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7 aprile 2014 - Unione dei Comuni della Bassa Romagna

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UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Lunedì, 07 aprile 2014
Lunedì, 07 aprile 2014
Prime Pagine
07/04/2014 Prima Pagina
1
Il Sole 24 Ore
07/04/2014 Prima Pagina
2
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
07/04/2014 Prima Pagina
3
La Voce di Romagna
Enti locali
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 1
4
IMPRESA& TERRITORI
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2
5
«Il mercato riparte solo tagliando l' Imu»
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2
CRISTIANO DELL' OSTE
Affitti in nero, l' incognita delle sanzioni
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2
CRISTIANO DELL' OSTE, RAFFAELE LUNGARELLA
Quattro miti da sfatare sulla tassa piatta
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 4
GIANNI TROVATI
La spesa pubblica non cede
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 5
CHIARA BUSSI
L' occhio vigile di Bruxelles su conti e riforme
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9
LUCILLA INCORVATI
L' università si può pagare con l'«onore»
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 13
FRANCESCA BARBIERI
Germogli di ripresa tra i consumi
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 14
ELIO SILVA
Il volontariato cresce e preme per le riforme
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 15
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 15
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17
15
17
19
27
Un piano proiettato nel futuro
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 23
29
L' AGENDA DEI DECRETI LEGGEA CURA DI Roberto Turno
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 25
30
di Gianluca Boccalatte Per contestare la deducibilità di spese...
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 26
31
La rettifica ai soci considera l' imponibile dopo il condono
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 26
33
Niente raddoppio a tempo scaduto
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 26
35
Ruoli straordinari sempre da motivare
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 29
37
In breve
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 29
38
Sostegno anche ai costruttori con i covered bond
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 30
40
Contratti a termine, applicazione a metà
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 30
42
Pa verso lo «spesometro» ma la platea potrebbe ridursi
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 30
44
Partecipate, la leva fiscale per le dismissioni veloci
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 30
46
Sanatoria più larga per gli integrativi
07/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 30
48
Unioni di Comuni: per i revisori rischio...
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 7
50
Segnalazioni in autonomia
PAGINA A CURA DI SERGIO TROVATO
Aree edificabili, salve Ici e Imu
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 11
52
54
Si attenua la potenzialità di edificazione
BENITO FUOCO
Brevi
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 16
55
57
Accesso all' avviso comune consentito fino al 30 giugno
Appalti, no al prezzo più basso
12
25
Tre le priorità di destinazione
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 17
10
23
La finanza locale aiuta le Pmi nell'...
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 14
8
21
Fallimenti delle imprese verso un nuovo picco
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 11
6
PAGINA A CURA DI ANDREA MASCOLINI
58
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 17
60
Obiettivo: ridurre i costi delle gare dell' 80%
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 18
BEATRICE MIGLIORINI
Crediti p.a., prima le imprese
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 20
GIANFRANCO DI RAGO
Compravendite, al notaio si può delegare la comunicazione
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 206
A CURA DI FRANCESCO ROMANO
letture di diritto
07/04/2014 Italia Oggi Sette Pagina 207
MARZIA PAOLUCCI
Strangolati dalla Pinto
62
64
66
68
Web
07/04/2014 larepubblica.it (Bologna)
70
Città metropolitana nel Pd è già scontro
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
72
Questa economia uccide
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
74
Il vero senso della vita
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
75
Pula comunica il nome del vicesindaco di Conselice
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
76
Ranalli al Maracanà
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
77
Una svolta economica ecologista
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
78
"Prospettiva 2030" si presenta alle prossime Elezioni Comunali di Lugo
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
80
Reggi "promuove" Ranalli
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
82
Le scuole del comune della Bassa Romagna
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
83
Il Governo Renzi alla Scuola Secondaria di primo grado Francesco Baracca...
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
84
Un laboratorio per l'impresa creativa
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
85
Riqualificazione dell'area nord del Globo
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
87
Festa della birra a Largo Corelli
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
88
Inaugurata la Meridiana?!
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
89
Passarella ciclo­pedonale sul ponte tra Glorie e Mezzano
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
90
Appuntamenti al femminile con i lunedì della luna
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
91
Look e sicurezza
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
92
Marescotti fra pierino, Pollicino e altre fiabe
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
94
I maestri dell'Unione
07/04/2014 PavaglioneLugo.net
96
Iniziative nella scuola e nel nido d'infanzia di Villanova
07/04/2014 Lugonotizie.it
97
Forza Italia presenta le candidate Sindaco di Massa Lombarda e Fusignano
07/04/2014 Lugonotizie.it
98
Ranalli incontra i cittadini lunedì 7 alla tensostruttura di...
07/04/2014 Lugonotizie.it
99
Affidamento dei lavori per la passerella ciclo­pedonale sul Lamone tra...
07/04/2014 Lugonotizie.it
100
Sabato 12 aprile si apre a Fusignano la mostra "I maestri dell'Unione"
07/04/2014 Lugonotizie.it
102
Unione: a Lugo un laboratorio per l'impresa creativa
07/04/2014 Lugonotizie.it
103
Il 15 marzo scorso si è tenuta a Lugo la "Giornata del Tricolore"...
07/04/2014 Lugonotizie.it
105
Inaugurata la Meridiana dei Popoli a Lugo con la presentazione al Salone...
06/04/2014 Ravenna24Ore.it
R1
Lugo, Reggi in visita alla scuola "Francesco Baracca"
06/04/2014 Ravenna24Ore.it
R1
Lugo Sud e Lugo Ovest, Ranalli incontra i...
06/04/2014 Ravenna24Ore.it
Scuola, gemellaggio tra Mezzano e Ostia
06/04/2014 RavennaNotizie.it
Da lunedì a giovedì gemellaggio delle Scuole di Mezzano e di...
R1
106
107
108
110
06/04/2014 RavennaNotizie.it
111
Affidamento dei lavori per la passerella ciclo­pedonale sul Lamone tra...
06/04/2014 RavennaNotizie.it
112
Terry Gordini e tanti altri atleti premiati per la 30ma Festa Provinciale...
Il Resto del Carlino Ravenna
07/04/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 7
114
Mobilitazione No Matrix
07/04/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 7
115
Antonella Brini e Giusy Gagliardi candidate centrodestra a Massa e...
Corriere di Romagna Ravenna
07/04/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
116
Una lista di giovani spalleggia il centrosinistra
07/04/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
117
Donne per Fusignano e Massa
07/04/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 46
118
Conselice Pula sceglie il suo vice
La Voce di Romagna Ravenna
07/04/2014 La Voce di Romagna Pagina 11
119
Guerra mondiale in due iniziative
07/04/2014 La Voce di Romagna Pagina 11
120
FI Due donne per Massa Lombarda e
La Repubblica Bologna
07/04/2014 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 5
Il Pd apre al lodo Vitali "Città metropolitana, via il Comune di...
SILVIA BIGNAMI
121
7 aprile 2014
Il Sole 24 Ore
Prima Pagina
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1
7 aprile 2014
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Prima Pagina
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2
7 aprile 2014
La Voce di Romagna
Prima Pagina
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3
7 aprile 2014
Pagina 1
Il Sole 24 Ore
Enti locali
IMPRESA& TERRITORI
UNIVERSITÀ Domani test d' ingresso per gli
aspiranti medici Scattano i test per l'
ammissione alle facoltà a numero chiuso degli
atenei pubblici, per la prima volta anticipati ad
aprile.
Da domani a giovedì, oltre 80mila aspiranti
medici, dentisti, veterinari e architetti si
metteranno alla prova con i quiz d' ingresso
che ne selezioneranno 19mila. I primi a partire
con le prove, domani, saranno medici e
dentisti. A entrare un candidato su sei.
u pagina 14 MONDO& MERCATI
I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E L a finanza
locale a f i a n c o d e l l e i m p r e s e L '
internazionalizzazione delle Pmi può essere
agevolata dai finanziamenti offerti dalle
b a n c h e locali. u p a g i n a 1 5 F I S C O 1 2 0
NORME& TRIBUTI Spetta ai sindaci il sigillo al
bilancio Ultime verifiche per la relazione dei
sindaci di accompagnamento al bilancio. La
check­list dei controllori deve valutare: la
conformità del bilancio a l Codice civile, la
verità, correttezza e chiarezza, l' adeguata
informazione degli amministratori sui rischi e
sulle incertezze della società e l' indicazione
dei fatti rilevanti emersi durante l' esercizio.u
pagina 25 LAVORO Sì alla cessione tra aziende collegate La Corte Ue «apre» alla cessione di ramo d'
azienda a una società collegata, fermo restando il principio della tutela dei lavoratori ceduti.
u pagina 28.
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7 aprile 2014
Pagina 2
Il Sole 24 Ore
Enti locali
INTERVISTASforza FoglianiConfedilizia.
«Il mercato riparte solo tagliando l' Imu»
«Una riduzione dell' Imu sugli immobili locati
potrebbe dare uno shock per la ripresa del
mercato degli affitti: ora speriamo che venga
inserita nella conversione del decreto casa,
sfruttando la copertura finanziaria che può
arrivare dalla Tasi, i l c u i g e t t i t o è s t a t o
largamente sottostimato». Corrado Sforza
Fogliani, presidente di Confedilizia, non
abbandona l' ipotesi di un' aliquota Imu allo
0,4% sulle case affittate, che alla fine non ha
trovato spazio nel Dl 47/2014. Nelle prossime
settimane potrebbe arrivare anche un
intervento per sciogliere i nodi creati dalla
Consulta con la sentenza che ha bocciato la
possibilità per l' inquilino di denunciare il
proprietario che affitta in nero.
La sentenza ripristina la certezza del diritto e il
principio di proporzionalità delle sanzioni.
Prima bastava un giorno di ritardo nella
registrazione per far scattare otto anni di
canone iper­scontato. Detto questo, non siamo
contrari alle misure contro il sommerso:
proponiamo di sostituire le sanzioni bocciate
dalla Corte con una sanzione amministrativa
proporzionata alla durata del rapporto
irregolare.
Gli ultimi dati delle Finanze, intanto, sembrano dimostrare una certa emersione di affitti in
nero. Merito delle super­sanzioni o della cedolare secca?
Noi abbiamo sostenuto fin dall' inizio che la cedolare avrebbe permesso di recuperare affitti irregolari. I
contratti in cedolare sono gli unici che oggi vengono stipulati: la nostra sensazione è che i primi erano
tutti contratti di emersione perché erano tutti "nuovi". Poi sono arrivate le opzioni sui contratti in corso e
ora si aggiungerà chi vuole approfittare dell' aliquota al 10% sui canoni concordati.
Non è il caso, allora, di rilanciare il canale concordato con una riscrittura degli accordi locali?
I contratti agevolati sono usati dove le associazioni di proprietari e inquilini hanno fatto accordi
equilibrati, e i decreti ministeriali, nel corso degli anni, ne hanno esteso l' utilizzo sul territorio,
adeguando anche i canoni. Se mai, bisognerebbe intervenire in alcuni grandi centri dove il meccanismo
non funziona.
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7 aprile 2014
Pagina 2
Il Sole 24 Ore
Enti locali
Fisco e immobili LA LOTTA ALL' EVASIONE.
Affitti in nero, l' incognita delle sanzioni
Nuove misure allo studio dopo lo stop della Consulta alla denuncia da parte dell'
inquilino.
A CURA DI Cristiano Dell' Oste Valeria Uva La
Corte costituzionale non ha messo l' ultima
parola sulle sanzioni contro gli affitti in nero. I
giudici della Consulta ­ con la sentenza
50/2014 di tre settimane fa ­ hanno cancellato
la possibilità per l' inquilino di denunciare il
proprietario ottenendo in cambio un affitto a
canone iper­scontato per quattro anni
rinnovabili di altri quattro. Ma ora si apre una
doppia incognita. Per il passato, cosa fare con
i contratti registrati a partire da giugno 2011 in
base alla norma bocciata dalla Corte? E poi,
per il futuro, come fare a non disperdere i
primi risultati sul fronte della lotta agli affitti in
nero?
Il dossier è già stato aperto dal ministero delle
Infrastrutture, che nei giorni scorsi ha
incontrato i sindacati degli inquilini e le
associazioni della proprietà edilizia. L a
soluzione, però, è ancora allo studio, anche
perché ­ al momento ­ non si sa neppure
quanti siano gli inquilini che stanno
beneficiando del canone ridotto, parametrato
sul triplo della rendita catastale su base
annua: importo che in genere è inferiore del
70­80% ai valori di mercato. Il Sunia ha
seguito un migliaio di contratti, mentre il Sicet ne ha registrati circa 700. Ma non è detto che tutti gli
inquilini si siano rivolti a un sindacato.
Il rischio del contenzioso Per i conduttori che hanno denunciato le ricadute potrebbero essere pesanti e
anche veloci: «Stanno già arrivando lettere in cui si chiede di reintegrare i canoni», avverte Aldo Rossi,
segretario generale Sunia. Questo sindacato inquilini sta avviando dei tentativi di mediazione, per
esempio a La Spezia. Le conseguenze più gravi potrebbero arrivare per gli inquilini che non avevano un
contratto scritto. «Potrebbero essere citati in giudizio per occupazione abusiva ­ ipotizza il segretario
nazionale Sicet, Giorgio Piran ­ e vedersi arrivare una sentenza di sfratto, nel giro di due o tre mesi se
non si fa opposizione». Non solo: il Sicet teme anche la nuova norma del decreto casa che consente di
staccare le utenze proprio a chi occupa abusivamente.
L' incrocio con la cedolare Quando si parla delle sanzioni contro gli affitti in nero, non bisogna
sottovalutare l' effetto deterrenza, abbinato allo sconto fiscale costituito dalla cedolare secca. Insomma,
il grosso dell' emersione di locazioni irregolari potrebbe essere avvenuto senza neppure bisogno di
applicare le sanzioni.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Nel 2012 la cedolare secca ha fatto incassare allo Stato 1,2 miliardi di euro. Certamente le entrate
sarebbero state più alte se gli stessi canoni fossero stati tassati con l' Irpef, le addizionali e l' imposta di
registro.
Ma basterebbe una quota di emersione del 20% per ridurre la perdita dell' Erario a poco più di 400
milioni. E con un' emersione del 40% il conto sarebbe praticamente in pari.
Non ci sono elementi certi, ma le ultime statistiche fiscali dimostrano che nel 2012 sono cresciuti sia i
redditi di fabbricati sottoposti alla tassazione ordinaria sia i canoni soggetti alla cedolare. Inoltre,
secondo i dati delle Finanze elaborati da Confedilizia, nel 2012 il numero dei contratti di locazione
abitativa registrati è cresciuto del 15 per cento.
