gli artisti fossero
messinesi, infatti, l'idea era quella di testimoniare un
pezzo di storia dell'arte in città. «L'intera collezione,
con il catalogo stilato in occasione del ritrovamento
dei quadri perduti, è testimonianza concreta di una
generazione di artisti che dagli anni '80 ha
caratterizzato il territorio messinese, ma che, forse, è
rimasta per molto tempo nascosta, anche a causa di
questa vicenda. L'intenzione, ora come allora, è quella
di mettere in luce quanto la cultura e l'arte possano e
debbano dare alla città, e di riscoprire un sentimento
comune che porti alla rinascita culturale». Sotto la
giunta Accorinti per la prima volta è stato stilato un
documento che testimoni l'esistenza di questa
collezione (singolarmente, infatti, mancava fino ad
oggi ogni sorta di documento che attestasse anche la
sola stessa esistenza della raccolta); inoltre i quadri
sono stati collocati in maniera degna nella prima
galleria all'interno del Vittorio Emanuele, e non finisce
qui: «Noi non siamo avvezzi a stare dietro le porte dei
potenti, ma finalmente stiamo avendo un fruttuoso
centonove pagina 26
dialogo con l'assessore Perna: abbiamo trovato
qualcuno che ci dia retta, così abbiamo regolarizzato
burocraticamente e adesso attendiamo il
riconoscimento pubblico presso il Salone delle
Bandiere. Sentendoci finalmente ascoltati abbiamo
potuto avanzare delle proposte per il futuro, come la
prossima notte della cultura da dedicare ad un altro
messinese, paradossalmente forse più celebre lontano
dalla città, e cioè Filippo Juvarra. Vorremmo realizzare
anche una piccola città dell'arte, sfruttando edifici
dismessi e offrendo servizi e corsi gratuiti nei quartieri.
Abbiamo inviato al Comune una bozza con gli
interventi che ci piacerebbe fare per dare nuovo
slancio culturale a questa città per troppo tempo
rimasta assopita. Certo, visti tutti i trascorsi abbiamo
imparato con gli anni ad essere diffidenti per natura,
ma per il momento siamo abbastanza ottimisti». (A.T.)
postergallerie
14 Marzo 2014
PROSSIMAMENTE
Trasferta low cost
A PALERMO L’EVENTO DEL MART.
RINUNCIANDO A 580 MILA EURO
La Madonna del Polittico di San Gregorio
Teresa Pugliatti
L’INTERVENTO. L’esposizione allestita per la Notte della Cultura va smontata. Ecco perché
Antonello e la “mostraccia”
Riproduzioni riprese malamente dai libri, con tanto di retinatura, misure delle opere non corrispondenti
al vero e assenza di un criterio cronologico fanno della mostra di riproduzioni una vera “calamità”
DI
TERESA PUGLIATTI*
A un mese dalla Notte Antonelliana,
ciò che resta in città è la mostra di
riproduzioni dei dipinti di Antonello al
Palacultura. Una mostra che, proposta
all’assessore alla Cultura del Comune
Tonino Perna, è diventata lo spunto per
imbastire l’intera iniziativa. Ma si tratta
di un arricchimento per la città? Penso
proprio di no, anche perché il
capoluogo dello Stretto ha avuto ben
altre occasioni di rendere omaggio al
suo massimo e più conosciuto artista.
MESSINA, 1953. La città visse un
evento che la pose al culmine della
cultura mondiale: la prima mostra di
Antonello da Messina e della pittura
del ‘400 in Sicilia, promossa dall’allora
Rettore dell’Università di Messina,
Salvatore Pugliatti, coadiuvato
dall’entusiasmo del sindaco, Carmelo
Fortino, e curata da alcuni degli
storici dell’arte più noti del tempo.
L’Istituto Centrale del Restauro, diretto
da Cesare Brandi, inviò a Messina
una equipe di tecnici che fu impegnata
per mesi nel restauro di tutte le opere.
Tra i dipinti pervenuti si ricorda la
Crocifissione di Sibiu, una località che
allora era al di là della cosiddetta
“cortina di ferro”; il difficile prestito fu
ottenuto per la mediazione di Renato
Guttuso, amico di Pugliatti, e l’opera
fu recapitata a Messina in una
valigetta diplomatica. Ho narrato
questo episodio, perché può dare l’idea
(pur sempre vaga) dell’importanza di
quella mostra. Che fu visitata dagli
storici dell’arte e dai direttori dei musei
di tutto il mondo. L’allestimento, nel
palazzo del Comune, realizzato da
Carlo Scarpa, è rimasto uno degli
allestimenti espositivi più celebrati.
MESSINA 1981. Il Preside della
facoltà di Lettere dell’Università,
Gianvito Resta, progettò una
seconda mostra di Antonello.
Purtroppo, poche furono le opere
concesse in prestito dai Paesi stranieri,
perché, come io stessa seppi dopo, non
era piaciuta la composizione del
comitato organizzatore, costituito
prevalentemente da politici. Tuttavia,
la cura scientifica della mostra,
affidata a due prestigiosi storici
dell’arte, Alessandro Marabottini e
Fiorella Sricchia, che vi inserirono i
loro giovani allievi, produsse un
catalogo importante sotto il profilo
scientifico, i cui testi (saggi critici,
schede filologiche e nuovi regesti
documentari) posero per la prima
volta un punto fermo nel chiarimento
di molti problemi. Furono esposti
comunque tutti i quadri esistenti in
Sicilia, degli altri si fecero eseguire, da
fotografi professionisti, delle ottime
riproduzioni fotografiche, direttamente
dai dipinti originali.
