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DICEMBRE 2014
N 4. QUARTO TRIMESTRE. DICEMBRE 2014 - Trimestrale della Parrocchia di San Martino in Tirano
Poste Italiane SPA - Spedizione in abbonamento postale D.l. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 2 - DBC SONDRIO
- -
Collegiata di San Martino
VIGILIARE SABATO e SOLENNITÀ ore 18.00
DOMENICA e SOLENNITÀ
ore 08.30 / 10.30 / 18.00
Cappellina della Casa di Riposo
VIGILIARE SABATO e SOLENNITÀ ore 16.00
Santuario della Madonna di Tirano
VIGILIARE SABATO e SOLENNITÀ ore 18.00
(ore 18.30 da APRILE a SETTEMBRE)
DOMENICA e SOLENNITÀ
ore 07.30 / 09.30 / 11.00 / 16.30 / 18.00
(ore 18.30 da APRILE a SETTEMBRE)
SANTE MESSE FERIALI
ore 07.30 / 09.00 / 16.00 / 17.30
(La Messa feriale delle ore 16.00 solo lunedì e venerdì)
Sante Messe feriali in Parrocchia
ore 07.00
ore 09.00
ore 17.30
ore 18.00
S. AGOSTINO (sospesa il sabato)
S. AGOSTINO
S. AGOSTINO (ora solare)
S. AGOSTINO (ora legale)
Intenzioni Sante Messe - Si raccolgono in sacrestia prima e dopo le Messe.
Battesimi
Solitamente si CELEBRANO (solo nella chiesa parrocchiale) OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE
ALLE ORE 15.00. In gennaio si celebrano alle ore 10.30, nella festa del battesimo di Gesù. Nel mese
in cui si celebra la S. Pasqua saranno nella Veglia Pasquale.
Prendere contatto con il parroco ALMENO UN MESE PRIMA. Meglio se prima della nascita del bambino per vivere con fede un tempo così importante.
Battesimo, Comunione, Cresima in età superiore a quella ‘consueta’ richiedono una apposita preparazione con tempi e modi stabiliti dalla Diocesi. Informarsi presso il parroco.
Matrimoni
Informarsi con largo anticipo sia sulla PREPARAZIONE (che dura circa un anno), sia sui DOCUMENTI
da preparare.
Funerali
Si invitano i famigliari a prendere contatto PERSONALMENTE con il parroco per preparare i vari momenti della celebrazione.
-2-
Ci sono tante stranezze nel mondo. Alcune sono meravigliose
grandezze che ci affascinano più delle altre. Il Natale è la stranezza e grandezza di Dio che ha scelto di farsi uno di noi.
È
sempre una novità, anche se si ripete ogni giorno. Un bambino
nasce ed è ogni volta come se accadesse per la prima volta;
attesa, trepidazione, spasimo, meraviglia, stupore… miracolo. Felicità!
Anche a Natale è così.
La nascita del Gesù ci porta
Dio nella nostra storia alla
stessa maniera delle migliaia di bambini che nascono nella stessa notte, che sono nati nei secoli, che nasceranno
nei millenni.
È l’ingresso di Dio
nella vicenda quotidiana
di ognuno di noi . Capanna, o grotta, o tunnel, o palazzo: la sua casa è uguale
alla nostra. E come il nostro è il
suo volto, il suo sorriso, il suo pianto.
È la stranezza e la grandezza di un avvenimento fuori dalla
logica del tempo e delle leggi naturali. Già il nascere ci lascia sempre stupiti: anche se conosciamo tutto dobbiamo comunque dire
che è uno stupendo miracolo.
A maggior ragione, sul piano della fede, la nascita di Gesù
-3-
La parola del Prevosto
Il NATALE, un evento...
fuori dal tempo
Bambino che si ripete ogni anno, è qualcosa di eclatante. Chi avrebbe mai pensato qualcosa di simile? Chi ha una disponibilità così infinita da ripresentarsi tutti i 25 dicembre? Chi è in grado di offrire un amore tanto fedele da non stancarsi mai?
Già, solamente Dio! Per questo Natale è Natale ovunque, in
tutto il mondo, per ogni uomo e donna della terra. Dio non vuole
trascurare nessuno.
Viene per tutti, anche per coloro che non lo conoscono, che lo rifiutano, che lo combattono. Ma è particolarmente bello che ci sia chi è
disposto ad accoglierlo a braccia aperte, senza domande, senza
pretese, senza parole.
Possiamo essere anche noi, questi ultimi. Noi bisognosi di capire, noi sofferenti di tanti mali, noi insoddisfatti della vita, noi arrabbiati col vicino, noi incapaci di perdonare e ricevere perdono, noi
padri, madri, figli, nonni, suoceri, generi, nuore, zii, nipoti...
Sì, è Natale per tutti. Sarà pure strano ma è meraviglioso. È la
stranezza e la grandezza di Dio che si fa vicino a ciascuno di noi.
Accogliamolo!
Buon Natale e serene feste.
Don Paolo
Trova il tempo per essere affettuoso:
quella è la strada per la felicità.
Trova il tempo per sognare:
quello è il modo per saper osare.
Trova il tempo per amare ed essere amato:
è l’opportunità di riempiere la tua vita.
Trova il tempo per guardarti intorno:
la vita è troppo breve per essere egoisti.
Trova il tempo per sorridere:
è la musica dell’anima.
Trova il tempo per credere in Dio,
e lui ci sarà.
-4-
RITUALITÀ VERSO I NOSTRI MORTI
corteo funebre non deve intralciare il traffico e deve rispettare
i semafori. Per questo sarebbe
un bene abolirli: si eviterebbero
bestemmie, arrabbiature, chiacchiere inutili... Anche il rito in
chiesa si è standardizzato; la
bara è collocata su funzionali
carrelli con ruote; non mancano
encomi di parenti e amici. A
volte si applaude (sic). Al cimitero, almeno nei cimiteri delle
grandi città, predomina lo
squallore; nella fossa vengono
collocate una accanto all’altra
le bare dei defunti e, a fine giornata, una ruspa le ricopre di
terra.
Eppure, fin dalla notte dei tempi, l’uomo è il solo vivente
(“animale”, qualcuno direbbe)
che seppellisce i propri morti, e
I riti funebri vogliono
esprimere un legame
d’amore che non si
interrompe
I
l mese di novembre è dedicato ai morti e come tutti gli
anni ci siamo recati al cimitero
a recare fiori sulle tombe dei
parenti e degli amici che ci hanno preceduto.
Ancora una volta viene da riflettere sul significato e sui modi in
cui manifestare il lutto nella nostra società secolarizzata. I segni della morte tendono a
scomparire; la casa del defunto
non viene più addobbata con
drappi neri, e si preferisce una
sorta di coccarda grigia o viola;
quasi nessuna vedova o vedovo si veste di nero, o lo fa
solo per il funerale;
abolite le gramaglie;
sono scomparse anche le cravatte nere,
le fasce al braccio o
i bottoni di panno
nero all’occhiello come avveniva fino a
qualche
decennio
fa.
Nelle grandi città il
-5-
il rito funebre da sempre contrassegna le civiltà.
Al giorno d’oggi, benché siamo
continuamente bombardati da
immagini di morti, di cadaveri
(guerra, incidenti, assassinii),
l’elaborazione del lutto tende a
scomparire. La morte è una disgrazia di cui è meglio non parlare (soprattutto ai bambini) e
da archiviare al più presto. Ma
per il credente questa umanis-
liquie, fondato sul giusto rispetto per la collaborazione che il
corpo ha dato all’anima del
santo, può rivelare un lato superstizioso, feticistico, che esige cautela. Oggi ci sono
“reliquie secolarizzate” come
l’incredibile exploit di un’impresa di pompe funebri di Chigaco
che, per qualche migliaio di dollari, trasforma in diamanti le ceneri del defunto: la società Life
Gem, infatti, riscalda e comprime una piccola parte del
carbonio contenuto nelle
ceneri del morto fino a farlo
diventare una pietra preziosa, pronta per l’uso.
Allora, per non perdere del
tutto il buon senso, occorre
- fin da subito - ridare dignità ai riti funebri, (partecipazione, serietà, modo di vestire, conversazioni fuori
luogo…), visitare i cimiteri
(ricordarsi che non sono
piazze di mercato, punto di
ritrovo per saluti…), portare fiori
e lumini sulle tombe (senza rubarli da una tomba all’altra…),
purché non si dimentichi che
l’essenziale è mantenere vivo il
ricordo dei nostri cari tramandandolo di generazione in generazione e, soprattutto, offrire
preghiere e suffragi per l’eterno
riposo di coloro che abbiamo
amato e amiamo.
sima realtà non è fine a se
stessa: egli crede alla risurrezione, crede alla vita dopo la
morte, crede alla eternità di vita.
Il credente sa che il defunto è
lì, al cimitero, ma sa anche che
non è lì: vive altrove, augurabilmente in Paradiso o, almeno, in
Purgatorio. Al cimitero ci sono i
resti del corpo (oggi anche delle ceneri), in attesa della risurrezione. Anche il culto delle re-6-
avvicendamenti in santuario
I
l giorno dei 510 anni
dell’Apparizione della
Madonna, 29 settembre, il
Vescovo ha annunciato
l’avvicendamento di alcuni
sacerdoti del Santuario:
dal Rettore Mons. Aldo
Passerini a don Ezio Presazzi e Mons. Domenico
Garbellini. Dopo 11 anni di
servizio, questi sacerdoti
lasciano il Santuario: chi
per riposo e chi per altro
incarico. Occorre riconoDa sinistra: don Domenico, don Ezio, don Aldo il rettore
scere, e di questo ringraziarli, quanto hanno svolto in favore dei pellegrini, del santuario,
della comunità. Una presenza discreta, umile e ministerialmente
preziosa nel ruolo che compete a dei sacerdoti in cura d’anime in
un santuario mariano. La loro presenza, che entra nella storia del
santuario, è stata caratterizzata in modo eccezionale dall’evento
dei 500 anni del santuario ma anche da tanti altre giornate e celebrazioni che hanno accompagnato questi ultimi anni. Non possiamo
inoltre dimenticare il restauro e la sistemazioni di tante parti del
Santuario, ultimo di tempo il rinnovo
dell’illuminazione interna e la statua del
San Michele esterna, posta da secoli sulla cupola. Grazie, carissimi sacerdoti. Come diciamo solitamente: “Il Signore renderà merito”. Auguri
Il nuovo rettore sarà don Giampiero Franzi che fa parte dei sacerdoti dell’Opera
don Folci. A lui si affianca, oltre al già presente don Remo Orsini, don Marco Granoli, anch’egli sacerdote dell’Opera don
Folci. A loro auguriamo un buon ministero
tra noi.
-7-
LO SGUARDO INCANTATO
I gesti di uno scolaretto, “innamorato” della compagna
di banco, sono come una sorgente d’acqua fresca.
Sono sentimenti limpidi che commuovono e fanno sorridere, soprattutto in giorni di prova o angoscia.
