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ASL di Brescia – Sede Legale: viale Duca degli Abruzzi, 15 – 25124 Brescia
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DECRETO n. 114
del 20/02/2014
Cl. 1.1.02
OGGETTO: “Piano Integrato Aziendale della Prevenzione Veterinaria – Attività di
Controllo anno 2014” ex D.G.R. n. IX/4334 del 26.10.2012.
Il DIRETTORE GENERALE - Dr. Carmelo Scarcella
nominato con D.G.R. IX/001088 del 23.12.2010
Acquisito il parere di competenza del
DIRETTORE SANITARIO
Dr. Francesco Vassallo
Acquisito il parere di legittimità del
DIRETTORE AMMINISTRATIVO
Dott. Pier Mario Azzoni
_________________________________________________________________
IL DIRETTORE GENERALE
Visti:
- la D.G.R. n. 1185 del 20.12.2013, avente per oggetto “Determinazioni in ordine alla
gestione del Servizio Socio Sanitario per l’esercizio 2014” e le prime precisazioni
attuative pervenute con nota prot. n. H1.2014.0002441 del 22.01.2014;
- il documento di programmazione strategica “Piano Regionale della Prevenzione
Veterinaria 2012-2014” approvato con D.G.R. n. IX/3015 del 15.02.2012;
Preso atto:
- del Decreto D.G. n. 34 del 26.01.2012 prot. n. 0012147/2012 con il quale è stato
recepito il documento regionale “Piano Regionale della Prevenzione Veterinaria
2012-2014”;
- del Decreto D.G. n. 79 del 23.02.2012 prot. n. 0026371/2012 con il quale è stato
approvato il “Piano Integrato Aziendale della Prevenzione Veterinaria 2012-2014,
attività di controllo anno 2012” nel quale viene definita la pianificazione triennale
degli obiettivi con declinazione degli stessi per l’anno 2012;
- del Decreto D.G. n. 61 del 30.01.2013 con il quale è stato approvato il “Piano
Integrato Aziendale della Prevenzione Veterinaria – Attività di controllo anno 2013”;
Considerato che il Dipartimento di Prevenzione Veterinario, in conformità al suddetto
Piano, ha provveduto a redigere il Piano Integrato Aziendale della Prevenzione
Veterinaria per l’anno 2014, composto dall’allegato “A” di n. 71 pagine, compreso
frontespizio ed indice;
Vista la proposta del Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinario, Dr.
Gianfranco Tenchini, qui anche responsabile del procedimento, che attesta la
regolarità tecnica del presente provvedimento e la conformità del medesimo al
disposto di cui all’art.13, c.17 della L.R. 30.12.2009 n. 33;
Dato atto che dal presente provvedimento non discendono oneri per l'Azienda;
Acquisito il parere di competenza del Direttore Sanitario, Dr. Francesco Vassallo;
Acquisito il parere di legittimità del Direttore Amministrativo, Dott. Pier Mario Azzoni;
DECRETA
a) di approvare il documento denominato “Piano Integrato Aziendale della Prevenzione
Veterinaria - Attività di controllo anno 2014” composto dall’allegato “A” di n. 71
pagine, compreso frontespizio ed indice, nel quale è definita la programmazione
dell’attività di controllo del Dipartimento di Prevenzione Veterinario per l’anno
2014;
b) di comunicare, a cura dell’assetto proponente, l’avvenuta adozione del presente
provvedimento alla Direzione Generale Salute Veterinaria;
c) di dare atto che il presente provvedimento è sottoposto al controllo del Collegio
Sindacale in conformità ai contenuti dell'art. 3-ter del D.Lgs. n. 502/1992 e s.m.i. e
dell'art. 12, comma 12, della L.R. n. 33/2009;
d) di disporre, a cura della U.O. Affari Generali, la pubblicazione all'Albo on-line ai
sensi dell'art. 18 della L.R. n. 33/2009 e dell’art. 32 della L. n. 69/2009.
Firmato digitalmente dal Direttore Generale
Dr. Carmelo Scarcella
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE VETERINARIO
Allegato A
PIANO INTEGRATO AZIENDALE
DELLA PREVENZIONE VETERINARIA
ATTIVITA’ DI CONTROLLO ANNO 2014
INDICE
PIANO INTEGRATO AZIENDALE DELLA PREVENZIONE VETERINARIA ATTIVITA’ DI CONTROLLO ANNO 2014
Premessa
pag.
3
Area Sanità Animale
pag.
9
Analisi e dati di contesto
pag.
9
Programmazione anno 2014
pag. 17
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza nazionale pag. 17
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza europea
pag. 20
Obiettivi operativi a valenza regionale
pag. 21
Obiettivi regionali di nuova formulazione Anno 2014
pag. 23
Obiettivi regionali multidisciplinari di nuova formulazione
pag. 27
Attività integrata
pag. 28
Audit interni
pag. 29
Area Igiene degli Alimenti di Origine Animale
pag. 30
Analisi e dati di contesto
pag. 30
Programmazione anno 2014
pag. 34
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza nazionale pag. 43
Obiettivi operativi a valenza regionale
pag. 44
Obiettivi regionali di nuova formulazione Anno 2014
pag. 45
Attività integrata
pag. 48
Audit interni
pag. 51
Area Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
pag. 52
Analisi e dati di contesto
pag. 52
Programmazione anno 2014
pag. 56
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza nazionale pag. 56
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza europea
pag. 63
Obiettivi operativi a valenza regionale
pag. 64
Obiettivi regionali di nuova formulazione Anno 2014
pag. 70
Attività integrata
pag. 71
Audit interni
pag. 71
2
PREMESSA
Il Piano Regionale della Prevenzione Veterinaria (PRPV), approvato con D.G.R. n. IX/3015
del 15.02.2012, si configura come un documento di programmazione strategica cui è
affidato il compito di definire i principi di riferimento, lo scenario, gli obiettivi strategici, i
temi prioritari di intervento, gli strumenti attuativi che devono caratterizzare la
prevenzione veterinaria negli anni 2012-2014. In tale contesto si deve assicurare un
approccio integrato alla tutela della salute pubblica tra i diversi soggetti coinvolti nel
settore: Dipartimento di Prevenzione Medico, ARPA, IZSLER, NAS, Polizia di Stato, CFS,
GdF, CdP, Operatori economici e tutti coloro che, individualmente o in collaborazione,
svolgono attività finalizzate alla promozione e alla tutela della salute dei cittadini.
A tal proposito, si evidenza il ruolo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale che
garantisce il supporto tecnico scientifico per la valutazione e la gestione dei rischi in
materia di sanità animale e sicurezza alimentare. Tale impegno si concretizza da un lato
attraverso attività consolidate di tipo analitico, dall’altro in attività più specifiche e a
valenza strategica di supporto alle programmazione del Dipartimento di Prevenzione
Veterinario. L’Istituto affianca, dove richiesto l’ASL in sopralluoghi ed audit presso le
aziende di allevamento e di trasformazione di alimenti con l’obiettivo di migliorare
l’efficacia del controllo ufficiale.
Sulla base di quanto esposto e della attenta valutazione dei dati di contesto, con Decreto
n. 79 del 23 febbraio 2012 prot. n. 0026371/2012 ad oggetto “Piano Integrato Aziendale
triennale della Prevenzione Veterinaria 2012-2014. Attività di controllo anno 2012” ex
D.G.R. n. IX/2633 del 06.12.2011, ASL di Brescia ha definito le politiche in materia di
prevenzione veterinaria per il triennio 2012-2014 e delineato la programmazione delle
attività afferenti al Servizio di Sanità Animale, Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine
Animale e al Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche per l’anno
2012.
Con il presente documento viene definita la programmazione dell’attività di Sanità
Pubblica Veterinaria per l’anno 2014 effettuata sulla scorta delle considerazioni desunte
dall’analisi dell’attività dell’anno precedente e definita dai Servizi Dipartimentali anche a
seguito di confronto con le Direzioni Distrettuali e relative Unità Operative.
Al fine di raggiungere i migliori risultati nell'ambito della prevenzione veterinaria è
necessario standardizzare e rendere omogenee le attività di controllo, per favorire la
trasparenza e garantire la certezza delle prestazioni in risposta alle esigenze del territorio
e della società e rendere equivalenti tali controlli con i sistemi di gestione esistenti a
livello internazionale.
Quanto sopra premesso, si ritiene fondamentale proseguire nel percorso formativo
finalizzato alla corretta applicazione degli "Standard operativi" per le Autorità Competenti
Locali, in merito ai quali il Dipartimento di Prevenzione Veterinario di ASL di Brescia ha
provveduto ad uniformarsi adottando le procedure di sistema e le procedure speciali.
L'applicazione degli standard operativi ha il fine di garantire che le fasi dell’attività
produttiva siano coerenti con i requisiti prefissati, di salvaguardare l’equivalenza dei
controlli con i requisiti richiesti da Paesi esteri per favorire la possibilità di esportazione
dei prodotti agro alimentari e di verificare in modo omogeneo l’attività sul territorio anche
da parte di organi valutatori esterni. L'applicazione degli standard operativi diventa
quindi lo strumento funzionale a garantire omogeneità e standardizzazione dei processi
produttivi e dei controlli ad essa correlati ed anche garantire trasparenza nei confronti
degli operatori della filiera alimentare e dei consumatori (stakeholders).
Il presente Piano Integrato Aziendale della Prevenzione, è strumento di programmazione
delle attività di controllo ufficiale presso gli impianti del settore alimentare e la
produzione primaria, di gestione operativa e trasversale, di controllo strategico di
gestione e di valutazione delle performance nell'ambito delle competenze dei Servizi di
Sanità Animale, Igiene degli Alimenti di Origine Animale e Igiene degli Allevamenti e delle
Produzioni Zootecniche, anche mediante l'integrazione del personale afferente ai diversi
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Servizi interessati.
La strategia del controllo ufficiale si avvale del principio secondo cui i controlli non devono
essere più concentrati sul prodotto finale, ma distribuiti lungo tutto il processo di
produzione, con una visione complessiva “dai campi alla tavola”. L’analisi del rischio è
fondamento essenziale di questa politica e tutti gli operatori coinvolti nelle singole fasi
produttive e distributive dell’alimento, diventano “responsabili”, ciascuno per la propria
parte, della sicurezza dei prodotti.
A tal fine, obiettivo essenziale è quello di sviluppare e consolidare un sistema integrato
di controllo. Per raggiungere l'obiettivo è necessario implementare i sistemi già
esistenti al fine di realizzare un unico sistema integrato di reti di sorveglianza sfruttando
le sinergie degli applicativi esistenti, completandone le funzionalità. Tutto ciò consente di
condividere le informazioni utili in modo da soddisfare anche i debiti informativi , ridurre
gli adempimenti burocratici, accelerare la dematerializzazione e giungere alla
semplificazione amministrativa.
Le macroaree e gli ambiti di intervento del presente Piano sono relativi a:
- la verifica della sicurezza dei prodotti di origine animale
- la prevenzione delle malattie degli animali
- il controllo delle malattie a carattere zoonosico
- la promozione del benessere animale
- la promozione dell’interazione uomo-animale
- la tutela della sicurezza ambientale
Risorse Umane, Strutture Produttive e Organizzazione
La complessità del sistema agro-alimentare bresciano comporta un numero rilevante di
controlli eseguiti dal Dipartimento di Prevenzione Veterinario. L’attività di controllo è
organizzata in modo da attuare interventi efficaci, mirati e proporzionati alla rilevanza dei
problemi igienico-sanitari riscontrati o prevedibili. In particolare sono stabilite le modalità
e le frequenze dei controlli per ciascuna attività, nonché i compiti assegnati ai singoli
operatori. L’anagrafe delle attività soggette a controllo è pertanto costantemente
aggiornata anche a sostegno della programmazione locale. E’ indispensabile quindi
costruire un sistema efficace per la raccolta e l’elaborazione di tutti i dati relativi agli esiti
delle attività ispettive e delle rispettive indagini analitiche. Pertanto, per tutti i controlli,
compresi quelli effettuati a seguito di situazioni imprevedibili, dovrà essere disponibile la
documentazione relativa al tipo di controllo, al risultato e ai provvedimenti adottati a
seguito del controllo.
Una puntuale conoscenza della popolazione animale, in termini di consistenza e
distribuzione territoriale, delle strutture di trasformazione e commercializzazione degli
alimenti di origine animale, dei mangimifici e di tutte quelle aziende od imprese che
direttamente o indirettamente confluiscono nel settore agro-alimentare del territorio di
competenza dell’ASL di Brescia costituisce il requisito essenziale per programmare
l’attività di monitoraggio e controllo degli impianti e degli allevamenti in funzione del
rischio sanitario, per garantire la rintracciabilità degli animali e dei loro prodotti, per
garantire l’attività di repressione delle frodi ma anche per gestire i controlli finalizzati
all’erogazione dei Premi Comunitari.
Le risorse umane disponibili per l'attuazione, a livello distrettuale, dei controlli
programmati nel presente provvedimento sono elencate nella seguente tabella:
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Tabella 1
Dirigenti Veterinari area A
n. 47
Dirigenti Veterinari area B
n. 33
Dirigenti Veterinari area C
n. 17
Tecnici della Prevenzione
n. 28
Le attività di controllo ufficiale vengono effettuate utilizzando le risorse strumentali del
caso, anche nel rispetto del disposto del D. Lgs 81/2008 assegnate ad ogni operatore.
Secondo le indicazioni regionali, le attività di controllo effettuate dal Dipartimento di
Prevenzione Veterinario e le attività analitiche devono essere inserite in SIVI, strumento
utile anche per la rendicontazione periodica.
Il Sistema Informativo Veterinario Integrato (SIVI) è costituito da un insieme dedicato di
componenti (hardware e software) per la gestione dei flussi informativi generati dalle
attività di prevenzione veterinaria. La relativa architettura informatica è articolata in
banche dati che interagiscono e si completano tra loro, pertanto il portale della
veterinaria rappresenta il punto di accesso di un sistema a rete quale strumento
indispensabile al governo delle attività di competenza della sanità pubblica veterinaria.
Le singole componenti del SIVI hanno la funzione di supportare:
a) la gestione delle anagrafi: consistenza e distribuzione territoriale degli allevamenti e
degli stabilimenti riconosciuti e registrati, movimentazione degli animali, stato
sanitario e profilassi del patrimonio zootecnico, degli animali da affezione ed il canile
sanitario;
b) la programmazione del controllo ufficiale in base al livello di rischio degli
allevamenti/stabilimenti per la ottimizzazione delle risorse;
c) la gestione della reportistica dei controlli ufficiali con la registrazione dei dati
dell'attività di controllo al fine di consentire:
- la gestione delle non conformità;
- la rimodulazione della programmazione in funzione delle criticità rilevate
d) la rendicontazione con assolvimento dei debiti informativi verso la Regione. Il sistema
costituisce lo strumento attraverso il quale il Dipartimento di Prevenzione Veterinario
rendiconta l’attività svolta, monitora il raggiungimento degli obiettivi di
programmazione a livello aziendale, distrettuale e individuale e assolve al debito
informativo con l’U.O. Veterinaria;
e) la comunicazione e la dematerializzazione nella gestione delle attività: il SIVI
costituisce lo strumento di riferimento per la comunicazione dell’ U.O. Veterinaria con
gli utenti del sistema e per la dematerializzazione degli adempimenti correlati con la
gestione del controllo ufficiale.
Inoltre, il Sistema Informativo Veterinario Integrato, raccogliendo i dati di attività
attraverso maschere di imputazione guidata dei dati, costituisce un utile strumento per
l’armonizzazione e l’uniformità dell’attività stessa.
Si sottolinea che tutto il personale veterinario operante sul territorio è dotato di supporto
informatico (PC portatile) e i tecnici della prevenzione di postazioni fisse per l'utilizzo
dell'applicativo informatico SIVI in linea con le disposizioni regionali.
Al fine di rendere omogenea l’attività di controllo e in definitiva di migliorare la qualità dei
servizi, il presente Piano prevede un programma aziendale di audit interni al fine della
verifica dell’attuazione delle indicazioni regionali.
Il Dipartimento di Prevenzione Veterinario verifica il corretto svolgimento dei processi di
pianificazione, programmazione e attuazione delle attività nei Distretti Veterinari; a tal
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fine per l’anno 2014 è stato predisposto il programma di audit articolato come indicato
nelle sezioni dedicate ai Servizi del Dipartimento. Anche a livello distrettuale i Direttori
dei Distretti Veterinari, avvalendosi dei Responsabili di U.O. e altro personale addetto ai
controlli con idonea preparazione specifica, effettueranno n.4 audit di settore di cui n.2 in
impianti di produzione trasformazione alimenti di O.A. e n.2 in allevamenti di
competenza. Al fine dell’integrazione tra le tre aree, il gruppo di audit sarà composto per
il settore igiene degli alimenti di origine animale da veterinari afferenti all’area IAPZ e
all’area IAOA, per il settore allevamenti da veterinari afferenti all’area IAPZ e all'area SA.
L'attività è erogata, in coerenza con il POA, dai quattro Distretti Veterinari nel quale è
articolato il Dipartimento di Prevenzione Veterinario e dal Canile Sanitario.
Il Dipartimento di Prevenzione Veterinario e i Distretti Veterinari svolgono attività
finalizzate alla tutela della salute pubblica, alla protezione del patrimonio zootecnico dalle
malattie trasmissibili e alla tutela del benessere animale e svolgono prestazioni presso
allevamenti, macelli, stabilimenti per la produzione di alimenti di origine animale e di
alimenti destinati agli animali, esercizi di vendita, canile sanitario e canili rifugio. I
Distretti Veterinari effettuano inoltre prestazioni su richiesta degli operatori o di privati
cittadini (certificazioni, visita sanitaria per macellazioni in stabilimenti o a domicilio,
controlli per esportazione e altro) e svolgono attività programmata di controllo ufficiale.
In capo ai Distretti Veterinari vi è la gestione dei provvedimenti amministrativi e
sanzionatori connessi al controllo ufficiale.
La presente programmazione delle attività tiene conto del contesto produttivo, dei fattori
ambientali, e dei fattori sociali e socioeconomici.
L'azione di prevenzione e controllo viene pianificata e programmata sulla base di priorità
definite a livello regionale (esecuzione degli specifici obiettivi operativi indicati dalla UO
Veterinaria) e da priorità territoriali definite tramite l'analisi degli indicatori di contesto.
Indicatori e strumenti di verifica
Al fine di valutare lo stato di attuazione del Piano, gli indicatori individuati, rappresentati
dall’entità numerica dei controlli effettuati rispetto a quelli programmati, saranno
monitorati dal Dipartimento di Prevenzione Veterinario di norma trimestralmente
attraverso il Sistema Informativo Veterinario Integrato Alimentazione e Nutrizione (SIVI),
costantemente aggiornato.
Per i dati non ancora rilevabili in SIVI sono previste rendicontazioni periodiche, anch’esse
di norma trimestrali, da parte dei Distretti Veterinari, su apposite schede di rilevazione
predisposte dal Dipartimento di Prevenzione Veterinario.
Comunicazione agli stakeholder
Il raggiungimento degli obiettivi operativi comporta necessariamente una stretta
condivisione con i diversi portatori d’interesse e, a tal fine, l’autorità sanitaria si muove in
sintonia con gli operatori che devono essere parte attiva del sistema sanitario e quindi
essere informati per essere “accompagnati” in tutti i processi del Piano. In effetti la scelta
a livello comunitario di responsabilizzare gli operatori del settore alimentare, inclusi quelli
operanti a livello della produzione primaria, con una sostanziale ridefinizione del loro
ruolo, evidenzia chiaramente la necessità di una adeguata informazione di tipo sanitario.
La complessa attività programmata nel presente provvedimento, sarà oggetto di
comunicazione agli stakeholder attraverso vari strumenti.
La comunicazione, articolandosi su diversi piani e rivolgendosi a diversi interlocutori,
assume valenza strategica e di supporto alle azioni previste dal Piano.
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L’ informazione, oltre che essere indirizzata ad assicurare il rispetto degli obiettivi previsti
dal Piano, assume una valenza anche a livello economico a seguito dell’impatto di tale
approccio sulla economia delle filiere agro zootecniche.
In primo luogo verrà pubblicato il Piano Integrato sul portale aziendale e si provvederà a
comunicare il Piano e gli stati di avanzamento intermedi alle Associazioni di Categoria dei
produttori e alle Associazioni rappresentative dei consumatori.
Fra le attività istituzionalizzate si richiama il Comitato di Coordinamento Anagrafe
composto da Dirigenti di ASL di Brescia e da rappresentanti dell’Associazione
Provinciale Allevatori (APA) e dei Centro Assistenza Agricola (CAA) designati dalle
rispettive associazioni che svolge funzioni di indirizzo e coordinamento dell'attività
anagrafe e assicura un proficuo confronto con tutti gli attori del sistema anagrafe .
In aggiunta, la Commissione Apistica Locale dell’ASL di Brescia è un altro momento di
confronto istituzionale con le Associazioni degli Apicoltori e più rappresentative del
territorio
Infine, la Commissione Provinciale Risanamento rappresenta l’appuntamento annuale di
confronto con le Associazioni e altri attori istituzionali a livello provinciale (Regione,
Settore Agricoltura Provincia ASL di Vallecamonica, IZSLER).
Verso EXPO
Proseguono nel corso dell'anno 2014 le attività previste dai progetti
concernenti
l'attuazione delle azioni programmate dalla regione in vista della manifestazione Expo
2015, in particolare la “Promozione della sicurezza dei prodotti alimentari tradizionali
ottenuti nei caseifici in alpeggio“ e la “Promozione della sicurezza delle carni e il controllo
dei residui negli animali a fine carriera“.
Inoltre, come indicato nella Deliberazione X/1185 della Giunta di Regione Lombardia,
l’attività progettuale prevista per EXPO 2015 da parte dei Dipartimenti di Prevenzione
Veterinaria (DPV) delle ASL dovrà essere attuata con riguardo alla valorizzazione dei
prodotti alimentari italiani di origine animale contestualmente all'intensificazione e
razionalizzazione dell'attività di controllo per la sicurezza alimentare, in vista dell'evento.
Secondo le indicazioni regionali in fieri che saranno di volta in volta comunicate, il
Dipartimento di Prevenzione Veterinario dovrà avviare collaborazioni su specifici progetti
di ricerca in coordinamento con Enti, Associazioni dei produttori e Istituti scientifici e,
inoltre, garantire, secondo quanto codificato da un apposito Piano in coordinamento col
Ministero della Salute, l’intensificazione dell’attività di controllo integrata tra le diverse
Autorità Competenti sul settore agroalimentare. Quanto sopra in considerazione della
privilegiata esposizione del comparto produttivo agroalimentare italiano e, segnatamente
lombardo, nel corso dell'evento EXPO 2015 e dell' afflusso di un consistente numero di
consumatori in un’area ristretta in un limitato periodo di tempo.
Attuazione DGR
semplificazione
X/1105
del
20.12.2013
in
materia
di
trasparenza
e
In materia di equità, semplificazione, comunicazione, trasparenza, in ottemperanza alla
DGR n. 1105/2013, il Dipartimento di Prevenzione Veterinario si attiverà al fine di attuare
quanto previsto dalle disposizioni regionali in materia di semplificazione, finalizzate al
miglioramento dell’efficienza del sistema dei controlli nel settore della sicurezza
alimentare e, nel contempo, alla riduzione degli oneri burocratici a carico delle imprese.
In particolare, è necessario intervenire sulle procedure di autocontrollo per le
microimprese del settore alimentare, alla dematerializzazione del passaporto bovino e
all’introduzione dell’autodichiarazione da parte degli allevatori per l’ottenimento della
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qualifica sanitaria per la produzione di latte destinato alla produzione di prodotti a base di
latte per l’esportazione verso Paesi Terzi.
Attuazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione
In applicazione del Decreto D.G. n. 50 del 30.01.2014 ad oggetto “Approvazione del
Piano di prevenzione della corruzione e del Programma triennale per la trasparenza e
l’integrità per il triennio 2014-2016”, come indicato nell’allegato A “misure di prevenzione
con carattere trasversale”, sarà assicurata la rotazione del personale che svolge attività
ispettiva e di controllo.
Detta rotazione degli incarichi sarà attuata, compatibilmente con le esigenze
organizzative, l’orografia del territorio, le disposizioni normative e contrattuali, nella
salvaguardia, comunque, dell’esigenza di mantenere continuità e coerenza degli indirizzi
delle singole aree e il raggiungimento degli obiettivi operativi regionali.
