psc_parte prima - Consorzio di Bonifica Tevere-Nera

PIANO DI SICUREZZA E
COORDINAMENTO
(previsto dall'art 100 e redatto in base ai contenuti dell'all. XV del D.Lgs. 81/08)
OGGETTO DEI LAVORI: Lavori di adeguamento della condotta adduttrice agli invasi
collinari A-B-C nel comprensorio di irrigazione a pioggia in dx
del Fiume Nera nei Comune di Terni, Narni e San Gemini
- QUARTO STRALCIO: nodo "A" - Invaso "B"
COMMITTENTE: Consorzio di Bonifica TEVERE-NERA
COORDINATORE PER LA
PROGETTAZIONE: Ing. Vincenzo Marrone - Ufficio Tecnico Consorzio di Bonifica
Tevere-Nera; Geom. Andrea Venturi - Ufficio Tecnico
Consorzio di Bonifica Tevere-Nera; Arch. Alessandro Bergonzi
Terni, lì 10/06/2014
Firme ____________________________________________
Documento
Versione n.
Data
Fase
Note
Nome e firma redattore
Revisione
N.
N.
N.
Data
Fase
Note
Nome e firma redattore
Premessa
Il presente documento è stato redatto in conformità con quanto previsto dall'art 100 redatto in base ai contenuti dell'all. XV del
D.lgs 81/08.
Le imprese appaltatrici e subappaltatrici nonchè tutti i soggetti coinvolti all'esecuzione dell'opera dovranno valutare
attentamente quanto riportato al suo interno.
Ogni impresa esecutrice dovrà redigere il proprio Piano Operativo di Sicurezza che dovrà essere complementare e di dettaglio
al presente documento.
Per redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento sono stati adottati i seguenti criteri e principi generali.
Data e Modalità di effettuazione della valutazione
Il presente P.S.C. è stato redatto nel mese di giugno 2014, previ sopralluoghi del sito ove svolgere i lavori, per prendere
conoscenza delle caratteristiche influenti ai fini della sicurezza. Sono state ivi condotte delle indagini geologiche per la
conoscenza delle caratteristiche tecniche del terreno sottostante il cui esito non ha evidenziato elementi di possibile pericolo.
Richiami normativi per le figure coinvolte.
Ø Il Coordinatore in materia di sicurezza e salute durante l'esecuzione dell'opera è tenuto agli obblighi di cui all'art. 92 del
D.Lgs. 81/08.
Ø I Lavoratori autonomi sono tenuti agli obblighi di cui all'art. 94 del D.Lgs. 81/08
Ø I Datori di lavoro delle Imprese Appaltatrici e Subappaltatrici sono tenuti agli obblighi di cui agli artt. 95, 96 e 97 del
D.Lgs. 81/08.
Ø In particolare, il Direttore Tecnico di Cantiere ed i soggetti Preposti per conto delle Imprese, che dirigono o sovrintendono
alle attività alle quali sono addetti propri lavoratori subordinati, sono tenuti ad attuare il presente Piano di sicurezza e di
coordinamento e ad adottare tutte le misure di prevenzione e protezione che si rendono necessarie a garantire, per tutta la
durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori.
Ø Il Direttore Tecnico di Cantiere o il Capocantiere per conto di ciascuna impresa sono tenuti a rendere edotti i lavoratori
circa i rischi specifici cui sono esposti in funzione delle mansioni loro affidate; ad assicurare l'affissione di idonei cartelli
monitori in cantiere; ad esigere dai lavoratori il rispetto delle norme e misure di prevenzione e protezione vigenti e
previste dal Piano di Sicurezza e Coordinamento e dal proprio Piano Operativo; a verificare le omologazioni, i collaudi e
le verifiche dei macchinari, attrezzature ed impianti di cantiere.
Ø I Lavoratori subordinati sono tenuti in particolare agli obblighi di cui all'art. 20 del D. Lgs. 81/08. Ciascun lavoratore è
tenuto a prendersi cura della propria sicurezza e salute, nonché di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro e
sulle quali possano ricadere gli effetti delle sue azioni od omissioni; ad utilizzare i macchinari, le attrezzature ed i
dispositivi di protezione collettiva ed individuale conformemente alle istruzioni ricevute ed alle norme di sicurezza; a non
modificare in alcun modo i suddetti macchinari, attrezzature e dispositivi di protezione collettiva ed individuale; a
segnalare tempestivamente ai propri superiori qualunque difetto o carenza dei suddetti macchinari, attrezzature e
dispositivi di protezione collettiva ed individuale; a sottoporsi ai controlli sanitari previsti; a rispettare e contribuire
all'applicazione del presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, come eventualmente aggiornato dal Piano Operativo di
Sicurezza e nel corso d'opera.
Ø Le Imprese, con adeguato anticipo rispetto all'inizio dei lavori, sono tenute a trasmettere al Committente il proprio Piano
Operativo di Sicurezza, una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, (per le opere pubbliche
aggiungere "una dichiarazione dell'organico medio, distinto per qualifica, relativo al cantiere) corredata dagli estremi delle
denunce dei lavoratori all'INPS, all'INAIL e alle Casse Edili, nonché da una dichiarazione relativa al contratto collettivo
di lavoro applicato ai lavoratori dipendenti; a rilasciare al Coordinatore in materia di sicurezza e salute durante
l'esecuzione dell'opera una dichiarazione circa il possesso e la regolarità normativa e funzionale di tutte le attrezzature e
dispositivi individuali di protezione previsti dal presente Piano, o comunque necessari all'esecuzione delle opere nel
rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, nonché sulle attività di
informazione e formazione dei propri lavoratori sul tema generale della sicurezza e con specifico riferimento
all'illustrazione e spiegazione del presente Piano.
Ø Ai fini dell'attuazione del presente Piano, il Direttore Tecnico di cantiere o il Capocantiere dell'Impresa appaltatrice 1
assume il compito e la responsabilità del coordinamento delle Imprese e lavoratori autonomi presenti contemporaneamente
all'impresa 1, e di attuazione delle appropriate misure atte a minimizzare i rischi derivanti dalla contemporaneità delle
lavorazioni. In particolare, nei giorni lavorativi in cui il programma dei lavori evidenzia la contemporanea presenza in
cantiere di più squadre che possano interferire tra loro, il Direttore Tecnico o il Capocantiere suddetto dovrà riunire, prima
dell'inizio delle lavorazioni, i Direttori Tecnici e/o i Preposti delle squadre interessate, per concordare le misure di
coordinamento necessarie a ridurre al minimo i rischi che detta contemporaneità delle operazioni comporta.
Le decisioni prese in materia di coordinamento dovranno essere comunicate al Coordinatore in materia di sicurezza e salute
durante l'esecuzione dell'opera, e da questi approvate, prima dell'esecuzione delle relative attività, anche ai fini
dell'aggiornamento ed adeguamento del presente Piano.
Criteri adottati per la valutazione dei rischi.
È opportuno far presente che ogni analisi del rischio è strettamente correlata, attraverso una funzione, a due parametri
Pag. 1
specifici:
· l’ampiezza o magnitudo dell’eventuale danno subito da parte dei lavoratori;
· la probabilità del verificarsi delle conseguenze.
Per valutare la magnitudo del rischio si utilizza la seguente formula: R=f(PxM)
dove: R = magnitudo del rischio; P = frequenza o probabilità del verificarsi dell’evento; M = magnitudo delle conseguenze.
Da quanto sopra emerge che, ai fini della valutazione del rischio, occorre stimare la probabilità che un determinato evento si
verifichi e valutare l’entità probabile delle relative conseguenze.
La determinazione della funzione di rischio f presuppone di definire un modello di esposizione dei lavoratori tale da consentire
di porre in relazione l’entità del danno atteso con la probabilità del suo verificarsi.
Di seguito si propone uno schema di classificazione dei parametri P (Tabella 1) e M (Tabella 2), una matrice per la
classificazione del livello di rischio (Figura 1) nonché una classificazione della priorità delle misure correttive da attuare
(Tabella 3).
TABELLA 1 - SCALA DELLA PROBABILITA' “P”
Valore
Livello
4
Altamente
probabile
3
Probabile
2
Poco Probabile
1
Improbabile
Valore
4
3
Definizioni/criteri
Esiste una correlazione diretta tra la mancanza impiantistica ed il
verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori. Si ha notizia di danni
già verificatisi per la stessa mancanza in situazioni operative simili. Il
verificarsi del danno non susciterebbe alcuno stupore in cantiere.
La mancanza impiantistica può provocare un danno, anche se non in
modo automatico o diretto. E’ noto qualche episodio in cui alla
mancanza ha fatto seguito il danno. Il verificarsi del danno ipotizzato
susciterebbe una moderata sorpresa.
La mancanza impiantistica può provocare un danno solo in circostanze
sfortunate di eventi concorrenti. Sono noti solo rarissimi episodi già
verificatisi. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande
sorpresa.
La mancanza impiantistica può provocare un danno per la
concomitanza di più eventi poco probabili indipendenti. Non sono noti
episodi già verificatisi. Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità.
TABELLA 2 - SCALA DELL’ENTITÀ DEL DANNO “M”
Livello
Definizioni/criteri
Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di
invalidità totale.
Gravissimo
Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti.
Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità
parziale.
Grave
Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti
2
Medio
1
Lieve
Infortunio o episodio di esposizione acuta con invalidità reversibile.
Esposizione cronica con effetti reversibili.
Infortunio o episodio di esposizione acuta con invalidità rapidamente
reversibile.
Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili.
Figura 1: Esempio di Matrice di Valutazione del Rischio ( R = PxM )
4
8 12 16
P 3
6
9 12
2
4
6
8
1
2
3
4
M
In relazione al valore del livello di rischio, calcolato come da figura 1, nella successiva Tabella 3 viene riportata la
classificazione della priorità delle misure correttive da attuare.
VALORE RISCHIO
TABELLA 3 - VALORE DEL RISCHIO
AZIONI
Pag. 2
R > 9
4< R<=9
R<=4
Azioni correttive indilazionabili.
Determina un controllo di peso ARRESTO
Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza.
Determina un controllo di peso CRITICO
Azioni correttive e/o migliorative da programmare nel breve o medio
termine.
Determina un controllo di peso NORMALE
Pag. 3
1)
IDENTIFICAZIONE DELL'OPERA E DEI SOGGETTI
(All. XV §
2.1.2.a - § 2.1.2.b D.Lgs 81/08)
1.1)
DATI GENERALI
COMMITTENTI:
Consorzio di Bonifica TEVERE-NERA
P.zza E. Fermi, 5 - 05100 05100 Terni
TERNI
TR 0744.545711
PROGETTISTI:
Ing. Vincenzo Marrone - Ufficio Tecnico Consorzio di c/o Consorzio di Bonifica
Bonifica Tevere-Nera
Tevere-Nera
Geom. Andrea Venturi - Ufficio Tecnico Consorzio di c/o Consorzio di Bonifica
Bonifica Tevere-Nera
Tevere-Nera
Arch. Alessandro Bergonzi
Via Aldo bartocci, n. 12
/35
05100 Terni
TR 0744.300402
05100 Terni
TR 0744.300402
P.zza E. Fermi, 5 - 05100 05100 Terni
TERNI
TR 0744.545711
COORDINATORI SICUREZZA PROGETTAZIONE:
Ing. Vincenzo Marrone - Ufficio Tecnico Consorzio di c/o Consorzio di Bonifica
Bonifica Tevere-Nera
Tevere-Nera
Geom. Andrea Venturi - Ufficio Tecnico Consorzio di c/o Consorzio di Bonifica
Bonifica Tevere-Nera
Tevere-Nera
Arch. Alessandro Bergonzi
Via Aldo bartocci, n. 12
/35
DIREZIONE LAVORI:
Consorzio di Bonifica TEVERE-NERA
COORDINATORI SICUREZZA ESECUZIONE:
Consorzio di Bonifica TEVERE-NERA
P.zza E. Fermi, 5 - 05100 05100 Terni
TERNI
TR 0744.545711
Via Bramante - 05100
TERNI
05100 Terni
TR
Via Muratori, 10 - 05100 05100 Terni
TERNI
TR
ASL di competenza:
A.U.S.L. Umbria 2
DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO:
Direzione Provinciale del Lavoro di Terni
1.2)
CARATTERISTICHE DELL'OPERA
OGGETTO DEI LAVORI:
Lavori di adeguamento della condotta adduttrice agli invasi collinari A-B-C nel comprensorio di irrigazione a
pioggia in dx del Fiume Nera nei Comune di Terni, Narni e San Gemini - QUARTO STRALCIO: nodo "A"
- Invaso "B"
DESCRIZIONE DELL'OPERA:
Premesse
In data 29/02/2008 è stato redatto e consegnato all'Ufficio Tecnico del Consorzio di Bonifica Tevere-Nera, a cura
dello “Studio Tecnico Associato – Ingegneria ed Architettura – Arch. Alessandro Bergonzi, Ing. Gianmarco
- Pag. 4 1) IDENTIFICAZIONE DELL'OPERA E DEI SOGGETTI (All. XV § 2.1.2.a - § 2.1.2.b D.Lgs 81/08)
Trincia e Geom. Antonello Trincia” di Terni, in qualità di tecnico incaricato, il progetto esecutivo inerente i
“Lavori di adeguamento della condotta adduttrice agli invasi collinari A-B-C nel Comprensorio di irrigazione
a pioggia in dx del fiume Nera nei Comuni di Terni, Narni e San Gemini - dalla stazione di pompaggio "Le
Sore" all'invaso B"
Le motivazioni all'origine degli interventi previsti nel suddetto progetto sono da ricondursi alla variazione delle
tecniche irrigue impiegate nella zona servita dall’impianto in oggetto, caratterizzate sempre più dall'uso di
macchine semoventi con elevate portate idriche, inoltre a seguito della notevole espansione delle aree
effettivamente irrigate e della prevalente presenza di culture monotipo, che rendono difficile l’imprescindibile
funzionamento “a domanda”, si è accertato che l’impianto in oggetto si trova sempre più spesso in condizioni di
disservizio sopratutto nel periodo di punta Luglio-Agosto, con effetti negativi al normale sviluppo dei piani
colturali delle utenze.
Ritenuto da parte dell’ente gestore ormai insostenibile la situazione in cui versa l’impianto, ulteriormente
aggravata da quella che la stessa Regione Umbria ha riconosciuto come una calamità, cioè l’emergenza idrica
dall'anno 2002, il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera ha ritenuto imprescindibile la redazione del progetto sopra
menzionato, i cui obiettivi fondamentali sono quelli del potenziamento delle portate di servizio e la
riduzione delle perdite, con miglioramenti nel risparmio idrico ed energetico.
I lavori previsti ricadono nella tipologia di cui all’Asse 1 - Misura 1.2.5. azione c) del Piano di Sviluppo Rurale
2007-2013 (interventi per la gestione della risorsa idrica) ed in particolare nella cosiddetta “Tipologia 2
(adeguamento ed aggiornamento tecnologico delle reti irrigue pubbliche)”.
Successivamente, nell'anno 2010, per cause connesse al finanziamento dei lavori, il Consorzio di Bonifica
Tevere-Nera è stato costretto a frazionare l'intera opera progettata in lotti funzionali: inizialmente
nell'anno 2010 due primi stralci, quindi nell'anno 2011 un terzo stralcio.
Ad oggi risultano approvati i progetti esecutivi ed eseguiti i relativi lavori, dei seguenti stralci:
1° stralcio - condotta dalla stazione di pompaggio Le Sore “nodo 0” al “nodo 1”(escluso);
2° stralcio – condotta dal “nodo 1” (incluso) al “pozzetto di sfiato”;
3° stralcio – condotta dal “pozzetto di sfiato” al “Nodo A” e lago "A".
Detti tre stralci riguardano appunto il rinnovo della condotta adduttrice principale, con aumento di sezione
dall’attuale mm. 450 a mm. 600, a partire dalla Stazione di Pompaggio “Le Sore”, sino al primo invaso di
accumulo denominato Lago "A”.
Oggetto del presente progetto è l'esecuzione del QUARTO stralcio delle opere per l’adeguamento dell’attuale
condotta adduttrice agli invasi collinari denominati A-B-C, con gli obiettivi fondamentali del potenziamento
delle portate di servizio e la riduzione delle perdite, con miglioramenti nel risparmio idrico ed energetico.
Realizza l’ultimo lotto funzionale della condotta principale di adduzione, a partire dal pozzetto NODO
"A” sino all'invaso "B”, per una lunghezza complessiva di circa m. 1200.
Detto stralcio completa le previsioni dell'originario progetto esecutivo complessivo del 2008.
Interventi ricompresi nell'ambito del quarto stralcio
Come accennato nelle premesse, il quarto stralcio realizza l’ultimo lotto funzionale della condotta principale di
adduzione, a partire dal pozzetto NODO "A” sino all'invaso "B”, per una lunghezza complessiva di circa m.
1200, completando il potenziamento e l'adeguamento funzionale della condotta nel tratto ricompreso tra i due
invasi "A" e "B". La nuova condotta ricalcherà il percorso di quella esistente DN 450 mm., affiancandola in tutto
il suo tragitto, ricadendo all’interno della fascia di servitù esistente.
Nel tratto nodo "A"- nodo "B", della lunghezza di circa 1200 m., la condotta interrata di adduzione esistente, in
c.a. DN 450 mm., sarà sostituita con una condotta in polietilene alta densità PE100 RC (resistenti al creep) SDR
17, serie PN 10, con diametro esterno condotta mm. 560 (spessore mm. 33,2), idonea per la posa anche senza
letto in sabbia. La posa avverrà mediante scavo in trincea sotto il piano di campagna della larghezza di m. 1,20 e
profondità media di m. 1,80; ad una distanza di circa 80 – 90 cm dalla sommità della condotta verrà posto un
nastro segnalatore lungo tutto il percorso, a protezione della stessa per futuri lavori di scavo.
Tranne che per due piccoli tratti in corrispondenza di due fabbricati adiacenti al margine stradale, ove la trincea
verrà eseguita su sede stradale, per la restante parte lo scavo avverrà su terreno agricolo.
All'interno dello scavo sarà posata altresì:
- una linea di distribuzione di acqua a partire dal nodo "A", della lunghezza di circa 380 m. con tubazione in
polietilene alta densità diametro esterno 110 mm.;
- una linea in cavo ottico per il completamento del sistema di telecontrollo, per la l'intera lunghezza della
- Pag. 5 1) IDENTIFICAZIONE DELL'OPERA E DEI SOGGETTI (All. XV § 2.1.2.a - § 2.1.2.b D.Lgs 81/08)
condotta, protetta da relativa tubazione e con pozzetti di ispezione in cls prefabbricati, n° 1 ogni 50 m. circa
Nel tratto nodo "B"-invaso "B", della lunghezza di circa m. 20, la condotta interrata di adduzione esistente, in
acciaio DN 350 mm., sarà sostituita con una condotta in polietilene alta densità PE100 RC (resistenti al creep)
SDR 17, serie PN 10, con diametro esterno condotta mm. 500 (spessore mm. 29,7), idonea per la posa anche
senza letto in sabbia.
Elenco interventi previsti a partire dal pozzetto NODO "A":
· Nodo "A": all'interno del pozzetto esistente denominato nodo "A", ubicato ai piedi della collinetta in
loc. il monte ove è sito l'invaso "A", verrà allacciata la nuova tubazione in PE 100 RC D.e. 560 mm.
mediante attacco flangiato al pezzo speciale in acciaio già predisposto e presente in opera (riduzione);
· Intersezione con strada di Valle Antica: a circa 100 m. dal nodo "A", in corrispondenza della particella
catastale n. 346 foglio n. 23, per un tratto di circa 25 m. lo scavo in trincea dovrà spostarsi su sede
stradale al fine di superare la presenza in traiettoria di un fabbricato posto a ridosso del margine
stradale.
· Pozzetto di scarico: ubicato nei punti di minimo relativo della condotta, in corrispondenza della
particella catastale n. 102 foglio n. 23, in cls prefabbricato, contiene saracinesca in ghisa sferoidale DN
250 e tubazione in polietilene alta densità per convogliare l'acqua di scarico su fosso limitrofo
· Pozzetto di sfiato: ubicato nel punto di massimo relativo della condotta, in corrispondenza della
particella catastale n. 62 foglio n. 22, in cls prefabbricato, contiene la valvola di sfiato automatica con
attacco 200 mm. e dotata a monte di valvola di intercettazione DN 200;
· Intersezione con strada di Valle Antica: a circa 660 m. dal nodo "A", in corrispondenza della particella
catastale n. 58 foglio n. 22, per un tratto di circa 25 m. lo scavo in trincea dovrà spostarsi su sede
stradale al fine di superare la presenza in traiettoria di un fabbricato posto a ridosso del margine
stradale.
· Nodo "B": l'esistente pozzetto interrato verrà implementato di due ulteriori pozzetti interrati in cls
prefabbricati per ospitare in sequenza:
· una valvola di sfiato automatica con attacco 200 mm. e dotata a monte di valvola di
intercettazione DN 200;
· una derivazione a Ti per allacciare l'alimentazione verso l'invaso "C";
· una riduzione ed una curva a 90° per l'alimentazione dell'invaso "B"
· saracinesche di controllo e regolazione dei flussi verso l'invaso "B" e verso l'invaso "C"
· Invaso "B": alimentazione dell'invaso mediante diramazione dalla condotta principale realizzata
mediante tubazione in polietilene alta densità PE100 RC (resistenti al creep) SDR 17, serie PN 10, con
diametro esterno condotta mm. 500 (spessore mm. 29,7). Regolazione di flusso mediante installazione
in uscita di saracinesca a ghigliottina motorizzata e modulabile.
UBICAZIONE: Strada di Valle Antica , San Gemini, Terni
IMPORTO DELL'OPERA: L'importo dei lavori è di Euro 499.879,58 di cui i costi della sicurezza ai sensi
dell'All. XV paragrafo 4 del D.Lgs. n. 81/08 stimati in Euro 9.726,30
INIZIO LAVORI: 01/12/2014
FINE LAVORI: 31/03/14
DURATA DEI LAVORI: La durata presunta dei lavori è di 120 gg. naturali consecutivi
N. UOMINI GIORNO: 849 U.G.
MASSIMO N. DI LAVORATORI: 5
NUMERO DI IMPRESE: 1
ONERI SICUREZZA: Il costo complessivo della sicurezza inteso come stima dei costi derivanti dall'adozione
di procedure esecutive particolari e dall'impiego di apprestamenti ed attrezzature atti a garantire il rispetto delle
norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori è di €. 9.726,30 (come da computo
allegato).
- Pag. 6 1) IDENTIFICAZIONE DELL'OPERA E DEI SOGGETTI (All. XV § 2.1.2.a - § 2.1.2.b D.Lgs 81/08)
2)
INDIVIDUAZIONE ED ANALISI DEI RISCHI (All. XV § 2.1.2.c D.Lgs. 81
/08)
2.1)
AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
2.1.1)
CARATTERISTICHE DELL'AREA DI CANTIERE
C.34 - Il presente progetto inerente il quarto stralcio interessa, nello specifico, una porzione del territorio del
Comune di San Gemini, prettamente collinare, che si sviluppa parallelamente alla strada comunale di Valle
Antica, ricompreso fra la località "il Monte" (nodo "A") e la località San Bartolomeo (invaso "B").
In riferimento al vigente Piano Regolatore del Comune di San Gemini (Parte Operativa - Variante), la condotta
interrata nell'ambito del presente IV° stralcio attraversa aree a destinazione esclusivamente agricola.
In tal senso gli elementi di maggiore rilievo per il tema in esame sono costituiti dalla strada Comunale di Valle
Antica che lambisce la direzione della condotta adduttrice per l'intera lunghezza.
2.1.2)
LAYOUT DEL CANTIERE
C.31 - Gli interventi previsti in progetto si svolgono lungo il percorso della condotta interrata da NODO "A" al
"Lago B": in tale tratta si procederà alla posa della nuova conduttura di adduzione (tubo il polietilene PE 100 RC
diametro esterno 560 mm) e la realizzazione di alcuni pozzetti interrati: il primo "di scarico", quindi in
posizione intermedia e alla conclusione del tratto "di sfiato". L'intero sviluppo del tragitto misura circa 1200
m. in cui si procederà secondo definite modalità di avanzamento del lavoro (per tronchi successivi).
L' area di cantiere si colloca in area di campagna, al margine della strada comunale di Valle Antica e per
modestissimi tratti interessa anche la sede stradale di Valle Antica. Il cantiere dovrà strutturarsi per parti, in fase
di avanzamento, ovvero si dovranno individuare dei tronchi di intervento di lunghezza determinata in cui,
secondo una tempistica progressiva, si svilupperanno le operazioni di scavo, preparazione di un tratto di
tubazione fuori terra, calo della tubazione sul fondo scavo e rinterro. Ciascun tronco costituirà area di cantiere da
delimitarsi opportunamente: la larghezza dei singoli tronchi sarà quella minima necessaria a contenere lo scavo,
lo spazio per l'accumulo del terreno scavato in attesa del rinterro, il passaggio dei mezzi, lo stoccaggio delle
tubazioni in polietilene (nel numero minimo per il tratto in corso di realizzazione).
Appare rilevante segnalare che la tipologia di tubazione adottata consente la posa senza l'allettamento con
sabbia: pertanto è previsto che verrà preparato fuori dallo scavo una porzione di condotta di adeguata lunghezza,
mediante giunzione delle barre con apposita macchina saldatrice. Quindi verrà eseguito il calo del tratto di
tubazione all'intero della trincea mediante mezzi meccanici, senza necessità della presenza di addetti all'interno
dello scavo, con una rilevante diminuzione del rischio per gli addetti che dunque operano esclusivamente
dall'esterno dello scavo. Gli addetti dovranno calarsi nello scavo solo per interventi puntuali, per giunzione delle
tratte, per posa valvole e pozzetti: in tal caso nei suddetti tratti dovranno essere realizzate opportune armature di
protezione degli scavi.
2.1.3)
ZONE
Vedi elaborato allegato
CODICE
Z.01
Z.02
Z.03
Z.04
Z.05
2.1.4)
DESCRIZIONE
IMPIANTO DI CANTIERE
ZONA DI CARICO E SCARICO
ZONA DEPOSITO ATTREZZATURE
ZONA STOCCAGGIO MATERIALI E RIFIUTI
ZONA DI DEPOSITO MATERIALI CON PERICOLO DI INCENDIO O ESPLOSIONE
RISCHI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE ESTERNO
C.06 - Rispetto a tale verifica si sono considerati i seguenti fattori:
- Il livello di antropizzazione dell'area: BASSO;
- La presenza di altri cantieri: al momento ASSENTI;
- La presenza di gru interferenti: al momento ASSENTI;
- La presenza di attività industriali: ASSENTI;
- La presenza di attività pericolose: ASSENTI;
- La presenza di emanazioni, attività o agenti inquinanti (polvere, rumore, vibrazioni, vapori, fumi o nebbie,
ecc.): ASSENTI;
- La presenza di rumore esterno: ASSENTE.
- Pag. 7 2.1) AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
Per i suddetti rischi non si ravvisa la possibilità di pericolo
Sono invece da considerare i seguenti rischi:
- il traffico veicolare dei mezzi lungo la strada di Valle Antica;
- La presenza, fossati, alvei fluviali;
- Cedimenti del terreno;
- Crollo pareti della trincea;
- la presenza di servizi a rete interrati non segnalati (rete Gas metano, rete acqua potabile, rete energia
elettrica, rete telefonica);
- la presenza di falde idriche sotterranee;
- La possibile propagazione di incendi in aree limitrofe;
- La presenza di alberi;
All'uopo dovranno essere predisposte le seguenti misure di prevenzione e protezione:
- Per i rischi derivanti da eventuali interferenze con il traffico veicolare: il transito dei mezzi lungo le aree
di cantiere che si sviluppano a margine della strada possono costituire una causa di rischio per il cantiere stesso.
All'uopo le aree di cantiere dovranno essere adeguatamente segnalate con opportuna segnaletica stradale di
pericolo, corredata anche da segnaletica luminosa notturna. Per analoghi motivazioni dovrà essere istituito, nel
tratto in cui il cantiere interessa anche la carreggiata stradale, un senso di marcia unico ed alternato gestito da
un impianto semaforico automatico. In caso di necessità dovrà essere richiesta all'Ente competente l'interruzione
parziale del traffico in entrambi i sensi di marcia.
- Per i pericoli di cedimenti nei terreni (passaggio mezzi pesanti e apooggio materiali): CONSISTENZA
DEL TERRENO : Ciascuna ditta operante in cantiere dovrà verificare la consistenza del terreno per mezzi
meccanici e l'appoggio di tutte le attrezzature occorrenti, attraverso l'indagine geologica messa a disposizione. In
caso di elevata imbibizione del terreno, il capocantiere, sentita la Direzione Lavori, dovrà valutare la portanza
del terreno, per evitare lo sprofondamento dei macchinari nel fango. RELAZIONE GEOLOGICA: al progetto è
già allegata la relazione geologica. Ciascuna ditta coinvolta nei lavori in cantiere dovràà, prima di dare inizio ai
lavori, consultare tale relazione e trarne le dovute conclusioni ai fini di un prosieguo dei lavori in sicurezza. Al
fine della possibilità di impiego dei mezzi pesanti si dovrà considerare la portata del terreno. Il Piano Operativo
di Sicurezza dovrà riportare le caratteristiche delle macchine movimento terra e le modalità operative di
intervento in conformità a quanto stabilito dalla Committenza. Il Coordinatore della Sicurezza in fase di
Esecuzione verificherà periodicamente che le scelte individuate dalle imprese siano poi adottate. Tramite
l'organizzazione d'impresa, i datori di lavoro delle imprese esecutrici dovranno costantemente vigilare
sull'applicazione delle misure di prevenzione previste nel Piano Operativo di Sicurezza e comunque
derivanti dall'applicazione della legislazione vigente in materia di sicurezza ed igiene sul lavoro.
- Per i pericoli di crollo delle pareti della trincea: la tipologia di tubazione adottata (polietilene alta densitàà
PE100 RC) consente la posa senza l'allettamento con sabbia: pertanto è previsto che verrà preparato fuori dallo
scavo una porzione di condotta di adeguata lunghezza, mediante giunzione delle barre con apposita macchina
saldatrice. Quindi verrà eseguito il calo del tratto di tubazione all'intero della trincea mediante mezzi meccanici,
senza necessità della presenza di addetti all'interno dello scavo, con una rilevante diminuzione del rischio per gli
addetti che dunque operano esclusivamente dall'esterno dello scavo. Gli addetti dovranno calarsi nello scavo solo
per interventi puntuali, per giunzione delle tratte, per posa valvole e pozzetti: in tal caso nei suddetti tratti
dovranno essere realizzate opportune armature di protezione degli scavi, (per tratti) in modo da eliminare
possibili rischi di franamento. I cigli degli scavi saranno mantenuti sgombri da materiali gravanti e distanti da
piste carrabili. La preparazione delle tubazioni in polietilene con esecuzione delle saldature di giunzione da
eseguirsi fuori dalla trincea, dovrà avvenire ad adeguata distanza di sicurezza rispetto al ciglio dello scavo (non
meno di 4,00 metri).
- Per il rischio di eventuali linee interrate interferenti (Gas, elettricità, acqua potabile, telefonia, ecc.):
Sono sicuramente presenti linee interrate interferenti con la condotta di progetto: preventivamente all'apertura
del cantiere sarà compito della ditta appaltatrice richiedere all´Enel, al Comune di San Gemini (TR) ed Enti
gestori interessati ed alla Telecom indicazioni di eventuali linee elettriche, acquedotti o fognature, linee
telefoniche interrate nelle aree di lavoro interessate e le eventuali distanze di sicurezza da rispettare. Sarà poi
data comunicazione alle varie imprese subappaltatrici e agli operatori della presenza di tali linee e le stesse
verranno segnalate opportunamente attraverso picchetti, nastro colorato e cartelli monitori. Gli enti gestori delle
linee (Enel, comune, Telecom) dovranno in ogni caso essere informati prima dell´inizio dei lavori dalle imprese.
Le imprese incaricate dovranno assolutamente rispettare le istruzioni degli enti gestori. Non è da escludersi
che durante i lavori possano incontrarsi linee di ogni tipo, sia nei punti di attraversamento della campagna, ma
sia soprattutto lungo il margine della strada di Valle Antica ed in corrispondenza dei radi insediamenti abitativi.
- Pag. 8 2.1) AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
Si ritiene necessario che nel procedere siano eseguiti preliminarmente dei saggi nel terreno nei punti indicati di
maggior rischio. Ciascuna ditta presente in cantiere dovrà effettuare i suoi lavori con la massima prudenza e
cautela. Tali linee dovranno essere segnalate opportunamente attraverso picchetti, nastro colorato e cartelli
monitori.
- Linea elettrica aerea: per tale tipo di rischio deve essere apposita segnaletica di pericolo oltre a opportuna
informazione ed avvertimento a tutte le maestraenze operanti (ivi comprese le maestranze delle ditte
subappaltatrici e delle fornitrici) nell'uso di mezzi con bracci sollevatori; se del caso il C.S.E. valuterà la
necessità di disporre elementi atti a costituire una barriera fisica all'avvicinamento alle suddette linee. (si
rimanda al capitolo delle interferenze per una analisi più dettagliata)
- Eventuale intercettazione di manufatti contenenti amianto: il progetto prevede la rimozione di alcuni tratti
di condotta in cemento amianto. L'intervento potrà essere eseguito su area ben delimitata da una squadra
operativa formata e preparata a lavorare su c.a. Per poter procedere all'intervento di rimozione cemento amianto
l'impresa incaricata (che sarà individuata in fase esecutiva, in caso di necessità) dovrà procedere secondo il
D.Lgs 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni; predisporre il Piano Specifico di Bonifica dell'Amianto
che dovrà essere sottoposto all'approvazione della AUSL competente per territorio. Successivamente l'intervento
dovrà avvenire secondo le modalità concordate con lo stesso ente preposto alla verifica e controllo. Il personale
che interverrà dovrà essere formato ed informato, oltre che essere in possesso di abilitazione all'esecuzione di
interventi sul cemento amianto.
- Per eventuali falde idriche interrate, sono da prevedersi opportuni sistemi di drenaggio e canalizzazione al
fine di allontanare l'eventuale risalita di acqua all'interno dello scavo;
- Per le eventuali alberature interferenti dovrà essere eseguita la rimozione delle stesse e la messa a dimora in
aree circostanti a distanza debita dal luogo di lavoro ovvero, se sufficiente ad eliminare l'interferenza, la
semplice potatura di rami.
- Per il rischio di incendi: un corretto intervento di potatura e pulizia della vegetazione circostante l'area di
cantiere èè necessaria al fine anche di eliminare la possibilità di innesco e propagazione di incendi dall'esterno.
Altri rischi non valutabili in fase progettuale, dovranno essere valutati dal C.S.E. durante lo svolgersi delle attività
lavorative, che dovrà aggiornare il P.S.C. e informare tutti gli addetti ai lavori, al fine di poter permettere agli stessi
di prendere tutti i provvedimenti del caso.
2.1.5)
RISCHI CAUSATI ALL'AMBIENTE ESTERNO
C.14 - Rispetto a tale verifica si sono considerati i seguenti rischi che possono essere trasmessi all'ambiente:
· Rischi connessi all'installazione, all'uso e alla rimozione del cantiere, delle opere provvisionali e degli
apparecchi di sollevamento
· Rischi connessi alle opere di scavo
· Rischi dovuti a produzione di rumore
· Rischi dovuti a produzione di polveri
· Rischi connessi alla circolazione degli automezzi pesanti er il trasporto dei materiali entro e fuori il cantiere
(immissione di mezzi nella viabilità)
· Rischi connessi alla caduta di carichi dall'alto durante la movimentazione dei materiali
· Rischi connessi alla presenza di abitazioni vicine
Saranno comunque adottate le seguenti misure preventive:
· Tutte le opere provvisionali saranno installate conformemente a quanto stabilito dalla normativa vigente in
materia;
· Tutte le opere di scavo e o demolizione saranno intraprese solo dopo l'approntamento di tutte le opportune
misure preventive sopra richiamate e saranno condotte con estrema attenzione e con particolare riferimento
agli scavi, secondo specifiche procedure giàà indicate al capitolo "Rischi dall'esterno";
· RUMORI: gli interventi si trovano generalmente in area extraurbana, quindi non ci sono particolari
problemi per l'inquinamento acustico verso l'esterno del cantiere. Per l'utilizzo di mezzi od attrezzature
particolarmente rumorose in prossimità di abitazioni si dovranno rispettare gli orari imposti dai regolamenti
locali, qualora vi fosse la necessità di impiego delle suddette attrezzature in orari non consentiti, si dovrà
fare apposita richiesta al Comune ed avere l'idonea autorizzazione in deroga.
· POLVERI: durante le operazioni di movimentazione del terreno si produrranno in cantiere sicuramente
considerevoli quantità di polvere che pur essendo inerte va vista sempre e comunque come una fonte di
inquinamento verso l'esterno del cantiere. Siccome il cantiere si sviluppa in area extraurbana, non dovrebbe
produrre disagi la presenza di polvere. Per l'abbattimento delle polveri prodotte dovranno essere adottati tutti
gli accorgimenti idonei a limitare tale evento ( bagnatura materiali, protezione con teli, ecc.)
- Pag. 9 2.1) AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
·
·
CIRCOLAZIONE MEZZI PESANTI: tutte le operazioni di movimentazione materiali con mezzi saranno
condotte con attenzione adottando altresì tutti i dispositivi di segnalazione del caso; nel cantiere sarà
inevitabile la formazione di fango, che, pur essendo una miscela di acqua ed inerti, rappresenta comunque
un agente inquinante. I mezzi impiegati per le lavorazioni, con particolare riferimento a quelli addetti alla
movimentazione del materiale di risulta, si immetteranno sulla strada urbana dopo aver percorso la pista di
cantiere che risulterà particolarmente fangosa. Per limitare l'impatto del fango sulla circolazione pubblica,
occorrerà provvedere ad eliminarlo dalle ruote dei mezzi di cantiere, che si immettono sulla viabilità esterna.
Le misure di prevenzione e gli apprestamenti di sicurezza suddetti dovranno essere gestiti dal coordinatore
in fase di esecuzione che provvederà a controllarne l'attuazione. Sarà cura del coordinatore in fase di
esecuzione predisporre eventuali accorgimenti aggiuntivi qualora se ne presentasse la necessità. Nell'area
dell'intero cantiere sarà predisposta tutta la segnaletica necessaria per garantire la circolazione in sicurezza
di mezzi e persone nell'area limitrofa al cantiere.
MOVIMENTAZIONE CARICHI (TUBAZIONI, PEZZI SPECIALI, ECC.) E RISCHIO DI
CROLLO DALL'ALTO: qualora possa sussistere il pericolo, della caduta di oggetti dall'alto all'esterno del
cantiere, si ricorda che le manovre per il sollevamento ed il sollevamento-trasporto dei carichi devono essere
disposte in modo tale da evitare il passaggio dei carichi sospesi sopra i lavoratori e sopra i luoghi per i quali
la eventuale caduta del carico può costituire un pericolo. Se si verifica la presenza di traffico di qualunque
natura estraneo al cantiere nel raggio di azione degli apparecchi di sollevamento, il manovratore non dovrà
assolutamente passare con il carico sulle aree pubbliche.
Si puntualizzano inoltre le seguenti criticità per le specifiche zone del cantiere:
Aree in corrispondenza dello sviluppo delle condutture di adduzione e dei "Nodi e Pozzetti". Le aree di
cantiere che in fasi progressive e successive verranno strutturate lungo il suddetto percorso, si collocano parte in
area di aperta campagna senza interferenza alcuna, parte lungo la strada di Comunale di Valle Antica. Pertanto
si rilevano i seguenti rischi verso l'esterno:
Interferenze con il traffico veicolare lungo la strada. La movimentazione di terra e materiali (tubi) che
avviene nel cantiere a margine della strada può determinare rischi per i veicoli di passaggio. Le misure di
prevenzione inerenti tali rischi sono:
- una corretta delimitazione dell'area di cantiere;
- un corretto stoccaggio dei materiali in cantiere;
- apposita cartellonistica stradale di avvertenza del pericolo della presenza di cantiere;
- istituzione nel tratto di strada occupata dal cantiere, di un senso di marcia unico ed alternato regolato da
semafori automatici;
- segnaletica luminosa perimetrale al cantiere;
- Regolamentazione a mano del traffico veicolare con personale apposito posizionato a monte e a valle del
cantiere durante le fasi di carico e scarico di terra scavata.
Interferenze con gli accessi alle abitazioni/strutture lungo la strada: in dette corrispondenze deve essere
provvista una apposita pedana in acciaio laddove lo scavo per la posa della conduttura interrompa gli accessi. In
detti punti deve essere predisposta una opportuna cartellonistica di pericolo.
Eventuale intercettazione di manufatti contenenti amianto: dovranno essere sospesi i lavori ed attivate tutte le
procedure di sicurezza vigenti in merito per bonificare il sito
Altri rischi non valutabili in fase progettuale, dovranno essere valutati dal C.S.E. durante lo svolgersi delle attivitàà
lavorative, che dovrà aggiornare il P.S.C. e informare tutti gli addetti ai lavori, al fine di poter permettere agli stessi
di prendere tutti i provvedimenti del caso.
