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Coop di Monghidoro, che bel compleanno! - Consumatori - E-coop

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consumatori
edizione reno n°9 novembre 2014
il mensile dei soci coop
WEB, VAI SUL SICURO
Furti di identità, tentativi di truffa, virus. Con l’aumento dell’uso
della rete, crescono anche le insidie. Ecco come affrontarle
42
Coop di Monghidoro,
che bel compleanno!
A un anno dall'inaugurazione i numeri confermano
la bontà di una scelta strategica. E per festeggiare ecco
in arrivo la centrale a metano che fa bene all'ambiente
Circondarsi di parole
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consumatori
SOMMARIO
coop reno
sommario
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Le pagine di
40 Un quadro in grande
movimento
DI MARIO CIFIELLO
42 Coop di Monghidoro,
6 Le truffe del Web
Informazioni e consigli utili per ridurre i rischi e navigare tranquilli
dal proprio computer. E riconoscere i tanti tentativi di frode
che bel compleanno!
DI ANDREA MASCHERINI
45 Verresti ad abitare
con me?
14 Allergie e intolleranze
Cresce il numero di chi ha problemi di salute derivanti da cibi
(ma non solo). Ecco come riconoscere e affrontare la questione
DI DANIELA DALPOZZO
49 Dall'orto alla cucina
DI GILBERTO BIANCHINI
24 Volersi bene
Arrivano i profilattici a marchio Coop. Uno strumento per vivere
serenamente la propria sessualità riducendo i rischi per la salute
Coop Reno Telefono 051.8906011
www.coopreno.it
4 Lettere a
Consumatori
DI MARIO TOZZI
6 Le truffe del Web
19
DI EUGENIO DEL TOMA
32 Sapori piemontesi
14 Allergici & intolleranti.
24 I profilattici Coop
34 Tra Langhe e Roero
DI CLAUDIO STRANO
Un esercito che cresce
20 La cooperazione
del futuro
13 Rifiuti & rifiuti
Intolleranze e diagnosi
DI DARIO GUIDI
30 Lo smartphone
si prenota il Natale
DI CLAUDIO STRANO
26 La vignetta
DI ELLE KAPPA
29 Orti e cortili
D I MASSIMO MONTANARI
DI HELMUT FAILONI
DI GIUSEPPE ORTOLANO
36 Gomme, la seconda vita
DI M. CIRRI E F. SOLIBELLO
libri e dischi
36 Mostre,
Intervista a Ghemon
DI G. OLDRINI E P. PACODA
Mensile della Cooperazione di Consumatori 40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16 Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908 [email protected]
Reg.Trib. Bologna 3/8/82 n. 5005 Iscrizione Roc 29/8/01 n. 1040 Copia singola euro 0,34 Abbonamento annuo euro 3,10
Direttore responsabile Dario Guidi Redazione Daniele Moltrasio (vicedirettore) Daniela Dalpozzo, Silvia Fabbri, Alberto Martignone, Alessandro Medici,
Andrea Pertegato, Silvia Pizzorno, Marisa Pecere, Silvia Sacchetti, Claudio Strano. Progetto grafico Glifo associati/Plumdesign Impaginazione e grafica Ilde Ianigro
Responsabile della pubblicità Lorenza Corazzari Stampa Coptip (Modena)
Coop Editrice Consumatori 40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16 Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908
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Coop Editrice Consumatori Consiglio di amministrazione: Massimo Bongiovanni (presidente) Enrico Migliavacca (vicepresidente)
Gianna Brunelli, Mauro Bruzzone, Stefano Dalla Casa, Edwin Ferrari, Alberto Martignone, Alessandro Medici, Daniele Moltrasio.
Il numero di ottobre è stato stampato in 2.639.212 copie
Associato USPI, Unione stampa periodica italiana
Questo prodotto è stampato su carta certificata Fsc come pure tutta la catena di lavorazione
consumatori
novembre 2014
4
L’indirizzo per scrivere a questa rubrica è:
redazione Consumatori, viale Aldo Moro, 16, 40127 Bologna
fax 051 6316908, oppure, [email protected]
Ogm, discutere su dati reali
Ho letto sui giornali di questi giorni diversi interventi sul tema Ogm. Tra favorevoli e
contrari sembra di assistere a un dialogo tra sordi. Vorrei sentire la vostra opinione in
proposito
dianella berardi - la spezia
Risponde Claudio Mazzini
responsabile sostenibilità, innovazione e valori
di Coop Italia
Come ciclicamente accade, nelle scorse settimane, il
fronte a favore dell'introduzione e della coltivazione
di prodotti Ogm (ovvero geneticamente modificati)
anche nel nostro paese ha rilanciato su alcuni giornali
e su importanti mezzi di comunicazione la polemica
"Ogm sì, Ogm no".
Cosa dicono i sostenitori di queste sostanze? In primo
luogo che gli Ogm sono sicuri e che col divieto di impiego (a favore del quale si è schierato il Governo del
nostro paese come anche di numerosi altri paesi europei) si riduce la competitività dell’Italia. In più, si
applicherebbe una eccessiva precauzione senza alcun
ragionevole motivazione. Nei diversi interventi che
sono apparsi rispuntano anche alcuni argomenti quasi
mitologici quali: piante che resistono alla siccità, che
salveranno dalla fame nel mondo o il famoso Golden
rice, riso che dovrebbe salvare dalla cecità milioni di
bambini sottonutriti.
Il fronte dei contrari, per contro, afferma che senza
regole certe l’eventuale coltivazione di piante transgeniche in Italia metterebbe seriamente a rischio l’integrità delle produzioni agroalimentari del nostro Paese, la loro unicità nello stretto legame con i territori,
nonché gli interessi dei consumatori che, a distanza di
vent’anni, continuano a non intravedere alcun beneficio.
Così anno dopo anno il dibattito prosegue tra provocazioni e proclami, senza che, nel merito, si sia fatto un
solo passo avanti. Quel che si può dire è che, ad oggi,
le colture disponibili sul mercato, a 20 anni dall’arrivo
dei primi Ogm, sono solamente 4 (mais, soia, cotone
e colza), tutte brevettate o per la resistenza a un diserbante e/o ad un insetto. Non c'è nessun prodotto Ogm
che cresca senza acqua o che curi malattie. In sintesi
gli attuali Ogm non rappresentano, né la causa, né
tantomeno la soluzione del problema agricolo o della
fame nel mondo.
Coop ritiene che l’ingegneria genetica possa rappre-
sentare una nuova, grande opportunità per l’uomo se
applicata in campo medico per la cura delle malattie.
Ma Coop chiede maggiori garanzie nell’utilizzo di
queste tecnologie in campo agroalimentare, facendo
prevalere il principio di precauzione. La posizione
di Coop non era e non è preconcetta o faziosa, ma è
frutto di una analisi approfondita che prende atto di
due dati inconfutabili: la disomogeneità delle valutazioni scientifiche in merito ai rischi a medio e lungo
termine sulla salute dell’uomo ed ambiente e l’assenza
di vantaggi per il consumatore derivanti dall’introduzione di queste nuove piante. In più c'è anche il rischio
di una penalizzazione per una industria, come quella
agroalimentare italiana, così legata a produzioni di
alta qualità ed espressione di tanti territori.
Abbiamo lanciato già da diversi anni lo slogan “Conoscenza e prudenza”, attraverso il quale intendiamo
esprimere e sintetizzare il mandato e la natura di
Coop: la responsabilità sociale di impresa. Non si
tratta quindi di un atteggiamento di rifiuto, ma di una
richiesta di potenziare preventivamente la ricerca (soprattutto pubblica) al fine di valutare accuratamente
gli eventuali effetti avversi.
Una certezza invece l’abbiamo relativa al Golden rice.
Da quello che ci risulta, la stessa IRRI (International
Rice Research Institute), ente che ha promosso le coltivazioni sperimentali di questo riso, ha dichiarato
che “non è stato ancora stabilito se il consumo giornaliero di “Golden Rice” migliori l’assunzione di vitamina A nelle persone che ne sono carenti e se sarebbe
quindi in grado di ridurre i problemi correlati, quali
la cecità”. E a differenza da quanto sostenuto nella
discussione di queste settimane, il Golden rice non è
mai stato coltivato su larga scala, quindi non può aver
salvato milioni di bambini dalla cecità.
A questo punto una domanda sorge spontanea, come
dicevano i latini "cui prodest?". A chi giova condurre
una discussione in questi termini?
5
pedoni e multe
Ho letto che una recente sentenza ha
penalizzato i pedoni nei confronti dei
ciclisti...
anna Rita CavatoRti - pesCar a
Una recente sentenza della Cassazione Penale (Cassazione Penale sez. IV, sentenza del 05/06/2014 n.35957)
riconosce la responsabilità, con conseguente condanna al
risarcimento dei danni, per il pedone che scende repentinamente da un marciapiede senza guardare, invadendo
l'adiacente pista ciclabile e andando a costituire un ostacolo per i ciclisti ivi transitanti, provocandone la caduta.
Ecco che allora i pedoni, che in passato avevano quasi
sempre diritto di precedenza, rientreranno anche loro
nella categoria dei “sanzionabili” per aver commesso una
infrazione.
dine di maturazione, sono moro, tarocco e sanguinello.
Il moro ha forma sferico-ovale, calibro medio, e una buccia arancione con sfumature rosso-vinose e si coglie dal
mese di dicembre a marzo; il tarocco invece matura fino
a metà maggio, è di grosso calibro con un collare prominente, ha una buccia giallo-arancio con polpa gialla tendente all'arancio, priva di semi e molto succosa; il sanguinello matura a febbraio fino ad aprile, ha frutti di calibro
medio e forma oblunga-sferica, buccia arancio intenso,
polpa molto succosa. Tutte queste arance sono accomunate dal fatto di contenere vitamina C e B, potassio, sostanze antiossidanti e pectina.
Condizionatori certificati
Ho sentito che occorre la certificazione
anche per i condizionatori come per le
caldaie. È vero?
giulio beRetta - san prospero (MoDena)
arance siciliane
Le arance rosse siciliane di quante
tipologie sono?
enzo RebeCChini - pIaCenza
Le arance rosse di Sicilia hanno ottenuto il marchio Igp
nel 1996 e vengono prodotte in tre tipologie che, in or-
Dal 15 ottobre è divenuta obbligatoria la compilazione
del libretto dell'impianto termico di climatizzazione
estiva (come già in vigore per il riscaldamento) da
parte di un tecnico abilitato una volta ogni anno.
La legge (DM 10 febbraio 2014) esclude però gli
impianti mobili e quelli con potenza inferiore a 12 kw.
Il controllo per far rispettare la normativa spetta alle
Regioni.
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6
sicurezza
LE truffe del
WEB
di claudio strano
Tra furti di dati, siti che estorcono denaro e malware che blocca i nostri computer,
le frodi via Internet si moltiplicano al ritmo del 20% annuo. Oltre la metà degli
italiani è finita sotto attacco informatico. Ma le soluzioni ci sono. Vediamo,
con l'aiuto di esperti, come evitare i pericoli e godersi il piacere della navigazione
Livello di allerta basso,
medio, alto. Il linguaggio usato
dalla Polizia postale e delle comunicazioni sul suo sito ricorda quello della protezione civile. Il sito
(www.commissariatodips.it) avvisa gli internauti sui pericoli della
navigazione, e di pericoli ce ne sono eccome, distruttivi come tornado se non li si conosce e ci si ripara
per tempo.
Per molti versi, la protezione dei
cittadini dalle calamità "innaturali"
che circolano per Internet (virus,
trojan, phishing, pharming) ha oggi un significato analogo alla prevenzione dei fenomeni atmosferici estremi. Colpiscono entrambi
su larga scala (sono arrivati a 3 miliardi gli internauti sul pianeta!)
creando un allarme diffuso: circa il
56% degli italiani è finito sotto
attacco informatico nell'ultimo anno (dati Symantec).
"Solo per le truffe online, nei primi
nove mesi di quest'anno l'aumento
è stato del 20%", snocciola i suoi
dati Alessandra Belardini, direttore del Commissariato di P.S.
online della Polizia postale, che
però invita a non drammatizzare:
"Considerato il numero crescente
di italiani connessi, il dato del 20%
è da considerarsi pressoché fisiologico". Utilizzare quello straordinario strumento che è Internet è
consumatori
novembre 2014
7
Le sette regole d'oro
per non infettare il computer
In linea generale per eliminare il 90% dei problemi si dovrebbero seguire queste semplici
regole suggerite da chi opera sui computer attaccati dagli hacker
1
Non usare password banali
2
Non aprire mai link da messaggi di posta
(già questa semplice regola elimina il problema
phishing). Casomai se proprio si ha il dubbio,
aprire il browser e digitare manualmente
l’indirizzo del sito internet a cui vogliamo
accedere
3
Tenere il sistema e l’antivirus (nel caso si usasse
Windows) sempre aggiornato
4
Leggere molto bene le finestre che vengono
proposte durante l’installazione di software
vario nel computer o durante la navigazione
(molti software installano dietro di sé molta
“spazzatura”).
un piacere per tutti ma anche per
gli hacker che vi fiutano l'affare. È
stato calcolato che il crimine informatico danneggia il sistema
Italia per 20-40 miliardi annui
(dati agendadigitale) mandando in fumo, a livello globale, circa 445 miliardi di dollari all'anno.
I paesi più ricchi certifica il Csis
(Center for Strategic and International Studies) arrivano a perdere
mediamente fino allo 0,9% del Pil
con riflessi negativi sull'economia
e sulla competitività a vari livelli.
Sono le aziende le più colpite;
nessuna è al riparo dagli hacker,
con costi soprattutto di pulizia e
di recupero delle informazioni
perse. "È come se la criminalità
informatica costituisse 'una tassa
sull'innovazione''', fa notare Jim
Lewis, direttore del Csis. Per capire le proporzioni del danno sul
quale, però, va aggiunto, fiorisce
un'economia parallela e fondano
le proprie fortune i centri di assistenza ai computer, solo in Italia,
5
Se possibile, usare su Windows una suite
completa che includa un modulo di “Internet
security”, che controlla anche le pagine che
visitate e i link che aprite
6
Fare attenzione alle piattaforme di file sharing
(ad esempio eMule), siti porno e software
contraffatti o “crakkati”, grande fonte di
problemi
7
Un po’ di fortuna, infine, che quella non guasta
mai...
a fronte di perdite per 875 milioni
di dollari, i costi di ''pulizia'' sono
pari a circa 8 miliardi e mezzo di
dollari!
Attaccati "dal" pc
Facendo un po' d'ordine, andrebbero distinte le truffe vere
e proprie (phishing, nigeriane,
ecc.) dai software maligni (virus,
malware, ecc.). Le prime non alterano il computer ma tendono a
raggirare l’utente per ottenere dati sensibili quali account bancari,
password o direttamente versamenti bancari; i secondi sono veri e propri software che sfruttano
falle o bug del sistema operativo
per replicarsi, installarsi nella memoria di un computer e svolgere
il compito per il quale sono stati
programmati.
Ad agire, in ambedue i casi, sono
organizzazioni criminali spesso
transfrontaliere dedite a vari generi di attività illecite. Solo con il
virus chiamato Zeus (sgominato
a giugno con l'operazione internazionale “GameOver Zeus”),
gli hacker hanno raccolto illecitamente 100 milioni di dollari a livello planetario. In Italia erano attivi 160 nodi di Zeus che hanno
infettato circa 10.000 pc.
Ma con i dati sottratti, che cosa
ci fanno i pirati della rete? Nell'elenco del Centro Europeo Consumatori, articolazione dell'Ecc
(European consumer centres
network) della Commissione
europea, troviamo micro-finanziamenti, acquisti di servizi su Internet, aperture o incursioni nei
conti bancari e relative carte di
pagamento, emissione di assegni
contraffatti. I dati possono servire per richiedere un finanziamento o per acquistare merci con pagamento rateale. Se la vittima è
un'impresa, anche per accedere ai
pubblici registri e cambiare i nomi dei titolari d’azienda e i loro indirizzi ottenendo così beni e servizi senza scucire un euro.
continua a pagina 8 >
8
primo piano sicurezza
al passo. Dovremmo farlo anche
noi, tenendoci sempre informati
e aggiornati. Come? Collegandoci ad esempio una volta almeno ogni dieci giorni al sito della
Polizia postale dove mettiamo gli
alert sulle principali minacce". A
parte poche eccezioni – sostengono gli informatici – il ruolo
dell’utente è determinante per il
successo dell’attacco o della truffa. Corriamo dunque ai ripari.
Siti utili
www.commissariatodips.ii
www.truffeonline.net
www.occhioallatruffa.net
Spie amiche
La tecnica più comune per perpetrare furti d'identità è il phishing
(storpiatura dall'inglese "pescare") ossia una e-mail in apparenza ufficiale proveniente da istituti
di credito o società di servizi, che
invita a inserire dati personali nei
link allegati. Come riconoscerlo il
phishing? La guida di Adiconsum
sottolinea che mai banche o istituti richiedono dati del genere per email, basterebbe questo a tagliare
la testa al toro.
Ma ci sono almeno quattro spie
"amiche" che devono mettere sul
chivalà: se le e-mail non sono personalizzate e utilizzano toni intimidatori; se chiedono di inserire
le proprie credenziali in un sito
web (falso) linkato e se infine presentano errori di ortografia essendo traduzioni zoppicanti da siti
esteri, dell'Est Europa o dell'Africa soprattutto, in particolare della
Nigeria dove sono registrati molti
dei siti di cybercrime. Per questo
è invalso il termine "truffa nigeriana" che, come spiega il direttore del Commissariato online della
Polizia postale, "oggi è un contenitore dove sta dentro di tutto, dalle
false lotterie alle eredità improbabili provenienti da parenti lontani". Lo scopo è sempre l'estorsione di denaro. Succede anche nel
cosiddetto pharming, tecnica
Correre ai ripari
più occulta del phishing con la
quale si realizzano pagine-fotocopia: il risultato è che il cliente è
convinto di trovarsi nel sito della
propria banca ma è solo uno specchio. Nel vishing, invece, gli impostori si presentano con telefonate
via Internet (Voip) sempre a nome delle banche.
Facebook ha sistemi di sicurezza suoi, in grado, dice, di stanare
i malware e aiutare i servizi segreti a sgominare le cyber gang. Ma
non basta di certo a fermare chi
prima richiede l'amicizia e poi ricatta con le foto hard ottenute
(vedi intervista a fianco).
Gli hacker hanno dimostrato di
saper violare anche il cloud (nuvola informatica), cioè lo spazio
fornito dai provider per archiviare
i propri dati, rubando le foto di un
centinaio di dive di Hollywood.
La casistica dunque è molto ampia e non lascia stare nemmeno i
santi, con offerte di attestati papali o dell'acqua di Lourdes fino alla più stretta attualità. Tra gli ultimi attacchi di questo tipo, le false
email di tipo "fiscale" che hanno
per mittente l'Agenzia delle Entrate e invitano ad aprire l'allegato “Linee Guida” al fine di evitare
i controlli legati al redditometro.
"Tutti oggi con la rete possiamo
sapere di tutto – commenta Belardini – e anche il criminale sta
Registrandoci sul portale www.
commissariatodips.it possiamo
mandare segnalazioni e ricevere
risposte 24 ore su 24. Dobbiamo
sempre ricordare che uno dei criteri chiave per sincerarsi che siamo su un sito sicuro resta quello
di guardare che vi sia, sulla barra
in alto dello schermo, il lucchettino simbolo di criptazione nelle transazioni. Ci sono però vari codici di crittografia Ssl, e
quest'estate un phishing pericolosissimo, quello dei carburanti, concepito ai danni dei clienti dell'Agip, è riuscito ad aggirare
l'ostacolo. È andata così. I pirati
informatici hanno succhiato denaro fingendo una promozione a
prezzi stracciati: 50 o 100 litri di
greggio a un euro al litro (l'eccessivo sconto avrebbe già dovuto insospettire). Oltre a registrare due
appositi domìni (agipbenzina.
com ed eni-shopping.com) facilmente equivocabili come legittimi, hanno acquistato un certificato Ssl che di solito, come detto, è
garanzia di sicurezza. Il sito enishopping.com appariva così ai
browser come sicuro, con tanto di
lucchettino, ma non lo era.
La morale è sempre la stessa: informarsi imparando dalle esperienze degli altri e da quelle di un
bravo "disinfestatore" di computer (leggi in queste stesse pagine)
e aggiornarsi di continuo. Come
se chi naviga su Internet fosse, a
sua volta, un antivirus!
consumatori
novembre 2014
9
La cyber poliziotto: "Prevenire non è difficile"
Alessandra Belardini dirige il Commissariato di
P.S. online della Polizia postale, specializzato
nella repressione dei reati informatici. Dottoressa, i casi aumentano. C'entra forse anche la crisi
economica creando false aspettative sul web?
