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Mese di Maggio
Mensile di informazione del Liceo “Giordano Bruno” di Arzano
Anno Scolastico 2013/2014
WebTrotter
Il giro del mondo in 80 minuti
AICA, ente certificatore delle competenze digitali, nell’ambito delle iniziative previste con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha promosso
un concorso riservato a docenti e studenti del primo biennio delle Scuole Secondarie di 2° grado volto a potenziare la capacità di svolgere ricerche e di rispondere
a quesiti di natura culturale attinenti a varie discipline scolastiche attraverso l’uso di internet e dei dispositivi digitali.
Il progetto ha, quindi, come scopo quello di promuovere la ricerca intelligente di dati e informazioni in rete, riprendendo – nell’odierno straordinario contesto
tecnologico – la classica “ricerca scolastica”, che da sempre costituisce un fondamentale momento di formazione, si tratti delle discipline umanistiche o di quelle
scientifiche.
L’obiettivo è di stimolare la formazione ad un uso appropriato dei nuovi strumenti digitali, le cui potenzialità non vengono adeguatamente sfruttate senza un approccio critico e consapevole da parte dei giovani.
Fermo restando che l’obiettivo è di natura culturale, il progetto Webtrotter ha avuto un carattere giocoso; una sfida su quesiti assolutamente non banali, volti a
destare curiosità e interesse nei ragazzi, spingendoli alla scoperta di strumenti e risorse informative disponibili attraverso un qualunque computer connesso ad
internet.
Facendo leva sullo spirito competitivo, si è proposto, quindi, una gara. La nostra scuola ha partecipato alla gara, dopo aver identificato un docente interno come
referente d’Istituto e selezionato la squadra per la prova nazionale del 4 aprile composta da 4 studenti (2 ragazze e 2 ragazzi).
La sequenza di quesiti si è sviluppato intorno ad un percorso culturale attraverso i 5 continenti.
AFRICA In missione per i diritti
ASIA Mille e una storia
OCEANIA Di isola in isola
AMERICA La banconota misteriosa
EUROPA Alla ricerca del libro perduto
I quesiti implicavano differenti conoscenze, abilità e competenze digitali, dalla ricerca ipertestuale su web all’uso del foglio
elettronico e dei programmi di scrittura.
In particolare per la ricerca ipertestuale, le competenze richieste erano le seguenti:
a) saper individuare le parole chiave
b) saper usare i connettivi logici nelle stringhe di ricerca
c) saper valutare e scegliere un sito a partite dall’abstract
d) saper valutare le fonti
e) saper scegliere un dato in base al contesto
f) saper fare una ricerca per immagini
g) saper usare un traduttore
h) saper leggere le mappe di Google Maps o simili
In sostanza, le competenze richieste erano quelle della nuova ECDL Base.
Gli istituti iscritti hanno partecipato alla gara, collegandosi simultaneamente da tutta Italia.
Il livello di difficoltà dei quesiti (rapportato anche al tempo disponibile) è risultato mediamente alto, ma non inarrivabile;
pur con una grande varianza, la squadra media ha risposto a 18,8 quesiti (oltre 2/3 del totale) e le risposte fornite sono esatte nel 61,21% dei casi; la nostra scuola
si è classificata al 156esimo posto nella graduatoria nazionale. Le maggiori difficoltà sono state evidenziate nelle domande in cui si richiedevano competenze specifiche nell’ambito del calcolo elettronico.
Nel corso del convegno di Didamatica 2014, che si tiene a Napoli nella prima decade di maggio e a cui accedono i docenti registrati come Referenti d’Istituto per
il progetto Webtrotter, saranno premiati i vincitori della gara.
La squadra del liceo “Giordano Bruno”- Grumo Nevano
“Cittadinanza Attiva, molto più di un semplice progetto”
Dal 24 febbraio al 1° marzo il nostro Istituto è stato impegnato nella realizzazione del progetto ‘Cittadinanza Attiva’. Ecco come il Preside ha risposto
a poche domande sull’attività svolta da noi alunni.
-Come mai è stato stabilito il progetto “Cittadinanza attiva”?
Abbiamo deciso nell’ambito dell’offerta formativa perché l’abbiamo ritenuto, i docenti ed io, come un’opportunità per far vivere la scuola in un modo
parzialmente diverso: si è esaltato il protagonismo dei ragazzi, è stato un proliferare di prodotti comunicativi sui temi del linguaggio e del corpo e per
noi tutti, ma soprattutto per i docenti, un’opportunità di sperimentare un’attività didattica di tipo più direttamente operativa, non solamente di tipo
teorica. Infatti il progetto non mirava ad approfondire le conoscenze, ma a costruire dei messaggi comunicativi che vanno oltre la stessa scuola, ma alla
società. Il senso di questo progetto era appunto di trasmettere un messaggio di civiltà.
-Ha notato l’impegno e l’entusiasmo da parte degli studenti?
Sì, complessivamente sì. Mi è stato riferito dai docenti e dai miei collaboratori che c’è stato un forte entusiasmo per la realizzazione dei vostri progetti.
L’impressione ricavata anche dai docenti è di una partecipazione molto positiva.
-Come si svolgerà la giornata del 23 Aprile?
Il ventitré aprile la scuola sarà aperta anche di pomeriggio affinché i genitori possano visionare i video, le mostre, saranno distribuite le pubblicazioni
che sono state costruite, se ci sono delle drammatizzazioni saranno presentate, cosicché anche la cittadinanza possa assistere.
La fiducia che il nostro Preside ha riposto in noi è grande, speriamo di non deluderlo. La maggior parte degli studenti ha vissuto con dedizione ed
impegno le tematiche scelte.
Angela Pica V A SPP - Arzano
Cronaca
Stage: An Opportunity Which Opens Up New Horizons
For some years the
number of guys who
take part in stages
is increasing. They
want to improve the
language and to live a
new experience.
The stage is an educational experience during
which students from high schools move to a foreign city to spend a week or more, attending the
school and improving the language. There are
two types of stages: those which last one week,
they are paid by families of guys who take part
in; those which last three weeks, they are won
by students due to high notes, and these internships are paid by the UE, and at the end of the
journey students have to achieve a certification.
First, the stage is an educational activity during
which pupils have the chance to study in deep
a foreign language. The programme is well detailed: in the morning students go to school to
follow some lessons with native teachers; in the
afternoon there are some activities, such as visiting museums, old parts of the city, and there is
a guide. The most interesting part of the journey
is the local home stay, sharing for a period habits of the family you live with. The most popular destinations are London, Nice, Cambridge,
Oxford, Barcelona and other cities which offer
many opportunities to young people. An experience such as the stage have so many advantages: guys face the school environment in a different way, they discover new cultures and ways of
life; it is an experience which helps to grow also
from the personal point of view. Students have
to manage themselves, they go to school alone
in an unknown city where you can only speak
the foreign language. As a consequence the kid
develops a sense of responsibility which will influence his life. The part students love most is
the friends they will get to know. During these
trips guys try new experiences with people they
did not know and that is why new friendships
born. It also strengthens the relationship between the teacher and the student, because pupils
can see the intimate life of their schoolteachers,
knocking out those barriers created amongst
school’s walls.
