scaricalo qui! - Circolo Scacchistico della Versilia

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CIRCOLO SCACCHISTICO
DELLA VERSILIA
ANNO 2014 - NUMERO 1 (59-14°)
(Gen-Feb-Mar)
CLASSIFICA ASSOLUTA
1° Menchetti Carlo (Campione Soc.)
2° Bartelletti Massimo (ViceCamp.)
3° Onesti Luca
FASCIA ELO B
1° Neri Alvaro (6°)
2° Franchini Nicola (7°)
3° Tognocchi Giuseppe (10°)
CAMPIONATO
SOCIALE
2014
FASCIA ELO C
1° Bianchi Lorenzo (8°)
2° Baldi Sirio (14°)
3° Kapteina Freidhelm (15°)
Anno 26°
“Pedra de ijada”
LEZIONE DI SCACCHI
GM STEFAN DJURIC
18 FEBBRAIO 2014
EDITORIALE (di Alessandro Colosimo)
L’uscita del nostro “Giornalino” è sempre un evento emozionante
per chi si impegna a comporlo e per chi invia gli articoli alla redazione.
L’abbiamo già detto in altre circostanze ma vale la pena di ribadirlo anche
in questa occasione: lo sforzo per un piccolo circolo come il nostro di
perpetuare questa meravigliosa abitudine e nostro fiore all’occhiello, è
enorme. È inutile nascondersi dietro ad un dito, coloro che inviano i loro
pezzi sono sempre gli stessi e li ringraziamo. Sarebbe auspicabile che altri
soci possano, in futuro, partecipare vincendo quell’inevitabile ritrosia e
vergogna che prova chi ha paura di essere giudicato o non si sente
all’altezza del compito (… come se chi ha scritto gli articoli sino ad oggi
fosse un letterato!)
Per l’uscita di questo nuovo numero dobbiamo ringraziare
senz’altro Lorenzo Bianchi che ha sommerso la redazione di pezzi a
dimostrazione che le giovani leve – aspettiamo da Franchini un’analoga
valanga documentale magari incentrata sul rapporti scacchi e matematica o
le scienze – hanno immediatamente capito lo spirito del nostro oggetto
artigianale.
Quindi, invito tutti, già da dopo la lettura di quest’ultimo
“Giornalino” a tirare giù qualche riga per il prossimo: un commento della
vostra partita – senza varianti ma con la descrizione delle vostre sensazione
-, un vostro pensiero sugli scacchi nel circolo, in Italia e nel Mondo, o
anche qualche vostra esperienza nel gioco “on line”, potrebbero essere degli
spunti per il vostro pezzo d’esordio. Senza paure e senza remore, ma per
puro divertimento, in modo che assemblare il “Giornalino” non sia ogni
volta una fatica di pochi ma un piacere per tanti!
E’ finito il sociale, ma per questo faccio riferimento al pezzo del
Presidente e alle classifiche pubblicate. Mi piace sottolineare che, anche in
assenza dei “massesi”, il nostro torneo sociale è sempre piuttosto atteso e
partecipato. Bene! Personalmente ho voluto commentare la mia partita con
Bianchi (ancora lui!), perché giocare con un giovane del circolo è sempre
un’esperienza diversa e mi ha riportato a quando ho iniziato io ad affrontare
i “vecchi”. A lui è andata senz’altro meglio di come andava a me e credo
che abbia un ottimo futuro – così come Franchini – se vorrà migliorare.
L’entusiasmo c’è.
La nostra squadra sta giocando la Serie “C” nel Campionato
Italiano a Squadre e purtroppo abbiamo iniziato con due sconfitte dovute, a
mio avviso, a due fattori concomitanti: il primo è la difficoltà a giocare in
questa serie nazionale e, quindi, affrontare giocatori senz’altro forti rispetto
Circolo Scacchistico della Versilia - 2
ai nostri valori; il secondo è la mancanza assoluta di abitudine al gioco
lungo dei soci convocati – io per primo – che ha portato a cedere troppo
presto agli avversari, forzando inutilmente delle posizioni equilibrate o
“vedendo” sulla scacchiera cose che non esistevano, questo anche per
l’emozione di trovarsi a giocare in squadra e per la squadra. Vi assicuro che
quello della responsabilità condivisa è un aspetto psicologico da non
sottovalutare. Comunque, tutta esperienza per il prossimo anno.
Infine, vorrei sottolineare come il nostro circolo abbia fatto un
ulteriore sforzo per i soci. Dopo la simultanea del GM Naumkin è stata
organizzata una serata-lezione con il GM Djuric, con una notevole presenza
di partecipanti interessati. Ribadisco, fino ad essere noioso, come
l’organizzazione di questi eventi sia complessa per un circolo come il CSV
e quindi bisogna rallegrarci di trovare tra i soci che si sono impegnati, in
primo luogo il Presidente, ancora un così significativo slancio dopo tanti
anni.
Adesso vi auguro una buona lettura, nella speranza che giunti alla
fine dell’ultima pagina, ognuno di noi, trovi la voglia e lo stimolo di
prendere carta, penna e calamaio e scrivere qualcosa per il prossimo
“Giornalino” del CSV.
LA LEZIONE CON IL GM STEFAN DJURIC
Circolo Scacchistico della Versilia - 3
IL TORNEO SOCIALE (di Carlo Menchetti)
Campione Sociale
ALBO D’ORO
Beh!! Che dire? Torno sul gradino più alto del
Circolo nel classico torneo sociale che impera 1° (1989) Bartelletti Massimo
2° (1990) Menchetti Carlo
nelle manifestazioni dal 1989!! Campione
3° (1991) Arrighini Giovanni
Sociale !! E’ un immensa gioia!! L’ultima volta 4° (1992) Ceccatelli Claudio
è stato nel 2003 e non pensavo mi potesse 5° (1993) Ceccatelli Claudio
risuccedere. Si, ci sono andato molte volte 6° (1994) Ceccatelli Claudio
vicino, ma poi lo scatto finale del socio più 7° (1995) Ceccatelli Claudio
giovane o più preparato finiva per anticiparti 8° (1996) Menchetti Carlo
sul filo di lana. Sono oltremodo orgoglioso di 9° (1997) Bianchi Raffaello
10° (1998) Arrighini Giovanni
questo evento anche in relazione al fatto che IL
CIRCOLO è l’associazione che rappresento da 11° (1999) Arrighini Giovanni
tanti anni e di questa rappresentanza vorrei 12° (2000) Frizzi Luca
13° (2001) Menchetti Carlo
evidenziarne l’aspetto organizzato ma anche 14° (2002) Arrighini Giovanni
tecnico-scacchistico. Ma, come tutti gli anni, 15° (2003) Menchetti Carlo
per tutti i vincitori che si sono succeduti, non è 16° (2004) Federico Giancarlo
stato semplice arrivare a cingersi l’alloro sulla 17° (2005) Frizzi Luca
testa!? Nove turni di gioco nell’arco di tre mesi 18° (2006) Federico Giancarlo
di tempo sono un ostacolo non indifferente. 19° (2007) Federico Giancarlo
Mantenere costante la lucidità e la 20° (2008) Nelli Luca
determinazione è un fattore da veri atleti, e noi 21° (2009) Onesti Luca
22° (2010) Onesti Luca
siamo dei piccoli atleti o magari anche degli
atleti piccoli di uno sport minore, ma bello e 23° (2011) Nelli Luca
24° (2012) Nelli Luca
affascinante come il giuoco degli scacchi!! Il
25° (2013) Onesti Luca
torneo sociale è un fatto epocale per tutti i soci 26° (2014) Menchetti Carlo
che vi partecipano, dal primo all’ultimo:
27° (2015) …
passione e animo. Non solo per l’aspetto
tecnico-agonistico, ma per il fatto associativo di per se stesso. Lungo questi
tre mesi si alternano previsioni ed analisi di posizioni. Suggerimenti di
comportamento e studio degli avversari. Varianti da giocare o da evitare.
Dialogo. Pareri che vanno dal più esperto al giovane, dal più tecnico al
meno avvezzo. Associazione. Fare associazione. L’aspetto più importante.
Poi, la sera, dopo mezzanotte torniamo a casa. A letto ci aspetta una lunga
analisi della partita fatta. Rivediamo cento volte, come alla moviola, la
mossa che ci ha fatto vincere, e vediamo nitidamente la nostra corsa a
braccia alzate sotto la curva nord piena di tifosi e finisci per correre tutta la
notte fino al suono della sveglia. Ti alzi e sei già stanco ma anche felice!!
Circolo Scacchistico della Versilia - 4
XXVI TORNEO SOCIALE 2014
IL COMMENTO (di Alessandro Colosimo)
Pedra de ijada
Bianchi, Lorenzo – Colosimo, Alessandro (Sociale 2014)
E' il primo turno del Sociale 2014. Non gioco da tantissimo a tavolino e,
soprattutto, è la prima volta che gioco con Bianchi a tempo lungo. Tutti
elementi che mi mettono un po' di tensione.