Non credo, direi piuttosto che aumentano i fruitori della rete per cui si verifica un aumento naturale delle fattispecie criminose. Oggi è facile
connettersi alla rete, molta gente lo fa in mobilità
usando lo smartphone o il tablet, dispositivi che
sotto il profilo del rischio equivalgono al 100% a
un computer. È un attimo prendersi un trojan sul
cellulare scaricando una app gratuita anche se
spesso non ci si accorge di avercelo. Ed è un attimo che qualcuno sottragga i nostri dati sensibili
se non adottiamo determinati accorgimenti.
Ad esempio quali?
A prescindere dal dispositivo, noi consigliamo di
proteggere i dati personali in una cartella criptata con la password, se proprio non li si vuole
conservare a parte. Per rendere la vita più difficile agli hacker, meglio dotarsi di antivirus e filtri avanzati come i firewall e aggiornarli spesso.
Quasi superfluo dire che la password dev'essere
composta di almeno 9 caratteri alfanumerici
contenenti uno o più caratteri speciali come il
simbolo del dollaro o del cancelletto, e mai usare
nomi di familiari né date di nascita o parole banali. È meglio poi cambiare la password al massimo ogni mese. La prevenzione, come vede, non
è difficile ma è molto importante.
Anche sui social network è pericoloso navigare?
Facebook, Twitter e altre piattaforme social sono
semplicemente dei "teatri" diversi dove si consumano i cybercrime. Prendiamo ad esempio le
estorsioni nigeriane. La più classica è la richiesta
di amicizia da parte di un'avvenente ragazza che
una volta collezionati molti contatti, intrattiene
con la "vittima" un colloquio sempre più hard, gli
chiede foto spinte, infine lo ricatta se non vuole
che vengano diffuse in rete. Anche i falsi profili Facebook si moltiplicano, tuttavia in Italia i furti di
identità digitale non sono perseguibili se non come aggravante nelle frodi in commercio. Per altri
reati, come la diffamazione online, occorre invece
leggere bene le policy. Quella di Facebook è molto
permissiva: negli States dove il social ha la sede
legale i reati di opinione non sono percepiti come
qui in Italia e a meno che la diffamazione non sia
molto grossa, noi non riusciamo ad intervenire.
Reati online in crescita del 20%
boom DELle "chat a luce rosse"
Sono in crescita del 20% le denunce alla
Polizia postale da parte degli italiani. I dati
suddivisi per fasce di età e raffrontati con il
2013, si riferiscono al periodo 1 gennaio - 10
settembre 2014 e non comprendono le
querele sporte ai Carabinieri o ad altre forze
dell'ordine.
Cambia la rete e cambiano anche le tipologie
di truffe, lo si può evincere dalla voce "altro"
che è sempre più corposa. Comprende le
fattispecie ancora da catalogare e i reati a
sfondo erotico che pure hanno i maggiori
incrementi creando un "sommerso" difficile
da perseguire, dato che le vittime, per ragioni
di privacy, tendono a non denunciare.
Dato complessivo
truffe immobiliari
malware
truffe con danno al venditore
truffe con danno all'acquirente
truffe a danno di enti religiosi
nigeriane
altro
persone denunciate
spazi virtuali (siti) sequestrati
Over 65
anni
51.684
19
8
71
5.706
2
16
45.755
> 18
23.172
99
12
477
18.454
5
44
3.202
<18
2.625
2
2.625
22
2.629
602
10
primo piano sicurezza
Antivirus e antispyware
come sCegliere lo scudo più appropriato
L’antivirus è come un abito confezionato, la taglia come
minimo deve calzare nel senso che deve adattarsi al
computer e saperlo difendere dalle principali minacce.
Ciò dipende dalla capacità della macchina di installare il
programma e di farlo girare, ma anche e soprattutto dai
siti frequentati, dai download che si è soliti fare, ecc.
Molti produttori di antivirus forniscono dei pacchetti di
protezione completi, chiamati "internet security", che
comprendono vari moduli tra cui antispyware,
antivirus, protezione delle email, della navigazione
Internet, dei sistemi p2p, delle chat e firewall più
robusti. Di molti sistemi di protezione è disponibile
anche la versione gratuita, che però non offre la
completezza delle versioni a pagamento (generalmente
hanno attivo solo il modulo antivirus), ma può essere
utile per provare il prodotto per un periodo e verificarne
la validità e l'integrazione con il sistema operativo,
visto che l'antivirus incide pesantemente
nell'esperienza d'uso di un pc. Tra i migliori antivirus
Le parole difficili
gratuiti ricordiamo Avast e Avg free. Nelle versioni più
recenti, i vari software antivirus sono stati
implementati con algoritmi di scansione “intelligente”
in base alle operazioni che si stanno compiendo, così da
non rallentare il computer. Prima dell'acquisto di un
"internet security" (dai 50 ai 100 euro all'anno da
preventivare) è utile a scanso di sorprese sperimentare
la versione di prova sul pc.
Antivirus: è un software che protegge il pc dalle
infezioni autoreplicantesi di virus o worm. Queste sono
le minacce più pericolose, in quando possono creare
danni anche irreparabili ai dati e al sistema operativo.
Antispyware: un software specializzato nell'individuare
e rimuovere gli spyware, cioè software maligni che
"spiano" il comportamento dell'utente violando la sua
privacy o inviano pubblicità non richieste durante la
navigazione. Hanno comunque bisogno dell'azione
dell'utente per insediarsi nel pc.
Phishing (storpiatura di fishing,
pescare in inglese) furto di dati
personali tramite e-mail
Sniffer (dall'inglese odorare) è
l'intercettazione passiva di dati che
transitano in rete, password o altre
informazioni sensibili
Pharming (storpiatura di farming)
furto di dati tramite esternalizzazio- Spamming invio di messaggi di
ne e reindirizzamento a un server
posta elettronica indesiderati
"clone"
Malware (malicious software),
Vishing (neologismo da phishing) programmi creati per danneggiare i
furto dei dati tramite telefonate che pc su cui vengono eseguiti, ad
simulano l'esistenza di un call center esempio virus e trojan usati per
estorcere dati
(una banca ad esempio) chiedendo
alla vittima di fornire i propri dati
consumatori
novembre 2014
11
Diario di un
"disinfestatore"
di computer
L'esperienza e i consigli pratici di uno dei tanti tecnici che si occupano
del ripristino della sicurezza nei nostri pc
I maggiori problemi che mi capitano – racconta Sebastiano Carta, tecnico esperto in interventi
di ripristino nonché sviluppatore di software – sono
derivati dal phishing o dalla installazione di software di dubbia provenienza che fanno poi da ponte al
proliferare di malware, virus e trojan. Gli stessi router wi-fi non sono del tutto esenti da pericoli come
dimostra il malware della Polizia di Stato (o della Finanza o di altre forze dell'ordine sotto cui si traveste)
che si diffonde a più dispositivi della casa, chiedendo
denaro sotto minaccia di azioni giudiziarie (del tutto
irreali, tra l'altro, poiché nessun reato viene perseguito in questo modo).
Router da aggiornare
Il problema può insorgere, in questo caso che è comune a tante persone, se il router non ha impostata una
password di sicurezza personalizzata per le pagine
di configurazione (molti utenti lasciano la password
del fabbricante). Alcuni virus, dopo aver infettato il
pc, riescono, usando la password standard, a modificare la configurazione del router, magari cambiandone i Dns (nomi di dominio) di riferimento e quindi allargando il problema della sicurezza a tutte le
macchine della rete. Ovviamente, essendo il router
un piccolo computer con un proprio sistema operativo, può anche avere dei bug sfruttabili per l’accesso alle pagine di configurazione. Quindi, in qualche
caso, anche usando la precauzione di modificare la
password, non si è completamente immuni da eventuali problemi. Anche per questo le case produttrici rilasciano periodicamente aggiornamenti del
firmware del router che correggono falle di sicurezza
o migliorano le prestazioni dell’apparecchio. Il consiglio è di cambiare la password a un router appena
acquistato e magari di abilitare l’accesso nelle pagine di configurazione a macchine che sono connesse
alla rete locale cablata (generalmente i router hanno
continua a pagina 13 >
Virus usato come sinonimo di
malware, più propriamente ne è
una sottospecie: un software che
infetta dei file e si autoriproduce,
generalmente senza farsi rilevare
dall'utente
Worm (letteralmente "verme") è
un particolare malware in grado di
autoreplicarsi. A differenza di un
virus non ha bisogno di legarsi ad
altri programmi eseguibili per
diffondersi. Viaggia spesso per
e-mail
Trojan (in italiano "cavallo di
Troia"), deve il suo nome al fatto
che le sue funzionalità sono
nascoste dentro un programma
apparentemente utile; è l'utente
che eseguendo l'applicazione
inconsapevolmente installa ed
esegue anche il trojan nascosto
Spyware è un software maligno
che raccoglie informazioni sull'attività online di un utente senza il suo
consenso. Le usa per l'invio di
pubblicità non richiesta (spam), la
modifica della home page o della
lista dei preferiti, ecc.
Pop up finestra che si apre
all'apertura di un messaggio
pubblicitario veicolando il virus,
com'è stato per "Zeus" nel 2012
Ssl (Secured sockets layer)
protocollo di sicurezza usato per
crittografare i dati in rete. È
riconoscibile dalla sigla https:// al
posto di http://
consumatori
novembre 2014
questa opzione). Quindi scegliere una password sufficientemente
complessa, con maiuscole e numeri. Molto importante è verificare che la connessione wi-fi del
router non sia in chiaro, ma protetta in Wpa2 con password (il
Wep è un protocollo non sicuro e
non andrebbe usato) in modo che
nessun computer non autorizzato
possa accedere furtivamente alla
nostra rete.
Mac & "fai da te"
Il sistema operativo Osx di Macintosh è un sistema unix-like (come Linux) e le minacce per questo tipo di sistemi sono diverse da
quelle per Windows e numericamente inferiori: per infettare il
computer nella maggior parte dei
casi bisogna possedere l’accesso
utente alla macchina. Sotto questo profilo Mac continua ad essere molto più sicuro. Tanti privati
cittadini poi si chiedono quanto
può costare mediamente un intervento e fino a che punto ci si
può invece arrangiare da soli. Ebbene, la casistica qui è molto varia,
dipende dall’entità e dalla pericolosità dell’infezione. Mediamente
tuttavia per un intervento si può
preventivare dai 50 agli 80 euro
l'ora. I malware sono facilmente rimovibili con tool appositi e
con piccoli interventi nel registro,
i virus invece sono più pericolosi
e alcune volte la loro rimozione
danneggia il sistema. In questo
caso è più conveniente formattare
completamente il pc e riportarlo
allo stato originale, piuttosto che
perdere ore a cercare di riparare il
danno. Se si vuole ricorrere al “fai
da te”, l’opzione formattazione è
una delle migliori (se l'infezione
è importante), piuttosto che perdersi tra comandi a terminale,
voci di registro, trapianti di Dll,
ecc. Certo, comporta la reimpostazione del pc con relativi driver,
programmi e dati, ma si è sicuri di
avere eliminato il problema.
primo piano sicurezza
13
un pianeta da difendere
di
Mario Tozzi
primo ricercatore Cnr - Igag
e conduttore televisivo
Rifiuti & rifiuti
soluzione condivisa cercasi
La questione rifiuti in Italia è sempre grave, soprattutto al Sud e, in
particolare, a Roma e a Palermo. Se parliamo dei rifiuti solidi urbani, quelli
che ogni giorno gettiamo nei nostri cassonetti o che, finalmente, vengono
a prendersi al portone di casa. Circa trenta milioni di tonnellate di rifiuti,
cioè 500 kg di pattume per abitante all'anno: una cifra enorme.
Ma, forse, il problema è stato ormai almeno affrontato nella maniera corretta: raccolta differenziata, anche porta a porta, e diminuzione dei rifiuti
all'origine. Però in Italia c'è un problema di impianti, un problema serio:
anche raccogliendo in maniera differenziata, il riciclaggio diventa difficile
se non ci sono impianti di trattamento. A Roma si raccolgono ogni giorno
350 tonnellate di rifiuti organici, ma solo 90 vengono portati agli impianti
di trattamento dove si trasformano in compostaggio, utile per ammendare
i terreni naturalmente, che viene venduto per 20 euro a tonnellata. Che
fine fanno le altre 260 tonnellate? Semplice, prendono il camion
(nemmeno il treno) e si mettono sulla strada del nord Italia o del nord Europa. Al prezzo di 120 euro a tonnellata. Perché? Perché non è stato possibile
costruire nemmeno un altro impianto, nei dintorni, per trattare la frazione
umida dei rifiuti solidi urbani. Un trattamento, lo ricordiamo, che comporta
un impatto ambientale scarso e che sarebbe un dovere compiere ciascuno
nella propria provincia o regione, no?
Lo stesso problema di impianti riguarda la questione più grave, quella dei
rifiuti speciali, tossici o nocivi, che sono quattro volte quanto
quelli solidi urbani. E, se vogliamo essere lungimiranti, fra tutti dobbiamo
occuparci di quelli radioattivi, non solo quelli della dismissione delle quattro centrali nucleari italiane, ma anche quelli prodotti giornalmente dagli
ospedali e dalle strutture di analisi clinica. Cosa ci facciamo con i tanti
metri cubi di materiali debolmente radioattivi? Meglio: chi se li prenderà vicino casa? A fine anno la società incaricata delle dismissioni
(Sogin) elaborerà una mappa della ubicazione dei possibili siti ed è facile
immaginare le reazioni a livello locale, tenendo magari conto di cosa accadde a Scanzano Jonico nel 2003. A quel tempo si parlava solo di rifiuti delle
centrali e le opposizioni avevano ragioni da vendere. Però che ne facciamo
di quelli, e soprattutto degli altri, rifiuti radioattivi, visto anche che la strada nucleare in Italia è stata fortunatamente sbarrata per sempre? Oggi ci
sono tre punti che non possono essere elusi: 1) che il problema esiste e non
può essere eliminato facendo finta di niente; 2) che non può essere demandato alle generazioni successive; 3) che non può essere consegnato ai paesi
poveri comprandoli a poco prezzo (e che non tutto può essere trattato nei
paesi ricchi attrezzati pagando prezzi elevatissimi). Se almeno su questa
linea di principio si raggiungesse un accordo generale, forse sarebbe più
facile disegnare una soluzione condivisa. ●
14
primo piano salute
Allergici & intolleranti
Un esercito che cresce
Aumenta il numero di persone che soffre di queste problematiche, legate sia
al cibo che all'ambiente esterno. Con l'aiuto dei medici del Siaip scopriamo
di cosa stiamo parlando, delle differenze che esistono, dei test per scoprirle
e di quali regole seguire nella nostra alimentazione
Cifre esatte è difficile
formularne, ma quel che è certo è che ci riferiamo a problematiche che, anche se con gradazioni assai diverse tra loro,
riguardano milioni di persone.
Parliamo di allergie e intolleranze, soprattutto alimentari, che
affliggono bambini e adulti.
Le autorità sanitarie concordano sul fatto che si tratti di fenomeni tutti in aumento. Sulle
allergie (alimentari) la Società
italiana di allergologia parla di
600 mila bambini colpiti e di 1
milione e 300 mila adulti. Secondo dati Istat del 2008 i colpiti da
allergia sono il 9,6% nella fascia
da zero a 14 anni e il 12,8% nella
fascia da 15 a 24 anni. Se si considera il discorso delle allergie del
tratto respiratorio, legato all’inquinamento dell’aria delle città
in cui viviamo, statistiche riferite a diversi paesi europei (specie
del nord) danno una cifra tra il
20 e il 25% della popolazione
colpita.
Ovviamente se il discorso passa
dalle allergie alle intolleranze (e
poi vedremo nel dettaglio quale sia la differenza), il numero
degli interessati va moltiplicato
di svariate volte. Se sui celiaci, i
dati sono ufficiali, cioè 600 mila persone, su altre problematiche le stime sono più difficili da
formulare. Stime di Rem Lab
dell’Università Cattolica, indicano gli intolleranti al lattosio
nel nostro paese in alcuni milioni di pesone. Cifre da capogiro.
Tra gli alimenti che più di frequente possono essere causa di
allergie e intolleranze stanno
frutta, legumi, pomodoro, poi
crostacei e molluschi, le uova, il
latte ed i cereali.
Ora è evidente che tra forme di
allergia che possono avere conseguenze gravissime per chi ne
consumatori
novembre 2014
15
i Celiaci sono 600 mila
Un'associazione per aiutare chi non può assumere il glutine
La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine,
sostanza proteica presente in avena, frumento, farro,
grano khorasan (di solito commercializzato come
Kamut®), orzo, segale, spelta e triticale.
L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata
in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci sono
quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati, ad
oggi, solo 150.000.
Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi
con un incremento annuo di circa il 10%.
Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere
dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più
comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche
Popolazione colpita da allergia
(non solo alimentare)
re el
9,6%
12,8%
da 0 ai 14
anni
da 15 ai 24
anni
Dati Istat del 2008
è colpito e forme di intolleranza
lieve, c’è una distanza enorme.
Ma è altrettanto evidente che
queste problematiche, anche
per la crescente attenzione
che tutti giustamente pongono non solo sui temi della salute ma più in generale del loro
benessere, sono sempre più al
centro dell’attenzione. E si incrociano con le scelte sugli alimenti da consumare e utilizzare. Anzi, un numero crescente
di persone, sceglie di mangiare
alimenti senza un qualche componente (come il glutine o il lattosio), non tanto perché ha un
eliminare le più piccole tracce di glutine dal piatto.
Questo implica un forte impegno di educazione
alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in
piccole quantità, può provocare diverse conseguenze più
o meno gravi.
La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica
terapia attualmente che garantisce al celiaco un perfetto
stato di salute.
Per avere informazioni su questa problematica, da anni
è presente l’Associazione Italiana celiachia (www.
celiachia.it), che ha costituito anche la Fondazione
celiachia con lo scopo proprio di sostenere e promuovere
la ricerca scientifica.
In Italia
re zl
600.000
bambini
1.300.000
adulti
Dati Società italiana allergologia
problema esplicito, ma perché
ritiene che il proprio benessere tragga vantaggio da questa
scelta.
A corollario di queste considerazioni c’è poi il fiorire di test
che promettono di scoprire allergie e intolleranze, e che non
sempre rispondono a criteri
scientifici certi.
Proprio per questo abbiamo
cercato, grazie al contributo
di alcuni medici della Società
Italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip),
che sono il suo presidente dottor Roberto Bernardini e la
dottoressa Iride Dello Iacono,
di capire bene di cosa si sta parlando e come conoscere ed affrontare il problema.
Allergie ed intolleranze alimentari. Di che fenomeni si
tratta?
Il termine “Allergia Alimentare” indica una risposta immunitaria nei confronti di un alimento, con effetti nocivi per la salute.
Tale manifestazione può essere
immediata o ritardata nel tempo. Le reazioni allergiche riconducibili al primo tipo sono
caratterizzate da una comparsa
continua a pagina 16 >
16
primo piano salute
Un interessante opuscolo informativo sui temi delle allergie alimentari, realizzato dai medici dell’unità di
allergologia dell’Ospedale San Martino di Genova, in collaborazione con Coop Liguria e Slow Food è scaricabile
all'indirizzo http://allergologia.hsanmartino.it/docs/pdf/librettocoopallergie2.pdf
precoce dei sintomi, da pochi
minuti a massimo due ore dopo
l’assunzione di quel determinato alimento. I sintomi possono essere di tipo lievi-moderati fino a essere pericolosi per
la vita. Essi sono rappresentati
da orticaria, angioedema, rinocongiuntivite, vomito, dolori addominali, fino al grave
quadro dell’anafilassi. Le forme ritardate di reazione allergica, si manifestano invece con
sintomi che compaiono dopo
qualche ora dalla introduzione
dell’alimento e, nella stragrande maggioranza dei casi, sono a
carico dell’apparato gastroenterico. Esistono, poi, forme miste: a questo gruppo appartiene
la dermatite atopica. Bisogna
precisare che l’espressione “Intolleranze Alimentari”, allo stato
attuale, si riferisce alle reazioni
avverse agli alimenti su base non
immunitaria. Appartengono a
questo gruppo le manifestazioni da causa enzimatica (ad
es. l’intolleranza al lattosio),
farmacologica (ad es. gli effetti della caffeina), tossica (ad es.
la sindrome sgombroide da tossine ittiche) o idiopatica, ossia
non ancora ben definita (ad es.
da solfiti). Per alcune di queste
intolleranze esistono specifici
test diagnostici (ad esempio il
test di provocazione orale con
additivi e coloranti) validati
scientificamente.