High schools are not the only one which offer
this kind of opportunity, but in Italy there are
many associations which promote these trips
abroad, such as ‘Intercultura’. This partnership
give the chance to students to attend a school
abroad for a whole school year.
According to some researches done by the daily
newspaper ‘Il Sole 24 ore’, the Italians are those who love going abroad to improve a specific
language. Italian people are the first in the chart,
followed by French people and Swiss ones. The
Italian peninsula is one of those countries which
gives more support to people who want to take
this opportunity.
Notwithstanding we are living a period of crisis,
and parents try to make some efforts to make
their children live this kind of experience, because it is a chance that is difficult to live after
school. Italian parents are increasingly likely to
send their kids abroad, even if it is only for one
week, because it can be good for the future.
As Guy de Maupassant said: ‘The journey is like
a door through which you go out from the reality to penetrate in an unexplored reality that
seems a dream’. So let’s take the chance, because
there will not be another train to take. If we can
try, we can learn and we can live.
Claudia Di Martino VB LL - Arzano
La Terra dei Fuochi
L’inquinamento delle aree comprese fra Napoli e Caserta. Le proteste dei cittadini.
“Terra dei Fuochi”, ecco com’è conosciuto, ormai, il territorio tra Caserta e Napoli. Esso abbraccia ben 57 comuni, in cui risiedono più di 2 milioni e
mezzo di persone. Quest’appellativo nasce dal fatto che tale area è diventata negli ultimi trent’anni lo sversatoio dei rifiuti industriali provenienti dal
Nord Italia ed anche dall’estero. Quest’evento per anni è stato noto solo a poche persone ed è stato sottovalutato da tutti.Questo colossale affare è stato
gestito dalla camorra già dagli anni Ottanta del Novecento ed è divenuto di dominio pubblico grazie alle dichiarazioni del boss Nunzio Perrella. Nei
comuni della “Terra dei Fuochi,vi sono parecchie discariche abusive. Quando queste si riempiono, per liberare spazio, i rifiuti vengono bruciati, liberando nell’aria diossina. Essa, insieme agli altri veleni nascosti nei terreni, ha determinato un rapido aumento di diverse forme di tumori, colpendo
soprattutto bambini e giovani donne. È un dato certo che tali veleni, infiltratisi nei terreni, sono penetrati nell’alimentazione degli animali da allevamento. Di conseguenza, hanno contaminato la catena alimentare, raggiungendo anche l’uomo. Circa l’80% dei rifiuti prodotti in Italia sono rifiuti
speciali, quindi pericolosi, e il loro smaltimento va eseguito con particolari tecniche molto costose: fino a 600 € per tonnellata. Per questo motivo, i
vari clan si sono occupati dello ‘smaltimento’ di tali rifiuti. Ovviamente l’hanno fatto a loro modo. Come è possibile vedere nel film “Gomorra”, i clan
offrivano i loro servigi alle aziende a prezzi molto bassi perché non facevano altro che sversare i rifiuti industriali nei terreni di quella che un tempo
era la Campania felix. Resa pubblica la notizia, si sono mobilitati anche i cittadini con proteste e manifestazioni. Anche le scuole hanno fatto la loro
parte. A questa lotta si sono uniti anche gli studenti del nostro Liceo sia della sede di Arzano che di quella di Grumo, che hanno manifestato con Padre
Patriciello contro il biocidio che distrugge la nostra terra, producendo video, cartelloni, dvd. Siamo la Terra del Sole, non la Terra dei Fuochi.
Sara Piscopo I C LL - Arzano
Amore tecnologico
Si può considerare vero amore?
Siamo nel 21esimo secolo e gli amori che nascono ormai sono completamente diversi da quelli del passato. La nostra è una generazione invasa
dalle nuove tecnologie e dai diversi social network che
pian piano stanno cambiando le relazioni di amicizia,
ma, soprattutto, quelle d’amore che nascono tra noi adolescenti e non solo. Si preferisce chattare anziché incontrarsi e parlare guardandosi negli occhi; i tag, i “mi piace”
e i commenti su Facebook sostituiscono le parole e i complimenti. La stessa amicizia, soprattutto tra due ragazze,
sembra essere più forte se lasci un post nella bacheca
dell’altra. Si perde di vista, di volta in volta, la bellezza del
dialogo, l’emozione di dirsi le cose più belle o più brutte
guardandosi negli occhi. Nascono amori digitali, amori che non hanno
il coraggio di abbattere quei monitor, offuscando l’essere e privilegiando
l’apparire, perché, nascosti dalla luce di quei display, ci sentiamo più forti,
2
o, se vogliamo usare un gergo adolescenziale, “più fighi”. Sia le donne che
gli uomini preferiscono corteggiare o essere corteggiati tramite whatsapp
o facebook perché più semplici e più veloci. Niente lettere, niente lacrime, niente sorrisi… Tutto espresso tramite emoticon, piccole faccine gialle che dovrebbero o,
meglio, vorrebbero, sostituire le farfalle che nascono nello
stomaco di chi è innamorato o la rabbia scaturita da una
parola o un atteggiamento sbagliato. Possiamo considerarli Amori con la A maiuscola? Nonostante siamo immersi in questa tecnologia, sfido chiunque a denominarli
così. Tutti meritiamo di più. Abbattiamo questo sistema
di relazioni puramente illusorio e iniziamo ad essere veri
e meno artefatti, iniziamo ad incontrarci nelle piazze o nei bar e, soprattutto, impariamo ad amarci, ad amarci davvero, anzi dal VIVO!
Antonella Di Grazia II C - Grumo Nevano
Cronaca
Elezioni Europee 2014
I sondaggi in vista delle elezioni del 25 maggio
Le elezioni europee, che prossimamente si terranno in Italia il 25 maggio 2014, sono delle elezioni politiche il cui
scopo è quello di eleggere i membri del Parlamento Europeo. Esse si svolgono ogni cinque anni e vi possono partecipare tutti i cittadini maggiorenni.
