art...news settembre 2014 - Libreria Cristina Pietrobelli

Art...news
Periodico d' Arte nelle sue molteplici manifestazioni... dal 300 ad oggi
3° anno N° 3 Settembre 2014
ELENA MUTINELLI:IL MICHELANGELO DEL 2000
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In copertina: Elena Mutinelli
Comitato fantastico:
Alexander Calder
César
Vladimirov Christo
Le Corbusier
Joan Mirò
Pablo Picasso
Arnaldo Pomodoro
Andy Warhol
Redaz.
Jolanda Pietrobelli, Katia Profeti, Tiziano De Martino, Massimiliano Pegorini
Art...News -3° anno Periodico d' Arte nelle sue molteplici manifestazioni dal 300 ad oggi Settembre 2014 N°3- è scaricabile in pdf gratuitamente dal sito www.libreriacristinapietrobelli.it
La nostra redazione
Picasso
Le Corbusier
K. Profeti
Warhol
Mirò
A.Pomodoro
J. Pietrobelli
César
Calder
M.Pegorini
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Christo
T. De Martino
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4
Via Bovio 11 Pisa tel. 050.28085 -331.5789157 Facebook.com/Mixartpisa
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Curatori della mostra Franco Gualano e Omar Ronda
LA VENERE DI BOTTICELLI A BIELLA
L’artista fiorentino avrebbe dipinto l'opera tra il 1475 e il 1477
Dal 30 maggio al 7 settembre la Venere dipinta fra il 1475 e il 1477 da Sandro Botticelli ha trovato
locazione nel Museo del Territorio Biellese, cuore del rinascimentale Chiostro di San Sebastiano,
si trova al centro di un percorso storico e artistico che collega all'icona botticelliana della bellezza
assoluta personaggi ed eventi dal Rinascimento ai giorni nostri.
L'evento rientra nel programma “La Sabauda in tour per le Città”, ma per Biella assume un
particolare significato poiché la Venere è pervenuta alla Galleria Sabauda di Torino nel 1930 dal
grande imprenditore, finanziere e mecenate biellese Riccardo Gualino a cui è dedicata in mostra una
ricca sezione illustrativa dei multiformi interessi che ne fanno una figura dominante del Novecento
italiano.
L'opera arriva da un lungo tour in Cina dove, a Hong Kong, Macao e Pechino, è stata ammirata da
milioni di visitatori. Dopo Biella, in autunno, il quadro sarà esposto al Louvre di Parigi in una
mostra dedicata al Rinascimento fiorentino. L’evento biellese è dunque un’occasione rara per
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ammirare in Italia una delle più importanti opere pittoriche rinascimentali.
Sulla scena del Museo del Territorio Biellese si muovono personaggi e mondi che, in forma diretta o
indiretta, hanno ruotato intorno alla Venere e al personaggio reale che l’ha ispirata: Simonetta
Cattaneo Vespucci, all’epoca definita la donna più bella del mondo. Si incontrano dunque Sandro
Botticelli che la dipinse in una infinità di varianti, Giuliano de’ Medici che l’amò, Lorenzo de’
Medici il Magnifico che le dedicò in morte uno splendido sonetto, Angelo Poliziano che ne fece la
musa ispiratrice di composizioni poetiche, Riccardo Gualino che acquistò il quadro di Botticelli per
donarlo alla pubblica fruizione, e Sebastiano Ferrero che fece costruire e donò alla città di Biella il
complesso bramantesco di San Sebastiano che ospita l’evento.
Il curatore dell’esposizione botticelliana è Franco Gualano, mentre il percorso storico e artistico è a
cura di Omar Ronda.
L’artista fiorentino avrebbe dipinto l'opera tra il 1475 e il 1477. Il quadro raffigura Simonetta
Cattaneo Vespucci, amante di Giuliano de’ Medici prima e del fratello Lorenzo il Magnifico poi.
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Dopo Milano, è arrivata a Roma la mostra di uno degli artisti più
rivoluzionari della tradizione plastica moderna.
AUGUSTE RODIN RIVOLUZIONARIO
ARTISTA DELLA TRADIZIONE
PLASTICA MODERNA
La mostra ha presentato un corpus di oltre 60 opere con un
numero tanto vasto di sculture in marmo da costituire la più
completa rassegna che sia stata allestita sui marmi
Dal 18 febbraio al 25 maggio 2014, nelle monumentali Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, ha
preso piede la mostra dedicata ad Auguste Rodin (Parigi 1840 – Meudon 1917), dopo essere stata
presentata con grande successo a Palazzo Reale a Milano.
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Promossa e prodotta dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Musée Rodin
di Parigi con Electa e Civita, curatore dell'esposizione Aline Magnien, conservatore capo del
patrimonio del Musée Rodin di Parigi, in collaborazione con Flavio Arensi. La rassegna si è avvalsa
di un corpus di oltre 60 sculture dando vita alla più completa mostra mai allestita sui marmi di
Auguste Rodin, artista con Michelangelo tra i più grandi rivoluzionari della tradizione plastica
moderna.
E proprio Michelangelo, di cui ricorrono i 450 anni dalla morte il 18 febbraio, ha lasciato il segno
alle Terme di Diocleziano. Gli ambienti che costituivano il cuore dell’edificio termale, il
frigidarium, il tepidarium e il calidarium furono trasformati da Michelangelo per la realizzazione
della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani. Negli altri ambienti delle Terme
sorse, ideato dallo stesso artista, il Convento dei Certosini, di cui si ammira il chiostro dalla limpida
linea architetturale, inserito nel percorso museale. In questo contesto storico architettonico, due
imponenti e antiche aule del complesso termale hanno accolto le tre sezioni della mostra, in cui si
evidenziava l’influenza di Michelangelo sullo scultore francese. Roma è stata fondamentale nella
formazione di Rodin, a cominciare dalla visione della Cappella Sistina, dove scopre il peso dei
vuoti e dei pieni nella pittura di Michelangelo, sistema che poi riporta nella sua grammatica
modellativa, mentre dal Mosè di San Pietro in Vincoli riprende la funzione di quinta scenografica,
senza dimenticare il “non finito” michelangiolesco che per il grande maestro francese avrà anche un
valore pratico, catturando la luce e riflettendola sulle superfici finite.
La mostra si è aperta con il tema dell’illusione della carne e della sensualità, intorno a cui si è
sviluppata la prima sezione, nella quale hanno trovato accoglimento alcune opere giovanili, di
stampo classico, fra cui il celeberrimo Homme au nez cassé, rifiutato dal Salon parigino del 1864,
un ritratto omaggio al genio Michelangelo. Al vertice di questa sezione, < Il bacio> la scandalosa
scultura che rappresenta due amanti e fece scalpore nella Francia di fine Ottocento, opera che
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ancora conquista i visitatori del Musée Rodin.
Nella seconda sezione, la proposta di alcune fra le sculture più conosciute di Rodin dove si
dimostra la piena maturità del maestro anche dal punto di vista della capacità di elaborazione delle
figure che emergono dai candidi blocchi di pietra. Accanto a ritratti di grande intensità, lontani dalla
fredda precisione d’inizio carriera, come il busto dedicato alla compagna di una vita Rose Beuret, in
alternanza i richiami all’eros e alla disinibita ricerca formale ed estetica del maestro, manifestando
la sua necessità di tentare nuovi percorsi scultorei. Qui le bellissime Mains d’amant sono un
richiamo lirico all’amore e alla sensualità, ma lasciano già pienamente comprendere il lavoro di
recupero della tradizione che Rodin conduce insieme all’affermazione di una nuova idea di scultura.
La poetica dell’incompiuto ha caratterizzato la terza sezione dove ha trionfato...il trionfo del “non
finito”, l’artificio linguistico che rimanda immediatamente a Michelangelo e che Rodin svolge in
una chiave di assoluta modernità, poi ampiamente assunta dai suoi colleghi. Qui, ordinati alcuni fra
i più bei ritratti eseguiti dall’artista, fra i quali quello a Victor Hugo e un altro, poco noto, di Puvis
de Chavannes, il grande “decoratore di muri”, uno fra gli artisti più in voga della sua epoca.
Rodin aveva un rapporto speciale con il marmo e i suoi contemporanei vedevano in lui un
dominatore di fronte al quale la materia tremava. Le sue sculture, lontane dall’essere convenzionali,
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danno vita e forma alla modernità, animando proprio la materia classica per eccellenza, destinata
per sua natura all’immobilità. La mostra ha potuto contare su un’attività di ricerca svolta dal Musée
Rodin, che ha condotto un’ampia analisi storica e critica sulla bottega artistica del genio francese e
le sue metodologie di elaborazione della pietra. Da alcuni anni il Musée Rodin si è infatti impegnato
a ristudiare la produzione marmorea di Rodin arrivando a definire anche i singoli collaboratori che
hanno lavorato ai blocchi di marmo. I marmi maturi di Rodin hanno ben impresso il suo stile, quel
non finito che diverrà noto in tutto il mondo, ma ogni pezzo ha una sua storia, e attraverso di loro si
ricostruisce anche il senso di un atelier che diviene “bottega”.
Questa occasione espositiva ha permesso di approfondire le indagini sui materiali usati dal maestro,
ma soprattutto di chiarire i rapporti fra lo scultore e i collaboratori chiamati a partecipare alle fasi di
realizzazione dell’opera. Anche in questo caso, dunque, Rodin è un anticipatore della pratica
contemporanea — pur riprendendo le consuetudini delle botteghe antiche — di delegare agli
aiutanti l’esecuzione dell’opera mantenendo però inalterato il progetto concettuale originario. La
mostra, che espone in serie cronologica i marmi dell’artista, è quindi un percorso nell’estetica e
nella pratica scultorea del genio francese. Quello che emerge è una sensibilità del tutto nuova
rispetto alla sua epoca, dove la materia cerca la sensualità e il nudo si espone con una carica erotica
fortemente innovativa.
In concomitanza con Rodin. Il marmo, la vita, la Galleria nazionale d’arte moderna ha presentato
una rassegna di quarantacinque opere tra sculture, rilievi e disegni dal titolo D’après Rodin.
Scultura italiana del primo Novecento, mostra incentrata sulla diffusa e trasversale influenza
esercitata dall’artista francese sulla scultura italiana dei primi decenni del secolo scorso, a partire
dalla risonanza suscitata dalla presenza di Rodin alla Biennale di Venezia del 1901. La GNAM
conserva un esemplare dell’opera
L’età del bronzo, realizzata da Rodin al ritorno dal suo primo viaggio in Italia, nel 1875, chiaro
omaggio alla scultura classica, acquistato dallo stato italiano dopo la prima mostra della secessione
romana nel 1914 cui partecipò l’artista parigino.
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Biografia
François-Auguste-René Rodin nasce a Parigi il 12 novembre del 1840 e si spegne a Meudon,
cittadina a sud ovest di Parigi, il 17 febbraio del 1917, tre giorni dopo la morte della compagna
Rose Beuret.
Bocciato all'esame d'ingresso dell'Accademia, frequentato la scuola di arti decorative e nel 1864
entra a far parte dell'atelier dello scultore A.Carrier – Belleuse come decoratore. Nello stesso anno
presenta al Salon di Parigi la scultura «L'uomo dal naso rotto», che però viene rifiutata.
Nel 1871 si trasferisce a Bruxelles dove esegue varie commissioni pubbliche e produce sculture di
gusto neoclassico secondo la moda del tempo.
Decisiva per la sua formazione è il viaggio in Italia che compie nel 1875, per approfondire la
conoscenza di Michelangelo. Da questo momento Rodin cambia definitivamente il modo di
concepire la scultura e avanza velocemente in una direzione di totale rinnovamento dell'arte
plastica. Manifesto di questo periodo sarà la celebre «Porta dell'Inferno». Importante è anche la
nuova concezione che porterà nella sbozzatura dei marmi, coll'ormai celebre linguaggio del “non
finito”.
Dal 1900, con la grande mostra personale dell'Alma a Parigi, la fama di Rodin è ormai consolidata
non solo in Europa ma in tutto il mondo.
Nel 1916 nomina lo stato francese come suo unico erede. Nell'atelier parigino, l'Hôtel Biron, nel
1919 apre il Musée Rodin che da allora tutela studia e promuove l'opera del grande scultore.
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Est-etica naturale <Museo Nazionale delle Belle Arti Bulgare>
ROSSANA BERTI
GENIALITA' CONTEMPORANEA
Una grande mostra a Palazzo Reale Sofia
di
Jolanda Pietrobelli
Rossana Berti con la quale ho un rapporto d'arte continuativo...da oltre 40 anni ( e questo vuol dire
che conosco bene il suo modo di fare arte), dopo mostre spalmate in tutto il mondo, che l'hanno resa
forte nel suo lavoro, ha recentemente ottenuto grandi consensi con la sua ultima mostra personale a
Sofia (Bulgaria).
È un'artista di raro ingegno, appartenete al tessuto contemporaneo, ha fatto esperienza nei vari rami
delle espressività pittoriche a lei più congeniali, maturando ed evolvendo nel variegato tessuto
artistico.
Coerente nel suo discorso che porta avanti dal momento in cui 50 anni or sono lasciò l'Italia, lasciò
Livorno, città natale, per accondiscendere alla necessità intellettuale e di apprendimento di varie
culture, tornando poi in Patria, qualche anno fa, ha perseverato nelle sue illuminazioni, dimostrando
le sue capacità, (di cui non avevo mai dubitato) di artista completa e di vasta creatività.
Questa grande mostra organizzata negli ambenti del Palazzo Reale di Sofia, organizzata dall'Istituto
Italiano di Cultura , è stata la conferma di quanto lei ha fatto e sviluppato in tanti anni a giro per il
mondo.
Nel catalogo redatto dal curatore della mostra Diana Draganova-Stier, riporto un brano della mia
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presentazione:
<La mostra di Rossana Berti nella Galleria Nazionale d'arte, presenta tele pittoresche, interamente
soggette all'idea di un passaggio multistrato, attraverso lo spettro complicato di idee, emozioni e
rivestimenti culturali.
I quadri dell'artista italiana, creano una realtà diversa, una comunicazione e sensitività particolare
per i principi della ricostruzione totale della composizione. Le sue tele ci guidano verso la ricerca e
la scoperta di diversi mondi e universi, nei quali troviamo moltissima luce, messaggi spirituali ed
armonia.
Dentro convivono molti spazi visuali, un gioco misterioso dell'immaginazione.
L'artista mescola e costruisce la composizione con facilità, usando moduli astratti, segni e dettagli
antichi che creano la vera essenza dell'immagine. Il mescolare di diversi materiali non tradizionali,
come carbone e cacao, caffè su carta ecc., cambiano l'ambiente in un modo molto delicato e
rinforzano il messaggio visuale delle opere.
Nella foto l'artista con L'ambasciatore Italiano in Bulgaria
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Museo d'Arte, Villa Malpensata Lugano
HANS RICHTER: IL RITMO
DELL'AVANGUARDIA
La mostra apertasi in agosto si concluderà il 23 novembre
Figura di spicco dell’avanguardia del secolo scorso Hans Richter (1888–1976) ha esercitato il suo
talento e la sua creatività in un’infinita varietà di campi –dalla pittura al disegno, dal cinema alla
scrittura, dall’editoria all’insegnamento– battendosi sempre strenuamente per affermare i valori di
quella rivoluzione modernista che ha segnato in maniera indelebile la prima metà del Novecento.
La sua lunga e movimentata esistenza è strettamente intrecciata alle vicende storiche e artistiche
del secolo scorso e lo hanno visto collaborare e dialogare con alcuni tra i principali esponenti
dell’arte di quel tempo, da Duchamp a Malevic, da Theo van Doesburg a Schwitters, da Max Ernst
a Sergej Ejzenštejn. Dopo gli esordi espressionisti nella Berlino dei primi anni dieci, tra il 1916 e il
1918 Richter è stato tra i primi protagonisti del Dadaismo zurighese, mentre negli anni
immediatamente successivi, avvicinatosi al Costruttivismo, è stato uno dei pionieri del cinema
astratto, per poi proseguire la sua ricerca cinematografica in ambito surrealista. Costretto a
rifugiarsi negli Stati Uniti dopo l’avvento del nazismo, Richter è diventato, grazie alla sua attività
di insegnante, una figura di riferimento per la nascita del cinema indipendente americano e,
attraverso libri e mostre, ha contribuito in maniera decisiva a riscrivere nel dopoguerra la storia
delle avanguardie del primo Novecento. Ricca di quasi 200 opere, tra pitture, disegni, fotografie,
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film, libri e riviste, la mostra rappresenta un’occasione unica per riscoprire l’opera di questo artista
che ha trascorso gran parte dei suoi ultimi vent’anni di vita a Locarno e di cui nella collezione del
Museo Cantonale d’Arte sono conservate alcune opere capitali, tra cui la versione originale del
grande rotolo Rhytmus 23. La mostra nasce nell’ambito di una collaborazione con il County
Museum di Los Angeles e il Centre Pompidou di Metz.
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La scultrice milanese è stata definita il Michelangelo del duemila
ELENA MUTINELLI: UNA CERTEZZA
DELLA SCULTURA IN ITALIA
Una vita intensamente dedicata all'arte
Elena Mutinelli, nasce a Milano il 4 luglio 1967, compie studi di formazione artistica dedicandosi
con passione fin da adolescente alla scultura frequentando a Milano lo studio di Gino Cosentino,
scultore di origine siciliana allievo di Arturo Martini, che le insegna i primordi della scultura,
l’amore per marmo e la forma.
Nipote dello scultore Silvio Monfrini autore del monumento a Francesco Baracca a Milano, allievo
di Ernesto Bazzaro, approfondisce la tradizione della scultura lombarda figurativa.
Dopo aver conseguito la laurea di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera nell’anno
Accademico 1989/90 con i docenti A. Cavaliere, Cascella, L. Silvestri, nel 1990/91, si trasferisce a
Pietrasanta per apprendere la tecnica del marmo.
Successivamente tra il 1992 e il 1995 lavora tra Milano e Pietrasanta.
Si stabilisce definitivamente nel 1995 a Milano, città che le da l’opportunità di collaborare con
Gallerie d’Arte storiche e di prestigio quali la Compagnia del Disegno, la Galleria d’Arte Marieschi,
la Galleria d’Arte Gabriele Cappelletti Arte Contemporanea ed altre Gallerie di ultima generazione
quali la Galleria d’Arte Entroterra.
Dopo soggiorno a Pietrasanta, la sua scultura inizia ad assumere un taglio personale, inizialmente
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drammatico ed inquietante, in seguito delinea chiaramente i tratti di un’umanità solcata per suo
stesso nascere, in levare, manifesta nell’intensa espressività dei particolari - mani vigorose rendendoli protagonisti efficaci del linguaggio del corpo.
Nel 1998 G. Segato decide di riunire un decennio di sculture e disegni curando un’importante
mostra personale pubblica, Le mani sul corpo, in concomitanza ai Concerti Wagneriani all’Alba,
con il Patrocinio dell’Università agli Studi di Salerno presso il Chiostro di Villa Rufolo, Comune di
Ravello, Salerno.
Negli anni successivi E. Mutinelli matura una propria forza espressiva con cui traccia i forti profili
del suo orientamento; il luogo del corpo è un ambito che offre ancora molto da dire, esso è vivo,
pulsa, va oltre il conflittuale rapporto dialettico tra tradizione e modernità. E’ proprio questa sua
particolare fisionomia plastica, quasi virile che ha attirato l’attenzione delle Gallerie d’Arte che
tutt’ora trattano la sua opera.
Nel l998 al 2004 decide di aprire un nuovo studio dove le è possibile dedicarsi totalmente alla
scultura e all’opera del Duomo di Milano, in questi anni infatti si propone definitivamente come
collaboratrice esterna alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, tale rapporto professionale già
sussisteva dal 1992 ma in modo frammentario.
La collaborazione con la Veneranda Fabbrica Del Duomo di Milano la vede coinvolta nella
riproduzione di opere in marmo originali con opere in marmo in copia lavorate presso il proprio
studio.
Dal 2003 al 2005 riceve l’incarico dalla Veneranda Fabbrica del Duomo Di Milano di dirigere il
cantiere degli scalpellini presso la Casa di Reclusione di Opera (MI), insegnando loro a riprodurre
fedelmente dal modello originale le sculture e gli ornati del Duomo di Milano.
Attualmente l'Artista ha come Gallerie di riferimento la Galleria d’Arte Marini, Milano, la Galleria
d’arte MAG Marsiglione Arts Gallery, Como, Kyoto, la Galleria d’Arte S. Eufemia, Venezia, la
Galleria d’Arte Compagnia del Disegno, Milano.
Nel 2012 apre un nuovo studio in Brianza dedicandosi unicamente alla scultura esponendo
attivamente in mostre istituzionali.
La sua scultura è incarnazione della presenza umana a confronto con la propria natura predatoria,
come lo è la vita.
Le sue opere sono espressione dell’avventurarsi nelle potenzialità dell'uomo, sculture forti,
anatomie contratte alle prese con le intenzioni quotidiane dell’esistere.
Elena scava, entra nelle membra, ne afferra la vitalità dell’anatomia e la voglia di vivere, evidenzia
la postura e l’aspetto psicologico del porsi umano.
Le opere di Elena Mutinelli sono parte di collezioni prestigiose private e pubbliche internazionali
tra cui le più importanti:
2000 Owens Corning, azienda internazionale produttrice di materiale isolanti termoacustici, ha
acquistato le opere di E. Mutinelli realizzate con i materiali di propria produzione.
Le sculture sono state esposte nello stesso anno accanto ai preziosi dipinti di Antonio Guardi e altre
importanti opere antiche presso il Museo Lo Studiolo, Milano.
2001 Il Jolly Hotel Madison Towers, New York ha acquistato ad E. Mutinelli molte opere grafiche,
attualmente sono in tutte camere dell’Hotel.
2004 Università di Storia dell’Arte di Siena con l’opera grafica Nell’arena, Direttore E. Crispolti,
collezione dell’Università.
2005 Il comune di Reana del Royale inaugura il monumento Vuoto di mani congiunte, un’opera
monumentale in marmo, Fior di Roccia del Timao, acquistata dall’AFDS e posta nella piazza
municipale del Comune di Reana del Royale, (Udine).
2008 ButanGas, le commissiona un’opera scultorea, la mano del fondatore con lo scudo raffigurante
il Drago della Butangas.
2009 Scultura collezione a Tia, Denver.
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Esposizioni personali
1989 Elena Mutinelli, a.c. di P. Finocchiaro, Studio Bassoli, Milano.
1994 Elena Mutinelli, Escultura e Dibujos, Fondazione Paiadeia, Madrid, (E).
1998 Mani sul corpo, a.c. di G. Segato, testi in catalogo di G. Segato, Chiostro di Villa Rufolo,
Ravello, (SA).
1999 Magia nelle mani: Il cioccolatino, Centenario Lindt, Villa Ponti, Varese.
Elena Mutinelli, la forza della scultura, Libreria Garzanti, Milano.
Il cavallo e la follia, Gran Premio del Jockey Club, Ippodromo di Milano, Milano.
2000
Elena Mutinelli, dinamica del corpo, a.c. di Bayer, con la partecipazione straordinaria
dell’Accademia Concertante d’Archi e con la partecipazione straordinaria del maestro d’orchestra
M. Benaglia, Castello del Seprio, (CO).
Elena Mutinelli & O.C., a.c. di Owens Corning, Museo d’Arte Antica e Contemporanea Lo
Studiolo, Milano.
2001 Sculture, a.c. Museo Gilardi, Stoccolma, (S).
Personale di Elena Mutinelli, a.c. della Galleria d'Arte Linati di Milano, Redecesio, Segrate, (MI).
2003 Prima del volo, a.c. di D. Benedetto, testi in catalogo di D. Benedetto, Museo Civico del
Marmo, Carrara (MS).
Follie d’artista, a.c. di D. Benedetto, testo in catalogo di D. Benedetto, libreria Bocca, Milano.
2004
Il Tempo di Eros, a.c. di D. Benedetto, testi in catalogo di D. Benedetto, Banca
Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.A. Lugano, (CH).
2005 La scelta di Eros, a.c. di G. Mazzola, testo in catalogo di A. Lomassaro, Galleria d’Arte
Entroterra, Milano.
2006
Sculture e disegni, a.c. di G. Cappelletti, a.c. di P. Cappelletti, Galleria d’Arte Gabriele
Cappelletti Arte Contemporanea, Milano.
2009 Sculture dal 1991 al 2008, a.c. di A. Toubas, testi in catalogo a.c. di S. Crespi, Galleria
d’Arte Compagnia del Disegno, Milano.
2012 Double show: John Keating | Elena Mutinelli - Le mani, il gesto e la lingua del corpo nella
contemporaneità, a.c. di S. Marsiglione, Galleria d’arte MAG, Como.
Esposizioni collettive
1990 Collettiva, Studio D’Ars, Bologna.
Collettiva, Circolo Culturale B. Brecht, Milano.
Collettiva di scultura: Mani, Studio D’Ars, Milano.
1991 Collettiva di scultura, Sala Napoleonica, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
1992 Arte senza frontiere testimonianze di pace, a.c. di J. Pietrobelli, Museo Bottini dell'Olio,
Livorno.
Arte senza frontiere testimonianze di pace, a.c. di J. Pietrobelli, Museo Palazzo Lanfranchi, Pisa.
Collettiva, a.c. di J. Pietrobelli, Galleria d'Arte Prato dei Miracoli, Pisa.
1993 Premio Lyons Club Monza Host, opera selezionata, Monza, (MI).
1994 Concorso per la Biennale di Lisbona, opera selezionata, Fiera Campionaria, Milano.
Opera selezionata per il comune di Milano, circuito Gai, MiArt , Milano
1995 Venature, Castello Visconteo, con il patrocinio della Società di Belle Arti ed Esposizione.
Permanente di Milano, Trezzo d'Adda, (Mi).
La bottega del ritratto, Galleria d’Arte Schubert, Milano.
Topi d'archivio, a. c. di F. Pasini, Via Farini, Milano.
1996 Collettiva, Galleria d'Arte Compagnia del Disegno, Milano.
Scultura e iperrealismo spagnolo, Galleria d'Arte Marieschi, Monza, (Mi).
19
1997 Arte Fiera Bologna, Galleria d’Arte Marieschi di Milano, Bologna.
Collettiva, Galleria d'Arte Compagnia del Disegno, Milano.
Collettiva, Galleria d'Arte Davico, Torino.
Opere, opere selezionate di E. Mutinelli per il catalogo ventennale del Lyons Club, Monza, (MI).
9° Simposio Internazionale di Scultura, commissione artistica a.c. di F. Barbieri, M. Berrocal, C.
Riva, G.Segato , N. stringa, T. Toniato, T. Trini, Nanto Pietra, (VI).
5° Simposio Internazionale di Scultura “Scogliera viva”, commissione artistica del G. Segato,
Caorle, (VE).
1998 Il corpo della pittura, a. c. di D. Melisi, con la collaborazione di S. Arfondi, Care Of, Cusano
Milanino, (MI).
Collettiva, Galleria d'Arte Compagnia del Disegno, Milano.
Centro Culturale Giovanni Testori, Vertova, (BG).
1999 Premio delle Arti plastiche e figurative per giovani artisti, Lyons Club, Monza, (MI).
Disegni per scultura, Permanente/Atelier, Museo della Permanente, Milano.
2000 Primo premio di scultura, Museo Gilardi, Querceta, (LU).
2001 Una stretta di mano, Studio d’Ars, Milano.
Collettiva, Galleria d'Arte Marieschi, Milano.
Indagine sul realismo, Arte Fiera Bologna, Galleria d’Arte Marieschi di Milano, Bologna.
2002 Collettiva, Galleria d'Arte Marieschi, Milano.
Collettiva, libreria Bocca, Milano.
2003 Tetralogia della natura, acqua, a.c. di F. Arensi, testi in catalogo a.c. di F. Arensi, Galleria
d'Arte Marieschi, Milano.
Giovanni Testori: un ritratto, a.c. di F. Arensi, testi in catalogo di F. Arensi, Mazzotta editore,
Palazzo Leone da Perego, Legnano, (MI).
In memoria di Carlo Linati, Galleria d'Arte Bellinzona, Milano.
Tetralogia della natura, acqua, Arte Fiera Bologna, Galleria d'Arte Marieschi di Milano, Bologna.
2004 Scultura, Galleria d’Arte Compagnia del Disegno, Milano.
Donne, Galleria d’Arte 2000, Milano.
Racconti scultorei, la scultura dialogo sociale, a.c. di V. Vigliaturo, Centro Storico Comune Chieri,
(TO).
Percorsi scultorei, a.c. di V. Vigliaturo, a. c. di P. Levi, Parco del Castello di Pavarolo con il
patrocinio della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, Pavarolo, (TO).
Il circo, Galleria d’Arte Entroterra, Milano.
Asta di Arte Contemporanea a favore della Fondazione Umberto Veronesi, Porro &c. Art
Consulting, Milano.
7° Simposio Internazionale di Scultura su pietre del Friuli Venezia Giulia, Parco Sculture
Vergnacco, Reana dal Rojale, (UD).
Swish, Montenapoleone Art Shop, Salone internazionale di Arti e Design, direzione artistica a.c. di
F. Bianucci Cinelli, G. Manzoni, D. Montalto, V. Redis, Milano.
2005 Collettiva, Galleria d’Arte Gabriele Cappelletti Arte Contemporanea, Milano.
Mani, Galleria d’Arte Compagnia del Disegno, Milano.
Con-tatto, giovane scultura a Milano, a.c. di M. Mojana, MiArt Fiera d’Arte contemporanea,
Milano.
Art(verona05, Fiera d’Arte Contemporanea, Galleria d’Arte Entroterra di Milano, Verona.
2006
Ri – esistenze, a.c. di G. Cerri, testi in catalogo di C. Bollino Bossi, F. Mattioli e L.
Nicoletti, prefazione in catalogo di A. Negri Galleria d’Arte Contemporanea Cascina Roma, San
Donato Milanese, Milano.
Nudi - Nudi - Nudi – Nudi, a.c. di A. Toubas, opere di H. Albert, S. Battarola, V. Bellini, E.
Bernard, L. Bertasso, E. Bloch, F. Bonjour, A. Boyer, P. Combet-Descombes, L. Crocicchi, B.
Damiano, A. Derain, F. Faini, I. Fioravanti, G. Frangi, O. Friesz, S. Gabai, V. Gatti, T. Gericault, R.
20
Gilli, F. Gruber, M. Gurtner, J. Keating, M. Luce, J. Marin, A. Martinelli, K.K. Mehrkens, I.
Mitoraj, K. Mitsuuchi, E. Mutinelli, V. Nisiviccia, G. Paganin, K. Prior, J. Pascin, D. Regazzoni, G.
Rivadossi, A. Santinello, C. Schad, G. Testori, Varlin, P. Vallorz, S. Vacchi, F. Vallotton, Velasco, A.
Verdi, L. Vernizzi, R. Vernizzi, G. Vitali, C. Zucconi, Galleria d’Arte Compagnia Del Disegno,
Milano.
Emergenza pianeta al femminile, a.c. di G. Chiesa a.c. di A. M. Martini, a. c. di N. Morra, con il
patrocinio della Regione Lombardia: Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, del Centro di
Lingua e Cultura Italiana di Parigi e dell’Ente promotore dell’iniziativa CNRS, Studio d’Ars,
Milano.
Emergenza pianeta al femminile, Studio B 2, Genova.
Emergenza pianeta al femminile, Studio B 2, Parigi.
Fiera d’Arte Contemporanea di Catania, Galleria d’Arte Enroterra di Milano, Catania.
MiArt, Galleria d’Arte Gabriele Cappelletti Arte Contemporanea, Milano.
Art(verona06, Fiera d’Arte Contemporanea, Galleria d’Arte Entroterra di Milano, Verona.
Immagina, Fiera d’Arte Contemporanea Reggio Emilia, Galleria d’Arte Entroterra di Milano,
Reggio Emilia.
XVIII Rassegna Nazionale di disegno Giovanni Segantini, commissione artistica a.c. di R.
Bossaglia, G. Brembati, G. Cappelletti, S. Zatti, Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani, Nova
Milanese, Milano.
2007 Curator's Collection, a.c. di Maria Livia Brunelli, Mlb Home Gallery, Ferrara.
Figurae, Antologia della Figurazione Contemporanea “Italia: le ultime generazioni 3”, a c. di G.
Algranti , a.c. di A. Agazzani, testi in catalogo di A.Agazzani e di G. Algranti, opere di L. Vernizzi,
E. Robusti, S. Paolino, G. Tommasi Ferroni, E. Mutinelli, E. Greco, M. Kokocinski Molero, Spazio
Figurae, Tekne Internationl, Milano.
Neuro, tecniche di rianimazione collettiva, a.c. di S. Sgrilli, Teatro delle Erbe, Milano.
Premio Giovanni Paolo II, sezione scultura, medaglia d’argento con l’alta adesione della Presidenza
della Repubblica Italiana e i patrocini del Consiglio Regionale della Campania, della Delegazione
Pontificia per il Santuario Della Beata Vergine Del Rosario Di Pompei e del Comune Di Pompei,
Pompei, (NA).
13x17 www.padiglioneitalia, progetto per la Biennale di Venezia 2007, a.c. del comitato
organizzativo E. Agudio, J. Blanchaert, E. Caracciolo Di Torchiarolo, R. Culotta, I. Eschenazi
Focsaneanu, R. Gaito, da un’idea di E. Agudio, C. Alaimo, M. Calascibetta, con il sostegno di P.
Daverio, Berengo Fine Arts, Murano, Venezia.
Rasoi di seta, 50 artisti per Alda Merini, libreria Archivi del 900, Milano.
Art(verona07, Fiera d’Arte Contemporanea di Verona, Galleria d’Arte Entroterra, Milano.
Mani, a.c. di E. Berti e T. Berti, opere di E. Berti, T. Berti, N. Bolzonella, M. Dahan, C. Ianniello, E.
Mutinelli, Galleria d'Arte Alt!Studios, Dolo, (VE).
Elena Mutinelli in Reflex, a.c. di N. Sgobio, Reflex, Milano.
2008 Scultura, a.c. di G. Mazzola, opere di E. Mutinelli, A. Baillon, Zoran Juric, G. Tirelli, N.
Biondani, Galleria d’Arte Entroterra, Milano.
Donne, Galleria d’Arte 2000, Milano.
Collettiva, a.c. di F. Senesi, Galleria d’Arte Franco Senesi Fine Art, Positano, Capri, (SA).
Aspetti Della Figurazione Contemporanea, Italia: le ultime generazioni, a.c. di ArteAmica, a.c. di
G. Algranti, Figurae, testi in catalogo di G. Algranti e di S. Crespi, Tekne International, Milano,
realizzazione di Arte Amica S.R.L., Milano, opere di A. Arrivabene, G. Bergomi, M. Bottoni, A.
Boyer, L. Crocicchi, G. Ducrot, E.Greco, Carlo Guarienti, A. Martinelli, E. Mutinelli, U. Riva, E.
Robusti, G. Scalco, A. Sughi, L. Ventrone, esposizione promossa dal Comune di Reggio Calabria,
Villa Genoese Zerbi, Reggio Calabria.
Arte Contemporanea al Salone Nautico di Genova, opere di E. Mutinelli e G. Bergomi, a.c. di
ArteAmica, testi in catalogo di V. Sgarbi, realizzazione di ArteAmica, allestimenti a.c. di Sessa
21
Marine, Genova.
