4° Congresso Nazionale Programma

4° Congresso Nazionale
Gruppo di Studio Interassociativo AMD-SID Piede Diabetico
Il team “Piede diabetico”
incontro tra gli specialisti per il futuro
Programma
ROMA • 19/21 Febbraio 2015
Pontificia Università San Tommaso d’Aquino
Largo Angelicum, 1 • Complesso Angelicum
INGRESSO
AULA 11
AULA 10
ZONA WI-FI
POSTER SESSION
CHIOSTRO INTERNO
SALA COLONNE
CHIOSTRO INTERNO
19 18 17 16
AREA ESPOSITIVA
AREA
Lista espositori:
1 – ECOSANIT
2 – ITOP
3 – RTM ORTOPEDIA
4 – ACELITY
5 – CONVATEC
6 – B.BRAUN
7 – PODARTIS
8 – ARTSANA
9 – URGO
10-11 – DUNA
12 – MASTELLI
13 – CORM
14 – THERAS BIOCARE
15 – PERIMED ITALIA
16 – ASA
17 – Me.Te.Da.
18 – SIAD HEALTHCARE
19 – CORPORA
20 – THERESON
21 – ARTIMED
22 – VITA RESEARCH
23 – OPTIMA MOLLITER
Zona Coffee Break
A
IV
Area Congressuale del
complesso angelicum
P
23 22 21 20
AREA ESPOSITIVA
Zona Coffee Break
IT
SEGRETERIA
AREA
VA
TI
OS
I
ES
ES
S
PO
15
AULA 8
TOILETTE
Informazioni generali
Numero telefonico di riferimento presso la sede durante i giorni del congresso:
☎ 348 901 3773
SEDE DEL CONGRESSO:
Complesso Angelicum • Pontificia Università San Tommaso d’Aquino
Largo Angelicum, 1 Roma (RM) • Telefono 06 670 2441 • www.angelicumcongress.it
CREDITI FORMATIVI ECM:
Il Congresso sarà accreditato per la figura professionale del: Medico Chirurgo, Farmacista,
infermiere, Podologo, Tecnico ortopedico e Fisioterapista.
N° ECM di riferimento 373 - 114738 / N° ore formative: 18 / N° Crediti formativi assegnati: 9
La documentazione ECM (scheda anagrafica, questionario valutazione e apprendimento), dovrà essere riconsegnata alla Segreteria Organizzativa al termine dei lavori. Per conseguire i crediti relativi
all’evento partecipato è necessario:
› garantire la propria presenza in sala per il 100% della durata dell’evento
› aver risposto correttamente al 75% dei quesiti del questionario di apprendimento
› aver consegnato il questionario di valutazione dell’evento compilato in ogni sua parte
› aver compilato in ogni sua parte con i propri dati la scheda necessaria ai fini ECM
DISCIPLINE DI RIFERIMENTO PER LA PROFESSIONE DEL MEDICO CHIRURGO:
Angiologia - Chirurgia Generale - Chirurgia Plastica e ricostruttiva - Chirurgia Vascolare Endocrinologia - Malattie Infettive - Medicina Interna - Malattie Metaboliche e Diabetologia Nefrologia - Neurologia - Ortopedia e Traumatologia
Obiettivo formativo:
Percorsi clinico-assistenziali/diagnostici/riabilitativi, profili di assistenza - profili di cura
Modalità di valutazione della presenza e dell’apprendimento:
› Firma di presenza
› Rilevazione della qualità percepita tramite questionario
› Valutazione di apprendimento tramite test composto da 3 domande per ogni credito attribuito
con risposta a scelta multipla.
Attestato E.C.M:
L’attestato E.C.M. verrà spedito all’indirizzo di posta elettronica indicato sul modulo, dopo aver
effettuato le verifiche.
Attestato di Partecipazione:
Ai partecipanti verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.
Quote di iscrizione
Medici e Farmacisti
Infermieri, Podologi e Tecnici ortopedici
Dopo il 20/01/2015
€ 300,00 + IVA
€ 180,00 + IVA
La quota di iscrizione comprende: Kit congressuale, partecipazione ai lavori, coffee breaks, attestato
ECM e attestato di partecipazione.
L’iscrizione verrà confermata dalla Segretaria Organizzativa, D.G.M.P., alla ricezione del pagamento
della quota tramite bonifico bancario secondo le seguenti indicazioni:
Intestatario conto: Società Diabete Servizi s.r.l.
Banca: Banca Prossima Spa IBAN: IT71 I033 5901 6001 0000 0130 996
Causale: Nome_Cognome Iscrizione 4° Congresso Nazionale Piede Diabetico Roma 19/21
Febbraio 2015.
La prenotazione alberghiera può essere effettuata attraverso il seguente link che suggerisce la
zona di Rione Monti/Fori Imperiali/Piazza Venezia come località più vicine alla sede:
www.booking.com/city/it/rome.html?aid=315445
– 1 –
Comitato Organizzatore
Luigi Uccioli
Presidente del Congresso
Laura Giurato
Lorena Mancini
Comitato Scientifico Gruppo di Studio Interassociativo SID-AMD Piede
M. Eugenio De Feo
Presidente Comitato Scientifico
Alberto Bruno
Agata Chiavetta
Roberto Da Ros
Lorena Mancini
Gisella Meloni
Loredana Rizzo
Segreteria Organizzativa
D.G.M.P. srl
Via A. Gozzini, 4 - 56121 Pisa
Tel. 050 989310 - Fax 050 981264
[email protected] - www.dgmp.it
Provider ECM
SID
Società Italiana di Diabetologia e Malattie del Metabolismo ID N. 373
Via Pisa, 21 • 00262 ROMA
Tel. 06 442 409 67 • Fax 06 442 920 60
[email protected]
[email protected]
www.siditalia.it
In collaborazione con le seguenti Società Scientifiche:
AIUC - Associazione Italiana Ulcere Cutanee
ISPO ITALIA - International Society for Prosthetics and Orthotics
FIOTO - Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche
SICP - Società Italiana Caviglia Piede
SIMIT - Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali
SIN - Società Italiana Neurologia
SIN - Società Italiana di Nefrologia
– 2 –
Programma
Giovedì 19 Febbraio 2015
11.30 Apertura Segreteria
12.00 • 13.30 WORKSHOP AZIENDALI - vedi pagina 8
AULA MAGNA
14.00 • 14.30 Apertura del Congresso e Saluti
(S. Caputo - Roma, E.M. De Feo - Napoli,
R. Giordano - Roma, N. Musacchio - Milano, G. Sesti - Catanzaro, L. Uccioli - Roma)
14.30 • 15.00 Lettura Magistrale
Moderatori: D. Lauro - Roma, L. Uccioli - Roma
Il piede infetto - Nuove Frontiere del salvataggio dell’arto
(A.B. Lipsky - USA)
I Sessione: INFEZIONE
Moderatori: M. Andreoni - Roma, E. De Feo - Napoli
15.00 • 15.20 Resistenze e nuove opzioni della terapia antibiotica
(L. Sarmati - Roma)
15.20 • 15.40 Il Biofilm
(C. Tascini - Pisa)
15.40 • 16.00 Salvataggio d’arto in pazienti con ischemia ed infezione acuta
(E. Faglia - Milano)
16.00 • 16.20 Presentazione dello studio epidemiologico sulle
infezioni nel piede diabetico del Gruppo di Studio
(E. De Feo - Napoli)
16.20 • 16.40 Discussione
16.40 • 17.00 Coffee Break
II Sessione:OSTEOMIELITE
Moderatori: C. Caravaggi - Milano, S. Giannini - Bologna
17.00 • 17.20 È possibile un trattamento conservativo dell’osteomielite?
(R. Da Ros - Monfalcone)
17.20 • 17.40 È necessario sempre un approccio demolitivo dell’osteomielite?
(E. Brocco - Padova)
17.40 • 18.00 Timing ed interventi dell’osteomielite nel piede diabetico
(M. Cadossi - Bologna)
18.00 • 18.20 Discussione
18.30 • 19.30 COMUNICAZIONI ORALI
Moderatori: G. Meloni - Lanusei, F. Romagnoli - Ancona
CO1 - Outcomes di 100 soggetti diabetici trattati chirurgicamente
per ulcere profonde infette ai piedi - Paolo Galenda
– 3 –
CO2 - Alta prevalenza di batteri chinolonici resistenti nelle infezioni
del piede diabetico - Cesare Miranda
CO3 - Piede diabetico infetto: importanza della tempestività della
sinergia dei trattamenti per il salvataggio “funzionale” di parte del
piede - Salvatore Piazza
CO4 - Aumento della TcPO2 nella ricostruzione del piede diabetico
mediante l’utilizzo del sostituto dermico Integra - Luca Spazzapan
CO5 - L’estensione ed il grading della osteomielite non sono
correlate alla prognosi in diabetici affetti da neuroartropatia di
Charcot complicata: studio prospettico di coorte - Luca Dalla Paola
CO6 - Approccio chirurgico plantare e stabilizzazione con fissatore
esterno nel trattamento dell’osteomielite mediotarsale del piede di
Charcot ulcerato - Carlo Caravaggi
Venerdì 20 Febbraio 2015
AULA MINOR
III Sessione:NEUROPATIA
Moderatori: C. Vermigli - Perugia, A. Truini - Roma
09.00 • 09.20 Inquadramento della polineuropatia diabetica (V. Spallone - Roma)
09.20 • 09.40 Diagnosi differenziale di dolore periferico (L. Padua - Roma)
09.40 • 10.00 Il trattamento del dolore neuropatico (A. Truini - Roma)
10.00 • 10.20 Discussione
10.20 • 10.40 Coffee Break
IV Sessione: TRATTAMENTO DELLE ULCERE
Moderatori: F. Petrella - Napoli, A. Aiello - Campobasso
10.40 • 11.00 Quando e perché è conveniente utilizzare medicazioni avanzate
(M. Romanelli - Pisa)
11.00 • 11.20 Quando e perché è conveniente utilizzare i sostituti dermici
(G. Clerici - Milano)
11.20 • 11.40 Ruolo di altri trattamenti nel processo di guarigione delle ulcere
(A. Piaggesi - Pisa)
11.40 • 12.00 Discussione
12.00 • 13.30 COMUNICAZIONI ORALI
Moderatori: L. Monge - Torino, L. Rizzo - Grosseto
CO7 - Classificazione del rischio ulcerativo nei pazienti in dialisi:
un’opportunita’ anche nei non diabetici? - Silvia Magi
CO8 - Indagine a campione sulle conoscenze in tema di piede diabetico fra gli
infermieri dell`azienda ospedaliero-universitaria di udine - Pier Maria Miniussi
CO9 - Analisi dell’indice di comorbidità di Charlson nei pazienti affetti da
piede diabetico (pd) e sua correlazione con l’evoluzione clinica - Elisabetta
Iacopi
– 4 –
CO10 - Colonizzazione rettale da klebsiella pneumoniae carbapenemasiproduttrice è un fattore di rischio di mortalità in pazienti con piede
diabetico infetto - Carlo Tascini
CO11 - Lembo fasciocutaneo quadrato plantare di avanzamento
nel trattamento delle ulcere plantari diabetiche non infette - Carlo Caravaggi
CO12 - Nuova tecnica chirurgica per il trattamento conservativo
delle lesioni ulcerate del 1° raggio con coinvolgimento osteomielitico
metatarsale in una popolazione di soggetti diabetici: studio prospettico di
coorte - Luca Dalla Paola
CO13 - Utilizzo di palloni conici per il trattamento di occlusioni lunghe
dei vasi tibiali in pazienti diabetici con ischemia critica degli arti inferiori Nicola Troisi
CO14 - Calcificazioni vascolari nei pazienti diabetici con lesione ischemica
del piede: confronto tra pazienti in dialisi e non - Marco Meloni
CO15 - Rivascolarizzazione e chirurgia nella gestione del piede diabetico:
uno studio prospettico - Laura Salvotelli
CO16 - Rivascolarizzazione e piede diabetico: differenze di esito a breve e
lungo termine correlate al reparto di ricovero - Francesca Fico
13.30 • 15.00 WORKSHOP AZIENDALI- vedi pagina 8
V Sessione: RENE E PIEDE
Moderatori: A. Santoro - Bologna, N. Di Daniele - Roma
15.00 • 15.20 Le calcificazioni vascolari nel paziente dializzato
(D. Brancaccio - Milano)
15.20 • 15.40 L’Insufficienza Renale Cronica condiziona
il trattamento del piede diabetico?
(L. Uccioli - Roma)
15.40 • 16.00 La malattia dei piccoli vasi del piede (R. Ferraresi - Milano)
16.00 • 16.15 Discussione
15.00 • 16.15 Sessioni in parallelo
SALA 10 ATTIVITà PRATICHE
Moderatore: G. Canzoneri - Palermo
15.00 • 15.15 Onicopatie (A. Campana - Roma)
15.15 • 16.15 Rieducazione ungueale (A. Federici - Roma, F. Gullace - Roma)
SALA 8 ATTIVITà PRATICHE
15.00 • 15.15 Rischio ulcerativo (A. Satta Hai - Varese)
15.15 • 16.15 Screening (M. Meloni - Roma)
SALA 11 ATTIVITà PRATICHE
15.00 • 15.15 Terapia a pressione negativa (A. Pecoriello - Roma)
15.15 • 16.15 Come applicarla (G. Causarano - Roma)
– 5 –
16.15 • 16.30 Coffee Break
16.30 - 18.30 ATTIVITà PRATICHE - Sessioni in parallelo
Sala 8 AP1: Medicazioni avanzate
Tutors: V. Ruotolo - Roma, F. Toscanella - Roma, L. Giurato - Roma
Sala 10 AP2: Scarico in fase acuta
Tutors: L. Rizzo - Grosseto, C. Di Campli - Roma, R. De Toma - Milano
Sala 11 AP3: Calzature e plantari in prevenzione primaria e secondaria
Tutors: L. Mancini - Roma, M. Zimbile - Roma, D. Simonetti - Milano
Sala Minor AP4: Come valutare la vasculopatia periferica - Trattamento
endovascolare dell’ischemia
Tutors: M. Stefanini - Roma, E. Pampana - Roma, R. Gandini - Roma
Sala ColonneAP5: Collaudo delle calzature ed ortesi plantari
Tutors: C. Giacomozzi - Roma, C. Vermigli - Perugia, V. Muti - Napoli
Sala Colonne
18.30 • 19.30 Discussione Posters
Moderatori: G. Mariani - Milano, G. Saldalamacchia - Napoli
18.30 • 19.30 Riunione referenti regionali del Gruppo Piede - Sala 11
18.30 • 19.30 Assemblea dei Podologi iscritti alla SID - Sala 10
Sabato 21 Febbraio 2015
AULA MINOR
VI Sessione: TERAPIA DEL DIABETE NEL PAZIENTE PLURICOMPLICATO
Moderatori: L. Uccioli - Roma, A. Chiavetta - Catania
08.30 • 08.50 Attualità della Metformina (L. Uccioli - Roma)
08.50 • 09.10 Ruolo dei nuovi Ipoglicemizzanti (R. Anichini - Pistoia)
09.10 • 09.30 La terapia insulinica nel paziente ospedalizzato (A. Bruno - Torino)
09.30 • 09.50 Discussione
VII Sessione: LIVELLI DI ASSISTENZA, RIABILITAZIONE E LAVORO
Moderatori: A. Bruno - Torino, M.G. Benedetti - Bologna
09.50 • 10.10 Amputazione: è un indice di qualità di cura (F. Carinci - Roma)
10.10 • 10.30 I rimborsi: problematiche in tempi di spending review (M. Laineri - Roma)
10.30 • 10.50 Ortesizzazione e scarpe anti-infortunistiche (I. Iavicoli - Roma)
0.50 • 11.10 Riabilitazione e protesi dopo l’amputazione (M. Traballesi - Roma)
11.10 • 11.30 Discussione
11.30 • 12.00 Coffee Break
– 6 –
SALA 11 SESSIONE PARALLELA
09.00 • 12.00 Moderatore: G. Lo Grasso - Catania
09.00 • 09.25 La collaborazione con MMG nei diabetici a rischio di ulcerazione
(D. Cristofanelli - Roma)
09.25 • 09.50 Il percorso educazionale prima e dopo la lesione - follow up
(D. Cristofanelli - Roma)
09.50 • 10.15 L’assistenza al paziente con lesioni e la pianificazione
in ambito plurispecialistico (R. Morandini- Roma)
10.15 • 10.40 I supporti informatici indispensabili per la condivisione
delle informazioni (L. Maiani - Roma)
10.40 • 11.00 Discussione
SALA COLONNE SESSIONE PARALLELA
09.00 • 10.30 Moderatore: G. Federici - Roma
09.00 • 09.15 Le deformità del piede neuropatico (G. Federici - Roma)
09.15 • 09.30 Valutazione funzionale del piede neuropatico (I. Teobaldi - Verona)
09.30 • 09.45 Valutazione strumentale del piede neuropatico (D. Simonetti - Milano)
09.45 • 10.00 Riabilitazione manuale (L. D’Onofrio - Roma)
10.00 • 10.15 Taping (A. Pacilio - Napoli)
10.15 • 10.30 Discussione
10.40 • 12.00 Ortesi digitali (A. Bernini - Pistoia)
Realizzazione pratica (A. Hazbiu Anisa - Roma, R. Orsetti - Ancona)
AULA MINOR
VIII Sessione: Premio per la migliore comunicazione orale
12.00 • 12.45 Comunicazioni Orali
Moderatori: E. De Feo - Napoli, R. Anichini - Pistoia
CO17 - Prevalenza e classificazione dell’anemia in pazienti affetti da “piede
diabetico “ con ulcera : nostra valutazione - Maurizio Bianco
CO18 - Riduzione delle amputazioni in italia e procedure di
rivascolarizzazione: esiste un rapporto di causa effetto? - Alessandra De Bellis
CO19 - Autoanticorpi contro collagene tipo I e II alterati da modifiche posttraslazionali indotte dallo stress ossidativo nella neuroartropatia di Charcot
- Alessandro Rizzi
CO20 - Protocollo clinico-strumentale di confronto statistico della gestione
dell’ipercarico plantare tra ortesi realizzate con tecnica cad-cam e da calco
in pazienti con diabete - Moreno D’Amico
IX Sessione: CONCLUSIONI
12.45 • 13.15 Lettura magistrale: La chirurgia rigenerativa (V. Cervelli - Roma)
13.15 • 13.30 Presentazione nuovo gruppo e programmi per il prossimo anno
(E. De Feo - Napoli, A. Bruno - Torino)
Chiusura dei lavori e compilazione questionario ECM
– 7 –
Workshop Aziendali
Giovedì 19/02, ore 12.00 - Aula Magna
Venerdì 20/02, ore 13.30 - Aula 11
LUNCH SYMPOSIUM
OPTIMA MOLLITER
LUNCH WORSKHOP ECOSANIT
Woundcare-Circle: Soluzioni innovative
per la prevenzione, la Fase Acuta e la
Riabilitazione del Piede Diabetico
Moderatore: Ezio Faglia
Relatori:
Alberto Piaggesi (Pisa),
Luca Dalla Paola (Cotignola)
Fabio Romagnoli (Ancona)
Giacomo Clerici (Pavia)
Durante il simposio verrà offerto il lunch
Venerdì 20/02, ore 13.30 - Aula 8
LUNCH WORKSHOP
THERAS GROUP
Ore 13.30/14.00
FREMS THERAPY nel trattamento delle
complicanze periferiche del Diabete e
della Sindrome del Piede Diabetico
Dr. Roberto Da Ros (Servizio Diabetologia
- Ospedale di Monfalcone - Gorizia)
Ore 14.30-15.00
FREMS Applicazione pratica
Clinical Specialist Francesca Tomei
(Lorenz Lifetech)
Product Specialist Andrea Ferrari
(Theras Biocare)
Venerdì 20/02, ore 13.30 - Aula Minor
LUNCH WORKSHOP PODARTIS
Attività fisica protetta: L’ortesi di nuova
generazione
1)Attività Fisica e Impatto metabolico
Dr. S. Balducci
2) Attività Fisica in Sicurezza
Prof. L. Uccioli
3) L’impatto biomeccanico - Dr. L. Berti
4)Dalla nostra ricerca, l’Innovazione
Dr. C. Buratto
Durante il workshop verrà offerta una
degustazione di vini e prelibatezze Venete
Protocollo clinico-strumentale pilota di
comparazione statistica della gestione
dell’ipercarico plantare tra ortesi realizzate con tecnica CAD-CAM e da calco
in pazienti diabetici
1)La corretta procedura di presa dell’impronta podalica e la metodologia di
progettazione del plantare su Calco e
con metodica CAD-CAM - Sig. Doriano
Veri, Dott. Federico Belli
2)Il protocollo clinico: il razionale, la metodologia e i risultati ottenuti - Dott.ssa Cristiana Vermigli, Dott.ssa Celeste Ceppitelli
3)Metodologia Innovativa per l’Acquisizione, l’Elaborazione dei Dati Baropodometrici e la Valutazione Statistica dei
Risultati - Ing. Moreno D’Amico
Venerdì 20/02, ore 13.30 - Sala Colonne
LUNCH WORKSHOP RTM
ORTOPEDIA/OTTOBOCK
Ore 13.30/14.00 Parte I
Applicazione del medical grade silicone
nella protesizzazione del piede diabetico (protesi funzionali ed estetiche)
Moreno Marchesini
(T.O. RTM Ortopedia Personalizzata)
Ore 14.00-14.30 Rinfresco a buffet
Ore 14.30-15.00 Parte II
Protesi con tecnica del sottovuoto assistito, funzionalità ed evidenze scientifiche
Matteo Cavina (T.O. Ottobock Italia)
Venerdì 20/02, ore 13.30 - Aula 10
WORKSHOP ACELITY
L’uso della pressione negativa per il
trattamento del piede diabetico
Relatori: Prof Luigi Uccioli, Dott. Marco
Meloni - P. A. Piede Diabetico, Dip. Di
Med. Interna, Policlinico Tor Vergata
Dr. Roberto Anichini - Ospedale del Ceppo
di Pistoia - Dipartimento di Diabetologia
Abstracts
Comunicazioni Orali
Giovedì 19 Febbraio 2015
CO1. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.10
CO2. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.11
CO3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.12
CO4. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.13
CO5. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.14
CO6. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.15
Comunicazioni Orali
Venerdì 20 Febbraio 2015
CO7. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.16
CO8. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.17
CO9. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.18
CO10. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.19
CO11. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.20
CO12. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.21
CO13. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.22
CO14. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.23
CO15. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.24
CO16. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.25
Comunicazioni Orali
Sabato 21 Febbraio 2015
CO17. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.26
CO18. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.27
CO19. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.28
CO20. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.29
Poster
P1. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.30
P2. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.31
P3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.32
P4. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.33
P5. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.34
P6. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.35
P7. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.36
P8. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.37
P9. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.38
P10. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.39
P11. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.40
P12. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.41
P13. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.42
P14. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.43
P15. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.44
P16. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.45
P17. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.46
P18. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.47
P19. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.48
P20. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.49
P21. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.50
P22. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.51
P23. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.52
P24. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.53
P25. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.54
P26. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.55
P27. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.56
P28. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.57
P29. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.58
P30. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.59
P31. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.60
P32. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.61
P33. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.62
P34. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.63
P35. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.64
P36. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.65
P37. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.66
P38. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.67
P39. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.68
P40. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.69
P41. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.70
P42. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.71
P43. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.72
CO1
OUTCOMES DI 100 SOGGETTI DIABETICI TRATTATI CHIRURGICAMENTE PER
ULCERE PROFONDE INFETTE AI PIEDI.
P. Galenda①; S. Madaschi①; N. Valerio①; V. Gallicchio①; C. Cisale①; D. Colli①; R.
Ferraresi②; C. M. Caravaggi①;
❶Centri Piede Diabetico, Endocrinologia, Diabetologia,Humanitas Gavazzeni,Bergamo; ❷
Laboratorio Emodinamica,Humanitas Gavazzeni,Bergamo;
Le infezioni , unitamente all`ischemia, rappresentano le principali cause di amputazione
nel soggetto diabetico con ulcere ai piedi. In letteratura vengono segnalati tassi amputativi
superiori a 90% per le ulcere profonde infette, 100% se associate ad ischemia. L`obiettivo
di questo studio è quello di valutare gli outcomes di un trattamento chirurgico tempestivo,
aggresssivo , ma allo stesso tempo conservativo, di queste lesioni.
Materiali e metodi Sono stati seguiti e raccolti i dati di 100 pazienti diabetici giunti
consecutivamente a nostra osservazione per ulcere infette profonde dei piedi . Le lesioni
sono state stadiate secondo criteri della Texas University Classification ed il sistema
PEDIS-IDSA
T.U.C (n): 2B (4), 2D (8), 3B (39), 3D (49)
PEDIS (n): 1 (0), 2 (5), 3 (71), 4 (24)
Tutti pazienti sono stati sottoposti a drenaggio in urgenza o urgenza differita dell`infezione
e polichemioterapia antibiotica empirica o mirata sulla scorta di antibiogramma . Nei giorni
successivi 57 soggetti sono stati sottoposti a PTA degli arti inferiori, di cui 2 inefficaci, 7
ad amputazioni maggiori transtibiali o transfemorali, 3 del mesopiede, 15 dell`avampiede,
26 di 1 o più raggi, 5 di 1 o più dita, 43 ad ulcerectomie e/o sequestrectomie ossee.
Risultati Guarigione: Nel periodo di osservazione 59 pazienti sono guariti di cui 39 in meno
di 12 settimane, 72 hanno ripreso a deambulare con ortesi o scarico gessato . Mortalità in
fase acuta e post-acuta : 1 paziente è deceduto per setticemia prima del trattamento
chirurgico, altri 2 durante la degenza, 1 dopo 20gg dalla dimisssione All`analisi statistica
sono state osservate differenze nei livelli di amputazione che sono risultati più prossimali
nei soggetti ischemici (p<0.1), o con infezioni più gravi (p<0.001). Il tasso di guarigione è
maggiore nei soggetti non ischemici (p<0.1) senza che vi siano differenze significative nei
tempi. Meno soggetti tendono a guarire se trattati per infezioni gravi (p<0.1) ed in tempi
più lunghi (p<0.1). La guarigione è risultata più lenta e difficile nei soggetti dializzati (18).
Conclusioni Un trattamento chirurgico tempestivo delle lesioni profonde infette consente di
ridurre significativamente la prevalenza di amputazioni segnalata in letteratura . Lo stesso
trattamento associato a rivascolarizzazione efficace consente di ridurre il tasso di
amputazioni anche nelle ulcere ischemiche infette Il livello di amputazione è risultato
direttamente proporzionale alla gravità dell`infezione. L`emodialisi si conferma quale
fattore prognostico negativo di guarigione
.
– 10 –
CO2
Alta prevalenza di batteri chinolonici resistenti nelle infezioni del piede diabetico
Alta prevalenza di batteri chinolonici resistenti nelle infezioni del piede diabetico
C. MIRANDA①; R. DA ROS②; R. DE ROSA③; A. CAMPORESE③; G. ZANETTE①;
C. MIRANDA①; R. DA ROS②; R. DE ROSA③; A. CAMPORESE③; G. ZANETTE①;
❶SSD Diabetologia,Azienda Ospedaliera S.Maria degli Angeli,Pordenone; ❷SS
❶SSD Diabetologia,Azienda
Ospedaliera S.Maria
degli
Angeli,Pordenone; ❷SS
Diabetologia,Ospedale
San Polo,Monfalcone;
❸SSC
Microbiologia,Azienda
Ospedaliera
Diabetologia,Ospedale
San Polo,Monfalcone; ❸SSC Microbiologia,Azienda Ospedaliera
S.Maria
degli Angeli,Pordenone;
S.Maria degli Angeli,Pordenone;
Premessa Le infezioni del piede diabetico sono spesso causa di ospedalizzazione e di
Premessa
Le infezioni
piedeAbbiamo
diabeticocondotto
sono spesso
causa di
ospedalizzazione
e di
amputazione.Scopo
del del
lavoro
uno studio
retrospettivo
degli esami
amputazione.Scopo
del lavoro
Abbiamo
condotto
uno studio
retrospettivo
degli
esami
microbiologici,
effettuati
dal 2011
al 2014,
in pz diabetici
affetti
da lesioni ai
piedi,
al fine
microbiologici,
effettuati
dal 2011
al 2014,
pz diabetici
affetti da lesioni ai piedi, al fine
di analizzare la flora
microbica
isolata
e la in
prevalenza
dell`antibioticoresistenza.Materiali
di
analizzare
la stati
floraanalizzati
microbica105
isolata
e la
prevalenza
dell`antibioticoresistenza.Materiali
e metodi
Sono
esami
colturali
effettuati
su biopsie tissutali in 53 pz con
e metodi moderate
Sono statioanalizzati
105
effettuati
su biopsie tissutali
indei
53 pz con
infezioni
severe non
in esami
terapiacolturali
antibiotica.
Le caratteristiche
cliniche
infezioni
moderate53
o severe
in terapia
Le caratteristiche
clinicheperiferica
dei pz
erano
le seguenti:
pz con non
2TDM
(43 M,antibiotica.
10 F), età media
76,5aa, neuropatia
erano learteriopatia
seguenti: 53
pz con 2TDM
(43 M,(13
10 %),
F), età
media 76,5aa, neuropatia
(32%),
ostruttiva
arti inferiori
neurovasculopatia
periferica periferica
(55%).
(32%), arteriopatia
ostruttiva
arti inferiori
(13sono
%), neurovasculopatia
Risultati
Dei 105 esami
raccolti,
89 (84,7%)
risultati positivi,16periferica
(15,3%) (55%).
negativi.
Risultati
105132
esami
raccolti, 89 (84,7%)
negativi.
Sono
statiDei
isolati
micro-organismi
totali disono
cui risultati
71 gram positivi,16
+ ,60 gram (15,3%)
- , 1 micete
.I
Sono
statipiù
isolati
132 micro-organismi
cui 71 gram
,60 gram
, 1 micete (12),
.I
patogeni
frequenti
fra i gram + sonototali
stati:diS.Aureus
(44),+seguito
da-E.Faecalis
patogeni
più frequenti
fra i gram + sono
(44), sono
seguito
da S.Xylosus
E.Faecalis(2),
(12),
S.Beta
Emolitico
(5), S.Epidermidis
(4). stati:
Altri S.Aureus
gram + isolati
stati:
S.Beta
Emolitico
S.Epidermidis
(4). Altri
+ isolati(1).I
sono
stati: S.Xylosus
(2), fra i
S.Agalactiae
(1), (5),
S.Capitis
(1), S.Simulans
(1),gram
S.Warneri
patogeni
più frequenti
S.Agalactiae
(1), Pseudomonas
S.Capitis (1), S.Simulans
(1).I patogeni
frequenti
gram
- sono stati:
Aeruginosa(1),
(15),S.Warneri
Proteus Mirabilis
(10), più
E.Coli
(9), fra i
gram
- sono Morgani
stati: Pseudomonas
Aeruginosa
(15),
Mirabilis
(9),
Morganella
(8), Serratia
Marcescens
(7).Proteus
Altri gram
- sono(10),
stati:E.Coli
Citrobacter
Morganella
Morgani (8),
Serratia
(7). Altri gram
stati: Citrobacter
Koseri
(2), Klebsiella
Oxytoca
(2),Marcescens
Klebsiella Pneumoniae
(2),- sono
Klebsiella
Planticola (1),
Koseri
(2), Klebsiella
Oxytoca
(2), Klebsiella
Pneumoniae
(2), Klebsiella
Planticola
Citrobacter
Fruendii (1),
Acitenobacter(1),
Enterobacter
Aerogenes(1),
E.Cloacae
(1) (1),
.Le
Citrobacter
Fruendii
(1),monomicrobiche
Acitenobacter(1),
Aerogenes(1),
(1) .Le
infezioni
sono
risultate
nelEnterobacter
69,5%, polimicrobiche
nel E.Cloacae
30,4%.Le sedi
delle
infezioni
sonodita
risultate
monomicrobiche
nel 69,5%,
polimicrobiche
nel( 30,4%.Le
sedi
delle
lesioni
erano
(46,6%),
avampiede (34,2%
), tallone
(15,2%), altre
4% ). Negli
esami
lesioni erano
ditale(46,6%),
avampiede (34,2%
), tallone
(15,2%),
altre ( 4% ). Negli
esami
colturali
positivi
lesioni neuroischemiche
sono
state 62,
quelle neuropatiche
27. Negli
colturali
positivinegativi
le lesioni
neuroischemiche
sono
state
62,5,quelle
27. Negli
esami
colturali
le lesioni
neuropatiche
sono
state
quelleneuropatiche
neuro ischemiche
11. Il
esami colturali
le lesioni
neuropatiche
state
neuro ischemiche
11. Ila
46,2%
(61/132)negativi
dei batteri
è risultato
resistente sono
almeno
ad5,unquelle
antibiotico,
il 15% (21/132)
46,2%
(61/132)In
deiparticolare
batteri è risultato
almeno
ad un
antibiotico,
il 15% (21/132)eda
due
antibiotici.
l`11,1%resistente
degli S.Aureus
sono
risultati
meticillino-resistenti
due
antibiotici.
In particolare
l`11,1%
degli S.Aureus
sono
meticillino-resistenti
il 32,5%
(43/132)
dei batteri totali
chinolonici
resistenti,
di risultati
cui il 38%
(27/71) dei gram +ed
il 32,5%
(43/132)
chinoloniciI nostri
resistenti,
cui ilevidenziato
38% (27/71)
dei gram +
ed
il 26,6%
(16/60)dei
deibatteri
gram totali
-. Conclusioni
dati di
hanno
un`alta
ed
il 26,6%di
(16/60)
gram -. Conclusioni
nostri dati hanno
evidenziato
un`alta
prevalenza
batteridei
chinolonici
resistenti, inIparticolare
sono risultati
resistenti
il 70% dei
prevalenza di
batteri
resistenti,
particolare
risultati
resistentilavoro
il 70%(Atti
dei
P.Mirabilis
(7/10)
ed chinolonici
il 40,9% (18/44)
degliinS.Aureus.
