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CXU 2011 03 bozza B - Santa Maria Assunta in Turro

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Anno 21 - Numero 4
APRILE 2014
2010
“MAESTRO MIO”!
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Editoriale: Eccomi!
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Verso e periferie – Due incontri
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La Santa del Mese - Gianna Beretta Molla
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La settimana santa: celebrazioni e orari
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Solenne Via Crucis per le vie del quartiere
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L’incontro con Gesù - La salvezza come dono

Il rendiconto parrocchiale

Chitarra in oratorio

ODI Turro Pallavolo
L’immagine che ho scelto per la riflessione sulla Pasqua di quest’anno è una delle più ripetute dagli autori sacri. È l’incontro della Maddalena con Gesù risorto
che va sotto il titolo latino “Noli me tangere”: “non mi toccare”. La traduzione
più corretta, dal greco, dice però: “Non mi trattenere” (Gv 20,17)
Questa bellissima icona greca di un autore cretese è a Venezia e raffigura, secondo una delle versioni tradizionali, la tomba aperta, la Maddalena in ginocchio
con i capelli sciolti, Gesù con le ferite evidenti, lo sguardo intenso di Maria che
riconosce il “Maestro”, e riporta in geco delle scritte evangeliche.
È la descrizione di una ricerca, quella della Maddalena, e di una rivelazione,
quella di Gesù presente, vivo, con tutto il mistero del Figlio di Dio che salva
l’umanità sconvolta e perduta.
Voglio riportare qui alcuni passi di una omelia di Mons. Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi, durante la celebrazione della Via Crucis del 25
marzo scorso in Duomo. Ci aiutano a comprendere il mistero dell’incontro di
Pasqua che tutti siamo chiamati a rivivere nei prossimi giorni.
«Anche i vescovi hanno delle tentazioni. La tentazione che mi insidia in questi giorni è quella di dire: “Basta!”.
Basta con lo scandalo della ricchezza, basta con i ricchi che si arricchiscono
rubando ai poveri, basta con i soldi usati per far soldi invece che per il bene
comune, basta con la ricchezza che diventa un potere indiscutibile e una
ragione per avere sempre ragione, … Molti si rivolgono al Vescovo, ai preti,
alla Chiesa chiedendo, pretendendo, gridando, supplicando e allora viene
da dire: “Basta con lo scandalo della ricchezza, guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione! Ora a voi ricchi: piangete e gridate per
le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce … ecco, il
salario dei lavoratori che voi non avete pagato, grida … agli orecchi del Signore onnipotente (Gc 5,1 ss). Basta con le ricchezze accumulate facendo
paura, con le ricchezze acquisite con la violenza, il furto, lo sfruttamento. Basta con la ricchezza che non diventa un bene comune”.
Basta! Basta con questo apparato che ci soffoca, con questa ossessione delle
procedure che impedisce di procedere, questo groviglio di adempimenti parassiti, che impediscono di combinare qualche cosa, che assorbono energie
e tempo e intelligenza e non restituiscono nessun vantaggio. …
Basta con la corruzione dei giovani! Basta con un mondo adulto che insinua
ai giovani che sono inutili e che a nessuno serve quello che loro sono, quello
che loro sanno, quello che loro sanno fare. Basta con quelle scelte astute
che insegnano ai giovani che la loro vita non vale niente …
Ecco la tentazione di un vescovo: dire: basta!
Ma seguendo il Signore … Un vescovo … ha anche le sue grazie. E stasera il
Signore ci ha radunati qui per farci grazia, per darci lucidità e forza per respingere le tentazioni, seguendo Gesù sulla via della croce. Invece che sbraitare contro il sistema e i suoi adoratori, invece che aizzare il risentimento …
contempliamo il mistero dell'amore di Dio e la rivelazione della sua potenza
che salva. Come salva il Signore? Portò i nostri peccati. …
Gesù non ha detto: “Basta!”, ha detto invece: “Eccomi!”.
Ha consegnato se stesso per liberare noi, ha reso leggero il nostro peso: “Eccomi!” E l'ha portato lui. Ha guarito la radice del male: “Eccomi, questo è il
mio corpo dato per voi” e si è lasciato inghiottire dal frutto più terribile del
male, la morte e gli inferi.
E attratti da questo mite, fragile, inerme, commovente “Eccomi!” si sono lasciati convincere altri a percorrere la stessa strada, a praticare lo stesso stile.
La Veronica di fronte al volto sfigurato si è fatta avanti con il suo gesto tenerissimo, inutile come una carezza, necessario come l'amore: “Eccomi! Resti
per sempre scritto nella mia vita e nel mio panno il tuo volto!”.