È vero che siamo di fronte ad
un aumento di queste problematiche e se sì per quali motivi?
Negli ultimi 10-15 anni l’allergia
alimentare ha subito un notevole
incremento nel mondo, al punto che questo fenomeno è stato
definito come la seconda ondata epidemica allergica (la prima
aveva riguardato le manifestazioni allergiche respiratorie).
L’aumento d’incidenza dell’allergia alimentare è stato posto
in relazione con i cambiamenti nello stile di vita moderno,
che comprendono anche nuovi modelli alimentari, oltre che
mutamenti della flora batterica
commensale e l’inquinamento
atmosferico.
Quali test esistono per verificare queste problematiche e che
grado di attendibilità hanno? I
test acquistati in Internet quale
valenza hanno?
Le forme di allergia alimentare
che si manifestano subito dopo
l’assunzione di un alimento possono essere studiate mediante i
test cutanei (cosiddetti prick
test) e sierologici. Essi consentono di identificare la sensibilizzazione nei confronti dei vari
alimenti che possono comportarsi come allergeni. La conferma diagnostica dell’allergia alimentare, in casi particolari, è
data dal Test di Provocazione
orale in ambiente protetto. Nel
sospetto di reazione allergica
che insorge a distanza dall’assunzione di un alimento l’unico
consumatori
novembre 2014
test valido, ai fini della diagnosi, è la dieta di esclusione per
alcune settimane che confermi
la scomparsa dei sintomi, seguita dalla reintroduzione volta a dimostrarne la ricomparsa.
I numerosi test diagnostici, attualmente in commercio e pubblicizzati come in grado di far
porre diagnosi di “Intolleranza
Alimentare”, sono privi di validità scientifica.
Le allergie alimentari possono guarire?
Le forme di allergia alimentare
che non insorgono immediatamente dopo l’assunzione di un
alimento (comunemente considerate intolleranze alimentari ndr) hanno una prognosi migliore rispetto al tipo di allergia
17
alimentare che manifesta i suoi
sintomi subito dopo aver mangiato un cibo. Infatti, in genere,
si risolvono con il trattamento
dietetico, durante i primi anni
di vita. Al contrario, le allergie
alimentari di tipo immediato,
in una minoranza di pazienti
possono permanere nel tempo
e ciò è correlato anche al tipo
di alimento (come nel caso della frutta secca o dei crostacei)
responsabile della reazione avversa. Tuttavia, è sbagliato protrarre una dieta di eliminazione
all’infinito, basandosi solo sulla persistente positività dei test
allergologici, senza valutare periodicamente l’eventuale acquisizione della tolleranza tramite reintroduzione dell’alimento
da eseguire in ambiente con
personale sanitario con specifiche competenze.
Le allergie alimentari possono essere fatali?
In alcuni casi molto gravi di
allergia alimentare si può scatenare, in seguito alla ingestione del cibo allergizzante
per il paziente, una reazione
sistemica definita Anafilassi
o Shock Anafilattico. L’Anafilassi può essere fatale se non è
trattata prontamente, di solito
con una iniezione di adrenalina (epinefrina), farmaco salvavita per questi soggetti. L’adrenalina auto iniettabile va
prescritta ogni qualvolta ci si
trovi di fronte a pazienti che,
nella loro storia clinica, presentino reazioni medio-gravi in
continua a pagina 19 >
Da Coop, etichette trasparenti
e tanti prodotti Benesì
Il tema delle allergie e delle intolleranze alimentari è per
Coop un argomento prioritario e su cui da tempo si sta
lavorando sia sul fronte tecnico-scientifico, che su
quello della corretta informazione ai consumatori. Ciò
ha già determinato la modifica delle etichette dei
prodotti a marchio Coop. Il Regolamento 1169 rende
obbligatorio di evidenziare gli allergeni nella lista
ingredienti, ma non dice nulla sulla contaminazione
accidentale e lascia spazio alla possibilità di indicare il
rischio eventuale con diverse frasi ("può contenere
tracce di…", "prodotto in uno stabilimento che produce
anche….", ecc.).
Naturalmente questo implica una precisa conoscenza e
gestione delle materie prime, delle varie fasi di
lavorazione, nonché adeguati controlli. Ciò è quanto
Coop ha fatto, proprio per applicare un sistema di
gestione del rischio che riduca il più possibile le
contaminazioni crociate e riservi la dicitura “può
contenere tracce di…” sulle confezioni di prodotto, solo
a limitati casi effettivamente non risolvibili. A questo
scopo fin dal 2005 è stata predisposta, in
collaborazione con autorevoli esperti, una Linea Guida
per i fornitori da applicare all’interno degli stabilimenti
dove si realizzano i prodotti Coop; in questo documento
sono considerati tutti gli aspetti da tenere in
considerazione per la prevenzione del rischio allergeni,
in particolare viene chiesta attenzione per prevenire le
contaminazioni fra una produzione contenente
allergeni ed un’altra che non li prevede nella ricetta.
Anche sui metodi di analisi Coop ha definito per ciascun
allergene sia la metodica più indicata, basata sullo
specifico DNA, sia i livelli di sensibilità che debbono
essere i più alti possibile al fine di individuare anche
minime presenze di allergeni indesiderati.
A questi aspetti di controllo e garanzia sulla filiera
produttiva e di indicazioni sulle etichette, è poi da
aggiungere che Coop, proprio per venire incontro alle
problematiche di chi ha problemi di allergie e
intolleranze alimentari ha sviluppato diversi tipi di
prodotti che fanno parte della linea Benesì. In
particolare ricordiamo le 23 referenze di prodotti privi
di glutine e destinati a chi soffre di celiachia, tutti
approvati dall'associazione italiana celiachia e
caratterizzati dalla scritta "senza glutine" e dal logo
della spiga barrata.
Ci sono poi diversi altri prodotti, i cosiddetti free from,
ovvero quelli a chi, per una patologia o per sua scelta
salutistica, vuole evitare il lattosio o, appunto, il
glutine.
Per maggiori informazioni www.e-coop.it/bene.si.
consumatori
novembre 2014
primo piano salute
seguito all’introduzione dei cibi verso i quali il soggetto risulti sensibilizzato.
Quali regole alimentari è comunque bene seguire sempre a
scopo preventivo?
I pazienti che hanno presentato reazioni medio-gravi in seguito all’ingestione anche involontaria di alimenti per loro
allergizzanti, sono tenuti a leggere in maniera molto rigorosa le etichette sulla confezione
degli alimenti. La legge prevede che sia segnalata la presenza
dei cibi che più frequentemente
sono responsabili di Anafilassi
(es. latte, uovo, pesce, crostacei,
frutta a guscio, ecc.), anche se
presenti solo in tracce. Inoltre,
non bisogna mai dimenticare
di portare con sé l’adrenalina
auto iniettiva ed è indispensabile aver fatto un training
formativo sul corretto uso di
questo farmaco, in caso di necessità, prima ancora di chiamare sul posto il 118. Non esistono cibi che possano definirsi
allergizzanti per un determinato paziente prima di essere
introdotti nella dieta. In linea
generale, comunque, è raccomandabile che, in un bambino
ad alto rischio di manifestazioni allergiche (soggetti con un
genitore, fratello allergico), i
nuovi alimenti siano introdotti possibilmente uno per volta
nell’alimentazione del piccolo paziente. La letteratura non
consiglia più, allo stato attuale,
di ritardare l’introduzione degli alimenti definiti più allergizzanti, nella dieta del bambino a rischio di allergia, con
l’obiettivo di prevenire le manifestazioni allergiche. Pertanto,
lo svezzamento del bambino a
rischio di allergia, va fatto alla
stessa epoca in cui si svezzi un
bambino non a rischio, ossia intorno al quinto mese di vita.
19
alfabeto alimentare
di
Eugenio del Toma
presidente onorario dell’associazione
italiana di dietetica e nutrizione clinica
Intolleranze
serve una diagnosi corretta
Il capitolo delle “reazioni avverse al cibo” (questa è la denominazione proposta dall’OMS) resta uno dei più controversi e scoraggianti della
Dietologia. Le differenze di opinione, anche fra gli esperti, sono molte e
riguardano l’attendibilità di alcune procedure diagnostiche giudicate “unproven” (ovvero carenti di validità diagnostica), sia
dall’Accademia Americana di Allergia e Immunologia, sia dalle consorelle
europee. Se nel campo delle allergie il responso del laboratorio consente
valutazioni certe, per la presenza di specifiche immunoglobuline, tutto
resta mal definibile quando si passa alle cosiddette intolleranze, idiosincrasie o comunque a delle meno gravi ma fastidiose “reazioni avverse” ad
uno o più cibi.
Purtroppo, in assenza di risposte certe dal laboratorio, dilagano i test
“alternativi”, costosi e spesso inutili. L’American Gastroenterologic
Association ha perfino dettagliato, accanto ai test da praticare, anche quelli senza valore o controindicati (Test cutaneo intradermico con cibo, Test di
citotossicità, Misura dell’attività elettrica cutanea, Biorisonanza, Conta delle pulsazioni pre e post cibo sospetto, Chinesiologia applicata, ecc.).
È scoraggiante, però, che sulla base di supposizioni più che di vere
diagnosi si debbano poi adottare diete restrittive a tempo indeterminato,
con esclusione di interi gruppi di alimenti e quindi col pericolo di aggiungere anche la beffa della malnutrizione, dovuta alla monotonia alimentare
ed alle conseguenti carenze vitaminico-minerali. Però, quando si arriva a
credere alla diceria che si possa “ingrassare” per colpa di un’intolleranza
alimentare c’è veramente da preoccuparsi della “ingenuità” di certe persone. Le vere intolleranze, come l’intolleranza al glutine, sono destinate a
provocare il dimagrimento e non l’aumento di peso! Non
c’è dubbio che se un alimento provoca un anomalo transito intestinale e
diarrea (come in alcune intolleranze) ne consegue che del materiale energetico anziché entrare nel sangue verrà sprecato nelle feci! Non per niente
le anoressiche si provocano il vomito e assumono lassativi e purganti!
Tra le intolleranze enzimatiche più frequenti rientra il deficit di lattasi,
meglio noto come intolleranza al lattosio. In questo caso disponiamo però di un accertamento utile: il test del respiro o breath test che valuta,
nell’aria espirata dopo assunzione di lattosio, le tracce dei gas derivati dalla
fermentazione dell’aliquota non digerita. I gastroenterologi hanno rilevato
però che soltanto un terzo o al massimo la metà dei soggetti “etichettati”
come intolleranti al lattosio lo sono veramente (spesso si tratta di “colon
irritabile”) quando vengono sottoposti al test. Allora, accertiamoci di aver
scelto per la diagnosi di “intolleranza” uno specialista del settore (meglio
ancora un apposito centro ospedaliero o universitario) piuttosto che il
mago di turno. ●
20
primo piano economia
La cooperazione
del futuro
Il presidente nazionale Mauro Lusetti illustra i temi che saranno al centro del
congresso di Legacoop: "Dobbiamo avere l'ambizione di guardare lontano per
aiutare il paese ad uscire da questa fase di difficoltà. Decisivo è il percorso per
arrivare all'unificazione con Confcooperative e Agci. E puntare sui giovani"
Legacoop, associazione che rappresenta
oltre 15 mila imprese, con quasi 9 milioni di soci e un fatturato complessivo di 77,9 miliardi di
euro, va a congresso. In queste settimane, a livello provinciale e poi regionale si terranno decine
di assemblee che culmineranno nell’incontro nazionale previsto per il 18 e 19 dicembre prossimo
a Roma. Dei contenuti che saranno al centro di
questo percorso abbiamo parlato con il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti.
Che congresso sarà?
Sarà un congresso vero, aperto, creativo. Un congresso che guarda lontano, che guarda al 2020. Abbiamo preso la data che la UE ha indicato come
orizzonte per il proprio piano di sviluppo e ci siamo messi sulla stessa lunghezza d’onda: Cooperazione 2020. Questa la suggestione e l’obiettivo di
Legacoop per dare il nostro contributo del tutto
originale al Paese grazie ad una economia pulita,
sostenibile, solidale. Le innegabili e ormai riconosciute difficoltà del cosiddetto sviluppo turbo-capitalistico, dimostrano (se ci fossero ancora dei
dubbi) che c’è bisogno di un diverso modello di
sviluppo. Senza temere di essere autoreferenziali,
possiamo dire che c’è bisogno di più cooperazione. E noi, anche con il nostro congresso, vogliamo
mettere a disposizione questo straordinario strumento che è la cooperazione. Senza sconti per nessuno, perché dobbiamo guardare a noi stessi con
grande trasparenza per capire i limiti e l’attuale
consumatori
novembre 2014
21
via ad una nuova alleAnza internazionale
Accordo tra coop ed e. leclerc
Nuova alleanza internazionale per
Coop che entra nella centrale
cooperativa europea di Coopernic,
unendosi al gruppo francese E.
Leclerc e al gruppo belga Delhaize.
“Si tratta di un accordo strategico
paritario e di natura cooperativa
che si focalizza sui temi
dell’innovazione commerciale a
vantaggio dei consumatori dei
rispettivi Paesi – spiega il
presidente di Coop Italia, Marco
Pedroni – Per Coop si chiude così
una fase iniziata nel 2005 che
metteva al centro le alleanze
nazionali e si apre una nuova fase
di respiro internazionale,
maggiormente adatta a sostenere
le imprese cooperative in mercati
di alta e globale competizione”.
Gli effetti dell’accordo tra Coop,
E.Leclerc e Delhaize decorrono da
gennaio 2015. I tre gruppi hanno
deciso di mettere in comune le
proprie competenze su tre aree
principali che sono l’ottimizzazione
delle condizioni commerciali con i
fornitori internazionali; il
miglioramento delle performance
nella produzione delle Marche del
Distributore; la ricerca di sinergie
per migliorare l’offerta di prodotti
ai consumatori.
Quest’accordo internazionale
coincide con la chiusura di ogni
attività di Centrale Italiana, la
centrale d’acquisto che vedeva
Coop operare insieme a Despar e
Sigma.
momento di difficoltà e, nello stesso tempo, dob- evolve in un soggetto capace di organizzare e promuovere un tessuto imprenditoriale e sociale
biamo lanciare le nostre parole d’ordine.
proiettato nel futuro. Per farlo possiamo contare
E quali sono queste parole d’ordine?
sui nostri punti di forza: i valori, la dedizione e le
Sono quelle dell’unificazione con le altre centra- competenze professionali dei soci; la dimensione
li cooperative nell’Alleanza Cooperative Italiane, internazionale della cooperazione; il percorso di
dell’intergenerazionalità e della legalità. Questa unità nel progetto dell’Alleanza delle cooperative
prospettiva che nel manifesto del nostro 39° con- italiane. Sono sicuro che sarà un congresso in gragresso abbiamo chiamato “Codice cooperativo – do di discutere su tutti i grandi temi che abbiaFare l’impresa del nuovo millennio” sarà il perno mo davanti: dall’analisi della crisi, ai nostri valori,
attorno al quale dovrà svilupparsi il confronto. Si dall’identità all’assoluta parità di genere, alle protratta di un progetto ambizioso: avviare un nuo- spettive dell’economia collaborativa, alla valorizvo ciclo espansivo della cooperazione come con- zazione del territorio, al mercato concorrenziale e
tributo alla ripresa del Paese. Ciò richiede di fare aperto, alla questione meridionale.
apertamente i conti con i nostri limiti e le nostre
potenzialità e di andare oltre, senza velleitarismi, Rispetto al percorso di costituzione dell’Alleanall’esperienza storica della cooperazione, che da za delle cooperative italiane, assieme a Confcoostrumento difensivo dei ceti sociali marginali perative ed Agci, quali sono le sfide e le difficoltà
continua a pagina 22 >
22
primo piano economia
Le cifre di Legacoop...
15.000
8,9
imprese
associate
milioni
di soci
oltre
493.00
di occupati
77,9
miliardi
di fatturato
Tra 2007 e 2012 l'occupazione nell'insieme del mondo cooperativo è cresciuta dell'8%
da affrontare?
Dar vita ad una associazione
unitaria con Confcooperative e AGCI richiede un pensiero libero da visioni del passato.
Insieme dobbiamo costruire
un nuovo modello associativo
frutto di un'esperienza comune
e adeguato alle sfide future. In
questa prospettiva va ripensata la funzione di corpo sociale
intermedio e di associazione di
rappresentanza. La rappresentatività dei soggetti in campo
non è più legittimata attraverso
la presenza ai tavoli istituzionali. Sarà la nostra capacità di servizio alle associate, di costruire
alleanze, di unità, di autonomia,
di visione, a legittimare la nostra
esistenza. Resistere o cambiare
è la scelta che dobbiamo compiere e la scommessa di costruire l’Alleanza delle cooperative
italiane indica la strada dell’unità, dell’autonomia e dell’innovazione come condizione per
realizzarla.
In un mondo che cambia velocemente non c’è bisogno di rilanciare l’idea di cooperazione specie tra le generazioni più
giovani?
Dobbiamo far emergere con
forza la necessità di concentrare
l’attenzione sul valore dell’intergenerazionalità, fondamentale per proiettare nel futuro un
Paese sempre più asfittico. Porre al centro l’intergenerazionalità vuol dire costruire modalità
di trasmissione dei valori e del
patrimonio cooperativo alle generazioni successive, costruire
percorsi di ricambio delle classi dirigenti. Sta nella natura cooperativa agire sulla capacità di
rispondere ai bisogni delle persone che le danno vita e di quelle che le daranno continuità,
essendo strutturalmente aperta a quanti esprimano analoghi
bisogni e a chi verrà poi. Non è
l’accumulazione a distinguere
le cooperative dalle imprese di
capitali, quanto il limite sostanziale alla appropriazione privata della ricchezza prodotta,
che introduce nel mercato elementi innovativi di pluralismo
e democraticità e determina, sul
piano sociale, la modalità specifica di rapporto tra cooperativa
e comunità. Per mantenere alto
il profilo dell’intergenerazionalità è ineludibile l’innovazione,
innanzitutto nell’allargamento del mutualismo, attraverso
la promozione di cooperazione in settori nuovi così come
nei comparti e nelle attività più
consolidate, e nello sviluppo di
sinergie tra cooperative.
Quali altre priorità nel dibattito
che Legacoop dovrà affrontare?
I temi sono tanti, ma sicuramente dovremo parlare e agire sul tema dell’economia pulita e della
legalità. Negli ultimi tempi è peggiorata la trasparenza dei mercati e la qualità etica degli attori.
In tali comparti, dove evidenti
sono fenomeni di infiltrazione
e di degrado comportamentale,
politiche di salvaguardia sono
altrettanto importanti di quelle
di liberalizzazione. Abbiamo più
volte detto che il contrasto alle
false cooperative, deve costituire
un chiaro ed esplicito obiettivo
per una azione che veda le imprese sane del Paese a fianco del
Governo e delle istituzioni. Siamo sicuri che in un mercato pulito e plurale abbiamo più possibilità di crescere e di svilupparci,
creando occasioni per l’autoimprenditorialità che costituisce
oggi una delle porte principali
per i giovani che vogliono avere
accesso al mondo del lavoro.
Sono sicuro che in tanti vorranno portare il loro contributo alla nostra discussione che ci farà
uscire più forti e più convinti
del nostro lavoro.
consumatori
novembre 2014
primo piano in breve
23
reggio emilia, con coop
si parla di cibo
a "repubblica delle idee"
"I racconti della tavola",
arriva il nuovo libro
di massimo montanari
Il cibo come focus di incontri e dibattiti. Sia che ad
argomentare sia Don Ciotti sulla “filiera legale e illegale”
di molti prodotti che arrivano sulla nostra tavola, sia che
lo si affronti da un’ottica artistica-gastronomica con uno
chef d’eccellenza come Massimo Bottura. E ancora le
grandi firme di "Repubblica", a partire dal suo direttore
Ezio Mauro, Carlin Petrini di Slow Food, il ministro delle
Politiche Agricole Maurizio Martina fino alla tavola
rotonda che indaga “dal campo al piatto” la buona filiera.
E qui a spiegare l’impegno quotidiano di Coop ci sarà
anche Marco Pedroni, presidente di Coop Italia.
Cibo che si mangia, si ascolta e si vede. È la nuova tappa
di "Repubblica delle Idee", festival ideato dall’autorevole
quotidiano nazionale, interamente incentrato sul food
che avrà come cornice il Teatro Ariosto a Reggio Emilia
il 29 e 30 novembre. Ingresso gratuito, relatori
d’eccezione e Coop come partner dell’anteprima. “ Là
dove si discute di qualità e di trasparenza nella filiera del
cibo, Coop non può non essere presente – spiega Marco
Pedroni – In questo caso, in collaborazione con Coop
Nordest, la cooperativa che opera su Reggio Emilia,
abbiamo accolto la proposta di "Repubblica" offrendo il
nostro contributo di idee e di esperienza, convinti che la
consapevolezza dei nostri soci e dei consumatori in
generale sia il punto di partenza basilare per ridisegnare
un nuovo rapporto con il cibo”.