Anche l’edizione numero 26 del campionato sociale del Circolo è stata
incerta del risultato finale fino all’ultimo turno. Perfino i nove turni di gioco
non sono bastati per creare una netta selezione e si dovuto aspettare che il
computer sfornasse, con la sua gelida imparzialità la classifica finale. Carlo
Menchetti e Massimo Bartelletti sono stati in fuga per tutta la gara e solo il
famigerato Bucholz riesce a distanziarli decretando così il Campione e il
vice Campione sociale dell’anno 2014. Carlo Menchetti vince così il suo
quinto titolo dopo 11 anni dall’ultimo del 2003 e relega al secondo posto un
brillante Massimo Bartelletti che ha fatto vedere per tutto il torneo un gioco
e una tenuta di gara eccellente. Luca Onesti (campione uscente) regola gli
inseguitori e si piazza al terzo posto. Per la fascia B: 1° Alvaro Neri, 2°
Nicola Franchini, 3° Giuseppe Tognocchi (ritornato dopo alcuni anni a
rigiocare. Bentornato); per la fascia di gioco C: 1° Lorenzo Bianchi, 2°
Sirio Baldi, 3° Friedhelm Kapteina.
CLASS.
1°
2°
3°
4°
5°
6°
7°
8°
9°
10°
11°
12°
13°
14°
15°
16°
17°
18°
19°
20°
21°
22°
23°
CLASSIFICA FINALE
ATLETA
PUNTI
MENCHETTI CARLO
7.0
BARTELLETTI MASSIMO
7.0
ONESTI LUCA
6.0
FEDERICO GIANCARLO
5.5
COLOSIMO ALESSANDRo
5.0
NERI ALVARO
5.0
FRANCHINI NICOLA
5.0
BIANCHI LORENZO
4.5
CAVIRANI GIUSEPPE
4.5
TOGNOCCHI GIUSEPPE
4.5
COSCI MASSIMO
3.5
NAVARI LORENZO
3.5
IACOMINI MAURO
3.5
BALDI SIRIO
3.5
KAPTEINA FRIEDHELM
3.5
FANCELLI GIOVANNI
3.5
FONZO AGOSTINO
2.5
BARGHETTI MARCO
2.5
TARTARELLI FRANCO
2.5
ROSI ROSSANA
2.0
MASTROMEI ROBERTO
2.0
ZARRI ALDO
2.0
ANGELINI PIERLUIGI
1.5
- nove turni
FASCIA VAR..ELO ELO FINALE
1° ASS.
-6
1780
2° ASS.
+57
1596
3° ASS.
-30
1710
A
+9
1755
A
+27
1648
1B
+30
1465
2B
+63
1365
1C
+45
1311 (B)
A
-42
1468
3B
-9
1367
B
+9
1353
B
-27
1386
B
-3
1266
2C
+42
1236
3C
+36
1200
C
+21
1152
B
-78
1326
C
-12
1101
B
-48
1204
A
-6
1481
C
-15
1041
C
-21
1236
B
-45
1185
Circolo Scacchistico della Versilia - 5
B18: Caro-Kann Classica con 4...Af5
1.e4 c6 2.d4 d5 3.Cc3 dxe4 4.Cxe4 Af5 5.Cg3 Ag6 6.Cf3 Cd7 7.Ac4 Cgf6
8.0-0 e6 9.De2 da qui Lorenzo esce dalla teoria
9...Ad6 10.Ag5 Dc7 11.c3 0-0 12.Ch4 Da5 [12...Cb6 13.Cxg6 hxg6 14.Ad3= ]
13.Cxg6 hxg6 14.Ae3 [14.h4 Dc7+/= ] 14...Tae8 15.b4 [15.Tfe1 Dc7= ]
15...Dc7 16.a4 Cb6 17.Ab3 Cbd5
La partita è equilibrata anche se cerco di essere intraprendente. Sapevo che la
posizione del mio Cavallo era provvisoria ma speravo di sfruttare il mio
miglior sviluppo grazie alla Te8, prima che il puledro venisse scacciato dal
centro della scacchiera..
18.Dd3 Cg4 [18...a5 19.b5=/+ ] 19.Axd5 [19.Ad2 e5= ]
Un cambio sorprendente. Non pensavo che Bianchi avrebbe rinunciato al suo
alfiere, anche perché questa mossa mette in gioco la mia T. e fa rimanere c3
arretrato.
19...exd5 20.Ad2 Te6 21.Df3 Cf6
Qui, forse, sarebbe stato meglio rinunciare all'alfiere 21...Axg3, 22. hxg3, Cf6
puntando alla casa e4. Ora inizia una serie di cambi che forse avrei dovuto
evitare.
22.Tfe1 Tfe8 23.Txe6 Txe6 Come dice il silicio era meglio 23. fxe6, proprio
per evitare il cambio della seconda torre [23...fxe6 24.Dd3 Rf7 25.c4= ] 24.Te1
Txe1+ 25.Axe1 a5 26.Dd3 axb4 27.cxb4 b6 [27...De7 28.Dc3=/+ ] 28.Da6
[28.a5 De7 29.Dc3 Db7= ] 28...De7 29.Dc8+ Rh7 Qui mi disunisco, capisco
che il B punta alla patta – rifiuto la richiesta di Bianchi - ma io voglio provarci
sull'ala di donna.
30.Dh3+ Rg8 Un errore. Ch5 (come suggerito da Menchetti o da Onesti, non
ricordo, dopo la partita sarebbe stata migliore) [30...Ch5 31.Ac3= ]
31.Dc8+= De8 32.Dxe8+ Cxe8 33.Rf1 Cc7 34.Ce2 Ca6 [34...Rf8 35.Cc1= ]
35.b5 [35.a5 Ac7+/= ] 35...cxb5= 36.axb5 Cc7 37.Cc3 Ab4 [37...Axh2
38.g3+/- ] 38.Ca4 Axe1 39.Rxe1 Cxb5 40.Cxb6 Cxd4 41.Cxd5 1/2-1/2
Non c'era niente da fare. Una patta interessante, non giocata malissimo, come
emerge dalle note di Fritz11. Ho creduto per buona parte della partita di
potercela fare ma Lorenzo è stato bravo, si è difeso bene fino in fondo: il
risultato è giusto.
Circolo Scacchistico della Versilia - 6
COSA CI DIVIDE DAI GM (di Lorenzo Bianchi)
Come molti si saranno resi conto in questo anno di permanenza al
circolo io sono un grande appassionato di Teoria degli scacchi e spesso
guardo aperture, varianti e controvarianti. Oltre a questo non riesco a
disintossicarmi da vedere sempre di più partite su partite di grandi
campioni, sia su YouTube (consiglio i canali di Mato Jelic, kingcrusher,
onlinechesslessons, istruttorescacchi e TheDaviddol) sia tramite i libri. Così
come faccio con le aperture anche coi giocatori vado molto a filoni: c'è il
periodo Fischer, poi il periodo Karpov, poi il periodo Carlsen, poi il periodo
Caruana quindi di nuovo il Fischer condito con un po' di Kasparov che non
guasta mai (ma non solo logicamente). Guardando così tante partite e
analizzandole il più possibile sia da solo sia tramite i commentatori sui libri
o su internet ho notato cosa davvero ci divide da questi giocatori. E' logico
che ogni giocatore abbia il suo stile ma il mio discorso (che ovviamente non
è profondo quanto vorrei per evidenti carenze insite in me) vuole essere il
più generico possibile.
Chi, di fronte a una partita di un campione, non prova ad indovinare che
mossa verrà giocata? Io lo faccio piuttosto spesso, soprattutto nei finali e
sono arrivato a capire almeno una piccola parte di cosa compone l'abisso tra
me e il generico GM. Prendiamo le varie fasi di una partita:
quello di giocarne il più possibile e non solo per capire quale più si confà al
nostro modo di giocare ma personalmente credo che se proprio vogliamo
arrivare a trovare un grosso divario in questo senso il problema sta nel
capire a fondo le idee che si celano dietro tali aperture (per approfondire
vedere
il
prossimo
articolo)
Apertura
Quante volte sentiamo l'immane cazzata (scusate il francesismo) di
persone che dicono 'il GM è più forte perché sa tutte le varianti bla bla bla'?
Troppe volte. In realtà, per quanto lo studio delle aperture diventi sempre
più importante nel gioco moderno in cui sono disponibili infiniti database di
partite di qualsiasi giocatore e per quanto quindi l'effetto sorpresa in
apertura sia sempre più importante, l'apertura giocata da un semplice
maestro a un GM raramente vede grandi differenze se non a livello di gusto
personale. A me piace la Spagnola di Cambio, a Carlsen la Spagnola
Chiusa. Ovviamente Kasparov conosce un numero maggiore di aperture e
difese rispetto a me e a voi e sicuramente in maniera più approfondita ma ci
sono GM che non hanno mai giocato che una difesa (Uhlmann giocava
unicamente la francese) e molti addirittura snobbano quasi questa fase della
partita: lo stesso Carlsen ha detto a più riprese che il suo studio delle
aperture non è mai stato molto approfondito perché il suo gioco sta
nell'arrivare il prima possibile in un finale dove la sua tecnica formidabile
gli garantisce una percentuale di vittorie allucinante. Quindi in quanto ad
aperture possiamo certamente studiarne molte e anzi, il mio consiglio è
Mediogioco
Che il mediogioco sia la fase della partita più complicata del gioco
degli scacchi non può di certo stupirci: non solo il numero di pezzi sulla
scacchiera è terribilmente alto da costringerci a vagliare un gran numero di
varianti ma non è mai chiaro cosa stia davvero accadendo. I GM riesco
infatti a rendersi conto molto più facilmente di noi quali siano i nostri piani
e quali siano i pezzi buoni e cattivi. Senza dover necessariamente andare
avanti a calcolare varianti su varianti i grandi giocatori capiscono bene
quale colonna deve essere aperta, per quale casa lottare con tutti i pezzi, su
quali case posizionare i vari pedoni e come giocare il proprio alfiere cattivo.