2.1.6)
CONDIZIONI CLIMATICHE SPECIALI
C.01 - Non esistono nell'area del cantiere condizioni climatiche sfavorevoli alla realizzazione dell'opera.
In caso di pioggia battente, vento forte ed in tutte le situazioni in cui il Responsabile di cantiere lo renda
necessario, al fine di salvaguardare la sicurezza dei lavoratori, tutte le attività lavorative da svolgere dovranno
essere interrotte e riprese solo quando le condizioni climatiche lo permetteranno e solo dopo il consenso del
Responsabile del cantiere.
I percorsi pedonali e le piste carrabili del cantiere dovranno essere realizzate in modo tale che anche in caso di
pioggia persistente possano essere comunque percorse in sicurezza prive di ristagni di acqua e scivolosità.
2.1.7)
URBANISTICA
- Pag. 10 2.1) AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
C.02 - Tutte le attività che comporteranno occupazione di suolo pubblico saranno preventivamente comunicate
all'ente di competenza per ottenere le necessarie autorizzazioni.
All'ingresso principale del cantiere dovrà essere posizionato il cartello di cantiere che dovrà risultare ben fissato
a supporti in grado di resistere a vento forte.
Nel caso di attività per le quali sia necessario interrompere la fornitura di Corrente elettrica, Gas, Acqua, si
dovrà dare comunicazione al Comune e agli enti fornitori per ottenere le necessarie autorizzazioni e per stabilire
le modalità e la tempistica di tali lavori.
2.1.8)
LINEE AEREE E CONDUTTURE SOTTERRANEE
C.32 - Si evidenzia anzitutto la seguente potenziale interferenza:
- Linea di adduzione interrata esistente: si segnala che l'intervento di posa di nuove condutture di adduzione,
avviene parallelamente ad una condotta di adduzione esistente che non viene rimossa. Dal momento che secondo
informazioni fornite dalla Committenza tali tubazioni esistenti potrebbero essere costituite di cemento-amianto,
si ritiene indispensabile la condizione di non interferire minimamente durante le fasi di scavo con la tubazione
esistente. Per questo si evidenzia la necessità di provvedere, preliminarmente all'intervento, all'esecuzione di
saggi per l'individuazione della quota di interramento e l'esatta posizione dell'attuale conduttura e del relativo
tracciato planimetrico. Tali saggi dovranno essere eseguiti con la massima cautela, previa informazioe e
formazione del personale operativo, anche manualmente in corrispondenza della presunta quota di interramento
senza compromettere l'integrità del manufatto da individuare. Una volta determnato il tracciato e le distanze da
tenere, i saggi dovranno essere opportunamente ricolmati in modo da ripristinare la condizione dello stato di
fatto.
Se durante l'esecuzione di detti saggi, per erronea manovra o altra causa, vi fosse una accidentale
compromissione dell'integrità del manufatto in argomento, tali operazioni dovranno essere immediatamente
sospese, per operare un immediato intervento di bonifica dell'elemento danneggiato: ciòò dovrà essere affidato
a ditta specializzata dotata delle necessarie certificazioni ed autorizzazioni ai sensi delle normative vigenti
in materia.
Inoltre si pone in evidenza che in corso d'opera potrebbe rendersi necessaria la rimozione e lo smaltimento
di alcuni modesti tratti della suddetta condotta esistente. Si prescive che dette operazioni, qualora
venissero ordinate dalla D.L. dovranno essere svolte da ditta specializzata dotata delle necessarie
certificazioni ed autorizzazioni ai sensi delle normative vigenti in materia, la stessa provvederà
preliminarmente alla predisposizione di un apposito piano dell'intervento e a tutti gli adempimenti tecnico
-amministrativi necessari.
Si segnalano inoltre le seguenti interferenze:
- Linee elettriche aeree. L'area oggetto di intervento è intersecata da varie linee elettriche, evidenziate nella
tavola grafica allegata : prima dell'inizio dei lavori verrà richiesto all'ente gestore dell'impianto la messa in
sicurezza dello stesso in relazione al futuro utilizzo di attrezzature che possono incontrare l'elettrodotto. Si
ricorda che le prescrizioni relative ai lavori da effettuare in prossimità di linee elettriche sono dettate dall'art. 117
del D.Lgs.81/08, che riporta:
1. Ferme restando le disposizioni di cui all’art. 83, quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee
elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere
non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle
seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra
attrezzatura a distanza di sicurezza.
3. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le
persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza
di sicurezza non dev’essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle
pertinenti norme tecniche.
La distanza di sicurezza deve essere valutata nelle condizioni più sfavorevoli in relazione alla posizione delle
- Pag. 11 2.1) AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
attrezzature.
Per il fatto che le linee intersecano l’area di cantiere risulta difficoltoso schermare la linea oppure procedere al
suo spostamento, pertanto occorre prendere accordi con l'ente gestore e sospendere, durante l'esecuzione delle
lavorazioni, l'erogazione dell'energia elettrica. Nel caso che questa sospensione fosse negata dagli enti gestori, si
valuteranno soluzioni alternative. Le imprese esecutrici dovranno riportare nel Piano Operativo di Sicurezza
quali prevenzioni di sicurezza seguiranno nell'esecuzione dei lavori che comportano il rischio di contatto con la
linea elettrica .
A fronte di quanto indicato nell’art. 96 1-bis del D.Lgs. 81/08 e ss.mm.ii. sarà onere dell’impresa affidataria
informare ogni fornitore di materiale dei rischi presenti in cantiere durante l’attività di fornitura e dovrà
trasmettere al Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione evidenza della comunicazione di tali rischi e
delle misure da attuare.
- Presenza di linee interferenti interrate: sebbene in fase di progetto siano state effettuate delle ricognizioni
che hanno evidenziato come l'asse del tracciato da realizzare non intercetti altre reti di servizio, ciòò nonostante
in fase di scavo dovrà essere prestata particolare attenzione dal momento che nell'intero asse non può essere
completamente esclusa la possibilitàà di incontrare delle inteferenze. Ciò sia nei punti di attraversamento della
campagna, ma sia soprattutto lungo il margine delle strade ed in corrispondenza dei rari insediamenti abitativi,
dove si ritene plausibile la possibilità di intercettare le seguenti linee: linea elettrica , linea telefonica, acquedotto
Comunale. Nell'area che si sviluppa lungo l'asse stradale di Valle Antica non sono presenti né condutture di
fognatura, né rete gas. Si ritiene opportuno che nel procedere siano eseguiti preliminarmente dei saggi nei
punti indicati di maggior rischio.
Nel caso di intersezione, i servizi interessati dovranno essere messi a giorno ed assicurati solo alla presenza di
incaricati degli uffici competenti. In ogni caso, appena venga scoperto un condotto non in precedenza
segnalato, appartenente ad un servizio pubblico sotterraneo, o si verifichi un danno allo stesso durante i lavori,
l'Appaltatore dovrà avvertire immediatamente l'Ufficio competente.
I servizi intersecati devono essere messi a giorno mediante accurato scavo a mano, fino alla quota di posa
della canalizzazione, assicurati mediante un solido sistema di puntellamento nella fossa e - se si tratta di
acquedotti - protetti dal gelo nella stagione invernale, prima di avviare i lavori generali di escavazione con mezzi
meccanici.
Le misure di protezione adottate devono assicurare stabilmente l'esercizio dei servizi intersecati. Qualora ciò
non sia possibile, su disposizione della Direzione dei Lavori, sentiti gli Uffici competenti, si provvederà a
deviare dalla fossa i servizi stessi.
- Pag. 12 2.1) AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
2.2)
ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
2.2.1)
RECINZIONE DI CANTIERE
C.03 - Il cantiere è ubicato in area extraurbana agricola e, anche in considerazione delle lavorazioni da eseguire,
fa sì che il cantiere si configuri come un cantiere mobile, pertanto si dovrà provvedere alla delimitazione del
cantiere, nonché a porre adeguati segnali di avvertimento e pericolo atti a presidiare e mettere in sicurezza
adeguatamente il cantiere anche nei periodi di fermo delle lavorazioni. Andrà almeno posizionata una recinzione
in rete rossa plastificata, dotata di opportuna segnaletica, in modo da impedire il transito ad eventuali estranei al
cantiere, e andrà indicato con transenne e cartellonistica che il transito è consentito unicamente agli addetti ai
lavori. Il cantiere sarà suddiviso in più tronchi di lunghezza ridotta, pari a porzioni di avanzamento del lavoro:
pertanto la recinzione dovrà spostarsi di volta in volta con l'avanzare del lavoro. Nelle aree di cantiere a
margine delle strade il perimetro della recinzione dovrà essere dotato di lampade alimentate a batteria per la
segnalazione notturna.
All’allestimento del cantiere deve provvedere la ditta appaltatrice, ponendo in opera e garantendo il
funzionamento delle attrezzature, e degli apprestamenti previsti. Degli apprestamenti potranno usufruire tutti gli
addetti al cantiere. Qualsiasi difformità e necessità rispetto a quanto progettato e all’organizzazione proposta
deve essere preventivamente segnalata dall’impresa per l’aggiornamento del PSC e POS. Anche nella prima fase
di cantieramento l’Impresa deve provvedere a verificare tutte le possibili interferenze di sottosuolo.
La recinzione deve essere realizzata di modo che non vi siano varchi né orizzontali né verticali, néé
discontinuità alcuna. La recinzione deve essere realizzata di modo che l'urto accidentale contro la stessa non
provochi danni al soggetto potenzialmente esposto. Tutto il perimetro deve essere percorso al fine di sincerarsi
che non vi sia alcuna posizione in cui permanentemente o anche solo occasionalmente (a seguito di apertura di
porte secondarie o altri vani di passaggio) sia possibile accedere al cantiere. Tutti queste possibilità di accesso
secondario devono essere impedite mediante l’utilizzo di catene e lucchetti, o tavole inchiodate, o barriere
secondo necessità. Si rappresentano le tipologie di recinzione di cantiere da adottare al fine di delimitare l’area
lavori, l’area stoccaggio e l’area baraccamenti, nonché le macchine di cantiere. Le dimensioni minime vengono
fissate con il criterio di scoraggiare l’ingresso ai non addetti ai lavori, e tale da evitare diffusioni di polveri o
quant’altro verso gli ambienti limitrofi. Lo studio per la tipologia della recinzione da adottare è anche rivolto a
garantirne la stabilità strutturale, utilizzando paletti in ferro o tubolari in relazione al tipo e collocazione
dell’area da delimitare. Nel caso di recinzioni da realizzarsi lungo le vie transitate o in aree adibite ad uso
parcheggio, la scelta di adottare sistemi di sostegno stabili in luogo ai classici paletti infissi nel terreno, si rende
necessario al fine di resistere agli eventuali urti, oltre che agli agenti atmosferici avversi. L’impresa esecutrice
potràà comunque proporre altri tipi di recinzione, purché garantiscano ciò che stabilisce la vigente normativa e
senza determinare variazione dei costi per la sicurezza stabiliti in fase progettuale.
Riferimenti planimetrici:
Le zone da recintare sono: (vedi Layout di cantiere):
Tipologia, Materiali:
La recinzione esterna va realizzata in rete plastificata sostenuta da paletti in ferro o in legno.
Altezza della recinzione:
m. 2.00
2.2.2)
ACCESSI AL CANTIERE
C.04 - L'accesso all'area in cui si svolgono le attività, essendo un cantiere mobile, in area extra-urbana, è di
difficile identificazione, anche perché gli interventi non seguiranno la viabilità esistente. Naturalmente in tutti i
possibili ingressi transitabili all'area interessata dai lavori occorre posizionare un'opportuna segnaletica che
limiti l'accesso agli addetti.
Sull'accesso saranno esposti i cartelli di divieto, pericolo e prescrizioni, in conformità al ex D.Lgs. n. 81/08 e il
cartello d'identificazione di cantiere, conforme alla circolare del ministero dei lavori pubblici n. 1729/ul 01/06
/1990.
Sempre sul cancello di ingresso o in sua prossimità dovranno essere esposti i seguenti elementi:
- Cartello di cantiere;
- Orario di Lavoro;
- Cassetta postale;
- Numeri telefonici per eventuale reperibilità addetto responsabile del cantiere.
Accesso Fornitori
Vista la non rilevabile presenza di rischi derivanti dalla presenza occasionale di mezzi per la fornitura di
- Pag. 13 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
materiali, la cui frequenza e quantità è peraltro variabile anche secondo lo stato di evoluzione della costruzione,
non si rende necessario redigere un programma degli accessi, correlato al programma dei lavori. I fornitori
dovranno essere informati dalla ditta esecutrice al fine di stabilire a priori le dimensione dei mezzi da lavori più
consoni per trasportare il materiale. Nel caso il tratto stradale fosse pubblico e/o di nuova realizzazione,
dovranno prendere gli accordi con l’ente comunale circa le procedure da intraprendere per l’utilizzo. Potrebbe
essere utile informarsi presso chi di dovere quali siano gli orari consigliati per il trasporto materie, al fine di
ridurre il rischio di investimento/incidente. Nel caso in questione non si riporta una tabella indicante i periodi,
giorni e ore da rispettare per il trasporto materie, in quanto la tipologia del cantiere e in particolare modo
l’ubicazione, non necessita di un’analisi accurata del flusso veicolare esistente.
Accesso dei fornitori:
I fornitori potranno accedere per mezzo della strada comunale e delle nuove piste di cantiere:
-sostare nell’area esterna all’area di cantiere per le soli fasi di carico e scarico materiali,
-entrare nell’area cantiere solo per le soli fasi di cui si necessita della loro presenza (in tale caso dovrà essere
avvisato il CSE)
Frequenza dei fornitori:
La frequenza dei fornitori è variabile anche secondo lo stato di evoluzione della costruzione, e non essendo
dettate dal comune particolari limitazioni all’accesso, non si rende necessario redigere un programma degli
accessi, correlato al programma dei lavori.
Particolari procedure:
Anche nel caso di utilizzo di sistemi di sollevamento, non sussistono pericoli di contatto con linee aeree.
Delimitare i mezzi e l’area di fornitura dei materiali.
Limitazione interferenze:
I conducenti dei mezzi di fornitura dei materiali e il personale che a qualsiasi titolo accompagna tali mezzi e
quindi entrerà nelle aree di cantiere devono rispettare le seguenti norme di sicurezza e prevenzione. Una
procedura complementare e di dettaglio al PSC, dovrà essere esplicitata nel POS
dell'impresa appaltatrice (seguendo i principi sottoelencati) e il rispetto dovrà essere esteso a tutte le imprese
esecutrici.
_ Le imprese dopo essersi accertate dell'identità e della provenienza dei mezzi e del personale conducente
o presente all'interno, devono rendere edotti gli stessi sulle procedure da seguire e sui rischi delle attività
in corso.
_ I mezzi utilizzati devono rispondere alle normative di sicurezza ed essere condotti da personale
specificatamente formato e abilitato.
_ I conducenti dei mezzi devono utilizzare scarpe di sicurezza suola imperforabile e slaccia mento rapido.
_ Nel caso in cui durante le attività di scarico materiali, si riscontrino situazioni di emergenza, condizioni
di pericolo strutturali od organizzative, un principio d’incendio o perdita di sostanze pericolose od
inquinanti, o si verifichino eventi infortunistici o malori, deve essere informato immediatamente il
responsabile di cantiere.
_ Nel caso vi sia una situazione d’emergenza è necessario dirigersi rapidamente verso le uscite del cantiere
seguendo i percorsi prestabiliti ed attenendosi alle istruzioni degli addetti alle emergenze dell'impresa e
del singolo istituto interessato.
_I conducenti devono tenere conto della presenza della linea aerea telecom / enel e oltre a rispettare le
distanze di sicurezza valutare se vi è la possibilità di lavorare in sicurezza.
2.2.3)
SEGNALETICA E CARTELLONISTICA DI CANTIERE
C.05 - Allegato XXIV:
1.1. La segnaletica di sicurezza deve essere conforme ai requisiti specifici che figurano negli allegati da XXV a
XXXII.
1.3. Le segnaletiche di sicurezza devono essere utilizzate solo per trasmettere il messaggio o l'informazione
precisati all'articolo 148, comma 1.
Allegato XXV:
2.1. I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un'altezza e in una posizione appropriata
rispetto all'angolo di visuale, all'ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico ovvero nelle
immediate adiacenze di un rischio specifico o dell'oggetto che s'intende segnalare e in un posto bene illuminato
e facilmente accessibile e visibile.
2.2. Il cartello va rimosso quando non sussiste piu' la situazione che ne giustificava la presenza.
La segnaletica di sicurezza deve essere attinente al cantiere in esame e posta nei luoghi ove effettivamente
segnalare il rischio esistente; la stessa dovrà essere rimossa quando il rischio da segnalare non sussiste più.
- Pag. 14 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Il CSP sottolinea che: il cartello di ponteggio in allestimento, usualmente posto in fase di montaggio del
ponteggio e lasciato poi affisso per l’intera durata dei lavori, deve in realtà essere rimosso in seguito all’avvenuto
allestimento, quando cioè il ponteggio lo si può considerare completo in tutte le sue parti. Infatti fino a che vi è
installato il cartello significa che vi è pericolo di caduta causa ponteggio incompleto, e quindi nessun altro
operatore può salirvi senza l’utilizzo di idonei sistemi di trattenuta. Per evitare pesanti sanzioni a carico
dell’impresa da parte degli organi competenti, si precisa fin d’ora che il cartello di ponteggio in allestimento
dovràà essere rimosso quando il ponteggio è completo, e affisso nelle fasi successive di smontaggio. Durante le
fasi di scavo dovranno obbligatoriamente disporsi i segnali indicanti il pericolo di caduta dall’alto e la presenza
di escavatore in manovra.
Segnaletica da installare:
Sotto il raggio di azione degli apparecchi di sollevamento:
· cartello di avvertimento di carichi sospesi;
· norme di sicurezza per imbracatori;
· codice dei segnali per le manovre delle gru.
In prossimità dei quadri elettrici e delle linee elettriche aeree e interrate:
· cartello di avvertimento tensione elettrica pericolosa;
· divieto di spegnere con acqua.
Sui quadri elettrici:
· tensione di esercizio
Per cavi elettrici interrati:
· relativo cartello di pericolo ripetuto per individuare l'andamento della linea
Per cavi elettrici aerei:
· relativo cartello di pericolo con altezza della linea
Sui mezzi di trasporto:
· divieto di trasporto persone, escluso il conducente
In prossimità di macchine:
· cartelli di divieto di pulire e lubrificare con gli organi in moto;
· divieto di effettuare manutenzioni con organi in moto;
· divieto di rimuovere i dispositivi di protezione e di sicurezza;
· divieto di avvicinarsi alle macchine con sciarpe, cravatte e abiti svolazzanti;
· cartelli sulle norme di sicurezza d'uso delle macchine (sega circolare, betoniera, tagliaferri e piegaferri, .....).
Sulle varie macchine:
· norme di sicurezza relative a ciascuna
Nell'officina e presso impianti di saldatura:
· norme di sicurezza per fabbri e saldatori;
· norme di sicurezza per manutenzione e uso di gas compressi.
In tutti i luoghi in cui ci può essere pericolo d'incendio (depositi di bombole, di solventi e vernici, di
lubrificanti, di materiali per impermeabilizzazione, di legno; edifici con strutture in legno):
· divieto di fumare e usare fiamme libere.
In prossimità degli scavi:
· avvertimento di caduta negli scavi;
· divieto di avvicinarsi agli scavi, di avvicinarsi all'escavatore in funzione e di depositare materiali sui cigli
dello scavo.
Nell'ambito del cantiere:
· cartelli riportanti le norme di sicurezza per gli imbragatori ed il codice di segnalazione delle manovre per la
movimentazione dei carichi;
· divieto di usare scale in cattivo stato.
Presso i ponteggi:
· divieto di gettare materiale dai ponteggi;
· divieto di salire e scendere dai ponteggi.
Nelle aeree in cui esistono rischi che richiedono l'uso di D.P.I.:
· cartellonistica sui relativi obblighi
Sui box di cantiere:
· cartelli riportanti la descrizione d'uso dei locali
- Pag. 15 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
In prossimità dei box dove è ubicato il pacchetto o la cassetta di medicazione:
· estratto delle procedure per il primo soccorso ed elenco dei numeri telefonici per i casi di emergenza;
Nel luogo dove sono ubicati gli estintori:
· cartello di identificazione dell'estintore
Presso il box uffici o in altro luogo ben visibile:
· cartello riportante i numeri utili per l'intervento dei vigili del fuoco e dell'ambulanza
All'ingresso del cantiere (accesso pedonale e accesso meccanico):
· divieto di ingresso ai non addetti
Accesso carraio lato esterno:
· rischio generico più "entrare adagio"
Accesso carraio lato interno:
· rischio generico più "uscire adagio"
Durante la realizzazione degli scavi a margine strada
· Preavviso di lavori in corso e senso unico alternato a 50 m dalla zona di lavoro, su entrambe le direzioni;
ALCUNI ESEMPI DI SEGNALETICA GENERICA
Ubicazione
Cartello
Cartello
norme di sicurezza per
imbracatori
Art. 115 D.Lgs. 81/08
codice dei segnali per le
manovre delle gru
Allegato XXXII D.Lgs.
81/08
Significato
cartello di avvertimento
tensione elettrica
pericolosa
divieto di spegnere con
acqua
In prossimità dei
quadri elettrici e delle
linee elettriche aeree e
interrate:
Ubicazione
Legge
cartello di avvertimento di Allegato XXV §3.2
carichi sospesi
D.Lgs. 81/08
Sotto il raggio di
azione degli
apparecchi di
sollevamento:
Ubicazione
Significato
Cartello
Legge
Allegato XXV §3.2
D.Lgs. 81/08
Allegato XXV §3.1
D.Lgs. 81/08
Significato
Legge
tensione di esercizio
Sui quadri elettrici:
Ubicazione
Per cavi elettrici
interrati:
Cartello
Significato
relativo cartello di
pericolo ripetuto per
individuare l'andamento
della linea
- Pag. 16 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Legge
Ubicazione
Cartello
Cartello
Significato
divieto di trasporto
persone, escluso il
conducente
Sui mezzi di trasporto:
Ubicazione
Legge
relativo cartello di
pericolo con altezza della
linea
Per cavi elettrici aerei:
Ubicazione
Significato
Cartello
Legge
Art 27 - DPR 320 del 20
/03/1996
Significato
Legge
cartelli di divieto di pulire CE direttiva Parlamento
e lubrificare con gli
europeo e Consiglio 16
organi in moto
dicembre 1997, n. 97/68
In prossimità di
macchine:
divieto di effettuare
manutenzioni con organi
in moto
Allegato VI §1.6.1 D.Lgs.
81/08
D.M. 10/03/1998
Allegato VI §1.6.2 D.Lgs.
81/08
divieto di rimuovere i
Art 20 comma 2 f) D.Lgs.
dispositivi di protezione e 81/08
di sicurezza
divieto di avvicinarsi alle
macchine con sciarpe,
cravatte e abiti
svolazzanti
cartelli sulle norme di
sicurezza d'uso delle
macchine (sega circolare,
betoniera, tagliaferri e
piegaferri, .....)
Ubicazione
Cartello
Legge
norme di sicurezza
relative a ciascuna
Sulle varie macchine:
Ubicazione
Significato
Cartello
Significato
- Pag. 17 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Legge
norme di sicurezza per
fabbri e saldatori
Nell'officina e presso
impianti di saldatura:
norme di sicurezza per
manutenzione e uso di gas
compressi
Ubicazione
Cartello
divieto di fumare e usare
fiamme libere.
In tutti i luoghi in cui
ci può essere pericolo
d'incendio (depositi di
bombole, di solventi e
vernici, di lubrificanti,
di materiali per
impermeabilizzazione,
di legno; edifici con
strutture in legno):
Ubicazione
Legge
Decreto direttore generale
regione Lombardia 7
gennaio 1998, n. 36
Allegato IV § 4.1.1 §
4.1.2 D.Lgs. 81/08
Cartello
In prossimità degli
scavi:
Ubicazione
Significato
Cartello
Significato
Legge
avvertimento di caduta
negli scavi
Art. 118 D.Lgs. 81/08
divieto di avvicinarsi agli
scavi, di avvicinarsi
all'escavatore in funzione
e di depositare materiali
sui cigli dello scavo
Art. 118 D.Lgs. 81/08
Significato
Legge
cartelli riportanti le
Art. 115 D.Lgs. 81/08
norme di sicurezza per gli
imbragatori ed il codice di
segnalazione delle
manovre per la
movimentazione dei
carichi
Allegato XXXII D.Lgs.
81/08
Nell'ambito del
cantiere:
divieto di usare scale in
cattivo stato
Ubicazione
Cartello
Significato
- Pag. 18 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Legge
divieto di gettare
materiale dai ponteggi
Presso i ponteggi:
divieto di salire e
scendere dai ponteggi
Ubicazione
Cartello
Significato
cartellonistica sui relativi
obblighi
Nelle aeree in cui
esistono rischi che
richiedono l'uso di
D.P.I.:
Legge
Art. 66 D.Lgs. 81/08
Allegato XXIII § 4 D.Lgs.
81/08
Art. 190 comma 1 D.Lgs.
81/08
Allegato VIII comma 1
D.Lgs. 81/08
Ubicazione
Cartello
Cartello
Nel luogo dove sono
ubicati gli estintori:
Significato
estratto delle procedure
per il primo soccorso ed
elenco dei numeri
telefonici per i casi di
emergenza
In prossimità dei box
dove è ubicato il
pacchetto o la cassetta
di medicazione:
Ubicazione
Legge
cartelli riportanti la
descrizione d'uso dei
locali
Sui box di cantiere:
Ubicazione
Significato
Cartello
Legge
Art. 25 D.Lgs. 81/08
Significato
cartello di identificazione
dell'estintore
- Pag. 19 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Legge
Ubicazione
Cartello
Cartello
Cartello
Legge
Significato
rischio generico più
"uscire adagio"
Accesso carraio
Ubicazione
Significato
divieto di ingresso ai non
addetti
All'ingresso del
cantiere (accesso
pedonale e accesso
meccanico):
Ubicazione
Legge
cartello riportante i
numeri utili per
l'intervento dei vigili del
fuoco e dell'ambulanza
Presso il box uffici o in
altro luogo ben visibile:
Ubicazione
Significato
Cartello
Legge
Allegato IV § 1.4 D.Lgs.
81/08
Significato
Legge
passaggio veicoli
Vie di transito dei
mezzi di trasporto e di
movimentazione:
Ubicazione
Cartello
Interruzioni del
transito pedonale:
Legge
banda bianco-rossa se non
ingombrano la sede
stradale
Ponteggi o recinzioni
che prospettano su
strada:
Ubicazione
Significato
banda bianco rossa e luce
gialla lampeggiante
notturna se sono accostati
o ingombrano la sede
stradale
Cartello
Significato
Legge
pedoni sul lato opposto,
apposto alla debita
distanza
Manutenzione e aggiornamenti:
La ditta esecutrice dovrà nominare un responsabile per garantire la visibilitàà e leggibilità dei cartelli di cantiere.
Note:
Devono essere osservate tutte le disposizioni minime previste dal D.Lgs. 14.08.96 n. 493 “Attuazione della
direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di
- Pag. 20 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
lavoro”.
Si rammenta che “i cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad una altezza e in una posizione
appropriata rispetto all’angolo di visuale, all’ingresso della zona interessata in caso di rischio generico ovvero
nelle immediate vicinanze di un rischio specifico o dell’oggetto che si intende segnalare e in un posto bene
illuminato e facilmente accessibile e visibile.
Si rammenta anche che il cartello “va rimosso quando non sussiste piùù la situazione che ne giustificava la
presenza.”
L’Appaltatore assume per conto del Committente l’onere dell’ esposizione della notifica preliminare.
Si rammenta l’obbligatorietà della segnalazione della presenza di cantiere e della uscita di autocarri o mezzi
pesanti sulla strada pubblica.
Scelte e prescrizioni di carattere generale
Sarà compito dell'Impresa apporre e mantenere tutte le segnalazioni regolamentari, opportunamente vigilate
secondo quanto prescritto dal vigente Codice della Strada e dal relativo Regolamento.
L'Impresa è tenuta a:
- aggiornare la segnaletica mobile secondo l’evolversi dei lavori e controllare la posizione degli apprestamenti
segnaletici (cartelli, coni, cavalletti, luci,...) ripristinadone l’esatta collocazione e la perfetta efficienza nel caso
vengano spostati, abbattuti o danneggiati dal traffico, da eventi atmosferici o altra causa;
- a mantenere puliti i segnali;
- a mantenere in perfetta efficienza la segnaletica anche nelle ore notturne e nei giorni non lavorativi,
alimentando, tra l’altro, gli impianti luminosi;
Tutti i segnali su cavalletto o sostegno mobile dovranno essere adeguatamente appesantiti mediante sacchetti di
sabbia al fine di evitarne la caduta o lo spostamento sotto l'azione del vento o del transito dei veicoli. L'Impresa
dovrà provvedere alla copertura dei segnali esistenti che risultino eventualmente in contrasto con la segnaletica
provvisoria disposta in occasione dei lavori ed alla completa rimozione di tali coperture al termine dei lavori
stessi.
Quando l'esecuzione dei lavori in esame riguardi direttamente la sede stradale aperta al traffico ed in presenza di
questo, l'Impresa dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:
- durante la permanenza in cantiere, in prossimità delle zone libere al traffico, tutti gli addetti ai lavori saranno
tenuti inderogabilmente ad indossare il previsto sovra-indumento fluoro rifrangente ai fini della massima
visualizzazione a distanza;
- è vietato al personale addetto sostare con veicoli in zone libere al traffico. Per qualsiasi arresto, anche se
limitato a brevi istanti, il conducente dovrà portare il veicolo completamente all'interno della zona di lavoro
debitamente delimitata;
- è vietato in ogni caso far sostare i veicoli sulle zone zebrate di approccio ai punti di bivio nonché sulle corsie di
accelerazione o decelerazione ave presenti; allorché un veicolo si trovi fermo in zona di lavoro, ogni operazione
come: salita o discesa, carico o scarico di materiali, apertura di portiere, ribaltamento di sponde ecc., dovrà
sempre avvenire esclusivamente all'interno della delimitazione della zona di lavoro, evitando l'occupazione
anche parziale della parte di carreggiata libera al traffico; il conducente che, riprendendo la marcia, dovrà uscire
dalla zona di lavoro delimitata, sarà tenuto a dare sempre e comunque precedenza al traffico sopraggiungente;
- è vietato effettuare la manovra di retromarcia se non all'interno dei cantieri o zone di lavoro debitamente
delimitate;
- nel caso in cui si rendesse necessario, per esigenze tecniche o organizzative, mantenere in atto lo sbarramento
totale o parziale della carreggiata durante le sospensioni diurne e/o notturne della attività lavorativa, tutti i mezzi
di lavoro, i veicoli ed i materiali dovranno essere debitamente arretrati dallo sbarramento di testa;
2.2.4)
SERVIZI
2.2.4.1)
Servizi igienico-assistenziali
C.07.01 - Trattandosi di cantiere assimilabile alla tipologia stradale, con spiccate caratteristiche di mobilità, le
strutture logistiche e di servizio per i lavoratori impiegati dovranno essere installate presso un'area, da
individuarsi a cura dell'impresa
secondo le indicazioni dell'Amministrazione Comunale. Presso questa area verranno installati e gestiti a cura
dell'impresa stessa uno o più monoblocchi prefabbricati adibiti ad ufficio, docce, spogliatoi, latrine e lavatoi.
Tali strutture dovranno essere attrezzate e dimensionate secondo quanto indicato dalla normativa vigente ed in
relazione al numero massimo di lavoratori che si prevede possa essere presente in cantiere. Qualora l'impresa
abbia sede in località vicina all'area di cantiere può scegliere di usare le strutture della sede. Per bisogni di prima
necessità, è opportuno che sia presente in cantiere (eventualmente presso uno degli automezzi di trasporto del
- Pag. 21 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
personale) una idonea scorta d'acqua potabile, sapone, asciugamani. In ogni caso saranno messi a disposizione
dei lavoratori i mezzi di trasporto da e per le zone operative.
Il cantiere sarà dotato di locali per i servizi igienico assistenziali di cantiere dimensionati in modo da risultare
consoni al numero medio di operatori presumibilmente presenti in cantiere. (Allegato XIII D.Lgs. 81/08)
Il cantiere sarò dotato di:
- un bagno chimico dotato di lavabo e wc (si rammenta che la manutenzione mensile dello stesso è a carico
dell'appaltatore);
- spogliatoio/infermeria;
- locali consunzione pasti e riposo, fornito di sedili, tavoli, scaldavivande;
- locale uso ufficio.
Le baracche dovranno poggiare su basamento in legno adeguato a resistere al peso del box metallico e in grado
di garantire condizioni di salubrità dell’ambiente, evitando il contatto a terra degli arredi. In quanto elemento
metallico, il box dovrà essere messo a terra con adeguate paline e treccia giallo-verde da un tecnico abilitato che
dovrà poi rilasciare il certificato di conformità dell’impianto di messa a terra. Per gli impianti elettrici di cantiere
si rimanda ai paragrafi successivi.
I locali destinati ai servizi igienico assistenziali, a mensa devono essere mantenuti in stato di scrupolosa pulizia.
All'interno del locale spogliatoio/infermeria dovrà essere presente, custodita e mantenuta in efficienza una
valigetta medica di pronto soccorso a cura della ditta appaltatrice.
Trattandosi di cantiere stradale, per la ristorazione, l'impresa appaltatrice potrà, a proprie cura e spese, prendere
accordi di volta in volta secondo l'avanzamento dei lavori, con ristoranti nei paesi limitrofi o installare un idoneo
luogo ove permettere ai lavoratori di consumare i pasti in condizioni igieniche sufficienti.
2.2.4.2)
Servizi sanitari e di primo soccorso
C.07.02 - Stante l'ubicazione del cantiere, per intervento a seguito di infortunio grave, si farà capo alle strutture
pubbliche. A tale scopo saranno tenuti in evidenza i numeri di telefonici utili e tutte le maestranze saranno
informate
del luogo in cui potranno eventualmente trovare, all'interno del cantiere, sia l'elenco di cui sopra sia un telefono
a filo e cellulare per la chiamata d'urgenza. Per la disinfezione di piccole ferite ed interventi relativamente
modesti, nel cantiere saranno tenuti i prescritti presidi farmaceutici.
Ai sensi del D.Lgs. 81/08 e ss.mm.ii. ci sarà in cantiere un adeguato numero di persone addette al primo
soccorso che devono aver frequentato apposito corso. Prima dell'inizio dei lavori sarà presentato al direttore
tecnico di cantiere, al coordinatore in fase di esecuzioni o a quant'altri lo richiedano, copia dell'attestato di
partecipazione a tale corso.
Si ricorda che il contenuto standard di un pacchetto di pronto soccorso è costituito da (secondo il Decreto
Ministeriale 15/07/03, n° 388):
- guanti monouso in vinile o in lattice (3 paia)
- flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 135 ml (1)
- flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0.9%) da 350 ml (1)
- compresse di garza sterile 10x10 in buste singole (3)
- compresse di garza sterile 18x40 in buste singole (1)
- pinzette da medicazione sterili monouso (1)
- confezione di cotone idrofilo (1)
- confezione di cerotti pronti all'uso (di varie misure) pronti all'uso (1)
- rotolo di benda orlata alta cm 10 (1)
- rotolo di cerotto alto cm 3,5 (1)
- un paio di forbici (1)
- un laccio emostatico (1)
- confezione di ghiaccio "pronto uso" (1)
- sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1)
- istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza.
All'interno dei locali messi a disposizione dal Committente o box installati dall'impresa esecutrice, verranno
conservate le valigette con tutto il necessario per prestare il primo soccorso (allegato 1 D.M. 15/07/2003, n. 388).
In tutti i luoghi o mezzi in cui vengono tenuti presidi sanitari di primo soccorso viene esposta una segnaletica
con croce bianca su sfondo verde e vengono tenute istruzioni per l'uso dei materiali stessi.
Le misure di prevenzione e gli apprestamenti di sicurezza suddetti dovranno essere gestiti dal coordinatore in
fase di esecuzione che provvederà a controllarne l'attuazione.
- Pag. 22 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
2.2.5)
VIABILITÀ PRINCIPALE DI CANTIERE
C.08 - Le lavorazioni oggetto di appalto sono dislocate in area agricola extraurbana. Tale porzione di territorio è
percorso dall'unica via principale (strada di Valle Antica) e da alcune strade vicinali di intersezione, con limitati
volumi di traffico, spesso a servizio solo dei residenti. I mezzi addetti alle lavorazioni si serviranno di tale
viabilità, rispettandone regole e limiti come da norme in merito e codice della strada. Visto che gli interventi
possono anche non seguire la viabilità esistente, probabilmente sarà necessario creare rampe di accesso e vie di
transito. Prima dell'esecuzione delle piste l'impresa dovrà verificare l'idoneità del fondo e la portata del terreno
capace a sostenere il transito di mezzi pesanti. Qualunque attività su suolo privato andrà concordata con i
proprietari. Qualora in prossimità delle vie percorse dai mezzi di cantiere si trovassero posti di lavoro e/o di
passaggio, questi saranno opportunamente protetti, con mezzi tecnici o con misure cautelative, dal pericolo di
caduta o di investimento da parte di materiali o mezzi in dipendenza dell'attività lavorativa svolta.
Verrà richiesta particolare attenzione dagli autisti degli autocarri soprattutto nella fase di retromarcia e gli stessi
saranno sempre coadiuvati nella manovra da personale a terra che con un segnale adeguato potrà dare le
necessarie istruzioni all'autista. Ogni apprestamento in merito è a carico della ditta affidataria, il capo cantiere, o
un suo preposto, ne dovrà curare la messa in opera. All'imbocco delle strade di accesso al cantiere verrà posta
adeguata segnaletica per limitare e regolare il traffico, nonché per avvertire persone estranee alla lavorazione
della presenza dei mezzi di cantiere in movimento. Qualora la viabilità esistente non sia sufficiente o per motivi
di sicurezza occorra creare nuove piste di accesso si richiamano le norme della consueta buona tecnica,
trattandosi, comunque, di lavori di entità limitata:
- le vie di circolazione saranno sufficientemente larghe per consentire il contemporaneo passaggio delle persone
e dei mezzi di trasporto (a tale scopo si fa presente che la larghezza dei passaggi supererà di almeno 70
centimetri l'ingombro massimo dei veicoli);
- i posti di lavoro e di passaggio saranno opportunamente protetti, con mezzi tecnici o con misure cautelative, dal
pericolo di caduta o di investimento da parte di materiali o mezzi in dipendenza dell'attività lavorativa svolta;
- a protezione degli eventuali rilevati (es. rampe carrabili) superiori ai 2 metri verranno installati parapetti di
altezza di almeno 1 metro e costituiti da due correnti e da tavola fermapiedi;
- qualora la presenza di uno rilevato sia di natura estemporanea lo stesso sarà appositamente recintato e
segnalato con apposito nastro colorato e richiuso nel più breve tempo possibile.
Durante l'esecuzione dei lavori deve essere garantita in cantiere la corretta e sicura viabilità delle persone e dei
veicoli, evitando possibili interferenze tra pedoni e mezzi, ingorghi sui percorsi stradali e di aree di lavoro e
ostacoli vari da compromettere l'efficacia delle vie ed uscite d'emergenza.
La viabilità di cantiere deve rispondere a requisiti di solidità e stabilità, ed avere dimensioni ed andamento tali
da non costituire pericolo ai lavoratori operanti nelle vicinanze. La superficie deve essere sufficientemente solida
in relazione al peso dei mezzi a pieno carico che vi devono transitare. Si rappresenta lo stato della viabilità di
accesso alle aree di cantiere, al fine di informare la ditta esecutrice su quali potrebbero essere le problematiche da
affrontare inerenti il raggiungimento del cantiere. Le stesse informazioni potranno poi essere trasferite ad
eventuali fornitori, stabilendo a priori, oltre alle modalità di raggiungimento dell’area, la dimensione dei mezzi
da lavori più consoni per trasportare il materiale. Nel caso il tratto stradale fosse pubblico e/o di nuova
realizzazione, si devono prendere gli accordi con l’ente comunale circa le procedure da intraprendere per
l’utilizzo. Potrebbe essere utile informarsi presso chi di dovere quali siano gli orari consigliati per il trasporto
materie, al fine di ridurre il rischio di investimento/incidente. Nel caso in questione non si riporta una tabella
indicante i periodi, giorni e ore da rispettare per il trasporto materie, in
quanto la tipologia del cantiere e in particolare modo l’ubicazione, non necessita di un’analisi accurata del flusso
veicolare esistente.
2.2.6)
IMPIANTI
2.2.6.1)
Reti principali di elettricità
C.09.01 - La realizzazione degli impianti elettrici è a carico del datore di lavoro il quale dovrà avvalersi di
un tecnico abilitato. Tutti gli impianti elettrici utilizzati dovranno essere a norma e rispondenti alla vigente
normativa.
Normativa di riferimento: Norma CEI 64-8 impiantistica;
Data la natura del cantiere probabilmente non si ricorre alla costituzione di un vero e proprio impianto di
cantiere, formato da quadri e da periferiche, ma all'uso di un generatore che fornisca localmente l'energia
necessaria a quegli attrezzi che la richiedono (saldatrice elettrica per tubazioni in polietilene, trapano,
- Pag. 23 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
fresatrice,...).