Il gioco, dunque, per le casse pubbliche potrebbe avere somma positiva (o almeno non troppo
negativa). Ma il successo dell' operazione ­ come ricordato in passato dal direttore delle Entrate, Attilio
Befera ­ si gioca sui tempi lunghi. Sarà decisivo, allora, definire un quadro di regole chiaro e
compatibile con i princìpi dettati dalla Consulta, che sembrano vietare di punire il proprietario
imponendogli l' inquilino, il canone e la durata del contratto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA I RIFLESSI PER L' ERARIO E PER I PROPRIETARI Il grafico a destra
misura gli effetti per le casse pubbliche indotti dall' applicazione della cedolare secca: il primo valore
indica il gettito della cedolare per lo Stato; quelli seguenti indicano l' effetto complessivo per il bilancio
pubblico in base a diversi scenari (ipotizzando, per esempio, che il 10% dell' imponibile sottoposto alla
cedolare sia in realtà "emerso" dal nero).
Il grafico a sinistra indica l' aumento dei contribuenti che hanno scelto la cedolare tra il 2011 e il 2012
per i contratti a canone libero.
CRISTIANO DELL' OSTE
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7 aprile 2014
Pagina 2
Il Sole 24 Ore
Enti locali
L' ANALISI.
Quattro miti da sfatare sulla tassa piatta
Cristiano Dell' Oste Raffaele Lungarella I dati ufficiali sulla
cedolare non bastano per fare un' analisi completa, ma
consentono di sfatare (almeno in parte) quattro falsi miti sulla
tassa piatta.
Vediamoli uno ad uno.
e La cedolare non fa emergere gli affitti in nero.
Nel 2012 i canoni di locazione sottoposti alla cedolare sono
aumentati di 1,7 miliardi.
Nello stesso anno d' imposta, però, sono aumentati di 1,5
miliardi anche i redditi di fabbricati "classici": per rendersene
conto, basta neutralizzare i redditi fondiari degli immobili non
locati, che nel 2012 erano assorbiti dall' Imu. È presto per
trarre una conclusione, ma qualcosa si muove.
r Con la cedolare lo Stato ci rimette. Applicando la tassa
piatta, lo Stato rinuncia alle maggiori imposte derivanti dalla
tassazione ordinaria, ma incassa (o spera di incassare) il
gettito sugli affitti che emergono dal nero. Ad esempio ­ in
base ai dati e alla normativa dell' anno d' imposta 2012 ­ per
andare in pareggio era necessario che almeno il 40% dei
canoni sottoposti alla cedolare derivasse da importi in
precedenza non dichiarati.
Una percentuale non impossibile da raggiungere con l'
espansione del mercato dell' affitto e la lotta all' evasione. In
ogni caso, il bilancio per le casse pubbliche va stilato a livello
complessivo, conteggiando anche il maggior carico fiscale
sulle locazioni ordinarie (con le deduzioni ridotte dal 15 al 5%
dal 2012) e sul possesso di immobili locati (con l' Imu
introdotta nel 2012 e aumentata nel 2013, cui ora si aggiunge
la Tasi).
t La cedolare viene usata solo da chi ha redditi alti.
L' imposta sostitutiva conviene soprattutto ai proprietari con
redditi alti, ma viene scelta anche da chi dichiara poco. Nel
2012 il numero dei contribuenti che scelgono la tassa piatta,
tra coloro che hanno un reddito fino a 15mila euro, è cresciuto
del 150% (canoni liberi) e del 200% (canoni concordati) a
fronte di un incremento medio del 60 per cento. Ed è sopra la
media anche la crescita nello scaglione Irpef fino a 28mila
euro. La preferenza per la cedolare, in alternativa alla
tassazione ordinaria, fa risparmiare a questi proprietari poche
decine di euro d' imposta; per quelli che già applicavano l' Irpef a un canone concordato, addirittura,
può costare qualcosa. In questo caso l' appeal della flat tax è dato, probabilmente, dalla semplicità della
sua applicazione: niente imposta di registro annua, niente calcolo e comunicazione all' inquilino dell'
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Pagina 2
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
aggiornamento annuo Istat del canone (in media molto basso).
u Con la cedolare il canone concordato conviene. Fino al 2012, la minore aliquota del 19% ­ rispetto a
quella base del 21% ­ ha convinto solo un proprietario su otto, tra quelli che hanno scelto la cedolare, a
sottoscrivere un contratto a canone concordato anziché libero. I dati relativi alle dichiarazioni dei redditi
2013 e 2014 ci diranno se la riduzione al 15 e al 10% dell' aliquota sui canoni convenzionati è stata
ritenuta sufficiente dai contribuenti a compensare i minori introiti derivanti dalla sottoscrizione di un
contratto a canone convenzionato.
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CRISTIANO DELL' OSTE, RAFFAELE LUNGARELLA
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7 aprile 2014
Pagina 4
Il Sole 24 Ore
Enti locali
I nodi della ripresa I CONTI DELLE AMMINISTRAZIONI L' andamento della spesa.
La spesa pubblica non cede
Nei consumi intermedi non emergono riduzioni tra il 2010 e il 2013.
Gianni Trovati Non si ferma. Mentre il Governo
stringe i bulloni della nuova spending review
chiamata, non senza difficoltà, a trovare le
risorse per finanziare i tagli dell' Irpef,
cominciano a emergere i numeri sui risultati
dei tagli di spesa nell' epoca pre­Cottarelli. E
non sono incoraggianti.
A non fermarsi, appunto, è la spesa pubblica
o, per dirla meglio, la spesa considerata
"cattiva" da tutti, ministri, tecnici o commissari,
che si sono cimentati nell' impresa di ridurla.
Si tratta della spesa per «consumi intermedi»,
vale a dire per gli acquisti dei beni e dei
servizi che servono a far funzionare la
macchina pubblica.
Le cifre sono quelle ufficiali, offerti dal sistema
del ministero dell' Economia che monitora i
flussi di cassa di tutte le Pubbliche
amministrazioni (Siope), e segnano un
aumento complessivo del 7,6% tra 2010 e
2013. Lo sblocca­debiti del 2013,
naturalmente, ha contribuito a incrementare le
uscite liberando vecchi pagamenti incagliati da
anni, e il pagamento degli arretrati è una
buona notizia. Da solo, però, non basta a
spiegare il fenomeno, per due ragioni: lo
sblocca­debiti si è concentrato in gran parte, soprattutto negli enti territoriali, sulla spesa in conto
capitale, mentre quella utilizzata per i «consumi intermedi» è la più classica delle spese correnti. Non
solo: nel caso dei Comuni, per esempio, hanno liberato pagamenti per 2,7 miliardi, e potevano essere
utilizzate sia per la spesa corrente sia per gli investimenti. Le sole uscite correnti, di cui i «consumi
intermedi» indicati nelle tabelle a fianco sono una parte, sono cresciute invece di 4,2 miliardi. Le
dinamiche di pagamento, misurate dal Siope, sono insomma soggette a diverse variabili, ma un dato
emerge con chiarezza: gli importi dei tagli prodotti dalle manovre di finanza pubblica non si sono
tradotti direttamente in alleggerimenti della spesa di funzionamento delle Pa; a differenza di quanto
accaduto in voci più controllabili come il pubblico impiego, che ha portato alla riduzione degli impegni..
A guardare i meccanismi utilizzati fin qui, il dato non è poi troppo strano. Nel caso degli enti territoriali,
in particolare, i consumi intermedi sono stati usati come parametro per misurare la distribuzione dei
tagli, che però potevano essere compensati con incrementi della pressione fiscale.
Quando si scende nel dettaglio, si scopre poi che queste medie sono alimentate da comportamenti di
spesa molto diversi fra loro. Per gli affitti, ad esempio, i Comuni di Lazio e Abruzzo spendono in media
fino a 9­10 volte tanto quelli di Basilicata, Piemonte e Lombardia. Guardando a un' altra voce di spesa,
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7 aprile 2014
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
la graduatoria cambia drasticamente: per la benzina delle auto (non si tratta di quelle «blu», ma delle
vetture in uso ai vari servizi) in Valle d' Aosta si spendono 3.410 euro all' anno ogni 100 abitanti, cioè 14
volte tanto le spese registrate nel Lazio. Certo, le dimensioni demografiche delle Regioni contano, ma la
Basilicata ha meno abitanti del Trentino Alto Adige eppure i suoi Comuni spendono per la benzina un
quarto in termini pro capite.
Sulle spese di funzionamento, insomma, le manovre che si sono succedute negli ultimi anni non hanno
avuto lo stesso effetto incontrato su altre voci di spesa, per esempio quelle di personale, che hanno
spinto la stessa Corte dei conti a parlare di «riduzioni senza precedenti» (riferite al 2011­2012). La
sfida, ribadita da Cottarelli, punta a ridurre anche queste uscite con il taglio drastico dei centri di spesa,
che oggi sono 32mila e dovrebbero ridursi a poche decine: una sfida, a ben vedere, scritta in «Gazzetta
Ufficiale» fin dal 2011, ma finora sempre rimandata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA GLI OBIETTIVI I RISULTATI LE PREVISIONI UFFICIALI La dinamica
delle spese di funzionamento (*) nel Def 2013. Valori in miliardi di euro ­ (*) Consumi intermediFonte:
Def 2013 L' ANDAMENTO DELLA SPESA I pagamenti per gli acquisti di beni e servizi nei principali
comparti pubblici. Valori in miliardi di euro ­ (*) Escluse le spese per contratti di servizio (trasporti, rifiuti,
riscossione e altri contratti) Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati ministero dell' Economia FUORI
CONTROLLO Il ruolo della Consip nelle spese per acquisti di beni e servizi della pubblica
amministrazione. % sul totale ­ (*) Farmaceutica convenzionata, assistenza convenzionata, medicina
generale Fonte: elaborazione Sole 24 Ore su dati commissario straordinario spending review SPESE
FUORI LINEA: GLI AFFITTI Esempi di differenze territoriali nella spesa per acquisti SPESE FUORI
LINEA: I CARBURANTI Esempi di differenze territorali nelle spese per gli acquisti ­ (*) Comuni
raggruppati per Regione.
GIANNI TROVATI
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
I nodi della ripresa LA PARTITA CON L' EUROPA Le raccomandazioni del 2013 e il grado di
attuazione.
L' occhio vigile di Bruxelles su conti e riforme
Domani il Def, poi il via all' esame Ue: fari puntati su trend del debito e coperture
ANDAMENTO LENTO Tra le sei priorità indicate nel 2013 le liberalizzazioni restano la
nota dolente Su fisco, lavoro e Pmi i passi avanti non bastano.
Chiara Bussi Bruxelles ci guarda e ci indica la
rotta. Superata la fatica del Def, che verrà
presentato domani, per il governo Renzi gli
esami non finiscono qui. Con l' invio del
documento entro il 15 aprile, come prescrive il
Two Pack, prende il via il cosiddetto "semestre
europeo", all' insegna del coordinamento delle
politiche economiche sotto l' occhio vigile dell'
esecutivo Ue. Un mix di vincoli e scadenze,
con qualche spiraglio che si apre per il
prossimo autunno, soprattutto se il "pacchetto
riformatore" sortirà gli effetti annunciati. Vietato
abbassare la guardia, perché intorno a metà
maggio, a ridosso delle elezioni europee, il
primo banco di prova per le stime contenute
nel Def saranno le Previsioni economiche di
primavera della Commissione Ue. Poche
settimane dopo, il 2 giugno, arriverà invece la
pagella sotto forma di raccomandazioni, con la
valutazione dei progressi fatti dai Ventotto e un
primo parere sulle riforme annunciate. Nel
2013 l' Italia aveva incassato sei
r a c c o m a n d a z i o n i s u c o n t i , pubblica
amministrazione, competitività delle imprese,
lavoro, fisco e liberalizzazioni. «A conti fatti ­
sottolinea Fabio Fois, Southern European
economist di Barclays ­ a oggi il cantiere è ancora aperto. Il governo Renzi ha già riempito alcune
caselle e annunciato una serie di misure per i prossimi mesi la cui potenziale efficacia dovrà però
essere valutata quando saranno in vigore». Il semaforo che misura il grado di attuazione volge per ora
al giallo in cinque casi ed è in profondo rosso sulle liberalizzazioni.
La Ue invitava l' Italia a mantenere il deficit sotto il 3% del Pil e ad abbassare il debito, puntando sulla
spending review. Nel 2013 il criterio del disavanzo è stato rispettato, «ma il governo ­ spiega Silvio
Peruzzo, senior European economist di Nomura ­ dovrà dimostrare di mantenere gli impegni anche per
il 2014», per continuare a far parte del club dei virtuosi, dove è stata ammessa nel maggio scorso,
mentre la Francia è esclusa. «Per alcuni semafori ­ aggiunge Peruzzo ­ potrebbe scattare a breve il
verde se il Def riuscirà a garantire le adeguate coperture».
La nota dolente è stata, ed è ancora, il debito, che la Commissione Ue nelle previsioni di febbraio stima
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
per quest' anno al 133,7%, un livello secondo solo alla Grecia, che imbriglia la ripresa.
La seconda strigliata riguardava la pubblica amministrazione, con un cahier de doléances sui mali che
affliggono il Paese: le sacche di inefficienza della burocrazia, il quadro normativo complesso, la
giustizia civile lumaca e la corruzione dilagante.
Se finora, come sottolinea la Commissione nel recente rapporto sugli squilibri macroeconomici, i
progressi sono stati limitati, gli occhi di Bruxelles saranno puntati sul piano di snellimento della Pa
preannunciato per aprile, che dovrebbe essere presentato nel Programma nazionale di riforma e
potrebbe migliorare il giudizio finale.
Il potenziamento del Fondo di garanzia per le Pmi, che ha consentito finanziamenti in aumento del 74%
nei primi due mesi del 2014, non basta a sciogliere il nodo dell' accesso al credito per le imprese, che
frena la competitività del Paese.
Un altro fronte aperto è quello del rimborso dei debiti della Pa. Dopo il decreto del 2013, che ha
sbloccato 23,5 miliardi, il governo ha annunciato un nuovo piano per arrivare a fine luglio a quota 68
miliardi. Secondo Paolo Licciardello, presidente di Assifact, l' associazione delle società di factoring, «il
nuovo disegno di legge annunciato è un passo positivo nelle intenzioni che rischia, in assenza di
soluzioni applicative chiare e semplici e di un attento lavoro di coordinamento con le normative
precedenti, di non rappresentare l' attesa "svolta buona" per sanare la piaga dei ritardi».
Sul fronte dell' occupazione, vera emergenza per il Paese, secondo Fois, «la riforma Poletti all' esame
del Parlamento è un passo nella giusta direzione all' insegna della semplificazione, ma occorre
completare la proposta con l' introduzione del contratto unico a tutele crescenti e possibilmente mettere
in campo nuove regole di negoziazione salariale».
Sul terreno del fisco, qualche passo avanti è stato fatto con la tassazione delle rendite finanziarie, la
riforma del catasto e i progressi nella lotta all' evasione. L' invito degli economisti è per una ridefinizione
della tassa sulla casa più equa e basata sui valori catastali. Nelle retrovie appare invece l' Italia sul
fronte delle liberalizzazioni.