Si chiama “I racconti della tavola”, il
nuovo libro di Massimo Montanari,
docente dell’Università di Bologna,
grande studioso dell’alimentazione
e del cibo dal Medioevo ai giorni
nostri e storico collaboratore della
nostra rivista sulla quale ogni mese
propone riflessioni che fanno
emergere vicende e incroci intorno a
ciò che passa sulla nostra tavola e nelle nostre
cucine.
Stavolta il libro di Montanari è un intreccio di
racconti, perché come scrive lui stesso nel prologo “i
racconti sulla tavola hanno tanto da dire perché è la
tavola stessa a raccontare. Racconta la fame e i modi
in cui l’uomo ha cercato di trasformarla in occasione
di piacere. Racconta l’economia, la politica, i rapporti
sociali. Racconta i paradigmi intellettuali, filosofici,
religiosi di una società. La tavola racconta il mondo”.
Dunque il viaggio è appassionante e intrigante
perché le storie proposte provengono da epoche
diverse ma non troppo lontane: dai secoli centrali del
Medioevo fino al pieno Rinascimento, con qualche
punta seicentesca. Si incontrano personaggi celebri
come Carlo Magno, san Francesco, Dante Alighieri,
figure minori e altre del tutto ignote. Ci sono anche
personaggi immaginari, frutto della fantasia di
romanzieri e novellieri: il contadino Bertoldo, il
cavaliere Ivano e tanti altri. Storie vere e inventate si
alterneranno, ma vengono tutte trattate allo stesso
modo: come storie possibili, specchio di un mondo, di
una società, di una cultura. Perché anche
l’immaginario fa parte – eccome – della realtà.
“I racconti della tavola”, di Massimo Montanari,
Laterza Editore, 18 euro, 232 pagine.
a imola per ricordare
adriano olivetti
e i 95 anni della sacmi
Un appuntamento che mette insieme i 95 anni di vita
della Sacmi, oggi grande multinazionale cooperativa
conosciuta in tutto il mondo, con base a Imola, e un
ricordo, a più di mezzo secolo dalla sua scomparsa di
Adriano Olivetti, fondatore di un nuovo modello di
azienda, intesa come comunità, fabbrica di idee, lavoro e
cultura, prima ancora che di oggetti. Proprio per celebrare
la grande attualità del pensiero olivettiano e le molteplici
affinità con il modello cooperativo è in programma un
incontro, che si terrà lunedì 1° dicembre alle 17 nella sede
di Sacmi in via Selice Provinciale a Imola. Nell’occasione
sarà presentato il documentario “Olivetti: una trama
ideale d’impresa”, ideato da Mauro Casadio Farolfi,
studioso della figura di Olivetti e presidente
dell’Associazione Città dell’Uomo di Imola, con la regia di
Mauro Bartoli di Lab Film. Con filmati di repertorio tratti
dall’Archivio Olivetti il documentario si sviluppa
attraverso le testimonianze dei maggiori protagonisti
dell’economia e della cooperazione sociale (da Emilio
Renzi ad Aldo Bonomi e Stefano Zamagni), per
proseguire con il pensiero dei protagonisti della
cooperazione imolese. Seguirà un incontro cui, tra gli
altri, saranno presenti il presidente di Sacmi Paolo
Mongardi, Mauro Lusetti, presidente di Legacoop
nazionale e il ministro del lavoro Giuliano Poletti.
coop, la scomparsa
di piero rossi
È scomparso nelle scorse settimane
Piero Rossi, dirigente di primo
piano della cooperazione di
consumatori in questi decenni.
Rossi fu il primo presidente di
Coop Adriatica e artefice della
nascita della Cooperativa con la
fusione, nel 1995, di Coop Emilia
Veneto con Coop Romagna Marche.
Nato a Bologna nel '32, Rossi si era insediato alla
guida dell’allora Coop Emilia-Veneto il 15 febbraio
dell’85, dopo aver ricoperto anche l’incarico di direttore
commerciale di Coop Italia. Guidò Coop Adriatica per 13
anni, fino all’ottobre del ’98, in un periodo di forte
cambiamento dei consumi, di trasformazione e di
massima crescita per la Cooperativa, negli anni in cui si
sviluppò la rete degli ipercoop.
consumatori
novembre 2014
24
salute
i profilattici a marchio Coop
volersi bene
Un prodotto che serve a prevenire malattie
e a vivere serenamente la propria sessualità.
ed è conveniente
di daRio guidi
Informazione, prevenzione e convenienza,
pensando in primo luogo ai giovani, ma certo non
solo a loro. Ruota intorno a queste tre parole chiave
la scelta di Coop di distribuire preservativi a proprio
marchio che da queste settimane sono disponibili
nei punti vendita. Viviamo in un paese che fa ancora
fatica a parlare di educazione sessuale, di prevenzione e, quindi, di profilattici (anche se se ne vendono
91 milioni di pezzi all'anno per un giro d'affari di 82
milioni di euro).
Ma nel contempo proprio i profilattici, oltre che anticoncezionali, sono un fondamentale strumento
per vivere le proprie esperienze sessuali in maniera
sicura, allontanando rischi e problemi che comunque esistono. Come raccontiamo negli altri servizi di
queste pagine, attraverso le testimonianze della lila
(lega italiana per la lotta all’aids) o i dati dell’Istituto superiore di sanità sulle infezioni sessualmente trasmissibili, ci sono problemi sanitari connessi
(anche se non esclusivamente) con questa sfera della
vita di ognuno. Parliamo dell’Aids, ma parliamo anche di altre infezioni che, pur meno gravi, si manifestano in maniera significativa.
“È la prima volta che Coop entra nel settore dei dispositivi medici, dopo essere entrata nel settore dei
farmaci (con il paracetamolo e l'acido acetilsalicilico)
e degli integratori alimentari (ne sono disponibili cinque tipi), con l’obiettivo di offrire un prodotto sicuro,
di alta qualità a prezzi decisamente inferiori rispetto
al mercato – spiega domenico brisigotti, direttore
del prodotto a marchio Coop – Crediamo che dare la
possibilità ai soci e consumatori di acquistare il profilattico a marchio sia un modo per rispondere all’esigenza di vivere consapevolmente la propria sessualità, oltre che tutelare la propria salute e che sia giusto
contestualmente svolgere un’attività di informazione
e formazione, rivolta ai giovani ma non solo”.
“Per questo motivo - continua Brisigotti - abbiamo
accolto favorevolmente la proposta di Lila onlus di
approfittare del lancio di “Falloprotetto!” per diffondere anche attraverso i nostri canali un questionario
la cui prima finalità è accrescere la consapevolezza
sui rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili. Come Coop vogliamo contribuire a non abbassare la guardia su un’emergenza solo apparentemente lontana e superata”.
Per questo la vendita dei profilattici Coop sarà accompagnata da iniziative promozionali e informative all’esterno dei punti vendita delle principali città italiane.
Iniziative che riguarderanno anche il 1° dicembre,
giornata mondiale della lotta contro l’Aids, sempre
con l’attivo coinvolgimento degli attivisti della Lila.
25
iL proDotto
ClassICI e sottIlI,
Ma 100% testatI
i profilattici Coop saranno di 2 tipi, classici e sottili,
venduti entrambi in confezioni da 6 e da 12. in puro
lattice di gomma naturale sono testati
elettronicamente al 100% (cioè uno ad uno) per
assicurare la conformità del prodotto agli standard di
qualità internazionali. all’interno della confezione poi
è presente il foglietto informativo sia sulle
caratteristiche che sulle corrette modalità di
conservazione e di utilizzo del profilattico.
“Il rischio è nei comportamenti”
alessandra cerIolI (lIla): "InFormazIone chIave per prevenIre"
“la sessualità fa parte della vita di ognuno ed ognuna
di noi, è legata ai nostri rapporti affettivi, alle relazioni con le altre persone ed è una dimensione della nostra salute. dunque dovrebbe essere naturale riuscire
a parlarne, specie se in chiave di informazione e prevenzione. invece siamo un paese ancora imbarazzato quando spuntano certi argomenti e l’uso del profilattico è tra questi. È una cosa davvero strana perché
poi, in molti momenti della nostra vita i riferimenti al
sesso, spesso basati su cliché e stereotipi davvero banali e volgari, sono frequentissimi”. a parlare è alessandra Cerioli, presidente della lila, la lega italiana
per la lotta all’aids, una associazione da anni in prima linea per promuovere e tutelare il diritto alla salute, affermare principi e relazioni di solidarietà, lottare
contro ogni forma di violazione dei diritti delle persone sieropositive o con aids e delle comunità più colpite
dall’infezione.
Ma ovviamente l’attività della lila, che passa anche per
decine di incontri nelle scuole, da numeri verdi e linee
telefoniche cui si rivolgono ogni giorno tante persone,
vuol dire parlare con la società nel suo insieme e non
solo con chi è coinvolto direttamente da un problema
di salute (anche per questo lila definirà insieme a Coop
incontri e attività legate ai nuovi profilattici a marchio
Coop di cui parliamo in queste pagine).
“Risultato di questa situazione – continua Cerioli – è
che il livello di conoscenza, sull’hiv e sui rischi che possono derivare anche dai nostri comportamenti sessuali, non è adeguato. a meno che, come fece qualcuno
quando negli anni ’80 il problema dell’aids scoppiò per
la prima volta, si voglia teorizzare l’astinenza, dobbiamo prendere atto che dai nostri comportamenti derivano dei rischi che possono, però, essere drasticamente
ridotti e quasi azzerati. per questo servono conoscenza
e rispetto di alcune regole molto semplici, tra le quali
rientra l’uso del profilattico. Ma da alcune indagini risulta che l’italia è uno dei paesi in cui il profilattico è
meno usato tra i giovani e le giovani che arrivano al primo rapporto”.
un altro concetto che per Cerioli è fondamentale chiarire, per superare visioni deformate figlie di anni ormai
passati, “è che non esistono categorie a rischio, ma
comportamenti a rischio: conoscere il nostro partner è
importante ma certo non esaurisce i problemi. da quel
che vediamo tra chi si rivolge a noi, pensare, ad esempio, che le persone omosessuali siano più a rischio, nasconde una parte del problema. nel senso che esistono
persone bisessuali o, ancor meglio, molti uomini che
fanno sesso con altri uomini senza sentirsi né definirsi omosessuali. persone che non rientrano quindi nelle
classificazioni ma che possono ugualmente avere comportamenti a rischio, così come possono avere comportamenti a rischio le persone eterosessuali. Faccio
continua a pagina 26 >
consumatori
novembre 2014
26
LA VIGNEttA dI ELLEKAPPA
< continua da pagina 25
un altro esempio sull’importanza di una corretta informazione: oggi una persona sieropositiva all’hiv, che
si sottopone alle cure antiretrovirali, in uso ormai da
anni, nel suo sangue ha il virus ridotto quasi a zero e
questo fa sì che la possibilità di trasmetterlo si riduca
sensibilmente, arrivando quasi a zero. Contrariamente
a quanto molti possono pensare, le terapie hanno un
effetto positivo per le persone che vivono con l’hiv ma,
al contempo, riducono la diffusione del virus proprio
perché si è ridotta la sua quantità. uno degli obiettivi largamente condiviso nella Comunità scientifica è,
quindi, quello di fare in modo che le persone facciano
il test per verificare l’eventuale infezione e, nel caso, si
sottopongano in tempi adeguati ad una terapia per tenere sotto controllo il virus.
per questo i nostri interventi sono focalizzati anche
sull’eliminare discriminazioni che non hanno senso di
esistere e che inducono molte persone ad evitare di testarsi. il paradosso è che oggi ci sono ancora 40 paesi al
mondo dove una persona positiva all’hiv non può entrare, nonostante la conoscenza e le cure abbiano fatto
passi avanti enormi e i termini in cui va visto il problema
aids sia drasticamente cambiato rispetto agli anni '80”.
“tornando al discorso su come il nostro paese affronta questi temi – spiega ancora alessandra Cerioli –, c’è
un'altra cosa che è bene sottolineare. se una ragazza
esce la sera ed ha un profilattico nella borsa è facile che
qualcuno la giudichi come una persona dai comportamenti eccessivamente promiscui, anziché vederla come una persona matura che pensa alla sicurezza e ad
evitare rischi. si oscilla quindi tra dare giudizi morali
infondati e la vergogna o il timore che impediscono di
andare a comprarsi una scatola di profilattici che, per
altro, hanno prezzi non proprio accessibili, specie per le
tasche delle persone più giovani.
noi sappiamo che l’informazione è fondamentale, ma
non basta. Conoscere serve a poco se poi non si decide
di comportarsi seguendo quelle indicazioni”; e le semplici regole del sesso più sicuro (safer sex), ormai codificate in tutto il mondo, sono di usare il profilattico
nei rapporti penetrativi e, nei rapporti orali, di usare il
profilattico o comunque evitare il contatto tra la bocca
e sperma o sangue mestruale.
ovviamente queste regole del safe sex valgono prima
di tutto nelle situazioni di rapporti occasionali e negli
incontri di una notte (magari poi destinati a trasformarsi in una relazione stabile). se poi la relazione diviene stabile, prima di rinunciare alle precauzioni si può
fare il test elisa per verificare se l’infezione da hiv è
presente. Queste regole valgono non solo in riferimento al rischio aids ma, ovviamente, anche al complesso
di infezioni e malattie sessualmente trasmesse di cui
parliamo sempre in queste pagine.
per saperne si può andare sul sito www.lila.it dove è
possibile avere i riferimenti sui numeri della help line
telefonica che fa riferimento alle sedi lila in giro per l’italia e alla lilaChat.
Ricordiamo infine che dal 23 novembre al 7 dicembre lila lancerà una raccolta fondi per sostenere il progetto donna con la numerazione solidale. per donare, è sufficiente mandare un sms da telefono cellulare
al numero 45508; oppure, da linea fissa, basta una
semplice chiamata, sempre allo stesso numero. da mobile la donazione è di 2 euro, da fisso 2 euro (con teletu,
tWt) oppure di 2 o 5 euro (con telecom italia, infostrada, Fastweb).
27
primo piano salute
Infezioni: tutto quel
che c'è da sapere e...
Oltre a malattie come l'A ids esistono
una trentina di infezioni sessualmente
trasmissibili. I dati dell'Oms e
le stime sull'Italia dell'Istituto
superiore di sanità. E ancora una volta
fondamentale è la prevenzione
Per poter vivere serenamente e senza rischi
la propria sessualità, una informazione corretta è
fondamentale. Anche se non se ne parla spesso, è infatti importante sapere che attraverso i rapporti sessuali possono essere trasmesse infezioni di diverso
tipo e problematicità. Dall’infezione da Hiv responsabile dell’Aids a malattie come sifilide, herpes e gonorrea (per citarne solo alcune) le insidie sono numerose, al punto che l’Organizzazione mondiale
della sanità (Oms), indica 30 diversi patogeni, tra
batteri, virus, protozoi, funghi ed ectoparassiti. Ma
sono insidie che possono essere efficacemente contrastate e prevenute partendo da elementi di conoscenza e da comportamenti corretti che uniscono il
rispetto di elementari norme igieniche, la conoscenza adeguata dei partner e l’uso di precauzioni adeguate, prima tra tutte il profilattico.
Importante è sapere che le infezioni sessualmente trasmesse (IST) sono presenti e in generale
aumento. Basti pensare che secondo l’Oms ogni
anno a livello mondiale l’impatto di quattro principali IST corrisponde a circa 499 milioni di nuovi
casi (276 milioni di nuovi casi di infezione da Trichomonas vaginalis, 106 milioni di nuovi casi di gonorrea, 105 milioni di nuovi casi di clamidia e 10,6
milioni di nuovi casi di sifilide). E, seppur con incidenze diverse tra paesi e continenti, sbaglierebbe di
grosso chi pensasse che qui in Italia i rischi non siano presenti. In Europa i nuovi casi di IST sono 46,8
milioni all’anno (sempre dati Oms).
Quanto all’Italia i nuovi casi segnalati sulla base dei
rilevamenti effettuati da 12 centri clinici, altamente specializzati nella diagnosi e cura delle IST, che
fanno parte di uno dei due Sistemi di sorveglianza
attivi in questo campo (entrambi coordinati dall'Istituto Superiore di Sanità), sono stati circa 96
mila dal 1991 al 2012. Ma è importante notare come dal 2005 al 2012 i casi medi per anno (che sono
stati 5.105) siano cresciuti del 28% rispetto al periodo precedente (1991-2004). Nell’intero periodo il
70,1% delle infezioni è stato diagnosticato a uomini e il 29,9% a donne, mentre guardando alla nazionalità, il 18,6% dei casi riguardava soggetti stranieri
contro un 81,4% di italiani. Le patologie più frequentemente diagnosticate sono state i condilomi
ano-genitali e la sifilide latente (dati Centro operativo Aids - Istituto Superiore di Sanità).
Quanto allo specifico dell’Hiv, nel periodo 19852012 ci sono state 56.952 nuove diagnosi di infezione da HIV di queste, il 72,2% erano in maschi
e il 21,6% in persone di nazionalità straniera. Dal
2010 al 2012 sono state segnalate, rispettivamente,
3.948, 3.752 e 3.853 nuove diagnosi di infezione da
Hiv (dati Centro operativo Aids - Istituto Superiore
di Sanità).
Le modalità di trasmissione delle Ist
Gli agenti responsabili delle Ist si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale,
anale, orale) per contatto con i liquidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali, sangue, saliva).
Inoltre, si possono trasmettere attraverso il sangue
continua a pagina 29 >
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consumatori
novembre 2014
(es. trasfusioni, contatto con ferite, scambio di siringhe, tatuaggi, piercing) o con i trapianti di
tessuto o di organi (Hiv, Hbv,
Hcv, Sifilide), ed infine, per passaggio diretto dalla madre al feto o al neonato durante la gravidanza, il parto, o l’allattamento
(es. Hiv, virus dell’epatite BHbv,
herpes genitale, sifilide, gonorrea,
clamidia).
Il quadro clinico delle Ist è spesso aspecifico, con segni e sintomi comuni alle diverse infezioni.
Inoltre molte IST sono asintomatiche e questo non favorisce la
corretta diagnosi e terapia ma lo
sviluppo di complicanze, quali ad
esempio l’infertilità. Va anche ricordato che ci sono dei gruppi di
popolazione più vulnerabili alle
IST, quali ad esempio le donne
(che hanno un apparato genitale
più complesso ed esteso) e i giovani (che hanno tessuti genitali
ancora immaturi e più recettivi ai
patogeni). La diagnosi di una Ist è
più problematica durante l’adolescenza perché la malattia può essere asintomatica.
"Pertanto sulla base di quanto
suggerito dall’Oms, anche in Italia – come affermano Maria Cristina salfa (ricercatore presso il
Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità) e barbara suligoi (Direttore del Centro Operativo Aids dell’Istituto
Superiore di Sanità) - la strategia
di contrasto alle Ist si deve basare principalmente sulla prevenzione, con la promozione di campagne informative e sui fattori di
rischio e di attività di educazione
alla salute sessuale (es. usare correttamente il condom, limitare il
numero di partner). Inoltre è importante favorire la diagnosi precoce delle Ist e il trattamento e
aumentare e facilitare l’offerta dei
test di diagnosi per identificare
anche i casi asintomatici".
Info: www.epicentro.iss.it/temi/
ist/ist.asp; www.iss.it/ccoa/
primo piano salute
29
cibo è cultura
di
Massimo Montanari
docente di storia medievale e di storia
dell’alimentazione, Università di Bologna
Orti e cortili,
spazi di libertà
“Anno internazionale dell’agricoltura familiare”: così le Nazioni
Unite hanno deliberato di nominare il 2014. A questo tema – la produzione
familiare, il cibo di prossimità – è dedicato il Baccanale che si svolge a
Imola e dintorni dall’8 al 23 novembre. Titolo di questa edizione: “Orti e cortili fra campagna e città”.