La censura nell’arte, a.c. di G. Serafini, opere di A. Arrivabene, Saturno Buttò, Roberto Giavarini,
A. Lucarella Masetti, G.Marchello, M. Marchesotti, P. Masserini, E. Monaco, E. Mutinelli, E.
Negretti, L. Perrone, C. Previtali, P. Schmidlin, F. Severino, Le Segrete di Bocca, Milano.
Male di Miele, a.c. di Wannabee Gallery, a.c. M. Pozzi per ABA per lo studio, la ricerca e
l’indirizzo alla cura di anoressia, bulimia e disordini alimentari, Revel Scalo d’Isola, Milano.
Collettiva artisti della Galleria, a.c. di G. Mazzola, opere di E. Achilli, A. Biancalani, W. Borghetti,
D. Della Venezia, E. De gregorio, Feltus Feltus, J. George, A. Gnocchi, C. Lotti, l. Irwin, M.
Kerboas, A. Lucchesi, M. Manzella, S. Montò, E. Mutinelli, H. Olijve, D Sambiasi, S. Santoddi, P.
Taeke, G. Tirelli, F. Toniutti, M. Weemales, Galleria d’Arte Entroterra, Milano.
2009 Abroad, a.c. A. Lomassaro, a.c. di G. Mazzola, Gallleria d’Arte Entroterra, Milano.
Eros a fior di pelle, a.c di A. Lomassaro, a.c. di G. Mazzola, opere di C. Iotti, D. Dalla Venezia, J.
George, L. Irwin, M. Manzella, M. Weemaels, E. Mutinelli, Galleria d’Arte Entroterra, Brescia.
Broken Dreams Boulevard, a.c. Bianca Laura Petretto, Artandgallery, Milano.
Neowunderkammer "Il mondo diventa arte, l'uomo e' arte", a.c. di E.Sassoli De Bianchi e F. Cocchi,
opere di A. Cagianelli, M. Bottaro, L. Cardi Fabrizio Cocchi, A. Codognato, L. Geraci, Vittorio Gui,
Patrizia Guerresi, Elena Mutinelli, Tommaso Neri
M. Peretti, L. Perrone, G. Schodl, C. Terlizzi, Spazio Fabrizio Cocchi, Bologna.
2010 Viaggiatori sedentari, a. c. G. Mazzola, opere di C. Iotti, M. Manzella, E. Achilli, N.
Biondani, V. Calli, E. De Gregorio, A. Gnocchi, E. Mutinelli, D. Sambiasi, G. Tirelli, S. Santoddì,
Galleria d’Arte Entroterra, Brescia.
2011 Bestiario, “Antologia di artisti”, a.c. di A. Toubas, opere di E. Delacroix , Muller, Schlichter,
Leroux, Aguayo, Salvini, Varlin, R. vernizzi, Sassu-karibian, Testori , Saroni, Damiano, Paganin,
Fioravanti , Vallorz , Vitali, Battarola, Bertasso, Boyer, Carutti, Crocicchi, Faini , Frangi, Gregolin,
Keating, Iatella, Mitsuuchi, Mottolese, Mutinelli, Regazzoni, Santinello, Velasco,Verdi , l.
Vernizzi , Zucconi, Galleria d’Arte Compagnia del Disegno, Milano.
Premio opera finalista, Artisti in mostra, fiera di artisti contemporanei, riconoscimento di
P.D’Averio, Galleria d’Arte Entroterra, Reggio Emilia.
aam, Arte accessibile a Milano,a.c. Chiara Canali, sede del Gruppo 24 Ore, Milano.
Articolo 11, a. c. di S. Bartolena, Torre Viscontea, Lecco.
I labirinti della paura, a. c. di E. Pagani, testi in catalogo, V. Agosti, Palazzo Pirelli, Milano.
Finis Valtellinae? Le identità della Valtellina nell’arte contemporanea, a.c. di G. M. Prati ,a.c. di P.
Lesino, progetto culturale a.c. di Arcadia associazione culturale, testi in catalogo a.c. di G. M. Prati
a.c. di P. Lesino, opere di INTRA: L. Conca, B. Ritter , R. Plevano, S.Fistolera ,Y. Barcelò
Hondares, V. Dell'Agostino, C. Pozzoli, G. Alberio, B. Baldari , V. Righini , F. Folli, EXTRA: M,
Fasoli , G. Corona, P. Quaresima, N. Nannini, F. Marzorati, A.Bertoldi, G. Penacca, C. Magrassi, G.
Armellini, E. Mutinelli, Palazzo Pretorio, Sondrio.
Il Mito del Vero Situation, progetto culturale a.c. di Arcadia associazione culturale, testi in catalogo
di G. M. Prati di P. Lesino, opere di S. Argiolas, A. Arrivabene, M. Bottoni, V.Bursich, R. Coda
Zabetta, G. Corona, D.Venezia , A. Damioli, E.Dascanio, M.Fasoli, M. Felisi, M.Galliani ,
O.Galliani, S. Garrisi , S. Magrassi, M. Massagrande , S. Milazzo, I. Morganti , E. Mutinelli,
N.Nannini, C.Onorato, R.Ossola , S. Pennacchio, A. Pirovano, P.Quaresima, R. Rampinelli, A.
Russo, D. Scazzosi , P.Signorelli , D. Spoerri , F.Varotto , D. Vescovi, C. Walton, Spazio
Guicciardini, Milano.
Il Mito del Vero Situation, progetto culturale a.c. di Arcadia associazione culturale, testi in catalogo
di G. M. Prati e di P. Lesino, opere di Andy, Argiolas, Armellini, C. Bedini, P.Brenzini, G. Buratti,
V. Bursich, C. Cane, A. Damioli, M. Fasoli, M. Felisi, S.Garrisi, L. Giandotti, A. Giovannini, E.
Gregolin, C.Magrassi, M. Martelli, A. Marziano, M. Massagrande , E. Mutinelli, A. Palazzini , S.
Pennacchio, P. Quaresima, I. Raugei, F. Rinaldi, E.Rossi, R.Serenari, M. Stigliano, W. Trecchi, F.
Vescovo, W. Marc Zanghi, A. Zecchini, Palazzo Guidobono, Tortona.
22
Spoleto Festival Art 2011, a.c. di L. Filipponi, a.c. A. Trotti, Spoleto, (PG).
E la chiamano estate, a.c. di A. Lomassaro, a.c. di G. Mazzola, Galleria d’Arte Entroterra, Brescia.
Storie di Terra a c.di V. A. Sacco, Confraternita di S. Marta, Agliè, To.
Settimana dell’arte a Brescia, Arte nell’Arte, opere di, M. Pierobon, M.l Barceló, M. Lodola,
S.Hell,.F. Pasquali, E. Mutinelli, M. Mazzoni, R. Müller, S. Battarola, G. Paolini,Enrico Castellani,
A. Adams, K. Altmann, S. Bombardieri, F. Hitzler, S. Skoglund, B. Muzzolini, C. Laus, F. Criquet,
E. Dal Verme, Santa Giulia Museo della Città, Brescia.
Galleria S.Eufemia di Venezia, opere di V. Agius, E. Mutinelli, N. Vergili, M. Zanusso, La
Giudecca, Venezia.
Sette sale per sette artisti, opere di Diego Bianconi, E. Gregolin, P. Mougin, E. Mutinelli, A. Verdi,
M. Verzasconi, John Vincent, Centro culturale Casa Cavalier Pellanda, Biasca CH.
2012 Essenzialmente la mano, a.c. di F. Bassetto, A. Pluchinotta e A. Sandonà, testi in catalogo di
A. Pluchinotta, tra le maggiori opere presenti: Botero, Breton, Dali’, Finotti, Giacometti, Mirò,
Mitoraj, Mutinelli, Paladino, Picasso, Ponti, Quinn, Rodin, Segal, Caffe' Pedrocchi, Piano Nobile,
Padova.
2014 DonnaScultura | XII edizione
Concorso internazionale di scultura organizzato dal Comune di Pietrasanta in collaborazione con
la privincia di Lucca: Elena Mutinelli tra le artiste selezionate.
a.c. di C. Celli e V: Fogher, testi in catalogo di D. Lombardi, V.Fogher, C. Celli, opere di C.
Marchelli, E: Mutinelli, M. P. Fathallah, I. Sannes, chiesa di S. Agostina Pietrasanta, Lucca.
Opere su Carta, a.c. Alain Toubas, opere di E. Bloch, A. Boyer,P. Combet-Descombes, L. Crocicchi,
E. Cucchi, B. Damiano, F. Faini, G. Frangi, G. Gorni, S. Gabai, F. Galli,M. Gurtner, J. Jardiel, J.
Keating,A. Leroux, F. Linari, A. Martinelli, I. Mitoraj, K. Mitsuuchi,G. Testori, P.Vallorz, Varlin,
Velasco, A: Verdi,L. Vernizzi, R: Vernizzi, G: Vitali, Galleria d’Arte Compagnia del Disegno,
Milano.
ANTOLOGIA V, a.c. di P. Marini e L. De Santi, opere di: E. Morlotti, C. Mattioli, A. Chighine, F.
Francese, G. Ferroni, G. Guerreschi, P. Lavagnino, R.Guttuso, E. Della Torre, W. Valentini, A.
Ghinzani, G. Ossola, F. Galli, E. Mutinelli, P. Giunni, P. Ruggeri, B. Luino, L. Broggini, G.
Paganin, Galleria d’Arte Marini, Milano.
Bibliografia
1989 C. Ferrari, in Elena Mutinelli, catalogo della mostra, Studio Bassoli , Milano, 1989.
1992 J. Pietrobelli, in Arte senza frontiere testimonianze di pace, Museo Palazzo Lanfranchi, Pisa
1992.J.Pietrobelli, in Arte senza frontiere testimonianze di pace, Museo Museo Bottini Dell'Olio,
Livorno, 1992.
1994 Josè Maria Calderon, in Elena Mutinelli, Escultura e Dibujos, catalogo della mostra,
Fondazione Paiadeia, Madrid, (E), 2004.
1995 G. Vergani, in La bottega del ritratto, catalogo della mostra, Galleria d'Arte Schubert, Milano,
1995.
1997 Lyons Club, in Opere, in opere selezionate per il catalogo ventennale della mostra, di E.
Mutinelli del Lyons Club, Monza, (MI), 1997.
9° Simposio Internazionale di Scultura, catalogo del simposio, commissione artistica a.c. di F.
Barbieri, M. Berrocal, C. Riva, G. Segato, N. stringa, T. Toniato, T. Trini, Nanto Pietra, (VI), 1997.
5° Simposio Internazionale di Scultura “Scogliera viva”, catalogo del simposio, commissione
artistica del G. Segato, Caorle, (VE), 1997.
1998 Le mani sul corpo, (Comune di Ravello, Salerno, Chiostro di Villa Rufolo, 1.08/31.08.1998),
a.c. di G. Segato, Di Baio, Milano, 1998.
R. Enyriquez, D. Boga, Le scelte di sette, “Sette”, Corriere della Sera, 1998 *.
M. Maiolini, la scultura in una mano, “La città di Salerno”, 1998 **.
23
Gallerie in diretta, "Art leader", 1998.
Mani sul corpo, "Arte In", 1998.
2001“Archivio", mensile di arte contemporanea, novembre 2001.
2002 A. Quattordio, Dove vanno le Gallerie d’Arte, realista o astratta ma coerente, “AD”, XXII,
2001, (248), pp. 280-281.
2003 F. Arensi, in Tetralogia della natura, Acqua, catalogo della mostra, Galleria d'Arte Marieschi,
Milano, 2003.
Giovanni Testori: un ritratto, (Palazzo Leone da Perego, Legnano, Milano) a.c. F. Arensi, Milano,
Mazzotta, 2003.
V. Sgarbi, Tutte le facce di Testori dieci anni dopo, “Oggi”, 2003, pag. 179.
D. Benedetto, Follie d’artista, catalogo della mostra, libreria Bocca, Milano. 2003
D. Benedetto, Prima del volo, catalogo della mostra, Museo civico del marmo, Comune di Carrara,
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D. Benedetto, “Arte incontro”, luglio - settembre, (43), pag. 31.
2004 V. Vigliaturo, in Percorsi Scultorei, catalogo della mostra, testi a.c di V. Vigliaturo, a.c. di P.
Levi, Pavarolo, (TO), 2004.
Kimico Bossi, in Asta di Arte Contemporanea a favore della Fondazione Umberto Veronesi,
catalogo dell’asta, Porro &c. Art Consulting, Milano, 2004.
D. Benedetto, Il tempo di Eros, “Archivio” XVI, (8), ottobre 2004, pag. 22.
D. Benedetto, in Il Tempo di Eros, catalogo della mostra, Banca Intermobiliare di Investimenti e
Gestioni S.A., Lugano, (CH), 2004.
7° Simposio Internazionale di Scultura su Pietre del Friuli Venezia Giulia, catalogo del simposio,
Parco Sculture Vergnacco, Reana dal Rojale, (UD), 2004.
Swish, Montenapoleone Art Shop, catalogo della mostra Salone internazionale di Arti e Design,
direzione artistica a.c. di Francesca Bianucci Cinelli, Gabriele Manzoni, Domenico Montalto, Vilma
Redis, Milano, 2004.
2005 La scelta di Eros, <<Archivio>>, mensile di arte e cultura, XVII, (1), gennaio 2005, pag. 12.
Temistocle, <<Arte>>, (377), 2005, pag.56.
L. Lomssaro, in La scelta di Eros, invito della mostra, a.c. di G. Mazzola, Galleria d’Arte
Entroterra, Milano. 2005.
M. Mojana, Con-tatto, giovane scultura a Milano, brochure con testi a.c. di M. Mojana, MiArt Fiera
d’Arte contemporanea, Milano, 2005.
2006 Ri-esistenze, <<Arte Incontro>>, 2006, (53).
G. Cerri, in Ri – esistenze, catalogo della mostra, testi in catalogo di C. Bollino Bossi, F. Mattioli e
L. Nicoletti, prefazione in catalogo di A. Negri, Galleria d’Arte Contemporanea Cascina Roma, San
Donato Milanese, Milano, 2006.
G. Chiesa, Emergenza pianeta al femminile, a.c. di G. Chiesa a.c. di A. M. Martini, a. c. di N.
Morra, con il patrocinio della Regione Lombardia: Culture, Identità e Autonomie della Lombardia,
del Centro di Lingua e Cultura Italiana di Parigi e dell’Ente promotore dell’iniziativa CNRS, Studio
d’Ars, Studio B2 di Genova, Studio B 2 di Parigi, Milano, 2006.
2007 <<Arte Incontro>>, (58), 2007.
S. Cardi, Materie Elena Mutinelli, Mani d’Oro e di Pietra, <<Sofà>>, I , 2008, (3), pp. 72-75.
D. Montalto, <<Avvenire>>, 2008.
AA.VV. in 13x17 www.padiglioneitalia, progetto per la Biennale di Venezia 2007, catalogo della
mostra a.c. del comitato organizzativo E. Agudio, J. Blanchaert, E. Caracciolo Di Torchiarolo, R.
Culotta, I. Eschenazi Focsaneanu, R. Gaito , da un’idea di E. Agudio, C. Alaimo, M. Calascibetta,
con il sostegno Di P. Daverio, Berengo Fine Arts, Murano, Venezia, 2007.
A. Agazzani, Il Labirinto di Babele, in Antologia della Figurazione Contemporanea, a.c. G.
Algranti, Milano, Skira, 2007.
G. Algranti, concludendo in ibid.
24
2008 Sculture, << Style>>, gennaio 2008, seconda di copertina.
S. Lento, Le parole nelle mani, <<Confine>>, 2008, (9), pp. 17-20.
G. Algranti, in Figurae Aspetti Della Figurazione Contemporanea, Italia: le ultime generazioni,
(Reggio Calabria, Villa Genoese Zerbi, 24.04/30.05.2008), catalogo della mostra a.c. di ArteAmica,
Milano, Skira, 2008.
V. Sgarbi, in Arte Contemporanea al Salone Nautico di Genova, invito della mostra, conferenza
sulla mostra, Genova, Salone Nautico di Genova 4.10/7.10.2008, a.c. di ArteAmica, a.c. di Sessa
Marine.
M. Mancuso, Convergenze parallele- personaggi Elena Mutinelli, <<Barche>> International Sea
Press Srl, 2008, (12), pp. 86-91.
2009 Elena Mutinelli “La scultura nella frase infinita del corpo”, (Milano, Galleria d’Arte
Compagnia del Disegno 1.04/09.15.05/09), a.c. di S. Crespi, Milano 2009.
La vetrina dell’arte, il mondo nelle mani di Elena Mutinelli, Libero, Carlo Franza, pag 52 anno
XLIV numero 97, Milano 2009.
Qui già oltre, Silvana editore, Simona Bartolena, Milano 2009.
E. Carella, Il personaggio, <<Il Giorno di Lecco>>, anno 55, pag. 8 Lecco 2009.
2011 E. Mutinelli, Elena Mutinelli, Forti Profili – sculture 2007- 2011 in Artworks Protagonisti,
<<EIKON ARCMAGAZINE>>, III, 2011, (14), pp. 12- 13 e copertina.
G.M. Prati, in Finis Valtellinae? Le identità della Valtellina nell’arte contemporanea, (Sondrio,
Palazzo pretorio, 10.06/06.08.2011), catalogo della mostra, a.c. di G.M. Prati, a.c. di Paolo Lesino,
Albisola Marina, (SV), Vanilla Edizioni, 2011.
G.M. Prati, in Il Mito del Vero Situation, (Milano, Palazzo Guicciardini, 16,06/8.07.2011) catalogo
della mostra, a.c. di G.M. Prati, a.c. di Paolo Lesino, Albisola Marina, (SV), Vanilla Edizioni, 2011.
G.M. Prati, in Il Mito del Vero Situation, Tortona, Palazzo Guidobono, 19.06/13.07.2011), catalogo
della mostra, a.c. di G.M. Prati, a.c. di Paolo Lesino, Albisola Marina, (SV), Vanilla Edizioni, 2011.
V. A. Sacco, in Storie di Terra (medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, Confraternita di
S. Marta, Aglie,’ To, 27.08/25.09.2011), catalogo della mostra, a c. V. A. Sacco,Torino,
Sthendal,2011.
A. Loverso, Opere, catalogo della mostra Galleria S.Eufemia, la Giudecca, Venezia.
2012 S. Marsiglione, Double show: John Keating | Elena Mutinelli - Le mani, il gesto e la lingua
del corpo nella contemporaneità, invito della mostra, a.c. di S. Marsiglione, Galleria d’arte MAG,
Como, 2012.
Intervista all’artista, Elena Mutinelli- in inserto speciale, <<LUXE IMMO>>, numero n° 23, 2012.
A. Pluchinotta, in
Essenzialmente la mano, (Padova,Piano Nobile - Caffè Predrocchi,
22.09/14.05.2012) catalogo della mostra a.c. di A. Pluchinotta, Padova, 2012.
2014 L. Lombardi. V. Fogher, C. Celli, in DonnaScultura | XII edizione, (Pietasanta, Chiesa di S.
Agostino, 8.02/16.03/2014) catalogo della mostra a.c. di C.Celli, V Fogher.
25
Si è formata all’Accademia di Brera
ha respirato libertà di azione e di pensiero
ELENA MUTINELLI:
MICHELANGELO DEL 2000
Dotata di una forza fisica che stupisce, in un corpo minuto
tutto nervi e idee
di
Mauro Pecchenino
Si sa che nelle arti figurative e nella scultura, in particolare, i nomi femminili di risonanza nazionale
e internazionale, che vivono solo di arte, sono pochissimi nel mondo. Ci vengono in mente due
nomi: la francese Louise Bourgeois e la tedesca Kiki Smith, entrambe di fama planetaria. In
Italia, nessuna donna è mai arrivata all’Olimpo, mantenendosi con l’arte. L’eccezione (ed una bella
realtà) è rappresentata da una giovane artista (sui quaranta, quindi una bambina nel mondo dell’arte)
che già da tempo si fa notare per una forza innata nello stile, una sapienza primordiale nella
creazione e realizzazione delle sue sculture di parti di corpo, il tutto in un’atmosfera di grande
26
sensualità e realismo. L’artista è Elena Mutinelli, bionda con penetranti occhi chiari e scrutatori,
dotata di una forza fisica che stupisce, in un corpo minuto, tutto nervi e idee. I suoi temi sono
l’uomo, la virilità, la plasticità dei corpi, il carattere predatorio dell’essere umano. Scolpisce mani
nodose, con dita pronte a stringerti ed afferrarti, quasi ti volessero strappare i vestiti, le membra e
l’anima. Mutinelli aggredisce la materia, marmo, resina o altro, con una sapienza del fare che la
porta a realizzare le sue opere dal bozzetto iniziale, fino all’opera finale, grazie anche alla gavetta
fatta a Pietrasanta, in cantiere e alla Fabbrica del Duomo, dove ha lavorato per alcuni periodi.
L’artista sa esprimersi, sia sui corpi tonici, sia sui visi dei vecchi, dove segue le rughe con dolcezza
e determinazione. Fin dalla nascita, a Milano, dove si è formata all’Accademia di Brera, ha
respirato libertà di azione e di pensiero, insieme all’arte, grazie al nonno materno, Silvio
Monfrini, notevole scultore, autore tra l’altro del monumento a Francesco Baracca. Un critico
milanese l’ha definita la scultrice italiana più significativa del Duemila e altri l’hanno definita un
Michelangelo del terzo Millennio, che attraverso le parti del corpo, arriverà a sfidare il
Sommo, quando si dedicherà a realizzare una figura intera.
Negli ultimi due anni, è stata presentata da Vittorio Sgarbi in occasione del salone Nautico di
Genova, insieme a Giuseppe Bergomi. Ha esposto al prestigioso Museo di S. Giulia a Brescia. Alla
Fiera d’arte contemporanea di Parma è stata premiata da Philippe Daverio. Sue opere sono presenti
a New York al Madison Towers e in varie altre parti del mondo. Sta lavorando con operatori d’arte
di Miami e sta preparando una mostra alla Giudecca a Venezia.
La Michelangelo del Duemila scava nella materia, con la forza delle sue mani, che sembrano non
conoscere confini, lavora e pensa, stringe i denti e va avanti. E dì sé, Elena Mutinelli afferma:
“Scavo con la matita dentro e fuori quel muro di probabilità e varianti che i forti profili a malapena
riuscirebbero a contenere: la forza, il potere, il cannibalismo”.
http://www.flipmagazine.eu/
27
Alcune opere
Nel segno di eros matita su carta -70 x 100 - 2004
28
Dimensione 1991 marmo Carrara 36 x 40 x 29 cm
Collezione privata Fam. Novati
29
Tra gli esponenti più importanti del grafitismo americano
JEAN-MICHEL BASQUIAT :
JAMES DEAN DELL'ARTE MODERNA
<Io non penso all'arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita>
Jean-Michel Basquiat (New York, 22 dicembre 1960 – New York, 12 agosto 1988) è stato un writer
e pittore statunitense. È stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo
a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d'arte.
Jean-Michel Basquiat nacque a Brooklyn, un borough di New York, il 22 dicembre 1960 da padre
haitiano, il contabile Gérard Basquiat (1930), e da madre statunitense di origini afro-portoricane,
Matilde Andradas (1934-2008); aveva due sorelle minori: Lisane (1964) e Jeanine (1967). Basquiat
inizia a manifestare interesse per il disegno fin da quattro anni, ispirato dai cartoni animati
televisivi. Un amore per l'arte trasmessogli dalla madre, la quale lo accompagna spesso al Brooklyn
Museum, al Metropolitan Museum ed al Museum of Modern Art di New York.
Nel 1968 viene investito da un'autovettura e gravi lesioni interne obbligano i medici all'asportazione
della milza. Durante il mese di degenza al King's County, la madre gli regala il testo di anatomia
Gray's Anatomy di Henry Gray, che lo influenzerà molto: nelle sue opere riporterà poi molti
elementi anatomici. Gray si chiamerà anche il gruppo musicale che Basquiat fonderà insieme agli
amici Vincent Gallo, Michael Holman, Wayne Clifford, Nick Taylor e Shannon Dowson. Già all'età
di 11 anni era capace di parlare, leggere e scrivere in francese e spagnolo.
Nel 1975 scappò di casa e andò a dormire in una panchina pubblica: arrestato per vagabondaggio,
l'anno seguente iniziò a frequentare la City-as-School a Manhattan, per ragazzi dotati a cui non si
addice il tradizionale metodo didattico. È lì che nel 1977, a 17 anni, stringe amicizia con Al Diaz,
un giovane graffitista che operava sui muri della Jacob Riis, a Manhattan.
Insieme all'amico, Basquiat acquista piena consapevolezza della propria vocazione artistica, i due
inoltre iniziano a fare uso di stupefacenti, in particolare di LSD, ed uniscono le loro capacità
iniziando a produrre graffiti per le strade di New York firmandosi come SAMO acronimo di "SAMe
Old shit" (letteralmente sempre la stessa merda), propagandando con bomboletta spray e pennarello
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indelebile idee ermetiche, rivoluzionarie ed a volte insensate, come "SAMO© SAVES IDIOTS"
(SAMO© salva gli idioti). Nonostante questo sodalizio artistico giunga ad un grande successo
underground, la coppia Basquiat-Diaz, ormai convinta di avere aspirazioni artistiche differenti, si
scioglie nel 1978 affiggendo ai muri di Manhattan l'annuncio "SAMO IS DEAD". Da quel
momento in poi Basquiat non utilizzerà mai più il nome SAMO.
Nel 1978 lascia gli studi alla City-as-School, ritenendoli inutili, ed abbandona la casa del padre,
guadagnandosi da vivere vendendo delle cartoline da lui decorate. Sarà proprio il tentativo di
vendere una delle sue cartoline che cambierà il corso della sua vita: entrato in un ristorante di SoHo,
Basquiat avvicina Henry Geldzahler ed Andy Warhol il quale comprerà alcune delle sue opere.
Passeranno però alcuni anni prima che Jean-Michel riesca ad entrare nella "Factory" del re della
Pop art; nel frattempo diventa cliente fisso dei due club più esclusivi nella scena socio-culturale di
New York: il Club 57 ed il Mudd Club, frequentati anche dallo stesso Warhol, da Madonna (con la
quale avrà una relazione di alcuni mesi), e da Keith Haring, con il quale stringerà un'amicizia che
durerà fino alla morte. Si legherà anche allo scrittore Glenn O'Brien, che aveva conosciuto nel 1979
durante una sua ospitata allo show ad accesso pubblico TV Party.
Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Time Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di
artisti e sponsorizzata da Collaborative Projects Incorporated (Colab) e da Fashion Moda, alla quale
farà il suo formale debutto newyorkese anche Haring. Questo evento riconosce la nascita di due
nuove avanguardie della Grande Mela: la downtown (Neo-pop) e la uptown (rap e graffiti). Il 3
agosto 1980 suona per l'ultima volta al Mudd Club insieme al gruppo Gray assieme a Vincent Gallo;
sempre nello stesso anno, Glenn O'Brian lo sceglie per interpretare se stesso nel film-documentario
"New York Beat", che uscirà nelle sale solo nel 2001 con il nome di Downtown 81: O'Brian lo
aiuterà inoltre a vendere alcune tele ai membri della produzione.
Nel 1981 partecipa alla retrospettiva New York/New Wave, insieme ad altri artisti come Robert
Mapplethorpe, Keith Haring, Andy Warhol e Kenny Scharf. Il poeta e critico d'arte Rene Ricard
pubblica "The Radiant Child" sulla rivista Artforum, pubblicizzando Basquiat ed il suo percorso
artistico. La prima mostra personale di Jean-Michel avviene nel maggio del 1981 a Modena, nella
galleria d'arte Emilio Mazzoli. Si tratta della prima personale di Basquiat e della prima mostra
europea, che viene però accolta negativamente e con sarcasmo dai critici e collezionisti locali [2].
Quasi un anno dopo, nel marzo del 1982 riscuote grande apprezzamento da parte di pubblico e
critico nella personale di New York, nella galleria d'arte di Annina Nosei.
La Svizzera ospita una sua retrospettiva presso la Galerie Bischofberger e allo stesso modo espone
in dicembre alla Delta di Rotterdam. Rientrato in America, produce il disco hip hop Beat Bop e
nello stesso periodo conosce Madonna con la quale ha una breve storia ma a cui rimane legato tanto
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che la popstar dieci anni dopo finanzierà la retrospettiva a lui dedicata al Whitney Museum di New
York e nel 1996 pubblicherà un breve ma sentito ricordo di lui sul Guardian.
Nel 1983 stringe una forte amicizia con Andy Warhol, il quale lo aiuta a sfondare nel mondo
dell'arte come fenomeno mondiale emergente. I dipinti di Jean-Michel erano caratterizzati da
immagini rozze, infantili, facendo riferimento alla Art Brut di Jean Dubuffet. L'elemento che però
contraddistingue l'arte di Basquiat è essenzialmente l'utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti
come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte anche per attrarre l'attenzione
dello spettatore.
Nel 1984, insieme ad Andy Warhol e a Francesco Clemente, inizia una serie di collaborazioni, di
dipinti a "sei mani" commissionati da Bruno Bischofberger. A scopo artistico personale dipinge un
altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile
l'apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera
eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe. La boxe era per Basquiat un modo
di vivere, e paragonava spesso l'arte ad un ring su cui combattere.
A settembre alcune delle opere eseguite in collaborazione con gli altri due artisti vengono esposte a
Zurigo. Proprio nel settembre il New York Times definisce Basquiat "la mascotte di Warhol": questo
fatto, unito all'eccesso nell'uso delle droghe e alla sua progressiva tossicodipendenza da eroina che
Warhol non riesce ad arrestare, porta Basquiat a soffrire di frequenti disturbi psichici.
Nel 1985 Jean-Michel espone nuovamente alla Galerie Bischofberger di Zurigo, alla Mary Boone
Gallery di New York ed alla Akira Ikeda di Tokyo, ma oramai è schiavo della droga nonostante
molti dei suoi amici, vittime dei suoi attacchi paranoici, tentino di aiutarlo a disintossicarsi.
Basquiat appare sulla copertina del New York Times con il titolo "New Art, New Money: The
Marketing of an American Artist". Nel 1986 espone ancora una volta le sue opere a Zurigo, poi ad
Abidjan, in Costa d'Avorio, facendo il suo primo viaggio in Africa.
Poco dopo si interrompono i rapporti con Mary Boone, fino ad allora suo agente commerciale
newyorkese; il pubblico ed i critici iniziano ormai a non accettare più i suoi lavori con l'entusiasmo
di un tempo. Nel 1987, con la morte di Warhol dovuta ad una mal riuscita operazione alla
cistifellea, entra in una violenta fase di tossicodipendenza: il suo forte attaccamento al re della Pop
Art, che aveva manifestato fino alla fine, lo conduce all'abuso di eroina per superare il trauma.
Basquiat espone ancora a New York nella galleria del cugino di Tony Shafrazi, Vrej Baghoomian, il
suo ultimo mercante; poi inizia un tentativo di disintossicazione che non porterà mai a termine:
muore il 12 agosto del 1988, a ventisette anni, per una grave overdose di eroina. Viene
soprannominato "il James Dean dell'arte moderna", essendo riuscito a scalare quel mondo con
grande velocità, ma a scomparire in un tempo ancora minore: la stessa sorte toccherà anche
all'amico Haring, morto di AIDS due anni dopo, e che il 17 agosto aveva presenziato al suo
funerale, insieme a Francesco Clemente ed altri amici, al cimitero di Green-Wood a Brooklyn.
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Epicentro ideale delle iniziative sarà Città di Castello
dove la Fondazione ha sede
L'ANNO LUNGO DI BURRI :
IL CENTENARIO DELLA NASCITA
Il momento celebrativo sarà costituito
dal summit internazionale di Artisti
Il Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, professor Bruno Corà, ha
informato sulle iniziativeche verranno prese per il Centenario della nascita di Alberto Burri ( Città
di Castello 12 marzo 1915).
Il Centenario della sua nascita è occasione per un ampio programma di iniziative che in diverse sedi
italiane, europee e negli Stati Uniti ricorderanno il grande Maestro.
Tra i momenti di maggior rilievo, la grande retrospettiva al Guggenheim Museum di New York, che
sarà successivamente riallestita in Germania e in Italia; un originale e simbolico momento
celebrativo nella sua Città di Castello costituito da un convegno di studi e dal Summit
internazionale degli Artisti; il restauro e completamento del Cretto di Gibellina accompagnati da
una mostra palermitana al Riso; la ricostruzione a Milano del Teatro Continuo nel Parco Sempione;
la pubblicazione del Catalogo Generale del Maestro e la lavorazione di un film a lui dedicato, oltre
a momenti di approfondimento e confronto tra Burri e altri due grandi maestri della’Alta Valle del
Tevere: Piero della Francesca e Luca Signorelli.
Le iniziative sono state messe a punto dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri,
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presieduta dal prof. Bruno Corà, con sede a Città di Castello e si concretizzeranno grazie alla
collaborazione di diversi Enti locali, tra cui la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune
e la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, partner italiani e internazionali, sotto
l’egida del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. (Legge 14.04.2014, n. 63
Disposizioni per la celebrazione del centenario della nascita di Alberto Burri).
Tutte le attività previste hanno lo scopo – come ha dichiarato Corà – di “far conoscere meglio
l’opera e il contesto culturale entro cui Burri l’ha concepita e realizzata incidendo sull’arte
contemporanea del XX secolo e oltre”.
Il programma definitivo è già preciso nei suoi appuntamenti di maggior rilievo, promossi, gestiti o
stimolati dalla Fondazione. Ad essi andranno a aggiungersi molte iniziative che soggetti diversi, in
Italia ma anche all’estero, stanno mettendo autonomamente a punto per ricordare Burri nel suo
primo centenario.
Epicentro ideale delle iniziative sarà, naturalmente, Città di Castello dove la Fondazione ha sede e
dove il Museo voluto dal maestro conserva e propone molte delle sue opere di maggior rilievo:
momenti di approfondimento, attività didattiche, aperture straordinarie e diverse altre iniziative
rivolte al territorio ma anche al turismo culturale sono previste da ora fino alla primavera del 2016,
dando vita a quello che già viene denominato< l’anno lungo di Burr>i.
Notizie
Alberto Burri nacque a Città di Castello, 12 marzo 1915 ed ha restituito le sue spoglie mortali a
Nizza, 13 febbraio 1995 è stato un artista e pittore italiano di grande fama.
Dopo la laurea in medicina, conseguita nel 1940, nel corso della seconda guerra mondiale fu
ufficiale medico. Fatto prigioniero in Tunisia dagli americani, fu recluso, insieme a Giuseppe Berto
e Beppe Niccolai, nel "criminal camp" per non cooperatori del campo di concentramento di
Hereford (in Texas), dove cominciò a dipingere.
Tornato in Italia nel 1946, si trasferì a Roma, dove l'anno successivo organizzò la sua prima
personale alla galleria La Margherita.
Sono del 1948l e prime opere astratte: Bianchi e Catrami.
Nel 1949 realizza SZ1, il primo Sacco stampato. Nel 1950 comincia con la serie le Muffe e i Gobbi
e utilizza per la prima volta il materiale logorato nei Sacchi. Nel 1950 Burri partecipa alla
fondazione del Gruppo Origine, insieme a Mario Ballocco, Giuseppe Capogrossi ed Ettore Colla. Il
gruppo si scioglie nell'aprile 1951. Nel 1952 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia,
presentando l'opera il Grande Sacco. Con le mostre di Chicago e New York del 1953 inizia il grande
successo internazionale. Nel 1952 Robert Rauschenberg, mentre trascorre quasi un anno a Roma,
visita lo studio di Alberto Burri, potendo così vedere i Sacchi. Nel 1954 realizza piccole
combustioni su carta. Continua a utilizzare il fuoco anche negli anni successivi, realizzando Legni
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(1956), Plastiche (1957) e Ferri (1958 circa). Nel 1955 espone all'Oakland Art Museum e alla VII
Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma.