Il DPV intende applicare nell’anno 2014 la rotazione degli incarichi in ambito Distrettuale
del personale dirigente veterinario e dei tecnici della prevenzione addetto all’attività
ispettiva e di controllo. Sarà interessato il 50% del personale veterinario e il 50% dei
tecnici della prevenzione; entro il 30.06.2014 dovrà essere assicurata la rotazione del
40% delle figure professionali sopracitate e al 31.12.2014 la parte restante.
Le rotazioni saranno disposte dai Direttori dei DV che rendiconteranno quanto disposto
nel primo semestre al DPV e il completamento al 31.12.2014. Priorità nella rotazione
dovrà essere data al personale con attribuzione di incarico più lontano nel tempo.
Al fine di uniformare l’attività del personale addetto al controllo, i sopralluoghi negli
impianti registrati ai sensi del Reg. CE 852/2004 saranno effettuati da un singolo
operatore; nel caso di sopralluoghi di particolare complessità, il Direttore di Distretto
potrà disporre l’affidamento dei sopralluoghi a coppie di operatori, garantendo la
rotazione degli abbinamenti delle coppie.
A fronte del complesso sistema agroalimentare del territorio di competenza di ASL di
Brescia, i parametri sanitari presi in considerazione nel presente piano sono esplicitati in
ognuna delle aree di competenza veterinaria: Sanità Animale, Igiene degli Alimenti di
Origine Animale, Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche.
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AREA SANITA’ ANIMALE
Analisi e dati di contesto
Nel campo della sanità animale sono stati raggiunti importanti obiettivi e un buon
consolidamento dei livelli ordinari di attività in tutti i settori d’intervento. La situazione
sanitaria del patrimonio zootecnico, in forza dei piani di eradicazione e di sorveglianza
messi in atto da anni, può essere considerata sotto controllo. Tutte le azioni di sanità
pubblica veterinaria devono essere conformi alla strategia per la salute degli animali
dell’Unione europea “Prevenire è meglio che curare”, che, declinata nel Piano Sanitario
del nostro Paese, chiede che i controlli non debbano essere più concentrati sul prodotto
finale, ma distribuiti lungo tutto il processo di produzione, con una visione complessiva
‘‘dai campi alla tavola’’
Per il prossimo futuro, come già indicato nella stessa sezione del Piano Integrato
Aziendale triennale approvato con
Decreto n. 79 del 23 febbraio 2012, obiettivo
essenziale è quello di consolidare un sistema di epidemiosorveglianza. E’ necessario
continuare a implementare i sistemi già esistenti al fine di realizzare un unico sistema
integrato di reti di sorveglianza epidemiologica sfruttando anche le sinergie degli
applicativi esistenti, completandone le funzionalità. Indispensabile inoltre condividere con
tutti gli operatori obiettivi e azioni utili ad assicurare la difesa sanitaria degli allevamenti,
la valutazione e gestione dei rischi, in modo da soddisfare elevati standard di sicurezza
anche contenendo i costi e gli obblighi burocratici.
Attività preminente è l’attuazione dei piani annuali /pluriennali di sorveglianza e profilassi
delle malattie animali che comprendono attività dirette prevenire ed eradicare specifiche
malattie che colpiscono gli animali domestici. I programmi di monitoraggio ed
eradicazione d’altro canto, hanno lo scopo di monitorare e, progressivamente, eliminare
le malattie animali presenti in alcuni territori, anche con caratteristiche endemiche con
l’obiettivo di acquisire status di accreditamento/indennità aziendale o meglio ancora
territoriale. A tal fine vengono svolte diverse attività, come l’esecuzione di esami
diagnostici, individuazione ed eliminazione degli animali infetti e/o sieropositivi,
operazioni di pulizia e disinfezione degli allevamenti, concessione di indennizzi agli
allevatori e, ove disponibile, la vaccinazione protettiva.
Per tutelare la salute dell’uomo, è necessario garantire la salvaguardia del patrimonio
zootecnico, attraverso la prevenzione, il controllo e l’eradicazione delle malattie degli
animali.
Anagrafe animali da reddito
L’anagrafe informatizzata degli allevamenti zootecnici presenti sul territorio dell’ASL di
Brescia risponde a specifiche norme comunitarie, come anche all’esigenza di conoscere
la consistenza e la distribuzione del patrimonio animale, per esercitare un’efficace attività
di controllo sanitario.
Il completamento e il continuo aggiornamento dei sistemi anagrafici per le specie di
interesse zootecnico rappresenta il presupposto fondamentale per la creazione di un
sistema di epidemiosorveglianza precedentemente citato.
Attualmente la Banca Dati Regionale (BDR) detiene e consente di gestire i dati di tutti gli
allevamenti di interesse produttivo (bovidi, ovini, caprini, suidi, avicoli, equidi) e di
registrare individualmente i capi delle specie bovina, ovina e caprina.
Inoltre la Banca Dati Regionale (BDR) detiene l’anagrafe degli allevamenti di altre specie
di interesse produttivo, quali conigli, pesci e api, per le quali non esiste ancora una
norma specifica che preveda l'obbligo di registrazione in una base dati unica. Tutti gli
allevamenti presenti nel territorio di competenza dell’ASL di Brescia sono stati sottoposti
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a georeferenziazione, in modo tale da consentire l’elaborazione di mappe che ne
visualizzino la posizione su una mappa digitalizzata. La mappatura è uno strumento di
utilità per la programmazione e la gestione dei piani di profilassi e diventa indispensabile
in caso di emergenze sanitarie (es. Influenza Aviare, Malattia vescicolare del suino, etc.).
Nello specifico, per meglio evidenziare la numerosità e la consistenza dei capi allevati, si
riportano i valori delle singole specie registrate nella banca dati regionale. Per quanto
riguarda i dati degli allevamenti bovini, è un dato puntuale in quanto gli animali sono
identificati e registrati individualmente; per le altre specie invece il dato si riferisce alla
“consistenza media”, intesa come capi mediamente presenti nell’allevamento durante un
ciclo produttivo; questa specificazione è importante soprattutto per gli allevamenti
intensivi di specie a ciclo di accrescimento molto breve come gli avicoli (broiler e
tacchino) ma anche per altri in cui si alternano più cicli annui all’interno del medesimo
allevamento (vitello a carne bianca, suini da ingrasso ecc.) (Tabelle da 1 a 7).
La gestione dell’anagrafe equina (anche per singolo capo) è compito dell’UNIRE e
delegata anche all’ Associazione Italiana Allevatori dalla Legge n. 200 del 1 agosto 2003
e successivamente regolamentata dai D.M. 29 dicembre 2009 e 26 settembre 2011 del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di concerto con il Ministero della
salute.
Completa i dati degli allevamenti zootecnici presenti nel territorio dell’ASL di Brescia,
l’anagrafe degli allevamenti ittici di diversa tipologia produttiva : incubatoio, ingrasso per
consumo umano, produzione di avannotti per gli allevamenti o per ripopolamento e
laghetti di pesca sportiva.
In riferimento al D.Lgs. n. 148 de 4 agosto 2008 sono state aggiornate in BDR le
imprese di acquacoltura presenti sul territorio di competenza e sono stati integrati i dati
relativi alla georeferenziazione, sottospecie ittiche allevate,tipologia produttiva.
Si è ritenuto opportuno istituire un gruppo di lavoro con la partecipazione dell'IZSLER per
una uniforme applicazione della normativa ed iter procedurale per il rilascio delle
autorizzazioni previste.
10
Figura 1 A.S.L. di Brescia : mappa con
georeferenziazione allevamenti aperti
11
Produzione carne
rossa
Produzione carne
bianca
BRESCIA - G.V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
DISTRETTO
DISTRETTO
BRESCIA - G.V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
Capi
6364
11689
19562
12883
50498
Produzione carne
rossa
Produzione carne
bianca
6729
38342
30747
10174
85992
331
151
510
361
1353
1-10
173
82
339
224
818
0
105
71
201
128
505
89
499
259
847
Produzione carne
svezzamento
11-50
1
1
Produzione carne
svezzamento
1
4
1
6
Produzione carne
svezzamento
BRESCIA - G.V.T.
159
LENO
6
61
LONATO
9
296
ROVATO
4
207
Totale
19
723
numero di allevamenti presenti suddivisi per classi di consistenza
DISTRETTO
327
269
714
641
1951
Produzione carne
rossa
8
71
63
27
169
Produzione carne
bianca
BRESCIA - G.V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
di cui con capi 0 (zero)
DISTRETTO
Allevamenti aperti a dicembre 2013
BOVINI
Tabella 1
4
1
12
5
22
45
75
109
146
375
433
182
2472
634
3721
Riproduzione
latte crudo + latte
alta qualità
51-100
0
Riproduzione
latte crudo + latte
alta qualità
Riproduzione
latte crudo
121
298
289
349
1057
33061
86542
65385
90450
275438
Riproduzione
latte
trasformazione
101-500
1
5
5
2
13
Riproduzione
latte
trasformazione
214
313
398
431
1356
Riproduzione
latte
trasformazione
11
5
22
8
46
8
59
32
27
126
1358
1110
3241
1360
7069
Riproduzione
linea vacca vitello
501-1000
Riproduzione
linea vacca vitello
223
54
270
102
649
Riproduzione
linea vacca vitello
7
14
17
7
45
2
5
6
3
16
531
3983
2204
2962
9680
Riproduzione
riproduttori
(manze)
>1000
Riproduzione
riproduttori
(manze)
14
41
36
35
126
Riproduzione
riproduttori
(manze)
790
750
1497
1242
4279
173
82
339
224
818
790
750
1497
1242
4279
12
48476
141937
124110
118722
433245
TOTALE
TOTALE
TOTALE
TOTALE
BRESCIA - G V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
DISTRETTO
BRESCIA - G V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
Capi
DISTRETTO
di cui con capi 0 (zero)
30501
173496
130744
196416
531157
Ingrasso finissaggio
17
20
92
30
159
Ingrasso finissaggio
60
284
ROVATO
Totale
12
71
104
LONATO
2
6270
107354
18631
31542
163797
Ingrasso svezzamento
3
1
2
Ingrasso svezzamento
10
36
13
96
Ingrasso svezzamento
3
37
13
12
65
Ingrasso svezzamento
LENO
Ingrasso finissaggio
38
130
187
150
505
Ingrasso finissaggio
BRESCIA - G V.T.
DISTRETTO
Allevamenti ingrasso con capi > 20
BRESCIA - G V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
DISTRETTO
SUIDI
Allevamenti aperti a dicembre 2013
Tabella 2
1
5
2
1
1
29
20
26
59
134
Ingrasso
Familiare
(Autoconsumo)
212
103
354
373
1042
Ingrasso
Familiare
(Autoconsumo)
Ingrasso
Intermedio
Magronaggio
221
111
367
391
1090
Ingrasso
Familiare
(Autoconsumo)
16
3
1
1
2
7
2671
5700
15700
9298
33369
Ingrasso
Intermedio
Magronaggio
2
2
349
118
82
133
Ingrasso
Intermedio
Magronaggio
TOTALE
Ingrasso
Intermedio
Magronaggio
39974
162271
127293
167083
496621
Riproduzione ciclo aperto
1
4
1
2
Riproduzione ciclo aperto
17
64
44
50
175
Riproduzione ciclo aperto
7089
17622
3582
19622
47915
Riproduzione ciclo chiuso
1
1
Riproduzione ciclo chiuso
5
10
13
13
41
Riproduzione ciclo chiuso
126
4895
69
443
5533
Riproduzione Svezzamento
4
3
1
Riproduzione Svezzamento
5
7
1
3
16
Riproduzione Svezzamento
13
86660
471358
296045
424463
1278526
TOTALE
236
127
448
404
1215
TOTALE
292
360
626
621
1899
TOTALE
105700
100
28000
133800
Anatre
carne
61710
20
27800
89530
Anatre
carne
6
1
1
8
Anatre
carne
683500
3886243
1677250
1362550
7609543
Broiler
503176
3734364
1681924
1211172
7130636
Broiler
13
86
48
24
171
Broiler
550
25020
2000
27570
Broiler
aperto
200
31525
800
32525
Broiler
aperto
1
2
1
4
Broiler
aperto
430
430
Colombi
carne
410
410
Colombi
carne
2
2
Colombi
carne
42
22
LONATO
ROVATO
161
84
LENO
Totale
13
>250
160
22
42
84
12
di cui
>1000
Broiler
BRESCIA - G.V.T.
DISTRETTO
>250
76
15
16
40
5
4
75
15
16
40
di cui
>1000
Ovaiole
>250
25
9
10
4
2
di cui
>1000
25
9
10
4
2
75720
45720
30000
Faraone
carne
69290
39290
30000
Faraone
carne
4
3
1
Faraone
carne
Polli riproduttori
2700
6500
31900
1801
42901
Commerciante
0
2060
5259
100
7419
Commerciante
5
3
19
6
33
Commerciante
numero di allevamenti presenti suddivisi per classi di consistenza
BRESCIA G.V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
DISTRETTO
Capacità
BRESCIA G.V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
DISTRETTO
Capi
BRESCIA G.V.T.
LENO
LONATO
ROVATO
Totale
DISTRETTO
Allevamenti aperti a dicembre 2013
AVICOLI
tabella 3
>250
72
24
8
32
8
72
24
8
32
di cui >1000
8
860
130
190
2410
3590
Ornamentali
622
70
260
1115
2067
Ornamentali
11
3
3
8
25
Ornamentali
Tacchini carne
80
80
Oche
carne
0
0
Oche
carne
1
1
Oche
carne
260000
1597997
1470920
1267440
4596357
Ovaiole
128258
1341958
950348
1042640
3463204
Ovaiole
7
42
23
18
90
Ovaiole
300
300
Piccioni
carne
250
250
Piccioni
carne
1
1
Piccioni
carne
133000
140424
213200
267500
754124
Polli
riproduttori
49891
114285
209750
244385
618311
Polli
riproduttori
4
5
10
10
29
Polli
riproduttori
10000
259400
300
249100
Quaglie
carne
2000
2040
40
0
Quaglie
carne
1
5
2
2
Quaglie
carne
110
110
Ratiti
49
49
Ratiti
2
2
Ratiti
1351
1110
4271
395
7127
Rurale
615
642
2570
210
4037
Rurale
16
11
92
6
125
Rurale
1126
1807
2464
180
5577
Rurale
aperto
828
667
1162
120
2777
Rurale
aperto
18
13
82
1
114
Rurale
aperto
43000
83500
30000
10500
Selvaggina
7300
7300
0
0
Selvaggina
2
5
1
2
Selvaggina
26000
225000
66750
141500
459250
Svezzamento
2700
83114
11790
36910
134514
Svezzamento
3
8
7
9
27
Svezzamento
14
358000
622040
191500
393550
1565090
Tacchini
carne
193972
587912
178180
359900
1319964
Tacchini
carne
14
32
8
24
78
Tacchini
carne
1496837
6893631
3713565
3520436
15624469
TOTALE
880102
5966932
3102788
2934501
12884323
TOTALE
94
221
296
113
724
TOTALE
214
581
1865
11677
ROVATO
Totale
totale ovicaprini
116
3505
383
5924
105
69
291
Stanziali
DISTRETTO
Vaganti
1
BRESCIA - G.V.T
LENO
LONATO
Capi
totale ovicaprini
15
120
15
119
ROVATO
Totale
1
44
12
48
12258
1981
3610
452
6215
TOTALE
44
12
49
Stanziali
TOTALE
1107
DISTRETTO
Vaganti
2
24
212
1083
BRESCIA - G.V.T
LENO
LONATO
di cui con capi 0 (zero)
totale ovicaprini
ROVATO
Totale
33.239
207
1.711
ROVATO
Totale
BRESCIA - G.V.T
LENO
LONATO
DISTRETTO
Capi
ROVATO
Totale
BRESCIA - G.V.T
LENO
LONATO
DISTRETTO
568
132
7392
928
1456
162
4846
Stanziali
84
14
26
5
39
Stanziali
di cui con capi 0 (zero)
ROVATO
Totale
13589
2337
1296
1674
8282
Vaganti
3
1
2
Vaganti
36
6
Vaganti
4
7
19
DISTRETTO
BRESCIA - G.V.T
LENO
LONATO
DISTRETTO
BRESCIA - G.V.T.
LENO
LONATO
Stanziali
168
18
250
Allevamenti aperti a dicembre 2013
Allevamenti aperti a dicembre 2013
Stanziali Vaganti TOTALE
324
3
327
59
5
64
488
14
502
OVINI
Tabella 4
CAPRINI
20981
3265
2752
1836
13128
TOTALE
87
14
26
6
41
TOTALE
604
138
TOTALE
172
25
269
Lama
Alpaca
ROVATO
Totale
ROVATO
BRESCIA - G.V.T.
LONATO
LONATO
DISTRETTO
Capi
LONATO
ROVATO
Totale
DISTRETTO
Lama
Alpaca
Lama
Alpaca
Lama
SPECIE
Lama
Lama
SPECIE
di cui con capi 0 (zero)
ROVATO
Totale
ROVATO
DISTRETTO
SPECIE
BRESCIA - G. V.T. Lama
LONATO
Alpaca
LONATO
Lama
8
35
1
2
20
4
Stanziali
1
1
2
Stanziali
3
8
1
Stanziali
1
1
2
Allevamenti aperti a dicembre 2013
ALTRE SPECIE
1
1
2
1
1
2
15
8
35
1
2
20
4
TOTALE
TOTALE
3
8
1
TOTALE
tabella 5
EQUIDI
Allevamenti aperti a dicembre 2013
DISTRETTO
Asini
Bardotti
Equini
Muli
BRESCIA - GARDONE V.T.
85
616
LENO
41
303
140
793
LONATO
ROVATO
78
Totale
344
numero di allevamenti presenti suddivisi per classi di consistenza
DISTRETTO
0-1
BRESCIA - GARDONE V.T.
1
619
1
2331
>1
292
409
344
1
934
1
2677
698
701
179
165
344
LONATO
391
543
934
Totale
701
TOTALE
LENO
ROVATO
TOTALE
297
401
698
1159
1518
2677
tabella 6
APISTICI
Anno 2013
Numero Apicoltori Residenti sul
Territorio
Numero Denunce
1030
Numero Denunce con
Previsione di Nomadismo
Numero
Postazioni in
Denuncia
601
990
Numero Alveari
con Previsione di
Nomadismo
Numero
Richieste di
Nomadismo
2529
78
78
Numero Numero
Apiari in Alveari in
Denuncia Denuncia
990
12371
Numero Numero
Postazioni Apiari
Nomadi Nomadi
159
Numero
Alveari
Nomadi
159
2255
tabella 7
Pesci
DISTRETTO
BRESCIA - GARDONE V.T.
allev.
8
LONATO
15
LENO
10
ROVATO
14
Totale
47
16
Attività
L’attività che ricade nel settore della Sanità Animale è definita, per la maggior parte, dalla
normativa comunitaria e nazionale e regionale ed è volta a prevenire la diffusione delle
malattie trasmissibili degli animali che, da un lato, possono comportare ingenti perdite
produttive e dall’altro possono costituire un rischio zoonosico per l’uomo. Importante è
acquisire e confermare gli accreditamenti a livello aziendale e territoriale.
In linea con il vigente POA Aziendale, l’attività del Servizio di Sanità Animale riguarda
principalmente gli animali di interesse zootecnico e anche i selvatici. Di seguito si entra nella
della programmazione della attività per obiettivi operativi.
Programmazione anno 2014
OBIETTIVI OPERATIVI REGIONALI
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza nazionale:
Descrizione
Dettagli dell'attività: Considerata la conferma
dell’accreditamento di Provincia Ufficialmente
indenne
per
Tubercolosi,
Brucellosi, il
controllo riguarda il 50% degli allevamenti e
dei capi da riproduzione e il 25% dei capi per
brucellosi e Leucosi Bovina.
Allevamenti controllabili 1.024
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività: Considerata la conferma
della qualifica di Provincia Ufficialmente
indenne per Brucellosi ovicaprina, l’attività
per l’anno 2014, consiste in:
controllo,
mediante
campionamento
ematico statisticamente significativo, del
100% dei greggi vaganti e degli
allevamenti che praticano l’alpeggio;
controllo del 50% degli allevamenti
stanziali e degli animali con effettivo (
presenza media per azienda ) superiore a
5 femmine di età > a 6 mesi ;
controllo della corretta identificazione dei
capi presenti negli allevamenti di cui ai
punti precedenti e registrazione in BDR /
BDN;
registrazione della qualifica sanitaria in
BDR / BDN.
Allevamenti controllabili 339
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Bonifica sanitaria degli allevamenti bovini
D.D.U.O. n. 97/2011 come modificato dal
D.D.S. n. 12274/2012
Applicativo Informatico Regionale
Bonifica sanitaria degli allevamenti
ovicaprini
D.D.U.O. n.99/2011
Applicativo Informatico Regionale
Blue Tongue
17
Dettagli dell'attività: l’attività consiste nella
sorveglianza,
mensile,
mediante
campionamento ematico (in media 7 capi per
allevamento), da marzo a dicembre, in 62
allevamenti bovini ubicati nelle apposite
griglie
territoriali
disposte
dal
Centro
Nazionale di Referenza, al fine della conferma
della qualifica di Provincia stagionalmente
libera.
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività: esecuzione del test su
tutti gli ovini e caprini morti in allevamento di
età superiore ai 18 mesi;
esecuzione del test su almeno 30 ovini e 100
caprini
regolarmente
macellati
di
età
superiore a 18
mesi
salvo nuovi
aggiornamenti o modifiche regionali.
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività: sistema di sorveglianza e
prelievo obex bovini morti in allevamento e
inserimento verbale in BDR (nel 2013 sono
stati inseriti in BDR n. 2.702 verbali )
modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività:
Ai fini della conferma
dell’accreditamento
provinciale
degli
allevamenti per MVS, è necessario procedere
alla sorveglianza sierologica sugli allevamenti
suinicoli a ciclo aperto ogni 6 mesi , a ciclo
chiuso annuale ( pari a n. 379 ingressi ) e su
n. 24 allevamenti da ingrasso (questi ultimi
selezionati
con lo strumento “G.R.A.S.”
presente in BDR ).
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività: il Piano di Sorveglianza
consiste in controlli sierologici negli stessi
allevamenti di cui al punto precedente, nel
rispetto della rappresentatività delle categorie
presenti, utilizzando il medesimo campione di
sangue.
Il piano regionale prevede dei controlli
documentali
e controlli sierologici mirati
presso allevamenti sieropositivi.
-Eventuali prescrizioni e relative scadenze
-Eventuali prelievi ematici per verifica
efficacia vaccinazione.
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Nota Ministero della Salute DGSA n.18 del 28
febbraio 2007 e smi; nota Regione Lombardia
H1.2011.24829 del 12/08/2011
Applicativo Informatico Regionale
Sorveglianza EST ovicaprina
Nota H1.2013.0005013 del 12/02/2013, salvo
diversa ripartizione annuale dei campioni da
parte del Ministero della Salute.
Applicativo Informatico Regionale /Banca dati
locale
BSE
D.M. 7 gennaio 2000 e s.m.i. , nota MdS 11885
del 12/06/2013
Applicativo Informatico Regionale
Malattia vescicolare del suino
D.D.U.O. n. 5923/2009
Applicativo Informatico Regionale
Malattia di Aujeszky
D.M. 1 aprile 1997; DM 30/12/2010 e smi
D.D.U.O. n. 10784 del 17/11/11.
Applicativo Informatico Regionale
Influenza aviaria
18
Dettagli dell'attività: l’attività programmata
consiste
nell’effettuazione
di
controlli
sierologici e virologici in allevamenti intensivi
di riproduttori, ovaiole, tacchini e allevamenti
di svezzamento e per ripopolamento di fauna
selvatica durante il ciclo produttivo e
precedentemente all’invio alla macellazione
Allevamenti controllabili n. 220
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività: l’attività del Piano
consiste nell’esecuzione di campionamento
ufficiale ambientale in tutti gli allevamenti di
riproduttori (20 allevamenti ) e ovaiole ( 66
allevamenti)
attivi
.
Nel
10%
degli
allevamenti attivi di polli da carne e tacchini
pari rispettivamente a 19 e a 8 allevamenti.
