La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi

GIUGNO 2014
“La tua parola
è una lampada al mio piede
e una luce sul mio sentiero”
(Salmo 119:105)
Risveglio Pentecostale Anno LXVIII numero 6 Periodico Mensile Poste Italiane spa Spedizione in Abbonamento Postale D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
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«La mèsse è grande,
ma gli operai sono pochi;
pregate dunque il Signore
della mèsse perché spinga
degli operai nella sua
mèsse» [LUCA 10:2]
LE REALIZZAZIONI
DELLA MORTE DI
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
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Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
Molte persone, di fronte alla descrizione della sofferenza e della morte di Gesù provano un sentimento di commiserazione e condanna per l’ingiustizia che gli
uomini, suoi contemporanei, hanno commesso verso di Lui mettendolo sulla croce.
Vedono Gesù solo vittima incolpevole
di processo ingiusto.
Ma le Scritture insegnano chiaramente
che la morte di Cristo non è stato un incidente di percorso, ma la perfetta realizzazione del piano di Dio: “Uomini d'Israele,
ascoltate queste parole! Gesù il Nazareno,
uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che
Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come
voi stessi ben sapete, quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per
mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce,
lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendolo
sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse
da essa trattenuto” (Atti 2:22-24).
L’espiazione del peccato umano richiedeva l’offerta di un sacrificio perfetto una
volta per sempre. “Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e
disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il
peccato del mondo”! (Giovanni 1:29). È
importante sottolineare che Gesù non è
morto per Se stesso ma al “nostro posto”.
Con la Sua morte e risurrezione chiunque crede in Lui realizza:
L’AMORE DI DIO
NELLA PROPRIA VITA
L’amore di Dio non può essere confuso
con un semplice sentimento.
Egli non ha amato l’uomo soltanto a
parole, ma ha donato Suo Figlio: “Perché
Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita
eterna” (Giovanni 3:16).
E L’apostolo Paolo dichiara che: “Dio
invece mostra la grandezza del proprio
amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per
noi” (Romani 5:8).
Nessuno può dubitare dell’amore di
Dio perché Cristo che Muore sulla croce è
una realtà
Che non può lasciare indifferenti. Esso
costituisce un richiamo per un sempre più
elevato livello morale di vita “… e ch'Egli
morì per tutti, affinché quelli che vivono
non vivano più per se stessi, ma per colui
che è morto e risuscitato per loro” (2 Corinzi 5: 15).
IL PERDONO
DEI PROPRI PECCATI
Troviamo Scritto che: “Gesù Cristo è venuto per dare la Sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Matteo 20:28).
La morte da Lui subita era la pena per i
peccati che Egli prese su di Sé “… il quale è
stato dato a causa delle nostre offese ed è
stato risuscitato per la nostra giustificazione” (Romani 4:25).
Perciò Gesù Cristo, avendo pagato il
prezzo del riscatto, ha potuto redimerci e
liberarci. Gli studiosi del testo biblico ci dicono che il Nuovo Testamento usa termini diversi per esprimere nella loro completezza la ricchezza del concetto Biblico
di redenzione.
“Agorazo” Questo termine viene usata
trentuno volte nel Nuovo Testamento e
ha il significato di “acquistare al mercato”,
attraverso un prezzo interamente e
liberamente pagato.
Nell’atto della “redenzione” viene acquistato mediante lo spargimento del Suo
sangue “Poiché siete stati comprati a caro
prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro
corpo” (1 Corinzi 6:20). Egli acquisisce tutti
i diritti di proprietà.
“Exagorazo” è usato quattro volte nel
Nuovo Testamento e vuol dire “Acquistare
fuori dal mercato” cioè portare fuori da
esso per non farvi più ritorno.
Infatti: “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto:
Maledetto chiunque è appeso al legno)”
(Galati 3:13). Se si pone attenzione al contesto del versetto di Galati, cioè quello della schiavitù spirituale, si trovano abbondanza di conferme in tutto il Nuovo
Testamento. Cristo infatti additò il peccato quale schiavitù dell’anima: “Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi
commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34).
L’apostolo Paolo raccoglie tale afferma-
Cristo
IN QUESTO NUMERO
zione e gli fa eco dall’Epistola ai Romani: “Noi sappiamo
infatti che la legge è spirituale; ma io son carnale, venduto schiavo al peccato” (Romani 7:14).
L’espressione “venduto schiavo al peccato” riporta la mente a quel terribile mercato che fu quello degli
schiavi, nel quale gli uomini, al pari di altri beni, venivano venduti e privati della libertà e dei loro stessi corpi.
Spesso erano debitori insolventi o prigionieri di guerra.
“Apolytrosis”, letteralmente significa: “in pagamento
di…”, viene usato otto volte nel Nuovo Testamento e nel
linguaggio comune indicava la liberazione piena totale.
Infatti noi siamo “giustificati gratuitamente per la
Sua grazia , mediante la redenzione che è in Cristo Gesù”
(Romani 3:24).
Lo stesso concetto è espresso in Efesini 1:7 “Poiché in
Lui noi abbiamo la redenzione mediante il Suo sangue,
la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della Sua
grazia”.
Il peccatore sotto il profilo spirituale è povero e disarmato, pertanto come un qualsiasi schiavo è venduto al peggiore dei padroni, cioè al peccato, difatti la corruzione lo ha privato di ogni forma di autonomia e libertà spirituale.
Gesù rivela Se stesso come Liberatore: “Se dunque il
Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:36).
LA RICONCILIAZIONE
CON DIO
L’uomo allo stato naturale, avendo peccato “…tutti
hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani
3:23) si trova sotto la giusta condanna di Dio.
Ma, grazie all’opera di Gesù Cristo, può avere pace
con Dio, perché essa rende possibile la “riconciliazione”
“Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio Suo, tanto più
ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la
Sua vita. Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione (Romani 5:10-11).
Naturalmente questa riconciliazione è valida per tutti gli uomini “… ma sono giustificati gratuitamente per la
Sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.
Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel Suo sangue, per dimostrare la Sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi
in passato” (Romani 3:24-25).
Ma viene imputata, cioè attribuita, soltanto a quelli che credono “… ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto
egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè
che credono nel Suo nome” (Giovanni 1:12)
Gianluca Lo Giudice
GIUGNO 2014
LE REALIZZAZIONI
DELLA MORTE
DI CRISTO
Gianluca Lo Giudice ................. pag.2-3
UN PECCATO
CHE DIFFICILMENTE
SI AMMETTE
Archetto Brasiello ..................... pag.4-5
IO, IO E ANCORA IO!
Vito Bleve .................................... pag.6-7
QUALI FRUTTI
Rodolfo Arata............................. pag.8-9
IL SUGGELLO DI DIO
Umberto Nello Gorietti.........pag.10-11
CINQUE MOTIVI
PER RALLEGRARSI
DEL CONTINUO
NEL SIGNORE
Gennaro Chiocca . .................pag.12-14
UN MANTELLO
D'AMORE
Daniele Vitale .........................pag.15-17
LA PASTORALE
CARCERARIA
Cesare Turco . ..........................pag.18-19
NOTIZIE
DALLE NOSTRE
COMUNITÀ........................pag.20-23
Per notizie aggiornate consultate il
sito www.assembleedidio.org
Risveglio Pentecostale è dispo­
nibile anche in edizione per
non vedenti. In questa edizione
digitale gli articoli salvati in for­
mato leggibile a computer con
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inviati per e-mail ai non vedenti
e agli ipovedenti che ne facciano
richiesta a risveglio.pentecostale@
assembleedidio.org
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
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UN PECCATO
CHE DIFFICILMENTE
SI AMMETTE
È sempre più difficile parlare di “peccato”,
tant’è quando si affronta l’argomento, si preferiscono termini come “mancanza, debolezza, errore, sbaglio ecc., quasi a volerlo esorcizzare.
Metaforicamente parlando, nella “scuola della vita”, potremmo identificare il “peccato” come
la materia di studio che per diverse ragioni, proprio non riusciamo a mandar giù! Questa riluttanza però, può cagionare l’abbassamento della
media del voto complessivo, quindi, nonostante la grande abnegazione verso tutte le altre materie, si rischia di rovinare il risultato finale (dove passerai l’eternità?)! Noi invece come “studenti”
presso “l’Università della vita Cristiana”, desideriamo conseguire obiettivi gratificanti, studiare
approfonditamente ogni materia prevista dal programma di studio della parola di Dio, per crescere spiritualmente, in ottemperanza al programma
previsto dal Rettore per Eccellenza, nostro Signore Gesù Cristo!
Siamo persuasi quindi che i dieci comandamenti siano tuttora il fondamento del programma
di studio cui ci dovremmo attenere, in considerazione di ciò, oggi, cercheremo di approfondire probabilmente il “meno confessato”, l’ultimo:
“Non concupire la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo,
né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo” (Esodo 20:17).
CHE COS’È LA CUPIDIGIA?
La cupidigia è un grave peccato che raramente
viene rivelato, pur essendo verosimilmente quello
più trasgredito.
Un giorno Abramo Lincoln (XVI Presidente degli Stati Uniti d’America) fu visto camminare con i suoi due figli che piangevano. Un passante
gli chiese perché i suoi piccoli piangessero: “Esattamente per quello che c’è di più sbagliato in tutto il mondo”, rispose Lincoln che seccato seguitò dicendo: “Ho tre noci ed ogni ragazzo ne vuole
due”! Un’altra vicenda, realmente accaduta, narra
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Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
di un caso d’eredità, forse il più contenzioso mai
avvenuto. Una vedova di 81 anni, la Sigora Enrichetta Garret, nella notte del 16 novembre 1930,
morì nella sua casa di Filadelfia, senza lasciare un
testamento per un patrimonio che ammontava a
quel tempo a 17 milioni di dollari, una somma accumulata perché aveva gestito sapientemente gli
affari finanziari dopo la morte di suo marito, avvenuta nel 1895. Al momento della sua morte aveva una sola parente, una cugina di secondo grado
e meno di una dozzina di amici, ma in seguito circa 26.000 persone, provenienti da 47 Stati e 29 paesi stranieri, rappresentati da oltre 3.000 avvocati, cercarono di dimostrare una qualche relazione
con la medesima. Per raggiungere l’obiettivo molti di loro commisero spergiuri, falsi documenti di
famiglia, cambiarono i propri nomi, alterarono il
loro albero genealogico e inventarono assurde storie di legittimità. Risultato? Dodici persone furono confinate, dieci condannate al carcere, due si
suicidarono e tre morirono assassinate. Domanda
legittima: “Quanti di costoro avrebbero ammesso
di essere vittime dell’avidità”?
Attingendo alla Parola di Dio, possiamo costatare che da sempre l’uomo commette questo peccato. Nel giardino dell’Eden, Eva ed Adamo vollero assaggiare il frutto proibito (Genesi 3:1,6);
Nabot fu ucciso perché Acab desiderò la sua vigna
(I Re 21:1,14); Davide concupì Bat-Sceba (II Samuele 11:1-17), moglie di Uria.
Anche ai nostri giorni, gli uomini vogliono ancora ciò che non è loro.
LA CUPIDIGIA ALLA LENTE
D’INGRANDIMENTO
La definizione per cupidigia è: “Desiderio sfrenato, e disordinato”, Difatti quando si è governati da questo peccato non si è mai soddisfatti di ciò
che si ha, si tratti di un oggetto o di una persona;
comunque, in entrambi i casi, “l’oggetto del desiderio” ottenebra la nostra relazione con il Signore!
Spesso si sente dire: “Se posso ottenere quella
cosa, o quel lavoro, allora sarò felice”. Non succederà, perché più
avremo, più vorremo!
L’uomo per sua natura è avido
ed egoista; cerca sempre di avere
più di quello che ha.
Tutto questo avvelena, crea acidità di cuore e amarezza, infatti la
persona avara non è mai contenta!
Si racconta di un uomo che si
sentiva sempre inferiore ai suoi
amici e così decise di possedere la casa più bella. Si recò presso un’agenzia immobiliare e pose
in vendita la sua casa e nello stesso
tempo iniziò la ricerca di una nuova. Un giorno, mentre stava leggendo il giornale, s’imbatté nella
pubblicità di una casa che sembrava proprio avere le caratteristiche
di quella che stava cercando. Così,
chiamò l'agente immobiliare e gli
disse che desiderava vedere quella casa perché era interessato ad
acquistarla. L'agente immobiliare
gli rispose: “Egregio signore, questa è la sua casa! La stessa che lei
ci ha conferito l’incarico di vendere”! Come recita un vecchio adagio: “L’erba del vicino è sempre più
verde”!
Non è sbagliato usare mezzi legali per acquistare qualcosa, ma
quando si ricorre all’illegalità, a
tattiche immorali per ottenerle, allora siamo colpevoli di cupidigia.
Quando si comincia ad avere un
desiderio lussurioso di possedere la
donna di un altro, allora siamo colpevoli di adulterio e di cupidigia.
Quando gli archeologi iniziarono i lavori per riportare alla luce l’antica città di Pompei, in cui
20.000 persone morirono durante l'eruzione del Vesuvio, scoprirono alcuni dei corpi ben conservati
di persone sorprese dall'esplosione
del potente vulcano. Taluni furono trovati seduti ai loro tavoli con
il cibo ancora nei loro piatti, altri
nei loro letti.
Una donna si distingue fra tutte le vittime di Pompei: quando gli
studiosi ne ritrovarono il corpo,
scoprirono che stringeva fra le mani delle pietre preziose! Dopo 2.000
anni, quei beni che aveva cercato
gelosamente di trattenere (metten-
do a rischio la propria esistenza),
sono diventate proprietà di un altro! L'esempio ci faccia riflettere affinché l’avarizia non domini mai la
nostra vita!
