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Dal 20 dicembre 2014 al 9 gennaio 2015

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SELEZIONE DELLA
RASSEGNA STAMPA GARDESANA
Dal 20 dicembre 2014 al 9 gennaio 2015
•
da BRESCIA OGGI
•
dal GIORNALE DI BRESCIA
•
da L’ARENA
•
da L’ADIGE
•
dal TRENTINO
•
dalla GAZZETTA DI MANTOVA
•
dal CORRIERE DELLA SERA
da BRESCIA OGGI
venerdì 02 gennaio 2015 – PROVINCIA – Pagina 19
SALÒ. Dopo la nomina del direttivo, via libera della giunta al Centro culturale Santa Giustina
Ultime modifiche al progetto:
ora il museo prende il largo
Sergio Zanca
Dal Nastro Azzurro alla liuteria codici miniati e testimonianze del governo della Serenissima La Rsi in un
percorso multimediale
Dopo avere nominato il direttivo (presidente Giordano Bruno Guerri, lo stesso del Vittoriale, che assumerà anche il
ruolo di manager, poi Marco Bonometti, delle Officine meccaniche rezzatesi, il leader dell´Associazione industriali
della nostra provincia, Orlando Niboli, di Fondital, Valsir, Raffmetal, Nova Florida, Marvon, tutte aziende in Valle
Sabbia, Alberto Pelizzari, numero 1 del Collegio dei Ragionieri, consigliere di amministrazione della Banca
Rassegna stampa gardesana
Valsabbina, e Giampaolo Comini, ex assessore a Palazzo Broletto), il sindaco di Salò Gianpiero Cipani e gli assessori
hanno approvato il progetto definitivo per l´allestimento del Centro culturale Santa Giustina, il museo della città.
Il costo dell´intervento sarà di un milione di euro, di cui 300 mila finanziati dalla Regione e il resto dal gruppo Cbt
(Tiziano Pavoni di Vobarno, numero 1 del Collegio costruttori, Roda di Pontevico, Pasquazzo di Ivano Fracena in
Trentino), che ha realizzato il piano di recupero del comparto, costruendo residenze, parcheggi e volumetrie
commerciali. L´obiettivo è di aprire in primavera, in vista dell´Expo.
L´architetto Giovanni Tortelli, coadiuvato da Roberto Chiarini, Monica Ibsen, Elena Pala, Flavio Dassenno, Marcello
Riccioni e altri, ha rivisto lo studio presentato a suo tempo, apportando una serie di modifiche, che ora hanno ricevuto
l´ok della giunta comunale. Una nuova sezione al piano terra ospiterà il Nastro Azzurro, situato da anni a Palazzo
Fantoni. Verrà creato un percorso dedicato ai protagonisti della storia locale: Anton Maria Mucchi, che ha lasciato
tele, ceramiche e capitelli, Jacopo Bonfadio, umanista, Sebastiano Paride da Lodrone, Giovan Battista Rini (e le sue
mummie, imbalsamate con una tecnica particolare), Pio Bettoni, Giuseppe Zanardelli, Gabriele D´Annunzio, Benito
Mussolini.
La parte dedicata a Gasparo e alla liuteria consentirà di esporre il contrabbasso Colonna e, a rotazione, strumenti
musicali antichi, provenienti da collezioni private. Non mancheranno le ricostruzioni grafiche di violini, viole da
gamba e da braccio, lire, cetre. Nella sezione proto-rinascimentale i codici miniati e gli Statuti della Magnifica Patria,
dal 1428 al 1797, sotto Venezia. Poi le attrezzature della stazione meteo sismica Pio Bettoni. Dei 600 giorni della Rsi
verrà descritta la vita quotidiana, attraverso un percorso multimediale, con la proiezione di filmati, la riproduzione di
luci, suoni, rumori. Il museo è stato ultimatoo nel 2009, ma da allora non si è trovata una soluzione condivisa per
l´allestimento.
mercoledì 31 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 27
ALTO LAGO. Finanziato dalla Regione il progetto della Comunità montana sulla valorizzazione delle tracce del
´15-´18
Tesoretto per trincee, rifugi e cannoni
Luciano Scarpetta
Limone, Tremosine, Magasa e Valvestino i paesi coinvolti: stanziamento di 20mila euro Risorse anche per
Tignale
Un territorio «estremo», come quello della Comunità montana Parco alto Garda bresciano, si valorizza anche tramite
l´organizzazione e il sostegno di iniziative di carattere storico. L´ultima in ordine cronologico vuole promuovere, in
occasione del centenario della Grande Guerra, una riflessione attraverso il recupero dell´identità culturale alto
gardesana, che conserva ancora, quasi intatte, le tracce di un vastissimo complesso difensivo: trincee, fortificazioni,
rifugi, camminamenti che risalgono agli anni della prima Guerra Mondiale.
In questo senso l´ente ha realizzato un progetto denominato «Viaggio nella storia: la Grande Guerra nel Parco alto
Garda bresciano» che prevede la promozione di alcuni tracciati storici con percorsi di visita segnalati e fruibili dai
visitatori del Parco.
Nello specifico si tratta del Caposaldo di Corno di Reamòl che si trova nel comune di Limone, del circuito di Passo
Nota nel comune di Tremosine e della linea di crinale Bocca Cocca - Cima Tombea - Monte Caplone nei comuni di
Valvestino e Magasa.
L´iniziativa è stata inserita nei giorni scorsi nell´elenco del bando regionale chiamato «Promozione e valorizzazione
del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale in Lombardia» che prevede un budget di trecentocinquantamila
euro, di cui cinquantamila per l´anno 2015 di contributo al recupero delle memorie belliche lombarde.
Rassegna stampa gardesana
Su 115 domande presentate sono stati ammessi a finanziamento 18 progetti pubblici e 8 privati. Tra i più rilevanti,
appunto, troviamo il progetto della Comunità montana dell´alto Garda (20mila euro che serviranno a coprire circa il
cinquanta per cento del costo complessivo stimato in 44mila euro) e quello presentato dal Comune di Tignale, che è
intitolato «Cannoni a picco sul Garda: promozione e valorizzazione percorsi storici in località Monte Cas, Monte
Casarole e Cima Tignale» (10.864 euro).
ENTRAMBI i progetti saranno seguiti dal gargnanese Luca Zavanella che in questi ultimi anni ha minuziosamente
censito, per sua passione, tutte le fortificazioni presenti nell´area alto gardesana.
sabato 27 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 25
ENTI LOCALI. Defezioni dall´organismo storico
La Valtenesi si divide Nasce una seconda Unione dei Comuni
San Felice, Puegnago e Polpenazze formano un altro comprensorio
Chi fa da sé, fa per tre. Perché a pochi giorni dal solenne annuncio del sindaco di Polpenazze, Andrea Dal Prete, la
conferma è arrivata anche da San Felice: in Valtenesi nascerà una «seconda» Unione dei Comuni, coinvolgendo
appunto un trittico di municipalità contando anche Puegnago.
Sarà un´entità distinta dalla prima «storica» Unione, che ancora comprende Padenghe, Moniga, Manerba e Soiano,
IL SINDACO di San Felice, Paolo Rosa, ha non solo confermato l´«Unione» con Polpenazze e Puegnago, ma anche
elencato le varie «alleanze» strategiche per gestire i servizi in forma associata: con Salò, Puegnago e Polpenazze per
Polizia locale, protezione civile e catasto; con gli ultimi due per le altre funzioni amministrative, servizi finanziari e
tributi.
Inevitabili le polemiche della minoranza di «Idee in Comune»: Simone Bocchio e Simone Zuin rilevano una mancanza
di un vero modello organizzativo: «Abbiamo perso sei anni - attaccano Bocchio e Zuin, con riferimento all´uscita
dall´Unione nel 2009 - quando forse valeva la pena rimanere, e battere i pugni sul tavolo invece che scappare. Siamo
poi stupiti delle motivazioni che porteranno alla nuova Unione. Motivazioni di carattere politico e non geografico».
Per il sindaco Paolo Rosa, invece, la strada è già tracciata e molto chiara: «Abbiamo fatto una scelta, senza
polemizzare con gli altri Comuni. Ci saranno due Unioni, e allora? Questo non significa che non potremo collaborare».
ULTIMO TASSELLO, le convenzioni approvate anche a Puegnago, senza polemica della minoranza. «Vogliamo
offrire servizi migliori tagliando i costi - spiega il sindaco di Puegnago, Adelio Zeni - e chi dice che vogliamo isolarci
non ha capito niente. Siamo disposti a unirci con tutti, ma solo se si lavora davvero per il nostro territorio: una grande
Unione per gestire solo la ragioneria non ha senso. E credo sia arrivato il momento di ammetterlo: l´esperienza
dell´Unione della Valtenesi non è stata poi così positiva». A.GAT.
mercoledì 24 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 25
DESENZANO/1. L´unico potenziale quanto remoto rischio per le condutture sono le àncore dei motoscafi.
Ispezionati anche il tratto di rete fra Barbarano e Maderno
Fogne negli abissi, test sicurezza superato
Luciano Scarpetta
L´ispezione del robot subacqueo ridimensiona l´allarme disastro ambientale lanciato dopo il sisma «Le tubature sono
in ottimo stato»
Il Garda tira un sospiro di sollievo. Le condotte fognarie adagiate sul fondo del lago sono solide. A stabilirlo con
attendibilità scientifica è stata una recente ricognizione subacquea che ha ridimensionato l´allarme disastro
Rassegna stampa gardesana
ecologico lanciato dopo il terremoto che all´inizio di settembre aveva messo i brividi alle popolazioni affacciate sul
Benaco.
UNA CIRCOSTANZA che consente di attendere con maggiore serenità l´attuazione del progetto della nuova linea di
collettamento gardesano. Si tratta di una maxi opera che prevede lo sdoppiamento delle reti: quella della sponda
veronese continueranno ad utilizzare il depuratore di Peschiera. Sulla riva bresciana invece, dopo il rifacimento
dell´intera tubazione, il convogliamento degli scarichi avverrà attraverso un nuovo collettore che li trasferirà al
depuratore di Visano, completamente riqualificato. Il costo complessivo dell´opera, circa 220 milioni di euro da
ammortizzare in sei anni. «Così facendo sarebbero finalmente eliminati i rischi ecologici di non tenuta della condotta
sublacuale ormai obsoleta che da decenni convoglia da Toscolano a Torri del Benaco i reflui dei comuni altogardesani
della sponda bresciana.
IN ATTESA del reperimento dei finanziamenti, tra le polemiche sul mancato utilizzo da parte dell´Italia dei fondi
europei e gli appelli del presidente della Comunità del Garda Giorgio Passionelli al premier Matteo Renzi per la
riqualificazione del collettore fognario. (problema definito «vitale e di estremo interesse non solo nazionale ma anche
europeo, la cui soluzione è urgente e indifferibile»), la tenuta del canale fognario sommerso è costantemente
monitorata con sopralluoghi subacquei.
L´ultimo risale a qualche giorno fa ed è stato portato a termine dalla Vrm di Daniel e Angelo Modina di Toscolano
Maderno, nei tratti da Desenzano a Rivoltella e da Barbarano di Salò a Maderno.
«Nonostante le condotte siano state posate alcuni decenni fa – spiega il “conduttore” Angelo Mondina – sono in
ottimo stato di conservazione. In questi tratti, dove le tubazioni posano su fondali non molto profondi, l´unico
pericolo potrebbe essere causato da qualche ancora di motoscafo malauguratamente incagliata».
LA DITTA COLLABORA da quasi una decina d´anni con Garda Uno monitorando periodicamente con il Rov - un robot
subacqueo munito di telecamera - le condotte adagiate in profondità. L´operazione è effettuata non solo per gli
scarichi fognari, ma anche per le tubazioni dell´acquedotto e la pulizia dei filtri subacquei.
«In quest´ultimo caso – spiegano gli esperti della Vrm – le operazioni sono effettuare dagli Operatori tecnici
subacquei specializzati».
In genere non è facile trovare personale che lavori a circa 50 metri di profondità e in questo caso le maestranze
arrivano dalla lontana Trieste. «Il nostro compito – spiega Modina – è di individuare le condotte, accompagnando con
la luce dei fari sistemati sul Rov i tecnici nelle operazioni di pulizia dei filtri dell´acquedotto».
domenica 21 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 35
GARDONE RIVIERA. Il braccio di ferro continua
Comunità del Garda
Il Vittoriale attacca e passa alle denunce
Nel mirino il parcheggio selvaggio registrato attorno a villa Mirabella
È un incontro di braccio di ferro sulla lunga distanza quello avviato a Gardone Riviera tra il Vittoriale e la Comunità del
Garda, l´ente che ha preso in affitto villa Mirabella, che si trova all´interno dell´area monumentale e che è di proprietà
dello stesso Vittoriale.
Nell´ultima «mossa» Giordano Bruno Guerri, presidente della cittadella di Gabriele D´Annunzio, sostenendo che si
tratti di un gesto deprecabile ha denunciato la Comunità per aver concesso ai partecipanti a un convegno di
parcheggiare sul prato. In parole semplici, dichiara Guerri, «il giardino ha subito dei danni e ci sono stati problemi di
sicurezza. I responsabili devono pagare». Ora la pratica è nelle mani degli avvocati e soprattutto della magistratura.