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività: l’attività consiste nella
sorveglianza
entomologica,
nell’area
di
sorveglianza esterna individuata dal Centro di
Referenza
Postazioni sorveglianza entomologica n. 5
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli
dell'attività:
Nelle
more
di
emanazione di un piano nazionale la nota
Regionale ha indicato di continuare l’attività di
sorveglianza
prevista
dall’Ordinanza
Ministeriale.
In particolare nei confronti degli equidi che
vengono movimentati per la partecipazione a
controlli
manifestazioni
ippico-sportive:
sierologici
e la trascrizione degli esiti dei
controlli sul passaporto a cura del Veterinario
Ufficiale.
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Dettagli dell'attività: controllo sierologico e
virologico in caso di positività negli stalloni
(nel 2013 n.56 capi controllati )
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
D.D.U.O. 3009/2011
Applicativo Informatico Regionale
Salmonellosi avicoli: riproduttori (Gallus
gallus), ovaiole, boiler e tacchini
Piani nazionali trasmessi dal Min. Sal. con nota
DGSA 254/P del 08/01/2013 e smi.
Applicativo Informatico Regionale
West Nile Disease
Piano nazionale; nota Regione Lombardia
H1.2013.23747 del 14 agosto 2013 e smi.
Applicativo Informatico Regionale /Banca dati
locale
Anemia Infettiva degli Equidi
O.M. 6 agosto 2010 e nota Regionale
H1.2012.0031898 del 06/11/2012
Applicativo Informatico Regionale /Banca dati
locale
Arterite Virale Equina
O.M. 13 gennaio 1994 e smi
Applicativo Informatico Regionale /Banca dati
locale
Piano Nazionale di Sorveglianza malattie e
Mortalità delle Api
19
Dettagli dell'attività: controlli in 5 apiari
rappresentativi del territorio , i controlli sono
stati effettuati a cura del Referente
Dipartimentale per il settore apistico.
modalità rendicontazione/reporting
Nota MdS 18698 del 30/09/2013
Decisione 2013/512/UE del 17 ottobre 2013
Applicativo Informatico Regionale (in
attivazione)
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza europea:
Controlli nel sistema di identificazione e registrazione degli
animali BOVINI in allevamento
Dettagli dell'attività:
Reg.(CE) 1034/2010 del 15.11.2010, circolare
Allevamenti presenti in BDR n. 4303 MdS DGSA 21492 del 01.12.2010 (almeno 3%
Sopralluoghi da effettuare n. 129
aziende; lo stesso motivo di selezione delle
aziende da sottoporre a controllo non deve
essere superiore all’85% del totale dei motivi di
selezione) - Nota MdS DGSA 17009 del
29.09.2011 – Nuove check list
Descrizione
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Applicativo Informatico Regionale
Controlli nel sistema di identificazione e registrazione degli
animali BOVINI al macello
Dettagli dell'attività:
Totale macelli presenti n. 74
Controlli da effettuare (10%) n.8 macelli, n.2
per Distretto Veterinario
Modalità rendicontazione/reporting
Reg.(CE) 1082/2003
del 26.06.2003, Nota
MdS
n. 31659 del 18.10.2004
Applicativo Informatico Regionale
Controlli nel sistema di identificazione e registrazione degli
animali OVI-CAPRINI
Dettagli dell'attività:
Reg.(CE) 1033/2010 del 15.11.2010; circolare
Allevamenti presenti in BDR n.1711
Min Sal DGSA del 01/12/2010 (almeno il 3%
Sopralluoghi da effettuare n.51
delle aziende e almeno il 5% dei capi; lo stesso
motivo di selezione delle aziende da sottoporre
a controllo non deve essere superiore all’85%
del totale dei motivi di selezione) Nota MdS
DGSA 17009 del 29.09.2011 – Nuove check list
Modalità rendicontazione/reporting
Applicativo Informatico Regionale
Descrizione
Controlli nel sistema di identificazione e registrazione degli
animali SUINI
Dettagli dell'attività:
Dir.
2008/71
del
15/07/20008;
D.lvo
Allevamenti presenti in BDR n.1899
26/10/2010 (almeno l’ 1 % delle aziende; lo
stesso motivo di selezione delle aziende da
Sopralluoghi da effettuare n. 19
sottoporre a controllo non deve essere
superiore all’85% del totale dei motivi di
selezione
Descrizione
20
Modalità rendicontazione/reporting
Applicativo Informatico Regionale
Controlli nel sistema di identificazione e registrazione degli
animali EQUINI
D.M.
29/12/2009,
Art.
14;
circolare
Dettagli dell'attività:
DGSA.II/14396 del 23/11/2007 (almeno il 5 %
Allevamenti presenti in BDR con almeno 2
delle aziende; lo stesso motivo di selezione
capi n. 1518 (come da nota regionale prot.
delle aziende da sottoporre a controllo non
H1.2012.0011322 del 11/04/2012)
deve essere superiore all’85% del totale dei
motivi di selezione)
Sopralluoghi da effettuare n. 76
Descrizione
Modalità rendicontazione/reporting
Applicativo Informatico Regionale
Obiettivi operativi a valenza regionale:
Descrizione
Biosicurezza allevamenti suini
DDUO n. 5923/2009; almeno un controllo
Dettagli dell'attività:
annuale in tutti gli allevamenti da riproduzione
Allevamenti controllabili n. 591
Almeno il 35% degli allevamenti deve essere svezzamento e negli allevamenti da ingrasso
controllato dal veterinario ufficiale di nuova o superiori a 20 capi o a rischio più elevato .
altra competenza territoriale.
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Applicativo Informatico Regionale
Biosicurezza allevamenti avicoli
Dettagli dell'attività:
Allevamenti controllabili n. 392
Almeno il 35% degli allevamenti deve essere
controllato dal veterinario ufficiale di nuova o
altra competenza territoriale.
D.D.U.O 3009/2011: almeno un controllo
annuale:
- tutti gli svezzatori e commercianti avicoli
- nella ex area di vaccinazione e monitoraggio
intensivo: tutti gli allevamenti avicoli
intensivi,
- nel restante territorio tutti gli allevamenti
avicoli intensivi di tacchini e lunga vita
(riproduttori ed ovaiole) .
Modalità rendicontazione/reporting
Applicativo Informatico Regionale
Sorveglianza sullo spostamento degli animali per
Descrizione
ragioni di
Pascolo
Dettagli dell'attività:
D.D.U.O. n.101/2011
Visita favorevole e stesura mod. 7
con
allegato elenco capi (n. 309 mod. 7 nel 2013)
compilato in BDR
Modalità rendicontazione/reporting
Applicativo Informatico Regionale /Banca dati
locale
Descrizione
Rinotracheite Infettiva del Bovino
21
Dettagli dell'attività:
Trattasi di Piano di
sorveglianza con adesione volontaria da parte
degli
allevatori
e
pertanto
l’attività
programmata ha come obiettivo la conferma
degli accreditamenti acquisiti e eventuali
nuovi accreditamenti; inoltre in esecuzione al
piano, deve essere effettuata la vaccinazione
degli animali che praticano l’alpeggio.
Attività 2013 aziende aderenti al piano
regionale 73 di cui 43 indenni
Per l’alpeggio,
con fornitura gratuita del
vaccino a cura dell’ASL di Brescia, sono state
effettuate n. 4.340 vaccinazioni in 121
allevamenti.
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
D.D.U.O. n. 10971/2010
Applicativo Informatico Regionale /Banca dati
locale
Rabbia silvestre
Dettagli dell'attività: conferimento all’ IZS
delle volpi abbattute o morte, ai fini della
sorveglianza nel territorio della rabbia
silvestre
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
Applicativo Informatico Regionale /Banca dati
locale
Agalassia contagiosa degli ovi-caprini
Dettagli dell'attività: controllo statisticamente
significativo dei caprini da latte, mediante
campione ematico, e la vaccinazione per i capi
ovicaprini che praticano l’alpeggio in malghe a
rischio appositamente individuate.
Nel 2013 sono state eseguite per l’alpeggio
N. 2820 vaccinazioni in n. 17 allevamenti
Modalità rendicontazione/reporting
Descrizione
D.D.S. 5080/2007 e smi
D.D.U.O. n. 13996/ 2009; D.D.U.O 1874/2010;
Circolare Regione Lombardia n.8 del
09/03/2010
Applicativo Informatico Regionale
Profilassi Carbonchio Ematico
Dettagli dell'attività: vaccinazione obbligatoria Decreto D.G.Sanità n.4108/2013
dei bovini equini caprini e ovini destinati in n.
19 alpeggi
elencati in apposito Decreto
Regionale.
Piano regionale di monitoraggio e controllo sanitario della
Descrizione
fauna selvatica
Dettagli dell’attività
DDG n.11358 del 5 dicembre 2012
modalità
rendicontazione/reporting
Applicativo Informatico Regionale
modalità di verifica
Controlli effettuati/controlli programmati e attività di formazione
Descrizione
Dettagli dell’attività
modalità
rendicontazione/reporting
modalità di verifica
Piano regionale di selezione genetica degli ovini per la
resistenza alla scrapie
DDUO n. 6306 del 16 luglio 2012
Registrazione e reportistica disponibile in BDR
Controlli sulle aziende aderenti
22
OBIETTIVI REGIONALI DI NUOVA FORMULAZIONE - ANNO 2014
Titolo: D.D.G.S. 6845 del 18 Luglio 2013 “Piano Regionale di Controllo e
Certificazione nei confronti della Paratubercolosi Bovina” e nota H1.2013.31886 del
18/11/2013
Obiettivi:
-
definire i criteri per le attestazioni sanitarie (certificazioni) necessarie per il commercio del
latte e dei prodotti derivati, ai fini dell’export;
raccogliere dati statistici sull’incidenza di casi clinici di paratubercolosi e sulla diffusione
dell’infezione da Mycobacterium avium paratuberculosis nel patrimonio bovino;
fornire agli allevatori strumenti per prevenire e controllare l’infezione da Mycobacterium
avium subsp. paratuberculosis nei propri allevamenti.
ATTIVITA’
Il Piano regionale di controllo e certificazione nei confronti
della Para-tubercolosi, che, anche in assenza di forme
cliniche di malattia, determina rilevanti danni economici
diretti negli allevamenti bovini e comporta la limitazione
del commercio dei prodotti a base di latte destinati alle
esportazioni, è finalizzato a:
- rendere obbligatoria la segnalazione dei casi clinici nei
bovini per l’adozione dei provvedimenti conseguenti;
- fornire agli allevatori idonei strumenti per prevenire e
limitare la diffusione dell’infezione negli allevamenti;
- definire i criteri per rilasciare le attestazioni sanitarie
(certificazioni) degli allevamenti, ai fini del commercio
del latte e dei prodotti derivati;
- monitorare la diffusione dell’infezione nel patrimonio
bovino della Lombardia
DETTAGLI DELL'ATTIVITÀ
categorizzazione degli eventuali
- tutti i sospetti clinici di paratubercolosi devono essere
rischi e modalità di applicazione
segnalati all’ASL, che, in caso di conferma adotta i
delle categorie di rischio
provvedimenti conseguenti;
- tutte le aziende che richiedono la certificazione
sanitaria, ai fini dell’export del latte e dei prodotti
derivati, devono rispettare i requisiti ed essere
sottoposte ai controlli, a seconda della rispettiva
qualifica sanitaria
frequenza
Controlli sanitari differenziati, in relazione allo stato
(o criteri per stabilire frequenza) sanitario dell’allevamento e, su richiesta del proprietario,
al livello di certificazione acquisito o che si intende
acquisire
luogo e momento del controllo
In allevamento: controlli annuali per il mantenimento o
rilascio qualifiche sanitarie.
In allevamento e macello: controlli per approfondimenti
diagnostici, in caso di sospetto clinico
metodi e tecniche
Visita clinica, esame anatomo-patologico, prove
diagnostiche di laboratorio
modalità rendicontazio-ne e
Registrazione in BDR/BDN dell’adesione al piano e della
feedback
qualifica sanitaria
modalità verifica
Indicatori: allevamenti aderenti e qualifiche sanitarie in
BDR/BDN
LABORATORIO
IZSLER
esecuzione delle analisi sui campioni
Descrizione
23
Titolo: Piano regionale di accreditamento degli allevamenti suini nei confronti della
Malattia di Aujeszky
Obiettivi:
-
accreditare tutte le province nei confronti della malattia di Aujeszky;
garantire agli allevamenti suini le condizioni sanitarie per la libera commercializzazione
degli animali.
ATTIVITA’
Descrizione
Considerata l’importanza economica del settore suinicolo
lombardo e le limitazioni che la malattia può determinare
alla movimentazione degli animali e dei loro prodotti, con
conseguenti danni economici, Regione Lombardia intende
perseguire entro il 2015 l’accreditamento di tutte le
province nei confronti della malattia di Aujeszky. Gli allevamenti che non risulteranno accreditati al 1 gennaio
2016 non potranno movimentare i suini.
DETTAGLI DELL'ATTIVITÀ
categorizzazione degli eventuali
rischi e modalità di applicazione
delle categorie di rischio
frequenza
(o criteri per stabilire frequenza)
luogo e momento del controllo
metodi e tecniche
modalità rendicontazio-ne e
feedback
modalità verifica
IZSLER
L’ ASL presenta alla UO Veterinaria, entro il 20 febbraio un
piano per programmare l’attività del 2014, per
l’approvazione dove viene indicato :
- numero di allevamenti suini, per tipologia, che saranno
accreditati (almeno il 90% degli allevamenti suini
negativi, al 31/12/2013, in base i controlli effettuati ai
sensi del piano nazionale e di cui sia confermato
nell’anno in corso la negatività)
- numero di allevamenti da ingrasso (stato sconosciuto),
per tipologia, da sottoporre a controllo ai fini della
verifica dello stato sanitario (almeno il 50% degli
allevamenti)
tipologia/numero di allevamenti suini sieropositivi che
saranno sottoposti a verifica per la corretta attuazione
del piano vaccinale.
I controlli presso gli allevamenti da riproduzione
sieropositivi andranno eseguiti con la supervisione del
veterinario responsabile distrettuale del piano in accordo
con il veterinario ufficiale e il veterinario aziendale.
Una volta conosciuta la situazione si procederà a dare le
prescrizioni gestionali, vaccinali e di biosicurezza utili al
fine dell’eradicazione della malattia.
Frequenza e numerosità campionaria in relazione a
tipologia, consistenza e stato sanitario dell’allevamento,
secondo le disposizioni nazionali (D.M. 1° aprile 1997 e
s.m.i.) o regionali.
In allevamento: controlli per il mantenimento o rilascio
qualifiche sanitarie.
In macello (dove possibile e in accordo con le ASL sede
dei macelli): controlli su gli allevamenti da ingrasso
Ispezioni in allevamento, campionamenti
L’attività di controllo deve essere registrata impiegando le
funzionalità del sistema informativo veterinario, secondo
le modalità previste dal Piano
Indicatori: prevalenza infezione, numero di allevamenti
accreditati rispetto a quelli programmati; corretta e puntale
registrazione/ aggiornamento della qualifica sanitaria in
BDR/BDN
LABORATORIO
esecuzione delle analisi sui campioni
24
Titolo: Dematerializzazione degli adempimenti amministrativi per la movimentazione
degli animali della specie bovina: progetto sperimentale
Obiettivo: dematerializzare gli adempimenti amministrativi per la movimentazione dei capi
bovini
Descrizione
Popolazione interessata
Adesione
metodi e tecniche
modalità rendicontazio-ne
e feedback
modalità verifica
ATTIVITA’
Il progetto sperimentale definisce le modalità operative per
l’utilizzo della dichiarazione di provenienza e destinazione (Mod.
IV) informatizzata e la conseguente abolizione del passaporto
bovino, comunque garantendo la tracciabilità degli animali
lungo l’intera filiera.
DETTAGLI DELL'ATTIVITÀ
Il progetto si applica, in via sperimentale, ai soli capi nati in
regione Lombardia o introdotti da vita da Paesi Terzi, che sono
movimentati sul territorio regionale. Tuttavia, previ accordi
bilaterali, può essere esteso anche alle movimentazioni con le
altre regioni italiane. Sono escluse dal progetto le
movimentazioni verso Paesi Comunitari e/o Paesi Terzi.
Sono principalmente coinvolti gli allevatori attualmente
accreditati e abilitati all’utilizzo della Banca dati Regionale per le
registrazioni anagrafiche
L’adesione da parte degli allevatori alle modalità sperimentali è
su base volontaria
attività formativa destinata ad allevatori accreditati e ad
allevatori abilitati in merito all’utilizzo degli strumenti
informatici dedicati, agli enti delegati e attività divulgativa
finalizzata all’abilitazione di nuovi utenti
Relazione sull’attività formativa
Utilizzo del modello IV elaborato direttamente in BDR da parte
degli allevatori
Attività di formazione rivolta agli operatori del settore
Incremento degli allevatori abilitati che utilizzano il modello IV
elaborato direttamente in BDR, in assenza di passaporto
25
Titolo: progetto per la creazione di nuclei di selezione genetica per la resistenza alla
scrapie
Obiettivo: incentivare l’adesione al piano di selezione genetica degli ovini per la resistenza alla
scrapie attraverso la creazione di nuclei di selezione che consentano di produrre capi resistenti
in presenza di buoni profili morfologici e riproduttivi e in condizioni di consanguineità contenuta
Descrizione
Popolazione interessata
Azioni
Modalità di selezione
metodi e tecniche
modalità rendiconta-zione e
feedback
modalità verifica
IZSLER
ATTIVITA’
Il progetto prevede la creazione di nuclei di selezione alimentati
in via prioritaria da allevamenti aderenti al piano di selezione
genetica, nei quali effettuare selezione in linea maschile e
femminile attraverso schemi di selezione mirati che tengano
conto degli aspetti morfologico produttivi
DETTAGLI DELL'ATTIVITÀ
Il progetto coinvolge progressivamente, su base di adesione
volontaria:
- allevamenti aderenti al piano di selezione genetica;
- allevamenti con riproduttori resistenti, in esito dell’attività
di monitoraggio obbligatorio condotta ai sensi del DDUO
n.6306 del 16 luglio 2012.
- Individuazione degli allevamenti per la creazione dei nuclei
di selezione;
- predisposizione degli schemi di selezione;
- attività formativa/divulgativa;
- test di genotipizzazione.
Le modalità di selezione verranno individuate dai DPV, in
accordo con l’allevatore, per tramite dei veterinari responsabili
del Piano di selezione genetica, individuati con DDUO n.6306
del 16 luglio 2012.
IZSLER e Istituto Spallanzani avranno ruolo di organi tecnico
scientifici consultivi per la definizione dello schema di selezione.
- assistenza tecnica (supporto operativo per la gestione dei
capi e dei campioni; consulenza scientifica per la
pianificazione e gestione dello schema di selezione allo
scopo di selezionare capi resistenti con caratteristiche
morfologiche, produttive e riproduttive soddisfacenti);
- selezione in linea maschile e femminile (test di
genotipizzazione);
- attività di formazione.
Relazione di attività; nuclei di selezione
Incremento numero di capi semi resistenti e resistenti
LABORATORIO
Analisi di genotipizzazione
26
OBIETTIVI REGIONALI MULTIDISCIPLINARI DI NUOVA FORMULAZIONE
Titolo: Condizionalità – Attività di controllo 2014
Obiettivi: Attuazione del protocollo di intesa con OPR Lombardia al fine di gestire gli
adempimenti di competenza in materia di "condizionalità", come previsto dalla vigente politica
agricola dell'UE (PAC)
Descrizione
categorizzazione degli
eventuali rischi e modalità di
applicazione delle categorie di
rischio
frequenza
(o criteri per stabilire
frequenza)
luogo e momento del controllo
metodi e tecniche
modalità rendicontazione e
feedback
modalità verifica
ATTIVITA’
Controlli sulle aziende zootecniche aderenti al regime di
pagamento unico ai sensi del Reg. (CE) 73/2009, alle
misure previste dal programma di sviluppo rurale di cui al
Reg. (CE) 1698/2005 e ai programmi di cui al Reg. (CE)
1234/2007
DETTAGLI DELL'ATTIVITÀ
Il campione di condizionalità fornito dalla U.O. Veterinaria
con apposita nota comprende:
- campione casuale individuato dalla UO Veterinaria;
- campione a rischio selezionato da ciascuna Asl nel
rispetto delle quote assegnate dalla UO Veterinaria per il
raggiungimento delle percentuali di controllo proprie
della condizionalità e in base a criteri di rischio definiti
dalle norme di settore di sanità pubblica veterinaria.
L’attività di controllo per la condizionalità rientra nell’attività
programmata dei DPV.
Effettuazione del 100% dei controlli entro 31 dicembre 2014
Aziende zootecniche beneficiarie di aiuti comunitari facenti
parte del campione di condizionalità
SIV Documenti regionali – condizionalità 2014
- registrazione negli applicativi informatici;
- relazione inerente i risultati della supervisione e l’attività
formativa interna;
- trasmissione
con
cadenza
trimestrale
della
documentazione relativa ai controlli con esito di non
conformità.
Attività delle ASL oggetto di verifica da parte della UO
veterinaria (controlli di 1° livello):
Attività di supervisione
Attività effettuata/Attività programmata
Attività della UO veterinaria oggetto di verifica da parte di
OPRL (con-trolli di 2° livello):
- Definizione e trasmissione del campione di condizionalità
- Controllo documentale a campione
27
ATTIVITA’ INTEGRATA
Integrazione fra Area A di Sanità Animale e Area C di Igiene degli allevamenti.
Ai fini di sfruttare le sinergie fra le diverse Aree funzionali si programmano le seguenti attività
congiunte presso gli allevamenti intensivi di suini e avicoli.
Allevamenti suini
Controlli integrati presso gli allevamenti suini a carattere intensivo con particolare riferimento
alla biosicurezza, registrazioni in BDR, sorveglianza e accreditamenti, alimentazione, benessere
animale e farmacosorveglianza.
Programmazione attività:
-
individuazione congiunta di 3 allevamenti in ogni DV da sottoporre a controllo (tipologia
produttiva: 1 ciclo aperto, 1 ciclo chiuso e 1 ingrasso);
pianificazione congiunta dei sopralluoghi negli allevamenti Area A e C;
sopralluogo in allevamento da parte dei Veterinari Ufficiali di Area A e C;
registrazione in SIVI dei controlli effettuati;
redazione del rapporto finale congiunto sulle modalità operative attuate nei singoli
allevamenti: punti di forza e eventuali criticità rilevate riguardo a programmazione,
pianificazione e sopralluogo.
Allevamenti avicoli
Controlli integrati area A e C presso gli allevamenti di ovaiole broiler e tacchini ai fini della
farmacosorveglianza, biosicurezza e piani salmonella utilizzando la nuova check-list trasmessa
dalla UO Veterinaria regionale secondo la seguente numerosità:
-
galline ovaiole – distretto Brescia GVT n. 4 - distretto Lonato n. 7 – distretto Leno n. 10 –
distretto Rovato n. 7;
tacchini e broiler - distretto Brescia GVT n. 12 - distretto Lonato n. 20 – distretto Leno n.
25 – distretto Rovato n. 20.
Controlli integrati con l’IZSLER nell’ambito della sanità animale
Anche per il 2014 sono stati programmati n. 8 controlli integrati con la Sezione Diagnostica
dell’IZSLER (2 per ogni DV ) presso allevamenti di suini da riproduzione/ingrasso finalizzati a
verificare e migliorare l’efficacia e appropriatezza dei controlli ufficiali inerenti i piani di
sorveglianza (in particolare MVS e Aujeszky) e biosicurezza.
Nei controlli in particolare ci si soffermerà a verificare:
- la corretta identificazione e alla registrazione dei suini;
- il piano di controllo della malattia di Aujeszky e in particolare modalità e tempi per
ottenere l’accreditamento;
- le misure sanitarie di eradicazione della malattia vescicolare del suino e di sorveglianza
della peste suina classica;
- il rispetto dei requisiti di biosicurezza.
28
AUDIT INTERNI
Nell’ambito del programma di audit interni, il Servizio Sanità animale effettuerà nel corso
dell’anno 2014, due audit per ognuno dei quattro Distretti Veterinari.
