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CSPComplessità e sostenibilità nel progetto

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CSP Complessità e sostenibilità nel progetto
ISSN: 2279-8749
n. 11 / luglio-settembre 2014
SDA | Synthesis Design + Architecture
UNStudio
Mecanoo architecten
soma architecture
OSO Studio
P-A-T-T-E-R-N-S
Sommario
CSP
Complessità e sostenibilità nel progetto
Direttore Responsabile
Gabriella Padovano
n.11/luglio-settembre 2014
Vice Direttore
Cesare Blasi
Redazione
Attilio Nebuloni, Silvia Bertolotti
13
32
3| Editoriale
Gabriella Padovano
5| Attilio Nebuloni
Approcci di complessità nel progetto
sostenibile / Approaches to complexity
in sustainable design
13| SDA | Synthesis Design + Architecture
Centro Culturale di Taichung, Taichung
/ Taichung Cultural Center, Taichung
32| UNStudio
Padiglione tematico per il World
Horticultural Expo 2014 di Qingdao
/ Qingdao World Horticultural Expo 2014
Theme Pavilion
51| Mecanoo architecten
Eurovision Song Contest Indoor pavilion,
Baku, Azerbaijan
Comitato Scientifico
Herman Diaz Alonso
Andreas Kipar
Tarek Naga
Tom Wiscombe
Cesare Blasi
Gabriella Padovano
Progetto grafico
Sergio Antonioli
51
56| soma architecture
Flow Lines un ponte di fibre per Salford,
Salford / Flow Lines a fibrous bridge for
Salford, Salford
65| soma architecture
Centro servizi passeggeri del terminal
di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen
Passenger Terminal Service Center,
Kinmen, Taiwan
56
83 | OSO Studio
Fragrant hill pavilion, Pechino
/ Fragrant hill pavilion, Beijing
95| P-A-T-T-E-R-N-S
Busan Opera House I La conchiglia
arenata / Busan Opera House I Stranded
Shells
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65
83
95
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Editoriale/Editorial
Gabriella Padovano
Molti dei concetti e dei termini enunziati per trasmettere
idee teoriche e suggerimenti operativi sul problema della
complessità sostenibile si rivelano non sempre adeguati
per cogliere le realtà sfuggenti e comprendere un mondo
in movimento, prevedere soluzioni o indicare realizzazioni
e progetti esistenti da assumere a modello.
Appare necessaria una strategia generale, che sia
incline, per sua interna tendenza, all’allargamento e al
riconoscimento dell’alterità e della differenza.
Non si tratta, tuttavia, di una strategia che abbia come
obiettivo di affermare le differenze e di sistemarle in
un efficace dispositivo di comando, quanto di mirare
alla creazione di spazi liberi, in cui il riconoscimento e
l’affermazione della differenza servono al rafforzamento
dell’autonomia individuale e collettiva.
La diversità è la radice genetica della complessità:
intervenire su un sistema per ridurne la diversità significa
tagliare alla base le possibilità di una evoluzione che si
sviluppi creando novità.
Le configurazioni spaziali, che possono essere
immaginate per esprimere questa società delle
differenze, costituiscono l’aspetto più propriamente
disciplinare del problema-sfida.
Delimitare i termini del problema, la sua natura, la sua
dimensione, le risorse, gli attori in gioco, sarà altrettanto
importante quanto la determinazione e la formulazione
teorica di una soluzione.
L’ipotesi, che è possibile avanzare, è quella di operare
la rigenerazione del progetto, intesa come l’insieme
dei rapporti con gli elementi antropici e naturali di un
territorio, attraverso progetti e riqualificazioni a più livelli,
che passano attraverso nuovi spazi di riferimento, che
superano i confini istituzionali tradizionali, inserendo
dimensioni variabili di natura sovra-comunale e
interregionale, con programmi e progetti di grande
respiro, correlati su reti che rigenerano le realtà di
destrutturazione e di abbandono, reinserendole in un
Many of the concepts and terms used to convey
theoretical ideas and put across practical suggestions
on the question of sustainable complexity often prove
to be incapable of understanding a moving world and
its fleeting realities, of providing solutions or identifying
existing achievements and projects that may be used as
a model.
There is a clear need for a general strategy which, by
its own inner tendency, lends itself to recognising and
encouraging alterity and diversity.
The aim of this strategy, however, should not be to
establish differences and place them within an effective
system of control, but to create open spaces in which the
recognition and the affirmation of these differences may
serve to strengthen individual and collective autonomy.
Diversity is the genetic root of this complexity, and
to intervene in a system for the purpose of reducing
diversity is to cut down at its base the possibility of an
evolution that develops through new creations.
Spatial configurations, which may be envisaged as an
expression of this society of differences, represent the
most purely disciplinary aspect of the problem/challenge.
Defining the terms of the problem, its nature, its size,
the resources and the subject involved, will be equally
important as theoretically defining and formulating a
solution.
A possible idea may be to focus on regenerating the
project by working on relations between the anthropic
and natural elements of the territory through a series
of projects and redevelopment initiatives carried out
on several levels, which will involve new key spaces
that overstep the traditional institutional boundaries by
introducing different sizes of a supra-municipal and
inter-regional character, with broad-based programmes
and projects linked through networks capable of bringing
the areas of disintegration and neglect back to life and
reintroducing them into a development cycle.
circuito di sviluppo.
Il percorso di ricerca si dovrebbe svolgere in uno spazio
fluido, non più predeterminato in ruoli e gerarchie date.
Le riflessioni effettuate fanno intravvedere ciò che
occorre fare per intraprendere il cammino verso le ipotesi
progettuali, ma è difficile sapere quale struttura e forma
potranno assumere il territorio e la nuova architettura,
dato che, senz’altro, la definizione finale sarà inconsueta,
e, essendo caratterizzata dalla diversità e dalle
differenze, non potrà che essere molteplice e variabile.
Saranno diverse da tutto quello a cui si era abituati
in passato e possiamo solo immaginarle in alcune
prospettazioni e traiettorie di ricerca.
Il tema centrale diviene quello di dare senso e futuro
a queste complessità della società e del territorio,
attraverso modificazioni continue ai materiali esistenti,
recuperando, mediante una modifica dei nostri
stessi metodi progettuali, la capacità di vedere e di
stabilire nuove connessioni, di formulare nuove linee
di aggregazione fisiche, funzionali e sociali, di agire
nelle aree intermedie, negli interstizi, aggiungendo
all’esistente innovazioni, che diano nuovo senso a tutto
l’insieme.
L’equilibrio tra ambiente artificiale e ambiente naturale
è uno dei principi sui quali fondare il modello di sviluppo
“sostenibile”. Tale modello, che tende a risolvere la
contrapposizione tra natura e uomo, si basa sulla
progettazione di ampi spazi aperti, in cui molti materiali
naturali e artificiali entrano in relazioni reciproche,
inseriti in un nuovo disegno del territorio che, mentre
rilegge il paesaggio agrario definisce nuovi modi d’uso
del patrimonio edilizio esistente, mentre conserva ciò
che ha effetti profondi sull’ambiente lo inserisce in un
ridisegno complessivo, mentre vincola la riserva naturale
la immette nei circuiti della vita del territorio, sempre
rispettando i differenti principi insediativi, eliminando le
zonizzazioni specialistiche e le barriere difensive.
The path of research should be followed within a
fluid space that no longer features preset roles and
hierarchies.
These reflections give an insight into what needs
to be done in order to proceed with urban-planning
hypotheses, but it is difficult to know what structure and
form the territory and its new architecture will have,
since the final definition will undoubtedly be singular
and, being characterised by diversity and differences,
inevitably multiple and varied.
They will be different, in fact, from all that we have been
accustomed to in the past and we can only imagine
them in the context of certain presentations and paths of
research.
The central theme thus becomes to give a meaning
and future to these complexities of the society and
the territory through continual alterations to existing
materials, thereby recovering, by changing our
design methods, the ability to see and to establish
new connections, to formulate new lines of physical,
functional and social aggregation, and to work on the
intermediate areas and the interstices, introducing
innovations to those existing for the purpose of giving
new meaning to the whole.
The balance between artificial environment and natural
environment is one of the principles on which the model
of ‘sustainable’ development should be founded. This
model, which aims to resolve the conflict between
nature and man, is based on the designing of large
open spaces, in which numerous natural and artificial
materials may form mutual relations that become part
of a new territorial design that reinterprets the rural
landscape while defining new uses for the existing
architectural heritage, preserves that which profoundly
affects the environment while including it in an overall
redesign, and protects the nature reserve while adding it
to the territory’s living systems – respecting, at the same
3
Editoriale / Editorial
Occorre fare riferimento alla differenziazione intesa
come molteplicità e incertezza, ma, soprattutto, occorre
privilegiare l’approccio alla interazione, cioè alla
connessione che rende possibile il passaggio multiplo di
relazioni tra le parti.
Non possiamo rinunciare ad assumere la mutazione
come fondamento delle ipotesi spaziali, e puntare su
un progetto che contenga una provocazione, anziché
un’unica soluzione in termini rigidi.
Lo spazio che genera l’adattamento alla mutazione e alla
variabilità dei comportamenti è quello dell’interazione,
dove la complessità diventa generatrice dell’insieme
degli altri spazi e luogo delle connessioni interattive.
Queste connessioni diventano la generatrice degli
altri spazi e, quindi, una struttura relazionale, lungo
la quale si creano le modifiche che nascono dal fatto
che ogni comportamento può interagire con gli altri
comportamenti e indurre adattamenti, gradi di labilità e
diverse appropriazioni da parte degli utenti.
Si tratta di un territorio e di un’architettura che si
pongono come offerte e si inseriscono in un orizzonte nel
quale la proposta progettuale diviene spazio adeguato
a svolgere ciò che ci si aspetta da parte di differenti
persone in diversi momenti, per vivere lo spazio e
attribuirgli sempre nuovi significati.
Per quanto riguarda la sostenibilità, l’approccio a
partire dall’interazione comporta che le risorse a
cui fare riferimento nella interconnessione devono
necessariamente contemplare quelle naturali e quelle
storiche in modo che conservazione e sviluppo siano
a loro volta interconnessi e caratterizzino lo spazio
generativo della mediazione.
I tre concetti di strategia interattiva, di incertezza e di
innovazione divengono determinanti in un progetto della
molteplicità di significati, che deve confrontarsi con i
problemi che derivano dall’assumere decisioni relative
alle relazioni e alle interconnessioni, dal dover far fronte
Gabriella Padovano
time, the different principles of habitation and doing
away with specialised zoning attitudes and defensive
barriers. Differentiation should be referred to in the
sense of multiplicity and uncertainty, yet we should
concentrate above all on encouraging the approach to
interaction, i.e. the connection that enables multiple
relations to be established between the various parties.
We cannot help but insist on change as the base on
which these spatial hypotheses must be founded, and
focus on a project that provokes rather than rigidly
offering one a single solution.
The space that generates adaptation to change and the
variability of behaviour is that of interaction, in which
complexity becomes the creator of all the other spaces
and the origin of interactive connections.
These connections will in turn generate other areas,
creating a relational structure that produces changes
which arise from the fact that each attitude can interact
with other attitudes and induce adaptations, degrees
of weakness and different appropriations on the part of
the users. This territory and architecture may be said to
offer themselves as part of a setting in which the project
becomes a space capable of meeting the expectations of
different people at different times with regard to its use,
thus giving it constantly new meanings.
Concerning sustainability, from the point of view of
interaction the approach implies that the resources
referred to in the context of interconnection must
necessarily take into account those of a natural
and historical character, so that conservation and
development will themselves be interrelated and
characteristic of the generative space of mediation.
The three concepts of interactive strategy, uncertainty
and innovation become crucial in a project with multiple
meanings, which has to face problems resulting
from decisions made on the subject of relations and
interconnections, the necessity of dealing with multiple
a molteplici forme di diversità e dal dovere sfidare ed
essere sfidata da soluzioni innovative riferite a vecchi e
nuovi problemi.
L’interazione consente di svelare valori, comprendere
diversità per eventualmente accettare valori più consoni
alla propria identità, organizzando gli spazi secondo
i principi di una nuova sensibilità, che si propone
di liberare le energie vitali del mondo della vita, in
cui l’apertura ad apporti diversificati si traduca in
complessità interattiva e sostenibile.
Il territorio del futuro prossimo richiede, infatti, la
sperimentazione di soluzioni creative, l’esercizio del
progetto, il rafforzamento di tutte le dimensioni del
vivere, attribuendo alla qualità territoriale e allo sviluppo
complesso e sostenibile un valore strategico.
forms of diversity and that of challenging (and being
challenged by) innovative solutions to both old and
new problems. Interaction makes it possible to uncover
values, to understand diversities with a view to possibly
adopting values ​​that are more suited to one’s own
identity, and therefore to organise spaces on the basis
of the principles of a new kind of sensitivity geared to
releasing the vital energies of the world of habitation,
in which open-mindedness to diversified contributions
translates as interactive and sustainable complexity.
What is needed in planning the territory of the near
future, in fact, is to try out creative solutions, pursue
projects and strengthen all the dimensions of habitation
by giving a strategic value to territorial quality and
complex and sustainable development.
Frattale / Fractal
4
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
Attilio Nebuloni
Sulla complessità e la sostenibilità in architettura
Dopo il fervore che ha caratterizzato gli anni Novanta e
l’inizio del Duemila, la via progettuale alla sostenibilità
sembra ora vivere un periodo di assestamento tutto
interno alla disciplina, che ha interpretato le sempre più
forti istanze di carattere ambiente come un’occasione
di cambiamento superficiale dei propri modelli formali,
piuttosto che l’opportunità per un vero rinnovamento
dei suoi aspetti fondativi. Abbandonando il carattere
di rottura degli schemi e delle logiche tradizionali del
costruire che ha contraddistinto la fase più avanguardista
del pensiero ecologico dell’abitare, l’attenzione per gli
aspetti ambientali e della natura sono stati così tradotti
in una sorta di nuovo ornato verde dell’architettura,
che agli elementi tradizionali della costruzione ha
progressivamente sostituito più ecologici materiali a
radice “bio” ed “eco”. Nel contempo, l’interpretazione
della qualità ambientale dell’architettura in forma
di “certificato” di prestazione ed ottimizzazione del
comportamento energetico, si è accompagnata ad una
generale semplificazione del relativo programma spaziale,
per aderire alle forme di una nuova standardizzazione,
rappresentata dai modelli abitativi passivi e dalle loro
derivazioni zero o basso emissive.
Nella cieca ricerca della prestazione dei singoli elementi
costruttivi (nello specifico, la prestazioni delle superfici
limite sull’insieme dello spazio architettonico) ed in nome
di una presunta autosufficienza della costruzione sul
contesto, la banalizzazione portata da tale interpretazione
del progetto sostenibile, complice la contemporanea
adozione di un approccio diffuso alla sostenibilità nella
pratica professionale corrente, ha paradossalmente
contribuito ad indebolire la ricchezza dell’interazione
tra individuo e ambiente, che nella dimensione
dell’architettura lavorano alla costruzione di un comune
ecosistema. (Figg. 1 e 2) La sostenibilità non dovrebbe
presentarsi come il semplice fine dell’azione progettuale,
On complexity and sustainability in architecture
After the fervour that characterised the nineties and the
beginning of the millennium, the planning path towards
sustainability now seems to be undergoing a period
of adjustment within the discipline, which has always
interpreted strongest environmental requirements as an
opportunity for superficial change of its formal models,
rather than as an opportunity for a true renewal of its
basic aspects. Abandoning the breakaway character of
the traditional building models and theories that have
marked the most avant-garde phase of ecological thought
about living space, attention to environmental aspects of
nature was thus translated into a kind of new architectural
green ornament , which has gradually replaced the
traditional elements of building with more environmentally
friendly materials with “bio” and “eco” roots. At the same
time, the interpretation of the environmental quality of
architecture, in the form of a “certificate” of performance
and optimisation of energetic behaviour, has been
accompanied by a general simplification of its relative
spatial programme, in order to adhere to new forms of
standardisation, represented by passive houses, their zero
derivations or low emissions.
In the blind pursuit of optimal characteristics of individual
building elements (specifically, the characteristics
of boundary surfaces and their effect on the whole
architectural space) and in the name of a supposed
self-sufficiency of construction on the environment, the
trivialisation caused by this interpretation of sustainable
design, thanks to the contemporary adoption of a common
approach to sustainability in the current professional
practice, has paradoxically helped to weaken the richness
of interaction between individual and environment,
that, in architectural terms, work together towards
the construction of a common ecosystem. (Fig. 1 & 2)
Sustainability should not stand as the simple end of
the planning phase, but as its point of departure and its
Fig. 1 – Boeri Studio: Bosco verticale, Milano. Progetto di modello abitativo per interventi in ambito metropolitano /
Boeri Studio: Bosco verticale, Milano. Project of a residential model within the scope of metropolitan intervention.
Fig. 2 – Easyhome 4Eq: progetto modello di case che rispondono al protocollo CasaClima Classe A, nato per essere
replicato a scala nazionale / Easyhome 4Eq: Project of a housing model that complies with CasaClima protocol Clases
A, conceived to be reproduced on a national scale
5
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
ma il punto di partenza ed il suo principio di innovazione.