L’orto: storico compagno delle case contadine e urbane. L’orto che dà frutti numerosi e variati, che si rincorrono da una stagione all’altra: non c’è
tempo che non abbia le sue verdure, i suoi frutti. Isidoro di Siviglia, il
grande erudito medievale, nella sua monumentale enciclopedia così ne
spiegava l’etimologia: «l’orto si chiama così perché ci cresce sempre
qualcosa». Isidoro giocava sul verbo latino oriri, che significa “nascere”,
“crescere”. Per lui, “orto” era sinonimo del cibo che cresce
dalla terra, con una continuità che nessun altro spazio concede. Dietro
l’immagine c’era un motivo reale: l’orto, prossimo alla casa, era il solo
spazio a godere di una concimazione sistematica, garantita dagli avanzi,
dai rifiuti, dagli escrementi quotidiani. La sua produttività era altissima,
a differenza di quella dei campi, lasciati alla volontà divina e ai capricci
delle stagioni. Ecco perché l’orto si è ritenuto per secoli il luogo per
eccellenza della sicurezza alimentare, di un approvvigionamento diretto che completava, spesso in modo decisivo, gli apporti della
produzione agricola e del mercato; un luogo, per di più, che non conosceva la fase delicata e incresciosa (per i contadini) della divisione dei frutti
col padrone. Perché sull’orto non c’erano prelievi: tutto restava al contadino – o a chi, fattosi cittadino, non dimenticava il rapporto con la terra.
Produrre il cibo da sé: è un aspetto della storia economica, e della storia
alimentare, che allo storico rischia sempre di sfuggire, perché lascia
poche tracce nei rapporti di lavoro.
In questa economia sommersa e fondamentale non mancano gli animali.
Il cortile, in cui razzolano polli e galline, mescolandosi a
conigli, anatre, oche, è stato nei secoli un altro luogo strategico del complicato rapporto fra gli uomini e il cibo. Anche i signori, anche i monaci
hanno dedicato attenzioni agli orti e al piccolo allevamento. Ma è soprattutto nella vita dei ceti umili che orti e cortili hanno rivestito un ruolo di
importanza essenziale. Con le loro risorse, questi spazi hanno consentito
a contadini e cittadini di variare per quanto possibile la loro dieta, temperando le asprezze di un’economia fragile e di rapporti sociali a volte
umilianti.
Orti e cortili non sono semplicemente luoghi per produrre il cibo vicino a
casa. Sono spazi di rivincita, di autonomia, di libertà. ●
30
consumare informati tecnologia
Lo smartphone
si prenota il Natale
Il dispositivo mobile più amato dagli italiani (in 31 milioni lo possiedono)
avrà un posto importante sotto l'albero. Come sceglierlo, allora, senza
rimanere delusi? Panoramica sulle tendenze di mercato e sugli standard
attuali, dal quad core al 4G passando per i tanti pixel della fotocamera
di CLAUDIO STRANO
le mani sul portafogli
Sono 51 milioni gli italiani che si ritrovano in tasca
un cellulare, di questi 31 milioni possiedono uno smartphone (62%): una incidenza non distante da quella degli Usa e
Smartphone sotto i 200 euro
- display massimo 5 pollici, fotocamera massimo certamente destinata a raggiungere in poco tempo l’intera
8 megapixel, processori massimo quad core
popolazione.
Se questo è il trend nostrano – come si legge nel Rapporto
Smartphone sopra i 200 euro
Coop 2014 sui consumi (dati Nielsen Mobile) – non stupi- display fino a dimensioni di un phablet,
fotocamera fino a 20 mega, processori multipli
sce che il Natale prossimamente riserverà, sotto l'albero, un
posto privilegiato agli smartphone, sempre più apparecchi
Smartwatch sotto i 150 euro
tuttofare, in grado di spaziare dalla fruizione multimedia- per il fitness e il tempo libero
le al pagamento digitale. A differenza dei tablet che segnaSmartwatch sopra i 150 euro
no il passo (-10%) dopo un periodo di crescita record, il lo- per notifiche e risposta alle chiamate
ro mercato ha fatto registrare 12,3 milioni di nuovi acquisti
I prezzi sono indicativi e soggetti alle variazioni solo nel 2013, anno in cui hanno sorpassato i cellulari base
(feature phone). Ad agosto scorso l'incremento a valore degli
del mercato
smartphone era del 7% , in Coop +15%.
consumatori
novembre 2014
In compagnia di un telefonino intelligente mediamente trascorriamo due ore al giorno, spesso non
paghi e a caccia dell'ultimo modello, che preferiamo
di ampio polliciaggio con un display tra 4,5 e 5 pollici. Ma sotto le feste natalizie, con l'arrivo (anche in
Coop) dei nuovi iPhone 6 con schermo da 4,7 pollici e iPhone 6 Plus da 6 pollici, sono possibili cambi di scenario con dimensioni ancora superiori già
proprie dei phablet. Il melafonino ha una modalità
specifica per essere utilizzato con una sola mano, più
potenza e una fotocamera migliorata. A spaventare
sono solo... i prezzi: il 6 richiede 729 € per il 16 giga
e 839 € per il 64 giga, per il 6 plus servono 839 € per
il 16 giga e 959 per il 64 giga. Al colosso di Cupertino risponde colpo su colpo Samsung: ed ecco pronti
per fine anno il Galaxy Alpha, che misura 4,7 pollici
proprio come l'iPhone 6 più piccolo (prezzo 699 euro), ed è interamente in alluminio, e il Galaxy Note
4, lanciato all'Ifa di Berlino a settembre, di 5,7 pollici, poco più grande dell'iPhone 6 Plus (769 euro a
listino).
Sopra o sotto la soglia. Oltre la soglia dei 200 euro,
la partita è sostanzialmente ristretta al duopolio Apple-Samsung, con la prima a scardinare il mercato.
Sotto i 200 euro, invece, la competizione è molto più
allargata: si va da Lg a Huawei, da Nokia a Sony, da
Htc a tanti altri. Anche gli smartphone di seconda o
terza fascia, da Brondi ad Alcatel a Ngm, consentono una buona navigazione in Internet e la fruizione
di tutti i servizi previsti dagli smartphone. Quel che
Smartwatch
Collegàti dal polso
Gli smartphone più grandi faticano a
uscire dalla tasca e a stare in una
mano, e anche per questo si (ri)
parla molto di smartwatch, in
particolare da quando la Apple
ha presentato il suo di orologio
intelligente, l'Apple watch, che
vedremo nei negozi da gennaio
2015. Il mercato degli smartwatch è
ancora tutto da esplorare ma possiamo
suddividerlo in tre grandi categorie. La prima è
formata dai semplici "braccialetti" che si usano per il
fitness, con contapassi e funzioni di geolocalizzazione.
La seconda comprende gli orologi da polso che sono
collegati allo smartphone tramite bluetooth e ricevono
notifiche e chiamate. Nella terza categoria, infine,
rientrano gli apparecchi più evoluti, non solo l'Apple
watch (in tre versioni, prezzo base da 349 dollari), che va
accoppiato a un iPhone 6 per rendere al meglio, ma
anche diversi concorrenti tra cui Motorola, Lg e Huawei.
31
l'utente non avrà, al di sotto di quel prezzo, tranne le
eccezioni dei prodotti fortemente "smarcati", saranno dimensioni sopra i 5 pollici, fotocamere oltre gli
8 megapixel (lo standard è ormai sui 13 megapixel,
con punte di 20) e processori più potenti di un quad
core, che oggi è il "motore" prevalente che muove gli
smartphone di fascia media e medio-bassa, mentre
i "primi prezzi" montano ancora i dual core e i top di
gamma, dall'altra parte, si spingono fino agli octo
core (otto processori per macchina!).
Molti apparecchi, ormai – partendo dal modello
Blade Apex 2 di Zte distribuito da Tim a 99 euro
o dal Nokia Lumia 635 a 169 euro o dal Samsung
Galaxy Ace 4 a 179 euro – sono abilitati alla connessione 4G (detta anche Lte) che è notevolmente più
veloce della 3G. L'ostacolo alla diffusione della rete
telefonica veloce va individuato più che nei dispositivi, sul cui prezzo incide ormai poco, nella copertura e nelle tariffazioni proposte dai gestori.
Un altro elemento guida importante nella scelta è la
Ram (Random access memory, Memoria ad accesso casuale), ovvero la memoria sulla quale girano
contemporaneamente le applicazioni. Le app vengono scaricate dal 69% dei possessori di smartphone, che ne hanno mediamente 24 installate (anche
se ne usano poi solo 9!), dunque la Ram lavora molto e sotto 1 giga è facile impallarsi. Le applicazioni
oggi necessitano di una Ram più ampia possibile:
la troviano da 512 Mb sui modelli base, da 1 Gb su
quelli medi e ancora superiore sui modelli di punta.
Sistemi operativi. Ma alla base di tutte queste indicazioni di acquisto, per quanto importanti esse
siano, resta sempre il sistema operativo. È il primo
nodo da sciogliere per chi vuole approcciare un
punto vendita. I telefoni più aggiornati, oggi, hanno una piattaforma operativa iOS 8, Android 4.4
o Windows Phone 8.1 che sono quelle che vanno
per la maggiore. La scelta di una o dell'altra non è
indifferente: un sistema operativo è in grado infatti
di rendere più o meno fluida l'esperienza d'uso. Un
iPhone, ad esempio, "gira" più velocemente non solo in rapporto ai giga di memoria che ha, ma al sistema operativo iOS che monta e che è ottimizzato per
quel particolare utilizzo.
Viceversa Android, la piattaforma più diffusa al
mondo, di proprietà del colosso Google, può risultare meno performante a parità di altri valori essendo studiata per adattarsi a vari dispositivi, in mobilità e non. Chi, infine, opta per un sistema operativo
Windows Phone, al terzo posto come utilizzo in
Italia, pur avendo una macchina che lavora in scioltezza dovrà accontentarsi di un numero di app che,
seppure in crescita, resta inferiore rispetto ad Apple
store e a Google play.
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cucina
un menu contro la crisi
di Helmut Failoni
Sapori
autenticamente
piemontesi
e baccalà
Ecco il menu dello chef Marcello Trentin
che di sé dice: "Sono torinocentrico".
Si parte con uno steak tartare con cipolle
e fegatini e poi dei plin burro e
acciughe. Il secondo, Rossini di baccalà
«Sono torinese, torinofilo,
torinocentrico», scrive in apertura del
sito del suo ristorante Magorabin lo
chef Marcello Trentin. Ecco le sue
proposte piemontesizzanti
Antipasto
morbidi al tatto. Con l’aiuto di un
coppapasta impiatto la tartare, poi ci
metto sopra un cucchiaino di cipolle
caramellate, i fegatini dorati e infine
un ciuffo di insalatine miste che avrò
precedentemente condite solo con
olio, poche gocce d’aceto. Concludo
con un pizzico di sale grosso.
Steak-Tartare
Ingredienti per 4 persone:
frutta e verdura
NOVEMBRE
LA STAGIONE DI..
È ancora tempo di uva e di cachi.
Sono in arrivo le arance, che
vengono considerate però perlopiù
frutto invernale. E poi castagne e
tartufo bianco (che continua fino a
dicembre). Per quanto riguarda la
verdura invece il periodo può essere
buono per gli spinaci e per i porri. Il
mese di novembre è anche il mese
delle canocchie di mare, che si
presentano belle piene di polpa e si
possono acquistare a prezzi
decisamente bassi.
200 gr di polpa di vitellone, 8 fegatini
di pollo o coniglio, 1 cipolla gialla, 1
mazzetto di insalatine miste, 1
cucchiaio d’olio evo, 1 cucchiaio di
zucchero, 2 d’aceto di vino rosso, 1
noce di burro, 4 pizzichi di sale grosso
Procedimento
Trito finemente la polpa di vitellone
poi la metto in una bowl e la condisco
con sale grosso, l’olio e mezzo
cucchiaio di aceto. Affetto la cipolla
finemente e la sbollento pochi minuti
poi la scolo e la metto in un tegame
con lo zucchero e l’aceto rimanente,
salto a fuoco vivace per
caramellizzare. Faccio raffreddare. In
un padellino antiaderente sciolgo il
burro e metto i fegatini finché non
risultino dorati ma ancora molto
Il primo
Plin burro e acciughe
Ingredienti per 4 persone:
100 gr di farina bianca, 2 tuorli e un
uovo intero, 2 patate, 8 filetti di
acciughe sotto sale, 200 gr di burro, 1
panino raffermo, 1 spicchio d’aglio, 1
mazzetto di prezzemolo e altre erbette
miste da vaso, 2 cucchiai d’olio evo
Procedimento
Con la farina e le uova faccio la pasta
che lascio riposare almeno mezz’ora in
frigo coperta di pellicola. Pelo e
affetto le patate che farò cuocere al
vapore pochi minuti, poi le passo con
lo schiacciapatate. Faccio fondere il
burro e lo brunisco a nocciola poi ci
sciolgo dentro le acciughe che avrò
precedentemente dissalato. Colo il
consumatori
novembre 2014
burro all’acciuga sulle patate schiacciate, mescolo e
ripongo in frigorifero a far rassodare. Stendo la pasta
sottilissima, metto l’impasto di burro, acciughe e patate in
una tasca da pasticcere e dispongo il ripieno a piccoli
mucchietti sui fogli di pasta, chiudo col sistema del
pizzicotto. Con un pestacarne riduco il panino raffermo in
briciole poi le metto in un tegame con l’olio, l’aglio intero e
il prezzemolo tritato. Quando le briciole saranno rosolate,
tolgo l’aglio e conservo al caldo. Faccio cuocere i plin in
abbondante acqua salata per pochi minuti poi li scolo
delicatamente con mestolo forato e dispongo nel piatto
con un bel cucchiaio di pane fritto sulla pasta e un trito di erbe.
Il secondo
Rossini di Baccalà
Ingredienti per 4 persone:
200 gr di baccalà, 1 manciata di mandorle, 1 mazzetto di
spinaci, 2 cucchiai di olio evo, 1 spicchio d’aglio, 1 rametto di
rosmarino, 1 bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaio di burro, 1
carota, mezza cipolla, 1 gambo di sedano
Procedimento
Con dei ritagli di carne e delle ossa preparo il fondo bruno
(in un tegame metto un cucchiaio di olio con aglio, carota,
mezza cipolla e sedano. Rosolare a fiamma vivace, poi
aggiungere i ritagli di carne e il rosmarino e cuocio finché
non sia ben scuro. Deglasso con il vino, aggiungo le ossa
tostate e una volta evaporato il liquido, abbasso la fiamma
al minimo, copro di ghiaccio e lascio per almeno un giorno
intero. Poi filtro, sgrasso, regolo di sale e tengo in fresco). In
una bowl reidrato il baccalà a cui cambierò l’acqua almeno
4 volte per un giorno, poi lo metto con l’acqua corrente a
filo per altre 4/5 ore. Deve raddoppiare di volume. Trito le
mandorle grossolanamente al coltello e le tosto in una
padella antiaderente, cuocio il baccalà al vapore per 10
minuti e salto pochi secondi gli spinaci con poco olio e poco
sale. Metto 4 cucchiai di fondo bruno in un tegame con il
burro e lo porto a temperatura. Finitura del piatto: in 4 piatti
metto un cucchiaio di fondo, poi sopra il baccalà
spezzettato e infine ricopro con spinaci saltati e le mandorle.
Un menu contro la crisi
Ristorante Magorabin
Corso San Maurizio 61, Torino, tel. 011.8126808
Chef: Marcello Trentin
L'antipasto
Steak-Tartare (costo: 2 euro a persona)
Il primo
Plin Burro e Acciughe (costo per 4 persone, 6 euro)
Il secondo
Rossini di Baccalà (costo per 4 persone, 8,50)
33
Quando il fico
è mandorlato
Il paesaggio agricolo storico dell’Alto Salento è costituito da colture promiscue, dove olivi secolari si alternano ad alberi di mandorle e fichi, albicocche e vigneti. In particolare, il territorio tra San
Vito dei Normanni e Ceglie Messapica, in provincia
di Brindisi, storicamente è uno dei luoghi di maggiore produzione di mandorle e fichi della Puglia; queste campagne vantavano decine di cultivar di mandorle e di fichi, e con questi frutti, si preparava un
dolce tradizionale: il fico mandorlato.
La tradizione dell'essiccazione dei fichi è tipica di
tutto il sud Italia ed era praticata soprattutto dalle
famiglie contadine. Ma l'idea di arricchire i fichi essiccati, aggiungendo la mandorla, nasce in questo
territorio. San Michele Salentino è una località che
fino a non molto tempo faceva parte dei comuni di
San Vito dei Normanni e Ceglie Messapica. Qui le famiglie contadine iniziarono ad utilizzare entrambi i
frutti per rendere un dolce molto semplice e povero,
più complesso e ricco.
Per la preparazione si utilizzano solo i fichi bianchi
della varietà Dottato che vengono aperti a metà, appiattiti, e lasciati essiccare su graticci di canne. Poi
si pone dentro il fico aperto una mandorla intera tostata e non pelata in ogni metà (l'amaro della pellicina fa da contrasto con la dolcezza del fico). Le mandorle appartengono a una grande varietà di cultivar
locali, tra le quali si ricordano: Riviezzo (Cegliese),
Bottari (il nome locale della Genco), Sciacallo, Tondina, Sepp d’Amic. Si unisce, quindi, una scorzetta di
limone e qualche seme di finocchietto selvatico. Si
sovrappone il fico ad un altro fico e si chiude: si infornano quindi a temperatura medio-bassa per circa un’ora. La preparazione dei fichi mandorlati comincia alla fine di agosto e prosegue fino alla fine di
settembre.
Nel corso degli anni nell’alto Salento sono stati
espiantati molti alberi di fico per ampliare gli uliveti
e i vigneti. I prezzi dell'olio e del vino ora si sono abbassati e gli agricoltori stanno differenziando nuovamente le loro produzioni, cercando di recuperare
le coltivazioni storiche di inizio Novecento.
Il Presidio Slow Food, che riunisce quattro produttori, vuole tutelare, oltre all’antico dolce tradizionale,
la biodiversità agricola e lo straordinario paesaggio
rurale di questo territorio.
Responsabili del Presidio: Pierangelo Argentieri, [email protected]; Felice Suma, [email protected]
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vivere bene viaggi
di Giuseppe Ortolano
Langhe e Roero, tra vino
e colline che incantano
Alla scoperta di una zona del Piemonte inserita nel patrimonio mondiale
dell'umanità dall'Unesco. Da Diano d'Alba a Camerana, da Alba a Barolo
È l'autunno la stagione
migliore per visitare le Langhe e il
Roero. Da pochi mesi nominato
Patrimonio Mondiale dell’Umanità
dall'Unesco, insieme al Monferrato,
questo territorio incanta il turista
con le sue colline, sapientemente
modellate dal lavoro dell'uomo.
Luoghi da visitare ma anche da
adottare, per sostenere l'economia
di questo spicchio di Piemonte dove
i filari dei vigneti lambiscono
eleganti castelli e i boschi dove si
celano i tartufi sfiorano santuari e
chiese di antica bellezza. È il
progetto “Adotta un’eccellenza”, che
invita a portare a casa un vasetto
con la terra delle Langhe, una quota
di prodotto adottato e a conoscere
direttamente i contadini che
operano nelle Langhe-Roero,
cogliendo l’occasione per assistere e
partecipare al loro lavoro. Il viaggio
può iniziare nel comune di Diano
d'Alba, paese situato sulle dolci
colline langarole, a 500 metri di
altezza sul livello del mare. Un vero e
proprio balcone dove, nelle belle
giornate, lo sguardo spazia dall'arco
alpino alle colline del Moscato e del
Barbaresco, fino ai vigneti del Barolo
e alla valle del Tanaro. In paese
si visitano il settecentesco Palazzo
Comunale, in stile barocco
piemontese; la chiesa parrocchiale; il
Museo della Civiltà Contadina e la
Cantina Comunale. Poco lontana la
Cascina Flino, agriturismo
circondato da circa tre ettari di
vigneto dove è possibile adottare un
filare di Nebbiolo da Barolo, di
Dolcetto o di Barbera.
Camerana è un piccolo comune
dell'Alta Langa costituito da una
serie di borgate in un pianoro che si
protende verso la Valle Belbo. Il
capoluogo è il borgo di Villa con
l’antica torre, edificata prima
dell'anno Mille e la barocca Chiesa
della S.S. Annunziata, con il prezioso
altare di marmo policromo ed il
campanile pendente. La vicina
Riserva naturale alle Sorgenti
del Belbo è un angolo di Langa
diverso e unico, ancora
incontaminato. A Camerana si trova
il caseificio L'Cravè che produce una
saporita toma caprina, dove
adottare una delle 50 capre che
Maunero conduce lungo i sentieri
dell'Alta Langa. In autunno il turista
può accompagnare il trifolao nella
ricerca del tartufo bianco. Se invece
il tartufo volete acquistarlo già
raccolto, e magari degustarlo
grattato su un piatto di risotto,
potete andare ad Alba, la città
natale di Beppe Fenoglio, dove, fino
al 16 novembre, si svolge la fiera
dedicata a questo prezioso tubero.