Il primo presso la sede distrettuale finalizzato alla verifica della corretta ed efficace esecuzione
delle procedure relative alla gestione delle anagrafi zootecniche, piani di sorveglianza e
bonifica sanitaria. Si valuterà a livello distrettuale la declinazione a livello territoriale del
documento programmatico 2014 per quanto attiene il quadro di contesto, l'attività da svolgere,
la conseguente programmazione compresi gli obiettivi operativi. Indispensabile pertanto la
verifica circa l'accuratezza nella compilazione dei vari documenti (certificazioni, verbali di
sopralluogo,check-list, verbali di biosicurezza ecc); il corretto utilizzo dei sistemi informatici in
uso, l’aggiornamento dei dati anagrafici, dello status sanitario e dei controlli delle aziende di
competenza in BDR/SIVI.
Il secondo presso un allevamento finalizzato a verificare, ai sensi del Reg. (CE) 882/04,
l’appropriatezza, l’efficacia e l’efficienza dei controlli ufficiali anche utilizzando le procedure
speciali pubblicate con DGR n.X/1105.
29
AREA IGIENE ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE
Analisi e dati di contesto
Le indagini necessarie ad espletare gli obbiettivi previsti dai legislatori europei, ovvero
"Prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili i rischi per gli esseri umani e gli animali,
siano essi rischi diretti o veicolati dall'ambiente nonché garantire pratiche commerciali, leali,
per i mangimi e gli alimenti e tutelare gli interessi dei consumatori, comprese l'etichettatura
dei mangimi e degli alimenti e altre forme di informazione dei consumatori" non potrebbero
essere effettuate senza una profonda conoscenza del territorio dalla cui analisi di contesto
scaturisce, quale strumento attuativo, l’anagrafe delle attività produttive soggette a controllo,
aggiornata non solo numericamente, ma anche qualitativamente, con il costante monitoraggio
delle tipologie produttive di ogni ditta di cui si registrano eventuali variazioni, modifiche o
innovazioni.
I dati dell'anagrafe, unitamente alle risultanze dell'attività di controllo degli anni precedenti,
sono le basi da cui annualmente si programmano gli interventi di controllo ufficiale previsti dal
piano pluriennale.
Solo unendo questi due fattori si può attuare una corretta azione di programmazione
dell’attività di controllo, in modo che gli interventi predisposti siano efficaci, proporzionati alla
rilevanza dei problemi igienico-sanitari e mirati.
Naturalmente accanto a questa attività programmabile e programmata vi è tutta la serie dei
controlli e delle attività svolte a seguito di situazioni non programmabili, contingenti o
imprevedibili, dei quali necessita comunque sia prodotta la documentazione relativa al tipo di
controllo, al risultato e ai provvedimenti adottati a seguito.
Le attività di controllo svolte dal personale che opera nell’area di Igiene degli Alimenti di O.A
sono specificate come di seguito:
Attività programmata:
-
-
Controllo ufficiale su impianti riconosciuti e registrati che trattano alimenti di Origine
Animale in applicazione del “Manuale Operativo per le Autorità Competenti Locali” del
01.12.2010, recepito da ASL di Brescia con deliberazione n. 324 del 07.06.2011 mediante
attività di:
Ispezione – procedura adottata dal Dipartimento di Prevenzione Veterinario con nota
protocollo n. 0112654 del 10.08.2011;
Audit - procedura adottata dal Dipartimento di Prevenzione Veterinario con nota protocollo
n. 0112655 del 10.08.2011;
Campionamento per verifica requisiti di sicurezza alimentare e piani specifici - procedura
adottata dal Dipartimento di Prevenzione Veterinario con nota protocollo n. 0077826 del
31.05.2011;
Monitoraggio;
Sorveglianza.
Attività non programmata:
-
Vigilanza e controllo su prodotti di O.A. nell’ambito degli scambi comunitari;
Attività svolta nell’ambito dell’importazione ed esportazione da e verso Paesi Terzi;
Visita ispettiva ed attestazione di idoneità al consumo di carni di animali macellati presso
gli impianti di macellazione e a domicilio dei privati;
Vigilanza e controllo, adempimenti in materia di tossinfezioni alimentari, riscontro alimenti
non conformi o pericolosi per la salute pubblica, gestione sistemi d’allerta;
Test BSE su animali macellati;
Campionamento per ricerca trichine in suidi e solipedi macellati;
Certificazioni e autorizzazioni sanitarie;
Pareri, certificati, attestazioni, nulla osta ;
30
-
Controlli supplementari a seguito di richiesta da parte dell’OSA o a seguito di riscontro di
non conformità;
Controlli su richiesta di altri Enti (ARPA,NAS, Provincia, etc).
Nell’anno 2013 sono stati eseguiti per attività programmata, conformemente a quanto previsto
dal Reg. CE 882/2004, i seguenti interventi:
Controlli ufficiali impianti riconosciuti
n. impianti presenti
n. controlli effettuati (ispezioni e audit)
328
1453
Controlli ufficiali impianti registrati
n. impianti presenti
n. controlli effettuati (ispezioni)
2021
1884
intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di alimenti di Origine Animale. Nel
corso di tali controlli sono state, inoltre, verificate le procedure predisposte dagli OSA in
ottemperanza a quanto disposto dal Reg. CE 852/2004.
Nell’ambito del processo di integrazione fra Dipartimento di Prevenzione
Veterinario e
Dipartimento di Prevenzione Medico, sono stati eseguiti n.243 controlli integrati nel settore
della ristorazione pubblica e collettiva, negozi di vicinato e gastronomie.
Sono stati inoltre effettuati 1857 campionamenti in ottemperanza all’attività programmata e a
specifici piani regionali (PNR, Piano Salmonelle, Piano Lysteria, Piano radioattività, Latte crudo,
Piano Alpeggi, Aflatossine).
Le procedure controllate nel corso del 2013 e le non conformità rilevate sono riportate nella
tabella sottostante (dati aggiornati al 31.12.2013); i dati sono stati estratti dal Sistema
Informativo Veterinario Integrato (SIVI) e riguardano complessivamente gli audit e le ispezioni
effettuate sugli impianti riconosciuti e registrati.
31
Tabella 1:
Nome Procedura
N. controlli
Analisi dei pericoli (HA)
Benessere animale
Bollatura sanitaria
Campionamento acque destinate al consumo umano
Campionamento alimenti e bevande compresi materiali a
contatto
Controllo animali indesiderati
Controllo MSR
Controllo temperature
Formazione personale
Gestione accessi visitatori
Gestione aflatossine
Gestione CCP
Gestione prodotti rilavorati (reworked)
Gestione rifiuti e acque reflue
Gestione sottoprodotti di O. A.
Igiene alimenti/stato conservazione
Igiene del personale
Import export animali
Individuazione punti critici di controllo (CCP)
Manutenzione impianti/attrezzature
Marchiatura/etichettatura prodotti
Modalità di campionamento e prelievo
Percorsi prodotti e personale interno
Potabilità acqua
Pre-shipment review (USA)
Procedura gestione N.C.
Procedure di controllo ufficiale (per audit interno e
supervisione)
Procedure sanificazione non SSOP
Selezione e verifica dei fornitori
Sistema di tracciabilità
Sistema ritiro prodotti dal mercato
SSOP operative
SSOP preoperative
Taratura strumenti di misurazione
Verifica autorizzazioni, requisiti strutturali dei locali e delle
attrezzature
Verifica etichettatura carni avicole
269
173
93
10
N. non
conformità
39
7
3
2
187
20
436
162
920
750
80
55
548
1
101
481
1462
924
2
340
1739
1163
344
116
346
2
152
35
4
47
14
8
3
37
0
3
15
39
16
0
26
255
21
76
11
33
0
12
4
0
522
145
543
389
162
169
94
41
9
35
5
16
17
7
851
122
57
0
32
Tabella 1 a)
NON CONFORMITA' IN STABILIMENTI RICONOSCIUTI
ATTIVITA'
Centro di imballaggio uova
Centro di trattamento termico del latte
Deposito riconosciuto
Impianto di macellazione di pollame, lagomorfi e selvaggina
Impianto di macellazione di ungulati domestici
Impianto di macellazione di ungulati domestici inferiore a 1000 UGB
Impianto di porzionatura e confezionamento di prodotti a base di latte
Impianto di produzione di prodotti a base di carne industriale
Impianto di produzione di prodotti a base di carne non industriale
Impianto di produzione di prodotti a base di latte in alpeggio
Impianto di produzione di prodotti a base di latte industriale
Impianto di produzione di prodotti a base di latte industriale (medio piccolo)
Impianto di produzione di prodotti a base di latte non industriale
Impianto di produzione di prodotti a base di pesce industriale
Impianto di produzione di prodotti a base di pesce non industriale
Impianto di riconfezionamento
Impianto di sezionamento di carni industriale
Impianto di sezionamento di carni non industriale
Impianto di stagionatura di prodotti a base di latte
Impianto di trasformazione stomaci, intestini, vesciche
N.
7
4
2
23
44
97
14
31
66
17
37
17
133
5
4
2
55
4
6
7
Tabella 1 b)
NON CONFORMITA' IN STABILIMENTI REGISTRATI
ATTIVITA'
Banco temporaneo per vendita ambulante
Deposito registrato
Distributore automatico di latte crudo
Ipermercato
Laboratorio di produzione annesso a spaccio agricolo
Laboratorio di produzione di prodotti gastronomici/rosticceria
Laboratorio di produzione e confezionamento miele (arnie > 50 pianura > 35 montagna)
Laboratorio di produzione e vendita di prodotti a base di latte
Laboratorio di produzione e vendita miele (hobbistica - arnie < 50 pianura < 35
montagna)
Macelleria e/o polleria
Macelleria e/o polleria e/o pescheria con laboratorio
Negozio commercializzazione al dettaglio alimenti e carni
Negozio commercializzazione al dettaglio prodotti alimentari vari
Negozio mobile per vendita ambulante
Pescheria
Superette o supermercato
Trasporto prodotti deperibili
N.
4
13
3
9
4
8
3
16
2
35
81
5
30
43
6
99
1
33
Nella seguente tabella sono riportati i dati dell’attività non programmata effettuata nell’anno
2013.
Tabella 2
ATTIVITA' NON PROGRAMMATA ANNO 2013
Tipologia di attività
Vigilanza e controllo su prodotti di O.A. nell'ambito di scambi comunitari,
importazione ed esportazione da e verso Paesi Terzi
numero atti/capi
519
Visita ispettiva ed attestazione di idoneità al consumo presso impianti di
macellazione di avicoli (capi macellati)
32.966.356
Visita ispettiva ed attestazione di idoneità al consumo presso impianti di
macellazione di cunicoli (capi macellati)
450.883
Visita ispettiva ed attestazione di idoneità al consumo presso impianti di
macellazione di ungulati domestici (capi macellati)
141.813
Visita ispettiva ed attestazione di idoneità al consumo d'animali macellati a
domicilio per uso familiare
3.857
Campionamenti di midollo allungato in macello per test rapido BSE
2.841
Vigilanza, controllo, adempimenti in materia di: tossinfezioni alimentari,
riscontro alimenti non conformi o pericolosi per la salute pubblica
Pareri, attestazioni, nulla osta, autorizzazioni e certificazioni con
sopralluogo
Pareri, attestazioni, nulla osta, autorizzazioni e certificazioni senza
sopralluogo
Provvedimenti amministrativi
Provvedimenti giudiziari
518
1.281
306
3.417
14
Programmazione anno 2014
La valutazione dei dati e delle risultanze sopra riportati, considerando le risorse disponibili, è
necessaria per la programmazione di un controllo ufficiale efficace, che garantisca una
valutazione completa, strutturale e gestionale, degli impianti presenti sul territorio dell'ASL di
Brescia.
L’attività di controllo sugli impianti che producono, trasformano, depositano e
commercializzano alimenti di origine animale è, pertanto, programmata in modo che vengano
attuati interventi mirati, efficaci e proporzionati alla rilevanza dei problemi igienico-sanitari
riscontrati nell’attività di controllo ufficiale pregressa.
In particolare, sono stabilite le modalità e le frequenze dei controlli per ciascuna tipologia
d’impresa, correlate al livello di rischio assegnato alla macrocategoria di attività e, per quanto
riguarda gli impianti con riconoscimento comunitario, al singolo impianto.
L’attività di controllo ufficiale è espletata da Veterinari Dirigenti dell’area Igiene degli Alimenti,
Igiene degli Allevamenti e da Tecnici della Prevenzione.
Di norma il personale Veterinario è incaricato del controllo ufficiale negli impianti riconosciuti e
i Tecnici della Prevenzione negli impianti registrati.
Le attività di controllo sono svolte sulle strutture di produzione primaria, di trasformazione e
commercializzazione degli alimenti di origine animale, sia riconosciuti che registrati, e si
basano sull'applicazione del Manuale operativo per le Autorità Competenti Locali, al fine di
garantire che le tutte le fasi dell’attività produttiva siano coerenti con i requisiti prefissati dalla
34
normativa vigente e i conseguenti controlli ufficiali siano atti a valutare e, se del caso,
correggere carenze rispetto ai
requisiti richiesti, in maniera indipendente, uniforme ed
oggettiva.
Nell’ambito dell’integrazione tra le aree funzionali veterinarie e nel rispetto delle specifiche
procedure di sistema, l'attività di audit deve essere espletata da un gruppo composto da
almeno due auditor, afferenti alle aree funzionali di Igiene degli Alimenti, di Igiene degli
Allevamenti e dei Tecnici della Prevenzione.
Le attività di controllo ufficiale diverse dagli audit sono effettuate, nell'ambito delle specifiche
competenze, dal singolo operatore, o tenuto conto della particolare complessità del tipo di
intervento, da coppie di operatori.
In corso di predisposizione della programmazione dell'attività di prevenzione veterinaria
nell'ambito della sicurezza alimentare, è necessario assicurare, in funzione degli obiettivi da
perseguire e delle risorse e delle professionalità disponibili, che tale programmazione
garantisca l’effettuazione dei controlli ufficiali previsti anche grazie all'integrazione e al
coordinamento tra i Distretti Veterinari al fine di una maggior efficienza nella gestione delle
risorse, individuando priorità motivate dalla particolare significatività di numerosi aspetti quali,
per esempio, l'impatto socio-economico, il possibile impatto sulla salute pubblica, sugli scambi
commerciali, sul benessere animale etc.
Come espresso nelle premesse della Deliberazione della Giunta Regionale n. X/352 del
04/07/2013, con cui sono stabilite “Determinazioni in ordine al miglioramento delle garanzie
sanitarie richieste dai Paesi Terzi per l'export dei prodotti alimentari di origine animale”, in un
contesto economico, europeo e nazionale, caratterizzato da una crescita stentata e da evidenti
difficoltà della tenuta dei livelli produttivi, il comparto agroalimentare mostra una tendenza alla
tenuta e alla crescita, sostenuto da un flusso in esportazione che evidenzia aumenti
considerevoli nell’ultimo anno.
Proprio in quest'ottica, Regione Lombardia ha deciso di impegnarsi in prima linea per
assicurare la competitività delle produzioni agroalimentari lombarde, sia operando per la
promozione dei prodotti locali e l’apertura di nuovi mercati, sia assicurando le condizioni
perché i prodotti possano effettivamente approdare sui mercati dei Paesi terzi.
E' obiettivo regionale, pertanto, perseguire l'implementazione delle misure previste tra gli scopi
e gli obiettivi del progetto per il miglioramento delle garanzie sanitarie per l'esportazione di
AOA e segnatamente:
-
formare gli operatori del controllo ufficiale alla conoscenza e alla applicazione dei requisiti
specifici non equivalenti dei diversi Paesi terzi;
programmare, se del caso, e attuare eventuali controlli aggiuntivi, in funzione dei requisiti
richiesti dal Paese importatore;
A tal fine questo Dipartimento di Prevenzione Veterinario, valutando quanto emerso dai
controlli ufficiali specificamente organizzati nel corso del quadriennio 2010-2013 e l'attività di
formazione condotta negli anni 2010, 2011 e 2013, ha programmato l'effettuazione di un audit
supplementare, rispetto all'attuazione del programma di sorveglianza annuale, su 10 degli
stabilimenti iscritti nelle liste per l'esportazione di Alimenti di Origine Animale del Ministero
della Salute. Tali stabilimenti sono quelli nei quali è stata riscontrata, nel corso dei controlli del
2013, finalizzati alla verifica dei requisiti per l'esportazione verso Paesi Terzi, almeno una Non
Conformità.
Per tutti gli stabilimenti iscritti nella lista del Rosselkhoznadzor e, pertanto, abilitati
all'esportazione verso la Federazione Russa e la Custom Union, la Regione Lombardia ha
previsto l'esecuzione di due controlli all'anno, finalizzati alla verifica dei requisiti specifici
richiesti. Nel territorio della nostra ASL sono presenti 7 impianti iscritti su ciascuno quali
dovranno essere programmati, pertanto, 2 controlli ufficiali (audit o ispezioni) da eseguirsi
anche, laddove opportuno, nel corso di altri controlli programmati. Nel corso di tali controlli
non sarà indispensabile, trattandosi di una verifica periodica, la verifica puntuale di tutti i
requisiti. Questi ultimi potranno essere valutati a campione, con riguardo a indirizzare
l'attenzione in modo particolare sugli aspetti non equivalenti ai requisiti comunitari.
Il Dipartimento fornirà indicazioni specifiche in merito alla conduzione, verbalizzazione e
rendicontazione di tali controlli.
35
In coerenza con il Piano Regionale della Prevenzione Veterinaria nella stesura del Piano
Integrato Aziendale in materia di controlli sul settore alimentare, il punto di partenza è la
programmazione triennale ed annuale, basate sui dati di contesto, sulle normative vigenti, su
una realistica analisi delle risorse umane e strumentali disponibili e, al fine di uniformare sul
nostro ampio territorio l'applicazione della graduazione del rischio degli impianti, mediante
l'uso di apposite tabelle (score card) per la “Risk categorization”. Con tale termine si indica il
modello di classificazione degli stabilimenti, definiti ai sensi dell’articolo 2.1, lettera c) del Reg.
CE n.852/2004, in categorie di rischio basate, tra l’altro, sul tipo di alimento prodotto,
trasformato e/o distribuito, sul tipo di attività svolta, sulle caratteristiche del processo attuato,
sulle caratteristiche dell’impianto, sulle modalità di gestione dei processi e sulle modalità d’uso
dell’alimento, al fine di allocare le risorse per la conduzione dei controlli ufficiali.
La differenza nelle frequenze dei controlli sulle diverse classificazioni di attività sono stabilite,
peraltro, sulla base delle risorse effettivamente destinate e destinabili all'attività programmata,
tenendo conto della disponibilità numerica degli operatori addetti al controllo ufficiale, degli
strumenti e della necessità, non di meno, di svolgere tutte le altre attività istituzionali non
programmabili quali l’ispezione nei macelli, le certificazioni, gli interventi su segnalazione di
altri enti o la risposta a specifiche istanze di parte e quant'altro. Tali quote sono stimate sulla
base dei dati storici estrapolati con l'analisi dell'attività dell'anno precedente.
All'interno delle stesse categorie di attività, la modulazione della frequenza dei controlli può
essere determinata dal numero degli addetti all'impianto, dalle dimensioni del mercato servito,
dall'eventuale esportazione di prodotti verso Paesi Terzi, dalla tipologia dell'alimento
(deperibilità, modalità di consumo), dalla valutazione dei rischi possibili correlati all'alimento
prodotto e naturalmente dallo "storico" dello stabilimento, ovvero dai dati acquisibili dalla
precedente attività (anamnesi ispettiva dalla quale sono rilevabili criticità dell'impianto, non
conformità, etc.).
Per una corretta predisposizione della programmazione per l’anno 2014 è fondamentale
elaborare un sistema di valutazione delle attività soggette a controllo in funzione del rischio
connesso con gli alimenti, al fine di definire la priorità e la corretta pesatura degli interventi di
controllo ufficiale nei diversi impianti che effettuano la produzione, la trasformazione, il
trasporto, il deposito e la vendita degli AOA.
Al fine di allocare il più efficacemente possibile le risorse destinate all'effettuazione dei controlli
ufficiali e per ottimizzare le attività di verifica, la Regione Lombardia ha proposto con il Piano
Regionale della Prevenzione Veterinaria 2012 -2014, nuove interazioni tra gli strumenti
operativi in uso e le metodologie applicate, sviluppando ed applicando un modello di
graduazione del rischio con modalità innovative e comuni alle diverse realtà territoriali, con
obiettivi chiari e definiti, che tenga conto dei principi stabiliti dalla normativa vigente e che si
traduca in azioni mirate, trasparenti e verificabili in tutte le fasi, applicabile ai diversi settori
della sicurezza alimentare, in modo da assicurare un approccio uniforme e coerente sia negli
stabilimenti riconosciuti ai sensi del Reg. CE 853/2004 sia in quelli registrati ai sensi dell’art. 6
del Reg. (CE) 852/2004.
Gli stabilimenti riconosciuti ai sensi del Reg. CE 853/2004, sulla base di quanto indicato nel
Piano della Prevenzione Veterinaria della Regione Lombardia, sono stati raggrupparti in
categorie omogenee, secondo le seguenti priorità, in ordine di rischio decrescente:
-
Trasformazione di alimenti mediante applicazione di uno o più trattamenti;
Attività di macellazione;
Attività di manipolazione degli alimenti, incluse quelle necessarie alla loro porzionatura,
taglio, preparazione in assenza di trattamenti (sezionamenti, laboratori di preparazione e
riconfezionamento);
Stoccaggio di alimenti senza alcuna manipolazione oltre a quanto strettamente necessario
per la loro movimentazione (centri di raccolta, depositi);
36
All'interno di ciascuna categoria omogenea, la compilazione delle score card più sopra
descritte, ha permesso, l'attribuzione del livello di rischio ad ogni singolo impianto riconosciuto
ai sensi del Reg. (CE) 853/2004.
Nel corso dell’anno 2013 si è proceduto, come previsto dal Piano Regionale della Prevenzione
Veterinaria, all'applicazione delle score card ad un campione di tutte le macrocategorie delle
attività registrate per ridefinirne il livello di rischio al fine di programmare gli interventi di
controllo ufficiale per l’anno 2014.
La programmazione dei controlli previsti per l’anno 2014 negli impianti con riconoscimento
comunitario e negli impianti registrati ai sensi del Reg. (CE) 852/2004 è effettuata mediante la
specifica funzione presente nel Sistema Informativo Veterinario Integrato (SIVI).
Tale strumento è il riferimento operativo unico e comune per i Distretti Veterinari e i Servizi del
Dipartimento di Prevenzione Veterinario.
In SIVIAN sono registrati tutti gli impianti da sottoporre a controllo e a ciascuno è associato un
livello di rischio.
Nel modulo programmazione per l’anno 2014 per ciascuna tipologia di impianto è inserito il
numero di audit e di ispezioni correlato al livello di rischio, assegnato e condiviso dal
Dipartimento di Prevenzione Veterinario con i Distretti Veterinari.
Il modulo “programmazione” , presente in SIVI, è utile ai Direttori dei Distretti Veterinari per
la ripartizione delle risorse sulle attività programmate, e l’organizzazione delle attività stesse;
per i Direttori di Servizio e i Direttori di Distretto, SIVI è strumento indispensabile di
valutazione periodica dell'avanzamento dell'attività svolta e delle modalità di esecuzione,
verbalizzazione e rendicontazione degli interventi da parte dei controllori ufficiali, veterinari e
tecnici della prevenzione.
Tutti gli interventi di Ispezione e di Audit sono inseriti in SIVI.
L’attività di controllo programmata per l’anno 2014 prevede l’effettuazione in impianti
riconosciuti e registrati del settore alimentare di n.255 audit e n.2432 ispezioni. Di norma per
le attività registrate, in considerazione della ridotta complessità del processo produttivo, sono
previste esclusivamente ispezioni.
L’attività di campionamento, come quella di monitoraggio e sorveglianza, è disposta
prioritariamente secondo gli specifici piani di controllo o eseguita in associazione ad altre forme
di controllo (ispezione e audit, in primis) per la verifica di quanto disposto dagli OSA ai fini del
raggiungimento degli obiettivi posti dai regolamento e/o dalle normative nazionali e regionali.
Il numero di audit ed ispezioni programmati totali per l'anno potrebbe subire modifiche al
variare del numero degli impianti attivi, in caso di eventuali nuove aperture, sospensioni di
attività o cessazioni.