La gestione del generatore, degli eventuali collegamenti e degli attrezzi deve essere affidata a una persona
addestrata. La definizione di persona addestrata è fornita al punto 39.1 della norma CEI 64.8, terza edizione: "
Persona avente conoscenze tecniche o esperienza che ha ricevuto istruzioni specifiche sufficienti per permettere
di prevenire i pericoli dell'elettricità in relazione a determinate operazioni condotte in condizioni specifiche."
Si ricorda che particolare attenzione deve essere posta nell'utilizzo di strumenti elettrici in presenza di acqua.
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE
Si rammenta che il cantiere è sempre considerato luogo bagnato; si rammenta di conseguenza il gradodi
protezione minimo IP55.
Gli impianti devono essere realizzati da ditta in possesso dei requisiti di cui al Decreto n. 37 del 22 gennaio
2008, che deve rilasciare la necessaria dichiarazione di conformità. È responsabilità del direttore di Cantiere:
- verificare preventivamente i requisiti necessari per le operazioni di cui sopra;
- richiedere la dichiarazione di conformità prima che l'impianto sia utilizzato;
- attivare e controllare le procedure relative alla verifica dell'impianto di messa a terra (se necessarie).
2.2.6.2)
Impianto di messa a terra
C.09.02 - Oneri a carico dell’Appaltatore: attivare e controllare le procedure relative alla verifica dell'impianto di
messa a terra, se necessarie (denuncia ISPESL, verifiche periodiche). L’impianto di terra dovrà essere eseguito
da ditta qualificata, salvo diversa indicazione dalla ditta esecutrice dell’impianto elettrico di cantiere.
Si richiama la norma CEI 64-17 (Guida alla esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri), ed in particolare le
prescrizioni di cui al punto 10 “Impianto di Terra” La configurazione del dispersore di terra deve essere definita
in funzione delle esigenze del cantiere (vedi CEI 64-17, 10.1).
La norma richiamata prevede che il valore della resistenza di terra del dispersore unico sia coordinato con le
protezioni (vedi CEI 64-17, 10.2). Si sottolinea che l’uso del sistema IT è sconsigliato dalla norma stessa (a
meno che sia previsto l’uso di piccoli generatori portatili).
In merito alla realizzazione del dispersore attenersi alle prescrizioni della norma CEI 64-17, 10.4, osservandone
le indicazioni affini a quanto si richiama di seguito.
Ai fini del miglioramento dell'equipotenzialità per le ragioni esaminate precedentemente dalla norma, si
consiglia che i conduttori che collegano i vari elementi del dispersore siano realizzati con corda nuda, affinché
gli stessi costituiscano elementi del dispersore.
I conduttori devono essere posati alla profondità di almeno 0,5 m dalla superficie calpestabile; gli elementi non
devono essere ricoperti con ghiaia di risulta del cantiere, bensì con terra, argilla, humus, limo, bentonite.
L’impianto di terra in tutte le sue caratteristiche deve essere documentato. In presenza di lavoratori subordinati
l’impianto deve essere denunciato con modello B all’ISPESL entro 30 gg. dalla messa in servizio.
NB: la denuncia dell’impianto di terra deve essere effettuata da ciascun datore di lavoro per le
attrezzature fisse da cantiere.
2.2.6.3)
Impianti di protezione dalle scariche atmosferiche
C.09.03 - Allegato IV, 1.1, 1.1.8: Le strutture metalliche degli edifici e delle opere provvisionali, i recipienti e
gli apparecchi metallici, di notevoli dimensioni, situati all'aperto, devono, per se stessi o mediante conduttore e
spandenti appositi, risultare collegati elettricamente a terra in modo da garantire la dispersione delle scariche
atmosferiche.
In base alle vigenti disposizioni legislative, le strutture metalliche installate all’aperto di notevoli dimensioni,
devono essere protette contro i fulmini. L’appaltatore, per mezzo di un tecnico abilitato, dovrà verificare se per le
strutture metalliche da installare è necessaria la protezione contro i fulmini e prendere tutti i provvedimento del
caso.
2.2.6.4)
Reti principali idriche
C.09.05 - A fronte del fatto che il cantiere di configura come un cantiere itinerante in area extra-urbana, sui
mezzi dovrà essere presente una adeguata quantità d’acqua potabile, in bottiglia, (circa 3 litri al giorno per
persona), inoltre dovrà essere presente, su un eventuale camioncino / automezzo posto nelle vicinanze
dell’attività, una cisterna d’acqua per il lavaggio di mani e occhi all’occorrenza. Su tale cisterna dovrà essere
- Pag. 24 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
chiaramente scritto “ACQUA NON POTABILE” poiché non è assicurata la non contaminazione di tale deposito.
2.2.6.5)
Reti principali di gas
C.09.06 - Non è prevista l'installazione di un impianto gas a servizio del cantiere.
2.2.6.6)
Reti principali fognarie
C.09.07 - Non si necessita di nuovo impianto fognario, vista la possibilità di installare il bagno del tipo chimico.
2.2.6.7)
Impianto di ventilazione di cantiere
C.09.08 - Il cantiere di cui al presente piano non comporta per sua natura la possibilità di prevedere esposizione
dei lavoratori al rischio di inalazione sostanze pericolose in ambienti chiusi, per cui non si necessita di sistemi di
ventilazione.
2.2.7)
IMPIANTI, MEZZI, MATERIALI, ATTREZZATURE, D.P.I.
2.2.7.1)
Impianti fissi
C.10.04 - Ciascuna Impresa, in relazione alle attività da svolgere, avrà una sua dotazione di impianti, mezzi e
attrezzature di lavoro. Indipendentemente dal cantiere ove queste sono utilizzate, tali impianti, mezzi e
attrezzature dovranno rispondere a rigorosi requisiti di sicurezza. Per tali motivi di seguito vengono allegate le
schede delle macchine ed attrezzature che presumibilmente verranno utilizzate per l'esecuzione di tutti i lavori
oggetto del presente appalto.
Tutte le macchine che saranno impiegate nei lavori di costruzione dovranno soddisfare le prescrizioni della
nuova direttiva macchine 2006/42/CE valida dal 29 dicembre del 2009, recepita in Italia con il Decreto
Legislativo n. 17 del 27 gennaio 2010, che ha abrogato il D.P.R. 24.07.1996 n. 459 “Regolamento per
l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento
della legislazione degli Stati membri relative alle macchine”; dovranno inoltre essere usate secondo le istruzioni
del fabbricante nei limiti e con le modalità previste.
Per ciascuna macchina/attrezzatura vengono perciò individuati:
§ rischi evidenziati dall'analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
§ misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti (prima, durante e dopo l'uso)
§ dispositivi di protezione individuale.
RISCHI DOVUTI AD UTILIZZO DI APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO
Per la movimentazione ed il sollevamento dei carichi saranno utilizzate gru provviste dell'omologazione di
sicurezza dell'ISPESL e del relativo libretto. I conduttori delle gru, dotati di apposito attestato formativo
obbligatorio, oltre che osservare le usuali norme relative alla sicurezza sul lavoro, dovranno in particolare:
§ essere responsabili di tutte le operazioni condotte con la macchina e dei trasferimenti nell'ambito e fuori il
cantiere;
§ rifiutarsi di eseguire ordini che non risultino conformi alle norme di sicurezza. Nel caso dubbio, sarà il Capo
Cantiere che deciderà e se ne assumerà la responsabilità;
§ allontanare nel modo più assoluto dalla macchina e dal raggio di azione le persone non autorizzate;
§ prendere tutte le misure di sicurezza che ritiene necessarie in caso di pericolo per gli uomini e le
installazioni; se il caso lo richiede dovrà rendere edotto il diretto superiore delle misure di sicurezza prese;
§ prestare la massima attenzione che non si creino situazioni di interferenza pericolose con altre gru e/o
autogrù eventualmente presenti in cantiere;
§ non caricare la macchina oltre le portate indicate nelle tabelle in relazione agli sbracci ed agli angoli;
§ sollevare il carico solo dopo aver ricevuto il segnale prestabilito da parte degli addetti all'imbraco;
§ avvertire il diretto superiore di ogni anomalia riscontrata durante il funzionamento della macchina e
stabilire se potrà essere utilizzata ugualmente;
§ controllare sempre lo stato delle funi di sollevamento, anche con l'ausilio del capo officina ed effettuare, se
incaricato, la verifica trimestrale delle funi, annotando l'esito sul libretto di collaudo ISPESL o ex ENPI;
§ prendere visione delle istruzioni;
§ accertarsi prima dell'uso che sia stata fatta l'ultima verifica in data non anteriore a 3 mesi;
§ non utilizzare il gancio destinato al sollevamento per liberare carichi bloccati, per effettuare tiri obliqui, per
trascinare o spingere veicoli in genere;
§ in caso di lavori a turni in conduttore deve consegnare la macchina al suo collega secondo gli accordi
convenuti ed il conduttore subentrante deve essere informato delle eventuali anomalie manifestate dalla
macchina;
- Pag. 25 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
§
2.2.7.2)
non manomettere i dispositivi di sicurezza.
Mezzi
C.10.01 - Ciascuna Impresa, in relazione alle attività da svolgere, avrà una sua dotazione di attrezzature di
lavoro. Indipendentemente dal cantiere ove queste sono utilizzate, tali attrezzature dovranno rispondere a
rigorosi requisiti di sicurezza. Per tali motivi di seguito vengono allegate le schede delle macchine ed
attrezzature che presumibilmente verranno utilizzate per l'esecuzione di tutti i lavori oggetto del presente
appalto.
Tutte le macchine che saranno impiegate nei lavori di costruzione dovranno soddisfare le prescrizioni della
nuova direttiva macchine 2006/42/CE valida dal 29 dicembre del 2009, recepita in Italia con il Decreto
Legislativo n. 17 del 27 gennaio 2010, che ha abrogato il D.P.R. 24.07.1996 n. 459 “Regolamento per
l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento
della legislazione degli Stati membri relative alle macchine”; dovranno inoltre essere usate secondo le istruzioni
del fabbricante nei limiti e con le modalità previste.
Per ciascuna macchina/attrezzatura vengono perciò individuati:
§ rischi evidenziati dall'analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
§ misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti (prima, durante e dopo l'uso)
§ dispositivi di protezione individuale.
RISCHI DOVUTI AD UTILIZZO DI MACCHINARI
Nell'ambito della casistica dei macchinari in uso nel cantiere, tra le lavorazioni che dovranno eseguirsi, si sono
individuate due classi di operazioni ripetitive per opere a cielo aperto quali ad esempio strutture in c.a., che
possono raggrupparsi nell'ambito delle apparecchiature per il sollevamento quali autogrù e ponti sviluppabili,
oppure nell'ambito delle macchine per eseguire i movimenti di terra per gli scavi a cielo aperto. Ovviamente
vanno presi in considerazione anche quei rischi tipici della macchina in sè, dovuti alla presenza del motore,
degli elementi di trasmissione del moto, delle aperture, dei dispositivi di carico e scarico, dei comandi e degli
organi mobili secondari. Nello schema seguente si esaminano i rischi più comuni ed in corrispondenza si indica
la norma di sicurezza che si deve applicare.
Rischio
§ Intossicazione da gas di scarico
Non azionare motori a combustione interna entro ambienti chiusi o insufficientemente ventilati
§ Impigliamento di parti di vesti attorno ad organi di trasmissione
Usare indumenti aderenti al corpo e non usare bracciali, orologi, anelli
§ Lacerazioni e ferite prodotte da sporgenze
Adottare sistematicamente i ripari a cinghie, ingranaggi ed altre parti pericolose
§ Schiacciamenti e ferite
Protezioni fisse o amovibili con dispositivo di bloccaggio per gli organi accessibili
§ Tagli e amputazioni
Non avvicinarsi troppo ad ingranaggi, pignoni, catene, che comunque devono essere adeguatamente protetti
§ Azionamento accidentale di comandi meccanici od elettrici
Protezione dei comandi mediante apposite custodie;in mancanza di corrente aprire subito gli interruttori dei
motori elettrici
§ Scoppio di tubazioni, compressori o serbatoi
Avvertire il caposquadra quando i motori sforzano o si scaldano troppo o quando le valvole o gli interruttori
agiscono ripetutamente
§ Scoppio di gas combustibili o depositi carboniosi
Avvertire il caposquadra per qualsiasi perdita di liquido; osservare gli strumenti di controllo costantemente
§ Rumorosità e vibrazioni eccessive
Scelta di macchine poco rumorose; uso di cuffie antirumore ove richiesto.
RISCHI DOVUTI AD UTILIZZO DI MACCHINE OPERATRICI
Il conduttore, oltre al pieno rispetto degli obblighi sanciti dal Codice della Strada dovràà in particolare:
§ essere responsabile di tutte le operazioni condotte con la macchina e dei trasferimenti nell'ambito e fuori dal
cantiere;
§ deve allontanare dalla macchina e dal raggio di azione le persone non autorizzate;
§ rispettare sempre le indicazioni date dal capo cantiere e dall'assistente;
§ deve lasciare la macchina in maniera che sia impossibile ad una persona non autorizzata di rimetterla in
- Pag. 26 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
§
§
§
marcia
in caso di lavori a turni in conduttore deve consegnare la macchina al suo collega secondo gli accordi
convenuti ed il conduttore subentrante deve essere informato delle eventuali anomalie manifestate dalla
macchina;
le anomalie che dovessero riscontrarsi vanno segnalate tempestivamente all'assistente ed al capo cantiere che
provvederanno a far intervenire il capo officina;
non trasportare persone nelle benne delle pale meccaniche o in macchine similari.
RISCHI DOVUTI AD UTILIZZO DI APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO
Per la movimentazione ed il sollevamento dei carichi saranno utilizzate autogrù provviste dell'omologazione di
sicurezza dell'ISPESL e del relativo libretto. I conduttori delle autogrù, oltre che osservare le usuali norme
relative alla sicurezza sul lavoro e gli obblighi sanciti dal codice della strada, dovranno in particolare:
§ essere responsabili di tutte le operazioni condotte con la macchina e dei trasferimenti nell'ambito e fuori il
cantiere;
§ rifiutarsi di eseguire ordini che non risultino conformi alle norme di sicurezza. Nel caso dubbio, saràà il
Capo Cantiere che deciderà e se ne assumerà la responsabilità;
§ allontanare nel modo più assoluto dalla macchina e dal raggio di azione le persone non autorizzate;
§ prendere tutte le misure di sicurezza che ritiene necessarie in caso di pericolo per gli uomini e le
installazioni; se il caso lo richiede dovrà rendere edotto il diretto superiore delle misure di sicurezza prese;
§ prestare la massima attenzione che non si creino situazioni di interferenza pericolose con altre autogrù
§ eventualmente presenti in cantiere;
§ non caricare la macchina oltre le portate indicate nelle tabelle in relazione agli sbracci ed agli angoli;
§ usare l'autogrù stabilizzata completamente, dato che le portate dei pneumatici, cioè a macchina non
stabilizzata, sono puramente indicative, poichè dipendono dalla posizione e dalla inclinazione del carro,
dalla natura del terreno e dalla pressione dei pneumatici;
§ far appoggiare gli stabilizzatori in punti sicuri, possibilmente su longarine, quando il terreno non si presenta
stabile, evitando di utilizzare le tavole;
§ sollevare il carico solo dopo aver ricevuto il segnale prestabilito da parte degli addetti all'imbraco;
§ avvertire il diretto superiore di ogni anomalia riscontrata durante il funzionamento della macchina e
stabilire se potrà essere utilizzata ugualmente;
§ controllare sempre lo stato delle funi di sollevamento, anche con l'ausilio del capo officina ed effettuare, se
incaricato, la verifica trimestrale delle funi, annotando l'esito sul libretto di collaudo ISPESL o ex ENPI;
§ prendere visione delle istruzioni;
§ accertarsi prima dell'uso che sia stata fatta l'ultima verifica in data non anteriore a 3 mesi;
§ non utilizzare il gancio destinato al sollevamento per liberare carichi bloccati, per effettuare tiri obliqui, per
trascinare o spingere veicoli in genere;
§ in caso di lavori a turni in conduttore deve consegnare la macchina al suo collega secondo gli accordi
§ convenuti ed il conduttore subentrante deve essere informato delle eventuali anomalie manifestate dalla
§ macchina;
§ non manomettere i dispositivi di sicurezza.
2.2.7.3)
Attrezzature
C.10.02 - Ciascuna Impresa, in relazione alle attività da svolgere, avrà una sua dotazione di attrezzature di
lavoro. Indipendentemente dal cantiere ove queste sono utilizzate, tali attrezzature dovranno rispondere a
rigorosi requisiti di sicurezza. Per tali motivi di seguito vengono allegate le schede delle macchine ed
attrezzature che presumibilmente verranno utilizzate per l'esecuzione di tutti i lavori oggetto del presente
appalto.
Tutte le macchine che saranno impiegate nei lavori di costruzione dovranno soddisfare le prescrizioni della
nuova direttiva macchine 2006/42/CE valida dal 29 dicembre del 2009, recepita in Italia con il Decreto
Legislativo n. 17 del 27 gennaio 2010, che ha abrogato il D.P.R. 24.07.1996 n. 459 “Regolamento per
l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento
della legislazione degli Stati membri relative alle macchine”; dovranno inoltre essere usate secondo le istruzioni
del fabbricante nei limiti e con le modalità previste.
Per ciascuna macchina/attrezzatura vengono perciò individuati:
§ rischi evidenziati dall'analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
§ misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti (prima, durante e dopo l'uso)
dispositivi di protezione individuale.
- Pag. 27 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
2.2.7.4)
Dispositivi di protezione individuale (D.P.I)
C.10.03 - Premesso che la prima norma della prevenzione è quella di eliminare i rischi alla fonte è fatto
comunque obbligo per tutti coloro che accedano alle aree di cantiere, Addetti del Cantiere, Tecnici, Visitatori
autorizzati, di indossare la dotazione minima di DPI costituita da:
· Casco;
· Scarpe antinfortunistiche;
· Indumenti ad alta visibilità.
A seguito di analisi preventiva dei rischi, ciascun operatore in cantiere sarà dotato dell’equipaggiamento
rapportato alle attività da svolgere elencato nella tabella seguente :
DISPOSITIVI
PROTEZIONI
RISCHI
ATTIVITA’
Elmetto
Per le attività che espongono gli
Dispositivi
di
operai a caduta di materiali dall’alto e Per tutte le attività
protezione della testa
a offese alla testa generiche.
Otoprotettori
Cuffie antirumore
Dispositivi
di Per le attività che espongono gli
Per tutte le attività
protezione dell'udito operai a livelli di rumorosità elevati.
Scarpe
antinfortunistiche
Dispositivi
di Per tutte le lavorazioni che espongo
Per tutte le attività
protezione dei piedi gli operai al rischio di lesioni ai piedi.
Guanti
Dispositivi
protezione
mani
di Per tutte le lavorazioni che espongo
delle gli operai al rischio di lesioni alle Per tutte le attività
mani.
Dispositivi
Tuta da lavoro ad alta
protezione
visibilità
pelle
Per tutte le attività che espongono gli
di
operai al rischio di lesioni alla pelle e
della
Per tutte le attività
di investimento dei mezzi operanti o
transitanti.
(occhiali o schermo)
Taglio
materiali
Per le lavorazioni che espongono gli edili
Dispositivi
di
Occhiali
operai al rischio di essere colpiti al Demolizioni
protezione
degli
Schermi facciali
viso e agli occhi da materiali estranei (schermi o occhiali
Schermi per saldature occhi e del viso
e da radiazioni lesionanti.
saldature)
Saldature
Per tutte le lavorazioni in cui si
Dispositivi
di
evidenzi la produzione di sostanze
Mascherine ad alto
protezione delle vie
Tutte le lavorazioni
tossiche;
filtraggio
respiratorie
Ambienti insani.
La consegna dei dispositivi di protezione individuale ai lavoratori sarà documentata con uno specifico modulo.
In appositi locali saranno immagazzinati un numero congruo di dispositivi di protezione individuale di riserva,
in sostituzione per eventuali DPI danneggiati e per i visitatori autorizzati ad accedere in cantiere. I dispositivi
personali di protezione avranno i necessari requisiti di resistenza e di idoneità e dovranno essere mantenuti in
buono stato di conservazione.
Tutti i dispositivi di protezione individuali devono risultare muniti di contrassegno “CE” comprovante l'avvenuta
certificazione da parte del produttore.
- Pag. 28 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Per i rischi che non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi
di protezione collettiva, da misure, metodi e procedimenti atti eventualmente a riorganizzare il lavoro, si
ricorrerà a DPI conformi alle norme di cui al D.lgs. 475/92 e delle successive integrazioni o modifiche.
I DPI saranno adeguati ai rischi ed alle condizioni esistenti sui luoghi di lavoro; inoltre terranno conto delle
esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore e saranno adatti all'utilizzo secondo le esigenze.
E' responsabilità del Responsabile della Sicurezza e del Direttore Tecnico di Cantiere vigilare sull'efficienza dei
dispositivi dei lavoratori, assicurare i necessari ricambi, gestire il magazzino dei DPI.
E' responsabilità di ciascun Datore di Lavoro delle imprese operanti in cantiere assicurare l'istruzione dei propri
addetti in materia di applicazione, modalità d’uso, manutenzione, verifica di efficienza dei DPI.
Dove è evidenziato un pericolo di carattere collettivo ossia che sottoponga tutti gli operai che operano in una
determinata area a un rischio, sarà necessario intervenire con i dispositivi per la protezione collettiva (DPC).
I DPC comprenderanno tutte le attrezzature per la tutela e la prevenzione collettiva degli operai contro gli
infortuni.
Gli operai non potranno modificare di loro iniziativa i DPC se non dopo aver consultato il Responsabile della
Sicurezza in Cantiere e il Coordinatore della Sicurezza per l’Esecuzione dei lavori, tali dispositivi inoltre
potranno essere rimossi solo dopo aver constatato l’assenza dei pericoli rilevati nell’analisi preventiva dei rischi.
2.2.8)
AREE DI STOCCAGGIO MATERIALI
C.11 - Le zone di carico e scarico saranno individuate all’interno della recinzione di cantiere aderente ai lavori
in oggetto, e comunque variabili in funzione dell’andamento dei lavori. Non potranno essere eseguite
operazioni di scarico e carico in prossimità degli scavi, inoltre qualsiasi operazioni di sollevamento carichi
con bracci gru che possano interferire cone le linee aeree potranno essere eseguite solo se vi sia il rispetto
delle distanze di sicurezza.
I materiali provvisoriamente accatastati in cantiere dovranno essere opportunamente segnalati. Le eventuali zone
di deposito dei materiali saranno previste solo laddove non ostacolino l’attività lavorativa e la circolazione dei
mezzi e delle persone. Le zona di stoccaggio dovranno essere dimensionate in funzione della tipologia e delle
caratteristiche del materiale da deporre, dovranno tener conto delle esigenze di lavorazioni contemporanee e del
rischio di seppellimento legato al ribaltamento di cataste di materiale sovrapposti.
Per ridurre il rischio di urti contro i cumuli di materiali o del loro franamento, si prescrive che lo stoccaggio dei
materiali non comporti cumuli di dimensioni considerevoli. In ogni caso, tutti i materiali lasciati sul sito
dovranno essere perimetrati con barriere rigide, non rimovibili singolarmente ed adeguatamente segnalate (cfr
allegato XXVIII del D.Lgs 81/08).
Il capo cantiere è responsabile del corretto stoccaggio, nonché dell’evacuazione, dei detriti, delle macerie e dei
rifiuti prodotti dal cantiere (rif.to art. 96 comma 1 lettera f del D.Lgs. 81/08).
In particolare nella categoria dei rifiuti vengono accorpati tutti i materiali di scarto che possono essere presenti
nei cantieri dopo l’avvio dei lavori; imputabili alle attività (residui di scavo, imballaggi e contenitori, contenitori
di sostanze impiegate).
Per quanto riguarda i rifiuti prodotti dalle attività si forniscono nel seguito le diverse tipologie di trattamento e
smaltimento:
· inerti e materiali ingombranti non pericolosi, da avviare allo smaltimento in discariche autorizzate;
· imballaggi ed assimilati in carta, cartone, plastica, legno ecc.: da destinare al riutilizzo e riciclaggio;
· rifiuti speciali non pericolosi derivanti dall’uso di sostanze utilizzate come materie prime ed accessorie
durante i lavori: da inviare a smaltimento tramite ditta autorizzata;
· rifiuti speciali pericolosi originati dall’impiego, dai residui e dai contenitori di sostanze e prodotti chimici
utilizzati in cantiere: il grado di pericolosità può essere valutato esaminando le schede di sicurezza e
l’etichettatura.
Le modalità di raccolta e smaltimento andranno concordare con la Committente utilizzando le aree di stoccaggio
provvisorio.
Il capo cantiere èè tenuto a curare che il deposito e l’allontanamento dei materiali avvengano correttamente e che
gli spostamenti di uomini e materiali all’interno del cantiere avvenga in condizioni ordinate e di sufficiente
salubrità.
Non si segnala l’uso di particolari sostanze infiammabili o esplosive che esigano stoccaggi o deposito particolari.
È consentito il deposito temporaneo di carburanti per le macchine operatrici all’interno dell’area di cantiere nel
quantitativo massimo di 200 litri tenendo conto che i contenitori siano quelli di sicurezza con sistema di
antisgocciolamento e con la predisposizione di un estintore a polvere nelle immediate vicinanze.
STOCCAGGIO TERRENO DI SCAVO
- Pag. 29 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Si evidenzia come in questo caso sia necessario lo stoccaggio di materiali incoerenti, misti a possibili trovanti,
costituiti da un miscuglio di terreni con diverse caratteristiche geomeccaniche e quindi aventi un comportamento
non facilmente prevedibile. E' necessario che, salvo diverse indicazione del tecnico competente (geologo), lo
stoccaggio del materiale venga effettuato dando alle pareti del cumulo una pendenza simile all'angolo di natural
declivio. Qualora detta pendenza venga superata, particolare attenzione dovrà essere posta quando, per la natura
del terreno o per cause di pioggia, di infiltrazioni, di gelo o disgelo o per altri motivi, siano da temere frane o
scoscendimenti, in tal caso si dovrà provvedere all'armatura o al consolidamento del cumulo. Detto
consolidamento dovrà essere attuato con particolare riferimento alle aree in adiacenza alle piste, alle postazioni
di lavorazione e al perimetro esterno del cantiere. Le misure di prevenzione e gli apprestamenti di sicurezza
suddetti dovranno essere gestiti dal coordinatore in fase di esecuzione che provvederà a controllarne l'attuazione.
STOCCAGGIO TUBAZIONI
I principali materiali da stoccare riguardano soprattutto tubi in POLIETILENEdi vario diametro (massimo 60
cm) oltre a pezzi speciali (raccordi flangiati, curve, T, valvole, ecc.). Tali materiali possono essere accatastati
all'aperto sul piano di campagna, con l'accortezza di assicurarli contro eventuali scivolamenti specie se si
posizionano in file sovrapposte, utilizzando cunei, picchetti o altri sistemi equivalenti (artt. 363 - 365 DPR 547
/55). La movimentazione di tali carichi dovrà essere effettuata unicamente con mezzi sollevatori meccanici
adeguati, tipo autocarri con braccio sollevatore o autogru o similari. Vista la presenza nell'area indicata di linee
elettriche aeree, si ribadiscono le precauzioni già indicate in precedenza, nelle movimentazioni con tali mezzi
(segnalazione della linea, informazione degli addetti, verifica preliminare dell'altezza dei bracci sollevatori
rispetto all'altezza della linea elettrica). Per quanto concerne il materiale di consumo e di minuta, o altro
materiale che non può essere esposto agli agenti atmosferici, potrà essere depositato presso i locali interni alla
stazione di pompaggio o secondo le indicazioni che disporrà la Committenza.
2.2.9)
MAGAZZINI E DEPOSITI DI CANTIERE
C.12 - Il materiale di consumo e di minuta, o altro materiale che non può essere esposto agli agenti atmosferici,
potrà essere depositato presso i locali dei box di cantiere, secondo le indicazioni che disporrà la D.L.. Pur non
prevedendo ivi il deposito di materiali che per quantità e qualità possano determinare un rischio di incendio, si
adotta comunque quale misura cautelativa la presenza all'interno dell'area individuata come magazzino di un
estintore a polvere di 6 kg. posizionato e segnalato come prescritto dalle norme vigenti in merito.
2.2.10)
POSTI FISSI DI LAVORO
C.13 - Le postazioni fisse di lavoro saranno ubicate in luoghi segnalati e protetti. Sarà garantita la protezione dal
rischio di caduta di oggetti dall'alto mediante la realizzazione di una robusta tettoia dell'altezza di m. 3.00.
Area <identificazione e caratteristiche>
Preparazione malte
Confezionamento del ferro
Assemblaggio a terra
Confezionamento calcestruzzo
Confezionamento miscele cementizie e bentonitiche
2.2.11)
GESTIONE RIFIUTI
2.2.11.1) Stoccaggio dei rifiuti
C.36.02 - Nella categoria dei rifiuti rientrano tutti i materiali di scarto la cui presenza si concretizza in cantiere
dopo l'inizio dell'attività lavorativa; tra questi si segnalano:
• imballaggi e contenitori di sostanze impiegate nei lavori;
• materiali di risulta provenienti demolizioni;
• sfridi di lavorazione;
• prodotti della manutenzione delle macchine operatrici. I rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi possono
originare rischi per il personale presente in cantiere e danni ambientali; pertanto dovranno essere raccolti e
stoccati separatamente in contenitori specifici ed idonei ai rischi che il rifiuto presenta, nonché ubicati in zone
ben individuate del cantiere. I rifiuti liquidi pericolosi, quali oli lubrificanti e idraulici o liquidi di risulta dal
lavaggio delle attrezzature che vengono a contatto con composti chimici, dovranno essere stoccati in recipienti
etichettati posti al coperto e all'interno di un bacino di contenimento per evitare spandimenti. L'impresa
appaltatrice dovrà provvedere all'allontanamento dei materiali di demolizione e di quanto non riutilizzabile in
sito. II direttore tecnico di cantiere dell'impresa appaltatrice assicurerà:
- Pag. 30 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
• il corretto deposito e allontanamento dei materiali di risulta;
• la completa pulizia delle aree dai materiali di risulta, dai materiali ingombranti e da eventuali rifiuti, al termine
dei lavori;
• gli spostamenti di uomini e materiali in condizione di ordine e salubrità, così come previsto dagli artt. 95 e 96
del D. Lgs. n° 81/08 e da altre norme, regolamenti, ecc. vigenti al momento dell'inizio dei lavori.
Il direttore tecnico di cantiere dell'impresa appaltatrice assicurerà che gli stessi vengano accompagnati dal
Formulario di identificazione. Eventualmente, le zone deputate alla raccolta dei rifiuti dovranno essere
appositamente attrezzate con idonei contenitori adatti a ricevere i rifiuti senza il pericolo di dispersione rispetto
all'ambiente circostante.
I rifiuti e gli scarti dovranno essere allontanati al più presto dal cantiere, in modo da non accumulare depositi
temporanei.
2.2.11.2) Smaltimento dei rifiuti
C.36.01 - I rifiuti prodotti in cantiere dovranno essere smaltiti dal datore di lavoro (art. 96 DLgs 81/2008)
secondo quanto previsto dalla legislazione vigente.
Per la quasi totalità del tracciato le terre di scavo non andranno smaltite. Solo le terre di scavo provenienti da
trincee su strada asfaltata e su scavi a sezione obbligata , andranno completamente smaltite (è previsto il
caricamento diretto su autocarro e trasporto alle pubbliche discariche).
Misure preventive e Procedure complementari da dettagliare nel POS a cura dell’impresa
L'Impresa dovrà identificare, nell'ambito dell'organizzazione di cantiere precisata nel POS, apposite aree di
deposito per la raccolta dei rifiuti prodotti.
2.2.12)
DOCUMENTI DA CONSERVARE IN CANTIERE - PIANI E PROGETTI
Documento
Riferimento legislativo
DOCUMENTAZIONE GENERALE
Cartello di cantiere
Richiesta agli enti competenti di segnalazione di cavidotti o
tubazioni sotterranee
Orario di lavoro dei dipendenti
Copia della concessione dell'Ente Poste all'impiego di
pulsantiera radiocomandata
Denuncia di inizio lavori all'INAIL
Denuncia di inizio lavori all'INPS
Denuncia di inizio lavori alla Cassa Edile
Certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A. delle imprese e dei
lavoratori autonomi
Registro matricola dei dipendenti
Copia della concessione edilizia
SICUREZZA AZIENDALE
Copia del Piano di Sicurezza e Coordinamento
Copia del Fascicolo
Copia della notifica preliminare
Piano operativo di sicurezza dell'impresa
Piano delle demolizioni
Piano di emergenza
Piano montaggio elementi prefabbricati
Piano di rimozione/bonifica amianto
Cartelle sanitarie del personale
Fasi vincolanti
Da affiggere all'entrata
del cantiere (foglio con
dati del cartello da
conservare in cantiere)
D.P.R. 1124/65
D.Lgs. 81/08 artt. 91,
100, Allegato XV
D.Lgs. 81/08 art. 91,
Allegato XVI
D.Lgs. 81/08 art. 99
D.Lgs. 81/08 art. 96
comma 1 g), Allegato
XV
D.Lgs. 81/08 art. 43
- Pag. 31 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Documento
Riferimento legislativo
Fasi vincolanti
Autocertificazione su avvenuta valutazione dei rischi ai sensi
D.Lgs. 81/08 Art. 29
dell'art. 29 comma 5 del D.Lgs 81/08 (in quanto ditta con meno comma 5
di 10 lavoratori)
Giudizi di idoneità alla mansione specifica del personale
D.Lgs. 81/08 Art. 41
comma 2 a)
Relazioni di visita all'ambiente di lavoro del medico competente D.Lgs. 81/08 Art. 25
comma 1 l)
Comunicazione all'ASL e all'Ispettorato del Lavoro del
nominativo del RSPP
Attestazione di avvenuta formazione e informazione del RSPP D.Lgs. 81/08 Art. 32
Attestazione di avvenuta formazione ed informazione dei
D.Lgs. 81/08 Artt. 36,
dipendenti
37
Verbale di riunione periodica per le aziende con più di 15
D.Lgs. 81/08 Art. 35
dipendenti
Verbali di verifica e ispezione degli organi di vigilanza
NOMINE
Nomina degli addetti all'antincendio e all'emergenza; verbali di D.Lgs. 81/08 Art. 18
formazione e informazione
comma 1 b)
Nomina del medico competente
D.Lgs. 81/08 Art. 18
comma 1 a)
Nomina del responsabile del Servizio di Prevenzione e
D.Lgs. 81/08 Art. 17
Protezione
comma 1 b)
Nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
D.Lgs. 81/08 Art. 47
PRODOTTI E SOSTANZE
Schede dei prodotti e delle sostanze chimiche pericolose
D.Lgs. 81/08 Allegato
XVI § 3.2.1
MACCHINE ED ATTREZZATURE DI LAVORO
Libretti uso ed avvertenze per macchine marcate CE
Documentazione verifiche periodiche e della manutenzione
effettuate sulle macchine e sulle attrezzature di lavoro
DPI - DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Verbali di consegna dei DPI
D.Lgs. 81/08 Art. 77
comma 3
Istruzioni per uso e manutenzione DPI fornite dal fabbricante
PONTEGGI
Pimus (piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio)
D.Lgs. 81/08 Artt.
134, 136
Autrorizzazione ministeriale e relazione tecnica del fabbricante
Schema del ponteggio (<20m)
Progetto, relazione di calcolo del ponteggio (h>20m) o
D.Lgs. 81/08 Art. 133
composto da elementi misti o difforme dallo schema autorizzato
Progetto e relazione di calcolo del castello di servizio
Documento attestante ultima verifica del ponteggio costruito
D.Lgs. 81/08 Allegato
XIX 2
IMPIANTI
Schema degli impianti ...
Dichiarazione di conformità dell'impianto di ... di cantiere
D.P.R. 462/01 art 2
Per cantieri di durata superiore a 2 anni: Richiesta verifica
periodica biennale rilasciata da organismi riconosciuti (ASL,...)
Calcolo di fulminazione
In caso di struttura non autoprotetta: progetto impianto di
protezione contro le scariche atmosferiche
Dichiarazione del fabbricante dei quadri elettrici di rispondenza
alle norme costruttive applicabili completo di schema di
cablaggio
APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO
Autorizzazione all'installazione di gru
- Pag. 32 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
Documento
Libretti di omologazione di apparecchi di sollevamento con
portata superiore a 200 kg, completi di verbali di verifica
periodica
Certificazione CE di conformità del costruttore per apparecchi
di sollevamento
Libretto uso e manutenzione
Registro verifiche periodiche redatto per ogni attrezzatura
Riferimento legislativo
Fasi vincolanti
D.Lgs. 81/08 Art. 71
comma 4 b)
Verifiche trimestrali funi e catene
Procedura per gru interferenti
Copia della richiesta annuale all'ASS di verifica degli
apparecchi di sollevamento con portata superiore a 200 kg
Notifica all'ISPESL dello spostamento e di nuova installazione
di apparecchio di sollevamento con portata superiore a 200 kg
Procedure per gru interferenti
Certificazione radiocomando gru
RISCHIO RUMORE
Valutazione dell'esposizione personale al rumore dei dipendenti D.Lgs. 81/08 Art. 28
Deroga all'emissione di rumore nell'ambiente esterno
D.P.C.M. 01.03.1991 e
succ.
RECIPIENTI IN PRESSIONE
Libretto recipienti in pressione di capacità superiore a 25 l.
- Pag. 33 2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
2.3)
ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
2.3.1)
MISURE CONTRO IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO NEGLI SCAVI
C.15 - I lavori di scavo all’aperto o in sotterraneo, con mezzi manuali o meccanici, devono essere preceduti da
un accertamento delle condizioni del terreno e delle opere eventualmente esistenti nella zona interessata. Devono
essere adottate tecniche di scavo adatte alle circostanze che garantiscano anche la stabilita di edifici, di opere
d’arte, delle opere preesistenti e delle loro fondazioni.
Gli scavi devono essere realizzati e armati come richiesto dalla natura del terreno, dall’inclinazione delle pareti e
dalle altre circostanze influenti sulla stabilità ed in modo da impedire slittamenti, frane, crolli e da resistere a
spinte pericolose, causate anche da piogge, infiltrazioni, cicli di gelo e disgelo.
Tutti gli scavi a sezione ristretta che saranno realizzati in cantiere, di profondità superiore a 1,50 mt, devono
essere opportunamente protetti con idonee sbatacciature delle pareti. La messa in opera manuale o meccanica
delle armature deve di regola seguire immediatamente l’operazione di scavo. Devono essere predisposti percorsi
e mezzi per il sicuro accesso ai posti di lavoro e per il rapido allontanamento in caso di emergenza. La presenza
di scavi aperti deve essere in tutti i casi adeguatamente
segnalata. Sul ciglio degli scavi devono essere vietati i depositi di materiali, l’installazione di macchine pesanti o
fonti di vibrazioni e urti, il passaggio e la sosta di veicoli.
Qualunque lavoro di scavo deve essere preceduto da una analisi geotecnica del terreno che in relazione alle
caratteristiche del lavoro dovrà portare a determinarne i fattori di stabilità.
Splateamento e sbancamento
A mano
§ negli scavi a mano le pareti devono avere una inclinazione tale da impedire franamenti
§ quando la parete del fronte di attacco supera metri 1,50 èè vietato lo scalzamento manuale della base per
provocare il franamento della parete
§ in tali casi è consigliabile procedere dall’alto verso il basso con sistema a gradini
Con mezzi meccanici
§ le persone non devono sostare o transitare o comunque essere presenti nel campo di azione dell’escavatore,
né alla base o sul ciglio del fronte di attacco.
§ le persone non devono accedere al ciglio superiore del fronte di scavo: la zona pericolosa sarà delimitata con
barriere mobili o segnalata con opportuni cartelli
§ il ciglio superiore deve essere pulito e spianato.
§ le pareti devono essere controllate per eliminare le irregolarità ed evitare eventuali distacchi di blocchi.
§ prima di accedere alla base della parete di scavo accertarsi del completamento dei lavori, armature
comprese, quando previste
§ si deve sempre fare uso del casco di protezione
§ a scavo ultimato le barriere mobili sul ciglio superiore saranno sostituite con regolari parapetti atti ad
impedire la caduta di persone e cose a fondo scavo
§ i mezzi meccanici non dovranno mai avvicinarsi al ciglio dello scavo.
§ non devono essere effettuati depositi, anche se momentanei, in prossimitàà del ciglio dello scavo.