Il segretario generale della Comunità, Pierlucio Ceresa, commentà la novità con un pizzico di amarezza: «Mi sembra
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una reazione eccessiva. Mi sarei aspettato una telefonata, una richiesta di chiarimenti, non una denuncia notificata
dai carabinieri della stazione locale. I nostri ospiti non hanno danneggiato nulla, altrimenti avremmo provveduto a
sistemare le cose».
In quella mattina incriminata di fine novembre si è parlato del lago che verrà con Marco Bonometti (dell´Associazione
industriale bresciana), Paolo Rossi (Federalberghi Lombardia), Tino Bino, docente della Cattolica, Giovanni Gregorini,
docente universitario a Milano, e col veronese Giorgio Passionelli. Come vediamo partecipanti di un certo tipo; non un
branco di ragazzini scalmanati come spesso succede in occasione delle visite scolastiche.
A margine dell´ultimo episodio va ricordato che lo scontro fra i due enti dura da tempo. E che la sentenza emessa il
mese scorso dal Tribunale di Brescia lo ha acuito. Il contratto di locazione di villa Mirabella (che accoglie tra l´altro i
dipinti di Gregorio Sciltian), stipulato con decorrenza primo gennaio 2008 tra Annamaria Andreoli, allora presidente
del Vittoriale, e Aventino Frau, che guidava la Comunità del Garda, stabiliva una durata di sei anni, con rinnovo
automatico di altri sei. Ma non appena insediato Giordano Bruno Guerri ha chiesto di rientrare in possesso
dell´immobile al termine dei primi sei anni.
Il giudice però ha dato ragione alla Comunità, che potrà utilizzare l´edificio fino alla scadenza del contratto: il 31
dicembre 2019. SE.ZA.
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dal GIORNALE DI BRESCIA
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da L’ARENA
venerdì 09 gennaio 2015 – PROVINCIA – Pagina 32
GARDA TORRI. Il centro ambientalista preme per provvedimenti di tutela di Monte Bre, Monte Luppia e Crero
Il Ctg Monte Baldo lancia l'allarme:
in pericolo le antiche incisioni rupestri
Lucchese: «Da realizzare un sentiero turistico sull'esempio di quello di Torbole»
Il patrimonio di incisioni rupestri di Monte Bre, Monte Luppia e Crero, con varie decine di opere, rischia di scomparire
minacciato dall'abbandono, dal degrado e dall'incuria umani tra l'indifferenza delle amministrazioni e istituzioni
locali. È infatti da anni e anni che nonostante convegni, incontri, conferenze e denunce da parte del Ctg e di altre
associazioni, le pietre incise dell'entroterra gardesano subiscono danni e offese per una frequentazione spesso
irriguardosa (calpestio, scritte, sfregi di ruote di mountain bike e di moto), nell'assenza di provvedimenti di tutela.
Il Ctg Monte Baldo, che da anni porta in visita alle incisioni migliaia di ragazzi e adulti che restano incantati nello
scoprire queste testimonianze, propone una sistemazione almeno per la pietra delle Griselle, per quella dei Cavalieri e
per i liscioni di Crero (le incisioni più conosciute), ma chiede ai Comuni di Torri e Garda di proporre una convenzione
con i proprietari delle aree interessate in modo da delimitare i tre siti e permetterne l'accesso sistemando i sentieri
con un percorso didattico archeologico.
«Ci vorrebbe un progetto europeo per la realizzazione di un sentiero turistico escursionistico, sull'esempio di quanto
realizzato dal comune di Nago Torbole con il sentiero delle Busatte da Torbole a Tempesta, attrezzato in modo da
essere percorribile da turisti di ogni età», dice Claudio Lucchese, animatore Ctg. Le incisioni rupestri di Monte Bre
(303 m.) e Monte Pomo si trovano sui due rilievi che chiudono ad occidente lo scenario del golfo di Garda, ricoperti da
una fitta vegetazione. Sui liscioni rocciosi che li costituiscono, modellati dall'ultima glaciazione, vi sono decine di
incisioni rupestri, scoperte e catalogate dai professori Mario Pasotti e Fabio Gaggia alcuni decenni fa: figure di
guerrieri, spade, mani, simboli solari, attribuiti all'età del bronzo e del ferro, ma anche una numerosa serie di
imbarcazioni appartenenti a tutte le epoche storiche, incise sulla pietra dal picchiettare di ciottoli duri o di sassi
appuntiti. Le incisioni sono a poche decine di minuti dalle spiagge frequentate dai turisti. L'area di Monte Bre e Monte
Luppia fa parte del Ptrc della Regione come Parco naturale, anche se non ancora istituito. Già vari anni fa Torri e
Garda e l'allora Comunità Montana si erano incontrati per elaborare un progetto, che non ebbe seguito. «C'è bisogno
di recupero ambientale e di valorizzazione di un patrimonio tanto singolare ed unico», conclude Lucchese. M.D.
martedì 06 gennaio 2015 – CRONACA – Pagina 16
RIFLESSIONI. Verona Pulita incontra gli esperti
Giulietta e Romeo e congressi, la ricetta per il turismo in città
Croce: «Bisogna voltare pagina anche nella gestione dell'Arena»
Nei giorni in cui la città sembra esplodere di visitatori ed escursionisti, per Michele Croce occorre «sfatare il mito che
Verona è la quarta città turistica d'Italia». Era questo l'obiettivo (per altro già riuscito a diversi enti e promotori di
sondaggi e statistiche tra cui Tripadvisor, Skyskanner e l'Osservatorio nazionale del turismo) del fondatore di Verona
Pulita che, ieri, ha organizzato all'hotel Firenze di Sergio Cucini gli «Stati generali del turismo veronese», un incontro
con esperti scaligeri e stranieri dei vari aspetti dell'accoglienza e la promozione turistica.
«Non è vero che Verona è la quarta città più visitata d'Italia, purtroppo è un mito», dice. «Secondo i dati della
Rassegna stampa gardesana
Regione, il Veneto ha oltre 61 milioni di turisti, di cui 33,9 Venezia mentre Verona, intesa come provincia, ne conta 14,
ma di questi solo 2,7 sono in città, ovvero il 20 per cento, il resto è flusso turistico diretto sul lago di Garda». E
prosegue: «Dobbiamo sfruttare maggiormente il mito di Giulietta e Romeo creando e registrando un brand di
proprietà comunale. Poi dobbiamo voltare pagina nella gestione dell'Arena, inoltre va sfruttata la vocazione del
turismo congressuale e infine, va fatto un calendario degli eventi senza sovrapposizioni o momenti vuoti».
Questa la ricetta di Croce per far sì che il turismo «mordi e fuggi» che caratterizza Verona diventi un po' più
«stanziale» e aumentino anche le presenze negli alberghi per più giorni. Sulla gestione del turismo interviene anche
Sergio Cucini, già presidente dell'Associazione albergatori di Verona, che illustra la nuova legge regionale sulla
promozione turistica con grande disillusione. Quella che doveva essere una «rivoluzione copernicana» si è
trasformata per Cucini nella riedizione della commedia shakespeariana «Molto rumore per nulla» perché, chiarisce,
«ci ritroviamo con lo stesso numero di operatori, ma meno soldi e dubito anche che ci sarà più chiarezza per il turista,
e - come sempre - toccherà agli operatori darsi da fare per sopperire alle carenze del sistema».
A parlare di promozione sui social e in rete ci hanno pensato la professoressa Yuwen Chen, dell'università
presidenziale kazaka e Andrea Gozzi, fondatore di Turismoinrete, mentre Antonella Bampa (presidente di Sloow
Food Verona) ha parlato delle peculiarità del turismo enogastronomico. G.COZ.
domenica 04 gennaio 2015 – PROVINCIA – Pagina 35
MALCESINE. Anche in assenza di neve, le presenze sono state moltissime, specialmente il primo giorno
dell'anno
Boom di passeggeri in funivia
In 15 giorni ben 5.500 ingressi
Emanuele Zanini
«Una clientela da piena estate», dice il direttore I vertici di «Atf» stanno predisponendo iniziative per rafforzare
il sito web e le prenotazioni on line
Gli impianti della funivia di Malcesine, presa d'assalto in questi giorni|Il neo presidente Daniele Polato
La neve continua ad essere la grande assente sulle cime del Baldo. Ma, nonostante ciò, i numeri della funivia di
Malcesine sono incoraggianti, grazie soprattutto alle belle giornate di sole dei giorni scorsi che hanno spinto in
montagna migliaia di appassionati. Le piste da sci al momento sono chiuse, per mancanza di neve, sia la «Paperino»
che la «Pozza della Stella», le uniche con i permessi in regola per aprire. I pochi fiocchi caduti tra Natale e Capodanno
sono stati ben presto spazzati via dal vento non consentendo l'apertura, anche parziale, degli impianti. Per i bambini
è stato invece aperto il piccolo tratto di tapis roulant vicino a Tratto Spino grazie all'innevamento artificiale.
Nonostante la quasi totale assenza della neve, non sono mancate le persone che hanno utilizzato la funivia per
un'escursione o una passeggiata. Dal 20 dicembre scorso, primo giorno di apertura della funivia di Malcesine, si sono
infatti registrati oltre tremila passaggi, che, considerando anche i biglietti staccati a San Michele, arrivano a oltre
5.500 ingressi. Il boom di affluenza c'è stato il primo giorno del nuovo anno, con quasi 900 presenze, mentre dal 20 al
29 dicembre i passaggi avevano già toccato quota 1.580 per arrivare a 2.100 all'ultimo dell'anno.
Dopo il freddo intenso degli ultimi giorni del 2014, l'altro giorno sulle vette del Baldo, in pieno giorno, si sono
registrati fino a 6-7 gradi. La temperatura relativamente mite, il sole e il cielo terso hanno quindi invogliato gli
escursionisti a salire in quota. «La clientela di questa prima parte della stagione invernale assomiglia a quella che di
solito arriva in estate», spiega Enrico Boni, direttore di Atf, Azienda trasporti funicolari di Malcesine. «Arriva qui non
tanto per sciare ma per godere del paesaggio e del panorama mozzafiato che solo il Baldo sa offrire».
Nel frattempo, i vertici della funivia si stanno organizzando per affrontare al meglio il prosieguo della stagione. Il
Rassegna stampa gardesana
consiglio di amministrazione di Atf, dopo un primo incontro conoscitivo con i tre soci (Provincia, Comune di
Malcesine e Camera di Commercio), si ritroverà nuovamente venerdì 9 gennaio. «In quell'occasione», spiega il neo
presidente della funivia Daniele Polato, «avanzeremo una serie di proposte per discutere assieme come gestire nel
modo migliore la stagione, fino a fine marzo e nei mesi successivi. Alla direzione chiederemo di portare avanti nuove
iniziative a favore degli utenti, in particolare per quelli che attendono il proprio turno in fila, offrendo loro
intrattenimenti. Poi lavoreremo sulla promozione, sull'implementazione del sito web e sulle prenotazioni on line delle
salite in funivia».
Il presidente Polato ritorna inoltre sul progetto, annunciato con le nuove nomine del cda, di rendere la funivia di
Malcesine la cabina di regia per il rilancio della montagna veronese, a partire dalla Lessinia. Sul piano, nei giorni
scorsi, il sindaco di Malcesine, Michele Benamati, si era detto contrario. Per Benamati, il tentativo di salvataggio della
Lessinia rischierebbe di affossare anche Atf. «Le iniziative del cda e dei soci verranno condivise e verranno prese per il
bene del territorio, senza per questo danneggiare la funivia: nessuno vuole affossarla», replica il presidente di Atf.
«L'intento però è quello di coinvolgere altre realtà. In tal senso», conclude Polato, che nei giorni scorsi si è sentito con
il presidente della funivia di Prada-Costabella, Giuseppe Adami, «stiamo vedendo se si possono sviluppare nuove
sinergie su promozione e marketing anche con Prada. Serve potenziare il coordinamento tra le diverse realtà
presenti: bisogna fare sistema»
sabato 03 gennaio 2015 – PROVINCIA – Pagina 34
TURISMO. La Regione rinvia all'autunno il termine in cui i Comuni dovranno prendere in carico gli sportelli
informativi
È ufficiale: gli Iat in gestione
alla Provincia per altri 9 mesi
Katia Ferraro
Fasoli: «La proroga si è resa necessaria per accompagnare il passaggio delle competenze dal vecchio al nuovo
regime»
È ufficiale: le Province potranno continuare a gestire gli uffici di Informazione e accoglienza turistica (Iat) per altri
nove mesi. La proroga è stata inserita come emendamento nella legge approvata il 29 dicembre dal Consiglio
regionale del Veneto, attraverso cui è stata stabilita l'applicazione della tassa di soggiorno anche ad affittacamere e
case vacanza, strutture ricettive prima esonerate da quest'obbligo.