Riprendiamo il gioco interiore degli scacchisti nel cercare di indovinare
quale mossa il campione andrà a giocare durante la visione di una diretta: se
ci sono mosse tra le difficili da prevedere sono sicuramente quelle del
mediogioco, soprattutto in partite chiuse. Il problema che risiede dietro il
mediogioco sta nel fatto che esistono troppi temi tattici e strategici da dover
analizzare e quello che manca a noi non è solo capire quali e quando
analizzare ma soprattutto metterli in pratica con la giusta tecnica. Su questa
parola si potrebbero scrivere articoli su articoli anche perché non è proprio
semplice spiegare cosa sia la tecnica ma fateci caso: se anche azzecchiamo
un piano, spesso i GM lo applicano in
maniera totalmente diversa da come lo
avremmo fatto noi, magari sfruttando
mosse intermedie di cui non abbiamo
nemmeno vagliato l'esistenza. Spesso poi
nel mediogioco si sfruttano dei sacrifici
strategici incredibili. Spesso questi
vengono in mente anche a noi ma poi
rinunciamo di giocarli perché non
sappiamo come sfruttare un vantaggio
posizionale perché a tutti gli effetti non
sappiamo attaccare come loro. Volete un
esempio? Vediamo questa posizione tratta dalla partita Fischer-Sofrevski
giocata a Skopje nel 1967. Sta a Fischer con il Bianco. Trovate la mossa
decisiva.
Circolo Scacchistico della Versilia - 7
Circolo Scacchistico della Versilia - 8
Pensate un po'.
Ancora un po'.
La mossa decisiva è Nd5! L'idea è quella che se il pedone mangia il Bianco
mangia di Torre con un tempo (il Nero sarà obbligato a muovere la propria
Donna) con attacco micidiale di Torre e Donna sul Re Nero scoperto. Se
anche qualcuno ha visto questa mossa brillante, si sarebbe sentito di perdere
un pezzo per un attacco simile? Sarebbe stato in grado di rendersi davvero
conto se questo sarebbe stato decisivo? Io personalmente no, e la fase più
simile ad un finale che al mediogioco in cui stiamo andando ad impelagarci
con una mossa simile deve essere ben analizzata prima di perdere un
Cavallo in questa maniera.
Ecco allora che ho capito davvero una cosa che tutti continuano a ripeterci:
capire bene i finali è forse una delle grandi differenze tra noi e anche i
semplici Maestri Fide. Perché? Perché il vero problema è che noi
giochiamo cercando vantaggi minimi e limitati e, ammettiamolo, quando
possiamo cambiare un pezzo lo facciamo senza pensarci troppo. Se
conoscessimo a fondo il finale in cui questi cambi ci portano potremmo
evitare delle sconfitte rendendoci conto che il finale in cui stiamo entrando
è perdente o potremmo vincere più agilmente rendendoci conto che in
quella posizione l'alfiere e la donna possono essere letali. Per fare le
combinazioni à la Tal è indispensabile non solo una buona capacità di
calcolo ma è essenziale capire bene come si stanno muovendo tutti i pezzi,
avendo una visione di insieme che noi proprio non abbiamo.
Finale
Il finale poi è una fase estremamente delicata. Cavallo e alfiere
contro torre. Pedoni in maggioranza contro Cavallo. Alfieri di colore
contrario e torri. Spesso è nella fase intermedia tra mediogioco e finale, se
non proprio nel finale, che tiriamo via -magari senza rendercene contopartite che potremmo vincere tranquillamente con un minimo di conoscenza
in più. Credo fortemente che una maggiore conoscenza dei finali potrebbe
fare incrementare il nostro rendimento nel mondo delle 64 case in maniera
esponenziale.
Mancano tre cose fondamentali che ci dividono dai GM:
1)la capacità combinativa e di calcolo
Circolo Scacchistico della Versilia - 9
Avete mai visto la combinazione di Kasparov contro Kramnik? Sacrificio
immane di pezzi e combinazione calcolata fino alla fine fino a 7 mosse, la
combinazione più complicata che il grande campione azero, per sua stessa
ammissione, sia mai riuscita a calcolare. Nessuno di noi riuscirebbe mai a
calcolare una variante simile, mi spiace ma non c'è niente da fare.
2)la memoria e l'esperienza
Memoria ed esperienza, che ho deciso di riunire in un unico punto, vanno a
braccetto ed è evidente come i grandi scacchisti abbiano, chi più chi meno,
queste innate capacità umane molto sviluppate (così come un alto Q.I. in
genere). Pur sfatando l'idea fanciullesca di scacchisti-enciclopedie in cui un
giocatore conosce a memoria libri su libri è inutile negare che l'avere una
memotica praticamente eidetica ha aiutato tantissimo Fischer e Carlsen.
L'esperienza poi è basilare per riuscire bene in qualsiasi attività: Malcolm
Gladwell nel libro 'Fuoriclasse – Storia Naturale del Successo' analizza vari
personaggi che nei loro ambiti sono appunto migliori di praticamente
qualsiasi altra persona al mondo (da Bill Gates a Bobby Fischer) e si rende
conto che per arrivare ai vertici sono necessarie minimo 10'000 ore di
applicazione e di allenamento. In tutto questo tempo non solo si imparano
nuove nozioni ma ci ricopriamo di uno spesso strato di esperienza che non
può che essere estremamente utile. Anche i GM spesso non riescono a
calcolare fino in fondo o a capire bene cosa stia davvero accadendo sulla
scacchiera e devono allora far ricorso ad esperienze proprie od altrui per
riuscire a cavare il fantomatico ragno dal buco.
3)Una visione d'insieme dei pezzi
Abbiamo aperto una colonna. Il nostro primo pensiero è: come riesco a
metterci il prima possibile le Torri in maniera da entrare in settima?
Ragioniamo con schemi basilari e semplici e spesso la nostra attenzione si
focalizza solo su dettagli della scacchiera: nel calcolo di combinazioni e
strategia non teniamo conto di tutti i pezzi presenti, sia nostri che
dell'avversario e, per comodità, il nostro cervello restringe il nostro campo
visivo a un piccolo numero di elementi. Effettivamente ogni tanto
dobbiamo autoimporci di guardare oltre al nostro piano: magari stiamo
vagliando una mini-combinazione per prender possesso della casa e5 e non
ci rendiamo conto che abbiamo molte altre opzioni migliori da analizzare
oppure nello sferrare un attacco da scacco matto falliamo perché non ci
siamo resi conto che il nostro avversario aveva nascosta una torre qualche
colonna più in là (oppure l'avevamo noi e non l'abbiamo sfruttata perché
non ce ne siamo resi conto). Io ho iniziato ad allargare la visione sulla
scacchiera togliendomi il “cannocchiale” che di certo mi aiuta ad analizzare
Circolo Scacchistico della Versilia - 10
e calcolare meglio un particolare della partita ma che mi fa dimenticare che
sulla scacchiera ci sono molti altri pezzi. Badate bene che questa capacità di
vedere i pezzi a 360° non è insita nemmeno in tutti i GM: solo in pochi
riuscivano davvero a sfruttare tutti gli elementi a disposizione in una data
posizione ed uno dei più famosi nel farlo era Alekhine, non certo il primo
scemo.
Consci dei nostri limiti e delle enormi differenze che ci separano dai GM
non dobbiamo sperare di diventare campioni del mondo per migliorare
anche perché non saremmo onesti con noi stessi però dobbiamo innanzitutto
capire su cosa lavorare. Passare dalla pratica alla teoria è poi più complesso
e certo farlo in un circolo è più facile che farlo da soli, quindi propongo di
sfruttare giorni come il sabato (ma anche il martedì) per esercitarsi in tanti
aspetti del mondo scacchistico, dai finali alle aperture, dalle combinazioni
allo studio delle spinte pedonali di rottura. Ovviamente, chi è interessato.
IL PROBLEMA DEI LIBRI DI APERTURE (di L. Bianchi)
Apri un libro di aperture e trovi subito sciorinate varianti su
varianti.
Hai capito davvero qualcosa?
Evidentemente si: hai capito che sulla Variante di Cambio della Spagnola è
meglio mangiare con il pedone 'd' che con quello 'b'.
Hai capito tutto?
Evidentemente no: non hai capito quale è la filosofia di gioco di quella
apertura. Non capire una cosa simile è ovviamente passabile ai nostri livelli
ma trovo davvero grave che in moltissime lezioni che si trovano sui libri e
su internet queste cose non vengano spiegate.
Siciliana: si controlla la casa d4 del Bianco. Aggiunta mia: grazie al cazzo.
Poi? Tutto qua? Davvero una delle più forti difese del Nero contro e4
nasconde la sua forza in questa piccolezza? Allora e5 è forte alla stessa
maniera! Invece è per tutti evidente che le filosofie nascoste dietro queste
difese sono totalmente agli antipodi. Nessun libro di testo purtroppo ci
spiega l'importanza di determinate case in particolari difese o di quali pezzi
vanno mantenuti e quali cambiati. Certo, non si può dire tutto di tutto, ma
mi domando perché nessun libro che ho letto ha mai parlato dell'importanza
dell'Alfiere Italiano o dell'Alfiere Spagnolo o perché nessun libro o video
che ho mai letto o visto sulla Pirc non parla approfonditamente del piano
che 1 … d6 implicitamente nasconde: la spinta di rottura in e5 o in c5.
