close

Enter

Log in using OpenID

Contraddizione_press kit 14-15

embedDownload
 Teatro della Contraddizione La stagione Sperimentale 2014/2015 Nudi senza sentimento
Se l'occhio si esercita, vede pelle che tocca, sa se l'uomo immagina, si accende Danilo Dolci Il Teatro della Contraddizione presenta la XV edizione della Stagione Sperimentale. Nel costruire il cartellone quest’anno siamo stati guidati dalla necessità di portare in stagione una filosofia che andiamo sviluppando da sempre in materia di relazioni artistiche e che ha dato il suo frutto più maturo lo scorso Maggio 2014 con il Festival ExPolis. È una filosofia che ci impone un modo di vivere il nostro teatro come luogo d’incontro tra artisti, linguaggi e pubblici diversi. Un incontro che deve accadere e che deve essere nutrito quotidianamente – non solo nei Festival ma anche in stagione – affinché possa generare effetti di lungo periodo, sinergie, contatti artistici e umani che rinsaldino lo scenario comune entro il quale ci muoviamo. Sulla spinta di questa necessità proponiamo quest’anno una stagione proiettata verso l’esterno che approfondisce l’esperienza vissuta durante ExPolis attraverso la sperimentazione di nuove forme di relazione per vivere e far vivere il teatro di ricerca, nel desiderio di renderlo più presente – in città, per le strade, negli spazi della vita quotidiana – e più accessibile, senza inficiarne il valore artistico. Nudi senza Sentimento sarà dunque una stagione in continua oscillazione tra interno ed esterno – dentro e fuori il teatro, dentro e fuori lo spettacolo, dentro e fuori il riconoscibile. Una stagione che materializza un processo di riflessione e creazione artistica incentrato intorno ai concetti di relazione, instabilità ed esposizione. La Relazione: incontrarsi Con Nudi senza sentimento il Teatro della Contraddizione moltiplica le occasioni di incontro tra artisti, linguaggi, luoghi e pubblici diversi, presentando un cartellone eterogeneo che affianca spettacoli, doppi spettacoli, aperitivi artistici e nuovi Formati d’Arte. Le serate doppio spettacolo – format ormai consolidato per la nostra realtà e per il nostro pubblico, introdotto per la prima volta nel 2007 – accostano identità, discipline e linguaggi artistici diversi rispondendo contemporaneamente alla volontà di rendere il ‘luogo’ teatro più accessibile – lo spettatore ha infatti la possibilità di fruire di due spettacoli ad un prezzo popolare. Criterio fondamentale per la scelta degli spettacoli da abbinare è stato quello dell’adozione, nell’idea che una compagnia del territorio milanese accogliesse e ‘adottasse’ una compagnia esterna. “E poi c'è da ragionare su questo esperimento, tentato dal Teatro della Contraddizione -­‐ uno spazio defilato, ma dove avvengono cose non banali -­‐ di accostare due proposte completamente diverse nel corso della stessa serata, che è davvero interessante: la formula, che prevede una spesa di 12 euro per un solo spettacolo, di 16 per entrambi, è indubbiamente vantaggiosa. Ma al di là della convenienza promozionale, è l'accoppiamento di titoli fra loro completamente estranei che incuriosisce, favorisce il confronto, porta in qualche modo una tipica situazione "da festival" all'interno della normale programmazione quotidiana.” Renato Palazzi, Del Teatro.it (2010) Nella stessa direzione muovono gli altri appuntamenti di quest’anno. Gli Apertivi Artistici – alternativa popolare e conviviale alla conferenza stampa – avranno lo scopo di presentare gli spettacoli e gli artisti al pubblico milanese in un luogo esterno al teatro. I Formati d’Arte – La Camminata Archemica, Milano Calling, la BalerHaus e I Grandi Classici dei Mercanti di Storie – sono eventi sperimentali dove il confine tra arte e relazione, tra spettacolo ed esperienza si perde, si sposta, si ridefinisce, offrendo al pubblico un punto di accesso alternativo, ‘propedeutico’, al teatro e una linea di contatto più diretta con gli artisti che lo abitano. La seconda edizione del Festival ExPolis (16 – 24 maggio) sancisce la nostra volontà di cercare il contatto, di uscire dal teatro. L’arte – nelle sue diverse modalità espressive che vanno dalla performance teatrale al concerto musicale, dalla danza alla pittura – è concepita come una forma di relazione itinerante, da portare fuori dai luoghi convenzionali, da esperire nella città, in connessione con gli spazi della vita quotidiana e del patrimonio storico/culturale. Arte come medium che ristruttura il rapporto tra artisti e abitanti per rinvigorirlo e rinsaldarlo al fine di operare un successivo ricongiungimento tra l’esterno urbano e la dimensione interna del teatro e dei luoghi della cultura tradizionali, troppo spesso percepiti come lontani e inaccessibili. L’Instabilità: mettersi in gioco Crediamo che moltiplicare il contatto tra soggetti significhi moltiplicare possibilità espressive e forme di coinvolgimento. Crediamo che per coltivare e maturare un modo di vivere e far vivere il teatro diverso, in contraddizione con i circuiti culturali ufficiali, sia necessario mettersi in gioco stimolando la complicità degli artisti e del pubblico che ospitiamo. Per questo motivo chiediamo agli artisti di rendere unico il loro passaggio al Teatro della Contraddizione attraverso un atto performativo ad hoc – prima o dopo ogni performance – che possa coinvolgere lo spettatore in modo più aperto, spingendolo a mettere in moto un punto di vista personale. Un atto che sveli al pubblico quel germe, quell’esigenza che ha dato origine al processo creativo e che sta alla base del lavoro finale che vediamo in scena. Gli artisti in cartellone sono inoltre chiamati a prendere parte ai formati d’arte. Tutte le diverse strutture performative proposte hanno lo scopo di sorprendere lo spettatore, creando una situazione instabile, facendolo passare inaspettatamente da un linguaggio all’altro, da un luogo o da un tempo all’altro, coinvolgendolo nella costruzione delle performance. L’Esposizione: aprirsi Crediamo che la diversità (relazione) e la destrutturazione (instabilità) siano le condizioni necessarie ad aprire nuove visioni. Le dinamiche che si innescano nel continuo passaggio da ciò che agli occhi del pubblico è riconoscibile, familiare a ciò che è inaspettato predispongono i soggetti coinvolti ad esporsi, ad abbassare le proprie barriere nei confronti dell’altro, cosicché ciascuno utilizzi gli elementi a lui noti per fidarsi del diverso. Attraverso questo meccanismo – declinato in differenti tipologie di eventi e spettacoli – cerchiamo di offrire non solo un’esperienza culturale differente ma un nuovo modo di guardare ed abitare il teatro che apre nuove visioni, nuove pratiche artistiche e di socialità, creando un senso di comunità e di complicità in chi partecipa, incuriosendo contemporaneamente le persone che casualmente ne vengono a contatto. Nudi senza sentimento è uno stato dell’essere o, per meglio dire, una condizione che predispone all’essere. Ma è anche una meta, uno sforzo, un esercizio quotidiano. È l’atto dell’espormi come sono e il mio sguardo ospitale verso l’altro. Cercare il contatto, uscire dal teatro, aprire le porte senza la paura di essere imperfetti, attraversare la città…nudi senza sentimento. Calendario della Stagione 11/10 Formati d’Arte LA CAMMINATA ARCHEMICA ore 17:30 16 –19/10 Serate Doppio Spettacolo Andrea Cosentino L’ASINO ALBINO :: Compagnia AstorriTintinelli MAC E BETH * 14/10 Aperitivo Artistico con gli artisti presso OSTELLO BELLO 23 – 26/10 Teatro Phoebe Zeitgeist ADULTO * 21/10 Aperitivo Artistico con gli artisti presso LIBRERIA TROVALIBRI 8/11 Formati d’Arte MILANO CALLING Psicomarket/Contraddizione Club 14/11 Formati d’Arte I Grandi Classici dei Mercanti di Storie – AMLETO 18/11 Formati d’Arte LA CAMMINATA ARCHEMICA ore 20:30 20 – 23/11 Serate Doppio Spettacolo Ranieri – Moretti I…I…IO?!