Messina 2014. Si sta spacciando per
mostra “didattica” di Antonello (e
sottolineando perfino, in alcuni
interventi giornalistici pubblicitari,
che sarebbe la prima fatta a Messina!)
una esposizione di brutte stampe che
offendono la cultura e la città: si tratta
di foto prevalentemente scattate da
libri, con il retino in vista; non
rispondenti agli originali nelle misure,
nei colori, e che quindi non danno
conto del caratteristico uso della luce
antonelliana, né del tratto “lenticolare”
del pittore; e infine, esposte, con
assoluta incompetenza, in un
inaccettabile ordine tematico e non in
quello cronologico che suole dare
conto dei diversi momenti del pittore,
delle sue evoluzioni dovute ai luoghi,
alle persone alle influenze delle sue
frequentazioni (nel caso di Antonello
la prima formazione a Napoli con
Colantonio, la cultura fiamminga,
angioina e aragonese, l’influenza
importante di Piero della Francesca, il
rapporto con Venezia e con Giovanni
Bellini): quelle influenze, e quelle
frequentazioni, cioè, che rendono
conoscibili il percorso, la personalità.,
la cultura, le ragioni mentali di un
pittore e quindi comprensibile il suo
stile. Né si è provveduto ad
accompagnare la mostra con dei
pannelli (quelli che si definiscono
appunto “didattici”), e d’altra parte
non vedo come questi organizzatori
fossero in grado di redigerli.
E ancora, dulcis in fundo, tra le
immagini ve ne sono alcune di quadri
che, fin dagli anni Trenta del secolo
scorso, gli storici dell’arte hanno tolto
dal catalogo di Antonello.
Questa mostra andrebbe dunque subito
tolta, per evitare che venga visitata da
centonove pagina 27
Sì è conclusa a gennaio e sbarcherà ad
aprile a Palermo, la mostra dedicata ad
Antonello da Messina e già allestita al
Mart (Museo di Arte Moderna e
Contemporanea) di Trento e Rovereto.
Progettata da Ferdinando Bologna e
Federico De Melis quasi “a ridosso”
dell’ultima antologica alle Scuderie del
Quirinale di Roma (del 2006, curatore
Mauro Lucco), l’esposizione propone,
secondo la presentazione, “un’indagine
articolata e uno sguardo originale sulla
figura
del
grande
pittore
del
Quattrocento e sul suo tempo, attraverso
lo studio degli intrecci storico-artistici e
delle controversie ancora aperte”,
riportando invero molto indietro le
lancette degli studi sull’artista, più o meno
all’epoca del grande pioniere Stefano
Bottari. Un “ritorno al passato”, quello
voluto da Bologna, che viene offerto come
punto di forza per “approfondire nuovi
percorsi di interpretazione critica”.
“Questa rilettura di Antonello da Messina
non offre solo la ricerca della collocazione
cronologica delle opere, l’analisi dei
rapporti con i maestri a lui
contemporanei, delle similitudini e delle
differenze, ma è concentrata anche su
una profonda analisi dell’intelligenza
poetica di un artista che ha saputo
cogliere le sfumature psicologiche e le
caratteristiche più intime dell’esistere”.
La mostra è stata possibile grazie a
collaborazioni con i musei della Regione
Sicilia, la Galleria Borghese di Roma, i
Musei Civici di Venezia, la Fundación
Colección Thyssen Bornemisza di Madrid,
il Philadelphia Museum of Art e il
Metropolitan Museum di New York. Alla
Regione, si è detto ufficialmente, la
mostra che sarà allestita a Palazzo
Abatellis non verrà a costare nulla. In
realtà, però, il governo ha deciso di
rinunciare ai 580 mila euro derivanti dal
prestito, soldi che sarebbero andati
direttamente ai musei. (D.D.J.)
veri competenti che si farebbero l’idea
che a Messina non ci sono storici dell’arte
né, più in generale, persone colte.
Nell’ambito di questa medesima
manifestazione leggo infine di una
conferenza di Antonino Principato
su un argomento che viene definito
“nuovo”: il supposto rapporto
spirituale tra Antonello e Santa
Eustochia, l’allora clarissa di
Montevergine. Stupisco nel sentire che
il Principato non ha citato Giuseppe
Miligi, il compianto studioso che ha
suggerito e trattato questo tema, nel
suo libro Francescanesimo al
femminile (EDAS, Messina 1994),
supportandolo con interessanti e validi
indizi che avevano suscitato l’interesse
di Federico Zeri.
*Storica dell’Arte
14 Marzo 2014
posterlibri
A TU PER TU. Nel suo ultimo libro l’autore è riuscito a mischiare completezza e sinteticità in settanta pagine
Legalità, la parola a Cavadi
Il volume, che inaugura la collana “Sindacalario”, con la sua chiarezza espressiva è uno strumento
utile per i cittadini. Perchè prima di rispettare una regola bisogna sempre comprenderne il senso.
DI
VALERIO DROGA
Completezza e sinteticità: due
qualità inconciliabili? Non per Augusto
Cavadi che è riuscito a sintetizzare
concetti complessi nelle settanta pagine
del suo Legalità (Di Girolamo, Trapani
2013, euro 7,00), volumetto che
inaugura la collana "Sindacalario"
dedicata ad approfondire le parolechiave di una cultura sociale dentro e
fuori il sindacato. A riprova del fatto che
'complesso' non è sinonimo di
'complicato' né 'semplice' lo è di
'semplicistico'. La chiarezza espressiva
ne fa davvero uno strumento utile per
tutti i cittadini: un manualetto la cui
narrazione si snoda come un romanzo,
scorrevole e piacevole. Il lettore è
accompagnato per mano lungo un
percorso e le cui pietre miliari sono
legalità, appunto, giustizia, fedeltà,
resistenza, creatività, partecipazione.