Essere sostenibili significa, in primo luogo, porre le
basi affinché le condizioni necessarie per soddisfare un
processo non cessino con la costruzione dello stesso, ma
possano continuare anche in futuro. Significa, inoltre, che
le strutture e le relazioni che sostengono un processo
possano svolgersi su una dimensione temporale ampia,
non chiusa in un prodotto, ma capace di assumere un
carattere di durabilità, intesa come l’attitudine di riprodursi
nel tempo e con ciò, quindi, anche la capacità di potersi
trasformare per adattarsi al contesto. Una diversa ipotesi
di sostenibilità, è quella che la vede sviluppata nella
relazione con il concetto di complessità, dove il filo
conduttore della ricerca è sull’interpretazione dell’ecologia
in architettura, ponendo al centro dell’azione progettuale
l’aspetto delle relazioni tra gli organismi e l’ambiente che li
ospita. Le ragioni di tale focus sono da ricercarsi, in primo
luogo, nella generale attenzione dei progettisti alle forme
ed ai modi di organizzarsi della natura, le cui “regole”,
a differenza di ciò che avviene con la composizione
nell’architettura, nascono sulla continuità della relazione
tra contesto e struttura, per evolvere in un’organizzazione
secondo logiche di adattamento ed emergenza. Nella
sostenibilità la qualità non risiede nella specificazione dei
singoli caratteri della costruzione, ma nella relazione tra
le varie parti del sistema stesso: “Ciò che è sostenibile è
il fatto che le parti sono correlate una con l’altra e hanno
una certa intensità di esistenza” (Macapia, 2009). Non
assumendo a difesa della disciplina una dimensione
di nuova solidità mascherata da emergenti istanze
ambientali, la sostenibilità permette così di liberare
il progetto dalle connessioni rigide per apprendere la
capacità di negoziare continuamente, in modo creativo,
una molteplicità di variabili non preordinate e pianificate
a priori e nel contempo, nell’adozione della complessità,
di leggere ed interpretare lo spa­zio senza semplificazioni
ed in mondo non univoco e determinato: “è proprio il
principle of innovation. Being sustainable means, first, to
lay the foundations so that the necessary conditions to
satisfy a process do not cease with the construction of the
same, but can continue in the future. It also means that
the structures and relationships that support a process
can take place over a wide temporal dimension, not
limited within the finished product, but instead capable
of assuming a character of durability, understood as the
ability to reproduce itself over time and with this, therefore,
also the ability to be transformed in order to fit its context.
A different hypothesis of sustainability is one which sees it
developed in relation to the concept of complexity, where
the theme of the research is the interpretation of ecology
in architecture, placing at the centre of the design phase
the relation between organisms and the environment that
hosts them. The reasons for this focus are to be sought,
in the first place, in the general attention of the designers
to nature’s forms and organisation, the “rules” of which,
unlike those which apply to composition in architecture,
derive from the continuity of the relation between context
and structure, in order to evolve in an organised system
according to the logic of adaptation and emergency.
In sustainability, quality lies not in the specification of
the individual characteristics of the building, but in the
relationship between the various parts of the system itself:
“What is sustainable is the fact that the various parts
are related to one another and have a certain intensity of
existence” (Macapia, 2009). By not taking up a dimension
of new solidity disguised as emerging environmental
issues in defence of the discipline, sustainability thus
allows the freeing of the project from rigid relationships
seeking to assimilate the ability to negotiate continuously,
in a creative way, about a multitude of variables that
are not preordained or planned a priori, and, at the
same time, in the adoption of complexity, to read and
interpret the space without simplification and not in an
determined and unequivocal manner: “it is precisely
pensiero della differenza a rappresentare uno dei luoghi
centrali di riflessione del postmodernismo”, dove “all’idea
di poter ricondurre l’eterogeneità dei saperi e degli eventi
a un unico orizzonte di senso, subentra una visione del
mondo che privilegia la pluralizzazione e diffusione dei
significati e dei valori: in luogo di verità assolute e fiducia
nel progresso, il postmodernismo favorisce le correlazioni
polimorfe e l’indeterminatezza dei processi; in luogo di
‘metanarrazioni’, destinate a sostenere l’illusione di una
storia universale, afferma l’eterogeneità, la discontinuità
e la differenza nella cultura e nella storia; in luogo di una
razionalità oggettiva, riscopre il ruolo del soggetto, non
come modello normativo ma come luogo di esperienza
vissuta, rivalutandone le molteplici forme della diversità”
(Gregory, 2010). Complessità e sostenibilità, in relazione
tra loro, rappresentano quindi l’opportunità per ripensare
al legame tra gli aspetti della tecnologia, dell’energia e
dell’organizzazione dello spazio, come elementi tra loro
interconnessi ed in stretta relazione con l’insieme delle
componenti sociali ed ambientali. La forza di tale relazione
risiede nella capacità di scardinare la “sacralità” della
terna vitruviana ed in particolare la sfida è al concetto
della firmitas, ovvero della solidità e della resistenza
dell’architettura alle sollecitazioni ed agli agenti esterni,
verso nuove categorie progettuali che non trovano
riferimento nel contesto autopoietico della disciplina e la
cui diversificazione si sviluppa nel progetto dando corpo
ai temi ricorrenti dell’ibridazione, del movimento e della
fluttuazione. “Resistenza” e “solidità” nel confronto,
rispettivamente, con l’ambiente ed il tempo storico della
costruzione (anche attraverso forme capaci di incarnare
l’immagine della solidità stessa – ed in particolare se in
riferimento alla relazione basamento, corpo, coronamento),
nell’ambito dell’architettura contemporanea mostrano
infatti tutti i limiti di una visione tesa alla semplificazione
del contesto ed alla sua determinazione rigida in termini
di spazio e funzione, dove al contrario la dinamicità delle
Attilio Nebuloni
this idea of difference to be at the core of reflection of
postmodernism,” where “the idea of being able to bring
the heterogeneity of knowledge and events towards a
single horizon of meaning is replaced by a worldview that
privileges the pluralisation and dissemination of meanings
and values: in place of absolute truth and faith in progress,
postmodernism favours polymorphic correlations and the
vagueness of the processes; in place of ‘metanarratives’,
destined to support the illusion of a universal story, it
asserts heterogeneity, discontinuity and difference in
culture and history; in place of an objective rationality,
it rediscovers the role of the subject, not as a normative
model but as a setting of a lived experience, re-evaluating
the many forms of diversity” (Gregory, 2010).
Complexity and sustainability, in relation to each
other, thus represent an opportunity to reconsider the
relation between aspects of technology, energy and
the organisation of space, just as elements which are
interconnected and in a close relationship with all social
and environmental components. The strength of such a
relationship lies in the ability to undermine the “sanctity”
of the Vitruvian triad, and in particular, the challenge
laid down to the concept of firmitas, or the soundness
of architecture and resistance to stress and external
agents, to new design categories which are not referred
to in the autopoietic context of the discipline and whose
diversification is developed in the project by giving weight
to the recurring themes of hybridisation, movement
and fluctuation. The comparison between “resistance”
and “solidity”, respectively, with the environment and
the historical time of construction (also through forms
capable of embodying the image of solidity itself - and
in particular when one refers to the relationship between
base, body, and crowning) shows, in fact, in the sphere of
contemporary architecture, all the limitations of a vision
aimed at simplifying the context and its rigid determination
in terms of space and function, where, on the contrary,
6
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
relazioni, in un certo senso slegate dagli aspetti dello
spazio, disegna scenari continuamente diversi e mutevoli.
Assumendo l’aspetto dell’incertezza come variabile
progettuale, la durabilità propria della sostenibilità non è
la condizione rigida espressa dal pensiero classico, ma
è più processuale e per la sua capacità di confronto e
adattamento continui al contesto, si rifà al principio della
liquidità. Lontani dal dominio della disciplina e del pensiero
codificato, la sostenibilità e la complessità quali principi
progettuali dell’architettura, puntano direttamente alla
struttura della sua organizzazione generale dello spazio,
permettendo di sperimentare le logiche e i processi che,
come i materiali e le organizzazioni naturali per la biologia,
caratterizzano la definizione spaziale di morfologie e
strutture.
the dynamics of its relationships, in a way unrelated to the
issues of space, continually draw different and constantly
changing scenarios. Accepting the aspect of uncertainty
as a design variable, the durability of its own sustainability,
is not the rigid condition expressed by classical thought,
but is more related to the process itself and due to its
continuous ability to contrast the context and adapt to it,
refers to the principle of liquidity.
Far from the domain of discipline and codified thought,
the architectural design principles of sustainability and
complexity point directly at the structure of its general
spatial plan, allowing one to experience the models and
processes which, as materials and natural organisations
do in biology, characterise the spatial definition of
morphologies and structures.
Ricerca e strumenti
La capacità di recepire degli input esterni per farli
diventare parte della propria struttura organizzativa, è tra
gli aspetti dell’architettura “non lineare” quello che oggi
è forse più peculiare di una nuova tendenza del progetto,
le cui caratteristiche principali, come nei principi di cui
sono espressione, portano alla definizione di sistemi di
spazio complessi e mutevoli. Come infatti l’informazione
non si presenta in forma statica ma si nutre di variabilità
e mutazione, così il comportamento che nasce da
sistemi di dati aperti, non può che trovare la forma di
organizzazioni “deboli”, il cui stato rispecchia il movimento
(nell’azione) e l’adattamento (nella relazione) al contesto
degli elementi stessi di cui si compone. Ciò implica,
in primo luogo, adottare nella progettazione strumenti
e tecniche capaci di dinamicità, liberando il processo
progettuale dallo spazio confinato cui lo ha costretto,
nelle diverse fasi del progetto, il dominio della disciplina.
Come sottolinea Giovanni Corbellini (Corbellini, 2005),
assistiamo oggi ad una profonda cesura tra la sicurezza
presunta rappresentata dall’accumulazione del sapere
Research and tools
The ability to acknowledge external inputs in order to
make them part of its organisational structure is one of the
aspects of “non-linear” architecture that today is perhaps
more peculiar to a new design trend, whose main features,
as the principles they refer to, lead to the definition of
complex and changing space systems.
In fact, as the information does not appear in static form,
but rather nourishes itself on variability and mutation,
so the behaviour that stems from systems of open data
cannot but find the form of “weak” organisations, whose
status reflect the movement (through action) and the
adaptation (through relation) with the context of the same
elements of which it is composed. This implies, first,
the adoption of design tools and techniques capable of
dynamicity, and the freeing of the design process from the
confined space to which it was restricted by the domain of
the discipline at different stages of the project.
As pointed out by Giovanni Corbellini (Corbellini, 2005), we
are witnessing today a deep break between the alleged
security represented by the accumulation of automatic
Attilio Nebuloni
automatico in forza di processi tipo-ripetitivi, che connota
il campo della tradizione, ed una ricerca di molteplicità, in
relazione ad una realtà in rapida trasformazione, rispetto
alla quale i sistemi tradizionali sembrano aver perso la
propria capacità progettuale, dalla lettura e interpretazione
del contesto, alle conseguenti risposte di organizzazione
dello spazio. Ciò si manifesta più che nelle realizzazioni,
dove per un’adesione a norme di efficienza il terreno della
produzione edilizia detta le regole della sua costruzione,
nei principi e nei processi che ne disegnano gli elementi
distintivi. Rispetto ad impostazioni culturali dove il
tempo è annullato, congelato in una forma di stabilità,
e il movimento è funzione dello spazio, il progetto della
complessità sostenibile richiede strumenti capaci di
mettere in gioco un numero maggiore e più complesso
di variabili, la maggior parte delle quali sono lontane da
logiche di tipo quantitativo. Nel ripercorrere alcune recenti
ricerche progettuali di affermati Studi internazionali che
fanno propria la logica della complessità quale terreno di
sperimentazione di una via alternativa alla sostenibilità,
è possibile riconoscere nelle “forme” finali del processo
stesso di progettazione, una sorta di matrice generativa
che sembra orbitare attorno ad alcune tematiche
principali, che a diversi livelli determinano il carattere delle
loro architetture: la logica diagrammatica (i), l’approccio
algoritmico (ii) e la responsività dinamica dei componenti
progettuali (iii). Correlati tra loro, tali aspetti chiave del
progetto offrono ampi e flessibili orizzonti di riferimento
ed in quanto strumenti, quindi in linea con una logica
processuale del progetto, lasciano aperte altre possibili
interpretazioni, anche in relazione alla rapidità e alla
continua mutazione di cui gli stessi sono espressione.
knowledge pursuant to type-repetitive processes, which
connotes the field of tradition, and a multiplicity of
research in relation to a rapidly changing reality, with
respect to which the traditional systems seem to have lost
their design skills, from reading and interpretation of the
context right down to the resulting answers to questions
of spatial organisation. This manifests itself rather than
in realisations, where, due to adherence to standards of
efficiency, the site of the building production dictates the
rules of its construction, in the principles and processes
that design the distinctive elements of the project.
Compared to cultural settings where time is cancelled,
frozen in a form of stability, and movement is a function
of space, the sustainable complexity design requires
tools capable of bringing into play a number of larger and
more complex variables, most of the which are far stretch
from the logic of quantitative research. In reviewing some
recent research projects of established international
studies that make complexity as a testing ground for
an alternative pathway to sustainability, it is possible to
recognise in the final “forms” of the design process itself
a kind of generative matrix that seems to orbit around a
few key themes, which at different levels determine the
character of their architecture: diagrammatic logic (i), the
algorithmic approach (ii) and the dynamic responsiveness
of project components (iii). Related to each other, these
key aspects of the project offer spacious and flexible
reference horizons and, as instruments, thus being in line
with the procedural logic of the project, they leave other
possible interpretations open, including those relating to
the speed and continuous mutation of which they are the
expression.
(i) Adottare nel progetto lo spazio delle connessioni, proprio
della dimensione delle relazioni, significa mettersi a livello
della struttura progettuale sottostante l’organizzazione
dello spazio di cui il diagramma ne è la rappresentazione
(i) Adopting the space of connections in the project,
precisely in the dimension of its relations, means putting
oneself at the level of project’s structure underlying the
spatial planning of which the diagram is the schematic
7
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
schematica. Il diagramma «non è una cosa in sé, ma una
descrizione di relazioni potenziali fra gli elementi» (Allen,
1998); è un ibrido di azioni, processi, eventi e tempo, la cui
a-disciplinarietà permette di innescare relazioni trasversali
e interconnessioni tra un’infinità di ambiti e interessi
diversi, rafforzando un’idea progettuale, giustificandola
e guidandone l’articolazione nell’architettura. In
quanto traccia e chiave interpretativa del progetto,
l’innovazione propria del diagramma attiene alla sua
capacità di sintetizzare gli aspetti “semantici” dello
stesso, permettendo così all’architettura di esprimersi
come alternativa di una stessa struttura, agendo sui
suoi parametri. Nel diagramma si perde così l’aspetto
delle frammentazione delle parti, per abbracciare una
dimensione di insieme, che nel progetto caratterizza una
generale ibridazione delle forme, per rifarsi così ad aspetti
tipici dell’architettura del paesaggio. Più che di oggetti
architettonici, l’adozione di un approccio diagrammatico
nel progetto permette di costruire delle tessiture
architettoniche, dove gli aspetti propri del contesto, come
representation. The diagram “is not a thing in itself, but
a description of potential relations between elements”
(Allen, 1998); it is a hybrid of actions, processes, events,
and time, whose structure beyond disciplines allows
one to trigger cross-cutting relations between an infinite
number of interconnections of different areas and interests,
strengthening the project idea, justifying and guiding its
expression through architecture. As both a trace and an
interpretive key of the project, the diagram’s own innovation
relates to its ability to synthesise its own “semantic”
aspects, thus allowing the architecture to express itself as
an alternative of the same structure, while acting within
its parameters. In the diagram, therefore, one loses the
appearance of fragmentation of various parts in order to
embrace a dimension of totality, which characterises in the
project a general hybridisation of forms, thus referring to
the typical aspects of landscape architecture. The adoption
of a diagrammatic approach in the project (more than that
of architectural objects) allows one to build architectural
structures, where the aspects related to the context itself
Attilio Nebuloni
le linee di forza ambientali e sociali, si intrecciano nel
programma progettuale in forma di trame complesse di
spazi e architetture. (Fig.3)
such as the environmental and social lines of force, are
interwoven into the design program in the form of complex
web of spaces and architectures. (Fig.3)
(ii) Pensare in termini di competenza e di comportamento
dell’architettura, in luogo della sua immagine, significa
adottare nel progetto le logiche della programmazione.
Ciò caratterizza il secondo aspetto chiave del progetto:
l’adozione dell’approccio algoritmico.