Quando non siamo contenti di quello che già abbiamo siamo
mancanti davanti al Signore: è come se non avessimo più fiducia in
Lui, è come se dicessimo a Gesù
che non ha fatto “abbastanza” per
noi! È ingrato pensare questo nei
confronti del Signore, Colui che è
morto per noi e, come se non bastasse, ci ha promesso nella Sua Parola che ci donerà tutte le cose di
cui abbiamo realmente bisogno: “Il
mio Dio provvederà splendidamente a ogni vostro bisogno secondo le
sue ricchezze, in Cristo Gesù” (Filippesi 4:19).
Non c'è nulla di male nel possedere qualcosa, ma cadiamo nel
peccato quando le cose cominciano a possedere noi!
Vivere solo per un salario migliore, una casa più grande, un’auto
più lussuosa non soddisfa le esigenze più profonde del nostro cuore.
La felicità e la soddisfazione
non aumentano con il guadagno
o con il possesso di una maggiore quantità di beni! Oltre a questo
non potremo essere fedeli al Signore finché saremo consumati dalle
vicissitudini d’ogni dì. Gesù deve
riempire la nostra vita! “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in
me” (Galati 2:20).
Il problema non è avere troppo
poco, né possedere troppo, il problema è quando desideriamo di più
di quello di cui abbiamo bisogno.
Il famoso antico filosofo greco
Epicuro scrisse: “Se si vuole fare un
uomo felice, non aggiungere i suoi
beni, ma togli i suoi desideri”.
Possa ogni sincero credente concludere il proprio esame sul “peccato di cupidigia” presso “L’Università della vita Cristiana” con
l'affermazione della Parola: “Poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo” (Filippesi 4:11).
Archetto Brasiello
ABC
della
Salvezza
A
AMMETTI DI ESSERE
PECCATORE!
Solo Gesù è morto sulla croce per il
perdono dei tuoi peccati.
"Non c’è nessun giusto, neppure uno"
(Romani 3:10).
"Tutti hanno peccato e sono privi della
gloria di Dio" (Romani 3:23).
Chiedi a Dio il Suo perdono, Egli ti
ascolterà e ti perdonerà!
B
BISOGNA NASCERE
DI NUOVO!
"Se uno non è nato di nuovo, non può
vedere il regno di Dio" (Giovanni 3:3).
"Perché Dio ha tanto amato il mondo
che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).
"A tutti quelli che lo hanno ricevuto
egli ha dato il diritto di diventare figli
di Dio" (Giovanni 1:12).
"Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo
di me" (Giovanni 14:6).
Dio ti dice che, anche se hai peccato,
nulla Gli impedisce di continuare ad
amarti. Sì, Dio ti ama così come sei, ma
vuole fare per te qualcosa di speciale,
vuole darti una vita nuova
C
CREDI NEL SIGNORE GESÙ,
CONFESSALO COME TUO
PERSONALE SALVATORE!
Se hai accettato Gesù come tuo Salvatore, potrai rivolgerti a Lui in ogni momento, per ogni cosa, ringraziandoLo
con tutto il cuore, perché "in nessun
altro è la salvezza" (Atti 4:12).
"Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il
cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvato" (Romani 10:9).
"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato
tu e la tua famiglia" (Atti 16:31).
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
5
IN CHE COSA
CREDIAMO
CREDIAMO e accettiamo l’intera
Bibbia come l’ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e condotta (2
Tim.3:15,17; 2 Pie.1:21; Rom.1:16; 1
Tess.2:13).
CREDIAMO nell’unico vero Dio, Eterno, Onnipotente, Creatore di tutte le
cose e che nella Sua unità vi sono tre
distinte Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo (Efe.4:6; Matt.28:19; Luca
3:21, 1 Giov.5:7).
CREDIAMO al battesimo nello Spirito Santo come esperienza susseguente a quella della nuova nascita,
che si manifesta, secondo le Scritture, con il segno del parlare in altre
lingue e, praticamente, con una vita
di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre
Scritture, nella potenza dell’annuncio di “Tutto l’Evangelo” al mondo
(Atti 2:4; 2:4246, 8:12-17; 10:44-46;
11:14-16; 15:79; 19:26; Mar.16:20;
Giov.16:13; Matt.28:19-20).
CREDIAMO che il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero
uomo (Giov.1:1,2,14; Luca 1:34,35;
Matt.1:23).
CREDIAMO ai carismi e alle grazie
dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione e la consolazione della comuCREDIAMO nella Sua vita senza pec- nità cristiana e, conseguentemente,
della società umana (1 Cor.12:4-11;
cato, nei Suoi miracoli, nella Sua
Gal.5:22; Ebr.13:15; Rom.12:1).
morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella
CREDIAMO ai ministeri del Signore
Sua resurrezione, nella Sua ascenglorificato quali strumenti autorevoli
sione alla destra del Padre, quale
unico mediatore, nel Suo persona- di guida, d’insegnamento, di edificale e imminente ritorno per i reden- zione e di servizio nella comunità criti e poi sulla terra in potenza e gloria stiana, rifuggendo da qualsiasi forper stabilire il Suo regno (1 Pie.2:22; ma gerarchica (Efe.1:22-23; 4:11-13;
5:23; Col.1:18).
2 Cor.5:21; Atti 2:22; 1 Pie.3:18;
Rom.1:4; 2:24; 1 Cor.15:4; Atti 1:9-11,
Giov.14:13; 1 Cor.15:25; 1 Tim.2:5). CREDIAMO all’attualità e alla validità delle deliberazioni del ConciCREDIAMO all’esistenza degli angeli lio di Gerusalemme, riportate in Atti
creati puri e che una parte di questi, 15:28-29; 16:4.
caduti in una corruzione e perdizione irreparabili, per diretta azione di CREDIAMO alla resurrezione dei
Satana, angelo ribelle, saranno con morti, alla condanna dei reprobi e
lui eternamente puniti (Matt.25:41; alla glorificazione dei redenti, i quaEfe.6:11-12).
li hanno perseverato nella fede fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46;
CREDIAMO che soltanto il ravvedi- 24:12-13).
mento e la fede nel prezioso sangue
di Cristo, siano indispensabili per la
CELEBRIAMO il battesimo in acqua
purificazione dal peccato di chiunper immersione nel nome del Paque Lo accetta come personale Salvatore e Signore (Rom.3:22-25; Atti dre, del Figlio e dello Spirito Santo per coloro che fanno professio2:38; 1 Pie.1:18-19; Efe.2:8).
ne della propria fede nel Signore Gesù Cristo come personale Salvatore
CREDIAMO che la rigenerazione
(nuova nascita) per opera dello Spiri- (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
to Santo è assolutamente essenziale
per la salvezza (Giov.3:3; 1 Pie.1:23; CELEBRIAMO la cena del Signore o
Santa Cena, sotto le due specie del
Tito 3:5).
pane e del vino, ricordando così la
morte del Signore e annunziando il
CREDIAMO alla guarigione diSuo ritorno, amministrata a chiunvina, secondo le Sacre Scritture mediante la preghiera, l’unzione que sia stato battezzato secondo le
dell’olio e l’imposizione delle mani regole dell’Evangelo e viva una vita
(Isa.53:45; Matt.8:16-17; 1 Pie.2:24; degna e santa davanti a Dio e alla società (1 Cor.11:23-29; Luca 22:19-20).
Mar.16:17-18; Giac.5:14-16).
6
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
Io, io e
ancora
io!
[LUCA 18:9-14]
La parabola del fariseo e del pubblicano ci rivela
due modi di presentarsi davanti a Dio: il primo è
quello dell’orgoglioso che esibisce la propria giustizia,
non ricevendo così quella gratuita di Dio; il secondo è
quello dell’umile che si affida alla misericordia divina,
ottenendola.
Luca, prima ancora di trascrivere la parabola di
Gesù, vuole informarci intorno allo scopo che il Maestro si prefiggeva nel raccontarla: Egli desiderava
raggiungere il cuore di quanti (farisei e non) confidavano in se stessi ritenendosi giusti e disprezzavano gli
altri (v. 9).
È da notare innanzitutto come nella preghiera del
fariseo sia messo in risalto il continuo uso del primo
pronome personale: io. “Io non sono come gli altri
(v:11)... Io digiuno due volte alla settimana (v.12).. Io
pago la decima” (v:12). Era tutto vero, non mentiva, il
fariseo faceva effettivamente tutte quelle cose e tante altre ancora. Il suo peccato era nell’orgoglio, nello
scopo e nel modo in cui faceva quelle cose.
Egli ostentava la propria giustizia non soltanto con
le parole autolusinganti della sua preghiera, ma altresì con l’atteggiamento affettato che esibiva. È risaputo che i farisei amavano i primi posti nelle adunanze
e che tutto quel che facevano, lo facevano per esser
veduti dagli uomini (Mat.24).
Possiamo immaginare il fariseo della parabola che,
entrando nel tempio, va il più avanti possibile, alza gli
occhi e le mani verso l’alto, imposta la sua voce alla
migliore spiritualità, assumendo così una posizione
che sembra dire al resto del popolo: “Fatti più in là, io
sono più santo di te” (Isa.65:5).
C’è da chiedersi se ai nostri giorni esistano credenti che ostentano una propria giustizia, simile a quella
del fariseo. Leggendo in 2 Timoteo 3:1-9 la lista dei
comportamenti che caratterizzano gli uomini degli
ultimi tempi, sembra che la risposta sia sì! In testa alla
lista che comprende ben 19 caratteristiche negative,
si trova l’egoismo. È interessante notare che il termine “egoisti” in greco, è Philatoi, che potrebbe essere
tradotto: amanti di se stessi, amanti del proprio io.
Ai nostri giorni il modo di presentarsi davanti a Dio
ed anche davanti al prossimo è cambiato in quanto alla forma, ma è rimasto immutato quanto al contenuto. Gli orgogliosi e gli egoisti di oggi non possono dire:
“Io pago la decima”, perché hanno inventato tutte le giustificazioni di questo mondo per ovviare a tale dovere, ma
si trovano perfettamente d’accordo col fariseo nella frase:
“Io non sono come gli altri…”. A tale frase essi aggiungono
una serie di cose nelle quali essi si sentono protagonisti,
mentre gli altri le trascurano.
Forse ne avete sentita qualcuna, del tipo: “Io evangelizzo, gli altri no. Io visito gli ammalati, gli altri no. Io prego,
anche di notte, gli altri no. Io vengo esaudito dal Signore,
gli altri no…” È veramente pietoso constatare quante volte
gli orgogliosi fanno riferimento a se stessi, quante volte
confrontano il loro operato con quello degli altri. Qualcuno ha detto: “Quando parlate con una persona, mettete
le mani dietro la schiena e contate quante volte dice: “io”.
C’è da dire che, a volte, anche senza ripetere continuamente “io” una persona può esaltarsi ostentando l’alta
stima che ha di se stessa. Se uno dice: “Gli altri non mi
salutano, gli altri non pregano, gli altri non testimoniano,
gli altri non fanno la pulizia del locali”, ecc., è sottinteso:
“Io invece sì”.
Se uno dice che nessuno si preoccupa di visitare gli
ammalati, di soccorrere i poveri, di aiutare gli immigrati…,
è sottinteso che sta dicendo: “Tranne io”.
Gli orgogliosi non riescono minimamente ad immaginare che gli altri non desiderano far suonare la tromba
davanti a loro e che non sappia alla destra quel che fa la
sinistra.
Ci sono persone che, anche uccidendo una zanzara che
li infastidisce di notte, si sentono fieri a tal punto da ritenere la loro impresa degna di essere raccontata e magari,
scritta nei minimi dettagli in un libro. Mentre ce ne sono
altre che possono uccidere leoni, orsi o giganti, riconoscendo che la gloria va unicamente a Dio (cfr.1 Sam 37:17).
L’io è il nostro principale nemico, sempre pronto a
presentare la propria personale giustizia, la quale, quasi
senza rendersene conto, diventa un atto meritorio da
presentare davanti a Dio. L’io ci fa rischiare la perdita della
salvezza, in quanto la nostra giustizia è un abito sporco
davanti a Lui (Isa.64:6).
La chiesa di Laodicea ha disgustato il Signore mettendoLo fuori dalla porta a forza di dire: “io”. “Io sono
ricco, (io) mi sono arricchito e (io) non ho bisogno di nulla”
(Apo.3:17).
Il fedele utente del primo pronome personale spesso
si erge a giudice del prossimo. Mentre è spietato nella
valutazione degli errori altrui, diventa particolarmente
indulgente quando deve giudicare i propri.
Invece di prendere in considerazione il parere degli
altri, quando c’è uno scambio di vedute, egli vuole avere
sempre l’ultima parola perché lui (io) vede più lontano
degli altri e sa sempre quel è la cosa giusta da fare. Poco
tendente al perdono, lo esige dagli altri quando è colto in
qualche fallo. Quando c’è una disputa e non riesce ad avere ragione, è pronto ad usare tutti i mezzi, leciti e e non,
morali e non, per ottenerla.
L’orgoglioso punta l’indice contro il fratello e non si
rende conto che il medio, l’anulare ed il mignolo sono rivolti contro di lui. Chi è vittima del proprio “io”, è sempre
pronto ad esortare, ammonire, correggere, riprendere,
ma guai a fargli notare qualcosa che non va in lui. Quando incontrate una persona che semina discordie, potete
essere certi che si tratta di una persona dominata dall’io.