«Il tema ­ precisa Fois ­ non sembra essere al centro delle prossima agenda di governo».
La pagella della Commissione passerà poi al vaglio del Consiglio Ecofin del 20 giugno, che potrà anche
limare alcune richieste. In seguito, dopo il via libera formale dei leader europei il 26­27 giugno, le
raccomandazioni diventeranno vincolanti. Le mosse del governo nei prossimi mesi saranno dunque
determinanti per convincere la Commissione sull' efficacia delle riforme, che potrebbero anche rivelarsi
una merce preziosa da esibire sul tavolo dei negoziati in autunno, nel pieno della presidenza di turno
europea affidata all' Italia e con il nuovo esecutivo Ue. Potrebbe infatti tornare d' attualità il tema dello
scorporo degli investimenti produttivi nel calcolo del deficit che l' esecutivo Ue ha negato lo scorso
novembre. O il rilancio del dibattito su una maggiore flessibilità nella riduzione del debito, con le riforme
attuate che valgono come circostanze attenuanti per allentare il ritmo che verrà imposto all' Italia dal
fiscal compact a partire dal 2016.
© RIPRODUZIONE RISERVATA CONTI PUBBLICI Deficit sotto il 3% del Pil. Aggiustamento strutturale
adeguato con una riduzione del deficit strutturale dello 0,5% annuo a partire dal 2014. Qualità della
spesa.
Riduzione del debito.
Nel 2013 il deficit è rimasto sotto il 3%, ma debito ancora troppo alto. Per il 2014 ancora incerte le
coperture per rispettare il tetto del deficit GRADO DI ATTUAZIONE RIFORMA DELLA PA MEDIO
Aumentare l' efficienza della Pubblica amministrazione a tutti i livelli e monitorarne l' impatto,
semplificare il quadro normativo, ridurre i tempi della giustizia civile, lotta alla corruzione.
Pochi progressi nel 2013, il piano di snellimento della Pa verrà indicato nel Programma nazionale di
riforma GRADO DI ATTUAZIONE IMPRESE MEDIO Promuovere l' accesso al credito da parte delle
imprese e aumentare la loro capacità di innovazione.
Bene il potenziamento del Fondo di garanzia per le Pmi, resta però l' emergenza credit crunch. Dubbi
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
degli addetti ai lavori sulla misura per il rimborso fino a 68 miliardi di arretrati della Pa. Grado di
innovazione ancora basso GRADO DI ATTUAZIONE LAVORO Allineare salari e produttività.
Promuovere la partecipazione al mercato con la Youth Guarantee. Migliorare la qualità della scuola.
Maggiore flessibilità con il "Dl Poletti", ma secondo gli economisti ora occorre attuare il contratto unico.
Ritardo nell' attuazione della Garanzia giovani. Qualità della scuola ancora inadeguata MEDIO GRADO
DI ATTUAZIONE FISCO Spostare il carico fiscale da lavoro e capitale verso i consumi, rivedere le
esenzioni Iva, riformare il catasto, proseguire nella lotta all' evasione.
Passi avanti con la tassazione delle rendite finanziarie, nella lotta all' evasione e nella riforma del
catasto. Secondo gli economisti occorre rendere più equa l' imposta sulla casa MEDIO GRADO DI
ATTUAZIONE LIBERALIZZAZIONI DA FARE Assicurare l' apertura del mercato nel settore dei servizi.
Rimuovere le restrizioni ai servizi professionali, creare un' Authority dei trasporti, migliorare l' accesso
alle infrastrutture con un focus su energia, trasporti intermodali e banda larga ultraveloce.
Nessun progresso nel 2013. Il tema non è ancora nell' agenda del governo Renzi GRADO DI
ATTUAZIONE.
CHIARA BUSSI
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Il Sole 24 Ore
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finanziamenti.
L' università si può pagare con l'«onore»
Per gli studenti più meritevoli le chance di tassi agevolati e rimborsi diluiti negli anni.
Lucilla Incorvati aUn figlio ingegnere può costare a una
famiglia 1.432 euro l' anno alla Federico II di Napoli ma oltre il
doppio alla Bicocca di Milano. Se il costo delle tasse
universitarie varia in base al reddito (dai 500mila a salire) la
forbice tra le fasce è molto diversa da regione a regione e
può toccare differenze superiori ai 2.800 euro. Secondo uno
studio di Federconsumatori gli studenti del nord pagano rette
più alte del 13% rispetto alla media nazionale per la prima
fascia e il 32% in più per la fascia più alta. L' ateneo più caro
è Parma con una media di 865 euro l' anno per la fascia più
bassa, segue la Bicocca di Milano dove si arriva a 3.819 euro
per un' iscrizione scientifica in quinta fascia. All' Alma Mater
di Bologna la politica del diritto allo studio consente agli
studenti sotto i 6mila euro reddituali di iscriversi a Lettere o a
Ingegneria con solo 302 euro. Se i corsi di laurea più costosi
sono quelli scientifici (medicina, farmacia, ingegneria e
architettura), costi decisamente più alti sono previsti nelle
Università private. Alla Cattolica per le sole lauree triennali a
ciclo unico i contributi 2013 andavano da un minimo di 2.833
a un massimo di 7.544 euro mentre per i master da 2.500 a
16mila euro. Chi vuole acquisire quel saper fare nel design,
della moda, della comunicazione visiva, frequentando lo Ied
deve preventivare per i corsi triennali, sempre per fascia di
reddito, un budget da 6mila ai 15mila euro a seconda della
sede mentre per i corsi triennali post diploma di
specializzazione e master (alcuni in lingua inglese), si
raggiungono i 19mila euro. Alla Bocconi di Milano per i corsi
triennali si spendono dai 4.991 a un massimo di 11.156 euro l'
anno, per la laurea magistrale si sale a 12mila euro mentre i
master universitari raggiungono i 14.500 euro. Insomma, costi
non indifferenti per le famiglie che solo in rari casi possono
beneficiare di borse di studio e agevolazioni.
Per chi non ha queste possibilità una strada da percorrere è
quella del prestito d' onore, soluzione ancora poco diffusa in
Italia, se si confronta a quanto si verifica negli Stati Uniti dove
esistono i prestiti federali per studenti che permettono di
abbattere o sostenere la metà dei costi delle tasse
universitarie (la tuition in media è di 21mila dollari l' anno che
sale a 40mila nelle Università più blasonate come Yale e
Harvard). I prestiti d' onore sono finanziamenti che le banche possono concedere, in collaborazione con
i singoli atenei, a tassi agevolati e con un piano di rimborso dilazionato negli anni agli studenti per
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
coprire i costi di un corso di laurea o di un master, indipendentemente dal reddito della famiglia. Prestiti
da estinguere al termine degli studi con tempistiche variabili a seconda del reddito percepito. Uno
strumento che non ha però riscosso particolare successo: nel 2012 sono stati concessi in media 660
prestiti l' anno, su una popolazione universitaria che secondo i dati del Miur ammonta a un milione e
800mila iscritti. In Bocconi dal 2002, anno di avvio dell' iniziativa, sono stati erogati 2.407 prestiti fra
corsi di laurea triennali, bienni e master (78% agli italiani 78%, il 14% agli europei 14% e l' 8% agli extra
Ue) per un totale erogato di 33,6 milioni.
Può accedere al prestito qualsiasi studente regolarmente iscritto al proprio corso e in regola con gli
esami. L' università è garante nei confronti degli istituti di credito in misura diversa in base alla
nazionalità degli studenti e alla banca erogante. In Cattolica invece dal 2004 l' Ateneo ha erogato oltre
1400 prestiti d' onore, per un totale di circa 7,1 milioni di euro, in convenzione con Intesa Sanpaolo
(prestito Bridge). Il prestito d' onore si affianca al più conosciuto sistema di borse di studio, previste in
tutti gli atenei ma più strutturato in quelli privati. Alla Cattolica su una popolazione di oltre 30mila
studenti circa 3mila ragazzi meritevoli in condizioni economiche in difficoltà sono esonerati dal
pagamento delle tasse e altri 6mila accedono ad altre agevolazioni. Anche allo Ied sono previste borse
di studio e per i master ci sono dei contest per l' assegnazione di borse a copertura parziale della retta
di frequenza attraverso il concorso "We like Talents". Molto ampio il programma in Bocconi: 1.400 borse
di studio Isu assegnate sia per merito sia per reddito; circa altre 1400 borse Bocconi, variabili per
esoneri e contributi vari, cui si aggiunge il programma "una scelta possibile" che consente a studenti
meritevoli provenienti da contesti socio­economici disagiati di frequentare l' università con un' esenzione
al 100% di tasse e contributi accademici, di alloggio e pasti gratuiti e di un contributo in denaro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA [email protected] Le parole chiave 1 Capitale
residuo Si ottiene dalla differenza tra il capitale in prestito e il valore del capitale già rimborsato con il
pagamento delle rate. Ogni rata è composta da una parte di capitale e da una parte di interesse. Il
capitale residuo, dunque, è sempre più basso rispetto alla somma delle rate ancora da pagare.
Monitorare il capitale residuo serve a valutare se estinguere prima il prestito.
2 Durata del prestito È il periodo che va dal pagamento della prima rata al pagamento dell' ultima. Non
sempre la durata coincide con i due momenti. Alcuni contratti prevedono il posticipo della prima rata a
volte anche dopo 6 o 9 mesi dalla concessione del prestito. La durata deve essere scelta con
attenzione, soprattutto se si decide di sottoscrivere un prestito a tasso variabile.
3 Euribor L' European interbank offered rate è un tasso interbancario, ovvero il tasso di interesse al
quale le banche prestano denaro ad altre banche. Il suo livello è fissato da 57 tra le banche più
rappresentative dell' area euro. È usato come parametro di indicizzazione dei prestiti a tasso variabile,
più uno spread (una percentuale fissa aggiuntiva). Sono distinti per durata (1 settimana, 1 e 6 mesi).
4 Irs Interest Rate Swap è il tasso interbancario di riferimento calcolato facendo la media degli Irs delle
principali banche dell' Unione monetaria europea. L' Irs viene diffuso ogni giorno dalla Federazione
bancaria europea e pubblicato sul giornali economici. È spesso usato come tasso base per calcolare
interessi fissi sui prestiti e, anche in questo caso, come per l' Euribor, è maggiorato di uno spread 5
Taeg Il Taeg (tasso effettivo globale) indica il costo complessivo del credito per il cliente e permette di
confrontare offerte di finanziamento alternative, con le stesse caratteristiche di importo e durata. Non
può invece essere usato per calcolare le rate. A differenza del Tan, il Taeg comprende anche le spese,
come quelle d' istruttoria. Il criterio di calcolo del Taeg è fissato dalla legge.
6 Tan Il Tan (tasso annuale nominale) indica solo la misura degli interessi dovuti su un prestito.
Nel calcolo non sono comprese imposte ed eventuali altre spese, come quelle di istruttoria o quelle
relative al pagamento delle singole rate del prestito. Nei comuni piani di ammortamento di prestiti, l'
interesse non viene pagato tutto in una volta a fine anno, ma caricato su ogni rata in scadenza.
LUCILLA INCORVATI
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Scenari. Dall' erogazione di mutui alle immatricolazioni auto alcuni settori hanno invertito per la
prima volta il trend negativo.
Germogli di ripresa tra i consumi
Tra i segnali più promettenti il ritorno agli acquisti di beni durevoli e «fuori casa»
Francesca Barbieri Il risveglio del mercato dei
mutui, il rimbalzo della domanda di beni
durevoli, la ripresa dei consumi "fuori casa".
Spuntano qua e là i germogli della ripresa,
anche se le cicatrici della lunga crisi sono
ancora visibili dovunque e difficili da
cancellare. Una ripresa che parte dall' interno
e non si affida solo al traino dell' export.
La strada del vero recupero è lontana ­ e sullo
sfondo prende sempre più corpo il rischio
deflazione ­, ma i jolly da giocare non
mancano: la caduta degli spread e l' annuncio
da parte del Governo Renzi di una politica
fiscale meno restrittiva sono due fattori chiave
che potrebbero fare da volano per il rilancio
dell' economia italiana.
Intanto, piccoli sprazzi di luce riaccendono le
speranze. C' è il rimbalzo di gennaio del
fatturato "domestico" dell' industria, +1,1%,
dato che interrompe due anni di cali
consecutivi, con le commesse nazionali in
risalita dell' 1,7%.
Aumenti contenuti, che non bastano certo a
cancellare la lunga caduta, ma che in termini
psicologici hanno alimentato il clima di fiducia
delle imprese, cresciuto a marzo, con un
miglioramento dei giudizi su scorte di magazzino e ordini per le azienda manifatturiere. E c' è anche il
passaggio in terreno positivo per la spesa dei beni durevoli (come apparecchi per uso domestico,
mobili, motocicli), dopo oltre tre anni di flop. Effetto anche del consolidamento della "ripresina" del
mercato dell' auto: a marzo ne sono state immatricolate quasi 140mila (+5% sullo stesso periodo del
2013), il quarto segno più consecutivo che conferma l' inversione di trend a cavallo tra il 2013 e il 2014.
Il centro studi Promotor evidenzia «la positiva evoluzione del mercato anche per altri segmenti: in
novembre c' è stato il primo risultato positivo per i veicoli commerciali e industriali, in febbraio sono in
crescita anche le vendite di moto e sempre nello stesso mese si è registrato un aumento dei consumi di
benzina e gasolio auto». Tutti segnali dell' avvio di una ripresa che, seppur timida, si estende all' intero
comparto dei mezzi di trasporto privati.
E le famiglie si dimostrano più ottimiste rispetto a qualche mese fa. I ricercatori di Nielsen hanno
captato a marzo lievi trend positivi per i consumi fuori casa: «Si tratta più che altro di un ritorno alla
normalità ­ spiega Nicola De Carne, Retailer business partner di Nielsen­: i nuclei che in passato
avevano adottato una linea prudente oggi stanno riprendendo a spendere di più». Il canale cash&carry ­
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Il Sole 24 Ore
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che vende all' ingrosso, per lo più a bar e ristoranti ­ ha registrato a marzo un vantaggio di fatturato del
3,1% su iper e supermercati. Un dato che indica un risveglio dei consumi fuori casa, al pari di quello
evidenziato dai negozi delle località turistiche che hanno avuto un risultato migliore del 3,8%, nelle
prime due settimane di marzo rispetto ai negozi delle città.
È di pochi giorni fa poi la notizia del rimbalzo del mercato dei mutui: i prestiti sono in crescita dall' inizio
del 2014 del 18,5% (si veda Il Sole 24 Ore del 3 aprile).
