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aprilia, chiusura pronto soccorso? ennesima bufala

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QUINDICINALE DI ATTUALITÀ - POLITICA - SCIENZA - ECOLOGIA - CULTURA - SPORT - SPETTACOLO
Fondato nel 1984 da Ben Jorillo
Redazione: Via Fermi, 18 - 04011 Aprilia (LT) - Tel. 06.9275019 - 335.8059019 - e-mail: [email protected]
sito - www.giornaledellazio.it Aut. Tribunale di Latina n. 284 del 20/01/1977 - Direttore Bruno Jorillo
COPIA
OMAGGIO
Anno XXXI N.3
12 - 26 FEBBRAIO 2015
APRILIA, CHIUSURA PRONTO
SOCCORSO? ENNESIMA BUFALA
foto di Gianfranco Compagno
servizio a pag.20
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 2
12 - 26 FEBBRAIO 2015
I fatti risalgono a venerdì 19 dicembre 2014. La notizia è arrivata tramite la scrittrice Elma Sant’Ana
È STATO SEQUESTRATO IL SINDACO DI MOSTARDAS
La prigionia del prefeito Alexandre Dorneles Lopes detto Galdino, 34 anni, è durato poche ore
La polizia ha liberato il sindaco della città gemellata dal 1996 dopo un conflitto a fuoco. Morto uno dei rapinatori, arrestati gli altri
di Gianfranco Compagno
È stato sequestrato il sindaco di
Mostardas (Prefeito) Alexandre
Dorneles Lopes detto Galdino, 34
anni. Si è trattato di un sequestro
lampo, durato soltanto tre ore,
avvenuto nella mattinata di venerdì 19 dicembre 2014, nel comune
(Prefeitura) di Gravataí, poco
distante da Porto Alegre, stato di
Rio Grande do Sul in Brasile.
Dopo uno scontro a fuoco con i
malviventi gli agenti della Polizia
Civile del DEIC (Departamento
Estadual de Investigações Criminais), uno dei due sequestratori è
morto. Arrestati anche altri due
giovani, che avevano partecipato
al rapimento. La notizia è pervenuta attraverso skipe nella serata
di mercoledì 21 gennaio, durante
un colloquio con la scrittrice Elma
Sant’Ana, nostra amica e ideatrice
del gemellaggio Aprilia –mostardas, avvenuto il 26 aprile 1996,
durante la prima Giunta del sindaco Gianni Cosmi, che a sua volta
l’aveva appresa da “Rádio Gaúcha”, la radio più diffusa del Rio
Grande do Sul. Per approfondire la
notizia siamo andati sul sito di
Zero
Hora
(http://zh.clicrbs.com.br/rs/),
importante quotidiano brasiliano,
abbiamo trovato un dettagliato
servizio, lanciato il 19 dicembre
2014 alle 16.35, realizzato dal
giornalista Cid Martins, e foto di
Ronaldo Bernardi dell’Agência
RBS. In un video del 19 dicembre
(h.8.24) realizzato da Ronaldo
Bernardi per Zero Hora, il prefeito
Galdino racconta del sequestro e
della prigionia. Ero a cena a casa
dei miei genitori, inizia così il racconto del sindaco di Mostardas,
sulla strada del ritorno a casa che
dista circa 20 chilometri, un automezzo della polizia a sirene spiegate, lo ha fermato sono scesi
degli uomini con la divisa da poliziotti. Il sindaco Galdino ha
sospettato subito che non potevano essere della Polizia. Hanno
chiesto 300 mila reais (circa 100
mila euro). La polizia, quella vera,
dopo poche ore è arrivata sul
luogo della prigionia e come detto
dopo un conflitto a fuoco ha liberato il sindaco Alexandre Dorneles
Lopes. Ma le indagini non si sono
fermate con quegli arresti. Si cercava il basista. Nell’edizione del
26 gennaio 2015 del periodico di
Mostardas “Jornal Freguesia das
Águas”, abbiamo appreso dell’arresto di una giovane coppia, lui 40
e lei 34 anni, incensurati, imprenditori di Mostardas. Il soldi del
riscatto dovevano servire a ingrandire la loro attività. L’arresto della
coppia è avvenuto martedì 20 gennaio, con un’operazione della
polizia documentata dalle telecamere.
Ringraziamo Sonia Regina Martins per la traduzione
ALEXANDRE DORNELES LOPES
“VOGLIO MIGLIORARE MOSTARDAS!”
Questa la dichiarazione dopo l’elezione del 2012.
Il suo mandato scadrà il 31.12.2016
di Elma Sant´Ana*
Alexandre Dorneles Lopes è il nuovo sindaco di Mostardas-Rio Grande do Sul (2013-2016).
Eletto dal Partito del Movimento Democratico Brasiliano - PMDB, aveva il motto della sua
campagna elettorale, “Aprire la porta per lo sviluppo.” Il nuovo sindaco è un giovane imprenditore nato il 5 gennaio 1980 a Mostardas , nel luogo di Sâo Simâo - dove è anche nato Menotti Garibaldi. Nella sua carriera politica, è stato consigliere e ha lavorato come Segretario delle
Opere della città. Uomo del campo, si propone di promuovere la coltivazione del riso nell’area.
“VOGLIO MIGLIORARE Mostardas” -. Dice il nuovo sindaco “Per questo, devo ristrutturare
ciò che è stato fatto, in particolare nel settore del risanamento della città, investire nel miglioramento del settore agricolo (80% di Mostardas è legata all’agricoltura) e ritorno scambi storici e culturali, come il “gemellaggio” con l’Aprilia in Italia. “Il suo obiettivo finale è quello di
promuovere la città. Alexandre Dorneles Lopes è sposato con Julia Heberle da Silva e padre di
Stefany Machado Lopes (primo matrimonio). Egli è il figlio di Onilo Fernandes Lopes e Rosa
Maria Dorneles Lopes. Il suo giuramento ufficiale è previsto per il 1 gennaio 2013, con il suo
vice - sindaco José Manoel da Costa Araújo.
(pezzo scritto in brasiliano e tradotto da Ana Nardi -11.12.2012)
* scrittrice e ispiratrice del Gemellaggio Aprilia Mostardas
IL GIORNALE DEL
LAZIO
Editore D.P.R. di Bruno Iorillo
Iscritto al R.O.C. (Registro degli Operatori della Comunicazione)
Registrazione Tribunale di Latina 20/1/1977 n. 284
REDAZIONE : Via Fermi n. 18 - 04011 Aprilia (Latina)
Tel. e Fax 06.9275019 - 335.8059019
e-mail: [email protected] - [email protected]
sito: www.giornaledellazio.it
DIRETTORE RESPONSABILE: Bruno Iorillo
La riproduzione di testi e immagini deve essere autorizzata dall’editore.
La collaborazione ad articoli o servizi è da considerarsi del tutto gratuita e non
retribuita. Manoscritti e fotografie anche se non pubblicati non si restituiscono
PUBBLICITA’: Via E. Fermi n. 18 - Aprilia (Latina) - Tel. 06.9275019 - 335.8059019
STAMPA: Pignani Printing s.r.l
ASSOCIATO ALL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA
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IL GIORNALE DEL LAZIO
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Dopo due mesi di disagio, ci sono voluti 10 giorni di chiusura per riparare la macchina che distribuisce i ticket
TORNATO OPERATIVO L’UFFICIO POSTALE CENTRALE DI APRILIA
A inizio mese i disagi ci sono comunque stati, anche negli uffici di via Goito e via Lussemburgo
Dopo dieci giorni di chiusura dell’ufficio postale centrale
di Aprilia, la riapertura non è stata del tutto soddisfacente.
Una situazione che era stata preventivata, visto che la
riapertura coincideva con un periodo “caldo” come quello
di fine mese e inizio del nuovo. I servizi sono tornati operativi alle 14 di venerdì 30 gennaio, e non del 29 mattina
come invece era stato annunciato. Un ritardo che noi ave-
brano, però, ormai essere diventate croniche. I numeri per
gli sportelli sono stati distribuiti dal personale dell’ufficio
postale, uno per ogni persona presente, sotto il controllo
vigile della direttrice provinciale, che è stata presente per
fronteggiare la situazione e che si è adoperata per fare da
coordinamento in modo che il servizio fluisse il più velocemente possibile. Tutto sommato le attese sono state limitate, e gli sportelli, tutti e 9 aperti e funzionanti, sono
riusciti a gestire in maniera discreta il grande assembra-
periferia non va meglio. In via Lussemburgo la macchinetta del ticket è guasta da mesi, mentre in via Goito non c’è
proprio. Il primo del mese si vedono scene di disagio, con
almeno 50 persone in fila, in piedi e l’uno dietro l’altro,
anziani e giovani, che devono attendere anche delle ore per
essere serviti. Le Poste Italiane sono un ente che gestisce
alcuni servizi quasi in regime di monopolio. Purtroppo ad
Aprilia, ma non solo, questi servizi spesso sono scadenti,
oppure la capacità degli uffici postali non è tale da garan-
Ufficio postale Marconi apertura 30.1.2015 h.14.06
Ufficio postale Marconi apertura 30.1.2015 h.14.06
Ufficio postale Marconi 2.2.2015 h.8.22
di Nicola Gilardi
Ufficio postale Marconi 2.2.2015 h.8.24
Ufficio postale Marconi 2.2.2015 h.8.30
vamo previsto che comunque è andato meglio della volta
scorsa. Fortunatamente una buona notizia c’è: la famigerata macchinetta dei ticket è stata riparata ed è tornata operativa. Dopo circa 10 giorni di chiusura le presenze sono
state molto alte. I cittadini in fila sono stati tantissimi, con
le scadenze di fine mese che incombevano ed il ritiro pensioni che da sempre comporta un afflusso che si moltiplica
esponenzialmente. Le Poste Italiane, però, hanno messo in
atto un certo sforzo per superare le vicessitudini che sem-
mento di persone. La chiusura ha concentrato la richiesta
di servizi nei giorni della riapertura ed il personale si è
rivelato insufficiente, nonostante il grande impegno di
tenere aperti tutti gli sportelli. L’ufficio di viale Marconi è
il più centrale e serve un bacino d’utenza enorme. Un disagio che è difficilmente comprensibile in una città che si
avvicina sempre più agli 80 mila abitanti e che vede i servizi che vengono offerti ai cittadini sempre uguali o carenti. Se al centro la situazione è difficile, negli uffici della
Ufficio postale Goito 2.2.2015 h.9.01
tire a tutti di godere di questi servizi, o almeno di farlo in
tempi civili. Sarebbe necessario uno sforzo in più da parte
dell’ente, ed una spinta maggiore da sindacati e associazioni dei consumatori, ma anche dall’amministrazione
comunale, che devono porsi dalla parte del cittadino ed
esigere che gli uffici postali non siano il luogo dove perdere mezze giornate soltanto per avere dei semplici servizi che richiedono pochi minuti allo sportello.
Foto di Gianfranco Compagno
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Il piano triennale Opere pubbliche per il risanamento urbanistico, la
nuova scuola Gramsci, riqualificazione del cimitero e di Piazza Europa
È stato discusso nella commissione
consiliare permanente di competenza, il piano annuale e triennale delle
opere pubbliche, atto amministrativo
propedeutico per il varo del bilancio
preventivo per l’anno in corso.
Alla seduta, presieduta dal Consigliere Giovanni Martelli, hanno preso
parte l’Assessore ai Lavori Pubblici
Mauro Fioratti Spallacci e i tecnici di
settore.
Di rilevanza strategica per l’Amministrazione Comunale l’inserimento,
nel prossimo biennio, dei fondi per la
realizzazione del nuovo plesso scolastico “Antonio Gramsci”. In particolare, il piano triennale prevede per il
2015 uno stanziamento pari a 300
mila euro per la progettazione della
scuola e per il 2016 uno stanziamento pari a 4 milioni e 170 mila euro per
la messa in cantiere.
Altri interventi che l’Amministrazione ritiene prioritari sono relativi al
proseguimento del risanamento urbanistico, alla realizzazione della palestra della scuola Leda, alla riqualificazione di Piazza Marconi (nell’ambito del progetto pluriennale di sistemazione del centro storico), all’ampliamento e ristrutturazione del cimitero comunale e, non ultimo, alla
sistemazione di Piazza Europa, l’area
attualmente incolta e in stato di
degrado nei pressi della Chiesa dello
Spirito Santo di Via Francia.
Nello specifico dei numeri, per il
2015, il piano delle opere pubbliche
prevede investimenti per 12 milioni e
567 mila euro, di cui circa due milioni per le opere di riqualificazione
delle periferie (200 mila per la realiz-
zazione del depuratore di Campo di
Carne, 578 mila per il primo stralcio
di rete fognante in zona Cogna, 345
mila per il primo stralcio di rete
fognante in zona Sacida Valcamonica, un milione per il depuratore di
Campoverde).
Per quanto riguarda la messa in sicurezza delle strade, 81 mila euro saranno destinati al completamento di Via
Carroceto da Via Guardapasso a Via
Carano, 550 mila (nel biennio) per la
manutenzione delle strade comunali,
180 mila per l’urbanizzazione primaria delle Vie Tevere, Arno e Vicino in
zona Gattone, 82 mila per la rotatoria
tra Via Carroceto e Via Bardi, 255
mila per il rifacimento del ponte di
Via Valtellina, 100 mila per la realizzazione dei marciapiedi in Via Fossignano e Via Acqua Solfa, due milioni
e 700 mila (nel triennio) per la riqualificazione della pubblica illuminazione. Altri interventi riguardano la
ristrutturazione del Centro Alzheimer
(150 mila), la realizzazione del
museo di Carano (50 mila), la riqualificazione di impianti sportivi minori
(100 mila), la realizzazione della
palestra della scuola Leda (390 mila),
l’adeguamento sismico del polo fieristico di Campoverde (500 mila), la
ristrutturazione della scuola media
Garibaldi (150 mila), l’ampliamento
del cimitero comunale (800 mila nel
2015, un milione e mezzo nel trien-
nio), la riqualificazione di Piazza
Marconi (400 mila nel biennio).
L’Amministrazione stanzia poi fondi
per circa 535 mila euro per lavori
aggiuntivi relativi alle opere del Plus
realizzate con finanziamenti europei
(l’ex Claudia, la sede municipale di
Piazza dei Bersaglieri, la pista ciclabile, l’asilo nido comunale, il Giardino dei Sorrisi).
Cinque milioni e 470 mila euro arrivano infine da intervento privato
(quattro milioni per il palazzetto
dello sport di Via Carroceto, 820 mila
euro per il palazzetto del basket di
Via Respighi e 650 mila per l’edificio
da destinare alla mensa sociale della
Fondazione Come Noi).
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Il primo allaccio da parte dell’Enel è avvenuto la mattina di martedì 3 febbraio
ARRIVA LA CORRENTE ALL’AREA ARTIGIANALE
Il primo a beneficiarne l’azienda Studio Idee di Luca Mencarelli, dopo oltre 2 anni dall’inizio della sua attività
Ma i problemi sono ancora tanti, dalle strade impraticabili alla mancanza della linea telefonica
di Luigi Cirillo
l’Enel allaccia la corrente
all’azienda Studio Idee di Luca
Mencarelli, dopo 2 anni e 1
mese dall’inizio della sua attività nell’area artigianale di via
dei Giardini. È la prima attività di quelle storiche ad essere
allacciata. Per avere l’allaccio
ha dovuto prima spostare la
cassetta Enel posta sotto l’idrante. Forse un errore di progettazione? È stato un sospiro
di sollievo per l’imprenditore.
Era il gennaio del 2000 quando
sulle bacheche delle vie della
città di Aprilia trovavamo
affisso un manifesto che
annunciava, finalmente e dopo
tante battaglie, la nascita del
Polo Artigianale che veniva
definitivamente deliberato dal
Comitato Tecnico della Regione Lazio, Assessorato all’urbanistica, nella seduta del 20
gennaio di quell’anno. Il presidente del Consorzio Artigianale di Aprilia Nicola Preziosi
scriveva orgoglioso e soddisfatto per i tanti sacrifici durati 18 lunghi anni che avevano
portato finalmente all’obiettivo di ergere ad Aprilia un
luogo destinato ad essere il
cuore di una importante ripresa
economica, dove artigiani, piccole e medie imprese, avrebbero creato oltretutto posti di
lavoro e ridato dignità alla
Città in forte crisi occupazionale. Ciò che invece ne è stato
di questo progetto sono stati
altrettanti anni e anni di feroci
battaglie, tra burocrazia e politiche sbagliate, rimbalzi di
responsabilità e negligenza a
dispetto di un Consorzio Arti-
giani che ancora oggi combatte per veder realizzato un progetto importantissimo per la
nostra Città, specialmente in
un momento come questo che
se negli anni 2000 si denunciava una crisi occupazionale
oggi siamo, purtroppo, in un
coma profondo che scaraventa
in ginocchio dal primo all’ultimo cittadino di questo Paese.
Nel corso degli anni i lavori si
sono susseguiti a singhiozzo,
alcuni tra l’altro fatti male e si
son dovuti rifare da capo;
intanto ad oggi circa una decina di aziende consorzianti
hanno preso posto al polo,
accollandosi fatiche e spese
che non sempre hanno ritrovato un riscontro positivo nell’e-
volversi dell’intero progetto
ma che nonostante tutto sono
andate avanti nel nome di quel
obiettivo di far ripartire a tutti i
costi l’economia nell’apriliano. Tra le maggiori difficoltà
negli ultimi anni fortemente
denunciate dai consorzianti e
dai loro portavoce sono state la
mancanza di una rete di strade
asfaltate, mancanza di una rete
telefonica e l’elettrificazione
dell’area che hanno fatto sì che
le aziende si facessero carico
di costi esorbitanti per gruppi
elettrogeni e per tutto ciò che
ne diviene. Le strade dissestate
divengono impercorribili e
pericolose quando piove, qualcuno ha addirittura denunciato
che clienti e fornitori si sono
rifiutati di percorrerle per i
danni ai mezzi e vetture, mentre per la rete telefonica ci si è
arrangiati alla bella e meglio
come si suol dire. In realtà,
oggi, possiamo dire che finalmente un passo avanti tanto
atteso come quello della messa
in funzione della rete elettrica
è stata fatta, annunciata dapprima dall’agosto dello scorso
anno ma tra interventi, sopraluoghi, delibere, accatastamenti delle centrali elettriche
dell’Enel e finanziamenti che
mancano solo oggi siamo arrivati ai primi collegamenti elettrici alle aziende che stanno
finalmente spegnendo i costosissimi gruppi elettrogeni. Possiamo dire che finalmente luce
fu, non proprio in tutti i sensi
ma almeno per quella che concerne un interruttore piuttosto
che un sistema di allarme o di
videosorveglianza pienamente
efficiente. A raccontarci di
questa gioia tanto attesa è stato
Luca Mencarelli titolare dell’azienda.
Foto di Gianfranco Compagno
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direttore: Bruno Jorillo
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Il proprietario era ritornato in possesso recentemente. Murate porte e finestre
SVENTATO IL NUOVOT ENTATIVO DI OCCUPAZIONE DEL PALAZZO SULLA PONTINA
Uno degli occupanti si è procurato delle ferite, minacciando di gettarsi dal terrazzo
La triste storia di Katia e Sara, due sorelle apriliane che cercano una casa: «I servizi sociali ci diano una mano»
di Nicola Gilardi
Dietro a questa storia c’è una
situazione di disagio sociale e
disperazione molto forti. Katia
e Sara sono due cittadine italiane di 41 e 40 anni, residenti da
sette anni ad Aprilia. Lunedì 2
febbraio, insieme ai due compagni di nazionalità romena,
hanno tentato di occupare l’edificio che per anni è stato adibito a distaccamento della Polizia
Stradale sulla Pontina, rimasto
in stato di abbandono, ma il
pronto intervento della proprietà e delle forze dell’ordine
hanno sventato il nuovo tentativo di occupazione dello stabile.
Le due donne hanno lasciato
tranquillamente lo stabile, mentre i due uomini hanno tentato
di restare dentro. Uno dei due si
è procurato dei tagli volontari
sul petto e sulle braccia, minacciando di gettarsi dal terrazzo.
L’altro ha tentato di resistere,
ma è stato portato fuori con la
forza, con un’operazione conginta, carabinieri, vigili del
fuoico e operatori del 118. A
questa situazione si è arrivati
dopo che la baracca di fortuna
di una delle due coppie, vicina
alla scuola Grazia Deledda era
stata abbattuta. Un provvedimento che non ha fatto altro
che spostare il disagio di queste
persone. Da anni vivono come
possono, tra il dormitorio e la
Caritas, e altre sistemazioni di
fortuna , cercando sempre una
sistemazione migliore. Le due
donne, però, non vivono da
sempre per strada, ma la vita le
ha portate a dover passare dei
momenti difficili. Figlie di un
impiegato di banca e di una
casalinga hanno vissuto a
Roma, fino a che la malattia
della nonna non le ha fatte trasferire a Fossignano. Alcuni
toscala. «Ieri abbiamo deciso di
occupare quella casa, sperando
che il comune ci desse una
mano, ma sono subito intervenuti i carabinieri e ci hanno
mandato via, consigliandoci di
andare alla Caritas» racconta
una delle due donne. Questo
gesto, infatti, aveva la speranza
problemi familiari le hanno
portate lontano da casa. «Non
siamo abituate a vivere per strada. Siamo andate prima alla
Caritas, per 4 anni al dormitorio. Poi nelle baracche» ci raccontano. I loro figli sono stati
affidati alle cure dei nonni ed ai
servizi sociali. Adesso vivono
grazie a soluzioni di fortuna, di
giorno sotto una rampa del centro commerciale Mayor, mentre
la notte le due donne possono
recarsi al dormitorio, i due
compagni rimangono a presidiare le loro poche cose nel sot-
che si arrivasse ad una situazione più stabile, così come avvenuto in passato con i vecchi
occupanti, che hanno ricevuto
una sistemazione grazie all’intervento dei servizi sociali del
comune di Aprilia. «Chiediamo
ai servizi sociali se ci possono
aiutare, dandoci una casa»
dicono. In questi sette anni di
vagabondaggio hanno vissuto a
Campoleone, Fossignano, ma
anche a Latina. Tutte soluzioni
di fortuna non certo vantaggiose: radure, portici, ponti e luoghi dove avere un minimo di
riparo. La Caritas da una
mano, così come le associazioni di volontariato sparse sul territorio che si adoperano per aiutare queste persone, ma serve la
linfa vitale che è rappresentata
dai servizi sociali. La civiltà di
una società si vede nel modo
nel quale aiuta i più deboli e i
bisognosi. Questa situazione è
di grande disagio e serve un
intervento più concreto, che
vada al di la degli sgomberi che
sono più atti pubblicitari e
dimostrativi, ma che non portano alcuna risoluzione.
Foto di Gianfranco Compagno
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Un’altra storia di disperazione e di disagio sociale finita male
RINVENUTO IL CADAVERE DI UNO STRANIERO IN VIA CALIGOLA
Visto nel prato la sera precedente, nessuno ha chiamato soccorso, la costatazione di morte martedì 3 febbraio
Trovato un cadevere in via
Caligola, all’angolo con via
Nerone. I soccorritori del
118, intervenuti nella mattinata del 3 febbraio, non
hanno potuto far altro che
constatarne la morte. L’uomo
di carnagione olivastra, era
co la sera prima e deve essersi sdraiato su quel prato dove
è stato ritrovato la mattina
dopo senza vita. Il freddo
dell’inverno, infatti, è molto
pericoloso e può causare
addirittura la morte. Alcuni
residenti raccontano di aver
visto l’uomo la sera prima,
ma hanno pensato che non
dopo un paio di ore vi è stata
messa sopra una coperta,
portata da un’operatrice della
Croce Rossa. Purtroppo non
sempre ha un lieto fine la storia dei cittadini indiani che
vengono a cercare fortuna nel
nostro paese. Questa storia
non è finita come quella di
Rasphal Sing, il clochard che
probabilmente
indiano.
Addosso non aveva alcun
documento e la sua identità è
ancora sconosciuta. Accanto
al cadavere è stata rinvenuta
una bottiglia di whisky. Probabilmente l’uomo era ubria-
avesse bisogno di aiuto, ma
che fosse solo ubriaco. Purtroppo dal momento dell’inutile intervento dei soccorritori, dopo i rilevamenti di rito,
il cadavere è stato lasciato
senza alcuna copertura. Solo
viveva nello spiazzo della
chiesa di San Michele che
venne cacciato nel giorno del
giovedì santo. Lui, infatti, è
tornato a casa, ma in Italia ha
subito tanti torti. Avendo trovato un lavoro in nero, era
di Nicola Gilardi
sfruttato e non pagato dai
caporali. Si stima che gli
abbiano sottratto circa 7 mila
euro. Ma grazie all’astuzia di
aver nascosto il suo passaporto è potuto tornare a casa.
Non sempre, però, va bene,
queste situazioni possono
portare a rischiare la propria
vita, perché non si ha nessuno a cui chiedere aiuto. Per
questo sono fondamentali i
servizi sociali e le associazioni di volontariato che con i
loro piccoli gesti possono
salvare delle vite umane.
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Taglio del nastro al km 31,400 della Eni Station sulla SS Pontina lo scorso 4 febbraio
INAUGURATA A POMEZIA LA PRIMA “FAST RECHARGE PLUS”
D’ITALIA: IL SISTEMA DI RICARICA VELOCE PER I VEICOLI ELETTRICI
Presente il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi
di Luigi Cirillo
Inaugurata dal ministro
Maurizio lupi la prima
infrastruttura fast recharge
enel collocata presso la Eni
station di via Pontina al km
31,384, direzione Roma.
Dista solamente 14 chilometri da Aprilia. Parte dunque da qui il progetto pilota
con l’installazione della
nuova infrastruttura di ricarica rapida Enel presso la
Eni station collocata su una
via di grande scorrimento,
tra Roma, Pomezia e il litorale laziale. Il progetto servirà a dare il via poi ad ulteriori istallazioni presso le
stazioni di servizio Eni collocate lungo le strade extraurbane, le superstrade e le
autostrade, consentendo
agli automobilisti di utilizzare il proprio veicolo elettrico anche fuori dalle città.
Questo grande e importante
risultato è stato ottenuto
grazie all’accordo tra le due
aziende energetiche, Enel
ed Eni, per favorire la
mobilità elettrica extraurbana, potendo così aumentare
notevolmente il raggio di
percorrenza dei veicoli elettrici con una ricarica completa nel tempo di una
pausa
caffè
(circa
20/30min). A inaugurare
l’infrastruttura mercoledì 4
febbraio sono stati Maurizio Lupi Ministro delle
Infrastrutture e dei Traspor-
ti, Salvatore Sardo Chief
Downstream & Industrial
Operations Officer di Eni,
Francesco Starace Amministratore Delegato di Enel,
Fabio Refrigeri assessore
alle
Infrastrutture
e
Ambiente della Regione
Lazio e il sindaco di Pome-
zia il sindaco Fabio Fucci.
Questa nuova nata nella
famiglia delle “colonnine
Enel consentirà di ricaricare
3 auto contemporaneamente sia in corrente continua
che alternata, rispettivamente a 50kW, 22 e 43 kW.
Ovvero è compatibile con
tutte le vetture elettriche
presenti sul mercato. Dal
punto di vista del servizio,
in meno di mezz’ora, ovvero nel tempo di una pausa
caffè o spuntino nella Eni
station, è possibile ricaricare la vettura, di fatto raddoppiando il suo raggio di
percorrenza, per poi eventualmente triplicarlo o quadruplicarlo con altre opportune soste veloci. La collocazione sulla via Pontina
della prima eni station dotata di Fast Recharge Plus
Enel per veicoli elettrici è
strategica in quanto, è al
centro di un importante
polo industriale in forte
interazione logistica e pendolare con la Capitale;
intercetta, inoltre, anche il
notevole flusso turistico
diretto alle importanti località balneari del litorale
laziale. L’infrastruttura, è
sormontata da un’insegna
innovativa appositamente
creata per segnalare la posizione della colonnina di
ricarica all’interno dell’Eni
station ed è fornita di tutte
le informazioni per il suo
facile utilizzo. Terminata
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una prima fase di sperimentazione, tendente anche alla
verifica del gradimento da
parte dei clienti delle modalità di servizio e alla loro
eventuale implementazione
sulla base dei risultati ottenuti, Enel ed Eni si propongono di procedere ad altre
installazioni in tutta Italia.