L’algoritmo è una sorta di “primitiva” progettuale in forma
di procedura o programma, che permette di ottenere un
risultato finale (output) eseguendo una serie di istruzioni
elementari (processamento), nell’interpretazione di
alcuni dati iniziali (input). Significativo di tale approccio è
l’aspetto “procedurale” che porta ad elaborare componenti
base con capacità di ricorrenza. Come in natura la
specie caratterizza per la varietà dei suoi componenti gli
aspetti di una determinata famiglia animale o vegetale,
così le alternative che nascono mantenendo aperto
il processo progettuale e la conseguente definizione
(ii) Thinking in terms of architectural competence and
behaviour, in spite of its own image, means to adopt the
logic of planning in the project. This characterises the
second key aspect of the project: the adoption of the
algorithmic approach.
The algorithm is a kind of “primitive” design in the form
of a procedure or program, which allows one to obtain a
final result (output) by performing a series of elementary
instructions (processing) in the interpretation of some initial
data (input). A significant aspect of this approach is the
“procedural” process that leads to the elaboration of basic
components with a capacity of recurrence. As in nature,
the species is characterised by means of the variety of its
components and by showing aspects of a particular animal
or plant family, so the alternatives that are born, while
keeping open the design process and the subsequent
Fig. 3 – Studio 8 Architects: Nam June Paik Museum - diagramma di progetto con l’interazione tra le componenti del verde, del suolo e dell’architettura / Studio 8 Architects: Nam June Paik Museum - Project diagram characterised by the
interaction between the components of greenery, soil and architecture
8
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
formale, permettono di tracciare una pluralità di traiettorie
progettuali da una stessa famiglia di elementi base dello
spazio. Questo aspetto trova corpo nella definizione dei
parametri del progetto. Lavorare con i parametri, infatti,
permette al progettista di interfacciarsi con una pluralità
di soluzioni che nascono da uno stesso modello di base,
spostando l’attenzione da un singolo oggetto definito,
al processo progettuale capace di assumere ipotesi di
variazione della sua configurazione iniziale. Significa,
inoltre, riconoscere all’oggetto progettuale una intrinseca
capacità di comportamento in relazione a certi requisiti
definiti progettualmente. (Fig.4) Il processo progettuale
lavora quindi cercando quanto più possibile di evitare la
chiusura su una specifica definizione formale, per adottare,
al contrario, una dimensione meta, che sostituisce alle
forme finite quella della “famiglie di forme possibili”
(Saggio, 2003), che variano rispetto ad una complessità di
parametri non risolti individualmente per assumere tante
più configurazioni spaziali, quante sono le combinazioni
possibili dei parametri stessi. In luogo di modelli tipologici
formal definition, allow to draw a number of design
trajectories from the same family of basic elements of the
space. This aspect is given weight in the definition of the
parameters of the project. Working within the parameters,
in fact, allows the designer to interface with a plurality
of solutions which are born from the same basic model,
shifting the focus from a single defined object to a design
process capable of assuming hypotheses of variation of
its initial configuration. It also means recognising in the
design object an intrinsic capacity of a behaviour with
respect to certain requirements established within the
project itself. (Fig. 4) The design process works, therefore,
by trying as much as possible to avoid the restriction
of a specific formal definition and by adopting, on the
contrary, a meta dimension, which replaces the finite
forms with “families of possible forms” (Saggio, 2003),
which vary with respect to a great variety of parameters
not individually conceived , to take on as many further
spatial configurations as the possible combinations of the
parameters themselves. Instead of functional structures
Attilio Nebuloni
e strutturazioni funzionali, nell’adozione della logica
algoritmica e sulle linee guida della struttura diagrammatica,
il progetto si esprime in termini di “potenzialità”.
and typological models, in the adoption of algorithmic logic
and along the guidelines of its diagrammatic structure, the
project is expressed in terms of “potentiality.”
(iii) Se i primi due aspetti chiave attengono alla dimensione
progettuale, il terzo ambito, ovvero la responsività
dinamica dei componenti progettuali, interessa la
sfera fisica reale dell’architettura e gli aspetti della
mutazione del suo contesto ambientale. Per architetture
e spazi responsivi, si intendono quelle organizzazioni
che in relazione a degli stimoli ambientali (luminosità,
temperatura, ventilazione, rumore, piuttosto che
l’interazione tra le persone e tra le persone e l’ambiente),
hanno la capacità di mutare il proprio aspetto e a loro
volta produrre dei cambiamenti significativi nell’ambiente
in cui si inseriscono. Nella responsività viene quindi
resa esplicita la possibilità di mutare dell’architettura
abbandonando così l’idea di sistema finito e solido, per
trarre al contrario valore dall’instabilità e dinamicità
dei suoi parametri. Questo aspetto trova forma nel
(iii) If the first two key issues relate to the design
dimension, the third area, which is the dynamic
responsiveness of the project components, affects the
real physical sphere of architecture and the aspects of
change in its environmental context. By architecture and
responsive spaces are meant those organisations that,
in relation to environmental stimuli (light, temperature,
ventilation, noise, rather than the interaction between
people and the environment), have the ability to change
their appearance and in turn produce significant changes
in the environment in which they are included. Through
responsiveness the possibility of changing the architecture
thus abandoning the idea of a ​​finite and solid system is
thereby made ​​explicit, contrarily obtaining value from the
instability and dynamism of its parameters. This aspect is
evident in the active conduct of the project’s components,
Fig. 4 – moh architects: Stazione di Osaka
/ moh architects: Osaka station.
9
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
comportamento attivo dei componenti progettuali, generati
dall’applicazione di una delle principali ricorrenze del
progetto digitale: la discretizzazione, che in sintesi consiste
nella riduzione di una struttura generale in suoi tasselli
elementari, e non attiene al solo ambito della fabbricazione,
ma in associazione con l’aspetto della responsività, si
presenta come una vera e propria strategia progettuale
che opera secondo logiche naturali di popolamento. Nella
dimensione di insieme l’azione dei componenti, che a livello
locale sono elementi base con limitati gradi di complessità
e capacità di azione, disegna configurazioni complesse e
mutevoli, esplorando le influenze della variazione dei dati di
ingresso sul comportamento di insieme del sistema stesso.
Diversamente, quindi, da approcci che ricercano la varietà
nella composizione di una diversità di singoli pezzi statici,
nell’approccio progettuale per componenti responsivi la
diversità trova forma nella capacità di azione di una pluralità
di oggetti “dinamici” tra loro simili. (Figg. 5 e 6)
generated by the application of one of the major recurring
themes of the digital project: discretization, that is to say,
the reduction of a general structure to its basic blocks. And
this does not relate to the sole area of manufacture, but in
association with the aspect of responsiveness, presents
itself as a real design strategy that operates according to
the natural logic of population. In the overall dimension
of the project , the action of components, which are the
basic elements at the local level with limited degrees of
complexity and capacity for action, draws complex and
ever-changing configurations, exploring the influences
of the variation of the input data on the behaviour of the
entire system. Therefore differing from approaches that
seek variety in the composition of a multitude of individual
static pieces, in the design approach through responsive
components, diversity is evident in the capacity of action
of a plurality of “dynamic” objects which are similar
between themselves. (Fig. 5 & 6)
Tra contesto e progetto
Sfumando i propri limiti disciplinari ed ibridandosi
per costruire un comune terreno di sperimentazione,
tecnologia, ambiente e architettura, in relazione tra
loro, contribuiscono a creare un’estetica del progetto
complesso e sostenibile che si caratterizza per la forma
di spazi eterogenei, dove i confini si stirano lungo le linee
del contesto, fondendosi e con-fondendosi con esse, e
l’azione progettuale sulla continuità della materia permette
di superare la dimensione dell’edificio come oggetto
spazialmente e funzionalmente definito. Questa attenzione
all’aspetto della continuità diviene un principio progettuale
che trova forma in tutti i livelli della progettazione: tra
contesto e intervento architettonico (nello stiramento
delle superfici del progetto sulle linee ambientali del
contesto), tra le attività (nella costruzione di una spina di
mediazione sulla struttura del diagramma) e tra lo spazio e
gli elementi strutturali (nella costruzione della struttura che
Between context and project
Blurring its own disciplinary boundaries and
hybridising itself in order to build a common ground for
experimentation, technology, environment and architecture
in relation to each other help to create an aesthetic of the
complex and sustainable design which is characterised by
the form of heterogeneous spaces, where the boundaries
stretch along the lines of the context, fusing and mixing
together, and the design process on continuity of matter
allows to overcome the size of the building as a spatially
and functionally defined object. This attention to the aspect
of continuity becomes a design principle that is present at
all levels of planning: between context and architectural
intervention (stretching the boundaries of the project along
the lines of environmental context), between activities (in
the creation of a backbone of mediation on the structure
of the diagram) and between the space and the structural
elements (in the construction of the edifice that reciprocally
Attilio Nebuloni
Fig. 5 – dECOi Architects: HypoSurface / dECOi Architects: HypoSurface
Fig. 6 – Esempio di pannellizzazione di componenti dinamici / Dynamic components: example of paneling process.
10
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
reciprocamente costruisce e supporta il progetto, e senza
una distinzione a priori tra facciata, copertura, partizione
interna verticale e/o orizzontale, distribuzione, ecc.). (Fig.7)
Rispetto agli spazi ordinati e geometricamente definiti
del moderno, nell’approccio “parametrico” al progetto,
l’architettura emerge più come pratica di adattamento
e dialogo con la natura, piuttosto che di semplice
sovrapposizione e chiusura nei modelli della disciplina: la
dimensione di a-monumentalità della costruzione è quindi
il primo aspetto del suo essere complessa nel proprio
sistema relazionale e non in quanto ipotesi di forma.
Nel contempo, il suolo, non più visto come la semplice
superficie a supporto dell’architettura, si fa interprete dei
caratteri di complessità e varietà del contesto, diventando
il principale materiale per la costruzione del progetto.
builds and supports the project, and without distinction a
priori between the facade, the roof, the internal vertical and/
or horizontal partition, the distribution, and so on.). (Fig.7)
Compared with modern ordered and geometrically defined
spaces, in the “parametric” approach to the project,
architecture emerges as the practice of adaptation and
dialogue with nature, rather than mere superposition and
closure within the models of the discipline. The dimension
of lack of monumentality of the building is thus the first
aspect of its being complex in its own relational system
and not as a hypothesis of form. At the same time the
soil, no longer seen as a simple surface to support the
architecture, is the interpreter of the characteristics of
complexity and variety of the context, becoming the main
material in the construction of the project. Merging itself
Fondendosi con l’architettura il suolo acquista spessore
spaziale e diventa abitato, mettendo così in discussione le
certezze della disciplina che ruotano attorno alle antitesi
tra figura e sfondo, tra interno ed esterno, tra gli ambiti del
naturale e quelli dell’artificiale.
Accantonate le metafore organiche del corpo, quelle
naturali/paesistiche della foresta e la razionale/fun­
zionalista della macchina per abitare, i nuovi riferimenti
per il progetto nascono dal confronto con il mondo della
natura, non per una generica adesione di tipo formale,
quanto per il carattere relazionale di tali sistemi. Nel
progetto appaiono metafore alternative di spazio che fanno
riferimento all’acqua, all’aria e alla terra, con principi di
organizzazione e azioni progettuali nuove: in primo luogo le
azioni del piegare, del connettere e dell’ibridare.
Attilio Nebuloni
with the architecture the soil acquires a spatial thickness
and becomes inhabited, thus putting into question the
certainties of discipline which revolve around the contrast
between figure and background, between inside and
outside, between natural and artificial areas.
Once set aside the organic metaphors of the body, those
natural/artificial of the forest and that rational/functional
of the machine for living in, the new references for the
project come from confrontation with the world of nature,
not for their adherence to a generic formal type, as to the
relational character of these systems. In the project there
appear alternative metaphors of space that refer to water,
air and land, with the principles of organisation and new
planning processes: first and foremost the processes of
folding, connecting and hybridising.
Fig. 7 – Amanda Levete: Whitworth Art Gallery, Manchester / Amanda Levete: Whitworth Art Gallery, Manchester
11
Approcci di complessità nel progetto sostenibile / Approaches to complexity in sustainable design
Rotti così i confini della disciplina, il progetto apre
all’imprevisto e si dispo­ne ad accettare modi e forme non
convenzionali: “Prima di accantonare i formalismi arbitrari,
bisogna riconoscere che proprio le nostre tipologie più
consolidate aderiscono in modo dogmatico al formalismo
arbitrario dell’ortogonalità e della semplicità platonica,
che derivano dai limiti imposti dalla necessità di misurare,
produrre e rendere stabili strutture che sono il retaggio
arrivato sino a noi da uno stadio piutto­sto primitivo della
nostra civiltà. Chiudersi in queste figure, a quest’epoca
e in questo tempo, sarebbe più che arbitrario. L’unica
via d’uscita è la radicale proliferazione e verifica di altre
opzioni. Qualsiasi punto di partenza appare arbitrario
finché verificato in base alla presunta validità di altri
Being the boundaries of the discipline broken, the project
is open to the unexpected and prepares itself to accept
ways and forms which are unconventional: “Before setting
aside arbitrary formalism, we must recognise that our more
established typologies adhere dogmatically to an arbitrary
formalism of orthogonality and of platonic simplicity, which
derive from the limits imposed by the need to measure,
produce and make stable structures that are the legacy
passed down to us from one rather primitive stage of
our civilisation. To limit ourselves within these figures, in
this age and at this moment in time would be more than
arbitrary. The only way out is the radical proliferation and
verification of other options. Any starting point appears
arbitrary until verified on the basis of the presumed validity
Attilio Nebuloni
criteri” (Schumacher, 2004). (Fig. 8)
of other criteria” (Schumacher, 2004). (Fig. 8)
References
Lee S. (2011), Aesthetics of sustainable architecture, 010
Publishers, Rotterdam.
Gregory P. (2010), “Teorie dell’architettura”, in XXI Secolo”,
www.treccani.it
Macapia P. (2009), “Architettura della Vita e Architettura
Vivente”, intervista con Daniel Casarin in
www.genitronsviluppo.com
Corbellini G. (2005), “Progetti automatici”, in Parametro n. 260.
Schumacher P. (2004), Hadid digitale, Testo & Immagine, Torino.
Saggio A. (2003), “Informazione Materia prima
dell’architettura”, in Op. Cit., n.118.
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Saggio A. (2003), “Informazione Materia prima
dell’architettura”, in Op. Cit., n.118.
Fig. 8 – density-scape, progetto del corso di Progettazione Architettonica 2, A.A. 2011/2012 tenuto da Attilio Nebuloni, Politecnico di Milano / density-scape, class project for Design Studio course 2 2011/2012 taught by Attilio Nebuloni at
Politecnico di Milano
12
SDA | Synthesis Design + Architecture
2404 Wilshire Boulevard Suite 9E
Los Angeles, CA 90057, USA
www.synthesis-dna.com
Centro Culturale di Taichung,
Taichung / Taichung Cultural
Center, Taichung
SYNTHESIS è una realtà contemporanea emergente di progettazione con un’esperienza di oltre dieci
anni nei campi dell’architettura, infrastrutture, interni, istallazioni, esposizioni, arredo e product design.
Lo Studio punta a fondere i processi progettuali astratti e creativi, con tecniche di fabbricazione e
costruzione intelligenti, per realizzare affascinanti progetti artigianali.
SYNTHESIS esplora il progetto contemporaneo come espressione dei valori sociali e culturali della
contemporaneità.
Il lavoro di Alvin Huang, fondatore e Direttore di SYNTHESIS, è stato ampiamente esposto e pubblicato
a livello internazionale. Huang ha insegnato progettazione alla Architectural Association / Tsinghua
University Global School di Beijing e al Chelsea College of Art di Londra, oltre ad essere stato invitato in
qualità di critico e lecturer in varie Università e Istituzioni internazionali.
SYNTHESIS is an emerging contemporary design practice with over ten years of professional experience
in the fields of architecture, infrastructure, interiors, installations, exhibitions, furniture, and product
design. The Firm focuses on the merging of creative and intellectual design processes with intelligent
fabrication and construction techniques to create beautifully crafted designs.
SYNTHESIS explores contemporary design as an expression of contemporary society and cultural values.
The work of Alvin Huang, the founding Director of SYNTHESIS, has been widely exhibited and published
internationally. Huang has taught design studios at the Architectural Association / Tsinghua University
Global School in Beijing and at the Chelsea College of Art in London. He has been an invited critic and
guest lecturer at various international universities and institutions.
.
13
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
Centro Culturale di Taichung, Taichung
Taichung Cultural Center, Taichung
Luogo: Taichung, Taiwan
Cliente: Taichung City
Progetto: © SDA | Synthesis Design +
Architecture, 2013 - concorso
Team: Alvin Huang (Principal), Filipa Valente,
Behnaz Farahi, Kevin Chen, Yueming Yang,
Joseph Sarafian
Location: Taichung, Taiwan
Client: Taichung City
Design: © SDA | Synthesis Design +
Architecture, 2013 - Competition entry
Credits: Alvin Huang (Principal), Filipa
Valente, Behnaz Farahi, Kevin Chen, Yueming
Yang, Joseph Sarafian
Relazione
Cultural Ascent è una proposta progettuale per
il Centro Culturale della Città di Taichung, che
unisce i programmi di una biblioteca pubblica,
di un museo di belle arti e di un parco cittadino,
in un contemporaneo Landmark architettonico.