Egli arriverà al punto che il suo orgoglio si trasformerà in
un laccio che lo avvolgerà completamente, se non si umilia subito davanti a Dio. Dio invita l’orgoglioso a fermarsi,
a non continuare all’infinito, illudendosi di mettere cielo e
terra sottosopra (Salmo 73:9). Umiliamoci tutti davanti al
Signore perché, si sa, l’orgoglio precede la rovina, mentre
l’umiltà va davanti alla gloria (Prov.15:33; 16:18).
L’apostolo Paolo aveva compreso molto bene quanto
sia pericoloso assumere l’attitudine del superbo. Ecco
perché, quando fu costretto a parlare delle cose di cui
avrebbe potuto vantarsi, cose a cui aveva dato un certo
peso prima di conoscere Cristo, definisce se stesso “pazzo”. Ecco perché quando parla delle esperienze sublimi
realizzate dopo la sua conversione ha quasi vergogna
di parlare di se stesso ed evita di usare il primo pronome personale usando il terzo: “Conosco un uomo…” (2
Cor.12:1-11).
Ecco come si esprime riguardo a se stesso: “Io so che
in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene..”
(Rom.7:18). Ed altrove: “Sono stato crocifisso con Cristo,
non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; la
vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede nel Figliolo di Dio, il Quale mi ha amato e dato Se stesso per me
(Gal.2:20). E ancora: “Ciascuno di voi non abbia di se un
concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di se
un concetto sobrio (Rom.12:3).
Vito Bleve
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
7
La nostra società si definisce post-cristiana e questo
termine vuole trasmettere l’idea che la fede cristiana, con
i suoi valori e la sua visione della vita, sia superata ed appartenga ormai al passato. La società contemporanea ritiene di non aver più bisogno della fede e non si sente legata ad essa per quanto riguarda molte scelte di ordine
morale. Vari fattori hanno contribuito a generare questo
stato di fatto. Per esempio il grande sviluppo delle scienze, che è stato in grado di spiegare la maggior parte dei fenomeni che osserviamo in natura e che nel passato, essendo avvolti in un alone di mistero, inducevano l’uomo
a cercare interpretazioni e spiegazioni di tipo metafisico.
Poi il progresso della medicina, della tecnica, dell’ingegneria genetica, delle biotecnologie, che ha consentito di
raggiungere risultati impensabili in ogni ambito dell’esistenza umana e ha generato la convinzione che l’uomo col
tempo sarà in grado di risolvere ogni genere di problemi
senza bisogno di ricorrere ad un Essere trascendente. Si
aggiunga la scarsa incisività del mondo religioso in genere, incapace di essere “luce del mondo e sale della terra” a
causa dei suoi riti cerimoniali privi di vita spirituale, delle
sue ipocrisie, dei suoi scandali.
La cultura è in grande misura secolarizzata. Le discipline del pensiero e quelle sperimentali fanno a meno di
Dio. Si cerca di spiegare tutto, il mondo fisico, quello intellettivo, quello comportamentale in termini puramente
materiali. Non c’è più alcuno spazio per il trascendente.
La legislazione degli Stati moderni non tiene conto
dell’insegnamento biblico. Come cristiani evangelici, non
siamo certo fautori di uno Stato confessionale, ma dispiace che nel nostro, come in altri Paesi, certe norme riguardanti la vita sociale siano palesemente in contrasto con le
indicazioni della Parola del Signore.
Da sempre il dibattito e la dialettica fanno parte delle
relazioni umane.
Il confronto delle idee talvolta è pacato, talvolta aspro.
Esso condiziona e alla lunga determina le scelte di natura
politica, economica, morale, religiosa. È evidente che ciascuno difenda strenuamente le proprie idee e quanto più
queste idee sono radicate nell’individuo, tanto più egli è
disposto a difenderle e a propagandarle.
I veri cristiani sono profondamente convinti della verità dell’Evangelo, della verità del messaggio di Gesù Cristo, della intramontabile validità dei comandamenti divini, della guida perfetta riguardo alla dottrina ed all’etica
che la Bibbia fornisce e difendono con forza tali convinzioni.
I non credenti difendono le loro idee e la loro visione
materialista della vita, presentando le ragioni che, a loro
parere, giustificano la mancanza di fede in Dio e ispirano
8
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
Quali
una morale che non debba dipendere dall’insegnamento biblico.
In genere quando si confrontano le idee non si possono esibire prove inconfutabili che dimostrino la validità dell’una o dell’altra ipotesi. La Parola di Dio stessa non
presenta “prove” dell’esistenza di Dio, ma fa appello alla
fede di ognuno: “Chi si accosta a Dio deve credere che egli
è”! (Ebrei 11:6). Nel corso dei secoli filosofi ed apologeti cristiani hanno tentato di dimostrare l’esistenza di Dio,
ma nessuna prova in tal senso ha potuto superare l’ostacolo delle rigorose leggi della logica.
Ma se è vero che come credenti non possiamo fornire “prove” razionali dell’esistenza di Dio o della superiorità della morale biblica rispetto a qualsiasi altro sistema di
valori etici, è altrettanto vero che possiamo invitare tutti a dare uno sguardo ai risultati che un sistema o l’altro
produce. Guardiamo ai frutti che maturano sull’albero
dell’abbandono della fede.
L’istituto della famiglia è messo in discussione.
La sacralità e l’indissolubilità del matrimonio sono
concetti che la maggioranza delle persone non condivide
più. Separazioni e divorzi riguardano ormai il 50% circa
dei coniugi e la convivenza al di fuori del vincolo matrimoniale è diventata prassi per molte coppie.
Bambini e adolescenti piangono le conseguenze di rapporti coniugali deteriorati. La sofferenza fisica e psicologica di vedere i genitori in guerra tra di loro, la mancanza
di solidi punti di riferimento, i disturbi dell’alimentazione, i cattivi risultati scolastici, l’esasperazione della insofferenza e della ribellione adolescenziale, le devianze di varia natura caratterizzano in molti casi la condizione di
tanti ragazzi di oggi che hanno dovuto fare i conti con i problemi dei
genitori.
frutti
Ultimamente la famiglia sta diventando sempre di più
campo di battaglia e di scontro, piuttosto che luogo di
amore e oasi di pace. Quante violenze si consumano in
famiglia? Madri o padri che uccidono i propri bambini per vendetta o per crollo psicologico; figli che uccidono padri o madri per denaro, per esasperazione, per incapacità a saper gestire situazioni obiettivamente difficili;
violenze di mariti verso le mogli, vendette delle mogli nei
confronti dei mariti, e tutto ciò per le ragioni più svariate,
talvolta anche futili. Se ci fosse il Signore in tali case, in
tali menti, in tali cuori...
La visione della vita sta diventando sempre più materialistica. Si vive in funzione della ricerca di beni materiali e di cose che possano appagare i desideri della persona. E dinanzi al desiderio o alla necessità del denaro tutto
passa in secondo piano: moralità, onestà, buoni sentimenti, relazioni umane.
Si evidenzia ancora una volta che “l’amore del denaro
è radice di ogni specie di mali” (1 Timoteo 6:10). Nel senso
che per amore del denaro si può diventare autori di ogni
specie di comportamenti illeciti.
Ci si dimentica dei bisogni degli altri, in una visione
sempre più egoistica della vita, sia nella sfera personale,
che in quella pubblica ed internazionale. E mentre i Paesi
ricchi cercano di difendere e consolidare i propri privilegi, quelli poveri diventano sempre più poveri facendo crescere a dismisura le schiere dei disperati che pressano alle
frontiere dei Paesi benestanti. Se ci fosse il Signore in tali
uomini, in tali donne, in tali governi…
La morale è quanto mai discutibile. A fronte di una
sensibilità sempre più spiccata verso temi quali il rispetto
dell’ambiente o i diritti degli animali,
assistiamo ad un degrado morale che tocca ogni strato
della popolazione:
dal mondo della politica,
a quello
dell’economia e della finanza; da quello della vita pubblica a quello della sfera individuale. In molti casi non si sa
più cosa sia il pudore, la vergogna per le propri azioni.
Il linguaggio è diventato volgare, le immagini sono diventate volgari, gli atteggiamenti sono diventati volgari, la
moda è diventata volgare. Se ci fosse il Signore sulle bocche di tanti o davanti agli occhi di tanti…
Si potrebbe parlare di tanto altro ancora. Droga ed alcool, dipendenze di varia natura, delinquenza comune e
delinquenza organizzata, pornografia e pedofilia, spiritismo e satanismo, in una lista interminabile di problemi
piccoli e grandi che rendono l’esistenza di molti problematica, difficile, tormentata, drammatica.
Per non parlare poi della depressione, della mancanza di pace interiore, della mancanza di fiducia o speranza
per l’avvenire. Togliamo il Signore dalla vita dell’uomo e
l’esistenza diventa un deserto senza punti di riferimento,
un’arida distesa oltre la quale c’è il nulla e allora l’esistenza stessa diventa priva di interesse e priva di senso.
Quanta speranza invece sgorga dalle parole di Gesù:
“Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi
darò riposo” (Matteo 11:28); “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10).
Gran parte dei dotti del nostro tempo si dimostra contenta del fatto che la gente si vada progressivamente allontanando dai valori della fede cristiana: ritiene che ciò sia
un segno di maturità e di emancipazione della società. Si
può stare a discutere all'infinito: ognuno presenta le sue
ragioni e cerca di dimostrare la fondatezza delle proprie
tesi. Ma, al di là delle speculazioni e dei ragionamenti, bisognerebbe guardare ai risultati, al frutto che si raccoglie
dall'albero. E l'albero del rifiuto di Dio e della fede cristiana sta producendo frutti immangiabili.
Rodolfo Arata
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Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
9
Il suggello di Dio
«… siete stati suggellati con lo Spirito Santo della promessa» (Efesi 1:13)
“E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio,
che io spanderò del mio Spirito su tutti i mortali” (Atti 2:17). Ogni uomo, qualsiasi confessione religiosa appartenga, purché senta
nel cuore un minimo di timore di Dio, non
può negare che si stanno manifestando
sulla terra i segni precursori degli ultimi
tempi. Ognuno di noi può constatare che
sta avvenendo il sovvertimento di tutte le
cose normali e naturali del creato. E sono
già molti gli uomini appartenenti a tutte
le classi, tra cui non pochi illustri scienziati, i quali per questi segni ammonitori confessano che non si può fare più alcuna lieta
previsione per l'avvenire e riconoscono che
è vicina la fine del mondo.
Siamo dunque negli ultimi tempi!
Perché allora tanta meraviglia se in
questi ultimi giorni della benevolenza
dell'Eterno si adempie la meravigliosa promessa del Signore, proclamata dai Profeti e più chiaramente dall'apostolo Pietro, e
gli uomini ricevono il suggello dello Spirito Santo?
Molti si domandano quando, come, dove il Signore ha fatto nascere questo risveglio della Sua Chiesa, riempiendo migliaia
di anime del fuoco che scese sugli apostoli
il giorno della Pentecoste.
Durante il mio viaggio in America, Iddio mi concesse l'opportunità di visitare la
chiesa di Topeka, nello Stato di Kansas.
Fu nel corso di una santa conversazione
col pastore Utley e col mio caro compagno
di viaggio Piraino, che venni a conoscere
che proprio in quella città, il primo giorno
dell'anno 1900, in una scuola biblica, in seguito allo studio di un soggetto sul battesimo dello Spirito Santo, alcuni studenti furono convinti dalla luce della Parola di Dio
e si diedero a cercare lo Spirito Santo.
Nella notte, mentre essi continuavano
a pregare, Iddio, grande e misericordioso,
li esaudì e fece loro gustare il Dono della
10 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
promessa ed essi, nella virtù del suggello,
cominciarono a lodare e glorificare il Nome di Dio e quello di Gesù Cristo in nuove
lingue ad essi sconosciute.
Fu una chiara manifestazione della potenza di Dio, tanto che i professori ne furono compunti e la divulgazione fu spontanea e irrefrenabile. La notizia fu portata a
Los Angeles, nella California, ed Iddio anche là, rispose meravigliosamente ai cuori che si erano disposti a cercare lo Spirito
Santo. Una santa gelosia si accese fra i cristiani del Nord America e il suggello della promessa si adempié su quanti domandavano con sincerità. Dovunque cadeva lo
Spirito del Signore, si verificavano guarigioni miracolose ed un incontenibile risveglio.
Fin dai primi giorni non mancarono denigratori e gli schernitori; ma coloro che
avevano ricevuto il Suggello di Dio, noncuranti delle macchinazioni del nemico, perseveravano nella fede e testimoniavano dovunque della misericordia di Dio, della
salvezza dei peccatori e del battesimo dello Spirito Santo
Uomini, donne e ragazzi di tutte le denominazioni religiose facevano questa gloriosa esperienza; molte volte intere comunità ricevevano la potenza dello Spirito
Santo; accadeva allora che venivano allontanati e scomunicati dalle loro chiese.
Si formarono cosi istantaneamente nuovi gruppi di questi incompresi i quali, con
molto entusiasmo ed abnegazione, costruirono con grandi sacrifici nuovi locali onde
aver la possibilità di esplicare le loro attività spirituali.
Fu necessario regolarizzare la posizione di queste nuove chiese davanti alle leggi dello Stato ed allora ogni gruppo prese
un nome simbolico per il riconoscimento,
e quest'Opera, che è esclusivamente del Signore, spargendosi per tutto il mondo, non
Umberto
Nello
Gorietti
1904-1982
si nominò mai del nome di alcun uomo.
I primi fratelli suggellati con lo Spirito Santo
non pensarono mai di essere suscitatore, di una
nuova religione, ma solo i continuatori dell'unico cristianesimo, che è quello nato presso la croce di Gesù.