Il Cireneo trascinato all'imprevista fatica si è fatto avanti con il suo vigore ignaro, forse contrariato e di malavoglia, eppure infine disponibile: “Eccomi!
Anch'io porto un poco della tua croce!”.
… Anche noi diciamo: “eccomi!”. Di fronte al soffrire ci sentiamo chiamati:
“Eccomi! Il peso sia condiviso, il dolore consolato, l’ingiustizia combattuta”
… È commovente e incoraggiante guardare alle nostre comunità, alla loro
storia e al loro presente, e sentire che in tutte, tutti i giorni, in ogni situazione
c'è un popolo innumerevole di persone che si fanno avanti e dicono: Eccomi! Una folla sterminata di cirenei che dicono: eccomi, porto anch'io un poco del tuo peso! Un folla sterminata di veroniche che dicono: eccomi, non
manchi neppure a te la consolazione di un gesto di tenerezza. …»
Anche Maddalena era là ai piedi della croce. E c’era anche dopo, al sepolcro,
quando tutto sembrava finito, in una ricerca che l’amore fa proseguire ancora
più che la fede. È a questa ricerca così forte e tenace che si rivela la risurrezione e la presenza di Gesù. Una ricerca che vince il male e la morte, che può
vincere anche il male di oggi.
Per questo è stata chiamata e essere la prima testimone della nostra salvezza,
della possibilità per tutti noi di incontrare Gesù, di lasciarci trasformare da
questo incontro.
Questo incontro che riempie il cuore di gioia e di testimonianza è l’augurio
della Pasqua vera che ci prepariamo a celebrare.
Don Pino
3
VERSO LE PERIFERIE
INCONTRO CON DON COLMEGNA
Il 14 marzo Don Colmegna ha aperto la serie degli incontri programmati per il cammino quaresimale di
questo
anno
con
un’interessante chiacchierata su ”La comunità cristiana e le periferie esistenziali sul
proprio territorio”.
È stato un incontro molto significativo che ha suscitato molte riflessioni personali.
Don Colmegna, in piena sintonia con l’Evangelii Gaudium, ha parlato innanzi
tutto di “speranza”: il mondo ha bisogno di sguardi carichi di speranza soprattutto nelle sue periferie esistenziali e sociali. Chi se non noi cristiani, avvicinandoci al sogno di Dio, può dare speranza infrangendo il muro
dell’indifferenza e comunicando, specialmente ai più bisognosi, la gioia che ci
viene dall’aver incontrato Gesù? Prendiamo coscienza delle grandi difficoltà in
cui versano tante persone per problemi di lavoro, di salute, di solitudine, di nazionalità e “commoviamoci” di fronte alle sofferenze degli altri partecipando e
condividendo il loro dolore col desiderio di stabilire legami profondi. Siamo
“accoglienti e ospitali” sentendoci uniti al destino degli altri perché la vita di
ciascuno di noi è fatta
d’incontri e la fede
matura nelle situazioni
difficili che viviamo.
Impariamo ad “ascoltare”, a non chiuderci
nel nostro ambito personale e individualista
che molto spesso nasconde fragilità e ansia
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per non dire paura. Avviciniamo l’altro con “compassione” e non si abbia paura di piangere! Riscopriamo anche il senso di “responsabilità”: dare risposte
al perché del nostro agire comporta la disponibilità ad “appassionarsi”, a “indignarsi” di fronte alle ingiustizie e a “impegnarsi” per dare il nostro contributo alla realizzazione di una società migliore. “Educhiamo” i nostri figli alla
condivisione, ai sentimenti di bontà e di tenerezza sui quali fondare buone e
sane relazioni.
In questo percorso educativo ci deve sostenere sempre la preghiera e la vicinanza al Vangelo: diamo spazio al “silenzio” e alla “contemplazione” per un
continuo dialogo con il Signore! Perché attraverso il nostro volto trapeli la luce
di chi ha incontrato Cristo, luce che si riflette sugli altri cambiando a poco a
poco il volto di una città.
La “Casa della carità” fondata da Don Colmegna vive concretamente nella
quotidianità i valori cristiani delle beatitudini investendo energie e risorse per
realizzare percorsi formativi che diano a chi si trova nel bisogno, attraverso
una relazione d’amore, la forza interiore per affrontare le difficoltà della vita.
INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE “NOCETUM”
Venerdì 21 marzo 2014, alle ore 21, come secondo incontro di Quaresima, nel
nostro Teatro Gianlorenzo Brambilla erano state invitate le fondatrici
dell’Associazione “Nocetum Onlus” di Via San Dionigi a Milano: la presidentessa Gloria Mari, geologa e Suor Ancilla Beretta, grande animatrice di gruppi
di preghiera e organizzatrice del centro di accoglienza.