Legalità - afferma l'autore già dalle
prime battute - non è una parola
simpatica, come a volere imporsi
l'obiettivo di farcela apparire, alla fine
della trattazione, simpatica o comunque
amica. È antipatica perché richiama
regole, divieti e prescrizioni, pene e
castighi e, naturalmente, senso del
dovere e responsabilità. L'obbedienza
cieca a queste regole non può riuscire a
garantire stabilmente l'ordine sociale
come del resto non può farlo l'anomia, il
rifiuto di qualsiasi normativa. Prima di
obbedire a una regola ne va compreso e
condiviso (due passaggi consecutivi) il
senso; va quindi recuperato il concetto
di "patto sociale" grazie al quale
soltanto il suddito si distingue dal
cittadino. In altre parole, occorre passare
dalla modalità del dovere (esterna) a
quella del volere (interna): ogni legge
va resa desiderabile, ne va compreso il
LACERTI DI LETTURE
valore di utilità sociale, va interiorizzata.
Solo così il rispetto delle leggi diventa
un dovere imposto da sé stessi per
assicurare la tutela dei propri diritti.
Senza regole si imporrebbe comunque,
infatti, una legge: quella del più forte,
del più furbo e del più ricco. Ecco che la
parola legalità diventa già un po' meno
antipatica, ma il racconto continua.
Le leggi, per essere accettate, devono
essere giuste. Entra così in campo una
seconda parola, la giustizia. Esistono
leggi ingiuste (pensiamo alle leggi
razziali o alla decaduta legge elettorale
italiana) e ci sono comportamenti giusti
considerati illegali (pensiamo al reato
in cui incorre chi dà ospitalità a uno
straniero disperato a cui è scaduto il
permesso di soggiorno). Un bravo
cittadino quindi non obbedisce
ciecamente alle leggi, ma sa distinguere
quelle giuste dalle ingiuste e, in questo
secondo caso, mostra il coraggio di
disobbedirvi: soltanto così, con la
partecipazione attiva e critica, sistema
legislativo e società stessa possono
evolversi.
Entra quindi in scena un nuovo
concetto, il discernimento, la
saggezza per distinguere una
legge giusta da una ingiusta: una
dote che non si riceve alla nascita
ma che si affina col tempo, con
l'esperienza, lo studio, la
meditazione e il confronto con gli
altri. L'importante è seguire il
proprio senso di giustizia, nel
modo più onesto: disubbidire non
per un proprio vantaggio
(sarebbe altrimenti semplice
ribellismo), ma per obbedire alla
nostra coscienza. L'esercizio della
legalità è un valore, dunque, solo
se è instancabile ricerca della
giustizia. La resistenza è un
diritto e un dovere al tempo stesso:
compiere un atto illegale può essere
giusto se serve a tutelare un nostro
diritto ma diventa un obbligo morale
quando si tratta di tutelare un diritto
altrui, anche a costo di andare incontro
responsabilmente a conseguenze
infauste (dal carcere alle torture, fino
alla morte, se necessario). Chi obbedisce
ciecamente senza interpellare la propria
coscienza, appellandosi al senso del
LA CLASSIFICA
dovere, non è un uomo né giusto né
ingiusto: semplicemente non è un
uomo. In questo percorso di
miglioramento dello spirito critico ci
fanno da tutori tre setacci che ci possono
aiutare a discernere le leggi giuste da
quelle ingiuste: la Dichiarazione dei
diritti dell'uomo, la Convenzione
europea dei diritti dell'uomo e la
Costituzione italiana.
Incontriamo infine la creatività: opporsi
a una legge ha senso se si ha in mano
una controproposta. In fondo la politica
cos'è se non il contrastare norme
ingiuste per proporne di alternative? È
partecipazione. E non è un caso che
qualsiasi dominatore scoraggi la
partecipazione politica, alimentando il
senso di sfiducia nella politica stessa. Ne
consegue una stagione di qualunquismo
e di riflusso verso i propri piccoli
interessi privati che lascia campo libero
proprio ai più spregiudicati
professionisti della politica.
Il piacevole percorso proposto da Cavadi
si chiude con i compagni che ci hanno
affiancato fin dalla prima pagina: le
parole. Abbiamo sottolineato
l'importanza della conoscenza delle
leggi, inevitabile per poterle giudicare,
ma queste risultano incomprensibili ai
più. Da una parte bisogna avvicinare le
leggi ai cittadini e, dall'altra,
alfabetizzare il cittadino al linguaggio
giuridico. E questo avvicinamento è lo
scopo della collana progettata dalla
Filca-Cisl nazionale: obiettivo che
Cavadi ha pienamente centrato,
rendendoci, al termine del viaggio,
finalmente comprensibile, amica e
simpatica la parola legalità.
DI FELICE IRRERA
Esce, in un’edizione filologicamente corretta, e con traduzione a fronte, questo libro di
“cunti” (pubblicato postumo fra il 1634 e il 1636), forse il più bello dell’età barocca
Giovan Battista Basile, Lo cunto de li cunti (a cura di Carolina Stromboli),
voll. 1-2, pp. 1058, Salerno Editrice, € 98,00
Friedman
1Alan
Ammazziamo il Gattopardo - Rizzoli
King
Doctor Sleep - Sperling & Kupfer
2Stephen
Giampaolo Pansa
3stenza
Bella ciao. Controstoria della Resi- Rizzoli
Sánchez
4Clara
Le cose che sai di me - Garzanti
Cornwell
Polvere - Mondadori
5Patricia
Serra
6Michele
Gli sdraiati - Feltrinelli
www.wuz.it
FRASI CHE FANNO UN RACCONTO, DIVERSO DA QUELLO NARRATO DALL’AUTORE (A CURA DI CARMELO CELONA)
La bellezza
Quella stanchezza che ci coglie, ad una
certa età, rendendoci compiaciuti dell’essere
stanziali. “La lotta snervante quotidianamente
rinnovata tra la volontà fiera e tenace di
andare e questa crescente stanchezza che
bisognava celare.” L’eroe è colui che riesce a
mortificare le proprie debolezze con idee e principi.