L’intento architettonico della costruzione è quello
di aumentare i suoi contenuti programmatici,
nelle caratteristiche di un crescendo spaziale
dato dal movimento delle sezioni e dell’uso,
per la facciata e l’articolazione, di un pattern
mutevole che riporta la varietà delle condizioni
programmatiche.
L’organizzazione dell’edificio è guidata da
due volumi programmatici uniti in altezza
(biblioteca e museo), che si staccano dal
paesaggio (parco) muovendo in senso antiorario,
dipendendo ognuno dal corpo centrale
strutturale. Quest’ultimo si muove nello stesso
tempo. Al piano interrato i due programmi si
fondono negli spazi condivisi del parcheggio e
dell’amministrazione, mentre a livello superiore
ciascun programma opera in modo indipendente,
pur intersecandosi in momenti chiave dove
lo scambio è facilitato da una comune
circolazione, dai nuclei verticali e dalla terrazza
panoramica, per fondersi infine in una massa
Description
Cultural Ascent is a design proposal for the
Taichung City Cultural Center that merges the
programs of a public library, fine arts museum,
and city park into an iconic contemporary
architectural landmark. The architectural intent
of the building is to augment its programmatic
contents by creating gradient spatial conditions
through sectional movement, while utilizing
variable façade patterning and articulation to
register varying programmatic conditions.
The building organization is driven by two
ramping and interlocking masses of gradient
program (library and museum) that peel up from
the landscape (park) in opposing clock-wise
moves each hinging on a structural core. This
move simultaneously.
Below grade the two programs are unified
through shared parking and administration
spaces, while above grade each program
operates independently, yet intersects at key
moments where exchange is facilitated through
shared circulation, vertical cores and a sculptural
roof terrace, ultimately merging into a single
articulated mass. In section the two opposing
ground moves work collectively to frame a
connective portal between the urban condition
SDA
Esploso assonometrico / Exploded axonometric
14
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
unica e articolata. In sezione, le due superfici
lavorano assieme per inquadrare un portale
che connette la condizione urbana e il parco,
a sud, con la massa dell’edificio che fluttua al
di sopra, mentre in pianta questi movimenti
creano un atrio multi-livello. Per la sua posizione
chiave in cima al Parco Culturale di Taichung, il
progetto prospetta un ingresso urbano al parco
e, contemporaneamente, propone di estendere
con la costruzione il paesaggio del parco,
definendone così un bordo leggibile. La base
scultorea dell’edificio si solleva dal paesaggio
con due formazioni distinte (biblioteca e museo)
per dare forma ad un portale che collega la città
e il parco. Salendo, le due masse si fondono in
un agglomerato scultoreo di volumi incastrati
e solette a sbalzo che si librano sul parco,
proteggendo il suolo scolpito dal torrido sole di
Taiwan. Il paesaggio verde del parco sembra
and the park to the south with the mass of the
building floating above, while in plan those
moves create a multi-story atrium condition.
Given its key location at the head of the Taichung
Cultural Park, our proposal seeks to present an
urban gateway to the park while simultaneously
extending the landscaping of the park through
the building and providing a legible edge to
the park. The sculptural base of the building
peels away from the landscape in two distinct
landforms (library and museum) to sculpt a
framed portal connecting the city and the park.
As they ascend, the two masses fuse into a
sculpted mass of interlocking volumes and
cantilevering floor slabs that hover over the park
to shield the sculpted ground condition from the
harsh Taiwanese sun.
The green landscape of the park appears to
pull through the building and re-emerge as
SDA
tirato nella costruzione per ri-emergere come un
intenso tetto verde ed una terrazza panoramica
sul parco e la prossima torre di Taiwan.
La forma e le luci delle rampe intrecciate sono
rette da una struttura fatta di travi scatolari.
Costruite con acciaio, o cemento, ed erette in fasi
in modo simile ai processi di costruzione delle
infrastrutture, le travi scatolari rinviano i carichi
agli elementi strutturali verticali alle estremità
dell’asse longitudinale dell’edificio. Gli elementi
strutturali verticali sono nuclei di cemento che
dalle fondazione arrivano in copertura. Ulteriori
elementi strutturali verticali, compresi i muri
portanti e le colonne, sono integrati nella forma
dell’architettura. Questi elementi riducono la
richiesta di carico gravitazionale sui nuclei,
accorciando le campate delle rampe e delle
solette, per limitare lo spessore richiesto dalle
travi scatolari.
an intensive green roof and sculpted roof
terrace overlooking the park and the pending
Taiwan Tower. The form and long spans of the
interweaving ramps are supported by a structure
of built-up box girders. Constructed of either
steel or concrete and erected in segmental
stages similar to infrastructure construction
processes, the box girders transfer gravity
loads to vertical structural elements at either
end of the longitudinal axis of the building. The
vertical structural elements are concrete cores
originating at the foundation level and carrying
up to the roof level.
Additional vertical structural elements including
bearing walls and columns are integrated within
the architectural form. These elements reduce
the gravity load demand on the cores and
shorten the spans of the ramps and floor plates
to limit the required depth of the box girders.
Schema della circolazione dell’area / Circulation site diagram
15
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Pianta primo livello / Plan level 1
16
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Pianta secondo livello / Plan level 2
17
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Pianta terzo livello / Plan level 3
18
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Pianta delle coperture / Roof level plan
19
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Schema delle attività / Program diagram
Schema della circolazione / Circulation diagram
20
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Schema energetico-ambientale / Sustainabilty diagram
21
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Sezione trasversale / Cross section
Sezione longitudinale / Longitudinal section
22
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Prospetto Nord / North elevation
Prospetto Sud / South elevation
23
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Prospetto Est / East elevation
Prospetto Ovest / West elevation
24
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Strutture / Structure
25
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Facciata / Facade
26
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Vista / View
27
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Vista / View
28
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Vista / View
29
Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Vista dello spazio interno / Internal view
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Centro Culturale di Taichung, Taichung / Taichung Cultural Center, Taichung
SDA
Vista dello spazio interno / Internal vieww
31
UNStudio
Standhouderskade 113
Ax - 1073 Amsterdam - NL
www.unstudio.com
Padiglione tematico per il World
Horticultural Expo 2014 di Qingdao
/ Qingdao World Horticultural Expo
2014 Theme Pavilion
Nel 1998 nasce UNStudio (United Net), guidato da Ben van Brekel e Caroline Bos quale network di
specialisti nei campi dell’architettura, dell’urbanistica e delle infrastrutture. Lo Studio di Amsterdam
deriva dall’evoluzionedella prima attività sviluppata all’interno di Van Brekel & Bos Architectuurbureau,
dove, nel corso di un decennio, sono state portate a termine opere importanti come l’Erasmus Bridge
di Rotterdam, il museo Het Valkof a Nijmegen, la Moebius House e il centro servizi presso l’Università
di Utrecht. Tra le opere in corso, si segnalano la riqualificazione della Stazione di Arnhem, il nuovo
Mercedes Benz Museum a Stoccarda, il Teatro della Musica di Graz e il progetto vincitore del concorso
internazionale Ponte Parodi, nel Porto di Genova. Ben van Brekel e Caroline Bos affiancano allo Studio,
un’intensa attività di ricerca che li vede impegnati come docenti, visiting e guest lecturer presso le
più importanti Università di Architettura olandesi e internazionali. Numerose le pubblicazioni sulla loro
opera, così come le partecipazioni a mostre ed esposizioni internazionali di architettura, con numerosi
riconoscimenti.
UNStudio (United Net) formed in 1998, is run by Ben van Brekel and Caroline Bos as a network of
specialists in the fields of architecture, town & city planning and infrastructures. The Amsterdambased firm derives from the evolution of the first activities developed within Van Brekel & Bos
Architectuurbureau, where, over the course of a decade, important works were completed such as the
Erasmus Bridge in Rotterdam, the Het Valkof Museum in Nijmegen, the Moebius House and the service
centre at Utrecht university. Work currently underway includes the redevelopment of Arnhem Station,
the new Mercedes Benz Museum in Stuttgart, the Theatre of Music in Graz and the winning project
of the international Ponte Parodi competition, in the Port of Genoa. Ben van Brekel and Caroline Bos
accompany the firm’s activities with intense research work which sees them involved as academic staff,
visiting and guest lecturers at the most important Dutch and international universities of architecture.
Publications on their work are numerous, as is the participation in international architecture exhibitions
and shows, involving manifold acknowledgements.
32
Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
Padiglione tematico per il World Horticultural
Expo 2014 di Qingdao
Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme
Pavilion
Cliente: Office of 2014 Qingdao World
Horticultural Expo Executive Committee
Luogo: Qingdao, Cina
Progetto: © UNStudio, 2011-2014 / Ben van
Berkel, Hannes Pfau, Gerard Loozekoot with
Markus van Aalderen, Joerg Petri, Milena Stopic,
Yu-Chen Liu and Cong Ye, Irina Bogdan, Xing Xiong,
Maud van Hees, ShuoJiong Zhang, Philipp Mecke,
Maya Alam, Junjie Yan, Gilles Greis, Subhajit Das,
Erwin Horstmanshof, Faiz Zohri, Andrew Brown,
Patrik Noomé, Amanda Chan, Nanang Santoso
Client: Office of 2014 Qingdao World Horticultural
Expo Executive Committee
Location: Qingdao, China
Design: © UNStudio, 2011-2014 / Ben van Berkel,
Hannes Pfau, Gerard Loozekoot with Markus van
Aalderen, Joerg Petri, Milena Stopic, Yu-Chen Liu
and Cong Ye, Irina Bogdan, Xing Xiong, Maud van
Hees, ShuoJiong Zhang, Philipp Mecke, Maya
Alam, Junjie Yan, Gilles Greis, Subhajit Das, Erwin
Horstmanshof, Faiz Zohri, Andrew Brown, Patrik
Noomé, Amanda Chan, Nanang Santoso
Consulenti:
Concorso: Paesaggio: !melk landscape
architecture PC, New York
Teatro: Theateradvies bv, Amsterdam
Strutture: Arup, Amsterdam
MEP: Arup, Hong Kong
Costruzione: Strutture: Qingdao Architectural
Design Institute (QUADI)
MEP engineering: Qingdao Architectural Design
Institute (QUADI)
Facciate: Senyang Yuanda Aluminium Industry
Engineering CO.,LTD-Special Project Group.
Illuminazione: Tsinghua Tongfang
Local Architect: Qingdao Architectural Design
Institute Corporation
Relazione
Il World Horticultural Expo del 2014 si svolgerà nella
città cinese di Qingdao da aprile ad ottobre 2014
e sono attesi 15 milioni di visitatori internazionali.
Il tema principale della manifestazione è “Dalla
Terra, Per la Terra” e mira a favorire lo scambio
di cultura, tecnologia e conoscenza orticolturale.
La manifestazione coprirà circa 5 milioni di metri
quadrati, promuovendo la partecipazione di più di
100 paesi con una capacità di attrazione prevista
di più di 6.000 visitatori al giorno. L’Expo, inoltre,
funzionerà da catalizzatore per altre imprese e
iniziative della città di Qingdao per migliorare la
qualità urbana nel suo complesso.
Padiglione Tematico
Nel progetto del Padiglione Tematico, UNStudio
combina conoscenza approfondita della logistica,
organizzazione spaziale, uso dello spazio, flessibilità
d’uso futura, programmazione funzionale, facciate
attive, comfort e sostenibilità. Sovrapponendo
questi aspetti e seguendo un approccio centrato
sull’utente, si è creata un’esperienza unica per
i visitatori dell’Expo. I 28.000 metri quadrati del
Padiglione Tematico comprendono la sala espositiva
Advisors:
principale, una sala spettacoli in concessione,
Competition stage: Landscape Architect: !melk
un centro congressi e un centro multimediale.
landscape architecture PC, New York
Il gesto progettuale del padiglione è stato preso
Theater Advisor: Theateradvies bv, Amsterdam
a prestito dalla forma della rosa cinese - la città
Structure: Arup, Amsterdam
fiore di Qingdao – per essere convertito nel layout
MEP: Arup, Hong Kong
della planimetria di progetto. I quattro volumi del
Construction stage: Structure engineering:
padiglione, o “petali”, sono collegati da passerelle
Qingdao Architectural Design Institute (QUADI)
MEP engineering: Qingdao Architectural Design
interne ed esterne e incorniciano una piazza centrale.
Institute (QUADI)
Questa organizzazione è stata scelta sulla base
Façade engineering: Senyang Yuanda Aluminium
dell’esperienza della progettazione museale e teatrale
Industry Engineering CO.,LTD-Special Project Group.
di UNStudio, con la piazza centrale che diventa un
Lighting designers: Tsinghua Tongfang
“palcoscenico” per i visitatori: un punto centrale
Local Architect: Qingdao Architectural Design
dinamico circondato da punti di vista su diversi
Institute Corporation
livelli. Ne risulta un atrio verticale all’aperto, dove le
passerelle si trasformano in Buena Vistas e diventano
Description
parte integrante dell’evento. Queste passerelle
The World Horticultural Expo 2014 will be held in the forniscono i collegamenti infrastrutturali, creando assi
Chinese city of Qingdao from April to October 2014
visuali sulla piazza centrale e l’area espositiva.
and is expected to attract 15 million international
visitors. The main theme of the expo is ‘From the
Programmazione della facciata
Earth, For the Earth’ and aims to encourage the
Il padiglione tematico di UNStudio comprende più
exchange of culture, technology and horticultural
scale: riunisce e fa riferimento ai diversi giardini
knowledge. The expo will cover nearly 5 million
floreali previsti sull’area. Inoltre, funziona come
square meters, encourage the participation of more piattaforma per le attività tematiche programmate
than 100 countries and is expected to attract more
a livello mensile e stagionale, caratterizzandosi
UNStudio
than 6,000 visitors daily. In addition the Expo will
function as a catalyst for other undertakings and
initiatives in the city of Qingdao to improve the city
quality as a whole.
Theme Pavilion
In its design for the Theme Pavilion UNStudio
combines expert knowledge of logistics, spatial
organisation, specialised typology, future
flexible usability, function programming, façade
intelligence, user comfort and sustainability. By
layering these aspects and following a user centred
approach a unique experience for visitors to the
Expo is created. The 28,000 square meters Theme
Pavilion comprises the main Expo hall, a grant
performance hall, a conference centre, and a media
centre. The architectural design gesture for the
pavilion is borrowed from the shape of the Chinese
rose - the city flower of Qingdao – and converted
into the floor plan layout of the design. The four
pavilion volumes, or ‘petals’ are connected by
internal and external walkways and frame a central
square. This arrangement was chosen based on
UNStudio’s extensive experience in museum and
theatre design, where the central square becomes
a ‘stage’ for the visitors: a dynamic focal point
surrounded by viewpoints on varying levels. As
a result, an open air vertical lobby is created,
where the walkways turn into Buena Vistas and
become an integral part of the event. They provide
infrastructural connections, promote view axes to
the central square and across the expo terrain.
Facade programming
UNStudio’s theme pavilion incorporates multiple
scales: it brings together and references the
different floral gardens which are programmed
on the site. Furthermore it operates as the
platform for monthly programmed and seasonally
themed activities, featuring flowers in spring,
33
Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
con fiori in primavera, ombreggiatura in estate,
frutti in autunno e verde in inverno. “Nastri
arcobaleno” forniscono il percorso e le infrastrutture
per l’esposizione e permeano l’intero paesaggio
circostante, celebrando la varietà di colori che i
fiori offrono in tutto mondo. Quest’idea di colore
si riflette anche negli elementi della facciata, che
sono realizzati con pannelli di alluminio piegati
verticalmente. I quattro colori tematici (verde, giallo,
arancione e blu) sono applicati nella lunghezza
delle pieghe verticali, apparendo e scomparendo a
seconda del punto di vista. Un’illuminazione delicata
e colorata è incorporata nella facciata per un uso
serale o in caso di scarsa illuminazione, realizzando
così uno sfondo vivo per tutti gli eventi programmati
dell’anno e indipendentemente dalle condizioni
atmosferiche. L’uso del verde nella grafica di base
sottolinea l’importanza per l’ecologia, il pieno utilizzo
di energia verde e la consapevolezza ambientale.