/GIVE ME A MOMENT :: Teatrino Controverso LETIZIA FOREVER 28/11 Musica Nicoletta Bernardi IN CONTRADDIZIONE 6/12 Formati d’Arte MILANO CALLING Psicomarket/Contraddizione Club 12/12 Formati d’Arte I Grandi Classici dei Mercanti di Storie – IL CANTO DI NATALE 18 – 21/12 Teatro Madrearte Teatro ABBASCIO ‘A GROTTA * 16/12 Aperitivo Artistico con gli artisti (luogo da definire) 23/12 Formati d’Arte CINASKI IN CONTRADDIZIONE – Racconti di Natale 9/1 Formati d’Arte I Grandi Classici dei Mercanti di Storie – DELITTO E CASTIGO 5 – 17/2 Teatro Teatro della Contraddizione BERLIN, BERLIN!KABARETT – BORDELLO 20/2 Formati d’Arte I Grandi Classici dei Mercanti di Storie – IL MAGO DI OZ 21/2 Formati d’Arte MILANO CALLING Psicomarket 27/2 Formati d’Arte CINASKI IN CONTRADDIZIONE 28/2 Formati d’Arte BALERHAUS Teatro della Contraddizione e Sanpapié 5 – 8/3 TeatroDanza Compagnia Sanpapié DUE + DUE = 5 13/3 Formati d’Arte I Grandi Classici dei Mercanti di Storie – WOYZECK 14/3 Formati d’Arte MILANO CALLING Psicomarket/Contraddizione Club 20/3 Formati d’Arte CINASKI IN CONTRADDIZIONE 21/3 Formati d’Arte BALERHAUS Teatro della Contraddizione e Sanpapié 24 – 29/3 Teatro Scimmie Nude CROMOSOMIE 10/4 Formati d’Arte I Grandi Classici dei Mercanti di Storie – IL GRANDE GATSBY 11/4 Formati d’Arte MILANO CALLING Psicomarket 17/4 Formati d’Arte CINASKI IN CONTRADDIZIONE 18/4 Formati d’Arte BALERHAUS Teatro della Contraddizione e Sanpapié 23 – 26/4 TeatroDanza Progetto Brockenhaus LA MENTA SUL PAVIMENTO 9/5 Formati d’Arte MILANO CALLING Psicomarket/Contraddizione Club 16 – 24/5 FESTIVAL ExPolis 15 28 – 31/5 Teatro Mercanti di Storie NUOVA PRODUZIONE 4 – 7/6 Teatro Teatro delle Farfolle MATRIOSCHE Inizio spettacoli ore 20,45 -­‐ Serate Doppio Spettacolo Inizio spettacoli ore 20,30 Inaugurazione FESTA D’ARTE NEL QUARTIERE Sabato 27 Settembre, ore 19.00 – 23.00, via Orti 14 Il Teatro della Contraddizione presenta la Stagione Sperimentale 2014/2015 Nudi senza sentimento Se l’occhio si esercita, vede pelle che tocca, sa se l’uomo immagina, si accende Una Festa d’Arte nel quartiere per inaugurare la XV edizione della Stagione Sperimentale del Teatro della Contraddizione, con la complicità degli abitanti del quartiere di via Orti, del progetto ‘Storie di Quartiere’ e degli artisti in cartellone. Ore 19.00 Aperitivo multietnico e apertura della mostra fotografica ‘Porta Romana State of Mind’ – a cura di ‘Storie di Quartiere’, progetto di coesione sociale incentrato sui giovani e le relazioni sul territorio promosso da La Cordata, Arci Milano e Codici Ricerche con il Comune di Milano A seguire Presentazione della Stagione del Teatro della Contraddizione Per concludere La Balerhaus del Teatro della Contraddizione – con musica dal vivo swing-­‐liscio-­‐balcanica Con interventi live e video degli artisti in stagione: Andrea Cosentino, Compagnia AstorriTintinelli, Compagnia Mercanti di Storie, Phoebe Zeitgeist Teatro, Duo Ranieri Moretti, Rosario Palazzolo, Salvatore Nocera, Compagnia Sanpapié, MadreArteTeatro, Vincenzo Costantino Cinaski, Compagnia Scimmie Nude, Progetto Brockenhaus, Teatro delle Farfolle, Compagnia Teatro della Contraddizione. Spettacoli Il Teatro della Contraddizione si prefigge di dare visibilità a progetti indipendenti, sperimentali, troppo spesso trascurati e sconosciuti nel panorama teatrale, nella convinzione che il pubblico va nutrito e abituato alla qualità teatrale. Gli artisti presenti in stagione sono chiamati a declinare i concetti centrali di relazione, instabilità ed esposizione in connessione con le loro opere, rendendo unico il loro passaggio al Teatro della Contraddizione. Nella relazione con le compagnie che ospitiamo ci poniamo come elemento di mediazione e aggregazione che offre occasioni di incontro e confronto sul lungo periodo. 16 – 19 Ottobre *SERATA DOPPIO SPETTACOLO *14 ottobre: Aperitivo Artistico con gli artisti della serata Presso Ostello Bello, ore 19:00 Ore 20,30 Andrea Cosentino L’ASINO ALBINO genere: antinarrazione metereopatica di e con Andrea Cosentino regia Andrea Virgilio Franceschi collaborazione artistica Valentina Giacchetti primo spettatore Antonio Silvagni oggetti scenici Ivan L’Asinara è un’isola nel nord della Sardegna. Luogo appartato, appena sfiorato dalla Storia, ma arredato con i relitti del suo passaggio: gli edifici e le docce di disinfestazione della Stazione Sanitaria Marittima di quarantena, l’ossario dei settemila prigionieri austro-­‐ungarici che qui perirono dopo la trasformazione del Lazzaretto in campo di concentramento durante la prima guerra mondiale, il supercarcere di massima sicurezza di Fornelli, dove ancora risuonano gli echi della stagione della lotta al terrorismo degli anni settanta. L’Asinara è oggi area protetta, alla quale si accede solo con percorsi guidati, a visitarla ed ammirarne le spiagge incontaminate e il mare, la vegetazione e la fauna, il cui rappresentante più famigerato è l’asino albino, specie endemica e dalle origini misteriose. Lo spettacolo segue un gruppo di turisti in giro per l’isola Asinara. Una visita guidata non si struttura in narrazione, ma comporta il passare accanto ai resti della Storia e fare i conti con la propria, l’attraversare la natura e scoprirvi la propria estraneità. I visitatori sono macchiette tratteggiate a pennellate grossolane nel loro aggrapparsi con ferocia svagata al presente, in una coazione a rimuovere il presentimento della fine. La ricerca dell’asino, l’infanzia, il terrorismo e la reclusione, l’umano e l’animale, il biografico e il cosmologico: la materia eterogenea dello spettacolo gravita attorno ad un finale che si ripete declinandosi variamente, fino a raggiungere il suo senso ultimo, che è fin dall’inizio nascosto alla luce del sole. Che abbaglia. Se sul piano della rappresentazione è isola e carcere e spiaggia, la scena non dissimula ma semmai esibisce il suo piano di realtà: essa è la stanza dei giochi dove costruirsi un mondo a misura ed il teatro dove ci si traveste per mostrarsi, si indica la luna e non si disdegna di farsi ammirare il dito. Un racconto parallelo spinge infine la scena verso una ulteriore epifania: il paese dei balocchi dove ci si trasforma in asini, e la pista da circo dove esibirsi dopo la trasformazione. Collodi fa dell’asino la deviazione nel cammino del divenire umano di Pinocchio. Il burattino si fa carne una prima volta perdendo la parola. Ma nel raglio trova forse l’espressione più efficace del suo dolore. Un unico attore abita la scena. Un solo attore-­‐isola in cui atterrano personaggi grotteschi, delimitati appena da una sigaretta, un paio di occhiali, un dialetto, una fotografia, un luogo comune. Apparizioni che parlano attraverso grumi d’emozioni illeggibili evacuati fuori con comicità violenta. Il linguaggio teatrale è disarticolato, disossato. Si frantuma e si frattura. L’attore è la guida che non concede spiegazioni, che non vuole accompagnare. Perché non c’è al di là dove riparare. Non ci sono serre o riserve incontaminate. Non c’è rete dove attutire la caduta. I piani d’evasione sono stati tutti sabotati. Uno spettacolo sul tempo che passa e che non torna più, neanche più le stagioni. In scena un attore, un cerchio, una pedana, un controluce. Andrea Cosentino Attore, autore, comico e studioso di teatro, formatosi alla scuola di teatro mimico e gestuale di Philippe Gaulier e Monika Pagneaux di Parigi, Andrea Cosentino è uno dei nomi più rappresentativi della scena indipendente romana, spesso accostato a quella ‘non scuola romana’ (Cosentino, Calamaro, Danco, Feliziani, Tagliarini, Timpano) dalla comicità surreale anarco-­‐dadaista. Tra i suoi spettacoli La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce, il ‘dittico del presente’ costituito da L'asino albino e Angelica (i cui testi sono pubblicati in Carla Romana Antolini -­‐a cura di-­‐, Andrea Cosentino l’apocalisse comica, Editoria e spettacolo, 2008), Antò le Momò-­‐avanspettacolo della crudeltà, Primi passi sulla luna (pubblicato da TIC edizioni, 2013) e Not here not now. In questi ultimi lavori si avvale della collaborazione registica e drammaturgica di Andrea Virgilio Franceschi e Valentina Giacchetti. E' fondatore del PROGETTO MARA'SAMORT, che opera per un'ipotesi di teatro del-­‐con-­‐sul margine, attraverso una ricerca tematica, linguistica e performativa sulle forme espressive subalterne, e promuove il format paratelevisivo autarchico Telemomò. Ore 22,00 (orario indicativo) Compagnia ASTORRITINTINELLI MAC E BETH Una ri-­‐scrittura del Macbeth di W: Shakespeare genere: privacy tragedy 16 – 19 Ottobre *SERATA DOPPIO SPETTACOLO *14 ottobre: Aperitivo Artistico con gli artisti della serata presso Ostello Bello, ore 18:30 Ore 22,00 (orario indicativo) Compagnia ASTORRITINTINELLI MAC E BETH Una ri-­‐scrittura del Macbeth di W: Shakespeare genere: privacy tragedy di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli Da questo istante non c’è nulla di serio nella vita mortale. Tutto è un gioco. La fama e la grazia Sono morte, il vino della vita È stato spillato e solo la feccia Rimasta a vanto di questa cantina. (II,3) Il mito di Macbeth vissuto da due fantomatici attori coniugi. Lui si chiama Mac e lei si chiama Beth. Desiderano ardentemente. Si consumano in un vero fallimento. Nel loro Club Series “sut al punt de l’autostraa”. Fuori dal mondo. Tragedia…del teatro. Note degli autori C’è una trama, in questo lavoro più di altri nostri, una storia a cui aggrapparsi in questo teatro del fallimento, in questa fede nel teatro. Mac e Beth, guitti stanchi di periferia, geniali innovatori di una tradizione, nel loro Club Series mettono in scena il Macbeth di Shakespeare attraverso una serie di numeri che ricorda il varietà. Insieme gestiscono un club, tanto fantomatico quanto accessibile al