La proroga è arrivata «in extremis»: i decreti attuativi della nuova legge regionale sul turismo (la numero 11 del 2013)
stabilivano entro il 2014 il ritiro della delega in materia di turismo alle Province, termine con cui la Regione voleva
incentivare i Comuni a subentrare nella gestione degli Iat anche attraverso le cosiddette Ogd (Organizzazioni di
gestione della destinazione), i nuovi organismi partecipati da enti locali e altri soggetti pubblici e privati cui la Regione
– che mantiene la «regia» del settore turistico – affida il coordinamento delle attività in tale ambito (nella nostra
provincia sono previste due Ogd, una per Verona e una per il lago di Garda, entrambe in fase di attuazione). La
proroga è stata accompagnata anche da un finanziamento di 600mila euro, dirimendo la questione che si era aperta
qualche settimana fa a margine dell'incontro organizzato a Lazise dal Partito democratico per far luce sui
cambiamenti in corso per il turismo gardesano: l'assessore regionale al Turismo Marino Finozzi sembrava escludere
qualsiasi altro contributo da parte della Regione, puntando invece sull'autofinanziamento grazie alla tassa di
soggiorno istituita nei Comuni turistici, mentre il presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello reclamava
un sostegno economico per garantire il servizio.
«Uno dei risultati del convegno è stato convincere ancora più l'assessore Finozzi dell'importanza di una proroga che
Rassegna stampa gardesana
accompagnasse il passaggio dal vecchio al nuovo regime», dice il consigliere regionale Pd Roberto Fasoli, che ha
coordinato l'incontro a Lazise. «Con l'assestamento di bilancio del 2014 approvato il 18 dicembre sono stati stanziati
600mila euro per la finalità coerente con la proroga, che verranno distribuiti con le stesse modalità seguite finora: una
parte fissa e una parte variabile in base alle presenze turistiche di ciascuna Provincia».
Dal canto suo Finozzi ribadisce lo spirito del provvedimento: «Le Province avranno nove mesi per trasferire le
competenze sugli Iat ai Comuni, ma non dobbiamo arrivare a settembre avendo ancora partite aperte», puntualizza.
Difficile sapere, però, se e come questi fondi arriveranno ai Comuni, per i quali invece a settembre è stato attivato un
bando ad hoc per la presa in carico del servizio di informazione e accoglienza turistica cui hanno partecipato anche i
paesi gardesani. «A dicembre ci è stato comunicato che la nostra domanda era stata accolta, mancava solo della
documentazione che abbiamo subito provveduto a inviare», spiega Fulvio Ziviello, consigliere comunale di Lazise con
delega al turismo. A mancare era l'accordo di collaborazione con la Regione per la gestione delle attività di
informazione e accoglienza turistica, ovvero la domanda formale della presa in carico del servizio da parte del
Comune: il documento è stato approvato con delibera di giunta il 17 dicembre, individuando come «braccio
operativo» della gestione l'Associazione albergatori di Lazise presieduta da Virginia Torre. «Ci è stata riconosciuta
una somma di 25mila euro che dovrà essere spartita per i prossimi tre anni», prosegue Ziviello, sottolineando che
Lazise ha anche un problema in più, visto che la Provincia ha venduto lo stabile dove c'era lo Iat. «A tal proposito
«stiamo valutando alcune ipotesi, tra cui la possibilità di collocare il servizio in una struttura prefabbricata al
parcheggio Marra». Pur in questa incertezza generale, Lazise può contare su un buon paracadute: è il Comune
gardesano che detiene il record di presenze turistiche, avendo sfiorato i 3 milioni e un introito dalla tassa di soggiorno
di oltre un milione e 300mila euro.
mercoledì 31 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 34
TURISMO SUL GARDA. Lo stabilisce una legge appena approvata in Consiglio regionale. Soddisfatti gli
albergatori
Arriva la tassa di soggiorno anche per chi affitta camere
Francesca Lorandi
Mattioli: «Chi offre ospitalità deve pagare senza lamentarsi» Giacomin: «Il sommerso non sarà eliminato ma
aumenterà»
Si affitta una camera o un appartamento per due giorni, una settimana o un mese? Ora si è obbligati a pagare la tassa
di soggiorno, e quindi a notificare al Comune - via internet - il periodo di locazione, il numero di posti letto e le
giornate di presenza degli ospiti.
Se non lo si fa, si rischi una multa di 3mila euro.
A stabilirlo è una nuova legge appena approvata in consiglio regionale, secondo la quale case, camere o appartamenti
affittati ad uso turistico sono soggetti alle stesse regole di tutte le altre «strutture recettive», ossia alberghi,
campeggi e bed and breakfast.
Insomma, stesso mercato, stesse norme.
Anche perché si parla di un settore che sta mettendo in serie difficoltà le strutture regolari: i finti b&b stanno
proliferando in maniera incontrollata, secondo Confturismo se ne contano ormai più di 1.200 solo nella provincia di
Verona, concentrati tra il lago e la città. Il loro conteggio è tuttavia complicato, perché sono attività non
regolarizzate, mai registrate e quindi «sommerse».
Nella maggior parte dei casi a gestire queste strutture sono proprietari di immobili che utilizzano le entrate per
pagarsi la Tasi, rientrare nelle spese condominiali o in quelle di manutenzione.
Rassegna stampa gardesana
«La locazione di stanze o alloggi privati rappresenta una fetta importante e in continua crescita delle attività
turistiche, capace di registrare milioni di presenze e creare decine di migliaia di posti di lavoro», spiega il veronese
Roberto Fasoli, consigliere regionale del Pd e controrelatore del provvedimento.
E aggiunge: «È un settore che va monitorato, qualificato e normato e che può contribuire, attraverso l'imposta di
soggiorno, a ricavare risorse per potenziare i servizi di accoglienza».
Il documento ha poi una finalità «statistica», consentendo di calcolare l'effettiva consistenza dei flussi turistici e
programmare le politiche di accoglienza.
Questa la motivazione ufficiale, dietro la quale se ne nasconderebbe una ufficiosa: alla base della nuova norma ci
sarebbero state notevoli pressioni da parte delle associazioni degli albergatori.
Non lo nasconde Corrado Bertoncelli, presidente di Federalberghi Garda Baldo: «È vero, è una nostra battaglia: esiste
la libertà di soggiornare dove si vuole, ma devono valere le stesse regole per tutti, senza distinzioni».
Bertoncelli conferma che si tratta di un fenomeno in espansione, «nel basso Garda soprattutto, perché i proprietari di
immobili piuttosto che vendere l'appartamento preferiscono affittarlo, ma lo fanno in modo irregolare, senza avere
una partita iva e senza rilasciare ricevute».
E poi lancia la stoccata contro i bed and breakfast, «anch'essi poco normati, e non avendo nemmeno loro una partita
iva sono difficili da controllare e rappresentano quindi una concorrenza sleale».
È questo il lavoro che sta svolgendo l'associazione b&b Lago di Garda e Valpolicella: individuare il sommerso e
regolarizzarlo.
E sulla nuova legge che tocca coloro che affittano camere o appartamenti, il presidente dell'associazione Piergiorgio
Mattioli è deciso: «Offrono ospitalità come i b&b? Allora è giusto che anche loro paghino, in proporzione a quanto
guadagnano. E non devono lamentarsi su quanto può essere complicato il percorso burocratico per la notifica al
Comune: come sono capaci di incassare, devono essere in grado anche di usare internet».
Perché è su questo punto che la presidente regionale dell'associazione nazionale bed and breakfast (Anbba) Odina
Giacomin solleva qualche perplessità.
«Con questo provvedimento si faranno pochi incassi e non verrà eliminato il sommerso, ma se ne farà di più, perché la
trafila burocratica è troppo lunga», sottolinea.
Tuttavia, i 3mila euro di multa potrebbero essere uno stimolo sufficiente.
mercoledì 31 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 35
L'ACCUSA. «Garda campione di cemento» il servizio andato in onda
Speculazione edilizia
Il lago finisce in Rai
Katia Ferraro
Albi: «Il primato della corsa selvaggia al mattone va alla parte lombarda ma noi seguiamo a ruota»
Una veduta del lago: il Garda è finito sotto i «raggi X» di Rai3
«Il lago di Garda era un paradiso, ora non lo è più». Parole pesanti, pronunciate da un abitante di Campione,
intervistato dall'inviata del programma tv di Rai3 «Kilimangiaro» Stefania Battistini, autrice dell'inchiesta andata in
onda domenica scorsa per denunciare la cementificazione che sta deturpando il lago più grande d'Italia e uno dei
luoghi più belli del nostro paese.
Emblematico il titolo del servizio: «Garda campione di cemento», a sottolineare la corsa selvaggia al mattone e alla
speculazione edilizia, spesso in barba a tutte le norme di tutela ambientale e paesaggistica. Com'è avvenuto appunto
a Campione, diventato uno degli esempi più eclatanti con una maxi lottizzazione abusiva realizzata ai piedi del monte
Rassegna stampa gardesana
Falesia, da cui poco più di un mese fa si è staccata una frana di 10mila metri cubi di roccia, che «per un soffio non è
caduta sulle costruzioni dichiarate abusive» nel luglio 2013, ha spiegato la giornalista.
Un «grido» che si aggiunge a una lunga serie di allarmi lanciati a più riprese da inchieste giornalistiche e associazioni
ambientaliste.
Come ha fatto Paolo Biondani dalle colonne del settimanale «l'Espresso» e con una serie di serate pubbliche
organizzate in collaborazione con la parrocchia di Lazise. «In vent'anni», è stato detto nel servizio, «le costruzioni
sono aumentate del 50 per cento, ma oggi oltre 50mila case restano invendute».
Stima che può valere anche per la nostra costa. «La sponda bresciana è sempre stata qualche anno avanti rispetto a
quella veronese», commenta il presidente di Legambiente Verona Lorenzo Albi. Non ha visto la puntata, ma conosce
bene l'argomento visto che la lotta contro la cementificazione è il suo pane quotidiano e molti «casi» sono esplosi
anche grazie ad esposti della sua associazione. Se il primato di «avanguardia negativa» va alla parte lombarda, quella
veneta non se la passa certo meglio.
«Gli esempi sono tanti, da Peschiera a Malcesine», sottolinea Albi citandone alcuni balzati agli onori della cronaca
negli ultimi anni. Come i finti villaggi-albergo, tra cui quello in località Sermana a Peschiera (per cui il reato di
lottizzazione abusiva è stato dichiarato prescritto dalla Corte d'appello di Venezia in primavera).
«Quando i piani regolatori avevano esaurito la capacità residenziale ci si è inventati l'escamotage del volume
turistico-alberghiero», continua Albi, «in realtà spesso venduto cedendo quote della proprietà che guarda caso
corrispondevano col costo delle abitazioni». Tra le operazioni simili ricorda le concessioni di Albisano, a Torri, e
Pacengo, a Lazise, entrambe ancora da realizzare, di cui era titolare la cooperativa edilizia Azzurra, che nel frattempo
ha cambiato nome e assetto societario.
«Ci sono poi micro-esempi come a Malcesine», nota il presidente, «dove si è costruito in aree a rischio frana».
Il problema del cemento che inghiotte campi, colline e lembi di terra vicini alla costa non è però l'unico, perché «si è
continuato a concedere senza infrastrutture»: il pensiero corre al sistema di collettamento dei reflui, «inadeguato e
rischioso per la qualità dell'ambiente».
Quanto alle responsabilità, vanno ricercate nella «connivenza autorizzativa con gli amministratori» ma anche nella
«troppa elasticità in materia urbanistica» da parte della Regione Veneto.
Vie d'uscita? In un sistema in cui gli introiti da concessioni edilizie coprono una grossa fetta dei bilanci comunali, Albi
propone un'unica strada: «Gli amministratori dovrebbero unirsi e fare massa critica per cambiare questo modello».
domenica 28 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 34
PISTE CICLABILI. Comune capofila è Brenzone, il progetto preliminare è stato proposto per un bando della
Regione
«El senteer de mess» in bici
porterà da Garda a Malcesine
Gerardo Musuraca
Serviranno poco meno di due milioni di euro per collegare in sicurezza 20 chilometri di strade a mezza collina
lungo il Sentiero del pellegrino
Una dorsale parallela alla Gardesana per congiungere quattro paesi del medio e alto lago e aumentare così l'offerta
per il sempre più diffuso cicloturismo. È da poco partito ufficialmente l'iter che dovrebbe portare sul lago,
probabilmente in tre anni, una nuova pista ciclabile che si chiamerà «El senteer de mess», ovvero il sentiero di mezzo.
Dove per mezzo si intende metà collina: la collina che guarda il lago e che, di fatto, non è altro che la prima parte del
monte Baldo. La via originaria cui si vorrebbe dare nuova vita non è altro che quella chiamata il Sentiero del
Rassegna stampa gardesana
pellegrino, la principale via di comunicazione tra paesi prima che venisser realizzata la strada Gardesana. «Si vuol
creare una pista ciclabile di una ventina di chilometri per collegare i paesi da Garda a Malcesine, passando per Torri e
Brenzone», spiega il sindaco di Brenzone, Tommaso Bertoncelli, capofila del progetto.
Costo dell'operazione: poco meno di due milioni di euro, Iva compresa. Per la precisione, un milione 980 mila euro,
che potrebbero arrivare grazie a un finanziamento del «Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007 - 2013 Asse 4
mobilità sostenibile- Attuazione della linea di intervento 4.4. Piste ciclabili». A fine settembre la Regione Veneto ha
approvato il bando per la selezione degli interventi finanziabili e lo schema di convenzione. A fine novembre,
Brenzone ha affidato l'incarico per la redazione del progetto preliminare. Progetto che è stato terminato in dicembre
e approvato dalle quattro giunte municipali.