A
veva sempre sostenuto
che “le femmine sono tutte
stupide”. Ma dopo poche settimane di prima elementare mio
figlio ha cambiato idea. Lo sento che confabula con la sorellina: «Non hai una bambola da
darmi? Sai, devo fare un
regalo a una mia amica». Li vedo allontanarsi
per il corridoio, dopo un
po' ritornano, lui ha la
bambola in mano e la
infila nello zaino di scuola. Cosa te ne fai? domando. «E per una bambina della mia classe»,
risponde laconico. Ma
non dicevi che non sopporti le bambine? «Le
bambine non le sopporto, ma lei è intelligentissima», replica lui, e mi volta le
spalle, indicando che la conversazione è conclusa.
Ma che sguardo splendente ha
avuto per quell'attimo in cui
parlava di lei, l'unica bambina
del mondo ai suoi occhi. Lei,
che ha sei anni e i capelli biondi; piccola, è però agli occhi di
mio figlio oggetto di uno sguardo incantato, come Beatrice,
come Silvia. (Non bisogna ridere dei sentimenti dei bambini:
sono così limpidi, così seri, così
certi di durare per sempre). E
così, per mio figlio le bambine
non sono più "stupide". Cioè, lo
sono tutte, tranne una. E nel
nominarla gli splendono gli occhi. Sono giorni di attentati, di
morti e di angoscia, e tutti respiriamo paura, come se la
morte volasse troppo basso,
troppo vicino a noi. Ma quello
sguardo luminoso, quella bam-8-
bola infilata quasi furtivamente
nello zaino, quel pudore nel
voltare subito le spalle, come
non volendo parlare, mi commuovono e mi fanno sorridere.
Come per una gratitudine:
mentre tanta angoscia ci stringe, mentre il nostro futuro si
presenta improvvisamente meno sicuro di quello - lieto, longevo - che credevamo garantito; mentre ogni giorno qualcosa
ci ricorda che siamo qui di passaggio, e nulla veramente ci
appartiene, ecco che lo sguardo di un bambino di sei anni è
come una sorgente d'acqua fresca.
Ha intuito qualcosa, ha intravisto qualcosa di bello in una sua
compagna: come una promessa. E se ne dimenticherà, e ne
incontrerà altre cento; però ha
saputo, per un attimo, come
può saperlo un bambino, di un
destino buono che lo attende
attraverso una donna; ha indovinato che è buona, e bella,
quella misteriosa disparità da
cui nasce la vita.
E in questo giorno d'autunno in
cui gli eserciti bombardano e i
terroristi tramano piani orrendi,
e la morte ha la faccia odiosa di
un nemico in vantaggio, la vita che è sempre meno vistosa
della morte - ricomincia anche
nella scoperta di un bambino.
Certo, sembra cosa da niente,
e non fa alcun rumore, mentre
gli attentati e le bombe sventrano e lacerano. Però è tenace
come una goccia, la vita, e in
silenzio scava la pietra, e in silenzio continua.
Marina Corradi, da inserto di
Avvenire: “Noi Genitori e Figli”
L’USIGNOLO NEI SUOI PENSIERI...
Due amici camminavano nel deserto. Ad un tratto cominciarono a discutere e un amico
diede uno schiaffo all'altro. Addolorato, ma senza dire nulla, quest'ultimo scrisse sulla
sabbia:
IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO
Continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi dove decisero di fare un bagno. L'amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma l'altro lo salvò. Dopo che si fu
ripreso, l'amico salvato incise su una pietra:
IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA SALVATO LA VITA
L'amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
"Quando ti ho ferito hai scritto sulla sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché?"
L'altro amico rispose: "Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo sulla sabbia, dove i
venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per
noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.
-9-
Vita Parrocchiale
VISITA PASTORALE
Avvenuta in due momenti,
giovedì 9 ottobre e successivamente dal 7 al 9 novembre,
è stata l’opportunità per vivere alcuni giorni belli e particolari e cogliere la vicinanza
del pastore della Diocesi che
visita, rincuora, incoraggia e
sostiene la fede di noi tutti.
amore per il mondo, ci siamo
sentiti fatti da Lui comunità e
famiglia dei figli di Dio, capaci
di essere il Suo amore per il
mondo, secondo la grazia che
ci è stata data.
Nel pomeriggio ho partecipato
all'incontro del vescovo con la
"comunità apostolica", cioè
quelle persone impegnate nella
comunità ecclesiale.
In questo incontro il vescovo ci
ha ricordato che siamo stati
chiamati da Gesù a stare con
Lui per essere poi inviati ad evangelizzare come gli apostoli.
Quindi, fondamentale è stare
con Gesù, conoscerLo, ascoltarLo e vivere la Sua Parola,
per portarLo al mondo come
Maria.
E' un talento e una responsabilità che si esprime nell'amore
reciproco e nel servire tutti, in
vari modi, ricominciando sempre, quando sperimentiamo di
non attuare i propositi fatti.
Chiedendoci poi, se avevamo
letto la vita di qualche santo, il
vescovo ha indicato i santi come il "quinto vangelo", scritto
con le loro vite diverse, ma tutte conformi a Cristo.
Riferendosi all'esperienza di
una madre che, dopo aver perso il figlio, è stata capace di ri-
Cogliamo il senso della presenza del Vescovo da quanto
segue.
di Maria Rosa Moratti
“Il Signore è il mio pastore: non
manco di nulla”. (Sal.22)
Sono le parole che risuonano in
me, dopo la visita pastorale del
vescovo Diego al nostro vicariato.
Nella celebrazione eucaristica
in S. Martino a Tirano grazie
alla Parola di Dio proclamata e
fatta risuonare nell'omelia dal
vescovo, ci siamo sentiti confermati nel nostro essere tempio di Dio perché abitati dal Suo Spirito.
Sottolineando che Gesù è il
fondamento della nostra fede e
che nella Sua morte e risurrezione il Padre manifesta il Suo
- 10 -
conoscere che attraverso
questa sofferenza in famiglia erano diventati più
buoni… il vescovo ha sottolineato che Gesù ha inghiottito la morte e ha elargito la vita.
Quindi, anche noi possiamo passare dall'essere una chiesa “formale" che
distribuisce servizi, ad essere chiesa "madre" che
nella comunione soffre le
doglie del parto per generare ed aiutare a crescere
nuovi figli di Dio, capaci di
donarsi.
Questo incontro col vescovo ha ridestato anche in
noi la passione di essere
questa chiesa viva.
A conclusione dell'incontro, il vescovo ci ha donato
il suo messaggio scritto
nella Solennità di Sant'Abbondio del 31 Agosto 2014, intitolato: - DOVE STIAMO ANDANDO? IL FUTURO: TRA PREVISIONI, ALLARMI E SPERANZE -, suggerendoci di usarlo
nella catechesi per gli adulti e
eventualmente di comunicargli
per iscritto le nostre riflessioni.
La visita nel vicariato si è conclusa con la celebrazione dei
secondi vespri, nel santuario
della Madonna di Tirano.
E' stata l'occasione per inneggiare e ringraziare la Trinità con
Maria chiedendo la sua inter-
L’ingresso del Vescovo in S. Martino
con il bacio al crocifisso
cessione perché Cristo sia
sempre più la Luce che guida e
orienta con la Sua presenza il
nostro cammino ecclesiale.
Grazie, vescovo Diego per la
sua presenza tra noi e la sua
guida, segno vivo della presenza di Cristo e del Suo amore
nella Sua chiesa.
Le assicuriamo ancora di più la
nostra preghiera e la nostra unità.
- 11 -
il Vescovo presso
la cooperativa San michele
di Ercole Piani
Don Paolo ci
Q uando
ha chiamati per
concordare la visita del
nostro Vescovo ho subito colto il profondo significato della richiesta;
tanto atteso, finalmente
tra di noi, il Vescovo
della Diocesi ci onora
della sua presenza. In
Direttivo i Consiglieri mi
hanno ricordato che esiste ancora nel palazzo
San Michele la stanza
del Vescovo che era appunto prevista nel caso di una sua visita
nella nostra Parrocchia e adibita a tal fine dai Padri Guanelliani.
Ho avuto modo di apprezzare il contatto autentico che ho visto negli occhi del Vescovo quando ha voluto incontrare ciascuno dei ragazzi e degli operatori, mai parole banali, mai di circostanza e la
preghiera insieme molto sentita e partecipata e che gioia, a volte
difficilmente contenibile, in tanti nostri ospiti.
I responsabili dei nostri servizi lo hanno poi accompagnato nelle varie realtà della Cooperativa Sociale, molte sono state le domande,
puntuali e significative le considerazioni di Diego (come alcuni Ospiti hanno chiamato il Vescovo) che dimostra, con immenso piacere, la sua sentita vicinanza.
Il Vescovo ha voluto vedere molte nostre realtà operative il centro
riabilitativo Disabili, i centri diurni, la comunità educativa minori,
purtroppo vista la diversa dislocazione non ha potuto vedere la comunità psichiatrica, la sede di prove di volo, il centro post acuti e la
fattoria di recente realizzazione.
- 12 -
Ha voluto essere informato della
nostra situazione amministrativa
dimostrando ancora competenza
e attenzione; mi spiace di non
poter riportare i tanti messaggi
avuti con i diversi interlocutori
perché erano così confidenziali e
personali, ma ricorderemo a lungo questa presenza e chissà
mai, magari un giorno potrà soggiornare nella stanza del Vescovo; abbiamo notato che gli è piaciuta e la ragazza della Comunità che ora la occupa sarebbe felice di cederla al suo legittimo
proprietario.
La Cooperativa sociale San Michele
si presenta
La San Michele è una Società cooperativa sociale che nasce nel
maggio del 2001 per iniziativa di operatori e volontari legati alle attività dell’opera del Santo Don Guanella; oggi a distanza di 13 anni
viene presentata una sintesi delle attività svolte.
AREA DISABILITA’ E SALUTE MENTALE
Questa attività è il settore storico della Cooperativa: confluisce da
qualche anno nell’area della salute mentale, grazie alla gestione
del servizio educativo presso la Comunità Protetta “Casa Paolino”
dell’Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna.
RSD TIRANO
E’ un servizio residenziale-sanitario-assistenziale per persone con
disabilità non assistibili al proprio domicilio; qui sono ospitate 37
persone. Il servizio tende a garantire una qualità di vita adeguata ai
bisogni e alle caratteristiche dei singoli utenti. La realizzazione di
- 13 -
questa sede è stata finanziata dalla cooperativa e ha permesso di
dare dignità alla struttura dell’ex Ospedale cittadino. All’interno della RSD collaborano diverse figure professionali, quali ASA, OSS,
Educatori, Fisioterapisti, infermieri e medici.
CSE PROVE DI VOLO
E’ un servizio territoriale a
forte valenza sociale, è rivolto a persone con disabilità
medio-lieve. E’ stata attuata
una serie di attività sul territorio, quali attività sportive,
ricreative, di gestione del
tempo libero e di socializzazione; di rilievo l’apertura del
chiosco presso il parco San
Michele, che ha permesso
agli utenti di sperimentarsi in
un contesto occupazionale
stimolante e socialmente riconosciuto.
COMUNITA’ EDUCATIVA “L’ARCO”
E’ un servizio che può accogliere 8 minori da 0 a 18 anni che provengono da contesti familiari con scarsa capacità genitoriale, con
rischio di emarginazione e devianza o allontanati dalla famiglia di
origine perché vittime di violenza fisica o psicologica e in situazione
di “grave pregiudizio”. Ogni minore accolto segue un programma
pedagogico individualizzato, partendo dalla costruzione di una relazione affettivamente significativa.