L’intera architettura del padiglione tematico si
relaziona anche con lo skyline dominante delle
montagne che circondano il Masterplan, per mezzo
di un’attenta composizione delle coperture dei
singoli edifici. Queste coperture sono pensate come
paesaggi piani rialzati, ognuno dei quali tratta una
diversa parte del Masterplan da differenti inclinazioni
e terrazzamenti, con ampie viste panoramiche sul
paesaggio circostante.
shading in summer, fruits in autumn and greens
in winter. ‘Rainbow Ribbons’ provide the routing
and infrastructure for the expo and permeate the
entire surrounding landscape, celebrating the
colour variety that flowers have to offer all around
world. This colour concept is further reflected in
the facade elements which are constructed from
vertically folded aluminium panels. The four theme
colours (green, yellow, orange and blue) are applied
along the lengths of the vertical folds, appearing
and disappearing depending on the viewpoint. Soft,
coloured down-lighting is incorporated into the
facade for use in the evenings or when there is little
sunlight, thereby presenting a lively programmed
background for all of the events planned throughout
the year, regardless of the weather. The use of green
in the core graphics is intended to highlight the
importance given to ecology, the full use of green
energy and environmental awareness. The whole
architecture of the Theme Pavilion also relates to
the dominant skyline of the mountains surrounding
the Masterplan by means of carefully composed
roof scapes on the individual buildings. These roofs
are envisioned as elevated landscaped plateaus,
each addressing a different portion of the Master
plan by different inclination and terracing and
providing panoramic views which extend far into the
surrounding landscape.
sta quindi nel trovare l’armonia architettonica tra
l’influenza progettuale dei dettagli riconoscibili e la
dotazione tecnica per un orientamento sicuro.
Flessibilità futuro
L’Expo 2014 si svolgerà nel Parco Forestale
Baiguoshan, nel distretto di Licang, diventando
così la prima esposizione orticolturale in una
zona montuosa e in una città costiera della Cina.
Qingdao gode di aria pulita e di un clima piacevole.
L’esposizione ha nella progettazione ecocompatibile
e nella consapevolezza ambientale i capisaldi
della promozione dell’evento. In questo modo, le
condizioni piacevoli della città, in accordo con le
radici europee ed il collegamento internazionale,
trasformeranno l’area in una regione dove il
futuro eco-turismo diventerà un nuovo driver
dell’economia. Dopo l’Expo del 2014, il paesaggio
del parco artistico tematico dell’expo diventerà
una nuova meta per l’eco-turismo, spostando
l’attenzione turistica di Qingdao dal giro turistico
della città al tempo libero. Spazi per eventi e
padiglioni avranno quindi più di una vita e gli edifici
ospiteranno nuove funzioni dopo l’evento espositivo.
Con gli organizzatori, UNStudio ha già previsto nel
ciclo di vita del progetto un possibile impiego del
padiglione tematico, per una sua trasformazione
in hotel e strutture congressi e per la formazione.
In modo simile a nuove specie di piante, questo
Percorsi e punti di incontro
tipo di edifici in transizione richiedono un’attenta
Recognisable routing and meeting points
In merito all’orientamento, i grandi eventi con milioni With respect to way finding, large events with visitor progettazione, pur mantenendo l’identità del
di visitatori, richiedono punti di incontro unici, non
progetto originale. Attorno al futuro programma del
numbers in the millions require unique meeting
rivolti unicamente ai gruppi, ma anche alle famiglie points that cater not only to groups, but also families padiglione tematico vi sono anche considerazioni
ed ai singoli. Nel contempo, i percorsi devono essere and individuals. At the same time routing needs
circa il valore futuro del fabbricato. Per questo
progettati sia per i gruppi grandi che per i piccoli.
motivo, le soluzioni logistiche elementari già
to be designed for both large and small groups.
Nei punti d’incontro riconoscibili, dovrebbero così
considerano e sono orientati alle future funzioni.
Recognisable meeting points therefore should
trovare spazio le destinazioni principali, le aree di
In quanto parte del processo progettuale, l’utilizzo
provide key destinations, areas for resting in the
riposo all’ombra, o l’osservazione di specifici eventi shade, or for viewing specific events or shows. The futuro del padiglione tematico è quindi incluso nel
o manifestazioni. La particolare sfida progettuale,
DNA del progetto.
particular design challenge therefore lies in finding
UNStudio
the architectural harmony of technical requirements
for safe guidance and design dominance of
recognisable details.
Future flexibility
The Expo 2014 will be presented in the Baiguoshan
Forest Park in the Licang District, making it the first
horticultural expo held in a mountainous area and
in a coastal city in china. Qingdao enjoys clean air
and a pleasant climate. The Horticultural Expo uses
eco-friendly design and environmental awareness
as anchor points for the event promotion. In this
way the enjoyable conditions, combined with the
European roots and international connectivity of
the city, will transform the area into a region where
future eco-tourism will become a new economic
driver. Following the World Horticultural Expo 2014,
the landscape art themed expo park will become
a new venue for eco-tourism, which will shift the
focus of Qingdao’s tourism from sightseeing to
leisure. Event spaces and pavilions will therefore
have more than one life, as the buildings will
accommodate new functions following the expo
event. Together with the organisers, UNStudio has
already incorporated a possible future lifecycle
into the design of the Theme Pavilion by allowing a
transformation of the buildings into a hotel building,
accommodating conference and teaching facilities.
Similar to new species of plants, these kinds of
transition buildings require careful engineering
whilst maintaining the identity of their original
design. Ideas surrounding the future programme
of the Theme Pavilion also involve considerations
about the future value of the building. For this
reason the lower level logistic solutions already
consider and prepare for future functions. As part
of the design process, the future use of the Theme
Pavilion is therefore incorporated into the DNA of
the design.
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
UNStudio
Efficienza delle superfici di progetto e direzionalità dei pannelli / Surface efficiency and panels design directionality
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
UNStudio
Prospetti (dettaglio sull’inclinazione dei pannelli) / Elevations (panels degree detail)
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
UNStudio
Progetto del colore / Colouration concept
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
UNStudio
Palette cromatiche, vista di insieme / Colour palette, overall view
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
UNStudio
Palette cromatiche, vista di insieme / Colour palette, overall view
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UNStudio
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
UNStudio
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UNStudio
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
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Padiglione tematico per il World Horticultural Expo 2014 di Qingdao / Qingdao World Horticultural Expo 2014 Theme Pavilion
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Mecanoo architecten
Oude Delft 203
2611 HD Delft
www.mecanoo.com
Eurovision Song Contest Indoor
pavilion, Baku, Azerbaijan /
Eurovision Song Contest Indoor
pavilion, Baku, Azerbaijan
Dal primo progetto di concorso, risultato vincitore per la realizzazione di “case sociali per giovani”
a Kruisplein (Rotterdam) nel 1982-1985, lo Studio Mecanoo, con sede a Delft, si è occupato
di una grande varietà di opere.
Nei primi anni il lavoro è principalmente consistito in costruzioni sociali all’interno di progetti
di riqualificazioni urbane. Nel 1987 è giunto l’importante riconoscimento del Rotterdam Maaskant Prize
for Young Architects per l’elevata qualità del lavoro svolto.
Diretto da Francine Houben, il lavoro dello Studio si focalizza su progetti di edifici complessi
e multifunzionali, pianificazione e progettazione urbana, paesaggio e ambiente, progettazione di interni
e design. Con 300 progetti all’attivo, di cui oltre 100 realizzati, una serie di realizzazioni in cantiere
e in fase di elaborazione, l’attività professionale ha riscosso un grande successo in Olanda e in tutta
Europa. L’interesse per la potenza espressiva di spazio, forma e materia è, nei progetti, costantemente
relazionata ai clienti ed ai futuri utenti.
Since its first competition project, which was the winner for the creation of “social lodgings for the
young” in Kruisplein (Rotterdam) in 1982-1985, Mecanoo, with headquarters in Delft, has been involved
in a great variety of projects.
During the initial years, the work mainly comprised social constructions as part of urban renewal
projects. In 1987, it achieved important recognition with the Rotterdam Maaskant Prize for Young
Architects for the high quality of the work carried out.
Managed by Francine Houben, the firm’s work focusing on complex and multifunctional building
projects, urban, landscape and environment planning and design, planning of interiors and design.
With 300 projects under its belt, including more than 100 accomplished, a series of works in progress
and being drawn up, the professional activities have met with create success in the Netherlands
and throughout the whole of Europe. The interest for the expressive power of space, form and material
is - within the project - constantly related to the clients and the future users.
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Eurovision Song Contest Indoor pavilion, Baku, Azerbaijan
Mecanoo architecten
Eurovision Song Contest Indoor pavilion,
Baku, Azerbaijan
Eurovision Song Contest Indoor pavilion,
Baku, Azerbaijan
Luogo: Baku, Azerbaijan
Cliente: Azerbaijan Government, Eurovision
Song Contest (European Broadcasting Union)
progetto: © mecanoo, 2011
Partners: Mojo (Olanda), Stageco (Belgio)
Site: Baku, Azerbaijan
Client: Azerbaijan Government, Eurovision
Song Contest (European Broadcasting Union)
Design: © mecanoo, 2011
Partners: Mojo (the Netherlands), Stageco (Belgium)
Relazione
Fondata 1500 anni fa, Baku, la capitale
dell’Azerbaigian, deriva il suo nome dal
Persiano, e significa la città battuta dal vento,
viste le dure tempeste ed i forti venti che la
contraddistinguono. Dopo la scoperta del petrolio,
Baku è emersa come un importante centro
commerciale, grazie alla sua localizzazione sulla
costa del Mar Caspio, una posizione geografica
vantaggiosa, e per l’abbondanza di materie prime
preziose come l’olio, il sale, castagno e zafferano.
Baku è ancora oggi la più grande area abitata di
tutta la costa occidentale del Mar Caspio.
Il progetto comprende un mix di strutture
ricreative che traggono vantaggio del lungomare
e nel contempo crea un parco collinare con
caffetterie e promenade. Oltre allo stadio per
18.000 visitatori, c’è anche un teatro all’aperto,
un centro per l’educazione culturale, ristoranti e
la previsione di un futuro porto per taxi d’acqua.
Questa nuova destinazione di intrattenimento
sociale, accanto alle future infrastrutture ed
alle costruzioni per il tempo libero, rafforzerà
ulteriormente l’attrazione di Baku.
La Hall, trasparente ed accogliente, comprende
l’illuminazione esterna, la piazza evento con
schermi video per il pubblico, le strutture
provvisorie per la stampa e gli artisti ed il
Description
Founded 1,500 years ago, Azerbaijan’s capital
Baku derives its name from the Persian as
wind-pounded city, appropriately as it is no
stranger to harsh storms and fierce winds.
After the discovery of oil, Baku emerged as a
very important commercial centre owing to
its location on the coast of the Caspian Sea,
an advantageous geographical location and
abundance of valuable raw materials like oil,
salt, maroon and saffron. Today, Baku is still the
largest populated area on the entire western
coast of the Caspian Sea.
Mecanoo’s design includes a mix of leisure
facilities on the site to take advantage of the
waterfront while creating a hilly park with cafes
and promenades. In addition to the arena with a
capacity of more than 18,000, there is also an
outdoor theatre, centre for cultural education,
restaurants and consideration for a future water
taxi harbor. This new social entertainment
destination in combination with future leisure
and infrastructure developments will further
strengthen Baku’s draw.
The transparent and welcoming Eurovision Music
Hall includes external light features, event plaza
with video screens for the public, provisory
facilities for press and artists and outdoor
Mecanoo architecten
parcheggio esterno. Ispirato dal paesaggio
naturale dell’Azerbaigian, la nuova sala ricorda le
forme familiari creati dai vulcani locali. Di notte,
l’ambiente è illuminato dall’interno come lava
fusa, un ulteriore riferimento al simbolo della
città del fuoco. L’edificio accoglierà una Piazza,
permettendo lo svolgersi all’aperto delle feste.
parking. Inspired by the natural landscape of
Azerbaijan, the new hall resembles the familiar
forms created by the local volcanoes. By night,
the venue is lit from inside like molten lava a
further reference to the city’s emblem of fire.
The building will embrace a Plaza allowing the
festivities to spill outdoors.
Esploso assonometrico e attività / Exploded axonometric and program
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Eurovision Song Contest Indoor pavilion, Baku, Azerbaijan
Mecanoo architecten
Vista aerea e programma / Aerial view and program
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Eurovision Song Contest Indoor pavilion, Baku, Azerbaijan
Mecanoo architecten
Vista / View
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Eurovision Song Contest Indoor pavilion, Baku, Azerbaijan
Mecanoo architecten
Mecanoo architecten
Vista / View
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soma architecture
Herminengasse 15/1
1020 Vienna, Austria
www.soma-architecture.com
Flow Lines, un ponte di fibre per
Salford / Flow Lines, a fibrous bridge
for Salford
soma è uno Studio Austriaco fondato nel 2007 dai quattro partner Stefan Rutzinger, Martin Oberascher,
Kristina Schinegger , Günther Weber. soma considera l’architettura come continua ricerca e terreno
di sperimentazione, con l’attività dello Studio che spazia dallo sviluppo di strategie progettuali
digitali contemporanee, allo sviluppo di geometria avanzate e alla ricerca accademica. Lo Studio ha
ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale, partecipando anche alla Biennale di
Architettura di Venezia nel 2010 e ad Archilab nel 2013.
Accando al Padiglione per l’esposizione di Yeosu del 2012, tra i progetti realizzati dello Studio vi sono
il Building Acadamy di Salisburgo (2012) e il padiglione temporaneo per la musica della Biennale di
Salisburgo (2011). soma ha uffici a Vienna e Salisburgo.
soma is an Austrian practice founded in 2007 by four partners Stefan Rutzinger, Martin Oberascher,
Kristina Schinegger , Günther Weber. soma understands architecture as an ongoing inquiry and a field
of experimentation. The team’s activities range from the development of contemporary digital design
strategies to the implementation of advanced geometries and academic research.
The team has been awarded many prizes in international competitions. Its work has won international
recognition and has been featured in publications and exhibitions, such as the Venice Architecture
Biennale 2010 and Archilab 2013.
In addition to the Theme Pavilion for the Expo 2012 Yeosu in South-Korea, completed projects include
the extension for the Building Academy in Salzburg, Austria (2012) and a temporary music pavilion for
the Salzburg Biennale (2011). soma has offices in Vienna and Salzburg, Austria
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Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
Flow Lines un ponte di fibre per Salford,
Salford
Flow Lines a fibrous bridge for Salford,
Salford
Luogo: Salford, UK
Concorso: Salford Meadows Bridge,
international design competition / stage 1
Progetto: © soma architecture, 2013
Team: Christoph Müller, Martina Lesjak,
Hannes Tallafuss
Structural Engineering: Arup, London
Location: Salford, UK
Competition: Salford Meadows Bridge,
international design competition / stage 1
Design: © soma architecture, 2013
Team: Christoph Müller, Martina Lesjak,
Hannes Tallafuss
Structural Engineering: Arup, London
Relazione
Concept di progetto
Il ponte crea un passaggio tortuoso sul fiume Irwell,
riflettendo il corso naturale del flusso d’acqua e
fornendo così mutevoli punti di vista sui campi ed
il contesto urbano. La struttura considera le diverse
caratteristiche delle due sponde. Il suo aspetto
cangiante dialoga tra natura e urbanità e considera
il legno come un materiale composito costituito da
fibre singole. La linea principale di flusso del ponte
si spezza in più sotto-correnti, creando una struttura
sorprendente e complessa, da elementi semplici. Il
ponte si espande e mostra i suoi singoli elementi nella
generazione delle strutture verticali di sostegno che
toccano le sponde. Il ponte fibroso dialoga tra due
diversi tipi di logiche – tra confinato e complesso, tra
corpo rigido e linee fluenti, tra la struttura a ponte
tradizionale e l’ingegneria del XXI secolo. Il ponte
diventerà una nuova icona per Salford, non solo per
la sua presenza e l’esperienza unica, ma anche come
esempio innovativo di design contemporaneo e di
ingegneria. Dalla combinazione di legno, materiale
organico e risorse rinnovabili sostenibili, con la
progettazione digitale e le strategie di produzione, si
creerà un landmark singolare e un atto costruito per lo
sviluppo futuro della città.
Description
Design concept
The bridge creates a meandering passage across the
River Irwell, reflecting the natural course of the water
flow and thereby providing changing prospects onto
the Meadows and the urban context. The structure
takes into account the different characteristics of
the two banks. Its changing appearance negotiates
between nature and urbanity and refers to wood as a
composite material consisting of individual fibres. The
main flow line of the bridge breaks up into multiple
sub-currents, creating a surprising and complex
structure out of simple elements. The bridge expands
and exposes its individual members to generate the
vertical supporting structures that touch the banks. The
fibrous bridge negotiates between two different kind
of logics – the confined and complex, rigid body and
fluent streamlines, traditional bridge structure and 21st
century engineering. The bridge will become a new
icon for Salford not only due to the unique presence
and experience but also as an innovative example of
contemporary design and engineering. Combining wood,
an organic material and carbon-neutral renewable
resource with digital design and production strategies
will create an outstanding landmark and a built
statement for future city developments.
soma architecture
Concept di progetto / Design concept
57
Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
Forma
Il ponte è costruito da circa 300 elementi lignei,
o “fili”, da 100 x 100 millimetri, laminati assieme
per formare un elemento monolitico che attraversa il
fiume Irwell. I singoli filamenti di legno che formano
l’insieme, si biforcano in due punti per formare
i pilastri che creano un efficiente diagramma
strutturale. Gli elementi strutturali primari consistono
in piastre a forma di U, che utilizzano la maggiore
profondità fornita dal parapetto di legno; singoli
componenti vengono raggruppati per formare gli
elementi portanti primari e gli elementi secondari
della composizione architettonica. I fasci di filamenti
sono raccolti insieme con processi epossidici
standard, utilizzati nella normale formazione di
travi e ponti laminati (lamellari). La dimensione,
l’orientamento e l’interconnessione dei fasci varia a
seconda della sollecitazione della sezione trasversale
e della geometria reticolare che aggancia i singoli
fasci delle gambe. I fili laminati che formano la
struttura del ponte a forma di U resistono ai carichi
gravitazionali dalla combinazione tra le balaustre
rigide e la piattaforma orizzontale che supporta il
traffico pedonale. Anche i carichi laterali del vento
sono assorbiti da questa forma tubolare, che fornisce
una piastra rigida estesa tra le estremità del ponte. Il
ponte è retto da piloni di cemento e da un piedritto,
che trasferiscono i carichi al terreno di fondazione.