Domandai al pastore Utley se era possibile vedere la scuola biblica nella quale si era verificato
l'evento. Il caro fratello, per appagare la mia curiosità, mi condusse gentilmente sul luogo in cui
un giorno si ergeva l'edificio della scuola; ma di
questo non c'era più nulla: forse il Signore non ha
voluto che quel posto diventasse meta di pellegrinaggi e luogo di idolatria.
Contemporaneamente in altre parti del mondo Iddio manifestava la Sua misericordia e la Sua
grazia suggellando nella medesima maniera col
Dono dello Spirito Santo e suscitando grandi risvegli spirituali.
Ripenso spesso alla conversazione avuta col
pastore Utley e ringrazio Iddio di avermi posto
nella famiglia dei suggellati di Spirito Santo. Da
quei pochi fratelli del Kansas che si riallacciavano al cristianesimo puro ed ai gloriosi risvegli
che non sono mai mancati nella vita della Chiesa
attraverso i secoli, è nato un forte Movimento che
ha riempito il mondo e che, sebbene anche oggi, come ieri, insultato, vituperato e perseguitato,
marcia vittorioso al comanda del suo unico Capo
e Conduttore, Gesù.
In ogni cuore, in ogni comunità sia vivo il desiderio di ricevere il suggello di Dio per poter camminare con nuove forze nel cammino cristiano,
per essere una pietra valida nell'edificio spirituale
della chiesa e per trionfare con Cristo nella nuova
Gerusalemme.
Il Padre Celeste darà lo Spirito Santo a tutti coloro
che lo domanderanno.
U. N. Gorietti
Risveglio Pentecostale Aprile 1949
dal CD Risveglio Pentecostale storico 1946-1960
Nato a Roma il 28
dicembre 1904 eb­
be una adolescenza
difficile per la separa­
zione dei genitori. La
famiglia fu integrata
dalla presenza di sua
cugina Gina che sarà lo strumento usato da
Dio per condurlo all'Evangelo. Fu rappresen­
tante nel settore delle calzature. Nel 1926
incontrò Giuseppina Franzoli che fu la com­
pagna della sua vita. Impegnato nel mondo
degli affari, qualche anno dopo il suo matri­
monio entrò in crisi. Nel 1925 suo padre Giu­
seppe venne miracolosamente in contatto
con l'Evangelo e cominciò a frequentare la
Comunità Pentecostale di Roma. Il Signore
trasformò la sua vita e divenne un testimone
fedele di Cristo. Umberto, che familiarmente
veniva chiamato Nello, si trovò nel 1930 in
grave difficoltà per il matrimonio in crisi. Si
rivolse allora alla cugina per chiedere con­
siglio. Gina poté dirgli: «Solo il Signore può
aiutarti a risolvere il tuo problema; accompa­
gnami stasera al culto e pregheremo per te».
Nello accettò e quando giunse il momento
del messaggio della Parola di Dio venne
profondamente convinto e fece la gloriosa
esperienza della «nuova nascita», tornando a
casa trasformato dalla potenza di Cristo. Tut­
ti i problemi familiari furono risolti per sem­
pre. Poco dopo fece anche l'esperienza del
battesimo nello Spirito Santo. Nel 1931 egli
sarà lo strumento usato da Dio per condurre
a Cristo la madre e a ricostituire così la fami­
glia paterna. Nel 1933 testimoniò a Salvatore
Anastasio, il primo ad accettare il messag­
gio pentecostale a Napoli. Si giunge così al
periodo della persecuzione. Nella comunità
di Roma parecchie volte i credenti radunati
in case private o in aperta campagna furo­
no arrestati e condotti al carcere di «Regina
Coeli»: Umberto Gorietti, insieme al padre,
il settantenne Giuseppe Gorietti e a Luigi
Arcangeli, Ugo Janni, Leonardo e Consola
Lombardo, Teresa Nigido e Pietro Remoli. Fu
condannato «al confino di polizia per la du­
rata di anni tre» per aver «svolto attività del
vietato culto pentecostale». Il 25 luglio dello
stesso anno cadde il regime fascista ed il 5
agosto Umberto Gorietti venne «prosciolto
e rimesso in libertà». Nel 1947 venne eletto
dal Convegno Nazionale di Napoli presi­
dente delle costituende «Assemblee di Dio
in Italia» il nuovo nome assunto dalle Chie­
se Pentecostali Italiane. Da allora per trenta
anni consecutivi fu sempre rieletto a questo
ufficio che fino al riconoscimento giuridico
dell'Ente.
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
11
RALLEGRARSI
5
DEL
CONTINUO
NEL
SIGNORE
motivi PER
“Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi! La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il
Signore è vicino. Non angustiatevi di nulla, ma in ogni
cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnati da ringraziamenti” (Filippesi 4:4-6).
L’allegrezza di cui parla l’apostolo non è manifestazione di un entusiasmo leggero, né si tratta di una giocondità infantile che non si preoccupa del futuro.
È qualcosa di molto più profondo che non si poggia
su circostanze necessariamente favorevoli; anzi, per
molti versi, non cambia la vita cercando di eliminare
i problemi e i pesi, ma circonda di luce le nuvole più
oscure che possono apparire sulla scena della nostra
esistenza, e anche nella notte più tenebrosa è in grado
di farci scorgere le stelle.
Quali sono i motivi di così tanta allegrezza?
Perché riusciamo a rallegrarci nella difficoltà, nella
prova, nella malattia, nella morte addirittura?
La spiegazione la troviamo nella Scrittura: “Se Dio è
per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non
ci donerà forse anche tutte le cose con lui? Chi accuserà
gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor di
più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede
per noi. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse
la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la
nudità, il pericolo, la spada? Ma, in tutte queste cose,
noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha
amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né
angeli, né principati, né cose presenti, né cose future
, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun altra
creatura potranno separarci dall’amore di Dio in Cristo
Gesù, nostro Signore!” (Romani 8:31-39)Alla luce di quanto è scritto nella bibbia seguono
cinque buoni motivi per rallegrarsi del continuo nel
Signore!
12 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
Il primo motivo è: il perdono della
trasgressione!
La Parola di Dio dichiara “beato”, “felice”, “allegro”
l’uomo a cui è perdonato il peccato. Il salmo 32 si esprime così: “Beato l’uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto!”
Attraverso la Sua morte, Gesù Cristo ha pagato il debito che noi non potevamo pagare e ci ha assicurato la
remissione di tutti i nostri peccati.
Su di noi non grava più alcun peso, perché credendo
al Suo sacrificio sulla croce, abbiamo ottenuto grazia
e pace; sia la grazia che la pace producono in noi una
fonte inesauribile di gioia e allegrezza.
Il secondo motivo è: la liberazione dalla
potenza del peccato!
Col Suo sacrificio ha reso vana la forza del peccato;
ogni vizio e schiavitù, ogni dipendenza (droga, alcool,
gioco d’azzardo) e inclinazione peccaminosa può essere sconfitta con la piena fiducia nell’opera della grazia.
Paolo dice a questo proposito: “infatti il peccato non
avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia” (Romani 6:14).
La liberazione da questo tremendo nemico ci ha
portato una grande gioia e una grande allegrezza.
Chi confida nelle forze del Signore, sa che Dio può
cancellare il vizio più incallito e togliere l’abitudine più
assimilata.
Il terzo motivo è: la liberazione dalla
morte!
Gesù ebbe a dire: “Chiunque vive e crede in me, non
morrà mai” (Giovanni 11:26).
Non si può non gioire di fronte ad una tale realtà.
Questa speranza divina arricchisce la nostra vita e la
rende esuberante sul piano dell’allegrezza.
La morte per i salvati non ha più potere, ha perso
il suo “dardo”, la sua forza, le sue saette non sono più
CHIESE CRISTIANE
EVANGELICHE
ASSEMBLEE
DI DIO
IN ITALIA
micidiali. La parola morte ha un significato fisico e spirituale.
Nel suo significato fisico denota la
cessazione della vita fisica, conseguente
a malattia, decadenza naturale, o a qualche causa violenta.
Nel senso spirituale, viene più spesso
usata per indicare la condanna inflitta da
Dio al peccato dell’uomo, ovvero la condizione di colpevolezza e di separazione
da Dio dovuta al peccato.
Con la grazia Dio ci ha immediatamente liberato dalla morte spirituale; ora
non siamo più separati da Dio a causa
del peccato, perché per la Sua grazia siamo stati “riavvicinati”; in questo siamo
stati liberati dalla morte spirituale.
Ma un giorno, quando Gesù ritornerà,
anche dalla morte fisica saremo liberati,
perché i nostri corpi saranno risuscitati
e resi incorruttibili per ereditare la gloria
celeste.
Di fronte a tale prospettiva è difficile
non rallegrarsi!
Il quarto motivo è: il dono
della vita eterna!
“Perché Dio ha tanto amato il mondo,
che ha dato il Suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede n lui non perisca, ma
abbia vita eterna” (Giovanni 3:16); Cristo
è morto affinché noi non perissimo!
La vita eterna è più che la semplice
esistenza: è vivere la comunione con Dio.
Prima di conoscere Cristo eravamo
morti nei falli e nei peccati e in quello
stato la tristezza e l’angoscia profonda
hanno dominato sulla nostra misera vita; ma ora, abbiamo conosciuto la “vera
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Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
13
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14 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
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a faccia!”
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“Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci
fa trionfare in Cristo…” ( 2 Corinzi 2:14); coloro
che sono nella grazia sperimentano numerose vittorie nella loro vita; la costante presenza di Dio diviene per loro il bene più assoluto
e prezioso.
Durante la corsa terrena sperimentano
che Egli è colui che perdona tutte le iniquità,
che Egli sana tutte le infermità, prosciugando
le fonti del male che sono in loro e le sorgenti amare e velenose che il peccato aveva
formato nel passato lontano da Dio.
Essi sperimentano che Egli redime la tua
vita dalla fossa mediante un prezzo di riscatto
altissimo, portando dignità e gioia, facendo
sperare in un futuro di pace e non di male,
per dare un avvenire e una speranza; e infine
i credenti scoprono che ti corona di benignità
e di compassioni; i motivi per condurre una
vita cristiana gioiosa potrebbero essere molti
altri, ma questi sono quelli che rendono maggiormente felici coloro che hanno riposto in
Cristo e nelle cose eterne la loro speranza.
Lasciamo che la promessa di una “vita
esuberante” fatta da Gesù abbia in noi la sua
realizzazione per mezzo della fede, perché
rallegrati del continuo nel Signore, possiamo
essere di beneficio a quanti, ancora oggi,
vivono nell’angoscia e nella tristezza: “Rallegratevi del continuo nel Signore. Lo ripeto:
rallegratevi!”
Gennaro Chiocca
Sostieni
L’IMPEGNO
MISSIONARIO
delle
Assemblee
di Dio in Italia!
Dall'inizio del 2013 le Assemblee di
Dio in Italia stanno inviando missio­
nari oltre i confini nazionali in Paesi
dove svolgeranno stabilmente un
lavoro di predicazione e di soste­
gno a favore di quanti ancora non
conoscono la grazia del Signore.
Per sostenere lo sviluppo di questo
progetto è necessario il sostegno
delle vostre preghiere al Signore,
affinché lo Spirito Santo possa
aiutare e guidare questi missionari
nel loro operare alla gloria di Dio, e
possa altresì sensibilizzare quanti
hanno in cuore di sostenere anche
praticamente quest’opera. È pos­
sibile inviare offerte a sostegno
dell’impegno missionario all’estero
delle Assemblee di Dio in Italia uti­
lizzando le coordinate della Cassa
Nazionale ADI specificando nella
causale “OFFERTA PRO MISSIONI ESTERE”
PER OFFERTE CON BONIFICO
BANCARIO: banca: Monte dei
Paschi di Siena, Ag.8 Firenze, conto
intestato a: Assemblee di Dio in
Italia Cassa Nazionale, codice IBAN:
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per rimesse dall’estero codice BIC/
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ta Pro Missioni Estere.
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Dio in Italia Cassa Nazionale c/c
n.317503, causale: Offerta Pro
Missioni Estere
Un mantello
d’amore
“Cam, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre e andò a dirlo, fuori, ai suoi
fratelli. Ma Sem e Iafet presero il suo mantello, se lo misero insieme sulle spalle e,
camminando all’indietro, coprirono la nudità del loro padre. Siccome avevano il viso
rivolto dalla parte opposta, non videro la nudità del loro padre” (Genesi 9:22-23).
Dopo il diluvio, Noè e la sua famiglia si stabilirono sulla faccia della terra,
terminata la costruzione dell’arca ritornarono alle loro normali occupazioni,
continuarono a fare gli agricoltori.
Noè uomo integro ai suoi tempi continuò a esserlo anche dopo. La Bibbia non mitizza i personaggi, narra diligentemente anche i fatti che sembrano difficili da spiegare, fatti dei quali noi avremmo preferito si tacesse. Questi fatti sono riportati affinchè impariamo a essere uomini e donne sagge, e
come dirà l’apostolo Paolo “Perciò, chi si pensa di stare ritto, guardi di non cadere” (1Cor.10:12).
Anche i più santi e saggi sono imperfetti. L’unico perfetto che conosciamo
è Gesù, che visse senza peccare. ”Perché non abbiamo un Sommo Sacerdote che
non possa simpatizzare con noi nelle nostre infermità; ma ne abbiamo uno che in ogni
cosa è stato tentato come noi, però senza peccare” (Ebr. 4:15.)
Noè si fa prendere la mano da qualche bicchiere in più, magari lui stesso
in passato aveva detto ad altri di fare attenzione a non esagerare, questa volta è lui che passa il limite, si ubriaca, si denuda.