Agli inizi degli anni sessanta si segnalano in successione ravvicinata, a Parigi, Roma, L'Aquila,
Livorno, e quindi a Houston, Minneapolis, Buffalo, Pasadena, le prime ricapitolazioni antologiche
che, con il nuovo contributo delle Plastiche, diverranno vere e proprie retrospettive storiche a
Darmstadt, Rotterdam, Torino e Parigi (1967-1972). Gli anni settanta registrano una progressiva
rarefazione dei mezzi tecnici e formali verso soluzioni monumentali, dai Cretti (terre e vinavil) ai
Cellotex (compressi per uso industriale), mentre si susseguono le retrospettive storiche: Assisi,
Roma, Lisbona, Madrid, Los Angeles, San Antonio, Milwaukee, New York, Napoli.
Nel 1964 vince il premio Marzotto.
Nel 1973 inizia il ciclo dei Cretti e su questo filone si colloca il sudario di cemento con cui rivestì i
resti di Gibellina terremotata in un famoso esempio di Land Art. Nel 1976 inizia a lavorare ai
Cellotex. Nel 1973 Burri riceve dall'Accademia Nazionale dei Lincei il "Premio Feltrinelli" per la
Grafica, con la seguente motivazione: <per la qualità e l'invenzione pur nell'apparente semplicità, di
una grafica realizzata con mezzi modernissimi, che si integra perfettamente alla pittura dell'artista,
di cui costituisce non già un aspetto collaterale, ma quasi una vivificazione che accoppia il rigore
estremo ad una purezza espressiva incomparabile>. Nel 1976 Alberto Burri crea (avvalendosi
dell'aiuto "tecnico" del ceramista Massimo Baldelli) un cretto di imponenti dimensioni, il 'Grande
Cretto Nero' esposto nel giardino delle sculture Franklin D. Murphy dell'Università di Los Angeles
(UCLA). Altra opera analoga, per stile, forza espressiva e imponenti dimensioni è esposta a Napoli,
nel museo di Capodimonte.
Nel 1977 organizza un'importante antologica al Solomon R. Guggenheim Museum di New York dal
titolo "Alberto Burri. A retrospective View 1948-77". Al 1979 risalgono i Cicli, che domineranno
tutta la sua produzione successiva. Il primo, intitolato Il Viaggio", viene esposto negli Ex-Seccatoi
del Tabacco di Città di Castello. Presenterà altri cicli a Firenze (1981), Palm Springs (1982),
Venezia (1983), Nizza (1985), Roma, Torino (1989) e Rivoli (1991).
Nel 1981 viene inaugurata la Fondazione Burri in Palazzo Albizzini a Città di Castello, con una
prima donazione di 32 opere.
Le opere del Maestro sono esposte principalmente in due musei a Città di Castello. Il primo, a
"Palazzo Albizzini", ha una superficie di 1660 m² inaugurato nel 1981. Il secondo ospitante i
"grandi cicli pittorici" dell'artista, inaugurato nel 1990, è un'area industriale inutilizzata, gli "Ex
Seccatoi del Tabacco" recuperata architettonicamente.
Nel 1984, per inaugurare l'attività di Brera nel settore del contemporaneo, viene ospitata una grande
mostra di Burri.
Nel 1994 partecipa alla mostra The Italian Metamorphosis 1943-1968 presso il Solomon R.
Guggenheim Museum di New York. Dall'11 maggio al 30 giugno '94 presso la Pinacoteca
Nazionale di Atene viene presentato il ciclo Burri il Polittico di Atene, Architetture con Cactus, che
verrà esposto in seguito presso l'Istituto Italiano di Cultura di Madrid (1995).
Il 10 dicembre 1994 vengono ricordate le donazione del Maestro agli Uffizi in Firenze: un quadro
Bianco Nero del 1969 e tre serie di grafiche datate 1993-94.
Le sue opere sono esposte in alcuni fra i più importanti musei del mondo: il Centro Georges
Pompidou a Parigi, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, la Tate Gallery di Londra, la
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, Il Castello di Rivoli (TO),il Museo
d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
Burri muore a Nizza nel 1995, un mese prima del suo ottantesimo compleanno.
Importanti mostre celebreranno negli anni a venire la grandezza del personaggio. Un importante
mostra antologica ha avuto luogo nel 1996 per iniziativa del Comune di Roma al Palazzo delle
Esposizioni, e che è stata poi replicata con successo al Lenbachhaus di Monaco di Baviera e al
Palais de Beaux-Arts di Bruxelles.
Nel decimo anniversario della scomparsa (2005), sono le Scuderie del Quirinale a rendere omaggio
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al grande Maestro italiano, con una mostra volta a testimoniare come la sua opera abbia dato un
profondo contributo all'arte del XX secolo in ambito internazionale. La mostra intitolata "Burri. Gli
artisti e la materia", a cura di Maurizio Calvesi e Italo Tomassoni, realizza un interessante
confronto fra grandi e ospita tra gli altri opere di Robert Rauschenberg (probabilmente influenzato
dal Maestro italiano in alcune composizioni degli anni sessanta e '70), Antoni Tàpies, Lucio
Fontana, Afro Basaldella, Joseph Beuys, Piero Manzoni, Anselm Kiefer, Damien Hirst.
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Pittore colto, raffinato che sa usare la matita, sa usare il pennello
per demolire un fiore, per delimitare un sogno...
ALBERTO BERTI
POETA DELL'IMMAGINARIO
<Da uno scritto di Dino Carlesi>
Alberto Berti con K. Haring
<Noi crediamo che la pittura, spesso, quando è pittura vera, si sappia difendere da sola. Spesso noi
aggiungiamo Ie parole per aiutare la comprensione, per facilitare la lettura dei testi e a volte
abbiamo dei dubbi che questa parola sia proprio necessaria.
Abbiamo visto i vari filoni su cui ha lavorato il Berti in questi ultimi mesi. Abbiamo visto il filone
del mare, le cabine, le donne con inquadratura fuori prospettiva, strane, direi irreali, il filone su Pisa,
su questa Pisa amata e complessa; che poi è un pretesto per tutti i pittori come lo era per Vittorini,
come lo era per Viviani, come lo era per Pizzarello, come lo era per Pierotti, per tanti altri. Pisa è un
pretesto, un amore, una favola.
I monumenti che fa Berti di questa Pisa sono irreali, sono compatti, hanno delle luci interne. Sono
fuori da un contesto, dal prato verde, sono fuori dalla visione naturale. C'è il filone dei paesaggi, mi
pare ce ne siano tre, sono tre cose deliziose: delle cave di pietra, una Volterra e una Sardegna. Sono
quadri piccoli, non molto grandi, sono tra le cose più belle di questa rassegna. Poi c'è il filone dei
cavalli e dei cavalieri che è un suo antico filone, che e la parte più legata al ricordo, alla memoria
anche di Marino Marini, con cavalli scarniti, con dei cavalli molto convulsi, molto rovesciati,
insieme al cavaliere. Poi c'e qualche cosa di vario, per esempio c'è un Arlecchino orizzontale che si
butta su un cavallo bianco, ci sono due o tre nudi di donna e una natura morta, nuova, originale.
Sono quasi tutti acrilici, oli non ce ne sono molti, però sono acrilici tempere squillanti, non sono
sordi.
Pittore colto, raffinato che sa usare la matita, sa usare il pennello per demolire un fiore, per
delimitare un sogno, la linea. La linea appena si chiude, diceva Morandi, fa una bottiglia. La linea
appena si chiude, delimita un oggetto, anche se Kandinsky diceva "ma non importa; una linea sola è
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già arte di per sé, anche se non si chiude, anche se non delimita nulla", è già bella, come un taglio di
Fontana, è già poesia.
La materia di Berti è una materia ruvida, spesso granulosa, l'acrilico è secco come la strada, il
mestiere di vivere. E Ie prospettive sono falsate. C'e una specie di disobbedienza dimensionale, cioè
la disobbedienza ad un ordine mentale visivo cui siamo assuefatti, c' e una disobbedienza ad una
abitudine logica, per cui ogni elemento rientra più nella memoria che nelle leggi della fisica. Ecco è
anche il segno, che segue una sua avventura, che non rispetta spesso grammatiche e non rispetta
sintassi>.
Biografia
Nato a Jesi (Ancona) il 26 Maggio 1938.
Inizia giovanissimo I' attivita di pittore riproducendo le opere dei Grandi Maestri.
Laureato in Giurisprudenza a 22 anni.
Attratto dalle bellezze artistiche e paesaggistiche della Toscana, si trasferisce a Pisa nel 1967.
A Pisa inizia un'intensa attività di pittore frequentando gli studi di noti artisti locali (Giordano
Viotto e Alessandro Volpi).
Realizza negli anni importanti mostre personali a Pisa, Roma (Galleria ‘Il Babuino’), Volterra,
Montecatini, Verona (galleria Ghelfi), II Cairo, Helsinki, una collettiva al Coliseum di New York e
la 1° Mostra collettiva all' Italian Pavilion di Tokyo e di Bengasi.
Effettua frequenti viaggi all'estero in vari Paesi europei (Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra,
Germania, Lussemburgo), venendo a contatto diretto con le opere dei più grandi maestri di tutto il
mondo.
Dal 1972 al 2005 compie una serie di viaggi in tutte le principali aree geografiche del mondo (USA,
Canada, Brasile, Argentina, Cile, Venezuela, Giappone Singapore, Hong Kong, Taiwan, Corea del
Sud, Malesia, Nigeria, Costa d'Avorio, Ghana, Cameroun) conoscendo tutte le avanguardie
artistiche internazionali. Molti dei numerosi viaggi nei paesi esteri sono stati effettuati sulla base di
incarichi professionali di vario tipo. Complessivamente ha visitato oltre 50 paesi, con oltre 3.000
ore di volo. Nell'Aprile 1983 è stato nominato "Accademico effettivo" dall’Accademia Nazionale
delle Arti dell'incisione. Negli anni realizza 5.000 litografie di diverso formato.
Dal 1982 al 1992 matura una ricca esperienza di litografo - che, peraltro, dura tuttora - realizzando
singole Iitografie e cartelle di 4 esemplari, su richiesta di Enti e Società italiane, presso i F.lli
Guastalla di Livorno (Graphics Arte) e la Litografia Giuliano Angeli di Lucca.
Nel 1992 realizza un campionario di disegni di 150 orologi da polso, partecipando, con alcuni di
essi, ad un concorso internazionale indetto dalla Società Swatch in collaborazione con la Regione
Toscana (Classificandosi entro i primi cento artisti su oltre 2500 partecipanti).
Nel 1995, su incarico delIa Società Sandroni Oro di Arezzo, realizza una collezione completa in oro
di collane, bracciali, spilli, anelli e orecchini sul tema ‘L’Europa’.
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Nel 1998 inizia collaborazione con la Società GUZZINI di Recanati (Macerata) per la creazione di
articoli destinati alla produzione industriale.
Dal 1998 al 1999 predispone un campionario di 300 gioielli (spille, bracciali, collane, anelli,
orecchini) da realizzare su scala artigianale o industriale.
II suo nome figura nel Catalogo "Bolaffi Arte", ed. 1976 ed in altri 22 importanti cataloghi
nazionali.
Nel maggio 2001 realizza, per opera della Primaziale Pisana, una medaglia in bronzo e argento
commemorativa della “riapertura” della Torre Pendente (16 giugno 2001) - Tiratura limitata.
Nel corso dell'anno 2001 realizza un campionario di 150 lampade da terra, da tavolo e da parete.
Nel settembre 2001 è invitato dall’ Associazione "Vita italiana a Bengasi" e dal Consolato Generale
d'Italia a Bengasi a partecipare a due Mostre di grafica italiana contemporanea, a partire da gennaio
2002, rispettivamente a Bengasi e Tripoli.
Nel marzo 2003 realizza una medaglia in bronzo ed una in silver per la Camera di Commercio di
Pisa.
In occasione dei 90 anni di attività, la Fratelli Guzzini S.p.A. ha realizzato un progetto dedicato al
"Food Design”: l’insieme di tutti i progetti, con i relativi disegni e gli eventuali prototipi è stato
presentato ad una mostra, accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) presso la
Galleria Aulenti a Milano il 30 Giugno 2003 e successivamente ha intrapreso un percorso
internazionale. Fra i 100 artisti di fama nazionale e internazionale invitati alla realizzazione del
progetto figurano: Gae Aulenti, Cleto Munari, Anna Deplano, Norman Foster, Giugiaro Design,
Lovegross Ross, Renzo Piano, -Philippe Stark, Studio Sottosass Associati, Alberto Berti.
Nel mese di aprile realizza, per conto della Società ALFEA dl Pisa, una medaglia di bronzo. ed una
in argento per il 150° Anniversario dell' Ippodromo. Per conto della stessa Società realizza un
orologio da polso a tiratura limitata
Nel mese di novembre è invitato a partecipare, insieme a noti artisti italiani e stranieri, al XXI
PREMIO FIRENZE, a Palazzo Vecchio,(Salone dei Cinquecento) -29 novembre 2003, risultando
uno dei vincitori del premio medesimo.
Nel settembre 2004 realizza, per la Compagnia di Assicurazioni Lloyd Adriatico di Pisa un orologio
da polso con la Torre di Pisa ed una litografia di tipo astratto.
Nel Maggio 2005 realizza un dipinto di base, di tipo astratto, per un murale di 360 mq. da
predisporre, per conto del Consorzio "Campus" su di una superficie di una struttura dl centro servizi
ed alberghiera ubicata nella zona industriale di Pontedera (Pisa).
Nell' Aprile del 2007, realizza,su invito del Museo Diocesano di Jesi (Ancona),un quadro relativo al
"Cantico dei Cantici".
Nell' Agosto 2007 realizza una Mostra personale antologica presso il Maddalena Resort di Tirrenia
(Pisa).
II 1° Dicembre 2007 riceve, con altri artisti di fama internazionale (208) il diploma di finalista della
XXV° Edizione del Premio Firenze a Palazzo Vecchio-Salone dei Cinquecento.
Dal 15 Dicembre 2007 al 7 Gennaio 2008 realizza una mostra personale di quadri e litografie nella
Galleria CentroArteModema di Pisa.
Nel Febbraio 2008 viene selezionato,insieme ad altri 19 artisti italiani, da un'apposita Commissione
del Comune di Cupramontana (Ancona), per realizzare un'opera dedicata al tema del vino, da
collocare nella locale "Pinacoteca del vino ".
Nell' Aprile 2008 è invitato a predisporre un' opera pittorica, insieme ad altri 52 artisti italiani (da
parte della Curia Provinciale dei Frati Minori delle Marche, di Jesi,da riprodurre in un volume di
elevata qualità) relativa al Capitolo 7° de “I Fioretti di S. Francesco”.
Nel Settembre 2008 realizza per l'università di Pisa, una medaglia in bronzo, a tiratura limitata, per
la Multidisciplinary Conference del 26-30 Ottobre.
Il 6 Dicembre 2008 consegue il 4° posto ex aequo alla XXVI edizione del Premio Firenze a Palazzo
Vecchio, Salone dei Cinquecento (su 210 artisti partecipanti).
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Sempre nel Dicembre 2008 appare nel volume "Artisti Pisani del XXI secolo"
anche, sempre a Firenze, a Palazzo Panciatichi, una Mostra dell'opera finalista, dal 13 al 22
Febbraio 2009.
Il suo nome figura nei seguenti cataloghi:
Catalogo Nazionale Bolaffi N° 11 (1976)
Catalogo Nazionale Bolaffi della Grafica N° 7 (1976)
Guida all’arte italiana (Ed. Bugatti) N° 3 (1977)
Repertorio Nazionale delle arti figurative (1978)
Linea figurativa (1978-79)
Scaffale di Eco d’Arte moderna (Segnalati 1980)
Artexpo New York (Coliseum - 1982)
Biennale di incisione e grafica originale “Luigi Servolini” (1982)
Rassegna Nazionale di grafica di Stiava (Lucca, agosto – settembre 1983)
Mostra d’arte di Manciano (1983)
Filottrano (AN) Arte 2000 (2000)
Immagini italiane a Bengasi (marzo 2002)
Giobbe, l’uomo (Dicembre 2002)
“Io, gli artisti e Pinocchio” (Maggio 2003)
XXI Premio Firenze (Novembre 2003)
Catalogo: “Multipli di cibo” Progetto Foodesign GUZZINI (aprile 2004)
Catalogo: “Marche Arte 2004 – Aspetti dell’arte contemporanea marchigiana” (maggio 2004)
Catalogo: Le Marche e il XX Secolo – Atlante degli Artisti
Catalogo: I protagonisti del decennale percorso d’arte: 1996 – 2006 Pontedera (Pisa)
Catalogo: Il cantico dei Cantici – 2007 Museo Diocesano di Jesi (Ancona)
Catalogo: "Artisti Pisani del XXI secolo" (Anno 2008)
Catalogo: "Giostra del Saracino 2010" di Arezzo
Enciclopedia degli artisti italiani dal '900 ad oggi http://www.enciclopediadarte.com
INTERNET SITE: www.albertoberti.it
INTERNET SITE: www.idranet.it (cercare alberto berti)
INTERNET SITE: www.progettocampuspontedera.it
Catalogo: Premio Capraia "Contemporaneamente Artisti" Edizione 2011
Catalogo: "Signore, da chi andremo?" Rassegna di arte per Bibbia V edizione 2011
Mostra personale presso il Bagno Maddallena (Tirrenia) il giorno 8 Agosto 2009
Nell'Ottobre 2009 realizza, per incarico del Comune di Pisa, due dipinti di notevole dimensione da
collocare nel pilone centrale della rotonda stradale ubicata nella via Aurelia per Livorno, uscita di
Pisa.
Mostra personale di pittura e grafica dal 10 al 22 Aprile 2010 presso la Galleria Centro Arte
Moderna di Pisa.
Invitato ad esporre al 58° Premio città di Livorno Rotonda 2010 (8-21 Agosto)
Nel Settembre 2010 è invitato a realilzzare un'opera inspirata al capitolo VI° del Vangelo di
S.Giovanni per la Rassegna d'Arte Sacra "Biblia Pauperum" che si svolgerà presso il Museo
Diocesano di Jesi (Ancona) dal 27 Agosto al 2 Ottobre dell'anno 2011.
Invitato a partecipare al Premio Capraia Contemporanea Artisti - CAPRAIA (Marzo 2011)
Invitato a partecipare alla "Internazionale Italia Arte 2011" (29 Aprile - 29 maggio 2011) Villa
Gualino - TORINO, dove riceve un "attestato di merito"
Invitato a partecipare alla XXIX Edizione del Premio Firenze 2011 (3 Dicembre).
Espone una sua opera sacra (sezione pittura) alla "Biblia Pauperum" presso il Museo Civico di Jesi
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(Ancona) dal 27 Agosto al 20 Ottobre 2011
Nel Novembre 2011 realizza nelle pareti del nuovo centro servizi "L'Aeroscalo" del CNA di
Pontedera (Pisa), ex area Piaggio, due murali, ognuno di 22 metri di altezza e 4 metri di larghezza,
posti negli angoli opposti dell'edificio.
Dall'Aprile 2012 le sue opere sono state collocate nella saletta VIP della SAT (Società Aeroporto
Toscano GALILEI -Pisa).
Invitato ad esporre una sua opera alla Mostra collettiva "PISACROMA 2 - Protagonisti degli ultimi
40 anni di Pittura a Pisa" alla Galleria dell'Accademia d'Arte di Pisa (dal 9 al 22 febbraio 2013)
Realizza una Mostra personale di pittura e grafica al Museo Piaggio "Giovanni Alberto Agnelli" a
Pontedera (Pisa) dal 23 Febbraio al 16 Marzo 2013.
Nel Marzo 2013 realizza per l'Università di Pisa, una medaglia a tiratura limitata per il Convegno
"Tuscany Conference endocrinology and metabolism" (4-6 aprile 2013)Invitato a partecipare lla II
Mostra internazionale d'arte contemporanea a marina di Pisa (5-14 Luglio 2013)Premiazione alla
XXXI edizione del "Premio Firenze 2013" sezione arti visive, con inserimento nella rassegna, per la
durata di un anno, a partire dal 7 Dicembre 2013 nella MOSTRA VIRTUALE in INTERNET
www.centrofirenzeuropa.it
Mostre personali
ROMA, Galleria il "Babuino", 1974
MONTECATINI TERME
VERONA
PISA (tre volte)
VOLTERRA
HELSINKI (Finlandia)
IL CAIRO (Egitto)
JESI (Ancona, 2 volte)
SAN MARCELLO (Ancona)
TIRRENIA (Pisa)
Mostre Collettive
NEW YORK (U.S.A.)
TOKIO (Giappone)
PONTEDERA
PIEVE TORINA (Macerata)
CENAIA
BENGASI (Lybia)
LIVORNO - Rotonda dell'Ardenza
Premio CAPRAIA
Contemporanea Artisti (Marzo 2011)
Internazionale Italia Arte 2011 (Aprile-maggio 2011) TORINO
Collettiva di notissimi artisti italiani a Viareggio (20 Luglio-10 Settembre 2011) Galleria Greco Arte
Partecipazione alla mostra "Biblia Pauperum" Museo Civico di Jesi (Ancona) 27 Agosto - 20
Ottobre 2011
Sue opere si trovano permanentemente esposte nei seguenti Enti e Musei:
Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno
Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa
Provincia di Pisa
Camera di Commercio di Pisa
Comune di Pisa
Scuola Superiore Sant'Anna - Pisa
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Convento di S.Torpè - Pisa
Museo dell'Istituto comprensivo G.Rossini - S.Marcello (Ancona)
Museo Diocesano di Jesi - (Ancona)
Museo della Fiaba di Pieve Torina (Macerata)
Pinacoteca del Palazzo Pianetti di Jesi (Ancona)
Istituto Diocesano di Falconara Marittima (Ancona)
Società Aeroporto Toscano G.Galilei S.p.A. (SAT) Pisa
Polo Tecnologico di Navacchio S.p.A. - Navacchio (Pisa)
www.albertoberti.it
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Raffinata interprete di un fare pittorico
ANNAMARIA Y PALACIOS
UN RICORDO!
Una mente acuta una creativa per eccellenza
di
Jolanda Pietrobelli
La vita è lì dove gesto slenzio e ombra la ricordano. Assente la morte iconografica, fermata in
un'azione sospesa sul pentagramma pittorico di Annamaria Y Palacios, che sa liberare gli spazi
naturali delle significazioni e delle memorie.
La vita interiore dell'espressività artistica vibra in armonici rinnovamenti intellettuali, in una
eternità di colore, che confonde i dilettanti e allarma i poeti.
Sono entrata in punta di piedi nel mondo fantastico di Annamaria, desiderosa di fare scoperte. Erano
gli anni '80...sorpresa e affascinata mi sono lasciata trasportare dalla potenza di un arco creativo
trovato in prossimità di vene serene e di armonico equilibrio che da sempre tracciano la geografia
dell'artista.
Non mi pare strano scoprire l'impegno di un'anima elegante e raffinata, di certo non anonima sulla
tastiera dell'arte e il legherin della Palacios e la quotidiana testimonianza della sua arte, invitano a
credere che l'espressività della protagonista è anche ricerca, introspezione, sintesi.
Il mondo di Annamaria Y Palacios: la strada, il silensio, il tetto, la vegetazione, il ritratto, il
gioiello... attraverso tutto ciò, la raggiungo ancora, per toccare con lei l'origine della sua creatività.
E l'origine è il cuore!
Ho appreso del suo viaggio oltre il confine dell'oltre, avvenuto nel maggio del 2013, navigando su
internet, cercavo del materiale recente per farle una sorpresa... penso l'avrebbe gradita.
Ma la sorpresa l'ha fatta lei a me!
E non l'ho gradita.
Non mi rimane che ricordarla con l'affetto e la stima di sempre, con malinconia.
Buona vita Annamaria.
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Biografia
Annamaria y Palacios (1938 - 2013) è nata a Genova dove ha sempre vissuto e lavorato.
Pittore, ritrattista, grafico, ceramista, si è dedicata anche alla vetro-fusionematerica, tecnica unica
frutto di una lunga sperimentazione.
I suoi vetri arredano ville, chiese e navi da crociera.
Ha tenuto mostre personali in molte città italiane ed estere, tra queste: Milano, Torino, Roma,
Venezia, Parigi, Oslo, Madrid, Miami, Caracas.
Dal 1976 al 1997 ha esposto con regolarità in Venezuela portando agli italiani che vivono in Sud
America le immagini della trasformazione della sua città e in Italia le suggestive immagini di quei
lontani Paesi.
Nel 1990, nel 2000 e nel 2005 con tre grandi mostre tenute a Genova, alla Loggia di Banchi, ha
fatto conoscere, disegnandole dal vero, le bellezze del Centro Storico della “Superba”, viste
dall’alto dei tetti.
Fra novembre 2008 e febbraio 2009 ha presentato a Genova, presso il Galata Museo del Mare,
l’edizione iniziale della mostra “Invito in Liguria - lo sguardo e i colori di Annamaria y Palacios”.
Successivamente, la mostra è stata replicata a Finalborgo (SV), Santa Margherita Ligure, Portofino
e Imperia.
Per aver portato nel mondo le immagini della sua città, le è stato conferito il “Premio Città di
Genova”.
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Dai suoi scritti...
Amo viaggiare e, per un fortunato caso della vita, un bel giorno partii per il Venezuela.
Da lì nacque un grande amore per questa bellissima terra, nei miei quadri cominciarono a comparire
piante: aggressive,prepotenti nei loro colori smaglianti, che si sommarono al bianco abbagliante
catturato in Grecia e agli intensi azzurri dei paesi arabi.
Dal 1976 al 1997 ho esposto con regolarità in Venezuela portando agli italiani che vivono in Sud
America le immagini della trasformazione della mia città e in Italia le suggestive immagini di quei
lontani paesi. Il Venezuela, in un certo senso, mi ha adottato.
In occasione del bicentenario della nascita di Simon Bolivar, le repubbliche sudamericane,
attraverso le loro ambasciate in Italia, mi fecero rappresentare le loro terre con una mostra allestita
nella Sala del Quadrifoglio all’Eur di Roma.
Venezuela, Gli azzurri di Porto CabelloVenezuela, Vegetazione a BarloventoVenezuela,
CúpiraVenezuela, La vita si rinnova a Cajo El SombreroVenezuela, Pozzanghere a TúcacasCon i
miei “ritratti di paesaggio” ho esposto in molte città italiane ed estere, tra queste:
Milano, Monza, Torino, Roma, Venezia, Parigi, Oslo, Madrid, Miami, Caracas.
Tra le numerose mostre che ho realizzato a Genova mi piace ricordare le tre a tema dedicate alle
straordinarie bellezze del Centro Storico di Genova, la mia città: “Genova, un cielo sui tetti” del
1990, “Ferri dei tetti, cornici del cielo” del 2000 e “Ardesia, anima di Liguria” del 2005.
Amo molto disegnare soprattutto dal vero, e queste tre mostre mi hanno dato molte soddisfazioni
anche per le innumerevoli opportunità di conoscere, e far conoscere, il mondo particolare dei tetti
della mia città più vecchia, un vero patrimonio che mi auguro venga conservato a lungo nelle sue
caratteristiche uniche e irripetibili.
I miei gioielli
I miei gioielli sono pezzi unici e irripetibili.
Sono pietre, madrepore, coralli bianchi modellati dal mare che ho raccolto sulle spiagge in giro per
il mondo, montati in oro e firmati a mano.
In omaggio al mare ho voluto presentare la collezione 2008 ambientandola in un acquario e
chiamandola “Yavanos”, ovvero occhi di magia.
Yavanos erano quei grandi occhi colorati e magici che gli antichi navigatori greci dipingevano sulle
prue delle loro barche per farsi aiutare a scorgere le tempeste e per scongiurare i pericoli.
Chiamando Yavanos i miei gioielli ho voluto quindi evocare quell’antico spirito propiziatorio.
Trasparenze - i miei vetri
Nella mia vita ho avuto diversi incontri con professionisti di primissimo piano, primo fra tutti
quello con l’architetto Giuseppe De Jorio
che è stato per me un fondamentale punto di riferimento e di crescita per la mia produzione di vetrofusioni.
Nata quasi per caso, la collaborazione con lo Studio De Jorio - specializzato nel design navale e
nell’arredamento delle navi da crociera si è via via consolidata e diversificata: dalle decorazioni delle cabine con grandi serigrafiae su
tessuto o forex si è passati in un crescendo entusiasmante alla realizzazione, in navi ammiraglie
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della flotta Costa e della flotta Grimaldi, di appliques, plafoniere, monumenti luminosi,
composizioni a pannelli di grosse dimensioni, realizzate per la formazione di pareti fino a una
lunghezza lineare di ventisette metri.
La continua applicazione sul campo ha assecondato la mia voglia di ricerca di nuove tecniche e di
nuovo e originale impiego dei materiali più diversi quali reti, garze e segature metalliche, trattate
con acidi e ossidi, polveri minerali e cristalli.
Attraverso fusioni a temperature altissime ho raggiunto stupende trasparenze ed effetti pittorici
molto suggestivi che richiamano fondali marini, cieli stellati, colorate trasfigurazioni di forme rese
palpitanti da colpi di luce.
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Fu stimolata dalle avanguardie della Bauhaus
ANNA CASTELLI FERRIERI
Sua la famosa sedia Kartel
Anna Castelli Ferrieri ( è stata una designer italiana di grande prestigio.
Nasce a Milano il 6 agosto 1920. Il padre Enzo, intellettuale, editore e fondatore della rivista
Convegno, aveva dato vita ad un circolo culturale, frequentato da figure quali Luigi Pirandello,
Umberto Saba e Eugenio Montale.
Stimolata dalle avanguardie della Bauhaus, nel 1938 inizia a studiare architettura presso il
Politecnico di Milano, e, durante l'università è allieva di Franco Albini, da cui apprende l'approccio
razionalistico. Lavorando nel suo studio entra in contatto con architetti quali Piero Bottoni ed
Ernesto Nathan Rogers, impegnati nella ricostruzione di Milano.
Laureatasi nel 1943, lascia Milano durante l'occupazione tedesca a fianco del marito Giulio Castelli,
con il quale crescerà due figli. Rientrata, nel 1946 fonda un proprio studio, diventa caporedattrice
della rivista di architettura, Casabella Costruzioni e corrispondente italiana del periodico inglese
Architectural Design. Si spegne il 22 giugno 2006.
Per la Triennale di Milano del 1947 cura, a fianco di Luciano Canella, l'allestimento della Mostra
del Mobile per il quale riceve il Diploma d'Onore, e la Medaglia d'Oro per un letto per bambini e
una poltrona. Tra il 1959 e il 1973 collabora, ed in seguito ne diviene associata, con Ignazio
Gardella, un architetto razionalista - organico.
Tra le opere realizzate vi sono gli uffici dell' Alfa Romeo ad Arese, della Tecnitub a Podenzano,
della Castek a Milano, e della Kartell a Binasco. Cura inoltre il restauro e la ricostruzione di edifici
storici, tra i quali, il Chiostro del Bramante a Milano, e Palazzo Benci a Firenze. Si occupa anche di
urbanistica, con i piani regolatori di Milano, Torino e Genova, e di alcune aree di Vicenza, Pugno
chiuso, Stintino, Sharestenak (Iran) e in Algeria.
A partire dal 1966 collabora con la Kartell, fondata dal marito nel 1949, azienda pioniera in Italia
nella produzione di oggetti di plastica d'uso quotidiano. Tra i principali progetti vi sono la sedia
sovrapponibile 4870, vincitrice del Compasso d'oro, ed i mobili 4970/84, contenitori componibili
per la casa, in linea con l'ideale di Anna Castelli Ferrieri secondo cui, agli oggetti di uso comune,
poteva coniugarsi un design funzionale.
Dal 1984 al 1986 insegna Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano, e dal 1985 al 1992 è
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docente alla Domus Academy. Nel 1994 progetta per la Sambonet la linea di posateria Hannah,
grazie alla quale riceve nuovamente il Compasso d'oro.
Dal 1969 al 1971 Anna Castelli Ferrieri è presidente dell'Associazione per il Disegno Industriale
(ADI) , socia dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) e fondatrice del Movimento di studi per
l'architettura (MSA). Nel 1990 fonda, assieme ai suoi ex allievi, il gruppo di progettazione ACF
Officina.
Riconoscimenti
Medaglia d'oro alla VIII Triennale di Milano (1947)
Bundespreis Gute Form per gli elementi componibili 4970/84 (1973)
Compasso d'oro per la sedia 4870 di Kartell (1987) e posata Hannah di Sambonet (1994).
Kölner Klopfer del Köln International School of Design (1999)
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Critico d'arte, pittore e filosofo italiano.
IL PERSONAGGIO GILLO DORFLES
E' stato Professore di estetica presso le università
di Milano - Cagliari - Trieste
« L'arte non prescinde dal tempo per esprimere semplicemente lo spirito della Storia universale,
bensì è connessa al ruolo delle mode e a tutti gli ambiti del gusto. »Gillo Dorfles
Angelo Dorfles, detto Gillo (Trieste, 12 aprile 1910), è un critico d'arte, pittore e filosofo italiano.
Di padre goriziano e madre genovese, è laureato in medicina, con specializzazione in psichiatria.
Parallelamente agli studi in ambito medico, sin dai primi anni trenta si dedica allo studio della
pittura, dell'estetica e in generale, delle arti. La conoscenza dell'antroposofia di Rudolf Steiner,
acquisita a partire dal 1934 grazie alla partecipazione a un ciclo di conferenze a Dornach, orienta la
propria arte pittorica verso il misticismo, denotando una vicinanza più ai temi dominanti dell'area
mitteleuropea che a quelli propri della pittura italiana coeva.
Professore di estetica presso le università di Milano di Cagliari e di Trieste, nel 1948 fondò insieme
ad Atanasio Soldati, Galliano Mazzon, Gianni Monnet e Bruno Munari il Movimento per l'arte
concreta, del quale contribuì a precisare le posizioni attraverso una prolifica produzione di articoli,
saggi e manifesti artistici.
Per tutti gli anni cinquanta prende parte a numerose mostre del MAC, in Italia e all'estero: espone i
suoi dipinti alla Libreria Salto di Milano nel 1949 e nel 1950 e in numerose collettive, tra le quali la
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mostra del 1951 alla Galleria Bompiani di Milano, l'esposizione itinerante in Cile e Argentina nel
1952, e la grande mostra "Esperimenti di sintesi delle arti", svoltasi nel 1955 nella Galleria del Fiore
di Milano. Nel 1954 risulta componente di una sezione italiana del gruppo ESPACE. Nel 1956
diede il suo contributo alla realizzazione dell'Associazione per il disegno industriale.
Si dedicò quindi in maniera pressoché esclusiva all'attività critica sino a metà degli anni ottanta.
Solo nel 1986, con la personale presso lo Studio Marconi di Milano, tornò a rendere pubblica la
propria produzione pittorica, che ha coltivato anche negli ultimi anni successivi.