Sono previste 73 elezioni dei deputati all’Europarlamento per cui i partiti che parteciperanno si stanno adoperando per le campagne elettorali dei propri candidati. In Italia i partiti e i gruppi politici che parteciperanno alle
elezioni hanno già dovuto depositare il simbolo scelto al Ministero dell’Interno il sei e sette Aprile. In un secondo
momento hanno potuto presentare le liste dei candidati. Alla compilazione delle liste sono seguiti dei sondaggi
ancora in corso utili a monitorare le intenzioni di voto degli Italiani. Dagli ultimi sondaggi si può chiaramente
constatare un calo di Forza Italia di Berlusconi per diversi motivi: innanzitutto, a causa della condanna ai servizi
sociali e all’interdizione ai pubblici uffici, l’ex Presidente del Consiglio è incandidabile e non potrà contare sul carisma che continua ad avere nonostante i suoi numerosi problemi giudiziari; in secondo luogo, Forza Italia ha subito
una scissione al suo interno che ha dato vita al Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano. Altrettanto evidente è il picco che fa registrare il Movimento 5 Stelle grazie
alla campagna elettorale fortemente euroscettica di Beppe Grillo.
Come primo partito si conferma, però, il Partito Democratico, sostenuto dalle proposte di riforma di Renzi.
In realtà la vera partita è quella sull’Europa, perché ovunque nel continente si stanno ingrossando movimenti populisti, che, facendo leva sugli strascichi provocati
dalla grave crisi economica, si dichiarano euroscettici e contrari all’euro. Tra questi i più veementi sono la Lega e il Movimento 5 Stelle in Italia; il Front National di
Marine Le Pen in Francia; Alba dorata, una formazione di estrema destra, in Grecia e in Germania; il Partito della Libertà, acerrimo nemico dell’immigrazione, in
Olanda; il Partito dell’Indipendenza nel Regno Unito; il Danish People’s Party in Danimarca, il Finnis party in Finlandia, e così via. A far preoccupare gli europeisti
sono anche i sondaggi, secondo cui il 45 per cento della popolazione europea crede che le politiche europee si siano mosse finora in una “direzione sbagliata. Su 28
stati Ue, in 16 la maggior parte della popolazione crede che i poteri di Bruxelles debbano essere ridimensionati. Per questo motivo si moltiplicano le iniziative per
far conoscere la storia e l’importanza del sogno europeo. Tra queste, quella messa in atto da RAI educational (http://www.europa.rai.it/)
I politici, ma soprattutto i cittadini, aspettano con ansia i dati reali, che si avranno dopo le elezioni, stanchi dei continui alti e bassi dei grafici.
Domenica Paciolla III A - Grumo Nevano
Budapest: Tra cultura e divertimento
Le ultime due settimane di marzo 2014 costituiranno senza dubbio un piacevole
ricordo per gli alunni delle classi quinte del nostro Liceo sia della sede di Arzano che di quella di Grumo Nevano. Divisi in due gruppi, partiti a distanza di
una settimana gli dagli altri, hanno preso parte al viaggio d’istruzione, che li ha
portati fuori dall’Italia, nell’incantevole Budapest. Ciò che hanno potuto ammirare a Budapest è indescrivibile, un’esplosione di emozioni che coinvolgeva tutti.
Il viaggio non ha permesso ai ragazzi di conoscere
solo la cultura, i costumi e le tradizioni ungheresi,
ma ha contribuito alla socializzazione tra le varie
classi, tra gli studenti della sede di Grumo Nevano e di Arzano.Grazie all’aiuto di quelle che sono
diventate più di due semplici guide, le classi hanno
potuto osservare ciò che di più bello ha da offrire la
città ungherese: La piazza degli Eroi, la Basilica di
Santo Stefano, il Parlamento, il Castello di Buda, le
scarpe lasciate sulla riva del Danubio hanno segnato
particolarmente gli alunni, facendoli anche emozionare, il Bastione dei pescatori, il parco cittadino di Varosliget. Il soggiorno, pur
offrendo una vasta gamma di luoghi da visitare, non ha deluso le aspettative
degli alunni anche sul piano del divertimento. La serata trascorsa sul battello
che navigava lungo il Danubio da una riva all’altra, gli infiniti giri al mercato di
Nagycsarnok, le passeggiate serali tra un gelato e una risata, i ritrovi notturni
nella hall dell’albergo, hanno contribuito a rendere quei giorni indimenticabili,
lasciando un bellissimo ricordo in ogni studente o docente che abbia contribuito alla realizzazione di questa esperienza. Altro elemento che ha reso questo
viaggio indimenticabile è stata la cucina ungherese: il Gulasch che non veniva
mangiato da nessuno, l’aroma di cipolla che circondava le strade, gli spezzatini
mangiati per disperazione hanno contribuito più
alle diete, che al divertimento.
Per la maggior parte degli alunni questo viaggio
capitava a pennello, affinché la mente allontanasse,
almeno per qualche giorno, le preoccupazioni dell’
Esame di Stato, ma nessuno avrebbe mai pensato
o si sarebbe aspettato di far parte di un’avventura
che ha segnato le nostre vite e che sarà impressa nei
nostri cuori per tutta la vita. Sicuramente, dunque,
a nome di tutti gli studenti è opportuno ringraziare l’Istituto per averci permesso di prendere parte a
questo viaggio, dandoci la possibilità non solo di conoscere una cultura e tradizioni diverse dalla nostre, ma anche di averci fatto crescere.
Angela Pica VA SPP - Arzano
Amore
Una così piccola parola, ma grande al tempo stesso. Nel suo interno nasconde tanta gioia e tanto dolore. É capace di separare e unire le persone in così poco tempo,
tanto che la maggior parte arriva perfino a non crederci più ed ad odiarlo. Ma se ci concentrassimo su cosa di positivo ha, potremmo sorprenderci della sua infinita
bellezza e della forza, con cui lega le persone.
L’amore conta, dice Ligabue, conosci un altro modo per fregare la morte?!..si certo nella vita contano anche le amiche e la famiglia, ma nulla ti dà quanto l’amore.
L’amore é amore, a qualsiasi età ed in qualsiasi modo, in tutte le sue sfumature. Sono fermamente convinta che se l’amore può far male, l’amore può anche guarire.
Solo che a volte tutto ciò che c’é di bello sono proprio gli uomini a rovinarlo, sottovalutando sempre le donne. Solo perché noi dimostrato di essere prese fin dall’inizio, pensano di aver il diritto di tenerci lì ad aspettare la loro decisione. L’unica cosa che non calcolano mai é che la donna possa annoiarsi e quindi prendere la
decisione da sola ed andarsene. No ma..il bello é che noi ci speriamo..ma ci speriamo forte.
Però l’amore non é solo questo, l’amore non é solo quello non corrisposto. L’amore non é il cuore sulla bacheca di facebook, il commento sotto la foto o la frase dello
status di whatsapp. Non é il passaggio in macchina o il bacio in discoteca. L’amore non é una scritta, il camminare per mano, o il finto sorriso. Non é una foto,un
pensiero,un’idea. L’amore é un po’ come i bicchieri. Cadono,vanno in frantumi. Ti rompi anche d’alzare i vetri rotti, di buttar via i residui e a volte, facendolo, ti tagli.