Form
The bridge is constructed from approximately 300,
100mm x 100mm timber elements or “strands” that
are laminated together to form a monolithic element
that crosses the River Irwell. The individual timber
strands that form the overall collective, bifurcate at two
locations to form piers that create an efficient structural
diagram. The primary structural elements consist of
a U-shaped deck which utilises the increased depth
provided by the timber balustrades; individual strands
that are clustered together to form the primary load
bearing elements and secondary elements that from
the architectural composition. The bundles of strands
are collated together using standard epoxy processes
used in the formation of conventional glue laminated
(Glulam) beams and bridges. The size, orientation and
interconnection of the bundles varies according to
the stress of the cross-section and latticing geometry
that braces the individual bundles that from the
legs. The laminated strands that form the U-Shaped
deck structure resist gravitation loads through the
combination of the stiff balustrades and the horizontal
deck that supports pedestrian traffic. Lateral loads from
the wind are also resisted by this channel shape which
provides a stiff plate spanning between the ends of
the bridge. The bridge is supported on concrete piers
and an abutment which transfer the loads into the
supporting ground.
Materialità
Il legno è stato scelto come materiale per la
costruzione di ponti, per l’incredibile forza rispetto al
suo peso ed è quindi stato storicamente utilizzato in
modo massiccio in molti ponti pedonali. Il legno da
fonti sostenibili è l’unico materiale da costruzione
rinnovabile e di conseguenza la domanda e l’offerta
sono in crescita in tutto il settore delle costruzioni,
incoraggiando la piantagione di più foreste.
L’energia incorporata nel legno lamellare quando
Materiality
Timber has been chosen for the material form of the
bridge as it is incredibly strong for its weight and
hence historically it has been abundantly used in many
pedestrian bridges. Sustainably sourced timber is the
only renewable construction material and consequently
demand and supply are growing throughout the
construction industry, which in turn is encouraging
more forests to be planted.
The embodied energy of glue laminated timber at
soma architecture
Concept di progetto / Design concept
58
Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
Concept di progetto / Design concept
soma architecture
lascia la fabbrica, è incredibilmente bassa, in quanto tutta
l’energia utilizzata per lavorare il legno (essiccazione,
produzione, ecc.) deriva dalla combustione dei rifiuti di
segheria. Questo aspetto, in relazione con la capacità del
legno di assorbire carbonio dall’atmosfera nel corso della
sua vita, lo rende un materiale incredibilmente sostenibile.
the point it leaves the factory is incredibly low, as all
the energy used to process the timber (kiln drying,
manufacturing etc) is derived from burning the sawmill
waste. This in combination with the carbon which the
timber absorbs from the atmosphere during its life
makes timber an incredibly sustainable material.
Durata
Gli elementi strutturali primari del ponte e della
piastra saranno in Accoya, che è un tipo di legno
tenero trattato proveniente da fonti sostenibili. Il legno
Accoya è stato modificato nella struttura e questo
processo non tossico ne aumenta la durezza e la
durata. Ciò permette di superare spesso la durata e la
stabilità dimensionale di molti dei migliori legni duri
tropicali, avendo anche una bassa manutenzione, pur
essendo formato da legno tenero coltivato in modo
sostenibile. La superficie superiore della piattaforma
strutturale verrà riparata dalle intemperie da uno
strato di rivestimento protettivo e da una membrana
impermeabile, costituendo uno strato di rivestimento
sostituibile, che proteggerà i fili laminati dalla pioggia,
dal gelo e dalla luce solare.
Durability
It is proposed that the primary structural elements
of the bridge and deck are manufactured from
Accoya, which is a type of sustainably sourced
treated softwood. Accoya wood has been modified
right through to the core and this non-toxic process
increases its hardness and durability. This often
exceeds the durability and dimensionally stability of
many of the best tropical hardwoods resulting in low
maintenance, whilst being formed from sustainably
grown softwood. The top surface of the structural
platform will be protected from the elements by a
sacrificial decking layer and waterproof membrane
which will protect the laminated strands from rain,
frost and sunlight and will provide a replaceable
wearing layer.
Produzione e costruzione
I filamenti di legno, anche se in termini compositivi
scorrono liberamente, saranno fabbricati utilizzando
tecnologia e dettagli noti, utilizzati normalmente sui
ponti tradizionali di tutto il mondo. Le sezioni dei fasci
laminati di filamenti lunghi 12 metri, saranno consegnati
in cantiere in modo appropriato secondo le normative
standard di trasporto europee e del Regno Unito.
Questi saranno pre-assemblati in cantiere in parti più
grandi composte da sezioni di pilastri e piastre, che
saranno innalzati in posizione. Le connessioni locali,
saranno nascoste nella piastra o nelle spine di raccordo
in acciaio inox, per una maggiore durata e saranno
nascosti e ripartiti nella composizione complessiva per
garantire la continuità estetica dei filamenti.
Fabrication and construction
The timber strands, although free flowing in aesthetic
composition, will be fabricated using standard and
well understood technology and details used on
conventional bridges throughout the world. Sections
of the laminated bundles of strands will be delivered
to site in lengths of appropriately 12 meters to suit
standard UK and European roads regulations. These
will be preassembled on site into larger sections
composed of pier and decking sections which will
be lifted into position. Site connections, will be
concealed stainless steel plate or dowel connections
for enhanced durability and will be concealed and
staggered with-in the overall composition to ensure the
aesthetic continuity of the strands.
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Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
soma architecture
Planimetria / Site plan
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Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
soma architecture
Pianta / Plan
Prospetto / Elevation
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Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
soma architecture
Vista d’insieme / Overall view
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Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
soma architecture
Vista / View
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Flow Lines un ponte di fibre per Salford, Salford / Flow Lines a fibrous bridge for Salford, Salford
soma architecture
Vista / View
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soma architecture
Herminengasse 15/1
1020 Vienna, Austria
www.soma-architecture.com
Centro servizi passeggeri del
terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan
/ Kinmen Passenger Terminal
Service Center, Kinmen, Taiwan
soma è uno Studio Austriaco fondato nel 2007 dai quattro partner Stefan Rutzinger, Martin Oberascher,
Kristina Schinegger , Günther Weber. soma considera l’architettura come continua ricerca e terreno
di sperimentazione, con l’attività dello Studio che spazia dallo sviluppo di strategie progettuali
digitali contemporanee, allo sviluppo di geometria avanzate e alla ricerca accademica. Lo Studio ha
ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale, partecipando anche alla Biennale di
Architettura di Venezia nel 2010 e ad Archilab nel 2013.
Accando al Padiglione per l’esposizione di Yeosu del 2012, tra i progetti realizzati dello Studio vi sono
il Building Acadamy di Salisburgo (2012) e il padiglione temporaneo per la musica della Biennale di
Salisburgo (2011). soma ha uffici a Vienna e Salisburgo.
soma is an Austrian practice founded in 2007 by four partners Stefan Rutzinger, Martin Oberascher,
Kristina Schinegger , Günther Weber. soma understands architecture as an ongoing inquiry and a field
of experimentation. The team’s activities range from the development of contemporary digital design
strategies to the implementation of advanced geometries and academic research.
The team has been awarded many prizes in international competitions. Its work has won international
recognition and has been featured in publications and exhibitions, such as the Venice Architecture
Biennale 2010 and Archilab 2013.
In addition to the Theme Pavilion for the Expo 2012 Yeosu in South-Korea, completed projects include
the extension for the Building Academy in Salzburg, Austria (2012) and a temporary music pavilion for
the Salzburg Biennale (2011). soma has offices in Vienna and Salzburg, Austria.
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Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
Centro servizi passeggeri del terminal
di Kinmen, Kinmen, Taiwan
Kinmen Passenger Terminal Service
Center, Kinmen, Taiwan
Luogo: Kinmen, Taiwan
Progetto: © soma architecture, 2014 concorso
Team: Martina Lesjak, Alexander Nanu,
Hannes Tallafuss, Ondrej Kloub
Strutture: Bollinger Grohmann Schneider,
Vienna
Aspetti ambientali: Transsolar, Stuttgart
Location: Kinmen, Taiwan
Design: © soma architecture, 2014 competition
Team: Martina Lesjak, Alexander Nanu,
Hannes Tallafuss, Ondrej Kloub
Structural Engineering: Bollinger Grohmann
Schneider, Vienna
Climate Engineering: Transsolar, Stuttgart
Relazione
Paesaggio intermedio - Formazione ondulata
Il porto è una condizione di mediazione, tra costa
e mare, terra e traghetti. Il concept architettonico
principale si basa sull’idea di un pattern di formazione
attraverso l’ondulazione delle linee, che riprendendo le
traiettorie di terra e mare trovano forma nella continuità
di geometria e spazio. L’obiettivo del progetto è quello di
un edificio portuale aperto, dove le zone pubbliche e del
commercio sono integrate e interconnesse. Il porto non
sarà solo un edificio di transito, ma diventerà un luogo di
svago e relax per i viaggiatori ed i visitatori.
Landmark performativo – un’esperienza memorabile
In quanto edificio di movimento e passaggio, il terminal
non riproduce un senso di fissità o staticità. Piuttosto,
innesca una molteplicità di letture: per chi arriva da
terra, la sua pelle ondulata riprende la superficie in
movimento del mare. Per i passeggeri che arrivano via
nave, il terminal appare come una topografia stabile,
che si sviluppa dal suolo dell’isola. L’obiettivo del
progetto è quello di creare un Landmark dinamico e
contemporaneo. L’ampia superficie di rivestimento,
con la sua trasparenza, crea un aspetto vivace e
mutevole nel tempo e nella giornata. Gli effetti visivi del
rivestimento performativo non sono destinati a produrre
Description
Intermediate Landscape - Undulating Formation
The port is an in-between state. It intermediates
between coast and sea, land and ferry. The main
architectural concept deals with the idea of pattern
formation through the undulation of lines. Informed by
the trajectories from land and sea it balances them
in a continuous space and geometry. The aim of the
design is an open terminal building where public and
commercial zones are embedded and interconnected.
The port will not just be a transit building but become
a place of leisure and relaxation for travellers and
visitors.
Performative Landmark - a Memorable Experience
As a building of movement and transition the terminal
does not represent a fixed or static meaning. Rather it
triggers a multitude of readings: for those arriving from
land its undulating skin refers to the moving surface of
the sea. For passengers arriving via boat the terminal
appears as a stable topography developing out of the
island’s ground. The aim of the design is to create
a dynamic and contemporary landmark. The widespanning skin with its gradient transparency creates a
lively and changing appearance during day and time.
The visual effects of the performative skin are not
soma architecture
una iconicità statica, ma un’esperienza spaziale
memorabile.
intended to produce a static iconicity but a memorable
spatial experience.
Esposizione sinergica - Pelle simbiotica
L’obiettivo del progetto è quello di migliorare la
flessibilità di utilizzo, così come la futura espansione,
attraverso un’ampia superficie di rivestimento. La sua
leggerezza e la struttura dissolta trovano forma in
un interno luminoso e trasparente. L’esposizione del
terminal agli agenti esterni, come sole, vento e pioggia,
si trasforma in un rapporto sinergico e simbiotico.
La pelle raccoglie l’energia solare e l’acqua piovana,
mentre la sua forma aerodinamica riduce l’impatto
dei forti venti. La pelle opera anche come un enorme
bioreattore alimentato da alghe vive, che sono una fonte
di energia alternativa e rinnovabile.
Synergetic Exposure - Symbiotic Skin
The aim of the design is to enhance flexibility of use as
well as future expansion by creating a wide-spanning
skin. Its light-weight and dissolved structure results in
a light-flooded and transparent interior. The terminal’s
exposure to exterior elements, such as sun, wind and
rainfall is transformed into a synergetic and symbiotic
relation. The skin collects solar energy and rain water,
while its aerodynamic form provides less area of
impact for harmful wind events. The skin functions also
as a huge bioreactor fuelled by living algae, which are
an alternative and renewable energy source.
Integrazione con il masterplan del porto
La proposta progettuale crea una silhouette ondulata
lungo il waterfront, interagendo con i futuri edifici del
masterplan e il porto. La volumetria proposta specifica
le tre aree principali del centro passeggeri: partenze
internazionali, arrivi internazionali e terminal nazionale.
Ciò aumenta l’orientamento dei passeggeri e dà
un’identità alle diverse zone.
La topografia ondulata della costruzione si collega
al parco nella parte orientale dell’area, creando nel
contempo una continua zona di approdo, per gli arrivi
o le partenze dei passeggeri davanti al terminal.
Le anse sono separate da stagni con dispositivi di
ombreggiamento che creano piacevoli e freschi
microclimi per i passeggeri in attesa. La volumetria
segue l’idea di motivo e variazione - il picco, la baia,
la piscina riappaiono come elementi memorabili, ma
sono differenziati e variano per creare una sequenza
spaziale vivace. I picchi della topografia si relazionano
all’asse del masterplan. L’edificio di accesso non
blocca la visuale sulle parti retrostanti, ma si integra
delicatamente nel paesaggio esistente di Kinmen Island.
Integration into port masterplan
The proposal creates an undulating silhouette along
the water front - negotiating between the future
buildings of the master plan and the port. The
proposed massing is indicating the 3 main areas of the
passenger centre: international departure, international
arrival and the domestic terminal. This increases
orientation for passengers and gives an identity to
the different zones. The undulating topography of
the building connects to the park in the east of the
site, while creating a continuous zone for drop off
and arriving or departing passengers in front of the
terminal. The welcoming bays are separated by water
ponds with shading devices that create comfortable
and cool microclimates for waiting passengers.
The massing follows the idea of motif and variation –
the peak, the bay, the water pool are reappearing as
memorable elements but are differentiated and varied
to create a lively spatial sequence.
The peaks of the topography relate to the axis of the
master plan. The port building does not block the view
onto the developments in the back - but integrates
smoothly into the existing landscape of Kinmen Island.
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Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
Schemi geometrci e riferimenti progettuali / Geometry diagrams and references
soma architecture
Studio della superficie / Surface studies
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Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
Evoluzione geometrica
La geometria è ispirata dalla forma naturale e
dal pattern di sviluppo. Osservando la sabbia,
le sue increspature mostrano caratteristiche
che si ripetono anche se gli elementi non sono
identici, né gli intervalli si ripetono regolarmente.
L’edificio del terminal guarda a questa irregolarità
e variazione della natura. Il pattern permette un
volume continuo e variabile, che localmente può
essere esteso o ridotto e naturalmente ampliato
in futuro. Il pattern, inoltre, definisce anche un
principio di organizzazione, ripetendo e modulando
le caratteristiche: picco o valle, volume o baia, per
requisiti funzionali, a livello locale la geometria può
essere adattata in modo morbido ed elegante.
Geometrical Evolution
The geometry is inspired by natural form and
pattern generation. When looking at ripples
of sand they show repeating features yet the
elements are not identical nor are the repeating
intervals regular. The terminal building refers
to this irregularity and variation within nature.
The concept of the pattern allows a varied yet
continuous volume, that can be locally expanded
or reduced and logically extended in the future.
The pattern also defines also an organisational
principle – by repeating and modulating the
features - peak or valley, volume or bay, the
geometry can be locally adapted to functional
requirements in an elegant and smooth way.
soma architecture
Evoluzione geometrica - Volumetrie
La geometria risponde alle esigenze funzionali
interne e ai vincoli del terminal, e crea tre picchi per
differenziare le zone di arrivo e partenza dei traghetti
internazionali, così come l’accesso nazionale.
Lungo la via di accesso principale per il traffico ed
il trasporto pubblico, il volume da forma a tre baie e
zone di ingresso. La variazione spaziale nel volume
continuo migliora l’orientamento e la diversificazione
spaziale, creando inoltre un terminal aperto e arioso.
Geometrical Evolution - Massing
The geometry reacts on the inner functional needs
and constraints of the terminal. It creates 3 peaks
to differentiate the arrival and departure zone of the
international ferries as well as the domestic port.
Along the main access route for traffic and public
transport it creates 3 bays and entrance zones.
The spatial variation within the continuous volume
enhances orientation and spatial diversification, yet
creates an open and airy terminal.
Circolazione e distribuzione di programma
La proposta separa nettamente la parte
internazionale da quella nazionale, così come i
passeggeri in arrivo da quelli in partenza.
Circulation and distribution of program
The proposal clearly separates international
from domestic as well as arriving from departing
passengers.