Considerevole è stato il suo contributo allo sviluppo dell'estetica italiana del dopoguerra, a partire
dal Discorso tecnico delle arti (1952), cui hanno fatto seguito tra gli altri <Il divenire delle arti
(1959)> e <Nuovi riti, nuovi miti (1965)>. Nelle sue indagini critiche sull'arte contemporanea
Dorfles si è sovente soffermato ad analizzare l'aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e
culturali, facendo ricorso anche agli strumenti della linguistica.
È autore di numerose monografie su artisti di varie epoche (Bosch, Dürer, Feininger, Wols,
Scialoja); ha inoltre pubblicato due volumi dedicati all’architettura (Barocco nell'architettura
moderna, L'architettura moderna) e un famoso saggio sul disegno industriale (Il disegno industriale
e la sua estetica, 1963).
Dorfles è il primo, già nel 1951, a vedere tendenze barocche nell'arte moderna (il concetto di
neobarocco sarà poi concettualizzato nel 1987 da Omar Calabrese) riferendole all'architettura
moderna in: Barocco nell'architettura moderna.
Nel 1995 contribuisce al Manifesto dell'antilibro, presentato ad Acquasanta in provincia di Genova,
in cui esprime la valenza artistica e comunicativa dell'editoria di qualità e il ruolo del lettore come
artista. A Genova si occupa anche del lavoro del pittore Claudio Costa. Il 20 settembre 2003 è
presente alla presentazione del libro Materia Immateriale, biografia di Claudio Costa, a cura di
Miriam Cristaldi, di cui Dorfles ha scritto la prefazione.
L'editore Castelvecchi ha pubblicato Horror Pleni. La (in)civiltà del rumore (2008), in cui analizza
come la «scoria massmediatica» dei nostri tempi abbia soppiantato le attività culturali; Conformisti
(2009) e Fatti e Fattoidi (2009).
Nel 2009 pubblica un inedito d'eccezione: Arte e comunicazione, in cui mette la teoria alla prova
con alcune applicazioni concrete particolarmente rilevanti e problematiche come il cinema, la
fotografia, l'architettura.
Il 24 marzo 2010 è uscito Irritazioni - Un'analisi del costume contemporaneo, uscito nella collana
Le navi dell'editore Castelvecchi. Con la sua ironia Dorfles ha raccolto le prove della sua
inconciliabilità con i tempi che corrono. Nel libro c'è una critica sarcastica e corrosiva all'attuale
iperconsumismo.
Nel settembre 2010, Comunicarte Edizioni, pubblica 99+1 risposte di Gillo Dorfles nella collana
Carte Comuni. Un'intervista "lunga un secolo" con la quale il critico ripercorre la sua vita e alcuni
incontri d'eccezione: da Italo Svevo a Andy Warhol, da Leo Castelli a Leonor Fini.
Onorificenze
Numerose sono le onorificenze di cui è stato insignito, tra le quali: Compasso d'oro
dell'associazione per il design industriale (ADI), Medaglia d'oro della Triennale, Premio della
critica internazionale di Girona, Franklin J. Matchette Prize for Aesthetics. È Accademico onorario
di Brera e Albertina di Torino, membro dell'Accademia del Disegno di Città del Messico, Fellow
della World Academy of Art and Science, Dottore honoris causa del Politecnico di Milano e
dell'Università Autonoma di Città del Messico.
È stato insignito dell'Ambrogino d'oro dalla città di Milano, del Grifo d'Oro di Genova e del San
Giusto d'Oro di Trieste.
Ed ancora, nell'aprile 2007, l'Università di Palermo, su proposta del DPCE, gli conferisce la laurea
honoris causa in Architettura con la seguente motivazione: «per l'interdisciplinarità che investe la
cultura del progetto e del prodotto di cui costituiscono evidenza il successo straordinario dei suoi
libri; vale come ringraziamento per aver lavorato, tra ottimismo ed utopia, per una nuova stagione
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dell'architettura; e vale ancora come riconoscimento della sua capacità di esprimersi anche come
artista».
Il 13 novembre 2012, il 102enne filosofo e critico d'arte ha ricevuto presso l'Università di Cagliari
la laurea ad honorem in Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale.
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La mostra è curata da Giovanni Faccenda
AL MUSEO FONDAZIONE
LUCIANA MATALON
LORENZO DONATI: IDILLI DI NATURA
La sua pittura viene definita “naturalismo lirico“
A cura di Giovanni Faccenda
11 settembre – 4 ottobre 2014
MUSEO FONDAZIONE LUCIANA MATALON
Foro Buonaparte 67, Milano
VERNISSAGE: Giovedì 11 settembre ore 18
Dall’11 settembre al 4 ottobre 2014, il Museo Fondazione Luciana Matalon ospita la mostra Idilli di
natura, di Lorenzo Donati, a cura di Giovanni Faccenda.
La sua pittura viene definita “naturalismo lirico”, pervaso e scandito da suggestioni intime che sulla
tela prendono forma in immagini idilliache, colte all’alba o al primo calar della sera.
Nella partecipata arte di Donati, la natura torna a essere intima urgenza, inviolabile certezza, un
fecondo territorio narrativo per chi sa coglierne i minimi sussulti in scenari sospesi fra realtà e
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immaginazione, ebbri di bellezza e di un silenzio evocativo, quasi religioso.
Come spiega il curatore Giovanni Faccenda, “dipingere per Donati equivale a immergersi in un
mare magnum di sensazioni proprie. Ciò che a poco a poco affiora sulle carte o sulle tele potrebbe
dunque facilmente dirsi una sorta di suo evanescente ritratto interiore poiché, nell’andamento
curioso di un arbusto, nell’intreccio complicato di radici, fusti e qualche fascinoso stelo, pulsa,
vivida, ognuna delle trepidazioni che lo ha condotto, ansioso, verso il cavalletto […] quelle che al
primo approccio possono apparire come ruvide sterpaglie riescono, viceversa, repentinamente a
trasformarsi – agli occhi e nel cuore degli osservatori più sensibili – in oasi inattese di un eden
immaginifico, nel quale l’aria è ferma per l’incanto e la natura, sottovoce, racconta dei suoi mille
idilli.”
Lorenzo Donati è nato nel 1956 in Canada da genitori italiani. All’età di sei anni rientra in Italia
con la famiglia e si stabilisce in provincia di Arezzo, dove tuttora vive e lavora.
Espone con regolarità in mostre personali e collettive, ottenendo ottimi riscontri sia da parte della
critica che dei collezionisti e ricevendo numerosi premi. E’ stato indicato da Giovanni Faccenda tra
gli artisti meritevoli di una segnalazione nell’edizione n°49 del CAM (Catalogo dell’Arte Moderna,
Editoriale Giorgio Mondadori).
Ingresso libero
Catalogo in Fondazione
APERTURA: UFFICIO STAMPA e INFO:
DAL MARTEDI’ AL SABATO 10-19 Chiara Belli e Nadia Vitari DOMENICA E LUNEDI’
CHIUSO Tel. 02 878781 – 02 45470885
[email protected] www.fondazionematalon.org
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Conoscitore di Modigliani denunciò le false sculture
pescate nei fossi livornesi
CARLO PEPI TRA I MASSIMI ESPERTI
D'ARTE A LIVELLO MONDIALE
E' stato il fondatore dell’Istituzione <Casa Natale Modigliani>
Passione e intuito sono stati i punti cardinali che hanno orientato la ricerca di Carlo Pepi, sin
dall'inizio della sua attività di collezionista. Una biografia ricca di incontri e di esperienze
battagliere, in cui il critico e collezionista, ha generosamente messo a disposizione dell'opinione
pubblica, la propria competenza nel campo dell'arte e le sue doti di investigatore,hanno sempre
chiarito e anche smascherato le ambiguità del mondo dell'arte.
Carlo Pepi si è dedicato all'arte per amore, appassionato fin da giovane di Van Gogh, ha coltivato
questo suo interesse per l'arte. Ben presto cominciò ad acquistare opere d'arte.
Quando si accorse che era possibile acquistare anche opere degli artisti innovatori dell'Ottocento
toscano, si impegnò in diversi acquisti, prediligendo disegni.Questi, infatti, sono da sempre stati
oggetto del suo particolare interesse, dal momento che rappresentano le prime impressioni, quelle
nate dal vero e fermate sul foglio.
La sua forte passione per l'arte lo ha condotto ad intraprendere battaglie solitarie e qualche volta a
fianco del suo fraterno amico James Beck.
Conoscitore profondo di Modigliani denunciò le false sculture pescate nei fossi livornesi
Carlo Pepi è stato il fondatore dell’Istituzione <Casa Natale Modigliani>, dove creò un centro
studi con libri e documenti inerenti alla figura dell’artista e vi tenne importanti mostre. Per volontà
di Jeanne Modigliani fece parte degli Archivi Legali Modigliani, ma nel 1990 si dimise e lasciò la
Casa Natale di Modigliani, non condividendo le attribuzioni che gli altri membri andavano facendo.
Individuate le tre sculture erroneamente cercate nei Fossi livornesi, che Modigliani l'artista aveva
affidato a <Solicchio> dovendo ritornare in Francia dopo che durante tutta l'estate del 1909 aveva
lavorato nei pressi del mercato centrale, Carlo Pepi visionandole le ha
riconosciute
immediatamente come autentiche.
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Per essere stato protagonista di molte battaglie combattute in nome della tutela dell'Arte, è stato
nominato direttore della sezione falsi e contraffazioni dal critico americano James Beck
nell’Associazione Internazionale ArtWatch, che ha lo scopo della tutela delle opere d'Arte.
Carlo Pepi è un raffinato esperto d'arte, sensibile, intuitivo che ha dedicato la vita a studiare,
collezionare e promuovere artisti di talento che lui sapeva riconoscere ed apprezzare.
Ha collezionato circa 20.000 opere di oltre 2.000 artisti.
Lui è ritenuto tra i massimi esperti d'arte a livello mondiale.
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Pisa apre a Modì
Il genio l'artista maledetto e dissoluto
AMEDEO MODIGLIANI
GRANDE MOSTRA A PALAZZO BLU
La storia drammatica e memorabile
Pochi uomini hanno incarnato come Modigliani il mito romantico dell’artista geniale e trasgressivo.
“Modì”, l’artista maledetto dalla vita dissoluta, il bellissimo dandy dai tanti amori, il genio
incompreso che si rifugiava nel vino e nell’assenzio la cui storia è breve ma intensa, drammatica e
memorabile.
L'esposizione
In mostra nelle suggestive sale di Palazzo Blu di Pisa, una ricca e attenta selezione di opere
provenienti dal Centre Pompidou di Parigi insieme a magnifici capolavori provenienti dalle
principali collezioni pubbliche e private, italiane e straniere ricreeranno l’atmosfera culturale in cui
maturò la straordinaria ed entusiasmante esperienza della pittura dell’epoca e la vicenda artistica di
Modigliani dal periodo della sua formazione a Livorno fino al suo trasferimento a Parigi, nel 1906,
nella costante e irrequieta ricerca del nuovo.
E’ nella Parigi della cultura avanguardista, dei fauves, tra amici quali Marc Chagall, Max Jacob,
Georges Braque, Jean Cocteau che il dissoluto artista e tombeur de femmes, matura la sua poetica
artistica, influenzato fortemente da Picasso, Toulouse-Lautrec e Cézanne.
Insieme alle opere di Modì, saranno presenti anche i grandi capolavori di artisti dell’epoca, suoi
contemporanei e compagni di avventure a Montparnasse tra i quali Chaim Soutine, Pablo Picasso,
Marc Chagall, Fernand Léger e tante figure popolari come Maurice Utrillo, Suzanne Valadon,
André Derain o Raoul Dufy, Juan Gris e Gino Severini.
A completare il percorso espositivo, una significativa selezione di sculture di Modigliani e dei
grandi scultori dell’epoca come il celebre Constantin Brancusi e ancora una eccezionale serie di
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fotografie scattate da Brancusi stesso.
La curatela scientifica è affidata a Jean Michel Bouhours, accreditato studioso di Modigliani e
curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi. Un’opportunità
unica, dunque, per rivisitare una fondamentale stagione culturale che ha influenzato l’intera
produzione artistica europea.
ANSA) – PISA Palazzo Blu a Pisa celebra il genio di Amedeo Modigliani con una mostra dal 3
ottobre 2014 al 15 febbraio 2015, a cura di Jean Michel Bouhours, studioso dell'artista livornese e
curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi da cui proviene
una selezione delle opere che saranno esposte insieme ad altre. In mostra anche opere di Soutine,
Picasso, Chagall, Léger, Utrillo, Valadon, Derain, Dufy, Gris, Severini e Brancusi, comprese foto
scattate dallo stesso Brancusi.
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E' partito dall’attrazione che l’opera di Picasso, nel suo periodo
cubista, esercitava su di lui
STEFANO BRESSANI
E IL PIANETA DELLE STOFFE
Le “Sculture Vestite” aprono il panorama su un nuovo modo di
pensare, vedere e concepire l’arte
Stefano Bressani
Mina
di
Carlotta Canton
DA SABATO 6 SETTEMBRE A DOMENICA 5 OTTOBRE, il Museo Nazionale dell’Automobile è lieto di
ospitare la mostra SCULTURE VESTITE dell’artista contemporaneo Stefano Bressani, che si è distinto
grazie a una visione e un modo del tutto innovativi di fare arte “vestendo l’arte”. L’esposizione sarà curata
da Carlotta Canton - direttrice artistica di Davico Arte, storica galleria di arte contemporanea torinese - e
inaugurata venerdì 5 settembre, alle ore 18.30.
“Benvenuto sul pianeta delle stoffe”…. così esordisce Stefano Bressani, quando lo incontri per la
prima volta.
In questa esclamazione, che riporta ad immagini cinematografiche, c’è racchiusa la vera essenza
dell’arte di questo vulcanico artista; certo, perché quello che Stefano Bressani ci propone è un
mondo nuovo, personalissimo e originalissimo, che trova la propria genesi nella mente sperimentale
e pirotecnica dell’artista.
Facile e immediato sarebbe accostare questo mondo fatto di colori vivaci, di energia, di icone
cinematografiche e della musica, alla pop art, ma si finirebbe per inglobarlo in un pezzo di storia
già scritto; l’arte che ci troviamo di fronte è invece di assoluta originalità, un linguaggio unico fatto
con strumenti unici.
Le “Sculture Vestite” di Stefano Bressani aprono il panorama su un nuovo modo di pensare, vedere
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e concepire l’arte.
Stefano è partito dall’attrazione che l’opera di Picasso, nel suo periodo cubista, esercitava su di lui;
è così che la frammentazione e la ricomposizione delle immagini si sono fatte parte integrante della
sua ricerca stilistica e tecnica: conciliare tutto questo è diventato il suo lavoro di artista.
La sperimentazione di nuovi supporti e l’amore per le stoffe hanno fatto il resto, e una base solida
acquista la tridimensionalità della vita grazie ai colori e alle diverse trame dei tessuti.
“La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice
a se stesso riguardo a ciò che ha visto.” Questo diceva Picasso, nel definire la sua arte, e in fondo
anche Stefano traduce le proprie emozioni e sensazioni con le sua originale tecnica.
Quando qualcosa o qualcuno catalizza lo sguardo dell’artista, l’immagine viene catturata e
immediatamente portata in bianco e nero e qui comincia la genesi dell’opera d’arte.
I ricordi che l’immagine ha lasciato impressi nella mente e la fantasia lasciata libera di esprimersi,
fanno il resto: Stefano frammenta le immagini sul supporto rigido e poi comincia a colorarle,
traducendo tutto quello che sgorga dalla sua mente e dalla sua anima in pezzi di tessuto, che si
compongono man mano che vengono assemblati e non solo i colori ma anche le differenti trame e
orditi, contribuiscono a creare quella vita di cui sono piene le “sculture vestite”.
Le opere di Bressani catturano all’istante lo spettatore, lo rendono parte dell’opera stessa che è fatta
per essere guardata e interpretata da occhi diversi; la profondità degli sguardi nei ritratti che
raccontano l’essenza di chi è stato catturato in quell’istante dall’artista, le geometrie delle
architetture metafisiche che offrono angoli prospettici inaspettati, oggetti di culto che prendono vite
proprie. Allungare una mano per toccare cosa abbiamo davanti agli occhi, viene naturale e
immediato; la commistione dei due sensi, vista e tatto, così come la predominanza del tatto sulla
vista, danno origine a intense emozioni.
E un gesto sicuro, ossia l’inserimento di un vero chiodo sull’opera d’arte, suggella per sempre
visoni ed emozioni.
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L’Associazione Deg Anelli, la Libreria-caffè Ubik di Pisa e l’Associazione
Civico29Lab
con la partecipazione di
presentano
Seconda Edizione del Concorso di Disegno per Bambini
Un disegno per Ebenezer
REGOLAMENTO:
1. Tema del Concorso: Mary Poppins - Sono trascorsi 50 anni da quando la Walt Disney (1964)
pubblicò il fim omonimo tratto da una raccolta di novelle di Pamela Lyndon. Qualsiasi
soggetto tratto dal fim va bene.
2. Chi può partecipare:possono partecipare i bambini della scuola d’infanzia, della scuola
primaria e della scuola secondaria di primo grado.
3. Date da ricordare:il Concorso inizia il 1 ottobre 2014 e la scadenza è fissata per domenica 23
novembre 2014 alle ore 22:00.
4. Il tipo di disegno da fare:saranno ammessi disegni e collage personalmente realizzati a
mano con qualunque tecnica, ad esempio: matite, pastelli a cera, tempere, acquarelli;
saranno anche ammessi disegni con scritte che riportino parti di testo, ad esempio fumetti.
5. Che dimensioni avrà il disegno:le misure del disegno dovranno essere quelle di un
cartoncino formato A4.
6. Come partecipare: il disegno deve essere consegnato, a mano, alla Libreria-caffè Ubik di
Pisa, in via Garofani n.6, o alla Associazione Degli Anelli, in via Bovio n. 30 (PI) ogni
venerdi dalle 17:00 alle 19:00 entro domenica 23 Novembre alle ore 22:00.
7. Importante:insieme al disegno dovrà essere consegnata la SCHEDA DI
REGISTRAZIONE, compilata in ogni sua parte, che si trova allegata al presente
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Regolamento (vedi pagina 4).Si prega di scrivere in stampatello. I disegni non saranno
restituiti.
PREMI :
1° premio: un orsacchiotto ed un mese di laboratorio Ludico Culturale presso L’Associazione
Degli Anelli
2° premio: un libro offerto dalla libreria Ubik
3° premio: un e-book ed una illustrazione del libro di Renata Oftinowska.
4° premio : gadget
5° premio : gadget
A tutti i bambini sarà rilasciato un diploma di partecipazione.
1.
La commissione:
la commissione, che valuterà i disegni e assegnerà i premi, sarà composta dai seguenti membri:
- Presidente: Michela Radogna (artista)
- Jolanda Pietrobelli (critico d’arte)
- Renata Oftinoska (illustratrice)
- Massimiliano Sbrana (Galleria Centro d’Arte Moderna, Pisa)
- Enzo Lamassa (Associazione Civico29Lab)
2.
PREMIAZIONE:la premiazione avverrà Lunedi 8 Dicembre 2014 alle ore 16:00, presso la
Libreria-caffè Ubik di Pisa, in via Garofani n.6.
I disegni saranno esposti nella libreria e dopo la premiazione ci sarà una merenda. Siete tutti
invitati.
3.
Dove saranno pubblicati i RISULTATI:i risultati del Concorso saranno pubblicati sui
quotidiani locali e sui social network.
4.
Come COMUNICARE con gli Organizzatori: per ogni comunicazione, per le domande, i
chiarimenti e gli aggiornamenti sul Concorso si prega di prendere visione della pagina
Facebook dell’evento: “Un disegno per Ebenezer”.
5.
RESPONSABILITA’: ogni genitore, in qualità di rappresentante legale, dovrà firmare in
stampatello il foglio che rilascia il consenso alla partecipazione del minore al Concorso,
nonché il consenso al trattamento dei dati personali nel rispetto del D.Lgs 30 giugno 2003,
n.196.
6.
LIBERATORIA: la partecipazione al presente Concorso “Un disegno per Ebenezer” costituisce
atto di accettazione dell’uso dei dati personali ai sensi di legge, incluso la pubblicazione dei
nominativi dei vincitori su qualsiasi mezzo di comunicazione e il trattamento dei dati personali.
Questo Concorso vuole essere di stimolo alla partecipazione nello spirito natalizio e non di stretta
competizione: un momento per ritrovarsi, parlare, giocare, conoscersi...
Buon lavoro e buon divertimento a tutti!
La proprietà intellettuale della presente iniziativa è dell’Associazione Degli Anelli, la quale, pur
assumendo l’impegno di proporre lo stesso Concorso, si riserva la facoltà di essere l’unica
promotrice del Concorso di Disegno per Bambini :“Un disegno per Ebenezer”.
P.s.
Presso Mix Art e presso L'Associazione Degli Anelli, si svilupperanno altri incontri – letturemusiche- films da definire -sempre su “Mery Poppins”63
SCHEDA DI REGISTRAZIONE
Primo Concorso di Disegno per Bambini
Anno 2013/2014
Un disegno per Ebezener
Tema: L’ALBERO DI NATALE
Associazione Degli Anelli, Libreria-caffè Ubik di Pisa, Associazione Civico29Lab, Mixart
Dati del BAMBINO/A
Nome:
Cognome:
Data
di
nascita
Età:
Dati del TUTORE (genitore o
chi ne fa le veci)
Nome:
Cognome:
Indirizzo di residenza:
CAP:
Città:
Prov:
e-mail (eventuale):
Accetto in ogni sua parte e in maniera integrale il Regolamento del Concorso pubblicato sui siti web
degli Organizzatori e autorizzo il trattamento dei nostri dati personali, per le sole finalità e scopi del
presente Concorso, secondo quanto stabilito dal D. Lgs. 196 del 30/06/2003 “Codice in materia di
protezione dei dati personali” e come indicato dettagliatamente nel Regolamento.
Data_____________________
____________________________________
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Firma
Sei albums consecutivi divennero dischi d’oro in America.
JIM MORRISON MUSICA
E OCCULTISMO
Cosa si cela dietro questo personaggio misterioso
ancora oggi tanto amato
di
Daniele Curci
Jim Morrison - bello, colto, rampollo ribelle di una ricca famiglia borghese, pieno di velleità
poetiche e rivoluzionarie - pur non sapendo suonare alcuno strumento né avendo mai cantato prima,
divenne, con la sua presenza scenica oltraggiosa ed il suo esplosivo sex-appeal, il leader carismatico
della band e l’idolo erotico di migliaia di ragazzine urlanti. Ancora oggi, a quasi trent’anni dalla
morte per overdose, il suo volto – icona del nulla – continua ad occhieggiare da posters e magliette
per i figli ed i nipoti dei primi acquirenti dei suoi dischi.
Se il bel Jim provvedeva testi provocatori e fantasmagorici oltre ad un’interpretazione teatrale ed
entusiasmante, l’originale fraseggio organistico di Manzarek ordiva armonie irresistibili che
scalavano immancabilmente i primi posti delle classifiche. Sei album consecutivi divennero dischi
d’oro in America.
Nel giro di pochi anni di successi musicali – dal gennaio 1967 al luglio 1971 - il giovane poeta si
trasforma però in un ubriacone drogato barcollante da un palcoscenico all’altro e da un processo
all’altro (fellonia, vilipendio, ubriachezza molesta, atti osceni in luogo pubblico, ecc.). Nei suoi
versi emerge sempre un compiacimento morboso per l’autodistruzione ed il nihilismo: “Questa è la
fine, mia bella amica, questa è la fine, mia unica amica, dei nostri piani elaborati, la fine, di tutto ciò
che esiste, la fine…” - un pezzo che fece epoca The End (la fine), in cui si descrive il risveglio di un
giovane assassino che stermina la sua famiglia: la sorella, il fratello, poi, novello Edipo :
“Padre ? – Sì, Figliolo? – Voglio ucciderti ! – Madre ? Voglio…..”.
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Cosa si cela dietro la misteriosa figura di questo personaggio ancora oggi tanto osannato?
Morrison non era soltanto un drogato ed un ubriacone, aveva dei legami profondissimi con il mondo
dell’occulto.
L’inizio delle sue macabre fantasie ossessive risale ad un evento traumatico subito nell’infanzia.
Il piccolo Jim Morrison viaggiando con i genitori ed i nonni nel deserto, vicino ad una riserva
indiana nei pressi di Albuqueque si imbattè in un drammatico incidente stradale, accanto ad un
camion rovesciato vide i corpi morti, scompostamente riversi in terra, di alcuni Indiani Pueblo.
Racconterà nel disco postumo An American Prayer –“vidi un camion rovesciato per un incidente
stradale, c’erano decine di indiani morti sparsi sulla strada….gli spiriti di molti di quegli indiani
sono entrati dentro di me, sono ancora lì…”.
A confermare queste suggestioni fu lo stesso Jim in un intervista rilasciata in perfetta lucidità a Paul
Ferrara e Babe Hill:
“[…]Ero solo piccolo….un bambino è come un fiore la cui testa fluttua nella brezza. Ma la
sensazione che ne ho adesso ripensandoci, guardando indietro, è che l’anima di uno di quegli
Indiani, forse di molti di loro volò e saltò nel mio cervello.[…] Quella fu la prima volta che
assaporai la paura. E siccome questa è una proiezione del passato io penso veramente che in quel
momento le anime o i fantasmi di quegli indiani morti, magari uno o due di loro, siano schizzati
dentro la mia anima, e io ero come una spugna pronta ad assorbirli. Questa non è una storia di
fantasmi, è qualcosa che significa davvero molto per me.”
Jim Morrison novello Dioniso
Secondo la mitologia greca Dioniso girava il mondo seguito da una ubriaca truppa di ninfe, satiri,
menadi e baccanti. Nelle tipiche rappresentazioni, Dioniso è il dio giovane e bello, imberbe, con
lunghi capelli, a volte sul dorso di una pantera, altre volte avvolto in pelli di animale. Il suo culto
d’adorazione si concludeva con dissolute baldorie e influenzò anche la cultura – le feste in suo
onore che si tenevano ad Atene diedero infatti luogo alle prime rappresentazioni teatrali greche.
Chiasso, musica, orge, alcool…queste parole rendono bene l'idea dell’atmosfera che si respirava
nelle feste dionisiache…
Gli stessi elementi, presenti tra l'altro in tutti i suoi spettacoli, caratterizzarono la turbolenta vita di
Jim Morrison, che affascinato dal mondo del mito pagano, dalla tragedia greca…disse:
“A volte mi piace guardare la storia del rock’n’roll come l’origine della tragedia greca, che iniziò su
un’aia nelle stagioni cruciali e all’inizio era un gruppo di fedeli che ballavano e cantavano. Poi, un
giorno, un indemoniato balzò fuori dalla folla e cominciò a imitare un dio”.
Quell’indiavolato imitatore di un dio pagano che danzava e urlava in ebbro abbandono,
impersonificava il mistero della divinità e il suo stesso potere…in esso si indentificava. Quando
saliva sul palco Morrison subiva una metamorfosi: la sua voce gentile diventava aspra, rauca,
profonda, potente; la sua goffa mimica diventava arrogante, orgogliosa; il volto placido si
trasformava e i suoi occhi in genere penetranti e indagatori, diventavano vuoti, vitrei e lontani come
due finestre illuminate. Emetteva strani suoni gutturali, suoni animaleschi, urlati e gridati come
fossero di dolore. I suoi abiti in pelle di serpente frusciavano. I gesti si facevano spasmodici, , non
ballava con grazia e fluidità, ma con passi saltellati, sporti in avanti, scatti di testa, come un indiano
d’america nel corso di una danza rituale.
Jim Morrison non recitava un ruolo, egli era uno sciamano.
Ray Manzarek, membro dei Doors, ricordando Morrison dichiarò: "Non era un musicista. Non era
un attore. Non era un uomo di spettacolo. Era uno sciamano. Era posseduto". Qualche tempo prima,
aveva dichiarato: "la nostra musica è proprio come una cerimonia tribale, e Jim è lo sciamano".
Il tema dionisiaco-panistico è praticamente una costante nel campo delle sette sataniche… La
ritualità dei culti dionisiaci ricorda i moderni riti satanici e perfino alcuni simboli, come il capro,
hanno origine proprio nella cultura greca. Nel corso delle feste dionisiache, o baccanali, si era soliti
sacrificare un caprone, e il rito sacrificale era accompagnato da canti corali e da battute che in forma
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di dialogo venivano scambiate dai sacerdoti. A questo aspetto del rituale i pensatori greci
riconducono l'origine della tragedia (individuando l'etimologia, nel termine tragedia "il canto del
capro"), destinata nella Grecia classica a diventare una delle forme più alte e complesse di poesia.
Il capro è simbolo di estasi ricollegabile al mito dionisiaco-panistico: energia illimitata e
sovrumana.
Jim Morrison e lo sciamanesimo
Perché il teatro funzionasse, perché il mito avesse più significato conoscitivo, la gente doveva
sentirlo, interiorizzarlo. Rituali, sedute spiritiche e cerimonie religiose fornivano ai partecipanti
opportunità per sperimentare sostanza mistica a livello viscerale.
Fu proprio l’evento traumatico infantile che segnò la vita del piccolo Jim, ad avvicinare
l’adoloescente Morrison all’interesse per lo sciamanesimo e all'approfondimento della cultura dei
nativi d’America.
Lo sciamano era una figura particolare: veggente, guaritore, sognatore, mediatore…attraverso l’uso
di sostanze allucinogene, in stato di trance, comunicava con entità spirituali. Uno sciamano non
poteva diventare tale, la tradizione diceva che l’unico modo per esercitare tale <confessione> fosse
quella di ereditare l’anima di uno sciamano morto.
Proprio in riferimento a quest’ultimo punto, strettamente ricollegato al traumatico incidente di cui
fu testimone il piccolo Jim, si doveva la profonda convinzione di Morrison di essere uno
sciamano... Disse:
“ Nel corso della seduta spiritica, lo sciamano conduceva. Un panico sensuale, deliberatamente
evocato attraverso droghe, canti, danze, scaglia lo sciamano in trance. Mutamenti di voce,
movimenti convulsi. Si muove come un pazzo. Questi istericirappresentanti, appositamente scelti in
virtù della loro psicotica propensione, una volta erano molto considerati. Mediavano tra l’uomo e il
mondo spirituale. I loro viaggi mentali formavano la croce della vita religiosa della tribù”.
Morrison esaltava l’uso degli allucinogeni, in particolare del peyote, pianta cactacea messicana da
cui si estraggono la mescalina e otto alcaloidi, pianta sacra presso inativi d’America, che per le sue
proprietà allucinogene veniva utilizzata dagli sciamani per entrare nello stato di trance.
Chiesa peyotista così si chiama in America la Chiesa degli indiani nativi, il loro credo eretico esalta
il culto del peyote, pianta secondo la tradizione donata da Dio agli indiani, nel quale si crede vi sia
una parte dello Spirito Santo. Il cibarsi di peyote ha quindi una funzione sacramentale…
Fu un libro, in particolare, a condizionare il ventenne Morrison, Le porte della percezione di Aldous
Huxley, in cui si narravano le personali esperienze dell’autore con la mescalina. Questo libro si
radicò così tanto nella vita di Jim Morrison da dare perfino il nome al suo famoso gruppo musicale
“Doors” per l’appunto da “The doors of perception”.
Morrison e l’adorazione dei rettili
Morrison si rivelò ossessionato da immagini di rettili, come simbolo sessuale ma non soltanto,
persisteva in essi qualcosa di più profondo, una fascinazione sciamanica oscura:
“Cavalca il serpente, cavalca il serpente, è vecchio e la sua pelle è fredda…il serpente è lungo sette
miglia, cavalca il serpente…” (da The End).
Un altro brano si intitola The Celebration of the Lizard (la celebrazione della lucertola), vi si
racconta, in toni visionari, del ritorno dall’esilio di un misterioso e onnipotente Re Lucertola che
guida le sue schiere –
“fratelli e sorelle della pallida foresta, figli della notte” - alla riconquista della sua città natale.
Anche la celebre Riders on the Storm (cavalieri nella tempesta) è pervasa da cupe immagini di
morte:
“Cavalieri nella tempesta, c’è un assassino per la strada, cavalieri nella tempesta, il suo cervello si
contorce come un rospo, se dai un passaggio a quest’uomo, una dolce famiglia morirà, cavalieri
nella tempesta…”.
Sul palco Jim Morrison si veste di pelle di serpente…giacca di squame, pantaloni di pelle, stivali di
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pelle…egli stesso si sente un serpente e i suoi movimenti sul palco ricordano lo strisciare di un
serpente.
Come spiegare questa ossessione per i rettili nei testi delle canzoni, nelle sue poesie e perfino nelle
interviste rilasciate?
C’è qualcosa di più di una semplice fissazione, dietro parole apparentemente prive di senso si
nasconde un oscuro culto. Egli stesso afferma:
"L'Oscurità, il Male, il Selvaggio sono per noi territori da sondare, da percorrere cavalcando il
Serpente... Il mio è anche un invito rivolto ai poteri oscuri, alle forze del Male, perché escano allo
scoperto".
Abbiamo detto che Morrison risentì dell’influsso della cultura sciamanica, nella quale sono molto
frequenti i riferimenti agli elementi della terra e agli animali verso i quali, i nativi americanti ad
esempio, nutrono un vero e proprio culto.
Nel caso di Morrison il serpente, la lucertola, i rettili divengono incarnazione dell’oscuro,
divengono simbolo di un misterioso male da adorare.
Male e serpente, un binomio che non può esimerci dal manifestare l'evidenza di un chiaro
riferimento alla simbologia satanica. Il serpente, il rettile infatti è da sempre associato al Maligno…
nelle Sacre Scritture Satana appare in Genesi sotto forma di serpente, ed ancora nell’Apocalisse,
dove è chiamato drago e serpente antico.
Jim Morrison e il matrimonio wicca
Patricia Kennely, “moglie” di Jim Morrison, era una strega praticante e avvicinò molte persone alla
stregoneria attraverso i suoi libri. Una volta affermò:
"Ho reso accessibile la stregoneria a persone che non avrebbero mai letto un libro sulla stregoneria,
ma che leggerebbero un libro fantasy o una biografia di una rock star. È il mio modo di strisciare
verso la porta sul retro e mantenerla aperta per farli entrare dentro".
Le streghe, venerano le forze ancestrali della natura, la Triplice dea, la Grande madre e la sua
contropare maschile, il Dio Cornuto.
Era una notte di mezza estate del 1970, nell’appartamento in stile gotico-vittoriano di Patricia erano
state accese delle candele. Il rituale matrimoniale venne spiegato.
Il matrimonio Wicca chiamato handfasting ("Legare le Mani"), è visto come una fusione di anime
su un piano Karmico e cosmico che influenza il ciclo delle reincarnazioni. Il matrimonio fu
“celebrato” da un’amica di Patricia, un’alta sacerdotessa della congrega, assistita da un altro
sacerdote.
Il rituale prevedeva preghiere, invocazioni alla Dea, benedizioni, l’esecuzione di due piccoli tagli
sui polsi e gli avambracci di entrambi gli sposi, la mescolanza di qualche goccia di sangue in un
calice di vino consacrato dal quale dovevano bere, il salto di un manico di scopa, lo scambio di
giuramenti iscindibili, e la finale invocazione della presenza della Dea.
I sacerdoti stilarono due documenti, uno in inglese uno in runico (carattere magico). Tutti i presenti
firmarono mentre a Jim e Patricia fu richiesto di firmare con il sangue.
