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24 ottobre - 1 novembre 2014 - Il San Marino International Film

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24 ottobre - 1 novembre 2014
Palazzo del Cinema - Palace Hotel
Serravalle - REPUBBLICA DI SAN MARINO
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SAN MARINO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
president/president
Roberto Valducci
comitato direttivo/board of directors
Roberto Valducci, Alessia Valducci
Maurizio Zaccaro
direttore artistico/artistic director
Maurizio Zaccaro
REPUBBLICA
DI SAN MARINO
vicedirettore/vice director
Marina Massironi
responsabile concorso scuole di cinema
film school contest director
Piergiorgio Gay
SOTTO L’ALTO PATROCINIO / WITH THE PATRONAGE OF
DEGLI ECCELLENTISSIMI CAPITANI REGGENTI
consulenti al programma/program consultants
Antonello Catacchio
E CON IL PATROCINIO DI / AND WITH THE PATRONAGE OF
SEGRETERIA DI STATO PER GLI AFFARI ESTERI
SEGRETERIA DI STATO PER IL TURISMO
SEGRETERIA DI STATO ISTRUZIONE E CULTURA
SEGRETERIA DI STATO PER L’INDUSTRIA
ARTIGIANATO E COMMERCIO
assistenti alla direzione/director’s assistants
Alessandra Gori, Angela Gorini
collaboratore alla direzione/director’s collaborator
Lorenzo Molossi
amministrazione/administration
Luigi Astolfi
segreteria generale e accoglienza
general secretariat and hospitality
Valentina Cenni, Beatrice Bonafini
Vanessa Corona e Andrea Rastelli
sponsor
pubbliche relazioni/public relations
Lara Fabbri
ufficio stampa/press office
Patrizia Wächter, Lorena Borghi
Studio Sottocorno
traduzioni/translations
Joanne Stacchini, Emily Ligniti
responsabile sala regia/control booth director
Dario Indelicato
allestimenti mostra/exhibition design
Cluadio Ballestracci
sottotitoli/subtitles
Raggio Verde
sigla festival/festival theme
Studio Bozzetto & Co, Milano
riprese, editing, motion graphic
filming, editing, motion graphics
Marco & Francesco Dardari
assistenza tecnica/technical assistance
Emanuele Fabbri e Alessandro Ceccarelli
Zelig Service, Rimini
grafica/graphics
Matteo Bosi - Pixel Planet
webdesigner e multimedia
webdesign and multimedia
Luigi Tarantini, Massimo Procopio
Lumax webdesigner
Post production facilities film and television
catalogo/catalogue
Antonio Maraldi
media partner
Alessia Valducci, Valentina Cenni, Luca Gaddi, Lorenzo Angeloni,
Monica Massari, Laura Balducci, Cosimo Venerito, Claudio Stilli,
Massimo Pellegrini, Hadri El Moutaoifk, Rita Di Meglio, Massimo Roberto,
Alessandra De Donato, Daniela Tanasa, Edoardo Zanco, Huber Vicini,
Marco Zampieri, Massimo Mazzotti, Samuele Berardinucci, Costanza Vasile,
Luigi Astolfi, Barbara Guidi, Patrizia Ottaviani.
San Marino International Film Festival
www.sanmarinoiff.com
tel. +378 0549 900190 fax +378 0549 960125
Palazzo del Cinema - Palace Hotel - via 5 febbraio - 47899 Serravalle -RSM
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Un evento, una vetrina, una sempre più
avvincente realtà per raccontare una nuova
pagina della più antica Repubblica del Mondo.
La passione per l’arte, per la cultura in generale
mi seguono da anni, come un moto dell’anima,
una tensione dello spirito.
L’amicizia con Tonino Guerra poi ha completato
il quadro, arricchito il mio entusiasmo, dato
linfa alla volontà di dare seguito a quell’impeto
artistico che per lui è stato elemento vitale. Così
oggi, dopo quasi tre anni dalla sua scomparsa si
ripete questo evento di caratura internazionale
di cui sono certo che andrebbe fiero.
Un festival costituisce un’opportunità incredibile
per l’intero tessuto sociale, produttivo e
turistico della Repubblica di San Marino. Oggi
più che mai è necessario ridare voce alla cultura,
ricostruire un percorso dove privato e pubblico
possono dialogare, contaminarsi, compiere
un cammino comune. Il grande schermo, nel
corso di tutto il novecento ha coinvolto intere
generazioni, plasmato mode, offerto visibilità
a temi scottanti e permesso alle persone di
arricchire il loro bagaglio esperenziale. Oggi,
sotto il nuovo nome di San Marino International
Film Festival e una nuova direzione artistica
vogliamo continuare a dare un appuntamento
stabile e una ritualità riconosciuta dall’intero
mondo dell’intellettualità. Per questo motivo
intendiamo puntare molto sulle nuove tendenze
del cinema, sui registi e artisti di tutto il mondo,
offrire loro visibilità e un’importante platea che
saprà apprezzare i loro sforzi e la loro creatività.
Buon Cinema a tutti e buona visione al San
Marino International Film Festival 2014.
An event, a showcase, a new chapter in the
history of the oldest republic in the world.
A passion for art and culture has always been
a part of me. My friendship with Tonino Guerra
further strengthened my enthusiasm to pursue
the artistic passion that was a vital element
for him. So today, nearly three years after his
passing, this international event takes place
once more, and I am certain he would be really
proud.
A festival is an incredible opportunity for the
inhabitants and tourists of the Republic of
San Marino. Today, more than ever, we need
to express culture, to recreate a course where
citizens and institutions can dialogue and
embark upon a journey together.
Throughout the 20th century, cinema has
involved generations, created styles, offered
exposure to pressing topics, and allowed people
to broaden their horizons. Today, with the
event’s new name – San Marino International
Film Festival – and a new Artistic Director, we
aim to offer a yearly appointment for culture
enthusiasts. That is why we plan to focus on
new trends, filmmakers, and artists from around
the world, offering them an opportunity to show
their work to a vast audience that will appreciate
their efforts and creativity. Happy viewing at the
2014 San Marino International Film Festival.
Roberto Valducci
presidente/president
San Marino International Film Festival
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«Non è necessario essere folli per fare del cinema.
Ma aiuta molto» Samuel Goldwyn
Nell’apprestarmi a dirigere il festival, ora alla
sua terza edizione, non posso fare a meno di
pensare a Goldwyn con una certa apprensione.
Infatti non è esattamente il mio lavoro, ma mi
appassiona e quindi vado avanti, senza paura,
perché dirigere un festival non è poi così diverso
dal dirigere un film. E così immagino un festival
come una grande orchestra dove ogni strumento
deve dare la sua giusta intonazione per creare
una sonorità coerente con la motivazione che,
dopo lunga riflessione, mi ha spinto ad accettare
l’incarico che mi è stato offerto dal suo ideatore
Roberto Valducci. Tuttavia, come tutti gli altri
festival, grandi o piccoli che siano, anche noi
abbiamo bisogno di trovare il nostro linguaggio,
la nostra forma, il nostro stile. Nel corso degli
ultimi due anni il festival, grazie alla direzione di
chi mi ha preceduto, è rapidamente cresciuto
e, anche se sembrava impossibile, è diventato
un progetto di successo capace di imporsi
all’attenzione della stampa specializzata. Ora,
grazie al suo numeroso pubblico di appassionati,
il San Marino International Film Festival
deve compiere la sua definitiva evoluzione
diventando così un luogo “Internazionale” nei
fatti, non solo a parole; ma anche un approdo
sicuro per produttori, autori e tutti gli artisti
che solcano le tumultuose correnti del cinema
contemporaneo. Assumere quindi questa
direzione artistica mi fa sentire orgoglioso del
progetto e di esserne il continuatore per far
crescere ancora, meritatamente, il San Marino
International Film Festival.
“You don’t have to be crazy to do cinema.
But it helps a lot” Samuel Goldwyn
As I’m getting ready to direct the festival, in its
third edition, I can’t help but think of Goldwyn
with apprehension. In fact, as I say to my staff
these days “this isn’t exactly my job, but I’m
passionate about it, so let’s move on, without
fear, because running a festival is not so different
from directing a movie . . .” I picture a festival like
a great orchestra, where each instrument must
be properly tuned to create a coherent sound,
with the motivation, after much reflection, that
has led me to embrace the task I was offered
by its creator, Roberto Valducci. However, like
all other festivals, big or small, we as well need
to find our own language, our own way, our own
style. Thanks to the previous editions, over the
past two years the festival has grown rapidly and,
although it seemed impossible, it has become
a success, attracting the attention of the press.
Thanks to its numerous fans, the San Marino
International Film Festival has to take further
decisive steps and become an “international”
event, both with words and deeds; but it must
also be a safe haven for filmmakers, producers,
and all artists who cross the turbulent waters of
contemporary cinema. Thus being the Artistic
Director makes me feel proud of the project, as I
continue to let the San Marino International Film
Festival deservedly grow even more.
Maurizio Zaccaro
direttore artistico/artistic director
San Marino International Film Festival
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8 LUNGOMETRAGGI | FEATURE FILMS
10 SINGLE DRAMA
12 FILM DELLE SCUOLE |SCHOOL FILMS
14 PREMIO | AWARD TONINO GUERRA
FILM IN CONCORSO | THE OFFICIAL SELECTION
17 LUNGOMETRAGGI | FEATURE FILMS
35 SINGLE DRAMA
51 FILM DELLE SCUOLE |SCHOOL FILMS
OMAGGIO A | TRIBUTE TO LUIGI COMENCINI
64 SCHEDA BIOGRAFICA | BIOGRAPHY
66 FILM
EVENTI SPECIALI |SPECIAL EVENTS
76 CONCERTO DI | CONCERT BY EMIR KUSTURICA & NO SMOKING ORCHESTRA
78 MASSIMO BUBOLA IN CONCERTO | CONCERT
78 MARCO COCCI & IL TRIO ALCOLEMICO
79 LO SPIRITO DI | THE SPIRIT OF GIULIETTA
80 COME VOGLIO CHE SIA IL MIO FUTURO
81 IL SALE DELLA TERRA
OSPITI |GUESTS
84 CLAUDIA CARDINALE
85 ERMANNO OLMI
86 BRUNO BOZZETTO
87 ALESSANDRO BERGONZONI
88 STEFANIA ROCCA
89 LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE
MOSTRA | EXHIBITION GIULIETTA MASINA
91 ESPOSIZIONE | EXHIBITION
PREMIO | AWARD TONINO GUERRA
95 CONCORSO | CONTEST
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SOMMARIO | CONTENTS
LE GIURIE | THE JURIES
GIURIA CONCORSO LUNGOMETRAGGI
FEATURE FILM JURY
Marco Cocci Born in Livorno in 1974, he is a musician who began
as a film actor in 1997 with Ovosodo by Paolo Virzì, thereby
embarking upon a career where he often portrays rebels. In
2001, he starred in L’ultimo bacio by Gabriele Muccino, followed
by Fughe da fermo by Edorado Nesi (2001) and Prima dammi un
bacio by Ambrogio Lo Giudice (2003). Also: Doppio agguato (TV,
2003) and Amatemi (2005), both directed by Renato De Maria,
Rosso come il cielo by Cristiano Bortone (2006), and Baciami
ancora by Gabriele Muccino (2010). In the movie I più grandi
di tutti by Carlo Virzì (2012) he joins his two passions as Mao,
former Pluto musician, a famous band from Livorno.
ROBERTA TORRE (Presidente) nasce a Milano e vive a Siena dal
2013. Regista, studia alla Civica Scuola di Cinema e recitazione
alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. I suoi film sono una
commistione tra documentario e finzione: Angelesse, ritratti
di donne nella periferia palermitana; Spioni, reportage sui
bambini di Borgo Nuovo; La vita a volo d’Angelo, videoritratto
del popolare cantante Nino d’Angelo, Hanna Schygulla, ritratto
dell’attrice-musa di Fassbinder e Palermo Bandita, documentoreportage sui ragazzi di Brancaccio. Questo percorso trova
il suo punto d’arrivo nel 1997 in Tano da Morire, suo primo
lungometraggio (3 David di Donatello). Altri film sono Sud Side
Stori (2000) ancora un musical, Angela (2002), un melodramma
dai toni classici; il noir Mare Nero (2006). Nel 2007 fonda
la sua casa di produzione Rosettafilm e firma i documentari
Itiburtini (2008); La notte quando è morto Pasolini (2009) e
il lungometraggio I baci mai dati (2009). Tra le opere teatrali
come regista: Ciociara (2010); Gli Uccelli (2011) Insanamente
RiccardoTerzo (2012), Aida (2013).
PAOLA COMENCINI Paola Comencini è nata a Roma il 7
gennaio 1951. Ha frequentato il liceo francese e la facoltà di
Architettura di Roma. Ha iniziato a lavorare nel cinema sia nel
reparto costumi che in scenografia, qualifica che poi ha scelto
definitivamente abbandonando i costumi. Ha collaborato agli
ultimi film di suo padre Luigi Comencini tra la fine degli anni
70’ e l’inizio degli 80’. Ha poi proseguito la sua carriera come
production designer con fatica e determinazione. Ha lavorato
principalmente per il cinema ma anche per la televisione e per
il teatro. Ha frequentato i generi più diversi, la commedia, i film
drammatici, moderni e in costume sia per il cinema che per la
televisione. E’ stata candidata a diversi premi e, in particolare nel
2005, con il film Romanzo Criminale le è stato assegnato il David
di Donatello, il ciak d’oro e il premio 35mm. E ha collaborato con
molti registi diversi per cultura ed estetica cinematografica, tra
cui l’attuale direttore del san Marino Film Festival. Non si ritiene
una cinefila pura ma continua ad amare molto sia il cinema in
tutte le sue forme che la fotografia e le arti visive in generale.
Roberta Torre (President) was born in Milan. She has lived in
Siena since 2013. A director, she studied at the Civica Scuola
di Cinema and acting at the Scuola d’Arte Drammatica Paolo
Grassi. Her movies are a combination of documentary and
fiction: Angelesse, portraits of women in Palermo’s suburbs;
Spioni, reportage works on the children of Borgo Nuovo; La
vita a volo d’Angelo, a video-portrait of the popular singer Nino
d’Angelo; Hanna Schygulla, a portrayal of Fassbinder’s actress/
muse; and Palermo Bandita, a document-reportage on the
youths of Brancaccio. In 1997, she shot her most important
work up to then, Tano da Morire her first feature film (3 David
di Donatello awards). Other films include Sud Side Stori (2000),
also a musical; Angela (2002), a classic-style melodrama; the
noir Mare Nero (2006). In 2007, she founded her production
company Rosettafilm and created the documentaries Itiburtini
(2008); La notte quando è morto Pasolini (2009); and the
feature I baci mai dati (2009). Some of her theater works as
director include: Ciociara (2010); Gli Uccelli (2011); Insanamente
RiccardoTerzo (2012); and Aida (2013).
Paola Comencini was born in Rome on January 7, 1951. She went
to a French academy and the School of Architecture in Rome.
She began working in film as a wardrobe and set designer; she
subsequently devoted herself entirely to set design. She worked
on the final movies of her father, Luigi Comencini, between the
late 1970s and early 1980s. Then she continued her career as
a production designer with great effort and determination.
She mainly works for film but also for TV and theater. She has
worked with genres of all kinds, comedies, dramas, modernday and period films, also for TV. She has been nominated for
many awards and, in particular in 2005, with the film Romanzo
Criminale she won the David di Donatello, a Ciak d’oro and the
35mm prize. She has collaborated with various directors for
cinema culture and aesthetics, including the current San Marino
Film Festival Artistic Director. She doesn’t consider herself a true
cineaste but she continues to love cinema very much in all its
forms as well as photography and the visual arts in general.
MARCO COCCI Nato a Livorno nel 1974 è un musicista che
esordisce come attore sul grande schermo nel 1997 con Ovosodo
di Paolo Virzì, avviando una carriera che lo vede spesso nel
ruolo di ribelle. Nel 2001 è la volta de L’ultimo bacio di Gabriele
Muccino, a cui fanno seguito Fughe da fermo di Edorado Nesi
(2001) e Prima dammi un bacio di Ambrogio Lo Giudice (2003).
Tra gli impegni successivi figurano Doppio agguato ( tv, 2003),
Amatemi (2005), entrambi per la regia di Renato De Maria,
Rosso come il cielo di Cristiano Bortone (2006), e Baciami ancora
nuovamente diretto da Gabriele Muccino (2010). Nel film I più
grandi di tutti di Carlo Virzì (2012) coniuga le sue due passioni
interpretando Mao, ex musicista dei Pluto, band livornese dal
passato glorioso.
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FRANCO PIERSANTI Compositore e direttore d’orchestra. Tra
produzioni televisive e cinematografiche, Piersanti ha realizzato
circa un centinaio di colonne sonore, dal 1976 fino ad oggi. Nei
primi anni della sua carriera assiste il compositore Nino Rota
che lo sostiene nel suo esordio come musicista per il cinema.
Tra le collaborazioni più significative quelle con Nanni Moretti
e Gianni Amelio. Numerosi i premi vinti, tra gli altri, tre David
di Donatello (per Il ladro di bambini, Lamerica, Il caimano),
un Nastro d’argento (per Terraferma e Il primo uomo), un Ciak
d’oro (per Il caimano), il premio Ucmf (Associazione francese
dei compositori di colonne sonore) consegnato a Cannes e il
premio “Nino Rota”, sezione CineMusic, nell’ambito del Ravello
Festival.
Roberta Torre
Franco Piersanti Composer and conductor. Among television and
film productions, Piersanti has made about 100 soundtracks,
from 1976 until today. In the early years of his career he
assisted composer Nino Rota who supported him in his debut
as a composer for films. Nanni Moretti and Gianni Amelio are
among his most significant collaborations. Many awards have
been won, including 3 David di Donatello (for Il ladro di bambini,
Lamerica, Il caimano), a Nastro d’argento (for Terraferma and Il
primo uomo), a Ciak d’oro (for Il caimano), a Ucmf prize (French
association of soundtrack composers) presented in Cannes and
the Nino Rota Award (CineMusic section) at the Ravello Festival.
Franco Piersanti
SONIA TODESCHINI Figlia di Pierre Todeschini, fondatore
di Annecy Cinéma Italien, ha seguito le orme del padre,
occupandosi ben presto di organizzazione cinematografica.
Per il festival è stata assistente al delegato generale dal 1994
al 2007, anno in cui è divenuta segretaria generale. Dal 2004
è stata anche responsabile del settore cinema del Bonlieu
Scène National di Annecy, incarico che ha occupato fino a
tre anni fa, quando si è trasferita a Chambery dove ha dato
vita a De la fenêtre d’en face, rassegna sul cinema italiano,
giunta quest’anno alla terza edizione. Dal 1994 è stata anche
segretaria di direzione di Acadra, casa di distribuzione che ha
fatto conoscere in Francia molto cinema italiano.
Marco Cocci
Sonia Todeschini The daughter of Pierre Todeschini, founder
of Annecy Cinéma Italien, Sonia has followed in her father’s
footsteps, quickly devoting herself to cinema organization. For
the festival she was assistant to the director, from 1994 to 2007,
the year she became secretary general. Starting in 2004 she was
also head of the cinema section at the Bonlieu Scène National
of Annecy, a post which she held until three years ago, when she
moved to Chambery; here, she began De la fenêtre d’en face, an
event dedicated to Italian film, which is in its third edition this
year. Since 1994 she has also been a press officer for Acadra, a
distributor in France of Italian movies.
Sonia Todeschini
Paola Comencini
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GIURIA CONCORSO SINGLE DRAMA
SINGLE DRAMA JURY
DAVID WARREN (Presidente) Ha iniziato la sua carriera
ANDREA GIORDANO
televisiva con il successo internazionale Desperate Housewives.
Attualmente è Produttore e Direttore della nuova serie di Marc
Cherry Devious Maids ed inizierà a girare la 3° stagione in
febbraio. Recentemente ha diretto alcuni episodi di due nuove
serie televisive Forever per la ABC e iZombie per la CW network.
E’ stato produttore/direttore delle serie CW Emily Owens, MD.
Ha lavorato molto in teatro negli Stati Uniti, a Broadway, OffBroadway e nei maggiori teatri Americani. Il suo lavoro teatrale
in Italia include la prima Europea di Doug Wright Unwrap Your
Candy (Scartate Le Caramelle) e la prima mondiale di Gian Maria
Cervo Il Ragazzo Con L’Albergo. E’ un frequente insegnante al
Centro Sperimentale di Cinematografia così come al FAMU, la
Scuola Nazionale di Cinema di Praga e all’Accademia Teatrale
di Shanghai.
Docente di Cinematografia nel corso di Fashion Design e
Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” – IED
Como, ricoprendo il ruolo di coordinatore del Corso Superior e
tenendo workshop e seminari, anche all’estero. Dopo il diploma
linguistico, si laurea in Scienze dell’Educazione all’Università
degli Studi di Milano Bicocca, dove per 7 anni è stato consulente
per il corso di Pedagogia Sociale. Giornalista pubblicista, dal
1997 lavora come critico e reporter cinematografico per testate
cartacee e online, collaborando, tra gli altri, con Io Donna,
Flair, Icon, Sentieri Selvaggi, Wired e 4uik. Nel 2013 diventa
Vicedirettore e Responsabile Selezione del Lake Como Film
Festival.
Andrea Giordano Professor of Film for the Fashion Design and
Visual Arts course at the Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” –
IED Como, in the role of the Upper Class coordinator, Andrea
Giordano also holds workshops and seminars, even abroad. After
his diploma in Languages, he graduated in Educational Sciences
from the Università degli Studi di Milano Bicocca, where for 7
years he acted as a consultant for the Social Pedagogy class.
A freelance journalist, since 1997 he has worked as a film critic
and reporter for printed and online papers, also collaborating
with Io Donna, Flair, Icon, Sentieri Selvaggi, Wired, and 4uik.
In 2013, he was appointed the Lake Como Film Festival Vice
Director and Head of Selection Committee.
David Warren (President) began his television career with the
internatinal hit series, Desperate Housewives. He is currently
Producer/Director for Marc Cherry’s new series, Devious Maids,
and will begin shooting Season 3 in February. He recently
directed episodes of two new series, Forever for ABC and
iZombie for the CW network. He was Producer/Director for
the CW series Emily Owens, MD. He has worked extensively in
theater in the United States, on Broadway, Off-Broadway, and
in most of the major American theaters. His theater work in
Italy includes the European premiere of Doug Wright’s Unwrap
Your Candy (“Scartate Le Caramelle”) and the world premiere
of Gian Maria Cervo’s Il Ragazzo con l’albergo. He is a frequent
guest lecturer at the Centro Sperimantale di Cinematografia as
well as at FAMU, the National School of Cinema in Prague, and
Shanghai Theater Academy.
SERGIO GIUSSANI Produttore teatrale, cinematografico e
televisivo, entra nel mondo del cinema nel 1961 partecipando
alla realizzazione di oltre 100 film, prima come tecnico dal 1962
al 1980 in qualità di Direttore Amministrativo ed Organizzatore
di Produzione lavorando con: Federico Fellini, Carlo Lizzani,
Marco Ferreri, Antonio Pietrangeli, Ugo Tognazzi, Franco
Zeffirelli, Lina Wertmuller, Liliana Cavani, Alberto Sordi, Steno,
Mauro Bolognini, Luciano Salce, Sergio Corbucci, Pasquale
Squitieri, Alberto Lattuada, Francesco Rosi, John Sturges,
Damiano Damiani, Jean Luc Godard, Glauber Rocha, Pier Paolo
Pasolini ed altri. Nel 1981 inizia la sua carriera di Produttore
cinematografico televisivo e teatrale. Tra i suoi lavori: Scusate
il ritardo di Massimo Troisi, Nestore l’ultima corsa di Alberto
Sordi, I cento passi di Marco Tullio Giordana, Salvo D’Acquisto
di Alberto Sironi (tv, Premio regia televisiva Oscar TV 2004),
Giuseppe Moscati – L’Amore che guarisce di Giacomo Campiotti
(tv, Premio Maximo I Fiction Festival di Roma), A fari spenti
nella notte di Anna Negri (tv), A Testa Alta - I Martiri di Fiesole
di Maurizio Zaccaro. E’ membro dell’Accademia del Cinema
Italiano.
CESARE BIARESE Nato a Boves (Cuneo) nel 1946, vive a Roma.
Ha lavorato prima alla Rai, alla programmazione cinematografica
di Raiuno, poi a Mediaset, come editor e producer di molte
fiction televisive. Ha tenuto corsi sul linguaggio radiotelevisivo
presso le Università dell’Aquila e del Molise. Ha pubblicato libri
su Antonioni e Zurlini e ha collaborato con le riviste di cinema.
Oggi si dedica principalmente alla ricerca e alla didattica,
scrivendo e tenendo corsi sulla storia del cinema e sulla
scrittura per l’audiovisivo. Cura l’archivio “L’Atalante Cinema &
Media Studio”.
Cesare Biarese He was born in Boves (Cuneo) in 1946, and now
lives in Rome. He initially worked for RAI, with the film line-up
for RAI Uno, then for Mediaset, as editor and producer of many
TV fictions. He has held many courses on radio-TV language
at the Università dell’Aquila and Università del Molise. He has
published books on Antonioni and Zurlini and has collaborated
with film magazines. Today, he is mainly devoted to research
and education, writing on and teaching film history and
audiovisual authoring. He curates the archive L’Atalante Cinema
& Media Studio.
Sergio Giussani Theater, cinema, and TV producer, he entered
the film industry in 1961 and has taken part in over 100 movies,
initially as technician from 1962 to 1980, as Administrative
Director and Production Organization, with: Federico Fellini,
Carlo Lizzani, Marco Ferreri, Antonio Pietrangeli, Ugo Tognazzi,
Franco Zeffirelli, Lina Wertmuller, Liliana Cavani, Alberto
12
Sordi, Steno, Mauro Bolognini, Luciano Salce, Sergio Corbucci,
Pasquale Squitieri, Alberto Lattuada, Francesco Rosi, John
Sturges, Damiano Damiani, Jean Luc Godard, Glauber Rocha,
Pier Paolo Pasolini, and others. In 1981, he started his career as
a film, TV, and theater producer. Some works include: Scusate
il ritardo by Massimo Troisi, Nestore l’ultima corsa by Alberto
Sordi, The Hundred Steps by Marco Tullio Giordana, Salvo
D’Acquisto by Alberto Sironi (tv, Premio regia televisiva Oscar
TV 2004), Giuseppe Moscati – L’Amore che guarisce by Giacomo
Campiotti (tv, Premio Maximo I Fiction Festival di Roma), A fari
spenti nella notte by Anna Negri (tv), A Testa Alta - I Martiri
di Fiesole by Maurizio Zaccaro. Member of the Accademia del
Cinema Italiano.
