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7_11_2014 - CGIL Basilicata

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RASSEGNASTAMPA
RASSEGNASTAMPA
7 novembre 2014
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
ANNO 14 - N. 307 - e 1,20
Direzione: Edizioni Proposta sud s.r.l. Via Annarumma, 39/A - 83100 - Avellino
Redazione di POTENZA,: via Nazario Sauro 102, 85100 - Potenza (PZ) - tel. 0971 69309 - fax 0971 476797 - email [email protected]
Redazione di MATERA: Piazza Mulino 15, 75100 - Matera (MT) - tel. 0835 256440 - fax 0835 256466 - email [email protected]
Venerdì 7 novembre 2014
LA CRISI DI POTENZA E IL DISSESTO
Libera: «Fuori i nomi dei responsabili del disastro»
Santarsiero: «Non mi chiamavano scellerato quando gli ho dato 50mila euro e quando non pagavano la sede»
alle pagine 8 e 9
Il fronte dei “4 comitatini” contro lo Sblocca Italia cresce di ora in ora
LE ELEZIONI A MATERA
per la mobilitazione di domani a Potenza. Probabile “assalto” alla Regione PARLIAMO DELLA CITTA’
Petrolio, anche i vescovi
in campo
«Lo sviluppo
sia rispettoso
della nostra terra»
La conferenza episcopale lucana invita a guardare
la Basilicata con uno spirito “francescano”
Anche i sindaci in piazza. De Luca si schiera per il No
Bandiera sulla statua
dei lucani nel mondo
LABANCA e SANTORO alle pagine 4, 5, 6 e 7
OSPEDALE SAN CARLO
Marraudino resta agli arresti
Galatti libero ma non può operare
Per Cavone resta l’obbligo di firma
E DELLE FANTASTICHE
OPPORTUNITA’
CHE CI ASPETTANO
di SALVATORE ADDUCE
Il mio cognome (ma anche il mio nome) si presta a facili e divertenti assonanze. Ma dopo la grande marcia che
in questi quasi cinque anni abbiamo
fatto con l'intera città e con l’intera
regione occorre ragionare allargando lo sguardo anche
in vista delle elezioni della
prossima primavera. Dobbiamo parlare della città e
delle fantastiche opportunità che Matera
può intercettare insieme a tutti i comuni della Basilicata,
segue a pagina 13
VI SEGNALIAMO:
IERI E OGGI
I veterani della scuola
contro quelli
del “nulla è possibile”
Marraudino, Galatti, Cavone e il San Carlo
AMATO a pagina 11
MARTINO e ROSA a pagina 10
La catastrofe dei collegamenti del capoluogo: ieri ennesima intollerabile impasse
Alle prime piogge il regionale Salerno Potenza si blocca
100 passeggeri fermi a Picerno, rientrano a Bella per l’intercity
a pagina 17
CROCE ROSSA
Scandali nascosti per anni
Ecco come nasce l’inchiesta
AMATO a pagina 12
SPORT
CALCIO SERIE D
L’assemblea dei soci
insedierà Notaristefani
al comando del Potenza
41107
9
771974
617259
Notaristefani
RASSEGNASTAMPA
TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90
Venerdì 7 novembre 2014
La Gazzetta del Mezzogiorno con
inserto speciale “MONDOmedico” a A 1,30
LA GAZZETTA
DI
PUGLIA - CORRIERE
DELLE
Quotidiano fondato nel 1887
PUGLIE
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
B A S I L I C ATA
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(prefisso 080): Informazioni 5470200 - Direzione Generale 5470316 - Direzione Politica 5470250 (direzione [email protected]) - Segreteria di Redazione 5470400 ([email protected]) - Cronaca di Bari 5470430-431
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Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 127° Numero 306
L’ASSOCIAZIONE LIBERA SI RIVOLGE ALLA CORTE DEI CONTI
Comune di Potenza
I conti del dissesto
«Operazione verità»
FANIZZI IN GAZZETTA DI BASILICATA A PAGINA V >>
COMUNE Il palazzo di Città a Potenza
Ostuni, rapisce la figlia Morte di Anna Esposito
gettandola dal balcone s’infittisce il mistero
A OSTUNI
La mamma
lancia la bimba
dalla finestra
del centro cui
la piccola era
affidata dal
tribunale. Poi si
butta e fugge
UNA
MACCHIA
SUL VISO
Da una foto
inedita emerge
chiaramente:
la donna fu
colpita alla
tempia?
A PAGINA 8 >>
A PAGINA 8 >>
ALTA TENSIONE VACILLA L’ACCORDO SULLA RIFORMA ELETTORALE SOTTOSCRITTO AL NAZARENO. IL MINISTRO BOSCHI: NOI AVANTI ANCHE SENZA FI
VACANZE-NATURA L’AREA TRA LE ECCELLENZE EUROPEE
Consulta: passa solo Sciarra, candidata Pd. Apertura renziana al M5S
Proteste contro il premier all’Alcatel. Lui: l’Europa finanzi l’innovazione
Bruxelles premia il Parco nazionale
Ma resta il nodo delle servitù militari
del turismo
Renzi-Silvio, il patto piange Oscar
all’Alta Murgia
MA L’IMBROGLIO
NON SONO
SOLO I FONDI
EUROPEI
COME SI FA
IN ITALIA
A NON ESSERE
DEPRESSI?
di LINO PATRUNO
di ALBERTO MAZZUCA
R
oba da illusionisti.
Quelli che ti fanno
sparire le cose sotto
gli occhi: così con i
fondi europei. E non solo per
quei tre miliardi che si scopre
essere stati scippati al Sud per
finanziare gli sgravi ai neoassunti. Il Sud che ancòra una
volta assiste il Nord tanto
quanto è accusato di essere assistito. Perché quelle assunzioni saranno fatte (se saranno
fatte) soprattutto al Nord. Ma
come, ma no, cosa dite?
Al Sud la percentuale di industrializzazione è stata nel
2013 di 37,4 addetti ogni mille
abitanti, al Centro Nord di 93,9.
Quindi se le industrie sono soprattutto lì, lì assumeranno,
non essendo stato inventato il
sistema per assumere dove non
c’è chi assuma. Obiezione: se
non avete industrie è anche
colpa vostra, visto quanti soldi
vi abbiamo dato.
U
UOVA CONTRO IL PREMIER L’auto di Renzi bersagliata dai manifestanti
SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3, 4 E 5. TUCCI A PAGINA 17 >>
n’altra occasione persa. Dal 4 novembre la
Bce di Mario Draghi
ha il compito di vigilare sulle 120 maggiori banche
europee. Ma nei fatti è un’unione bancaria limitata in quanto
lascia fuori dai controlli gli istituti di piccole dimensioni.
SERVIZI A PAGINA 12 >>
SEGUE A PAGINA 17 >>
Oggi
con la Gazzetta
l’inser to
MONDOmedico
ARMENISE A PAGINA 11 >>
PUGLIA NELLE «PARTECIPATE»
MALTEMPO
Nubifragi
danni e caos
Al Sud resta
l’allerta
ANTICHE MURA La Rocca del Garagnone a Spinazzola
SEGUE A PAGINA 17 >>
ROMA
SOTTO
L’ACQUA Il
previsto
nubifragio
alla fine è
arrivato ed
ha provocato
allagamenti
in città e
nell’aeroporto
di Fiumicino
CENTROSINISTRA
Precari regionali Primarie «low cost»
la lista si allunga solo 1 euro per votare
Sorpresa: ora sono 400
l I precari da stabilizzare
nelle società della Regione
potrebbero essere 400. La
nuova legge potrebbe essere
applicata anche ad Acquedotto Pugliese e Aeroporti.
SCAGLIARINI A PAGINA 7 >>
A PAGINA 6 >>
VIP IN ARRIVO
La Puglia celebra il vino
dei Cavalieri del Lavoro
MILLARTE A PAGINA 9 >>
RASSEGNASTAMPA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887
Venerdì 7 novembre 2014
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MALTEMPO NEL METAPONTINO, ANCORA SFREGIATO DAI NUBIFRAGI DELLO SCORSO ANNO, IL RISCHIO DI UN DEJA-VÙ È ALTO. GENOVA NON HA INSEGNATO NULLA
LO SFASCIUME
DIVENTA
EMERGENZA
SOLO IN TV
di MASSIMO BRANCATI
Non ci resta che pregare
Allerta meteo: non è stato fatto nulla per evitare le alluvioni
G
enova è lì a ricordarci che bisogna
fare qualcosa per
evitare il ripetersi
delle tragedie. Ma l’abitudine
tutta italiana di piangere sul
latte versato è dura a morire.
Ci si interroga sul da farsi di
fronte a fiumi straripati, morti, locali allagati, ma la voglia
di rimboccarsi le maniche dura il tempo dell’effetto mediatico prodotto dall’accaduto.
L’allerta meteo di questi
giorni riaccende i riflettori sul
tema e anche in Basilicata,
come nel resto del Paese, ai
cittadini non resta che incrociare le dita. Sul fronte della
prevenzione è stato fatto poco
o nulla. Ovunque. A livello
nazionale, infatti, il 39 per cento dei Comuni è praticamente
«immobile» sulla sicurezza del
territorio, mentre il 71 per
cento compie un lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico ancora insufficiente.
Come «mosche bianche» i comuni lucani che pongono le
tematiche di protezione civile
tra le loro priorità, un approccio che si traduce in piani
di emergenza raffazzonati o
inesistenti. In questo scenario
la manutenzione delle sponde
dei fiumi è fantascienza e si
continua a costruire in aree a
rischio. Che abbondano nel
territorio lucano: sono 123 su
131, infatti, i nostri paesi definiti «a potenziale rischio
idrogeologico» dal Ministero
dell’Ambiente
e
dall’Upi
(Unione Province Italiane). Di
questi 56 sono a rischio frana,
due a rischio alluvione, 65 a
rischio di entrambe. Il 67 per
cento dei lucani, inoltre, abita
su «bombe idrogeologiche» dove troviamo anche molti fabbricati industriali che, in caso
di smottamenti, costituiscono
una seria minaccia per le falde
acquifere. Quanto ai rischi,
insomma, non ci facciamo
mancare proprio niente.
A Scanzano e Policoro nessuna traccia
delle opere progettate per risolvere i
problemi idrogeologici. Scatta il
«coprifuoco»: i cittadini si organizzano
DANNI Il nubifragio di dicembre scorso
l Cosa è stato fatto per riparare quello che la
bomba d’acqua del 7 ottobre e il ciclone «Nettuno» di dicembre 2013 hanno prodotto? Poco,
molto poco. A Pisticci, uno dei centri più colpiti,
per esempio ci sono stati interventi su poche
strade, effettuati dal Comune, mentre si attende
ancora il grosso dei lavori. A Scanzano Jonico e
Policoro nessuna delle opere progettate per risolvere le criticità idrogeologiche è stata cantierizzata. Eppure i soldi necessari sono stati già
stanziati. E la gente, ieri, in pieno allarme meteo
e con il nare «forza 9» si è data da fare per
comprare sacchi di iuta da riempire di sabbia,
pulire caditoie, sbucare canali di scolo, spostare
auto e mobili in luoghi più sicuri.
ADESIONE DELLA CEI. PITTELLA RASSICURA SULLO SBLOCCA ITALIA
I vescovi in piazza
contro le trivelle
MIOLLA E MELE A PAGINA II >>
POTENZA: IL GIALLO ESPOSITO
Quel livido di Anna
nessuno l’ha visto?
VOLTO Nel cerchietto i segni di una possibile contusione
l Una macchia rotonda giallastra con un punto rosso
molto evidente nella parte superiore, tra l’arco del sopracciglio e l’attaccatura dei capelli: proprio sulla tempia
sinistra. A guardarla nell’unica foto in cui compare - che la
Gazzetta può pubblicare in esclusiva - sembra una contusione. È come se Anna Esposito - il commissario della
polizia di Stato morto il 12 marzo del 2001 in circostanze
mai chiarite (il caso era stato chiuso in fretta come suicidio e riaperto un anno fa, dopo un’inchiesta giornalistica della Gazzetta, con l’ipotesi di omicidio volontario)
- fosse stata colpita proprio in quel punto. Quel particolare
non è stato descritto in nessun documento dell’inchiesta.
Non compare nelle informative degli investigatori e neppure negli atti del sopralluogo effettuato dalla polizia
scientifica, nonostante sia ben visibile in una delle foto di
primo piano scattate mentre il corpo senza vita della
poliziotta era poggiato sul tavolo d’acciaio dell’obitorio.
AMENDOLARA A PAGINA III >>
l Domani a Potenza, in piazza
Mario Pagano, manifestazione
contro il decreto «Sblocca Italia»
che dà mano libera alle trivelle
petrolifere. Sull’iniziativa - denominata «Mo’ basta» - che anticipa
di un giorno la mobilitazione di
Scanzano organizzata dal Movimento 5 Stelle, interviene la Conferenza Episcopale di Basilicata
che esprime vicinanza ai manifestanti. «Auspichiamo - dice il
portavoce don Mauro Gallo - che
ogni attività che interessa e interesserà il nostro territorio risulti compatibile con lo sviluppo autoctono della regione, con la valorizzazione delle sue tante valenze umane, ambientali ed economiche. Si avverte sempre più la
necessità di guardare alla nostra
terra con uno sguardo quasi «francescano».
Il presidente della Regione,
Marcello Pittella, rassicurala
Conferenza Episcopale di Basilicata sulla questione petrolio, in
particolare rispetto all’auspicio,
manifestato dal portavoce don
Gallo, che «ogni attività che interessa e interesserà il nostro territorio risulti compatibile con lo
sviluppo autoctono. Un solo dato:
la Chiesa lucana, impegnata quotidianamente ad assistere, attraverso la Caritas, migliaia di famiglie in difficoltà, per effetto della più grave crisi economica che il
nostro Paese e l’Europa stanno affrontando da molti anni a questa
parte, non sarà d’ora in poi lasciata sola, anche grazie alla trasformazione della carta carburanti in “social card” da assegnare
solo ai più poveri».
PINTO A PAGINA VII >>
INQUINAMENTO UN PIANO FINANZIATO DAL SENATORE CAMPANO PEPE POTENZA RESTA AI DOCIMILIARI IL PRIMARIO MARRAUDINO
POTENZA I SINDACATI: «I FONDI DELLA REGIONE SONO PER IL 2013/14»
Analisi tossicologiche
Donna morta al S. Carlo Mense scolastiche
sui cittadini di Fenice & C. Galatti torna in libertà si allontana l’apertura
ESAMI
Coinvolti
lucani che
abitano a
ridosso
dell’inceneritore di S.
Nicola, della
Siderpotenza
e abitanti di
S. Angelo Le
Fratte
BRANCATI A PAGINA VII >>
MEDICO Matteo Galatti
l Il tribunale del Riesame di
Potenza ha sostituito la misura
degli arresti domiciliari con l'interdizione dall’esercizio della
professione medica per Matteo
Galatti, il cardiochirurgo
dell’ospedale San Carlo coinvolto
nell’inchiesta sulla morte di Elisa
Presta. Il primario del reparto di
cardiochirurgia, Nicola Marraudino resta ai domiciliari e il chirurgo Michele Cavone ha l’obbligo di firma.
SERVIZIO A PAGINA III >>
SCUOLA La manifestazione davanti al Comune
LAGUARDIA A PAGINA VI >>
RASSEGNASTAMPA
1,30
Anno 91 n. 201
Giovedì 31 Luglio 2014
Odio gli indifferenti. Credo che vivere
voglia dire essere partigiani. Chi vive
veramente non può non essere
cittadino e partigiano. L’indifferenza è
abulia, è parassitismo, è vigliaccheria,
non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
Alcuni piagnucolano pietosamente,
altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano:
se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia
volontà, sarebbe successo ciò che è
successo?
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi
non parteggia, odio gli indifferenti.
L’Unità
è viva
Antonio Gramsci 11 febbraio 1917
RASSEGNASTAMPA
2 PRIMO PIANO
LA CRISI ECONOMICA
TENSIONE TRA ROMA E BRUXELLES
Venerdì 7 novembre 2014
Il presidente Dijsselbloem: «Non si
possono cambiare le regole in corsa»
Stop anche dal francese Moscovici
Renzi, nuovo stop dall’Ue
«No alla troppa creatività»
L’Eurogruppo respinge l’idea di scalare gli investimenti dal Patto di stabilità
l BRUXELLES. Il botta e risposta tra l’Europa e Renzi non
si ferma, e ieri è toccato all’Eurogruppo reagire dopo il tweet
con cui il premier chiedeva
all’Ue di liberare le risorse per
investimenti dal Patto: non si
può fare, è la risposta del presidente dell’Eurogruppo Jeroen
Dijsselbloem, perchè "non possiamo cambiare le regole durante il gioco". D’accordo anche il
nuovo commissario agli affari
economici, il socialista Pierre
Moscovici, secondo cui "non si
può esagerare con la creatività",
ma si può solo usare la flessibilità delle regole. Intanto, aspettando i giudizi di Bruxelles sulla
legge di stabilità che slittano a
fine novembre, il ministro Pier
Carlo Padoan si dice "tranquillo", perchè il dialogo con l’Europa prosegue "in modo positivo". Nonostante Moscovici avverta che l’assenza di bocciature
"non vuol dire che la storia sia
finita", perchè la Commissione
sta valutando se chiedere "altri
sforzi ad alcuni Stati".
Padoan difende la legge con
cui "l'Italia ha dimostrato che
continua a mantenere un equilibrio solido tra il consolidamento e il sostegno alla crescita, grazie alla dimensione e composizione della legge che favorisce i
redditi bassi, consente un taglio
delle tasse ragguardevole e insieme al programma di riforme
strutturali darà un 'boost’alla
crescita in Italia". A margine
dell’Eurogruppo Padoan avvia
anche il dialogo con il nuovo
commissario agli affari economici, Pierre Moscovici, e domani vedrà il vicepresidente re-
I COMPITI A CASA
La Germania annuncia
10 miliardi di investimenti
senza indebitamento
sponsabile del semestre europeo
(quindi anche delle valutazioni
sui bilanci) Valdis Dombrovskis.
Intanto, mentre la Germania
fa i compiti assegnati da Bruxelles e annuncia 10 miliardi di
investimenti senza fare debito,
prosegue il confronto sulla crescita, e l’occasione è la conferenza organizzata dalla presidenza italiana 'Finance for growth'. Le posizioni dei Paesi sono
ancora distanti. Padoan sottolinea che "per aumentare gli investimenti ci servono più risorse
ma anche più opportunità di investimento, che si creano andando avanti con le riforme, cosa che
il Governo italiano sta facendo".
Inoltre, visto che passerà qualche tempo prima che i flussi di
credito all’economia tornino a
livelli normali, per aiutare l’economia a rimettersi in moto,
"dobbiamo diversificare gli strumenti di finanziamento".
Il presidente dell’Eurogruppo
Jeroen Dijsselbloem invece, per
il momento, vede poco spazio per
investire: "Aspettiamo di vedere
il piano Juncker (sugli investi-
Stime della Commissione Ue
Le previsioni autu
2014
ITALIA
2015
Debito/Pil
132,2
133,8
Deficit/Pil
3,0
2,7
Deficit strutturale
0,9
0,8
Pil
-0,4
0,6
Disoccupazione
12,6
12,6
Zona Euro Pil
0,8
1,1
Francia
Pil
0,3
0,7
Deficit/Pil
4,4
4,5
Debito/Pil
95,5
98,1
Germania Pil
Debito/Pil
1,3
1,1
74,5
72,5
IL TEMA GIÀ CON GLI EMENDAMENTI ALLA MANOVRA
E il premier promette ai sindaci
autonomia e tassa unica sulla casa
L’ITALIA E L’EUROPA In primo piano il ministro italiano Padoan,
con il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Dijsselbloem
menti, ndr), sappiamo che la possibilità di investire è abbastanza
limitata, pochi hanno spazio di
bilancio e anche la possibilità
della Commissione di 'ampliarè
le regole è minima, quindi bisogna guardare molto alla Bei".
Per il presidente "sono le riforme
l’unico strumento per crescere",
ma le riforme vanno incentivate.
L’idea – già espressa più volte
dall’olandese che l’ha ribattezzata 'New Growth Deal' – è che "le
riforme devono essere ricompensate quando si fa la valutazione dei conti pubblici, i Paesi
che le fanno devono avere una
ricompensa dalla Commissione
Ue".
Chiara De Felice
l La tassa unica arriverà dall’anno prossimo. E
nel 2016 arriverà a casa dei contribuenti già precompilata. L’annuncio arriva dal premier, Matteo
Renzi, durante l’assemblea dei sindaci. E la sede
«naturale» per introdurre la nuova tassazione sulla casa («salterebbe» anche la parte a carico degli
inquilini) sarebbe la Legge di Stabilità. Ma non è
escluso neanche un provvedimento 'ad hoc' ad inizio anno. In cambio i sindaci avrebbero "autonomia organizzativa: vi diamo degli obiettivi e poi
voi fate come vi pare, è evidente che poi ne risponderete di fronte ai cittadini". Anche perchè "è
giusto che parte dell’addizionale Irpef passi allo
Stato e parte della tassazione immobiliare è giusto
che resti ai Comuni". Ma - avverte Renzi – "non
sarà consentito che i tagli di costi decisi per le
Regioni possano ridurre i servizi dei Comuni".
Intanto a Montecitorio le commissioni mettono i
propri «paletti alla manovra»: niente sconti per le
nuove assunzioni a chi ha licenziato in precedenza
e certezza sulle risorse da destinare a Cig in deroga e ai nuovi ammortizzatori. Ma anche Iva per
gli e-book da equiparare a quella per i «vecchi»
libri di carta, estensione della proroga dell’ecobonus agli interventi antisismici, riordino delle tasse
sulla casa (appunto la local tax) e tasse sui fondi
pensione e sul Tfr da rivedere (al ribasso). Molte di
queste istanze si tradurranno in precisi emendamenti alla legge di Stabilità, proprio mentre dal
governo arriva una apertura sul capitolo fondi-Tfr,
a patto di muoversi senza toccare i saldi.
La novità della manovra, dice il viceministro
dell’Economia Enrico Morando, sta nel presentare
per la prima volta "una strategia unitaria" che lega
e coordina "politica fiscale, riforme strutturali e
politica monetaria" che potrà rappresentare "l'avvio della svolta" che serve al Paese per uscire dalla
crisi. Per questo i saldi devono rimanere invariati
ma all’interno di questo perimetro c'è "ampia disponibilità" da parte del governo a valutare correttivi ad alcuni capitoli che più hanno ricevuto
critiche, come appunto l’inasprimento della pressione fiscale sui fondi pensione e sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto. Per il 2016 e
Draghi: mille miliardi
Elusione fiscale, su Juncker
l’ombra del «suo» Lussemburgo di nuovi prestiti
Rivelazioni su colossale accordo con 300 multinazionali
l «Accordi segreti tra le autorità del Lussemburgo e trecento aziende in tutto il mondo, tra
cui 31 in Italia, per spostare flussi
finanziari enormi pagando tasse
minime». È questo, in estrema
sintesi, 'LuxLeaks', lo scandalo
emerso da un’inchiesta giornalistica internazionale, pubblicata
in 31 Paesi, che sta imbarazzando
il neo presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, e
con lui tante multinazionali, tra
cui giganti come Amazon, Ikea,
Deutsche Bank Procter & Gamble, Pepsi e Gazprom.
Nei dossier anche 31 società
italiane, tra cui banche come Intesa San Paolo, Unicredit, Marche e Sella o aziende di Stato come
Finmeccanica.
Spulciando le 28mila pagine di
documenti riservati, i cronisti del
International Consortium of Investigative Journalism (ICIJ)
hanno offerto un quadro inquietante dei rapporti tra enormi
multinazionali e le autorità del
Granducato. Preoccupanti soprattutto perchè non v'è traccia di
alcun reato. Si tratta, come sintetizza «L'Espresso», che ha avuto
l'esclusiva per l’Italia, di
"un’emorragia di fondi, perfettamente legale, che sottrae risorse
dall’economia del resto dell’Ue".
Malgrado l’imbarazzo, la Commissione parla di un "tipico caso
di aiuti di Stato". La nuova Commissaria per la Concorrenza,
Margrethe Vestager, spiega il
portavoce di Juncker, "sta continuando il lavoro cominciato dal
suo predecessore Almunia". Ma
con il caso 'LuxLeaks' e, dopo le
scintille con Renzi e Cameron, è
Jean Claude Juncker a ritrovarsi
al centro della polemica. Ha guidato per 18 anni consecutivi dal
1995 al 2013 proprio il Lussemburgo. E da presidente della nuo-
va Commissione europea "dell’ultima chance" aveva detto di essere "un tipo che non trema davanti ai primi ministri". Adesso
viene chiamato in Parlamento da
socialisti e lib-dem, gli alleati dei
popolari nella grande coalizione
europea, a garantire che lotterà
contro l'elusione fiscale che il suo
Paese ha promosso per decenni.
contro la stagnazione
l La Bce è al lavoro su nuove misure per spingere l’inflazione, e il
consiglio direttivo per la prima volta sottoscrive unanimemente l’obiettivo dei 1.000 miliardi di aumento dei prestiti.
Sono i due elementi con cui il presidente Mario Draghi ha da una parte
spazzato le polemiche su una spaccatura ai vertici, di fatto sfidando la
Bundesbanke dall’altra rilanciato le attese dei mercati per un 'quantitative easing' che si avvicina sempre di più. Lo sfondo è quello di
un’inflazione che resterà debole nei prossimi mesi (non distante dallo
0,4% di ottobre) e una ripresa a rilento con rischi al ribasso. Al punto che
l’Ocse, nel suo Economic Outlook, parla dell’Eurozona come un "rischio
rilevante per la crescita mondiale", sottolineando le debolezze di
Germania, Francia e Italia. Invitando l’Eurozona a usare "tutto il
margine disponibile (di bilancio,
ndr) nell’ambito delle regole" e la
Bce a "un acquisto consistente di
asset fino a quando l’inflazione
non sarà tornata in linea" con il
2%.
La riunione della Bce ha lasciato i tassi come atteso allo 0,05%. Ma nella successiva conferenza stampa
– più breve del solito, appena 50 minuti – Draghi ha immediatamente
riaffermato che con le misure anti-deflazione lanciate sinora - maxi-prestiti alle banche che prestano alle pmi e acquisti di prestiti cartolarizzati e obbligazioni garantite – la Bce "si aspetta che il bilancio si
muova verso le dimensioni che aveva all’inizio del 2012". Mettendo in
ballo un aumento di circa 1.000 miliardi delle attività dell’Eurotower
verso i 3.000 miliardi complessivi. Per la prima volta, tale impegno è
esplicitato nel comunicato ufficiale anzichè, come in precedenza, accennato en passant nelle risposte ai giornalisti. Ma soprattutto, l’impegno – sottolinea Draghi – è "firmato" da tutti i consiglieri Bce.
Con poche parole, il presidente della Bce ha cercato di spazzare via le
voci di una spaccatura con alcuni governatori (s'ipotizza capeggiati dalla
Bundesbank), i quali avrebbero lamentato una scarsa collegialità delle
sue decisioni e lamentato che l’accordo, nel consiglio, era di non rivelare
la cifra dei 1.000 (peraltro trapelati in un articolo nella stampa tedesca).
Tale spaccatura – secondo le indiscrezioni – si sarebbe dovuta manifestare alla cena della vigilia del consiglio, ma Draghi anche qui fa
muro: "durante la cena abbiamo avuto colloqui ricchi e interessanti e
molto franchi. Ma una simile preoccupazione non è stata manifestata".
DIRETTIVO BCE
La proposta sottoscritta
all’unanimità spazza le
critiche della Bundesbank
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 3
Venerdì 7 novembre 2014
2016
132,7
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Segui aggiornamenti e notizie sul
tuo telefonino. Istruzioni a pag. 17
Madia: «Statali garantiti
ora la mobilità interna»
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ANSA
LA DIRETTA
Immediata la replica della Cgil
«Basta con la contrapposizione
tra lavoratori pubblici e privati»
nnali. Dati in %
MOSCOVICI Commissario Ue all’Economia
il 2017, sottolinea Morando "la manovra resta da
scrivere" ma c'è "l'assoluto impegno" a non far scattare le clausole di salvaguardia su Iva e accise
attraverso una spending review che incida sulla
spesa improduttiva, quella che ha meno incidenza
sulla crescita potenziale". Operazione fattibile se si
responsabilizzano "l'apparato centrale e periferico
anche con premi e penalizzazioni".
Intanto oggi arrivano in commissione le proposte di modifica dei deputati, che cominceranno a
essere votate solo a metà della prossima settimana
dopo che i gruppi avranno segnalato quelle cui non
vogliono rinunciare (il tetto ai segnalati è stato
fissato a 500, cui si sommeranno gli emendamenti
prodotti dalle commissioni e quelli di relatore e
governo, con l’ipotesi di arrivare a 800-1000 voti al
massimo). L'obiettivo rimane quello di chiudere il
testo in commissione entro il 20 novembre in modo
da essere pronti per l’Aula il 24. Timing che però
dipende dalle sorti del Jobs act che nelle intenzioni
del governo dovrebbe essere all’esame dell’Assemblea di Montecitorio prima della manovra.
MORANDO Viceministro dell’Economia
Un decreto per i trasferimenti tra amministrazioni pubbliche
Accordo vicino
Alitalia-Etihad, Montezemolo
designato presidente
La nuova Alitalia prende forma. In attesa dell’ok dell’Europa all’operazione
con Etihad, atteso per il 17 novembre, e
in attesa della creazione della newco in
cui Etihad entrerà con il 49%, si disegna il
vertice della compagnia: due mesi fa era
stato indicato Silvano Cassano come amministratore delegato designato, e ora il
consiglio di amministrazione di Cai individua Luca Cordero di Montezemolo come
presidente designato e James Hogan,
presidente e ceo di Etihad, come vice
presidente. Fonti vicine all’ex presidente
di Fiat e di Confindustria, fanno capire
che il top manager, pur lusingato dal consenso che si è coagulato attorno al suo
nome, non ha ancora preso una decisione definitiva. Il consiglio di amministrazione, ha anche richiesto il versamento
del prestito ponte da 80 milioni, ad anticipo dell’aumento di capitale da 300 milioni
varato ad agosto. A sborsare i soldi necessari a dare ossigeno alla compagnia in
attesa del closing saranno i maggiori soci: Intesa, Unicredit, Poste, Immsi, Atlantia, Pirelli e Gavio. L’assemblea di Alitalia
Cai è stata fissata per il 20 novembre in
prima convocazione e per il 26 in seconda per la ratifica degli accordi con Etihad.
Ora si apre ora una fase fitta di operazioni
per fare in modo che la nuova Alitalia
possa decollare il primo gennaio 2015:
una volta ottenuto il disco verde dell’Antitrust Ue, a metà mese, avverrà il conferimento delle attività di Alitalia Cai nella newco; contestualmente verrà fatto un aumento di capitale riservato ad Etihad che
verrà a detenere il 49% della nuova Alitalia. Le ratifica dei vertici della nuova compagnia spetterà al consiglio di amministrazione della newco, che verrà a sua
volta nominato dall’assemblea sempre
della nuova società.
Meno controlli, più consulenze
«Anche il fisco cambia verso»
La Orlandi presenta le nuove strategie dell’Agenzia delle Entrate
l ROMA. Addio scontrini. Addio blitz dei finanzieri a Cortina o nei negozi del centro. Il fisco
cambia forma, "cambia verso", come dice la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, citando il premier Matteo Renzi. Dai controlli ex post, sul territorio, si passa alla tracciabilità e ad un nuovo rapporto, continuo, di
informazione e di scambio, con i contribuenti.
L'obiettivo è quello di coinvolgere maggiormente i cittadini nell’attività dell’Agenzia, comunicandogliene i passaggi, le intenzioni, i dubbi a loro
riguardo e permettendo quindi ai contribuenti, se
necessario, di "auto-correggersi". L'informatizzazione del sistema è anche questa: 730 precompilato, ravvedimento di lungo periodo, pin e cassetto fiscale a ciascuno, dialogo costante con l’amministrazione. Un passo essenziale, ha spiegato
Orlandi, è contenuto nella legge di stabilità. Con la
manovra arrivano forme più avanzate di comunicazione «anche in termini preventivi rispetto
alle scadenze fiscali». Per questo l’Agenzia delle
Entrate metterà a disposizione del contribuente, o
del suo intermediario, anche mediante l’utilizzo
delle reti telematiche e delle nuove tecnologie, «gli
elementi e le informazioni in suo possesso riferibili allo stesso contribuente, acquisite direttamente o pervenute da terzi, e le informazioni
utili a quest’ultimo per una valutazione in ordine
ai ricavi, compensi, redditi, volume d’affari, va-
lore della produzione e relativi alla stima dei predetti elementi, anche in relazione ai beni acquistati e posseduti». Si creano nuovi flussi di dati
«che consentono al contribuente di assolvere correttamente a monte ai suoi obblighi fiscali, accompagnandolo nei momenti precedenti e successivi alla presentazione della dichiarazione».
Allo stesso tempo, l’attuazione di una maggiore
tracciabilità dei pagamenti porterà al superamento degli scontrini fiscali, risultati "inefficaci", con
minori oneri per le imprese ed "il progressivo
abbandono di controlli massivi sul territorio da
parte dell’amministrazione finanziaria".
Il rapporto cambierà non solo con il singolo
contribuente ma anche con le imprese, partendo
da una revisione degli studi di settore. Sulle imprese minori "è in corso una profonda riflessione",
ha sottolineato ancore il direttore dell’Agenzia,
puntando alla ricostituzione del rapporto di fiducia anche con le pmi.
Per quanto riguarda infine l’attuazione della
delega fiscale, il prossimo decreto atteso per metà
novembre definirà una nuova normativa in materia di abuso di diritto, senza costituire, ha assicurato ancora Orlandi, un affievolimento della
lotta all’elusione, ma piuttosto una regolamentazione precisa di un principio, finora non normato.
Mila Onder
l Niente rinnovo del contratto o Tfr in busta paga, ma
gli statali restano comunque
più tutelati rispetto al resto
del mondo del lavoro. Parola
del ministro della Pa, Marianna Madia, che spiega come nel pubblico impiego "ci
sia una garanzia anche rispetto al posto di lavoro che
nel privato non c'è". A dimostrarlo secondo la titolare
della Pubblica Amministrazione è la recessione: "quante
persone con la crisi sono rimaste senza lavoro nel privato?", domanda retoricamente. "Nel pubblico questo non è
successo", constata il ministro nel corso del videoforum
di Repubblica Tv.
Immediata la replica della
Cgil: "Basta con la contrapposizione tra lavoratori pubblici e privati". Ma Madia
difende la sua riforma e avverte come uno dei blocchi
centrali, la mobilità, sia ormai in rampa di lancio. "Stiamo chiudendo le tabelle di
equiparazione, che ti dicono
come verrai inquadrato e che
retribuzione avrai", fa sapere.
Tabelle che sono contenute
in un decreto, un Dpcm, praticamente pronto. Si aspettano infatti solo le ultime limature per raccordarsi con il
Tesoro. Dopo il vaglio del Mef
non resterebbe che la firma.
Un tassello fondamentale per
rendere operativo il trasferimento del dipendente da
un’amministrazione all’altra,
con una certezza, assicura
Madia: il lavoratore "guadagnerà quanto guadagnava". Il
capitolo mobilità è tuttavia
complesso: la materia è stata
rivista dal dl Madia, diventato
legge in estate, con l’introduzione della possibilità di
spostamento
obbligatorio
del dipendente nel raggio
dei 50 chilometri.
Un
meccanismo
delicato da
regolare affinchè sia anche "un diritto" per il lavoratore. E c'è da lavorare dato
che, riconosce lo stesso ministro, siamo in una situazione in cui "non funziona
neppure la mobilità volontaria".
Occorrono infatti, continua
il ministro, una "serie di interventi normativi che rafforzeremo nella discussione
sulla legge stabilità". D’altra
parte anche in vista del "superamento del livello delle
province" ci deve essere un
sistema che faciliti il passaggio del lavoratore, ad
esempio, verso le cancellerie.
In altre parole il meccanismo
consente di assorbire eventuali esuberi, spedendoli laddove c'è carenza di personale.
Ci sono quindi più fronti
aperti sulla mobilità, due decreti (il primo sulle tabelle di
Sindaco di Barletta
Fondi al Sud
Cascella attacca
Renzi e Delrio
PROTAGONISTI Cascella con
Renzi, durante la campagna
elettorale. In alto, il ministro
Marianna Madia
.
equiparazione e il secondo sui
criteri generali) a cui si aggiungerebbe, come confermano anche i sindacati, la possibilità di interventi in legge
di stabilità.
Di sicuro si
vuole accelerare, per essere pronti al
più
presto
(c'è chi parla
di fine anno).
I
sindacati
però tornano
a chiedere spazio: Cgil, Cisl e
Uil pubblico impiego ricordano che sabato manifesteranno, scendendo in piazza a
Roma, con "le nostre proposte,
che il ministro non conosce
perchè non ha mai voluto
ascoltare". Su un punto però
anche i sindacati si schierano
con il ministro: esprimendo
solidarietà per il servizio pubblicato dal settimanale Chi,
con le foto del ministro intento a mangiare un gelato. A
riguardo Madia taglia corto,
ritenendo "che sia un fatto
che si commenta da sè". Ognuno, aggiunge, risponde delle
sue azioni e "Signorini, come
direttore di Chi, è responsabile di quello che pubblica".
Lo stesso Alfonso Signorini
intanto fa sapere: "Non mi
sono pentito per niente", anzi
"rivendico il mio diritto a
divertire".
IL GELATO E LE FOTO
«Ognuno risponde delle sue
azioni, Signorini responsabile
di ciò che pubblica»
«Cosa avrebbero detto i
sindaci di Firenze e di Reggio Emilia di un tempo non
molto lontano se, avendo
accolto con fiducia la sollecitazione di fornire indicazioni
utili ad accelerare progetti
da finanziare per sbloccare
l'economia del paese, non
avessero avuto alcun riscontro, anzi si fossero trovati a dover far fronte a nuovi tagli finanziari e persino a
un dirottamento di risorse
attese?». La domanda, retorica, viene dal sindaco di
Barletta, portavoce fino allo
scorso anno del presidente
della Repubblica, Giorgio
Napolitano. I destinatari, naturalmente, sono Renzi e
Delrio. Al Sud, dice Cascella,
«è arduo comprendere perché si svincolino e si dirottino i tre miliardi di fondi destinati al Piano di azione e di
coesione che potrebbero
consentire al Sud di tirare un
po' il fiato. Si dice che se non
sono stati utilizzati finora
non lo si riuscirà più a fare
nei tempi della programmazione europea in scadenza.
Sarà anche vero, ma prima
di "riprogrammare" chissà
cosa a quando, si dovrebbe
almeno verificare cosa abbia fermato progetti e fondi
e se ce ne siano che possano essere sbloccati oggi,
senza ulteriori deleghe».
RASSEGNASTAMPA
4 PRIMO PIANO
Venerdì 7 novembre 2014
GOVERNO E PARTITI
TUTTI I NODI DA SCIOGLIERE
IL BIVIO
Berlusconi deve scegliere: «rompere»
l’accordo e rafforzare l’opposizione o
proseguire le trattative con il «rivale»
Tensione Matteo-Silvio
trema il patto del Nazareno
IN CRISI Il
presidente
del Consiglio
Matteo Renzi
e il leader di
Forza Italia
Silvio
Berlusconi
Il premier «avverte» il Cav. La Boschi: avanti anche senza gli azzurri
l MILANO. «Il patto del Nazareno scricchiola».
Lo dice per inciso, quasi fosse una battuta. Ma lo
dice chiaro e tondo, Matteo Renzi. E la Boschi
conferma: avanti anche senza il Cav. A Silvio Berlusconi hanno chiesto una risposta in tempi brevi
sulla legge elettorale. Renzi non intende farsi trascinare nella palude parlamentare dalle divisioni
interne al suo partito sul Jobs act, figurarsi da
quelle interne a FI.
«Da sindaco», rivendica parlando alla platea
dell’Anci, ha imparato che di fronte alle difficoltà
non si fa «il coniglio», non si scappa. E nel giorno in
cui i sindacati dell’Alcatel Lucent fanno le sue auto
bersaglio di un nuovo lancio di uova, il premier
rilancia: «Ci faccio le crepes. La battaglia per portare l’Italia fuori dalla crisi va avanti su tutti i
fronti, anche quello europeo: Juncker e i suoi dicono di non essere burocati? Lo dimostrino».
Ma tiene banco l'ultimatum al Cavaliere. L’avvertimento che non è disposto ad aspettare oltre e
che intende portare a casa le riforme e la legge
elettorale, che FI ci stia oppure no. «Speriamo di
avere anche il consenso delle opposizioni», dice in
serata il premier parlando a una cena di finanziamento del Pd. «Lo dica se vuole rompere il patto»,
domanda l’azzurro Toti, attribuendogli tentazioni
di rottura. Mentre in Parlamento si rincorrono i
sospetti che si avvicini l'appuntamento con le urne,
nonostante la volontà ribadita dal leader Pd di voler
arrivare alla fine della legislatura.
La partita va avanti su più tavoli, come il presidente del Consiglio mette in chiaro nel suo lungo
I TIMORI IL NUOVO CENTRODESTRA SPERA IN UNA SOGLIA AL 2%
Esecutivo o Costituente?
Il doppio binario di Alfano
Casini e Mauro si sfilano dal «soggetto unico»
l ROMA. C'è una frase, tra
quelle dette da Matteo Renzi in
pressing su Silvio Berlusconi
per la legge elettorale, che alle
orecchie di Angelino Alfano è
suonata come musica celestiale. «Aspetto una tua risposta
ma sulla legge elettorale vado
avanti comunque e sono anche
pronto ad abbassare la soglia di
sbarramento al 2% come mi
chiede Alfano». Per questo, per
il Nuovo centrodestra, diventa
dirimente il vertice di maggioranza di lunedì.
Perchè prefigura scenari da
incubo per Alfano quello che è
accaduto nelle ultime ore, con
l’intesa Pd-M5s alla Camera
sulla elezione della professoressa Sciarra alla Consulta, e
quella democrat-grillini ieri
notte al Senato sulla responsabilità civile dei giudici.
La politica del doppio forno
di Renzi sulla legge elettorale -
Domenica a Roma
Fitto lancia
«Oltre il Muro
25 anni dopo»
«Domenica 9 novembre, a 25 anni dalla caduta
del Muro di Berlino, presenterò, a partire dalle ore
11, “Oltre il Muro, 25 anni
dopo”. Un momento di incontro e riflessione rispetto ad un evento che ha rivestito un’importanza centrale e che ha cambiato la
nostra storia». Lo annuncia l’europarlamentare di
Forza Italia, Raffaele Fitto.
L'incontro, a Palazzo Santa
Chiara a Roma, sarà l’occasione « per discutere e
confrontarci sulle sfide attuali alle quali siamo chiamati a dare un significato
e una risposta. Siamo di
fronte a delle dinamiche
complesse che meritano
un approfondimento serio
e condiviso».
con il Movimento 5 Stelle ma
eventualmente anche con la Lega di Salvini – se mette con le
spalle al muro Berlusconi, condanna alla definitiva irrilevanza gli alfaniani, che puntano
perciò al rispetto dei patti di
maggioranza vigenti (che il
premier a parole conferma) e
su preferenze e soglia di sbarramento più bassa possibile
nell’Italicum. I nervi sono tesi.
E intanto perde i pezzi prima
ancora di nascere la Costituente Popolare che avrebbe dovuto
dare nuovo smalto al rassemblement moderato. Si sfilano
Pier Ferdinando Casini ed il Pi
Mario Mauro, irritato dalla lettera di Quagliariello (Ncd) e
Cesa (Udc) ai parlamentari
centristi (non a tutti, pare...)
per sollecitare la nascita di
gruppi e soggetto unico.
Milena Di Mauro
pomeriggio milanese. «Non ho mai detto che la
commissione Ue sia un covo di burocrati, ma ora
che l’hanno detto loro...». Parlando da un’azienda
nel milanese, nel cuore di quella che la «Silicon
Valley brianzola», Renzi spiega di non voler «fare
polemiche con le autorità europee». Ma poi assesta
la sua stoccata: «Se non vogliono chiudersi nel
recinto dorato nella burocrazia i vertici europei
devono trovare il coraggio di liberare dalle catene
del patto di stabilità, gli investimenti sul futuro».
Se non fosse abbastanza chiaro, il presidente del
Consiglio fa capire che non si lascia scoraggiare
dagli ammonimenti del nuovo presidente della
commissione europea, Jean Claude Juncker. «Dimostriamo che l’Europa può tornare a crescere», è
l'appello di Renzi, dai toni di una sfida, soprattutto
.
quando spiega che l’emblema delle storture dell’Ue
è la vicenda dell’Ast di Terni, che non sarebbe
sull'orlo della chiusura se anni fa Bruxelles non ne
avesse bloccato la vendita.
«Il nostro tempo adesso», dice il premier. Che in
serata a Milano, davanti alla platea dell’Anci, punta
il dito contro chi l’ha preceduto, quei politici e
tecnici che hanno «funestato» l'Italia con il loro
«atteggiamento remissivo». Ai sindaci Renzi promette non solo per l’anno prossimo la Local tax, ma
anche che nel 2016 sarà nella dichiarazione dei
redditi precompilata. E avverte le Regioni che non
consentirà di riversare i tagli sui comuni. In serata
un ultimo appuntamento, la cena di finanziamento
elettorale del Pd.
Serenella Mattera
MONZA LA VISITA ALLO STABILIMENTO DELL’ALCATEL, NELLA SILICON VALLEY LOMBARDA
Renzi nel cuore della Brianza
tra sindacati e lancio di uova
l VIMERCATE (MONZA). Prima le
uova sulle auto della scorta e dello
staff, poi l’incontro con i sindacati
dei metalmeccanici. La visita di Matteo Renzi nel cuore della Brianza alla
nuova sede della multinazionale Alcatel-Lucent ha attratto ancora la
contestazione, ma ha contemporaneamente ribadito la volontà di dialogo. Anche con la Fiom.
Le uova – alcune decine, molte
meno quelle andate a segno - sono
state portate dagli aderenti al sindacato di base Usb, in un presidio sul
rischio di perdita di posti di lavoro
nelle telecomunicazioni organizzato
da Fiom, Fim e Uilm. Con le Rsu
dell’Alcatel che hanno proclamato
un’ora 'simbolicà di sciopero in concomitanza con la visita del presidente del Consiglio.
Lui le uova – e la contestazione
verbale al grido anche di 'buffone,
buffonè – non le ha nemmeno viste.
A venir imbrattate sono state due
auto del seguito, mentre il premier è
entrato da un ingresso laterale per
incontrare l’amministratore delegato in Italia di Alcatel-Lucent, Roberto Loiola.
Fuori, con un momento di tensione tra il centinaio di manifestanti
e un gruppetto di aderenti alla Lega
Nord, la protesta è proseguita soprattutto a uso delle tante telecamere presenti. "Lui non parla con
noi", si arrabbia sinceramente un ex
dipendente della Cesi, la cooperativa
che ha partecipato ai lavori per la
costruzione dell’Energy Park di Vimercate, dove sorge la nuova sede
del gruppo di hardware e software
per le Tlc. "Qui abbiamo costruito
tutto noi e da luglio la nostra cooperativa ci ha lasciati a casa, 385
persone".
Non che vada meglio nel comparto
dell’Alcatel-Lucent. Secondo la Fim
Cisl, 600 suoi dipendenti "sono coinvolti dalla cassa integrazione" e le
numerose altre aziende del settore
della zona - tra cui Ibm, Bames, Sem
LA PROTESTA Uova contro le auto blu
ex Celestica, Micron, Compel, Linkra, Nokia e Italtel – hanno in corso
processi di ristrutturazione "con oltre 2.000 posti a rischio". Per questo i
sindacati hanno chiesto un incontro
al premier e Renzi l’ha accettato:
poco più di 10 minuti al termine del
suo intervento pubblico.
Secondo i presenti, con i rappresentanti della Fiom in felpa rossa e
grossa sigla della loro organizzazione in evidenza, il presidente del
Consiglio era ben informato della
situazione. Non si è entrati nel dettaglio e si è parlato soprattutto di
come confermare la produzione delle multinazionali in Brianza, ma
tutto si è concluso tra sorrisi cordiali
e strette di mano.
Alfonso Neri
IL PROVVEDIMENTO SÌ DEFINITIVO DELL’AULA DELLA CAMERA. I VOTI A FAVORE SONO STATI 317, MENTRE 182 I CONTRARI
Oggi alle 18.30
Forza Italia, a Bari
un dibattito
Separazioni e divorzi più facili. Tagliate le ferie ai giudici: non più di 30 giorni l’anno su riforme e crisi
Cambia il «civile», il decreto giustizia è legge
l ROMA. Dalla negoziazione assistita, anche per separazioni e divorzi, al taglio delle
ferie dei magistrati: ecco il decreto che punta a
snellire la mole dell’arretrato civile definitivamente convertito in legge.
ARBITRATO -Nelle cause civili pendenti in
primo e secondo grado le parti possono congiuntamente richiedere il procedimento arbitrale. Gli arbitri sono individuati tra gli
avvocati iscritti all’albo del circondario da
almeno tre anni.
NEGOZIAZIONE ASSISTITA - Le parti che
non abbiano adito un giudice o si siano rivolte
ad un arbitro, convengono di cooperare per
risolvere la controversia con l’assistenza dei
legali.L’accordo costituisce titolo esecutivo e
per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.
SEPARAZIONI E DIVORZI - La negoziazione è estesa a separazioni e divorzi. L'ac-
cordo raggiunto è equiparato ai provvedimenti giudiziali. Il provvedimento contiene ulteriori semplificazioni: i coniugi (senza figli
minori o portatori di handicap) possono comparire innanzi all’ufficiale di stato civile del
Comune per concludere un accordo di separazione, o di scioglimento del matrimonio, o di
cessazione degli effetti civili o, infine, di modifica delle condizioni di separazione o di
divorzio. L’assistenza dei legali non è obbligatoria. L’accordo non può contenere atti con
cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali. È previsto un doppio passaggio
dinanzi al sindaco in qualità di ufficiale di
Stato civile, a distanza di 30 giorni.
vrà pagare di più. È previsto un incremento
del tasso di interesse moratorio dal momento
della proposizione della domanda giudiziale.
Scatta la ricerca telematica dei beni da pignorare: su istanza del creditore, la dispone il
presidente del tribunale, autorizzando l’ufficiale giudiziario ad accedere in via telematica alle banche dati della Pa, anagrafe tributaria, archivio dei rapporti finanziari, Pra.
CHI PAGA - Per disincentivare l’abuso del
processo viene modificato il regime della compensazione delle spese: chi perde rimborsa le
spese del processo.
TAGLIO FERIE TOGHE - Scatta una sensibile contrazione dei termini di sospensione
feriale dei procedimenti: il periodo feriale nei
tribunali è compreso dal 1 agosto al 31 agosto
(anzichè 1 agosto-15 settembre). Le ferie annuali dei magistrati scendono a 30 giorni.
CREDITO -Chi non paga i propri debiti do-
FALLIMENTI E CONCORDATI PREVENTIVI - Si prevede a carico del curatore, del
liquidatore o del commissario giudiziale l’obbligo di elaborazione e di deposito del rapporto riepilogativo finale.
«Le vere riforme L’economia reale in
tempo di crisi» è questo
il tema del dibattito in
programma per questa
sera, con inizio alle ore
18,30 all’hotel Palace di
Bari. Introduce l’on. Antonio Distaso (deputato
di Forza Italia). Intervengono l’on. Daniele Capezzone (Forza Italia),
l’europarlamentare Raffaele Fitto (Forza Italia) e
l’economista prof. Nicola Rossi. Modera Giuseppe De Tomaso, direttore de «La Gazzetta
del Mezzogiorno». L’incontro è promosso da
«Il Confronto - il Laboratorio di idee, opinioni,
culture ed esperienze»
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 5
Venerdì 7 novembre 2014
ATTUALMENTE INSEGNA ALL'UNIVERSITÀ DI FIRENZE
Europa e lavoro
nel curriculum
della docente
nata a Trani
IL CASO INFINITO LA SPINTA DEI «GRILLINI» MANDA NEL CAOS FORZA ITALIA. I 5STELLE «OTTENGONO» L’OK A ZACCARIA PER IL CSM
Accordo a metà sulla Consulta
ok Sciarra (Pd), stop alla Bariatti (Fi)
l ROMA. Alla 21esima votazione un risultato il Parlamento lo raggiunge. Ma
solo a metà. Alla Corte Costituzionale, viene eletta la candidata Dem Silvana Sciarra
con 630 sì (60 in più dei 570 previsti dal
quorum), e al Csm, Alessio Zaccaria, indicato dal M5S, con 537 voti (88 in più dei
449 richiesti). Bocciata invece Stefania Bariatti, proposta da Forza Italia per la Consulta. A lei sono arrivati solo 493 preferenze (77 in meno dei necessari).