Nella conferenza stampa il
Ministro Lupi annuncia che
il 2015 dovrà essere per il
ministero dei trasporti l’anno della mobilità urbana
sostenibile e l’alimentazione elettrica uno degli assi
portanti, con l’obiettivo di
istallazioni come queste
nelle nove grandi città
metropolitane insieme alla
rete autostradale per consentire ai cittadini che scelgono questa modalità di
potersi muovere liberamente. Difatti, ci anticipa lo
stesso Ministro, che ci sarà
pagina 11
una riunione con i concessionari autostradali e con
Enel per cominciare a tratteggiare un piano di infrastrutture. L’amministratore
delegato di Enel prevede,
infrastrutture e burocrazia
permettendo, l’istallazione
di circa 15mila centraline di
ricarica dei veicoli elettrici
anche in 2 anni, permettendo così di diffondere questa
nuova cultura dell’auto
elettrica che oggi trova un
certo attrito anche per i
costi talvolta elevati rispetto a una comune utilitaria,
ma che verrebbero appunto
corposamente ridotti con
una capillare istallazione di
colonnine e con l’avanzare
della tecnologia. D’altra
parte, chi vuole può già
oggi munirsi di una propria
ricarica elettrica a casa
anche se, sottolinea Starace,
manca ancora una norma
che ne regolamenti la
gestione. Non poteva non
partira da Eni questo progetto con le sue 4500 stazioni di servizio in tutta Italia, che nella mobilità sostenibile ci ha sempre creduto
dice Salvatore Sardo chief
Downstream & Industrial
Operations Officer di Eni. Il
punto di questo progetto è
proprio questo, l’ecosostenibilità delle nuove autovetture che oggi possano sembrare delle navicelle spaziali di altri pianeti ma che
invece oggi bussano alla
nostra porta, dimostrandosi
sempre più una partenza
importante per un abbattimento dell inquinamento
atmosferico al quale l’Italia
oggi, nel 2015, non può permettersi di esimersi.
Foto di Gianfranco Compagno
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A depositarli presso gli uffici di via Ezio a Latina, la consigliera comunale di SEL Carmen Porcelli
ATTI IN PROCURA PER I DEBITI DELLA MULTISERVIZI
“Mi aspettavo da parte del primo cittadino un maggior dovere etico e morale, lo stesso che avrebbe dovuto invece ispirare l’invio
ai magistrati di Latina fatture la cui origine è dubbia e a sostenerlo è il Comune del quale è lui stesso alla guida».
di Carmen Porcelli*
Danno erariale, falso in
bilancio e tentata truffa nei
confronti del Comune di
Aprilia e violazione continuata della legge sulla trasparenza degli atti amministrativi: venerdì scorso, 30
gennaio, il consigliere
comunale di Sel, Rifondazione Comunista e Primavera Apriliana, Carmen Porcelli, ha depositato alla Procura
della Repubblica di Latina,
un esposto relativo ai debiti
maturati dalla società Multiservizi nei confronti dell’Ente; in particolare sul differenziale tra le partite creditorie pari a 5.142.344,40 euro
che deriva da fatture emesse
dalla società, a seguito di
prestazioni effettuate per
conto del Comune, senza
che lo stesso abbia formalmente dato il preventivo
consenso all’erogazione di
tali prestazioni e per le quali
non sussistono i necessari
impegni di spesa iscritti
nella contabilità finanziaria
del Comune di Aprilia. «La
questione di nuovi debiti in
carico alla municipalizzata –
è il commento di Carmen
Carmen Porcelli
Porcelli, consigliere comunale di opposizione - è rimbalzata tra i banchi del consiglio comunale, nel più
totale silenzio dell’aula,
il 27 novembre 2014 quando cioè l’assise si trovava a
discutere ed approvare i
Rendiconti per l’esercizio
2013 degli Organismi partecipati. La sottoscritta ha
fatto richiesta in quella sede
di avere copia delle fatture n.
39 e n.40 (per un importo
complessivo
pari
a
3.211.444,67), nonché delle
altre fatture contestate per
l’esercizio 2012 – 2013
(197.867,15 euro), nonché di
sapere a cosa si riferisce l’eventuale riconoscimento di
un debito fuori bilancio per
1.733.023,58 euro. Nonostante abbia più volte sollecitato la consegna delle fatture, al fine di verificare da
cosa traesse origine il debito,
richiesta formalizzata in data
7 gennaio attraverso una
richiesta di accesso agli atti,
ad oggi le uniche fatture in
mio possesso sono la 39 e la
40, da me ottenute ricorren-
do attraverso canali non ufficiali. L’esposto corposo e
abbastanza dettagliato, è
stato redatto sulla base della
documentazione che è stato
possibile reperire da parte
dell’esponente dell’opposizione di centrosinistra. «Ho
chiesto, tra le altre cose –
aggiunge l’esponente del
centrosinistra - il numero e i
relativi importi delle fatture
emesse dalla società Multiservizi nel corso degli esercizi 2012 – 2013 contestate
con una nota del 3 aprile
dello scorso anno e dell’importo di 197.867,15 euro, e
che ferma restando l’obbligatorietà all’invio dei debiti
fuori bilancio alla Procura
regionale della Corte dei
Conti, la lettera di accompagnamento allegata alle fatture emesse dall’Asam e contestate dall’Ente, al fine di
conoscere le motivazioni
che sono alla base della
comunicazione inviata alla
magistratura contabile; inoltre avrei voluto venire in
possesso del prospetto delle
fatture già liquidate e quelle
ancora da liquidare alla
società Multiservizi aggiornato al 31/12/2013 visto che
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allo stato attuale vige uno
stato di forte confusione su
quale sia la reale situazione
debitoria della municipalizzata». «Ho mantenuto il più
stretto riserbo sull’esposto
perché questo provvedimento – ha tenuto a chiarire Carmen Porcelli, consigliere
va, qualcuno possa decidere
di pagarle e tutto ciò in totale spregio dei diritti dei cittadini, delle loro tasche, e dei
dipendenti della Municipalizzata penalizzati in tutti
questi anni da una serie di
gestioni discutibili. Il sindaco Terra si è accontentato di
Comune del quale è lui stesso alla guida». «Non ultimo
ho chiesto alla Procura di
Latina di assumere determinazioni, ed eventualmente
provvedimenti sanzionatori,
nei confronti dei dipendenti
e amministratori del Comune di Aprilia che, pur essendo destinatari delle numerose richieste di accesso agli
atti presentate dalla sottoscritta, hanno scelto di non
ottemperare impedendomi
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di esercitare il diritto, proprio della carica istituzionale
che ricopro, di sindacato
ispettivo che è propria di un
consigliere comunale. Spesso l’arroganza e la supponenza di certi politici di
mestiere, che hanno fatto del
civismo la loro foglia di fico,
emerge anche dalla ridicolizzazione
dell’avversario.
Conosco bene i miei diritti,
sono in grado di leggere e
comprendere una norma e in
questo Comune la legge
sulla trasparenza viene sistematicamente violata. Senza
farne una questione di alfabetizzazione o formazione
scolastica, se accade questo
ad un rappresentante dei cittadini che possiede anche un
titolo di studio, a cosa può
andare incontro un normale
cittadino?».
*consigliere comunale di
Sel, Rifondazione Comunista e Primavera Apriliana,
COMUNICATO STAMPA DEL DIRETTORE
GENERALE DELLA MULTISERVIZI
comunale di opposizione portando la mia firma, è un
atto sul quale ho ben riflettuto. In primo luogo perché lo
spirito fosse chiaro a tutti:
non per giustizialismo ma
per giustizia; in secondo
luogo, perché volevo evitare
che questo esposto potesse
essere oggetto di strumentalizzazioni. Le ragioni del
mio ricorso alla magistratura
penale risiedono essenzialmente sul timore che quelle
fatture, prima o poi e senza
una reale verifica preventi-
inviare gli atti alla Corte dei
Conti, come se questa poi
potesse dirgli se quelle fatture sono legittime oppure no,
ben sapendo che l’amministrazione è obbligata per
legge ad inviare i debiti fuori
bilancio alla magistratura
contabile. Mi aspettavo da
parte del primo cittadino un
maggior dovere etico e
morale, lo stesso che avrebbe dovuto invece ispirare
l’invio ai magistrati di Latina fatture la cui origine è
dubbia e a sostenerlo è il
Apprendiamo dalla stampa la
notizia di un esposto presso la
Procura della Repubblica di
Latina per possibili irregolarità
gestorie nel rapporto tra Comune di Aprilia e Asam, in anni
più o meno recenti.
Nel merito ribadiamo la correttezza del nostro operato, nonché di aver provveduto prontamente ad inviare al Comune di
Aprilia una relazione ed ogni
altra documentazione utile –
peraltro già trasmessa negli
anni di competenza – per chiarire la vicenda conseguita ad
apposita richiesta di accesso
agli atti pervenuta al medesimo
Ente.
Il Direttore Generale
Fabio Biolcati Rinaldi
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La conferenza di presentazione si è tenuta lunedì 26 gennaio. Ospite d’onore il pesto di Pra’
“LA REGOLA” DELLA LIGURIA A EATALY
Il ristorante genovese a Roma per tutto febbraio raddoppia, gestirà il Ristorantino delle Osterie
Tra gli altri relatori era presente l’Assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Liguria Angelo Berlangieri
Un mese di Liguria da Eataly.
Per tutto il mese di febbraio il
ristorante di cucina ligure La
Regola, sito in piazza San Paolo
della Regola (Roma), gestirà il
Ristorantino delle Osterie di
Eataly Roma. Proprio qui, lo
cio stampa e pubbliche relazione di Eataly Roma Fiorella Palmieri. Lo chef del ristorante
Marina Perna, ex capitano di
Marina con con oltre dieci
transoceaniche a vela, non ha
partecipato alla conferenza
stampa, ma era all’opera nella
cucina centrale… “da dove
scorso 26 gennaio, si è svolta la
conferenza stampa per la presentazione dell’evento, durante
la quale hanno preso parola il
direttore agenzia di stampa
Regione Liguria News Mauro
Boccaccio, che ha coordinato
l’evento, l’Assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Liguria Angelo Berlangieri,
il socio fondatore del ristorante
La Regola Marco Ugolini, il
produttore di pesto Matteo Pezzana, la responsabile dell’uffi-
nascono le cose buone di
Eataly”. Il primo ad intervenire
è stato Boccaccio: «La Regola
porta ad Eataly un intero territorio, la Liguria, con i suoi sapori
unici». Nell’ambito del suo
intervento è stato proiettato un
video del nuovo portale turistico pensato per promuovere la
Regione. Ha quindi preso il
microfono Berlangieri: «È grazie al lavoro dei ristoratori e dei
produttori se la Liguria riesce
sempre a stupire. Nella cornice
di Veronica Alessandrini
di Expo 2015 la Liguria avrà il
suo periodo da protagonista a
partire dal 22 maggio, con uno
spazio espostitivo di 200 mq».
Ad approfondire le caratteristiche del ristorante, che ha ricevuto diversi premi e recensioni
positive da parte di tutte le
guide gastronomiche di riferimento in Italia, è stato Ugolini:
«Noi liguri siamo sparsi nel
mondo ma, in qualsiasi posto
andiamo, cerchiamo di ricreare
una piccola Genova. Otto anni
persone, in una location
meravigliosa come quella
di piazza San Paolo alla
Regola a Roma. Qualche
tempo fa Oscar Farinetti è
capitato casualmente nel
nostro locale e da questo
incontro è nata l’iniziativa
che presentiamo oggi. Il menù
che serviremo qui da Eataly
sarà tipicamente ligure: focacce, trofie al pesto, ravioli di borragine, baccalà brandacujun,
coniglio alla ligure, cima, torta
fa abbiamo pensato di portare
una piccola parte di Liguria a
Roma. Gli ingredienti utilizzati
a La Regola sono tutti provenienti dalla nostra terra, come il
basilico che viene rigorosamente da Pra’. Abbiamo cercato di
generare questo piccolo punto,
che accoglie non più di 60-70
Pasqualina, branzino alla ligure
ecc.». In rappresentanza del
pesto di Pra’ è intervenuto Pezzana: «Pra’ è la patria del basilico genovese. Noi di questo
siamo consapevoli e cerchiamo
di valorizzare sempre più questo prodotto, partendo dalla
materia prima: il basilico. Noi
vogliamo portare l’eccellenza
di Pra’ nel mondo e con l’Expo
2015 avremo la possibilità di
attirare stranieri. Il nostro pesto
è una realtà che sta iniziando ad
avere un suo peso, anche all’estero. Abbiamo un casello dell’autostrada che attualmente si
chiama Genova Voltri, ma il territorio in realtà è ancora sotto
Pra’. Gli abitanti, nel tempo, si
sono molto imputati su questo
aspetto e a breve pare ci verrà
riconosciuta questa territorialità
e il casello si chiamerà Pra’ Voltri». A chiudere gli interventi la
giornalista Fiorella Palmieri,
che ha parlato anche a nome del
patron di Eataly Oscar Farinetti:
«Noi di Eataly siamo contentissimi di ospitare per un mese La
Regola. Da sempre ciò che ci
preme molto è la qualità dei
prodotti e la territorialità e sia il
ristorante che il presto di Pra’
rappresentano questi due aspetti. Siamo sicuri che, nonostante
le polemiche, l’Expo 2015 sarà
un successo e a vincere sarà ciò
che più ci contraddistingue,
ovvero il buon cibo di qualità».
A concludere l’evento un buffet
a base di focaccia ligure, pasta
al pesto e gobelletti.
Foto di Gianfranco Compagno
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Commemorato il grande Maestro, mercoledì 3 febbraio, in occasione del 12° della morte
“VENANZO CROCETTI: FORMAZIONE E ATTIVITÀ GIOVANILE”
La conferenza è stata curata dal critico d’arte Carlo Fabrizio Carli. La professoressa Carla Ortolani presidente
della Fondazione, ha annunciato una serie di conferenze itineranti, tra cui una ad Aprilia sul San Michele
di Veronica Alessandrini
“Venanzo Crocetti: formazione e
attività giovanile”, questo il titolo dell’evento organizzato dalla
Fondazione Crocetti, relatore
d’eccezione il critico d’arte
Carlo Fabrizio Carli, in occasione del 12° anniversario della
scomparsa del grande Maestro,
la cui attività artistica è legata a
doppio filo alla nostra città: a
lui, infatti, dobbiamo la statua di
San Michele Arcangelo che da
sempre si staglia sul centro di
Aprilia. Lo scultore, nato a Giulianova il 3 agosto 1913, è scomparso a Roma il 3 febbraio 2003
e da allora, ogni anno, la Fondazione che porta il suo nome
organizza in questa data eventi
commemorativi. La conferenza
di mercoledì 3 febbraio si è svolta presso il Museo Crocetti a
Roma, in via Cassia 492, cornice
che attualmente ospita la mostra
“In penombra”, curata da Tonino
Sicoli e consistente in una selezione significativa delle opere di
Andrea Alfano appartenenti alla
collezione Di Vietri, che viene
esposta per la prima volta nella
sua contestualità originaria,
dall’1 al 14 febbraio. All’evento
commemorativo dedicato al
maestro Crocetti era presente la
presidente della Fondazione
“Venanzo Crocetti” professoressa Carla Ortolani Tancredi,
che ha aperto i lavori annunciando anche un ciclo di conferenze
itineranti che, molto probabilmente, giungerà anche ad Apri-
lia: “Il 3 febbraio è una data che
continua sempre ad essere
impressa nella memoria delle
persone e che è sempre stata
celebrata, anche se con modalità
diverse nel corso degli anni.
Negli ultimi anni abbiamo intro-
dotto un nuovo percorso attraverso la lettura di alcune delle
pagine scritte dal Maestro nell’ambito di un libro che riassume la sua vita, che mi auguro
venga pubblicato nel corso del
2015. In questo momento siamo
a metà della realizzazione del
catalogo generale delle opere del
Maestro. Con questo incontro
iniziamo un ciclo di conferenze
che sarà anche raccolto in un
volume. Queste conferenze
saranno itineranti: inizieremo
qui alla Fondazione, poi ci sposteremo ai Musei Vaticani,
all’Accademia di San Luca e poi
probabilmente ci sarà anche una
conferenza ad Aprilia dedicata a
San Michele”. Si è quindi entrati nel vivo della conferenza, con
l’intervento del critico d’arte
Carlo Fabrizio Carli in veste di
relatore, che ha ripercorso il
periodo inerente alla formazione
e all’attività giovanile di Crocetti. Carli ha voluto innanzitutto
ricordare la figura dell’onorevole Antonio Tancredi, primo presidente della Fondazione nonché
politico italiano scomparso nel
2012: “Questa commemorazione del Maestro mi era stata
richiesta dall’Onorevole già due
anni fa, ma venne annullata a
causa del maltempo. In questa
occasione voglio quindi ringraziare e ricordare l’Onorevole,
indimenticabile amico di tanti
noi”. L’intervento ha quindi
sfiorato i punti più importanti
dell’attività giovanile dello scultore: “Il Maestro già a cinque
anni utilizzava qualsiasi superficie disponibile per tracciarvi
disegni a carbone, suscitando la
curiosità dei compaesani. Qualche anno più tardi trascorreva il
tempo nelle botteghe degli artigiani, a modellare statuine in terracotta per il presepe. A 15 anni
divenne apprendista in una bottega di restauro, prima di trasferirsi a Roma dove dedicò tutto il
tempo libero al disegno e allo
studio. A ben vedere restò sempre un autodidatta, proprio lui
che in seguito svolse un’intensa
attività di docenza, prima a
Genova e poi a Firenze e a
Roma”. Un grande spazio è stato
dedicato al San Michele di Aprilia, realizzato da Crocetti nel
1937: “Questo grande bronzo
riveste un ruolo importante nel-
l’attività giovanile di Crocetti,
indicando chiari interessi quattrocenteschi in questa sua fase
operativa. Quest’opera costituì
per Crocetti una prova importante nel suo percorso artistico,
ancora in tarda età il Maestro
confessava di ritenerlo un punto
notevole della sua attività come
scultore. Al San Michele apriliano il destinò riservò un destino
difficile: poco dopo realizzata
corse il rischio di essere distrutta per realizzare metallo a scopi
bellici, poi divenne l’unica testimonianza superstite del centro
abitato distrutto nei combattimenti connessi allo sbarco di
Anzio”. Al termine della conferenza i presenti si sono recati
nella cripta del museo, dove
sono conservate le ceneri del
Maestro, per rendergli omaggio.
Foto di Gianfranco Compagno
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Pubblichiamo lo stralcio integrale dedicata all’opera della relazione di dieci cartelle del critico d’arte
IL SAN MICHELE ARCANGELO DI APRILIA
Quando realizzò l’opera il Maestro aveva appena 23 anni. Rimane l’opera giovanile più importante
La statua fu realizzata nel 1937 per l’inaugurazione della quarta Città Nuova dell’Agro pontino - romano
di Carlo Fabrizio Carli*
Venanzo Crocetti nel 1937 realizza la sua prima opera pubblica, il grande bronzo del San
Michele, santo patrono del
nuovo centro abitato, alto quasi
tre metri e mezzo e collocato
nella piazza centrale di Aprilia,
la “città di fondazione”, progettata dall’architetto Concezio
Petrucci e collaboratori, per
conto dell’Opera Nazionale
Combattenti, nell’ambito del
poderoso intervento di bonifica
delle Paludi Pontine. Il San
Michele riveste un ruolo
importante nell’attività giovanile di Crocetti, indicando i
chiari interessi quattrocenteschi
di questa sua fase operativa.
Oltre ad una più generica assonanza donatelliana, la scultura
rivela infatti un forte sapore
pierfrancescano (non si dimentichi, tra l’altro, che il rivoluzionario saggio di Roberto
Longhi era stato pubblicato,
nell’ edizione iniziale, dieci
anni prima), nell’esplicito rifarsi del giovane guerriero alla
figura dell’Arcangelo della
National Gallery di Londra, che
Roberto Longhi ricondusse allo
smembrato polittico di Sant’Agostino. E, a ben vedere, anche
per il San Michele di Aprilia
possono valere le parole longhiane per la tavola londinese:
“Studiatissimo nel suo costume
di pretoriano celeste, affibbiato
d’ogni parte di spallacci e di
cinturini preziosi… figura carica di un classicismo di parata”(7). Né sarà lecito dimenticare i sette bellissimi bassorilievi basamentali, sempre bronzei, con scene dell’intervento di
bonifica, dalla risoluzione libera e sintetica. Il bozzetto, come
si è detto, esposto alla terza
Quadriennale, fu acquistato dal
Ministero della Cultura Popolare per un importo di 4.000 lire
del tempo. Mi sembra quasi
inutile ricordare come una
fusione del San Michele sia
presente qui nel Museo Crocetti. Acerbo e dall’attitudine
assorta, Il San Michele apriliano costituì per Crocetti un
approdo importante del suo
percorso artistico; ancora in
tarda età, il Maestro confessava
di ritenerlo“un punto notevole”del suo percorso di scultore
(8). A questa opera il destino
riservò un destino difficile:
poco dopo realizzata, corse il
rischio di venire distrutta per
ricavarne metallo a scopi bellici (9); poi gli spettò il ruolo di
autentico palladio dello sventurato centro pontino, interamente distrutto nei combattimenti
connessi allo sbarco alleato di
Anzio: unica testimonianza
superstite, la statua, vulnerata,
stigmatizzata dai proiettili e
dalle schegge, ma rimasta in
piedi, tra le rovine. Qualcosa
dovrà pur significare – non
fosse altro come singolare
valore aggiunto – che questa
scultura così strettamente
orientata verso il pittore astrattivo per antonomasia, il sommo
Piero, fosse destinata ad uno
spazio urbano come quello
apriliano, che la documentazione fotografica d’epoca ci restituisce carico di valenze
anch’esse fortemente astrattive
e metafisiche. Della Metafisica,
ovviamente, dechirichiana, che
si faceva qui, per così dire,
‘costruita’, realizzata in mattoni, pietre e quant’altro, quasi
fosse uscita dalle inquadrature
stranianti del ciclo memorabile
delle ‘Piazze d’Italia’(10),
peraltro ideate un quarto di
secolo prima. Non è questo l’unico intervento dello scultore
nel corredo artistico delle “città
nuove”: (non si dimentichi che
era il periodo dei muri ai pittori, della collaborazione tra le
arti decorative e l’architettura,
della lunga gestazione della
cosiddetta legge del 2 per
cento).
*Critico d’arte
Modello in creta del San
Michele Arcangelo nello
studio del Maestro,in fare
di finitura, alla sua destra
si può notare il bozzetto in
bronzo.
Foto archivio di G.Compagno
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DUE PESI E DUE MISURE
di Antonio Pennacchi*
Pochi anni fa – era l’8 ottobre
del 2010 – nella stazione
della metro Anagnina a Roma
vengono a diverbio, per questioni di fila, un ragazzo italiano di vent’anni e una
donna romena di trentadue, di
professione infermiera, sposata e con un figlio. Pare che
poi – andandosene – il ragazzo le abbia detto: “Ma non te
lo insegnano al paese tuo a
stare in fila?” Lei allora gli
corre dietro fin fuori la stazione, inveendo e sputandogli
addosso. Lui si volta, le sferra un pugno – non so se al
volto o in testa – lei cade e
resta a terra. Lui se ne va. Lo
insegue però e lo blocca un
militare di passaggio della
capitaneria di porto, che lo
consegna ai vigili quando
arrivano. Lei è sempre a terra.
Chiamano il 118. Otto giorni
di coma e muore. Si chiamava Maricica Hahaianu. E’ dell’altro giorno la notizia invece (26/1/2015) che il ragazzo
condannato in appello nel
2012 a otto anni – per omicidio preterintenzionale e concessione delle attenuanti – è
stato scarcerato, per essere
affidato ai servizi sociali.
Dopo complessivi quattro
anni di carcere e arresti domiciliari, torna quindi in libertà,
pure se relativa: “Potrà uscire di casa per andare al lavo-
ro e in palestra, purché rientri nella sua abitazione entro
le otto di sera”. Stop. Solo tre
anni prima però – 26 aprile
2007 – era accaduta un’altra
tragedia dai contorni assai
simili. Sempre a Roma e
sempre sulla metro, ma in
un’altra stazione – Termini –
vengono a diverbio due
ragazze romene ed una italiana. Le romene – rispettivamente di 17 e 21 anni –
secondo la polizia sono prostitute. L’italiana di 23 anni è
invece anche lei – come la
Maricica Hahaianu dell’Anagnina – infermiera laureata.
Non è chiaro se il litigio sia
cominciato sul treno – sedute
a fianco, ci sarebbe già stato
un alterco – ma è all’uscita a
Termini, in mezzo alla calca,
che il conflitto deflagra: “Che
te spigni, str…”, dice la
ragazza italiana alla romena
più grande. E la rincorre, la
schiaffeggia, le si avventa
addosso. La romena aveva un
ombrello in mano. Pioveva,
forse, quel giorno. E nel tentativo di divincolarsi, dice lei
– o nella foga d’una maldestra difesa e nella convulsa
velocità di queste cose –
l’ombrello diventa un’arma.
La sua punta trafora l’orbita
oculare, penetra e recide
un’arteria. La ragazza italiana
cade. Le due romene scappano. La ragazza muore. Le
romene verranno arrestate
due giorni dopo nelle Marche. A Tolentino. La vittima
si chiamava Vanessa Russo.
Alla sua assassina – Donina
Matei, 21 anni all’epoca dei
fatti, due figli piccoli in
Romania – la cassazione ha
confermato nel gennaio 2010
la condanna emessa dalla
corte d’assise d’appello a 16
anni, per omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. Sta ancora in carcere. A Sollicciano, credo. E’
pentita e non cerca giustificazioni: “Senza sapere nemmeno io come e perché, una
ragazza della mia età è morta
a causa mia. Non lo volevo
questo, non era mia intenzio-
ne. Ma è successo e devo
pagare, tra queste mura, con
un rimorso che non mi
abbandonerà mai”. Lo dice
in un racconto – La ragazza
con l’ombrello – premiato da
un concorso letterario e pubblicato nel 2011 dalla piccola
biblioteca Oscar Mondadori
nella raccolta: Volete sapere
chi sono io? Racconti dal
carcere, a cura di Antonella
Bolelli Ferrera. Non si aspetta niente Donina Matei. Consapevole che è giusto che chi
sbaglia paghi, aspetta solo
che passino questi altri otto
anni – poiché otto ne ha già
fatti – per poter tornare dai
suoi figli e andare pure, dice
lei: “A pregare sulla tomba di
Vanessa”. Io adesso però –
ferma restando la pietas per
tutte le vittime e i loro familiari – vorrei sapere perché,
se domani per caso ammazzo
un romeno, prendo di sicuro
molti meno anni di quanti ne
prenderebbe lui se ammazzasse me. Meno d’un quarto,
quasi. Ma che è, giustizia,
questa? O è razzista pure la
giustizia in Italia? Sempre
che la differenza non la faccia
– sulla metro – l’ammazzare
a Termini piuttosto che all’Anagnina.
