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Avviso 2015.01.25 - Parrocchia Madonna di Rosa

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PARROCCHIA-SANTUARIO
MADONNA di ROSA e SANTO STEFANO
DOMENICA: 3ª DEL TEMPO ORDINARIO 25-01-2015
Ufficio parroco tel. 0434.82195 - Cell. 333.9441105
E-mail: [email protected]
Dal Vangelo secondo Marco (Mc. 1,14-20)
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò
nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e
diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio
è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò
diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un
poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e
Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella
barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro
padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
O Padre, che nel tuo Figlio ci hai dato la pienezza della tua parola e
del tuo dono, fa' che sentiamo l'urgenza di convertirci a te e di aderire
con tutta l'anima al Vangelo, perché la nostra vita annunzi anche ai
dubbiosi e ai lontani l'unico Salvatore, Gesù Cristo.
Gesù, ricevuto il battesimo da Giovanni, subisce la tentazione nel
deserto (e di questo sentiremo la lettura durante la quaresima)
torna verso la terra dove era cresciuto, in Galilea, e da lì inizia la
tua attività messianica. Osserviamo come: ‘Proclamando’ dice,
cioè andando a dire a voce alta, quasi come uno squillo di tromba,
in modo che tutti sentissero, ‘la buona notizia del regno di Dio’ .
Uno squillo: ricordate quando tempo fa passava il raccoglitore del
latte per i nostri paese: si sentiva la tromba mezz’ora prima e da
tutte le case la gente usciva con il bidone del latte giornaliero.
(segue a pagina 2)
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Continua da pagina 1
È la forza di una notizia importante da comunicare a tutti, con urgenza, perché no questo è il tempo giusto: prima non c’era, dopo
è troppo tardi. Gesù se ne incarica: è Lui che consegna alla gente
la buona notizia: come il postino che sa di portare notizie attese e
sospirate. Come se dicesse: “Gente, tirate su le orecchie: Dio vi
vuole bene, vuole che siate solo suoi. Vi vuole liberare da ogni
schiavitù. Questa è l’ora giusta, è questo il tempo che Dio ha scelto per fare queste cose. Convertitevi, cambiate direzione alla vostra vita: non potete far finta che sia come prima. Credete a questa buona notizia: vi riguarda”
- Immaginatelo questo ragazzo che gira di villaggio in villaggio,
che ripete cose semplici, precise, urgenti.
- Come si spiega altrimenti che nel giro di tre anni la sua fama
fosse così grande e ‘pericolosa’ da trascinarsi una folla che lo
chiedeva come re? Subito si propone come un ‘rabbi’ trascinatore:
Passa lì dove tocca gente nel suo lavoro. Attorno
al lago che cosa potevano fare?.
- Mettevano giù le reti.
Ne prende quattro, due
coppie di fratelli, di impeto: “Venite dietro a me:
vi offro un mestiere nuovo: vi faccio pescare uomini” e il padre di due di
loro resta solo, con le reti
in mano.
- Ecco la bellezza del
vangelo di Marco. Non ci sono tante discussioni. Gesù si propone
subito come un uomo che trascina, che coinvolge, che raduna e
fa gruppo. Una buona notizia radicale, appena intuita, ma capace
di far capire che Dio con Lui non sta proprio scherzando.
- Ricuperiamo anche noi la novità assoluta di questa parola:
Gesù è la buona notizia! Gesù espressione di un Dio che vuole
regnare; Gesù è colui che realizza le promesse: Gesù è Colui che
chiede la nostra conversione: che on lo lasciamo passare invano,
che non perdiamo tempo dietro le nostre fragili cose.
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Il canto in chiesa
Ci sono mille modi per risolvere una
messa. Qui in santuario normalmente lo
dimostriamo.
Mi farebbe gola che ad ogni funerale
fosse presente un gruppo di persone
per proporre un servizio significativo.
Naturalmente mi riferisco a chi potrebbe venire senza dover fare le
capriole: pensionati o persone libere da turni di lavoro.