David Warren
HARY PRINZ nato nel 1965 a Vienna, Austria. A partire dal
1990 svolge una intensa attività teatrale diviso tra Svizzera e
Austria.Per quel che riguarda il cinema, è interprete di: Antares
(2004), Margarete Steiff (2005) Vermisst - Alexandra Walch,
17 (2011). Nel 2006 ha inoltre lavorato con Maurizio Zaccaro
per la realizzazione del film Mafalda di Savoia - Il coraggio di
una principessa dove ha interpretato la parte di Karl Rudiger.
Tra i lavori più interessanti si possono citare la partecipazione
nel film Il mistero del lago di Marco Serafini (2008) dove ha
interpretato la parte di Enrico De Dominicis.
Cesare Biarese
Hary Prinz was born in 1965 in Vienna. Beginning in 1990 he
worked a great deal in theater, in Switzerland and Austria. For
film he starred in: Antares (2004), Margarete Steiff (2005),
Vermisst - Alexandra Walch, 17 (2011). In 2006, he also worked
with Maurizio Zaccaro on the set of Mafalda of Savoy starring as
Karl Rudiger. Some of his most notable works include the film Il
mistero del lago by Marco Serafini (2008), where he played the
part of Enrico De Dominicis.
Andrea Giordano
Sergio Giussani
Hary Prinz
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GIURIA CONCORSO SCUOLE DI CINEMA
FILM SCHOOL JURY
Fo che lo dirige ne Il Diavolo con le zinne accanto a Giorgio
Albertazzi e Franca Rame. E’ con Fo che approfondisce i temi
propri della commedia dell’arte ed il lavoro con la maschera.
Al Cinema, diretto da Paolo Benvenuti nel film Segreti di Stato,
riceve la menzione speciale della giuria al premio “Marcello
Mastroianni nuovi interpreti del cinema italiano 2003” per
l’interpretazione di Gaspare Pisciotta. Nel 2007 vince il premio
come migliore attore protagonista ai festival di Annecy e di
Bastia, per l’interpretazione di Leonardo Vitale nel film L’uomo
di vetro di Stefano Incerti. Ha lavorato anche con Giorgio
Pressburger, Pasquale Scimeca, Maurizio Zaccaro, Stefano Reali,
Antonio Frazzi, Alberto Negrin.
ANDREA PURGATORI (Presidente) Romano, giornalista
professionista dal ‘74 inviato speciale del Corriere della sera,
dalla metà degli anni ‘80 ha iniziato l’attività di sceneggiatore
sia per il cinema che per la televisione. Tra i suoi ultimi lavori
per il grande schermo ci sono: Fortapàsc (2009), L’industriale
(2011), Vallanzasca (2011), Cha cha cha (2013), mentre per la
televisione ha scritto di recente i copioni di Lo smemorato di
Collegno (2009), Lo scandalo della Banca Romana (2010) e Il
commissario Nardone (2012). Diversi i premi ricevuti tra cui il
nastro d’argento per il miglior soggetto (Il muro di gomma,1992),
Globo d’oro per la migliore sceneggiatura (Il giudice ragazzino,
1994), Premio internazionale Setrgio Amidei (Fortapàsc). E’
docente di sceneggiatura (Accademia d’arte drammatica Silvio
d’Amico, dal 2012, coordinatore e presidente dell’ Associazione
Centoautori (2008/2013), membro del Direttivo dell’Accademia
del cinema italiano (dal 2010), e membro dell’European Film
Academy (dal 2010).
David Coco He graduated from the Scuola d’Arte Drammatica
del Teatro Stabile of Catania. He works in both TV/cinema and
theater. In 1997, he collaborated with Dario Fo in Il Diavolo con
le zinne, along with G. Albertazzi and F. Rame. With Fo he further
analyzed themes typical of Italian commedia dell’arte. Directed
by P. Benvenuti in the movie Segreti di Stato, he received an
honorable mention by the jury for the “Marcello Mastroianni
nuovi interpreti del cinema italiano 2003” award in his role as
Gaspare Pisciotta. In 2007, he was awarded Best Leading Actor
at the Festivals of Annecy and Bastia in his role as Leonardo
Vitale in the film L’uomo di vetro by Stefano Incerti. He has also
worked with Giorgio Pressburger, Pasquale Scimeca, Maurizio
Zaccaro, Stefano Reali,Antonio Frazzi, Alberto Negrin.
Andrea Purgatori (President) A full-time journalist from Rome,
since 1974 he has been a special correspondent for Corriere della
sera, and starting in the mid-1980s he became a screenwriter
for film and TV. Some of his latest movie projects include:
Fortapàsc (2009), l’industriale (2011), Vallanzasca (2011), Cha
cha cha (2013), whereas for TV he recently wrote the scripts
for Lo smemorato di Collegno (2009), Lo scandalo della Banca
Romana (2010), and Il commissario Nardone (2012). He has
won various prizes, including the Nastro d’argento for Best Story
(Il muro di gomma, 1992), a Globo d’oro for Best Screenplay (Il
giudice ragazzino, 1994), and the Premio internazionale Setrgio
Amidei (Fortapàsc). He teaches screenwriting (Accademia
d’arte drammatica Silvio d’Amico), since 2012, is coordinator
and president of the Associazione Centoautori (2008/2013), a
member of the board of directors of the Accademia del cinema
italiano (since 2010), and a member of the European Film
Academy (since 2010).
PAOLO COTTIGNOLA Film editor, è nato a Ravenna il 16
novembre 1960. Si forma professionalmente negli anni ‘80
frequentando Ipotesi Cinema, il laboratorio collettivo ideato da
Ermanno Olmi, lavorando ai cortometraggi e mediometraggi
prodotti dalla Scuola e in particolare collaborando con Francesca
Archibugi, Giacomo Campiotti, Giorgio Diritti, Maurizio Zaccaro.
Da allora ha curato il montaggio di molti lavori per il cinema e
la televisione, tra questi i film di Carlo Mazzacurati e Ermanno
Olmi. Ha vinto nel 2002 il David di Donatello per il miglior
montaggio con il film Il mestiere delle armi di Olmi. Ha condotto
workshop e corsi di montaggio presso la Cineteca di Bologna,
CSC Centro Sperimentale di Cinematografia, l’Università degli
Studi di Trieste, l’Università degli Studi di Udine, l’Istituto
Europeo di Design di Milano.
ROBERTA ALLEGRINI Direttore della fotografia e membro
dell’A.I.C. Associazione Italiana Autori della Fotografia
Cinematografica. Ha lavorato, tra gli altri, con Silvana Maja
(Ossidiana), Donatella Maiorca (Viola di mare), Abdelhai Laraki
(Love in the Medina), Giovanna Gagliardo (Venti anni), Dario
Baldi (C’è sempre un perchè).
Paolo Cottignola A film editor, he was born in Ravenna on
November 16, 1960. He trained in the 1980s at Ipotesi Cinema, a
group workshop conceived by Ermanno Olmi, working on shorts
and mid-length movies made by the school and in particular
with Francesca Archibugi, Giacomo Campiotti, Giorgio Diritti,
and Maurizio Zaccaro.Since then he has edited many works
for cinema and TV, including movies by Carlo Mazzacurati and
Ermanno Olmi. In 2002, he was awarded the David di Donatello
for Best Editing with Il mestiere delle armi by Olmi. He has held
workshops and classes on editing at the Cineteca in Bologna,
CSC Centro Sperimentale di Cinematografia, Università degli
Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, Istituto Europeo
di Design in Milan.
Roberta Allegretti Cinematographer and A.I.C. (Asso-ciazione
Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) member.
She has also worked with Silvana Maja (Ossidiana), Donatella
Maiorca (Viola di mare), Abdelhai Laraki (Love in the Medina),
Giovanna Gagliardo (Venti anni), Dario Baldi (C’è sempre un
perchè).
DAVID COCO Si diploma presso la Scuola d’Arte Drammatica
del Teatro Stabile di Catania. Alterna il lavoro in teatro con
quello in televisione e cinema. Del 1997 è l’incontro con Dario
14
MARIO SERENELLINI Giornalista, critico (La Repubblica, Avant
Scène Cinéma, Radio France), ideatore e curatore di rassegne
in Europa e Africa, vive a Parigi. Collabora al MAV di Ercolano
con iniziative editoriali (Truffaut: il ragazzo salvato, 2009),
teatrali (Mela rossa, 2010), cinematografiche: è direttore dal
2010 di AniMav, festival internazionale del cartoon. Tra le sue
pubblicazioni, Le figure incrociate (1982), I diseducatori (1985).
Tra i suoi video, Astérix, mon double (2008), Labyrinthe Moebius
(2010). Tra le sue mostre, Pup Art (1979), EuroPinocchio (19822002-2012). Tra i suoi spettacoli : Hot God (cine-teatro, 2003),
Anomalie animate (cine-danza, 2005), Confessione di un
fantasma (mono-musical, 2014).
Mario Serenellini A journalist, critic (La Repubblica, Avant Scène
Cinéma, Radio France), creator, and curator of events across
Europe and Africa, he currently lives in Paris. He collaborates
with the MAV of Ercolano with publishing (Truffaut: il ragazzo
salvato, 2009), theatrical (Mela rossa, 2010), and film projects:
since 2010 he is the director of AniMav, an international cartoon
festival. His publications include: Le figure incrociate (1982) and
I diseducatori (1985). His videos include: Astérix, mon double
(2008) and Labyrinthe Moebius (2010). Some exhibitions:
Pup Art (1979), EuroPinocchio (1982, 2002, 2012). Some
performances: Hot God (cine-theater, 2003), Anomalie animate
(cine-dance, 2005) and Confessione di un fantasma (monomusical, 2014).
Andrea Purgatori
Roberta Allegrini
David Coco
Paolo Cottignola
Mario Serenellini
15
GIURIA PREMIO TONINO GUERRA
TONINO GUERRA AWARD JURY
LAURA IPPOLITI inizia l’attivita’ teatrale nel 1977, dapprima
2010 she directs documentaries on projects by NGOs and Third
World associations. Since 2012 she has taught film courses for
children in Santiago de Cuba in collaboration with the Teatro
Heredia e Cultura Provincial and cinema internships in Milan’s
high schools.
come attrice e in seguito anche come regista. Nel 1986 entra
all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di
Roma dove si diploma in regia sotto la guida di Andrea Camilleri
e Lorenzo Salveti. Dal 1989 al 1995 è attiva, in prosa e in lirica,
come regista e come regista assitente di Giancarlo De Bosio,
Giorgio Pressburger, Lorenzo Salveti, Massimo Navone. Nello
stesso periodo, avvia l’attività di sceneggiatrice che la porta,
nel corso degli anni, a firmare molti film TV di successo. Dal
2002 scrive in coppia con Andrea Purgatori. E’ titolare della
cattedra di Teoria e tecnica dell’interpretazione scenica presso
il Conservatorio di Musica di Foggia.
PAOLA MUSA vive a Roma. È scrittrice, traduttrice,
poetessa. Collabora con numerosi musicisti come paroliere.
Ha firmato canzoni per Nicky Nicolai con Stefano Di Battista
e Dario Rosciglione. Per il teatro ha composto le liriche per la
commedia musicale interpretata da Alessandro Preziosi Datemi
tre caravelle. Ha scritto con Tiziana Sensi la versione teatrale del
suo romanzo Condominio occidentale, portato in scena da attori
vedenti e ipovedenti in importanti teatri romani, e al Festival
internazionale Babel Fast di Targoviste (Romania). Lo spettacolo
ha ottenuto la medaglia dal Presidente della Repubblica e la
menzione speciale per il teatro al Premio Anima. Il suo primo
romanzo, Condominio occidentale (Salerno Editrice, 2008) è
stato selezionato al Festival du Premier Roman de Chambéry
e al Premio Primo Romanzo Città di Cuneo. Nel giugno 2009
ha pubblicato Il terzo corpo dell’amore (Salerno Editrice), nel
marzo 2012 la raccolta di poesie Ore venti e trenta (Albeggi
edizioni). E’ in pubblicazione il suo nuovo romanzo, Quelli che
restano (Arkadia editore, ottobre 2014).
Laura Ippoliti began her career in theater in 1977, initially as an
actress and subsequently as a director. In 1986, she enrolled at
the Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” in
Rome, where she received a diploma in Directing with Andrea
Camilleri and Lorenzo Salveti. From 1989 to 1995 she worked as
a director and assistant director to Giancarlo De Bosio, Giorgio
Pressburger, Lorenzo Salveti, Massimo Navone. During the same
time, she began screenwriting which later led her to author
many successful TV films. Since 2002 she has written together
with Andrea Purgatori. She is a professor of Acting Theory and
Technique at the Conservatorio di Musica in Foggia.
Paola Musa lives in Rome. She is a writer, translator, and
poetess. She collaborates with numerous musicians as a lyricist.
She has penned songs for Nicky Nicolai with Stefano Di Battista
and Dario Rosciglione. For theater, she wrote the lyrics for
the musical comedy starring Alessandro Preziosi, Datemi tre
caravelle. With Tiziana Sensi she wrote a theatrical version of her
novel Condominio occidentale, with seeing and partially-seeing
actors for important Roman theaters, and for the international
festival Babel Fast in Targoviste (Romania). The performance
won a medal from the President of the Italian Republic and an
honorable mention for theater for the Award Anima. Her first
novel, Condominio occidentale (Salerno Editrice, 2008), was
chosen at the Festival du Premier Roman de Chambéry and
the Award Primo Romanzo Città of Cuneo. In June 2009 she
published Il terzo corpo dell’amore (Salerno Editrice), and in
March 2012 the poetry collection Ore venti e trenta (Albeggi
edizioni). Her latest novel, Quelli che restano (Arkadia editore,
October 2014), is forthcoming.
LUISA MORANDINI Nata a Milano nel 1955. Dal 1971 al
1980 lavora come attrice in teatro (Cooperativa del Buratto –
Quelli di Grock) e al cinema (Faenza, Ferreri, Nichetti, Avati) dal
1980 è critico cinematografico per il settimanale Tele7. Nel 1997
scrive e pubblica il romanzo Inter Nos per la casa editrice Santi
Quaranta (Treviso). Dal 1998 realizza l’annuale Dizionario dei
film Il Morandini per la Zanichelli ed. con Morando Morandini.
Nel 2008 produce e dirige il documentario Vivere ancora.
Nel 2009 realizza per la casa editrice Gallucci il Dizionario del
cinema Junior, versione per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni,
arricchita da monografie, fotografie, giochi e percorsi didattici.
Dal 2010 dirige documentari su progetti di ONG e Associazioni
operanti nei paesi del Terzo Mondo. Dal 2012 tiene corsi di
cinema per bambini a Santiago de Cuba in collaborazione con
il Teatro Heredia e Cultura Provincial e stage di cinema nelle
scuole superiori di Milano.
Luisa Morandini was born in Milan in 1955. Between 1971 and
1980 she worked as a theater (Cooperativa del Buratto – Quelli
di Grock) and film actress (Faenza, Ferreri, Nichetti, Avati). In
1980 she began her career as a film critic for Tele7. In 1997,
she wrote Inter Nos for Santi Quaranta (Treviso), and from
1998 she publishes the annual film dictionary Il Morandini for
Zanichelli with Morando Morandini. In 2008 she produced and
directed the documentary Vivere ancora. In 2009, she published
with Gallucci the Dizionario del cinema Junior, a version for kids
and adolescents, between the ages of 6 and 16, enriched with
monographs, photos, games, and educational courses. Since
PIERGIORGIO PATERLINI (Castelnovo di Sotto, Reggio
Emilia, 1954) ha pubblicato una ventina di libri, tradotti in dieci
Paesi. Il suo long seller per eccellenza è Ragazzi che amano
ragazzi (1991), ma anche Matrimoni gay (2004) e Non essere
Dio. Un’autobiografia a quattro mani, con Gianni Vattimo
(2006). Dopo aver abbandonato il giornalismo a tempo pieno,
ha tenuto rubriche su quotidiani e periodici, scritto programmi
per la tv e per la radio, testi per il teatro e, con Piergiorgo Gay,
regista del film, la sceneggiatura di Niente paura (fuori concorso
16
alla Mostra del cinema di Venezia nel 2010). Oggi scrive per la
Repubblica e l’Espresso. E sull’Espresso tiene il blog d’autore “Le
Nuvole”.
Piergiorgio Paterlini (Castelnovo di Sotto, Reggio Emilia, 1954)
has published around twenty books, translated in ten countries.
His long seller par excellence is Ragazzi che amano ragazzi
(1991), but also Matrimoni gay (2004) and Non essere Dio.
Un’autobiografia a quattro mani, with Gianni Vattimo (2006).
After leaving journalism on a full-time basis, he has written for
newspapers and periodicals, TV and radio shows, theatrical
works, with Piergiorgo Gay, a film director, the screenplay for
Niente paura (out of competition, Venice Film Festival 2010). He
currently writes for la Repubblica and l’Espresso. For Espresso
he is the blogger of “Le Nuvole.”
Laura Ippoliti
CHIARA TOZZI Psicologa Analista, Scrittrice, Sceneggiatrice e
Docente di Sceneggiatura, affianca al lavoro di Scrittura l’attività
clinica di Psicologa Analista Junghiana (A.I.P.A) con funzioni di
Didatta. E’ autrice di storie e sceneggiature per cinema, teatro,
radio e televisione. Docente di Sceneggiatura e Psicologia, ha
tenuto corsi presso l’Università di Roma e Firenze, il Centro
Sperimentale di Cinematografia, La Scuola Holden, l’A.I.P.A ed
altre scuole italiane. Membro ordinario di A.I.P.A (Associazione
Italiana Psicologia Analitica) e I.A.A.P(International Association
for Analytical Psychology), è Presidente dell’Associazione
“IMAGHIA-Consulenza Psicologico Creativa per Cinema e
Televisione” e del “Premio IMAGHIA ai film che fanno bene”. Ha
pubblicato le raccolte di racconti Tanti posti vuoti (Aktìs Ed.1994),
L’amore di chiunque (Baldini & Castoldi Ed.1997) e Condividere
(Ila-Palma Ed. 2005), il saggio Il paziente sceneggiatore (Gaffi
Ed. 2007), il romanzo Quasi una vita (Feltrinelli Ed. 2008), il
romanzo a puntate Incontro sulla rivista Confidenze (Mondadori
Ed.2012) e il romanzo a puntate Una donna persa sulla rivista
Confidenze (Mondadori Ed.2014). Collabora attualmente con
le riviste: Studi Junghiani (Franco Angeli Ed.), Confidenze
(Mondadori Ed.), e Succedeoggi.it.
Paola Musa
Piergiorgio Paterlini
Chiara Tozzi Psychologist and analyst, writer, screenwriter, and
professor of scriptwriting, she also practices clinical work and
is a Jungian analyst (A.I.P.A., Associazione Italiana Psicologia
Analitica) as well as an educator. She has penned stories and
scripts for film, radio, and TV. Professor of Screenwriting and
Psychology, she has also taught classes at the universities of Rome
and Florence, the Centro Sperimentale di Cinematografia, the
Scuola Holden, at A.I.P.A, and other academies in Italy. Member
of A.I.P.A. and I.A.A.P. (International Association for Analytical
Psychology), she is President of the association IMAGHIAConsulenza Psicologico Creativa per Cinema e Televisione and
the Premio IMAGHIA ai film che fanno bene. She has published
the collection of stories Tanti posti vuoti (Aktìs 1994), L’amore di
chiunque (Baldini & Castoldi 1997), and Condividere (Ila-Palma
2005), the essay Il paziente sceneggiatore (Gaffi 2007), the
novel Quasi una vita (Feltrinelli 2008), the novels in installments
Incontro in the magazine Confidenze (Mondadori 2012) and
Una donna persa in the magazine Confidenze (Mondadori
2014). She currently collaborates with Studi Junghiani (Franco
Angeli), Confidenze (Mondadori), and Succedeoggi.it.
Chiara Tozzi
Luisa Morandini
17
18
18 BABY BALLOON
20 BANDE DE FILLES - GIRLHOOD
22 BETHLEHEM
24 CORN ISLAND
26 LETTER TO THE KING
28 LIAR’S DICE
30 LITTLE ENGLAND
32 VIVIR ES FACIL
19
CONCORSO | CONTEST
LUNGOMETRAGGI | FEATURE FILMS
BABY BALLOON
Bici ha 18 anni e vive a Liegi, in Belgio. Grassottella
e talentuosa, Bici canta in un gruppo rock di cui il
chitarrista, Vince, è suo amico d’infanzia. Bici è da sempre
segretamente innamorata di lui. Quando Anita entra nella
vita del gruppo e in quella di Vince, lei cerca di scacciare
l’intrusa, con tutte le sue forze.
Bici is 18 and lives in Lieges. She is shapely and talented,
and is a singer in a rock band in which Vince, her childhood
friend, plays the guitar. Bici has always been secretly in
love with him. When Anita shows up in the life of the
group and particularly in Vince’s, Bici tries her very best
to get rid of her.
Baby Balloon è una sorta di “favola rock”, la storia di Bici
(il soprannome della ragazza), bloccata in un ambiente
chiuso, da cui cerca di uscire, e di spiccare il volo. Bici vive
in una zona devastata (il film è stato girato a Seraing e
Sclessin, le zone più devastate da dal fallimento industriale
del comparto siderurgico di Liegi), schiacciata da una
madre vedova, donna piena di amarezza.
regia / direction
Stefan Liberski
sceneggiatura / screenplay
Dominique Laroche, Marc Vermeersch,
Stefan Liberski
fotografia / cinematography
Claire Mathon
musica / music
Stefan Liberski, Ambre Grouwels,
César Domboy, Allan Hoffmann
montaggio / editing
Damien Keyeux
scenografia / production design
Françoise Joset
interpreti / cast
Ambre Grouwels, César Domboy, Philippe Rebbot,
Pauline Paigot, Isabelle De Hertogh, Allan Hoffmann,
Valentine Vermeire
produzione / production
Versus Productions, Hold-Up Films, Lilies Film, RTBF,
Belgacom Tv
nazionalità / nationality
Belgio 2013, col 84’
contatti / contact
Pyramide International
5 rue Chevalier de Saint-George, 75008 Paris,
+33 1 42 96 02 20
www.pyramidefilms.com
20
Baby Balloon is a kind of “rock tale,” the story of Bici (the
girl’s nickname), stuck in a dead-end life, from which she
tries to flee. Bici lives in a degraded area (the movie was
shot in Seraing and Sclessin, the sections most devastated
by the industrial breakdown of the iron and steel factories
in Lieges), and is oppressed by her disappointed widow
mother.
Stefan Liberski
Stefan Liberski
After graduating from the Faculty of Philosophy and
Literature at the Université Libre of Brussels in 1977, Stefan
Liberski worked many jobs before experimenting with
cinema, also in the role of assistant for Federico Fellini’s
City of Women in 1979. In 1989, he created, along with
some friends, the group Snuls, with skits that became cult
on Canal+ and on the radio. He continued this adventure
with Jannin, then he filmed and produced a series of shorts
for Canal+, assisted by Bouli Lanners on occasion. At the
same time, he has written some novels, most notably G.S.,
écrivain tout simplement and Des tonnes d’amour, which
garnered much success. In 2005, he made his first feature
film, Bunker Paradise, followed by En chantier, Monsieur
Tanner (2009, for TV), Baby Balloon (2013), and Tokyio
Fiancée (2014).
21
CONCORSO | CONTEST
STEFAN LIBERSKI
Laureato in Lettere ee Filosophia all’Università di Bruxelles
nel 1977, Stefan Liberski esercita diversi mestieri prima di
svolgere diversi “lavoretti” nel cinema, compreso quello,
nel 1979, di assistente volontario sul set de La città delle
donne di Federico Fellini. Nel 1989, crea con alcuni amici
il gruppo dei Snuls, i cui sketches diventeranno di culto
su Canal+ e alla radio. Prolunga questa avventura col suo
complice Jannin in Jadtoly, poi realizza e produce una serie
di corti con la collaborazione occasionale di Bouli Lanners.
In parallelo scrive i romanzi G.S. écrivain tout simplement
e Des tonnes d’amour che ottengono un buon successo.
Nel 2005 realizza il suo primo lungometraggio Bunker
Paradise a cui fan seguito En chantier, Monsieur Tanner
(2009, per la televisione), Baby Balloon (2013) e Tokyio
Fiancée (2014)
BANDE DE FILLES
Oppressa dalla propria famiglia, dalla mancanza di
prospettive e dai ragazzi del quartiere, Mariem inizia
una nuova vita dopo aver incontrato un gruppo di 3
ragazze dallo spirito libero. Cambia il suo nome, lo stile
nell’abbigliamento, e lascia la scuola per essere accettata
nella banda, sperando che questa possa essere la strada
per la libertà.
Oppressed by her family, dead-end school prospects, and
the boys in her neighborhood, Mariem starts a new life
after meeting a group of 3 free-spirited girls. She changes
her name, her dress code, and quits school to be accepted
in the gang, hoping that this will be a way to freedom.
Questi protagonisti unici portano con sé la promessa di
descrivere un quadro realistico, come anche la dinamica
immaginaria necessaria per creare tensione narrativa.
Anche se il film tratta di una storia generazionale e con
radici nella società francese, essa appartiene anche al
regno mitologico cinematografico: il soggetto giovanile
con restrizioni e taboo. E’ una storia raccontata in Francia
ai giorni nostri da giovani donne che sono cresciute in
queste aree povere e minoritarie.