PROGETTO INSIEME PER ACCUDIRLI
Grazie ad un co-finanziamento Iperal si è realizzata una “fattoria” in
idoneo spazio adiacente al parco San Michele dove sono presenti
capre, oche, galline, una cavallina, un maiale vietnamita e tanti conigli; la fattoria permette il contatto con la natura e gli animali questo contatto, come dimostrato da molti studi in merito, migliora la
salute psicofisica degli individui riducendo il disagio. Attraverso il
coinvolgimento diretto degli operatori e dei minori inseriti nella comunità educativa si cercherà di offrire al territorio e alle scuole, la
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possibilità di sperimentarsi con una fattoria. Un orto didattico e un
percorso sensoriale.
ALLOGGI PER L’AUTONOMIA “LA FRECCIA”
Il progetto, presentato dalla cooperativa e sostenuto dalla Fondazione Pro Valtellina, ha visto
l’apertura di un servizio di accoglienza residenziale nel comune di
Tirano, il servizio viene offerto in
un appartamento con capacità ricettiva di 3 ragazze dell’età compresa dai 18 ai 25 anni. E’ un servizio abitativo protetto dove le giovani maggiorenni in difficoltà o inviate dai servizi sociali possono
consolidare gli obiettivi educativi
raggiunti in precedenti esperienze
e acquisire, sperimentando in prima persona, una piena e responsabile capacità nella gestione della
propria autonomia abitativa, affettiva, economica, lavorativa, sociale.
AREA SALUTE E BENESSERE
Questo servizio è svolta da fisioterapista nei 2 ambulatori di Tirano
e Grosio
CENTRO ASSISTENZA POST ACUTA
Il centro ospita 10 persone residenziali e sino a 5 in assistenza
diurna; il servizio è un progetto sperimentale di Regione Lombardia
e assiste persone che necessitano di acquisire autonomia e sicurezza dopo una degenza ospedaliera o una malattia invalidante. Il
CPA è presso la casa di riposo “Bellavista” di Sondalo e occupa il
4° piano della struttura, qui operano ASA, OSS, Infermieri, Fisioterapisti e Medici. Il mese scorso presso Regione Lombardia è stato
presentato in un importante convegno internazione di progetti innovativi.
- 15 -
I sacerdoti del Vicariato
Incontro Adolescenti e giovanissimi
Mondo della Scuola
In mezzo alle due squadre
Calcio d’inizio partita
- 16 -
della
Altri momenti
sso la
Visita: due pre
una
Casa di Riposo,
re
in chiesa e le alt
nità
tre con la comu
loapostolica nel sa
ne oratorio
- 17 -
INCONTRO
CON LE AMMINISTRAZIONI
quali ha posto la domanda:
quale voto date alla democrazia attuale? E di aver avuto
l’impressione che il voto arrivasse appena appena alla sufficienza!!!.
Vescovo e amministratori si sono confrontati concordando
sulle difficoltà “culturali” tipiche
di questo nostro tempo: rispetto
al passato la trasmissione generazionale dell’impegno politico è molto più difficoltosa, tutto
è più complicato nella realizzazione del bene comune e gli
amministratori sono in prima
linea. Giustamente il Vescovo
ha parlato di torchio… dove gli
amministratori stanno tra la
parte superiore che spinge verso il basso (le normative… la
burocrazia… i funzionari ) e la
parte inferiore che spinge verso
l’alto (le esigenze più disparate
della gente con richieste che
spesso le amministrazioni comunali non sono in grado di affrontare: casa, lavoro...).
In chiusura il Vescovo lasciando ad ognuno una copia della
lettera da lui scritta nell’agosto
2012 alla città e alla diocesi in
occasione della solennità del
patrono S. Abbondio dal titolo
“Il combustibile della
giustizia e l’olio della
gratuità”
C
ome in altri vicariati della
diocesi, anche in occasione della visita pastorale del Vescovo alle parrocchie del vicariato di Tirano, si è tenuto un
incontro con le amministrazioni
comunali delle parrocchie visitate. Nella mattinata di sabato
8 novembre il Vescovo Diego
puntualmente si è presentato
alle ore 10.30 nel cortile
dell’Oratorio di Tirano dove era
atteso da alcuni amministratori
e da qualche parroco. Seppure
rispetto ai potenziali partecipanti il numero dei presenti è
stato esiguo, con l’assenza totale di rappresentanti di qualche comune, la qualità
dell’incontro è stata senz’altro
inversamente proporzionale alla quantità dei presenti. Il piccolo numero ha favorito il dialogo circolare tra vescovo e amministratori. Il Vescovo ha esordito raccontando di essere reduce dall’incontro con i ragazzi
delle quarte e quinte classi delle scuole superiori di Tirano ai
- 18 -
“Gratis et amore Dei”, ha ricordato agli amministratori presenti di non mai disgiungere “il
combustibile della giustizia” (dove giustizia è rimando
non solo di equità, ma di tutti
gli atti necessari allo svolgimento dell’amministrazione)
“dall’olio della gratuità” (l’aspetto motivazionale che nessuna
normativa può dare, ma che si
alimenta nei valori che stanno
dentro ad ognuno) affinché la
macchina funzioni.
Da amministratore presente,
questo mi ha riportato alla mente un motto che un amico prete
più volte mi ha suggerito: “non
per forza devo… ma per fortuna posso”, dove l’aspetto motivazionale dà sapore, senso e,
direi, soddisfazione al nostro
fare...
Grazie Vescovo Diego per questa opportunità di comune riflessione e per averci ricordato
che nel prestare troppa attenzione a non rimanere “a piedi”
per mancanza di carburante…
non capiti di rimanere “a piedi”
perché il motore si è fuso…
per mancanza di olio!!!
Giovanni Marchesi
IL VESCOVO E I RAGAZZI
È
stato un incontro frizzante,
ma anche impegnativo
quello che il Vescovo Diego ha
avuto con adolescenti e pre-
adolescenti della nostra parrocchia, il pomeriggio di sabato 8,
nel corso della sua Visita.
All’arrivo di sua Eccellenza
nell’oratorio del Sacro
Cuore è stata preparata
una piccola sorpresa:
l’ampio salone era già predisposto con numerose
sedie, ma era completamente vuoto. Solo un post
-it appiccicato sul computer acceso consigliava: “x
Vescovo Diego: cliccare
play”. Il Vescovo ha pron- 19 -
tamente obbedito e messosi
comodo si è gustato due spezzoni del Musical “Il Principe
d’Egitto”, opera intrapresa e realizzata dai ragazzi di Tirano in
occasione dell’Ordinazione sacerdotale del loro compaesano
don Michele Pitino. Nella scena
finale, alle parole “Vedrai miracoli se crederai”, quelle sedie,
vuote fino a qualche
istante prima, si sono
riempite di ragazzi che
hanno accolto il Vescovo con un applauso. “Vi sembrerà strano, ma questi pochi
minuti già mi hanno
commosso, vorrei il
dvd per gustarmelo
tutto” ha detto ai ragazzi il Vescovo Diego. Questo inizio ha
avuto due motivazioni:
una è stata il desiderio
di condividere il lavoro svolto in
un anno, occasione di fraternità
e maggiore conoscenza, l’altra
è provocare il Vescovo sulla
realtà adolescenziale, carica di
incertezze e imprevisti, di qui le
sedie vuote, ma anche capace
di stupire e meravigliare, capace di far sorgere miracoli anche
laddove non li si aspettava.
Un momento di preghiera ha
introdotto i ragazzi al dialogo
con il Vescovo Diego, il Salmo
1, chiamato anche “le due vie”,
è stato lo spunto per percorrere
un ideale tragitto sulla strada
del bene insieme al Pastore
della nostra diocesi.
Mons. Coletti ha preso spunto
dal “Gloria al Padre” finale per
centrare l’attenzione su Dio Trinità, che è amore in sé, amore
che continuamente si dona e si
riversa da una persona all’altra.
Mentre altre religioni hanno di-
vinità che comandano, a cui
stare sottomessi, il Dio di Gesù
Cristo è un Dio che danza, è
infatti questo il significato del
termine teologico della
“pericoresi”; un Dio che danza
e che chiama a danzare ogni
uomo.
Il percorso sulla via di questo
amore è stato accompagnato
da alcune domande che i ragazzi delle medie hanno voluto
porgere al Vescovo.
Nessuna censura è stata fatta,
per cui è trasparita tutta la
- 20 -
spontaneità e furbizia dei ragazzi. Accanto alle domande
profonde sulla vocazione e sul
governo della diocesi, ci sono
state le domande più informali
su facebook, sul tempo libero
del Vescovo e quelle più personali come: “Ha un/a migliore
amico/a?”. Il Vescovo Diego si
è trovato perfettamente a suo
agio, trasformando ogni domanda in una condivisione di
vita, narrando la sua infanzia e
il suo cammino, e in condivisione di fede, in ciò che più gli sta
a cuore e per cui ogni giorno
spende la sua esistenza.
L’incontro è terminato con
l’allegria del canto “I tuoi passi”
di Padre Daniele Badiali e con
un’abbondante merenda, che è
stata per i ragazzi l’occasione
per proporre gli immancabili
“selfie” con il Vescovo Diego.
È stato un pomeriggio intenso
per tutti, con la speranza che
sia stato un tempo utile, di semina della Parola di Dio nel
cuore entusiasta dei ragazzi
presenti; certamente è stata
un’occasione per sentire vicino
il nostro Vescovo, per sentirlo
uno di famiglia, attento al vissuto di ognuno e capace di stupire con semplici gesti di accoglienza chi ha davanti.
Don Nicola
DALL’OMELIA DEL VESCOVO
«Non siamo qui a fare i muri ma a gioire per il tempio di Dio che siamo noi». Queste le parole che il vescovo Diego ci ha rivolto durante la S. Messa. Primo richiamo del pastore è stato il ricordare ai fedeli presenti che il tempio di Dio non è costituito dalla chiesa di mattoni,
ma da una Chiesa di persone.
«La Chiesa è l’insieme di uomini e donne impegnati nella carità, nella fede e nella speranza» ha dichiarato. Il pastore ha
ricordato ai fedeli presenti che
l’atteggiamento giusto con cui
accostarsi alla Messa domenicale non deve essere quello di
clienti che ricevono una prestazione religiosa. La chiesa con
- 21 -
la “c” minuscola, ovvero l’edificio sacro, è il luogo in cui Dio manifesta il suo amore
per gli uomini. Sic deus dilexit mundo (“Così Dio ha amato il mondo”) si legge sul
frontale della chiesa di S. Martino. Come Dio ha amato il mondo? «Con il crocifisso» ha risposto il vescovo Diego. «Dovete venire in questa chiesa perché potete
capire quanto Dio ha amato il mondo» ha continuato. Dall’incontro con l’amore di
Dio dovrebbero uscire uomini trasformati in grado di portare la vita nel deserto,
come l’acqua che scaturisce dalla porta orientale del tempio di Gerusalemme descritta nel libro del profeta Ezechiele. «Cosa esce dalla chiesa di Tirano alla fine di
ogni eucarestia?» ha chiesto il vescovo. «Escono uomini e donne carichi del nutrimento ricevuto che slancia in avanti la vita?» ha aggiunto. Il vescovo Diego ha
colto l’occasione della celebrazione della S. Messa domenicale per lanciare qualche domanda provocatoria alle tante persone accorse. Il Vangelo ha offerto lo
spunto per parlare di Chiesa, di tempio sacro e ripensare all’atteggiamento con cui
i fedeli si accostano ai sacramenti. Gesù si era adirato contro i cambiamonete e i
mercanti presenti nel tempio di Gerusalemme perché avevano fatto diventare un
mercato la casa del Padre. Non è questo il rischio della chiesa di S. Martino di Tirano, ma forse varrebbe la pena chiedersi se la casa del Padre non sia diventata
un luogo in cui si riceve una prestazione religiosa, piuttosto che un luogo di incontro con Dio Padre.