mondo che vuole divertirsi ascoltando parole fatte d’aria, inni nazionali e marcette di periferia, musica lirica e rock del passato, barzellette raccontate male, improperi, insulti e guittate di bassa lega. Mac lavora per Doncano, il patrono di tutti i club, proprietario della Mirabolica, il club più in voga… Da qui parte l’ambizione di Mac, l’ambizione di Macbeth che poi alla fine è una storia di Clan come ha meravigliosamente raccontato Kurosawa nel suo Trono di Sangue. Ed è Beth a creare Mac, dando vita a questo ambiente improprio, fatto di luci, lucine, lampi, cellule fotoelettriche, suoni di temporali e di battaglie che tanto ricordano e citano i film di Sergio Leone ed emozionano fino alla commozione e alla pietà. Ed è questo l’ambiente creato: l’ambiente della loro privacy condivisa che non dichiara alcun serio intento di mettere in scena la catastrofe del mondo, ma al contrario la vive questa catastrofe nella privacy stessa. “In realtà non è una vera e propria rilettura, quanto un tentativo di riflessione che si muove entro i confini della storia originale. Portiamo in scena due attori persi di un varietà morto, due attori falliti che pongono al pubblico il “dilemma” del fallimento, dello sprogettarsi. È la rappresentazione del vero fallimento, quello dal quale però, come diceva Carmelo Bene, può nascere davvero qualcosa. E al tempo stesso pone al centro dello spettacolo una riflessione sul teatro” Alberto Astorri Compagnia AstorriTintinelli “Siamo refrattari, ribelli, sopravvissuti in arte di divinazione, siamo quelli che si sono sottratti a tenere il passo. Siamo pezzi d’iceberg che si sono staccati e galleggiano nelle acque nere della notte. Ce ne andiamo in silenzio tra ultime cene, souvenirs, intervalli ricreativi e blues della solitudine. Sogniamo amori portentosi e universi fantastici, ma diamo vita al nostro concerto di inferni.” La compagnia ASTORRITINTINELLI, è stata fondata nel 2002 da Alberto Astorri e Paola Tintinelli. Il loro incontro avviene al Festival di Santarcangelo di Romagna durante le prove per l’allestimento di “Dammi almeno un raggio di sole” spettacolo per la regia di Davide Iodice dedicato a Federico Fellini. Alberto viene da una formazione teatrale accademica e da una laurea in Filosofia. Paola invece si diploma all’accademia di belle arti di Brera, poi è attrice e scenografa autodidatta, con la passione del circo. Decidono di dare inizio ad un percorso sulla scrittura di scena e sulla figura dell’attore-­‐autore anche sostenuti dalle collaborazioni che in quegli anni entrambi fanno con Leo De Berardinis e Guido Ceronetti. Dal 2002 al 2010 la coppia ASTORRITINTINELLI vive e lavora a Milano autoproducendosi “fuori dai circuiti ufficiali e dagli schemi drammaturgici tradizionali” (F. Quadri, La Repubblica 27.10.2007) in una serie di spettacoli sostenuti anche da una critica militante la quale arriva a definirli come “la coppia cult dell’underground milanese” (Livia Grossi, Corriere della Sera 22.05.2007i) o paragonarli alla coppia “Leo e Perla” (Lorenzo Mari, Tabard, rivista militante, nov.2007). Il loro primo spettacolo è “La Ballata di Woizzecco”, (2003) una rilettura del Woyzeck di G. Buchner. A seguire anno dopo anno sono “MAC e BETH”, (2004) una riscrittura del Macbeth di Shakespeare, “Tutto il mio Folle Amore”, (2005) uno s-­‐concerto poetico in omaggio a Pier Paolo Pasolini., “La Rosa di nessuno” (2006) una lettura scenica sull’Olocausto, Acquario Lunare (2006) una frequentazione scenica nella poesia del novecento, “Titanic, una fiaba del vecchio millennio”, (2007) spettacolo ispirato a “La Fine del Titanic” di H.M. Enzensberger, “AMURDUR” (2008) un vile cabaret che debutta al Napoli Fringe Festival nel giugno del 2009, “Con tanto amore, Mario.” (2010) assolo senza parole dedicato a Mario un nome comune per un uomo comune e infine “Alla locanda del baleniere”, (2010) una riscrittura del Moby Dick di Melville per ragazzi tra i 6 e i 10 anni. Nel 2011 vincono con lo spettacolo TITANIC il premio IN-­‐BOX. Nuova produzione I giorni Fragili di Adamo ed Eva. 23 – 26 Ottobre Ore 20,45 *21 ottobre: Aperitivo Artistico con la compagnia Phoebe Zeitgeist, Presso Libreria Trovalibri ore 19:30 Phoebe Zeitgeist ADULTO ispirato dai testi finali di Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Dario Bellezza genere: informe degenere di Giuseppe Isgrò con Dario Muratore voci Ferdinando Bruni, Ida Marinelli dramaturg Francesca Marianna Consonni suono Giovanni Isgrò assistente ai costumi e alla scena Vito Bartucca tecnico attrezzista Gilles Ielo immagine Sally Cellophane grafica Alessandro Tonoli in collaborazione con Voci Erranti, Racconigi (CN) e TMO Teatro Mediterraneo Occupato, Palermo Nello stesso tempo in cui progettavo e scrivevo il mio romanzo, cioè ricercavo il senso della realtà e ne prendevo possesso, proprio nell'atto creativo che tutto questo implicava, io desideravo anche di liberarmi di me stesso, cioè di morire. Morire nella mia creazione: morire come in effetti si muore, di parto: morire come in effetti si muore, eiaculando nel ventre materno. Pier Paolo Pasolini, Petrolio, Appunto 99 Adulto è una ricerca sulla parte maledetta della crescita, quella che non matura, che non si dichiara, che non si esprime e che non si arresta: un'energia sotterranea e magmatica, devastante quanto generatrice. Lo sguardo del pubblico è affacciato alla scena come alla rete da cantiere di uno scavo immaginale. Qui sono insabbiati gli oggetti ludici, erotici, i feticci e i travestimenti di un individuo abnorme e delicatissimo, che produce i suoi riti scabrosi in questo che sembra un luogo periferico, sospeso, tutto autogenerato, autonomo rispetto al resto del mondo. Linee di led e radio analogiche sono i confini visivi e sonori della scena, un luogo della mente che restituisce suoni, bagliori, presenze: è un buco dall'attività frenetica, una fossa abitata da un unico personaggio, costantemente antagonista. Tuttavia questa non è la storia dell'ostilità alla vita o di un arroccamento, ma quella al contrario di una totale resa, di una spesa oscena di sé, di un'estasi fatale, unita carnalmente al fallimento. Invece di crescere e divenire solido, l'io si disperde, si sparge, decresce, torna all'origine, fino all'utero materno. Le trasformazioni a cui è sottoposto il personaggio trascendono il genere sessuale, la morale, il ruolo sociale, la direzione ordinaria della vita. Tutto il processo è però attraversato da desiderio, amore, bisogno estremo e abominevole di tenerezza. Si tratta di una bestemmia recitata con il rapimento di una preghiera, di un sublime sprofondare. Le parole che compongono questa contro oratoria sono tratte dalle opere finali di Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante e Dario Bellezza, accomunate dall'essere liriche filosofiche, opere pericolose e azzardate, crolli monumentali che prefigurano la morte e sono assieme capaci di un pensiero visionario e rigenerativo sul divenire. Da questi testi controversi emerge la possibilità di un procedere diverso, interno alla vita, contrario all'essere unitari, finiti, coerenti, pienamente adulti. Adulto è infatti una dedica allo spirito che è capace di osare strumenti di conoscenza impervi e non convenienti, quali il regresso, il percorso a ritroso, l'involuzione, il ricorso all'infanzia, uscire dal genere e degenerare. Adulto è al suo debutto al Teatro della Contraddizione. Phoebe Zeitgeist Phoebe Zeitgeist è una compagnia teatrale con base a Milano i cui soci fondatori sono Giuseppe Isgrò (regista e direttore artistico), Karin Freschi (attrice), Francesca Frigoli (attrice e artista visiva), Ondina Granato (Dramaturg e organizzatrice), Giovanni Isgrò (tecnico audiovisivo e compositore di musica elettronica) e Giuseppe Marzoli (sound & light designer). L’attività della compagnia comprende oltre alla produzione e alla messinscena degli spettacoli, la creazione di eventi performativi ed espositivi. La specifica di questo gruppo di lavoro è la lettura critica della contemporaneità. Da qui la scelta di costruire il proprio pensiero a ridosso di quanti più linguaggi disponibili, nella convinzione che le arti siano dei dispositivi eccellenti per una decodifica non banale della realtà. Questa indagine viene condotta attraverso l’individuazione dei fattori più gravi e acuti dei nostri giorni, rintracciando nei testi degli artisti che ci hanno preceduto quegli allarmi, quelle denunce, quelle visoni che informano i meccanismi del nostro tempo. Nello studio di questi autori e contattando di volta in volta altri collaboratori si ricercano gli strumenti per un’elaborazione complessa e significativa dei temi di ricerca. I temi di più elevata emergenza e di più alta rilevanza sviluppati da questo gruppo di lavoro sono: la complessità dei sistemi di comunicazione e di relazione tra gli individui, le capacità dell’immaginario e del linguaggio, l’esistenza, la persistenza e la trasformazione di tutte le forme di potere. 