Ma hai smesso mai di bere per un bicchiere rotto? Non si smette d’amare per un amore andato male.
L’amore é amore e basta, più profondo dell’oceano, più potente della marea: ti sommerge, ti soffoca, non ti permette di guardare, comprendere, percepire.
L’amore é la massima espressione, la complicità che ormai pochi hanno, l’occhio che invece di sviluppare la vista sviluppa la parola..l’amore è quando vivi, non quando sopravvivi. Perché l’amore é così. Non lo controlli. Anche volendo, anche provandoci, non riesci a fermarlo. Te lo si leggerà chiaro in faccia, te lo si leggerà chiaro
in faccia che provi l’amore. Anche se cerchi di negare e di frenare quei sorrisi che esplodono all’improvviso colorandoti il viso in mezzo alla gente, sorrideranno gli
occhi. E gli occhi..quelli non mentono mai.
Martina Campanile II C - Grumo Nevano
3
Cronaca
Fare filosofia nella Magna Grecia
Il Festival della Filosofia in Magna Grecia è un evento culturale dedicato ai ragazzi delle scuole e dei Licei, che mette insieme proposte culturali e marketing
territoriale attraverso la riscoperta e la riqualificazione del territorio. Il Festival
coinvolge i ragazzi in un percorso di crescita esperienziale, teso alla rilettura dei
luoghi e degli spazi dove è nata la filosofia in una chiave nuova, colta, diversa e
affascinante. Essa si compone di passeggiate filosofiche, concorsi a tema, laboratori interdisciplinari, dialoghi, incontri, tavole rotonde e tanto altro ancora.
Anche quest’anno il festival è tornato con un tema impegnativo: Γνωρίστε τον
εαυτό σου (Conosci te stesso). Dal 7 al 12 aprile anche le classi quarte della sede
di Grumo del Liceo Scientifico Giordano Bruno hanno
preso parte a questa iniziativa del tutto nuova e stimolante dal punto di vista didattico. Il festival si è aperto con un breve itinerario attraverso l’antica Paestum.
Dopo essersi registrati per prendere parte alle diverse
attività previste, preceduti da una guida, i ragazzi hanno portato a termine un breve tour della città ricca di
storia. Dopo essere arrivati ad Ascea, luogo prescelto
per il festival, gli organizzatori hanno dato loro un caloroso benvenuto proponendo uno spettacolo teatrale e alcuni cortometraggi
cinematografici che trattavano di temi filosofici e non solo. Con grande maestria, infatti, è stato affrontato il tema dell’ “apparire” e di quanto sia importante, oggigiorno, per i giovani fingere di essere qualcuno di diverso da se stesso.
Nelle giornate seguenti, il programma è stato molto corposo ed estenuante per
i giovani “neo-filosofi”. Di mattina, solitamente, i ragazzi erano impegnati in
passeggiate filosofiche, rese divertenti dall’inserzione di mini spettacoli teatrali
e rappresentazioni sceniche che hanno coinvolto il pubblico al punto tale da nascondere la fatica di camminare per tre ore di fila. Solo il primo giorno i giovani
hanno preso parte a un incontro con l’organizzatore, in cui il tema centrale era
quello di “sapersi relazionare con gli altri” e gli stessi ragazzi sono stati invitati a
scegliere un compagno con cui aprirsi e parlare dei loro sentimenti. Dopo pranzo, si dava inizio alle attività pomeridiane che comprendevano i vari laboratori
scelti dai ragazzi, incontri con illustri filosofi, che permettevano alle scuole di
partecipare attivamente al festival con domande, concorsi per mettere alla prova
le capacità degli studenti. Questi ultimi, in particolare,
si svolgevano, fondamentalmente, di sera all’interno di
un pub -La buca di Bacco- dove i ragazzi erano invitati
a trascorrere le serate in un clima più confortevole e
divertente. Il festival, dopo cinque giorni, si è concluso
il giorno 12 aprile, con il ritorno delle scuole a Paestum
per la presentazione dei lavori e per i saluti finali. Per
noi è stata un’esperienza significativa e coinvolgente,
volta ad avvicinare i ragazzi alla filosofia in modo più
semplice e immediato. Un’avventura alle porte della Magna Grecia che ha dato
alle scuole non solo l’opportunità di interagire con gente nuova, ma anche di accrescere il proprio bagaglio culturale in modo differente e divertente allo stesso
tempo.
Alessia Cristiano IV A - Grumo Nevano
Scienza e Progresso: “Droni e robot nella realtà odierna”
Ci seguono, ci aiutano, ci sorvolano. Stiamo parlando dei robot e dei droni, intelligenze artificiali che sempre più ogni giorno entrano a far parte delle nostre vite.L’uomo, da sempre, ha cercato di dar vita a macchine, che lo aiutassero a rendere meno faticosi i lavori quotidiani. Non è strano che abbia anche tentato
di costruirle “a sua immagine e somiglianza”, in modo da far svolgere a loro lavori ripetitivi,pesanti, noiosi
e, anche, pericolosi, per inventare altri lavori e, magari, regalarsi del tempo libero. Che ballino, volino, ci
aiutino in qualche inconvenienza o, semplic456emente, ci divertano, è innegabile che droni e robot sono
sempre più presenti nelle nostre vite.Se qualche decennio fa si parlava di fantascienza, oggi è del tutto
scontata l’esistenza di decine di modelli diversi di droni dotati di telecamera, che volano sullenostre teste,
intelligenze telecomandate o artificiali in grado di stupirci per le loro caratteristiche utili o meno e che
popolano, ormai, la nostra quotidianità.Inizialmente usati da eserciti di tutto il mondo, compreso quello
italiano per diversi scopi, destinati ad esplodere se in mani nemicheo realizzati persfuggire alle osservazioni dei radar,i droni sono anche utilizzati per
raggiungere luoghi inaccessibili agli uomini, come per esempio gli abissi marini perché possono adattarsi alle enormi pressioni presenti nelle profondità marine. Questi, inoltre, possono essere modellati con forme idrodinamiche, ossia adatte a muoversi nell’acqua, per ottimizzare le energie per farli
muovere.Anche il creatore di Facebook ha intuito l’incredibile utilità di questi velivoli, tanto da aver acquistato per 60 milioni di dollari la TitanAerospace, una società produttrice di droni ad energia solare. Una tecnologia che, grazie all’energia fotovoltaica, porterebbe internet ovunque, e permetterebbe di farlo a costi molto bassi. I droni avrebbero un ruolo strategico nel progetto, che si pone l’obiettivo di portare la comunicazione wireless anche
ai due terzi della popolazione mondiale che non è ancora connessa.
Sabrina De Rosa IV A LS - Arzano
Google Glass: La tecnologia indossabile rivoluzionerà il nostro futuro?