Purtroppo, problemi fisici hanno impedito a Suor Ancilla di essere presente ma
grande e forte è stata la testimonianza di Gloria Mari.
"Questo centro è
composto di una
Chiesetta, una cascina e del verde intorno; poco più in la c’è
una grande comunità
rom, una sera, e più
precisamente il 12
febbraio 2005, è
scoppiato un incendio con fiamme che
arrivavano anche a
qualche decina di
metri di altezza. Suor
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Ancilla è corsa in aiuto per salvare quelle povere persone e ci siamo trovati in
un attimo ad accogliere più di duecento rom. Qui comincia la difficoltà accompagnata da diffidenza, da paura di non farcela, anche perché era la prima
volta che ci si trovava di fronte ad un problema del genere.
Come affrontare il problema? Da dove cominciare? Quante domande senza
risposta; eppure avevamo tutto per riunire le famiglie, calmare i bambini …
Certo non avevamo tantissimo, ma quello che serviva lo avevamo dentro di
noi.
A quel punto ci
siamo trovate a
dover scegliere tra
due soluzioni: la
prima chiamare i
soccorsi ed andare
via, la seconda
aiutarli in maniera
concreta e portarli
tutti nel nostro centro; abbiamo optato per questa seconda scelta e alla fine è stata senza dubbio la migliore per
tutti.
Abbiamo comunque chiamato Croce rossa e Associazione Ronda che hanno
aiutato con cibo caldo e coperte in maniera immediata.
È stata un’esperienza che ha lasciato a tutti qualcosa di importante: ci ha
permesso di conoscere religioni diverse, usanze diverse, ed anche per gli stessi
rom ha permesso alle nuove generazioni di capire che esistono usanze diverse,
magari migliori, essendo in loro meno radicata la mentalità antica».
Vorrei dire che questa seconda serata ha lasciato in ognuno dei partecipanti
una speranza nuova, pensando di più all’accoglienza dei popoli e meno
all’egoismo, senza aspettarci nulla dall’altro.
Ci ha stimolato a donare in maniera incondizionata sempre e a non giudicare
mai il prossimo, anche perché ognuno può dare quello che il Signore ci ha
permesso di donare.
La cosa che più mi ha affascinato è la nuova prospettiva, più volte desiderata, quella di una nuova strada per questi giovani che presto si recheranno
presso il Centro Nocetum e cercheranno di capire e di vivere un’esperienza
meravigliosa.
Stefano
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La Santa del mese
28 Aprile
Santa Gianna Beretta Molla
“la santità è la quotidianità della vita, vissuta alla luce di Dio”
Gianna Beretta nacque a Magenta il 4 ottobre 1922, decima dei tredici figli di
Alberto Beretta e Maria De Micheli. Già
da fanciulla accolse con piena adesione
il dono della fede e una limpida educazione cristiana la portarono a considerare
la vita come un dono meraviglioso di
Dio, ad avere fiducia nella Provvidenza e
a essere certa della necessità e dell'efficacia della preghiera. La Prima Comunione, all'età di cinque anni, fu l’inizio di
un'assidua frequenza all'Eucaristia, che
divenne sostegno e luce della sua fanciullezza, adolescenza e giovinezza. In
quegli anni non mancarono difficoltà e
sofferenze: il cambiamento di scuole, la
salute cagionevole, i trasferimenti della
famiglia, e infine malattia e morte dei
genitori. Tutto questo però non produsse
squilibri in Gianna, ma piuttosto contribuì alla ricchezza e profondità della sua vita spirituale affinandone la sensibilità. Negli anni del liceo e dell'università era descritta come una giovane dolce,
volitiva e riservata, e mentre si dedicava con diligenza agli studi, viveva momenti quotidiani di preghiera, un impegno tra le giovani di Azione Cattolica e
la carità verso gli anziani e i bisognosi nelle Conferenze di San Vincenzo. Ottenuta la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1949 presso l'Università di Pavia,
aprì nel 1950 un ambulatorio medico a Mesero, un comune del Magentino, e in
seguito, nel 1952, presso l'Università di Milano si specializzò in Pediatria. Tra
i suoi assistiti predilesse mamme, bambini, anziani e poveri. In una lettera
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Gianna scrisse: ”Non è sufficiente parlare bene, è necessario mostrare degli
esempi. Dobbiamo essere testimoni viventi della grandezza e della bellezza del
cristianesimo. Per rendere la verità visibile nella propria persona, occorre offrire se stessi come esempio …”. Nel 1954, durante un viaggio a Lourdes dove