Foto di Gianfranco Compagno
*scrittore, Premio Strega 2010
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L’APPELLO DEL SENATORE MANCONI,
INOLTRATO DA ANTONIO PENNACCHI
Cari amici e compagni (ma
pure i camerati), qualche
giorno fa ho scritto un articoletto per il Corriere della
Sera – che trovate in allegato – su una questione di giustizia. A ruota, mi ha subito chiamato Luigi Manconi
– senatore del Pd che si
occupa di queste cose in
generale, e di questa in particolare fin dal 2010 –
inviandomi anche una
sorta appello, che inoltro a
tutti voi con la preghiera
almeno di volerlo leggere.
DA LUIGI MANCONI:
Anche loro sono vittime.
Doina Matei è una giovane
donna rumena che il 26 Aprile del 2007, in una stazione
della metropolitana di Roma,
colpì all’occhio con un
ombrello Vanessa Russo,
uccidendola. La Matei è stata
condannata a sedici anni
(confermati dalla Cassazione
nel
gennaio
2010).
Doina Matei è originaria di
Ploiesti, un piccolo paese
vicino a Bucarest, dove ha
due figli ai quali inviava i
soldi che guadagnava attraverso la sua attività di prosti-
tuzione a Roma. Doina,
secondo quanto confermato
anche dai Carabinieri, «non
aveva protettori» ed era stata
arrestata una prima volta per
violazione della normativa
sulla immigrazione, nel
novembre 2006, dopo che era
scaduto il suo permesso di
soggiorno ottenuto per motivi di salute, al fine di poter
effettuare in Italia cure mediche. Ora si trova nel carcere
di Perugia, dove ha avviato
un percorso di integrazione e
di formazione e dove ha
vinto un premio nazionale di
Letteratura per persone private della libertà.
A partire dal Giugno del
2007, attraverso una fondazione che opera in Romania e
che è promossa e presieduta
da Don Gino Rigoldi (cappellano del carcere minorile
Beccaria di Milano), garantisco un sussidio mensile per i
due figli di Doina, residenti
in Romania e seguiti da
parenti della donna. Per una
serie di complicate ragioni, il
fondo che ho costituito allora
e che ho personalmente alimentato in questi anni, si è
andato esaurendo e intendo
ora ri-finanziarlo. Ti chiedo
se tu, a tua volta, personalmente e tramite amici generosi, hai voglia e disponibilità di contribuire alla ricostituzione di un fondo, destinato esclusivamente all’opera
di sostegno di questi due
ragazzi (all’epoca chiamai
l’iniziativa: “anche loro sono
vittime”). Se sì, ti chiedo di
trovare il modo di raccogliere all’interno di una cerchia
di persone amiche, alle quali
inviare questa stessa scheda
un certo numero di contributi
individuali (tra i 50 e i 100
euro), tali da mettere insieme
una cifra collettiva, che sommata a quella raccolta da me
e da altri, potrebbe rappresentare un fondo di sicurezza
per i prossimi anni.
Qualora tu voglia accettare il
mio invito, questo è il codice
Iban: intestato a Luigi Manconi
IT09S010050337300000000
5696. In attesa di una tua
risposta ti saluto cordialmente,
Io intanto mando 100 euro.
Vedete voi quello che potete
fare. Ciao e state bene,
Antonio Pennacchi
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Il continuo allarmismo, crea confusione nella cittadinanza e frustrazione negli utenti
APRILIA, CHIUSURA PRONTO SOCCORSO? ENNESIMA BUFALA
“Si ritiene precisare che alla Casa di Cura Città di Aprilia dotata di pronto soccorso inserito nell’emergenza regionale,
corre l’obbligo, ai sensi delle disposizioni di legge in materia, prestare e garantire l’assistenza sanitaria ai pazienti che si
rivolgono al pronto soccorso”. Disse nel 2012 il direttore generale Asl Renato Sponsilli
di Gianfranco Compagno
Basta con questo eccessivo
allarmismo, che è al limite
del reato di procurato allarme, basta con queste minacce
di chiusura del pronto soccorso da parte della Casa di
Cura Città di Aprilia, sono
anni che questo accade puntualmente, non se ne può più.
Le controversie infinite per
questioni economiche (leggi
superamento del budget o
ritardati pagamenti) tra la
Famiglia Sirri, proprietaria e
fondatrice della clinica privata cittadina (convenzionata
con il servizio sanitario
nazionale) di via delle Palme
e la Regione Lazio, non può
esse fatta pagare ai cittadini
apriliani. Il pronto soccorso
non chiude e non può chiudere. A meno che si voglia
commettere una serie di reati.
Che il pronto soccorso non
possa chiudere non lo diciamo noi. Ma lo aveva detto
l’attuale socio di maggioranza della Casa di Cura di Aprilia, il dottor Alessandro Sirri,
allora legale rappresentante
della struttura sanitaria apriliana, in una nota datata 20
gennaio 2012, esattamente
tre anni fa: “…I dati evidenziano un costante aumento
delle prestazioni erogate
oltre il budget che sono pertanto allo stato prive di ogni
remunerazione. In proposito
è superfluo ricordare che le
prestazioni di pronto soccorso non possono mai essere
rifiutate. Sul punto occorre
anche precisare che a seguito
di accesso al pronto soccorso
la Casa di Cura è obbligata
anche a ricoverare i pazienti
presso i suoi reparti (nonostante i limiti di budget) in
quanto sia gli ospedali limitrofi che il DEA di Latina
costantemente danno riscontro negativo alla richiesta di
trasferimento dei pazienti,
per mancanza di posti
letto…”. A ribadire più chiaramente il concetto, il 10 febbraio 2012, in una nota l’allora direttore generale Asl
Angelo Aiello, legale rappresentante della Casa di Cura Città di
Aprilia e Calogero Carbone, direttore sanitario
ai conseguenti rapporti economici”. Qualche mese fa
dalla clinica filtrano le prime
notizie che il pronto soccorso
potrebbe essere a rischio di
chiusura, il circo mediatico si
mette in moto, le notizie sono
incontrollate, i dirigenti della
Casa di Cura non parlano
ufficialmente, per avere un
incontro, ci chiedono di chiedere un incontro tramite
richiesta via fax. Sul sito
della clinica ci sono solo vecchi documenti. Noi non ci
allineiamo al circo mediatico, non ci prestiamo a creare
ulteriore allarmismo ai nostri
Latina Renato Sponzilli, il
dirigente Uoc accreditamento controlli servizio ispettivo
Lorenzo Amici, il direttore
sanitario aziendale Ennio
Bruno Cassetta risposero: “si
ritiene precisare che alla casa
di Cura Città di Aprilia dotata di pronto soccorso inserito
nell’emergenza regionale,
corre l’obbligo, ai sensi delle
disposizioni di legge in materia, prestare e garantire l’assistenza sanitaria ai pazienti
che si rivolgono al pronto
soccorso in relazione alle
loro condizioni sanitarie in
atto, tale obbligo all’assistenza sanitaria è previsto dalle
norme costituzionali che
garantiscono il diritto assoluto alla salute che è prioritario
numerosi lettori, anche perché non abbiamo mai creduto
alla chiusura del servizio,
così come abbiamo fatto
negli anni precedenti. Aspettiamo l’incontro del 16 gennaio 2015, non trapela nulla
di ufficiale. Aspettiamo
ancora senza scrivere nulla.
La minaccia di chiusura si
concretizza con l’affissione
di un cartello all’ingresso del
pronto soccorso: “ Il servizio
di pronto soccorso e di elisuperficie è sospeso dalle
dalle
ore
14.00
del
30/1/2015 a data indeterminata, causa mancato finanziamento da parte della
Regione Lazio, come da lettera di comunicazione a
tutti gli organi istituzionali
di cui si allega copia. I
pazienti che necessitano di
cure urgenti sono invitati a
rivolgersi ad altre strutture
o chiamare il servizio 118”.
A fianco del comunicato era
affissa una copia di una raccomandata, anticipata via email, datata 27 gennaio 2015,
importo dal mese di agosto
2014”. Ma qualcuno veramente può pensare che con
un preavviso di tre giorni si
possa chiudere un servizio di
emergenza come il pronto
soccorso. L’unico risultato
che ha prodotto quel cartello
è stato quello di aumentare la
indirizzata al commissario ad
acta, Nicola Zingaretti (presidente della Regione Lazio)
ed ad alti nove indirizzi istituzionali, la richiesta è:
“L’immediata certificazione
delle fatture relative al 2014
da parte della ASL di Latina
per la pregressa attività”,
oltre ad evidenziare che: “la
scrivente non riceve alcun
preoccupazione dei pazienti
e dei familiari presenti al
pronto soccorso in prossimità
della scadenza di quello che
dal circo mediatico è stato
definito un “Ultimatum”,
“manco” fossimo in guerra.
Pochi minuti dopo le 14 del
30 gennaio, il cartello è stato
rimosso, come ampiamente
previsto.
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GIORNO DELLA MEMORIA: CERIMONIA A LATINA
IL PREFETTO PIERLUIGI FALONI HA CONSEGNATO 9 MEDAGLIE D’ONORE AD EX DEPORTATI NEI CAMPI NAZISTI
PROIETTATO IL VIDEO “SCHEGGE DI MEMORIA” DELL’ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE”
di Elisa Bonacini
unricordoperlapace.blogspot.it
[email protected]
Si è svolta il 27 gennaio al teatro
Cafaro di Latina la cerimonia
commemorativa del Giorno
della Memoria, organizzata dalla
Prefettura in collaborazione con
Provincia, Comune di Latina,
Polizia, Vigili del fuoco, Istituti
scolastici e Associazioni di
volontariato.
La manifestazione, cui hanno
alle cerimonie commemorative
del 70esimo della liberazione
del campo di sterminio.
Moderatore della manifestazione Vittorio Buongiorno, capo
redattore de “Il Messaggero” di
Latina che ha introdotto la collega giornalista Claudia Terracina,
di origine ebrea. La Terracina è
intervenuta con un toccante racconto sulla Shoah intriso di
drammatici ricordi familiari.
Molti della sua famiglia vennero
deportati e morirono nei campi
Il Prefetto Pierluigi Faloni e Sisto Gasparotto di Cisterna
Il Prefetto Pieluigi Faloni, il Sindaco Giovanni Di Giorgi
e Adio Pocaterra
partecipato le autorità militari e
civili della Provincia di Latina si
è aperta con l’intervento istituzionale del Prefetto Pierluigi
Faloni, che ha voluto ricordare
con un minuto di silenzio le vittime della deportazione nei
lager, ma anche le vittime del
terrorismo e della criminalità in
genere. A seguire gli interventi
del Sindaco di Latina Giovanni
Di Giorgi e del vice Presidente
della Provincia di Latina Giovanni Bernasconi, mentre la Presidente Eleonora Della Penna si
trovava ad Auschwitz con gli
studenti pontini per partecipare
nazisti durante la seconda guerra
mondiale, nel criminoso piano
che voleva portare al genocidio
totale della popolazione ebraica.
“La Shoa è stato uno sterminio
di Stato, non del popolo” ha
detto la giornalista, sottolineando che molte persone aiutarono
gli ebrei durante la persecuzione
razziale e che la Provincia di
Latina ha avuto un ruolo importante poiché fu proprio dal porto
di Gaeta che partirono le prime
navi di ebrei che fuggivano
verso Israele.
E’ stato proiettato il filmato
“SCHEGGE DI MEMORIA”
Angelo D'Urso Adio Pocaterra e Sisto Gasparotto le cui
testimonianze compaiono nel video Schegge di Memoria
realizzato dall’Associazione
“Un ricordo per la Pace” di
Aprilia nel quale sono state inserite le testimonianze di alcuni tra
gli insigniti dell’ onorificenza:
Angelo D’Urso di Formia, Sisto
Gasparotto di Cisterna e Adio
Pocaterra di Borgo S.Michele.
Nel documentario anche le
struggenti pagine del diario di
prigionia di Ernesto Bonacini,
padre di Elisa Bonacini presidente dell’Associazione “Un
ricordo per la Pace”, scritto
durante l’internamento nel
campo IV B di Zeithaini in Germania.
Il video dell’Associazione “Un
ricordo per la pace” è stato realizzato in collaborazione con la
Prefettura di Latina e l’Istituto di
Istruzione Superiore “Carlo e
Nello Rosselli” di Aprilia: Virginia Clocchiatti del II B C.M.B e
Valerio D’Aiello del IV B S.I.A.
hanno recitato alcuni pezzi
significativi sulla Shoah, mentre
la parte grafica del progetto è
stata curata dal Prof. Roberto
Creo. L’ultima parte della manifestazione ha visto il momento
solenne della consegna della
medaglie d’onore : il Prefetto
Pierluigi Faloni ha consegnato 9
medaglie d’onore ai cittadini
della Provincia di latina ed ai
loro eredi che, dopo l’armistizio
del’8 settembre 1943, furono
deportati e internati nei lager
nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra della
Germania.
In rappresentanza del Comune
di Cisterna di Latina dove risiede Gasparotto ha partecipato alla
cerimonia la nipote, il consigliere comunale Michela Ruzzini.
Gli insigniti che hanno ritirato la
medaglia sono stati invitati dal
Prefetto a raccontare quanto vissuto nei campi di concentramento sulla propria pelle. Nelle
parole degli eredi piene di commozione i ricordi dei propri cari
e del lavoro coatto e dei soprusi
da essi subiti nei lager.
La manifestazione ha visto la
partecipazione attiva degli studenti di Latina che hanno seguito con attenzione tutta la cerimonia, inviando anche alcune
riflessioni attraverso messaggi
sms che sono stati proiettati
sullo schermo predisposto sul
palco.
(foto Elisa Bonacini)
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APRILIA: PARTE L’EDUCAZIONE
STRADALE ALLA ‘LEDA’
Sono iniziati a partire dal plesso della
Scuola di via Selciatella i corsi di educazione stradale che coinvolgeranno
tutto l’I.C. “Zona Leda”, organizzati
in collaborazione con l’ANASPOL,
l’Associazione Nazionale Agenti e
Sottufficiali di Polizia Locale.
“In Italia ogni anno assistiamo impo-
tenti ad una vera e propria ecatombe:
oltre 3 mila morti e 100 mila feriti per
colpa della strada. Per questo, soprattutto noi in Divisa, che spesso ci troviamo di fronte a queste situazioni di
dolore quando siamo chiamati a rilevare gli incidenti stradali, sentiamo di
più il dovere di impegnarci per creare
una cultura della legalità e del rispetto, un corretto comportamento stradale può salvare la propria ed altre vite.
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Successi degli atleti del pentathlon di Aprilia
Occorre dunque cominciare sin dalla
Scuola dell’Infanzia nel percorso dell’educazione stradale.” ha dichiarato
Alessandro Marchetti, Presidente
dell’ANASPOL.
“Peraltro questo progetto” ha concluso Marchetti che è anche Funzionario della Polizia Locale di Roma
Capitale “rientra nella collaborazione
già attiva con l’IC ‘Zona Leda’ con
corsi per gli studenti di anti-bullismo,
sul pericolo dei botti di Capodanno e,
per il solo plesso della Selciatella, la
mattina di supporto nell’educazione
psico-motoria dei bambini, con la
nostra Istruttrice Maria Grazia Di
Cataldo, mentre nelle ore pomeridiane
vi sono corsi di Arti Marziali, Cardioboxe e Danza Moderna.”
Il 7/8 febbraio si
sono svolti a Roma
il trofeo nazionale
e campionato italiano senior junior
di
pentathlon
moderno
Gli atleti del pentathlon di Aprilia
hanno raggiunto le
seguenti posizioni
Tedeschi
Giulia
argento categoria
esordienti a individuale ed a squadre
insieme a Gallia
Ludovica e Nardacci Elisa argenton per Landi Matteo esordiente b bronzo
Ilaria volpe categoria mini cuccioli argento gatta Ginevra bronzo Bafundi
Giorgia categorie pulcini metallo Lorenzo e guerguiev joanelex partecipavano al campionato italiano junior non hanno completato la gara poiché il poligono di tiro si è guastato e la prova annullata
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Il Piper, mitico locale beat degli anni 70 festeggia 50 anni
Era il 17 febbraio del 1965
quando Giancarlo Bornigia e
Alberigo Crocetta decisero di
dare vita a quello che sarebbe
stato il tempio del beat e delle
generazioni successive. Per il
cinquantenario della nascita del
locale - il più longevo d'Europa
insieme al Cavern di Liverpool i figli del suo fondatore hanno
deciso di regalare a Roma una
serata evento gratuita, in cui
ripercorrere attraverso immagini
inedite, musica live e dj set, la
Storia del Piper Club.
il Piper è il secondo locale più
antico d'Europa, ha condizionato
mode e generazioni di giovani,
ha fatto conoscere talenti e lanciato personaggi simbolo della
musica italiana, cambiando il
modo di vivere la notte.
Il 17 febbraio aprirono con un
complesso »rimediato« da
Teddy Reno, che allora era
impresario in Inghilterra, e tutta
Roma vide, stupefatta, i poster
giganti di quattro giovanotti con
capelli lunghissimi che invitavano a recarsi al Piper Club, e che
si chiamavano The Rokes. Tra i
frequentatori Gassman, Zeffirelli, Anna Magnani, Alberto Bevilacqua, Nureyev, Gianrico Tedeschi, Monica Vitti, Albertazzi,
Lilla Brignone, Ugo Sciascia,
Sandro De Feo, Lina Wertmuller, Renzo Trionfera, Nanni Loy,
Renzo Vespignani. Gli anni '80
sono stati quelli dell'ascesa dello
storico direttore del locale: Mr.
Franz. Poi è stata la volta di
Jovanotti, Niccolò Fabi, Gianluca Grignani, Cat Power, Brazilian Girls, Paola & Chiara, Editors, Giuliano Palma & The Blue
Beaters e Tiromancino. Nel
2009, invece, è stata inaugurata
la rassegna Piper in Rock, manifestazione con la quale si è dato
spazio a tanti artisti della scena
indie-rock romana.
Una storia indissolubilmente
legata a quella italiana, al costume e alla musica del bel paese,
che verrà raccontata con imma-
gini inedite a partire dalle 22.00
e poi, dalle 22.30 con lo spettacolo live «C'era una volta il
Piper». Un viaggio all'insegna
della musica, in cui un'orchestra
di 9 elementi accompagnerà sul
palco giovani cantanti in un cronologico e appassionante susseguirsi di successi, alternati ai
fatti di cronaca che hanno caratterizzato lo scorrere di questi 50
anni (oltre alla musica). Tutto
con ospiti e volti noti, protagonisti di un compleanno speciale.
In occasione di «C'era una volta
il Piper...», la musica di Rocky
Roberts, Mia Martini, Loredana
Bertè, Renato Zero, Nada, Caterina Caselli, Patti Pravo, le ten-
denze che li hanno lanciati e di
cui si sono fatti portavoce, rivivranno così in uno spettacolo di
suoni, costumi d'epoca, parole e
immagini, sotto la guida di un
direttore d'orchestra d'eccezione,
Alberto Laurenti, con Angelo
Anastasio e Memè Zumbo alle
chitarre, Enrico Lotterini alle
tastiere e violino, Simone Cerac-
chi al basso, Chicco Careddu
alla batteria, Paulo La Rosa alle
percussioni, Renato Vecchio al
Sax e Antonino Vitali alla tromba. A partire dalle 00.30 poi,
spazio al Dj set Twist and Shout,
per ballare sulle note dei grandi
must degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.
Fenomeno di costume, oggetto
di vari studi sociologici, ispirava
la sua linea artistica a quanto
avveniva nel mondo anglosassone, diventando riferimento di
successo, presso le nuove generazioni, della svolta musicale
italiana con Patty Pravo (soprannominata 'la ragazza del Piper.'),
Caselli, i Rokes, l'Equipe '84, i
Dik Dik, le Pecore nere, ma
anche Mal e i Primitives, Fred
Bongusto, Rita Pavone. Negli
anni Settanta la linea del Piper si
aprì ai generi emergenti in Italia
ospitando Lucio Battisti, la Formula Tre, i Ricchi e Poveri,
Loredana Bertè, Mia Martini,
Zero, non rinunciando però alla
presenza di interpreti della musica internazionale dai Genesis
agli Sly and family Stone, da
David Bowie a Lionel Hampton
a Duke Ellington«. Solo le opere
d'arte che decoravano il fondale,
se non fossero state vandalicamente distrutte in un secondo
tempo, servirebbero oggi ad
attrezzare un museo d'arte contemporanea.
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PREMIATA LA DIETNATURAL APRILIA
Il 6 dicembre 2014 - Nella
splendida cornice di Palazzo
Borghese a Firenze, si è svolta l’attesissima quarta edizione del “Best Franchisee of
the World 2014”, anche
conosciuto come “Oscar” del
franchising, il primo e unico
“concorso evento internazionale dedicato ai franchisee
con l’obiettivo di premiare
gli imprenditori che ogni
anno contribuiscono a consolidareil successo del brand.
Una Giuria d’eccellenza,
composta da esperti internazionali del settore franchising, ha premiato, Alice
D’Onofrio e Lisiana Gasperini, storemanager assistente
e Dott.ssa nutrizionista del
centro Dietnatural clinica del
dimagrimento di Aprilia , con
il PRIMO POSTO come
Migliori Affiliate su piu’ di
45 centri nazionali e internazionali, per aver applicato
fedelmente la formula su cui
si basa tutto il progetto Diètnatural e aver trasmesso con
passione e professionalità i
principi cardine del metodo!
Grazie all’impegno costante
di raggiungere gli obiettivi e
la perseveranza con la quale
ogni giorno apportano benefici alla salute degli individui
con professionalità e correttezza
hanno
permesso
di
guadagnarsiil
Q U A RT O
POSTO su tutti
i franchising a
livello mondiale gratificando
anche Aprilia
dell’ innaspettato successo
ottenuto. Alice
e Lisiana commentanto:“E
stato un onore
essere
state
scelte per questo unico e
magnifico evento, e incredule di aver portato queste 2
vittorie a casa, Nonostante
consapevoli di svolgere il
nostro lavoro con tanta dedizione e amore.
Dedichiamo cio’ ai nostri
cari clienti, con l’augurio di
ottenere altre tanti benefici e
successi insieme!”
Tutto questo fa capire che la
serieta’ e la competenza abbinata anche a dei servizi
ESCLUSIVI si possono trovare anche in una piccola cittadina quale aprilia senza
rivolgersi necessariamente ad
enti di maggiore blasone in
grandi citta’ ma con risultati
discutibili
DIETNATURAL APRILIA
ADESSO PUOI
RIAPERTURA MOSTRA “SATRICUM: SCAVI E REPERTI ARCHEOLOGICI”
A cura*
A seguito del successo ottenuto dalla Mostra “Satricum.
Scavi e reperti archeologici”,
curata dall’Università di
Amsterdam in collaborazione con il Ministero dei Beni e
tedì, mercoledì, giovedì,
venerdì, sabato e domenica
dalle ore 10.00 alle ore 13.00
nonché martedì e sabato dalle
ore 15.000 alle ore 19.00.
Il neo Assessore alla Cultura
Marilena Sovrani manifesta
delle Attività Culturali e del
turismo e la Soprintendenza
per i beni archeologici del
Lazio, nei locali dell’antica
Ferriera di conca, è stata disposta la proroga della stessa
Mostra sino al 1 novembre
2015. L’Associazione culturale “Acropoli Satricana”
curerà nuovamente i servizi
di custodia e sorveglianza
negli orari di apertura al pubblico così riassumibili: mar-
la propria soddisfazione per
l’iniziativa e afferma: “La
valorizzazione della risorsa
archeologica del sito di Satricum volta allo sviluppo culturale del nostro territorio,
considerato anche il valore
scientifico dell’esposizione
in cui sono resi fruibili reperti di notevole importanza
sinora mai esposti al pubblico, effettuata in stretta collaborazione con la stessa
Soprintendenza. “Il patrimonio storico-culturale della
nostra città - prosegue l’Assessore - dovrà altresì essere
al centro dell’interesse collettivo con particolare riferimento ai giovani con manifestazioni rivolte alle scuole
che saranno oggetto di
opportuna programmazione.”
Il sindaco Giovanni Di Giorgi ha così commentato: “Prosegue la nostra attività che ha
portato, dopo trenta anni, a
rendere usufruibile e visitabile tutto l’anno il museo di
Satricum, una struttura che
ha un altissimo valore storico
e culturale, capace anche di
valorizzare un’intera zona
ricca di aspetti paesaggistici
di grande pregio. Ringrazio
ancora il gruppo di archeologi olandesi, guidato dalla
dott.sa Gnade, per il prezioso
lavoro svolto che ci dà oggi
l’opportunità di offrire a tutti
la possibilità di visitare
reperti straordinari”.
Per eventuali informazioni il
telefono della sede della
Mostra è il seguente:
0773.488415. Latina, 6 febbraio 2015.
Foto comune di Latina
*Ufficio Stampa e Comunicazione Comune di Latina
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Donato un Ecografo Oculare per l’ospedale S.M. Goretti di Latina
“IN RICORDO DI DANIELE”
Era un bambino morto a soli 15 anni. È diventato il simbolo della lotta contro l’AIDS
La cerimonia della consegna venerdì il 30 gennaio presso la Palazzina Direzionale
di Roberta Colazingari*
Lo scorso 30 gennaio 2015 è stato ufficialmente consegnato da parte dell’Associazione In Ricordo
di Daniele Onlus l’Ecografo Oculare al Reparto Oculistico dell’Ospedale Santa Maria Goretti di
Latina diretto dal dott. Massimiliano Sepe. La cerimonia si è svolta presso la Palazzina Direzionale, piano terra dello stesso Nosocomio. Tra i presenti, oltre al dott. Massimiliano Sepe, il dott.
Soscia, il dott. Salvatore Di Maggio, UOC e gestione del patrimonio mobiliare; dott. Carmine
Cosentino, Primario rianimazione e sala operatoria; dott. Gianfranco Giacomini, Direttore medico
PONord e in qualità di testimonial il giornalista sportivo Ignazio Scardina. Presenti anche una rappresentanza di insegnanti e studenti del Istituto comprensivo Da Vinci – Rodari di Latina con il mini
Sindaco e i suoi assessori, gli alunni e i docenti della scuola Media Giovanni Cena di Latina e una
rappresentanza degli studenti e dei professori del Liceo Scientifico E. Majorana di Latina che insieme ad altri istituti della città aiutano sempre Antonietta nella raccolta fondi. L’importante macchinario è stato acquistato grazie alle numerose donazioni che Antonietta raccoglie con i suoi innumerevoli eventi, appuntamenti, spettacoli teatrali, Mercatino della Memoria, lotterie, tornei di Burraco,
vendita di piantine e torte nelle scuole, vendita del libro “La Forza dell’Amore – In Ricordo di
Daniele” edizioni C’era Una Volta e tanto altro. Il costo dell’Ecografo Oculare è di circa 14mila euro
e la sua funzione è molto importante in quanto permette di visionare il bulbo oculare là dove non c’è
la trasparenza, facendo sì che il medico possa intervenire senza traumi per il paziente. Ma chi era
Daniele? Era un bambino diventato angelo a soli 15 anni. L’AIDS lo ha sottratto ai suoi cari, ma ha
permesso che lui diventasse il simbolo della lotta all’HIV, in quanto la sua storia è entrata subito a
far parte del mondo scientifico, poiché ha raggiunto un traguardo importante: è stato, nel mondo, il
bambino che più a lungo è riuscito a sopravvivere e convivere con l’AIDS conclamato, ossia contratto sin dalla nascita. Adottato a solo 10 mesi, Daniele si trovava in un Istituto per orfani perché la
madre era morta. Antonietta Parisi, che voleva adottare un bambino, si è innamorata subito di quel
bimbo un po’ esile con grandi occhioni neri. La malattia non
tarda a presentarsi. Dopo analisi e ricerche Daniele scopre di
essere sieropositivo. Scoprire di essere affetti da HIV non è
facile, sia perché non ci sono vaccini per la cura definitiva,
sia perché a quei tempi non esistevano farmaci per la terapia
se non per gli adulti, sia perché molto spesso l’ignoranza e il
pregiudizio altrui facevano più male della stessa malattia.