Ha destato grande interesse la notizia che Google sta lavorando a dei futuristici “pc indossabili” sotto forma
di occhiali.
Questo tipo di tecnologia permetterebbe a chiunque acquisti questi pratici smartphone portatili di avere le
funzioni di un cellulare di ultima generazione “a portata di occhi”. Tutto verrà reso più semplice e verrà sintetizzato in un semplice tocco o frase. Potremmo parlare al telefono, inviare sms o ascoltare la nostra musica
più bella dicendo semplicemente “ok Google”.
Esistono già; tuttavia, degli esempi in commercio di accessori tecnologici come il Samsung Galaxy Gear,
orologio touchscreen che permette di controllare il meteo, la posta in arrivo o, persino, scattare foto semplicemente facendo il gesto di guardare l’ora sul proprio polso.
L’azienda di Mountain Viewha in mente un progetto molto più ambizioso: commercializzare questo tipo di
accessori su larga scala e ad un prezzo accessibile a tutti .
La convenienza economica potrebbe spronare i potenziali acquirenti, spinti anche dalla curiosità, e favorire un’incredibile diffusione dei Glass, facendoli diventare
un oggetto di uso quotidiano come i nostri cellulari. Gli ultimi test di sviluppo hanno anche creato degli occhiali Google ad-hoc per particolari professioni, come
quelli che già da più di sei mesi sono utilizzati negli ospedali di Boston (uno dei medici di Boston, che li sta sperimentando, ha raccontato che al pronto soccorso ha
saputo immediatamente che il suo paziente con un’emorragia cerebrale aveva delle allergie a farmaci grazie alle informazioni fornite dai Glass). Il progetto si chiama
“Google at Work” e favorisce le medie e piccole imprese ad utilizzare questi occhiali come ausilio nel proprio lavoro. Gli occhiali saranno messi in commercio nel
corso del 2014 e ne arriveranno versioni per tutte le tasche (a seconda di prezzo, lenti e design) a partire dai 300 dollari fino ai 1500.
Questa tecnologia è probabilmente destinata a cambiare radicalmente il modo di vivere nel futuro, dal nostro modo di orientarci al nostro modo di apprendere.
Impero Vittorio Eboli III B LS - Arzano
4
Dossier
“Il sessismo nella lingua italiana”
Un principio androcentrico ha regolato per secoli ogni lingua e per secoli
l’uomo è stato il parametro intorno a cui si è organizzato l’universo linguistico. Soltanto in tempi recenti si è cominciato, nei paesi più evoluti,
a porre il problema di un adeguamento del lessico e del linguaggio della
comunicazione alla posizione della donna nella società. E’ un problema di
mentalità e di cultura.
Da sempre nelle scritture giornalistiche e anche scolastiche e di studio si
sono usate senza incertezze espressioni come “Gli uomini della preistoria”,
“La storia dell’uomo”, “L’uomo è misura di tutte le cose”. Nel 1948 perfino
l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò una “dichiarazione dei
diritti dell’uomo”. Nel termine “uomo” veniva compreso l’essere umano
donna, senza rendersi conto di una illogicità e di una scorrettezza politica
che oggi è per fortuna divenuta evidente.
Fino a metà del secolo scorso Stati e Chiese hanno riservato alla donna il
compito esclusivo di essere sposa e madre. Le professioni più qualificate
le erano escluse e questo spiega perché le posizioni che erano riservate
all’uomo hanno creato termini solamente di genere maschile (come “dottore”, “medico”, “chirurgo”, “giudice”, “sindaco”, “assessore”). Con l’ingresso
della donna in alcune professioni certe potenzialità grammaticali hanno
aiutato, nel passato, la soluzione del problema: col suffisso “essa” (“professoressa”, “dottoressa”), col facile femminile della parola che è un participio passato (come “deputata”) o delle parole col finale “era” (“infermiera”,
“consigliera”, “bersagliera”). Mai si è avuta la forza di creare parole nuove.
Perché non farlo oggi, oltre ad adottare soluzioni antiche?
Insieme al conservatorismo di molti che operano nell’informazione scritta e parlata, oggi la soluzione è resa tuttavia difficile da alcune donne di
carriera e di potere che preferiscono la qualifica al maschile, come se la
legittima parità rispetto all’uomo dovesse essere ratificata dalla parallela
conquista del suo titolo al maschile.
L’adozione al maschile di una qualifica professionale significa ritenere che
una collocazione professionale sia importante solo se connotata al maschile; che essere “ministro” dà autorità e non lo dà essere “ministra”. Insomma, la realtà, cioè la sempre maggiore presenza femminile in ruoli
pubblici storicamente maschili, viene cancellata a livello simbolico. Il linguaggio deve occultare ciò che è evidente nella realtà perché unico deve
restare il modello dominante: quello maschile. Il prezzo da pagare per le
donne è l’omologazione.
Risulta evidente l’importanza storica e politica di un uso non sessista della
lingua italiana. Nel caso di espressioni maschiliste storicamente accreditate si tratta di trovare parole diverse o un diverso gioco di parole. Qualche
esempio: invece di “L’uomo è misura di tutte le cose” si dica “L’individuo...”;
invece di “L’uomo della preistoria...” si dica “L’uomo e la donna della prei-
storia...”; invece di “La storia dell’uomo...” si dica “La storia dell’umanità...”;
invece di “a misura d’uomo” si dica “a misura umana”.
I casi che càpitano più spesso per le cariche e le professioni sono quelli dei
nomi che hanno la stessa forma al maschile e al femminile; si tratta solo
di cambiare l’articolo: “il presidente”, “la presidente”; “il preside”, “la preside”; “il parlamentare”, “la parlamentare”; “il vigile”, “la vigile”. Il problema
è facilmente risolubile anche con i nomi che hanno una regolare forma
femminile: “senatore” e “senatrice”, “amministratore” e “amministratrice”,
“direttore” e “direttrice”, “redattore” e “redattrice”; analogamente per “consigliere” e “consigliera” e, come in tutti i participi passati, per “deputato” e
“deputata”.
Più difficili sono i casi in cui il nome maschile non ha in uso corrente, fino
ad oggi, la forma femminile: “architetta”, “medica”, “chirurga”, “ingegnera” (ma esiste” “infermiera”), “sindaca” (ma esiste “monaca”) e soprattutto
“ministra”. Si abbia un po’ di coraggio e si scriva come suggeriscono i linguisti e anche l’Accademia della Crusca.