accompagnava un gruppo di pazienti ammalati, Gianna chiese la guida di Nostra Signora del Buon Consiglio per la sua vocazione. Al ritorno del viaggio
conobbe Pietro Molla, comprese così che la sua vocazione era di madre e sposa. Sposato l'ingegnere Pietro Molla il 24 settembre 1955, sperimentò la felicità di essere moglie e madre: nel novembre 1956 nacque Pierluigi, nel 1957 di
Mariolina e nel 1959 di Laura. Seppe armonizzare con semplicità ed equilibrio, i doveri di madre, di moglie e di medico con gran gioia di vivere. Il marito così testimonia: "Gianna era una donna splendida, ma assolutamente normale. Era bella, intelligente e buona. Le piaceva sorridere. Era anche una
donna moderna ed elegante. Guidava la macchina, amava la montagna e sciava molto bene. Le piacevano i fiori e la musica. Per anni siamo stati abbonati
ai concerti del Conservatorio. Le piacevano i viaggi. Io andavo spesso all'estero per motivi di lavoro e, appena possibile, la portavo con me…”. Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di gravidanza, fu raggiunta
dalla sofferenza e dal mistero del dolore: un intervento chirurgico era necessario per rimuovere il grosso fibroma uterino che premeva sul bambino. Pur sapendo di correre un rischio nel continuare la gravidanza dopo questo intervento, supplicò il chirurgo di salvare la vita che portava in grembo. La vita era
salva dopo l’intervento, ma rimaneva il rischio al parto; Gianna ringraziò il Signore e trascorse i sette mesi che la separavano dal parto con impareggiabile
forza d'animo e con immutato impegno di madre e di medico. Il Venerdì Santo, 20 aprile 1962, Gianna fu ricoverata all'ospedale di Monza per il parto.
Nell'ultima settimana della sua gravidanza ripeteva: "Quello che Dio desidera." Gianna Emanuela, la quarta figlia di Gianna e Pietro, nacque il 21 aprile
con taglio cesareo. Una settimana dopo Gianna morì di peritonite settica dopo
aver ripetuto la preghiera “Gesù ti amo, Gesù ti amo”.
Aveva trentanove anni. I suoi funerali furono una grande manifestazione unanime di commozione profonda, di fede e di preghiera. Fu sepolta nel cimitero
di Mesero, e rapidamente si diffuse la fama di santità per la sua vita e per il gesto di amore e di martirio che l'aveva coronata. Paolo VI ricordandola,
all'Angelus del 23 settembre 1973, disse di lei “Una giovane madre della diocesi di Milano che, per dare la vita alla sua bambina sacrificava, con meditata
immolazione, la propria”.
Nel 1977 una giovane donna protestante all’ospedale in Grajau, nel Brasile,
stava morendo dopo aver dato alla luce un bambino nato morto. Una complicazione molto seria, non trattabile in quell'ospedale, richiedeva che la paziente
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fosse trasportata presso un ospedale specializzato a San Luis a quasi a seicento
chilometri di distanza. La donna non sarebbe mai sopravvissuta a quel viaggio.
Un'infermiera, la sorella cappuccina Bernardina du Manaus, interessatasi alla
situazione dolorosa della paziente, insieme a due infermiere, la affida nella
preghiera a Gianna Beretta Molla affinché, per la sua intercessione, la madre
morente sia guarita e sia evitato il drammatico viaggio a San Luis. Subito, secondo la testimonianza della paziente, i dolori sparirono completamente. L'11
aprile 1978, il cardinale Giovanni Colombo e sedici vescovi della Conferenza
episcopale della Lombardia chiesero a papa Giovanni Paolo II l'introduzione
della causa di beatificazione per la Serva di Dio Gianna Beretta Molla. Nella
loro lettera postulatoria i vescovi implorarono la glorificazione di questa sposa
e madre, descrivendola come "modello di verità per questo mondo incline a
fraintendere e confutare il diritto alla vita". Gianna è stata proclamata beata da
Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994, nell'Anno Internazionale della Famiglia e
santa il 16 maggio 2004. Gianna visse una vita normale tra lavoro e famiglia,
insieme al coniuge e ai figli, con le gioie e le preoccupazioni di ogni giorno facendoci comprendere cos’è la santità: "amare Dio con tutto il cuore, tutta l'anima, tutte le forze" dentro i ritmi quotidiani e comuni dell'esistenza. Gli ultimi
sette mesi di vita di Gianna furono il tempo della sua maturazione durante il
quale la "perfetta Carità" invase il suo cuore.