Trincee
§ il pericolo èè dovuto alla ristrettezza della sezione di scavo, per cui anche una piccola frana o distacco di un
blocco possono provocare gravi infortuni. Perciò, quando lo scavo supera i metri 1,50 di profondità, le pareti
verticali delle trincee devono essere convenientemente armate
§ le pareti inclinate devono avere pendenza di sicurezza. Non armare pareti inclinate con sbadacchi
orizzontali poiché i puntelli ed i traversi possono slittare verso l’alto, per effetto della spinta del terreno
§ l’attraversamento delle trincee e degli scavi in genere deve essere realizzato mediante passerelle larghe
almeno cm. 60 se destinate al passaggio pedonale ed almeno cm. 120 se destinate al trasporto di materiale,
munite sui due lati di parapetto con fasce fermapiede
Procedure di emergenza
Franamenti delle pareti:
§ nel caso di franamenti delle pareti è necessario attuare le procedure di emergenza che comprendono:
l’evacuazione dei lavoratori dallo scavo, la definizione della zona di influenza della frana, l’intervento
eventuale delle squadre di soccorso interne e/o esterne, la programmazione degli interventi tecnici necessari
per rimettere in sicurezza lo scavo
Allagamento dello scavo:
- Pag. 34 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
§
nel caso di allagamento dello scavo dovuto a circostanze naturali o allo straripamento di corsi d’acqua
limitrofi o da infiltrazioni di condutture in pressione e necessario attuare le procedure di emergenza che
comprendono l’evacuazione dei lavoratori dallo scavo, la delimitazione dell’area “a rischio” anche di
smottamenti conseguenti, l’intervento eventuale delle squadre di soccorso esterne e/o interne, l’attivazione
immediata di idonei sistemi di deflusso delle acque. La ripresa dei lavori dovrà essere condizionata da una
valutazione delle superfici di scavo e dalla messa in atto di procedure o sistemi protettivi per garantirne la
stabilità.
Il rischio puòò ricorrere lungo tutto il tracciato della conduttura da porre in opera ed in corrispondenza dei
pozzetti interrati da realizzare (nodi e pozzetti): qui infatti si prevede lo scavo in trincea per un profonditàà di
progetto di circa 1.80 m.
Gli scavi con profondità superiore a 1,5 m vanno armati.
Le armature degli scavi dovranno sporgere dal terreno di almeno 30 cm ed essere completata con l'installazione
di un parapetto di protezione a norma. L'accesso al fondo degli scavi dovrà avvenire solo tramite scale a norma
collegata all'armatura.
L'armatura degli scavi si ritiene necessaria in particolare in corrispondenza delle giunzioni delle tubazioni che
dovranno essere eseguite dalle maestranze sul posto all'interno della trincea.
Dal momento che si prevede che l'esecuzione della posa della tubazione avverrà per tratti (tronchi), le armatura
di conseguenza saranno relative ad ogni singolo tronco, per cui di volta in volta possono essere smontate e
rimontate nel tratto successivo.
Attenzioni di carattere generale da adottare:
Nei lavori di scavo è necessario:
··?valutare la possibilità della presenza di conduttori elettrici, tubazioni di gas ed altre condutture che
potrebbero costituire pericolo o essere danneggiate, tenendo conto che la loro posizione potrebbe essere diversa
da quella originaria.
·?applicare armature di sostegno delle pareti quando la profondità dello scavo supera 1,5 m e quando la
consistenza del terreno non fornisce sufficienti garanzie di stabilità: tali armature devono sporgere dai bordi
dello scavo per almeno 30 cm;
·?valutare attentamente la consistenza del fondo dello scavo, in presenza di falde d’acqua;
·?assicurare un agevole accesso ed una pronta uscita predisponendo, quando lo scavo supera la profondità di 1,5
-2 m, scale a pioli con montanti sporgenti dal ciglio di almeno 1 m;
·?evitare il deposito di materiali in prossimità del ciglio; qualora ciò si rendesse necessario per particolari
condizioni di lavoro, èè necessario provvedere a puntellare opportunamente le pareti dello scavo;
·?evitare analogamente, l’installazione, in prossimitàà del ciglio di macchine che con il peso e le vibrazioni
potrebbero produrre smottamenti;
·?proteggere opportunamente con solide coperture o con parapetti gli scavi, se lasciati incustoditi, in zone
frequentabili da persone.
2.3.2)
MISURE CONTRO IL RISCHIO DI ANNEGAMENTO
C.33 - Si potrebbe ravvisare il pericolo di un allagamento della trincea: lo scavo in trincea dovrà essere dotato
sempre di una o più scale per la risalita, posizionate in modo da essere facilmente raggiungibili con il minimo
percorso. Le indagini geologiche preliminari non hanno fatto emergere la presenza di acqua di falda a profondità
limitata. Tuttavia non è possibile estrapolare con precisione una quota di falda in quanto il territorio presenta
numerose variegature. L' Impresa dovrà effettuare degli ulteriori sondaggi per stabilire a priori i tratti nei quali
potrà incontrare delle criticità. Si ricorda che in ogni caso i lavori di scavo e posa tubazioni - manufatti non
devono essere effettuati in presenza di acqua, anche se protetti con le prescritte casserature metalliche.
2.3.3)
MISURE CONTRO IL RISCHIO DI CADUTA DALL'ALTO DI PERSONE
C.16 - Durante la posa in opera delle condotte e delle apparecchiature connesse è fatto obbligo proteggere
opportunamente i bordi dello scavo quando questo sia profondo oltre 1,5 m per evitare cadute accidentali dei
lavoratori all'interno dello stesso scavo. Il deposito dei materiali all' interno dell' area di lavoro dovrà essere il
più possibile circoscritto evitando di distribuire il materiale alla rinfusa nel cantiere e creando tortuosi percorsi
pedonali per i lavoratori.
CRITERI GENERALI
La caduta di persone da posti di lavoro a quota maggiore di 2 m dal piano sottostante sarà impedita con idonee
misure di protezione quali: parapetti, ripiani, passerelle, ponteggi, reti di sicurezza e dove non sia possibile
l'installazione di tali mezzi, oppure non verranno reputati sufficienti, saranno utilizzate misure di protezione
- Pag. 35 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
collettive ed individuali tali da ridurre al minimo il rischio di caduta quali: funi di trattenimento e imbracatura.
Le opere provvisionali saranno allestite con buon materiale e secondo i principi della regola dell'arte
proporzionate ed idonee allo scopo. Tali opere saranno conservate in efficienza per l'intera durata del lavoro. In
particolare prima dell'impiego di elementi di ponteggio di qualsiasi tipo, questi vanno revisionati per eliminare
quelli non idonei.
2.3.4)
MISURE CONTRO IL RISCHIO DI CADUTA DALL'ALTO DI MATERIALI
C.17 - Rischi di caduta dei materiali
Per limitare il rischio di caduta materiali dovranno essere messe in atto le seguenti misure preventive:
· non collocare aree di deposito materiali, postazioni fisse di lavori, box servizi, percorsi di transito degli
addetti, in corrispondenza o in vicinanza aree operative, raggio di azione macchine sollevatrici;
· uso categorico e tassativo dei dispositivi di protezione individuale in ogni fase lavorativa.
· le operazioni di sollevamento materiali con autogrù dovranno essere eseguite sotto il controllo di un preposto
che provveda all’occorrenza ad allontanare le persone in transito ed a verificare la presenza di adeguata
segnaletica; le aree di intervento dovranno essere recintate con struttura continua con reti metalliche poste
su blocchetti in cemento;
· sarà compito dei capi cantiere verificare che al termine dei turni di lavoro non permangano oggetti o
materiali in posizione di equilibrio instabile o comunque tali da ostruire il passaggio;
PROTEZIONE DEI POSTI DI PASSAGGIO E DI LAVORO
I punti di passaggio preferenziali ed i posti fissi di lavoro (betoniera, banco ferraioli, ecc..) se vicini alla
costruzione o lungo i percorsi dei mezzi di sollevamento, devono essere protetti da un solido impalcato di
sicurezza alto 3 metri.
2.3.5)
MISURE CONTRO IL RISCHIO DI INVESTIMENTO DA VEICOLI IN TRANSITO
C.18 - Per l’accesso al cantiere degli addetti ai lavori e dei mezzi di lavoro devono essere predisposti percorsi
sicuri. Deve essere comunque sempre impedito l’accesso di estranei alle zone di lavoro.
All’interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere regolata con
norme il piùù possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la velocità deve essere limitata a
seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei mezzi. I mezzi di cantiere dovranno essere dotati di
segnalatori acustici in fase di retromarcia, per limitare il rischio di investimento durante le fasi di manovra
relative.
Per l’accesso degli addetti ai rispettivi luoghi di lavoro devono essere approntati percorsi sicuri e, quando
necessario, separati da quelli dei mezzi meccanici. Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi
interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne o notturne e mantenute costantemente in condizioni
soddisfacenti.
Si richiama tale problematica con particolare riferimento sia alla movimentazione all’area di cantiere sia all’area
esterna.
L'impresa appaltatrice dovrà adoperarsi affinché: il trasporto dei materiali venga eseguito mediante idonei mezzi
(camions) la cui guida deve essere affidata a personale pratico, capace ed idoneo; la loro velocitàà sia contenuta e
rispettosa della segnaletica all'uopo sistemata in cantiere; i materiali siano opportunamente vincolati; gli
spostamenti effettuati a mezzo semoventi siano preceduti da idonea imbracatura del carico, secondo le specifiche
norme e siano eseguiti da personale adeguatamente formato.
Al fine di agevolare l’attività di trasporto del materiale, la pista sarà dotata ove possibile, di piazzole, per
consentire la manovra dell’autocarro una volta scaricato il materiale. In questa manovra, il conducente del
camion dovrà essere coadiuvato da un operatore a terra che gli darà le indicazioni. Si dovranno manutenere i
mezzi di trasporto in modo che quando questi transiteranno sulle vie pubbliche non imbratterranno la sede
stradale con il fango e il terreno rilasciato dalle gomme delle ruote.
2.3.6)
MISURE CONTRO IL RISCHIO DI ELETTROCUZIONE
C.19 - La ditta installatrice dell'impianto elettrico dovrà provvedere ad attuare tutte le disposizioni necessarie ad
evitare il rischio di elettrocuzione. Gli impianti elettrici e di messa a terra del cantiere dovranno corrispondere a
quanto previsto dal D. Lgs 81/08 titolo III, capo III (art. 80 e segg.), dal DM 37/08, dal DPR 462/01 e dalla
norma CEI 64 - 17 relativa all’esecuzione degli impianti elettrici di cantiere.
All'interno dell'area di cantiere non devono essere presenti cavi volanti o posati in terra in zone accessibili a
mezzi e persone.
- Pag. 36 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
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Prescrizioni generali.
Non manovrare interruttori o pulsanti con le mani bagnate o stando sul bagnato, anche se il grado di
protezione delle apparecchiature lo potrebbe permettere;
Evitare di toccare i fili di apparecchi elettrici con oggetti metallici (tubi e profilati), getti d’acqua, getti di
estintori a schiuma; quando esiste questo pericolo si deve togliere preventivamente tensione al circuito;
Evitare nel modo più assoluto di usare scale metalliche a contatto con linee elettriche (distanza di sicurezza
5 m);
Non spostare quadri elettrici non predisposti allo scopo se non dopo aver disinserito l’alimentazione;
Ricordarsi che le riparazioni su impianti elettrici devono essere sempre compiute da personale specializzato
ed in possesso dei requisiti previsti dalla legge 46/90;
Non rimuovere le custodie e i ripari di protezione degli impianti elettrici senza aver ottenuto l'autorizzazione
di un superiore ; ricordarsi che si può procedere solamente solo dopo essersi assicurati che la parte del
circuito interessata non sia sotto tensione. E' bene bloccare meccanicamente, ove possibile, con lucchetto gli
organi di manovra interessati e apporre su di essi il cartello : “Lavori in corso - non effettuare manovre”;
Segnalare immediatamente al superiore la presenza di apparecchiature elettriche aperte (batterie ,
interruttori , scatole, ecc.) , materiali e apparecchiature con involucri protettivi danneggiati o che presentino
segni di bruciature, cavi elettrici nudi o con isolamento rotto ed ogni altra anomalia di cui si viene a
conoscenza.
Quadri elettrici.
Durante il lavoro si ricordi che i quadri elettrici devono essere tenuti il più possibile chiusi;
Alla fine della giornata verificare sempre che gli interruttori generali siano disinseriti e che il quadro sia
chiuso a chiave;
Ricordarsi che ogni volta che scatta un interruttore di sicurezza , prima di ridare tensione all’impianto
occorre individuare e riparare il guasto che lo ha provocato; se non si ha la competenza o non ci si sente
sicuri avvisare il preposto e mai dare di nuovo tensione escludendo dal circuito l’interruttore che ne
impedisca la chiusura;
Ricordarsi che è pericolosissimo mettere fuori uso i dispositivi di sicurezza, togliendo, bloccando,
sostituendo valvole, interruttori automatici, molle ecc. con altri di diversa taratura o peggio ancora
utilizzando sistemi di fortuna (schegge di legno).
Prese a spina.
Usare prese a spina con grado di protezione almeno a IP 44; quando vengano utilizzate all’esterno (rischio di
bagnarle) il grado di protezione dovrà essere almeno IP67;
Non si devono usare le prese a spina per uso domestico in cantiere; può essere fatta eccezione solo per le prese
collegate ad attrezzi elettrici con spina di tipo domestico indissolubile dal cavo (es. trapani , flessibili, ecc.)
quando le spine siano inserite nei quadri elettrici e quindi protette dalle stesse protezioni di questi;
Ricordarsi che tutte le prese a norma sono dotate di un sistema di ritenuta che evita il contatto accidentale
della spina, inoltre le prese a spina con corrente nominale maggiore di 16 A devono essere di tipo
interbloccato , con interblocco perfettamente funzionante;
Per disinnestare una spina da una presa di corrente si deve tenere con la mano l’impugnatura della stessa e
mai il cavo;
Non si devono mai collegare direttamente i cavi con gli spinotti in tensione;
Porre particolare attenzione alla tenuta del pressa-cavo d'ingresso del cavo, sia nella spina mobile , sia nella
presa, fissa o mobile che sia;
Oltre ad esercitare un elevato grado di protezione contro la penetrazione di polvere e liquidi, il pressa-cavo
serve ad evitare che una tensione esercitata sul cavo possa sconnettere i cavi dai morsetti dai morsetti degli
spinotti;
Gli spinotti delle spine così come gli alveoli delle prese, vanno tenuti puliti e asciutti controllare le prese e le
spine che hanno subito forti urti anche se non presentano danni visibili e fare sostituire quelle che presentino
segni di bruciature o danneggiamento;
Rivolgersi a personale qualificato per il controllo e la sostituzione delle prese e delle spine;
Non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione; prima di effettuare l’allacciamento,
verificare che l’interruttore di manovra alla macchina od utensile sia “aperto” (macchina ferma);
Prima di effettuare l’allacciamento verificare che l’interruttore posto a monte della presa sia “aperto “ (tolta
tensione alla presa).
Conduttori elettrici.
Tenere ben presente che i cavi elettrici non devono intralciare i passaggi nel loro impiego; è quindi bene che
siano posizionati in direzione parallela alle vie di transito;
Quando si trovino a terra devono avere una ulteriore protezione contro l’usura meccanica come la
- Pag. 37 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
sovrapposizione di assi in legno, con tegole o sagomati in PVC, evitando comunque che su tali protezioni
circolino mezzi pesanti;
· Non approntare artigianalmente le prolunghe, ma utilizzare quelle già pronte in commercio e realizzate
secondo le norme oppure farle realizzare da un elettricista;
· E’ altresì consigliabile di servirsi di tamburi avvolgi-cavo con prese incorporate al fine di evitare che il cavo
in esubero intralci i passaggi;
· Riporre accuratamente i cavi elettrici mobili dopo l’uso;
· L’uso di cavi deteriorati è pericoloso. Non si deve mai riparare un cavo deteriorato con nastro isolante
adesivo, ma si deve far sostituire con uno di caratteristiche identiche;
· Ricordarsi che i cavi di alimentazione non devono essere sollecitati a piegamenti di piccolo raggio, ne a
torsione e neppure appoggiati su spigoli vivi o su materiali caldi;
· Non depositare bidoni, attrezzi e materiale vario sui cavi.
Attrezzature funzionanti elettricamente.
· Ricordarsi che le attrezzature funzionanti elettricamente devono essere alimentate con la tensione prevista
dal costruttore e riportata sulle targhette o sui marchi di cui la macchina deve essere provvista;
· Verificare sempre che sull’involucro dell’utensile ci sia il simbolo del doppio quadrato concentrico ed il
simbolo dell’istituto di omologazione che ne individuino il doppio isolamento;
Ricordarsi che gli attrezzi elettrici non devono essere presi per il cavo ma per l’apposita impugnatura. Il peso
dell’apparecchio produce il distacco del cavo dai morsetti con conseguente pericolo di corto circuito e quindi di
scarica elettrica in caso di contatto.
Inoltre sono da considerare elementi critici, per cui disporre anche una adeguata formazione e informazione del
personale addetto preliminare all'esecuzione degli interventi, i seguenti punti:
- Presenza della linee elettriche aeree ed interrate : come già analizzato nell'analisi dei rischi esterni, l'
impresa appaltatrice, a proprie cura e spese, dovrà richiedere agli enti gestori interessati (comune per impianti di
illuminazione pubblica o altri, Enel, Telecom) indicazioni IN LOCO delle linee elettriche aeree ed eventuali
interrate nell' area di lavoro interessata e le eventuali distanze di sicurezza da rispettare. L' impresa appaltatrice
segnalerà opportunamente attraverso picchetti, segnaletica orizzontale, nastro colorato e cartelli monitori la
presenza di tali linee e ne darà poi comunicazione alle altre imprese e agli operatori comunque impegnati nel
cantiere. Le indagini sulla presenza dei sottoservizi dovranno essere estese anche a tutti i tratti di proprietà
privata (giardini , cortili, ecc.) eventualmente interessati dai lavori. E' fatto obbligo, comunque, a tutti gli
operatori di procedere con la massima cautela al fine di evitare contatti con impianti non segnalati dall'ente
stesso. E' fatto obbligo all' impresa prima di iniziare i lavori di verificare mediante sondaggi la presenza di
sottoservizi in modo da poter correttamente procedere alla posa della condotta evitando ogni tipo di interferenza
e rottura.
Ove i cavi elettrici in tensione costituiscano un intralcio all'esecuzione dei lavori, il Direttore dei Lavori,
provvederà alla richiesta di modifica o messa in sicurezza dei cavi, presso l' ente gestore dell' impianto, in
relazione alle interferenze con le opere previste dal progetto.
2.3.7)
VALUTAZIONE E MISURE CONTRO IL RUMORE
C.20 - Sarà onere dell’impresa esecutrice dell’intervento produrre il documento di valutazione dei rischi
contenete nello specifico l’analisi della valutazione al rumore, rispondente al D.Lgs. n. 81/2008, e comunque:
Il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione nella redazione del PSC predispone nel presente
paragrafo una relazione concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione preventiva del rischio rumore, in
modo da utilizzare modalità tecniche e organizzative che limitino il più possibile i livelli di rumorosità ed il
numero di lavoratori esposti. Ai fini della redazione del PSC l’emissione sonora di attrezzature di lavoro,
macchine ed impianti potrà essere stimata facendo riferimento (art. 103 D.lgs. 81/08) ai livelli di rumore
standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla Commissione consultiva
permanente (aert. 6. D.Lgs. 81/2008). In attesa dei pronunciamenti di tale Commissione consultiva permanente
si può far riferimento ai livelli di rumore individuati dagli studi del CTP do Padova e del CTP di Torino.
Il coordinatore alla sicurezza in fase di progettazione, all’atto dell’elaborazione del PSC ha preso in
considerazione il problema relativo all’esposizione al rumore in relazione a:
Presenza di attività lavorative eseguite con attrezzature che potrebbero dar luogo ad esposizioni apprezzabili:
Opere di scavo
Misure da intraprendere per eliminare o minimizzare le interferenze:
- Pag. 38 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Operare in orari tali da garantire il rispetto delle ore di riposo;
Nessuna particolare distanza di lavoro da tenere.
Opere rivolte alla realizzazione delle strutture in c.a.
Misure da intraprendere per eliminare o minimizzare le interferenze:
Operare in orari tali da garantire il rispetto delle ore di riposo;
Non si necessita di nessuno sfasamento temporale delle attività;
Nessuna particolare distanza di lavoro da tenere.
Presenza nelle vicinanze di sorgenti sonore di qualunque tipologia che potrebbero dare luogo ad esposizioni
apprezzabili:
Non sussistono attività nelle vicinanze che possano generare rumore tali da dare luogo ad esposizioni
apprezzabili
Misure da intraprendere per eliminare o minimizzare le interferenze:
Non si necessita di nessuno sfasamento temporale delle attività
Nessuna particolare distanza di lavoro da tenere
Non si necessita di particolare formazione ai lavoratori
Non si necessita di impiego dei DPI-uditivi
Non si necessita di formazione/informazione
Non si necessita di controllo sanitario
Valutazione dell'esposizione al rumore
L'esposizione al rumore degli addetti, la rumorosità di macchine ed attrezzature, nonchè delle varie fasi di lavoro
sono state individuate impiegando i dati pubblicati dal CPT di Torino nel testo "Conoscere per prevenire
- Valutazione del rischio derivante dall'esposizione al rumore durante il lavoro nelle attività edili"
ADEMPIMENTI PER FASCE DI ESPOSIZIONE AL RUMORE
(D.Lgs. 81/08)
< VALORI INFERIORI D'AZIONE 80dB(A)
Per tali lavoratori non è previsto alcun obbligo
VALORI INFERIORI D'AZIONE 80dB(A) ÷ VALORI SUPERIORI D'AZIONE 85 dB(A)
·
·
·
Informare e formare i lavoratori su rischi (art 195 comma 1 D.Lgs. 81/08)
Sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria se richiesto dai lavoratori stessi o dal medico competente
(art.196 comma 2 D.Lgs. 81/08)
Mettere a disposizione i D.P.I. (art 193 comma 1/a D.Lgs. 81/08)
VALORI SUPERIORI D'AZIONE 85 dB(A) ÷ VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE 87dB(A)
·
·
·
·
Delimita e segnala le aree e l'accesso (art 192 comma 3 D.Lgs. 81/08)
Informare e formare i lavoratori su rischi (art 195 comma 1 D.Lgs. 81/08)
Sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria (art.196 comma 1 D.Lgs. 81/08)
Fa tutto il possibile per assicurare che vengano indossati i D.P.I. (art 193 comma 1/b D.Lgs. 81/08)
> VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE 87dB(A)
·
·
·
Adotta misure per riportare i valori al di sotto del limite (art 194 comma 1/a D.Lgs. 81/08)
Individua le cause (art 194 comma 1/b D.Lgs. 81/08)
Modifica le misure di prevenzione e protezione per evitare che la situazione si ripeta (art 194 comma 1/c
D.Lgs. 81/08)
Operaio comune polivalente
Valore di attenuazione:
- Pag. 39 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
0
Attività
F.03.1 - Armatura e protezione degli scavi
F.02.2 - Asporto materiali di risulta (carico, trasporto,
scarico)
F.01.6 - Collocazione e rimozione delle baracche e
prefabbricati di cantiere e relativi allacciamenti
F.01.4 - Collocazione in opera di cartellonistica di
cantiere e per deviazioni; di eventuali semafori
provvisori negli incroci
F.06.1 - Consegna, stoccaggio e movimentazione
materiali
F.06.2 - Costipamento e rullatura
F.10 - Delimitazione e protezione degli scavi
F.08.4 - Disarmo, pulizia e ricollocazione a deposito
casseri
F.08.3 - Esecuzione getti con autobetoniera e autopompa
e vibrazione dei getti
F.11.02 - Fresatura manto
F.08.2 - Inserimento di armature metalliche
preconfezionate
F.05.1 - Intercettazione e sezionamento degli
allacciamenti esistenti
F.01.9 - Manutenzione opere di protezione e
segnalazione
F.04.2 - Movimentazione e collocazione in opera
tubazioni, raccordi e pozzetti
F.08.1 - Posa casseratura, previa stesa di disarmante
F.04.3 - Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di
rinfianco, sigillature
F.06.3 - Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
F.01.13 - Realizzazione dell'impianto elettrico di
cantiere
F.01.2 - Realizzazione di recinzione di cantiere con
paletti in ferro infissi nel terreno e rete plastificata
F.01.7 - Realizzazione stoccaggi di materiali in cantiere
F.01.5 - Rimozione di cartellonistica di cantiere e per
deviazioni; di eventuali semafori provvisori negli incroci
F.01.3 - Rimozione di recinzione di cantiere
F.02.1 - Scavo a macchina fino alla profondità di m 4,
anche in presenza d'acqua
F.04.1 - Stoccaggio provvisorio materiali
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
10,56
9,89
85
85
0,00
10,05
0
0
0,00
0,16
0
0
3,52
0,94
0
0
17,59
6,28
80
80
17,59
6,28
88
88
0,00
16,02
73
73
0,00
0,94
0
0
0,00
0,31
83
83
0,00
0,00
90
90
0,00
0,63
0
0
0,00
0,63
0
0
3,52
0,79
0
0
17,59
10,52
0
0
0,00
0,63
0
0
17,59
9,74
0
0
0,00
0,79
0
0
0,00
0,31
0
0
0,00
2,83
77
77
0,00
0,47
0
0
0,00
0,79
0
0
0,00
1,41
77
77
0,00
10,05
83
83
7,04
4,54
0
0
100,00
100,00
64
64
82
80
82
80
Valore di attenuazione:
Muratore polivalente
Attività
F.08.4 - Disarmo, pulizia e ricollocazione a deposito
casseri
F.08.3 - Esecuzione getti con autobetoniera e autopompa
e vibrazione dei getti
F.04.3 - Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di
rinfianco, sigillature
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
4,49
0
0
0,00
1,50
83
83
0,00
46,38
0
0
- Pag. 40 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Attività
F.01.1 - Pulizia dell'area dell'accantieramento e dello
stoccaggio
F.01.2 - Realizzazione di recinzione di cantiere con
paletti in ferro infissi nel terreno e rete plastificata
F.01.3 - Rimozione di recinzione di cantiere
F.04.1 - Stoccaggio provvisorio materiali
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Operaio comune (manti stradali)
Attività
F.07.1 - Consegna e carico materiali
F.07.5 - Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
F.07.3 - Rullatura binder con rullo metallico
F.07.4 - Rullatura manto con rullo metallico e rifinitura
F.07.2 - Stesa manto con vibrofinitrice
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
0,75
0
0
63,33
13,46
77
77
31,67
6,73
77
77
0,00
21,69
0
0
5,00
5,00
64
64
77
71
77
71
Valore di attenuazione:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
22,93
80
0,00
6,55
0
0
38,00
13,10
88
88
0,00
13,10
88
88
57,00
39,32
88
88
100,00
5,00
64
64
88
86
88
86
Valore di attenuazione:
Escavatorista
Attività
F.06.1 - Consegna, stoccaggio e movimentazione
materiali
F.04.2 - Movimentazione e collocazione in opera
tubazioni, raccordi e pozzetti
F.02.1 - Scavo a macchina fino alla profondità di m 4,
anche in presenza d'acqua
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
22,22
80
80
0,00
37,22
0
0
95,00
35,56
83
83
5,00
5,00
64
64
83
80
83
80
Valore di attenuazione:
Elettricista
Attività
F.01.12 - Realizzazione dell'impianto di messa a terra di
cantiere
F.01.13 - Realizzazione dell'impianto elettrico di
cantiere
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
47,50
0
0,00
47,50
0
0
5,00
5,00
64
64
51
51
51
51
Valore di attenuazione:
Palista
Attività
F.02.2 - Asporto materiali di risulta (carico, trasporto,
scarico)
80
Esposizione
massima
settimanale
0,00
0
0
Esposizione
media
cantiere
36,41
Leq
Leq Effettivo
0
- Pag. 41 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
0
Attività
F.06.1 - Consegna, stoccaggio e movimentazione
materiali
F.04.3 - Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di
rinfianco, sigillature
F.01.1 - Pulizia dell'area dell'accantieramento e dello
stoccaggio
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
47,50
22,75
80
80
47,50
35,27
0
0
0,00
0,57
0
0
5,00
5,00
64
64
77
74
77
74
Valore di attenuazione:
Addetto fresa per asfalto
Attività
F.11.02 - Fresatura manto
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
0,00
90
90
5,00
5,00
64
64
51
51
51
51
Valore di attenuazione:
Addetto rifinitrice
Attività
F.07.1 - Consegna e carico materiali
F.07.4 - Rullatura manto con rullo metallico e rifinitura
F.07.2 - Stesa manto con vibrofinitrice
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Addetto rullo compressore
Attività
F.07.3 - Rullatura binder con rullo metallico
F.07.4 - Rullatura manto con rullo metallico e rifinitura
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
28,91
80
80
0,00
16,52
88
88
95,00
49,57
88
88
5,00
5,00
64
64
88
86
88
86
Valore di attenuazione:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
47,50
47,50
88
88
47,50
47,50
88
88
5,00
5,00
64
64
88
88
88
88
Valore di attenuazione:
Autista autocarro
Attività
F.03.1 - Armatura e protezione degli scavi
F.02.2 - Asporto materiali di risulta (carico, trasporto,
scarico)
F.01.8 - Carico e scarico materiali in cantiere
F.01.6 - Collocazione e rimozione delle baracche e
prefabbricati di cantiere e relativi allacciamenti
F.07.1 - Consegna e carico materiali
F.06.1 - Consegna, stoccaggio e movimentazione
materiali
F.04.2 - Movimentazione e collocazione in opera
tubazioni, raccordi e pozzetti
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
20,36
14,71
85
85
20,36
14,94
0
0
0,00
0,47
0
0
0,00
0,23
0
0
33,93
1,63
80
80
0,00
9,34
80
80
0,00
15,64
0
0
- Pag. 42 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Attività
F.08.1 - Posa casseratura, previa stesa di disarmante
F.04.3 - Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di
rinfianco, sigillature
F.01.1 - Pulizia dell'area dell'accantieramento e dello
stoccaggio
F.01.7 - Realizzazione stoccaggi di materiali in cantiere
F.02.1 - Scavo a macchina fino alla profondità di m 4,
anche in presenza d'acqua
F.04.1 - Stoccaggio provvisorio materiali
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
0,93
0
0
0,00
14,47
0
0
0,00
0,23
0
0
0,00
0,70
0
0
20,35
14,94
83
83
0,00
6,77
0
0
5,00
5,00
64
64
81
79
81
79
Valore di attenuazione:
Autista pompa cls
Attività
F.08.3 - Esecuzione getti con autobetoniera e autopompa
e vibrazione dei getti
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
95,00
95,00
83
83
100,00
5,00
64
64
83
83
83
83
Valore di attenuazione:
Autista autobetoniera
Attività
F.08.3 - Esecuzione getti con autobetoniera e autopompa
e vibrazione dei getti
F.04.3 - Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di
rinfianco, sigillature
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Operaio specializzato (rimozione amianto)
Attività
F.09.5 - Aree destinate allo stoccaggio provvisorio dei
pacchi contenenti cemento amianto
F.09.2 - Confinamento dell'area ed installazione di
barriere
Fisiologico e pause tecniche
Esposizione totale Leq:
Esposizione totale Leq Effettivo:
Esposizione
massima
settimanale
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
95,00
2,97
83
0,00
92,03
0
0
5,00
5,00
64
64
83
68
83
68
Valore di attenuazione:
Esposizione
massima
settimanale
83
0
Esposizione
media
cantiere
Leq
Leq Effettivo
0,00
0,00
0
0,00
0,00
0
0
5,00
5,00
64
64
51
51
51
51
- Pag. 43 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
0
100
90
80
70
Rumore
60
50
40
30
20
10
0
dic
gen
feb
mar
Tempo
- Pag. 44 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
apr
2.3.8)
MISURE PER ASSICURARE LA SALUBRITÀ DELL'ARIA NEI LAVORI IN
GALLERIA
C.21 - Non sono previste tali attività. Qualora l’impresa ravvisi tale rischio nelle proprie attività di cantiere è
tenuta a darne comunicazione mediante l’inserimento nel P.O.S. e/o espressa e preventiva comunicazione scritta
al coordinatore per l’esecuzione.
2.3.9)
MISURE PER ASSICURARE LA STABILITÀ DELLE VOLTE E DELLE PARETI
DELLE GALLERIE
C.22 - Non sono previste tali attività. Qualora l’impresa ravvisi tale rischio nelle proprie attività di cantiere è
tenuta a darne comunicazione mediante l’inserimento nel P.O.S. e/o espressa e preventiva comunicazione scritta
al coordinatore per l’esecuzione.
2.3.10)
MISURE DA ADOTTARE NEL CASO DI ESTESE DEMOLIZIONI
C.23 - Non sono previste estese demolizioni.
Per eventuali demolizioni di modesta entità si terranno le seguenti cautele:
- è necessario che prima dell’inizio dei lavori si proceda ad una verifica delle condizioni di conservazione e
stabilità delle strutture al fine di predisporre tutti i rafforzamenti e puntellamenti necessari ad evitare crolli
imprevisti durante la demolizione.
- è’ necessario, comunque, una continua sorveglianza da parte di un preposto che conosca l’ubicazione delle
squadre e dei singoli operai in modo da far sospendere i lavori qualora si presentino condizioni di pericolo. I
lavori devono procedere dall’alto verso il basso ed interessare zone limitate facilmente controllabili a vista e
comunque dislocate su uno stesso piano.
I detriti inoltre non devono essere accumulati sui solai nè gettati dall’alto. Per il loro allontanamento si deve fare
uso di appositi canali.
2.3.11)
MISURE CONTRO I POSSIBILI RISCHI DI INCENDIO
C.24 - Il cantiere oggetto del presente piano di sicurezza potrebbe presentare rischi di innesco di incendio da
imputare a cause indirette e comunque non facilmente prevedibili nel caso di attivitàà corretta; non presenta
utilizzo di esplosivi, la detenzione di sostanze infiammabili ad eccezione del quantitativo max di 200 litri di
carburante per alimentazioni delle macchine operatrici È VIETATA, pertanto per le sue attività principali sono
da considerarsi, ai sensi del Decreto Ministeriale 10/03/1998 come attività a rischio di incendio basso. Viene
comunque richiesto all’Impresa di mettere in atto le seguenti attività preventive:
· nel caso in cui, per alcune attività, potrebbe essere previsto l’uso di composti chimici con limite di
infiammabilità piuttosto basso, si dovrà depositare in cantiere solo quanto rigorosamente necessario ad
espletare la produzione corrispondente alla giornata di lavoro;
· ogni eventuale sorgente di innesco e materiale infiammabile non potrà essere posizionata a meno di 4 metri
da materiale combustibile;
· durante le attività che prevedono l’utilizzo di combustibili dovrà essere posto nelle vicinanze di ogni punto
di impiego un estintore da 6 Kg di capacità estinguente adeguata alla sostanza utilizzata, ad una distanza dal
punto di impiego non maggiore di 20 metri;
· il capo cantiere dovrà verificare che al termine dei turni di lavoro non permangano sostanze infiammabili;
qualora sia disponibile l’impianto elettrico di cantiere, questo dovrà essere sezionato al termine del turno di
lavoro a partire dal quadro di derivazione.
Problemi di innesco di incendio limitati e localizzati potrebbero insorgere per molature di parti metalliche.
Sarà in ogni caso opportuno osservare i seguenti criteri e divieti in caso di lavorazioni con pericolo di incendio:
· Divieto di fumare;
· Divieto di utilizzare apparecchi a fiamma libera e manipolare materiali incandescenti, a meno che si siano
adottate specifiche ed idonee misure di sicurezza;
· Devono essere predisposti mezzi di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono
essere usati, in essi compresi gli apparecchi di estinzione di primo intervento;
· Detti mezzi devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno ogni sei mesi da personale esperto;
· Deve essere assicurato in caso di necessità, l'agevole e rapido allontanamento dei lavoratori dai luoghi
pericolosi.
Ai sensi del D.Lgs. 81/08 e ss.mm.ii. in cantiere ci sarà un adeguato numero di estintori e di persone addette alla
gestione dell'emergenze, che devono aver frequentato apposito corso, mentre agli altri lavoratori verranno fornite
- Pag. 45 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
indicazioni di massima sull'uso degli estintori e delle procedure (a cura del capo cantiere o di un suo preposto).
In particolare tutti i lavoratori dovranno essere informati circa l'esistenza della squadra di pronto intervento in
caso di emergenza, oltre a conoscere il nome del suo responsabile, nominato secondo il dettato del D.Lgs. 81/08
e ss.mm.ii..
I mezzi di estinzione per l'intervento immediato dovranno essere di tipo approvato e verificato semestralmente,
inoltre dovranno sempre essere facilmente reperibili . In ciascun mezzo di trasporto, inoltre, in cabina dovrà
essere un piccolo estintore a polvere per le piccole emergenza durante gli spostamenti.
2.3.12)
MISURE CONTRO I POSSIBILI RISCHI DI ESPLOSIONE
C.25 - Per l'interferenza del tracciato della condotta con un line gas metano interrata in corrispondenza
dell'invaso "B":
· Nel corso degli scavi dovranno essere adottate idonee misure di prevenzione contro i pericoli derivanti dalla
presenza di condutture di gas. Si provvederà pertanto ad un sopralluogo congiunto con l'ente gestore della
rete gas, che provvederà a segnalare in loco la giacitura delle condotte. Nel corso delle operazioni di scavo
in prossimità delle suddette condotte si dovrà procedere con la massima cautela.
Per la probabilità di rinvenire ordigni bellici inesplosi:
· Per quanto riguarda la presenza di ordigni bellici inesplosi, considerata l'ubicazione e la storia dell'area
interessata dai lavori, non si ritiene possano incontrarsi situazioni di rischio in tal senso. Comunque è fatto
obbligo a tutti gli operatori di procedere sempre con la massima cautela. Qualora durante le operazioni di
scavo dovessero affiorare manufatti identificabili come ordigni inesplosi (oppure anche non ben
identificabili), gli operatori dovranno sospendere immediatamente i lavori ed avvisare telefonicamente la
Direzione Lavori ed il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, procedendo successivamente alle
necessarie comunicazioni agli enti pubblici.
2.3.13)
MISURE CONTRO GLI SBALZI ECCESSIVI DI TEMPERATURA
C.26 - Le attività previste si svolgono prevalentemente all’esterno e quindi seguiranno il normale decorso delle
stagioni. Non esistono nell’area del cantiere condizioni climatiche sfavorevoli alla realizzazione dell’opera quali
ventosità elevata, piovosità, sbalzi di temperatura. Gli operai dovranno essere muniti comunque delle
attrezzature più idonee e degli abbigliamenti più adatti per l’esecuzione dei lavori. Si allega scheda di
definizione degli accorgimenti minimi che dovranno essere presi in considerazione dalle
imprese esecutrici in caso di evenienza e aggiornate in relazione allo stato dei luoghi.
2.3.14)
DISPOSIZIONI PER LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
C.27 - Movimentazione manuale dei carichi
Rischi: Alterazioni al rachide per sforzi eccessivi e ripetuti del lavoratore: manifestazioni di artrosi, lombalgie
acute, discopatie. Investimento da automezzo in cantiere causa la ridotta mobilità durante la movimentazione del
carico. Caduta dall’alto a causa dell’instabilitàà dovuta al carico trasportato.
Contromisure: I lavoratori eviteranno il sollevamento dei carichi in posizioni che comportino la curvatura della
schiena e non trasporteranno un carico sulle spalle né mantenendolo lontano dal corpo: eviteranno movimenti o
torsioni brusche durante la movimentazione del carico. In caso di sollevamento di carichi da parte di un solo
operatore sarà data informazione sull’opportunità di piegare le ginocchia, fare forza sulle gambe e di tenere
durante il trasporto il carico vicino al corpo mantenendo eretta la colonna vertebrale. Quando possibile, per
carichi superiori ai 25 kg, si effettuerà la movimentazione manuale mediante due lavoratori. Si eviteràà inoltre la
movimentazione di carichi troppo ingombranti, soprattutto se in spazi ristretti o su pavimenti sconnessi.
D.P.I.: Casco, guanti e scarpe di sicurezza con suola imperforabile.
Movimentazione con mezzi di sollevamento
Per ridurre i rischi conseguenti alla movimentazione con mezzi ed accessori di sollevamento, si prescrivono le
seguenti regole comportamentali relativi a vari accessori ed alle procedure da seguire per il corretto sollevamento
di materiali.
Scelta ed utilizzo degli accessori di sollevamento
· gli accessori di sollevamento devono essere scelti e manovrati da personale qualificato, che abbia ricevuto
una formazione adeguata;
· i ganci di sollevamento devono essere provvisti di dispositivi di chiusura con sicurezza a molla, in modo da
impedire lo sganciamento delle funi
· i ganci da utilizzare dovranno recare ben visibile l’indicazione del valore del carico e dovranno essere scelti
tenendo conto della riduzione di portata che può verificarsi incaso di eccentricità del carico;
- Pag. 46 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
·
il fissaggio del gancio deve avvenire posizionando la braca centralmente rispetto al gancio, devono essere
evitati carichi laterali;
· dovranno essere utilizzate brache in fune di acciaio o di tipo tessile con asole alle estremità e/o gancio
scorrevole;
· le caratteristiche tecniche delle brache e dei ganci dovranno essere conformi alle norme UNI ISO;
· la scelta degli accessori di sollevamento deve essere eseguita utilizzando la tabella di portata del costruttore
degli accessori, che il Direttore tecnico di cantiere dell’Impresa avràà il compito di esporre ed illustrare agli
addetti prima dell’avvio dei lavori;
· esaminare sempre lo stato delle brache prima del sollevamento;
· non piegare mai le brache in corrispondenza dei manicotti e dei capicorda, o su diametri di perni troppo
piccoli (almeno 6 volte il diametro della fune);
· se il carico presenta spigoli vivi devono essere interposti stracci o altre protezioni degli imbrachi;
· non salire sui carichi o aggrapparvisi.