«La Chiesa è il luogo in cui molti si prendono cura di tutti» ha spiegato il vescovo
Diego durante l’incontro pomeridiano con la comunità apostolica. Questi “molti” a
volte non sono che una piccola percentuale della popolazione, ma questi hanno la
responsabilità anche di tutti quelli che mancano poiché sono stati scelti direttamente dal Signore. «Voi che siete stati chiamati a dare una mano dovete mettervi
all’ultimo posto a servire tutti» ha proseguito il pastore. Ritorna sempre la dinamica
dei pochi che vanno verso tutti. «Nel Vangelo di Marco leggiamo che Gesù chiamò quelli che egli volle, essi andarono da lui, ne stabilì dodici che chiamò apostoli,
ovvero inviati, perché stessero con lui e anche per mandarli a predicare» ha spiegato il vescovo. «Prima di andare a predicare bisogna imparare a stare con Gesù
– ha affermato -. A fondamento del fare deve esserci un approfondimento della
propria relazione personale con Gesù: la chiamata al fare viene dopo la chiamata
all’essere». Lo scopo della comunità cristiana è, secondo le parole del vescovo,
far sì che Cristo si renda visibile qui adesso. I cristiani hanno dunque il compito di
far incontrare Gesù nella propria comunità alimentandosi di Cristo presente
nell’eucarestia e ascoltando la sua parola nel Vangelo. Ma la prerogativa per fare
tutto questo è stare con Gesù e avere una relazione personale con lui.
Camilla Pitino
- 22 -
IL COLORE DELLA VISITA
L
a scura luce vespertina e il
chiarore tremolante di una
candela hanno acceso l’interno
del santuario della Madonna che
ha fatto da cornice al saluto del
vescovo Diego al vicariato di Tirano a termine della sua visita
pastorale.
Tante le emozioni provate nel
corso degli incontri della visita
del vescovo venuto ad ascoltare
le comunità
ma anche a
riproporre un
modo vero di
vivere il cristianesimo.
La comunità
del vicariato
di Tirano si è
mostrata per
quello che è,
con le sue
ricchezze, tra
cui la trentina di chierichetti che
ha servito la Santa Messa presieduta dal vescovo la domenica
mattina, e le sue povertà, come
l’esigua percentuale di giovani
che ha partecipato all’incontro
con il pastore sabato sera. Il vescovo ha accolto tutti, senza pretendere le folle, forse ricordando
che le cose più importanti Gesù
le ha fatte con i Dodici. Il pastore
della diocesi di Como ha posto
al centro del suo messaggio di
riconversione l’importanza
dell’ascolto della parola di Dio
per approfondire la relazione che
ognuno ha con Gesù. «La chiamata al fare deve seguire la
chiamata all’essere» ha ricordato. Per questo il vescovo Diego
non si è preoccupato dei numeri
dei cristiani presenti agli incontri,
ma del loro cuore. Se i cristiani
devono essere nel mondo come
il lievito è nella pasta allora è necessario che
il lievito sia
buono. Questo richiamo
non deve essere frainteso
come il pretesto per chiudersi tra le
mura
delle
chiese,
ma
come il dovere di nutrirsi
di quella parola e di quel pane
che permettono all’uomo di aprire il suo sguardo verso il mondo.
«Voi che siete stati chiamati a
dare una mano dovete mettervi
all’ultimo posto a servire tutti» ha
chiarito il vescovo Diego. Sorridente e contento, il pastore della
diocesi di Como ha testimoniato
con la sua presenza la gioia di
seguire Cristo nel servizio verso
i fratelli.
Camilla Pitino
- 23 -
Festa Patronale
di San Martino
11 novembre
Anche se l’”estate di...” non si è
vista la festa è stata degna del
Patrono. S. Messa solenne con
la corale, pesca di beneficenza,
aperitivo in piazza e per chi ha
potuto pranzo in oratorio.
Grazie a quanti si sono prestati
per la buona riuscita della festa...
I segni della presenza e i gesti di
generosità valorizzano ulteriormente un evento.
- 24 -
C
hi sono i poveri che vengono alla Caritas? Spesso
ci viene rivolta questa domanda, quando abbiamo l'occasione di condividere la nostra esperienza di volontari del Centro di Ascolto che a Tirano costituisce un punto di riferimento
per tutta la zona dell'Alta Valtellina, da Sondalo a Teglio, a A-
la fiducia di chi spera di ricevere accoglienza, attenzione, risposte concrete ai propri bisogni.
Il povero è chi si ritrova solo, in
un paese straniero, alla ricerca
di un lavoro, di una casa, di una vita libera dagli incubi della
guerra, della fame e dell'ingiustizia.
Il povero è chi,
dopo anni di lavoro sicuro, si trova
all'improvviso
senza occupazione né pensione,
con un mutuo da
onorare, con l'incubo di uno sfratto imminente, con
bollette in scadenza, con figli a cui
non vorrebbe far mancare il necessario per l'istruzione di base
e la formazione
professionale.
Il povero è chi, forse per scelte
di vita sbagliate o per limiti e
difficoltà personali, si sente rifiutato dalla famiglia e non ha
alcuna prospettiva per il domani.
Il povero è chi scappa da una
situazione di violenza e sfruttamento, nel tentativo di ricostruirsi un'esistenza più serena
prica, passando per tutti i Comuni del territorio e le Parrocchie comprese nei Vicariati di
Grosio e Tirano.
E' difficile dare una risposta univoca, perché i poveri, secondo i criteri evangelici, non formano una categoria sociale
precisa, ma sono le persone
che, per i motivi più diversi, si
trovano in una situazione di difficoltà, a volte transitoria, spesso permanente e arrivano al
Centro di Ascolto, con l'umiltà e
- 25 -
Associazioni e volontariato
I POVERI CHE SONO TRA NOI
e dignitosa.
Il povero è chi, pur non trovandosi in condizioni di estrema
difficoltà, non riesce a far quadrare il bilancio e ha bisogno di
un po' di cibo o di un mobile riciclato o di qualche indumento
usato per sé e per la propria
famiglia.
Talvolta il povero non si
presenta spontaneamente al Centro di Ascolto,
forse per pudore o per
mancata conoscenza. In
questi casi sono i servizi
sociali o i parroci o gli
amministratori comunali o
gli stessi volontari della
Caritas che accompagnano la persona e fanno da
tramite perché l'aiuto arrivi a soddisfare il bisogno
e a rasserenare l'esistenza.
In ogni caso il povero non è
soltanto chi chiede qualcosa,
ha bisogno di ascolto, riceve
risposte. Il povero è colui che
dona a noi, volontari del Centro
di Ascolto, più di quanto pensiamo.
Il povero ci impegna innanzi
tutto a guardarlo con lo sguardo libero dal pregiudizio, ad accoglierlo con il cuore aperto,
con la mente capace di ascoltare, di andare oltre le parole ed i
silenzi per cercare di comprendere la reale difficoltà ed intuire
la sofferenza di ferite nascoste.
Il povero è colui che ci rende
più umili, perché ci costringe a
riflettere, a condividere con gli
altri la fatica del discernimento
e della decisione più opportuna.
Il povero è colui che ci rende
più sobri ed essenziali nelle nostre scelte quotidiane, per es-
sere davvero solidali con chi
soffre per la mancanza o la
scarsità di beni.
Il povero è colui che ci rende
più saldi nella fede e ci educa
all'autentica carità perché, grazie a lui, “non possiamo più dividere la preghiera e l'incontro
con Dio nei Sacramenti dall'ascolto dell'altro, dalla prossimità
alla sua vita, specialmente alle
sue ferite” (Papa Francesco).
Delfina Cipolla, Volontaria
Centro di Ascolto Caritas
- 26 -
Le attività del Gabbiano
siddetto housing sociale, per
persone in difficoltà. Sempre in
Valtellina partecipa, inoltre, al
progetto “Dopo La Malaombra”
sulla prevenzione dei suicidi, un
fenomeno preoccupante per dimensioni e fasce di età coinvolte. L’Associazione si è anche dedicata, negli ultimi anni,
all’accoglienza dei profughi da
territori di guerra, di conflitti, di
carestia e in condizioni sociali e
sanitarie di grave povertà.
Le attività rivolte all’esterno non
sono però solo di cura delle persone, ma anche del territorio.
Per questo i gruppi di lavoro si
occupano non solo della manutenzione del verde pubblico e
privato, ma anche dell’intervento
sugli alvei dei fiumi a rischio, riciclando la legna per le centrali a
biomasse, e sul recupero di terreni per continuare o ripristinare
coltivazioni in via di abbandono
o dimenticate da tempo, ma che
fanno parte della storia e della
vita dei territori. Si tratta della
manutenzione delle vigne, della
coltivazione delle mele e di progetti di recupero di antiche colture, come le piante adatte alle tinture naturali. Tutto questo in una
dimensione di impegno sociale,
ma anche attraverso la condivisione con altre realtà di progetti
per una economia sostenibile e
solidale.
Per una conoscenza
dell’Associazione...
L
’Associazione Comunità Il
Gabbiano onlus è attiva da
oltre trent’anni nell’accoglienza,
cura e assistenza per uomini e
donne in situazioni di marginalità
sociale, in particolare persone
con problemi di tossicodipendenza, malati di AIDS e minori in difficoltà personale, familiare e sociale, migranti dei nuovi esodi.
Le comunità del Gabbiano, nove, considerando i servizi residenziali aperti negli ultimi anni,
sono presenti a Tirano, Morbegno, Colico, Calolziocorte, Pieve
Fissiraga, ma le attività sociali si
sono diffuse anche a Milano e in
provincia di Como.
Negli ultimi anni il Gabbiano si è
aperto a un rapporto più forte
con i territori in cui è presente
per svolgere attività di prevenzione e cura anche all’esterno.
Da qui l’attivazione di unità mobili nei luoghi del divertimento
giovanile, gli interventi nelle
scuole, la collaborazione con gli
uffici pubblici dedicati alle attività
sociali, l’attivazione di progetti di
prevenzione selettiva e vicinanza come “Nuove avventure di
Pinocchio”. Ma da qui anche
l’apertura, in particolare in provincia di Lecco e in Valtellina, di
servizi abitativi residenziali, il co- 27 -
“CORTILE IN ORATORIO 2014”
D
omenica 5 ottobre, in
concomitanza
con
l’apertura dell’anno oratoriano,
si è svolta la tradizionale manifestazione “Cortile in Oratorio”,
organizzata dalla Pgs Goodness per inaugurare la nuova
stagione sportiva.