In sono
un nostro
precedente
P.Mirabilis
(7/10)Nazionale
ed il 40,9%
(18/44)
degli
S.Aureus. In
nostro
precedente
lavoro (Atti
XVIII Congresso
AMD
2011)
la prevalenza
diun
batteri
gram
- chinolonici
XVIII Congresso
2011) la
di batteri
gram - chinolonici
resistenti
era stataNazionale
del 37,2%AMD
e del 42,8%
perprevalenza
quanto riguarda
P.Mirabilis
(3/7). L`ischemia
resistenti
era stata
del 37,2%
e del di
42,8%
perper
quanto
P.Mirabilis
(3/7).
L`ischemia
sembra essere
il principale
fattore
rischio
ceppiriguarda
chinolonici
resistenti,
infatti
il 76,7%
sembra essere
principale
fattore
rischio
per ceppi
chinolonici
infatti il
(33/43)
di essi ilsono
stati isolati
da di
lesioni
neuro
ischemiche.
Altri resistenti,
fattori di rischio
per76,7%
lo
(33/43) didiessi
sono stati
isolati da lesioni
neuro ischemiche.
fattori diterapie
rischio per lo
sviluppo
resistenza
ai chinolonici
sono precedenti
ricoveri Altri
e precedenti
sviluppo di resistenza ai chinolonici sono precedenti ricoveri e precedenti terapie
antibiotiche.
antibiotiche.
– 11 –
CO3
PIEDE DIABETICO INFETTO: IMPORTANZA DELLA TEMPESTIVITA` DELLA
SINERGIA DEI TRATTAMENTI PER IL SALVATAGGIO "FUNZIONALE" DI PARTE
DEL PIEDE
S. PIAZZA①; A. GRASSI②; M. FERRI①; A. MORMILE②; P. LIMONE②; F. NESSI①;
❶S.C. Chirurgia Vascolare ed Endovascolare,A.O. Ospedale Mauriziano,TORINO; ❷S.C.
Endocrinolgia,Diabetologia
Malattie
Metaboliche,A.O.
Ospedale
Mauriziano,TORINO;
S. PIAZZA①; A. GRASSI②;e M.
FERRI①;
A. MORMILE②;
P. LIMONE②;
F. NESSI①;
INTRODUZIONE: Le gangrene del piede (a partenza spesso dalle dita), soprattutto
quando
associate Vascolare
ad ischemia
infezione, comportano
frequentemente
il ricorso ad❷S.C.
❶S.C. Chirurgia
eded
Endovascolare,A.O.
Ospedale
Mauriziano,TORINO;
amputazione
maggiore. L`inquadramento
eziologico dellaOspedale
lesione e Mauriziano,TORINO;
la tempestività dei
Endocrinolgia,Diabetologia
e Malattie Metaboliche,A.O.
trattamenti permettono di limitare il livello di amputazione, consentendo spesso salvataggio
di una parte del piede, funzionalmente valida. MATERIALI E METODI: Dal maggio 2010
al novembre 2014 sono stati trattati 138 pazienti, diabetici, affetti da lesione infetta a livello
INTRODUZIONE:
Le gangrene
dellapiede
partenza spesso
dalle dita),
soprattutto
del
piede, tutte di grado
III secondo
Texas(aUniversity
Classification
(TUC).
In 29
quando associate
ischemia
ed infezione,
comportano
il ricorso
ad in
pazienti
la lesionead
(sempre
secondo
TUC) rientrava
nellofrequentemente
stadio B (infezione)
mentre
amputazione
maggiore.
L`inquadramento
dellal`ampia
lesionegangrena
e la tempestività
dei
109
nello stadio
D (infezione
ed ischemia).eziologico
In 2 pazienti
(coinvolgimento
trattamenti
permettono di
il livello
di una
amputazione,
consentendo
salvataggio
di
tutti i compartimenti
dellimitare
piede) ha
imposto
amputazione
maggiore spesso
immediata.
Negli
di una
parte
del piede,
funzionalmente
MATERIALI
E METODI:
maggio 2010
altri
136
pazienti
si è attuato
un PDTA valida.
(protocollo
diagnostico
terapeuticoDal
assistenziale)
al novembrein2014
sonomultidisciplinare
stati trattati 138 pazienti,
affetti da lesione medico
infetta adilivello
concordato
maniera
(chirurgodiabetici,
vascolare/endovascolare,
del piede,
tutte didiabetologo,
grado III secondo
la Texas Il
University
In 29
pronto
soccorso,
infettivologo).
paziente èClassification
stato sempre (TUC).
inquadrato
pazienti la lesione
(sempre
secondo
TUC)mediante
rientrava esame
nello stadio
B (infezione)
mentre in
inizialmente
dal punto
di vista
eziologico
ecocolordoppler;
inoltre
109 nello stadio Din(infezione
ed ischemia).
In 2 infettivo
pazienti l`ampia
gangrena
(coinvolgimento
tempestivamente
base alla gravità
del quadro
(flemmone
con quadro
di "limb o
di
i compartimenti
del piede)(inhaemergenza
imposto una
amputazione
maggiore immediata.
Negli
lifetutti
threatening")
si è proceduto
 prima
dell`inquadramento
eziologico)
a
altri
136 pazienti
si è attuato
un PDTA (protocollo
drenaggio
della raccolta
con asportazione
dei tessutidiagnostico
gangrenositerapeutico
nonchè ad assistenziale)
amputazione dei
concordato
in maniera
(chirurgoprelievi
vascolare/endovascolare,
segmenti ossei
coinvoltimultidisciplinare
dalla gangrena (eseguiti
bioptici delle ossa medico
residue edidel
pronto
soccorso,
diabetologo,
Il paziente
è stato sempre
inquadrato
fondo della
lesione
per esame infettivologo).
colturale). In altri
casi il debridement
è stato
eseguito in un
inizialmente
dal In
punto
vistail eziologico
mediante non
esame
ecocolordoppler;
inoltre
secondo tempo.
ognidicaso
sito di amputazione
è stato
mai sottoposto
a chiusura nel
tempestivamente
in base(anche
alla gravità
del quadro
(flemmone
confocolaio
quadro di
"limb o
primo tempo chirurgico
se convinti
di unainfettivo
completa
bonifica del
infettivo).
life29
threatening")
proceduto
(in emergenza
prima dell`inquadramento
eziologico) a
In
pazienti nonsiè èstato
necessario
eseguire un intervento
di rivascolarizzazione
drenaggio della
raccolta in
con107
asportazione
tessuti gangrenosi
ad amputazione
(eziologia
neuropatica);
pazienti si dei
è eseguito
intervento dinonchè
rivascolarizzazione
perdei
segmenti ossei
coinvolti dalla
gangrena popliteo-tibiale:
(eseguiti prelieviendovascolare
bioptici delle ossa
residue
e del
patologia
steno-ostruttiva
del segmento
(88 pz),
chirurgica
fondo
della
lesione
perIlesame
colturale).
In altricon
casiottenimento
il debridement
stato eseguito
in un
(11
pz),
ibrida
(8 pz).
percorso
di guarigione
di unè moncone
di piede
secondo tempo.
In ogni caso
sito di
noniter
è stato
mai sottoposto
a chiusura
funzionale
ha comportato
un il
lungo
(e amputazione
spesso costoso)
terapeutico:
antibiotico
terapia nel
primo
tempoutilizzo
chirurgico
(anche senegativa
convinti(NPWT)
di una completa
bonifica
del focolaio
infettivo).
e.v.
mirata,
di pressione
in tutti i casi,
innesto
con sostituto
In 29 pazienti
non èdistato
necessario
eseguire unper
intervento
di rivascolarizzazione
dermico
acellulare
origine
bovina (Integra®)
la copertura
di ossa e tendini sani
(eziologia
in 107
pazienti
si ècasi);
eseguito
intervento
rivascolarizzazione
per
esposti
(in neuropatica);
34 casi), innesto
cutaneo
(in 21
ortesi
di scaricodi(inizialmente
per
patologia steno-ostruttiva
del segmento
popliteo-tibiale:
endovascolare
(88 pz),
prevenire
lesioni da pressione
ed in seguito
per permettere
la deambulazione
conchirurgica
scarico).
(11 pz), ibridaNel
(8 pz).
Il percorso
guarigione
ottenimento
di un moncone
di piede
RISULTATI:
91 %
(124/136di
pazienti)
si è con
ottenuto
il salvataggio
di un piede
funzionale hacon
comportato
un lungo
(e spesso
costoso)
iter terapeutico:
antibiotico
terapia
"funzionale"
amputazione
minore.
In 8 pazienti
(8/136
pazienti) è stato
necessario
e.v. mirata,
di pressione
negativa
(NPWT)
in tuttidopo
i casi,
innesto con
sostituto
eseguire
unautilizzo
amputazione
maggiore
(7 gamba,
1 coscia)
comunque
un iniziale
dermico acellulare
di origine
(Integra®) per laendovascolare,
copertura di ossa
e tendini
sani
tentativo
di salvataggio
d`artobovina
(7 rivascolarizzazione
1 con
procedura
esposti (in
34 casi),
innesto
cutaneoperi-operatori
(in 21 casi); ortesi
scarico (inizialmente
per
ibrida).
Si sono
verificati
4 decessi
(1 perdipolmonite,
3 per scompenso
prevenire lesioni
da pressioneIledpiede
in seguito
per infetto
permettere
la deambulazione
con
scarico).
cardiaco).
CONCLUSIONI:
diabetico
comporta
alto rischio di
amputazione
RISULTATI:
Nel 91 % (124/136
pazienti)
si è ottenuto il salvataggio
un piede
maggiore.
L`aggressività
del trattamento
multidisciplinare
permette didi
ottenere
(a contro di
"funzionale"
con amputazione
minore. In 8dipazienti
(8/136
pazienti)
è stato necessario
costi
a volte elevati)
spesso il salvataggio
una parte
del piede
funzionalmente
valido.
eseguire una amputazione maggiore (7 gamba, 1 coscia) dopo comunque un iniziale
tentativo di salvataggio d`arto (7 rivascolarizzazione
endovascolare, 1 con procedura
– 12 –
ibrida). Si sono verificati 4 decessi peri-operatori (1 per polmonite, 3 per scompenso
CO4
Aumento della TcPO2 nella ricostruzione del piede diabetico mediante l`utilizzo del
sostituto dermico Integra
L. SPAZZAPAN①; C. NICOLETTI①; G. PAPA②;
❶UNITA` PIEDE DIABETICO E VULNOLOGIA,CASA DI CURA
PEDERZOLI,PESCHIERA DEL GARDA VERONA; ❷UO di Chirurgia Plastica e
Ricostruttiva,Azienda Ospedaliera Universitaria, Ospedali Riuniti,Trieste;
INTRODUZIONE Scopo di questo studio comparativo retrospettivo è stato quello di
valutare i risultati della ricostruzione nel piede diabetico con innesto di pelle a spessore
parziale e sostituto dermico Integra® versus la ricostruzione solo con innesto di cute in
termini di vascolarizzazione mediante la misurazione dell` ossigenazione tissutale
periferica(TcPO2)
MATERIALI E METODI Sono stati inclusi nello studio23 pazienti (12 sono stati ricostruiti
con innesto di cute e 11 con Integra® e innesto di cute a tre settimane). In ogni paziente la
TcPO2 è stata misurata nello stesso punto della superficie ricostruita a 14 giorni, un mese, 3
mesi, 6 mesi, 12 mesi e 24 mesi dopo la ricostruzione.
RISULTATI I letti della ferite ricostruite da Integra® hanno mostrato in media una TcPO
superiore di 10 mm Hg.
CONCLUSIONI Il nostro studio ha valutato in modo oggettivo, con il valoredi TcPO2,
l`ossigenazione del letto della ferita nel piede diabetico dopo la ricostruzione con innesto di
cute da solo e con l`aggiunta del sostituto Integra® al letto della ferita. Durante il primo
mese dopo la ricostruzione non state rilevate differenze statisticamente significative. Dopo
3 mesi TcPO2 studi hanno rivelato un statisticamente significativo aumento della pressione
tissutale di ossigeno superiore nei piedi diabetici ricostruiti con Integra® ed innesto di cute.
Questi risultati appoggiano in modo oggettivo i risultati clinici già segnalato durante
l`utilizzo del sostituto dermico. Resta da spiegare il ruolo di questo aumento della pressione
tissutale di ossigeno nel ridefinire le indicazioni per l`uso di sostituti dermici nella
ricostruzione delle regioni scarsamente vascolarizzate.
– 13 –
CO5
L`ESTENSIONE ED IL GRADING DELLA OSTEOMIELITE NON SONO
CORRELATE ALLA PROGNOSI IN DIABETICI AFFETTI DA NEUROARTROPATIA
DI CHARCOT COMPLICATA: STUDIO PROSPETTICO DI COORTE.
L. DALLA PAOLA①; A. CARONE①; L. VASILACHE①; M. C. PRINCIPATO①; M.
PATTAVINA①;
❶UO PER IL TRATTAMENTO PIEDE DIABETICO,MARIA CECILIA HOSPITAL
GVM CARE AND RESEARCH,COTIGNOLA;
Introduzione La osteoartropatia di Charcot (NAC) è una patologia progressiva che può
causare deformità,ulcerazione e,conseguentemente, elevato rischio di amputazione.
Materiali e Metodi Una coorte di diabetici affetti da NAC complicata da un esteso quadro
di osteomielite del mesopiede e/o retropiede è stata arruolata e seguita prospetticamente.
L`estensione dell`osteomielite era stata valutata con radiografia standard e risonanza
magnetica nucleare. Obiettivo del trattamento chirurgico era l`eradicazione della
osteomielite. Biopsie ossee multiple sono state ottenute durante il trattamento chirurgico e
quindi analizzate dal laboratorio di anatomia patologica.Sono state analizzate la percentuale
di guarigione in relazione alla estensione e grading della osteomielite. Risultati Da gennaio
2010 a maggio 2014 sono stati arruolati e trattati 33 pazienti diabetici consecutivi(21
maschi e 12 femmine) con NAC complicata. La localizzazione della NAC, secondo la
classificazione di Frykberg e Sanders era: classe I 1 paziente (3.03%), classe II-III 21
pazienti (63.64%), classe IV 11 pazienti (33.33%). Il numero medio di segmenti ossei
coinvolti dall`osteomielite era 3.18±1.74. Durante la procedura chirurgica sono stati
ottenuti multipli campioni ossei per la analisi istologica. Il grading della osteomielite era:
grado 1 in 11 pazienti (33.33%), grado 2 in 7 pazienti (21.21%), grado 3 in 4 pazienti
(12.12%), grado 4 in 11 pazienti (33.33%). Il follow up medio è stato di 409.35 ± 154.06
giorni. 30 pazienti sono guariti (90.91%). 3 pazienti sono deceduti durante il follow up per
cardiopatia ischemica e cerebrale (2 pazienti) e per neoplasia (1 paziente). Nessuna
differenza nei tempi medi di guarigione, nel numero medio di interventi chirurgici è stato
evidenziato tra i pazienti. Discussione In questa coorte di pazienti diabetici affetti da NAC
ed osteomielite abbiamo ottenuto una elevata percentuale di salvataggio d`arto. Tale
risultato è stato ottenuto nonostante un esteso coinvolgimento osteomielitico del
mesopiede/retropiede. La localizzazione, il grading e la diffusione della osteomielite non
sono risultati correlati agli outcomes clinici nella popolazione studiata.
– 14 –
CO6
APPROCCIO CHIRURGICO PLANTARE E STABILIZZAZIONE CON FISSATORE
ESTERNO NEL TRATTAMENTO DELL`OSTEOMIELITE MEDIOTARSALE DEL
PIEDE DI CHARCOT ULCERATO
C. Caravaggi①; A. Sganzaroli①; F. Bona①; G. Sacchi①; A. Scotti①; M. Fattori①; R.
Cassino①; D. Simonetti①;
❶Centro per lo Studio e la Cura del Piede Diabetico,Istituto Clinico Citta Studi,Milano;
La neuroartropatia di charcot del mesopiede si caratterizza per una severa deformita` ed
instabilita` del mesopiede con inversione della volta plantare e protrusione plantare ossea.
Queste deformita`, benchè alloggiate in calzature protettive con suola rigida e plantari su
misura, possono evolvere in lesione ulcerative plantari recidivanti che possono complicarsi
con infezioni delle ossa del mediotarso che pongono il paziente a rischio di amputazione
maggiore. Scopo dello studio: valutare la sicurezza e l`efficacia di un approccio chirurgico
plantare transulcerativo di bonifica del focolaio osteomielitico e stabilizzazione del
mesopiede con fissatore esterno nell`osteomielite mediotarsale del piede di charcot cronico
ulcerato. Materiali e metodi: nel periodo da dicembre 2009 ad agosto 2014 sono stati
trattati n. 16 pazienti giunti alla nostra osservazione poiche` affetti da Neuroatropatia di
Charcot di mesopiede con ulcera plantare cronica ed esposizione ossea mediotarsale. In
tutti i pazienti era stata posta indicazione all`amputazione prossimale di piede o di gamba.
Tutti i paziente presentavo un quadro vascolare normale con presenza dei polsi periferici. I
pazienti sono stati sottoposti ad accertamenti radiologici ( radiografia standard del piede ed
RMN) per vautare l`entità del processo osteomielitico. E` stato eseguito un primo step
chirurgico consistente in un ampia ulcerectomia planare con scheletrizzazione del
mediotarso ed ampia resezione ossea cuneiforme sino a raggiunge spongiosa ossea
apparentemente sane e sanguinate. E` stata eseguita biopsia ossea per esame colturale ed
istologico. E` stata impostata terapia antibiotica emprica con Piperacillina-Tazobactam 16
mg/die e Daptomicina 8 mg/kg/die. Dopo circa 7 gg di medicazioni giornaliere con zaffo
di garza iodoformica e` stato eseguito l`intervento chirurgico definitivo di revisione
chirurgica della lesione plantare e stabilizzazione di mesopiede e di caviglia con fissatore
esterno Hofmann III. E` stata in seguito modificata la terapia antibiotica secondo il risultato
dell`esame colturale che il paziente ha proseguito per 3 mesi dopo la dimissione. Dopo tre
mesi il fissatore esterno e` stato rimossoed il paziente ha ripreso a deamabulare con
calzature a suola rigida di protezione e plantari su calco. Risultati: nel periodo di
trattamento si e` osservata la completa guarigione di 14 paziente (87%) menttre in due
paziente (13%) per la progressione dell`infezione ossea e` stato necessario eseguire
un`amputazione di gamba. Nel periodo di follow up non e` stata osservata una ripresa del
processo infettivo. Conclusioni: l`approccio chirurgico aggressivo plantare dell`ostemielite
mediotarale del piede di charcot cronico ulcerato permette un elevato rate di guarigione
riducendo drasticamente il rischio di amputazione maggiore
– 15 –
CO7
CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO ULCERATIVO NEI PAZIENTI IN DIALISI:
UN`OPPORTUNITA` ANCHE NEI NON DIABETICI?
S. Magi①; A. Scatena①; E. Duranti②; E. Bartolini①; L. Ricci③;
❶SC Diabetologia,Ospedale San Donato ASL 8,Arezzo; ❷Direttore SC Nefrologia e
Dialisi,Ospedale San Donato ASL 8,Arezzo; ❸Direttore SC Diabetologia,Ospedale San
Donato ASL 8,Arezzo;
SCOPI DELLA RICERCA: valutare il rischio ulcerativo in pazienti dializzati, diabetici e
non diabetici. METODI IMPIEGATI: abbiamo valutato 3 gruppi di pazienti: 145 diabetici
non dializzati (DMND); 36 diabetici dializzati (DMD) e 127 dializzati non diabetici (DND)
per la presenza di vasculopatia tramite indice caviglia/braccio (ABPI), di perdita della
sensibilità protettiva (LOPS) tramite biotesiometria (VPT) e monofilamento per poter
classificare i pazienti secondo la classe di rischio ulcerativo del Documento di Consenso
Internazionale. CONCLUSIONI: Come atteso, un ABPI<0,9 è presente nei tre gruppi
sottoposti a studio, senza differenze significative tra i DMD (36%) e i DND (30%).
Tuttavia i 3 gruppi non differivano statisticamente per l`alterazione della VPT, presente
anche in 38(30%) dei DND; tutti questi ultimi presentavano una lesione in fase attiva o
pregressa o pregresse amputazioni minori o maggiori. Le pregresse amputazioni minori
erano presenti in 1 (0,7%) dei DMND, 5 (14%) dei DMD e in 3 (2%) dei DND; le
pregresse amputazioni maggiori in 0 DMND, 1(3%) dei DMD ed in 4(3%) dei DND, senza
differenze significative tra i 3 gruppi (p>0,005). Un`ulcera in fase attiva era presente in
25(17%) dei DMND, in 10(27%) dei DMD ed in 5(4%) dei DND. Pregresse ulcere in
13(9%) dei DMND, 15 (42%) dei DMD e 2(1%) dei DND. Risulta significativo che
nessuno dei DMD compaia nella classe di rischio ulcerativo assente e che la maggior parte
(47%) appartenga alla classe di rischio elevatissimo. Inoltre la maggior parte dei pazienti
DND (55%) appartiene alle classi di rischio media, elevata ed elevatissima. Nonostante la
diversa numerosità dei campioni e la mancanza di studi similari, è possibile concludere che
i pazienti DMD necessitino di azioni preventive dedicate e che l`esame della sensibilità
vibratoria (VPT) possa essere condotto di routine anche nei DND al fine di individuare
pazienti ad alto rischio ulcerativo. Il follow-up ad un anno attualmente in corso di questi
pazienti è volto a validare la classificazione del rischio ulcerativo anche nei pazienti non
diabetici in dialisi.
– 16 –
FRA GLI INFERMIERI DELL`AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI
UDINE
CO8
INDAGINE A CAMPIONE SULLE CONOSCENZE IN TEMA DI PIEDE DIABETICO
FRA GLI INFERMIERI DELL`AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI
UDINE
P. M. Miniussi①; S. Monticelli②; L. Caporale②;
P. M. Miniussi①; S. Monticelli②; L. Caporale②;
❶Azienda ospedaliero-universitaria di Udine,S.O. Medicina Interna, Ambulatorio per la
cura del piede diabetico,Cividale del Friuli; ❷Università degli Studi di Udine,Corso di
Laurea in Infermieristica;
❶Azienda ospedaliero-universitaria di Udine,S.O. Medicina Interna, Ambulatorio per la
Premessa.
La diabetico,Cividale
gestione delle lesioni
croniche, tradegli
cui ilStudi
piededidiabetico,
vienedi
cura
del piede
delcutanee
Friuli; ❷Università
Udine,Corso
sempre in
piùInfermieristica;
spesso demandata anche in ospedale al personale infermieristico. Non è però
Laurea
noto quale sia il suo livello di conoscenze in materia, premessa necessaria per una adeguata
presa in carico di tali pazienti. Si è ritenuto perciò utile indagarlo con uno studio
Premessa.
gestione
delle lesioni
cutaneeedcroniche,
tradi
cuiunileventuale
piede diabetico,
vienedi
descrittivo, La
anche
per valutare
la necessità
i contenuti
programma
sempre
più spesso
demandata
anche
in ospedale
al personale
infermieristico.
però
formazione
specifica.
Scopo dello
studio
. Valutare
il livello di
conoscenze inNon
temaè di
noto
quale sia
il suodellivello
conoscenze
in infermieri
materia, premessa
per una adeguata
valutazione
e cura
piededidiabetico
tra gli
operantinecessaria
nell`Azienda
presa
in carico di tali pazienti.
Si è ritenuto
utiledifferenze
indagarlo tra
conquanti
uno studio
ospedaliero-universitaria
di Udine;
ricercareperciò
eventuali
si ipotizza siano
descrittivo,
anche
valutare la necessità
ed icon
contenuti
un eventuale
programma
frequentemente
odper
occasionalmente
a contato
il piededidiabetico
e quanti
lo sono di
formazione
Scopo
dello studio
. Valutare
livello di professionale
conoscenze inetema
raramente o specifica.
mai; ricercare
eventuali
relazioni
fra età,il anzianità
tipo di
valutazione
cura deldipiede
diabetico
gli infermieri
formazione e livello
conoscente
nel tra
campo
specifico.operanti
Metodi .nell`Azienda
Ci si è serviti di un
ospedaliero-universitaria
Udine;multiple
ricercareo eventuali
differenze
tra quanti12siquesiti
ipotizza
questionario strutturato a di
risposte
aperte, anonimo,
contenente
susiano
frequentemente
contatosucon
il piede
diabetico e dell`assistenza
quanti lo sono al
aspetti anagraficiode occasionalmente
professionali e 14a quesiti
aspetti
teorico/pratici
raramente
o mai;Ilricercare
eventuali
relazioni
fra età, aanzianità
professionale
e tipo
di 20
piede diabetico.
questionario
è stato
somministrato
380 infermieri
in servizio
presso
formazione
e livellodiverse
di conoscente
nel campo
specifico.
Metodi
. Ci si è serviti1 di
strutture operative
dell`Ospedale
di Udine
(Anestesia
e Rianimazione
e 2,unClinica
questionario
a risposte
multiple o aperte,
anonimo,
contenente 12
quesiti su
di Anestesia estrutturato
Rianimazione,
Cardiochirurgia,
Cardiologia,
Pneumologia,
Ortopedia,
aspetti
e professionali
e 14 quesiti
su aspetti
teorico/pratici
dell`assistenza
al
Clinicaanagrafici
Ortopedica,
Otorinolaringoiatria,
Clinica
Pediatrica,
Clinica Medica,
Medicina
piede
Il questionario
è stato
somministrato
a 380 infermieri
in servizio
presso 20
Internadiabetico.
1 e 2, Clinica
delle Malattie
Infettive,
Dermatologia,
Diabetologia,
Nefrologia,
strutture
operative
diverse dell`Ospedale
Udine
(Anestesia
e Rianimazione
e 2,
Clinica
Post-acuti.
La partecipazione
allo studio èdistata
volontaria;
198
infermieri, pari1 al
52%
degli
di
Anestesiaha
e Rianimazione,
Cardiochirurgia,
Cardiologia,
Ortopedia,
interpellati,
restituito il questionario
compilato.
Risultati.Pneumologia,
Una maggioranza
rilevante del
Clinica
Ortopedica,
Otorinolaringoiatria,
Clinica
Pediatrica,
Clinica
Medica,
Medicina
personale
aderente all`indagine
ha dichiarato
di curare
raramente
o mai
persone
con piede
Interna
1 e(80,30%)
2, Clinicae di
delle
Dermatologia,
diabetico
nonMalattie
aver maiInfettive,
partecipato
ad attività diDiabetologia,
formazione eNefrologia,
aggiornamento
Post-acuti.
La partecipazione
allo studio
stata volontaria;
al 52% non
degli
sull`argomento
(73,20%); peraltro,
solo ilè 43,40%
reputa la198
sua infermieri,
conoscenzapari
in materia
interpellati,
ha restituito ilNel
questionario
Una
maggioranza
adeguata o insufficiente.
complessocompilato.
le risposte Risultati.
evidenziano
notevoli
carenzerilevante
non solodel
personale
aderente
all`indagine
dichiarato
di curare
raramente
o mai persone
su argomenti
pertinenti
al piede ha
diabetico
(caratteri
della
cute neuropatica,
sede econ piede
diabetico
(80,30%)
e di non aversignificato
mai partecipato
ad attività
di formazione
aggiornamento
trattamento
delle ipercheratosi,
della manovra
"probe
to bone", eclassificazione
sull`argomento
(73,20%); peraltro,
soloideali),
il 43,40%
la sua
conoscenza
in materia
delle lesioni, caratteristiche
delle ortesi
ma reputa
anche su
aspetti
di carattere
generalenon
adeguata
o insufficiente.
Nel complesso
le campione
risposte evidenziano
notevoli carenze
non solo
(sede di prelievo
da una lesione
aperta del
per esame colturale,
scelta del
su
argomenti pertinenti
al piede
diabetico
della di
cute
neuropatica,
e
disinfettante).
Sono risultate
invece
buone(caratteri
le percentuali
risposta
correttasede
ai quesiti
sui
trattamento
delle
ipercheratosi,
significato
della manovra
to bone", classificazione
criteri di avvio
immediato
del paziente
al Pronto
Soccorso,"probe
sulle caratteristiche
dell`ulcera
delle
delle ortesi ideali),
ma anche su
di di
carattere
generale
infettalesioni,
e sullacaratteristiche
frequenza di sostituzione
della medicazione
inaspetti
schiuma
poliuretano.
Non è
(sede
di prelievo
da una
lesione aperta
campione per
esame colturale,
scelta
del
stata rilevata
alcuna
correlazione
fra le del
caratteristiche
demografiche,
il titolo
di studio,
disinfettante).
Sono risultate
buone
percentuali
di rispettive
risposta corretta
ai quesiti
sui
l`anzianità professionale
e diinvece
servizio
deglileintervistati
e le
percentuali
di risposte
criteri
di così
avviocome
immediato
del paziente
al Pronto
Soccorso,
sulle
caratteristiche
corrette,
fra gli infermieri
operanti
in strutture
dove
il contatto
con il dell`ulcera
piede
infetta
e sulla
frequenza
di sostituzione
medicazione
in schiuma
poliuretano.
Non è
diabetico
è possibile,
se non
frequente, edella
quelli
delle strutture
dove taledicontatto
è altamente
stata
rilevata alcuna correlazione fra le caratteristiche demografiche, il titolo di studio,
improbabile.
l`anzianità professionale e di servizio degli intervistati e le rispettive percentuali di risposte
corrette, così come fra gli infermieri operanti
in strutture
dove il contatto con il piede
– 17
–
diabetico è possibile, se non frequente, e quelli delle strutture dove tale contatto è altamente
CO9
ANALISI DELL`INDICE DI COMORBIDITÀ DI CHARLSON NEI PAZIENTI
AFFETTI DA PIEDE DIABETICO (PD) E SUA CORRELAZIONE CON
L`EVOLUZIONE CLINICA
E. Iacopi①; A. Coppelli①; C. Goretti①; C. Mattaliano①; A. Piaggesi①;
❶Sez.Dip.Piede Diabetico,Dipartimento di Area Medica,Azienda
Ospedaliero-Universitaria Pisana;
Scopo dello studio - L`indice di comorbidità di Charlson (ICC), derivante dalla somma di
punteggi attribuiti a 19 differenti patologie croniche, è la più diffusa metodica di
valutazione delle comorbidità in grado di predire la mortalità. Abbiamo valutato l`ICC in
pazienti affetti da PD e abbiamo analizzato la sua correlazione con gli outcomes clinici a
lungo termine. Materiali e metodi - Abbiamo calcolato retrospettivamente l`ICC in 638
pazienti consecutivi affetti da diabete mellito tipo 2 (M/F 460/178; età 68±11 aa; BMI
27.8±5.0 Kg/m2; durata diabete 19.8±12.3 aa; HbA1c 7.9±1.8%) ricoverati presso il nostro
dipartimento nel periodo 2011 - 2014 per PD. I principali outcomes clinici (percentuali di
guarigione, di amputazione maggiore e di morte) sono stati valutati nel corso di un
follow-up di 18.9±12.4 mesi (range 1.7-43.2 mesi) e quindi correlati con il punteggio ICC.
Risultati - Il punteggio ICC medio (±DS) complessivo era 5.2±1.6. La percentuale di
guarigione era 67.2% (N 429), mentre quelle di amputazione maggiore e di morte erano
rispettivamente 5.2% (N 33) e 19.5% (N84) nel corso del follow-up. L`ICC era
significativamente più basso nei pazienti guariti rispetto ai non guariti (5.1±2.5 vs 5.8±2.1
p<0.02). Un punteggio ICC significativamente più alto (6.1±2.3 vs 5.1±2.3 p<0.02) veniva
osservato nei pazienti deceduti durante il follow-up. Nessuna differenza significativa
veniva trovata nei pazienti sottoposti ad amputazione maggiore d`arto rispetto agli altri.
(5.5±2.6 vs 5.2±2.5 p=ns). Conclusioni - I pazienti diabetici con PD presentano un
punteggio di ICC molto alto che correla con i tassi di guarigione e di mortalità,
sottolineando l`importanza dell`importante coinvolgimento sistemico di questi pazienti. I
nostri dati suggeriscono inoltre un possibile valore predittivo dell`ICC non solo in termini
di mortalità, ma anche in relazione all`evoluzione clinica delle lesioni a lungo termine.
– 18 –
CO10
COLONIZZAZIONE RETTALE DA KLEBSIELLA PNEUMONIAE
CARBAPENEMASI-PRODUTTRICE È UN FATTORE DI RISCHIO DI MORTALITÀ
IN PAZIENTI CON PIEDE DIABETICO INFETTO
C. Tascini①; E. Iacopi②; A. Coppelli②; C. Goretti②; F. Menichetti①; A. Piaggesi②;
❶U.O. Malattie Infettive,Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana; ❷Sez.Dip. Piede
Diabetico,Dipartimento di Area Medica,Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana;
Scopo. L`incidenza di infezioni da ceppi di Klebsiella Pneumoniae produttrice di
Carbapenemasi (KPC-Kp) sta aumentando in tutto il mondo. Scopo del nostro studio era
verificare se la colonizzazione e l`infezione da KPC-Kp in pazienti con piede diabetico
infetto (PDI) fosse associata con un incremento della mortalità. Metodi. Abbiamo condotto
uno studio retrospettivo, caso-controllo: i casi consistevano in pazienti adulti con PDI ed
isolamento di KPC-Kp in un tampone rettale. Per ogni caso abbiamo selezionato almeno un
controllo corrispondente, affetto da PDI, ma che presentasse tampone rettale negativo per
KPC-Kp. Fra il 1 dicembre 2010 ed il 31 marzo 2014 abbiamo identificato 21 pazienti con
PDI e colonizzazione rettale da KPC-Kp. In 6 (28%) di questi pazienti era presente anche
isolamento di KPC-Kp da un prelievo a carico del PDI. Nello stesso periodo abbiamo poi
selezionato 25 controlli corrispondenti. Risultati. Fra i due gruppi non erano presenti
differenze significative in termini di età, sesso, Punteggio di Charlson, classificazione delle
lesioni e numero di precedenti ricoveri. Confrontati con I pazienti del gruppo di controllo,
che presentavano una mortalità complessiva del 4%, la mortalità era significativamente più
alta nei pazienti con colonizzazione rettale da KPC-Kp (40%, p= 0.013) e nei pazienti con
PDI da KPC-Kp (67%; p= 0.002). Mediante regressione logistica multivariata abbiamo
evidenziato come la colonizzazione da KPC-Kp fosse l`unico fattore di rischio
indipendente significativamente associato con la mortalità (OR=22.41, 95%CI: 3.43 
455.28, p= 0.006). Conclusioni. La colonizzazione e l`infezione di piede da KPC-Kp
sembrano essere associate ad un incremento della mortalità nei pazienti affetti da PDI.