“L’elegante dominio di sé, che dissimula agli occhi del
mondo un logoramento interno, il decli-no biologico: esiste
eroismo all’infuori della debolezza?” La dignità è un valore
alimentato dalla passione. “Aveva conquistato la dignità,
verso la quale ogni grande talento si sente naturalmente
spinto e pungolato. La sua evoluzione era stata un’ascesa
verso la dignità, ostinata, sprezzante del dubbio e
dell’ironia.” Nell’immensità del mare ci sentiamo al riparo
dagli affanni, perché la mente non cerca riparo al chiuso ma
nella quiete.
“Egli amava il mare: il bisogno di riposo dell’artista che
cerca riparo nella semplicità dell’immensità. Riposare nella
perfezione e il sogno di chi si affatica per giungere
all’eccellenza”. Nell’infinito silenzio del mare l’uomo può
sentire l’Eterno.“La pigrizia incatenava lo spirito, mentre i
sensi assaporavano il formidabile e stordente di-scorso del
silenzio marino.” Quando la bellezza si veste di pudore
diventa grazia. “Mentre rispondeva con un sorriso
indescrivibilmente amabile usciva a ritroso con gli occhi
bassi.<La bellezza genera il pudore> e si chiese
insistentemente perché?”
La bellezza: l’unica prova dell’esistenza di Dio.
centonove pagina 28
“Credette di comprendere con quello sguardo l’essenza
stessa della bellezza. La forma come pensiero divino, unica
e pura perfezione che vive nello spirito. ”
L’innamoramento esprime sempre e comunque bellezza: la
bellezza del desiderio. “L’amante è più divino dell’amato
perché Dio è nel primo ma non nell’altro, dal quale scaturisce la più segreta voluttà del desiderio.” La passione è
un’idea che diventa sentimento.
“Il pensiero può tutt’intero divenir sentimento, il
sentimento può trasformarsi in pensiero”. Quei sorrisi che ci
entrano dentro l’anima lasciandoci una smarrita tenerezza,
spesso ci segnano la vita.
“L’uomo al quale era destinato quel sorriso se lo portò via
come un dono fatale.”
Lacerti tratti da: “La morte a Venezia ” - 1913 Thomas Mann
posterrubriche
NUOVE VISIONI
CATANIA
DI MARCO OLIVIERI
MUSICA
12 anni schiavo
Dopo gli ottimi
“Hunger” e “Shame”,
il regista londinese
Steve McQueen
approda negli Stati
Uniti e firma “12 anni
schiavo”. Un’occasione per
raccontare con crudezza, senza
edulcorazioni hollywoodiane, la
schiavitù subita dai neri, dal 1841
al 1853, negli Stati Uniti. Tre gli
Oscar conquistati: quello più
ambito come miglior film, la
sceneggiatura non originale (da
un libro autobiografico di
Solomon Northup) scritta da
John Ridley e l’Oscar come
migliore attrice non protagonista
a Lupita Nyong'o. Prodotto anche
da Brad Pitt (pure interprete) e
dallo stesso regista, per la prima
volta non sceneggiatore di una
sua opera, “12 anni schiavo” è
ben diretto, con forza stilistica, e
ben interpretato da Chiwetel
Ejiofor, Michael Fassbender
(attore prediletto da McQuenn),
Benedict Cumberbatch, Paul
Dano e Paul Giamatti. Rispetto
ai precedenti titoli, il regista dal nome e cognome di una
figura mitica dell’immaginario
del grande schermo – non
realizza un lavoro innovativo
come linguaggio
cinematografico. Ma la qualità
rimane alta sul piano visivo, tra
denuncia e desiderio di
raccontare un pezzo di storia
rimossa. Particolarmente sentito
da un autore quarantaquattrenne
nero e che discende dagli schiavi
delle Indie Occidentali.
INTITOLAZIONI
Una strada per Danzè
MESSINA. Sabato 15 marzo, alle 10,
all’incrocio tra la via Monte Scuderi e la
via Monte Vettore di Messina si
svolgerà la cerimonia di intitolazione del
largo a Marcello Danzè (1918-1990),
preside, giornalista, studioso e storico
dell’arte. Danzè, dopo gli anni di
insegnamento nei licei La Farina e
Maurolico e quelli di assistentato
universitario nelle cattedre di
Glottologia e di Antichità greche e
romane, è stato per molti anni preside
della scuola media Vann’Antò. Coltivò
sempre la passione del giornalismo.
Presente nel dibattito culturale della
città ai tempi delle librerie Ospe, D’Anna
e Peloritana, tra i suoi scritti e
pubblicazioni di carattere saggistico si
ricordano quelli relativi alla dibattuta
questione del latino dopo la riforma
della scuola media di primo grado degli
anni Sessanta.