Quando si cade negli eccessi, ci si scopre come gli altri, quando oltrepassiamo la misura, quando Dio ci lascia a noi stessi, ci scopriamo come gli altri.
Nel libro delle cronache dei re d’Israele leggiamo del re Ezechia il quale
“lasciato a se stesso“ non fu capace di contenere il suo orgoglio (2 Cron.32:31).
Tuttavia quando i capi di Babilonia gli inviarono dei messaggeri per informarsi del prodigio che era avvenuto nel paese, Dio lo abbandonò, per metterlo alla prova e conoscere tutto quello che egli aveva in cuore. Allo stesso modo dobbiamo vigilare su noi stessi per non cadere negli eccessi, nel terreno
nel quale lo Spirito Santo non potrà assistere…
Noè ubriaco si denuda in casa sua, tutto sommato gli andò bene. Fin quando le cose sono circoscritte nell’ambito familiare, le conseguenze possono essere limitate.
Cam uno dei figli di Noè vide suo padre ubriaco e nudo, che fare? Che fare
davanti ad una scena così inconsueta? Chi poteva immaginare che Noè l’uomo sobrio in mezzo ad una società di ubriachi, ora si trova ubriaco in mezzo
a una società di sobri?
Proprio lui che si mantenne integro ai suoi tempi, quando la malvagità degli uomini era al culmine, come mai si ubriaca e si denuda?
Rispondere a questa domanda non è facile, tuttavia possiamo dire qualcosa, per esempio che Noè non era mai stato ubriaco prima.
Non è detto nulla di altri eccessi, pertanto, affermiamo, che Noè da uomo
giusto dimostra i suoi limiti. I nostri limiti…, magari solo noi conosciamo le
nostre debolezze e nel privato, con l’aiuto del Signore, cerchiamo di dominare il peccato che ci spia alla porta. “Se fai bene non rialzerai tu il volto? ma, se fai
male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri son volti a te; ma tu lo devi
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
15
Un mantello d’amore
dominare!“ (Gen.4:7). In quest’occasione le cose non andarono per il verso giusto, ci fu un imprevisto che fece
da cassa di risonanza all’accaduto, l’imprevisto fu un
occhio indiscreto.
L’OCCHIO INDISCRETO
Il video indiscreto, la registrazione indiscreta, persone che trasformano cose private in cose pubbliche,
piccoli fuochi trasformati in grandi incendi. Uomini e
donne come Cam c’è ne sono tanti in giro, con la tecnologia a portata di mano in un attimo fatti, parole, situazioni che meritavano essere coperti da un velo pietoso, sono messi in rete in una gogna mediatica dove
occhi indiscreti e male lingue non aspettano altro per
attizzare il fuoco del pettegolezzo e del dileggio.
Cam usò i mezzi del tempo per amplificare lo “scivolone” di suo padre, andò a dirlo fuori, ai suoi fratelli.
Forse è capitato anche a noi di vedere, sentire, assistere involontariamente a qualche situazione imbarazzante, magari uno sfogo, una battutaccia in un momento di collera, una parola sbagliata detta male da
chi si sentiva protetto dall’intimità familiare e per caso noi abbiamo sentito, visto, toccato le “nudità” del
comportamento. Spero che nessuno di noi somigli agli
scribi e farisei del tempo di Gesù, i quali cercavano di
trovare nel divino Maestro una parola, un gesto, un’affermazione contraria alla dottrina condivisa, per accusarlo e gettare discredito sul suo ministero. “Allora i farisei si ritirarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo
in fallo nelle sue parole” (Matteo 22:15).
LA LINGUA INDISCRETA
Cam andò a dirlo fuori: facciamo attenzione a non
imitare Cam, anche se non siamo noi a farlo, ci sono
persone che aspettano l’occasione per condannare un
uomo per una parola. "che condannano un uomo per una
parola, che tendono tranelli a chi difende le cause alla porta, e violano il diritto del giusto per un nulla” (Isaia 29: 21).
Certe cose non si raccontano, si tace! Se vediamo una
cosa che non è una bella, non usciamo fuori a dirlo,
dobbiamo essere saggi, discreti; l’amore deve prevalere
sulle insane istanze interiori “Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l’amore copre una gran
quantità di peccati” (1Pietro 4:8). Purtroppo assistiamo
all’indecente spettacolo giornaliero della cronaca che,
sulla base del principio del diritto di cronaca, mette a
nudo tutto, mette in piazza di tutto: video, foto, discorsi privati, come se il mondo non aspettasse altro che
sapere quanto le persone fanno e dicono nel privato.
C’è smania di far sapere cose belle e cose brutte! Facciamo attenzione, tra noi, non deve essere così! “Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. Fratelli
miei, non dev’essere così” (Giacomo 3: 10).
Cam non ebbe veli per suo padre, non fu capace di
16 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
agire secondo un principio di saggezza che comunemente è sintetizzato nel detto: “I panni sporchi si lavano in famiglia”.
Nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle occasioni conviviali, campeggi, raduni a sfondo spirituale, impariamo a stare insieme! Queste occasioni, oltre a essere piacevoli, edificanti, ci danno modo di conoscerci
meglio! Spesso cambiamo opinione nella stima dei nostri compagni, per esempio persone che a prima vista
ci sono sembrate simpatiche dopo qualche ora abbiamo scoperto aspetti del loro carattere che non ci sono
piaciuti. Al contrario, persone che a prima vista ci avevano impressionato negativamente, stando loro vicine abbiamo scoperto che il nostro giudizio era sbagliato, e abbiamo cambiato opinione. Restando insieme si
conoscono pregi e difetti, più i fratelli “dimorano insieme“ più occorre una dose maggiore d’amore e pazienza. Scopriamo che nessuno è perfetto, che non esiste la
famiglia perfetta, la compagnia, la chiesa perfetta. Se
la vita familiare, ecclesiale ci porta a conoscere meglio
le persone e i fratelli, non facciamo come Cam che uscì
fuori a dirlo agli altri, se veramente amiamo il nostro
prossimo, copriamo come fecero Sem e Iafet la “nudità“ che abbiamo visto. Non ci sia nessuno tra noi a far
da cassa di risonanza degli aspetti negativi degli altri! Non pensare al momento di notorietà che ti procurerà la diffusione “dell’ebbrezza“ di tuo fratello, sorella, pastore, insegnante, amico! Non trasformare il tuo
cuore in un cortile, taci, copri, e la tua ricompensa sarà grande!
Cam probabilmente si aspettava che i suoi fratelli lo avrebbero seguito nel suo dileggio, invece non appena udirono la canzonatura di Cam corsero a coprire il loro padre, non vollero nemmeno vedere la nudità
di Noè,non dissero una parola, non fecero nessun apprezzamento per Cam ne criticarono il pio Noè, allo stesso modo nemmeno noi dobbiamo voler vedere e
sentire chi sbeffeggia delle debolezze altrui,basta loro
la vergogna dei loro eccessi .
Che cosa si guadagna nel coprire il peccato?
Sem e Iafet furono benedetti da Noè, l’uomo pio che
fino a quel momento avevano conosciuto non si era
svegliato con il desiderio di tornare a bere, non possiamo condannare Noè per uno sbaglio, non possiamo
condannare una persona per una parola, si può sbagliare, si può per una momentanea debolezza dire, fare
qualcosa di sbagliato, occorre vedere il poi.
Quando Noè si svegliò, quando ci svegliamo quando pensiamo a ciò che è uscito dalla bocca o fatto in
un momento di debolezza, dobbiamo far qualcosa. Noi
non siamo Noè, non abbiamo lo stesso spirito profetico, non abbiamo maledizioni da pronunciare, possiamo solo benedire, possiamo fare solo ammenda dei
PROGRAMMA TV CRISTIANI OGGI
nostri errori e benedire i fratelli o gli amici che a vario
titolo hanno coperto il peccato.
Noè ha parole dure e gravide di conseguenze negative per suo figlio Cam e per il nipote Canaan (Gen.10:6).
forse già il nipote aveva copiato il carattere di suo padre
Cam, forse si era distinto nel disprezzo. Dio ci liberi da
una condanna da parte del Signore per la nostra impenitenza! Cam non si pentì per aver scoperto la nudità di
suo padre, non pianse implorando pietà affinchè la maledizione fosse spezzata, nulla di tutto questo. Cam rimase muto, incapace di pentirsi.
La vicenda si conclude bene, anzitutto perché i numeri lo dicono, tre erano i fratelli uno su tre fu maledetto, Sem e Iafet furono benedetti entrambi e Cam fu reso
loro schiavo sulla parola che Noè ispirato dallo Spirito
Santo pronunciò per l’occasione. In effetti la storia biblica confermerà puntualmente la maledizione, la discendenza di Cam fu sottomessa al popolo d’Israele, furono
tributari, spaccalegna, portatori d’acqua, operai di fatica.
Iafet ha una benedizione particolare “Iddio estenda Jafet, e abiti egli nelle tende di Sem, e sia Canaan suo servo!"
Sem e Iafet, due popoli in pace e uniti a tal punto da
abitare nelle stesse tende, che vuol dire?
La storia di questi popoli che nacquero dalla loro discendenza è nota a tutti, da Sem nacque la nazione
Ebraica, da Iafet gli Indo Europei.
La benedizione non si estese solo sotto gli aspetti culturali e commerciali , dal nostro punto d’osservazione
siamo attratti dalla storia dal punto di vista della fede,
in Abramo furono benedette tutte le nazione, in particolare nel bacino del mediterraneo si affermò prima
l’ebraismo e in seguito il cristianesimo, in Cristo dei due
popoli ne ha fatti uno solo ”Lui, infatti, è la nostra pace; lui
che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro
di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia” (Efesini 2:14). Alla discendenza di Sem “che sono
Israeliti, ai quali appartengono l’adozione e la gloria e i patti e
la legislazione e il culto e le promesse; dei quali sono i padri, e
dai quali è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen” (Romani 9:4-5) furono date le migliori benedizioni che Dio poteva dare
agli uomini,parte di queste benedizioni secondo il piano eterno di Dio sono ora patrimonio della cristianità,
infatti siamo stati fati partecipi per la fede in Cristo alle stesse promesse anche se in diversi momenti spaziotemporali.
Miei cari nella grazia, adoperiamoci per tutto ciò che
concorre al bene e la benedizione di Dio sarà nelle nostre tende. ”Cerchiamo dunque di conseguire le cose che contribuiscono alla pace e alla reciproca edificazione” (Romani
14:19).
da queste emittenti televisive: BENEVENTO, Rete 6
Tele Cervinara, Benevento e parte di Caserta, Lun. ore 9:00, Merc.
ore 16:30. Benevento, C.D.S. TV, Benevento, Avellino e parte di
Caserta, Dom. ore 12:00, Ven. ore 12:30. BOLOGNA, TSM (Ex.telestudio TV), Emilia Romagna, Sab. ore 20:30. CAMPOBASSO, TeleMoliseDue, Campobasso e parte del Molise, Lun. ore 12:30 e
sab.21:30. CARBONIA (CA), Tulcis TV, Sulcis e Iglesiente, tutti i
giorni ore 11:30 e 19:30. CHIANCIANO Terme (SI), Tele Idea, Arezzo e Siena e parte di Perugia, Dom. ore 11:30, Mart. ore 22:30.
CIVITAVECCHIA (RM), Tele Civitavecchia, Civitavecchia, Tarquinia, Viterbo e S.Marinella, Lun. ore 22:30, Mart. ore 18:00, Mer.
ore 15:50. CROTONE, RTI Radio Tele Internat, Crotone e dintorni, Lun., Mar., Gio. e Ven. ore 17:30. FAVARA (AG), Sicilia TV, Prov.
Agrigento, Caltanisetta, Enna, Ragusa Giov. ore 15:00, Dom. ore
14:30. FOGGIA, Telefoggia, Provincia di Foggia, Merc. ore 18:00,
Ven. ore 10:00, Sab. ore 12:30. LECCE, Canale 8, Provincia di Lecce, dal Lun. al Sab. ore 11:30, Dom. ore 12:15. MODENA, TSM,
Bologna, Parma, Reggio Emilia, Sab. ore 20:30 e digitale terrestre, computer, tablet, smartphone www.telestudiomodena.it.
PALERMO, TGS, Sicilia, Ven. ore 21:00. REGGIO CALABRIA, Telereggio, Provincie di Reggio Calabria e Messina, Merc. ore 18:00,
Dom. ore 12:00. ROMA, Teleroma 56, Lazio, Umbria, Sab. ore
12:00. S.AGATA DI MILITELLO (ME), Onda Mistero TV, Prov. Messina, Palermo, Reggio Calabria, Gio. ore 23:00, Dom. ore 12:00.
SALA CONSILINA (SA), Italia 2 TV, Vallo Diano (SA), dal Lun. al
Sab. ore 19:00. SCIACCA (AG), Teleradio Sciacca(TRS), Prov. Agrigento e Trapani, Lun. ore 15:30, Giov. 22:30. TORINO, Quartarete, Piemonte, Sab. ore 10.00. TIVOLI Tele Blu, Lun. ore 18:20, Sab.
ore 12:30 VIBO VALENTIA, Rete Kalabria, Vibo, litorale Tirrenico, Ven. ore 21:30. Tutti i giorni CANALE DIGITALE 613 Top Music ore 17:0017:30
RADIOEVANGELO
la Buona Novella in ogni casa! Ascolta i programmi di edificazione e musica cristiana dalle emittenti locali, e anche online dal sito www.assembleedidio.org. EMILIA ROMAGNA Bologna 88,450 e 88,300 Mhz;
Rimini 95,00 Mhz. PIEMONTE E LOMBARDIA Torino su TV digitale terrestre (sez. radio) Canale 67 842000 Khz. (trasmette anche on line). Radio Evangelo Castellanza all’indirizzo: http://www.
adicastellanza.it/radioevangelo e digitale terrestre: in Lombardia, Piemonte (Novara, Vercelli, Biella), Liguria, Nord Est (Verona,
Vicenza) Canton Ticino (Svizzera Italiana). LAZIO Roma 101,700
Mhz; Colleferro 107,500 Mhz; Rieti 101,950 Mhz; Latina Sonnino 93,500 Mhz; Frosinone 89,300 Mhz; Sora 89,400 Mhz; Cassino 89,300 Mhz; Atina 102,800 Mhz; Isola Liri 101,400 Mhz.