– 19 –
CO11
LEMBO FASCIOCUTANEO QUADRATO PLANTARE DI AVANZAMENTO NEL
TRATTAMENTO DELLE ULCERE PLANTARI DIABETICHE NON INFETTE
C. Caravaggi①; R. Ferraresi③; A. Sganzaroli①; F. Bona①; P. Galenda②;
❶Centro Interdipartimentale per la Cura del Piede Diabetico,Istituto Clinico Citta
Studi,Milano; ❷Centro per la Cura del Piede Diabetico,Istituo Clinico Humanitas
Gavazzeni,Bergamo; ❸Servizio di Radiologia Interventistica Periferica,Istituto Clinico
Humnitas Gavazzeni,Bergamo;
L`apparecchio deambulatorio di scarico, indicato come trattamento di prima scelta nelle
ulcere neuropatiche plantari non è stato ampiamente usato a causa della scarsa compliance
dei pazienti e degli elevati rischi di effetti collaterali quali la comparsa di lesioni ulcerative
ed infezioni. Scopo dello studio: Valutare la sicurezza e l`efficacia di un lembo
fascicutaneo plantare di scorrimento nel trattamento delle ulcere neuropatiche plantari.
Materiali e metodi: dal dicembre 2012 al febbraio 2013 abbiamo consecutivamente
arruolato 23 pazienti con lesioni ulcerative profonde neuropatiche o neuroischemiche. 9 pz
sono stati sottoposti a PTA e 18 pz a trattamento chirurgico osseo come segue: a) 10
rimozioni di teste metatarsali; b) 3 osteotomie distali di sollevamento; c) 2 resezioni
dell`articolazione metatarso falangea del I raggio con stabilizzazione con filo di K; d) 1
esostectomia plantare; e) 1 sesamoidectomia; f)1 calcanectomia parziale. In tutti i pz è stato
scolpito un lembo fasciocutaneo plantare di copertura della lesione ulcerativa. 2 pz sono
stati esclusi dall`analisi statistica poiché hanno sottoposto a carico il piede operato nei primi
giorni dopo l`intervento. Risultati: è stato osservato un rate di guarigione del 100% nei
rimanenti 21 pz. In 15 pz (71.5%) abbiamo osservato una guarigione per prima intenzione
mentre in 5 pz (24%) per seconda intenzione ed in un pz (4.5%) dopo revisione chirurgica.
Il tempo di guarigione per prima intenzione è stato di 30 gg (DS 13), in caso di guarigione
per seconda intenzione di 86 gg (DS 40) mentre il tempo di guarigione totale è stato di 44
gg (DS 31). Durante un follow up di 724 gg (DS 275) non è stata osservata alcuna recidiva
ulcerativa mentre si è osservata un`ulcera da trasferimento su un metatarso adiacente.
Conclusioni: il lembo fascio cutaneo plantare di avanzamento può essere considerato
un`opzione chirurgica sicura ed efficace nel trattamento delle ulcere neuropatiche plantari
considerando l`elevato rate di guarigione, il corto periodo di guarigione ed il basso rischio
di recidiva ulcerativa.
– 20 –
CO12
NUOVA TECNICA CHIRURGICA PER IL TRATTAMENTO CONSERVATIVO
DELLE LESIONI ULCERATE DEL 1° RAGGIO CON COINVOLGIMENTO
OSTEOMIELITICO METATARSALE IN UNA POPOLAZIONE DI SOGGETTI
DIABETICI: STUDIO PROSPETTICO DI COORTE.
L. DALLA PAOLA①; A. CARONE①; M. C. PRINCIPATO①; L. VASILACHE①; M.
PATTAVINA①;
❶UO PER IL TRATTAMENTO PIEDE DIABETICO,MARIA CECILIA HOSPITAL
GVM CARE AND RESEARCH,COTIGNOLA;
Introduzione Le lesioni ulcerate plantari con coinvolgimento osteomielitico della
articolazione metatarso-falangea del 1° raggio costituiscono, nel piede diabetico, una
comune localizzazione. Il trattamento conservativo di tali lesioni è spesso difficile da
pianificare e deve essere condotto attraverso un appropriato debridement sia della
componente ossea che dei tessuti molli. Materiali e Metodi In una coorte di 28 pazienti
diabetici che presentavano una lesione ulcerata con coinvolgimento osteomielitico della
articolazione metatarso-falangea del 1° raggio (1^MTPJ), dopo la rimozione della lesione e
del corripondente segmento osseo coinvolto, abbiamo posizionato uno spaziatore in
cemento antibiotato e un fissatore esterno monoplanare per stabilizzare temporaneamente la
sede di intervento. Risultati La durata media del follow up è stata di 12.2 ± 6.9 mesi. Nel
corso del follow up 27 pazienti (96,43%) sono guariti. 24 pazienti sono guariti senza
evidenziare recidive ulcerative locali o da trasferimento, problematiche di ortesizzazione o
anomalie del passo. 3 pazienti hanno sviluppato una recidiva ulcerativa dopo tale procedura
chirurgica. Nel periodo post-operatorio 1 paziente (3.57%) ha presentato la deiscenza del
sito chirurgico ed è stato sottoposto a revisione locale e re-intervento. Durante il follow up,
dopo la guarigione, 2 pazienti (7.14%) hanno presentato recidiva ulcerativa secondaria a
dislocazione del cemento osseo. L`approccio chirurgico è consistito nella revisione con
rimozione e riposizionamento dello spaziatore e del fissatore esterno temporaneo (1
paziente) e artrodesi con viti cannulate (1 paziente). 1 paziente (3.57%) in seguito a
recidiva di ischemia critica è stato sottoposto a nuova procedura di rivascolarizzazione e ad
amputazione transmetatarsale. Conclusioni Il nostro studio evidenzia la efficacia di questa
tecnica chirurgica one-step per il trattamento di lesioni ulcerative con coinvolgimento
osteomielitico della 1^ MTPJ in pazienti diabetici.
– 21 –
CO13
UTILIZZO DI PALLONI CONICI PER IL TRATTAMENTO DI OCCLUSIONI
LUNGHE DEI VASI TIBIALI IN PAZIENTI DIABETICI CON ISCHEMIA
CRITICA DEGLI ARTI INFERIORI
N. Troisi①; G. Landini①; S. Michelagnoli①; F. Falciani①; C. Baggiore①;
❶Centro Interdipartimentale Piede Diabetico,Azienda Sanitaria Firenze,Firenze;
Introduzione Il diabete è la principale causa di ischemia critica degli arti inferiori. Nei
diabetici le occlusioni lunghe dei vasi tibiali sono molto comuni. Scopo di questo studio è
stato quello di valutare i risultati dei palloni conici nella ricanalizzazione di occlusioni
lunghe di vasi tibiali in pazienti diabetici con ischemia critica. Materiali e metodi Da
Gennaio ad Agosto 2014 49 vasi tibiali con occlusioni lunghe sono stati ricanalizzati e
trattati con palloni conici (Amphirion Deep; Medtronic Inc., Minneapolis, MN, USA) in
pazienti diabetici con ischemia critica afferenti al percorso aziendale del piede diabetico. I
risultati a 6 mesi sono stati valutati in termini di morbidità, mortalità, pervietà primaria,
pervietà primaria assistita, pervietà secondaria, assenza di restenosi (target lesion
revascularization  TLR), guarigione delle ulcere/risoluzione dei sintomi e salvataggio
d`arto. Risultati I pazienti erano prevalentemente di sesso maschile (27/35, 77.1%) con
un`età media di 70.9 anni (range 51-85). La lunghezza media dell`occlusione tibiale era di
232.7 mm (range 110-380). Il successo tecnico angiosome-oriented è stato ottenuto in
44/49 casi (89.8%). Durante il follow-up (durata media 3.1 mesi, range 1-6) la guarigione
delle ulcere/risoluzione dei sintomi è stata ottenuta in 28/35 casi (80%). A 6 mesi il tasso
stimato di salvataggio d`arto è stato del 97.1%. Inoltre, a 6 mesi i tassi di pervietà primaria,
pervietà primaria assistita, pervietà secondaria e assenza di TLR sono stati rispettivamente
del 64.5%, 81.4%, 81.4%, e 78.2%. L`analisi univariata ha dimostrato che il sesso
maschile, la classe Rutherford 6, la presenza di concomitante coronaropatia e l`assenza di
predilatazione sono fattori predittivi di insuccesso in termini di salvataggio d`arto, pervietà
del vaso e di assenza di TLR. Conclusioni I palloni conici sono sicuri ed efficaci nel
trattamento di occlusioni lunghe di vasi tibiali in pazienti diabetici con ischemia critica. La
predilatazione dovrebbe essere raccomandata in tutti i casi. I risultati sembrano
incoraggianti, anche se sono necessarie esperienze con popolazioni di studio più ampie e
con un più duraturo follow-up.
– 22 –
CO14
RIVASCOLARIZZAZIONE E CHIRURGIA NELLA GESTIONE DEL PIEDE
DIABETICO: UNO STUDIO PROSPETTICO
L. SALVOTELLI①; V. STOICO①; F. PERRONE①; M. MERIGHI②; G. PUPPINI③; M.
BRUTI④; G. F. VERALDI⑤; E. BROCCO⑥; G. ZOPPINI①; E. BONORA①;
❶Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo,AOUI,Verona; ❷Malattie
Infettive,AOUI,Verona; ❸Radiologia,AOUI,Verona; ❹Chirurgia Plastica,AOUI,Verona; ❺
Chirurgia Vascolare,AOUI,Verona; ❻Piede Diabetico,Policlinico Abano Terme,Abano
Terme (PD);
Scopo. Studio osservazionale prospettico che valuta la prognosi di pazienti (pz) sottoposti
ad interventi di chirurgia e rivascolarizzazione per piede diabetico. Metodi. Sono stati
reclutati i pz ricoverati per essere chirurgia ed eventuale rivascolarizzazione per piede
diabetico, da ottobre 2012. Outcome primari: riulcerazione, amputazione maggiore (AM).
Outcome secondari: restenosi clinica dopo angioplastica (PTA), complicanze di
chirurgia/rivascolarizzazione, morte. Sono stati trattati 170 pz (24 con lesioni bilaterali),
60% con storia di ulcere. Si trattava soprattutto di pz con diabete complicato da retinopatia
(75%), neuropatia (95%), insufficienza renale emodialitica (8.2%). 65% dei pz aveva
vasculopatia carotidea e 36% cardiopatia ischemica. Nel periodo ottobre 2012-14 sono stati
eseguiti 351 interventi chirurgici; 103 pz della stessa coorte sono stati sottoposti a 130 PTA
(61,2% dei pz aveva ischemica critica cronica -CLI). 12 pz sono andati incontro a
riulcerazione e lo stesso numero di soggetti (9,2%) ha subito AM. La chirurgia è stata
complicata da gangrena (25,6%), sanguinamento (7,7%), progressione dell`infezione
(7,4%). Le PTA hanno avuto risultato positivo (completo/parziale) in oltre l`84% dei pz,
con un tasso di complicanze del 6,9%. La restenosi clinica si è avuta nel 24,6%. Stato
attuale dei pz: 60,7% guarito, 17,6% non guarito, 12,4% morto, 5,9% AM, 3,5% perso al
follow-up. Di 21 pz deceduti (17 con CLI), la causa di morte è stata cardiovascolare (50%),
insufficienza renale terminale (25%), sepsi o altro (25%). Il tasso di guarigione è stato del
59% nelle ulcere neuroischemiche, del 69% nelle neuropatiche. Conclusioni. La maggior
parte dei pz con piede diabetico è affetta da diabete pluricomplicato. La prognosi delle
ulcere con componente ischemica è peggiore delle ulcere neuropatiche. In un follow-up di
24 mesi, il 12,4% dei pz è deceduto -oltre l`80% affetto da CLI. Nella nostra casistica, una
percentuale rilevante di interventi chirurgici è gravata da complicanze: un più lungo
follow-up potrebbe consentire una più accurata stratificazione dei pazienti e, in base
all`individuazione di fattori prognostici, il miglior iter da seguire.
– 23 –
CO15
CALCIFICAZIONI VASCOLARI NEI PAZIENTI DIABETICI CON LESIONE
ISCHEMICA DEL PIEDE: CONFRONTO TRA PAZIENTI IN DIALISI E NON.
M. Meloni①; V. Izzo①; E. Vainieri①; C. Del Giudice②; V. Da Ros②; V. Ruotolo①; L.
Giurato①; R. Gandini②; L. Uccioli①;
❶Medicina dei Sistemi,Univerisità di Tor Vergata,Roma; ❷Radiologia,Università di Tor
Vergata,Roma;
Scopo: Il trattamento sostitutivo dialitico è un forte fattore di rischio per malattia vascolare
periferica (MVP) e calcificazioni vascolari (CV).(1) Lo scopo di questo studio è stato
quello di valutare le differenze in termini di CV nei pazienti in dialisi e non, all`interno di
una popolazione di soggetti diabetici affetti da ischemia critica dell`arto (IC) e lesione al
piede (LP).
Metodi: Il gruppo di studio ha incluso 456 pazienti sottoposti a rivascolarizzazione
endovascolare (RE) a causa di di una condizione di IC complicata da LP. Sono stati
individuati due sottogruppi in relazione al trattamento dialitico (D+) (n=60) o meno (D-)
(n=396). All`interno dei due sottogruppi abbiamo selezionato i pazienti con più severa
MVP che hanno avuto necessità di almeno un nuovo intervento di RE per tentare il
salvataggio d`arto: D+ n=18 (24,7%) e D- n=61 (14,7%). Inoltre, secondo il sistema di
calcolo delle calcificazioni vascolari periferiche eseguito con fluoroscopia e angiografia a
sottrazione digitale (PACCS) abbiamo valutato la severità e la localizzazione delle CV nei
vasi sopra il ginocchio (SopG) e sotto (SotG) (2).
Risultati: D+ ha avuto necessità di nuova RE in un maggior numero di occasioni
(24,7vs14,7%) p<0,043. In relazione alle CV, D+ ha mostrato una malattia calcifica più
severa (grado 4C PACCS) (56,5vs7,8%) (X=0,001) e un più alto tasso di calcificazioni
combinate (intima e media) SotG (59vs9,5%) (X=0,0001) mentre D- ha mostrato un
maggior coinvolgimento dell`intima sia nei vasi SopG (57,9vs4,3%) (X=0,0001) che SotG
(34,2vs9%) (X=0,027).
Conclusioni: Il fallimento della RE è stato più frequente nel gruppo D+ e i dializzati hanno
avuto necessità di più procedure per trattare la loro MVP. Le CV sembrano svolgere un
ruolo chiave nella severità della MVP e negli esiti peggiori dei pazienti dializzati. Infatti
questi risultati potrebbero essere correlati alla gravità delle CV nei vasi SotG,
principalmente per il coinvolgimento simultaneo sia dell`intima che della media che
sembrerebbero influenzare negativamente il successo tecnico della rivascolarizzazione e
determinare una più frequente re-stenosi del vaso. 1. Prompers L, Diabetologia, 2008
2. Khrishna J, Catheterization and Cardiovascular Intervention, 2014
– 24 –
CO16
RIVASCOLARIZZAZIONE E PIEDE DIABETICO: DIFFERENZE DI ESITO A BREVE
E LUNGO TERMINE CORRELATE AL REPARTO DI RICOVERO
M. E. De Feo①; F. Fico①; S. Capece②; F. P. Volpe①; R. De Simone①; G. Piscopo①; G.
Cangiano②;
❶UOD Diabetologia,AORN A. Cardarelli,NAPOLI; ❷U.O.Radiologia Vascolare,AORN
A. Cardarelli,NAPOLI;
SCOPO : Il Piano Nazionale Diabete ipotizza che un miglioramento nella cura del "Piede
diabetico" si può ottenere se il paziente con lesioni gravi viene tempestivamente e
preferibilmente inviato a strutture dedicate. Abbiamo voluto valutare eventuali differenze di
esito in termini di salvataggio d`arto, amputazione maggiore e/o morte per i pazienti
diabetici (D) con lesioni vascolari agli arti inferiori che giunti al PS del nostro Ospedale
venivano indirizzati a differenti reparti ma subivano un uguale trattamento di
rivascolarizzazione endoluminale agli arti inferiori presso un unico Servizio di radiologia
vascolare.
METODI : studio osservazionale retrospettivo. Tutti i D che dal Gen 2008 al Dic 2011
sono stati trattati, con esito immediato favorevole, presso il Servizio di Radiologia
Vascolare del nostro ospedale sono stati valutati con un follow-up breve, a 3 mesi, ed un
follow-up a 24 mesi. I dati sono stati ricavati dalle cartelle, dai registri di controllo
ambulatoriale post-ricovero o con indagine telefonica. I pazienti sono stati divisi in Gruppo
A (110 pz per 117 arti trattati) quelli seguiti presso l`Unità di Diabetologia (Centro
Regionale per il Piede Diabetico) e Gruppo B (155 pz per 169 arti) quelli ricoverati in altri
reparti del nostro ospedale (Medicine 2,7%, UTIC 3,6%, Ch. Vascolare 81%, Ch. Urgenza
12,4%).
RISULTATI : caratteristiche della popolazione; Gr.A vs Gr.B: maschi 71% vs 68%, eta
media sovrapponibile 67a vs 68a. Classificazione delle lesioni: Gr.A TUC 1C-D 7,2%,
2C-D 22,7%, 3C-D 70,1%; Gr.B non è stata usata una classificazione o è stata differente
nei vari reparti. Esito al follow-up breve ( 3 m) Gr.A vs Gr.B: 1) salvataggio d`arto 96,36%
vs 82,9% (p<0,001); 2) amputazione maggiore 3,63% vs 15,38% (p< 0,005); 3) decesso 0%
vs 1,7% (p= ns). Esito al follow-up lungo (24 m): 1) salvataggio d`arto 84,01% vs 58,48%
(p< 0,0001); 2) amputazione maggiore 7,99% vs 27,33% (p<0,0005); 3) decesso 7,96% vs
14,18% (p=ns). Durante il ricovero il ricorso ad una amputazione minore è stato simile:
Gr.A vs B 51,9% vs 56,4%; ma le prossimali (avampiede) erano meno frequenti nel Gr.A
6,4% vs 19,6%. La degenza media è stata più breve nei reparti chirurgici.
CONCLUSIONI : il miglior esito nei pazienti ricoverati in Diabetologia solo in parte
potrebbe essere spiegata con una diversa selezione di pazienti al PS ma a nostro parere
dipende da un miglior controllo delle complicanze multisistemiche, dal ricorso a frequenti
toilette chirurgiche e da una maggiore durata del trattamento intraricovero
– 25 –
CO17
Prevalenza e classificazione dell`anemia in pazienti affetti da "piede diabetico " con
ulcera : nostra valutazione.
D. Zavaroni①; M. Bianco①; L. Busconi①; U. De Joannon①; G. Mazzoni①;
❶Cure Primarie, U.O.Diabetologia e Malattie Metaboliche,Azienda USL,Piacenza;
Circa il 25 % dei pazienti diabetici è a rischio di sviluppare un`ulcera agli arti inferiori
nella vita e la comparsa di questa grave complicanza correla con aumento di morbilità e
mortalità.L`ulcera del piede diabetico (UPD) può associarsi ad anemia e malnutrizione ,
fattori che contribuiscono a peggiorare il quadro clinico generale.Tale associazione è poco
studiata. Alcuni studi suggeriscono una relazione con lo stadio clinico dell`ulcera e con il
peggioramento della prognosi .Scopo di questo studio è stato di valutare la prevalenza di
anemia nei pazienti con UPD, classificare il tipo di anemia e costruire un protocollo di
terapia in base alle cause ,per correggere sia l`alterazione della crasi ematica sia la
malnutrizione . Materiali e metodi. In un periodo di 6 mesi ( da maggio a ottobre 2014 )
sono stati valutati 188 pz con UPD affetti da diabete tipo 1 e 2. La durata di malattia era di
10 anni ± 4,7 M ± DS. L`emoglobina glicata era di 8,5 ± 3,4 %.Tra questi 65 pz
presentavano anemia, definita come valore di emoglobina < 12 mg/dl. I pz avevano
un`ulcera stadio Texas IID e III D , durata media di 3 mesi .L`ulcera era mista,
neuropatica ed ischemica con sovrapposta infezione . In tutti sono stati valutati, oltre
all`emocromo, sideremia, transferrina , ferritina, Vit. B 12 , folati, elettroforesi proteica,
conta leucocitaria , valutazione GFR con formula CKD-EPI,VES, PCR. In tutti è stata
valutata la malnutrizione con scheda MUST. Risultati. 65 su 188 pz con UPD , pari al 28
% , presentavano anemia .In 4 l`anemia si associava a malnutrizione con punteggio MUST
patologico . 3 pz presentavano anemia macrocitica con deficit di vit B 12 e folati. 7 pz
avevano livelli di sideremia bassi. In 16 pz la sideremia era normale, ma con livelli di
ferritina alti, segno di deficit relativo di ferro secondario all` infiammazione cronica 35 pz
avevano una malattia renale cronica con stadio IIIb e IV. In tutti è stato attuato un
protocollo terapeutico per normalizzare la crasi ematica a seconda della causa , associato
ad una valutazione nutrizionale. Conclusioni .Nella nostra casistica un` elevata percentuale
di pz con UPD ( 28 %). presentava anemia .La causa più frequente era la malattia renale
cronica ( 55% ) seguita dal deficit relativo di ferro secondario all`infiammazione cronica (
23%), dall`iposideremia ( 8 % ) e dalla malnutrizione. La correzione dell`anemia associata
ad un adeguato apporto calorico e proteico , oltre alle procedure consuete di
rivascolarizzazione, correzione dell`infezione e scarico della lesione, potrebbe avere un
ruolo importante nel migliorare la prognosi dei pz con UPD.
– 26 –
RIDUZIONE DELLE AMPUTAZIONI IN ITALIA E PROCEDURE DI
CO18
RIVASCOLARIZZAZIONE: ESISTE UN RAPPORTO DI CAUSA EFFETTO ??
RIDUZIONE DELLE AMPUTAZIONI IN ITALIA E PROCEDURE DI
RIVASCOLARIZZAZIONE: ESISTE UN RAPPORTO DI CAUSA EFFETTO ??
A. DE BELLIS①; F. LOMBARDO②; A. TEDESCHI①; G. SEGHIERI①; M. MAGGINI②
; R. ANICHINI①;
A. DE BELLIS①; F. LOMBARDO②; A. TEDESCHI①; G. SEGHIERI①; M. MAGGINI②
; R. ANICHINI①;
❶UO DIABETOLOGIA,USL 3,PISTOIA; ❷Centro Nazionale di
Epidemiologia,ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA`,ROMA;
❶UO DIABETOLOGIA,USL 3,PISTOIA; ❷Centro Nazionale di
Epidemiologia,ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA`,ROMA;
E` noto che le procedure di Rivascolarizzazione (arteriosa) agli arti inferiori nei pazienti
con Diabete Mellito sono efficaci nel Prevenire le Amputazioni Maggiori. Però ancora non
èE`chiaro
una stretta
tra la riduzione
di amputazioni
in italia
noto se
cheesista
le procedure
dicorrelazione
Rivascolarizzazione
(arteriosa)
agli arti inferiori
neiottenute
pazienti
nell`
ultimo decennio
e l`incremento
numerolediAmputazioni
procedure diMaggiori.
rivascolarizzazione
con Diabete
Mellito sono
efficaci neldel
Prevenire
Però ancora non
(REVP).
Obiettivo
di stretta
questa correlazione
analisi è testare
se esista
una relazione
tra i ottenute
trend di
è chiaro se
esista una
tra lal`ipotesi
riduzione
di amputazioni
in italia
amputazione
in Italia ee l`incremento
nelle singole del
realtà
regionali
e il numero
delle procedure di
nell` ultimo decennio
numero
di procedure
di rivascolarizzazione
rivascolarizzazione
periferiche
(REVP)
agli arti
inferiori
nei pazienti
diabeticitra
negli
annidi
(REVP). Obiettivo di
questa analisi
è testare
l`ipotesi
se esista
una relazione
i trend
2003-2012.
delregionali
numero edelle
amputazioni
in italia tradiil
amputazioneMetodi:
in ItaliaAnalisi
e nelleretrospettiva
singole realtà
il numero
delle procedure
2003-2012
e il numero
di (REVP)
nello agli
stesso
In Italia
neglinegli
anni anni
rivascolarizzazione
periferiche
(REVP)
artiperiodo.
inferioriRisultati:
nei pazienti
diabetici
2003-2012
numeroAnalisi
delle amputazioni
inferiori
pazienti diabetici
2003-2012.ilMetodi:
retrospettivaagli
del arti
numero
dellenei
amputazioni
in italia(LEAs)
tra il
appare
essersi
totali
si sono
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da 3.6 per
1000negli
persone
2003-2012
e ilridotto:
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(REVP) nello
stesso
periodo.
Risultati:
In Italia
annicon il
diabete
a 2.7il %o
(-23,4%),
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minori
ridotte da
to 1,9%o
(-13.1%)
e le
2003-2012
numero
delle le
amputazioni
agli
arti inferiori
nei2.2
pazienti
diabetici
(LEAs)
maggiori
da 1.2ridotto:
a 0.7%o
(38.1%) p<0,001.
Nello
numero
totale delle
appare essersi
le amputazioni
totali si
sonostesso
ridotteperiodo
da 3.6 il
per
1000 persone
con il
procedure
di rivascolarizzazione
progressivamente
è incrementato:nel
2003,
4 persone
diabete a 2.7
%o (-23,4%), le amputazioni
minori ridotte
da 2.2 to 1,9%o
(-13.1%)
e le su
1000
diabetici
state (38.1%)
sottoposte
a REVP,
di queste
ebberoil un
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maggiori
da 1.2sono
a 0.7%o
p<0,001.
Nello
stesso2,5
periodo
numero
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rivascolarizzazione
endoluminareprogressivamente
(ER) mentre 1.4%o
furono sottoposte2003,
a procedura
procedure di rivascolarizzazione
è incrementato:nel
4 persone su
chirurgica
(SP);sono
in confronto
nel 2012
REVP di
furono
4.7%o
di cui un
4.1intervento
furono ERdie 0.6 SP.
1000 diabetici
state sottoposte
a REVP,
queste
2,5 ebbero
Il
trend di incremento
negli anni delle
è stato
di:furono
+61.3%
per ER con
un decremento
rivascolarizzazione
endoluminare
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mentre
1.4%o
sottoposte
a procedura
del
-55% per
SP.inNei
diabeticinel
sottoposti
a REVP
è stata
riscontrata
unafurono
significativa
chirurgica
(SP);
confronto
2012 REVP
furono
4.7%o
di cui 4.1
ER e 0.6 SP.
differenza
per sesso RR=3
neglidi:
anni
un progressivo
invecchiamento
Il trend di incremento
negli(maschi-femmine)
anni delle REVP èestato
+61.3%
per ER con
un decremento
(2003-2012)
sottoposti
a REVP
(p<0,01).
Analizzando
regionale
del -55% per dei
SP.soggetti
Nei diabetici
sottoposti
a REVP
è stata
riscontratal`andamento
una significativa
di
amputazioni
e di REVP
esiste una stretta
correlazione;
infatti vi sono
ambiti
differenza
per sesso
RR=3 non
(maschi-femmine)
e negli
anni un progressivo
invecchiamento
regionali
dove
un elevato
numeroa di
REVP
corrisponde
un numero
minore di regionale
(2003-2012)
deiadsoggetti
sottoposti
REVP
(p<0,01).
Analizzando
l`andamento
Amputazioni
esistono
andamenti
intermedi
e talvoltainfatti
ad unvielevato
numero di
di amputazionima
e di
REVP anche
non esiste
una stretta
correlazione;
sono ambiti
REVP
corrisponde
elevato
numero
Amputazioni
maggiori
superiori
alladimedia
regionali
dove ad unun`
elevato
numero
di di
REVP
corrisponde
un numero
minore
nazionale.
Inoltre
anche dall`analisi
delle regioni
con minor
numero
di elevato
amputazioni
Amputazioni
ma esistono
anche andamenti
intermedi
e talvolta
ad un
numero di
(Toscana)
vi sono andamenti
tra singole realtà
territoriali
e singoli
approcci
REVP corrisponde
un` elevatodifferenziati
numero di Amputazioni
maggiori
superiori
alla media
terapeutici.
In conclusione:
in Italia negli
2003-2012
il numero delle
amputazioni
nazionale. Inoltre
anche dall`analisi
delle anni
regioni
con minor
di amputazioni
maggiori
pazienti
diabeticidifferenziati
è significativamente
così come elesingoli
procedure
di
(Toscana)nei
vi sono
andamenti
tra singoleridotto,
realtà territoriali
approcci
rivascolarizzazione
si sono incrementate.
sonoilnecessari
ulteriori
studi ed
terapeutici. In conclusione:
in Italia negli Comunque
anni 2003-2012
numero delle
amputazioni
analisi
pernei
comprendere
come eè perché
esistano andamenti
territoriodi
maggiori
pazienti diabetici
significativamente
ridotto, differenziati
così come lesul
procedure
nazionale.
Da questasianalisi
inoltre, si evidenzia
l` opzione
Italiana nelle
procedure
rivascolarizzazione
sono incrementate.
Comunque
sono necessari
ulteriori
studi ed
vascolari
concome
una netta
prevalenza
scelta nelle
endoluminari
in confronto
analisi perperiferiche
comprendere
e perché
esistanodiandamenti
differenziati
sul territorio
con
le procedure
Chirurgiche.
nazionale.
Da questa
analisi inoltre, si evidenzia l` opzione Italiana nelle procedure
vascolari periferiche con una netta prevalenza di scelta nelle endoluminari in confronto
con le procedure Chirurgiche.
– 27 –
CO19
AUTOANTICORPI CONTRO COLLAGENE TIPO I E II ALTERATI DA
MODIFICHE POST-TRASLAZIONALI INDOTTE DALLO STRESS OSSIDATIVO
NELLA NEUROARTROPATIA DI CHARCOT
A. Rizzi①; P. Rizzo①; T. Musella①; F. Costantini①; G. Scavone①; M. Galli②; S. Caputo
①; A. Nissim③; G. Ghirlanda①; D. Pitocco①;
❶Istituto di Medicina Interna, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; ❷Istituto di
Ortopedia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; ❸Centre for Diabetes, Queen Mary
University of London, London, UK;
Obiettivo
La Neuroartropatia di Charcot è una delle complicanze correlate al diabete più debilitanti.
Scopo dello studio è valutare la presenza di una risposta autoimmunitaria diretta verso
collagene tipo I (CI) e collagene tipo II (CII), nativi e alterati da modifiche
post-traslazionali indotte da specie ossidanti.
Metodi
In questo studio caso-controllo sono stati arruolati 124 soggetti con DM tipo 2 (47 con CN,
37 neuropatia diabetica senza CN e 40 con DMT2 senza complicanze) e 32 controlli sani. È
stata valutata con metodica ELISA la presenza di autoanticorpi diretti verso CI e CII nativi
e modificati da ribosio, acido ipocloroso, perossido di idrogeno e perossinitrito.
Risultati
I 4 gruppi erano sovrapponibili per età, BMI, circonferenza vita e fianchi, profilo lipidico. I
soggetti diabetici erano inoltre sovrapponibili per livello di HbA1c e per durata di malattia.
Confrontati con gli altri gruppi, i soggetti con CN hanno dimostrato un`aumentata reattività
anticorpale verso CII nativo e modificato da specie ossidanti. Per CI, il gruppo CN ha
mostrato un`aumentata reattività rispetto agli altri gruppi solo verso la forma modificata da
perossinitrito.
Conclusioni
I nostri risultati suggeriscono che una risposta autoimmunitaria verso il collagene, in
particolar modo CII alterato da modifiche post-traslazionali indotte da specie ossidanti,
possa essere coinvolta nella patogenesi di CN.
– 28 –
REALIZZATE CON TECNICA CAD-CAM E DA CALCO IN PAZIENTI CON
DIABETE
CO20
PROTOCOLLO CLINICO-STRUMENTALE DI CONFRONTO STATISTICO
DELLA GESTIONE DELL`IPERCARICO PLANTARE TRA ORTESI
REALIZZATE CON TECNICA CAD-CAM E DA CALCO IN PAZIENTI CON
DIABETE
M. D`AMICO①; P. RONCOLETTA①; C. VERMIGLI②; A. GNALDI COLESCHI③; C.
CEPPITELLI②; F. NOTARSTEFANO②;
❶SMART
LAB, Bioengineering
& Biomedicine
CompanyA.
Srl,
Pescara;COLESCHI③;
❷SC Misem C.
M. D`AMICO①;
P. RONCOLETTA①;
C. VERMIGLI②;
GNALDI
Dipartimento
di
Medicina
Interna,
Università
degli
Studi
di
Perugia,
Perugia;
❸Divisione
CEPPITELLI②; F. NOTARSTEFANO②;
Ecotechnology, Ecosanit, Anghiari
Introduzione
Scopo
del presente &
lavoro
pilota è stato
quelloSrl,
di identificare
un Misem
protocollo
❶SMART
LAB,
Bioengineering
Biomedicine
Company
Pescara; ❷SC
ed una rigorosa
quantitativo-statistica
perStudi
permettere
il confronto
le
Dipartimento
di procedura
Medicina Interna,
Università degli
di Perugia,
Perugia;tra❸Divisione
performances
ottenute
da
ortesi
plantari
progettate
e
realizzate:
con
metodo
tradizionale
con
Ecotechnology, Ecosanit, Anghiari
metodo CAD-CAM.Metodo Nel protocollo sperimentale è stato utilizzato lo strumento
baropodometrico a solette multi sensore Pedar (Novel Gmbh), il sistema CAD-CAM
Ecoplan SI (Ecosanit
Ecotechnology)
e appositi
che permettevano
Introduzione
Scopo del
presente lavoro
pilota èsandali
stato quello
di identificarealternativamente
un protocollo
l`inserimento
di procedura
una suola quantitativo-statistica
neutra o di plantari realizzati
su misura
per ciascun
ed
una rigorosa
per permettere
il confronto
trapaziente.
le
Sono stati valutati
n. 30dapazienti:
età >18progettate
anni; diabete
mellito con
neuropatia con
performances
ottenute
ortesi plantari
e realizzate:
conassociata
metodo tradizionale
sensitivoCAD-CAM.Metodo
motoria periferica edNel
ipercarico
plantare
o con pregresse
lesioni ulcerative
metodo
protocollo
sperimentale
è stato utilizzato
lo strumento
neuropatiche plantari.