GIRLHOOD
regia / direction
Céline Sciamma
sceneggiatura / screenplay
Céline Sciamma
fotografia / cinematography
Crystel Fournier
musica / music
Para One
montaggio / editing
Julien Lacheray
scenografia / production design
Thomas Grézaud
interpreti / cast
Karidja Touré, Assa Sylla, Lindsay Karamoh, Marietou
Touré, Idrissa Diabate, Simina Soumare, Cyril Mendy,
Djibril Gueye
produzione / production
Hold up Films and Lilies Films production
nazionalità / nationality
Francia 2014, col 112’
contatti / contact
FILMS DISTRIBUTION
[email protected]
www.filmsdistribution.com
These unique protagonists carry within them the
promise of depicting a realistic portrait as well as
the fictional dynamic necessary for narrative tension.
Although the story is generational and very much
rooted in French society, it also belongs to the realm
of cinematic mythology: youth subjected to societal
restrictions and taboos. It is a story that is better
told in France today by the young women who were
brought up in these poor minority areas.
Céline Sciamma
22
CELINE SCIAMMA
Nata a Poise nel 1980, dopo una laurea magistrale in
letteratura francese, frequenta la scuola parigina di cinema
La Fémis. Tra 2004 e 2006 collabora alla sceneggiatura dei
cortometraggi di Jean-Baptiste de Laubier Les Premières
communions (2004) e Cache ta Joie (2006). Debutta alla
regia nel 2007 con Naissance des pieuvres, presentato
alla sezione “Un certain regard” a Cannes vince il Premio
Louis-Delluc per la migliore opera prima e ottiene una
candidatura ai Premi César 2008. Con il suo secondo film,
Tomboy (2011), partecipa alla Berlinale, e vince il Premio
Ottavio Mai e il premio del pubblico al Torino GLBT Film
Festival.
Born in Poise in 1980, after graduating in French
Literature she attended the Film School La Fémis in Paris.
Between 2004 and 2006 she worked on the screenplays
for the shorts by Jean-Baptiste de Laubier, Les Premières
communions (2004) and Cache ta Joie (2006). In 2007, she
debuted as director of Naissance des pieuvres, presented
in “Un certain regard” section at Cannes and winner of the
Louis-Delluc Award for best first work, while also earning
her a nomination at the César Awards 2008. With her
second film, Tomboy (2011), she took part in the Berlinale
and won the Ottavio Mai Award and Torino GLBT Film
Festival audience choice award.
Céline Sciamma
23
BETHLEHEM
Il film racconta la storia di una complicata relazione tra
Razi, un agente israeliano dei Servizi Segreti, e il suo
giovane informatore palestinese Sanfur. Sanfur è il fratello
minore di Ibrahim, un militante palestinese ricercato. Razi,
che è determinate alla cattura o all’assassinio di Ibrahim,
arruolò Sanfur quando aveva solo 15 anni, investendo
ogni sua energia nel ragazzo, instaurando una relazione
molto intima, quasi paterna. Sanfur, che ha sempre
vissuto all’ombra del fratello, vive per le attenzioni di Razi.
Ora che Sanfur ha 17 anni, è combattuto tra le richieste
di Razi e la sua lealtà verso il fratello, vivendo una doppia
vita e mentendo ad entrambi.
The film tells the story of the complicated relationship
between Razi, an Israeli Secret Service officer, and his
teenage Palestinian informant Sanfur. Sanfur is the
younger brother of Ibrahim, a highly wanted Palestinian
militant. Determined to capture or assassinate Ibrahim,
Razi recruited Sanfur when he was just 15, investing all his
energy in the boy and developing a very intimate, almost
fatherly relationship with him. Sanfur, who has always
lived in his brother’s shadow, thrives on Razi’s attention.
Now 17, he struggles between Razi’s demands and his
loyalty to his brother, living a double life and lying to both.
When the Israeli Secret Service discovers how deeply
involved Sanfur is in his brother’s activities, Razi is
accused of crossing professional lines and is ordered to
sacrifice Sanfur in an attempt to assassinate Ibrahim. As
preparations for the military operation are underway
both Razi and Sanfur are forced to make choices that will
irreversibly change their lives.
regia / direction
Yuval Adler
sceneggiatura / screenplay
Yuval Adler, Ali Waked
fotografia / cinematography
Yaron Scharf
musica / music
Ishai Adar
montaggio / editing
Ron Omer
scenografia / production design
Yoav Sinai
interpreti / cast
Yoav Sinai, Tsahi Halevy, Hitham Omari, Tarek Copti,
Michal Shtemler, Hisham Suliman, George Iskandar,
Efrat Shnap
produzione / production
Pie Films, Entre Chien et Loup, Gringo Films
nazionalità/nationality
Israele 2013, col 99’
contatti / contact
Westend Films
[email protected]
24
An Israeli Secret Service agent once told me: “The key
to recruiting and running informants is not violence, or
intimidation, or money; the key is to develop an intimate
relationship with the informant, on a very human level. It’s
not just the informant who is confused about his identity
and loyalties. The agent, too – and especially the good ones
– often experience a blurring of the lines”. The research
and writing of Bethlehem took years. My co-writer, Ali
Waked, and I came from very different backgrounds. I’m
an Israeli Jew who served in the army intelligence. Ali is a
Muslim journalist and activist who worked for many years
in Ramallah and Gaza. It wasn’t easy getting Palestinian
militants from al-Aqsa Martyrs’ Brigades and Hamas
to open up. And it was even harder to get a handle on
the tradecraft of Shabak, the Israeli Secret Service. But
eventually we did, and the process formed our screenplay
in ways that exceeded our expectations.
Yuval Adler
YUVAL ADLER
Scrittore e regista, Yuval Adler ha studiato matematica
all’università di Tel Aviv e poi si è trasferito a New York
dove ha conseguito il dottorato in filosofia alla Columbia
University. Yuval ha studiato anche scultura e fotografia
alla Columbia e ha preso parte a diverse mostre d’arte
di alto profilo a New York City, prima di passare a tempo
pieno alla scrittura e alla regia. Bethlehem è il suo primo
film.
Writer/director Yuval Adler studied Mathematics at Tel
Aviv University and later moved to New York where he
received a Ph.D. in Philosophy from Columbia University.
Yuval also studied Sculpture and Photography at Columbia
during this time and participated in various high-profile
art shows in New York City before switching full time
to writing and directing movies. Bethlehem is his first
feature film.
Yuval Adler
25
CONCORSO | CONTEST
Un agente israeliano dei Servizi Segreti una volta mi disse:
«La chiave nell’arruolare e gestire un informatore non è
violenza, né intimidazione, né soldi; la chiave sta nello
sviluppare una profonda relazione con l’informatore a
un livello molto umano. Non è solamente l’informatore
ad essere confuso riguardo alla propria identità e lealtà.
L’agente stesso, specialmente quelli buoni, spesso provano
confusione riguardo ai propri limiti». Ci sono voluto anni
per la ricerca e la stesura di Bethlehem. Io ed Ali Waked
veniamo da diverse realtà. Io sono un ebreo israeliano che
ha prestato servizio nell’intelligence. Ali è un giornalisa
musulmano e attivista che ha lavorato per tanti anni in
Ramallah e Gaza. Non è stato facile guadagnarsi la fiducia
di militanti palestinesi provenienti dalle brigate di al-Aqsa
Martyrs e Hamas. Ed è stato ancora più difficile trattare
con i servizi segreti israeliani di Shabak. Ma alla fine ce
l’abbiamo fatta, e il risultato ha superato ogni nostra
aspettativa.
CORN ISLAND
Il fiume Enguri segna il confine tra la Georgia e la distaccata Repubblica di Abkhazia. Le tensioni tra le due nazioni
non si placano dalla guerra del 1992-93. Ogni primavera
il fiume porta con sé la fertile terra del Caucaso fin sulle
pianure di Abkhazia e la Georgia del Nord-ovest, creando
piccole isole: piccoli gruppi di terre di nessuno. Le isole
sono paradisi per la fauna e occasionalmente anche per
gli uomini. La nostra storia ha inizio quando un anziano
agricoltore mette piede su una delle isole. L’uomo costruisce una capanna per sé e per la sua nipote adolescente,
ara la terra e insieme seminano il grano. Nel momento in
cui sua nipote da adolescente diventa donna e il grano
matura, l’uomo viene messo faccia a faccia con l’inevitabile ciclo della vita.
The Enguri River forms the border between Georgia and
the breakaway Republic of Abkhazia. Tensions between
the two nations have not abated since the war of 1992–
1993. Every spring the river brings fertile soil from the Caucasus down to the plains of Abkhazia and northwestern
Georgia, creating tiny islands: small clusters of no-man’s
land. The islands are havens for wildlife but occasionally also for humans. Our story begins when an old Abkhaz
farmer sets foot on one of the islands. The old man builds
a hut for himself and his teenage granddaughter. He ploughs the earth and together they sow corn. As his granddaughter blossoms into womanhood and the corn ripens,
the old man is confronted by the inescapable cycle of life.
regia / direction
George Osvahili
sceneggiatura / screenplay
Nugzar Shataidze, George Ovashvili, Roelof,
Jan Minneboo
fotografia / cinematography
Elmér Ragàlyi
musica / music
Josef Bardanashvili
montaggio / editing
Sun-Min Kim
scenografia / production design
Ariunsaichan Dawaachu
interpreti / cast
Ilyas Salman, Mariam Buturishvili, Iraki Samushia,
Tamer Levent
produzione / production
Alamdary Film, 42film, Arizona Productions,
Axman Production,
Kazakhfilm in associazione con /
in association with Focusfox
Georgia, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Kazakhstan, Ungheria 2014, col, 100’
contatti / contact
Pascale Ramonda,
[email protected]
Ho tanti teneri ricordi di Abkhazia. Ho trascorso le estati
con gli amici in Abkhazia dalla parte della costa sul Mar
Nero. Era felicità pura finchè un giorno dell’agosto 1992
questo signore dell’Abkhazia con una pistola in mano disse: «Devi abbandonare questa terra, tu sei georgiano».
La guerra incominciò. 250.000 georgiani etnici abitanti
in Abkhazia dovettero abbandonare la loro terra e le loro
case. Molti georgiani rimasero. Per sempre. Sul set c’erano 13 diverse bandiere che sventolavano sul posto. Si parlava 13 lingue. Il risultato è una lingua unica ed universale:
cinema. Io credo che le diversità del cast abbiano rafforzato il tema del film.
I have a lot of fond memories of Abkhazia. I spent my
summers with friends on the Abkhazian Black Sea coast. It
was pure happiness but then one day in August 1992 this
Abkhazian guy with a pistol in his hand said: “You have to
leave our land, you are Georgians.” The war had started.
250,000 ethnic Georgians living in Abkhazia had to leave their land and their homes. A lot of Georgians stayed
behind, forever. Because of our big neighbor. There were
thirteen different flags flying over our camp. Thirteen languages were spoken. The result is in a unique and universal language: cinema. I think the diversity of the crew has
strengthened the universal theme of the film.
George Ovashvili
26
He graduated from the Film School of the Georgian
State Institute of Cinema and Theatre in 1996 and
studied at The New York Film Academy at Universal
Studios in Hollywood in 2006. His feature debut
Gagma Napiri / The Other Bank (2009) was screened
at 80 international film festivals in more than 50
countries and won over 50 international awards.
Corn Island is his second feature film.
George Ovashvili
27
CONCORSO | CONTEST
GEORGE OVASHVILI
Laureato in cinema presso l’Istituto Statale Georgiano
di Cinema e Teatro nel 1996, ha studiato poi presso
il New York Film Accademy e in seguito agli Universal
Studios di Hollywood nel 2006. Ha debuttato con
il lungometraggio Gagma Napiri/The Other Bank
(2009), film che è stato proiettato in 80 festival
internazionali di oltre 50 paesi ,vincendo più di 50
premi. Corn Island è il suo secondo film.
LETTER TO THE KING
Il film ritrae cinque persone che si incontrano in Novergia
fuori da un campo di rifugiati. Ricevono il permesso
per poter raggiungere Oslo e questo sarà per loro un
cambiamento molto favorevole che li porterà lontano da
una vita altrimenti monotoma.Ma ben presto è chiaro che
tutti loro hanno uno scopo e dovranno affontare i loro
destini per raggiungere la felicità, uscire dall’umiliazione,
scoprire l’amore e infine vendicarsi. Queste cinque storie
sono unite da una lettera scritta da Mirza, un ottantenne
che desidera consegnare personalmente la lettera al Re
della Norvegia.
Letter to the King portrays five people who meet in Norway
outside a refugee camp. They are given permission to
leave the snowy no-mans land and travel to Oslo, a
welcome change in an otherwise monotonous life. But we
soon realize that all of them have a purpose on this trip.
All five will face their destinies as they discover happiness,
suffer humiliation, find love, and seek revenge. The five
stories are bound together by a letter, written by eightythree-year-old Mirza. Mirza wants to personally hand the
letter to the King of Norway.
regia / direction
Hisham Zaman
sceneggiatura / screenplay
Hisham Zaman, Mehmet Aktas
fotografia / cinematography
Marius Matzow Gulbrandsen
musica / music
David Reyes
montaggio / editing
Sverrir Kristjansson, Inger Lise Langfeldt, Arild
Tryggestad
scenografia / production design
Aasmund Stemme
interpreti / cast
Alibag Salimi, Ivan Anderson, Nazmi Kirik, Hassan
Demirci, Zheer Ahmed Qader, Amin Senatorzade,
Raouf Saraj, Derin Kader
produzione / production
Film Farms
nazionalità / nationality
Norvegia 2014, col 75’
contatti / contact
www.film-farms.com
Questo film è una fiction ispirata alla realtà e a storie
autentiche. Ho scritto la sceneggiatura con Mehmet
Aktas, curdo della Turchia che vive a Berlino. Ho scelto
attori non professionisti per enfatizzare la veridicità della
narrazione. Con molti di loro avevo già collaborato... ci
sono momenti drammatici e a volte di grande tensione a
causa delle loro diversità: il più piccolo ha quindici anni e il
più grande ne ha ottantatrè. L’austerità e la tenacia dei miei
personaggi derivano dalle loro motivazioni. Alcuni di loro
si rassegnano alla vita, altri lottano per un cambiamento;
ma la leggerezza e l’humor sono altrattanto presenti nel
film e spesso derivano dall’assurdità delle situazioni. C’è
anche tenerezza e vorrei che lo spettatore riflettesse sul
comportamento dei personaggi.
The film is a fiction that is inspired by reality and authentic
elements. I wrote the screenplay with Mehmet Aktaş, a
Kurd from Turkey who lives in Berlin. I furthermore chose
amateur actors from whom I borrowed a lot, such as
phrasing and clothing, to emphasize the truthfulness. I had
worked with most of them before . . . there are dramatic
moments, sometimes a great tension between the
characters, because they are very different: the youngest
is 15 years old, the oldest 83. The severity, or tenacity
rather, of my characters comes from their motivations.
Some of them accept their lives as they are; others would
rather fight adversity. Come what may. But lightness and
humor are also present in my film: they are often born
from the absurdity of situations. There is tenderness, too.
I would like to lead the spectator to think about our behavior .
Hisham Zaman
28
Hisham Zaman si è laureato alla Norwegian Film School
a Lillehammer nel 2004. Realizza il corto The Bridge
(2003) in collaborazione con altri studenti con cui vince
The Norwegian Playwright’s Association’s Award for Best
Screenplay alla Noewegian Short FF 2003. La sua tesi di
laurea è il film The Roof (2004) selezionato in diversi festival
internazionali. Il suo film più importante Bawke (2005) è
diventato un grande successo nei festival internazionali
e ha ricevuto oltre 40 premi nazionali ed internazionali.
Nel 2007 ha diretto un altro cortometraggio Winterland
(2007) un film comico su di un rifugiato curdo. Nel 2013 è
uscito il suo primo lungometraggio Before Snowfall.
He graduated from The Norwegian Film School at
Lillehammer in 2004. His short film The Bridge (2003),
made in collaboration with fellow students and financed
privately, won The Norwegian Playwright’s Association’s
Award for Best Screenplay at the Norwegian Short FF
2003, and his diploma film The Roof (2004) was invited
to, and screened at, several international film festivals.
Arguably his breakthrough film, Bawke (2005) became a
hit on the international festival circuit, and has received
more than 40 national and international awards. In 2007,
he directed another noteworthy short film; the comedic
drama Winterland (2007), a warm and humorous
diaspora-story about a Kurdish refugee. In 2013, Hisham
Zaman released his debut feature film, Before Snowfall.
Hisham Zaman
29
CONCORSO | CONTEST
HISHAM ZAMAN
LIAR’S DICE
La trama del film si estende da un piccolo villaggio sulle
montagne chiamato Chitkul, che confina con la Cina, fino
alla terra dei grandi sogni, la città di Delhi. Tratta di una
giovane madre, Kamala e la sua figlia di 3 anni che fa
parte di una comunità tribale e intraprende un viaggio per
lasciare la patria in cerca del marito scomparso. Lungo
questo percorso incontra un disertore dell’esercito che,
rendendosi conto dei pericoli che dovranno affrontare
durante il loro cammino, decide di accompagnarle
alla loro destinazione. Questo film parla di un senso di
futilità, rabbia contro il sistema ed esplora le dinamiche
di un rapporto uomo donna. Si tratta della narrazione
di una storia di viaggio con uno sfondo allarmante sulle
condizioni socio-politiche dell’ India di oggi.
The canvas of the film stretches from a small village on the
mountains called Chitkul, which borders on China, to the
industrial land of big dreams, Delhi city. It’s about a young
mother, Kamala, and her 3-year-old daughter from a tribal
community who embarks on a journey, leaving their native
land in search of her missing husband. Along this journey
she encounters an army deserter who, realizing the perils
of the journey ahead for them, decides to accompany them
to their destination. This film talks about a sense of futility,
anger against the system, and also explores the dynamics
of a man-woman relationship. It’s a linear narrative travel
story with a more alarming backdrop of the socio-political
conditions of India today.
regia / direction
Geetu Mohan Das
sceneggiatura / screenplay
Geetu Mohan Das
fotografia / cinematography
Rajeev Ravi
musica / music
John Boster
montaggio / editing
Ajithkumar
scenografia / production design
Prakash Moorthy
interpreti / cast
Nawazuddin Siddiqui, Geetanjali Thapa,
Manya Gupta
produzione / production
Jar Pictures
nazionalità / nationality
India 2013, col 103’
contatti / contact
[email protected] www.jarpictures.com
Quando ho scritto la premessa del mio film, sono stato
colpito da diversi dilemmi contraddittori. L’India è un
grande paese ed ogni stato è diverso in termini di lingua,
cultura, cibo, costumi e clima. Sotto tutto questo c’è una
cosa comune agli indiani: il loro sistema di valori sociali.
Come scrittore e regista di questo film ho scritto una
storia semplice e vera. Le condizioni socio-politiche sono
la costante corrente nella narrazione, tuttavia questa
è anche una insolita storia d’amore tra due personaggi
improbabili.
When I first penned the premise of my feature film, I was
struck by several contradictory dilemmas. India is a large
country and each state is diverse in terms of language,
culture, food, customs, and climate. Beneath it all there
was one thing common to Indians and that is their social
value system. As a writer and director of this film I have
penned a simple story, which will ring true to all. The
socio-political conditions are the constant undercurrent in
the narration, however this is also an unusual love story
between two unlikely characters.
Geetu Mohan Das
30
Geetu Mohan Das is an India-based filmaker. She along
with her Director/cinematographer husband Rajeev Ravi
formed Unplugged in 2009, which produced her first short
fiction film called Kelkkunnundo or Are you listening? The
film premiered at Rotterdam International film festival
and subsequently won three International awards and the
National award in India. Liar’s Dice, which has received
the Hubert bals fund from Rotterdam, is her first feature
film.
Geetu Mohan Das
31
CONCORSO | CONTEST
GEETU MOHAN DAS
Geetu Mohan Das è una regista che vive in India. Assieme
a suo marito Rajeev Ravi, regista/direttore della fotografia,
hanno formato nel 2009 Unplugged, che ha prodotto
il suo primo cortometraggio intitolato Kelkkunnundo o
Are you listening? Il film è stato proiettato in anteprima
al Festival del Cinema Internazionale di Rotterdam e,
successivamente, ha vinto tre premi internazionali e il
Premio Nazionale in India. Liar’s Dice, che ha ricevuto
il fondo Hubert Bals da Rotterdam, è il suo primo
lungometraggio.
LITTLE ENGLAND
Questa eccezionale saga familiare abbraccia due decenni
nella storia della Grecia moderna e nella vita delle sorelle
Saltafero, Orsa e Moscha, i loro genitori, mariti e figli. Unite
e divise da un terribile segreto, le due sorelle trascorrono
la loro vita innamorate dello stesso uomo. E’ una storia di
passione, famiglia e perdite; è un tributo agli uomini che
vanno per mare e lasciano le loro case, così come le forti
donne che attendono il loro ritorno e tengono insieme i
loro mondi: le Penelopi di Andros
The exceptional family saga spans two decades in the history of modern Greece and in the lives of the Saltafero
sisters, Orsa and Moscha, their parents, husbands, and
children. United and divided by a terrible secret, the two
sisters spend their lives in love with the same man. It is
a story of passion, family, and loss; it is a tribute to the
seafaring men who leave their homes behind, as well
as the strong women who wait for them, and hold their
worlds together: the Penelopes of Andros.
Faccio film da quasi 50 anni ... Più di tutto sono stato
ispirato da storie umane. Racconti di esistenza. Uomini di
mare sballottati dagli oceani, donne torturate dalle onde
di solitudine ...
Il romanzo di Ioanna Karystiani Little England ha una forte
trama con colpi di scena e stimolanti personaggi femminili
e maschili, uno sguardo particolare sul periodo specifico,
le condizioni sociali, l’avventura umana.
regia / direction
Pantelis Voulgaris
soggetto / plot
da un romanzo di / from a novel by Ioanna Karystiani
sceneggiatura / screenplay
Ioanna Karystiani
fotografia / cinematography
Simos Sarketzis
musica / music
Katarina Polemi
montaggio / editing
Takis Yannopoulos
scenografia / production design
Antonis Daglidis
interpreti / cast
Penelope Tsilika, Sofia Kokkali, Anneza Papadopoulou,
Andreas Konstantinou, Maximos Moumouris,
Vassilis Vassilakis
produzione / production
Mikra Agglia, OTE Tv
nazionalità / nationality
Grecia 2013, col 132’
contatti / contact
MIKRA AGGLIA S.A.
E-mail: [email protected]
I have been making movies for almost 50 years . . . most
of all I was inspired by human stories. Tales of existence.
Of seamen who are tossed about the oceans, of women
tortured by the waves of loneliness . . . Ioanna Karystiani’s
novel Little England has a strong storyline with twists and
vibrant female and male characters, a particular insight
on the specific era, the social conditions, the human
adventure.
Pantelis Voulgaris
32
Pantelis Voulgaris has directed a roster of acclaimed
films, such as his feature debut, The Engagement of
Anna (1972, FIPRESCI Prize – Berlin International Film
Festival), as well as Stone Years (1985, Venice Film Festival
OCIC Award - Honorable Mention), Quiet Days in August
(1991), and Brides (2004). Retrospectives of his work have
been organized in institutions such as the MoMA in New
York, the National Gallery of Beijing, and the Vancouver
Cinematheque.
Pantelis Voulgaris
33
CONCORSO | CONTEST
PANTELIS VOULGARIS
Pantelis Voulgaris ha diretto molti film di successo, come
ad esempio il suo primo lungometraggio Il fidanzamento
di Anna (1972, Premio FIPRESCI – Festival Internazionale di
Berlino), così come Stone Years (1985, Festival di Venezia
OCIC Award - Menzione d’onore), Quiet Days in August
(1991) e Brides (2004). Retrospettive dei suoi lavori sono
state organizzate in istituzioni come il MOMA di New York,
la National Gallery di Pechino e la Cineteca di Vancouver.
VIVIR ES FACIL CON
LOS OJOS CERRADOS
Spagna 1966: la storia vera di un insegnante di inglese
che prende la sua auto e va verso il sud (l’Almeria degli
Spaghetti Western) per incontrare il suo idolo John
Lennon che, in piena crisi esistenziale, sta girando lì un
film di Richard Lester. Faranno parte del viaggio anche due
ragazzini in fuga dalle proprie famiglie, che il professore
incrocia sulla sua strada.
Spain 1966: the true story of an English teacher who
starts driving south to meet his idol, John Lennon, who
in a fullblown existential crisis is there shooting a film
with Richard Lester. Two young girls fleeing their families
become his adventure mates.
I tre personaggi rappresentano tre forme di ribellione
all’ordine costituito. Non sono personaggi storici, ma
persone anonime che, con battaglie personali, intime e
coraggiose, contribuirono al cambiamento sociale del loro
Paese. Sono loro i veri agenti di un cambiamento portato
avanti da eroi atipici, non tradizionali. Per ricreare questo
periodo storico ho scelto di partire da una prospettiva
personale, identificandoli con eventi dotati di ampia
risonanza. Alla fine, i veri eroi sociali sono sempre persone
comuni capaci di superare aspettative e limiti.
regia / direction
David Trueba
sceneggiatura / screenplay
David Trueba
fotografia / cinematography
Daniel Vilar
musica / music
Pat Metheny
montaggio / editing
Marta Velasco
scenografia / production design
Pilar Revuelta
interpreti / cast
Javier Càmara, Natalia de Molina, Francesc Colomer,
Ramòn Fontserè, Rogello Fernàndez Espinosa,
Jorge Sanz, Aruadna Gil
produzione / production
Fernando Trueba P.C., TVE e Canal+
nazionalità / nationality
Spagna 2013, col 108’
contatti / contact
www.exitmedia.org
[email protected]
The three characters portray three forms of rebellion
against order. They aren’t historical characters, but rather
ordinary people who, with their own personal, intimate,
and courageous battles, help to change society. They
are the true agents of a kind of change carried forth by
atypical, non-traditional heroes. To recreate this historical
period I decided to start from a personal perspective,
relating to far-reaching events. In the end, true social
heroes are always common people, able to move beyond
expectations and limits.