Non è certo il «cappotto» che speravamo, si commenta tra i Dem, ma «è comunque un passo avanti» e la prossima
volta, assicura Ettore Rosato che per il Pd
si è occupato da vicino della trattativa,
«dovrà essere sempre FI ad indicare il suo
nome per la Consulta». Nome che potrebbe
essere di nuovo quello della Bariatti.
Soddisfatti i presidenti delle Camere,
Pietro Grasso e Laura Boldrini, che parlano di «senso di responsabilità» da parte
del Parlamento. Mentre esultano i 5 Stelle,
Beppe Grillo in testa. «Noi facciamo quello
che diciamo. Per la prima volta nella storia, dalla rete alle istituzioni: il M5s sblocca il Parlamento».
Ma se Pd e M5S guardano con favore al
voto di ieri, Forza Italia sembra uscirne
con le ossa rotte. Non riesce ad eleggere il
suo candidato, quello che viene indicato
dal vertice del partito. E ora «è anche peggio - sottolineano alcuni azzurri al Senato –
perchè non si può pensare che la mattina ci
I NOMI Da
sinistra, la
pugliese
Silvana
Sciarra
eletta alla
Consulta e
Stefania
Baratti
l BARI. Silvana Sciarra è nata a Trani 66 anni fa, è una giurista
e docente. Dopo aver lavorato nell'Università di Bari come
assistente ordinario, ha studiato ed insegnato alla Ucla e Harvard
Law School, Università di Warvick, Columbia Law School, Università di Cambridge. Dal 1994 al 2003 ha insegnato presso
l’Istituto Europeo di Fiesole, dove ha diretto il Dipartimento di
Diritto e il «Gender StudiesProgramme». Attualmente insegna
diritto del lavoro e diritto sociale europeo nell'Università di
Firenze.
propongono un nome che nessuno conosce, senza consultarci minimamente prima e noi siamo lì a votarlo tutti come un sol
uomo». In più, alcuni, per giustificare le 45
assenze tra i forzisti (30 deputati e 15 senatori), danno la colpa anche al maltempo.
«Se Berlusconi ha disdetto la riunione temendo la bomba d’acqua su Roma è chiaro
che molti di noi se ne sono andati a casa
invece di rimanere qui».
Maltempo a parte, il partito sembra
sempre più diviso. Come dimostra l’esito
della telefonata che Denis Verdini avrebbe
fatto ai capigruppo in vista del voto. Secondo quanto si apprende, Paolo Romani
avrebbe detto ok alla candidatura della
Bariatti, anche se molti senatori alla fine
hanno deciso di disertare «le urne». Mentre Renato Brunetta, dopo aver difeso a
spada tratta i suoi candidati, che erano,
Giovanni Guzzetta e, ora, Marzia Ferraioli, avrebbe rivendicato il suo ruolo di capogruppo chiedendo di venire consultato
prima che si prendano decisioni. Nessuno,
insomma, è la sintesi dei commenti forzisti, sarebbe più disposto a digerire con
serenità «decisioni calate dall’alto». Serve
un «maggior coinvolgimento» è il mantra
degli azzurri.
«La verità – dice ancora Rosato – è che
quando c'è coesione tra le forze politiche si
raggiunge un quorum altissimo e il Pd in
questo ha fatto la sua parte più di ogni
altro. Su questa vicenda poi i 5 Stelle han-
no dimostrato disponibilità a lavorare insieme e hanno visto eleggere il proprio
candidato al Csm».
Ma Forza Italia «dorma sonni tranquilli», rassicura Nicola Morra (M5S), perchè
questa «è solo la democrazia». Il Movimento «non entrerà mai nel governo Renzi». Nel caso in cui qualcuno temesse per la
legge elettorale.
Anna Laura Bussa
La Corte costituzionale
Giancarlo Coraggio
2013 - Consiglio di Stato
Nicolò Zanon
2014 - Napolitano
Daria De Pretis
2014 - Napolitano
Sostituiranno
Giuseppe Tesauro
e Sabino Cassese
dal 9/11/2014
Paolo Grossi
2009 - Napolitano
Marta Cartabia
2011 - Napolitano
Giuliano Amato
2013 - Napolitano
DA ELEGGERE
Posto vacante
dal 28 giugno 2014
Silvana Sciarra
2014 - Centrosinistra
Giuseppe Frigo
2008 - Centrodestra
CONSIGLIO
DI STATO
PRESIDENTE
DELLA
REPUBBLICA
Mario Morelli
2011 - Cassazione
Alessandro Criscuolo
2008 - Cassazione
CORTE DI
CASSAZIONE
LEGENDA
Membro
Anno - Autore
di nomina
o elezione
CORTE
DEI CONTI
Giorgio Lattanzi
2010 - Cassazione
Aldo Carosi
2011 - Corte dei Conti
PARLAMENTO
VICEPRESIDENTE
Paolo Maria Napolitano
2006 - Centrodestra
Sergio Mattarella
2011- Centrosinistra
ANSA
Prove d’intesa dem-M5S
Centrodestra a rischio. Rassicurazioni all’ Ncd: la maggioranza resta
l ROMA. Due indizi non bastano per una prova. Ma i
due indizi emersi in una manciata d’ore e su temi chiave
come giustizia e Consulta mostrano che tra Pd e M5S
siano in atto delle prove d’intesa che potrebbero estendersi anche alla legge elettorale, intersecandosi con un
Patto del Nazareno mai così traballante e innescando
una fibrillazione trasversale nel centrodestra di opposizione (FI), e di governo (Ncd).
I fatti mostrano insomma come la «politica dei due
forni», di andreottiana memoria, resti, per Matteo Renzi,
uno strumento di riserva per uscire dalla palude e arrivare alle riforme. Sparigliando le carte. Un metodo,
quello del premier, che, si commenta in ambienti di
Palazzo Chigi, potrebbe definirsi «la mossa del cavallo»
per liberarsi da un impedimento. Quell'impedimento che
sull'elezione dei due giudici alla Corte Costituzionale
Renzi era deciso a superare, indicando come candidata
Silvana Sciarra e ottenendo anche il sì del M5S. E la sua
elezione, nell’ottica renziana, funge quasi da esempio,
applicabile ad uno spettro di riforme che va dalla legge
elettorale al Jobs Act e che indica la volontà del premier
di discutere con tutti, da FI alla minoranza Pd, ma con
l’obiettivo, non rinviabile, di trovare una soluzione.
L'accordo con il M5S ha di fatto risolto il rebus della
candidata Pd alla Consulta, lasciando FI con una candidatura «monca».
RASSEGNASTAMPA
Giovedì 6 novembre 2014
21
ECONOMIA&FINANZA
Treni ad alta velocità
tagliati i pedaggi a Rfi
ANOMALIE OPERATIVE
Sospesi tutti i vertici
della Bcc d’Otranto
dalla Banca d’Italia
Mazzata dell’Autorità. Vantaggi per le compagnie
l ROMA. L'Autorità dei Trasporti mette mano alle tariffe
sul pedaggio dell’alta velocità,
tagliando in modo significativo
la remunerazione della rete per
Rete Ferroviaria Italiana, controllata di Fs.
Come conseguenza più diretta, un’impatto sulla concorrenza con Ntv: la decisione del Garante presieduto da Andrea Camanzi, pubblicata dopo 11 mesi
di indagini e che comporta anche un taglio di circa il 37% del
pedaggio per l’alta velocità, produrrà infatti un vantaggio economico per il gruppo guidato da
Antonello Perricone, quantificabile in poco meno di 35 milioni. Sulla base dei criteri indicati dall’Authority, il gestore
della rete ferroviaria italiana,
cioè Rfi (Rete Ferroviaria Italiana controllata al 100% da Ferrovie dello Stato), dovrà ridurre
il pedaggio per l’uso della sua
rete alta velocità con auspicabili vantaggi per la concorrenza. «Ora – ha detto Camanzi - il
settore ha un sistema regolatorio robusto per favorire gli in-
vestimenti nel settore». A partire dalla pubblicazione della
delibera, cioè da ieri, il costo del
pedaggio sarà di 8,2 euro per
treno-km cioè per ogni chilometro percorso da ciascun treno, con un taglio del 36% rispetto ai 12,8 euro, chiesti a Ntv
per il 2014 e del 37,2% rispetto ai
13,1 euro treno-chilometro preventivato per il 2015. Questa tariffa sarà valida fino alla fine
del prossimo anno e sarà poi
aggiornata da Rfi a partire dal
2016 sulla base dei nuovi criteri
indicati dall’authority. Il vantaggio riguarderà Ntv ma anche
Trenitalia, la società del gruppo
Fs che gestisce il trasporto ferroviario di passeggeri e merci, e
qualunque altra impresa ferroviaria voglia entrare nell’Alta
Velocità.
Tutt'altra storia per Rfi che
invece avrà un calo di entrate e
un effetto sul debito. «Dovremo
allungare i tempi e rivedere la
curva di restituzione del debito
che andremo a contrarre e vedere quanto ci costerà», ha detto
l’ad del Gruppo Fs Michele Elia
commentato da Bruxelles la decisione dell’autorità. Il debito di
cui parla Elia è quello contratto
per realizzare gli 8,5 miliardi di
investimenti in autofinanziamento previsti dal piano industriale, metà dei quali (4,2 miliardi) riguardano proprio l’alta
velocità. Nessun investimento è
a rischio ma il debito contratto –
fanno sapere da Fs – e le mo-
Con Genova e Livorno. «Riconversione impossibile»
Enel, Starace conferma: «La centrale di Bari chiude»
ROMA – Le centrali Enel di Genova, Bari e Livorno «non sono più pensabili come
siti produttivi, perchè si trovano dentro agglomerati urbani, quindi non c'è possibilità
di riconversione a nessuna tecnologia: faremo quindi partire processi di dialogo con il
territorio». Lo ha ribadito l’ad Francesco Starace nel corso di un’audizione alla commissione Industria del Senato, entrando nel merito dei progetti sulle 23 centrali su cui
devono essere prese decisioni perchè non più sostenibili dalla società. Starace ha ricordato che «non c'è una strategia unica per tutte e 23 le centrali», che vengono divise
in tre grandi gruppi: i siti in cui la produzione può andare avanti con una tecnologia diversa, quelli che non sono più pensabili come siti produttivi perchè dentro agglomerati urbani (appunto Genova, Bari e Livorno), ha detto Starace.
dalità di restituzione dovranno
essere rivisti con le banche.
«Dobbiamo vedere quanto questo ci costerà», ha detto Elia.
A creare gli effetti più negativi sui bilanci di Rfi sono, paradossalmente, le minori entrate provenienti dalla consorella
Trenitalia che sulle linee
dell’alta velocità ha molti più
Frecciarossa degli Italo di Ntv.
Le due controllate Fs hanno bilanci e contabilità separate.
Maria Gabriella Giannice
l LECCE. La Banca d’Italia ha sospeso gli
organi della Banca di credito cooperativo di
Terra d’Otranto, una delle più importanti
della Puglia: da ieri negli uffici di Carmiano
si sono insediati Mario Pace di Palo del
Colle e Giuseppe Tammaccaro di Andria
con il compito di garantire la gestione e
convocare le elezioni entro due mesi. Non si
tratta ancora di un commissariamento.
Bankitalia vuole evitarlo ma sempre che
nell’istituto torni la serenità e finiscano gli
scontri tra i gruppi politici locali.
La disposizione è diventata inevitabile
dopo le dimissioni di sette consiglieri su 11,
tra i quali l’ex presidente Dino Mazzotta
coinvolto in un’inchiesta della procura di
Lecce su presunte interferenze della mafia
nelle vicende dell’istituto. I commissari dovranno affrontare le «anomalie» messe in
luce da un’ispezione della Vigilanza.
Finmeccanica «vede» il pareggio
in 9 mesi le perdite registrano un -82%
l ROMA. Finmeccanica abbatte le perdite e si avvia a rivedere il pareggio, mentre
per la fine dell’anno conta anche di mettere
a segno numeri superiori alle previsioni. I
risultati dei primi nove mesi 2014 per il
gruppo guidato da Mauro Moretti hanno
evidenziato un complessivo miglioramento
rispetto a un anno prima, e se anche il conto
economico resta in rosso, la perdita si è
ridotta dell’82%. E buone notizie arrivano
soprattutto dagli ordini, cresciuti di oltre il
15%.
Da gennaio a settembre il gruppo ha visto
il proprio risultato netto migliorare di 212
milioni, passando da una perdita di 236 a -24
milioni di euro. Tutto ciò per effetto della
minor incidenza di oneri non ricorrenti. I
ricavi sono invece saliti dell’1,4% .
BORSA MERCI
n Nella giornata di mercato nazionale dell’olio di martedì
04/11/2014 è stato rilevato il seguente andamento: mercato in
forte rialzo per gli olii di oliva.
OLIO DI OLIVA: MERCE GREZZA
ALLA PRODUZIONE:
E x t r a ve r g i n e d i o l iv a
acidità fino al 0.4% (*)
5 , 0 0 - 5 , 1 0 ; E x t r a ve r g i n e
acidità fino al 0.8% (*)
4 , 5 0 - 4 , 6 0 ; E x t r a Ve r g i n e
Biologico n.q.-n.q.;
E x t r a ve r g i n e D o p Te r r a
d i B a r i n . q . ; Ve r g i n e a c idità fino al 2% (*) n.q.;
Lampante acidità base
3 % m a x 5 % ( * ) 2 , 2 8 4 ; R a ffinato acidità fino a 0,3%
(*) 2,68.
O l i o d i s a n s a d i o l iv a :
n Raffinato acidità fino a 0.3%
1,60.
OLIO GREZZO DI SANSA DI
OLIVA:
n Estratto con solvente (esano).
n acidità base 3% max 5%
n.q.; acidità base 5%
max 10% n.q.; acidità
base 10% max 15% n.q.;
acidità base 15% max
20% n.q.; acidità base
2 0 % m a x 2 5 % n . q . ; a c idità base 25% max 30%
n.q.; acidità base 30%
max 35% n.q.; acidità
base 35% max 40% n.q.;
acidità base 40% max
45% n.q.
OLIO DI SEMI ALIM. RAFFINATI:
n ( p re z z i d a r a f f i n e r i a a
g ro s s i s t a f r a n c o a r r ivo a
Bari):
d i A r a ch i d e 1 , 3 5 ; d i S o i a
(**) 0,74;
di Girasole 0,78; di Mais
(**) 0,88;
d i S e m i va r i n . q .
(*) I p r e z z i m i n imo-massimo indicati,
s i r i f e r i s c o n o a l v a l or e q u a l i t a t i v o d e l p r od o t t o e d a l l a l o r o p r ov e n i e n z a . ( * * ) P r o d o tt i s o g g e t t i a d e t i c h e tt a t u r a a i s e n s i d e i R egolamenti CE n. 1829 e
n. 1830 del 2003 sugli
O. G. M . P r e z z i a l K g.
r i f e r i t i a m e r c e g r e zza alla produzione, al
n e t t o d i I . V. A . e f r a n c o
partenza.
n Nella giornata di mercato nazionale dei cereali e legumi di
martedì 04/11/2014 è stato rilevato il seguente andamento:
mercato in aumento per grano
duro, tenero, semole e cruscami. Senza sostanziali variazioni di rilievo per gli altri prodotti
menzionati nel presente listino.
CEREALI:
GRANO DURO PROD. NAZ. FR.
CAMION PART. (ZONA PUGLIA E
LUCANIA) IN TONNELLATE:
n fino p.s. kg 80; prot. min. 12%;
umidità max 12%; bianconato
25% max n.q.; buono merc. peso spec. da kg 79; prot. min.
11,50%; umidità max 12%;
bianconato 35% max n.q.; mercantile peso spec. da kg 77 a 78;
prot. min. 11%; umidità max
12%; bianconato oltre 35%
376,00-381,00 (+20); mandorlato
peso spec. kg 76; prot. min.
11%; umidità max 12%
371,00-376,00 (+20); slavato peso
spec. da kg 71 a 72; prot. min.
11%; umidità max 12%
348,00-353,00 (+20).
GRANO DURO D’IMPORTAZIONE
NAZIONALIZZATO FRANCO
PORTO BARI IN TONNELLATE:
n comunitario n.q.; extracomunitario n.q.
GRANO TENERO PRODUZIONE
NAZIONALE FRANCO ARRIVO
PUGLIA IN TONNELLATE:
n Speciale n. 1 peso specif. kg. 80 e
oltre; c.e. max 1% umidità max
14% prot. min. 13% s.s.
251,00-256,00 (inv.); Fino peso
specif. kg 78-79; c.e. max 1%
umidità max 14% prot. min.
11,50 s.s. 314,00-216,00 (+2).
GRANO TENERO
D’IMPORTAZIONE
NAZIONALIZZATO FRANCO
PORTO BARI IN TONNELLATE:
n comunitario n.q.; extracomunitario n.q.
GRANTURCO
n produzione nazionale franco
camion arrivo Bari:
190,00-192,00 (inv.).
GRANTURCO D’IMPORTAZIONE
NAZIONALIZZATO BARI:
n comunitario n.q.; extracomunitario n.q.
ORZO:
n Produzione nazionale Bari e
prov. qualità media:
175,00-180,00 (+2).
ORZO RINFUSA D’IMPORTAZIONE
NAZIONALIZZATO BARI:
n comunitario n.q.; extracomunitario n.q.
AVENA:
n Produzione nazionale Bari e
prov. qualità media:
275,00-280,00 (inv.).
AVENA D’IMPORTAZIONE
NAZIONALIZZATA BARI:
n comunitaria n.q.; extracomunitaria n.q.
FARINE:
n Fa r i n a t i p o 0 0 ( W m i n .
3 0 0 ) t e l at o f r a n c o p a r t e nza Puglia 380,00-385,00
( i nv. ) ; t i p o 0 0 t e l at o f r.
part. Puglia 350,00-355,00
( i nv. ) ; t i p o 0 t e l at o f r.
part. Puglia 350,00-355,00
( i nv. ) ; t i p o 0 0 t e l at o f r.
a r r. B a r i p ro d . I t a l i a c e nt ro - s e t t . 3 4 5 , 0 0 - 3 5 0 , 0 0
( i nv. ) .
CRUSCAMI DI GRANO DURO E
TENERO (FRANCO CAMION
PARTENZA PUGLIA):
n crusca larga di tenero/cruschello di tenero in sacco di
carta 147,00-152,00 (+5); cruscame di tenero cubettato
rinfusa 102,00-103,00 (+5); tritello di duro rinfusa
86,00-87,00 (+5); cruscame di
duro cubettato rinfusa
102,00-103,00 (+5); farinaccio
di duro rinfusa 108,00-110,00
(+5); farinaccio di duro in
sacco di carta 145,00-150,00
(+5); farinaccio di tenero in
sacchi di carta 165,00-170,00
(+5).
SEMOLE:
n semola telata rimacinata per
panificazione fr. part. Puglia
82/84 480,00-485,00 (+20); rinfusa
fr. part. Puglia ceneri 82/84
520,00-525,00 (+30); rinfusa fr.
part. Puglia ceneri 88/90
490,00-495,00 (+30); semolato
rinfusa franco part. Puglia n.q.
RISI PRODUZIONE NAZIONALE
FRANCO ARRIVO BARI E PROV.:
n fino Ribe 770,00-820,00 (+20); superfino Arborio
1.100,00-1.150,00 (inv.); fino Parboiled Ribe 900,00-950,00 (+20);
fino Parboiled Roma
1.100,00-1.150,00 (inv.).
n Nella giornata di mercato nazionale di ortofrutta e mandorle di martedì 04/11/2014 è stato
rilevato il seguente andamento
relativo alla settimana trascorsa: mercato stazionario per le
mandorle. Prime quotazioni
per gli ortaggi.
LEGUMINOSE:
LENTICCHIE PRODUZIONE
NAZIONALE
n n.q.
MANDORLE:
n sgusciate massa dolce originaria franco magazzino Bari
(tonn.) 6.800,00-6.900,00 (Impurità 0,5% max; Rottame 5%
max; Umidità 6% max; Oleato
occulto 1% max).
Massa amara franco magazzino Bari (tonn.)
5.400,00-5.5700,00 (Impurità
0,5% max; Rottame 5% max;
Umidità 6% max; Oleato occulto 1% max).
PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI
FRESCHI FRANCO PARTENZA:
n insalata «Indivia Scarola» gabbia (da Kg 5 circa) 5,00-5,50; insalata «Trocadero» 4,50-5,00;
insalata Lollo 5,00-5,50; insalata Lollo rosso 5,00-5,50; insalata
Romana 4,00-4,50; cavolfiore
gabbia (da Kg 10) 4,50-5,50; cavolo Cappuccio (da Kg 10)
4,50-5,50; broccoletti kg netto
1,20-1,30; finocchi taglio corto
tipo esport. gabbia (da Kg 5)
5,00-5,60; sedano gabbia (da Kg
10 circa) 4,00-4,50; prezzemolo
kg. netto 1,00-1,30; Cipolla rossa di Acquaviva kg. netto n.q;
carciofi a pezzo n.q.; patate zona Polignano kg. netto n.q.;
zucchine kg. netto 0,50-0,60; cetrioli lisci kg netto 0,70-1,00; fave novelle n.q.; piselli verdi kg.
netto n.q.; funghi Cardoncelli
kg netto 6,00-7,00; Prataioli kg.
netto 1,80-2,00; Pleurotus kg.
netto 2,00-2,20.
n Ciliegie: da industria kg. netto
n.q.; da tavola Bigareau kg.
netto n.q.; da tavola Giorgia kg.
netto n.q.; da tavola Ferrovia
kg. netto n.q.
n Uva da tavola: Apirene Sugarone/Regal kg. netto 1,70-2,00;
Apirene Crimson kg. netto
1,80-2,20; Black Magic n.q.; «Regina della Puglia-Pizzutella»
1,00-1,30; «Victoria» id. n.q;
«Italia» 0,90-1,15; «Red Globe»
0,90-1,15; «Palieri» 0,80-1,00;
n Fioroni bianchi (Puglia): kg.
netto n.q.. Fioroni neri: kg. netto n.q..
Tutti i prezzi sono riferiti a
merce di prima categoria, confezionata a norma franco partenza (al netto di I.V.A.)
LENTICCHIE PRODUZIONE
ESTERA:
n «Eston» (piccole) 890,00-940,00
(+20);
«Large» 960,00-1.010,00 (+20).
FAGIOLI PRODUZIONE
NAZIONALE:
n n.q.
FAGIOLI PRODUZIONE ESTERA:
n Cannellini 1.410,00-1.460,00
(-20);
Tondini 1.410,00-1.460,00 (inv.);
Borlotti 1.120,00-1.170,00 (inv.);
Piattelli 1.450,00-1.500,00 (inv.).
CECI PRODUZIONE NAZIONALE
n massa neri n.q.;
massa bianchi 480,00-580,00
(inv.).
CECI PRODUZIONE ESTERA:
n Provenienza Messico
1.020,00-1.070,00 (-20); Calibro
31-32 880,00-930,00 (+10); Calibro 29-30 770,00-820,00 (+10).
PISELLI PRODUZIONE
NAZIONALE
n n.q.
PISELLI PRODUZIONE ESTERA
n «Marrowfats» 950,00-1.000,00
(inv.)
FAVE PRODUZIONE NAZIONALE
n Intere (Cottoie)
1.590,00-1.640,00 (inv.);
Favino bianco 243,00-248,00
(inv.);
Favino nero 238,00-243,00 (inv.).
FAVE PRODUZIONE ESTERA
n Sgusciate 1.300,00-1.350,00
(inv.).
LUPINI PRODUZIONE
NAZIONALE
n n.q.
LUPINI PRODUZIONE ESTERA
n n.q.
n Tutti i prezzi sono in Euro/tonn. ad esclusione degli
ortofrutticoli (al netto di
I.V.A.). I prezzi forniti sono indicativi.
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI 17
Venerdì 7 novembre 2014
PATRUNO
Ma l’imbroglio non sono solo...
>> CONTINUA DALLA PRIMA
L
a solita storia dei quanti soldi vi abbiamo dato, sembra Salvini prima
che si convertisse da (presunto) meridionalista, lui che fino a poco fa
diceva che i napoletani puzzano.
Questi soldi sarebbero gli incentivi, anzi
sono. Sempre contestati dal Sud più intelligente, il quale preferisce i treni (per tutti) agli
incentivi (per alcuni), come questo giornale va
predicando da tempo. Ma tant’è. Il fatto è che
anche gli incentivi un illusionista ce li ha fatti
sparire sotto gli occhi. Confronto fra il periodo
2007-2009 e il periodo 2010-2012: media annuale
delle agevolazioni alle imprese meridionali
passata da 2,6 a 1,2 miliardi, diminuzione 52 per
cento. Media annuale delle agevolazioni al Centro Nord, da 3 miliardi a 2,8, diminuzione 5,2
per cento.
Il Sud assiste il Nord, capitolo secondo. Anzitutto perché scopri che già prima del taglio gli
incentivi andavano più a chi sta meglio che a
chi sta peggio. Poi, visto che il delitto era stato
commesso, tanto valeva farlo perfetto. Piccolo
particolare: gli incentivi alle aziende del Nord
sono pagati anche con le tasse del Sud. Quindi
grazie al governo che ne avrebbe a cuore le
sorti, il Sud finanzia il divario a suo danno e a
favore del Nord. Se il medesimo governo non
voleva più gli incentivi, non li tagliava solo al
suo prediletto Sud. Elementare, Watson.
Ma i fondi europei? Ah, ecco. Anzitutto il
taglio del 50 per cento del cofinanziamento
statale. E solo al Sud, non al Nord. Quando si
fanno i progetti (strade, ospedali, ferrovie),
l’Europa finanzia solo la metà, il resto devono ropa l’elenco dei possibili usi? Le Regioni? No,
metterlo Stato, Regioni e privati. Se lo Stato il governo. Tanto che, quando ministro fu Tridimezza il suo apporto, è come dire che le gilia, ridusse questo elenco a una cinquantina,
Regioni da sole non ce la faranno a usare i pochi grandi lavori e riguardanti varie regioni
fondi. Tranne poi accusarle di non saperli usa- insieme (se no può capitare un Molise che ti
re. Anzi vi togliamo parte del cofinanziamento blocca il raddoppio del binario Termoli-Leproprio perché non sapete usarli, così impa- sina).
rate. Ma insomma, non sappiamo usarli o non
Bene, era proprio ciò che ci voleva per finirla
possiamo usarli? Più che rocon la storia degli sprechi,
ba da illusionisti, un giochitanti più fondi tanta minore
no da bambini scemi.
crescita. Colpo di scena, che
E poi, li dovete usare per
ti fa il governo Renzi? Ti
cose serie, non un po’ ciariporta quell’elenco a 334
scuno per non scontentare
possibili modi di spesa per
nessuno e scontentare tutti.
il 2014-2020, tranne poi acAnzi vi togliamo parte del
cusare il Sud di disperdere
nostro cofinanziamento fula spesa. Non puoi lamenturo proprio perché usiate
tarti di ciò che succederà
al più presto e meglio quelli
dopo aver fatto di tutto perche non avete usato finora.
ché succeda. Anche questa
La Puglia, che è la più virsembra roba da asilo infantuosa di tutte, ha speso il 59,6
tile, se non si sospettasse
per cento della sua quota LEGA NORD Matteo Salvini
che il governo abbia le idee
per lo sviluppo regionale,
chiare perché siano le Rema ha ancòra 1,8 miliardi da impiegare entro il gioni a non chiarirsele.
2015. Ha evitato parte della tagliola, anche se
La soluzione del giallo non è poi neanche
Vendola ha un diavolo per capello. Il peggio tanto a sorpresa. Lasciamo tutto come sta. Il
riguarda Sicilia, Calabria e Campania.
governo potrà accusare le Regioni (del Sud
Però dovete usarli meglio, altro che feste anzitutto, ovvio) di essere l’assassino. Così dipatronali e sagre del salsicciotto più per avere stoglie l’attenzione e usa come un bancomat i
voti che per creare lavoro. (Senza farlo sapere fondi europei ogni volta che non sa dove prenin giro: il 75 per cento dei progetti al di sotto dei dere i soldi che con l’Europa non c’entrano
5 mila euro, cioè a pioggia, è finanziato al nulla. Sottraendoli al Sud ma dandogliene la
Centro Nord, con la Lombardia in testa. Ma colpa. Più che un romanzo criminale, è una
non divaghiamo). Dovete spenderli meglio. Pic- operetta da due soldi.
Lino Patruno
colo particolare: chi dà ogni sette anni all’Eu-
MAZZUCA
Come si fa a non essere depressi?
U
n’altra occasione persa. Dal 4 novembre la Bce di Mario
Draghi ha il compito di vigilare sulle 120 maggiori banche
europee. Ma nei fatti è un’unione bancaria limitata in
quanto lascia fuori dai controlli gli istituti di piccole
dimensioni, quindi il 45% della struttura bancaria tedesca: più di 400
banche dei land che negli anni hanno avuto oltre 200 miliardi di euro
dal governo tedesco. Un paradosso. Inoltre non è stato per niente
affrontato il problema della separazione tra la banca commerciale e
quella finanziaria, causa principale della grande crisi di questi anni.
Rilanciare il Glass-Steagall Act, abrogato da Clinton nel 1999, sarebbe stato il segnale forte che questa Europa vuole cambiare.
Ma vuole davvero cambiare? Nella Bce spira aria gelida, alimentata dai governatori dei paesi del nord Europa che ruotano
attorno alla Germania e sono per la politica del rigore. Una fronda in
disaccordo sulla strategia di stimolo voluta da Draghi: acquistare
crediti cartolarizzati (Abs) e “covered bonds” sino ad arrivare, in
casi estremi, ai titoli sovrani. In disaccordo persino sul suo stile
troppo accentratore. Una “rivolta” preoccupante se abbinata a quan-
to ha detto sull’Italia il numero uno della Commissione europea,
Juncker: previsioni di crescita dello 0,6% per il 2015. Ma crescita che
non viene da un aumento dei consumi o degli investimenti italiani;
viene invece dall’esterno, da un aumento della domanda di beni e
servizi proveniente dal resto del mondo. Quasi impossibile: la Cina
sta tagliando sull’export europeo che è principalmente tedesco, a sua
volta la frenata della Germania avrà un impatto negativo sul nostro
export visto che i tedeschi sono i principali clienti del made in
Italy.
Ci troviamo così in Italia con un governo impegnato a “rottamare”
le relazioni industriali e a battibeccare senza costrutto con Bruxelles. In Europa con una Bce divisa e con una Commissione europea
strattonata tra l’ossessione rigorista di Berlino e l’impegno di tenere
nella Ue il Regno Unito che se ne vuole andare perché pensa di poter
bilanciare meglio dall’esterno lo strapotere tedesco. “Ci vuole coraggio”, dice il ministro Padoan. Ma come si fa a non essere depressi?
Alberto Mazzuca
NICOLA SIMONETTI
Il torace «a cielo aperto»
L
e mani nel torace: operare il cancro nel polmone “a cielo aperto”
con taglio classico (16 cm) oppure
utilizzare le tecniche più moderne di piccolo taglio (4 cm), strumenti mini,
controllo a mezzo schermo?
La discussione è aperta in campo internazionale e il dottor Paolo Sardelli, capo
dipartimento, direttore chirurgia toracica
del San Paolo di Bari, ha chiamato a
discuterne, in una web conference BARI-USA-Istituto internazionale oncologico.
Sardelli esplicita perplessità sulla chirurgia mini-invasiva in torace oncologico.
“Limitare l’aggressività chirurgica per
asportare il cancro del polmone utilizzando solo la vista senza palpare polmone
ed organi adiacenti può compromettere la
radicalità oncologica. Benefici esteticie relativa riduzione di dolore post-operatorio,
non giustificano l’utilizzo di una via mini-invasiva quando l’obiettivo principale è
sconfiggere radicalmente il cancro”. Bocciatura senza appello. Per Roberto Crisci
(università dell’Aquila), responsabile Registro It. Chir. Toracica - mini è meglio e
molti operatori specie giovani, vi si allenano in training in molte scuole di USA
ed Europa (tra cui anche le pugliesi). “Che
si allenino pure ma sia ben chiaro – dice
Alfredo Mussi (università Pisa) – non si
può utilizzare chirurgia toracica mini-invasiva senza aver praticato la tradizionale”.
Dal questa, al mini al macro. Franca
Melfi (Università Pisa) e Giulia Veronesi
(IEO, Milano), presentano il Robot, che pur
se ancora ingombrante, vanta precisione,
perfezionata dalle mani del chirurgo. Per
Thomas D’Amico (Università, Durham,
Usa), bene il robot ma la video-toracoscopia gestita direttamente dal chirurgo è
oggi, in termini di costo-beneficio, il meglio.
Sardelli si augura che base siano i principi della chirurgia tradizionale. Ogni chirurgo deve garantire, con l’esperienza ed
ogni metodo, risultato oncologico il più
valido.
La video conferenza, moderata da Michele Loizzi (Bari) e Guglielmo Monaco
(Napoli), in italiano ed inglese, sul sitowww.chirurgiatoracicabari.org.
LA BARESE SCIARRA
MAESTRA DI DIRITTO
ALLA CONSULTA
di GIUSEPPE TUCCI
L’
elezione di Silvana Sciarra a Giudice della
Corte costituzionale è motivo di orgoglio per
la città Bari e, in particolare, per la sua Facoltà - ora Dipartimento - di Giurisprudenza.
Nello stesso tempo, anche se parzialmente, risolve in maniera egregia, una crisi umiliante del nostro Parlamento,
paralizzato, per troppo lungo tempo, nell’esercizio di una
delle sue più delicate prerogative: quella di eleggere, come
ricorda l’art. 135 della nostra Costituzione, un terzo dei
membri di quella particolare Corte, chiamata a giudicare,
tra l’altro, della legittimità costituzionale delle leggi approvate dal Parlamento. Silvana Sciarra, attualmente professore ordinario di diritto del lavoro e di diritto sociale
europeo nell’Università di Firenze, dirige, insieme a Franco Liso, il “Giornale di diritto del lavoro e di Relazioni
Industriali”, fondato dal suo grande ed indimenticabile
Maestro, Gino Giugni. Ha condotto ricerche e poi insegnato nelle più prestigiose Università europee e nordamericane, avendo ereditato da Giugni, tra l’altro, la spiccata passione per il confronto tra ordinamenti diversi.
Non a caso, tra gli ultimi suoi lavori, si colloca un gradevole e significativo studio su “L’Europa e il lavoro. Solidarietà e conflitto in tempo di crisi”, pubblicato dalla
Casa Editrice Laterza nel 2013.
PADRE -Il nuovo Giudice costituzionale è nato a Bari ,
dove vive suo padre, prestigioso avvocato del nostro Foro
e, nello stesso tempo, appassionato cultore di letteratura
tedesca, e si è laureato in diritto del lavoro con Gino
Giugni, quando il giurista insegnava nella nostra Facoltà,
dove ha creato una grande Scuola di diritto del Lavoro.
Nella Facoltà di Bari ha condotto le sue prime ricerche,
prima di essere chiamata a Siena e, poi, a Firenze. Nell’
ormai lunga storia della nostra Corte costituzionale, iniziata nel 1956, è il terzo Giudice donna, dopo Fernanda
Contri e Maria Rita Saullo, appassionata studiosa dei Diritti umani ed indimenticabile Giudice costituzionale.
Questo dato significativo testimonia di per se stesso l’innegabile discriminazione nei confronti delle donne. Del
resto, anche il rapporto tra Donne e Giurisdizione ordinaria non è stato idilliaco nella sua lunga storia. L’art. 8
dell’Ordinamento Giudiziario del 1941, l’Ordinamento
Grandi, grazie alle “leggi fascistissime”, prima, ed a quelle razziali, poi, consentiva l’accesso alle funzioni giudiziarie soltanto al “cittadino italiano, di razza ariana, di
sesso maschile e iscritto al P.N.F.” L’Assemblea costituente eliminò la discriminazione politica, cancellò quella razziale, ma non eliminò espressamente quella basata sulla
diversità di sesso. Infatti, l’art. 51 della nostra Costituzione, nel riconoscere la possibilità dei cittadini, dell’uno
e dell’altro sesso, di accedere agli Uffici pubblici in condizione di eguaglianza, faceva e fa salvi i requisiti stabiliti
dalla legge, tra i quali, per l’accesso alla Magistratura, per
molti anni fu considerato legittimo il requisito del sesso
maschile. Quella discriminazione si basava e si basa, infatti, su pregiudizi plurisecolari, che operarono trasversalmente in sede di Assemblea costituente. Proprio nella
discussione sull’art. 51 della nostra Costituzione, un notissimo ed eccelso Giurista, appartenente alla Democrazia
Cristiana, con grande serietà ed autorevolezza, sostenne
che la donna, a differenza dell’uomo, non sarebbe mai
stata in grado di raggiungere le “rarefatte vette” del tecnicismo giuridico, necessarie per svolgere le funzioni giurisdizionali, mentre un autorevole esponente della sinistra, più prosaico, ricordò ai Costituenti che la donna, nei
periodi mestruali, non sarebbe stata in grado di garantire
le stesse funzioni intellettuali che l’uomo garantisce sempre. Solo dopo una famosa decisione della Corte costituzionale del 1960, che andò di contrario avviso ad un suo
proprio precedente del 1958, la l. 9 febbraio 1963, n. 66,
consentì l’accesso delle donne a tutte le cariche, professioni ed impieghi pubblici, compresa la Magistratura.
RISORSE -Oggi noi sappiamo che le donne, con l’intelligenza, oltre che con la sensibilità e lo spirito di servizio che le caratterizza, hanno arricchito ed arricchiscono la Magistratura grazie alla loro presenza, anche
perché, di solito, sono prive di quel narcisismo intellettuale, che, nel giurista, è oltre modo deleterio, in quanto lo
spinge ad innamorarsi della soluzione “bella” ed arzigogolata, a danno della soluzione giusta. Nella vita della
Corte costituzionale, l’intelligenza e la sensibilità femminile hanno avuto la possibilità di manifestarsi solo raramente, sicché la scelta del Parlamento è stata quanto
mai opportuna. Sicuramente, il nuovo Giudice costituzionale, per la sua cultura e per la sua particolare sensibilità, scriverà un’ulteriore, significativa pagina di questa singolare storia della nostra Corte di legittimità.
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
IN ITALIA
Bce: Draghi, «Se necessario altre
misure non convenzionali»
«IL Consiglio direttivo della Bce è unanime a varare ulteriori misure non convenzionali se fosse necessario, se
l'inflazione rimanesse troppo
bassa per troppo tempo». Ad affermarlo, nel corso del della conferenza stampa al termine del
Consiglio direttivo, è il presidente
della Bce, Mario Draghi che ha
spiegato: «Abbiamo chiesto ai
nostri servizi di lavorare. Hanno
fatto sempre quello che gli abbiamo chiesto, cioè prepararsi in vista di misure aggiuntive non convenzionali se necessario. Il Consiglio direttivo ha incaricato lo staff della Bce e i suoi comitati di assicurare la tempestiva preparazione di ulteriori
misure da attuare se serve».
Legge elettorale: Gasparri,
«Non accettiamo ricatti»
«LE regole, o si scrivono insieme oppure saltano. Non
siamo noi che ci tiriamo indietro, è semmai Renzi che impone un ricatto e fa saltare il banco delle riforme. Sulla
legge elettorale ci siamo aperti a ben nove modifiche della legge per senso di responsabilità e mantenere i patti.
Ora si vorrebbe modificare di nuovo la legge e imprimere
un’accelerata. E questo non va
bene». Lo dichiara il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri che poi sottolinea: «Abbiamo offerto la nostra collaborazione ma Renzi non può scriversi le
regole da solo. Ci sono ben altre
priorità da affrontare, soprattutto
quelle sul piano economico. Noi
proseguiremo sulla nostra strada
di contrasto al governo che sulla
famiglia, sulla casa, sul fisco, sull'immigrazione ha adottato una politica fallimentare. Al
gioco di Renzi non ci stiamo. In evidente difficoltà perché
non sta combinando nulla di buono rimescola le carte in
tavola per distrarre gli italiani. Pensi a fare cose serie e
utili. Il fianco per i suoi capricci non glielo prestiamo».
Giustizia: convergenza tra Pd
e M5s e l’Ncd minaccia la rottura
AL Senato scricchiola la maggioranza. E’ il Nuovo centrodestra di Alfano a mettere in discussione il patto che
regge il governo Renzi dopo l’approvazione notturna in
commissione Giustizia al Ddl
sulla responsabilità civile dei
magistrati. Il via libera, infatti, è
arrivato anche grazie ad una
inedita convergenza tra Pd e
Movimento 5 stelle. L’Ira dell’Ncd si è concretizzata nelle parole
del capogruppo Maurizio Sacconi, che ha annunciato che rimetterà il suo mandato. «La
convergenza notturna tra Pd e 5
Stelle in commissione Giustizia
su alcuni contenuti della legge sulla responsabilità civile
dei magistrati è grave e mette in discussione il patto di
maggioranza. E’ la prima volta di una maggioranza spuria con l’aggravante della materia ad alta sensibilità politica e della rinuncia alla paziente mediazione», ha spiegato Sacconi.
Montezemolo dalla Ferrari
alla guida di Alitalia
DOPO 23 anni alla Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, nato a Bologna il 31 agosto
1947, approda alla presidenza di
Alitalia. E’ stato deciso ieri. Montezemolo è stato presidente della
Casa di Maranello dal 1991 al
2014, nonché amministratore
delegato fino a settembre 2006;
fondatore della società Nuovo
Trasporto Viaggiatori e, dall’ottobre 2012, vicepresidente di Unicredit, Montezemolo, è stato anche presidente di Confindustria
dal 25 maggio 2004 al 13 marzo del 2008.
Venerdì 7 novembre 2014
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POLITICA
A 100 giorni dal congresso regionale
non c’è accordo sul presidente del partito
Pd impantanato
sugli organismi
dirigenziali
di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Se non è di
nuovo caos totale poco ci
manca. Anche se dal Partito democratico, ieri, si sono
affrettati a far sapere che
non c’è stato alcun rinvio
dell’Assemblea regionale.
«Non si può rinviare un
appuntamento che non era
stato fissato ufficialmente». La versione ufficiale.
Perchè la data di domenica
prossima era solo trapelata
da canali ufficiosi ma non
c’era ancora nulla di nero
su bianco. Vero.
Perchè ancora prima di
far partire le convocazioni
era evidente che il bandolo
della matassa era difficile
da trovare. E così le trattative vanno avanti. Ancora.
C’è già un’altra data che
circola: domenica 16 novembre. Ma è sempre ufficioso. Si aspetta che dall’area congressuale che ha
sostenuto nella scorsa primavera Luca Braia arrivi il
sì.
E così si prosegue a fari
spenti. C’è da dire che la
riunione dei nuovi 100 (42
di Braia, 41 di Luongo e 17
di Paradiso) dirigenti eletti
attraverso le primarie è attesa da mesi. Sono quasi
cento giorni che il Pd di Basilicata ha un segretario
regionale ma nient’altro.
Non c’è più il presidente
dell’assemblea; non c’è un
vicesegretario e non c’è
nemmeno la segreteria.
Certo ci sono tante attenuanti. Luongo subito dopo essere stato eletto alla fine di una tumultuosa fase
congressuale aveva promesso una pronta convocazione di una Direzione allargata del partito “per eliminare una volta per tutte
le incrostazioni e i dissapori”. Ma quando lo ha detto
non poteva certo calcolare
quello che sarebbe accaduto a strettissimo gior. E
cioè il caos e le polemiche
sullo Sblocca Italia. Sono
state settimane caldissime
quelle del mese di settembre. Per citare un caso su
tutti: l’ausospensione di
Vincenzo Folino dal partito. Ma anche lo scandalo
del San Carlo e soprattutto
il crac del Comune di Potenza hanno reso il clima
politico incandescente.
Insomma non esisteva
più l’agibilità politica per
pensare ai quadri del parti-
IL VOTO IN AULA
Sblocca Italia sì al Senato
con 4 si dei voti lucani contro 3 no
SI
Bubbico (Pd)
Margiotta (Pd)
Fattorini (Pd)
Viceconte (Ncd)
NO
Petrocelli (M5S)
Barozzino (Sel)
ALLA fine lo Sblocca Italia è passato come
previsto anche al Senato della Repubblica.
Ma c’è stata Bagarre in aula a Palazzo Madama mercodì. In definitiva il decreto del
governo ha ottenuto la fiducia con 157 voti
a favore contro 110 no. I sette senatori eletti alle scorse elezioni in basilicata si sono
divici. In quattro hanno votato a favore e
cioè i tre senatori eletti dal Pd lucano (Bubbico, Margiotta e Fattorini) più l’eponente
to. In tutto questo anche i
congressi cittadini sono
slittati a data da destinarsi.
Queste le attenuanti.
Ma dall’altro lato, Luongo non ha brillato per “aggressività”. Si è limitato a
dirigere il partito dalle
quinte. E’ il suo stile. Ma il
tempo nuovo del renzismo
forse meritava un altro ap-
Di Maggio (PpI)
del Ncd Viceconte. Hanno votato invece,
contro lo Sblocca Italia, i senatori Petrocelli (M5S), Barozzino (Sel) e Di Maggio (PpI).
Al netto dell’approvazione c’è stata grande
polemica in aula soprattutto da parte dei
grillini guidati dal lucano Petrocelli. .
Tanto che i parlamentari sono stati costretti a votare dal proprio banco senza
passare sotto lo scranno della presidenza
com’è prassi fare per il voto di fiducia.
proccio. Si sa che sta mediando molto in Consiglio
soprattutto in materia di
nuovo Statuto.
Ma oggi la patata bollente pare sia dall’altra parte
della barricata. L’assemblea infatti, non si riunirà
domenica prossima perchè
non c’è accordo tra i renziani. All’area politica che ha
sostenuto Braia spetta la
presidenza del partito. Ma
ci sono tre anime: i pittelliani, Braia e Antezza più
Margiotta che non riescono a trovare la quadratura
del cerchio. E Luongo
aspetta che decidano per
conto loro. Anche se non è
così semplice.
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RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Venerdì 7 novembre 2014
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L’INTERVENTO
Centrodestra e FI:
il silenzio
dei colpevoli
di SARO ZAPPACOSTA
L’INIZIATIVA DI OGGI
Basilicata Futuro e i due amici
De Luca e Togliatti
La locandina dell’evento con la foto di un incontro
tra Don Giuseppe De Luca e Palmiro Togliatti
POTENZA - “Lui sacerdote, io
non credente”. In questa frase
la sintesi dell’amicizia tra Don
Giuseppe De Luca e Palmiro
Togliatti dalle parole dello statista comunista. Oggi alle 16,
presso la biblioteca nazionale
di Potenza, la Fondazione Basilicata Futuro ospita un momento di studio dedicato alla
memoria dei due personaggi
che hanno caratterizzato la vita
politica e culturale italiana di
buona parte del secolo scorso.
L’incontro dibattito prende il
titolo proprio dalla frase “Lui
sacerdote, io credente” e sarà
incentrato incentrato sull’amicizia tra Don Giuseppe De Luca, prete illuminato di Sasso di
Castalda e il segretario del Partito Comunista Palmiro Togliatti.
Nella nota di presentazuibe
dell’incontro, la Fondazione
Basilicata Futuro ricorda: «De
Luca e Togliatti si incontrarono per la prima volta alla fine
del 1944 in casa di Franco e Marisa Rodano, dirigenti del
gruppo cattolico comunista romano. Fu il primo di molti incontri di don Giuseppe col leader del PCI. Il dialogo tra i due
interlocutori” è detto nel comunicato di presentazione dell’evento culturale “così distanti e
ciascuno a suo modo così
straordinari, fu subito cordiale».
POTENZA - Scioglimento sì, scioglimento no. Per
salvare posizioni personali, si perde l’occasione –
dopo 62 anni – di ottenere il consenso degli elettori;
peccato. Spunta una nuova probabile leader: Dina
Sileo, numero 2 di Rivolta l’Italia. Ipocrisia e omertà in Forza Italia. Ammetto candidamente che dinanzi alle cifre la mia mente si blocca: non vi dico
quello che mi accade di fronte alle cifre di un bilancio. Chiedo, quindi, scusa ai lettori se parlando di
numeri dovessi incappare in un madornale errore.
Quello che ho compreso – almeno me lo auguro – è
che al Comune di Potenza occorrono 15 milioni per
pagare i debiti dell’anno 2013, 24 milioni di euro
per il disavanzo anno 2014 con altri 10 milioni per
ognuna delle annualità 2015 e 2016, come disavanzo di previsione. Ad occhio e croce occorrono circa
60 milioni di euro per respirare. Tutti sanno che solo il miracolo dei pani e dei pesci potrebbe garantire
al Comune questa somma (o quella che sarà) e,
quindi al 99 per cento ci troveremo dinanzi al dissesto dell’ente, con conseguente scioglimento del consiglio comunale. Sconcertante, a dir poco. Quello
che mi lascia di stucco è il comportamento dei partiti di centro destra lunedì al termine della relazione
del sindaco De Luca, accettando la proposta del capogruppo Iudicello di aggiornarsi senza colpo ferire. Assurdo, incredibile, infantile perché il centro
destra ha dimostrato semplicemente di non possedere attributi pesanti, perché tutti i consiglieri sanno che non c’era migliore occasione per colpire il
centro sinistra mettendolo al tappeto. Il centro destra non perde occasione per dimostrare la propria
incapacità, nonché mancanza di acume politico.
Non si venga a dire che per senso di responsabilità si è tentato l’impossibile per salvare il Comune,
perché il senso di responsabilità non esisteva ieri,
non esiste oggi e neppure ci sarà domani. Eppure la
strada era semplice, quella della linea dura proposta da Michele Cannizzaro che dal primo consiglio
ha chiesto l’intervento di una Commissione d’inchiesta per individuare i responsabili di un disastro
economico che difficilmente sarà chiarito nei prossimi giorni.
Disastro che avvalora il pessimismo di chi crede
che il Municipio di Potenza è stato appannaggio di
bande politiche alla ricerca di fortune personali. E
su questo pietoso spettacolo un cala una coltre di
glaciale silenzio. Solo una donna ha sfoderato un
colpo di macete ferendo l’ignavia di una coalizione
misera: parlo di Dina Sileo “la passionaria” che già
in molte occasioni ha dimostrato importanti doti
nel solco della “politica del fare”. È noto a tutti il suo
pervicace impegno nella società civile, al fianco delle imprese, in qualità di Presidente dell’associazione Imprese del Sud Basilicata, e non solo.
In virtù del suo impegno politico e, quindi, in
qualità di portavoce del Comitato spontaneo di Basilicata Rivolta l’Italia ha detto ai concittadini: “chi
aspettava una spiegazione non l’ha avuta e non l’avrà mai”. Quindi ha precisato: “assistiamo a uno
stillicidio continuo, alla danza dei numeri, a un’amministrazione paralizzata, a una maggioranza Pd
che vuole salvare le malefatte delle gestioni precedenti e un’opposizione silente”.
Occorre il coraggio e la dignità di una donna di
destra, per salvare il salvabile in una coalizione politica che del silenzio ha basato tutta la sua linea politica. Cosimo Latronico, infatti, ancora non ci ha
fatto comprendere qual è la sua scelta dinanzi alla
lotta esistente tra Fitto e Berlusconi. Da un paio
d’anni apprendiamo dalle indiscrezioni che il nostro conterraneo farebbe parte dei trenta parlamentari del gruppo fittiano, senza che mai sia pervenuta una smentita da parte dello stesso.
Nonostante la mia richiesta di dimissioni di Cosimo, il medesimo mi ha risposto che non c’erano le
condizioni politiche per dimettersi. Ne prendo atto.
Il caro Cosimo però deve ammettere che adesso e nel
recente passato le condizioni politiche per dire ai
pochi iscritti di Forza Italia cosa vuol fare da grande e anche questo volta glielo chiedo: con chi cazzo
vuole stare (o già sta?) il coordinatore regionale di
Forza Italia, con Berlusconi o con Fitto? Tanto chiedo e non per curiosità ma affinché svanisca il silenzio e l’impocrisia di Forza Italia Basilicata e quale
sarà la posizione di Pagliuca, Napoli, Pici, Laguardia e dei pochi dirigenti che vogliono chiarezza. A
meno che non decidano tutti di ritirarsi a vita campestre e a lasciare il partito, a personalità dimostrano impegno, acume politico e attributi quadrati come Dina Sileo.
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BREVI
Confronto pubblico
lunedì a Matera
tra Luongo e Pittella
SI terrà lunedì prossimo a Matera ildibattito “Tempi nuovi: La politica cambia verso?” organizzato dall'associazione “Iniziativa popolare”. Previsto un confronto
pubblico tra il presidente della Regione
Basilicata Marcello Pittella e il segretario
regionale del Pd Antonio Luongo. Modererà il dibattito l’ex parlamentare del Pd,
Vincenzo Viti.
«Il dibattito- dichiarano gli organizzatori– vuole offrire ulteriori spunti sulla riflessione politica in questa delicata congiuntura politica regionale sulla quale pesano i
grandi temi legati al modello cui la classe
dirigente è chiamata a rispondere. Temi
come l'uso delle risorse petrolifere, gli effetti sulla qualità dello sviluppo e dell'occupazione e l'ecosostenibilità ambientale
come obbiettivi e valori che vanno declinati in equilibrio» .