L’anagrafe delle attività soggette a controllo è, pertanto, costantemente aggiornata in SIVI così
da poter garantire l'attuazione di una corretta azione di indirizzo e coordinamento a sostegno
della programmazione locale.
Nelle successive tabelle si elencano le strutture, suddivise per macrocategorie, che saranno
sottoposte a controllo ufficiale nel corso dell’anno 2014, con una frequenza correlata al livello
di rischi individuato.
Programmazione attività in impianti riconosciuti
Negli impianti riconosciuti di macellazione, centri di riconfezionamento e produzione e
trasformazione di alimenti di OA il numero di audit ed ispezioni è programmato in relazione alle
dimensioni e tipologia di attività degli impianti e al livello di rischio assegnato. Per i centri di
riconfezionamento, gli impianti di produzione e trasformazione di dimensione non industriale e
con livello di rischio 4 e i centri d’imballaggio delle uova, è stato programmato un audit con
frequenza biennale.
37
Tabella 3 a)
Livello
Rischio
Impianti
Attività
Prevalente
% impianti
da auditare
N. audit per
impianto
% impianti
da
ispezionare
n. ispezioni
per impianto
Centri di riconfezionamento
(industriali)
4
3
100
1
100
3
Centri di riconfezionamento
(non industriali)
4
8
50
1
100
2
2
1
100
1
100
4
3
2
100
1
100
3
4
10
50
1
100
2
Tipologia impianto
Deposito frigorigero
Tabella 3 b)
Tipologia impianto
Carni di ungulati
domestici – Macello
(industriale)
Carni di ungulati
domestici – Macello <
100 UGB (non industriale)
Carni di pollame e
lagomorfi – Macello
Prodotti della pesca –
Locale di macellazione di
prodotti di acquacoltura
Livello
Rischio
Impianti
Attività
Prevalente
% impianti
da auditare
N. audit
per
impianto
% impianti da
ispezionare
n. ispezioni
per impianto
2
3
100
1
100
8
3
2
100
1
100
6
2
8
100
1
100
4
3
45
50
1
100
3
4
34
50
1
100
2
3
4
100
1
100
6
4
3
100
1
100
4
4
1
50
1
100
2
38
Tabella 3 c)
Tipologia impianto
Livello
Rischio
Impianti
Attività
Prevalente
% impianti
da auditare
N. audit
per
impianto
% impianti da
ispezionare
n. ispezioni
per impianto
Carni di ungulati domestici –
Laboratorio di sezionamento
(industriale)
1
1
100
1
100
10
2
1
100
1
100
8
3
6
100
1
100
6
4
3
100
1
100
4
Carni di ungulati domestici –
Laboratorio di sezionamento (non
industriale)
2
1
100
1
100
4
3
4
100
1
100
3
4
1
50
1
100
2
Carni di pollame e lagomorfi –
Laboratorio di sezionamento
(industriale)
3
2
100
1
100
6
4
2
100
1
100
4
3
1
100
1
100
3
Carni di pollame e lagomorfi –
Laboratorio di sezionamento (non
industriale)
4
1
50
1
100
2
Latte e prodotti a base di latte –
Stabilimento di stagionatura
4
10
50
1
100
2
Latte e prodotti a base di latte –
Stabilimento di trasformazione
(industriale)
2
1
100
1
100
8
3
10
100
1
100
6
4
7
100
1
100
4
2
5
100
1
100
3
3
28
50
1
100
2
4
98
50
1
100
1
Latte e prodotti a base di latte –
Stabilimento di trattamento termico
(industriale)
3
1
100
1
100
6
Carni macinate, prep. di carni e CSM –
Laboratorio di prep. Carni (non
industriale)
2
1
100
1
100
4
Prodotti a base di carne – Stabilimenti
di trasformazione (industriale)
1
1
100
1
100
10
3
2
100
1
100
6
4
4
100
1
100
4
1
1
100
1
100
5
2
1
100
1
100
4
3
14
100
1
100
3
4
11
50
1
100
2
Molluschi bivalvi vivi – Centro di
spedizione
4
1
50
1
100
2
Prodotti della pesca - Locale di cernita e
sezionamento (non industriale)
3
3
50
1
100
2
Prodotti della pesca – Stabilimento di
trasformazione (industriale)
3
2
100
1
100
6
Latte e prodotti a base di latte –
Stabilimento di trasformazione (non
industriale)
Prodotti a base di carne – Stabilimenti
di trasformazione (non industriale)
Prodotti della pesca – Stabilimento di
trasformazione (non industriale)
3
4
100
1
100
3
4
5
50
1
100
2
Uova e ovoprodotti – Centro di
imballaggio uova
3
4
50
1
100
2
4
4
50
1
100
1
Grassi animali fusi – Stabilimento di
trasformazione (non industriale)
3
1
50
1
100
2
4
1
50
1
100
1
Stomaci, vesciche e intestini trattati –
Stabilimento di trasformazione
3
1
100
1
100
2
4
1
50
1
100
1
Gelatine – Centro di raccolta
4
1
50
1
100
1
39
Programmazione attività impianti registrati
La programmazione per l’anno 2014 prevede negli impianti di macellazione registrati,
l’effettuazione di n. 2 ispezioni per gli impianti con livello di rischio assegnato 3 (vedi tabella 4
a).
Tabella 4 a)
IMPIANTI DI MACELLAZIONE REGISTRATI
% impianti
n. impianti
da
n. ispezioni
livello
Attività
attività
controllare
programmate/impianto
rischio
prevalente
per
ispezione
impianti di macellazione
avicunicoli a capacità
3
2
100
2
limitata
impianti di macellazione
3
25
100
1
stagionale di suini
Negli laboratori di produzione e vendita diretta al consumatore finale registrati classificati con
livello di rischio 3 sono state previste percentuali di ispezioni annuali differenziate sulla base
della tipologia produttiva specifica (vedi tabella 4 b).
Tabella 4 b)
LABORATORI PRODUZIONE E VENDITA DIRETTA AL CONSUMATORE DI PRODOTTI
ALIMENTARI
Attività
laboratori di produzione e
vendita miele – hobbistica
(<50 arnie pianura e <35
arnie montagna)
laboratori di produzione e
vendita miele – (>50 arnie
pianura e >35 arnie
montagna)
laboratori di produzione
annesso a spaccio agricolo
laboratori di produzione e
vendita di prodotti a base di
latte
livello rischio
n. impianti
% impianti da
controllare
per ispezione
n. ispezioni
programmate/impianto
3
72
33
1
3
34
50
1
3
46
100
1
3
59
100
1
40
Per le macellerie, le pollerie e le pescherie con laboratorio è stata prevista n.1 ispezione
annuale, mentre è prevista una ispezione ogni due anni per lo stesso tipo di attività senza il
laboratorio annesso (vedi tabella 4 c).
Tabella 4 C
MACELLERIE - POLLERIE - PESCHERIE
livello rischio
n. impianti
% impianti da
controllare per
ispezione
n. ispezioni
programmate/impianto
macellerie e/o pollerie
3
121
50
1
macellerie e/o pollerie e/o
pescherie con laboratorio
3
312
100
1
pescherie
3
19
50
1
Attività
Per gli esercizi di vicinato con vendita al dettaglio di prodotti di OA è stata prevista n.1
ispezione annuale in tutti gli impianti, ad eccezione dei distributori automatici di alimenti e
bevande, in cui è prevista 1 ispezione ogni due anni e nei negozi di commercializzazione al
dettaglio, con 1 ispezione ogni tre anni.
Negli ipermercati, valutata la complessità della gestione e il volume di commercializzato, sono
state previste due ispezioni all'anno (vedi tabella 4 d).
Tabella 4 d)
ESERCIZI DI VICINATO CON VENDITA AL DETTAGLIO DI PRODOTTI DI O.A.
Attività
distributori automatici di
alimenti e bevande
distributori automatici latte
crudo
livello
n. impianti
rischio
% impianti
da
controllare
per
ispezione
n. ispezioni
programmate/impian
to
3
6
50
1
3
39
100
1
ipermercati
3
18
100
2
superette e supermercati
3
361
100
1
negozio commercializzazione al
dettaglio alimenti e carni
3
109
33
1
vendita di alimenti surgelati
3
2
100
1
3
168
33
1
3
1
100
1
negozio commercializzazione al
dettaglio alimenti vari
vendita per corrispondenza o
via internet
41
Le numerose attività di vendita su aree pubbliche sono state, fino al 2011, sottoposte ad un
controllo del 100%.
Per l'anno 2014, in considerazione dell’esiguo numero delle criticità riscontrate, l'attività di
controllo è indirizzata alla verifica del 33% delle attività, che sulla base delle score card
applicate lo scorso anno per la valutazione del livello di rischio da assegnare alla
macrocategoria, sono classificate a livello di rischio 3 (vedi tabella 4 e)
Tabella 4 e)
VENDITA SU AREE PUBBLICHE
%
impianti
n. ispezioni
da
livello
n.
rischio impianti controllare programmate/impianto
per
ispezione
Attività
banco temporaneo per vendita
ambulante (posteggi)
negozio mobile per vendita
ambulante (posteggi)
3
158
33
1
3
634
33
1
Per i depositi registrati di alimenti di OA (classificati come macrocategoria al livello di rischio 3)
è stata prevista un’ispezione biennale (vedi tabella 4 f).
Tabella 4 f)
DEPOSITI REGISTRATI
Attività
deposito registrato
livello
rischio
n.
impianti
3
161
%
impianti
n. ispezioni
da
controllare programmate/impianto
per
ispezione
50
1
La vigilanza sul trasporto di alimenti di OA viene effettuata sull’attività di trasporto per conto
terzi di prodotti deperibili proseguendo, come per lo scorso anno, con il controllo del 33% delle
Ditte esercitanti tale attività censite in SIVIAN (vedi tabella 4 g).
Tabella 4 g)
TRASPORTO PRODOTTI DEPERIBILI
Attività
trasporto prodotti
deperibili
livello rischio
n. impianti
% impianti da
controllare per
ispezione
n. ispezioni
programmate/im
pianto
4
89
33
1
42
OBIETTIVI OPERATIVI REGIONALI - ANNO 2014
Nel corso dell’anno 2014 dovranno essere attuati gli obiettivi assegnati e pubblicati in SIVI
dall’U.O. Veterinaria della Regione Lombardia, indicati negli specifici Piani di seguito esposti:
Obiettivi operativi regionali definiti dalle norme a valenza nazionale:
“Piano di controllo della gestione del materiale a rischio specifico”
L’eliminazione del MSR dalla catena alimentare umana ed animale costituisce l’attività
preventiva fondamentale per la profilassi delle TSE e per la sicurezza alimentare.
L’ U.O. Veterinaria della Regione Lombardia predispone da alcuni anni appositi piani per la
verifica della corretta gestione dell’eliminazione del materiale specifico a rischio (MSR) nei
luoghi di rimozione, stoccaggio e distruzione.
Alla luce dei risultati di tali piani che, in generale, hanno consentito di rilevare l’adeguatezza
dei comportamenti adottati dagli operatori e considerata la situazione epidemiologica riferita
alla BSE nel territorio regionale, nel quadro nazionale e comunitario, tenuto inoltre conto
dell’attività di controllo comunque prevista, direttamente o indirettamente, da specifiche
disposizioni relative a:
-
-
anagrafe bovina informatizzata, in particolare per le verifiche sui capi bovini deceduti in
allevamento;
sorveglianza ed eradicazione della BSE negli allevamenti e controlli sugli impianti di
macellazione, sezionamento e vendita al dettaglio di carni bovine e ovicaprine (rimozione e
stoccaggio MSR) e sulla gestione dei sottoprodotti di origine animale (stoccaggio e
distruzione MSR) di cui al Reg. n.999/2001/CE, DM 16 ottobre 2003 e Reg. CE 1069/2009;
monitoraggio degli alimenti per l’alimentazione degli animali anche al fine di
evidenziare eventuali residui di farine di carne (PNAA);
Le tipologie ed il numero degli impianti da sottoporre a controllo sono riportati nella seguente
tabella.
Tabella 5
TIPOLOGIA
n. stabilimenti
presenti
n. stabilimenti
da controllare
% stabilimenti da
controllare
MACELLI
74
74
100%
LABORATORI DI SEZIONAMENTO
26
26
100%
SPACCI DI MACELLERIA AUTORIZZATI
ALLA RIMOZIONE DELLA COLONNA
VERTEBRALE
35
35
100%
8
8
100%
IMPIANTI DI TRANSITO
Controlli negli Impianti Riconosciuti ai Sensi Del Reg. n. 1069/2009 per il materiale di
Categoria 1.
Vanno eseguiti nell’ambito dei controlli ufficiali ai sensi dell’art.45 del Reg. 1069/2009, secondo
le linee guida regionali (prot. n. H1.2012.937 del 10.01.2012) di competenza del Servizio
Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche
43
“Piano Nazionale per la Ricerca dei Residui negli animali e alcuni prodotti di origine
animale”
ll Ministero della Salute ha comunicato con nota del 12/12/2013 prot. 50298 le modalità di
attuazione del Piano Nazionale 2011 per la ricerca dei residui negli animali e in alcuni prodotti
di origine animale.
Le finalità del Piano sono quelle di evidenziare i casi di somministrazione illecita di sostanze
vietate e di somministrazione abusiva di sostanze autorizzate e di verificare la conformità dei
residui di medicinali veterinari con i limiti massimi di residui (LMR) fissati nell’allegato del
regolamento CE n. 37/2010 e delle quantità massime di antiparassitari e di contaminanti
ambientali fissate dalla normativa nazionale e comunitaria.
Ad ASL di Brescia sono stati assegnati, a causa della elevata consistenza numerica degli
animali allevati e della rilevanza delle strutture di produzione, ben 1161 campionamenti
ripartiti come descritto in tabella 5 ai quattro Distretti Veterinari sulla base dei dati di contesto
del territorio.
Il piano ha inizio il primo gennaio 2014 e termina il 31 dicembre dello stesso anno.
L’invio dei campioni all’IZSLER deve essere preceduto dalla “preaccettazione” mediante
l’utilizzo dell’apposito modulo informatico in SIVIAN.
Tabella 6
Tipologia
N° campioni
Macello
735
Stabilimento
7
Allevamento
418
Selvaggina
Totale
1
1161
Oltre ai campionamenti assegnati e specificati in tabella 5, è prevista una attività di
monitoraggio mediante test-istologico da condurre in 4 impianti di macellazione identificati
dalla U.O. Regionale, su 5 partite di animali. Il numero dei campioni varierà in funzione della
numerosità della partita come descritto nel Piano Regionale. Dagli esiti di tale monitoraggio, in
caso di riscontro anatomopatologico di sospetto, deriverà un’attività di campionamento non
preventivabile da effettuare sugli animali delle aziende di provenienza della partita campionata.
L'attività di campionamento, coordinata dal referente del PNR dipartimentale del Servizio
Igiene degli Allevamenti, verrà effettuata in allevamento dai veterinari di Igiene degli
Allevamenti e in macello dai veterinari di Igiene degli Alimenti.
La ripartizione dei controlli verrà comunicata con nota specifica dal Dipartimento di
Prevenzione Veterinario ai Distretti Veterinari.
OBIETTIVI OPERATIVI A VALENZA REGIONALE
“Attività EXTRA-PIANO Regione Lombardia per la ricerca dei residui negli animali e
alcuni prodotti di origine animale”
Le attività di campionamento EXTRA-PIANO che i Servizi Veterinari di ASL Brescia sono tenuti
ad
-
attuare nel corrente anno sono finalizzate alla ricerca di:
ANTIBIOTICI E SULFAMIDICI in vacche da latte a fine carriera al macello;
CORTISONICI in vacche da latte a fine carriera al macello;
CORTISONICI e BETA AGONISTI in allevamenti di vitelloni;
AFLATOSSINA M1 nel latte bovino;
RESIDUI nel miele.
Il numero complessivo dei campioni assegnati all’ASL di Brescia è 45.
44
La ripartizione dei controlli extra-piano verrà comunicata dal Dipartimento Veterinario ai
Distretti Veterinari con specifica nota.
“Piano di monitoraggio MSU e abbattimento in allevamento”
Il Reg. (CE) 1/2005 specifica nell'Allegato I, Capo I, paragrafo 1 che “non può essere
trasportato nessun animale che non sia idoneo al viaggio previsto, né le condizioni di trasporto
possono essere tali da esporre l’animale a lesioni o a sofferenze inutili”.
Nell’ASL di Brescia risultano allevati al 31/12/2013 n. 76.424 bovini femmine con una età
maggiore di 48 mesi. Tale contesto potrebbe predisporre a problematiche legate agli animali a
fine carriera e in particolare a criticità inerenti il benessere animale durante la permanenza
degli stessi negli allevamenti di origine o durante il trasferimento presso gli impianti di
macellazione.
Per uniformare e coordinare i comportamenti da adottare nella gestione della macellazione
speciale d’urgenza al di fuori del macello è stata approvata dalla Regione Lombardia la DGR
n. 7983 del 18/09/2012 inerente “disposizioni regionali per la gestione e la macellazione degli
animali non idonei al trasporto (MSU)”.
Gli obiettivi del progetto, rinnovato e revisionato per l'anno 2014, a proseguimento di quanto
eseguito nel corso dell'anno scorso, in congruenza con il PRPV della Regione Lombardia sono i
seguenti:
1. migliorare la consapevolezza degli allevatori sul rigoroso rispetto delle condizioni di
benessere degli animali a fine carriera o oggetto di incidenti, ricorrendo, se del caso e in modo
appropriato, alla pratica della Macellazione Speciale di Urgenza (MSU) o all’abbattimento per i
capi non trasportabili;
2. creare le condizioni affinché gli allevatori che hanno la necessità di sottoporre animali a
MSU, possano procedere con modalità rispettose sia del benessere animale, sia
dell’economicità dell’attività e della sicurezza dei consumatori;
3. creare le condizioni affinché gli allevatori garantiscano la registrazione in BDR delle MSU e
dell’abbattimento dei capi per motivi di benessere.
Per valutare l’avanzamento del piano e misurare le performance dei Dipartimenti di
Prevenzione Veterinaria, l’U.O. Regionale ha individuato un indicatore che stima il rapporto tra
il numero dei capi bovini femmine sottoposti a MSU o ad abbattimento per motivi di benessere
in allevamento e il numero dei capi bovini femmine di oltre 48 mesi presenti nell’ASL di
riferimento.
n. capi bovini sottoposti a MSU + abbattimento per motivi di benessere X 100 /
n. bovini femmine oltre 24 mesi censite in ASL di riferimento, che per l’anno 2013 si attendeva
fosse pari a 0,4 e che per l’anno 2014 si attende pari a 0,5.
Per la valutazione dell’indicatore sopra descritto si farà riferimento esclusivamente ai dati
estratti dalla BDR/BDN.
OBIETTIVI REGIONALI DI NUOVA FORMULAZIONE- ANNO 2014
Titolo: diffusione delle linee di indirizzo per la semplificazione dell’applicazione del
sistema HACCP nelle microimprese del settore alimentare
Gli obiettivi del piano specifico di nuova formulazione e di cui al presente titolo sono molteplici,
ma è opportuno in questa sede sottolineare come sia evidente che tali obiettivi coinvolgono
l'Azienda Sanitaria Locale nella sua qualità di figura istituzionale prioritariamente competente
per l'attività di educazione alla sicurezza alimentare da diffondere tra gli OSA. Nel caso
specifico l'attività è strutturata, programmata e, infine, pianificata e rendicontata in maniera
puntuale, ma non esclusiva, integrandosi di fatto e non sostituendosi alla attività sistematica di
educazione alla sicurezza alimentare, che già passa, quotidianamente, attraverso la presenza
sul territorio del personale addetto ai controlli ufficiali (veterinari e tecnici della prevenzione).
Come dichiarato nel piano definito a livello regionale, si accoglie quest'anno concretamente
l'indicazione contenuta nel Regolamento (CE) 852/2004 – considerando 15 e già proposta
45
dalla DGSANCO della Commissione Europea nel 2005 con il documento “Guida all’applicazione
delle procedure basate sui principi del sistema HACCP e alla semplificazione dell’attuazione dei
principi del sistema HACCP in talune imprese alimentari”, declinandolo secondo criteri e
modalità adeguati al peculiare tessuto produttivo del settore agroalimentare, caratteristico del
territorio italiano e, specificamente, lombardo, trovando quindi il momento per:
-
-
-
assicurare la diffusione di una cultura dell’autocontrollo, intesa come elemento
imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza alimentare indicati
dall'insieme dei Regolamenti e della normativa di riferimento attualmente vigente;
fornire gli strumenti per una applicazione capillare dei principi dell’autocontrollo che tenga
conto dei reali pericoli e rischi connessi con le diverse attività di produzione,
trasformazione, commercio degli alimenti, nonché della loro pratica realizzazione;
garantire una adeguata divulgazione delle linee di indirizzo per la semplificazione
dell’applicazione delle procedure basate sui principi HACCP nelle microimprese del settore
alimentare attraverso incontri dell'Autorità Competente con le associazioni di categoria e
con le figure che operano a supporto delle imprese del settore alimentare.
L'attività predisposta a tal fine dal Dipartimento sarà pertanto orientata a rinforzare il processo
di diffusione di una vera e propria cultura dell'autocontrollo, che parta dall'analisi dei bisogni
effettivi dell'impresa alimentare e che passi attraverso l'individuazione dei mezzi più idonei e
logisticamente sostenibili per far fronte a tali bisogni. Il risultato finale atteso è la
predisposizione e implementazione di adeguate procedure di autocontrollo da parte delle
imprese alimentari, soprattutto quelle di dimensioni piccole o piccolissime, iniziando col
superamento l'empasse con cui normalmente tali procedure sono percepite dall'OSA, ovvero
come un adempimento puramente formale, inutile e gravoso.
Come indicato nel piano specifico, l'attività si concretizzerà nell'organizzazione di almeno 4
incontri a livello locale, 1 per ciascun Distretto Veterinario e vedrà la partecipazione delle
associazioni di categoria, delle figure operanti a supporto delle microimprese e, laddove
ritenuto necessario, di alcune tipologie di impresa maggiormente significative presenti sul
territorio di competenza. Nel corso di tali incontri, programmati in coordinamento con i soggetti
interessati in modo da garantire la massima fruibilità delle informazioni fornite, saranno
presentate le linee guida fornite e gli aspetti pratici della loro applicazione e verranno date
risposte ai quesiti in materia di applicazione della normativa comunitaria, nazionale e
regionale.
Relatori incaricati, materiali e metodi delle presentazioni pianificate saranno individuati dal
Dipartimento, in condivisione con i Distretti, tenendo conto della linea di indirizzo privilegiata di
svolgimento del lavoro con incontri frontali integrati a gruppi di discussione.
Esecuzione degli incontri, elenco e qualifiche dei relatori e dei partecipanti, oltre a eventuali
osservazioni o problemi emersi in sede di dibattito saranno puntualmente rendicontati con
apposita relazione alla UO Veterinaria entro il 15/1/15.
Titolo: verifica, mediante campionamento e analisi, delle modalità di applicazione del
Reg (CE) n. 2073/05 e s. m. e i. presso le industrie alimentari
Obiettivi:
-
verificare le corrette operatività in fase di pianificazione ed esecuzione dei campionamenti
nell’ambito delle procedure di autocontrollo basate sul modello HACCP da parte delle
industrie alimentari che vi siano tenute ai sensi dei Reg. (CE) n. 852/4, 853/04 e 2073/05.
-
verificare l’adozione delle opportune misure a seguito dell’ottenimento di risultati non conformi o insoddisfacenti da parte dell’industria alimentare
-
verificare l’attendibilità del dato analitico nell’ambito delle procedure di autocontrollo delle
industrie alimentari
46
Descrizione dell'attività
La verifica delle procedure attuate nell’ambito dei sistemi di autocontrollo basati sul modello
HACCP può, tra l’altro, venire condotta mediante attività di campionamento e analisi, sia delle
materie prime, sia dei semilavorati e dei prodotti finiti (art 1 e 3.1, Reg CE n. 2073/05).
L’attività di campionamento e analisi non va, quindi, considerata come fine a sé stessa, ma
nell’ambito di un approccio complessivo che abbia al centro tutti i processi sotto il controllo
dell’OSA interessato.