Da escludere sono i femminili costruiti, inutilmente, con il suffisso -essa
(“avvocatessa”, “soldatessa”, “vigilessa”), un suffisso che ha una vaga valenza negativa, salvo i casi già entrati da tempo nell’uso comune (“professoressa”, “dottoressa”, “poetessa”, “studentessa”, “sacerdotessa”). A favore
di “architetta”, “avvocata”, “assessora”, “cancelliera”, “carabiniera”, “consigliera”, “ingegnera”, “magistrata”, “medica”, “ministra”, “notaia”, “pretrice”,
“prefetta”, “questrice”, “sindaca” si espresse nel 1986 la “Commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna” istituita dal
governo presieduto da Bettino Craxi. Il documento raccomandava anche
di “evitare di usare il maschile di nomi di mestieri, professioni, cariche per
segnalare posizioni di prestigio quando il femminile esiste ed è regolarmente usate sia pure per lavori gerarchicamente inferiori”; bene, quindi,
per “amministratrice delegata”, “direttrice”, “sottosegretaria”, “segretaria”,
“segretaria generale”,”inviata speciale”, “consigliera comunale”, “ambasciatrice”, “ispettrice” , “procuratrice legale”.
Non ha senso l’uso di “soldatessa” al posto di “soldata”. Il femminile di
“soldato”, che è il participio passato di “(as)soldare”, è “soldata”, come “deputata” è il femminile di “deputato”.
Un invito a un uso non sessista della lingua è stato fatto dall’Unesco in un
documento pubblicato nel 1994. Il documento “vuole aiutare a prendere
coscienza che certe forme di linguaggio possono essere sentite come discriminatorie per le donne, “perché tendono a nascondere la loro presenza o a farla apparire come eccezionale”.
Martina Giaccio, Luigi Pecchia, Primavera Cirillo, IV A LS- Grumo Nevano
5
Musica e...
300: Rise of an empire
Tutto fumo o anche un po’ di arrosto?
300: Rise of an Empire è un film con determinazione affianco ai suoi cittadini, ai suoi compagni, perché
del 2014, regia di Zack Snyder, in realtà è uno di loro e perfino quando le cose sembrano andare per
midquel di 300 (2007). Partiamo il peggio, dà la libertà ai suoi concittadini di scegliere se combattere o
dalla trama: questo midquel inizia rinunciare a spargere altro sangue; mentre i Persiani rappresentano la
con una prolessi, in cui vengono repressione della libertà, dove i soldati sono macchine che combattono
inquadrati i trecento soldati, ca- per il re, semplice carne al macello per la sua gloria ed onorificenza.
pitanati da Leonida, che vengono L’intento del film è chiaro: Rise of an Empire non vuole essere un film
uccisi alle Termopili, con un sus- storico, né, tanto meno, fedele alla storia vera e propria. Il film finisce
seguirsi di scene accompagnate con la battaglia di Salamina, lasciando intuire facilmente che ci sarà un
dalla voce narrante della regina sequel. Elemento importante è la verosimiglianza degli eventi: abbiamo
Gorgo (moglie di Leonida) che detto che non vuole essere un film storico; infatti, il suo unico intento è
ricorrerà in altre scene del film; quello di divertire, di raccontare una storia, non la storia; sì, perché Rise
il tutto condito da immagini ed of an Empire è in realtà un action-movie che rasenta il fantasy in alcune
effetti visivi davvero notevoli. Un scene. Questo film è tratto da una light novel e sembra restarne alquanintro davvero esaltante, se non to fedele, d’altro canto è facile riconoscere nel film scene che non sono
fosse che una parte delle aspetta- mai accadute nella realtà, ma sono frutto di un lavoro di marketing che
tive riposte nella parte iniziale, vengano deluse con lo scorrere della non vuole relegare il film al solo pubblico di nicchia, ma che tenta di
storia. La scena si sposta, quindi, su Temistocle (Sullivan Stepleton), attirare un pubblico più vasto. Dal punto di vista tecnico è quasi eccelarconte ateniese che viene raffigurato come un personaggio ambizio- le: sofisticata è la fotografia, che con i soli colori grigi, opachi, riesce ad
so, temerario, intelligente e con una certe dose di carisma; grazie alla esprimere le emozioni che vuole trasmettere la scena; cupe e macabre
buona interpretazione di Stepleton, il personaggio regge discretamente, sono le atmosfere, che rimandando a quelle del primo film; gli scenariuscendo a trasmettere una certa dose di pathos, ma, considerando che ri colossali, gli effetti speciali e i combattimenti cruenti, impregnati di
si tratta di uno dei personaggi principali, la sua caratterizzazione sem- quell’animazione che lo rendono simile alle vignette di un fumetto o ad
bra abbastanza riduttiva, rischiando quasi di diventare il classico perso- un videogame. Tutto ciò è una goduria per gli occhi. Per non parlare
naggio statico dei film d’azione degli ultimi cinque anni. Attraverso un delle inquadrature originali e brillanti, se pur non totalmente innovaflashback, viene raccontata della battaglia di Maratona alla quale egli tive, che riescono a dare nella loro crudezza un intonaco di raffinatezprese parte e dove dimostrò tutto il suo valore, riuscendo così a diven- za. Nel complesso 300: Rise of an Empire riesce ad essere un prodotto
tare Arconte della città di Atene. Così si trova non solo a fronteggiare godibile, senza tantissime pretese, che scorre veloce ed intrattiene; pur
il pericolo imminente di una nuova guerra, ma anche i conflitti interni avendo un potenziale che avrebbe potuto dargli una marcia in più, il
alla società ateniese e la fragilità del nuovo governo democratico della film non decolla, colpa di una caratterizzazione dei personaggi mediocittà. Nonostante tale aspetto sia toccato solo in un piccolo tratto del cre e sull’incapacità di soffermarsi su aspetti interessanti. Certo la parte
film, riesce comunque a creare dei dubbi e degli interrogativi nell’ani- tecnica è quasi ineccepibile, di appena una tacchetta in meno rispetto
mo del personaggio, che si chiede se sia giusto sacrificare vite per degli all’eccellenza, sebbene non originalissima o innovativa, ma non si può
ideali così astratti come quelli della libertà e della democrazia. Un altro basare il giudizio su una pellicola solo su questo; infatti il film, pur non
personaggio principale è Artemisia, una donna, generale della flotta perdendo mai il suo ritmo abbastanza incalzante, presenta lacune nelPersiana, cara al re Serse che deve a lei la sua potenza. Artemisia, greca la sceneggiatura non indifferenti e si immerge inesorabilmente in un
di nascita, da piccola vede portarsi via la famiglia per mano di opliti susseguirsi di scene già viste, filoni da ‘’trita e ritrita’’, sostenuti a stento
greci; trovata in fin di vita da un generale Persiano, viene addestrata da ottime musiche ed effetti speciali, evidente mossa di merchandising.
finché non diventa la persona più forte dell’intero esercito, meditando Frase bomba del film: ‘’Abbiamo scelto di morire in piedi pur di non
vendetta contro l’intera Grecia per il torto ricevuto da piccola. Con un vivere in ginocchio.’’