14 Marzo 2014
DI CESARE NATOLI
L’Oscar a Price
Elvira Seminara
Ecco a voi “Scusate la Polvere”
La “malincomica” commedia in scena al Teatro Musco. Dal 18 al 23 marzo
DI PAOLO
RANDAZZO
Cavare drammaturgie da romanzi
siciliani più o meno importanti sta
diventando una specialità del Teatro Stabile
di Catania. Una scelta discutibile, non
sempre condivisibile e che, complessivamente, non sembra abbia portato in
questi anni a grandi risultati artistici o a
indimenticabili produzioni; ma tant’è e
questa volta, nel contesto della rassegna
“l’Isola del teatro” che si tiene al Teatro
Musco, si appresta ad andare in scena lo
spettacolo “Scusate la Polvere”: nuova
drammaturgia dell’ italianista Rita
Verdirame, ricavata dall’omonimo romanzo
(2011, Edizioni Nottetempo) della scrittrice
catanese Elvira Seminara, regia di
Giampiero Borgia (anche lui un habitué dello Stabile Etneo), in scena Loredana Solfizi,
Luana Toscano, Egle Doria, Giada Colonna,
Giorgia Boscarino. Lo spettacolo sarà in
scena dal 18 al 23 di marzo. La scrittura
della Seminara è sofisticata, colta, ma anche
gaia e corrosiva e la storia che racconta
questo romanzo è capace d’intrigare e
divertire: una signora di nome Coscienza
(ma Alice e Mia, le amiche di sempre,
DE GUSTIBUS
declinano variamente il suo nome in
“Enza”, “Enzima”, “Cosce”, “Scienza” e
“Zen”) si trova vedova a 44 anni. Il suo
lutto, però, è funestato da una misteriosa
donna che si trova morta proprio accanto al
suo amato Andrea. Il dubbio del
tradimento è immediato e l’elaborazione
del lutto, la ricerca della verità e il tentativo
di rimettere insieme i cocci di un passato
che sembra non appartenerle più
integralmente, non possono che essere
foriere di grandi sorprese. È il tema della
morte che viene affrontato con leggerezza
ed irridente ironia. Ed ecco come il regista
pugliese racconta il suo lavoro: «La vita è in
scena dal primo momento, con l’irruzione
dei più vari umori. Specialmente se, a
guastare il lutto, c’è una sconosciuta morta
nella stessa auto del marito, avvinghiata
nello stesso pre-cipizio, il che trasformerà la
vedova in detective sulle tracce del
misterioso coniuge, assieme a due amiche
speciali. Il tutto dentro una Sicilia glocal,
magica ironica e sensuale, dove il pianto
può trasformarsi in danza, sino alla bella
sor-presa finale. Il che rende “Scusate la
polvere”, con l’eversiva voce di Coscienza,
una “malincomica” commedia umana».
HA TRIONFATO il futuro
nella corsa all’Oscar 2014
per la colonna sonora. La
statuetta, infatti, è
andata a Steven Price,
trentasettenne compositore inglese
che, pur non vantando un
curriculum di prestigio, è stato
premiato per “Gravity”, film
catastrofico spaziale, che ha ricevuto
anche il premio come migliore regia
con Alfonso Cuarón. La musica di
Price non prevede orchestrazioni
classiche alle John Williams o alla
Morricone. Essa fonde elementi
acustici ed elettronici in una scrittura
basata su effetti e idee originali.
Nessuna ricerca dell’emozione
attraverso l’armonia tonale, dunque,
bensì il tentativo – tutto sommato
riuscito – di restituire il clima
surreale e siderale delle scene
principali. Dall’altro lato, l’Oscar per
la canzone originale è andato a “Let
It Go”, scritto dalla coppia artistica e
di fatto Kristen Anderson Lopez e
Robert Lopez per “Frozen, Il regno di
ghiaccio”, la pellicola della Disney
premiata anche come miglior film
d’animazione. L’anno scorso lo
stesso premio era andato a “Skyfall2
di Adele. Se Steven Price è stato
preferito ai blasonati John Williams
(“The Book Thief2), Alexandre
Desplat (“Philomena”), Thomas
Newman (“Saving Mr. Banks”) e
William Butler and Owen Pallett
(“Her”), “Let It Go” ha avuto la
meglio su U2, Pharrell Williams e
Karen O dei Yeah Yeah Yeahs. Un
successo meritato e confermato
anche dagli ottimi risultati in
classifica nella interessante versione
originale di Idina Menzel.
DI MASSIMO LANZA
Dal 6 al 9 aprile il “Vinitaly 2014”
Tutto pronto a Verona per Vinitaly 2014 dal 6 al 9
Aprile, la più importante fiera di settore registra già
un record, per la prima volta in 48 edizioni sono stati
superati i 100.000 metri quadrati netti dedicati agli
espositori. È il risultato dell'allestimento del
padiglione I come international per ospitare
Vininternational, il nuovo salone riservato agli espositori esteri e
dell'ampliamento del padiglione A. Ma appassionati, operatori di
settore e giornalisti oltre a poter degustare il meglio della
produzione vitivinicola italiana e mondiale girando per i
padiglioni del Vinitaly potranno continuare il loro tour
nell’eccellenza vitivinicola italiana partecipando a “Vinitaly and
the City”, il Fuori Salone di Vinitaly, manifestazione dedicata a
tutti gli appassionati del buon cibo e del buon vino, in
centonove pagina 29
programma al Palazzo della Gran Guardia di Verona domenica 6 e
lunedì 7 aprile dalle 17.30 alle 23.00. Qui il visitatore ha
l’opportunità di entrare a contatto con le eccellenze del nostro
territorio. Calici Zafferano in alto per i vini selezionati da Gambero
Rosso e da Verona Wine Top della Camera di Commercio di
Verona, per i vini rosati del Concorso Enologico Nazionale “Rosati
d’Italia” e per la selezione dei concorsi enologici seguiti dalle
Camere di Commercio di Novara, Torino, Alessandria e Asti, grazie
alla collaborazione di Unioncamere Piemonte. Quest'anno, grazie
al Consorzio del vino Durello, viene allestita un’ampia area
sparkling, che offre ai visitatori l’opportunità di degustare questo
spumante giovane, alternativo e dal carattere “vulcanico”. Il
sipario si apre anche per l'alta cucina, con un live cooking che
promette di stupire anche i palati più raffinati. Ai fornelli rinomati
chef come Pasquale Palamaro di Indaco, ristorante dell'Albergo
della Regina Isabella di Iischia, e Salvatore Bianco del
Comandante, ristorante dell'Hotel Romeo di Napoli.