Tuttimulti
i pazienti
sono
stati(Novel
valutatiGmbh),
in 2 tempi.
Al (t0)CAD-CAM
sono state
baropodometrico
a solette
sensore
Pedar
il sistema
rilevate: SI
impronta
dei Ecotechnology)
piedi con schiuma
fenolica,sandali
aree diche
ipercheratosi/rischio
ulcerazione
Ecoplan
(Ecosanit
e appositi
permettevano alternativamente
con carta millimetrata,
analisi
baropodometrica
durante il
a cadenza
controllata
l`inserimento
di una suola
neutra
o di plantari realizzati
sucammino
misura per
ciascun paziente.
con sandali
con soletta
Sono
un minimo
24 associata
appoggi per
singolo
Sono
stati valutati
n. 30neutra.
pazienti:
età stati
>18 richiesti
anni; diabete
mellitodicon
neuropatia
piede determinato
come il numero
di appoggi
validi
necessari,
imponendo
una Potenza del
sensitivo
motoria periferica
ed ipercarico
plantare
o con
pregresse
lesioni ulcerative
test P = 80% significatività
= 99% per
individuare
differenze
significative
tra le
medie
neuropatiche
plantari. Tutti α
i pazienti
sono
stati valutati
in 2 tempi.
Al (t0) sono
state
pari al livello
di una
standard fenolica,
del campione
rappresentativo
della popolazione.
rilevate:
impronta
deideviazione
piedi con schiuma
aree di
ipercheratosi/rischio
ulcerazione
Da tutti
appoggi sono
state baropodometrica
calcolate le mediedurante
delle distribuzioni
picco sucontrollata
cui è stata
con
cartaglimillimetrata,
analisi
il cammino adicadenza
effettuata
tutta
statistica.
Dall`impronta
state realizzate
due paia
plantari
con
sandali
conl`analisi
soletta neutra.
Sono
stati richiestisono
un minimo
di 24 appoggi
perdisingolo
per ogni
paziente con
metodo
tradizionale
e con
metodo
CAD-CAM
con i quali
al tempo
piede
determinato
come
il numero
di appoggi
validi
necessari,
imponendo
una Potenza
del
(t1) P
è stato
effettuato
un secondo
esame
analogo
a quello effettuato
al t0.
test
= 80%
significatività
α = 99%
perbaropodometrico,
individuare differenze
significative
tra le medie
L`analisi
statistica
è stata
condotta
in duedel
fasicampione
successive:
paired t-test intra-individuale
tra
pari
al livello
di una
deviazione
standard
rappresentativo
della popolazione.
le medie
delle
mappesono
di picco
tre condizioni
a livello
del singolo
sensore
Da
tutti gli
appoggi
state nelle
calcolate
le medie delle
distribuzioni
di picco
super
cui è stata
determinare
l`azione
indotta
dai due
tipi di plantare
sulle
aree
di rischio
effettuata
tutta
l`analisi
statistica.
Dall`impronta
sono
state
realizzate
duerisultate
paia di plantari
statisticamente
maggiori
di 200KPa
(p<0.05).
l`estensione
delle aree con
di rischio
30
per
ogni paziente
con metodo
tradizionale
e con
metodo CAD-CAM
i qualidei
al tempo
soggetti
è stata
raggruppata,
per ciascuna
delle tre condizioni
considerate
edeffettuato
è stato al t0.
(t1)
è stato
effettuato
un secondo
esame baropodometrico,
analogo
a quello
applicato statistica
un test ANOVA,
a una viainsu
misure
ripetute separatamente
ciascun piede.tra
L`analisi
è stata condotta
due
fasi successive:
paired t-test per
intra-individuale
Risultati
Per tutti
i soggetti
è rilevato
che l`uso adilivello
un plantare
correttivo
determina
una
le
medie delle
mappe
di piccosinelle
tre condizioni
del singolo
sensore
per
riduzione statisticamente
significativa
delle
estensioni
delle
regioni
a rischio
ulcerazione. I
determinare
l`azione indotta
dai due tipi
di plantare
sulle
aree
di rischio
risultate
due test ANOVA
sono risultati
entrambi
statisticamente
significativi
p<1e-9)
statisticamente
maggiori
di 200KPa
(p<0.05).
l`estensione
delle aree (DX
di rischio
dei (SX
30 p<
3e-12). Ièconfronti
post hoc confermano
migliore
performance
dei plantari
progettati e
soggetti
stata raggruppata,
per ciascunauna
delle
tre condizioni
considerate
ed è stato
realizzati con
tecnica
CAD-CAM
rispetto
a quelli
progettati
da calco con
applicato
un test
ANOVA,
a una via
su misure
ripetute
separatamente
pertecnica
ciascunmanuale
piede.
tradizionale
(DX
Da questo
studio pilota
risultauna
Risultati
Per
tuttip<0.0083,
i soggettiSX
si èp<0,0055).
rilevato cheConclusioni
l`uso di un plantare
correttivo
determina
evidente che
il protocollosignificativa
di acquisizione
edestensioni
elaborazione
sviluppati,
idonei
ed efficaci
riduzione
statisticamente
delle
delle
regioni a sono
rischio
ulcerazione.
I
per impostare
un lavoro
di confronto
quantitativo-statistico
sulle performances
correttive
due
test ANOVA
sono risultati
entrambi
statisticamente significativi
(DX p<1e-9)
(SX p<di
ortesi plantari
di differente
permettendo
di rilevare:
la superiorità
3e-12).
I confronti
post hoctipo
confermano
una migliore
performance
deistatisticamente
plantari progettati e
confermata
dell`approccio
con progettazione
e realizzazione
CAD-CAM
ortesi
realizzati
con
tecnica CAD-CAM
rispetto a quelli
progettati da
calco con delle
tecnica
manuale
plantari rispetto
metodo tradizionale
con calco.
tradizionale
(DXalp<0.0083,
SX p<0,0055).
Conclusioni Da questo studio pilota risulta
evidente che il protocollo di acquisizione ed elaborazione sviluppati, sono idonei ed efficaci
per impostare un lavoro di confronto quantitativo-statistico
sulle performances correttive di
– 29 –
ortesi plantari di differente tipo permettendo di rilevare: la superiorità statisticamente
P1
USTIONE SUL DORSO DEL PIEDE DI UN PAZIENTE DIABETICO
COMPLICATO:CASO CLINICO.
C. Spendolini❺; G. M. Garrapa❺; M. Montoni❺; F. Lizzadro❺; L. Riccialdelli❺; G.
Lucarelli❺; E. Landini❺
❺U.O. Diabetologia, Presidio di Fano, Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord
E` stata valutata l`efficacia di una medicazione a base di Argento Nanocristallino nella
gestione di una ustione sul dorso del piede in un paziente diabetico neuropatico già con
pregresse amputazioni minori.
Descrizione del caso clinico: paziente maschio di 76 anni, pensionato, celibe, vive solo,
affetto da diabete tipo 2 diagnosticato da 16 anni, in terapia insulinica intensiva con basal
bolus, in buon compenso metabolico ( ultima HbA1c pari a 6,1%). Il paziente è
pluricomplicato: neuropatia sensitivo-motoria con plurime amputazioni minori piede
destro, AOP IV stadio trattata con PTA, retinopatia pre-proliferante, cardiopatia ischemica
ed encefalopatia vascolare con esiti malacici. Il paziente nonostante avesse ricevuto
adeguata istruzione sulla prevenzione di nuove lesioni e venisse visitato regolarmente
presso l`ambulatorio podologico, ha effettuato un pediluvio in acqua bollente procurandosi
un`ustione di 2° sul dorso del piede destro. Il paziente riferisce l`evento solo dopo due
giorni: il piede si presentava edematoso con una vasta ustione secernente e segni visibili
d`infiammazione tissutale.
Materiali e Metodi: è stata iniziata terapia antibiotica per os con Amoxicillina e Acido
Clavulanico, l`ustione è stata detersa con preparazione iniettabile ed applicata medicazione
a base di Argento Nanocristallino a giorni alterni per la prima settimana, poi con
medicazioni ogni 3-4 giorni per altri 12 giorni; dopo tre settimane l`ustione appariva
completamente riepitelizzata.
Conclusione: La medicazione avanzata con Argento Nanocristallino ha pemesso di gestire
l`essudato e il rischio d`infezione sovrapposta alla lesione, favorendo una veloce
riepitelizzazione.
Unitamente all`utilizzo della medicazione avanzata, il buon compenso metabolico e la
terapia antibiotica hanno permesso di risolvere, in un relativo breve lasso di tempo, una
situazione clinica con potenziali gravi conseguenze in un paziente già fragile.
Questo lavoro vuole sottolineare l`importanza dell`educazione terapeutica, che deve essere
un processo continuo, con periodiche rivalutazioni, soprattutto nei pazienti che vivono soli,
già con complicanze pre-esistenti e con elementi di fragilità.
– 30 –
P2
IL TRATTAMENTO ANTIBIOTICO DEL PIEDE DIABETICO RIULCERATO: ESAME
DEGLI ANTIBIOGRAMMI IN 2 SOGGETTI CON GANGRENA ED OSTEOMIELITE
GUARITE SENZA AMPUTAZIONE (STORIA DI 20 E 3 ANNI )
P. Marrino①; M. Sarti②; G. Vezzani③;
❶Servizio di Diabetologia, AUSL,Reggio Emilia.; ❷Microbiologia,Nuovo Ospedale S.
Agostino Estense Baggiovara, Modena; ❸Centro Iperbarico,Ospedale Di Vaio,Fidenza
Parma;
I piedi colpiti da lesioni ulcerative restano piedi a rischio di recidive e vanno monitorati e
seguiti con un follow up stretto. Scopo dello studio è descrivere 2 casi clinici di soggetti
che hanno presentato riulcerazioni,la ricorrenza di resistenze e sensibilità antibiotiche ed i
trattamenti effettuati, che permettono di orientare scelte per terapie antibiotiche future. Il
1°paziente,IV, anni 59, ha presentato la prima lesione nel 1993 al piede sx con proposta di
amputazione alla caviglia, rifiutata: è stato quindi trattato con ampia pulizia chirurgica e
terapia antibiotica, cicli di terapia iperbarica dal 1994 al 2005,e e successivo impianto di
cute. Dopo 10 anni comparsa di ulcera plantare con fistolizzazioni trattata con
disarticolazione metatarso-falangea. Dopo 1 anno ricovero per flemmone al piede dx e
gangrena dell`alluce, trattati con terapia antibiotica mirata,dopo rifiuto di amputazione. Nel
2008 le lesioni sono definite guarite dalla RNM ("non attività di malattia").In giugno 2014
comparsa di nuova ulcera plantare infetta (stafilococco aureo sensibile ad
amoxicillina/acido clavulanico e resistenza ai chinolonici, già riscontrata in precedenza,
oltre a acinetobacter haemolyticus, alcaligenes faecalis),ed è stata effettuata
rivascolarizzazione dell`arto inferiore dx. Il 2° paziente FA, anni 71, ha presentato la prima
lesione nel 2007 all`alluce piede dx con proposta, rifiutata,di amputazione;dopo 6 mesi
comparsa di ascesso sottocutaneo sotto l`alluce, con osteomielite trattata e risolta da ter
antibiotica mirata (Stafilococco epidermidis identificato con biopsia ossea, con stessa
sensibilità e resistenze isolate anche successivamente) e terapia iperbarica: successiva
biopsia ossea negativa. Nella sequenza di lesioni di entrambi i pazienti si sono moltiplicate
nel tempo le resistenze a diversi antibiotici. Conclusioni: i due casi riportati, con lunga
storia di ulcerazioni del piede, permettono di concludere che all`insorgere di nuove lesioni,
nei soggetti con piede a rischio, occorre intraprendere una terapia antibiotica mirata,
effettuando un prelievo idoneo per l`indagine colturale, per l`alto rischio di incorrere in
resistenze multiple, non potendosi utilizzare la raccomandazione di una terapia empirica,
che ha come presupposto la sensibilità dei germi alla maggior parte degli antibiotici.
Indagini di biologia molecolare su agenti infettanti con stesso antibiofenotipo in diverse
occasioni nello stesso soggetto potrebbero fornire nuovi spunti.
– 31 –
P3
IL PIEDE DIABETICO NEL BAMBINO: LA NUOVA EPIDEMIA?
L. SPAZZAPAN①; C. NICOLETTI①
❶UNITA` PIEDE DIABETICO E VULNOLOGIA, CASA DI CURA PEDERZOLI,
PESCHIERA DEL GARDA VERONA;
INTRODUZIONE Ogni anno negli Stati Uniti vengono diagnosticati 13000 nuovi casi di
diabete mellito di tipo 1 e un`aumentata prevalenza di diabete mellito di tipo 2 negli
adolescenti è stata riportata nel mondo. Come sappiamo le ulcerazioni dei piedi nei soggetti
diabetici rappresentano una delle complicanze più temibili della malattia diabetica. Negli
adulti l`aumentato rischio di amputazioni è stato visto essere associato alla neuropatia
periferica con perdita della sensibilità, alla alterata biomeccanica e all`ischemia d`arto. Ci
sono tuttavia pochi lavori a riguardo del problema piede diabetico nella popolazione
pediatrica. Scopo di questo lavoro è quello di valutare l`attuale letteratura sul piede
diabetico nel bambino e adolescente con diabete mellito. MATERIALI E METODI La
ricerca bibliografica è stata condotta su tutti gli articoli pubblicati in MEDLINE, EMBASE,
CENTRAL, SCOPUS, CLINICAL KEY da gennaio 1994 a settembre 2014 ricercando i
termini: piede, diabetico, pediatrico, bambino. RISULTATI Le linee guida internazionali
raccomandano in questi pazienti l`esame dei piedi dalla pubertà una volta all`anno con
particolare attenzione alla sensibilità protettiva, alla presenza dei polsi periferici,
all`integrità della cute e alla ricerca di eventuali problemi delle unghie. Diversi autori hanno
descritto che molti giovani pazienti con diabete mellito hanno problemi ai piedi e segni di
precoci manifestazioni della neuropatia periferica. CONCLUSIONI Con questo lavoro
vogliamo porre l`attenzione sull`importanza della cura del piede nei pazienti pediatrici con
il diabete. Più ampi studi prospettici sono a nostro avviso necessari per stabilire l`esatta
prevalenza della patologia ed ottimizzare gli interventi di prevenzione.
– 32 –
P4
EFFICACIA DEL DEBRIDEMENT OSMOTICO CON MEDICAZIONE
AVANZATA A BASE DI POLIACRILATO SUPERASSORBENTE E
POLYHEXANIDE IN PAZIENTE DIABETICO CON LESIONE NON-HEALING
DI GAMBA
A. GIRELLI①; L. SPAZZAPAN①; C. NICOLETTI①;
❶UNITA` PIEDE DIABETICO E VULNOLOGIA,CASA DI CURA
PEDERZOLI,PESCHIERA DEL GARDA VERONA;
INTRODUZIONE : OBIETTIVO DEL NOSTRO STUDIO E` STATA LA
VALUTAZIONE DELL` EFFICACIA NELL` UTILIZZO DI MEDICAZIONE
AVANZATA PER DEBRIDEMENT OSMOTICO IN PAZIENTI DIABETICI
PORTATORI DI LESIONE DI GAMBA NON - HEALING E DI DIFFICILE
SBRIGLIAMENTO AUTOLITICO/ENZIMATICO. MATERIALI E METODI :
TRATTASI DI UNO STUDIO PROSPETTICO SU PAZIENTI CON ULCERE DI
GAMBA CON LE SEGUENTI CARATTERISTICHE: -TAMPONE COLTURALE
NEGATIVO E ASPETTO CLINICO DI CONFERMA - LESIONE DI GAMBA A
STAMPO CON BORDI INDENNI MA INFIAMMATI E FONDO FIBRINOSO
RESISTENTE A DEBRIDEMENT AUTOLITICO TRAMITE IDROGELI DOPO 30
GIORNI I PAZIENTI SONO STATI VALUTATI IN PRIMA VISITA PRESSO IL
NOSTRO AMBULATORIO PIEDE DIABETICO E VULNOLOGIA E SEGUITI A
DOMICILIO DA ASSISTENZA DOMICILIARE ADEGUATAMENTE INFORMATA
SULL` UTILIZZO DI MEDICAZIONE OSMOTICA CON POLYHEXANIDE. OGNI
PAZIENTE È STATO CONTROLLATO AMBULATORIALMENTE OGNI 15 GIORNI
PER 60 GIORNI CON DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA PER VALUTAZIONE
DELL` ASPETTO DEL FONDO DELLA LESIONE RISULTATI: SONO STATI
VALUTATI 4 PAZIENTI (3M E 1 F). IN TUTTI I PAZIENTI ABBIAMO
RISCONTRATO UNA POSITIVA EFFICACIA NELL` UTILIZZO DELLA
MEDICAZIONE IN TERMINI DI WOUND CLEANSING E DI PREVENZIONE DI
CONTAMINAZIONE IN LESIONE CRONICA . CONCLUSIONE: RITENIAMO LA
MEDICAZIONE IN OGGETTO particolarmente adatta per il trattamento di ferite croniche
e di difficile guarigione nella fase di detersione NEI PAZIENTI DIABETICI. è NOSTRA
INTENZIONE PROSEGUIRE CON L`UTILIZZO DELLA MEDICAZIONE IN QUESTO
TIPO DI FERITE PER POTER RAGGIUNGERE UNA CASISTICA PIù AMPIA.
– 33 –
P5
Uso di medicazioni avanzate con tecnologia Hydrofiber® ed aggiunta di ioni argento nella
cura del piede diabetico
M. S. Aliquò①; S. Giordano①; P. Guzzetta①; G. Mamone①; R. Di Franco①; R. Pinto①;
❶Cura piede diabetico,ARNAS CIVICO,Palermo;
Scopo della ricerca:Valutare i vantaggi di un trattamento delle lesioni del piede diabetico
con medicazione medicazioni avanzate con tecnologia Hydrofiber®.Le medicazioni
antimicrobiche topiche all`argento,sono utilizzate per la prevenzione e il trattamento delle
infezioni in numerose tipologie di ferite,sono facili da applicare,garantiscono una
disponibilità prolungata dell`argento,richiedono cambi della medicazione meno frequenti e
assicurano ulteriori benefici,come la riduzione dell`eccesso di essudato,il mantenimento di
un ambiente umido,la facilitazione dello sbrigliamento autolitico.
Metodi:Abbiamo selezionato,36 pazienti diabetici con ulcere degli arti inferiori e segni di
infezione.I pazienti sono stati medicati con Medicazione in Tecnologia Hydrofiber® con
fibra rinforzante, di carbossimetilcellulosa sodica pura in fibre gelificanti e rinforzanti con
aggiunta di ioni argento.Questa medicazione altamente assorbente e
conformabile,interagisce con l`essudato della lesione formando un gel che mantiene
l`ambiente umido e non rilascia essudato.Sono stati esclusi dal campione esaminato 13
pazienti medicati per un periodo minore di due settimane.I pazienti trattati erano 23 (7 F e
16 M) di età media 66 anni.15 pazienti avevano ulcere ai piedi ed 8 alle gambe.Il
trattamento medio e` stato di 4 settimane.In presenza di segni di infezione è stato eseguito
tampone con prelievo dei tessuti profondi dopo lavaggio con soluzione fisiologica.In caso
di positività, e` stata intrapresa antibioticoterapia mirata.9 pz sono guariti,10 hanno ottenuto
un miglioramento della lesione (riduzione di diametro o presenza di tessuto di
granulazione),2 pazienti non hanno ottenuto benefici ed in 2 pazienti si è avuto un
peggioramento delle lesioni.Conclusioni: Il trattamento, ha consentito di ottenere un buon
controllo dell`essudato ed il miglioramento delle lesioni in oltre l`80% dei casi. Considerato
il progressivo aumento del fenomeno dell`antibiotico-resistenza, la diminuzione del numero
di antibiotici in fase di sviluppo e la restrizione di trattamento, le medicazioni utilizzate,
possono essere un valido aiuto nella cura delle ulcere degli arti inferiori in pazienti
diabetici.
– 34 –
P6
PIEDE DIABETICO TRA OSPEDALE E TERRITORIO: IL NUOVO PROTOCOLLO
AZIENDALE DELLA ULSS 4 ALTO VICENTINO
A. Senesi①; B. De Pretto①; G. Armatura①; R. Debortoli①; L. Pasin①; F. Calcaterra①;
❶U.O.T diabetologia,Ulss 4 Alto Vicentino,Schio (VI);
Il piede diabetico è una delle complicanze più invalidanti della patologia diabetica. E` nota
l`entità del problema e le sue ripercusisoni sul piano economico. E`nota inoltre la
patogenesi multifattoriale e la conseguente importanza di un approccio multidisciplinare.
Da circa un anno e mezzo presso la ULSS 4 Alto Vicentino è stato applicato un nuovo
protocollo aziendale che prevede la collaborazione di più specialisti (diabetologo, MMG,
chirurgo, ortopedico, podologo, tecnico ortopedico, infettivologo), con lo scopo di
prevenire le ulcerazioni, ridurre il tasso di amputazione, ottimizzare le risorse. Il
diabetologo appartenente alla U.O.T diabetologia è il responsabile clinico della patologia;
ne stabilisce il percorso operativo coordinandosi con l`ospedale per eventuali ricoveri.
L`ambulatorio piede diabetico è dislocato nel territorio, è gestito dal diabetologo che, in
caso di necessità, attiva il percorso ospedaliero. il diabetologo inoltre afferisce in ospedale
per la parte chirurgica. Nel territorio il diabetologo lavora a stretto contatto con il podologo
e il tecnico ortopedico in modo da dare assitenza completa al paziente diabetico.
Prossimamente verranno analizzati i dati relativi al numero di ricoveri e ai tassi di
amputazione presso la nostra ULSS valutando così la reale efficienza e efficacia di tale
protocollo.
– 35 –
P7
PERICARDITE E MANIFESTAZIONE CUTANEA DA STENOTROPHOMONAS
MALTOPHILIA - CASE REPORT
A. Grembiale②; D. Donato③; G. Buffone①; A. Provenzale①; F. G. Caliò①;
❶U.O. Chirurgia Vascolare, Sant`Anna Hospital, Catanzaro; ❷U.O. Medicina
Generale, U.L.S.S. 10 - Veneto Orientale, San Donà di Piave; ❸Chirurgia
Cardiovascolare, Sant`Anna Hospital, Catanzaro;
Stenotrophomonas Maltophilia (S. Maltophilia),bacillo aerobio gram negativo presente in
ambienti acquatici,colonizzatore frequente di fluidi utilizzati in ambiente ospedaliero.
Organismo a bassa virulenza ed opportunista.Le infezioni da S.Maltophilia derivano in
genere dalla combinazione di: prolungata ospedalizzazione, dispositivi medici
colonizzati,impianti protesici, abuso di droghe per via ev, somministrazione di antibiotici
ad ampio spettro per lungo periodo e neoplasie.
CASE REPORT: paziente di 67 anni, diabetico, immunocompetente, sottoposto a lunghe e
diverse terapie antibiotiche per una necrosi distale infetta del moncone di pregressa
amputazione piede sx con versamento pericardico causato da una batteriemia da
S.Maltophilia.Manifestava febbre, leucocitosi neutrofila, tachicardia, anemia e lieve
dispnea. Un ecocardiogramma (EcoCG) ha mostrato un versamento pericardico nelle
sezioni dx, circa 2,3 cm, associato a materiale organizzato.Iniziata terapia antibiotica
empirica, steroidi e diuretici, successivamente è stato sottoposto ad amputazione alta
dell`avampiede sx.L`emocoltura, negativa al momento del ricovero, era positiva in un
secondo riscontro per S.maltophilia.L`esame colturale del tampone e di un frammento di
cute ha confermato la presenza di S.maltophilia. L`antibiogramma ha mostrato sensibilità al
trimetoprim/sulfametossazolo (TMP-SMX) e multiresistenza ad altre classi di antibiotici,
quindi abbiamo iniziato una terapia antibiotica specifica.Dopo 24 ore dall`intervento il
paziente era apiretico, dopo 3 giorni i globuli bianchi erano nei limiti con miglioramento
delle condizioni cliniche generali. Un nuovo EcoCG, non ha mostrato alcun versamento
pericardico. Lo S.Maltophilia causa un ampio spettro di infezioni, le sue manifestazioni
cutanee e dei tessuti molli sono un`entità sempre più frequenti sia per l`abuso di terapia
antibiotica che per la presenza di più pazienti immunodepressi.
CONCLUSIONI: La rapida identificazione e terapia antibiotica precoce ci hanno
permesso una rapida risoluzione del versamento pericardico e impedito una probabile
evoluzione in endocardite batterica.Il TMP-SMX è raccomandato come terapia delle
infezioni da S.Maltophilia in quanto è attivo contro la maggior parte dei ceppi di resistenza,
nonostante essa sia in aumento.
– 36 –
P8
UTILIZZO DI NUOVA SCHIUMA DI POLIURETANO NEL TRATTAMENTO DEL
SITO DONATORE DI INNESTO CUTANEO
L. SPAZZAPAN①; C. NICOLETTI①
❶UNITA` PIEDE DIABETICO E VULNOLOGIA, CASA DI CURA PEDERZOLI,
PESCHIERA DEL GARDA VERONA;
Obiettivo: obiettivo di questo studio è quello di presentare il nostro protocollo per la
gestione del sito donatore di innesto cutaneo con nuova medicazione in schiuma di
poliuretano rivestito di idrogel a forma di rete.
Metodi: il protocollo prevede al tempo zero l`applicazione sulla ferita di una medicazione
emostatica e dopo 48 ore, al primo cambio della medicazione, l`utilizzo di un nuovo tipo di
medicazione in schiuma rivestito di idrogel a forma di rete. Attraverso questa struttura a
forma di rete, l`essudato in eccesso della ferita viene assorbito in modo rapido ed efficace.
Abbiamo condotto uno studio prospettico da marzo a settembre 2014.
Risultati: sono stati reclutati per lo studio 20 pazienti .Tra questi 18 maschi e 2 pazienti di
sesso femminile con un`età media complessiva di 62 anni (range 59-92 anni). In 19 pazienti
il sito donatore è guarito in 10 giorni con un buon controllo del dolore.
Discussione: riteniamo che il processo di guarigione della ferita del sito donatore sia aiutato
dall`ambiente umido e dall`azione antibatterica film di supporto della medicazione. La
struttura tridimensionale della faccia della medicazione a contatto con il letto della ferita
garantisce la riepitelizzazione e al momento della rimozione la non aderenza.
Conclusioni: questo studio suggerisce che questa medicazione in schiuma è sicura ed
efficace per la gestione del sito donatore dell`innesto di cute e questa medicazione in
schiuma rivestito di idrogel a forma di rete è ora la nostra prima scelta nel trattamento del
sito donatore di innesto cutaneo. Tuttavia, per produrre risultati statisticamente significativi,
questo studio verrà proseguito su un numero più ampio di pazienti.
– 37 –
P9
INDAGINE DI PREVALENZA: LESIONI CUTANEE DEGLI ARTI INFERIORI E
PATOLOGIE PODOLOGICHE, IN UNA POPOLAZIONE DI PERSONE SENZA
DIMORA
I. Teobaldi①; E. Oliveri②; G. Davini②; E. Banchellini③; E. Materazzi②; M. Rossi④; V.
Ruggeri④;
❶Ambulatorio Piede Diabetico,AOUI,Verona; ❷Podologia,AOUP,Pisa; ❸Ambulatorio
Piede Diabetico,USL 12,Versilia; ❹Terapia Intensiva Cardiologica,AOU- Careggi,Firenze;
OBIETTIVI.Valutare la prevalenza di:lesioni agli arti inferiori, distrofie cutanee e
ungueali, alterazioni di deambulazione e morfologia dei piedi, comorbidità, stili di vita,
provenienza etnica in una popolazione di persone senza dimora (PSD). METODI. Sono
state valutate le PSD afferenti al Centro Diurno/Dormitorio Pubblico dei comuni di
Pisa,Livorno,Grosseto,Viareggio,Lucca dal 1/11 al 10/12 2012. Parametri valutati:sesso,
età, etnia; tempo vita in strada, luogo abituale riposo, frequenza pasti e igiene, alcol, fumo,
sovrappeso/obesità, presenza e durata di diabete; presenza, eziologia, clinica e trattamento
locale lesioni (ulcerative); morfologia dei piedi; tipologia delle calzature e della
deambulazione; dolore; presenza di ipercheratosi, curettage ungueale, presenza di
distrofie/micosi cutanee e ungueali. RISULTATI.Totale: 91 schede, Sesso: m 78, f 13; Età
Media: anni 47.1 [min18-max74]; Etnia:UE 55 ( ITALIANI 23) Extra UE 4, AFRICA 28,
AMERICA 1, ASIA 3; Tempo di Vita in Strada: nd 3 (3.3%), < 1 mese 16 (17.6%), < di 6
mesi 21( 23.1%), tra 6 mesi e 1 anno 12 (13.2%), tra 1 e 3 anni 20 (22.0%), > di 3 anni 19
(20.9%); Luogo abituale di riposo: automobile 6 (6.6%), stazione 12 (13.2%), dormitorio
29 (31.9%), altro 44(48.4%); Frequenza pasti: regolare 71(78.0%), saltuaria 20 (22%);
Frequenza igiene: giornaliera 42 (46,2%), settimanale 44 (48.4%), saltuaria 5 (5.5)
CONCLUSIONI. I dati demografici del campione rispettano i dati nazionali Istat.
Probabilmente a causa delle insufficienti condizioni igieniche e dell`inadeguatezza del
luogo abituale di riposo la maggior parte del campione presentava micosi cutanee e
distrofie ungueali; un terzo del campione lamentava dolore e difficoltà nella
deambulazione;la maggior parte delle PSD indossava calzature idonee e utilizzava uno
strumento per il curettage appropriato, da cui probabilmente la bassa prevalenza di unghie
incarnite; la prevalenza delle lesioni (ulcerative) è insufficiente per trarne conclusioni.In
futuro sarebbe necessario migliorare la scheda di prevalenza,inserendo test biomeccanici,
vascolari,neurologici, micologici, e successivamente ripetere l`indagine su un campione più
rappresentativo.
– 38 –
P10
Innesto di membrana amniotica nel trattamento del piede diabetico
A. Senesi①; B. De Pretto①; F. Calcaterra①;
❶U.O.T diabetologia,ULSS4 Alto Vicentino,Schio (Vi);
INTRODUZIONE: le lesioni al piede diabetico sono spesso caratterizzate da vasta perdita
di sostanza. La gestione di queste ulcere è spesso una sfida, sia per la natura refrattaria sia
per l`impatto economico. Nelle vaste lesioni aperte non infette e non ischemiche il
trattamento di prima scelta è l`innesto di sostituto dermico e/o di tessuto autologo, a
seconda della tipologia della lesione. Sebbene queste tecniche siano disponibili, sono da un
lato molto costose e dall`altro traumatiche per il paziente. La membrana amniotica ha
attratto la nostra attenzione per le sue capacità di promuovere la granulazione e la
riepitelizzazione controllando sia il fattore infettivo sia la sintomatologia dolorosa. Inoltre
la membrana ha capacità angiogenetica e ha una bassa immunogenicità. Tale membrana è
di derivazione placentare ed è ricca di fattori di crescita. SCOPO: valutare l`efficacia
dell`innesto di membrana amniotica crioconservata nel trattamento delle lesioni al piede
diabetico. MATERIALI E METODI: in questo studio 3 pazienti con lesioni post
chirurgiche al piede di grado II A sec TUC sono stati trattati con innesto di membrana
amniotica crioconservata. Una volta eseguito l`innesto i pazienti sono stati valutati
settimanalmente e solo in tale occasione medicati con semplice garza grassa. RISULTATI:
due pazienti sono andati a guarigione in due mesi dal trattamento. 1 paziente non ha avuto
beneficio ed è stato sottoposto successivamente a revidsione chirurgica CONCLUSIONI: i
dati mettono in evidenza come l`innesto di membrana amniotica abbia portato a
guarigione in tempi ristretti. Il fallimento terapeutico del terzo paziente probabilmente è da
imputare alla presenza di una sottostante oesteomielite diagosticata solo sucessivamente
all`innesto di membrana amniotica. L`innesto è stato ben tollerato e si è dimostrato un
valido mezzo terapeutico nel trattamento dei lesioni trofiche al piede.
– 39 –
P11
PIEDE DIABETICO INFETTO: PERCORSO INTEGRATO DI CURA NEL
TERRITORIO
DELL`AZIENDA
SANITARIAINTEGRATO
LOCALE CN1-PIEMONTE
PIEDE
DIABETICO
INFETTO: PERCORSO
DI CURA NEL
TERRITORIO DELL`AZIENDA SANITARIA LOCALE CN1-PIEMONTE
M. S. SBRIGLIA①; D. Sansone①; I. Meineri①; A. Scognamiglio①; G. Menardi①; S.
Bertello①;
S. E. Oleandri①;
M. S. SBRIGLIA①;
D. Sansone①; I. Meineri①; A. Scognamiglio①; G. Menardi①; S.
Bertello①; S. E. Oleandri①;
❶S.C. Endocrinologia, Diabetologia ASLCN1 - Piemonte, Dipartimento di Area
Medica,Ospedale
SS. Annunziata;
❶S.C. Endocrinologia,
Diabetologia ASLCN1 - Piemonte, Dipartimento di Area
Medica,Ospedale SS. Annunziata;
Tra le varie complicanze croniche della malattia diabetica, vi è la patologia neurovascolare
che
il piede, definita
piede
diabetico.
stima cheviilè15%
dei pazienti
diabetici
Tracoinvolge
le varie complicanze
croniche
della
malattiaSidiabetica,
la patologia
neurovascolare
vada
incontro, ilnella
suadefinita
storia dipiede
malattia,
a questa
complicanza,
chedei
rappresenta
la prima
che coinvolge
piede,
diabetico.
