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Comunicato stampa - Istituto Giapponese di Cultura

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May, 2014
PRESS RELEASE
Padiglione Giappone
14. Mostra Internazionale d’Architettura – la Biennale di Venezia
In the Real World
Japan Pavilion Installation Image © Keigo KOBAYASHI
Titolo Mostra: In the Real World
periodo: 7 giugno – 23 novembre 2014
Luogo: Padiglione Giappone ai Giardini
Organizzatore: The Japan Foundation
Commissario: Kayoko Ota
Curatore: Norihito Nakatani
Curatori Aggiunti: Hiroo Yamagata, Keigo Kobayashi, Jin Motohashi
Con il supporto speciale di: Ishibashi Foundation
Sostegno: Lixil Corporation; Nikken Sekkei Ltd.; Sekisui House, Ltd.; Tajima Roofing Inc. e Tajima Inc.
Supporto: The Tokyo Club; Nomura Foundation; Union Foundation for Ergodesign Culture; Okamura Corporation
Contributo: Foundation of Global Life Learning Center; Kajima Corporation; Obayashi Corporation; The Obayashi
Foundation; Shimizu Corporation; Shiseido Co., Ltd.; Tadao Ando Architect & Associates; Taisei Corporation;
Takenaka Corporation; TOTO LTD.
Cooperazione esecutiva: Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A.; KMK: Association for Corporate Support of the
Arts; Feudi di San Gregorio Spa, Gekkeikan Sake Company Ltd.; Harmoge srl; Mitsui Fudosan Co., Ltd.; Takeo Co.,
Ltd.; Waseda University Department of Architecture and the Faculty of Engineering
Espositori:
Architetti | Tadao Ando, Atelier Zo (Hiroyasu Higuchi, Koichi Otake†, Reiko Tomita), Eiji Ebihara, Hiroshi Hara +
Atelier Φ, Osamu Ishiyama, Toyo Ito, Isamu Kujirai, Koichi Masahashi, Kiko (Monta) Mozuna†, Jiro Murofushi,
Kazunari Sakamoto, Kazuo Shinohara†, Riken Yamamoto, Takamasa Yoshizaka† with Atelier U
Architecture historians / urban observers Chris Fawcett†, Terunobu Fujimori, Shuji Funo, Takashi Hasegawa, Takeyoshi
Hori, Tsutomu Ichiki, Tomoharu Makabe, Tsuguo Aizawa with Musashino Art University Department of Architecture
Artisti | Genpei Akasegawa, Hyperart Thomasson Observation Center
Fotografia | Takeshi Yamagishi
Regia | Tomomi Ishiyama
Videointerviste | Tadao Ando, Peter Eisenman, Arata Isozaki, Toyo Ito, Charles Jencks, Rem Koolhaas, Toshio Nakamura
La modernizzazione del Giappone ebbe inizio con la repentina importazione della civiltà occidentale. In seguito alla
rapida ripresa dalla devastazione subita nella seconda guerra mondiale, il Giappone nel 1968 divenne la seconda potenza
mondiale. L’architettura fu fattore strumentale nel processo di modernizzazione, che raggiunse il picco con
l’Esposizione Universale di Osaka nel 1970.
Contemporaneamente, il paese fronteggiava diversi problemi, soprattutto inquinamento e crisi petrolifera, di fronte ai
quali anche la modernizzazione registrò una clamorosa battuta d’arresto. La criticità della situazione si tradusse in un
accurato riesame del modernismo nell’architettura giapponese, che diede adito a molteplici reazioni indipendenti.
I giovani architetti che succedettero ai Modernisti negli anni Settanta riconsiderarono il proprio ruolo professionale e
condussero esperimenti arditi con alloggi di piccole dimensioni, pronti a suggerire una nuova visione della città. Alcuni
di loro si recarono in Asia, Medio Oriente e Africa per studiare i processi di formazione delle comunità. Anche i
ricercatori di storia e gli urbanisti uscirono dagli uffici e, macchina fotografica e taccuino alla mano, collocarono la città
reale sulla mappa, preservandola così da oblio e soppressione. Alcune di queste attività si trasformarono in opere d’arte,
mentre altre ricevettero supporto editoriale e popolarono i media d’architettura.
La sinergia di tali attività negli anni Settanta sono la risposta più eloquente al modernismo nell’architettura giapponese.
Si trattava di tentativi disperati di ridefinire il campo, reimparando dalla vita, nel mondo reale, il real world del titolo.