Latronico (FI) anticipa
gli emendamenti sulla
Legge di stabilità
«Salvare i fondi di coesione che valgono
3,5 md per sostenere politiche di sviluppo
nel Mezzogiorno, includere anche la tipologia dei contratti stagionali tra quelli che
possono godere della deduzione irap; fissare un limite all'aliquota imu per i contratti
a canone concordato; ripristino della deduzione Irpef del 15 per cento per i redditi
da locazione; risorse per i collegi universitari; accesso alle compagnie assicurative
per il finanziamento del fondo di garanzia
delle piccole, e medie imprese attraverso
la raccolta dei piani di risparmio; estensione dell'econobus per il recupero strutturale ed energetico degli immobili ad altri settori merceologici. Sono alcune delle proposte emendative alla legge di stabilità
che d'intesa con il gruppo di Forza Italia
presenterò in commissione bilancio. Lo
ha dichiarato il deputato lucano di FI Latronico.
Aeroporto Pontecagnano:
la Commissione
prende tempo
LA prima Commissione consiliare ha preso in esame la delibera di giunta regionale
su “Partecipazione alla Società consorzio
aeroporto Salerno – Pontecagnano”.
L’organismo consiliare ha deciso un ulteriore approfondimento con una nuova audizione del presidente della giunta regionale o dell’assessore competente, nonché del dirigente generale del Dipartimento programmazione e finanze della Regione, Elio Manti, in una seduta congiunta
di prima e terza Commissione, acquisendo dal Dirigente stesso, anche le informazioni derivanti dalla riunione del Cda.
Napoli (FI) chiede tavolo
di monitoraggio permanente
su Garanzia giovani
PER il capogruppo consiliare di FI Alla
Regione occorre seguire l’esempio di altre Regioni che hanno insediato un Tavolo di monitoraggio permanente del programma “Garanzia giovani”. «Si impone
la necessità – sostiene Napoli - di monitorare l’andamento del programma, evidenziarne eventuali criticità, raccogliere suggerimenti e adottare ulteriori misure concordate, implementare efficienza ed efficacia di questo innovativo strumento di
politica del lavoro, che servano a completare la reale missione del progetto stesso».
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Primo piano
Venerdì 7 novembre 2014
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PETROLIO
Cresce il fronte della protesta. Vicinanza anche
dei vescovi: «Priorità allo sviluppo compatibile»
C’è chi dice no
E sono in tanti
Il sindaco De Luca: «Ecosistema e salute vengono prima»
Così la città si prepara alla grande mobilitazione
di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - Altro che protesta
di “quattro comitatini”, come li
aveva definiti il presidente Renzi. Cresce di ora in ora il fronte
del “no” alle trivelle selvagge.
Lo Sblocca Italia ormai è legge.
A darne il triste annuncio, non
solo il Movimento 5 Stelle - che
in occasione del voto in Senato,
mercoledì scorso, ha inscenato
davanti a Palazzo Madama un
vero e proprio funerale - ma anche le tante voci lucane che ora
chiamano alla mobilitazione generale. E l’appello non cade nel
vuoto. Domani mattina, in piazza Mario Pagano, non ci saranno solo le oltre 70 associazioni
ambientaliste che hanno promosso la manifestazione “Mo
basta”. Le adesioni crescono:
non solo liberi cittadini, ma anche istituzioni e partiti. Anche
la Chiesa prende posizione.
Il
messaggio
dei vescovi
Con un documento, i vescovi lucani
hanno espresso un
messaggio di vicinanza al popolo che
domani mattina si ritroverà nella piazza
principale del capoluogo di regione.
L’auspicio della Conferenza episcopale
di Basilicata è che «ogni attività che interessa e interesserà il
nostro territorio risulti compatibile con lo sviluppo autoctono
della regione, con la valorizzazione delle sue tante valenze
umane, ambientali ed economiche». Non è la prima volta che i
vescovi lucani prendono posizione sui temi ambientali. Ma,
in fatto di estrazioni, un messaggio così diretto non era mai
arrivato. Sostengono la necessità «di un’autentica svolta nella
gestione del patrimonio naturale lucano, ispirata a politiche di
sviluppo compatibili e rispettose della cultura e della situazione socio-economica dei nostri
territori». Invitano a guardare
la nostra terra «con uno sguardo quasi ‘francescano”».
«Quando, infatti, l’uomo mette tra parentesi la relazione con
Dio - è il monito - anche la natura si svuota del suo significato
profondo, riducendosi a un oggetto che inevitabilmente viene
sfruttato e irrimediabilmente
depauperato».
Serve «una rinnovata ed equilibrata cultura ecologica».
Anche i sindaci in piazza
«Vicinanza e solidarietà» ai
manifestanti di domani. Il sindaco di Potenza, Dario De Luca
si schiera. «Ritengo che la manifestazione sia un momento
importante per esprimere il
proprio dissenso nei confronti
di una scelta che, come lucani,
ci penalizza. Lo sviluppo, il progresso, i processi di industrializzazione di un territorio, che
pure risultano imprescindibili
perché una comunità possa
guardare con fiducia al futuro continua il primo cittadino - in
nessun caso devono andare a
mettere a repentaglio o, peggio,
a ledere la salute dei cittadini e
arrecare danno all'ecosistema
di cui quegli stessi cittadini sono parte».
E’ prevista anche la presenza
del collega di Muro lucano con
gonfalone.
Fdi e Idv si uniscono
al movimento
Anche il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Gianni
Rosa, annuncia la partecipazione del partito. «Contro lo Sblocca Italia di
Renzi e Pittella. E’ importante esserci», è
l’appello del consigliere di minoranza.
Sarà presente con
un proprio gazebo
l’Idv di Basilicata, come annuncia la segretaria regionale,
Maria Luisa Cantisani che fa sapere anche
del mandato ricevuto dall’assemblea del partito di ricorrere
formalmente alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, «perché venga riconosciuto il diritto
alla salute, tutela della qualità
delle acque e quindi della vita».
Gli autobus dalla Basilicata
Autobus
da molti comuni
della Basilicata
Partenze anche
dalla Sicilia
e non solo
Partiranno autobus da diverse parti comuni della Basilicata,
come Palazzo San Gervasio,
Valsinni, Tursi, Colobraro, Senise, Santarcangelo e dei paesi
della Val d'Agri. Ci sarà anche il
coordinamento degli studenti
che nelle
settimane
scorse aveva già manifestato
per le strade della città. Arriveranno anche dalla
Sicilia, con
le bandiere
del Regno
delle due
Sicilie.
E
nel
frattempo
il capoluogo si colora
delle della
manifestazione che si
annuncia
imponente.
Sono spuntati
striscioni in diversi punti
del capoluogo per sensibilizzare la cittadinanza e dare appuntamento
per domani mattina. Per una
manifestazione che - da come si
presenta - non sembra avere
precedenti nella città capoluogo.
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«Stop alle estrazioni». Il consiglio regionale ha scelto di ricorrere alla Corte costituzionale
La Campania non perde tempo: «Impugneremo il 38»
LA Basilicata lo aveva annunciato. Il Consiglio
regionale lo aveva votato. Poi, alla luce degli ordini del giorno approvati alla Camera e al Senato, il presidente Pittella aveva lasciato intendere un possibile dietro front: «Forse non ci sarà
più bisogno di impugnare l’articolo 38 dello
Sblocca Italia». Mentre la Regione prende tempo per decidere sul da farsi, in Campania la presa di posizione è netta, chiara, decisa. Il governatore Caldoro conferma che si farà di tutto per
difendere il territorio dalle estrazioni che dovrebbero interessare il Sannio e l’Alta Irpinia.
L’assessore al ramo, Fucci, ha chiesto di fermare le trivellazioni cioè il via libera ai permessi di
ricerca proponendo alla giunta il ricorso alla
Consulta contro lo Sblocca Italia. E il Consiglio
regionale campano ha approvato l’ordine del
giorno presentato dal presidente del Consiglio
regionale Pietro Foglia e sottoscritto da tutti i
gruppi che impegna la Giunta a intraprendere
qualsiasi iniziativa utile per modificare gli articoli 36, 37 e 38 dello Sblocca Italia.
L’ordine del giorno prevede anche la richiesta di ricorso alla Corte costituzionale per materia competente, quella energetica, nel caso
specifico.
Ha preso posizione anche il presidente dell’associazione nazionale Slow food che è campano. «Il fracking selvaggio a discapito delle
economie del territorio» basate sulle coltivazioni e le produzioni doc e dop. I permessi di ricerca insistano proprio su quei territori che il Governo, attraverso il ministero dell’Agricoltuira, e la Regione, con fondi europei, tendono a
sviluppare favorendo le produzioni tipiche locali, caso esemplare ne è la Valle dell’Ufita, laddove si favorisce la produzione dell’olio d’oliva
arriverebbero invece gli idrocarburi.
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Venerdì 7 novembre 2014
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L’ultimo appello degli organizzatori prima della manifestazione di domani
«“Mo basta”», gridatelo tutti
«Movimento senza colore. L’unica bandiera è la difesa della terra»
POTENZA - L’ultimo appello prima del
giorno fatidico. Domani alle 9 e 30 è infatti previsto il corteo contro l’articolo 38
dello Sblocca Italia promosso da Mo’basta. Partenza da piazza XVIII Agosto per
raggiungere piazza Prefettura insieme
agli studenti che partiranno allo stesso
orario
da
piazza
Don
Bosco.
«Mo basta – dicono gli organizzatori, Piero De Angelis, Giuseppe Di Bello e l’avvocato Romano – Non ha partito politico, né
bandiera, non rappresenta alcun comitato. E’ il movimento dei liberi cittadini che
vogliono scendere in piazza per difendere il proprio territorio».
In particolare con la manifestazione di
domani si chiede al governo regionale di
impugnare l’articolo 38 davanti alla Corte Costituzionale in quanto raddoppierebbe le estrazioni petrolifere in Basilicata. Non è la prima manifestazione di Mo basta. La
prima, nel 2011, si tenne
al centro Oli di Viaggiano.
Poi all’Itrec di Nova Siri,
a Potenza in occasione di
un evento dell’ordine degli geologici finanziato
dall’Eni, in Val D’Agri
contro il pozzo Ali2, il 25
febbraio 2012 a Potenza
contro le estrazioni con,
dicono, più di 1000 partecipanti. Oggi, la gente deve scendere di nuovo in
piazza.
«Il futuro della Regione –
dicono Emanuele Grieco e
Josuè Marone, in rappresentanza degli studenti –
vale più di un giorno speso al lavoro o nelle proprie
faccende». Il loro appello è rivolto agli insegnanti, ai dirigenti scolastici, ai genitori «che devono scendere in piazza con i
loro figli».
Perché «il futuro va costruito insieme». De Angelis si rivolge in particolare
ai sindaci e ai sindacati: «Vogliamo i sindaci con i loro gonfaloni, Cgil, Cisl e Uil
per dimostrare se veramente vogliono difendere la comunità e il territorio o le
proprie posizioni». L’iniziativa, tengono
poi a precisare, non è contro a quella del
9 promossa a Scanzano dal Movimento 5
stelle né contro ogni altra iniziativa di comitati e associazioni promossa in questi
giorni. «La manifestazione - riprende De
Angelis – non è contro nessuno, ma solo
a difesa della Basilicata». La manifestazione di domani sarebbe solo l’inizio di
una serie di iniziative popolari volte a
spingere la Regione Basilicata a impugnare l’articolo 38, «dal momento che occorrono 60 giorni dall’approvazione per
l’impugnazione». L’ultimo appello, dunque, è rivolto proprio al presidente regionale Marcello Pittella: «I grandi si mostrano anche quando hanno il coraggio
di fare un passo indietro. Si faccia come
la Regione Campania, che all’unanimità
ha deciso di impugnare lo Sblocca Italia».
L’appello
a Pittella:
«I grandi si mostrano anche
quando hanno
il coraggio di fare
un passo indietro.
Si faccia come
la Regione
Campania»
DOMENICA TOCCA AL M5S
Pedicini: «Astuzie del Pd»
SCANZANOE domenica, invece, toccherà al
Movimento 5 Stelle con la grande manifestazione nazionale “contro le trivelle selvagge”
organizzata a Scanzano Jonico. I dettagli saranno resi noti nella conferenza stampa convocata, per le 10 e 30, nella sala A del Consiglio regionale. Promossa dagli eurodeputati del Movimento di tutte le regoni, eletti al
Parlamento europeo lo scorso maggio. E, in
particolare, dal lucano Piernicola Pedicini. I
consiglieri regionali del Movimento hanno inviato una lettera a tutti i sindaci lucani, invitandoli ad aderire alla manifestazione, al di là
dell’appartenza politica. «Basta furbizie - tuona Pedicini - ci sono esponenti e “amici” del
Pd che strumentalizzano la vicenda. Folino,
Speranza, Margiotta, Antezza, il presidente
del Consiglio regionale Lacorazza, numerosi
consiglieri regionali e vari sindaci, criticano
Renzi e Pittella ma, nei fatti hanno votato il
decreto in Parlamento e sostengono Pittella
alla Regione. Poi, affermano che il testo dello
Sblocca Italia è stato migliorato grazie al lavoro dei parlamentari lucani. Gli esponenti
del Pd sanno bene che la liberalizzazione
delle trivelle dell’ormai legge, se non verrà
fermata, distruggerà definitamente la Basilicata e vaste aree dell’Italia. L’unica possibilità rimasta è quella di scendere in piazza».
LA PETIZIONE
«Impugnare l’articolo 38»
Le associazioni Legambiente, Wwf, Greenpeace e Rete degli Studenti Medi della Basilicata lanciano una petizione popolare al fine di
chiedere alla Regione Basilicata di impugnare
l’articolo 38 davanti alla Corte Costituzionale.
«Il testo prevede stravolgimenti epocali nel processo di autorizzazione di ricerca ed estrazione
delle risorse petrolifere, mettendo in secondo
piano la tutela dell'ambiente, della biodiversità
e della salute di tutti i cittadini lucani attraverso
una insensata semplificazione delle procedure, legate all'attività dell'industria del petrolio. È
inoltre inaccettabile il modo in cui lo Stato centrale bypassa la Regione Basilicata, spostando
i processi decisionali riguardanti le Valutazioni
di Impatto Ambientale (VIA) dall'Ente Locale al
Ministero dell'Ambiente violando, di fatto, le disposizioni del Titolo V della Costituzione sulla
legislazione concorrente fra Stato e Regioni.
L’articolo ha principio cardine l'errata convinzione che la Basilicata e l'intero Paese debbano necessariamente basare il proprio modello
di sviluppo sulla dipendenza dal petrolio e dall'industria ad esso connesso». Legambiente,
WWF, Greenpeace e Rete degli Studenti Medi
della Basilicata rivendicano l'immediata necessità di modificare tale modello, in favore dell'utilizzo di fonti energetiche pulite e rinnovabili,
della ricerca tecnologica e dell'industria verde,
con il blocco dello sfruttamento del territorio,
non permettendo ulteriori aumenti delle estrazioni e la concessione di nuove autorizzazioni
per la ricerca e lo sfruttamento delle risorse petrolifere.
RASSEGNASTAMPA
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Venerdì 7 novembre 2014
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LA SCHEDA
Ecco cosa succede
in caso di dissesto
Mobilità, più controlli
su scale mobili e bus
Le scale mobili
Da LUNEDI’ prossimo, terminata questa prima fase di assestamento dell’amministrazione, si provvederà anche a intensificare i controlli per quanti utilizzano autobus e scale mobili.
Anche questo, forse è frutto di una
crisi a cui il Comune vuol mettere mano responsabilizzando soprattutto i
cittadini.
Le scale mobili, ribadisce il vicesindaco Dino Bellettieri «sono già a pagamento da qualche giorno. Stiamo lavorando per far sì che macchine obliteratrici e tornelli possano essere funzionanti e, dove mancano, essere installati. Nel frattempo il personale in servizio presso gli impianti provvederà al
controllo dei titoli di viaggio».
Dal Comune fanno sapere che è possibile effettuare gli abbonamenti pres-
so l’ufficio Cotrab posto all’ingresso
delle scale mobili che collegano viale
Marconi a Piazza 18 agosto (nei pressi
della scuola Domiziano Viola e del Seminario), i biglietti invece sono reperibili presso i normali punti vendita. “Invitiamo la cittadinanza al rispetto delle regole e i rivenditori a rifornirsi di
biglietti per far sì che tutti possano
fruire del servizio. Ricordo infine –
conclude l’assessore Bellettieri – che
Potenza, con l’impegno di tutti, potrà
vedere migliorare complessivamente
la sua qualità della vita e il suo benessere. Resto moderatamente fiducioso
perché sono convinto delle volontà comune dei potentini di fare della loro
città un luogo nel quale vivere bene
con le proprie famiglie e con l’intera
comunità”.
E’ UNA sorta di fantasma. Una spada di
Damocle invisibile che pende sulle teste di
tutti. La parola “dissesto” negli ultimi
giorni è diventata di uso comune per i potentini, anche se pochi ne hanno inteso il
significato profondo soprattutto per gli effetti che avrà per l’amministrazione del
Comune. Non si parla solo di futuro, ma
anche di presente e passato. La materia è
regolata dall’articolo 244 del Tuel. Testualmente si legge: «si ha stato di dissesto
finanziario se l'ente non può garantire
l'assolvimento delle funzioni e dei servizi
indispensabili ovvero esistono nei confronti dell'ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte». Per farla semplice e per seguire un filo logico, il dissesto lo si può dividere in tre tempi differenti: la dichiarazione, le conseguenze e il risanamento dell’Ente.
LA DICHIARAZIONE
E’ adottata, tramite
apposita deliberazione, dal Consiglio Comunale e deve valutare le cause che hanno
determinato il dissesto. Essa non è revocabile e deve essere accompagnata da una
dettagliata relazione
dell'organo di revisione economico finanziaria che analizzi le
cause che hanno provocato il dissesto. E’
poi trasmessa, entro 5
giorni dalla data di
esecutività, al Ministero dell'interno ed
alla Procura regionale presso la Corte dei
Conti competente per
territorio. Infine è
pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana a cura del Ministero dell'interno,
unitamente al decreto
del Presidente della Repubblica di nomina
dell'organo straordinario di liquidazione
LE CONSEGUENZE
Il crac produce come primo effetto una
sorta di paralisi della vita dell’ente, soprattutto in ambito economico-finanziario e
sociale. In primis si pone fine alle gestioni
economiche “dissennate” e si obbliga l’ente
ad applicare i princìpi di buona amministrazione, al fine di non aggravare la posizione debitoria . Sul piano finanziario alla
data della dichiarazione e sino all'approvazione del rendiconto non possono essere
intraprese o proseguite azioni esecutive
nei confronti dell'ente per i debiti che rientrano nella competenza dell'organo
straordinario di liquidazione. Tra l’altro i
pignoramenti eventualmente eseguiti dopo la deliberazione dello stato di dissesto
non vincolano l'ente ed il tesoriere, i quali
possono disporre delle somme per i fini
dell'ente e le finalità di legge. Altro particolare sono i debiti. Quelli insoluti e le
somme dovute per anticipazioni di cassa
già erogate non producono più interessi
né sono soggetti a rivalutazione monetaria. Il Comune che va in dissesto non può
contrarre mutui e non può impegnare per
ciascun intervento somme complessivamente superiori a quelle definitivamente
previste nell'ultimo bilancio approvato, comunque nei limiti delle entrate accertate.
Tra le conseguenze che andranno a ricadere direttamente sulle tasche dei cittadini,
ovviamente, c’è l’aspetto fiscale. Per le imposte e le tasse locali, infatti, le aliquote e le
tariffe di base vengono innalzate nella misura massima consentita: la delibera non è
revocabile ed ha efficacia per cinque anni.
Per la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, gli enti che hanno dichiarato il dissesto devono applicare misure tariffarie che
assicurino complessivamente la copertura
integrale dei costi di gestione del servizio.
Altro particolare che riguarda molto da vicino i potentini qualora venisse dichiarato
il dissesto sono i servizi a domanda individuale in cui rientrano le mense scolastiche, il costo di gestione deve essere coperto
con proventi tariffari e con contributi finalizzati almeno nella misura prevista dalle
norme vigenti. Ma oltre alle conseguenze
di carattere finanziario ed economico, ci
sono anche quelle sul piano politico. Gli
amministratori che la Corte dei Conti riconosce responsabili, anche in primo grado,
di danni cagionati con dolo o colpa grave,
nei cinque anni precedenti il verificarsi del
dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi
di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati, ove la Corte, valutate le circostanze e le cause che hanno determinato
il dissesto, accerti che
questo è diretta conseguenza delle azioni od
omissioni per le quali
l'amministratore
è
stato riconosciuto responsabile. I sindaci e
i presidenti di provincia ritenuti responsabili, inoltre, non sono
candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco,
di presidente di provincia, di presidente
di Giunta regionale,
nonché di membro dei
consigli comunali, dei
consigli provinciali,
delle assemblee e dei
consigli regionali, del
Parlamento e del Parlamento europeo. Sul
piano prettamente sociale l’ente locale dissestato è obbligato a
rideterminare la dotazione organica, dichiarando eccedente il
personale comunque in servizio e in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione (definiti in base al
decreto emanato con cadenza triennale dal
Ministero dell’Interno), fermo restando
l'obbligo di accertare le compatibilità di bilancio. I dipendenti dichiarati in eccedenza sono collocati in disponibilità. Il personale a tempo determinato deve essere ridotto a non oltre il 50 per cento della spesa
media sostenuta a tale titolo per l'ultimo
triennio antecedente l'anno cui l'ipotesi si
riferisce.
IL RISANAMENTO
La procedura viene affidata all'organo
straordinario di liquidazione ed agli organi istituzionali dell'ente (sindaco, giunta,
Consiglio comunale). Il primo provvede al
ripiano dell'indebitamento pregresso con i
mezzi consentiti dalla legge ed i secondi
assicurano condizioni stabili di equilibrio
della gestione finanziaria rimuovendo le
cause strutturali che hanno determinato il
dissesto. Per i comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, l'organo straordinario di liquidazione è composto da una
commissione di tre membri, nominati fra
magistrati a riposo della Corte dei Conti,
della magistratura ordinaria, del Consiglio di Stato, fra funzionari dotati di un'idonea esperienza nel campo finanziario e
contabile in servizio o in quiescenza degli
uffici centrali o periferici del Ministero
dell'Interno, del Ministero del Tesoro del
Bilancio e della programmazione economica, del Ministero delle Finanze e di altre
amministrazioni dello Stato, fra i segretari ed i ragionieri comunali e provinciali
particolarmente esperti, anche in quiescenza, fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, gli iscritti nell'albo dei dottori commercialisti e gli iscritti nell'albo
dei ragionieri.
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Venerdì 7 novembre 2014
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NEL CAPOLUOGO
Al via la due giorni tra dibattiti e confronti
denominata “I visionari della scuola”
Quelli che vogliono la buona scuola
Un’iniziativa che coinvolge “dal basso” corpo docente, studenti e genitori
u L’ISTRUZIONE IN BASILICATA t
FONTE: Flc Cgil
|
di ANNA MARTINO
POTENZA - La preside Silvana Gracco e la sua esperienza all’istituto professionale di Potenza, con il
percorso
professionalizzante realizzato con fondi
Cipe che ha portato all’assunzione di 25 studenti su
50. Matera e il “Coderbas”
ovvero una proposta di progetto di interazione nelle
scuole primarie grazie al
software “coderjogo” per
l’acquisizione attraverso
strumenti tecnologici in
dotazione ai bambini di
concetti logici. Sono solo alcuni dei visionari della
scuola lucana. Docenti, formatori, dirigenti scolastici,
studenti – prevalentemente
universitari - che guardano
lontano considerando il
presente. Erano presenti
ieri alla prima giornata di
“Visionari della scuola”
ideata e organizzata dal Dipartimento regionale alle
Politiche di sviluppo in collaborazione con l’Ufficio
scolastico regionale, per
creare uno spazio di dibattito tra studenti, insegnanti
e famiglie ed esprimere
proposte, idee in linea con
le azioni di consultazione
nazionale “La buona scuola” avviata dal governo
Renzi. A loro hanno fatto
da contraltare i più pessimisti. Quelli del “nulla è
possibile” perché non ci sono soldi, i ragazzi sono maleducati, le classi sono piene, le scuole chiudono nei
piccoli Comuni. Se pure,
nella peggiore delle ipotesi,
la Regione Basilicata nel
definire i prossimi finanziamenti e il dimensionamento scolastico regionale
non dovesse tener conto del
documento che verrà redatto oggi a seguito del barcamp - quando si cercherà
di fare sintesi su quanto
uscito fuori ieri dai gruppi
di lavoro –l’iniziativa avrà
avuto il merito di far emergere pregi e difetti della
scuola lucana, a partire dalle posizioni opposte dei suoi
protagonisti. Un pregio è,
per esempio, il dato sulla dispersione scolastica pari al
14 per cento contro il 19,2
della media nazionale su
cui ha lavorato il gruppo
“Studiare meglio, studiare
LA POLEMICA
|
«E’ una mini Leopolda»
Lo scetticismo
dei sindacati
Alcune immagini dell’iniziativa (Foto Mattiacci)
SONO scettici i sindacati
di categoria della Flc
Cgil, Cisl Scuola, Uil
Scuola e Snals regionali
in merito alla manifestazione potentina organizzata dal Dipartimento Politiche di Sviluppo. Un’idea, dicono, che «mette in
atto metodi e forme di
coinvolgimento “virtuali”di studenti, famiglie,
docenti e addetti ai lavori,
secondo lo stile dell’epoca, sfuggendo al confronto sui problemi reali
che investono la scuola
lucana». Per le organizzazioni sindacali quella di
Potenza è «una
sorta di “mini
Leopolda” lucana». «Riteniamo che la condizione in cui versa il sistema
scolastico non
meriti un’attenzione virtuale né mediatica o di facciata perché gli
effetti dei provvedimenti
di mero taglio realizzati
dai Governi che si sono
susseguiti in questi anni,
hanno assunto in Basilicata una valenza tanto dirompente quanto drammatica, generando gravi
menomazioni ai capisaldi irrinunciabili dell’organizzazione del servizio
scolastico: il tempo scuola, la relazione educativa,
i servizi amministrativi e
ausiliari, l’esercizio effettivo del diritto all’istruzione sancito dalla nostra
Costituzione e dalle convenzioni internazionali.
Il sistema scolastico lucano è stato condizionato
da alcuni specifici elementi di contesto come la
riduzione del 23,5% del
personale scolastico (a
fronte della riduzione
del10% della popolazione
scolastica), la perdita di
circa 3.500 posti, il sottodimensionamento di numerose istituzioni scolastiche (44 su 141 totali),
l’aumento delle percentuali di alunni che frequentano le pluriclassi
(6/7 %). In un contesto già
così difficile, in questi anni, la Regione Basilicata
non è stata in grado di dare risposte adeguate». La
polemica è contro «quell’ottica forzatamente regionalista e "localista"»
della scuola in Basilicata.
«Una scelta riprendono che non solo
ha leso l'esercizio reale di un
diritto universale quale è il
diritto
all'istruzione, che
è premessa al
pieno diritto di
"cittadinanza", ma che
non è riuscita nemmeno
nell’intento di dar vita ad
un sistema integrato di
istruzione e formazione
capace di mettere in relazione virtuosa cultura,
istruzione, formazione,
lavoro, investimento sociale e individuale». I sindacati chiedono l’istituzione di un tavolo politico
a Pittella, un incontro
che nonostante i ripetuti
solleciti, non è mai avvenuto.
«Gli impegni politici
con i sindacati sono stati
purtroppo disattesi e si
sono accumulati ritardi
su aspetti delicati quali
dimensionamento, alternanza scuola lavoro,
istruzione e formazione
professionale,
edilizia
scolastica, che difficilmente potranno essere
recuperati».
«Serve
confronto
sui reali
problemi»
tutti” condotto da Marco
Dossi Doria, sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione nel Governo
Monti. Il maggior difetto,
oltre alle scarse competenze base dei quindicenni lucani al di sotto delle medie
nazionali specialmente in
matematica e scienze, è lo
spopolamento: la densità
abitativa della Basilicata è
la più bassa in Italia dopo la
Valle D’Aosta con i suoi
58,9 abitanti per chilometro quadrato. In questo
contesto ci si è interrogati
in “Gli spazi dell’educazione” condotto da Samuele
Borri, dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa
del ministero dell’Istruzione su come creare, a prescindere dalla dotazione finanziaria, una scuola dove
«i ragazzi non vogliono
andar via quando suona la
aore didattiche? Facendo
decidere al ragazzo gli spazi in base alle sue esigenze?
Sicuramente entrando nell’era digitale, cioè dotando
la scuola «di strumenti tecnologici» come ha detto
Dianora Bardi, presidente
dell’associazione nazionale
Impara digitale al gruppo
“La scuola nell’era digitale”. E la questione è sì di
strumenti, ma soprattutto
di cultura. Tecnologia significa anche interazione,
lavori di gruppo, accresci-
mento di competenze e non
solo di conoscenze. Perché
è questo che chiedono nel
mondo del lavoro, su il cui
ponte con la scuola c’è molto da fare come emerso in
“OrientaMenti” condotto
da Elena Ugolino, sottosegretaria all’Istruzione al
governo Monti. Si tratta, in
sostanza, di “educare al
mondo che cambia”, argomento del laboratorio condotto da Marinella Sclavi,
sociologa esperta in gestione creativa del conflitto. Poche le associazioni che pure
hanno a che fare con l’educazione, nelle scuole e non,
assenti i sindacati, che hanno fortemente criticato l’iniziativa.
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Venerdì 7 novembre 2014
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BUFERA SAN CARLO
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Respinti i ricorsi al Riesame dei cardiochirurghi
accusati di omicidio colposo al San Carlo
Marraudino resta ai domiciliari
Confermate le misure per il primario e Cavone, Galatti libero ma non può operare
di LEO AMATO
POTENZA - Confermati gli
arresti domiciliari per il primario Nicola Marraudino e
l’obbligo di firma per Michele Cavone. Liberato soltanto
Matteo Galatti, che resterà
comunque interdetto dall’attività medica per i prossimi 2
mesi.
Lo ha deciso ieri pomeriggio il Tribunale del riesame
di Potenza respingendo i ricorsi dei 3 cardiochirurghi
del San Carlo accusati di
omicidio colposo per la morte della 71enne Elisa Presta,
il 28 maggio del 2013.
Per i giudici della libertà
reggono gli indizi raccolti
dall’accusa. Ma le esigenze
cautelari vanno rideterminate sulla base di quanto
emerso in aula, dove i legali
di Galatti, Savino Murro e
Paolo Carbone, hanno depo- va di eventuali richieste risitato una perizia sul ruolo sarcitorie». Per di più senza
del loro assistito.
copertura assicurativa.
Stando a questa Galatti
Di qui sarebbe scattato il
avrebbe effettuato soltanto le bisogno di una copertura.
primissime operazioni delIn realtà, stando ai periti
l’intervento programmato di incaricati dalla Procura, la
sostituzione di una valvola paziente sarebbe morta poco
aortica. Poi sarebbe suben- dopo l’inizio dell’intervento a
trato Cavone, infine Marrau- causa di un gravissimo
dino, che è accusashock emorragito di aver falsificaco. A causarlo sato i registri della
rebbe stata prima
sala
operatoria
la lesione di una
per nascondere la
vena, durante l’asua presenza.
pertura dello sterPer il gip Amerino, poi un maldego Palma, che ha
stro tentativo di
disposto l’arresto
ripararla.
dei tre medici lo
L’inchiesta conscorso 24 ottobre,
dotta dagli agenti
«nonostante l’avdella Squadra movenuto
decesso
bile di Potenza,
della Presta l’incoordinati dal pm
tervento veniva
Annagloria Piccicontinuato e porninni, è partita da
tato a termine con
un esposto anonil’inutile e promo molto dettagrammata sostigliato recapitato
tuzione della val- Sopra Cavone e sotto in procura a novola e il successivo Galatti
vembre dell’anno
trasferimento del
scorso. In seguito
paziente già morto
gli investigatori
in terapia intensihanno disposto il
va».
sequestro delle
Quanto alle «racartelle cliniche,
gioni per le quali il
e hanno iniziato a
primario Marrausentire il persodino, coadiuvato
nale coinvolto.
dal Cavone, ha riteQuindi è stata dinuto di proseguire
sposta una perioltre con l’interzia sul corpo della
vento programmadonna che è stato
to, anche in preriesumato a un
senza, certamente già alle anno dalla morte.
ore 9.15, di esiti dell’emogas
Il risultato degli esami auanalisi incompatibili con la toptici è stato depositato a
vita della paziente», andreb- metà luglio, ma a imprimere
bero ricollegate «alla priori- una brusca accelerata al lataria ed impellente necessità voro degli inquirenti è stata
di alterare quanto realmente la divulgazione, a fine agoaccaduto».
sto, di un’intercettazione
Infatti, dal momento che shock, in cui Cavone spiega a
aveva inviato Galatti a “pre- un collega, senza sapere di
parare il campo” al posto del essere registrato, che ad
secondo operatore previsto «ammazzare» la donna era
(Fabrizio Tancredi, indagato stato Marraudino, effettuana piede libero, ndr), avrebbe do una manovra sbagliata
violato le regole sull’utilizzo (“clamp”) per bloccare l’edei medici che smontano dal morragia. Una versione che
turno di notte. Per questo non ha trovato conferme da«sarebbe stato considerato gli accertamenti effettuati.
direttamente responsabile
Le motivazioni della decidell’accaduto». E non solo da sione verranno depositate
un punto di vista penale, dal Tribunale del riesame nei
«ma anche in una prospetti- prossimi giorni.
Reggono
gli indizi
di colpevolezza
Il San Carlo
a sinistra il pm
Piccininni
Gli amici si mobilitano per il prof
«Manifestazione a Potenza il 15»
POTENZA - Una manifestazione per esprimere
«sostegno» al primario Nicola Marraudino, a Potenza, il 15 novembre.
E’ la proposta di un gruppo costituito su facebook qualche giorno dopo gli arresti dei cardiochirurghi del San Carlo da amici, parenti, colleghi, ex pazienti del professore, e tanti compaesani
della sua Salandra.
In totale gli iscritti
sono già un numero
ragguardevole:
1.281. Inclusi alcuni
politici del materano
come Vincenzo Santochirico, Luca Braia
e Innocenzo Loguercio.
«Questo gruppo scrivono gli amministratori
nasce
esclusivamente per
raccogliere quanto
più di positivo è stato
fatto con l’operato
del Professore Marraudino. Non vuole
essere una piazza dove si mette in discussione il lavoro svolto
Nicola Marraudino
dalla giustizia, ma
nasce con l’intento di
raccogliere testimonianze di vite salvate».
Ma tra i commenti
postati in bacheca
non mancano i toni
polemici e ieri sera,
quando s’è visto anche ieri sera quando
si è diffusa la notizia
del Riesame.
«Nemmeno ai peggiori delinquenti armati di pistole e con
un seguito di furfanti si propina un simile trattamento». Tanto per citare una delle espressioni più
morbide. E accuse all’ambiente in cui si stanno
svolgendo le indagini.
«Abbiamo fiducia nella giustizia nazionale ma
possiamo dire a Nicola e ai suoi detrattori che tutti noi - famiglia, amici, colleghi, pazienti e chiunque abbia un cuore - non ti lasceremo mai da solo e
se sarà necessario andremo anche negli inferi
pur di difenderti e far emergere la tua innocenza».
Su facebook
nasce il gruppo
“Dimmelo col cuore”
tra gli iscritti colleghi,
politici materani
amici ed ex pazienti
Il Palazzo di giustizia di Potenza
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per la Basilicata
AVVISO ESITO DI GARE
Avviso di ESITO GARE DALLA PZLAV007/14 ALLA PZLAV018/14 esperite il
29.07.2014 mediante procedura aperta per L’ESECUZIONE DELLO SGOMBRANEVE
E TRATTAMENTO ANTIGHIACCIO, TRIENNIO 2014 - 2017 intero territorio regionale
Criterio di aggiudicazione: art. 82, comma 2, lettera b) del D. Lgv. 163/2006
GARA - PZLAV007-14 - Importo dei servizi € 567.472,04 Offerte valide 1 - Impresa
aggiudicataria ECOLOGIA & SERVIZI SRLS con sede in VAGLIO DI BASILICATA (PZ)
- Ribasso del -3,50%
GARA - PZLAV008-14 Importo dei servizi a base d’appalto € 271.401,19 Offerte
valide 3 Impresa aggiudicataria BISCIONE SRL con sede in POTENZA - Ribasso
del -30,00%
GARA - PZLAV009-14 - Importo dei servizi € 123.365,77 - Offerte valide 1 - Impresa
aggiudicataria GARDAUNIA SRL con sede in FOGGIA - Ribasso del -9,50%
GARA - PZLAV010-14 Importo dei servizi € 296.070,86 Offerte valide 1 - Impresa
aggiudicataria ECOLOGIA & SERVIZI SRLS con sede in VAGLIO DI BASILICATA (PZ)
- Ribasso del -3,50%
GARA - PZLAV011-14 Importo dei servizi € 296.070,86 Offerte valide 1 - Impresa
aggiudicataria ES di FRANCO NOLÈ SNC con sede in RUOTI (PZ) - Ribasso del
-1,00%
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12
Primo piano
Venerdì 7 novembre 2014
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L’INCHIESTA
L’allegra gestione
della Croce Rossa
da cui è partita
l’indagine
dei carabinieri
di LEO AMATO
POTENZA - Ambulanze che viaggiano senza controllo, debiti inspiegabili, zero volontari e registri scomparsi. Il primo scandalo
era esploso a Venosa, ma è rimasto nascosto. Anche se nel giro di poco tempo sarebbero arrivate le dimissioni del commissario
locale, del provinciale e del regionale della
Croce rossa. Poi è toccato a Melfi, dove a gestire tutto era la moglie del commissario regionale dimissionario. Ma prima che toccasse anche a Rionero ci sono state le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali. Così
l’ex commissario è tornato in sella, forte di
un consenso che secondo i carabinieri sarebbe stato “dopato” da strane manovre nei
seggi e nella composizione delle liste dei votanti.
E’ un caso che parte da lontano quello che
è venuto alla luce di recente con le visite degli investigatori nella sede regionale della
Croce rossa, i sospetti di brogli e le ipotesi di peculato.
Parte da una denuncia, e
ripercorre all’indietro una
serie di segnalazioni contenute in una fitta corrispondenza interna che ha portato
allo scioglimento del comitato di Melfi da parte del commissario straordinario il 3
settembre del 2012. Proprio
alla vigilia delle consultazioni che in Basilicata hanno riportato alla guida dell’associazione Ferdinando Moscariello, melfitano che condivide l’impegno nell’associazione con moglie e
figlia.
Nel carteggio si parla di un debito di
16mila euro a fine 2010, e dell’impossibilità
di controllare i fogli di viaggio delle ambulanze in carico al comitato. E ancora di
«comprovata inattività protratta da oltre
un anno» e dell’inesistenza di un registro
inventario. Dati anche contrastanti tra loro, perché è difficile giustificare i costi senza che siano registrati i servizi svolti, la benzina consumata, e le cifre esigue raggiunte
Prima
un caso
simile
era avvenuto
a Venosa
e oggi tocca
a Rionero
Le carte scomparse
e le ambulanze da corsa
Un’ambulanza della Croce Rossa
Debiti, zero volontari, pochi viaggi ma tantissime spese per la benzina
Lo scandalo tenuto nascosto dietro la chiusura del comitato di Melfi
dai contachilometri dei mezzi. A meno che
le ambulanze non montino motori da Formula 1.
Il risultato è che a gennaio del 2012 risultavano «zero» soci attivi tra gli ex volontari
del soccorso, ovvero soci con diritto di voto.
Ma nel giro di un anno il loro numero sarebbe lievitato in maniera clamorosa fino all’exploit elettorale conclusosi con l’elezione di
Moscariello ai vertici regionali della Cri.
Proprio la questione dei volontari “fantasma” è finita di recente nel mirino dei carabinieri, che nei mesi scorsi avevano già acquisito le liste elettorali.
Il sospetto è che nei mesi precedenti alle
consultazioni le liste elettorali siano state
“gonfiate” iscrivendo come soci attivi, quindi con diritto di voto, dei semplici soci ordinari. Anche quelli che da mesi non prestavano più servizio come volontari. Ma sareb-
bero stati ben disposti a rispolverare la tessera per esprimersi nella maniera “giusta”.
Al netto dei voti che sarebbero stati aggiunti per conto di persone che hanno
smentito di essere andate al seggio.
A riguardo sono state centinaia le persone sentite dagli investigatori. Ma dalla sede
regionale della Croce rossa assicurano che
«tutti hanno confermato che le operazioni
si sono svolte in maniera regolare».
STAMINA
«Il decreto del Ministro non cambia nulla»
Resta la speranza per il piccolo Tortorelli
MILANO - Il decreto del ministero della Salute che sancisce ufficialmente lo stop alla sperimentazione Stamina, che si sarebbe
potuta fare nell’ambito della
Legge Balduzzi, «è un passaggio
molto importante nel merito, ma
non cambia nulla sul piano operativo per gli Spedali Civili di
Brescia». Lo spiega all’Adnkronos Salute Enzo Belleri, il direttore generale della struttura che
ha in cura anche il piccolo Daniele Tortorelli di Matera.
Per quanto riguarda la situazione dell’azienda, sottolinea, il
decreto «non modifica lo stato
delle cose né in un senso né nell’altro. Le decisioni dei magistrati», che si sono susseguite nel
tempo autorizzando le infusioni
per determinati pazienti, «sono
tuttora in vigore. Noi siamo fermi sul piano operativo solo per
effetto del sequestro delle cellule
Stamina che è stato confermato
ed è attivo - ricorda il Dg - Fino a
quando non si dovesse decidere
di sbloccare la situazione, nulla
si muoverà».
Nel merito però, aggiunge
Belleri, il parere negativo
espresso dal Comitato scientifico
e il decreto del ministero in sé Daniele Tortorelli
«hanno una ripercussione im- e il nonno Vito
portante. I nostri operatori», che
ad aprile avevano deciso di non
somministrare più il trattamento Stamina in attesa della pronuncia del pool di esperti, «sicuramente ne dovranno tener conto», nel caso in cui venissero
chiamati in causa da una nuova
ordinanza pro infusioni, a seGIÀ CORRIERE - QUOTIDIANO DELL’IRPINIA
guito di un eventuale dissequefondato da Gianni Festa
stro.
In questo momento nessuna
DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Festa
comunicazione è avvenuta su
CONDIRETTORE PER LA BASILICATA Lucia Serino
questo fronte, spiega Belleri che
CONDIRETTORE PER LA CALABRIA Rocco Valenti
fa anche notare come i Civili non
EDITORE:
abbiano ancora avuto la possibiEDIZIONI PROPOSTA SUD S.R.L.
lità di visionare il testo del pareSEDE LEGALE: via Annarumma, 39/A 83100 Avellino
re del Comitato, né il decreto.
AMMINISTRATORE Simona Festa
«Desumiamo da quanto emerso
e dalle decisioni prese a livello
STAMPA: Finedit srl - Castrolibero (CS) - Via M. Preti
nazionale che si parli dell’assenza di basi scientifiche a supporto
Impresa beneficiaria per questa testata dei contributi
del metodo Stamina e vorremmo
statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990 n. 250
capire anche il passaggio sulla
sicurezza per i pazienti. ConfiLa tiratura di giovedì 6 novembre è stata di 16.839 copie.
diamo di poter consultare i due
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atti».
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Primo Piano
Venerdì 7 novembre 2014
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13
Matera Capitale Europea della Cultura
«E’ il momento di allargare
lo sguardo e guardare oltre»
Salvatore Adduce al “Quotidiano”
La grande chance di Matera 2019
la politica deve saperla cogliere
di SALVATORE ADDUCE
La proposta a sorpresa
«Verri e Grima cittadini
onorari di Matera»
Grima e Verri potrebbero essere presto cittadini onorari di Matera
«PAOLO Verri e Joseph Gri- Paolo Verri ed il direttore
ma cittadini onorari di Ma- artistico Joseph Grima».
tera».
Il consigliere comunale
La proposta che dopo il materano avanza così la sua
traguardo del 2019 non è prpoposta: «Ora, ritengo opnemmeno particolarmente portuno, se non doveroso,
sorprendente arriva da An- che proprio quelle persone
gelo Cotugno consigliere che tanto si sono impegnate
comunale che non ha mai per raggiungere questo
fatto mancare gli accenti obiettivo possano condividecritici sul percorso di candi- re il piacere di essere cittadidatura.
ni della Capitale europea
«Matera ha vissuto, in della cultura 2019.
particolar modo negli ultiUn ulteriore segno lungo
mi mesi, una straordinaria questo cammino della città e
esperienza collettiva, di dei suoi cittadini, una nuocoinvolgimento e di condivi- va pagina simbolica e allo
sione, intorno all’obiettivo stesso tempo significativa
di diventare Capitale euro- sarebbe quello di conferire
pea della cultura per il 2019. la cittadinanza onoraria ai
In questo periodo, abbiamo componenti, non già matevisto risvegliarsi l’orgoglio rani, del gruppo di lavoro
di appartenere ad una città, del Comitato Matera 2019
ad una comunità; abbiamo con la motivazione di aver
vissuto un sincero senti- saputo cogliere e trasmettemento di ‘materanità’ che è re la storia, le tradizioni, le
arrivato a contagiare positi- passioni, i dolori, la gioia e
vamente osservatori italiani l’entusiasmo di una comue stranieri.
nità che ha voluto e saputo
“Anch’io sono materano” guardare oltre il proprio
è quello che mi sono sentito orizzonte; di essersi loro
dire, con orgoglio, da tantis- stessi sentiti materani e di
simi amici da ogni parte del- poterlo essere condividenl’Italia e del mondo.
done l’entusiasmo.
A questo risultato, un
Dobbiamo fare in modo in
contributo fondamentale è questo cammino, che anche
stato dato anche da persone l’Italia sappia sentirsi mateche non sono nostri concit- rana, offrendo lo stesso ricotadini, ma che hanno speso noscimento anche ai sindaci
energie e competenze, lavo- delle cinque città che con
rato per anni, magari per Matera sono state finaliste»
convincere innanzitutto noi conclude .
materani di quanto sia
«Il valore trasmesso con i
straordinario il patrimonio dossier di candidatura - nel
(anche immateriale) della primo con la parola ‘insienostra città: mi riferisco ad me’, nel secondo con ‘open
alcuni esponenti del gruppo future’ - può essere arricchidi lavoro del Comitato Mate- to da questi nuovi cittadini
ra 2019, come il direttore materani».
segue dalla prima
a cominciare dal capoluogo di Regione
tanto martoriato a causa dei ben noti
problemi di bilancio. Dobbiamo parlare
del lavoro fatto e della straordinaria
portata innovativa del progetto che obbliga tutti noi a interrogarci sulle sfide
che ci attendono.
Abbiamo lavorato molto. Abbiamo
innanzitutto costruito con tantissimi
cittadini una visione di futuro, un
orizzonte di città proprio in uno dei
momenti più difficili della storia recente. Lo abbiamo fatto in un clima di
inedita condivisione comunitaria abbracciando l’intera regione e una parte cospicua Il sindaco di Matera parla alla città e la festa
del Sud. Abbiamo costruito una partecipazione in piazza nelle ultime settimane dopo l’esito
fortemente istituzionale e fortemente popolare. della candidatura
E soprattutto abbiamo visto scendere in campo migliaia di persone, di tutte le età. Abbiamo visto scuole, insegnanti e bambini entusiasti di partecipare direttamente a questa
sfida, senza mediazioni. Sono le stesse persone, famiglie intere che nel pomeriggio del
17 ottobre, nella piazza San Giovanni (la nostra piazza San Giovanni), hanno urlato di
felicità, hanno pianto di gioia consapevoli
dello straordinario traguardo raggiunto e
dell’impegno che ciascuno di loro ha offerto
nell’esclusivo interesse della comunità.
Questa partecipazione, questo impegno
collettivo, quelle stesse emozioni esplose in
piazza ci danno un messaggio chiaro e preciso: i contenuti e la modalità innovativa con il
quale è stato costruito il progetto di Matera
obbligano la politica a riannodare i fili di una
cittadinanza smarrita facendosi perdonare
gli errori commessi (anche in Basilicata), per recuperare la nobiltà del suo ruolo e della sua missione.
Matera ci dice che questo è possibile. Noi ci abbiamo creduto e siamo andati fino in fondo anche tra
difficoltà e scetticismi, ma forti della prorompente
spinta dei cittadini che come noi hanno creduto in
questa visione.
Questa spinta deve essere raccolta interpellando
le nuove generazioni ad appassionarsi ai beni comuni, ad amare la città, la regione, l'Italia e l'Europa. Come è accaduto per tanti di noi a cui è stata ofOggi veniamo chiamati dappertutto per spiegaferta l'occasione di farsi classe dirigente in un tempo diverso da questo. Oggi tocca a coloro che han- re, condividere, gioire. Sembra quasi sia saltato un
no scelto generosamente di mettersi in gioco of- tappo e sia sgorgato il meglio di quello che abbiamo
frirsi per nuovi e importanti sfide, a cominciare da dentro di noi. E ciò è accaduto in tutta la Basilicata,
in gran parte della Puglia, in tanti luoghi della
quella politica.
Di questo bisogna parlare con i giovani, le don- Campania, della Calabria e in tanti luoghi impenne, i creativi, gli artisti, gli innovatori tecnologici, i sabili d'Italia. Persino a Riva del Garda e ad Aosta,
giovani professionisti in vista delle elezioni comu- in Toscana come a Roma e persino in Canada e nenali. Saranno loro i protagonisti di questa seconda gli Usa. Tutto questo ci assegna una enorme responsabilità. La politica deve essere all’altezza di
fase che ci accompagnerà oltre il 2019.
Matera Capitale europea della cultura è un even- questa impegnativa sfida.
Matera racconta che non dobbiamo piegarci alla
to storico, di livello internazionale senza precedenti che ha guadagnato il giudizio positivo della giu- rassegnazione e che è arrivato il tempo di ridare un
ria anche grazie al messaggio di rinnovamento senso vero, appassionato, sincero a chi opera nelle
istituzioni e nella politica. Chi guarda al futuro
della politica che siamo stati capaci di offrire.
Per tutto questo Matera si trova ancora una volta pensando con i metodi del passato non ha compread assumere una grande responsabilità nel Mezzo- so il messaggio che piazza San Giovanni (la nostra
giorno e in Italia: diventare capitale di un nuovo piazza San Giovanni) ha voluto consegnare.
A nessuno interessano scambi di poltrone, né
modello di comunità. Più responsabile, più inclusiva, più aperta. Non a caso abbiamo scelto come te- manovre politiche sofisticate. Alla comunità intema “Open future”. Un futuro aperto per una comu- ressa solo il futuro della nostra terra. Di questo denità capace di badare a sè stessa offrendo persino ve occuparsi la politica esprimendosi con chiarezun contributo agli altri. Anche alla politica tocca za e trasparenza.
Matera ha aperto una fase decisiva per la città,
essere più responsabile, più inclusiva, più aperta.
Nei giorni successivi alla designazione è accadu- per la regione e anche per gran parte del Sud. Ora
to qualcosa di splendido: un pezzo grande del Sud e tocca a tutti e a ciascuno assumere appieno il comdell'Italia ha vissuto la nostra vittoria come una pito di continuare il cammino nella direzione intrapresa.
propria vittoria.
«A nessuno interessano
scambi di poltrone
nè manovre politiche»
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14
Economia Italia / Mondo
Venerdì 7 novembre 2014
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INFLAZIONE Mille miliardi di aumento per i prestiti
SANITÀ Protocollo d’intesa
Un nuovo piano
Draghi spazza le polemiche contro
la corruzione
La Bce prepara nuove misure Ecco le linee guida
ROMA - La Bce è al lavoro su nuove misure per spingere l’inflazione, e il consiglio direttivo per la prima volta sottoscrive unanimemente l’obiettivo dei
1.000 miliardi di aumento dei prestiti.
Sono i due elementi con cui il presidente Mario Draghi ha da una parte
spazzato le polemiche su una spaccatura ai vertici, di fatto sfidando la Bundesbanke dall’altra rilanciato le attese dei
mercati per un “quantitative easing”
che si avvicina sempre di più. Lo sfondo
è quello di un’inflazione che resterà debole nei prossimi mesi (non distante
dallo 0,4% di ottobre) e una ripresa a rilento con rischi al ribasso. Al punto che
l’Ocse, nel suo Economic Outlook, parla
dell’Eurozona come un «rischio rilevante per la crescita mondiale», sottolineando le debolezze di Germania, Francia e Italia. Invitando l’Eurozona a usare “tutto il margine disponibile (di bilancio, ndr) nell’ambito delle regole” e
la Bce a «un acquisto consistente di asset fino a quando l’inflazione non sarà
tornata in linea» con il 2%.
