The Green Idea - Edizioni PEI

cemento & calcestruzzo
The Green Idea
Il prototipo della betoniera elettrica operativo presso Beton Eisack
In cantiere in Val Gardena per vedere
all’opera il prototipo della prima
autobetoniera ibrida plug-in (al
mondo). “L’idea verde”, destinata a
rivoluzionare i cantieri nella direzione
della sostenibilità ambientale, è di Cifa
che presenta sul campo un mezzo
operativo con consumi ridotti, meno
rumore, meno inquinamento per
una maggior libertà di movimento e
di lavoro. Su autotelaio Man Euro 5,
la betoniera, oil free, lavora a motore
spento, in silenzio, a zero emissioni.
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Aprile 2014
& construction
Federica Delucchi
D
opo aver prodotto 56 mila betoniere, Cifa ha fatto un grande
passo avanti: la prima betoniera
ibrida plug-in al mondo, destinata a rivoluzionare i cantieri edili nella direzione
della sostenibilità ambientale. Energya,
su autotelaio Man che abbiamo visto lavorare sui cantieri altoatesini della Beton Eisack di Chiusa (Val d’Isarco, Bolzano) è un prodotto ecosostenibile che
deriva da un importante investimento
nella ricerca sostenuto da Cifa negli ultimi anni, in collaborazione con il Politecnico di Milano.
In cantiere, in queste pagine, osserviamo
il prototipo su autotelaio Man Euro 5 che
le aziende stanno definitivamente testando in uno fra gli ambienti operativi
più difficili (per le temperature invernali;
per le salite e le curve che quotidiana-
Sede della Beton Eisack a Chiusa Val d’Isarco (BZ)
Da sinistra: Alessandro Hopkins,
Head of Product Management;
Nicola Pirri, R&D and
Design Director Cifa;
Marco Marozzi, Product Specialist
in MAN Truck & Bus Italia
Dati tecnici Energya
Tamburo
Capacità nominale
E8
E9
UdM
8
9
mc
mc
Volume geometrico
14
15,9
Coefficiente di riempimento
57
56,3
%
9
10,2
mc
Linea d’acqua
Velocità di rotazione
0-14
rpm
Diametro
2300
mm
2
n.
0-500
l
Rulli di rotolamento
Portata acqua
Tipo serbatoio acqua
pressurizzato
Motorizzazione
Motore
elettrico
Dimensioni
Lunghezza min telaio
5965
6450
mm
Lunghezza minima kit
7170
7655
mm
Sbalzo
1205
1205
mm
Baricentro
2598
2895
mm
Altezza max
2680
2755
mm
Larghezza max
2355
2355
mm
Peso complessivo a vuoto
4320
4570
kg
4
4
n
Specifiche camion
Assali
ospitato in cantiere per osservare il nuovo
mezzo operativo nella realtà quotidiana.
Energya si dimostra subito eccezionale
per la sua presenza, dal design differente
dal consueto (sebbene qui priva per motivi tecnici della carteratura prevista per
la prossima commercializzazione). Ci attende sul piazzale, col tamburo in funzione e motore del camion rigorosamente
spento.
Andando subito al centro della questione,
il risparmio risulta evidente nei consumi
di gasolio e l’investimento per l’acquisto
si dovrebbe ammortizzare nel giro di 4-5
anni, cioè prima della metà della vita media di una betoniera. I vantaggi invece si
apprezzano da subito, come ci lascia intuire Christian Auer, Amministratore della
Beton Eisack che collabora alla definizione del prototipo e crede in questo progetto: il ritorno di immagine è immediato
Componenti elettrici
Potenza richiesta
Modalità ricarica std.
Tempo ricarica std.
Modalità ricarica high speed
75 kW
Trifase 380/400V – 16°
240 min
Trifase 380/400V – 75 kW
Tempo ricarica high speed
18 min
Tempo ricarica con generatore a bordo
70 min
mente occorre affrontare; per l’attenzione
all’ambiente che questa realtà richiede a chi
lavora nell’edilizia). In cantiere con Alessandro
Hopkins, Head of Product Mangement Cifa,
l’intero staff tecnico e commerciale Cifa, fra
cui l’Ing. Nicola Pirri, R&D Design Director,
l’Ing. Marco Marozzi, Product Specialist in
MAN Truck & Bus Italia; Christian Auer, uno
dei soci di Beton Eisack, la società di Chiusa
Val d’Isarco selezionata per la prova sul campo
del prototipo. Quest’ultima ci ha gentilmente
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per la scelta orientata verso un prodotto
ecosostenibile (scelta oggi importante
per rimanere su un mercato sempre più
esigente e attento all’ambiente) e inoltre
Energya si apre letteralmente la strada
verso nuovi mercati, ove non ha concorrenza perché offre qualcosa di veramente
innovativo: dal tunneling, dove lavora a
zero emissioni fino ai cantieri urbani in
centro storico dove può essere operativa anche oltre gli orari da rispettare per
il contenimento del rumore. Energya lavora in silenzio, col motore del camion
spento. Rispetta i requisiti della certificazione LEED per la sostenibilità degli interventi in edilizia. Per tutti questi motivi
si intuisce già che l’innovazione Cifa è rivolta soprattutto ai mercati esteri, al Nord
Europa in particolare, fortemente orientati alla sostenibilità ambientale.