Procedure per il sollevamento dei materiali
Si prevedono le seguenti misure di prevenzione per il sollevamento di carichi:
· le manovre degli automezzi o autogrù devono essere guidate a terra da un preposto,utilizzando come mezzi
di comunicazione vocale e gestuale quelli prescritti dall’allegato XXXII del D. Lgs. 81/08. In caso di elevata
rumorosità ambientale, tale da interferire con la comunicazione vocale, il Responsabile del cantiere provvede
a dotare gli addetti di radio;
· tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi, il centro di
gravita o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di inosservanza;
· in caso di utilizzo di brache a due o più bracci occorre tenere presente che in funzione dell’angolo di
apertura delle funi si verifica una riduzione della portata deducibile dalla seguente tabella:
Angolo fune con l’orizzontale Rapporto tra i lati orizzontale ed inclinato
Moltiplicare il carico per
90°
0
1.00
75°
0.517
1.03
60°
1.000
1.55
45°
1.414
1.41
30°
1.732
2.00
15°
1.932
3.86
5°°
1.992
11.47
Misure di prevenzione circa lo stoccaggio e la manutenzione
Il ricovero, l’immagazzinamento ed il controllo degli accessori di sollevamento dovrà essere conforme alle
seguenti prescrizioni:
· tenere gli accessori di sollevamento lontano da fonti di calore intenso;
· evitare che le brache possano essere schiacciate da veicoli;
· gli accessori di sollevamento devono essere verificati trimestralmente, l’Impresa dovrà pertanto conservare
in cantiere, a disposizione del coordinatore per la sicurezza, i registri comprovanti le verifiche;
· gli accessori di sollevamento dovranno essere ritirati dal servizio qualora si verifichino i difetti evidenziati
nelle schede tecniche del costruttore (deformazioni, schiacciamenti, rotture di fili ecc);
· è consentito l’utilizzo di materiale in nolo solo se corredato di documentazione di controllo non anteriore a
tre mesi;
· nelle operazioni di pulizia o manutenzione si dovrà porre attenzione a non alterare il contrassegno di
marcatura degli accessori.
Ogni impresa deve disporre dei propri accessori di sollevamento, e il titolo di proprietà deve essere evidenziato
con cartelli o colorazioni opportune.
Specifiche per la movimentazione dei tubi.
1. Generalità
Il carico, il trasporto, lo scarico e tutte le manovre in genere, dovranno essere eseguite con la maggior cura
possibile, adoperando esclusivamente mezzi meccanici idonei a seconda del tipo e del diametro dei tubi ed
adottando tutti gli accorgimenti necessari.
Nei cantieri dovrà predisporsi quanto occorra (mezzi idonei e piani di appoggio) per ricevere i tubi, i pezzi
speciali e gli accessori da installare.
2. Carico e scarico
Nella movimentazione dei tubi e pezzi speciali, dovrà evitarsi di far strisciare o cadere i tubi e, qualora siano
sospesi, di farli urtare contro corpi rigidi. Il rotolamento dei tubi a mano può essere consentito solo qualora i
- Pag. 47 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
piani di rotolamento siano esenti da asperità ed il movimento sia controllato. Nei tratti in pendenza, i tubi
devono essere guidati con mezzi idonei, per impedire un rotolamento troppo veloce ed irregolare. Si deve
impedire l'urto contro i materiali già scaricati. Infine, nel rotolamento si devono tenere a portata di mano dei
ceppi bloccanti.
Qualora i tubi provengano imballati, essi dovranno essere scaricati, se possibile, prima di sciogliere gli imballi.
All'apertura di questi, si dovrà evitare che i tubi degli strati più alti rotolino al suolo.
Gli apparecchi utilizzati per le operazioni di carico e scarico (escavatori, gru, ecc.)devono essere equipaggiati
con dispositivo di sollevamento ed abbassamento graduale, in modo tale da impedire movimenti bruschi del
carico.
1 dispositivo di presa ed alloggiamento del carico (colli di cigno, catene, cinghie, ecc.) devono essere realizzati
ed applicati in modo tale da non compromettere la sicurezza e non danneggiare il materiale trasportato, in
particolare alle estremità ed ai rivestimenti protettivi; a tal fine, le imbracature dovranno essere opportunamente
rivestite di materiale morbido. E' vietato utilizzare per il sollevamento ganci inseriti forando il vertice dei tubi.
Non è ammesso applicare dispositivo di imbracatura ai denti del cucchiaio di escavatori e pale caricatrici.
Gli operatori devono portare protezioni, come elmetto, guanti, scarpe rinforzate, ecc.; é vietato fermarsi nella
zona di pericolo.
2.3.15)
DISPOSIZIONI PER LE ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE E CONTROLLO DURANTE
LE SOSPENSIONI DEI LAVORI
C.28 - Sarà cura dell’impresa appaltatrice dare, per iscritto, comunicazione al C.S.E. in caso di sospensione dei
lavori o di ripresa degli stessi dopo la sospensione.
In caso di riscontro diretto di pericolo grave ed imminente, il C.S.E. sospenderà le singole lavorazioni fino alla
verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
In relazioni a sospensioni derivanti dalle inosservanze sulle sicurezza per il cantiere, da parte delle imprese
esecutrici e /o lavoratori autonomi, non verràà riconosciuta alcuna proroga del tempo di esecuzione del contratto.
- Pag. 48 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
2.3.16)
FASI DI LAVORO
F.01
Accantieramento
F.01.1
Pulizia dell'area dell'accantieramento e dello stoccaggio
Realizzazione di recinzione di cantiere con paletti in ferro infissi nel terreno e rete plastificata
Rimozione di recinzione di cantiere
Collocazione in opera di cartellonistica di cantiere e per deviazioni; di eventuali semafori provvisori negli
incroci
Rimozione di cartellonistica di cantiere e per deviazioni; di eventuali semafori provvisori negli incroci
Collocazione e rimozione delle baracche e prefabbricati di cantiere e relativi allacciamenti
Realizzazione stoccaggi di materiali in cantiere
Carico e scarico materiali in cantiere
Manutenzione opere di protezione e segnalazione
Realizzazione dell'impianto di messa a terra di cantiere
Realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere
Demolizione di pavimentazioni stradali
Asporto materiali di risulta (carico, trasporto, scarico)
Fresatura manto
Scavi
Scavo a macchina fino alla profondità di m 4, anche in presenza d'acqua
Asporto materiali di risulta (carico, trasporto, scarico)
Delimitazione e protezione degli scavi
Armatura e protezione scavi
Armatura e protezione degli scavi
Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Stoccaggio provvisorio materiali
Movimentazione e collocazione in opera tubazioni, raccordi e pozzetti
Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di rinfianco, sigillature
Collegamento degli allacciamenti esistenti
Intercettazione e sezionamento degli allacciamenti esistenti
Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido in fornitura, misto cementato
Consegna, stoccaggio e movimentazione materiali
Costipamento e rullatura
Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Consegna e carico materiali
Stesa manto con vibrofinitrice
Rullatura binder con rullo metallico
Rullatura manto con rullo metallico e rifinitura
Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Realizzazione di segnaletica orizzontale
Realizzazione opere d'arte in c.a
Posa casseratura, previa stesa di disarmante
Inserimento di armature metalliche preconfezionate
Esecuzione getti con autobetoniera e autopompa e vibrazione dei getti
Disarmo, pulizia e ricollocazione a deposito casseri
Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento
Prescrizioni di carattere generale
F.01.2
F.01.3
F.01.4
F.01.5
F.01.6
F.01.7
F.01.8
F.01.9
F.01.12
F.01.13
F.11
F.11.01
F.11.02
F.02
F.02.1
F.02.2
F.10
F.03
F.03.1
F.04
F.04.1
F.04.2
F.04.3
F.05
F.05.1
F.06
F.06.1
F.06.2
F.06.3
F.07
F.07.1
F.07.2
F.07.3
F.07.4
F.07.5
F.07.6
F.08
F.08.1
F.08.2
F.08.3
F.08.4
F.09
I lavori di bonifica di materiali friabili contenenti amianto dovranno essere eseguiti attenendosi alle
raccomandazioni contenute nei punti seguenti:
1 - Allestimento del cantiere.
Se l'ambiente in cui avviene la rimozione non e' naturalmente confinato, occorre provvedere alla
realizzazione di un confinamento artificiale con idonei divisori.
Prima dell'inizio del lavoro, la zona dovra' essere sgombrata da tutti i mobili e le attrezzature che possono
essere spostati. Se i mobili e/o le attrezzature sono coperte da detriti o polvere, devono essere puliti a umido
- Pag. 49 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
prima dello spostamento dalla zona di lavoro.
Tutti i mobili e le attrezzature che non possono essere spostati devono essere completamente ricoperti con
fogli di plastica di spessore adeguato ed accuratamente sigillati sul posto.
Tutte le armature per l'illuminazione presenti devono essere tolte, pulite e sigillate in fogli di plastica e
depositate in zona di sicurezza incontaminata. Devono essere asportati tutti gli equipaggiamenti di
ventilazione e riscaldamento e altri elementi smontabili, puliti e tolti dalla zona di lavoro. Tutti gli oggetti
inamovibili devono essere sigillati, in modo tale che non vengano danneggiati e/o contaminati durante il
lavoro.
Devono essere rimossi tutti i filtri dei sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento. I filtri
sostituiti vanno posti in sacchi sigillati di plastica per essere smaltiti come rifiuti contenenti amianto. I filtri
permanenti vanno puliti a umido e reinstallati.
Tutte le aperture di ventilazione, le attrezzature fisse, gli infissi e radiatori, devono essere sigillati sul posto,
uno per uno, con fogli di plastica chiusi da un nastro adesivo fino a che il lavoro, pulizia compresa, non sara'
completato.
Il pavimento dell'area di lavoro dovra' essere ricoperto con uno o piu' fogli di polietilene di spessore adeguato.
Le giunzioni saranno unite con nastro impermeabile; la copertura del pavimento dovra' estendersi alla parete
per almeno 500 mm.
Tutte le pareti della zona di lavoro saranno ricoperte con fogli di polietilene di spessore adeguato e sigillate
sul posto con nastro a prova di umidita'. Tutte le barriere di fogli di plastica e l'isolamento della zona vanno
mantenuti durante tutta la preparazione del lavoro.
Bisognera' effettuare ispezioni periodiche per assicurare che le barriere siano funzionanti.
Tutti i cavedii e le altre possibili comunicazioni per il passaggio di cavi, tubazioni, ecc. devono essere
individuati e sigillati. I bordi delle barriere temporanee, i fori e le fessure vanno tamponati con silicone o
schiume espanse. Porte e finestre vanno sigillate applicando prima nastro adesivo sui bordi e coprendole
successivamente con un telo di polietilene di superficie piu' estesa delle aperture.
Deve essere predisposta un'uscita di sicurezza per consentire una rapida via di fuga, realizzata con
accorgimenti tali da non compromettere l'isolamento dell'area di lavoro (ad es. telo di polietilene da tagliare
in caso di emergenza). Deve essere installato un impianto temporaneo di alimentazione elettrica, di tipo
stagno e collegato alla messa a terra. I cavi devono essere disposti in modo da non creare intralcio al lavoro e
non essere danneggiati accidentalmente.
Per realizzare un efficace isolamento dell'area di lavoro e' necessario, oltre all'installazione delle barriere
(confinamento statico), l'impiego di un sistema di estrazione dell'aria che metta in depressione il cantiere di
bonifica rispetto all'esterno (confinamento dinamico). Il sistema di estrazione deve garantire un gradiente di
pressione tale che, attraverso i percorsi di accesso al cantiere e le inevitabili imperfezioni delle barriere di
confinamento, si verifichi un flusso d'aria dall'esterno verso l'interno del cantiere in modo da evitare qualsiasi
fuoriuscita di fibre. Nello stesso tempo questo sistema garantisce il rinnovamento dell'aria e riduce la
concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'area di lavoro.
L'aria aspirata deve essere espulsa all'esterno dell'area di lavoro, quando possibile fuori dall'edificio.
L'uscita del sistema di aspirazione deve attraversare le barriere di confinamento; l'integrita' delle barriere
deve essere mantenuta sigillando i teli di polietilene con nastro adesivo intorno all'estrattore o al tubo di
uscita. L'aria inquinata aspirata dagli estrattori deve essere efficacemente filtrata prima di essere emessa
all'esterno del cantiere.
Gli estrattori devono essere muniti di un filtro HEPA (alta efficienza: 99.97 DOP).
Gli estrattori devono essere messi in funzione prima che qualsiasi materiale contenente amianto venga
manomesso e devono funzionare ininterrottamente (24 ore su 24) per mantenere il confinamento dinamico
fino a che la decontaminazione dell'area di lavoro non sia completa. Non devono essere spenti alla fine del
turno di lavoro ne' durante le eventuali pause.
In caso di interruzione di corrente o di qualsiasi altra causa accidentale che provochi l'arresto degli estrattori,
l'attivita' di rimozione deve essere interrotta; tutti i materiali di amianto gia' rimossi e caduti devono essere
insaccati finche' sono umidi.
L'estrattore deve essere provvisto di un manometro che consenta di determinare quando i filtri devono essere
sostituiti.
- Pag. 50 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Il cambio dei filtri deve avvenire all'interno dell'area di lavoro, ad opera di personale munito di mezzi di
protezione individuale per l'amianto.
Tutti i filtri usati devono essere insaccati e trattati come rifiuti contaminati da amianto.
2 - Collaudo del cantiere.
Dopo che e' stato completato l'allestimento del cantiere, compresa l'installazione dell'unita' di
decontaminazione e prima dell'inizio di qualsiasi operazione che comporti la manomissione dell'amianto, i
sistemi di confinamento devono essere collaudati mediante prove di tenuta.
a) Prova della tenuta con fumogeni. Ad estrattori spenti l'area di lavoro viene saturata con un fumogeno e si
osservano, dall'esterno del cantiere, le eventuali fuoriuscite di fumo. Occorre ispezionare, a seconda delle
situazioni le barriere di confinamento, il perimetro esterno dell'edificio, il piano sovrastante. Tutte le falle
individuate vanno sigillate dall'interno.
b) Collaudo della depressione.
Si accendono gli estrattori uno alla volta e si osservano i teli di plastica delle barriere di confinamento: questi
devono rigonfiarsi leggermente formando un ventre rivolto verso l'interno dell'area di lavoro. La direzione
del flusso dell'aria viene verificata utilizzando fialette fumogene. Il test deve essere effettuato, in particolare,
all'esterno del cantiere, in prossimita' delle eventuali aperture per l'immissione passiva di aria e nei locali
dell'unita' di decontaminazione, in condizioni di quiete e durante l'apertura delle porte. Si deve osservare che
il fumo venga sempre richiamato verso l'interno dell'area di lavoro. La misura della depressione puo' essere
effettuata con un manometro differenziale, munito di due sonde che vengono collocate una all'interno e l'altra
all'esterno dell'area di lavoro.
3 - Area di decontaminazione.
Dovra' essere approntato un sistema di decontaminazione del personale, composto da 4 zone distinte, come
qui sotto descritte.
a) Locale di equipaggiamento.
Questa zona avra' due accessi, uno adiacente all'area di lavoro e l'altro adiacente al locale doccia. Pareti,
soffitto e pavimento saranno ricoperti con un foglio di plastica di spessore adeguato. Un apposito contenitore
di plastica deve essere sistemato in questa zona per permettere agli operai di riporvi il proprio
equipaggiamento prima di passare al locale doccia.
b) Locale doccia.
La doccia sara' accessibile dal locale equipaggiamento e dalla chiusa d'aria.
Questo locale dovra' contenere come minimo una doccia con acqua calda e fredda e sara' dotato ove possibile
di servizi igienici. Dovra' essere assicurata la disponibilita' continua di sapone in questo locale.
Le acque di scarico delle docce devono essere convenientemente filtrate prima di essere scaricate.
c) Chiusa d'aria. La chiusa d'aria dovra' essere costruita tra il locale doccia ed il locale spogliatoio
incontaminato. La chiusa d'aria consistera' in uno spazio largo circa 1.5 m con due accessi. Uno degli accessi
dovra' rimanere sempre chiuso: per ottenere cio' e' opportuno che gli operai attraversino la chiusa d'aria uno
alla volta.
d) Locale incontaminato (spogliatoio).
Questa zona avra' un accesso dall'esterno (aree incontaminate) ed un'uscita attraverso la chiusa d'aria. Il
locale dovra' essere munito di armadietti per consentire agli operai di riporre gli abiti dall'esterno. Quest'area
servira' anche come magazzino per l'equipaggiamento pulito.
4 - Protezione dei lavoratori.
Prima dell'inizio dei lavori, gli operai devono venire istruiti ed informati sulle tecniche di rimozione
dell'amianto, che dovranno includere un programma di addestramento all'uso delle maschere respiratorie,
sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e la pulizia del luogo di lavoro.
Gli operai devono essere equipaggiati con adatti dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie
(vedi Allegato 4), devono inoltre essere dotati di un sufficiente numero di indumenti protettivi completi.
Questi indumenti saranno costituiti da tuta e copricapo. Gli indumenti a perdere e le coperture per i piedi
devono essere lasciati nella stanza dell'equipaggiamento contaminato sino al termine dei lavori di bonifica
dell'amianto, ed a quel punto dovranno essere immagazzinati come gli scarti dell'amianto. Tutte le volte che
- Pag. 51 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
si lascia la zona di lavoro e' necessario sostituire gli indumenti protettivi con altri incontaminati.
E' necessario che gli indumenti protettivi siano:
- di carta o tela plastificata a perdere. In tal caso sono da trattare come rifiuti inquinanti e quindi da smaltire
come i materiali di risulta provenienti dalle operazioni di bonifica;
- di cotone o altro tessuto a tessitura compatta (da pulire a fine turno con accurata aspirazione, porre in
contenitori chiusi e lavare dopo ogni turno a cura della impresa o in lavanderia attrezzata);
- sotto la tuta l'abbigliamento deve essere ridotto al minimo (un costume da bagno o biancheria a perdere).
Elencare ed affiggere, nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia, le procedure di lavoro e di
decontaminazione che dovranno essere seguite dagli operai.
Procedure di accesso all'area di lavoro.
Accesso alla zona: ciascun operaio dovra' togliere gli indumenti nel locale spogliatoio incontaminato ed
indossare un respiratore dotato di filtri efficienti ed indumenti protettivi, prima di accedere alla zona di
equipaggiamento ed accesso all'area di lavoro.
Uscita dalla zona di lavoro: ciascun operaio dovra' ogni volta che lascia la zona di lavoro, togliere la
contaminazione piu' evidente dagli indumenti prima di lasciare l'area di lavoro, mediante un aspiratore;
proseguire verso la zona dell'equipaggiamento, adempiere alle procedure seguenti:
- togliere tutti gli indumenti eccetto il respiratore;
- sempre indossando il respiratore e nudi, entrare nel locale doccia, pulire l'esterno del respiratore con acqua
e sapone;
- togliere i filtri sciacquarli e riporli nel contenitore predisposto per tale uso; - lavare ed asciugare l'interno
del respiratore.
Dopo aver fatto la doccia ed essersi asciugato, l'operaio proseguira' verso il locale spogliatoio dove indossera'
gli abiti per l'esterno alla fine della giornata di lavoro, oppure le tute pulite prima di mangiare, fumare, bere o
rientrare nella zona di lavoro.
I copripiedi contaminati devono essere lasciati nel locale equipaggiamento quando non vengono usati
nell'area di lavoro. Al termine del lavoro di rimozione trattarli come scarti contaminati oppure pulirli a
fondo, sia all'interno che all'esterno usando acqua e sapone, prima di spostarli dalla zona di lavoro o dalla
zona di equipaggiamento. Immagazzinare gli abiti da lavoro nel locale equipaggiamento per il riutilizzo dopo
averli decontaminati con un aspiratore, oppure metterli nel contenitore per il deposito assieme agli altri
materiali contaminati da amianto.
Gli operai non devono mangiare, bere, fumare sul luogo di lavoro, fatta eccezione per l'apposito locale
incontaminato.
Gli operai devono essere completamente protetti, con idoneo respiratore ed indumenti protettivi durante la
preparazione dell'area di lavoro prima dell'inizio della rimozione dell'amianto e fino al termine delle
operazioni conclusive di pulizia della zona interessata.
5 - Tecniche di rimozione.
A meno di specifiche controindicazioni tecniche, di norma, la rimozione dell'amianto deve avvenire ad
umido. Per l'imbibizione del materiale possono essere usati agenti surfattanti (soluzioni acquose di etere ed
estere di poliossietilene) o impregnanti (prodotti vinil-acrilici comunemente usati per l'incapsulamento).
Generalmente e' sufficiente bagnare l'amianto con un getto diffuso a bassa pressione, spruzzando il materiale
una prima volta per bagnare la superficie e poi una seconda volta per ottenere la saturazione. Quando, per lo
spessore del rivestimento o per la presenza di trattamenti di superficie, non e' possibile ottenere
un'impregnazione totale con questa tecnica, si praticano dei fori nel materiale attraverso i quali la soluzione
imbibente viene iniettata in profondita'. Si deve comunque evitare il ruscellamento dell'acqua. La rimozione
dell'amianto deve iniziare nel punto piu' lontano dagli estrattori e procedere verso di essi, secondo la
direzione del flusso dell'aria, in modo che, man mano che procede il lavoro, le fibre che si liberano per
l'intervento siano allontanate dalle aree gia' decoibentate. L'amianto rimosso deve essere insaccato
immediatamente e comunque prima che abbia il tempo di essiccare.
A tal fine dovranno lavorare contemporaneamente almeno due operai: uno addetto alla rimozione
dell'amianto e l'altro addetto a raccogliere l'amianto caduto e ad insaccarlo. I sacchi pieni saranno sigillati
immediatamente. Dopo una prima rimozione grossolana, effettuata generalmente con raschietti a mano, le
- Pag. 52 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
superfici rivestite vengono spazzolate ad umido in modo da asportare tutti i residui visibili di amianto. Al
termine delle operazioni di rimozione le superfici decoibentate devono essere trattate con un prodotto
sigillante per fissare tutte le fibre che non possono essere state asportate. L'imballaggio e l'allontanamento dei
rifiuti dovra' essere effettuato adottando idonee cautele per evitare una contaminazione di amianto all'esterno
dell'area di lavoro.
6 - Imballaggio dei rifiuti contenenti amianto.
L'imballaggio deve essere effettuato con tutti gli accorgimenti atti a ridurre il pericolo di rotture accidentali.
Tutti i materiali devono essere avviati al trasporto in doppio contenitore, imballando separatamente i
materiali taglienti. Il primo contenitore deve essere un sacco di materiale impermeabile (polietilene), di
spessore adeguato (almeno 0.15 mm); come secondo contenitore possono essere utilizzati sacchi o fusti rigidi.
I sacchi vanno riempiti per non piu' di due terzi, in modo che il peso del sacco non ecceda i 25 kg. L'aria in
eccesso dovrebbe essere aspirata con un aspiratore a filtri assoluti; la chiusura andrebbe effettuata a mezzo
termosaldatura o doppio legaccio. Tutti i contenitori devono essere etichettati. L'uso del doppio contenitore e'
fondamentale, in quanto il primo sacco, nel quale l'amianto viene introdotto appena rimosso all'interno del
cantiere, e' inevitabilmente contaminato. Il secondo contenitore non deve mai essere portato dentro l'area di
lavoro, ma solo nei locali puliti dell'unita' di decontaminazione.
7 - Modalità di allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro.
L'allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro deve essere effettuato in modo da ridurre il piu' possibile il
pericolo di dispersione di fibre. A tal fine il materiale viene insaccato nell'area di lavoro e i sacchi, dopo la
chiusura e una prima pulizia della superficie, vanno portati nell'unita' di decontaminazione. Quando cio' sia
possibile e' preferibile che venga installata una distinta U.O. destinata esclusivamente al passaggio dei
materiali. Questa deve essere costituita da almeno tre locali: il primo e' un'area di lavaggio dei sacchi; il
successivo e' destinato al secondo insaccamento; nell'ultimo locale i sacchi vengono depositati per essere
successivamente allontanati dall'area di lavoro.
All'interno dell'unita' operano due distinte squadre di lavoratori: la prima provvede al lavaggio, al secondo
insaccamento ed al deposito dei sacchi; la seconda entra dall'esterno nell'area di deposito e porta fuori i
rifiuti. La presenza di due squadre e' necessaria per impedire che i lavoratori provenienti dall'area di lavoro
escano all'esterno indossando indumenti contaminati, provocando cosi' un'inevitabile dispersione di fibre.
Nessun operatore deve mai utilizzare questo percorso per entrare o uscire dall'area di lavoro. A tal fine e'
opportuno che l'uscita dei sacchi avvenga in un'unica fase, al termine delle operazioni di rimozione e che,
fino a quel momento, il percorso rimanga sigillato.
Quando venga utilizzato per l'evacuazione dei materiali l'U.D. destinata agli operatori il lavaggio dei sacchi
deve avvenire nel locale doccia, il secondo insaccamento nella chiusa d'aria, mentre il locale incontaminato
sara' destinato al deposito. In tali casi dovranno essere previste tre squadre di operatori: la prima introduce i
sacchi dall'area di lavoro nell'unita', la seconda esegue le operazioni di lavaggio e insaccamento all'interno
dell'unita', la terza provvede all'allontanamento dei sacchi. In entrambi i casi tutti gli operatori, tranne quelli
addetti all'ultima fase di allontanamento, devono essere muniti di mezzi di protezione e seguire le procedure
di decontaminazione per uscire dall'area di lavoro.
I sacchi vanno movimentati evitando il trascinamento; e' raccomandato l'uso di un carrello chiuso. Ascensori
e montacarichi, eventualmente utilizzati, vanno rivestiti con teli di polietilene, in modo che possano essere
facilmente decontaminati nell'eventualita' della rottura di un sacco. Il percorso dal cantiere all'area di
stoccaggio in attesa del trasporto in discarica deve essere preventivamente studiato, cercando di evitare, per
quanto possibile, di attraversare aree occupate dell'edificio.
Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti devono essere depositati in un'area
all'interno dell'edificio, chiusa ed inaccessibile agli estranei. Possono essere utilizzati in alternativa anche
container scarrabili, purche' chiusi anche nella parte superiore e posti in un'area controllata.
8 - Tecniche di incapsulamento.
La scelta del tipo di incapsulante dipende dalle caratteristiche del rivestimento in amianto e dagli scopi
dell'intervento. A causa della variabilita' delle situazioni che si possono presentare, prima di essere
- Pag. 53 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
impiegato, il prodotto deve essere testato direttamente sul materiale da trattare. Se si usano incapsulanti
ricoprenti bisogna verificarne l'aderenza al rivestimento; se si usano incapsulanti penetranti bisogna
controllarne la capacita' di penetrazione e di garantire l'aderenza al supporto del rivestimento. In tutti i casi,
bisogna sempre verificare preventivamente la capacita' del rivestimento di sopportare il peso
dell'incapsulante. Preliminarmente la superficie del rivestimento di amianto deve essere aspirata; devono
essere rimossi tutti i frammenti pendenti del rivestimento di amianto e le parti distaccate dal substrato.
L'integrita' del rivestimento deve essere restaurata utilizzando materiali senza amianto che presentino una
sufficiente affinita' con il rivestimento esistente e con il prodotto incapsulante impiegato. L'incapsulante deve
essere applicato con un'apparecchiatura a spruzzo "airless", al fine di ridurre la liberazione di fibre per
l'impatto del prodotto. Il trattamento completo puo' richiedere l'applicazione di 2 o 3 strati successivi.
9 - Decontaminazione del cantiere.
Durante i lavori di rimozione e' necessario provvedere a periodiche pulizie della zona di lavoro dal materiale
di amianto. Questa pulizia periodica e l'insaccamento del materiale impedira' una concentrazione pericolosa
di fibre disperse.
Tutti i fogli di plastica, i nastri, il materiale di pulizia, gli indumenti ed altro materiale a perdere utilizzato
nella zona di lavoro dovranno essere imballati in sacchi di plastica sigillabili e destinati alla discarica.
Bisogna fare attenzione nel raccogliere la copertura del pavimento per ridurre il piu' possibile la dispersione
di residui contenenti amianto. I sacchi saranno identificati con etichette di segnalazione pericolo a norma di
legge. I fogli di polietilene verticali ed orizzontali dovranno essere trattati con prodotti fissanti e
successivamente rimossi per essere insaccati come i rifiuti di amianto. Bisogna fare attenzione nel ripiegare i
fogli per ridurre il piu' possibile la dispersione di eventuali residui contenenti amianto. I singoli fogli di
plastica messi su tutte le aperture, i condotti di ventilazione, gli stipiti, i radiatori, devono rimanere al loro
posto. I fogli verticali, a copertura delle pareti devono essere mantenuti fino a che non e' stata fatta una prima
pulizia.
Tutte le superfici nell'area di lavoro, compreso i mobili, gli attrezzi ed i fogli di plastica rimasti dovranno
essere puliti usando una segatura bagnata ed un aspiratore con filtri tipo Vacuum Cleaner.
L'acqua, gli stracci e le ramazze utilizzati per la pulizia devono essere sostituiti periodicamente per evitare il
propagarsi delle fibre di amianto. Dopo la prima pulizia, i fogli verticali rimasti devono essere tolti con
attenzione ed insaccati, come pure i fogli che coprono le attrezzature per la illuminazione, gli stipiti, ecc.
L'area di lavoro deve essere nebulizzata con acqua o una soluzione diluita di incapsulante in modo da
abbattere le fibre aerodisperse.
Conclusa la seconda operazione di pulizia, dovra' essere effettuata un'ispezione visiva di tutta la zona di
lavoro (su tutte le superfici, incluse le travi e le impalcature) per assicurarsi che l'area sia sgombra da polvere.
Se, dopo la seconda pulizia ad umido, sono visibili ancora dei residui, le superfici interessate devono essere
nuovamente pulite ad umido.
Le zone devono essere lasciate pulite a vista.
Ispezionare tutti i condotti, specialmente le sezioni orizzontali per cercare eventuali residui contenenti
amianto, e aspirarli usando un aspiratore a vuoto.
E' consigliabile accertare l'agibilita' della zona entro 48 ore successive al termine del lavoro mediante
campionamenti dell'aria secondo quanto indicato in allegato.
Una volta accertata la rispondenza della zona di lavoro a quanto richiesto, si potranno togliere i sigilli a
ventilatori e radiatori e rendere di nuovo accessibile la zona.
10 - Protezione delle zone esterne all'area di lavoro.
Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non
interessate dalla contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto.
Giornalmente dovra' essere fatta la pulizia, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, di qualsiasi zona
al di fuori dell'area di lavoro o di passaggio che sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti
al lavoro fatto.
11 - Monitoraggio ambientale.
Durante l'intervento di bonifica dovra' essere garantito a carico del committente dei lavori un monitoraggio
- Pag. 54 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
ambientale delle fibre aerodisperse nelle aree circostanti il cantiere di bonifica al fine di individuare
tempestivamente un'eventuale diffusione di fibre di amianto nelle aree incontaminate.
Il monitoraggio deve essere eseguito quotidianamente dall'inizio delle operazioni di disturbo dell'amianto
fino alle pulizie finali. Devono essere controllate in particolare:
- le zone incontaminate in prossimita' delle barriere di confinamento;
- l'uscita del tunnel di decontaminazione o il locale incontaminato dello spogliatoio.
Campionamenti sporadici vanno effettuati all'uscita degli estrattori, all'interno dell'area di lavoro e durante la
movimentazione dei rifiuti.
I risultati devono essere noti in tempo reale o, al massimo, entro le 24 ore successive.
Per questo tipo di monitoraggio si adotteranno tecniche analitiche di MOCF. Sono previste due soglie di
allarme:
1) Preallarme - Si verifica ogni qual volta i risultati dei monitoraggi effettuati all'esterno dell'area di lavoro
mostrano una netta tendenza verso un aumento della concentrazione di fibre aerodisperse;
2) Allarme - Si verifica quando la concentrazione di fibre aerodisperse supera il valore di 50 ff/l.
Lo stato di preallarme prevede le seguenti procedure:
- sigillatura di eventuali montacarichi (divieto di entrata e di uscita);
- sospensione delle attivita' in cantiere e raccolta di tutto il materiale rimosso;
- ispezione delle barriere di confinamento;
- nebulizzazione all'interno del cantiere e all'esterno nella zona dove si e' rilevato l'innalzamento della
concentrazione di fibre;
- pulizia impianto di decontaminazione;
- monitoraggio (verifica).
Lo stato di allarme prevede le stesse procedure di preallarme, piu':
- comunicazione immediata all'autorita' competente (USL);
- sigillatura ingresso impianto di decontaminazione;
- accensione estrattore zona esterna;
- nebulizzazione zona esterna con soluzione incollante;
- pulizia pareti e pavimento zona esterna ad umido con idonei materiali;
- monitoraggio.
F.09.1
Installazione area di decontaminazione del personale:
Locale di equipaggiamento
Locale doccia
Chiusa d'aria
Locale incontaminato (spogliatoio)
Confinamento dell'area ed installazione di barriere
Lavaggio delle fibre
Applicazione del prodotto incapsulante
Aree destinate allo stoccaggio provvisorio dei pacchi contenenti cemento amianto
Imballaggio ed allontanamento dei rifiuti contenenti amianto
F.09.2
F.09.3
F.09.4
F.09.5
F.09.6
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.1 - Pulizia dell'area dell'accantieramento e dello stoccaggio
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni dorso-lombari per
movimentazione manuale dei
carichi
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Ridurre il più possibile la movimentazione manuale
dei materiali utilizzando mezzi meccanici ausiliari per
i carichi superiori a 25 kg per gli uomini e 15 kg per le
donne o di dimensioni ingombranti o di difficile presa
Il personale addetto a protratte operazioni di
movimentazioni manuali dei carichi deve essere
frequentemente turnato
- Pag. 55 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
168 - Allegato
XXXIII
D.Lgs. 81/08 Art.
168 comma 2
- Allegato XXXIII
§4
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.1 - Pulizia dell'area dell'accantieramento e dello stoccaggio
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Riferimenti
Muratore polivalente
Autista autocarro
Palista
Ramaglie, legname, rifiuti non pericolosi
Terra, ghiaione misto in natura
Utensili ed attrezzature manuali
Attrezzi mobili o portatili a motore a scoppio
Autocarro
Pala meccanica
Vedi MT.01
Vedi MT.02
Vedi AT.01
Vedi AT.02
Vedi MZ.01
Vedi MZ.02
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.2 - Realizzazione di recinzione di cantiere con paletti in ferro infissi nel
terreno e rete plastificata
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni a varie parti del corpo per Indossare i DPI previsti dai materiali in questione
contatto con materiali taglienti,
spigolosi, ecc
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 77 dB
D.P.I.
Guanti
Indumenti di
protezione
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Riferimenti
Muratore polivalente
Operaio comune polivalente
Barre d'acciaio, rete metallica o plasticata per recinzioni
Utensili ed attrezzature manuali
Compressore d'aria
Martello perforatore scalpellatore
Smerigliatrice angolare a disco (flessibile)
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.3 - Rimozione di recinzione di cantiere
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni a varie parti del corpo per Indossare i DPI previsti dai materiali in questione
contatto con materiali taglienti,
spigolosi, ecc
Vedi MT.03
Vedi AT.01
Vedi AT.04
Vedi AT.05
Vedi AT.06
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 77 dB
D.P.I.
Guanti
Indumenti di
protezione
Elettrocuzione
Materiali
Attrezzature
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
Collegare all'impianto di messa a terra del cantiere
Descrizione
Mansione
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
Muratore polivalente
Operaio comune polivalente
Barre d'acciaio, rete metallica o plasticata per recinzioni
Tavole, listelli, ecc. in legno
Utensili ed attrezzature manuali
Compressore d'aria
Martello perforatore scalpellatore
- Pag. 56 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Riferimenti
Vedi MT.03
Vedi MT.05
Vedi AT.01
Vedi AT.04
Vedi AT.05
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.4 - Collocazione in opera di cartellonistica di cantiere e per deviazioni; di
eventuali semafori provvisori negli incroci
Rischi
Misure sicurezza
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Investimento di non addetti
Caduta degli addetti dall'alto,
durante le lavorazioni su
postazioni di lavoro sopraelevate
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Delimitare l'area e consentire l'accesso esclusivamente
agli addetti alle opere di assistenza
Impiego di cestello, passerella telescopica
autosollevante, passerelle, trabattelli, scale a norma
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Riferimenti
Operaio comune polivalente
Profilati e lamierati metallici
Utensili ed attrezzature manuali
Avvitatore a batteria
Scale doppie
Autocarro
Vedi MT.06
Vedi AT.01
Vedi AT.11
Vedi AT.12
Vedi MZ.01
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.5 - Rimozione di cartellonistica di cantiere e per deviazioni; di eventuali
semafori provvisori negli incroci
Rischi
Misure sicurezza
Caduta degli addetti dall'alto,
durante le lavorazioni su
postazioni di lavoro sopraelevate
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Investimento di non addetti
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Delimitare l'area e consentire l'accesso esclusivamente
agli addetti alle opere di assistenza
Riferimenti
Operaio comune polivalente
Profilati e lamierati metallici
Utensili ed attrezzature manuali
Avvitatore a batteria
Scale doppie
Autocarro
Vedi MT.06
Vedi AT.01
Vedi AT.11
Vedi AT.12
Vedi MZ.01
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.6 - Collocazione e rimozione delle baracche e prefabbricati di cantiere e
relativi allacciamenti
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
D.P.I.
Escoriazioni e danni alle mani
Indossare i guanti
Caduta di materiali, punture
Gli addetti devono utilizzare i DPI prescritti (scarpe di Scarpe di
sicurezza a sfilamento rapido)
sicurezza
Guanti
Descrizione
Mansione
Materiali
Misure legislative
Impiego di cestello, passerella telescopica
autosollevante, passerelle, trabattelli, scale a norma
Descrizione
Mansione
Misure legislative
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Baracche di cantiere
- Pag. 57 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
Riferimenti
Vedi MT.08
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.6 - Collocazione e rimozione delle baracche e prefabbricati di cantiere e
relativi allacciamenti
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
Descrizione
Attrezzature
Mezzi
Riferimenti
Utensili ed attrezzature manuali
Autocarro
Vedi AT.01
Vedi MZ.01
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.7 - Realizzazione stoccaggi di materiali in cantiere
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni dorso-lombari per
movimentazione manuale dei
carichi
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
D.P.I.
Ridurre il più possibile la movimentazione manuale
dei materiali utilizzando mezzi meccanici ausiliari per
i carichi superiori a 25 kg per gli uomini e 15 kg per le
donne o di dimensioni ingombranti o di difficile presa
Il personale addetto a protratte operazioni di
movimentazioni manuali dei carichi deve essere
frequentemente turnato
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
168 - Allegato
XXXIII
D.Lgs. 81/08 Art.
168 comma 2
- Allegato XXXIII
§4
Investimento per ribaltamento
stoccaggi o per rotolamento
materiali
Realizzare depositi su terreno solido, piano, ben
compattato, sotto i materiali predisporre delle
traversine o bancali per facilitarne il sollevamento
Depositare i materiali con distanza fra le singole
cataste o depositi di almeno 70 cm in modo da
consentire un facile accesso agli addetti
Bloccare i materiali potenzialmente soggetti a
rotolamento (tubi, fasci di ferro, ecc.) con supporti
laterali, sotto i materiali predisporre delle traversine o
bancali per facilitarne il sollevamento
Vietato salire direttamente sugli stoccaggi; impiegare
scale a mano a norma
Lesioni a varie parti del corpo per Indossare i DPI previsti dai materiali in questione
contatto con materiali taglienti,
spigolosi, ecc
Realizzare gli stoccaggi in modo che non prospettino
sui transiti con parti pungenti, taglienti, ecc., ma che
tali elementi siano ortogonali rispetto ai transiti stessi;
in alternativa, collocare transenne o segregazioni
rispetto ai transiti
10 - RUMORE
Rumore (1) (2) (Trasm MZ.06)
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Otoprotettori
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Operaio comune polivalente
Autogru
Autista autocarro
Materiali edili in genere (laterizi, legnami, tubazioni pvc, plastiche, etc)
Utensili ed attrezzature manuali
Escavatore con motore diesel e benne azionate idraulicamente
- Pag. 58 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Riferimenti
Vedi MT.09
Vedi AT.01
Vedi MZ.06
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.7 - Realizzazione stoccaggi di materiali in cantiere
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
Descrizione
Riferimenti
Autocarro
Vedi MZ.01
Gru su carro o autocarro
Vedi MZ.07
Sorveglianza sanitaria (2)
Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(1)
Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.8 - Carico e scarico materiali in cantiere
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni dorso-lombari per
movimentazione manuale dei
carichi
Investimento per ribaltamento
stoccaggi o per rotolamento
materiali
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Ridurre il più possibile la movimentazione manuale
dei materiali utilizzando mezzi meccanici ausiliari per
i carichi superiori a 25 kg per gli uomini e 15 kg per le
donne o di dimensioni ingombranti o di difficile presa
Il personale addetto a protratte operazioni di
movimentazioni manuali dei carichi deve essere
frequentemente turnato
D.Lgs. 81/08 Art.