20 – 23 Novembre *SERATA DOPPIO SPETTACOLO Ore 20,30 Duo / Giselda Ranieri – Elia Moretti I…I…IO?! / FIRST STEP: GIVE ME A MOMENT genere: fluorilegio identitario senza fine di e con Giselda Ranieri (danza) e Elia Moretti (musica dal vivo) sguardo esterno: Davide Frangioni produzione ALDES coproduzione ARTU e UBIdanza con il sostegno di MIBAC – MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali e del turismo/ Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA/ Sistema Regionale dello Spettacolo i…i...io?! è la storia di una ragazza costantemente in bilico tra l’azione in potenza e la reale difficoltà a procedere: si muove nell’indecisione, mostra la propria frustrazione di fronte alla fatica del vivere, canta la necessità di una tregua, reclama un attimo di respiro. Una riflessione sul senso di inadeguatezza, indecisione, immobilità e frustrazione, stati d’animo comuni a un’ampia fascia della società attuale; una società attanagliata da una paura liquida -­‐ come afferma Zygmunt Bauman – che ne ostacola l'avanzata e ci costringe alla costante rinegoziazione identitaria. i…i...io?! affronta la ricerca di affermazione dell’individuo nella società, non creando un’immagine fedele o una polaroid, ma cercando di restituire un gusto, un’atmosfera, un florilegio che rievochi in maniera leggera ma peculiare questa materia. Il primo studio di i…i…io?!/ first step: Give me a moment è stato presentato ad aprile 2013 all’interno di Palco Aperto presso il Teatro PIM OFF di Milano e riadattato nel maggio 2013 per il Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce (Genova). Un secondo studio è stato presentato a SPAM per ALDES/Robero Castello a giugno 2013. Note di regia Il titolo si riferisce onomatopeicamente alla difficoltà e/o impossibilità di auto-­‐definirsi e nominarsi come soggetti unici -­‐ IO -­‐ perché costantemente portati alla molteplicità, positiva e/o negativa che sia, a seconda che sia cercata o imposta dall'esterno. Anche la struttura del lavoro riflette questo tema. i...i...io?! si presenta infatti come una partitura scritta di danza e musica ma conserva limitati margini improvvisativi dai quali scaturiscono composizioni fresche, ironiche e naturali costruite in relazione diretta con il contesto performativo e con il pubblico. La danza si fa ricordo e da corpo a tutte quelle espressioni, gesti, modi di fare, delle persone incontrate ed osservate che ispirano il lavoro. Questi comportamenti, incorporati e metamorfizzati attraverso la danza, sono stati il punto di partenza delle sessioni improvvisative che hanno costituito il processo generativo della performance. Duo / Giselda Ranieri – Elia Moretti Nato nel 2010, il Duo Ranieri – Moretti ha costruito nel tempo un linguaggio artistico peculiare nell’ambito della composizione istantanea che unisce il rigore compositivo alla freschezza dello slancio creativo immediato. Questo specifico linguaggio, oltre a riflettere le origini del duo – Ranieri e Moretti si sono conosciuti improvvisando grazie alla collaborazione con Takla Improvising Group – è il risultato di un quotidiano lavoro di ricerca incentrato sul rapporto con il contesto performativo e sulla reinterpretazione contemporanea di alcuni elementi tipici della Commedia all’Improvviso. Le performance sono frutto di un ascolto reciproco rigoroso nonostante i diversi mezzi espressivi degli interpreti (la danza e la musica). La danzatrice contribuisce in maniera visibile alla creazione della partitura musicale offrendo input che il musicista coglie e con i quali si confronta durante la composizione istantanea. Il duo collabora con ARTU e UBIdanza dal 2013. Nello stesso anno si esibisce al Festival Altofest e nella rassegna SPAM di ALDES/Roberto Castello. Nel 2014 inizia a collaborare con il Teatro della Contraddizione nell’ambito del Festival ExPolis. Da questo incontro nasce la volontà di inserire il duo in stagione e di portare avanti la relazione artistica attraverso una residenza nel corso del mese di Novembre 2014. Tra le altre produzioni del duo Ranieri – Moretti ‘Serendipity’, lavoro di composizione istantanea nato nel 2012 grazie alla residenza artistica offerta da Takla Improvising Group presso la Triennale Bovisa di Milano e presentata al Festival PULSI presso il Teatro dell'Arte (Milano). Giselda Ranieri Danzatrice di formazione classica e contemporanea, dal 2008 ricerca nel campo della composizione istantanea collaborando spesso con danzatori e musicisti. Tra i membri fondatori dell’Ass. Culturale UBIdanza/ Aline Nari e Davide Frangioni, lavora con l’omonima compagnia dal 2009. Dal 2010 danzatrice nella Compagnia ALDES/Roberto Castello. Specializzata in Danza al DAMS di Bologna con la storica della danza Eugenia Casini Ropa. Quest'anno inizia la collaborazione col coreografo Cosmin Manolescu per Fragile -­‐ mapping bodies, all'interno del progetto europeo E-­‐Motional: rethinking dance. Elia Moretti Percussionista di formazione classica e jazzistica, sviluppa una personale ricerca sulle musiche audiotattili. Dedica inoltre la sua musica all'interdisciplinarietà con danza, teatro, poesia e pittura. Svolge i suoi studi a Pavia, Milano, Piacenza e Copenhagen. Dal 2007 collabora con diverse compagnie teatrali in Italia e all'estero (Francia, Danimarca e Repubblica Ceca). Ore 21,15 (orario indicativo) Teatrino Controverso LETIZIA FOREVER genere: tragicommedia neologica con barba 20 – 23 Novembre *SERATA DOPPIO SPETTACOLO Ore 21,15 (orario indicativo) Teatrino Controverso LETIZIA FOREVER genere: tragicommedia neologica con barba testo e regia di Rosario Palazzolo con Salvatore Nocera e con le voci di Giada Biondo, Floriana Cane, Chiara Italiano, Rosario Palazzolo, Chiara Pulizzotto, Giorgio Salamone scene di Luca Mannino Luci di Toni Troia Assistente alla regia Irene Nocera coproduzione T22 e Teatrino Controverso col patrocinio di Equamente – bottega del mondo Picchì, io, di mio, non la faccio troppo intelligente, la gente, intelligente di capire la storia mia, voglio dire, di capirla vera, ca la gente non è mai troppo intelligente, per me, intelligente di capire veramente le cose. Letizia Forever Letizia forever è una donna sgrammaticata, esilarante, poetica, semplice e complicatissima, dal linguaggio dirompente, assolutamente personale, intriso di neologismi, solecismi, e non sense semiotici che diventano caricaturali non appena prendono di mira l’instabile certezza dei luoghi comuni. È una donna che racconta la propria esistenza, un’esistenza fatta di soprusi, di ignoranza, di rocambolesche peregrinazioni emotive. Ed è anche una musica, Letizia forever, quella dei “fabulosi anni ‘80”; una musica che entra in collisione con la storia, o la sollecita, o la sorprende. Ma Letizia forever è soprattutto una distonia della personalità, un accanimento sociale, un rebus irrisolto, e irrisolvibile. È, infine, uno spettacolo di teatro contemporaneo, che tratta, fra l’altro, della tematica del femminicidio, ma senza spettacolarizzarne il fenomeno, anzi tentando di sollecitare una riflessione “altra”, laica, fuori da ogni elemento di cronaca. Letizia Forever ha debuttato a ottobre 2013 alle Officine Solimano di Savona. Palazzolo torna quest’anno al Teatro della Contraddizione – che ha ospitato nelle stagioni passate i primi due atti della sua Trilugia dell’impossibilità – per il debutto milanese di Letizia Forever. Rosario Palazzolo Drammaturgo, scrittore, regista e attore. Fonda e dirige la Compagnia del Tratto dal 2002 al 2011. Nel 2013 fonda Teatrino Controverso con il quale produce Letizia Forever e i laboratori Dittico Del Disincanto (Visita guidata e Tauromachia). Con 'A Cirimonia’, secondo atto della Trilugia dell'impossibilità (dopo Ouminicch'), vince il Premio Fringe al Festival internazionale del Teatro di Lugano e ottiene una Menzione speciale al premio In-­‐box nel 2010. Ha pubblicato tre romanzi: L'ammazzatore, Concetto al buio e Cattiverìa. Salvatore Nocera Attore, musicista e compositore. È direttore artistico della rassegna musicale e teatrale Il sogno di un uomo ridicolo. È inoltre la voce del gruppo ‘Pupi di Surfaro’, vincitori del premio “Musica contro le mafie” 2013. 