Conosciamo ora alcuni tratti di Gianna dalle testimonianze di chi l’ha conosciuta. Gianna prima di andare in ospedale, si recò dal sacerdote dal quale abitualmente si confessava, che la esortò a sperare e ad avere coraggio. "Sì, don
Luigi” - gli rispose – “ho tanto pregato in questi giorni. Con fede e speranza
mi sono affidata al Signore, anche contro la terribile parola della scienza medica che mi diceva: 'o la vita della madre o la vita della sua creatura'. Confido
in Dio, sì, ma ora spetta a me compiere il mio dovere di mamma. Rinnovo al
Signore l'offerta della mia vita. Sono pronta a tutto, pur di salvare la mia
creatura". Raccontò lei stessa il primo incontro col chirurgo: "Il professore mi
disse prima dell'operazione: 'Cosa facciamo, salviamo lei o salviamo il bambino?’ 'Prima salviamo il bambino!’, gli dissi subito. 'Per me non si preoccupi'. E, dopo l'operazione, egli mi disse :'Abbiamo salvato il bambino'". Solo
il chirurgo e Gianna conoscevano il significato profondo di quell’"abbiamo
salvato il bambino". L'espressione annunciava alla madre altri mesi di passione, tanti quanti sarebbe durata ancora la gravidanza. Quando se la vide davanti,
nel momento del parto, il professore esclamò con un misto di ammirazione e di
sconcerto: "Ecco la madre cattolica!". Tornando al racconto del marito: "Un
mese e mezzo prima della nascita di nostro figlio è successa una cosa che mi
ha sconvolto. Dovevo uscire per andare in fabbrica e avevo già infilato il cappotto. Gianna - mi pare ancora di vederla - era appoggiata al mobile dell'an9
ticamera della nostra casa. Mi è venuta vicino. Non mi ha detto: ' Sediamoci',
'fermati un momento, parliamo'. Niente. Mi è venuta vicino così come succede
quando si debbono dire cose difficili, che pesano, ma alle quali si è tanto meditato, e su cui si vuole tornare. 'Pietro’ - mi ha detto- ‘ti prego….Se si dovrà
decidere tra me e il bambino, decidete per il bambino, non per me. Te lo chiedo'. Così. Nient'altro. Sono stato incapace di dire qualunque cosa. Conoscevo
benissimo mia moglie, la sua generosità, il suo spirito di sacrificio. Sono uscito da casa senza dire una parola". Il terribile travaglio durò tutta la notte; alle
undici del Sabato Santo nacque, con parto cesareo, una bella e sana bambina,
proprio nel momento in cui - secondo la Liturgia in uso prima del Concilio - si
scioglievano le campane e si cominciava a festeggiare la Resurrezione. La sua
passione continuò per un'altra lunga settimana, mentre una peritonite settica la
conduceva alla tomba, senza che si riuscisse a far nulla per salvarla. Il mercoledì dopo Pasqua si risvegliò dal coma e disse al marito: "Pietro, ora sono
guarita. Ero già di là e sapessi cosa ho visto! Un giorno te lo dirò. Ma siccome ero troppo felice, stavo troppo bene, con i nostri meravigliosi bambini,
pieni di salute e di grazia, con tutte le benedizioni del cielo, mi hanno rimandato quaggiù per soffrire ancora, perché non è giusto presentarsi al Signore
senza tanta sofferenza". Che cosa rese possibile la scelta eroica, visto che sul
letto di morte disse alla sorella: "Sapessi quanto si soffre quando si lasciano i
bambini tutti piccoli!"? Fu il marito stesso, nonostante lo strazio, a spiegare
ciò che spinse la moglie al sacrificio: "Quello che ha fatto non lo ha fatto 'per
andare in Paradiso'. L'ha fatto perché si sentiva una mamma… Per comprendere la decisione non si può dimenticare, per prima cosa, la sua profonda persuasione, come mamma e come medico, che la creatura che portava in sé era
una creatura completa … Un dono di Dio, al quale era dovuto un rispetto sacro. … E non si può dimenticare la sua fiducia nella Provvidenza. Era persuasa, infatti, come moglie, come madre di essere utilissima a me e ai nostri figli,
ma di essere soprattutto in quel preciso momento, indispensabile per la piccola creatura che stava nascendo in lei…". Per la fede nella Provvidenza divina,
quella cui Cristo ha dato un volto filiale e paterno, la scelta di Gianna fu "meditata", come ha detto il Papa, "una reazione ragionata" come scrisse il marito. E l'evidenza era che agli altri tre figli ella era necessaria, ma a quello che
portava in grembo era indispensabile. Senza di lei Dio poteva "provvedere" agli altri bambini, ma neppure Dio avrebbe potuto "provvedere" a quello che
aveva in grembo, se lei lo rifiutava. Questa la particolare via alla santità di
Gianna e questa la testimonianza data al nostro tempo perché torni ad avere fiducia più nella Provvidenza che nei propri umani calcoli.
Paola
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SOLENNE VIA CRUCIS
per le vie del quartiere - 11 aprile, ore 20.45
Lungo il percorso di questa VIA CRUCIS pregheremo per le realtà sociali presenti nella nostra Parrocchia.