ABRUZZO L’Aquila Valle di Roveto 92,600 Mhz. CAMPANIA Napoli 102,800 Mhz; Monte Faito 102,800 Mhz; Avellino Casalbore 96,300 Mhz; S.Angelo dei Lombardi 91,200 Mhz; Salerno Atena Lucana 88,400 Mhz; Benevento Ponte 88,800 Mhz. CALABRIA
Reggio Calabria 107,700 Mhz; Melito Porto Salvo 104,300 Mhz;
S. Lorenzo Superiore 101,700 Mhz; Palizzi 104,800 Mhz; Ardore
Marina 88,800 Mhz; Crotone Isola Capo Rizzuto 104,900 Mhz;
Caccuri 107,400 Mhz; Catanzaro Monte Pero 90,500 Mhz; Striano 106,300 Mhz; Satriano Centro 95,00 Mhz. PUGLIA Bari 91,500
Mhz; Gravina di Puglia 103,500 Mhz; Ginosa 102,300 Mhz. BASILICATA Matera 98,300 e 93,00 Mhz. SARDEGNA Cagliari 101,750
Mhz. SICILIA Catania 91,00 Mhz; Macchia di Giarre 93,400 Mhz;
Castelmola 93,800 Mhz; Linguaglossa 106,300 Mhz; Randazzo
101,600 Mhz; Acireale 92,500 Mhz; Acireale Piano D’Api 92,800
Mhz; Messina 99,00 Mhz; Forza D’Agrò 93,800 Mhz; S’Agata di
Militello 88,250 Mhz; Naso 91,200 Mhz; Trapani Erice 103,00, Salemi 98,900 Mhz; Caltanissetta Gela 104,200 Mhz; Agrigento Raffadali 98,500 Mhz; Palermo Misilmeri 99,500 Mhz.
Radio Evangelo si può ascoltare anche con iPhone e iPad scaricando l'applicazione gratuita su Apple Store "Radio Evangelo".
Daniele Vitale
Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
17
LA PASTORALE
CARCERARIA
In ogni Paese ci sono Evangelisti che, animati dalla Parola
di Gesù che dice: “Ero prigioniero e mi avete visitato!”, si
impegnano nella “pastorale carceraria”. “Ricordatevi dei
carcerati come se foste in prigione con loro!” (Ebr.13:3).
Che cos’è la “pastorale carceraria”? È l’azione pastorale
della Chiesa, che ha l’obiettivo di promuovere, in modo
semplice e coraggioso, la dignità umana dei detenuti,
secondo il Vangelo e la “dottrina sociale” della Chiesa, in
parole ed opere, in difesa dei diritti personali e sociali dei
carcerati. Questa azione è parte integrante dell’attività missionaria della Chiesa, che costituisce un dovere pastorale
per tutti i cristiani. Le “linee di azione” dell’evangelizzazione
nelle carceri, si basano solo ed esclusivamente sulla predicazione della totalità dell’Evangelo, cioè evangelizzare la
persona carcerata, considerandola nella sua totalità, senza
escludere la dignità del soggetto. In tutta la storia della salvezza, è Dio che vede la miseria della Sua creatura, ascolta
il suo grido, conosce la sua sofferenza e scende per liberare (Eso.3:7-10). Nello stesso modo la Chiesa è chiamata a
mettersi al servizio con i criteri di Gesù: amore, perdono e
misericordia.
Ciò che ci anima in questo cammino è una spiritualità
fondata sull’azione liberatrice di Gesù, in cui l’amore per il
prossimo è l’essenziale e dove l’importante è l’attenzione
ai fratelli e sorelle carcerati. Gesù definisce il Suo progetto
di vita a favore degli esclusi, quando legge la Scrittura nella
Sinagoga e assume ciò che il Profeta aveva annunziato: “Lo
Spirito del Signore è sopra di me, mi ha mandato a proclamare la libertà ai prigionieri…” (Luca 4:18-19).
Considerando la fame della Parola di Dio che risiede in
alcuni detenuti in questi ultimi tempi, sembra che, ancora
una volta, si stia realizzando la parabola del gran convito
scritta in Luca 14:15-24. Questo racconto ci rivela i disegni
di Dio per gli uomini. Nelle parole “tutto è già pronto” vediamo la completezza della Sua opera. Dio ha fatto tutto quello
che occorreva per salvarci e sappiamo a quale prezzo... Ha
preparato quel “banchetto”, sacrificando quanto aveva di
più caro: la persona del Suo unigenito Figlio. I primi invitati
erano i Giudei, il popolo terreno di Dio, ed il loro rifiuto dimostra il disinteresse dell’uomo verso le cose di Dio.
Allora Dio invita coloro i quali non hanno nulla da aspettarsi, i carcerati, le prostitute, gli emarginati, quelli che si
riconoscono peccatori e immeritevoli, rappresentati, nella
parabola, dagli infermi, dagli zoppi, dai ciechi, dai poveri.
L’uomo ha difficoltà ad afferrare il carattere di Dio ed è
sempre pronto, come Adamo, a nascondersi quando ode
la Sua voce; Dio, invece, è felice di ricevere i peccatori e ciò
è confermato dalle parole “affinché la mia casa sia piena”
(v.23). L’ordine dato al servitore “costringili ad entrare” ci rivela il Suo grande desiderio. Egli non si stanca di supplicare
gli uomini di andare a Lui, anzi li spinge
ad entrare, poiché vuole riempire la
Sua casa. Sì, proprio così! Quelli che
sono considerati abominevoli dai cosidSOSTIENI RISVEGLIO PENTECOSTALE
detti “moralisti”, proprio quelli saranno
CON LE TUE PREGHIERE
i primi ad entrare nel regno di Cristo
E CON LA TUA OFFERTA CONTRIBUTIVA
Gesù, nostro Signore (il ladrone sulla
croce Luca 23:43 ).
“Il SIGNORE! il Dio
Caro lettore, SOSPINTI dallo Spirito Santo
misericordioso e
e SOSTENUTI dalle tue preghiere e offerte
“Gesù disse loro: «In verità io vi dico:
pietoso, lento all’ira,
potremo, anche in quest'anno, proseguire nella
i
pubblicani
e le prostitute vi passaricco in bontà e fedeltà”
pubblicazione di RISVEGLIO PENTECOSTALE, il
possa benedire le vostre
mensile di edificazione delle Chiese Cristiane
no avanti nel regno di Dio»” (Matteo
vite e accompagnarvi
Evangeliche Assemblee di Dio in Italia.
21:31).
in quest'anno con il
INVIA LA TUA OFFERTA per contribuire alle
Cesare Turco
sostegno della Sua
spese di produzione e invio di tutti i numeri
presenza!
18 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
utilizzando il conto corrente postale 12710323 o
le coordinate bancarie
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MAMED YURION KHALIDOV BENAYM
Sono nigeriano mi trovo nel carcere
per alcune brutte cose che ho fatto.
Mia madre, che è una cristiana, mi
diceva sempre che in qualunque momento io avessi chiamato Dio, Lui mi
PROPOSTE
DI LETTURA
avrebbe ascoltato. Ringrazio Dio perché il 18 giugno 2012,
mentre si teneva il culto nel mio reparto, il Signore mi ha
battezzato con lo Spirito Santo insieme a tanti miei fratelli
carcerati. La cosa bella in questo carcere e che, in questo
reparto, il lunedì si tiene un culto evangelico. Dio fa venire
in mezzo a noi il Suo servitore che, con la potenza dal cielo,
parla al cuore nostro. Qualche mese fa dissi al pastore Cesare Turco del mio desiderio di essere battezzato in acqua
per testimoniare la mia salvezza. Il servitore di Dio mi ha
risposto dicendomi di continuare a pregare perché potessi
avere una maggiore conferma. Capii dietro a queste parole
che non bastava essere convinti del perdono dei peccati!
Sì, le parole del servo di Dio mi hanno spinto ad abbandonarmi al Signore, cosi dopo qualche mese che il Signore mi
ha confermo la Sua salvezza mentre cantavamo il cantico
“Prigioniero del peccato” mi sono venute alla mente le
parole del Salmo 121, testo su cui aveva predicato il pastore. “Il mio aiuto viene da Dio”, dissi! E poi “Signore ora
devi conquistarmi”, e Dio lo ha fatto battezzandomi con
lo Spirito Santo. In qeusto reparto siamo in 13 nigeriani a
frequentare il Culto Evangelico insieme ad altri italiani e
tunisini. Ho chiesto alla direzione di mettermi con qualche
mio connazionale perché, voglio diventare un servitore di
Dio, come il pastore Turco, e portare tanti nigeriani a Dio!
Pregate per me perche quando avrò pagato il mio debito
alla Giustizia Italiana desidero ritornare al mio paese e portare tante anime al Dio. Sento ogni giorno questo peso per
la mia gente che sta in Nigeria!
Mamed Yurion Khalidov Benaym
SHARM SHIAMAR MANAAR
Sono un egiziano di 35 anni e da 4 sono in carcere. Ero
mussulmano e dico “ero” perché ora sono cristiano. Nel
reparto di alta sicurezza dove mi trovo, ogni lunedì viene il
pastore, servo di Gesù Cristo, che tiene il culto evangelico.
Sono molti quelli che frequentano il culto, anche diversi
miei connazionali. Nella mia cella sono tutti evangelici e
spesse volte mi hanno invitato a partecipare ed ho sempre
rifiutato. Posso dire che, ogni volta che i miei compagni di
cella andavano al culto, tornavano sempre sereni e pieni
di forza. Qui in cella si prega ogni mattina, mezzogiorno e
sera, si legge la Bibbia come il pastore insegna. Un giorno
mentre si faceva il culto, sentii il pastore che leggeva la Bibbia, sentii in me il desiderio di ascoltare dalla finestra della
mia cella che si trova vicino alla sala dove si tiene il culto
evangelico, ascoltaii tutto.
Sapevo che non dovevo,
ma c’era qualcosa che mi
tratteneva. Il pastore diceva: “Dio non è arrabbiato
con nessuno, il Suo desiderio è perdonare e salvare
tutti”, parole del tutto
estranee alle mie orecchie.
Mi attraevano i cantici
che cantavano in preghiera. Decisi di frequentare
solo per curiosità.
Vedevo nella persona
del pastore la presenza di
Dio che mi cercava.
Dopo alcune settimane,
in una preghiera conclusiva
di un culto, il pastore chiese chi volesse accettare
Gesù e dissi al pastore di
pregare per me prima che
salivamo in cella.
Eravamo un bel numero
di partecipanti, il pastore
mi fece andare avanti, tutti
i fratelli presenti si accostarono a me, sentii le mani
del servo di Dio sulla mia
testa, in quel momento lo
Spirito Santo invase il mio
cuore, Gesù mi battezzo
nel Suo Santo Spirito e da
allora sono tre anni che
servo il Signore.
Ho testimoniato ai mie
genitori e a mia moglie di
quanto Gesù ha fatto nella
mia vita.
Sono un uomo nuovo,
fra qualche anno tornerò
a Naama Bay e vorrei trovare una chiesa cristiana,
perchè io e la mia famiglia,
che dice di vedere in me
un’altra persona, desideriamo testimoniare di Gesù
il Signore.
Sharm Shiamar Manaar
TEOLOGIA
SISTEMATICA
Dott. J. R. Williams
Teologia Sistematica da un punto di vista Pentecostale del Dott. J.
R. Williams è un'opera di tre volumi che presenta in modo sistematico i fondamenti della fede cristiana.
È un'opera adatta a tutti coloro che
hanno interesse ad approfondire la
loro conoscenza su quegli argomenti
sui quali è radicata la loro fede.
Il primo volume, dopo una presentazione introduttiva della teologia in
tutti i suoi aspetti, affronta gli argomenti che riguardano Dio: la rivelazione generale e speciale di Dio che
agli uomini. Segue una esposizione
accurata della Creazione, della Provvidenza e dei Miracoli. Si passa poi
ad una presentazione dettagliata sugli Angeli, sull'uomo, sul peccato e
sulle sue conseguenze, del necessario intervento di Dio, prima con
i patti per arrivare alla Incarnazione del Figlio di Dio, e alla Redenzione offerta da Gesù al peccatore e alla Sua Glorificazione, fonte di tante
benedizioni per tutti i credenti. Per
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Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
19
PROPOSTE
DI LETTURA
ELIA
di John Cheeseman
Elia visse in Israele nel
900 avanti Cristo. La verità divina era stata ormai
compromessa e il popolo si era allontanato completamente dal vero Dio.
L’immoralità aveva raggiunto livelli impensabili e la tolleranza verso il
peccato aveva reso la verità divina del tutto evanescente. I fedeli profeti
di Dio erano perseguitati e la fede nel Signore tenacemente osteggiata.