«Per il momento», aggiunhge Bertoncelli, «sono stati spesi circa 4.900 euro suddivisi tra i comuni e ora si potrà
procedere con l'iter, non semplice nè immediato, che porterà ad avere il progetto definitivo, l'esecutivo e i necessari
pareri. Tutto a patto che la Regione finanzi questo progetto sovracomunale, altrimenti la vedo dura».
Insomma: oltre alla pista ciclopedonale a ridosso dei lungolaghi che, proprio nel 2015, dovrebbe avere una propria
fisionomia ben precisa, ci potrebbe essere questa ulteriore grossa novità per il medio e alto lago. È stato sottoscritto
pure il relativo accordo di programma fra i quattro comuni. «L'idea», prosegue Bertoncelli, «è quella di dare impulso e
promozione alla mobilità sostenibile con la realizzazione di piste ciclabili, che forniscano un apporto positivo alla
risoluzione dei problemi degli spostamenti nelle aree urbane e periurbane.
È un'opportunità di sviluppo turistico dentro le aree di pregio ambientale e culturale. I comuni vogliono realizzare una
dorsale di viabilità solo ciclabile, secondo criteri di organicità infrastrutturale e di sicurezza per i ciclisti. La
realizzazione dell'opera costituirà un peculiare fattore di attrazione e completerà l'offerta turistica integrando tra loro
i collegamenti ciclopedonali esistenti, ampliandoli e rendendoli più fruibili, non solo ai turisti ma anche ai residenti».
Il tutto con viste strepitose e panorami suggestivi ma «rispettando la natura e realizzando, di fatto, una alternativa al
traffico sulla Gardesana», conclude il primo cittadino di Brenzone.
Non resta che attendere l'esito del bando regionale per capire se il progetto riceverà i fondi necessari a proseguire. In
alternativa, molto difficilmente i comuni potranno andare avanti nel cercare di realizzare l'opera coi propri soldi.
sabato 27 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 34
SICUREZZA. Non è finanziato dalla Regione Lombardia per l'Autorità di bacino del Garda
Neanche l'Expo regala al lago
il sistema «anti-burrasche»
Il progetto prevede la collocazione di 4 «fari» sulla sponda veronese
Il sistema di prevenzione di burrasche e fortunali sul Garda non verrà installato nemmeno in occasione di Expo 2015. Il
progetto, sostenuto dalla Comunità del Garda e dal Rotary, non rientra infatti tra quelli finanziati dalla regione
Lombardia per l'Autorità di Bacino del Garda in vista di Expo 2015. Per realizzarlo servirebbero 500mila euro.
L'impianto prevede la collocazione, su tutta la riviera gardesana, di una rete di 22 fari con luci direzionali, che
funzionano a diversa frequenza, a seconda dei casi di pericolo: più lenta per un semplice preavviso, in aumento nel
caso di vero allarme di burrasca. L'innesco del dispositivo verrebbe comandato a distanza, in base alle informazioni
meteo raccolte ed elaborate dal Dipartimento per la sicurezza di Verona. Da qui poi il messaggio verrebbe inviato al
comando provinciale di Brescia dei vigili del fuoco il quale, a sua volta, trasmetterebbe l'impulso di accensione ai fari
di segnalazione.
Sui laghi europei di Ginevra, Zurigo, Costanza, Neuchhatel, Walensee, Traunsee, Titsee da tempo sono in funzione
reti di avvisatori ottici collegati ad apparecchiature che misurano la pressione atmosferica la quale, prima delle
burrasche, subisce notevoli variazioni. In caso di forti escursioni, i barometri trasmettono gli impulsi agli avvisatori
Rassegna stampa gardesana
ottici, che si mettono in funzione proiettando nel cielo raggi luminosi che aumentano d'intensità con l'avvicinarsi della
tempesta.
Per coprire il perimetro del Benaco, con un sistema simile, è stata ipotizzata una spesa di mezzo milione di euro. Le
postazioni individuate nel Veronese sono: Malcesine, Brenzone, Peschiera, Punta S. Vigilio. A queste si aggiungono
Torbole, capo Reamol, Forbiscle, Bogliaco, Toscolano Maderno, Isola del Garda, Sirmione. Ma, mancano i soldi.
Eppure già otto anni fa, era il 2006, l'allora presidente del circolo vela Gargano Lorenzo Rizzardi, che è stato anche a
capo del consorzio gardesano +39 impegnato in Coppa America, affermava: «In tutti i laghi d'Europa, per prevenire
incidenti, è operativo il sistema d'avviso di burrasca. Sul Garda no, siamo i figli della serva. I soldi meglio spesi sono
quelli destinati a salvaguardare vite umane. Chi rischia sul lago non sono i gardesani o chi naviga su barche di stazza
considerevole. Sulle barche a noleggio si potrebbero anche installare dei Gps da 50 euro con i quali si lancia l'Sos e si
segnala la propria posizione». Da allora però non se ne è fatto nulla.
Chi dispone di un sistema di allerta meteo invece è la Navigarda. Tutta la flotta gardesana di servizio pubblico
dispone di un sistema di rilevazione meteo che viene aggiornato in tempo reale. Inoltre le imbarcazioni della
Navigarda possono navigare con qualsiasi tempo e sono dotate di radar e di un sistema radiotelefonico che le tiene in
contatto con la base di Desenzano e con il cantiere di Peschiera. L.B.
sabato 20 dicembre 2014 – PROVINCIA – Pagina 38
MALCESINE. L'assemblea dei soci ha votato il nuovo consiglio di amministrazione dell'Azienda trasporti
funicolari
Funivia, il presidente è Polato
Emanuele Zanini
Formaggioni e Sartori entrano per la Provincia, il Comune piazza Bommartini, mentre la Camera di commercio
conferma Morando
Se non è una rivoluzione poco ci manca. La funivia di Malcesine, a sorpresa, cambia quattro quinti del proprio
consiglio di amministrazione, a partire dal presidente. Daniele Polato, 39 anni, imprenditore nel settore della logistica
e dei trasporti, consigliere e capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Verona, è infatti il nuovo numero
uno di Atf, Azienda trasporti funicolari di Malcesine.
Al suo fianco ci saranno – scelti dalla Provincia – Paolo Formaggioni, consigliere comunale di maggioranza di
Brenzone, in quota in Forza Italia, già nel cda funivia nell'era Venturini, e Carlo Sartori, 25 anni, ingegnere, titolare di
una macelleria a Brenzone, lista Tosi. La scelta del Comune di Malcesine è ricaduta invece su Ivano Bommartini, 34
anni di Malcesine, maestro di sci e snowboard. L'unica conferma del cda uscente è Ferdinando Morando, per Camera
di Commercio. Rimangono a bocca asciutta l'ex presidente Stefano Passarini e i consiglieri Davide Benedetti e
Cristian Andreis che non sono stati riconfermati (l'altro rappresentante, Alessio Rabagno, non aveva nemmeno
presentato domanda).
Il cambio di rotta è stato deciso all'unanimità ieri mattina nell'assemblea dei soci della funivia (Provincia, Camera di
Commercio e Comune di Malcesine) a cui hanno partecipato il presidente della Provincia Antonio Pastorello, il vice
presidente della Camera di Commercio Maurizio Danese e il sindaco di Malcesine Michele Benamati. «Nel cda
uscente in passato erano sorti degli screzi. Serviva una ventata d'aria per ripartire», commenta Pastorello.
«Ho ritenuto ci fosse bisogno di energie nuove per la gestione di una società così strategica. L'obiettivo infatti è far
diventare Malcesine la cabina di regia di tutte le attività della montagna veronese, dal Baldo alla Lessinia. È finita
l'epoca dei campanili e dei frazionamenti. È giunto il momento di unire le forze e di avere un unico interlocutore».
«Ringrazio per la fiducia che mi è stata data», commenta soddisfatto il neo presidente Polato. «Avevo presentato
domanda su suggerimento di un amico, l'avvocato Marco Bisagno (ex presidente funivia Prada-Costabella, ndr). Inizio
un percorso consapevole dell'importanza del ruolo, a cui mi dedicherò a tempo pieno, senza tralasciare gli altri
Rassegna stampa gardesana
impegni. Avremo il compito di realizzare un progetto unico per la montagna veronese». Polato indica tre priorità.
Primo: risolvere la questione delle piste da sci sul Baldo, visto che a parte le piste Paperino e Pozza della Stella la
Funivia non ha ancora le autorizzazioni per aprire gli altri impianti. Secondo: studiare le soluzioni per accedere ai
contributi relativi ai progetti di sviluppo della funivia, che comprendono nuovi impianti di risalita. Terzo: lo sviluppo,
come detto, di un progetto univoco per la montagna veronese. «Ci metteremo al lavoro da subito», dichiara Polato,
che già questa mattina sarà presente all'inaugurazione della stagione invernale della funivia. Tuttavia la quasi totale
assenza di neve non consentirà per il momento di sciare. La cabinovia che da Malcesine va a Tratto Spino e la
seggiovia di Prà Alpesina saranno comunque aperte per gli escursionisti e gli appassionati della montagna. Polato ha
inoltre annunciato che nei prossimi giorni assieme agli altri rappresentanti del cda fisserà la data del primo consiglio
di amministrazione. Sulle nuove nomine il vice presidente della Camera di Commercio Danese aggiunge: «L'obiettivo
è di potenziare ulteriormente lo sviluppo della funivia. Una infrastruttura fondamentale per l'economia del lago di
Garda che rappresenta la principale area d'attrazione turistica della provincia assieme a Verona. Il collegamento con il
Trentino, lo sviluppo della sky area, il potenziamento della struttura grazie ai fondi Odi permetteranno alla società di
proseguire sulla strada tracciata e di moltiplicare le opportunità di business per il territorio montano».
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da L’ADIGE
2014: Dimentichiamoci il tunnel e speriamo nell’olimpiade
I fatti salienti di un anno di cronaca altogardesana raccontato dalla redazione rivana de l'Adige . Nella sintesi
curata da Paola Malcotti.
GENNAIO
Riva : sono 108 i temerari che sfidano il gelo per il tradizionale tuffo di Capodanno all'ombra dell'Apponale.
Riva : dopo anni di attesa la Provincia dà l'ok all'istituzione di un corso di indirizzo Musicale al liceo Maffei. Il benestare
arriva però in ritardo rispetto alle comunicazioni date dalla scuola alle famiglie. Troppo pochi sono gli alunni che si
iscrivono e il corso viene congelato fino al 2015.
FEBBRAIO
Tenno : il Comune porta in tribunale la ditta cui è stata affidata la gestione della discarica del Vermione, debitrice di
un conto da 150 mila euro.
Alto Garda : nuova marcia delle carrozzine, lungo la pericolosa provinciale della "Maza", per manifestare contro il
vuoto normativo che non considera mezzi di trasporto le carrozzine.
MARZO
Arco: l'affluenza è sotto il 60% ma come da pronostico lo spoglio dei voti porta domenica 9 marzo all'elezione già al
primo turno di Alessandro Betta, nuovo sindaco di Arco.
Arco : nello stesso giorno, a Linfano una frana si stacca dalle pendici del Brione facendo piombare a valle 200 metri
cubi di roccia. Alcuni grossi macigni colpiscono una casa, un residence e delle macchine. Il bilancio poteva essere
tragico, ma si registrano, per fortuna, solo due feriti lievi. Abitazioni evacuate e chiusa la statale;
Ledro: si spegne il 20 marzo all'età di 93 anni, Agnese Rosa, la storica sindaca di Molina che grazie al suo coraggio e
alla sua determinazione negli anni ?70 e ?80 riuscì a permettere la realizzazione del tunnel di collegamento con Riva,
cambiando la storia di un territorio e della sua gente.
Riva : addio anche a Ruggero Polito, già presidente del Tribunale di Rovereto, giudice, musicista, anima del gruppo
"Amici della Musica".
Rassegna stampa gardesana
APRILE
Tenno : venerdì 18, lungo la strada di Val di Sogno, a Malcesine, lo schianto tra lo scooter di Roberto Galli e l'auto di
una turista tedesca spezza la vita del 32enne tennese. L'intera comunità si stringe commossa attorno ai genitori ed
alla moglie Jennifer, nel ricordo di un giovane sempre presente e attivo nel tessuto associazionistico sociale e sportivo
locale.
MAGGIO
Arco : il Soccorso alpino di Anterselva conferma - domenica 11 - il ritrovamento del corpo senza vita di Marcello
Ferrari, lo scialpinista disperso da una decina di giorni nella zona di Cima Collato, ad oltre 3400 metri d'altezza.
Riva : una donna, che viaggiava in bicicletta, viene investita la mattina del 21 maggio da un camion della nettezza
urbana in viale Rovereto. Sul posto intervengono i mezzi di soccorso ma non c'è nulla da fare: la vittima è Gjuditta
Tomaskova, 47 anni. Era mamma di quattro figli.
Ledro : dopo soli tre anni di mandato, Alberto Foletto non si ricandida alla presidenza della Cassa Rurale di Ledro,
scegliendo così di non seguire le orme del padre Achille. Il vertice va nelle mani del vice, Marco Baruzzi.
Arco : un'altra tragedia sulle montagne. Muore sabato 31, in un canalone del Sass Pordoi, Nicola Bertamini, 45 anni,
persona nota e stimata nel mondo degli alpinisti altogardesani ed in particolar modo della Sat di Arco, di cui faceva
parte.