28 Novembre Nicoletta Bernardi IN CONTRADDIZIONE Serata concerto per la presentazione del disco IN CONTRADDIZIONE di Nicoletta Bernardi con Nicoletta Bernardi, Gianni Consiglio, Raffaele Lomoro e ospiti 18 – 21 dicembre Ore 20,45 *16 dicembre: Aperitivo Artistico con Madrearte Teatro, luogo in via di definizione Madrearte Teatro Abbascio ‘a grotta genere: la via crucis della violenza e dell'abuso in musica e versi scritto e diretto da Antonio Diana con Antonio Piccolo, Nino Bruno, Gianluca D’agostino, Antonio Diana musiche originali di Mariano Bellopede La violenza sui minori, uomini, donne e omosessuali si esplica in tutto il suo abominio con quattro attori in scena, che raccontano e vivono esperienze diverse di violenza ma che, contemporaneamente, si pongono in parallelo, unificati dallo stesso ed inconsolabile tormento interiore. Ingabbiati in una simbolica grotta, rappresentata da una cantina come luogo del subconscio interiore dove sono seppellite le loro storie di violenza; molteplici personaggi vivono tormentati dal desiderio di liberarsi e da quello di accettare il proprio destino. Si trovano proiettati, fin dall’inizio, all’interno di un inconscio irrisolto che imprigiona la coscienza, racchiudendo i ricordi malati e gli incubi compressi di chi ha subito, nell’infanzia, abusi sessuali, facendo riaffiorare in maniera drammatica, il livello conscio della loro personalità. Abbascio a’grotta ha debuttato a gennaio 2013 al Teatro Millelire di Roma. Già apprezzato al Roma Fringe Festival del 2013, lo spettacolo ha vinto il premio Miglior Regia e messa in scena al Festival Dirittinscena 2014 al Teatro Italia di Roma. È ospitato dal Teatro della Contraddizione per il suo debutto milanese. Madrearte Teatro "un cantiere artistico con perenni lavori in corso" è così che ci piace definirci, un luogo dove edificare l'arte con il confronto, la ricerca, la conoscenza, la comunicazione. Madrearte teatro è una realtà artistica con sede a Villarica (Napoli) attiva dal 1995. Si occupa di formazione e produzione teatrale di opere edite ed inedite e dal 2010 è spazio teatrale. Dal 2003 istituisce il premio "pulcinellarte", dal 2011 denominato "premio genio". 05 – 17 febbraio Ore 20,45 Teatro della Contraddizione Berlin, Berlin! Kabarett -­‐ Bordello genere: kabarett bordello di Marco Maria Linzi con Alessandro Angelelli, Stefania Apuzzo Micaela Brignone, Silvia Camellini, Valentina De Simone, Sabrina Faroldi, Anja Grubic, Simona Rinaldi, Stefano Slocovich, Eugenio Vaccaro. Cast in via di definizione “Il berlinese non è uno sprovveduto, sa fare molte cose, oltre a fare i quattrini: Il passeggero sul tram, lo spettatore a teatro, il cliente al ristorante, più raramente gli riesce l'essere umano. Si, questo meno. Il sistema tira e lui cede e si aggrappa alla sua funzione... Senza ritegno. Fa tutto quello che la città pretende da lui, salvo vivere… Questo purtroppo no…I berlinesi non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro. Per la strada, sul tram si guardano ringhiando, perché proprio hanno poco in comune l’uno con l’altro. Il Berlinese sopporta la presenza di un altro berlinese solo se gli è stato presentato: Vuole la garanzia di poter parlare con uno della sua specie. Che sia un idiota piuttosto che un estraneo...Non chiedetemi perché.” Berlino… Berlino Ich bin ein Berliner... Ma per quanto riguarda Milano, sia chiaro, che non ho detto nulla. (Elaborato da Kurt Tucholski) Berlin Berlin è un progetto di ricerca a tre piani. Punto di partenza è la messa in atto di alcune relazioni. Testuali: Essere e Potere. Fisiche: Stato e Abbandono. Relazionali: Personaggi e Pubblico. I principali autori di riferimento : Tucholski, Brecht, Benjamin, Shultz. La musica: il cabaret anni 30 oltre ai riferimenti musicali del teatro brechtiano: Eisler, Weill, Hollaender. Il tempo: Repubblica di Weimar in transito tra oggi e domani… Linguaggi oggetto di analisi: Cabaret tedesco, rivista, teatro epico, teatro panico. Dinamiche e Colori del Corpo: Pittura espressionista: George Grosz, Otto Dix, Fotografie tratte dal libro di Kurt Tucholski “Deutchland Deutchland uber alles”. Stato del corpo: Indifeso, Espressionista, Estraniato. Lo spazio è un locale senza palcoscenico, le presenze degli attori si muovono da un abbandono agli spazi interiori, all'emersione in azioni performative, la sensazione a cui stiamo lavorando oscilla tra il perturbante e il ridicolo, in ogni caso sempre in bilico sull’orlo del cambiamento. L'accensione di relazioni non distingue attore da spettatore, un mondo dove non può essere sicuro nemmeno chi sia in scena e chi sia in platea, dove l'imperfezione sia contenuta nel percorso degli attori e giocata come condizione necessaria...la musica è elemento indispensabile per contraddire l'oscillazione tra il ridicolo(potere) e il perturbante (essere). Berlin, Berlin! Kabarett -­‐ Bordello è la nuova produzione del Teatro della Contraddizione. 05 – 08 Marzo Ore 20,45 Compagnia Sanpapié DUE+DUE=5 genere: schizofrenie fisiche in perpetuo tentativo Di Lara Guidetti Con Lara Guidetti, Paola Bedoni, Marco De Meo, Francesco Pacelli e Marcello Gori Coreografie Lara Guidetti Musiche Marcello Gori Costumi Giulia Bonaldi Disegno luci Sarah Chiarcos E con il prezioso aiuto di Costantino Pirolo Una produzione Sanpapié In collaborazione con Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e Artes y Producciones Artisticas Isadora Duncan, Mary Wigman, Martha Graham, Pina Bausch e Luciana Melis: cinque donne, cinque artiste, che spaziando dall’impegno politico alla denuncia sociale, dalla ricerca coreografica alle collaborazioni con musicisti, pittori, artisti di cinema e teatro, sono state specchi della loro epoca. Lara Guidetti guarda alla vita e all’opera di queste cinque grandi maestre della danza alla caccia di sensazioni, spunti creativi, atmosfere. Emergono così cinque frammenti che hanno il carattere di un’evocazione, come il frutto di un incontro. Cinque coreografie che concentrano temi, indicazioni fisiche e teatrali, visioni del corpo, forme ma anche immagini, musiche, episodi, controversie personali e fragilità umane. Cinque pezzi "al sapore di". TRACCE Omaggio a Martha Graham (durata 10’) SOFFIO Omaggio a Isadora Duncan (durata 7’) A OCCHI CHIUSI Omaggio a Pina Bausch (durata 10’) TUMULTO Omaggio a Mary Wigman (durata 7’) OPPURE Omaggio a Luciana Melis (durata 30’) "Intensissima Guidetti, con un corrusco Francesco Pacelli. Sono nobili pillole coreografiche." Marinella Guatterini, Il sole 24 ore "La sensibilità coreografica di Lara Guidetti permette allo spettatore curioso di richiamarsi all’epoca delle grandi rivolte e cambiamenti sociali in cui la danza, abbandonati i canoni restrittivi del balletto classico, divenne movimento libero e si trasformò in ritmo e corpo, per mezzo del quale la donna potè esprimere il fondale straziante di emozioni e sentimenti sordi, rimasti taciuti sino ad allora." Angelica Greppi, Sipario Compagnia Sanpapié Sanpapié nasce nel 2007 dall’incontro di Lara Guidetti, coreografa e danzatrice, Sarah Chiarcos, drammaturga, Marcello Gori, musicista, e Fabio Ferretti, organizzatore, artisti uniti dalla curiosità di esplorare le potenzialità comunicative del corpo nell’equilibrio tra movimento e danza, affiancando alla ricerca fisica un percorso drammaturgico e una sperimentazione sonora e musicale. Successivamente alla compagnia si uniscono Francesco Pacelli, performer, Giulia Bonaldi, scenografa, Marco Di Stefano, drammaturgo e regista, Federico Melca, Paola Bedoni e Marco De Meo, danzatori. Dalla sua nascita Sanpapié presenta 7 spettacoli e altre perfomances brevi, andando in scena in Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. Nel 2012 partecipa a Islotes en Red, progetto finanziato dalla Comunità Europea, e produce lo spettacolo Io Sono Figlio. Nel 2013 la compagnia presenta due+due=5, un programma di 5 coreografie dedicate a Isadora Duncan, Mary Wigman, Martha Graham, Pina Bausch e Luciana Melis. Presenta inoltre Mi Sono Perso a Milano, primo spettacolo di teatro-­‐canzone firmato da Marcello Gori, musicista e autore di Sanpapié. Il 2014 è dedicato a Sdegno, un progetto di Lara Guidetti per la regia di Carmen Giordano dedicato alla realizzazione di un assolo della stessa Lara. Sanpapié è socia di Federdanza Agis, fondatrice di Associazione Etre e di Associazione K, attraverso cui è promotrice di C.Re.S.Co. 24 – 29 Marzo Ore 20,45 Compagnia Scimmie Nude CROMOSOMIE genere: viaggio sui generi(s) di Gaddo Bagnoli con Andrea Magnelli musiche originali Sebastiano Bon e Francesco Canavese costumi Ilaria Parente produzione Scimmie Nude Cromosomie è il risultato di una intensa ricerca attraverso le differenze, le similitudini, le incompatibilità e le complementarietà che esistono tra i sessi umani. Le Scimmie Nude presentano uno spettacolo che si sviluppa al limite tra scienza e poesia. Confermando la vocazione allo studio dell’animale uomo, Gaddo Bagnoli dirigerà Andrea Magnelli attorno ad un tema che ancora presenta, nell'incontro-­‐scontro tra vari generi sessuali, dispute e zone d'ombra. Il lavoro della compagnia vuole infatti indagare sulle presunte differenze che mai più d'oggi hanno cancellato i 'confini' del maschio e della femmina, sviluppando alternative sociali e genetiche che proiettano la nostra