Ma vediamo di descrivere nel dettaglio e
approfondire le caratteristiche tecniche
del nuovo prodotto, così come le hanno
presentate i tecnici agli addetti ai lavori
nella giornata di presentazione in Alto
Adige organizzata e gestita (molto bene)
da Cifa e Man (presenti in forze coi rispettivi Responsabili della Comunicazione, Vito Minunni per Cifa ed Eleonora
Megliorini per Man), in collaborazione con
Beton Eisack.
Energya: alimentazione
Elettrica e diesel insieme la nuova serie
Cifa Energya conta due modelli E8 ed E9.
Li contraddistingue un innovativo sistema
di movimentazione del tamburo che abbina i vantaggi della tecnologia tradizionale a quelli della tecnologia elettrica. Il
sistema delle betoniere tradizionali (movimento generato da un impianto idraulico) viene sostituito da un motore a induzione elettrica, dunque completamente
privo di olio, che riceve energia da una
batteria agli ioni di litio. Le batterie possono essere caricate sia dalla rete elettrica sia mediante un generatore alimentato dal motore diesel del camion che
consente il pieno funzionamento della betoniera anche a batterie scariche (ecco
dunque perché ibrido plug-in). Inoltre Ener-
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Consumi e risparmio betoniera ibrida
gya è dotata del Sistema di Recupero
dell’Energia Cinetica della frenata (KERS
acronimo di Kinetic Energy Recovery System).
Il motore dell’automezzo Man può restare
spento sia in centrale di betonaggio durante la fase di carico sia soprattutto in
cantiere durante la fase di scarico del calcestruzzo. Ne consegue uno sgravio per
il motore del camion che non deve mai
servire il tamburo della betoniera. Esso è
dunque sottoposto a minor usura e ha
minori costi di manutenzione. Cifa nella
progettazione di Energya ha puntato sulla
significativa riduzione dei consumi di carburante. Il risparmio di carburante può essere dell’ordine del 27% se la ricarica avviene attraverso la rete elettrica, come
mostrato nella tabella in alto.
Le prese per la ricarica delle batterie,
standard (4 ore) o high speed (18 minuti)
Zero Emissioni
Con Energya Cifa ha raggiunto l’obiettivo
“zero emissioni” negli ambienti chiusi. Si
apre un muovo mondo e un nuovo modo
di affrontare il lavoro in cantiere. Si pensi
alle applicazioni in galleria e negli ambienti
chiusi come capannoni industriali, ma anche all’operatività negli ambienti urbani,
nei contesti storici e ambientali di pregio.
Con Energya si rendono possibili applicazioni in orari e luoghi laddove sia di primaria importanza salvaguardare il silenzio, il contenimento delle possibili fonti di
disturbo ambientale e dove la sicurezza
e il massimo rispetto per la salute degli
operatori sono di primaria importanza.
Il motore elettrico
e le batterie
Il rumore del mezzo, utilizzando l’energia
elettrica, viene ridotto fino a 10 dB. Durante le fasi di carico e scarico il rumore
Le batterie e il motore elettrico, protetti da coperture sono
alloggiati dietro al cabina
del motore diesel viene del
tutto azzerato. Quello che l’orecchio umano percepisce è
una riduzione complessiva
molto significativa del rumore
della betoniera, nell’ordine del
50% (rumore percepito), tanto
che per esempio è stato possibile chiedere di rilasciare interviste ai tecnici Cifa accanto
al mezzo in fase di scarico!
Il motore elettrico e le batterie
Dettaglio tecnico del generatore
ad esso collegate sono allog- Dettaglio tecnico del gruppo batterie
giati dietro la cabina dell’operatore.