La riunione della Bce ha lasciato i tassi come atteso allo 0,05%. Ma nella successiva conferenza stampa - più breve
del solito, appena 50 minuti - Draghi ha
immediatamente riaffermato che con le
misure anti-deflazione lanciate sinora maxi-prestiti alle banche che prestano
alle pmi e acquisti di prestiti cartolarizzati e obbligazioni garantite - la Bce «si
aspetta che il bilancio si muova verso le
dimensioni che aveva all’inizio del
2012». Mettendo in ballo un aumento di
circa 1.000 miliardi delle attività dell’Eurotower verso i 3.000 miliardi complessivi. Per la prima volta, tale impegno è esplicitato nel comunicato ufficiale anziché, come in precedenza, accennato en passant nelle risposte ai
giornalisti. Ma soprattutto, l’impegno sottolinea Draghi - è «firmato» da tutti i
consiglieri Bce.
Con poche parole, il presidente della
Bce ha cercato di spazzare via le voci di
una spaccatura con alcuni governatori
(s’ipotizza capeggiati dalla Bundesbank), i quali avrebbero lamentato una
scarsa collegialità delle sue decisioni e
lamentato che l’accordo, nel consiglio,
Ultimo
Prezzo
Titolo
Prezzo Rif.
A2a
0,7885
Atlantia
18,58
Autogrill Spa
5,035
Azimut
18,9
Banco Popolare
11,06
Bca Mps
0,666
Bca Pop Emil Romagna 5,735
Bca Pop Milano
0,564
Buzzi Unicem
10,86
Campari
5,59
Cnh Industrial
6,39
Enel
3,932
Enel Green Power
1,879
Eni
16,49
Exor
32,86
Fiat Chrysler Automobiles 8,845
Finmeccanica
7,475
Generali Ass
16,37
Gtech
17,95
Intesa Sanpaolo
2,244
Luxottica Group
40,41
Mediaset S.p.a
2,638
Mediobanca
6,885
Mediolanum
5,355
Moncler
10,29
Pirelli E C
10,65
Prysmian
14,13
Saipem
12,12
Salvatore Ferragamo
18,2
Snam
3,986
Stmicroelectronics
5,57
Telecom Italia
0,878
Tenaris
14,79
Terna
3,78
Tod's
70,25
Ubi Banca
5,82
Unicredit
5,69
Unipolsai
2,042
World Duty Free
0
Yoox
0
Il presidente della Bce Mario Draghi
era di non rivelare la cifra dei 1.000 (peraltro trapelati in un articolo nella
stampa tedesca). Tale spaccatura - secondo le indiscrezioni - si sarebbe dovuta manifestare alla cena del consiglio di
mercoledì sera, ma Draghi anche qui fa
muro: «durante la cena abbiamo avuto
colloqui ricchi e interessanti e molto
franchi. Ma una simile preoccupazione
non è stata manifestata», neanche nei
bilaterali del dopocena (“non ho il dono
dell’ubiquità, non ne sono niente”). Se il
disaccordo è «abbastanza normale», «la
migliore risposta è il comunicato» firmato all’unanimità. Il messaggio, inviato da un Draghi piuttosto puntuto
nei confronti di un giornalista tedesco e
della giornalista autrice dell’articolo
sulla cena, è rivolto ai mercati, che lo
colgono in pieno, facendo volare le borse e sgonfiando gli spread e l’euro, caduto fino a 1,24 dollari. Ed è rafforzato
ulteriormente. Draghi ha rilanciato le
aspettative degli investitori per il “QE”,
l’acquisto di attività finanziarie su larga scala, che con ogni probabilità coinvolgerebbe i titoli di Stato. «Il consiglio
direttivo ha incaricato lo staff della Bce
e i rilevanti comitati dell’Eurosistema
di preparare tempestivamente ulteriori
misure da impiegare, se necessario».
Per quanto sia ovvio che i tecnici si preparino a vari scenari, è un notevole passo in più rispetto alla formula più vaga
usata in precedenza (“il consiglio Bce è
unanimemente pronto a nuove misure”). Ed è collegiale: coinvolge esplicitamente le altre banche centrali.
FISCO Si passa alla tracciabilità
Variazione
Var%
1,22%
-0,54%
-1,37%
-2,07%
-2,38%
-3,62%
-2,63%
-4,57%
1,69%
-1,15%
0,87%
-0,96%
-1,47%
0,24%
-1,62%
-0,95%
6,25%
-0,24%
-0,61%
-0,53%
-0,22%
-0,60%
-1,71%
-1,47%
-0,58%
0,09%
3,59%
1,68%
1,00%
-1,43%
1,36%
-2,77%
-3,77%
-0,63%
-1,54%
-2,59%
-0,96%
-2,67%
1,58%
-4,58%
ti e sperimentati modelli integrati di controllo interno
per la gestione dei rischi collegati al governo delle aziende sanitarie.
«Le centrali uniche di acquisto sono la misura prima
per risparmiare, avere efficienza e combattere la corruzione», ha detto il ministro
della Salute Beatrice Lorenzin.
«All’interno del ministero ha aggiunto Lorenzin - sono
state già attuate tutte norme
anti-corruzione da tempo,
come quella
della rotazione dei direttori, ma è il Patto della Salute
che
porta
grandi azioni
concrete come appunto le
centrali di acquisto e il sistema della trasparenza sui dati».
Fra le linee di azione già individuate c’è la necessità di
assicurare la trasparenza
sulle liste d’attesa, sulla qualità del servizio offerto con
dati chiari per i cittadini, e
un intervento sui prezzi, come l’individuazione dei costi
standard e la centralizzazione degli acquisti.
«Il tema - ha precisato Bevere - è quello di irrobustire
la trasparenza dell’efficienza, la cultura della legalità e
dell’etica pubblica con percorsi formativi specifici, eliminare l’improvvisazione
amministrativa e prevenire,
oltre che reprimere, il fenomeno della corruzione. Quello che è mancato al sistema
sanitario negli ultimi 20 anni è stato il non accompagnare l’aziendalizzazione con
una adeguata formazione
del personale.
Centrali uniche
di acquisto
la misura prima
Titolo
ROMA - Difendere la sanità
dalle mani della criminalità
organizzata e dalla corruzione che divora, secondo alcune stime, il 5,6% del budget.
Si scrivono nuove regole con
l’obiettivo di rendere più trasparente il sistema e blindare le procedure, ma anche alleggerire il sistema dal peso
di una politica che ha usato
Asl e ospedali come terreni
per la spartizione del potere.
Gli annunci su interventi in
questo senso si susseguono
da anni ma in
tempi di crisi e
di spending il
tema è diventato una priorità assoluta e
il piano anti
corruzione
sta per essere
sancito con una serie di nuovi percorsi precisi per chi lavora nella Sanità.
Individuare specifiche linee guida che affrontino i temi della governance amministrativa, della corruzione e
del conflitto di interessi in
sanità è l’obiettivo del Protocollo d’intesa firmato dal
presidente dell’Autorità nazionale
anticorruzione
(Anac), Raffaele Cantone e
dal direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi
sanitari regionali (Agenas),
Francesco Bevere. Scopo dell’intesa è quello di “supportare i sistemi sanitari nell’adozione di misure idonee a realizzare processi aziendali
corretti, efficaci ed efficienti,
anche con specifico riferimento al raggiungimento
degli obiettivi di trasparenza
e legalità e attraverso il recupero dei valori di integrità e
di etica professionale ed
aziendale”.
Saranno anche individua-
Max
Min
Max
0,803
18,83
5,18
19,45
11,62
0,719
6,05
0,606
11,02
5,685
6,495
4,03
1,937
16,82
33,67
9,015
7,545
16,69
18,13
2,33
41,2
2,702
7,17
5,475
10,51
10,8
14,23
12,39
18,39
4,086
5,625
0,9065
15,02
3,87
72
6,04
5,91
2,11
6,87
15,85
Min
0,7735
18,42
5
18,8
10,91
0,6555
5,665
0,562
10,62
5,575
6,305
3,892
1,871
16,4
32,82
8,8
7,15
16,23
17,86
2,208
40,18
2,62
6,8
5,32
10,26
10,47
13,49
11,9
17,99
3,966
5,46
0,873
14,65
3,768
70,05
5,72
5,605
2,032
6,53
14,66
FTSE/Nome
MIB
All-Share
Mid Cap
Small Cap
Micro Cap
STAR
AIM Italia
Valore
19.285,76
20.362,32
24.549,57
16.068,45
21.315,85
17.650,04
10.475,04
Var %
-0,73
-0,66
-0,28
+0,09
-0,21
-0,24
-0,40
Nome
Finmeccanica
Prysmian
Buzzi Unicem
Saipem
World Duty Free
Valore
7,475
14,13
10,86
12,12
6,745
Var %
+6,25
+3,59
+1,69
+1,68
+1,58
Nome
Yoox
Banca Pop Milano
Tenaris
Banca MPS
Telecom Italia
Valore
14,76
0,564
14,79
0,666
0,878
Var %
-4,71
-4,57
-3,77
-3,62
-2,77
Indice
Valore
NASDAQ 100 4.150,905
Dow Jones
17.522,33
FTSE 100
6.551,15
DAX 30
9.377,41
CAC 40
4.227,68
Var. %
-0,06
+0,22
+0,18
+0,66
+0,46
Nome
Acquisto
Euro/Dollaro
1,24122
Euro/Sterlina
0,78245
Euro/Franco Sv 1,20426
Euro/Yen
142,552
Vendita
1,24127
0,78253
1,20434
142,562
Nome
Valore Unità di misura
Petrolio
Barile (158,987 Litri)
$ 77.88
Oro
$ 1143.4 100 Troy Oz. (3,110 Kg)
Argento
$ 12.39 5000 Oz. (155,517 Kg)
Addio scontrini
e blitz a Cortina
ROMA - Addio scontrini. Addio blitz dei finanzieri a Cortina o nei negozi del centro. Il
fisco cambia forma, «cambia
verso», come dice la direttrice dell’Agenzia delle Entrate
Rossella Orlandi, citando il
premier Matteo Renzi. Dai
controlli ex post, sul territorio, si passa alla tracciabilità
e ad un nuovo rapporto, continuo, di informazione e di
scambio, con i contribuenti.
L’obiettivo è quello di coinvolgere maggiormente i cittadini nell’attività dell’Agenzia, comunicandogliene i
passaggi, le intenzioni, i
dubbi a loro riguardo e permettendo quindi ai contribuenti, se necessario, di «auto-correggersi». L’informatizzazione del sistema è anche questa: 730 precompilato, ravvedimento di lungo
periodo, pin e cassetto fiscale
a ciascuno, dialogo costante
con l’amministrazione.
Un passo essenziale, ha
spiegato Orlandi, è contenuto nella legge di stabilità.
Con la manovra arrivano
forme più avanzate di comunicazione «anche in termini
preventivi rispetto alle scadenze fiscali». Per questo l’Agenzia delle Entrate metterà
a disposizione del contribuente, o del suo intermediario, anche mediante l’utilizzo
delle reti telematiche e delle
nuove tecnologie, «gli elementi e le informazioni in
suo possesso riferibili allo
stesso contribuente, acquisite direttamente o pervenute
da terzi, e le informazioni
utili a quest’ultimo per una
valutazione in ordine ai ricavi, compensi, redditi, volume
d’affari, valore della produzione e relativi alla stima dei
predetti elementi, anche in
relazione ai beni acquistati e
posseduti». Si creano nuovi
flussi di dati «che consentono al contribuente di assolvere correttamente a monte ai
suoi obblighi fiscali, accompagnandolo nei momenti
precedenti e successivi alla
dichiarazione».
GENERALI
1,6 miliardi
di utili
più dividendi
MILANO- Generali è pronta
ad aumentare i dividendi sul
2014 dopo l’utile stabile segnato nei nove mesi, la crescita del risultato operativo
del 12,8%, e soprattutto l’indice di solvibilità oltre il
160%, quasi 20 punti sopra i
livelli di fine 2013, anche a
valle del completamento dell’acquisizione di Generali
Ppf Holding. «Con questa situazione patrimoniale ci sentiamo nella posizione di rimuovere il vincolo del 40% di
payout», la quota di utili da
destinare ai dividendi, e «ci
attendiamo di pagare una cedola più alta», ha detto il direttore finanziario Alberto
Minali.
Generali ha pagato un dividendo di 0,45 euro sui risultati 2013 raddoppiandolo
e tornando ai livelli versati
nel 2010. I vertici della società hanno assunto a più riprese l’impegno di migliorare la
remunerazione degli azionisti, ma l’annuncio di oggi è
un passo in più.
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IL PROGETTO Madeo: «Senza auto e con tanto verde. Questa è la nostra rivoluzione»
San Nicola Arcella all’avanguardia
L’amministrazione comunale all’Europa: «Dateci i soldi, li spenderemo bene»
di GIANFRANCO DE FRANCO
SAN NICOLA ARCELLA (COSENZA) - San Nicola Arcella si
candida ad essere uno dei pochissimi comuni meridionali
che attua una politica di sviluppo del territorio legata ad una visione nobile della politica. Non
l’ideuzza di costruire qualche
strada o di asfaltarne qualcun’altra, di cambiare i lampioni o
costruire un lungomare più o
meno bello, magari con parcheggi e servizi. A San Nicola Arcella
si tenta di sviluppare il territorio
valorizzando nel modo giusto le
risorse del territorio, la cultura
che il territorio esprime e tenendo come faro il rispetto dell’Ambiente. Anche le linee di politica
economica sono state scelte puntando sulla vera risorsa del territorio: il turismo.
L’idea progettuale è basata su
un determinato tipo di turismo.
E anche questa è una scelta saggia. E’ un errore grossolano realizzare opere per tutti. Il target
deve essere sempre ben individuato se si vuole avere qualche
possibilità di successo.
Un esempio? Se San Nicola decide di mettere al bando le automobili e favorire percorsi ciclabili o passeggiate pedonali, sceglie
un determinato tipo di turista.
Se San Nicola decide il recupero
delle gallerie dismesse delle Ferrovie dello Stato installando attrezzature museali o perseguendo l’idea di una mobilità sostenibile, sceglie un determinato tipo
di turista.
Questo è quanto sta succedendo nel borgo.
Pensare ad un intervento del
genere così complesso non tanto
sotto il profilo tecnico, ma soprattutto sotto il profilo sociale e
culturale è cosa da grandi amministratori.
In Calabria ci sono stati molti
pregevoli interventi di recupero
dei centri storici, spesso riusciti
alla perfezione, ma mai un progetto di largo respiro che fosse
inquadrato in una visione d’insieme che raggruppasse tutti i
possibili modi di creare sviluppo
e che avesse una visione totale
del territorio.
In realtà ci fu un’altra città che
agì in questo modo. E’ stata la
Rende degli anni ‘60 quando
l’amministrazione del tempo
chiese all’architetto Empio Malara di disegnare la nuova città
non pensando solo ai metri quadri per metro cubo, ma pensando
allo sviluppo del territorio. E
Rende è stata protagonista, nuovamente nel 2001, del varo di un
piano regolatore “visionario”
che, probabilmente, ne farà fra
qualche anno una delle città meridionali più vivibili e più a misura d’uomo.
Ma torniamo a San Nicola Arcella. In tema di visione, una cosa che colpisce, rara dalle nostri
parti, è la previsione a crescita
zero di nuovi fabbricati. Insomma ragazzi, se volete stare qua,
aggiustate le case vecchie, altrimenti arrivederci e grazie. Un
messaggio coraggioso.
E così la giunta comunale ha
deciso di percorrere la strada del
concorso di idee per realizzare
quella che non sembra più, ora-
I disegni di come sarà la nuova San Nicola Arcella
mai, un’utopia. Le linee guida
sono due. “Sloways” e “Greenway”. Potremmo tradurle con
“camminare lentamente nel verde”.
«Il progetto Sloways - dice il vi-
cesindaco, Eugenio Madeo - prevede la riorganizzazione degli
spazi destinati alla sosta in punti
strategici del territorio comunale in prossimità di nodi di interscambio con vettori di trasporto
appartenenti alla mobilità sostenibile. Nel progetto il parcheggio in località "I Pozzi" è deputato
a svolgere il compito di ammortizzatore delle disfunzioni organiche urbane, collocato com'è a
LA SCHEDA
Un concorso di idee per un rapporto vero col territorio
IL Comune di San Nicola Arcella, si trova ad occupare una posizione centrale rispetto ad un sistema territoriale rappresentato dal Golfo di Policastro, un'ampia insenatura sul mar Tirreno
che si estende da Punta degli Infreschi nel Cilento fino a Capo
Scalea nell'alto Tirreno cosentino, dal Parco Nazionale del Pollino, dal Parco Marino e dalla stessa Riviera dei Cedri.
Per costruire un rapporto diverso con un territorio ricco di
valori ambientali, paesaggistici
e culturali, lo sviluppo di una
“Mobilità Sostenibile” diventa
fondamentale, ed il Concorso d’Idee, previsto dall’art. 108 del Codice dei Contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, è risultato essere lo strumento più efficace per l’Attività Amministrativa, anche in relazione alla strategicità del progetto da realizzare.
Il Masterplan delle proposte
ideative che sono risultate vincenti, si compone di gesti coordinati alla scala urbanistica, e declinati alla scala architettonica,
tesi a rigenerare percorsi turistico-ricreativi, adagiati su corridoi naturali esistenti. Particolare importanza riveste la riqualificazione della ex Stazione
FF.SS. di San Nicola Arcella che
diviene essenziale per garantire
il funzionamento dell’intero sistema di mobilità dolce che, attraverso le gallerie recuperate
(Greenway), collegherà quattro
punti nodali del territorio di San
Nicola Arcella (Baia Carpino,
Torre Crawford, Marinella e Arcomagno).
ridosso del Centro Storico e dell'aggregato urbano consolidato
ed assume una valenza primaria
nella strategia di riduzione del
traffico veicolare nel centro e
nelle zone a mare. L' altra area
individuata in prossimità del
Campo Sportivo, rappresenta il
primo sistema di interscambio
modale che si incontra dall'uscita sud della SS18. Le funzioni dei
due Poli Intermodali sono strategiche per accompagnare i visitatori verso nuovi itinerari di viaggio turistico-culturali: il Palazzo
del Principe, la Torre Crawford
ed il nuovo Lungomare».
- La Greenway cosa prevede?
«Le attività previste sono molteplici e potrebbero trovare le
precondizioni ottimali per aumentare la vivibilità degli spazi
urbani ed innescare al contempo
virtuosi cicli di rilancio dell’economia locale e non solo, lungo
l’asse attrezzato della mobilità
sostenibile. Il nuovo Lungomare
inteso come seafront, waterfront, promenade, caratterizzato da un impianto morfologico
attrezzato per l’accesso al sistema spiaggia, siglato da lente sinusoidi differenziate per colore,
ciclabile e pedonale, è scandito
da dune artificiali e palizzate che
si adagiano sulla spiaggia, rafforzando le funzioni di riparo dai
venti salsi e dall’azione abrasiva
della sabbia, funzioni ad oggi
espresse dal muretto in cemento
che viene inglobato, a tratti divenendo una formidabile barriera
naturale ai moti ondosi straordinari del mare. Con il progetto si
restituisce nuova vita a spazi oggi considerati di risulta, che vengono restituiti alla popolazione
per attrezzature per lo sport
(campi da tennis, da bocce e da
beach volley) ed il gioco (aree ludiche per i più piccoli). La progettazione del nuovo lungomare
ha preservato gli ambiti relativi
alle aree oggetto di concessioni
demaniali esistenti, lasciandone
intatte le tipologie e le dimensioni».
- E i soldi? Dove li trovate?
«Li chiederemo all’Europa. Si
avvicina la scadenza del 31 dicembre 2015 per la rendicontazione della spesa operata sui fondi comunitari del programma
2007-2013. C’è il rischio concreto che alcune somme, non rendicontabili, debbano essere restituite. Noi siamo pronti a spendere subito e bene. Lo abbiamo già
dimostrato nella realizzazione
degli interventi per il recupero e
la valorizzazione del centro storico, completando i lavori con
largo anticipo sulle scadenze
contrattuali e consentendo la
fruizione di gran parte degli spazi interessati già l’estate appena
trascorsa. Il recupero e la riqualificazione di aree di grande pregio e valore paesaggistico, come
il belvedere “La Villa”, e di spazi e
percorsi all’interno del Centro
Storico, limitando il traffico veicolare, hanno consentito lo sviluppo di numerose attività commerciali, per lo svago ed il tempo
libero, per attività culturali, facendo registrare un aumento
notevole delle presenze turistiche, con positive ricadute economiche sul sistema produttivo locale».
RASSEGNASTAMPA
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Venerdì 7 novembre 2014
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Il Comitato per la realizzazione del parco nell’area dell’ex Cip zoo è sul piede di guerra
Se 11.712 firme vi sembrano poche
«Ci sentiamo strumentalizzati». E ora si teme una nuova colata di cemento
IL Comitato per la realizzazione
del parco cittadino nell’area dell’ex Cip zoo è sul piede di guerra
e, qualche giorno fa, ha voluto
esprimere tutto il suo rammarico in un incontro tra le varie anime. Perché va bene intervenire
sulla stampa e attraverso i social network, ma il voto negativo alla mozione con la quale l’area sarebbe stata ceduta al Comune di Potenza, bloccando di
fatto il progetto della realizzazione del parco, pretende a questo punto nuove azioni politiche, più forti, e nuove alleanze.
La nota di solidarietà da parte
della segreteria provinciale della Cgil, inoltre, fa ben sperare in
un’ottica di condivisione di intenti che vede il Comitato impegnato sul territorio da due anni
ormai.
Se non è bastato presentare il
dossier richiesto dal presidente
regionale Pittella e per di più la
consegna delle 11.712 firme
della petizione popolare, vuol dire che la questione è cambiata di
livello: dal piano partecipativo a
quello politico.
Il progetto del Parco urbano: una delle immagini
E si sentono anche strumen- bonifica è stato aggiudicato –
talizzati i promotori del proget- l’area è stata recintata e c’è tanto
to, grazie ai quali si è ottenuto il di cartello “personale al completanto atteso bando per la bonifi- to” - nuovamente l’iter per il parca dell’area che impediva ogni co si ferma.
tipo di azione.
Sul più bello. Oggi che, dicono
Oggi, che a quanto riferisce il ancora dal Comitato, l’area delComitato non soltanto il bando è l’ex Cip zoo è un bocconcino
stato indetto ma l’appalto per la troppo succulento per procede-
re con la speculazione edilizia e
la colata di cemento.
Così, mentre c’è chi sostiene
che in pieno dissesto i problemi
sono ben altri e chi in qualche
modo rema contro - consiglieri
regionali inclusi che hanno votato negativamente la mozione
pur avendo dimostrato disponibilità in passato - c’è chi come
Angelo Summa segretario generale Cgil Potenza interviene
sulla questione e dice: «Partendo dalla ineludibile necessità di
effettuare una rivisitazione dell’intero sistema dei servizi offerti dalla Città di Potenza, che ad
oggi risultano carenti ed inadeguati, poniamo la necessità di
definire con urgenza la questione inerente il parco che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex Cip
Zoo: opera che dovrebbe essere
contemplata ai primi posti nella
scala delle priorità da affrontare, per dare risposte concrete alla cittadinanza».
Per Summa «realizzare un
grande parco cittadino nell’area
dell’ex Cip zoo significa restituire alla città una prospettiva di
vivibilità e di qualità della vita:
da questo punto di vista la cessione dell’area al Comune di Potenza e il relativo finanziamento
è questione irrinunciabile che
va affrontata con urgenza nel
prossimo consiglio regionale».
Non solo.
Da sindacalista, ovviamente,
suggerisce «che nelle more della realizzazione dell’opera, vengano impiegati i lavoratori delle
Vie Blu e Forestali (risorse
straordinarie e con enormi potenzialità) dando corso sull’importante opera di riqualificazione e messa in sicurezza del fiume Basento». Che dire. Nulla di
ineccepibile.
E se pure ci fosse il minimo sospetto di strumentalizzazione
da parte delle forze sociali intervenute oggi per la prima volta
sulla questione, per il Comitato
sarebbe il male minore rispetto
a quanto compiuto dalla politica: «se pure vogliono strumentalizzarci che almeno siano della nostra parte».
Anna Martino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Per sistemare la nuova struttura è servito un finanziamento di 8.000 euro
La rotonda a tempo record: in una notte
cambia la viabilità a 18 Agosto
DA ieri la città di Potenza
ha una nuova rotatoria.
Grazie alla volontà del sindaco, Dario De Luca a piazza XVIII Agosto è stata realizzata in una notte una
nuova struttura viaria grazie a un finanziamento pari
a 8.000 euro.
La rotatoria è stata realizzata in una notte e a tempo di record, grazie al lavoro di operai del Comune di
Potenza. Gialla e nera, ben
visibile da tutti gli automobilisti consentirà un facile
accesso alle vie nevralgiche
del capoluogo, come Piazza
Bonaventura, via Garibaldi, via Vaccaro e Via Mazzini. Gerardo Bellettieri, vice
sindaco e assessore alla
Mobilità del Comune di Potenza ha dichiarato: «Si
tratta di un primo fiore all’occhiello per la mobilità
cittadina, l’iniziativa fortemente voluta dal nostro
Sindaco che da tempo ne
aveva manifestato interesse. Riteniamo - continua
Bellettieri - che l’ammini-
MENTRE tutti guardano al Bilancio e al dissesto c’è un’altra
questione con la quale i cittadini
stanno combattendo ed è la famosa Tari, la cui scadenza della
prima rata è stata spostata al
prossimo 15 novembre. Sono
centinaia, infatti, i cittadini che
negli ultimi giorni stanno facendo file chilometriche per la correzione di dati sbagliati sulla
bolletta. E la cifra (per esempio
se è stato aggiunto un componente in più al nucleo familiare)
può variare molto il peso della
tassa.
Sul tema è intervenuto anche
il comitato lucano di Rivolta L’Italia, aggregazione spontanea
di cittadini, a seguito del polverone sollevato dall’ulteriore
stangata a carico degli stessi e
delle aziende ha consultato tale
delibera Comunale.
«Ciò che salta subito all’attenzione - sostiene il portavoce di Rivolta L’Italia, Dina Sileo - è il costo complessivo del servizio di
strazione comunale debba
dare risposte celeri ed efficaci alle richieste dei cittadini, soprattutto quando
tali istanze rivestono il delicato settore dell’attraversamento pedonale e il traffico
dei veicoli, decongestionando l’intera piazza per i
residenti e per quanti in essa transitano, credo che
siano obiettivi che riusciremo a risolvere con questa
realizzazione che porterà
giovamento a tutta la cittadinanza. Per quanto ri-
guarda invece le scale mobili, queste sono già a pagamento da qualche giorno”.
Bellettieri rimarca ancora
qualche aspetto legato alla
mobilità: “Stiamo lavorando per4 far si che macchine
obliteratrici e tornelli possano essere funzionanti e
dove mancano possano essere istallati. Nel frattempo
il personale in servizio
presso gli impianti provvederà a controllare i titoli di
viaggio».
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La rotonda a XVIII Agosto
Tari, centinaia in fila per gli errori
E il movimento Rivolta l’Italia parla di «confusa amministrazione
Dina Sileo
gestione dei rifiuti e assimilati
che è pari a 17.230.000,73 euro,
di cui 16.115.795,12 euro da coprire attraverso l’approvazione
della componente tassa rifiuti
(Tari). Quindi “la riduzione del
50% dei coefficienti minimi riferiti a talune categorie di attività
Una delle bollette
che altrimenti sarebbero state
fortemente penalizzate” è uno
specchio per le allodole utile a
nascondere una spesa esorbitante».
«Si parla tanto di spending review e di ottimizzazione dei servizi ma solo a parole. A tutto ciò
si aggiunga - continua Sileo - i ritardi nelle notifiche, il calcolo errato dei componenti familiari
sulle utenze domestiche, hanno
costretto la confusa amministrazione a postecipare la prima
scadenza, prevista per il 30 ottobre e prorogata al 15 novembre.
Domanda: e la seconda rata scadente il 30 novembre?»
«Confusione su confusione
perché il cittadino, così come le
aziende, nel giro di quindici
giorni dovranno sborsare entrambi gli importi. Insomma se
pure apparentemente apprezzabile lo sforzo di questa amministrazione a voler guidare una
nave alla deriva, non è ammissibile scherzare con le tasche dei
cittadini e degli imprenditori.
Un’amministrazione seria e responsabile - conclude Sileo - dovrebbe fare altro e cioè programmare un piano di raccolta e
smaltimento prendendo a modello amministrazioni virtuose».
«Penalizzati dall’assenza di
tempo per predisporlo? Chiacchiere. Chi si candida ad amministrare la città dovrebbe avere
le idee ben chiare già da prima,
probabilmente in un programma di governo. Ad ogni buon
conto, ciò che oggi è utile sottolineare, è che Rivolta L’Italia ha
assunto l’impegno di portare all’attenzione dei cittadini le informazioni utili a trarre le conseguenze di un giudizio verso chi
amministra il denaro ad essi richiesto. Riportiamo quindi lo
schema della gestione rifiuti allegato alla delibera con tutti i relativi costi dei servizi.
Ciascuno dovrà sapere a cosa
sono destinati i denari richiesti e
che tipo di servizi ne riceve».
RASSEGNASTAMPA
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Potenza
Venerdì 7 novembre 2014
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17
Partiti da Salerno alle 17:20, un centinaio di pendolari si trovano bloccati a Picerno
La pioggia blocca il treno regionale
Sono tornati indietro a Bella Muro dove hanno atteso l’intercity per Potenza
POTENZA - Prime piogge, primi disagi
sulle linee ferroviarie lucane. I primi a
rimanere bloccati nel bel mezzo del viaggio verso Potenza sono 100 persone partite da Salerno con il treno regionale delle 17 e 20. Poi la bomba d’acqua che ha
letteralmente messo in tilt il sistema di
trasporto su ferro e quindi la lunga attesa.
Prima il treno si è fermato alla stazione di Baragiano, poi dopo circa mezz’oera di attesa è ripartito per rifermarsi a
Picerno. Da qui la decisione di Trenitalia: attendere l’arrivo dell’Intercity sempre in direzione Potenza, far salire i pas-
seggeri sul nuovo treno e così ripartire.
Un’odissea, ma anche un problema tutto
sommato non nuovo. Ogni inverno, con
piogge più o meno forti, i piccoli treni
regionali sono vittime di malfunzionamenti e problemi di tutti i tipi. per non
parlare della linea a sé che necessita di
interventi urgenti.
E così ieri è stata una giornata nera
per la Basilicata, nonostante l’ondata di
maltempo vero e proprio attraverserà la
regione a partire da oggi.
Ma intanto 100 viaggiatori ieri hanno
atteso armati di santa pazienza pur di ritornare a Potenza. In molti hanno la-
mentato la scarsa tempestività delle ferrovie, che hanno optato per un ripiego
che ha richiesto tempo e per poter essere
messo in pratica. ma, a quanto pare, non
erano disponibili bus sostitutivi nell’immediato in modo da poter arginare il
problema in tempi brevi. E così solo dopo le 20 si è ripartiti in direzione Potenza.
Ma in Basilicata fino a sera tardi i treni hanno continuato a viaggiare accumulando notevoli ritardi. E non solo
quelli regionali. Anche alcuni intercity
hanno accumulato ritardi per oltre mezz’ora, in molti in quel tratto tra Picerno e
Un treno regionale fermo in stazione
Bella Muro hanno dovuto attendere
nuove istruzioni da parte dei centri di
controllo regionali. Insomma, il maltempo comincia a colpire la regione alimentando anche il rischio di ulteriori
disagi. Segno tangibile del fatto che bisogna ritornare a discutere sull’ammodernamento della tratta.
Arrivano i risultati delle analisi sull’acqua, dopo la denuncia della Nuova Cittadella
A Bucaletto è «tutto a posto»
Ma in via Mallet inutilmente si continua a chiedere l’illuminazione
Pulizie nelle scuole: firmato NELLA NAVE
l’accordo per gli ex lsu
Oggi “Studio
LE ANALISI i cittadini della “Nuova Cittadella Bucaletto” le avevano
effettuate a proprie spese, insospettiti da strani pruriti subito dopo le docce e dal cattivo odore.
Ora arrivano i risultati delle
analisi e - secondo quanto emerso
dalle prime analisi presentate nel
corso di un incontro, tenutosi in
Regione, tra i tecnici dei dipartimenti Politiche della Persona e
Ambiente e dirigenti e funzionari
di Arpab, Asp e Acquedotto Lucano - tutti i valori sarebbero nella norma.
«I valori - spiegano
dalla Regione - sono
conformi ai parametri prescritti dalla
legge. I dati relativi
alla potabilità dell’acqua di Bucaletto
a Potenza non destano alcuna preoccupazione. Le analisi, finora condotte, attestano la
piena conformità ai valori prescritti dal decreto legislativo
31/01, che fissa i parametri di salubrità dell’acqua».
L’associazione afferma di aver
rilevato, tramite un laboratorio
privato, la presenza di metalli pesanti e di tracce di idrocarburi in
un campione di acqua prelevato
dal rubinetto di un’abitazione situata nel quartiere potentino. Ma
Le analisi
confermano
valori
nella norma
BREVI
Bucaletto
dopo i prelievi dell’Arpab, «gli esiti
sono del tutto tranquillizzanti.
Anche le analisi condotte da Acquedotto Lucano nell’ambito delle
proprie attività confermano che i
parametri sono pienamente nella
norma. I cittadini non hanno nulla da temere: la situazione è costantemente sotto controllo».
Altro fronte aperto è in via Mallet dove, dopo tante segnalazioni e
sollecitazioni sia al Comune sia all’Ater, i residenti sono ancora privi di illuminazione esterna. Il 17
aprile scorso una prima sollecitazione scritta, dopo diversi incontri
e rassicurazioni a parole. Il 14 giugno l’ennesima lettera, ma nessuno si è neppure degnato di dare
una risposta ai cittadini.
BUONE notizie per i lavoratori dell’appalto delle pulizie
nella scuola in Basilicata. E’
stato sottoscritto, al termine
dell’incontro convocato e presieduto dall’assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro,
Formazione e ricerca, Raffaele Liberali, l’accordo tra Regione, sindacati (Filcams
Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil)
e l’azienda Team Service.
Liberali ha espresso grande
soddisfazione per aver raggiunto un’intesa in una situazione difficile e in un quadro
normativo e di gestione estremamente complesso. «Risultato ottenuto – ha sottolineato
Liberali - grazie alla sinergia
tra sindacati, delegati dei lavoratori, azienda e Regione».
Ora i sindacati di categoria e
la Team Service verificheranno entro trenta giorni quali lavoratori lucani possiedono i
requisiti per poter accedere al
pre-pensionamento. L’Ufficio
scolastico, in particolare si è
impegnato a «rimodulare le
risorse tra le scuole individuate nei precedenti incontri al fine di ridurre ai lavoratori il disagio del trasferimento, ovvero delle trasferte». La Team
Service, invece, «ha assunto
l’impegno di riorganizzare le
squadre del decoro, che saranno costituite al massimo da
cinque addetti, di distribuire
equamente tra le squadre le
distanze da percorrere e di
erogare in via sperimentale al
capo-macchina un’indennità
forfettaria mensile di 250 euro a copertura delle spese di
viaggio». L’accordo, che è sperimentale ed è il primo siglato
a livello nazionale, è valido fino al 31 dicembre 2014. «Lavoro lungo e complesso - ha
detto l’assessore regionale al
lavoro, Raffaele Liberali - che
ha vissuto anche momenti di
accese discussioni ma che ha
prodotto risultati importanti
grazie a un lavoro unitario e
di squadra».
orizzontale”
OGGI alle 18, presso la
Nave di via Tirreno,
conferenza di Nasrin
Mohiti Asli, dello Studio orizzontale di Roma. L’incontro verterà
sul tema: “DIY. Architecture for common
spaces”, nell’ambito
del progetto “Cityscape. Laboratorio di ricerca sul paesaggio
urbano”. Lo Studio
Orizzontale è un collettivo di architetti con
base a Roma il cui
principale oggetto di
interesse è costituito
dai processi di riattivazione degli scarti urbani. A partire dal
2010 Orizzontale ha
promosso progetti di
autocostruzione
di
spazi pubblici relazionali, dando forma ad
immagini di città dismesse o inedite.
Il progetto ALBa: oggi a Castelmezzano, domani a Lagopesole
Il dialetto diventa internazionale
RIPRENDONO nell’Aula Magna
dell’Università degli Studi di Basilicata i lavori del IV Convegno Internazionale di Dialettologia dal titolo: Dialetti per parlare e parlarne.
La manifestazione è in grado di
coinvolgere studiosi di fama internazionale e di rendere pubblici, non
solo al mondo accademico, i risultati di capillari e recenti studi inerenti la Dialettologia.
Pregevole, a riguardo, è il lavoro
condotto in questi anni dal progetto A.L.Ba, acronimo di Atlante Linguistico della Basilicata. L’ambizioso disegno tracciato da A.L.Ba,
sin dalla sua nascita, è la costituzione di un Atlante al cui interno si affrontino con rigore scientifico tutti
i fenomeni e i tratti distintivi dei
dialetti parlati nei comuni della Basilicata. Un’opera monumentale,
dunque, utile sia a fornire un apporto concreto al filone nazionale e
internazionale di studi dialettologici a partire dall’analisi della Lucania, sia a conservare memoria
delle innumerevoli variabili linguistiche presenti in un territorio piccolo ma versatile come il nostro.
Il convegno si concluderà domani a Lagopesole, dopo aver fatto
tappa oggi anche a Castelmezzano
nello splendido scenario delle Dolomite Lucane (9.30 al Becco della civetta). Ricerca, Università e Regione risultano intimamente congiunte, e da sinergie così forti non
possono che nascere mature e lungimiranti riflessioni sul futuro culturale della Basilicata.
«A.L.Ba sopravvive grazie all’attenzione della Regione Basilicata spiega Patrizia Del Puente Docente
di Glottologia e Linguistica e promotrice dell’Atlante Linguistico noto una grande attenzione anche
da parte di studiosi locali che fanno
riferimento all’Atlante per una revisione dei loro lavori. Abbiamo,
tuttavia, un obiettivo molto più
grande: la creazione di un centro
internazionale di Dialettologia in
Basilicata. Si potrebbe inserire così
la Regione in un circuito internazionale dal punto di vista culturale».
«L’Università, attraverso iniziative del genere, diventa un luogo di
incontro tra culture e di confronto
tra studiosi - sottolinea il Rettore
Aurelia Sole - la Dialettologia è un
tema multidisciplinare utile a capire quanto la Basilicata abbia una
sua specificità linguistica. Lo studio di aspetti linguistici in un’area
Alcuni dei relatori dell’incontro (Mattiacci)
come la nostra consente di esami- molto di più».
La collaborazione tra intelligennare i fenomeni nella scala del reaza politica e intelligenza scientifica
le».
«Il Dialetto è uno strumento ca- ha già rivelato la sua efficacia. L’espace di far riscoprire le proprie ra- senziale è che le menti più giovani e
dici - ribadisce il sindaco di Potenza brillanti diventino un punto essenDario De Luca - e l’Università forni- ziale da cui partire e ripartire semsce un grande contributo alla socie- pre. Che siano essi stessi il fine per
tà in tal senso; ha bisogno solo di in- la costruzione di ambiziosi e durategrarsi maggiormente con ciò che turi programmi e mai il mezzo.
la circonda. Insieme si può fare
Angela Salvatore
RASSEGNASTAMPA
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Potenza e provincia
Venerdì 7 novembre 2014
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Presentate le attività dell’associazione fondata da genitori con figli portatori di handicap
Le prospettive “Dopo di noi”
Obiettivi prossimi: le liste di attesa e l’esenzione dei ticket per l’acquisto dei farmaci
POTENZA - Si è svolta ieri
mattina la conferenza stampa organizzata da “Dopo di
noi”, l’organizzazione non
lucrativa di utilità sociale
nata a Potenza nel 2007 per
offrire un aiuto operativo e
istituzionale a chi è costretto a fare i conti con le problematiche legate alla disabilità.
Durante la conferenza
stampa, il presidente dell’associazione, Vincenzo Carlone,
ha illustrato le
iniziative realizzate e la nuova
organizzazione
interna resasi
necessaria dopo
la scomparsa di
Peppino Racana, uno dei soci fondatori di “Dopo di noi”
e instancabile animatore di
iniziative sociali. Tra i risultati raggiunti va menzionata la realizzazione della “Casa famiglia”, un progetto
sperimentale della durata di
14 mesi che assicurerà, a otto disabili, di vivere in comunità e in piena integrazione
sociale.
«La Casa famiglia è solo
un progetto sperimentale in
attesa che si ultimino i lavori della Casa Domotica di
Bucaletto - ha spiegato Carlone – una struttura che
ospiterà un numero maggiore di persone con disabilità, in maniera definitiva, e
offrirà loro un aiuto concreto, mediante l’utilizzo di tecnologie avanzate, per sopperire alle loro carenze fisiche
e sensoriali». A questo vanno aggiunti altri due interessati obiettivi raggiunti
dall’associazione: l’istituzione del servizio di odontoiatria speciale per soggetti disabili, approvato con la legge Regionale 31 del 2014,
che garantisce l’assistenza
dentistica ai delicati pazienti nei nosocomi di Potenza e
di Matera, e la creazione di
un osservatorio regionale
sulla disabilità già oggetto
di una proposta di legge del
Consiglio regionale. «Ma
non ci feriamo qui», ha asserito Alba Montagnuolo, consigliere, socio fondatore e
oggi responsabile dell’ambito socio-assistenziale e sanitario di “Dopo di noi”.
«Sono ancora molte le iniziative che dobbiamo portare a termine per garantire
alle persone disabili e alle loro
famiglie
una
presa in carico
che sia realmente efficace e risolutiva». L’associazione si sta
muovendo, infatti, su diversi
fronti. «I nostri
obiettivi futuri – ha precisato Alba Montaguolo – sono
diretti all’abbattimento delle liste di attesa per i pazienti
portatori di handicap, all’esenzione dei ticket per l’acquisto dei farmaci, all’innalzamento del valore ISEE per
garantire maggiori sgravi
fiscali alle famiglie, alla
creazione di centri diurni
che non siano dei semplici
parcheggi ma che possano
offrire servizi funzionali anche alle famiglie con persone disabili a carico».
«L’integrazione delle persone portatrici di handicap,
soprattutto dei bambini, è
fondamentale per il loro benessere», ha ammesso Anna
Stella Brienza, responsabile
delle attività sociali e sportive
dell’organizzazione.
«Stare a contatto con gli altri bambini, fare sport in
luoghi pubblici, socializzare
è il miglior modo per affrontare la disabilità». Il 18 dicembre prossimo, nella “Casa del volontariato” del CSV
di Basilicata, ci sarà la consueta festa organizzata da
“Dopo di noi”, un’occasione
per conoscere più da vicino
l’associazione tra i sorrisi
delle tante persone che grazie all’impegno di questi volontari riescono a vivere la
loro disabilità, o quella dei
propri cari, con un pizzico di
gioia e di speranza in più.
Francesco Cutro
Nuova
organizzazione
dopo la morte
di Racana
Vincenzo Carlone (Mattiacci)
Continua l’impegno del “Pozzo della Farfalla” e “Giorgio La Pira”
Raccolta fondi per l’Africa
La solidarietà di tutti per realizzare il sogno di Domenico Lorusso
Il mercatino
POTENZA - Continua l’attività di raccolta fondi pro Africa che vede fortemente impegnata l’Associazione Il
Pozzo della Farfalla.
A sostenere le iniziative anche l’Associazione La Pira di Contrada Cavalieri che sabato scorso, al termine della Santa Messa, ha raccolta 400 euro
destinati alla realizzazione di un centro di accoglienza nel Togo che sarà
intitolato a Domenico Lorusso, il giovane ingegnere potentino barbaramente assassinato a Monaco di Baviera e per il quale ancora non c’è stata
giustizia.
Domenico aveva con i bambini un
rapporto particolare, era spesso in
missione in Africa e per questo l’Associazione Il Pozzo della Farfalla ha deciso di intitolare a lui il centro che si
vuole realizzare e l’Associazione La Pira sarà parte attiva in questa raccolta
fondi.
L’Associazione Il Pozzo della Farfalla, presieduta da Corrado Amodeo si
preoccupa del sostegno a distanza dei
bambini e delle famiglie più sfortunate per garantire loro assistenza medica, cibo e almeno l’istruzione primaria. Ha contribuito alla costruzione
del primo pozzo ad Apukedii nel Togo,
ad Alati e a Kevè.
Presenti gli amministratori ma anche tanti cittadini
A Laurenzana il commosso ricordo
dei caduti di tutte le guerre
LAURENZANA - Semplice, ma
densa di commozione è stata la cerimonia del 4 novembre, svoltasi
anche a Laurenzana per onorare
la memoria dei caduti in guerra e
per affermare l’inestimabile valore della pace.
Il 4 novembre rappresenta anche la festa dell’unità nazionale e
la giornata delle forze armate.
Rievoca l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti (4 novembre 1918), che segnò la fine
della Prima Guerra Mondiale,
permettendo di portare a compimento il lungo processo dell’unità d’Italia.
Alla cerimonia di commemorazione erano presenti, fra gli altri,
rappresentanti della Giunta comunale, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo forestale dello stato e
della Polizia municipale. La manifestazione ha avuto inizio con il
momento religioso. Dopo la rituale benedizione, è stato illustrato il
significato di questa importantis-
sima giornata.
Una corona di alloro è stata,
poi, deposta ai piedi del monumento dei caduti in guerra, situato nel piccolo giardino comunale
in piazza “Salvatore Urga”. Momento questo accompagnato dalle toccanti noti del silenzio. Non
sono mancate le citazioni di poesie da parte dei bambini della
scuola dell’infanzia e dai ragazzi
della scuola media, intese a ricordare le perdite di vite umane causate dalle guerre.
Durante la cerimonia del 4 novembre, il sindaco di Laurenzana, Michele Ungaro, ha sottolineato l’eroismo di quanti sacrificarono gli anni migliori per servire la patria. Il sindaco Ungaro
ha, inoltre, osservato che sono
eroi anche quelle persone che sono costruttrici di pace e che nella
quotidianità si prodigano per il
bene del prossimo. Prima del termine della cerimonia è stato intonato dai presenti l’inno naziona-
Due momenti della cerimonia
le.
Lo sventolio di bandierine tricolori e di cartoncini colorati con
messaggi inneggianti la pace, da
parte dei bambini, ha concluso la
manifestazione fra gli applausi di
tutti i presenti.
Donato Pavese
AL PASOLINI
Airc,
Il futuro
della ricerca
comincia
in classe
POTENZA “L’Airc nelle scuole, il futuro della ricerca comincia in
classe”. E’ stato questo
il titolo dell’incontro
che si è svolto all Liceo
Scientifico
Statale
“Pier Paolo Pasolini”
di Potenza. Ne hanno
discusso con le classi
quarte dell’Istituto il
ricercatore dell’Associazione italiana per la
ricerca sul cancro, Roberto Bianco che svolge anche il ruolo di responsabile del Laboratorio di Terapia Molecolare dei Tumori
presso il Dipartimento
di Medicina Clinica e
Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli ed il consigliere
Airc - Comitato di Basilicata – Luisa Lioi.
Nel corso dell’iniziativa promossa dalla
stessa Airc in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, sono stati illustrati ai ragazzi la mission dell’Airc fondata nel lontano 1965, le modalità
di utilizzazione dei
fondi (per ogni euro
raccolto ben 86 centesimi sono devoluti interamente alla ricerca
ed investiti subito)
l’importanza di percepire la ricerca in campo oncologico come
una necessità ed infine una sorta di vademecum della salute.
«Se l’Airc non avviasse
queste iniziative la
stessa ricerca oncologica non sarebbe più
competitiva in Italia –
ha spiegato il ricercatore Roberto Bianco- la
ricerca deve essere
compresa come un bene primario. Lo Stato
contribuisce solo per il
30 per cento alla ricerca, il restante 70 per
cento trova la sua fonte nelle raccolte Airc.
Sollecitiamo questi incontri con gli studenti
per far comprendere
ai giovani l’importanza di capire la ricerca e
le attività di un ricercatore». «Questi incontri – sono le parole
invece del consigliere
Airc di Basilicata Luisa Lioi – sono preziosi
perché consentono di
far incontrare gli studenti con i ricercatori
in modo che gli stessi
giovani capiscano l’esigenza di intraprendere la linea della ricerca».
RASSEGNASTAMPA
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Venerdì 7 novembre 2014
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LAGONEGRESE
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CERSOSIMO Due donne si sarebbero intrufolate nell’appartamento di un’ottantenne
Furto in casa, una donna in ospedale
Si sono finte venditrici porta a porta per rubare del denaro custodito in un cassetto
CERSOSIMO – I ladri entrano in un appartamento
e rapinano una donna anziana, Rosina C. di ottant'anni, che finisce in ospedale per lo spavento.
Non è la prima volta, forse neanche l'ultima, ma da
un po' di tempo si registrano sempre più spesso furti
nelle abitazioni. Le comunità cercano di correre ai
ripari, installando allarmi
o usando più precauzioni,
ma non sempre si riesce a
fermare i criminali.
Le forze dell'ordine fanno quello che possono, il
territorio è vasto e la fortuna non sempre aiuta, in situazioni del genere è molto
difficile intervenire con
tempestività. Le voci che si
rincorrono sono questa
volta univoche.
Sarebbero state due donne ad intrufolarsi in casa,
la porta non era del tutto
chiusa, come d'abitudine,
uno spiraglio divideva la
sfortunata donna e le ladre
che non si sono perse d'animo, anzi, il “lavoro” è diventato molto piu sempli-
Il piccolo borgo di Cersosimo e un posto di blocco dei carabinieri
ce. Senza bussare, aprono
la porta, si presentano come venditori porta a porta,
sono brave a distrarre la
malcapitata. Tutto si consuma in pochissimo tempo: una chiede un caffè,
parla, parla tanto, l'altra
ne approfitta, gira il picco-
lo appartamento; pohi attimi, racconterrà più tardi
la nipote, attimi che permettono di aprire una cassettiera, dentro pochi risparmi che fanno gola.
Probabilmente il furto
avrebbe fruttato ancora di
più se non ci fosse stato
l'intervento della figlia,
che come sempre si reca a
trovare la mamma, la porta però è chiusa, una stranezza.
La preoccupazione l'assale, bussa, chiama ripetutamente, grida, chiede aiuto, si pensa a un malore,
ma non è così. La porta si
apre di colpo e due figure
corrono verso l'uscita della
palazzina. Appena il tempo
di accertarsi delle condizioni della mamma, di rendersi conto, e scatta l'allarme. Arriva gente, il vicinato, come sempre prezioso,
poi le prime telefonate ai
carabinieri, che raggiungono subito il posto, agli
ordini del maresciallo Eliseo Fattorini, a bordo dell'auto di servizio due appuntati, che si mettono subito al lavoro.
Non perde tempo neanche il comandante della polizia locale, il tenente Pasquale Cala, che nel frattempo aveva ricevuto una
segnalazione:
un'auto
bianca sospetta, forse riesce a segnare il numero di
targa.
Poi, posti di blocco, controlli a tappetto e ancora
telefonate, questa volta al
medico di famiglia, nonna
Rosina per lo spavento si è
sentita male, la pressione
si alza, questa volta si corre, ma verso l'ospedale. Le
indagini proseguono, probabilmente si arriverà anche ad individuare l'auto e
le donne, ma come sempre
bisognerà aspettare ed essere fiduciosi nella professionalità delle forze dell'ordine.
Vincenzo Diego
LAURIA Diversi i tentativi di recupero ma il terremoto del ‘98 lo ha reso pericolante
Il Comune vuole fare cassa: messo all’asta
il palazzo inagibile dell’ex Pretura
LAURIA – Sarà venduto
all’asta il palazzo di proprietà comunale dell’ex
Pretura, poi diventato carcere mandamentale. Il piano rientra nel programma
di alienazioni del comune
di Lauria, che cerca di fare
cassa vista la spending review anche con la vendita
di immobili ormai inutilizzati o in cattivo stato di
conservazione.
La storia di questo palazzo viaggia di pari passo
con le riforme dell’amministrazione giudiziaria,
riforme che si sono succedute per tutti gli anni novanta, e con progetti discussi ma con pochi risultati.
Partiamo
dall’inizio:
proprio in questo luogo,
dedicato a funzioni giudiziarie, civili e penali, transitavano il cancelliere e i
magistrati, i funzionari e
gli agenti, gli imputati e,
fino al 1993, anche i detenuti. Con il terremoto del
1998, inoltre, la struttura
subì considerevoli danni e
non è stato possibile fare
alcun intervento di messa
in sicurezza.
Nel 1997 sull’epilogo
della vicenda pretorile raccontato da un’interrogazione parlamentare, svolta dall’ex deputato lauriota Valerio Mignone il Ministro di grazia e giustizia
Flick rispondeva che il Comune di Lauria nel 1992
presentò un progetto per
la costruzione di un nuovo
edificio da destinare a sede
della Sezione distaccata di
Pretura, ora soppressa e,
per il giudice di pace, progetto restituito dal Ministero perché la documentazione a corredo era incompleta.
A distanza di cinque anni, nel febbraio 1997, il Comune aveva riproposto il
progetto ed aveva chiesto
un finanziamento un miliardo e 500 milioni di lire,
momentaneamente accantonato sia per la scarsa disponibilità dei fondi residui previsti dalla suddetta
normativa, sia per attendere il completamento dei
progetti delle riforme in
materia di Giudice unico e
di sezioni stralcio, che facevano ritenere probabile
la soppressione di quella
Pretura.