Si stima
che il 15%
pazienti diabetici
causaincontro,
di amputazione
non
traumatica
degliaarti.
vada
nella sua
storia
di malattia,
questa complicanza, che rappresenta la prima
Pertanto,
considerando
chetraumatica
nel 2014 la
popolazione
assistita dalla nostra
causa
di amputazione
non
degli
arti.
Struttura
a circa
pazienti,
dobbiamo assistita
aspettarci
chenostra
tale complicanza
Pertanto,ammonta
considerando
che18000
nel 2014
la popolazione
dalla
coinvolga
circa 2500
soggetti
nel pazienti,
territoriodobbiamo
dell`ASLCN1.
Struttura ammonta
a circa
18000
aspettarci che tale complicanza
Allo scopocirca
di prevenire
le amputazioni
maggiori,
all`inizio del 2013, abbiamo messo in atto
coinvolga
2500 soggetti
nel territorio
dell`ASLCN1.
un
percorso
di le
cura
del piede diabetico,
ambulatori
primoin atto
Allo
scopo diintegrato
prevenire
amputazioni
maggiori, attivando
all`inizio alcuni
del 2013,
abbiamodimesso
livello
decentrati
nel territorio
dell`ASL
(Fossano,attivando
Saluzzo,alcuni
Cuneo,ambulatori
Mondovì)died,
a
un
percorso
integrato
di cura del
piede diabetico,
primo
Savigliano,
un ambulatorio
di secondo
con due
posti Cuneo,
letto perMondovì)
il ricoveroed,
ordinario
livello
decentrati
nel territorio
dell`ASLlivello
(Fossano,
Saluzzo,
a
dei pazienti un
conambulatorio
lesioni infette
agli arti inferiori.
Nello
stessoletto
periodo
Savigliano,
di secondo
livello con
due posti
per ilabbiamo
ricoveroreso
ordinario
operativa
la con
collaborazione
fissa
con
la inferiori.
ChirurgiaNello
Vascolare
Mauriziano
di
dei
pazienti
lesioni infette
agli
arti
stessodell`Ospedale
periodo abbiamo
reso
Torino perlalacollaborazione
cura dei pazienti
con
arteriopatia
periferica
e con
la Diabetologia
del CTO
operativa
fissa
con
la Chirurgia
Vascolare
dell`Ospedale
Mauriziano
di di
i pazienti
prevalenti
complicanze
neuropatiche.
Torino per la
cura deicon
pazienti
con arteriopatia
periferica
e con la Diabetologia del CTO di
Dal
1.01.2013
al 15.12.2014
sono stati
seguiti in regime
di ricovero ordinario 42 pazienti,
Torino
per i pazienti
con prevalenti
complicanze
neuropatiche.
trattati
come schematizzato
tabella
riassuntiva:
Dal
1.01.2013
al 15.12.2014nella
sonoseguente
stati seguiti
in regime
di ricovero ordinario 42 pazienti,
trattati come schematizzato nella seguente tabella riassuntiva:
CURETTAGE E
CURETTAGE + PTA; AMPUTAZIONE MINORE (*) AMPUTAZIONE AMPUTAZIONE
CURETTAGE
E
CURETTAGE
+ PTA; AMPUTAZIONE
MINORE (*) AMPUTAZIONE
AMPUTAZIONE
MEDICAZIONE
AVANZATA
PTA/STENTING
+ PTA; PTA/STENTING
MINORE (*)
MAGGIORE
MEDICAZIONE
19 AVANZATA
PTA/STENTING
5
+ PTA; PTA/STENTING
10
19
5
10
(*) amputazioni di dita. In un solo caso, amputazione trans-metatarsale.
MINORE
7 (*)
MAGGIORE
1
7
1
(*) amputazioni di dita. In un solo caso, amputazione trans-metatarsale.
CONCLUSIONI
Il percorso di cura integrato, riservando ai nostri pazienti un profilo di assistenza
CONCLUSIONI
privilegiato,
grazieriservando
alla rapidaaiattuazione
di terapia
antibiotica
ad ampio spettro
Il
percorso disoprattutto
cura integrato,
nostri pazienti
un profilo
di assistenza
ed alla procedura
di rivascolarizzazione
entro
sette giorni
dal ricovero,
ha spettro
privilegiato,
soprattutto
grazie alla rapidaeffettuata
attuazione
di terapia
antibiotica
ad ampio
consentito
di evitare
ogni tipo di amputazione
nel 57%
casi
(24/42)
di ricorrere
ed
alla procedura
di rivascolarizzazione
effettuata
entrodei
sette
giorni
dal ericovero,
ha ad
amputazioni
40%
dei casi (17/42).
consentito
di minori
evitarenel
ogni
tipocirca
di amputazione
nel 57% dei casi (24/42) e di ricorrere ad
Solo una paziente,
rifiutato
il ricovero
per oltre dieci giorni dopo la diagnosi di
amputazioni
minoriavendo
nel 40%
circa dei
casi (17/42).
infezione,
è andata avendo
incontrorifiutato
a sepsi iledricovero
ha subito
un`amputazione
di dopo
gamba.
Solo una paziente,
per
oltre dieci giorni
la diagnosi di
infezione, è andata incontro a sepsi ed ha subito un`amputazione di gamba.
– 40 –
P12
VALUTAZIONE DELLA FUNZIONE SUDMOTORIA MEDIANTE NEUROPAD
COME METODO DI SCREENING DELLA NEUROPATIA PERIFERICA NEI
PAZIENTI DIABETICI ASINTOMATICI
S. Cordone①; A. Salzo①; S. Di Vincenzo①; L. Cocco①; F. Di Ponte①; A. Aiello①;
❶U.O.C Diabetologia-Endocrinologia,P.O Cardarelli Azienda Sanitaria Regionale
Molise,Campobasso;
S. Cordone①; A. Salzo①; S. Di Vincenzo①; L. Cocco①; F. Di Ponte①; A. Aiello①;
Background
Il Neuropad (NP) è un test di screening per la polineuropatia periferica diabetica e dai
risultati diDiabetologia-Endocrinologia,P.O
alcuni studi anche della neuropatia
autonomica
cardiovascolare
(CAN).
❶U.O.C
Cardarelli
Azienda
Sanitaria Regionale
Obiettivo dello studio
Molise,Campobasso;
Valutare le prestazioni del NP rispetto al DNI (Diabetic Neuropathy Index) e ai singoli test
di screening delle sensibilità periferiche in una popolazione di pazienti diabetici
asintomatici, di tipo 1e tipo 2.
Background
Materiali e metodi
Il
Neuropad
(NP)
è un
test di screening
per lafunzione
polineuropatia
periferica
diabetica
e dai
I pazienti
sono
stati
sottoposti
a studio della
sudomotoria
mediante
applicazione
di
risultati
di alcuni
cardiovascolare
(CAN).
NP alla pianta
deistudi
piedianche
per 10della
min,neuropatia
ispezione autonomica
del piede, valutazione
dei riflessi
achillei e
Obiettivo
dello studio
rotulei, sensibilità
vibratoria (VPT), sensibilità pressoria, sensibilità tattile e dolorifica e
Valutare
prestazioni
del NP rispetto
al DNI dicotomiche
(Diabetic Neuropathy
Index)
e aiMcNemar.
singoli test
DNI. Per le
studiare
le concordanze
tra variabili
è stato usato
il test
di
screening delle sensibilità periferiche in una popolazione di pazienti diabetici
Risultati
asintomatici,
1e tipo 2.(pz), NP rispetto al DNI ha riconosciuto 7 su 10 pz affetti (sens
Nel campionediditipo
22 pazienti
Materiali
e metodi
70%), valutando
come positivi 6 pz su 12 pz negativi (spec 50%). L`Accuratezza (Acc) del
Idispositivo
pazienti sono
sottoposti
studio della
funzione
sudomotoria
mediante
applicazione
è delstati
59%,
il valorea predittivo
positivo
(PPV)
è del 53,8%,
il valore
predittivo di
NP
alla pianta
piedi
per 10Non
min,è ispezione
delp-value
piede, valutazione
dei riflessi
achilleiper
e
negativo
(NPV)dei
è del
66,7%.
stato trovato
statisticamente
significativo
rotulei,
sensibilità
vibratoria
(VPT),
sensibilità
pressoria,
sensibilità
tattile
e
dolorifica
e
escludere la concordanza tra funzione sudomotora, rilevata da NP e la DPN (p-value 0,50).
DNI.
Per studiare
le concordanze
tra variabili dicotomiche è stato usato il test McNemar.
Andando
ad analizzare
i singoli test:
Sens Spec PPV NPV Acc p-value
Risultati
Alluce
63,6
45,5 53,8
55,6
54,5
0,75
Nel campione di 22 pazienti (pz), NPVPT
rispetto
al DNI ha
riconosciuto
7 su
10 pz
affetti
(sens
70%), valutando come positivi 6 pz su
12
pz
negativi
(spec
50%).
L`Accuratezza
(Acc)
VPT Malleolo 57,1 37,5 61,5 33,3 50,0 1,0 del
dispositivo è del 59%, il valore predittivo positivo (PPV) è del 53,8%, il valore predittivo
Monofilamento
100statisticamente
42,9 7,7 100
45,5 0,001
negativo (NPV) è del 66,7%. Non è stato
trovato p-value
significativo
per
escludere la concordanza tra funzioneROT
sudomotora,
rilevata
da
NP
e
la
DPN
(p-value
0,50).
Achilleo 66,7 43, 30,8 77,8 50,0 0,07
Andando ad analizzare i singoli test:
Sens Spec PPV NPV Acc p-value
ROT Rotuleo
75,0 44,4 23,1 88,9 50,0 0,01
VPT Alluce
63,6 45,5 53,8 55,6 54,5 0,75
Sens. Dolorifica 100 45,0 15,4 100 50,0 0,002
VPT Malleolo 57,1 37,5 61,5 33,3 50,0 1,0
Sens. Tattile
100 45,0 15,4 100 5,0 0,002
Monofilamento
100 42,9 7,7 100 45,5 0,001
Conclusioni
Nel rilevare la DPN, NP mostra dati sovrapponibili
letteratura
in termini
spec0,07
ma
ROT Achilleo alla66,7
43, 30,8
77,8 di50,0
inferiori in termini di sens ma suddividendo la popolazione in base alla durata di malattia e
ROT Rotuleo
75,0 44,4
50,0
al controllo metabolico, è stato riscontrato
che le prestazioni
di NP23,1
sono 88,9
migliori
nei0,01
pz in
follow-up vs pz neodiagnosticati e nelSens.
sottogruppo
con100
HbA1c≥
mmol/mol
vs Hba1c
Dolorifica
45,05415,4
100 50,0
0,002≤
53 mmol/mol. Nel primo caso la sensSens.
passaTattile
dal 25% al100
100%,
la spec
42% 5,0
al 60%,
45,0
15,4dal100
0,002
l`Acc da 36,4 all`81,8%, il PPV dal 20% al 75%, l`NPV dal 50% al 100%, nel seondo caso,
la sens passa dall`80% al 60%, la specConclusioni
dal 66,7 % al 33,3 %, l`Acc dal 72,7% al 45,5%, il
Nel rilevare
mostra
dati sovrapponibili
alla letteratura in termini di spec ma
PPV
dal 66%laalDPN,
42 %,NP
l`NPV
dall`80%
al 50%.
inferiori in termini di sens ma suddividendo la popolazione in base alla durata di malattia e
al controllo metabolico, è stato riscontrato che
– 41le–prestazioni di NP sono migliori nei pz in
follow-up vs pz neodiagnosticati e nel sottogruppo con HbA1c≥ 54 mmol/mol vs Hba1c ≤
P13
SPETTRO E SENSIBILITÀ ANTIBIOTICA DEI GERMI ISOLATI IN ULCERE
INFETTE DI PAZIENTI CON PIEDE DIABETICO
A. Rizzi①; F. Zaccardi①; T. Musella①; F. Costantini①; G. Scavone①; A. Flex①; G. Tinelli
②; M. Galli③; B. Fiori④; S. Caputo①; G. Ghirlanda①; T. Spanu④; D. Pitocco①;
❶Istituto di Medicina Interna,Università Cattolica del Sacro Cuore,Roma; ❷Istituto di
Chirurgia Vascolare,Università Cattolica del Sacro Cuore,Roma; ❸Istituto di
Ortopedia,Università Cattolica del Sacro Cuore,Roma; ❹Istituto di
Microbiologia,Università Cattolica del Sacro Cuore,Roma;
Obiettivo
Le infezioni sono la prima causa di ospedalizzazione nei pazienti affetti da piede diabetico.
Scopo dello studio è identificare le popolazioni batteriche e valutare resistenza e sensibilità
agli antibiotici dei patogeni isolati.
Metodi
Sono stati esaminati 765 campioni, prelevati da ulcere infette, per valutarne la popolazione
microbica e per verificare in vitro sensibilità e resistenza verso diverse classi di antibiotici.
Risultati
Sono stati isolati 1251 microrganismi e 69 specie microbiche. I Gram-positivi sono stati
indentificati nel 52,6% dei campioni: tra essi, Stafilococchi nel 31.5%, con maggiore
prevalenza di S. Aureus (26.8%) e S. coaugulasi negativi. Enterococchi sono stati isolati nel
16,9% dei campioni, Streptococchi nel 4.2%. Batteri Gram-negativi sono stati isolati nel
41.5% dei campioni: tra questi i più frequenti sono P. Aeruginosa (13,1%), E. Coli (6.8%),
P. Mirabilis (5.2%), A. Baumannii (3.5%), K. Pneumoniae (3.3%). Patogeni anaerobi sono
stati isolati nel 5.9% dei campioni, con maggiore prevalenza di B. Fragilis (3.9%). Le
colture, inoltre, sono state distinte in mono- (57.2%) e poli-microbiche (47.3%). Le
principiali associazioni individuate sono S.Aureus/P.Aeruginosa (7.4%), S.Aureus/Ent.D
Faecalis (6.2%), P.Aeruginosa/Ent.D. Faecalis (6.1%). Circa la resistenza agli antibiotici,
gli stafilococchi hanno dimostrato resistenza a amoxicillina/acido clavulanico (66%),
ciprofloxacina (62%), eritromicina (56.9%) e gentamicina (51.8%). Gli enterococchi hanno
mostrato resistenza a eritromicina (66.7%), imipenem (25%), ampicillina (17.5%),
vancomicina (4.5%) e teicoplanina (4.2%). Gli streptococchi hanno dimostrato resistenza a
eritromicina (32.4%) e gentamicina (31.3%). I Gram-negativi hanno dimostrato resistenza a
cefotaxime (60.7%), ciprofloxacina (57.5%), amoxicillina/acido clavulanico (55%) e
gentamicina (54.4%).
Conclusioni
Dai dati emerge che 6 specie microbiche sono responsabili di circa il 70% delle infezioni e
che S. Aureus e S. Coaugulasi-negativi ne causano circa il 31.5%. La copertura antibiotica
iniziale dovrebbe sempre includere lo S. Aureus e i Gram-negativi.
– 42 –
P14
PERCORSO ASSISTENZIALE INTEGRATO TRA OSPEDALE E TERRITORIO PER
LA GESTIONE DEL PIEDE DIABETICO NEL DISTRETTO DI REGGIO EMILIA
R. Trianni①; P. Sbordone①; E. Manicardi②; M. Ganassi②; R. Ceci①; D. Gazzotti①; S.
Pingani①; P. Romani①; G. Mercati①; S. Romani③; M. Greci③; V. Manicardi①;
❶Servizio Diabetologia,AUSL di Reggio Emilia,Reggio Emilia; ❷SOS
Diabetologia,Azienda Ospedaliera S.Maria Nuova,Reggio Emilia; ❸Cure Primarie,AUSL
di Reggio Emilia,Reggio Emilia;
Le lesioni del Piede Diabetico richiedono un team competente e rapidità di intervento in
caso di piede infetto. Il Servizio di Diabetologia di Reggio Emilia è territoriale, inserito nel
Dipartimento Cure Primarie dell`AUSL, gestisce 7.200 diabetici che hanno l`ospedale di
riferimento nella AoSMN della città. Per affrontare con appropriatezza le lesioni del piede
diabetico è stato costruito un PDTA che coinvolge professionisti di entrambe le Aziende
Sanitarie:servizio di diabetologia territoriale(SDT),servizio infermieristico
territoriale(SIT),podologo,team diabetologico ospedaliero(TDO). Il SDT effettua attività di
educazione di gruppo,ed ha attivato un ambulatorio settimanale per il piede diabetico,
istituita una fascia oraria per le urgenze: vengono valutate le lesioni acute, fatte medicazioni
e debridment,poi i pazienti vengono affidati agli infermieri del SIT,che proseguono le
medicazioni fino a guarigione.In caso di piede infetto o di situazioni critiche che richiedono
ter antibiotica ev, approccio chirurgico alla lesione,il SDT invia direttamente in urgenza il
paziente al TDO,che ha letti dedicati e riceve le urgenze con accesso diretto.Risolta la fase
acuta,il paziente viene riaffidato al SDT e al SIT,riducendo i tempi di degenza.Il PDTA è
stato approvato da entrambe le Aziende Sanitarie ed è attivo da oltre un anno.Nel 2014
sono stati presi in carico per Piede Diabetico 220 pazienti(di cui 137 con ulcere in atto),
sono state eseguite 465 medicazioni e le restanti sono state assegnate al SIT fino a
guarigione;1 paziente ha subito una amputazione maggiore e 29 amputazioni minori;27
presentavano piede vascolare,33 neuropatico,10 deformità;18 pazienti sono stati inviati in
urgenza al TDO per lesioni complesse.Il podologo ha valutato oltre 600 pazienti.
Conclusioni: un percorso integrato ospedale-territorio per il piede diabetico assicura la
presa in carico dei pazienti dalla prevenzione alla guarigione delle lesioni,la appropriatezza
delle prestazioni e la continuità assistenziale ospedale-territorio.
– 43 –
P15
ISOLAMENTI BATTERICI IN DIABETICI RICOVERATI PER LESIONI
COMPLICATE AGLI ARTI INFERIORI IN UN CENTRO PER LA CURA DEL
PIEDE DIABETICO
L. DALLA PAOLA①; A. CARONE①; M. C. PRINCIPATO①; L. VASILACHE①; M.
PATTAVINA①;
❶UO PER IL TRATTAMENTO PIEDE DIABETICO,MARIA CECILIA HOSPITAL
GVM CARE AND RESEARCH,COTIGNOLA;
Introduzione Il Diabete Mellito è una malattia cronica con che presenta progressive
complicanze croniche d`organo. L`infezione di lesioni che insorgono a livello dei piedi è
una delle più impegnative complicanze che può condurre ad una amputazione d`arto.
Abbiamo analizzato gli isolamenti microbiologici in pazienti con piede diabetico infetto
ricoverati presso il nostro Centro specializzato nel trattamento del piede diabetico.
Materiali e Metodi Da gennaio 2013 a dicembre 203, sono stati analizzati 984 campioni
tissutali ottenuti dai pazienti ricoverati. Lo staging clinico di infezione era moderato-severa
in accordo con la classificazione IDSA (Infectious Disease Society of America) ovvero
grado 3-4 in accordo con la classificazione PEDIS. Risultati I più comuni microorganismi
isolati sono stati: Staphylococcus aureus (SA) (26%), Pseudomonas aeruginosa (PA) (17%)
, Staphylococcus epidermidis (17%), Proteus mirabilis (PM) (5%), Staphylococcus
intermedius (5%), Escherichia coli (EC)(4%), Enterococcus cloacae (3%), Enterococcus
faecalis (3%) e Klebsiella pneumoniae (KP) (2%) Altri (18%). Nella nostra casistica il
61.6% degli SA era meticillino-resistente, con una elevata sensibilità a vancomicina,
daptomicina, linezolid e teicoplanina. Dopo lo SA il secondo isolamento è stato ad
appannaggio dello PA che presentava una elevata sensibilità alla colistina. Riguardo agli
altri ceppi gram-negativi, l` EC, la KP ed il PM hanno dimostrato un elevato grado di
sensibilità all`ertapenem e tigeciclina. Conclusioni Gli isolamenti microbiologici ottenuti
nella popolazione studiata è in accordo con i dati della letteratura. Il trattamento dei quadri
infettivi del piede diabetico richiede usualmente un trattamento combinato che prevede una
terapia antibiotica mirata sugli isolamenti microbiologici ed un idoneo trattamento
chirurgico di bonifica sia dei tessuti molli che dell`osso coinvolto. Una analisi
microbiologica accurata è imperativa per una appropriata terapia antibiotica.
– 44 –
P16
SCREENING DEL PIEDE NELLA MALATTIA DIABETICA: CONFRONTO TRA
ESAME CLINICO E CONSAPEVOLEZZA DI CURA DEL PAZIENTE
A. Di Paolo①; D. Bloise①;
❶ASl RM H,Presidio ospedaliero San Giuseppe,Marino;
Le lesioni del piede, complicanza invalidante del diabete, sono tuttora frequenti,
comportano un grave limite nella vita del paziente e un alto onere economico per il sistema
sanitario. La neuropatia sensitiva (NS) e/o l`arteriopatia periferica (AOP) agli arti inferiori
sono le complicanze predisponenti allo sviluppo delle ulcere, per evitarne la comparsa i
pazienti "complicati" devono essere educati alla cura del piede. L`obiettivo dello studio è
stato analizzare il grado di consapevolezza nella cura dei piedi da parte dei pazienti
"complicati" confrontando i dati del questionario autocompilato con i dati dello screening
eseguito dal podologo. In 1 anno, 158 pazienti in visita presso l`ambulatorio di diabetologia
del distretto, con durata di malattia ≥ 10 anni, sono stati sottoposti allo screening del piede.
Prima della visita, ogni persona ha compilato un questionario di autovalutazione sulle
conoscenze riguardo la cura del piede. La visita ha compreso il Michigan Neuropathy
Screening Instrument e i test clinico-strumentali secondo le linee guida. Dai dati del
questionario risulta che l`89% dei pazienti è seguito in diabetologia da più di 5 anni, le
conoscenze riguardo la cura dei piedi sono irregolari e a volte insufficienti; il 39% dei
pazienti esprime l`esigenza di ricevere maggiori informazioni. I pazienti con classe di
rischio ≥1 per ulcere (presenza di NS o di AOP, no ulcere) sono il 51%, di questi il 77%
presenta lesioni pre-ulcerative (callosità, distrofie ungueali, macerazioni) e nel 5% (4 casi)
dei pazienti sono state scoperte ulcere che la persona ignorava di avere. Il 72% dei pazienti
con lesioni pre-ulcerative riconosciute alla visita afferma di non avere nessun problema ai
piedi, il 45% riporta comportamenti di cura "altamente a rischio" (uso di tronchesine,
forbici). Da quest`analisi emerge la necessità di interventi di educazione terapeutica mirati
per la cura del piede per i pazienti "complicati" e si evidenzia quanto sia un bisogno
avvertito dai pazienti stessi. Inoltre lo screening strutturato permette gli approfondimenti
diagnostici e la selezione dei pazienti che realmente necessitano di educazione, calzature e
di ortesi per la prevenzione.
– 45 –
P17
VALUTAZIONE DELLE PRESSIONI PLANTARI IN PAZIENTI DIABETICI IN
DIVERSE CLASSI DI RISCHIO : RISULTATI PRELIMINARI
V. SASSONE②; R. VERGARA②; G. VITAGLIANO①; G. NOSSO①; G.
SALDALAMACCHIA①;
❶MEDICINA CLINICA E CHIRURGIA,AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA
POLICLINICO "FEDERICO II " UNIVERSITA` DI NAPOLI,NAPOLI;
Introduzione e scopo: Benché la neuropatia rappresenti la "conditio sine qua non" per la
genesi di una lesione ulcerativa, lo stress meccanico riveste un ruolo patogenetico
importante nello sviluppo di un`ulcerazione; pertanto la valutazione della distribuzione
delle pressioni plantari è attualmente considerata un`importante strumento di
quantificazione del rischio di ulcerazione e/o re-ulcerazione. L`obiettivo del presente studio
è quello di misurare le pressioni plantari in pazienti diabetici in diverse classi di rischio e di
rivalutarne l`esito ad un anno. Metodi: quattordici pazienti affetti da diabete mellito tipo 2
(età: 63±7 anni; durata diabete: 15±10 anni) in diverse classi di rischio di ulcerazione sono
stati sottoposti a valutazione delle pressioni distali mediante sistema Novel Pedar (utilizzato
in caso di pazienti in prevenzione primaria) e Optima Sense (utilizzato in prevenzione
secondaria) al tempo 0 (T0) e dopo 12 mesi (T1).Dove necessario, è stato prescritto utilizzo
di ortesi e calzature specifiche. Risultati: al T0, 6 pazienti erano in prevenzione primaria
(classe di rischio 1), 3 soggetti erano in prevenzione secondaria (re-ulcerazione, classe di
rischio 2) e 5 pazienti presentavano ulcere in atto (classe di rischio 3). Circa il 70% dei
soggetti ha utilizzato correttamente, durante tutto il periodo di follow-up,le ortesi specifiche
prescritte. La pressione plantare media registrata al T0 è stata di 258±125kilopascal) e si
riduceva significativamentedopo 12 mesi (203±95 kilopascal p=0.03). Dopo un anno, tutti i
soggetti nelle classi di rischio 2 e 3 presentavano assenza di lesioni ulcerative; nessuna
nuova lesione è stata diagnosticata durante il periodo di follow-up. Conclusioni: I nostri
dati, seppur preliminari, documentano che la valutazione delle pressioni plantari si rivela un
valido supporto all`individuazione del corretto intervento preventivo/terapeutico del piede
diabetico. Emerge una nuova era nella medicina del piede diabetico, la classificazione della
distribuzione delle pressioni plantari assume un significato nel determinare un corretto
intervento preventivo/terapeutico del piede diabetico.
– 46 –
P18
Analisi dei costi sanitari del management ambulatoriale del piede diabetico in ospedale e
progetto di assistenza basato sull`intensità di cure
M. S. Aliquò①; S. Giordano①; P. Guzzetta①; G. Mamone①; G. Canzoneri①; R. Di Franco
①; R. Pinto①;
❶U.O.S.D. CURA PIEDE DIABETICO,ARNAS Civico,Palermo;
Introduzione:Dati dell`Osservatorio ARNO Diabete mostrano che il diabete occupa il
secondo posto tra le patologie per i più alti costi diretti: per ogni diabetico spendiamo
2756 € l`anno, contro i 1545 spesi per chi non ha il diabete. Circa 1600 € derivano dai
ricoveri, che sono circa l`80 % in più rispetto a chi non ha diabete. Le amputazioni nei
pazienti diabetici, sono cinque volte più frequenti. Scopo del lavoro: valutare i costi di un
team multidisciplinare per la gestione ambulatoriale del piede diabetico in ospedale.
Metodi: è stata fatta una analisi dei costi relativi al personale coinvolto nella cura del piede
diabetico, al materiale impiegato per le medicazioni, alle analisi strumentali e di laboratorio
eseguite, alle terapie antibiotiche praticate. Il costo di gestione ambulatoriale e` stato
confrontato con il costo di gestione in degenza ospedaliera. E` stato inoltre ideato un
percorso di rete assistenziale intraospedaliero ed ospedale-territorio basato sull`intensità di
cure che consente il follow-up del paziente e la razionalizzazione delle risorse.
Conclusione: la gestione ambulatoriale della cura del piede diabetico da parte di un team
multidisciplinare e` economicamente vantaggiosa, efficace e può ridurre il numero di
ricoveri nel paziente con piede diabetico con risparmio per il SSN.
– 47 –
VALUTAZIONE DELLA FUNZIONE SUDOMOTORIA MEDIANTE NEUROPAD
COME
P19 METODO DI SCREENING DELLA NEUROPATIA AUTONOMICA
CARDIOVASCOLARE
VALUTAZIONE DELLA FUNZIONE SUDOMOTORIA MEDIANTE NEUROPAD
COME METODO DI SCREENING DELLA NEUROPATIA AUTONOMICA
CARDIOVASCOLARE
S. Cordone①; A. Salzo①; S. Di Vincenzo①; L. Cocco①; F. Di Ponte①; A. Aiello①;
S. Cordone①; A. Salzo①; S. Di Vincenzo①; L. Cocco①; F. Di Ponte①; A. Aiello①;
❶U.O.C Diabetologia-Endocrinologia,P.O "Cardarelli" Azienda Sanitaria Regionale
Molise,Campobasso;
❶U.O.C Diabetologia-Endocrinologia,P.O "Cardarelli" Azienda Sanitaria Regionale
Molise,Campobasso;
Background
Il Neuropad (NP) è un test di screening per la polineuropatia periferica diabetica e dai
risultati di alcuni studi anche della neuropatia autonomica cardiovascolare (CAN).
Background
Obiettivo dello studio
Il
Neuropad
(NP) è un test
di screening
polineuropatia
e dai
Valutare
le prestazioni
del NP
rispetto aiper
testladi
Ewing per lo periferica
screening diabetica
della CAN.
risultati
diealcuni
studi anche della neuropatia autonomica cardiovascolare (CAN).
Materiale
metodi
Obiettivo
dello
studio afferenti al nostro centro sono stati selezionati e sottoposti ai test di
Pazienti (pz)
diabetici
Valutare
le prestazioni
NP rispetto
test di Ewing
lo screening
CAN.
Ewing : Deep
Breathingdel
(DB),
Lying toaiStanding
(LS),per
Cought
test (CT)della
e Postural
Materiale
e metodi
Hypotension
(PH) e a valutazione della funzione sudomotoria mediante NP applicato alla
Pazienti
diabetici
nostro le
centro
sono statitraselezionati
e sottoposti aiè test
pianta dei(pz)
piedi
per 10 afferenti
min. Per al
studiare
concordanze
variabili dicotomiche,
statodi
Ewing
Deep
Breathing (DB), Lying to Standing (LS), Cought test (CT) e Postural
usato il:test
McNemar.
Hypotension
(PH) e a valutazione della funzione sudomotoria mediante NP applicato alla
Risultati
pianta
dei piedi
per 10i min.
Per studiare le concordanze
tra variabili
dicotomiche,
stato
20 pz hanno
eseguito
test neuroautonomici,
il 25% è risultato
positivo
ad 1 test, ilè 15
%
usato
il test
McNemar.
a 2 test,
nessun
pz è risultato positivo a 3 test o all`intera serie, suggerendo una neuropatia
Risultati
autonomica cardiaca precoce non sintomatica. Nel campione di 20 pz che hanno eseguito
20
pz hanno
eseguito
i test neuroautonomici,
il 25%
risultato
positivo
il 15 %
almeno
un test
neuroautonomico,
NP è stato in
gradoèdi
riconoscere
4 suad5 1pztest,
affetti
a(sensiblità
2 test, nessun
pzriconoscendo
è risultato positivo
3 test 8o su
all`intera
serie, suggerendo
neuropatia
80 %),
come apositvi
15 pz negativi
(specificitàuna
46%).
autonomica
cardiaca
non sintomatica.
di 20
che predittivo
hanno eseguito
L`Accuratezza
(Acc) precoce
del dispositivo
è risultataNel
del campione
55 %, mentre
il pz
valore
almeno
test neuroautonomico,
NP è statonegativo
in grado (NPV)
di riconoscere
4 su 5Non
pz affetti
positivoun
(PPV)
è del 33%, valore predittivo
è del 87,5%.
è stata
(sensiblità
riconoscendo
come positvisignificativa
8 su 15 pz negativi
(specificità
46%).
riscontrata 80
una%),
concordanza
statisticamente
tra la neuropatia
autonomica
L`Accuratezza
(Acc)
è risultata
55 %, mentre
il valore
predittivo
diabetica, rilevata
dai del
testdispositivo
neuroautonomici,
e ladel
funzione
sudomotoria,
rilevata
da NP
positivo
è del
33%,
valore
negativo
(NPV)
è del 87,5%.
Nonrisultate
è stata
(p-value (PPV)
0,04). La
sens,
spec,
PPVpredittivo
e NPV del
NP rispetto
ai singoli
test sono
riscontrata
una concordanza
statisticamente
tra l`Acc
la neuropatia
autonomica
essere rispettivamente:
per DB
66,7%, 40%,significativa
18,2%, 85,7%,
de 44 %;
per CT 100%,
diabetica,
rilevata
daiquest`ultimo
test neuroautonomici,
la funzione sudomotoria,
da NP al
47%, 18,2%,
100%,
influenzatoe dall`assenza
di pz psitivi alrilevata
test e negativi
(p-value
La sens,
PPV e 47%,
NPV del
NP rispetto
ai singoli testinfluenzato
sono risultate
NP, l`Acc0,04).
del 44,4%;
perspec,
PH 100%,
18,2%,
100%, quest`ultimo
essere
rispettivamente:
peraDB
40%,
85,7%,
l`Accper
deLS
44non
%; per
CT 100%,
dall`assenza
di pz positivi
test66,7%,
e negativi
al 18,2%,
NP, l`Acc
de 44%;
è stato
47%,
18,2%,
100%,
quest`ultimo
influenzato
di pz
psitivi
test eenegativi
possibile
valutare
la sens
e PPV, per
assenza ddall`assenza
pz positivi sia
al test
sia al
all`NP
la spec al
NP,
l`Acc
del83,3%,
44,4%;l`Acc
per PH
33,3%,
NPV
del100%,
31,3%47%, 18,2%, 100%, quest`ultimo influenzato
dall`assenza
Conclusioni di pz positivi a test e negativi al NP, l`Acc de 44%; per LS non è stato
possibile
valutare
la sens
e PPV, per
pz positivi sia
al test sia
e la specla
Nel rilevare
la CAN
il dispositivo
NPassenza
mostra dperformance
moderate,
maall`NP
suddividendo
33,3%,
NPV in
83,3%,
l`Acc
del 31,3%
popolazione
oggetto
in base
alla durata di malattia è stato osservato che nei pz
Conclusioni
neodiagnosticati vs pz in follow-up, NP presenta migliore spec (57 vs 28%), e Acc (55 vs
Nel
rilevare
CAN
il dispositivo
NP migliore
mostra performance
ma suddividendo
50%),
mentrelane
gruppo
al follow-up
sens (100 vsmoderate,
50%); in base
al range di la
popolazione
in oggetto
base alla vs
durata
di malattia èNP
stato
osservato
che sens
nei pz
HbA1c, per valori
≥ 54 in
mmol/mol
≤54 mmol/mol,
mostra
migliore
(100 vs 50
neodiagnosticati
vs pz l`Acc
in follow-up,
presenta
migliore
specNPV
(57 (100
vs 28%),
e Acc (55 vs
%), spec (57 vs 37%),
(70 vs 40NP
%),
PPV (50
vs 16 %),
vs 75%).