L'unione si scioglie qualche tempo dopo quando lei rimane incinta e su spinta di Morrison
abortisce.
Storia terribile di riti magici , invocazioni demoniache (la dea, le divinità pagane, il dio cornuto…
sono tutti idoli pagani e demoniaci) e patti di sangue (unire il sangue, bere il sangue riti frequenti
negli ambienti satanici)…
Morrison e l’esaltaizone della sessualità disordinata
“Voglio avere la libertà di provare tutto, credo di voler sperimentare tutto almeno una volta”
Con queste parole Jim Morrison sintetizzava il suo credo, il suo concetto di libertà, consistente nel
fare tutto, senza schemi o regole da seguire.
Chi conosce la figura di Alister Crowley, fondatore del satanismo contemporaneo, non può fare a
meno di associare le parole di Morrison con il famoso motto dell’occultista : “Fai ciò che vuoi”.
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Questo accostamento non è certamente casuale se si considera che sulla copertina di uno degli
album dei Doors appare l'immagine di Crowley (un busto attorno al quale la band è raccolta).
La maggiornaza dei sociologhi e degli studiosi di movimenti religiosi sono concordi nel rilevare,
nei movimenti satanisti, l’esaltazione disordinata della componente sessuale; il sesso infatti diviene
un segno di appartenenza al maligno, in quanto esso viene utilizzato come trasgressione al difuori di
qualsiasi contesto di amore, per ridurre l'uomo alla sua animalità senza più la sua immagine e
somiglianza spirituale col Creatore.
Questa visione svilente del sesso quale rottura degli schemi, divenne intorno alla fine degli anni 60
un vero e proprio culto… Molti noti cantanti e leader di famose band divennero i guru di questo
libero pensiero, dei veri e propri idoli del sesso.
Così fu, ad esempio, per Morrison, simbolo di perversione sessuale, di una morale libera da ogni
schema, ma anche priva di ogni pudore… Diceva Morrison
“La sessualità può essere una buona strada verso la liberazione interiore, ma può anche rivelarsi una
trappola. Il segreto sta nell’assecondare le proprie vere pulsioni, ma la gente è più impegnata a
nascondersele e a nasconderle, a mistificarle…”
E ancora “il sesso che coinvolge pienamente i sensi è un’esperienza mistica”
Ma non solo con le parole, soprattutto con i fatti dimostrava queste sue convinzioni…
Spesso durante i concerti si esibiva in spettacoli osceni, più volte ad esempio durante i concerti si
slacciava i pantaloni mostrando i genitali e invitando le ragazze ad avere rapporti sessuali, versi
osceni, movimenti ambigui con la chitarra o con l’asta del microfono, ma anche tanto masochismo,
con gesti e movimenti amplificati dalle cariche anfetaminiche produceva la sensazione di una
surreale rappresentazione tribale oscura e sottesa di latente violenza. Al concerto al “California
State College” ha fustigato e ingiuriato senza pietà con urla e gesti la prima fila di ragazze, ma il
vero “spettacolo” cominciava nei backstage, dopo il cocnerto, dove lui spesso ustionava le fan con
la brace di sigaretta.
Cambiava continuamente partner, Patricia la donna che lo sposò con rito Wicca, dopo poco tempo
lo lasciò, mentre Pamela Courson, nonostante i modi di Morrison, gli rimase fedele fino al giorno
della misteriosa morte del cantante, probabilmente per overdose. Il corpo si trova in Francia al Pére
Lanchaise, non lontano dalla tomba di Allan Kardec, fondatore dello spiritismo.
Morrison e Satana
Abbiamo parlato dei legami del cantante con il mondo occulto, con lo sciamanesimo e il peyotismo,
con i culti pan-dionisiaci e con Alister Crowley..
Non ci rimane che dire l’ultima.
Morrison stesso dichiarò che Satana, di cui aveva avuto un'apparizione, era la fonte della sua
musica.
.Non avevamo dubbi!
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Raggiunse la massima notorietà grazie alla colonna sonora
<Profondo Rosso >
CIAO...GORGIO GASLINI
Ha collaborato con registi come Antonioni, Lizzani e Argento
Omaggio di Bruno Pollacci
Giorgio Gaslini (Milano, 22 ottobre 1929 – Borgo Val di Taro, 29 luglio 2014) è stato un
compositore, direttore d'orchestra e pianista italiano.
Raggiunse la massima notorietà grazie alla colonna sonora di Profondo rosso di Dario Argento.
Tra i più prolifici jazzisti italiani, vanta circa quattromila concerti in tutto il mondo, Cina compresa,
più di 90 album, con collaboratori sia italiani che stranieri. Ha registrato per diverse case
discografiche, tra cui la Voce del Padrone e la Durium. Autore anche di colonne sonore, ha
collaborato con registi come Antonioni, Lizzani e Argento.
Cresciuto nella scena musicale milanese degli anni quaranta, Gaslini aveva iniziato a suonare il
pianoforte a sette anni, sviluppando ben presto la sua inclinazione per il jazz, genere all'epoca
relativamente sconosciuto in Italia, in quanto appannaggio di pochi cultori e scoraggiato dalle
politiche autarchiche del regime fascista: l'adolescente Gaslini si esibì in vari club milanesi e nel
1949 si iscrisse al conservatorio, dove conseguì i diplomi di pianoforte, composizione e direzione
d'orchestra. Dalla relazione con l'attrice di teatro Marisa Pizzardi nacque nel 1964 la figlia Viviana.
Dagli anni cinquanta Gaslini ha affiancato all'impegno nella musica jazz anche la sintesi con il
mondo della musica classica (ebbe tra i suoi insegnanti anche il direttore d'orchestra Carlo Maria
Giulini), non disdegnando neppure le commistioni con la musica popolare rivisitata in chiave jazz,
spesso producendo elaborazioni che lo hanno reso uno degli sperimentatori musicali più prolifici
dell'ultimo mezzo secolo.
La discografia di Gaslini copre cinquant'anni di attività ed è eterogenea, spaziando da alcune
variazioni su temi di Robert Schumann alla rivisitazione di brani di Thelonious Monk, ma
probabilmente quello che ha reso noto l'artista anche al pubblico dei non-jazzisti sono le
collaborazioni cinematografiche. A Giorgio Gaslini si devono le colonne sonore di alcuni film
famosi come La notte (1961) di Michelangelo Antonioni e, soprattutto, per l'album Profondo rosso
(colonna sonora dell'omonimo film del 1975 di Dario Argento), scritta in collaborazione con Maria
Grazia Fontana, che trovò nei Goblin, all'epoca ancora in piena fase progressive, un gruppo di
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esecutori che la resero famosissima. A quella jazzistica si aggiunge anche un'intensa attività
classica, con la produzione di diverse sinfonie e balletti (come Sprint, con direttore Alberto Martelli,
premiato nel 1999 col Premio Internazionale della Critica di “Danza & Danza”), nonché musiche di
scena per il teatro.
Alla fine degli anni settanta Gaslini ebbe anche una breve esperienza di insegnamento allo stesso
Conservatorio di Milano nel quale si era diplomato, e partecipò ad alcune trasmissioni televisive
dedicate alla musica, tra cui Jazz in Conservatorio e Musica totale (che è anche il titolo di un suo
libro).
A novembre 2009, in qualità di testimonial della Campagna Giù le mani dai bambini, è salito sul
palco dell'Auditorium Rai di Torino come protagonista per la serata di festeggiamenti della
Giornata Mondiale dell'Infanzia delle Nazioni Unite, organizzata in collaborazione con RAI Radiotelevisione italiana
È scomparso nel 2014 all'età di 84 anni all'ospedale di Borgo Val di Taro, dove era ricoverato da
circa un mese a seguito di una caduta.
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La presunta morte di uno scarafaggio:
PAUL McCARTNEY E' VIVO?
L’inquietante leggenda
di
Cristina Biolcati
La sera del 12 ottobre del 1969, il deejay Russel Gibb annunciò, dai microfoni di una radio del
Michigan, la morte di Paul McCartney, bassista del gruppo inglese dei Beatles, avvenuta,
presumibilmente 3 anni prima in seguito ad un incidente d’auto.
Una telefonata anonima ricevuta la sera precedente dallo stesso Gibb, diceva che Paul sarebbe
morto nel 1966, e sostituito in tutta fretta da un sosia, tale William Campbell, per evitare che i
Beatles, al culmine del loro successo, subissero il disgregarsi del gruppo.
La voce maschile invitava a prestare attenzione a certe copertine dei dischi ed alle canzoni dei
cantanti inglesi, poiché i tre membri rimasti, John Lennon, George Harrison e Ringo Starr avevano
cominciato a seminare tracce dell’accaduto nelle loro opere.
Nacque così l’inquietante leggenda della morte di Paul McCartney. Ad oggi, non vi sono prove
inconfutabili ad avvalorare l’ipotesi di quella che viene considerata la più nota teoria di complotto
nel mondo del rock, ma certo è che i Beatles non smentirono la cosa.
Il primo indizio risale addirittura al 1965, prima data della presunta morte di Paul, quando esce
l’album Rubber Soul ed un 45 giri con un singolo non compreso nell’album dal titolo We can work
it out, cioè , possiamo uscirne, ce la possiamo fare. Ma a fare cosa? Viene da chiedersi. Forse a
superare la morte dell’amico? Da questo momento le cose iniziano a cambiare. I Beatles non si
esibiscono più dal vivo, non vestono più tutti uguali con la loro divisa, e il loro modo di fare
musica diventa più cupo.
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Nell’album Revolver, vi sono due brani che alludono alla morte di McCartney, Taxman, dove viene
citata la guida di un’auto e un corpo che diventa freddo e Eleanor Rigby, dove si parla di un prete,
padre Mckenzie, che prepara un sermone per una cerimonia a cui nessuno assisterà. Forse si
riferisce al fatto che McCartney fu sepolto in segreto e in tutta fretta, alla presenza di un certo
sacerdote Mckenzie? Nella copertina di Revolver, Paul è l’unico posto di profilo, quasi a rimarcare
il fatto che egli non sia più fra noi.
Ed ancora, sulla copertina di Sg. Pepper Lonely Heart’s club band, sono presenti i personaggi amati
dai membri del gruppo. Come mai, insieme a Stanlio e Ollio, Marlon Brando, Carl Marx, Bob
Dylan e Jane Harlow sono presenti anche lo scrittore noir Edgard Allan Poe e soprattutto il mago
satanista Aleister Crowley? Analizzando meglio, si evincono richiami alla morte di McCartney.
Nella foto, i membri della band appaiono in piedi, vestiti con colori sgargianti, davanti ad una
specie di tomba decorata con fiori gialli posti a forma di chitarra a 4 corde, appunto il basso che
suonava Paul.
La sua testa è sormontata da una mano aperta, simbolo della morte nelle culture orientali.
All’interno dell’album è presente un’altra foto dove sulla divisa di McCartney compare una scritta
OPD, formula in voga nei paesi anglosassoni per indicare una persona dichiarata ufficialmente
morta, Officially Pronunced Dead. Se si appoggia uno specchietto alla gran cassa sulla copertina del
disco, tra le parole Lonely e Hearts, si può scorgere una scritta : 1 one 1, cioè 111 forse ad indicare i
3 membri superstiti, e He die, lui è morto. La freccia fra He e Die punta ovviamente proprio verso
McCartney.
Nel 1967 esce l’album Magical Mystery Tour, in cui troviamola celebre StrawberryFieldsForever.
Paul é seduto davanti alla scritta I was, io ero, mentre le due bandiere dietro sono poste così come si
usa nei funerali militari.
Nel 1968 è la volta dell’unico album doppio dei Beatles, intitolato White Album, poiché la
copertina è interamente bianca e compare soltanto il nome del gruppo. In particolare, nel finale del
brano I’m so tired, si sente la voce confusa di Lennon che, se ascoltata al contrario, riavvolgendo il
nastro, direbbe “Paul is dead man, I miss him, I miss him !” cioè “Paul è morto, mi manca, mi
manca!”. Dello stesso albumla celebre HelterSkelter, ascoltata numerose volte in tribunale al
processo contro Charles Manson, capo della setta satanica ed istigatore nel 1969, dell’omicidio
dell’attrice Sharon Tate e di alcuni suoi amici, il quale seminò morte affermando di eseguire
messaggi nascosti proprio in alcune canzoni dei Beatles.
Nell’album Abbey Road, forse il più noto fra questi, i 4 ragazzi di Liverpool camminano in fila
sulle strisce pedonali, come ad un funerale, e McCartney è l’unico ad essere a piedi nudi, quasi a
voler indicare l’usanza di seppellire i morti senza scarpe. Egli ha anche un passo diverso, rispetto
agli altri e tiene la sigaretta nella mano destra, pur essendo mancino. Sulla targa del Maggiolino
Volskswagen bianco parcheggiato a sinistra si legge 28 IF, cioè 28 se. Se Paul fosse stato vivo,
all’epoca avrebbe avuto proprio 28 anni.
Sulla copertina dell’album Let it be il bassista è l’unico ad essere stato fotografato con dietro uno
sfondo diverso, rosso, color sangue.
In Yesterday and Today, Paul è seduto all’interno di un baule e dietro di lui ci sono i suoi tre
compagni. Se si gira la copertina di 90 gradi verso sinistra sembrerà deposto in una bara.
La copertina scelta in precedenza fu censurata. Ritraeva i 4 musicisti nelle vesti di macellai, mentre
Paul era nel mezzo, abbracciato a due bambole a cui era stata tagliatala testa. Riferimento
quest’ultimo al fatto che la leggenda vuole McCartney decapitato sotto ad un camion, nel presunto
incidente.
Sulla copertina dell’album McCartney è presente una tazza vuota, la quale avrebbe dovuto
contenere delle ciliegie, per via della traccia rossa sul fondo e delle stesse poste sul tavolo. Un
vecchio detto inglese dice : “La vita è come una tazza piena di ciliegie”.
I 4 Beatles non hanno mai ammesso di aver seminato tracce esoteriche nei loro dischi, e hanno
sempre dimostrato scetticismo anche di fronte alle circostanze più evidenti. Solo in seguito, Paul
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McCartney, ormai cinquantenne, ha voluto esporsi.
Nel 1993 è uscito un suo disco dal vivo, intitolato Paul is live, Paul è vivo. Sulla copertina il celebre
attraversamento pedonale di Abbey Road a Londra, ma questa volta sono presenti solo lui e un cane.
Sulla sinistra, sempre lo stesso maggiolino bianco, con targa diversa: 51 IS, cioè ha 51 anni. E così,
il mistero continua.
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Paul il bassista degli <Scarafaggi> avrebbe trovato la morte nel
1966...e fu ablmente sostituitoda un sosia?
LA LEGGENDA DI PAUL
E LA TEORIA DEL COMPLOTTO
NEL MONDO DEL ROCK
Troverebbe conferma nei messaggi in codice nascosti dagli
stessi Beatles nelle loro opere
La leggenda della morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, Paul Is Dead), è una delle
prime e più note teorie del complotto sul mondo del rock. La leggenda metropolitana iniziò a
circolare dal 1969; la tesi era che il bassista dei Beatles fosse deceduto nel 1966 per un incidente
stradale, e fosse stato sostituito da un sosia. La leggenda, priva di riscontri oggettivi, secondo i suoi
sostenitori troverebbe conferme in presunti messaggi in codice nascosti nel corso degli anni dagli
stessi Beatles nelle loro opere.
Una Aston Martin DB5, il modello di auto coinvolto nel presunto incidente del 1966, all'origine alla
leggenda sulla sua morte.
La notte del 9 novembre 1966 Paul McCartney uscì dalla sala prove dopo un violento litigio con gli
altri tre Beatles (secondo un'altra versione Paul era uscito frastornato da una festa all'inizio di
dicembre del 1965). Salì sulla sua auto per tornare a casa e lungo una strada raccolse una ragazza
che faceva l'autostop. La ragazza si chiamava Rita e gli raccontò che stava scappando di casa perché
era incinta e, contro il parere del suo ragazzo, aveva deciso di abortire. Solo lungo una stradina di
campagna Rita comprese che la persona al volante era Paul dei Beatles; la sua reazione esagitata
spaventò e distrasse McCartney, che non vide che il semaforo diventava rosso (oltretutto Paul era
anche stanco). Pur riuscendo a evitare l'urto con un altro veicolo, l'auto del Beatle uscì di strada e si
schiantò contro un albero, prendendo fuoco. Paul, sbalzato fuori dall'abitacolo, sbatté la testa contro
l'albero. Sia Paul che Rita persero la vita (secondo una variante della teoria dell'incidente stradale,
Paul rimase decapitato nello schianto contro un camion).
Ricevuta la notizia, gli altri tre Beatles dovettero decidere cosa fare. Il loro manager Brian Epstein e
John Lennon insistettero per adottare la linea del silenzio: avrebbero seppellito Paul senza far sapere
niente a nessuno, per non sconvolgere il mondo o il futuro del gruppo che, nel 1966, era all'apice
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del suo successo. Si misero quindi alla ricerca di un sosia. Dopo settimane di ricerche, scelsero
William Stuart Campbell, un attore di origini scozzesi che assomigliava a Paul e che acconsentì a
sottoporsi ad alcuni interventi di chirurgia plastica per rendere ancor più netta la somiglianza.
[ Secondo altre versioni della leggenda il nome del sostituto sarebbe William Sheppard, un ex
poliziotto canadese.
Da quel momento, i Beatles non si esibirono più dal vivo, sia perché Campbell era più alto di Paul,
sia perché occorreva del tempo per insegnargli a imitare i movimenti e la voce di Paul.
Stando a questa storia, la persona che suona e canta sugli album dei Beatles dopo il 1966, che ha
composto canzoni di straordinario successo come Back in the U.S.S.R., Lady Madonna, She's
Leaving Home, Get Back, Penny Lane, Hey Jude, Helter Skelter, Let It Be e The Long and Winding
Road, che appare nei film Magical Mystery Tour e Let It Be, nonché l'autore dell'imponente
discografia solista di McCartney, sarebbe un impostore, scelto sulla base di una spiccata
somiglianza fisica con l'originale.
Probabilmente la leggenda trae le sue origini da un reale incidente stradale accaduto a McCartney il
26 dicembre 1965, quando cadde dal motorino rompendosi un dente e ferendosi a un labbro. Le
conseguenze dell'incidente sono ben visibili infatti nei videoclip delle canzoni Rain e Paperback
Writer trasmessi in TV nel giugno '66. Altre fonti collocano l'incidente al 9 novembre 1966 (data
classica del PID) quando Paul sarebbe caduto dal motorino, ferendosi lievemente, mentre stava
andando da sua cugina in compagnia dell'amico Tara Browne, guidando sotto l'effetto di marijuana.
Infine, anche il 7 gennaio 1967 si diffuse la notizia di un altro incidente stradale occorso a
McCartney, questa volta in auto, e dall'esito però mortale, ma ben presto il tutto venne smentito sia
dall'ufficio stampa dei Beatles sia da un articolo intitolato "False Rumour" apparso sul n° 43 della
fanzine The Beatles Book. La sovrapposizione dei diversi incidenti, presunti o reali, sarebbe stata la
fonte dalla quale iniziò a germogliare l'intera teoria PID.
Nel settembre del 1966, Tony Barrow, capo ufficio stampa dei Beatles, cominciò a ricevere sempre
più insistentemente telefonate – alcune allusive, altre più esplicite – provenienti da ambienti di Fleet
Street (la sede londinese dei più importanti quotidiani inglesi) che indagavano sullo stato di salute
di Paul McCartney. Esponenti della stampa britannica chiedevano conto di una strana voce in
circolazione secondo cui il Beatle era morto. Barrow si assicurò che Paul fosse vivo e vegeto,
richiamò i giornali garantendo le perfette condizioni di salute del musicista e tutto finì lì, almeno
per i successivi tre anni.
La sera del 12 ottobre 1969 il disc jockey Russell Gibb, durante una trasmissione radiofonica sulla
rete WKNR di Detroit, raccontò che la sera precedente aveva ricevuto una telefonata nella quale un
ascoltatore che si era presentato come "Tom" gli aveva confessato di essere a conoscenza di un
clamoroso segreto: Paul McCartney era morto in un incidente stradale alle 5 del mattino di
mercoledì 9 novembre 1966. A riprova delle sue affermazioni, il misterioso individuo indicava
numerosi indizi presenti nei dischi dei Beatles. Due giorni dopo la trasmissione radiofonica di Gibb,
il 14 ottobre 1969, un giornale locale di Detroit pubblicò un articolo a firma del giornalista Fred
Labour intitolato McCartney Dead: New Evidence Brought to Light. Nel suo pezzo Labour
introdusse per la prima volta l'ipotesi che il nome del fantomatico sostituto di McCartney fosse tale
William Campbell.[10][11] Nelle prime ore del mattino del 21 ottobre 1969, anche Roby Yonge, un
disc jockey della stazione radio WABC di New York, discusse e commentò in diretta le voci sulla
morte del Beatle per più di un'ora prima di venire interrotto per limiti di tempo. Circa nello stesso
periodo, apparve nelle edicole una rivista dal titolo Paul McCartney Dead: The Great Hoax che
apparentemente pareva rinforzare e dare credito ai molti strani elementi che circondavano la
faccenda. Pubblicata sull'onda emotiva e sul clamore che la storia aveva suscitato presso il grande
pubblico, presentava con dovizia di particolari la presunta storia della morte di Paul.
Presto la notizia fece il giro del mondo e i fan, specialmente gli studenti delle università statunitensi,
iniziarono a fare a gara fra di loro nello scovare i messaggi nascosti. Tutto il catalogo passato dei
dischi del gruppo ricominciò a vendere moltissimo, compresi gli album precedenti il 1966, l'anno
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della presunta morte di Paul. Particolarmente curioso fu il fatto che anche nei dischi antecedenti la
data del presunto decesso, i fan rintracciassero molti indizi e criptici messaggi.
I sostenitori della teoria adducono come prove numerosi indizi che i tre Beatles superstiti avrebbero
disseminato nelle loro opere successive alla tragedia. Anche il motivo per cui questi indizi
sarebbero stati forniti è controverso: secondo alcuni lo scopo sarebbe stato quello di far conoscere la
verità indirettamente, poco alla volta; secondo altri, si tratta di indizi quasi involontari e forniti in
modo inconscio; secondo altri i Beatles avrebbero giocato sulla popolarità del mito, introducendo
volontariamente riferimenti allusivi e falsi indizi.
Smentita ufficiale
Il 21 ottobre 1969, l'ufficio stampa ufficiale dei Beatles emise un comunicato stampa per smentire le
dicerie crescenti circa la morte di McCartney, definendo l'intera faccenda "un cumulo di
stupidaggini" ed aggiungendo: «La storia circola già da circa due anni, riceviamo centinaia di lettere
da sballati di ogni genere ma Paul è ancora tra noi».[45] Il clamore attorno alla faccenda iniziò a
scemare quando, il 7 novembre 1969, la rivista Life pubblicò un lungo articolo intitolato "Paul is
still with us" ("Paul è ancora tra noi") contenente un'intervista a McCartney nella sua fattoria in
Scozia, nella quale egli disse: «Forse la voce ha cominciato a diffondersi perché non sono apparso
molto sui giornali ultimamente. Sono stato assediato dai giornalisti per una vita intera, e non ho
niente da dire in questi giorni. Sono felice di stare insieme alla mia famiglia e lavorerò quando avrò
voglia di lavorare. Sono stato sotto pressione per dieci anni e non ho mai staccato la spina un
attimo. Adesso mi prendo una pausa ogni volta che posso. Preferirei essere un po' meno famoso di
questi tempi».Sempre nel corso dell'intervista, a proposito dei famigerati indizi aggiunse: «È tutto
così dannatamente stupido. Presi quel distintivo OPD in Canada. Era un distintivo della polizia.
Forse significa Ontario Police Department o qualcosa del genere. Avevo un fiore nero all'occhiello
perché erano finiti quelli rossi. È John, non io, con il costume nero sulla copertina di Magical
Mystery Tour. In Abbey Road indossavamo i nostri vestiti di tutti i giorni. Camminavo scalzo
perché era una giornata molto calda. La Volkswagen era semplicemente parcheggiata là.»
Analisi biometriche
Nel 2009, due periti italiani, l'informatico Francesco Gavazzeni e il medico legale Gabriella Carlesi,
basandosi su avanzate tecniche medico-legali, hanno svolto un approfondito studio di antropometria
e di craniometria su immagini di Paul McCartney, scattate prima e dopo la data del presunto
incidente in cui l'artista avrebbe trovato la morte, allo scopo di confrontarne le caratteristiche
biometriche e decidere così se si trattasse o meno della stessa persona. Sorprendentemente, lo studio
ha portato a concludere che resta aperta la probabilità che non si tratti della stessa persona[55], in
quanto il confronto dei dati biometrici (analisi della forma del cranio e della mascella, della curva
mandibolare, dei padiglioni auricolari, del palato e della dentatura) indica che si potrebbe trattare di
due differenti individui, sia pur in apparenza molto somiglianti.[56] Ulteriori analisi sono state
effettuate nel 2013 dal perito antropometrico e biometrico Daniele Gullà per conto della
trasmissione televisiva Mistero di Italia1, rivelando come sia le foto delle parti "immutabili" dei
volti originali e del presunto sosia che le registrazioni audio della voce non presentino alcun
elemento in comune.
Ipotesi sull'identità del presunto rimpiazzo
Nel corso degli anni, i sostenitori del complotto, hanno individuato alcuni possibili nomi per
l'identità di chi avrebbe sostituito il vero Paul McCartney, il nome più ricorrente è William "Billy"
Sheppard, l'ex poliziotto canadese, ma ad aggiungersi di volta in volta sono stati indicati anche Phil
Ackrill, membro nei primi anni sessanta della band The Diplomats, Billy Shepherd, autore di un
misconosciuto libro sui Beatles intitolato The True Story of the Beatles uscito nel 1964, addirittura
Vivian Stanshall, il cantante della Bonzo Dog Doo-Dah Band e Tara Browne, il rampollo della
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famiglia Guinness amico dei Beatles e deceduto ufficialmente in un incidente d'auto nel '66, e
infine, comicamente, anche Neil Aspinall, del quale una piccola foto da giovane presente sul poster
accluso al White Album, è stata scambiata per quella di un "misterioso imitatore vocale" sfiorando
così l'assurdo.
A fine 2010, i giornali hanno dato la notizia che l'Aston Martin DB5 "Saloon" effettivamente
appartenuta a Paul McCartney nel 1966, e alla guida della quale, secondo i sostenitori del PID,
avrebbe avuto il fatale incidente automobilistico, è stata rintracciata ed è in fase di restauro presso
un'officina di Corsico nell'hinterland milanese, dietro ordine del nuovo proprietario. Sull'auto sono
stati rinvenuti segni di un passato incidente che risalirebbero proprio al fatidico 1966. I segni
dell'urto non sembrano comunque essere così evidenti da aver potuto causare la morte o il ferimento
grave del guidatore al momento dello scontrCon l'avvento di Internet le voci sulla leggenda "Paul è
morto" hanno trovato nuova linfa vitale. Diversi siti web hanno sostenuto (o sostengono tuttora)
come le prove fotografiche dimostrino che il McCartney di prima e dopo la fine del 1966 non possa
essere la stessa persona, anche se i due individui hanno caratteristiche molto simili tra loro. Alcune
nuove teorie suggeriscono che McCartney, invece che perito in un incidente d'auto, sia stato rapito e
successivamente ucciso (sempre nel 1966). Nel 2001, si è sparsa persino la notizia dell'esistenza di
presunte registrazioni vocali effettuate da George Harrison prima della sua morte, illustrate nel
corso di un servizio televisivo prodotto dalla società di produzione indipendente "Highway 61" e
delle quali non è mai stata dimostrata l'autenticità, in cui viene "confermata" la leggenda PID (anche
se con qualche variante significativa) indicando i motivi che hanno portato all'insabbiamento
dell'intera faccenda: la necessità di evitare una possibile ondata di suicidi tra i fan di McCartney,
nonché gli interessi economici e politici in ballo. Nella gigantesca operazione di copertura
avrebbero avuto un ruolo attivo i servizi segreti britannici (MI5). L'incapacità di sostenere la
menzogna sarebbe stata la causa primaria dello scioglimento dei Beatles.
Paul 1966
Faul 1967
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Secondo questa versione della leggenda, "Faul", non avrebbe rispettato l'accordo di ritirarsi dalla
musica una volta scioltasi la band, sviluppando il proprio talento musicale, a scapito della figura del
defunto Beatle. Anche l'omicidio di Lennon (avvenuto nel 1980) sarebbe in connessione con questo
segreto: Lennon aveva minacciato di rivelare la verità, venendo così messo a tacere dai servizi
segreti.
Un caso particolarmente curioso sono la sterminata serie di filmati della serie The Rotten Apple
immessi in rete (principalmente su YouTube) a partire dalla fine del 2006 dall'internauta che si cela
dietro lo pseudonimo "Iamaphoney"Si tratta di un vero e proprio "compendio PID" che ripercorre
tutti gli indizi noti e meno noti della leggenda con numerose aggiunte originali, il tutto visto sotto
la luce della cosiddetta "pista satanica" che vorrebbe identificare nell'uomo che, secondo
Iamaphoney, si fa passare attualmente come Paul McCartney, un adepto, il figlio, o addirittura la
reincarnazione dell'occultista Aleister Crowley (che effettivamente appare tra il collage di
personaggi famosi presente sulla copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band) Nello
specifico, oltre a decine di presunte prove, Iamaphoney mette in risalto il fatto che tra le opere di
Crowley ci sia un trattato esoterico dal titolo The Winged Beetle,e che, curiosamente, i due gruppi
di cui Paul McCartney ha fatto parte in carriera si chiamano proprio Beatles e Wings. I filmati
vengono presentati con suggestivi montaggi audio/video in cui si trova veramente di tutto: frasi
fuori contesto, situazioni disparate tratte da film, immagini di repertorio, interviste di epoche
diverse, ecc. in cui praticamente ogni frase registrata dai Beatles viene ripassata alla rovescia,
trovando messaggi nascosti e sinistri presagi. L'operazione non è esente da pesanti sospetti di
manipolazioni ormai alla portata di tutti grazie alle moderne tecnologie digitali.
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LA PITTURA & LA MUSICA A PISA...
TRA CRISI E OPPORTUNITA'
<Musicastrada Festival> per le serate estive pisane
Battisti
Cisi
Gorgone
Zunino
di Bruno Pollacci
E' dagli anni '70 che sentiamo parlare di “crisi”, ma se riuscissimo a fare una sorta di lucido
confronto tra i vari periodi contraddistinti da questo appellativo forse potremmo riconoscere in
questo attuale come quello più drammatico ed incidente nel quotidiano di ogni cittadino. Quasi
superfluo affermarlo...perchè è sotto gli occhi di tutti la chiusura di piccoli,medi e grandi complessi
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industriali, e contemporaneamente lo stesso stillicidio per quello che riguarda il commercio e
l'artigianato della piccola e media impresa. Le città sono tristemente e malinconicamente
strabordanti di serrande chiuse e di cartelli con su scritto “Affittasi” e “Vendesi” e la disoccupazione
dilaga sempre più rendendo sempre più inutili le decine di anni passati dai giovani sui libri e sulle
spese delle proprie famiglie per raggiungere l'agognato titolo di studio più elevato, che un tempo
veniva considerato il viatico sicuro per l'acquisizione di un “buon lavoro”. Non è difficile vedere
sempre più persone che danno “un'occhiata” qua e là nei cassonetti della spazzatura alla ricerca del
“riutilizzabile” e del possibile “riciclabile” a tutti i livelli, e non pochi sono coloro che in questa
situazione estremamente preoccupante, indipendentemente dal fatto di professarsi “Cristiani”,
dimenticano “l'abbraccio e la compassione verso il Fratello” e si riscoprono intimamente ostili nei
riguardi di tutti quei migranti “ancor più disperati” che ogni giorno rischiano di morire a centinaia e
centinaia soffocati e accoltellati nelle stive dei “barconi della morte” che traghettano anime allo
sbando dalle coste africane in cerca di una disperata ultima opportunità nel nostro Continente, che a
loro arriva attraverso i canali televisivi con tutta l'apparenza di un mondo opulento, ricco di
benessere ed occasioni invitanti. In questo contesto generale le attività culturali in generale , che
anche in tempi di “vacche meno magre” hanno dovuto gridare disperatamente nelle orecchie tappate
da “cerume stratificato” degli Enti Locali per ricordare la stessa propria esistenza e la propria
importante funzione sociale, si ritrovano...come si suol dire...”al palo”...come tanti “San
Sebastiano”...o per dirla popolarmente ed evitando riferimenti cosi elevati...”becchi e bastonati”!
Anche se sono sempre meno le Amministrazioni pubbliche “illuminate” che riservano spazi gratuiti
per i propri artisti, qualcuna fortunatamente esiste e come sempre sono le persone sensibili che
temporaneamente ricoprono i ruoli di Assessore alla Cultura a fare la differenza, quella “differenza”
per noi artisti così preziosa. Nel mondo delle Arti Visive, in ogni città e paese italiano, ormai da
molti anni si sono moltiplicati in modo esponenziale gli improvvisati ed estemporanei “spazi
espositivi” presso ristoranti, pub, bar, librerie e birrerie, nei quali ogni mezzo metro quadro o
colonna libera e disponibile, pur tra le tante cose già esistenti nel locale, viene “golosamente” e
disperatamente utilizzata per appendere quadri disegni e fotografie, giusto per poter condividere con
un qualsiasi possibile pubblico ciò che si è creato, evitando di pagare affitti/capestro presso le
gallerie d'arte private o sempre più presenti spazi pubblici a pagamento. In questi luoghi non
deputati originariamente alle Arti, nei quali gli avventori sono distratti da tutt'altro rispetto
all'osservazione intima ed attenta delle opere esposte e dove le illuminazioni sono spesso
penalizzanti o decisamente deleterie, si consumano le “esposizioni d'arte” dei creativi del nuovo
millennio che con dolorosa sorpresa hanno scoperto che i loro valori artistici e che gli anni di tanto
accorato e sacrificale impegno per acquisirli, non vengono minimamente presi in considerazione,
venendo privilegiata in assoluto la fredda e lapidaria richiesta di denaro, “indipendentemente da”
dalle gallerie d'arte private “ufficiali”. E si continua ad usare il termine “culturale” per tutte quelle
attività espositive, collettive e personali, che in realtà affidano la “selezione” degli artisti solo in
base alla potenzialità di portafoglio degli stessi “artisti”, ancora disposti a pagarsi ogni centimetro
espositivo, pur di manifestare la propria “esistenza” e poter aggiungere un'altra “riga” al proprio
“curriculum” (...che oramai non ha più senso...in quanto quasi tutto “pagato” e non conquistato con
il proprio effettivo ed esclusivo valore...). Nell'altro settore di cui da anni mi occupo: la Musica,
anche attraverso i miei programmi radiofonici e web (...che curo a totale titolo gratuito...per pura
passione...) accade sempre più diffusamente di veder suonare musicisti anche di riconosciuta e
rinomata professionalità e creatività, a cachet irrisori (...anche di 50 euro a serata...) o addirittura in
cambio della cena o delle “bevute” o nei casi peggiori, ma non troppo rari, anche in assenza di
queste ben misere “ricompense”. Regnano ovunque le “Jam Sessions”, che rappresentano una
preziosa “ultima spiaggia” per molti proprietari di locali che fanno esibire musicisti più o meno di
livello professionale in libera interazione con altri musicisti presenti nel locale durante la serata. E
così ogni musicista porta con sé il proprio strumento e può salire sul palco improvvisando con altri
imprevedibili “compagni d'avventura” per la realizzazione di due, tre o quattro pezzi, per poi
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“scendere” e lasciar spazio ad altri, che suonando in successione, garantendo “show” per tutta la
serata al proprietario del locale, che pur non pagando un centesimo i musicisti, assicura ai propri
clienti spettacolo musicale per tutta la serata. E per assurdo i musicisti che creano lo show
gratuitamente (...e gli immancabili amici e magari parenti venuti a sentirli/vederli...) assumono
involontariamente anche il ruolo di clienti del locale, ai quali vengono offerte solo a pagamento
birre e bevande varie. Un po' come quando si dice che...”del maiale non si butta via nulla e si
utilizza tutto”...(!!!). Ma se nella maggior parte dei casi la situazione è davvero preoccupante e
triste, è anche pur vero che esistono delle piccole, preziose “isole di correttezza e rispetto” verso gli
artisti e possiamo “contare sulle dita di una mano” anche qualche locale ancora disposto a
riconoscere, almeno al pur “minimo sindacale” (...si fa per dire...), un piccolo compenso agli artisti,
che in ogni caso si esprimono sempre con grande passione, dedizione, energia ed entusiasmo,
donando al pubblico tutta la loro voglia di suonare e cantare e tutto il loro amore per la musica. In
estate, fortunatamente gli spazi dedicati alla musica “live” si moltiplicano e non è difficile riuscire a
passare una bella serata all'aperto ed al fresco serale, godendo di interessanti e pregevoli
performances musicali di tanti artisti, sia “locali” (...termine che non è e non deve mai essere
interpretato come limitativo o dequalificante sul piano di oggettivi valori artistici degli artisti...), che
di provenienza nazionale ed internazionale. Ed a volte, anzi, spesso, il più delle volte, anche offerti
a costo zero per gli avventori, che possono limitare la propria spesa al solo consumo di bevande ed
eventuali cibi. Uno tra i più significativi appuntamenti dell'area Pisana e non solo, capaci di offrire
buona musica, di qualità, differenziata per stile e linguaggi ed a costo zero, credo sia senza dubbio il
“MUSICASTRADA Festival”, che da molti anni ci allieta le serate estive, supportato da un “team”
di Comuni e da “illuminate” aziende private che credono nella Cultura.