Arcangelo Orefice I C - Grumo Nevano
ottima prova da parte di Eva Green nei panni di guerriera sanguinaria e
seducente, Artemisia è un personaggio disturbato, se pur, anche in questo caso, la sua introspezione viene approfondita poco. Infine c’è Serse, che nel primo film si era presentato come un personaggio alquanto
statico, orgoglioso e potente, viene ora puntualizzata la causa del suo
comportamento: durante la guerra di Maratona, sette anni prima della
seconda guerra, Temistocle scoccò una freccia contro il padre di Serse,
il re Dario, che morì tra le braccia del figlio, il quale, incoraggiato da
Artemisia, giurò di conquistare la Grecia e di sconfiggere Temistocle.
Artemisia e Serse sono quindi due personaggi contraddistinti dalla sete
di vendetta, pur essendo l’una accecata dalla follia e l’altro dal potere.
È palese che i Greci rappresentino il bene ed i Persiani il male nel film,
senza posizioni neutrali. I Greci rappresentano la libertà, la forza degli uomini e non di macchine-soldato, uniti insieme per un obbiettivo,
nella vittoria e nella morte, la forza di un comandante che combatte
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...Spettacolo
È TORNATO MICHAEL JACKSON
“Xcope” è il titolo del nuovo album del Re del Pop!
Michael Joseph Jackson, il famoso cantante scomparso il 25 giugno 2009, torna con un nuovo album musicale. In realtà, è
la casa discografica “EpicRecords” ad aver annunciato la pubblicazione dell’album per il 13 maggio 2014, con prevendite
aperte dal 1° aprile. L’album consta di ben otto brani, registrati dal cantante in vita e raccolti in due versioni: la versione
standard comprende quelli rivisitati dai produttori Timbaland, Darkchild, Stargate e J-Roc, che hanno lavorato con Michael in passato; la versione deluxe comprende i brani nella loro versione originale.
L’album prende il suo nome dal brano “Xcope”, inciso da Michael Jackson nel 2001 per l’album “Invicible” e mai inserito
nella tracklist definitiva.
Molti fan del Re del Pop sono ansiosi di scoprire quelli che saranno i nuovi successi del cantante, anche dopo la sua morte;
altri sono convinti che Michael non sia morto e che continui ad incidere ancora oggi “di nascosto”.
Sicuramente la musica del grande Re non smetterà mai di stupire i milioni di persone che lo ascolteranno e, in futuro, le
nuove generazioni scopriranno i suoi più grandi successi che hanno segnato la storia della musica.
Alexia Piscopo VB LL - Arzano
“La grande bellezza” italiana
Capolavoro incompreso o film trash sopravvalutato?
“La grande bellezza” è un film del 2013 diretto da Paolo Sorrentino, che nel giro di poco tempo ha conquistato
fama mondiale, vincendo ben quattro European Film Awards, il Golden Globe come miglior film straniero, il
BAFTA come miglior film in lingua straniera e, infine, il riconoscimento più importante: il Premio Oscar come
miglior film straniero.Al botteghino il film ha incassato in tutto il mondo 22 milioni di dollari, “solo” 7 milioni di
euro, però, in Italia. Il giudizio sul film è stato generalmente positivoda parte della critica cinematografica internazionale, in Italia, invece, il pubblico sembra diviso tra coloro che hanno apprezzato il film e coloro che invece
lo criticano aspramente basandosi sul presupposto che Sorrentino abbia “esagerato” con l’intenzione di imporre la
sua visione della vita.La trama, infatti, segue le vicende di uno scrittore e critico, Jep Gambardella, il quale, dopo
aver scritto una sola grande opera in giovinezza, “L’apparato umano”, non riesce più a trovare l’ispirazione per
scrivere altre opere e, quindi, si perdere nei ritmi frenetici, esagerati e trash della Roma mondana, diventando così
“il re dei mondani”. Arrivato però all’età di 65 anni, Jep è, ormai, stanco di vivere nello squallore che caratterizza
quella mondanità, fatta di feste sfarzose e di conoscenze illustri, e si mette alla ricerca della grande bellezza perduta, e la ritrova grazie all’incontro con una “Santa”, missionaria cattolica del terzo mondo, che col suo esempio di
vita riaccende la speranza in Jep che è pronto a scrivere il suo prossimo romanzo. Ciò che colpisce maggiormente
in tutto il film non è la trama in sé, ma il contrasto tra la società
misera e corrotta in cui si svolge la storia, e una Roma immersa
nella bellezza mozzafiato del passato, una bellezza che sembra,
appunto, quasi profanata e offesa dallo squallore del presente. Forse, proprio la capacità di Sorrentino
di accostare immagini in contrasto tra loro, per cogliere la faccia più corrotta dell’Italia ha fatto sì che
parte del pubblico italiano, sentitosi quasi descritto in mondo offensivo, non abbia apprezzato il film
tanto quanto l’hanno apprezzato gli altri paesi europei e l’America, la patria del cinema moderno.
D’altro canto, c’è da dire che, in effetti, la figura che ci fa il popolo italiano nel film non è proprio una
delle migliori, ed è anche vero che alcune scene sono così grottesche che è anche difficile inquadrarne
il significato. A causa di questi fattori contrastanti risulta difficile affermare se “La grande bellezza” sia
un vero capolavoro o un film effettivamente sopravvalutato, ma cio che rimane per certo è che i tanti
ed importanti riconoscimenti ricevuti hanno fatto aumentare il prestigio del cinema italiano agli occhi della critica mondiale, ma non solo, hanno
anche ravvivato l’autostima di noi italiani, ricordandoci che, se vogliamo, siamo davvero capaciti di dare e fare tanto.
Maria De Rosa III B LS - Arzano
Luciano Ligabue
“Tu sei lei”: l’amore in una canzone
Luciano Ligabue, idolo di molte generazioni, nel suo ultimo disco “Mondovisione”, ha voluto raccontare le diverse e
possibili visioni del mondo, come si può evincere dallo stesso titolo. Tra i tre singoli, conosciuti anche dai suoi NonFans, “Tu sei lei” è quello che ha colpito il cuore di tutti. Racconta l’amore che può durare per l’intera vita. La canzone è
chiaramente dedicata alla sua compagna; in un’ intervista, egli stesso afferma: “È ovvio che di definitivo nella vita non
c’è nulla. Però dire ad una persona “Tu sei lei” ci si avvicina molto. Significa: Tu sei la persona che dovevo incontrare,
che stavo cercando, con la quale voglio condividere il resto della mia vita e infatti ti sposo”. Poesia per chiunque crede
nell’amore, speranza per chi non lo ha ancora incontrato. Tre minuti di musica che trasmettono dietro ogni parola e
ogni nota un messaggio puro e vero. Luciano Ligabue ha come obiettivo quello di colpire l’animo di chiunque l’ascolti
per dar vita alla sua visione del mondo e dell’amore.