Per certi versi, quei tempi somigliano molto ai nostri. Che cosa può fare un
credente consacrato a Dio
in tale contesto spirituale e morale? Elia è per noi
un grande esempio al riguardo: egli ha avuto il coraggio di combattere strenuamente per la fede e di
farlo pubblicamente, opponendosi alla religione
formale e istituzionalizzata. Un tale insegnamento
non può forse essere opportuno e rilevante anche
per la chiesa di oggi?
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Notizie dalle nostre Comunità
Notizie da Lucca
Il Signore ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella gio­
ia (Salmo 126:3). Con i cuori ripieni di gioia, siamo grati al
Signore per averci provveduto, dall'1 gennaio, un nuo­
vo locale di culto nel centro di Lucca. Dopo alcuni lavo­
ri eseguiti con impegno e dedizione da parte dei cre­
denti, sabato 1 febbraio 2014 si è tenuto un culto specia­
le di dedicazione al Signore del nuovo locale. Alla riunio­
ne erano presenti, oltre ai graditi pastori e credenti delle
comunità vicine, anche molte anime che hanno assisti­
to per la prima volta ad un culto evangelico. Siamo gra­
ti a Dio per come, nella Sua grande misericordia, Egli ha
voluto usare il fratello Antonio Di Bello, pastore delle co­
munità di Foiano della Chiana e San Giovanni Valdarno e
segretario del Comitato di Zona per l'Italia del nord-est, costruire il tempio del nostro cuore. Al Signore Dio va
per parlare ai nostri cuori. Prendendo spunto dal capito­ tutta la nostra lode ed il nostro ringraziamento.
lo 1 del libro di Aggeo, ha esortato tutti noi presenti, a ri­
Salvatore Tolomeo
INCONTRO L.I.S. A RIONERO IN VULTURE (PZ)
Informiamo la fratellanza dell’occasione che Dio ci ha
concesso sabato 15 febbraio di avere a Rionero in Vul­
ture il primo incontro per i sordi. Il Signore ci ha dato la
grazia tramite una sorella (figlia di sordi) di avere un con­
tatto con il presidente dell’E.N.S di Potenza. Ci siamo or­
ganizzati con il fratello Renato Mottola e la moglie, già
impegnati sul fronte LIS dal mattino. Dopo aver consu­
mato un pasto nella comunità, alla erano presenti anche
altri credenti delle comunità circonvicine, insieme sia­
mo stati grandemente edificati dalle due testimonianze,
dal canto, (tradotti per tutti i presenti dalla sorella Iodi­
ce) e soprattutto dall'annuncio della Parola di Dio in L.I.S
da Tony un giovane che Dio sta usando per questa mis­
sione. Il nostro cuore si è rallegrato nel vedere che i ca­
ri amici sordi invitati sono stati edificati, e abbiamo avu­
to anche la presenza del Presidente dell’E.N.S di Poten­
za che ha accettato l’invito portando con se anche il Vi­
ce Presidente, il Segretario, il Consigliere, e il presidente
nazionale della federazione sportiva dei sordi. È stato un
pomeriggio ricco di benedizioni e di grandi emozioni. Ci
siamo lasciati e organizzati con il desiderio di incontrarci
di nuovo per poter continuare questo viaggio insieme a
loro. Ci hanno ringraziato tanto, ma noi abbiamo ringra­
ziato Dio che ci ha fatto capire che c’è un popolo che an­
cora non è stato raggiunto dall’Evangelo, quello dei sor­
di. E’ giunto il momento che anche i sordi odano… (Mat­
teo 11:5)
Gianluca Lo Giudice
Notizie Battesimi Napoli-Bagnoli
Siamo lieti di comunicare a tutta la fratellanza che do­
menica 23 marzo nella chiesa di Napoli-Bagnoli abbia­
mo avuto la gioia di vedere quattro credenti, tra cui due
sorelle e due fratelli, fare un patto col Signore, scenden­
do nelle acque battesimali. Grazie a Dio, l'opera è Sua
ed Egli la porta avanti chiamando anime a ravvedimen­
to, rigenerando l'uomo mediante il sangue del Signore
Gesù Cristo, nostro Salvatore. Ringraziamo anche il Si­
gnore per i parenti e gli amici dei neofiti che hanno gre­
mito la sala di culto in ogni ordine di posto. Certamente
è stata una preziosa oppurtunità per annunziare il Van­
gelo della grazia e la salvezza che ne consegue accet­
tando Gesù Cristo come personale Salvatore. La predi­
cazione della Parola di Dio è stata tratta dal libro degli
Atti degli Apostoli dal capitolo 8, versi 32 a 40, in parti­
colare il verso 39: "l'eunuco continuò il suo viaggio tut­
to allegro", soffermandoci sul viaggio della vita quan­
do arriva Gesù e la Sua verità che rendono l'uomo libe­
ro dal peccato. Mediante la grazia apparteniamo a Cri­
sto Gesù, acquisendo il diritto di figli di Dio (Giovanni
1:12). La domenica successiva, il 30 marzo, abbiamo ce­
lebrato il culto con la Cena del Signore, ricordando at­
traverso i simboli del pane e del vino il sacrificio di Ge­
sù al Calvario. Per l'occasione abbiamo avuto la gradi­
20 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
ta visita del fratello Francesco Pepe, pastore della chie­
sa dell'isola di Ischia. La predicazione è stata tratta dalla
lettera agli Ebrei, capitolo 10, versi 1 a 18, dove si è mes­
so in evidenza il sacrificio di Cristo come unica via per
ottenere il perdono ed entrare nella presenza di Dio,
potendo godere del Suo amore. Chiediamo alla fratel­
lanza il sostegno della preghiera, la forza della comu­
nione spirituale, che non è limitata dalla distanza ge­
ografica in quanto la Chiesa rimane unita mediante
l'amore di Cristo.
Michele Ruoppolo
PROPOSTE DI LETTURA
Novità
editoriale su
un tema
controverso
Riunione giovanile speciale Augusta
Giorno 29 marzo presso la Sala Conferenze del­
la Marina Militare, nella base di Augusta (SR), la co­
munità locale ha avuto il privilegio di organizza­
re un culto speciale, rivolto soprattutto ai giovani.
I presenti erano circa 180 e per l’occasione sono in­
tervenuti numerosi giovani provenienti da alcune
comunità della provincia, ma soprattutto sono sta­
te presenti diverse anime nuove, tra le quali tanti
militari accompagnati dalle loro famiglie. A porge­
re il Consiglio della Parola di Dio è stato il fratello
Antonino Barresi, pastore delle chiese di Partanna
Mondello, Sferracavallo e Tommaso Natale, frazio­
ni di Palermo, e Villabate, in provincia di Palermo.
Il testo preso in esame nella predicazione è stato
tratto dal Vangelo secondo Giovanni 5:1-9: la rifles­
sione ha esaltato la Potenza di Dio che è in grado
di cambiare radicalmente le circostanze negative
della vita, guarendo non solo il corpo, ma soprat­
tutto l’anima, dalla solitudine e dalla delusione. In
tanti hanno risposto all’appello rivolto dalla Parola
di Dio; la nostra preghiera è che questo seme pos­
sa portare del frutto alla Gloria di Dio. Alla fine del­
la riunione tutti i presenti hanno continuato a vive­
re dei momenti di comunione fraterna consuman­
do il rinfresco preparato dalla comunità locale. Il
nostro ringraziamento va senza dubbio, principal­
mente al nostro Signore, che ci ha concesso questa
bella opportunità di testimonianza in questi “luo­
ghi” non sempre accessibili, ma anche al Comando
Marittimo Sicilia per la concessione dell’uso del­
la Sala. Che Dio continui ad usarsi di ognuno di noi
per l’avanzamento della Sua Opera!
Samuele Bruno
I FATTI
DELLA SALVEZZA
Brian Abrasciano
Notizie dalla comunità di Pisa
“Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che il Dio
ha fatte per te” (Luca 8:39). Con cuore grato condivi­
diamo con la fratellanza la gioia per le divine bene­
dizioni ricevute sabato 29 marzo in occasione del
culto di battesimi tenuto nella nostra comunità. Cin­
que credenti, tre sorelle e due fratelli, hanno testi­
moniato pubblicamente dinnanzi a molti ospiti, tra
parenti ed amici, dell’opera compiuta dal Signor
Gesù nella loro vita e del desiderio di seguire e ser­
vire il proprio Salvatore. Molti hanno assistito per la
prima volta ad un servizio battesimale, così come
insegnato dalle Sacre Scritture e, in modo particola­
re, a loro è stato rivolto il messaggio della Parola di
Dio, ministrata con semplicità ed efficacia dal fratel­
lo Salvatore Caruso, pastore emerito della comuni­
tà di Roma Fidene. Il messaggio, tratto dall’Evange­
lo di Luca cap. 15:1-10, ha invitato i presenti a cerca­
re non una religione ma, a cercare il Signor Gesù co­
me unico e personale Salvatore, in un mondo pieno
di incertezze per il domani. Il giorno seguente, do­
menica 30 marzo, durante il culto del mattino, ab­
biamo celebrato la Santa Cena, ricordando, nei sim­
boli del pane e del vino, la morte, la resurrezione e
l’imminente ritorno del Signor Gesù. Anche in que­
sta occasione, la predicazione della Parola affidata
Fare luce
sulle dottrine della
grazia e sulle questioni
della predestinazione,
dell'elezione
e del libero
arbitrio.
al fratello Caruso, con la lettura e la meditazione di
Matteo 26:17-20, ha presentato Gesù come Agnel­
lo immacolato, sacrificato per l’umanità intera. Di­
versi, tra gli intervenuti, erano credenti di comunità
limitrofe e gradita è stata la visita del fratello Luigi
Scicchitano, anziano pastore che in passato ha cu­
rato le comunità di Rosarno (RC) e nonno di uno dei
battezzandi e del fratello Giuseppe Fontani, pastore
della chiesa di Livorno. Per ogni benedizione ricevu­
ta e, per gli incoraggiamenti a perseverare nelle vie
del nostro Signore e Salvatore Cristo Gesù, a Lui so­
lo sia la gloria.
Antonio Leccese
Questa pubblicazione è un semplice
documento che elenca, per sommi capi,
i principali aspetti della teologia arminiana. Essi riguardano, fondamentalmente,
argomenti piuttosto controversi e che si
potrebbero riassumere con le seguenti
domande: • È vero che l’uomo nasce con
il peccato originale? • Una volta salvato,
sono sempre salvato? • Sono predestinato alla vita eterna, indipendentemente
dalla mia volontà? • Che cosa significa
elezione incondizionata? • È possibile resistere o scadere dalla Grazia divina?
L’esame che questo scritto fa non è a carattere storico, bensì puramente esegetico. La trattazione è rigorosamente biblica
e senza alcun intento polemico. Un esame
compiuto da un punto di vista teologico e
fatto in modo davvero efficace.
Brian Abrasciano autore di questo e
altri importanti scritti con una forte
connotazione esegetica e arminiana, è
pastore della Faith Community Church ad
Hampton nello New Hampshire (U.S.A.)
dal 1993, si è laureato al Gordon-Conwell
Theological Seminary con un Master
in Teologia, dove ora vi insegna Nuovo
Testamento in qualità di Professore aggiunto. Ha ottenuto anche un dottorato
in Teologia e Nuovo Testamento presso
l’Università di Aberdeen in Scozia.
BATTESIMI A ADELFIA
Il 30 marzo si è svolto nella comunità che il Signore
mi dà grazia di curare, Adelfia, un culto battesima­
le. Per l'occasione ci ha visitato il pastore Vitulli del­
la comunità di Santeramo in Colle; il messaggio del­
la Parola è stato su Atti 8:26-40. I tre neofiti hanno
testimoniato dell'opera di Dio e in più sono stati in­
coraggiati a vivere Gesù come realtà nella loro vi­
ta. Noi figliuoli di Dio abbiamo il privilegio di adora­
re il nostro Dio in Spirito e verità. Molti fedeli hanno
partecipato alla nostra gioia tra cui il pastore eme­
rito Davide Lattanzio. Noi non possiamo non esse­
re grati a Dio per questo grande miracolo. A Lui sia
tutta la gloria.
Carmine Valecce.
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Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
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Notizie dalle nostre Comunità
BATTESIMI E CENA DEL SIGNORE A CASALNUOVO
Il 6 aprile abbiamo avuto un culto con venti battesimi, di cui cinque del­
la comunità di Casalnuovo, tre di Casoria, otto di Pomigliano e quattro
di Volla. Comunità curate dai fratelli Stefano D’Alessandro, Raffaele Frez­
za, Antonio Cipolletta, Dario Iazzetta e Gennaro Rosato. In occasione del
servizio battesimale è stato con noi il fratello Enrico Tagliaferri il cui mes­
saggio evangelistico sulla castità, ben si addiceva ai numerosi visitatori
venuti per vedere i loro parenti onorare il Signore. La domenica 13 apri­
le, abbiamo celebrato la Cena del Signore, è stato con noi il fratello Da­
niele Melluso, pastore onorario della Chiesa di Napoli via Carafa, che at­
traverso la Parola ha trasmesso quanto è stata preziosa “La Via” aperta­
ci da Cristo. Che Dio ci aiuti a sempre meglio trafficare i talenti da Cristo
donatoci, col desiderio di onorarLo e servirLo, e con la certezza che l’un­
zione del Suo Santo Spirito è per tutti quelli che di cuore puro, Lo ama­
no e Lo onorano. A Gesù, Capo e compitore di fede, vada la nostra grati­
tudine per quanto sta facendo in queste zone!