14 Marzo 2014
posterlettere
GUI
QUI SCUOLA
HERITAGE
DI ANDREA SMITH
DI SERGIO BERTOLAMI
Una Sicilia credibile
Le scadenze
di Marzo
MARZO è ricco di scadenze significative
per la scuola. Il 14 marzo è il termine
ultimo per il ritiro dalle lezioni degli
studenti che intendono partecipare agli
esami di Stato in qualità di candidati
esterni agli esami di Stato degli istituti
superiori. La domanda per l’ammissione
agli esami deve essere, invece,
presentata agli uffici territoriali entro il
termine del 20 marzo. La scadenza del
15 marzo interessa, invece, il personale
docente e quello Ata – di ruolo -, perché
entro questa data può essere
presentata la domanda per la
trasformazione del rapporto di lavoro
da tempo pieno a tempo parziale. Le
domande devono essere presentate,
per il tramite del Dirigente scolastico
della scuola di servizio, all’Ufficio
Scolastico Provinciale. La procedura
riguarda: docenti con contratto a
tempo indeterminato in servizio nelle
scuole di ogni ordine e grado;
personale Ata con contratto a tempo
indeterminato in servizio nelle scuole
di ogni ordine e grado, delle istituzioni
educative e dei conservatori ed
accademie, con l’esclusione dei Direttori
dei Servizi generali ed amministrativi;
personale della scuola utilizzato in altri
compiti ai sensi dell’art. 23 del
C.C.N.L./1995, nonché il personale a
qualsiasi titolo comandato o distaccato
presso enti od istituzioni diversi da
quelli di titolarità, previo parere
favorevole dell’amministrazione di
servizio. La durata minima delle
prestazioni lavorative deve essere di
norma pari al 50% di quella a tempo
pieno e il contratto di rapporto di
lavoro a tempo parziale deve contenere
l'indicazione della durata della
prestazione lavorativa. Il tempo
parziale può essere realizzato in
modalità orizzontale (servizio ridotto
tutti i giorni), verticale (servizio in alcuni
giorni della settimana) o mista.
ECOLOGIA&AMBIENTE
PRECISAZIONI
Zangla: «In congedo
per avere denunziato»
BARCELLONA. Porto alla Vostra
attenzione alcune imprecisioni pubblicate
nell'articolo del
7 marzo scorso dal titolo "Poliziotto di
serie C”. La mia età anagrafica attuale è di
anni 53; sono stato messo alla porta privato del lavoro, della funzione di
poliziotto - per aver denunziato gravi
irregolarità nella trattazione della pratica
medico-legale e quando il mio avvocato ha
evidenziato la gravità dei loro atti, i
responsabili, forti del loro ruolo, invece di
intervenire in ottemperanza alle
leggi dello Stato, cioè perseguire i
Componenti delle Cmo autori di gravi
violazioni di legge e ripristinare lo Stato di
diritto con la emissione dei
giusti provvedimenti, decidono di
continuare a coprire tali "soggetti"
interpretando le leggi a loro piacimento.
Avevo osato denunziare
e quindi dovevo essere “punito". Hanno
emesso nei miei confronti un
provvedimento illegittimo : dispensato
a soli 40 anni, posto in pensione con il
minimo trattamento economico. Nella
sede di Bologna ho prestato servizio dal
1979 al dicembre 1981; nella
Questura di Parma dal dicembre 1981 al
dicembre 1982; nel Commissariato di P.S.
di Comiso (RG) dal 1982 al 1985; nella
Polizia Ferroviaria di Messina dal 1985
al 1990 e infine al Commissariato di P.S. di
Barcellona P.G. dal 1990 fino al
"congedo forzato" del 2000.
Per evitare l’uso strumentale di tali errori,
chiedo la rettifica nel prossimo numero di
Centonove. Ringrazio anzitempo.
Vito Zangla
Barcellona
Ridi: «Non ho aderito
ad Anno Zero»
BARCELLONA. Riguardo alla notizia
pubblicata lo scorso 14 febbraio a pagina
14, dal titolo "Pantano e
Ridi ripartono da Anno Zero", tengo
a precisare che non faccio parte di questo
nuovo movimento politico di cui
sono venuto a conoscenza solo attraverso i
manifesti affissi nelle vie del
paese. Fermo restando la mia stima nei
confronti dei fondatori di questo nuovo
gruppo, voglio precisare che i miei ideali, e
la mia esperienza politica, mi
inducono a rimanere
legato a chi ha condiviso con me tanti anni
di impegno politico.
Roberto Ridi
Montalbano
Ben vengano nell’isola
gli stanziamenti
annunciati dal nuovo
responsabile del Collegio
Romano, il ministro per i
Beni Culturali Dario
Franceschini. Quasi 34
milioni di euro per 11 interventi di
restauro nell’ambito dei “Grandi
attrattori culturali”. Messina
naturalmente non vi fa parte, ma
quantomeno le provincie di Siracusa,
Ragusa, Trapani, Caltanissetta, non
sono fra le solite due che detengono
potere politico e quindi potere
drenate di stanziamenti. In compenso
Messina esulta, dopo i patemi delle
settimane precedenti, per il voto
dell’Ars che l’ha decretata città
metropolitana, allargando le sue
potenzialità strategiche all’Area dello
Stretto. Anche qui le risorse
economiche comunitarie ci sono,
seppure sulla carta. Ma perché da ora
si possa costruire un futuro possibile anche per il patrimonio culturale necessitano programmi precisi e
puntuali, opportunità e strategie, che
rendano il territorio, beneficiato da
interventi straordinari, in grado di
autofinanziarsi nella successiva fase di
esistenza ordinaria. Dopo le azioni di
conservazione, serviranno programmi
di valorizzazione e promozione,
definiti con regole precise e
convergenti. Idonei ad attrarre
investimenti privati, allontanando il
timore generalizzato di operare in
situazioni di continua emergenza ed in
aree di altissimo rischio. Per ottenere
ciò occorre liquidare la burocrazia
improduttiva e creare un modello
operativo che non ostacoli, ma
piuttosto favorisca, la capacità di spesa
pubblica e privata. In altre parole
occorre essere credibili nel rispondere
all’Unione Europea con bei propositi
tradotti in fatti.