David Trueba
34
Born in 1969 in Madrid, he studied Journalism at the
Università Complutense of Madrid. He began as a
screenwriter (Two Much, by his brother Fernando). In
1996, he directed his first feature film, The Good Life,
presented at the Quinzaine des Réalisateurs in Cannes
in 1997. He then shot Masterpiece (2000), Soldiers of
Salamina (2003), presented at Cannes 2003 in the Un
Certain Regard section, Welcome Home (2006), and
Madrid, 1987 (2011), presented at the Sundance Film
Festival 2012. He has also written three novels: Open
All Night (1995), Four Friends (1999), Learning To Lose
(2008), published in Italy by Feltrinelli. Living Is Easy With
Eyes Closed is his seventh film as a director and has won
6 Goya Awards in 2014, including Best Film, Best Director,
and Best Original Screenplay.
David Trueba
35
CONCORSO | CONTEST
DAVID TRUEBA
Nato nel 1969 a Madrid, studia giornalismo all’Università
Complutense di Madrid. Inizia la sua carriera come
sceneggiatore (Two much – Uno di troppo, del fratello
Fernando). Nel 1996 dirige il suo primo lungometraggio,
La buena vida, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs
di Cannes nel 1997. Gira poi i lungometraggi Obra Maestra
(2000), Soldos de Salamina (2003), presentato a Cannes
2003 nella sezione Un Certain Regard, Bienvenido a casa
(2006), Madrid, 1987 (2011), presentato al Sundance Film
Festival 2012. Ha scritto tre romanzi: Aperto tutta la notte
(1995), Quattro amici (1999), Saper ridere (2008), editi in
Italia da Feltrinelli. Vivir is facile, sua settima regia, ha
vinto nel 2014 sei premi Goya (gli Oscar spagnoli), tra cui
Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale.
36
SINGLE DRAMA
SINGLE DRAMA
36 LA CLINIQUE DU DOCTEUR BLANCHE
38 COMPLICIT
40 EXIT MARRAKECH
42 IL GIUDICE MESCHINO
44 RASPBERRY BOAT REFUGEE
46 SARAJEVO DAS ATTENTAT
48 THE WIPERS TIME
37
LA CLINIQUE DU
DOCTEUR BLANCHE
1850. Emile Blanche, studente in psichiatria, finisce
il suo internato all’ospedale della Salpêtrière, sotto
l’autorità del professor Lauret, medico “alienista” dai
metodi brutali e deciso oppositore di suo padre Esperit
Blanche. Quest’ultimo ha creato una clinica che suo figlio
è chiamato a rilevare. Si tratta di un istituto di nuova
concezione, organizzato sul modello di una pensione di
famiglia e che accoglie numerosi pazienti famosi: Charles
Gounod, Théo Van Gogh, Guy di Maupassant e Gérard de
Nerval, amico e paziente di lunga data della famiglia. Tra
desideri di emancipazione e volontà di curare i degenti
con umanità, Emile lancia una sfida al suo professore:
curare Saturnin, un paziente che soffre di afasia, non
nell’istituzione pubblica ma nella sua clinica familiare.
Saturnin diventa il simbolo di una rottura tra due scuole
mediche. Questa esperienza unica diviene un’opportunità
per Emile, Saturnin e Gérard de Nerval che lo prende in
simpatia, di vedere le loro vite cambiare. Ma con quale
risultato?
1850. Emile Blanche, a psychiatry student, has finished his
internship at the Salpêtrière Hospital, under the guidance
of Prof. Lauret, an “alienist” with harsh methods and
convinced oppose of his father, Esperit Blanche, who
opened his own clinic which his son has been asked to
manage. This is a new kind of institution, set up like a
boarding house that hosts numerous celebrity patients:
Charles Gounod, Theo Van Gogh, Guy di Maupassant and
Gérard de Nerval, an old-time family friend and patient.
Amidst desire of emancipation and a willingness to care
for the patients in a humane way, Emile challenges his
professor: nursing Saturnin, a patient who suffers from
aphasia, in his family clinic and not in a public institute.
Saturnin becomes the symbol of a rift between two schools
of medicine. This unique experience is an opportunity
for Emile, Saturnin and Gérard de Nerval who enters his
graces and have their lives change. And the result?
regia / direction
Sarah Levy
sceneggiatura / screenplay
Daniel Tonachella, Sarah Levy
da un’idea di / from an idea by Fatiha Dahamani
fotografia / cinematography
Christophe Graillot
musica / music
Ramon Pipin
montaggio / editing
Didier Vandewattyne
scenografia / production design
Chantal Giuliani
interpreti / cast
Stanley Weber, Serge Riaboukine, Julie Duclos,
Bruno Lochet, Philippe Laudenbach, Lionel Astier,
Danièle Lebrun
produzione / production
Pampa Production, Arte France,
con la partecipazione di / with the participation of
France Television, Centre National du Cinema et de
l’Image Animée, TV5monde
nazionalità/nationality
Francia 2014, col 93’
contatti / contact
Pampa Production – Florence Naronzy
[email protected]
38
Una tempo considerata come una manifestazione
satanica, all’alba della rivoluzione industriale, la follia
non solo è una malattia che ci si sforza di curare, spesso
senza successo, ma anche un attentato all’ordine sociale
che conviene mantenere al riparo dagli sguardi dietro
i muri del manicomio. Siamo agli inizi della storia della
psichiatria. Del resto, la parola “psichiatra” apparve nel
1802, allora si preferisce ancora il termine di “alienista.”
In La clinica del dottore Blanche, due concezioni del
trattamento delle patologie mentali si affrontano,
incarnate per due personaggi in conflitto. Da un lato,
l’ospedale pubblico personificato dal professore Leuret.
Dell’altro, l’istituto privato diretto da Emile Blanche. Nel
primo, gli ammalati vengono ammucchiati in sale oscure
dove regnano la violenza e la disperazione, mentre il
secondo accoglie il fine fiore della generazione romantica
abitata dagli spiriti per lo spleen. Ombra e luce, calma
e chiasso, brutalità e compassione, sarebbe tuttavia
troppo semplice rifugiarsi in questa cesura radicale che
tronca di netto il bene e il male. Che cosa nasconde
l’apparente lucidità del buono dottor Blanche, dominato
dalla schiacciante statura del suo illustre padre? Quali
terribili segreti rodono il soldato Saturnin, assorto in un
mutismo pesante di minacce? Perché, anche se pazzo
lui stesso, il personaggio di Gérard de Nerval gioca un
ruolo determinante nell’approccio terapeutico di Emile?
Un’altra frontiera sfuma, ancor più fondamentale, che
guida l’evoluzione del racconto, tanto quanto la messa in
scena; quella che separa in due mondi distinti il popolo
dei matti e quello degli esseri sani di mente.
mad, play a decisive role in Emile’s therapeutic approach?
Another even more fundamental frontier fades, which
guides the evolution of the storyline and the staging; what
separates into two distinct worlds the mad from the sane.
Sarah Lévy
Once considered a manifestation of Satan, at the dawn of
the Industrial Revolution madness was not only an illness
we unwillingly nursed, often without success, but also
an attack on social order that must be kept out of sight
inside the walls of insane asylums. This is how the history
of psychiatry begins. Moreover, the word “psychiatrist”
appears in 1802, when the term “alienist” was still widely
used.
In La clinique du Docteur Blanche, two notions of the
treatment of mental pathologies are compared, embodied
by two antagonists. On the one hand: the public hospital,
personified by Prof. Leuret, while on the other: a private
institute directed by Emile Blanche. In the former, the ill
are grouped together in dark rooms where violence and
desperation reign, whereas the latter hosts the main
exponents of the Romantic age. Shadows and light,
calmness and noise, brutality and compassion would be
too easy to take refuge in this radical break that cuts off
good from evil.
What does the good Dr. Blanche’s seeming clear
sightedness hide, as he is dominated by the looming
reputation of his illustrious father? What terrible secrets
eat away at Saturnin, lost in his muteness of threats?
Why does Gérard de Nerval, even though he himself is
39
COMPLICIT
Complicit segue Edward, un ufficiale dell’MI5 pronto a
sventare ciò che crede un’altra atrocità come quella dell’11
settembre, progettata dal sospetto terrorista britannico
Waleed. Seguendo Waleed dalle pericolose strade
dell’Est di Londra fino alle pericolose aree terroristiche
del Medio Oriente, si convince che un attacco su Londra
è imminente. Con poco tempo a disposizione, Edward
è costretto a scegliere tra due risultati moralmente
devastanti. Complicit, sulla base di approfondite ricerche
sulla vita reale delle spie britanniche, dipinge un ritratto
vivido e realistico del mondo pericoloso dell’MI5 e del
controterrorismo.
Complicit follows Edward, an MI5 officer desperate to foil
what he believes is another 9/11-style atrocity planned
by British terror suspect Waleed. Trailing Waleed from
the grim back streets of East London to the terrorist
badlands of the Middle East, Edward becomes convinced
that an attack on London is imminent. With time running
out Edward is forced into choosing between two morally
devastating outcomes. Complicit, based on extensive
research into Britain’s real life spies, paints a vivid and
realistic portrait of the dangerous world of MI5 and
counterterrorism.
regia / direction
Niall MacCormick
sceneggiatura / screenplay
Guy Hibbert
fotografia / cinematography
Jan Jonaeus
musica / music
Daniel Pemberton
montaggio / editing
Stuart Gazzard
scenografia / production design
Chris Roope
interpreti / cast
David Oyelowo, Arsher Ali,
Paul Ritter, Denise Gough, Monica Dolan,
Stephen Campell Moore
produzione / production
Many Rivers Films
nazionalità / nationality
Gran Bretagna 2013, col, 96’
contatti / contact
www.manyriversfilms.co.uk
[email protected]
40
SINGLE DRAMA
NIALL MACCORMICK
E’ un regista cinematografico e televisivo britannico.
I suoi crediti includono la commedia drammatica e
lungometraggio Margaret Thatcher: The Long Walk to
Finchley e The Song of Lunch (con Alan Rickman ed Emma
Thompson) - tutto questo prodotto per la BBC Television.
Ha diretto nel 2014 il film di spionaggio ambientato
durante la Guerra Fredda The Game e vinse il BAFTA nel
2014 con il film Complicit per Canale 4.
Niall MacCormick is a British film and television
director. His credits include the feature length comedydrama Margaret Thatcher: The Long Walk to Finchley
and The Song of Lunch (starring Alan Rickman and Emma
Thompson) - all of these made for BBC Television. He
directed Cold War spy drama The Game in 2013 and won
a BAFTA in 2014 for the Channel 4 film Complicit.
Niall MacCormick
41
EXIT MARRAKECH
Ben, 17 anni, va a visitare Heinrich, il padre, un regista
acclamato che è a un festival di teatro a Marrakech con
il suo ultimo film. Ma il suo viaggio non inizia come un
racconto da 1001 notte. I dintorni sono a lui sconosciuti
come suo padre, con il quale ha avuto pochi contatti dal
divorzio dei genitori. Eppure adesso è intento a trascorrere
le sue vacanze estive con lui. Come i due continuano ad
essere sempre più distanti, Ben si immerge in questo
paese esotico e, evitando l’hotel di lusso di suo padre, si
mette alla ricerca in questo mondo nuovo e straniero. Si
innamora di Karima e la segue al suo remoto villaggio nelle
montagne Atlas. Quando Heinrich non sente più notizie
di Ben, inizia la ricerca (in un primo momento riluttante,
ma poi sempre più preoccupato) di suo figlio scomparso.
I due viaggiano attraverso questa strana terra, tutto e
niente sembra possibile. Possono perdersi l’un l’altro o
trovarsi di nuovo…
17-year-old Ben visits Heinrich, his father, an acclaimed
stage director who is at a theater festival in Marrakech
with his latest play. But his trip does not start out like a
tale from 1001 Nights. The surroundings are as unfamiliar
to him as his father, with whom he has had little contact
since his parents’ divorce. And yet now he is to spend his
summer vacation with him. As the two of them continue
to drift further and further apart, Ben immerses himself in
this exotic country and, shunning his father’s luxury hotel,
sets out on his own search in this new and foreign world.
He falls in love with Karima and follows her to her remote
village in the Atlas Mountains. When Heinrich doesn’t
hear from Ben for days, he, reluctantly at first, but then
increasingly concerned, begins searching for his missing
son. As the two of them travel through this strange land,
anything and everything seems possible. They can lose
each other for good or find each other anew...
regia / direction
Caroline Link
sceneggiatura / screenplay
Caroline Link
fotografia / cinematography
Bella Halben
musica / music
Niki Reiser
montaggio / editing
Patricia Rommel
scenografia / production design
Susann Bieling
interpreti / cast
Ulrich Tukur, Samuel Schneider, Hafsia Herzi,
Marie-Lou Sellem, Josef Bierbichler, Clara-Marie
Pazzini, Götz Schulte, Abdesslam Bouhasni,
Mourad Zaoui
produzione / production
Desert Flower Filmproduktion, Erfttal Film- &
Fernsehproduktion, B.A. Produktion, MTM West,
Studiocanal Film, ARD Degeto, BR, WDR and ARTE
nazionalità / nationality
Germania, col 122’
contatti / contact
ARRI Worldsales
80799 Munich - Germany
Phone: +49 (0)89 / 3809 1017
Email: [email protected]
www.arriworldsales.de
Prima ancora di sapere quale direzione la mia storia
avrebbe preso, sapevo che sarebbe stata ambientata in
Marocco. Più di venti anni fa, Dominik ed io (Dominik Graf
è il marito di Caroline Link) ci siamo andati ed il paese ha
fatto su di me una forte impressione. Nel 2011, sono tornata
negli stessi posti, questa volta con il mio produttore Peter
Herrmann. Mi ha dato la libertà di lasciare che il paese mi
trascinasse e facesse nascere in me nuove idee. «Guarda
cosa ti sta accadendo», disse. Avevamo un produttore
marocchino che ci ha raccontato un sacco di aneddoti
sul suo paese e che mi ha dato un sacco di ispirazione. La
stessa storia in un contesto diverso, probabilmente non mi
avrebbe interessato tanto. Il Marocco e la sua intrigante
cultura dà al conflitto padre-figlio un senso di pericolo e di
sensualità che mi ha affascinato.
Before I even knew what direction my story was going to
take, I knew that it would be set in Morocco. Over twenty
years ago, Dominik and I (editor’s note: Dominik Graf is
42
CAROLINE LINK
Caroline Link è nata a Bad Nauheim il 2 giugno, 1964
Nel 1986 ha iniziato gli studi di cinema documentario e
giornalismo televisivo presso l’Università di Cinema e
Televisione di Monaco di Baviera. Il suo film di diploma
Sommertage è stato proiettato al Festival di Hof nel 1990
e ha vinto il Premio Kodak Incentive. In seguito ha diretto,
tra gli altri, Annaluise and Anton (1999), Nowhere in Africa
(Oscar per il miglior film straniero 2001) e A Year Ago in
Winter (2008), premio della critica tedesca.
Caroline Link was born in Bad Nauheim on June 2, 1964.
In 1986 she began her studies in documentary filmmaking
and television journalism at the University for Television
and Film Munich. Her diploma film Sommertage was
screened at the Hof Film Festival in 1990 and won the
Kodak Incentive Award. Subsequently she directed
Annaluise and Anton (1999), Nowhere in Africa (Oscar for
Best Foreign Film 2001), and A Year Ago in Winter (2008),
which won the German critics’ award.
Caroline Link
43
SINGLE DRAMA
Caroline Link’s husband) went there and it made a strong
impression on me. In 2011, I went back to the same spots,
this time with my producer Peter Herrmann. He gave me
the freedom to let the country sink in on me and come up
with ideas. “See what occurs to you”, is what he said. We
had a Moroccan producer who told us a lot of anecdotes
about his country and who gave me a lot of inspiration.
The same story in a different setting probably wouldn’t
have interested me as much. Morocco and its intriguing
culture gives the father-son conflict a sense of danger and
sensuality that appealed to me.
IL GIUDICE MESCHINO
Alberto Lenzi, pubblico ministero alla procura di Reggio
Calabria, un tempo magistrato di punta uscito da
un’inchiesta con le ossa rotte, è considerato adesso, per
il suo disincanto e il suo cinismo, un “giudice meschino”.
Separato dalla moglie, con un figlio di 8 anni che considera
un peso, ha una relazione non impegnativa con Marina,
una bella marescialla dei carabinieri che lavora con lui.
La sua vita cambia quando il collega e amico Giorgio
Maremmi viene ucciso in un agguato. Decide allora di
scovare l’assassino ma l’inchiesta non è semplice. Anche
perché il possibile colpevole subito individuato non si
rivela tale e i rapporti con il pubblico ministero incaricato
delle indagini, il consigliere Giacomo Fiesole, non sono dei
migliori. Paradossalmente Alberto trova un alleato in don
Mico Rota, anziano boss della vecchia ‘ndrangheta, che sta
scontando una lunga detenzione e che non tollera che un
fatto così grave come l’uccisione di un magistrato avvenga
al di fuori del suo controllo. L’inchiesta, grazie anche alla
collaborazione della giornalista tedesca Ute, compagna
segreta di Maremmi, porterà Alberto – minacciato in
vari modi, compreso il rapimento solo per poche ore del
figlio - in Germania sulle tracce di un traffico di scorie
radioattive che dal Nord Europa scendono in Calabria.
Una pratica che coinvolge zone oscure degli stati e dei
governi di mezzo mondo, protetta da altrettanto oscure
deviazioni dei servizi segreti nazionali.
regia / direction
Carlo Carlei
sceneggiatura / screenplay
Monica Zappeli, Mimmo Rafele,
Giancarlo De Cataldo, Carlo Carlei
fotografia / cinematography
Gino Sgreva
musica / music
Giovanni Rotondo
montaggio / editing
Carlo Fontana
scenografia / production design
Giuseppe Pirrotta
interpreti / cast
Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Paolo Briguglia,
Andrea Tidona, Maurizio Marchetti, Gioele Dix,
Gaetano Bruno, Felitas Woll
produzione / production
Rai Fiction, Italian International Film
nazionalità / nationality
Italia 2014, col 100’
contatti / contact
Italian International Film
www.iif-online.it
Alberto Lenzi, public prosecutor at the Reggio Calabria
district attorney’s office and former famous magistrate
stung by a previous investigation, is not considered, for
his disenchantment and cynicism, an “indolent judge.”
Separated from his wife, with an 8-year-old son that weighs
him down, he has an affair with Marina, a beautiful police
commander working with him. His life changes when
his colleague and friend Giorgio Maremmi is killed in an
ambush. So he decides to hunt down the killer, but the case
isn’t easy, also because the possible killer he immediately
singled out isn’t the one and his dealings with the head
of the DA’s office, councilor Giacomo Fiesole, aren’t so
great. Ironically, Alberto finds a friend in Mico Rota, an
elderly boss of the ‘ndrangheta mafia, who is serving a
long sentence and can’t stand the fact that such a serious
thing like killing a judge happens out of his control. The
investigation, thanks also to his collaboration with the
German journalist Ute, Maremmi’s secret lover, will bring
Alberto – threatened in many ways, including the brief
kidnapping of his son – to Germany following the trail of
radioactive waste that from Northern Europe makes its
way to Calabria. This involves dark areas of states and
governments across the world, protected by equally dark
deviations of national secret services.
44
Carlo Carlei
When I read The Indolent Judge, I immediately understood
that this was a once in a lifetime chance to go back to
Calabria, twenty years after The Flight of the Innocent,
my first film. Mimmo Gangemi’s great book spoke my
language, restoring faces, dynamics, and moods that
inhabited my memories like familiar phantasms, while also
treating very relevant and pressing themes courageously.
The story of Judge Lenzi’s redemption, as he escapes
“indolence,” since he has lost faith in his role and then finds
the courage to do what is right, aims to be a parable for
anyone who is tired of passively putting up with injustice
and corruption, shadiness and criminality.
CARLO CARLEI
Nato a Lamezia Terme nel 1960, Carlei vive dal 1992 a
Santa Monica, California. Con Capitan Cosmo, scritto
e diretto nel 1990 e interpretato da Walter Chiari,
Carlei realizza il primo film per la televisione girato
interamente in Alta Definizione. Il suo esordio alla regia
di un lungometraggio avviene nel 1992 con La corsa
dell'innocente, ultima produzione di Franco Cristaldi.
Da allora lavora come sceneggiattore e dirige film per il
cinema e per la televisione, tra cui Padre Pio (2000, tv),
Ferrari (2003, tv), Il Generale Della Rovere (2011, tv),
Romeo and Juliet (2013).
Carlo Carlei
Born in Lamezia Terme in 1960, since 1992 Carlei has lived
in Santa Monica, California. With Capitan Cosmo, written
and directed in 1990 and starring Walter Chiari, Carlei
made his first TV film shot entirely in high-definition. His
debut as feature-film director was in 1992 with La corsa
dell’innocente, Franco Cristaldi’s final production. Since
then he has also written and directed films for TV and
cinema, including Padre Pio (2000, TV), Ferrari (2003, TV),
Il Generale Della Rovere (2011, TV), and Romeo and Juliet
(2013).
45
SINGLE DRAMA
Quando ho letto Il giudice meschino, ho capito
immediatamente che era un’occasione unica per tornare a
lavorare in Calabria, vent’anni dopo La corsa dell’innocente,
il mio primo film. Il bel libro di Mimmo Gangemi parlava
la mia lingua, mi restituiva volti, dinamiche, suggestioni
ed atmosfere che albergavano la mia memoria come
fantasmi familiari e in più aveva il coraggio di affrontare
temi attualissimi e scottanti.
Il racconto della redenzione del Giudice Lenzi che si
sottrae alla “meschinità” di chi si è arreso, avendo
perso fiducia nel proprio ruolo, e poi invece rialza la
testa trovando il coraggio di fare il proprio dovere, vuole
essere una parabola per tutti quelli che sono stanchi di
subire passivamente ingiustizia e corruzione, malaffare e
criminalità.
RASPBERRY BOAT
REFUGEE
Raspberry Boat Refugee è una commedia su un uomo
svedese intrappolato nel corpo di un finlandese. Mikko
Virtanen odia tutto ciò che è finlandese. Fin dall’infanzia,
ha desiderato scambiare il silenzio opprimente e le percosse interminabili, gli accoltellamenti e la vodka per una
vita svedese: previdenza sociale, latticello freddo di frigo
e gli Abba. Durante una crociera Mikko incontra Mikael,
uno psicologo svedese stanco della cultura svedese di moderazione razionale. Sul ponte, i due uomini arrivano ad
una soluzione che cambierà le loro vite. Mikko assumerà
l’identità di Mikael e finalmente diventerà svedese. Mikko
ha solo bisogno di conoscere la sua nuova famiglia svedese.
Raspberry Boat Refugee is a comedy about a Swedish
man trapped in the body of a Finn. Mikko Virtanen hates
everything Finnish. Ever since childhood, he has longed to
trade the oppressive silence and endless beatings, knife fights and flow of vodka for a Swedish life: public insurance,
fridge-cold buttermilk, and Abba. On a ship trip Mikko runs
into Mikael, a Swedish psychologist who is thoroughly fed
up with the Swedish culture of rational moderation. On
the deck, the two men come up with a solution that will
change their lives. Mikko will assume Mikael’s identity and
finally become a born-and-bred Swede. Mikko only needs
to get to know his new Swedish family.
regia / direction
Leif Lindblom
sceneggiatura / screenplay
Erik Ahrnbom, Daniel Karlsson
fotografia / cinematography
Tuomo Hutri
musica / music
Tuomas Kantelinen
scenografia / production design
Michael Higgins
interpreti / cast
Jonas Karlsson, Josephine Bornebusch,
Frida Hallgren, Erik Johansson, Suzanne Reuter,
Jarmo Mäkinen, Maria Kulle
produzione / production
Matila Röhr Productions (MRP), Eyeworks,
Film i Väst, Sveriges Television (SVT)
nazionalità / nationality
Svezia, Finlandia 2014, col 92’
contatti / contact
46
SINGLE DRAM
LEIF LINDBLOM
Leif Lindblom è un regista svedese. Ha diretto molte serie
TV, ma ha fatto il suo debutto nel 2007 come regista del
lungometraggio Sunstorm. Raspberry Boat Refugee è il
suo terzo lungometraggio.
Leif Lindblom is a Swedish director. He has directed many
TV series, but made his debut as a feature-film director
in 2007 with Sunstorm. Raspberry Boat Refugee is Leif’s
third work as a feature-film director.
Leif Lindblom
47
SARAJEVO DAS
ATTENTAT
E’ il 1914 e le difficoltà stanno crescendo nel cuore
dell’Europa. L’Impero Austro-Ungarico è sempre più
assediato dalle sue province ribelli. La Serbia è la più
turbolenta. Pur consapevoli dei pericoli, l’arciduca
Francesco Ferdinando - erede al trono imperiale - e sua
moglie Sophie partecipano ad un corteo di automobili
attraverso Sarajevo e sono assassinati. Gli autori del delitto
sono ben presto catturati: sono Princip e Ciabrinovic,
nazionalisti bosniaco-serbi. Il giudice dottor Leo Pfeffer
è stato nominato dalle autorità per confermare ciò che
Vienna vuole sentire: dietro gli attacchi c’è il governo
serbo. Comincia così un periodo di illegalità e di violenza,
di intrighi e tradimenti, in cui serbi innocenti vengono
picchiati per le strade di Sarajevo, piccoli burocrati
meschini preparano la loro ascesa al potere, e gli agenti
stranieri si infiltrano nei ranghi del governo locale. Pfeffer
si trova ben presto in mezzo a questi sconvolgimenti
e viene trascinato sempre più nella rete di corruzione
fino a che non diventa praticamente impossibile per lui
mantenere la sua integrità. Se non può salvare se stesso,
deve almeno cercare di salvare il suo amore, Marija, e suo
padre. Ma gli eventi di Sarajevo hanno messo in moto
un percorso inevitabile di eventi che sfoceranno nella ...
Grande Guerra.
regia / direction
Andreas Prochaska
sceneggiatura / screenplay
Martin Ambrosch
fotografia / cinematography
Anderas Berger
montaggio / editing
Heinrich Mis (ORF), Klaus
Linschinger (ORF), Wolfgang Feindt (ZDF), Jan Maxa
(Czech Television)
interpreti / cast
Florian Teichtmeister, Jürgen Maurer, Melika
Foroutan, Heino Ferch, Cornelius Obonya, Edin
Hasanovic, Erwin Steinhauer
produzione / production
Dor Film, ZDF, ORF, Beta Film, Czech Televison
nazionalità / nationality
Austria, Germania, Repubblica Ceca 2014, col 120’
contatti / contact
Beta Film Press, Dorothee Stoewahse,
Tel: + 49 89 67 34 69 15,
[email protected],
www.betacinema.com
It is 1914 and trouble is brewing in the heart of Europe.