In effetti, con l’entrata in
vigore delle riforme, la
Pretura è stata soppressa
ed accorpata con il Tribu-
nale di Lagonegro.
La struttura dopo il terremoto è stata dichiarata
inagibile ed è finita sulla
lista dei beni immobili alienabili, ovvero da vendere.
Il valore iniziale è 241
mila euro e il limite per la
presentazione delle offerte
è stato fissato alle ore 13
del 9 dicembre. L’asta pubblica si terrà il 10 dicembre prossimo alle ore 10
presso la sala giunta del
Comune di Lauria.
Emilia Manco
Il palazzo dell’ex pretura di Lauria
MARSICO NUOVO Un incontro rivolto a studenti e docenti spiegando anche la didattica a distanza
Il seminario di “Indire” per aiutare le piccole scuole
SU iniziativa di Indire, il 7 novembre
con il progetto “Piccole scuole crescono” si concretizza la rete nazionale delle piccole scuole che operano
in territori di montagna e nelle isole
minori. Inoltre, l’istituto per ampliare l’ambiente sociale e di apprendimento delle piccole scuole propone due nuovi modelli didattici specifici per questi istituti.
In Basilicata il tema riguarda oltre 50mila studenti di 93 scuole di
comuni montani, mentre a livello
nazionale sono 900mila gli studenti
di 1400 scuole di comuni montani e
isole minori. «In queste aree geografiche del paese - dichiara Giusy Cannella, ricercatrice di Indire - è importante fare rete non solo tra le
scuole ma anche tra scuola e gli enti
locali e le istituzioni in modo tale che
ciascuno per il proprio ruolo aiuti a
trasformare l'isolamento da ostacolo in risorsa».
Indire dà il suo contributo organizzando la rete nazionale “Piccole
scuole crescono”, un network aperto a tutti gli istituti interessati a introdurre formule didattiche innovative che possano fronteggiare i ricorrenti problemi delle scuole isolate: difficoltà logistiche; dimensionamento delle strutture; aumento delle pluriclassi; difficoltà di assegnazione dell’organico ed elevato turnover del personale docente, con conseguente interruzione della continuità didattica; assenza di adeguate
attrezzature informatiche/telematiche. Su questo fronte, l’attività di ri-
cerca avviata da Indire nell’ambito
della didattica a distanza ha portato
all’elaborazione di due nuovi modelli, uno specifico sulla “didattica condivisa” e uno orientato sull’“ambiente di apprendimento allargato”.
Sul sito www.indire.it sono disponibili tutti i dettagli del progetto
“Piccole scuole crescono” con le informazioni, i contatti e il modulo di
adesione. Domani venerdì 7 alle ore
14:00 e sabato 8 novembre alle ore
9:00, nel quartiere Fieristico di Genova, è in programma il workshop
di formazione “Piccole Scuole Crescono”, rivolto ai docenti degli istituti interessati. L’incontro intende
formalizzare la “Rete italiana delle
piccole scuole”, individuare il modello adeguato per ciascuna tipolo-
gia di istituto, formare i docenti, definire gli step operativi per avviare
la sperimentazione, approfondire le
caratteristiche dei due modelli didattici.
Solo per le scuole della Basilicata,
l’Indire promuove il 14 e 15 novembre a Marsico Nuovo (PZ) il seminario di formazione “La didattica condivisa e l’ambiente di apprendimento allargato”, rivolto ai dirigenti e ai
docenti della rete degli istituti scolastici della Regione. I ricercatori di
Indire presenteranno i due modelli
metodologici e gli strumenti tecnologici utilizzabili per la didattica a
distanza. Obiettivo del seminario,
estendere l’uso dei due modelli alle
scuole del territorio che si trovano
in condizioni di isolamento.
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Venerdì 7 novembre 2014
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MOLITERNO Intervista al presidente dell’Avis cittadina, Giovanni Miraglia
«Creare donatori consapevoli»
«Alcuni ritardi ci hanno penalizzato molto, ma riusciremo a recuperare»
MOLITERNO - L’Avis del
centro valligiano è ormai
una realtà radicata, molto
attiva nonostante nel corso
degli ultimi anni ci siano
stati degli alti e bassi nelle
donazioni. Con il suo presidente Giovanni Miraglia, a
conclusione
dell’ultima
giornata di donazione promossa nella sede locale la
scorsa settimana, abbiamo
voluto fare una breve sorta
di ricognizione sulle attività
degli ultimi dodici mesi.
Il 2014 si avvia alla conclusione,ad oggi quale rendiconto si può stilare per
l'Avis di Moliterno?
«Complessivamente la nostra Avis nel 2014, con i suoi
quasi 170 donatori attivi e
molti sforzi, si avvia a mantenere i numeri dell'anno
scorso nonostante il grave
ritardo nella sistemazione
del macchinario per la plasmaferesi.
Ritardo che debbo ammettere ci penalizza molto. In
futuro penso che ci dovremmo impegnare di più per alzare il numero dei giovani
donatori e prevediamo una
maggiore attività di promozione e sensibilizzazione alla
Giovanni Miraglia (a sinistra) con il presidente nazionale dell’Avis
Vincenzo Saturni
donazione nelle scuole».
L'Avis-Moliterno nell'ultimo anno ha aderito a diverse iniziative di solidarietà.
«Da qualche tempo abbiamo integrato alle attività per
le donazioni una serie di attività collaterali. Lo scorso
mese abbiamo sostenuto collaborato con l’Unicef, mentre in aprile ci siamo impegnati per sostenere un’ini-
ziativa di Telefono Azzurro.
Nel prossimo dicembre,
nelle giornate del 13 e 14,
parteciperemo all’ormai storico appuntamento “Trenta
ore per la vita” promosso da
Telethon. Lo facciamo anche per stare al passo con
l’Avis nazionale che sostiene
Telethon dal 2001».
Ci saranno nuove disposizioni riguardo le modalità della donazione?
«Dall’anno prossimo gennaio 2015 avremo diversi
cambiamenti
nell’ambito
delle raccolte ed io riprendo,
per far passare velocemente
il concetto, in toto le parole
di Maurizio Nardozza (ex
presidente regionale-Avis)
secondo il quale un sistema
che da anni ha raggiunto,
per dirla con la metafora
marinara, la sua velocità di
crociera, deve essere in grado di poter utilizzare al meglio le risorse ematiche disponibili in un concetto di
sostenibilità e di corretto
utilizzo delle stesse.
Ciò comporterà un radicale cambiamento nella concezione della organizzazione
complessiva della raccolta
associativa, attraverso la
progressiva eliminazione,
almeno in questo ambito, del
concetto di spontaneismo.
Si va verso una conversione da donatore volontario
(vado a donare quando mi
pare) a donatore consapevole (devo donare quando serve, quel che serve) inevitabilmente. Insomma, avremo
una donazione sempre più
programmata».
Mimmo Mastrangelo
Per il 30 novembre è prevista una mobilitazione internazionale
Il Comune di Latronico aderisce
al progetto contro la pena di morte
LATRONICO – “Città per la Vita - Città Contro la Pena di Morte”, anche il
Comune di Latronico, insieme a moltissimi altri paesi sparsi per il mondo,
aderisce all’iniziativa promossa dalla
Comunità di Sant’Egidio contro la pena capitale.
Ogni anno il 30 novembre si tiene la
Giornata Internazionale delle Città
per la Vita/Città contro la Pena di
Morte, che rappresenta la più grande
mobilitazione contemporanea planetaria per indicare una forma più alta e
civile di giustizia, capace di rinunciare definitivamente alla pena capitale.
Il coinvolgimento degli amministratori locali in un percorso di abolizione
della pena di morte, fa entrare la città
che aderisce e i suoi cittadini all’interno di una rete internazionale e diventa una caratteristica identitaria della
città stessa.
Si aprono occasioni di dialogo con
amministratori di aree in cui la pena
capitale è vigente e/o viene praticata.
Ciò rafforza l’azione degli attivisti e
delle organizzazioni abolizioniste.
L’Amministrazione comunale di Latronico si impegna a fare di questa
adesione motivo di accresciuta responsabilità, operando in tutti gli ambiti di propria competenza. Una copia
della delibera di giunta di Latronico è
stata inviata a Roma alla Comunità di
Sant’Egidio.
Emilia Manco
Il borgo di Latronico aderisce alla campagna
internazionale contro la pena di morte
SENISE L’incontro organizzato dall’Asp per discutere sulle dipendenze
Domani il dibattito sul disagio giovanile
SENISE - “Disagio Giovanile e dipendenze” è il titolo
del convegno e dibattito che
si terrà l’8 novembre 2014
presso l’ex Convento Cappuccini di Senise a partire
dalle ore 8.30.
L’evento organizzato dal
Centro di Riabilitazione Alcologica “Luigi Viola” dell’Asp di Chiaromonte ha il
fine di contribuire a riflettere sul bisogno di benessere delle popolazioni giovanili (pre-adolescenziali e
adolescenziali) la cui man-
cata soddisfazione trova sovente espressione in comportamenti nocivi alla salute. Il disagio giovanile è tipico dell’età evolutiva e può
esprimersi con varie forma; alterazioni nello sviluppo psicologico ai disagi
nella condotta e nel comportamento. Il malessere
adolescenziale è spesso nascosto o mascherato e di rado in questa fase della vita
il disagio viene espresso attraverso le parole.
Il convengno-dibattito
dell’Asp a Senise mira a fornire indicazioni teoriche,
metodologiche e applicative per interventi di promozione della salute relativamente a fattori comportamentali responsabili di patologie prevalenti dei nostri tempi: fumo, alcol, sostanze stupefacenti, attività fisica, abitudini alimentari; la misura in cui ciascuno di essi viene adottato
è importante nel determinare lo stato di salute presente e futuro dei ragazzi.
LAGONEGRO L’incontro al Municipio
L’associazione Intercultura
presenta il programma
per il futuro anno scolastico
LAGONEGRO – “Un’e- dagli infermieri agli ausperienza lunga una vi- tisti di ambulanze; intenta”: è questo lo slogan che to globalizzante e filanha caratterizzato l’inizia- tropico che venne precitiva organizzata dal cen- sato e ribadito a seguito
tro locale dell’associazio- della seconda guerra
ne internazionale no pro- mondiale, e che è stato
fit Intercultura, per pre- possibile realizzare grasentare a studenti, geni- zie al solido riferimento
tori, insegnanti e curiosi ai principi fondativi a
i programmi previsti per fronte della crescente
l’anno scolastico 2015- strutturazione di Inter2016 e per la stagione cultura che oggi conta
estiva 2015. La manife- decine di migliaia di
stazione si è svolta nella iscritti dall’Europa alsala consiliare del Palaz- l’Australia, passando per
zo di città: durante il di- l’Africa e il continente
battito è stato diffuso un asiatico.
video che raccontava le
Molti di meno quelli del
esperienze di tanti ragaz- centro lagonegrese, che
zi che hanno partecipato però come da “mission
negli anni passati ai corsi aziendale” si danno un
di studio e ai progetti di gran da fare per «per coospitalità in
struire
famiglia in
ponti di sogiro per il
lidarietà,
mondo.
sentieri di
Oltre alla
pace su cui
presidente
si incammiAnnamaria
nino i raIelpo che ha
gazzi in un
introdotto i
percorso di
lavori, al taconoscenza
volo dei relacapace di
tori erano
abbattere i
presenti Tepregiudiresa De Rita
zi».
(responsabiSono le
le locale di
parole
di
Intercultura
Teresa De
per le scuoRita che ha
le), Rita Araggiunto:
mentano
«l’appren(responsabidimento
le invio) e Un momento dell’incontro
della
linLucia Savoia
gua costi(responsabituisce solle ospitalità), quest’ulti- tanto una motivazione
ma mamma di due stu- strumentale, una molla
denti che adesso siedono che spinge chi parte alla
tra i banchi insieme a scoperta del mondo; poi
nuovi compagni di classe affrontando le difficoltà
in Belgio e in Ecuador.
da soli, rischiando, metE c’era anche Amelia tendosi in gioco a miEpifani, studentessa bril- gliaia di chilometri da calante partita dal liceo di sa e senza le comodità alle
Lagonegro e appena tor- quali si è abituati in faminata sfoggiando un in- glia, si finisce quasi semglese perfetto da un anno pre per scoprire se stessi
in Nord America, dove si e valorizzare ed approera distinta ricevendo fondire il proprio procesnumerosi premi e presti- so di crescita personale.
giose attestazioni – tipo È questo il senso più prostudentessa del mese ndr fondo del viaggio. L’uni- nell’istituto che ha fre- co rammarico – ha conquentato. Una proposta cluso la De Rita – è il baseducativa per giovani, fa- so riscontro che abbiamo
miglie e scuole completa nella ricerca di famiglie
e diversificata quella del- disposte ad aprirsi a quel’universo Intercultura: sta esperienza e ad ospiun’associazione di cui tare studenti provenienti
quest’anno ricorre il cen- da paesi stranieri: speriatenario, perché venne mo che, anche grazie alla
fondata esattamente nel stampa, momenti come
1914 da studenti ameri- questi servano a stimolacani arrivati in Europa re l’opinione pubblica e
per aiutare le popolazioni tanti cittadini che vorrebdei paesi ospitanti facen- bero provare».
Fabio Falabella
do i lavori più disparati,
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Venerdì 7 novembre 2014
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22
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VULTURE
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MELFI La lettera di Valvano a Pittella e Berlinguer: «Più controlli sulle emissioni»
«Fenice deve rispettare le prescrizioni»
Dopo la “fumata” di pochi giorni fa: «L’azienda non può più stare sul territorio»
MELFI - Dopo la fumata
viola di pochi giorni fa dai
camini dell’inceneritore
Fenice di melfi qualcosa
ha cominciato a muoversi,
nuovamente.
Quella che è stata considerata un’anomalia è diventato oggetto di discussione univoco alll’interno
del consiglio comunale.
ma il sindaco Valvano
vuole sapere di più, a partire dalle famose prescrizioni inserite nell’autorizzazione integrata ambientale che la Regione ha partorito pur di mantenere in
produzione
l’impianto.
Valvano sceglie la via istituzionale, con un lettera
indirizzata proprio al governatore Pittella e all’assessore all’Ambiente Aldo
Berlinguer.
Il problema nasce proprio da quelle prescrizioni, ancora non applicate
all’interno dello stabilimento. Tant’è che l’esordio di Valvano è semplice:
«Più controlli sulle emis-
Il sindaco di Melfi Livio Valvano e la fumata viola all’inceneritore
Fenice di Melfi
sioni in atmosfera con
l’applicazione dei nuovi
obblighi previsti dall’Aia
in vigore dal 7 agosto che
Fenice non può e non deve
più rinviare».
Non è la prima volta che
succedono cose del genere
all’interno dell’inceneritore, solo che questa volta la
Regione aveva dato prescrizioni precise, con tanto di rassicurazioni da
parte di Berlinguer sull’effettiva sicurezza dovuta a regole molto rigide e
precise, il problema sta nei
ripetuti ricorsi che il colosso francese ha presentato al Tar per evitare le
prescrizioni, ricorsi che
sembrano studiati proprio
per evitare le nuove indicazioni sulla tutela ambientale.
E dunque «A seguito
dell’ennesimo episodio verificatosi presso lo Stabilimento-Inceneritore
di
proprietà di Fenice Am-
La denuncia delle cooperative: «I lavori nella struttura non sono iniziati»
biente srl - si legge nella
nota del sindaco Valvano –
non è più compatibile la
presenza sul territorio comunale di un’impresa che
svolge un ruolo così delicato e che continua a resistere con continui ricorsi
al Tar per far saltare le ulteriori prescrizioni in ma-
teria di controllo sulle
emissioni.
E’ necessario che l’azienda rispetti da subito le prescrizioni relative al personale, così come previsto
dall’Aia che prevede 8 unità lavorative per ogni turno».
Il sindaco Valvano ha
inoltrato al Governatore
lucano e all’Assessore Berlinguer anche l’odg approvato nel corso del Consiglio.
Uno dei punti strategici
dell’odg prevede l’installazione di punti di monitoraggio ambientale del tutto indipendenti a prescindere dai controlli effettuati dagli stessi proprietari
di Fenice.
E poi l’assioma, importante: «può essere ritenuto sistema di smaltimento
superato o superabile per
l’intero fabbisogno dell’area nord di Basilicata».
Valerio Panettieri
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PALAZZO S. G. Domani la cerimonia
A Rionero naufraga “Visoni urbane” Una strada intitolata
Il centro per la creatività è ancora chiuso a Lucia Cardillo
RIONERO IN VULTURE – Sembra essere ancora lontana l’apertura del Centro per la Creatività
di Rionero, l’unico dei cinque
centri del progetto Visioni Urbane della Regione Basilicata non
ancora inaugurato.
Motivo della ritardata apertura? La mancata conclusione dei
lavori di ristrutturazione attesi
ormai da oltre due anni. A lamentarlo è proprio l’Associazione Temporanea d’Impresa “Pegaso ed Altri” costituita dalle
cooperative Pegaso, San Vincenzo De Paoli, I Gemelli, l’associazione Musicale G. Orsomando, l’associazione socio-culturale Le Monadi e l’associazione Pro
Loco di Rionero vincitrice nel
2012 del bando di gara per l’affidamento in gestione del Centro
per la Creatività che sarà ubicato
proprio nell’immobile Polifunzionale “area ex Macello” in via
Fontana 61.
«Ad oggi – riferiscono i responsabiili dell’Ati - i lavori
mancanti per la normale fruizione della struttura non sono
ancora né iniziati né tanto meno
programmati. A fronte di continui rimbalzi di responsabilità
tra l’ente appaltante (il Comune
di Rionero) e l’ente finanziatore
(la Regione Basilicata), con il
conseguente continuo e costante slittamento dei tempi per la
consegna del centro, l’Ati “Pegaso ed Altri” chiede alle preposte
istituzioni di dare immediata
esecuzione all’avvio dei lavori
mancanti».
Il presidente Maurizio Viggiano ha aggiunto: «questo insostenibile ritardo è deleterio per il
tessuto giovanile del Vulture-
Melfese Alto Bradano. I nostri
giovani hanno bisogno di spazi
dove poter esprimere la propria
creatività, i propri talenti, in
particolar modo in un periodo
storico quale quello che stiamo
affrontando, in cui molti di loro
vivono il dramma della disoccupazione. Il centro di visioni urbane di Rionero dovrebbe essere,
come prevede il progetto da noi
elaborato, una fucina d’idee e un
naturale laboratorio per il rilancio dell’economia della conoscenza e della creatività anche
nell’area nord della Basilicata».
Andrea Gerardi
Il centro della creatività di Rionero in Vulture
rientrante nel progetto “Visioni Urbane”
Irrigazione, il consorzio
aggiudica due bandi
VULTURE - Consorzio di Bonifica
Vulture –Alto Bradano ha proceduto,
nei giorni scorsi, all’aggiudicazione
provvisoria relative a due bandi di gara per la realizzazione di due opere infrastrutturali relative al
sistema irriguo. Lo rende noto il commissario
dell’Ente Giuseppe Musacchio che, fa sapere,
ha accelerato l’iter per il
completamento
della
procedura aperta per
l’affidamento dei lavori
raccogliendo le pressanti sollecitazioni, in tal
senso, ricevute dal presidente della Regione Marcello Pittella.
Il 27 ottobre, in particolare, il Consorzio ha aggiudicato all’impresa
Vecchione Srl, per un importo di
684.997,26 euro, l’affidamento dei lavori per la costruzione e l’allestimento del manufatto di regolazione dell’adduttore in corrispondenza della
deviazione per le zone alte di Gaudiano – Misura 125 Psr
Fears Basilicata 20072013.
Il 30 ottobre, invece,
l’impresa Schiavo & C.
Spa è risultata aggiudicataria, per un importo
di 493.934,71 euro, dell’affidamento lavori per
l’adeguamento, ristrutturazione ed efficientamento vasche di accumulo e sistemi di sollevamento ed irriguo in agro di Lavello e Montemilone,
ai sensi della Misura 125 del Psr
Fears Basilicata 2007-2014.
PALAZZO S. G. - Sarà intitolato a Lucia Cardillo, medico chirurgo (1920-1995), l’attuale Vico
Freddo di Palazzo. Il programma della manifestazione ufficiale, organizzata per sabato 8 dal
Circolo Culturale Femminile, si articola in due
momenti: alle 10, cerimonia di commemorazione della Cardillo nella Pinacoteca D’Errico; alle
11, cerimonia di intitolazione della strada nello
spazio antistante la Chiesa di S. Sebastiano. Un
riconoscimento fortemente voluto e caldeggiato dal
Circolo Culturale Femminile di Palazzo.
«Con la intitolazione della strada l’Amministrazione comunale riconosce ufficialmente il prezioso ruolo svolto da Lucia Cardillo
nel campo della sanità e dei
servizi sociali sia a livello
locale che a livello provinciale - ci dice Maria Belsanti, presidente del Circolo
Culturale Femminile - Noi
donne siamo particolarmente orgogliose di questo
riconoscimento, che ci stimola a percorrere la strada
tracciata da una nostra
concittadina. Per questo il medico e parlamentare
invitiamo alla manifesta- Lucia Cardillo
zione tutti coloro che, a vario titolo, hanno collaborato con Lucia Cardillo
a livello politico, culturale e amministrativo».
Una figura poliedrica. Ricordiamo, al riguardo che la Cardillo è stata la prima donna
medico a Palazzo e in Basilicata. Nel 1970 è stata eletta Consigliere provinciale nelle liste del
Psi, risultando la quarta eletta in percentuale a
livello nazionale e svolgendo fino al 1975 le
funzioni di presidente della commissione Sanità. Dal 1975 al 1980 è stata assessore alla Sanità alla Provincia di Potenza. Nel 1983 è stata
nominata componente della commissione permanente delle Pari Opportunità.
Giuseppe Orlando
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Filippetti: «L’articolo 35 del decreto liberalizza le procedure di autorizzazione»
«Renzi aiuta chi ci vuole inquinare»
Caso Italcementi. Il Comitato No inceneritore contro lo Sblocca Italia
MATERA - Quella torre che
spunta a pochi metri in linea
d’aria dalla chiesa della Madonna delle Vergini non piace a nessuno. L’inceneritore
della Italcementi continua a
preoccupare,
spaventare
gran parte della comunità
materana che si è riunita in
un Comitato.
All’orizzonte ci sono le richieste di Aia e Via (Autorizzazione Integrata Ambientale e Valutazione di Impatto ambientale) presentate alla Regione il 17 maggio
2013 per quintuplicare le
quantità di materiale da
bruciare all’interno dello
stabilimento di contrada
Trasanello, da 12 mila a 60
mila tonnellate.
Per farsi sentire, i componenti del Comitato No Inceneritore
a
Matera, hanno esposto i
loro striscioni il 2 luglio
nella giornata clou della
festa in onore
della Bruna,
allo
stadio
XXI settembre in occasione della
partita decisiva del Matera
per l’ingresso
in serie C, nel
maggio scorso.
Con il tempo la consapevolezza dei cittadini, il forte no a mettere a
rischio la salute di grandi e
bambini, si è espanso a macchia d’olio.
«La scelta di sostituire il
materiale misto da bruciare
con il Css come hanno chiesto - spiega Francesco Filippetti - risponde a una filiera
del ciclo produttivo che l’azienda sta perseguendo. Dopo la richiesta
dell’Aia, è stato
inaugurato un
impianto a Senise che produce css, e dovrebbe garantire 54 posti di
lavoro. La capacità termica
dell’impianto
di 100 mila
tonnellate
prosegue Filippetti - supera di
un terzo il bisogno di Matera e
provincia». Sotto il profilo
sanitario, il pericolo di ricadute negative, secondo Filippetti, è concreto: «In realtà una delle ragioni che motiverebbero la concessione
dell’Aia è l’abbattimento delle emissioni. Questo, però, è
un dato molto discusso. Penso al caso della recente inaugurazione, alla presenza del
premier Renzi, dello stabilimento Italcementi di Brescia che promette l’abbattimento del 70% delle emissioni.
Risponde il Dipartimento Ambiente
Procedure più veloci?
La Regione smentisce
«L’iter è lungo e laborioso»
L’inceneritore di Italcementi , in basso lo striscione che fu esposto allo stadio a maggio e
Francesco Filippetti del Comitato No Inceneritore
La Regione Basilicata
A Matera - precisa Filippetti - i dati dimostrano che
su alcuni parametri come le
polveri sottili, questa riduzione non c’è. Dopo il revamping, si registra un piccolo
calo, che poi però aumenta».
Il tema, però, riguarda anche i meccanismi di rilevazione dei dati.
«Queste operazioni devono essere effettuate da una
autorità
esterna indipendente.
Allo stato
attuale, per
ammissione
dell’assessore regionale Berlinguer in consiglio regionale, l’Arpab non è attrezzata per
le rilevazioni. I controlli possono
limitarsi alle polvere sottili,
per quanto riguarda invece
la diossina non è in grado di
farlo. In questo caso si appoggia all’Arpa di Puglia su
cui però sembra non ci siano
certezze circa i risultati».
La pietra dello scandalo
sta in un piano regionale
che avrebbe dovuto essere
aggiornato ma che invece è
fermo. Più volte mozioni di
consiglieri Perrino e Leggieri del Movimento Cinque
stelle hanno sollevato il tema con riferimento alla piat-
La capacità
dell’impianto
supera
le esigenze
del territorio
taforma di Guardia Perticara e della Fenice di Melfi. Da
giugno a settembre i due
consiglieri hanno preteso
risposte che non sono mai
arrivate.
«C’è una contraddizione
molto chiara: mentre la normativa europea basata sui
tre principi del riciclo, riuso
e riutilizzo, ha imposto agli
Stati di adeguare la legge
che lo hanno,
a loro volta,
comunicato
alle Regioni.
Bisognava
attualizzare
questi meccanismi e per
quanto ci riguarda se la
stanno prendendo comoda, pur essendo scaduto il termine
il 19 ottobre
scorso.
Dal 2006 la percentuale di
differenziata avrebbe dovuto essere pari al 65% che Matera non ha ancora raggiunto. Mentre l’Europa si sta
muovendo verso la differenziazione, la Basilicata al contrario sembra preferire l’indifferenziata». Per Filippetti
il nodo della vicenda è prettamente economico: «Italcementi ha chiesto di aumentare le quote di Css da bruciare, perchè il piano industriale dell’azienda prevede
la sostituzione dei combusti-
bili al posto del metano - che
noi, invece, avevamo proposto di usare a costo agevolato visto che lo produciamo in
Basilicata - con il css composto da materiali che non si
possono differenziare. Dalla
moquette, ai legnami, ad altro ancora».
Secondo Filippetti, nelle
pieghe ci sarebbe anche il rischio di infiltrazioni di organizzazioni
malavitose interessate alla
Basilicata.
Nella mozione urgente
del settembre
scorso Perrino e Leggieri
chiedevano
perchè la Basilicata non si
fosse costituita parte civile
dopo i casi di
Monnezzopoli, scegliendo
di proseguire «Nell’inerzia
più totale.
In mancanza di dati ufficiali - prosegue Filippetti bisognerebbe fare come il
sindaco di Modugno Nicola
Magrone, che ha interrotto
ogni autorizzazione senza
riferimenti dell’Arpa».
L’approvazione del decreto Sblocca Italia (che all’articolo 35 prevede che il presidente del Consiglio su proposta del ministro dell’Ambiente individua con proprio
decreto gli impianti di recu-
Il piano
regionale
dei rifiuti
deve essere
aggiornato
NESSUNA accellerazione ma, al contrario, una
procedura lunga e laboriosa. Lo fanno sapere
ambienti del Dipartimento Ambiente della Regione che sul caso Italcementi ricostruiscono la
vicenda,
smentendo
qualsiasi retroscena circa possibili passi avanti a
favore della Italcementi.
La ditta presentò un’istanza di Via e Aia il 17
maggio del 2013. Con delibera di giunta dell’8 ottobre 2013 la Regione definì fattibile il progetto e
avviò pochi giorni dopo il
procedimento per concedere o meno le due autorizzazioni.
La procedura, fanno
sapere ancora dal Dipartimento, è attualmente in
corso.
Tra l’altro il decreto
legge 4 marzo 2014 n.46,
entrato in vigore l’11
aprile 2014, sono state
introdotte molte novità
in tema di Aia.
Nel breve periodo, ci
tengono a chiarire, non è
prevista alcuna novità,
nè velocizzazione delle
procedure.
Sul tema sono numerose le prese di posizione.
Lascia aperto qualche
spiraglio Daniele Fortini, presidente di Federmabiente che in una in-
pero di energia e smaltimento dei rifiuti esistenti o da
realizzare per attuare un sistema integrato e moderno
di gestione di tali rifiuti atto
a conseguire la sicurezza
nazionale
nell’autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme
europee di settore. Tali impianti di termotrattamento si legge ancora - costituiscono infrastrutture e insedia-
tervista a Greenbiz.it
qualche tempo sostenne:
«Parliamo di un processo
controllato e monitorato,
che risulta essere sicuro
e anche facilmente applicabile. La combustione
dei css nei cementifici fa
bene sicuramente alle tasche, dal momento che fa
risparmiare combustibili fossili che sarebbero
stati altrimenti consumati. Fa bene alla salute?
Beh, difficile che un processo di combustione sia
innocuo per la salute
umana, ma questo vale
anche per il motore a
scoppio, tanto per intenderci. La tutela dell'ambiente, invece, va osservata sempre in maniera
laica».
Sembra che, secondo
alcune scuole di pensiero, bruciare il combustibile solido secondario nei
forni dei cementifici consenta di distruggere gli
elementi inquinanti grazire alle elevate temperature e ai tempi lunghi di
permanenza che distruggerebbero le sostanze organiche inquinanti. Il dibattito resta
ancora aperto, ma alla
Regione Basilicata sono
certi che, per ora, Italcementi non brucerà 60 mila tonnellate di css.
[email protected]
menti strategici di preminente interesse nazionale ai
fini della tutela della salute e
dell’ambiente) liberalizza, di
fatto le autorizzazioni per
gli inceneritori. «Il paradosso -prosegue Filippetti - è
che si faccia riferimento alla
salute dei cittadini. Questo
provvedimento interviene
come una mannaia su tutte
le richieste in corso».
Antonella Ciervo
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Matera
Venerdì 7 novembre 2014
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25
La testimonianza dell’atleta marocchina in città da oltre 14 anni e che ha presentato denuncia
Labani: «Insultata e picchiata»
Prima le parole poi le mani con calci e pugni: «Sono stati i dirigenti di un’altra società»
Il meeting di Elarch
per la cooperazione
MATERA - E’ stata aggredita verbalmente e fisicamente mentre si stava allenando sul campo scuola
di via delle Nazioni Unite.
Protagonista la trentanovenne atleta marocchina da 14 anni residente
nella città dei Sassi Soumiya Labani.
I fatti avvenuti sono
questi: «Erano circa le 12
di ieri» afferma Soumiya
Labani «quando dopo il
giornaliero allenamento
sono stata aggredita dapprima verbalmente con
frasi offensive del tipo “sei
dopata”, “siete una famiglia di delinquenti”, “voi
stranieri vincete le gare
perché vi dopate”,. e poi fisicamente.
Protagonisti del fatto dirigenti e addetti ai lavori
di una società sportiva del
posto». Poi dalle parole sono passate alle mani. “Sono stata strattonata verso
la sede della Fidal (senza
riuscirci) »
dichiara
Soumiya Labani «e colpita con un pugno all’addome,
un
calcio al ginocchio destro e tirata
dai capelli.
Oltre ad una tuta strappata». Ad aggredirla tre
uomini e una donna «Minuti interminabili quelli
dell’aggressione», afferma Soumiya Labani, ter-
minati solo quando una signora ha chiamato il 118 e
l’atleta è stata trasferita
con un’ambulanza al
pronto soccorso del Madonna delle Grazie dove è
stata giudicata guaribile in dieci
giorni
di
prognosi.
Sul posto è
giunta anche una pattuglia dei carabinieri di
Matera.
Un’aggressione gravissima e da stigmatizzare al
solo pensiero che solo due
anni fa erano in tanti i materani che tifavano per l’atleta marocchina che par-
E’ successo
al campo
scuola
In alto Soumya Labani al termine di una gara e a
lato le condizioni ieri dopo l’aggressione subita
tecipava alle Olimpiadi e tuiti erano iniziati già donel villaggio olimpico in- menica scorsa quando l’adossava la maglia di Mate- tleta a cento metri dal trara 2019 a dimostrazione guardo si è sentita offesa
anche della buon integra- da un dirigente di Matera
zione nel tessuto sociale che l’accusava di aver fatmaterano in
to un altro
cui vive da
risultato faltempo.
so.
Pare che
Un episoall’origine
dio vergodel gesto ci
gnoso
ed
sia il fatto
ignobile che
che
Sounulla ha a
miya domeche fare con
nica scorsa
una città che
abbia vinto
prima di dila mezza maratona di Bari ventare Capitale Europea
ai danni di società matera- della Cultura 2019 è stata
ne visto che l’atleta corre definita anche Capitale
per la società Alter Atleti- Europea dell’ospitalità.
Michelangelo Ferrara
ca di Locorontondo.
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Infatti, gli insulti gra-
Una gara
la probabile
causa
SI svolgerà a Matera lunedì
e martedì prossim nella sede di San Rocco dell'Ateneo
il meeting iniziale del progetto Elarch: obiettivo dell'iniziativa, finanziata dalla
Commissione Europea per
un totale di 3,16 milioni di
euro nell’ambito della misura “Erasmus Mundus
Action 2 – EMA2 ”, è di stabilire un sistema di cooperazione nell’educazione superiore tra istituzioni dell’Europa e dell’America Latina, attraverso mobilità
nel campo della riduzione
dei rischi naturali e della
protezione del Patrimonio
Culturale. Studenti, futuri
policymakers, professionisti e Ricercatori rafforzeranno i loro curricula in
particolare nelle discipline
dell’architettura, ingegneria, gestione e pianificazione dei rischi.
All'incontro, nella Citta
dei Sassi, parteciperanno
un rappresentante della
Commissione Europea, e le
delegazioni delle 20 università partner provenienti
dall'Europa e dall'America
Latina. Durante il meeting
si programmeranno le mobilità (119 scambi finanziati dal progetto) di studenti,
ricercatori e docenti tra
l'Europa e l'America Latina
nei prossimi 4 anni (20162018).
Le mobilità (da un mese a
tre anni), che prevedono
l'assegnazione di specifiche
borse di studio, saranno finalizzate alla formazione e
alla ricerca sul tema dei rischi e della protezione dei
Patrimoni Culturali.
Specifiche attività di formazione e ricerca scientifica interdisciplinare riguarderanno pratiche innovative in: salvaguardia dei patrimoni culturali, diagnostica, protezione sismica,
studi sperimentali, valutazione dell’impatto socioeconomico, gestione dei disastri e degli asset.
L’Università degli Studi
della Basilicata coordinerà
un network formato da 20
Università (Partner), 9 Europee e 11 Latino-Americane, per un arco temporale di
4 anni (2014-2018).
Il professor Michelangelo Laterza, responsabile e
coordinatore del progetto,
ha sottolineato le caratteristiche di internazionalità
dell'intera operazione.. A
tal proposito, in particolare
a Matera si pensa al possibile sviluppo di un “cantierescuola” nei Sassi con compito di laboratorio didatticosperimentale permanente.
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Matera
Venerdì 7 novembre 2014
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27
Pedicini: «La politica non fa nulla per evitare che maturino pesanti interessi»
«Aumenta il numero dei pignoramenti»
UN nuovo pignoramento al Comune di Matera. Non il primo ma certo a testimoniare
una situazione di disagio con cui l’Amministrazione convive sia pur in una situazione
migliore rispetto a molte altre.
«Non è la prima volta che le casse comunali tenute dalla Banca Popolare del Mezzogiorno vengono “espropriate”, anzi al comune di Matera la regola è il pignoramento,
soluzione di base per pagare i debiti derivanti da procedimenti giudiziari esecutivi».
E’ quanto spiega in una nota il consigliere comunale di Forza Italia Adriano Pedicini: «Tutto ciò è insensato, si impianta il metodo per aggravare la spesa. Quanto sta accadendo in questi giorni mette in serio pericolo il bilancio ed il sindaco e la sua giunta,
oramai distratti, non si accorgono di nulla,
non pensano a governare questa città.
Lo stesso 17 ottobre, ci si è scordati di presentarsi in Tribunale dove il giudice ha disposto due pignoramenti per complessivi
700.000 euro, da eseguire con immediatezza tramite notifica al cassiere del Comune.
Gli ufficiali giudiziari conoscono bene la
strada, si erano già presentati alla Tesoreria del Comune di Matera qualche giorno
prima, per notificare un altro pignoramento per 108.000 euro. Il dramma è che questo
accade di sovente, i creditori sanno che dopo il pagamento delle tasse la liquidità non
manca e avviano le procedure di pignoramento. Quel che si contesta è che a tale
estremo atto si giunge attraverso un iter
nel quale, l’amministrazione dei nostri prodi governanti, rimane inerme, nulla si fa
nonostante siano consapevoli che le cifre
per le quali sono debitori subiranno notevoli aggravi di spesa, per interessi, per procedure e pagamenti di avvocati.
Perché la giunta non prende atto dei suoi
debiti?
E mentre da una parte incombono debiti,
dall’altra si fanno alchimie e si deformano
bilanci per far quadrare i conti; si portano
in attivo vendite di patrimoni che tutti sanno che non verranno mai venduti; si programmano opere che non saranno mai costruite; si pubblicizza il nulla e si nascondo-
no sotto il tappeto le responsabilità. Questo
è il comune di Matera, da anni si sventola un
avanzo di bilancio solo perché non si pagano i debiti.
Solo lo scorso mese il comune è stato indirizzato da una serie di sentenze e decreti ingiuntivi di pagamento: una società lamenta
fatture non pagate per un importo di circa
36.000 euro e un’altra lavori eseguiti e fatturati per un importo di 107mila euro. Tutti
debiti esigibili, documentati e provati, ai
quali si sommeranno ovviamente interessi
moratori e spese, anche questi giungeranno a pignorare la cassa.
E che dire delle ultime sentenze di condanna sempre in danno del comune? Ironia
della sorte, una di queste è per lavori eseguiti presso il tribunale: 2.000.000 è la cifra alla quale si è stati condannati; un’altra riguarda una attività ricettiva, ed anche qui
non parliamo di spiccioli. Ma è l’intero contenzioso ad avere valori smisurati, solo per i
contenziosi SISAS e CASAM, siamo a 10 milioni di euro. Per volere della politica che
non si assume alcuna responsabilità, i pro-
Adriano Pedicini
cessi vengono appellati e rinviati, nonostante in taluni casi persistano le condizioni per ricercare soluzioni bonarie. Piuttosto
si assume un atteggiamento ottuso nel ricercare soluzioni con notevole aggravio di
spese legali ed interessi al solo scopo di rinviare al successore la patata bollente».
«Concludo il mio mandato sfinito e deluso per una battaglia persa solo per cavilli burocratici»
Comune ingrato col Conservatorio
Il direttore Vizziello protesta contro i ritardi per il riscaldamento all’Auditorium
CI aveva sperato quando, a
luglio, il consiglio comunale
aveva approvato uno stanziamento di 150 mila euro
per i primi lavori di ristrutturazione dell’auditorium.
Ci aveva creduto anche
quando quelle somme furono ridotte dalla giunta a 100
mila euro. Forse era ancora
convinto che le aule del Conservatorio avrebbero tenuto
al caldo gli studenti, quando,
ieri per l’ennesima volta si è
rivolto al Comune. Invece a
Saverio Vizziello è stato riservato un trattamento che
lo ha lasciato sfinito a deluso. Quelli che nella sua nota
ha definito cavilli burocratici rendono impossibile riparare una caldaia che ormai è
la vera celebrità del Conservatorio. I 1150 allievi, dunque, si rassegnino insieme
alle associazioni culturali
che utilizzano l’auditorium
per le loro iniziative: l’inverno non verrà attutito dal riscaldamento. «Dal lontano
2010 ho condotto continuamente e personalmente una
battaglia per salvare l’Auditorium del Conservatorio
dall’abbandono, gioiello unico al mondo per la sua bellezza (Claudio Abbado, ospite
del Festival Duni nel 2004,
disse che era uno spazio musicale stupendo e unico al
mondo perché acusticamente perfetto e creato nel tufo).
In qualità di Direttore del
Conservatorio (carica che copro ancora oggi in attesa della nuova nomina del Ministro Giannini al prof. Piero
Romano) continuo a lottare
per avere un’ aula didattica
per le classi di esercitazione
orchestrale, direzione di orchestra, canto corale e manifestazioni del Conservatorio
(inaugurazione Anni Accademici, saggi, concerti, cartelloni concertistici di Primavera Musica e Autunno
musica , etc) e in qualità di
Direttore Artistico del Festival Duni e Matera in Musica,
Saverio Vizziello durante alcuni dei concerti del Conservatorio che ha registrato successi in tutto il mondo
confortato e sollecitato continuamente da tutte le Associazioni culturali della città
bisognose di spazi decenti
per le loro attività». Il risultato, purtroppo, non è direttamente proporzionale alle attività che il Conservatorio
svolge durante l’anno. E il
paradosso è che il nulla di
fatto si registra mentre la città festeggia la vittoria a Capitale europea della cultura nel
2019. Vizziello che più volte
anche con il Quotidiano aveva denunciato i disagi ai quali era costretto per sopperire
alla mancanza di riscaldamento, ricorda anche «Tre
anni fa per la sua ristrutturazione furono investiti fondi Pisus ma all’improvviso
con un colpo di mano (da capire da parte di chi) questi
fondi furono dirottati per
l’Ente Parco della Murgia
per una ristrutturazione del
Parco dei Monaci già eseguita e pronta per le visite sulle
stupende murge materane.
Sempre su sollecitazione popolare e dibattiti pubblici, la
ristrutturazione fu inserita
nei fondi Fas che per il patto
di stabilità furono come al solito abbandonati e dimenticati». La polemica esplode in
tutta la sua chiarezza: «Si
può ristrutturare uno stadio
in 10 giorni con un finanziamento cospicuo e aspettare 4
o 5 anni per acquistare una
caldaia nella città Capitale
della Cultura?». Il ruolo del
Conservatorio, nel tempo, ha
rappresentato un punto di
riferimento come ricorda ancora Vizziello. Dai concerti a
New York, fino a quelli di Gerusalemme, Ginevra, Valencia, Amburgo «E soprattutto
il grande evento del concerto
dell’orchestra sinfonica alla
Philarmonie di Berlino con
l’esecuzione dell’inno Insieme 2019, diventato il simbolo musicale e di immagine
della capitale della cultura».
Tra le attività rientrano anche le iniziative musicali
svolte con molte associazioni
cittadine.
Antonella Ciervo
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Nella scorsa estate sembrava che i fondi fossero pronti per essere usati
Quando il futuro sembrava roseo
QUANDO, ad agosto, Saverio Vizziello annunciò che i 130 mila euro del Comune per i lavori all’interno dell’Auditorium stavano per
arrivare, ne era davvero convinto.
«Sono segnali che danno un segnale migliore di attenzione per la
città nel suo complesso- ammise
aggiungendo che erano previsti
interventi per le caldaie, per l’impianto di riscaldamento e l’aria
condizionata.
Credo che qualcosa stia cambiando - aveva aggiunto soddisfatto in quell’occasione.
Solo un mese dopo, il 17 settembre, un post su Facebook aveva cominciato a far temere per il futuro
della struttura.
«Auditorium del Conservatorio
di Matera in attesa di ristrutturazione. Fondi disponibili ma ancora nessun lavoro... Matera è candidata Capitale europea della cultura nel 2019..o dello sport? Non ricordo bene! - aveva scritto con
chiaro riferimento ai ritardi che,
ad oggi, sono addirittura aumentati.
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Le dichiarazioni di Vizziello in estate
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MONTESCAGLIOSO C’è un monitoraggio in corso ma il 24 gennaio terminano gli aiuti
Dopo la frana si teme l’oblìo
A un anno dal drammatico evento, torna a riunirsi il Tavolo tecnico
MONTESCAGLIOSO - A
quasi un anno dalla imponente frana, che il tre dicembre scorso provocò nella zona “Cinque Bocche” di Montescaglioso il crollo della Piani Bradano, del magazzino
Lidl, di diversi opifici nonché
il cedimento di abitazioni con
conseguente sgombero di sei
famiglie dalle proprie abitazioni, continua incessante il
lavoro del tavolo tecnico teso
a coordinare le azioni di studio, di monitoraggio e messa
in sicurezza dell’area.
Due centraline, posizionate nella Difesa San Biagio,
monitorano continuamente
eventuali movimenti della
zona interessata dalla frana,
mentre nella giornata di giovedì il tavolo tecnico presieduto da Giovanni De Costanzo (Dipartimento regionale
della Protezione civile), commissario straordinario per
l’emergenza frana è ritornato a riunirsi. Nelle prossime
settimane, probabilmente,
gli esperti presenteranno
una relazione sulla situazione della zona e sugli interventi da realizzare.
Intanto le sei famiglie che
hanno perso la casa, affermano di aver ricevuto soltanto un contributo per “l’autonoma sistemazione”, ovvero
quanto serve per pagare il
fitto di una abitazione. La situazione è ancora più grave
per quanti avevano attività
artigianali o commerciali
nella zona, che oggi si ritrovano capannoni o depositi
inagibili. Un paio di essi hanno ripreso a lavorare, seppure con molta precarietà,
mentre qualcuno sta ancora
inventariando la merce. Ad
ottobre alcune delle famiglie
hanno pensato di dare forza
alle loro legittime richieste,
costituendo un Comitato denominato “Comitato di tutela del territorio e ambiente,
frana 3 dicembre 2013 Montescaglioso”. Il Comitato è
nato per promuovere e diffondere la cultura della tutela e della salvaguardia del
territorio di Montescaglioso
al fine di accrescere la consapevolezza dell’importanza
del corretto utilizzo del territorio e per ricercare finanziamenti e contributi per dare ristoro soprattutto a
quanti sono stati danneggiati in prima persona dall’evento franoso.
In occasione della riunione del tavolo tecnico, il presidente del Comitato, Giovanni
Mianulli insieme alle altre
La frana di Montescaglioso
cinque famiglie, hanno potuto incontrare il commissario De Costanzo al fine di
esprimere le proprie difficoltà e conoscere lo stato delle
cose. Dall’incontro è emersa
una tragica verità, ovvero
che lo stato di emergenza terminerà il 24 gennaio 2015,
da quì la paura delle famiglie
di non essere più sostenute
neanche con il contributo
per il fitto, in attesa di conoscere e percepire una sorta di
ristoro per il danno subito
che comunque non li risarcirà totalmente.
Intanto i mutui per realizzare le abitazioni e gli opifici
sono momentaneamente fermi, ma rappresentato comunque un macigno per il
futuro di queste famiglie. La
speranza del Comitato è di
POMARICO Il sindaco colma così il gap con il passato
Mancini lavora ai regolamenti
per l’amministrazione efficiente
POMARICO - I regolamenti sono
indispensabili per il corretto
funzionamento della macchina
amministrativa.
Pare esser questo, l’assunto
dal quale l’Amministrazione comunale di Pomarico, guidata
dal primo cittadino, Francesco
Mancini, è partita al fine di raggiungere la migliore operatività
possibile del Municipio.
E corso Garibaldi sicuramente
su questo aspetto era molto carente. In questi giorni, per
esempio, i capigruppo di maggioranza sono al lavoro per la
stesura dei Regolamenti riguardanti il personale del Comune.
Si andrà, dunque, verso l’approvazione del Regolamento degli orari di lavoro e l’approvazione del Regolamento dei provvedimenti disciplinari ai dipendenti. Materia strategica.
Nel quadro, tra l’altro, di una
riorganizzazione degli uffici,
che sarà obbligata innanzitutto
dal pensionamento di diverse fi-
gure lavorative. Recentemente,
per dire, è stato necessario riempire una casella che era diventata vuota.
Col conseguente riempimento
del posto vacante, perché era andato in pensione il responsabile
del servizio finanziario e molti
adempimenti subivano ritardi e
rallentamenti. Ma il futuro sarà
molto più duro.
Comunque non sono soltanto
questi, i regolamenti che a breve
dovranno esser rispettati. Ché
mantenere viva l’attenzione
su un problema, quello del rischio idrogeologico, che non
interessa solo le famiglie
danneggiate ma tutta la comunità. Per questo il presidente del comitato ha annunciato che in occasione del tre
dicembre, quindi ad un anno
dal tragico evento, sarà organizzato un incontro-dibattito tra istituzioni e cittadini
al fine di fare il punto della situazione. Intanto si è appreso che nella stessa giornata,
anche il gruppo di opposizione in consiglio comunale,
rappresentato da Vincenzo
Zito, ha incontrato il commissario circa le attività
svolte e quelle da realizzare
con i 4.745.626,17 euro.
Maria Andriulli
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c’è tutta la materia attenente
specie in questo caso al funzionamento dell’Ente come Istituzione pronta a esser regolamentata.
Ovvero l’obiettivo è arrivare a
far entrare in vigore regolamenti che aiutino i lavori del consiglio comunale, delle commissioni consiliari e dell’Amministrazione comunale stessa.
Ancora oggi, su tutti, manca
un regolamento che si occupi di
evitare che le concessioni di spazi pubblici oppure della zona degli insediamenti produttivi finiscano puntualmente per diventare oggetto all’ordine del giorno della massima assise cittadina. Cambiamenti importanti che
dovranno entrare in vigore.
Nunzio Festa
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PISTICCI Bonifica dell’area dell’istituto “Giovanni Bosco”, nuovo impegno
Parchi e scuole, i progetti del Comune
Previsto l’allestimento di un’area verde per i giochi anche nel centro di Tinchi
PISTICCI - Quella del Punteruolo
rosso è una sorta di piaga arrivata probabilmente al suo apice nel
Metapontino, sicuramente nel
territorio di Pisticci, in cui in pratica la maggior parte delle palme
è stata distrutta irreversibilmente da questo parassita. Non hanno fatto eccezione gli spazi di verde pubblico, come conferma il Comune di Pisticci: «In questi giorni gli operai dell’Ufficio tecnico
sono impegnati nella rimozione
delle piante di palme presenti in
aree pubbliche che, purtroppo,
come in molti altri luoghi d’Italia
sono, state attaccate dal Punteruolo rosso. Le piante rimosse saranno sostituite da altre essenze.
L’intervento –viene precisato- si
inserisce in un programma di riqualificazione di alcune zone del
territorio e a tale scopo questa
mattina (ieri per chi legge ndr), il
sindaco Vito Di Trani e il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Antonio
Grieco, insieme ad alcuni opera-
tori, hanno effettuato un’ulteriore ricognizione delle aree verdi di
Marconia al fine di stabilire un
calendario dei lavori da eseguire
compatibilmente con le risorse disponibili.
Saranno interessate tutte le
aree urbane presso le quali saranno installati dei giochi per bambini, compresa naturalmente la villa comunale, il cui rifacimento
era previsto già prima dell’estate
ma poi rinviato, per evitare di togliere spazio ai bambini nella bella stagione. La realizzazione di
un parco è prevista anche a Tinchi, dove è in corso di definizione
l’acquisizione dell’area». L’amministrazione comunale ribadisce
anche come «l’attenzione per il
verde sia stata sempre alta. Tanto
si desume sia dalla piantumazione di nuove piante, sia da interventi realizzati su tutto il territorio, villa comunale di Pisticci
compresa e sia dal protocollo d’intesa con la Regione per la riquali-
ficazione e la gestione della pineta costiera. Si tratta di impegni
onerosi, data l’estensione del territorio comunale ma certamente
mai sono stati lesinati sforzi per
realizzare il massimo possibile
dato il particolare momento che
vivono gli enti locali ai quali sono
imposte continue limitazioni sia
in termini di finanziamenti che di
risorse umane. Stessa attenzione
–aggiungono dal Comune- è stata
riservata a tutte le scuole presso
le quali, dopo molti anni, a cominciare dalla bonifica della scuola
elementare di via San Giovanni
Bosco, sono stati effettuati lavori
di ristrutturazione e messa in sicurezza. Adesso saranno curate
le aree esterne, con piantumazione di alberi e piante».
Proprio la scuola era stata di recente motivo di denuncia a mezzo
stampa per alcune problematiche
tuttora connesse con la gestione e
la custodia degli alunni di alcuni
istituti del territorio in particola-
ri orari critici. Un altro tema nuovamente denunciato, a Marconia,
riguarda il tetto in amianto di un
capannone in zona centrale, situato proprio vicino alla scuola di
via San Giovanni Bosco. Il sindaco Di Trani aveva annunciato tre
anni fa una rimozione entro quello stesso anno solare. I tempi di
un intervento immaginato come
rapido, evidentemente, si sono dilatati a dismisura. Oggi l’amministrazione comunale rinnova
l’impegno: «Oggetto di recupero
–viene annunciato-anche l’ex
chiesa di Marconia che fu costruita tra il 1990 e il 1991 quale soluzione temporanea in attesa della
nuova Chiesa di via San Giovanni
Bosco. Presso lo stabile, adesso
deposito comunale, a breve partiranno i lavori di riqualificazione
sia dell’area circostante che della
struttura dove troverà spazio il
polo sanitario, da realizzare insieme all’Asm e all’Avis, che ospiterà
la guardia medica, l’ufficiale sa-
La villa comunale di Pisticci
nitario e il centro trasfusionale
dell’Avis. Nei prossimi giorni
avrà luogo una riunione operativa per la definizione del programma dei lavori».