Nel 1995 la mamma decide di far sottoporre il piccolo
Daniele ad una terapia per solo adulti regalandogli altri 4
anni di vita. Nel 1999 vola via. In quel momento comincia la
battaglia della mamma Antonietta che si dedica agli altri,
raccogliendo fondi per realizzare macchinari per gli ospedali che ne hanno bisogno. La sua costanza viene premiata con
l’intitolazione il 10 Novembre 2005 della Scuola Primaria di
Via Legnano (Latina) a Daniele, testimone della lotta contro
l’Aids. Infine il 13 maggio 2014 riesce finalmente a fondare
la onlus “IN RICORDO DI DANIELE”. Anche se solo con
iniziative individuali, è Antonietta riuscita ad ottenere molta
collaborazione attraverso una continua sensibilizzazione
delle persone, coinvolte con una partecipazione attiva, guadagnandosi la loro fiducia e stima. Ciò le ha permesso di
intraprendere un cammino così difficile ma gratificante grazie al sostegno delle persone che da anni la seguono. Alla
base di tutto vi è trasparenza e correttezza delle azioni compiute. Antonietta da un’esperienza personale negativa ha tratto la forza per aiutare gli altri malati, facendo del suo dolore
uno strumento da mettere al servizio degli altri. Per fare tutto
ciò bisogna avere sensibilità, umiltà e solidarietà, unite a
concretezza e trasparenza. Bisogna poi credere in quello che
si fa, essere onesti verso se stessi e verso gli altri, essere
determinati ed avere tanta forza di volontà. “Quella del 30
gennaio scorso è stata un’altra bellissima giornata – ha detto
Antonietta Parisi, presidente dell’Associazione che porta il
nome di suo figlio Daniele – grazie al contributo di tutti coloro che mi seguono abbiamo raggiunto un altro importante
traguardo. Naturalmente non mi fermo, sappiate che sono già
a lavoro per raccogliere altri fondi sempre da destinare al
Goretti di Latina che necessita di: 2 frigoriferi per la conservazione dei farmaci, 12 frigoriferi per uso domestico, 1 carrello per la distribuzione di terapie, 2 carrelli per medicazioni, 1 saturimetro portatile palmare, 12 armadietti per stanza
da ricovero, termometri. Per cui mi appello ancora una volta
a tutti voi, per far si che anche questo traguardo possa essere
raggiunto. Basta veramente un piccolo gesto”. Per ulteriori
informazioni potete contattarla al 338.7756420. Per vedere
con gli occhi ciò che ha realizzato in tutti questi anni c’è la
pagina Facebook Inricordo di daniele e il sito
www.inricordodidaniele.it
*giornalista
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Invito alla lettura
“Ritratto in seppia” di Isabel Allende
Isabel Allende Llona è nata a Lima il 2
agosto del 1942, è una scrittrice latinoamericana che ha ottenuto grande successo in tutto il mondo.
Nei suoi romanzi descrive non solo le
sue esperienze di vita, ma anche le vite
di altre donne, unendo insieme leggenda
e realtà. Ha viaggiato molto per promuovere i suoi libri, ha anche insegnato
letteratura in vari college statunitensi.
Vive dal 1989 in California con suo
marito, nel 2003 ha ottenuto la cittadinanza americana. È a pieno diritto considerata dai critici una scrittrice molto
importante della narrativa contemporanea in lingua spagnola.
Molti sono i libri che ha scritto: quelli
che riguardano la sua sfera personale e
familiare come “Il mio paese inventato”,
il suo primo libro autobiografico, “La
somma dei giorni” e “Paula”, un diario
che la scrittrice dedica alla figlia ventottenne morta per una malattia gravissima
e rara. In questo libro Isabel Allende dà
libero sfogo al suo dolore, sembra che
questa storia d’amore riguardi solo due
persone, madre e figlia, ma poi il lettore
è coinvolto e si ritrova a piangere per
l’immenso dolore di questa donna.
Dice la scrittrice parlando dei suoi libri
“La scrittura per me è un tentativo
disperato di preservare la memoria. I
ricordi, nel tempo, strappano dentro di
noi l’abito della nostra personalità, e
rischiamo di rimanere laceri, scoperti.
Così scrivere mi consente di rimanere
integra e di non perdere pezzi lungo il
cammino”. Alcuni dei suoi libri riguardano, invece, altre donne come “Ines
dell’anima mia”, una bellissima figura
di donna spagnola che aveva partecipato
nel 1540 alla conquista del Cile. Anche
il libro “Ritratto in seppia” appartiene a
questo gruppo.
Dice la scrittrice”Non invento i miei
libri: saccheggio storie di giornale o
ascolto con orecchio attento le vicende
degli amici. Da questi spunti poi i miei
personaggi emergono da soli,con naturalezza”.
Il romanzo”Ritratto in seppia” è una
bellissima saga, la storia di una famiglia
attraverso i ricordi di una giovane
donna, che con infinita pazienza cerca di
ricostruire il suo passato per vivere un
presente senza incubi. La sua passione
per la fotografia le permette di fissare
sulla pellicola tutto quello che la colpisce, e sono proprio le tantissime foto che
ha fatto e quello che riesce a sapere
chiedendo oppure ascoltando le persone
che le sono vicine che riescono a farle
ricostruire il suo passato e a raccontare
la sua vita. Il libro, infatti, è scritto in
prima persona ed inizia con la nascita
della protagonista così come la racconterà poi quando avrà finalmente messo
insieme come in un mosaico i pezzi
della sua vita passata. È proprio, infatti,
attraverso quello che riesce a sapere
della sua esistenza che conosce il mistero della sua nascita e della sua infanzia.
Tassello, dopo tassello riesce a comporre il mosaico della sua vita. Troppi fatti
sono stati taciuti per cercare di preservarla e sarà proprio la nonna materna,
ritrovata dopo tanti anni, a parlarle della
sua mamma e della sua morte avvenuta
subito dopo il parto.
Aurora Del Valle è figlia di tante persone, dai nonni materni che l’hanno cresciuta nei primi cinque anni di vita, poi
dalla nonna paterna senza mai sapere
niente dei suoi genitori Sarà necessaria
tutta la sua costanza per arrivare alla
verità, conoscere il padre ormai morente
e comprendere la sua esistenza.
La scrittrice nell’epilogo fa dire ad
Aurora: “Se non fosse stato per nonna
Eliza, venuta da lontano a illuminare gli
angoli bui del mio passato, e per le
migliaia di fotografie che si sono accumulate nella mia casa, come potrei raccontare questa storia?.....Con l’aiuto di
queste fotografie e di queste pagine
tengo vivi i ricordi; sono il punto
fermo…., attestano che questi eventi
hanno avuto luogo…. Scrivo per sciogliere gli antichi segreti della mia infanzia, definire la mia identità e creare la
mia leggenda”.
È questo un tema importante per Isabel
Allende, per lei è necessario scrivere per
custodire la memoria. Il libro come gli
altri della scrittrice merita di essere
letto, ci permetterà di appassionarci alla
vita di Aurora e a comprendere l’importanza di conoscere le nostre radici perché è questo che ci offre la possibilità di
avere la nostra identità e di riconoscerci
come appartenenti ad un nucleo familiare dal quale discendiamo e nel quale
siamo inseriti.
Carla Ginanneschi
Replica spettacolo teatrale
“Ti racconto di noi...c’era una volta Aprilia”
Martedì 17 febbraio, la mattina per le scuole e la sera alle 21,00 per
la cittadinanza, sempre nellacornice de “Il Pidocchietto di Aprilia”
Tra sorrisi, emozione e qualche lacrima
tra i presenti, è andata in scena, martedì
20 gennaio la replica dello spettacolo
teatrale “Ti racconto di noi: c’era una
volta Aprilia”, che ha seguito, per partecipazione di pubblico ed entusiasmo la
Prima del 17 dicembre e le repliche successive. La regia di Giuliano Leva,
coadiuvato per la sceneggiatura e le
musiche da Cristiano Puddu e Giulio
Tassi, ha riportato sul palcoscenico
dello storico “Cinema Teatro Aprilia”
(già Cinema Littorio”) la storia della
nascita e rinascita della città attraverso i
racconti di chi quella storia l’ha fatta e
sofferta. Pasqualino Nuti ci ha accompagnati, con il suo toccante racconto, in
una Aprilia distrutta e desolata ma illuminata dalla felicità dei suoi genitori
che si rincontrano pur tra le macerie
della loro casa; Tonino D’Annibale ha
fatto ricordare agli spettatori meno giovani, il sapore della farina di castagne e
delle carrube che lui comprava con i
ricavi della vendita di schegge di ferro
delle bombe;
Sandro Grasselli e Dino Massarenti,
(che
hanno iniziato il
loro intervento
ricordando la
figura di Bernardino Tofani),
ci hanno raccontato di una
Aprilia povera
ma affamata di
riscatto, di rinascita spirituale e
culturale, fame
che fa da humus
per la nascita
della Polisportiva Aprilia (poi
Simmenthal,
grazie alla lungimiranza e alla
generosità dell’ Ing. Pietro Sada), della
Filodrammatica, del Judo e della Boxe
con i suoi atleti(tra cui gli stessi Grasselli e Massarenti!) di livello nazionale;
dei tanti gruppi musicali tra cui, uno fra
tutti, quello de “I Delfini” di cui si ricorda la storica tourne con Rita Pavone e
Teddy Reno Tutto questo sapientemente
unito e sottolineato dalla prosa
pacata,dalla ricca memoria storica e dall’elegante presenza scenica di Pietro
Nencini e dall’accompagnamento musicale dei giovanissimi musicisti Carlotta
Battagliero, al pianoforte e Riccardo
Rettaroli alla chitarra. Il passare degli
anni e della Storia è stato delicatamente
calibrato da Giuliano Leva che, con la
sua regia,ha saputo evidenziare il passaggio da una memoria in “bianco e
nero” ad una a “colori” con la verve di
SALSA EN FUEGO di Adelia Velo
Ormai non ci sono più
scuse…tutti potranno trovare
quello che cercano nella
nuova sede di Via Cagliari, 37
in Aprilia della scuola Salsa
en Fuego che da anni soddisfa le esigenze degli appassionati della salsa e…non solo.
La maestra Adelia Velo, titolare della scuola, coadiuvata
da uno staff tecnico altamente
qualificato, vi aspetta per
assistere insieme a spettacoli
di danza del ventre, danza
classica, salsa baby, balli di
gruppo, tango argentino,
zumba e yoga.
Molte saranno le novità che
verranno introdotte nel corrente anno: corsi di kizumba,
salsaton, ginnastica posturale,
danza classica (mamma fit),
danza in fascia, corso base di
danza adulti, corso di salsa
cubana per principianti e
intermedio avanzato.
I benefici della danza non
hanno età: essa contribuisce a
mantenere giovane il cervello
ed elastiche le articolazioni e
se tutto ciò avviene in un
ambiente sano, pulito, serio e
12 - 26 FEBBRAIO 2015
in un’atmosfera amichevole
sotto la guida di insegnanti
esperti, allora i risultati sono
ottimi. Ricordiamo che la
scuola Salsa en Fuego da anni
opera nella Provincia ed ha
partecipato a molte gare
nazionali ed importanti manifestazioni.
Essa, inoltre, offre la possibilità di effettuare lezioni private e stage con maestri di cultura internazionale.
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Massimo Giammaria “il Rockettaro” e i
racconti teneri e spiritosi di Maria Teresa Trappolini, Roberto e Rita Nuti (di
cui non possiamo non citare, il magistrale accompagnamento musicale al
commovente racconto del papà). Con la
saggezza di chi ha contribuito ad elevare Aprilia culturalmente e socialmente,
Pina Farina, lancia una provocazione ai
presenti e invita a non fermarsi mai e ad
andare “fin dove lo sguardo non arriva
più” non smettendo mai di domandarsi:
“E allora, che facciamo...?” La chiusura
della serata è affidata alle suggestive
note della fisarmonica di Fabio Battagliero.
Info e prenotazioni presso
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IL GIORNALE DEL LAZIO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
pagina 31
La malattia parodontale, conosciuta comunemente
con il termine obsoleto di “Piorrea”
Dott Giuseppe Grech
perfezionato in chirurgia
orale, endodonzia, protesi
paradontologia, implantologia
Master 2 livello chirurgia
orale università la Sapienza,
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far pensare di esserne affetti?
“Purtroppo questa malattia provoca
sintomi molto scarsi e quindi può
progredire e aggravarsi senza quasi
accorgersene. Per questo motivo è
necessario sottoporsi regolarmente
a visite di controllo in modo tale che
il dentista possa intervenire tempestivamente. Non bisogna aspettare
che compaiano i sintomi tipici della
malattia avanzata, come la mobilità
degli elementi dentali, per farsi visitare. Ad ogni modo, i segnali che
possono far sospettare la presenza
della malattia sono gengive che sanguinano spazzolando i denti o mangiando cibi duri oppure, ancora più
grave, gengive arrossate, gonfie o
retratte”.
Come si cura la malattia parodontale?
“I trattamenti parodontali possono
essere di tipo chirurgico o non chirurgico, in base allo specifico quadro clinico del singolo paziente. La
fase non chirurgica è rappresentata
dalla levigatura radicolare, cioè la
dirsi, l’osso alveolare a riassorbirsi
e qualora questa perdita fosse notevole, l’estrazione potrebbe essere
l’unica terapia possibile.
E in cosa consiste l’intervento?
L’approccio chirurgico consiste nel
rimuovere il tessuto malato (la
tasca) e nel ricontornare i tessuti
molli (gengive) e duri (osso alveolare) al fine di ottenere un’anatomia
che permetta l’eliminazione permanente delle tasche, dei difetti ossei
(crateri), e di favorire le manovre di
igiene domiciliare. La tecnica chirurgia, nota come “Chirurgia ossea
resettiva”, ha subito dei cambiamenti notevoli negli ultimi anni al
fine di poter eliminare la patologia
parodontale pur conservando un
aspetto gengivale il più estetico ed
atraumatico possibile.
Si passa poi(sempre nella stessa
seduta) ad una chirurgia rigenerativa, ossia si utilizza un innesto che
viene poi ricoperto dai tessuti gengivali o da membrane protettive. L’innesto utilizzato in genere è osso
rimozione della placca e del tartaro
dai denti sopra e sotto il livello della
gengiva. Molto importante, ovviamente, è anche l’igiene orale domiciliare del paziente, fondamento irrinunciabile di ogni terapia parodontale. ”
Quando invece si esegue un trattamento chirurgico?
“Dopo un attento monitoraggio
delle condizioni parodontali del
paziente, attraverso la raccolta di
specifici parametri clinici, si decide
per un intervento chirurgico nel caso
in cui il trattamento non chirurgico
non ha portato a risultati soddisfacenti, come il guadagno di attacco
clinico osseo”.
Qualora non si intervenisse chirurgicamente?
Le tasche tenderebbero ad approfon-
autologo, cioè appartenente allo
stesso paziente, o innesti sintetici
prodotti in laboratorio che vengono
poi ad essere sostituiti da tessuto
osseo in pochi mesi.
Quali sono i benefici della “chirurgia
rigenerativa”?
Il principale vantaggio è la ricostruzione del tessuto che è andato perso
a causa della malattia parodontale
o di altri processi patologici. Conseguenza della rigenerazione è la riduzione della profondità di tasca e una
diminuzione o risoluzione completa
delle recessioni gengivali.
Caro Dott. Giuseppe Grech, mi
chiamo Barbara, sono una signora
di 42 anni e sia io che mio marito
abbiamo letto tutti i suoi articoli, la
seguiamo da sempreJ. Quello che le
vorrei domandare è un chiarimento
sulla PIORREA. È una malattia che
mi preoccupa molto dato che mi è
stata diagnosticata diversi anni fa.
L’unica cosa che mi è stata fatta è un
igiene e mi è stato consigliato di utilizzare sempre il collutorio. Ma non
vedo grossi miglioramenti, le gengive mi sanguinano sempre e i denti da
diversi mesi sono soggetti ad una
mobilità che mi preoccupa. Spero
che risponda alle mia domanda …
finalmente potrò avere delle risposte!!! Grazie
“La malattia parodontale , conosciuta comunemente con il termine
obsoleto di “piorrea” è una malattia
provocata dai microrganismi della
placca batterica. È indicata con
questo termine perché colpisce il
parodonto, cioè l’insieme di strutture che circondano il dente e lo tengono attaccato all’osso”
A che cosa va incontro il paziente
affetto da malattia parodontale?
“Se non curata l’infezione procede
in profondità. La gengiva si allontana dal dente, creando delle vere e
proprie tasche dove i batteri di accumulano. Così il tessuto osseo viene
distrutto, i denti perdono supporto e
diventano mobili. Il paziente va così
incontro alla perdita di uno o più
elementi dentali”.
Quali sono i sintomi che devono
Tutti possiamo ammalarci di
malattia parodontale?
“Diciamo che c’è una certa predisposizione familiare, ovvero se in
famiglia ne soffrono si ha un rischio
maggiore di svilupparla. Ci sono poi
tutta una serie di fattori di rischio
che si associano con più frequenza
alla comparsa della malattia parodontale, come alcune malattie tipo
il diabete, e alcuni stili di vita,quali
il fumo. Ma anche un forte stress.
In generale il fattore eziologico
della parodontite è la placca batterica e ogni individuo, se non cura
la propria igiene orale domiciliare
può andare incontro alla malattia
parodontale. Ma diamo una classificazione precisa di questa malattia.
Parodontite Cronica
I segni clinici di parodontite cronica sono infiammazione gengivale,
sanguinamento al sondaggio, perdita di attacco con formazione di
tasca gengivale e riduzione dell’osso
alveolare. Si manifesta come gengivite già nell’adolescenza, lentamente progressiva, che durante periodi
di riduzione delle difese immunitarie
presenta aggravamento acuto con
associata perdita d’attacco. Nel
corso della vita gli effetti patologici
si cumulano, fino ad arrivare all’età
adulta dove si palesano gli effetti
distruttivi della malattia. L’entità di
tale distruzione è in funzione dei
livelli di placca, fumo, stress, diabete, efficienza del sistema immunitario. Il rischio di contrarre parodontite cronica è compreso tra 3 e 7 nei
tabagisti; la risposta terapeutica in
tali individui ha una prognosi più
sfavorevole, e l’attenuazione dell’infiammazione indotta dal fumo tende
a celare la reale gravità della patologia.
Parodontite Aggressiva
La parodontite aggressiva comprende rare forme di parodontiti caratterizzate da una progressione rapida.
Si presenta generalmente come localizzata in età puberale, mentre la
generalizzata è ancor più grave e
colpisce principalmente i giovani
adulti, ma anche pazienti più anziani. L’età non è comunque un buon
discriminante per differenziare la
forma cronica dalla aggressiva:
condizioni igieniche particolarmente inadeguate possono causare la
forma cronica anche nei bambini.
Sia la forma localizzata che la generalizzata richiedono una predisposizione genetica, ma mentre la localizzata risulta insorgere per un’infezione da Aggregatibacter Actinomycetmcomitans, in quella generalizzata è più importante il ruolo del
Porphyromonas gingivalis e del Bacteroides forsythus. Anche nella
forma aggressiva il fumo è un fattore di rischio, specialmente delle
forme generalizzate. La diagnosi di
parodontite aggressiva si basa sul
riscontro di rapida perdita di attacco e di distruzione ossea di pazienti
positivi all’anamnesi familiare, e
sproporzione tra depositi batterici e
gravità della distruzione parodontale in assenza di patologie sistemiche
rilevanti. Colpisce in maniera carat-
teristica soprattutto i primi molari e
gli incisivi.
Parodontite Ulcero-Necrotica
La parodontite Ulcero-Necrotica è
una patologia distruttiva del parodonto caratterizzata da papille e
margini gengivali ulcerati e necrotici, ricoperti da un materiale pseudomembranoso giallognolo. È prevalente nei giovani (20-25 anni) dei
Paesi in via di sviluppo. Le lesioni
necrotizzanti si sviluppano rapidamente e dolorosamente, con facilità
di sanguinamento, talvolta spontaneo. La necrosi gengivale, a carico
delle papille interdentali, sprofonda
nell’osso alveolare coinvolgendolo.
Associati alla patologia possono
manifestarsi tumefazione linfonodale, febbre, malessere generale. L’igiene orale è tipicamente molto
scarsa, anche perché lo spazzolamento dentale risulta provocare un
forte dolore. Il decorso è generalmente acuto, e dopo l’attenuarsi
della sintomatologia possono presentarsi ricorrenti episodi di riacutizzazione. Non è stata individuata
alcuna specie batterica in grado di
provocare di per se la patologia, ed
inoltre la patologia non è trasmissibile con i consueti mezzi di contatto.
Piuttosto si propende a ritenere che
l’effetto dei prodotti metabolici dei
batteri della placca risulti esacerbato in concomitanza con malattie
sistemiche (AIDS, leucemia, morbillo, varicella, tubercolosi), malnutrizione, fumo, stress, depressione,
scarsa igiene orale.
I trattamenti chirurgico e non chirurgico sono trattamenti risolutivi?
“Il paziente parodontale deve sottoporsi ripetutamente a visite di controllo ogni sei mesi, effettuare regolarmente l’igiene orale professionale dal suo dentista e cosa più importante, avere una buona igiene orale
domiciliare. Il rischio è la ricaduta.
Infine è molto importante sapere
che la malattia parodontale può
essere trasmessa al proprio partner!!! ”
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 32
12 - 26 FEBBRAIO 2015
dalla
Regione
di Bruno Jorillo
SANITA' , ECCO IL SITO PER SCARICARE I REFERTI
E TROVARE LO STUDIO MEDICO APERTO PIU' VICINO
Da oggi c’è un nuovo servizio a disposizione dei cittadini: è salutelazio.it, il nuovo
sito aperto dalla Regione per dare a chiunque la possibilità di conoscere i nuovi servizi attivi sul territorio e per rispondere in modo adeguato e tempestivo ai bisogni
dei cittadini.
Su Salutelazio.it chiunque può trovare tutte le informazioni sulle principali innovazioni nella sanità del Lazio: dagli Studi medici associati alle Case della Salute e ai
Poliambulatori aperti a Roma nei week end e nei giorni festivi. Sul sito sono disponibili anche i referti on line, gli accessi ai Pronto Soccorso in tempo reale, le prenotazioni del Recup e la continuità assistenziale della Guardia medica. Tutto a portata di click.
Ecco alcune delle novità:
Gli ambulatori aperti week end e nei giorni festivi. Oggi ci sono 15 strutture, saranno 18 entro la metà di febbraio. Da quando è stata avviata la sperimentazione, a
dicembre, le 15 strutture hanno registrato 6.014 accessi. Ogni week end si sono
rivolte a questi ambulatori oltre 650 persone, 677 solo in questo fine settimana.
Da oggi si possono scaricare i referti online. Non sarà più necessario mettersi in
coda allo sportello dell’azienda sanitaria: con il nuovo portale è possibile scaricare
gratuitamente i referti delle analisi di laboratorio in ogni momento della giornata e
in qualsiasi giorno della settimana, da qualunque dispositivo connesso alla rete internet. Fino ad oggi sono stati scaricati online circa 135 mila esami. Il progetto è attivo per le ASL di Frosinone, Latina, Roma A, Roma C, Roma D, Roma E, Roma F,
Roma G, Roma H, Rieti e Viterbo e presto partirà anche nelle altre ASL della Regione.
Dati degli accessi al pronto soccorso in tempo reale. Chiunque potrà conoscere in
ogni momento i dati di accesso ai pronto soccorso. All’interno del sito c’è una sezione dedicata con tabelle che vengono aggiornate costantemente ogni sei minuti. La
rilevazione copre quasi tutte le strutture, tranne 4 pronto soccorso di ospedali privati, i PS specialistici dell'Ospedale S. Camillo-Forlanini (Pediatrico e Ostetrico) e i
PS specialistici odontoiatrici G. Eastman e del Policlinico di Tor Vergata. Nella
tabella sono riportati sia il numero di pazienti in attesa che quelli in trattamento,
distinti per colore in base all’urgenza.
Va avanti l’impegno per abbattere le liste d’attesa. Fino ad oggi sono stati contattati per anticipare l’esame quasi 100mila cittadini: il 67% di questi, pari a 64mila persone, ha risposto. In questo modo la Regione ha potuto anticipare circa 57mila prenotazioni. Per contattare i 28mila cittadini che non hanno risposto alla chiamata del
Recup è stata avviata una campagna di sms con cui sono stati anticipati 9.251 appuntamenti tra quelli confermati, anticipati e revocati.
Un’accoglienza più umana nei pronto soccorso. Saranno formati 48 operatori, che
da marzo saranno presenti in alcuni Pronto Soccorso e Dea del Lazio per dare un’accoglienza più adeguata e più umana ai pazienti che accedono alle strutture e ai loro
familiari. Queste figure specializzate saranno a disposizione per ogni esigenza e
informazione. Il servizio partirà al San Giovanni Addolorata, al Policlinico Umberto I, al Policlinico Tor Vergata, al Sandro Pertini, al S. Eugenio, al San Camillo Forlanini, al G. Battista Grassi e al S. Andrea.
Chiunque potrà anche raccontare la sua esperienza e segnalare non solo i disservizi
e le inefficienze ma anche le buone pratiche.
“Oggi presentiamo i nuovi servizi della sanità che si stanno sviluppando nel Lazio:
sul sito c'è la mappa georeferenziata per trovare il proprio ambulatorio di medicina
generale aperto nei week end, gli ambulatori aperti dal lunedì al venerdì, c'è il referto online da scaricare. Nuovi servizi che spesso i cittadini non sanno che esistono
proprio perché nuovi" – è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha
aggiunto: ora i servizi ci sono e con salutelazio.it iniziamo la promozione, sapendo
che sta andando benissimo perché i referti scaricati sono già oltre 130 mila e questo
è un dato molto positivo”.
SANITÀ: AL VIA IL PACCHETTO PREVENZIONE
ICTUS SECONDARIO
Il PAC, pacchetto ambulatoriale complesso, mette in atto una serie di interventi per
la tempestiva presa in carico del paziente da parte dello specialista consente alla Asl
di dialogare con i medici della prima fase quando il paziente, superata la fase critica, deve intraprendere un percorso di cura riabilitativo
La Regione in prima linea nella lotta contro i danni dell'ictus. Il Lazio è la prima
Regione italiana ad adottare il P.A.C, il Pacchetto Ambulatoriale Complesso. L’obiettivo è quello di prevenire l'ictus secondario, cioè le cosiddette recidive.
Una corretta prevenzione per evitare nuovi casi di ictus. L'80% degli ictus potrebbe
essere evitato con una corretta prevenzione. Fino ad oggi, dopo un ictus, il paziente
veniva preso in carico dalla Asl, ma non più da chi lo aveva curato la fase acuta. Il
Pac permette invece di chiudere il cerchio perché consente alla Asl di dialogare con
i medici della prima fase quando il paziente, superata la fase critica, deve intraprendere un percorso di cura riabilitativo.
Una serie di interventi utili per garantire cure migliori. Il pacchetto ambulatoriale
complesso intende mettere in atto una serie di interventi di tipo multidisciplinare e
multi professionale utili per la tempestiva presa in carico del paziente da parte dello
specialista. Questo approccio organizzativo permette anche di contenere i costi
diretti e indiretti a carico del sistema sanitario.
“Non è un caso, perché questa ed altre novità introdotte nella Regione sono tutte
innovazioni figlie di una visione nuova- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: questa è la nostra rivoluzione:
stiamo uscendo dal piano di rientro rinnovando sistema sanitario e non tagliando
l'offerta che anzi, viene migliorata, spendendo meno".
