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Consulenti del lavoro: regolamentato il diritto di

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RAPPORTO DI LAVORO
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Guida al Lavoro
IL SOLE 24 ORE
Consulenti del lavoro:
regolamentato il diritto di sciopero
Potito di Nunzio Consulente del lavoro in Milano
Approvato il codice di autoregolamentazio­
ne dello sciopero dei Consulenti del lavoro a
seguito del parere favorevole della Commissione di
garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essen­
ziali
Commissione di Garanzia sull’attuazione
della legge sullo sciopero nei servizi
pubblici essenziali, settore consulenti
del lavoro - Delibera 23.6.2014
Oggetto: Codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività svolte dai
consulenti del lavoro
N. 28 - 11 luglio 2014
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L’approvazione arriva al termine dell’iter procedu­
rale previsto dalla norma vigente in materia. «Ab­
biamo dotato la nostra categoria di uno strumento
indispensabile per dare voce a quelle che sono le
giuste rimostranze verso situazioni burocratiche
che paralizzano le attività di aziende e studi pro­
fessionali, penalizzando nel contempo cittadini e
lavoratori ­ commenta Marina Calderone, presi­
dente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Con­
sulenti del Lavoro, che ha avviato l’iter di appro­
vazione del codice ­. Con questo strumento, i no­
stri iscritti ­ quali garanti di un servizio pubblico
essenziale ­ potranno legittimamente astenersi
dalle prestazioni professionali, sempre nell’ambito
delle previsioni del codice appena approvato».
Eguale soddisfazione è stata espressa anche dal
presidente dell’Ancl S.U., sindacato dei consulenti
del lavoro, Francesco Longobardi. «Abbiamo ade­
rito da subito all’iniziativa del consiglio nazionale
dell’ordine e siamo pronti ad assumere le iniziati­
ve più opportune per dare concreta attuazione al
codice. Il clima fra i colleghi nei confronti della
pubblica amministrazione è pessimo, proprio per
l’esasperata burocrazia presente in modo ingom­
brante».
Nell’attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficia­
le, vediamo cosa prevede la delibera di approva­
zione così come diffusa.
Innanzitutto, si ricorda che la delibera viene
emanata sulla base delle previsioni della legge n.
146/1990 che riguarda le «Norme sull’esercizio
del diritto di sciopero nei servizi pubblici essen­
ziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona
costituzionalmente tutelati. Istituzione della
Commissione di garanzia dell’attuazione della
legge».
L’articolo 2­bis della citata legge prevede che
«L’astensione collettiva dalle prestazioni, a fini di
protesta o di rivendicazione di categoria, da par­
te di lavoratori autonomi, professionisti o piccoli
imprenditori, che incida sulla funzionalità dei
servizi pubblici di cui all’articolo 1, è esercitata
nel rispetto di misure dirette a consentire l’eroga­
zione delle prestazioni indispensabili di cui al
medesimo articolo. A tale fine la Commissione di
garanzia di cui all’articolo 12 promuove l’adozio­
ne, da parte delle associazioni o degli organismi
di rappresentanza delle categorie interessate, di
codici di autoregolamentazione che realizzino, in
caso di astensione collettiva, il contemperamento
con i diritti della persona costituzionalmente tu­
telati di cui all’articolo 1. Se tali codici mancano
o non sono valutati idonei a garantire le finalità
di cui al comma 2 dell’articolo 1, la Commissione
di garanzia, sentite le parti interessate nelle for­
me previste dall’articolo 13, comma 1, lettera a),
delibera la provvisoria regolamentazione. I codi­
ci di autoregolamentazione devono in ogni caso
prevedere un termine di preavviso non inferiore
a quello indicato al comma 5 dell’articolo 2,
l’indicazione della durata e delle motivazioni del­
l’astensione collettiva, ed assicurare in ogni caso
un livello di prestazioni compatibile con le finali­
tà di cui al comma 2 dell’articolo 1. In caso di
violazione dei codici di autoregolamentazione,
fermo restando quanto previsto dal comma 3
dell’articolo 2, la Commissione di garanzia valuta
i comportamenti e adotta le sanzioni di cui all’ar­
ticolo 4».
Come si può notare, l’art. 2­bis stabilisce che
sono legittimate a promuovere l’autoregolamen­
tazione «le associazioni o gli organismi di rappre­
sentanza delle categorie». Non è questa la sede
per disquisire sulla legittimità degli attori; si rile­
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va soltanto che per le altre professioni l’autore­
golamentazione è stata promossa dai Sindacati di
categoria.
Passando all’esame dell’autoregolamentazione,
l’art. 1 individua l’ambito di applicazione con
particolare riferimento alle attività che hanno ca­
rattere previdenziale, assicurativo, fiscale, conten­
zioso e giurisdizionale per i profili incidenti su
diritti fondamentali degli utenti.