168 comma 2
- Allegato XXXIII
§4
Realizzare stoccaggi su terreno solido, piano, ben
compattato
Stoccare i materiali con distanza fra le singole cataste
o depositi di almeno 70 cm
Bloccare i materiali potenzialmente soggetti a
rotolamento (tubi, fasci di ferro, ecc.) con supporti
laterali
Vietato salire direttamente sugli stoccaggi; impiegare,
ad es., scale a mano a norma
Lesioni a varie parti del corpo per Indossare i DPI previsti dai materiali in questione
Guanti
contatto con materiali taglienti,
spigolosi, ecc
Indumenti di
protezione
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.9 - Manutenzione opere di protezione e segnalazione
Misure sicurezza
Caduta degli addetti dall'alto,
Impiego di cestello, passerella telescopica
durante le lavorazioni su
autosollevante, passerelle, trabattelli, scale a norma
postazioni di lavoro sopraelevate
Lesioni a varie parti del corpo per Indossare i DPI previsti dai materiali in questione
contatto con materiali taglienti,
spigolosi, ecc
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
Riferimenti
Autogru
Autista autocarro
Materiali edili in genere (laterizi, legnami, tubazioni pvc, plastiche, etc)
Utensili ed attrezzature manuali
Autocarro
Gru su carro o autocarro
Rischi
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
168 - Allegato
XXXIII
Vedi MT.09
Vedi AT.01
Vedi MZ.01
Vedi MZ.07
Magnitudo del danno: 1
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 2
D.P.I.
Guanti
- Pag. 59 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.9 - Manutenzione opere di protezione e segnalazione
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 1
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 2
D.P.I.
Indumenti di
protezione
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Vedi MT.06
Vedi MT.03
Vedi AT.01
Vedi AT.11
Vedi AT.12
Vedi MZ.01
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.12 - Realizzazione dell'impianto di messa a terra di cantiere (3) (4) (5) (6)
(7)
Rischi
Misure sicurezza
Utilizzare scale a mano o scale doppie con pioli
incastrati ai montanti, con estremità antisdrucciolo
Caduta di attrezzi dall'alto
Durante il lavoro in posizioni sopraelevate, gli utensili
non utilizzati devono essere tenuti in guaine o
assicurati in modo da impedirne la caduta
Accesso allo scavo mediante rampa predisposta, con
parapetto di sicurezza quando prospetta nel vuoto per
più di 2 m, e/o scale a mano a norma
I viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno o
nella roccia devono essere provvisti di parapetto nei
tratti prospicienti il vuoto quando il dislivello superi i
2 metri
Caduta negli scavi
Caduta di materiali dall'alto
Inciampo, scivolamento
Investimento di persone nelle
movimentazioni di mezzi
Investimento di materiali dal
bordo scavi
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
Riferimenti
Operaio comune polivalente
Profilati e lamierati metallici
Barre d'acciaio, rete metallica o plasticata per recinzioni
Utensili ed attrezzature manuali
Avvitatore a batteria
Scale doppie
Autocarro
Caduta dall'alto
Misure legislative
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
113 comma 3,
comma 9
D.Lgs. 81/08
Allegato VI § 1.7
D.Lgs. 81/08
Allegato XVIII §
1
D.Lgs. 81/08
Allegato XVIII §
1.2
Casco di
protezione
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
Casco di
protezione
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Mantenere l'ordine e la pulizia nel luogo di lavoro;
stoccare adeguatamente i materiali e le attrezzature;
rimuovere gli scarti e/o rifiuti
Delimitare la zona interessata con parapetto o mezzi
equivalenti
I mezzi di cantiere devono utilizzare i percorsi
predisposti
Nelle manovre di retromarcia assistere alle operazioni
con personale a terra
Tutto il personale deve porre particolare attenzione
alle segnalazioni e alle vie di transito predisposte
Segnalare l'operatività del mezzo con il girofaro
Adeguare la velocità ai limiti massimi stabiliti in
cantiere e transitare a passo d'uomo in prossimità dei
posti di lavoro
- Pag. 60 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.12 - Realizzazione dell'impianto di messa a terra di cantiere (3) (4) (5) (6)
(7)
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Lesioni alle mani per uso di
attrezzi
Guanti
Punture ai piedi
Scarpe di
sicurezza
Descrizione
Misure legislative
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
Riferimenti
Mansione
Elettricista
Materiali
Cavi elettrici, tubazioni in pvc, morsetti etc
Vedi MT.16
Attrezzature
Scale doppie
Vedi AT.12
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Pinza pressacavo
Vedi AT.26
Sbobinatrice manuale
Vedi AT.27
Sbobinatrice elettrica
Vedi AT.28
Cesoie
Vedi AT.29
Adempimenti
(3)
Gli impianti di messa a terra di cantiere non sono soggetti a progettazione obbligatoria; il
progetto è però consigliabile; D.M. n. 37/08 Art. 10
(4)
Redazione e inoltro del Modello B per denuncia all'ISPESL dell'impianto di messa a terra di
cantiere
(5)
Collaudo dell'impianto di messa a terra di cantiere prima della sua messa in funzione
Documenti
(6)
Progetto dell'impianto di messa a terra; D.M. n. 37/08 Art. 10
(7)
Dichiarazione di conformità dell'impianto di messa a terra da inviare all'ISPESL ed all'ASL (o
ARPA) competente; D.P.R. 462/01 Art. 2
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.13 - Realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere (8) (9)
Rischi
Misure sicurezza
Caduta dall'alto
Utilizzare scale a mano o scale doppie con pioli
incastrati ai montanti, con estremità antisdrucciolo
Caduta di attrezzi
Durante il lavoro in posizioni sopraelevate, gli utensili
non utilizzati devono essere tenuti in guaine o
assicurati in modo da impedirne la caduta
Accesso allo scavo mediante rampa predisposta, con
parapetto di sicurezza quando prospetta nel vuoto per
più di 2 m, e/o scale a mano a norma
I viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno o
nella roccia devono essere provvisti di parapetto nei
tratti prospicienti il vuoto quando il dislivello superi i
2 metri
Caduta negli scavi
Magnitudo del danno: 1
Probabilità del danno: 1
Valore del rischio: 1
D.P.I.
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
113 comma 3,
comma 9
D.Lgs. 81/08
Allegato VI § 1.7
D.Lgs. 81/08
Allegato XVIII §
1
D.Lgs. 81/08
Allegato XVIII §
1.2
Caduta di materiali dall'alto
Casco di
protezione
Elettrocuzione
Guanti contro le
aggressioni
elettriche
Collegare a terra gli impianti in luoghi normalmente
- Pag. 61 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08
Fase:
F.01 - Accantieramento
Attività:
F.01.13 - Realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere (8) (9)
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 1
Probabilità del danno: 1
Valore del rischio: 1
D.P.I.
molto umidi o in prossimità di grandi masse
metalliche
Collegare a terra gli utensili portatili non a doppio
isolamento
Allegato IV §
1.1.8
D.Lgs. 81/08
Allegato IV Parte
II § 5.16.3
D.Lgs. 81/08 Artt.
80, 81, 82, 83
- Allegato IX
D.Lgs. 81/08 Artt.
80, 81, 82, 83
- Allegato IX
D.Lgs. 81/08 Artt.
80, 81, 82, 83
- Allegato IX
Installare interruttori unipolari all'arrivo di ciascuna
linea di alimentazione
Le derivazioni a spina per gli apparecchi utilizzatori
con P>1000 W devono essere provviste di interruttore
unipolare
I conduttori fissi o mobili muniti di rivestimento
isolante in genere, quando per la loro posizione o per
il loro particolare impiego siano soggetti a
danneggiamento per causa meccanica, devono essere
protetti
I conduttori flessibili per derivazione provvisorie o per
l'alimentazione di apparecchi mobili devono avere
rivestimento isolante resistente ad usura meccanica
L'impianto dovrà essere dotato di protezioni da
sovraccarichi e sovratensioni
Utilizzare quadri di cantiere certificati con indicazioni
dei circuiti comandati
Investimento di materiali dal
bordo scavi
Casco di
protezione
Lesioni alle mani per uso di
attrezzi
Guanti
Punture ai piedi
Scarpe di
sicurezza
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Documenti
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Artt.
80, 81, 82, 83
- Allegato IX
D.Lgs. 81/08 Artt.
80, 81, 82, 83
D.Lgs. 81/08 Artt.
80, 81, 82, 83
- Allegato IX
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
Riferimenti
Elettricista
Operaio comune polivalente
Cavi elettrici, tubazioni in pvc, morsetti etc
Vedi MT.16
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Sbobinatrice manuale
Vedi AT.27
Saldatore elettrico
Vedi AT.32
Sbobinatrice elettrica
Vedi AT.28
Battipalo a mazza cadente
Vedi AT.34
Pinza pressacavo
Vedi AT.26
(8)
Progetto dell'impianto elettrico di cantiere; D.M. n. 37/08 Art. 10
(9)
Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico di cantiere da inviare all'ISPESL ed all'ASL
(o ARPA) competente; D.P.R. 462/01 Art. 2
- Pag. 62 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.11 - Demolizione di pavimentazioni stradali
Attività:
F.11.01 - Asporto materiali di risulta (carico, trasporto, scarico)
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
14 - POLVERI, FUMI, VAPORI, GAS
Inquinamento ambientale per
Per trasporto di materiale arido, se necessario, limitare
polverosità
la polverosità bagnando il materiale o coprendolo con
teloni
18 - DANNEGGIAMENTI
Danneggiamento della viabilità Pulire le ruote infangate prima dell'uscita dall'area di
per transito con ruote infangate cantiere; non caricare materiali eccessivamente
bagnati e non caricare oltre le sponde
10 - RUMORE
Rumore (10) (11) (Trasm MZ.02)
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Misure legislative
Otoprotettori
Descrizione
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Riferimenti
Mansione
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Palista
Materiali
Terra, ghiaione misto in natura
Vedi MT.02
Attrezzature
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Mezzi
Autocarro con cassone ribaltabile
Vedi MZ.16
Pala meccanica
Vedi MZ.02
Sorveglianza sanitaria (11) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(10) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.11 - Demolizione di pavimentazioni stradali
Attività:
F.11.02 - Fresatura manto
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 90 dB
D.P.I.
Misure legislative
01 - INVESTIMENTO (da veicoli
/macchine)
Investimento da mezzi in
movimento
10 - RUMORE
Rumore (12) (13) (Trasm )
Transennare e segnalare adeguatamente il luogo di
lavoro
Indumenti ad
alta visibilità
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Otoprotettori
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
13 - ABRASIONI, URTI, TAGLI,
LESIONI
Caduta in piano, scivolamenti
Scarpe di
sicurezza
- Pag. 63 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
Fase:
F.11 - Demolizione di pavimentazioni stradali
Attività:
F.11.02 - Fresatura manto
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni dorso-lombari per
movimentazione manuale dei
carichi
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 90 dB
D.P.I.
Ridurre il più possibile la movimentazione manuale
dei materiali utilizzando mezzi meccanici ausiliari per
i carichi superiori a 25 kg per gli uomini e 15 kg per le
donne o di dimensioni ingombranti o di difficile presa
Il personale addetto a protratte operazioni di
movimentazioni manuali dei carichi deve essere
frequentemente turnato
D.Lgs. 81/08 Art.
168 comma 2
- Allegato XXXIII
§4
14 - POLVERI, FUMI, VAPORI, GAS
Inalazione dei gas di scarico
Tenersi sottovento nelle lavorazioni
Inquinamento ambientale per
Per trasporto di materiale arido, se necessario, limitare
polverosità
la polverosità bagnando il materiale o coprendolo con
teloni
18 - DANNEGGIAMENTI
Danneggiamento accidentale di Provvedere all'individuazione dei condotti interrati
tubazioni o impianti
Nel caso di danneggiamenti accidentali di tubazioni o
impianti prima di procedere nei lavori segnalare
immediatamente la situazione al capocantiere o al
preposto
10 - RUMORE
Rumore (12) (13) (Trasm MZ.17)
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
168 - Allegato
XXXIII
Otoprotettori
Descrizione
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Riferimenti
Mansione
Operaio comune polivalente
Addetto fresa per asfalto
Materiali
Manto stradale fresato
Vedi MT.19
Attrezzature
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Tagliasfalto a martello
Vedi AT.38
Tagliasfalto a disco
Vedi AT.39
Mezzi
Fresa meccanica a rullo dentato e nastro trasportatore
Vedi MZ.17
Sorveglianza sanitaria (13) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(12) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
Attività:
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
F.02.1 - Scavo a macchina fino alla profondità di m 4, anche in presenza d'acqua Valore del rischio: 9
Rumore: 83 dB
F.02 - Scavi
Rischi
Misure sicurezza
D.P.I.
Investimento personale da mezzi Vietato transitare o sostare nelle immediate vicinanze
d'opera o investimento di mezzi dei mezzi
Durante le operazioni di carico l'autista del camion
Casco di
non sosta in cabina
protezione
- Pag. 64 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
Fase:
Attività:
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
F.02.1 - Scavo a macchina fino alla profondità di m 4, anche in presenza d'acqua Valore del rischio: 9
Rumore: 83 dB
F.02 - Scavi
Rischi
Misure sicurezza
D.P.I.
Misure legislative
3.1, § 4.1
Lesioni e/o investimento di
persona
Errata manovra del guidatore
delle pale meccaniche
Investimento da caduta di
materiali
La velocità dei mezzi in entrata, uscita e transito
nell'area di cantiere deve essere ridotta il più possibile
e comunque osservando i limiti stabiliti
Le rampe di accesso al fondo degli scavi devono essere
dimensionate rispetto all'ingombro dei mezzi
garantendo uno spazio minimo di m 0,70 oltre le
sagome di ingombro
Durante la realizzazione degli scavi il responsabile di
cantiere coordina gli spostamenti reciproci dei mezzi;
comunica all'autista del camion l'ubicazione della
postazione sicura
Il personale a terra addetto all'assistenza non deve
essere presente nel campo d'azione dei mezzi
Il terreno destinato al passaggio dei mezzi meccanici e
dei lavoratori non deve presentare buche o sporgenze
pericolose non segnalate opportunamente
Il manovratore avrà esperienza in generale nel guidare
le macchine per movimenti terra e specifica nel
guidare le pale meccaniche
In condizioni di scarsa visibilità ricorrere a
segnalazioni di addetti a terra
Predisporre idonee aree di accatastamento dei
materiali.
D.Lgs. 81/08 Art.
118 comma 3
I materiali devono essere depositati ordinatamente
assicurando la stabilità contro la caduta e il
ribaltamento
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Riferimenti
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Escavatorista
Terra, ghiaione misto in natura
Utensili ed attrezzature manuali
Pompa idrica
Autocarro con cassone ribaltabile
Escavatore con motore diesel e benne azionate idraulicamente
Fase:
F.02 - Scavi
Attività:
F.02.2 - Asporto materiali di risulta (carico, trasporto, scarico)
Rischi
Misure sicurezza
Inquinamento ambientale per
polverosità
Danneggiamento della viabilità
per transito con ruote infangate
Vedi MT.02
Vedi AT.01
Vedi AT.37
Vedi MZ.14
Vedi MZ.15
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Per trasporto di materiale arido, se necessario, limitare
la polverosità bagnando il materiale o coprendolo con
teloni
Pulire le ruote infangate prima dell'uscita dall'area di
cantiere; non caricare materiali eccessivamente
bagnati e non caricare oltre le sponde
Descrizione
Mansione
Materiali
Misure legislative
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Palista
Terra, ghiaione misto in natura
- Pag. 65 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Riferimenti
Vedi MT.02
Fase:
F.02 - Scavi
Attività:
F.02.2 - Asporto materiali di risulta (carico, trasporto, scarico)
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Descrizione
Attrezzature
Mezzi
Riferimenti
Utensili ed attrezzature manuali
Autocarro con cassone ribaltabile
Pala meccanica
Vedi AT.01
Vedi MZ.14
Vedi MZ.02
Fase:
F.02 - Scavi
Attività:
F.10 - Delimitazione e protezione degli scavi
Rischi
Misure sicurezza
02 - SEPPELLIMENTO (scavi)
Franamento dello scavo
03 - CADUTA DALL'ALTO
Caduta nello scavo
Cedimento dei parapetti
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 73 dB
D.P.I.
Non costituire depositi di materiali presso il ciglio
degli scavi. Se dovesse essere necessario, eseguire le
necessarie puntellature e/o il relativo calcolo di
stabilità
Assicurare una pendenza delle pareti dello scavo
compatibile con le condizioni geo-morfologiche della
zona; predisporre armature di sostegno, sporgenti
almeno 30 cm dal bordo scavo, per profondità
superiore a m 1.5; consultare ev. la relazione
geotecnica
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
120
D.Lgs. 81/08 Artt.
118, 119
Gli addetti alla delimitazione degli scavi dovranno
lavorare osservando la massima prudenza rispetto alla
caduta dal ciglio e se necessario dovranno utilizzare
cinture di sicurezza con bretelle, cosciali e fune di
trattenuta lunga massimo m 1,5 ancorata a punto
sicuro
Il parapetto dovrà avere idonee caratteristiche di
resistenza. A favore della sicurezza è preferibile
utilizzare parapetti fissati su paletti in legno infissi nel
terreno anziché barriere mobili o nastri segnaletici che
risultano facilmente sfondabili e che non offrono
garanzia sufficiente per tempi prolungati
Le condizioni delle barriere e delle delimitazioni
devono essere sicure e se necessario deve essere
predisposta la loro manutenzione
16 - INVESTIMENTO DA
MATERIALI
Investimento dei parapetti (14)
Installare delimitazioni facilmente visibili; se non lo
sono o costituiscono ostacolo rispetto alla normale
viabilità dei mezzi meccanici, segnalarle
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Fase:
Attività:
Operaio comune polivalente
Barre d'acciaio, rete metallica o plasticata per recinzioni
Tavole, listelli, ecc. in legno
Utensili ed attrezzature manuali
F.02 - Scavi
F.10 - Delimitazione e protezione degli scavi
Rischi
Misure sicurezza
Caduta di materiali dall'alto
Riferimenti
Vedi MT.03
Vedi MT.05
Vedi AT.01
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 73 dB
D.P.I.
Non costituire depositi di materiali presso il ciglio
degli scavi. Se dovesse essere necessario, eseguire le
necessarie puntellature e/o il relativo calcolo di
- Pag. 66 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
120
Fase:
F.02 - Scavi
Attività:
F.10 - Delimitazione e protezione degli scavi
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 73 dB
D.P.I.
stabilità
Se è necessario stoccare materiali sul bordo scavi o
transitare con mezzi pesanti in adiacenza ad essi,
predisporre calcolo delle strutture di sostegno
Predisporre armature di sostegno, sporgenti almeno 30
cm dal bordo scavo
Indossare l'elmetto quando si opera in prossimità del Casco di
bordo scavi
protezione
Non adoperare le macchine operatrici come apparecchi
di sollevamento
Per trasporto di materiale arido, se necessario, limitare
la polverosità bagnando il materiale o coprendolo con
teloni
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Realizzazione di parapetto di sicurezza
Inquinamento ambientale per
polverosità
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Caduta nello scavo
Danneggiamento accidentale di
tubazioni o impianti
Inalazione di polveri
Situazioni di emergenza
Segnaletica
(14)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
119 comma 2
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08 Artt.
118, 126
Le barriere di protezione, i parapetti, le delimitazioni
devono essere verificate frequentemente provvedendo
se necessario alla loro manutenzione
Accesso allo scavo mediante scale a mano a norma,
fissate, che sporgano a sufficienza oltre il livello di
accesso a meno che altri dispositivi garantiscano una
presa sicura.
Nel caso di danneggiamenti accidentali di tubazioni o
impianti prima di procedere nei lavori segnalare
immediatamente la situazione agli enti gestori
Provvedere all'individuazione dei condotti interrati
Mantenere bagnato il terreno
Maschera con
filtro adatto
D.Lgs. 81/08 Art.
113 comma 6.d
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
Il personale addetto agli scavi di trincea deve
effettuare le lavorazioni esclusivamente in gruppo per
gestire eventuali situazioni di emergenza. Predisporre
idonee vie di fuga accertandosi delle distanze ridotte al
minimo possibile fra le scale a mano utilizzate per
l'accesso al fondo degli scavi
Esporre idonea segnaletica inerente la viabilità, le prescrizioni di sicurezza e gli obblighi da
osservare.
La colorazione, i pittogrammi e le dimensioni devono essere conformi al D.LGS. n. 81/08
Fase:
F.03 - Armatura e protezione scavi
Attività:
F.03.1 - Armatura e protezione degli scavi (15)
Rischi
Misure sicurezza
Investimento da caduta di
materiali
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Rumore: 85 dB
D.P.I.
Predisporre idonee aree di accatastamento dei
materiali. I materiali devono essere depositati
ordinatamente assicurando la stabilità contro la caduta
- Pag. 67 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
Fase:
F.03 - Armatura e protezione scavi
Attività:
F.03.1 - Armatura e protezione degli scavi (15)
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Rumore: 85 dB
D.P.I.
Misure legislative
e il ribaltamento
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Fase:
Attività:
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Puntelli con travetti e tavole in legno
Casseri metallici per l'armatura dello scavo
Utensili ed attrezzature manuali
Autocarro
Gru su carro o autocarro
F.03 - Armatura e protezione scavi
F.03.1 - Armatura e protezione degli scavi (15)
Rischi
Misure sicurezza
Caduta di materiali dall'alto
Caduta nello scavo
Vedi MT.20
Vedi MT.21
Vedi AT.01
Vedi MZ.01
Vedi MZ.07
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Rumore: 85 dB
D.P.I.
(15)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
120
Casco di
protezione
Realizzazione di parapetto di sicurezza
Situazioni di emergenza
Segnaletica
Non costituire depositi di materiali presso il ciglio
degli scavi. Se dovesse essere necessario, eseguire le
necessarie puntellature e/o il relativo calcolo di
stabilità
Indossare l'elmetto quando si opera in prossimità del
bordo scavi
Riferimenti
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08 Artt.
118, 126
Le barriere di protezione, i parapetti, le delimitazioni
devono essere verificate frequentemente provvedendo
se necessario alla loro manutenzione
Accesso allo scavo mediante scale a mano a norma,
D.Lgs. 81/08 Art.
fissate, che sporgano a sufficienza oltre il livello di
113 comma 6.d
accesso a meno che altri dispositivi garantiscano una
presa sicura.
Il personale addetto agli scavi di trincea deve
effettuare le lavorazioni esclusivamente in gruppo per
gestire eventuali situazioni di emergenza. Predisporre
idonee vie di fuga accertandosi delle distanze ridotte al
minimo possibile fra le scale a mano utilizzate per
l'accesso al fondo degli scavi
Esporre idonea segnaletica inerente la viabilità, le prescrizioni di sicurezza e gli obblighi da
osservare.
La colorazione, i pittogrammi e le dimensioni devono essere conformi al D.LGS. n. 81/08
Fase:
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Attività:
F.04.1 - Stoccaggio provvisorio materiali
Rischi
Misure sicurezza
Cedimento degli stoccaggi
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
I materiali devono essere depositati in luoghi adatti
che non interferiscano con la circolazione di uomini e
mezzi, su terreno con adeguata portanza ed in modo
stabile; depositati su traversine o bancali in modo da
facilitarne il sollevamento e bloccandoli contro il
rotolamento
- Pag. 68 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
Fase:
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Attività:
F.04.1 - Stoccaggio provvisorio materiali
Rischi
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Misure sicurezza
D.P.I.
10 - RUMORE
Rumore (16) (17) (Trasm MZ.15)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Otoprotettori
Descrizione
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Riferimenti
Mansione
Muratore polivalente
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Materiali
Tubazioni in materiale plastico con giunzioni saldate/incollate
Vedi MT.27
Tubazioni in PVC, gres e calcestruzzo, pozzetti in calcestruzzo; chiusini in ghisa
Vedi MT.22
Attrezzature
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Mezzi
Escavatore con motore diesel e benne azionate idraulicamente
Vedi MZ.15
Gru su carro o autocarro
Vedi MZ.07
Autocarro
Vedi MZ.01
Sorveglianza sanitaria (17) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(16) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Attività:
F.04.2 - Movimentazione e collocazione in opera tubazioni, raccordi e pozzetti
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni ai piedi per caduta di
materiali
Movimentare con cura i materiali
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
D.P.I.
Scarpe di
sicurezza
Investimento da caduta di
I materiali devono essere spostati opportunamente
materiali
imbracati ed accompagnati
10 - RUMORE
Rumore (18) (19) (Trasm MZ.15)
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Otoprotettori
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
Operaio comune polivalente
Escavatorista
Autista autocarro
Valvole di intercettazione
Tubazioni in materiale plastico con giunzioni saldate/incollate
Tubazioni in PVC, gres e calcestruzzo, pozzetti in calcestruzzo; chiusini in ghisa
Gruppo elettrogeno
Termosaldatrice elettrica testa-testa per tubi in PE
Utensili ed attrezzature manuali
Escavatore con motore diesel e benne azionate idraulicamente
- Pag. 69 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Riferimenti
Vedi MT.29
Vedi MT.27
Vedi MT.22
Vedi AT.49
Vedi AT.48
Vedi AT.01
Vedi MZ.15
Fase:
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Attività:
F.04.2 - Movimentazione e collocazione in opera tubazioni, raccordi e pozzetti
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Descrizione
Riferimenti
Gru su carro o autocarro
Vedi MZ.07
Autocarro
Vedi MZ.01
Sorveglianza sanitaria (19) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(18) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Attività:
F.04.3 - Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di rinfianco, sigillature
Rischi
Misure sicurezza
Inalazione di polveri
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Maschera con
filtro adatto
10 - RUMORE
Rumore (20) (21) (Trasm MZ.15)
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Otoprotettori
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Fase:
Attività:
Muratore polivalente
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Palista
Autista autobetoniera
Malta di cemento
Conglomerato, eventualmente additivato
Sabbia
Utensili ed attrezzature manuali
Escavatore con motore diesel e benne azionate idraulicamente
Pala meccanica
Autocarro
Autobetoniera
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di rinfianco, sigillature
Rischi
Misure sicurezza
Caduta di materiali dall'alto
Caduta nello scavo
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
Non costituire depositi di materiali presso il ciglio
degli scavi. Se dovesse essere necessario, eseguire le
necessarie puntellature e/o il relativo calcolo di
stabilità
Indossare l'elmetto quando si opera in prossimità del
bordo scavi
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Riferimenti
Vedi MT.24
Vedi MT.25
Vedi MT.26
Vedi AT.01
Vedi MZ.15
Vedi MZ.02
Vedi MZ.01
Vedi MZ.26
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
120
Casco di
protezione
Realizzazione di parapetto di sicurezza
Le barriere di protezione, i parapetti, le delimitazioni
devono essere verificate frequentemente provvedendo
- Pag. 70 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08 Artt.
118, 126
Fase:
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Attività:
Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di rinfianco, sigillature
Rischi
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Misure sicurezza
Situazioni di emergenza
Sorveglianza sanitaria
(21)
Segnaletica
(20)
F.05 - Collegamento degli allacciamenti esistenti
Attività:
F.05.1 - Intercettazione e sezionamento degli allacciamenti esistenti
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 1
Valore del rischio: 3
Misure sicurezza
Danno biologico per contatto,
inalazione
Realizzare pozzetti di intercettazione e by-pass sulla
condotta ed allacciamenti esistenti; una volta sigillato
il raccordo, demolire manualmente le condotte ed
allacciamenti preesistenti nel punto di imbocco
D.P.I.
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
Indumenti di
protezione
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
Descrizione
Materiali
Attrezzature
Fase:
Attività:
Riferimenti
Operaio comune polivalente
Valvole di intercettazione
Flange
Tubazioni in PVC, gres e calcestruzzo, pozzetti in calcestruzzo; chiusini in ghisa
Utensili ed attrezzature manuali
F.05 - Collegamento degli allacciamenti esistenti
F.05.1 - Intercettazione e sezionamento degli allacciamenti esistenti
Rischi
Misure sicurezza
Caduta di materiali dall'alto
Situazioni di emergenza
Non costituire depositi di materiali presso il ciglio
degli scavi. Se dovesse essere necessario, eseguire le
necessarie puntellature e/o il relativo calcolo di
stabilità
Indossare l'elmetto quando si opera in prossimità del
bordo scavi
Misure legislative
Guanti
Maschera con
filtro adatto
Mansione
Misure legislative
se necessario alla loro manutenzione
Accesso allo scavo mediante scale a mano a norma,
D.Lgs. 81/08 Art.
fissate, che sporgano a sufficienza oltre il livello di
113 comma 6.d
accesso a meno che altri dispositivi garantiscano una
presa sicura.
Il personale addetto agli scavi di trincea deve
effettuare le lavorazioni esclusivamente in gruppo per
gestire eventuali situazioni di emergenza. Predisporre
idonee vie di fuga accertandosi delle distanze ridotte al
minimo possibile fra le scale a mano utilizzate per
l'accesso al fondo degli scavi
Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
Rischi
D.P.I.
Vedi MT.29
Vedi MT.33
Vedi MT.22
Vedi AT.01
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 1
Valore del rischio: 3
D.P.I.
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
120
Casco di
protezione
Il personale addetto agli scavi di trincea deve
effettuare le lavorazioni esclusivamente in gruppo per
gestire eventuali situazioni di emergenza. Predisporre
idonee vie di fuga accertandosi delle distanze ridotte al
minimo possibile fra le scale a mano utilizzate per
l'accesso al fondo degli scavi
- Pag. 71 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
Fase:
F.05 - Collegamento degli allacciamenti esistenti
Attività:
F.05.1 - Intercettazione e sezionamento degli allacciamenti esistenti
Rischi
Misure sicurezza
Caduta nello scavo
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 1
Valore del rischio: 3
D.P.I.
Realizzazione di parapetto di sicurezza
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Artt.
118, 126
Le barriere di protezione, i parapetti, le delimitazioni
devono essere verificate frequentemente provvedendo
se necessario alla loro manutenzione
Accesso allo scavo mediante scale a mano a norma,
fissate, che sporgano a sufficienza oltre il livello di
accesso a meno che altri dispositivi garantiscano una
presa sicura.
D.Lgs. 81/08 Art.
113 comma 6.d
Fase:
F.06 - Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
in fornitura, misto cementato
Attività:
F.06.1 - Consegna, stoccaggio e movimentazione materiali
Rischi
Misure sicurezza
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Investimento da mezzi in
manovra
10 - RUMORE
Rumore (22) (23) (Trasm MZ.06)
Valore del rischio: 4
Rumore: 80 dB
D.P.I.
Misure legislative
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Delimitare ed individuare chiaramente la zona di
attività
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Otoprotettori
Descrizione
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Riferimenti
Mansione
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Escavatorista
Palista
Materiali
Ghiaione misto in natura
Vedi MT.28
Attrezzature
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Mezzi
Escavatore con motore diesel e benne azionate idraulicamente
Vedi MZ.06
Autocarro con cassone ribaltabile
Vedi MZ.14
Pala meccanica
Vedi MZ.02
Sorveglianza sanitaria (23) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(22) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.06 - Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
in fornitura, misto cementato
Attività:
F.06.2 - Costipamento e rullatura
Rischi
Valore del rischio: 4
Rumore: 88 dB
Misure sicurezza
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Investimento da mezzi in
manovra
D.P.I.
Descrizione
Mansione
Misure legislative
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Delimitare ed individuare chiaramente la zona di
attività
Operaio comune polivalente
- Pag. 72 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Riferimenti
Fase:
F.06 - Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
in fornitura, misto cementato
Attività:
F.06.2 - Costipamento e rullatura
Valore del rischio: 4
Rumore: 88 dB
Descrizione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Riferimenti
Addetto al rullo
Ghiaione misto in natura
Utensili ed attrezzature manuali
Costipatore manuale (rana)
Compattatore a piatto vibrante
Rullo compressore
Vedi MT.28
Vedi AT.01
Vedi AT.46
Vedi AT.47
Vedi MZ.29
Fase:
F.06 - Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 1
in fornitura, misto cementato
Attività:
F.06.3 - Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Rischi
Misure sicurezza
Valore del rischio: 2
D.P.I.
Contatto con oli minerali e
derivati
Guanti
Incendio
Durante i rifornimenti di carburante spegnere il
motore e non fumare
Cesoiamenti, tagli, lesioni
Efficienza dell'involucro coprimotore e dei carter
Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione
necessarie al reimpiego della macchina a motore
spento
Guanti
Scarpe di
sicurezza
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Fase:
Attività:
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
4.5, § 4.6, § 4.7
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
20 comma 2 c)
- Allegato VI § 1
- Allegato IV § 4
D.Lgs. 81/08 Art.
20 comma 2 c)
- Allegato VI §
1.6.1, §1.6.2
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
Riferimenti
Operaio comune polivalente
Terra, ghiaia
Vedi MT.30
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Costipatore manuale (rana)
Vedi AT.46
Compattatore a piatto vibrante
Vedi AT.47
Autocarro con cassone ribaltabile
Vedi MZ.14
Rullo compressore
Vedi MZ.29
F.06 - Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 1
in fornitura, misto cementato
F.06.3 - Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Rischi
Misure sicurezza
Franamento dello scavo
Caduta nello scavo
Valore del rischio: 2
D.P.I.
Predisporre armature di sostegno, sporgenti almeno 30
cm dal bordo scavo, secondo la relazione di calcolo
che considera il transito di mezzi carichi
Realizzazione di parapetto di sicurezza
Controllare frequentemente le condizioni delle barriere
e delle delimitazioni predisposte provvedendo se
- Pag. 73 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
119 comma 2
D.Lgs. 81/08 Artt.
118, 126
Fase:
F.06 - Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 1
in fornitura, misto cementato
Attività:
F.06.3 - Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Rischi
Misure sicurezza
Caduta di materiali dall'alto
necessario alla loro manutenzione
Accesso allo scavo mediante scale a mano a norma,
fissate, che sporgano a sufficienza oltre il livello di
accesso a meno che altri dispositivi garantiscano una
presa sicura.
Nei pressi del bordo scavi indossare sempre e
comunque il elmetto
Inalazione di polveri
Valore del rischio: 2
D.P.I.
D.Lgs. 81/08 Art.
113 comma 6.d
Casco di
protezione
Maschera con
filtro adatto
Investimento per caduta di
materiali dall'alto
Inquinamento ambientale per
polverosità
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.1 - Consegna e carico materiali
Misure sicurezza
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Inalazione di polveri o fumi
nocivi durante la preparazione e
la posa (Trasm MT.31)
Proiezione di schegge o materiali
(Trasm AT.01)
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Ferite a terzi per caduta dall'alto
(Trasm AT.01)
Durante il lavoro in posizioni sopraelevate, gli utensili
non utilizzati devono essere tenuti in guaine o
assicurati in modo da impedirne la caduta
Mezzi di trasporto appropriati, per quanto riguarda la
sicurezza, alla natura, alla forma e al volume dei
carichi a cui sono destinati
Il materiale depositato sui cassoni non deve superare
l'altezza delle sponde laterali e comunque deve essere
idoneamente fissato per impedirne lo spostamento o la
caduta in ogni fase di lavoro
Per trasporto di materiale arido, se necessario, limitare
la polverosità bagnando il materiale o coprendolo con
teloni
Investimento per caduta del
materiale (Trasm MZ.14)
Inquinamento ambientale per
polverosità (Trasm MZ.14)
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
Predisporre idonee aree di accatastamento dei
materiali
Per trasporto di materiale arido, se necessario, limitare
la polverosità bagnando il materiale o coprendolo con
teloni
Fase:
Rischi
Misure legislative
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 80 dB
D.P.I.
Maschera con
filtro adatto
Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori o
installare schermi paraschegge
Occhiali
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.2
D.Lgs. 81/08
Allegato VI § 1.7
D.Lgs. 81/08
Allegato VI §
3.1.1
Rumore (24) (25) (Trasm MZ.33)
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Otoprotettori
- Pag. 74 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.1 - Consegna e carico materiali
Rischi
Misure sicurezza
Inalazione dei gas di scarico
(Trasm MZ.33)
Inalazione di vapori di catrame
(25) (Trasm MZ.33)
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 80 dB
D.P.I.
Non utilizzare la macchina in ambienti chiusi e poco
ventilati
Maschera con
filtro adatto
Calore, fiamme (Trasm MZ.33)
Scarpe di
sicurezza
Indumenti di
protezione
Descrizione
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato IV § 1.9
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
Riferimenti
Mansione
Operaio comune (manti stradali)
Addetto rifinitrice
Autista autocarro
Materiali
Conglomerato asfaltico/bituminoso a caldo
Vedi MT.31
Attrezzature
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Mezzi
Autocarro con cassone ribaltabile
Vedi MZ.14
Vibrofinitrice
Vedi MZ.33
Sorveglianza sanitaria (25) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(24) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.2 - Stesa manto con vibrofinitrice
Rischi
Misure sicurezza
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Inalazione di polveri o fumi
nocivi durante la preparazione e
la posa (Trasm MT.31)
Proiezione di schegge o materiali
(Trasm AT.01)
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Ferite a terzi per caduta dall'alto
(Trasm AT.01)
Durante il lavoro in posizioni sopraelevate, gli utensili
non utilizzati devono essere tenuti in guaine o
assicurati in modo da impedirne la caduta
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
Rumore: 88 dB
D.P.I.
Maschera con
filtro adatto
Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori o
installare schermi paraschegge
Occhiali
Rumore (26) (27) (Trasm MZ.33)
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.2
D.Lgs. 81/08
Allegato VI § 1.7
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Inalazione dei gas di scarico
(Trasm MZ.33)
Inalazione di vapori di catrame
(27) (Trasm MZ.33)
Misure legislative
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Non utilizzare la macchina in ambienti chiusi e poco
ventilati
Otoprotettori
Maschera con
filtro adatto
- Pag. 75 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
D.Lgs. 81/08
Allegato IV § 1.9
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.2 - Stesa manto con vibrofinitrice
Rischi
Misure sicurezza
Calore, fiamme (Trasm MZ.33)
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
Rumore: 88 dB
D.P.I.
Scarpe di
sicurezza
Indumenti di
protezione
Descrizione
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
Riferimenti
Mansione
Operaio comune (manti stradali)
Addetto rifinitrice
Materiali
Conglomerato asfaltico/bituminoso a caldo
Vedi MT.31
Attrezzature
Utensili ed attrezzature manuali
Vedi AT.01
Mezzi
Vibrofinitrice
Vedi MZ.33
Sorveglianza sanitaria (27) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(26) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.3 - Rullatura binder con rullo metallico
Rischi
Misure sicurezza
Investimento di estranei alle
lavorazioni
Inalazione di polveri o fumi
nocivi durante la preparazione e
la posa (Trasm MT.31)
Calore, fiamme (Trasm AT.46)
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 88 dB
D.P.I.
Consentire l'accesso solo al personale addetto alle
lavorazioni
Maschera con
filtro adatto
Gli addetti devono utilizzare i DPI prescritti
Scarpe di
sicurezza
Guanti
Indumenti di
protezione
Rumore (28) (29) (Trasm MZ.29)
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Inalazione di polveri (Trasm
MZ.29)
Otoprotettori
Maschera con
filtro adatto
Descrizione
Mansione
Materiali
Misure legislative
Operaio comune (manti stradali)
Addetto rullo compressore
Conglomerato asfaltico/bituminoso a caldo
- Pag. 76 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08 Art.
78 comma 2
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
D.Lgs. 81/08 Art.
189
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
Riferimenti
Vedi MT.31
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.3 - Rullatura binder con rullo metallico
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 88 dB
Descrizione
Riferimenti
Attrezzature
Costipatore manuale (rana)
Vedi AT.46
Mezzi
Rullo compressore
Vedi MZ.29
Sorveglianza sanitaria (29) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(28) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.4 - Rullatura manto con rullo metallico e rifinitura
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 88 dB
D.P.I.
Scivolamento, caduta in piano
Scarpe di
sicurezza
Inalazione di polveri o fumi
nocivi durante la pulizia (Trasm
MT.34)
Calore, fiamme (Trasm AT.46)
Maschera con
filtro adatto
Gli addetti devono utilizzare i DPI prescritti
Scarpe di
sicurezza
Guanti
Indumenti di
protezione
Inalazione di polveri (Trasm
MZ.29)
Maschera con
filtro adatto
Rumore (30) (31) (Trasm MZ.37)
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Inalazione dei gas di scarico
(Trasm MZ.37)
Inalazione di vapori di catrame
(31) (Trasm MZ.37)
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Non utilizzare la macchina in ambienti chiusi e poco
ventilati
Otoprotettori
Maschera con
filtro adatto
Calore, fiamme (Trasm MZ.37)
Scarpe di
sicurezza
Indumenti di
protezione
Descrizione
Mansione
Operaio comune (manti stradali)
- Pag. 77 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08 Art.
78 comma 2
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08 Art.
189
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
D.Lgs. 81/08
Allegato IV § 1.9
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
Riferimenti
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.4 - Rullatura manto con rullo metallico e rifinitura
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
Rumore: 88 dB
Descrizione
Riferimenti
Addetto rullo compressore
Addetto rifinitrice
Materiali
Conglomerato asfaltico/bituminoso (pulizie)
Vedi MT.34
Attrezzature
Costipatore manuale (rana)
Vedi AT.46
Mezzi
Rullo compressore
Vedi MZ.29
Rifinitrice stradale
Vedi MZ.37
Sorveglianza sanitaria (31) Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnaletica
(30) Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.5 - Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 1
Valore del rischio: 2
D.P.I.