50%), mentre ne gruppo al follow-up migliore sens (100 vs 50%); in base al range di
HbA1c, per valori ≥ 54 mmol/mol vs ≤54 mmol/mol,
NP mostra migliore sens (100 vs 50
– 48 –
%), spec (57 vs 37%), l`Acc (70 vs 40 %), PPV (50 vs 16 %), NPV (100 vs 75%).
P20
ASPETTI MICROBIOLOGICI DELLE ULCERE PROFONDE INFETTE NEL PIEDE
DIABETICO DOPO DEBRIDEMENT CHIRURGICO
P. Galenda①; S. Madaschi①; N. Valerio①; V. Gallicchio①; C. Cisale①; D. Colli①; R.
Ferraresi②; C. M. Caravaggi①;
❶Centri di Terapia del Piede Diabetico, Endocrinologia e
Diabetologia,Humanitas-Gavazzeni,Bergamo;
❷LaboratorioC.
di Cisale①;
Emodinamica,Humanitas
P. Galenda①; S. Madaschi①; N. Valerio①; V. Gallicchio①;
D. Colli①; R.
Gavazzeni,Bergamo;
Ferraresi②; C. M. Caravaggi①;
L`identificazione della flora microbica, oltre ad essere un indagine utile al trattamento
polichemioterapico
mirato
delle
ulcere infette,
consente l`analisi
epidemiologica delle
❶Centri di Terapia del
Piede
Diabetico,
Endocrinologia
e
infezioni
ai piedi nella popolazione afferente al❷Laboratorio
proprio centro.
clinici e documenti di
Diabetologia,Humanitas-Gavazzeni,Bergamo;
di Studi
Emodinamica,Humanitas
consenso
documentano la presenza di flora polimicrobica il cui ruolo patogeno non appare
Gavazzeni,Bergamo;
ancora chiaro. L`obiettivo di questo studio è quello di verificare la residua presenza di
germi ed il loro ruolo in soggetti diabetici sottoposti a drenaggio chirurgico aggressivo di
L`identificazione
infezioni
ai piedi. della flora microbica, oltre ad essere un indagine utile al trattamento
polichemioterapico
delleseguiti
ulcereeinfette,
epidemiologica
delle
Materiali e metodi: mirato
Sono stati
raccolticonsente
i dati di l`analisi
50 soggetti
diabetici sottoposti
infezioni ai piedi nella
popolazione
afferente
proprio
centro.
Studi ai
clinici
documenti
consecutivamente
a trattamento
chirurgico
di al
ulcere
infette
profonde
piedieed
esame di
consenso documentano
laresidui.
presenzaLedilesioni
flora polimicrobica
il cui ruolo
patogeno
non appare
microbiologico
su tessuti
sono state stadiate
secondo
criteri della
Texas
ancora chiaro.
L`obiettivoed
diilquesto
studio
è quello di verificare la residua presenza di
University
Classification
sistema
PEDIS-IDSA
germi ed
il loro: ruolo
in2D
soggetti
diabetici
sottoposti
T.U.C
(N=50)
2B (3),
(1), 3B
(24), 3D
(22). a drenaggio chirurgico aggressivo di
infezioni
ai piedi.
PEDIS
(N=50):
1 (0), 2 (4), 3 (35), 4 (11)
Materiali
e metodi:
Sono
stati seguiti
e raccoltiini urgenza
dati di 50o soggetti
sottoposti
Tutti
pazienti
sono stati
sottoposti
a drenaggio
urgenza diabetici
differita dell`infezione
consecutivamente
trattamento
chirurgico
ulcere infette profonde
ed esame
in
sala operatoria, afino
ad osservare
tessutidi
macroscopicamente
"sani"ai piedi
dai quali
è stato
microbiologico
su tessuti
lesioni sono state
stadiate
secondosono
criteri
Texas
prelevato
un campione
perresidui.
esame Le
microbiologico.
I pazienti
ischemici
statidella
sottoposti
Classification
ed il sistema
aUniversity
tentativo di
rivascolarizzazione.
DopoPEDIS-IDSA
defervescenza dei segni di infezione è stato
T.U.C (N=50)
: 2B chirurgico
(3), 2D (1),ricostruttivo.
3B (24), 3D Dimessi
(22). in cura ambulatoriale dopo un periodo
eseguito
intervento
PEDIS (N=50):minimo
1 (0), 2di(4),
3 (35), 4 (11)
postoperatorio
3 giorni.
Tutti pazientiperiodo
sono stati
sottoposti a drenaggio
in urgenza
urgenzadidifferita
dell`infezione
Risultati:Nel
postoperatorio
non sono emersi
segnio clinici
riacutizzazione
in
sala operatoria,
fino ad
osservare
macroscopicamente
"sani"didai
quali èinstato
dell`infezione.
L`esame
colturale
hatessuti
documentato
presenza e crescita
1 germe
34 casi
prelevato
un10
campione
per 3esame
pazienti ischemici
stati sottoposti
(68%), 2 in
casi (20%),
o piùmicrobiologico.
in 3 casi (6%). EI risultato
negativo insono
3 soggetti
(6%). In
a4 tentativo
di rivascolarizzazione.
Dopo per
defervescenza
deisetticemia
segni di infezione
è stato
di 5 pazienti
sottoposti ad emocoltura
concomitante
è stata osservata
eseguito
intervento
chirurgico
ricostruttivo. Dimessi
in curanel
ambulatoriale
dopo
un periodo
crescita batterica
dello
stesso microorganismo
identificato
piede. La flora
microbica
è
postoperatorio
di 3 giorni.
rappresentata daminimo
Stafilococchi
aurei nel 44% delle colture, di cui 60% meticillinoresistenti,
Risultati:Nel
periodo
non sono
clinici di fecali
riacutizzazione
Corynebatteriacee
nelpostoperatorio
20%, Pseudomonas
Aer.emersi
10%, segni
Enterococchi
10%, Serratie
dell`infezione.
L`esame
ha documentato
presenza
e crescita
di 1 germe
in 34 casi
10%, Streptococchi
6%, colturale
meno frequente
la presenza
di Proteus
m. Candida
ed altre
(68%),
2 in 10 casiAll`analisi
(20%), 3 ostatistica
più in 3 ilcasi
(6%). Edirisultato
negativo
soggetti (6%). In
enterobatteriacee.
riscontro
stafilococco
aureoine3corynebatteriacee
4è stato
di 5 pazienti
sottoposti
emocoltura
per concomitante
setticemia
stata stati
osservata
più frequente
nelleadulcere
ischemiche.
Gli enterochocchi
fecaliè sono
riscontrati
crescita
batterica nelle
dello infezioni
stesso microorganismo
identificato
nel piede.
La flora microbica è
prevalentemente
gravi ed associati
ad interventi
più invasivi.
rappresentata
da trattamento
Stafilococchi
aurei neltempestivo
44% delle colture,
di cuiprofonde
60% meticillinoresistenti,
Conclusioni:Un
chirurgico
delle lesioni
infette è risultato
Corynebatteriacee
20%,clinici
Pseudomonas
Aer.nonostante
10%, Enterococchi
10%, su
Serratie
efficace nel trattare nel
i segni
di infezione
la presenzafecali
microbica
tessuti
10%,
Streptococchi
6%, meno frequente
la presenzaladipresenza
Proteus di
m.flora
Candida
ed altre in
residui.
Le indagini microbiologiche
documentano
polimicrobica
enterobatteriacee.
All`analisi
statistica il riscontro
di stafilococco
aureo
e corynebatteriacee
meno di un terzo dei
casi, verosimilmente
la rimozione
della massa
di tessuti
infetti
èconsente
stato piùdifrequente
nelle
ulcerepatogeno.
ischemiche.
Gli enterochocchi
fecali
sono
stati
riscontrati
evidenziare
il reale
Mediante
identificazione
della
flora
microbica
e
prevalentemente
nelle con
infezioni
gravi edcaratteristiche
associati ad interventi
piùpossono
invasivi.essere condivisi
della sua correlazione
determinate
delle ulcere,
Conclusioni:Un
trattamento
chirurgico
tempestivo
delle lesioni
profonde
infette
è risultato
protocolli chemioterapici
empirici
orientati
al trattamento
dei germi
di più
frequente
efficace
riscontro.nel trattare i segni clinici di infezione nonostante la presenza microbica su tessuti
residui. Le indagini microbiologiche documentano la presenza di flora polimicrobica in
meno di un terzo dei casi, verosimilmente la
della massa di tessuti infetti
– rimozione
49 –
consente di evidenziare il reale patogeno. Mediante identificazione della flora microbica e
P21
LA LDL-AFERESI NEL TRATTAMENTO DEL PIEDE DIABETICO ISCHEMICO.
DATI PRELIMINARI DELLO STUDIO HADIF
D. Donini①; V. Stoico①; L. Salvotelli①; E. Brocco②; M. Messa①; M. Franchini③; E.
Capuzzo③; F. Saggiani④; V. Pugni⑤; E. Manicardi⑤; R. Baricchi⑥; R. Anichini⑦; A.
Tedeschi⑦; G. D`Alessandri⑧; E. Bonora①; M. G. Zenti①;
❶DAI Medico generale,AOUIVerona,Verona; ❷Unita` trattamento Piede
Diabetico,Policlinico di Abano,Abano Terme; ❸Immunoematologia e
trasfusionale,AOPOMA,Mantova; ❹Dipartimento Medico,AOPOMA,Mantova; ❺
Diabetologia,ASMN,Reggio Emilia; ❻Medicina trasfusionale,ASMN,Reggio Emilia; ❼
Diabetologia,Ospedale Pistoia,Pistoia; ❽Immunoematologia e Trasfusionale,Ospedale
Pistoia,Pistoia;
Introduzione : Il piede diabetico (PD), è una severa complicanza del diabete che riguarda in
genere pazienti fragili con lunga durata di malattia e cardiovasculopatia, che riconosce
come principali fattori patogenetici l`arteriopatia periferica e le alterazione del
microcircolo. Numerose evidenze hanno documentato che la LDL-aferesi (LA) promuove il
miglioramento della funzione del microcircolo, con aumento della perfusione dei tessuti
periferici e pertanto trova indicazione nel trattamento del piede diabetico ischemico.
Scopo: Verificare in uno studio clinico randomizzato, multicentrico, prospettico, l`effetto
del trattamento con LA in aggiunta alla terapia tradizionale sulla guarigione delle ulcere, in
pazienti con PD ischemico e vasculopatia periferica non rivascolarizzabile.
Metodi: Sono stati arruolati 11 pazienti (6 a VR, 2 a RE, 2 a PT, 1 a MN). Di questi, 5
pazienti presentavano una coronaropatia pre-esistente all`arruolamento. 6 pazienti sono stati
randomizzati al trattamento con LA in associazione alla terapia medica tradizionale
(TT+LA),5 al trattamento tradizionale (TT). La LA è stata eseguita con sistema HELP: 10
sessioni in 9 settimane.
Risultati: Degli 11 pazienti arruolati, 9M, 2F, età media 71 aa (range 50-80 aa), 7
presentavano ulcere di classe Texas III e 4 di classe Texas I. 5 pazienti hanno completato lo
studio: 2 del braccio TT e 3 del braccio TT+LA. La guarigione si è ottenuta in 3 pazienti (1
paz in TT e 2 paz in TT+LA). Nel corso dello studio si sono verificati 3 drop-out (2 per
nuovo evento cardiovascolare e 1 per nuovo tentativo di PTA). 3 pazienti stanno
completando lo studio. Come atteso, la misura dell`ossimetria transcutanea (TcPO2), ha
presentato un trend favorevole nei pazienti trattati con LA rispetto al gruppo controllo (TT:
TcPO2 V0=31.6; V1=24,8; V2=23.5mmHg. TT+LA: TcPO2 V0=34,0; V1=38,8;
V2=40.4mmHg).
Conclusioni: Questi dati preliminari, in soggetti ad elevatissimo rischio cardiovascolare,
mostrano nel gruppo sottoposto ad LA, il miglioramento della tensione cutanea di ossigeno,
indice del potenziale riparativo della lesione ischemica.
– 50 –
ESPERIENZA
DI UN CENTRO CATANESE PER LA CURA DEL PIEDE DIABETICO
P22
IN OTTO ANNI DI ATTIVITA` (2007-2014).
ESPERIENZA DI UN CENTRO CATANESE PER LA CURA DEL PIEDE DIABETICO
IN OTTO ANNI DI ATTIVITA` (2007-2014).
C. Licciardello①; M. Murabito②; M. Magnano③; G. Mascena④; C. Finocchiaro①;
C. Licciardello①; M. Murabito②; M. Magnano③; G. Mascena④; C. Finocchiaro①;
❶UFC Malattie Disendocrine e Dismetaboliche,Centro Catanese di Medicina e
Chirurgia,Catania; ❷Dipartimento di Chirurgia Generale,Centro Catanese di Medicina e
Chirurgia,Catania;
❸Radiologia
Interventistica,Centro Catanese
❶UFC Malattie Disendocrine
e Dismetaboliche,Centro
CatanesedidiMedicina
Medicinaee
Chirurgica,Catania;
❹Laboratorio Analisi,Centro
Catanese di Medicina
e Chirurgia,catania;
Chirurgia,Catania; ❷Dipartimento
di Chirurgia Generale,Centro
Catanese
di Medicina e
Chirurgia,Catania; ❸Radiologia Interventistica,Centro Catanese di Medicina e
INTRODUZIONE:
piede diabetico
rappresenta Catanese
a tutt`oggidiun`emergenza
sanitaria; nel
Chirurgica,Catania; Il
❹Laboratorio
Analisi,Centro
Medicina e Chirurgia,catania;
catanese i pazienti diabetici sono circa 100 mila e un numero troppo elevato di questi
individui presenta ulcere
deldiabetico
piede, con
conseguente
rischio diun`emergenza
amputazione.sanitaria;
Negli ultimi
INTRODUZIONE:
Il piede
rappresenta
a tutt`oggi
nel
anni in Sicilia
il numero
di amputazioni
maggiori
costantetroppo
diminuizione,
catanese
i pazienti
diabetici
sono circa 100
mila e èuninnumero
elevato digrazie
questianche
all`attivitàpresenta
del gruppo
di studio
SID-AMD
per la curarischio
del Piede
Diabetico. OBIETTIVO:
individui
ulcere
del piede,
con conseguente
di amputazione.
Negli ultimi
Valutare
i risultati
dell`approccio
multidisciplinare
podologo, infermiere
anni in Sicilia
il numero
di amputazioni
maggiori è (diabetologo,
in costante diminuizione,
grazie anche
dedicato,
del di
piede,
microbiologo,
radiologo
in pazienti
diabetici
all`attivitàchirurgo
del gruppo
studio
SID-AMD per
la cura interventista)
del Piede Diabetico.
OBIETTIVO:
afferenti
del Piedemultidisciplinare
Diabetico del Centro
Catanesepodologo,
di Medicina
e Chirurgia
Valutare all`ambulatorio
i risultati dell`approccio
(diabetologo,
infermiere
In 8 anniindipazienti
attività diabetici
sono state
nel
periodo
tra il 2007
e il 2014.
METODI Eradiologo
RISULTATI:
dedicato,
chirurgo
del piede,
microbiologo,
interventista)
effettuateall`ambulatorio
9647 prestazioni
e valutati
5624 Catanese
pazienti diabetici
(2584
uomini e
afferenti
delambulatoriali
Piede Diabetico
del Centro
di Medicina
e Chirurgia
3040
donne,tra
etàil65±9
durata
del diabete
18±8 anni, HbA1c
8.7±2%).
Di tali
pazienti
nel
periodo
2007 anni,
e il 2014.
METODI
E RISULTATI:
In 8 anni
di attività
sono
state
il 67.4% presenta
lesioni delambulatoriali
piede, mentre
il restante
32.6%
non evidenzia
alcunauomini e
effettuate
9647 prestazioni
e valutati
5624
pazienti
diabetici (2584
alterazione
il 25.7%
pazienti
è affetto
da neuropatia
periferica
3040
donne,obiettiva;
età 65±9inoltre
anni, durata
del dei
diabete
18±8
anni, HbA1c
8.7±2%).
Di tali pazienti
(diagnosticata
mediante
e monofilamento),
mentre
il 13.9% risulta
il
67.4% presenta
lesionibiotesiometria
del piede, mentre
il restante 32.6%
non evidenzia
alcuna
caratterizzato
da vasculopatia
(ABI,
doppler
arti inferiori,
ossimetria
alterazione
obiettiva;
inoltre ilperiferca
25.7% dei
pazienti
è affetto
da neuropatia
periferica
transcutanea). Imediante
pazienti biotesiometria
affetti da lesioni
risultano essere 2175
(74.1%
dellerisulta
lesioni totali):
(diagnosticata
e monofilamento),
mentre
il 13.9%
tali lesioni sono
neuropatiche
(54%); arti
le ulcere
neuro-ischemiche
sono il
caratterizzato
daprevalentemente
vasculopatia periferca
(ABI, doppler
inferiori,
ossimetria
34 %, mentre quelle
esclusivamente
ischemiche
rappresentano
il 12 %;delle
il 63 lesioni
%delletotali):
ulcere
transcutanea).
I pazienti
affetti da lesioni
risultano
essere 2175 (74.1%
sonolesioni
infette.sono
I pazienti
affetti da ulcere
neuropatiche
vengono
confezionando
tali
prevalentemente
neuropatiche
(54%);
le ulceretrattati
neuro-ischemiche
sono il
apparecchio
scarico
(TCC) o utilizzando
calzatura
temporanea
resa
rimovibile.
Dei
34
%, mentrediquelle
esclusivamente
ischemiche
rappresentano
il 12
%;non
il 63
%delle ulcere
pazienti
affetti
da AOCP,
il 64da%ulcere
presentava
indicazione
ad effettuare
intervento di
sono
infette.
I pazienti
affetti
neuropatiche
vengono
trattati confezionando
rivascolarizzazione
(TASC
2007);
sono staticalzatura
pertanto temporanea
effettuati 784
esami
e
apparecchio
di scarico
(TCC)
o utilizzando
resa
non arteriografici
rimovibile. Dei
contestuali
623da
PTA
(distretto
8%, femorale
12%, tronco
tibio-peroneale
pazienti
affetti
AOCP,
il 64 iliaco
% presentava
indicazione
ad effettuare
intervento24%,
di tibiale
36%, interossea 20%),
mentre
il 9%sono
dei stati
pazienti
è stato
inviato 784
al chirurgo
vascolare pereil
rivascolarizzazione
(TASC
2007);
pertanto
effettuati
esami arteriografici
confezionamento
del (distretto
by-pass. Sono
effettuati
22 amputazioni
maggiori
e 205
contestuali
623 PTA
iliacostati
8%,infine
femorale
12%, tronco
tibio-peroneale
24%,
tibiale
amputazioni
minori.
CONCLUSIONI:
spesso
sostenuto,
in chirurgo
maniera probabilmente
36%,
interossea
20%),
mentre il 9% deiViene
pazienti
è stato
inviato al
vascolare per il
superficiale, che indel
Sicilia
il numero
di amputazioni
sia in22costante
aumento;
in realtà
confezionamento
by-pass.
Sono stati
infine effettuati
amputazioni
maggiori
e 205
questo dato èminori.
riferito CONCLUSIONI:
prevalentemente alle
amputazioni
minori che,
invece,probabilmente
rappresentano
amputazioni
Viene
spesso sostenuto,
in maniera
in molti casi che
un salvataggio
strategia bensia
coordinata,
precoce
e in realtà
superficiale,
in Sicilia il d`arto.
numeroUna
di amputazioni
in costante
aumento;
multidisciplinare
puòprevalentemente
ridurre considerevolmente
il rischio
di amputazione
e il
questo
dato è riferito
alle amputazioni
minori
che, invece,maggiore
rappresentano
tempo
guarigione
delle ulcere;
si traduce,
oltre che in precoce
un miglioramento
della
in
moltidicasi
un salvataggio
d`arto.tutto
Unaciò
strategia
ben coordinata,
e
durata e della qualità
dei considerevolmente
pazienti, in un vantaggio
economico
per la spesa
sanitaria:
multidisciplinare
può vita
ridurre
il rischio
di amputazione
maggiore
e il ai
costi dei
dei ricoveri
per amputazione
devonooltre
infatti
i costi indiretti
tempo
di DRG
guarigione
delle ulcere;
tutto ciò sisitraduce,
cheaggiungere
in un miglioramento
della
(assenza
dal lavoro,
durata
e della
qualitàfarmaci
vita deiecc.).
pazienti, in un vantaggio economico per la spesa sanitaria: ai
costi dei DRG dei ricoveri per amputazione si devono infatti aggiungere i costi indiretti
(assenza dal lavoro, farmaci ecc.).
– 51 –
P23
Efficacia del Fluorexin come trattamento topico nei pazienti diabetici con ulcere
sovrainfettate da Candida spp
C. Di Campli①; M. C. Collina①; L. Mancini①; S. Furgiuele①;
❶chirurgia vascolare saltataggio d`arto e piede diabetico,IDI.IRCCS,Roma;
Introduzione e scopo: la sovrapposizione infettiva da Candida spp in ulcere infette di
pazienti diabetici costituisce un fattore di rischio importante, che può peggiorare la
prognosi di questi pazienti, soprattutto in caso di positività del tampone colturale per
Staphilococcus spp. In particolare in questi pazienti che in genere sono in dialisi, o sotto
terapia antibiotica prolungata, non sempre è facile associare terapie antifungine sistemiche
e l`impiego di prodotti di medicazioni specifici ed efficaci può rilevarsi molto utile. Il
Fluorexin (BluFarma srl) è una soluzione che combina quattro prodotti: fluoresceina,
uncaria tomentosa, allantoina and Tea tree oil (TTO). Questi agenti hanno una dimostrata
azione immunomodulante, antinfiammatoria, antiossidante, antimicrobica e antimicotica (in
particolare sulle Enterobacteriaceae, S. mutans, Staphylococcus and Candida spp). Inoltre
stimola la crescita dei cheratinociti e la sintesi del collagene. Metodi: abbiamo arruolato 30
diabetici con ulcere Texas II B positive per Candida spp e altre specie batteriche. Tutti i
pazienti sono stati trattati con debridement chirurgico e poi assegnati a medicazione
standard (garza sterile)o trattamento topico con garza imbevuta di Fluorexin. Abbiamo
valutato la percentuale di guarigione a 3 mesi. Risultati: alla fine del periodo di follow up la
guarigione si è ottenuta nel 90% dei casi trattati e nel 75% dei controlli. Conclusioni: la
medicazione con Fluorexin nei pazienti con tampone positivo per batteri e Candida spp può
essere considerato un trattamento aggiuntivo efficace e di basso costo da associare al
debridement chirurgico.
– 52 –
P24
UTILIZZO DI UN SOSTITUTO DERMALE GEL-LIKE: STUDIO DI EFFICACIA IN
UNA COORTE DI DIABETICI CON LESIONI COMPLICATE DEGLI ARTI
INFERIORI
L. DALLA PAOLA①; A. CARONE①; L. VASILACHE①; M. C. PRINCIPATO①; M.
PATTAVINA①;
❶UO PER IL TRATTAMENTO PIEDE DIABETICO,MARIA CECILIA HOSPITAL
GVM CARE AND RESEARCH,COTIGNOLA;
Il trattamento conservativo può essere una sfida terapeutica per i diabetici affetti da lesioni
ulcerative degli arti inferiori. In presenza di un progressione della infezione,il drenaggio
chirurgico diventa un trattamento essenziale per il salvataggio d`arto. I sostituti dermali
sono utilizzati per la copertura delle aree trattate con debridement chirurgico sia in caso di
sequestrectomia o amputazione aperta,sia di deiscenza del sito chirurgico. Il sostituto
dermale gel-like INTEGRA FLOWABLE Ò è stato sviluppato per essere utilizzato quando
la geometria o la localizzazione della lesione non permetta l`uso di sostituti dermali a
reticolo tridimensionale. Materiali e Metodi Da giugno 2013 ad ottobre 2014, sono stati
consecutivamente arruolati 71 pazienti diabetici con lesioni ulcerative al piede o caviglia.
25 pazienti presentavano lesioni esito di un trattamento amputativo minore aperto, 21
pazienti di un trattamento di sequestrectomia aperta con presenta di esposizione della
spongiosa ossea, 10 pazienti presentavano una deiscenza del sito chirurgico e 15 pazienti
presentavano lesioni ulcerative primitive profonde. Tutti i pazienti presentavano una
stadiazione secondo la classificazione della Università del Texas III B-D. Risultati Il
periodo di follow up medio è stato di 184,08±130,09 giorni. 44 (61,97%) pazienti sono
guariti con una completa riepitelizzazione della lesione. Di questi, 25 pazienti sono stati
trattati con applicazione one step della matrice dermica gel-like e copertura chirurgica con
innesto di cute. 4 pazienti sono stati trattati con innesto di cute a distanza dalla applicazione
del sostituto dermico. 16 (22,54%) pazienti hanno evidenziato un miglioramento delle
condizioni locali della lesione con crescita di efficace tessuto di copertura sulla porzione
ossea esposta. 11 (15,49%) pazienti non hanno evidenziato significativo miglioramento
delle lesioni in relazione ad una recidiva di ischemia critica o infettiva. Conclusioni L`uso
del sostituto dermico INTEGRA FLOWABLEÒ può essere considerato un efficace
trattamento per lesioni complicate del piede diabetico se inserito in un programma di
trattamento multidisciplinare.
– 53 –
P25
EFFICACIA E SICUREZZA DELLA RISONANZA MAGNETICA TERAPEUTICA
NELLA GESTIONE DELLE LESIONI DEL PIEDE DIABETCO
L. Abbruzzese①; G. Bonino①; C. Mattaliano①; C. Goretti①; E. Iacopi①; A. Coppelli①; A.
Piaggesi①;
❶Sez. Dip.Piede Diabetico,Dipartimento Area Medica,Azienda Ospedaliero-Universitaria
Pisana;
Scopo - Recentemente è stata proposta una nuova tecnologia, la risonanza magnetica
terapeutica (TMR), per la gestione di una serie di condizioni ulcerative croniche, scopo del
nostro studio è stato valutare la sicurezza e l`efficacia della TMR nella gestione delle
lesioni del piede diabetico (DF). Metodi - Abbiamo trattato un gruppo di pazienti
consecutivi ricoverati nel nostro reparto (Gruppo A - N. 10; età 67.7±18.9 aa, durata del
diabete 22.3±6.6 aa, HbA1c 8.1±1.1%, BMI 29.4±2.1 kg/m2) con ampie lesioni
post-chirurgiche per DF per due settimane consecutive con un apparecchio per la TMR a
bassa intensità (Thereson, Milano, I) in aggiunta al trattamento standard. I pazienti,
confrontati con un gruppo di controllo con le stesse caratteristiche (Gruppo B), sono stati
successivamente seguiti mensilmente per 6 mesi per valutare il tasso (HR) ed il tempo
(HT) di guarigione, la percentuale della lesione coperta da tessuto di granulazione a 3 mesi
(GT) ed il numero di eventi avversi. Risultati - HR era del 90% nel Gruppo A and 30% nel
Gruppo B (p<0.05); GT era 73.7±13.2% nel Gruppo A vs 51.84±18.77% nel Gruppo B
(p<0.05). HT nel Gruppo A era di 84.46±54.38 giorni vs 148.54±78.96 giorni nel
Gruppo B (p<0.01). Nessuna differenza nel numero di eventi avversi (5 nel Gruppo A vs 6
nel Gruppo B) veniva registrata nel corso dello studio. Conclusioni - TMR si è dimostrata
sicura ed efficace, in aggiunta al rattamento standard, nella gestione delle ampie lesioni
post-chirurgiche del piede diabetico.
– 54 –
P26
ELEVATA PREVALENZA DI DECUBITI DEL TALLONE IN UN OSPEDALE DI
TERZO LIVELLO ED INEFFICACIA DI UN INTERVENTO EDUCATIVO NEL
RIDURNE L`INCIDENZA
M. Pradal①; L. Ambrosini Nobili②; F. Uccelli③; A. Casano②; M. Scateni①; A. Piaggesi②;
❶Direzione Infermieristica,Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana; ❷Sez.Dip.Piede
Diabetico,Dipartimento Area Medica,Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana; ❸U.O.
Gestione Rischio Clinico,Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana;
Scopo - Il tallone rappresenta una frequente localizzazione di lesioni da pressione, e la
prima tra i pazienti diabetici. Abbiamo condotto questo studio allo scopo di misurare la
frequenza sia dei decubiti primitivi e di quelli jatrogenici del tallone nel nostro ospedale di
terzo livello e per valuitare l`efficacia di un rogramma educativo in-service,
speciaficamente dedicato lalla prevenzione e al trattamento dei decubiti del tallone. Metodi
- Abbiamo screenato prospetticamente tutti i pazienti ricoverati nel nostro ospedale nel
periodo compreso tra Marzo ed aprile 2014 alla ricerca di lesioni da decubito del tallone,
sia primitive che jatrogeniche. Abbiamo successivamente sottoposto due infermieri per
reprto ad un intervento intensificato di formazione per la individuazione preoce e
trattamento adeguato delle lesioni nel periodo compreso tra Maggio e Giugno 2014.
abbiamo quindi ripetuto lo screening nei mesi di Settembre e Ottobre del 014 per verificare
li cambiamenti rispetto al baseline. Risultati - 75 lesioni da decubito su 2730 ricoveri (0.027
lesioni/ricovero) sono stati identificate nei due mesi di screening; il 36% di questi era di
natura jtrogenica. Secondo la classificazione EPUAP erano così distribuiti: 32% stadio I;
33.3% stadio II; 25.3% stadio III; and 9.4% stadio IV. Nel periodo successivo alla
formazione specifica, nei mesi di Settembre e Ottobre 75 lesioni su 2920 ricoveri (0.026
lesioni/ricovero) sono state registrate; 24% jatrogeniche (c2 = 0.267; p = 0.7305 post- vs
pre-); EPUAP staging: 40% stadio I; 37.3% stadio II; 21.3% stadio III; and 1.4% stadio IV
(c2 = 5.595; p = 0.133 post- vs pre-). Conclusioni - I nostri dati confermano l`elevata
prevalenza delle lesioni da decubito del tallone e della necessità di un intervento prolungato
ed articolato per ridurne significativamente la prevalenza tra i pazienti ricoverati.
– 55 –
P27
Outcomes dell`angioplastica periferica in pz diabetici anziani con ischemia critica
C. MIRANDA①; M. CASSIN②; R. NERI②; G. ZANETTE①; R. DA ROS③;
❶SSD Diabetologia,Azienda Ospedaliera S.Maria degli Angeli,Pordenone; ❷SC
Cardiologia,Azienda Ospedaliera S.Maria degli Angeli,Pordenone; ❸SS
Diabetologia,Ospedale San Polo,Monfalcone;
Introduzione. Diversi studi hanno dimostrato che la rivascolarizzazione è in grado di
ridurre in maniera significativa il tasso delle amputazioni maggiori in pz diabetici affetti da
ischemia critica (CLI) . Scopo Valutare gli outcomes dell`angioplastica periferica in
diabetici over 65 anni .Materiali e metodi Abbiamo selezionato una popolazione di 46 pz
diabetici over 65 anni sottoposti a PTA perchè affetti da piede diabetico e da ischemia
critica , secondo i criteri della TASC del 2007. La procedura di rivascolarizzazione era
decisa da un team multidisciplinare ( diabetologo, cardiologo interventista, chirurgo
vascolare ) coordinato dal diabetologo.Nel bienno 2012-2013 un totale di 46 pazienti sono
stati sottoposti a PTA. L`età media dei pz era 78.6 ±6.37 aa, 31 pz (67.3%) erano maschi .
Abbiamo valutato i seguenti outcomes: 1) tasso di salvataggio d`arto ,2) re-ulcerazione e
guarigione, 3) amputazioni maggiori e minori, 4) decesso, 5) re-PTA, 6) PTA
contro-laterale.Risultati La PTA è stata eseguita su 67 arti inferiori, il 56.7% delle PTA ha
interessato arterie sopra il ginocchio , il 28,3% delle PTA arterie sotto il ginocchio, il
14,9% delle PTA arterie sia sopra che sottogenicolate. Dopo un follow-up di 267.5 ±145.1
giorni , i risultati sono i seguenti: 1) il tasso di salvataggio d`arto è stato del 96%, 2) le
reulcerazioni sono state il 34,7% (n.16) , il 19,5% ( n.9) dei pz non è guarito 3) 2 pz
(4,34%) hanno avuto amputazioni maggiori , 19 pz (41,3% ) amputazioni minori, 4) 2 pz (
4.34%) sono deceduti , 5) il 34,7% dei pz (n.16) hanno avuto una re-PTA, 6) l`8,7% (n.4)
dei pz hanno avuto una PTA controlaterale. Conclusioni La procedura di
rivascolarizzazione endoluminale conferma il ruolo positivo della PTA come primo
approccio per la rivascolarizzazione anche nei pz anziani con ischemica critica e piede
diabetico, anche se spesso è necessario una seconda procedura di PTA per ottenere la
guarigione delle lesioni.
– 56 –
P28
L`ATTIVITA' DELLE METALLOPROTEASI DI MATRICE INFLUENZA
L`INTEGRAZIONE DEGLI INNESTI DERMICI NELLE ULCERE DEL PIEDE
DIABETICO
V. IZZO①; M. MELONI①; E. VAINIERI①; L. GIURATO①; V. RUOTOLO①; L.
UCCIOLI①;
❶MEDICINA DEI SISTEMI,POLICLINICO TOR VERGATA,ROMA;
SCOPO: L`Obiettivo del nostro studio è stato quello di analizzare l`influenza dell`attività
delle metalloproteasi di matrice (mmps) nell`integrazione degli innesti dermici quando
applicati nelle ulcere del piede diabetico.