Una passeggiata nelle vie del centro
storico della cittadina conduce alla
consumatori
novembre 2014
35
Lavanda e miele
Cantine aperte
Pochi chilometri separano Alba dalle 1500 piantine di lavanda coltivate
dall'Azienda Agricola Adrienn Tromler per ottenere profumati sacchetti ma
soprattutto il prezioso miele di lavanda ricco di proprietà benefiche, venduto
esclusivamente dalla produttrice direttamente presso il Ciabot della Lavanda
a Cherasco o dalla Pasticceria Barbero, conosciuta in tutto il Piemonte per i
suoi famosi Baci di Cherasco. Dopo aver visitato coltivazioni di fiori e arnie i
più avventurosi possono alloggiare negli eco-lodge (www.ecolodgelanghe.it,
tel. 342-0021588), per provare l'emozione di dormire con tutta la famiglia a
circa tre metri di altezza al di sopra delle cime degli alberi. Adrienn Tromler e
famiglia accolgono infatti gli ospiti in strutture costruite sopra gli alberi, con
materiali naturali ed eco compatibili. E nel menu non manca il miele di
lavanda.
Domenica 16 novembre numerose
aziende vitivinicole delle Langhe e
Roero partecipano all'iniziativa
"Cantine Aperte a San Martino"
promossa dal Movimento Turismo
del Vino. Una simpatica kermesse
nata con l’intento di condividere con
gli appassionati del buon bere la
gioia di assaggiare eccezionalmente
i vini dell’ultima vendemmia e non
solo, in abbinamento a prodotti di
stagione. Il programma, che
coinvolge cantine in tutta Italia,
prevede degustazioni, pranzi con il
vignaiolo e numerose attività fino al
tramonto. Maggiori informazioni sul
sito www.movimentoturismovino.it o
al tel. 0577.847047
scoperta di numerose torri oltre a
campanili, chiese, portici, edifici
pubblici e privati che testimoniano
l'eleganza della vecchia città. Da
visitare anche il Museo Eusebio che
presenta un quadro completo
dell’ambiente albese, con raccolte
archeologiche, storiche e
naturalistiche. L'ultima tappa di
questo viaggio nelle Langhe non
può che essere Barolo, paese che
ha dato il nome a uno tra i più
pregiati vini italiani. Qui si visita il
Museo del Vino, un'esposizione
emozionale ospitata nelle cantine
del Castello Falletti, dove soggiornò
anche Silvio Pellico, proprio dove la
marchesa Julia Colbert "creò" il vino
Barolo per la Corte dei Savoia. Nel
maniero si trova anche l'Enoteca
Regionale dove degustare le
eccellenze vinicole del territorio.
Indirizzi utili. Anche per scoprire dove nacque Slow Food
Informazioni generali su Langhe e Roero. Come arrivare e
muoversi, dove alloggiare, si trovano sul sito dell'Ente
Turismo Alba Bra Langhe & Roero (www.langheroero.it) che
può anche essere contattato al tel. 0173.35833. Per conoscere
le aziende agricole che partecipano all'iniziativa Adotta
un'eccellenza rivolgersi al tel. 0171.699600 o visitare le
pagine web www.madeinlangheroero.it. I Paesaggi
Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, iscritti
alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO sono online su
www.paesaggivitivinicoli.it. Per provare il meglio della
cucina langarola ci si può sedere ai tavoli dell'osteria
Boccondivino di Bra (www.boccondivinoslow.it, tel.
0172.425674) dove, nella prima metà degli anni Ottanta, Carlo
Petrini e altri coraggiosi iniziarono l'avventura di Slow Food.
Il locale è ancora oggi situato all’interno del cortile che ospita
la sede nazionale di Slow Food e la carta dei vini raccoglie le
piccole e grandi cantine di Langa e Roero. Nel centro di Alba
si può invece mangiare all'Osteria dell'Arco ( tel.0173.363974),
l'altro locale gestito dalla cooperativa che cura la cucina del
Boccondivino. In tutte e due i locali si servono in prevalenza
prodotti locali e stagionali, molti dei quali tutelati dal Presidio
Slow Food.
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vivere bene cultura e oltre
a cura di Giorgio Oldrini
mostre
Alle origini di Magnum Photos
I tanti volti del paesaggio
Una cooperativa che ha fatto la storia
la Magnum Photos, fondata il 22
maggio 1947 nel ristorante del Museum
of Modern Art di New York da alcuni
dei più grandi fotoreporter di tutti i
tempi. Ora a Cremona la nascita di
Magnum viene raccontata attraverso
110 fotografie dei fondatori. Che si erano messi insieme
per difendere il loro lavoro, controllando la qualità della
resa delle loro immagini su giornali e riviste e dei testi
che le accompagnavano. Si erano anche divisi il mondo
tra di loro: Henri Cartier-Bresson l’Oriente, David
Seymour l’Europa, William Vandivert l’America, George
Rodger il Medio Oriente e Robert Capa libero di andare
dove volesse. Proprio a Capa, prima della Magnum, è
dedicata la sezione introduttiva della mostra, con le
immagini della guerra di Spagna e degli altri conflitti cui
aveva preso parte come fotoreporter. Tra l’altro una
visita alla mostra consente di ammirare il nuovo Museo
del violino, che sottolinea il legame di Cremona con l’arte
dei liutai.
Scenario di terra è la mostra che il
Mart dedica al paesaggio, inteso
come uno dei luoghi d’elezione
dell’esperienza umana. Tanti gli
artisti e diverse anche le
prospettive da cui viene affrontato il tema. Incisioni,
stampe e riproduzioni fotografiche, provenienti da alcuni
fondi dell’Archivio del ’900, sono accostate ai dipinti di
Umberto Moggioli, Gino Pancheri, Arturo Tosi e Gigiotti
Zanini, a installazioni contemporanee, come il video di
Nico Angiuli. La relazione uomo-natura passa attraverso
la conoscenza e l’uso dei materiali naturali, semilavorati o
trasformati nelle opere di Giuseppe Uncini e Antoni
Tàpies, Dario Imbò e Giovanni Ozzola. Gli elementi naturali
divengono opere vere e proprie nei capolavori dell’Arte
povera di Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Giovanni
Anselmo e Matteo Rubbi. Il paesaggio è poi visto anche
come il luogo in cui l’uomo ricerca uno stato di benessere
o ispirazione, ma è anche astrazione delle forme ed
esperienza che si fa più concettuale. E qui protagoniste
sono le opere di Alberto Garutti, Mario Raciti, Gastone
Novelli e Anton Zoran Music.
La nascita di Magnum. Robert Capa Henri
Cartier-Bresson George Rodger David Seymour Scenario di Terra
Cremona, Museo del violino, piazza Marconi
Dal 31 ottobre all'8 febbario 2015
Ingresso: 10 euro
Info: Tel. 0372-801801. www.museodelviolino.org
Mart, Rovereto di Trento
Fino all'8 febbraio 2015
Ingresso: 11 euro, soci Coop 7 euro
Info: tel. 800 397760, [email protected], www.mart.trento.it
Italiani brava gente
di
Massimo Cirri e Filippo Solibello
conduttori radiofonici
La seconda vita delle gomme
Dal recupero dei pneumatici si ricavano asfalto e...
Poche cose ci piacciono come il passaggio
da scarto a nuova risorsa. Dietro c'è il concetto di
rinascita, quello simbolizzato dall'Araba Fenice
che dopo la morte risorge dalle proprie ceneri. Può
esserci sempre un futuro per le cose: anche per quelle
che stanno in basso e a volte fuori dal nostro sguardo, come le gomme delle auto.
Che fine faranno una volta che hanno esaurito il loro
ciclo vitale, dopo che le abbiamo strizzate e spremute
tra frenate, sgommate, derapate e inchiodate? (Ci
piace pensarci come automobilisti alla Steve
McQueen, quello della vita spericolata, in realtà siamo guidatori molto prudenti, anche se una volta in
autostrada abbiamo messo la quinta). E guardando
fuori dal finestrino abbiamo visto troppe volte pneumatici abbandonati nei fossi o nei letti dei fiumi. E poi
quelli che bruciano nelle discariche abusive o nei
campi della terra dei fuochi.
consumatori
novembre 2014
37
libri
Col fiato sospeso, tra raggiri,
traffici d'armi e belle donne
Il commissario Arrigoni
nella Milano anni '50
È un giallo molto ben scritto, che si legge
in un baleno, con l’ansia di sapere in
fretta come va a finire. Del resto Elmore
Leonard è un maestro del genere
poliziesco ed è anche uno sceneggiatore
di film di successo. Ma non ha ambizioni
di spiegare il mondo, grande o piccolo
che sia. Semplicemente ci offre una
trama azzeccata, scritta con brio. In questo caso il
romanzo racconta di una banda di malfattori guidata da
un trafficante di armi non consentite nemmeno negli
Stati Uniti, così permissivi in fatto di possesso di pistole o
fucili. Così “il capo” accumula soldi, assassina rivali e si
affida per il trasporto dei denari illecitamente
guadagnati all’abilità di una hostess molto bella e
soprattutto furba che nella sua valigetta, insieme ai
vestiti e alle creme, contrabbanda ogni cosa,
ovviamente dietro lauto compenso. Mentre le varie
polizie inseguono i malfattori, la domanda che serpeggia
per tutto il romanzo è: ma alla fine chi infinocchierà chi?
E chi uscirà vivo dalle sparatorie e dagli agguati che
costellano le pagine di Leonard?
È un giallo casereccio, che sa di
minestra con il prezzemolo e di
“sanguis”, i panini imbottiti milanesi,
quello che ci propone Dario
Crapanzano. Il commissario Arrigoni, i
suoi sottoposti, i sospettati
dell’omicidio di un importante attore e
ricco impresario teatrale si muovono in
una Milano degli anni ’50, salendo e scendendo dai
tram, mangiando nelle osterie, camminando in vie e
piazze che i milanesi conoscono bene, tra case di
ringhiera e portinerie ancora attive e dando vita ad un
quadro d’altri tempi. Chi avrà ucciso, approfittando di
un gioco erotico sadomaso, il Casanova perverso che
approfittando del suo potere “non si lascia scappare”
nemmeno una delle giovani attrici? E dato che
nell’ancora recente regime fascista il morto era stato
anche un odioso spione dell’Ovra, non sarà stato ucciso
da qualche antifascista o da un ebreo perseguitato solo
qualche anno prima? Tra donne bellissime, impresari
teatrali avidi e una Milano anni ’50 alla fine Arrigoni ci
consegnerà il colpevole.
Elmore Leonard
Punch al rum
Dario Crapanzano
Arrigoni e l’omicidio di via Vitruvio
Einaudi editore - 318 pagine, 18 euro
Mondadori editore - 180 pagine, 15 euro
Immagini che tolgono il sonno: per l'inquinamento e la
sua ricaduta sulla nostra salute.
Da un po' di tempo si possono dormire sonni più tranquilli, almeno per le ex gomme delle nostre auto: adesso c’è un sistema integrato di raccolta, smaltimento e
recupero. Sono quelli di Ecopneus, una società senza
scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei pneumatici fuori
uso. È un consorzio tra principali produttori di pneumatici operanti in Italia, dove i numeri del settore sono da
capogiro: dal 2011, data di nascita del consorzio, sono
state recuperate più di mezzo milione di
tonnellate di pneumatici, 60 milioni di gomme,
un pneumatico da otto chili per ogni italiano che poteva
finire ovunque.
Adesso viene prelevato dal consorzio e lavorato: tagliato, frantumato e sminuzzato. Ne esce una “materia prima seconda”, con la quale si producono nuovi oggetti e
materiali. Ad esempio gli asfalti modificati, dove l’aggiunta di gomma dà vita a pavimentazioni che durano
di più, sono più silenziose e aiutano le nostre auto a frenare meglio. Il Politecnico di Torino ha calcolato
che una strada con queste caratteristiche conviene
anche dal punto di vista strettamente economico,
cosa che in questi tempi di casse vuote ha un suo
fascino. Il granulato ottenuto dagli pneumatici si utilizza per la creazione di campi sportivi in erba artificiale, per le piste di atletica e le superfici da equitazione, per via delle ottime proprietà drenanti e
antiurto.
All’ultima Festambiente, la manifestazione di
Legambiente che si tiene ogni anno a Rispescia, in
Toscana, l’intera area gioco per i bambini era realizzata con questi materiali. Così le solite cadute da scivoli, altalene, trapezi e castelletti diventavano atterraggi gommosi e indolori. Senza il seguito di pianti
da consolare e ginocchi da disinfettare.
La prossima frontiera per la seconda vita degli pneumatici potrebbe essere l’arredo urbano: quanti
paraurti, portiere e carrozzerie si potrebbero salvare
ogni giorno, se al posto dei temibilissimi panettoni in
cemento (quelli che delimitano le aree di sosta o
impediscono l’accesso in determinate zone) ci fossero i panettoni inamovibili da gomma riciclata? Fermi
uguale, ma molto molto più morbidi. Più che un
panettone è una filosofia di vita. ●
consumatori
novembre 2014
38
a cura di Pierfrancesco Pacoda
musica da sentire...
La poliforme arte di Robert Wyatt
Se non conoscete Robert Wyatt, questo disco è l’occasione per avvicinarvi a
uno degli artisti più influenti degli ultimi decenni. Wyatt è stato il batterista
dei Soft Machine nella Londra psichedelica degli anni 60 e poi ha sviluppato
una carriera solista fatta di album straordinari tra rock, jazz, world music e
una voce che sfiora la beatitudine. Una vita ai confini, la sua, pochissime
apparizioni dal vivo, cover senza tempo, come quella di "Guantanamera",
circondato da eccelsi musicisti come Bjork, John Cage e Brian Eno. Il cd,
doppio, comprende un disco con i suoi brani più importanti e uno con le tante
collaborazioni e alcune canzoni mai pubblicate. Uno dei dischi dell’anno.
Robert Wyatt
Different Every Time - Domino
Il nostro giudizio: RRRR R
Se ti piace ascolta: Soft Machine, Scritti Politti
Sulle tracce di Dylan
Robert Plant, l'africano
Elettronica italiana
Nel 1967 Bob Dylan
scriveva, nel suo
ritiro nella
Woodstock Valley,
alcune delle canzoni
che lo avrebbero
reso famoso. A quel periodo, e a quelle
composizioni, si ispira quest’album
corale, prodotto dal chitarrista T Bone
Burnett, al quale hanno partecipato
artisti come Elvis Costello, Marcos
Mumford di Mumford&Sons e Johnny
Deep, che qui suona la chitarra.
Per usare le parole
del cantante dei
leggendari Led
Zeppelin, "Questo è il
mio album più
africano. La trance
incontra gli Zep". E così è: Word fusion
che parla le lingue del pianeta
mettendo insieme il furore del rock e le
sue origini che stanno nel blues e
quindi nell’Africa. Un viaggio verso
l’anima tribale del rock.
Torna uno dei più
romantici interpreti
della musica
elettronica italiana
con un disco
immaginato come un
viaggio ai confini dell’esotismo. "Night
safari" è un omaggio al suono
avvolgente, una dichiarazione d’amore
per i fraseggi che attraversano le ‘linee
d’ombra’ contemporanee. Come
perdersi nella musica.
autori vari
Robert plant
Populous
Lullaby…and the Ceaseless Roar
- Nonesuch
Il nostro giudizio: RRRR
Se ti piace ascolta: Tinariwen, Led
Zeppelin
Night Safari - Bad Panda rec
Il nostro giudizio: RRRR
Se ti piace ascolta: Roxy Music, Plaid
Lost on the River. The New Basement
Tapes - Yabasta
Il nostro giudizio: RRR
Se ti piace ascolta: Mumford&Sons,
Bob Dylan
R da dimenticare - RRsufficiente - RRRbuono - RRRRottimo - RRRRRcapolavoro
... da leggere
Alle radici del folk anni '60
La Milano del Ritmo Tribale
Questo libro di Felice Liperi è un volume
prezioso, perché racconta le tracce, la
storia dei protagonisti più creativi del
folk italiano tra la fine degli anni 60 e i
70, quando la musica popolare divenne
un fenomeno pop, conquistando un
vasto pubblico. Grazie alla consapevolezza sociale allora
diffusa tra gli ascoltatori più giovani, personaggi come Rosa
Balistreri, Caterina Bueno, Enzo Del Re e Matteo Salvatore
divennero celebrità. Liperi ne ricostruisce l’avventura, umana
e artistica, facendoci così riscoprire la bellezza di un suono
che era (ed è anche adesso) espressione della "terra", a volte
di una poetica sentimentale, a tratti aspro come l’Italia rurale
di quegli anni.
Un’altra meticolosa ricostruzione
"storica" è quella scritta da Elisa Russo.
Qui la scena è quella del rock milanese
tra gli anni 80 e i 90, quando la città è
attraversata da una inquietudine sonora
che porta in superficie un confuso sentire
metropolitano, tra piccoli locali,
etichette discografiche indipendenti. È
un autentico "movimento", quello raccontato nel libro che,
gravita, in particolare, intorno a una band, i Ritmo Tribale
guidati da Edda, che mescola aggressività e dolcezza,
perfetta colonna sonora della vita in una città che aspira a
diventare una megalopoli. Il lavoro è il frutto di tantissimi
incontri con musicisti come Elio e Morgan.
Felice LIperi Stelle del folk italiano - Manifestolibri
Elisa Russo Ritmo tribale - Odoya
vivere bene cultura e oltre
39
l’intervista
Ghemon
Nella scena vivacissima dell’hip hop italiano, ci
sono artisti che uniscono alla forza lirica delle loro
rime, una trama sonora ben costruita, con la carica
che solo un gruppo che esegue dal vivo può offrire.
È il caso di Ghemon che, con il suo nuovo album,
Orchidee, mescola le parole del rap con i ritmi funk.
A Consumatori questo giovane rapper arrivato ai
vertici delle classifiche ha raccontato i suoi recenti
consumi culturali.
Che ascolti hanno accompagnato la
registrazione di "Orchidee"?
La sorpresa più emozionante è stato il ritorno sulla
scena di Prince, il mitico cantante di Purple Rain,
addirittura con un doppio nuovo album, Art Official
Age. Direttamente da Londra arriva l’altro album che
ho ascoltato moltissimo in questi mesi, Got To Let Go,
di Nate Williams, un bravissimo cantante e bassista
emergente, da tenere d'occhio. Infine Nabuma
Rubberband di Little Dragon, un disco astratto,
dove il soul è mischiato con l'elettronica europea e la
sperimentazione. Altamente consigliato.
E i libri? Che letture hai fatto di recente?
Partiamo da Un giorno sarai un posto bellissimo
di Corrado Fortuna. L’attore si cimenta con buon
successo nella narrativa, raccontando la sua Sicilia,
tingendola di giallo e noir. Poi tengo sul comodino
101 Storie Zen di N. Sensaki e P. Reps. È una lettura
sempre utile per riflettere, questa raccolta di consigli
e massime Zen. Le sneakers sono una mia passione e
il tour
Peter Gabriel
In attesa di una più volte annunciata riunione dei Genesis,
torna in Italia, solo per due date, Peter Gabriel, che della
band più celebre del rock "progressive" inglese dei primi
anni 70 è stato il leader. L’occasione di questo tour europeo è
la ripubblicazione del suo disco di maggior successo, "So",
che, a venticinque anni dalla sua uscita è stato stampato,
come succede adesso, anche in cofanetto con triplo cd. Per
l’occasione Gabriel ha riformato la band che nel 1987 registrò
l’album, composta da grandi virtuosi dello strumento, come
il bassista Tony Levin. Il live non si limita a riproporre le
canzoni di "So", ma ripercorre i suoi oltre 40 anni di carriera.
Dagli esordi con i Genesis, con le ballate fiabesche e oniriche
ispirate alla mitologia delle favole britanniche alla scoperta
dei suoni etnici, che lo portarono a creare la Real World.
Le date: 20 novembre Pala Alpitour Torino, 21 Unipol
Arena Casalecchio di Reno. Info, tel. 02 53006501.
Sneakers: The Complete Limited Editions Guide
di U-Dox è una vera e propria enciclopedia di queste
scarpe sportive. Questo libro raccoglie i migliori
modelli in "edizione limitata".
Chiudiamo con i film. Quali sono i 3 che
più hai amato?
Innanzitutto Il Capitale Umano di Paolo Virzì,
una reale e malinconica fotografia dell'Italia di
oggi, girata magistralmente. Mi ha molto colpito
The LEGO movie di P. Lord e C. Miller. Pensavo di
guardare un film per bambini e invece ho visto uno
dei più divertenti film d'animazione degli ultimi
anni. Molto consigliato anche agli over 30. E poi
The Grand Budapest Hotel di W. Anderson, una
meravigliosa poetica dell'immagine e dei colori, un
film eccezionale girato da uno dei registi moderni più
bravi e visionari.