1)
VIA VALTORTA, 59: LE PERIFERIE
Con riferimento alle “periferie umane” tanto caldeggiate dal Santo Padre
in questa Quaresima.
2)
VIA STAMIRA D’ANCONA: DITTA SIRTE
Pregheremo per tutte le problematiche legate al mondo del lavoro e in
particolare per la difficile situazione di precarietà e disoccupazione che
stiamo vivendo.
3)
VIA STAMIRA D’ANCONA: OSPEDALE SAN RAFFAELE
Con la preghiera saremo vicini a tutti i malati e ci soffermeremo a riflettere sulle sofferenze dell’umanità.
4)
VIA RUSSO, 27: SCUOLA ELEMENTARE
Pregheremo per l’infanzia, il mondo giovanile e il difficile compito degli
educatori.
5)
PIAZZA GOVERNO PROVVISORIO: CASCINA TURRO (Sede dell’ex
Governo Provvisorio d’Italia): pregheremo per le istituzioni e i nostri governanti perché, illuminati dalla fede si pongano con coscienza al servizio
della collettività.
6)
IN CHIESA: CONCLUSIONE
Sarebbe bello che al passaggio della Santa Croce, alle finestre dei caseggiati fossero presenti dei segni di devozione come lumini, porte aperte, luci
accese a significare il grande desiderio di manifestare la nostra fede anche
a coloro che da essa sono lontani.
Letizia
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13
L’INCONTRO CON GESÙ
Domenica 9 marzo, presso la chiesa
di Sant’Eustorgio, c’è stato un incontro di adorazione eucaristica guidata
da suor Emmanuel Maillard, religiosa
della Comunità delle Beatitudini.
La chiesa era gremita di fedeli e gli
addetti all’acco-glienza si muovevano
in modo silenzioso e premuroso per
far sì che ognuno avesse il proprio posto a sedere; nonostante la folla,
l’atmosfera era serena e pacata e i silenzi profondi e intensi.
Durante l’esposizione del Santissimo
suor Emmanuel ha preso la parola per accompagnarci all’incontro con Gesù, con
la sua voce chiara e morbida. Le sue parole e i suoi insegnamenti si alternavano
a momenti di adorazione silenziosa, resi più intimi dalle parole ascoltate.
La religiosa ha esordito dicendo che lo “scopo dell’adorazione è permettere a
Gesù di toccare i nostri cuori e trasformarli”.
Ha dunque raccontato l’esperienza di una giovane mussulmana che, trasferitasi
a Parigi, entrò in una chiesa mentre era in corso l’adorazione eucaristica. Vide
molte persone i cui sguardi erano focalizzati su qualcosa che era sull’altare.
Incuriosita si chiese cosa fosse e cominciò a osservare con attenzione, rimase lì
a lungo a guardare. Al termine, quando tutti uscirono dalla chiesa, la donna si
avvicinò al parroco e gli chiese di poter avere una foto di quell’uomo che era
all’altare e aggiunse che non aveva mai visto una persona con un sorriso così
bello e particolare “sembrava che mi conoscesse e mi sorrideva”.
“Gesù è veramente lì, nell’ostia consacrata”, ha detto la suora, e a volte permette ad alcune persone di vederlo in modo da risvegliare le nostre coscienze assopite. “È lì e ci aspetta”, perché le nostre sofferenze lo attirano, è sceso dal cielo
per questo, il nostro vuoto interiore lo chiama e “brucia d’amore per noi”. Gesù
desidera soddisfare la nostra sete di amore e colmare i nostri cuori di pace, ma
sta a noi però scegliere di esporre il nostro cuore al suo amore salvifico.
Come dice suor Faustina, tutto ciò che abbiamo di bello viene da Gesù, l’unica
cosa che non viene da Lui, l’unica cosa veramente nostra che possiamo “offrirgli sono i nostri peccati, e lui ce li chiede perché vuole trasformarli in gioia, pace, amore”.
Suor Emmanuel ci ha invitato a offrire a Lui le miserie che albergano nel nostro cuore, così facendo si forma un vuoto, ha detto, che Gesù può riempire
con il suo amore.
È importante stabilire un tempo di adorazione, “un tempo per Gesù” e poco
importa se durante l’adorazione la nostra mente tende a vagare, l’importante è
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riportare la nostra attenzione a Lui. A suor Faustina che lamentava le distrazioni durante la preghiera Gesù ha risposto “ la tua preghiera è stata deliziosa”
perché aveva combattuto le sue distrazioni, e questo Gliela rendeva gradita.