Certo, le erogazioni sono ancora la metà rispetto al 2011, ma dopo due anni di crollo, il segnale
riaccende la speranza. «Un dato positivo ­ commenta Luigi Campiglio, ordinario di politica economica
all' Università Cattolica di Milano ­ che dimostra una maggiore solidità del sistema creditizio e questo
potrebbe avere effetti positivi anche sugli investimenti delle imprese». Investimenti che, come
evidenziano i ricercatori di «ref.», nel breve periodo hanno un' unica variabile chiave, rappresentata dal
credito. «I margini di profitto delle imprese ­ spiegano da «ref.» ­ sono stati molto compressi dalla crisi,
e questo ha ridotto notevolmente la loro capacità di autofinanziamento. Il ricorso al debito è pertanto
cruciale, soprattutto per le Pmi».
Piccole imprese che provano a voltare pagina, come sottolineano le previsioni di Unioncamere sui primi
mesi dell' anno: gli artigiani esprimono indicazioni positive, ma solo sul mercato estero (+4,6%), mentre
sebbene in lieve miglioramento sul 2013, sono ancora negative le aspettative delle aziende commerciali
(­30% il gap tra attese di aumento e di diminuzione delle vendite). In generale il saldo tra attivazioni e
cessazioni di attività nei primi due mesi dell' anno mantiene il segno negativo: ­35mila imprese, in
recupero però rispetto alle ­42mila del 2013 e con alcuni settori che passano in terreno positivo, come la
riparazione e manutenzione di macchinari e le attività di servizi finanziari. «Il Governo può fare
certamente molto per favorire questi segnali di ripresa ­ conclude Ferruccio Dardanello, presidente di
Unioncamere ­. Gli interventi sull' Irpef e l' impegno a completare il rimborso dei debiti della pubblica
amministrazione sono elementi positivi. Ma per incidere sulla disoccupazione è indispensabile
migliorare le condizioni per "fare impresa" perché è dall' impresa che nasce il lavoro. Snellendo
concretamente il peso della burocrazia, favorendo l' accesso al credito, investendo per ammodernare le
reti di infrastrutturali a supporto all' imprenditorialità».
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FRANCESCA BARBIERI
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
NON PROFIT Festival di Lucca. Associazioni più forti a dispetto della crisi.
Il volontariato cresce e preme per le riforme
I NUMERI DEL SETTORE La sostenibilità economica e finanziaria non risulta
compromessa, mentre sale il monte ore annuale assicurato dagli aderenti.
Elio Silva È un volontariato in buona salute e
con rinnovate ambizioni di protagonismo
quello che si presenta all' appuntamento del
Festival nazionale di Lucca, kermesse di
riferimento dell' associazionismo italiano, in
programma quest' anno da giovedì 10 a
domenica 13, con un fitto calendario di eventi
e con l' annunciata presenza, tra gli altri, del
premier Matteo Renzi.
«Il volontariato è rimasto troppo spesso chiuso
in se stesso ­ spiega Edoardo Patriarca,
presidente del Cnv, Centro nazionale per il
volontariato, promotore della manifestazione ­,
ma ora siamo convinti di essere riusciti a
sfondare il muro che circonda l'
associazionismo e siamo pronti a liberare le
energie che questo mondo esprime per
metterle al servizio del Paese».
Lo sguardo retrospettivo sul triennio alle nostre
spalle non legittimerebbe alcun particolare
ottimismo ma, in realtà, a dispetto della crisi l'
asse portante dell' associazionismo ha retto
bene (a riprova anche del forte valore aggiunto
rappresentato dagli asset valoriali) e la
sostenibilità economica non risulta
compromessa, mentre la capacità di far
decollare nuovi progetti, pur lontana dai massimi storici, resta elevata, dato che riguarda circa la metà
delle organizzazioni.
A fare luce sullo stato di salute del volontariato è in particolare una ricerca, condotta su scala nazionale
dalla Fondazione volontariato e partecipazione (Fvp), che sarà ufficialmente presentata al Festival di
Lucca, ma che Il Sole 24 Ore del lunedì è in grado di anticipare in sintesi. Il 56% dei presidenti
intervistati (il campione è ampio, prossimo alle 2mila unità) giudica stabile ed equilibrata la struttura
economico­patrimoniale della propria associazione. Solo il 14% dichiara una condizione di difficoltà,
mentre il 29% segnala addirittura un miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, riferita al 2011.
La base soci è stabile in poco più della metà delle organizzazioni (51,5%) ed è in crescita in una su tre
(33,4%). Anche il monte ore speso dai volontari nelle rispettive associazioni è stabile (60% dei casi) o in
aumento (29,5%).
«I dati dimostrano ­ commenta il presidente della Fondazione volontariato e partecipazione, Alessandro
Bianchini ­ come il volontariato italiano sia un fenomeno maturo e consolidato. Dal punto di vista delle
risorse prosegue una tendenza che osserviamo da anni: lo stato di salute economica delle associazioni
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
presenta una sostanziale tenuta, anche per la persistente capacità di fare affidamento su risorse
proprie, differenziando le fonti di entrata.
Ma osserviamo anche che le associazioni operanti in alcuni settori, soprattutto la protezione civile,
hanno maggiori difficoltà. Influisce sicuramente anche la crescente pressione del pubblico a cui sono
sottoposte». Quanto all' impatto della crisi sul volontariato, Bianchini sottolinea alcuni tratti di rilievo. «Da
una parte, ci sorprende positivamente che la partecipazione di soci e volontari tenga e, anzi, faccia
passi in avanti. D' altro lato, se si conferma cruciale la collaborazione con gli enti locali, emerge ancora
una certa difficoltà a fare rete da parte del volontariato, che ha però bisogno di raggiungere una massa
critica per rispondere in modo coordinato ai nuovi bisogni in crescita».
Questi sono solo alcuni dei punti­chiave che il Festival di Lucca sarà chiamato ad affrontare. Con una
sfida: riuscire a convincere i decisori politici della necessità di accelerare le riforme per il Terzo settore.
«Stabilizzazione del 5 per mille, impresa sociale, servizio civile e fiscalità delle donazioni sono le nostre
priorità», riassume Patriarca. La prossima settimana sarà già tempo di verificare se questi obiettivi
avranno trovato spazio nell' affollata agenda parlamentare.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Il nodo della liquidità. Le previsioni di Euler Hermes.
Fallimenti delle imprese verso un nuovo picco
In leggera diminuzione i tempi medi di pagamento.
Enrico Netti Per la liquidità delle imprese il
2014 si prefigura come un anno davvero
pesante. I fallimenti potrebbero superare quota
14.500, facendo tornare il nostro Paese vicino
ai livelli del 1995­'96, ai tempi della crisi
messicana, quando venne scavalcata l'
asticella dei 16mila casi d' insolvenza, e solo
nel 2015 sarà possibile vedere segnali di
leggero miglioramento (vedi grafico a fianco).
Sul fronte, poi, dei tempi di pagamento tra
imprese, il trend dovrebbe essere impostato a
una sostanziale stabilità, anzi a partire dalla
seconda metà del 2014 sono previste limature
in positivo: rispetto all' attesa media di 100
giorni registrata nel 2013 quest' anno si
dovrebbe scendere a 98.
A evidenziarlo è un' analisi realizzata da Euler
Hermes, società di assicurazione del credito di
Allianz, che ha analizzato i tempi d' incasso su
un campione di 110mila società di capitale che
effettuano operazioni commerciali fino a 180
giorni. «Nonostante alcuni positivi segnali l'
indicatore delle insolvenze aziendali
raggiungerà un nuovo picco storico ­
commenta Michele Pignotti, capo della regione
Paesi mediterranei, Africa e Medio Oriente di
Euler Hermes ­. Tra le cause, il persistere del credit crunch, che resterà pesante a motivo dell' alto
livello di sofferenze bancarie, il giro di vite sui concordati preventivi che porta a un aumento dei
fallimenti e la pressione fiscale che tocca livelli record.
Continua così la scrematura dal mercato delle aziende finanziariamente meno solide».
Ad attenuare questo scenario si attendono gli effetti dei venti riformisti del Governo Renzi, a partire dallo
sblocco dei debiti della Pa, a cui si spera di poter sommare gli effetti del piccolo risveglio della
domanda interna (si veda l' articolo a pagina 13).
Per quanto riguarda i tempi medi per incasso di un credito tra le imprese, in un settore su due tra quelli
analizzati da Euler Hermes si superano i cento giorni di media per l' incasso (vedi grafico in basso).
Carta, siderurgia e chimica fanno registrare le attese medie più elevate, mentre automotive e alimentare
puntano nel 2014 a tempi medi rispettivamente di 73 e 80 giorni. «I clienti più importanti ora pagano a
circa due mesi, mentre fino al 2012 attendevamo 90­100 giorni» segnala Federico Lionello, direttore
commerciale e marketing del Gruppo Eurovo, leader nella produzione delle uova. L' inversione di
tendenza nei tempi di pagamento è confermata da Paolo Bertazzoni, a.d.
della Pmi di famiglia che a Guastalla produce cucine ed elettrodomestici. «Negli ultimi mesi siamo
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arrivati a 110 giorni dai 150 del 2008, ma restano delle zone grigie dovute a cattive abitudini per rinviare
il momento del saldo ­ avverte ­. Negli anni c' è stata una selezione durissima dei clienti a tutto
vantaggio dell' affidabilità, ma pesano le insolvenze».
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MONDO & MERCATI Credito. Il supporto offerto dalle banche in Brasile e in Cina.
La finanza locale aiuta le Pmi nell'
internazionalizzazione
Un' internazionalizzazione che si sviluppa con
il ricorso al mercato finanziario del Paese
target, mentre solo la liquidità necessaria per
la prima tranche d' investimenti proviene dall'
Italia. Questo stock di liquidità beneficia del
supporto di Simest e Sace per quanto riguarda
i finanziamenti e le garanzie del debito. Per
tutto il resto si userà il supporto finanziario del
credito locale. È questa la via seguita da molte
imprese italiane che negli ultimi tempi hanno
delocalizzato la loro attività. «Il livello d'
interesse è elevato sia per ragioni di natura
finanziaria che politica ­ sottolinea Roberto
Giovannini, partner Kpmg, Practice leader del
Brazil Desk ­. Per l' azienda straniera
accedere a finanziamenti in loco è una via che
risolve la movimentazione trasfrontaliera di
denaro e aiuta a migliorare i rapporti con le
autorità locali». Una strategia, evidenzia un
report Kpmg, che avvantaggia anche dal punto
di vista fiscale. C' è una minore onerosità delle
transazioni e la possibilità di offrire garanzie
su asset nel Paese in cui opera e non a livello
di casa madre.
Per il Brasile il rischio Paese si concretizza nel
deprezzamento del Real (­18% nell' ultimo
anno) e un' inflazione al 6,5%. «È un Paese non semplice, con la svalutazione del Real e tassi molto
variabili, per questo facciamo un ricorso limitato al mercato del credito» premette Giovanni Zola, Cfo del
Gruppo Fiamm (automotive). «Il sistema bancario è abbastanza chiuso e i costi dei finanziamenti sono
alti ­ conferma Gianni Saccani, direttore amministrativo e finanziario del Gruppo Brevini (trasmissioni
meccaniche) che a breve inaugurerà una fabbrica ­. Solo quelli a medio­lungo termine sono un po' più
convenienti ma restano sopra i livelli occidentali». Tra le note positive il buon rapporto con le banche
locali «propositive e con tempi di risposta abbastanza rapidi rispetto agli standard italiani». Per
migliorare l' appeal il Paese ha varato una campagna per attirare gli investitori esteri e il Banco nacional
de desenvolvimento econômico e social (Bndes), la banca di sviluppo del governo offre strumenti di
finanziamento a medio e lungo termine.
Migliore lo scenario in Cina.
«Il primo step è stato fatto con il supporto di IntesaSanpaolo, poi ci siamo appoggiati alle banche locali
per le linee di credito e l' acquisto di macchinari» continua Saccani. Un rapporto positivo per i tempi
brevi e le buone relazioni che si sono sviluppate. Tra le note dolenti «le commissioni onerose sia nel
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medio lungo periodo e per lo smobilizzo dei crediti». Uno schema simile è stato usato anche dal
Gruppo Agrati.
«Le banche in Cina hanno un approccio di breve periodo e la burocrazia non è soffocante ­ aggiunge
Fabrizio Perini, Cfo del gruppo brianzolo ­. Per il circolante pur senza superare l' anno applicano il
rollover».
C' è poi il finanziamento della supply chain, schema innovativo che prevede la valutazione della filiera.
L' azienda principale, e la sua banca, gestiscono l' intera catena finanziaria, migliorando le relazioni con
i partner a valle e a monte, la competitività e contenendo i costi. «È un modo per controllare meglio il
flusso del circolante e far sì che il cash resti all' interno del sistema produttivo» spiega un altro Cfo. «Il
rapporto con le banche locali è positivo per chi ha già un' attività in Cina ­ conclude Zola ­. A chi non si è
ancora stabilito, per la prima fase suggerisco di utilizzare banche occidentali oltre al ricorso dei servizi
Simest e di Sace, con il supporto di una delle big four della revisione per avviare i contatti con le banche
locali».
E.N. © RIPRODUZIONE RISERVATA Gli strumenti BRASILE L' offerta della Banca di sviluppo
economico e sociale, al 2013 CINA Alcune forme di finanziamento ­ (*) tasso di riferimento per
operazioni di lungo periodo (**) tasso di riferimento per operazioni di medio periodoFonte: Kpmg.
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Il Sole 24 Ore
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GLI AMBITI.
Tre le priorità di destinazione
Orizzonte 2020 indirizzerà le risorse a tre
priorità distinte, che si integrano e
corrispondono a quelle di Europa 2020 e dell'
Unione dell' innovazione.
Scienza d' eccellenza Questa priorità eleverà il
livello d' eccellenza della base scientifica
europea e garantirà una produzione costante
di ricerca di livello mondiale per assicurare la
competitività dell' Europa a lungo termine.
Sosterrà le idee migliori, svilupperà i talenti in
Europa, darà ai ricercatori accesso a
infrastrutture di ricerca prioritarie e farà dell'
Europa un luogo attraente per i migliori
ricercatori. Ciò consentirà di: 1) sostenere gli
individui più talentuosi e le loro équipe nello
svolgere ricerche di frontiera di altissima
qualità, facendo leva sul successo del
Consiglio europeo della ricerca (Cer); 2)
finanziare la ricerca collaborativa per aprire
promettenti campi di ricerca e di innovazione
mediante il sostegno alle Tecnologie
emergenti e future (Tef); 3) offrire ai ricercatori
eccellenti opportunità di formazione e di
carriera mediante le azioni Marie Skodowska­
Curie; 4) garantire che l' Europa disponga di
"infrastrutture di ricerca" di livello mondiale
accessibili a tutti i ricercatori in Europa e nel mondo.