Da parte di un libro sulle aperture preferirei un chiarimento su queste idee
che si nascondono dietro le aperture piuttosto che varianti su varianti che
Circolo Scacchistico della Versilia - 11
tanto non mi ricorderò mai e non mi serviranno a nulla senza delle vere idee
ma saranno solo sterili ammassi di lettere e numeri. Quello che vado
blaterando non è frutto solo della mia mente ma lo possiamo vedere già al
circolo durante i tematici. E' evidente che sapere che si arriva alla posizione
del Gambetto Evans con determinate mosse non serve a niente se non si è
capito che quel sacrificio di pedone serve per spingere subito (nel giro di 12 mosse) in d4 e controllare il centro con più pedoni possibili cercando di
sfruttare il vantaggio posizionale a discapito di quello di materiale. E' logico
poi che soprattutto ai nostri livelli giocare 'fuori dalla sua filosofia'
un'apertura non è un dramma e sicuramente si può vincere lo stesso ma il
discorso è sempre lo stesso: capirla ci aiuterebbe non solo a trovare quella
che più è adatta a noi ma soprattutto a migliorare il nostro modo di giocare.
Quindi quando guardate un libro di aperture consiglio caldamente di vedere
se è un'enciclopedia di cifre e numeri che si può tranquillamente sostituire
con Google o se è un vero saggio su un'apertura.
CHE PAESE E’ ?
Il paese si trova in
ALTA VERSILIA
La chiesa (col tetto
verde) è dedicata a San
Giacomo
Dal borgo passava la
Via Cloudia Seconda
La risposta a pag.30
IL MACCONECCIO "Ogni anno, nella notte di San Michele, (29 settembre), gli
uomini discendevano nei campi per cacciare, secondo loro, le streghe e le
incantatrici. Suonavano quindi campanelli, cembali, timpani ed altri strepitosi
arnesi; tiravano colpi, urlavano come ossessi con quanta voce avevano in gola e
ripetevano spesso la magica parola: Macconeccio, Macconeccio, Macconeccio; e
con questo grido infernale credevano scongiurare dalle loro selve i fascini e
gl'incantesimi, ed assicurarsi così il raccolto delle castagne.
[Macco = polenta – Neccio = farina di castagne.]
Circolo Scacchistico della Versilia - 12
MIKHAIL TAL (di Massimo Cosci)
Sicuramente il più grande giocatore d'attacco della storia degli
scacchi. Per le sue partite funamboliche gli era stato appiccicato il nome di
Mago. L'avvento dei computer e i moderni programmi di scacchi hanno
dimostrato che Tal suffragava
i suoi attacchi con analisi
della
posizione
molto
accurata. La partita di cui
voglio rendervi partecipe ha
dell'eccezzionale giocata a
Leningrado nel 1956 fra Tal e
Simagin. (Diag.)
1.Cg5 Siamo alla decima
mossa, il Re nero e ancora al
centro per Tal è il segnale che
può attaccare e non si lascia
scappare l'occasione. 1...Axe2
2.Dxe2 h6 Simagin deve aver pensato che ora il Cavallo debba tornare
indietro, ma come vedremo Tal non è d'accordo. 3.Cxf7 Rxf7 4.f5 Anche i
pedoni partecipano all'attacco senza respiro Simagin si trova sempre a
dover risolvere problemi in continuazione. 4...dxe5 5.fxe6+ Rxe6 6.Tb1!
incredibile. 6...Dxb1 7.Dc4+ Rd6 8.Aa3+ Rc7 9.Txb1 Axa3 10.Db3 Ae7
11.Dxb7+ Rd6 12.dxe5+ Il Re nero non ha pace. 12...Cxe5 13.Td1+ Re6
14.Db3+ Rf5 15.Tf1+ Re4 16.Te1+ Rf5 17.g4+ Rf6 18.Tf1+ Rg6 19.De6+
Tal riprende il pezzo è la partita e vinta. Tutto apparentemente semplice,
non sapremmo mai se Tal giocò la combinazione per intuitò oppure calcolò
anche tante varianti. Sembra facile, ma basta sbagliare una mossa e il Re
sembra una anguilla che sfugge da tutte le parti. Il computer e i moderni
programmi di scacchi hanno dimostrato che le mosse qui riportate in
grassetto sono mosse uniche 15 Tb1 - 16 Dc4+ - 17 Aa3+ - 18 Tb1 - 19
Db3 - 20 Db7 - 22 Td1+ - 23 Db3 - 24 Tf1 - 26 g4 - 27 Tf1 - 28 De6 ,
cioè una qualunque altra mossa faceva perdere il vantaggio acquisito
oppure era addirittura perdente, tutto a intuito. A voi il giudizio.
Circolo Scacchistico della Versilia - 13
Rubrica a cura di Pier Francesco Sica, Arbitro Regionale
FSI – Circolo IL Grifone Grosseto 1979
L’angolo dell’arbitro:
le novità delle Law of Chess 2014
Ma è possibile che ci sia anche un arbitro per le partite di
scacchi?
Questo è l’interrogativo del profano che si domanda a cosa mai possa
servire un arbitro in una partita di scacchi.
Ovviamente l’agonista sa bene quanto sia determinante, invece, per
assicurare la regolarità della partita, la presenza di un arbitro che vigili
garantendo un andamento corretto ed espressivo della reale forza degli
antagonisti.
Ciò detto, tuttavia, gli stessi giocatori agonisti a volte ignorano alcune parti
del regolamento oppure ne hanno una conoscenza ridotta o distorta.
Mentre la conoscenza delle regole può, da un lato, prevenire comportamenti
scorretti di fronte a convinzioni prima errate evitando di richiedere
l’applicazione di regole inesistenti e, dall’altro, pretendere il rispetto dei
propri diritti.
Il riferimento, a mero titolo esemplificativo, può essere ricondotto a pretese
richieste di patta c.d. teorica in posizioni assolutamente tutte da giocare
ovvero non sapere che la patta per triplice ripetizione di posizione si può
verificare indipendentemente dall’ordine delle mosse.
Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto questa rubrica nasce dalla necessità di evidenziare aspetti
regolamentari di interesse per il giocatore. Affronteremo negli
appuntamenti successivi casi pratici, casistiche varie, ma anche questioni
che vorrete segnalarci. Cercheremo di rispondere nel più breve tempo
possibile.
L’occasione per cominciare ad affrontare questi argomenti nasce da
numerose modifiche regolamentari, le nuove Law of Chess, che entreranno
Circolo Scacchistico della Versilia - 14
in vigore dal 1 luglio 2014 e dalla conseguente esigenza di ritrovarsi
all’appuntamento in grado di fronteggiare le numerose novità di prossima
introduzione.
Tra le modifiche rilevanti risalta la sanzione per il possesso del telefono
e/o di qualunque altro strumento elettronico in possesso del giocatore.
Secondo le nuove disposizioni viene confermato il divieto di fare uso di
note, fonti di informazioni, consigli o analizzare su di un’altra scacchiera
qualsiasi partita. Inoltre, “durante il gioco, al giocatore è vietato avere
telefoni cellulari e/o altri mezzi elettronici di comunicazione nell’area del
torneo”.
La differenza sostanziale tra la precedente e la nuova formulazione è
rappresentata ovviamente non dall’immutato divieto del possesso, ma,
innanzitutto, dal venir meno della locuzione “senza il permesso
dell’arbitro”.
Il semplice possesso determinerà, per ciò solo, la perdita della partita.
Non si potranno più vedere quindi giocatori col telefono smontato e/o
spento sul tavolo.
Infatti, la nuova norma dispone che “se è evidente che un giocatore che ha
introdotto tale dispositivo nell’area del torneo egli perderà la partita.
L’avversario vincerà”.
Tale modifica, da un lato ha il pregio di eliminare quelle difficoltà
casistiche applicative presenti fino ad oggi e relative ad esempio alla
differenza tra la vibrazione ed il suono. Infatti fino al 30 giugno 2014 la
norma determinerà partita persa se l’apparecchiatura elettronica produce un
suono, compresa la vibrazione. Mentre dal 1 luglio 2014 la sconfitta sarà
determinata dal semplice possesso. Infatti la norma prevede la sconfitta
semplicemente “se è evidente che un giocatore ha introdotto tale
dispositivo nell’area di gioco”.
Dall’altro, il difetto è insito nelle difficoltà applicative. Ed in particolare di
quelle di controllo.
La nuova disposizione non brilla per pragmaticità. Certamente gli intenti
sono mossi dalla volontà di dichiarare guerra a 360° al cheating. Ma questa
legittima pretesa si scontra con limiti esterni all’ordinamento della FSI, ed
in particolare con i diritti costituzionali relativi all’individuo.
La mancanza di pragmaticità risulterà evidente laddove si vada ad
immaginare l’applicazione pratica prevista del controllo ispettivo delegato
all’arbitro.
La norma, infatti, recita: “L’arbitro può richiedere al giocatore che il suo
abbigliamento, borse o altri oggetti siano ispezionati in privato. L’arbitro o
una persona da questi autorizzata, ispezionerà il giocatore e dovrà essere
del medesimo genere del giocatore. Se un giocatore rifiuta di collaborare a
questi obblighi, l’arbitro prenderà provvedimenti in base all’art. 12.9”.