Sviluppo del volume / Evolution of massing
68
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
Tutti i percorsi dei passeggeri sono progettati
per evitare incroci e perdite di tempo. Il terminal
nazionale si trova nella parte occidentale, mentre
quello internazionale occupa la zona orientale. Le
zone pubbliche si sviluppano liberamente lungo
tutto il terminal e collegano le due parti. Le zone
commerciali sono distribuite in tutto il terminal per
creare un centro commerciale continuo tra i terminal.
Le zone di arrivo e partenza sono organizzate su
piani separati per aumentare la comprensione e
l’orientamento. Non vi sono incroci tra passeggeri e
servizi portuali. Tutti i passeggeri entrano nel terminal
tramite ponti, i servizi portuali operano liberamente a
livello suolo.
All passenger routes are designed to be free of
intersections and time efficient. The domestic
terminal is situated in the western part while the
international occupies the eastern area. Public
zones freely stretch along the whole terminal and
connect the two parts. Commercial zones are
distributed throughout the terminal to create a
continuous shopping mall between the terminals.
Arrival and departure zones are organized on
separate floors to increase clarity and orientation.
There are no intersections of passengers and dock
services. All passengers enter the terminal via
bridges, dock services can freely operate at dock
level.
Zone pubbliche
I due livelli sopra quello delle partenze sono
aperti al pubblico. Il livello dei congressi ospita
delle stanze che possono essere affittate per
incontri d’affari e connesse con il ristorante per
eventi e conferenze. Una piattaforma pubblica a
23,00 metri offre una vista sul porto e il paesaggio
circostante.
soma architecture
Public zones
The two levels above departure level can be
accessed freely by the public. The conference
level provides rooms that can be rented out for
business meetings. They can be combined with
the restaurant for conferences and events. A public
platform at level +23.00 provides views over the
port and the surrounding landscape.
Inserimento del volume nell’area / Massing on site
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Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
Alghe bioreattore
Le aperture circolari della facciata sono un dispositivo
che permette di controllare l’ingresso della luce
naturale nell’edificio e sono inquadrate da pannelli di
alghe che hanno diverse funzioni: accanto alla riduzione
del carico solare, funzionano da bioreattore per
ottenere energia rinnovabile da biomasse. All’interno
dei pannelli le alghe sono coltivate. Esse producono
biocarburanti che possono poi essere trasformati in
calore (per la produzione di acqua calda) e di energia
elettrica (per l’illuminazione a soffitto). Inoltre, le alghe
contribuiscono a ridurre la CO2 nell’ambiente e a larga
scala operano come “polmoni verdi”.
Algae bioreactor
The circular openings of the facade are a device
to control the input of daylight within the building.
They are framed by algae panels which have
various functions: beside the reduction of solar
energy input, they function as a bioreactor to
gain renewable energy from biomass. Inside the
panels algae are cultivated. They produce biofuel
which can then be turned in heat (for warm
water preparation) and electricity (for ceiling light
elements). Furthermore they can help to reduce
CO2 in the environment and in large scale work as
“green lungs”.
Strategia climatica
Il clima e gli aspetti energetici del centro servizi
passeggeri del porto di Kinmen, segue un approccio
progettuale integrato che si avvale di pratiche di
sostenibilità chiare ed efficienti. Sono impiegate
strategie di progettazione dedicate per massimizzare
il comfort dei passeggeri e dei visitatori, con
un impatto minimo sulle risorse e l’ambiente.
L’approccio parte con riduzione della domanda locale
di energia e l’ottimizzazione del restante consumo,
nonché con la sostituzione delle tradizionali fonti
energetiche con energia rinnovabile.
Nel clima caldo e umido che regna in questa regione,
la schermatura solare, la ventilazione, le strategie
radianti e l’evaporazione dell’acqua sono aspetti
chiave per il miglioramento del comfort termico
esterno. Questi aspetti vengono applicati per gli spazi
aperti attorno all’edificio del terminal, realizzando un
ambiente attraente.
Elementi puntuali di ombreggiamento sono distribuiti
in tutto il terminal realizzando posti a sedere
all’aperto ombreggiati durante il giorno e illuminati
per le attività notturne. Laghetti con giochi d’acqua
per il raffrescamento da evaporazione raccolgono
l’acqua piovana proveniente dalla copertura, oltre
Climate strategy
The climate- and energy concept for the Port
of Kinmen Passenger Service Center follows an
integrated design approach that demonstrates
efficient and straightforward sustainability
practices. Dedicated design strategies are
employed to maximize comfort for the passengers
and visitors with a minimized impact on resources
and environment. The approach begins with
reducing the energy demand side and optimizing
the remaining energy use as well as substituting
conventional energy sources by renewable energy.
In the warm and humid climate that prevails in
this region solar shading, support of air movement,
radiant strategies and potential water evaporation
are key concepts in enhancing outdoor thermal
comfort. These concepts are applied for outdoor
spaces around the terminal building to provide
attractive surroundings.
Local shading elements are distributed around
the terminal building and provide shaded outside
seating during the day and lighting for nighttime
activities. Water ponds with water features for
evaporative cooling are utilized for rain water
collection from the building roof and provide cool
soma architecture
*Studio delle pendenze ed evoluzione del pattern / Study of gradient descent and patterns evolving
70
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
ad essere superfici fredde che migliorano il comfort
radiante. Inoltre, consentire la ventilazione presente
in quest’area della costa supporta il comfort
percepito nell’area. Queste misure attive e passive
contribuiscono ad aumentare in modo sostanziale
il tempo utile per attività all’aperto, invitando
la persone, passeggeri o visitatori, a godere e
apprezzare l’ambiente esterno.
Come fonte di raffreddamento vengono proposti
dei refrigeratori turbo ad alta efficienza. L’acqua di
mare verrà utilizzata per la dissipazione del calore
dei refrigeratori fornendo condizioni di temperatura
migliori e aumentando così le prestazioni del
refrigeratore Nel contempo, il microclima ambientale
è mantenuto libero da emissioni di calore e dal
rumore dalle torri di raffreddamento. L’acqua piovana
viene raccolta dal rivestimento dell’edificio che,
complice la sua forma, convoglia automaticamente
nelle vasche a sud dell’edificio stesso.
L’acqua in eccesso può essere immagazzinata in
una cisterna sotterranea e quindi trattata per il suo
riutilizzo a scopo sanitario.
Gli spazi interni sono climatizzati tutto l’anno per
fornire una qualità d’aria eccellente, con livelli di
umidità nel range 50-60% di umidità relativa e
temperature operative tra 20 e 29°C, in relazione
della stagione e del tipo di utilizzo.
Nella hall dl terminal, quale spazio principale
dell’edificio, l’aria fresca è fornita con la ventilazione
a dislocamento sia piano terra che ai vari livelli.
Questo approccio manterrà in modo più efficiente una
elevata qualità dell’aria nelle zone occupate.
L’involucro dell’edificio sarà formato da una pelle
traslucida che avvolge gli spazi del terminal.
Uno strato semitrasparente di fotovoltaico (PV) è
incorporato nella superficie esterna. Questo strato
integra la protezione solare e l’approvvigionamento
di energia rinnovabile. La densità di fotovoltaico è
in ragione della distribuzione annuale di radiazione
surfaces for enhanced radiant comfort. Allowing
air movement present at this coastal harbor site
additionally supports the perceived comfort in
these areas. These passive and active measures
help to substantially increase the times with good
outdoor comfort conditions, inviting people to enjoy
and appreciate the outdoor environment, as transit
passengers or visitors.
High efficient turbo chillers with exceptional part
load performance are proposed as cooling source.
Sea water is used for heat rejection of the chillers
providing better temperature conditions and thus
increasing chiller performance. At the same time,
the microclimate on site is kept free from heat
emissions into the atmosphere as well as noise
from cooling towers. Rain water is being collected
from the building envelop which – due to the shape
of the building – automatically runs off into the
pools located at the south side of the building.
From here excess water can be stored in an
underground cistern and further processed for
reuse in the facilities sanitary areas.
The indoor spaces are conditioned all year round to
provide excellent air quality, humidity levels in the
range of 50-60% relative humidity and operative
temperatures within the range of 20 to 29°C,
depending on season and type of use.
In the terminal hall as the main space of the
building fresh air is supplied as displacement
ventilation both on the ground floor and the various
levels. This approach will be most efficient to
maintain high air quality in the occupied areas.
The building envelop will be formed by a
translucent skin that wraps the terminal spaces.
Incorporated into the outer surface is a semitransparent layer of photovoltaic (PV) cells. This
layer integrates solar shading and the collection
of renewable electricity. The density of the
photovoltaic application reflects the annual
soma architecture
Superfici performanti / Performative skins
71
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
solare sull’involucro dell’edificio. Nelle zone a forte
irraggiamento solare (soprattutto le aree orizzontali
e leggermente inclinate), il rivestimento sarà coperto
con celle fotovoltaiche ad opacità quasi totale,
mentre diminuendo l’esposizione solare il fotovoltaico
diminuirà gradualmente fino alla piena trasparenza, e
ciò principalmente nelle aree verticali della facciata.
Ciò consente di ottimizzare la disponibilità di luce
a nord, con la luce prevalentemente indiretta, e
permettendo di vedere all’esterno, specialmente
verso il porto con le navi in ​​entrata e in uscita.
Per l’ottimizzazione della luce diurna in base a
specifiche esigenze, sono state inserite ulteriori
finestre sull’involucro dell’edificio, dotate di vetri
elettrocromici per il controllo solare, senza la
necessità di dispositivi di ombreggiamento mobili.
distribution of solar radiation across the building
envelop. In areas with high solar insolation (mainly
the horizontal and slightly sloped areas) the
envelop will be covered with PV cells to almost
complete opacity while with decreasing solar
exposure PV coverage will gradually diminish to
full transparency, mainly at the vertical areas of
the façade. This will optimize daylight availability
from the north side with mostly indirect light
and allow views to outside, especially towards
the harbor with the inbound and outbound ships.
Additional windows are allocated across the
building skin for daylight optimization as needed
which are furnished with electrochrome glazing
for solar control without the need for any movable
shading devices.
Descrizione strutturale
Il profilo del nuovo centro servizi passeggeri di
Kinmen assomiglia ad un rettangolo di circa 510x100
metri. Tutti gli spazi interni sono racchiusi da un
involucro continuo a forma libera, che copre l’intero
piano. L’interrato contiene un garage impostato su
una griglia regolare di colonne, come base per tutti i
soprastanti elementi strutturali. La struttura del tetto
poggia sui bordi che toccano terra. Inoltre è sorretta
da colonne che allo stesso tempo sostengono i solai
in calcestruzzo dei tre piani.
I solai sono anche supportati dai nuclei strutturali,
facilitando il trasferimento verticale dei carichi al
terreno. Inoltre le colonne sono inclinate in senso
opposto, migliorando così la rigidità orizzontale del
sistema. Collegandosi alla copertura, ogni colonna si
dissolve in un sistema ramificato ad albero. In questo
modo, lo spessore della struttura del tetto può essere
limitato al minimo.
La tassellazione strutturale della copertura è
stata scelta in ragione dell’obiettivo architettonico
di articolare, sul rivestimento della copertura
Structural Description
The footprint boundary of the new Kinmen
Passenger Service Center resembles a rectangle
of roughly 510m by 100m. All interior spaces are
enclosed by one continuous freeform roof which
covers the entire plan. The basement contains a
parking garage imposing a regular grid of columns
as a base for all structural elements above. The
roof structure is supported along its free edges
which touch ground. It is also held up by columns,
which at the same time support the concrete floor
slabs organized in up to three stories. The slabs are
also supported by concrete cores, facilitating the
vertical but also the main part of the horizontal load
transfer from the slabs into the ground. Additionally
the columns are inclined in opposing directions,
improving the horizontal stiffness of the system.
When connecting to the roof, the single columns
dissolve into a tree-like system of branching
columns. This way, the structural height of the roof
can be limited to a minimum. The roofs structural
tessellation was chosen to fit the architectural
stessa, delle linee che degradano rapidamente.
Pertanto gli assi strutturali primari coincidono con
la pannelizzazione del vetro. Mentre questo serve
in primo luogo a far fluire l’acqua, vi è anche una
logica strutturale intrinseca per il trasferimento dei
carichi al terreno nel modo più diretto possibile, e
quindi seguendo la direzione del vettore più ripido.
Dove le linee di acqua piovana non raggiungono
il suolo, perché il bordo della superficie si innalza
sull’ingresso, la forma del bordo simile ad un arco
re-direziona facilmente ed in modo efficiente tali
forze. Le direzioni trasversali degli assi principali
della copertura sono orientate orizzontalmente,
parzialmente ramificate e nel piano servono ad
irrigidire il guscio strutturale.
soma architecture
intent of articulating lines of steepest downward
gradient on the roof’s cladding. Therefore the
primary structural axes coincide with the glass
panelization. While this is in the first place serving
the dewatering concept, there is also an inherent
structural logic that wants to transfer loads towards
the ground as direct as possible, hence following
the direction of steepest gradient. Where the
rainwater-lines do not hit the ground because the
surface’s edge is elevated above the entrances,
the arch-like shape of the free edge facilitates an
efficient redirection of those forces. The transversal
directions of the roof’s main axes are oriented
horizontally, partially branching and serving the inplane stiffness of the grid shell.
Planimetria / Site plan
72
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Planimetria / Site plan
73
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Pianta piano terra / Ground floor plan
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Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Pianta primo livello / First level plan
Pianta secondo livello / Second level plan
75
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Pianta terzo livello / Third level plan
Pianta quarto livello / Fourth level plan
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Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Sezione trasversale / Cross section
Sezione trasversale / Cross section
77
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Sezione trasversale: sostenibilità / Cross section: sustainability
78
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Sezione longitudinale / Longitudinal section
Prospetto / Elevation
Prospetto / Elevation
79
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Vista d’insieme / Overall view
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Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Vista / View
81
Centro servizi passeggeri del terminal di Kinmen, Kinmen, Taiwan / Kinmen Passenger Terminal Service Center, Kinmen, Taiwan
soma architecture
Vista dello spazio interno / Internal view
82
OSO Studio
#1, Shoupakou nan STREET, Xuanwu,
Beijing, CHINA, 100055
www.oso-studio.com
Padiglione di Fragrant Hill, Pechino,
Cina / Fragrant Hill pavilion, Beijing,
China
OSO Studio Limited è un piccolo Studio di architettura, originale e creativo, con sede a Pechino, fondato
nel 2010 da Zhou Hao e Guo yao. Lo Studio opera a diverse scale del progetto sugli ambiti della
cultura, del commercio e della residenza, vincendo una serie di importanti concorsi e progetti. Il lavoro
di OSO abbraccia molti campi del progetto che vanno dall’architettura alla pianificazione, dai prodotti
alla grafica e si caratterizza per una filosofia contemporanea di progettazione, niente funzionalismo
né formalismo: “Stiamo esplorando il cambiamento del ruolo dell’architettura contemporanea --adattabilità e flessibilità in architettura in merito agli aspetti del sociale, del contesto, degli stili di
vita e dei desideri. Abbiamo sviluppato strategie di progettazione e prototipi che indirizzano verso una
nuova prospettiva, nuovi progetti e nuovi percorsi per l’architettura adattiva; che rilascerà e scoprirà
opportunità potenziali ed il valore dei progetti. Crediamo che l’architettura debba sviluppare un modo
intelligente di adattamento e interazione del progetto con il contesto, piuttosto che un’opera firma o
l’espressione isolata di una volontà.
OSO Studio Limited is a Beijing based, original and creative small architect office, founded by Zhou hao
and Guo yao in 2010, operating across cultural, commercial and residential projects at diverse scales.
The Firm has won a number of important competitions and projects. Work embraces many fields from
architecture, planning, products and graphics design and is dominated by consistent design philosophy,
neither functionalism nor formalism: “We are exploring the changing role of contemporary architecture
--- adaptability and flexibility in architecture for social, context, life styles and desires. We also develop
design strategies and prototypes that drive new perspective, new projects and new path to adaptive
architecture; it will release and discover potential possibilities and value of projects. We believe that
architecture should become an intelligent manner to fit project to and to get interactive relationship with
its context rather than an isolate expression of will or a signature work.”
83
Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
Fragrant hill pavilion, Pechino
Luogo: Pechino
Fragrant hill pavilion, Beijing
Site: Beijing, China
Progetto: © OSO Studio Limited, 2012
Designer: Zhou hao, Guo yao
Team: Li ning, He jia, Zheng Zhonghui, Wu yu,
Zheng zhi
Design: © OSO Studio Limited, 2012
Designer: Zhou hao, Guo yao
Team: Li ning, He jia, Zheng Zhonghui, Wu yu,
Zheng zhi
Relazione
Questo padiglione è stato progettato per esporre
una collezione privata di dipinti e preziose statue
popolari. Fragrant Hill è il più bel parco forestale
di Pechino; ha una storia di oltre nove secoli,
contiene molti cimeli storici e punti panoramici
sull’evoluzione storica di Pechino.