GIUGNO
Torbole : nel primo vero giorno di vacanza dopo la fine della scuola, una giovane vita viene inghiottita l'11 giugno dai
gorghi del Sarca. Lorenzo Santoni, 17 anni, decide di scendere con alcuni amici il fiume fino alla foce, su alcuni
canotti: il natante si ribalta e Lorenzo non riemerge. Il corpo del ragazzo, che studiava al Maffei, viene ritrovato una
cinquantina di metri a valle.
Ledro : dal 29 giugno al 5 luglio il lago di Ledro ospita la 7ª edizione del Campionato mondiale universitario di Match
race. In valle arrivano 27 equipaggi da tutto il mondo.
LUGLlO
Riva-Arco: niente Bayern München quest'anno nel Garda trentino. La squadra, si dice complice il Mondiale, non viene
in ritiro e rimanda tutto ad uno stage autunnale. Che però non ci sarà.
Riva : le ruspe irrompono là dove nascevano i bambini. Ad inizio mese cominciano i lavori di demolizione del vecchio
ospedale, che verrà raso al suolo per fare spazio alla costruzione di una nuova struttura sanitaria.
Riva : il "nuovo" viale Roma piace. Tanto alla gente quanto agli operatori.
Arco : un orso fa la sua comparsa a San Giovanni, sopra Arco. A trovarsi a tu-per-tu con un esemplare di giovane
plantigrado è Sonia Calzà, che si ritrova l'orso nel giardino della sua casa.
AGOSTO
Alto Garda : in un'estate caratterizzata dal persistente maltempo, Ferragosto viene archiviato all'insegna della cultura
e dello shopping, con buona pace per sdraio, piscine e ombrelloni. Nel complesso, la stagione turistica tiene, ma solo
grazie al bel tempo di settembre e ottobre. Le piogge e le basse temperature favoriscono invece l'ingrossamento
della drupa delle olive: è un segnale positivo, che sul fronte del comparto agricolo promette un olio di qualità e dalle
ottime proprietà organolettiche.
Riva : è con le leggendarie avventure di Robin Hood che la Notte di Fiaba raggiunge la sua 40ª edizione.
SETTEMBRE
Riva : arresti e denunce per un'inchiesta sull'induzione alla prostituzione minorile. Coinvolte otto ragazzine della
Busa.
Arco : dopo quasi 30 anni dalla sua apertura la discarica sovracomunale della Maza viene ufficialmente chiusa. Tutta
l'immondizia residua delle utenze dell'Alto Garda viene conferita nel sito di Zuclo, in val Rendena. Si inizia a pensare
alla bonifica del sito arcense.
Riva: il corpo dei Vigili del fuoco volontari di Riva compie 150 anni, con tre giornate di eventi dedicati alla storia degli
"Angeli della città".
Ledro e Dro : inizio d'anno scolastico amaro per gli Istituti comprensivi della valle di Ledro e di Dro. Con una delibera
assunta in agosto, la giunta provinciale affida le scuole alla reggenza di dirigenti scolastici di altri istituti. La decisione
Rassegna stampa gardesana
non piace e dà il via a proteste, raccolta firme, mozioni.
OTTOBRE
Ledro: 30 anni di carcere, questa la condanna per omicidio volontario decisa dal gup di Rovereto per Ivan Zucchelli.
Secondo il giudice ha ucciso lui Daniela Sabotig nel febbraio 2013 a Pur.
Riva : dopo 14 anni di lavori, viene aperto al transito l'ultimo tratto della circonvallazione, compreso tra lo svincolo
della Pasina e la Baltera. La variante fra Riva ed Arco raggiunge ora la lunghezza di 4,6 chilometri e permette di
deviare il traffico di transito.
Ledro: nei boschi di Tiarno di Sopra muore Primo Vescovi, 61 anni, schiacciato da un tronco mentre faceva legna.
Ledro : l'orso torna a farsi vedere in val di Ledro. Questa volta in pieno giorno, sulla ciclabile parallela alla statale, a
fianco del bosco e poco distante dalle case di Tiarno di Sopra. Sui monti di Tremalzo fanno la loro comparsa anche il
lupo, l'aquila reale a la lince.
NOVEMBRE
Alto Garda : bufera sulla viabilità. Ad inizio mese come un fulmine a ciel sereno arriva lo stop al collegamento LoppioBusa. Dopo 30 anni di promesse disattese, l'annuncio a sorpresa del presidente della Provincia Ugo Rossi,
presentando la manovra di bilancio per il triennio 2015-2017, scatena malumori e proteste.
Ledro : il silenzio di una sera di novembre a Bezzecca viene rotto da una improvvisa esplosione. Quello che in un
primo momento era sembrato una fuga di gas in una villetta, in quel periodo disabitata, risulta essere poi un evento di
origine dolosa.
Arco : dopo due anni di braccio di ferro tra maggioranza e gruppi d'opposizione, la Variante 14 al Prg di Arco viene
bocciata dalla Provincia, che palesa dubbi sulla legittimità dello strumento della compensazione. Bloccati tutti gli
interventi maggiori, compresi hotel Arco e S.Andrea.
DICEMBRE
Dro : il 2014 è l'anno più nero per il base jump dal monte Brento. Lunedì 8 si schianta Leonardo Piatti, esperto jumper
marchigiano. E' il terzo decesso dell'anno, dopo quello di un 38enne spagnolo e di una 21enne russa, morti entrambi a distanza di pochi giorni - poco prima di Ferragosto.
Riva : lunedì 15 muore ad 89 anni nella sua casa di Padova Giorgio Tosi, sopravvissuto all'eccidio della notte del 28
giugno 1944, quando il partigiano rivano venne graziato dalle "SS" per la sua giovane età.
Alto Garda : appresa della candidatura di Roma, la Comunità del Garda ufficializza la candidatura del lago per le
Olimpiadi del 2024. 28/12/2014
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dal TRENTINO
2014-12-23,
«Troppa dipendenza dall’ente pubblico»
di Matteo Cassol wRIVA Prima di proporre progetti e possibili soluzioni, gli estensori del documento preliminare al
piano territoriale di Comunità approvato l'altra sera dall'assemblea dell'ex C9 hanno individuato alcuni tra i punti di
debolezza dell'Alto Garda e Ledro (al di là di quelli urbanistici, affrontati a parte e per esteso), focalizzandosi
soprattutto su economia e turismo. L'analisi, contenuta nell'allegato "Autovalutazione", non è tenera: si parla ad
esempio di carenza di visione imprenditoriale e dipendenza dal sostegno pubblico e si fa notare che generalmente le
imprese locali si trovano in difficoltà nel reagire alla congiuntura economica negativa quando le misure da prendere
sono impegnative sul piano della ristrutturazione organizzativa, della diversificazione produttiva, del
riposizionamento di mercato e della creazione di economie di agglomerazione o di distretto. Le aziende industriali,
Rassegna stampa gardesana
poi, sono viste come in difficoltà tendenziali di adattamento alle attuali condizioni del mercato. Evidenziata inoltre
una forte dipendenza delle industrie manifatturiere sul territorio (in particolare metalmeccaniche, chimiche e della
carta) dalla domanda interna in riduzione. Il dito viene puntato pure contro un'integrazione limitata
dell’organizzazione produttiva con il sistema locale (con costi ambientali e sociali) e contro la marginalizzazione del
settore agricolo rispetto al complesso delle attività economiche del territorio, oggi centrate su industria, edilizia,
commercio e turismo. Altro tallone d'Achille sarebbe l'individualismo imprenditoriale, con «scarsa propensione degli
operatori economici a collaborare in filiera» e «ridotta dinamicità derivante dalla posizione di leadership». Ce n'è
anche per il turismo: gli estensori del documento preliminare al piano territoriale parlano di frammentazione delle
attività locali e del fatto che alcuni prodotti turistici hanno raggiunto la fase di maturità nel loro ciclo di vita e
richiedono di essere rinnovati. Viene segnalata poi «ridotta propensione all’innovazione in genere». Tra i prodotti e
servizi del settore, pesano la scarsa integrazione tra agricoltura di pregio, coltivazioni tradizionali, offerta turistica di
buon livello e attività produttive innovative. Male anche l'offerta di alloggi privati e di seconde case per il turismo,
ritenuti non all’altezza degli standard di qualità del sistema territoriale. Riguardo ad altri aspetti, viene evidenziato
che le strutture collegate al polo fieristico di Riva richiedono completamento e riqualificazione per accrescere la sua
capacità attrattiva a livello internazionale. La ridotta dimensione demografica della valle di Ledro, poi, rischia di
rendere quel territorio subalterno all'area dell'Alto Garda, con lo studio che sottolinea pertanto come vadano
governati i processi di urbanizzazione che lo riguardano, in particolare l'accesso ai servizi e i fenomeni di
pendolarismo. Un paio di spunti toccano anche urbanistica e mobilità, approfondite poi nel documento vero e
proprio: nel primo caso, viene fatto notare il rischio di estendere le aree produttive in occasione della possibile
dismissione di alcune imprese industriali, invece di destinare gli spazi ad attività innovative, mentre nel secondo caso,
ma in questo senso non c'era bisogno di molte analisi, si lamenta la saturazione delle infrastrutture per la viabilità,
con rischio di congestione a causa di flussi consistenti di traffico generati dalla dislocazione di attività industriali e
commerciali di grande impatto
2014-12-23,
Ciclopedonale del Garda le risorse vanno sbloccate
RIVA - ARCO La questione della ciclopista del Garda è approdata in consiglio provinciale attraverso una mozione
firmata da Luca Giuliani e Walter Kaswalder del Patt. Prendendo spunto dal recente varo del comitato paritetico
incaricato di amministrare i fondi versati dalle province di Trento e Bolzano a favore del comuni veneti e lombardi
confinanti con le province autonome: si tratta di 80 milioni all'anno e bisogna sbloccare le somme relative al triennio
20102012 e decidere la destinazione delle quote per il 2013 ed il 2014. Nell'ultima formulazione l'accordo apre non
solo ai progetti proposti dai 48 comuni veneti e lombardi confinanti, ma anche ai progetti di rilevanza strategica a
valenza sovraregionale di iniziativa delle province autonome di Trento e Bolzano, o di interesse bilaterale fra gli enti,
quali, ad esempio iniziative nei settori dell’edilizia scolastica, dell’impiantistica sportiva, del potenziamento
dell’offerta turistica e dei collegamenti ciclabili. Fra queste infrastrutture rientra la ciclopista del Garda, il cui progetto
generale prevede di garantire la crescita complessiva dei territori di confine ed un collegamento funzionale con
mobilità alternativa tra le province di Trento, Verona e Brescia. Del resto un percorso che integri in maniera sempre
più consistente la mobilità ordinaria e funzioni da infrastruttura permanente a supporto della crescente domanda di
pendolarismo e di cicloturismo rappresenta un obiettivo fondamentale del nostro territorio anche in funzione del
potenziamento dell’offerta turistica. I due consiglieri autonomisti ricordano che l’Osservatorio della Provincia
autonoma di Trento ha stimato che il fenomeno del cicloturismo e del biking sul Garda trentino è in costante
aumento, come dimostra l’ultima indagine del 2014, superiore persino alle altre attrattive sportive offerte quali vela,
Rassegna stampa gardesana
surf e arrampicata. Nell’ultimo quinquennio il cicloturismo avrebbe generato complessivamente un milione di
presenze annue, con un indotto economico di oltre 80 milioni di euro a stagione, cifra sicuramente importante per il
comparto turistico e più in generale per il sistema economico locale, per via degli effetti indiretti ed indotti. Sulla base
di queste considerazioni Giuliani e Kaswalder chiedono che il consiglio provinciale impegni il presidente Rossi affinché
il Comitato paritetico per la gestione delle risorse finanziarie considerate dall’Intesa, di cui è componente anche il
presidente della Provincia, provveda allo sblocco dei fondi impegnati e definisca la ripartizione annuale delle risorse
finanziarie a decorrere dal 2013, garantendo il finanziamento di collegamenti ciclabili, tra i quali il progetto della
"Ciclopista del lago di Garda" per la parte relativa ai comuni gardesani trentini, utilizzando le risorse destinate agli
interventi a valenza anche sovraregionale”.