Una festa di sport e amicizia,
iniziata con la S. Messa in parrocchia, celebrata da don Nicola, e proseguita in Oratorio con
il pranzo generosamente preparato dai volontari. Nel pomeriggio le piccole atlete della Goodness, insieme alle società
ospiti di “Cortile in Oratorio” (CO Piateda, PGS S. Rocco Sondrio, US Bormiese, GS
CSI Tirano) hanno dato vita ai
tornei di mini e superminivolley,
che si sono conclusi con la vittoria dell’allegria e del divertimento. Contenti anche i più piccoli che hanno trovato uno
spazio gioco dedicato a loro
grazie alla preziosa presenza
della vulcanica Wendy.
A conclusione della giornata,
l’ormai tradizionale ricordo di
Attilio, grande amico di “Cortile”
che partecipa dal cielo alla festa. Quest’anno il premio in sua
memoria è stato consegnato da
Cristina, moglie di Attilio e presidente del comitato provinciale
PGS, proprio al nuovo vicario
dell’Oratorio di Tirano, in segno
di benvenuto nella famiglia
PGS e di “Cortile”, e come augurio per il nuovo lavoro che lo
aspetta nella comunità.
Grazie a tutti i volontari e allo
staff Goodnessper la bella giornata vissuta in un clima di familiarità e di semplicità secondo
lo stile salesiano.
METTERSI GENEROSAMENTE IN GIOCO PER I GIOVANI
Giovedì 23 ottobre, presso il
salone dell’Oratorio S. Cuore di
Tirano, si è svolto il “KICK
OFF” della formazione motivazionale dal titolo “Il Talento… i
nostri Talenti spesi per lo sport
al servizio dei giovani” promosso dal Comitato Regionale
Lombardo PGS e organizzato
dalla PGS GOODNESS TIRA- 28 -
NO.
L’incontro era rivolto a dirigenti,
allenatori e a tutti coloro che
hanno a cuore l’educazione dei
giovani all'interno della comunità parrocchiale.
dita del brano evangelico della
parabola dei talenti .
Una sorta di “lectio divina” tenuta in modo empatico e coinvolgente da questo sacerdote
formatosi alla “Scuola della Parola” del compianto Cardinal Martini, che ha condotto gli uditori a cogliere
il senso profondo della
parabola per valorizzare
l’importanza e la bellezza di mettersi generosamente in gioco per i giovani.
All’incontro erano presenti i componenti del
comitato provinciale con la presidente Geromel Cristina, allenatori e dirigenti della PGS Goodness Tirano, vari rappresentanti delle diverse società sportive affiliate alla PGS, dirigenti
del Tennis Club Tirano, diverse
esponenti della comunità FMA
di Tirano, il parroco don Paolo
e il vicario don Nicola, ma anche catechiste e genitori delle
giovani atlete.
Un serata impegnativa che ha
lasciato sicuramente ad ogni
partecipante un arricchimento
spirituale per svolgere al meglio
il suo ruolo educativo all'interno
dell'associazione sportiva,
dell'oratorio e della famiglia.
La serata è stata aperta dal saluto dalla presidente della Goodness Vesnaver Mariluci.
Enrico Radice, responsabile
della Commissione Formazione
PGS Lombardia, ha poi spiegato che a partire da quest’anno
l’incontro di formazione tradizionalmente realizzato nella sede milanese è stato decentrato
verso i vari comitati provinciali,
così da rendere più accessibile
a un maggior numero di persone questa preziosa occasione
che dà il lancio alla stagione
sportiva.
Relatore della serata, don Massimiliano Sabbadini, già direttore della “Fondazione Oratori
Milanesi”, Consulente Ecclesiastico CSI e Presidente del FOI
“Forum Oratori Italiani”, che ha
proposto una lettura approfon-
a cura della
PGS GOODNESS TIRANO
- 29 -
Memoria
RICORDIAMOLA
N
ello scorso numero del
Bollettino parrocchiale avevamo salutato Sr. Gisella
Galbiati che durante l’estate si
era trasferita presso la casa di
riposo delle FMA per le suore
anziane a Contra di Missaglia
(Lc). Mai avremmo pensato di
riparlarne in questo numero
nella rubrica dedicata alle suore defunte.
Suor Gisella è mancata improvvisamente il 29 ottobre
2014.
Era nata il 1 settembre
1924 in una di quelle famiglie
patriarcali lombarde dove nonni, genitori, figli e nipoti formavano un’unica grande comunità
e dove il senso sacro della vita,
la fede, l’operosità mettono salde radici e formano persone
sagge e capaci di dono.
Trascorse la sua infanzia
e giovinezza a Colnago, una
frazione di Cornate d’Adda, una
zona immersa nel verde della
Brianza dove la bellezza della
natura e la serenità della vita
familiare avevano impresso in
Gisella un carattere gioioso, accogliente e un cuore puro e limpido. I ricordi della sua fanciullezza testimoniano la fede,
l’amore al lavoro, ma anche la
capacità di un giusto utilizzo del
tempo in modo che, occupazioni, preghiera e riposo contribuissero a formare persone equilibrate, riflessive e lungimiranti.
All’età di 15 anni aveva
chiesto ai genitori il permesso
di poter entrare nell’Istituto, ma
essendo troppo giovane non
diedero il permesso.
A 18 anni papà e mamma
l’accompagnarono a Milano in
Via Bonvesin de la Riva. Per i
pericoli della guerra che imperversava, le giovani in formazione vennero mandate a
Sant’Ambrogio di Varese dove,
- 30 -
pur tra spaventi dovuti ai bombardamenti, si prepararono ad
entrare in Noviziato. Sr Gisella
ricordava di aver sofferto e offerto al Signore, in quegli anni,
il freddo, la fame e tanta paura.
Il 6 agosto 1945 fece la
sua prima professione religiosa
e quell’anno le neo professe
vennero chiamate “le professe
della pace”. Con loro si erano
spente le sirene, cessati i bombardamenti e terminate le paure. Subito dopo la professione
venne inviata a Legnano “S.
Domenico” come educatrice
nella scuola dell’Infanzia, compito che svolse per ben 34 anni
nelle case di Brugherio, Sesto
San Giovanni, Cinisello, Clusone, Campione d’Italia e Binzago, donandosi ininterrottamente
con amore paziente e materno
all’educa- zione dei bimbi. Fu
pure Animatrice di comunità
per dieci anni nelle case di Lissone, Cesate e Lecco “San
Giovanni”.
Dopo qualche anno trascorso a Metanopoli e a Belledo, nel 2001 passò a Tirano
come aiuto in casa. Vi rimase
13 anni dedicandosi alla distribuzione dell’Eucaristia agli ammalati e ad animare
spiritualmente
le persone
anziane ricoverate nella casa
di riposo.
Sofferente di cuore e bisognosa di cure, nell’estate del
2014, venne trasferita a Contra
di Missaglia.
Preghiera e silenzio hanno
intessuto le sue giornate in un
grazie al Signore per il bene
ricevuto. Si è spenta mentre
era in cammino verso la porta
della chiesa e il Signore le ha
aperto quella del paradiso.
Al suo funerale abbiamo partecipato anche noi con un gruppetto di parrocchiani e di ospiti
della casa di riposo.
Il Calcolo di Dio
Nel libro dell’Apocalisse si parla di
144.000 eletti.
Il numero non va
preso alla lettera.
Comunque è facile
trovare il numero di
quanti si salvano: è il
prodotto della generosità di Dio moltiplicato per la disponibilità
degli uomini.
Il risultato è “uno”.
“Un” popolo innumerevole, unificato
dall’amore di Dio.
- 31 -
DA COMO SAN BARTOLOMEO…
È
trascorso ormai già qualche
mese ma è ancora vivo in me (e
non potrà che esserlo per sempre…) il ricordo della mia ordinazione presbiterale lo scorso Giugno e
soprattutto la festa carica di affetto
e di amicizia che voi, mia carissima
comunità di Tirano, mi avete regalato. Sono stati giorni per me molto
intensi ai quali ritorno spesso con il
pensiero e con una preghiera carica di gratitudine. Il mio grazie è
quindi per tutti e per ciascuno! Nessuno si senta escludo da questo
mio ringraziamento! Credo, ma ne
sono certo, che siano stati giorni di
grande grazia per tutti. Insieme - ed
io per primo - abbiamo potuto gustare quanto il Signore è vivo e presente in mezzo a noi!
Ho raccolto, da tutti voi, molta generosità e soprattutto un carico di entusiasmo e vicinanza che mi
incoraggia in questi primi tempi del mio ministero. Davvero, come
mi hanno cantato gli amici, non mi sento mai solo! Anche perché
qui, nel bellissimo oratorio dove sono stato mandato, non c’è davvero il rischio di sentirsi soli… Ogni pomeriggio il cortile si affolla di
tanti bambini e ragazzi vocianti, allegri e rumorosi… di colori, culture e religioni diverse… un bel dono che Dio mi fa! Ogni giorno abbiamo anche qualche gruppo per la catechesi e quasi tutte le domeniche ci sono le famiglie dei vari anni per trascorrere una giornata insieme. Nelle serate del fine settimana incontro invece i ragazzi
più grandi e i giovani. Le occasioni di incontro - come capite - non
mancano e quindi per la solitudine tempo non ce n’è… La comunità
qui è viva anche se, come dappertutto, c’è tanto da camminare per
crescere nella comunione e nell’essere Chiesa. Ho ricevuto
un’ottima accoglienza specialmente dai ragazzi e, giorno dopo gior- 32 -
no, con pazienza ed entusiasmo, imparo a fare il prete.
Da pochi giorni ho posto su una mensola del mio studio un regalo
che mi è carissimo e mi fu fatto quando entrai in seminario ormai
sette anni fa. Si tratta della statua di Maria Ausiliatrice che era nella
mia aula ai tempi dell’asilo. A Lei (che fin da piccolo mi ha guardato
e posto sotto la sua protezione…) affido il mio sacerdozio, i “cortili”
dei nostri oratori e tutti voi!
don Michele Pitino
Pesca di beneficenza
Lodevole iniziativa. Anche se è “datata” riscuote sempre un successo straordinario. Ha sempre favorito e
sostenuto l’economia della Parrocchia. È bello costatare che ha ancora il suo fascino.
A
tutte e tutti coloro che hanno lavorato indefessamente per la
buona riuscita della pesca a sostegno della sussistenza della
parrocchia un grazie speciale.
Così pure alle donne che hanno sfornato squisitissime torte.
Non di meno un grazie a quanti hanno offerto, e sono molti, materiale per allestire il banco: dai signori commercianti, ai privati, alle
persone che hanno acquistato i biglietti: piccoli, giovani, adulti, anziani.
Un giorno, un uomo ricco consegnò un cesto di spazzatura, ad un uomo povero! L'uomo povero gli sorrise, e se ne
andò, col cesto: poi, lo svuotò, lo lavò, e lo riempì di fiori
bellissimi… Ritornò dall'uomo ricco, e glielo diede! L'uomo ricco si stupì, e gli disse: «Perché mi
hai donato fiori bellissimi, se io ti ho dato la
spazzatura?». E, l'uomo povero, disse:
«Ogni persona dà, ciò che ha nel cuore!».
"Cosa hai nel tuo cuore...?".
- 33 -
Qualche curiosità
I NOSTRI NOMI ... (5)
I
l nostro incontro sui nomi questa
volta vuol sottolineare un aspetto
particolare: il fascino del nome dei
santi tra fede e folklore.
do passa e rivive anche attraverso i
nostri nomi.