L’attività di controllo ufficiale deve essere, pertanto, ugualmente rivolta sia alle attività di
“gestione” dei processi, sia alla di verifica condotta mediante campionamento e analisi.
Ne deriva la necessità che l’Autorità competente predisponga e attui un piano di
campionamento e analisi, nel rispetto dei pertinenti criteri definiti dalla normativa vigente, al
fine di verificare i diversi aspetti meglio definiti negli obiettivi di cui sopra. Tale piano deve
coinvolgere gli stabilimenti alimentari, così come definiti dal Reg. (CE) n. 852/04, presenti sul
territorio di competenza che, ai sensi dell’art. 4 e 5 del Reg. 852/04, sono tenuti a predisporre
e attuare misure igieniche specifiche per il rispetto dei criteri microbiologici relativi ai prodotti
alimentari.
Dettagli dell'attività
La verifica del rispetto dei criteri microbiologici stabiliti dai diversi regolamenti comunitari
(853/04, 854/04, 2073/05 e s.m.i.) rientra tra le attività “ordinarie” del controllo ufficiale.
Tale verifica deve riguardare:
-
il rispetto delle frequenze di campionamento e analisi previste o, laddove la normativa non
preveda specifiche frequenze, le giustificazioni alla base delle frequenze di campionamento
e analisi stabilite e condotte;
-
le modalità di campionamento e invio dei campioni al laboratorio;
-
la conformità formale del laboratorio (accreditamento delle prove, iscrizione nel registro
regionale, rispetto dei metodi previsti o, laddove siano stati applicati metodi alternativi,
delle condizioni sulla cui base possono essere impiegati tali metodi, modalità di redazione e
completezza dei rapporti di prova);
-
le modalità di registrazione e valutazione dei risultati delle prove di laboratorio con
particolare riguardo all’esame degli andamenti;
-
le azioni successive al riscontro di risultati non conformi o insoddisfacenti.
A fianco dei controlli di cui al punto precedente, è necessario che l’Autorità competente che
esegue i controlli ufficiali sugli stabilimenti completi le verifiche mediante l’esecuzione di alcuni
campioni ufficiali, per l’analisi nel rispetto dei criteri stabiliti dalle norme di riferimento
Il numero minimo di imprese del settore alimentare da sottoporre a controllo mediante
campionamento e analisi, la numerosità dei campioni e la natura delle analisi da condurre sono
definite nel piano specifico, disponibile in SIVI.
La numerosità dei campioni assegnata al Dipartimento veterinario dell'ASl di Brescia sono
riportati nella tabella sottostante.
Tabella n. 7
ASL
BS
Carne
fresca di
pollame –
prelievi al
macello
28
Carne fresca
di pollame –
prelievi al
sezionamento
20
Carne macinata
prelevata allo
stabilimento di
produzione
Ric.
Reg.
30
10
Preparazioni di carni
Prodotti a base di
prelevati allo stabili- carne, uova, e prodotti
mento di produzione
della pesca pronti al
(ad esclusione di inconsumo (compresi i
saccati freschi)
prodotti di gastronomia
e ad esclusione di
insaccati e sa-lumi)
Ric.
Reg.
40
10
10
Tot
148
47
L’attività di controllo deve essere effettuata e rendicontata in SIVI con le modalità definite nel
piano. L'indicatore per la verifica è l'attuazione del piano di controllo, nel rispetto dei criteri
sopra stabiliti per quanto riguarda la numerosità e la natura dei campioni e delle analisi .
La ripartizione dei controlli e dei campionamenti di cui al piano specifico verrà comunicata dal
Dipartimento Veterinario ai Distretti Veterinari con specifica nota.
ATTIVITA' INTEGRATA
Attività integrata con Ministero della Salute (UVAC - Ufficio Veterinario per gli
adempimenti Comunitari)
Per l'anno 2014 il Ministero della Salute, tramite l'attività di coordinamento espletata dagli
Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari, ha predisposto per l'ASL di Brescia
l'esecuzione di 34 controlli programmati di cui:
-
4 su scambi di animali vivi
30 su scambi di partite di prodotti
Il numero totale dei controlli programmati emerge dall'estrazione del numero totale delle
partite introdotte sul nostro territorio dagli altri Stati membri nel corso dell'anno 2013,
applicando su tale dato un criterio percentuale (0,1%) per la definizione della numerosità del
campione.
Sulla base dei dati storici riferibili alle partite, i singoli controlli assegnati al nostro
Dipartimento contengono indicazioni specifiche e, per lo più, vincolanti, finalizzate alla
selezione della partita di animali o prodotti da sottoporre a verifica:
-
Stato Membro di provenienza
Macrovoce merceologica
Esame/i di laboratorio da eseguire a seguito di campionamento della partita
Sulla base dei dati storici presenti in S.INTE.S.I.S. e consultabili, Dipartimento provvede a
suddividere per ogni singolo distretto il numero e la tipologia specificamente definita dei
controlli da eseguire obbligatoriamente entro il 31.12.2014. La distribuzione dei controlli da
effettuare su ciascun Distretto Veterinario sarà comunicata dal dipartimento Veterinario con
specifica nota.
All'esecuzione del controllo programmato da parte del Veterinario Ufficiale operante a livello
distrettuale, incaricato e competente per funzione e territorio, l'attività dovrà essere
prontamente rendicontata nell'apposito interfaccia del sistema S.INTE.S.I.S. secondo il tipo e
gli esiti dei controlli. Inoltre, non appena disponibili, saranno inseriti nel sistema i risultati della
analisi richieste sul campione prelevato come da indicazioni fornite. Trimestralmente
Dipartimento verificherà il numero dei controlli effettuati rispetto ai programmati distribuiti ai
distretti.
Nella tabella seguente sono elencati i controlli assegnati all'ASL di Brescia per l'anno 2014 su
partite di prodotti in ingresso a seguito di scambio tra stati membri.
I controlli programmati di cui ai paragrafi precedenti non sostituiscono i controlli segnalati
periodicamente dall'UVAC su specifiche partite di ingresso di animali e prodotti da sottoporre a
verifica e, laddove indicato, a campionamento e/o vincolo, per i quali rimane in essere la prassi
consolidata e che ricadono nel novero delle attività non programmabili.
Controlli integrati Dipartimento di Prevenzione Veterinario e Dipartimento di
Prevenzione Medico
Per l'anno 2014 continueranno ad essere previste le sinergie di azione consolidate tra il
48
Dipartimento di Prevenzione Veterinario e il Dipartimento di Prevenzione medico con il
mantenimento di uno specifico piano di controlli per la garanzia della sicurezza alimentare.
Alla luce dell’esperienza acquisita nel biennio 2012-2013, anche quest'anno sarà promossa una
sempre maggiore integrazione che consenta, per il prossimo Piano Triennale, di pianificare ed
incentivare la più adeguata ed efficace interscambiabilità degli operatori dei due Dipartimenti
per interventi preventivi condivisi sulle attività di produzione, deposito, vendita e
somministrazione di alimenti di comune interesse, con particolare riferimento alle attività
caratterizzate da livelli di rischio più elevati.
Anche nel 2014, alla luce delle considerazioni già fatte sulla situazione imprenditoriale locale
legata alla crisi economica internazionale, le classi di attività su cui mantenere la vigilanza
interdipartimentale continueranno ad essere identificate con le seguenti:
Ristorazione (dalla preparazione alla somministrazione):
-
catering e centri di cottura;
mense scolastiche ;
mense ospedaliere e di RSA;
ristorazione di imprese agrituristiche;
Vendita di alimenti al dettaglio:
-
ipermercati;
aree mercatali (con vendita di prodotti di origine animale);
negozi di vicinato (con vendita di prodotti di origine animale).
Le banche dati su cui è stato costruito il programma interdipartimentale degli interventi sono
mantenute costantemente aggiornate dai rispettivi Servizi Dipartimentali.
I Responsabili delle UO dei Distretti Veterinari e Medici, in base alle anagrafiche disponibili,
definiranno nel dettaglio e in maniera condivisa tra i due Dipartimenti, sia gli elenchi delle
imprese da sottoporre a controllo sia la pianificazione degli interventi di vigilanza. Come ormai
abituale, anche per il 2014 i controlli saranno effettuati, almeno di norma, senza la
contemporanea presenza degli operatori delle articolazioni operative dei due Dipartimenti,
salvo il caso di verifiche presso impianti con situazioni ambientali e attività particolarmente
complesse o impianti di notevoli dimensioni per i quali potrebbe risultare utile l’intervento
simultaneo di entrambe le professionalità.
I Responsabili dell'Area Igiene, i Coordinatori dei TdP delle DGD ed i Responsabili delle U.O. e i
Coordinatori dei TdP dei Distretti Veterinari provvederanno, congiuntamente, a definire l'elenco
degli impianti da controllare di cui alle categorie di imprese indicate di seguito.
Ristorazione
In considerazione della rilevanza di queste attività dal punto di vista della sicurezza alimentare
e in previsione dell'evento Expo 2015, anche per il 2014 risulta del tutto strategico procedere
al controllo integrato in questo settore da parte dei Dipartimenti di Prevenzione Medico e
Veterinario.
Nella seguente tabella sono indicate le strutture da sottoporre a controllo.
Tabella 8
TIPOLOGIA ATTIVITA'
N° ATTIVITA' DA CONTROLLARE
Catering
Mense
Ristoranti e ristorazioni agrituristiche
Gelaterie
38
130
90
30
49
Vendita di alimenti al dettaglio
Nel 2014, in considerazione delle problematiche, peraltro assai diverse secondo le tipologie di
vendita al dettaglio valutata, ma sempre complesse o delicate, si proseguirà nei controlli delle
attività di vendita dei prodotti di origine animale quali la vendita di salumi e di formaggi, la
produzione e la vendita di prodotti di gastronomia, di rosticceria e di prodotti ittici cucinati. La
ripartizione dei controlli verrà comunicata alle DGD e ai Distretti Veterinari con specifica
comunicazione dipartimentale.
Nella sottostante tabella sono indicate le specifiche attività da controllare.
Tabella 9
TIPOLOGIA ATTIVITA'
N° ATTIVITA' DA CONTROLLARE
Ipermercati
aree mercatali all’aperto
negozi di vicinato
gastronomia/rosticceria
20
40
80
60
I controlli continueranno ad essere effettuati, almeno di norma, senza la contemporanea
presenza degli operatori delle articolazioni territoriali dei due Dipartimenti, salvo il caso di
verifiche presso imprese con situazioni ambientali particolari o attività complesse o presso
imprese di notevoli dimensioni.
I Dipartimenti di Prevenzione Veterinario e Medico continueranno, anche nel corso del 2014, il
processo di integrazione mediante l’espletamento di audit interni da eseguirsi presso i livelli
decentrati al fine di una sempre maggiore omogeneità dei controlli ufficiali.
Controlli integrati ASL – ARPA - “Monitoraggio della radioattività ambientale”
Nell’anno 2014 prosegue l’attività di campionamento concordato con ARPA per la ricerca di
radioattività su alcune matrici alimentari.
L’attività di campionamento prevede un campione mensile sul latte alimentare trattato
termicamente, un campione trimestrale su carni avicole, un campione semestrale di pesce di
lago. Tali campioni sono così assegnati:
Tabella 10
MATRICE
FREQUENZA
DI PRELIEVO
ASSEGNAZIONE DEL
PRELIEVO
SEDE CRR CUI
CONFERIRE IL
CAMPIONE
QUANTITA'
CAMPIONE
Pollame
Trimestrale
Distretto Veterinario n. ARPA - CRR
4 – Rovato
Bergamo
2 kg
Pesce di lago
semestrale
Distretto Veterinario
n.2 – Lonato
variabile
Latte Vaccino
fresco intero HQ
mensile
Distretto Veterinario
ARPA - CRR
n.1 – Brescia-Gardone Bergamo
Valtrompia
4 litri
Ungulati selvatici
– selvaggina
cacciata in loco
Annuale
Distretto Veterinario
n.2 – Lonato
5 carcasse di
cinghiale
ARPA - CRR
Bergamo
ARPA - CRR
Bergamo
50
AUDIT INTERNI
L’appropriatezza degli interventi è un requisito indispensabile per garantire il razionale utilizzo
delle risorse e l’efficacia dei controlli. Sono considerati elementi di valutazione
dell’appropriatezza:
-
le modalità di ripartizione dell’attività di controllo ufficiale tra le risorse impegnate;
-
la corretta applicazione delle procedure aziendali;
-
la corretta modalità di documentazione e registrazione dei risultati dei controlli ufficiali;
-
la corretta gestione delle non conformità riscontrate e dei conseguenti provvedimenti
intrapresi (prescrizioni, sanzioni, comunicazioni all’AC, etc).
L’applicazione delle procedure di sistema e delle procedure specifiche verranno valutate dai
Servizi del Dipartimento di Prevenzione Veterinario mediante l’effettuazione di un audit presso
ogni Distretto Veterinario.
Il Servizio Igiene Alimenti, nel corso del 2014 effettuerà un audit di settore in ognuno dei
quattro Distretti Veterinari, finalizzato a verificare - ai sensi del Reg. (CE) 882/04 l'appropriatezza, l’efficacia e l'efficienza dei controlli ufficiali, negli impianti riconosciuti ai sensi
del Reg. (CE) 853/04 per preparazioni di carni e carni macinate e per prodotti a base di carne.
In ottemperanza a quanto previsto dal Decreto D.G. n.438 del 04/09/2013 “Azioni del
Dipartimento di Prevenzione veterinario dell’ASL di Brescia per il miglioramento delle garanzie
sanitarie richieste da Paesi Terzi per l’Export dei prodotti di origine animale” nel corso del 2014
saranno programmati ed effettuati audit di supervisione in tutti gli impianti iscritti almeno in
una lista per l’esportazione di alimenti di origine animale verso paesi terzi (22 stabilimenti) e
registrati nel applicativo informatico ministeriale SINVSA.
Inoltre, nel corso dell’anno, avvalendosi dei due veterinari del Dipartimento di Prevenzione
Veterinario componenti del gruppo di audit regionale, individuato per il controllo sui laboratori
iscritti nel registro regionale di cui alla d.g.r. n.4474 del 5.12.2012, sarà effettuato un audit
finalizzato alla verifica dell’attività di tre dei sei laboratori annessi alle industrie alimentari
presenti nel territorio dell’ASL di Brescia, non iscritti nell'apposito registro regionale, che
effettuano analisi per l'autocontrollo.
51
AREA IGIENE DEGLI ALLEVAMENTI E DELLE PRODUZIONI
ZOOTECNICHE
Analisi e dati di contesto
Nel corso dell'anno 2013 è stata sviluppata l'attività di controllo, così come da programmazione
prevista dal Decreto 61 del 30/01/2013, relativa ai Piani Regionali (Benessere Animale –
Sorveglianza e Vigilanza Sanitaria sull'alimentazione degli animali – Farmacosorveglianza –
Stabilimenti riconosciuti/registrati per sottoprodotti – Alpeggi – Controllo agenti patogeni e
monitoraggio latte crudo – Prevenzione Randagismo). Gli obiettivi programmati sono stati
raggiunti.
Sono state affrontate particolari problematiche che di seguito ricordiamo:
-
Adeguamento del 100% degli allevamenti di galline ovaiole detenute in gabbie non
modificate.
-
Adeguamento del 85% degli allevamenti di suini da riproduzione per quanto riguarda il
group housing. Come da indicazioni regionali sono stati condotti controlli finalizzati
soprattutto alla verifica dello stato di adeguamento degli allevamenti rispetto alla
detenzione delle scrofe in gruppo. Tali controlli hanno determinato un maggior numero di
ispezioni in questa tipologia di allevamento rispetto a quanto era stato programmato. In
considerazione delle difficoltà riscontrate nell'interpretazione e nell'applicazione della
normativa anche in funzione delle dimensioni degli allevamenti, sono stati organizzati 4
controlli integrati in azienda uno per distretto, con la partecipazione dei veterinari del
Centro Nazionale di Referenza per il Benessere Animale dell'IZSLER.
-
Aflatossine – Anche per il 2013, nonostante i dati sui raccolti di mais non abbiano rilevato
grosse problematiche, si è reso necessario adottare misure di controllo al fine della
prevenzione della contaminazione da aflatossine nella catena alimentare nel rispetto delle
indicazioni Regionali. Tali controlli si sono rivolti al latte e mangimi.
-
Condizionalità – nel corso del secondo semestre del 2013 sono stati condotti tutti i controlli
assegnati al servizio IAPZ per i 111 atti (B10, B11, C16, C17 e C18) sia del campione
casuale che a rischio. Gli atti B10 e B11 riguardavano le sostanze ormonali e la sicurezza
alimentare e gli atti C16, C17 e C18 riguardavano il benessere animale in allevamento
rispettivamente per i vitelli, i suini e gli altri animali. Il campione casuale è stato estratto in
base ai criteri di casualità mentre il campione a rischio è stato selezionato dal DPV
utilizzando i criteri previsti dalle note integrative ministeriali e dal Piano Regionale della
Prevenzione Veterinaria 2012-2014 come ad esempio le aziende nelle quali sono state
riscontrate N.C. nell'anno precedente per l'atto di riferimento.
Si elencano di seguito, le competenze del Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni
Zootecniche dell'ASL di Brescia:
-
produzione del latte dalla stalla fino alla trasformazione e commercializzazione dei
formaggi;
catena della produzione di alimenti per animali, compresi additivi e premiscele, dalla
produzione primaria alla produzione industriale e commercializzazione;
gestione dei sottoprodotti di origine animale;
valutazione del benessere degli animali negli allevamenti, durante il trasporto e al macello;
produzione, commercializzazione, somministrazione di farmaci veterinari, compresa la
produzione industriale e per autoconsumo di mangimi medicati;
protezione degli animali durante la sperimentazione;
riproduzione animale.
lotta al randagismo e protezione degli animali di affezione compresa la gestione del Canile
Sanitario.
Piano Nazionale Residui 2014 (in collaborazione con il Servizio Igiene degli Alimenti).
Piano Nazionale di Monitoraggio Nazionale dei Contaminanti Ambientali (SIN).
52
Per la stesura del Piano Aziendale anche il Servizio IAPZ si avvale delle indicazioni fornite dalla
Regione con il PRPV 2012 - 2014 e con i successivi piani specifici.
L'ASL di Brescia comprende un territorio molto vasto e soprattutto diversificato in cui troviamo
oltre che ad una importante realtà urbana e sub urbana, una zona montana e una di pianura
con numerosi allevamenti e impianti (vedi tabella 1). Questa diversificazione orografica deve
essere tenuta in considerazione al momento della assegnazione dei controlli ai quattro distretti,
non potendo tenere come unico riferimento la percentuale dei controlli da svolgere sulle
attività comune nei quattro Distretti Veterinari.
Per quanto sopra esposto, laddove la normativa lo consente, la percentuale dei controlli da
espletare è calcolata, compatibilmente all'organico assegnato, sulla base delle specifiche
peculiarità del territorio dell'ASL. Il Dipartimento di Prevenzione Veterinario, sulla scorta delle
segnalazioni fornite dai singoli Distretti, per il tramite del Responsabile dell'U.O. di riferimento,
ha programmato le strutture da controllare suddivise per tipologia. L'individuazione degli
impianti da sottoporre ad ispezione/audit terrà conto anche dei livelli di rischio assegnati e
delle non conformità rilevate nell'anno 2013, e dei criteri indicati dalla Regione per i singoli
piani.
Le ispezioni e gli audit dovranno essere svolti in conformità alle procedure ufficializzate dal
Dipartimento di Prevenzione Veterinario rispettivamente con nota prot. n. 0112654 del
10/08/2011 e con nota prot. 0112655 del 10/08/2011, utilizzando le checks list predisposte
dalla U.O. Regionale e formalizzando l'atto con specifico verbale.
L'attività di controllo, predisposta e dettagliata in seguito per singolo piano, dovrà essere
rendicontata dal DPV alla U.O. Veterinaria della Regione Lombardia, rispettando le scadenze dei
debiti informativi regionali. Inoltre i Distretti Veterinari dovranno rendicontare trimestralmente
al Direttore del SIAPZ lo stato di avanzamento dell’attività di controllo, utilizzando le tabelle già
predisposte nell'anno precedente.
Tabella 1
SETTORE ALLEVAMENTI
DI ANIMALI
CATEGORIE
ATTIVITÀ
TRASFORMAZIONE
PRODUZIONE LATTE CRUDO
ALLEVAMENTI BOVINI
UNITA'
CENSITE
1282
ALTA QUALITA'
61
LATTE CRUDO
22
LINEA VACCA VITELLO
603
RIPRODUTTORI MANZE
110
VITELLI A CARNE BIANCA
150
BOVINI CARNE ROSSA
1228
VENDITA DIRETTA
PRODUZIONE LATTE CRUDO
ALLEVAMENTI OVICAPRINI
ALLEVAMENTI DA LANA
ALLEVAMENTI DA CARNE
TRASFORMAZIONE
123
20
1504
53
RIPRODUZIONE
ALLEVAMENTI SUINI
APIARI
CICLO APERTO
171
CICLO CHIUSO
40
SVEZZAMENTO
12
INGRASSO (svezzamento, magronaggio, finissaggio)
413
> 10 alveari
380
ALLEVAMENTI PESCI
47
GALLINE OVAIOLE
76
AVICOLI DA CARNE
250
ALLEVAMENTI AVICOLI
RIPRODUTTORI
25
SVEZZATORI
27
PRODUZIONE CARNE
22
RIPRODUZIONE CICLO COMPLETO
22
ALLEVAMENTI CUNICOLI
ALLEVAMENTI EQUINI
SCUDERIE / AMATORIALI / CIRCOLO IPPICO /
SPORTIVO
PRODUZIONE CARNE
1518
37
CANILI SANITARI
1
CANILI RIFUGIO
6
STRUTTURE ZOOFILE
8
PENSIONI
DETENZIONE DI ANIMALI STRUTTURE AMATORIALI
DA AFFEZIONE
STRUTTURE A SCOPO DI ALLEVAMENTO
GROSSISTI ANIMALI VIVI
NEGOZI PER LA VENDITA DI ANIMALI (con cani e
gatti)
TOELETTATURE
TRASPORTO ANIMALI VIVI
23
6
26
1
21
85
UNITA'
CENSITE
TRASPORTO ANIMALI VIVI SU BREVI VIAGGI <8 ORE O 12 SE NAZIONALI
126
TRASPORTO ANIMALI VIVI SU VIAGGI >8 ORE
35
PRODUZIONE E VENDITA DI MANGIME PER ANIMALI
UNITA'
CENSITE
54
PRODUZIONE (RICONOSCIUTI)
COMMERCIO (RICONOSCIUTI)
ESSICAZIONE GRANAGLIE CONTO TERZI
COMMERCIO SOTTOPRODOTTI PER L'ALIMENTAZIONE ANIMALE
STRUTTURE VETERINARIE
65
95
27
4
UNITA'
CENSITE
LABORATORIO VETERINARIO DI ANALISI
3
OSPEDALE VETERINARIO
2
CLINICA O CASA DI CURA VETERINARIA
27
AMBULATORIO VETERINARIO
92
STUDIO VETERINARIO
6
STUDIO VETERINARIO ASSOCIATO
7
MEDICO VETERINARIO SENZA STRUTTURA
30
UNITA'
CENSITE
SPERIMENTAZIONE ANIMALE
IMPIANTI DI ALLEVAMENTO ANIMALI DA ESPERIMENTO
1
IMPIANTI UTILIZZATORI ANIMALI DA ESPERIMENTO
3
UNITA'
CENSITE
FARMACO VETERINARIO
IMPIANTI PER LA VENDITA ALL'INGROSSO FARMACI VETERINARI (ART.66 DLVO
193/2006)"
VENDITA AL DETTAGLIO ED ALL'INGROSSO DI MEDICINALI VETERINARI (art.