Infatti, nulla quaestio, nel caso, e saranno la maggior parte, di
collaborazione piena dei giocatori che mostrino volontariamente il
contenuto.
Ma il problema si porrà nel caso patologico: di fronte al rifiuto che fare?
Se è vero che la sanzione è prevista in caso rifiuto di collaborazione, ciò
significa, tuttavia, che prima del rifiuto dovrà essere stata formulata una
richiesta di ispezione da parte dell’arbitro.
Laddove, perciò, il carattere di evidenza richiesto consentirà di dedurre
l’illecita introduzione se ad esempio da indumenti e/o borse, bagagli e
simili riconducibili al giocatore venga prodotto un qualunque suono che
consenta di ritenerlo proveniente da un qualsiasi strumento elettronico.
Certo, le perplessità sono molte, soprattutto se proviamo a mettere sul piatto
della bilancia gli interessi contrapposti: da un lato il legittimo controllo
ispettivo dell’arbitro e dall’altro il diritto costituzionale all’inviolabilità
della libertà della persona. Libertà che può essere compressa solo per atto
motivato dell’autorità giudiziaria ovvero di iniziativa della polizia
giudiziaria nei casi predeterminati per legge. Casi che unicamente
consentirebbero una perquisizione di iniziativa: l’art. 41 T.U.L.P.S. (Testo
Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) in materia di armi; l’art. 103
Legge Stupefacenti (DPR 309/1990 c.d. legge Iervolino) in materia droga;
l’art. 354 u.c. c.p.p. (codice di procedura penale), norma che legittima il
sequestro penale, al fine di evitare la modificazione dello stato dei luoghi,
in tema di flagranza di reato in atto. In tali casi per dare un’idea è consentita
Circolo Scacchistico della Versilia - 15
Circolo Scacchistico della Versilia - 16
la perquisizione ad iniziativa della polizia giudiziaria, anche senza atto
motivato dell’autorità giudiziaria sulla base del fondato motivo che si
possano detenere armi, droga o essere in atto la commissione di un reato.
avveniva alla terza. Infatti dal 1 luglio 2014 per la prima mossa illegale
completata verranno concessi due minuti extra mentre già alla seconda la
sanzione sarà la partita persa (alla prima nel Rapid).
E, tuttavia, a mio avviso non sarà necessario scomodare interpretazioni
costituzionalmente orientate del nuovo potere ispettivo dell’arbitro. E ciò
sostanzialmente per due ordini di ragioni.
Resta salva come sempre l’ipotesi in cui la partita sarà comunque patta se la
posizione è tale che l’avversario non può dare scacco matto al suo
avversario.
La prima. I tesserati FSI devono sottostare alle regole dell’associazione di
cui hanno liberamente scelto di far parte. Pertanto la sottoposizione alle
regole è volontaria e non si pone nemmeno il problema del contrasto con
norme costituzionali. La violazione delle regole comporta la possibilità di
sanzioni.
Anche qui si suggerisce di ricordare nei bandi di gara, per evitare
discussioni – peraltro ingiustificate – che alla seconda mossa illegale la
sanzione sarà la partita persa per il contravventore.
La seconda, di ordine pratico. Il divieto anche del semplice possesso del
telefoni e/o di qualsiasi altro strumento elettronico potrà essere agevolmente
superato dalla finestra lasciata aperta dalla nuova disposizione: “le regole
della manifestazione possono specificare penalizzazioni diverse, meno
severe”.
Esattamente come avviene già da tempo per il periodo di tolleranza.
Si legge in tutti i bandi, infatti, in genere partita persa se non ci si presenta
entro 1 ora alla scacchiera. Tuttavia il regolamento stabilisce partita persa
se non si è presenti alla scacchiera, facendo salva la diversa
regolamentazione dell’organizzatore nel bando e a meno che l’arbitro
decida diversamente.
Sul tempo di tolleranza viene ribadito che “se le regole della competizione
specificano una tolleranza diversa da zero e se nessuno dei due giocatori è
presente inizialmente, il bianco perderà tutto il tempo che intercorre sino al
suo arrivo, a meno che le regole della competizione lo specifichino o
l’arbitro decida diversamente”.
Siamo quindi certi che a parte qualche incertezza iniziale – ci sarà sempre
qualcuno che in buona o mala fede ignorerà le nuove disposizioni – gli
organizzatori inseriranno nei bandi sanzioni diverse dalla perdita della
partita.
Tra le novità delle Law of Chess 2014 va ricordata la modifica della
sanzione della partita persa per l’esecuzione di mossa irregolare che prima
Circolo Scacchistico della Versilia - 17
Meritano una menzione anche la modifica sulle modalità di promozione del
pedone e le precisazioni in ordine all’esecuzione della mossa.
Si è scelto di codificare, finalmente direi, i vari tipi di promozione del
pedone legittimando le consuetudini in voga, quale ad esempio quella di
togliere il pedone dalla settima traversa e sostituirlo col pezzo prescelto in
ottava. Quello che invece non è consentito ed ha ripercussioni determinanti
è premere l’orologio dopo aver spinto il pedone in ottava e prima di aver
posto in ottava il nuovo pezzo frutto della promozione. Infatti la mossa non
è completata e le conseguenze sono duplici. La prima. Mossa illegale e due
minuti extra all’avversario. La seconda. Il pezzo che verrà posto in ottava
sarà esclusivamente la donna in tal caso, come dispone il regolamento, e
non sarà più consentita la scelta del pezzo in tal caso, con ovvie
conseguenze laddove ad esempio il giocatore avesse avuto la necessità di
promuovere con uno scacco di cavallo ovvero evitare uno stallo con una
promozione a torre. La sottopromozione deve essere decisa dal giocatore,
viceversa, la promozione sarà sempre a donna in caso di mossa irregolare
perché non completata. Occhio alla mano sull’orologio, dunque, soprattutto
se si è in zeitnot.
Cambia il tempo del Rapid che si abbassa a minimo 10 minuti fino a 59
minuti e 59 secondi.
Sono stati inseriti due ulteriori casi di patta. Al 9.6.a quello delle “cinque
mosse consecutive alternate” e al 9.6.b quello delle 75 mosse
consecutive senza alcuna cattura o mossa di pedone. Sia nel caso delle
cinque mosse alternate (a differenza della triplice ripetizione di posizione
che può invece avvenire se la stessa posizione è apparsa per almeno tre
Circolo Scacchistico della Versilia - 18
volte anche non consecutive) che in quello delle 75 mosse la patta può
essere rilevata autonomamente dall’arbitro. Rimangono tutte le altre ipotesi
di patta compresa quella delle 50 mosse.
Una curiosità.
Finalmente viene espressamente impedita una pratica di disturbo parecchio
diffusa, i pezzi potranno essere acconciati esclusivamente sul proprio
tempo. Purtroppo nulla è detto circa il divieto di toccare i pezzi
dell’avversario per cui effettivamente, ma solo sul proprio tempo, il
giocatore potrà acconciare perfino i pezzi dell’avversario ove mal
posizionati. Rimane ovviamente il limite del comportamento scorretto e del
disturbo.
Per qualunque chiarimento
[email protected]
e/o
quesito
potete
scrivere
a:
Pier Francesco Sica AR FSI
LA POESIA DIALETTALE (di Giovanni Fancelli)
La verità... vène sempre fòra! (e menomale)
Mario racconta: - Io e Armà quela sera d'èrimo iti al lunaparche co' le
moglie, ma la mi Armì e la Marì s'erino attacche a una di quele pesche
dell'anatrini e 'un veniino piu via, cosi noi s'è fatto du' passi e ci siemo
ritrovi davanti a 'na tendina accosto al castello dele paure. Lì sotto c'era uno
co' la testa monda e un tonacone bianco addosso, davanti avea un banchetto
co' 'na palla di viétro sopre, un cero acceso e 'na catinella piena di bragia
fumante. Sula tenda c'era un cartello co' scritto:
"Basta ch'un popò del tuo doventi mio
se voi che 'l domane te lo leggio io!"
Incuriositi siemo entri, cosi quelo s'ha fatto sedé e ha tiro fòra una caraffina
con dela grappa per dassene du'bicchierini e pò ha comincio a parlà:
"Vedo vedo vedo, du' anime ferme 'nduno stallo
sète drento a 'un circolo vizzioso
a combatte contro l'esercito del male
ma lu' è troppo forte e vince sempre!"
"Vedo vedo vedo, du'Re sbandonati dale regine
Circolo Scacchistico della Versilia - 19
e 'nutile dassi da fa pe' rimpiattalle
le porta sempre via un principe a cavallo
e doppo doventate matti pe' cercalle!"
Ma Armà lo fermò subito: - 'scolta, noaltri le nostre disgrazzie si sàno già,
siemo venuti pe' sapé del futuro... - Allòra quelo tirò una brancata di
polverina sula bragia e fece un fume bianco, doppo s'alzò e girò le palme
dele mane verzo 'l cielo, parea un santo:
"Ebbene non sète 'rivi fin qui invano
del vostro futuro svelerò l'arcano
e podesse la mi' carne in eterno
alimentà le fiamme del' inferno
se co' la forza del mi' penziero
'un vi dovessi raccontare 'l vero!"
"Vedo vedo vedo che da adesso
la vostra vita sarà un successo,
che l'esercito del male farete fesso
a voaltri l'arosto al diavole 'l lesso!"
"vedo vedo che non farete più mosse da maldestri
ormai per tutto sarete presto de' ..."