The Austro-Hungarian Empire is increasingly beleaguered
by its unruly provinces. Among the unruliest is Serbia.
Though aware of the dangers of a motorcade, Archduke
Franz Ferdinand – heir to the Imperial throne – and his wife
Sophie drive through Sarajevo in an open automobile, and
are assassinated. The perpetrators are quickly found: the
Bosnian-Serbian nationalists Princip and Cabrinovic. The
examining magistrate Dr. Leo Pfeffer has been appointed
by the authorities to confirm what Vienna wants to hear:
that the Serbian government was behind the attacks. Thus
begins a time of lawlessness and violence, of intrigues and
betrayal, in which innocent Serbs are beaten in the streets
of Sarajevo, ambitious petty bureaucrats are preparing
their rise to power, and foreign agents are infiltrating the
ranks of the local government. Pfeffer soon finds himself
in the midst of these upheavals and is drawn ever deeper
into the web of corruption until it becomes practically
impossible for him to maintain his integrity. If he cannot
save himself, he must at least try to save his love, Marija,
and her father. But the events of Sarajevo have set into
motion an inescapable course of events that will escalate
to become ... the Great War.
48
SINGLE DRAM
ANDREAS PROCHASKA
Andreas Prochaska è nato a Vienna, Austria. E’ regista e
montatore. Tra i suoi film In 3 Tagen bist du tot (2006), Die
unabsichtliche Entführung der Frau Elfriede Ott (2010) e
Das finstere Tal (2014).
Andreas Prochaska was born in 1964 in Vienna, Austria.
He is a director and editor, known for Das finstere Tal
(2014), In 3 Tagen bist du tot (2006) and Die unabsichtliche
Entführung der Frau Elfriede Ott (2010).
49
THE WIPERS TIMES
Ypres, 1916. Questa è la storia vera del Capitano Fred
Roberts, un cercatore di diamanti con la stoffa del
capo, diventato soldato. Il suo senso dell’umorismo ed
il suo entusiasmo sopravvivono a due anni di Guerra.
Trovatosi al comando di un piccolo distaccamento dei
Sherwood Foresters nelle rovine di Ypres, insieme ai suoi
uomini compie una scoperta straordinaria. In un edificio
abbandonato trovano una macchina tipografica. Roberts
ha allora un’idea straodinaria: perché non utilizzarla per
creare un giornale? Il Wipers Times (che è come i soldati
pronunciavano “Ypres”) è pieno di barzellette, sketch
comici e pastiches. Il luogotenente-generale Howfield
censura il giornale. Roberts viene salvato dal Generale
Mitfors, che riesce a difendere il giornale sostenendo che
la censura spargerà malcontento tra le truppe. Il Wipers
Times sopravvive.
YPRES 1916. This is the true story of Captain Fred Roberts,
diamond prospector turned soldier, a natural leader
whose good humour and enthusiasm has survived two
years of the war. As he leads a small detachment of
Sherwood Foresters through the ruins of Ypres, he and
his men make an amazing discovery in a bombed out
building – a printing press. The Wipers Times (which is
how the soldiers pronounced “Ypres”) will be filled with
jokes, pastiches and spoofs. Lieutenant-General Howfield
demands that the paper is banned. Roberts is saved by
the sympathetic General Mitford, who argues that what
would really produce discontent is banning it. The Wipers
Times survives.
regia / direction
Andy De Emmony
sceneggiatura / screenplay
Ian Hislop, Nick Newman
fotografia / cinematography
Mark Garrett
musica / music
Nick Green
montaggio / editing
Stephen O’Connell
scenografia / production design
Ashleigh Jeffers
interpreti / cast
Ben Chaplin, Julian Rhind-Tutt,
Michael Palin, Steve Oram, Emilia Fox
produzione / production
Trademark Films Production,
Northern Ireland Screen Fund,
Goldcrest and Content Media
nazionalità / nationality
Gran Bretagna 2013, col 92’
contatti / contact
Quando l’ho letto per la prima volta ho visto che Ben e
Julian erano i due protagonisti, avevo già lavorato con
loro. C’è stato un po’ di dibattito in quanto erano un po’
più vecchi dei personaggi descritti, ma sapevo che ognuno
aveva la sensibilità giusta per questo ruolo, per fortuna
sono riuscito a fargli accettare il ruolo ad entrambi. Sono
davvero contento del cast. Sono tutti la nostra prima
scelta e hanno tutti risposto immediatamente di sì, quindi
penso che il 90% del mio lavoro è fatto. Se scelgo il cast
perfetto, tutto diventa più facile.
When I first read it I read Ben and Julian for the two leads,
both of whom I’d worked with before. There was a bit of
debate as they were a little older than the characters as
written, but I knew they each had the right sensibilities for
this so luckily I managed to get them both to agree to do
it. Thankfully I’m really pleased with the casting on this.
They’re all our first choice cast and they’ve all read it and
responded immediately and said yes so I think that’s 90%
of my job really. If I get the right cast it all becomes easier.
Andy de Emmony
Trademark Productions Ltd
[email protected]
50
SINGLE DRAMA
ANDY DE EMMONY
Vincitore di premi in tutti gli ambiti, dagli spot pubblicitari
alle serie tv, dalla commedia al dramma, Andy de
Emmony è uno dei registi inglesi più versatili e di successo
degli ultimi due decenni. Ha iniziato la sua carriera con
Spitting Image, dirigendo dieci puntate della serie satirica
nominata al BAFTA. Ha diretto numerose sit-com tra cui
Red Dwarf (vincendo un Emmy) e Father Ted (vincendo
un BAFTA). Dopo essersi trasferito a teatro, è stato
nuovamente nominato ai BAFTA per la prima serie di
Cutting It e The Wife of Bath, una delle due “Canterbury
Tales” che ha diretto, e nominato ancora una volta per
Fantabulosa! interpretato da Michael Sheen e sulla base
dei Kenneth Williams Diaries. De Emmony ha diretto
Recovery (interpretato da David Tenant e Sarah Parish) e
Filth, The Mary Whitehouse Story, interpretato da Julie
Walters.
Tra i suoi lavori cinematografici: Dio on Trial (2008),
ambientato ad Auschwitz and Love Bite (2012).
An award winner in all formats from commercials to TV
series, comedy to drama, Andy de Emmony is one of the
most versatile and succesful British directors of the past
two decades. He started his career on Spitting Image,
directing ten series of the BAFTA nominated satirical
show. He has directed many sitcoms including Red Dwarf
(winning an Emmy) and Father Ted (winning a BAFTA).
After moving to drama, he was BAFTA nominated again
for the first series of Cutting It and The Wife of Bath, one
of two Canterbury Tales he directed, and nominated once
more for Fantabulosa! starring Michael Sheen and based
on the Kenneth Williams Diaries. de Emmony directed the
single drama Recovery (starring David Tenant and Sarah
Parish) and Filth, The Mary Whitehouse Story, starring
Julie Walters. His film credits include God on Trial (2008),
set in Auschwitz and Love Bite (2012).
Andy De Emmony
51
52
53 IL CONCORSO DELLE SCUOLE DI CINEMA | FILM SCHOOL CONTEST
54 ABECE
54 AN DER TUR
55 BOBBY
55 CHIRALIA
56 DIS
56 IN BETWEEN
57 THE KID IN THE CLOSET
57 MATAR A UN PERRO
58 MICKE & TOMMY
58 MOUETTES
59 IL MURO DEL SONNO
59 PARIS ON THE WATER
60 RANDOM STOP
60 RIFT
61 ROTE FLECKEN
61 SLEEPING WITH THE FISHES
53
SCUOLE DI CINEMA | FILM SCHOOLS
SCUOLE DI CINEMA | FILM SCHOOLS
54
FILM SCHOOL CONTEST
Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna.
George Bernard Shaw da Man and Superman.
Those who can, do; those who can’t, teach.
George Bernard Shaw from Man and Superman.
Come tutti gli aforismi questa frase ha un fondo di verità
quando ironizza sull’insegnamento slegato dalla realtà,
teorico, accademico nel senso peggiore del termine,
senza quella passione e originalità nello sguardo di un
professore che tutti avremmo voluto nella nostra vita
scolastica: il Robin Williams de L’Attimo fuggente.
Ma se l’aforisma di Shaw fosse una verità assoluta dalle
scuole di cinema non sarebbero mai usciti Francis Ford
Coppola, Martin Scorsese, Roman Polanski, Andrzej
Wajda, Krzysztof Kieślowski…
As with all adages, this statement holds a grain of truth,
since it ironizes on teaching that is theoretical, academic
in the worst sense of the term, without that passion and
originality in the eyes of a professor everyone wished
they had at school: the Robin Williams from Dead Poets
Society.
But if Shaw’s adage were an absolute truth, Francis
Ford Coppola, Martin Scorsese, Roman Polanski, Andrzej
Wajda, Krzysztof Kieślowski, and other, would never have
come out of film schools.
Il percorso didattico è poi fondamentale in un periodo
di profonda trasformazione del linguaggio e del mercato
cinematografico. Per questo riteniamo importante
mostrare cosa producono le scuole di cinema internazionali
e con quale sensibilità i registi di domani raccontano il
mondo.
An educational course is then fundamental at a time of
profound transformation in the grammar and market of
cinema. That is why we believe it is important to show
what international film schools are making and the
sensibility with which future directors narrate the world.
The Film School Contest is the result of in-depth research
that has led to a selection of 16 films by some of the most
prestigious international academies.
All genres have been grouped together: fiction,
documentary, and animation are allowed to participate,
as long as they are 30 minutes or less.
Collaboration by a company like Valeur has allowed both
awards – one for Most Innovative Film and for Best Student
Director – to be not only an acknowledgement of the most
deserving works with an endowment of 2,000 euro each,
but also a concrete stimulus in making new projects.
Il concorso Scuole di Cinema è il risultato di una lunga
ricerca che ha portato alla selezione di 16 film realizzati
dalle più prestigiose accademie internazionali.
Non ci sono divisioni di generi: fiction, documentari e
animazione sono ammessi purchè non superino la durata
di 30 minuti.
La collaborazione di un’azienda come Valeur ha permesso
che i due premi: quello per il Film più innovativo e per il
Miglior Allievo Regista, non siano solo un riconoscimento
alle opere più meritevoli ma con una dote di 2000 euro
ciascuno, anche uno stimolo concreto per realizzare nuovi
progetti.
Piergiorgio Gay
Piergiorgio Gay
55
SCUOLE DI CINEMA | FILM SCHOOLS
IL CONCORSO SCUOLE DI CINEMA
..
ABECE’
AN DER TUR
regia / direction Diana Montero; sceneggiatura /
screenplay Alàn Gonzàlez, Diana Montero; fotografia /
cinematography Diana Montero; suono / sound Jayisha
Patel; montaggio / editing Diana Montero; produzione /
production Diana Montero, Pablo Diana; scuola / school
Escuela Intenacional de Cine y Tv, Cuba; nazionalità /
nationality Cuba, 2013, col, 15’
regia / direction Miriam Bliese; sceneggiatura / screenplay
Miriam Bliese; fotografia / cinematography Markus Koob;
montaggio / editing Vassela Marchewski; scenografia
/ production design Antonia Harnack; suono / sound
Benjamin Kalisch; interpreti / cast Wolfram Koch, Janette
Hain, Max Zabinski; produzione / production Clemens
Köstlin; scuola /school German Film and Television
Academy Berlini & ARTE; nazionalità / nationality
Germania 2013, col 5’
Di fronte all’autorità di suo marito, Leoneidi una ragazza di
12 anni che vive all’interno della Sierra Maestra di Cuba, è
combattuta tra il gioco, la maternità e i suoi obblighi come
moglie.
Un uomo va a casa della sua ex moglie per prendere suo
figlio come ogni week-end. Come sempre, aspetta suo
figlio all’ingresso del palazzo ma un sabato il figlio ritarda
perché vuole finire di guardare un film alla tv. La coppia
riprende a parlare al citofono e all’improvviso, ritrovano la
loro intimità e la conversazione diventa un flirt...
Faced with the authority of her husband, Leoneidi, a
12-year-old girl living in Sierra Maestra, Cuba, struggles
among childhood play, motherhood and her obligations
as a wife.
A man comes to pick up his son at his ex-wife’s home,
every weekend. As always, he waits at the entrance to her
apartment building for his son to come down the stairs.
But this Saturday, it takes a little longer. Their son wants
to finish watching a TV show. And so the separated couple
starts to talk again – via the intercom. Suddenly, their
intimacy returns and the conversation turns into a flirt . . .
DIANA MONTERO
Laureata in Storia dell’arte alla facoltà di Arti e Letteratura
dell’Università dell’Avana, Dina Montero (Cuba 1986) è
una documentarista uscita dalla Escuela Intenacional de
Cine e Tv di Cuba. Vincitrice di diversi premi, ha diretto
i corti Él eres tú (2012), Abecé (2013) y Como los gatos
(2013). Attualmente è impegnata nella postproduzione
del mediometraggio documentario del En el mismo lugar.
MIRIAM BLIESE
Miriam Bliese è nata nel 1978. Studia lingua tedesca,
filosofia e musica al FU Berlin, mentre lavora come regista
e assistente alla regia in vari teatri. Dal 2002 al 2005 lavora
come freelance per Arte e come assistente alla regia di
documentari. Incomincia a studiare regia al DFFB nel
2005.
With a degree in Art History from the School of Arts and
Literature at the University of Havana, Dina Montero
(Cuba, 1986) is a documentary filmmaker who trained at
the Escuela Intenacional de Cine e Tv of Cuba. The winner
of many awards, she directed the shorts Él eres tú (2012),
Abecé (2013), and Como los gatos (2013). She is currently
post-producing the documentary En el mismo lugar.
Miriam Bliese was born in 1978. She studied German,
Philosophy, and Music at the FU Berlin, while also working
as a director and director´s assistant in various theaters.
From 2002 to 2005 she worked as a freelance author for
ARTE and as a director´s assistant for documentaries. She
began studying directing at the dffb in 2005.
56
BOBBY
CHIRALIA
regia / direction Sigurdur Möller Sìvertsen; sceneggiatura
/ screenplay Sigurdur Möller Sìvertsen; fotografia /
cinematography Heimir Gestur Valdimarsson; musica
/ music The Chantays; montaggio / editing Monika
Midriakova, Sigurdur Möller Sìvertsen; scenografia /
production design Eleni Podara; interpreti / cast David N.
Jahn, Bruno Ferrari, František Zavadil, Ondřej Karpìšek,
Uralma Dembereil, Sabjin Nemesi; scuola /school FAMU
Praga; nazionalità / nationality Repubblica Ceca 2013, col,
8’ 28”
regia / direction Santiago Gil; sceneggiatura / screenplay
David Möhring, Santiago Gil; fotografia / cinematography
Carmen Treichl ; suono / sound Simon Müter; montaggio
/ editing Carmen Treichl, Santiago Gil; interpreti / cast
Lenio Amory Einbeck,, Monika Hetterle, Michael Krabbe,
Julia Becker, Stephan Bürgi; produzione / production
France Orsenne; scuola / school DFFB Berlin; nazionalità
/ nationality Germania 2012, col, 24’
Sei persone, tre differenti generazioni. Un lago nel bosco.
Un ragazzo scompare. Questo tragico evento, trasferito
da persona a persona, genera paura e desideri che
poco a poco retrocedono sullo sfondo e lasciano spazio
all’esperienza soggettiva di ognuno. Quando la veridicità
degli eventi viene messa in discussione e ci si chiede
cosa sia accaduto veramente al ragazzo, rimane un senso
di incertezza che nasce dall’inaffidabile interazione tra
realtà, percezione e memoria.
Bobby, un ex rock n’roller, non ha molto tempo da vivere.
Soffre, infatti, di una malattia polmonare. Determinato a
realizzare il suo ultimo desiderio, si imbarca in un viaggio.
Bobby, a former rock’n’roller, hasn’t got much time to live.
He’s suffering from a lung disease. Determined to fulfill his
final wish, he embarks on a journey.
Sigurður Möller Sívertsen
Sigurdur Möller Sìvertsen (nato nel 1990) è un regista
e musicista con base a Reykjavík, in Islanda. Dopo aver
terminato gli studi di scuola secondaria, la sua attenzione
si è spostata dalla musica verso il cinema. Nel 2011, ha
diretto il cortometraggio Running. Nel 2013 si è laureato
presso il reparto regia di FAMU Internazionale (Film e TV
Scuola di Academ of Performing Arts di Praga). Il suo film
di diploma è Bobby.
Six people, three generations. A lake in the forest. A boy
disappears. This tragic event, transported from person to
person, spawns a collective screen onto which individual
fears and wishes are projected. The dramatic consequences
recede to the background and are superimposed with the
subjective experience of the figures – Until the veracity of
the events dissolves. Did something really happen to the
boy? What remains is a feeling of uncertainty that grows
out of the unreliable interplay between reality, perception
and memory.
Sigurdur Möller Sìvertsen (b. 1990) is a filmmaker and
musician based in Reykjavík, Iceland. After finishing his
upper secondary school studies, his focus shifted from
music towards filmmaking. That led to experimentation
with different genres within the standards of the film
medium. In 2011, he directed the short Running. In 2013
Sigurdur graduated from the Directing department of
FAMU International (Film and TV school of Academ of
Performing Arts in Prague). His diploma project is Bobby.
SANTIAGO GIL
Nato a Rosario (Argentina), ha studiato fisica a Rosrio
e a Bariloche dove si è laureato. Ha studiato regia
cinematografica alla Film and Television Academy tedesca.
Born in Rosario, Argentina, in 1981, he studied Physics
in Rosario and Bariloche, where he got his BSc and MSc
degrees. He was accepted at the German Film and Television
Academy, where he has been studying Film Direction.
57
DIS
IN BETWEEN
regia / direction Sverre Aune; sceneggiatura / screenplay
Sverre Aune; fotografia / cinematography Josephine
Exner; suono / sound Ulannaq Ingemann; montaggio
/ editing Josephine Exner; interpreti / cast Jette Rander
Mortensen, Cécile Desaint, Jonas Nygaard, Ida Björg Leisin;
produzione / production Laura Munk-Hansen; scuola /
school European Film College; nazionalità / nationality
Norvegia-Danimarca 2014, col 6’
regia / direction Jannis Lenz; sceneggiatura / screenplay
Jannis Lenz; fotografia / cinematography Jacob Fur; suono
/ sound Tong Zhang, Gianluigi Fischer; interpreti / cast
Felix von Bredow, Cordula Engelijehringer, Seppi Scholler,
Clemens Berndorff, Lili Epply, Margot Vuga; produzione /
production Stepahn Podest; scuola / school Filmakademie
Wien; nazionalità / nationality Austria 2012, col 24’30”
Marco, 28 anni, torna a casa dai suoi genitori per la festa
di compleanno del padre, dopo aver vissuto in un altro
paese diversi anni. Diviso tra questi due luoghi, riunisce
i suoi amici d’infanzia per trascorrere una notte assieme
come facevano in passato. La fine della notte segna la
fine della loro storia, tutti si sono resi conto che sono alla
ricerca di un sentimento che ormai esiste solo nei loro
ricordi.
Una donna anziana ricrea lontani ricordi di un amore
perduto.
An old woman recreates distant memories of a lost love.
SVERRE AUNE
Ha diretto piccoli cortometraggi e lavorato con vari
compiti in diverse produzioni, compreso il corto passato
a Cannes Yes, We Love dov’era assistente al casting. Ha
scritto e diretto i corti Perspektive (2012) e Dis (2014, e
prodotto Pardon Road (2014).
Max (28 years old) returns to his parent’s home to attend
his father’s birthday party, after living in another country
for several years. Torn between those two places, he
reunites with his childhood friends to spend a night like
they used to. The end of the night marks the end of the
story, where all of them have to realize they are chasing a
feeling that only still exists in their memories.
He has directed shorts and covered various roles in many
productions, including the short screened at Cannes, Yes,
We Love, where he also assisted with the casting. He
wrote and directed the shorts Perspektive (2012) and Dis
(2014), and produced Pardon Road (2014).
JANNIS LENZ
Jannis Lenza, nato a Stoccarda nel 1983. Ha diretto i corti:
Waldlauf (2009), Stumme Gegner, (2009), Landflucht
(2010), Blickwinkel (doc, 2011), Paula + Fritz (2012), Soft
Spot (2012), Fortress (2013), Inbetween (2014).
Jannis Lenz, born 1983 in Stuttgart.He directed the short
films Waldlauf (2009), Stumme Gegner (2009), Landflucht
(2010), Blickwinkel (doc, 2011), Paula + Fritz (2012), Soft
Spot (2012), Fortress (2013), Inbetween (2014).
58
THE KID IN THE CLOSET MATAR A UN PERRO
regia / direction Melodie Yingxiu Shen; sceneggiatura /
screenplay Yingxiu Shen; fotografia / cinematography
Linus Koh ; montaggio / editing Yingxiu Shen; suono
/ sound ; interpreti / cast Jie Shen, Jinglei Wu; scuola /
school VCA Victorian Collegfe of Art Australia; nazionalità
/ nationality Australia 2013, col 16’
regia / direction Alejo Santos; fotografia / cinematography
Jerònimo Torres; suono / sound Natalia Lavalle; interpreti
/ cast Germàan De Silva, Alberto Ajaka; produzione /
production Clarita Bortot; scuola / school Universitad del
Cine, Buenos Aires; nazionalità / nationality Argentina
2013, col 24’30”
Prima di essere gelosa e cattiva, Lily impara a diventare una sorella premurosa verso il suo illegale fratellino,
nell’ambito della politica del figlio unico.
Basato su un racconto di Samanta Schweblin. Ramirez
aspetta. Deve superare la prova, guida in silenzio nel
porto di Buenos Aires. “El Topo” gli darà una possibilità.
First being jealous and nasty, Lily learns to become a caring sister to her illegal little brother under the One Child
Policy.
Based on the story written by Samanta Schweblin. Ramirez
waits. He has to pass the test, drives in silence to the port
of Buenos Aires. “El Topo” will give him a chance.
ALEJO SANTOS
Nato a Buenos Aires nel 1985. Ha realizzato diversi
cortometraggi ed è stato assistente alla regia negli
ultimi due film di Daniel Rosenfeld: Cornelia frente al
espejo (premiato al Festival di Rotterdam) e La noche
transfigurada. Ha lavorato come montatore con Benjamin
Avila, Maria Victoria Meniz, Gabriel Amiel e Ezekiel Luka.
Durante i suoi studi ha girato diversi cortometraggi,
selezionati in vari festival, tra cui Retorno (2009), vincitore
del festival de San Pedro, e Hard Times / Modern Times
(2010).
Born in Buenos Aires in 1985. He has released several ads
and short films and was assistant to the director of the last
two films of Daniel Rosenfeld: Cornelia frente al espejo,
World Premiere at Rotterdam Film Fest, and La noche
transfigurada. He also worked as editor with Benjamin
Avila, Maria Victoria Meniz, Gabriel Amiel and Ezekiel
Luka. During his studies he has shot several short films,
selected at different festivals, including Retorno (2009),
winner of the III Festival de cortos de San Pedro and Hard
times / Modern Times (2010).
59
MICKE & TOMMY
MOUETTES
regia / direction Martina Carlstedt; fotografia /
cinematography Erik Vallsten; montaggio / editor Britta
Norell; suono / sound Svante Biörnstad, Maja Lindén;
interpreti / cast Mikael Nyberg-Ag, Tommy Sandin;
produzione / production Martina Carlstedt; scuola /
school Stockholms Academy of Dramatic Arts;nazionalità
/ nationality Svezia, col 15’
regia / direction Zeno Graton; sceneggiatura / screenplay
Zeno Graton; fotografia / cinematography Juliette Van
Dormael ; suono / sound Aïda Merghoub; montaggio /
editing Gabnriel Gonzalez; musica / music Agota Slikaite;
interpreti / cast Judith Williquet, Damien Chapelle,
Radenko Stupar; scuola / school INSAS – Atelier de
Réalisation, Bruxxelles; nazionalità / nationality Belgio,
col 18’28”
Micke e Tommy sono migliori amici. Insieme partono
per una crociera in una notte tempestosa. Micke vuole
incontrare una ragazza e le sue aspettative sono alte. Ma
quando viene messo sulla pista da ballo è fortunato ad
avere Tommy al suo fianco.
Judith e Damien sono due giovani attori e sono
innamorati. Per vivere veramente insieme, fuori dal set
e fuori dalla finzione del loro mondo, dovranno uscire
dall’inquadratura e tagliare il suono.
Micke and Tommy are best friends. Together they set off
on a cruise in the stormy night. Micke wants to meet a girl
and his expectations are high. But when things are put to
the test on the dance floor it’s good to have Tommy by his
side.
Judith and Damien are young actors. They are in love. To
truly exist together, outside of their set, of their fictional
world, they will have to leave the frame and cut the sound.
ZENO GRATON
Nato a Ixelles nel 1990, dopo gli studi secondari si iscrive
all’INAS dove segue per cinque anni il corso di regia. In
seguito lavora in teatro come video maker, e come capo
operatore in videoclip, serie web e corti. Nel 2011 realizza
il corto Les corps conducteurs e nel 2013 Mouettes, suo
film di diploma.
MARTINA CARLSTEDT
Martina Carlstedt (1985) è regista e direttore della
fotografia che abita a Stoccolma, Svezia. Ha diretto diversi
cortometraggi documentari che esplorano tematiche di
alienazione e di relazioni. Si è laureata a Stoccolma all’
Accademia d’Arte Drammatica, con una tesi in cinema
documentario nel 2013 e ha fatto studi di psicologia.
He was born in Ixelles in 1990. After high school he
enrolled at the INAS where he studied Directing for five
years. He then worked in theater as a video maker and
as head camera operator in video clips, web series, and
shorts. In 2011 he made the short Les corps conducteurs
and in 2013 Mouettes, his thesis film.
Martina Carlstedt (1985) is a director and cinematographer based in Stockholm, Sweden. She has directed
several short documentary films that explore relationbased themes often regarding alienation and community.