90 DLgs 193/2006)
OFFICINE DI PRODUZIONE
10
13
SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE
1
UNITA'
CENSITE
TRASFORMAZIONE
4
LAVORAZIONE SOTTOPRODOTTI (art. 36)
6
USO IN DEROGA DI SOTTOPRODOTTI (art. 17)
2
USO IN DEROGA DI SOTTOPRODOTTI (art. 18)
1
CENTRO DI RACCOLTA
1
COMMERCIO
2
INCENERITORE/COMBUSTIONE
2
PRODUZIONE FERTILIZZANTI
2
MANIPOLAZIONE
6
MAGAZZINAGGIO
12
55
TRASPORTO
RIPRODUZIONE ANIMALE
12
UNITA'
CENSITE
STAZIONI DI MONTA NATURALE EQUINA
36
STAZIONI DI INSEMINAZIONE ARTIFICIALE
11
CENTRI PRODUZIONE MATERIALE SEMINALE
10
RECAPITI
11
GRUPPI RACCOLTA EMBRIONI
4
ALLEVAMENTI SUINICOLI CON F.A. AZIENDALE
150
1680
104
OPERATORI DI INSEMINAZIONE ARTIFICIALE
LAICI
VETERINARI
PROGRAMMAZIONE ANNO 2014
Di seguito, viene illustrata l’attività di controllo programmata per l’anno 2014 che prevede
Piani di settore a valenza Europea, Nazionale e Regionale.
OBIETTIVI OPERATIVI REGIONALI DEFINITI DALLE NORME A VALENZA NAZIONALE
Piano regionale benessere animale 2014 (PRBA 2014)
Il Piano Regionale Benessere Animale comprende l'insieme dei controlli volti alla verifica del
rispetto delle misure di protezione degli animali in allevamento, durante il trasporto, alla
macellazione e durante la sperimentazione animale.
L’attività del 2013 si è concentrata soprattutto verso il controllo dell’adeguamento degli
allevamenti di suini da riproduzione per quanto riguarda le scrofe in gruppo e verso la
risoluzione delle criticità rappresentate da due allevamenti che detenevano galline ovaiole in
gabbie non modificate.
Al fine dei controlli negli allevamenti di polli da carne in deroga, sono stati acquistati gli
strumenti per la rilevazione dei parametri microclimatici in azienda.
Piano regionale benessere animale in allevamento
In ottemperanza al Piano Regionale Benessere Animale, i controlli minimi programmati per il
2014 riguardanti il benessere in allevamento, suddivisi per le varie categorie di animali da
reddito, vengono riepilogati nella tabella 2 sotto riportata.
La programmazione dei controlli dovrà tener conto, oltre che in generale degli allevamenti con
non conformità aperte e degli allevamenti con elevate non conformità pregresse, delle seguenti
indicazioni specifiche previste per alcune tipologie di allevamento come di seguito meglio
specificato:
-
-
galline ovaiole che producono uova da consumo: andranno condotti i controlli almeno nel
50% degli allevamenti di galline allevate in gabbie arricchite o in sistemi alternativi
privilegiando gli allevamenti non controllati nell’anno precedente, quelli ristrutturati e quelli
che eseguono la muta (utilizzare la check list regionale aggiornata versione 2013.2)
polli da carne: entro il 30 marzo 2014 dovranno essere controllati tutti gli allevamenti che
56
-
hanno presentato istanza di deroga ad allevare a densità >33Kg/mq rilevando i parametri
microclimatici.
allevamenti di suini da riproduzione:
entro il 30 marzo 2014 andrà verificato
l’adeguamento rispetto al “group housing” in tutti gli allevamenti dichiarati parzialmente o
non adeguati nell’ultima rilevazione del 2013.
Per il controllo del benessere durante l’abbattimento degli animali da pelliccia, è previsto
l’utilizzo del modello “Lista di riscontro benessere macellazione e abbattimento” selezionando
quale tipologia di impianto sottoposto a controllo “tipologia di allevamento non definita”, piano
di controllo “benessere degli animali allevati” in Evidenze selezionare “modifica” “procedure di
allevamento” e procedere come indicato a pag. 7 del Piano Regionale Benessere Animale.
Le principali non conformità rilevate nel corso del 2013 e che sono state considerate ai fini
della programmazione dell’attività del 2014 riguardano:
-
nell’allevamento delle galline ovaiole allevate in gabbia, l’inadeguatezza degli spazi a
disposizione (mancato rispetto della densità prevista pari a 750 cmq di spazio disponibile
per ogni animale);
nell’allevamento del suino, le più frequenti criticità riscontrate hanno riguardato la carenza
di materiale manipolabile, le mutilazioni, lo spazio disponibile, la libertà di movimento,
sistemi di abbeveraggio non idonei;
I controlli dovranno essere effettuati avvalendosi delle specifiche check-list predisposte dalla
U.O. Veterinaria Regionale (pubblicate in SIVI – Check list condizionalità) con la contestuale
compilazione del verbale di ispezione. Tutti i controlli dovranno essere inseriti nel programma
SIVI.
Nell'ambito dei sopralluoghi programmati per l'anno 2014 finalizzati al controllo del benessere
animale negli allevamenti di suini da riproduzione, continuerà il progetto ASL Brescia sulla
rilevazione dei seguenti parametri microclimatici ritenuti fondamentali per il rispetto del
benessere animale nell'allevamento di tipo intensivo: CO2, NH3, Temperatura, Umidità
Relativa, Intensità luminosa.
Tabella 2
CONTROLLI BENESSERE IN ALLEVAMENTO
TIPOLOGIA ALLEVAMENTI
NUMERO
ALLEVAMENTI
PRESENTI
NUMERO
ISPEZIONI
PROGRAMMATE
% ALLEVAMENTI
DA
CONTROLLARE
SUINI DA RIPRODUZIONE
> 6 scrofe
INGRASSO (svezzamento,
magronaggio, finissaggio) > 40
capi
GALLINE OVAIOLE
>350 capi
AVICOLI PRODUZIONE CARNE
> 500 capi
223
55
24,6
413
86
20,8
76
28
36,8
160
75
46,8
VITELLI A CARNE BIANCA
164
30
18
BOVINI LATTE
1365
75
5,5
BOVINI CARNE ROSSA
OVI-CAPRINI > 50 CAPI
1228
44
40
10
3,3
22,7
57
CAVALLI > 10 CAPI
STRUZZI >10 CAPI
TACCHINI > 250 CAPI
CONIGLI> 250 CAPI
ANIMALI DA PELLICCIA
TOTALE
6
2
33
1
76
15
2
3773
1
11
3
2
418
100
14,5
20
100
Condizionalità
Per quanto riguarda la condizionalità, il campione casuale delle aziende da sottoporre a
controllo è stato estratto in base ai criteri di casualità mentre il campione a rischio è stato
selezionato dal DPV utilizzando i criteri previsti dalle note integrative ministeriali e dal Piano
Regionale della Prevenzione Veterinaria 2012-2014 come ad esempio le aziende nelle quali
sono state riscontrate N.C. nell'anno precedente per l'atto di riferimento.
Per ogni controllo con esito N.C. riscontrato nel corso del 2013, il DPV ha provveduto all'invio
alla U.O. Veterinaria della copia del verbale di contestazione, della chek list inerente l'atto di
pertinenza unitamente al verbale di sopralluogo corredato da ogni ulteriore documentazione
integrativa. Per i controlli effettuati su aziende beneficiarie di aiuti comunitari ma non
identificate nel campione di condizionalità, tale trasmissione è avvenuta solo in caso di
irrogazione di sanzioni amministrative o in caso di provvedimenti di tipo penale.
Anche per l’anno 2014 i controlli sulla condizionalità relativamente al benessere animale
verranno condotti dai Veterinari ASL disgiunti dai funzionari della Provincia. Gli impianti da
controllare verranno nel corso dell'anno identificati dalla Regione e rientreranno nei numeri
dei controlli programmati per il benessere in allevamento.
Le non conformità eventualmente rilevate andranno gestite in modo completo a partire
dall'inserimento in SIVI, specificando i provvedimenti adottati e le successive verifiche.
I risultati dei controlli eseguiti nell’ambito del PRBA 2014 avranno valenza anche per la verifica
del rispetto degli atti della condizionalità.
Formazione
In conformità con il D.Lgs 181/2010, saranno organizzati eventi formativi rivolti agli allevatori
di broiler. Nel corso del 2013 sono stati effettuati tre eventi ai quali hanno partecipato 220
allevatori.
Piano regionale benessere animale durante il trasporto
I controlli sul benessere durante il trasporto sono finalizzati a garantire il pieno rispetto delle
misure di protezione degli animali in tutte le fasi del trasporto stesso, dal momento del carico
in allevamento, al viaggio effettivo, fino all'arrivo a destinazione con lo scarico dell'ultimo
animale trasportato.
Nel corso del 2013 si è consolidata la collaborazione con le Forze dell'Ordine con le quali sono
stati condotti 65 controlli su strada.
Controlli a destino
Presso strutture di macellazione/posti di controllo
In considerazione della tipologia di stabilimenti di macellazione presenti nel territorio dell'ASL
di Brescia che si approvvigionano di capi da aziende limitrofe, la percentuale minima dei
controlli a destino viene definita all'1% anziché del 2% delle partite in arrivo, per viaggi con
58
tempi di trasporto inferiori alle otto ore.
La percentuale dei controlli delle partite in arrivo per viaggi con tempi di trasporto superiore
alle otto ore, viene fissata al 10%. Le verifiche verranno effettuate di norma dai Veterinari
ufficiali che operano nello stabilimento di macellazione.
Presso i posti di controllo
Sul territorio dell'ASL di Brescia è presente un unico posto di controllo di cui al Reg. (CE) n.
1255/97, avente sede presso il mercato di bestiame di Montichiari. In questa struttura la
percentuale dei controlli è fissata al 5% delle partite di animali in arrivo. Le ispezioni di norma
saranno espletate dal Veterinario della U.O. Sanità Animale del Distretto competente.
Piano integrato dei controlli sull'idoneità al trasporto degli animali
Come per l’anno precedente, il piano prevede due fasi di attuazione.
La fase A consiste nell'individuazione dei punti critici da controllare sul territorio. A livello
distrettuale verranno individuati i macelli, i trasportatori, le stalle di sosta, gli allevamenti più a
rischio sulla base della numerosità degli animali movimentati, sulla tipologia degli animali
macellati (ad esempio fine carriera), e soprattutto sulla base di pregresse violazioni legate al
benessere animale constatate negli ultimi 5 anni.
La fase B prevede controlli su strada in punti strategici da effettuare in collaborazione con le
forze dell'Ordine, tenendo conto delle realtà produttive presenti nei singoli Distretti (macelli di
vacche, vitelloni, vitelli a carne bianca, mercato bestiame, punto di sosta, direttrici stradali
importanti).
Per il 2014 la Regione ha assegnato all'ASL di Brescia un numero minimo di controlli pari a 16
giornate che sono stati così suddivisi: DV1 n. 4 controlli, DV2 n. 5 controlli; DV3 n. 3 controlli;
DV4 n. 4 controlli. L'attività di controllo dovrà essere condotta da febbraio a novembre 2014.
L'attività di controllo su strada, come già avvenuto nel corso del 2013, potrà essere
incrementata in funzione delle richieste di intervento da parte delle forze di Polizia che,
debitamente formate, richiedono sempre più frequentemente la presenza di un Veterinario
Ufficiale a supporto dei controlli effettuati in autonomia.
Verrà organizzato un incontro formativo per il personale veterinario che si occupa dei controlli
sull'idoneità al trasporto degli animali in collaborazione con il Centro di Referenza per il
Benessere Animale dell'IZSLER.
Continueranno i corsi finalizzati al rilascio dell'attestato di idoneità per conducenti e guardiani
ai sensi del Reg. 1/2005. Nel 2013 sono stati formati 56 trasportatori.
Controlli scambi in collaborazione con UVAC Lombardia
Nel corso dell’anno 2014, in collaborazione con l’UVAC Lombardia, dovranno essere condotti 4
controlli in materia di benessere animale durante il trasporto, su partite di animali provenienti
dalla Francia. In particolare due controlli saranno svolti dal DV2, un controllo dal DV3 ed uno
dal DV4 in collaborazione con i colleghi di area A.
Tali controlli andranno effettuati entro il 30 settembre 2014. Come per i controlli sul benessere
durante il trasporto, dovranno essere compilate le apposite check list e fatta la registrazione in
SIVI in quanto tali controlli rientrano nella programmazione annuale.
Piano regionale benessere animale durante la macellazione
Così come previsto dal PRAB, la verifica documentata del rispetto delle disposizioni previste dal
Reg. (CE) 1099/2009 deve essere effettuata presso tutti gli impianti del territorio aziendale
(133), compresi i macelli di suini stagionali, con frequenza almeno annuale.
59
Per l’esecuzione dei controlli, effettuata dai veterinari di igiene degli alimenti, è previsto
l’utilizzo del modello “Lista di riscontro benessere macellazione e abbattimento” che può
essere utilizzata anche come verbale dell’attività di controllo.
L’attività di controllo dovrà essere registrata in SIVI secondo le modalità descritte nel PRAB
2014.
Per l’abbattimento degli animali da pelliccia, i controlli saranno svolti di norma dai veterinari
responsabili della struttura del Servizio IAPZ (vedi capitolo benessere animale in allevamento).
Piano regionale benessere animale nella sperimentazione
Nel territorio di competenza dell'ASL di Brescia sono presenti 3 impianti utilizzatori ed 1
allevamento autorizzati ai sensi del D.Lgs 116/1992.
Per il 2014, è programmata una verifica annuale presso 100% degli allevamenti e degli
utilizzatori volti alla verifica del rispetto del benessere.
In considerazione dell'aumento della sensibilità della popolazione in merito alle problematiche
legate agli animali da esperimento, è programmata l'esecuzione di almeno un controllo da
effettuare nel corso di una sperimentazione presso un impianto utilizzatore, al fine di
monitorare il rispetto delle procedure previste dai progetti di sperimentazione animale
approvati dal Ministero della Salute.
I controlli annuali presso le strutture devono essere inseriti in SIVI e le rendicontazioni
andranno trasmesse con le tempistiche previste dalla U.O. Regionale.
Vigilanza e controllo sulla alimentazione animale – (PRAA 2014)
Obiettivo del Piano è di assicurare un sistema ufficiale di controllo dei mangimi lungo l'intera
filiera alimentare, al fine di garantire un elevato livello di protezione della salute umana,
animale e dell'ambiente.
Attività di campionamento
Il PRAA 2014 prevede il prelievo di n.278 campionamenti su matrici alimentari destinate
all'alimentazione animale per:
- verifica dell’applicazione delle restrizioni relative al divieto di utilizzo delle proteine animali
trasformate (PAT);
- ricerca quantitativa di micotossine (aflatossina B1, ocratossina A, zearalenone,
deossinivalenolo, fumonisine, tossine T-2 e HT-2);
- ricerca quantitativa di contaminanti inorganici e composti azotati, composti organoclorurati
e radionuclidi;
- ricerca quantitativa di additivi vietati e delle sostanze farmacologicamente attive;
- ricerca quantitativa di Diossine e PCB;
- ricerca quantitativa di Salmonella spp;
- ricerca quantitativa di OGM.
La pianificazione di questi campioni dovrà avvenire utilizzando il criterio della casualità.
I campioni dovranno essere prelevati presso:
-
-
impianti di produzione
- impianti di trasformazione ed impianti oleochimici/biodiesel che producono materie
prime destinate all’alimentazione animale
- impianti che producono grassi vegetali e animali per l’alimentazione animale
- impianti di produzione di additivi, premiscele e materie prime minerali
- mangimifici a scopo commerciale
- essiccatoi granaglie cono terzi
distribuzione (depositi di materie prime per mangimi)
allevamenti che utilizzano mangimi composti
60
Nel corso del primo semestre dell'anno dovranno essere eseguiti almeno il 40% dei
campionamenti assegnati.
La ripartizione dell’attività di campionamento distrettuale PRAA ed extra PRAA è stata
effettuata in occasione di una apposita riunione e
sarà trasmessa con apposita nota
dipartimentale ai quattro distretti.
Controllo presso gli impianti di produzione
Il DPV ha programmato la frequenza dei controlli in base alle risorse disponibili, alla
valutazione del rischio e alle criticità riscontrate negli anni precedenti (vedi tabella 3).
La frequenza minima delle ispezioni da eseguire è annuale per gli stabilimenti di produzione e
biennale par gli stabilimenti di commercializzazione. Nel caso dei produttori primari, in
considerazione dell’elevato numero di aziende, è stato programmato un controllo nel 0.5%
delle strutture.
Tabella 3
Tipologia
Essiccazione granaglie
conto terzi
Produzione mangimi
riconosciuti
Produzione di alimenti
per animali da
compagnia
Commercio mangimi
riconosciuti
Commercio
sottoprodotti per
l'alimentazione animale
Produzione primaria
TOTALE
Numero
Attività
% Impianti da
controllare
Numero di Ispezioni
27
100
27
65
100
65
7
100
7
95
50
47
4
12276
12467
50
0,5
2
61
209
L’esecuzione del controllo prevede la compilazione della specifica check-list predisposta dalla
U.O. Regione Lombardia e del verbale di ispezione.
I controlli annuali presso le strutture e i campionamenti andranno rendicontati con le modalità
previste dal PRAA.
Anche per quest’anno è prevista la trasmissione degli elenchi aggiornati delle imprese del
settore di mangimi registrate ai sensi del Reg. (CE) 183/2005 alla U.O. Veterinaria entro il 31
maggio ed il 30 novembre 2014.
Piano regionale farmacosorveglianza 2014
Tenendo conto delle indicazioni riportate nel Piano regionale Farmacovigilanza 2014, il numero
dei controlli è stato definito in base alla valutazione del rischio di ogni singola azienda e alla
significatività e rappresentatività della realtà zootecnica in relazione con gli eventuali rischi per
il consumatore.
Il campione identificato è stato elaborato utilizzando vari indicatori, tra i quali la consistenza
degli allevamenti, suddivisi per distretto veterinario, e l’attività rendicontata negli anni scorsi.
In tabella 4 viene illustrato il numero degli interventi di farmacosorveglianza che devono
essere messi in atto negli allevanti e negli impianti nel 2014 come attuazione programma.
L’attività di farmacosorveglianza, al fine di permettere una razionale gestione delle risorse può
essere condotta contestualmente ad altri controlli come quelli sulla produzione del latte, sulla
61
alimentazione animale, sul benessere e sulla biosicurezza.
Il Piano è mirato alla verifica della corretta gestione del medicinale veterinario nelle fasi di
produzione, commercializzazione e somministrazione. Il DPV ha stabilito per il 2014 la
frequenza dei controlli dopo aver raccolto dai Distretti Veterinari le criticità emerse e tutti gli
elementi utili a chiarire le priorità da seguire nella scelta degli impianti da sottoporre a
ispezione.
Saranno da controllare prioritariamente gli allevamenti che nell'ultimo anno e/o negli anni
precedenti hanno avuto problemi (positività al macello, PNR, sanzioni amministrative,
prescrizioni, non corretta identificazione degli animali) e gli allevamenti autorizzati a detenere
scorte.
I controlli negli allevamenti devono riguardare soprattutto:
- l’uso appropriato dei farmaci veterinari, verifica dei trattamenti di massa mirata ad una
maggiore responsabilizzazione del consumo del farmaco veterinario;
- l’identificazione degli animali trattati;
- la registrazione dei dati intesa come inizio/fine dei trattamenti, rispetto dei tempi di
sospensione:
- informazioni sulla catena alimentare.
Per quanto riguarda i grossisti, i grossisti con vendita diretta e gli stabilimenti produttori, deve
essere garantito il controllo nel 100% degli impianti.
I controlli dovranno essere espletati avvalendosi delle specifiche check-list predisposte dalla
U.O. Veterinaria Regionale con la contestuale compilazione del verbale di ispezione.
Tutti i controlli dovranno essere inseriti nel programma SIVI e saranno considerati utili per il
piano di farmacosorveglianza solo se inseriti, come motivo di controllo, alla voce "attuazione
programma".
Il DPV, in collaborazione con i distretti, organizzerà iniziative di formazione sia rivolte ai
veterinari LLPP che agli allevatori riguardanti le problematiche relative all’utilizzo consapevole
dei farmaci veterinari.
Tabella 4
CATEGORIE
N.
IMPIANTI
ATTIVI
n°
controlli
PERCENTUALE
(%) IMPIANTI
da controllare
N.
CONTROLLI
PROGRAMMATI
Grossisti e depositari di medicinali veterinari
Vendita al dettaglio ed all'ingrosso di
medicinali veterinari
Fabbricanti di premiscele vendita diretta
Ambulatori / cliniche (studio veterinario)
Medici Veterinari autorizzati a detenere
scorte
10
1
100
10
13
1
134
1
1
1
100
100
20
13
1
26*
25
1
20
5
Apiari > 10 alveari
380
1
4
16
ITTICI
AVICOLI – uova da consumo
- produzione carne
BOVIDI - produzione carne bianca
- produzione carne rossa
29
76
250
150
1228
1
1
1
1
1
14
30
25
25
2
4
23
62
37
25
- riproduzione latte alta qualità
- riproduzione latte crudo
- riproduzione latte trasformazione
- riproduzione linea vacca – vitello
CUNICOLI - produzione carne
riproduzione
carne
ciclo
completo
61
22
1282
603
22
1
1
1
1
1
50
50
16
2
10
30
11
201
12
2
22
1
10
2
62
EQUIDI - produzione carne
OVI – CAPRINI – da carne
- da latte
SUIDI – ingrasso finissaggio
- riproduzione ciclo aperto
- riproduzione ciclo chiuso
- riproduzione svezzamento
Canili / gattili / pensioni – grossisti animali
Impianto di allevamento di animali per la
sperimentazione D.Lgs. 116/1992
Impianto utilizzatore di animali per la
sperimentazione D.Lgs. 116/1992
37
1504
1
1
10
1
4
15
123
413
171
40
12
70
1
1
1
1
1
1
8
10
33
33
33
40
10
41
56
13
4
28
1
1
100
1
3
1
100
4
TOTALE CONTROLLI PROGRAMMATI
656
* presso tali strutture dovrà essere effettuata contestualmente la verifica del mantenimento dei requisiti
igienico-strutturali e gestionali stabiliti dal D.D.G.S. N. 5403 DEL 13/04/2005
OBIETTIVI OPERATIVI REGIONALI DEFINITI DALLE NORME A VALENZA EUROPEA
Stabilimenti riconosciuti/registrati per sottoprodotti
Sulla scorta dell’attribuzione della categoria di rischio delle singole strutture, riconosciute o
registrate ai sensi del Reg. (CE) 1069/2009, mediante l'applicazione delle score card regionali,
è stata programmata l’attività di controllo ufficiale per l’anno 2014 (ispezioni e audit) nelle
diverse tipologia di attività presenti sul territorio,
I controlli ufficiali proseguiranno anche per il 2014 nel rispetto delle procedure di sistema,
anche utilizzando le specifiche check-list predisposte dalla U.O. Veterinaria Regionale.
Tutti i controlli devono essere registrati in SIVI.
La frequenza dei controlli (ispezioni e audit) è riportata nella tabella 5 secondo le diverse
tipologie di attività presenti sul territorio.
Tabella 5
Attività Impianto
Numero Attività
Frequenza annuale del Controlli
Ispezioni
Audit
REGISTRATI
Trasporto
12
8
Lavorazione
sottoprodotti (art.36)
6
5
Uso in deroga di
sottoprodotti (art.17)
2
2
Uso in deroga di
sottoprodotti (art.18)
1
3
Centro di raccolta
1
Sez. XIII altro
commercio
2
2
4*
8
1
RICONOSCIUTI
Trasformazione
3
63
Incenerimento
Coincenerimento
2
3
Produzione di alimenti
per animali da
compagnia
7
Vedi Reg. CE
183/2005 e relativi
controlli (vedi tab. 3)
Produzione
fertilizzanti/ammenda
nti
2
3
2
Attività intermedie
(Manipolazione)
6
11
2
12
18
8
63
16
Magazzinaggio
TOTALE
* 1 attività sospesa in data 22/10/2013 c/o DV1
OBIETTIVI OPERATIVI A VALENZA REGIONALE
Piano alpeggi
In prosecuzione delle attività programmate nell’ambito del Piano di Controllo sulla Qualità
igienica dei prodotti a base di latte ottenuti nei caseifici degli alpeggi della Regione e del Piano
EXPO 2015 – garantire la sicurezza alimentare e valorizzare le produzioni sia dal punto di vista
merceologico che nutrizionale viene programmata l’attività da condurre nel corso dell’anno
2014.
L’intervento è pianificato sulla base delle risultanze ottenute dall’attività condotta nel 2012 e
2013 e in conformità agli obiettivi strategici “Piano Regionale della Prevenzione Veterinaria
2012-2014”.