Ma Armà euforico "brugiò" le tappe: - Si doventa maestri! Si doventa
maestri! - ma nell'impeto d'alzassi incappò il banchetto, la palla di vietro
andò in mille brige, il cero e la bragia addosso ala tonaca del veggente
dandogli foco...
Quell'omo disperato: - Brugio! Brugio!
Armà spaventato : - Brugia! Brugia! Spengilo! - e io d'istinto gli verzai
addosso la caraffina dell'acqua ... ops... grappa!
Gesummaria che focata! Per fortuna saltò fòra una donnetta ardita che
'ndun' amme gli strappò la tonaca di 'dosso salvandolo dale brugiature ma
doppo gli disse:
"Tutte le tu' 'nvenzioni tocca ripagalle
è òra di finilla di contà dele balle!"
Riflessione: - Poveri Mario e Armà, anche un ciarlatano di professione, suo
malgrado, ha dovuto metterli davanti all' amara realtà, ma se da questa
esperienza impareranno a dominare impeto e istinto forse giocheranno
meglio anche a scacchi.
IL PEDONE PASSATO
Circolo Scacchistico della Versilia - 20
ALAN TURING (di Carlo Menchetti)
La mela con il morso
Il 24 dicembre 2013, la vigilia di Natale, la regina Elisabetta II di
Inghilterra ha concesso la grazia al matematico inglese Alan Turing. Una
grazia postuma visto che Turing è morto suicida nel 1954. La sua colpa?
Quella di essere omosessuale!! Quando è stato condannato, nel 1952, in
Inghilterra vigeva ancora il reato per omosessualità (non dobbiamo stupirci
visto che attualmente sono ancora tanti i paesi dove è considerato reato e
punito con LA PENA DI MORTE), e ha dovuto scegliere tra la pena di un
anno di umiliante carcere oppure la castrazione chimica!!. Alan scelse la
seconda e si sottopose ad una micidiale sequenza di iniezioni che lo
portarono all’inibizione totale di desiderio sessuale e oltremodo sviluppò la
ginecomastia, la crescita dei seni. Appassionato della favola di Biancaneve,
usò il cianuro di potassio per avvelenare la mela che poi mangiò per
suicidarsi. La mela con il morso, simbolo della Apple, sembra ricordare
appunto questo evento a perenne suffragio del matematico inglese, padre
degli algoritmi che sono i mattoni base delle sequenze logiche che
governano qualsiasi computer.
Tutti coloro che si siedono dietro un computer, per lavoro o per svago,
devono ringraziare, in un certo modo, Alan Turing per avere avuto l’idea di
base per lo sviluppo dell’era automatica delle macchine (la macchina di
Turing). Oltremodo gli scacchisti di tutto il mondo, quando usano il pc per
analizzare o giocare una partita con la macchina, dovrebbero omaggiarlo
maggiormente visto che una delle prime sequenze di calcolo usata da
Turing è stata proprio per giocare una partita a scacchi. Non esistendo
ancora processori in gradi di supportare i calcoli degli algoritmi, Alan giocò
un partita a scacchi facendo i calcoli a mano e giocando una mossa ogni 30
minuti, naturalmente perse ma aveva gettato le fondamenta della macchina
pensante. Ma anche tutto il mondo moderno, deve ringraziare l’opera di
Alan Turing e il suo ingegno, visto che è stato in grado di metterlo a
disposizione delle forze alleate per decriptare i messaggi della micidiale
macchina Enigma, inventata dall’esercito nazista nella seconda guerra
mondiale, e impedire, per buona parte, la conquista dell’intero pianeta da
parte del pazzo di Hitler.
Ma chi era Alan Turing? Della figura di questi personaggi, in grado con il
loro ingegno di incidere profondamente nello sviluppo della civiltà
attraverso anche la tecnologia (dai computer ai telefoni cellulari), affascina
anche la loro biografia; ci facciamo l’idea del genio matto, sregolato, tutto
Circolo Scacchistico della Versilia - 21
spettinato che viaggia nel suo fantastico mondo fatto di formule
matematiche e calzini bucati. Niente di più sbagliato. Recentemente ho
potuto leggere la biografia di Alan Mathison Turing (grazie alla mia amica
Elisabetta), un bel tomo di 762 pagine (Ediz. Bollati Boringhieri) e la parte
che più ti prende è quella di Alan ragazzo, un normale ragazzo di buona
famiglia inglese che, come tanti della sua età ha la facoltà di studiare nelle
rinomate scuole inglesi. Ma non era sicuramente un genio tanto da far
scrivere ad un suo insegnate: potrei anche perdonare la sua scrittura,
sebbene sia la peggiore che io abbia mai visto, e cerco di considerare con
tolleranza la sua imprecisione e i suoi elaborati sciatti e sporchi, anche se
tale imprecisione mal si adatta a un utilitarista com’è lui. (…) Egli
naturalmente non dovrebbe stare in questa classe, per quanto riguarda le
materie di studio. È grottescamente indietro in tutto.
Amava lo sport, giocava a hokey, canoa, scacchi, ma la corsa era la sua
preferita: aveva un ottimo tempo sulla distanza classica della maratona. È
proprio dopo una corsa, affannato e stanco, sdraiato in un prato a guardare il
cielo che ha l’intuizione della macchina che prende il suo nome, una
rielaborazione della statica macchina da scrivere.
Come ragiona Alan? Quali pensieri girano nella sua testa? Possiamo averne
un’idea considerando i suoi scritti, ma ancor più dalle lettere che scriveva.
Alla mamma di un suo caro compagno di studi, dopo la sua morte scriveva:
Cara Mrs Morcom, voglio dirle quanto sono addolorato per Chris. Per
tutto l’anno scorso ho lavorato con lui di continuo, e sono sicuro che non
avrei potuto trovare mai un altro compagno di intelligenza così brillante e
al tempo stesso accattivante e tanto modesto. L’interesse che mettevo nel
mio lavoro, per esempio in astronomia (che è stato lui a farmi conoscere),
io lo considero come qualcosa da dividere con lui, e credo che anche lui
sentisse la stessa cosa nei miei riguardi. Ora quell’interesse se n’è in parte
andato, ma so che nel mio lavoro dovrò mettere, se non lo stesso interesse,
la stessa energia che metterei se lui fosse vivo, perché questa è la cosa che
lui vorrebbe da me. Sono certo che per lei nessuna perdita potrebbe mai
essere più grande. Suo sinceramente, Alan Turing.
Difficile condensare in queste poche righe tutto il lavoro e l’opera di Alan,
ed oltremodo tutta la sua vita. Le sue sensazioni, le sue gioie, le sue
amarezze. Dispiace ancora una volta constatare come la razza umana, di cui
tutti noi facciamo parte, sia matrigna nei confronti di molti dei suoi figli. Le
sue regole, le sue riserve morali e sociali creano dei ghetti dove mettiamo
chi merita e non merita secondo una classifica fatta da criteri deformi e
paralizzanti. Alan Turing meritava sicuramente di meglio che una grazia
postuma!!
Circolo Scacchistico della Versilia - 22
I MAESTRI DELLA SCACCHIERA… NEL CIRCOLO
(di Lorenzo Bianchi)
Ho da non molto finito di leggere il libro di Richard Reti 'I Maestri
della Scacchiera' in cui l'autore mostra in ordine cronologico vari campioni
mostrando partite e commentando il loro stile mossa dopo mossa e questo
mi ha dato da riflettere perché in diversi di questi campioni non riuscivo a
non vedere il ritratto di qualche personalità del circolo...ecco qua le
analogie:
1. Carlo Menchetti: RUBINSTEIN
Il suo gioco posizionale e preciso ricorda molto quello del nostro presidente
che spesso analizza e comprende a fondo la posizione per piazzare poi il
pezzo giusto nella casa giusta al momento giusto creandosi una posizione di
attacco da cui risulta impossibile difendersi.
2. Rossana Rosi: MARSHALL
La regola è una sola: attaccare, mai in maniera morigerata ma con la
cattiveria e la determinazione, talvolta in maniera pur imprecisa, ma pur
sempre con una tale violenza da indurre l'avversario all'errore per poi
affondare il colpo, esattamente come il maestro americano.
3. Nicola Franchini: MORPHY
Cattivo, spietato e preciso: il ritratto dell'avversario che alimenta il
divertimento romantico della scacchiera e che non pensa altro che ad
uccidere il Re avversario. Nicola mi ricorda molto Morphy soprattutto per
come cerca di entrare subito in posizione di evidente squilibrio cercando
sempre -a volte anche troppo spesso- il sacrificio risolutore, con il coraggio
del veterano...o con quello del folle.
4. Mauro Iacomini: NIMZOWITSCH
L'apertura Iacò non è accettata? E chissenefrega, in fondo anche il buon
Nimzowitsch, assieme alle sue idee scacchistiche, non fu mai capito durante
tutta la sua vita ma poi la sua scuola ipermoderna, assieme a molte delle sue
idee, ha alimentato una fiamma così potente da spazzar via le vecchie idee
di Tarrasch & co.
Quindi aspettiamoci pure che uno dei prossimi campioni del mondo inizi
con 1. e4 2. Ne2 perché sappiamo tutti che ciò accadrà.
5. Massimo Cosci: CAPABLANCA
Circolo Scacchistico della Versilia - 23
"Cambia i pezzi e vinci il finale" è forse la più famosa citazione del
campione cubano e credo che nessuno rispecchi più tale dottrina se non il
buon vecchio Cosci.