In questo incontro proponiamo ai
lettori le ricorrenze da settembre a dicembre che non hanno avuto posto
finora:
Noi abbiamo finora presentato nomi
di santi che, al termine di un attento
processo, sono stati annoverati
nell’elenco ufficiale della Chiesa: i santi canonizzati che hanno diritto al culto.
Ma c’è stato un tempo in cui era la vox
populi (la voce del popolo) a volere
qualcuno santo (un po’ com’è successo alla morte di papa Giovanni Paolo
II: Santo subito, Santo subito, chiedeva la gente in Piazza San Pietro). Un
santo cristiano a volte è, infatti, una
figura complessa che, nel caso di personaggi antichi, può far sorgere il dubbio dell’esistenza o farlo rivivere in
mitiche leggende dell’antichità o di riti
magici. Il fascino dei santi, magari,
dava luogo a un culto popolare,
fors’anche pittoresco; facevan parlare
di sé intere generazioni per essere
stati protagonisti di episodi atti ad accendere la fantasia, specialmente per
alcuni santi guerrieri e per qualche
santo di culto locale.
Oggi, dopo la revisione del Martyrologium Romanum (l’elenco ufficiale dei
Santi), voluta a suo tempo dalla Chiesa Cattolica, i testimoni di Cristo che
hanno segnato profondamente la storia, la cultura, la spiritualità, l’arte, il
pensiero e il costume continuano a
vivere nella gloria di Dio, e il loro ricor-
SETTEMBRE:
MATTEO (dono di Dio, uomo di Dio,
dall’ebraico Matathiah).- Onomastico il
21 settembre: S. Matteo, esattore delle tasse per i Romani, poi apostolo ed
evangelista ispirato dall’Angelo; protegge bancari ed esattori, contabili e
ragionieri;
MAURIZIO (il moro, scuro di pelle, dal
latino Maurus = oriundo della Mauritania, l’odierno Marocco).- Onomastico il
22 settembre: S. Maurizio era comandante della Legione Tebea; mentre
attraversava il Vallese per ordine di
Diocleziano fu martirizzato con tutti i
suoi 6000 soldati cristiani presso Agaunum, la vicina St. Moritz; protettore
di alpini, militari, Guardie Svizzere e
tintori;
GABRIELE (forza di Dio, dall’ebraico
Gavriel o Geber-El) e RAFFAELE (Dio
ha guarito, medico di Dio, dall’ebraico
Rapha El).- Gli Onomastici sono unificati al 29 settembre: sono i tre arcangeli con compiti particolari: Michele
capo degli angeli sconfigge il drago;
Gabriele annuncia a Zaccaria la nascita di Giovanni (il Battista) e a Maria
quella di Gesù; Raffaele accompagna
il giovane Tobiolo in un pericoloso vi- 34 -
GIROLAMO (nome sacro, dal greco
Ierònymos) il 30 settembre.-
aggio e guarisce la cecità del padre
Tobia.
MICHELE (chi è come Dio?,
dall’ebraico Mikha’el).
Statua girevole di S. Michele
sulla cupola del Santuario di Tirano
Altri onomastici in Settembre:
EGIDIO (capretto, dal greco Aighidios)
l’1; GREGORIO (colui che è sveglio,
dal greco Gregorein) il 3; figura, in
basso a sinistra nel grande telone
dell’organo del Santuario; ROSALIA
(corona di rose, dal francese antico
Rocelin; anche come composto dai
nomi Rosa e Lia) il 4; SILVANO
(abitante del bosco, dal latino silvanus) il 22; COSMA e DAMIANO fratelli
medici della Cilicia (Cosma = bene
ordinato, riflessivo, dal greco-bizantino
Kosmas; Damiano = docile, mansueto,
dal greco damazein = domare ) il 26;
- 35 -
OTTOBRE:
TERESA (cacciatrice, dal greco; donna forte e amabile, dal tedesco).- Onomastici: il 1° ottobre, santa Teresa di
Lisieux (Alençon 1873-1895), vergine,
protettrice delle missioni;
FRANCESCO (franco, libero, dal tedesco; poi: il francese).- Onomastico il 4
ottobre: san Francesco d’Assisi (1181
-1226), giovane agiato, lascia tutto per
seguire Dio in povertà; fonda l’Ordine
dei frati minori; riceve le stigmate; è
Patrono d’Italia; il 15 ottobre, santa
Teresa d’Avila (Avila 1515-1582), vergine, patrona della Spagna: annoverate tra i dottori della Chiesa;
LUCA (nativo della Lucania o luce, dal
greco Lykanòs o Lyke).- Onomastico il
18 ottobre: San Luca, medico, discepolo di S. Paolo, scrisse il 3° evangelo
e gli Atti degli Apostoli;
Altri onomastici in Ottobre:
EDMONDO di Scozia (protettore dei
beni, dall’anglosassone éad e mund) il
3; BRUNO (di colore bruno, dal germanico Brünn) il 6; ABRAMO, patriarca (grande padre, padre di molti,
dall’ebraico Abraham), e sua moglie
SARA (principessa, dall’ebraico Sarah) il 9; EDVIGE (santa battaglia, dal
germanico hathu e wiha) il 16; ORSOLA o URSULA (piccola orsa, forte e
prudente, diminutivo dal latino ursa) il
21; SIMONE (Dio ha esaudito,
dall’ebraico Shime’on); NARCISO di
Gerusalemme (torpore, dal greco
Narkissos) il 29.
NOVEMBRE:
È il mese delle grandi ricorrenze: il
giorno 1 è la Festa di Tutti i Santi o
Ognissanti, come dicono in Toscana
e, poi, il 2, grande incontro nel cimitero (un tempo sempre chiamato Camposanto) per la Commemorazione
dei Fedeli Defunti, una folla immensa
di santi che forse non sapremo mai.
L’11 ci è caro ripetere il ricordo del
nostro SAN MARTINO, il patrono della
Parrocchia e, un tempo, anche rappresentato nello stemma della Comunità
civile di Tirano. Lo facciamo con la
parola di Papa Benedetto XVI, che
nella sua enciclica Deus caritas est
(2005), cita a buon proposito il nostro
Santo: Guardiamo infine ai Santi, a
- 36 -
coloro che hanno esercitato in modo
esemplare la carità. Il pensiero va, in
particolare, a Martino di Tours († 397),
prima soldato poi monaco e vescovo:
quasi come un'icona, egli mostra il
valore insostituibile della testimonianza individuale della carità. Alle porte di
Amiens, Martino fa a metà del suo
mantello con un povero: Gesù stesso,
nella notte, gli appare in sogno rivestito di quel mantello, a confermare la
validità perenne della parola evangelica: «Ero nudo e mi avete vestito... Ogni volta che avete fatto queste cose a
uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25, 36.
40)". La data dei suoi funerali, l'l1 novembre, è rimasta anche come punto
di riferimento nelle contrattazioni di
alloggi, di terreni, di compravendite,
nel mondo agricolo: il nuovo vino si
beve a S. Martino, si dice tuttora in
molte regioni italiane e francesi. La
metà del celeberrimo mantello che S.
Martino condivise con un povero, venne custodito gelosamente in una cappella (il nome deriva appunto da cappa = mantello) e il custode prese il nome di cappellano.
Altri onomastici in Novembre:
SILVIA (abitatrice della selva, selvaggia, dal latino silvius) il 3; ORESTE
(abitante delle montagne, dal greco
oros+histamai) il 9; LEONE, papa (il
leone, dal latino leo e dal greco leon) il
10; RENATO (rinato, resuscitato, dal
latino renatus) il 12; DIEGO (istruito,
dal greco didaco) il 13; ALBERTO Magno (illustre, famoso, dal germanico
ala + berhta) il 15; FAUSTO (propizio,
favorevole, benevolo, dal latino faustus) e MATILDE (forte in guerra,
dall’antico gallico Matheit) il 19; OTTAVIO (l’ottavo figlio, dal latino octavus) il
20; CLEMENTE, papa (benevolo, tollerante, generoso, dal latino clemens)
il 23; VIRGILIO (Vergilius, nome gentilizio romano, di origine etrusca) il 27;
ANDREA (valoroso,virile, forza e coraggio dal greco anèr-andros) il 30.
DICEMBRE:
AMBROGIO (immortale, dal greco
Ambròsios).- Onomastico il 7 dicembre: S. Ambrogio di Milano (340-397),
avvocato, poi vescovo e dottore della
Chiesa; protettore degli apicoltori e
cerai.Altri onomastici in Dicembre:
ELIGIO (scelto, eletto da Dio, dal latino eligere, eligo) l’1; ADA (nobile, dal
tedesco adel) il 5, come ADELAIDE il
16, ADELE il 24; SIRO (splendente,
ardente, dal greco Seiros e anche originario della Siria, dal latino sirius) il 9;
DAVIDE o DAVID, re d’Israele (amato,
prediletto, dall’ebraico Dawidh) il 16;
GRAZIANO (gradito, caro, figlio di
Grato, dal latino gratia) e QUINTO
(quinto figlio, dal latino quintus) il 18;
ADAMO (uomo, dall’ebraico Adham )
ed EVA (madre dei viventi,
dall’ebraico Héva), il 24; ILARIA
(allegra, lieta, dal latino hilaris) il 3;
STEFANO (incoronato, dal greco stéphanos) il 26; MATILDE (forte in battaglia, dal germanico mahti+hild) il 28;
SILVESTRO, papa (abitante delle selve, dal latino) il 31.
a cura di Giuseppe Garbellini
IL SAN MICHELE DEL SANTUARIO
Era dal 1967 che non scendeva a
terra. L’arcangelo, difensore della fede, è stato restaurato. Nel giro di poco più di un mese (23 settembre-29
ottobre) è tornato come nuovo, anche se ha perso totalmente l’oro che
lo rivestiva, e ricollocato sulla cupola
del santuario. Un lavoro che dovrebbe conservarlo dagli agenti atmosferici almeno per altri cinquant’anni.
Restauratore è stato il signor Franco
Blumer, già intervenuto sulla Madonnina del Duomo di Milano e sull’altro San Michele posto dietro
l’altare sempre del nostro Santuario.
- 37 -
Elementi liturgici
CAPIRE LA LITURGIA
Le vesti liturgiche
A
l matrimonio di Camilla e
Luca, ho incontrato don
Simone Trabucchi, già vicario a
Tirano: abbiamo ricordato un
suo intervento su Le Campane
di San Martino (n. 4, dicembre
2005, p. 17) dal titolo Per comprendere lo spirito della liturgia,
nel quale chiedeva di proporre,
nel bollettino parrocchiale, riflessioni iniziali per la conoscenza di principi e norme liturgiche.
La qualità celebrativa, la concretezza di gesti e parole dei
partecipanti ai riti, la ricchezza
del linguaggio liturgico che si
propone all’assemblea, vuol essere motivo di costante riflessione, di impegno e di partecipazione attiva, anche personale.
Nelle celebrazioni liturgiche
ogni battezzato è chiamato ad
esercitare il proprio sacerdozio
battesimale attraverso il ministero a cui si sente chiamato. E
ci sono diversi ministeri che intervengono nell’azione liturgica,
con ruoli e compiti diversi, magari sottolineati da vesti particolari legate alla liturgia (dal greco leitürgia, un servizio di pubblica utilità).