2014-12-21,
«Destagionalizzare per battere la crisi della ristorazione»
di Gianluca Marcolini wRIVA «Esiste il pericolo concreto che l'impoverimento della nostra ristorazione finisca per
impoverire anche l'offerta complessiva del territorio. Sono convinto che molto dipenda dalla pressione fiscale che si è
fatta davvero asfissiante ma non ho idea di come si possa risolvere il problema. Sono convinto, però, che si debba
continuare a lavorare sulla strada della destagionalizzazione perché più turisti significano più potenziali clienti per le
attività della zona e quindi più motivi per rimanere aperti anche in inverno». Marco Benedetti è un osservatore
attento del dibattito esploso in questi giorni sulla sopravvivenza della ristorazione altogardesana. Prima di
intraprendere la carriera politica, l'attuale presidente di Ingarda ha lavorato nella conduzione del locale di famiglia (i
Benedetti sono i titolari del celebre Alla Lega in via Vergolano ad Arco) che oggi è affidata al fratello Enzo. Pertanto,
parla con assoluta cognizione di causa. Proprio il ristorante dei Benedetti, ormai qualche anno fa, ha intrapreso la
scelta di aprire solamente a cena e di chiudere a pranzo. Il vero rischio che corre oggi la Busa non è tanto ritrovarsi
priva di tutti i ristoranti, costretti ad abbassare le serrande sotto il peso di una crisi economica senza precedenti,
quanto subire una sorta di “riminizzazione”, ovvero la chiusura invernale al termine della stagione turistica. Il primo
preoccupante segnale, in tal senso, l'ha dato la pizzeria Centrale di Chiarano (lo abbiamo scritto in esclusiva
nell'edizione di ieri) che ha deciso, per la prima volta dopo 30 anni di attività, di chiudere da dicembre a marzo con il
preciso intento di risparmiare sui costi fissi. Ma l'aria che si respira fra gli addetti ai lavori è pessima e sono molti gli
operatori che stanno pensando di seguire l'esempio della famiglia Pederzolli. Una prospettiva che incute non pochi
timori. «In realtà è una prospettiva che non si vuole proprio prendere in considerazione – spiega il presidente di
Ingarda, che ha fatto della destagionalizzazione una delle priorità del suo mandato – anche perché ritengo che
allungando la stagione si possa dare un orizzonte diverso alle attività economiche. Il mercatino e le altre iniziative
programmate per questo periodo natalizio stanno dando ottimi riscontri. Abbiamo notizie positive dagli operatori
che ci confortano degli sforzi compiuti. Anche per Capodanno le previsioni inducono all'ottimismo. Per una località
come la nostra è essenziale che le attività rimangano aperte anche in inverno ma il problema è di natura fiscale più
che economica. Sono sempre stato un oppositore del sistema di prelievo adottato nei confronti delle aziende ma su
questo i nostri margini di manovra sono inesistenti». La questione sta animando il dibattito anche su facebook. Molti i
commenti al post inserito da Flavio Biondo. Giovanni Rullo, consigliere comunale dei 5 Stelle, cita l'esempio dei
Comuni che hanno azzerato la Tasi e abbassato la Tares
2014-12-20,
L’Osservatorio promuove il turismo
Rassegna stampa gardesana
ALTO GARDA Incamerata l'assemblea e svolte le valutazioni sul rapporto dell'Osservatorio provinciale del turismo
sulla stagione invernale 2013-2014, Ingarda si avvia a chiudere un 2014 in massima parte positivo, viste le premesse
legate a meteo e congiuntura economica. Secondo le analisi offerte, l’ambito si conferma in salute. La struttura
guidata dal presidente Marco Benedetti e dalla direttrice Roberta Maraschin chiude il 2014 con 457 associati, ai quali
ha presentato il resoconto di un anno nuovamente oltre il muro dei 3 milioni di presenze, con un incremento del 2,1%
negli arrivi e dello 0,5% nelle presenze (l'indicatore realmente impattante, quello dei pernottamenti effettivi) a fine
novembre. Da parte sua l'Osservatorio evidenzia importanti cambiamenti e nuove tendenze. Tra i fattori che
vengono sottolineati come elementi determinanti c'è la crescita dei flussi turistici invernali, con un +11,7% di arrivi e
un +11,2% di presenze nei mesi a cavallo tra 2013 e 2014 rispetto all’anno precedente, denota la bontà delle proposte
tematiche dell’Alto Garda finalizzate a un allungamento della stagione che sembra stia diventando un dato di fatto
(non a caso il rapporto parla di “prodotto inverno che può stare sul mercato con convinzione”), con un peso notevole
nell’affermare questa tendenza da parte di eventi quali Casa di Babbo Natale e mercatini che contribuiscono alla
destagionalizzazione. C'è poi l’elemento enogastronomico come motivazione di vacanza e fonte di soddisfazione dei
visitatori: “Vacanze con Gusto”, il progetto voluto da Ingarda per rafforzare e qualificare la proposta, comincia a
lasciare il segno, contribuendo ad affermare i prodotti del territorio e aumentando l’attrattiva della destinazione nei
periodi di minore affollamento. Non da ultima, la forte crescita delle prenotazioni invernali gestite direttamente da
Ingarda, risultato che pone l’apt in un ruolo di primo piano nella collocazione del prodotto, anche grazie a speciali
servizi legati a pacchetti turistici come l’Accademia degli Elfi. Il rapporto dell’organismo provinciale, insomma,
sottolinea non solo il discreto successo nei numeri, ma anche alcuni elementi di novità che avrebbero decretato la
crescita della destinazione, attesa sempre a nuove sfide. Riguardo alla provenienza dei visitatori, il dato generale
fatto registrare da Ingarda conferma la leadership della Germania, che assorbe i tre quinti del movimento estero e
quasi metà del movimento complessivo (italiani compresi). Si segnalano anche i buoni risultati realizzati da Austria e
Svizzera, oltre al trend generalmente positivo, per quanto ancora da incrementare, sui cosiddetti nuovi mercati.
(m.cass.)
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dalla GAZZETTA DI MANTOVA
2015-01-03,
Tavolo tecnico sul caso Mincio e laghi
di Monica Viviani Un tavolo tecnico istituzionale dedicato ad approfondire le condizioni del sistema Mincio ovvero di
quell’insieme di acque superficiali che oltre al fiume coinvolge i canali confluenti nonché i laghi cittadini per
«esaminare le criticità emerse dai monitoraggi ambientali e valutare le possibili soluzioni anche in termini di costi e
benefici ambientali». A chiederlo in una lettera datata 17 dicembre e indirizzata a Regione, Aipo, Consorzio Territori
del Mincio, Provincia, Parco del Mincio, Arpa e Asl, è l’assessore comunale all’Ambiente Vanna Segala alla luce sia
dell’allarme per la stagnazione del Lago Superiore lanciato nelle scorse settimane dall’ingegnere Paolo Rabitti, sia
delle interpellanze presentate da consiglieri di via Roma. «Si tratta - spiega l’assessore - di problematiche che
necessariamente intrecciano molti temi tra cui la quantità e la qualità dell’acqua dei canali confluenti nel fiume Mincio
a monte della città, gli scarichi pubblici e privati, diretti e indiretti, che convogliano nei canali confluenti del Mincio e
nei laghi; l’utilizzo dei suoli, sia da parte dell’agricoltura che delle aree urbanizzare, che sgrondano le acque
Rassegna stampa gardesana
meteoriche, dilavandoli». Di qui la necessità di coinvolgere enti non solo di gestione ma anche di presidio sanitario,
così come la richiesta al dipartimento Arpa di Brescia-Mantova, che annualmente svolge attività di monitoraggio
delle acque superficiali, di una «relazione - aggiunge l’assessore - sullo stato chimico e ecologico delle acque
superficiali del fiume Mincio, dei canali confluenti e dei laghi di Mantova riferita ai dati del monitoraggio 2013 nonchè
la valutazione del trend degli ultimi 3-5 anni». Trend delle analisi chimiche e batteriologiche che al momento «ci dice
che non c’è stato un peggioramento, anzi negli anni si assiste a un miglioramento anche se non in tutte le stazioni.
Insomma nessuno dice che non ci sono problemi ma le condizioni non sono quelle da rischio sanitario come sostenuto
da Rabitti». A questo proposito Segala ricorda che l’agenzia regionale per l’ambiente «ha svolto e svolge il
monitoraggio dei corpi idrici in base alle disposizioni normative» e che recentemente ed in collaborazione con la
Provincia, il consorzio Garda Chiese e l’Asl ha concluso uno studio, noto come progetto pilota Ma.Go, per il
miglioramento della qualità delle acque del bacino dei canali Seriola Marchionale e Goldone: «Dai 70 controlli
effettuati - aggiunge l’assessore - emerge che i due parametri più sensibili sono i Solidi sospesi totali a cui è
attribuibile la cosiddetta torbidità dell’acqua e l’Escherichia coli che rileva invece la presenza di feci. Ma gli eventuali
problemi sanitari sono anche legati all’uso che di quell’acqua si vuole fare». In attesa che il tavolo venga convocato
Segala ha però intanto deciso di verificare di persona la situazione e il 22 dicembre insieme a un tecnico Arpa ha
effettuato prelievi sul Lago Superiore (sponda destra, cippo di Belfiore), nel canale Osone (Rivalta sul Mincio) e nel
Canale Goldone (strada Camignana, Rivalta sul Mincio). Ossigeno disciolto, percentuale di saturazione, temperatura,
conducibilità: questi i parametri misurati dalla sonda multiparametrica utilizzata per registrare la presenza o meno di
situazioni anomale tali da richiedere un campionamento e più approfondite analisi di laboratorio. Stavolta l’esito è
stato negativo.
2015-01-03,
Borgo Virgilio al lago Così Beduschi fa rete con il Garda
BORGO VIRGILIO Un protocollo d'intesa tra i Comuni di Borgo Virgilio, Ponti sul Mincio, Peschiera del Garda e il
Parco del Mincio, con l'obiettivo di valorizzare i beni acquisiti dal Demanio e creare una partnership che possa
incrementare il turismo sul territorio. Gli enti che si sono uniti per fare rete hanno siglato il documento “Dal Garda al
Po, le fortezze del Mincio”, per lo sviluppo e la valorizzazione delle fortezze che si affacciano sul fiume, e hanno dato
il via al primo passo di una serie di azioni che verranno sviluppate da qui ai prossimi anni. «I Comuni firmatari insieme
all’ente Parco – si legge nelle premesse - intendono dare avvio ad un vasto processo partenariale, con il
coinvolgimento di tutti i soggetti e degli attori chiave pubblici e privati, volto ad individuare ed implementare un
percorso di sviluppo complessivo del territorio di riferimento quale ambito ideale di eccellenza per il ciclo-turismo e il
turismo storico e culturale, sulla base di linee strategiche e di obiettivi costruiti e condivisi». I firmatari condividono
sui rispettivi territori la presenza di beni storici, con particolare riferimento alle fortezze austriache e Napoleoniche
del 1800 (Forti di Peschiera, Forte Ardietti di Ponti, Forte di Pietole e di Borgoforte a Borgo Virgilio). I Comuni di Ponti
sul Mincio e Borgo Virgilio hanno da poco ottenuto la piena disponibilità dei beni grazie al rogito con il Demanio e che
hanno presentato alla Soprintendenza un piano di valorizzazione quinquennale, mentre Peschiera è già in possesso di
tutti i forti che circondano la città. Il Parco del Mincio ha invece la competenza in merito alla valorizzazione
ambientale e storico-culturale dei territori che si affacciano sul fiume. Il primo passo concreto sarà la costruzione di
una cabina di regia condivisa, «finalizzata alla creazione di una strategia promozionale congiunta e finalizzata a far
percepire l'area che va dal Garda al fiume Po quale percorso unico e distintivo, importante bacino turistico».
L'impegno sarà poi alla valorizzazione e promozione delle terre «secondo un approccio di marketing territoriale,
esaltando la vocazione di Peschiera come baricentrica rispetto alla capacità di intercettare i flussi importanti
Rassegna stampa gardesana
provenienti dai principali paesi europei, e dei comuni di Ponti sul Mincio e Borgo-Virgilio quale meta intermedia
ideale per la rilevanza dei beni storici, contribuendo ad un'offerta più variegata». Si punterà anche sulle infrastrutture,
come sulla ciclabile Peschiera-Mantova, che, come indicato dal protocollo d'intesa, risulta una tra le più frequentate
d'Europa. Da ultimo, gli enti cercheranno il supporto delle associazioni degli albergatori, ristoratori e degli agriturismi
per concentrarsi nella direzione dell'accoglienza, e terranno monitorati i bandi delle Fondazioni, in modo da
candidare iniziative e progetti. Elena Caracciolo
2014-12-30,
tav, pressing dei sindaci su Rfi
PONTI SUL MINCIO I sindaci dei Comuni attraversati dalla nuova linea ad Alta velocità, la Tav Brescia-Verona, hanno
inviato una serie di osservazioni a Roma dove si sta eseguendo la Valutazione di impatto ambientale. Ma dopo un
colloqui diretto con l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, gli amministratori hanno ottenuto una sorta di
via preferenziale per poter dialogare con la referente per la zona, l’ingegner Daniela Lezzi. Un primo sopralluogo
congiunto di Cepav 2 (il Consorzio che ha in carico la costruzione) ed Rfi (le ex Ferrovie Italiane, società promotrice
dell’opera) si è tenuto a metà dicembre. Per questo gli amministratori dei Comuni ora chiedono di sapere l’esito delle
verifiche. «Abbiamo effettuato un primo incontro con l’ingegner Lezzi a Peschiera a fine novembre – spiega il primo
cittadino di Ponti, Giorgio Rebuschi –. Dopo quella data ci sono stati i sopralluoghi di Cepav2 e Rfi che hanno potuto
vedere di persona, carte e nostre osservazioni alla mano, la situazione. I nostri rilievi sono stati puntuali in termini di
impatto dei cantieri sulla viabilità e sulle zone a rischio idrogeologico». I tecnici hanno esaminato le cartografie ed
hanno potuto constatare la loro obsolescenza, facendo rilievi e fotografie sul campo, in particolare a Dolci e Broglie,
frazioni fra Ponti e Peschiera dove è previsto un maxi cantiere. Ponti, a nome dei Comuni bresciani di Desenzano e
Pozzolengo, nonché quelli veronesi di Peschiera, Sommacampagna, Castelnuovo del Garda e Sona, ha chiesto un
incontro alla Lezzi «per conoscere l’esito dei sopralluoghi – conclude Rebuschi - e sapere se i nostri rilievi saranno
accolti. Il nostro atteggiamento futuro dipenderà da questo». Se Rfi boccerà le richieste, insomma, sarà battaglia.