società verso un incerto futuro di comportamenti, reazioni, modalità e strutture di vita, ancora lontani e difficili da comprendere. Uno spettacolo che mostra tutti i limiti e le qualità della nostra fragile umanità attraverso il gioco di attrazione e riproduzione in un continuo confronto con la nostra natura biologica. Un percorso vivo che si concretizza sulla scena solamente attraverso il corpo/voce dell'attore, lo spazio e pochi oggetti simbolici, interessante per il rigore scientifico ed appassionante per il cuore poetico che lo pervadono, una analisi interiore ed esteriore che riesce anche ad essere comica nel confronto tra l'Uomo e quel gene "Y" che fa la differenza. Cromosomie debutta al Teatro della Contraddizione. Scimmie Nude Le Scimmie Nude, compagnia milanese costituitasi nel 2003 e diretta da Gaddo Bagnoli, fondano la loro metodologia su di un’ attenta scelta operata tra le più avanzate tecniche di recitazione teatrale di tutto il Novecento: la Biomeccanica di Mejerchol'd, il teatro fisico di Grotowski e la pratica d'uso dei centri di Gurdjieff, nonché l'opera scientifica del filosofo William James. Ma il principale ispiratore per la poetica, per la tecnica e per la drammaturgia della compagnia è certamente Antonin Artaud. Dal 2008, la ricerca della compagnia Scimmie Nude si è declinata in una trilogia (prodotta da Federica Maria Bianchi) di spettacoli originali: Pauraedesiderio, Macchine e Perversioni, a cui sono seguiti Alieni e nel 2014 Danza alla Rovescia. Compagnia con vocazione internazionale, le Scimmie Nude operano a Milano e dintorni attraverso lo Spazio Scimmie Nude, sede del gruppo e della Scuola di teatro. Nel 2013, al FIT Festival in Canada, Festival internazionale alla sua diciassettesima edizione, Pauraedesiderio (Primo Capitolo della Trilogia d’Indagine sull’Uomo) è stato premiato come migliore spettacolo del Festival vincendo il Premio del Pubblico. 23 – 26 Aprile Ore 20,45 Progetto Brockenhaus La menta sul pavimento genere: un meticciato di teatro-­‐danza Creazione e interpretazione Elisabetta di Terlizzi, Francesco Manenti Disegno luci Mara Cugusi Musiche originali Michele Zanni Riprese video e scenografia Elisabetta di Terlizzi, Francesco Manenti Realizzazione montaggio video-­‐musiche Emanuel Rosenberg, Francesco Manenti, Riccardo Palmieri Consulenza artistica Giorgio Rossi Collaborazione artistica Riccardo Palmieri Co-­‐produzione Lo sguardo dell’altro -­‐ Sosta Palmizi artisti associati 2010 – Arci Aur-­‐Ora -­‐ Rete Aretina 2011 Con il sostegno del Teatro di Castiglion Fiorentino -­‐ La Corte Ospitale “La politica di questo tempo. Grigio è il triste mondo, dove i colori svaniscono, come l’ispirazione, brillano e sono sepolti. Grigia è la tomba, fortezza da cui nessuno ritorna.” Derek Jarman Si abbassa lo sguardo e si entra in un luogo deturpato, abbandonato, bombardato, lasciato alle intemperie. All'ingresso ci sono due marionette. Ricordano due bambini in carne ed ossa con le giunture arrugginite e difficoltà di movimento. Sulle loro spalle una pesante cassa di legno. "Signor presidente quale sarà il futuro dei nostri bambini?" Le due marionette assistono ad una intervista ad un anziano uomo politico, il Presidente. "Signor presidente, quale sarà il futuro dei nostri bambini?" Il presidente non risponde. Fiduciosa l'intervistatrice ripropone una e più volte il quesito. Il presidente vacilla, non riesce a dare una risposta ad un quesito così importante. Troppo tardi. Il tempo si ferma. La domanda diventa inaffrontabile per chi si occupa da troppo tempo delle cose dei grandi. In quel lungo silenzio...quali i pensieri dell'anziano uomo politico? Quali immagini hanno paralizzato il suo corpo? Quali sensazioni? Il suo silenzio non concede vie d'uscita. Le due marionette rimangono intrappolate nella mente dell'anziano uomo politico, in quel luogo silenzioso dove le parole si sgretolano, dove si riconoscono scricchiolii di porte che si spalancano e si chiudono. Tutto sembra travisare la realtà in modo falso e grottesco. Corpi capovolti, gambe sospese in aria, movimenti lenti come in un liquido amniotico: corpi ambigui, senza un diritto ed un rovescio, che si mescolano, si confondono e si fondono nella lentezza nella fragilità e nella mancanza di gravità. Identità parallele che riveleranno due destini distinti e troveranno la vera via d'uscita unicamente verso l'alto. “Questo lavoro, dove pittura, fotografia e video si contaminano, è intimità ed estetismo insieme. Acqua e menta sono dolci, ma il sapore che ci resta è amaro, come la voce assente del presidente, senza risposta.” Giulia Odoardi -­‐ Festival Kilowatt 2011 Note degli autori Come raccontare il rapporto tra mondo degli adulti e mondo dell'infanzia? Come raccontare il rapporto tra pensiero politico e dualità della natura umana? Come raccontare il dramma di corpi costretti alla cecità da una cultura contemporanea che non trova risposte alle sue contraddizioni e si fa massificante e totalitaria? Il conflitto sociale del nostro tempo, alimentato dalla natura ormai perversa di una politica distante e alle volte ridicolmente misera, è mausoleo per spiriti innocenti. La crisi che tormenta questo periodo storico è anzitutto una crisi dello spirito, una crisi dell'anima, prima di essere una crisi economica. Ma qualcosa confonde. Disturba un livello comprensivo ampio e libero. Non c'è risposta a nulla anche perché non ci sono domande giuste ma solo macerie, simulacri di domande. Strumento del linguaggio proposto è il gesto danzato, il movimento coreografato che dalla azione concreta strappa suggestioni all'astrazione divenendo semantica e metafisica. Nello spazio il corpo che si muove e si trasforma disegna la storia narrata esulando dalla descrittività ed indaga le diafane atmosfere dell'infanzia ricordata da una memoria provocata, indotta. Nella costruzione de La menta sul pavimento la commistione danza, video-­‐ proiezione, teatro cerca l'esposizione e la traslazione delle tematiche prese in esame attraverso l'unione di poetiche differenti, alle volte in conflitto tra di loro, con l'obiettivo di creare uno spettacolo dove esse, riunite ed esplorate, possano generare “una nuova” che ne sia matrice. Danza, Teatro, Video e Pittura si confrontano impegnati in un immaginifico dialogo che da un territorio comune si snoda prima verso l'una poi verso l'altro, per giungere in territori che si affrancano dalle definizione e dalle etichette. In questo territorio comune il Teatro, nella sua accezione più ampia, torna ad essere unità espressiva dove le sue derivazioni e le sue infinite e possibili varianti trovano forma e contenuto aprendosi ad un pensiero più forte. L'immaginario che si è aperto nella ricerca scorre tra Buster Keaton, le scultore di Hans Bellmer, Pier Paolo Pasolini ed indugia su Dusan Makavejev con una attenzione particolare al personaggio interpretato da Ana Prucnal nel film “Sweet Movie”. Progetto Brockenhaus La compagnia nasce nel 2008 da un incontro dell’anima, da una forte compatibilità professionale e dal desiderio di creare un nuovo gruppo di "teatro del movimento". I sei danzatori-­‐attori fondatori della compagnia (Elisa Canessa, Federico Dimitri, Elisabetta di Terlizzi, Piera Gianotti, Francesco Manenti, Emanuel Rosenberg) provengono dal mondo della danza, del teatro e del circo. Si sono incontrati grazie alla loro comune passione per il lavoro sul corpo ed insieme hanno dato vita a diverse produzioni compagnia ha creato 3 produzioni originali che hanno partecipato a diversi festival in Svizzera ed in Italia. Collaborano da tempo con alcune tra le più conosciute compagnie di teatro-­‐danza presenti in Svizzera e Italia, tra le quali: Sosta Palmizi, Pantakin da Venezia, Teatro Kismet Opera, Habillé d’eau, Compagnia Enzo Cosimi, Teatro Danz’abile. Dal 2008 Progetto Brockenhaus sono Artisti Associati della Associazione Sosta Palmizi. 