L’Amministrazione comunale
rinnova anche l’impegno a «produrre ogni sforzo al fine di dotare
Pisticci e il suo territorio di luoghi adatti ai bambini cominciando ad eliminare anche le barriere
architettoniche».
Roberto D’Alessandro
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TRICARICO
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Dall’allevamento del suino nero ai fichi secchi, i sani prodotti dell’area si fanno strada
Viaggio tra le eccellenze della Collina
L’assessore regionale Michele Ottati ha visitato le nuove aziende del Gal
«SONO imprese che lavorano, e che
esprimono valori imprenditoriali».
A spasso per la Collina materana, ma
in compagnia dell’assessore all’Agricoltura Michele Ottati, si scoprono le nuove
produzioni messe a valore grazie all’azione del Gal Bradanica, ma soprattutto
un mondo imprenditoriale che continua
ad investire ed a puntare sui prodotti tipici di questi luoghi.
L’assessore osserva, visita i luoghi di
allevamento e produzione di squisiti salumi fatti col suino nero; i laboratori dove la tradizione dei fichi secchi ha trovato le giuste coordinate per diventare un
prodotto di consumo.
Si tratta di due start up, rese possibili
dai fondi loro assegnati, tramite avvisi
pubblici, dal Gal Bradanica: «Sono due
realtà imprenditoriali che hanno consentito la creazione di 4 posti di lavoro:
un’equazione che non è facile da costruire in un periodo come questo», ha spiegato il presidente del Gal Leonardo Braico. Va poi aggiunto che le produzioni
avviate trovano sistemazione direttamente sui banchi, nei
punti vendita Rago, a
Matera, che sono così
divenuti punto espositivo e di commercializzazione di una serie
di prodotti della collina materana.
«I piccoli e medi produttori solitamente
hanno difficoltà a
completare la filiera,
organizzando anche
dei sistemi di commercializzazione della produzione; al contrario -ha rimarcato
Braico– in casi come
questi siamo riusciti a
mettere a sistema tutti gli sforzi compiuti».
I bandi relativi alla
zootecnica e filiera e
quello per lo Sviluppo
dell’Artigianato si sono quindi innestati
Fichi secchi
virtuosamente, all’interno del comparto produttivo locale; a
conferma di quanto fatto, già le prime
produzioni di fichi secchi, idea imprenditoriale portata avanti da una giovane
laureata in Economia e commercio, sono riuscite a conquistarsi importanti
nicchie di mercato nel Sud Italia, mentre i prodotti derivanti da suino nero costituiscono una vera e propria delicatessen, molto ricercata.
L’assessore Ottani ha speso parole di
apprezzamento nei confronti delle due
imprese avviate e dei posti di lavoro che
ne sono scaturiti. Sulla bontà delle produzioni tutti i presenti hanno, quindi,
potuto dire la loro: e tuttavia l’estetica
della tavola, che non ha tardato a sguarnirsi di ogni leccornia, non ha lasciato
adito a dubbi.
Del resto la qualità delle produzioni
locali non è mai stata in discussione: il
fronte sul quale si evidenzia la necessità
di convogliare gli sforzi resta invece
quello della commercializzazione e del
completamento della filiera, proprio ai
fini del collocamento sul mercato dei nostri prodotti.
«Il Gal da tempo è riuscito ad attivare
azioni extra-Leader; siamo oggi in grado -ha confermato Braico- anche di offrire azioni di assistenza ai comuni, così da
favorire partecipazione ed ottimizzazione degli interventi»; sforzi per una Collina virtuosa, tutta da gustare.
Enzo Scalcione
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Esempi
virtuosi
di buona
imprenditoria
giovanile
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CARABINIERI IRSINA
Giovane evade da servizio
in Comunità, arrestato
IRSINA - Nella tarda mattinata di ieri, i carabinieri della Stazione di Irsina, nel corso di un
servizio perlustrativo, hanno tratto in arresto
C.S., 24enne di Potenza, sorpreso a circa 1
chilometro di distanza dalla Comunità terapeutica “Fratello Sole”, ubicata in contrada
S. Maria d’Irsi, ove era sottoposto al regime
degli arresti domiciliari disposto dall’Ufficio
Gip del Tribunale di Potenza, a seguito del
suo duplice arresto, avvenuto di recente nel
giro di pochi giorni, a Policoro ad opera dei
carabinieri di quel Comando Compagnia,
dove si era reso autore recidivamente del
medesimo reato. In particolare, lo stesso è
stato prontamente bloccato, ammettendo di
essere scappato dalla citata Comunità e pertanto immediatamente accompagnato in caserma, dove, a conclusione degli accertamenti di rito, è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato per il reato di evasione e successivamente tradotto presso la
casa Circondariale di Matera, a disposizione
del magistrato di turno della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Matera,
notiziato di quanto verificatosi.
L’assessore Ottati durante la visita negli opifici della Collina
MONTESCAGLIOSO Cerimonia solenne per il 4 novembre
Con gli ex combattenti e reduci
ricordando la storia di guerra
MONTESCAGLISO ha celebrato la ricorrenza del 4 novembre, Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle
Forze Armate, con una cerimonia
pubblica: il corteo, coordinato dal presidente provinciale e locale dell’Ancr,
Vito Salluce, è partito dal Palazzo municipale, con il gonfalone cittadino e i
labari delle associazioni combattentistiche locali: Ancr (Ass. Nazionale Reduci e Combattenti), Anfcdg (Ass. Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in
Guerra), Ass. Nazionale Reduci Prigionia e Guerra di Liberazione (Anrpgl). Il corteo, accompagnato da
“Quelli che la…Musica”, ha attraversato le vie cittadine prima di raggiungere la Chiesa Madre dedicata ai SS.
Apostoli Pietro e Paolo, dove l’arcipre-
te don Vittorio Martinelli, cappellano
militare, ha celebrato la S. Messa. Nella sua omelia don Vittorio ha ricordato, tra coloro che hanno versato il loro
sangue per la Patria e la libertà, i martiri di Nassiriya.
Ha sottolineato l’imperituro insegnamento offerto dalla frase di Cicerone contenuta nel De Oratore (“Historia magistra vitae”: la storia è maestra di vita), ha invitato a perseguire
il dialogo e a rigettare, dalle nostre intenzioni, gli egoismi e le ingiustizie.
Salluce, rivolgendosi ai giovani studenti dell’Istituto Comprensivo “Don
Liborio Palazzo – Carlo Salinari” presenti, tra i quali il sindaco junior Vincenzo Scialpi, ha sottolineato l’importanza di trasmettere i valori associa-
zionistici alle nuove generazioni; ha
poi reso omaggio
ai gloriosi caduti
delle guerre 1915
– 1918 e 1940 –
1945 e invitato al rispetto verso le
Forze dell’Ordine, rappresentate dall’Arma dei Carabinieri e Polizia Municipale.
Il Sindaco Giuseppe Silvaggi ha sottolineato come i genitori, con grande
impegno e sacrificio, siano stati capaci di ricostruire l’Italia dopo i terribili
periodi bellici; ha quindi auspicato
unità di valori e di intenti per costruire il bene comune. Ha ringraziato le
associazioni combattentistiche locali.
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Il
monumento
per i
Caduti a
Montescaglioso
Domani la presentazione a cura della Casa editrice Edigrafema
A Pisticci il thriller di Raffaele Marra
PISTICCI - “Dove non arrivano gli occhi”. È il titolo del thriller scritto da Raffaele Marra e pubblicato dalla casa editrice Edigrafema nella collana Lucincittà, che verrà presentato domani, alle
ore 18, nella sala consiliare di Pisticci.
All’evento, coordinato dal giornalista
Pino Suriano, prenderanno parte l’autore, il dirigente del
Commissariato di
Pubblica Sicurezza
di Pisticci Gianni
Albano, l’editrice
Antonella Santarcangelo e l’assessore comunale alla
La copertina del libro
Cultura Francesco D’Onofrio.
Quando la comunità di Castelfedele,
un piccolo paese del Sud Italia, viene
sconvolta dall’omicidio di un ragazzo e
dal rapimento del suo migliore amico,
tutti tornano con la mente a quanto accaduto dodici anni prima. Il commissario Marco Negri e l’ispettore David Palermo conducono un’indagine che sembra non escludere alcuna ipotesi, una
ricerca a testa bassa nei segreti della
gente alla scoperta di odi personali,
passioni mai rivelate, drammi familiari
e follia spesso nascosta. Un romanzo
dalla trama avvincente che percorre le
atmosfere inquietanti dei vicoli stretti
di un piccolo borgo dove gli inquirenti
si muovono tra fosche verità e scenari
inimmaginabili.
In copertina si legge: “Perché, vedi,
qui le case hanno gli occhi. Le finestre,
le porte, i balconi sono occhi che scrutano il mondo apprendendone vizi e malesseri quotidiani. Ma poi esistono angoli bui, frammenti di strade abbandonate, case dimenticate, zone dove non
passa mai nessuno, e dove gli sguardi
non si posano perché non c’è mai nessuno da guardare. Insomma, ci sono
luoghi dove non arrivano gli occhi”.
Raffaele Marra (Pisticci, 1976) è ingegnere, insegnante di matematica,
musicista per diletto. Già autore di racconti brevi, predilige il genere thriller e
il noir.
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BERNALDA
Venerdì 7 novembre 2014
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METAPONTO Le onde hanno già eroso la massicciata e si stanno facendo largo
Ora si temono le mareggiate
Istituita una task force per tenere sotto osservazione il mare vicino le foci
BERNALDA - Una task force guidata dall'assessore
comunale Vincenzo Grippo, per seguire quella che si
prospetta una notte lunghissima all'insegna del
maltempo.
Intanto già ieri, forti disagi a causa del vento che
ha spinto le acque del mare
a ridosso della parte pavimentata del lungomare
metapontino. Immagini,
come quelle che giungono
dallla parte sinistra di Metaponto, esattamente dalla
spiaggia del Camping Riva
dei Greci, che mostrano la
violenza delle acque che
hanno scavato sotto i massi
messi a protezione di quanto resta della spiaggia degli
Dei e anche nella parte centrale e lungo il versante del
Basento le cose non vanno
meglio.
Si spera che la violenza
della natura risparmi questa terra, che negli ultimi
anni conta tanti disastri
naturali e che ancora non
ha finito di leccarsi le ferite
degli ultimi eventi. Già ieri
pomeriggio le forze dell'ordine e tutte gli organismi
competenti sono stati convocati dall'Amministrazione bernaldese per monitorare l'evolversi della situazione in questa notte che si
annuncia non di per certo
rosea.
A coordinare questa task
force sarà l'assessore al Turismo e ambiente, Vincenzo
Grippo, il quale parla di
momento difficile ed allo
stesso tempo spera che non
si verifichi nessun tipo di
disagio sul territorio. «Il
nostro -dice Grippo- è un
territorio che negli ultimi
anni è stato messo a dura
prova dalle avversità climatiche che come un orologio
si sono presentate tutti gli
anni con forza sempre
maggiore.
Dalle cinque di ieri -continua l'assessore bernaldesenoi tutti, forze dell'ordine
ed autorità competenti, monitoreremo l'evolversi di
questa nuova allerta che è
stata lanciata anche sul nostro comune. Seguiremo il
territorio e i fiumi per tutta
la notte con l'auspicio che
non si registrino danni a
cose ma soprattutto a persone. L'allerta è prevista
per tutta la giornata di oggi. Le precipitazioni dovrebbero essere eccezionali
e colpire il territorio di Bernalda e Metaponto. Noi saremo vigili e cercheremo di
portare il nostro aiuto li dove si dovessero verificare
delle criticità. Volevo concludere con l'ennesiama
frase di auspicio affinchè
questa perturbazione passi
senza craere nessun tipo di
disagio».
Le parole di Grippo sono
significative ma soprattutto racchiudono tutta la
preoccupazione per questo
evento eccezionale; infatti
si sa che contro la natura,
contro la violenza inaudita
della natura ben poco si può
fare, e le immagini degli ultimi mesi di Genova e non
solo, sono da considerare
per far riflettere. Ma non
solo le immagini di questo
2014, in quanto questo fazzoletto di terra nell'ultimo
decenni ha visto delle ferite
enorme e non ancora guarite; ferite che sono visibili
sulla spiaggia di Metaponto, nelle campagne e nelle
vie di accesso alla città di
Bernalda.
E anche noi ci uniamo alla speranza di Grippo, affinchè domani si possa sorridere e non contare ancora
una volta i danni.
Fabio Sirago
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Un’immagine di Metaponto ieri mattina (foto Cospite)
BERNALDA «Vorrei sapere quanti animali sono alloggiati nel canile»
Torna la piaga dei randagi
Interrogazione-denuncia del consigliere Franco Carbone (Ncd)
Foto di randagi a Bernalda
BERNALDA - Torna la piaga del randagismo. A denunciarlo mèè il consigliere
comunale Franco Carbone (Ncd), che ha
presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti in merito al fenomeno
sul territorio comunale. «Il Comune di
Bernalda ha l’onere del mantenimento e
cura dei cani tenuti presso i canili, anche
su disposizione ed atti della magistratura, gestiti da diversi soggetti -spiega Carbone nelle premesse- si susseguono numerose ed inascoltate le segnalazioni dei
cittadini che evidenziano un elevato numero di cani randagi in prossimità delle
abitazioni non solo nelle zone periferiche
ma anche in quelle centrali dell'abitato di
Bernalda. La presenza incontrollata di
tali animali provoca pericolo per i cittadini, sporcizia nelle strade a causa dello
spargimento di rifiuti e pertanto seri
problemi di igiene». Alla luce di ciò, Carbone chiede di conoscere il numero dei
cani ricoverati presso tutte le strutture a
carico del Comune di Bernalda con i relativi costi. Si inserisca la discussione oggetto dell’interrogazione all’ordine del
giorno del prossimo consiglio comunale
e di voler fornire risposta scritta».
ROTONDELLA Coinvolti gli enti locali e le associazioni, «perché tutti sono educanti»
Quando la scuola sorride ai bambini
Festa per l’inizio dell’anno scolastico organizzata dalla dirigente Tarantino
ROTONDELLA – “E’ bello vivere
perché vivere è cominciare. Sempre, ad ogni istante”. Scriveva così
Cesare Pavese, il 23 novembre
1937, nel suo diario postumo Il Mestiere di vivere. E l’inizio è sempre
il cuore, l’indirizzo del cammino
futuro. Anche, e soprattutto, in un campo delicato e decisivo
come quello dell’educazione. Ci crede profondamente la professoressa Giovanna Tarantino,
Dirigente
Scolastico dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Rotondella. vCi crede così tanto da curare sempre con grande attenzione
l’avvio dell’anno scolastico, scandito in due momenti decisivi che
tra loro si compenetrano: la fase di
accoglienza d e un momento pubblico di inaugurazione, che di solito, peraltro, conclude proprio l’accoglienza. Quest’ultimo momento
si è tenuto il 2 ottobre in Piazza Plebiscito, ovvero nel piazzale antistante la scuola. Prima c’era stato
Messaggi
di gioia
per iniziare
bene
La festa a Rotondella
un momento di liturgia breve, poi,
in conclusione, un bellissimo momento di festa con intrattenimento
ludico. Per l’occasione il Dirigente
Tarantino ha voluto pronunciare
parole che sono insieme di augurio
e di sfida. Una sfida che non è solo
per i ragazzi e i docenti, ma per tutta la comunità (non solo le istituzioni preposte), chiamata a una
presa di responsabilità comune
per il futuro dei più piccoli. Tutti
possono e devono sentirsi soggetti
educanti, dalle associazioni agli
enti, fino ai semplici cittadini. Tanto più in un piccolo Comune, dove
le relazioni sono più strette e gli
adulti sono un modello sempre vicino e visibile. Non per caso il Dirigente ha voluto aprire a 360 gradi
il momento di inaugurazione,
coinvolgendo tutti i soggetti del
territorio, dal sacerdote al sindaco
fino alla stampa e alle associazioni.”L’ apertura del nuovo anno scolastico, come ogni altro inizio – ha
detto la Tarantino per l’occasioneha per la comunità educante il fascino dell’attesa di momenti comuni di gioia e di trepidazione In particolare la ripresa è per gli alunni
un momento importante ed è a loro
che rivolgo il mio personale augurio d’ogni bene. Ma cosa ci aspettiamo per l’anno scolastico appena
iniziato? Un rinnovato desiderio di
partecipazione a tutte le attività
ciascuno nel proprio ruolo, con
una rinnovata gioia di vivere, una
inquietudine che ci faccia stare
con lo sguardo umano sempre at-
tento e pronto a cogliere e a guidarci verso orizzonti sempre più lontani. E’ stata una grande gioia- ha
continuato - leggere nello sguardo
dei bambini e dei ragazzi, nei loro
occhi, lo “stupore” per il livello di
impegno, coinvolgimento, efficienza e umanità profuso: uno stupore che ogni giorno aumenta e si
materializza. Perché ci teniamo all’inaugurazione del nuovo anno
scolastico? Perché è una iniziale
grande prova di lavoro, dove si vede la mano di tutti e di ciascuno, il
respiro di una comunità scolastica
che fin dall’inizio condivide, promuove, diffonde. E’ una scuola che
sorride, una scuola che cammina
verso un obiettivo comune: innalzare i livelli di apprendimento attraverso una metodologia che mette al centro il sano protagonismo
degli allievi, una scuola che ha potenziato la capacità di accogliere
con disinvoltura e competenza con
scioltezza, fantasia e allegria. Vi
auguro – ha poi concluso - di sentirvi sempre al centro di tutto».
Pino Suriano
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BERNALDA
Autismo
Oggi Premio
“Globus”
BERNALDA - Si svolgerà oggi a Bernalda
la cerimonia di consegna del “Premio Globus 2014”, riconoscimento regionale destinato a chi si è distinto
sulla disabilità, giunto
alla sua III edizione, alle ore 18 presso la Domus dei Padri Trinitari.
Come
argomento
dell’incontro/dibattito
di quest’anno è stato
scelto il tema “Nuovi
Approcci Terapeutici
per l’Autismo”, tema
che nasce dalla necessità di conoscere le misure e le azioni che il
governo regionale e il
dipartimento di neuropsichiatria infantile
stanno mettendo in
campo per le persone
affette da autismo e
per le loro famiglie,
con l’augurio che una
partecipazione attiva
da parte di tutti, e in
particolar modo delle
famiglie riunite in associazioni, possa portare maggiori e più benefici ai destinatari finali degli interventi.
La serata, presentata da Dino Paradiso,
dopo i saluti del Sindaco di Bernalda dott.
Domenico Tataranno,
del Direttore dell’Istituto dei Padri Trinitari
di Venosa e Bernalda
Padre Angelo Cipollone e del dott. Raffaele
Tataranno, Presidente
dell’Ordine dei Medici
di Matera, prevede interventi dei dott. Carlo
Calzone, Dirigente di
Neuropsichiatria Infantile di Matera, Rocco di Santo, Sociologo.
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RASSEGNASTAMPA
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Venerdì 7 novembre 2014
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31
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75100 Matera
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POLICORO
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POLICORO La dirigente chiede l’installazione di telecamere e fari nel cortile
Incursione dei ladri alla scuola “Milani”
Sono entrati di notte da una finestra, rubando pc, monitor e stampanti
POLICORO – I ladri sono
ormai di casa nell’istituto
comprensivo
“Lorenzo
Milani” di via Puglia.
Nella notte tra mercoledì e giovedì (5 su 6 novembre), per l’ennesima volta,
ignoti sono entrati tranquillamente nella scuola e
hanno portato via: un pc
di una terza classe, 3 monitor e una stampante dalla segreteria.
La dirigente scolastica,
Agnese Schettini, ci accoglie nel suo ufficio quasi
impotente di fronte ad episodi che non si sa più come
definirli: «A febbraio, giugno, luglio del 2014 siamo
stati “visitati” da persone
indesiderate, che hanno
manomesso la gettoniera
della macchinetta delle bevande per portarsi via i
soldi, e lo stesso furto lo
abbiamo registrato di recente anche nel plesso di
via Umbria, dove ci sono
gli iscritti della scuola dell’infanzia. Per evitare ciò,
la macchinetta è fuori uso
e non l’abbiamo più fatta
riparare; però i ladri entrano lo stesso e cercano di
portare via suppellettili e
oggetti vari, come il vetro
termico della stessa macchinetta/bar. Siamo una
scuola a pian terreno,
dunque facilmente visita-
La scuola “Milani” di Policoro
bile, però in questi termini
è disarmante. A volte entrano da dietro, altre volte
dalle finestre, che si aprono forzando un po’ il vetro
e alzando l’avvolgibile per
non parlare poi dell’area
scoperta adiacente l’istituto dove, presumibilmente,
parcheggiano un mezzo
per il trasporto della refurtiva.
Ho interessato il Comune, competente per le
scuole primarie e medie,
ma da due anni non ho
avuto risposta.
Allora chiedo: un faro
che illumini l’edificio da
dietro, il ripristino della
recinzione a lato sud dello
stabile, delle telecamere,
vigilanza; un paio di porte
blindate per scoraggiare
l’ingresso in stanze dove
ci sono beni e attrezzature
fondamentali per l’insegnamento dei ragazzi, che
poi sono i più penalizzati
da questi furti.
Infatti ora si porrà il
problema di riacquistare
ciò che ci è stato indebitamente sottratto. La scuola
non ha fondi…».
A sfidare la legalità nel-
SCANZANO JONICO Domani la manifestazione
Associazioni insieme
per discutere di legalità
SCANZANO JONICO - Altragricoltura e
il Comitato TerreJoniche, insieme a Libera Basilicata, La Fondazione Antiusura
“Monsignor Cavalla” e l'associazione antiusura “Famiglia e Sussidiarietà”, organizzano un pubblico intorno per fare il
punto sullo stato della giustizia e la legalità in Basilicata e più particolarmente in
provincia di Matera. A fine agosto la Procura della Repubblica di Matera è intervenuta in una vertenza in difesa di una
azienda agricola del Metapontino, chiedendo l'arresto per Gianni Fabbris (coordinatore di Altragricoltura) accusandolo
di rapina aggravata e
estorsione aggravata.
Iniziativa contro un
dirigente sindacale,
che stava svolgendo la
sua attività e che ha da
tempo denunciato, insieme a tanti altri, il rischio di penetrazione
nell'economia e nella società del materano e del Metapontino in particolare di fenomeni mafiosi e di trust organizzati che
approfittano della gravissima situazione
di crisi economica dell'area e dello scivolamento nella povertà di tante famiglie.
Più di uno ha sottolineato in quei giorni come questa azione abbia, in realtà,
proposto una sorta di rovesciamento della realtà per cui chi denuncia i fenomeni
criminali e i suoi rischi e chiede indagini
e l'accertamento di fatti in realtà viene
accusato e colpito. Gianni Fabbris, con
Altragricoltura, ha sporto denuncia con-
Sul tavolo
il conflitto
tra Procura
e sindacato
tro il Procuratore della Repubblica di
Matera, ritenendo di essere vittima di un
uso ritorsivo e intimidatorio della funzione del magistrato e che questa iniziativa leda non solo i diritti e la dignità di
Altragricoltura e dei suoi dirigenti ma
offende e colpisce il lavoro quotidiano dei
tanti impegnati a testimoniare trasparenza e chiedere giustizia.
Il tema, però, di cosa sta accadendo alla
giustizia e quale sia lo stato della legalità
in provincia di Matera è questione che va
oltre le denunce e le aule giudiziarie per
diventare un problema che riguarda
complessivamente la qualità e la natura
della democrazia e della convivenza civile e che interroga direttamente la società
civile materana.
Chi ha ragione? La Procura della Repubblica di Matera che considera (insieme ad altri esponenti istituzionali responsabili della giustizia e del controllo
di legalità) fuocherelli gli oltre cinquanta incendi di aziende nel metapontino e
che dichiara di non ravvisare reati associativi o di usura nel territorio o il Procuratore della Repubblica di Potenza e il Ministero degli interni considerano, al contrario, come reale il rischio di penetrazione?
Sarà l'occasione per confrontare esperienze, esprimere valutazioni, ascoltare
testimonianze dirette e valutare insieme
se ci sono possibili azioni e iniziative comuni da prendere perché si alzi la guardia sui fenomeni dell'illegalità e del rischio mafia.
[email protected]
la stessa notte i ladri, verosimilmente gli stessi, sono entrati anche nel braccio sinistro del plesso, dove si appoggia il Centro
diurno “Smile” della cooperativa Cress del consorzio Horus. Un’operatrice
non conta più quanti furti
hanno subìto.
E nel giro di qualche
giorno sono entrati addirittura due volte. Sempre
nella notte tra il 5/6 e durante il ponte di Tutti i
Santi: «L’ultima volta
hanno –racconta- rotto la
porta principale che si affaccia su via Puglia e portato via un mixer e oggetti
vari che servono ai nostri
ragazzi per le attività ludiche; in un’altra circostanza sono entrati dalla finestra e un’altra volta da
una porta secondaria.
Le denunce sono state
fatte puntualmente, speriamo che questa volta
qualcuno sia assicurato
alla giustizia».
Una situazione ormai
intollerabile, visto che le
incursioni dei ladri sono
divenute periodiche e continue, tanto da mettere in
forte difficoltà gli istituti
scolastici.
Gabriele Elia
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
POLICORO
Collettiva
“Donne
d’autore”
POLICORO - La Collettiva
“Donne d’Autore – l’Arte di
no alla violenza sulle donne” è arrivata all’ultimo atto. Dopo Bernalda, Tursi e
Trani l’iniziativa a favore
delle donne e contro ogni
violenza conclude il suo
percorso a Policoro presso
la Art Gallery “Segni e Colori” di Andrea La Casa. La
Collettiva è un progetto dell’associazione A.i.d.e. (Associazione
indipendente
donne europee), che persegue fini prevalentemente
culturali, di tutela dei diritti delle donne e della famiglia in tutti gli ambiti della
vita civile, compreso il lavoro di cura svolto all’interno
del nucleo familiare; la presidente della sezione Bernalda-Metaponto Anna Elena Viggiano vuole fortemente che l’evento diventi
un appuntamento annuale
per tenere alta l’attenzione
su un così doloroso problema e riproporrà la collettiva nel 2015 insieme ad
Emanuela Matera vicepresidente e curatrice della
mostra. E aggiunge: «Sono
soddisfatta del seguito ricevuto dalla collettiva e dall’attenzione che i media le
hanno riservato».
LA POLEMICA
NOVA SIRI Attacco della maggioranza
«Ora il paladino Simonetti
paghi i debiti contratti
con il Comune»
NOVA SIRI - É guerra a succitato
(Siminetti,
distanza tra il gruppo ndr), infatti, nei comuniconsiliare di maggioran- cati del suo gruppo poliza al Comune di Nova Siri tico parla spesso di disseè il capogruppo di mino- sto (auspicandolo per la
ranza di "Civica Civica", comunità di Nova Siri)
Tommaso Simonetti. non è che per caso abbia
La compagine che sostie- contribuito anche lui alne il sindaco Eugenio l’attuale debito comunale
Lucio Stigliano ha affi- in qualche misura? Urge
dato ad un volantino tele- una cura a base di fosfomatico affisso sul blog ro.
www.novasiririsaNoi non accusiamo dile.blogspot.it una rispo- sturbi di memoria e chiasta agli attacchi ricevuti riamo la tempestiva vinei giorni scorsi a mezzo cenda. Ora l'affondo spefacebook.
cifico.
Ormai le frecciatine e
«In una delle tanti vesti
gli attacchi avvengono in che indossa -spiega la
molti casi sul web. Sono maggioranza consiliare
bordate dure e senza insediatasi con la vittoria
mezzi termini, circostan- alle amministrative lo
ziate ad alcuscorso magni episodi in
gio- (come
particolare.
presidente
«Rispondiadell’Asd Nomo alle accuva Siri) risulse infondate
ta essere indel plurincasolvente nei
ricato Tomconfronti del
maso SimoComune. Donetti -scrive
po aver stila maggiopulato
nel
ranza eletta
2012 la connella civica
venzione per
“Nova Siri ril’utilizzo del
sale”- consicampo sporgliere comutivo, non ha
nale, leader
provveduto
di Comunio- Tommaso Simonetti
alla voltura
ne e Liberadelle utenze,
zione, presidente della e cioè non ha cambiato
Asd Nova Siri Calcio, sin- l’intestatario della bolletdacalista della scuola, ta energetica, facendo
collaboratore
vicario pagare gli oneri a carico
(cioè vicepreside) e che della suddetta società per
ha cambiato bandiera al circa due anni al Comune
girar del vento.
a danno di tutta la comuIl suo sogno -aggiun- nità novasirese. Ironia gono i sostenitori di Sti- stigmatizza il gruppo
gliano, con un pizzico di consiliare Nova Siri risaironia- era infatti quello le- il caso vuole che lo
di diventare sindaco di stesso consigliere oggi si
Nova Siri alla tenera età spenda molto sulle “predi 61 anni.
bende”.
Ci spiace per lui se ciò
Cominciasse a restituinon si è realizzato ma re alle casse del Comune
non è colpa nostra se è ciò che deve. Chi sono
stato rifiutato persino dunque gli ipocriti? Sendalla sua stessa compa- za scomodare il grande
gine politica (il centrode- Alessandro
Manzoni
stra vicino alle posizioni (che già si sarà rigirato
del deputato di Forza Ita- nella tomba per essere
lia, Cosimo Latronico, stato citato) -conclude il
ndr), che ha definito il manifesto online- ci rifaprobabile candidato a remo ad un vecchio prosindaco come in preda ad verbio popolare che dice:
una “fissazione senile”. «Il coraggio non deve
Forse -aggiungono- an- mai essere scompagnato
che loro erano a cono- dalla ragione. La credibiscenza dei misfatti del- lità e la lealtà non s’inl’attuale consigliere, il ventano a sessant'anni».
grande
moralizzatore Non resta che attendere
novasirese.
ora come si vorrà giustiEcco, infatti, chi è colui ficare Simonetti.
Pierantonio Lutrelli
che adesso si erge a [email protected]
dino della verità, senza
© RIPRODUZIONE RISERVATA
macchia e senza paura. Il
RASSEGNASTAMPA
II I BASILICATA PRIMO PIANO
SOS MALTEMPO
IL RISCHIO DI UN’ALTRA GENOVA
Venerdì 7 novembre 2014
INTERVENTI TAMPONE
A Pisticci, uno dei comuni più colpiti
dall’alluvione dello scorso anno, sono
stati fatti interventi su poche strade
DOV’È LA PREVENZIONE?
Spaventati dalle previsioni meteo e
dall’immobilismo sul fronte della
prevenzione. Non resta che incrociare le dita
Siamo impreparati
alla bomba d’acqua
Contro gli effetti delle alluvioni è stato fatto poco
PIERO MIOLLA
l L’Italia è una Repubblica
fondata sulle emergenze e sulle
lungaggini burocratiche. Se
qualcuno non se ne fosse ancora
accorto, la storia delle alluvioni
che hanno devastato il Metapontino nel 2013 è emblematica:
circa 40 milioni di euro di danni
solo alle aziende della zona, ai
quali vanno aggiunti quelli relativi a strade ed infrastrutture
varie. Tanto è costata la versione di Giove Pluvio vista da
queste parti l’anno scorso. Cosa
si è fatto per riparare quello che
la bomba d’acqua del 7 ottobre e
il ciclone «Nettuno» di dicembre hanno prodotto? Poco, molto poco. A Pisticci, uno dei centri più colpiti, per esempio ci
sono stati interventi su poche
strade, effettuati dal comune,
mentre si attende ancora il
grosso dei lavori: ci sarebbero
complessivamente a disposizione circa 3 milioni di euro, suddivisi in due lotti, che andranno
ad interessare praticamente
tutto il territorio. Ad un anno da
quelle emergenze, però, siamo
ancora alla fase teorica. Due i
progetti. Il primo, già approvato
e finanziato dal Dipartimento
Agricoltura della Regione, porta con sé una dotazione di 1 milione ed 800mila euro (iva compresa): sembrerebbe essere in
via di definizione, per così dire,
esecutiva. Il secondo, invece, è
ancora alla fase precedente ed è
di competenza della Protezione
Civile: la dotazione è di circa 1
milione e 300mila euro. La domanda è: perché ancora non si è
passati alla fase operativa, cioè
degli interventi? La situazione
non è dissimile negli altri comuni limitrofi: a Bernalda, con
l’emergenza Metaponto che si
ripropone ad ogni pioggia, Po-
marico, Ferrandina, Montalbano Jonico, poco si è fatto, tanto
si deve ancora fare, con l’aggravante che anche dove i soldi
ci sono, o mancano i progetti
esecutivi oppure non sono stati
ancora approvati o definiti. Burocrazia e lentezza, dunque:
questa la fotografia nel 2014 della Basilicata (ma non solo, visto
il caso Genova di qualche settimana fa). Nel contempo, la regione più ricca di petrolio e di
acqua sta per essere investita da
una nuova perturbazione che
dovrebbe riversare tanta pioggia, oltre a vento forte e burrasche. Il rischio di nuovi dissesti idrogeologici, smottamenti, allagamenti a terreni, coltivazioni, piantagioni, fabbricati
ed altri manufatti, è nuovamente concreto. Ci si appiglia alla
speranza che le previsioni siano
più gravi di quanto, in realtà,
dimostri di essere poi la perturbazione. Ci si aggrappa alla
speranza che non ci scappi il
morto, come accaduto a Geno-
va, a Carrara ed anche a Ginosa
e Castellaneta lo scorso anno.
Speranze, attese e aspettative:
sono sempre queste, insieme a
burocrazia e lentezza, le parole
chiave che dominano nella nostra regione. Nel frattempo,
mentre tutti pregano che la
pioggia non sia così forte come
l’anno scorso, le nostre strade,
specie quelle interne, sono sempre più caratterizzate da ampie
buche e profondi solchi, laddove
non risultano addirittura interrotte a causa di smottamenti,
immelmamenti e dissesti del
corpo stradale. Per non parlare,
poi, della colmatura delle cunette, la riattivazione di movimenti franosi quiescenti e chi
più ne ha, più ne metta. Ansie,
preoccupazioni e disagi che fanno il paio con promesse, impegni (non mantenuti) e tante
chiacchiere. Tutte cose che la
gente di Bernalda, Pisticci,
Montescaglioso, Montalbano
Jonico, Tursi e Pomarico non
vuole più sentire.
METAPONTUM
La zona
archeologica
sommersa
dopo
l’alluvione del
2013
METAPONTO LE ASSICURAZIONI DEL SOPRINTENDENTE ANTONIO DE SIENA
Ma l’area archeologica
ora è più «protetta»
GLI INTERVENTI
Un piano per garantire una
ripulitura veloce della zona
in caso di allagamenti
FANGO Lo scenario qualche giorno dopo l’alluvione di un anno fa
l «La zona archeologica di
Metaponto dopo le alluvioni del
2013 è stata attentamente curata». Il Sovrintendente per i
Beni Archeologici della Basilicata, Antonio De Siena, certifica come Metaponto, almeno
per l’area archeologica, rappresenti una sorta di «isola felice»
nella nostra regione: qui, infatti, dopo le alluvioni dell’anno scorso qualcosa è stato fatto.
Gli effetti della bomba d’acqua
di ottobre e del ciclone Nettuno
si fecero sentire sia al Borgo
che al Lido: nella memoria collettiva, però, restano impresse
le immagini del Parco archeologico, dove sorgeva l’antica
Metapontum, completamente
allagata, con il tempio di Apollo
Licio praticamente sommerso.
«Il Parco – precisa De Siena – è
stato liberato in modo sufficientemente celere, tanto che
tanto che in estate i tanti turisti
transitati da queste parti hanno potuto ammirarlo in tutto il
suo splendore: non so se sia
stata proprio l’alluvione a richiamare la sensibilità dei più,
ma quest’anno abbiamo addirittura raddoppiato i visitatori». Per liberare l’area dal fango
sono stati spesi quasi 200mila
euro, stanziati da Regione Basilicata e Ministero: segno che,
evidentemente, in questo caso
ci si è mossi bene e per tempo.
«Non abbiamo soltanto liberato l’area dal fango, ma anche
realizzato alcune opere di protezione intorno al perimetro
per limitare gli allagamenti.
Adesso – ha rivelato il Sovrintendente – è in progettazione
un’opera per consentire, in caso di nuovo allagamento, una
veloce ripulitura dell’area». Il
problema di fondo, però, permane: il rischio allagamento
non è stato scongiurato. «Credo
– ha concluso De Siena – che
Anas, Regione, Trenitalia e
Consorzio di Bonifica stiano interloquendo per trovare una soluzione al rischio di nuovi allagamenti: il vero problema è il
Bradano, e fino a quando non si
troverà una soluzione l’area archeologica rimarrà sempre a
rischio allagamento». [p.miol.]
IL CASO AD OGGI NESSUNA DELLE OPERE PROGETTATE PER EVITARE LE ALLUVIONI È STATA AVVIATA. I CITTADINI SI «DIFENDONO» CON SACCHI DI SABBIA
A Scanzano e Policoro nessun cantiere
dopo i disastri dello scorso anno
FILIPPO MELE
l Scanzano Jonico e Policoro come Genova? Ad oggi nessuna delle
opere progettate per risolvere le
criticità accertate al fine di evitare
altre alluvioni come quelle del 7
ottobre e del 1 dicembre 2013 è stata
cantierizzata. Eppure i soldi necessari sono stati già stanziati. E la
gente, ieri, in pieno allarme meteo
e con il nare «forza 9» si è data da
fare per comprare sacchi di iuta da
riempire di sabbia, pulire caditoie,
sbucare canali di scolo, spostare
auto e mobili in luoghi più sicuri. Il
ripetersi di bombe d’acqua come
quelle che si abbatterono sul Metapontino all’incirca un anno fa
porterebbe, facendo i debiti scongiuri, al «già visto». I danni più
consistenti, tuttavia, si verificarono a Scanzano J. soprattutto il 7
ottobre quando l’acqua proveniente dal canale Diversivo fosso valle, a
causa del crollo di un argine in
cemento armato, e da un canale
ostruito abusivamente nella zona
tra via Sinni e quella di nuova
espansione dove sorge il municipio, invase la 106 Jonica e centinaia
di scantinati e piani bassi delle
abitazioni ubicate l’ungo le vie De
Martino e Rossini. La successiva
ricognizione del territorio portò
l’ufficio tecnico comunale ad individuare le «spade di Damocle»
che pendevano sulla sicurezza del
suolo. Di esse, solo una è stata eliminata dal Comune con la riapertura del canale che alcuni privati
avevano ostruito facendone un
frutteto. La struttura porta le acque raccolte al di sotto di via Sinni
nell’Agri. La sua chiusura provocò
l’allagamento delle case di via De
Martino. L’argine crollato del Diversivo fosso valle, che porta le acque raccolte da Montalbano Jonico
nell’Agri, invece, è stato sistemato
dal Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto con terra battuta. Nessuno si azzarda a giurare
sulla sua resistenza a «bombe» come quelle dei mesi scorsi. È di ieri,
tuttavia, la notizia dell’avvio degli
appalti per le opere di pertinenza
comunale. A gennaio potrebbero
essere cantierizzate, clima permettendo. E a Policoro? «Le opere di
messa in sicurezza del territorio –
ha precisato il sindaco Rocco Leone
– sono di pertinenza della Regione.
Noi abbiamo fatto una conferenza
di servizio con il Consorzio di Bonifica che ha ripulito alcuni grossi
canali con altri che deve ancora
ripulire. I fondi a noi assegnati dopo le alluvioni dello scorso anno
serviranno per il rifacimento di
strade rurali, cunette, pontili. Siamo in fase di appalto».
MARE
D’INVERNO
Mare Jonio
agitato. A
sinistra il
sottopasso 106
simbolo
dell’alluvione
del 2013
RASSEGNASTAMPA
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Venerdì 7 novembre 2014
MORTE IN CASERMA
IL GIALLO DELLA POLIZIOTTA
FASCICOLO FOTOGRAFICO
Dalle foto scattate sul tavolo
dell’obitorio emerge un particolare
mai preso in considerazione
Quel livido su Anna
nessuno l’ha visto?
Ignorata negli atti dell’epoca la contusione sulla tempia
FABIO AMENDOLARA
CONTRADDIZIONE SULL’ORARIO DELL’ISPEZIONE
l Una macchia rotonda
giallastra con un punto rosso
molto evidente nella parte superiore, tra l’arco del sopracciglio e l’attaccatura dei capelli: proprio sulla tempia sinistra. A guardarla nell’unica
l «Il giorno 12 marzo 2001 alle
foto in cui compare - che la
ore 11 i tecnici in servizio nel gaGazzetta può pubblicare in
binetto di polizia scientifica della
esclusiva - sembra una conQuestura di Potenza, su richiesta
tusione. È come se Anna Espodel dirigente della Squadra mobile
sito - il commissario della
si sono recati in via Lazio 2 per
polizia di Stato morto il 12
eseguire rilievi tecnici relativi al
marzo del 2001 in circostanze
decesso di Anna Esposito dirigente Digos». È l’inmai chiarite (il caso era stato
troduzione del verbale di sopralluogo preparato
chiuso in fretta come suicidio
dai poliziotti della scientifica e consegnato in Proe riaperto un anno fa, dopo
cura. I poliziotti danno atto di essere arrivati sulla
un’inchiesta giornalistica delscena del crimine alle ore 11. Ma, particolare mai
la Gazzetta, con l’ipotesi di
emerso dalle indagini, tra le foto allegate ai rilievi
omicidio volontario) - fosse
della scientifica c’è un’immagine del comodino delstata colpita proprio in quel
la camera da letto della poliziotta. Le lancette
punto.
dell’orologio segnano le ore 10.
Quel particolare non è stato
descritto in nessun
documento
dell’inchiesta. Non
mensioni del «solcompare nelle inco latente» diseformative degli ingnato dal cuoio
vestigatori e nepsulla gola. «Impicpure negli atti del
camento
atipico
sopralluogo effetincompleto» lo detuato dalla polizia
finirono i mediscientifica, nonoci-legali che effetstante sia ben vituarono
l’autopsibile in una delle
sia. Atipico perché
l Vicino a un telefofoto di primo piala fibbia della cinno cellulare, sul comono scattate mentre
tura non si posidino della camera da
il corpo senza vita
zionò - come preletto dell’alloggio che
della poliziotta era
vede la letteratura
occupava il commissapoggiato sul tavolo
medica - sulla nud’acciaio dell’obi- rio, c’erano due biglietti del treno della stessa
ca della vittima
data e della stessa tratta.
torio.
ma sul lato del colNon sono mai stati analizzati.
Il caso all’epoca
lo. E incompleto
Gli investigatori li annotano tra i reperti sefu chiuso in fretta
perché
mancò
come suicidio. An- questrati, ma nessuno all’epoca ha mai disposto
quella sospensiona fu trovata le- accertamenti su quei due biglietti delle ferrovie
ne necessaria a
gata alla maniglia dello Stato.
permettere
lo
della porta del bastrozzamento. Tutgno del suo allogti gli accertamenti
gio, nella caserma della po- collo della vittima. Gran parte investigativi e scientifici si
lizia di Stato di via Lazio a delle informazioni riportate concentrarono
su
questi
Potenza, con una cintura nei documenti investigativi, aspetti.
stretta attorno al collo.
infatti, riguarda il segno laQuella piccola contusione
Con molta probabilità, sciato dalla fibbia della cin- all’epoca forse apparve ininquindi, l’attenzione degli in- tura sulla pelle della donna. E fluente. Oggi, però, superata
vestigatori si concentrò sul furono ben descritte le di- l’ipotesi del suicidio - grazie
La scientifica: «Le operazioni
sono cominciate alle 11»
ma una foto smentisce
DOCUMENTO
Nella foto sul
tavolo
dell’obitorio è
ben visibile cerchiata di
rosso - una
contusione
sulla tempia
sinistra di Anna
.
SCENA DEL CRIMINE COMPROMESSA
Chi ha sciolto la cintura che era
stretta al collo della poliziotta ha
compromesso alcuni accertamenti
l Non sarà più possibile accertare la posizione precisa in cui fu
trovata Anna Esposito, perché la
collega che per prima entrò
nell’alloggio della funzionaria
della Digos slacciò immediatamente la cintura.
Al magistrato disse che l’aveva fatto per tentare di rianimarla. Nello stesso verbale, però,
ammetterà che era già evidente il «rigor mortis». Quell’operazione maldestra ha compromesso in modo irrimediabile alcuni accertamenti
tecnici.
I DUE BIGLIETTI IGNORATI
Ignorati dalle
indagini due
biglietti ferroviari
anche a una consulenza medico-legale disposta dopo la
riapertura dell’inchiesta coordinata dai magistrati della
Procura di Potenza Francesco
Basentini e Valentina Santoro
- potrebbe trasformarsi in un
dettaglio importante.
Ancora oggi potrebbe essere utile accertare se quel
livido stampato sulla tempia
della poliziotta le sia stato
provocato prima o dopo la
morte. Ma cosa potrebbe aver
prodotto quel segno sulla pelle? Un pugno sferrato da una
mano con infilato un anello al
dito? Oppure Anna è stata
colpita con un oggetto? Al
momento si tratta di ipotesi
che la nuova inchiesta, però,
non potrà ignorare.
IL REPERTO PRINCIPALE: LA CINTURA
Sul reperto principale non sono
mai state rilevate impronte né
cercate tracce biologiche
l Sul reperto principale dell’inchiesta, la cintura che stringeva il
collo del commissario, non furono
disposti accertamenti tecnici e
scientifici.
Gli investigatori avrebbero potuto rilevare le impronte digitali e cercare tracce di
materiale biologico. Si tratta delle prime attività
investigative che di solito vengono disposte. Nel
caso della morte del commissario Esposito c’è
anche questa lacuna che oggi i magistrati che
hanno riaperto l’inchiesta stanno cercando di colmare.
«L’attività di sopralluogo fu superficiale»
Ecco le incongruenze della prima indagine
POTENZA PAZIENTE MORTA IN CARDIOCHIRURGIA
Il primario del San Carlo
resta agli arresti domiciliari
L’analisi del criminologo Martoccia, allievo del professor Bruno
l «Dal verbale di sopralluogo effettuato dai
tecnici della scientifica emergono delle incongruenze che sottolineano come quell’attività sia stata svolta di fretta e con superficialità». Il criminologo Pierluigi Martoccia,
allievo del professo Francesco Bruno, analizza
alcuni aspetti del sopralluogo nell’alloggio del
commissario Anna Esposito.
«In fase di sopralluogo - sostiene Martoccia di ogni cosa si deve rilevare la sede, la posizione, la direzione, la forma, la dimensione, la
natura, il colore, l’odore e ogni altra qualità che
si riterrà utile ai fini della esatta definizione
della stessa. Di pari passo vanno effettuati i
rilievi fotografici i quali documentano in modo
fedele lo stato dei luoghi. Ebbene proprio dalle
foto emergono le prime incongruenze. Dall’ingrandimento dell’orologio sembra che gli orari
indichino le 10 in una foto e le 10:55 in un’altra.
Eppure - spiega Martoccia - dal verbale di
sopralluogo le operazioni sono iniziate alle ore
11». E ancora: «È necessario individuare con
esattezza tutte le persone che operano sulla
scena dell’evento ma alla fine del verbale si
legge “sono presenti (...) personale dipendente
della Squadra mobile, della Digos, della Squadra volante”. Descrizione generica che non
consente di individuare con esattezza chi è
intervenuto e soprattutto quante persone erano
presenti. Anche la descrizione dell’appartamento è sommaria. Ma prima ancora dell’appartamento andava descritto l’intero stabile,
per individuare tutti coloro i quali lo abitavano
e verificare se potevano riferire circostanze
utili alle indagini. La cucina, ad esempio, non
viene descritta. L’ora del decesso viene fatta
risalire alle 23 dall’analisi del contenuto gastrico. Ma allora dove ha mangiato Anna Esposito? Ha mangiato a casa sua? Ha mangiato da
[f. a.]
sola? Dati che sono andati persi».
Per il dottor Galatti disposta l’interdizione
CRIMINOLOGO Pierluigi Martoccia con il cronista
l Il Tribunale del Riesame di Potenza ha sostituito
la misura degli arresti domiciliari con l’interdizione
dall’esercizio della professione medica per Matteo
Galatti, il cardiochirurgo dell’Ospedale San Carlo
del capoluogo lucano coinvolto nell’inchiesta della
Procura sulla morte di una paziente, Elisa Presta,
durante un intervento chirurgico per la sostituzione
della valvola aortica, avvenuto nel 2013.
Il giudice ha invece confermato le misure cautelari per gli altri due medici coinvolti nell’inchiesta,
il primario del reparto di cardiochirurgia, Nicola
Marraudino (che resta ai domiciliari) e il chirurgo
Michele Cavone (obbligo di firma). Le misure cautelari sono state emesse dal gip, Amerigo Palma, lo
scorso 24 ottobre su richiesta del pm che ha coordinato le indagini, Anna Gloria Piccininni. Per Cavone il gip, al termine degli interrogatori di garanzia, decise di sostituire la misura cautelare degli
arresti domiciliari con l’obbligo di firma, confermando invece le misure per gli altri due indagati.
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I V
Venerdì 7 novembre 2014
COMUNE POTENZA
I GUAI DEL BILANCIO
«COPERTURE»
Il balletto delle cifre sul debito. «Si
vogliono nascondere le responsabilità di
chi ha amministrato per 15 anni la città»
I conti del dissesto
«Operazione verità»
«Libera» rivolge un appello alla Corte dei Conti
AFRA FANIZZI
l È necessaria una «operazione di
verità e trasparenza» sul debito accumulato dal Comune di Potenza,
«che si facciano nomi e cognomi dei
responsabili e si chiariscano i fatti
che hanno portato al dissesto». È
questa la richiesta di Libera, che ha
rivolto un appello alla Corte dei Conti,
al sindaco del capoluogo lucano, al
prefetto e al consiglio comunale. Per
Libera vi è il pericolo che si vogliano
«nascondere le responsabilità politiche» di chi ha amministrato la città
negli ultimi 15 anni. Il riferimento è
ovviamente alla possibilità che Po-
tenza dichiari il dissesto e al balletto
di responsabilità che va avanti da
tempo e che ha trovato qualche chiarimento dopo la pubblicazione del
resoconto del commissario ad acta
nominato dal Prefetto che ha di fatto
sancito proprio il dissesto cittadino.
Leggendo proprio il resoconto dei
revisori (composta da Enrico Larocca,
Carla Risolè e Giovanbattista Carriero) si capisce come negli anni non
ci sia stata nessuna pianificazione
delle diminuzioni di spesa, che sarebbe stata necessaria per bilanciare
il taglio dei fondi operato a livello
centrale; si vede, inoltre, come siano
state messe a bilancio, per far qua-
.
PALAZZO Il Municipio di Potenza in piazza Matteotti
drare i conti, i proventi derivanti
dalla vendita di beni pubblici. Cioè è
come se il Comune volesse pagare le
spese dell’ente vedendo un immobile.
Ma non soltanto questo. Pare che i
residui attivi, ovvero le voci del patrimonio che fanno la ricchezza
dell’ente siano stati sovrastimati. Secondo quanto scritto nella relazione,
il comune avrebbe anche continuato
ad indebitarsi con la Cassa Depositi e
Prestiti, per pagare i creditori senza
però muoversi efficacemente nel recupero crediti nei confronti dei debitori. E in questo modo avrebbe accresciuto notevolmente il proprio debito, che oggi ammonta ad un di-
savanzo di 24 milioni di euro. Come
certificato, perciò, dall’analisi dei revisori dei conti, della task force voluta
dal sindaco Dario De Luca e dal commissario ad acta, sembra proprio andare verso quest’unica direzione: il
dissesto.
La possibilità di evitarlo è legata
proprio al tavolo tecnico che si è
insediato in questi giorni in Regione e
che dovrà far diventare norma la
promessa di contributo economico arrivata dal presidente della Regione
Marcello Pittella. Una ventina di giorni ancora, e poi si dovrebbe giungere
ad un bilancio di previsione in pareggio. Proprio l’aiuto della Regione
attira Libera Basilicata che, come si
legge ancora in un comunicato «non
vorremmo che il tentativo messo in
atto dalla politica regionale sia in
fondo l’ennesimo salvacondotto per
esonerare da qualsiasi responsabilità
tutte le precedenti amministrazioni,
appellandosi, con una prassi ormai
stantia, alla coesione e al bene della
comunità». Da più parti, quindi, si
continua a chiedere chiarezza. Nel
frattempo il lavoro delle commissioni
procede, sebbene senza soldi non si
possa fare molto. Da lunedì partiranno una serie di controlli a tappeto
su quanti utilizzano il trasporto pubblico per muoversi in città.