È importante rilevare che il riesame non si esaurì in esperimenti periferici su piccola scala. L’ambiziosa visione di
quella generazione pose enfasi sullo skyline metropolitano. Il progetto Umeda Sky City venne realizzato con due alti
edifici legati da un ponte. Il design aspirava a creare un villaggio all’interno della città, concept ricavato dalle ricerche
sulle comunità del passato condotte dagli architetti in varie parti del mondo. Una proposta così trascendentale poteva
essere allettante per clienti e costruttori.
Sebbene abbia sembianza uniforme, l’architettura contemporanea è il frutto di innumerevoli esperimenti. Ogni società è
in grado di produrre grande architettura con idee e volontà sufficienti. In In the real world vogliamo riportare alla luce
progetti e prospettive storiche che emersero nel Giappone degli anni Settanta assieme a vari manufatti appartenenti agli
ultimi 100 anni. Attraverso i temi affrontati in tali attività, desideriamo mostrare il potere essenziale dell’architettura, e
presentarne le suggestioni giuste per il nostro tempo.
Programma Eventi
Padiglione Giappone – Pre- Evento: Tema: “Modernization: the great assimilator, or a catalyst?”
6 Giugno (ven) 16.00-17.30
Location: Padiglione Giappone – spazio pilotis
Relatori (TBC):
Minsuk Cho e Hyungmin Pai (Padiglione Coreano/architetto e teorico dell’architettura)
Yoshiharu Tsukamoto/Atelier Bow-Wow (Padiglione svizzero/architetto)
Shohei Shigematsu (Repubblica Dominicana/Architetto, OMA-NY)
Charles Jencks (Teorico dell’architettura)
Norihito Nakatani (Padiglione Giappone/storico dell’architettura)
Moderatore: Hiroo Yamagata (Padiglione Giappone/autore, economista)
7 Giugno (sab) 15.00-16.30
Location: Padiglione Giappone – spazio pilotis
Relatori (TBD):
Norihito Nakatani ((Padiglione Giappone/storico dell’architettura)
Moderator: Hiroo Yamagata (Padiglione Giappone/autore, economista)
Meeting on Architecture organizzato da La Biennale di Venezia
Titolo del seminario:Dragons on the Roof (Draghi sul tetto)
Proposto e supportato congiuntamente da: Padiglione Giappone e Padiglione Coreano
5 Settembre (ven) (orario da definire) Venue: Arsenale (TBC)
“The ideological symbolism of North Korea”
Changmo Ahn (Professor, Head of Architectural History and Cultural Preservation Program, Graduate School of
Kyonggi University, Seoul, Korea)
“Myths about the roof of the imperial Japan”
Shoichi Inoue (Deputy Director-General, International Research Center for Japanese Studies, Kyoto, Japan)
“The identity of fragments: History and Experience in Modern Korean Architecture”
Hyungmin Pai (Professor, Department of Architecture, University of Seoul, Seoul, Korea)
“Roof speaks radical: from Shinohara to Bow-wow”
Nohiroto Nakatani (Professor, Department of Architecture, Waseda University, Tokyo, Japan)
Utilizzo immagini
La richiesta diimmaginiva indirizzata a Masako Taira ([email protected]).
Le immagini sono concesse per singolo utilizzo; non ne è permessa l’archiviazione per usi ulteriorie futuri
Tutte le immagini pubblicate devono essere accompagnate da didascalie e creditiforniti
Le immagini non possono essere modificate in alcun modo o fare da sfondo ad alcun testo
Per l’utilizzo online, didascalie e crediti devono accompagnare le immagini
2. Japan Pavilion Installation Image (Pilotis)
© Keigo KOBAYASHI
1. Japan Pavilion Installation Image
© Keigo KOBAYASHI
3. Shinshukan/ Atelier Zo
©Takeshi YAMAGISHI
5. Private House / Hiroshi Hara
©Takeshi YAMAGISHI
4. Private House / Jiro Murofushi
©Takeshi YAMAGISHI
6. Inside Architecture - A Challenge to Japanese Society
Directed by Tomomi Ishiyama
©Tomomi ISHIYAMA
Contatto in Giappone
Keiko Tasaki, Yoko Oyamada
Europe, Middle East and Africa Section, Arts and Culture Dept.
The Japan Foundation
E-mail: [email protected]
Press Contact
The Japan Foundation (Att: Masako Taira)
E-mail: [email protected]
Contatto in Italia
Manako Kawata
Istituto Giapponese di Cultura
Via Antonio Gramsci 74 00197 Roma
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