In prosecuzione di quanto effettuato nel corso dell’anno 2013 e in coerenza a quanto
pianificato nel Piano EXPO 2015 i controlli saranno orientati alla gestione delle non conformità
evidenziate nel corso del piano 2012-2013 e a verificare che l’operatore abbia ottemperato alla
rimozione delle non conformità riscontrate secondo quanto pianificato.
Analogamente a quanto svolto nel corso del 2013 obiettivo dell’intervento è la conduzione di
una attività di controllo analitica sulla materia prima, sui semilavorati e sul prodotto finito,
correlando i risultati a specifici parametri produttivi e alle caratteristiche dei prodotti finiti.
Le strutture ad oggi registrate in SIVI sono 54. In 7 di queste sono presenti animali da vita che
non producono latte per cui non avviene la trasformazione. Gli alpeggi attivi nel 2014 sono 47.
Saranno condotti controlli nel 53% degli alpeggi che trasformano il latte, che corrispondono al
100% di quelli dove sono in corso le risoluzioni delle non conformità.
Nel corso del 2014 proseguirà l’attività di formazione e informazione degli operatori in
collaborazione con gli Enti locali e le Associazioni di Categoria.
L’attività di controllo, le evidenze, i risultati delle verifiche delle carenze pregresse e i
provvedimenti adottati devono essere costantemente e puntualmente registrati nel sistema
informativo veterinario integrato (SIVI). La valutazione dell’attività svolta verrà fatta tenendo
conto delle registrazioni degli interventi e dei risultati inseriti in SIVI.
Tali risultanze sono state valutate di concerto con la U.O. Veterinaria Regionale e sono
utilizzate per la programmazione e la pianificazione dell'attività di controllo per la stagione di
monticazione 2014, finalizzata alla risoluzione delle criticità rilevate nel corso del 2013.
Nella tabella 6 si riporta l'attività svolta e la programmazione 2014.
Al fine di rispettare la tempistica delle risoluzioni delle non conformità, verrà richiesta ai
gestori degli alpeggi il rispetto del cronoprogramma presentato nel 2013 degli interventi
previsti.
64
Tabella 6
Distretto
Veterinario
Controlli 2012
effettuati
Controlli 2013
effettuati
Alpeggi 2014
censiti
Controlli 2014
programmati
DV1 Brescia-GVT
20
15
25
19
DV2 Lonato
26
21
23
5
DV4 Rovato
6
3
6
1
52
38
54
25
Totale
Piano latte e trasformazione prodotti a base di latte
Piano monitoraggio latte
La vigente normativa in materia di sicurezza alimentare attribuisce all'operatore un ruolo
fondamentale di garanzia della sicurezza degli alimenti che egli stesso immette in commercio;
la programmazione dell'attività di controllo ufficiale, ai sensi del Reg. (CE) 882/2004, sarà
volta principalmente alla verifica dell'applicazione e dei risultati dell'autocontrollo.
Per quanto attiene la produzione di latte crudo destinato alla vendita diretta, in relazione ai
risultati raggiunti dai piani di monitoraggio eseguiti in regime di Controllo Ufficiale e di
Autocontrollo negli anni precedenti, per il 2014 l’U.O. Veterinaria Regionale ha definito un
nuovo Piano di Monitoraggio finalizzato alla verifica del rispetto dei parametri previsti per
questa tipologia di latte, prevedendo n. 1 prelievo di latte presso il tank aziendale e n. 1
prelievo di latte ai distributori.
Come già previsto per il 2013, il veterinario ufficiale dovrà verificare che l’OSA in autocontrollo
effettui i campioni presso gli erogatori con frequenza trimestrale e presso il tank alla stalla con
frequenza semestrale.
Per tutti i campioni dovrà essere effettuata la preaccettazione e tutte le ispezioni dovranno
essere registrate in SIVI.
Per quanto riguarda la produzione di latte ad alta qualità, è previsto un controllo annuale volto
alla verifica del mantenimento dei parametri igienico-sanitari delle aziende e dei requisiti
strutturali.
Sulla base dei risultati raggiunti nel corso dell'anno 2013 e tenendo presente le non conformità
segnalate dagli stabilimenti di trasformazione del latte, sono state fissate le percentuali di
controlli riportate nella tabella 7.
Tabella 7
Categorie
BOVIDI – Riproduzione latte
alta qualità
BOVIDI – Riproduzione latte
crudo
BOVIDI – Riproduzione latte
trasformazione
TOTALE
n. impianti
percentuale
ispezione
impianti
n. ispezioni
Totale
61
100%
1
61
22
100%
2
44
1282
1365
16%
1
205
310
65
Programma di verifica della qualità microbiologica del latte e dell’efficacia dei
processi di trattamento termico del latte destinato alla caseificazione.
Scopo del programma, già in essere nel 2013 in 4 stabilimenti, uno per distretto veterinario, è
quello di verificare il rispetto dei requisiti in materia di qualità del latte destinato alla
trasformazione e l’efficacia dei processi termici di risanamento applicati al latte crudo
destinato alla caseificazione.
L'efficacia dei trattamenti termici applicati al latte destinato alla caseificazione vuole valutare
non solo l'efficacia in termini di riduzioni decimali, ma vuole valutare i processi termici
applicati immediatamente prima del trattamento termico e immediatamente prima della
successiva ulteriore fase di trasformazione (caseificazione).
Nel corso del 2014 verranno sottoposti al controllo 4 stabilimenti, uno per distretto, diversi da
quelli individuati nel 2013. La definizione del programma è in accordo con l'IZSLER. I controlli
andranno effettuati entro il 15 dicembre 2014.
La registrazione dell'attività di controllo sarà inserita in SIVI.
Azioni volte al contenimento della Listeria monocytogenes in formaggi che ne
costituiscono terreno favorevole alla crescita.
Scopo del Piano è quello di ridurre la prevalenza di Listeria monocytogenes in formaggi DOP
taleggio e gorgonzola prodotti in Regione Lombardia applicando modalità di controllo atte ad
individuare in ogni singolo stabilimento i fattori in grado di contrastare la contaminazione e la
successiva moltiplicazione di L.m. nei prodotti in esame.
In 3 stabilimenti che producono tali prodotti (di cui 1 nel Dv1 e 2 nel DV4), nel corso dell’anno
saranno condotti i controlli programmati con il Reparto Microbiologia Alimenti dell’IZSLER di
Brescia, atti a individuare tutte le procedure adottate per controllare il pericolo microbiologico.
Saranno inoltre effettuati prelievi di campioni sui prodotti finiti, sul raschiato di superficie e
tamponi ambientali.
I controlli andranno effettuati entro il 15 dicembre 2014. La registrazione dell'attività di
controllo sarà inserita in SIVI.
Aflatossine M1
Anche per il 2014, nonostante i dati sui raccolti di mais non rilevino grosse problematiche per
quanto riguarda l’aflatossina, si ritiene necessario adottare un Piano di Sorveglianza per
monitorare la situazione e valutare eventuali scostamenti.
I campioni devono essere effettuati entro il 30 novembre 2014. Le modalità di campionamento
rimangono quelle previste per il piano 2013. La Regione ha assegnato all’ASL di Brescia 163
campioni che vengono ripartiti nei quattro distretti veterinari come segue. Il DV1 dovrà
effettuare 35 campioni, il DV2 45, il DV3 40 e il DV4 43.
I suddetti campioni saranno effettuati nelle aziende che hanno avuto positività per aflatossina
M1, in quelle risultate "border-line" e comunque distribuiti in tutta l'area del distretto.
I dati riferiti a tale attività svolta presso le aziende di produzione verranno raccolti tramite il
Sistema Informativo Veterinario.
Piano di controllo agenti patogeni
Obiettivo del Piano è quello di ridurre le mastiti ed in particolare l'infezione di Streptococcus
agalactiae per ottenere il miglioramento della qualità igienica del latte prodotto.
L’attività del 2013 svolta dal Laboratorio Latte dell’IZSLER di Brescia ha determinato il
seguente quadro della situazione sanitaria degli allevamenti del territorio: su 1181 allevamenti
controllati, ne sono risultati negativi 1102, positivi 79 pari a 6.69%.
66
Il piano 2014 introduce il vincolo di riportare sui modelli di provenienza in caso di
movimentazione dei capi da vita, sia per compravendita che per monticazione e/o pascolo, le
qualifiche raggiunte nel biennio.
I Distretti Veterinari, avvalendosi dei veterinari delle U.O. Igiene degli Allevamenti e Sanità
Animale, organizzerà iniziative di informazione/formazione rivolte agli allevatori riguardanti le
norme di biosicurezza da adottare per prevenire o eradicare la patologia mammaria.
Riproduzione animale
Il Piano previsto per il settore della riproduzione animale viene eseguito in conformità alle
linee guida Regionali e Ministeriali riferite alla normativa comunitaria, nazionale e regionale in
materia di riproduzione animale, al fine di assicurare sul territorio regionale l'omogenea
espletazione delle attività di controllo ufficiale.
Tale attività viene attuata mediante sopralluoghi congiunti effettuati, nell'ambito delle
rispettive competenze, dal personale veterinario dei Distretti Veterinari e della Provincia di
Brescia - Assessorato Agricoltura, nel rispetto delle percentuali indicate in tabella 8. Il volume
e la frequenza dei controlli sono definiti sulla base dell'analisi del rischio assegnato negli anni
precedenti alle singole strutture mediante l'utilizzo dell'apposito foglio di calcolo allegato al
D.G. Sanità n. 446 del 22/01/2009. Lo stesso Decreto stabilisce la percentuale di controlli da
effettuare sugli operatori di fecondazione artificiale (laici e veterinari); la scelta del singolo
operatore avviene per estrazione con il metodo random (casuale), escludendo dal campione gli
operatori già controllati nel 2012 e 2013. Per quanto riguarda gli operatori laici, sono stati
assegnati 21 controlli al Dv1, 43 al DV2, 45 al DV3 e 49 al DV4. Mentre per i controlli rivolti ai
veterinari, ne sono stati assegnati 2 al DV1, 2 al DV2, 2 al DV3 e 5 al DV4.
Tabella 8
STRUTTURE OPERANTI NEL SETTORE
DELLA RIPRODUZIONE ANIMALE
STAZIONI DI MONTA NATURALE EQUINA
STAZIONE DI INSEMINAZIONE
ARTIFICIALE
CPMS
RECAPITI
GRUPPI RACCOLTA EMBRIONI
ALL. SUINICOLI CON F.A. AZIENDALE
OPERATORI INSEMINAZIONE LAICI
ARTIFICIALE:
VETERINARI
OBBLIGO DI DISTRUZIONE MATERIALE
SEMINALE
TOTALE
N.
36
% CONTROLLO
N. CONTROLLI 2014
70
26
11
10
11
4
0
in base al
fattore di rischio
1
1
1
149
5
8
1680
104
10
10
158
11
0
100
su comunicazione
2006
196
67
Piano di controllo sull’anagrafe degli animali d’affezione
Il DDUO n. 15742 del 29/12/2008 stabilisce le funzionalità e le modalità di accesso all’Anagrafe
Animali di Affezione (AAA) in adeguamento alla Legge Regionale che prevede il pieno
coinvolgimento anche dei veterinari liberi professionisti accreditati, oltre che dei comuni e delle
ASL.
La Regione ha previsto il controllo dei Veterinari LLPP accreditati per verificare il rispetto delle
procedure stabilite dal Decreto.
Rispetto ai 202 Veterinari Liberi Professionisti accreditati dall’Asl di Brescia, nel corso dello
scorso anno ne sono stati controllati n. 38 a fronte dei n. 21 programmati. Sono stati effettuati
più controlli rispetto ai programmati in quanto i controlli inerenti la gestione di AAA sono stati
condotti in concomitanza con l'attività di farmaco sorveglianza degli ambulatori veterinari.
Dalle verifiche condotte negli anni precedenti, sono state rilevate criticità riguardanti
principalmente la non completa archiviazione della documentazione a supporto delle
registrazioni dei cani provenienti dall'estero. Dai controlli sono emerse anche criticità legate
alla mancata corrispondenza tra i chip risultanti in banca dati a priori e quelli effettivamente
applicati. Alla luce delle risultanze di tali controlli, si programma l’effettuazione di 26 verifiche
di gestione dell’AAA da parte dei veterinari LLPP accreditati (vedi tabella 9).
Tabella 9
DISTRETTO VETERINARIO
Veterinari LLPP accreditati
DV 1 Brescia-Gardone VT
8
DV2 Lonato
8
DV3 Leno
2
DV4 Rovato
8
I Veterinari da sottoporre a controllo verranno individuati in base a criteri di rischio quali il
numero di “forzature” effettuate, il tempo trascorso dall’ultimo controllo, il numero di anomalie
segnalate da AAA nel corso degli ultimi tre anni ed il numero elevato di chip non applicati
registrati in banca dati a priori, ecc. Il controllo verterà soprattutto sulla corretta archiviazione
della documentazione.
Piano di controllo sulle strutture di detenzione degli animali d’affezione
La Legge Regionale 33/2009 ed il Regolamento 2/2008 stabiliscono i requisiti strutturali e
gestionali per le attività di ricovero e/o detenzione di cani e gatti.
In tali impianti dovranno essere condotte periodiche ispezioni atte alla verifica del
mantenimento di tali requisiti e del rispetto del benessere animale secondo frequenze stabilite
dal programma illustrato nella seguente tabella.
La scelta delle strutture amatoriali/zoofile, allevamenti e pensioni nelle quali fare i controlli
dovranno essere condotte seguendo il criterio dell'elevato numero di cani detenuti e delle razze
allevate. Nella tabella 10 viene illustrato il programma delle ispezioni suddivise per tipologia di
impianto.
Tabella 10
TIPOLOGIA
Canili rifugio
Grossisti di animali vivi
Canili / pensioni / allevamenti
NUMERO
STRUTTURE
%
controlli
N.
controlli
NUMERO ISPEZIONI
PROGRAMMATE
6
1
63
200
100
30
2
1
1
12
1
18
68
Negozi per la vendita di animali
(con cani e gatti)
Toelettature
Totale
21
85
100
20
1
1
21
17
69
L'incremento di sensibilità della popolazione e degli organi di informazione circa il rispetto delle
condizioni di benessere degli animali di affezione, ha generato negli ultimi anni una richiesta
sempre crescente di interventi riguardanti la verifica delle condizioni di detenzione di animali
presso abitazioni private e/o pubblici esercizi.
Nel corso del 2013 sono stati effettuati 174 sopralluoghi per inconvenienti igienico-sanitari ed il
personale del Canile Sanitario è stato coinvolto da parte di guardie eco-zoofile operanti sul
territorio, in numerosi sequestri di cani per problematiche legate ad una non corretta gestione
degli animali.
In ottemperanza alla Ordinanza Ministeriale 10 febbraio 2012 e alle Linee Guida del Ministero
della Salute (nota prot. 0019949 del 15/11/2011), nel corso del 2013 sono stati seguiti circa
20 casi di sospetto avvelenamento con l'invio all'IZSLER di Brescia di esche e carcasse di
animali per le analisi; di questi casi, 4 sono risultati positivi per esteri fosforici. Tale attività,
che vede il coinvolgimento degli Enti Locali, proseguirà anche per il 2014.
Controllo demografico della popolazione canina
Le attività inerenti la lotta al randagismo nell’ASL di Brescia afferiscono al Servizio IAPZ.
In attuazione a quanto previsto dalla normativa vigente, secondo la quale i cani adottati dai
Canili Sanitari e Rifugio devono essere sterilizzati, il Canile Sanitario di Brescia ormai da anni
prima dell'affido o del trasferimento ad un canile rifugio, effettua la sterilizzazione dei cani, sia
maschi che femmine, di età compresa tra i sei mesi ed i dieci anni. Nel corso degli anni 2010,
2011, 2012 e 2013 sono stati sterilizzati presso il Canile Sanitario rispettivamente n. 665, n.
655, n. 609 e n. 641 cani.
Tale attività, che verrà effettuata anche per l’anno 2014, contribuirà alla riduzione delle
gravidanze indesiderate e di conseguenza delle cucciolate destinate ad essere abbandonate.
Per i cani dati in adozione prima dei sei mesi e quindi non sterilizzati dal canile, proseguirà
l'attività prevista dal Piano Regionale Triennale "Controllo demografico popolazione canina",
descritta nel paragrafo seguente, per i cani adottati entro il 01/12/2013, data di conclusione
del piano triennale.
Piano regionale triennale degli interventi sul controllo demografico della popolazione
animale e di prevenzione del randagismo.
Oltre all’attività istituzionale sopra descritta, in riferimento al bando di finanziamento regionale
ottenuto dall’ASL per progetti finalizzati al controllo demografico della popolazione animale
(Decreto n. 482 del 31/10/2012), nel corso del 2013 sono state effettuate le sterilizzazioni di
105 cani, di cui 58 femmine e 47 maschi, affidati sotto i sei mesi di età e sterilizzati
successivamente con apposito programma di rientro al Canile Sanitario. Nel primo semestre
del 2014 saranno effettuate le sterilizzazioni programmate di 101 cuccioli affidati prima del 1
dicembre 2013.
Controllo demografico dei gatti di colonia
Nell'ambito del rapporto uomo-animale, si configura anche l'attività riguardante i sopralluoghi
per il censimento delle colonie feline; per l'anno 2013 le domande accolte e i relativi
sopralluoghi comprensivi di registrazione in anagrafe canina regionale, effettuati secondo le
procedure codificate, sono state complessivamente n. 131.
Presso il Canile Sanitario vengono effettuati gli interventi di sterilizzazione dei soggetti catturati
dai referenti di colonia o dalle Associazioni di Volontariato, nonché eventuali interventi di
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stabilizzazione (visite cliniche, ricovero per terapia medica o chirurgica) che si ritengono
necessari su tutti i soggetti censiti.
Le sterilizzazioni di gatti di colonia effettuate nell'anno 2013 sono state n. 976.
Nel corso del 2014 proseguirà l'attività di sterilizzazione, identificazione dei gatti di colonia,
georeferenziazione delle colonie censite e l'attività di formazione rivolta ai volontari referenti
delle colonie feline.
OBIETTIVI REGIONALI DI NUOVA FORMULAZIONE ANNO 2014
Piano di sorveglianza sulla presenza di E. Coli vero citotossici (VTEC) in prodotti a
base di latte: dalla produzione primaria alla trasformazione.
Obiettivo del piano è quello di stimare la prevalenza di E. coli VTEC in formaggi a latte crudo e
di fornire la chiave di lettura autentica dei rapporti di prova rilasciati dai laboratori in esito ad
analisi effettuate in PCR.
Nel corso dell’anno si effettueranno 68 campioni di prodotti nelle fasi precedenti all’immissione
in commercio quando il prodotto è ancora sotto controllo da parte dell’OSA. Il piano prevede il
prelievo di campioni di formaggio ottenuti dalla lavorazione di latte crudo prima
dell’immissione in caldaia nelle sotto elencate categorie:
-
formaggi a latte crudo con stagionatura inferiore a 60 gg
formaggi a latte crudo con stagionatura compresa tra 60 e 90 gg
formaggi a latte crudo con stagionatura superiore a 90 gg
I distretti veterinari dovranno effettuare il numero di campioni come di seguito specificato:
DV1-16; DV2–18; DV3–17; DV4-17.
Rilascio della certificazione per le aziende di produzione di latte destinato alla
produzione di prodotti a base di latte export paesi terzi
Nel rispetto di quanto disposto dal Ministero della Salute nell'anno 2010 con le Note 2914-P11/06/2010 e 4706-P-28/10/2010 per garantire, dalla produzione del latte in azienda sino al
termine della filiera di trasformazione, i requisiti richiesti per l'esportazione di prodotti a base
di latte verso Paesi terzi, il piano di Regione Lombardia si pone l'obiettivo di semplificare gli
adempimenti amministrativi per le aziende che hanno la necessità di ottenere la qualifica di
idoneità da parte dell'Autorità Sanitaria Competente.
Questo DPV porrà in atto, nel corso dell'anno, in ottemperanza al piano di cui al presente titolo,
i seguenti interventi finalizzati:
-
-
diffusione dell’informazione agli allevatori circa le nuove modalità di richiesta della
certificazione alla stalla per il latte destinato alla lavorazione di prodotti lattiero-caseari per
l'export (presentazione al Distretto Veterinario dell'apposita domanda secondo modello
predisposto e con allegata l'autodichiarazione dei requisiti posseduti);
registrazione delle aziende con qualifica favorevole in apposito sistema informativo a
seguito della valutazione conforme (verifica dei dati disponibili sulla BDR e su SIVIAN);
predisposizione di protocolli per le verifiche a campione in situ e l’eventuale esclusione di
aziende che non risultassero più conformi da parte del DPV in collaborazione con i DV;
verifica a campione delle autodichiarazioni inoltrate e registrate nel corso del 2014 (almeno
il 5 %) da parte del DPV in collaborazione con i DV.
Piano di verifica del benessere negli allevamenti di suini della Regione Lombardia
Verranno effettuati, in collaborazione con il Centro di Referenza per il Benessere Animale
dell'IZSLER, eventi formativi in azienda per il personale veterinario riguardanti le valutazioni
del benessere basate sull'animale. Il piano Regionale si prefigge lo scopo di individuare gli
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aspetti strutturali che maggiormente possono avere influenze sul benessere e di correlarle ad
oggettive rilevazioni sullo stato degli animali.
ATTIVITA’ INTEGRATA
Sanità Animale – Igiene degli alimenti – Igiene degli allevamenti
In conformità a quanto previsto dal PRPV sono programmati per il 2014 controlli integrati come
di seguito specificato:
Controlli Integrati
Presso gli allevamenti di suini proseguiranno i sopralluoghi integrati tra i Veterinari afferenti
alla U.O. Sanità Animale e Veterinari alla U.O. Igiene degli Allevamenti.
Presso gli allevamenti avicoli (broiler) proseguirà a livello distrettuale l'attività di valutazione
degli allevamenti da parte dei Veterinari di Igiene degli Allevamenti e di Sanità Animale
(raccolta di informazioni inerenti caratteristiche e igiene della struttura, benessere animale,
uso del farmaco, gestione allevamento, biosicurezza) per la graduazione del rischio
Per il Piano di controllo agenti patogeni, nel corso del 2014 verrà effettuata da parte dei
veterinari di Igiene degli allevamenti e di Sanità animale, l'attività di formazione/informazione
sulle norme di biosicurezza da adottare per prevenire o eradicare lo Streptococcus agalactiae
Presso gli impianti di trasformazione di prodotti a base di latte è previsto un controllo ufficiale
integrato per ogni distretto veterinario finalizzato alla verifica dell’applicazione del Reg.
2073/2005 con i veterinari afferenti alla U.O. Igiene degli Alimenti e alla U.O. Igiene degli
Allevamenti.
Sono previsti controlli di farmacosorveglianza negli allevamenti di provenienza dei capi
campionati al macello nell’ambito del PNR condotti dai veterinari dell' area Igiene degli
Allevamenti integrandosi al bisogno con i veterinari di Sanità Animale.
Controlli integrati ASL - Provincia
Il Piano Regionale Integrato dei Controlli nel settore della riproduzione animale, viene attuato
con sopralluoghi congiunti effettuati prevalentemente da veterinari dell’area Igiene degli
Allevamenti con funzionari della Provincia di Brescia - Assessorato all’Agricoltura.
Controlli integrati ASL- IZSLER
Nel 2014 è prevista l'attività di controllo integrato al fine di verificare l'appropriatezza delle
azioni che lo stabilimento ha adottato per il contenimento della Listeria monocytogenes nei 3
impianti di produzione di formaggi DOP taleggio e gorgonzola presenti sul nostro territorio.
Saranno condotti 3 sopralluoghi congiunti con il Centro di Referenza del Benessere Animale
dell'IZSLER per la verifica del benessere animale negli allevamenti di suini (Piano di verifica del
benessere negli allevamenti di suini della Regione Lombardia)
AUDIT INTERNI
Il SIAPZ effettuerà, anche per il 2014, un audit presso ogni Distretto Veterinario volto alla
verifica della corretta applicazione di quanto è indicato dal presente Piano, ponendo come
obiettivo la verifica dell'appropriatezza e dell'efficacia dei controlli, nonché dell'attuazione
puntuale ed omogenea della programmazione effettuata dal Dipartimento di prevenzione
Veterinario.
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