Contatto con oli minerali e
derivati
Guanti
Incendio
Durante i rifornimenti di carburante spegnere il
motore e non fumare
Cesoiamenti, tagli, lesioni
Efficienza dell'involucro coprimotore e dei carter
Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione
necessarie al reimpiego della macchina a motore
spento
Guanti
Scarpe di
sicurezza
Inalazione, contatto di polveri
con la pelle, ustioni o bruciature
da contatto (Trasm MT.35)
Nell'utilizzo adottare le idonee cautele, in funzione
delle prescrizioni delle schede di sicurezza
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
4.5, § 4.6, § 4.7
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
20 comma 2 c)
- Allegato VI § 1
- Allegato IV § 4
D.Lgs. 81/08 Art.
20 comma 2 c)
- Allegato VI §
1.6.1, §1.6.2
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
DPI previsti
dalla scheda di
sicurezza
Stoccare adottando le indicazioni riportate nella
confezione e nelle schede di sicurezza
Inalazione di vapori, sostanze
allergizzanti (Trasm MT.35)
Maschera con
filtro adatto
Inalazione di polveri o fumi
nocivi durante la pulizia (Trasm
MT.34)
Proiezione di schegge o materiali Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori o
(Trasm AT.01)
installare schermi paraschegge
Maschera con
filtro adatto
Ferite a terzi per caduta dall'alto
(Trasm AT.01)
Occhiali
Durante il lavoro in posizioni sopraelevate, gli utensili
non utilizzati devono essere tenuti in guaine o
assicurati in modo da impedirne la caduta
- Pag. 78 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.2
D.Lgs. 81/08
Allegato VI § 1.7
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.5 - Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 1
Valore del rischio: 2
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Riferimenti
Operaio comune (manti stradali)
Additivi chimici
Conglomerato asfaltico/bituminoso (pulizie)
Utensili ed attrezzature manuali
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.6 - Realizzazione di segnaletica orizzontale
Rischi
Misure sicurezza
Inalazione di vapori (Trasm )
Utilizzare i DPI previsti dalle schede di sicurezza
prodotto (32)
Vedi MT.35
Vedi MT.34
Vedi AT.01
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Maschera con
filtro adatto
Rumore (33) (34) (Trasm AT.56)
Vedi marchiatura del produttore per macchine
prodotte dopo il 92 e la valutazione del datore di
lavoro
Informare e formare i lavoratori su rischi
Fare tutto il possibile per assicurare che vengano
indossati i D.P.I
Inalazione di gas, vapori (Trasm Non utilizzare la macchina in ambienti chiusi e poco
AT.56)
ventilati
Esposizione ad allergeni e nebbie In caso di lavorazione in ambienti confinati, se il
(Trasm AT.56)
prodotto impiegato lo richiede, predisporre adeguato
sistema di aspirazione e/o di ventilazione
Il prodotto va utilizzato seguendo le indicazioni della
scheda di sicurezza fornita dalla ditta produttrice
Otoprotettori
Guanti
Indumenti di
protezione
L'impianto deve essere in perfetto stato, con le
connessioni tra i tubi e l'utensile perfettamente a
tenuta
I luoghi di transito e di lavoro devono essere segregati
Indumenti di
protezione
Maschera con
filtro adatto
Investimento per caduta del
materiale (Trasm MZ.01)
D.Lgs. 81/08 Art.
195
D.Lgs. 81/08 Art.
193 comma 1
D.Lgs. 81/08
Allegato IV § 1.9
D.M. 28/01/92
Maschera con
filtro adatto
Proiezione di getti, schizzi (35)
(Trasm AT.56)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08 Art.
189
Mezzi di trasporto appropriati, per quanto riguarda la
sicurezza, alla natura, alla forma e al volume dei
carichi a cui sono destinati
Il materiale depositato sui cassoni non deve superare
l'altezza delle sponde laterali e comunque deve essere
- Pag. 79 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.6, § 4.5
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
D.Lgs. 81/08
Allegato IV §
1.4.6, § 1.8.3
D.Lgs. 81/08 Art.
78 - Allegato VIII
§ 3.6
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
D.Lgs. 81/08
Allegato VI §
3.1.1
Fase:
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Attività:
F.07.6 - Realizzazione di segnaletica orizzontale
Rischi
Misure sicurezza
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
idoneamente fissato per impedirne lo spostamento o la
caduta in ogni fase di lavoro
Per trasporto di materiale arido, se necessario, limitare
la polverosità bagnando il materiale o coprendolo con
teloni
Inquinamento ambientale per
polverosità (Trasm MZ.01)
Descrizione
Mansione
Attrezzature
Mezzi
Fase:
Attività:
Operaio comune (segnaletica stradale)
Attrezzatura per verniciatura segnaletica stradale
Autocarro
F.07 - Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
F.07.6 - Realizzazione di segnaletica orizzontale
Rischi
Misure sicurezza
Inalazione di vapori di catrame
(34) (Trasm )
Sorveglianza sanitaria
(32)
(34)
Segnaletica
(33)
(35)
Riferimenti
Vedi AT.56
Vedi MZ.01
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.3, § 4.4
Sorveglianza sanitaria per addetti alla verniciatura stradale in funzione delle definizioni delle
schede di sicurezza prodotto
Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente;
D.Lgs. 81/08 Art. 168 comma 2 d) - Allegato XXXIII
Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato
Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni
F.08 - Realizzazione opere d'arte in c.a
Attività:
F.08.1 - Posa casseratura, previa stesa di disarmante
Rischi
Misure sicurezza
Investimento di non addetti
durante le movimentazioni
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
D.P.I.
Attrezzature
Mezzi
Impianti fissi
Riferimenti
Operaio comune polivalente
Autista autocarro
Puntelli con travetti e tavole in legno
Casseforme metalliche
Disarmante a base di oli minerali leggeri a volte combinati con acqua
Utensili ed attrezzature manuali
Gru su carro o autocarro
Ponti su cavalletti
Fase:
F.08 - Realizzazione opere d'arte in c.a
Attività:
F.08.2 - Inserimento di armature metalliche preconfezionate
Rischi
Misure sicurezza
Caduta o scivolamento in piano
Mantenere ordine e pulizia nel cantiere
Vedi MT.20
Vedi MT.43
Vedi MT.44
Vedi AT.01
Vedi MZ.07
Vedi IF.02
Magnitudo del danno: 2
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 4
D.P.I.
Scarpe di
sicurezza
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Misure legislative
Non interferire nei transiti retrostanti o adiacenti e non
interferire negli spazi lavorativi di altri con i materiali
nelle fasi di movimentazione e posa
Descrizione
Materiali
Misure legislative
Maschera con
filtro adatto
Fase:
Mansione
Misure legislative
Operaio comune polivalente
Ferro d'armatura in gabbie
Utensili ed attrezzature manuali
Escavatore con martello demolitore
- Pag. 80 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Misure legislative
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.2, § 4.6
Riferimenti
Vedi MT.45
Vedi AT.01
Vedi MZ.11
Fase:
F.08 - Realizzazione opere d'arte in c.a
Attività:
F.08.3 - Esecuzione getti con autobetoniera e autopompa e vibrazione dei getti
Rischi
Misure sicurezza
Investimento di non addetti
durante le movimentazioni
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
Rumore: 83 dB
D.P.I.
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Riferimenti
Muratore polivalente
Operaio comune polivalente
Autista pompa cls
Autista autobetoniera
Conglomerato, eventualmente additivato
Utensili ed attrezzature manuali
Vibratore azionato con compressore a scoppio
Autopompa
Autobetoniera
Fase:
F.08 - Realizzazione opere d'arte in c.a
Attività:
F.08.4 - Disarmo, pulizia e ricollocazione a deposito casseri
Rischi
Misure sicurezza
Crollo delle strutture da
disarmare
Investimento di non addetti
durante le movimentazioni
Vedi MT.25
Vedi AT.01
Vedi AT.68
Vedi MZ.44
Vedi MZ.26
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
D.P.I.
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Impianti fissi
Fase:
Attività:
Muratore polivalente
Operaio comune polivalente
Casseforme metalliche
Utensili ed attrezzature manuali
Gru su carro o autocarro
Ponti su cavalletti
F.08 - Realizzazione opere d'arte in c.a
F.08.4 - Disarmo, pulizia e ricollocazione a deposito casseri
Rischi
Misure sicurezza
Caduta di materiali dall'alto
Caduta nello scavo
Misure legislative
Effettuare il disarmo con cautela, allentando
gradualmente i cunei o i dispositivi di forzamento dei
puntelli e riposizionando gli stessi nel momento in cui
si riscontrasse un difetto o un cedimento
Non interferire nei transiti retrostanti o adiacenti e non
interferire negli spazi lavorativi di altri con i materiali
nelle fasi di movimentazione e posa
Descrizione
Mansione
Misure legislative
Non interferire nei transiti retrostanti o adiacenti e non
interferire negli spazi lavorativi di altri con i materiali
nelle fasi di movimentazione e posa
Non costituire depositi di materiali presso il ciglio
degli scavi. Se dovesse essere necessario, eseguire le
necessarie puntellature e/o il relativo calcolo di
stabilità
Indossare l'elmetto quando si opera in prossimità del
bordo scavi
Riferimenti
Vedi MT.43
Vedi AT.01
Vedi MZ.07
Vedi IF.02
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
D.P.I.
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
120
Casco di
protezione
Realizzazione di parapetto di sicurezza
Le barriere di protezione, i parapetti, le delimitazioni
devono essere verificate frequentemente provvedendo
se necessario alla loro manutenzione
Accesso allo scavo mediante scale a mano a norma,
fissate, che sporgano a sufficienza oltre il livello di
- Pag. 81 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
D.Lgs. 81/08 Art.
110
D.Lgs. 81/08
Allegato VIII §
3.1, § 4.1
D.Lgs. 81/08 Artt.
118, 126
D.Lgs. 81/08 Art.
113 comma 6.d
Fase:
F.08 - Realizzazione opere d'arte in c.a
Attività:
F.08.4 - Disarmo, pulizia e ricollocazione a deposito casseri
Rischi
Misure sicurezza
Situazioni di emergenza
Caduta su ferri di ripresa
Caduta di addetti dall'alto
Caduta di addetti dall'alto sul
perimetro
Fase:
D.P.I.
Misure legislative
accesso a meno che altri dispositivi garantiscano una
presa sicura.
Il personale addetto agli scavi di trincea deve
effettuare le lavorazioni esclusivamente in gruppo per
gestire eventuali situazioni di emergenza. Predisporre
idonee vie di fuga accertandosi delle distanze ridotte al
minimo possibile fra le scale a mano utilizzate per
l'accesso al fondo degli scavi
Proteggere i ferri di ripresa con gli appositi
"funghetti", con tavole fissate lateralmente o con altre
protezioni adeguate
Impiegare trabattelli o ponti su cavalletti per le
lavorazioni; vietato impiegare le scale portatili
Installare parapetto di sicurezza sul perimetro del
manufatto, prima dell'esecuzione della banchinatura
del solaio
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
Addetti,
Impianti,
Materiali, Mezzi
e Attrezzature
Prescrizioni
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
Valore del rischio: 6
Rischi
(36)
Misure sicurezza
D.P.I.
Misure
legislative
Prescrizioni di carattere generale
I lavori di bonifica di materiali friabili contenenti amianto dovranno essere eseguiti attenendosi
alle raccomandazioni contenute nei punti seguenti:
1 - Allestimento del cantiere.
Se l'ambiente in cui avviene la rimozione non e' naturalmente confinato, occorre provvedere
alla realizzazione di un confinamento artificiale con idonei divisori.
Prima dell'inizio del lavoro, la zona dovra' essere sgombrata da tutti i mobili e le attrezzature
che possono essere spostati. Se i mobili e/o le attrezzature sono coperte da detriti o polvere,
devono essere puliti a umido prima dello spostamento dalla zona di lavoro.
Tutti i mobili e le attrezzature che non possono essere spostati devono essere completamente
ricoperti con fogli di plastica di spessore adeguato ed accuratamente sigillati sul posto.
Tutte le armature per l'illuminazione presenti devono essere tolte, pulite e sigillate in fogli di
plastica e depositate in zona di sicurezza incontaminata. Devono essere asportati tutti gli
equipaggiamenti di ventilazione e riscaldamento e altri elementi smontabili, puliti e tolti dalla
zona di lavoro. Tutti gli oggetti inamovibili devono essere sigillati, in modo tale che non
vengano danneggiati e/o contaminati durante il lavoro.
Devono essere rimossi tutti i filtri dei sistemi di riscaldamento, ventilazione e
condizionamento. I filtri sostituiti vanno posti in sacchi sigillati di plastica per essere smaltiti
come rifiuti contenenti amianto. I filtri permanenti vanno puliti a umido e reinstallati.
Tutte le aperture di ventilazione, le attrezzature fisse, gli infissi e radiatori, devono essere
sigillati sul posto, uno per uno, con fogli di plastica chiusi da un nastro adesivo fino a che il
lavoro, pulizia compresa, non sara' completato.
Il pavimento dell'area di lavoro dovra' essere ricoperto con uno o piu' fogli di polietilene di
spessore adeguato. Le giunzioni saranno unite con nastro impermeabile; la copertura del
pavimento dovra' estendersi alla parete per almeno 500 mm.
Tutte le pareti della zona di lavoro saranno ricoperte con fogli di polietilene di spessore
adeguato e sigillate sul posto con nastro a prova di umidita'. Tutte le barriere di fogli di plastica
- Pag. 82 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
e l'isolamento della zona vanno mantenuti durante tutta la preparazione del lavoro.
Bisognera' effettuare ispezioni periodiche per assicurare che le barriere siano funzionanti.
Tutti i cavedii e le altre possibili comunicazioni per il passaggio di cavi, tubazioni, ecc. devono
essere individuati e sigillati. I bordi delle barriere temporanee, i fori e le fessure vanno
tamponati con silicone o schiume espanse. Porte e finestre vanno sigillate applicando prima
nastro adesivo sui bordi e coprendole successivamente con un telo di polietilene di superficie
piu' estesa delle aperture.
Deve essere predisposta un'uscita di sicurezza per consentire una rapida via di fuga, realizzata
con accorgimenti tali da non compromettere l'isolamento dell'area di lavoro (ad es. telo di
polietilene da tagliare in caso di emergenza). Deve essere installato un impianto temporaneo di
alimentazione elettrica, di tipo stagno e collegato alla messa a terra. I cavi devono essere
disposti in modo da non creare intralcio al lavoro e non essere danneggiati accidentalmente.
Per realizzare un efficace isolamento dell'area di lavoro e' necessario, oltre all'installazione
delle barriere (confinamento statico), l'impiego di un sistema di estrazione dell'aria che metta
in depressione il cantiere di bonifica rispetto all'esterno (confinamento dinamico). Il sistema di
estrazione deve garantire un gradiente di pressione tale che, attraverso i percorsi di accesso al
cantiere e le inevitabili imperfezioni delle barriere di confinamento, si verifichi un flusso d'aria
dall'esterno verso l'interno del cantiere in modo da evitare qualsiasi fuoriuscita di fibre. Nello
stesso tempo questo sistema garantisce il rinnovamento dell'aria e riduce la concentrazione
delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'area di lavoro.
L'aria aspirata deve essere espulsa all'esterno dell'area di lavoro, quando possibile fuori
dall'edificio.
L'uscita del sistema di aspirazione deve attraversare le barriere di confinamento; l'integrita'
delle barriere deve essere mantenuta sigillando i teli di polietilene con nastro adesivo intorno
all'estrattore o al tubo di uscita. L'aria inquinata aspirata dagli estrattori deve essere
efficacemente filtrata prima di essere emessa all'esterno del cantiere.
Gli estrattori devono essere muniti di un filtro HEPA (alta efficienza: 99.97 DOP).
Gli estrattori devono essere messi in funzione prima che qualsiasi materiale contenente amianto
venga manomesso e devono funzionare ininterrottamente (24 ore su 24) per mantenere il
confinamento dinamico fino a che la decontaminazione dell'area di lavoro non sia completa.
Non devono essere spenti alla fine del turno di lavoro ne' durante le eventuali pause.
In caso di interruzione di corrente o di qualsiasi altra causa accidentale che provochi l'arresto
degli estrattori, l'attivita' di rimozione deve essere interrotta; tutti i materiali di amianto gia'
rimossi e caduti devono essere insaccati finche' sono umidi.
L'estrattore deve essere provvisto di un manometro che consenta di determinare quando i filtri
devono essere sostituiti.
Il cambio dei filtri deve avvenire all'interno dell'area di lavoro, ad opera di personale munito di
mezzi di protezione individuale per l'amianto.
Tutti i filtri usati devono essere insaccati e trattati come rifiuti contaminati da amianto.
2 - Collaudo del cantiere.
Dopo che e' stato completato l'allestimento del cantiere, compresa l'installazione dell'unita' di
decontaminazione e prima dell'inizio di qualsiasi operazione che comporti la manomissione
dell'amianto, i sistemi di confinamento devono essere collaudati mediante prove di tenuta.
a) Prova della tenuta con fumogeni. Ad estrattori spenti l'area di lavoro viene saturata con un
fumogeno e si osservano, dall'esterno del cantiere, le eventuali fuoriuscite di fumo. Occorre
ispezionare, a seconda delle situazioni le barriere di confinamento, il perimetro esterno
dell'edificio, il piano sovrastante. Tutte le falle individuate vanno sigillate dall'interno.
b) Collaudo della depressione.
Si accendono gli estrattori uno alla volta e si osservano i teli di plastica delle barriere di
confinamento: questi devono rigonfiarsi leggermente formando un ventre rivolto verso l'interno
- Pag. 83 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
dell'area di lavoro. La direzione del flusso dell'aria viene verificata utilizzando fialette
fumogene. Il test deve essere effettuato, in particolare, all'esterno del cantiere, in prossimita'
delle eventuali aperture per l'immissione passiva di aria e nei locali dell'unita' di
decontaminazione, in condizioni di quiete e durante l'apertura delle porte. Si deve osservare
che il fumo venga sempre richiamato verso l'interno dell'area di lavoro. La misura della
depressione puo' essere effettuata con un manometro differenziale, munito di due sonde che
vengono collocate una all'interno e l'altra all'esterno dell'area di lavoro.
3 - Area di decontaminazione.
Dovra' essere approntato un sistema di decontaminazione del personale, composto da 4 zone
distinte, come qui sotto descritte.
a) Locale di equipaggiamento.
Questa zona avra' due accessi, uno adiacente all'area di lavoro e l'altro adiacente al locale
doccia. Pareti, soffitto e pavimento saranno ricoperti con un foglio di plastica di spessore
adeguato. Un apposito contenitore di plastica deve essere sistemato in questa zona per
permettere agli operai di riporvi il proprio equipaggiamento prima di passare al locale doccia.
b) Locale doccia.
La doccia sara' accessibile dal locale equipaggiamento e dalla chiusa d'aria.
Questo locale dovra' contenere come minimo una doccia con acqua calda e fredda e sara' dotato
ove possibile di servizi igienici. Dovra' essere assicurata la disponibilita' continua di sapone in
questo locale.
Le acque di scarico delle docce devono essere convenientemente filtrate prima di essere
scaricate.
c) Chiusa d'aria. La chiusa d'aria dovra' essere costruita tra il locale doccia ed il locale
spogliatoio incontaminato. La chiusa d'aria consistera' in uno spazio largo circa 1.5 m con due
accessi. Uno degli accessi dovra' rimanere sempre chiuso: per ottenere cio' e' opportuno che gli
operai attraversino la chiusa d'aria uno alla volta.
d) Locale incontaminato (spogliatoio).
Questa zona avra' un accesso dall'esterno (aree incontaminate) ed un'uscita attraverso la chiusa
d'aria. Il locale dovra' essere munito di armadietti per consentire agli operai di riporre gli abiti
dall'esterno. Quest'area servira' anche come magazzino per l'equipaggiamento pulito.
4 - Protezione dei lavoratori.
Prima dell'inizio dei lavori, gli operai devono venire istruiti ed informati sulle tecniche di
rimozione dell'amianto, che dovranno includere un programma di addestramento all'uso delle
maschere respiratorie, sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e la pulizia del
luogo di lavoro.
Gli operai devono essere equipaggiati con adatti dispositivi di protezione individuali delle vie
respiratorie (vedi Allegato 4), devono inoltre essere dotati di un sufficiente numero di
indumenti protettivi completi. Questi indumenti saranno costituiti da tuta e copricapo. Gli
indumenti a perdere e le coperture per i piedi devono essere lasciati nella stanza
dell'equipaggiamento contaminato sino al termine dei lavori di bonifica dell'amianto, ed a quel
punto dovranno essere immagazzinati come gli scarti dell'amianto. Tutte le volte che si lascia
la zona di lavoro e' necessario sostituire gli indumenti protettivi con altri incontaminati.
E' necessario che gli indumenti protettivi siano:
- di carta o tela plastificata a perdere. In tal caso sono da trattare come rifiuti inquinanti e
quindi da smaltire come i materiali di risulta provenienti dalle operazioni di bonifica;
- di cotone o altro tessuto a tessitura compatta (da pulire a fine turno con accurata aspirazione,
porre in contenitori chiusi e lavare dopo ogni turno a cura della impresa o in lavanderia
attrezzata);
- sotto la tuta l'abbigliamento deve essere ridotto al minimo (un costume da bagno o biancheria
a perdere).
- Pag. 84 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
Elencare ed affiggere, nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia, le procedure di
lavoro e di decontaminazione che dovranno essere seguite dagli operai.
Procedure di accesso all'area di lavoro.
Accesso alla zona: ciascun operaio dovra' togliere gli indumenti nel locale spogliatoio
incontaminato ed indossare un respiratore dotato di filtri efficienti ed indumenti protettivi,
prima di accedere alla zona di equipaggiamento ed accesso all'area di lavoro.
Uscita dalla zona di lavoro: ciascun operaio dovra' ogni volta che lascia la zona di lavoro,
togliere la contaminazione piu' evidente dagli indumenti prima di lasciare l'area di lavoro,
mediante un aspiratore; proseguire verso la zona dell'equipaggiamento, adempiere alle
procedure seguenti:
- togliere tutti gli indumenti eccetto il respiratore;
- sempre indossando il respiratore e nudi, entrare nel locale doccia, pulire l'esterno del
respiratore con acqua e sapone;
- togliere i filtri sciacquarli e riporli nel contenitore predisposto per tale uso; - lavare ed
asciugare l'interno del respiratore.
Dopo aver fatto la doccia ed essersi asciugato, l'operaio proseguira' verso il locale spogliatoio
dove indossera' gli abiti per l'esterno alla fine della giornata di lavoro, oppure le tute pulite
prima di mangiare, fumare, bere o rientrare nella zona di lavoro.
I copripiedi contaminati devono essere lasciati nel locale equipaggiamento quando non
vengono usati nell'area di lavoro. Al termine del lavoro di rimozione trattarli come scarti
contaminati oppure pulirli a fondo, sia all'interno che all'esterno usando acqua e sapone, prima
di spostarli dalla zona di lavoro o dalla zona di equipaggiamento. Immagazzinare gli abiti da
lavoro nel locale equipaggiamento per il riutilizzo dopo averli decontaminati con un aspiratore,
oppure metterli nel contenitore per il deposito assieme agli altri materiali contaminati da
amianto.
Gli operai non devono mangiare, bere, fumare sul luogo di lavoro, fatta eccezione per l'apposito
locale incontaminato.
Gli operai devono essere completamente protetti, con idoneo respiratore ed indumenti protettivi
durante la preparazione dell'area di lavoro prima dell'inizio della rimozione dell'amianto e fino
al termine delle operazioni conclusive di pulizia della zona interessata.
5 - Tecniche di rimozione.
A meno di specifiche controindicazioni tecniche, di norma, la rimozione dell'amianto deve
avvenire ad umido. Per l'imbibizione del materiale possono essere usati agenti surfattanti
(soluzioni acquose di etere ed estere di poliossietilene) o impregnanti (prodotti vinil-acrilici
comunemente usati per l'incapsulamento).
Generalmente e' sufficiente bagnare l'amianto con un getto diffuso a bassa pressione,
spruzzando il materiale una prima volta per bagnare la superficie e poi una seconda volta per
ottenere la saturazione. Quando, per lo spessore del rivestimento o per la presenza di
trattamenti di superficie, non e' possibile ottenere un'impregnazione totale con questa tecnica,
si praticano dei fori nel materiale attraverso i quali la soluzione imbibente viene iniettata in
profondita'. Si deve comunque evitare il ruscellamento dell'acqua. La rimozione dell'amianto
deve iniziare nel punto piu' lontano dagli estrattori e procedere verso di essi, secondo la
direzione del flusso dell'aria, in modo che, man mano che procede il lavoro, le fibre che si
liberano per l'intervento siano allontanate dalle aree gia' decoibentate. L'amianto rimosso deve
essere insaccato immediatamente e comunque prima che abbia il tempo di essiccare.
A tal fine dovranno lavorare contemporaneamente almeno due operai: uno addetto alla
rimozione dell'amianto e l'altro addetto a raccogliere l'amianto caduto e ad insaccarlo. I sacchi
pieni saranno sigillati immediatamente. Dopo una prima rimozione grossolana, effettuata
generalmente con raschietti a mano, le superfici rivestite vengono spazzolate ad umido in modo
da asportare tutti i residui visibili di amianto. Al termine delle operazioni di rimozione le
- Pag. 85 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
superfici decoibentate devono essere trattate con un prodotto sigillante per fissare tutte le fibre
che non possono essere state asportate. L'imballaggio e l'allontanamento dei rifiuti dovra' essere
effettuato adottando idonee cautele per evitare una contaminazione di amianto all'esterno
dell'area di lavoro.
6 - Imballaggio dei rifiuti contenenti amianto.
L'imballaggio deve essere effettuato con tutti gli accorgimenti atti a ridurre il pericolo di rotture
accidentali. Tutti i materiali devono essere avviati al trasporto in doppio contenitore,
imballando separatamente i materiali taglienti. Il primo contenitore deve essere un sacco di
materiale impermeabile (polietilene), di spessore adeguato (almeno 0.15 mm); come secondo
contenitore possono essere utilizzati sacchi o fusti rigidi. I sacchi vanno riempiti per non piu' di
due terzi, in modo che il peso del sacco non ecceda i 25 kg. L'aria in eccesso dovrebbe essere
aspirata con un aspiratore a filtri assoluti; la chiusura andrebbe effettuata a mezzo
termosaldatura o doppio legaccio. Tutti i contenitori devono essere etichettati. L'uso del doppio
contenitore e' fondamentale, in quanto il primo sacco, nel quale l'amianto viene introdotto
appena rimosso all'interno del cantiere, e' inevitabilmente contaminato. Il secondo contenitore
non deve mai essere portato dentro l'area di lavoro, ma solo nei locali puliti dell'unita' di
decontaminazione.
7 - Modalità di allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro.
L'allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro deve essere effettuato in modo da ridurre il piu'
possibile il pericolo di dispersione di fibre. A tal fine il materiale viene insaccato nell'area di
lavoro e i sacchi, dopo la chiusura e una prima pulizia della superficie, vanno portati nell'unita'
di decontaminazione. Quando cio' sia possibile e' preferibile che venga installata una distinta
U.O. destinata esclusivamente al passaggio dei materiali. Questa deve essere costituita da
almeno tre locali: il primo e' un'area di lavaggio dei sacchi; il successivo e' destinato al secondo
insaccamento; nell'ultimo locale i sacchi vengono depositati per essere successivamente
allontanati dall'area di lavoro.
All'interno dell'unita' operano due distinte squadre di lavoratori: la prima provvede al lavaggio,
al secondo insaccamento ed al deposito dei sacchi; la seconda entra dall'esterno nell'area di
deposito e porta fuori i rifiuti. La presenza di due squadre e' necessaria per impedire che i
lavoratori provenienti dall'area di lavoro escano all'esterno indossando indumenti contaminati,
provocando cosi' un'inevitabile dispersione di fibre. Nessun operatore deve mai utilizzare
questo percorso per entrare o uscire dall'area di lavoro. A tal fine e' opportuno che l'uscita dei
sacchi avvenga in un'unica fase, al termine delle operazioni di rimozione e che, fino a quel
momento, il percorso rimanga sigillato.
Quando venga utilizzato per l'evacuazione dei materiali l'U.D. destinata agli operatori il
lavaggio dei sacchi deve avvenire nel locale doccia, il secondo insaccamento nella chiusa d'aria,
mentre il locale incontaminato sara' destinato al deposito. In tali casi dovranno essere previste
tre squadre di operatori: la prima introduce i sacchi dall'area di lavoro nell'unita', la seconda
esegue le operazioni di lavaggio e insaccamento all'interno dell'unita', la terza provvede
all'allontanamento dei sacchi. In entrambi i casi tutti gli operatori, tranne quelli addetti
all'ultima fase di allontanamento, devono essere muniti di mezzi di protezione e seguire le
procedure di decontaminazione per uscire dall'area di lavoro.
I sacchi vanno movimentati evitando il trascinamento; e' raccomandato l'uso di un carrello
chiuso. Ascensori e montacarichi, eventualmente utilizzati, vanno rivestiti con teli di
polietilene, in modo che possano essere facilmente decontaminati nell'eventualita' della rottura
di un sacco. Il percorso dal cantiere all'area di stoccaggio in attesa del trasporto in discarica
deve essere preventivamente studiato, cercando di evitare, per quanto possibile, di attraversare
aree occupate dell'edificio.
Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti devono essere
- Pag. 86 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
depositati in un'area all'interno dell'edificio, chiusa ed inaccessibile agli estranei. Possono
essere utilizzati in alternativa anche container scarrabili, purche' chiusi anche nella parte
superiore e posti in un'area controllata.
8 - Tecniche di incapsulamento.
La scelta del tipo di incapsulante dipende dalle caratteristiche del rivestimento in amianto e
dagli scopi dell'intervento. A causa della variabilita' delle situazioni che si possono presentare,
prima di essere impiegato, il prodotto deve essere testato direttamente sul materiale da trattare.
Se si usano incapsulanti ricoprenti bisogna verificarne l'aderenza al rivestimento; se si usano
incapsulanti penetranti bisogna controllarne la capacita' di penetrazione e di garantire
l'aderenza al supporto del rivestimento. In tutti i casi, bisogna sempre verificare
preventivamente la capacita' del rivestimento di sopportare il peso dell'incapsulante.
Preliminarmente la superficie del rivestimento di amianto deve essere aspirata; devono essere
rimossi tutti i frammenti pendenti del rivestimento di amianto e le parti distaccate dal
substrato. L'integrita' del rivestimento deve essere restaurata utilizzando materiali senza
amianto che presentino una sufficiente affinita' con il rivestimento esistente e con il prodotto
incapsulante impiegato. L'incapsulante deve essere applicato con un'apparecchiatura a spruzzo
"airless", al fine di ridurre la liberazione di fibre per l'impatto del prodotto. Il trattamento
completo puo' richiedere l'applicazione di 2 o 3 strati successivi.
9 - Decontaminazione del cantiere.
Durante i lavori di rimozione e' necessario provvedere a periodiche pulizie della zona di lavoro
dal materiale di amianto. Questa pulizia periodica e l'insaccamento del materiale impedira' una
concentrazione pericolosa di fibre disperse.
Tutti i fogli di plastica, i nastri, il materiale di pulizia, gli indumenti ed altro materiale a
perdere utilizzato nella zona di lavoro dovranno essere imballati in sacchi di plastica sigillabili
e destinati alla discarica.
Bisogna fare attenzione nel raccogliere la copertura del pavimento per ridurre il piu' possibile
la dispersione di residui contenenti amianto. I sacchi saranno identificati con etichette di
segnalazione pericolo a norma di legge. I fogli di polietilene verticali ed orizzontali dovranno
essere trattati con prodotti fissanti e successivamente rimossi per essere insaccati come i rifiuti
di amianto. Bisogna fare attenzione nel ripiegare i fogli per ridurre il piu' possibile la
dispersione di eventuali residui contenenti amianto. I singoli fogli di plastica messi su tutte le
aperture, i condotti di ventilazione, gli stipiti, i radiatori, devono rimanere al loro posto. I fogli
verticali, a copertura delle pareti devono essere mantenuti fino a che non e' stata fatta una
prima pulizia.
Tutte le superfici nell'area di lavoro, compreso i mobili, gli attrezzi ed i fogli di plastica rimasti
dovranno essere puliti usando una segatura bagnata ed un aspiratore con filtri tipo Vacuum
Cleaner.
L'acqua, gli stracci e le ramazze utilizzati per la pulizia devono essere sostituiti periodicamente
per evitare il propagarsi delle fibre di amianto. Dopo la prima pulizia, i fogli verticali rimasti
devono essere tolti con attenzione ed insaccati, come pure i fogli che coprono le attrezzature per
la illuminazione, gli stipiti, ecc.
L'area di lavoro deve essere nebulizzata con acqua o una soluzione diluita di incapsulante in
modo da abbattere le fibre aerodisperse.
Conclusa la seconda operazione di pulizia, dovra' essere effettuata un'ispezione visiva di tutta la
zona di lavoro (su tutte le superfici, incluse le travi e le impalcature) per assicurarsi che l'area
sia sgombra da polvere. Se, dopo la seconda pulizia ad umido, sono visibili ancora dei residui,
le superfici interessate devono essere nuovamente pulite ad umido.
Le zone devono essere lasciate pulite a vista.
Ispezionare tutti i condotti, specialmente le sezioni orizzontali per cercare eventuali residui
contenenti amianto, e aspirarli usando un aspiratore a vuoto.
- Pag. 87 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
E' consigliabile accertare l'agibilita' della zona entro 48 ore successive al termine del lavoro
mediante campionamenti dell'aria secondo quanto indicato in allegato.
Una volta accertata la rispondenza della zona di lavoro a quanto richiesto, si potranno togliere i
sigilli a ventilatori e radiatori e rendere di nuovo accessibile la zona.
10 - Protezione delle zone esterne all'area di lavoro.
Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone
adiacenti non interessate dalla contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto.
Giornalmente dovra' essere fatta la pulizia, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, di
qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di passaggio che sia stata contaminata da polvere
o da altri residui conseguenti al lavoro fatto.
11 - Monitoraggio ambientale.
Durante l'intervento di bonifica dovra' essere garantito a carico del committente dei lavori un
monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse nelle aree circostanti il cantiere di bonifica al
fine di individuare tempestivamente un'eventuale diffusione di fibre di amianto nelle aree
incontaminate.
Il monitoraggio deve essere eseguito quotidianamente dall'inizio delle operazioni di disturbo
dell'amianto fino alle pulizie finali. Devono essere controllate in particolare:
- le zone incontaminate in prossimita' delle barriere di confinamento;
- l'uscita del tunnel di decontaminazione o il locale incontaminato dello spogliatoio.
Campionamenti sporadici vanno effettuati all'uscita degli estrattori, all'interno dell'area di
lavoro e durante la movimentazione dei rifiuti.
I risultati devono essere noti in tempo reale o, al massimo, entro le 24 ore successive.
Per questo tipo di monitoraggio si adotteranno tecniche analitiche di MOCF. Sono previste due
soglie di allarme:
1) Preallarme - Si verifica ogni qual volta i risultati dei monitoraggi effettuati all'esterno
dell'area di lavoro mostrano una netta tendenza verso un aumento della concentrazione di fibre
aerodisperse;
2) Allarme - Si verifica quando la concentrazione di fibre aerodisperse supera il valore di 50 ff
/l.
Lo stato di preallarme prevede le seguenti procedure:
- sigillatura di eventuali montacarichi (divieto di entrata e di uscita);
- sospensione delle attivita' in cantiere e raccolta di tutto il materiale rimosso;
- ispezione delle barriere di confinamento;
- nebulizzazione all'interno del cantiere e all'esterno nella zona dove si e' rilevato
l'innalzamento della concentrazione di fibre;
- pulizia impianto di decontaminazione;
- monitoraggio (verifica).
Lo stato di allarme prevede le stesse procedure di preallarme, piu':
- comunicazione immediata all'autorita' competente (USL);
- sigillatura ingresso impianto di decontaminazione;
- accensione estrattore zona esterna;
- nebulizzazione zona esterna con soluzione incollante;
- pulizia pareti e pavimento zona esterna ad umido con idonei materiali;
- monitoraggio.
- Pag. 88 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
Attività:
F.09.1 - Installazione area di decontaminazione del personale:
Locale di equipaggiamento
Locale doccia
Chiusa d'aria
Locale incontaminato (spogliatoio)
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Descrizione
Mansione
Attrezzature
Mezzi
Materiali
Riferimenti
Addetto ad operazioni di bonifica
Utensili ed attrezzature manuali
Gru su carro o autocarro
Elementi per area di decontaminazione
Teli in polietilene e nastro adesivo
Fibre di amianto
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
Attività:
F.09.2 - Confinamento dell'area ed installazione di barriere
Vedi AT.01
Vedi MZ.07
Vedi MT.48
Vedi MT.49
Vedi MT.50
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Materiali
Riferimenti
Addetto ad operazioni di bonifica
Operaio specializzato (rimozione amianto)
Fibre di amianto
Utensili ed attrezzature manuali
Scale semplici portatili
Rete elettrosaldata
Funi di imbracatura, metalliche e fasce in nylon (accessori di sollevamento)
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
Attività:
F.09.3 - Lavaggio delle fibre
Mansione
Addetto ad operazioni di bonifica
Aspiratore portatile a filtro assoluto
Pompa manuale a bassa pressione
Pompa elettrica a bassa pressione
Utensili ed attrezzature manuali
Gruppo elettrogeno
Scale semplici portatili
Fibre di amianto
Vedi MT.50
Vedi AT.01
Vedi AT.72
Vedi MT.52
Vedi MT.41
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Descrizione
Attrezzature
Materiali
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
Attività:
F.09.4 - Applicazione del prodotto incapsulante
Riferimenti
Vedi AT.73
Vedi AT.74
Vedi AT.75
Vedi AT.01
Vedi AT.77
Vedi AT.72
Vedi MT.50
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Descrizione
Mansione
Attrezzature
Materiali
Addetto ad operazioni di bonifica
Aspiratore portatile a filtro assoluto
Pompa manuale a bassa pressione
Pompa elettrica a bassa pressione
Utensili ed attrezzature manuali
Gruppo elettrogeno
Scale semplici portatili
Fibre di amianto
Prodotto incapsulante idoneo
- Pag. 89 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Riferimenti
Vedi AT.73
Vedi AT.74
Vedi AT.75
Vedi AT.01
Vedi AT.77
Vedi AT.72
Vedi MT.50
Vedi MT.56
Fase:
Attività:
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 2
F.09.5 - Aree destinate allo stoccaggio provvisorio dei pacchi contenenti cemento Valore del rischio: 6
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
amianto
Rischi
Misure sicurezza
Lesioni dorso-lombari per
movimentazione manuale dei
carichi
D.P.I.
Ridurre il più possibile la movimentazione manuale
dei materiali utilizzando mezzi meccanici ausiliari per
i carichi superiori a 25 kg per gli uomini e 15 kg per le
donne o di dimensioni ingombranti o di difficile presa
Il personale addetto a protratte operazioni di
movimentazioni manuali dei carichi deve essere
frequentemente turnato
Misure legislative
D.Lgs. 81/08 Art.
168 - Allegato
XXXIII
D.Lgs. 81/08 Art.
168 comma 2
- Allegato XXXIII
§4
Investimento per ribaltamento
stoccaggi o per rotolamento
materiali
Realizzare depositi su terreno solido, piano, ben
compattato, sotto i materiali predisporre delle
traversine o bancali per facilitarne il sollevamento
Depositare i materiali con distanza fra le singole
cataste o depositi di almeno 70 cm in modo da
consentire un facile accesso agli addetti
Bloccare i materiali potenzialmente soggetti a
rotolamento (tubi, fasci di ferro, ecc.) con supporti
laterali, sotto i materiali predisporre delle traversine o
bancali per facilitarne il sollevamento
Vietato salire direttamente sugli stoccaggi; impiegare
scale a mano a norma
Lesioni a varie parti del corpo per Indossare i DPI previsti dai materiali in questione
contatto con materiali taglienti,
spigolosi, ecc
Realizzare gli stoccaggi in modo che non prospettino
sui transiti con parti pungenti, taglienti, ecc., ma che
tali elementi siano ortogonali rispetto ai transiti stessi;
in alternativa, collocare transenne o segregazioni
rispetto ai transiti
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Impianti fissi
Riferimenti
Operaio specializzato (rimozione amianto)
Pannelli di amianto cemento in pacchi (eternit)
Utensili ed attrezzature manuali
Autocarro
Gru su carro o autocarro
Carrello elevatore
Gru fissa a rotazione alta
Fase:
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento (36)
Attività:
F.09.6 - Imballaggio ed allontanamento dei rifiuti contenenti amianto
Vedi MT.57
Vedi AT.01
Vedi MZ.01
Vedi MZ.07
Vedi MZ.50
Vedi IF.07
Magnitudo del danno: 3
Probabilità del danno: 3
Valore del rischio: 9
Descrizione
Mansione
Materiali
Attrezzature
Mezzi
Impianti fissi
Addetto ad operazioni di bonifica
Fibre di amianto
Materiale plastico/nastri adesivi
Aspiratore portatile a filtro assoluto
Utensili ed attrezzature manuali
Termosaldatrice elettrica ad aria calda
Escavatore con martello demolitore
Piattaforma telescopica
Ponti sviluppabili su carro (piattaforme di lavoro elevabili o autocestelli)
- Pag. 90 2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
Riferimenti
Vedi MT.50
Vedi MT.60
Vedi AT.73
Vedi AT.01
Vedi AT.88
Vedi MZ.11
Vedi IF.08
Vedi IF.04
3)
INTERFERENZE (All. XV § 2.1.2.e D.Lgs 81/08)
3.1)
CONSULTAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
C.29 - Consultazione del rappresentante dei lavoratori
Il rappresentante dei lavoratori sarà preventivamente consultato controfirmando il relativo Piano operativo. Ovviamente il rappresentante dei lavoratori ha la
possibilità di effettuare sopralluoghi in cantiere al fine di svolgere le funzioni previste dalla normativa vigente.