6. Luca Onesti: ALECHIN
Quando giochi contro l'Onesti la tua preoccupazione più grande è che da un
momento all'altro un pezzo che nemmeno avresti mai considerato piombi
all'improvviso nella casa ideale a dare scacco al tuo Re ed obbligandoti
all'abbandono in poche mosse: egli possiede la capacità (ed Alechin era un
maestro proprio in questo) di sapere leggere bene la posizione e di giocare
con precisione ogni pezzo nella scacchiera, sempre con uno stile aggressivo
e propositivo.
7. Marco Togni: LASKER
Avete mai visto una partita di Lasker? Se lo avete mai fatto sono sicuro che
spesso vi sarete domandati se l'ex campione del mondo non fosse
esageratamente ubriaco mentre muoveva i pezzi. Mosse strane, quasi
sbilenche, ma pur sempre efficaci.
Detto questo guardatevi una partita di Marco, magari anche una vittoria;
mentre voi analizzate la posizione concentrandovi su un pezzo lui ne
guarderà un altro completamente diverso con un piano che non ha niente in
comune col vostro...il problema è che è difficile dimostrare la validità delle
proprie opinioni quando anche le sue funzionano!
8. Massimo Bartelletti: BOGOLJUBOV
Di Bogoljubov Reti disse che aveva un "gioco allegro e pieno di ottimismo"
e se penso allo stile di gioco del buon vecchio Bart penso proprio a questo,
anche nelle posizioni più ristrette o più complesse sembra sempre che egli
si trovi perfettamente a suo agio.
9. John Federico: STEINITZ
Difensivo e posizionale: una roccia. Esattamente come il buon vecchio
Steinitz il nostro Federico riesce sempre a crearsi una fortezza al limite
dell'inespugnabilità, calibrando sempre le spinte di pedoni e denotando una
sicurezza ed un'esperienza senz'altro invidiabili che lo hanno reso
sicuramente uno dei più difficili giocatori da battere all'interno del circolo.
Certamente Steinitz non risentiva dello stile ipermoderno che rivediamo in
tante partite di Federico ma sarebbe assurdo dato che è nato molti lustri
prima che certe idee fiorissero!
Circolo Scacchistico della Versilia - 24
10. Pier Francesco Sica: SCHLECHTER
'Difendersi, con calma e precisione, senza dannarsi troppo a creare un forte
controgioco tagliente': questa filosofia scacchistica lega, a mio parere, il
buon avvocato di Piombino con il quasi campione del mondo tedesco;
anche se non ho ancora avuto modo di giocare una vera partita a tempo
lungo contro Pier Francesco credo che questo giudizio non sia troppo
lontano dalla verità.
Ovviamente fare una cosa simile per tutti i componenti del CSV senza
forzare troppo la mano con accoppiamenti strani era davvero impossibile indipendentemente dalla limitatezza dei campioni citati da Reti- ma credo
che gli accoppiamenti trovati siano adatti.
Per quanto concerne uno dei campioni del libro che più si avvicinano allo
stile di colui che sta scrivendo queste righe forse direi lo stesso Richard
Reti: col Bianco infatti, come lui, cerco di sfruttare, soprattutto con continui
guadagni di spazio, l'iniziativa e lo spazio di manovra per il tatticismo
aspettando eventualmente un errore dell'avversario -tipico atteggiamento
dello stile di Reti e della sua apertura che adoro giocare-.
E voi, cosa ne pensate del vostro stile? Lo avete mai analizzato a fondo?
CHE SCACCHISTA SEI?
Valuta il tuo titolo
scacchistico !!
Prendi un orologio o un
cronometro, o una clessidra
(sconsigliamo di usare la
meridiana perché si vedono
poco i secondi) e prova a
vedere in quanti secondi o
minuti risolvi il test qui di
fianco.
Il bianco muove e
vince.
Se risolvi il test in : 30 secondi hai il titolo di Maestro; in 1 minuto sei Candidato
Maestro; 2 minuti sei Prima Nazionale; 3 minuti Seconda Nazionale; 4 minuti
Terza Nazionale; oltre sei Non Classificato. La soluzione la trovi a pag. 31
Circolo Scacchistico della Versilia - 25
CAMILLO MEZZASALMA
La prima indagine
Il primo colpetto arrivò quando la corriera stava per fermarsi nella piazza
del paese.
“Riolunato” gridò l’autista dello scassato mezzo pubblico, e aggiunse:
“Prossima fermata Montecreto!!” .
Eravamo arrivati. Riolunato: meta del nostro primo viaggio da compagni di
vita. Primo, mio marito, lavorando all’Archivio di Stato, era riuscito a farsi
assegnare una ricerca sul primo convegno internazionale sulla lingua
Esperanto, che pare si sia svolto qui nel piccolo paese di Riolunato, e che
invece le fonti ufficiali sembrano assegnare ad un altro luogo. E mentre
Primo avrebbe cercato e scavato nei polverosi tomi dell’archivio
sotterraneo, io mi sarei occupata di raccogliere testimonianze dalle persone
più anziane del paese.
Fu mentre scaricavo la pesante valigia dalla corriera che arrivò il secondo
colpetto. Questa volta nitido, forte e preciso. Mi colpì sicuramente vicino
alla vescica tanto che ebbi bisogno di andare subito nel bagno del piccolo
albergo che avevamo prenotato, per fare pipì.
Avrei fatto volentieri a meno di dimostrare la mia gravidanza, ma il
pancione mi avrebbe sicuramente smentito. Ritto in punta, tanto da far dire
a tutti che sarebbe stato sicuramente un maschio, era li in bella mostra,
anche se parzialmente nascosto da indumenti prettamente maschili. Il terzo
colpetto arrivò quando mi coricai sul letto e
allora afferrai decisamente l’idea che quel
bambino, o bambina che fosse, che mi cresceva
nel ventre era vivo e vegeto e stava già
dimostrando la sua vitalità e la sua impazienza.
L’amministrazione del piccolo comune montano
del Frignano aveva fatto allestire anni addietro un
monumento a perenne ricordo del primo
convegno mondiale sull’esperanto (il nuovo
modello di lingua universale che avrebbe dovuto
prendere il posto di tutte le altre lingue e
Albert Gallois
abbracciare l’intero pianeta in un unico e
comprensibile linguaggio), ma naturalmente come tutti i grandi progetti nati
da un sogno di convivenza pacifica e universale non ha mai sfondato
completamente e il sogno si è arenato prima di nascere. Albert Gallois,
ingegnere francese giramondo, aveva sposato una italiana e nel 1902 si era
Circolo Scacchistico della Versilia - 26
trasferito in questo piccolo paese alle pendici del monte Cimone fondando
la prima associazione italiana sull’esperanto. Questo fatto aveva indotto
tutti a pensare che quella riunione di poche persone nel 1905 avesse valenza
di convegno mondiale sulla nascitura lingua e lo trascrissero anche negli
ufficiali libri comunali. Poi arrivò la bocciatura e Boulogne sur Mer, la
cittadina francese sulla Manica si appropriò del merito dell’organizzazione.
A Riolunato fu la rivolta e ci furono interrogazioni a destra e a manca tanto
che il Ministero dovette intervenire e allestire una vera e propria indagine
per arrivare alla verità.
Primo Mezzasalma, puntiglioso impiegato statale era la persona giusta e lui
avanzò di un passo promuovendosi volontario.
La prima polverosa lettura dei registri non aveva dato i frutti sperati e Primo
manifestò i primi segni di impazienza. Anche la mia indagine sulle persone
più anziane del paese si dimostrò infruttuosa ridimensionando la figura di
questo Gallois, personaggio dalle mille sfaccettature, che diventava sempre
più evanescente fino a scomparire quasi del tutto.
“Ma che ci faceva quest’ingegnere francese nascosto in questo piccolo
territorio montano?”
Domandai a Primo in una sconfortante giornata uggiosa.
Ma Primo non mi ascoltava più. Quando lo sconforto lo assaliva si rifugiava
nel suo angolo mentale da dove era difficile farlo uscire: la scacchiera e il
gioco degli scacchi. Devo dire: quasi una maledizione. Si appartava in un
angolo della camera e accesa una candela laterale si estraniava dal resto del
mondo muovendo i piccoli pezzi di legno. Fu così per tanti giorni fino a
quando, una sera, tornando dall’archivio comunale ebbe di nuovo la sua
luce negl’occhi. Una luce nuova.
Aveva trovato in un vecchio libro di nascite e morti, un piccolo foglietto
con disegnato un diagramma di scacchi. Sembrava un problema o uno
studio o una posizione realmente giocata. Si, ma da chi? E quando?
E questo mistero lo affascinava più dell’esperanto!!
Poi la candela fece il resto, perché guardandolo in controluce vide una
forma di scrittura. Non chiara. Da decifrare. In esperanto. Porca miseria.
Ecco la prova. Ecco la prova che ci mancava!!
Nel foglietto, con scrittura minuta e quasi indecifrabile, si raccontava di uno
episodio datato 1906 in una notte da balordi. Fine gennaio e un freddo da
lupi. Dopo un primo giro di forte grappa di vinaccia, Gallois disse ai suoi
tre amici interlocutori scacchisti che aveva scoperto finalmente chi aveva
tradito l’associazione e venduto l’organizzazione del convegno alla
cittadina francese, che ben contenta si era appropriata dell’esclusiva!!