MATERIALI E METODI: Da Settembre 2012 a Settembre 2013, 35 pazienti diabetici, con
lesioni difinite come A2 secondo la classificazione dell`Università del Texas e con
un`ampia perdita di sostanza dopo esteso debridement chirurgico per la rimozione di tessuti
infetti o gangrena, sono stati ritenuti idonei per l`applicazione di innesti dermici. Prima
dell`arruolamento abbiamo garantito le migliori condizioni locali per favorire la guarigione
dell`ulcera: apporto ematico adeguato, assenza di infezione, scarico della lesione. L`attività
delle mmps di ogni lesione è stata valutata prima dell`applicazione dell`innesto dermico.
Dopo un mese di follow up, l`integrazione dell`innesto dermico è stata considerata adeguta
se non si evidenziava un piano di clivaggio tra il letto dell`ulcera ed il sostituto stesso;
l`innesto è stato invece considerato non integrato quando risultava facilmente removibile
dal letto dell`ulcera. Abbiamo analizzato la correlazione tra i dati clinici del paziente, le
caratteristiche della lesione (includendo l`attività delle mmps), il tipo di sostituto dermico
applicato e l`outcome espresso in termini di integrazione dell`innesto.
RISULTATI: Abbiamo osservato l`integrazione dell`innesto in 28/35 pazienti (80%).
Nell`analisi multivariata l`unico predittore negativo per l`integrazione del sostituto dermico
era l`attività elevati delle mmps (p<0.0007). Inoltre, in relazione all`attività delle mmps
abbiamo diviso i pazienti in due gruppi: gruppo 1, lesioni con bassa attività delle mmps (24
pazienti) e gruppo 2 con lesioni con elevata attività delle mmps (11 pazienti).
L`integrazione del sostituto dermico è stata del 100% nel gruppo 1 (24/24) e del 36.4% nel
gruppo 2 (4/11) [p<0.0001].
CONCLUSIONE: Sulla base dei nostri risultati la valutazione dell`attività delle mmps
potrebbe risultare utile nell`adottare un`adeguata strategia terapeutica ed ottenere migliori
risultati in termini di successo clinico e riduzione dei costi.
– 57 –
P29
PIEDE DIABETICO INFETTO: IL TRATTAMENTO ENDOVASCOLARE
PRECOCE SEGUITO DA TRATTAMENTO CHIRURGICO LOCALE LIMITA IL
LIVELLO D`AMPUTAZIONE
N. Troisi①; G. Landini①; S. Michelagnoli①; F. Falciani①; C. Baggiore①;
❶Centro Interdipartimentale Piede Diabetico,Azienda Sanitaria Firenze,Firenze;
Introduzione L`infezione del piede diabetico rappresenta una drammatica complicanza, che
aumenta considerevolmente il tasso di amputazioni nei soggetti diabetici. Scopo di questo
studio è stato quello di dimostrare che un trattamento endovascolare precoce seguito da
trattamento chirurgico locale contribuisce a limitare il numero e il livello di amputazioni in
soggetti con piede diabetico infetto. Materiali e metodi Tra Gennaio e Novembre 2014 48
pazienti con piede diabetico infetto sono stati sottoposti a rivascolarizzazione precoce per
via endovascolare e a trattamento chirurgico locale a breve distanza di tempo. In tutti i casi
la procedura endovascolare è stata effettuata entro 1 settimana dalla diagnosi di infezione. I
risultati a 6 mesi sono stati valutati in termini di pervietà dei vasi trattati, di assenza di
restenosi (target lesion revascularization  TLR) e di salvataggio d`arto. Risultati I pazienti
erano prevalentemente di sesso maschile (34/48, 70.8%) con un`età media di 72.4 anni
(range 51-91). Trentadue pazienti (66.7%) avevano ulcere ischemiche ed infette
coinvolgenti anche l`articolazione o l`osso (TUC IIID). Il successo tecnico
angiosome-oriented è stato raggiunto in tutti i casi tranne due (95.8%). Il trattamento
chirurgico locale è consistito in debridement senza resezione ossea in 27 casi (56.2%),
amputazione di dito/raggio in 15 casi (31.2%), amputazione di Lisfranc in 2 casi (4.2%),
amputazione transmetatarsale in 2 casi (4.2%), e amputazione di gamba in 2 casi (4.2%).
Durante il follow-up (durata media 3.5 mesi, range 1-8) la guarigione delle ulcere è stata
ottenuta nei 2/3 dei casi (32/48). A 6 mesi i valori stimati di pervietà primaria, pervietà
primaria assistita, pervietà secondaria, assenza di TLR e salvataggio d`arto sono stati del
77.8%, 87%, 87%, 84.6% e 94%, rispettivamente. Conclusioni Il trattamento endovascolare
precoce seguito da trattamento chirurgico locale contribuisce nella nostra esperienza a
limitare il livello d`amputazione nei soggetti affetti da piede diabetico infetto. L`approccio
multidisciplinare e l`adozione di un triage del piede diabetico sono essenziali per ottenere
questi risultati.
– 58 –
P30
MULTIPROFESSIONALITA` E MULTIDISCIPLINARIETA` NELLA
GESTIONE INTEGRATA OSPEDALE TERRITORIO PER LA PREVENZIONE E
CURA DEL PIEDE DIABETICO.
S. Viti①; A. Bernini①; R. Picciafuochi①; M. Lazzeretti①; M. Perini①; L. Butelli①; T.
Bruschi①; M. Gioffredi①; R. Gori①; R. Bini①; M. E. Ceccanti①; I. S. Howard①; A.
Lazzarini①; F. Paolacci②; A. De Bellis①; A. Tedeschi①; L. Barbanera①; G. Fiore①; A.
Magiar①; R. Salvadori②; R. Anichini①;
❶UO DIABETOLOGIA, SEZ. PIEDE DIABETICO,USL 3,PISTOIA; ❷SOCIETA`
DELLA
S. Viti①;SALUTE,CCM
A. Bernini①; R.USL3,PISTOIA;
Picciafuochi①; M. Lazzeretti①; M. Perini①; L. Butelli①; T.
Bruschi①; M. Gioffredi①; R. Gori①; R. Bini①; M. E. Ceccanti①; I. S. Howard①; A.
Lazzarini①; F. Paolacci②; A. De Bellis①; A. Tedeschi①; L. Barbanera①; G. Fiore①; A.
Magiar①;
R. Salvadori②;
R.multiprofessionalità
Anichini①;
La Multidisciplinarietà
e la
sono gli strumenti principali della
Gestione
Integrata
tra
Ospedale
e
Territorio
indicati
nel Piano
Nazionale
sulla Malattia
❶UO DIABETOLOGIA, SEZ. PIEDE DIABETICO,USL
3,PISTOIA;
❷SOCIETA`
Diabetica
(2012). Obiettivi
- Scopo del nostro studio è stato quello di valutare gli effetti
DELLA SALUTE,CCM
USL3,PISTOIA;
della Gestione Integrata tra territorio (MMG, Chronic Care Model - CCM, modalità di
assistenza alle malattie croniche in atto in Toscana dal 2009) e strutture specialistiche, sulle
attività di screening, prevenzione ed educazione sul Piede Diabetico (PD) attraverso
l`integrazione
tra figureeprofessionali
differenti sono
medici,Podologi
Infermieri
Ospedalieri
La Multidisciplinarietà
la multiprofessionalità
gli strumentiedprincipali
della
eGestione
Territoriali
attraverso
l` utilizzoe di
Specificiindicati
Piani Diagnostico
Terapeutici
Assistenziali
Integrata
tra Ospedale
Territorio
nel Piano Nazionale
sulla
Malattia
(PDTA).
e Metodi - Tutti
compenenti
del Team
un ruologlispecifico
DiabeticaPazienti
(2012). Obiettivi
ScopoI del
nostro studio
è statoSvolgevano
quello di valutare
effetti
nel PDTA
Al MMg
le competenze
paziente
seguito
territorio
, al Podologo
della
Gestione
Integrata
tra territoriocliniche
(MMG,del
Chronic
Care
Modelsul
- CCM,
modalità
di
quello di svolgere
attività
di prevenzione
cura deldal
PD,2009)
con controlli
periodici
in base sulle
alle
assistenza
alle malattie
croniche
in atto ineToscana
e strutture
specialistiche,
classi didirischio
ulcerativo;
all`Infermiere
ospedaliero
quello
di educazione
teorico-pratica,
attività
screening,
prevenzione
ed educazione
sul Piede
Diabetico
(PD) attraverso
agli Infermieritra
del figure
Territorio
quello di differenti
osservazione
diretta, di diagnosi
precoce eOspedalieri
di
l`integrazione
professionali
medici,Podologi
ed Infermieri
immediata
verso
la Struttura
Specialistica.Al
medico Diabetologo
ereferenza
Territoriali
attraverso
l` utilizzo
di Specifici
Piani Diagnostico
Terapeutici opspedaliero
Assistenziali il
ruolo di presa
in carico
clinico
del paziente
a rischio
ulcerativo
o con lesioni
ulcerosa
e la
(PDTA).
Pazienti
e Metodi
Tutti
I compenenti
del Team
Svolgevano
un ruolo
specifico
diretta
attuazione
dei le
PDTA
intraospedalieri
multidisciplinari.
attuazione
Inoltre,
le
nel PDTA
Al MMg
competenze
cliniche del
paziente seguito
sul territorio
, al tutte
Podologo
figure
alla definizione
di Piani
di del
Medicazioni
Integratiperiodici
per garantire
unaalle
quello partecipavano
di svolgere attività
di prevenzione
e cura
PD, con controlli
in base
continuità
assistenziale
Ospedale-Territorio.
Risultati -quello
I dati di
ottenuti
sono stati
estrapolati
classi di rischio
ulcerativo;
all`Infermiere ospedaliero
educazione
teorico-pratica,
dalla
Cartella Clinica
Elettronica
(MyStarConnect
Nel 2013
circa l`85%
deieDiabetici
agli Infermieri
del Territorio
quello
di osservazione®).
diretta,
di diagnosi
precoce
di
residenti
3 ha
effettuato
almeno
una volta unamedico
visita diDiabetologo
screening per
valutazioneil
referenzanell`USL
immediata
verso
la Struttura
Specialistica.Al
opspedaliero
ispettiva
del piede.
In relazione
a queste
attività,
i pazienti
esaminati
il 2008
e il 2013
ruolo di presa
in carico
clinico del
paziente
a rischio
ulcerativo
o contra
lesioni
ulcerosa
e la
sono
divisi indei
duePDTA
gruppi;
gruppo A, rappresentato
dai pazienti
che accedevano
alla
direttastati
attuazione
intraospedalieri
multidisciplinari.
attuazione
Inoltre, tutte
le
Struttura
solo per un trattamento
podologico
e gruppo
B, rappresentato
dai
figure partecipavano
alla definizione
di Pianidi
dicontrollo,
Medicazioni
Integrati
per garantire una
pazienti
che
accedevanoOspedale-Territorio.
per eventi acuti (ulcerazioni
I risultati
negli
continuità
assistenziale
Risultati o- recidive).
I dati ottenuti
sono indicano
stati estrapolati
anni,
una diminuzione
del numero(MyStarConnect
dei pazienti afferenti
per2013
eventi
acuti
(da 508
dalla Cartella
Clinica Elettronica
®). Nel
circa
l`85%
dei pazienti
Diabeticinel
2008
a 286
nel 2013)
edeffettuato
un aumento
del numero
delle
podologiche
per pazienti
residenti
nell`USL
3 ha
almeno
una volta
unaprestazioni
visita di screening
per valutazione
non
ulcerati
376Inpazienti
nela2008
a 1022
neli2013),
siaesaminati
in prevenzione
primaria
che
ispettiva
del (da
piede.
relazione
queste
attività,
pazienti
tra il 2008
e il 2013
secondaria.
La definizione
di PDTA
specifici
ha permesso
integrare
uniformare alla
le
sono stati divisi
in due gruppi;
gruppo
A, rappresentato
daidi
pazienti
cheeaccedevano
procedure
di medicazione
tra Ospedale
e Territorio
e di rendere
tempestiva
- entro ledai
24 ore
Struttura solo
per un trattamento
podologico
di controllo,
e gruppo
B, rappresentato
(70%)
entroaccedevano
72 ore (25%)
la presa
in carico
del paziente
con lesione
attiva
da parte
della
pazientio che
per -eventi
acuti
(ulcerazioni
o recidive).
I risultati
indicano
negli
Struttura
attraverso
Infermieristica
Nel (da
2013,
pazienti
anni, una Specialistica,
diminuzione del
numerol`attività
dei pazienti
afferenti perIntegrata.
eventi acuti
508793
pazienti
nel
(5%
popolazione
diabeticadel
dell`USL
hanno
effettuato,
durante il 1°
2008dell`intera
a 286 nel 2013)
ed un aumento
numero3)delle
prestazioni
podologiche
peraccesso
pazienti
presso
la Diabetologia,
una seduta
educativa
sulsia
piede.
Conclusioni
- L`approccio
non ulcerati
(da 376 pazienti
nel 2008
a 1022specifica
nel 2013),
in prevenzione
primaria
che
multiprofessionale
e la Gestione
Integrata
attraverso
la definizione
di PDTA
secondaria. La definizione
di PDTA
specifici
ha permesso
di integrare
e uniformare le
Ospedale-Territorio
dedicati
prevenzione,
educazione,
diagnosi
precoce- eentro
trattamento
procedure di medicazione
traalla
Ospedale
e Territorio
e di rendere
tempestiva
le 24 ore
del
Piede
Diabetico
storiadel
naturale
della
incidendo
(70%)
o entro
72 orepossono
(25%) -modificare
la presa in la
carico
paziente
conpatologia
lesione attiva
da parte della
positivamente
sulla prevalenza
delle
lesioni,
sull`efficacia Integrata.
ed appropriatezza
del793
loro
Struttura Specialistica,
attraverso
l`attività
Infermieristica
Nel 2013,
pazienti
trattamento
e possibilmente
esiti dell`USL
a medio e3)
lungo
termine.
(5% dell`intera
popolazione sugli
diabetica
hanno
effettuato, durante il 1° accesso
presso la Diabetologia, una seduta educativa specifica sul piede. Conclusioni - L`approccio
multiprofessionale e la Gestione Integrata attraverso
– 59 – la definizione di PDTA
Ospedale-Territorio dedicati alla prevenzione, educazione, diagnosi precoce e trattamento
P31
Azione della terapia iperbarica topica sulla carica batterica di ulcere infette degli arti
Azione
terapia diabetici
iperbarica topica sulla carica batterica di ulcere infette degli arti
inferioridella
in pazienti
inferiori in pazienti diabetici
E. Vainieri①; L. Giurato①; M. Meloni①; V. Ruotolo①; V. Izzo①; L. Uccioli①;
E. Vainieri①; L. Giurato①; M. Meloni①; V. Ruotolo①; V. Izzo①; L. Uccioli①;
❶PA Piede Diabetico,Policlinico Tor Vergata,ROMA;
❶PA Piede Diabetico,Policlinico Tor Vergata,ROMA;
Scopo: Determinare gli effetti della terapia iperbarica topica sulla carica batterica di ulcere
Scopo:
gli effetti
della terapia
iperbarica
topicaselezionato
sulla caricapazienti
battericadiabetici
di ulcere
infette diDeterminare
pazienti diabetici
. Materiali
e Metodi:
Abbiamo
infette
di pazienti
diabetici
Materiali
e Metodi:
Abbiamo
selezionato pazienti
diabetici
con ulcere
infette degli
arti .inferiori
(classe
B secondo
la classificazione
Texas) trattati
con
ulcere
infette degli
inferiori
(classe
secondoillanostro
classificazione
trattati
presso
l`Università
degliarti
Studi
di Roma
TorBVergata;
protocolloTexas)
terapeutico
è
presso
l`Università
degli Studi
di Roma
Tor Vergata;
nostro protocollo
terapeutico
è
caratterizzato
dall`utilizzo
di terapia
antibiotica
mirata,il debridment
chirurgico
delle lesioni
caratterizzato
dall`utilizzo
di terapia
antibiotica
mirata,
debridment
chirurgico
delle lesioni
e l`utilizzo di terapia
iperbarica
topica
per almeno
3 settimane
con almeno
2 applicazioni
eper
l`utilizzo
di terapia
iperbarica
almenoutilizzato
3 settimane
con almeno 2per
applicazioni
ogni settimana
. Per
il nostrotopica
studioper
abbiamo
un apparecchio
la terapia
per
ogni settimana
. Per il nostro
abbiamo
utilizzato
un apparecchio
perinlamaniera
terapia
iperbarica
topica (Hyperbox
twostudio
della AOTI
SIAD)
che consente
di trattare
iperbarica
AOTI
che consente
di corpo
trattare. Ogni
in maniera
distrettuale topica
le sole(Hyperbox
lesioni aglitwo
artidella
inferiori
e diSIAD)
escludere
il resto del
sessione
distrettuale
le sole lesioni
agliutilizzando
arti inferiori
e di escludere
il resto
del corpo
. Ogni
sessione
terapeutica durava
60 minuti
Ossigeno
al 100%
(10 lt/min)
ad una
pressione
di
terapeutica
durava
60identificare
minuti utilizzando
al 100%nelle
(10 lesioni
lt/min) abbiamo
ad una pressione
di
50 mmHg. Al
fine di
il tipo diOssigeno
batteri presenti
effettuato
50
di identificare
il tipo
batteri presenti
nelle
effettuato
un mmHg.
prelievoAl
di fine
tessuto
prima e dopo
ognidisessione
terapeutica
di lesioni
cameraabbiamo
iperbarica
ed
un
prelievo
di tessuto
prima
dopo ogni
sessione
terapeutica
iperbarica
ed
abbiamo
inoltre
effettuato
unelavaggio
della
lesione
con 10 ccdidicamera
soluzione
fisiologica
abbiamo
inoltre
effettuato
della lesione
10batterica
cc di soluzione
fisiologica
prima e dopo
ogni
sessioneunallavaggio
fine di quantificare
la con
carica
Risultati:
Abbiamo
prima
e dopo
ogni sessione
al fine di quantificare
la carica
batterica
Risultati:le Abbiamo
effettuato
in totale
43 applicazioni
camera iperbarica
locale
; comparando
conte
effettuato
43 applicazioni
di camera
iperbarica
locale ; comparando
le conte
batteriche in
neitotale
lavaggi
pre e post abbiamo
trovato:
negativizzazione
della carica
batterica nel
batteriche
nei lavaggi
pre e postdella
abbiamo
negativizzazione
carica
31,4%, riduzione
significativa
caricatrovato:
nel 20%,
la stessa carica della
batterica
nelbatterica
22,9% ,nel
31,4%,
significativa
carica nel
20%,
la stessa
carica
batterica
nelsia
22,9%
un lieveriduzione
incremento
della contadella
nel 17,1%,
e nell`
8,6%
le conte
erano
negative
prima,
un
dellaVa
conta
nel 17,1%,
8,6%
le contepost
erano
negative sia
chelieve
dopoincremento
il trattamento.
sottolineato
cheeilnell`
livello
raggiunto
trattamento
si prima
che
dopo il fino
trattamento.
Va sottolineato
che il livello
raggiunto
post trattamento
si
manteneva
al successivo,
quindi si assisteva
ad una
significativa
e progressiva
manteneva
finocarica
al successivo,
si assisteva
una significativa
e progressiva
riduzione della
battericaquindi
da valori
nel rangeaddell`infezione
(10.000.000)
a valori di
riduzione
carica
batterica
daavalori
nel Comparando
range dell`infezione
(10.000.000)
a valori di
numeri di della
colonie
anche
inferiori
50 x ml.
i prelievi
di tessuto effettuati
numeri
colonie
anche inferiori
a 50
x ml. la
Comparando
prelievi
di tessuto
prima e di
dopo
le procedure
abbiamo
trovato
persistenzai dello
stesso
batterioeffettuati
nel 78,6%,
prima
le procedure
abbiamo
trovato
la persistenza
dello stesso
batterio
nel2,4%
78,6%,
mentreeladopo
selezione
di una flora
batterica
differente
si e` osservata
nel 19%
e nel
le
mentre
selezione
di una
flora batterica
si e`abbiamo
osservata
nel 19%che
e nel
2,4% le
biopsie la
erano
negative.
Conclusioni
:Nel differente
nostro studio
osservato
la terapia
biopsie
erano
negative.
Conclusioni
:Nelsulla
nostro
studio
abbiamo
osservato
che sua
la terapia
iperbarica
topica
ha effetti
significativi
conta
batterica
in termini
di una
riduzione
iperbarica
topica ha mentre
effetti significativi
sulla
batterica
in simili
terminiper
di quanto
una suariguarda
riduzione
dopo il trattamento,
non sono stati
staticonta
osservati
effetti
i
dopo
il trattamento,
mentre
non sono
stati stati osservati
effetti
similiche
perpuo`
quanto
riguarda
prelievi
di tessuto. Non
possiamo
quantizzare
al momento
il ruolo
avere
questo i
prelievi
di tessuto.
Nongenerale
possiamo
quantizzare alPossiamo
momentoipotizzare
il ruolo che
avere di
questo
effetto sulla
evoluzione
dell`infezione.
chepuo`
l`assenza
effetti
effetto
sulla evoluzione
Possiamo ipotizzare
l`assenza
di effetti
significativi
sui prelievi generale
di tessutodell`infezione.
in termini di negativizzazione
dellache
presenza
batterica
significativi
suipossa
prelievi
di tessuto
in termini
di negativizzazione
presenzaE`batterica
dopo la terapia
essere
attribuito
alla durata
complessiva deldella
trattamento.
necessario
dopo
la terapia
possa essere attribuito
alla durata
complessiva
deledtrattamento.
proseguire
la sperimentazione
aumentando
il numero
di pazienti
estendendoE`
lanecessario
durata
proseguire
sperimentazione
aumentando
il numero di pazienti ed estendendo la durata
complessivaladella
terapia per ciascun
paziente.
complessiva della terapia per ciascun paziente.
– 60 –
P32
STAPHYLOCOCCUS AUREUS METICILLINO RESISTENTE ED INFIAMMAZIONE
SONO ASSOCIATE CON AUMENTO DI MORTALITÀ IN PAZIENTI CON
OSTEOMIELITE DA PIEDE DIABETICO
C. Tascini①; E. Iacopi②; A. Coppelli②; C. Goretti②; F. Menichetti①; A. Piaggesi②;
❶U.O. Malattie Infettive,Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana; ❷Sez.Dip.Piede
Diabetico,Dipartimento Area Medica,Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana;
Scopo. L`osteomielite (OM) nel piede diabetico (PD) è causata da vari micro-organismi
multiresistenti (MOMR) ed è associata con alti tassi di mortalità. Scopo del nostro studio
era valutare se alcuni MOMR siano predittori di mortalità in pazienti con PD ed OM.
Metodi. Abbiamo analizzato retrospettivamente il database di microbiologia per selezionare
i casi di PD ed osteomielite dal 2001 al 2013. Abbiamo confrontato i pazienti in base alle
seguenti classificazioni: 1) Staphylococcus Aureus (SA) Meticillino-Resistente (MRSA) vs
SA Meticillino-Sensibile (MSSA); 2) Pseudomonas aeruginosa (PA) resistente a
Ciprofloxacina (CiproRPA) vs PA sensibile a Ciprofloxacina (CiproSPA); 3) PA resistente
ai Carbapenemi (CRPA) vs PA sensibile ai Carbapenemi (CSPA); 4) Enterobatteri (EB)
resistenti a Ciprofloxacina (CiproRE) vs EB sensibili a Ciprofloxacina (CiproSE); 5) EB
produttori di Beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) (ESBL+) vs EB non produttori di
ESBL (ESBL-); 6) Candida parapsilosis (CP) vs Candida non parapsilosis (CNP). Era
valutato la presenza di leucociti polimorfonucleati (PMN) alla colorazione di Gram.
Abbiamo poi valutato mediante follow-up presso l`Ambulatorio del Piede Diabetico:
mortalità, tempo di guarigione (TG), recidive, tempo libero da lesioni. Risultati. Sono stati
selezionati 625 isolati in 401 pazienti affetti da PD ed osteomielite. SA è stato selezionato
in 140 isolati (78 MRSA  55.7%); EB in 117 isolati (Cipro RE 46 - 39.5%, ESBL+ 34 
34.3%); PA in 95 isolati (53 CiproRPA  55.2%, 31 CRPA  32.1%); Lieviti in 32 isolati. I
pazienti affetti da PD con OM da MRSA rispetto a MSSA presentano una mortalità
complessiva significativamente più alta (p= 0.005) ed un aumento del TG (p= 0.024). La
presenza di PMN era associata ad un aumento della mortalità complessiva (p= 0.008) e del
TG (p= 0.026). Le altre caratteristiche non erano associate a differenze significative,
sebbene un aumento non significativo del TG fosse osservato per CiproRE rispetto a
CiproSE (p= 0.07) e per CP rispetto a CNP (p= 0.095). Conclusioni: In pazienti con PD ed
OM l`isolamento di MRSA e la presenza di PMN sono associati con incremento della
mortalità complessiva e del TG.
– 61 –
P33
ALTERAZIONI DELLA BIOMECCANICA DEL PASSO E COMPLICANZE
CRONICHE MICROVASCOLARI NEI PAZIENTI AFFETTI DA DIABETE MELLITO
DI TIPO 2
E. Iacopi①; A. Coppelli①; G. Lamola②; D. Martelli③; C. Goretti①; M. Venturi②; C.
Chisari②; A. Piaggesi①;
❶Sez.Dip.Piede Diabetico,Dipartimento Area Medica,Azienda Ospedaliero-Universitaria
Pisana; ❷U.O. Neuroriabilitazione,Dipartimento di Neuroscienze,Azienda
Ospedaliero-Universitaria Pisana; ❸Scuola Superiore Sant`Anna,Pisa;
Scopo - Abbiamo valutato le alterazioni della biomeccanica del passo e le correlazioni con
le complicanze microvascolari croniche in pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2
(T2DM). Metodi - 36 pazienti affetti da T2DM (M/F: 27/9; età: 63±10 aa; durata diabete:
12±11 aa; BMI: 29.2±5.6 Kg/m2; HbA1c 8.1±0.9%) seguiti presso il nostro ambulatorio
del piede diabetico, sono stati divisi in tre gruppi: Gruppo 1 (12 pz) senza neuropatia
diabetica (DN) nè lesioni ulcerative al piede; Gruppo 2 (10 pz) con DN ma senza lesioni;
Gruppo 3 (15 pz) con DN e lesioni, non infette nè ischemiche. Abbiamo analizzato le
alterazioni della biomeccanica degli arti inferiori con un sistema di analisi del movimento
(BTS Elite Clinic, BTS Bioengineering, Milano, Italia). I parametri spazio-temporali e
cinematici sono stati raccolti mediante telecamere fotogrammetriche ad infrarossi mentre i
dati di cinetica con due piattaforme di forza. I dati sono stati correlati con lo stato di
evoluzione della retinopatia diabetica (RD) come indicatore delle complicanze
microangiopatiche del diabete: in tutti I pazienti sono state eseguite retinoscopia diretta ed
indiretta e due foto retiniche non stereoscopiche a 45° per occhio. La RD è stata classificata
secondo la Classificazione Eurodiab. Risultati - La larghezza del passo (LP) era maggiore
nel gruppo 2 (240.9±47.5 mm) e nel gruppo 3 (271.6±41.7 mm, p<0.02 rispetto al gruppo
1); l`escursione articolare (EA) di caviglia era significativamente minore nel Gruppo 3
(Gruppo 1: 26.6±5.6°, Gruppo 2: 26.0±4.9°, Gruppo 3: 23.6±4.7° (Gruppo 3 p<0.05 vs
Gruppo 1 e 2); l`EA di piede era significativamente inferiore nel Gruppo 3 (Gruppo 1:
37.2±6.6°, Gruppo 2: 34.8±1.7°, Gruppo 3: 30.2±1.5° (Gruppo 3 p<0.02 vs Gruppo 1 e 2).
Una correlazione positiva veniva osservata tra presenza e severità di RD con LP (r=0.6; p<
0.05) ed EA di piede (r=0.65; p< 0.05). Conclusioni - Il nostro studio dimostrava una
correlazione positiva tra le alterazioni biomeccaniche del passo e RD in pazienti affetti da
T2DM, suggerendo quindi un possibile contributo delle complicanze croniche
microvascolari nella patogenesi delle lesioni ulcerative di piede diabetico.
– 62 –
P34
AREZZO BEST PRACTICE ITALIANA 2007-2013. ACCESSO AL PERCORSO EASY,
TRATTAMENTO DELL`ISCHEMIA FASTE CHIRURGIA
DEMOLITIVA/RICOSTRUTTIVA SLOW.
A. SCATENA①; F. Liistro②; I. Porto②; G. Ventoruzzo③; F. Turini③; G. Bellandi③; D.
Tacconi④; L. Bolognese⑤; L. Ricci⑥;
❶SC DIABETOLOGIA,OSPEDALE SAN DONATO ASL 8,AREZZO; ❷UO Cardiologia
Interventistica,Ospedale San Donato, ASL 8,Arezzo; ❸SC Chirurgia Vascolare,Ospedale
San Donato, ASL 8,Arezzo; ❹SC Malattie Infettive,Ospedale San Donato, ASL 8,Arezzo;
❺Direttore Dipartimento Cardiovascolare e Neurologico,Ospedale San Donato, ASL
8,Arezzo; ❻Direttore SC Diabetologia,Ospedale San Donato, ASL 8,Arezzo;
SCOPO DELLO STUDIO: valutare retrospettivamente i pazienti afferiti all`Ambulatorio
del Piede Diabetico di Arezzo alla luce dei dati del PNE Agenas, che confermano anche per
il 2013 il minor tasso di ospedalizzazione per amputazioni maggiori per diabete ad Arezzo
nella popolazione residente. MATERIALI E METODI: abbiamo analizzato 774 pazienti
(63% maschi) dal 1 Gennaio 2012 al 31 Dicembre 2013 giunti per una prima valutazione.
CONCLUSIONI: Dei 774 pazienti, 554 (72%) presentavano un`ulcera. 650 (84%)
risultavano neuropatici, 307 (40%) avevano un ABI<0,9, di cui 204 (66%) con ischemia
critica e pertanto rivascolarizzati mediante angioplastica (PTA) e solo 3 (0,8%) mediante
bypass. 103 (34%) pazienti sono stati esclusi dalla rivascolarizzazione per l`evoluzione
positiva della lesione, per le condizioni generali o per limitazioni tecniche. 57 (28%)
pazienti hanno necessitato di una re-PTA per giungere a guarigione completa. Sono stati
eseguiti 563 interventi chirurgici, di cui 413 (73%) debridement in acuto e 150 (27%)
amputazioni minori seguendo i piani di clivaggio e il territorio trofico dopo la
rivascolarizzazione. Abbiamo analizzato poi la tempistica: l`attesa per l`accesso
ambulatoriale è risultata 0-10 giorni (5,04±3,15); per il ricovero in caso di infezione acuta
(grado PEDIS moderato-severo) 0 giorni; per la procedura di rivascolarizzazione 0-14 gg
(8,12±4,10); per il drenaggio chirurgico dell`infezione 0 giorni. La chirurgia ricostruttiva ha
seguito di 30-75 gg (37,2±13,77) la rivascolarizzazione per attendere il trofismo dei tessuti
in cui attuare l`incisione e la sutura. Al termine del follow-up di 66±27 settimane, 749
(97%) pazienti sono guariti con un tempo medio di guarigione di 111,74±95,11 giorni, 19
(2%) pazienti risultano ancora in trattamento e 6 pazienti hanno subito un`amputazione
maggiore (0,77%). 84 (11%) pazienti sono deceduti, di cui 71 (85%) per cause
cardiovascolari. Nella nostra esperienza, i buoni risultati sono il frutto della creazione di un
team multidisciplinare, in cui il diabetologo coordina l`intervento dei vari specialisti e
garantisce il rispetto dei tempi in cui avvicendare le fasi del percorso assistenziale.
– 63 –
P35
VALUTAZIONE DELL`UTILIZZO E DELL`EFFICACIA DI CALZATURE E
PLANTARI IN PAZIENTI DIABETICI AD ELEVATO RISCHIO ULCERATIVO
F. Fico①; R. Vergara②; G. Diana②; C. De Angelis②; G. Castronuovo①; G. Piscopo①; M.
E. De Feo①;
❶U.O.D. Diabetologia,AORN A. Cardarelli,NAPOLI; ❷Centro Tecnico
Ortopedico,Corpora s.u.r.l.,Gricignano d`Aversa;
Scopo. L`off-loading è fondamentale per la guarigione delle ulcere diabetiche ma non tutti i
medici insistono per l`uso di ortesi specifiche(OS) per la prevenzione secondaria. A ciò si
aggiunge la difficoltà di acquisizione di OS e la mancata compliance del paziente (pz).
Abbiamo valutato quanti pz diabetici, con pregresse lesioni ai piedi, provenienti anche da
altre realtà territoriali della Campania, al momento della visita al nostro ambulatorio,
utilizzavano OS e l`idoneità di queste.
Materiali e metodi. Per 2 mesi, 1 volta a settimana, sono state misurate le pressioni plantari
dei pz che venivano a controllo. Sono stati valutati 55 pz, 45 maschi (81,8%) e 10 femmine
(18,2%), età media 65±8anni, durata media del diabete di 20±9anni. E` stata compilata una
scheda anamnestica, scarpe e plantari sono stati fotografati e valutati circa la congruità con
il piede del paziente. Tutti i pz sono stati sottoposti ad esame con Novel Pedar®(solette con
99 sensori piezocapacitivi) e/o Multisensor Optima Sense® (8 sensori piezoelettrici
posizionabili in zone critiche: teste metatarsali e ipercheratosi). I pz, indossati i rilevatori
con le loro calzature, deambulavano per qualche minuto per acquisire un numero di
rilevazioni sufficienti all`analisi con software dedicato. I picchi pressori erano considerati a
rischio se >200kPa.
Risultati. Dei pz osservati 16(29%) non indossavano OS; 9 per mancata compliance, 5 per
mancata invalidità e 2 per danni causati dalle OS. Dei 39(71%) che indossavano OS 22
avevano scarpe di serie e 17 su misura; il 30% dei 39 indossava OS incongrue (plantare
monostrato, non su misura e/o calzata della scarpa troppo piccola e/o suola non rigida e
basculante) quasi tutte erano con scarpe su misura. Dei pz che non indossavano OS il 63%
presentava picchi pressori rischiosi, dei pz che usavano OS il 41% non risultava esposto ad
ipercarichi mentre il 59% usava calzature non efficaci.