Martina graduated from Stockholm Academy of Dramatic
Arts with a degree in Documentary Filmmaking in 2013
and has a background in psychology.
60
IL MURO DEL SONNO
PARIS ON THE WATER
regia / direction Giacomo Caselli; fotografia /
cinematography Giacomo Caselli, Lapo Pecchioli ;
interpreti / cast Daniele Bianchi; scuola / school IED:
Istituto Europeo di Design Milano ; nazionalità / nationality
Italia, col 10’
regia / direction Hadas Ayalon; sceneggiatura /screenplay
Hadas Ayalon, Itamar Sade; fotografia / cinematography
Daniel Miller; montaggio / editing Aya Somech; suono /
sound Boaz Bachrach; interpreti / cast Ilan Dar, Miryam
Zohar; scuola / school TAU, Tel Aviv University; nazionalità
/ nationality Israele 2014, col 29’
Daniel, giovane alpinista e padre di famiglia, sta salendo
la parete nord del monte Pelvio. Nonostante le sue abilità
di scalatore, precipita dentro un crepaccio. Si ritroverà a
lottare per la vita in un luogo inospitale che stringe Daniel
in una morsa da cui nessuno lo può sentire. Battendosi,
scoprirà che i nemici più ostili sono isolamento e solitudine,
e che il rischio più alto è la perdita di se stessi.
Bathya (80 anni) è una ex star del cinema e sente che la
sua vita è finalmente in procinto di cambiare. Dopo anni
di frustrazione le è stata offerta una parte in un film di
un noto regista, ma la mattina dell’audizione succede
qualcosa che la costringe a riesaminare il suo rapporto
con il marito e le sue priorità nella vita
Daniel, a young mountain climber and father, is tackling
the north face of the Pelvio. Even though he is greatly
skilled, he falls into a crack and finds himself struggling
for life in an inhospitable place, where no one can hear
him. Never giving up on life, he discovers that his greatest
enemies are isolation and solitude, and that the greatest
threat is losing oneself.
Bathya (80 years) is a former movie star who feels that her
life is finally about to change. After years of frustration she
was offered a part in a movie of a well-known director, but
something happens on the morning of the audition, that
forces her to reexamine her relationship with her husband
and her priorities in life.
HADAS AYALON
Hadas Ayalon è nata nel 1978 in Israele. Ha una laurea
in film presso l’università di Tel Aviv e sta ultimando il
Master nella stessa scuola. La sua filmografia comprende
il documentario di David Fisher Six Million and One
(selezione ufficiale IDFA nel 2011). Paris on the Water
è il suo film drammatico di debutto e ha vinto il premio
“Student Academy” per il miglior film straniero (USA,
2014).
GIACOMO CASELLI
Nato a Parma, Italia, nel 1991, Giacomo Caselli è istruttore
di arrampicata e regista. Ha studiato allo IED di Milano, nel
corso di Filmmaker nel biennio del 2012 e 2013.
Born in Parma, Italy, in 1991, Giacomo Caselli is a
filmmaker and sports climbing instructor. He studied at
the IED in Milan, in the Filmmaker course during 2012 and
2013.
Hadas Ayalon was born in 1978 in Israel. She has a BA
in film from Tel Aviv University and these days she is
finishing her MA in the same school. Her filmography
includes David Fisher’s Documentary Six Million and One
(Idfa’s official selection in 2011). Paris on the Water is
her debut Drama film, and it won The Student Academy
Award for Best Foreign Film (USA, 2014).
61
RANDOM STOP
RIFT
regia / direction Benjamin Arfmann; sceneggiatura
/ screenplay Benjamin Arfmann; fotografia /
cinematography Justin Perkinson; scenografia /
production design Yuki Izumihara; interpreti / cast Brian
Krause, Geoffrey Kennedy; produzione / production JP
Castel; scuola / school UCLA, University of California, Los
Angeles; nazionalità / nationality USA 2014, col 8’
regia / direction Rolf Heldal; sceneggiatura /screenplay
Rolf Heldal; fotografia / cinematography Sohail Kamal;
montaggio / editing Marius Rolfsvåg; scenografia /
production design Stine Rudi Standal; produzione /
production Martin Alslie, Monky Productions; scuola /
school The London Film School; nazionalità / nationality
GB 2013, col 14’40”
Il film è basato sulla storia vera del vice sceriffo Kyle
Dinkheller che - alla fine di un turno di lavoro – ferma
un camioncino per eccesso di velocità guidato da un
veterano del Vietnam, Andrew Brannan. I risultati di
questo controllo di routine sono tragici e mortali.
Lars vive una vita solitaria, lavorando come guardia di
sicurezza. Quando suo padre muore, lui eredita un cane.
Ora Lars deve decidere cosa fare con l’ultimo residuo di un
uomo che vorrebbe dimenticare.
Lars lives a solitary life working as a security guard. When
his father dies he inherits a dog. Now, Lars has to decide
on what to do with the last remaining remnant of a man
he’d rather forget.
The film is based on the true story of Sheriff’s Deputy
Kyle Dinkheller who - at the end of a shift - pulled over
a speeding pickup truck driven by disturbed Vietnam
veteran, Andrew Brannan. The results of this routine
traffic stop were both tragic and deadly.
ROLF HELDAL
Scrittore e regista, Rolf Heldal è nato nel 1977 a Namsos,
Norvegia. E’ cresciuto a Oslo, e concentra il suo talento
principalmente sulla fotografia. Ha conseguito il Master
in Filmmaking presso la scuola di film di Londra nel 2013,
e da allora ha lavorato su progetti sia nel Regno Unito che
in Norvegia. Rolf ha una forte formazione accademica,
che comprende studi medici e archeologia. Attualmente
risiede a Oslo. Rift è il suo progetto di laurea ed è stato
girato nell’inverno del 2012 in Norvegia.
BENJAMIN ARFMANN
Benjamin Arfmann è uno scrittore/regista di Los Angeles.
Si è laureato come regista all’Università della California
M.F.A. Mentre frequentava l’università, è stato mentore
di Bruins Alexander Payne e Dustin Lance Black, ha scritto
e diretto numerosi cortometraggi, e ha contribuito a
produrre The Slaughter di Jason Kohl. Random Stop è il
film della sua tesi.
Writer, director Rolf Heldal was born in 1977 in Namsos,
Norway. He grew up in Oslo, and focused his talents mainly
on photography. He earned his MA degree in Filmmaking
from The London Film School in 2013, and has since then
been working on projects both in the UK and Norway.
Rolf has a strong academic background including medical
studies and archaeology. He currently resides in Oslo. Rift
is his graduation project from London Film School, and it
was shot in the winter 2012 in Norway.
Benjamin Arfmann is a Los Angeles- based writer/director.
He recently graduated from UCLA’s M.F.A. Film Directing
program. While attending UCLA, he was mentored by
fellow Bruins Alexander Payne and Dustin Lance Black,
wrote and directed numerous shorts, and helped produce
Jason Kohl’s The Slaughter. Random Stop is his thesis film.
62
ROTE FLECKEN
SLEEPING WITH THE FISHES
regia / direction Leni Lauritsch; sceneggiatura /screenplay
Leni Lauritsch; fotografia / cinematography ; Jacob Fuhr;
montaggio / editing Anna Heuss; suono / sound Stine
Rudi Standal; produzione / production Leni Lauritsch;
scuola / school UMDK Filmkakademie Wien; nazionalità /
nationality Austria 2013, col 14’40”
regia / direction Yousif Al-Khalifa; sceneggiatura /
screenplay Sarah Woolner; fotografia / cinematography
Timothy Chen; montaggio / editing Johannes Bock;
produzione / production James Walker ; scuola / school
NFTS National Film and Television School; nazionalità /
nationality GB 2013, col 10’
A Tommi piace sparare. Mentre cammina nel bosco per
andare ad esercitarsi con la pistola di suo padre, non
riesce proprio a liberarsi del suo fratellino Simon, anche lui
profondamente affascinato dalle armi. Ma i loro innocenti
giochi diventano presto terribilmente seri e piano piano
gli eventi si capovolgeranno.
Sonja vive una vita solitaria come una pescivendola, più a
suo agio con il suo pesce che i suoi clienti, finché un giorno
incontra un uomo che assomiglia una trota arcobaleno.
Tommi wants to shoot. While he walks into the woods to
practice with his father’s gun he just can’t get rid of his
annoying little brother Simon who is also deeply fascinated
by the weapon. But their naive games turn deadly serious
and bit by bit events are overturning.
LENI LAURITSCH
Nato nel 1988 a St. Veit / Glan in Austria. Diplomato al liceo
nel 2006, ha lavorato per diversi mesi come assistente
alla produzione per la società di produzione “coop99” di
Vienna. Attualmente studia cinematografia e regia presso
la filmacademy di vienna dal 2007.
Sonja lives a lonely life as a fishmonger, more at ease with
her fish than her customers, until one day a delivery man
turns up who looks like a rainbow trout. YOUSIF AL-KHALIFA
Dopo la laurea in animazione presso l’Università di
Westminster ha studiato Direzione Animazione al National
Film and Television School (NFTS). Il suo film di diploma
Sleeping With The Fishes ha vinto il BAFTA 2014 per il
miglior cortometraggio di animazione.
After a BA in Animation at the University of Westminster
he studied ‘Directing Animation’ at the National Film and
Television School (NFTS). His graduation film Sleeping With
The Fishes won the 2014 BAFTA for best short animation.
Born 1988 in St.Veit/Glan in Austria. Graduated high
school in 2006. Worked for several months as production
assistant for the production company coop 99 in Vienna.
Currently studying cinematography and directing at the
filmacademy vienna since 2007.
63
64
LUIGI COMENCIN
OMAGGIO A | TRIBUTE TO LUIGI COMENCINI
64 LUIGI COMENCINI
65 UN PADRE REGISTA
66 LA FINESTRA SUL LUNAPARK
67 TUTTI I CASA
68 LA RAGAZZA DI BUBE
69 INCOMPRESO
70 INFANZIA, VOCAZIONE PRIMA ESPERIENZA DI GIACOMO CASANOVA VENEZIANO
71 LO SCOPONE SCIENTIFICO
72 UN RAGAZZO DI CALABRIA
65
LUIGI COMENCINI
Nato a Salò nel 1916, Luigi Comencini si interessa di cinema
fin da giovanissimo. Mentre studia a Milano architettura
comincia a realizzare i suoi primi cortometraggi e con
gli amici Mario Ferrari e Alberto Lattuada dà vita alla
Cineteca Italiana. Nel 1946 gira il cortometraggio
Bambini in città e due anni dopo fa il suo esordio nel
lungometraggio con Proibito rubare (1948) evidenziando
fin da subito un’attenzione all’infanzia che resterà uno
dei temi portanti della sua filmografia (Son tornata per te
del 1953, La finestra sul luna park del 1956, Incompreso
del 1966, i televisivi Le avventure di Pinocchio del 1971 e
Cuore del 1985, Voltati Eugenio del 1980, Un ragazzo di
Calabria del 1987, Marcellino pane e vino del 1991, sua
ultima pellicola, oltre all’inchiesta televisiva I bambini
e noi del 1970). Nel 1949 dirige Totò ne L’imperatore di
Capri e nel 1953 ottiene un clamoroso successo con Pane,
amore e fantasia, seguito l’anno successivo da Pane,
amore e gelosia. A partire dai primi anni ‘60, assieme a
Mario Monicelli, Dino Risi e Antonio Pietrangeli, è tra i
protagonisti della straordinaria stagione della commedia
all’italiana con le pellicole Tutti a casa (1960), A cavallo
della tigre (1961), Il commissario (1962), La bugiarda
(1965), Lo scopone scientifico (1972), Mio Dio come sono
caduta in basso! (1974) nonché con diversi film a episodi.
Della sua lunga carriera, nel corso della quale ha affrontato
vari generi, sono rimarchevoli, tra le altre, le fatiche
di Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo
Casanova veneziano (1969), La donna della domenica
(1975), Il gatto (1977), L’ingorgo (1978), il televisivo La
storia (1986), e Buon Natale, buon anno (1989). Nel
1987 gli è stato consegnato il Leone d’oro alla carriera dal
Festival di Venezia. Muore a Roma nel 2007.
Born in Salò in 1916, Luigi Comencini took great interest
in cinema at an early age. While studying Architecture
in Milan he began shooting his first shorts. With his
friends Mario Ferrari and Alberto Lattuada he started the
Cineteca Italiana. In 1946, he made the short film Children
in Cities and two years later his first feature film, Proibito
rubare (1948) in which he immediately highlights a special
attention to childhood that was to remain an important
theme in his filmmaking career (Son tornata per te, 1953,
La finestra sul luna park, 1956, Misunderstood, 1966, the
TV shows The Adventures of Pinocchio, 1971, and Heart,
1985, Turn Around Eugenio, 1980, A Boy from Calabria,
1987, Miracle of Marcellino, 1991, his final film and TV
investigation I bambini e noi, 1970). In 1949, he directed
Totò in The Emperor of Capri and in 1953 he was greatly
successful with Bread, Love, and Dreams, and the following
year with Frisky. Beginning in the early 1960s, together
with Mario Monicelli, Dino Risi, and Antonio Pietrangeli,
he was a key player in the extraordinary season of Italian
comedy with Everybody Go Home! (1960), Jail Break
(1961), The Police Commissioner (1962), Six Days A Week
(1965), The Scientific Cardplayer (1972), Till Marriage Do
Us Part (1974), as well as with various movies in episodes.
Over the course of his career he has faced many genres,
but special mention must be made of Giacomo Casanova:
Childhood and Adolescence (1969), The Sunday Woman
(1975), The Cat (1977), Traffic Jam (1978), the TV show
History (1986), and Merry Christmas . . . Happy New
Year (1989). In 1987, he was awarded the Golden Lion
for Lifetime Achievement at the Venice Film Festival. He
passed away in Rome in 2007.
La storia (1986). Claudia Cardinale, Luigi Comencini
(ph. Franco Bellomo)
66
UN PADRE REGISTA
A DIRECTOR FATHER
Papà non è più con noi da sette anni. In realtà durante l’ultimo periodo della sua malattia, non era già più con noi,
non riusciva a comunicarci i suoi sentimenti, le sue idee,
le sue pene. Ma ora, a mano a mano che si allunga la sua
assenza, mi tornano i ricordi della sua vita attiva, della sua
creatività, della sua umanità e cultura. Papà era un giudice
severo, di sé prima di tutto. Non amava le semplificazioni
ma inseguiva nel suo mestiere la semplicità, che permette
a un regista di andare al cuore della storia che sta raccontando, di non perdersi in autocompiacimenti estetici, di
commuovere e fare riflettere lo spettatore. Il suo cinema,
tutti i suoi lavori, sono mossi dalla necessità di raccontare l’essere umano, in questo senso era forse il regista più
umanista della sua generazione. Mi manca papà, come
padre, ma anche come regista. Mi mancano la sua intelligenza, il modo in cui costruiva la trama e i personaggi,
l’essenzialità dei movimenti di macchina mai gratuiti. Tutto sembrava semplice ma era frutto di una grande cultura,
di una sapienza dell’immagine. Ci ha lasciato i suoi film,
che rivediamo senza annoiarci, ci ha lasciato l’eredità di
un cinema nostro che ci ha resi grandi nel mondo: la sua
valigia dei sogni che cerchiamo di arricchire con le nostre
opere. Papà non era un nostalgico, amava i giovani, guardava al futuro.
Cristina Comencini
It’s been 7 years that dad’s no longer with us. Actually,
during the final part of his illness, he wasn’t with us anymore. He wasn’t able to express his feelings, his ideas, his
pain. But now, as his absence grows, I remember his active lifestyle, his creativity, his humanity and culture. Dad
was a severe judge, with himself, above all. He didn’t like
short-cuts, and throughout his career he followed simplicity, which allows a filmmaker to go straight to the heart of the story he’s narrating, of not losing his way with
aesthetic self-indulging, of touching and making viewers
reflect. His cinema, and all of his work, is moved by the
need to narrate human beings. And so, maybe, he was the
most humanist filmmaker of his generation. I miss dad, as
a father, but also as a director. I miss his intelligence, the
way he built his storylines and characters, the essentialness of the camera. Everything seemed simple, but it was
the result of great culture, of understanding images. He
left us his movies, which we see eagerly every time. He left
us with a legacy of our cinema that has made us famous
throughout the world: his dreams which we try to enrich
with our work. Dad wasn’t nostalgic. He loved young people, and he looked to the future.
Cristina Comencini
67
LA FINESTRA SUL
LUNAPARK
Dopo la morte della moglie Ada, Aldo rientra dal Kenya
dove si era trasferito per lavoro. Deve pensare al futuro
del figlio, il piccolo Mario, che non ha praticamente
mai conosciuto e che gli è del tutto estraneo. Dovendo
ripartire per l’Africa, Aldo pensa di affidare il bambino a un
orfanotrofio ma Mario non ci vuole stare e alla vigilia della
partenza del padre scappa e si rifugia presso Richetto, un
rigattiere che è molto affezionato al piccolo. Dopo un
primo scontro, Richetto fa riflettere Mario sui suoi doveri
di padre e questi decide di non partire più e di prendersi
cura in prima persona del figlio.
After the death of his wife Ada, Aldo returns from Kenya
where he was working. He must think about the future of
his small son, Mario, whom he has practically never seen.
Having to return to Africa, Aldo considers entrusting his
son to an orphanage but Mario refuses, and as his father is
about to leave, he escapes to Richetto, a junk shop owner
who is greatly fond of the child. After an initial argument,
Richetto makes Mario reflect on his duties as a father; so
he decides to stay and take care of his son.
Mi sembra che l’infanzia abbia la caratteristica
fondamentale di essere il solo momento di grande libertà
per un individuo; il processo attraverso cui l’educazione,
scolare e familiare, tende a soffocare questa libertà
è drammatico. Nel film, il fatto che il bambino, non
avendo padre, se ne scelga un altro, è tipico; e provoca
quasi una tragedia. Per il bambino il luna park è un po’ il
mondo dell’immaginazione, ed è la che padre e figlio si
riconciliano. Il solo modo di liberare l’infanzia è proprio
quello di mettersi al suo livello. La finestra sul luna park
è un film che ho amato molto e che è stato sfortunato
perché prodotto in condizioni disastrose da una società
che è fallita subito dopo.
regia / direction
Luigi Comencini
sceneggiatura / screenplay
Suso Cecchi D’Amico,
fotografia / cinematography
Armando Nannuzzi
musica / music
Alessandro Cicognini
For me, childhood seems to be the only moment of great
individual freedom; the process through which education
(in school and at home) tends to suffocate this freedom
is dramatic. In the film, the fact that the child chooses
another father figure is typical, and provokes a sort of
tragedy. For the boy, the amusement park is like a fantasy
world, and it is here where father and son reconcile. The
only way of free childhood is to stand at that level.
The Window to Luna Park is a film I loved a great deal. It
was unlucky, though, because it was made in disastrous
conditions by a company that went bankrupt right after.
montaggio / editing
Nino Baragli
scenografia / production design
Peck G. Avolio
interpreti / cast
Giulia Rubini, Gastone Renzelli, Giancarlo Damiani,
Pierre Trabaud, Silvana Jachino, Calina Classy
produzione / production
Antonio Cervi per/for Noria Film (Roma), Comptoir
Français de Productions Cinématographiques (Parigi)
nazionalità /nationality
Italia-Francia 1956, bn, 90’
Luigi Comencini*
*Le dichiarazioni di Comencini sono tratte da Luigi Comencini autore popolare, a cura di
Tullio Masoni e Paolo Vecchi, Comune di Reggio Emilia 1982, e da Luigi Comencini, Infanzia,
vocazione, esperienze di un regista, Baldini & Castoldi 1999.
* Comencini’s statements are taken from Luigi Comencini autore popolare, Tullio Masoni
& Paolo Vecchi (eds.), Comune di Reggio Emilia 1982, and from Luigi Comencini, Infanzia,
vocazione, esperienze di un regista, Baldini & Castoldi 1999.
68
TUTTI A CASA
In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, il
sottotenente Innocenzi, dopo aver atteso invano istruzioni,
diventa uno sbandato come tanti, e con altri tre militari
del suo reparto inizia il cammino per tornare a casa. Dopo
varie peripezie, Innocenzi, sempre seguito dal geniere
Ceccarelli, raggiunge finalmente suo padre ma quando
questi lo incita ad arruolarsi nell’esercito della Repubblica
Sociale Italiana, fugge e arriva a Napoli. Qui, quando vede
l’amico colpito, imbraccia un mitra e comincia a sparare
contro i tedeschi.
Following the September 8, 1943 armistice, second
lieutenant Innocenzi, after having waited in vain for
instructions, turns into a degenerate like many others.
Along with three other soldiers from his squadron, he
begins his journey back home. After many hard moments,
Innocenzi, followed by the sapper Ceccarelli, finally reaches
his father. But when he urges his son to enroll in the Italian
Social Republic army, he flees and arrives in Naples. Here,
upon seeing his injured friend, Innocenzi grabs an assault
rifle and starts shooting German soldiers.
Proposi a Age e Scarpelli di scrivere con me un film sull’8
settembre 1943. Nella giornata dell’8 settembre erano
venute alla luce tutte le turpitudini della guerra voluta
infame “voluta dal Duce”. Era il progetto più ambizioso
che avessi avuto tra le mani. Non vi fu mai, come in Tutti
a casa, troupe più affiata e più allegramente disposta a
superare gli ostacoli. Giravamo in vari posti d’Italia, così
ben ambientati da Mario Chiari, che ci pareva chiedessero
loro di essere inclusi nel film, tanto assomigliavano ai
luoghi delle scene drammatiche previste dal copione. Era
una bella storia, piena anche di spunti comici e di amore
e passione per l’Italia. Ne uscì un film che stupì tutti per la
sua capacità di commuovere e divertire.
regia / direction
Luigi Comencini
soggetto /subject
Age e Scarpelli
sceneggiatura / screenplay
Luigi Comencini, Age e Scarpelli, Marcello Fondato
fotografia / cinematography
Carlo Carlini
musica / music
Francesco A. Lavagnino
montaggio / editing
Nino Baragli
scenografia / production design
Carlo Egidi, Mario Chiari
interpreti / cast
Alberto Sordi, Serge Reggiani, Didi Perego, Carla Gravina,
Eduardo De Filippo, Martin Balsam
produzione / production
Dino De Laurentiis Cinematografica (Roma),
Orsay Film (Parigi)
nazionalità /nationality
Italia - Francia 1960, bn, 120’
In un paesino della provincia di Reggio Calabria del 1960
I asked Age & Scarpelli to write a film with me about
September 8, 1943. On that day all the obscenities of the
war “encouraged by the Duce” were exposed. It was the
most ambitious project that I have ever embarked upon.
In my entire career, I have never worked with such a close
team, happily willing to overcome all obstacles. We shot in
various locations across Italy, so well set by Mario Chiari
that it seemed as though they were calling us to include
them in the movie. In fact, they greatly resembled the
places where dramatic scenes are set in the script. It was
a great story, also full of comedic moments and passion
for Italy. We made a film that amazed people for its ability
to move and entertain.
Luigi Comencini
69
LA RAGAZZA
DI BUBE
Nella Toscana dell’immediato dopoguerra, Mara, una
ragazza di campagna, conosce e si innamora Bube, un
giovane partigiano alla faticosa ricerca di un inserimento
nella società, Implicato in un assassinio politico, il ragazzo
è costretto a fuggire. La ragazza lo segue anche quando,
ricercato dai carabinieri, Bube si nasconde in attesa della
fuga all’estero. Mara trova lavoro in città dove conosce
Stefano, giovane operaio che le propone di sposarlo. Mara
sta per accettare ma poi decide di stare accanto a Bube,
arrestato e con una lunga condanna da scontare.
In post-World War II Tuscany, Mara, a country girl, meets
and falls in love with Bebo, a young partisan desperately
trying to make his way in society. Implicated in a political
assassination, the young man is forced to flee. The girl
follows him even when, hunted down by the police, Bebo
goes into hiding as he awaits his escape abroad. Mara
finds work in town where she meets Stefano, a young
laborer who wishes to marry her. Mara is about to accept
but then decides to stay with Bebo, now arrested and
facing many years in prison.
L’ostinazione con cui volevo fare Bube era insolita per
il mio carattere propenso al dubbio e rivelava in realtà
una segreta ragione. Sentivo un’analogia tra l’amore
di Bube per Mara e quello mio per mia moglie. Questo
legame così personale e nascosto con i miei personaggi
mi pareva serpeggiare in ogni scena. Illustravo con due
attori inconsapevoli la mia storia più intima, una storia
che lentamente volgeva al dramma. Molte delle scene
d’amore sono state create durante la lavorazione. La
Cardinale era bravissima, di una simpatia enorme, mai
stanca, sempre allegra. E’ stato il primo film in cui si è
doppiata da sé.
regia / direction
Luigi Comencini
sceneggiatura / screenplay
Luigi Comencini, Marcello Fondato
dal romanzo di / from a novel by Carlo Cassola
fotografia / cinematography
Gianni Di Venanzo
musica / music
Carlo Rutichelli
montaggio / editing
Nino Baragli
scenografia / production design
Piero Gherardi
interpreti / cast
Claudia Cardinale, George Chakiris,
Marc Michel, Carla Calò, Emilio Esposito
produzione / production
Franco Cristaldi per/for Vides Cinematografica,
Lux Film, Ultra Film (Roma), Campagnie
Cinematografique de France (Parigi)
nazionalità /nationality
Italia - Francia 1963, bn, 106’
My determination in wanting to film Bebo’s Girl was
uncommon for my personality, inclined to doubting, but
actually revealed a secret reason. I felt a similarity between
Bebo’s love for Mara and my love for my wife. This so
personal and hidden bond with my characters seems to
imbue every scene. Unknown to the actors, I showed my
most intimate story, a story that gradually realized the
drama. Many of the love scenes were created during the
actual filming. Claudia Cardinale was wonderful, of great
pleasantness, never tired, always happy. This was the first
film where she dubbed herself.