POTENZA INAUGURATA IERI LA NUOVA REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO CON ROTATORIA ALLA FRANCESE E POSSIBILITÀ DI DEFLUIRE IN TUTTE LE USCITE
POTENZA MOBILITÀ URBANA
Sparisce l’obbligo di svolta a destra per i veicoli provenienti da corso Umberto I
V.le Marconi
fermate bus
da spostare
Un rondò per piazza XVIII agosto
PIAZZA XVIII
AGOSTO
La nuova
rotatoria di
piazza XVIII
Agosto e, in
primo piano, i
cartelli
segnaletici
con le
lamiere
pericolose
GIOVANNA LAGUARDIA
l Da ieri c’è una nuova rotatoria che regola il traffico a
Potenza. Questa volta nel cuore
pulsante della città, a piazza
XVIII Agosto.
La nuova regolamentazione
del traffico è stata voluta dal
sindaco De Luca in vista di una
nuova regolamentazione della
Ztl e delle zone contermini. Per
tutte le aree del centro storico è
in corso, infatti, da parte degli
uffici comunali, uno studio sulla pedonalizzazione, la circolazione, la regolamentazione dei
parcheggi a pagamento, il trasporto pubblico. La sperimentazione del nuovo modello di
percorribilità della piazza era
stato annunciato ai primi di ottobre e da ieri è in vigore. Si
tratta di una rotatoria alla francese, ovvero «circolazione antioraria, precedenza ai veicoli
già circolanti nella rotatoria,
dare precedenza ai veicoli confluenti nella rotatoria provenienti da Corso Umberto I, via
Vaccaro, Corso Garibaldi, Corso XVIII Agosto; possibilità di
uscita dalla rotatoria verso tut-
.
te le direttrici defluenti dalla
piazza». E così, dopo aver preso
la mano con le tante rotatorie
spuntate negli ultimi anni
nell’area del Nodo complesso
del Gallitello, gli automobilisti
potentini adesso potranno sperimentare la bontà di questa soluzione per snellire la circolazione anche nelle vicinanze del
centro storico.
L’incrocio di piazza XVIII
Agosto, per la verità, è sempre
stato piuttosto «complesso»,
tanto che per anni è stato un
vero e proprio caso di studio per
gli allievi delle autoscuole potentine alle prese con le precedenze. Tra i punti considerati
maggiormente critici dagli automobilisti, c’è sempre stato
l’obbligo di svolta a destra, in
via Vaccaro, per i veicoli provenienti da Corso Umberto. Un
divieto che molti bypassavano
svoltando direttamente nella direzione vietata e attraversando
tutta la piazza oppure facendo
una inversione ad U in via Vaccaro, con conseguenze disastrose per il la sicurezza stradale e
per il traffico. Con la nuova soluzione della rotonda alla francese, invece, gli automobilisti
sono liberi di abdare in ogni
direzione senza creare intralcio
alla circolazione. Un appunto
dei cittadini sulla nuova segnaletica, però, è già arrivato sui
tavoli della Gazzetta. I cartelloni segnaletici per chi sale da
via Vaccaro sono circondati da
un catarifrangente posto su una
lamiera molto affilata e sono
senza alcun riparo: se malauguratamente un motociclista o
un pedone dovesse caderci sopra potrebbe farsi molto male.
TRAFFICO DA QUANDO LA SOSTA È GRATUITA E «SELVAGGIA» TROVARE UN’AREA DI SOSTA È DIVENTATO IMPOSSIBILE
Il posto auto è mio e lo gestisco io
Ecco come nel centro storico l’automobilista mantiene il «suo» parcheggio
l Trovare un parcheggio libero
nel centro storico di Potenza è
un’impresa proibitiva. La «deregulation» che regna nel settore si riflette in maniera negativa sulla disponibilità dei posti. Ne sanno
qualcosa i residenti, molti dei quali
- proprio sulle pagine della Gazzetta
- hanno denunciato la situazione
chiedendo al Comune di intervenire con urgenza per ripristinare
un minimo di «riciclo» delle auto.
Girovagando alla ricerca di un
parcheggio ci si imbatte anche in
scenari come quello che abbiamo
fotografato: davanti al liceo artistico, in procinto di trasferirsi (si veda la Gazzetta di ieri), c’è chi mantiene il posto piazzando nello spazio
blu sedie e scheletri di sedie. Siamo
arrivati anche a questo punto. Continuando così dovremo aspettarci
che l’automobilista di turno, con
l’obiettivo di evitare che altri prendano il suo posto, sistemi nel parcheggio una vecchia brandina o
qualcosa preso dal suo garage, magari un vecchio e sgangherato ta-
volo. L’importante è metterci il cappello.
È evidente che non si può andare
avanti in questo modo. Soprattutto
i residenti stanno facendo i conti
con una situazione insostenibile
che li costringe a lunghissimi (e
infruttuosi) giri alla ricerca di un
parcheggio per poi lasciare la propria auto in un’altra zona della città. Serpeggia l’idea di sistemare
nelle strisce blu, in propria assenza, blocchetti di cemento. Anarchia
totale...
STRISCE BLU Sedie «a difesa» del parcheggio
l Le fermate per i bus
urbano ed extraurbano collocate in Viale Marconi, in
corrispondenza dell’intersezione con Via N. Sauro, non
presentano condizioni idonee
per un loro utilizzo sicuro,
non sono rispondenti alle
norme del codice della strada
per le file che provocano. Per
questo motivo, dopo un sopralluogo effettuato dal Comune, è stato deciso di sopprimerle e di trasferirle negli
stalli esistenti nello stesso
Viale Marconi e precisamente
una sul lato destro a salire
all’altezza del civico 281 e
l’altra di fronte il civico 301
lato destro a scendere. L’esecuzione dell’ordinanza di soppressione è affidata al consorzio CoTrAB, alla Provincia di Potenza (Ufficio Trasporti) ed alla Regione Basilicata (Ufficio Trasporti)
per i conseguenti adempimenti di competenza in relazione al percorso bus interessato e all’Ufficio Segnaletica dell’U.D. Mobilità, affinché concretizzi urgentemente quanto disposto.
RASSEGNASTAMPA
VI I POTENZA CITTÀ
Venerdì 7 novembre 2014
BUCALETTO
SICUREZZA NON GARANTITA
«Il buio è un alleato di chi vuol delinquere
la sera ci dobbiamo “tappare” in casa e
sperare che non succeda nulla»
AMBIENTE E SICUREZZA
Illuminazione assente
i cittadini si ribellano
Situazione critica anche riguardo a rifiuti e materiale di risulta
OSCURITÀ La
zona di Via
Mallet a
Bucaletto
appena
calano le
ombre della
sera.
In alto una
veduta della
zona
adiacente le
palazzine dove
sono stati
smantellati
alcuni
prefabbricati e
lasciato il
materiale di
risulta per
molti nocivo
[foto Tony Vece]
SANDRO MAIORELLA
l Non basta avere una casa vera per potersi dire felici. Non basta un tetto sulla testa
per poter vivere serenamente in totale sicurezza. Anche se per anni hai vissuto nella
precarietà di un prefabbricato in un zona
considerata da tanti «off limits» come la Cittadella di Bucaletto. Proprio dal quartiere
sorto immediatamente dopo l’evento sismico del novembre 1980 (il 23 novembre saranno 34 anni), arriva l’ennesima segnalazione del degrado e dell’abbandono in cui
versa l’intera area.
Questa volta ad alzare la voce in modo
civile ma fermo e deciso sono alcuni dei
residenti delle prime unità abitative realizzate nel rione e assegnate alcuni anni fa (i
famosi trentaquattro alloggi di edilizia popolare di Via Malet) che rientravano nella
prima fase del programma di riqualificazione del quartiere. Il problema è duplice e
legato alla sicurezza dei cittadini. «Da aprile
scorso - ha spiegato Michele Padula capo
condomino di una delle unità abitative - abbiamo sollecitato l’amministrazione comunale sulla questione dell’illuminazione pubblica totalmente assente e la necessità di
provvedere in tal senso. Il problema e serio e
va risolto quanto prima perchè tocca tutti
sotto l’aspetto della sicurezza in un momento
nel quale si segnala un aumento dei casi di
criminalità anche nel rione. È ovvio che con
il buio chi abbia intenzione di delinquere sia
facilitato ancor di più per come sono state
concepite le nostre case a diretto contatto
con una strada isolata e poco visibile. Basta
vedere quanto sia isolata la zona alle spalle
delle due palazzine coperta anche da una
collinetta che sembra una giungla dalla quale è semplice arrivare senza essere visti ma
anche allontanarsi. Ho provveduto personalmente ha ripulire la parte bassa della
collinetta dalle erbacce per aumentare la
nostra sicurezza ma anche per evitare che si
possano annidare soprattutto d’estate, ani-
.
mali e insetti di tutti i tipo». Una denuncia
legittima quella dei cittadini a cui in passato
era stato promesso sia dal Comune che
dall’Ater un rapido interventi. «Addirittura ha continuato Padula - hanno praticato i fori
LAVORI INTERROTTI
«Tempo fa hanno fatto i fori
sull’asfalto per l’illuminazione
pubblica ma poi tutto si è fermato»
per poter sistemare i pali dell’illiminazione
ma poi tutto si è fermato a quello. Aspettiamo
che qualcuno si faccia vedere anche perchè
ci sembra che non sia qualcosa d’impossibile
da realizzare. Nel frattempo quando si fa sera
ci “tappiamo” dentro casa sperando che non
succeda niente ».
Decisamente una situazione poco piacevole ma non la sola sulla quale riflettere. C’è
anche una questione rifiuti sulla quale nessuno vuole passarci sopra. «Anche in questo
caso - ha spiegato Michele Padula - non sono
mancate le segnalazioni al Comune sui disagio che rendono difficile la nostra quotidianità. Viviamo in mezzo a rifiuti di ogni
genere, le zone adiacenti le due palazzine
sono diventate discariche a cielo aperto dove
si puà trovare di tutto. Per non parlare del
materiale di risulta abbandonato dopo che
sono stati smantellati alcuni prefabbricati
nella zona di fronte alle nostre case. Materiale che, per quanto sappiamo, risulta essere anche pericoloso per la salute considerato che parliamo anche di eternit o affini». Questioni «comuni» a Bucaletto, quartiere dalla mille contraddizioni che con grande dignità non vuole essere dimenticato.
POTENZA I LAVORATORI, INSIEME AGLI ADDETTI ALL’ASSISTENZA AI DISABILI, SONO SUL PIEDE DI GUERRA
Scuola, la grande beffa
della mensa che non parte
GIOVANNA LAGUARDIA
l «Adesso basta. Questa è l’ennesima
beffa che subiamo». Sono sul piede di
guerra i lavoratori delle mense scolastiche e del servizio di assistenza ai
disabili nelle scuole di Potenza. Perchè
hanno scoperto che non ci sono soldi per
far partire il servizio mensa lunedì
prossimo. E nemmeno per pagare gli
assistenti che ormai stanno lavorando
già da quasi due mesi.
Ieri pomeriggio i lavoratori, stanchi dei
continui rinvii della
data di apertura delle
mense
scolastiche,
hanno manifestato davanti al Comune di Potenza e, insieme ai rappresentanti sindacali
di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs
Uil, sono stati ricevuti dal sindaco di
Potenza De Luca e dal segretario generale del Comune di Potenza. Era necessario fare chiarezza sui fondi erogati
dalla Regione per i due servizi, la mensa
e l’assistenza. Centosettantamila euro
grazie ai quali si pensava che il servizio
potesse partire a breve. E invece, al
termine dell’incontro, è arrivata una
vera e propria doccia fredda. «La notizia
diffusa - spiegano i sindacati - era che i
fondi in questione fossero un’anticipazione a valere sull’anno scolastico
2014-2015. Abbiamo scoperto invece che
si tratta di un acconto a valere sull’anno
2013-2014. Questo significa che tale erogazione della Regione potrà essere utilizzata, a norma di legge, soltanto per il
pagamento di stipendi
arretrati e altre pendenze, come le ferie, relative allo scorso anno
scolastico e non i servizi di mensa ed assistenza relativi all’anno scolastico in corso».
Ricordiamo, infatti,
che il servizio di mensa
scolastica ha subito numerosi slittamenti e non è ancora partito, mentre
quello di assistenza ai disabili è partito,
ma i dipendenti non hanno ancora percepito la prima mensilità di stipendio e
ora stanno per maturare anche la seconda.
Stando così le cose, però, sembra che
PROTESTA
Questa mattina i
sindacati di categoria
andranno alla Regione
MENSA
SCOLASTICA
Lavoratori e
sindacalisti
ieri dopo
l’incontro al
Comune
.
la data dell’avvio del servizio mensa
debba slittare ulteriormente. Ma i lavoratori e i rappresentanti sindacali non
ci stanno. E annunciano battaglia. Questa mattina saranno davanti alla Regione. «Vogliamo chiarire quest’equivoco e risolvere questa vertenza - dice
Pasquale Paolino della Cgil - ma ci
devono garantire che il servizio di mensa scolastica partirà lunedì così come
era stato stabilito. Altrimenti i lavoratori organizzeranno un presidio permanente davanti al Comune e non se ne
andranno fino a quando questa vicenda
non troverà una soluzione che garantisca i posti di lavoro ed i servizi essenziali per i cittadini».
L’acqua di Bucaletto
rientra nei parametri
La Regione rassicura i residenti
l «I dati relativi alla potabilità dell’acqua di
Bucaletto a Potenza non destano alcuna preoccupazione. Le analisi, finora condotte, attestano la piena conformità ai valori prescritti
dal decreto legislativo 31/01, che fissa i parametri di salubrità dell’acqua».
Sono questi i primi risultati di un incontro,
tenutosi ieri in Regione, tra i tecnici dei
Dipartimenti Politiche della Persona e Ambiente e dirigenti e funzionari di Arpab, Asp e
Acquedotto Lucano, a seguito della segnalazione di «Nuova Cittadella Bucaletto». L’associazione affermava di aver rilevato, tramite
un laboratorio privato, la presenza di metalli
pesanti e di tracce di idrocarburi in un
campione di acqua prelevato dal rubinetto di
un’abitazione situata nel quartiere potentino.
«Nei giorni scorsi – è emerso nella riunione
- l’Arpab ha prontamente prelevato campioni
di acqua dalla stessa abitazione. Gli esiti sono
del tutto tranquillizzanti. Anche le analisi
condotte da Acquedotto Lucano nell’ambito
delle proprie attività confermano che i parametri sono pienamente nella norma. I cittadini non hanno nulla da temere: la situazione è costantemente sotto controllo».
Grande cautela su quanto riferito nella nota
della regione arriva dal direttivo del Comitato
«La Nuova Cittadella» di Bucaletto. «A noi hanno confermato - non è arrivata nessuna
nota ufficiale relativa ad indagini fatte. Aspettiamo che vengano resi noti i dati, come del
resto abbiamo fatto con quelli che noi abbiamo
rilevato, per fare le deduzioni ed eventualmente le nostre eccezioni. Senza questi si può
dire tutto ed il contrario di tutto».
POTENZA INCONTRO IN REGIONE
POTENZA VERTICE IN PREFETTURA
Pulizia nelle scuole
siglato l’accordo
tra sindacati
e Team Service
Vertenza Cotrab
in arrivo i fondi
per il pagamento
degli stipendi
l Sindacati, Team Service, Regione e Ufficio scolastico regionale hanno trovato un accordo sulla vertenza dei lavoratori ex Lsu e
cosiddetti «appalti storici» dei servizi di pulizia delle scuole. L’intesa
riguarda pensionamenti, rimodulazione dei fondi e mobilità territoriale. I sindacati Fisascat Filcams Uiltucs e la Team Service
verificheranno entro 30 giorni
quanti lavoratori lucani possiedono i requisiti per poter accedere al
prepensionamento, mentre l’Ufficio scolastico regionale si è impegnato a «rimodulare le risorse
tra le scuole al fine di ridurre ai
lavoratori il disagio del trasferimento». Inoltre, l’azienda ha assunto l’impegno di riorganizzare
le squadre del decoro, con massimo 5 addetti, di distribuire equamente le distanze da percorrere e
di erogare in via sperimentale al
capo-macchina un’indennità forfettaria mensile di 250 euro . L’accordo, che è sperimentale ed è il
primo siglato a livello nazionale, è
valido fino al 31 dicembre 2014.
l Si è svolto ieri mattina alla
Prefettura di Potenza, presieduto dal Prefetto Rosaria Cicala ed
alla presenza del Sindaco di Potenza e del Presidente del Consorzio Cotrab, un incontro richiesto dalle Organizzazioni
Sindacali di categoria Cgil, Cisl
E Uil per cercare soluzioni al
mancato pagamento delle ultime mensilità ai lavoratori. La
questione era stata già oggetto di
precedenti incontri. Il Sindaco
di Potenza De Luca ha evidenziato che, in conseguenza di erogazione di risorse economiche
in parte già rese disponibili da
parte della Regione Basilicata, il
Consorzio Cotrab potrà avviare
a soluzione, nei prossimi giorni,
la problematica salariale. Il Prefetto, al termine dell’incontro,
ha sottolineato come l’attenzione prestata dalle amministrazioni coinvolte e dai rappresentanti
sindacali abbia consentito di
evitare conflittualità e criticità,
con conseguenti ripercussioni
negative per la collettività.
RASSEGNASTAMPA
ATTUALITÀ I VII
Venerdì 7 novembre 2014
INQUINAMENTO
LETTERA DI VALVANO ALL’ASSESSORE BERLINGUER
Il sindaco di Melfi chiede
più controlli sulle emissioni
COSA ACCADE NELLA NOSTRA TERRA DEI FUOCHI
l «Più controlli sulle emissioni in
atmosfera con l’applicazione dei nuovi obblighi previsti dall’Aia in vigore
dal 7 agosto che Fenice non può e non
deve più rinviare». A chiederlo è il
primo cittadino di Melfi, Livio Valvano, ieri mattina in una lettera
inviata al governatore Marcello Pittella
e
all’assessore
regionale
all’Ambiente, Aldo Berlinguer.
«A seguito dell’ennesimo episodio
verificatosi presso lo stabilimento-Inceneritore di proprietà di Fenice
Ambiente srl - scrive Valvano - non è
più compatibile la presenza sul territorio comunale di un’impresa che
svolge un ruolo così delicato e che
continua a resistere con continui
ricorsi al Tar per far saltare le ulteriori prescrizioni in materia di controllo sulle emissioni.
PROGETTO Nei riquadri Giuseppe Di Bello e il sen. Bartolomeo Pepe (Movimento X)
PRIMO
CITTADINO
A destra il
sindaco di
Melfi, Livio
Valvano
.
È necessario che l’azienda rispetti
da subito le prescrizioni relative al
personale,
così
come
previsto
dall’Aia che prevede 8 unità lavorative per ogni turno». Il sindaco
Valvano ha inoltrato al Governatore
lucano e all’assessore Berlinguer anche l’odg approvato nel corso dell’ultima assise consiliare.
Analisi tossicologiche
sui cittadini di Fenice & C.
le altre notizie
MELFI
INCONTRO
Sindaci a confronto
sul caso Delta Energy
Una mini indagine sanitaria finanziata interamente dal senatore campano Pepe
MASSIMO BRANCATI
l Venti persone, tra i 30 e i 50 anni,
sono state sottoposte ad analisi tossicologiche. Abitano nella zona del termovalorizzatore Fenice di San Nicola di
Melfi, della Siderpotenza e di Sant’Angelo Le Fratte (area dove è stata registrata una forte incidenza di leucemie). Costituiscono un piccolo campione attraverso il quale si vuole far luce
sugli effetti della convivenza con l’inceneritore. Si tratta di cittadini sani,
con familiari che hanno sviluppato patologie tumorali, ma anche di malati
alle prese con disturbi respiratori e non
solo. L’obiettivo è quello di scovare
l’eventuale presenza di metalli pesanti
nei capelli, nelle urine e nel sangue, il
«frutto» della continua esposizione ad
agenti inquinanti.
Il prof. Vincenzo Petrosino, medico
del Policlinico di Napoli, si sta occupando personalmente del monitoraggio
che è sostenuto economicamente da un
parlamentare campano, il sen. Bartolomeo Pepe (Gruppo X, fuoriuscito dal
Movimento 5 Stelle).
ESAMI Finora una ventina di lucani si sono sottoposti alle analisi
A ispirare tutta questa operazione è il
tenente della polizia provinciale Giuseppe Di Bello (Liberiamo la Basilicata,
anch’egli ex «grillino»), da sempre impegnato in prima linea sul fronte ambientale. Ma cosa c’entrano due campani con la Basilicata? «Esami analoghi, nell’ambito del progetto «Un’ana-
lisi per la vita» - spiega Di Bello - erano
stati fatti sui cittadini della cosiddetta
Terra dei fuochi. Ho colto la palla al
balzo chiedendo loro di estendere l’iniziativa anche nelle nostre aree più critiche dal punto di vista dell’inquinamento e ho trovato subito una sponda
ricettiva nel sen. Pepe a cui va il mio
ringraziamento per essersi caricato le
spese dell’intera operazione». Sondaggi
clinici di questo tipo richiedono un bel
po’ di quattrini e per il parlamentare
campano l’esborso è stato a tre zeri.
«Dopo aver focalizzato l’attenzione su
acqua e terreni - aggiunge Di Bello - ora
ci siamo concentrati sulle persone, sugli
abitanti che vivono a ridosso dei punti
critici. Stiamo facendo qualcosa di
estremamente serio e scientifico, colmando finalmente un vuoto in questo
ambito».
L’indagine epidemiologica, invocata
a più riprese dagli ambientalisti, si basa
su numeri molto più ampi di cittadini
coinvolti, ma questa iniziativa può produrre già delle prime indicazioni. In
attesa dei risultati delle analisi, l’attività di Liberiamo la Basilicata non si
ferma. A breve - come annuncia Di Bello
- partiranno controlli autonomi, con la
collaborazione di esperti di fama nazionale, attraverso deposimetri sistemati nella zona della Val d’Agri. Strumenti sofisticati, dell’ultima generazione, in grado di captare qualsiasi elemento inquinante.
L’APPELLO INIZIATIVA DI LEGAMBIENTE, WWF, GREENPEACE E RETE DEGLI STUDENTI MEDI ALLA VIGILIA DEL STI-IN IN PIAZZA
Una petizione per chiedere
di impugnare lo Sblocca Italia
MARIA VITTORIA PINTO
l Dal verbo latino «peto». Chiedo
per ottenere. Ed è con una petizione
che si chiede alla Regione Basilicata di impugnare il decreto
Sblocca Italia. In particolare gli
articoli sulle autorizzazioni e le
concessioni dei permessi di ricerca
e di nuove estrazioni di petrolio.
L’iniziativa, presentata ieri a potenza, è di un gruppo di associazioni, gruppi politici e cittadini che
proprio non ci stanno ad «associare
la propria immagine, esclusivamente, al petrolio». E non ha tutti i
torti, la Basilicata. Terreno fertile
per compagnie petrolifere ed accordi di Stato, eppur ricca di storia
e cultura. Proprio nel periodo in cui
Matera, città lucana, è Capitale europea di Cultura. Le associazioni
Legambiente, Wwf, Greenpeace e
Rete degli studenti medi della Basilicata lanciano una petizione popolare per chiedere al presidente
Marcello Pittella di impugnare, innanzi alla Corte Costituzionale, il
testo dello Sblocca Italia. Questa
raccolta firme rientra in una campagna di sensibilizzazione che ha lo
scopo di informare la cittadinanza
sui contenuti, ad esempio, dell’articolo 38, riguardanti le scelte in
materia di politica energetica operata dal Governo Renzi. «Il testo
compie stravolgimenti epocali nel
processo di autorizzazione di ricerca ed estrazione delle risorse
petrolifere, mettendo in secondo
piano la tutela dell’ambiente, della
biodiversità e della salute di tutti i
cittadini lucani. È inaccettabile il
modo in cui lo Stato centrale sposta
i processi decisionali riguardanti le
Valutazioni di Impatto Ambientale
dall’Ente locale al Ministero
dell’Ambiente, violando di fatto le
disposizioni del Titolo V della Costituzione sulla legislazione concorrente fra Stato e Regioni». Sarà
aperta una pagina su Facebook con
tutte le informazioni relative ai responsabili delle petizione, a cui seguiranno incontri e gazebo in ogni
Comune della Basilicata per raccogliere le firme. Tutto ciò, alla
vigilia della Mobilitazione generale
contro lo Sblocca Italia.
La manifestazione, che partirà
alle 9.30 di domani, si terrà in piazza Prefettura, a Potenza. Le associazioni e i cittadini organizzatori
chiedono ai sindaci dei Comuni
lucani di essere presenti, numerosi
e di portare i propri gonfaloni. Domenica 9, invece, scenderanno in
piazza a Scanzano. Anche se la Basilicata è la regione più ambita
n Summit dei sindaci di Melfi,
Livio Valvano, di Rapolla,
Michele Sonnessa e di Barile, Antonio Murano per
esaminare la procedura relativa al permesso di ricerca
per idrocarburi della Delta
Energy. L'incontro istituzionale si terrà lunedì, alle ore
15, nella Sala Giunta del Comune di Melfi.
POTENZA
DOMANI
Congresso Legacoop
all’Università
n Si terrà domani, alle 9, nell'aula magna dell'Università, a Potenza, il 10° congresso regionale di Legacoop Basilicata. Oltre che
per l'elezione dei nuovi organismi, il congresso sarà
l'occasione per un dibattito dal tema «Quale cooperazione per costruire una
nuova Basilicata».
TITO SCALO
TEMPO LIBERO
Torna la fiera
del baratto e dell’usato
n Basilicata Fiere organizza
domani e domenica la quarta
edizione della fiera del baratto e dell’usato. L’appuntamento è per domani nei locali
dell’Efab a Tito scalo. Un
evento per tutti i gusti e tutte
le tasche che guarda al risparmio ed alla solidarietà sociale, grazie a tanti stand riservati al settore dell'associazionismo e del volontariato.
BRIENZA
VATICANISTA DEL TG1
dallo Sblocca Italia, altre regioni, in
questi giorni, si stanno mobilitando per dire no. È notizia di ieri che
«la Regione Campania si oppone al
decreto Sblocca Trivelle». Anche i
vescovi della Basilicata hanno annunciato la loro «vicinanza a quanti manifesteranno il prossimo 8 novembre contro lo Sblocca trivelle,
con l’auspicio che «ogni attività che
interessa il nostro territorio risulti
compatibile con la valorizzazione
delle sue tante valenze umane, ambientali ed economiche».
INCONTRO
La conferenza
stampa di ieri
nella sede del
Wwf a
Potenza
.
Lo stile di Bergoglio
incontro con Zavattaro
n A Brienza Fabio Zavattaro
presenta il suo nuovo libro
«Stile Bergoglio, effetto
Francesco». Il vaticanista e
inviato del Tg1 sarà nella
città di Mario Pagano domenica prossima, alle 19.30,
nella Sala Ex Refettorio del
Comune, nell’ambito della
rassegna «Serate d’Autore»
promossa dall’amministrazione comunale.
RASSEGNASTAMPA
VIII I POTENZA E PROVINCIA
Venerdì 7 novembre 2014
ATELLA LA PROTESTA DI ALCUNE MAMME. I PICCOLI TORNEREBBERO A CASA SPORCHI. PER I GENITORI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA «SI TRATTA DI UN FATTO INACCETTABILE»
«Bambini non accuditi
dal personale dell’asilo
quando vanno in bagno»
La replica del preside:
«Sono in servizio
educatrici comunali
fino alle ore 14»
DONATO DI LUCCHIO
l Polemiche dei genitori dei piccoli
che frequentano la scuola dell’infanzia
di Atella. Sotto accusa le insegnanti: i
bambini non sarebbero accuditi con attenzione e tornano a casa sporchi dopo
essere stati in bagno.
Ecco la protesta raccontata alla Gazzetta dalla signora A. C.,madre di una
bambina di tre anni.
«Sono stata chiamata da una maestra sottolinea la mamma - perché mia figlia,
di anni tre, al primo anno di asilo, non
era riuscita ad andare di corpo correttamente nel bagno e, quindi, necessitava
di essere cambiata. Nessuno del perso-
nale scolastico (maestre e bidelle) si è
preoccupato di farlo». «Questo non è un
fatto isolato,è già successo altre volte,
anche con altri bambini. Ritengo tutto
ciò inaccettabile, e dal punto di vista
professionale e dal punto di vista umano», ha concluso la signora molto indignata. La Gazzetta ha girato le osservazioni al dirigente scolastico del Comprensivo atellano Domenico Quatrale.
Preside, come stanno veramente le
cose?
«Il contratto, per i collaboratori scolastici prevede in aggiunta ai normali
compiti (vigilanza alunni, supporto ai
docenti, pulizia locali scolastici,ecc.) l’attribuzione, dietro compenso accessorio,
PICCOLI
NELLA
SCUOLA
DELL’INFANZIA
Polemiche
ad Atella,
dove i
genitori dei
bambini
protestano:
poco accuditi
di incarichi di particolare responsabilità e disagio, tra questi l’assistenza e il
supporto agli alunni della scuola dell’infanzia nella cura dell’igiene personale
che è differente dalla cura dell’igiene
intima. Quest’ultima (cura dell’igiene
intima), non rientrando tra i compiti di
lavoro obbligatori, nonostante la proposta di incentivo, è stata rifiutata da tutti i
collaboratori scolastici in servizio». Ma
la scuola come s’è mossa, indipen-
TOLVE SULLA QUESTIONE CHE RIGUARDA I DISAGI DI AGRICOLTORI E ALLEVATORI LOCALI SI È TENUTO UN TAVOLO TECNICO PRESSO LA REGIONE
«Sos erosione dei terreni golenali»
le altre notizie
MELFI
OGGI CON LA FISMIC
Si tratta dei fondi adiacenti ai torrenti Castagno, Bosco e Alvo. L’impegno dell’assessore Ottati
l Si è tenuto presso il dipartimento regionale dell’Agricoltura, il tavolo tecnico richiesto dal
sindaco di Tolve sul problema dell'erosione dei terreni adiacenti ai
torrenti Castagno, Bosco e Alvo
del Comune di Tolve. Il tavolo è
stato convocato dall’assessore Michele Ottati dopo che il sindaco di
Tolve aveva evidenziato il disagio
degli agricoltori e allevatori tolvesi nell’accedere ai loro fondi. Disagio che l’assessore ha constatato
personalmente recandosi sul posto. Nel corso dell’incontro la richiesta del sindaco di «eliminare
una situazione di emergenza e pericolo», relazionata anche dai tecnici della Regione dopo gli eventi
alluvionali di dicembre 2013 è stata presa in considerazione anche
dagli altri partecipanti: rappresentanti degli uffici difesa del suolo (ing. Calvello) protezione civile
(dott. De Costanzo) e ciclo delle
Acque (ing. Gravino). «Si tratta ha detto l’assessore Ottati di venire incontro al Comune di Tolve
per eliminare una situazione di
pericolo che permane tutt’oggi e
che il Comune di Tolve non è in
grado di eliminare direttamente
perché non possiede le professio-
dentemente dai regolamenti?
«Per i casi urgenti l’amministrazione
comunale ha dato la disponibilità delle
educatrici comunali che coprono detto
servizio, solo ,però, fino alle ore 14. Le
famiglie sono state informate, anche se
possiamo condividere il loro dispiacere
ed essere d’accordo da un punto di vista
umano, etico e professionale. La normativa non ci consente altro». Il grande Totò
avrebbe esclamato «Arrangiatevi!!!».
La svolta storica della Fca
con la Jeep Renegade
n Oggi alle ore 16.30, sarà la sala consiliare del Comune di Melfi ad ospitare
un grande evento per il territorio lucano: una tavola rotonda sulla svolta storica di Fiat Chrysler Automobiles, con
ospiti illustri e un parterre d’eccezione.
Dopo un periodo di crisi e recessione, la
fusione di Fiat in Fca parte proprio dal
Sud con l’avvio della produzione a Melfi della Jeep Renegade. All’evento con
la Fismic saranno presenti anche i sindaci del potentino e della Capitanata e
le aziende dell’indotto, oltre che alcuni
allievi di un istituto tecnico di Melfi.
RIONERO IN VULTURE
FINO A DOMENICA
Al via oggi «Ellenico
un mondo di Aglianico»
nalità interne e, soprattutto le risorse, per produrre la documentazione richiesta». L’intervento ha
detto il sindaco «è estremamente
limitato e serve ad evitare l'ulteriore erosione delle piste golenali
a servizio di numerose aziende
agricole. Per cui occorre procedere alla rimozione delle notevoli
quantità materiale apportati durante le alluvioni, e alla loro ri-
collocazione lungo le sponde per
evitare, in modo rapido ed economico ulteriori danni. Percè in
vista dell’inverno anche “portate
modeste potranno portare allo
straripamento dei torrenti e alla
distruzione completa delle piste,
con conseguente aggravio di spese, oltre alle note problematiche
legate alla pubblica e privata incolumità. Il tavolo si è concluso
positivamente con l’impegno dell’
asssessore Ottati di sollecitare
l’adozione, da mesi suggerita
dall’ufficio del Territorio, di emettere un pubblico bando per individuare le imprese e le strutture
che si occupino della manutenzione ordinaria dei fiumi, senza costi
per l’Ente Regione, perché attuato
applicando la compensazione per
prelievo di inerti e arbusti.
LA VISITA
DELL’ASSESSORE
Ottati si è recato in
agro di Tolve dove ha
potuto constatare
l’erosione dei terreni
adiacenti ai torrenti e
il disagio dei coltivatori
n Sarà l’Aglianico del Vulture, il preziosissimo frutto decantato anche dagli
scritti del poeta venosino Orazio, il
protagonista della 2° edizione di «Ellenico: un mondo di Aglianico», manifestazione che si terrà nel Palazzo Fortunato di Rionero oggi, domani e domenica 9 Novembre. Organizzata dall’
ass. Culturale Arcadia in collaborazione con la Pro Loco, l’Avis cittadina e il
Comune di Rionero, la tre giorni interamente dedicata all’oro rosso del
Vulture si aprirà oggi alle ore 10,30.
POTENZA UN INCONTRO SI È SVOLTO IERI PRESSO IL LICEO SCIENTIFICO «PIER PAOLO PASOLINI» LAURIA BASILICATA: HA RICOPERTO VARI INCARICHI
Airc, la ricerca a scuola
Vademecum sulla salute e l’importanza di entrare in classe
INCONTRO Gli studenti presenti all’evento
l «L’Airc nelle scuole, il futuro
della ricerca comincia in classe».
E’ stato il titolo dell’incontro che si
è svolto ieri presso il Liceo Scientifico «Pier Paolo Pasolini» di Potenza. Ne hanno discusso con le
classi quarte dell’Istituto il ricercatore Airc (Associazione Italiana
per la Ricerca sul Cancro) Roberto
Biancoi ed il consigliere Airc - Comitato di Basilicata – Luisa Lioi.
Sono stati illustrati ai ragazzi la
mission dell’Airc, le modalità di
utilizzazione dei fondi (per ogni
euro raccolto ben 86 centesimi sono devoluti interamente alla ricerca ed investiti subito) l’impor-
tanza di percepire la ricerca in
campo oncologico come una necessità ed infine una sorta di vademecum della salute. «Se l’Airc
non avviasse queste iniziative la
stessa ricerca oncologica non sarebbe più competitiva in Italia – ha
spiegato il ricercatore Roberto
Bianco- la ricerca deve essere
compresa come un bene primario.
Lo Stato contribuisce solo per il
30% alla ricerca, il restante 70%
trova la sua fonte nelle raccolte
Airc. Sollecitiamo questi incontri
con gli studenti per far comprendere ai giovani l’importanza di capire la ricerca».
Cirigliano, neo presidente
consigli comunali Anci
ANCI Domenico Cirigliano
l E’ di Lauria il presidente della Conferenza
dei consigli comunali dell’Anci di Basilicata. E’
Domenico Cirigliano, classe 1958, sposato e padre di due figli, laureato in Pedagogia, funzionario Inps. Ha iniziato il suo impegno politico nel 1988 ,eletto per quattro volte consigliere comunale, riveste vari incarichi: consigliere comunale e assessore nonchè assessore
alla comunità Montana del Lagonegrese. Milita
prima nel Psi, poi nei Laburisti, nei Democratici di Sinistra, oggi nel partito Democratico . Presidente del consiglio comunale dell’
amministrazione Pittella, Pisani e ora con Mitidieri, dallo scorso mese di gennaio.Dal 2009
eletto a Torino nel Direttivo Nazionale dei Consigli comunali presso Anci Roma, ora Presidente dei consigli comunali di Basilicata. [a.zac.]
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I IX
Giovedì 6 novembre 2014
IL DRAMMA DI VENUSIO
TANTI GLI INTERROGATIVI APERTI
TRAGEDIA IMPROVVISA
Dopo aver trascorso la domenica in un casolare di campagna Rosa e Carlo Masiello, sulla via del ritorno, furono travolti dal nubifragio
LA VERITÀ
«Posso soltanto dire che la magistratura
sta andando avanti», dice l’uomo che
non ha mai creduto alla tesi della fatalità
«Siamo fiduciosi nella giustizia»
A tre anni dall’alluvione Saverio Monitillo ricorda la scomparsa di moglie e suocero
TRAVOLTI
DAL FANGO
Una unità
dei Vigili del
Fuoco del
Saf il nucleo
speleo-alpino-fluviale
mentre
scandaglia
un canale alla ricerca
dei dispersi.
La macchina
dei soccorsi proseguì
senza sosta
[foto Genovese]
DONATO MASTRANGELO
l Inghiottiti in pochi istanti
dall’onda impetuosa di acqua e
fango che lì trascinò senza scampo in un canale. Così persero la
vita, esattamente tre anni fa, gli
altamurani Rosa e Carlo Masiello, padre e figlia di 87 e 45 anni in
contrada Ciccolocane a Venusio,
dopo aver trascorso una domenica all’insegna della spensieratezza in un casolare di campagna insieme alla famiglia. I loro
corpi, dispersi, attorno alle 19
dopo il violento nubifragio che si
era abbattuto nell’area, furono
ritrovati nei giorni successivi a
parecchi chilometri di distanza
dai soccorritori. Quel maledetto
6 novembre 2011 sembra ieri, un
giorno drammatico che ha lasciato il suo carico di morte ma
anche mille interrogativi, molti
dei quali ancora senza risposta,
sul tema della prevenzione e tutela del territorio e della gestione delle emergenze in caso di
forti alluvioni.
Vicende che si ripropongono
negli anni e delle quali il caso
Genova e il maltempo delle ultime ore che si è abbattuto in
buona parte del centro-nord Italia, non sono che le ultime in
ordine cronologico. Oggi Carlo e
Rosa, nel terzo anniversario della scomparsa, verranno ricordati da parenti ed amici ad Altamura nella chiesa della Madonna del Rosario con una santa
messa che verrà celebrata alle
19. Un’altra funzione religiosa,
alla stessa ora
si terrà nella
Chiesa del Redentore. Ma le
due
vittime
dell’alluvione
verranno ricordate anche a
San Giovanni
Rotondo dalle
Suore di San Giuseppe. Rosa, infatti, era molto devota a San
Pio.
Il marito di Rosa, il signor Saverio Monitillo che tentò strenuamente di strappare dalla furia dell’acqua la moglie e il suocero, che si trovavano nella Golf
Volkswagen che fu poi travolta e
portata via dalla piena, si è sempre detto convinto che la trage-
.
Le altre notizie
AVVISO DALLA PREFETTURA
Rischio di piogge, fulmini
e venti di burrasca
n Perdura l’allerta per il maltempo. Un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse è
stato diramato ieri dalla Prefettura su indicazione del Dipartimento nazionale della
Protezione civile. Dalla mattina odierna, e per le successive
24-36 ore, in Basilicata è previsto il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di
rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da
piogge di forte intensità, frequente attività elettrica e forti
raffiche di vento. In particolare
si temono venti di burrasca dai
quadranti meridionali, che andranno a intensificarsi, e mareggiate lungo le coste.
COL PROCURATORE NOTTOLA
Convegno sul contrasto
alla corruzione
dia non fu il frutto della casualità. Una disgrazia, quindi, che
si sarebbe potuta evitare se preventivamente se soltanto vi fossero stati maggiori interventi di
manutenzione concernenti la
pulizia dei canali di scolo e delle
zone
adiacenti.
Elementi acquisiti per l’inchiesta dalla
Procura di
Matera per
accertare come siano andati i fatti e
se, all’origine vi siano state negligenze o inadempienze. Monitillo, che prima di compiere il
disperato salvataggio di Rosa e
Carlo aveva appena messo in salvo con l’ausilio di un trattore le
due nipotine, non ritorna a cuor
leggero sulla tragedia. Uno stato
d’animo ovviamente comprensibile ma, nello stesso tempo, l’uomo intende tenere accesi i ri-
LA MEMORIA
Oggi ad Altamura due
funzioni religiose commemorano le vittime
flettori sulla vicenda. «Posso soltanto dire - afferma - che la magistratura sta andando avanti e
che siamo fiduciosi nell’operato
dei giudici». Imponente e senza
sosta fu l’attività di ricerca dei
due dispersi con l’obiettivo, man
mano che passavano le ore e poi i
giorni, di assicurare ai familiari, almeno i corpi delle due sfortunate persone. Furono impiegati anche i Vigili del Fuoco del
Saf, le squadre speleo-alpino-fluviale, unità cinofile ed elicotteri
per il sorvolo di numerose aree.
Grande cuore ci misero anche
gli “Angeli del fango” i volontari
che supportarono le Forze
dell’ordine. Il corpo dell’anziano, ricoperto da fogliame, fango
e detriti, fu ritrovato l’11 novembre lungo le sponde del torrente
Gravina, nel territorio di Montescaglioso mentre quello della
donna fu rinvenuto il giorno successivo in località Pantano tra
una fitta vegetazione, sotto un
cumulo di ramaglie.
Acito, disaster manager
«La prevenzione e la tutela del territorio
restano ancora in gran parte inattuati»
Insieme ai colleghi del Gruppo Volontari Ambiente si
prodigò instancabilmente per ritrovare i corpi dei due dispersi dopo l’alluvione. Pio Acito, disaster manager, constata con grande rammarico che tanto occorre ancora fare
per arginare i pericoli derivanti dagli eventi calamitosi che
insistono su un Paese che un po’ dappertutto è molto fragile dal punto di vista idrogeologico. «Si fa un gran parlare
di prevenzione - sostiene - ma spesso questo resta un concetto enucleato soltanto sulla carta. Da una parte ci sono risorse esigue, non spese o spese male dall’altra ci ritroviamo a fronteggiare situazioni che ci riportano alle cattive
pratiche». Insomma spesso è la mano dell’uomo a favorire
la devastazione di ampie fette di territorio. «Non è possibile
- sottolinea Acito - cementificare gli alvei dei fiumi, costruire abusivamente in prossimità dei corsi d’acqua oppure in
aree soggette a frane. Eppure accade. Tra le priorità di intervento indicherei proprio quelle di piantumare alberi, restituire ai corsi d’acqua il loro regime naturale e non edificare in zone potenzialmente di dissesto. Il resto lo farebbero la corretta manutenzione del territorio, dei canali e una
buona azione di informazione dei possibili rischi, attuando
e aggiornando le normative. Il Piano della Protezione Civile
della città di Matera, ad esempio, è fermo al 2004». [d.mas.]
n Sarà presieduto dal Procuratore Generale della Corte dei
Conti, Salvatore Nottola, il
convegno giuridico nazionale
sul tema “Il contrasto alla corruzione fra interventi normativi e giudiziari: Il contributo
della Corte dei conti a vent’anni dal suo decentramento” che
si terrà domani, dalle 9, nella
Mediateca provinciale, in piazza Vittorio Veneto. Interverranno, fra gli altri, il presidente delle Sezioni Riunite della
Corte dei Conti in sede giurisdizionale, Alberto Avoli, già
procuratore regionale della
Corte dei Conti in Basilicata
dal 1997 al 2000, e il procuratore
in carica, Michele Oricchio.
«La valenza della iniziativa –
afferma la dirigente dell’avvocatura comunale, Enrica Onorati – rende la giornata di studio altamente formativa ed in
linea con quanto prescritto dai
Piani trasparenza e anticorruzione adottati dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione».
Esercitazione tra il cielo e la Murgia
Impegnato un elicottero dell’84.mo Centro C/Sar col Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico
ENZO FONTANAROSA
ESERCITAZIONE Un momento del test [foto Genovese]
l Mai tempo inclemente fu più
favorevole per una esercitazione.
Come quella che si è svolta ieri tra il
cielo e la Murgia, con protagonista
un elicottero militare. Una situazione inconsueta e che ha incuriosito i
cittadini, nella cui esperienza comune restano mezzi impiegati non
in contesti pacifici. «Niente di tutto
questo. Il nostro elicottero è totalmente di pace. Serve per interventi
di ricerca e soccorso sul territorio
nazionale», spiega il capitano Daniele Catamo, ufficiale di Pubblica
informazione dell’84.mo Centro
C/SAR (combat search and rescue)
di Gioia del Colle (Bari). L’elicottero
impiegato era un HH-139, estrema-
mente versatile per operare in qualunque condizione meteorologica,
di giorno come di notte, e in qualsiasi contesto ambientale, mare, terra o montagna che sia. «L’elicottero
ha svolto due missioni – spiega –
una al mattino e l’altra nel pomeriggio. C’erano condizioni meteorologiche alquanto al limite e tendenzialmente simili a quelle in cui si è
soliti operare. Col tempo brutto, gli
unici che hanno capacità di intervenire dovremmo essere noi in collaborazione con enti civili quali
Cnsas o con la Protezione civile».
All’esercitazione di ieri ha partecipato, infatti, il Corpo nazionale
soccorso alpino e speleologico
(Cnsas) di Basilicata. «Facciamo anche esercitazioni col suo corrispet-
MILITARE MA DI
PACE
L’elicottero HH-139
è un aeromobile utilizzato in
missioni di ricerca e soccorso
anche in collaborazione con enti
civili [foto Genovese]
.
tivo pugliese – continua –. Così, ad
esempio, in caso di un evento catastrofico-ambientale, come un’alluvione o un terremoto, interveniamo in favore o in collaborazione con
questi enti civili. Abbiamo delle procedure standardizzate per intervenire con loro come operatori di terra
in collaborazione con i nostri aerosoccorritori. Per cui, avendo già
fatto esperienza con noi, sanno come agire, con la presenza dell’elicottero, per fare un recupero, salire
a bordo. Si tratta, insomma, di procedure unificate attraverso l’addestramento che facciamo insieme».
RASSEGNASTAMPA
POTENZA E PROVINCIA I IX
Venerdì 7 novembre 2014
MELFI RITO ABBREVIATO PER L’IMPUTATO INDAGATO PER TENTATO OMICIDIO. OGGI LA DECISIONE DEL GUP LAROCCA
«Gambizzò Gioacchino Cassotta»
La Procura chiede la condanna
Il pm: «Un anno e quattro mesi di carcere per Luciano Grimolizzi»
l MELFI. Il pubblico ministero della Procura
di Potenza Renato Arminio ha chiesto una
condanna a un anno e quattro mesi di carcere
per Luciano Grimolizzi, l’uomo che lo scorso
mese di aprile ha gambizzato Gioacchino Sergio
Cassotta all’esterno di un centro commerciale a
Melfi. Grimolizzi ha chiesto di essere giudicato
con il rito abbreviato. L’accusa: tentato omicidio.
La decisione del giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Potenza Rossella
Larocca è attesa per oggi.
Grimolizzi - difeso dall’avvocato Michele Mastromartino - spiegò durante il suo interrogatorio di garanzia di aver risposto a una
provocazione.
Per gli investigatori si tratterebbe di una
vicenda nata per motivi passionali (anche se in
alcune informative della Squadra mobile di
Potenza gli investigatori avanzano anche alcune
ipotesi di tenore diverso).
Grimolizzi sparò alcuni colpi di pistola alle
gambe del «rivale», dipendente di un istituto che
si occupa della vigilanza in un centro commerciale di Melfi.
Cassotta rimase ferito in modo non grave.
Tra i due - hanno ricostruito nell’immediatezza i poliziotti del commissariato di Melfi nei giorni precedenti c’erano stati dei litigi
legati a questioni personali.
Grimolizzi è arrivato con la sua auto nel
parcheggio del centro commerciale. È sceso e ha
raggiunto Cassotta a piedi.
Il passo svelto.
L’arma in pugno. L’ha chiamato e ha sparato.
Non si era accorto però che proprio sopra di
lui c’era una telecamera.
I testimoni hanno raccontato di aver sentito il
rumore dei colpi e di essere scappati di corsa,
cercando riparo nei negozi e nei bar del centro
commerciale.
Cassotta era a terra. proprio davanti all’ingresso principale del supermercato, accanto
alla pensilina che protegge i carrelli per la
spesa.
Sulla scena del crimine sono stati repertati
alcuni bossoli di pistola, tutti apparentemente
dello stesso calibro: 7,65.
A dare le prime indicazioni sull’autore pare
sia stato proprio Cassotta (che fu operato d’urgenza in ospedale a Melfi).
Durante una perquisizione nell’abitazione di
Grimolizzi gli investigatori trovarono reperti
definiti «pertinenti» all’indagine.
VITTIMA A
destra
Gioacchino
Sergio
Cassotta,
gambizzato
da Luciano
Grimolizzi
Ieri il
processo con
rito
abbreviato
È attesa la
decisione
POTENZA A OTTO ANNI DALLA NASCITA DELL’ASSOCIAZIONE DI BUCALETTO «DOPO DI NOI» PRESENTATI PROGETTI E BILANCIO
Una casa «domotica» per disabili
Fiore all’occhiello l’abitazione per l’accoglienza di chi non avrà più il sostegno della famiglia
OBIETTIVI DI
«DOPO DI
NOI» Nella
foto il
presidente
dell’associazione Vincenzo
Carcone
spiega che si
cerca di
realizzare
case per
ospitare
disabili
ALESSANDRO BOCCIA
l E’ senza dubbio positivo il bilancio
dei primi 8 anni di attività dell’associazione «Dopo di noi» nata a Potenza nel
giugno del 2007, su iniziativa di un gruppo di genitori di soggetti disabili e di
volontari. Nel corso di questi anni molteplici le iniziative organizzate e tanti i
progetti in cantiere. Su tutti la realizzazione di una casa alloggio «domotica»,
al quartiere Bucaletto, per l’accoglienza
anche dei soggetti più gravi, quando questi non avranno più il sostegno della
famiglia. «Un’abitazione domotica per i
disabili, all’interno di un progetto di “casa famiglia” per Potenza, che non dispone di queste strutture, a differenza di
altri centri lucani – ha spiegato ieri nel
corso di un incontro il presidente, Vincenzo Carcone, assieme a tutti i componenti dell’associazione – è il nostro
obiettivo prioritario. L’idea è di realizzare abitazioni in grado di ospitare i
disabili con apparecchiature e un livello
di informatizzazione adatte a agevolarne la vita quotidiana e portare avanti un
percorso di piena integrazione sociale».
Tra gli altri progetti messi in campo
dall’associazione, c’è l’anagrafe della disabilità, un osservatorio per progettare e
valorizzare i fondi messi a disposizione
dalle istituzioni; il servizio di odontoia-
tria, e «Un aiuto alla famiglia del disabile», ovvero una serie di servizi per le
persone anziane che accudiscono figli
con problemi di questo tipo. «Alle istituzioni – ha evidenziato Carcone - chiediamo attenzione su queste tematiche, e
fondi per progetti che hanno un grado
elevatissimo di civiltà».
POTENZA UMBERTO E LUCIANA PARIGI DELLA PASTORALE FAMILIARE REGIONALE ATELLA DALLA BASILICATA ALLA CITTÀ SCALIGERA
«Nella società in crisi di lavoro
la certezza resta la famiglia»
Le ippovie mediterranee
alla fiera del cavallo di Verona
l «E' da un decennio almeno che i Vescovi della
Basilicata stanno denunciando la deriva a cui sta
approdando la nostra regione, quella cioè di una
lenta e inesorabile “morte demografica”». Così i
responsabili regionali della Pastorale familiare
Umberto e Luciana Parigi. «L'ultima allerta - proseguono - l'ha data lo Svimez con i dati sullo
sviluppo nel Mezzogiorno dei quali fa da cassa di
risonanza il dato sulla denatalità sempre più estesa al sud: nella nostra regione, nel 2012, il numero
dei morti ha superato quello delle nascite. Oltre un
milione e mezzo di giovani è andato via dal sud,
negli ultimi anni, in ricerca di lavoro e migliori
prospettive di vita: chi decide di restare, non riesce
a formare una famiglia a causa della precarietà o
peggio della mancanza di lavoro. E' un circolo
vizioso e perverso quello che si viene a creare tra
politica, società civile e mondo imprenditoriale,
che occorre interrompere in modo definitivo. Del
resto, il mercato non ha bisogno di regole in più o
di nuove forme contrattuali, ma di uno statuto che
includa i diritti inderogabili del lavoratore, soprattutto se giovane, come la sicurezza sociale, il
diritto alla pensione, le forme di conciliazione, la
formazione permanente. Sappiamo che quello descritto risulta essere un quadro drammatico, che
non lascerebbe spazio ad alcuna speranza, se non
fosse che il nostro terzo figlio di 15 anni (le sorelle
sono ormai fuori regione, una alla ricerca di la-
l Dall’Agriturismo «Valle dei
cavalli» di Piani di Cadda
dell’agro atellano alla manifestazione nazionale di Verona «Fiera
Internazionale del Cavallo di Verona» che si svolge da ieri nella
città scaligera e che celebra il suo
116’ anniversario». A rappresentare l’Associazione Equiturismoitalia e il Consorzio turistico
del Levante sono i responsabili
Salvatore Summa e Giovanni Samela, i quali presenteranno i progetti riguardanti le «ippovie Mediterranee» punta di diamante
dei grandi eventi 2015 ed è l’occasione per presentare, in anteprima, il «Manuale dell’Equiturismo», edito da Equiturismoitalia con la preziosa collaborazione del Consorzio del Levante.