L’area di progetto si trova ad Est ai piedi di
Fragrant Hill. Metà lotto è interrato. Il progetto del
padiglione è parte di un piano di ristrutturazione
dell’area di proprietà privata. L’idea sfrutta al
meglio la forma del lotto ed i limiti di altezza, per
creare una struttura organica all’interno dell’area.
Occupando un angolo del lotto, la nuova struttura
utilizza un parapetto esistente in mattoni ed una
fondazione, che si estendono dall’edificio esistente,
per realizzare un nuovo spazio totalmente flessibile
per esposizioni, mostre e spettacoli. La forma
del padiglione deriva da un organismo marino e
mostra fluidità accurate; il suo involucro scorre
lungo il muraglione dell’area, risale leggermente e
piega sull’angolo del lotto, ad indicare un punto di
svolta degli spazi interni, da percorsi lineari ad un
ampio spazio attorno alla sala polifunzionale del
mezzanino. Sotto l’orizzonte, proprio come i cimeli
storici della Fragrant Hill, l’edificio è nascosto in un
oceano verde della foresta circostante; intelligente
e tagliente, diventa un Landmark nascosto; rifiuta
lo stile sordo degli altri edifici del lotto e porta una
OSO Studio
nuova vitalità nell’area. L’involucro dell’edificio
è una struttura integrale rivestita in alluminio, in
stretta relazione con gli spazi interni. L’interno
dell’edificio è uno scorrere di spazi; guide fluenti
muovono lo spazio e l’illuminazione, formando le
diverse aree, fornendo l’illuminazione diurna e la
ventilazione naturale agli spazi espositivi attraverso
una serie di pinne bioniche sulla copertura.
Struttura, movimento e spazi sono un tutt’uno,
definendosi e completandosi a vicenda. Quando
sarà completato, il padiglione fornirà una nuova
struttura integrata – la morfologia spaziale per
Fragrant Hill si differenzia dagli altri edifici della
zona, la sfida progettuale è al concetto tradizionale
che un edificio in una zona storica dovrebbe aderire
allo stile storico, questo padiglione è un medium
positivo, ispira i visitatori a riflettere sulle bellezze
della natura e dell’arte tradizionali, attraverso la
dinamicità della struttura e dei suoi spazi interni.
Description
This pavilion was designed to exhibit a client’s
private collection of paintings and precious
traditional statues. Fragrant hill is the most
beautiful forest park in Beijing city; it has a history
of over nine centuries, contains many historic
relics and scenic spots across ages of Beijing. The
project site in a yard that is located at the east
foot of fragrant hill. Half area of yard is sunken
underground. The pavilion project is a part of
renovation plan of the private owned yard.
Our concept takes full advantage of site shape
and height limitation, creates an organic structure
within site. Occupying the corner of yard, the
new structure utilized existing brick parapet and
concrete ground, extended from existing building,
realized a new totally flexible space for galleries,
exhibitions and performances. Pavilion’s form was
derived from marine organism, shows accurate
fluidity; its envelope flows along the massive wall
of site, rises slightly and twists at the yard corner,
indicates a turning point of interior spaces from
linear paths to a wide space around mezzanine
multi propose halls. Beneath the horizon, just like
historic relics of fragrant hill, the building is hidden
in a green ocean of forest surrounding it; smart
and sharp, becomes a latent landmark; breakouts
the dull style of other buildings in yard and brings
new vitality into the site. Building’s envelope is an Pianta piano terra / Ground floor plan
integral structure with aluminum skin covering,
correlated closely with its internal spaces. The
building’s interior is flowing spaces; guides
fluency movement by spatial way and lighting,
forms diverse areas, provides day lighting and
natural ventilation serve to exhibition spaces
through bionics fin sets on roof. Structure,
movement and spaces are trinity, define and
complement each other.
When its completion, the new pavilion will
provide new integrate structure - space
morphology for fragrant hill zone, differs from
other buildings in the area, our project challenge
the conventional concept of the buildings in
restricted historic zone should be consistence
with style of historic, this pavilion is a positive
medium, inspire visitors reflect on beauties of
nature and traditional art through its dynamic
structure and interior spaces.
84
Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Sezione A-A / Section A-A
Vista dello spazio interno / Internal view
Sezione B-B / Section B-B
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista / View
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista / View
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista / View
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista / View
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista / View
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista dello spazio interno / Internal view
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista dello spazio interno / Internal view
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista dello spazio interno / Internal view
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Padiglione di Fragrant Hill, Pechino / Fragrant hill pavilion, Beijing
OSO Studio
OSO Studio
Vista dello spazio interno / Internal view
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P-A-T-T-E-R-N-S
1726 N Occidental Blvd
Los Angeles CA 90026
www.p-a-t-t-e-r-n-s.net
Teatro dell’opera di Busan, Busan /
Busan Opera House, Busan
Nato nel 1999 a Los Angeles dalla collaborazione tra i due partner Marcelo Spina e Georgine Huljich,
lo Studio Patterns è una realtà internazionale di design e ricerca, conosciuta per un approccio
all’architettura che fonde i più avanzati approcci digitali alla progettazione, con una consapevolezza
della forma, dei sistemi costruttivi, della tettonica e dei materiali. Lo Studio ha ricevuto numerosi premi
e riconoscimenti. Il lavoro di P-A-T-T-E-R-N-S è stato presentato ed esposto a livello internazionale
ed è parte delle collezioni permanenti del Modern Art Museum di San Francisco e della Gyeonggi
Cultural Foundation in Corea. Marcelo Spina è membro della Faculty del Southern California Institute of
Architecture, Los Angeles; Georgina Huljich è membro della Faculty presso il Dipartimento di Architettura
della University of California, Los Angeles (UCLA).
Established in 1999 and headed by principals Marcelo Spina and Georgina Huljich, PATTERNS is an
international design research architectural practice based in Los Angeles. PATTERNS work has gained
recognition for its approach to design and architecture that fuses advanced computation with an
extended understanding of form, building systems, tectonics and materials. The office has received
numerous prizes and awards. PATTERNS work has been shown and exhibited worldwide and is part of
the Permanent Architecture Collection of the San Francisco Museum of Modern Art and the Sculpture
Collection at Gyeonggi Cultural Foundation in Korea. Marcelo Spina is a Design Faculty at The Southern
California Institute of Architecture, Los Angeles; Georgina Huljich is currently a Design Faculty at the
Department of Architecture at University of California, Los Angeles (UCLA)..
95
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
Busan Opera House I La conchiglia arenata
Busan Opera House I Stranded Shells
Luogo: Busan, Sichuan South Korea
Progetto: © p-a-t-t-e-r-n-s 2011 - Concorso
Team: Marcelo Spina and Georgina Huljich
- Principals in Charge - Yeonsu Kim, James
Vincent - Project Architect - Maya Alam,
Shinji Takashi, Max Wong - Assistants
Location: Busan, Sichuan South Korea
Design: © p-a-t-t-e-r-n-s 2011 - Competition
Team: Marcelo Spina and Georgina Huljich
- Principals in Charge - Yeonsu Kim, James
Vincent - Project Architect - Maya Alam, Shinji
Takashi, Max Wong – Assistants
Relazione
Description
Ricostruire il rito sociale dell’Opera
Sala pubblica frenetica e voyeuristica
Nella tradizione classica del Teatro dell’Opera di
Parigi, le gallerie, i foyer, le scale monumentali,
i grandi ingressi e gli spazi copiosamente
decorati, erano il luogo di gerarchici riti sociali,
dove probabilmente la vera esperienza collettiva
dell’opera ha avuto luogo. Nel riconsiderare
questa idea classica in un modo contemporaneo,
la proposta progettuale aggiunge un dinamismo
voyeuristico allo spazio sociale che precede e segue
l’opera, rendendolo un nodo centrale di una rete di
destinazioni, oltre ad essere una destinazione in sé:
un palcoscenico fluido di prova e visualizzazione
delle odierne tendenze culturali, spesso superficiali
ma sofisticate, di una società sempre più mobile e
interconnessa.
Restoring the Social Ritual to the Opera
Frenetic and Voyeuristic Public Hall
In the classical tradition of the Paris Opera, the
galleries, foyers, monumental staircases, grand
entrances and highly ornate and richly textured
spaces were the place of the hierarchical
social rituals, arguably where the real collective
experience of the opera took place. Revisiting
this classical notion in a profoundly contemporary
way, the proposal adds a voyeuristic dynamism
to the social space that precedes and follows the
opera, making it a central node within a network
of destinations and a destination in and of itself: a
fluid stage for the rehearsal and display of today’s
often superficial but sophisticated cultural trends of
an increasingly mobile and interconnected society.
Oltre l’urbano: paesaggio urbano e waterfront
Artificialità sintetica di un’icona
Il bando di concorso ha dato l’opportunità di
costruire in un territorio adiacente alla Porta Nord
di Busan e propone che il progetto possa al tempo
stesso ridefinire il waterfront e diventare quindi
un’icona culturale, che per la sua natura pubblica
apra al più vasto pubblico possibile.
Con l’intento manifesto di rendere l’edificio del
nuovo teatro dell’Opera visibile da diversi punti
Beyond Urban: Cityscape and Waterfront
Synthetic Artificiality of an Icon
The competition brief presented the opportunity of
building in a new territory adjacent to Busan North
Port and suggested that a project could at the same
time redefine the waterfront hence exerting itself
as a cultural icon, while making its public nature
accessible to the widest possible audience.
With the overt intention of making the new Opera
House Building visible from several vantage points,
the proposal literally embeds the building mass
P-A-T-T-E-R-N-S
Pianta piano terra / Ground floor plan
96
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
privilegiati, la proposta fa letteralmente proprio
il volume dell’edificio all’interno dell’isola.
Strategicamente, le sale e gli spazi conferenze
ed esposizioni, sono inseriti in modo continuo
attorno alla hall centrale, creando un forte senso di
profondità e direzione se osservata da cinque punti
immaginari intorno ad essa. Ancorando l’edificio
al suolo e dandogli la possibilità di esprimere le
sue forti caratteristiche verso la città e l’oceano, la
costruzione riafferma la “isolanità” dell’area, mentre
i suoi lineamenti, nella massa, fanno fronte ad
obiettivi di natura più iconica e di immagine.
Natura pubblica
Il basamento gradonato
L’accesso principale all’area sarà dal ponte
principale. Questo asse conduce il flusso pedonale
dalla città adiacente e dalla vicina stazione
ferroviaria al basamento gradonato, una promenade
paesaggistica della costruzione e un anfiteatro
pubblico all’aperto per la città. Questa superficie
pubblica alterna zone di vegetazione e di acqua con
aree pubbliche di svago. La vegetazione include le
tonalità dei colori utilizzati nel rivestimento.
Forma e tettonica della costruzione
Volume a sella sfaccettato
Il volume della costruzione risponde alla necessità
di articolare una presenza che si confronta con
il paesaggio urbano esistente; e con l’intento
dichiarato di inserire i volumi principali problematici
in un tutt’uno che, nel contempo, riprende
l’artificialità dell’isola e sfida la sua presenza
creando un volume spinoso e acuminato che
stabilisce un rapporto più dinamico ed una relazione
di immagine con l’orizzonte ed il paesaggio urbano
di Busan. La possibilità di creare un edificio che avrà
un tale presenza nel porto, e potrebbe essere visto
sia dall’acqua che dalla città, comporta l’ulteriore
responsabilità di realizzare un’icona duratura.
P-A-T-T-E-R-N-S
within the island. Strategically, the auditoriums,
exhibitions and conferences spaces are placed in a
continuous array around a central hall producing a
strong sense of perspective and direction towards it
from five imaginary points around it.
By anchoring the building to the ground while
allowing it to express its strong features towards
the city side and ocean front as well, the building
reasserts the islandness of its site while defy its
profile in pursue of a more iconic and figural nature
in its mass.
Public Nature
The Stepping Plinth
Main public access to the site will occur through
the main bridge. This axis leads pedestrian flow
from the adjacent city and nearby train station
to a stepped plinth, a landscaped promenade to
the building and a public open-air amphitheatre
for the city. This public surface alternates zones
of vegetation and water with areas for public
enjoyment. The vegetation incorporates the
tonalities of the colors used in the cladding.
Building Form and Tectonics
Saddle and Manifold Massing
The mass of the building responds to the need
to articulate a presence that defies the existing
cityscape. With the overt intention of embedding
the main problematic volumes into a larger
whole which at the same time, relates back to
the artificially shaped island while defies its
presence by creating a prickly and spiky mass that
establishes a more dynamic and figural relation
with the horizon line and the city scape of Busan
landscape. The possibility of creating a building
that will have such a presence in the harbor and
could be seen from the water as well as from the
city side brings with it the extra responsibility of
delivering a long lasting icon.
Pianta del primo livello / First level plan
97
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
Superfici disegnate e pigmentate
La superficie di copertura del teatro dell’Opera di Busan
è costituita da una membrana leggera composita di
GFRC, rivestita con mattonelle artigianali in ceramica
a colori alternati per assomigliare al disegno delle
conchiglie. Questi colori sono giallo, rosso scuro,
marrone chiaro e toni crema, assieme al marrone
scuro dell’intreccio, che si irradia su tutto il guscio.
L’espressione pigmentata delle superfici dell’edificio
comporta che l’unità materiale [mattonelle di ceramica]
è sostanzialmente più piccola della dimensione delle
partizioni. Inoltre, è drasticamente regolare rispetto
alla struttura più espressiva del modello d’insieme.
Nonostante la qualità grafica dell’intreccio, simile al
tatuaggio, la maggior parte dei suoi effetti possono
essere rilevati al suo interno attraverso un sistema
a cassettoni decorato, che struttura l’interno sia
fisicamente, irrigidendo le lunghe campata del
guscio, che atmosfericamente, con l’introduzione di
un’illuminazione diffusa e di una delicata colorazione
della sala di collegamento. Il disegno sul guscio
segue una struttura matematica chiamata triangolo di
Sierpinski. Un guscio di chiocciola può crescere solo
con l’aggiunta di un sottile strato di nuovo materiale sul
bordo del guscio stesso. Le cellule colorate si trovano
su una striscia sottile di questo bordo e decidono
se attivarsi o meno in relazione alla pigmentazione
della zona immediatamente circostante. In sintesi, i
disegni della colorazione possono essere configurati
con estrema precisione come un automa di cellule
elementari. Serie elementari di regole di automi
cellulari producono strutture simili a quelle viste sul
guscio. Combinando queste regole di base con un po’
di disturbo, che deriva dalla natura, si ottengono questi
bei disegni con un minimo di sforzo computazionale.
La lumaca che sviluppava il guscio di cui sopra è
dalla famiglia dei Conidi. Altre specie hanno regole
leggermente diverse per la pigmentazione, ma tutte
realizzano i propri disegni con un metodo che può
essere configurato come un automa cellulare.
Patterned and Pigmented Surfaces
The envelope of the Busan Opera House consists
of a lightweight composite GFRC membrane clad
with custom made ceramic tiles alternating colors
to resemble the patterns of seashells. These
colors include yellowish, reddish, light brown and
cream tones along with the dark brown embedded
lacework, which radiates throughout the extension
of shell. The pigmented expression of the building
surfaces implies that the material unit [ceramic
tiles] is substantially smaller than the size of the
compartments. In addition, it is drastically regular
compared to the more painterly structure of the
overall pattern.
Despite the graphic almost tattoo qualities of the
lacework, most of its effects can be sensed in the
interior through a coffering ornate system that
structures the interior both physically by rigidizing
the long span shell and atmospherically by
introducing diffuse lighting and subtle coloration to
the connecting hall.
The patterns on the shell follows that of a
mathematical structure called a Sierpinski triangle.
A snail’s shell can grow only by adding on new
material in a thin layer on the lip the shell. The
pigmentation cells lie in a narrow band on this lip,
and decide whether to switch on or off depending
on the pigmentation of the area immediately
around it. In short, the pigmentation patterns can
be modeled as elementary cellular automata very
accurately. Several elementary cellular automata
rule sets produce similar structures to that seen on
the shell. Combine these basic rules with a little bit
of noise due to nature, and you get these beautiful
pattens with a bare minimum of computational
effort. The snail that grew the shell above is from
the family Conidae. Other species have slightly
different rules for pigmentation, but all produce
their patterns by a method that can be modelled as
cellular automata.
P-A-T-T-E-R-N-S
Pianta delle coperture / Roof level plan
98
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Schema della circolazione / Circulation diagram
Diagramma concettuale / Conceptual diagram
Superficie esterna / Envelop
Basamento / Plinth
99
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Schema: sviluppo dei volumi / Diagram: massing evolution
100
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Schema e riferimenti: base / Diagram and reference: plinth
101
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Schema: pattern delle superfici / Diagram: patterns on surfaces
102
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Vista di insieme / Overall view
103
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Viste / Views
104
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Dettaglio: pattern della superficie / Detail: surface patterning
105
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Vista dello spazio interno / Internal view
106
Teatro dell’opera di Busan, Busan / Busan Opera House, Busan
P-A-T-T-E-R-N-S
Vista dello spazio interno / Internal view
107
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