Suor Emmanuel ha concluso dicendo che l’adorazione è “l’incontro di due
sguardi” quello di Gesù e il nostro, e ci ha invitato a incontrare lo sguardo di
Gesù come fece Pietro, che avendolo appena rinnegato, incontrò il Suo sguardo e in quello sguardo vide l’amore infinito, la tenerezza, il perdono e l’invito
a tornare da Lui.
Suor Emmanuel Maillard nacque a Parigi nel 1947 e si laureò alla Sorbona nel 1969 in
lettere e archeologia. Fino al 1973 lavorò e viaggiò facendo una profonda esperienza di
spiritismo, divinazione e astrologia che la portò sull’orlo di una disperazione mortale.
Nel 73 conobbe il Rinnovamento nello Spirito e fece esperienza della Misericordia divina che cambiò completamente la sua vita; da allora segue la chiamata del Signore e
dedica tutta se stessa all’evangelizzazione, per portare la salvezza di Gesù a coloro che
sono lontani e sofferenti. Dal 1989 vive a Medjugorie allo scopo di diffondere i messaggi della Madonna. È stata ricevuta da papa Giovanni Paolo II e ha parlato al Congresso degli Stati Uniti.
Al tavolo della buona stampa potrete trovare alcuni libri e CD di suor Emmanuel.
LA SALVEZZA COME DONO
La salvezza “non si compra e non si vende” perché “è un regalo totalmente
gratuito”. Ma per riceverla Dio ci chiede di avere “un cuore umile, docile, obbediente”.
Poiché “noi non possiamo salvarci da noi stessi, la salvezza è un regalo, totalmente gratuita”.
Come scrive san Paolo, non si compra con “il sangue di tori e di capri”.
E se “non si può comprare”, per “entrare in noi questa salvezza chiede un
cuore umile, un cuore docile, un cuore obbediente, come quello di Maria”.
Così “il modello di questo cammino di salvezza è lo stesso Dio, suo Figlio, che
non stimò un bene irrinunciabile essere uguale a Dio - lo dice Paolo - ma annientò se stesso e obbedì fino alla morte e alla morte di croce”.
Cosa significa allora “il cammino dell’umiltà, dell’umiliazione”?
Significa semplicemente dire: “io sono uomo, io sono donna e tu sei Dio! E
andare davanti, alla presenza di Dio, come uomo, come donna
nell’obbedienza e nella docilità del cuore”.
Buon cammino verso la Pasqua
Buona festa di risurrezione
Auguri
don Angelo Maria
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IL RENDICONTO PARROCCHIALE
Note al bilancio 2013 e attività previste per il 2014
OFFERTE
Il primo dato evidente è che le entrate da offerte parrocchiali, in tutte le varie
forme e stimate in circa € 85.000, non coprono neppure le spese ordinarie della
parrocchia: circa € 99.000.
Va considerato che la crisi economica ha inciso gravemente sulle offerte parrocchiali, diminuite di circa il 15%, e pure su quelle ottenute delle benedizioni
natalizie, quasi dimezzate rispetto lo scorso anno.
SPESE STRAORDINARIE
Le spese straordinarie, quali la manutenzione della caldaia, ristrutturazioni edili e altri interventi urgenti o necessari, possono essere sostenute solo con gli utili sugli affitti e dell’uso delle sale parrocchiali.
FIDO BANCARIO
La parrocchia ha un fido bancario aperto con un passivo di € 250.000 che non
si è potuto ridurre a causa dell’intervento urgente sui balconi pericolanti della
casa parrocchiale.
LAVORI STRAORDINARI
Quest’anno saranno ripresi i lavori per il rifacimento improrogabile del tetto,
attualmente in Eternit, dell’ex convento delle suore; con l’occasione sarà eseguita la pulizia del rivestimento esterno dell’edificio.
Rifacimenti sono previsti pure per gli intonaci della facciata, lato oratorio, della casa parrocchiale e delle rispettive grondaie al fine di eliminare le infiltrazioni d’acqua negli appartamenti; tutti lavori urgenti che andranno a peggiorare il debito parrocchiale, nonostante sia previsto il contributo del Comune valutato in € 215.000 netti.
CONCLUSIONI
Continuiamo naturalmente a confidare nella Provvidenza e nell’intercessione
di San Giuseppe, patrono della Santa Chiesa e delle sue economie.
Un grazie particolare anche a tutti coloro che sostengono con generosità, secondo le loro possibilità, le attività parrocchiali. San Giuseppe certamente intercederà per loro presso il Signore Gesù, e anch’io vi benedico.
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CHITARRA IN ORATORIO
Forse pochi sanno che ogni martedì, da novembre 2013 a marzo 2014, in oratorio si è tenuto un piccolo corso di chitarra per ragazzi con età dai sette ai tredici anni. Dei partecipanti, circa una dozzina, alcuni hanno avuto la possibilità
di conoscere la chitarra, come accordarla e tenerla in mano, mentre altri hanno
ampliato la conoscenza del giro del ”DO” e abbozzare le prime canzoni.