Il programma propone concerti in molti luoghi suggestivi della provincia, sia sul piano
paesaggistico che su quello storico/architettonico, offrendo così anche anche opportunità turistiche e
promozionale di piccoli paesi ricchi di bellezze storiche, naturali e particolarità interessanti
artigianalità e/o peculiarità produttive. Inoltre il “Musicastrada” propone anche corsi di fotografia
ed un concorso di settore dedicato proprio alla musica, stimolando la creatività e la partecipazione
attiva agli eventi. Molti sono ogni anno gli artisti nazionali ed internazionali degli ambienti Jazz,
Blues, Soul, Folk, Cantautoriale, Pop e Rock, di grande pregio, che vengono proposti sui vari palchi
allestiti in suggestive piazze, magari davanti a chiese e torri millenarie, o in contesti paesaggistici
di particolare bellezza, che ci ricordano in quale meravigliosa Regione abbiamo il dono di abitare e
poter vivere la nostra quotidianità. Ma mi sento di menzionare anche una realtà associativa pisana
capace di offrire una qualificata programmazione concertistica con opportunità di ristoro a vari
livelli ed anche in una particolare e suggestiva location. Il suo nome è “Argini & Margini”, allestita
nel periodo estivo sul letto dell'Arno, allo “Scalo dei Renaioli”, nel bel mezzo dei bellissimi
lungarni pisani (d'inverno la programmazione continua all'”Ex Wide”). La Direzione Artistica
dell'appassionato ed infaticabile Francesco Mariotti garantisce un'interessante selezione di artisti
che spaziano dal “Mainstream” al Jazz di ricerca e sperimentazione, ma anche di tanti altri generi
musicali, sempre stimolanti, offrendo sempre particolari occasioni di qualificato ascolto musicale. E
sempre in estate, e sulle coste cittadine dell'Arno è sicuramente da ricordare anche l'attività live di
“ArnoVivo” che offre “accenti” più marcati per il pubblico più giovane. Ed a proposito di locali in
centro a Pisa mi piace anche ricordare il grande lavoro di concerti live portato avanti da anni dal
“Borderline” e le proposte musicali del “Leningrad Cafè”, che offrono occasioni di buona musica,
anche sperimentale, spaziando dalle più interessanti realtà musicali locali a artisti internazionali di
un certo rilievo. Da non dimenticare poi anche la notevole attività del “Giardino di Poppa” a
“Lido”, tra Marina di Pisa e Tirrenia, e del “Route 66” ad Asciano. Per me partecipare a questi
eventi musicali rappresenta una plurima occasione di gradevoli emozioni, che includono
l'opportunità di riabbracciare tanti grandi artisti con i quali da anni sono in contatto via mail per le
loro promozioni nei miei programmi di Jazz e Blues, incontrare amici, appassionati ed amanti della
musica e delle Arti in genere, e trascorrere rasserenanti e gioiose serate immerso nell'ascolto di
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grande musica di qualità, che non fanno che rallegrare l'anima, e se ce ne fosse bisogno,
riappacificarci con le eventuali avversità del quotidiano. In queste piacevoli e stimolanti situazioni
ho quasi sempre con me una “compagna complice e fedele” con la quale condividere l'”avventura”
delle serate: la mia “Nikon D5100”...che mi permette anche di partecipare ai concerti, non solo
ascoltando e godendo del piacere visivo ed audituivo, ma permettendomi anche di vivere il mio
piacere/bisogno creativo, che in questo caso può tentare di esprimersi attraverso la Fotografia,
cercando di cogliere momenti emozionanti e/o curiosi delle performances musicali. Un cocktail di
Arti che ogni volta m'invade e mi rapisce, permettendomi momenti di autentico piacere vitale e di
volo in dimensioni “leggere e colorate” che mi ricaricano di nuove e sempre più gioiose energie.
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Espresse, in molti saggi, la convinzione che anche le donne
dovessero essere istruite
MARIA GAETANA AGNESI
LA SIGNORA DELLA MATEMATICA
Di intelligenza straordinaria ebbe illustri precettori
Maria Gaetana Agnesi (Montevecchia, 16 maggio 1718 – Milano, 9 gennaio 1799) è stata una
matematica, filosofa e benefattrice italiana.
Primogenita di ventuno fratelli, sorella della compositrice Maria Teresa Agnesi Pinottini, nacque a
Montevecchia, pochi anni dopo l'annessione della Lombardia (Ducato di Milano per la precisione)
all'Impero asburgico in conseguenza del trattato di Utrecht (1713), da una facoltosa famiglia
arricchitasi con l'industria della seta. Maria Gaetana mostrò presto di possedere una straordinaria
intelligenza e una particolare propensione per le lingue straniere. Il padre, Pietro Agnesi, che, come
da tradizione, aveva deciso di far istruire il primo figlio maschio, riconobbe e incoraggiò queste doti
e decise di provvedere alla sua istruzione con illustri precettori.
Grazie al loro aiuto Maria Gaetana apprese perfettamente, tanto da meritarsi il soprannome di
<Oracolo Settilingue>, l'italiano, il tedesco, il francese, il latino, il greco, lo spagnolo e l'ebraico.
Dalla corrispondenza privata dell'Agnesi emerge che nel 1737 Maria Gaetana, per obbedire al
padre, passò dallo studio delle lingue e dell'eloquenza ai difficili studi di Filosofia e di Matematica:
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la casa degli Agnesi era nel frattempo diventata uno dei salotti più in vista di Milano, frequentato
dagli intellettuali d'Italia e di mezza Europa.
Proprio costoro introdussero Maria Gaetana agli Elementi di Euclide, alla Logica e alla Metafisica,
alla Fisica generale, particolare e sperimentale. Diventò poi abitudine di Maria Gaetana esporre nel
salotto di casa Agnesi, per desiderio del padre, i propri progressi con varie tesi filosofiche,
pubblicate nel 1738 in una raccolta dal titolo Propositiones Philosophicae contenente 191 tesi, tratte
dalle pubbliche discussioni, riguardanti questioni di logica, botanica, cosmologia, ontologia,
meccanica, pneumatologia (la scienza degli spiriti).
Agnesi espresse, in molti di questi saggi, la convinzione che anche le donne dovessero essere
istruite. Nonostante i successi ottenuti, a ventun anni chiese al padre il permesso di diventare
monaca; per rimanere in casa ad accudirlo si risolse a sacrificare le proprie inclinazioni, a
condizione però di non prendere più parte alla vita mondana ed avere il permesso di recarsi in
chiesa a suo arbitrio. Maria, "tranquillata nell'animo", decise di dedicarsi intensamente allo studio
dell'algebra e della geometria.
Iniziò ad analizzare l'opera postuma del marchese de L'Hôpital, Traité Analytique des Sections
Coniques, e ne compose un commento, mai pubblicato, chiedendo delucidazioni e consigli a
rinomati matematici per via epistolare. In quello stesso periodo gli stessi autori le chiesero aiuto e
collaborazione per giudizi e commenti su opere di prossima pubblicazione.
Nel 1740, a ventidue anni, Maria Gaetana iniziò un periodo di studi in collaborazione con padre
Ramiro Rampinelli, professore di fisica e matematica a Milano nel monastero degli Olivetani di San
Vittore e pioniere della matematica analitica. Con l'aiuto del Rampinelli, l'Agnesi studiò il testo
dell'abate Reyneau, Analisi dimostrata (del 1708), e rinunciò a pubblicare il proprio commento sulle
sezioni coniche per disporsi, incoraggiata dal suo mentore e dall'aiuto di Jacopo Riccati, alla stesura
di un testo di analisi, le Istituzioni Analitiche ad uso della Gioventù Italiana pubblicate in italiano
nel 1748 e dedicate all'imperatrice Maria Teresa. L'opera godette di larga fama e fu tradotta in
francese (1775) e in inglese (1801). Le giunsero plausi da tutta Europa: i dotti dell'Accademia Reale
di Francia lodarono il libro come un'opera avanzatissima, la migliore mai apparsa nel genere;
l'imperatrice Maria Teresa d'Austria le inviò un anello di brillanti in un prezioso cofanetto; il papa
Benedetto XIV le inviò benedizioni e doni preziosi. Goldoni le dedicò un sonetto. Nel 1750 sostituì
il padre nell'insegnamento della matematica all'Università di Bologna; Benedetto XIV le consentì
quindi di ricoprire ufficialmente la cattedra, che la Agnesi rifiutò per dedicarsi, dopo la morte del
padre nel 1752, ad opere di carità, agli studi privati e all'istruzione dei fratelli, delle sorelle e dei
domestici di casa.
Nel 1752, alla morte del padre, al quale Maria Gaetana non avrebbe mai disubbidito, si ritirò
completamente dalla vita pubblica per dedicarsi alla cura dei poveri, dei malati e allo studio delle
Sacre Scritture. Maria Gaetana rese casa Agnesi un rifugio per inferme e lei stessa divenne serva e
infermiera; aprì un piccolo ospedale, andò a vivere con le malate e, per far fronte alle spese, dopo
aver venduto tutti i suoi averi si rivolse ai conoscenti, alle autorità, alle opere pie.
Finalmente, grazie ad una donazione del principe don Antonio Tolomeo Trivulzi, nel 1771 fu
istituito a Milano il Pio Albergo Trivulzio, e il cardinale Giuseppe Pozzobonelli invitò la Agnesi a
ricoprire la carica di Visitatrice e Direttrice delle Donne, specialmente inferme. Nel 1783 si trasferì
al Pio Albergo in qualità di direttrice, ma non abbandonò gli studi religiosi; tenne lezioni pubbliche
di catechismo: pur senza titoli accademici era ormai una teologa, e il cardinale Pozzobonelli, per
decidere sull'ortodossia di uno scritto su politica e religione, si rivolse a lei.
Chi si rivolgeva all'Agnesi per ottenere pareri scientifici fu invece cortesemente scoraggiato:
l'Accademia di Torino, ad esempio, le chiese di esaminare i lavori di Lagrange intorno al calcolo
delle variazioni e lei si sottrasse, adducendo le sue serie occupazioni. Continuò a lavorare al
Trivulzio per ventisei anni fino alla morte, il 9 gennaio 1799. La sua residenza estiva nella città di
Varedo è appunto nota come Villa Agnesi ed è attualmente di proprietà della Curia. Dopo anni di
abbandono fu ristrutturata e ospita ora una scuola di musica e un ospizio per anziani.
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Il più importante risultato dei suoi studi fu il testo Instituzioni analitiche ad uso della gioventù
italiana, pubblicato a Milano nel 1748 e considerato "la migliore introduzione ai lavori di Eulero"
(1707-1783). Il primo volume tratta dell'analisi delle quantità finite e il secondo dell'analisi
infinitesimale. Una traduzione francese del secondo volume, a opera di P. T. d'Antelmy e integrato
da Charles Bossut (1730-1814), apparve a Parigi nel 1775. Una traduzione inglese di John Colson
(1680-1760) - titolare della cattedra lucasiana di matematica all'Università di Cambridge - rivista da
John Hellins fu infine pubblicata nel 1801 a spese del Barone Maseres.
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Straordinario personaggio della cultura toscana
OMAGGIO ALLA PROF...ADA LECCHINI
Scrittore e poeta di rara sensibilità. Il ricordo di un'allieva
di
Jolanda Pietrobelli
Voglio parlare di Ada Lecchini, un personaggio dell'anima!
La conobbi a scuola, ero giovanissima, studentessa un po' sopra le righe...e oggi sono
<diversamente giovane> rientrata nei ranghi. Da quei lontani e mitici anni 60 in cui lavorai con lei
alla mia <istruzione per la vita>, Lei, mitica Prof. di Letteratura Francese ed eccellente <scrittore>
direbbe la Fallaci, nonché poeta di raffinato afflato, ha attraversato tutta la mia vita, fino al
momento in cui ha reso le sposglie mortali, per avviarsi alla Casa del Padre.
Ada Lecchini rimane un personaggio toscano di rara squisita sensibilità, autrice di libri che hanno
cambiato il modo di sentire di molti suoi allievi, fedeli a questa <straordinaria signora della
letteratura toscana>.
Vorrei ricordare il mitico <Foglie> un libro di poesie pubblicato nel 1969 per le edizioni Il Fauno di
Firenze. E pochi anni dopo nel 1974 <Orizzonti>, pubblicato nella collezione <Scrittori della
Vecchia Soffitta>. Seguì nel 1977 il suo romanzo favoloso <La Professoressa> per le edizioni di
Antonio Lalli. Il libro lo dedicò ai suoi allievi di sempre. Fece seguito nel 1980 < Al di là del
cerchio> una raccolta di liriche di straordinario spessore. E quindi nel 1988 <Al limite del tempo>,
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inserito nella <Raccolta contemporanea di Book editore Bologna>. Numerose sono le antologie in
cui è stata introdotta. Fu premiatissima per quel suo modo di scrivere chiaro e personale, per quel
suo modo di essere, che traspariva dalla sua penna...per la sua umanità!
Io ho avuto la fortuna di vivere questa <Prof> strepitosa, che ha indirizzato la mia vita, che mi ha
regalato cultura a piene mani, che è stata generosa, che ha risolto le mie crisi di identità, quando
giovane ed arrogante, intraprendevo la mia strada di critico d'arte, spesso avversato per il mio modo
di pormi. Mi ha insegnato a vivere, a comportarmi bene.
Grazie <Prof>, forse sono riuscita ad essere come mi hai voluta e senza il forse, mi manchi tanto e
piango la tua scomparsa. Ma so che ci sei...e mai mi abbandonerai.
Grazie Prof.!
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Ada Lecchini
Ada Lecchini (Pisa 4 Genn. 1922 – Pisa 11 Maggio 2014)- scrittore e poeta, ha vissuto e lavorato a
Pisa sua città natale.
Laureata in lettera è stata titolare della Cattedra di Lingue e Letteratura Francese presso l'Istituto
Magistrale <G. Carducci>. Accademica <AILAS Bologna> <Accademia Europa>, è stata VicePresidente del Gruppo Artistico/Letteraro 66 <Giuseppe Villaroel> (già Vecchia Soffitta).
Pubblicazioni:
1969 -Foglie
1974- Orizzonti
1977- La professoressa
1980 – al di là del cerchio
1988 – Al limite del tempo
poesie
Poesie
Romanzo
Poesie
Poesie
E' stata invitata a numerosi premi letterari di poesia e narrativa, in Italia e all'Estero.
Nel 1981 la città d Venezia le ha conferito il riconoscimento <Poeta della Serenissima>, inserendo il
suo nome nell'albo d'oro.
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Nel 1988 le è stato conferito il premio<Europa Cultura per le lettere e le arti>.
Scritti e poesie hanno trovato inserimento in numerose riviste e antologie del '900, nel 1987 le sono
state dedcate pagine nell'antologia <Poeti in Europa>.
Alcune recensioni
Il Telegrafo, Il Tirreno, La Nazione, L'espresso, L'informatore librario, L'unità, Il Piccolo di Trieste,
Controvento, Il Fauno, La ballata, La Rassegna del Comune di Pisa, Viviamo, Pan Arte, Gusto, Il
Pegleso, Pisa In, Firme nostre, Poeti e scrittori contemporanei, Yin News.
Hanno scritto di Lei
Michele Campana,Giovanni Arcidiacono, Luigi Fiorentino, Jolanda Pietrobelli, Pietro Pizzanelli,
Giovanni Marzoli, Antonio Russi, C. Giuseppe Lapusata, Nino Terraù, Nicola Micieli, Cesare
Cecchini, Umberto Zampino, Ugo Moretti, Giotto Barghigiani, Mario Giusti, Rosalba Masone
Beltrame, Sara Naccari.
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Il poliedrico Faletti se ne è andato
GRANDE GIORGIO!
Era un cantante, scrittore, attore, paroliere, compositore,
sceneggiatore, pittore e pilota automobilistico
di
Rosario Tomarchio
È scomparso da qualche mese Giorgio Faletti all’età di 63 anni. La causa della morte è un tumore
alla schiena. Giorgio era nato a Asti, il 25 novembre 1950.
Giorgio era un personaggio unico, il mondo dell’arte non aveva segreti per lui e riusciva alla grande
in ogni campo.
Era un cantante, scrittore, attore paroliere, compositore, sceneggiatore, pittore e pilota
automobilistico. Soprattutto era amato e ricordato per la sua grande ironia, soprattutto sulla sua
persona.
“Raggiunta la statura per guardarmi allo specchio del bagno. . . Ho capito che sulla bellezza non
potevo contare.”
Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, avvia la sua carriera come cabarettista nel locale
di Milano Derby, nello stesso palcoscenico del locale si esibiranno molti dei più grandi comici
italiani tra cui Diego Abatantuono, Massimo Boldi e tanti altri.
Il debutto in tv avviene nel 1983 in un programma condotto da Raffaella Carrà.
Il successo arriva con Antonio Ricci che lo introduce nel fantastico mondo di Drive In, programma
comico trasmesso inizialmente il martedì sera e successivamente diventa il programma di punta
della domenica sera su Italia 1. Senza alcun dubbio il suo personaggio più famoso è Vito Catozzo,
straordinario è anche nell’interpretazione di Carlino e di Suor Daliso.
Nel 1992 appare per la prima volta sul prestigioso parco della musica italiana Sanremo, in coppia
con la cantante Orietta Berti, con la canzone Rumba di Tango, che sarà successivamente inserita nel
suo terzo album dal titolo “Condannato a Ridere”.
Mentre a un anno prima del suo debutto a Sanremo risale la realizzazione del suo secondo album
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dal titolo “Disperato ma non serio”, qualche anno prima e precisamente nel 1988 aveva pubblicato
un mini album dal titolo “Colletti bianchi” che sarà la colonna sonora dell’anonimo film che lo vede
tra i protagonisti.
Ritorna nel 1994 sul parco del Festival di Sanremo con la canzone “Signor Tenente”, canzone
ispirata alle stragi di Capaci e di via D’Amelio. La canzone si classifica al secondo posto e si
aggiudica il Premio della Critica. Successivamente sarà inserita nel disco “Come in un cartone
animato” premiato con il Disco di Platino.
Nel 1995 ritorna al Festival come cantante con la canzone “Assurdo mestiere” e come autore della
canzone Giovane vecchio cuore” cantata da Gigliola Cinquetti.
Giorgio Faletti riesce a stupirci anche quando veste i panni di scrittore con il suo primo thriller dal
titolo “Io uccido” pubblicato nel 2002, il libro venderà più di quattro milioni di copie.
L’attività artistica è veramente enorme per poterla riassumere, senza alcun dubbio tuttavia si può
riassumere con una semplice parola: “Grande”.
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È noto per essere stato l'inventore della dinamite
ALFRED NOBEL IDEO'
IL PREMIO PIU' AMBITO DEL MONDO
E' stato un chimico e filantropo svedese
Alfred Bernhard Nobel (Stoccolma, 21 ottobre 1833 – Sanremo, 10 dicembre 1896) è stato un
chimico e filantropo svedese. È noto per essere stato l'inventore della dinamite e l'ideatore del
Premio Nobel.
Discendente di Olof Rudbeck, scienziato e scrittore svedese del XVII secolo (secolo in cui la Svezia
era fra le nazioni più potenti del Nord-Europa), nato in un'agiata famiglia di ingegneri, Nobel
ricevette un'istruzione privata in Russia, dove la sua famiglia si trasferì quando era giovanissimo.
Nel 1867 inventò la dinamite, riuscendo a far assorbire la nitroglicerina (inventata una ventina
d'anni prima dall'italiano Ascanio Sobrero) da una polvere inerte in modo da renderla maneggiabile.
La sua avveduta gestione della scoperta gli consentì in breve tempo di aprire società e laboratori in
una ventina di paesi fra cui uno dei più grandi stabilimenti di produzione in Italia ad Avigliana.
Assommò la disponibilità di circa 360 brevetti, rendendo il suo gruppo finanziario uno fra i più
potenti del pianeta[senza fonte]. Ma l'apice del successo coincise con un evento tragico: durante un
esperimento esplosivo in una delle sue fabbriche morì il fratello, mentre il padre, che assisteva
all'esperimento, perse le gambe.
Nobel ebbe anche delle velleità letterarie, scrisse infatti un certo numero di poesie e drammi, e
pensò anche di dedicarsi esclusivamente a questa attività.
Il 27 novembre del 1895 sottoscrisse il suo famoso testamento, con il quale istituiva quei
riconoscimenti che oggi sono noti come premi Nobel. Un anno più tardi morì per un'emorragia
cerebrale nella sua casa sulla Riviera Ligure, a Sanremo.
Umanitario e filantropo nella più classica delle accezioni, Nobel era sinceramente tormentato dalle
possibili applicazioni belliche e distruttive delle sue scoperte, istituì il premio che rese immortale il
suo nome per stimolare con la premiazione la ricerca nei campi che illuminano e aiutano l'Uomo a
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vivere degnamente.
Una onorificenza di valore mondiale
Il premio Nobel è un'onorificenza di valore mondiale, attribuita annualmente a persone che si sono
distinte nei diversi campi dello scibile, «apportando considerevoli benefici all'umanità», per le loro
ricerche, scoperte e invenzioni, per l'opera letteraria, per l'impegno in favore della pace mondiale.
La prima assegnazione dei premi risale al 1901, quando furono consegnati il premio per la pace, per
la letteratura, per la chimica, per la medicina e per la fisica. Non esiste invece il premio per la
matematica, e neanche quello per l'economia, ma dal 1969 si assegna il premio per l'economia in
memoria di Alfred Nobel da parte della Banca di Svezia, cosa che crea ancora numerosi
fraintendimenti.
I premi sono generalmente assegnati in ottobre e la cerimonia di consegna si tiene a Stoccolma
presso il Stockholm Concert Hall il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore, con
esclusione del premio per la pace che si assegna anch'esso il 10 dicembre, ma a Oslo.
I premi Nobel nelle specifiche discipline (fisica, chimica, fisiologia o medicina, letteratura,
economia) sono comunemente ritenuti i più prestigiosi assegnabili in tali campi. Anche il premio
Nobel per la pace conferisce grande prestigio, tuttavia per l'opinabilità delle valutazioni politiche la
sua assegnazione è stata qualche volta accompagnata da accese polemiche.
Nobel per la Pace
Quello che segue, è un elenco in ordine cronologico delle personalità premiate con il Nobel per la
Pace.
1901 – Jean Henri Dunant, Frederic Passy
1902 – Élie Ducommun, Charles Albert Gobat
1903 – William Randal Cremer
1904 – Institut de droit international
1905 – Bertha von Suttner
1906 – Theodore Roosevelt
1907 – Ernesto Teodoro Moneta, Louis Renault
1908 – Klas Pontus Arnoldson, Fredrik Bajer
1909 – Auguste Marie François Beernaert, Paul-Henri-Benjamin d'Estournelles de Constant
1910 - 1919[modifica | modifica sorgente]
1910 – Permanent International Peace Bureau
1911 – Tobias Michael Carel Asser, Alfred Hermann Fried
1912 – Elihu Root
1913 – Henri La Fontaine
1914 – non è stato assegnato
1915 – non è stato assegnato
1916 – non è stato assegnato
1917 – Comitato internazionale della Croce Rossa
1918 – non è stato assegnato
1919 – Thomas Woodrow Wilson
1920 – Leon Victor Auguste Bourgeois
1921 – Karl Hjalmar Branting, Christian Lous Lange
1922 – Fridtjof Nansen
1923 – non è stato assegnato
1924 – non è stato assegnato
1925 – Austen Chamberlain, Charles Gates Dawes
1926 – Aristide Briand, Gustav Stresemann
1927 – Ferdinand Buisson, Ludwig Quidde
1928 – non è stato assegnato
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1929 – Frank Billings Kellogg
1930 – Nathan Söderblom
1931 – Jane Addams, Nicholas Murray Butler
1932 – non è stato assegnato
1933 – Norman Angell
1934 – Arthur Henderson
1935 – Carl Von Ossietzky
1936 – Carlos Saavedra Lamas
1937 – Robert Cecil
1938 – Ufficio internazionale Nansen per i rifugiati
1939 – non è stato assegnato
1940 – non è stato assegnato
1941 – non è stato assegnato
1942 – non è stato assegnato
1943 – non è stato assegnato
1944 – Comitato internazionale della Croce Rossa
1945 – Cordell Hull
1946 – Emily Greene Balch, John Mott
1947 – The American Friends Service Committee, The Friends Service Council
1948 – non è stato assegnato
1949 – John Boyd Orr
1950 – Ralph Bunche
1951 – Leon Jouhaux
1952 – Albert Schweitzer
1953 – George Catlett Marshall
1954 – Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)
1955 – non è stato assegnato
1956 – non è stato assegnato
1957 – Lester Pearson
1958 – Georges Pire
1959 – Philip Noel-Baker
1960 – Albert John Lutuli
1961 – Dag Hjalmar Agne Carl Hammarskjoeld
1962 – Linus Carl Pauling
1963 – Comitato internazionale della Croce Rossa, Lega delle società della Croce Rossa
1964 – Martin Luther King
1965 – Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF)
1966 – non è stato assegnato
1967 – non è stato assegnato
1968 – René Cassin
1969 – Organizzazione internazionale del lavoro
1970 – Norman Borlaug
1971 – Willy Brandt
1972 – non è stato assegnato
1973 – Henry A. Kissinger, Le Duc Tho
1974 – Seán MacBride, Eisaku Sato
1975 – Andrei Dmitrievich Sakharov
1976 – Mairead Corrigan, Betty Williams
1977 – Amnesty International
1978 – Menachem Begin, Mohamed Anwar El Sadat
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1979 – Madre Teresa di Calcutta
1980 – Adolfo Pérez Esquivel
1981 – Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)
1982 – Alva Myrdal, Alfonso Garcia Robles
1983 – Lech Wałęsa
1984 – Desmond Mpilo Tutu
1985 – International Physicians For The Prevention Of Nuclear War
1986 – Elie Wiesel
1987 – Óscar Arias Sánchez
1988 – Forze di peace-keeping delle Nazioni Unite
1989 – Tenzin Gyatso (14º Dalai Lama)
1990 – Michail Sergeevič Gorbačëv
1991 – Aung San Suu Kyi
1992 – Rigoberta Menchu Tum
1993 – Fredrik Willem De Klerk, Nelson Mandela
1994 – Yasser Arafat, Shimon Peres, Yitzhak Rabin
1995 – Pugwash Conferences on Science and World Affairs, Joseph Rotblat
1996 – Carlos Filipe Ximenes Belo, José Ramos Horta
1997 – Campagna internazionale per il bando delle mine antiuomo (ICBL), Jody Williams
1998 – John Hume, David Trimble
1999 – Medici senza frontiere
2000 – Kim Dae-Jung
2001 – Kofi Annan, Organizzazione delle Nazioni Unite
2002 – Jimmy Carter
2003 – Shirin Ebadi
2004 – Wangari Maathai
2005 – Agenzia internazionale per l'energia atomica e il suo direttore Mohamed ElBaradei
2006 – Muhammad Yunus e la Grameen Bank
2007 – Al Gore e Ipcc (Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell'ONU)
2008 – Martti Ahtisaari
2009 – Barack Obama
2010 – Liu Xiaobo
2011 – Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee, Tawakkul Karman
2012 – Unione Europea « Per oltre sei decenni ha contribuito all'avanzamento della pace e della
riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa »
2013 – OPAC « Per i suoi ampi sforzi per eliminare le armi chimiche »
Nobel per la letteratura
Quello che segue, è un elenco in ordine cronologico delle personalità premiate con il Premio Nobel
per la letteratura, seguito dalla motivazione ufficiale del conferimento. Qui l'elenco in ordine
alfabetico.
1901 – Sully Prudhomme (in riconoscimento della sua composizione poetica, che dà prova di un
alto idealismo, perfezione artistica ed una rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto)
1902 – Christian Matthias Theodor Mommsen (al più grande maestro vivente della scrittura storica,
con speciale riferimento al suo maggior lavoro, Storia di Roma)
1903 – Bjornstjerne Martinus Bjornson (un tributo alla sua nobile, magnifica e versatile poeticità,
con la quale si è sempre distinto per la chiarezza della sua ispirazione e la rara purezza del suo
spirito)
1904 – Frédéric Mistral (in riconoscimento della chiara originalità e della vera ispirazione della sua
produzione poetica, che splendidamente riflette gli scenari naturali e lo spirito nativo del suo
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popolo, e, in aggiunta, al suo importante lavoro come filologo provenzale) e José Echegaray y
Eizaguirre (in riconoscimento delle numerose e brillanti composizioni che, in maniera individuale
ed originale, hanno fatto rivivere la grande tradizione del dramma spagnolo)
1905 – Henryk Sienkiewicz (per i suoi notevoli meriti come scrittore epico)
1906 – Giosuè Carducci (non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche
critiche, ma su tutto un tributo all'energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che
caratterizza il suo capolavoro di poetica)
1907 – Rudyard Kipling (in considerazione del potere dell'osservazione, dell'originalità
dell'immaginazione, la forza delle idee ed il notevole talento per la narrazione che caratterizzano le
creazioni di questo autore famoso nel mondo)
1908 – Rudolf Christoph Eucken (in riconoscimento della sua seria ricerca della verità, il suo potere
di penetrare il pensiero, la sua enorme capacità di visione, il calore e la forza delle sue opere con le
quali ha trasmesso una filosofia idealistica della vita)
1909 – Selma Lagerlöf (per l'elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale
che caratterizzano le sue opere)
1910 – Paul Johann Ludwig Heyse (un tributo alla consumata capacità artistica, permeata
dall'idealismo, che egli ha dimostrato durante la sua lunga carriera produttiva come poeta lirico,
drammaturgo, novellista e scrittore di storie brevi famose nel mondo)
1911 – Maurice Polidore Marie Bernhard Maeterlinck (per le sue molte attività letterarie,
specialmente per la sua opera drammatica, che si distinguono per la ricchezza d'immaginazione e la
poetica fantastica, che rivela, a volte sotto forma di favola, una profonda ispirazione, mentre in un
modo misterioso si rivolge ai sentimenti propri del lettore e ne stimola l'immaginazione)
1912 – Gerhart Johann Robert Hauptmann (in riconoscimento della sua fertile, varia ed eccelsa
produzione nella sfera dell'arte drammatica)
1913 – Rabindranath Tagore (per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che,
con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio
inglese, parte della letteratura dell'ovest)
1914 - non è stato assegnato
1915 – Romain Rolland (un tributo all'elevato idealismo della sua produzione letteraria, alla
comprensione ed all'amore per la verità con le quali ha descritto i diversi tipi di esistenza umana)
1916 – Carl Gustaf Verner von Heidenstam (in riconoscimento della sua importanza come
esponente rappresentativo di un nuovo tempo nella nostra letteratura)
1917 – Karl Adolph Gjellerup (per la sua varia e ricca poeticità, ispirata da elevati ideali), Henrik
Pontoppidan (per le sue reali descrizioni della vita moderna in Danimarca)
1918 - non è stato assegnato
1919 – Carl Friedrich Georg Spitteler (in riconoscimento al suo poema epico, Olympischer
Frühling)
1920 – Knut Pedersen Hamsun (per il suo monumentale lavoro. Il risveglio della Terra)
1921 – Anatole France (in riconoscimento della sua brillante realizzazione letteraria, caratterizzata
da nobiltà di stile, profonda comprensione umana, grazia, e vero temperamento gallico)
1922 – Jacinto Benavente (per il felice metodo col quale ha proseguito la tradizione illustre del
dramma spagnolo)
1923 – William Butler Yeats (per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato
espressione allo spirito di un'intera nazione)
1924 – Władysław Stanisław Reymont (per il suo grande romanzo epico, I contadini)
1925 – George Bernard Shaw (per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira
stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza)
1926 – Grazia Deledda (per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica
chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi)
1927 – Henri Bergson (in riconoscimento delle sue ricche e animate idee e della brillante capacità
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con la quale ha saputo esprimerle)
1928 – Sigrid Undset (principalmente per la sua imponente descrizione della vita nordica durante il
medioevo)
1929 – Thomas Mann (principalmente per i suoi grandi romanzi I Buddenbrook e La montagna
incantata)
1930 – Sinclair Lewis (per la sua arte descrittiva vigorosa e grafica e per la sua abilità nel creare,
con arguzia e spirito, nuove tipologie di personaggi)
1931 – Erik Axel Karlfeldt
1932 – John Galsworthy (per la sua originale arte narrativa, che trova la sua forma più alta ne La
saga dei Forsyte)
1933 – Ivan Alekseyevich Bunin (per la precisione artistica con la quale ha trasposto le tradizioni
classiche russe in prosa)
1934 – Luigi Pirandello (per il suo coraggio e l'ingegnosa ripresentazione dell'arte drammatica e
teatrale)
1935 - non è stato assegnato
1936 – Eugene Gladstone O'Neill
1937 – Roger Martin Du Gard
1938 – Pearl Buck (per le sue ricche e veramente epiche descrizioni della vita contadina in Cina e
per i suoi capolavori biografici)
1939 – Frans Eemil Sillanpää
1940 - non è stato assegnato
1941 - non è stato assegnato
1942 - non è stato assegnato
1943 - non è stato assegnato
1944 – Johannes Vilhelm Jensen
1945 – Gabriela Mistral
1946 – Hermann Hesse
1947 – André Gide
1948 – Thomas Stearns Eliot
1949 – William Faulkner
1950 – Bertrand Arthur William Russell
1951 – Par Fabian Lagerkvist
1952 – François Mauriac
1953 – Winston Leonard Spencer Churchill
1954 – Ernest Miller Hemingway (per la sua maestria nell'arte narrativa, recentemente dimostrata
con Il vecchio e il mare e per l'influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo)
1955 – Halldor Kiljan Laxness (per la vivida potenza epica con la quale ha rinnovato la grande arte
narrativa dell'Islanda)
1956 – Juan Ramón Jiménez (per la sua poesia piena di slancio, che costituisce un esempio di
spirito elevato e di purezza artistica nella lingua spagnola)
1957 – Albert Camus (per la sua importante produzione letteraria, che con perspicace zelo getta luce
sui problemi della coscienza umana nel nostro tempo)
1958 – Boris Leonidovič Pasternak rifiutato su pressione del regime sovietico per i suoi importanti
risultati sia nel campo della poesia contemporanea che in quello della grande tradizione epica russa)
1959 – Salvatore Quasimodo (per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche
esperienze della vita dei nostri tempi)
1960 – Saint-John Perse
1961 – Ivo Andrić (per la forza epica con la quale ha tracciato temi e descritto destini umani tratti
dalla storia del proprio Paese)
1962 – John Steinbeck
98
1963 – Giorgos Seferis (per i suo scritti eminentemente lirici, ispirati da un profondo legame con il
mondo della cultura ellenica)
1964 – Jean-Paul Sartre rifiutato (per la sua opera che, ricca di idee e pregna di spirito di libertà e
ricerca della verità, ha esercitato un'influenza di vasta portata nel nostro tempo)
1965 – Michail Aleksandrovič Šolochov (per la potenza artistica e l'integrità con le quali, nella sua
epica del Don, ha dato espressione a una fase storica nella vita del popolo russo)
1966 – Shmuel Yosef Agnon, Nelly Sachs
1967 – Miguel Ángel Asturias (per i suoi vigorosi risultati letterari, profondamente radicati nei tratti
distintivi e nelle tradizioni degli Indiani dell'America Latina)
1968 – Yasunari Kawabata (per la sua abilità narrativa, che esprime con grande sensibilità l'essenza
del pensiero giapponese)
1969 – Samuel Beckett
1970 – Aleksandr Solženicyn (per la forza etica con la quale ha proseguito l'indispensabile
tradizione della letteratura russa)
1971 – Pablo Neruda
1972 – Heinrich Böll
1973 – Patrick White (per un'arte narrativa epica e psicologica che ha introdotto un nuovo
continente nella letteratura)
1974 – Eyvind Johnson, Harry Martinson rispettivamente (per un'arte narrativa, lontana da vedersi
negli anni e nei paesi, al servizio della libertà) e (per una scrittura che cattura le gocce di rugiada e
riflette il cosmo)
1975 – Eugenio Montale (per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha
interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni)
1976 – Saul Bellow (per la sensibilità umana e la sottile analisi della cultura contemporanea che si
trovano combinati nella sua opera)
1977 – Vicente Aleixandre
1978 – Isaac Bashevis Singer (per la sua veemente arte narrativa che, radicata nella tradizione
culturale ebraico-polacca, fa rivivere la condizione umana universale)
1979 – Odysseus Elytis
1980 – Czeslaw Milosz
1981 – Elias Canetti (per i suoi lavori caratterizzati da un'ampia prospettiva, ricchezza di idee e
potere artistico)
1982 – Gabriel García Márquez (per i suoi romanzi e racconti, nei quali il fantastico e il realistico
sono combinati in un mondo riccamente composto che riflette la vita e i conflitti di un continente)
1983 – William Golding (per i suoi romanzi che, con l'acume di un'arte narrativa realistica e la
diversità e universalità del mito, illuminano la condizione umana nel mondo odierno)
1984 – Jaroslav Seifert
1985 – Claude Simon
1986 – Wole Soyinka
1987 – Joseph Brodsky
1988 – Naguib Mahfouz
1989 – Camilo José Cela
1990 – Octavio Paz
1991 – Nadine Gordimer
1992 – Derek Walcott
1993 – Toni Morrison (che in racconti caratterizzati da forza visionaria e rilevanza poetica dà vita
ad un aspetto essenziale della realtà americana)
1994 – Kenzaburō Ōe (che con forza poetica crea un mondo immaginario in cui vita e mito si
condensano per formare uno sconcertante ritratto dell'attuale condizione umana)
1995 – Seamus Heaney
99
1996 – Wisława Szymborska (per la poesia che con ironica precisione permette al contesto storico e
biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana)
1997 – Dario Fo (seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la
dignità agli oppressi)
1998 – José Saramago (che con parabole sostenute da immaginazione, compassione e ironia ci
permette ancora una volta di afferrare una realtà illusoria)
1999 – Günter Grass
2000 – Gao Xingjian (per un'opera dal valore universale, intuito pungente e ingenuità linguistica
che hanno aperto nuove strade al romanzo e al teatro cinese)
2001 – Vidiadhar Surajprasad Naipaul
2002 – Imre Kertész
2003 – John Maxwell Coetzee
2004 – Elfriede Jelinek (per il flusso melodico di voci e controvoci in romanzi e testi teatrali, che
con estremo gusto linguistico rivelano l’assurdità dei cliché sociali e il loro potere)
2005 – Harold Pinter (perché nelle sue commedie [egli] scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere
di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione)
2006 – Orhan Pamuk (perché nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto
nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture).