RAPPORTO DI LAVORO
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sione non può intercorrere un periodo superiore a
sessanta giorni, mentre l’eventuale revoca della
proclamazione deve essere comunicata agli stessi
destinatari almeno cinque giorni prima della data
fissata per l’astensione medesima salva la diversa
richiesta da parte della Commissione di garanzia o
la sopravvenienza di fatti significativi. Le disposi­
zioni in tema di preavviso e di durata possono
non essere rispettate nei soli casi di astensione dal
lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di
protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e
della sicurezza dei lavoratori.
Anche i periodi massimi sono disciplinati dall’art.
2 e cioè viene previsto che ciascuna proclama­
zione deve riguardare un unico periodo di asten­
sione; l’astensione non può superare otto giorni
consecutivi lavorativi ed infine, con riferimento a
ciascun mese solare non può comunque essere
superato la durata di otto giorni anche se si tratta
di astensioni aventi ad oggetto questioni e temi
diversi. In ogni caso tra il termine finale di
un’astensione e l’inizio di quella successiva deve
intercorrere un intervallo di almeno quindici
giorni. Tali limitazioni non si applicano nei casi
in cui è prevista la proclamazione dell’astensione
senza preavviso.
N. 28 - 11 luglio 2014
Proclamazione e durata dello sciopero
L’articolo 2, invece, disciplina la proclamazione e
durata delle astensioni, stabilendo che la procla­
mazione dell’astensione rientra nelle competen­
ze del Consiglio nazionale dei Consulenti del
Lavoro e delle organizzazioni di riferimento del­
la categoria. Sembra di capire che lo sciopero
possa essere proclamato esclusivamente dal Cno
e non anche, ad esempio, dai consigli provinciali
dell’ordine (Cpo). Inoltre, sono legittimati a pro­
clamare lo sciopero anche le organizzazioni di
riferimento della categoria e quindi, credo, i sin­
dacati di rappresentanza dei consulenti del lavo­
ro. Andrebbe chiarito se, anche in questo caso, la
legittimazione sia di esclusiva competenza del­
l’organismo apicale nazionale oppure di ogni
struttura territoriale.
Sempre l’art. 2 precisa che la proclamazione del­ Le prestazioni indispensabili
l’astensione, con l’indicazione della specifica moti­ L’art. 3, invece riguarda gli effetti dell’astensione.
vazione e della sua durata, deve esse­
Nella delibera si legge che l’astensio­
re comunicata almeno quindici giorni
ne può riguardare tutte le attività ob­
prima della data dell’astensione alla
bligatorie dei consulenti del lavoro,
L’astensione
Commissione di garanzia dell’attua­
ad eccezione di quelle che l’art. 4
zione della legge sullo sciopero nei collettiva può
definisce come «Prestazioni indispen­
servizi pubblici essenziali. Inoltre ana­ riguardare
sabili» e cioè quelle riguardanti:
loga informazione deve essere tra­ tutte le attività
­ la presentazione delle dichiarazioni
smessa, in ragione della motivazione obbligatorie
annuali riferite alla gestione dei rap­
dell’astensione collettiva, al direttore ad eccezione
porti di lavoro (dichiarazione dei so­
dell’agenzia regionale delle entrate, al­ di quelle che
stituti di imposta, prospetto informati­
le Direzioni territoriali del lavoro inte­ l’art. 4 definisce
vo disabili, autoliquidazione del pre­
ressate, ai direttori regionali Inps ed come prestazioni
mio Inail ecc.);
Inail, all’Unioncamere in rappresen­ indispensabili
­ la presentazione denunce contributi­
tanza delle Camere di commercio, al
ve mensili;
Ministero del lavoro e delle politiche
­ la compilazione del libro unico del
sociali o ad altro Ministero interessato, agli organi­ lavoro mensile;
smi giudiziari civili, penali, amministrativi e tribu­ ­ le comunicazioni di assunzione al Centro per
tari interessati. Infine, ove l’astensione collettiva l’impiego dei lavoratori.
abbia una portata nazionale, le informazioni di cui In ogni caso, devono essere garantite tutte quelle
innanzi sono trasmesse ai soggetti istituzionali na­ prestazioni, con scadenze predefinite, il cui man­
zionali degli organismi innanzi individuati. L’orga­ cato adempimento possa comportare, da parte
nismo proclamante, inoltre, assicura la comunica­ delle Autorità competenti, l’irrogazione di sanzio­
zione al pubblico della astensione, almeno cinque ni di carattere amministrativo a carico dei contri­
giorni prima con tempi e modalità tali da determi­ buenti.
nare il minimo disagio per i cittadini.