Luigi Comencini
70
INCOMPRESO
Rimasto improvvisamente vedovo, il sig. Duncombe,
console britannico a Firenze si trova impreparato a
risolvere i problemi relativi ai due figli, Milo di quattro anni
ed Andrea di otto. Tratta questi da adulto e concentra le sue
attenzioni sul più piccolo. A causa di tale atteggiamento,
Andrea si richiude in se stesso, coltiva il ricordo dell’amata
madre, e combina marachelle per cui viene punito. Per
ribellarsi ad una punizione ingiusta, il bambino pratica un
gioco pericoloso, durante il quale si ferisce mortalmente.
Solo allora il padre si accorge del grave errore commesso.
Suddenly a widow, Mr. Duncombe, the British Consul in
Florence, is unprepared to deal with the problems of his
two sons, Milo (four years old) and Andrea (eight years
old). He treats them like grown-ups and focuses his
attention on his younger son. As a result, Andrea becomes
an introvert, nurturing the memory of his beloved mother
and doing mischievous things for which he is punished.
In rebellion against an unfair punishment, the child plays
a dangerous sport, where he is fatally injured. Only then
does his father realize the serious mistake he has made.
Ci mettemmo al lavoro. Scoprimmo anche che libro
(della Montgomery ndr) non era stato più ristampato in
Inghilterra dal 1870. lasciammo i protagonisti inglesi e lo
ambientammo a Firenze. Più lo si sganciava dalla realtà
spicciola quotidiana e meglio si sottolineava quella che era
la vera tematica del film: un’indagine sul comportamento
di due bambini di età diversa di fronte al dolore.
Gli “aficionados” di Incompreso sono infiniti. Un ragazzo di
Ginevra mi disse che l’aveva visto novantasei volte.
regia / direction
Luigi Comencini
sceneggiatura / screenplay
Leo Benvenuti, Piero De Bernardi,
Lucia Drudy Demby, Giuseppe Mangione,
dal romanzo omonimo di / from the novel by
Florence Montgomery
fotografia / cinematography
Armando Nannuzzi
musica / music
Fiorenzo Carpi
montaggio / editing
Nino Baragli
scenografia / production design
Ranieri Cochetti
interpreti / cast
Anthony Quayle, Stefano Colagrande,
Simone Giannozzi, John Sharp,
Adriana Facchetti, Giorgia Moll
produzione / production
Angelo Rizzoli per/for Rizzoli Film
nazionalità /nationality
Italia 1967, col, 105’
We started working. We also discovered that the book
[by Montgomery, ed. note] had not been reprinted in
English since 1870. We left the English characters behind
and set the story in Florence. The more we took the story
away from everyday reality, the more the true plot of
the film emerged: an investigation into the behavior of
two suffering children of different ages. “Aficionados” of
Misunderstood are countless. A boy from Geneva told me
he saw it ninety-six times.
Luigi Comencini
71
INFANZIA, VOCAZIONE
e prime esperienze di
Giacomo Casanova
veneziano
Rimasto orfano del padre attore, il piccolo Giacomo
Casanova viene affidato dalla madre, ansiosa di liberarsi
di lui, alla protezione di un nobile avaro. Inviato a studiare
a Padova, Giacomo, malnutrito e peggio alloggiato,
viene ospitato in casa da Don Gozzi, un prete generoso
ma intransigente e severo, il quale, notata la sua vivace
intelligenza, lo avvia agli studi ecclesiastici. Tornato a
Venezia in veste d’abate, ed entrato nelle grazie di un
patrizio, Giacomo tiene in chiesa il suo primo sermone, al
termine del quale trova, mescolati ai soldi della questua,
alcuni biglietti amorosi. Quando s’accorge che le donne
cominciano a ronzargli attorno, la sua vocazione vacilla e
si avvia ad una carriera di libertino.
The orphan of an actor, an adolescent Giacomo Casanova
is entrusted by his mother, anxious to get rid of him, to
a greedy aristocrat. Sent to study in Padua, Giacomo,
malnourished and in dire lodgings, is hosted in the home of
Fr. Gozzi, a generous though intransigent and stern priest,
who, having noticed his great intelligence, sends him off
to the seminary. After returning to Venice as an abbot and
entering the graces of an aristocrat, Giacomo holds his
first sermon in church; when he finishes he finds, mixed in
with the offerings, a few love notes. When he realizes that
women start flocking to him, his vocation wavers and he
begins his career as a libertine.
Era un film veramente bello, ne eravamo tutti molto
soddisfatti. Purtroppo il pubblico non andò a vederlo. Un
giorno ebbi la fortuna di conoscere Simon Mizrahi. Veniva
da Parigi e voleva diffondere la conoscenza del cinema
italiano in Francia . Egli prese sotto la sua protezione il mio
Casanova che trovò finalmente quel successo e quella
stima che non aveva conosciuto in Italia. Dalla Francia il
film ripartì per un fortunato cammino in tutto il mondo.
regia / direction
Luigi Comencini
sceneggiatura / screenplay
Luigi Comencini, Suso Cecchi D’Amico
dalle “Memorie” di / from the Memoirs of
Giacomo Casanova
fotografia / cinematography
Aiace Parolin
musica / music
Fiorenzo Carpi
montaggio / editing
Nino Baragli
scenografia / production design
Piero Gherardi
interpreti / cast
Leonard Whiting, Claudio De Kunert, Maria Grazia
Buccella, Seta BergerLionel Stander, Tina Aumont,
Cristina Comencini
produzione / production
Mega Film
nazionalità /nationality
Italia 1969, col, 96’
It was a truly lovely film, and we were all really satisfied.
Unfortunately, viewers didn’t go and see it. One day, I had
the fortune of meeting Simon Mizrahi. He came from Paris
and wanted to spread Italian cinema in France. He took
my Casanova under his wing, and it finally earned success
and praise unknown in Italy. From France the movie was
then seen throughout the world.
Luigi Comencini
72
LO SCOPONE
SCIENTIFICO
Ogni anno, una vecchia miliardaria americana, che ama
lo scopone scientifico, viene a Roma con il suo segretario
ed ex-amante George. S’installa in una lussuosa villa
confinante con gruppo di baracche, e chiama a giocare,
regalandogli un milione, lo straccivendolo Peppino e
sua moglie Antonia, donna delle pulizie. I due perdono
puntualmente. Antonia cambia partner e chiama
Righetto, un baro del quartiere, ma l’esito finale non
cambia. Peppino e Antonia si riconciliano, rassegnandosi
alla sconfitta. La loro rassegnazione non è condivisa dalla
figlioletta primogenita che, all’aeroporto, regala alla
vecchia signora americana, una torta avvelenata.
Every year, an elderly American heiress, who loves to
play the scopone card game, arrives in Rome with her
secretary and former lover, George. She moves into a
luxurious villa next to a group of tenements, and, offering
him a million lire, asks the rag picker Peppino and his wife
Antonia, a cleaning woman, to play. Needless to say, they
lose. Antonia changes her partner and invites Righetto, a
neighborhood swindler, but the end result doesn’t change.
Peppino and Antonia make peace, in resignation. But their
oldest daughter doesn’t feel the same and, in the airport,
she gives the elderly American heiress a poisonous cake.
Tornai al cinema attratto dal bellissimo copione di Sonego
Lo scopone scientifico. Ebbi la fortuna di poter avere
assieme sul set Sordi e la Mangano avversari di due miti
americani, Bette Davis e Joseph Cotten. Sordi, bravissimo
come sempre, non perdeva però occasione per mettere
fuori strada la Davis, cambiando le battute alle quali lei
avrebbe dovuto fare iferimento. Joseph Cotte capitava
spesso ripreso di spalle e mi chiedeva tra l’ironico e
l’offeso: «Sono andato bene?» Silvana Mangano era
bellissima anche vestita da popolana. Dura e aggressiva
nel personaggio, gentile e pronta a collaborare quando
non girava.
regia / direction
Luigi Comencini
sceneggiatura / screenplay
Rodolfo Sonego
fotografia / cinematography
Giuseppe Ruzzolini
musica / music
Piero Piccioni
montaggio / editing
Nino Baragli
scenografia / production design
Luigi Schiaccianoce
interpreti / cast
Silvana Mangano, Alberto Sordi,
Bette Davis, Joseph Cotten,
Mario Carotenuto,
Domenico Modugno
produzione / production
Dino De Laurentiis
nazionalità /nationality
Italia 1972, col, 116’
I came back to cinema attracted by Sonego’s lovely script,
The Scientific Cardplayer. I was lucky to have on the set
Sordi and Mangano as foils to two American legends,
Bette Davis and Joseph Cotten. Sordi, great as always,
didn’t miss the chance of joking around with Davis,
changing the lines to which she was supposed to respond.
I often shot Joseph Cotte from behind, so he would ask
me, a bit ironic, a bit offended: “Was it good?” Silvana
Mangano was beautiful, even dressed in working-class
clothes. Harsh and aggressive while in character, gentle
and ready to collaborate off-screen.
Luigi Comencini
73
UN RAGAZZO
DI CALABRIA
vive Mimì, ragazzino con la passione per la corsa che deve
però tenere nascosta al brusco padre Nicola, guardiano in
uno ospedale psichiatrico, ma che viene coltivata da Felice,
sciancato autista della corriera, solo e malvisto per le sue
idee comuniste. Mimì viene punito dal padre, mentre la
madre Mariuccia lo difende e si presenta dal potente zio
perché convinca Felice, a cui ha procurato il posto, a dare
il suo assenso affinchè Mimì possa partecipare ad alcune
gare. Colpito dall’impresa di Abebe Bikila (vincitore a piedi
scalzi della maratona olimpica), Mimì riesce ad ottenere
la qualificazione per la finale dei Giochi della Gioventù
a Roma. Gara che Felice e Nicola seguono assieme alla
televisione in un bar.
In 1960, in a small town outside Reggio Calabria lives
Mimì, a young boy passionate about running. He must
keep this hidden from his harsh father Nicola, a guardian
in a psychiatric institution, but is encouraged by Felice,
a lame bus driver who is unpopular for his Communist
sympathies. Mimì is punished by his father, while his
mother Mariuccia defends him and seeks help from her
powerful uncle to convince Felice so that Mimì may take
part in some races. Impressed by Abebe Bikila (who won
the Olympic marathon barefoot), Mimì is able to qualify
for the finals in the Youth Games in Rome, which Felice
and Nicola follow on the TV together in a bar.
L’anno dopo ero ancora a Venezia con Un ragazzo di
Calabria e alla fine della proiezione ricevetti un applauso
di molti minuti. Il soggetto di questo film, scritto da
Demetrio Casile, era stato segnalato al Premio Solinas.
Me lo propose Ugo Pirro, grande scrittor e sceneggiatore,
oltre che caro amico. Chiesi a mia figlia Francesca di
rivedere i dialoghi del film. Lo fece con entusiasmo; mise
un po’ della sua giovinezza in bocca ai miei attori. [Gian
Maria Volontè]. Questo grande attore ha veramente
lasciato un vuoto nel cinema. Tutti hanno lodato la sua
arte. Durante le riprese ero addirittura sorpreso dalla sua
professionalità. Nel film doveva zoppicare. Si era talmente
calato nella parte che zoppicava anche fuori dal set.
regia / direction
Luigi Comencini
sceneggiatura / screenplay
Luigi Comencini, Ugo Pirro, Francesca Comencini
dal romanzo di /from the novel by Demetrio Casile
fotografia / cinematography
Franco Di Giacomo
musica / music
Fiorenzo carpi
montaggio / editing
Nino Baragli
scenografia / production design
Ranieri Cochetti
interpreti / cast
Gian Paria Volontè, Diego Abatantuono,
Santo Polimeno, Thérése Lyotard,
Giada Faggioli, Enzo Ruoti
produzione / production
Fulvio Lucisano per/ for Italian International Film, Rai
(Roma), Tarak Ben Ammar per/ for Compagnie Generale
d’Images, Canal Plus (Parigi)
nazionalità /nationality
Italia - Francia 1987, col, 108’
A year later I was in Venice again with A Boy from Calabria
and when the film ended the public applauded for many
minutes. The plot of the movie, written by Demetrio Casile,
was mentioned for the Premio Solinas. It was proposed to
me by Ugo Pirro, a great author and screenwriter as well
as a dear friend. I asked my daughter Francesca to review
the film’s dialogue. She enthusiastically agreed; she added
some of her freshness to my actors’ lines.
[Gian Maria Volontè]. This great actor is truly missed in
the world of cinema. Everyone praised his art. During
shooting, I was surprised by his professionalism. He had
to limp in the film. He related so well to the part that he’d
limp even off the set.
Luigi Comencini
74
LUIGI COMENCINI
Luigi Comencini e Angelo Rizzoli
75
76
76 EMIR KUSTURICA & THE “NO SMOKING ORCHESTRA”
78 MASSIMO BUBOLA IN CONCERTO | CONCERT
78 MARCO COCCI & IL TRIO ALCOLEMICO
79 LO SPIRITO DI | THE SPIRIT OF GIULIETTA
80 COME VOGLIO CHE SIA IL MIO FUTURO
81 IL SALE DELLA TERRA
77
EVENTI | EVENTS
EVENTI | EVENTS
EMIR KUSTURICA &
THE “NO SMOKING
ORCHESTRA”
cinematografico e musicale “Verdiana” con la regia dello
stesso Emir Kusturica, in collaborazione con il Teatro La
Fenice di Venezia nel 2015.
The band “No Smoking Orchestra” (Zabranjeno Pusenje)
was born in 1980 in Sarajevo and quickly became a reference
music group for the “New Primitives,” a cultural resistance
movement during the post-Tito transition years. Emir
Kusturica, who already won awards at Venice (Ti ricordi
di Dolly Bell?) and at Cannes (When Father Was away on
Business), became part of the band that released albums
(Greetings from Safari Land, Piccola storia di un grande
amore), changed members (in 1994, on drums Stribor
Kusturica, Emir’s son, joined), and experienced many ups and
downs, also due to the war devastating former Yugoslavia.
In 1998, the “No Smoking Orchestra” composed music for
Emir Kusturica’s film Black Cat, White Cat (Silver Lion, Venice
Film Festival). The following year, he opened his European
tour Effetti collatearli tour which traveled to Italy, Spain,
and Portugal, and released the album Unza Unza Time,
which both gave rise to the documentary Super8Stories.
It was directed by Kusturica and then presented at the
Berlinale in 2001, in which the band members’ personal
stories, and past images, intertwine with the band’s, shot
while touring across Europe, with backstage moments
and concert scenes in Italy, France, Germany, and Serbia.
The result is a motley and original fresco of a combination
of cultures that characterize the Balkan world of the “No
Smoking Orchestra.” After an extended world tour, the
band, over two years, dedicated itself to composing and,
in particular, recording the soundtrack for Kusturica’s new
movie, Life Is A Miracle, presented at Cannes in 2004. This
album (bearing the same name as the film) contains 17
previously unreleased songs. Music by Emir Kusturica and
Dejan Sparavalo with lyrics by Nenad Jankovic (the band
singer’s real name, aka Dr. Nelle Karajilic). In fall 2005
a live CD + DVD was released, with excerpts from their
best concerts in South America from March 2005, and in
particular the Buenos Aires concert.
In 2008 the band, with Emir Kusturica at the helm, held a
punk opera at the Operà Bastille in Paris, titled Time of the
Gypsies, a theatre adaptation of the film by the same name
(Cannes jury prize in 1989 and in Berlin) and the following
year made the soundtrack for the documentary Maradona,
on the famous Argentinian soccer player. Between 2010
and 2012 the “No Smoking Orchestra” played in Argentina,
Japan, Russia, Canada, Mexico, and the US. This year the
band is working on a new album and the soundtrack for
Kusturica’s new movie, Sulla via lattea, starring Monica
Bellucci.
The “No Smoking Orchestra” will also take part in the international cinema and music project “Verdiana” directed by
Emir Kusturica, in collaboration with Teatro La Fenice in
Venice in 2015.
Il gruppo musicale “No Smoking Orchestra” (Zabranjeno
Pusenje in lingua originale) nato nel 1980 a Sarajevo, e
divenuto in breve l’esponente musicale di riferimento dei
“New primitives”, un movimento di resistenza culturale
sorto negli anni della transizione al dopo-Tito, ha vissuto
diverse fasi. Emir Kusturica, con già alle splle i premi di
Venezia (Ti ricordi di Dolly Bell?) e di Cannes (Papà è in
viaggio d’affari), entra a far parte del gruppo che pubblica
album (Greetings from safari land, Piccola storia di un grande
amore) cambia componenti (nel 1994 alla batteria subentra
Stribor Kusturica, figlio di Emir), e vive varie traversie, anche
a causa della guerra che infesta la ex Jugoslavia. Nel 1998
la “No Smoking Orchestra” compone le musiche per il film
di Emir Kusturica Gatto nero, gatto bianco (Leone d’argento
alla Mostra del Cinema di Venezia). L’anno successivo avvia
la tounè europea Effetti collatearli tour che tocca Italia,
Spagna e Portogallo, e incide l’album Unza Unza Time
due esperienze che han dato luogo al film documentario
Super8Stories diretto da stesso Kustica, presentato al
Festival di Berlino nel 2001, in cui le storie personali dei
componenti della band, e le loro immagini dal passato, si
intrecciano alla storia del gruppo, ripreso mentre viaggia
da una città all’altra d’Europa, tra momenti di backstage e
scene dai concerti in Italia, Francia, Germania e Serbia. Il
risultato è un affresco variopinto ed originale dell’intreccio
di diverse culture che caratterizza il mondo balcanico della
No Smoking Orchestra. Il gruppo, dopo un lunghissimo tour
mondiale, durato due anni, si è dedicato alla composizione
e, in particolare, alla registrazione della colonna sonora del
nuovo film di Kusturica La vita è un miracolo, presentato
a Cannes nel 2004. Il disco, stesso titolo del film, contiene
diciassette brani inediti. Le musiche sono di Emir Kusturica
e Dejan Sparavalo e le parole di Nenad Jankovic, vero
nome del cantante del gruppo, meglio conosciuto come
Dr Nelle Karajilic. L’autunno 2005 vede l’uscita di un CD +
DVD live, che raccoglie estratti dai migliori concerti del tour
sudamericano di marzo 2005 e in particolare del concerto
di Buenos Aires.
Nel 2008 il gruppo, sempre con la regia di Emir Kusturica,
realizza un’opera punk all’Operà Bastille di Parigi dal titolo
Il tempo dei Gitani, adattamento teatrale dall’omonimo
film, (premio della giuria a Cannes 1989 a Berlino) e l’anno
dopo firma la colonna sonora del documentario Maradona,
sul celebre calciatore argentino. Tra il 2010 e il 2012 la No
smoking Orchestra suona in Argentina Giappone, Russia,
Canada, Messico e Stati Uniti. Quest’anno il gruppo è alle
prese con un nuovo disco e con la colonna sonora del
nuovo film di Kusturica, Sulla via lattea, interpretato da
Monica Bellucci. La No Smoking Orchestra parteciperà
inoltre alla realizzazione del progetto internazionale
78
EMIR KUSTURICA
Regista, attore e musicista. Nato il 25 novembre 1955 a
Sarajevo, Emir Kusturica dopo aver realizzato due corti
tra il 1971 e il 1972 (Dio istine e Jesen), si iscrive alla
celebre accademia cinematografica di Praga (FAMU) in cui
insegnano tra gli altri Otakar Vàvra e Jiri Menzel, e dove si
laurea nel 1977 con il mediometraggio Guernica, premiato
al Festival di Karlovy Vary . Rientrato in patria, dopo aver
lavorato qualche anno per la televisione di Sarajevo, nel
1981 esordisce nel lungometraggio con Ti ricordi di Dolly
Bell? (Leone d’oro per la Migliore Opera Prima al festival
di Venezia), prima di una luna serie di film, premiati e
apprezzati, che l’ha reso uno degli autori più importanti
del cinema europeo.
Director, actor, and musician. Born on November 25, 1955
in Sarajevo, Emir Kusturica, after having made two shorts
between 1971 and 1972 (Dio istine and Jesen), enrolled
in the famous cinema academy of Prague (FAMU) where
Otakar Vàvra and Jiri Menzel taught. Here, in 1977, he
graduated with the film Guernica, which was awarded at
the Festival Karlovy Vary. After returning back home and
working for Sarajevo TV, in 1981 he made his first feature
film, Ti ricordi di Dolly Bell? (Gold Lion for Best First Work,
Venice Film Festival), followed by a long series of movies,
awards, and much praise, which has made him one of
Europe’s most respected filmmakers.
Filmografia essenziale / essential filmography
1981 Ti ricordi di Dolly Bell?
1983 Papà è in viaggio d’affari
1988 Il tempo dei gitani
1993 Arizon Dream
1995 Underground
1998 Gatto nero, gatto bianco
2000 L’amore che non muore di Patric Lecont (attore)
2001 Super8 Stories
2004 La vita è un miracolo
2005 All the Invisible Childrean (episodio)
2006 Viaggio segreto di Roberto Andò (attore)
2007 Promettilo
2008 Maradona by Kusturica
2012 Seven Days in Havana (attore)
2013 Il paradiso degli orchi (attore)
2014 Words with God (episodio)
2014 Lungo la via lattea
79
MASSIMO BUBOLA
IN CONCERTO | CONCERT
MASSIMO BUBOLA cantautore, produttore discografico
e arrangiatore. Ha collaborato con molti musicisti italiani
sia in fase di scrittura dei testi e delle musiche, sia
come arrangiatore; la collaborazione sicuramente più
significativa è quella che lo ha visto a fianco di Fabrizio De
André.
Singer-songwriter, album producer, and arranger. He
has collaborated with many Italian musicians in writing
lyrics and music and in arranging. His most important
partnership has been with Fabrizio De André.
MARCO COCCI
& IL TRIO ALCOLEMICO
MARCO COCCI si divide da sempre tra due arti, il cinema
e la musica. Quest’ultima, una passione che lo vede
idealmente in un infinito tour lungo quasi un ventennio.
Dagli esordi con i ‘Malfunk’, ai ‘Not for You’ e poi ai ‘Brain
of Jam’, entrambi cover band dei Pearl Jam, ora, oltre ad
aver costituito un’ altra band di nome ‘Bruno’, si cimenta
nel progetto ‘Trio Acustico Alcolemico + Batterista Sobrio.
Una sperimentazione, un intreccio di vite e di strumenti
diversi che daranno luogo ad uno spettacolo unico nel suo
genere: una performance che spazia tra canzoni originali
e cover del loro distinto background musicale.
Marco Cocci has always been involved in two arts: cinema
and music. This latter art is a passion along an infinite
tour that has lasted almost twenty years. From his debut
with Malfunk to Not for You and then Brain of Jam, both
cover bands for Pearl Jam, now, after having assembled
another group called Bruno, he has decided to try his
hand in the project Trio Acustico Alcolemico + Batterista
Sobrio. Experimentation and intermingling of lives and
instruments that will give rise to a unique performance,
ranging from original songs and covers of their distinct
musical background.
Marco Cocci, vocals and guitar; Simone Pascarella, guitar;
Marco Burroni, bass and vocals; Donald Renda, drums.
80
EVENTI | EVENT
LO SPIRITO DI | THE SPIRIT
OF GIULIETTA
A vent’anni dalla scomparsa di Giulietta Masina, Marina
Massironi dedica un reading alla grande attrice, attraverso
una selezione di testi guidata da sincera curiosità verso
la donna, oltre che dall’ammirazione nei confronti di una
straordinaria interprete. Il cuore di quest’ omaggio è la
lettura di alcuni stralci tratti da “Risponde Giulietta Masina”,
rubrica settimanale apparsa per otto anni su “La Stampa”,
a partire dal 1968. Da questo dialogo con i lettori emerge
una genuina partecipazione agli affanni di uomini estranei
e donne sconosciute, per le quali Giulietta sembra tuttavia
provare profonda benevolenza, comprensione e rispetto
se non, in qualche caso, totale immedesimazione. Oltre a
mettere in risalto la cristallina caratura umana di Giulietta
Masina, il suo “diario degli altri” rappresenta senz’altro
un interessante documento sul costume di quegli anni, il
ritratto di una società che già all’epoca appariva - citando
la stessa Masina – decisamente peggiore dei singoli
uomini che la compongono.
Twenty years after the passing of Giulietta Masina,
Marina Massironi dedicates a reading to this great
actress, through a selection of texts, guided by sincere
curiosity about the woman as well as by her admiration
for an extraordinary interpreter of film. The heart of this
tribute is the reading of some excerpts from “Risponde
Giulietta Masina,” a weekly column that lasted 8 years
for La Stampa, starting in 1968. This conversation with
readers creates an authentic participation in the anxieties
of unknown men and women, for whom Giulietta seemed
to nurture profound benevolence, understanding, and
respect, even relating to them totally in some cases. In
addition to highlighting the impeccable humanity of
Giulietta Masina, her “diary of others” unquestionably
represents an interesting document on the customs of
those years, the portrait of a society that already decidedly
seemed – also in the words of Masina – worse than the
single individuals who make it up.
Comencini (2010). Ha lavorato, tra gli altri, al cinema con
Aldo Giovanni e Giacomo, Giuseppe Piccioni, Silvio Soldini,
Alessandro Benvenuti, Enzo Monteleone, in teatro con
Arturo Brachetti, Ruggero Cara, Dario Fo e in televisione
con Paolo Rossi, Serena Dandini, Gialappa’s Band, Flavio
Insinna e Maurizio Zaccaro. Tra le sue ultime fatiche,
accanto a Silvio Orlando, c’è La scuola tratto da Domenico
Starnone, riporato in scena da Daniele Luchetti, e ripreso
in questa stagione teatrale.
Born in Legnano, she started studying acting in October
1982. Two years later, she debuted in theater, then
cabaret and dubbing as well as TV and cinema, thus
embarking upon a career full of successes and awards,
including the David di Donatello and the Nastro d’Argento
as Best Supporting Actress in Pane e tulipani by Silvio
Soldini (2000) and the Premio Persefone as Best Leading
Actress, for the theatrical version of Due partite, directed
by Cristina Comencini (2010). She also worked in cinema
with Aldo, Giovanni and Giacomo, Giuseppe Piccioni,
Silvio Soldini, Alessandro Benvenuti, Enzo Monteleone,
in theater with Arturo Brachetti, Ruggero Cara, Dario Fo,
and in TV with Paolo Rossi, Serena Dandini, Gialappa’s
Band, Flavio Insinna, Maurizio Zaccaro. Among her latest
projects, with Silvio Orlando, there is La scuola taken from
Domenico Starnone, staged by Daniele Luchetti, for the
current theatrical season.