2007 – Doris Lessing (cantrice dell'esperienza femminile, che con scetticismo, fuoco e potere
visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa)
2008 – Jean-Marie Gustave Le Clézio (autore di nuove partenze, avventura poetica ed estasi
sensuale, esploratore di un'umanità al di là e al di sotto della civiltà regnante)
2009 – Herta Müller (con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha
rappresentato il mondo dei diseredati)
2010 – Mario Vargas Llosa (per la sua cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine
della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo)
2011 - Tomas Tranströmer (attraverso le sue immagini dense e nitide, ha dato nuovo accesso alla
realtà)
2012 - Mo Yan (che con un realismo allucinatorio fonde racconti popolari, storia e contemporaneità)
2013 - Alice Munro (maestra del racconto breve contemporaneo)
I Nobel Italiani
Tra gli Italiani che hanno meritato il Nobel citiamo per la Fisica Riccardo Giacconi, astrofisico
Italiano naturalizzato statunitense, che nel 2002 vinse il premio per il suo contributo all'astrofisica e
per aver dato apporto alla scoperta delle sorgenti cosmiche a raggi X.
Nel 1959 Emilio Gino Segrè insieme con Owen Chamberlain si fece contraddistinguere per la
scoperta dell'antiprotone, nel 1938 il più conosciuto Enrico Fermi si aggiudicò nel 1938 il Nobel
'per la dimostrazione dell'esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento
neutronico, e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti'.
Nel 1909 Guglielmo Marconi e Karl Ferdinand Braun ottennero il premio per il loro contributo allo
sviluppo della telegrafia senza fili.
Venendo alla Chimica, nel 1963 Giulio Natta venne insignito con Karl Ziegler, chimico tedesco, del
Nobel per le loro trovate in campo della chimica e della tecnologia dei polimeri; purtroppo non si
può fare il nome di altri Italiani premiati nel campo della Chimica in quanto hanno avuto la meglio,
come del resto già anticipato, gli Statunitensi e i Tedeschi.
Il Nobel per la Medicina annovera Camillo Golgi, a cui nel 1906 venne riconosciuto il suo impegno
e il suo lavoro sulla struttura del sistema nervoso; il biochimico svizzero naturalizzato italiano
Daniel Bovet vinse nel 1957 il Nobel per la Medicina per le scoperte in merito di composti sintetici
e sistema vascolare oltre che muscoli scheletrici.
Nel 1975 è il turno di Renato Dulbecco, il biologo che con David Baltimore e Howard Martin
100
Temin fu premiato per le interazioni tra virus tumorali; infine nel 2007 Mario Capecchi, genetista
italiano ma naturalizzato statunitense, ottenne il Nobel per il principio di introduzione di geni nel
topo attraverso cellule staminali embrionali.
L'Italiano Giosuè Carducci fu il primo Italiano a ottenere questo riconoscimento (correva il 1906)
per i suoi insegnamenti, per le sue ricerche e per i suoi capolavori nel campo della letteratura;
Grazia Deledda nel 1926 ottenne il Nobel 'per la sua ispirazione idealistica, scritta con
raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione
degli umani problemi".
Non fu da meno Luigi Pirandello per la sua dedizione alla letteratura, alla poesia, al teatro (tra le sue
maggiori opere teatrali ricordiamo 'Sei personaggi in cerca d'autore' e 'Così è se vi pare'); seguono
ancora Salvatore Quasimodo, letterato siracusano premiato nel 1959 per la sua poetica liricità, per il
suo modo di narrare le esperienze umane, anche le più le tragiche, poi Eugenio Montale (1975) e
Dario Fo (1997) che è stato in grado di recuperare la tradizione della commedia dell'arte.
Ernesto Teodoro Moneta, invece, presidente della Lega Lombarda per la Pace, si aggiudicò il Nobel
per la Pace nel 1907 insieme al giurista francese Luis Renault.
La storia dei Nobel ha visto spesso la premiazione di stesse persone in edizioni differenti, di
membri della stessa famiglia o di organizzazioni (e membri di organizzazioni) che nel corso degli
anni hanno meritato più volte l'assegnazione del premio.
Sono quattro le persone che hanno finora ricevuto due premi Nobel:
Marie Curie (1903 per la fisica e 1911 per la chimica);
Linus Pauling (1954 per la chimica e 1962 per la pace);
John Bardeen (1956 e 1972 per la fisica);
Frederick Sanger (1958 e 1980 per la chimica);
Tre componenti della famiglia Curie hanno ottenuto complessivamente quattro Premi Nobel; cinque
con il genero:
Marie Curie due volte, nel 1903 per la fisica e nel 1911 per la chimica
suo marito Pierre Curie assieme a lei nel 1903 per la fisica
la loro figlia Irène Joliot-Curie insieme al marito Frédéric Joliot-Curie nel 1935 per la chimica.
I due fratelli Tinbergen, Jan e Nikolaas, hanno ottenuto entrambi il premio Nobel: il primo nel 1969
per l'economia e il secondo nel 1973 per la medicina.
Roger David Kornberg, professore di biologia strutturale alla Stanford University, ha vinto il premio
Nobel per la chimica nel 2006 quasi cinquant'anni dopo il padre Arthur Kornberg, anch'esso
professore alla Stanford University e premiato con il premio Nobel per la medicina nel 1959.
Joseph John Thomson ricevette il premio Nobel per la fisica nel 1906 per la scoperta sperimentale
dell'elettrone, particella carica negativamente responsabile della conduzione elettrica nei gas e poté
assistere all'assegnazione dello stesso premio al figlio George Paget, che lo ricevette nel 1937
(insieme a Clinton Joseph Davisson) per esperimenti sulla diffrazione di elettroni da reticoli
cristallini, dovuta al comportamento ondulatorio degli elettroni.
Niels Bohr, che ricevette il premio Nobel per la fisica nel 1922 per i suoi contributi fondamentali
alla comprensione della struttura atomica e alla creazione della meccanica quantistica, non poté
invece assistere all'assegnazione del premio Nobel al figlio. Aage Bohr ricevette infatti il premio
Nobel insieme a Ben Roy Mottelson e a James Rainwater nel 1975 (tredici anni dopo la morte del
padre) per la scoperta della connessione fra moti collettivi e moti di particella nei nuclei atomici e
per lo sviluppo della teoria nucleare basata su tale connessione.
William Henry Bragg e suo figlio William Lawrence Bragg vinsero il Premio Nobel per la fisica nel
1915 per i loro studi sull'analisi della struttura cristallina per mezzo dello spettroscopio a raggi X.
William Lawrence Bragg fu anche il più giovane vincitore di un Nobel della storia, avendo
conquistato l'ambito premio a soli venticinque anni.
101
Hans von Euler-Chelpin, immigrato dalla Germania in Svezia, vinse il premio Nobel per la chimica
nel 1929, mentre suo figlio Ulf von Euler vinse il premio Nobel per la medicina nel 1970.
Organizzazioni
Il premio Nobel per la pace è stato attribuito più volte a persone e istituzioni legate a importanti enti
internazionali. La Croce Rossa ha ricevuto il premio cinque volte:
Jean Henri Dunant (1901, fondatore della Croce Rossa);
Comitato Internazionale della Croce Rossa (1917, 1944 e 1963);
Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (1963);
Amnesty International (1977);
Le Nazioni Unite ed enti (o personaggi correlati) hanno ricevuto il premio otto volte
Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) (1954 e 1981);
Dag Hjalmar Agne Carl Hammarskjöld (Segretario Generale ONU) (1961);
Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF) (1965);
Forza di protezione delle Nazioni Unite (1988);
Kofi Annan (Segretario Generale ONU) (2001);
Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) (2001);
Ipcc (Comitato Intergovernativo per i Mutamenti Climatici del'ONU) (2007).
I.A.E.A. (International Atomic Energy Agency) 2005
Infine, l'Unione Europea si è vista assegnare tale riconoscimento nel 2012.
Testo delle disposizioni testamentarie di Nobel
<Io, Alfred Bernhard Nobel, dichiaro qui, dopo attenta riflessione, che queste sono le mie Ultime
Volontà riguardo al patrimonio che lascerò alla mia morte. [...]
La totalità del mio residuo patrimonio realizzabile dovrà essere utilizzata nel modo seguente: il
capitale, dai miei esecutori testamentari impiegato in sicuri investimenti, dovrà costituire un fondo
i cui interessi si distribuiranno annualmente in forma di premio a coloro che, durante l'anno
precedente, più abbiano contribuito al benessere dell'umanità. Detto interesse verrà suddiviso in
cinque parti uguali da distribuirsi nel modo seguente: una parte alla persona che abbia fatto la
scoperta o l'invenzione più importante nel campo della fisica; una a chi abbia fatto la scoperta più
importante o apportato il più grosso incremento nell'ambito della chimica; una parte alla persona
che abbia fatto la maggior scoperta nel campo della fisiologia o della medicina; una parte ancora
a chi, nell'ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole;
una parte infine alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini
della fraternità tra le nazioni, per l'abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la
formazione e l'incremento di congressi per la pace. I premi per la fisica e per la chimica saranno
assegnati dalla Accademia Reale Svedese delle Scienze; quello per la fisiologia o medicina dal
Karolinska Instituet di Stoccolma; quello per la letteratura dall'Accademia di Stoccolma, e quello
per i campioni della pace da una commissione di cinque persone eletta dal Parlamento norvegese.
È mio espresso desiderio che all'atto della assegnazione dei premi non si tenga nessun conto della
nazionalità dei candidati, che a essere premiato sia il migliore, sia questi scandinavo o meno.
Come esecutore testamentario nomino Ragnar Sohlman, residente a Bofors, Varmland, e Rudolf
Liljequist residente al 31 di Malmskillnadsgatan, Stoccolma, e a Bengtsfors vicino a Uddevalla.
[...]
Questo Ultimo Volere e Testamento è l'unico valido, e cancella ogni altra mia precedente istruzione
o Ultimo Volere, se ne venissero trovati dopo la mia morte.
Infine, è mio esplicito volere che, dopo la mia morte, mi vengano aperte le vene, e una volta che ciò
sia stato fatto e che un Medico competente abbia chiaramente riscontrato la mia morte, che le mie
spoglie vengano cremate in un cosiddetto crematorio.
Parigi, 27 novembre 1895
102
Alfred Bernhard Nobel>
Le Critiche
Il premio Nobel non è stato esente da critiche nella sua storia, in particolar modo recente.
Queste critiche sono anche state alimentate dall'assegnazione del premio Nobel per la pace del 2007
ad Al Gore e all'Intergovernmental Panel on Climate Change, per il film sul riscaldamento globale,
Una scomoda verità. In questo documento Gore esamina il fenomeno del riscaldamento globale
imputandolo alle attività umane. Anche vari scienziati criticarono il documentario, trovandovi una
serie di errori e inesattezze. Va anche precisato che il principale detrattore, il professor Richard S.
Lindzen, è a sua volta stato criticato per i finanziamenti di aziende petrolifere ricevuti da vari istituti
di cui è partecipe.
Altre assegnazioni particolarmente discusse oppure mancate avvennero:
nel 1958, quando lo scrittore Boris Pasternak fu costretto dal governo dell'Unione Sovietica con
pressanti minacce e avvertimenti da parte del KGB a rifiutare il premio espressamente assegnatogli
per il suo romanzo Il dottor Živago;
nel 1964, quando il filosofo e scrittore Jean-Paul Sartre rifiutò il premio Nobel per la letteratura;
nel 1973, in concomitanza con il colpo di stato in Cile che portò Augusto Pinochet al potere, quando
Henry Kissinger fu insignito del Nobel per la pace, dopo aver caldamente supportato il dittatore
cileno e la deposizione di Salvador Allende.
Nel 1994 fu assegnato il premio Nobel per la pace a Yasser Arafat, politico palestinese accusato di
aver sostenuto la lotta armata per l'indipendenza della Palestina da Israele. Nello stesso anno fu
assegnato a Shimon Peres e Yitzhak Rabin accusati di crimini di guerra verso il popolo palestinese.
Nel 2009 il premio Nobel per la pace è stato assegnato al presidente degli Stati Uniti Barack
Obama. Questa assegnazione ha suscitato perplessità sulla base del fatto che Obama, essendo in
carica soltanto da un anno al momento della consegna del premio, non avesse avuto il tempo di
dimostrare con risultati concreti l'efficacia del suo operato a favore della pace. Inoltre queste
critiche si dimostrano ancor più fondate dal momento che il suo "disegno di legge per l'uscita dalla
guerra in Iraq", che prevedeva il rientro di tutti i militari entro la fine di marzo 2008, non è stato
formalmente attuato fino al 31 agosto 2010
Nel 2010 il premio Nobel per la pace è stato assegnato a Liu Xiaobo, scrittore e dissidente politico
cinese. Il Governo cinese ha accolto con dissenso la notizia, incarcerando la moglie del Nobel. Liu
Xiaobo era già in carcere dall'8 dicembre 2008, anche se l'arresto è stato formalizzato dopo più di
sei mesi, il 23 giugno 2009, e la sentenza di carcerazione sia stata emessa il 25 dicembre 2009. Liu
Xiaobo quindi non ha potuto ricevere il Nobel, nemmeno i suoi famigliari che sono stati incarcerati.
Un'ulteriore osservazione che viene continuamente posta riguardo al premio Nobel è l'assenza del
riconoscimento per la matematica. La massima onorificenza per la matematica è la Medaglia Fields,
seppur questa è soggetta al vincolo dell'età inferiore ai 40 anni per i premiati. Inoltre l'assegnazione
della medaglia Fields avviene quadriennalmente.
È diffusa una tesi, pur senza particolare fondamento, secondo la quale il premio per la matematica
non sarebbe stato istituito in quanto Nobel avrebbe scoperto che una sua amante lo aveva tradito
con un famoso matematico svedese, Magnus Gustaf Mittag-Leffler. Istituendo il premio per la
matematica l’Accademia Reale svedese lo avrebbe probabilmente assegnato proprio a Mittag-Leffle
per i suoi studi sulle funzioni analitiche, sul calcolo delle probabilità e sulle equazioni differenziali
omogenee.
Nobel per la Medicina
Quello che segue, è un elenco in ordine cronologico delle personalità premiate con il Nobel per la
medicina. Per l'elenco in ordine alfabetico clicca qui.
1901 – Emil Adolf Von Behring
1902 – Ronald Ross
103
1903 – Niels Ryberg Finsen
1904 – Ivan Petrovich Pavlov
1905 – Robert Koch
1906 – Santiago Ramón y Cajal, Camillo Golgi
1907 – Charles Louis Alphonse Laveran
1908 – Paul Ehrlich, Il'ja Il'ič Mečnikov
1909 – Emil Theodor Kocher
1910 – Albrecht Kossel
1911 – Allvar Gullstrand
1912 – Alexis Carrel
1913 – Charles Robert Richet
1914 – Robert Barany
1915 - non è stato assegnato
1916 - non è stato assegnato
1917 - non è stato assegnato
1918 - non è stato assegnato
1919 – Jules Bordet
1920 – Schack August Steenberg Krogh
1921 - non è stato assegnato
1922 – Archibald Vivian Hill, Otto Fritz Meyerhof
1923 – Frederick Grant Banting, John James Richard Macleod
1924 – Willem Einthoven
1925 - non è stato assegnato
1926 – Johannes Andreas Grib Fibiger
1927 – Julius Wagner-Jauregg
1928 – Charles Jules Henri Nicolle
1929 – Christiaan Eijkman, Frederick Gowland Hopkins
1930 – Karl Landsteiner
1931 – Otto Heinrich Warburg
1932 – Edgar Douglas Adrian, Charles Scott Sherrington
1933 – Thomas Hunt Morgan
1934 – George Richards Minot, William Parry Murphy, George Hoyt Whipple
1935 – Hans Spemann
1936 – Henry Hallett Dale, Otto Loewi
1937 – Albert Szent-Gyorgyi Von Nagyrapolt
1938 – Corneille Jean François Heymans
1939 – Gerhard Domagk
1940 - non è stato assegnato
1941 - non è stato assegnato
1942 - non è stato assegnato
1943 – Henrik Carl Peter Dam, Edward Adelbert Doisy
1944 – Joseph Erlanger, Herbert Spencer Gasser
1945 – Ernst Boris Chain, Alexander Fleming, Howard Walter Florey
1946 – Hermann Joseph Muller
1947 – Carl Ferdinand Cori, Gerty Theresa Cori, Bernardo Alberto Houssay
1948 – Paul Hermann Muller
1949 – Walter Rudolf Hess, Antonio Caetano De Abreu Freire Egas Moniz
1950 – Philip Showalter Hench, Edward Calvin Kendall, Tadeusz Reichstein
1951 – Max Theiler
1952 – Selman Abraham Waksman
104
1953 – Hans Adolf Krebs, Fritz Albert Lipmann
1954 – John Franklin Enders, Frederick Chapman Robbins, Thomas Huckle Weller
1955 – Axel Hugo Theodor Theorell
1956 – Andre Frederic Cournand, Werner Forssmann, Dickinson W. Richards
1957 – Daniel Bovet
1958 – George Wells Beadle, Joshua Lederberg, Edward Lawrie Tatum
1959 – Arthur Kornberg, Severo Ochoa
1960 – Frank Macfarlane Burnet, Peter Brian Medawar
1961 – Georg Von Bekesy
1962 – Francis Harry Compton Crick, James Dewey Watson, Maurice Hugh Frederick Wilkins
1963 – John Carew Eccles, Alan Lloyd Hodgkin, Andrew Fielding Huxley
1964 – Konrad Bloch, Feodor Lynen
1965 – François Jacob, Andre Lwoff, Jacques Monod
1966 – Charles Brenton Huggins, Francis Peyton Rous
1967 – Ragnar Granit, Haldan Keffer Hartline, George Wald
1968 – Robert W. Holley, Har Gobind Khorana, Marshall W. Nirenberg
1969 – Max Delbruck, Alfred D. Hershey, Salvador E. Luria
1970 – Julius Axelrod, Ulf Von Euler, Bernard Katz
1971 – Earl W. Jr. Sutherland
1972 – Gerald M. Edelman, Rodney R. Porter
1973 – Karl von Frisch, Konrad Lorenz, Nikolaas Tinbergen
1974 – Albert Claude, Christian De Duve, George E. Palade
1975 – David Baltimore, Renato Dulbecco, Howard Martin Temin
1976 – Baruch S. Blumberg, D. Carleton Gajdusek
1977 – Roger Guillemin, Andrew V. Schally, Rosalyn Yalow
1978 – Werner Arber, Daniel Nathans, Hamilton O. Smith
1979 – Alan M. Cormack, Godfrey N. Hounsfield
1980 – Baruj Benacerraf, Jean Dausset, George Snell
1981 – David H. Hubel, Roger W. Sperry, Torsten N. Wiesel
1982 – Sune K. Bergstroem, Bengt I. Samuelsson, John R. Vane
1983 – Barbara McClintock
1984 – Niels K. Jerne, Georges Köhler, Cesar Milstein
1985 – Michael S. Brown, Joseph L. Goldstein
1986 – Stanley Cohen, Rita Levi-Montalcini
1987 – Susumu Tonegawa
1988 – James W. Black, Gertrude Elion, George H. Hitchings
1989 – J. Michael Bishop, Harold E. Varmus
1990 – Joseph E. Murray, E. Donnall Thomas
1991 – Erwin Neher, Bert Sakmann
1992 – Edmond H. Fischer, Edwin G. Krebs
1993 – Richard J. Roberts, Phillip A. Sharp
1994 – Alfred G. Gilman, Martin Rodbell
1995 – Edward B. Lewis, Christiane Nüsslein-Volhard, Eric F. Wieschaus
1996 – Peter Charles Doherty, Rolf M. Zinkernagel
1997 – Stanley B. Prusiner
1998 – Robert F. Furchgott, Louis Ignarro, Ferid Murad
1999 – Gunter Blobel
2000 – Arvid Carlsson, Paul Greengard, Eric R. Kandel
2001 – Leland H. Hartwell, R. Timothy Hunt, Paul M. Nurse
2002 – Sydney Brenner, H. Robert Horvitz, John E. Sulston
105
2003 – Paul C. Lauterbur, Sir Peter Mansfield
2004 – Richard Axel, Linda B. Buck
2005 – Barry J. Marshall, J. Robin Warren
2006 – Andrew Fire, Craig Mello
2007 – Mario Capecchi, Martin Evans e Oliver Smithies
2008 – Luc Montagnier, Françoise Barré-Sinoussi e Harald zur Hausen
2009 – Elizabeth Blackburn, Carol W. Greider e Jack Szostak
2010 – Robert Geoffrey Edwards
2011 – Bruce Beutler, Jules Hoffmann e Ralph M. Steinman
2012 - Shinya Yamanaka e John Gurdon
2013 - James Rothman, Randy Schekman e Thomas Südhof
Nobel per l'economia
Quello che segue è un elenco in ordine cronologico delle personalità premiate con il Nobel per
l'economia. Il Premio Nobel per l'economia non era previsto dal testamento di Alfred Nobel e viene
assegnato dal 1969, in seguito all'istituzione (nel 1968) da parte della Banca di Svezia di uno
speciale fondo per il premio. Per l'elenco in ordine alfabetico clicca qui.
1969 – Ragnar Frisch, Jan Tinbergen
1970 – Paul A Samuelson
1971 – Simon Kuznets
1972 – Kenneth J. Arrow, John R. Hicks
1973 – Wassily Leontief
1974 – Friedrich von Hayek, Gunnar Myrdal
1975 – Leonid Vital'evič Kantorovič, Tjalling C. Koopmans
1976 – Milton Friedman
1977 – James E Meade, Bertil Ohlin
1978 – Herbert A. Simon
1979 – Arthur Lewis, Theodore W. Schultz
1980 – Lawrence R. Klein
1981 – James Tobin
1982 – George Stigler
1983 – Gerard Debreu
1984 – Richard Stone
1985 – Franco Modigliani
1986 – James M. Buchanan
1987 – Robert M. Solow
1988 – Maurice Allais
1989 – Trygve Haavelmo
1990 – Harry M. Markowitz, Merton M. Miller, William F. Sharpe
1991 – Ronald H. Coase
1992 – Gary S. Becker
1993 – Robert W. Fogel, Douglass C. North
1994 – John C. Harsanyi, John F. Nash, Reinhard Selten
1995 – Robert Lucas
1996 – James A. Mirrlees, William Vickrey
1997 – Robert C. Merton, Myron S. Scholes
1998 – Amartya Sen
1999 – Robert A. Mundell
2000 – James J. Heckman, Daniel L. McFadden
2001 – George Akerlof, A. Michael Spence, Joseph E. Stiglitz
106
2002 – Daniel Kahneman, Vernon L. Smith
2003 – Robert F. Engle, Clive W. J. Granger
2004 – Finn Kydland, Edward C. Prescott
2005 – Robert J. Aumann, Thomas C. Schelling
2006 – Edmund S. Phelps
2007 – Leonid Hurwicz, Eric Maskin, Roger Myerson
2008 – Paul Krugman
2009 – Elinor Ostrom, Oliver Williamson
2010 – Peter Diamond, Dale Mortensen, Christopher Pissarides
2011 – Thomas J. Sargent, Christopher A. Sims
2012 – Alvin Eliot Roth, Lloyd Stowell Shapley
2013 – Eugene F. Fama, Lars Peter Hansen, Robert J. Shiller
Nobel nella storia della letteratura italiana
Il Premio Nobel per la letteratura è stato assegnato per la prima volta nel 1901.
1906, Giosuè Carducci
1926, Grazia Deledda
1934, Luigi Pirandello
1959, Salvatore Quasimodo
1975, Eugenio Montale
1997, Dario Fo
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Il Signore del Cremlino contro l'Uomo di Dio?
NOBEL PER LA PACE:
PAPA FRANCESCO... PUTIN
E LA TALPA SNOWDEN
Il 10 ottobre la comunicazione a Oslo dei candidati vittoriosi
Uno, Vladimir Putin, minaccia di invadere la Crimea, l’altro, Papa Francesco, invita a pregare
perché in Ucraina prevalga il dialogo. In comune una candidatura al premio Nobel per la pace in
compagnia della `talpa´ Edward Snowden e della giovane pachistana sopravvissuta ai talebani
Malala Yousafzai.
La notizia che proprio quest’anno il leader del Cremlino potrebbe essere insignito dello stesso
riconoscimento assegnato tra gli altri a Nelson Mandela è trapelata da chi le candidature le ha
presentate: migliaia di persone in tutto il mondo che ogni anno entro il primo febbraio fanno le loro
proposte.
Nessuna conferma ufficiale da parte dell’istituto di Oslo che da 50 anni si impegna a mantenere
segreta la lista dei nomi. Solo l’annuncio che quest’anno l’elenco è da record: 278 candidati, tra cui
47 organizzazioni.
«Abbiamo ricevuto nomination da persone di Paesi che prima non avevano mai presentato
candidature», ha spiegato l’influente segretario dell’Istituto Geir Lundestad, precisando che la
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commissione Nobel ha già accorciato la lista tra i 25 e 40 nomi e la ridurrà ad una dozzina entro la
fine di aprile, fino ad arrivare alla proclamazione del vincitore il 10 ottobre a Oslo. Chissà se il
nome di Putin, che si presume sia stato candidato per il suo ruolo nella crisi siriana, sia
sopravvissuto o `sopravviverà´ ai diversi passaggi.
Tutto dipenderà dall’evolversi della situazione in Ucraina naturalmente, ma intanto viene da
chiedersi da chi e quando sia stata portata avanti la nomination del leader del Cremlino. Stando allo
statuto della Fondazione Nobel, possono presentare una candidatura parlamentari o membri del
governo di tutto il mondo; membri di tribunali internazionali; rettori di università; professori di
discipline umanistiche o direttori di istituti di ricerca per la pace o la politica estera; vincitori del
premio Nobel per la pace; membri della commissione.
Il nome di Putin come `candidato ideale´ era stato fatto per la prima volta lo scorso ottobre
dall’oscura Accademia internazionale dell’unità spirituale e della cooperazione tra nazioni del
mondo. «Putin ha fatto tutti gli sforzi per garantire una soluzione pacifica del conflitto siriano.
Usando il suo esempio personale, ha dimostrato il suo impegno per la pace nei fatti, non solo a
parole», aveva sostenuto all’epoca Beslan Kobakhiya, vicepresidente dell’Accademia, definendosi
«offeso» dall’assegnazione del premio a Barack Obama nel 2009. Tra i sostenitori c’era anche il
deputato e icona musicale dell’epoca sovietica Iosif Kobzon, detto il `Frank Sinatra russo´.
Detrattori o sostenitori del Nobel a Putin, tutti dovranno aspettare qualche mese prima di sapere a
chi andrà il riconoscimento vinto l’anno scorso dall’Organizzazione per la distruzione della armi
chimiche. Al momento, con la tensione in Ucraina che continua a salire e le prove di forza
quotidiane, sembra difficile che il signore del Cremlino possa avere la meglio sugli altri candidati.
Uno su tutti, Papa Francesco.
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La sede in Italia e quella a Londra permettono di coordinare gli
scambi internazionali dando la possibilita’ di avere contatti diretti
sul posto
ART CAFE LONDON
E' in grado di presentare ogni forma di arte presente sul mercato
con un gruppo di lavoro che vanta collaboratori in Italia, Londra,
Parigi e New York
Art Cafe London e’ un’organizzazione composta da professionisti freelance con esperienza in
diversi settori con base in Toscana (Pisa) e dal 2010 a Londra che si occupa principalmente di creare
e gestire Eventi d’Arte
Ogni Artista, gruppo, galleria o associazione d’arte che vuole organizzare un evento a Londra e
vuole affidarsi a professionisti o più semplicemente non sa da che parte iniziare, può rivolgersi al
team di Art Cafe London per ricevere tutto il supporto necessario.
La sede in Italia e quella a Londra permettono di coordinare gli scambi internazionali dando la
possibilita’ di avere contatti diretti sul posto.
Nel 2011 Art Café London e’ stata invitata dalla Italian Chamber of Commerce di Londra alla
‘Dolce Vita’ - Fiera Internazionale del Made in Italy al Business Design Centre ed e’ ospite fisso,
con i propri artisti dal 2011, al Kensington Town Hall per l’annuale Fiera CFAB Spring Fair
organizzata dalle Ambasciate di tutto il Mondo a Londra; ad Agosto del 2013 ha allestito la mostra
di Giles Duley nelle sale del Parlamento Inglese a Westminster.
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Settimanalmente vengono realizzati eventi in diverse location ognuna selezionata in base al target
di riferimento degli artisti partecipanti.
In questi anni Art Café London ha organizzato mostre personali e collettive, allestito spazi,
presentato libri, collaborato con eventi esterni di moda, presentato artisti Italiani a Londra e artisti
stranieri in Italia coordinando anche competizioni d’arte per dare modo agli artisti di avere più
visibilità nel contesto artistico.
In Italia Art Cafe London e’ il partner artistico ufficiale della Mostra Internazionale d’arte
Contemporanea di Marina di Pisa organizzata dalla Pro-Loco Litorale Pisano e patrocinata dalla
Regione Toscana, Provincia, Comune e dall’Università degli studi di Pisa, dalla Società Navicelli
SPA, dalla Confcommercio e dalla Fondazione Pisa; Fin dalla prima edizione del 2010 ha permesso
di esporre gratuitamente a Londra gli artisti vincitori del concorso interno all’evento organizzando
appositamente per loro una collettiva di 2 settimane.
Da quest’anno la collaborazione si è allargata anche alle giovani band musicali per ampliare
l’offerta di eventi artistici sotto ogni tipo di forma.
Con l’esperienza acquisita in questi anni, e avvalendosi della collaborazione di moltissimi artisti di
talento, e’ stata studiata anche la possibilità di allestire mostre d’arte in luoghi diversi da quelli
canonici o ufficiali, in modo da rendere più accogliente e originale ogni tipo di spazio sia pubblico
che privato ed allo stesso tempo creare una quotidianità nella visibilità dell’artista stesso.
Dal 2010 e’ stato ampliato il portfolio eventi, spaziando da mostre di pittura a quelle di scultura, dal
quelle di design ad eventi moda, proiettandosi così in un crescendo che portera’ nel 2015 ad esporre
il progetto ‘I Am Not Superstitious’ alla Biennale di Mdina a Malta.