Francesco Romani
2014-12-27,
Il Risiko dei Comuni: via a sette Unioni
di Francesco Romani wMANTOVA Quarantanove Comuni e quasi 184mila cittadini saranno coinvolti nel 2015 dagli
accordi sul partenariato dei servizi municipali, imposto dallo Stato come forma di risparmio. Si andrà dalle
convenzioni, con le quali due o più Comuni gestiranno assieme alcuni settori, alle vere e proprie Unioni, ovvero
creazione di enti locali con propria autonomia ai quali i singoli municipi aderenti delegheranno parte delle loro
attività. L’uso di queste forme di sinergia è obbligatorio per i Comuni sotto i 5mila abitanti (41 su 69 nella nostra
provincia) che dovranno siglare entro mercoledì convenzioni o unioni da minimo 5mila abitanti. Ma anche otto enti
locali di popolazione superiore hanno aderito ad una di queste formule, oggi privilegiate e incentivate dallo Stato nel
tentativo di contenere i costi generati dalla polverizzazione degli enti locali. La forma più forte e incentivata di
unione, la fusione che fa sparire due o più comuni fondendoli in uno solo, nella nostra provincia è riuscita solo fra
Virgilio e Borgoforte, oggi assieme in Borgo Virgilio. Ma non è detto che i forti vantaggi che lo Stato concede a questo
“matrimonio” non attirino nei prossimi anni altri municipi. Il ritardo. Mantova sconta sul tema delle unioni un forte
ritardo dovuto in gran parte al forte campanilismo tipico delle aree dal passato rurale. Sino ad un anno fa, un solo
Comune faceva parte di una Unione, Rivarolo Mantovano, e fra l’altro di un partenariato con realtà cremonesi, la
Rassegna stampa gardesana
“Foedus”. Gli altri tentativi (Est Mantovano con Felonica, Sermide e Carbonara, nonché hinterland Sud con Virgilio e
Borgoforte) sono naufragati strada facendo. Mosca bianca sin dal 2002, Rivarolo si troverà dal 2015 fianco a fianco
con Bozzolo, che entrerà nell’Unione Foedus quasi raddoppiandone, da sola, gli abitanti, ma accettando la regola
della “pari dignità” in consiglio (3 consiglieri per Comune). Sabbioneta punta i piedi. Restando nell’area dell’Oglio Po,
è nata una seconda Unione, la “Terre d’Oglio” (5.326 abitanti ad inizio 2014) della quale fanno parte Gazzuolo, San
Martino dall’Argine e Commessaggio. Ma mentre nella Foedus Bozzolo è entrata in punta di piedi, rispettando gli
accordi già in essere, pur essendo Comune molto più grande (4.227 abitanti), nella Terre d’Oglio è accaduto il
contrario. Sabbioneta ha chiesto di entrare facendo valere il suo peso (4.294 abitanti) e cioè di avere il doppio dei
rappresentanti degli altri Comuni e facendo quindi fallire un’intesa già ratificata dagli altri tre partner. Scacco alle
Torri. Già da tempo, 8 Comuni del Medio Mantovano avevano iniziato ad unire le forze in vista della scadenza del
prossimo 31 dicembre. Strada facendo, metà dei partner ha scelto un’altra strada e l’”Unione delle torri” (6.791
abitanti) oggi è composta da Gazoldo (sede), Piubega, Redondesco e Mariana. Tre (Ceresara, Casaloldo e
Casalromano) hanno preferito firmare fra loro una convenzione mentre Casalmoro ha scelto la strada della
convenzione con un unico grande Comune, in questo caso Castel Goffredo. La battaglia dei Colli. Nell’Alto
Mantovano la situazione si è chiarita solo negli ultimi giorni. Nasceranno due Unioni dal nome molto simile. La
prima,. “Colli morenici del Garda” (9mila abitanti) unirà Medole, Solferino e Ponti sul Mincio. La seconda, “Colli storici
del Garda” (8.824 abitanti) vedrà solo la sinergia fra Monzambano e Cavriana. A creare scompensi il passaggio,
all’ultimo minuto, di Solferino alla prima Unione. Ostiglia guarda ad Ovest. Altro giro di valzer all’ultimo minuto,
quello del Comune di Roncoferraro, che ha abbandonato le convenzioni “storiche” con Villimpenta e Castel d’Ario per
aderire al’”Unione Mincio Po” (17.883 abitanti), la più grande sinora creata e l’unica con due Comuni non obbligati.
Oltre a Roncoferraro (7.237 abitanti), nell’Unione ci sono anche Serravalle (1.564 abitanti) e Sustinente (2.168), ma
soprattutto Ostiglia (6.932) che, tradizionalmente legata al Destra Secchia, con questa mossa riscopre i suoi legami
verso Ovest in riva sinistra del Po, addirittura rispolverando una mitica terra “Calubria”. Il Destra Secchia in frantumi.
Dei 17 Comuni del Destra Secchia, tre (Ostiglia, Sustinente e Serravalle) sono nell’Unione Mincio Po. Sette (Pieve,
Quingentole, Revere, S. Giovanni, S. Giacomo, Schivenoglia e Villa Poma) hanno creato l’Unione “Isola mantovana”
da 11.148 abitanti. Magnacavallo ha siglato una convenzione con Poggio; Felonica, Carbonara e Borgofranco una a
tre da soli 3.523 abitanti. Questi cinque più Sermide si sono però impegnati a valutare la creazione di un’Unione nel
corso del 2015. Il 17esimo Comune, Quistello, non farà accordi. Si sta alla finestra. Se quasi 66mila mantovani dal
2015 si troveranno in una Unione, con una aumento del 2.500% rispetto a un’anno fa, oltre 118mila saranno quelli in
Comuni convenzionati. La maggior parte dei sindaci, starà per un po’ alla finestra, attendendo che si chiarisca il
quadro normativo, non volendosi impegnare da subito in un’Unione. Per altri Comuni di tratta di una partenership
naturale. Come Acquanegra e Canneto. Motteggiana, Suzzara e Pegognaga (quasi 31mila abitanti); Castelbelforte e
Roverbella, Bigarello e San Giorgio o infine Castel d’Ario e Villimpenta. Problemi e prospettive. La corsa contro il
tempo per rispettare la scadenza del 31 dicembre ha fatto emergere problemi e contraddizioni, unioni “innaturali”,
altre dal chiaro denominatore politico, voltafaccia improvvisi che hanno lasciato di stucco i cittadini. Delle sette
Unioni oggi imbastite, solo tre superano i 10mila abitanti, soglia che potrebbe costituire in futuro quella minima. E
mentre la sparizione della Provincia renderà sempre più importanti le Unioni, il lavoro del superare il campanilismo
pare appena all’inizio.
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dal CORRIERE DELLA SERA
Rassegna stampa gardesana
Venerdì 9 Gennaio, 2015 - BRESCIA
No alla Tav, gli agricoltori della Bassa si alleano ai viticoltori del Lugana: «Salviamo le nostre terre»
La Bassa si mobilita contro l’arrivo della Tav. E i viticoltori del Monte Netto (150 ettari suddivisi tra una venti aziende)
si alleano ai colleghi del Lugana, per salvare 2.200 ettari di campi e grappoli d’uva. Ieri sera da Capriano del Colle, in
una partecipata riunione pubblica, si è levato il primo forte grido di contrarietà al progetto del famoso «shunt»: quei
32 chilometri di binari che da Ospitaletto correrebbero in parallelo alla corda molle (la sp 19) fino a Calcinato,
passando vicino all’aeroporto di Montichiari. E bypassando la città. Sarebbe l’ultimo lotto della tratta Brescia-Verona
ad essere realizzato (dopo il 2017). «Ma se si vuole cambiare il progetto non c’è tempo da perdere» ha spiegato il
sindaco di Capriano del Colle, Claudio Lamberti, trovando la piena di Coldiretti, Legambiente, albergatori del Garda e
viticoltori del Lugana (dove i binari cancellerebbero 230 ettari di viti). Tutti hanno insistito su un punto chiave:
«assurdo sacrificare altro territorio agricolo quando si potrebbe potenziare la linea storica. «Non c’è solo l’esigenza di
tutelare il suolo agricolo — taglia corto il sindaco Lamberti — ma il progetto fa acqua anche nell’analisi costi-benefici:
sulla Brescia-Verona transiterebbero 18 coppie di treni per passeggeri, visto che i merci su tav non viaggiano. Che
senso ha quindi prevedere la stazione a Montichiari? Davvero siamo convinti che serva il treno per rilanciare un
aeroporto che non è mai partito? E i bresciani per prendere l’alta velocità andrebbero a Montichiari consumando così i
9 minuti risparmiati dal viaggio per Verona? Abbiamo inviato queste osservazioni al ministero, motivando la nostra
contrarietà. Credo che questo sia un progetto per pochi». Lamberti dettaglia anche aspetti tecnici di non poco conto:
«quando hanno realizzato la corda molle, tra Capriano e Flero non hanno considerato il raggio di curvatura della
futura alta velocità. E i binari dovranno quindi allargarsi in mezzo ai terreni agricoli».
Legambiente parla di progetto insostenibile, visto che il nuovissimo progetto delle Ferrovie dello Stato parla di 4
miliardi di euro per 72 km di binari (55milioni a chilometro). Per Dario Balotta (responsabile trasporti del sodalizio
ambientalista) la valida alternativa è il potenziamento della linea ferroviaria storica redatto dal professor Renato
Pugno del Politecnico di Milano. E lo fa anche il presidente di Coldiretti Brescia, Ettore Prandini: «Oggi con il recupero
delle linee ferroviarie storiche, così come fa il Giappone, si ottengono le stesse velocità di una nuova infrastruttura».
Prandini ricorda anche la «follia» di consumare altro terreno agricolo, in una provincia che aveva 1,35 milioni di ettari
di campi negli anni Sessanta e oggi meno di un milione: «inoltre c’è anche un problema di inquinamento non solo
acustico e paesaggistico. Penso ai piloni dell’alta tensione, alti fino a 40 metri, posizionati nei campi anziché essere
interrati come succede all’estero». Prandini lancia l’assist anche alle altre associazioni agricole: «Eravamo soli a
denunciare i danni che avrebbe portato Brebemi. Contro la Tav spero di trovare una maggiore sintonia. Perchè il
progetto deve essere modificabile, a differenza di quanto sostiene il ministero».
Gabriele Pellegrini (Legambiente Bassa bresciana) lancia un appello ai sindaci degli altri 19 comuni bassaioli
interessati dal passaggio dell’alta velocità o dalle cave di prestito: «Spero e credo si uniscano a Capriano in questa
battaglia fatta per la tutela del loro futuro».
Pietro Gorlani
Mercoledì 7 Gennaio, 2015 - BRESCIA
Gestore unico, resta il «no» del Garda
Bocchio: «La situazione è complessa, per ora non è arrivata alcuna garanzia per questa zona» Rossetti(A2A):
«Rispettare le indicazioni date dalla legge nazionale. Senza escludere nessuno»
È tutt’altro che in discesa la nascita di un gestore unico per i 207 acquedotti ed i 234 depuratori della provincia di
Brescia.
Il governo, con lo Sblocca Italia e con la Legge di Stabilità, vuole che le diverse società vengano razionalizzate in un
solo soggetto entro il 2015, con relativi risparmi in termini economici e organizzativi. Ma se Aob2 A2A e Asvt sono già
d’accordo per la fusione, resta sul tavolo la «questione gardesana». La multiutility del Benaco bresciano da tempo è
«fidanzata» con la veronese Agsm (con la quale condivide il maxi depuratore di Peschiera). Prima di rompere quel
Rassegna stampa gardesana
legame e «convolare a nuove nozze» vorrebbe garanzie per il territorio, «che al momento non sono arrivate» spiega
tranchant il suo presidente Mario Bocchio.
La questione sarà sul tavolo di un incontro cruciale tra i vari protagonisti della vicenda (compresa Provincia, Ato e
comune di Brescia), in programma tra pochi giorni, il 16 gennaio. In provincia servono importanti investimenti visto
che un quarto dei paesi non ha ancora impianti di depurazione o ne ha in dotazione di troppo vecchi e malandati. Ad
essere messa male non è solo tutta la Valtrompia (che scarica ancora nel fiume Mella) ma anche altri comuni della
Valcamonica, della Valsabbia, della Bassa, tanto che l’Unione Europa ha aperto 65 diversi procedimenti di infrazione.
E se le bollette pagate dagli utenti (aumentate quasi del 50 percento negli ultimi 5 anni) portano nelle casse
dell’autorità per l’acqua 161milioni di euro lordi, questi soldi — tolte le spese di gestione — devono essere
urgentemente reinvestiti sul territorio con un piano operativo da pubblicare sul web e inviare alla Corte dei Conti
entro il 31 marzo. Una vera e propria corsa contro il tempo, che difficilmente potrà rispettare le scadenze.