Leadership industriale Questa priorità intende fare dell' Europa un luogo più attraente per investire nella
ricerca e nell' innovazione, promuovendo attività strutturate dalle aziende.
Porterà grandi investimenti in tecnologie industriali essenziali, incentiverà il potenziale di crescita delle
aziende europee fornendo livelli adeguati di finanziamento e aiuterà le Pmi innovative a trasformarsi in
imprese leader a livello mondiale. Ciò consentirà di: 1) consolidare la leadership nelle tecnologie
abilitanti e industriali fondamentali (Ket), fornendo un sostegno ad hoc a Tic, nanotecnologie, ai materiali
avanzati, biotecnologie, sistemi avanzati di fabbricazione e trattamento, ricerca spaziale e sostenendo
azioni trasversali per ottenere vantaggi accumulati dalla combinazione di diverse tecnologie; 2) facilitare
l' accesso ai finanziamenti con capitale di rischio; 3) fornire in tutta l' Unione un sostegno
all'"Innovazione nelle Pmi".
Sfide della società Questa priorità affronta le grandi preoccupazioni dei cittadini. Un approccio
incentrato sulle sfide riunirà risorse e conoscenze provenienti da una molteplicità di settori, tecnologie e
discipline, fra cui le scienze sociali e umanistiche. Si copriranno attività che spaziano dalla ricerca alla
commercializzazione, incentrandosi su quelle connesse all' innovazione quali i progetti pilota, la
dimostrazione, i banchi di prova e il sostegno agli appalti pubblici e all' adozione commerciale. Si
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istituiranno collegamenti con le attività dei partenariati europei per l' innovazione. I finanziamenti si
concentreranno sulle seguenti problematiche: 1) sanità, cambiamenti demografici e benessere; 2)
sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia; 3) energia da
fonti sicure, pulita ed efficiente; 4) trasporti intelligenti, ecologici e integrati; 5) azione per il clima, l'
efficienza delle risorse e delle materie prime; 6) società inclusive, innovative e sicure.
Sono parte integrante del programma anche: azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca
(Ccr); l' Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Iet), che avrà un ruolo importante nel combinare
ricerca, istruzione e innovazione eccellenti per integrare il triangolo della conoscenza e opererà per
mezzo delle Comunità della conoscenza e dell' innovazione (Cci) nei settori delle sfide sociali.
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I PROGRAMMI/1|HORIZON 2020.
Un piano proiettato nel futuro
Rafforzata la dote per l' innovazione tecnologica e la riduzione del gap con il mercato
EVOLUZIONE Lo strumento oggi prevede un unico sistema di regole, minore burocrazia
e sostegno costante dall' idea alla commercializzazione.
PAGINA A CURA DI Maria Adele Cerizza Orizzonte
2020 è il nuovo programma per la ricerca e l'
innovazione, gode di una copertura di bilancio d i 7 9
miliardi (circa il 30% in più in termini reali rispetto al
quadro attuale) e occupa indiscutibilmente un posto
centrale nella strategia dell' Unione europea per il
rilancio della crescita e dell' occupazione.
I ricercatori e le imprese di tutta l' Europa potranno
contare su un sostegno notevolmente rafforzato e
semplificato. Orizzonte 2020 darà impulso a centri di
eccellenza della ricerca in Europa, come il Consiglio
europeo della ricerca; rafforzerà la leadership industriale
nel campo dell' innovazione, anche con investimenti in
tecnologie fondamentali; estenderà l' accesso al capitale
e il sostegno delle Pmi; contribuirà ad affrontare grandi
sfide sociali quali i cambiamenti climatici, a sviluppare i
trasporti e la mobilità sostenibili, a rendere meno care le
energie rinnovabili, a garantire alimenti più sicuri e ad
affrontare i problemi legati all' invecchiamento
demografico.
Ma, ancor più importante, Orizzonte 2020 contribuirà a
colmare il divario tra ricerca e mercato, aiutando le
imprese innovative a trasformare le loro scoperte tecnologiche in prodotti che abbiano un reale
potenziale commerciale.
Nel periodo 2014­2020 l' Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Eit) riceverà 2,7 miliardi per
rafforzare il legame tra insegnamento superiore, ricerca e imprese, per sostenere la creazione di nuove
imprese e per creare opportunità di formazione specializzata post­laurea.
Orizzonte 2020 riunisce e rafforza le attività attualmente finanziate nell' ambito del Settimo programma
quadro di Ricerca e sviluppo tecnologico (7PQ) e le sezioni che riguardano l' innovazione contenute nel
Programma Competitività e innovazione (Cip), entrambi in via di esaurimento. Ma quali sono i nuovi
elementi che lo rendono adatto a promuovere la crescita e ad affrontare le sfide della società con più
efficacia?
1) Una maggiore semplificazione attraverso un unico insieme di regole, minore burocrazia grazie a un
modello di rimborso delle spese facile da utilizzare, uno sportello unico per i partecipanti, minori
documentazioni richieste per la preparazione delle proposte, minori controlli e verifiche, con l' obiettivo
generale di ridurre di 100 giorni il tempo medio necessario per ottenere una sovvenzione.
2) Un approccio inclusivo aperto ai nuovi partecipanti, anche a coloro con idee poco convenzionali, per
garantire che ricercatori e innovatori eccellenti di tutta Europa e di altri Paesi possano partecipare
effettivamente.
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3) L' integrazione della ricerca e dell' innovazione grazie a un' offerta di finanziamenti coerenti, senza
soluzione di continuità, dall' idea alla commercializzazione.
4) Maggiore sostegno all' innovazione e alle attività pre­commerciali, per offrire uno stimolo economico
diretto.
5) Un forte accento posto sulla creazione di opportunità commerciali a partire dalle risposte alle grandi
preoccupazioni condivise dai cittadini europei e di altri Paesi, ossia le "sfide della società".
6) Maggiori possibilità per i nuovi partecipanti e per gli scienziati giovani e promettenti di proporre le
loro idee e ottenere finanziamenti.
7) Un unico tasso di rimborso per tutti i partecipanti e tutte le attività nell' ambito di uno stesso progetto;
somme forfettarie, premi e finanziamenti basati sui prodotti, per settori specifici in cui tali approcci si
sono rivelati adeguati. Orizzonte 2020 prevede di dedicare alle piccole e medie imprese il 15% circa
della dotazione finanziaria complessiva per le sfide della società e le tecnologie abilitanti e industriali.
Diverse novità nell' ambito di Orizzonte 2020 incentiveranno la partecipazione delle Pmi.
L a semplificazione sarà particolarmente vantaggiosa per le Pmi (poiché tali imprese spesso non
dispongono delle risorse necessarie per far fronte a elevati oneri amministrativi) attraverso, ad esempio,
l' allestimento di uno sportello unico loro dedicato. Allo stesso tempo, porre l' accento sulle attività di
innovazione aumenterà la partecipazione delle Pmi.
Innanzitutto il nuovo "strumento per le Pmi", ispirato al modello Sbir (Small business innovation
research, http://www.
sbir.gov), i cui princìpi sono descritti in "Innovazione nelle Pmi", sarà impiegato in modo coerente per
tutte le sfide della società e per le tecnologie abilitanti e industriali.
Questo strumento, che consentirà alle Pmi di presentare le proprie idee più innovative per far fronte alle
sfide a livello Ue, andrà incontro ai bisogni di tutte le Pmi, fornendo soluzioni innovative a sfide
specifiche, siano esse innovazioni di alta tecnologia e derivate dalla ricerca o innovazioni di ordine
sociale e derivate da esigenze di servizi. Solo le Pmi potranno candidarsi ai finanziamenti. Le Pmi
potranno portare con sé altri partner, ma la grande novità è che da oggi è possibile presentare progetti
che abbiano un unico partecipante; il sostegno sarà fornito in step diversi. Una fase di fattibilità
consentirà di valutare il potenziale del progetto.
Una sovvenzione principale consentirà alla Pmi di intraprendere il progetto, affidando ­ ove necessario ­
compiti a soggetti esterni. Un sostegno successivo sarà fornito indirettamente mediante servizi quali
aiuti per avere accesso ai capitali di rischio, sostegno all' innovazione o in materia di appalti pubblici.
In secondo luogo, "Innovazione nelle Pmi" ­ che comprende un' attività specifica per le Pmi ad alta
intensità di ricerca ­ sosterrà la prossima fase del programma Eurostars, attuato in associazione con gli
Stati membri. Tale attività sarà accompagnata da misure volte a incrementare la capacità di
innovazione delle Pmi, quali il collegamento in rete e l' intermediazione, e consentirà alle Pmi di
introdurre novità tecnologiche nelle loro attività attraverso contatti con ricercatori e innovatori in tutta
Europa.
In terzo luogo, "Accesso ai finanziamenti con capitale di rischio" avrà un forte indirizzo a favore delle
piccole e medie imprese, come auspicato dal Consiglio europeo.
Per quanto riguarda la Debt facility (dispositivo per la concessione di crediti), l' indirizzo a favore delle
Pmi sarà rafforzato con l' aiuto di intermediari finanziari a livello nazionale e regionale.
La Equity facility (dispositivo per l' acquisizione di equity) s' incentrerà sugli investimenti nelle fasi
iniziali, pur con la possibilità di effettuare investimenti anche nelle fasi di espansione e di crescita in
abbinata con l' Equity facility del programma per la competitività di imprese e Pmi.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
L' AGENDA DEI DECRETI LEGGEA CURA DI
Roberto Turno
Il Parlamento stringe i tempi per cercare di
smaltire gli otto decreti in marcia tra Camera e
Senato. Ma in pole pole per l' aula questa
settimana c' è solo il Dl 156 sulla finanza locale
(Camera). Mentre gli occhi sono puntati
soprattutto sul Dl 34 di riforma sul mercato del
lavoro, che è atteso sempre in aula a
Montecitorio tra sette giorni.
L' AGENDA DEI DECRETI LEGGEA CURA DI
Roberto Turno.
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Il Sole 24 Ore
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ULTIMO COMMA.
di Gianluca Boccalatte Per contestare la deducibilità
di spese derivanti da servizi infragruppo ...
di Gianluca Boccalatte Per contestare la
deducibilità di spese derivanti da servizi
infragruppo sono necessari elementi concreti
che permettano di confutare le risultanze
documentali prodotte dal contribuente. È l'
interpretazione ribadita di recente dalla
sentenza 5897/31/14 della Ctp Napoli. La
controversia sottoposta ai giudici riguarda la
presunta indeducibilità di costi per servizi
(amministrativi, finanziari e legale) forniti dalla
capogruppo a una propria società in regime di
consolidato. Il Fisco ha rettificato sia il reddito
della società che ha ricevuto i servizi, sia la
dichiarazione del consolidato.
Nel ricorso le società hanno eccepito che, a
fronte del significativo supporto documentale
fornito, l' ufficio non avrebbe dovuto limitarsi a
basare la pretesa erariale su addebiti generici,
ma avrebbe dovuto fornire ­ a sostegno delle
proprie conclusioni ­ elementi concreti, per
spiegare l' insufficienza dei documenti prodotti
a dimostrare la sussistenza dei requisiti per la
deducibilità.
Il collegio ha accolto le impugnazioni. In primo
luogo, ha rilevato come le prestazioni di servizi
in questione fossero regolate da un contratto,
nel quale hanno trovato analitiche regolamentazione e descrizione sia le tipologie di servizi e le modalità
di erogazione degli stessi, sia la determinazione dei compensi annuali e la «rendicontazione di tale
attività al fine di riscontrare la validità dei servizi resi e la congruità degli stessi rispetto al compenso
pattuito».
La Ctp ha anche sottolineato che senza i servizi ricevuti dalla capogruppo la società consolidata ­ priva
di mezzi e personale specializzato per l' assolvimento delle funzioni coperte dai servizi in contestazione
­ non avrebbe potuto svolgere la propria attività imprenditoriale e realizzare un notevole volume di
ricavi. Inoltre i costi sostenuti «sono stati sotto le lente di ingrandimento della società di revisione del
gruppo, che alcun rilievo ha mosso in merito alla natura, alla composizione ed alla funzionalità all'
attività imprenditoriale esercitata».
Del resto «un aumento fittizio dei costi nella partecipata ­ rimarca la sentenza ­ comporta
automaticamente l' aumento dei ricavi da dichiarare ai fini della determinazione del reddito di gruppo
nella partecipante, con un effetto algebrico ai fini della tassazione pari a zero».
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Il Sole 24 Ore
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L' imputazione. L' adesione della Snc alla sanatoria.
La rettifica ai soci considera l' imponibile dopo il
condono
Giovanbattista Tona L' adesione della Snc al condono fa
scattare la rettifica ai soci ma il Fisco deve calcolare con
precisione il valore imponibile di riferimento per ciascuno di
essi altrimenti l' avviso di accertamento a loro carico si deve
ritenere travolto.
È quanto afferma la Ctr Lombardia con le sentenze gemelle
184/43/2014 e 186/43/2014.
Il contenzioso scaturisce da un accertamento che ha
ricalcolato il reddito della società in nome collettivo per l' Irap
e quello di partecipazione pro quota per quanto riguarda l'
Irpef dei singoli soci. Sia questi ultimi che la società hanno
presentato un proprio ricorso contro il provvedimento di
rettifica. I giudici tributari di primo grado hanno riunito i
ricorsi. In pendenza della lite la società ha definito il
contenzioso con il condono, aderendo a una proposta dell'
ufficio basato su una diversa determinazione dell' imponibile
rispetto a quello riportato nel l' avviso impugnato.
Allora la Ctp ha dichiarato l' estinzione di tutti e tre i processi.
L' amministrazione finanziaria, però, ha contestato che l'
estinzione del contenzioso con la società potesse avere
effetto sui singoli soci e ha presentato appello in Ctr
Lombardia, che però ha respinto l' istanza.
I giudici di secondo grado hanno preso le mosse dalla
sentenza 2923/2013 della Cassazione. Secondo questa
pronuncia, la Snc che aderisce al condono vincola alla
rettifica anche i soci. Si deve, quindi, ritenere che al socio è
attribuita per la medesima annualità la quota parte dell'
imponibile risultante dall' imposta versata dalla società per la
definizione della lite fiscale, «costituendo l' imputazione detta
un riflesso della corretta applicazione del principio di
trasparenza (articolo 5 del Tuir)».
Tuttavia nel caso esaminato era stata effettuata una riduzione
dell' imponibile accertato nei confronti della società ma l'
ufficio non ha quantificato con precisione il reddito sociale (né
quello ricavabile pro quota per i soci) in base all' intervenuta
adesione al condono previsto dalla legge 289/2002.
Peraltro, secondo la Ctr, l' ufficio ha insistito sull' integrale
validità delle risultanze del l' avviso di accertamento a suo
tempo notificato, mentre l' intervenuto condono ne aveva
complessivamente ridotto il risultato finale. Anche i soci hanno articolato le loro difese motivando le
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ragioni di illegittimità dell' accertamento effettuato nei confronti della società, ma l' estinzione del
giudizio relativa alla società impedisce ai giudici tributari di prendere in considerazione le risultanze
sostituite (o comunque inficiate) da quelle diverse e inferiori sulle quali era stato concesso il condono.