Antonella Di Grazia II C - Grumo Nevano
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Sport
Un campionato “provinciale”
Avvincente, combattuto e spettacolare, con questi aggettivi vorremmo tanto descrivere il nostro calcio, ma ahimè non possiamo. Se ne parla tanto in questi ultimi
tempi: “Non ci sono le strutture adeguate” dicono alcuni, “il problema è il settore giovanile” dicono altri, ma come è ben noto in Italia siamo bravissimi a parlare e
meno a concludere (un esempio è il “nostro” Premier);intanto anche la Germania ci ha superato nel prezioso Ranking Uefa (la classifica dei campionati nazionali
europei) e perfino il campionato francese rischia pericolosamente di scavalcarci. Sicuramente la questione calcistica non è prioritaria in questo momento storico,
ma è molto utile per rappresentare la complicata situazione politica ed economica italiana: i due club storici milanesi il Milan e l’Inter sono evidentemente in forte
difficoltà sotto tutti i punti di vista, alla prima pesano i problemi finanziari e le diatribe societarie (Barbara Berlusconi vs Galliani) mentre la seconda, rivoluzionata
dall’ avvento dell’imprenditore indonesiano Erick Thorir, sembra non riuscire a trovare stabilità. Ai vertici troviamo la Juventus dei record, la grande sorpresa Roma
e la delusa Napoli, distanziate l’una dall’ altra da molti, troppi punti; la sfida più accesa sembra essere quella per l’Europa League, coppa erroneamente snobbata a
lungo dai nostri club, per la quale lottano numerose squadre tra cui alcune sorprese come Parma, Torino e Atalanta. Nella zona bassa della classifica è aspra la lotta
tra Chievo, Bologna, Livorno e Sassuolo, mentre il Catania sembra ormai destinato alla retrocessione. Nel campionato cadetto, invece, è il Palermo ad occupare la
scena, seguito da una lunga serie di squadre che rincorrono il sogno chiamato Serie A.
Davide Ranucci II C - Grumo Nevano
Coppa Davis, Azzurri in semifinale
Grazie alle vittorie di Seppi e Fognini l’Italia firma un’altra indimenticabile pagina della storia del tennis
La Coppa Davis 2014, tenutasi a Napoli, si è rivelata lo scenario di una nuova grande impresa della Nazionale Italiana di tennis, guidata da Barazzutti. Gli azzurri
sono riusciti, dopo 16 anni, a superare i quarti di finale, mettendo K.O. l’Inghilterra di Murray, e a conquistare, finalmente, la tanto ambita semifinale.
La squadra italiana, infatti, non si ritrovava fra le prime quattro della Coppa Davis dal 1998, anno in cui, superati gli Stati Uniti in semifinale, approdò in finale,
dove fu sconfitta dalla squadra svedese, che si aggiudicò la vittoria con il punteggio di 4-1. Durante la Coppa Davis 2014, sul lungomare napoletano, gli azzurri
sono riusciti a vendicare la passata, ma indelebile, sconfitta del ’98, sfoggiando un tennis di carattere, che li ha portati alla vittoria.
Nonostante le deludenti prestazioni degli azzurri Bolelli e Fognini nel doppio contro gli inglesi Murray e Ward e la meritata vittoria di Murray nel singolare contro
Seppi, il team di Barazzutti è riuscito a superare le difficoltà tirando fuori grande determinazione e grande coraggio. Così, l’Italia che nelle prime due giornate è
apparsa incostante e “fuori giri”, nell’ultima non perde le speranze, e con Fabio Fognini ritorna a combattere. Il giovane tennista, infatti, mettendo in campo non
solo un’ottima strategia e un’eccellente tecnica, ma anche tutta la sua passione e tutto il suo “cuore”, riesce a travolgere, contro ogni pronostico, il numero 1 della
squadra inglese, il top 10 Andy Murray, con il punteggio di 6-3 6-3 6-4.
L’azzurro Fognini, non del tutto convincente durante la partita d’apertura contro Ward e completamente fuori partita durante il doppio giocato con Bolelli, ha stupito il pubblico italiano e internazionale giocando uno dei migliori match della carriera, ma, soprattutto, sconfiggendo lo scozzese Andy Murray, dimostratosi a tratti
nervoso ed impreciso. L’azzurro, sceso in campo con massima umiltà e del tutto consapevole di dover affrontare uno dei migliori tennisti del momento, promette
al pubblico italiano e alla sua squadra di “metterci la faccia”, di impegnarsi al massimo per onorare il tennis italiano.
Il match si apre con un importante break strappato da Murray all’azzurro, che dal punteggio di 3-1 effettua la sua rimonta, grazie ad una grande concentrazione
in risposta e una grande continuità nei colpi. Fognini, incoraggiato dal caloroso pubblico napoletano, riesce a conquistare 5 giochi di seguito, ottenendo, così, il
primo set. Grazie alla sua forte determinazione, durante il secondo set, l’azzurro non concede all’avversario alcuna possibilità di rimonta, e nel terzo set, anche se
Murray, spinto dalla rabbia e dal desiderio di vittoria, tenta di conquistare un importante break, Fognini tiene duro e mantiene la calma, chiudendo il set in suo
favore col punteggio di 6-4.
Al termine della partita, l’azzurro accoglie gli applausi e le congratulazioni dell’intera arena napoletana, e così saluta il pubblico partenopeo: “Grazie Napoli, ti porto
nel cuore”.
L’ultimo match della giornata vede scontrarsi l’inglese James Ward e l’azzurro Andreas Seppi, che, nonostante la caotica atmosfera provocata dal grande entusiasmo
degli spettatori in seguito alla vittoria di Fognini, non perde la concentrazione, e batte l’avversario, portando, definitivamente, l’Italia in semifinale.
Contemporaneamente, la Svizzera di Roger Federermette K.O. il Kazakistan, la Francia sconfigge la Germania e la Repubblica Ceca supera il Giappone.
Nella semifinale della Coppa Davis 2014, che si terrà a settembre, l’Italia affronterà la Svizzera, mentre la Francia sfiderà la Repubblica Ceca.
Gaia Di Girolamo III B LS - Arzano
Hanno partecipato al progetto:
Alessia Cristiano
Alexia Piscopo
Angela Pica
Antonella Di Grazia
Arcangelo Orefice
Claudia Di Martino
Davide Ranucci
Domenica Paciolla
Gaia Di Girolamo
Impero Vittorio Eboli
Luigi Pecchia
Maria De Rosa
Martina Campanile
Martina Giaccio
Primavera Cirillo
Sara Piscopo
Sabrina De Rosa
Impaginazione, Grafica:
Alessandro Lupoli
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