40
le pagine di
coop reno
Un quadro in
grande movimento
Entrando in Coopernic, Coop ha stretto una importantissima alleanza
internazionale che le consentirà, a partire dall'anno nuovo, un miglioramento dei
prezzi di acquisto con ricadute positive per i consumatori. È una delle opportunità
che abbiamo colto come sistema Coop in un periodo di grave crisi dei consumi
DI MARIO CIFIELLO
presidente del Consiglio
di sorveglianza di Coop Reno
La difficile situazione
economica in cui ci troviamo sta
creando difficoltà a tutti i gruppi della cosiddetta “Grande Distribuzione”. Calano i consumi
e la deflazione colpisce i margini
commerciali.
Coop Reno non vive certamente in un’isola felice, ma le prime
previsioni fatte dal nostro Consiglio di gestione indicano la possibilità di chiudere un bilancio in
utile, seppur modesto e inferiore a quello del passato. Se questi
dati si confermeranno (come ci
auguriamo) potremo dire che gli
sforzi fatti in questi anni per aumentare la nostra competitività e
l’efficienza aziendale stanno dando i loro frutti.
Dall’inizio dell’anno sono entrati circa 3.400 nuovi soci,
questa è la prova di una nostra
capacità di offrire servizi e convenienza che stimolano sempre
più consumatori ad associarsi
alla cooperativa. Quindi stiamo
navigando bene in un mare in
tempesta! Occorre però essere
capaci di leggere attentamente le
difficoltà che stiamo comunque
attraversando per guardare avanti e migliorarci.
Ho già scritto nell’editoriale del
mese scorso, che occorre saper
innovare e agire in discontinuità
col passato. In primo luogo dobbiamo preparare gli obiettivi del
prossimo anno con un'ottica più
di medio periodo, e fissando alcuni concetti chiave.
Il primo naturalmente è quello
di corrispondere ai bisogni dei
nostri soci sforzandoci di essere
ancora più convenienti di oggi:
abbiamo investito parecchio in
convenienza, specie nell’ambito
delle attività promozionali soprattutto verso i soci. Occorrerà puntare di più al prezzo basso tutti i
giorni: le promozioni non sembrano corrispondere più a una
vera incentivazione delle vendite: i soldi sono pochi, si compra
lo stretto necessario e non c’è disponibilità ad aumentare gli acquisti solo perché c’è uno sconto.
Inoltre molti soci ci indicano una
certa stanchezza verso promozioni ripetitive e poco diverse da
quelle dei concorrenti.
Convenienza tutti i giorni
Il nostro obiettivo non può essere quello di eliminare le promozioni, ma di spostare una parte
dei nostri investimenti sul prezzo di tutti i giorni per consentire ai soci di avere più convenienza non solo sui prodotti presenti
nel volantino promozionale, ma
sull’intero assortimento presente a negozio. Un altro obiettivo
consumatori
novembre 2014
deve riguardare il prodotto Coop: dobbiamo puntare ancora di
più sulla nostra “marca”. Bisogna
anche qui migliorare la convenienza senza ovviamente scalfire
la qualità e la sicurezza dei prodotti. Dobbiamo poi aumentare
la presenza dei cosiddetti “prodotti di primo prezzo”, cioè la fascia
di prezzo più bassa per contrastare meglio la politica dei discount.
Tutto questo deve servirci a soddisfare meglio i nostri attuali
soci, ma anche per conquistare nuovi consumatori. Se non
aumentiamo il numero dei nostri clienti non riusciremo mai a
consolidare le vendite e le nostre
quote di mercato.
Crisi e opportunità
Questi obiettivi ambiziosi sono
possibili a condizione che tutte
le cooperative si muovano nella
stessa direzione: dobbiamo “fare
più sistema” per migliorare le nostre politiche di acquisto e uscire comunicando insieme le cose
che facciamo. Coop Italia (la nostra centrale nazionale) sta lavorando in questa direzione. Nel
momento in cui consolideremo
le proposte per il 2015, dovremo
41
coinvolgere le nostre strutture
sociali per un confronto serio e
condiviso.
La crisi economica purtroppo
è lontana dalla sua conclusione,
ma dobbiamo affrontarla con lo
spirito giusto. Guai se ci lasciassimo prendere dalla paura o dalla rassegnazione. Bisogna anzi
considerare che una difficile congiuntura economica può essere
una opportunità per innovare,
essere più efficaci e più efficienti e non chiuderci in posizioni
esclusivamente “difensive”.
Non mi stancherò mai però di dire che una nuova strategia commerciale fondata sulla maggiore
convenienza dei nostri prezzi deve essere accompagnata da una
contemporanea strategia di riduzione dei costi. Dobbiamo con
determinazione combattere le
nostre inefficienze: il Consiglio
di gestione in questi ultimi mesi
sta lavorando fortemente in questa direzione senza trascurare
nessuna area di intervento grande o piccola che sia.
cooperativo: in questa logica Coop Italia ha realizzato una importantissima alleanza internazionale entrando in Coopernic, una
delle più importanti centrali europee all’acquisto. Assieme alla Cooperative Italiane, in Coopernic
sono presenti:
m il gruppo Leclerc francese,
che con 550 ipermercati sviluppa
un fatturato di circa 46 miliardi
di euro
m il gruppo belga Delhaize che
con più di 3.700 punti di vendita
sviluppa un fatturato di circa 20
miliardi di euro.
Quindi, assieme alle Coop italiane, Coopernic potrà mettere
in campo un potenziale di circa
80 miliardi di euro.
Questo ci consentirà, dal 1°
gennaio prossimo, un miglioramento dei prezzi di acquisto
che poi riverseremo al consumatore per essere ancora più
convenienti.
Un quadro generale in movimento, in cui ci stiamo preparando a raccogliere le sfide della crisi con preoccupazione ma,
Siamo in Coopernic!
Ma torniamo alle nostre strategie. con altrettanta determinazioSi è detto rafforziamo il sistema ne, a migliorarci.
42
primo piano coop reno
Coop di Monghidoro,
che bel compleanno!
A un anno dalla sua inaugurazione il nuovo punto vendita porta a casa numeri che
confermano la bontà di una scelta strategica: 196 mila scontrini battuti e più di 400
nuovi soci, più della metà provenienti da fuori Comune o dalla vicina Toscana
DI ANDREA MASCHERINI
presidente del Consiglio
di gestione di Coop Reno
A distanza di un anno
dall’inaugurazione del nuovo supermercato di Coop Reno, possiamo sicuramente alzare in alto
i calici e brindare al suo grande
successo: 196.000 scontrini rilasciati e i 410 nuovi soci registrati
dal giorno dell'apertura ad oggi,
sono infatti numeri che dimostrano nei fatti quanto la cittadinanza di Monghidoro, ma anche
i turisti, abbiano apprezzato sia la
scelta strategica di investire nella
realizzazione di questa struttura, sia il grande lavoro che tutti i
lavoratori e le lavoratrici hanno
svolto al suo interno.
Più della metà dei soci
sono "forestieri"
Se andiamo ad analizzare il dato dei nuovi soci, in particolare, si evidenzia come quasi il
50% di questi risieda fuori dal
comune di Monghidoro, molti
addirittura provengono dalla vicina Toscana, il che rappresenta
un elemento di grande novità e
importanza, perché dimostra in
concreto che il nuovo supermercato Coop – che offre un servizio
molto più completo e comodo in
virtù dei suoi servizi e dei suoi
orari di apertura – funge da attrazione a tutto il territorio.
La realizzazione del nuovo supermercato, quindi, non solo ha
dato una risposta di qualità alle
esigenze dei suoi soci, ma offre
anche, a chi la sa cogliere, un‘opportunità incredibile per l’intera
comunità e per le attività commerciali che possono godere di
un aumentato flusso di visitatori proveniente da fuori paese, e
allo stesso tempo di una presenza maggiore di concittadini che
anziché evadere verso Bologna
o Sasso Marconi alla ricerca di
offerte commerciali, trovano
in loco le risposte alle proprie
esigenze.
Un auto donata
al Comune
Possiamo quindi affermare che
questa nuova struttura coop ha
dato anche un contributo importante per la valorizzazione del
territorio più in generale.
Il successo del supermercato ha
permesso, inoltre, di consolidare
il forte rapporto sociale tra Coop
e la comunità, attraverso l’incremento delle iniziative di carattere sociale il cui fiore all’occhiello
è rappresentato dalla donazione,
fatta al Comune di Monghidoro,
della macchina per trasporto disabili (foto sotto), che sta aiutando tantissime persone con problemi molto seri.
consumatori
novembre 2014
43
La cerimonia per la consegna dell'auto: da sinistra Andrea Mascherini, presidente del Consiglio di gestione
di Coop Reno, Alessandro Ferretti sindaco di Monghidoro, Morena Baldini vice sindaco, Carlotta Faggioli capo
negozio, Francesco Francia presidente della Sezione soci e Gilberto Bianchini del Settore sociale di Coop Reno
UN REGALO ALL'AMBIENTE E ALLA NOSTRA SALUTE
"ENTRO L'ANNO ARRIVA LA CENTRALE A METANO"
C'è una grande novità che possiano annunciare e
che darà un ulteriore valore aggiunto, a distanza
di un anno dall’apertura, al nuovo punto vendita di
Monghidoro: si tratta della realizzazione entro la
fine di quest'anno di una centrale a cogenerazione a
metano all’interno dei locali tecnici del negozio.
È la conclusione di un percorso fatto di coerenza
e trasparenza. In questi mesi, va ricordato, come
cooperativa abbiamo assistito all’importante dibattito
sulle energie rinnovabili che si è sviluppato in paese,
e per quanto riguarda la nostra struttura la nostra
posizione è stata da subito molto chiara: abbiamo
posto il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia della
salute delle persone prima di ogni cosa.
Alla lettera, di dominio pubblico, che firmò l’allora
presidente del Consiglio di Gestione Mario Cifiello,
abbiamo sempre dato coerenza in tutti gli incontri
a cui siamo stati invitati a partecipare, e nel
momento in cui ho assunto personalmente quella
carica, ho voluto non solo mantenere la parola data
nei confronti dei nostri soci e della cittadinanza
intera, ma dare concretezza a quegli impegni presi
sottoscrivendo un accordo per la realizzazione di
un impianto di cogenerazione ad energia pulita
come il metano, che gli stessi rappresentanti del
Comitato Aria pulita ci indicarono come una delle
espressioni di evoluzione tecnologica maggiormente
rispettose dell’ambiente. La discussione sul tema
delle energie rinnovabili ha visto un contributo
molto positivo sia dell’amministrazione comunale
sia dei rappresentanti del comitato Aria Pulita.
Con entrambi i soggetti abbiamo sempre avuto
un confronto costruttivo e rispettoso, e se
domani avremo un impianto tecnologicamente
all’avanguardia e rispettoso dell’ambiente questo è
anche il frutto della capacità di tutti gli interlocutori
di trovare una soluzione positiva per affrontare il
tema del risparmio energetico.
È anche questo è un bel modo per dire "buon
compleanno Coop di Monghidoro!".
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il mensile dei soci coop
consumatori
novembre 2014
45
dal territorio coop reno
Verresti ad abitare
con me?
Alleviare il disagio di chi soffre di disturbi psichici, inserendolo in famiglie
disposte ad accoglierlo. Un progetto che funziona dal 2008 nel bolognese.
Abbiamo intervistato un operatore IESA che se ne occupa, Daniele Benfenati
DI DANIELA DALPOZZO
Se Franco Basaglia, lo psichiatra che per primo in Italia, a fine anni '90, si adoperò per la chiusura dei manicomi, fosse ancora
vivo appoggerebbe senza riserva il
progetto “Abiteresti con me?”, perché l'ospitalità in una famiglia che
il progetto prevede rientra sicuramente nella “terapia della libertà”
fuori dalle mura delle istituzioni.
Il progetto di carattere nazionale
si sta sperimentando in tante Ausl
italiane. Anche nel territorio della
provincia di Bologna, nei comuni
di San Giorgio, Molinella e altri,
il servizio di Igiene Mentale delle
Ausl sta lavorando in questo senso.
Abbiamo chiesto a Daniele Benfenati, operatore IESA che lavora
nella provincia di Bologna, come
si configura nella nostra regione il
progetto “Abiteresti con me?”. IESA è un acronimo che sta per “Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti sofferenti di disturbi
psichici": un progetto che prevede
la possibilità di ospitare persone
sofferenti di disturbi psichici presso le famiglie.
"Un'esperienza arricchente, affettiva e relazionale che ha un prezioso impatto sociale", spiega Benfenati. "L'ospitante mette infatti a
disposizione il suo tempo per il
paziente, facendo cose normali e
concordate, come andare al cinema, fare la spesa, una passeggiata.
Il tutto dietro un compenso: le
famiglie che accolgono in casa
a tempo pieno l'ospite ricevono
un rimborso spese mensile fino a
1.100 euro, così come chi dedica
del tempo parziale o di lavoro.
anni, mentre gli ospitanti sono famiglie ma anche single, di ogni età,
sia giovani che anziani.
Cos'è maggiormente importante
per l'ospite?
L'ospite deve poter avere una sua
Come si sviluppa generalmente camera dove riposare e stare nel
questo rapporto?
tempo libero, in un ambiente re-
Vorrei precisare che non esistono
vincoli di nessun tipo. Ci sono state anche convivenze faticose, ma
quasi sempre si crea un bel rapporto e rimane un rapporto di amicizia fra le persone anche dopo. Sono comunque pochi coloro che
preferiscono ricoveri in strutture
con medici e infermieri.
lazionale sereno e accogliente. È
fondamentale sapere che il paziente e la famiglia non sono lasciati soli: a supporto c'è sempre
l'operatore IESA che è reperibile
24 ore su 24 e 7 giorni su 7, pronto a intervenire telefonicamente
in qualsiasi momento. IESA auspica che cresca il numero dei volontari disposti a convivere con
Quante esperienze si contano ad queste persone.
oggi?
Dal 2008 sono stati 26 gli inserimenti, 12 dei quali ancora in essere. Questo perché l'inserimento
può anche avere termine quando
l'ospite nel suo percorso ha acquisito competenze che gli consentono di vivere solo. I nostri ospiti
hanno un'età variabile dai 18 ai 60
Per info:
Progetto IESA
Ospedale Roncati
Viale Pepoli 5, Bologna
Tel. 051.6584286 (nelle mattine di
martedì, mercoledì e venerdì) email:
[email protected]
46
dal territorio coop reno
Donne e violenza
Una telefonata che vale la vita
Soprusi e maltrattamenti fisici e psicologici. Numeri e progetti del Centro Donne
e Giustizia di Ferrara che da Coop Reno, attraverso il ristorno, ha ricevuto 5.000
euro a sostegno delle attività di contrasto alla violenza di genere
Il Centro Donne e Giustizia (CDG) di Ferrara è un’associazione di donne, senza fini di
lucro, che promuove la tutela dei
diritti delle donne e interviene per
il contrasto a forme violente di
prevaricazione e riduzione della
libertà individuale.
Il Centro nasce dall'Udi e nel
1989 si amplia con il Telefono
Donna, poi nel 1993 con la consulenza psicologica. Nel 1992 diviene Centro Donna Giustizia,
regolarmente iscritta all’albo delle
associazioni di volontariato regionale e stipula come tale protocolli
d’intesa e convenzioni con gli enti pubblici locali regionali e statali.
Nel 2009 il CDG assume la forma giuridica di associazione di
promozione sociale. La sede legale è a Ferrara, in via Terranuova 12b. Scopo dell'associazione è
rimuovere ogni forma di sfruttamento e di violenza psicologica,
fisica, sessuale ed economica verso le donne e i minori, italiani e
stranieri, all’interno e fuori della
famiglia. Gli ambiti di intervento
di interesse collettivo sono l'assistenza sociale e socio-sanitaria e la
tutela dei diritti civili nei confronti di soggetti svantaggiati, in ragione di condizioni fisiche, psichiche,
economiche, sociali o familiari.
In convenzione con il Comune di
Ferrara, il Centro fornisce ascolto,
sostegno, informazioni, consulenza legale e psicologica nonché il
telefono donna 24 ore su 24.
Il primo contatto
L’accoglienza delle donna rappresenta il primo momento di ascolto, orientamento e supporto. Il
primo contatto avviene telefonicamente oppure recandosi direttamente al Centro ed è seguito da
un colloquio di approfondimento
presso la sede, finalizzato alla conoscenza reciproca e alla identificazione di una prima ipotesi di
progetto per l’uscita dalla situazione di difficoltà riferita.
La fase dell’accoglienza evolve
poi nel tempo nella fase dell’accompagnamento e del sostegno
della donna nel progetto con lei
pensato e concordato, con l’obiettivo di supportarla nei percorsi
individuati.
La violenza non interessa solo
gruppi marginali e disagiati. Il lavoro sul campo di questi decenni
ha insegnato che i maltrattamenti
e gli abusi interessano bambini e
bambine appartenenti ai più differenti contesti sociali e culturali.
Nel corso degli anni ciò ha permesso un’attenta analisi del fenomeno, in particolare sui danni derivanti da forme misconosciute
qual è la violenza assistita intrafamiliare, considerata dagli
operatori e dagli studiosi del settore una forma di maltrattamento
primario, tanto gravi sono i suoi
effetti a livello fisico, psicologico,
cognitivo e relazionale.
Pensiamo che in Italia, e nella nostra regione in particolare, sia stato
prodotto un patrimonio di conoscenze e di esperienze operative
di qualità, capace di tenere il confronto a livello europeo e internazionale. Dalla ricerca regionale
condotta dai Centri Antiviolenza
e Case delle Donne dell'EmiliaRomagna, è emerso che oltre il
70% delle donne che si rivolgono
a un Centro ha figli e che oltre il
50% ne ha più di uno.
Il ventaglio dei progetti
Numerosi e articolati sono i
progetti del Centro: all’interno
dell’Area Violenza dell'associazione, il progetto Uscire dalla
violenza ha formulato accordi
con gli enti locali, Comune e
Provincia di Ferrara e tutti i Comuni della provincia. Nel progetto “Uscire dalla Violenza”
sono state accolte complessivamente 214 donne: 138 italiane
e 76 straniere, di cui 55 ancora
in carico dagli anni passati. Il
progetto si propone di contrastare la violenza fisica, psicologica, sessuale contro le donne,
agendo con interventi economici, di accoglienza, consulenza legale e psicologica, ospitalità residenziale, per supportare
le donne vittime di violenza nel
percorso di uscita dalla violenza stessa, nel rispetto delle loro
libere decisioni e con una metodologia di aiuto centrata sul
sostegno della autonomia e della autostima, secondo le linee
consumatori
novembre 2014
47
info: [email protected]
guida europee e internazionali che ispirano i più consolidati
Centri Antiviolenza.
Il progetto, attraverso una convenzione con il Comune di Ferrara, gestisce una casa-rifugio
ad indirizzo segreto (12 posti:
adulte e minori) per donne e
loro figli/e che vogliano uscire dalla violenza intrafamiliare.
L’accoglienza temporanea nella
casa rifugio è supportata da progetti individualizzati di ascolto
privo di giudizio, protezione e
sicurezza, consulenza legale e
sostegno psicologico, garantiti
da operatrici professionalizzate.
Per le donne con figli è presente
un servizio di sostegno alla genitorialità attuato e gestito da
un’educatrice che coordina le
volontarie per la gestione dei
minori. Nei momenti di emergenza le donne sole o con i loro
figli/e sono collocate tempestivamente in un alloggio esterno
(albergo o bed&breakfast), al fine di metterle in sicurezza, a breve, nella casa rifugio. Non sempre ciò avviene, per cui a volte
le donne dall’albergo ritornano
dal compagno maltrattante.
Lo Sportello di orientamento
al lavoro ha accolto 26 donne,
13 italiane e 13 straniere, attivando 4 stage e un laboratorio motivazionale per 4 persone. Grazie al
Punto d’ascolto 94 donne hanno
potuto usufruire di consulenze legali o psicologiche gratuite.
Sulla strada e oltre
Continuiamo con il progetto
"Oltre la strada", in convenzione con il Comune di Ferrara e la Regione, strutturato in
interventi a favore delle donne straniere ed italiane che vogliono uscire dalla condizione
di sfruttamento sessuale e/o lavorativo, e offre un programma
di protezione sociale con ospitalità e percorsi individualizzati: comprende due case di accoglienza ad indirizzo segreto
(8 posti per adulte). Le donne,
dopo la denuncia dello sfruttamento subito, vengono accolte nella prima casa per circa 6
mesi, quindi trasferite nella seconda casa per circa altri 8 mesi. Questa organizzazione è funzionale a costruire un processo
di progressiva autonomia, perché al termine del periodo di
protezione sociale previsto per
legge, siano in condizione di
provvedere a se stesse.