Il contenzioso insomma dovrebbe avere come parametro di riferimento l' imponibile risultante dall'
imposta versata dalla società per la definizione della controversia. L' accoglimento dell' appello del l'
amministrazione finanziaria ­ ad avviso del collegio di secondo grado ­ comporterebbe sul piano
processuale la compromissione del diritto alla difesa del contribuente e sul piano sostanziale la lesione
del principio di capacità contributiva e dello stesso principio di trasparenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA In sintesi 01|IL CASO Una società in nome collettivo ha definito il
contenzioso in primo grado con il condono, aderendo a una proposta dell' amministrazione finanziaria
basata su una diversa determinazione dell' imponibile 02|LA DECISIONE La Commissione tributaria
regionale ha riconosciuto che l' ufficio non ha quantificato con precisione il reddito sociale né quello
ricavabile pro quota per i soci in base all' intervenuta adesione al condono previsto e pertanto ha
respinto l' appello presentato dal Fisco.
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Il Sole 24 Ore
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Ctr. Stop alla segnalazione strumentale della notizia di reato in presenza di illeciti penalmente
rilevanti.
Niente raddoppio a tempo scaduto
La denuncia in Procura non riapre i termini per l' accertamento.
Rosanna Acierno Niente raddoppio dei termini
per l' accertamento emesso a tempo ormai
scaduto.
Una diversa interpretazione, infatti,
esporrebbe i contribuenti alla possibilità di
essere sottoposti ad accertamento anche
molto tempo dopo il termine ordinario dei
quattro anni dalla data di presentazione della
dichiarazione dei redditi o dei cinque anni
dalla data in cui la stessa andava presentata.
È la principale conclusione della sentenza
382/29/2014 della Ctr Lombardia.
La pronuncia trae origine da un avviso di
accertamento relativo all' anno di imposta
2004 nei confronti di una società in
accomandita semplice a cui sono state
contestate maggiori Iva e Irap per un presunto
coinvolgimento in un sistema di frode Iva.
L' atto è stato impugnato in Ctp che lo ha
respinto. La sentenza è stata appellata dalla
società, che ha lamentato la falsa applicazione
dell' articolo 43 del Dpr 600/1973 sul
raddoppio dei termini da parte dei giudici di
primo grado. Secondo la tesi del contribuente,
infatti, l' accertamento era stato emesso per un
anno di imposta (2004) già accertato nel 2006
per le stesse presunte violazioni ma riaperto solo a seguito della denuncia della presunta notitia criminis
all' autorità giudiziaria inoltrata nel 2010. A suo avviso, quindi, l' amministrazione finanziaria avrebbe
inoltrato la notizia di reato alla Procura in maniera del tutto strumentale nel 2010 esclusivamente per
riaprire l' anno di imposta già accertato e decaduto.
Infine, la società ha evidenziato poi la circostanza che il processo penale promosso dal Gip si era
concluso con l' assoluzione piena. Dal canto suo, l' ufficio ha affermato che il raddoppio dei termini
opera automaticamente in tutti i casi di obbligo di denuncia penale all' autorità giudiziaria per i reati
previsti dal Dlgs 74/2000.
Nell' accogliere l' appello i giudici lombardi hanno precisato in prima battuta che non spetta il raddoppio
se l' atto di accertamento è stato emesso a termini già scaduti. Questo perché, se avesse voluto
raddoppiare tout court i termini, il legislatore avrebbe fatto espressamente riferimento alla riapertura dei
termini anziché al solo raddoppio.
Nel caso in esame, dunque, la decadenza dell' ufficio dal potere di accertamento è avvenuta il 31
dicembre 2009, perché i fatti contestati riguardavano il periodo d' imposta 2004. Una diversa
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interpretazione sul raddoppio dei termini farebbe venir meno la certezza delle situazioni giuridiche che
la legge ha voluto garantire con la fissazione dei termini di decadenza oltre a quelli di prescrizione. D'
altronde, si legge in motivazione, «sia l' articolo 43, comma 4, del Dpr 600/1973 che l' articolo 57,
comma 4, del Dpr 633/1972, secondo i quali un avviso di accertamento integrativo può essere notificato
fino alla scadenza dei termini previsti dai commi precedenti, fanno comprendere che non è possibile
una riapertura dei termini una volta maturati, e ciò se vale per un accertamento integrativo vale, per la
medesima ragione, anche per il raddoppio dei termini in presenza di ipotesi di reato».
Per quanto riguarda le prospettive future, la delega fiscale (legge 23/2014) punta a intervenire sul
raddoppio dei termini, tentando di risolvere o almeno di limitare le ipotesi di uso strumentale. L'
applicazione della disciplina ­ una volta emanati i decreti attuativi ­ si dovrebbe verificare per i futuri
accertamenti soltanto in presenza di concreto invio della denuncia, che andrà effettuato entro il termine
ordinario di decadenza.
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Riscossione. Non basta il richiamo all' atto.
Ruoli straordinari sempre da motivare
Ferruccio Bogetti Non basta il richiamo all'
accertamento per giustificare un ruolo
straordinario. Il ruolo è un atto successivo e
distinto dal l' avviso e non può trovare in esso
la sua implicita motivazione. Inoltre l'
emissione richiede le ragioni del fondato
pericolo per la riscossione. Sono le conclusioni
della sentenza 981/30/14 della Ctr Lombardia.
La controversia scaturisce dal l' accertamento
relativo al 2004 a una Spa in liquidazione
c o a t t a amministrativa. P o i è a r r i v a t a l '
iscrizione a ruolo straordinario.
La società ha impugnato l' atto. In primo luogo,
ha contestato il difetto di motivazione perché
nel ruolo notificato tramite cartella mancano i
presupposti giuridici e le ragioni di fatto grazie
ai quali il Fisco ha valutato l' esistenza di un
f o n d a t o p e r i c o l o p e r l a riscossione d e l l e
somme contenute nell' accertamento. Infatti la
motivazione deriva da una disposizione di
carattere generale (articolo 7 della legge
212/2000) ed è richiesta in particolare per gli
atti emessi in base a una valutazione
discrezionale. Valutazione in deroga alla
regola generale dell' iscrizione provvisoria
parziale (articolo 15 del Dpr 602/1973), con la
quale l' Erario può richiedere solo il 33% esclusivamente delle imposte una volta proposto il ricorso.
Quindi l' amministrazione deve seppure succintamente indicare il motivo per cui ha ritenuto esistere un
pericolo per la riscossione.
La società ha anche eccepito la fondatezza dell' iscrizione straordinaria perché la procedura
concorsuale esclude ogni pericolo per la riscossione. La liquidazione coattiva comporta, infatti, tre
effetti: ela perdita della disponibilità dell' intero patrimonio da parte della società; rla gestione del
patrimonio da organi di natura pubblica (commissari liquidatori); til diritto a partecipare alla
distribuzione del ricavato dalla liquidazione coatta del patrimonio in base alle regole del concorso e nei
tempi tecnici che la procedura richiede.
Inoltre il concessionario non si può nemmeno surrogare nei procedimenti esecutivi già iniziati. Di
conseguenza non può esistere alcun pericolo per la riscossione.
La Ctp Milano ha accolto il ricorso (sentenza 76/2012) contro cui ha presentato appello il Fisco. La Ctr,
però, ha riconosciuto che nel ruolo mancava «ogni sia pur sintetica valutazione dell' ufficio procedente
con riferimento al pericolo che ne ha determinato il ricorso alla riscossione straordinaria». E «tale
circostanza priva il contribuente del suo diritto di poter eccepire giudizialmente tale valutazione ­
rimasta implicita ­ con richiamo alla fondatezza del pericolo». In conclusione il provvedimento di
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iscrizione a ruolo non può trovare «la sua implicita motivazione» nell' accertamento.
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In breve
STATO­REGIONI Dagli architetti sì a riforma
Titolo V Giudizio positivo sul Ddl di riforma del
Titolo V della Costituzione da parte degli
architetti. Il Consiglio nazionale plaude i n
particolare al ritorno allo Stato di materie come
l' urbanistica, l' energia e le grandi reti
infrastrutturali che ­ ha spiegato il presidente
Leopoldo Freyrie ­ non possono essere
lasciate alle piccole patrie».
ANAGRAFE I m m o b i l i pubblici, p r i m o
censimento Sono 633.956 gli immobili pubblici
censiti dal ministero Economia. Oltre 500mila
sono in mano ai Comuni. Ma alla rilevazione
ha risposto solo il 59% degli enti pubblici.
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Mercato. Finanziamenti al residenziale.
Sostegno anche ai costruttori con i covered bond
LA PROVVISTA A disposizione ci sono tre miliardi di euro per rilevare obbligazioni
garantite su portafogli di prestiti per nuovi edifici.
La Cassa depositi e prestiti ha effettuato i primi quattro
acquisti di covered bond emessi dagli istituti bancari per
finanziare nuovi mutui fondiari. Queste operazioni sono
diventate possibili con l' emanazione del decreto legge
agosto 2013, n. 102 (legge conversione 204/2013), che oltre
ad occuparsi di Imu e fiscalità immobiliare contiene anche
misure relative alle politiche abitative.
L' articolo 6 di quel decreto ha disciplinato anche l' intervento
della Cassa depositi e prestiti per allentare il credit crunch,
sperando così di allentare il freno che tiene fermo il mercato
della casa. La Cassa oltre a costituire un plafond casa (si
veda l' articolo a fianco), con cui fare provvista alle banche
per la concessione di mutui alle famiglie, è stata anche
autorizzata ad «acquistare obbligazioni bancarie garantite
emesse a fronte di portafogli di mutui garantiti da ipoteca su
immobili residenziali e/o titoli emessi nell' ambito di
operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti
derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili
residenziali».
Per realizzare queste operazioni la Cassa ha messo a
disposizione tre miliardi di euro.
Con questa nuova liquidità il sostegno alla domanda nel
settore immobiliare potrebbe attestarsi sui cinque miliardi di
euro. A questa cifra si arriva sulla base di una valutazione
dell' Ance, l' associazione dei costruttori, secondo cui i mutui
erogati dalle banche con la provvista della Cassa possono
coprire il 60% del valore degli immobili. Sempre applicando i
parametri Ance, il numero delle compravendite finanziabili
sarebbe di circa 26mila.
Ipotizzando che l' 80% riguardi la vendita di nuove abitazioni,
per le imprese di costruzioni il giro d' affari sarebbe di 4
miliardi, una cifra che metterebbe in moto nuovi investimenti
per 800 milioni di euro.
Le quattro operazioni già concluse, per un investimento
complessivo di 750 milioni di euro, sono relative all' acquisto
di covered bond emessi tra la fine dello scorso anno e l' inizio
del 2014. Per sottoscrivere parte di un' obbligazione garantita
emessa da UbiBanca (valore nominale 1 miliardo di euro,
durata 10 anni), Cassa depositi e prestiti ha speso 200
milioni; altri 350 sono stati impiegati per comprare circa un quarto dell' ammontare complessivo del
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Enti locali
bond emesso da Banca Intesa San Paolo. Con i restanti 185 milioni sono state sottoscritti titoli della
Banca popolare dell' Emilia Romagna (Biper) e dal Credito emiliano (Credem).
Finora non si ha ancora notizia della conclusione di nessuna operazione di questo tipo, ma Cassa può
sottoscrivere anche titoli provenienti da cartolarizzazioni, purché esse siano effettuate applicando la
legge 30 aprile 1999, n. 130, che disciplina la materia.
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Lavoro. Dl «Poletti»
Contratti a termine, applicazione a metà
Maria Barilà Tra gli interventi urgenti adottati
dal Governo per favorire il rilancio dell'
occupazione, il Dl 34/2014 (cosiddetto decreto
Poletti), mira, tra l' altro, a semplificare le
disposizioni in materia di contratto a termine,
novellando il Dlgs 368/2001.
In ragione del rimando contenuto nell' articolo
36 del Dlgs 165/2001, che disciplina il lavoro
flessibile nella Pa, il decreto 368 si applica
anche al settore pubblico ma solo ove
compatibile.
Le novità principali nella disciplina del
contratto a tempo determinato, contenute nel
Dl 34, sono tre: e l' esclusione, per gli interi 36
mesi, della "causale" per la sottoscrizione di
contratti di lavoro a termine e di contratti di
somministrazione (comma 1, articolo 1 del
Dlgs 368/2001; r l' introduzione di una
percentuale massima, pari al 20% dell'
organico dell' impresa, del numero
complessivo di rapporti di lavoro a termine o
di contratti di somministrazione che ciascun
datore di lavoro può costituire; t il termine del
contratto a temp determinato può essere, con
il consenso del lavoratore, prorogato, quando
la durata iniziale del contratto è inferiore a tre
anni, fino ad un massimo di otto volte e non più per una sola volta, a condizione che le proroghe si
riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato.
Solo una delle novità introdotte dal decreto 34/2014 (ancora suscettibile di modifiche in fase di
conversione) può essere compatibile con il sistema pubblico, ed è quella relativa alla possibilità di
prorogare fino ad otto volte il contratto, nel limite dei 36 mesi, purché non vi sia abuso. L' eliminazione
della causale non si può considerare, invece, applicabile al settore pubblico, perché l' articolo 36 del
Dlgs 165 del 2001 prevede che le pubbliche amministrazioni possano fare ricorso alle forme contrattuali
flessibili di impiego del personale per rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo
o eccezionale. Nel settore pubblico, perciò, la causale è sempre necessaria anche per scongiurare l'
aumento del precariato. Per quanto riguarda il contingente massimo dei contratti, stabilito in misura pari
al 20% dell' organico, pur considerando necessario fissare anche nel settore pubblico un contingente
massimo, come del resto già previsto mediante rinvio alla sede del Ccnl, la misura determinata per il
settore privato per una maggiore flessibilità in entrata, non può considerarsi compatibile con il settore
pubblico. Essendo troppo elevata potrebbe, infatti, favorire forme di abuso e di incremento del
precariato. L' articolo 36 del Dlgs 165/2001 rimane la norma portante per definire l' ambito di
compatibilità del Dlgs 368/2001 nella Pa, fermo restando il rispetto dell' ordinamento comunitario.
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Enti locali
Su questo punto, in caso di abuso nel ricorso al tempo determinato da parte della Pa, il divieto di
conversione a tempo indeterminato, è rispettoso dell' ordinamento comunitario nella misura in cui il
risarcimento del danno è corrisposto come indennità senza essere provato in giudizio. Questo è
diventato anche l' orientamento prevalente della giurisprudenza. Sotto il profilo della quantificazione del
danno da abusiva reiterazione di contratti di lavoro a termine, un utile parametro di riferimento si
rinviene nell' articolo 32, comma 5, della legge 183/2010 secondo cui il datore di lavoro è tenuto a
corrispondere un' indennità omnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 ed un
massimo di 12 mensilità dell' ultima retribuzione globale di fatto. Restano ferme le responsabilità
previste in capo ai dirigenti.