SANITÀ: PARTE LA NUOVA RETE ONCOLOGICA
PER IL TUMORE MAMMELLA
Con la nuova rete la Regione intende garantire cure migliori e più tempestive per
creare speranza e porre un argine alla solitudine
Nel 2013 sono stati stimati nel Lazio circa 3.000 casi incidenti e 55mila casi di
tumore maligno alla mammella. Questa patologia rappresenta il 41% dei tumori
maligni nelle donne nella fascia di età tra 0 e 49 anni, il 35% di quella tra 50 e 69
anni e il 21% di quella delle donne di età maggiore di 70 anni. Tra i decessi oncologici il cancro alla mammella è la prima causa di morte nelle donne in tutte le fasce
di età.
Al via la nuova rete oncologica per prevenire e curare il tumore alla mammella. Con
la nuova rete la Regione intende garantire cure migliori alle donne e con maggiore
tempestività.
La nuova rete è articolata su 39 centri di screening , 36 strutture di diagnostica clinica e 15 centri di senologia dove saranno effettuati gli interventi chirurgici e di ricostruzione. L’obiettivo è sempre lo stesso: fornire alle donne una risposta ai diversi
bisogni assistenziali con un percorso che stabilisce la presa in carico dallo screening,
l’accertamento diagnostico, la diagnosi, fino all’intervento terapeutico riabilitativo.
Il modello è stato definito da un gruppo di lavoro costituito da esperti , associazione dei pazienti , tecnici e coordinato dalla Direzione Regionale Salute ed Integrazione Sociosanitaria.
Il Centro di screening. La struttura opera secondo quanto previsto dal Programma
regionale di screening; qui le donne residenti tra i 50 e i 69 anni effettuano ogni due
anni una mammografia, in seguito ad invito da parte della propria ASL di residenza.
La mammografia di screening viene refertata presso la Struttura di diagnostica clinica, struttura dedicata anche alla prevenzione oncologica per le donne asintomatiche fra i 40 e i 49 anni e per le ultrasettantenni, alla valutazione diagnostica di donne
sintomatiche, alla pre-chirurgica e terapeutica, alla sorveglianza diagnostica delle
donne ad alto rischio nonché ai controlli delle persone operate.
Il Centro di Senologia svolge attività di diagnosi, cura e riabilitazione psicofisica
delle donne con tumore della mammella. Riunisce tutte le specialità coinvolte:
radiologia, anatomia patologica, oncologia medica, chirurgia senologica, radioterapia, medicina nucleare, fisioterapia e riabilitazione, genetica medica oncologica e
psico-oncologia. Il Centro di Senologia è responsabile dell’intero percorso assistenziale, e si coordina anche con il medico di medicina generale e con i nodi della rete
di terapia del dolore.
“Il piano approvato crea una rete diffusa, qualificata, riconoscibile. Oggi il sistema
assistenziale per questo tipo di patologia, invece, non è di facile accesso perchè disarticolato e questo pesa ed ha pesato sulla vita delle donne del Lazio che spesso sono
state lasciate sole di fronte al male – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che
ha aggiunto: con la nuova rete puntiamo a cambiare passo: dare loro cure migliori
con maggiore tempestività, per creare speranza e porre un argine alla solitudine”.
DOPO DIECI ANNI APPROVATO IL TESTO UNICO SULL’ARTIGIANATO
Cambia il modo di essere artigiano nel Lazio. Più risorse, norme più semplici, e
tante opportunità per le imprese artigiane di avere agevolazioni per ristrutturare gli
immobili e acquistare nuove attrezzature. Ma non solo: il nuovo Testo rilancia
anche le botteghe scuola e sostiene le forme più innovative di artigianato
La Regione approva il Testo unico sull'artigianato. Una legge chiara e semplice,
attesa da quasi dieci anni, per dare regole certe a questo settore così importante per
il Lazio. Il testo, condiviso con le forze economiche e sociali, ha come obiettivo
valorizzare l’artigianato in modo concreto non solo in Italia ma anche all’estero.
Innovazione, sostenibilità, sicurezza dei luoghi di lavoro, ristrutturazione degli
immobili , apertura di nuovi canali commerciali anche con l'estero e ricambio generazionale. Sono solo alcuni degli elementi su cui la Regione sta puntando per rafforzare il Made in Italy e rilanciare le oltre 9 mila botteghe tradizionali e digitali presenti nel Lazio.
Un piano da 12 milioni di euro per rafforzare l’artigianato con la tecnologia, il
rispetto ambientale e la creazione di reti d'impresa. Le imprese potranno avere delle
agevolazioni con cui ristrutturare gli immobili e acquistare macchinari e attrezzature. E tra le altre cose sono previsti anche incentivi per sostenere l’occupazione e il
ricambio generazionale e l’apertura al coworking, cioè la possibilità per gli artigiani che svolgono attività diverse di avere una stessa sede.
Nasce una nuova figura: il mastro artigiano, che nelle botteghe scuola potrà trasmettere agli allievi il proprio sapere e saper fare, tutelando il valore aggiunto fatto
di esperienza che rende i prodotti italiani unici al mondo.
12 - 26 FEBBRAIO 2015
IL GIORNALE DEL LAZIO
Più valore anche all’artigianato più innovativo. Attraverso questo Testo la Regione
intende sostenere anche la ricerca, la sperimentazione tecnica e l’innovazione tecnologica, come le nuove tecnologie, l’e-commerce e le Information Technology.
Quattro gli obiettivi principali del Testo unico: il riconoscimento del valore economico, occupazionale e sociale dell’artigianato, con particolare attenzione a quello
artistico e tradizionale. Il sostegno alla nascita e al consolidamento delle imprese,
mettendo a disposizione risorse regionali ed europee. Un forte processo di semplificazione normativa, delegificazione e snellimento della burocrazia. E la riduzione
dei costi e degli oneri finanziari per la Regione.
“Il mondo dell'artigianato è una ricchezza del sistema produttivo e sociale del Lazio.
Noi vogliamo metterlo a valore, vogliamo che si affermi sul piano interno e internazionale e perciò investiamo e semplifichiamo- è il commento del presidente,
Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: sono questi gli obiettivi della Legge che oggi
approviamo e che doterà la Regione Lazio di uno strumento utile per sostenere l’intero settore”.
“Si tratta di una buona legge che porterà sicuri benefici al settore artigiano della
nostra Regione, frutto di una proficua collaborazione con il Consiglio Regionale,
che voglio ringraziare, e che ha visto il fondamentale apporto delle associazioni di
categoria; un lavoro complessivo di confronto che ha portato a miglioramenti
sostanziali del testo” – lo ha detto Guido Fabiani, assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive
DISSESTO IDROGEOLOGICO: LA REGIONE INTERVIENE
CON 70 MILIONI
Partiamo dalle situazioni più urgenti con 16 interventi per 70 milioni. Si tratta di
opere di rapida cantierabilità, che interessano le maggiori criticità dell’area metropolitana di Roma: come Ostia, Fiumicino, Prima Porta. È il più grande piano mai
visto nella nostra regione per la difesa del suolo
pagina 33
La Regione avvia con una serie di interventi il più grande piano mai attuato nel
Lazio per la difesa del suolo.
In prima fila con una serie di interventi. Oltre alle risorse previste dal piano nazionale attivato con lo Sblocca Italia la Regione ha messo in campo una serie di azioni, risorse e strumenti con cui si inaugura una nuova stagione nella difesa del suolo
nel Lazio.
I primi 16 interventi sulle situazioni più urgenti. La Regione ha individuato 16 interventi per un importo totale di circa 70 milioni di euro. Si tratta di opere di rapida
cantierabilità, che interessano le maggiori criticità dell’area metropolitana di Roma,
come ad esempio Ostia, Fiumicino, Prima Porta.
Oltre 200 interventi in totale. 77 per l'area metropolitana di roma, 125 per il resto
del territorio. 200 milioni di euro tra risorse regionali ed europee. Il piano si armonizza con le risorse già programmate dalla Regione: tra risorse regionali ed europee
lo stanziamento complessivo ammonta a 200 milioni di euro. Di questi, 80 milioni
di euro saranno utilizzati per la difesa del suolo nel bilancio 2015-2017, 90 milioni
nell’ambito delle 45 azioni previste dalla programmazione 2014-2020. Altri 30
milioni invece rientrano nella programmazione del Feasr, il fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale.
Un lavoro su più fronti. La Regione sta agendo in tanti modi: con nuove norme urbanistiche per stoppare il consumo di suolo, con la nuova legge per la protezione civile, e con un buon utilizzo delle risorse europee e dei fondi regionali.
“Oggi inizia un percorso concretamente molto importante che ci fa voltare pagina
sul dissesto idrogeologico – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha
aggiunto: vogliamo rimediare a quello che è stato uno dei crimini del dopoguerra, la
distruzione della qualità del nostro territorio e soprattutto riportare serenità tante
famiglie di Roma e del Lazio. Questi 70 mln sono stati ottenuti e si tratta di opere a
progettazione definitiva o presto definitiva. Quindi presto apriranno i cantieri – ha
detto ancora Zingaretti".
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 34
GLI ABRUZZESI DI APRILIA FESTEGGIANO
SAN GABRIELE
DOMENICA 1° MARZO
L’Associazione Abruzzese di Aprilia e la Comunità di Bellavista
hanno predisposto il programma per la 24^ Festa di San Gabriele.
Si terrà Domenica 1° marzo. La santa messa sarà celebrata da
Mons. Franco Marando alle ore 10,30 nella nuova chiesa di San
Gabriele, nel Quartiere Bellavista sulla via Nettunense.
Come si ricorderà, San Gabriele nasce ad Assisi il 1° marzo del
1838 e nel 1856 entra nel noviziato dei Passionisti di Morrovalle
in provincia di Macerata; lascia il nome di Francesco Possenti e
assume quello di Gabriele dell’Addolorata. Nel 1859 si trasferisce
nel convento dei Passionisti di Isola del Gran Sasso (Teramo) e vi
rimane fino alla morte avvenuta il 27 febbraio del 1862.
Viene dichiarato Beato nel 1908 e Santo nel 1920.
Dal 1959 è Patrono principale dell’Abruzzo e del Molise.
I festeggiamenti continueranno con il pranzo sociale presso il
ristorante “Il Capanno”, alla presenza di numerosi Amministratori che arriveranno anche dall’Abruzzo.
Per informazioni telefonare ai numeri 06/92702030 –
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12 - 26 FEBBRAIO 2015
Solleciti di pagamento: disguido tecnico nel recapito, da
parte del fornitore. Acqualatina si scusa con gli Utenti
La Società desidera
portare a conoscenza
tutti gli Utenti dell’Ato4 che, a causa
di un errore da parte
del fornitore incaricato del servizio,
alcuni solleciti di
pagamento sono stati
inviati in estremo
ritardo. Acqualatina
ha già provveduto a
contattare il fornitore, per procedere a
verifiche più approfondite e bloccare ogni ulteriore lotto di
solleciti in partenza.
Ovviamente, in alcuni casi, proprio per i
detti ritardi, i solleciti inviati si riferiscono
a pagamenti già effettuati; per tale motivo,
chiunque abbia ricevuto, o riceva, comunicazioni relative a pagamenti già effettuati,
non deve pagare alcunché.
Il Gestore si scusa con gli Utenti e resta a
disposizione, attraverso tutti i canali
(Numero Verde, sportelli, Punti Acqua…),
per qualsiasi tipo di segnalazione, o
richiesta di informazioni in merito.
Servizio Comunicazione
Acqualatina S.p.A
IL GIORNALE DEL LAZIO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
pagina 35
“APRILIA SI…CURA”
IMMIGRAZIONE - PARI OPPORTUNITÀ E TUTELA DEI DIRITTI
AD APRILIA ESISTE L’INTEGRAZIONE VERA: LA “CASA DEGLI IMMIGRATI” È UNA REALTÀ
Il razzismo è quello di chi vuole imporre una falsa integrazione degli immigrati. A scopo elettorale
a cura di Sihem Zrelli
Care lettrici e lettori,
Oggi in questo spazio della
nostra consueta rubrica, voglio
parlarvi di un episodio che mi ha
coinvolto direttamente e personalmente, in quanto sono venti
anni che vivo in Italia, ed ho
avuto modo di osservare quali
siano le reali condizioni di vita di
una donna immigrata, i suoi bisogni, i motivi che l’hanno portata
lontana dalla sua famiglia d’origine per costruirsi un futuro
migliore.
Dalla mia personale esperienza
di donna immigrata è nata l’Associazione donne immigrate La
Palma del sud di Aprilia, che da
ben otto anni opera su questo territorio ed oggi ha aperto una propria sede anche a Nettuno.
Dopo otto anni di oblio da parte
delle Istituzioni locali e delle
associazioni che dicono di occuparsi di immigrazione verso la
donna immigrata, ho sentito per
caso di un progetto sulla valorizzazione della presenza delle
donne immigrate del Comune di
Aprilia al fine di favorirne l’integrazione e di sviluppare un’azione di sostegno all’inclusione
sociale.
Il territorio - così recita il progetto - non offre spazi sociali che
favoriscano l’incontro e le donne
sono particolarmente penalizzate
perchè spesso fattori culturali e
religiosi permettono loro di agire
un ruolo solo in ambito strettamente familiare.
Allora a questo punto mi è venu-
to veramente spontaneo esternare
con voi questi pensieri, che sono
poi quelle delle centinaia di
donne immigrate che da otto anni
collaborano con me su questo territorio, abbiamo fatto molteplici
iniziative interculturali, allestito
laboratori di creatività femminile, dal ricamo al corso di cucina
etnica, con noi è nata la festa del
Couscous che cuciniamo ogni
anno in tutte le versioni tunisino,
algerino, marocchino, abbiamo
creato la prima cooperativa di
donne immigrate di Aprilia, ed
uno sportello per l’impresa
immigrata, abbiamo realizzato
con le nostre forze di donne
immigrate una scuola di lingua
araba per bambini e ragazzi, ed
uno sportello di ascolto per
donne immigrate e le loro famiglie, abbiamo espresso la forza
delle donne immigrate in ogni
manifestazione di lotta contro la
violenza sulle donne, il razzismo
ed il terrorismo, e oggi sento di
questo progetto per le donne
immigrate del Comune di Aprilia, molte delle quali il giorno di
presentazione dello stesso in
Biblioteca comunale tutto erano
fuorchè donne emarginate o chiuse nella loro comunità d’origine?
Apriliani volete conoscere la vera
integrazione oppure continuiamo
a credere all’idea dell’immigrato
“che non vuole integrarsi” , gli
immigrati vogliono altro …
prima di tutto essere ascoltati e
valorizzati come persone, lo
vogliono uomini e donne che
onestamente stanno costruendo il
loro futuro qui con tutti noi …
siamo stanchi di essere solo
numeri per progetti, casi statistici
di incidenti e delitti, abbiamo una
identità culturale arricchita dalla
nostra esperienza di cittadini del
mondo….
Ben vengano tutte le iniziative di
integrazione … ma che siano
condivise con noi …. Gli immigrati non sono scimmie … sono
esseri umani.
Mi meraviglio come dopo dieci
anni ancora le Istituzioni locali
abbiano questa visione dell’integrazione, non ci sono né trasparenza né partecipazione ma tutto
nasce nel segreto delle stanze
dietro qualche poltrona …. Nulla
è cambiato … il malcostume
resta, ancora lo stesso clima e lo
stesso squallido ambiente …. Ma
quando ci sarà il vero cambiamento culturale ad Aprilia, quando saremmo liberi di dire quello
che è giusto e buono per la nostra
comunità immigrata e non solo
quello che fa comodo a qualcuno
in cambio di un qualche consenso elettorale?
Continua l’integrazione fantasma
in questa città, con progetti spot,
con i soliti servi e pupazzetti, si
predica la trasparenza, ma poi si
favorisce solo l’amico.
Ma io mi chiedo come un’Amministrazione possa restare sempre
sorda ai nostri appelli e alle
nostre iniziative, e a questo punto
è certo che questo atteggiamento
vuole punire me, ma non scendo
a compromessi, non l’ho mai
fatto nella mia vita.
Mi
vogliono
tappare
la
bocca, mi ricattano con la storia della sede
che una volta
non è “idonea”,
un’altra non è
censita, un’altra
ancora va pagato un affitto, ma
io vado avanti
… sono fatta
così e ringrazio
quella stampa
sana che ancora
mi fa parlare e
gridare a tutti
voi di separare
le persone vere e sincere da quella false e ipocrite, il buono dal
marcio, di fare attenzione ai progetti spot, di osservare bene la
realtà in cui si vive e denunciare
le diseguaglianze.
Solo un’integrazione vera fatta di
partecipazione e dialogo e di
attenzione alla vita reale può
sconfiggere il malessere dell’immigrato. Bisogna guardare in faccia l’immigrato ed incoraggiarlo
a partecipare alla vita sociale e
non ghettizzarlo o peggio ancora
usarlo per ottenere questo o quel
finanziamento o quel consenso
politico.
È sicuramente agli occhi di tutti
evidente in questa città la scarsissima partecipazione offerta
all’immigrato da questa Amministrazione alla vita sociale e politica e questo contribuisce chiaramente a creare la sfiducia di que-
direttore Bruno Jorillo
ste persone che vengono da Paesi
dove la libertà e la democrazia
non esistono perchè la dittatura
prevale.
Per sconfiggere il razzismo e gli
estremismi bisogna dare forza ai
cittadini immigrati. Bisogna
guardare alla gente immigrata ed
ai suoi problemi. Bisogna incoraggiarli a partecipare alla vita
sociale.
Quando una società lascia vivere
gli immigrati ai margini, allora il
rischio dell’isolamento ed il malcontento crescono.
L’immigrazione è un fatto geopolitico, non una carità di questo o
quel politico ed è il sistema economico che ci impone l’integrazione, gli immigrati vanno considerati una ricchezza come dimostrano tanti paesi e le Istituzioni
di Aprilia devono prendere finalmente coscienza di questo.
IL GIORNALE DEL LAZIO
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12 - 26 FEBBRAIO 2015
Vengo per il TG
di Salvatore Lonoce
Cari amici lettori, vedere i
telegiornali di prima mattina
è un piccolo piacere che mi
concedo ogni giorno… ma da
un pò si sta trasformando
quasi in una pratica masochista perché il mondo che ne
traspare è un qualcosa che mi
ferisce o mi indigna.
La parte riguardante la politica evidenzia poi un totale
scollamento con la realtà
della vita quotidiana della
maggior parte di noi italiani,
quell’ottanta per cento che
vive, o cerca di vivere, con il
frutto del proprio lavoro, se
lo ha ancora, o in qualche
modo se non lo ha più.
Cari amici, ogni mattina
sento pontificare questo
gruppo omogeneo di politici
privi di onore e dignità, colmi
di arroganza e presunzione
che, dall’alto del proprio
rapace egoismo pretendono
di estrarre fino all’ultima
goccia di sangue da noi
ormai morti dissanguati, pur
di non rinunciare alla loro
coppa di champagne di
marca, e pontificano senza
pudore in merito a questioni
di cui non sanno nulla, se non
quello riferito dai loro capi.
Se ciò non bastasse vogliono
anche metter mano a quella
Costituzione Italiana che è
rimasta l’ultimo baluardo a
difesa della nostra dignità.
Cari amici ma, lo sport più
praticato da questi politici ad
oltranza è l’esprimere opinioni su ogni argomento
senza avere la più pallida
idea dei fatti nella loro realtà,
criticano un disegno di legge
senza averlo letto, partendo
da una frase scelta a caso e
puntando sull’effetto che può
avere per sostenere una tesi o
quella contraria, su dettato
del “padrone” di loro competenza.
Esattamente come nelle votazioni alle Camere. “Mi hanno
detto di votare così perché è
nella politica del partito”.
Cari amici, non importa se, il
loro voto, sia giusto o sbagliato, in accordo o in contrasto con l’interesse comune.
Già, l’interesse comune…
quando per loro l’unico interesse ammissibile è “il proprio”, stipendi d’oro e gettoni
di presenza e auto blu e........
Qualsiasi logica viene calpestata.
Cari amici lettori, questi
signori giocano con la vita e
l’intelligenza di noi italiani,
di noi concittadini facendo
promesse che non verranno
mantenute, ed il peggio è che
lo sanno in partenza, quindi
con dolo.
E’ così che ci portano all’esasperazione e alla disperazione che ci avvelena le menti,
specialmente quelle più fragili, quelle abituate alla crudeltà delle immagini diffuse
ampiamente dalla televisione
nei loro TG, che ormai loro
identificano come l’unica
realtà, ed allora succede di
leggere un elenco di caz....te,
perpetrate tutte nello stesso
giorno.
Cari amici lettori, pensate, se
ogni telegiornale si occupasse di notizie diverse come si
potrebbero organizzare i talk
show così seguiti?
Come farebbero in queste
trasmissioni a trovare un
argomento di forte interesse
che ci tenga incollati davanti
allo schermo su, Mattarella,
Renzi, Berlusconi, Alfano,
Civati, Salvini e chi più ne
conosce più ne metta?!
Facendoci concentrare invece
tutti sugli stessi personagi
loro vanno a creare l’uomo
del momento e tutti noi
vogliamo ascoltare gli esperti di turno che trattano di
quell’uomo: si avrà così il
periodo in cui si parla solo di
lui, poi non se ne parla più
per passare ad un altro, ed
ecco che ogni giorno arriva
una notizia sul tema, poi
basta si passa ad altro e come
per magia sembra che non ci
siano più contrasti ma magari una raffica di distinguo
oppure di politici riciclati e
così via…
Cari amici lettori, è tutto un
siparietto orchestrato per
intrattenerci intorno a un
argomento scelto ad arte:
questa non è informazione,
ma un ottimo modo per
manipolare addirittura i
nostri sentimenti instillando
a comando paura verso determinate decisioni piuttosto
che altre, facendoci vivere in
una finta realtà che non esiste!
IL GIORNALE DEL LAZIO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
pagina 37
DOC ITALY - ATTRAVERSO L’ECCELLENZA
Grande successo per la seconda
edizione del Premio Internazionale Doc Italy - VIAGGIO
ATTRAVERSO L’ECCELLENZA presso la splendida cornice
di Palazzo Ferrajoli, ideato da
Tiziana Sirna. A condurre il
Premio la Giornalista Rai
Camilla Nata e il testimonial
del Made in Italy nel Mondo e
conduttore Mediaset Anthony
Peth. Tanti i personaggi premiati nelle varie sexioni, fra questi
alcuni dei massimi esponenti
dell’Imprenditoria, della Moda,
dell’Agroalimentare, della Cultura, dell’Arte, delle Istituzioni e
dell’Associazionismo. l premio
“Doc Italy - Eccellenza Italiana”
LISA BERNARDINI_LINO PATRUNO© Flavio Di Properzio
ha come obiettivo quello di riconoscere e valorizzare i protagonisti Eccellenti che rendono un
contributo di valore al Nostro
Paese. L’evento “Doc Italy”
oltre alla premiazione delle
eccellenze, è finalizzato a promuovere i comparti moda,
agroalimentare, arte e artigianato con una formula nuova che
unisce i vantaggi delle manifestazioni fieristiche a quelli dei
grandi eventi d’immagine con
parterre d’Eccellenza in dimore
storiche al centro di Roma.
PREMIATI 2014
- Sezione Solidarietà Eccellenza Made in Italy
Dott.ssa Maria Grazia Passeri Presidente Salvamamme
- Sezione Ambasciatori del
Bere
Alessandro Scorsone - Docente
Ais, candidato alla presidenza.
- Sezione Ambasciatori della
Moda
Dott. Adriano Franchi - Direttore Altaroma, Maestro Gianni
Molaro - Stilista
- Sezione Ambasciatori dell’Arte
Paola Crema - Scultrice
Manuela Metri - Regista, Attrice
e Produttrice
- Sezione Ambasciatrice della
Cultura
Dott.ssa Antonella Freno
- Sezione Imprenditori Eccellenti Cav. Umberto Volpes
- Sezione Comunicazione,
Media e programmi d’infor-
CAMILLA NATA_ANTHONY PETH © Flavio Di Properzio
mazione
Dott.ssa Antonella Ferrari
Dott.ssa Cristina Clarizia
- Premio alla Carriera
Prof. Ennio Ramundo
- Sezione Borghi Eccellenti
Comune di Subiaco
- Sezione Premi speciali - Stranieri che hanno fatto del Made
in Italy una Mission
Dott.ssa June Di Schino
Nayra Laise
- Sezione Premi “Una Vita
per….”- Le Maestranze protagoniste dello Spettacolo
Lisa Bernardini, Natalino Candido, Salvatore Arnone
Tanti i personaggi intevenuti,
come Lino Patruno, Fioretta
Mari, la bellissima Nadia Bengala, la marchesa Daniela del
Secco d’Aragona, il principe
Carlo Giovanelli, il marchese
Giuseppe Ferraioli, l’attore
EnioDrovandi, il prefetto Fulvio Rocco, Elisabetta Viaggi,
Paola Pisani, il direttore di Trs
Marco Bignozzi, Paolo Botti,
l’editore Giò di Giorgio e tanti
altri..
IL GIORNALE DEL LAZIO
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12 - 26 FEBBRAIO 2015
EMOZIONANTE INCONTRO DI ENNIO BORGIA SOPRAVVISSUTO A
DACHAU CON I BAMBINI DEL 1° ISTITUTO COMPRENSIVO DI APRILIA
Continua nelle scuole il progetto divulgativo dell’Associazione “Un ricordo per la pace”
Si è tenuto giovedi 5 febbraiopresso il 1°Istituto Comprensivo in via Amburgo ad Aprilia
l’incontro tra Ennio Borgia ed i
La sua “avventura” iniziò nel
febbraio 1944 quando ancora
sedicenne, trovandosi a vivere
una difficile situazione familiare poiché orfano di mamma
dalla tenera età di 6 anni, pensò
di lasciare Roma per raggiungere a Venaria Reale (Torino) il
fratello Edelberto che aveva
venne catturato con i compagni, imprigionato nella Risiera
di San Sabba a Trieste e poi
deportato nel maggio del 1944
quale “prigioniero politico” nel
lager di Dachau, dove trascorse
un anno infernale di privazioni
alimentari, soprusi e cattiverie
di ogni genere.
ragazzi delle classi quinte della
Scuola Primaria.
Ennio era accompagnato dalla
moglie Speranza Botticelli e da
Elisa Bonacini, presidente dell’Associazione “Un ricordo per
la pace” che nel 2011 scoprì la
sua storia nell’attività di ricerca
di testimonianze di ex deportati
nei campi di concentramento
nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Nato a Roma nel giugno 1927,
ma residente dagli anni ‘60 ad
Aprilia, Borgia è tra i pochi
sopravvissuti ancora viventi al
campo di concentramento di
Dachau, il primo campo nazista
costruito nel 1933 in Germania.
dovuto aderire all’Aeronautica
militare della neo Repubblica
Sociale. Giunto in treno a
Caselle Torinese, si trovò però
nel mezzo di uno scontro a
fuoco tra avieri della Repubblica Sociale ed un piccolo gruppo
di patrioti della “Brigata Davide”, di carattere monarchico.
Cercando disperatamente una
via di fuga, scappò per caso
nella direzione dei partigiani
monarchici, che lo incorporarono nella loro giovane formazione, ancora in via di organizzazione e mal armata. Trascorse
con loro circa due mesi fino a
quando, in un rastrellamento
effettuato dalle SS a Sagrado,
In attesa dell’incontro con
Ennio, i bambini della Scuola
Primaria di via Amburgo sono
stati preparati dalle insegnanti
in maniera veramente encomiabile, anche attraverso la proiezione del video “Ennio Borgia
n°69791 - Un sopravvissuto a
Dachau” realizzato nel 2011 da
Elisa Bonacini dell’Associazione “Un ricordo per la pace” e
distribuito gratuitamente agli
Istituti di Istruzione che ne facciano richiesta.