Conclusioni. I pz della nostra realtà regionale non sono sufficientemente motivati all`uso di
OS, spesso vengono realizzate OS non idonee per la prevenzione delle reulcerazioni.
Riteniamo che una importante causa sia la normativa regionale che obbliga il pz a rivolgersi
ad ortopedici e fisiatri per la prescrizione, la verifica ed il collaudo delle OS.
– 64 –
P36
LA RIVASCOLARIZZAZIONE DIRETTA DELL`ANGIOSOMA RIDUCE
AMPUTAZIONI MAGGIORI E MORTALITA` NEI PAZIENTI DIABETICI CON
ISCHEMIA CRITICA E LESIONI ATTIVE
A. Coppelli①; E. Iacopi①; I. Bargellini②; A. Cicorelli②; C. Goretti①; A. Lunardi②; C.
Mattaliano①; R. Cioni②; A. Piaggesi①;
❶Sez.Dip.Piede Diabetico,Dipartimento Area Medica,Azienda Ospedaliero-Universitaria
Pisana; ❷Sez.Dip.Radiologia Interventistica,Dipartimento Immagini,Azienda
Ospedaliero-Universitaria Pisana;
Scopo dello studio - Il ruolo del modello degli angiosomi (MA) come guida per le
procedure di rivascolarizzazione è a tutt`oggi dibattuto. Abbiamo valutato se la
rivascolarizzazione diretta secondo il MA possa modificare positivamente l`evoluzione
clinica in soggetti affetti da diabete mellito tipo 2 (DMT2) con ischemia critica (IC)
sottoposti a rivascolarizzazione percutanea endoluminale (PTA). Metodi - Abbiamo
valutato retrospettivamente 445 PTA efficaci consecutive a carico degli arti inferiori in 370
pazienti (1.2 PTA/paz) affetti da DMT2 (M/F 257/113; età 73.5±9.3 aa; BMI 27.4±4.8
Kg/m2; durata diabete 21.4±12.8 aa; HbA1c 7.8±1.6%) ricoverati nel nostro reparto per IC
e lesioni ulcerative (LU) al piede. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: diretto (GD 
266 pz, 72%) e indiretto (GI  104 pz, 28%) in base all`acquisizione o meno di flusso
diretto a livello dell`arteria che alimenta il sito di lesione, secondo il MA. Nessuna
differenza significativa è stata osservata tra i due gruppi riguardo alle principali
caratteristiche cliniche. Le percentuali di guarigione delle lesioni (GL), di amputazione
maggiore (AM) e di morte (M) sono stati confrontati nei due gruppi durante un follow-up
di 18.9±12.4 mesi (range 0.7-43.2 mesi). Risultati - La percentuale di GL era 68% in GD e
52% in GI (χ2=9.6; p< 0.05), quella di AM era 11% in GD e 4% in GI (χ2=9.4; p< 0.02). Il
tasso di mortalità cumulativa durante il follow up era 14% in GD e 27% in GI (χ2=8.7; p<
0.02). Conclusioni - I nostri dati confermano come la rivascolarizzazione diretta
dell`angiosoma della lesione a livello del piede si associ a maggiori percentuali di
guarigione ed a una riduzione delle percentuali di amputazione maggiore e di morte, se
confrontata con la rivascolarizzazione indiretta. Il MA dovrebbe quindi essere preso in
considerazione nei pazienti diabetici con lesioni al piede che vengano sottoposti a PTA.
– 65 –
P37
LA RIVASCOLARIZZAZIONE CHIRURGICA ESTREMA DEL PIEDE DIABETICO
ISCHEMICO-INFETTO: RISULTATI DI UN APPROCCIO INTEGRATO NEL
SALVATAGGIO D`ARTO.
A. Odero①; C. Caravaggi②; M. Cugnasca①; A. Danieli①; G. M. Zorzan①; A. Sganzaroli②;
❶Chirurgia Vascolare,Istituto Clinico Città Studi,Milano; ❷Centro Interdipartimentale
Cura del Piede Diabetico,Istituto Clinico Città Studi,milano;
La CLI rappresenta la causa principale di amputazione maggiore nell`infezioni severe del
piede diabetico. La PTA degli arti inferiori è stata recentemente indicata da diversi autori
come l`approccio di prima scelta per l`alta feasibility, bassa morbilità e mortalità
periprocedurale ed elevata percentuale di successo emodinamico e di salvataggio d`arto.
Circa il 15% dei pazienti affetti da CLI presentano patterns occlusivi non trattabili per via
percutanea nei quali la soluzione chirurgica rappresenta l`ultima opzione per evitare
l`amputazione. Scopo dello studio: valutazione del salvataggio d`arto e della mortalita` a
breve ed a lungo termine in un coorte di pazienti affetti da CLI ed infezione severa del
piede diabetico (3 C-D) sottoposti a rivascolarizzazione chirurgica estrema (sottogenuale) e
trattamento chirurgico dell`infezione Materiale e metodi: da novembre 2012 ad agosto 2014
sono stati trattati 56 pazienti non candidabili a PTA in quanto affetti da occlusione lunga
del tratto femorale-popliteo (n.35) e femoro-popliteo-tibiale (21). L`approccio integrato
prevedeva il trattamento chirurgico in urgenza delle lesioni in caso di infezione seguito
dalla procedura di rivascolarizzazione chirurgica. Risultati: 35 pazienti sono stati sottoposti
a by pass Fe-Po: di questi 21 in VGS, 3 compositi in vena-vena e 11 in PTFE. 21 pazienti
sono stati sottoposti a by pass Fe-Distale (di cui 18 in VGS e 3 in composito PTFE e VGS)
su mono vaso di gamba come segue: 7 su ATA, 9 su ATP, 1 su Pedidia e 4 su Peroniera. Il
salvataggio d`arto nella popolazione globale trattata è stato del 80% ( 11 amputazioni
maggiori su 56 pazienti) con una mortalità perioperatoria del 5.3% ed del 3.7% ad un
follow-up medio di 14.5 (DS 5) mesi. In particolare nei bypass Fe-Po eseguiti in VGS o
composito + materiale venoso si e` osservato un salvataggio d`arto del 91% mentre con
impiego di materiale protesico il salvataggio d`arto e` stato solo del 54%. Nei bypass
Fe-Tibiali il salvataggio d`arto e` stato dell`81% ( 4 amputazioni maggiori su 21 pazienti).
3 dei 4 pazienti sottoposti ad amputazione maggiore erano stati rivascolarizzati in
composito con PTFE e vena. Conclusioni: i dati del nostro studio confermano che la
rivascolarizzazione chirurgica estrema rappresenta nei pazienti fit-for-surgery e non
candidabili ad una rivascolarizzazione periferica emdoluminale un approccio terapeutico
sicuro ed efficace. Inoltre si riconferma che la disponibilità di materiale venoso autologo
per il confezionamento del bypass e` garanzia di un piu` elevato outcome.
– 66 –
P38
RUOLO PROTETTIVO DELLE STATINE NEI PAZIENTI DIABETICI CON
ISCHEMIA CRITICA DELL`ARTO E LESIONE AL PIEDE
M. Meloni①; V. Izzo①; E. Vainieri①; V. Ruotolo①; L. Giurato①; L. Uccioli①;
❶Medicina dei Sistemi,Università di Tor Vergata,Roma;
Scopo: Osservare il ruolo protettivo delle statine nei pazienti diabetici con ischemia critica
dell`arto (IC) e lesione al piede (LP) dopo trattamento con rivascolarizzazione
endovascolare (RE).
Metodi: Sono stati inclusi 641 pazienti diabetici con IC e LP trattati con RE nel periodo tra
Novembre 2013 e Novembre 2014. Dopo la rivascolarizzazione tutti i pazienti hanno
ricevuto lo standard care per la cura della lesione e i fattori di rischio cardiovascolare sono
stati periodicamente sorvegliati. La terapia con statine è stata prescritta nei pazienti non a
target per ottenere un colesterolo LDL < 70 mg/dl e nei pazienti con recente ischemia
miocardica indipendentemente dai valori di LDL. Salvataggio d`arto, amputazione e
mortalità sono stati valutati in relazione alle variabili registrate.
Risultati: 279 pazienti hanno ricevuto la terapia con statine (St+) mentre 362 non sono stati
trattati (St-). In relazione ai 2 gruppi i risultati per St+ e St- sono stati rispettivamente:
salvataggio d`arto (86,7 vs 70%), amputazione (6,8 vs 14,8%), mortalità (6,5 vs 15,2%)
X=0,0001. Sono stati anche registrati i valori di LDL e non è stata trovata alcuna
correlazione tra LDL a target (tLDL) e LDL non a target (ntLDL) in rapporto agli
esiti:salvataggio d`arto (87,5 vs 87,6%), amputazione (9,6 vs 5,8%), mortalità (2,9 vs 6,6%)
X2=0,16. Tra le variabili analizzate anche la dialisi e la dimensione dell`ulcera (>5 cm2)
hanno avuto un ruolo indipendente negli esiti.
Conclusioni: Il nostro studio ha dimostrato una maggior salvataggio d`arto e una ridotta
mortalità nei pazienti trattati con statine. Questi risultati sono stati ottenuti
indipendentemente dai valori di colesterolo LDL. La terapia con statine sembrerebbe avere
un ruolo protettivo nei pazienti diabetici con IC e LP sottoposti a intervento di
rivascolarizzazione. Riteniamo che questi risultati potrebbero essere legati all`effetto
pleiotropico e protettivo della statina sul letto vascolare aldilà della riduzione dei livelli di
colesterolo LDL.
– 67 –
P39
DEFINIZIONE DI PROTOCOLLI DIAGNOSTICO TERAPEUTICO
ASSISTENZIALI (PDTA) NEL MANAGEMENT DELL` ISCHEMIA CRITICA
CRONICA E NEL PiIEDE ULCERATO NEGLI OSPEDALI PER INTENSITA` DI
CURA: OUTCOMES
A. TEDESCHI①; R. BECHERINI②; S. VITI①; A. SABATO③; A. DE BELLIS①; M.
COMEGLIO②; R. ANICHINI①;
❶UO DIABETOLOGIA Sezione Piede Diabetico,usl 3,PISTOIA; ❷uo Emodinamica
Interventistica,usl 3,PISTOIA; ❸Sezione di Chirurgia Vascolare,usl3,PISTOIA;
L`ischemia critica degli arti inferiori nei pazienti con diabete mellito rappresenta la piu`
comune causa di amputazione. La procedura di rivascolarizzazione endoluminale
percutanea delle arterie sottogenicolari attualmente, evidenzia una elevata percentuale di
successo terapeutico e bassa incidenza di eventi avversi. Scopo dello studio è stato valutare
i risultati delle procedure di rivascolarizzazione endoluminale percutanea (PTA) in
pazienti diabetici affetti da ischemia critica arti inferiori (CLI) in termini di amputazione
d`arto e guarigione di ulcere grazie all`attivazione di PDTA per la gestione di tale criticita`.
Dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2014 sono stati sottoposti and angiografia arti inferiori
associata a PTA (per presenza di CLI) 129 pazienti affetti da diabete mellito. Di tali
pazienti sono stati registrati i parametri metabolici ( HbA1c, profilo lipidico) , la presenza/
assenza di ipertensione arteriosa, abitudine al fumo, insufficienza renale cronica (IRC),
cardiopatia ischemica, aterosclerosi carotidea.I pazienti sono stati valutati per l`arteriopatia
obliterante periferica cronica (AOPC), prima e dopo rivascolarizzazione periferica,
mediante : ossimetria transcutanea (TcPo2), ecocolordoppler arterioso arti inferiori ( ECD
). Sono stati identificati il numero e le sedi di stenosi e/o occlusione vascolare mediante lo
studio angiografico periferico e classificate le lesioni distali mediante la Texas University
Classification (TUC).Le procedure di rivascolarizzazione endoluminale sono state concluse
con successo nel 95% dei casi con ripristino del flusso diretto in almeno una delle arterie di
gamba con miglioramento significativo del valore di TcPo2.(secondo la metodica "Foot
Angiosomes Concepts"). I tempi di guarigione registrati: 30+/- 25 giorni, con completa
guarigione nel 78% , riduzione del diametro delle lesioni > 50% nel 14% , amputazione
minore 6%, amputazione maggiore 2%, complicazioni associate 3% (edema polmonare ,
sanguinamenti minori). Confrontando i risultati nel primo semestre 2013 con quelli ottenuti
nel primo semestre 2014 abbiamo osservato aumento delle PTA del 3.1% con incremento
delle femoropoplitee del 3.2% e delle sottogenicolari del 15%.l`applicazione del PDTA ha
inoltre ridotto la durata di ospedalizzazione media rispetto agli anni precedenti
(2011-2012) di 1,8+/- 4.2 giorni. Conclusioni: Le procedure di rivascolarizzazione
endoluminali perferiche sono associate ad un significativo miglioramento degli outcomes
(aumento della percentuale e riduzione tempi di guarigione delle ferite, con riduzione del
rischio di amputazione d`arto, e una riduzione dei costi associati alla ospedalizzazione
(riduzione durata).Inoltre il coinvolgimento di figure multidisciplinari rappresenta il miglior
approccio per questo tipo di pazienti critici.
– 68 –
P40
STUDIO CORONARICO CON MDCT IN PAZIENTI AFFETTI DA DM TIPO 2
CON NEUROPATIA DIABETICA: IL RUOLO DELLA NEUROARTROPATIA DI
CHARCOT
A. Rizzi①; R. Marano②; T. Musella①; F. Costantini①; G. Scavone①; M. Galli③; S.
Caputo①; L. Bonomo②; G. Ghirlanda①; D. Pitocco①;
❶Istituto di Medicina Interna,Università Cattolica del Sacro Cuore,Roma; ❷Istituto di
Radiologia,Università Cattolica del Sacro Cuore,Roma; ❸Istituto di
Ortopedia,Università Cattolica del Sacro Cuore,Roma;
Obiettivo
Confrontare il livello di Calcio coronarico (CACS) e la severità della coronaropatia (CAD),
entrambi valutati tramite MDCT, in pazienti affetti da DM Tipo 2 complicati da Neuropatia
diabetica con e senza Neuroartropatia di Charcot (CN).
Metodi
34 pazienti con CN e 36 pazienti con neuropatia diabetica senza CN (DN), tutti
asintomatici per CAD, sono stati sottoposti a MDCT per valutare CACS e severità della
coronaropatia. I due gruppi erano sovrapponibili per età, sesso e tradizionali fattori di
rischio cardiovascolare. I pazienti che alla MDCT presentavano almeno una stenosi >50%
sono stati considerati positivi per CAD significativa. I pazienti con almeno una stenosi
significativa sono stati sottoposti a coronarografia per approfondimento diagnostico ed
eventuale trattamento.
Risultati
I pazienti con CN hanno dimostrato una maggior frequenza di CAD significativa rispetto ai
pazienti con DN (p<0.001), mentre non sono state osservate differenze significative per
CACS (p=0.980). Analizzando la distribuzione di CACS per stenosi <50% e ≥50%,
nessuna differenza significativa è stata osservata sia considerando tutti i pazienti
complessivamente (p=0.814) sia considerando singolarmente i due gruppi (p gruppo
CN=0.661 e p gruppo DN=0.559). MDCT ha dimostrato un`accuratezza diagnostica
complessiva per CAD significativa del 87%.
Conclusioni
Questi dati preliminari suggeriscono che, confrontati con i pazienti con DN, i pazienti con
CN presentano una maggiore prevalenza di CAD severa mentre le placche coronariche non
mostrano un aumentato livello di calcio. MDCT può essere utile nella valutazione del
rischio cardiovascolare in pazienti con DMT2 con neuropatia autonomica asintomatici per
CAD.
– 69 –
nostra esperienza .
P41
Effetti di un percorso strutturato di educazione terapeutica ( ETS ) del paziente
diabetico ad alto rischio per ulcera agli arti inferiori sulla prevenzione dell`ulcera
nostra esperienza .
: la
M. BIANCO①; D. ZAVARONI①; L. BUSCONI①; U. DE JOANNON①; E. MORANDI①
; P. BREA①; A. BALZARELLI①; G. BEGHI①; S. GRASSI①; I. LAZZARI①; C.
SCAVONE①; F. TURATTO①;
❶CURE
PRIMARIE,UNITA`
OPERATIVA
DIABETOLOGIA
E MALATTIE
M. BIANCO①;
D. ZAVARONI①;
L. BUSCONI①;
U. DE JOANNON①;
E. MORANDI①
METABOLICHE
AZIENDA
ASL
PIACENZA,PIACENZA;
; P. BREA①; A. BALZARELLI①; G. BEGHI①; S. GRASSI①; I. LAZZARI①; C.
SCAVONE①; F. TURATTO①;
La prevenzione
primaria dell` ulcera
agli arti DIABETOLOGIA
inferiori ( AI ) nel E
paziente
diabetico è un
❶CURE
PRIMARIE,UNITA`
OPERATIVA
MALATTIE
obiettivo importantissimo
sia ASL
per laPIACENZA,PIACENZA;
salute e la qualità di vita del paziente, sia per i costi
METABOLICHE
AZIENDA
sanitari conseguenti alle cure di questa patologia .Le strategie per la prevenzione
dell`ulcera hanno come punto fondamentale l`adesione del paziente al piano di cura , che
si ottiene solo attraverso la sua conoscenza e condivisione dei trattamenti. Scopo di questo
La prevenzione
primaria gli
dell`
ulceradiagli
inferiori
AI ) nel paziente
diabetico
è un (
studio
è stato di valutare
effetti
unarti
percorso
di(educazione
terapeutica
strutturata
obiettivo
sia per ladelle
saluteulcere
e la qualità
vita delnei
paziente,
siadiabetici
per i costi
ETS ) perimportantissimo
la prevenzione primaria
agli artidiinferiori
pazienti
sanitari
alle cure di questa
patologia
.Le strategie
prevenzione
afferenticonseguenti
all`UO di Diabetologia
di Piacenza.
Materiali
e metodiper la
Presso
l`ambulatorio
dell`ulcera
punto
fondamentale
del paziente
al piano
cura480
, che
del piede èhanno
stato come
attivato
un percorso
di ETSl`adesione
che ha coinvolto
nell`arco
di un di
anno
si
ottieneaffetti
solo attraverso
sua conoscenza
e condivisione
deianni
trattamenti.
Scopo
di questo
pazienti
da diabetelamellito
tipo 1 e 2,di
età tra 46 e 77
. Tutti sono
stati
studio
è stato
valutare
un percorso
di educazione
terapeutica
selezionati
perdialto
rischiogli
dieffetti
ulcera di
in base
a lunga durata
di malattia
diabeticastrutturata
> 10 anni (
ETS
) peradlaalmeno
prevenzione
primaria
ulcere
agli arti inferiori
nei pazienti
associata
uno dei
seguentidelle
fattori:
1-deformazioni
dei piedi
( allucediabetici
varo, valgo,
afferenti
all`UO
di cavo
Diabetologia
di Piacenza.
Materiali
e metodi agli
Presso
l`ambulatorio
piede piatto,
piede
, callosità,ecc.
2-presenza
di arteriopatia
arti inferiori
del
piede è stato
un percorso
di ETS che
ha coinvolto
nell`arco didocumentata
un anno 480con
documentata
con attivato
indice ABI
, ecocolordoppler
arterioso,
o di neuropatia
pazienti
affetti dabiotesiometria
diabete mellito
tipo
1 e 2,di
età tra 46. 3e 77
anni compenso
. Tutti sonoglicemico
stati
esame obiettivo,
e /o
EMG
arti inferiori
scarso
selezionati
alto rischio
ulcerasono
in base
lunga durata
di malattia
diabetica
> 10 anni
con valori per
di glicata
< 8,5 di
%.Tutti
statia inseriti
in un ciclo
di incontri
di ETS
associata
uno dei
fattori:e1-deformazioni
piedi, (presidiato
alluce varo,
costruito ad
conalmeno
l`intervento
delseguenti
diabetologo
dell`infermiera dei
esperta
da valgo,
un care
piede
piatto,Diabetologia
piede cavo ,, callosità,ecc.
2-presenza
di arteriopatia
agliciclo
arti si
inferiori
giver della
con rivalutazione
di rinforzo
a 6 mesi . Al
associava il
documentata
indice ABI
, ecocolordoppler
arterioso,
o diilneuropatia
documentata
con
monitoraggiocon
glicemico
periodico
con modifiche
terapia per
miglioramento
del
esame
obiettivo,
biotesiometria
e /o EMG
arti inferiori
3- Dietista
scarso compenso
compenso
glicometabolico,
revisione
dietoterapia
con. la
, controlloglicemico
dell`efficacia
conpresidi
valori ortesici
di glicataprescritti
< 8,5 %.Tutti
sono
inseritiaiinpiedi.
un ciclo
di incontri
di ETS
dei
per i pz
constati
deformità
I pazienti
sono stati
confrontati
costruito
con l`intervento
diabetologo
, presidiato
da inserite
un care
con un gruppo
di controllodel
di 300
pazienti eaddell`infermiera
alto rischio cheesperta
non è stato
possibile
giver
della Diabetologia
, conricevuto
rivalutazione
di rinforzo astandard
6 mesi . sulla
Al ciclo
associava
nel percorso
, ma che hanno
solo informazioni
curasidel
piede il
monitoraggio
glicemico
condimodifiche
per il miglioramento
del
durante le visite.
Risultatiperiodico
Nel gruppo
pz inserititerapia
nel percorso
di ETS lo sviluppo
compenso
glicometabolico,
revisione
Dietistaal, 21
controllo
nell`anno successivo
di ulcere
ai piedi dietoterapia
è stato del 12con
% larispetto
% dei dell`efficacia
pz del
dei
presidi
ortesici prescritti
pz con deformità
I pazienti sono
stati dei
confrontati
gruppo
di controllo
.La causaper
piùifrequente
di ulceraaièpiedi.
stato l`incostante
utilizzo
precisi
con
un gruppo
di controllo
di 300
ad alto
non è stato
possibile inserite
ortesici
consigliati
e la scarsa
igienepazienti
personale
. In rischio
5 casi i che
pz avevano
interrotto
nel
percorso , ma
che le
hanno
ricevuto
solo.Nei
informazioni
sulla cura
delun
piede
saltuariamente
anche
terapie
prescritte
pz educatistandard
si è verificato
anche
durante
le visite.dell`
Risultati
Nel gruppo
di pz
inseriti nel
percorso
ETS
sviluppo lipidico
miglioramento
emoglobina
glicata
( riduzione
media
di 0,7di %
)e lo
dell`assetto
nell`anno
successivo
ulcere sulla
ai piedi
è stato delprimaria
12 % rispetto
al 21si riferiscono
% dei pz delad un
. Conclusion
i I nostridirisultati
prevenzione
dell`ulcera
gruppo
.La causa
più frequente
di ulceradièETS
stato, ma
l`incostante
utilizzo
dei precisi
periododi
dicontrollo
solo un anno
conseguente
all`intervento
consentono
di trarre
alcune
ortesici
consigliati
e la scarsa
igiene personale
. In 5educativo.
casi i pz avevano
considerazioni
positive
sull` efficacia
del percorso
Rispetto interrotto
al gruppo di
saltuariamente
anche le
prescritte
educati
si è verificato
un e
controllo, i pz inseriti
nelterapie
percorso
hanno .Nei
avutopzminor
sviluppo
di ulcereanche
ai piede
miglioramento
dell`
emoglobina
glicata
media di
0,7 malattia
% )e dell`assetto
maggior impegno
anche
nell`adesione
alla( riduzione
cura in generale
della
diabetica,lipidico
.dimostrato
Conclusion
nostri risultati del
sulla
prevenzione
primaria
dell`ulcera
dali Imiglioramento
dato
di emoglobina
glicata.
Il puntosidiriferiscono
debolezza ad
è ilun
forte
periodo
solo un al
anno
conseguente
all`intervento
di ETS , ma
trarre
alcune
impegnodirichiesto
personale
sanitario
per la realizzazione
delconsentono
percorso didiETS
, che
considerazioni
positive
sull` efficacia del percorso educativo. Rispetto al gruppo di
richiederebbe risorse
aggiuntive.
controllo, i pz inseriti nel percorso hanno avuto minor sviluppo di ulcere ai piede e
maggior impegno anche nell`adesione alla cura
– 70 in
– generale della malattia diabetica,
dimostrato dal miglioramento del dato di emoglobina glicata. Il punto di debolezza è il forte
P42
VALUTAZIONE
CLINICA BIOMECCANICA E RISCHIO DI CADUTE NEI PAZIENTI
DIABETICI
CON
LIVELLI BIOMECCANICA
CRESCENTI DI PATOLOGIA
PIEDE NEI PAZIENTI
VALUTAZIONE CLINICA
E RISCHIO DEL
DI CADUTE
DIABETICI CON LIVELLI CRESCENTI DI PATOLOGIA DEL PIEDE
A. Coppelli①; E. Iacopi①; G. Lamola②; D. Martelli③; C. Goretti①; M. Venturi②; C.
Chisari②;
A. Piaggesi①;
A.
Coppelli①;
E. Iacopi①; G. Lamola②; D. Martelli③; C. Goretti①; M. Venturi②; C.
Chisari②; A. Piaggesi①;
❶Sez.Dip.Piede Diabetico,Dipartimento Area Medica,Azienda Ospedaliero-Universitaria
Pisana;
❷U.O. Neuroriabilitazione,Dipartimento
di Neuroscienze,Azienda
❶Sez.Dip.Piede
Diabetico,Dipartimento Area Medica,Azienda
Ospedaliero-Universitaria
Ospedaliero-Universitaria
Pisana;
❸Scuola
Superiore
Sant`Anna,Pisa;
Pisana; ❷U.O. Neuroriabilitazione,Dipartimento di Neuroscienze,Azienda
Ospedaliero-Universitaria Pisana; ❸Scuola Superiore Sant`Anna,Pisa;
Scopo dello studio - Valutare l`efficacia di semplici test clinici di funzionalità motoria nel
definire
le alterazioni
del pattern
motorio di
edsemplici
il corrispondente
di caduta,motoria
in pazienti
Scopo dello
studio - Valutare
l`efficacia
test clinicirischio
di funzionalità
nel
con
neuropatia
diabetica
iniziale
ed ed
avanzata.
Metodi - 35
pazienti
consecutivi,
affetti
definire
le alterazioni
del(ND)
pattern
motorio
il corrispondente
rischio
di caduta,
in pazienti
da
mellito
tipo 2 (M/F
etàed
62.1±9.7
aa)Metodi
valutati- 35
presso
il nostro
Ambulatorio
condiabete
neuropatia
diabetica
(ND) 27/8;
iniziale
avanzata.
pazienti
consecutivi,
affetti
del
piede diabetico
sono2 stati
gruppi: Gruppo
1 (10presso
pazienti)
senza Ambulatorio
ND né lesioni
da diabete
mellito tipo
(M/Fdivisi
27/8;in
età4 62.1±9.7
aa) valutati
il nostro
ulcerative
(LU) al piede;
Gruppo
2 (9
ND ma
senza
LU; Gruppo
3 (7népazienti)
del piede diabetico
sono stati
divisi
in pazienti)
4 gruppi:con
Gruppo
1 (10
pazienti)
senza ND
lesioni
con
ND e LU
al al
piede
nonGruppo
infette 2e (9
non
ischemiche;
Gruppo
4 (9 pazienti)
con 3pregresse
ulcerative
(LU)
piede;
pazienti)
con ND
ma senza
LU; Gruppo
(7 pazienti)
LU
I pazienti
sono poi
stati
valutati in Gruppo
base ai seguenti
parametri:
(i) Test del
con neuropatiche.
ND e LU al piede
non infette
e non
ischemiche;
4 (9 pazienti)
con pregresse
cammino
in 6 minuti
(6MWT),
cammino
in 10
(10mWT);
(iii)(i)Scala
LU neuropatiche.
I pazienti
sono(ii)
poiTest
statidel
valutati
in base
ai metri
seguenti
parametri:
Test del
dell`equilibrio
di Berg(6MWT),
(SEB); (iv)
Gait indexin(DGI);
(v)(10mWT);
Test Timed(iii)
UpScala
and Go
cammino in 6 minuti
(ii)Dynamic
Test del cammino
10 metri
(TUG).
SEB rappresenta
un indice
di equilibrio
indici
di Go
dell`equilibrio
di Berg (SEB);
(iv) Dynamic
Gaitstatico
index mentre
(DGI); gli
(v) altri
Testsono
Timed
Up and
equilibrio
dinamico.
Risultati
I
risultati
e
le
relative
significatività
sono
riportati
nella
(TUG). SEB rappresenta un indice di equilibrio statico mentre gli altri sono indici di
tabella sottostante.
6MWTe le
TUG
10mWT
DGI SEB
equilibrio
dinamico.GRUPPO
Risultati - I risultati
relative
significatività
sono riportati nella
tabella sottostante. GRUPPO
6MWT
DGI
1
423.6 TUG
9.8 10mWT
8.7
23.6 SEB
54.8
12
423.6
23.6
330.2 9.8
11.2 8.7
10.2
22.7 54.8
53.2
23
330.2
22.7
394.8 11.2
10.6 10.2
8.3
21.6 53.2
54
34
394.8
21.6
401.6 10.6
9.8 8.3
9
21.9 54
51.6
4Significatività 401.6 9.8 9
21.9 51.6
Significatività
p 1 vs 2
0.002 0.06 0.102
0.129 0.173
p 1 vs 23
0.002
0.129
0.329 0.06
0.38 0.102
0.66
0.009 0.173
0.19
p 1 vs 34
0.329
0.009
0.504 0.38
0.965 0.66
0.824
0.06 0.19
0.056
p 12 vs 43
0.504
0.06
0.057 0.965
0.491 0.824
0.05
0.142 0.056
0.667
p 2 vs 34
0.057
0.142
0.027 0.491
0.102 0.05
0.36
0.577 0.667
0.626
p 23 vs 4
0.027
0.577
0.728 0.102
0.563 0.36
0.418
0.516 0.626
0.412
Conclusioni
I
risultati
del
nostro
studio
suggeriscono
p 3 vs 4
0.728 0.563 0.418
0.516 0.412 come la presenza
di ND in soggetti affetti
da
diabete
mellito
tipo
2
determini
maggiori
Conclusioni - I risultati del nostro studioalterazioni
suggeriscono
come la presenza
nell`equilibrio
dinamico
chediabete
in quello
statico.
dati permettono
inoltre
di iniziare a
di ND in soggetti
affetti da
mellito
tipoTali
2 determini
alterazioni
maggiori
valutare
l`azione
della ND
sulinrischio
caduta.
nell`equilibrio
dinamico
che
quello di
statico.
Tali dati permettono inoltre di iniziare a
valutare l`azione della ND sul rischio di caduta.
– 71 –
P43
PIEDE DI CHARCOT: UNA COMPLICANZA POCO CONOSCIUTA. APPROCCIO
DIAGNOSTICO MULTIDISCIPLINARE.
L. Baccolini①; G. Forlani①; S. Diodato②; P. Guidalotti②; S. Fanti②; G. Marchesini
Reggiani①;
❶SSD Malattie del Metabolismo e Dietetica Clinica,Policlinico
S.Orsola-Malpighi,Bologna; ❷U.O. Medicina Nucleare,Policlinico
S.Orsola-Malpighi,Bologna;
Il piede di Charcot è caratterizzato, da un punto di vista morfo-strutturale, da una completa
alterazione dei normali rapporti osteoarticolari con presenza di fratture ossee che
comportano vari gradi di deformità del piede. La maggior parte dei pazienti affetti da
Osteoartropatia di Charcot ha un`età compresa fra i 50 e i 60 anni, con una prevalenza fra lo
0,08-13% delle persone con diabete, tuttavia con prevalenza reale verosimilmente più alta a
causa della tardiva o errata diagnosi. Riportiamo il caso di un uomo di 58 anni (BMI
35.19). All`APR, IMA a 54 anni, diabete mellito a 42, con polineuropatia, ipertensione
arteriosa (sindrome metabolica), BPCO, discopatia degenerativa del rachide, pregresso
TVP arto inferiore destro, pregresso intervento di cataratta all`occhio sinistro,
meniscectomia bilaterale. Sette giorni prima, ricovero presso altro presidio per linfedema
arto inferiore destro e placca sopraelevata arrossata interpretata dallo specialista
dermatologo come erisipela, trattata con antibiotico-terapia con scarso beneficio.
All`ingresso il paziente presentava sintomatologia algica bilaterale a carico degli AAII, più
importante a destra. Non alterazioni dei valori ematochimici ad eccezione dell`emoglobina
glicosilata (66,1 mmol/mol) e PCR 8,6 mg/l. L`ecocardiografia evidenziava cardiopatia
ischemico-ipertensiva in fase dilatativa. L`ECD AAII evidenziava medio-calcinosi in
assenza di occlusioni stenosanti significative e TVP in atto. La consulenza diabetologica è
stata completata dalla valutazione podologica per la presenza di una lesione ulcerativa
plantare al piede destro. EO podologico: lesione ulcerativa plantare IA TUC piede dx in
quadro clinico compatibile con artropatia di Charcot in fase attiva. E` stata eseguita 18F
FDG PET/TC. La metodica ha mostrato un ipermetabolismo in corrispondenza di una
lesione ulcerativa, senza interessamento dei piani profondi e dei tessuti ossei. Coesisteva
una captazione diffusa della ragione tarsale sinistra, con esclusivo interessamento
articolare, diagnostica per artropatia di Charcot. Nel paziente diabetico la complicanza più
invalidante a carico degli AAII è rappresentata dal piede diabetico. L`artropatia di Charcot
può coesistere, rendendo fondamentale un`accurata diagnosi differenziale. L`indagine più
utilizzata è la MRI ma la letteratura riporta molteplici studi sull`utilizzo della 18FFDG
PET/TC, che ha discreta sensibilità e buona specificità (74% - 91%) nella diagnosi di
osteomielite, costituendo uno strumento utile nella diagnosi differenziale tra piede diabetico
e artropatia di Charcot.
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Note_ ____________________________________________________________________
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Con il contributo non condizionante di
w w w . i t o p . i t