Il problema è che senza gestore unico non si potranno chiede altri fondi al Cipe, ovvero al Governo (ci sono a
disposizione 1,7 miliardi). E non si potranno nemmeno chiedere prestiti alla Banca europea. «La Bei concede
finanziamenti, come fatto per l’acquedotto in Puglia — chiarisce Paolo Saurgnani, direttore Cogeme — ma solo per
progetti importanti, di almeno 100 milioni, per i quali si è in grado di garantire un piano di rientro».
Tornando alla questione Garda Uno, è il suo presidente Bocchio a fare chiarezza: «Non siamo contro il gestore unico
ma la situazione del Garda è complessa. Il lago è diviso tra tre regioni e quattro province. La politica ha disegnato i
nuovi Ato (autorità per l’acqua, ndr ) tracciando confini provinciali con la matita sulla carta geografica mentre sarebbe
stato più opportuno prevedere un Ato per l’area gardesana. Ad esempio: noi da anni condividiamo la gestione della
depurazione con la provincia di Verona, visto che utilizziamo il depuratore di Peschiera. Che ne sarà di questi
rapporti? A questa domanda non abbiamo ancora ottenuto risposta».
Insomma, il gestore unico — per assicurarsi la presenza di Garda Uno — dovrebbe pagare comunque le tariffe di
depurazione al Veneto. «Ho parlato di questo problema con i governatori di Lombardia e Veneto ma quando sono
sceso a Roma per capire come muovermi non sapevano nulla della situazione gardesana» aggiunge il sindaco di
Lonato.
Per Aob2 comunque l’obbiettivo rimane quello «di far crescere l’impegno a favore del territorio bresciano e delle sue
esigenze, mettendo a disposizione le competenze maturate nel corso degli anni» ricorda il presidente Angelo Zinelli.
Ma a parte il problema del Garda restano altri aspetti da risolvere.
«L’Ato e la Provincia ad esempio devono dirci se nel gestore unico può entrare anche una società non interamente
pubblica ma quotata in borsa, come A2A — aggiunge Saurgnani — e dovranno allineare le scadenze delle
autorizzazioni preesistenti». Una volta risolti gli aspetti formali restano quelli sostanziali. Per esempio: si parte con il
depuratore della Valtrompia. Ma il progetto di Asvt parla di 100 milioni di euro, «quando i costi standard prevedono
un massimo di 120 euro ad abitante» aggiunge Saurgnani. Tenendo conto che in Valtrompia ci sono 100mila residenti
si potrebbe quindi spendere al massimo 12 milioni. Un problema non da poco.
Pronta alla fusione anche la principale società, A2A ciclo idrico. Paolo Rossetti, direttore dell’area tecnica di A2A,
ricorda che si tratta di un partita importante, seguita direttamente dal nuovo presidente Giovanni Valotti. E ricorda
che per la nuova società «vanno rispettate le indicazioni della legge nazionale. E non si può escludere l’area del
Garda».
P. Gor.
Mercoledì 24 Dicembre, 2014 - BRESCIA
«Ritirerò la denuncia solo quando riceverò una missiva di scuse»
Rispondo alla lettera aperta dell’amico Pino Mongiello, presidente dell’Ateneo di Salò, di cui faccio parte, per fornire
alcune doverose precisazioni. Nessuno, caro Pino, può dubitare del mio attaccamento al Garda. Già nel 2009 mi
venne assegnato il premio Galà del Garda «per il contributo dato allo sviluppo economico e turistico» dell’area. Per gli
stessi motivi sono stato nominato, all’unanimità, cittadino onorario di Gardone Riviera. Proprio nei giorni in cui ho
Rassegna stampa gardesana
dovuto sporgere denuncia contro la Comunità del Garda, sono stato altresì nominato presidente della Fondazione
che gestirà il MuSa, il nuovo, magnifico Museo di Salò; e, sempre in quei giorni, ho istituito – è una notizia non ancora
uscita sui giornali – un’associazione che riguarda molti musei gardesani e che sarà determinante nel futuro turistico e
culturale della regione. Ma il riconoscimento migliore è il sorriso e la gratitudine dei commercianti e dei cittadini la cui
vita è migliorata grande all’aumento dei visitatori del Vittoriale e del suo Festival. Sgomberato il campo dal dubbio
che io possa essere considerato — dopo sei anni a Gardone — un «estraneo», non dimentico che il mio primo dovere è
tutelare gli interessi del Vittoriale degli Italiani, la sua conservazione e il suo sviluppo. Durante il convegno di cui parla
Mongiello, decine di auto sono state posteggiate su un prato, quando proprio lì accanto c’è un posteggio, al momento
vuoto, che consente un comodo accesso a Villa Mirabella al modico prezzo di 5 euro. Proprio in questi giorni stanno
andando a ruba in tutta Italia le «fette» di cipresso — 49 euro l’una — ricavate da alberi caduti. Non credo accadrebbe
per altri cipressi d’Italia, tranne forse quelli di Bolgheri, e questo basta a capire che il terreno del Vittoriale, così come i
suoi prati, non sono luoghi qualsiasi, ma un monumento nazionale, inviolabili, e non meritano di essere danneggiati.
Nell’episodio denunciato i cancelli di Villa Mirabella sono rimasti spalancati e senza custodia fino alle 19.30,
nonostante i richiami dei miei collaboratori, e non è esattamente vero che i partecipanti al convegno siano rimasti
inchiodati alle loro sedie, visto che alcuni si sono presentati ai dipendenti chiedendo di poter visitare la Prioria: a quel
punto avevano già violato una parte inaccessibile al pubblico, non custodita, e erano entrati in spazi accessibili
soltanto a pagamento. Mi chiedo cosa farebbero gli amministratori pubblici presenti al convegno, se qualcosa del
genere accadesse nei loro comuni, nelle loro amministrazioni, nelle loro case. Secondo me chiamerebbero i
carabinieri, e farebbero bene.
Infine desidero sgomberare il campo da un dubbio. Avrei agito e fatto quanto esposto anche se non ci fosse stato
alcun contenzioso pendente con la Comunità del Garda per l’affitto di Villa Mirabella, uno spazio che è indispensabile
per l’apertura di nuovi musei e per la riapertura al pubblico — pagante — di tutto il Vittoriale, come nei miei progetti.
Villa Mirabella, recuperata, porterà altra ricchezza, altro turismo al Garda. Detto tutto ciò, sarei felice di ritirare la
denuncia una volta che ricevessi dal Presidente della Comunità del Garda una lettera di scuse — mai arrivata — con
l’impegno a evitare in futuro episodi del genere.
Giordano Bruno Guerri
Presidente del Vittoriale degli Italiani
Martedì 23 Dicembre, 2014 - BRESCIA
Liceo Fermi di Salò, tante novità per i primi 50 anni
Molte iniziative per l’anniversario, ma l’attenzione è concentrata su ricerca e formazione
Rilanciare una scuola, il liceo «Fermi» di Salò, in occasione del cinquantesimo anniversario. Un rilancio che passa
attraverso la capacità di rinnovamento dell’istituto guidato da Gabriella Podestà, con Marco Basile e Patrizia
Scaramuzzi nel ruolo di collaboratori. Alle iniziative programmate fino a giugno 2015 e che poi riprenderanno da
settembre per protrarsi fino all’estate 2016, collabora anche Mariangela Conter. L’ufficializzazione è avvenuta ieri in
Broletto, con la partecipazione di Paolo Pagani, funzionario della Provincia in rappresentanza del presidente Pierluigi
Mottinelli. Non sono mancate le sollecitazioni a insegnanti e studenti a tenere duro sulla strada imboccata. Con un
commento: «Ricerca e formazione appaiono indispensabili e tutti continuiamo a ripeterlo. Ma in questi due settori
l’Italia non brilla, anzi viaggia piuttosto bassa nella classifica delle 150 nazioni che sono state oggetto del
rilevamento». Parole d’ordine ribadite: rinnovamento e cultura in previsione di un futuro basato su serietà, carisma,
competenze e capacità.
E non è mancato un accenno di Pagani alla cosiddetta «settimana corta», con le scuole superiori chiuse il sabato «per
reinvestire i risparmi effettuati proprio nella scuola. Per la Provincia questa ipotesi rappresenta una scommessa».
Un istituto, il «Fermi», che da anni è un punto di riferimento per l’alto Garda, la Valle Sabbia e la Valtenesi e che
Marco Basile ha definito ormai «adulto», in considerazione di alcune cifre. Sono, infatti, 43 le classi, circa un migliaio
gli studenti e cinque gli indirizzi di studio: Classico, Linguistico, Scientifico, Scienze Umane, Scienze Applicate. «Una
Rassegna stampa gardesana
scuola viva — aggiunge Basile — aperta alla sensibilità del territorio e che ha messo a punto una collaborazione
cercata e sentita con l’Ateneo di Salò». Saranno parecchi gli appuntamenti culturali messi in calendario in
collaborazione con l’Ateneo e che segneranno la prossima primavera. Con un esordio assai significativo: la conferenza
di Roberto Tottoli, che attualmente è docente all’Università «L’Orientale» di Napoli ed in passato era ottimo studente
del Fermi. L’incontro con Tottoli, grande conoscitore del mondo arabo e dell’Islamismo (parlerà proprio di questo
argomento) rappresenta l’apertura del calendario di appuntamenti ed è previsto l’8 gennaio.
L’attività del liceo è sempre più destinata ad intrecciarsi con le realtà territoriali come comprova la proposta «Fermi
sul territorio», con lezioni tenute nei prossimi mesi dai docenti nelle sedi municipali. Il metro della freschezza
innovativa della scuola è attestato parimenti dall’elaborazione di un nuovo logo, studiato dagli alunni e perfezionato
da Stefano Bigoloni, perché, come hanno affermato Alessandro Biondo e Simone Becchetti di 5 C, Davide Bassi e
Alessandro Calderan di 5 B, «la scuola è degli studenti».
Bruno Festa
Domenica 21 Dicembre, 2014 - BRESCIA
Vittoriale degli Italiani e Comunità del Garda ritrovino la concordia per il bene del Benaco
Apprendo dal Corriere della Sera , con dispiacere, che il presidente del Vittoriale ha sporto denuncia-querela contro la
Comunità del Garda per violazione di domicilio, in riferimento all’uso di un parcheggio attiguo a Villa Mirabella, sede
di un importante convegno tenutosi il 29 novembre scorso , promosso dall’Ateneo di Salò per celebrare 450 anni di
fondazione. Il dispiacere è tanto più grande se penso che i rapporti personali, ed anche istituzionali, esistenti tra
Ateneo e Vittoriale sono leali, corretti e, ove possibile, anche di reciproco sostegno (Il Vittoriale ha dato il patrocinio
alle iniziative dell’Ateneo, e il suo presidente è nel comitato d’onore). Ora, è vero che la denuncia-querela è stata
sporta non contro l’Ateneo di Salò ma contro la Comunità del Garda. Ciò nonostante sento il dovere di intervenire
nella questione con la speranza di far morire sul nascere una polemica ed un contenzioso che non giovano a nessuno.
Oggi c’è bisogno di distensione e collaborazione. Per quel che può valere la mia testimonianza, desidero precisare che
nella sala del convegno di fine novembre c’era un’ottantina di persone, in gran parte amministratori pubblici,
operatori del settore turistico, giornalisti, persone desiderose d’informazione sulle problematiche economiche del
Garda. Tra i relatori figuravano, tra gli altri, il presidente di Aib, il presidente di Federalberghi Lombardia, l’assessore
al turismo della Regione Lombardia, docenti universitari.
Le auto parcheggiate su due balze di un prato solitamente usato anche per gli spettacoli estivi del teatro, non
sembravano calpestare aiuole (non ci sono aiuole); se appena si fa un rapido sopralluogo della zona circostante Villa
Mirabella si vedono lavori in corso per la realizzazione di canali di scolo drenanti, e si vedono i segni degli automezzi
che accedono al cantiere di lavoro. Il convegno del 29 novembre ha avuto inizio alle ore 16,15; mezz’ora dopo c’era
già buio tanto che non pare possibile che ci si potesse avventurare nella tenebra per il parco. Del resto, data la qualità
degli interventi, gli ottanta partecipanti sono rimasti inchiodati alla sedia per oltre due ore. Se è scattata la denunciaquerela evidentemente qualcosa non ha funzionato: soprattutto ci può essere stato un difetto di comunicazione. Ma
niente più di questo.
Rivolgo pertanto agli interessati e in particolare a Giordano Bruno Guerri l’invito a recuperare la necessaria concordia
e a ricucire i rapporti tra due istituzioni che hanno un loro peso specifico in territorio gardesano. Ricordo sempre che
d’Annunzio aveva come principale obiettivo quello di costruire rapporti, non di spezzarli. Tra Salò e Gardone, ad
esempio, egli vedeva l’opportunità di realizzare la città di Benaco come soluzione ottimale per il futuro di queste
importanti realtà del lago. Non aver perseguito quell’obiettivo ha lasciato, forse, a questi due paesi, un qualche
rammarico.
Pino Mongiello presidente Ateneo di Salò
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Rassegna stampa gardesana
A cura dell’Ufficio Stampa della
COMUNITÀ DEL GARDA
Villa Mirabella
Via dei Colli 15
25083 Gardone Riviera (BS)
Tel. +39 0365 290411 - Fax +39 0365 290025
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