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12 marzo 2015
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Canto d’ingresso: Volgete gli occhi (78)
Canto di esposizione: Adoro te (105)
Preghiera di Adorazione:
C. O Signore, nostra luce. Rit. Noi ti Adoriamo!
C. O Signore, unica vera guida. Rit. Noi ti Adoriamo!
C. O Signore, tu che sei la nostra speranza. Rit. Noi ti
Adoriamo!
C. O Signore, medico dei corpi e delle anime. Rit. Noi ti
Adoriamo!
ORAZIONE
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra
redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e
generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per Cristo nostro
Signore...
Canto: Tu hai dipinto i cieli (223 )
INTRODUZIONE
Nella prima lettura tratta dal secondo libro delle Cronache ci
viene raccontato che tutto il popolo di Israele si era dato ad ogni
infedeltà e abominio, tanto che il Signore, nella sua immensa
bontà, mandò i profeti per redimerlo, ma questi non furono
ascoltati dal popolo.
I profeti erano considerati scomodi perché portavano alla luce del
sole le cose malvagie; chi fa il male non ama la luce ma le tenebre;
i profeti vennero per dare insicurezza ai sicuri e sostenere gli
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insicuri. I nemici distrussero le mura di Gerusalemme, distrussero
il tempio e tutti i palazzi eleganti e quanto c'era. Quelli che non
furono uccisi vennero deportati in Babilonia e vi rimasero schiavi
per 70 anni e solo quando, ispirato dallo Spirito del Signore venne
Ciro re di Persia, poterono essere liberi e tornare alla propria
terra.
2Cr 36,14-16.19-23
In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo
moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli
altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era
consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e
incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva
compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono
dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i
suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo
raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici]
incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di
Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero
tutti i suoi oggetti preziosi.
Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che
divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno
persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa:
«Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per
tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola
del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo
spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo
regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore,
Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha
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incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda.
Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia
con lui e salga!”».
Canto: Solo in Dio ( 54 )
INTRODUZIONE
Nella seconda lettura l'apostolo Paolo ci ricorda come la salvezza
ci viene solo da Dio il quale ha fatto opere grandiose per noi e
perché noi ce ne servissimo. Possiamo nascondere i nostri peccati,
ma non possiamo dimenticare le opere buone, perché sono
necessarie a noi e sono attese dagli altri.
La salvezza ci viene solo da Dio, noi siamo opera di Dio gli
apparteniamo ed Egli ci ha salvato per mezzo del Cristo Gesù.
Ef 2,4-10
Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale
ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere
con Cristo: per grazia siete salvati.
Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo
Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della
sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da
voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa
vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere
buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.
Canto allo Spirito: Invochiamo la tua presenza (136)
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Gv 3,14-21
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il
serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio
dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché
chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio,
infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo,
ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non
è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non
ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini
hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano
malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla
luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la
verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue
opere sono state fatte in Dio».
Canto allo Spirito: Invochiamo la tua presenza (136 )
RISONANZE
Canto allo Spirito: Ruah (208)
MEDITAZIONE SULLA PAROLA
Preghiera dei Fedeli
Cel.: O Dio Padre, che hai tanto amato il mondo da dare il Tuo
Figlio Unigenito per salvare il mondo, donaci di credere in Lui e di
compiere le opere della fede. Preghiamo insieme dicendo.
Ascoltaci o Signore!
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
Perché il popolo cristiano, come l’antico Israele non si
smarrisca nell’esilio del mondo, ma ritrovi l’unità delle fede
camminando verso la Pasqua del suo Signore, noi Ti
preghiamo. (rit.)

Riversa su di noi, o Signore, l’abbondanza del tuo Spirito,
perché in questo tempo di cambiamenti e di profonde crisi ci
dia il coraggio di una testimonianza umile, ma tenace,
sapendo che l’amore è più forte della morte. Preghiamo.
(rit.)

Ti preghiamo ancora per chi vive momenti di profonda
depressione, per chi si sente solo ed incompreso, per chi ha
smesso di aver fiducia negli altri, per chi è esiliato, lontano
dalla propria patria, per chi è abbandonato, umiliato,
violentato. Il tuo sguardo di amore e di consolazione conduca
anche noi a prenderci cura del fratello, chiunque egli sia.
Preghiamo. (rit.)
(Seguono preghiere spontanee)
PADRE NOSTRO
Canto: Ti rendiamo grazie (142)
Benedizione Eucaristica
6
Sal 136
Cel.: Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.
Ass. Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre. (rit.)
Ass. Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!». (rit.)
Ass. Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra. (rit.)
Ass. Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia. (rit.)
REPOSIZIONE DEL SS. SACRAMENTO
Canto Finale: Sono con voi (64)
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