Il sistema di ricarica delle batterie prevede due possibilità: il sistema “High
speed pulg-in” necessita di soli 18 minuti per ricaricare le batterie da zero a
Christian Auer, Beton Eisack
100%, utilizzando una speciale colon«Abbiamo avuto la fortuna di essere scelti da Cifa per i
nina di ricarica rapida progettata da Cifa
test finali con il prototipo della nuova betoniera. Molte
e installata in centrale di betonaggio. Il
aziende si sono candidate, ma per fortuna la scelta
sistema di ricarica “Standard plug-in”
necessita invece 4 ore per ricaricare la
è ricaduta su Beton Eisack. Le condizioni ambientali
batteria da qualsiasi presa industriale
da noi sono molto rigide, così come i vincoli imposti
da 380V, disponibile sia presso l’imdall’Amministrazione della Provincia autonoma. La
pianto sia in cantiere. Le batterie di
nostra azienda è per filosofia orientata alla sosteniEnergya sono coperte da garanzia per
bilità ambientale. Siamo quindi molto interessati a questo prodotto e non ne escludo
5 anni (il telaio 2 anni; il tamburo 4 anni).
l’acquisto per la Beton Eisack».
Tutte le funzioni della betoniera sono
monitorate e gestite da un computer
Chi è Beton Eisack
display. Le interfacce di controllo sono
La storia dell’azienda è una storia di successo. Beton Eisack viene fondata a Chiusa in
due: in cabina e sulla parte posteriore
Val d’Isarco nel 1978, con un ruolo pionieristico per quanto riguarda la produzione del
per avere sempre a portata di mano
calcestruzzo. Da subito l’azienda lavora col proprio laboratorio per produrre miscele
tutti i parametri da monitorare e gestire.
di qualità, in conformità alle norme UNI ed elaborare calcestruzzo preconfezionati di
Una telecamera posizionata sul retro
qualità elevata e costante nelle diverse classi di resistenza. Beton Eisack è oggi una
della macchina guida l’operatore nelle
manovre più impegnative.
delle maggiori realtà del Trentino-Alto Adige, con più di 100 collaboratori e il parco
Il peso del motore elettrico, rispetto
macchine più versatile della Regione. Possiede un know how tecnico elevato e metodi
alla tecnologia tradizionale, non influidi produzione innovativi, raggiunti grazie al continuo investimento nella ricerca. Il
sce negativamente sulla capacità di cagruppo, che gestisce centrali e impianti di betonaggio, uno stabilimento per la ghiaia e
rico: parliamo infatti, come conferma
stabilimenti per il riciclaggio materiali edili, svolge lavori chiavi in mano di qualunque
Alessandro Hopkins, di un trascurabile
dimensione, dal Brennero fino a Bolzano. L’impresa, come abbiamo già evidenziato
svantaggio di circa 200 kg sul peso
in queste pagine, è fortemente orientata alla responsabilità sociale ed ecologica e
complessivo dell’autobetoniera a 4 assi
attua una politica aziendale volta al rispetto dell’ambiente e al risparmio delle risorse,
che raggiunge le 32 t.
garantendo standard qualitativi elevati (di tipo internazionale). Ad oggi la flotta conta
Un dettaglio non trascurabile è invece
26 autobetoniere e una dozzina di betonpompe, oltre a numerosi mezzi speciali e alle
il nuovo design della betoniera, essenmacchine per movimento terra.
ziale e dalle forme rigorose che ne fa
Fra le referenze dei lavori eseguiti citiamo, uno per tutti, la fornitura dei calcestruzzi
un prodotto unico e facilmente distinper la realizzazione della Galleria di Base del Brennero (64 km lotto A+B) e la costruguibile, in linea con la filosofia Cifa.
Proprio nel 2014 Energya E9 ha vinto,
zione del cunicolo esplorativo BBT a Varna e Mules per Brenner Basis Tunnel BBT SE.
grazie al suo design, il prestigioso pre-
La parola ai protagonisti
del mercato del calcestruzzo
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mio tedesco Red Dot Design Award:
una vittoria “fuori casa”, ovvero in casa
del principale competitor sul mercato internazionale che rende l’intero staff Cifa
orgoglioso del successo (in Germania,
a Essen, giungono ogni anno 11 mila
candidature da 61 Paesi). Samuele Montorfano e Marco Monticelli, dello Styling
Center Cifa hanno a ragione caldeggiato
la candidatura di Energya quale prodotto
innovativo non solo dal punto di vista
estetico, ma perché ha saputo rivoluzionare il concetto stesso della betoniera.