Art Café London ha realizzato un format facile da utilizzare sia in Italia che in Inghilterra in grado
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di presentare ogni forma di arte presente sul mercato con un gruppo di lavoro che vanta
collaboratori in Italia, Londra, Parigi e New York.
I riferimenti del team:
Nadia Spita: Event Manager - Eventi London - [email protected]
Chiara Mura: Event Manager - Eventi Italia- [email protected]
Louis Slabbert: Marketing Manager - Social Media/SEO/Marketing - @Louisinlondon
Isabella Mura: Sales Manager - Eventi London/Paris –[email protected]
Denise Denegri: Fashion Shows - Moda Italy - http://modusvestiendi.blogspot.it
Greg Salvatori: Photographer - Fotografia New York/London - @GregPhotoCom
Nicola Donati: Graphic Designer – Italia - www.facebook.com/Nicoladonatiportfolio
Fabio Cosci: Sound Engineer - Musica Italy - http://www.hardrec.com
Per saperne di più:
www.artcafelondon.com/it
[email protected]
Contatti Sede Italia:
Maria Chiara Mura – Tel: +39 3480906961 – Lunedi/Venerdi 10:00 – 17:30
Contatti sede Inghilterra
Nadia Spita – +44 7974364413 – Lunedi/Venerdi 9:00 – 16:30
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Oltre il buio della non ragione il mondo del dolore, il mondo dei
“sepolti vivi”
DAL LIBRO E REPORTAGE
FOTOGRAFICO DI DANIEL ASAR
Dal diario di Siro un lungo degente appunti, pensieri e disegni…
All’interno dell’Ospedale Psichiatrico di Volterra fino al 1963 veniva applicata senza riserve la
legge n. 36 del 14 febbraio 1904, strutturando così un rigido custodialismo.
All’interno dell’Ospedale si rafforzarono sempre più il regime poliziesco e il verticismo
organizzativo: “la struttura sanitaria e assistenziale era di tipo gerarchico, piramidale” dove “ognuno
era responsabile delle proprie azioni solo nei confronti delle persone da cui dipendeva
direttamente”.
Il clima era carcerario: gli infermieri venivano chiamati “guardie” o “superiori” (avevano il ruolo di
custodia e di sorveglianza), le finestre dei reparti erano protette da sbarre che di notte venivano
chiuse a chiave.
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Dal regolamento interno:
<Gli infermieri non devono tenere relazioni con le famiglie dei malati, darne notizie, portar fuori
senz'ordine lettere, oggetti, ambasciate, saluti; né possono recare agli ammalati alcuna notizia dal
di fuori, né oggetti, né stampe, né scritti...>.
Solo dal 1963 si iniziarono i primi passi verso una trasformazione sociale. Si svilupparono le prime
idee di riforma e le prime pratiche alternative per modificare il rigido regime che si era instaurato.
Queste idee, rappresentarono l’inizio del cambiamento. Si iniziarono a diffondere le idee di
deistituzionalizzazione, dell’aumento della libertà dei ricoverati e della riconquista dei loro diritti.
La Legge Basaglia del 13 Maggio 1978, n° 180 impose la chiusura dei manicomi.
Dal diario di Siro
DELLE SPIRE IL FASCINO
Ho perso sangue dal naso…fermati bastone che picchi nelle ore più impensate…bosco di frasche
nascondi dietro te i corpi ignudi di vecchi bavosi e giovani ospiti…portantini sudati si asciugano la
fronte.
Dopo il volo solare, più nulla rimane se non il pianto del giovane Baldassarre…giunto gradito
ospite giorni addietro e subito iniziato ai lavori di gruppo e di società.
Ultimamente il male oscuro è sempre più presente; non trovo più pace nelle ore del giorno e della
notte…il pianto non ha più modo di esistere, i mostri orribili non permettono più al mio cuore di
battere…avrò la forza di sopravvivere? Forse, se sarò capace.
Manichini veri, manichini umani come sacchi spesso siamo indirizzati nell’oscura nona stanza.
Mano furtiva e lesta che accende la luce solo di notte, infermeria…lugubre alcova di amplessi
innaturali…ieri ho visto una giovane contadina uscire piangendo ed un “torsolo“di infermiere
correrle dietro… la giovane contadina gli ha mollato una pedata nei genitali: il “torsolo” urlando dal
dolore si è piegato su se stesso; la prossima volta sarà più prudente.
La peste dell’anima vigliaccamente e ciecamente colpisce chiunque, nelle ore diurne come in
quelle notturne; nessun tocco e rintocco della campana…oranti voci si innalzano all’onnipotente…
la peste dell’anima non avverte il povero, il predestinato…non stabilisce l’ora, né il giorno, né
l’età…improvvisamente si manifesta e dal quel momento si incomincia a morire…così è per me.
Buchi nelle vene: il caldo liquido accarezza le parti più estreme e microscopiche del mio corpo…
banda sonante a festa, ottoni rimbombano nella mia testa…vedo squarci di luce inondare i miei folli
sogni. “Testone vestito di bianco” perché soggiaci ed indugi nell’accarezzare il corpo del giovane
demente?
Voci silenziose parlano all’anima mia: mostri e fantasmi prendono forma tangibile; il mio umore è
dilaniato dall’orgia continua e contrapposta e io non posso uscirne che sconfitto e annullato.
Oggi sono felice: mi sento tranquillo e sereno; guardo il mondo con più ottimismo…finalmente
dopo due settimane potrò rivedere Alberto, il mio fratellino; con lui parlerò del grande campione
Gino…il corridore in bicicletta…lo conosco perché Osvaldo ascolta con la radio a galena le corse
del giro d’Italia - “Forza Gino, vinci ancora, facci sperare…corri come il vento, salita, discesa e
pianura, tu le accarezzi, hai la forza di una locomotrice…sei un dio per noi”-.
DEI LUPI E DEGLI AGNELLI SONO I TEMPI
Nella latrina qualcuno ha scritto…”direttore maiale “ e qualcuno ha aggiunto…”come tu mà “ forse
è stato Bengasi, il vecchio livornese: sembra matto ma non lo è, lui è lesto con la lingua come con le
mani; i portantini vigliacchi lo evitano; lui fa parte delle ronde della notte che con scaltrezza hanno
imparato ad aprire i portoni blindati e a far razzia di cibo, sigarette e di lettere mai partite o mai
ricevute.
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Riflessione
Pioggia scrosciante che detergi ogni cosa…monda lo sporco degli uomini cattivi, i bruti, gli ossessi,
i demoni che su di noi mettono le loro luride mani e toccano e palpeggiano senza dire nulla i nostri
corpi ignudi; manicotti insanguinati fino ai gomiti entrano nelle nostre viscere, brandine fangose,
odoranti di orina e cacca.
Molto spesso i nostri lamenti, le nostre implorazioni si disperdono nel nulla “basta maiali, perché ci
trattate così?”.
A vecchie e giovani volpi dallo sguardo perennemente assente hanno più volte “rosolato” il
cervello: ora sono lì, seduti sulla vecchia gradinata che si scaldano al sole invernale.
L’amico Ginestro attacca ad ognuno un foglio sulle spalle…qualcuno ride, qualche altro piange e
qualche altro grida -“viva il Papa”- “viva il Re”- altri - “vogliamo mangiare il pancotto”-…il foglio
si stacca ed un vento gelido lo porta via; nello scritto si legge “date loro la medaglia…sono vittime
della vostra follia, della vostra boria…sono soldati mandati in prima linea ad esplorare il vuoto
assolto di un futuro mentale incerto”.
Sento nella mia mente mamma Adele cantare a squarciagola - "Venite spiriti che attendete ai
pensieri mortali, rendetemi risoluta, virile, venite al mio seno di donna, prendete il mio latte di
fiele... "-.
Povera mamma, chi vuole allattare se non ha mai avuto seno?
Venticinque randellate sulle spalle: la mia pelle è stata ancora una volta dilaniata. Perché tutto
questo? Cosa ho fatto di male? Forse devo mangiare per forza la brodaglia che ogni giorno ci viene
offerta? Mai!
Perché grido a questo tenue barlume di luce che entra in questa stanza di morte inondata di odore di
carne bruciata?
Ecco il ritorno improvviso del grande Santo, il Savonarola: non so nemmeno se è santo; per me lo
è e questo mi basta. Si siede accanto a me, punta il dito indice verso l'alto, socchiude gli occhi e
inizia il suo sermone:
<Siro, non affannarti, sappi che nulla, nulla è degenerato in te; solo una parte della tua mente è
stata sottratta alla consapevolezza e al comando della volontà, ma l'altra parte è sana, anzi
sanissima; ricorda, tu sei normale, sono gli altri i pazzi, i dissociati, gli alienati>
Le parole del saggio frate mi lasciano frastornato, sento che dalla sua presenza posso trarre un
grande beneficio spirituale. Spero che torni presto a trovarmi.
Qui, dolore, sofferenza, solitudine e annullamento totale sono sigilli impressi con il fuoco nel nostro
corpo, nella nostra mente.
NERA É LA LUCE
Violenze mentali; insistentemente il coro dei mostri e la maledetta voce del nano gobbo
m’impongono di uccidermi, oppure di fare del male al prossimo.
Queste orribili realtà racchiuse nella mia mente gracidano dolorose litanie e impartiscono ordini che
devo per forza eseguire.
Ho paura di loro, vomito e per difendermi sono costretto a colpirmi ripetutamente la testa fino a
farla sanguinare.
Tutti gli ospiti di questa camera, terrorizzati, urlano di paura: la mia follia li contagia; la porta si
apre di colpo, a forza gli infermieri riescono a mettermi in bocca il morso, mi trascinano, mi portano
via, mi gettano di peso nella nona stanza.
Pianto e dolore non lasciano più tracce di morte nel cuore dei giacenti in queste gabbie; scorie di
vita si sottraggono alle prime luci dell’alba …da est a ovest, da nord a sud, più nulla rimane se non
polvere di sangue raggelata nelle vene.
Bianca, simpatica pazza ha partorito un figlio, non si sa chi sia il padre…il nato dicono che sia
maschio; forse è pura follia del tempo avere un figlio: partorire è come partire…gioco di parole e
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frasi affinché le rughe del viso accorcino le distanze dal collo…cappio si, cappio no…non stringerai
per nulla l’osso del mio collo…vertice di medici vestiti di bianco si alternano alla mia brandina.
Riflessione; odio questo tempo che passa veloce, lo sento, scandisce nel cuore attimi
d’annullamento totale. Sono vecchio e sfinito, Dio mio a quale punto della vita sono arrivato!
Potessi cancellare i ricordi, le violenze subite da piccolo, le paure, le angosce che ho dentro di me,
cosa posso fare?
Attendo giorno dopo giorno che qualcosa di diverso metta fine a queste mie sofferenze, ma nulla
avviene e nulla apporta un miglioramento. Sono stanco della vita, forse ho sbagliato tutto.
Non oso guardare il futuro perché, rinchiuso in questo manicomio non ne ho… nel passato non
posso rifugiarmi perché troppe cose e volti mi fanno star male… il presente è pieno di mostruosità.
Ieri mi hanno obbligato con forza e cattiveria a scavare la terra per trovare vecchie ed antiche glorie
del passato…buffoni, noi dobbiamo faticare per loro…per la loro vanagloria…qualcuno, per paura
della cella di punizione, ha accettato…il terzo giorno al vecchio tedesco si è fermato il cuore: è
morto tra le rovine del campo…nessuno ha pianto.
Profonda è la notte
<Sono sdraiato per terra, in questa piccola e lurida stanza: sto facendo disegni-pensiero, eppure
mi sento teso, agitato; sembra che tutto il marcio dell'universo alberghi nel mio cuore e
nella mia mente. Sono annullato, sono chiuso senza via di scampo dentro questa
immensa ragnatela. Chi potrà aiutarmi a trovare l’uscita>?
Ascolto la pioggia battere incessantemente sui muri; vorrei che un vento cosmico mi portasse via.
Vomito sangue.
Nelle stanze accanto c'è un grande silenzio e questo mi opprime; anche gli altri pazzi sono stati
calmati dall’infermiere gigante…lui dice di essere buono, ma per me è un grande”bischero”
maremmano…
DEL CICLOPE É LA PAURA
Visioni
Ho fatto un sogno strano: correvo nel corridoio avanti e indietro, inseguivo una donna-calva,
assomigliava a quella che lavora allo spaccio, mi aveva fatto qualcosa di cattivo e volevo punirla.
Dopo tanto correre sono riuscito ad afferrarla per i piedi, l'ho percossa violentemente, poi ho avuto
con lei un coito fluttuante.
Ero come sospeso nell'aria, mentre baciavo le sue labbra rosse e carnose ho visto distintamente un
pagliaccio accarezzare il sedere rosso-sangue di una scimmia; contemporaneamente la scimmia
lisciava la testa della donna- calva mentre il pagliaccio gioiva pazzamente.
E' stato un sogno orribile, com’è possibile creare queste mostruosità ? Com’è possibile che io,
proprio io, abbia avuto un amplesso con una donna-calva?
Incontri
Oggi ho camminato per le strade di questo grande e doloroso manicomio: avevo un cappello a
larghe falde con appesi dei piccoli coltelli fatti con la midolla di pane essiccata. Mi sentivo forte e
realizzato.
Alcuni infermieri ed alienati si sono fermati, volevano comprare il cappello come ricordo Mi sono
indignato, come posso vendere ciò che mi appartiene? Ciò che fa parte della mia massima
espressione mentale?
Alle loro prepotenti insistenze mi sono scagliato con violenza contro l’infermiere più giovane: è un
arrogante, un fetente picchiatore, non ha pietà di nessuno; i suoi colleghi lo lasciano fare, fingono di
non vedere e lui mena, mena forte sul viso e sulla testa.
Questa volta però ho reagito prima io; non se l’aspettava, sono riuscito a dargli una pedata nelle
palle, ha mollato la presa sul mio collo. Ancora una volta sono arrivati altri infermieri, mi hanno
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agguantato per i piedi e dopo avermi trascinato nel corridoio mi hanno gettato di peso nella nona
stanza, la stanza del dolore e del delirio.
In questo posto le botte che mi danno nessuno le vede…solo io le sento…tra alcuni giorni, se questa
stanza non verrà occupata da qualche altro povero demente, potrò uscire per essere trasferito
nell’infermeria; qui il dottore segaligno dal naso a patata e con baffoni da sbirro, pur vedendo la mia
faccia piena di lividi, come sempre non mi chiederà cosa è successo, mi sorriderà, mi stenderà il
braccio e introdurrà tre liquidi brucianti e poco dopo un agitato sonno mi avvolgerà per più giorni.
Innocenza
Oggi è domenica, mi dispiace, ma per me oggi è un giorno qualunque; nella mia mente
ossessivamente suonano mille gong, le vibrazioni sconquassano ogni mio pensiero, sono privo di
vita. Da ore subisco questo martirio, ho visioni strane, vedo candele spostarsi nell'aria e decine di
bimbi piangenti mi danzano attorno.
So chi sono questi fanciulli, sono quelli che come me hanno subito la violenza dalle persone senza
cuore…come te, zia infame, e come te, madre vergognosa.
Se qualcuno si domanderà perché Siro non descrive più cose e fatti che accadono attorno a lui?
quale vita prende forma, quali gli usi ed i costumi che qui sono propri? Siro risponderà:“qui
regnano gli imperatori despoti e i cortigiani ruffiani si inchinano ai loro editti, mentre il popolo deve
tacere e soccombe inesorabilmente. Siamo nulla, siamo il nulla”.
D’ULISSE NEL SEGNO DEL SOGNO
Ripenso alla bellissima mora, anche lei pazza, incontrata ieri nella lavanderia; il suo corpo mi è
rimasto impresso nella mente, ora lo sto disegnando nell'aria: desidero stringere forte al mio cuore
l'immagine creata.
Desisto? Non desisto? Qualcosa non va, lo sento, non ho il coraggio di avvicinarmi a questo corpo
meraviglioso, ma il coro e la voce del nano gobbo mi impongono di spogliarmi ripetendo
all'infinito: -"Prendi, prendi, prendi, devi possederla, altro che baciarla"- e un’eco ripete
odiosamente - "non sei capace... capace... capace, Siro, hai voluto cavalcare il vento, ma il vento
non si fa cavalcare da nessuno, poiché il vento è il nulla assoluto”- .
Pensieri vaganti
Domani, oppure un giorno che verrà, chiederò al direttore di questo manicomio il permesso di
telefonare a mia madre…ma lei non ha il telefono e credo che non sia mai in casa; vagabonderà per
le strade del porto, oppure pregherà in qualche cimitero davanti ad una tomba senza nome, la mia.
Ecco, ora la vedo e la sento: è dietro quella porta chiusa, lei ride, è pazza, forse io non ho mai avuto
una mamma e lei un figlio.
Dov'era la mamma quando nelle notti di paura e di terrore le "vocine " scavavano nella mente del
piccolo Siro?
Sette anni e tre mesi di vita assieme, poi un figlio, Nitti, e tutto è miseramente finito. Lei, Mara, se
n'è andata per sempre, è stata come una meteora nella mia vita. Nitti però ha preferito rimanere con
me, sono felice della sua presenza.
Ecco, ora ho avuto una visione: un ragno nero dal seno floscio si è mosso nella ragnatela, mi è
venuto vicino e con forza ha messo il suo seno in bocca, voleva allattarmi; ho vomitato il liquido
mammario, era schifoso. Come può una bestia di quella specie allattare un uomo?
Riflessione
Analizzo me stesso scendendo nella profondità dell'anima. Vedo immagini-azioni subite, sono
spaventose, mi sento solo e sono veramente solo.
Dio non può mandarmi all’inferno a subire altre pene ed altri dolori eterni; mi è più simpatico Gesù,
lui è venuto su questa terra, lui ha visto con i suoi occhi tutti gli orrori della vita, sono certo che alla
mia morte mi accoglierà subito tra le sue braccia.
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Forse in un tempo lontano, in una dimensione a noi completamente sconosciuta, ci ritroveremo tutti
bambini e la valle luminosa si ripopolerà di anime innocenti.
Solo allora saremo liberi, felici, lontani dalle sofferenze, dalle cattiverie e dimenticheremo
finalmente le violenze subite nell'anima e nel corpo.
POMERIGGIO DEL RITARDO TARDO
E' notte fonda: dalla finestra osservo la volta stellata. Un' ombra nera attraversa il vetro, si posa
sulla mia mano, diventa grande: è Nitti che sussurra con rabbia - "cosa aspetti a gettarti nel vuoto?
Lo sai, loro ti stanno aspettando da tempo…tu sai chi sono, anche se stupidamente fai finta di
nulla…"-.
Sono disperato per ciò che Nitti mi ha detto; perché anche lui desidera la mia morte? Può un figlio
obbligare il proprio padre ad uccidersi? Oltretutto Il mio credo religioso lo vieta.
Ritornano
Nella mia breve passeggiata ho incontrato il nano gobbo che con rabbia mi obbliga a picchiare il
portantino dalla faccia da ebete; rifiuto l’ordine, ma il nano gobbo mi incita alla violenza, agisco,
picchio con violenza il portantino: nella colluttazione cadiamo per terra, la mia forza è superiore
alla sua, gli stringo il collo per soffocarlo, ma l’arrivo degli infermieri lo salva.
Questa volta la camicia di forza mi spezza le braccia, è stata legata con molti nodi…loro sono qui
vicino a me, ridono e parlano di caccia, di donne, di sport…io piango…loro sono stupidi…io sono
demente …loro sparano agli uccelli…io sparo a me stesso…non ho un’arma, ma solo le mani…
forse mi strozzerò, ma prima regolerò i conti con una parte di loro, i “cattivi”.
Molte volte nella notte prendeva vita e forma un carosello e nel lungo corridoio, nudo, correva
l’augello Antonio, bello come un sole in declino…tre persone, sempre le stesse, desiderose di
giovani e virili pazzi, lo seguivano trafelati e nudi con i testicoli ciondolanti; in un cunicolo dopo
l’ultima cella l’adone spariva, era la cella nerastra, coperta di fuliggine…un materasso pulito e lindo
attendeva la preda ed i predatori ignudi …
Radio a galena con cuffie….solo Osvaldo la possedeva; ne era geloso: nessuno la poteva toccare;
attaccava l’antenna alla grata della finestra e spostando un affarino con la punta fine, cercava le voci
di persone e terre lontane; quando ne aveva voglia, raramente, ci raccontava cosa succedeva nel
mondo: tutte le notizie, mi faceva paura! Un giorno Bastiano la spia fece la sua opera…Osvaldo
prese tante botte sulla testa e sul petto, questa fu la fine della radio a galena.
DELL’ARTISTA LA SUA OPERA PRESE FORMA
Il Santo Savonarola
Impeccabilmente avvolto da una lunga tunica Savonarola è venuto a trovarmi.
Mi ha chiesto come stavo: "Benissimo" gli ho risposto, e lui sorridendo in modo strano ha
sentenziato con perfetto accento fiorentino - " Tu, Siro, sei un demente perfetto, tu offri al mondo
con grande dignità e coraggio la tua follia, sei un perfetto istrione, un magnifico giocoliere mentale,
sei un destriero, un purosangue, tu sai dare veramente lezioni di vita"-.
Sono rimasto sconcertato: non mi aspettavo dal Savonarola una simile valutazione. Come ha fatto,
lui che non è psichiatra, a capire tante cose di me? Nessun luminare ha saputo fare una diagnosi così
esatta come la sua. Grandioso rogo: tu sei il purificatore delle realtà terrene, sei la chiave delle cento
porte del sapere e della perfetta conoscenza.
Esperimenti
Oggi pomeriggio mi hanno portato a forza in infermeria a fare un controllo mentale; il locale è
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sempre più sudicio ed abbandonato, qui si respira aria di morte e di violenza; quanti sono usciti
integri da queste stanze?
L’infermiere ed il medico di turno pomeridiano mi hanno fatto quattro brucianti punture…al mio
palese dolore il medico ha reagito con rabbia dicendomi - “Siro, stai un po’ bono, non ti lamentare,
siete tutti dei codardi, lo volete capire che lo facciamo per il vostro bene, teste di c…su proviamo
anche queste” - poi a denti stretti l’ho sentito sussurrare all’infermiere - “sono da sperimentare…ma
non credo che abbiano effetto”-…
Le cure fanno veramente effetto, eccome: stanno modificando giorno dopo giorno l'intima struttura
dei miei pensieri; forse sto diventando un'espressione chimica, sono un perfetto risultato di
laboratorio e di guarigione per altri pazzi come me.
Quattro dementi mi sono venuti incontro e mi hanno chiesto se volevo fuggire con loro: avevano
organizzato una fuga, li ho guardati a lungo negli occhi e - “Voi siete pazzi, più pazzi di un pazzo
pazzo, io non scappo, non ho nessuno che mi aspetta e che mi vuole bene…io rimango qui”-.
Li ho lasciati allibiti; con minacce mi hanno obbligato a non dire nulla, altrimenti Bastiano avrebbe
fatto la spia a chi di dovere.
DEL PENSIERO É LA BRAMOSIA
Struggenti note
Da una radio lontana sento una voce stornellare la mia canzone preferita, la canzone che mi lega per
sempre a Mara….
<Verde sembri tu, o luna che cominci già a spuntar, nel cielo d'un magico splendor.
Tu vieni ancora a farmi ricordar il mio perduto amor…>
Piango di dolore: queste parole mi fanno tornare indietro nel tempo…Mara, la mia Mara, mi
chiama, mi vuole ancora, Io le rispondo…Verde Luna dille che l’amo ancora…cuore mio distrutto,
cuor mio dilaniato dal dolore, dove sei Mara? Unico mio grande amore.
"Severina", così ha detto che si chiama, è la prestatrice di speciali servizi ad alcuni capi potenti e
portantini vari; oggi è venuta a trovarmi senza essere invitata, non ha bussato alla porta, ha
oltrepassato il muro; è giovane e bella, forse si ubriaca…ondeggia e puzza di vino.
Riflessione
Severina cerca nel vino i mostri per vivere, io li devo fuggire per non morire. Per certi versi siamo
consimili. Sono certo che alla fine mi riporteranno nella nona stanza, ma io non voglio. Mi
riempiranno di medicine colorate, mi metteranno in testa la pentola elettrica, scaveranno ancora nel
mio cervello per poi ripetere - "andiamo oltre".
Al segnale convenuto io e Gualtiero, uno dei miei compagni di camerata, siamo andati nel bosco, al
“ritrovo” dietro le frasche del peccato…ci siamo accovacciati per terra: erano stupendi i loro corpi
intenti all’amplesso; due donne, una lavandaia e l’altra portantina, erano unite carnalmente,
ansimavano…sudavano, miagolavano; loro, agli occhi della gente, sono le pure, sono le semplici…
amano così tanto la natura da desiderare di fare l’amore solo a contatto con essa.
Le foglie scricchiolano ed i rami si piegano, altri ospiti si presentano silenziosamente allo
spettacolo, qualcuno ride, qualche altro si eccita, altri vorrebbero partecipare ma…l’ordine
impartito è drastico: guardare, non desiderare, non partecipare; noi non siamo all’altezza…
Credo d’essere figlio di una prostituta. Un galeotto africano una notte prese mia madre
fecondandola in qualche bettola…dall'unione di due angeli del male sono nato io.
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DA UN TEMPO CHE NON SO VENNE IL GIORNO
...per me non ci sarà mai più nessuna alba, nessun tramonto...
Roland, il vecchio psichiatra, che Dio lo abbia con sè, mi ripeteva spesso: ” Sappi Siro che le
cattiverie da te subite, nel tempo hanno fatto saltare tutti i cardini; le porte della tua mente si sono
divelte e la follia ivi racchiusa si è liberata in tutta la sua straordinaria potenza devastatrice". Che
grande consolazione ricordare queste parole.
Addio madre
E’ quasi l’alba: questa notte ho ucciso mia madre; con un bastone l'ho colpita più volte sulla testa.
Prima di cadere per terra mi ha guardato a lungo negli occhi, voleva dirmi qualcosa. Mi avrà
perdonato o maledetto? A me tutto questo non importa ormai più.
Un sangue nero e un fetore di morte si è sparso attorno. Cosa farò di questo cadavere? Lo seppellirò
nel bosco oppure, pezzo per pezzo, lo mangerò per poi vomitarlo nella tazza del cesso? Quando un
figlio uccide la madre e ne mangia il corpo non commette nessun crimine: ritorna direttamente
nell'utero materno.
Vicino alla meta
E' notte, non riesco a dormire, l'ansia è più forte di me, non sono capace di annullare nella mente il
sogno fatto…ho visto Mara fare l’amore con un marinaio. Ho capito che Mara può essere di tutti,
ma non mia.
Nella mia testa suonano strane campane, non a festa, ma a morto. Loro ondeggiano e ad ogni tocco,
un rintocco scandisce il mio nome - "Siro è pazzo, più pazzo di un pazzo" -.
Ho il cervello annebbiato, tutto si sta orribilmente spezzando. Provo disgusto per la vita. Non riesco
più a pensare, né a scrivere. Ho lottato tanto e di questo, Dio mi è testimone…
Dietro queste sbarre vedo una piccola parte del cielo stellato, ho nostalgia di lassù… forse sono
vicino al grande salto, non nel buio ma nella Luce divina: così, solo così, potrò terminare il mio
calvario terreno. Da ore le litanie di milioni e milioni di grilli, cicale, sirene e gong mi stanno
distruggendo. Cosa posso fare?
L’alba dell’alba è vicina
Il forte dolore alla nuca mi fa vedere luci frantumarsi nel mio corpo: sto vomitando sangue marcio.
La cella si popola di spettri parlanti, sono mostri orribili, indescrivibili, parlano tutti assieme e tutti
assieme gridano puntando il dito deforme verso di me – “Siro, sei finito per sempre; il momento
della tua grande iniziazione si concluderà all’alba del secondo giorno: preparati, il vecchio albero
nel bosco che tu sai ti attende…”-.
….Continua…
Poesie di Siro
<Solo nelle notti di Luna calante "scrivo poesie pensiero": sono più belle di tante altre scritte da
famosi poeti che non conosco ma so che esistono>.
A me
Quell’immobile burattino
Legato ai fili di un vuoto teatro
“aspettava” dietro ad un sipario
Che mai si aprirà
Questa è l’attesa infinita
Di un uomo senza anima
Miserere
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A mia madre
Rose rosse infime
Frutto di un bacio perverso
Lacrime dolci dell’alba che muore
Una piuma volteggia
Nei miei pensieri folli
Una meteora di piombo annulla
come sempre
Tu madre mia
perennemente assente
Dormiente.
Miserere
A Mara
Ti donai sette petali di rose gialle
Sette di rose blu
Sette di rose nere
Trovai il letto occupato
Ora, sette petali di rose gialle
Sette di rose blu
Sette di rose nere
Fanno ghirlanda funebre
Alla tua perversa bellezza
Miserere
Tre opere di Siro
http://daniel-volterra-oltrelesbarre.blogspot.it/
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UGO TOGNAZZI COSA C'ENTRA
CON PROUST?
di Massimiliano Pegorini
Questa volta vorrei dedicare un articolo ad un grande artista ma senza dar rilievo a ciò che ha fatto
come attore. Voglio analizzare una passione che lo accompagnò per tutta la sua esistenza. Quella del
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rito legato al cibo ed ai ricordi di una vita sposata al gusto, al profumo che la semplicità di alcuni
piatti evocavano in Tognazzi…la quarta “T” di Cremona.
Nell’introduzione al libro “Ugo Tognazzi - L’abbuffone – Storie da ridere e ricette da morire”
Alberto Bevilacqua scriveva che Ugo non era un gran mangiatore, piuttosto un grande osservatore
di chi mangia; un conversatore-mimo che, inconsciamente nauseato dai temi della politica e della
socialità verbale, quei temi preferiva sostituirli “in codice” come si dice, con un gergo sempre
raffigurato dai racconti dei riti della tavola e da altri racconti più connessi alle delizie sessuali.
Infatti tutto un mondo girava attorno alla tavola, al cibo, ai sensi. Conseguentemente richiamavano
ricordi lontani che si trasformavano in ricette legati a persone e situazioni con le quali, con grande
maestria, sapeva intrattenere i palati dei commensali per poi spiegare anche senza parole che:
“…una volta c’era una nonna, una mamma, una campagna, un orto.
Ricreiamoli. Dipende da noi.”
Io ai ricordi delego una grande importanza e spesso sono legati alla quotidianità. Ecco il punto
d’incontro tra Proust e Ugo Tognazzi. Per Proust ogni oggetto sussurrava ricordi lontani e sepolti,
così ad Ugo ogni cibo rammentava tempi perduti o ritrovati. La gallina bollita, per esempio, lo
faceva riandare alla nonna, alle domeniche di Cremona, alla mostarda; e i lamponi freschi gli
ricordavano lontane e rare villeggiature in montagna con i genitori.
Questo per dire che molte cose riescono ad accomunare i pensieri e uomini di epoche lontanissime
fra loro.
Questo perché l’uomo più semplicemente è quello che è, che possiede e che sa tramandare
all’umanità.
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Il libro “L’abbuffone” che citavo prima è l’operazione perfetta dell’osservazione di questo
fenomeno umano.
La bellezza dei ricordi narrati sta nella poetica dell’evocazione di affetti attraverso gocce di grasso
sulla superficie di una semplice minestra.
Ugo raccontando l’aneddoto su “la minestra della nonna” fa sorridere ed anche commuovere perché
spiega in modo molto semplice come, anche avanti negli anni, sapeva “rigustare” quei lontani
momenti di convivio. Seduto ad un tavolo con davanti a sé una minestra che, in attesa di esser
mangiata, sapeva catturare la curiosità di un bambino capriccioso attraverso piccoli occhi in
superficie in attesa di vederlo sorridere. Alcune volte quei piccoli occhi, grazie alla magia della
nonna, potevano diventare anche tante ballerine che si muovevano in una fondina trasformatasi in
sala da ballo.
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La minestra della nonna:
mezz’etto di pancetta
un ciuffo di prezzemolo
due spicchi d’aglio
mezzo rametto di rosmarino
il tutto tritato finemente con la mezzaluna
riso
olio
provolone o parmigiano
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Naturalmente questo è il semplice elenco degli ingredienti per cucinare la minestra della nonna di
Ugo ma la cosa curiosa, se si presta attenzione, sono i particolari. Quelle sfumature che allacciano
gli ingredienti al ricordo e quindi al passato.
Le parole “ciuffo”, “rametto”, l’importanza dell’uso della “mezzaluna” (su cui Tognazzi spiega la
sua predilezione confronto al tritatutto), è poesia di immagini agresti dell’infanzia. Anche quando
alla fine mette prima “provolone” di “parmigiano” è un chiaro riferimento alla povertà dell’epoca. Il
provolone era il “formaggio dei poveri” ma oggi, che i tempi son cambiati, ci si può permettere di
metterci il parmigiano. In conclusione dice che la nonna, per far comparire gli occhietti in
superficie, aggiungeva un goccio d’olio prima di servirla. Un trucchetto semplice, poetico e
creativo che spesso solamente i nonni sapevano escogitare per persuadere una piccola peste.
In conclusione posso dire che questo libro di aneddoti e ricette proposte da Ugo Tognazzi, va oltre
le ricette culinarie, gli aneddoti della sua infanzia. E’ un vero saggio Proustiano sulla quotidianità
degli oggetti, dell’approccio alla vita con un equilibrio umano dove, con garbo paterno, fa capire
che la bellezza dell’essere umano è tutta intorno a noi e spetta a noi prendercene cura, conoscerla e
riconoscerla con amore perché l’amore, metaforicamente parlando, funziona come un boomerang…
lo potrai tirare lontanissimo…ma ti tornerà sempre indietro.
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Sommario
La Venere di Botticelli a Bella
Auguste Rodin rivoluzionario artista della tradizione plastica moderna
Rossana Berti genialità contemporanea
J. Pietrobelli
Hans Richter: il ritmo dell'avanguardia
Elena Mutinelli: una certezza della scultura in Italia
Elena Mutinelli Michelangelo del 2000
M. Pecchenino
Basquiat:James Deam dell'arte moderna
L'anno lungo di Burri:il centenario della nascita
Alberto Berti Poeta dell'immaginario <da uno scritto di Dino Carlesi>
Annamaria Y Palacios, un ricordo
J. Pietrobelli
Anna Castelli Ferrieri
Il personaggio Gillo Dorfles
Al Museo <Fondazione Luciana Matalon> Lorenzo Donati
Carlo Pepi tra i massimi esperti d'arte a livello mondiale
Amedeo Modigliani grande mostra a Palazzo Blu
Stefano Bressani e il pianeta delle stoffe
C. Canton
U n disegno per Ebenez concorso per bambini (regolamento)
Jim Morrison musca e occultismo
Ciao...Giorgio Gaslini
Paul McCartney è vivo?
C. Biolcati
La leggenda di Paul e la teoria del complotto nel mondo del Rock
La pittura & la musica a Pisa tra crisi e opportunità
B. Pollacci
M.G. Agnesi <la signora della matematica>
Omaggio alla <Prof.> Ada Lecchini
J. Pietrobelli
Grande Giorgio
R. Tomarchio
Alfred Nobel ideò il premio più ambito nel mondo
Nobel per la pace:Papa Francesco, Putin e la talpa Snowden...
Art Cafè London
Dal libro e Reportage fotografico di Danel Asar...
Ugo Tognazzi cosa c'entra con Proust ?
M. Pegorini
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