Il corso è stato un modo diverso di stare insieme e, nello stesso tempo, ha permesso alle famiglie di accostare per la prima volta uno specifico percorso di
formazione musicale e capire quanto i propri figli fossero interessati per farlo,
eventualmente, in modo più approfondito. L’insegnante di questa ciurma è stato Giancarlo. Giancarlo, benché non parrocchiano anche se qualche volta ha
partecipato alle feste in oratorio suonando la sua chitarra, si è inteso subito con
i ragazzi creando un bel feeling con tutto il gruppo. Giancarlo ha dimostrato le
sue capacità insegnando come suonare una chitarra partendo da zero e avendo
solo voglia di imparare uno strumento del genere con le proprie capacità. I ragazzi si sono entusiasmati nel vederlo suonare e anche se alcuni hanno scoperto di non amare lo strumento, in questi c’è sicuramente una traccia indelebile
che permetterà loro di ricordare, in futuro quando cresceranno, questa piccola
esperienza, un incontro con la chitarra e la conoscenza di nuovi amici e di uno
splendido insegnante. Grazie Giancarlo, Grazie ragazzi.
Stefano
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O.D.I. TURRO - PALLAVOLO
Associazione Sportiva Dilettantistica
IL CORSO DI PALLAVOLO INIZIA SABATO 12 APRILE DALLE
ORE 10.30 ALLE 12.00, PRESSO L’ORATORIO DI TURRO
Il corso è aperto ai bimbi/bimbe nati tra il 2000 e il 2006
(è ammessa qualche eccezione).
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
Per maggiori informazioni puoi contattare Alberto (347/9248936)
Paola (347/1500821)
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PREISCRIZIONI ORATORIO ESTIVO
Domenica 6 APRILE
Domenica 13 APRILE
Dopo la messa delle 10.30
A chi è rivolto:
tutti i bambini delle elementari
e ragazzi delle medie
Le date dell’oratorio estivo:
dal 9 giugno al 4 luglio
Orari:
8.00-9.00: ingresso
12.30-14.00: apertura durante il pranzo, solo per chi mangia a casa
17.30: termine giornata
Costi (per singola settimana):
€ 5 di iscrizione,
€ 15 per i pasti,
€ 15 a uscita (per ogni settimana sono previste una gita a Milano o provincia e una giornata in piscina o parco acquatico)
per un totale di 50€/settimana.
Al momento della preiscrizione verrà richiesto il pagamento di 5€ per
la maglietta con il tema dell’oratorio, che sarà consegnata durante
l’iscrizione vera e propria
Al termine delle 4 settimane di oratorio è prevista una settimana di
campeggio (dal 5 al 12 luglio) rivolta ai ragazzi di quinta elementare e
delle medie.
Le iscrizioni ufficiali inizieranno sabato 24 e domenica 25 maggio,
durante la festa dell’oratorio e termineranno venerdì 6 giugno.
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APRILE 2014
LA PAROLA PER OGNI GIORNO
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S. Maria Assunta in Turro
P.zza G. Anelli, 4 - Milano
Don Pino Macchioni
Tel. 02.2847850 int. 214
Don Giulio Viganò
Tel. 02.2847850 int. 209
SEGRETERIA
Lunedì - Venerdì
dalle ore 10.00 alle ore 12.00
dalle ore 15.30 alle ore 18.00
CENTRO DI
ASCOLTO
Martedì
dalle ore 15.30 alle ore 18.30
Mercoledì
dalle ore 9.45 alle ore 11.00
Venerdì
dalle ore 15.30 alle ore 18.00
SAN VINCENZO
Mercoledì
dalle ore 17.00 alle ore 19.30
PATRONATO
ACLI
Lunedì
dalle ore 17.00 alle ore 18.30
Don Angelo Zanzottera
Tel. 02.2847850 int. 215
e-mail
[email protected]
[email protected]
sito web
www.parrocchiaturro.it
Segreteria parrocchiale
Tel. 02.2847850
Tel. 02.93882293
Fax 02.2618571
ORARI S. MESSE
Festive:
Feriali:
18.30 sabato
8.30 — 10.30 – 18.30
8.50 (con lodi) — 18.30 (con vesperi)
SANTO ROSARIO
18.00
CONFESSIONI
Sabato mattina e pomeriggio
Nati, sposati, morti in Cristo
-
-
Raffaele Franco Giuseppe Bernasconi (01/09/1925 – 02703/2014)
Marcello Lucchini (15/05/1929 – 06/03/2014)
Monica Russo (31/05/1994 – 31/03/2014)
Franca Farina (30/09/1929 – 02/04/2014)
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