MARINA MASSIRONI
Nata a Legnano, comincia a studiare recitazione nell’
ottobre ‘82. Due anni dopo arrivano le prime scritture
teatrali, successivamente il cabaret e il doppiaggio, quindi
la televisione e il cinema, dando il via ad una carriera
densa di successi e riconoscimenti, compresi il David di
Donatello e il Nastro d’Argento come miglior attrice non
protagonista di Pane e tulipani di Silvio Soldini (2000) e il
Premio Persefone come migliore attrice protagonista, per
la versione teatrale di Due partite, per la regia di Cristina
81
COME VOGLIO CHE SIA
IL MIO FUTURO
Girato nella massima libertà d’espressione, in varie
sessioni di ripresa che si sono svolte a Milano, Roma,
Bologna, Napoli, Padova, Asiago, Rimini, Biella e Livorno,
il materiale è entrato in moviola nel febbraio 2012. E’
nato così un film-documentario che non è un’inchiesta
di stampo televisivo bensì l’espressione di un sentire
comune, quello sul futuro dei giovani, raccolto in centinaia
di testimonianze, selezionate e montate per restituire
uno sguardo quantomeno sincero e originale sulla nostra
società, dalla prospettiva di chi vede imminente la crescita
delle proprie speranze.
Filmed with the greatest freedom of expression, on many
shoots in Milan, Rome, Bologna, Naples, Padua, Asiago,
Rimini, Biella, and Livorno, the material was edited in
February 2012. Thus a film-documentary was born – a
work that doesn’t intend to be a TV-style inquiry but
rather the expression of a shared feeling on the future
of adolescents, gathered in hundreds of testimonies,
selected and edited in the hopes of offering a sincere and
original outlook upon our society, from the perspective of
those who consider the growth of their own aspirations as
forthcoming.
Maurizio Zaccaro
Quando mi chiedono qual è, dei miei, il mio film preferito,
rispondo sempre che non lo so. Ma se qualcuno mi
domanda cosa salverei della mia esperienza di cinema,
non esito a dichiarare che è stata Ipotesi Cinema. In
Come voglio che sia il mio futuro noi non cercavamo
risposte reboanti né convenzionali, e loro hanno detto
con sincerità quel che sperano di poter fare. Sono sensati.
Sanno che non sarà facile e che, lo vogliano o no, toccherà
solo a loro affrontare il futuro, con loro idee e loro forze e
che il mondo non sarà più quello di prima.
regia / direction
Maurizio Zaccaro
progetto / project
Ermanno Olmi
fotografia / cinematography
Maurizio Zaccaro, Alessandra Gori, Luca Manunza,
Emanuele Pinto, Adriano Zecca
musica / music
Andrea Alessi, Franco Piersanti
montaggio / editing
Federica Ravera
produzione / production
Cineteca di Bologna, Ipotesicinema,
Free Solo produzioni
nazionalità/ nationality
Italia 2012, col 63’
When I’m asked which film of mine I prefer, I never know
what to say. But if someone asks me what I’d save from
among my film experiences, I never hesitate in replying
Ipotesi Cinema. In Come voglio che sia il mio futuro, we
weren’t looking for resounding or conventional answers.
They sincerely told us their hopes. They are sensible. They
know it won’t be easy and that, whether they like it or not,
it’s up to them to face their future, with their ideas and
strength, and that the world will never be the same.
Ermanno Olmi
82
IL SALE DELLA TERRA
Da quarant’anni a questa parte, il fotografo Sebastião
Salgado viaggia in tutti i continenti della terra seguendo
le tracce di un’umanità in costante mutazione. Dopo esser
stato testimone dei principali eventi che hanno segnato
la nostra storia recente – conflitti internazionali, carestie,
esodi – si lancia adesso alla scoperta di territori inesplorati
e paesaggi grandiosi, per in contrare la fauna e la flora
selvagge in un grande progetto fotografico, Genesi, che è
un omaggio alla bellezza del pianeta. La vita e il lavoro di
Sebastião Salgado ci vengono rivelati attraverso gli sguardi
incrociati di Wim Wenders, anch’egli fotografo, e di suo
figlio Juliano che lo ha accompagnato nei suoi ultimi
viaggi.
For about forty years now, the photographer Sebastião
Salgado has traveled across every continent in search
of humanity in transformation. After having witnessed
the key events that have marked our recent past –
international conflict, drought, mass exoduses – he longs
to discover unchartered lands and grandiose landscapes,
unspoiled fauna and flora in a large-scale photography
project, Genesi, which pays tribute to our planet’s beauty.
Sebastião Salgado’s work and life are revealed also
through the eyes of Wim Wenders, who is a photographer,
too, along with his son Juliano, who has accompanied his
father Sebastião on his latest travels.
Avevo ipotizzato di seguire Sebastião in almeno due
«missioni», nel grande nord siberiano e in una spedizione
in mongolfiera sorvolando il Ruanda, ma abbiamo dovuto
rinunciare perché mi sono ammalato e dunque non
potevo viaggiare. Di conseguenza, ho iniziato a riflettere
sull’insieme della sua opera fotografica e abbiamo
registrato varie interviste a Parigi. Ma più scoprivo il suo
lavoro più si moltiplicavano le domande.
regia / direction
Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado
sceneggiatura / screenplay
Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado, David Rosier
fotografia / cinematography
Hugo Barbier, Juliano Ribeiro Salgado
musica / music
Laurent Petigand
montaggio / editing
Maxine Goedicke, Rob Myers
suono / sound
Régis Muller
produzione / production
Lélia Wanick, Andrea Gambetta per / for Amazones
images, Solares Fondazione delle Arti
nazionalità / nationality
Francia, Brasile, Italia, 2014, col 110’
I planned to follow Sebastião on at least two “missions,”
one into the great Siberian north and another on a hot-air
balloon around Ruanda, but I couldn’t because I got sick
and wasn’t able to travel. As a result, I started thinking
about his oeuvre as a photographer, and we shot various
interviews in Paris. But the more I discovered his work, the
more questions I had.
Wim Wenders
83
84
OSPITI | GUESTS
OSPITI | GUESTS
84 CLAUDIA CARDINALE
85 ERMANNO OLMI
86 BRUNO BOZZETTO
87 ALESSANDRO BERGONZONI
88 STEFANIA ROCCA
89 LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE
85
CLAUDIA CARDINALE
Giovanissima inizia il lavoro d’attrice in piccoli ruoli
cinematografici dove la sua bellezza e il genuino talento
nella recitazione le garantiscono presto la celebrità. Negli
anni sessanta è l’attrice più acclamata e protagonista del
grande cinema italiano di Fellini, Visconti, Comencini,
Germi, Bolognini, Zampa, Damiani, Zurlini. Diventa una
stella del cinema internazionale al fianco di Marcello
Mastroianni con 8 ½ di Federico Fellini. Il pubblico
americano si innamora di lei sul set di C’era una volta il
west di Sergio Leone. La Cardinale è l’icona del cinema
destinata all’immortalità.
At a young age she started working as an actress in small
film roles where her beauty and genuine acting talent
ensured early stardom. In the 1960s, she was the most
acclaimed actress and starred in the Italian cinema of
Fellini, Visconti, Comencini, Germi, Bolognini, Zampa,
Damiani, Zurlini. She became a star of international
cinema alongside Marcello Mastroianni in 8 ½ by Federico
Fellini. American audiences fell in love with her on the set
of Once Upon a Time in the West by Sergio Leone. Claudia
Cardinale is the icon of timeless cinema.
Filmografia essenziale / essential filmography
1958 I soliti ignoti di Mario Monicelli
1960 Il bell’Antonio di Mauro Bolognini
1960 Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti
1961 La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini
1963 8 1/2 di Federico Fellini
1963 Il Gattopardo di Luchino Visconti
1963 La ragazza di Bube di Luigi Comencini
1964 La Pantera Rosa di Blake Edwards
1965 Vaghe stelle dell’Orsa di Luchino Visconti
1966 I professionisti di Richard Brooks
1968 Il giorno della civetta di Damiano Damiani
1968 C’era una volta il West di Sergio Leone
1969 Nell’anno del Signore di Luigi Magni
1972 L’udienza di Marco Ferreri
1972 Le pistolere di Christian-Jaque
1972 I guappi di Pasquale Squitieri
1977 Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri
1982 Fitzcarraldo di Werner Herzog
1984 Enrico IV di Marco Bellocchio
1984 Claretta di Pasquale Squitieri
1986 La Storia di Luigi Comencini
1993 Il figlio della Pantera Rosa di Blake Edwards
1999 Li chiamarono... briganti! di Pasquale Squitieri
2002 And Now... Ladies and Gentlemen di Claude Lelouch
2012 Gebo e l’ombra di Manoel de Oliveira
2014 Les Francis di Fabrice Begotti
86
OSPITI | GUESTS
ERMANNO OLMI
E’ tra i maestri del cinema italiano. Dagli anni cinquanta
ad oggi Olmi lavora nel cinema come regista curando
direttamente anche la sceneggiatura, il montaggio, la
direzione della fotografia, la scenografia e la produzione.
E’ un autore completo che ama la settima arte tanto da
fondare nel 1982 Ipotesi cinema, scuola che ha formato
grandi professionisti. Nel 2008 la Mostra del cinema
di Venezia gli consegnerà il Leone d’oro alla carriera. A
febbraio di quest’anno termina le riprese del suo ultimo
film Torneranno i prati, girato nelle trincee del fronte
nord-est a 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale.
He is one of the masters of Italian cinema. From the 1950s
to the present Ermanno Olmi has worked as a director,
also following the script, editing, cinematography, art
direction, and production. He loves the “seventh art” so
much that in 1982 he established Ipotesi cinema, a school
that has trained professionals. In 2008, the Film Festival
in Venice presented him with the Golden Lion for Lifetime
Achievement. In February of this year he finished the
filming of his latest movie, Torneranno i prati, shot in the
northeast trenches 100 years after World War I.
Filmografia essenziale / essential filmography
1960 Il tempo si è fermato
1961 Il posto
1963 I fidanzati
1965 E venne un uomo
1969 Un certo giorno
1970 I recuperanti
1971 Durante l’estate
1974 La circostanza
1978 L’albero degli zoccoli
1982 Camminacammina
1987 Lunga vita alla signora!
1988 La leggenda del santo bevitore
1993 Il segreto del bosco vecchio
2001 Il mestiere delle armi
2003 Cantando dietro i paraventi
2005 Tickets, coregia con Abbas Kiarostami e Ken Loach
2007 Centochiodi
2011 Il villaggio di cartone
2014 Torneranno i prati
87
BRUNO BOZZETTO
Animatore, fumettista, regista, sceneggiatore e produttore
cinematografico. Bozzetto esplora tutte le potenzialità
derivate dall’animazione. Nel 1960 nasce la Bruno
Bozzetto Film e da quel momento lavorerà nella pubblicità,
nel cinema e nella televisione. Il più popolare dei suoi
personaggi è il sig. Rossi. Il Walt Disney Family Museum
di San Francisco gli tributa un doveroso riconoscimento
per i suoi lavori nel campo dell’animazione dedicandogli
una mostra retrospettiva dal titolo Animation, Maestro!
(2014). Lo Studio Bozzetto & Co è oggi una società di
produzione cinematografica e di animazione milanese che
unisce competenze tecniche e artistiche all’avanguardia.
Animator, cartoonist, director, screenwriter and film
producer. Bruno Bozzetto explores every potential derived
from animation. In 1960 he founded the Bruno Bozzetto
Film and worked in advertising, film, and television. The
most popular of his characters is Mr. Rossi. The Walt
Disney Family Museum in San Francisco dedicating to
him a retrospective exhibition titled Animation, Master!
(2014). The Bozzetto & Co Study is now a Milanese film
production and animation company which combines
avant-garde technical and artistic expertise.
Filmografia lungometraggi / feature film filmography
1965 West and Soda
1968 Vip - Mio fratello superuomo
1975 Il signor Rossi cerca la felicità
1976 Allegro non troppo
1977 I sogni del Signor Rossi
1978 Le vacanze del Signor Rossi
1987 Sotto il ristorante cinese
88
ALESSANDRO BERGONZONI
Nato a Bologna nel 1958, è artista, autore e attore
teatrale. Ha scritto e interpretato 14 spettacoli con i
quali ha vinto i principali premi teatrali. Al cinema ha
partecipato al Pinocchio di Roberto Benigni e al Quijote
di Mimmo Paladino. Ha collaborato con Radio 2 e Radio
3 Rai, raramente con la televisione e con varie testate
giornalistiche. Attualmente collabora con «il Venerdì
di Repubblica». Dal 2005 espone la sue produzioni
artistiche in gallerie e musei. Tra i suoi libri ricordiamo: Le
Balene restino sedute (Palma d’oro di Bordighera 1990),
È già mercoledì e io no, Il grande fermo e i suoi piccoli
andirivieni, Opplero - Storia di un salto, Nel (tutti editi con
Garzanti); Silences - Il teatro di Alessandro Bergonzoni
(1997), Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché
posso essere anche donna bambino animale o cosa (2005)
e il libro di disegni-scrittura Bastasse grondare (2009). Al
percorso artistico unisce un’attenzione per i temi legati
al coma, alla detenzione e alla diversità con incontri in
ambiti ospedalieri e accademici.
Alessandro Bergonzoni (Bologna 1958) is an artist, author,
and theater actor. He has written and taken part in
fourteen performances with which he has won important
theater awards. For cinema, he took part in Pinocchio
by Roberto Benigni and Quijote by Mimmo Paladino. He
has collaborated with Radio 2 and Radio 3 RAI – though
rarely with TV – and with various newspapers. Bergonzoni
currently writes for il Venerdì di Repubblica. Since 2005
he has exhibited his artwork in galleries and museums.
Some of his publications include: Le Balene restino sedute
(Palma d’oro, Bordighera 1990), È già mercoledì e io
no, Il grande fermo e i suoi piccoli andirivieni, Opplero
- Storia di un salto, Nel (all published with Garzanti);
Silences - Il teatro di Alessandro Bergonzoni (1997), Non
ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere
anche donna bambino animale o cosa (2005), and the
illustration-writing book Bastasse grondare (2009). He
unites his passion as an artist with attention to themes
tied to comas, hospitalization, and diversity in the hospital
and academic fields.
89
STEFANIA ROCCA
Attrice, si fa notare nel 1997 con il film Nirvana di Gabriele
Salvatores e con Casomai (2002) di Alessandro D’Alatri con
cui girerà anche Commediasexi (2006). Cristina Comencini
la vuole su set di La bestia nel cuore (2005). Nel 2001 vince
il Globo D’Oro con il film Rosa e Cornelia di Giorgio Treves
e nel 2011 con la fiction Edda Ciano e il comunista riceve
il premio come miglior attrice al Roma Fiction Fest. Con
Emilio Solfrizzi la troviamo nella fortunata serie televisiva
Tutti pazzi per amore (2008-2009). La televisione la
impegnerà negli ultimi anni con Adriano Olivetti - La forza
di un sogno, regia di Michele Soavi (2013); Altri Tempi
regia di Marco Turco (2013); Gli anni spezzati - Il Giudice
di Graziano Diana (2014).
She stood out in 1997 with the movie Nirvana by Gabriele
Salvatores and Casomai (2002) by Alessandro D’Alatri,
for whom she would also act in Commediasexi (2006).
Cristina Comencini invited her to the set of La bestia nel
cuore (2005). In 2001 she won the Globo d’Oro for the
film Rosa e Cornelia by Giorgio Treves and in 2011 with
the fiction Edda Ciano e il comunista she received the
Best Actress award at the Roma Fiction Fest. With Emilio
Solfrizzi she starred in the television hit series Tutti pazzi
per amore (2008–2009). She was also very involved in
television over the past years with Adriano Olivetti - La
forza di un sogno, directed by Michele Soavi (2013); Altri
tempi directed by Marco Turco (2013); Gli anni spezzati - Il
Giudice by Graziano Diana (2014).
Filmografia essenziale / essential filmography
1995 Palermo Milano solo andata di Claudio Fragasso
1997 Nirvana di Gabriele Salvatores
1998 Viol@ di Donatella Maiorca)
1999 Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella
2000 Pene d’amor perdute di Kenneth Branagh
2000 Rosa e Cornelia di Giorgio Treves
2001 Hotel di Mike Figgis
2002 Heaven di Tom Tykwer
2002 Casomai di Alessandro D’Alatri
2004 Il cartaio di Dario Argento
2004 L’amore è eterno finché dura di Carlo Verdone
2005 Mary di Abel Ferrara
2005 La bestia nel cuore di Cristina Comencini
2006 La cura del gorilla di Carlo Sigon
2006 Commediasexi di Alessandro D’Alatri
Le candidat, regia di Niels Arestrup
2007 Voce del verbo amore di Andrea Manni
2011 L’amore fa male di Mirca Viola
2013 Il terzo tempo di Enrico Maria Artale
2014 Un matrimonio da favola Carlo Vanzina
90
LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE
Lucrezia debutta sul grande schermo nel 1986 con il film
di Mario Monicelli Speriamo che sia femmina recitando
accanto a Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli, Giuliana
De Sio. Dal 1988 lavora con Pupi Avati Storia di ragazzi e
di ragazze (1989), con Pino Quartullo in Quando eravamo
repressi (1992), Le donne non vogliono più (1993). Negli
Anni Novanta, recita con Vanessa Redgrave in Diceria
dell’untore (1990) e con Noiret in Zuppa di pesce (1992).
Nella televisione lavora con Mauro Bolognini Casa Ricordi
(1993), poi seguono i film tv Uno di noi (1996), Les amants
de rivière rouge (1996), Trenta righe per un delitto (1998)
e Cronaca nera (1998). E’ protagonista de La carbonara
(2000), diretta da Luigi Magni. Tra i suoi lavori televisivi
del periodo: Orgoglio (2004) e Attenti a quei tre (2004).
Nel 2005 gira per la regia di Gianpaolo Tescari Gli occhi
dell’altro con il quale vince il Taormina Film Festival.
In teatro lavora con Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi,
Duccio Camerini, Luca Ronconi, Emanuela Giordano.
Nel 2007 e poi nel 2009 è Donna detective fiction Rai di
successo. Vince nel 2008 il premio come migliore attrice
protagonista al Roma Fiction Fest con il film Ovunque
tu sia di Ambrogio Lo Giudice. Il 2008 la vede nel cast
di Quantum of solace, 22° capitolo della serie di James
Bond, dove interpreta la compagna di Giancarlo Giannini.
Nel 2011 è nel cast di Tutti pazzi per amore 3. Nel 2012
vince il Premio Flaiano come Miglior Interprete Femminile
con Malamore, dal testo di Concita De Gregorio, storia di
donne maltrattate, vittime della violenza di padri, mariti,
estranei. Nel 2012 è a teatro con John Gabriel Borkman
di Ibsen. Il 2013 la vede sul palcoscenico protagonista di
Come tu mi vuoi per la regia di Francesco Zecca, libero
adattamento di Masolino d’Amico della commedia di
Pirandello. Nel 2014 tornerà sul piccolo schermo con un
ruolo da cattivissima nella fiction La dama velata diretta
da Carmine Elia.
quei tre (2004). In 2005, she was directed by Gianpaolo
Tescari in Through the Eyes of Another, with which she
won the Taormina Film Festival. At the same time, she also
devoted herself to theater, with various directors: Gabriele
Lavia, Giorgio Albertazzi, Duccio Camerini, Luca Ronconi,
Emanuela Giordano. In 2007 and 2009, she was Donna
detective, RAI fiction, which garnered great success and
won over millions of viewers. In 2008, she won an award
for Best Actress in a Leading Role at the Roma Fiction Fest
with Ovunque tu sia by Ambrogio Lo Giudice. In 2008, she
appeared in Quantum of Solace, the 22nd episode in the
James Bond saga, where she plays Giancarlo Giannini’s
girlfriend. In 2011, she also starred in Tutti pazzi per
amore 3. In 2012, she won the Flaiano Award for Best
Actress with her theater piece Malamore, narrating the
story of abused women, victims of violence on the part of
fathers, husbands, strangers. In 2012, she also starred in
theater, as the lead actor’s wife in John Gabriel Borkman
by Ibsen. In 2013, she starred in the theater work Come
tu mi vuoi directed by Francesco Zecca, a free adaptation
by Masolino d’Amico of a Pirandello comedy. In 2014, she
went back to TV as a villain in the fiction La dama velata,
directed by Carmine Elia.
Lucrezia debuted on the silver screen in 1986 in Mario
Monicelli’s Let’s Hope It’s A Girl, starring alongside
Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli, and Giuliana De
Sio. In 1988, she took part in Pupi Avati’s The Story of
Boys & Girls (1989). In the 1990s, she acted with Vanessa
Redgrave in Breath of Life (1990) and with Noiret in
Fish Soup (1992). She then starred in the films by Pino
Quartullo, When We Were Oppressed (1992) and Women
Don’t Want To (1993). Over the following years, she also
acted on TV: with director Mauro Bolognini in the miniseries Casa Ricordi (1993), and then the films Uno di noi
(1996), Les amants de rivière rouge (1996), Trenta righe
per un delitto (1998), and Cronaca nera (1998). In 2000,
she starred in La carbonara (2000), directed by Luigi Magni.
She returned to TV with Orgoglio (2004) and Attenti a
91
92
Progetto espositivo di / Exhibition Design by
Claudio Ballestracci
Dalla mostra / from exhibition cura di / curated
by Simone Casavecchia, Fiammetta Terlizzi
In occasione dei vent’anni dalla morte di Giulietta Masina
e sessant’anni dall’uscita del film La Strada (premiato
con l’Oscar) si rende omaggio ad una delle più amate
attrici italiane. La mostra è articolata in quttro sezioni
principali che raccontano in immagini i film di Fellini
che hanno per protagonista Giulietta Masina: La Strada,
Le notti di Cabiria, Giulietta degli Spiriti e Ginger e Fred.
Senza dimenticare, però, Il Bidone e gli altri successi
cinematografici dell’attrice originaria di san Giorgio di
Piano in provincia di Bologna. Le immagini esposte,
spesso inedite, provengono dall’Archivio della Fototeca
Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di
Roma, mentre i manifesti fanno parte della Fondation
Fellini pour le cinema di Sion.
Un’ampia sezione è dedicata alle prime edizioni di libri
fotografici, sceneggiature in diverse lingue e saggi che
raccontano lo straordinario percorso artistico, e l’amore
del mondo, verso la coppia Fellini-Masina.
of photo books, screenplays in various languages, and
essays on the extraordinary artistic career of, and the
world’s love for, the couple Fellini and Masina.
Attraverso un percorso sognante e notturno si percorre la
vita artistica di Giulietta Masina, sette stanze lievemente
accennate da lenzuola conducono ad una soffitta dei
ricordi, scanditi dalle immagini e dalla musica dei film.
For the twentieth anniversary of Giulietta Masina’s death
and in celebration of The Road (Oscar Award), released
sixty years ago, this exhibition pays tribute to one of Italy’s
most beloved actresses. The show is composed of four
main sections that narrate, through images, Fellini’s films
with Giulietta Masina in a leading role: The Road, Nights of
Cabiria, Juliet of the Spirits, and Ginger and Fred, without
forgetting about Il Bidone and the other movie successes
of this star from San Giorgio di Piano near Bologna. The
images on display (many on view for the f
irst time
ever) are from the Archivio della Fototeca Nazionale del
Centro Sperimentale di Cinematografia in Rome, whereas
the movie posters are part of the Fondation Fellini pour le
cinema in Sion. A vast section is dedicated to first editions
Un ringraziamento particolare a Daniela Berti per il
prestito delle foto dalla mostra Giulietta in Federico e ad
Antonio Giorgini per i motocarri Guzzi Ercolino e Dem.
A dreamy, nighttime itinerary covers the artistic career
of Giulietta Masina, in seven rooms slightly hinted at by
sheets that lead to an attic of memories, marked by the
images and music of her films.
Special thanks to Daniela Berti for lending the photos per
the exhibition Giulietta in Federico and to Antonio Giorgini
for the Guzzi Ercolino and Dem motorbikes.
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MOSTRA | EXHIBITION
GIULIETTA MASINA
L’Oscar di Fellini
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PREMIO | AWARD TONINO GUERRA
Il Premio, dedicato a Tonino Guerra e che intende segnalare
annualmente una sceneggiatura cinematografica originale
e inedita, consiste in un riconoscimento in denaro (2.500
euro) all’opera vincitrice. Per la prima edizione del premio,
la giuria, composta da Laura ippoliti, Luisa Morandini,
Paola Musa, Piergiorgio Paterlini e Chiara Tozzi, dopo
una ponderata analisi delle numerose sceneggiature
pervenute, ha scelto le sei opere finaliste fra le quali,
entro l’1 novembre 2014, giorno della consegna dei premi
al San marino International Film Festival, verrà premiata
la vincitrice.
Each year the award, dedicated to Tonino Guerra, aims
to acknowledge an original and previously unpublished
screenplay for film, with a monetary reward (2,500 euro).
For the first edition of the award the jury includes
Laura Ippoliti, Luisa Morandini, Paola Musa, Piergiorgio
Paterlini, and Chiara Tozzi, who, after an attentive analysis
of numerous screenplays, have selected six finalists. One
of these will be given the award on November 1, 2014. Elenco opere finaliste /List of Finalists
THE HOLD soggetto di / plot by Roberto De Feo,
sceneggiatura di Lucio Besana e Margherita Ferri
BELLA CIAO di / by Emanuela Del Monaco,
Antonio Cosentino
BEATE di / by Antonio Cecchi, Gianni Gatti, Salvatore Maira
RADIO ARIA LIBERA di / by Lorenzo Colonna
IL FUTURO di / by Elia Gonella, Stefano Lazzani,
Luca Vassalini
SIRENA di / by Giorgio Borgazzi, Fabrizio Bozzetti
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cinematografica e televisiva con sede legale e operativa in Santarcangelo di Romagna
(Rimini), attiva da giugno 2011. Cura l’ideazione, lo sviluppo dei contenuti, la
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