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Lotta all' evasione. Da comunicare i dati relativi al 2014.
Pa verso lo «spesometro» ma la platea potrebbe
ridursi
IL PERIMETRO Vanno trasmesse le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rilevanti
Iva Escluse le operazioni con fattura elettronica.
Maurizio Delfino Elena Salvia Dal 2014 arriva
lo spesometro anche per gli enti locali. Infatti
dovranno comunicare telematicamente all'
agenzia delle Entrate le cessioni di beni e
prestazioni di servizi, resi e ricevuti, rilevanti
Iva. La comunicazione dovrà essere fatta entro
il mese di aprile 2015, ma non riguarderà le
operazioni documentate da fattura elettronica,
disciplinata dall' articolo 1, commi da 209 a
214, legge 244/2007. Per gli anni 2012 e 2013,
invece, gli enti locali (come lo Stato, le Regioni
e gli altri organismi di diritto pubblico) sono
stati esclusi grazie al provvedimento del
direttore dell' agenzia delle Entrate d e l 5
novembre 2013.
L' adempimento, limitato alle attività
commerciali, appare giustificato considerando
che gli enti locali sono soggetti passivi come i
privati, ma comporta diverse criticità operative,
anche per l' inadeguato quadro normativo e di
prassi in materia di gestione Iva negli enti
pubblici. G i à è a r d u o i n d i v i d u a r e
compiutamente le attività commerciali degli
enti locali, visto lo scarso contributo fornito
dalla ormai datata circolare 18 del 1976 del
ministero delle Finanze. Poi, si riscontrano
comportamenti fiscali eterogenei da parte degli enti. Ad esempio, i servizi sociali «esenti» sono
considerati da alcuni Comuni come fuori campo, perché inerenti attività «istituzionali». Dal punto di vista
del gettito Iva nulla cambia, ma il diverso trattamento fiscale ha conseguenze sulla comunicazione dei
dati. Vi è poi il problema relativo alle fatture "promiscue", che molti enti non registrano neppure
rinunciando al diritto alla detrazione e che, invece, dovrebbero essere segnalate.
Inoltre, molte operazioni attive di modesta entità rivolte ai consumatori finali sono trattate come
corrispettivi, con segnalazione che avverrà per importi (si ritiene unitari) superiori a 3.600 euro. Non
tutte però hanno i requisiti previsti dall' articolo 22 del Dpr 633/72, che consente di non emettere fattura.
L' interpretazione letterale delle disposizioni ne imporrebbe comunque la fatturazione e la
comunicazione, con notevoli complicazioni considerando che le fatture emesse, essendo di modesto
importo (inferiori a 300 euro), potrebbero essere registrate in forma cumulativa, facendo perdere allo
spesometro quelle potenzialità di incrocio dati che giustificherebbero un appesantimento delle
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Enti locali
procedure interne di simile portata.
L' incertezza della normativa si accompagna all' inadeguatezza dei sistemi informativi, visto che la
contabilità Iva è tenuta nell' ambito dei sistemi integrati di contabilità finanziaria "adattandola" alle
esigenze di quest' ultima e rendendo difficile una corretta estrapolazione dei dati. Il mancato
adeguamento dei programmi, sin dalla fase del caricamento dati 2014, renderà certamente difficile, se
non impossibile, procedere nei termini previsti per lo spesometro.
La platea dei soggetti obbligati a inviare lo spesometro potrebbe ridursi, per effetto delle disposizioni
che escludono le operazioni documentate da fattura elettronica e che consentono di fatto la sostituzione
dello spesometro con l' invio telematico giornaliero di tutti i dati Iva (articolo 50­bis del Dl 69/2013).
Tuttavia, sia la fatturazione elettronica per gli enti locali (pur già possibile in via facoltativa in base al Dm
55/2013), sia l' invio telematico giornaliero dei dati all' agenzia delle Entrate appaiono di improbabile
attuazione nel breve periodo. Di conseguenza, è quanto mai opportuno adeguarsi per tempo, in modo
da non dover attendere una nuova proroga che, visto il consolidarsi dell' adempimento, questa volta
potrebbe non arrivare.
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Il Sole 24 Ore
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Decreto Salva Roma/1. Le due vie dello scioglimento e della alienazione.
Partecipate, la leva fiscale per le dismissioni veloci
Le minusvalenze possono essere spalmate su cinque esercizi.
Alberto Barbiero I percorsi di scioglimento
delle società partecipate e di alienazione delle
partecipazioni diventano esenti dalle imposte
se realizzati entro un anno ed in caso di
società miste, il socio privato ha la prelazione
sulle quote o sulle azioni in vendita.
Un emendamento presentato nell' iter di
conversione del Dl n. 16/2014 (il cosiddeto
"Salva Roma") rilancia i processi di
razionalizzazione del composito sistema di
società controllate dagli enti locali, definendo
importanti incentivi per le iniziative che
verranno formalizzate ed avviate nell' arco di
dodici mesi dall' entrata in vigore del decreto
stesso (quindi entro il 5 marzo 2015).
La disposizione è inserita nel pacchetto sulle
partecipate definito dalla legge n.
147/201 e stabilisce che le amministrazioni
pubbliche e le loro società controllate
direttamente o indirettamente possono fare
ricorso all' una e all' altra opzione, godendo di
importanti vantaggi fiscali se la scelta è
definita rapidamente.
Lo scioglimento Il primo percorso realizzabile
p r e v e d e c h e g l i enti e l e l o r o s o c i e t à
controllate direttamente o indirettamente
possano procedere allo scioglimento delle società a loro volta da esse controllate direttamente o
indirettamente.
Quindi, ad esempio, se un ente locale ha costituito una società affidataria in house e questa a sua volta
ha costituito una società controllata per alcune attività, l' ente socio può decidere di procedere allo
scioglimento di entrambe o formulare indirizzi alla società in house per lo scioglimento della sua
partecipata. Se lo scioglimento è deliberato entro e non oltre 12 mesi dalla data di entrata in vigore del
Dl n. 16/2014 (quindi entro il 5 marzo 2015), gli atti e le operazioni posti in essere in favore di pubbliche
amministrazioni in seguito allo scioglimento della società sono esenti da imposizione fiscale, Iva
compresa, e sono assoggettati in misura fissa alle imposte di registro, ipotecarie e catastali. I dipendenti
in forza alla società al 6 marzo 2014 sono ammessi di diritto alla mobilità.
Quando lo scioglimento riguardi una società controllata indirettamente, la plusvalenza eventualmente
generata in capo alla società controllante è esente da imposizione fiscale, mentre la minusvalenza
eventualmente generata può essere ripartita nei cinque esercizi successivi alla cessione.
La cessione La seconda soluzione è l' alienazione delle quote o delle azioni, a condizione tuttavia che
questa avvenga con procedura di evidenza pubblica deliberata entro 12 mesi dalla data di entrata in
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
vigore del Dl 16/2014 e che riguardi le partecipazioni detenute al 6 marzo 2014.
L' alienazione deve prevedere la contestuale assegnazione del servizio per cinque anni a decorrere dal
1°gennaio 2014, recuperando il particolare modello a suo tempo definito nell' articolo 4 del Dl 95/2012,
che non definisce una "gara a doppio oggetto", quanto un affidamento premiante per il soggetto privato
che si fa carico dell' acquisizione della società pubblica. In caso di società mista, al socio privato
detentore di una quota di almeno il 30% deve essere riconosciuto il diritto di prelazione. Valgono gli
stessi incentivi fiscali previsti per lo scioglimento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Le opzioni 01 | LO SCIOGLIMENTO Se deliberato entro il 5 marzo
2015 gli atti posti in essere in favore dell' ente locale socio sono esenti da imposte. Il personale delle
società sciolte è ammesso di diritto alla mobilità verso altre partecipate.
02 | LA VENDITA QUOTE Se alienazione è adottata entro il 5 marzo 2015; si svolge con gara e
comporta affidamento al privato acquirente del servizio per cinque anni, la plusvalenza è esente da
imposte e le minusvalenze possono essere distribuite su 5 bilanci.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Dl Salva Roma/2. Condono per le somme già versate ai dipendenti se in regola con il Patto di
stabilità.
Sanatoria più larga per gli integrativi
Tiziano Grandelli Mirco Zamberlan Le
pubbliche amministrazioni possono tirare un
sospiro di sollievo: le forzature volte a
garantire ai dipendenti benefits, che spesso
travalicavano i confini incerti posti alla
contrattazione decentrata, sembrano trovare
una soluzione politica in sede di conversione
del decreto salva­Roma.
Da dove nasce il problema? Il contratto
collettivo del 1999, ispirandosi al privato,
aveva ridisegnato le regole per la costituzione
del fondo per le risorse decentrate e per il
relativo utilizzo, affidando ai Comuni e a l l e
Regioni un certo spazio di discrezionalità. L'
incertezza applicativa sui limiti della norma e l'
abbondanza di risorse a quel tempo
disponibili, hanno spinto gli enti locali a d
adottare comportamenti, non sempre virtuosi,
che garantissero la pace sociale. Questo,
quantomeno, è il risultato che emerge dall'
attività di controllo della Ragioneria dello Stato
e dalle Procure della Corte dei conti. Ora le
risorse scarseggiano e gli esiti dei verbali
ispettivi imporrebbero recuperi significativi sui
dipendenti, i cui stipendi risentono già di
cinque anni di blocco del contratto collettivo e
dei premi incentivanti.
In questo contesto ha trovato la sua genesi una soluzione che mette d' accordo tutti: politici, dirigenti,
dipendenti e organizzazioni sindacali. La conversione del decreto salva­Roma (il Dl n. 16/2014)
prevede, di fatto, un "condono tombale" di tutti gli atti di costituzione e di utilizzo del fondo, in qualunque
maniera adottati entro il termine per l' adeguamento alla riforma Brunetta. L' emendamento chiarisce
che sono salvi gli effetti passati, presenti e futuri degli atti sottoscritti entro il predetto termine e applicati
o in corso di applicazione alla data di entrata in vigore della legge di conversione.
Le uniche condizioni richieste riguardano il rispetto del patto di stabilità, delle norme in materia di spese
ed assunzione di personale e quelle previste dall' articolo 9 del Dl n. 78/2010 (riduzione dei fondi,
contenimento del lavoro flessibile, ecc.). Ovviamente gli atti non devono aver comportato il
riconoscimento giudiziale della responsabilità erariale.
Purtroppo, il legislatore dimentica di precisare in quale momento questi requisiti devono essere
verificati.
Gli enti non virtuosi non potranno accedere alla "sanatoria" e, quindi, dovranno rateizzare sui fondi degli
anni successivi le risorse indebitamente inserite in un numero massimo di anni corrispondente a quelli
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
nei quali il vincolo finanziario è stato superato. Se, però, hanno rispettato il patto di stabilità, possono
compensare con i risparmi derivanti da piani di riorganizzazione.
Novità positive anche per gli Lsu. Nel testo attuale, la norma consente alle amministrazioni, il
pagamento dei compensi senza sanzioni, ai lavoratori coinvolti in iniziative di politica attiva del lavoro
negli anni 2011­2013.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
INTERVENTO.
Unioni di Comuni: per i revisori rischio ingorgo
SCENARIO DA EVITARE Quando sono associate poche funzioni il «controllore» si trova
a seguire troppi enti.
Le nuove norme «Delrio» concedono la
possibilità di esercitare le funzioni dell' organo
di revisione anche per i Comuni associati con
un revisore unico per unioni d i Comuni che
complessivamente non superano i 10mila
abitanti e con un collegio in caso diverso. La
norma (comma 110 dell' articolo 1 del disegno
di legge, «Disposizioni sulle città
metropolitane, sulle province, sulle unioni e
fusioni di comuni») non specifica se le nuove
disposizioni riguardano le unioni a c u i i
Comuni minori devono affidare le funzioni
fondamentali, ai sensi dell' articolo 14 comma
28 del Dl 78/2010, oppure tutte le unioni ex
articolo 32 del Tuel. Il comma 3 bis dell'
articolo 234 del Dlgs 267/2000 già dispone che
i l c o l l e g i o d e i r e v i s o r i n e l l e unioni c h e
esercitano in forma associata tutte le funzioni
fondamentali dei Comuni che ne fanno parte
svolga le medesime funzioni anche per i
Comuni associati. Le soluzioni interpretative
del comma 110 sono le seguenti due: ela
norma del disegno di legge appena approvato
in via definitiva riguarda le unioni ex articolo
14, comma 28 del Dl 78/2010 ed in tal caso il
comma 110 modifica, senza richiamarlo, l'
articolo 234 comma 3 bis del Tuel prevedendo per le unioni con minore popolazione il revisore unico e
per le altre il collegio; rin alternativa, la norma riguarda invece tutte le unioni anche quelle che associano
solo alcuni servizi lasciando in capo ai Comuni importanti funzioni che richiedono un supporto continuo
e costante dell' organo di revisione.
Mentre nella prima ipotesi restano in capo ai Comuni funzioni del tutto limitate e per l' organo di
revisione dell' unione l' accollo del controllo dei Comuni associati potrebbe essere operativamente
possibile, nella seconda non viene ridotta l' attività che il revisore deve dedicare ad ogni singolo
Comune.
Se l' interpretazione giusta è la seconda, non può essere ragionevolmente condivisa perché, di fatto,
potrebbe rendere impossibile esercitare il controllo per una pluralità a volte troppo vasta di enti.
Le attuali funzioni dei revisori richiedono pareri obbligatori sui principali atti fondamentali del Consiglio,
relazioni, attestazioni e verifiche che impegnano in modo continuo il revisore.
In alcuni periodi si accavallano adempimenti (vedi scadenza del prossimo 30 aprile per bilancio e
rendiconto) che rendono impossibile operare oltre un certo numero di enti.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Occorre tenere conto che alle 369 unioni esistenti partecipano 1.981 Comuni, in media sei Comuni per
unione.
Ci sono unioni partecipate da oltre 15 enti e in tal caso è umanamente impossibile svolgere le funzioni
richieste entro gli stretti termini che alcune di queste richiedono.
La seconda ipotesi interpretativa è inoltre in netto contrasto con il limite all' affidamento degli incarichi
disposto dall' articolo 238 del Dlgs 267/2000.
Tale norma indica, fra l' altro, che ciascun revisore non può assumere più di quattro incarichi in Comuni
con popolazione inferiore a 5mila abitanti.