[email protected]
DI ANNA GIORDANO
Un canto “libero”
Non riusciva neanche a respirare, tanto era
stretta la corda intorno al suo microscopico corpo,
usato, in barba ad ogni legge, per catturare altri
suoi simili. Parlo di un cardellino sequestrato dal
distaccamento forestale di Colle San Rizzo, ad un
soggetto che si dilettava a catturarli e rivenderli: reti, cardi,
nascondiglio, richiami vivi e via, fermando per sempre il volo
libero di questi (ed altri) meravigliosi uccelli. Trenta e passa anni
di sequestri, e non si fermano, continuano imperterriti a fare
quel che vogliono, ad occupare terreni, ad allontanare le persone
che li disturbano, a chiudere per sempre in gabbie disumane
uccelli nati liberi, gioiosi, coraggiosi, meravigliosi nel loro
affrontare la vita e tutti i pericoli, senza però aver mai capito
come sfuggire alle grinfie umane. Talmente stretta quella corda
che sembrava incarnata, un respiro faticoso, mani disumane pur
appartenendo alla razza che si professa intelligente, hanno
avvolto quel corpicino di pochi grammi in un cappio a vita.
Senza l’intervento della Forestale, quel cardellino sarebbe
morto. Gli altri, una vita in gabbie microscopiche fino alla morte.
Gabbie miserrime, devastanti per chi ha come confini, da
sempre, solo il cielo. Ci lucrano, soldi in nero, esentasse, corpi
pesanti, che mai forse hanno conosciuto la bellezza della libertà,
prigionieri del loro egoismo becero, vigliacco, magari possessivi
verso coloro che gravitano nella loro vita privata, senza capire
mai che la libertà è tutto nella vita. Vanno in Africa a svernare,
esseri minuscoli di pochi grammi di peso, ossa cave per essere
leggiadri nei cieli e non piombare a terra. Tornano in Europa
affrontando venti impetuosi, fame, sete, predatori, burrasche.
Molti muoiono durante il volo, altri arrivano qui e umani egoisti
centonove pagina 30
incapaci anche solo di volare con il pensiero, li catturano
ingannandoli con richiami vivi, cardi messi a bella posta per far
credere loro che vi sia tanto cibo e la libertà sfuma per sempre.
Cantano, cantano subito appena apri la gabbia ed è un inno alla
vita quel canto che si leva manco il tempo di aprire quelle sbarre
infernali. E felici, felicissimi, cantano volando e cantano appena si
posano, senza più le maledette sbarre che li hanno accompagnati
per chissà quanto tempo. Ogni liberazione è un sogno, è un po’
come volare con loro, tornare per un attimo a pensare alla
bellezza di questo mondo, dimenticandosi i criminali di ogni
genere, anche di quelli che con l’egoismo dirompente e
devastante, rubano al cielo i suoi abitanti più belli e più puri.
Continuate a strisciare su questa terra, mai possederete un
briciolo della bellezza assoluta di chi vola. Un grazie di cuore,
immenso, alla Forestale che ha permesso loro di tornare liberi,
come natura (e leggi) vuole. Grazie.
postercommenti
14 Marzo 2014
LA LETTERA
Castello di Milazzo, qualcosa di falso
ELIODORO
Tutti pazzi per la cittadella della Giustizia
CATANIA - L'ex Ospedale Ascoli Tomaselli sarà riconvertito in Cittadella della
giustizia. Tutti contenti, dal sindaco all'ultimo lavoratore disoccupato
dell'edilizia. Sarà aperto un cantiere per milioni di euro, necessari per
ristrutturare la struttura alle nuove esigenze. Fortunatamente il vasto
complesso edilizio non è stato vandalizzato e non è particolarmente
degradato. Eppure gli uffici giudiziari avrebbe potuto trovare una adeguata,
anche se forse non sufficiente, collocazione già diversi anni fa, nell'ex palazzo
delle poste di viale Africa, ormai ridotto a poco più di un rudere, occupato
abusivamente. L'abbandono, al quale è stato condannato dal sindaco
Scapagnini prima e da Stancanelli poi, è quantificabile in milioni e milioni di
euro e, ormai, è antieconomico recuperarlo. Resterà lì, cemento in
putrefazione, monumento all'incapacità amministrativa e politica.
ANTIBUDDACI
DI DINO CALDERONE
La teologia di Papa Bergoglio
Egregio direttore, scrivo la presente quale
legale fiduciario dell'ingegnere Francesco
Clemente, in riferimento al contenuto
dell'articolo apparso nell'edizione del
7/03/2014 dal titolo "Castello in Procura" a
firma di E.B. Orbene, risultano contrarie al
vero tutte le gravi e tendenziose
affermazioni e/o insinuazioni relative a:
alle modalità di composizione della
commissione, con specifico riferimento a
quelle di nomina dei componenti e dalla
liquidazione dei compensi in loro favore e
della misura;
150 PAROLE DA PALERMO
Tante creature, un’unica vita
DI
MARIA D’ASARO
Palermo, in una stradina nei pressi
della Stazione centrale, un qualsiasi
piano rialzato di un caseggiato
popolare costruito nell’era fascista; in
particolare, un balcone/finestra con
persiane verdi parecchio scrostate, con
mezza persiana aperta: si intravedono
due zampe robuste, marroni e
mielate. Mi avvicino: appartengono a
un cane, di razza simile a un pastore
tedesco. Il cagnone ha grandi occhi
socchiusi. Che a tratti si aprono.