L’evento è stato realizzato grazie all’interessamento dell’insegnante Tiziana Socciarelli e
delle colleghe del Primo Istituto Comprensivo con l’approvazione del Dirigente Scolastico
di Elisa Bonacini
unricordoperlapace.blogspot.it
[email protected]
om
Enrico Raponi e del Collabora- zione del campo, avvenuta il 29
tore Vicario Vincenza Luisi.
aprile 1945 con l’intervento
Ennio è stato accolto con un della 45°Divisione Americana
caloroso applauso; sono seguite di fanteria.
poi le domande dei ragazzi che La storia di Borgia sarà approhanno stupito Ennio per la sen- fondita dalla Bonacini in un
sibilità dimostratagli. Una libro di prossima pubblicazioesperienza indimenticabile vis- ne, un libro “per non dimentisuta dai bambini del plesso di care” e per riflettere, auspicanvia Amburgo, perché solo il contatto
diretto con gli oramai rarissimi ex
deportati ancora
viventi può rendere veramente tangibile l’immane
tragedia dell’Olocausto che, come
rimarca
sempre
Ennio, non si esaurì nella persecuzione sistematica e
nello sterminio di 6
milioni di ebrei,
ma
coinvolse
drammaticamente
milioni di altri cittadini europei per
tutte altre motivazioni : oppositori
politici, zingari,
omosessuali, testimoni di Geova,
criminali comuni,
Ennio Borgia mostra il suo numero
disabili fisici e psichici... Furono 6 scritto sul libro memoriale di Dachau
milioni di persone
(non ebrei) che morirono nei do che le tragedie del passato
campi nazisti a causa delle non si verifichino mai più, persevizie, del duro lavoro, della ché mai più le decisioni avvenfame e delle malattie, ed è giu- tate dei leader del mondo si
sto ricordarlo sempre.
ripercuotano sulla popolazione
Il 29 aprile prossimo Ennio innocente con il loro strascico
Borgia sarà ancora a Dachau infinito di sofferenze e di
nella “piazza dell’appello” per morte.
partecipare all’importante ceri(foto Elisa Bonacini)
monia del 70esimo dalla libera-
GLI SCARICHI NEI FIUMI
di Carlo Alcamo*
Un articolo (13 agosto 2014),
pubblicato su il “Corriere della
Sera”, pone in evidenza la
dinamica della gestione dei
finanziamenti
dell’Unione
Europea in relazione ai fondi
stanziati da quest’ultima per
sopperire ai costi derivanti dall’esecuzione degli impianti di
depurazione delle acque reflue
ed al mancato utilizzo dei
fondi stessi da parte di molte
regioni. L’articolo non fa riferimento particolare alla Regione Lazio, ma occorre dire che
la nostra regione, pur avvalendosi della Legge Regionale
6/2007 relativa alla riqualificazione ambientale (specie nelle
borgate), non riesce ancora a
sopperire a questa improrogabile necessità anche se di fatto
esistono miriadi di articoli sui
giornali locali che denunciano
la grave carenza degli impianti
fognari. Probabilmente molti
cittadini non sanno che i fondi
della U.E. già concessi, se non
utilizzati, vengono stornati
nella voce “economia”, cioè
restano a disposizione di quelle nazioni che ne abbiano fatto
richiesta. Peraltro, le regioni
che per svariati motivi burocratici o forse per altri interessi, non spendono l’importo del
finanziamento
concesso,
rischiano di dover pagare una
maxi multa comminata da Bruxelles. Allo stato attuale
preoccupanti sono i rilievi
effettuati i dalla “Goletta
Verde”: su 24 analisi di acque
marine, antistanti le coste
laziali da sud a nord, 18 sono
risultate acque non balneabili.
Conseguentemente
appare
veritiero il citato articolo che
sostiene “quattro italiani su
dieci scaricano nei fiumi ed in
mare”. Dunque abbiamo sia in
campo nazionale che nella
nostra Regione queste gravi
carenze, a fronte , ad esempio,
della realizzazione di centri
commerciali o piste ciclabili,
ovvero di infrastrutture volute da evidenti interessi che
sfanno slittare le priorità del
risanamento delle periferie fra
l’altro prive molto spesso di
reti fognanti. Pertanto appare
improrogabile il ricorso ai
finanziamenti della U.E. ,
soprattutto in considerazione
dei centinaia di migliaia di
chilometri quadrati da bonificare. Dire che i comuni possano da soli sopperire a tali
megagalattiche spese sarebbe
economicamente impossibile;
i sindaci ben lo sanno e anche
se da tempo si sono mobilitati , occorre esercitare reiterate
pressioni presso le regioni
affinché richiedano alla U.E.
specifici fondi per realizzare le
opere
primarie
(fognature,impianti idrici ,strade illuminazione ecc..) anziché concedere risorse per la
realizzazione, come detto di
piste ciclabili, ovvero palazzetti dello sport ; infrastrutture
certamente utili ma non prioritarie. Fare promesse ai cittadini non supportate da queste
considerazioni, sarebbe mera
demagogia e certamente significherebbe aumentare sempre
più l’esasperazione delle già
abbandonate periferie che da
vecchia data attendono i risanamenti, specialmente là dove
già si sono pagati, invano, gli
oneri per le urbanizzazioni.
All’uopo dovrebbe far riflettere il pensiero di Papa Francesco : il buon governo si vede
da come si amministrano le
periferie.
*cittadino Apriliano , abitante
della frazione di Fossignano
IL GIORNALE DEL LAZIO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
LA PSICOLOGA RISPONDE
che ognuno trovi una propria
dimensione per esprimersi. Ma
perché questa persona non
riesce ad essere se stessa?
Dott.ssa Anna De Santis
(Psicologa - Psicoterapeuta)
PERCHE’ SI IMITA?
Ho un’amica speciale, con la
quale condivido tempo interessi, intenzioni, passioni. Alla
quale affido spontaneamente il
mio modo di pensare, i miei
sentimenti. Poi succede che
quel qualcosa di mio diventa
anche di lei. Anzi, lei se ne
appropria del tutto. Senza diritto. E allora mi sento un po’
invasa, quasi “derubata” delle
mie idee e intuizioni. Del mio
modo di essere. Perché la mia
amica “copiona” inizia a prendere spunto dal mio modo di
fare e poi si allarga fino a
diventare quasi un clone. Parla
come me, a volte dice le mie
stesse battute, mi copia il look,
certe scelte, come organizzare
le mie feste. Si è scelta persino
un ragazzo che somiglia al mio.
Una cosa che volevo tanto e
della quale ne ho parlato con
lei, all’improvviso è diventa
sua. Un’esperienza alla quale
tenevo molto ma che non avevo
ancora avuto modo di vivere,
l’ha rivenduta come sua. Tutto
questo scopiazzamento alla fine
mi infastidisce molto. Forse è il
caso di staccarmi per un po’ e
allentare la relazione in modo
SIMONA
Il fatto di trovarsi ad avere a che
fare con un’amica clone rimanda a situazioni forse un po’ adolescenziali, dove sono implicate personalità ancora non ben
definite, con un’identificazione
ancora molto forte. Capita
spesso che due amiche si somiglino nel modo di muoversi o
pensare, non solo di vestirsi e di
pettinarsi. Alle volte più che tra
sorelle. In ogni caso il bisogno
di “attingere” sempre da qualcun altro dice sicuramente che
la persona alla quale ci ispiriamo ci piace così tanto da voler
diventare un po’ come lei. È un
complimento, in un certo senso
che la sua amica le fa. Ma dice
anche che probabilmente ci
sono delle insicurezze o non
chiarezza su quello che vuole e
pensa. Che ha bisogno di
agganciarsi ad altri e di trovare
risposte che vengano da fuori.
Comunque l’imitazione, come
aspetto dell’identificazione,
rappresenta un passaggio obbligato per la strutturazione dell’identità. Per diventare chi siamo
e trovare la nostra autenticità,
sembra contraddittorio ma
abbiamo bisogno di imitare
qualcuno. Copiare, rifare,
riprodurre è sano e adattivo e
costituisce una modalità di
apprendimento in età evolutiva.
Caratterizza
l’adolescenza,
un’età in cui si tende a diventare uguali con i pari, a vestire e
fare tutti le stesse cose, pensando contemporaneamente di
essere originali e unici. Diciamo che imitare è importante per
sentirsi parte di qualcosa o
qualcuno, appartenere, condividere, socializzare. Ma può
diventare svantaggioso per
individuarsi, riconoscersi, scoprire chi siamo. Questi comportamenti imitatori, in misura
diversa, possono appartenere
anche a noi. Perché tutti,
comunque, ci ispiriamo a qualcun altro. Abbiamo veramente
l’esclusiva di tutto quel che facciamo e pensiamo? Siamo ogni
volta precursori di nuove tendenze? È impossibile. Siamo
sempre un po’ contraffatti, in
un certo senso. Del resto, più
che essere originali, è importante essere se stessi. Cioè
autentici. Che non vuol dire
unici.
E’ PIU’ IMPORTANTE
APPARIRE, O ESSERE?
Sono una ragazza di 18 anni, e
purtroppo la mia famiglia non
può permettersi di comprarmi
abiti firmati, come li hanno la
maggior parte dei miei amici.
Questo mi fa sentire a disagio
ed inferiore. Loro si atteggiano
come a dire che sono migliori
di me. Mi sento umiliata, e non
riesco a pensare che forse è
vero che avere una bella immagine, ricca nel vero senso della
parola, attiri maggiormente
l’attenzione. Gli abiti che
hanno valgono molti soldi, e
questo per me significa essere
importanti. Il non avere quello
che hanno loro, mi fa pensare
che i miei genitori non valgano
quanto i loro. Perché i loro
genitori sono riusciti a soddisfare i bisogni dei loro figli. E
pagina 39
non mi va di ascoltare che forse
nelle loro famiglie non c’è comprensione e amore, perché
anche nella mia non ce ne, e
quindi è anche peggio. Non le
nascondo, Dottoressa, che io
spesso compro abiti dai cinesi,
almeno con le imitazioni posso
apparire anch’io!
VALENTINA
All’interno di una comunità di
giovani si tende sempre ad imitare chi spicca, chi è alla moda.
Troppo spesso il conformismo
porta a seguire quello che la
maggioranza è predisposta a
fare, mettendo sempre più da
parte la capacità di giudizio
personale e la forza di ribellarsi
a qualcosa che non si ritiene
giusto. è come se la nostra
società ci costringesse ad apparire. Nella scuola, ad esempio,
accade proprio questo tipo di
situazione. C’è chi, come sempre all’interno di un gruppo,
tende a prevalere, diventando
un idolo per la maggior parte
dei membri che ne fanno parte.
Un’immagine apparentemente
solida che spesso però nasconde totale insicurezza. E così si
arriva fino al punto di abbandonare la propria opinione,
seguendo la moda del momento
non curandosi se quel modello
è davvero quello che si apprezza. Molti ragazzi iniziano a
fumare proprio per diventare
qualcuno, per imitare, non
curandosi del fatto che è gravemente dannoso. Tutto ciò non è
che un male apparentemente
indolore: l’apparire, che contagia in modo veloce chi magari
non riesce ad avere una piena
personalità. Ma che dire dell’essere, acerrimo avversario
dell’apparire? è la caratteristica
essenziale di ogni persona,
come si è davvero. Ma quale
prevale delle due condizioni?
La risposta alla domanda è
abbastanza semplice: si è sempre tendenti all’apparire anche
perché siamo nella civiltà dell’immagine, dove la televisione
bombarda e segna i comportamenti della maggioranza, dove
perfino la politica si dà un’immagine solo per cercare facili
consensi dimenticando la
sostanza dei problemi. E così
l’apparenza ha finito per avere
il sopravvento sull’essere.
Anche se nella società di oggi
l’apparire sembra destinato a
prevale, c’è da sperare che i
suoi effetti secondari inneschino prima o poi un movimento
opposto alla ricerca di autenticità e di liberazione interiore.
L’apparire può anche significare dimostrare le proprie capacità a procurarsi quello che tutti
voglio, ma che pochi hanno.
Viverlo come un sinonimo di
bravura e di essere il migliore
farà sì che sempre più persone
sceglieranno l’apparire.
Per porre domande alla
dott.ssa scrivi a- Dott.ssa Anna
De Santis ad Aprilia in via
Mozart 1 (di fronte Conforama) tel. 393.6465283 o inviare
una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica:
a1 [email protected]
Sono attivi gli incontri di
gruppo CODIP
Per informazioni
347.6465458
393.6465283
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e mail:[email protected]
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 40
12 - 26 FEBBRAIO 2015
L’AVVOCATO RISPONDE
I SINISTRI STRADALI IN AREA
PRIVATA – CHI PAGA I DANNI?
Per porre domande scrivere e-mail: [email protected]
Avv. Margherita Corneli
Gentile Avvocato,
nei giorni scorsi mentre facevo
manovra all’interno del parcheggio di in supermercato nell’intento di parcheggiare, non
mi sono accorto di un’autovettura posteggiata in doppia fila
dietro di me e l’ho urtata.
L’autovettura da me urtata,
una piccola utilitaria, ha riportato un danno piuttosto rilevante dato che io invece ho un SUV
e l’ho colpita con l’angolo del
paraurti.
Subito mi sono adoperato per
rintracciare il proprietario e,
anche se ritenevo di non aver
del tutto torto visto che l’utilitaria era ferma fuori degli spazi
di sosta, ho compilato e sottoscritto il modulo CAI prendendomi integralmente la responsabilità. Adesso però mi è
venuto il dubbio che l’assicurazione non pagherà perché non
eravamo sulla strada ma su di
un’area privata. Che cosa succederà allora? Sarò costretto a
risarcire il danno tutto di tasca
mia?
Grazie per la risposta che
vorrà darmi.
Daniele M.
Caro Daniele,
i casi come il Suo si sono molto
comuni e voglio subito chiarire
che le regole di comportamento previste dal Codice della
Strada, se valgono senza dubbio alcuno sulle vie pubbliche
(strade statali, provinciali,
comunali, ecc.), possono talvolta valere anche su quelle private. Per stabilire se la strada
sia o meno soggetta alle norme
del codice della strada, però,
bisogna essere accorti: la Giurisprudenza consolidata ha infatti da tempo chiarito che non è la
proprietà dell’area (se di enti
pubblici o di privati) a costituire l’elemento di distinzione ma,
invece l’uso che della strada
stessa si fa. Se la strada, o l’area adibita la traffico veicolare,
ancorchè di proprietà di un privato è però aperta al pubblico,
cioè l’uso viene consentito a
tutti, vige pienamente l’operatività del Codice della Strada e
della normativa sulle assicurazioni. Al contrario, se l’uso
della via è limitato a soggetti
ben precisi, il codice della strada e la normativa sulle assicurazioni non si applica più. Di
conseguenza, si può essere
risarciti dall’assicurazione in
caso di altrui responsabilità per
incidente non solo su una strada
statale, provinciale, comunale,
ecc., ma anche su uno
spiazzo appartenente a
un cittadino privato se
l’uso di esso è pubblico, cioè consentito
indistintamente a tutti i
cittadini. È il caso non
solo del parcheggio di
un supermercato ma,
anche, di una strada
privata da percorrere
per giungere a un centro commerciale. In
merito la Corte di Cassazione ha più volte
chiarito, che ogniqualvolta l’area, ancorchè
di proprietà privata, sia
aperta ad un numero
indeterminato di persone, alle quali sia data la possibilità di accedervi, pur se non
titolari di diritti sulla stessa, e
ciò comporti la normale circolazione di veicoli al suo interno, sono da ritenere applicabili sia le norme del codice della
strada, sia l’art. 2054 cod.
civ., sia la L. n. 990 del 1969,
sull’assicurazione obbligatoria (Cass. civ., n. 17279/2009)..
Anche la presenza di un cancello o di una sbarra di ingresso
non esclude l’uso pubblico
della strada se al suo interno vi
possa entrare chiunque (come
nel caso di un’area antistante
un ospedale o uno spazio per il
carico/scarico della merce). E’
importante sottolineare, però,
che le norme generali di comportamento e prudenza devono
sempre essere rispettate per cui
anche all’interno di un’area privata non aperta al pubblico, e
quindi non direttamente sottoposta all’applicabilità delle
norme del Codice della Strada;
anche qui è necessario seguire
le minime norme che impongono la prudenza e diligenza alla
guida del mezzo. Questo perché anche se non vi è piena
operatività del Codice della
Strada vengono però applicate
queste norme “basilari” la cui
violazione in caso di sinistro
possono comunque renderci
responsabili dei danni causati.
Per cui se il sinistro si è verificato in un’area aperta, anche se
privata, l’assicurazione dovrà
risponderne e risarcire il danno
mentre se l’area è privata non
sarà tenuta la risarcimento ma,
comunque, chi ha causato un
danno per non aver rispettato le
norme di prudenza dovrà
rispondere, in proprio, del
danno causato.
Pertanto ritengo che il danno
causato dal nostro lettore Sig.
Daniele verrà integralmente
risarcito dall’assicurazione.
anche sugli aperitivi; dalle 17
fino alle 20,00 diciamo. Domenica sarà il giorno di chiusura”
continua Simonetta. Non più,
dunque, il martedì; giorno di
chiusura dell’ex “Bar Serafino”. La cucina è tutta opera del
bar “Gran Caffè-Anni 90” ,
hanno una pasticceria dove
poter preparare tutto loro. Il
nuovo bar mette a disposizione
anche un punto posta dove i
clienti potranno pagare bollettini, ricariche telefoniche, la
postpay. Tutti i vari servizi
offerti dalla lottomatica. Simonetta e Antonella hanno anche
provveduto ad aprire una pagine facebook del bar, per chi
fosse interessato basta cliccare
“GRANCAFFEANNINOVANTA”.
Parliamo dello storico bar di via degli Aranci, per 50 anni conosciuto come “Bar Serafino”
“GRAN CAFFÈ-ANNI 90”
CAMBIA GESTIONE
Il locale rinnovato è stato inaugurato sabato Il 7 febbraio scorso
A gestirlo sono le sorelle Simonetta e Antonella de Santis
di Noemi Reali
Nuova gestione per lo storico
bar di via degli Aranci, il “Gran
Caffè – Anni 90”, a gestirlo le
sorelle Simonetta e Antonella
de Santis, che hanno alle spalle
un’esperienza decennale. Stiamo parlando dello storico “Bar
Serafino”, aperto nel lontano
1954, oltre 60 anni fa. Ricordato da tutti non solo come un
semplice bar; ma come una
seconda casa dove incontrarsi
con gli amici per giocare a
biliardo e a carte. Serafino, il
proprietario, era per i suoi clienti un grande amico, una persona
fidata. Oggi al suo posto due
sorelle; Simonetta e Antonella
De Santis. L’inaugurazione per
la nuova gestione del bar “Gran
Caffè- Anni 90” si è svolta
sabato 7 febbraio alle ore 17,00.
“Gran Caffè-Anni 90 perchè
l’ho voluto dedicare ai miei
figli; uno nato nel ‘90 e il
secondo nel ‘93” spiega Simonetta De Santis, diventata
mamma del primo figlio all’età
di vent’ anni. Lei è nata nel
1970 ed è più grande della
sorella Antonella di quattro anni
ed insieme ora gestiscono il bar.
“ Ho avuto un bar per otto anni.
L’ho gestito bene, con grande
sacrificio. Era un tipo di bar
all’interno di una
stazione di servizio;
diciamo che si trattava di una sorta di
un autogrill.” Spiega ancora Simonetta.
Quest’ultima
dopo essere stata
ferma per sette
mesi inizia a sentire
la nostalgia per
questo lavoro. L’ex
“Bar Serafino” è piaciuto subito
alle due sorelle, oltre che per la
storicità del locale, per la posizione centrale. I progetti per il
“Gran Caffè-Anni 90” sono
tanti. Le sorelle De Santis vorrebbero ampliare la tavola
calda, aprire il bar alle 6,00 e
provare a tenerlo aperto anche a
pranzo. “Vogliamo puntare
IL GIORNALE DEL LAZIO
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CISTERNA UNA POESIA E TANTE EMOZIONI PER GIULIA
La terza edizione del concorso internazionale biennale a Immacolata Gallone di Avellino
Cerimonia impeccabile e ricca
di emozioni è stata quella che
anche quest’anno l’Accademia
Giulia Brignone ha regalato a
Cisterna e al folto pubblico che
quest’oggi ha gremito l’aula
consiliare di Cisterna.
“Una poesia per Giulia”, il
concorso biennale internazionale in ricordo della giovane
Giulia – vittima di un tragico
incidente – e della sua passione per la poesia e la musica,
quest’anno ha registrato nume-
ri da record. Ben 3.450 poesie
inviate da tanti diversi paesi
del mondo (Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile, Repubblica Domenicana, Argentina,
Inghilterra, Francia, Grecia,
Moldavia, Svizzera, Albania,
Bulgaria, Tunisia, Libano,
Camerun, Repubblica di San
Marino e, naturalmente, Italia).
Un lavoro selezione molto difficile che ha impegnato per
oltre un anno la commissione,
presieduta da Umberto Pichi, e
l’Accademia Giulia Brignone,
presieduta da Marcello Brignone coadiuvato dalla consorte Geltrude. Quest’oggi l’e-
sito di tanto lavoro con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti e dei premi.
L’evento è stato presentato
Elisa Astri, Giorgia Pellorca e
Paolo Fiorito sotto il coordinamento di Eleonora Materazzo
e la grafica e console di Angelo De Camillis e Andrea Turetta. Grandi emozioni hanno
regalato gli intermezzi musicali con gli ottimi Roberto Bartoli (musica e voce), Paola Vannoli (voce), Enrico Solazzo
(pianoforte), Fabiana Rosciglione (voce), Martina Zago
(ballerina).
Con maestria ed eleganza il
presidente Marcello Brignone
ha accompagnato lungo tutta la
cerimonia gli ospiti e i premiati, porgendo ringraziamenti e
riconoscimenti al Sindaco
Eleonora Della Penna, a tutto
lo staff e a quanti hanno partecipato o collaborato alla realizzazione di questa riuscito concorso.
Riconoscimenti
particolari
sono stati assegnati a Maria
Lambrughi (92 anni) e Ines
Gatti (83 anni) ospiti della casa
di riposo Suore infermiere di
S.Carlo (Agliate – Carate
Brianza), al Liceo Scientifico
C.D’Ascanio di Montesilvano
(Pescara) per la poesia scritta
da Grazia Giordano, e alla
Scuola Primaria Don Caselli –
classi 5°A e 5° B. Menzione
Speciale Giovani a Valentina
Barbieri (Piacenza), Martina
Sicuso (Brindisi), Viola Pieroni (Lucca), Daniel Ripepi
(D’Adda), Valentina Pichi (di
soli 10 anni di Cisterna).
Riconoscimenti anche a Luca
Bellardini, Claudia Paoletti e
Antonello Merolla.
Menzioni Speciali per Umberto Russo (Parigi), Salvatore
Panzariello (Portici), Raffaella
Bartolomucci e Giuseppe
Madera (Cisterna), Consuelo
Visintin (Treviso), Pietro Vitelli (Latina) Vasi Ave (Rieti),
Dario Menicucci (Livorno),
Adelaide Rubini (Teramo),
Antonietta Schiavone (Salerno).E infine gli attesi tredici
finalisti: Mario Mastrilli e
Jacopo Mariani (Cisterna),
Samuel Labianca (Trinitapoli),
Anna Maria Amori (Aprilia),
Alda Magnani (Parma), Anna
Barzaghi (Seveso), Giulia
Parri (Perugia), Pietro Maroncelli (Latina), Franca Maria
Canfora (Roma), Immacolata
Gallone (Avellino), Filippo
Bombonato (Libano), Salvatore D’Aprano (Montreal),
Luciano Gentiletti (Rocca
Priora).
Dopo le toccanti poesie di
Mariani, Mastrilli e Gentiletti,
è giunto il momento di decretare i vincitori della terza edizione del concorso.
Terzo classificato “Donna Berbera” di Alda Magnani di
Poroporano (Parma), seconda
classificato “Le ruote di una
sedia” di Giulia Parri di
Magione (PGa) che il presidente Marcello da dedicato a
Valentina Porcelli, sopravvis-
suta a quel drammatico incidente del settembre 2009 in cui
persero la vita Giulia Brignone
e Valentina Arru.
Prima classificata la poesia “A
Giulia” composta e interpretata da Immacolata Gallone di
Avellino.
“Il dolore per la perdita di un
figlio – ha detto il Sindaco
Eleonora Della Penna – non
può mai essere superato da un
genitore. La famiglia Brignone, però, da quel dolore ha trovato la forza per far nascere
una grande iniziativa capace di
far vivere in molte persone
forti emozioni e far conoscere
Giulia e amarla anche a chi
purtroppo non l’ha conosciuta.
A tutto questo ha poi aggiunto
un sincero calore umano e una
spiccata abilità organizzativa
facendoci dono di un grande e
prestigioso evento destinato a
crescere e durare a lungo nel
tempo”.
impianto di irrigazione. Le
scelte relative alla qualità
delle specie arboree, oltre a
garantire una ragionevole
gestione e manutenzione,
sono state effettuate nel
rispetto del contesto botanico
e storico esistente, nonché
delle esigenze fisiologiche
delle piante.
“Il progetto – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Danilo Martelli - si inserisce nel
quartiere San Valentino con
l’intenzione di risolverne le
discontinuità presenti nel tes-
suto urbano con una vera e
propria opera di ricucitura. In
particolare, il nuovo tratto di
pista ciclopedonale che verrà
realizzato, integrerà la già
vasta rete ormai quasi completa, anche in vista della
realizzazione di un altro percorso che collegherà il quartiere, e quindi il centro cittadino, all’Oasi di Ninfa”.
La conclusione dei lavori e la
consegna dell’opera sono
previste per la prossima primavera.
Partiti i lavori a San Valentino per la
riqualificazione dell’area verde di via Falcone
Lavori in corso a San
Valentino per la
riqualificazione
di
un’area pubblica ubicata in via Giovanni
Falcone, tra i palazzi
Ater, la scuola, la
chiesa ed il Centro
polivalente. L’intervento prevede la creazione di nuovi percorsi pedonali e ciclabili,
un impianto di illuminazione
pubblica,
spazi di relazione scoperti ed un padiglione
con funzione polivalente. Lungo il percorso pedonale, che in
alcuni punti è intersecato da tracciati trasversali di collegamento per
connettersi agli edifici pubblici e privati ed ai parcheggi
esistenti, sono previste alcune aree di sosta, arredate con
delle sedute in pietra. Altre
panchine saranno distribuite
nell’area verde e negli altri
spazi di relazione contigui,
disposti lungo via Giovanni
Falcone. Nella piazza sarà
realizzata una piccola architettura, un padiglione con
destinazione polivalente, che
potrà garantire un comodo
riparo dagli agenti atmosferici e ospitare attività ricreative
di vario tipo. Accanto alla
struttura, si estenderà una
vasca rettangolare profonda
circa dieci centimetri che si
svilupperà lungo il muro
interno alla piazza e proseguirà nell’area verde. Nel
piccolo parco che nascerà,
verranno quindi piantate
alberature e siepi, oltre ad un
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 42
NETTUNO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
La tela di Andrea Sacchi rimarrà al suo posto nella chiesa di San Francesco a Nettuno
Il Sindaco Chiavetta: “L’azione di opposizione al trasferimento è stata necessaria
per la tutela dell’opera e della collettività”
La tela del pittore Andrea Sacchi
rimarrà al suo posto dietro all’altare
della chiesa di San Francesco a Nettuno: l’Amministrazione Comunale
infatti, non avendo ricevuto alcuna
comunicazione preventiva riguardo
lo spostamento del dipinto né tantomeno rassicurazioni sulla conservazione dell’opera e sulla tempistica del
suo rientro, non ha dato il proprio
benestare al trasferimento della tela
in altra sede. Oggi pomeriggio il Sindaco Alessio Chiavetta, accompagnato dal Vicesindaco Giuseppe Combi
si è recato presso la chiesa di San
Francesco, la più antica chiesa di
Nettuno, per bloccare ogni azione di
rimozione del dipinto; ad aspettarlo
era presente la Commissione Consiliare alla Cultura, con il Presidente
Martina Coticelli e i consiglieri
comunali Alessandro Cesarini, Rossella Chiavetta, Ilaria De Santis e
Alfredo Mercuri, nonché l’Assessore
alla Cultura Giacomo Menghini.