Autotelaio Man per autobetoniere e novità Euro 6
Le massime prestazioni di trasporto del
calcestruzzo contribuiscono alla redditività della fornitura. Nel tempo di fornitura fra centrale di betonaggio e arrivo
in cantiere si esprime dunque la qualità
dell’autotelaio, basata sui principi di affidabilità e carico utile. In Europa lo chassis privilegiato per le autobetoniere è
l’autotelaio a 4 assi a trazione posteriore. Man offre per questa esigenza
(8x4) al mercato tre varianti della gamma
TGS. Un veicolo da 32 t dal peso ottimizzato (carico utile più vantaggioso);
quello da 35 t (bassa tara e maggiori ri-
Lo staff Cifa in cantiere con Energya (da sinistra):
Alberto Borroni,Technical Product Engineer Hydraulic Systems; Urlich Delogu, Electronic and
Hydraulic System Manager; Massimo Mantineo,Testing European Center Manager;
Nicola Pirri, R&D and Design Director; Davide Annese, Technical Product Engineer Electronic
& Hybrid Systems; Emanuele Zorzi,Technical Product Manager e Alessandro Hopkins, Head
of Product Management
serve di carico) e infine da 41 t (impiego
categoria Heavy Duty). In cantiere abbiamo
visto all’opera l’autotelaio TGS 41.440
quindi quello per lavori gravosi.
La nuova tecnologia Euro 6
Il prototipo di Energya che possiamo osservare al lavoro in queste foto (in servizio e in prova presso beton Eisack di
Chiusa, Bolzano) monta motore Euro 5,
ma il progetto definitivo prevede per Energya la nuova tecnologia Man Euro 6.
La caratteristica principale e subito ap-
Allestimento definitivo per la commercializzazione
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prezzabile della tecnologia Euro 6 è la
coppia massima a 930 giri/min e mantenuta fino a 1400 giri/min, che significa
una macchina più brillante, flessibile, con
ancora maggior elasticità e affidabilità.
Stiamo parlando di motori motore da 320
CV (235 kW), 360 CV (265 kW), 400 CV
(294 kW) 440 CV (324 kW) e 480 CV
(353 kW). Man ha adottato per raggiungere questo obiettivo una tecnologia con
sovralimentazione a doppio stadio. Alla
trazione potente nei percorsi fuori strada
si aggiunge il massimo contenimento dei
consumi sulle strade asfaltate.
Per gli Euro 6 Man punta su un efficiente
concetto di ricircolo dei gas di scarico a
regolazione elettronica EGR, con sistema
di filtraggio del particolato CRT e riduzione catalitica selettiva SCR. Diverse
tecnologie armonizzate in maniera ottimale per un unico obiettivo: veicoli efficienti e affidabili per l’uso quotidiano, grazie al sistema di iniezione Common Rail,
al ricircolo dei gas di scarico, alla sovralimentazione bistadio con raffreddamento
intermedio dell’aria di alimentazione, al
filtro antiparticolato con sistema SCR.
Ricordiamo che la normativa sui gas di
scarico Euro 6, in vigore dal gennaio di
quest’anno, rispetto allo standard Euro 5
richiede la riduzione di emissioni di NOx
dell’80% (cioè da 2 a 0,4 g/kWh) e della
massa di particolato del 66% (da 0,03 a
0,01 g/kWh). Il post-trattamento dei gas
di scarico si compone pertanto di un catalizzatore di ossidazione abbinato ad un
filtro antiparticolato chiuso, di catalizzatori SCR e dei corrispondenti sensori.
Questo sistema completo Man, identificato dalla sigla SCRT (tecnologia di riduzione catalitica selettiva), è alloggiato in
modo compatto sul lato destro degli autocarri nel silenziatore di scarico dietro il
parafango anteriore.
Gli Euro 6 inoltre adottano la turbo compressione bistadio con raffreddamento intermedio e principale dell’aria di sovralimentazione. A tale scopo due robusti e
affidabili compressori hanno il compito di
generare la pressione dell’aria di sovralimentazione. Il rendimento è elevato e accompagnato dal rapido assorbimento di
potenza nell’intero campo di regime, con
maggior durata operativa del sistema.
Particolare attenzione è stata posta nella
strategia di rigenerazione del filtro antiparticolato per massimizzare l’affidabilità
operativa. Durante la marcia normale essa
avviene in modo autonomo e automatico.
L’indicazione degli intervalli di pulizia avviene mediante un computer di manutenzione del veicolo che tiene in considera-
Autotelaio Man
zione le condizioni di esercizio e sorveglia in continuo la contropressione dei
gas di scarico. Il silenziatore di scarico
si trova sul lato destro dei veicoli, per lasciare inalterata la nota vestibilità del telaio Man: nessun componente sporge al
di sopra del bordo superiore del telaio.
La versione 4 assi per betoniera, con marmitta divisa in due e scarico verticale retrocabina (presentato al Bauma 2013)
consente la migliore vestibilità per il settore specifico di impiego autobetoniera.
Nessun componente sporge al di sopra
del bordo superiore del telaio. n
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