Si richiamano i seguenti riferimenti normativi del D.Lgs 81/08:
· art. 100 comma 4: messa a disposizione del PSC e del POS almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori;
· art. 102: obbligo di consultazione del RLS
art. 48: RLS territoriale in assenza del RLS aziendale.
3.2)
GESTIONE INTERFERENZE E MISURE DI COORDINAMENTO
C.30 - Interferenze tra le varie attività di cantiere e con l’attività di viabilità pedonale o veicolare
Le interferenze sono individuabili per aspetti diretti dovuti all’utilizzo della viabilità interna del cantiere, all’uso di servomezzi (impianto elettrico, illuminazione,
ecc.), o ad ambienti (spogliatoio, servizi igienici, ecc.) ed alla interconnessione con specializzazioni diverse operanti contestualmente all’interno del cantiere. Una
ulteriore interferenza è possibile con figure di conduzione della macchine di movimento e trasporto terra. Tra le interferenze indirette invece si segnala la polverositàà
stradale interna al cantiere e la presenza di fonti di rumore dovuta all’utilizzo di macchine operatrici quali escavatori, terne, caterpillar, rulli compattatori, ecc. ed al
transito dei veicoli.
Inoltre, già si è detto in precedenza della presenza di eventuali conduttore e reti di tecnologiche che intersecano l’area di cantiere.
Al fine di ridurre tali situazioni di rischio ed evitare fraintendimenti tra le diverse funzioni, ogni attività andrà supportata da verbali di consegna di aree o altra
modulistica per attività transitorie gestita e supervisionata dal C.S.E.
Misure operative
· le attività da realizzarsi, nell’ambito dello stessa area , da parte di diversi imprese o lavoratori autonomi si svolgeranno in presenza di un preposto individuato
dall’impresa appaltatrice;
· i lavori in luoghi sopraelevati saranno organizzati e coordinati dall’impresa appaltatrice in modo che non siano presenti persone nella zona sottostante. Se durante
l’esecuzione di lavori in altezza fossero presenti persone nella zona sottostante, i lavori saranno immediatamente interrotti;
· i lavori demolizione di pavimenti, solai, soffitti non potranno eseguirsi contemporaneamente ad interventi al piano sottostante
· per accedere ai luoghi di lavoro, l’impresa appaltatrice predisporrà una viabilità che non interessi luoghi di lavoro con presenza di pericoli di caduta di oggetti
dall’alto o con aperture nelle pavimentazioni;
· i lavori con produzione di polvere, i lavori di saldatura elettrica, l’esecuzione di operazioni con utilizzo di sostanze chimiche non si svolgeranno
contemporaneamente ad altre attività;
· ogni impresa o lavoratore autonomo prima di abbandonare anche temporaneamente il luogo di lavoro dovrà provvedere alla messa in sicurezza della propria area
operativa. In particolare occorrerà prestare particolare attenzione: alla presenza di tutti i parapetti, alla chiusura dei passaggi e delle asole presenti nei solai, alla
presenza di materiali non sistemati in modo stabile e sicuro. Nel caso in cui alcune situazioni non potessero essere sanate, l’impresa esecutrice provvederà a
posizionare una idonea segnaletica di sicurezza atta ad evidenziare il problema e né darà immediata informazione al responsabile di cantiere e al Coordinatore in
fase di esecuzione;
· ogni impresa o lavoratore autonomo utilizzerà la propria attrezzatura, i propri presidi sanitari ed i propri presidi antincendio;
- Pag. 91 3) INTERFERENZE (All. XV § 2.1.2.e D.Lgs 81/08)
·
l’utilizzo anche a titolo gratuito di attrezzature di proprietà di altre imprese sarà preventivamente concordato tra le imprese mediante la compilazione di idoneo
modulo. In tale modulo dovrà risultare evidente l’oggetto del comodato ed i controlli effettuati per dimostrare che l’attrezzatura al momento della consegna era a
norma e tale resterà nell’utilizzo. Il modulo di comodato sarà siglato dai responsabili delle imprese interessate.
In relazione all’uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi di: apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva, il
P.S.C. Specifico dovrà prevedere le relative misure di coordinamento.
In riferimento all’allestimento del cantiere con le principali attrezzature e apprestamenti comuni, l’appaltatore dovrà farsi carico della messa in opera ed anche della
manutenzione e cura dell’efficacia, quantomeno degli elementi principali: recinzione, ponteggio, impianto elettrico di cantiere, apparecchi di sollevamento (es. gru a
torre).
Procedure per l’uso comune di apprestamenti, attrezzature, mezzi e servizi di protezione collettiva L'Impresa principale che ha l'onere e l'obbligo della realizzazione
degli apprestamenti di sicurezza, di fornire le attrezzature, i mezzi e i servizi di protezione collettiva dovrà:
· iniziare i lavori solo dopo aver ottenuto e essersi sincerato che siano state ottenute tutte le necessarie autorizzazioni.
· tenere a disposizione delle altre Imprese presenti in cantiere, per l'intera durata dei lavori, gli impianti, le attrezzature e i mezzi necessari per l'esecuzione dei lavori.
· informare le singole imprese sulle caratteristiche di quanto è in dotazione, sul loro funzionamento;
·· individuare il responsabile delle gestione e del funzionamento;
· effettuare la manutenzione e la tenuta a norma delle strutture;
· vigilare sul loro uso corretto;
· dare tempestiva informazione su eventuali modifiche ed adeguamenti effettuati a apprestamenti di sicurezza, attrezzature, mezzi e servizi di protezione;
Al momento dell'ingresso in cantiere l'impresa secondaria verrà informata sulle dotazioni e servizi di uso comune.
L'impresa secondaria dovràà dichiarare con attestato, prima dell'inizio dei lavori, di essere stata informata e di avere piena conoscenza di quanto messo a disposizione.
Per l'utilizzo le imprese dovranno poi assicurarsi che i propri lavoratori siano adeguatamente formati all'uso di quanto messo a disposizione; ogni utilizzatore si
assume la responsabilità relativa all'uso degli impianti e delle attrezzature comuni.
Con l'assegnazione dell'area ogni singola impresa diventa responsabile della gestione della stessa nella fase di lavoro e del mantenimento, conservazione e
predisposizione di apprestamenti, mezzi e servizi di protezione collettiva per la successiva consegna, in sicurezza, all'impresa che dovrà subentrare sull'area
precedentemente impegnata.
Non sono autorizzate modifiche e/o manomissioni da parte delle imprese secondarie se non preventivamente autorizzate dall'impresa principale, come pure non sono
autorizzati interventi di manutenzione. Al momento della consegna delle aree, nel passaggio da un'impresa all'altra, corre l'obbligo di segnalare all'impresa
subentrante e all'impresa principale qualsiasi tipo di malfunzionamento o quanto ritenuto utile ai fini della sicurezza.
3.3)
PERIODI DI MAGGIOR RISCHIO
- Pag. 93 3) INTERFERENZE (All. XV § 2.1.2.e D.Lgs 81/08)
70
60
50
Rischio
40
30
20
10
0
dic
gen
feb
mar
Tempo
- Pag. 94 3) INTERFERENZE (All. XV § 2.1.2.e D.Lgs 81/08)
apr
4)
MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
Il Piano di sicurezza e coordinamento (in sigla P.S.C.) è redatto e ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 81/2008 recante
attuazione all’articolo 1 della legge 3 agosto 2007 n. 123, aggiornato ai sensi della Legge 163/06 etc..
Il P.S.C. è parte integrante del Contratto d'Appalto delle opere in oggetto e la mancata osservanza di quanto
previsto nel P.S.C. costituisce violazione delle norme contrattuali (art. 100, D.Lgs. 81/2008 comma 2).
Sono ammesse integrazioni al presente P.S.C. da parte dei Datori di lavoro delle imprese esecutrici, da formulare
al Coordinatore per l'esecuzione dei lavori, l'accettazione delle quali non può in alcun modo comportare
modifiche economiche ai patti contrattuali.
Si rammenta che la violazione da parte delle Imprese e dei Lavoratori autonomi di quanto predisposto dal D.Lgs.
9 Aprile 2008, n. 81, art. 95 e 96, e alle prescrizioni contenute nel P.S.C di cui all’art. 100 del citato Decreto.
costituisce giusta causa di sospensione dei lavori, allontanamento dei soggetti dal cantiere o di risoluzione del
contratto.
Tali imprese, nonché le imprese o i lavoratori autonomi che parteciperanno ad eventuali subappalti, dovranno
dimostrare la loro idoneità tecnica e professionale anche attraverso la produzione dei documenti contenuti nel
seguente elenco, da considerarsi indicativo e non esaustivo:
1. certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato;
2. documento di valutazione dei rischi,
3. specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente decreto, di
macchine, attrezzature, e opere provvisionali,
4. elenco dei DPI,
5. nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, degli incarichi dell’attuazione delle
misure di prevenzione incendi, e lotta antincendio, di evacuazione, di primo soccorso e gestione emergenza,
6. nomina del medico competente quando necessario,
7. attestati di formazione,
8. libro matricola,
9. dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica,corredata degli estremi delle denunce dei
lavoratori effettuate dall' I.N.P.S., all' I.N.A.I.L. e alle Casse Edili.
10. dichiarazione sul tipo di contratto di lavoro applicato,
11. documento unico di regolarità contributiva,
12. dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi di cui all’art. 14 del
D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81.
Le imprese esecutrici, prima dell'esecuzione dei rispettivi lavori, dovranno presentare il proprio Piano operativo
di sicurezza (P.O.S.), da intendersi come piano di dettaglio e di complemento al P.S.C., al Coordinatore per
l'esecuzione, inoltre devono verificare la congruenza dei POS delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima
della trasmissione dei suddetti POS al CSE.
I lavori non potranno darsi inizio se non è avvenuta la formale approvazione del POS da parte del
Coordinatore per l'esecuzione.
È fatto obbligo, ai sensi dell’ art. 96 D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81, di cooperare da parte dei Datori di lavoro delle
imprese esecutrici e dei Lavoratori autonomi, al fine di trasferire informazioni utili ai fini della prevenzione
infortuni e della tutela della salute dei lavoratori.
L’ Appaltatore dovrà rispettare e far rispettare, tutto quanto previsto nel PSC organizzando un’ apposita e idonea
struttura gerarchica composta dal Direttore di Cantiere e preposti di cantiere. Tale struttura gerarchica dovrà
essere riportata nel POS, comunicata al Committente, alla Direzione Lavori e al C.S.E. Tali soggetti dovranno
essere reperibili sempre per tutta la durata del contratto. Durante tutte le fasi di lavoro, dovrà essere sempre
presente almeno uno dei soggetti suddetti che abbia competenze e poteri in relazione agli aspetti di
sicurezza, oltre che operativi ed esecutivi. Il non rispetto di tale obbligo contrattuale comporterà la sospensione
dei lavori con conseguenze a carico dell’ appaltatore. L’Appaltatore dovrà pertanto firmare dichiarazione di
presa visione e accettazione del P.S.C.
Qualora in corso d'opera, a seguito dell'introduzione di varianti, si manifestasse la necessità di effettuare
una lavorazione non prevista dal PSC, l'impresa ha l'obbligo di sospendere le lavorazioni e informare
immediatamente il Coordinatore per l'esecuzione e il D.L.L. e si dovrà aggiornare il PSC ed il POS prima
di iniziare la predetta lavorazione.
Qualora il Coordinatore per l'esecuzione venisse a conoscenza dell'inizio di una lavorazione non prevista nel
progetto e/o nel PSC, avrà la facoltà di disporre immediatamente la sospensione di tale lavorazione. Essa potrà
riprendere soltanto dopo i necessari aggiornamenti al PSC ed al POS.
- Pag. 95 4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
Due lavorazioni che dovessero eventualmente effettuarsi contemporaneamente l'una sopra l'altra o l'una in fianco
all'altra sono considerate interferenti.
Tali interferenze dovranno pertanto essere evitate e le lavorazioni andranno eseguite in tempi diversi.
Le lavorazioni preliminari effettuate in officina da ciascuna impresa non fanno parte del cantiere e
pertanto sono soggette al D.Lgs. 81/2008. Unico responsabile in tal caso è il Datore di Lavoro di ciascuna
impresa.
Nel caso di passaggi stretti e mancanza di area per l'inversione di marcia dei mezzi d'opera, si dovranno
destinare 1 o 2 lavoratori di assistenza a terra per coadiuvare l'autista in fase di manovra e di retromarcia,
segnalare gli spostamenti e regolamentare il traffico dei veicoli incrocianti e/o interferenti. Tale assistenza dovrà
essere garantita anche nel caso in cui i mezzi d'opera dovessero temporaneamente impegnare tratti di strada nelle
fasi di trasferimento da un'area operativa all'altra o da un'area operativa ad
un'area di interscambio, parcheggio e stazionamento di mezzi d'opera, stoccaggio provvisorio di materiali, carico
e/o scarico.
Nel POS dovranno infine essere previste idonee misure per contrastare gli eventuali rischi biologici e comunque
il personale dovrà essere sufficientemente addestrato per fronteggiare i pericoli conseguenti ad incontri
accidentali con serpenti, ratti, insetti e al contagio con agenti patogeni.
ESPLETAMENTI PRIMA DELL'APERTURA DEL CANTIERE
Il presente Piano va consegnato a tutte le imprese partecipanti all’appalto, mentre per gli eventuali
subappaltatori e lavoratori autonomi sarà responsabilitàà della impresa appaltante informare gli stessi sui
contenuti del Piano, verificarne i requisiti professionali (iscrizioni all’albo provinciale delle imprese artigiane o
alla Camera di Commercio) e l’idoneità delle loro tecnologie.
Almeno 5 giorni prima dell’inizio dei lavori, il Coordinatore per la progettazione insieme alla
Committente, convocheranno una riunione di coordinamento alla quale dovranno partecipare tutte le
imprese appaltatrici, il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori ed il Direttore dei Lavori.
In tale riunione le imprese potranno presentare eventuali proposte di integrazione al Piano di Sicurezza e di
Coordinamento predisposto dal Coordinatore per la progettazione corredate di un proprio programma lavori,
purché lo stesso sia stato concertato con le altre imprese partecipanti all'appalto e rientri nei tempi di
realizzazione indicati dal Coordinatore per la progettazione, ciò al fine di consentire al Coordinatore per
l’esecuzione di adeguare il Piano di sicurezza e di coordinamento nelle relative parti, senza che questo dia adito
a pretese economiche da parte delle imprese esecutrici (vedi art. 100 punto 5 D. Lgs. 81/2008).
Nel caso le imprese non riportino nessuna osservazione al Piano, lo stesso si riterrà approvato
integralmente.
Le imprese appaltatrici dovranno inoltre ottemperare all’art.17 del D.L.gs. 81/2008, cioè avere elaborato il
documento con la valutazione dei rischi per le lavorazioni tipiche della propria attività e dovranno
presentare al Coordinatore per l'esecuzione dei lavori il proprio Piano Operativo di Sicurezza (documento
che tiene presente delle scelte autonome dell'impresa), che integrerà il Piano di Sicurezza e
Coordinamento redatto dal Coordinatore per la progettazione.
Il Coordinatore per l'esecuzione dei lavori verificherà i contenuti dei Piani Operativi presentati dalle imprese
esecutrici assicurando la coerenza degli stessi con il Piano di Sicurezza e Coordinamento, inoltre dovràà
verificare le eventuali proposte integrative presentate.
Il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, coordinandosi con i Responsabili della sicurezza delle imprese, potrà
apportare durante i lavori, integrazioni al Piano adeguando lo stesso alla realtà del cantiere.
ESPLETAMENTI AL MOMENTO DELL'APERTURA DEL CANTIERE
All’apertura del cantiere, le imprese dovranno presentare al Responsabile dei Lavori o al Coordinatore per
l’esecuzione dei lavori la seguente documentazione:
§ iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia
dell’appalto
§ documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) o autocertificazione di cui
all’articolo 29, comma 5, del presente decreto legislativo
§ specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente decreto legislativo, di
macchine, attrezzature e opere provvisionali
§ elenco dei dispositivi di protezione individuali forniti ai lavoratori
§ nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, degli incaricati dell’attuazione delle
misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione, di primo soccorso e gestione
dell’emergenza, del medico competente quando necessario
§ nominativo (i) del (i) rappresentante (i) dei lavoratori per la sicurezza
§ attestati inerenti la formazione delle suddette figure e dei lavoratori prevista dal presente decreto legislativo
- Pag. 96 4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
§
elenco dei lavoratori risultanti dal libro matricola e relativa idoneità sanitaria prevista dal presente decreto
legislativo
§ documento unico di regolaritàà contributiva
§ dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi di cui all’art. 14 del
presente decreto legislativo
Il Committente o il Responsabile dei lavori (se nominato), prima dell'inizio dei lavori, trasmette
all'Azienda Unità Sanitaria Locale ed alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti la
"Notifica Preliminare" (art. 99 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.) elaborata conformemente
all'allegato III del medesimo decreto. Copia della Notifica sarà data all'Impresa edile esecutrice che provvederà
ad esporla nella baracca di cantiere.
Prima di iniziare i lavori l’Appaltatore dovrà provvedere all’esecuzione dell’impianto di cantiere che dovrà
essere allestito secondo quanto indicato nel presente PIANO DI SICUREZZA e nel programma lavori allegato.
La gestione dei materiali comporterà il deposito degli stessi presso l’area di cantiere.
DIREZIONE CANTIERE, SORVEGLIANZA LAVORI, VERIFICHE E CONTROLLI
Le imprese appaltatrici tramite il Direttore di cantiere (art.18 comma 8 legge n°55 del 19/03/1990),
coordinandosi con Il Coordinatore per l’esecuzione delle opere ed il Direttore dei lavori, disporranno affinché
siano attuate le misure di sicurezza previste dal Piano, inoltre dovranno:
§ rendere edotti i lavoratori nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, sulle esigenze di sicurezza
aziendale e sulle normative di attuazione con riferimento alle disposizioni di legge e tecniche in materia;
§ mettere a disposizione dei lavoratori i mezzi di protezione e controllare che i singoli lavoratori osservino le
norme di sicurezza;
§ verificare ed esigere dai lavoratori che siano rispettate le disposizioni di legge e le misure programmate dal
Piano ai fini della sicurezza collettiva ed individuale;
§ predisporre affinché gli ambienti, gli impianti, i mezzi tecnici ed i dispositivi di sicurezza siano mantenuti
in buona ed efficiente condizione, provvedendo altresì a fare effettuare le verifiche ed i controlli previsti;
§ verificare lo stato manutentivo delle macchine operative e dei mezzi di sollevamento.
Durante lo svolgimento dei lavori è disposta ed effettuata la sorveglianza dello stato dell’ambiente interno con
valutazioni dei diversi fattori ambientali: delle recinzioni; delle vie di transito e dei trasporti; delle opere
preesistenti e di quelle costruende, fisse o provvisionali; delle reti di servizi tecnici; di macchinari, impianti,
attrezzature; dei diversi luoghi e posti di lavoro; dei servizi igienici e assistenziali; e di quant’altro può influire
sulla sicurezza del lavoro degli addetti alle attività e di terzi.
ATTUAZIONE DELLE MODALITA’ ORGANIZZATIVE
- Inizio dei lavori
L’attività di cantiere non potrà cominciare senza aver prima realizzato almeno una riunione di coordinamento
preliminare e senza la sottoscrizione o dichiarazione scritta di presa visione ed accettazione del piano di
sicurezza da parte delle singole imprese o artigiani.
La mancata accettazione formale del P.S.C. da parte dell’impresa o del lavoratore autonomo costituirà vincolo
per l’ingresso in cantiere dei relativi lavoratori.
- Consegna /conoscenza dei Piani di Sicurezza
Copia del P.S.C. Specifico completa delle dichiarazioni di presa visione ed accettazione dello stesso da parte di
tutte le imprese e lavoratori autonomi che opereranno all’interno del cantiere, dovrà essere custodita in cantiere a
cura dell’impresa appaltatrice insieme ai P.O.S. relativi ad ogni singola impresa esecutrice. Almeno 15 giorni
prima dall’ingresso in cantiere e comunque prima dell’inizio dei lavori di propria competenza, ciascuna impresa
dovrà presentare al C.S.E. il proprio P.O.S. quale piano complementare e di dettagliato al P.S.C. Specifico per il
cantiere (art. 6, EX D.P.R. 222/03).
L’assenza del P.O.S. preclude l’ingresso al cantiere dell’impresa e di tutti i suoi dipendenti.
Nel caso in cui si trovassero ditte presenti in cantiere che non abbiano accettato formalmente il P.S.C. o che non
abbiano fornito il proprio P.O.S. saranno immediatamente allontanate. Nel caso in cui l’impresa sia selezionata
a cantiere già iniziato, il Piano deve essere sottoposto al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, almeno
10 giorni prima dell’ingresso in cantiere dell’impresa
(art. 100, D.Lgs 81/2008). Le imprese presenti in cantiere hanno l’obbligo di portare a conoscenza di tutti gli
addetti i contenuti del P.S.C. e del rispettivo P.O.S.
- Rapporti impresa appaltatrice / C.S.E.
L’impresa appaltatrice dovrà verificare e comunicare al C.S.E. eventuali variazioni e/o sovrapposizioni delle
lavorazioni rispetto a quanto previsto dal cronoprogramma dei lavori. Dovrà inoltre comunicare eventuali
- Pag. 97 4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
varianti al progetto che comportino modifiche sostanziali sia per quanto riguarda il progetto stesso o la
conformazione del cantiere o per quanto riguarda le fasi lavorative aggiunte o cambiate.
Quando le modifiche risultano significative il C.S.E. interverrà aggiornando il P.S.C. Al C.S.E. dovranno essere
comunicate preventivamente.
§ sospensione e/o ripresa lavori, a qualsiasi titolo;
§ sostanze chimiche utilizzate;
§ fasi di lavoro non previste nel piano o nel progetto esecutivo;
§ compresenza di imprese, lavoratori autonomi, terzi;
§ lavorazioni interferenti nel tempo e/o nello spazio;
§ incidenti/infortuni, imprevisti durante le fasi lavorative.
- Rapporti imprese subappaltatrici / C.S.E.
In caso di subappalti, l’impresa appaltatrice ha l’obbligo di trasmettere formalmente e far rispettare alle imprese
subappaltatrici o ai lavoratori autonomi, il P.S.C. La mancata trasmissione del documento non può essere
imputata al C.S.P. o al C.S.E., che comunicano direttamente con l’impresa appaltatrice.
Il C.S.E. dialogherà con i subappaltatori durante le riunioni di coordinamento, durante le visite in cantiere e
comunque quando lo ritenga opportuno o quando richiesto dalle medesime. Tutte le imprese subappaltatrici e i
lavoratori autonomi sono tenuti al rispetto delle disposizioni impartite dal C.S.E.
L’impresa appaltatrice dovrà garantire il rispetto integrale del presente piano per tutti i subappaltatori.
- Elementi non contemplati nei Piani di Sicurezza
Quando l’impresa si trovi in situazioni non contemplate nei Piani di Sicurezza, dovrà darne preventiva e
tempestiva comunicazione al C.S.E., il quale provvederàà a dare le indicazioni ritenute utili e necessarie,
all’eventuale variazione/integrazione del P.S.C. e a richiedere la variazione/integrazione del P.O.S. Ciòò
potrebbe avvenire sia per varianti in corso d’opera, per variazioni sulla previsione dei lavori, per comodità
dell’impresa, per motivazioni generiche. E’ comunque facoltà dell’impresa richiedere modifiche al P.S.C.
Il mancato preavviso di situazioni non contemplate nei Piani di Sicurezza e la continuazione delle lavorazioni in
cantiere potrà essere motivo di richiamo per l’impresa ed in condizioni particolarmente gravi, di sospensione
immediata dei lavori.
- Rapporti Responsabile dei Lavori / C.S.E.
Il Responsabile dei Lavori dovrà comunicare al C.S.E. i nominativi di tutte le imprese che eseguiranno lavori
all’interno del cantiere in oggetto, non appena identificate. Il C.S.E. informerà il Responsabile dei Lavori in caso
di gravi inadempienze di imprese o lavoratori autonomi durante l’esecuzione dei lavori all’interno o all’esterno
del cantiere. In caso di recidività o di inadempienze particolarmente gravi, il C.S.E. potrà proporre al
Responsabile dei Lavori di rescindere il contratto e di allontanare l’impresa o il lavoratore autonomo dal
cantiere. Il Responsabile dei Lavori dovrà sospendere i lavori all’interno del cantiere quando venga segnalato dal
C.S.E. un pericolo grave ed immediato che lo spinga a fermare immediatamente la lavorazione. In caso il
Responsabile dei Lavori non adotti alcun provvedimento verso le imprese segnalate il C.S.E. si rivolgerà
all’A.S.L. territorialmente competente.
- Disposizioni per dare attuazione alle consultazione degli R.L.S.
Ciascuna impresa dovrà comunicare, contestualmente all’ingresso in cantiere, anche il nominativo del R.L.S.
quando esistente.
Sul P.O.S., accanto alla firma del titolare dell’impresa, dovrà essere apposta anche la firma del Rappresentante
dei Lavoratori per la Sicurezza se nominato. In caso di modifiche al Piano di Sicurezza, durante l’esecuzione dei
lavori, la proposta di modifica e l’integrazione al piano dovranno essere formalizzate con verbali di riunione.
- Sospensione / ripresa dei lavori
Sarà cura dell’impresa appaltatrice dare, per iscritto, comunicazione al C.S.E. in caso di sospensione dei lavori o
di ripresa degli stessi dopo la sospensione. In caso di riscontro diretto di pericolo grave ed imminente, il C.S.E.
sospenderà le singole lavorazioni fino alla
verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. In relazioni a sospensioni derivanti dalle
inosservanze sulle sicurezza per il cantiere, da parte delle imprese esecutrici e /o lavoratori autonomi, non verrà
riconosciuta alcuna proroga del tempo di esecuzione del contratto.
- Pag. 98 4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
4.1)
ATTIVAZIONE EMERGENZE E TELEFONI UTILI
C.35 - In situazioni di emergenza (incendio-infortunio) l'operaio dovrà chiamare l'addetto all'emergenza. Solo in
caso di assenza dell'addetto all'emergenza l'operaio potrà attivare la procedura sottoelencata.
MODALITA' DI CHIAMATA
DEI VIGILI DEL FUOCO
In caso di richiesta di intervento dei vigili del
fuoco, il responsabile dell'emergenza deve
comunicare al 115 i seguenti dati:
MODALITA' DI CHIAMATA
DELL'EMERGENZA SANITARIA
In caso di richiesta di intervento,il responsabile
dell'emergenza deve comunicare al 118 i
seguenti dati:
1.
2.
3.
Nome dell'impresa del cantiere richiedente 1. Nome dell'impresa del cantiere richiedente
Indirizzo preciso del cantiere
2. Indirizzo preciso del cantiere
Indicazioni del percorso e punti di
3. Indicazioni del percorso e punti di
riferimento per una rapida localizzazione
riferimento per una rapida localizzazione
del cantiere
del cantiere
4. Telefono del cantiere richiedente
4. Telefono del cantiere richiedente
5. Tipo di incendio (piccolo, medio, grande)
5. Patologia presentata dalla persona colpita
6. Presenza di persone in pericolo (si - no
(ustione, emorragia, frattura, arresto
- dubbio)
respiratorio, arresto cardiaco, shock, ...)
7. Locale o zona interessata all'incendio
6. Stato della persona colpita (cosciente,
8. Materiale che brucia
incosciente)
9. Nome di chi sta chiamando
7. Nome di chi sta chiamando
10. Farsi dire il nome di chi risponde
8. Farsi dire il nome di chi risponde
11. Annotare l'ora esatta della chiamata
9. Annotare l'ora esatta della chiamata
12. Predisporre tutto l'occorrente per
10. Predisporre tutto l'occorrente per
l'ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere
l'ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere
Nel seguito si riproduce il cartello con i telefoni utili per l'attivazione dell'emergenze.
- Pag. 99 4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
Evento
Chi chiamare
N telefonico
Emergenza incendio
VIGILI DEL FUOCO
115
Emergenza sanitaria
PRONTO SOCCORSO
118
GUARDIA MEDICA
Forze dell'ordine
Guasti impiantistici
Altri numeri
0744.2758
88
CARABINIERI
112
POLIZIA DI STATO
113
POLIZIA MUNICIPALE DI SAN GEMINI (TR)
0744.3349
35
ACQUA - Segnalazione guasti
ELETTRICITA' - Segnalazione guasti
800.093966
- 0744.479911
...
GAS - Segnalazione guasti
0744.428110
Chiamate urgenti
197
ASL territoriale A.U.S.L. Umbria 2
Ispettorato del lavoro
0744.402557
ISPELS
0744.402078
Ospedale di Terni
0744.205726
Ufficio tecnico del comune di San Gemini
0744.334923
Committente
0744.545711
Responsabile dei lavori
Progettista Ing. Vincenzo Marrone - Ufficio Tecnico
Consorzio di Bonifica Tevere-Nera; Geom. Andrea
Venturi - Ufficio Tecnico Consorzio di Bonifica
Tevere-Nera; Arch. Alessandro Bergonzi
Coordinatore in fase di progetto Ing. Vincenzo
Marrone - Ufficio Tecnico Consorzio di Bonifica
Tevere-Nera; Geom. Andrea Venturi - Ufficio
Tecnico Consorzio di Bonifica Tevere-Nera; Arch.
Alessandro Bergonzi
Responsabile di cantiere
- Pag. 100 4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
; ; 0744.300402
; ; 0744.300402
...
Evento
Chi chiamare
N telefonico
Capo cantiere
...
Responsabile del servizio di prevenzione
...
Direttore dei lavori Consorzio di Bonifica TEVERE
-NERA
Coordinatore in fase di esecuzione Consorzio di
Bonifica TEVERE-NERA
- Pag. 101 4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
0744.545711
0744.545711
5)
CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
ID
Nome
1 Fasi di lavoro
Durata (g):
90,00
(124,00)
90,00
Inizio
24 nov 14
Fine
lun 01/12/14
ven 03/04/15
lun 01/12/14
ven 03/04/15
2
F.01 - Accantieramento
90,00
3
F.11 - Demolizione di pavimentazioni stradali
90,00
4
F.02 - Scavi
74,00
mar 02/12/14 ven 13/03/15
5
F.03 - Armatura e protezione scavi
65,00
gio 18/12/14
mer 18/03/15
6
F.04 - Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di
chiusini
F.05 - Collegamento degli allacciamenti esistenti
72,00
gio 18/12/14
ven 27/03/15
80,00
lun 08/12/14
ven 27/03/15
75,00
lun 22/12/14
ven 03/04/15
9
F.06 - Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di
risulta
degli scavi
misto cementato
F.07 - Posa
bindered
e arido
stratoindifornitura,
usura; segnaletica
30,00
lun 29/12/14
ven 06/02/15
10
orizzontale
F.08 - Realizzazione opere d'arte in c.a
77,00
lun 08/12/14
mar 24/03/15
11
F.09 - Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento
77,00
7
8
01 dic 14
08 dic 14
15 dic 14
22 dic 14
29 dic 14
d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v
29 dic 14
05 gen 15
12 gen 15
19 gen 15
26 gen 15
02 feb 15
09 feb 15
16 feb 15
23 feb 15
02 mar 15
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Zona
ID
1
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Zona + Rumore
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Rumore
29ID
dic 14
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Rumore
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06 apr 15
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ID
6)
ELEMENTI DEL CANTIERE FASI E ATTIVITÀ LAVORATIVE
SUDDIVISI PER IMPRESA
- Pag. 109 ELEMENTI DEL CANTIERE E FASI LAVORATIVE SUDDIVISE PER IMPRESA
7)
ALLEGATI
NUMERO
01
02
03
DOCUMENTO
Allegato analisi risorse
Allegato Costi della Sicurezza
Elaborati grafici
- Pag. 110 7) ALLEGATI
INDICE GENERALE
1) IDENTIFICAZIONE DELL'OPERA E DEI SOGGETTI (All. XV § 2.1.2.a - § 2.1.2.b D.Lgs 81/08)
1.1) DATI GENERALI
1.2) CARATTERISTICHE DELL'OPERA
2) INDIVIDUAZIONE ED ANALISI DEI RISCHI (All. XV § 2.1.2.c D.Lgs. 81/08)
2.1) AREA DI CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.1 - § 2.2.1 D.Lgs 81/08)
2.1.1) CARATTERISTICHE DELL'AREA DI CANTIERE
2.1.2) LAYOUT DEL CANTIERE
2.1.3) ZONE
2.1.4) RISCHI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE ESTERNO
2.1.5) RISCHI CAUSATI ALL'AMBIENTE ESTERNO
2.1.6) CONDIZIONI CLIMATICHE SPECIALI
2.1.7) URBANISTICA
2.1.8) LINEE AEREE E CONDUTTURE SOTTERRANEE
2.2) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (All. XV § 2.1.2.d.2 - § 2.2.2 D.Lgs 81/08)
2.2.1) RECINZIONE DI CANTIERE
2.2.2) ACCESSI AL CANTIERE
2.2.3) SEGNALETICA E CARTELLONISTICA DI CANTIERE
2.2.4) SERVIZI
2.2.4.1) Servizi igienico-assistenziali
2.2.4.2) Servizi sanitari e di primo soccorso
2.2.5) VIABILITÀ PRINCIPALE DI CANTIERE
2.2.6) IMPIANTI
2.2.6.1) Reti principali di elettricità
2.2.6.2) Impianto di messa a terra
2.2.6.3) Impianti di protezione dalle scariche atmosferiche
2.2.6.4) Reti principali idriche
2.2.6.5) Reti principali di gas
2.2.6.6) Reti principali fognarie
2.2.6.7) Impianto di ventilazione di cantiere
2.2.7) IMPIANTI, MEZZI, MATERIALI, ATTREZZATURE, D.P.I.
2.2.7.1) Impianti fissi
2.2.7.2) Mezzi
2.2.7.3) Attrezzature
2.2.7.4) Dispositivi di protezione individuale (D.P.I)
2.2.8) AREE DI STOCCAGGIO MATERIALI
2.2.9) MAGAZZINI E DEPOSITI DI CANTIERE
2.2.10) POSTI FISSI DI LAVORO
2.2.11) GESTIONE RIFIUTI
2.2.11.1) Stoccaggio dei rifiuti
2.2.11.2) Smaltimento dei rifiuti
2.2.12) DOCUMENTI DA CONSERVARE IN CANTIERE - PIANI E PROGETTI
2.3) ANALISI DELLE LAVORAZIONI (All. XV § 2.1.2.d.3 - § 2.2.3 D.Lgs 81/08)
2.3.1) MISURE CONTRO IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO NEGLI SCAVI
2.3.2) MISURE CONTRO IL RISCHIO DI ANNEGAMENTO
2.3.3) MISURE CONTRO IL RISCHIO DI CADUTA DALL'ALTO DI PERSONE
2.3.4) MISURE CONTRO IL RISCHIO DI CADUTA DALL'ALTO DI MATERIALI
2.3.5) MISURE CONTRO IL RISCHIO DI INVESTIMENTO DA VEICOLI IN TRANSITO
2.3.6) MISURE CONTRO IL RISCHIO DI ELETTROCUZIONE
2.3.7) VALUTAZIONE E MISURE CONTRO IL RUMORE
2.3.8) MISURE PER ASSICURARE LA SALUBRITÀ DELL'ARIA NEI LAVORI IN GALLERIA
2.3.9) MISURE PER ASSICURARE LA STABILITÀ DELLE VOLTE E DELLE PARETI DELLE GALLERIE
2.3.10) MISURE DA ADOTTARE NEL CASO DI ESTESE DEMOLIZIONI
2.3.11) MISURE CONTRO I POSSIBILI RISCHI DI INCENDIO
2.3.12) MISURE CONTRO I POSSIBILI RISCHI DI ESPLOSIONE
2.3.13) MISURE CONTRO GLI SBALZI ECCESSIVI DI TEMPERATURA
2.3.14) DISPOSIZIONI PER LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
2.3.15) DISPOSIZIONI PER LE ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE E CONTROLLO DURANTE LE SOSPENSIONI
DEI LAVORI
2.3.16) FASI DI LAVORO
3) INTERFERENZE (All. XV § 2.1.2.e D.Lgs 81/08)
3.1) CONSULTAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
3.2) GESTIONE INTERFERENZE E MISURE DI COORDINAMENTO
3.3) PERIODI DI MAGGIOR RISCHIO
4) MODALITÀ ORGANIZZATIVE (All. XV § 2.1.2.g D.Lgs 81/08)
4.1) ATTIVAZIONE EMERGENZE E TELEFONI UTILI
5) CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
6) ELEMENTI DEL CANTIERE FASI E ATTIVITÀ LAVORATIVE SUDDIVISI PER IMPRESA
7) ALLEGATI
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pag.
55
Indice ANALISI DELLE LAVORAZIONI
F.01
Accantieramento
- Pag. 111 INDICE
F.01.1
F.01.2
F.01.3
F.01.4
F.01.5
F.01.6
F.01.7
F.01.8
F.01.9
F.01.12
F.01.13
F.11
F.11.01
F.11.02
F.02
F.02.1
F.02.2
F.10
F.03
F.03.1
F.04
F.04.1
F.04.2
F.04.3
F.05
F.05.1
F.06
F.06.1
F.06.2
F.06.3
F.07
F.07.1
F.07.2
F.07.3
F.07.4
F.07.5
F.07.6
F.08
F.08.1
F.08.2
F.08.3
F.08.4
F.09
F.09.1
F.09.2
F.09.3
F.09.4
F.09.5
Pulizia dell'area dell'accantieramento e dello stoccaggio
Realizzazione di recinzione di cantiere con paletti in ferro infissi nel terreno e
rete plastificata
Rimozione di recinzione di cantiere
Collocazione in opera di cartellonistica di cantiere e per deviazioni; di
eventuali semafori provvisori negli incroci
Rimozione di cartellonistica di cantiere e per deviazioni; di eventuali semafori
provvisori negli incroci
Collocazione e rimozione delle baracche e prefabbricati di cantiere e relativi
allacciamenti
Realizzazione stoccaggi di materiali in cantiere
Carico e scarico materiali in cantiere
Manutenzione opere di protezione e segnalazione
Realizzazione dell'impianto di messa a terra di cantiere
Realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere
Demolizione di pavimentazioni stradali
Asporto materiali di risulta (carico, trasporto, scarico)
Fresatura manto
Scavi
Scavo a macchina fino alla profondità di m 4, anche in presenza d'acqua
Asporto materiali di risulta (carico, trasporto, scarico)
Delimitazione e protezione degli scavi
Armatura e protezione scavi
Armatura e protezione degli scavi
Posa tubazioni, pozzetti prefabbricati; posa di chiusini
Stoccaggio provvisorio materiali
Movimentazione e collocazione in opera tubazioni, raccordi e pozzetti
Posa del rinfianco di sabbia, getto di cls di rinfianco, sigillature
Collegamento degli allacciamenti esistenti
Intercettazione e sezionamento degli allacciamenti esistenti
Rinterro e riempimento con sabbia, materiale di risulta degli scavi ed arido in
fornitura, misto cementato
Consegna, stoccaggio e movimentazione materiali
Costipamento e rullatura
Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Posa binder e strato di usura; segnaletica orizzontale
Consegna e carico materiali
Stesa manto con vibrofinitrice
Rullatura binder con rullo metallico
Rullatura manto con rullo metallico e rifinitura
Pulizia mezzi, ricollocazione a deposito
Realizzazione di segnaletica orizzontale
Realizzazione opere d'arte in c.a
Posa casseratura, previa stesa di disarmante
Inserimento di armature metalliche preconfezionate
Esecuzione getti con autobetoniera e autopompa e vibrazione dei getti
Disarmo, pulizia e ricollocazione a deposito casseri
Eventuale rimozione tubazione in fibrocemento
Installazione area di decontaminazione del personale:
Locale di equipaggiamento
Locale doccia
Chiusa d'aria
Locale incontaminato (spogliatoio)
Confinamento dell'area ed installazione di barriere
Lavaggio delle fibre
Applicazione del prodotto incapsulante
Aree destinate allo stoccaggio provvisorio dei pacchi contenenti cemento
amianto
- Pag. 112 INDICE
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F.09.6
Imballaggio ed allontanamento dei rifiuti contenenti amianto
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