La veste è ancora importante
nella vita di tutti i giorni: fa capi-
re immediatamente l’ufficio e il
ruolo della persona (pensiamo
ai vigili urbani, ai vigili del fuoco, ai carabinieri, alle guardie di
finanza, agli agenti di polizia,
alle guardie forestali; ai medici
e al personale infermieristico,
ecc.): se abbiamo bisogno di
aiuto, li individuiamo con facilità
e sappiamo anche distinguere,
da segni particolari, il loro ruolo
nel servizio che svolgono.
Guardandoci attorno ci accorgiamo che ogni persona veste
in un certo modo (sportivo,
classico, giovanile, estroso, trasandato o da cerimonia): giovani o adulti, ragazzi o anziani ci
dicono qualcosa di sé anche
attraverso gli abiti indossati.
Nella vita quotidiana, solitamente, le nostre suore, i
religiosi, i nostri preti hanno
vesti che li distinguono.
Anche
in
chiesa, nello
svolgimento
dei riti, notiamo vesti speCasula per la S. Messa
cifiche o rituali
che aiutano l’assemblea a identificare il ruolo svolto dai vari
- 38 -
ministri durante le diverse celebrazioni liturgiche. La veste liturgica comune a tutti i ministri
è il camice (precisa il PNMR –
Principi e Norme per l’uso del
Messale Romano, 298) ed è
segno continuo di quella veste
battesimale bianca, pura e
splendente che ci è stata consegnata il giorno del battesimo.
Durante la celebrazione della
santa messa festiva della nostra comunità parrocchiale possiamo notare che, di volta in
volta, il prevosto indossa, sopra
il camice bianco, la stola e la
casula, di vario colore (bianco,
rosso, verde, viola) secondo i
tempi liturgici e le celebrazioni.
Alla distribuzione dell’Eucarestia i sacerdoti don Alberto o
don Nicola indossano camice e
stola. Se è presente il diacono,
sopra il camice indossa la stola
diaconale messa di traverso e
la dalmatica nelle occasioni
solenni. Gli altri ministranti, in
genere da noi solo i chierichetti,
per compiere il servizio all’altare indossano un camice detto
alba, o una veste rossa con
cotta bianca, o la tarcisiana,
un camice ornato da due fasce
verticali di color rosso, indossata dai chierichetti del Santuario.
Vogliamo spendere due parole per le vesti episcopali, visto
che tempo fa abbiamo partecipato alla messa della comunità
presieduta da mons. Luciano
Capelli, vescovo di Gizo nelle
Isole Salomone, un arcipelago
dell’Oceano Pacifico nella Melanesia e, nella recente visita
pastorale, ha celebrato il nostro vescovo di Como, Diego
Coletti: oltre a camice, stola e
casula si distingue perché porta
la papalina (o zucchetto) rosso
violacea (un copricapo tondo a
fondo piatto), l’anello, la croce
pettorale, il pastorale e la mitra (un copricapo di forma allungata e bicuspidale), simboli
della dignità vescovile.
La veste indossata per il servizio liturgico deve
ricordare che il
compito svolto è
per la forza del
nostro battesimo:
ci siamo
allora
rivestiti
di Cristo e offriamo per Cristo,
con Cristo e in Cristo, al Padre,
nell’unità dello Spirito Santo il
rito a cui partecipiamo. Per
questo motivo la veste va portata con dignità e anche quando, smesso il servizio liturgico,
ce la togliamo, ricordiamo che
non si smette di essere un cristiano che deve testimoniare
con la sua vita la dignità e il significato di quella veste che ha
portato durante la celebrazione.
Giuseppe Garbellini
- 39 -
Letto e raccontato per voi
I VERBI DEL NATALE ... e oltre
Attendere
Dicono che il tempo di oggi si sia svuotato dalla capacità di attendere.
Possiamo comprendere tutto questo: il futuro incerto, il domani zoppicante, l'incertezza della continuità mettono una sensazione di
grande instabilità sino a non attendere nulla per il domani, per evitare illusioni e delusioni .
Così si esprime il poeta Renzo Barsacchi:
"Tu puoi soltanto attendere
Il tempo è incerto. In bilico il sereno
e la pioggia. Ma né l'uno né l'altro
dipendono da te.
Tu puoi soltanto attendere, scrutando
segni poco leggibili nell'aria.
Ti affidi al desiderio
ascoltando il timore. Le tue mani
sono pronte a difendersi e ad accogliere.
Così non sai quando Dio ti prepari
una gioia o un dolore e tu stai quasi
origliando alla porta del suo cuore,
senza capire come sia deciso
da quell'unico amore,
lo splendore del riso o delle lacrime."
Eppure c'è una parola che devo lasciar risuonare, vibrare, ascoltare
nella sua forza vitale: Fidati, confidati, affidati .
Attendo che la promessa di vita si trasformi in fiducia, poiché lo Spirito del Signore opera sempre e mi mostrerà il bene.
La nascita di Gesù, la Sua presenza tra gli uomini, realizza la promessa di Dio verso l'umanità.
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Cercare
L'immagine del cercatore d'oro ci può suggerire come e dove cercare. La sua pazienza nel selezionare i sassi ed il fango alla ricerca
di una pagliuzza d'oro suggerisce l'atteggiamento che possiamo tenere verso tutti.
Raccogliere ciò che è buono, cercare di individuare le preziosità
deposte nel cuore e nell'intelligenza di ogni persona, evitando di
concentrare lo sguardo esclusivamente sulle scorie non brillanti, sui
difetti dell'altro: è così che incontriamo il volto di Gesù in ogni persona.
"Andiamo fino a Betlemme
Andiamo fino a Betlemme, come i pastori.
L'importante è muoversi.
E se invece di un Dio glorioso,
ci imbattiamo nella fragilità di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver sbagliato
il percorso.
Il volto spaurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l'amarezza di tutti gli uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura." di Tonino Bello
Ringraziare
Saper dire grazie è un atteggiamento del cuore. La gratitudine è risposta di riconoscenza per un bene ricevuto oltre ogni aspettativa e
al di là di ogni misura rispetto a ciò che ho donato.
Ringraziare, benedire, lodare sono atteggiamenti positivi che ci fanno ricordare quanto devo agli altri che vedo e a Dio che non vedo,
ma che posso riconoscere come presenza interiore che mi dà forza
e vita ogni giorno.
Solo così possiamo scoprire le innumerevoli circostanze della no- 41 -
stra vita di tutti i giorni in cui l'amore provvidente di Dio ci raggiunge. Ed è Natale !
Mettersi in ascolto
"Un Natale
Non puoi confonderti
nel dedalo delle strade illuminate
nell'attesa del natale.
Non puoi sentirti sospingere dalla folla,
fra le vetrine dei negozi,
il frastuono, l'aria di festa.
Non puoi cogliere in piazza Navona
il sorriso estatico dei bambini,
né attendere la mezzanotte
fra un lieto scambio di doni.
Puoi solo stare accanto
a chi soffre, a chi geme, a chi piange.
Anche questa è una nascita."
di Donata Doni
Ascoltare: un atteggiamento ed una scuola impegnativa.
Si inizia con un costante esercizio del silenzio; vivendolo si impara
ad abbassare i toni non solo dei rumori esterni, ma anche di quelli
interni ed interiori.
E quando c'è silenzio è possibile porsi in ascolto della sapienza che
viene dal Cielo, da Colui che è principio e vita .
Quindi ascoltare ogni prossimo: "chi soffre, chi geme, chi piange" e
fare con lui Natale.
Liberamente tratto da
A. Bertazzo "Verso il Natale senza stress"
e da
"Brucia invisibile fiamma"
poesie per ogni tempo liturgico
- 42 -
“ oi dialogoi “
È domenica ed i nostri amici, dopo la Santa Messa, si incontrano e
decidono di andare a prendere assieme un aperitivo. Matteo ha tuttutta l'aria di essere abbacchiato per cui
Simone Cos'hai Matteo, ti vedo mogio mogio, quasi un cane bastonato. Cosa ti angoscia?
Matteo
Proprio in Chiesa oggi mi son sentito un verme.
Simone Ti
contami.
prego:
rac-
Matteo Avrai notato che
in Chiesa, alla mia destra,
sedeva un anziano signore che aveva tutta l'aria di
essere un poveraccio.
Simone Ma si Matteo, lo
conosco bene quel signore: è un vedovo, tutto solo, che vive con una modesta pensione e che ha tanta dignità del suo stato e che proprio
non torcerebbe un capello ad alcuno.
Matteo Bene. Proprio lui, quando è passato il cestino per le offerte ha armamentato un po' col suo logoro portamonete e, io l'ho sbirciato bene, ne ha cavato fuori l'unico taglio da cinque euro e l'ha
deposto nel cestino, quasi vergognoso.
Simone Beh, cosa c'è di strano?
Matteo C'è, caro Simone, che mi son sentito un verme perchè io,
per le
offerte in Chiesa, più di un euro non depongo mai. Io che
non manco di nulla e che vivo, non dico nella ricchezza, ma quasi.
E sai, ora sto pensando a quella povera vedova dell'Evangelo che,
- 43 -
tutta umile, offriva con amore l'unica monetina in suo possesso.
Simone Su, Matteo. Non stare ad angustiarti più di tanto. La Chiesa è la casa di Dio dove tutti possiamo andare a colloquiare col Padreterno per trovare un po' di pace con noi stessi. Ed è giusto che
ognuno, secondo le proprie possibilità deve contribuire al suo mantenimento. D'altronde le spese ci sono. Ce lo ricordava accoratamente il nostro Prevosto qualche domenica fa. Ci sono le bollette
da onorare, ora c'è anche il riscaldamento. E poi c'è lo stipendio del
sacrista. E ci sarebbe da
rivedere tutto l'impianto
stereo che attualmente oltre la metà della Chiesa
non ci fa comprendere alcunchè. Già il nostro don
Paolo va piuttosto veloce
nel suo dire e così pure i
lettori delle sacre Scritture
non è che si preoccupano
tanto di leggere per chi ascolta. Ora io non dico che
bisognerebbe fare come in
alcuni Stati dell'America
del nord laddove ogni parrocchiano che si reca alla
Messa domenicale ha l'obbligo di deporre la busta con l'offerta all'ingresso della Chiesa, ma
forse sarebbe ottimale che ognuno di noi facesse la sua offerta, secondo le proprie possibilità, e con un po' più di coscienza.
Matteo Hai ragione tu, Simone. Quanto a me ho proprio imparato
da solo la lezione.
Simone Scusami, Matteo, se sono andato pesante col pistolotto.
Converrai con me che un po' di maggiore attaccamento alla nostra
Parrocchia
non ci starebbe poi male.
effeti
- 44 -
INFORMAZIONI E AVVISI UTILI
Percorso Fidanzati
Sette, sono le coppie che hanno
iniziato il percorso di preparazione
al matrimonio cristiano.
La crisi alla scelta definitiva, responsabile, cristiana è evidente
anche dai numeri.
attesimi
Celebrazione B
Si ricorda che:
ono celebrati do
* In gennaio s
i
del Battesimo d
menica 11, festa
nta Messa delle
Gesù, nella Sa
ore 10.30
bato 4, alle ore
* In aprile il sa
lia Pasquale
20.30 nella Veg
Campo invern
ale
adolescenti
Dal 1 al 4 genn
aio
2015
L’Oratorio orga
nizz
un’esperienza d a
i vita
insieme, forma
tiva e
ricreativa, per i
ragazzi
dei vicariati
di Tirano e Gro
sio
Celebrazione
Sacramenti
Prima Confession
e:
Domenica 15 marzo
Ore 13.00
Cresima:
Sabato 9 maggio
Suonano le campane
a festa. Perché?