Circolo Scacchistico della Versilia - 27
Disse:” Sono convinto che, chi fra voi tre, saprà risolvere questo problema
di scacchi sarà anche il traditore e per questo sarà punito e cacciato!!”
Gallois sapeva bene con chi aveva a che fare. Sapeva bene che i neoesperantisti non potevano mentire, sapeva bene chi era un provetto
giocatore di scacchi, ma oltremodo sapeva bene chi era il traditore della
compagnia e voleva solo farlo confessare davanti a tutti e metterlo alla
gogna. Conosceva bene la boria e l’egocentrismo del disfattista. L’esatta
soluzione del problema avrebbe messo a nudo la bravura e il tradimento: il
Giuda dell’esperanto di Riolunato!!
Paolo, dopo lunga riflessione, guardando la posizione del diagramma disse
che il bianco avrebbe sicuramente perso: “E’ sotto di una regina, ha il
cavallo attaccato e le torri sono poco bisessuali!!”
Pietro subito dopo aggiunse: “No, no, ti sbagli!! Il bianco muove e matta in
tre mosse. Sono sicuro!!”
Pio allora pronunciò: “Si, si, hai ragione, ma non matta in tre, matta in
quattro mosse!!...”
Poi il foglietto risultava mangiucchiato come dai topi, e il racconto
terminava nel dubbio più atroce.
Chi era il colpevole??
Primo rimase entusiasta del racconto, sprizzava meraviglia da tutti i pori
piliferi, poi si abbacchiò terribilmente; il racconto era finito troppo
bruscamente, tranciato di netto nella parte più importante: il colpevole!!
Chi era il colpevole?? Accidenti!!
E fu assalito dall’angoscia. La terribile
ansia si diffuse per tutta la camera
dell’albergo dove eravamo alloggiati e
come una cappa avvolgente ci ricoprì
all’istante. Ci penetrò negli angoli più
intimi raggiungendo anche la nascitura
creatura che inconsapevole e incolpevole
incominciò a scalciare sempre più forte.
Nella notte si raggiunse l’apice della
vitalità che non mi fece mai prendere sonno. Ma ebbi modo di capire
meglio. I colpetti non si ripetevano a caso ma erano intervallati, regolari.
Come un messaggio, un segnale morse. Un SOS. Tum-pausa-pausa-tum,
intervallo, tum-pausa, intervallo, tum-pausa-pausa-tum, intervallo, tumpausa e dopo un po’ si ripeteva.
Quando la mattina lo dissi a Primo, rimase interdetto. Poi capì. Era proprio
suo figlio!!
Circolo Scacchistico della Versilia - 28
CAMILLO MEZZASALMA (PARTE II) La Soluzione !!
TEST 1
(Nota dell’Autore) : da quando è morto il commissario Mezzasalma, prima maniera, questi
piccoli racconti con morti ammazzati e dai risvolti noir-giallo paglierino tipo urina, non
trovano più soluzione e nessun solutore!! Soltanto quel paziente e ormai desaparocidos
Andrea Conaldi, trapiantato a Firenze, ha la bontà di rispondermi (e qui lo saluto e ringrazio
pubblicamente) e risolvere il mezza-quiz. E allora, mi sono detto che tanto vale proseguire e
indicare anche il risvolto finale: la soluzione. Così avrete anche modo di inviarmi meglio i
vostri accidenti, se volete!! (cm)
Le soluzioni le trovi a pag. 31 in fondo alla pagina
Quella mattina saremmo andati a fare una passeggiata sulle sponde del Rio
Scoltenna, che in quella prima parte di alta valle del Frignano, disegna nel
suo percorso la forma della Luna e da questo ecco il nome del paese:
Riolunato! Ardondla’ in dialetto modenese. Dopo la diga a nove archi che
sbarra il fiume per una piccola centrale idroelettrica, il sentiero piega in
direzione nord e riprende la vecchia Via Vandelli che risale il pendio fino al
passo Cento Croci. Lungo il cammino, fatto a passo di lumaca, per
rispettare le esigenze di una donna gravida già molto vicina al parto, Primo
si sforzava di capire tutto quello scalciare del futuro nascituro. Perché
quella sequenza? Quelle pause? Che senso potrebbero avere? Ed è possibile
che lo abbiano? Stento a crederlo!!
Naturalmente mi chiedeva di continuo di ripetergli la sequenza giusta, ma
mica era così semplice con tutto quel tramestio nella pancia!?
A metà strada ci venne incontro una signora anziana con una gerla sulle
spalle. Aveva un aspetto giovanile, rispetto all’età, quasi sbarazzino:
sembrava Miss Marple. Quando ci arrivò davanti si sistemò la dentiera e in
un linguaggio mezzo scialinguato ci stupì: “Come sta Camillo?”
“Camillo chi?” risposi di acchito.
“Il suo bambino, signora!!”
Aggiungendo: “Bravo vero nell’alfabeto Morse!!” e proseguì per la sua
strada.
Primo si riprese di botto dalla sorpresa e disse.”Il codice Morse!! Ci vuole
mandare un messaggio nel linguaggio Morse!! E come fa a saperlo??”
Tornati in albergo e preso il piccolo dizionario di tutti i linguaggi, che
Primo si era portato dietro, ricostruimmo l’accaduto. Dunque, se la
sequenza è giusta, la prima lettera è una P, la seconda è una A e si ripete.
PAPA. Papa?? E che vuol dire?? Ah!! Forse che il colpevole ha il nome di
un papa!? Ma sono tutti e tre nomi di papi!! E allora?? E allora mi permisi e
dissi: “Forse è il nome del Papa del 1906!!”
“Geniale!!” disse Primo e guardò l’almanacco dei Papi.
“Pio X!! Ecco il colpevole: Pio. Matto in quattro. Alla gogna. Alla gogna!!”
Però… Camillo, che bel nome!!
Circolo Scacchistico della Versilia - 29
1- Il Bianco manovra in
scioltezza la donna.
Muove il bianco e vince.
2- Bella manovra del
Bianco per intrappolare
donna e re nero.
Muove il bianco e vince.
3= Dc3+ Rg8 2.De1 e vince
4= 1.Cd3 Te1 2.Cxe1 Ae4 3.Cb3#
IL PAESE E’ = ISOLA SANTA
Circolo Scacchistico della Versilia - 30
TEST 2
PROGRAMMA DEL CIRCOLO ANNO 2014
Le soluzioni le trovi a pag. 30 in fondo alla pagina
Tutti i giovedì sera – SALA DEGLI SCACCHI
ex Scuola elementare di Querceta – Piazza Matteotti 121 (h. 21-24)
3- Il Bianco manovra il
pezzo più forte e
ingabbia i pezzi neri.
Muove il bianco e vince.
4- Bella manovra del
Bianco con la cavalleria.
Muove il bianco e matta
in tre mosse.
1= 1.De8+ Rg5 2.f4+ Rg6 3.Dg8+ Rf6 4.Dh8+ e vince
2= 1.Txd4+ Dxd4 2.Ag3+ Rc6 Tc7#
CHE SCACCHISTA SEI ? = 1.Cxh7 Cxh7 2.Txg6+ Rf7
3.Dxh7#
13 MARZO
20 MARZO
27 MARZO
3 APRILE
10 APRILE
17 APRILE
24 APRILE
8 MAGGIO
15 MAGGIO
22 MAGGIO
29 MAGGIO
5 GIUGNO
12 GIUGNO
19 GIUGNO
26 GIUGNO
3 LUGLIO
10 LUGLIO
17 LUGLIO
24 LUGLIO
31 LUGLIO
AGOSTO
4 SETTEMBRE
11 SETTEMBRE
18 SETTEMBRE
25 SETTEMBRE
2 OTTOBRE
9 OTTOBRE
16 OTTOBRE
23 OTTOBRE
30 OTTOBRE
6 NOVEMBRE
13 NOVEMBRE
20 NOVEMBRE
27 NOVEMBRE
4 DICEMBRE
11 DICEMBRE
18 DICEMBRE
TORNEO LAMPO 5’
TORNEO TEMATICO
1.d4 Cf6 2.c4 e6
e poi 3.Cc3 oppure Cf3
SEMILAMPO DI PASQUA
8 turni (13’+2”)
TORNEO DI PRIMAVERA
SEI TURNI (1h+15”)
PREMI VARI
PREMI VARI
PREMI
PASQUALI
PREMI AI
PRIMI TRE
FASCE ELO
ABC
TORNEO LAMPO 5’
SEMILAMPO ESTIVO
8 turni (13’+2”)
TORNEO A SQUADRE
IN CONSULTAZIONE
(3 turni)
SEMILAMPO PRE-FERIALE
8 Turni (13’+2”)
FERIE
TORNEO LAMPO 5’
SEMILAMPO SETTEMBRINO
8 turni (13’+2”)
PREMI VARI
PREMI
VARI
PREMIO ALLA
MIGLIORE
SQUADRA
PREMI
VARI
TORNEO D’AUTUNNO
PREMI AI
PRIMI TRE
FASCE ELO
ABC
SEI TURNI (1h+15”)
PREMI VARI
PREMI
VARI
TORNEO LAMPO 5’
PREMI VARI
TORNEO TEMATICO
4 turni (1h+15”)
PREMI VARI
SEMILAMPO DI NATALE
8 turni (13’+2”)
PREMI
NATALIZI
Il Circolo è aperto anche il martedì sera (h. 21 - 24)
e sabato pomeriggio (h. 15.30 - 18.30)
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