28 – 31 Maggio Ore 20,45 Mercanti di Storie Nuova produzione scritto e interpretato da Massimiliano Loizzi musiche e arrangiamenti di Giovanni Melucci 04 – 07 Giugno Ore 20,45 Teatro delle Farfolle MATRIOSCHE bucolico di guerra genere: trittico d'Oriente su panchina di con Stefania Apuzzo, Francesca Biffi e Marzia Laini Un appartamento chiuso. C'è appena un riverbero. La luce è poca e proviene dalle fessure delle tapparelle scomposte e dalle persiane sgangherate. Una fotografia fissata al vetro di una specchiera azzurra si stacca dalla cornice che la tratteneva, cade a terra e si alza ingigantita. Appaiono tre vecchie bloccate in una posa ottocentesca: vestono di nero e portano in testa tre fazzoletti di colore diverso. Sembrano avere poca consistenza materiale, quasi fossero composte di aria scura e veli neri. Questa immagine del Maestro Tonino Guerra è motore di tutta la storia che Bianca, Rosa e Celeste raccontano riemergendo dal passato... Siamo in Romagna negli anni che accompagnano la Prima Guerra mondiale. Le donne devono restare a casa fra ricordi, ripetizioni, sospiri e piccoli rituali, sperando nel ritorno dei loro soldati. Ma le tre sorelle si scrollano di dosso questo mondo fisso e polveroso per intraprendere un viaggio sia reale alla ricerca di Gaspare fino in Russia, che spirituale verso l'oriente e la rivelazione del vero significato dell’attesa. “L'attesa è come il filo dell'aquilone che lo senti vivere nella mano e che ti assicura che quella cosa lontana esiste anche se, per delle ragioni segrete, non può scendere” Tonino Guerra (1920-­‐2012) poeta, scrittore e sceneggiatore di F.Fellini, M.Monicelli e A.Tarkovskij, nel 2011, presso la sede della sua Associazione a Pennabilli, ha accolto la prima parte del lavoro dando consigli e suggerimenti che hanno guidato la stesura dell'intero spettacolo. Matriosche debutta al Teatro della Contraddizione, dove la compagnia Teatro delle Farfolle ha compiuto un periodo di residenza e tutoraggio. Teatro delle Farfolle La compagnia nasce nel 2009 dall'incontro delle attrici Marzia Laini, Stefania Apuzzo e Francesca Biffi per dar vita al progetto “M A T R I O S C H E” ispirato all'opera di Tonino Guerra. Farfolle come “farfalle”, come “fare folle” e “fare il folle”. In una città come tante c’è un manicomio nei cui giardini silenziosi si rifugiano gli insetti spaventati dal rumore della città. Un giorno i matti raccolgono le farfalle chiudendole in un grande lenzuolo sporco. I matti vanno ad aprire il lenzuolo nel mezzo della città. Una nuvola di farfalle si sprigiona. Il traffico si ferma per un istante. Un senso di meraviglia e stupore s’infonde nella folla, i cuori si aprono e qualcuno coglie anche un messaggio...(T.Guerra) Formati d’Arte -­‐ Appuntamenti I Formati d’Arte sono eventi sperimentali dove il confine tra arte e relazione, tra spettacolo ed esperienza si perde, si sposta, si ridefinisce. La Camminata Archemica 11 Ottobre, 18 Novembre Passeggiata instabile: performance, germi d'arte, passaggi a cura di Teatro della Contraddizione La stagione si apre quest’anno l’11 Ottobre con la Camminata Archemica, nuovo formato artistico del Teatro della Contraddizione, già sperimentato durante il Festival ExPolis. La Camminata Archemica è un percorso che attraversa, abita e racconta i luoghi della città per mezzo di azioni performative di natura eterogenea. Un itinerario artistico che ha lo scopo di portare il teatro di ricerca in strada, coniugando accessibilità e qualità, collegando le diverse realtà culturali del territorio, facendole scoprire al pubblico e instaurando un senso comunitario tra artisti e spettatori, sulle tracce di quel principio (Archè) da cui scaturisce la relazione. Le camminate coinvolgono le compagnie presenti in stagione agendo inoltre come momento di presentazione degli spettacoli in cartellone. La Camminata Archemica al Festival ExPolis (servizio di SkyTg24). Milano Calling 8 Novembre, 6 Dicembre, 21 Febbraio (solo PsicoMarket), 14 Marzo, 11 Aprile, 9 Maggio Un evento instabile lungo un’intera giornata a cura di Teatro della Contraddizione Dopo il grande successo della stagione passata, torna al Teatro della Contraddizione Milano Calling: un evento instabile lungo un’intera giornata. Potrebbe succedere che… il teatro accoglie l’altro per immaginare insieme un luogo di controcultura. Abbiamo scelto di allestire un mercato di giorno (lo PsicoMarket) e un club concerto di sera perché per far partire un incontro ci vuole un contesto concreto, un appuntamento, un gioco, un ruolo per liberarsi e poi perdersi sapendo dove tornare. Un concerto diventa il punto di aggregazione sul quale si innesta una nuova esperienza di socialità che ha origine dalla materializzazione dei desideri espressi dal pubblico; la controcultura londinese dal dopoguerra ad oggi completa il percorso avvicinando i desideri sullo ‘stare insieme’ all’arte e alla performance. http://milanocalling.wordpress.com/ I Grandi Classici dei Mercanti di Storie a cura di Mercanti di Storie progetto e ideazione Massimiliano Loizzi e Patrizia Gandini musiche a cura di Giovanni Melucci gli ospiti dei Mercanti di Storie: Roberta Carrieri, Paolo Faroni, Stefano Fascioli, Walter Leonardi, Marta Marangoni, Candida Nieri, Folco Orselli, Davide Lorenzo Palla, Laura Pozone, Marco Ripoldi, Robin Scheller, Stefano Vergani, Anna Tempesta Viganò, Davide Zilli, Tiziano Turci. e nella parte dei ruoli mancanti: ospiti straordinari ed il pubblico pagante. Appuntamento mensile da Novembre ad Aprile, I Grandi Classici dei Mercanti di Storie è la rilettura in chiave di happening dei grandi classici della letteratura e del teatro. In ogni puntata, costruita in una struttura in tre atti, saranno presenti vari ospiti che interpreteranno alcuni ruoli della storia, proponendo la loro personale lettura del testo con monologhi, canzoni, o altro a seconda della natura artistica di ciascun ospite. Voce narrante Massimiliano Loizzi che selezionerà alcuni spettatori per ricoprire gli altri ruoli. Accompagnamento musicale dal vivo a cura di Giovanni Melucci. La Compagnia Mercanti di Storie di Milano è una sorta di consorzio informale di artisti, indipendenti e "precari", insieme dal 2003, diretta da Massimiliano Loizzi, autore e interprete (attore della Compagnia Stabile Mobile di Antonio Latella, collabora per anni con Paolo Rossi e lavora fra gli altri con Gabriele Lavia, Tullio Solenghi, Andrea DeRosa, PierPaolo Sepe) e Patrizia Gandini che ne cura l'organizzazione e produzione. “Da sempre cerchiamo di buttar giù la quarta parete non solo nella forma poetica dei nostri spettacoli, ma anche nel rapporto con gli spazi e con il pubblico. Lavoriamo alla ricerca di un linguaggio popolare, d'arte e per tutti; capace di contaminare la musica con la parola e le immagini, la poesia con la comicità, la satira con la riflessione”. 14 Novembre AMLETO di W. Shakespeare 12 Dicembre IL CANTO DI NATALE di C. Dickens 9 gennaio DELITTO E CASTIGO di F. Dostoevskij 20 Febbraio IL MAGO DI OZ di L. F. Baum 13 Marzo WOYZECK di G. Büchner 10 Aprile IL GRANDE GATSBY di F.S. Fitzgerald BalerHaus 28 Febbraio, 21 Marzo, 18 Aprile a cura di Teatro della Contraddizione e Compagnia Sanpapié con BalerHaus Orchestra – Ale Kape Sicardi, Domenico Mamone, Luciano Macchia, Andrea Quattrini A partire dal mese di febbraio il Teatro della Contraddizione e la Compagnia Sanpapié danno vita ad un nuovo formato d’arte: la Balerhaus. Una serata danzante che coniuga la dimensione popolare della Balera con la dimensione artistica della ricerca fisica, coreografica e poetica. Si parte da una Balera: i passi definiti, l’atmosfera retrò. Chi conosce trasmette, chi non sa ci prova. La poesia appoggiata sul ballo, lo spirito di un tempo, l’orchestra lo racconta e ci accompagna. La danza contemporanea si affaccia, reinterpreta e propone una nuova Balera e i due mondi corrono vicini. E poi tutto accade come vorrà accadere, in bilico tra antico e contemporaneo, tra gioco e interpretazione. Tre balere da cui partire: Swing, Liscio, Balcanica. Cinaski in Contraddizione di e con Vincenzo Costantino Cinaski con musicisti ospiti La consueta presenza di Vincenzo Costantino Cinaski si inaugura quest’anno a dicembre con Racconto di Natale e prosegue con tre incontri di emancipazione del pensiero, libertari, senza filtro dal titolo ‘Cinaski Contro Tutti’. Una sfida all’ultimo verso per il poeta milanese, che sarà chiamato a misurarsi con gli autori che più ha amato e ad improvvisare su richiesta degli spettatori. Giudice ultimo il pubblico. Vincenzo Costantino Cinaski è poeta, scrittore e cantautore. Da anni porta l’atmosfera intima della sua poesia e delle sue letture musicate in giro per l’Italia. A novembre del 2012 è uscito il suo primo disco ‘Smoke -­‐ Parole senza filtro’ con la collaborazione tra gli altri di Vinicio Capossela e Simone Cristicchi. 