Perché nella comunità
è arrivata una nuova vita!
Prima Comunion
e:
Domenica 10 mag
gio
Viene riconfermato:
alla nascita di un figlio/a se i
padri lo comunicano
suoneranno le campane a
festa per rallegrarci
con mamma e papà
Battesimi:
Ogni prima domen
ica
del mese
- 45 -
Dati Anagrafici
UFFICIO ANAGRAFE - 2014
Sistema Informativo Parrocchiale
Hanno iniziato la vita cristiana con il Battesimo
05 Ottobre
36.
37.
38.
39.
Federico Rizzi di Lucio e Lorena Pruneri
Gaia Boletta di Emanuele e Emiliana Pini
Giacomo Cabassi di Renato e Federica Della Moretta
Vittorio Gagetti di Michele e Roberta Turella
16 Novembre
40.
41.
42.
43.
44.
Kevin Ercolanese di Alberto e Alexandra Ivanovscki
Matteo Mazzoleni Ferracini di Andrea e Michela Murgolo
Martino Ghilotti di Domenico e Elena Strambini
Matteo Pedrolini di Francesco e Mara Ferrari
Elisa Anna Zbgniewa di Casimiro Eugenio e Lorena Copes
Hanno intrapreso la vita matrimoniale
12. 25 ottobre
Luca Contrini e Simona Pegorari
Hanno concluso la vita terrena
62. 23 settembre
Santina Negri di anni 90
63.
64.
65.
66.
67.
68.
69.
70.
04 ottobre
09 ottobre
10 ottobre
16 ottobre
21 ottobre
23 ottobre
28 ottobre
29 ottobre
Palma De Campo di anni 92
Margherita Maria Baitieri di anni 68
Giacomina Barbini di anni 78
Guglielmo Gobetti di anni 85
Donato Natale Poletti di anni 65
Sergio Ferrari di anni 63
Giovanni Serio di anni 92
Giuseppina Teresa Vetti di anni 92
71.
72.
73.
74.
75.
76.
77.
78.
79.
03 novembre
08 novembre
09 novembre
10 novembre
12 novembre
15 Novembre
16 Novembre
20 Novembre
21 Novembre
Maurizio Andrea Zucchetti, di anni 70
Clerio Leonardi di anni 62
Marina Vittoria Visini di anni 94
Lidia Margherita Vanotti di anni 64
Fabiana Proietti di anni 98
Francesco Raisoni di anni 96
Romeo Fumagalli di anni 84
Emilio Pozzi di anni 71
Bianca Fendoni di anni 79
Fino al 21 Novembre 2014
- 46 -
Un pensiero di ringraziamento a:
- Tutte le donne che si sono prestate per la pulizia delle
Chiese, dell’Oratorio, dei locali di catechismo, delle varie
strutture.
- Quante/i hanno curato fiori, piazzali, cortili, tovaglie, suppellettili delle chiese, ecc…
- Catechiste/i, chierichetti/e, lettori, organisti, gruppi canori
e loro promotori, ministri straordinari dell’Eucarestia, personale impegnato nelle varie feste e circostanze, baristi/e, confratelli e volontari in lavori
manuali o manutenzione, ecc…
- Animatori dei ragazzi in Oratorio, Suore impegnate nelle attività parrocchiali.
- Coloro che sostengono la Parrocchia con la propria competenza, professionalità, disponibilità in tanti ambiti…
- Quanti/e contribuiscono con atti di sostegno, di aiuto, di generosità.
ENTRATE: dal 20 settembre al 20 novembre
azie
Gr
Da Questue celebrazioni: € 4.075,47
egno
t
s
o
s
€
1.441,75
Da Candele votive:
per il
Da Funerali: € 1.630,00
Da Battesimi e Matrimoni: € 800,00
Da Pesca San Rocco: € 431,00
Da Concerto in San Martino Meeting Corali: € 245,00
Da Confratelli S. Sacramento - San Martino: € 100,00
Da Pesca beneficenza San Martino: € 5.166,16
Da Pranzo San Martino: € 1.195,00
Da serata Corale San Martino: € 347,00 + Fr. 10
Da Contributi per ambienti: € 1.500,00 - 500,00 - 1.000,00 - 100,00
Da Privati: € 800,00 - 500,00 - 500,00 - 30,00 - 50,00 - 10,00
20,00 - 100,00
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GIOCHIAMO INSIEME
a cura di LIDIA ROBUSTELLI
Il 24 novembre 2012 a Macas, in Ecuador,
è stata beatificata una Figlia di Maria Ausiliatrice nata a Corteno Golgi (Bs) il 16 febbraio 1883 in una numerosa famiglia contadina. Durante la Prima Guerra mondiale
seguì a Varazze corsi di assistenza sanitaria e lavorò come infermiera crocerossina nell’ospedale militare. In seguito a un
violento tornado, promise alla Madonna
che, se le salvava la vita, sarebbe partita
per le missioni. Sette anni dopo, Madre
Caterina Daghero la mandò in Ecudor.
Con il vescovo Comin e altre due consorelle si dedicò agli indios Shuar, nella parte sud-orientale, guadagnandosi la stima
di un capo tribù, dopo avergli operato la figlia, ferita da una pallottola, con un temperino. La sua opera per la promozione della donna Shuar fiorì in centinaia di nuove famiglie cristiane, formate su libera scelta dei giovani sposi. Per 44 anni la “Madrecita” si
attivò nel campo della formazione e della sanità. Il 25 agosto 1969 stava andando in
aereo a Sucùa, per gli esercizi spirituali, quando l’aereo cadde poco dopo il decollo; è
sepolta a Macas.
ORIZZONTALI: 1 Uno sciroppo per granite. 7 Il dittongo in pieno. 8 Lo emette il campanellino lievemente percosso. 9 Cuore di lupo. 10 Precipitato sulla Terra con i suoi
angeli, perseguita la discendenza della “Donna vestita di sole” (Ap. 12). 11 In tutto ce
ne sono tre. 13 Desinenza da minerali. 14 Sono pari nei lanci. 15 Una statuetta per le
stelle! 17 Si uniscono agli altri.18 Il “Van Winkle” di W. Irving. 19 Nota marca di lampadine. 21 Fuori nei prefissi. 22 Una sigla esplosiva. 23 Così finisce la colazione. 24
La più giovane figli del re Saul (1 Sam 14,49). 25 Un pronome familiare. 27 Il West di
Buffalo Bill. 28 Le hanno l’orso e la pecora. 29 Imparziale, spassionato.
VERTICALI: 1 Dipinse il “Paradiso” nel palazzo Ducale di Venezia. 2 Gli ….estremi
dell’amore. 3 Città del basso Polesine. 4 Nome femminile tedesco. 5 La fine di Turiddu. 6 Strunebto per controllare l’inquinamento atmosferico prodotto dai gas di scarico.
12 Un tratto del Tamigi. 14 Il figlio di David, fondatore dei Caraiti. 16 Nel computer e
nel chip. 17 La durata senza data. 20 La partenza negli ippodromi. 22 Piante acquatuche con fusto lungo, come quello delle canne. 26 Cambiano i forti in furbi. 28 In mezzo alla carovana.
- 48 -
Sommario - DICEMBRE 2014
p. 3. Il Natale, un evento fuori dal tempo - don Paolo Busato
p. 5. Ritualità verso i nostri morti
p. 7. Avvicendamenti in Santuario
p. 8. Lo sguardo incantato
p. 10. Visita Pastorale - di Maria Rosa Moratti
p. 12. Il Vescovo presso la Cooperativa San Michele - di Ercole Piani
p. 16. Momenti della Visita
p. 18. Incontro con le Amministrazioni - di Giovanni Marchesi
p. 19. Il Vescovo e i ragazzi - di don Nicola Schivalocchi
p. 21. Dall’omelia del Vescovo - di Camilla Pitino
p. 23. Il colore della visita - di Camilla Pitino
p. 24. Festa Patronale di San Martino
p. 25. I poveri che sono tra noi - di Delfina Cipolla
p. 27. Le attività del Gabbiano
p. 28. Cortile in Oratorio 2014 - a cura di Pgs Goodness Tirano
p. 30. Ricordiamola
p. 32. Da Como San Bartolomeo - Don Michele Pitino
p. 33. Pesca di Beneficenza
p. 34. I nostri nomi … (5) - a cura di Giuseppe Garbellini
p. 37. Il San Michele del Santuario
p. 38. Capire la Liturgia - Giuseppe Garbellini
p. 40. I verbi del Natale e... oltre - a cura di Daniela Pianta
p. 43. “Oi dialogoi” - effeti
p. 45. Informazioni e avvivi utili
p. 46. Ufficio Anagrafe
p. 47. Un pensiero di ringraziamento a...
p. 48. Giochiamo insieme - a cura di Lidia Robustelli
Foto in Copertina: Natività di Marten de Vos 1577
- 49 -
Da martedì 16 dicembre, ore 16.45: NOVENA SANTO NATALE
Mercoledì 24 dicembre durante la Novena benedizione della
statuina di Gesù Bambino che si colloca nel presepio di famiglia
Ogni giorno
Prima o dopo le Sante Messe possibilità di confessioni
22 dicembre
Lunedì ore 20.30 in San Martino: Confessioni
24 dicembre: ore 9.00 in S. Agostino: Santa Messa
ore 14.30-17.30 in San Martino: Confessioni
ore 14.30-15.30 in Baruffini: Confessioni
ore 16.00 in Casa di Riposo: Santa Messa Vigiliare
ore 22.00 in Baruffini: Santa Messa della Natività
ore 23.15 in San Martino: Veglia di Natale
ore Mezzanotte in S. Martino: S. Messa della Natività
25 dicembre: ore 8.30 - 10.30 - 18.00 in San Martino
26 dicembre: ore 9.00 e 17.30 in S. Agostino
ore 10.00 a Roncaiola (S. Stefano, Patrono Frazione)
28 dicembre: ore 8.30 - 10.30 Presente Gruppo Fidanzati - 18.00
31 dicembre: ore 9.00 in S. Agostino - 16.00 in Casa di Riposo
ore 18.00 in S. Martino segue canto del “Te Deum”
1 gennaio: ore 8.30 - 10.30 - 18.00 in San Martino
6 gennaio: ore 8.30 - 10.30 - 18.00 in San Martino: Epifania
(Giornata della Santa Infanzia - Bacio di Gesù Bambino)
11 gennaio: ore 10.30 Celebrazione dei Battesimi
Feriali: ore 9.00 - 17.30 in S. Agostino
Vigiliari: ore 9.00 in S. Agostino; ore 16.00 in Casa di Riposo;
ore 18.00 in S. Martino
Festive: ore 8.30 - 10.30 - 18.00 in San Martino
ore 9.30 in Baruffini
- 50 -
Le Campane
di S. Martino
N 4. QUARTO TRIMESTRE. DICEMBRE 2014
Trimestrale della Parrocchia di San Martino in Tirano
Per telefonarci: 0342 70 13 42
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29 Novembre 2014
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