Nel 2013 “Oltre la strada” ha attivato percorsi di protezione sociale per 15 donne vittime di tratta, e
ha continuato a seguire le 21 persone accolte nel 2012, per un totale di 36 prese in carico, con 10 figli
minori.
Sono partiti inoltre 6 corsi di
orientamento al lavoro. Per
quanto riguarda gli inserimenti lavorativi, sono stati attivati 6 stage,
8 borse lavoro, 10 tirocini e 8 contratti. Prosegue la nostra carrellata
con il progetto “Luna Blu” che
ha realizzato 59 uscite di contatto
e 12 di mappatura, per un totale di
71, 1.137 i contatti. Gli accompagnamenti sanitari sono stati in totale 143, gli incontri al Drop in 94.
Per quanto riguarda la prostituzione al chiuso, attraverso il
progetto "Invisibile" sono stati
monitorati 1.003 annunci ed effettuate 407 telefonate di primo
contatto. L'obiettivo primario è il
riconoscimento di ogni forma di
violenza così come la sua cessazione. Il Centro è strutturato per
accogliere e gestire anche situazioni di emergenza. Nel 2013 sono state accolte 214 donne; 576 i
colloqui telefonici e 539 quelli individuali.
DISPARITÀ NEI RAPPORTI DI FORZA
"La violenza contro le donne è la manifestazione di una disparità storica
nei rapporti di forza tra uomo e donna, che ha portato al dominio dell’uomo sulle donne e alla discriminazione contro di loro ed ha impedito un
vero progresso della condizione delle donne" (tratto dalla Dichiarazione
delle Nazioni Unite sulla eliminazione della violenza contro le donne, risoluzione dell’Assemblea generale, dicembre 1993).
consumatori
novembre 2014
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dal territorio coop reno
Dall'orto alla cucina
corsi per un'infanzia
consapevole
Dal piccolo paese di Camugnano, sull'Appennino
bolognese, arriva un progetto didattico esemplare
che declina, per i più piccini, temi rilevanti come
l'ambiente e la sana e corretta alimentazione
Durante lo scorso anno scolastico è partito presso la scuola dell’infanzia di
Camugnano, piccolo paese
sull’Appennino bolognese, un
singolare progetto didattico,
“Dall’orto alla cucina”; che terminerà nell’attuale anno scolastico, 2014/2015.
Le insegnanti, Luisa Puccetti
e Isabella Righetti, responsabili e autrici del progetto stesso,
illustrano le tre fasi in cui esso si
sviluppa: nella prima, “A scuola un orto”, si è allestito un orto, attività nella quale i bambini
vengono stimolati ad utilizzare i propri sensi per mettersi in
“contatto con la natura” e sviluppare abilità diverse.
L’attività manuale all’aperto, come la realizzazione dell’orto, la
coltivazione di piante aromatiche e di fiori, dà la possibilità al bambino di sperimentare
in prima persona gesti e operazioni e di osservare che cosa
succede attraverso l’esperienza
diretta, acquisendo le basi del
metodo scientifico. In questa
fase l’esplorazione dei materiali e la manipolazione costituiscono elementi fondamentali. Il
bambino può scegliere autonomamente di partecipare all’attività proposta: attraverso questa
libertà di scelta si rispettano i
suoi ritmi e bisogni.
Nella seconda fase, “Scoprire,
mangiare, giocare”, la finalità è l'educazione alimentare,
importante tassello dell’educazione alla salute. È infatti fondamentale acquisire corrette
abitudini alimentari fin dalla prima infanzia, in quanto un positivo approccio con il cibo getta
le basi per un futuro stile di vita armonioso. In questa seconda fase l’itinerario metodologico prevede di accompagnare i
bambini in un percorso gioioso e stimolante alla scoperta del
cibo, delle abitudini alimentari
e dell’importanza di una dieta
equilibrata. Un approccio non
prettamente nutrizionale, ma
piuttosto d’impianto esperienziale-sensoriale, alla scoperta
dei cibi att raverso i sensi e in
particolare il gusto.
Nella terza fase, “Mi confronto...”, come sintesi del lavoro
precedente si è scelto di fare alcune uscite nell’ambiente con
l’esperto del Parco dei Laghi
DI GILBERTO BIANCHINI
settore sociale di Coop Reno
responsabile progetti scuola
(fattoria, campi coltivati, orti).
La metodologia qui tiene conto delle conversazioni e rielaborazioni dei bambini per approfondire argomenti e contenuti
d’interesse. Gli interventi con
l’esperto sono occasione per
consolidare e vedere concretamente il processo di crescita di
piante e animali, cogliendone il
senso nell’utilizzo alimentare. A
scuola gli interventi della dottoressa Anna Zanetti, autrice
del testo “Edolino e le verdure
vive”, utilizzando domande-stimolo indurranno i bambini ad
assumere e condividere comportamenti adeguati per una sana alimentazione.
Infine lo spettacolo teatrale “Il
dolce, il salato e l’allegro”, che
rappresenterà per i bambini la
sintesi del percorso attraverso
una modalità esperta e giocosa
condotta dal maestro Zanella.
Coop Reno sostiene economicamente questo e altri progett i
didatt ici autoctoni con caratetristiche simili perché ritiene
importante parlare ai bambini
di educazione alimentare, indirizzandoli verso un consumo
consapevole.
50
vivere bene coop reno
consumatori
novembre 2014
DI ALESSANDRA GIOVANNINI
Il ritorno della canapa
Il 22 e 23 novembre a Gambettola, in Romagna, va in scena la decima edizione
dell’Antica Fiera della canapa. Vediamo cosa propone il programma
Torna a Gambettola
dopo un anno di pausa, l’Antica Fiera della canapa. La decima edizione di questa iniziativa,
unica nel suo genere in Italia, si
svolgerà il 22 e 23 novembre.
La Fiera fin dal 2004 intende
favorire la promozione e lo sviluppo del territorio gambettolese attraverso la riscoperta e
la valorizzazione della canapa,
che in passato ha caratterizzato la cultura e le tradizioni del
luogo. Fino agli anni '50 era largamente coltivata nel territorio gambettolese. La Fiera ha lo
scopo di far conoscere a tutti,
anche ai meno giovani, la tradizione della lavorazione della canapa e gli innumerevoli prodotti che ne derivano soprattutto
nel campo tessile e alimentare.
Il programma è, come sempre,
particolarmente ricco di eventi e iniziative. Ci saranno mostre, esposizioni didattiche, lavorazioni dal vivo di tessitura e
stampa su tela di canapa. E poi il
grande mercato ambulante con
operatori specializzati nel campo dell’artigianato e nella vendita di prodotti di canapa.
Anche quest’anno sarà allestita,
allo interno del Centro Culturale
Fellini una mostra dei lavori
dell’Associazione Stampatori Romagnoli. Da segnalare l’iniziativa
che ha riscosso molto successo
negli anni passati: "Il baule della nonna". Per un giorno le nonne di Gambettola “aprono” i loro
vecchi bauli e mettono a disposizione dei visitatori una mostra dei
loro “preziosi” capi di corredo di
un tempo.
LE TELE STAMPATE
DI GAMBETTOLA
UN VERO "DISERBANTE"
NATURALE
La tecnica di lavorazione della stampa a ruggine,
prodotto tipico della Romagna, è molto antica; si pensa
risalga al XVIII secolo, quando i contadini ricoprivano
gli animali con drappi recanti un medaglione stampato
con l'immagine di sant'Antonio Abate (protettore del
mondo agricolo e del bestiame). I primi tessuti stampati
nascono a Gambettola nel 1826 grazie all'intuito
della famiglia Pascucci. Si racconta che vicino alla loro
abitazione vi era un ferrivecchi: l'avere a portata di mano
tanta polvere di ferro indusse un Pascucci alla creazione
di un impasto per colorare tessuti. Oggi, come allora,
gli stampi sono intagliati a mano in legno di pero e su
questi viene applicata la pasta colorante arricchita, oltre
che del tipico ruggine, anche dei colori blu, verde, rosso.
Dopo la stampa ottenuta per battitura con un mazzuolo
seguono l'asciugatura, che di solito si esegue al sole,
il viraggio e il fissaggio dei colori, affinché resistano
ai successivi usi e lavaggi, in un mastello di legno
con soluzione di soda caustica. Infine la stiratura col
mangano, sorta di pressa del XVIII secolo che corre su
rulli sui quali viene avvolta la tela.
La canapa è una pianta dal fusto alto e sottile, con la
parte sommitale ricoperta di foglie, che può superare
i 4 metri d'altezza ed essere coltivata per la fibra
tessile o i semi. È stata, tra le specie coltivate, una
delle poche conosciute fin dall'antichità sia in Oriente
che in Occidente. In Cina era usata fin dalla preistoria
per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa
è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel
Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per
le loro imbarcazioni e nella Pianura Padana è stata
coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana. La
coltivazione continuò finché, nel secolo XIX, i prodotti
della canapa cominciarono ad essere soppiantati da
quelli del cotone e dai sintetici. In tutta la Romagna
e anche in Emilia esistono tracce di poderi coltivati a
canapa fino agli anni ’50. Molti contadini vogliono
riprendere a coltivare questo prodotto anche perché,
data la sua velocissima crescita, sottrae la luce e
soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno e lo
libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto
non sappiano fare i diserbanti.
stagione 2014-2015
Condizioni
vantaggiose
per i soci
di Coop Reno
nei maggiori teatri
di Bologna e
provincia
Arena del Sole
15 - 26 ottobre,
Sala Thierry Salmon
La persecuzione e l’assassinio
di Jean-Paul Marat
rappresentati dagli internati
dell’ospedale di Charenton sotto
la guida del Marchese di Sade
di Peter Weiss, regia Nanni Garella
4 - 16 novembre,
Sala Thierry Salmon
Clôture de l’amour Fine
di un amore
con Anna Della Rosa,
Luca Lazzareschi
20 - 23 novembre,
Sala Leo De Berardinis
7 Minuti
regia Alessandro Gassmann
con Ottavia Piccolo
prima assoluta
25 - 26 novembre,
Sala Leo De Berardinis
La leggenda del grande Inquisitore
regia Pietro Babina,
con Umberto Orsini
26 - 28 novembre,
Sala Thierry Salmon
Compagnia della Quarta
La Domada
3 - 7 dicembre,
Sala Leo De Berardinis
Falstaff
da Enrico IV/Enrico V di W.
Shakespeare con Giuseppe
Battiston
4 - 7 dicembre,
Sala Thierry Salmon
Chiamatemi Ismaele
liberamente ispirato a Moby Dick
di H. Melville, regia Paolo Billi
11 - 21 dicembre,
Sala Leo De Berardinis
Nessi di e con Alessandro
Bergonzoni
12 - 14 dicembre,
Sala Thierry Salmon
Corsia degli incurabili
di Patrizia Valduga
uno spettacolo di Valter Malosti
17 - 18 dicembre,
Sala Thierry Salmon
I chiari del bosco
coreografia Simona Bertozzi
prima assoluta
30, 31 dicembre, 2, 3, 4 gennaio
Sala Leo De Berardinis Golgota
regia Bartabas
8 - 11 gennaio,
Sala Leo De Berardinis
Frost / Nixon
di Ferdinando Bruni e Elio De
Capitani
15 -17 gennaio,
Sala Thierry Salmon
Svenimenti un vaudeville dagli atti
unici, dalle lettere e dai racconti di
Anton Cechov progetto, elaborazione drammaturgica Elena Bucci e
Marco Sgrosso
20 - 22 gennaio,
Sala Thierry Salmon
FaustIn & out dentro fuori
sopra e sotto il Faust di Goethe
di Elfriede Jelinek con Angela
Malfitano, Francesca Mazza
22 - 25 gennaio,
Sala Leo De Berardinis
La serra
di Harold Pinter con Mauro
Malinverno, Valentina Banci
27 - 28 gennaio,
Sala Leo De Berardinis
Disabled Theater
ideazione e coreografia Jérôme Bel
Theater HORA
29 - 31 gennaio,
Sala Thierry Salmon
I giganti della montagna
di Luigi Pirandello, con Federica
Fracassi e Roberto Latini
prima assoluta
5 - 8 febbraio,
Sala Leo De Berardinis
L’onorevole
di Leonardo Sciascia regia Enzo
Vetrano, Stefano Randisi con Laura
Marinoni, Stefano Randisi, Enzo
Vetrano
12 - 15 febbraio,
Sala Leo De Berardinis
ALESSANDRO GASSMANN
RIII - Riccardo Terzo
di William Shakespeare
II
20 - 21 febbraio (o 21-22)
Sala Leo De Berardinis Santo
Genet
regia Armando Punzo, con i
detenuti-attori della Compagnia
della Fortezza
24 marzo,
Sala Leo De Berardinis
Amore ai tempi del colera canti
e incanti dal romanzo di Gabriel
García Márquez
con Laura Marinoni
26 febbraio - 1 marzo
Sala Leo De Berardinis Sinfonia
d’autunno
di Ingmar Bergman,
con A.Maria Guarnieri, Valeria
Milillo. Regia Gabriele Lavia
27 - 28 marzo,
Sala Leo De Berardinis
Musée de la danse / Boris
Charmatz Manger ideazione,
coreografia Boris Charmatz
3 - 15 marzo,
Sala Thierry Salmon
Io sono il vento
di Jon Fosse
con Luca Lazzareschi, Giovanni
Franzoni
12 - 15 marzo,
Sala Leo De Berardinis
MARCO PAOLINI
Ballata di uomini e cani dedicata
a Jack London
19 - 22 marzo,
Sala Leo De Berardinis
Magazzino 18
uno spettacolo di e con Simone
Cristicchi
regia Antonio Calenda
31 marzo,
Sala Leo De Berardinis
Virgilio Sieni
SPETTACOLO in SOSPESO
Dolcevita
8 - 9 aprile,
Sala Leo De Berardinis
Plan B
Aurélien Bory / Phil Soltanoff
14 aprile,
Sala Thierry Salmon
Fine Famiglia Una famiglia
in dissoluzione nel Secondo
Millennio
con Lucio Allocca, Raffaele
Ausiello, Vanda Monaco Westerståhl
16 aprile,
Sala Thierry Salmon
La tua Istanbul Emigrazione,
passioni, conflitti
con Lucio Allocca, Raffaele
Ausiello, Vanda Monaco Westerståhl
18 - 19 aprile,
Sala Leo De Berardinis
Marie-Louise
L’Eolienne
21 - 22 aprile,
Sala Thierry Salmon
Vocazione
regia Danio Manfredini
13 - 31 maggio,
Sala Leo De Berardinis
La traviata ovvero La signora
delle camelie
di Nanni Garella,
in collaborazione con Teatro
Comunale e Scuola dell’Opera
Italiana, Bologna
prima assoluta
19 - 21 maggio,
Sala Thierry Salmon
Compagnia Berardi Casolari
In fondo agli occhi
PREZZI ABBONAMENTI 2014/2015 per i soci Coop
Abbonamento classico 13 SPETTACOLI e domenica teatro
CARTA ARENA abb. con spettacoli e date a libera scelta
(12 spettacoli Sala Leo De Berardinis + 1 Sala Thierry
interi
soci Coop Salmon)
4 ingressi
€ 88 € 80
Interi
soci Coop 6 ingressi
€ 122 € 110
Platea
€ 234 € 195
8 ingressi
€ 150 € 135
Palchi e Barcacce di 1° e 2° ordine € 194 € 168
16 ingressi
€ 235 € 210
Galleria e Barcacce di 3° ordine
€ 140 € 108
con Carta Arena a prezzo ridotto non possono essere
ABBONAMENTO thierry salmon (12 SPETTACOLI)
acquistati più di due ingressi per lo stesso spettacolo
Interi
soci Coop
€ 108 € 84
INFORMAZIONI
Biglietteria e punto informazioni dell’Arena del Sole,
via Indipendenza 44 - 40121 Bologna, tel. 051 2910.910,
[email protected], www.arenadelsole.it
BIGLIETTERIA e CAMPAGNA ABBONAMENTI
m Prelazioni abbonamenti stagione precedente
(abbonamenti: Classico, Thierry Salmon, Domenica Teatro):
dal’11 al 17/09 (giorni feriali ore 11-19, domenica ore 15.30-19)
m Prelazioni Carta Arena* e abbonamenti tematici:
dal 19 al 28/09 (giorni feriali ore 11-19, domenica ore
15.30-19, chiusura lunedì 22/09)
m Vendita nuovi abbonamenti: dal 30/09 (giorni feriali e il
4/10 ore 11-19, il 5, 12, 19, 26/10 e 9 e 16/11 ore 15.30-19,
chiusura lunedì)
*per Carta Arena il diritto di prelazione riguarda solo
l’abbonamento e non il posto assegnato la stagione
precedente.
consumatori
novembre 2014
III
Teatro Minerva
mercoledì 26 novembre
ore 21
Sparla con me
Dario Vergassola
sabato 13 dicembre
ore 21
Il meglio è passato
con Massimo Bagliani e Isabella
Robotti
venerdì 30 gennaio 2015
ore 21
Emilia trattino Romagna
restaurant
di e con Andrea Vasumi e Duilio
Pizzocchi
mercoledì 11 febbraio 2015
ore 21
Nuda e cruda
di e con Anna Mazzamauro
e con Leonardo Bonfitto,
musiche originali di Amedeo Minghi
venerdì 20 febbraio 2015
ore 21
Le Beatrici
di Stefano Benni
con Valentina Chico, Elisa
Benedetta Marinoni, Valentina
Virando, Gisella Szaniszlò,
Beatrice Pedata
sabato 7 marzo 2015
ore 21
Gorilla Theatre
gara spettacolo
di improvvisazione teatrale
Domeniche a teatro (il cartellone dedicato ai bambini dai 3 ai 10 anni)
direzione artistica Teatrino dell’Es
21 dicembre, ore 16
Città Teatro di Riccione (Rimini)
"All'incirca il circo"
clowneria e musica dal vivo - dai 3 anni
8 febbraio 2015, ore16
Teatro evento di Vignola (Modena)
"L'asinello di Shamar troverà un nuovo padrone?"
teatro d'attore con oggetti - dai 4 anni
18 gennaio, ore 16
Teatro stabile d'innovazione
"Fontemaggiore" di Perugia
"Coppelia"
teatro d'attore e lanterna magica - dai 4 anni
1 marzo 2015, ore 16
Teatro delle selve di Ameno (Novara)
"La storia di nera nube"
teatro d'attore, con pupazzi e canzoni - dai 3 anni
Prelazione abbonati stagione 2013/2014:
da lunedì 6 ottobre a sabato 18 ottobre
COME ACQUISTARE I BIGLIETTI:
Nuovi abbonamenti:
da lunedì 20 ottobre a venerdì 31 ottobre
Prevendita biglietti:
a partire da sabato 1 novembre
RIDUZIONI
anziani over 65
giovani under 28
Carta giovani Terre di Pianura
soci Coop Reno
www.vivaticket.it
in teatro nei giorni delle rappresentazioni da un’ora prima
dello spettacolo
Informazioni:
tel. 348/3551058 (giovedì e venerdì ore 9/11)
http: http://www.palazzominerva.info/
[email protected]
PREZZO BIGLIETTI
Prosa: intero 15 euro; ridotto per i soci Coop 12 euro
Domeniche a teatro: biglietto unico 5 euro
COME PRENOTARE I BIGLIETTI:
telefonare all’Ufficio Cultura 348.3551058 giovedì e
venerdì ore 9/11 (prenotazione telefonica con ritiro direttamente in teatro il giorno dello spettacolo da un’ora
prima fino a trenta minuti prima dell’inizio dello
spettacolo) oppure scrivere a [email protected]
minerbio.bo.it
PREZZ0 ABBONAMENTI
Prosa: intero 80 euro; ridotto per i soci Coop 65 euro
Domeniche a teatro: abbonamento unico 15 euro
SOCI CONVIENE DI PIÙ
OFFERTE RISERVATE AI SOCI COOP RENO
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Alimentari confezionati, gastronomia, frutta secca confezionata,
bevande, cosmetici, prodotti per l’igiene della persona, pulizia della casa,
usa e getta e avvolgenti, prodotti per animali e parafarmaci.
Esclusi: panettoni, pandori, confezioni regalo e ceste natalizie, prodotti a marchio Coop dei reparti ortofrutta, macelleria,
pane e pasticceria, pescheria. Latte infanzia di tipo 1, non promozionabile per legge e tutti i prodotti non alimentari non citati
tra i prodotti inclusi. L’iniziativa non è valida sui prodotti già in promozione e non è cumulabile con altre iniziative di sconto.
Si può utilizzare un buono per ogni spesa per un massimo
di 100€ di prodotti a marchio Coop (scontrino unico).
*Per i punti vendita aperti la domenica
MAGGIORI INFORMAZIONI A PUNTO VENDITA
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