“Gli operai incaricati del trasferimento – ha spiegato il Sindaco Chia-
vetta – si sono messi in contatto con
gli uffici della Soprintendenza per i
Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici: i funzionari della Soprintendenza hanno concordato sul fatto
che, in assenza di comunicazione al
Comune da parte del F.E.C., ovvero
l’Ente che ha in carico la gestione
degli edifici di culto, non avevano
loro stessi l’autorità di disporre il
trasferimento della tela. Il Comune di
Nettuno ha sempre mostrato la propria volontà di collaborare per la
conservazione e la valorizzazione dei
beni artistici e culturali presenti sul
nostro territorio: non avendo però
ricevuto alcun tipo di informazione
ufficiale sul trasferimento dell’opera
storica, né per quanto riguarda le
modalità del trasporto né sui tempi e
modi del ricollocamento nella chiesa
di San Francesco, si è reso necessaria un’azione di opposizione alla
rimozione a tutela del bene, nell’interesse della città di Nettuno e della
collettività tutta”.
A SCUOLA DAI NONNI:
AL VIA IL PROGETTO
Si è svolto presso la Sala Serra del
Comune di Nettuno l’incontro con
gli anziani del Centro Anziani, per
la presentazione del progetto “A
Scuola dai Nonni”: iniziativa voluta dall‘Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Alessio
Chiavetta, che nei mesi scorsi ha
presentato il progetto alla Regione
Lazio, ottenendone l’approvazione
e il finanziamento. L’Assessore ai
Servizi Sociali Cinzia Scanu, ha
illustrato ai presenti le modalità
con cui si svolgerà il progetto, il
cui principale obiettivo è quello di
promuovere il benessere sociale della
persona anziana attraverso iniziative
che valorizzino le sue competenze ed
esperienze all’interno della comunità
sociale e, nel caso specifico, attraverso la trasmissione alle giovani generazioni delle conoscenze che ogni persona anziana possiede.
Il programma prevede una serie di
incontri che si svolgeranno presso il
Centro Anziani di Nettuno, ai quali
saranno presenti, oltre agli anziani e
agli alunni delle scuole medie ed elementari che hanno aderito, anche gli
insegnanti, due educatori e due animatori che seguiranno i bambini per due
ore a settimana. A seconda delle competenze dei “nonni” sono stati quindi
pensati per gli alunni una serie di
corsi, che spazieranno dal giardinag-
gio al cucito, dalla cucina tradizionale
ai giochi di una volta. Al termine dei
corsi, che partiranno per la fine del
mese di febbraio, verranno consegnati
ai partecipanti attestati e targhe.
“Siamo molto soddisfatti della grande
adesione ricevuta - ha commentato
l’Assessore Scanu - saranno circa
300, infatti, i bambini che parteciperanno ai corsi avranno la possibilità
di acquisire tutta una serie di conoscenze che vengono tramandate negli
anni proprio grazie all’impegno delle
persone più grandi di loro. Questa è
un’iniziativa particolarmente bella,
perché gratificante per chi ha la possibilità di insegnare qualcosa della
propria esperienza e divertente ed
istruttiva per chi ha la possibilità di
apprendere cose che a volte non si trovano sui libri”.
NUOVA SPERIMENTAZIONE PER LA RACCOLTA DEI
RIFIUTI ORGANICI, TRE I FATTORI MIGLIORATIVI:
ELIMINAZIONE DEI CATTIVI ODORI, RIDUZIONE DEL
PESO DEI RIFIUTI E MINOR COSTO DI CONFERIMENTO
Nell’ambito del progetto di Raccolta
Differenziata Porta a Porta, l’Amministrazione Comunale apre ad una
nuova possibilità volta al risparmio e
alla migliore qualità del servizio. Si
tratta di una sperimentazione che
vede l’impiego di un nuovo sacchetto in carta riciclata per la raccolta
della frazione umida. Da una serie di
sperimentazioni già effettuate da
altri paesi europei, è emerso infatti
che il conferimento dell’organico in
questo nuovo sacchetto, apporta una
serie di benefici: è in grado di resistere alle peggiori condizioni di
stress e clima senza degradarsi, permette una maggiore areazione rispetto al sacchetto di mater-bi, favorendo
l’eliminazione dei cattivi odori ed
evitando la formazione di sostanze
liquide. Inoltre la maggior areazione
apporta una diminuzione del peso
del contenuto del sacchetto, riducendo così i costi di conferimento nell’impianto di compostaggio. Discorso analogo per il conferimento di
sfalci e potature, in quando utilizzando il nuovo sacchetto in carta, si eviteranno le spese finali derivanti dal
trancio delle buste di plastica.
Invitiamo i cittadini, che decideranno di prendere parte a questa prima
fase di sperimentazione, a comunicare la propria adesione inviando una
mail all’indirizzo:
[email protected]
ettuno.roma.it o compilando l’apposito modulo da ritirare presso l’ufficio URP. Successivamente i cittadini selezionati (massimo 100 utenze
domestiche e 10 per la raccolta
verde), verranno invitati a partecipare ad un incontro informativo con gli
operatori della ditta, per chiarimenti
sull’utilizzo del sacchetto e per la
consegna della dotazione. Al termine
della sperimentazione, gli utenti
coinvolti dovranno compilare un
questionario di gradimento.
“Crediamo che questa nuova sperimentazione – ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente Giuseppe Combi possa apportare un significativo
miglioramento del sistema di raccolta differenziata già in atto sul nostro
territorio. Il nuovo sacchetto infatti,
potrà essere posizionato all’interno
del sottolavello per l’umido, già in
dotazione ai cittadini, si chiuderà
con maggiore facilità, peserà di
meno e non lascerà cattivi odori
all’interno dell’ abitazione. Prima
però del nuovo utilizzo, vogliamo
coinvolgere i cittadini ed intraprendere con loro un percorso partecipativo, affinché ogni decisione sia condivisa e migliorativa”.
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IL GIORNALE DEL LAZIO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
ANZIO
Si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione del
“Programma Innocenziano
2015”, sono intervenuti Padre
Francesco Trani, il sindaco di
Anzio Luciano Bruschini, il
consigliere comunale Velia
Fontana, il dirigente del Liceo
scientifico Innocenzo XII, il
professor Maurizio Cesari ed il
presidente dell’associazione
Palio del Mare, Angelo Graziosi. La Città di Anzio ricorda
Papa Innocenzo XII, grazie a
lui abbiamo l’attuale Porto
Innocenziano che di fatto ha
rappresentato negli anni un
importante mezzo di comunicazione, di commercio sviluppando l’economia anziate.
Papa Innocenzo XII lo ricordiamo anche per la Cappella a
S. Antonio, il Fontanone per
abbeverare persone e animali e
per la strada che dalla Capitale
finiva proprio ad Anzio e che
sarebbe divenuta l’attuale Nettunense, cercò, con l’aiuto di
ingegneri olandesi, di prosciugare le paludi per poi ricercare
territori da poter essere in
seguito coltivati. Fu fatta
coniare anche una moneta a
ricordo della costruzione del
Porto di Anzio. Il Fontanone e
la Cappella dedicata a San
Antonio da Padova sono andati distrutti. Papa Innocenzo
XII, Antonio Pignatelli, nacque il 13 marzo 1615, in questo anno si celebrano i quattrocento anni della sua nascita
“L’Anno Innocenziano”. Nel
programma celebrativo, ruolo
particolare assume l’associazione Palio del Mare, che presenta la rievocazione storica
del viaggio nel 1691 del Papa
Innocenzo XII, attraverso un
corteo storico e la regata velica
che ricorda il suo naufragio.
All’epoca il Cardinale Antonio
Pignatelli partito da Napoli,
sulla feluca di padron Colameo
e diretto a Roma per il conclave, fu colpito da una tempesta
di mare e salvato dai pescatori
napoletani di stanza a Capo
d’Anzio. Furono loro stessi a
chiedere al cardinale Antonio
Pignatelli, di realizzare l’attuale Porto di Anzio all’indomani
dell’eventuale proclamazione
a Papa, un nuovo porto per
riattivare il commercio, la
pagina 43
Presentazione del “Programma Anno Innocenziano 2015”
pesca a dare lavoro agli abitanti della zona. Anzio, con Papa
Innocenzo XII, tornò a nuova
vita e si sviluppò.
Cenni storici:
Antonio Pignatelli nacque il 13
marzo 1615 a Spinazzola, ultimo di 4 figli e discendente di
una nobile famiglia forse di
origine longobarda. La famiglia di Antonio era feudataria
di Spinazzola e anche la
mamma di Antonio, Porzia
Carata, ebbe un ruolo importante per la famiglia, perché
comprando un altro feudo,
quello di Minervino, fece
acquistare al padre Francesco
il titolo di Principe. Quindi la
famiglia di Antonio era una
famiglia ricca che lasciò ai
figli cadetti molti legati. Parecchie opere caritative compiute
successivamente infatti furono
denominate “compiute con
fondi provenienti dalla principesca famiglia di Nostro
Signore”, il termine Nostro
Signore era un titolo che veniva usato per indicare Sua Santità. Nel 1619, a 14 anni, Antonio fu mandato a Roma a studiare presso il Collegio Romano della Compagnia di Gesù d
ove conseguì il dottorato. Si
iscrisse all’Ordine di Malta e
da lì iniziò la sua carriera di
prelato che lo porterà ad essere
creato cardinale nel 1681,
dopo aver ricoperto numerose
cariche ecclesiastiche e governative come Governatore di
Viterbo, Nunzio Apostolico a
Firenze, a Varsavia, a Vienna,
e Vescovo di Faenza e Lecce.
Un anno dopo aver preso la
porpora cardinalizia, il Cardinale Antonio Pignatelli viene
nominato Vescovo di Napoli.
Ed è sua la rinnovata tradizione delle 40 ore di Adorazione
al Santissimo Sacramento che
stabilì per tutto l’anno in ciascuna delle chiese della città
partenopea. Nel 1691 muore
Papa Alessandro VIII Ottoboni
che rimase al soglio pontificio
solo 16 mesi ma che sperperò
parecchio dei beni dello Stato
Pontificio, favorendo i suoi
parenti. Ecco perché da allora
nessun altro papa ha preso il
nome di Alessandro. Il Cardinale Pignatelli viene eletto
papa nel luglio del 1691 dopo
un lungo conclave e dopo il
suo arrivo a Roma molto
avventuroso, prendendo il
nome di Innocenzo XII. I suoi
primi mesi di pontificato furono densi di cambiamenti per la
corte pontificia e per lo Stato.
Nel 1692 con la bolla “Romanum decet Pontificem” bandiva il nepotismo e si proibiva
esplicitamente ai papi di arricchirsi e di arricchire i propri
parenti con i beni della Chiesa.
Innocenzo XII volle anche che
ad ogni apertura di conclave
ogni cardinale pronunciasse il
famoso giuramento “Prometto,
mi impegno e giuro…” per
rifuggire ad ogni spinta nepotistica se fosse stato eletto Papa.
Grandissima fu la preoccupazione di Innocenzo XII per i
più bisognosi che lui chiamava
“i miei nipoti” ed è per questo
motivo che, con un’apposita
bolla, donò il palazzo Lateranense all’Ospizio Apostolico
dei poveri invalidi da lui creato. Inoltre il papa dei bisognosi, fece di tutto per avere lasciti e donazioni da elargire
all’Ospizio. Ampliò l’Istituto
S. Michele a Ripa dove venivano accolti gli orfani. Fu
Innocenzo XII anche a creare
la Camera Apostolica e la
Segreteria di Stato, mettendo
grosso impegno anche per la
riappacificazione degli stati
europei molto litigiosi e in fermento al tempo del pontificato
di Innocenzo XII. Fu anche per
volontà di Innocenzo XII che
tutti i tribunali ecclesiastici
dell’epoca vennero riuniti in
una grande curia, la Curia
Innocenziana. A tale scopo fu
fatto costruire, per opera dell’architetto Fontana, un maestoso palazzo che la ospitò.
Tale palazzo è oggi Montecitorio ovvero la sede della Camera dei Deputati dal 1871. Solo
su questo palazzo fu apposto lo
stemma di Innocenzo XII, perché mai il Papa volle che il suo
stemma campeggiasse sulle
opere fatte costruire da lui. Fu
un omaggio dell’architetto che
mise anche all’entrata due bassorilievi raffiguranti il Santissimo Salvatore, per indicare
che tale costruzione era di proprietà dell’Ospizio Apostolico.
Con Innocenzo XII si costruì
anche la grande Dogana di
terra anch’essa poi resa di proprietà dell’Ospizio e la Dogana
di mare per i traffici fluviali e
marittimi, poi demolita. Tante
poi furono le opere innocenziane come palazzi, monumenti, strade per facilitare i commerci, e il rifacimento e potenziamento dei porti di Civitavecchia e di Anzio anche per
migliorare l’approvvigionamento di grano via mare, che
non sempre bastava per sfamare la popolazione. E Papa
Pignatelli lavorò a nuove leggi
e nuove iniziative per rendere
il grano e quindi il pane alla
portata di molti, abbassando i
prezzi e combattendo i commerci illegali e di contrabbando. Proprio perché molto
attento ai problemi della gente,
il Papa, abolì a Roma e in tutto
lo Stato Pontificio, con un
rigoroso editto, un nuovo
gioco d’azzardo, che stava
prendendo piede in quel
tempo: il Gioco del Lotto.
Secondo il Pontefice, era di
danno alla povera gente e
arricchiva solo il banco. Particolare generosità il Papa
Pignatelli la dimostrò anche
con i fratelli Ebrei, riducendo
l’interesse per contratti stipulati con strozzini cristiani e
donando più di mille scudi al
ghetto di Roma per sgravarsi
di tanti debiti, togliendo poi
agli israeliti romani delle tasse
che dovevano pagare solo perché ebrei. Siamo alla fine del
1698 e Papa Pignatelli, ormai
avanti con gli anni, si prepara
per il Grande Giubileo del
1700. Si rifanno strade, palazzi, chiese, ma si teme per la
salute del pontefice a causa di
una rovinosa caduta. Si racconta che il Papa pregava
intensamente il Signore per
l’intercessione di S. Antonio
da Padova che di arrivare
almeno ad inaugurare l’Anno
Santo. Arrivò il 1700 e il Giubileo si aprì senza il Papa. Poi
le sue condizioni migliorarono
e nell’estate poté visitare i suoi
ospizi e molte chiese per rendere omaggio ai pellegrini illustri venuti a Roma. Il 27 settembre 1700, dopo che le condizioni peggiorarono repentinamente, assistito dal suo
padre spirituale, lasciò questo
mondo all’età di 86 anni, dopo
più di nove anni di pontificato.
Venne sepolto, come aveva
desiderato in S. Pietro sotto
una umile pietra con su scritto
solamente Innocenzo XII.
Papa Pignatelli fu un pontefice
magnanimo e generoso che
seppe governare e rendere
carità a chi la chiedeva. Fu lungimirante e di animo semplice
e buono tanto da prediligere il
poverello d’Assisi S. Francesco e i suoi frati che visitò
spesso sia a Roma che a Civitavecchia e a Nettuno. Pubblicò 199 bolle piene di comprensione umana e spirito evangelico dettate dall’uomo umile e
da sacerdote giusto quale egli
era.
Consuelo Noviello
circa 300 casi l’anno, molti
dei quali complessi con
nuclei familiari numerosi e
con storie di degrado non
solo economico radicati da
generazioni. Le assistenti
sociali e gli psicologi lavorano con risorse limitate in un
contesto sociale ed economico generale che negli ultimi 5
anni è costantemente peggiorato. Il servizio sociale continuerà a lavorare con professionalità nel rispetto delle
disposizioni del Tribunale
per i Minorenni”.
L’assessore Roberta Cafà puntualizza
L’assessore ai Servizi Sociali, Roberta Cafà, puntualizza
in una nota, quanto emerso
durante la trasmissione
“Presa diretta” dicendo: “Mi
spiace, ma la versione fornita
rispetto all’operato del servizio sociale del Comune di
Anzio è parziale ed induce a
pensare che si spendano male
i soldi pubblici e che gli assistenti sociali lavorino solo
per togliere figli alle famiglie
povere. Nei casi di minori
affidati alle strutture protette
è bene anzitutto far sapere
che si applicano le procedure
di legge e che il collocamento in casa famiglia è l’ultimo
doloroso atto di un percorso
di interventi da parte di tutti i
servizi (sociali ma anche
sanitari come il consultorio o
il servizio di Neuropsichiatria infantile) che non hanno
prodotto i risultati sperati.
Queste informazioni sono
state ampiamente fornite sia
dal Sindaco sia dalla dottoressa Napoleoni. E’ vero che
il Comune di Anzio spenda in
media ogni anno 750mila
euro per il pagamento delle
rette di minori collocati in
strutture protette su disposizione del Tribunale dei
Minorenni. Nel 2013 la spesa
sostenuta è stata di 880mila
euro ed i minori in carico
erano 39; già nel 2014 la
spesa è diminuita arrivando a
780mila euro così come sono
diminuiti i minori in strutture
protette che al 31 dicembre
2014 erano 27. Il servizio
sociale del Comune di Anzio
opera seguendo normative e
direttive dettate a livello
nazionale e non può sottrarsi
alle disposizioni dell’Autorità giudiziaria. Senza entrare
nello specifico del caso, a
salvaguardia dell’immagine
del servizio sociale ma
soprattutto di tutela dei minori coinvolti – si ribadisce che
il quadro dipinto dal servizio
televisivo è parziale e poco
rispettoso del lavoro quotidiano che gli operatori sociali svolgono per tutelare i
diritti dei più piccoli. Per
deontologia professionale e
tutela dei minori non potevano essere fornite al giornalista le informazioni in possesso del servizio sociale sul
caso esposto dalla signora. Il
servizio sociale ha in carico
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 44
ARDEA
Dopo le numerose richieste
del consigliere Luca Fanco e
dell’interessamento personale
del consigliere Franco Marcucci, il sindaco senza spendere un euro ha organizzato la
demolizione dei dieci miniappartamenti a ridosso del centro
commerciale del complesso
immobiliare delle Salsare.
Si tratta di una decina di appar-
tamenti accanto all’ex ristorante, lo stabile è passato di proprietà comunale dopo che il
tribunale, ne ha stabilito l’illegittimità alla costruzione.
Dopo una ricognizione della
polizia locale di Ardea fatta nei
giorni scorsi nei mini appartamenti, dove erano presenti
almeno 30 adulti con circa una
ventina di minori tutti di etnia
Rom di nazionalità romena, il
neo dirigente Arch. Bonaventura Pianese, ha espletato tutti
gli atti amministrativi per arrivare alla demolizione degli
immobili. Nessun occupante
abusivo, ha avuto bisogno dei
servizi sociali e della Croce
Rossa Italiana (presente sul
posto con una tenda). Gli
12 - 26 FEBBRAIO 2015
Di Fiori: “Ora si passerà ad abbattere le case
sull’arenile di Lungomare degli Ardeatini”
occupanti consapevoli del loro
essere nomadi hanno abbandonato gli alloggi senza opporre
alcuna resistenza e ripreso a
nomadare.
Per l’intervento, sono intervenuti, i veterani della squadra
delle demolizioni composta da
tecnici e maestranze con
potenti mezzi meccanici per
dare inizio ai lavori onde, ren-
dere inabitabile lo stabile come
da disposizioni dell’arch. Pianese, il tutto tra il plauso dei
residenti dei complessi confinanti.
Tanti i curiosi soprattutto quei
politici che a differenza del
sindaco Di Fiori, Marcucci,
Fanco e l’assessore De Paolis,
hanno lavorato per spronare e
risolvere il problema oltre che
organizzare quanti erano indispensabili per portare a compimento la demolizione .
Tutti i settori interessati in primis hanno svolto al massimo e
con professionalità i compiti di
competenza tra cui, le forze
dell’ordine che con la loro
austera presenza hanno fatto si
che non ci fossero inconve-
nienti di ordine pubblico. Con
loro gli uffici quali i servizi
sociali diretti ed organizzati
dal dirigente Giovanni Cucuzza presente in loco, la polizia
locale, i carabinieri, gli agenti
della polizia di Stato, la capitaneria di porto, la protezione
civile, la protezione animali, la
Croce Rossa Italiana e l’igiene
urbana che ha recuperato innu-
merevoli cassoni di rifiuti
ingombranti. Va fatto notare
come negli ultimi venti giorni
la stessa ditta con professionalità aveva pulito i circa 4mila
metri quadri dell’area sotterranea portando via numerosi
cassoni di ingombranti ed
altrettanti container di indifferenziato, ormai il sito era
diventato la madre di tutti i
degradi.
“Abbiamo abbattendo la parte
ancora sul vincolo archeologico. Presto ha assicurato il sindaco andrà a terra anche la
Palazzina D – Stiamo cercando con enormi sforzi di ripulire tutta la zona. Il mio sogno è
quello di mettere nel prossimo
bilancio un project in costruen-
do per realizzare qui, nell’area
dell’ex commerciale delle Salzare, una cittadella della sicurezza e della legalità, dove
ospitare la polizia locale e
carabinieri, capitaneria di
porto, ed il grande sogno
sarebbe quello di portarci una
sezione distaccata del commissariato di Anzio. É un segnale
forte prosegue Di Fiori che
abbiamo intenzione di dare per
recuperare una zona ricordata
in questi anni per il suo degrado. Qui ci sono circa 5mila
metri quadrati di spazi da dare
alla cittadinanza. Questo può
diventare un fiore all’occhiello
del Comune, visto che accanto
c’è l’area archeologica di
Castrum Inui che con un progetto da un milione e mezzo di
euro presentato in Regione è
uno degli impianti archeologi-
ci più belli d’Italia. Il sindaco
ha ricordato che prima di questa primavera, riprenderanno
da parte del comune, gli abbattimenti sul lungomare degli
Ardeatini per ridare il mare ai
cittadini, proseguendo l’opera
iniziata dal mio predecessore
Carlo Eufemi. Di Fiori conclude ringraziando le maestranze
ed i tecnici intervenuti, il maggiore Ugo Floccher comandante la compagnia carabinieri di
Anzio che ha organizzato e
diretto l’operazione di ordine
pubblico e spiega come il
tutto è stata possibile grazie
all’intervento di una primaria
azienda del territorio che si è
resa disponibile a svolgere l’operazione a titolo gratuito
come spesso hanno fatto altre
ditte per altri interventi.
Luigi Centore
IL GIORNALE DEL LAZIO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
ARDEA
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CONSULTORIO APPUNTAMENTO ALL’8 MARZO
Il Consultorio aprirà: quando? Si è
svolta domenica mattina organizzato dalle donne di Ardea un sit in
di protesta davanti ai locali chiusi
del consultorio per protestare contro il lassismo ed il disinteresse di
una classe politica guidata dal sindaco Di Fiori ormai allo sbando.
Al sit in hanno manifestato tante
donne del territorio senza distinzione di credo politico, una manifestazione che ha visto in testa il
consigliere Cristina Capraro che
da quando il plesso è stato ultimato circa sei mesi fa si è impegnata
affinchè venisse messo in funzione, tanto che in uno dei suoi piccanti e toccanti comunicati scriveva: “Il Sindaco si assuma le sue
responsabilità e vanga a dare spiegazioni ai suoi cittadini”
“Un plauso alle donne di Ardea” ha esordito Cristina Capraro (PSI)
alle dichiarazioni dell’Assessore
Riccardo Iotti -. Gli è bastato
annunciare una manifestazione di
protesta, per ottenere immediatamente i primi risultati. Domenica
8 febbraio, infatti, nel piazzale
antistante il polo sanitario di via
dei Tassi, si riuniranno cittadine e
cittadini di Ardea per ottenere
risposte e impegni precisi da parte
del sindaco in merito all’apertura
del consultorio che viene ormai
rinviata da anni. Ed è così che
dopo l’annuncio delle donne arriva, con impeccabile tempismo, la
nota stampa dell’Assessore Iotti in
cui comunica che il nuovo dirigente dell’area tecnica del comune di
Ardea ha affidato l’incarico per il
collaudo. Deo gratias!”
“E’ la dimostrazione che per cambiare questo paese non è sufficiente stare in finestra e guardare da
lontano cosa accade - continua
Capraro -. Bisogna scendere in
piazza, gridare a questi che si definiscono amministratori che Ardea
non è terra di conquista per i propri interessi di parte, Ardea è un
Paese di quasi 50 mila abitanti che
merita molto di più di strade che
somigliano a un colabrodo, di servizi inefficienti, e di una cronica
insufficienza di strutture per l’assistenza sanitaria e sociale.
Sono passati tre anni dall’annun-
cio dell’allora sindaco Carlo Eufemi su quella che doveva essere
l’imminente apertura del consultorio di via dei Tassi, ed ora che tutto
è pronto, dovranno forse passare
altri due anni per renderlo operativo?”
“Dopo l’ennesima interrogazione
al Primo Cittadino a cui lo stesso
non si è ancora degnato di dare
risposta - afferma Capraro - forse
anche a causa della sua diserzione
con tutta la maggioranza dagli
ultimi due consigli comunali, le
donne dicono ‘Basta’. Per la realizzazione dell’edificio sono stati
spesi soldi pubblici, sono state
impiegate ingenti risorse, e mentre
aspettiamo questo benedetto collaudo che sembra dover arrivare
dal cielo, vandali e gente senza
scrupoli distrugge quanto fin oggi
realizzato. Cosa aspettiamo a mettere questa firma? Non è abbastanza remunerativa per questa Amministrazione? Eppure dalla convenzione con la Asl il Comune
dovrebbe, in maniera legale, tra-
sparente e pulita, incassare fior di
quattrini grazie anche all’affitto
che verrà pagato dall’ente regionale.”
“Basta chiacchiere. Il Sindaco si
assuma le sue responsabilità e
vanga a dare spiegazioni ai suoi
cittadini! E soprattutto - conclude
la Consigliera Capraro – Grazie a
tutte coloro che si sono spese e
hanno contribuito all’organizzazione di questa mobilitazione.
Inauguriamo insieme la Primavera
delle donne in questo inverno
della politica”. Così domenica
insieme alle donne di Ardea si è
presentata per il sit in dove si è
notata l’ennesima assenza del sindaco sostituito con imbarazzo dal
consigliere Riccardo Iotti che oltre
a Di Fiori ha dovuto sopperire
all’assenza del vice sindaco di
Ardea Alessandra Cantore. Iotti,
che coraggiosamente ha cercato
delle scusanti per salvare la faccia
ad una amministrazione insensibile ai problemi delle donne e dei
malati. Presente il consigliere
Fabrizio Acquarelli futuro presidente del consiglio comunale
giunto insieme all’ex vice sindaco
Raffaella Neocliti per portare la
sua solidarietà ed assicurare un
suo incisivo impegno in consiglio.
Gradita è stata da parte dei partecipanti la presenza dell’ex sindaco
Tiziana Bartolini e di tanti altri
politici dell’opposizione tra cui il
consigliere Umberto Tantari.