Stefano D’Alessandro
Dedicazione Nuovo locale di Culto a Genazzano
È con profonda gioia che rendiamo partecipe la fratellanza tutta del fat­
to che, finalmente dopo anni di sforzi e di preghiere, Dio ci ha dato gra­
zia di ultimare il nuovo locale di Culto nella cittadina di Genazzano. Do­
menica 27 aprile alle ore 18,00 al nuovo indirizzo di Via Pasolini n.1, con
i cuori pregni di gioia, abbiamo tenuto il culto di dedicazione del nuovo
locale conosciutissimo dalla popolazione della cittadina laziale, in quan­
to sede in precedenza di una nota palestra ed ancora prima di una fa­
mosa discoteca ed oggi “casa del Signore”. Per l’occasione la Parola di
Dio è stata predicata dal fratello Felice Antonio Loria, Presidente del­
le Assemblee di Dio in Italia, il quale pur pressato dai molteplici impe­
gni dell’ Opera, ci ha onorati con la sua presenza. Il testo biblico dal qua­
le il fratello Loria, guidato dallo Spirito Santo, ha preso spunto per la me­
ditazione è stato tratto dal capitolo 3 del libro del profeta Malachia con
il quale il Signore ha spinto alla riflessione sulla propria condizione spiri­
tuale non solo i tanti credenti locali e quelli accorsi da tantissime comu­
nità della zona, ma anche le molte anime nuove presenti tra le quali in
prima fila c’era il Sindaco della cittadina di Genazzano. Alla riunione, su­
blimata dall’ Eterno con benedizioni abbondanti, ha partecipato, inol­
tre, il fratello Salvatore Caruso, in rappresentanza del comitato di zona
Italia Centrale e Sardegna. Il nostro commosso ringraziamento va priori­
tariamente e certamente al nostro Signore, ma anche a tutti coloro che
ci hanno sostenuti spiritualmente e materialmente in questi anni, do­
ve sembrava che questo giorno non dovesse mai arrivare, ma che l’ Id­
dio dell’ impossibile ha reso una meravigliosa realtà per la gloria del Suo
nome. Vogliate pregare per noi affinché la preziosa Parola seminata nei
cuori di tutti possa portare frutto abbondante a lode dell’ Onnipotente.
Francesco Alboreto
GIORNATA EVANGELISTICA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, VERCELLI, NOVARA, BIELLA
Condividiamo con la fratellanza la bella giornata del 3 Maggio che il
Signore ci ha concesso. “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo
ad ogni creatura” ( Marco16:15). Questo è stato il mandato di Gesù alla
Chiesa: proclamare la Buona Notizia. Le chiese della nostra area, quali
22 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
Arona, Biella, Borgosesia, Cossato, Domodossola, Gattinara, Novara via
Cascinone e via Oxilia, Varallo, Vercelli e Verbania, si sono date appun­
tamento per adempiere il meraviglioso compito affidatoci dal Sommo
Maestro. I paesi raggiunti dalla testimonianza evangelica pentecostale
sono stati: Civiasco e Quarona. Dopo la distribuzione di opuscoli,
si sono svolti in entrambi i paesi culti all’aperto annunciando
Cristo Gesù come Salvatore e Signore. Dio non ha mancato di
benedirci donandoci una bella giornata di sole ma soprattutto
facendoci vedere alcune anime rispondere al messaggio di
salvezza. Le chiese intervenute si sono poi ritrovate a Varallo,
presso il locale della scuola media, per consumare il pranzo e
condividere la comunione fraterna. Ringraziato sia il Signore per
la meravigliosa Sua parola predicata dal pastore Toni D’Angelo
arrivata chiara ai nostri cuori, tratta da Giovanni 14:1-4. In una
stupenda atmosfera di ringraziamento e adorazione a Dio, ab­
biamo ricordato il sacrificio di Cristo Gesù con i simboli del pane
e del vino. Al Signore vada tutta la gloria per la buona riuscita
della giornata.
Daniele Infantino
proposte per
COMPUTER
Province di Torino e Aosta Giornata Evangelistica
Anche quest'anno il Signore ci ha dato la possibilità
di svolgere la “giornata Evangelistica della Zona Italia
Nord-Ovest” nel corso della quale, per quanto riguarda
le provincie di Torino e Aosta, si sono raggiunti ventuno
comuni del Chivassese. I centri urbani individuati per lo
svolgimento delle attività evangelistiche: culti all’aper­
to, tavolini per la distribuzione delle Sacre Scritture o
semplicemente la divulgazione dei 30000 volantini edi­
torializzati allo scopo e nel cui retro sono stati elencati
gli indirizzi e gli orari dei culti delle Chiese, Gruppi e Sta­
zioni d’evangelizzazione A.D.I. presenti nell’area, a oggi,
non contengono ancora una testimonianza delle nostre
Chiese. I fratelli che si sono disposti all’iniziativa evange­
listica, organizzata sabato 3 maggio ’14, sono stati cir­
ca 350 provenienti dalle comunità della Zona. Fra gli al­
tri si contavano diversi giovani, a dimostrazione di una
consolidata volontà a lavorare insieme per il progres­
so del Regno di Dio, nell’attesa dell’imminente ritorno
di Cristo. Siamo confidenti che il Signore saprà far ger­
mogliare il seme del messaggio dell’evangelo, nei cuo­
ri di quanti sono stati raggiunti e che con gioia hanno
accolto la predicazione della Parola dell’Eterno. Questa
certezza deriva dal fatto che è nella volontà di Dio che:
“tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza
della verità” (1°Tim.2:4). Nella seconda parte della giorna­
ta si è svolto, organizzato dalle Chiese di Chivasso e di
Borgaro Torinese curate dal pastore Giovanni Curci, un
Culto evangelistico e di edificazione presso il PalaLan­
cia di Chivasso nel corso del quale ci si è insieme ralle­
grati nella presenza del Signore. Il tema del messaggio
della Parola del Signore è stato: “Il grande mandato di
Gesù affidato alla Chiesa” esposto dal fratello Giuseppe
Crapanzano pastore delle Chiese di Pinerolo e Rivoli, il
quale, prendendo spunto dal testo del Vangelo di Mat­
teo 28:16-20, ha rammentato ai presenti che il ruolo del­
la Chiesa del Signore, è quello di proclamare al mondo
intero il meraviglioso messaggio della salvezza in Cri­
sto Gesù. A garanzia di questo impegno, si potrà confi­
dare sull’aiuto di Cristo Gesù che ha promesso agli undi­
ci, quindi analogamente a noi, che non ci lascerà soli in
questa responsabilità poiché Egli è con noi, tutti i giorni,
sino alla fine dell'età presente (cfr. Matteo 28:20). Grazie
a Dio per questa certezza che abbiamo nei nostri cuori
e che ci sprona a continuare ad applicarci per la salvez­
za delle anime perdute.
Giuseppe Pavone
TUTTO IL
RISVEGLIO
PENTECOSTALE
DAL 1946
AL 2000
Le notizie sul Movimento
Pentecostale in Italia che
nel corso degli anni sono
state pubblicate nei numeri del Risveglio Pentecostale dal 1946 al 2000 sono
ora disponibili per la consultazione in tre CD per
computer.
BATTESIMI A PADOVA
Domenica 11 maggio è stato un giorno di grande fe­
sta per la Comunità di Padova. Da tempo infatti atten­
devamo con gioia di vedere scendere nelle acque bat­
tesimali i cinque fratelle e le tre sorelle che già diver­
si mesi hanno accettato cristo come Salvatore, ed alcu­
ni di loro sono stati già suggellati con il battesimo nello
Spirito Santo. L’affluenza per l’occasione è stata oltre
ogni aspettativa. Le sedie, anche quelle aggiunte in se­
duta stante, non sono state sufficienti per tutti, ma an­
che chi è rimasto in piedi non ha sentito il peso del tem­
po. Le testimonianze dei neofiti sono state vibranti e di
grande edificazione. Abbiamo ascoltato come il Signore
ha trasformato il cuore dei giovani, di chi ha vissuto una
vita oltremodo difficile, e di chi ha trovato nel Signo­
re quella pace e sicurezza che tanto agognava. Il Signo­
re ci ha ricordato inoltre, attraverso la Parola di Dio por­
tata dal fratello Andrea Grapeggia, che il divino Pasto­
re è tutt’ora alla ricerca della pecora smarrita, preziosa
ai Suoi occhi, che attende con immenso amore. Il capi­
tolo 15 del Vangelo di Luca è stato un pane benedetto
che ha ristorato i cuori di tutti. Il momento dei battesi­
mi è sempre il più atteso. Uno dopo l’altro, i neofiti, han­
no pubblicamente promesso dinnanzi a Dio e a tutta la
chiesa di voler servire il Signore Gesù per tutta la loro
vita. Accettare Cristo e servirLo, è e rimarrà sempre una
scelta personale; anche per chi è nato e cresciuto tra i
banchi della chiesa; questa è la nostra vera libertà! Con­
tinuiamo a pregare per i nostri giovani, anche per quel­
li che forse non li vediamo più; continuiamo a tenerli nel
nostro cuore affinché anche per loro un giorno si pos­
sa dire: “questo mio figlio era morto ed è tornato in vita;
era perduto ed è stato ritrovato". Iddio ci benedica!
Vincenzo Specchi
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Risveglio Pentecostale • Giugno 2014
23
eghiera
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P
PARTECIPA ALLA GIORNATA NAZIONALE ADI DI
Domenica 8 giugno 2014
I pastori delle Assemblee di Dio in Italia, sentito il bisogno di raggiungere altre zone nel nostro Paese con il messaggio di “Tutto l’Evangelo”,
invitano tutte le comunità A.D.I. a consacrare domenica 8 giugno 2014
come giornata di preghiera per presentare al Signore le molte località non ancora raggiunte dalla testimonianza Evangelica Pentecostale.
Preghiamo per la consacrazione personale, per le popolazioni colpite
da guerre e calamità naturali, per l’opera di Dio in Italia, per la fratellanza che si trova in difficoltà a motivo delle mutate condizioni economiche,
per le campagne di evangelizzazione, per la conversione dei nostri cari,
per gli Istituti di assistenza A.D.I. e per altre necessità locali.
L’offerta raccolta nella giornata nazionale di preghiera sarà destinata
al fondo Campi Nuovi e verrà utilizzata per il sostegno di comunità di
nuova apertura, di un operaio cristiano e di un addetto all’evangelizzazione con la TV presso il servizio Audiovisivi. L’offerta potrà essere inviata tramite bonifico sul conto corrente bancario con codice IBAN IT 79
V 01030 02808 00000614146 intestato a Assemblee di Dio in Italia - Cassa Nazionale, oppure con bollettino sul conto corrente postale n.317503
intestato a Assemblee di Dio in Italia - Cassa Nazionale. Nella causale
indicare Pro Fondo Campi Nuovi, nel compilare la sezione “Eseguito da”
inserire il nome della chiesa e non quello del cassiere o del pastore.
PALATERME FIUGGI 12/13/14 SETTEMBRE 2014
19° Convegno nazionale SCuole DomeniCali
Ubbidinendtaito
al Ma
L’EVANGELIZZAZIONE NELLA SCUOLA DOMENICALE
Sono aperte le iscrizioni al Convegno Nazionale delle
Scuole Domenicali che si svolgerà dal 12 al 14 settembre a Fiuggi (FR). Le iscrizioni scadranno a fine luglio;
siamo certi prenderete buona nota di questo importante
appuntamento a livello nazionale che ha sempre dato ai
partecipanti occasione di ricevere preziosi insegnamenti
spirituali e copiose benedizioni celesti.
Predicatore ospite: Randy Hurst
Membro della “Commissione per l’Evangelizzazione Mondiale delle Assemblies of God
USA”. Già editore di Pentecostal Evangel Mission Edition e autore di diversi libri sul tema
dell’evangelizzazione. ADI-Media ha pubblicato i suoi libri “Evangelizzare”, “Ravviva il tuo
fuoco spirituale” e “Il Consolatore, Colui che ti aiuta”.
vare
"Andate dunque e fate miei disce poli ... insegnand o loro a osser
tut te quante le cose che vi ho comandate" (Ma t teo 28:19-20)
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Mensile a carattere religioso pubblicato
dal Consiglio Generale delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Versamenti in Posta su c/c postale n.12710323 intestato a: STAMPE PERIODICHE
Risveglio Pentecostale V. Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova Imprimé à taxe réduite taxe perçue tassa pagata Italia
In caso di mancata consegna si prega di restituire al mittente
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Redazione Risveglio Pentecostale, Via Alti­chieri da Zevio 1,
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35132 Padova che si impegna a corrispondere il diritto fisso
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Risveglio Pentecostale V. Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova no corrispondente:
Questo numero di Risveglio Pen­te­co­stale è consultabile
all’indirizzo http://www.assembleedidio.org/risveglio.php
Destinatario
❏ SCONOSCIUTO
❏ PARTITO
❏ TRASFERITO
❏ IRREPERIBILE
❏ DECEDUTO
Questo numero di Risveglio Pentecostale è disponibile in
edizione per non vedenti. Gli articoli, salvati in formato
leggibile a computer con un programma screen reader,
❏ INSUFFICIENTE
vengono inviati ai non vedenti che ne fanno richiesta all’in­ Indirizzo
❏ INESATTO
dirizzo [email protected] (i file
sono disponibili nei formati .rtf .txt .doc .epub).
Oggetto ❏ RIFIUTATO
❏ NON RICHIESTO
“Risveglio Pen­te­costale” è la pubblicazione delle As­­­sem­blee Tipografia Cooperativa Tipografica Operai srl Vicenza
❏ NON AMMESSO
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24 Risveglio Pentecostale • Giugno 2014