Presidente Summa, questo manuale in cosa consiste?
« Il Manuale, redatto in simbiosi con il giornalista Teodoro
Sdroulias, è ricco di immagini e
di suggestioni riguardanti il mondo del cavallo, è soprattutto un
utile strumento conoscitivo e di
voro, e l'altra per motivi di studio), l'altro giorno ci
ha detto che ama la città in cui vive, gli piace la
Basilicata e sua intenzione è quella di rimanere a
vivere in questa regione. Allora ci siamo detti, che
non fosse altro che per questo motivo, sentiamo
forte il dovere di non abbassare la guardia, di
lottare per cambiare lo stato delle cose, di interessarci del ‘grido’ dei giovani, di appoggiare la
loro volontà a non perdere la speranza. Crediamo,
infatti, che scegliere di costruirsi una famiglia
non ha soltanto un significato romantico ed esistenziale, ma anche un valore politico: la famiglia
è da sempre il luogo per eccellenza in cui si sperimenta sia il principio di solidarietà sia l'incontro
tra generazioni e che così diventa anche il luogo
del reciproco aiuto. La famiglia è una comunità di
generazioni e al centro di questi legami vi è il dono
e la cura reciproca, il dono di accogliere la vita e il
compito di custodirla e di trasmetterla. Anche
Papa Francesco ci ricorda che “dove non c'è lavoro,
manca la dignità, e in questa sorta di ‘passione dei
giovani’, dove tutto ciò che non serve al profitto
viene scartato, si finisce per scartare i giovani
senza lavoro, finendo in definitiva per scartare il
futuro di un popolo”. Il cambiamento richiede che
un'intera società di adulti converta la propria
sterilità e ottusaggine e diventi generativa nell'ascolto dei giovani per restituire loro la speranza»”.
Sarà presentato anche il manuale dell’equiturismo
divulgazione delle diverse attività
equituristiche, oltre a mettere in
luce gli aspetti sportivi,sociali e
nazionali svoltesi in questi anni.
Non a caso con importanti contatti con la Grecia, dove proprio di
recente è stato organizzato un
viaggio a cavallo dallo Ionio
all’Egeo, con una corposa presenza di cavalieri provenienti da
diverse regioni, oltre che dalla
lucania». Qualche particolare
specifico? «Proprio a Verona, dice, ancora, il presidente Summa - sarà siglato l’accordo internazionale delle “Ippovie mediterranee”, con la nascita della
nuova Associazione intitolata
“Equiturismo International”, cui
aderiranno, insieme all’Italia, le
seguenti Nazioni: Grecia, Marocco, Portogallo, Francia, Spagna
cui si legherà anche la Russia».
Fra l’altro, a Verona sarà riproposto anche il documentario “La
strada meno battuta – A cavallo
sulla Via Herculia” prodotto e
diretto dal giornalista Armando
[ddl]
Lostaglio.
le altre notizie
DA LUNEDÌ 10 NOVEMBRE
Al via campagna vaccini
contro l’influenza
n Da lunedì 10 al via in Basilicata
le campagne vaccinali contro
la sindrome influenzale e la
malattia pneumococcica. Gli
interessati potranno vaccinarsi gratis presso l’ambulatorio
Asl del proprio Comune. La
campagna di vaccinazione
contro l’influenza stagionale è
rivolta principalmente alle
persone di età pari o superiore
ai 65 anni e ai bambini di età
superiore ai 6 mesi, ragazzi e
adulti affetti da malattie croniche dell’apparato respiratorio.
DOMANI PUBBLICO IMPIEGO
Manifestazione romana
tanti i lucani presenti
n Si svolgerà domani a Roma, la
grande manifestazione di tutti
i settori pubblici organizzata
dalle categorie di Cgil, Cisl e
Uil del pubblico impiego. Numerosissima la partecipazione
dei lucani che raggiungeranno
la capitale in pullman. La manifestazione, intitolata «#Pubblico6tu» , intende sensibilizzare il Paese sui rischi che i tagli alla P.A. e la campagna di
delegittimazione del lavoro
pubblico producono sulla tenuta dei servizi essenziali da
garantire a tutti i cittadini.
OGGI CAMERA DI COMMERCIO
«Tutele individuali
per i diritti di tutti»
n Si tiene oggi presso la camera di commercio di Potenza,
ore 10, l'iniziativa dell' Inca e
della Cgil Basilicata «Tutele
individuali per i diritti di
tutti». Ai lavori parteciperanno Mariangela Santoro,
Direttore Inca Potenza - Loreta Allegretti, Inail - Lucia
Colicelli, Regione Basilicata
- Furio Vai, Vice Direttore
Regionale Inps Basilicata Luciano Caon, Collegio di
Presidenza Inca Nazionale Angelo Summa, segretario
generale Cgil Potenza.
RASSEGNASTAMPA
X I MATERA CITTÀ
Venerdì 7 novembre 2014
MATERA 2019
L’ALTRA FACCIA DELLA CULTURA
EMILIO OLIVA
l Dieci giorni per sistemare lo
stadio e quattro anni di attesa per
una caldaia nuova al Conservatorio di musica Duni (1150 allievi
e iscrizioni in continuo incremento) mentre l’auditorium cade
a pezzi. È uno dei paradossi di
Matera capitale europea della cultura per il 2019 dove contenitori
culturali e luoghi dello spettacolo
non offrono adeguati confort, sono in cattivo stato o addirittura
chiusi mentre si progetta, senza
un piano economico, un grande
teatro o una struttura multifunzionale.
Dopo aver visto sfumare progetti e stanziamenti già decisi e
dopo aver meritato applausi
a Berlino, nel
tempio dei Berliner Philarmoniker, alla
Carnegie Hall
di New York,
nella sede Onu
di Ginevra e a
Gerusalemme,
per un concerto trasmesso in
mondovisione,
il Conservatorio rischia di
affrontare un
altro inverno
al freddo e al
gelo e senza poter disporre di un’aula didattica degna di questo nome. E il suo auditorium, un gioiello
che Claudio Abbado,
ospite del Festival
Duni nel 2004, definì
uno spazio musicale
stupendo e unico al mondo per la
sua eccezionale acustica e perché
realizzato nel tufo, è condannato a
rimanere nelle condizioni di un
vecchio scantinato. Ci sono intonaci che si scrostano dai muri,
pannellature di legno che trasu-
ASPETTANDO IL CANTIERE
Una girandola di impegni, di progetti e di finanziamenti per non concludere niente.
Non ci sono neppure i soldi per una caldaia
LO SFOGO DEL DIRETTORE
Saverio Vizziello: «Concludo il mio mandato sfinito e deluso per questa battaglia persa solo per inutili cavilli burocratici»
L’auditorium sembra
un vecchio scantinato
riuscì a far stanziare nel bilancio
150 mila euro per i primi lavori di
ristrutturazione, poi ridotti dalla
Giunta a 100 mila, ma ad oggi e per
il prossimo inverno tutte le autorizzazioni che il Comune sta
concedendo saranno utilizzate in
uno spazio senza certificazioni e
ancora al freddo», ricorda Saveturazione furono investiti i fondi rio Vizziello, direttore del ConPisus, ma con un colpo di mano servatorio in prorogatio, in attesa
(da capire da parte di chi) questi che il ministro Stefania Giannini
fondi furono dirottati per l’Ente nomini il prof. Piero Romano.
Parco della Murgia. Su sollecitaAlla vigilia della visita dei dezione popolare la ristrutturazio- legati della commissione europea
ne fu inserita nei fondi Fas che che valutavano le sei città canper il patto di stabilità furono ab- didate a capitale europea della
bandonati e dimenticati. Nel lu- cultura era sembrato che i lavori
glio scorso il Consiglio comunale dovessero cominciare a breve. Invece ieri dagli uffici del Comune è
giunta la risposta che nemmeno la caldaia sarà installata prima
che arrivi il
freddo e che se
ne parlerà comunque dopo
l’inverno.
«Mi complimento con il
sindaco, con il
Comitato 2019,
di cui ho fatto
parte, per il
grande risultato ottenuto (la
proclamazione
di Matera capitale
europea della cultura, ndr), ma dopo sei
anni di direzione del
Conservatorio – è lo
sfogo di Vizziello, dopo una battaglia di
quattro anni per salvare l’auditorium
dall’abbandono – concludo il mio
MANUTENZIO- mandato sfinito e deluso per queNI A ZERO
sta battaglia persa solo e soltanto
Pannellature
per inutili cavilli burocratici. Sae rivestimenti
ranno queste procedure amminiin legno trasu- strative ad innervare le attività
dano umidità
culturali dei prossimi 5 anni?».
Tardano i lavori, Conservatorio al gelo per un altro inverno
dano umidità, tracce di muffa nei
bagni, l’elevatore per il pianoforte
e gli altri strumenti puntellato,
rivestimenti traballanti, poltroncine danneggiate. Ancora inesistente l’accesso ai disabili mentre
tra le uscite di sicurezza una conduce addirittura in una corte che
è stata recintata da un privato.
«Tre anni fa per la sua ristrut-
COLPO DI MANO
PRECARIETÀ
Dirottati al Parco
della Murgia i fondi
Pisus già stanziati
«Autorizzazioni rilasciate dal Comune
senza certificazioni»
IL GIOIELLO
TRASCURATO
Gli intonaci dell’auditorium
stanno cadendo a pezzi
[foto Genovese]
[foto Genovese]
ECONOMIA DANIEL THOMASES ELOGIA LE PRODUZIONI DI TENUTA PARCO DEI MONACI
Le altre notizie
«Sono materani i migliori
rosato e primitivo doc»
NELLA TARDA MATTINATA DI IERI
Violenta bomba d’acqua
locali allagati ed alberi caduti
Così il guru dei vini sulla Guida Oro Veronelli
ENZO FONTANAROSA
Il suo è un giudizio che non lascia dubbi. Soprattutto perché, chi lo ha espresso, non pare incline
a scriverne molti e, soprattutto, di elogio. «Chi avrebbe mai pensato che nella provincia di Matera si
potesse produrre uno dei migliori Rosati d’Italia e un
Primitivo che sfida i migliori della Puglia? Eppure e
così», parola di Daniel Thomases, uno dei migliori
giornalisti del vino e degustatori d'Italia. Nella “Guida Oro – I Vini di Veronelli 2015” ha recensito un
autentico nettare di Bacco prodotto dalla Tenuta
Parco dei Monaci, che estende i sui cinque ettari
piantati a vite nella omonima contrada, sul limitare
della Murgia in direzione di Montescaglioso. Per
l’azienda vitivinicola materana non è la prima volta
che vanta recensioni importanti o vinto premi prestigiosi. Thomases, americano del Connecticut, laureato in lettere alla Harvard University, che vive a
Firenze ed è wine-writer per diverse testate italiane e
europee, ha manifestato il suo favore in particolare
per il Matera Moro Spaccasassi (di uve cabernet
sauvignon, merlot e primitivo), il Matera Primitivo
Monacello e il Matera Rosato Rosapersempre (primitivo). Tre eccellenze “doc” della casa vitivinicola
di cui è proprietaria Rosa Padula, l’azienda avviata
nel 2007 e i cui primi vini, imbottigliati nel 2011,
fecero conquistare la prima medaglia d'oro per lo
“Spaccasassi”. «Sulla Guida d’Oro, che è la pubblicazione dei vini più prestigiosa d’Italia, anche gli
scorsi anni abbiamo avuto punteggi altissimi – spiega –. La novità per noi è che dopo la valutazione della
nostra cantina, il suo estensore aggiunge un appunto che è una cosa rara in quella pubblicazione.
Solo un degustatore che, da americano, è un mente
libera da pregiudizi e condizionamenti poteva dare il
giusto rilievo». Se si sfoglia la pubblicazione, infatti,
su duemila cantine recensite al massimo ci sarà una
manciata di appunti. «È quella annotazione finale,
praticamente, il punto di orgoglio come città e come
territorio, al di là dei punteggi che sono comunque
altissimi per i nostri vini». In buona sostanza, la
recensione premia l’azienda e ne attesta l’importante crescita che ha avuto in questi anni a livello
vitivinicolo ed enologico. «Laddove la dicitura “doc
Matera” non era rappresentata sui grandi scenari
enologici nazionali e mondiali, oggi lo è – riprende
Padula –. Questo riconoscimento va oltre l’aspetto
vinicolo. Oggi l’enoturismo è in fortissimo aumento;
si pensi che lo scorso anno, in Italia, sono stati
LA SEDE L’azienda Tenuta Parco dei Monaci
contati oltre 3milioni di enoturisti che programmano la loro vacanze in funzione dei vini da degustare e cantine da visitare. Il vino è cultura. E noi
stessi, abitualmente, riceviamo gruppi, tramite
agenzie del territorio, che vengono dall’estrema
Asia come dalle Americhe per fare degustazioni
guidate abbinando, ad esempio, il pecorino della
Murgia al Primitivo, o il caciocavallo materano al
Rosato. I nostri vini sono presenti su tutti i mercati
mondiali, per i quali abbiamo ricevuto ricevuto
medaglie al Concorso enologico di Zurigo così come
alla “Wine Fair” di Londra. La produzione media
annua è di 20 mila bottiglie distribuite sulle tre
etichette – conclude Padula –. La vendemmia l’abbiamo conclusa da poco ed è estremamente qualitativa. Noi pratichiamo il contenimento della
quantità con forti diradamenti in vigna sulle piante
proprio per conseguire qualità. Il nostro primitivo è
impiantato sul suolo roccioso e calcareo della Murgia, che dona al vino oltre alla consueta potenza
anche una eleganza e mineralità non comuni».
n Una bomba d’acqua si è abbattuta nella tarda
mattina di ieri sulla città provocando allagamenti di garage, scantinati ed abitazioni in numerosi
quartieri del centro e della periferia. Numerose
le chiamate al Comando provinciale dei Vigili del
fuoco. Il forte nubifragio ha anche creato qualche
disagio al traffico e causato la caduta di alcuni
alberi per fortuna senza danni e conseguenze alle
persone. La situazione è ritornata gradualmente
alla normalità ed è monitorata costantemente.
L’EX CONSIGLIERE REGIONALE SANTOCHIRICO
«Il Centro di geodesia spaziale
rischia di perdere risorse»
n Il Centro di geodesia spaziale di Murgia Tirlecchia, «da esempio di eccellenza nel campo delle
scienze e dell’osservazione della Terra rischia di
perdere risorse, opportunità e competenze». Lo
ha detto, in una dichiarazione, l'ex presidente del
Consiglio regionale, Vincenzo Santochirico. Il riferimento è all’intesa fra l’Agenzia spaziale italiana e la Regione firmata il 17 novembre 2009,
con validità quinquennale. Santochirico ha chiesto alla Regione e, in particolare, al presidente
della giunta, di «valutare le azioni necessarie per
evitare che si allunghi l’elenco delle opportunità
perdute. «Purtroppo, nonostante fossero previsti
investimenti per 24 milioni di euro, di cui 16 a
carico dell’Asi – ha spiegato Santochirico – l'intesa è rimasta in gran parte inattuata».
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I XI
Venerdì 7 novembre 2014
COSA RESPIRIAMO
INTERROGATIVI NEL VUOTO
RELAZIONE AGGHIACCIANTE
Secondo dati riferiti da Agostino Di Ciaula 240 bambini ricoverati per tumore
maligno dal 2007 al 2011 in Basilicata
Ci inquinano l’aria
senza dirci perché
Un odore acre che prende alla gola. Un altro allarme
EMILIO OLIVA
l Non solo odori di fogna dalla gravina. Ci
sono notti in cui l’aria, dai Sassi ai quartieri
periferici, è irrespirabile e prende alla gola.
Le tracce perdurano fino alle prime ore del
mattino. Ma ai cittadini non viene fornita
alcuna spiegazione sulle cause e la preoccupazione si scontra con risposte evasive, che
non fanno altro che ingigantire i dubbi e i
sospetti.
Cinque giorni fa, era il 3 novembre, Pio
Acito, presidente del circolo Legambiente,
ha segnalato il problema su Facebook. «Questa mattina aria fetida a Matera, dal versante
est», ha scritto dopo aver aperto una finestra
della sua abitazione nei Sassi a prima mattina e respirato «una boccata grigia, di bruciato». Ed è stato un tam tam da un quartiere
all’altro della città. «Idem a Villa Longo. Oggi
è troppo», gli ha risposto Maria Epifania.
«Anche nella mia zona, a Sant'Agostino, la
mattina presto si sente un odore acre da
tempo... Vogliamo la verità», gli ha fatto eco
Mario Notarangelo. E Mimmo Genchi ha
chiuso il cerchio: «Cappa fetida fino a Venusio».
Difficile stabilire se la «mal’aria» provenga
dalla ciminiera di qualche impianto industriale. Gli interrogativi sono destinati a cadere nel vuoto, davanti ad un muro di gomma.
In altre parole, il problema esiste solo per gli
abitanti. Loro se la suonano e loro se la cantano.
Da mesi i forni della Valdadige sono spenti.
A Venusio si dice che dovrebbero ritornare in
funzione fra dicembre e gennaio. È stato
escluso che possano bruciare pet coke. «La
Regione glielo ha espressamente vietato da
mesi», ha ricordato a fine settembre l’assessore regionale Aldo Berlinguer.
Otto giorni di presidio davanti ai cancelli e
un incontro al Comune, ai primi di febbraio,
cortei di protesta, striscioni e una petizione
sottoscritta da più di due mila cittadini, ma
non dal Consiglio comunale, sembrano aver
scongiurato il pericolo. Ma per il Nim, il
comitato «No inceneritore a Matera», il problema in realtà è solo rimandato. Più concreta è la minaccia che Italcementi ottenga di
bruciare nell’impianto di Trasanello, sulla
Murgia, nel cuore del Parco delle chiese rupestri, 60 mila tonnellate annue di css, rifiuti,
spacciati con una legge del Governo Berlusconi come «combustibili solidi secondari», banditi in mezza Europa, ma non in Italia. «Abbiamo notizia che la pratica sta camminando e pare che vogliano accelerarla»,
avverte Genchi, attivista del Nim.
Il giorno del nuovo allarme sugli odori
acri, il report di Italcementi sulle emissioni
ha indicato valori nella norma. Ma con una
postilla, evidenziata con un asterisco. Nella
leggenda si spiega che i «dati non sono validi»
e sono indicati genericamente due motivi: il
primo è che «le misurazioni non sono significative in quanto durante il periodo le
apparecchiature od il sistema di misurazione
ha dichiarato malfunzionamenti, quindi le
misurazioni effettuate non sono attendibili»;
l’altro che «lo stato dell'impianto controllato
è relativo a momenti di esercizio transitorio
(avviamento o fermata)». E non è la prima
volta che accade.
Ragione in più per non voler sentir parlare
di tonnellate di css da bruciare nel cementificio. Il Nim è pronto a fare le barricate. E a
questa ipotesi oppone un’altra osservazione.
«Una settimana fa – dice Genchi – il dottor
Agostino Di Ciaula (di Isde Italia, Associazione medici per l’ambiente, impegnato in
numerose battaglie contro impianti ad alto
impatto ambientale, ndr) ha tenuto una relazione angosciante, mettendo in risalto gli
effetti pediatrici di tutti gli inquinamenti,
che non sono separati l’uno dall’altro, ma si
sommano. Di Ciaula ha fatto rilevare che i
limiti di legge in base ai quali si valutano i
fenomeni di inquinamento sono misurati in
rapporto a persone adulte. Ma la stessa aria o
la stessa acqua possono essere un veleno per i
bambini. La verità tragica emerge da dati
dell’Istituto superiore della sanità secondo
cui dal 2007 al 2011 in Basilicata sono stati
ricoverati per tumore maligno 240 bambini,
da 0 a 14 anni, con una media di tre al mese».
Sarà perché «questa terra – come hanno
scritto Giuseppe Di Marzio e Vito Mancini,
in arte Dimaroots e Vigeman Rebel, nella loro
canzone reggae contro gli inceneritori – ogni
giorno diventa sempre più malata».
LA SALUTE
PREOCCUPA
Uno striscione contro
gli inceneritori esposto dai tifosi
del Matera la scorsa
estate
allo stadio
[foto Genovese]
.
le altre notizie
COL PROCURATORE NOTTOLA
Convegno giuridico nazionale
sul contrasto alla corruzione
n Sarà presieduto dal Procuratore Generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, il convegno giuridico nazionale sul tema “Il contrasto alla corruzione fra interventi normativi e
giudiziari: Il contributo della Corte dei conti a
vent’anni dal suo decentramento” che si terrà
oggi, dalle 9, nella Mediateca provinciale, in
piazza Vittorio Veneto. Interverranno, fra gli
altri, il presidente delle Sezioni Riunite della
Corte dei Conti in sede giurisdizionale, Alberto Avoli, già procuratore regionale della Corte
dei Conti in Basilicata dal 1997 al 2000, e il procuratore in carica, Michele Oricchio.
INCONTRO FORMATIVO ALLA TENDA
Gli amici a quattro zampe
e la convivenza con gli uomini
n Un incontro formativo sul tema «Istruzioni
per una serena convivenza con gli amici a 4
zampe» è in programma oggi alle 17.30 nella
sala conferenze “La Tenda” in via Cappuccini, 15. L’evento è organizzato dal centro Social
Pet che promuove la Pet therapy, educazione e
sport cinofili.
MATERA CAPITALE «MATERA SI MUOVE» E LA NOSTRA MOBILITÀ
«Non basta aumentare
le corse dei bus navetta
per l’aeroporto di Bari»
l La proclamazione di Matera a capitale europea della cultura, ha
riproposto con urgenza la questione del gap infrastrutturale della
città. «Riteniamo riduttivo risolvere il problema del raccordo con
l’aeroporto di Bari Palese - dice Massimiliano Amenta, portavoce
Matera Si Muove - solo ed esclusivamente incentrandolo sulla mera
discussione relativa al servizio di navette. La miopia “potentina” e
l’inerzia del precedente governo De Filippo, nonostante sollecitazioni all’epoca, non seppero e non vollero cogliere l’opportunità di
inserirsi e negoziare con la Regione Puglia per la realizzazione del
terminal ferroviario dentro l’aeroporto di Bari, per costruirlo con le
Fal, che avrebbero così servito Bari ma anche e sopratutto Matera. Ma sappiamo
com'è andata quell’ occasione persa. La Regione Puglia ricorda Amenta - decise in
solitudine di realizzare non
con le FfSs, ma con la ferrovia Nord Barese, il terminal ferroviario. Ma De Filippo fece di più, non una lira
per la sinergia con gli Aeroporti di Puglia-Bari, bensì
SCALO L’aeroporto di Palese
con il costituendo aeroporto
di Pontecagnano. Ora apprendiamo che anche il presidente Pittella ha manifestato e confermato la volontà di contribuire
al capitale sociale dell’aeroporto di Salerno, nella stessa misura in
cui contribuirà la Regione Campania. Bene. Dobbiamo salvare l’unità regionale, e poi Matera è già capitale o no? Riteniamo che sia
giunto il momento di non prenderci più in giro e siamo stanchi di
essere solo derisi dalla stampa nazionale per le opere incompiute e
per le occasioni perse. Né siamo tra quelli che romanticamente si
accontentano e disegnano il disagio infrastrutturale come qualcosa
che accrescerebbe il fascino di Matera. La pensiamo in modo differente, molto differente. La Regione faccia una politica di raccordo
infrastrutturale aeroportuale più seria e, soprattutto, non limiti la
propria azione alla sola istituzione di un servizio di due o tre navette
tra Matera e Bari-Palese. Chieda di entrare anche nel capitale della
Aeroporti di Puglia ,oggi a capitale interamente della Regione Puglia, magari modificandone anche la denominazione».
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RASSEGNASTAMPA
XII I MATERA PROVINCIA
Venerdì 7 novembre 2014
SALANDRA L’IMPIANTO DI RIFIUTI SITUATO A «PIANO DEL GOVERNO» È ORMAI SATURO MA CONTINUA AD ALIMENTARE UN VESPAIO DI POLEMICHE TRA LA COMUNITÀ LOCALE
Discarica, una petizione chiede
un consiglio comunale aperto
Sulla fuoriuscita di percolato incalzano i cittadini e la minoranza
PIERO MIOLLA
l SALANDRA. Sarà pure in dismissione,
ma la discarica di “Piano del Governo”, a
Salandra, continua a far parlare di sé tra
silenzi e ipotetici sabotaggi. Ritenuto ormai
saturo, l’impianto è sempre all’attenzione
dell’opinione pubblica anche grazie all’aiuto dell’amministrazione comunale che pare
essersi trincerata dietro una vera e propria
“Linea Maginot”: perché, chiedono i cittadini, non se ne può parlare in un pubblico
dibattito? Il senso della raccolta firme avviata da “Salandra scrive” era anche questo:
sollecitare un consiglio comunale aperto
sulla questione. Richiesta ribadita anche
dai consiglieri Vincenzo Visceglia, Domenico Coppola, Nicola Saponara, Donata
Marziale e Giuseppe Pepe ai quali ha risposto, negativamente, il presidente della
massima assemblea comunale, Castolo
Giannini. Nel contempo, sono state raccolte
231 firme che, evidentemente, non vogliono
dire niente per chi governa a Salandra.
Un’altra petizione online partì più o meno
nello stesso periodo, ma diretta al Ministero
dell’Ambiente con l’obiettivo di far chiudere
definitivamente la discarica. Nel contempo,
però, è accaduto anche qualcos’altro: del
percolato avrebbe contaminato circa 100 me-
tri di terra argillosa dopo essere fuoriuscito
dalle pompe di sollevamento dell’impianto.
L’episodio sarebbe stato riferito direttamente dal sindaco del centro del Materano, Giuseppe Soranno, che avrebbe allertato Arpab, Asm, Provincia e Regione. Ciò che è più
grave, però, è che si sospetta un vero e proprio atto di sabotaggio, tanto che sarebbe
stata presentata formale denuncia alla stazione dei carabinieri di Salandra.
Chi può aver commesso l’atto di sabotaggio? E perché? Domande al momento senza risposte ma che indubbiamente conferiscono alla querelle discarica contorni ancor più misteriosi. Frattanto, Costantino
Di Cunto, portavoce di “Salandra Scrive”
ha bollato come superficiale la risposta negativa fornita da Giannini in merito alla
richiesta di consiglio comunale aperto. In
merito, Di Cunto ha ribadito che la convocazione sarebbe doverosa «in virtù delle
231 firme di cittadini che rappresentano,
con le famiglie di appartenenza, almeno metà dell’elettorato salandrese e che chiedono
di tenere in considerazione gli elementi raccolti da numerosi cittadini e i timori che
preoccupano la cittadinanza; d’informare
sulla periodica raccolta del percolato; se ci
sono stati controlli e di rendere pubblici i
risultati delle analisi».
La replica
Ma il presidente Giannini
ha rigettato l’istanza
SALANDRA. «Non c’è una
espressa disciplina regolamentare
che contempli l’istituto» del consiglio
comunale aperto, «né tale tipo di convocazione rientra nelle modalità disciplinate dal Testo Unico degli Enti locali». Inizia così la lettera a firma del presidente del consiglio comunale di Salandra, Castolo Giannini, con la quale
è stata rigettata la richiesta di convocazione di un consiglio aperto sulla discarica comunale, chiesto da alcuni
consiglieri. «Pur volendo dare corso
alla convocazione di un consiglio in
seduta ordinaria non aperta – ha aggiunto Giannini - tale richiesta non
contempla un ordine del giorno che
rientri nelle competenze specificate
dall’articolo 42 del Tuel: nella richiesta di convocazione si chiede di dibattere e valutare aspetti tecnici, economici e ambientali, i costi per raccolta e
smaltimento dei rifiuti, che sono modalità attuative puramente tecni[p.miol.]
che».
BERNALDA
L’autismo
e gli approcci
terapeutici
POLICORO UN VENTIQUATTRENNE DI POTENZA FERMATO DAI CARABINIERI
l BERNALDA. Nuovi approcci
terapeutici per l’autismo. È il tema del dibattito su cui si incentrerà la terza edizione del Premio
Globus.
Gli
organizzatori
dell’omonima associazione di volontariato hanno deciso di puntare molto su questa problematica
sanitaria che con i suoi bisogni e le
crescenti richieste di aiuto resta
ancora a totale carico delle famiglie dei diversamente abili. «Oggi
– affermano i referenti di Globus –
si ha la necessità di conoscere misure e azioni che il governo regionale e il dipartimento nazionale stanno mettendo in campo
per le persone autistiche e le loro
famiglie. Ciò al fine di migliorare i
risultati e la partecipazione attiva
delle parti, con ricadute e benefici
per gli interessati».
Il premio Globus 2014 sarà animato dal cabarettista Dino Paradiso e si svolgerà oggi, dalle 18,
nell’auditorium “Pitagora” della
Domus dei Padri Trinitari. Apriranno i lavori i saluti del sindaco,
Domenico Tataranno, del responsabile della Domus, padre
Angelo Cipollone, di Raffaele
Tataranno, presidente dell’Ordine dei medici della provincia. Interverranno il neuropsichiatra
Carlo Calzone, il sociologo Rocco
Di Santo, il consigliere regionale
Luigi Bradascio. Modererà il
neuropsichiatra infantile Domenico Mangione. Concluderà l’assessore regionale alla Sanità, Flavia Franconi. Seguirà la premiazione, mentre i momenti musicali
saranno affidati all’esibizione della “Banda senza problemi”,
dell’Istituto dei Padri Trinitari di
Venosa.
Il premio Globus è stato istituito
nel 2012. È un riconoscimento, su
base regionale, rivolto a chi si distingue nell’ambito della disabilità. Info, tel. 331 / 596.71.43 e 338 /
825.80.63; mail: globusonlusçgmail.com; sito internet: www.glo[an.mor.]
busonlus.it
l POLICORO. Quando si dice che reiterare è diabolico. Così, un giovane di
Potenza, C.S., 24 anni, in attesa di occupazione, con precedenti di polizia, è stato
arrestato due volte in tre giorni per evasione dai domiciliari.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Policoro che,
alle 11.30 del 1 novembre scorso, si recavano in una struttura ricettiva del Lido,
da cui era stato segnalato l’allontanamento
di C.S. lì autorizzato dal Tribunale di
Potenza, Ufficio giudice per le indagini
preliminari, a soggiornare in regime di
arresti domiciliari. Così, i militari, mentre
si avvicinavano alla struttura hanno notato un giovane che a piedi, con fare
sospetto, si dirigeva verso il centro abitato.
L’uomo, pertanto, è stato accompagnato
negli uffici della Compagnia di Policoro,
tratto in arresto e riaccompagnato presso il
centro da cui si era allontanato su di-
Arrestato due volte in 3 giorni
per evasione dai domiciliari
sposizione del sostituto procuratore Alessandra Susca.
Il 3 novembre scorso, però, alle 11 circa,
C.S. è stato nuovamente sorpreso da un
equipaggio del 112 mentre, con un borsone
con effetti personali, percorreva a piedi via
Lido in direzione centro urbano. I militari,
pertanto, hanno proceduto al suo arresto
nella flagranza del reato di evasione e, dopo
aver espletato le formalità di rito, lo hanno
accompagnato, su disposizione del sostituto procuratore Annafranca Ventricelli,
al Tribunale di Matera dove il giudice
Giuseppe De Benedictis, valutata la gravità dei fatti e la pericolosità del soggetto,
ha convalidato l’arresto applicando la misura degli arresti domiciliari per un tempo
non superiore a tre mesi. Il magistrato ha
anche disposto l’accompagnamento dell’arrestato nella struttura di Policoro dalla
quale si era allontanato prima del successivo trasferimento ad Irsina, in co[fi.me.]
munità.
AMBIENTE Il tratto interessato dalla presenza di percolato
SCANZANO JONICO LA SCOPERTA
Uno squalo morto
sulla spiaggia in stato
di decomposizione
FILIPPO MELE
no la capacità di aggredire e mangiare altri squali oltre vari altri
l SCANZANO JONICO. Uno tipi di pesce e crostacei. Ed in
squalo avvistato sulla spiaggia, si genere non attaccano l’uomo se
sa, incute terrore. Soprattutto non molestati.
d’estate. Nel nostro caso, però, il
A parte la comprensibile paura
ritrovamento lascia l’amaro in se la “pinna” fosse stata avvistata
bocca. L’animale, infatti,
lungo 3,5 metri, è stato trovato sull'arenile in avanzato stato di decomposizione
dai veterinari
della Asm, Domenico Larocca e Antonio Marrone,
intervenuti su
SULL’ARENILE Lo squalo di oltre tre metri
segnalazione
della Capitaneria di porto.
Nonostante tutto, però, è stato in mare a spiaggia piena di bapossibile delineare le caratteri- gnanti, il ritrovamento, assieme
stiche dell’esemplare apparte- alla accertata presenza di delfini
nente all’Ordine Hexanchifor- e di foche monache, testimonia
mes; famiglia Hexanchidae; ge- della ricca biodiversità del mare
nere Hexanchus; nome scienti- antistante il Metapontino. La
fico Hexanchus griseus; nome co- conferma è arrivata da Filippo
mune squalo capo piatto o no- Verde, capo dei servizi veterinatidano grigio detto anche pesce ri del Distretto di Policoro della
vacca. Si tratta di animali che Asm: «Sì, il nostro mare è ricco di
possono raggiungere la lunghez- specie considerate in via di estinza di 5-6 metri ed un peso di 7-8 zione. Come testimonia il ritroquintali, che vivono in acque pro- vamento di questo straordinario
fonde e, quindi, generalmente ne- esemplare di squalo. Un animale
gli oceani ma che si possono rin- che con le sue caratteristiche
venire anche nel Mediterraneo e anatomiche richiama primitive
nelle acque italiane. I soggetti epoche dell’umanità. Occorregiovani prediligono acque poco rebbero interventi per una sua
profonde. Vista la loro stazza han- maggiore tutela».
PISTICCI IL QUARTIERE INSERITO TRA LE CENTO MERAVIGLIE D’ITALIA DA SALVAGUARDARE NEL CATALOGO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI
Dopo la revoca del decreto di trasferimento
ora si pensa al recupero del rione Dirupo
Un concorso di idee riservato agli architetti è la proposta lanciata dalla Pro Loco
DA RIQUALIFICARE Il Rione Dirupo di Pisticci
l PISTICCI. Un concorso di idee, riservato ad architetti, per dare seguito al recupero del rione “Dirupo”
fresco di revoca dal famigerato decreto di trasferimento.
E’ il percorso suggerito dalla Pro Loco pisticcese all’amministrazione comunale guidata da Vito Di Trani. «Dal
1994 – ha spiegato il presidente, Pasquale Sisto – come
Pro Loco abbiamo istituito il premio “Dirupo D’Oro”
con l’obiettivo di stimolare e sollecitare, nel tempo, le
varie amministrazioni comunali succedutesi affinché
prendessero in seria considerazione il recupero di questo nobile e vetusto quartiere. Voglio ricordare che il
Dirupo è stato inserito tra le cento meraviglie d’Italia da
salvaguardare nell’apposito catalogo, predisposto dal
ministero dei Beni Culturali: anche per questo, negli
anni, abbiamo sempre, costantemente, chiesto ai vari
sindaci di Pisticci di adoperarsi per ottenere la revoca
del decreto di trasferimento». Ora, quella revoca è fi-
nalmente diventata realtà, per la gioia di tutta Pisticci.
«E’ vero, e dopo tante amministrazioni che non sono
riuscite, o non si sono adoperate sufficientemente per la
revoca, oggi si è riusciti a raggiungere lo scopo. Di
questo – ha aggiunto Sisto – dobbiamo dire grazie all’impegno e, perché no, anche alla testardaggine del sindaco
Di Trani. A lui, dunque, vanno le lodi della Pro Loco e a
quanti si sono impegnati per la soluzione positiva del
caso: a questo punto speriamo vivamente che la revoca
possa essere l’ideale premessa per la consacrazione di
questo suggestivo rione che caratterizza la nostra cittadina», ha concluso il presidente della Pro Loco di
Pisticci, non prima di aver ribadito la sua proposta: «Si
promuova un concorso di idee per professionisti e si
scelga quello migliore: solo così, potremo dare seguito al
percorso iniziato con la revoca del decreto di trasfe(p.miol.)
rimento».
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI I XIII
Venerdì 7 novembre 2014
EUSTACHIO NICOLETTI, MARGHERITA CAPALBI, VITINA GALASSO E FRANCO GALGANO *
I PROBLEMI DELLA SCUOLA
Va in scena la Leopolda lucana Domani in piazza
di ALESSANDRO GENOVESI *
L
e Organizzazioni sindacali Flc Cgil,
Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals regionali valutano negativamente l’iniziativa che ha promosso ed organizzato il Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca dal titolo “I visionari della scuola» nei giorni 6 e 7 novembre
perché, in assenza di una qualsiasi idea di
scuola e di relativa programmazione, mette in
atto metodi e forme di coinvolgimento “virtuali” di studenti, famiglie, docenti e addetti ai
lavori, secondo lo stile dell’epoca, sfuggendo al
confronto sui problemi reali che investono la
scuola lucana. Si tratta di un’iniziativa articolata e ambiziosa che propone metodi innovativi (piattaforme telematiche, forum,
gruppi di lavoro) ma che, nella sostanza, rappresenta la solita proposta di facciata e d’immagine finalizzata a presentare “La Buona
Scuola”, riproponendo una sorta di “mini Leopolda” lucana.
Come sindacati riteniamo che la condizione
in cui versa il sistema scolastico non meriti
un’attenzione virtuale né mediatica o di facciata perché gli effetti dei provvedimenti di
mero taglio realizzati dai Governi che si sono
susseguiti in questi anni, hanno assunto in
Basilicata una valenza tanto dirompente quanto drammatica, generando gravi menomazioni
ai capisaldi irrinunciabili dell’organizzazione
del servizio scolastico: il tempo scuola, la relazione educativa, i servizi amministrativi e
ausiliari, l’esercizio effettivo del diritto
all’istruzione sancito dalla nostra Costituzione
e dalle convenzioni internazionali. Il sistema
scolastico lucano è stato condizionato da alcuni specifici elementi di contesto come la
riduzione del 23,5% del personale scolastico (a
fronte della riduzione del10% della popolazione scolastica), la perdita di circa 3.500 posti, il
sottodimensionamento di numerose istituzioni scolastiche (44 su 141 totali), l’aumento delle
percentuali di alunni che frequentano le pluriclassi (6/7 %). In un contesto già così difficile,
in questi anni, la Regione Basilicata non è stata
in grado di dare risposte adeguate.
Al di là di dichiarazioni di principio, di
percorsi di riforma più annunciati che praticati, di finalità e obiettivi dichiarati e condivisibili, di fatto le “politiche” scolastiche regionali hanno costruito un sistema parallelo a
quello d’istruzione pubblica e statale, declinandolo in un'ottica forzatamente regionalista
e "localista". Una scelta che non solo ha leso
l'esercizio reale di un diritto universale quale è
il diritto all'istruzione, che è premessa al pieno
diritto di "cittadinanza", ma che non è riuscita
nemmeno nell’intento di dar vita ad un sistema
integrato di istruzione e formazione capace di
mettere in relazione virtuosa cultura, istruzione, formazione, lavoro, investimento sociale
e individuale. E’ a partire da questa condizione
in cui versa il Sistema scolastico lucano che
avremmo voluto interloquire con l’Assessore
regionale alle Politiche di Sviluppo, Lavoro,
Formazione e Ricerca che ripetutamente in più
occasioni ha preso l’impegno di convocare un
tavolo politico per affrontare, a tempo debito, le
tante questioni sul tappeto. Gli impegni politici
con i sindacati sono stati purtroppo disattesi e
si sono accumulati ritardi su aspetti delicati
quali dimensionamento, alternanza scuola lavoro, istruzione e formazione professionale,
edilizia scolastica, che difficilmente potranno
essere recuperati. Una volta spenti i riflettori
sulla kermesse, smontate le luci e le scenografie, ci sarà bisogno di un vero confronto di
merito per poter affrontare, in un quadro politico – programmatico generale, la complessità dei problemi del sistema scolastico e
dell’istruzione e formazione, a partire dal diritto allo studio. Questo confronto, di natura
politica, che dovrà necessariamente coinvolgere le organizzazioni sindacali, non può esaurirsi nel tavolo tecnico interistituzionale atteso
che fin qui si è dimostrato uno strumento inadeguato e inefficace ad affrontare e risolvere i
problemi. Non basta pensare alle” visioni” del
futuro. C’è un problema di priorità: si rende
necessario innanzitutto partire dalla soluzione
dei problemi del presente, quelli concreti che
impediscono alla scuola lucana di proiettarsi
in una prospettiva di cambiamento. Su questo
siamo pronti al confronto e al dialogo con la
Regione. I sindacati ribadiscono pertanto la
richiesta di un incontro politico con il presidente della Giunta regionale in quanto solo
sulla base di una progettualità di ordine politico è possibile qualificare l’offerta formativa
in Basilicata ed assicurare ai nostri giovani il
pieno esercizio del diritto allo studio.
[* Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals]
ILARIA NAVARRA *
Test medicina, così è andata
C
ara Gazzetta, ho deciso di scrivervi in merito all'articolo riguardante i test per l'accesso alle specializzazioni mediche svoltosi a
Potenza. Non mi aspetto giornalismo d'inchiesta su questi temi, ma non
accetto che vengano dette sciocchezze così
clamorose. Ero in aula D e ho partecipato
alle prove di martedì, mercoledì e giovedì,
quindi premetto che il giorno in cui sono
stati chiamati i carabinieri non c'ero.
Intanto ci tengo a precisare una serie di
cose: che solo nel giorno di martedì, quello
uguale per tutti, eravamo 39; che il numero
di partecipanti è proporzionale alla capienza delle aule e si veniva assegnati per età anagrafica e
ordine alfabetico; che in aula A non erano affatto undici per-
sone, almeno non nei giorni che ero presente io.
Inoltre vorrei dire ai miei colleghi che provo tanta tristezza
nel vedere come, anche in queste circostanze che ci umiliano e ci demoralizzano
tutti, ci si riduce sempre alla solita guerra
tra poveri. Sono veramente spiacevoli le
accusse e le illazioni mosse alla mia aula.
E visto che io in quell'aula c'ero, so con
quale rigore si è svolta la prova e conosco
personalmente alcuni dei ragazzi che
hanno fatto i «punteggioni» e gli saprei
spiegare anche perchè e per come. Che
amarezza. E che amarezza questo ministro che afferma che loro non hanno responsabilità alcuna.
[* lettrice]
VINCENZO TORTORELLI *
Pensionati lucani a Palermo
D
a Palermo alla manifestazione dei
pensionati del Sud i pensionati lucani hanno rilanciato l'hashtag
#NonStiamoSereni che è lo slogan
che caratterizza l’iniziativa, avviata da qualche tempo, dell’invio di cartoline al Premier
Renzi per esprimere la totale insoddisfazione. I pensionati sono il vero ammortizzatore
sociale delle famiglie italiane e se la crisi ha
raddoppiato il numero dei poveri in Italia è
soprattutto la situazione di vita dei pensionati in Basilicata quella maggiormente segnata dall’emergenza povertà: il 28,59% dei
lucani (contribuenti o meno) sopravvive con
419 euro al mese, molto meno della metà della
soglia di povertà assoluta di una famiglia di
quattro persone. Di qui le proposte: una legge
per la rivalutazione delle pensioni per frenare una discesa verso la povertà dei pensionati che non ha fine; una legge per la non
autosufficienza, visto che la crisi sta sempre
di più mettendo in difficoltà le famiglie che
hanno in casa una persona non autosufficiente; l’adeguamento dei servizi di assistenza sanitaria riducendo il peso dei ticket che
scoraggiano prima di tutto gli anzia
ni a curarsi.
In questi anni sono aumentate le diseguaglianze, si è ristretto il perimetro dei diritti e
l’emarginazione sociale ha esteso la propria
platea di ultimi, deboli e meno fortunati. Il
sistema produttivo si sta sgretolando, si sta
esaurendo la sua spinta propulsiva e la sua
capacità progettuale. Per la prima volta, molti figli vivono e sono destinati a vivere peggio
INCONTRO
Un momento
della
manifestazione
sindacale che
si è svolta a
Palermo
.
dei loro genitori. La sostenibilità economica
e sociale di questi sistemi si basa sulla loro
capacità di produrre beni attraverso il lavoro
dei cittadini che vivono e si riconoscono in
essi. Laddove il lavoro si riduce, diminuiscono anche i consumi, le imprese entrano in
crisi, lo Stato è destinato a incamerare meno
introiti, la sua legittimità e credibilità diminuiscono e inevitabilmente è destinato a
non poter garantire adeguati servizi ai cittadini e alle imprese.
Ho rilanciato la necessità del “patto intergenerazionale” che eviti lo scontro tra
nonni-padri e figli-nipoti in una fase – ha
detto – di “contrazione dei diritti” mettendo
al primo posto il diritto al lavoro dei giovani e
di conseguenza il diritto ad una pensione
giusta. Oggi sono i nonni che riescono a far
studiare i nipoti, una situazione che non può
più reggere. Per questo abbiamo indicato la
strada per uscire dalla crisi economica. Secondo noi l'unico modo per far uscire il Paese
dalla crisi è aumentare il potere d'acquisto di
salari e pensioni. Se non si interverrà su
questo, resteremo in recessione perlomeno
fino al 2016, per poi raggiungere il pareggio di
bilancio e ritrovarci un'Italia sempre più povera, tornata ai livelli degli anni '80. E non
dimentichiamo che il governo aveva promesso di estendere il bonus Irpef da 80 euro anche
ai pensionati, ma su questo adesso tace e in
questo caso purtroppo chi tace non acconsente.
[* segretario regionale Uil Pensionati]
per una vera riforma
GIOVANI Protesta di studenti
P
er la prima voltal'8 novembre a Romatutte le organizzazioni sindacali dei servizi pubblici (scuola, sanità, funzioni centrali, servizi locali, sicurezza e soccorso pubblico, università, afam, privato sociale) di
Cgil, Cisl, Uil e di parte del sindacato autonomo, unite da una
piattaforma comune,scenderanno in piazza per chiedere una
vera riforma della pubblica amministrazione e del sistema di
servizi ai cittadini. Scenderà in strada la professionalità di chi
lavora al servizio delle persone, offre servizi che rappresentano
l'unico argine a una crisi che quelle persone le indebolisce, le
impoverisce, le lascia prive di mezzi e tutele. Facciamo appello a
tutte le lavoratrici e lavoratori dei diversi settori che operano in
Basilicata a mobilitarsi, a prendere contatto con la Fp-Cgil e la
FLC-Cgil, le Camere del Lavoro di Potenza e Matera, a parlare
con il proprio delegato di posto di lavoro per essere il prossimo 8
Novembre a Roma.
Una mobilitazione contro scelte sbagliate e per una vera
riforma della pubblica amministrazione e del settore della conoscenza. Le proposte del Governo, da ultimo con la legge di
stabilità, purtroppo non vanno nella direzione di una vera
riforma e non aiutano il Paese:si riducono ulteriormente i
serviziattraverso tagli lineari insensati;continua la riduzione
del lavoro pubblicoe si nega fino al 2018 la riapertura della
contrattazione, nonostante il costo del personale sia sceso in 5
anni di oltre 9 miliardi mentre la spesa complessiva è comunque
salita di 14;non si toccano i centri dello spreco,non si riducono i
centri di spesa, non si colpiscono le sacche di privilegio tanto a
livello centrale che locale (da ultimo potremmo citare certi bandi
per dirigenti nelle FAL o in Arpab);non si prevede una riorganizzazionedelle funzioni centrali e nemmeno l'unificazione
degli sportelli che offrono servizi sul territorio; non si investe
nella legalitàe nella lotta all'evasione, abbandonando il sistema
di controllo e cancellando le poche assunzioni di ispettori del
lavoro previste, quando aumentano (e anche qui la Basilicata ha
un triste primato) lavoro nero e morti nei cantieri;non si tutela la
salute,riducendo la copertura del sistema pubblico senza ripensarlo, ovvero portando la sanità nel territorio con i servizi di
prossimità;si indeboliscono gli enti localisenza riordinarli e
metterli nelle condizioni di assolvere alle loro funzioni; mancano risposte per i 120mila precari della pubblica amministrazione; lastaffetta generazionale non c'è...e potremmo ancora
continuare.
Ma non scendiamo in piazza contro e basta. Anzi scendiamo in
piazza soprattutto per dare forza alle nostre proposte per cambiare veramente, oltre gli slogan, oltre i luoghi comuni.Scendiamoin piazza per sbloccare il futuroe lo facciamo indicando 7
priorità per la riforma dei servizi pubblici: riaprire la contrattazione, sbloccare salari e carriere e accompagnare così
nuovi servizi e funzioni; investire sulle competenze, cioè dare
stabilità e certezza al lavoro, a partire dal personale precario;
avviare una vera riorganizzazione dei servizi, degli enti e dei
corpi dello stato con costi e servizi standard a tutela dell'universalità; basta con il dumping contrattuale nel privato che
offre servizi pubblici (a stesso lavoro, stesso diritto, stesso salario); valorizzazione di istruzione e formazione come leve di
crescita (università,ricerca e conoscenza driver dello sviluppo,
aggredendo anche il tema della didattica, del sostegno agli
allievi con più difficoltà, ad una politica di sistema che valorizzi
il ruolo del pubblico); un sistema della sicurezza avanzato,
valorizzando le specificità dei Corpi dello Stato.
Perchè noi per primi, come Sindacato, siamo per una P.A.
snella, vicina ai cittadini, che valorizzi il merito e le competenze
interne e non sia prigioniera di dirigenti nominati dalla politica
e da ridondanze e sprechi. Sfidiamo il Governo a fare una
riforma del settore pubblico coinvolgendo le intelligenze, i saperi,le proposte di chi in un'ospedale, in un Comune, in una
scuola ci lavora tutti i giorni e non ci capita per caso solo per
qualche convegno. Per questo l'8 novembre le lavoratrici e lavoratori della Fp-Cgil e FLC-Cgil saranno in piazza a difendere
un pubblico interesse. L'interesse di tutti.
[* segretario regionale Cgil]
RASSEGNASTAMPA
corriere.it
Cortei: anche il «bacio» su casco
agente sarà «atto provocatorio»
Le forze dell’ordine dovranno resistere anche in caso di «contatto fisico blando, fischi, sfide verbali, le manifestazioni sonore e fragorose, i gesti scurrili»
di Redazione Online
shadow
Anche il «bacio» è elencato tra gli atti provocatori nella bozza presentata ai sindacati sulle regole di ingaggio nei cortei predisposte dal Dipartimento di Pubblica sicurezza. Il riferimento ricorda l’episodio, avvenuto
circa un anno fa, in cui una manifestante no-Tav baciò un agente in divisa e munito di casco. Tra gli altri atti
provocatori figurano «la ricerca del contatto fisico blando, i fischi, le sfide verbali, le manifestazioni sonore e
fragorose, i gesti scurrili». La relazione parla anche di altre forme di resistenza passiva quali la «catena umana», costituita anche da doppie file di persone che impediscono materialmente il transito di persone e veicoli;
il «sit in», che costituisce il posizionamento di un gruppo di persone in un determinato luogo (spesso al centro di una strada) in modo tale da non consentire il libero transito, impedendo l’esecuzione degli interventi di
polizia, e gli« atti di autolesionismo».
L’uso della forza
L’uso della forza «è legittimo» da parte della polizia se caratterizzato «dalla assoluta necessità, adeguatezza e
proporzionalità» scrive il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella relazione. L’insieme delle nuove norme
costituisce «la tavola dei valori» a cui ciascun agente deve uniformarsi e mira a «orientare la condotta» dei
poliziotti «verso comportamenti improntati al rispetto dei diritti fondamentali, primo tra tutti la sacralità
della persona».
«Fascia di sicurezza di 15 metri»
Una fascia «non inferiore ai 15 metri» come distanza di sicurezza dai manifestanti. L’inosservanza di tale
limite «non determina alcuna reazione automatica delle unità operative»: solo il funzionario dirigente può
decidere un intervento. In caso di tensioni nei cortei, «il responsabile del servizio valuta strategie di dialogo
appropriate ed esperisce tutti i tentativi possibili di mediazione, avvalendosi principalmente di personale
della Digos» insieme con altri organismi istituzionali, quali rappresentanti politici, sindacali, servizi sociali,
psicologi, personale sanitario.
6 novembre 2014 | 19:18
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