Sembra guardarmi, con calcolata
indifferenza. Poi gira la testa dall’altro
lato. Forse a godere in modo migliore
del tiepido raggio di sole, anche
perché non gli interesso granché. Che
strana sensazione: per un istante la
vicinanza tra i nostri sguardi mi è
apparsa maggiore rispetto al salto di
specie. Magari abbiamo esagerato un
po’ troppo nel sottolineare le
differenze tra le creature. Forse
sbaglieremmo di meno se, in qualche
momento, ci considerassimo tutti
parte della grande famiglia di esseri
viventi: piante, umani e animali
insieme.
al criterio di valutazione delle domande di
partecipazione ai fini dell'aggiudicazione
della gara;
alla durata dei lavori eseguiti dal Consorzio
aggiudicatario;
alla misura dell'importo liquidato per la
voce "REST 01" indicata nella astronomica
cifra di 4.164.226, 39 euro, la metà
dell'intero intervento (laddove è - si
ribadisce - documentale che è stato
liquidato per tale voce l'importo di circa €
500mila per una superfiicie di circa 20mila
mq.
ai dubbi sollevati sul nulla osta rilasciato al
consorzio aggiudicatario (omettendo di
evidenziare la richiesta formulata proprio
dall'ingegnere Clemente nei modi e tempi
di legge alla Prefettura di Ronma-Ufficio
territoriale del Governo Area1 bis Ordine e
sicurezza pubblica Antimafia-e non
Messina, cui alcunchè doveva chiedersi
secondo la disciplina di legge del tempoche nulla rilevò o contestò o segnalò sul
Consorzio l ?ggiudicataria, perlomeno fino
alla data del 15 giugno 2010 in cui
l'ingegnere Clemente si dimise dal Comune
di Milazzo!
Avvocato
Nunzio Rosso
ANIMAL HOUSE
A un anno dall'elezione
di Papa Francesco sono
numerose le iniziative
promosse per approfondire
la conoscenza di questa
straordinaria figura di testimone della
fede. Su Papa Bergoglio in questi mesi
sono stati pubblicati numerosi volumi,
articoli, interviste, ma soprattutto le
immagini televisive hanno avuto il
sopravvento, sopra ogni altro tipo di
informazione. Sappiamo che è stato
fidanzato, della sua passione per il calcio
e, in particolare, per la squadra del San
Lorenzo (un quartiere di Buenos Aires),
conosciamo le sue letture preferite e il suo
stile di vita improntato da sempre a rigore
ed austerità. Il suo impegno, spesso
silenzioso e sotterraneo, durante la
dittatura dei militari in Argentina, per
salvare la vita di tanti oppositori del
regime, è stato sviscerato e analizzato nei
minimi particolari. Ciò che è rimasto
ancora in gran parte inesplorato è il
mondo teologico e culturale da cui
proviene. Sappiamo che negli anni
settanta, quando in America Latina si
diffondeva la “Teologia della
liberazione”, in Argentina nasceva la
“Teologia del popolo” che non
rappresenta semplicemente la versione
argentina della “Teologia della
liberazione”, ma contiene delle peculiarità
che finora, almeno in Italia, non sono
state adeguatamente approfondite. Una
differenza fondamentale è il rifiuto
dell'analisi marxista della società che la
“Teologia della liberazione” ha invece
accolto. Un altro punto è la valorizzazione
della religiosità popolare che la “Teologia
del popolo” considera positivamente
come prima evangelizzazione da cui
ripartire. A fine marzo (27-28) si terrà a
Roma un convegno “Primo anno di
Pontificato di Papa Francesco”, promosso
dall'Università Gregoriana e da Civiltà
Cattolica, che vuole approfondire proprio
le radici teologico-culturali del Papa, con
relatori P. Juan C. Scannone e P. Carlos
Maria Galli. Una grande occasione per
comprendere meglio i pensieri e i gesti di
Papa Bergoglio che le immagini televisive,
da sole, non possono dare, ma anche per
sottrarre la sua azione pastorale da ogni
tipo di lettura banalmente ideologica.
[email protected]
DI ROBERTO SALZANO
Filmati da censurare
Tante sono le storie di violenza sugli animali
che finiscono sotto i riflettori per la spietatezza
degli uomini nei confronti delle creature più
deboli e per il piacere insano che la razza umana
è capace di provare grazie alle efferatezze di cui si macchia
troppo spesso, purtroppo. Un piacere tanto malato e forte da
spingere gli aguzzini a lasciarsi immortalare mentre
infieriscono sulle loro vittime indifese. Ne vengono fuori dei
video raccapriccianti, che i protagonisti non esitano a fare
finire in rete. Le riprese vengono pubblicate su Internet e
condivise così con un pubblico vastissimo, forse sulla base
dell’assurda convinzione che possa essere uno spettacolo
piacevole e divertente. Per fortuna, le reazioni che derivano da
tali provocazioni estreme e crudeltà gratuite sono di totale
indignazione: le persone si sentono offese, si dissociano e
centonove pagina 31
pretendono giustizia di fronte ai numerosi maltrattamenti le
cui immagini vengono caricate in rete. Un crescendo di atrocità
che scatena la rabbia degli amanti degli amici a quattro zampe
ed induce le associazioni animaliste a condannare, denunciare
ed attivarsi affinché i carnefici vengano identificati in tempi
rapidi. Si tratta di reati incresciosi, casi in cui vanno considerate
le serie aggravanti: il codice penale prevede pene severe, la
reclusione. Le denunce raggiungono giustamente anche i
responsabili dei siti che consentono la diffusione dei filmati. I
gruppi di controllo attivati per intecettare riprese del genere e
disciplinarne la circolazione, composti da veri e propri esperti
della rete, individuano centinaia di video contenenti violenze
su animali. Numeri altissimi, stupefacenti. È ora di applicare
con rigore le leggi. Perché le leggi in materia esistono da anni
e le battaglie per educare il mondo alla civiltà stanno a cuore
non solo agli animalisti ma a tutti coloro che hanno rispetto
per ogni forma di vita.
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