23 Dicembre Racconti di Natale – di e con Vincenzo Costantino Cinaski 27 febbraio e 20 marzo Cinaski contro tutti 17 aprile Cinaski contro tutti – omaggio a Pedro Pietri Festival ExPolis 16 – 24 maggio Festival ExPolis 15 Manifestazione d'arte “Cercare il contatto, uscire dai teatri, dalle gallerie d’arte, dalle case della cultura, aprire le porte senza la paura di essere imperfetti, attraversare la città, unire le città che la abitano, costruendo una nuova mappa: Manifestando l'Arte, cercando nuove Forme di Relazione, Abitando le Distanze. ExPolis è un dispositivo, un progetto che sviluppa e incoraggia rapporti trasversali tra soggetti diversi; progetta domande in forma d’azione e chiede se queste aperture siano necessarie, desiderate, se possano avere spazio nella città. ExPolis è un progetto in divenire, dove binari fino ad oggi paralleli convergono, s‘intrecciano per dar vita ad un reticolo di relazioni inedite in continua espansione. ExPolis è la messa in gioco del rapporto tra artisti, spazi urbani e abitanti con l’intento di percorrere insieme le distanze esistenti e trasformarle in spazi di ospitalità reciproca. E’ possibile per l’uomo immaginare una pratica, un modello che non ha mai incontrato? E’ possibile un’idea di città che sino ad oggi non ha avuto spazio nella realtà? Posso immaginare un albero e chiedere la sua presenza se un albero non l’ho mai visto? Non si tratta di sostituire le pratiche della cultura esistente ma di creare un “albero” e chiedere se c’è lo spazio, il terreno, la necessità perché possa essere riconosciuto e quindi sostenuto dalla comunità. Crediamo che solo la messa in pratica di rapporti inconsueti possa rispondere a questi quesiti e legittimare una ricostruzione reale della Polis culturale; perché questo accada non ci possono essere barriere, chiunque deve poter entrare in contatto con Expolis e rendersi conto se le domande lo interessano, se possono essere anche le sue.” L’arte – nelle sue diverse modalità espressive che vanno dalla performance teatrale al concerto musicale, dalla danza alla pittura – è qui concepita come una forma di relazione itinerante, da portare fuori dai luoghi convenzionali, da esperire nella città, in connessione con gli spazi della vita quotidiana e del patrimonio storico/culturale. Arte come medium che ristruttura il rapporto tra artisti e abitanti per rinvigorirlo e rinsaldarlo al fine di operare un successivo ricongiungimento tra l’esterno urbano e la dimensione interna del teatro e dei luoghi della cultura tradizionali, troppo spesso percepiti come lontani e inaccessibili. ExPolis mette in relazione identità, discipline e linguaggi artistici diversi a spazi che normalmente non li comprendono per colmare le distanze esistenti tra soggetti culturali del territorio – che agiscono spesso in condizione di isolamento – e contemporaneamente tra artisti e spettatori. ExPolis trasforma le strade, i giardini, le abitazioni, i negozi, lo stesso pubblico in possibili ingressi in scena e ogni passante in un potenziale teatrante. Le diverse strutture performative proposte sorprendono lo spettatore, creando una situazione instabile, facendolo passare inaspettatamente da un linguaggio all’altro e da un luogo all’altro con tempistiche altrettanto inusuali. Le dinamiche che si innescano nel continuo passaggio da ciò che agli occhi del pubblico è riconoscibile, familiare a ciò che è inaspettato – la manifestazione dell’arte – predispongono i soggetti coinvolti ad esporsi, ad abbassare le proprie barriere nei confronti dell’altro, cosicché ciascuno utilizzi gli elementi a lui noti per fidarsi del diverso. Attraverso questo meccanismo – declinato in differenti tipologie di azioni ed eventi – ExPolis offre non solo una nuova esperienza culturale ma un diverso modo di guardare ed abitare la città che apre nuove visioni, nuove pratiche di socialità e di ospitalità reciproca e che crea un senso di comunità e di complicità in chi partecipa, incuriosendo contemporaneamente le persone che casualmente ne vengono a contatto. Sul palcoscenico urbano, quotidiano e artistico si intrecciano per produrre un’esperienza inedita, l’esperienza del “potrebbe succedere che…”, di una nuova idea di città definita da mappe – diverse da quelle ufficiali – sulle quali tracciare itinerari visionari, destinati sia a chi già abita Milano, sia a chi la conosce poco o la incontra per la prima volta. “Il festival vuole diventare di tutti. Il festival è una provocazione e un’apertura. Una provocazione indirizzata alla cultura messa in vetrina, in luoghi della merce e della spettacolarizzazione ridotti ad essere solo spazi commerciali. Una provocazione contro la costruzione di grandi eventi che non pensano di doversi occupare e di dover coltivare ciò che esiste e cresce nel territorio. Ma è soprattutto un’occasione di confronto. ExPolis 2014, in scena a Milano dal 3 all’11 maggio, si struttura in una serie di azioni urbane, dove il Teatro della Contraddizione è l’elemento di mediazione e propulsione (e si sostituisce a quello che dovrebbero essere e fare le istituzioni), che mira a unire e trovare tutte le spinte e le pulsioni che il teatro indipendente e le arti in genere vogliono esprimere. La collaborazione con ALTO FEST, progetto trasversale che porta la cultura attiva negli spazi privati, donati ai cittadini per accogliere un nuovo pensiero e una nuova direzione alla cultura teatrale, ha marcato e definito il progetto in modo concreto rendendolo una scommessa da seguire.” Francesca Audisio, http://www.klpteatro.it/expolis-­‐2014-­‐quando-­‐la-­‐contraddizione-­‐diventa-­‐
arte Prezzi e Prenotazioni Inizio spettacoli ore 20,45 Ingresso € 15,00 -­‐ Ridotto € 12,00 (Prenotazione telefonica € 1,00) Serate Doppio Spettacolo Inizio spettacoli ore 20,30 Ingresso 1 spettacolo € 15,00 Ridotto € 12,00 Ingresso 2 spettacoli € 15,00 + 5,00 Ridotto € 12,00 + 5,00 (bicchiere di vino incluso) Formati d'Arte ingresso € 10,00 Cinaski in Contraddizione ingresso € 10,00 CARNET 5 spettacoli € 50,00 intero -­‐ € 40,00 ridotto CARNET 4+2 (4 spettacoli +2 formati d'arte) € 50,00 intero -­‐ € 40,00 ridotto CARNET COPPIA 8 spettacoli € 80,00 intero -­‐ € 65,00 ridotto L'acquisto di un Carnet da diritto all'ingresso ridotto ai Formati d'Arte (€ 8,00) e alla prenotazione gratuita. TESSERA in CONTRADDIZIONE tutto compreso € 30,00 + € 5,00 ad ogni ingresso (Formati d'Arte inclusi) La tessera associativa del Teatro della Contraddizione è gratuita. Per prenotazioni e informazioni Tel. +39 02 5462155 -­‐ E-­‐mail: [email protected] Teatro della Contraddizione Teatro di sperimentazione, attivo dal 1991, il Teatro della Contraddizione affianca da anni all'ospitalità di compagnie indipendenti straniere e italiane, la produzione e la gestione di una Scuola D'Arte Teatrale. Dal 2000 produce una Stagione Sperimentale Europea, nata dall'esigenza di scambio e confronto con artisti e compagnie indipendenti, e che ha visto tra i suoi protagonisti artisti europei come Linda Marlowe, il parkour dei The Urban Playground, Secret Life Theatre (Londra), Grognon Frères (Montpellier), Ister Teatar (Belgrado). Al Teatro della Contraddizione hanno mosso i primi passi (e allestito le prime rappresentazioni) molti protagonisti della scena teatrale milanese. Qui hanno trovato spazio e disponibilità per esprimersi, per mostrare i loro lavori al pubblico riscuotendo i primi consensi. Perché, fuori da ogni logica economica e di "mercato", il Teatro della Contraddizione si prefigge di dare visibilità a progetti indipendenti, sperimentali, troppo spesso trascurati e sconosciuti nel panorama teatrale, nella convinzione che il pubblico va nutrito e abituato alla qualità teatrale. Un'ideologia che gli ha permesso di vincere nel 2009 con "Die Privilergierten" il Premio "Milano per il teatro": uno spettacolo con oltre 20 attori per soli 14 spettatori. Una sfida, e una provocazione, all'intero sistema teatrale, votato come miglior spettacolo dell'anno a Milano da una giuria popolare. Dal 2013 inaugura il progetto "Formati d'Arte", sostenuto dalla Fondazione Cariplo. Nel 2014 il Teatro della Contraddizione inaugura il ‘Festival ExPolis’. Scuola d'Arte Teatrale In ambito pedagogico il TDC è attivo fin dal 1992 con la Scuola d'Arte Teatrale. Ogni anno viene accolto un solo nuovo gruppo seguito in modo specifico dagli artisti della compagnia. La ricerca di nuovi linguaggi di comunicazione è alla base di ogni processo creativo del Teatro della Contraddizione e viene sviluppato con gli allievi sia in ambito strettamente didattico, che nella preparazione per la messa in scena di spettacoli. L’allievo viene allenato fin da subito all’attitudine a considerare la molteplicità dei punti di vista per riscoprire un immaginario più autentico, libero da pregiudizi e da stereotipi, che più si avvicini al linguaggio dell’arte che non ha confini. La stretta relazione tra compagnia e gruppo di studio è parte distintiva della pedagogia del nostro teatro. Il percorso pluriennale ha l'obiettivo di formare persone che siano in grado di affrontare codici teatrali molteplici e che sviluppino la capacità di aderire al lavoro di sperimentazione del Teatro della Contraddizione. Questa sinergia nel 2009 ha prodotto lo spettacolo "Die Privilegierten -­‐ La città ideale". Contatti Associazione Culturale Teatro della Contraddizione Via della Braida 6, 20122 Milano Tel. +39.02.54.62.155 Direttore Artistico: Marco Maria Linzi Direttore Organizzativo: Micaela Brignone Ufficio Promozione: Giulia Soleri – [email protected] Ufficio Stampa: Stefania Barina – [email protected] 
Author
Document
Category
Uncategorized
Views
0
File Size
428 KB
Tags
1/--pages
Report inappropriate content