Le persone che normalmente lo fanno non hanno fatto corsi o stage di
bel canto: dimostrano la loro appartenenza ad una comunità facendo
un servizio e lo fanno con molto decoro.
E frequente che venga chiesto: “Non c’è mica un coro che potrebbe
cantare qualche cosa?” Significa che nella circostanza fa comodo
avere un servizio che incornicia con dignità le cose.
Non servono provini per fare questo servizio: basta aggiungersi! Se
ce ne fosse uno di più al mese, sarebbero 12 di più all’anno. Ve lo immaginate un coro che cresce con questo ritmo?
Immaginate anche che tutti coloro che vengono a messa comincino,
tutti, proprio tutti, a rispondere ai canti - sì almeno a quelli che si conoscono - e a mettere fuori la loro voce, con serenità, con compostezza,
senz’altro: mica chiediamo che tutti siano come Pavarotti!. Ma se tuti
mettono la loro voce, pensate che sostegno, che fraternità esploderebbe. Forse non crediamo a noi stessi: Il 96,7 % di coloro cui ho
chiesto questa cosa mi ha confessato di essere stonato: Pensate: il
paese del bel canto! Che non lo sappia
nessuno!
Immaginate anche se al termine della
messa ognuno mettesse ben in ordine il
libretto dei canti, al suo posto, chiuso e in
ordine? E se prendesse il foglietto della
messa e lo mettesse anche quello in ordine, soprattutto se per caso fosse caduto
per terra? Altrimenti quelli della messa
seguente hanno l’impressione che sia
passata la cavalleria e non che abbia pregato una comunità di credenti in Dio!
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Avvisi della settimana 25 gen. - 01 feb. 2015
Domenica 25: in Santuario cantano i bambini del catechismo.
Martedì 27: ore 20.30 incontro di riflessione sul Vangelo della domenica.
Giovedì 29: ore 15.30 Adorazione Eucaristica settimanale.
Venerdì 30: ore 20.45 in Centro Pastorale, incontro di riflessione sui
“10 Comandamenti”.
Giovedì 5/2: il vescovo aspetta cresimandi, genitori e padrini per il
consueto appuntamento in preparazione al dono dello Spirito Santo. In
Santuario. Con tutta la forania alle ore 20.30.
Don Fabio Magro dell’Ufficio Famiglia della nostra Diocesi così scrive:
Carissimi, siamo all'interno di uno straordinario cammino sinodale sulla famiglia voluto da papa Francesco. Il Sinodo svoltosi a Roma si è concluso con
un documento: 46 domande che il papa rimanda a tutti, per un’ampia
consultazione.
La Commissione diocesana per la famiglia invita parrocchie, famiglie, associazioni, gruppi di sposi a prendere in mano queste domande e tentare qualche risposta (a tutte o a qualcuna). Le risposte ...entro il 15 febbraio. Messe
insieme, costituiranno il contributo alla grande riflessione della chiesa per il
prossimo Sinodo. d. Fabio M.
(Queste 46 domande si trovano cliccando: Sinodo dei vescovi 2014)
Se qualcuno desidera raccogliere questo invito propongo di incontrarci
giovedì 29 gennaio, alle ore 20,30. Meglio sapere prima quanti credono a
questa opportunità per scegliere temi e organizzare il metodo di confronto.
Aspettiamo coppie di sposati, di separati, di conviventi.
——————————————————————————————————“Io amo la scuola perché ci educa al vero, al bene e al bello. Vanno insieme tutti e
tre. L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o
impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla. La
missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, del bene e del bello. Questo
avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ‘ingredienti’...di tante discipline!
Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano
l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo ecc. Per es:, se studio piazza S. Pietro, apprendo cose di architettura, di storia, di religione, anche di astronomia - l'obelisco richiama il sole, ma pochi sanno che questa piazza ha anche una grande meridiana. - In questo modo coltiviamo in noi il vero, il bene e il bello: dimensioni sempre intrecciate fra loro”.
Papa Francesco
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