Apprezzata da parte dei partecipanti la partecipazione dell’avvocato Francesco Falco che si è
messo a disposizione del comitato
per eventuali azioni legali da intraprendere contro un’amministra-
zione incapace di gestire la cosa
pubblica per il bene comune. Sul
posto visto il gran numero dei partecipanti se pur pacifici, è stata
inviata una pattuglia dei locali
carabinieri. Una delle partecipanti ha dato l’ultimatum al consiglieri Iotti affinchè lo riportasse all’assente sindaco ed ha detto: “ci
vediamo tra un mese l’8 marzo,
proprio nella festa della donna e
resteremo in seduta permanente”.
L’organizzatrice Barbara Tamanti
ci ha detto: “Consultorio Ardea?
la lotta continua stamattina, Iotti
ci ha portato ancora parole....le
donne non sciolgono il nodo”
Infatti intorno al perimetro del
plesso è stato girato un lungo fiocco cucito proprio dalle donne con
tanti pezzi di straccio proprio a
significare che ormai questa
amministrazione è una cosa rammendata con stracci, ed il nodo per
toglierli si taglierà soltanto all’apertura”.
Luigi Centore
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 46
12 - 26 FEBBRAIO 2015
ARDEA Salsare, l’annosa vicenda dell’uso civico demaniale
Troppe competenze e poca chiarezza
La grande questione dell’uso
civico si avvia verso la risoluzione grazie al lavoro della Dott.ssa
Marina Inches (segretaria comunale generale del comune di
Ardea) e dell’assessore Romolo
De Paolis.
Per anni vari politici locali non
hanno risolto nulla
La storia del gravame dell’uso
civico in Ardea è una storia di
miserie, di dolori, di sudori e di
povertà. Pensiamo solo a quanti
bisognosi del territorio dovevano lavorare sotto la sferza del
latifondista e dei suoi sgherri per
racimolare un tozzo di pane
eppure da quando il comune è
diventato autonomo ed era il
1970 vari amministratori nati e
cresciuti ad Ardea, hanno avuto
la deleghe per risolvere l’annoso
problema.
La vicenda dell’uso civico
demaniale alle Salsare scrive
una nuova e vergognosa pagina.
La cronaca locale dice che la
Dott.ssa Marina Inches (segretaria comunale generale del comune di Ardea) avvalendosi del
D.L. 69/2013 protocollò all’epoca all’Agenzia del Demanio la
richiesta di attribuzione a titolo
non oneroso del sito in località
Salsare dei 706 ettari demaniali
gravati da uso civico. L’Agenzia
del Demanio, ricevuta l’istanza e
registratala con la pratica n.
6707 dichiarò che il compendio
delle Salsare era pervenuto a
loro in grave stato di degrado e
di abbandono sotto il profilo
ambientale oltre che gravato da
gravi problemi di ordine pubblico fatti che impedirono l’accatastamento e la trascrizione al
patrimonio dello Stato Italiano.
Premesso ciò, all’assessore
all’urbanistica
dell’epoca
Romolo De Paolis, venne assicurato da parte del dirigente
responsabile della Direzione
Regionale del demanio di via
Piacenza, Roma, che la pratica
sarebbe andata a buon fine, presenti il dirigente all’urbanistica
del comune di Ardea, Luca Scarpolini e il sindaco pro tempore
Luca Di Fiori e con gli stessi si
concordò di creare un tavolo di
lavoro risolutivo dell’annoso
p r o b l e m a .
A questo tavolo dovrebbero
sedere i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate, del Territorio, del comune di Ardea e della
Guardia di Finanza, considerando i noti problemi esistenti in
loco, con la presenza del Prefetto della Provincia di Roma. La
notizia venne fatta passare in
silenzio ma, dall’Agenzia del
Demanio in data 22 dicembre
2014 protocollo 32474, giunse al
ultimo arrivato con il fardello
sulle spalle è riuscito ad inquadrare in men che non si dica la
situazione e con pugno fermo di
fronte al direttore responsabile
dell’Agenzia del Demanio ha
intimato al sindaco a divenire
all’accordo che il demanio vuole
sottoscrivere, ossia la cessione al
patrimonio comunale senza passare per chi non ha nessun titolo.
comune di Ardea una lettera che
fù
protocollata
in
data
05.01.2015 prot. 134, l che
imponeva al comune stesso, di
prendere contatti con l’ufficio
preposto demaniale affinchè in
tempi brevi avvenisse un primo
incontro tra i soggetti per trascrivere al patrimonio disponibile
del comunale di Ardea.
La finalità di questa operazione
sarà quella di creare legittimi
proprietari gli attuali occupanti
(previo pagamento di quanto
dovuto dagli stessi). Nella vicenda oramai si evince benissimo
chi sta svolgendo un lavoro a
favore della collettività, come la
Dott.ssa Marina Inches e l’assessore Romolo De Paolis e chi
ancora intende percorrere strade
tortuose con pseudo accordi
impossibili. Guarda caso dopo
l’arrivo della lettera ufficiale
dell’Agenzia del Demanio, è
giunta velocemente al comune
di Ardea una richiesta per risarcimento di circa 70.000.000,00
di euro di mancati guadagni da
parte della società la Fossa, che
da anni rivendica la proprietà del
terreno gravato da uso civico.
L’assessore De Paolis da buon
Cosa è stato fatto dal primo cittadino per far ritornare al mittente la pretestuosa richiesta di
70.000.000,00 di euro avanzata
dalla società La Fossa e come
intende velocizzare l’incontro in
prefettura per il tavolo risolutivo
del problema.
Nel comune che si dice essere il
più trasparente dei comuni d’Italia, la nebbia persiste soltanto
nell’ufficio del sindaco. Intanto
a seguito della missiva inviata al
comune di Ardea dall’Agenzia
del Demanio sulla vicenda dei
706 ettari di terreno demaniali
delle Salsare, sembra che il presidente del consiglio comunale
facenti funzioni, Antonino
Abate, porterà tra i punti all’ordine del giorno del prossimo
consiglio comunale, su richiesta
del consigliere Cristina Capraro
la discussione sull’annosa nota
che vede il comune e chi doveva
controllare, omissivo per aver
portato, come scrive il direttore
generale Paolo Maranca dell’Agenzia del Demanio, la zona nel
degrado oltre che permettere una
situazione di ordine pubblico
molto precaria. Nella zona ci
sono oltre una decina di discari-
che anche di materiale tossico i
cui costi per la bonifica sono
stati valutati intorno ai dieci
milioni di euro. Nel punto che
inserirà all’O.d.G. il presidente
Antonino Abate, si entrerà nel
merito dell’interrogazione presentata dal consigliere Umberto
Tantari oltre un anno fa proprio
sulla questione dei 706 ettari
demaniali che vede il proliferare
dell’abusivismo edilizio oltre
che commerciale. Tra i tanti
interrogativi ne verrà posto uno
al neo dirigente all’urbanistica,
relativo al fatto di autorizzare o
permettere attività commerciali
in manufatti abusivi sprovvisti di
regolarità urbanistica e quindi
senza alcuna agibilità. La stessa
interrogazione fu presentata
anche dal Vice Presidente del
consiglio regionale Francesco
Storace, con una legge che porta
il suo nome e risolse il problema
dell’uso civico che grava sulle
lottizzazioni rutule con l’affran-
Minacce a Mauro Porcelli, ex primo dirigente del comune
Rinvenuto un biglietto con una minaccia con la scritta “Lascia stare Ardea”
Minacce a Mauro Porcelli, ex
primo dirigente del comune
di Ardea (nella foto) e presentatore della lista “il Grande Sud Mauro Porcelli”
facente parte del cartello di
centro destra guidato da Luca
Di Fiori. Pur non avendo la
lista del grande sud espresso
alcun consigliere, è stata
indispensabile per portare
alla vittoria il centro destra.
La notizia è circolata poche
ore fa e lascia nello stupore
quanti già ne sono venuti a
conoscenza essendo tra l’altro Mauro Porcelli componente di una delle famiglie
più note e stimate di
Ardea. Le prime notizie sono
che due uomini incappucciati
sono entrati nell’area di pertinenza del complesso immobiliare dove abita nel quartiere Eur di Roma forse per contattare proprio il Porcelli, ma
una volta scoperti si sarebbero dati alla fuga infilandosi in
un’auto guidata da un complice.
Sul posto sono giunte alcune
auto della Polizia di Stato per
gli accertamenti del caso.
Intanto nei tergicristalli è
stato rinvenuto un biglietto
con la scritta “Lascia stare
Ardea”. Una minaccia che di
questi tempi lascia preoccupazioni specialmente dopo
certi incresciosi fatti criminosi che si sono verificati in
questi ultimi tre anni a politi-
cazione di un tributo pari a venti
centesimo
di
euro.
Tantari, consigliere comunale
eletto in una lista civica Abate
sindaco, facente parte del cartello del Pd guidato dall’attuale
presidente del consiglio comunale Antonino Abate, dopo tanta
pubblicità dovuta alla missiva
dell’Agenzia del Demanio non
può più sottrarsi a portare in
consiglio la discussione per
favorirne la risoluzione. Lo stesso Tantari ha più volte dichiarato
nelle sue interviste lo stupore nel
non aver ricevuto
risposta
all’interrogazione che riguarda
la legalità e l’uguaglianza dei
diritti tra i cittadini, quesiti
riportati nella sua interrogazione
di cui non ha ancora ricevuto
risposta se non dall’ufficio del
demanio a seguito l’interessamento sia della segretaria generale del comune Dott.ssa Marina
Inches che dell’assessore Romolo De Paolis.
ci, giornalisti, tutori dell’ordine, ad ex assessori ardeatini non residenti in Ardea,
oltre all’incendio dell’ufficio
tecnico comunale di
cui gli autori restano
dopo anni di indagini
ancora
ignoti.
Le indagini sono a
tutto raggio e sono
svolte dalla Polizia di
Stato, da notizie non
confermate sembra che
per risalire agli autori
di quest’ultimo increscioso atto mafioso,
stiano collaborando
anche i carabinieri di
Ardea che non escludono che questo fatto
possa essere legato alle
vicende delinquenziali
avvenute ad Ardea.
Luigi Centore
IL GIORNALE DEL LAZIO
12 - 26 FEBBRAIO 2015
pagina 47
A suscitare un vespaio, il programma L’Arena (Rai1)
POMEZIA Super gettoni ai consiglieri comunali, “bufala” o verità?
Domenica 1 febbraio lo
share a quanto pare ha toccato massimi storici; non a
livello nazionale, bensì meramente locale. A portare alle
stelle l’indice di ascolto un
servizio su Rai 1 dove si parlava di Pomezia. Al centro
dell’attenzione la trasmissione l’Arena che ha sciorinato
una serie di dati che aveva
provocato il tamtam di sms
tra chi vive a Pomezia (ma a
dire il vero una certa eco ci
sarebbe stata anche nella
vicina Ardea) così che in
moltissimi si sono sintonizzati per non perdersi nulla.
D’altronde si parlava di salatissimi gettoni presenza elargiti ai consiglieri comunali
per la loro presenza in commissione e nella massima
assise consiliare. Cifre da
capogiro che aveva fatto sobbalzare sulla poltrona più di
qualcuno, considerando il
fatto che le casse pubbliche
languono da tempo. Gettoni
d’oro? I dati riferiti davanti
alle telecamere questo dice-
vano. Ma a gettare secchiate
di acqua gelata sul fuoco
delle polemiche ci ha pensato
poche ore dopo il Comune
stesso, dicendo che alla base
di tutto c’erano dei dati assolutamente errati e che, in
realtà, non si scialacquerebbe
denaro pubblico. Spese sì,
ma non di certo pazze.
“Durante il programma televisivo L’Arena di Rai 1 – si
legge in una nota ufficiale del
Municipio - sono stati messi
a confronto i dati relativi alle
spese del 2014 per le Commissioni consiliari di alcune
Città simili per numero di
abitanti. Tra queste anche
Pomezia dove l’anno scorso
le commissioni si sono riunite 37 volte in tutto. A causa di
un errore, ai giornalisti del
programma sono stati trasmessi dati errati rispetto alla
spesa complessiva. Questa
ammonta infatti, per le 37
Commissioni consiliari, a
26.885 euro totali e non a
51.345 come comunicato
durante il programma. Il Pre-
sidente del Consiglio Renzo
Mercanti puntualizza che:
“E’ importante comunicare i
dati corretti sia per una questione di trasparenza amministrativa – ha detto – sia per
rassicurare i nostri concittadini sulle reali spese del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari. Il gettone
di presenza dei Consiglieri
comunali di Pomezia è di 63
euro lordi, e nel 2014 sono
state convocate 37 Commissioni consiliari per un totale
di 26.885 euro di spesa. Per
errore è stata sommata a questa cifra quella spesa, nello
stesso anno, per i Consigli
comunali, riuniti 21 volte per
un totale di 24.460 euro. La
cifra di 51.345 euro comprende quindi entrambe le
spese”. Quindi, Mercanti
spezza una lancia a favore
sua e dei suoi colleghi amministratori aggiungendo che
“Rispetto al passato si è
ridotto di molto il numero
delle convocazioni delle
Commissioni consiliari, per-
Bando per reclutare volontari. Rimborso di 10 Euro
Gli anziani tornano a svolgere
servizio davanti le scuole
Dopo le vacanze natalizie, i giovani studenti iniziano a contare i
giorni per la fine dell’anno scolastico. Il Comune, seppur tardivamente, si è ricordato che proprio per l’anno scolastico
2014/2015 ci sarebbe stata
necessità di una sorveglianza in
prossimità dei plessi in occasione dell’entrata e dell’uscita dei
bambini per aiutarli ad attraversare la strada in sicurezza.
Come dice il proverbio: meglio
tardi che mai. Proprio in questi
giorni è stato pubblicato il
nuovo bando. Sì nuovo in quanto, sempre tardivamente, quello
precedente, fatto in sordina, con
scadenza il 19 dicembre aveva
visto un minimo numero di aderenti (in tutto 20) insufficiente a
garantire il servizio così che ora
si sono riaperti di fatto i termini.
Si potranno candidare in prevalenza anziani, invalidi, con disagio socio-economico possono
dare la propria disponibilità –
viene specificato nel bando - ad
effettuare il servizio civico di
assistenza e vigilanza degli
alunni in età dell’obbligo scolastico all’entrata e all’uscita da
scuola (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado).
Per essere considerati idonei al
servizio, i volontari devono possedere i requisiti previsti all’art.
3 del regolamento comunale che
disciplina il servizio civico
(“possono essere ammessi al
servizio quei cittadini che pur
non avendo raggiunto i suddetti
limiti d’età, siano stati riconosciuti invalidi oltre il 74% e percepiscano pertanto la relativa
pensione o assegno d’invalidità
(per le persone con percentuale
d’invalidità fino al 99% ) e
siano dichiarati portatori di handicap e persone dichiarate in
stato di disagio”).
Il servizio, che terminerà con la
chiusura dell’anno scolastico in
corso, si articola su prestazioni
giornaliere che andranno a
coprire gli orari di entrata e
uscita degli alunni dalle scuole,
da trenta minuti prima dell’en-
trata e fino a trenta minuti dopo
il loro ingresso a scuola. Per i
cittadini volontari che svolgono
il servizio, è previsto un rimborso spese forfettario, attraverso
l’erogazione di voucher spendibili in centri commerciali convenzionati (incluse spese per i
viaggi con mezzi propri, generi
di ristori, etc.) determinato in 10
Euro per ogni giorno per coloro
che esplicano il servizio su due
turni, mentre chi lo svolgerà per
tre turni avrà 15,00 Euro al dì.
Per candidarsi ci sarà tempo
fino al prossimo 2 aprile. Quindi si provvederà ad una selezione tra coloro che avranno data
propria
disponibilità.
Le
domande andranno presentate
all’ufficio protocollo del Comune di Pomezia, Piazza Indipendenza n. 1 allegando al relativo
modulo il modello ISEE relativo all’anno 2013, il certificato
medico d’idoneità al servizio e
una foto tessera.
F.C.
La manifestazione patrocinata dal Comune
È carnevale, una pioggia di coriandoli e sfilate dei carri
Anche a Pomezia tornano le
mascherine ad animare la città e
il litorale. I festeggiamenti si articolano in tre giornate a partire da
sabato 14 a martedì 17 febbraio.
Ecco il programma completo
Sabato 14 febbraio: Torvaianica, Piazza Ungheria dalle ore
14.00, animazione e intrattenimento con artisti di strada, spettacoli di magia, trucca bimbi;
Pomezia, Piazza Indipendenza
dalle ore 15.00, animazione e
intrattenimento con attività ludiche, partita di scacchi vivente,
trucca bimbi, sfilata di mascherine; Museo civico Archeologico
Lavinium alle ore 17.00, “Musica Classica e Musica Pop a Con-
fronto”, concerto di Andrea Sartini Trio; Selva dei Pini, edificio
centrale dalle ore 21.00 “Ballo in
Maschera”, spettacolo di cabaret
di Giuditta Cambieri e intrattenimento musicale degli “Hunters”
disco Live ‘70/’80 (aperto a tutta
la cittadinanza, previa prenotazione inviando una e-mail a:
i n f o c u l t u r a @
comune.pomezia.rm.it); “Carnevale
nei
Quartieri”
alla
167/Nuova Lavinium , Piazza
Aldo Moro dalle ore 15.00 e
Santa Palomba presso l’impianto
Sportivo dell’Asd Santa Palomba
dalle ore 15.30.
Domenica 15 febbraio: Sfilata
di carri e gruppi di mascherine,
Torvaianica Piazza Ungheria
dalle ore 14.30, con la partecipazione della banda musicale folkloristica pometina “Santa Cecilia”; “Carnevale nei Quartieri”,
centro residenziale Roma 2
(Santa palomba) presso il parco
pubblico di Via Fiorucci a partire
dalle 9 del mattino.
Martedì 17 febbraio: gran finale con la sfilata di carri e gruppi
di mascherine che si snoderà, a
partire dalle ore 16.00, per il centro storico percorrendo via Roma
e confluendo in piazza Indipendenza; momento clou sarà lo
spettacolo “I Custodi del Fuoco”
realizzato dagli Sbandieratori di
Borgo Spante, alle ore 18.00.
ché i relativi Presidenti stanno lavorando partendo dagli
atti necessari ad ogni punto
che viene portato in Consiglio. In tal modo si evita lo
sperpero di denaro pubblico
per Commissioni di fatto inutili in cui si discute senza
alcuna documentazione a
disposizione”.
Per completezza di informazione, ecco le spese sostenute per commissioni e consigli
comunali nell’ultimo triennio
Anno 2011: 115 Commissioni consiliari, Euro 69.160
euro; 26 Consigli comunali,
Euro 40.950 euro.
Anno 2012: 85 Commissioni
consiliari, Euro 43.659 euro;
32 Consigli comunali, Euro
39.403 euro.
Anno 2014: 37 Commissioni
consiliari, Euro 26.885 euro;
21 Consigli comunali, Euro
24.460 euro
Fosca Colli
[email protected]
Videosorveglianza contro
l’abbandono dei rifiuti
Dopo una prima fase di messa a punto per la corretta operatività del
sistema di videosorveglianza, le 7 telecamere installate sul territorio
pometino per prevenire e contrastare l’abbandono dei rifiuti cominciano a dare i primi frutti. Recentemente sono state rilevate cinque
violazioni nei confronti di altrettanti automobilisti “pizzicati” dall’occhio elettronico mentre di liberavano di oggetti indiscriminatamente. “Le telecamere hanno già un ruolo importante per la rilevazione di violazioni di natura ambientale – ha spiegato il Comandante della polizia municipale, Angelo Pizzoli - ma questo è solo il principio. Un corretto utilizzo di tale sistema potrà fornire uno strumento importante a favore delle politiche di sicurezza della Città e la possibilità di offrire un valido supporto alle forze di Polizia”.
F.C.
IL GIORNALE DEL LAZIO
pagina 48
SPORT
di Dario Battisti
Sesto risultato utile per l’Aprilia che dopo tre vittorie consecutive viene fermato sullo 0-0
dall’Ostiamare. Il match è piacevole con le due formazioni
che si affrontano a viso aperto e
senza particolari esasperati tatticismi. I romani come dimostra
la posizione che occupano,
prima del match erano terzi,
sono una squadra che ama
manovrare in velocità soprattutto sugli esterni dove Piro è un
costante pericolo per il diretto
avversario. La prima emozione
giunge per merito dell’Ostiamare che intorno al 10’ progetta
un’iniziativa sulla destra con un
buon lavoro di Piro che dopo
aver domato un difficile pallone
effettua una parabola sulla
quale è lesto Materazzo che con
sua la deviazione fa terminare
la palla fuori di poco. Con il
passare del tempo l’Aprilia sposta di qualche metro avanti il
proprio baricentro iniziando ad
impensierire la retroguardia tirrenica. Un tiro di Cannariato al
31’ termina di poco a lato. Sul
finire del tempo un ottimo intervento di Casciotti neutralizza
un colpo di testa di Massella
mentre successivamente Piroli a
due metri dalla linea di porta
12 - 26 FEBBRAIO 2015
L’Aprilia dopo tre vittorie consecutive viene fermato dall’Ostiamare
spara alto. Nei secondi quarantacinque minuti l’Aprilia porta
diversi attacchi verso la porta
avversaria. Pagliaroli su un
retropassaggio sbagliato si
appropria della palla e sull’uscita disperata di Saccucci, vede il
suo pallonetto uscire di poco.
L’Ostiamare, dopo un quarto
d’ora di sbandamento, si riposiziona in linea di galleggiamento
e ritorna, anche se non con la
stessa baldanza del primo
tempo, in avanti. E’ Piro con un
tiro da fuori area a far venire i
brividi di freddo ai supporter
apriliani che per loro fortuna
seguono con lo sguardo la staffilata fare la barba al palo.
Quando la sfida sta per tramontare un potente tiro dell’attaccante Roversi, scagliato dalla
media distanza termina di un
non nulla fuori.<<Il pareggio è
il risultato giusto. Probabilmente a livello numerico potrebbe
aver avuto qualche occasione
da rete in più l’Ostiamare ma
noi abbiamo ribattuto sempre
colpo su colpo- commenta il
tecnico dell’Aprilia Mauro Fattori- ci chiedevano di far
dimenticare la sconfitta dell’andata e credo che con questa prestazione la squadra abbia
accontentato tutti. Abbiamo
cercato di giocarci la nostra partita senza arroccarci dietro e
questo avviene quando una
squadra ha le proprie certez-
ze>>. Dopo cinque gare l’attacco non ha segnato mentre salgono a quattro le gare in cui l’Aprilia non subisce reti. <<Nel
primo tempo ci hanno pressato
mentre nel secondo ci aspettavano un loro calo fisico. E’ un
buon risultato raccolto contro
una grande formazione- commenta il centravanti apriliano
Cristiano Roversi- I miei obiettivi? Salvarci il prima possibile
e fare, grazie al gruppo dei
compagni, più gol possibili>>.
A disp. Nasoni, Chiarucci, Trincia, Visone, Molinari, Mele,
Tozzi All. Fattori
APRILIA: Casciotti 6, Montella 6,5, Esposito 6, Maola 6,
Crepaldi 6, Sossai 6, Schiumarini 6 (18’ st Rante 6), Cannariato 6,5, Roversi 6, Pagliaroli
6, Toto 6 (30’ st Giangrande 6)
Arbitro: D’Ascanio di Ancona
6,5
Note. Ammoniti. Costantini,
Esposito, Maola, Roversi Calci
d’angolo 8-3 per l’Ostiamare.
Spettatori 230.
OSTIAMARE: Saccucci 6,
Barbieri 6 (11’ st Martinelli 6),
Angeletti 6, De Nicolò 6,
Costantini 6 (42’ st Macciocca
s.v.), Piroli 6, Piro 6,5, D’Astolfo 6, Massella 6, Matarazzo 6
(4’ st Sargolini 6), Maestrelli 6
A disp. Travaglini, Biagiotti,
Danese, Cesarotti, Palazzini,
Rossi All. Chiappara
ALLA NUOVA CAMPUS PRIMAVERA IL FUTURO E’ NEL NUOTO AGONISTICO
Alla Nuova Campus Primavera di Aprilia piccoli
campioni crescono … Una nuova realtà agonistica
mira ad affermarsi a livello regionale e nazionale. Il
valente staff agonistico della società sportiva allena
i nuotatori sin dalla categoria “Propaganda”, affidata alle sapienti mani di Roberto Romagnoli, il cui
lavoro ha già portato i suoi frutti nelle prime gare
dell’anno; si prosegue con la categoria “Esordienti
B”, affidata all’abilità di Chiara Barbetti, atleta di
livello nazionale, (tre volte finalista ai campionati
italiani giovanili, ha partecipato al trofeo Sette colli
di Roma e ai campionati italiani assoluti) che fino
allo scorso anno si è occupata anche degli “Esordienti A” e “Ragazzi”, creando un bellissimo gruppo affiatato; e quindi il gruppo degli “Esordienti A” e “Ragazzi” seguito dal nuovo acquisto della Nuova Campus Primavera Roberto Cianfarani che vanta esperienza più che ventennale: già atleta della nazionale negli anni
‘80, campione italiano nei 100 e 200 rana e pluri vincitore del titolo italiano a squadre e staffetta e con esperienze anche con squadre estere. Le giovani atlete (della categoria “Ragazzi”) Beatrice Cavero (rana), Giulia
Lanari (stile) e Chiara Meringola (dorso), puntano a realizzare i tempi limite che garantiscono la partecipazione
ai campionati italiani giovanili che si svolgeranno a Riccione nel periodo 20-25 marzo. In quest’ottica si sono
già messe in luce nelle prove regionali di categoria, ed hanno ottenuto ottimi risultati nel 1° Trofeo Nantes
Ostiensis, che ha avuto luogo il 5 e il 6 gennaio 2015 presso la bellissima piscina Babel di Roma (località Infernetto), cui hanno partecipato atlete della Nazionale Italiana quali Erika Ferraioli ed Elena Gemo. In questa occasione si è potuto registrare l’ottimo tempo ottenuto dall’atleta Chiara Meringola (categoria rag 2) nei 50 dorso
di 33”.6; quello della giovane atleta Beatrice Cavero (categoria rag 1) finalista nei 50 rana con 36”.7 e nei 100
rana con 1.20”.6, tempo con cui si è guadagnata il primo posto della propria categoria; oltre alla bella prestazione della promettente Giulia Lanari nei 200 stile libero.
Sperimentazione e impegno sembrano essere le due parole d’ordine dell’allenatore Roberto Cianfarani. Tutti i
suoi atleti sono spinti a cimentarsi e confrontarsi con tutti gli stili. E’ per questo che anche il più nutrito gruppo
degli “esordienti A” (Matteo Grego, Simone Grego, Christian Foti, Federico Bazzoni, Nicolò Mengoni, Aimee
Mancori, Marta Cianfarani, Martina Montagner, Veronica Iermano) ha “risentito” gli effetti della sferzata di
energia impartita loro dall’allenatore, che quest’anno li porta ad essere impegnati in gare regionali puntando a
risultati di prestigio in tutti gli stili. La buona riuscita del lavoro svolto è anche frutto dell’impegno e della
costanza con cui allenatore e atleti perseverano nella loro attività. Il periodo natalizio, solitamente di fermo per
gli allenamenti, ha visto gli atleti effettuare un collegiale atto a migliorare tecniche di resistenza nelle piscine del
bellissimo Centro Sportivo Millenium di Lariano, paese natale dell’allenatore.
La prossima prova per gli “Esordienti A” e gli “Esordienti B” è il MEETING REGIONALE PRIMAVERILE
ES. A - 7° COPPA GIUSEPPE SANT che vedrà impegnati i giovani campioni sabato 24 Gennaio e domenica
25 Gennaio presso il centro federale di Frosinone.
Mentre i “Ragazzi” dovranno concludere le prove della MANIFESTAZIONE REGIONALE INVERNO DI
CATEGORIA e poi concentrarsi sul 2° TROFEO “FORO ITALICO”.
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pagina 52
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