E pensare che se non ci fosse stato l’articolo 4,
Tra la proclamazione e l’effettuazione dell’asten­ l’articolo 3 sarebbe stato fantastico in quanto
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RAPPORTO DI LAVORO
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N. 28 - 11 luglio 2014
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prevedono che «l’astensione può riguardare tutte
le attività obbligatorie dei consulenti del lavoro,
ivi compresa l’elaborazione e la stampa del Libro
unico del lavoro, la predisposizione delle comu­
nicazioni obbligatorie del rapporto di lavoro, del­
le denunce previdenziali mensili, delle dichiara­
zioni dei sostituti di imposta e la cura degli ulte­
riori adempimenti connessi al rapporto di lavoro,
l’attività derivante dagli obblighi assunti in quali­
tà di Ctu o Ctp; nonché tutti gli adempimenti
telematici di carattere fiscale (deleghe di paga­
mento, assistenza su preavvisi di irregolarità
ecc.) e previdenziali (domande di ammortizzatori
sociali, richieste di rateazione ecc.). L’astensione
può riguardare anche l’elaborazione e predispo­
sizione delle dichiarazioni tributarie e cura degli
ulteriori adempimenti tributari, l’attività di inter­
mediazione fiscale in generale, l’assistenza e la
rappresentanza davanti agli organi della giurisdi­
zione tributaria di cui al decreto legislativo 31
dicembre 1992, n. 545».
Sempre l’art. 3 prevede che, fermo restando quan­
to stabilito per le prestazioni indispensabili, duran­
te l’astensione possono essere omesse quelle atti­
vità non obbligatorie richieste da enti, istituzioni e
privati.
Inoltre, nell’ambito delle procedure di conciliazio­
ne dei rapporti di lavoro nelle quali sia stata con­
ferita delega al professionista la mancata compari­
zione del consulente del lavoro alla convocazione
o a qualsiasi altro atto o adempimento per il quale
sia prevista la sua presenza, ancorché non obbli­
gatoria, affinché sia considerata in adesione al­
l’astensione regolarmente proclamata ed effettua­
ta ai sensi della presente disciplina, e dunque
considerata legittimo impedimento, deve essere
alternativamente:
a) dichiarata ­ personalmente o tramite sostituto
del professionista titolare del mandato ­ all’inizio
della seduta della commissione;
b) comunicata con atto scritto trasmesso o deposi­
tato nella segreteria della commissione competen­
te, almeno due giorni prima della data stabilita.
Ove possibile, il professionista provvederà a forni­
re idonee informazioni ai consulenti del lavoro
costituiti nello stesso procedimento.
Nel processo tributario, invece, la mancata compa­
rizione del consulente del lavoro all’udienza o a
qualsiasi altro atto o adempimento per il quale sia
prevista la sua presenza, ancorché non obbligato­
ria, affinché sia considerata in adesione all’asten­
sione regolarmente proclamata ed effettuata ai
sensi della presente disciplina, e dunque conside­
rata legittimo impedimento del difensore, deve
essere alternativamente:
a) dichiarata ­ personalmente o tramite sostituto
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del professionista titolare della difesa o del man­
dato ­ all’inizio dell’udienza;
b) comunicata con atto scritto trasmesso o deposi­
tato nella segreteria della commissione tributaria
competente, almeno due giorni prima della data
stabilita. Ove possibile, il professionista provvede­
rà a fornire idonee informazioni ai dottori com­
mercialisti ed esperti contabili costituiti nello stes­
so procedimento.
Si tenga presente che, nel rispetto delle modalità
sopra indicate, l’astensione costituisce legittimo
impedimento anche qualora consulenti del lavoro
del medesimo procedimento non abbiano aderito
all’astensione stessa; la presente disposizione si
applica a tutti i soggetti del procedimento, ivi com­
presi i rappresentanti della controparte.
Invece, nel caso in cui sia possibile la separazione
o lo stralcio per le parti assistite da un professioni­
sta che non intende aderire alla astensione, questi,
conformemente alle regole deontologiche, deve
farsi carico di avvisare gli altri colleghi interessati
alla convocazione quanto prima, e comunque al­
meno due giorni prima della data stabilita, ed è
tenuto a non compiere atti pregiudizievoli per le
altre parti in causa in qualsiasi modo assistite da
professionisti che abbiano dichiarato l’intenzione
di aderire all’astensione.
Il diritto di astensione può essere esercitato in
ogni stato e grado del procedimento.
Codice deontologico
L’ultimo articolo, il quinto, richiama il codice de­
ontologico. In definitiva, le violazioni concernenti
la proclamazione e l’attuazione dell’astensione, ol­
tre alle sanzioni previste dalla legge n. 146/1990,
sono oggetto di valutazione da parte dei consigli
dell’ordine in sede di esercizio dell’azione discipli­
nare. Gli stessi ordini professionali vigilano sul
rispetto individuale e collettivo delle regole e mo­
dalità di astensione. Infine i consigli provinciali ed
al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti
del Lavoro sono impegnati ad assicurare il coordi­
namento delle iniziative in caso di questioni appli­
cative concernenti il codice di autoregolamenta­
zione. Le questioni saranno risolte e disciplinate
secondo il principio della tutela dei cittadini e
della necessità di assoggettare gli stessi al minor
disagio possibile nel caso concreto.
Conclusione
Infine si può affermare che la categoria dei consu­
lenti del lavoro si è dotata di uno strumento im­
portante che disciplina anche per loro l’esercizio
del diritto di sciopero costituzionalmente garanti­
to; qualche dubbio, invece, sulla sua efficacia.
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