A questo punto è auspicabile per rendere la norma applicabile, senza snaturare l' importante funzione di
revisione negli enti locali, chiarire in via interpretativa che dovrà essere applicata solo nelle unioni che
esercitano in forma associata tutte le funzioni fondamentali dei Comuni. Se questo chiarimento non sarà
possibile occorre urgentemente un provvedimento normativo di modifica del comma 110 e di
coordinamento con gli articoli 234, comma 3bis e 238 del Tuel.
Presidente Ancrel © RIPRODUZIONE RISERVATA di Antonino Borghi.
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Italia Oggi Sette
Enti locali
Segnalazioni in autonomia
Nei collegi sindacali, ogni sindaco revisore è
chiamato a valutare se si verificano le
condizioni per la segnalazione di una
operazione sospetta, ma nel caso in cui
decidesse di procedere dovrà farlo
individualmente senza avvisare gli altri
componenti il collegio. È quanto deriva dalla
risposta n. 18 fornita dall' Uif ad ItaliaOggi
Sette lo scorso 11 novembre, chiarimento
questo che potrebbe determinare alcuni
problemi operativi.
L' obbligo di segnalazione per i sindaci
revisori.
Seppur nel corso degli ultimi anni le
segnalazioni di operazioni sospette da parte
dei revisori , siano essi persone fisiche che
giuridiche siano state davvero estremamente
esigue (appena 5 nel 2012 e 10 nel corso del
2013 secondo gli ultimi dati aggregati forniti da
Banca d' Italia riportati nella tabella), non c' è
dubbio che esse costituiscano il fine ultimo
dell' intera disciplina antiriciclaggio e quindi il
principale adempimento anche per gli organi
di revisione.
Anche questi ultimi, come i professionisti,
sono, quindi, tenuti a trasmettere eventuali
segnalazioni all' Uif esclusivamente in via
telematica. Fino a qualche mese fa, tuttavia,
non c' era uniformità di vedute su come tali obblighi dovessero essere assolti nell' ambito dei collegi
sindacali. Avrebbe dovuto segnalare il presidente dopo essersi consultato con gli altri sindaci effettivi,
oppure l' adempimento era da considerarsi individuale, previa consultazione interna, o infine, ognuno
doveva valutare l' eventuale obbligo di effettuare la Sos individualmente? Nulla a riguardo è previsto nel
dettato normativo, né erano mai stati emanati pareri ministeriali in proposito.
Con le citate risposte fornite a ItaliaOggi, scende in campo l' Uif, evidenziando che nel caso di collegio
sindacale che svolga anche funzioni di revisione legale dei conti, gli obblighi di segnalazione non
riguardino l' organo di controllo bensì ciascuno dei singoli revisori componenti l' organo stesso.
In relazione alla loro riservatezza peraltro, la segnalazione di ciascun membro dell' organo di revisione
dovrebbe rimanere non conosciuta dagli altri membri del collegio.
In relazione al fatto, peraltro, che le segnalazioni sono assolutamente riservate, le Sos di ciascun
membro dell' organo di revisione dovrebbero rimanere non conosciute, non solo al soggetto segnalato e
ai terzi ma anche agli stessi altri membri del collegio. In tal senso, infatti, dispone l' articolo l' art. 46,
commi 1 e 3, e l' art. 48, comma 4 del dlgs 231/07, pena l' arresto da sei mesi a un anno o l' ammenda
da 5 mila a 50 mila euro (art.
55, comma 8).
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Italia Oggi Sette
Enti locali
Non pare rilevante, a riguardo, che l' art. 46, al comma 5, escluda dal divieto di comunicazione i
professionisti che operano all' interno dello stesso studio associato, o i professionisti dipendenti o
collaboratori dello stesso studio, non essendo tale previsione estesa ai professionisti membri dello
stesso collegio sindacale.
Non solo, ai sindaci la segnalazione viene richiesta in quanto revisori e per questi ultimi, ricompresi non
fra i professionisti dell' art. 12 ma fra i soggetti dell' art. 13, non è prevista alcuna possibilità di
comunicazione delle operazioni sospette all' interno dell' organo di controllo.
Tale situazione, frutto probabilmente di una svista legislativa, appare invero paradossale, potendo
addirittura esporre i sindaci a specifici rischi sanzionatori indotti da un comportamento diligente di un
altro membro del collegio stesso.
Si pensi, ad esempio, ad una segnalazione da operazione sospetta posta in essere da un solo membro
dell' organo di revisione e non da altri, segnalazione che, per gli anzidetti motivi di riservatezza
risulterebbe non conoscibile agli altri sindaci. In tal caso, proprio tale iniziativa potrebbe determinare
sanzioni per omessa segnalazione sugli altri sindaci che non vi hanno provveduto.
I libri e le carte di lavoro. Appare pacifico, a questo punto, evidenziare che l' eventuale sospetto di
riciclaggio e relativa segnalazione mai potrà essere verbalizzato nel libro del collegio sindacale. Ciò sia
in quanto l' obbligo di segnalazione concerne la funzione di revisore e non quella di sindaco, sia perché
essendo il libro accessibile a tutti i sindaci e soprattutto agli amministratori (nelle srl anche dai soci) si
consentirebbe al segnalato di venire a conoscenza della segnalazione.
Più complesso appare, invece, valutare se i motivi del sospetto che hanno dato origine alla
segnalazione debbano o meno essere inseriti nelle carte di lavoro dei revisori.
Chi scrive ritiene, anche in relazione alla linea guida R.30.70 del Cndcec (Modalità di conservazione ed
archivio delle carte di lavoro), essendo ammissibile che le carte di lavoro siano accessibili ai singoli
membri del collegio, che sia preferibile inserire le ragioni del sospetto (peraltro da evidenziate all' Uif in
via telematica) unicamente nel singolo fascicolo del cliente di ciascun professionista.
Gli indicatori utilizzabili dai revisori. Parzialmente diversi risultano, poi, gli indicatori (non tassativi, né
esaustivi) a cui i singoli revisori possono far riferimento per valutare l' opportunità di effettuare le
segnalazioni.
Nelle società di interesse pubblico essi potranno riferirsi agli indicatori emanati dalla Banca d' Italia con
provvedimento 30 gennaio 2013 (Indicatori di anomalia per le società di revisione e revisori legali con
incarichi di revisione su enti di interesse pubblico), mentre per i revisori di società comuni, il decreto di
riferimento sarà quello emanato dal Ministero della giustizia il 16 aprile 2010 (Determinazione degli
indicatori di anomalia al fine di agevolare l' individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte
di talune categorie di professionisti e dei revisori contabili).
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Inversione di rotta della Corte di cassazione rispetto a pronunce precedenti e di merito.
Aree edificabili, salve Ici e Imu
Imposte dovute anche se il valore è ridotto da vincoli.
Un' area è edificabile anche se è soggetta a
vincoli o a particolari destinazioni urbanistiche.
L' area è comunque soggetta al pagamento
dell' Ici e dell' Imu, anche se la presenza di
vincoli ne riduce il valore di mercato. Lo ha
stabilito la Corte di cassazione, con la
sentenza 5161 del 5 marzo 2014. La posizione
assunta dai giudici di legittimità non è in linea
con alcune pronunce che hanno invece
affermato un principio del tutto diverso.
È, infatti, una questione controversa e dibattuta
da tempo quella che riguarda l'
assoggettabilità all' imposta municipale delle
aree vincolate, anche nella giurisprudenza di
merito.
Con quest' ultima sentenza ha chiarito che l'
edificabilità «non può essere esclusa dalla
ricorrenza di vincoli o destinazioni urbanistiche
che condizionino, in concreto, l' edificabilità del
suolo, giacché tali limiti, incidendo sulle facoltà
dominicali connesse alla possibilità di
trasformazione urbanistico edilizia del suolo
medesimo, ne presuppongono la vocazione
edificatoria». Quindi, la presenza dei vincoli
non fa venir meno il regime fiscale proprio dei
suoli edificabili, ma ha un' incidenza solo sul
loro valore venale e sulla base imponibile.
I precedenti. Sulla tassabilità delle aree
vincolate ci sono due precedenti tra di loro contrastanti. Con la sentenza 25672/2008 la Cassazione
aveva affermato che se il piano regolatore generale del comune prevede che un' area sia destinata a
verde pubblico attrezzato, questa prescrizione urbanistica impedisce al privato di poter edificare.
Dunque, l' area non è soggetta al pagamento dell' Ici anche se l' edificabilità risulta dallo strumento
urbanistico. Mentre con la sentenza 19131/2007 aveva sostenuto che l' Ici fosse dovuta su un' area
edificabile sottoposta a vincolo urbanistico e destinata a essere espropriata: quello che conta è il valore
di mercato dell' immobile nel momento in cui è soggetto a imposizione.
Con questa decisione, tra l' altro, i giudici avevano precisato che l' Ici non ricollega il presupposto dell'
imposta all' idoneità del bene a produrre reddito o alla sua attitudine a incrementare il proprio valore. Il
valore dell' immobile assume rilievo solo per determinare la misura dell' imposta. L' area deve essere
considerata edificabile anche se qualificata «standard» e vincolata a esproprio.
L' orientamento non è uniforme neppure nella giurisprudenza di merito.
Secondo la Commissione tributaria regionale di Milano (sent. 71/2013) un' area compresa in una zona
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destinata dal piano regolatore generale a verde pubblico attrezzato non è soggetta al pagamento dell'
Ici. Il vincolo di destinazione non consente di dichiarare l' area edificabile poiché al contribuente viene
impedito di operare qualsiasi trasformazione del bene. Per il giudice d' appello lo strumento urbanistico
destina l' area a spazio pubblico per parco, giochi e sport, rendendo palese il vincolo di utilizzo
meramente pubblicistico con la conseguente inedificabilità.
Le norme. Per definire gli aspetti controversi della nozione di area edificabile, il legislatore è intervenuto
due volte con norme di interpretazione autentica. L' Ici è dovuta se l' area è inserita in un Piano
regolatore generale adottato dal consiglio comunale, ma non approvato dalla regione.
L' articolo 36, comma 2, del decreto­legge legge 223/2006 ha precisato che un' area sia da considerare
fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale deliberato dal
comune, indipendentemente dall' approvazione della regione e dall' adozione di strumenti attuativi. La
qualificazione vale non solo per l' Ici, ma anche per le imposte erariali, dirette e indirette. E questa è una
norma di interpretazione autentica con effetti retroattivi (si veda Corte di cassazione, sent. 25506 del
30/11/ 2006 e Ctr Lazio, sent. 238 del 3/10/ 2006). La retroattività di questa disposizione, però, non è
stata riconosciuta dalla Commissione tributaria regionale di Bologna (sent. 79/2008). In effetti, che non
fosse necessario un piano di lottizzazione per il pagamento dell' Ici, era già stato disposto dall' articolo
11­quaterdecies, comma 16 del collegato alla Finanziaria 2006 (l. 248/2005). Non a caso nella circolare
28/2006 l' agenzia delle Entrate ha precisato che con la norma del decreto Bersani (articolo 36) è stato
esteso alle imposte sui redditi, all' Iva e al registro, il concetto di area edificabile contenuto nell' articolo
11­quaterdecies, il cui ambito applicativo era prima riservato alla sola imposta comunale sugli immobili.
Ormai è chiaro che un' area è edificabile ed è soggetta all' imposta quando è inserita nel piano
regolatore generale, anche se non approvato. Inoltre, il tributo è dovuto anche se la potenzialità
edificatoria è solo parziale. Quello che rileva è il valore di mercato che avrebbe l' immobile in un'
ipotetica vendita (in questo senso si è espressa la Commissione tributaria di secondo grado di Bolzano,
prima sezione, con la sent. 32 del 9/1/2007).
PAGINA A CURA DI SERGIO TROVATO
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Si attenua la potenzialità di edificazione
Per la Cassazione la presenza di vincoli riduce
il valore di mercato delle aree edificabili. La
potenzialità di edificazione tanto più è
attenuata quanto maggiori sono le incertezze
sulla effettiva possibilità di utilizzare il suolo a
scopo edificatorio. Al riguardo, il Ministero
delle finanze, con la risoluzione n. 209/E del
17/10/1997, ha affermato che «sul mercato il
valore dell' area è man mano decrescente a
seconda che si tratti di area per la quale è
stata rilasciata la concessione edilizia, di area
priva di concessione ma compresa in un piano
particolareggiato, di area compresa soltanto in
u n piano regolatore g e n e r a l e » . C i ò h a
rilevanza, naturalmente, sulla quantificazione
del valore. Per quanto riguarda il valore di un'
area edificabile ai fini Ici e Imu, i criteri sono
quelli fissati dall' articolo 5 del dlgs 504/1992.
La norma prevede che occorre fare riferimento
a zona territoriale di ubicazione dell' area,
indice di edificabilità, destinazione d' uso
consentita, oneri p e r e v e n t u a l i l a v o r i d i
adattamento del terreno necessari per la
costruzione e, infine, ai prezzi medi rilevati sul
mercato di aree aventi le stesse
caratteristiche.
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Enti locali
Brevi
L' autotutela non salva le spese. La condanna
dell' amministrazione al pagamento delle
spese del giudizio sussiste anche quando il
provvedimento impugnato sia stato
spontaneamente ritirato in autotutela, a seguito
dell' instaurazione del giudizio tributario. Lo
afferma la Ctr di Lecce nella sentenza n.
522/23/14, con la quale il collegio pugliese ha
accolto l' appello di un contribuente che aveva
impugnato la sentenza di primo grado
limitatamente alla parte in cui disponeva la
compensazione delle spese. Questi i passi
salienti della pronuncia: «Giacché il
provvedimento di annullamento in autotutela è
intervenuto ex post e cioè dopo aver costretto
il contribuente ad attivare un procedimento
giudiziale e a sopportarne i relativi costi,
laddove, l' uso della normale diligenza
avrebbe potuto evitarlo con sicure economie di
tempo, di atti e finanziarie per tutte le parti
processuali () non sono ravvisabili ragioni per
ritenere giustificata la compensazione delle
spese disposta dai primi giudici». Per queste
ragioni, il giudice di seconde cure ha accolto l'
appello e condannato l' amministrazione al
pagamento delle spese di entrambi i gradi di
giudizio.
Accertamento frettoloso ok, in fallimento. L'
emissione frettolosa dell' avviso di accertamento, prima che siano trascorsi i 60 giorni dalla notifica del
pvc, è consentita qualora la società sottoposta a verifica si trovi in stato di fallimento: la procedura
concorsuale rappresenta un adeguato, implicito motivo di urgenza per non rispettare il termine di
garanzia stabilito dall' articolo 12 dello Statuto del contribuente. È il parere della Ctr di Roma, espresso
nella sentenza n.
1300/02/14. Sulla questione dell' emissione anticipata dell' avviso di accertamento sono intervenute le
sezioni unite della Corte di cassazione (sentenza n.
18184/2013), stabilendo espressamente che l' inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per
l' emanazione dell' avviso di accertamento determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di
urgenza, la illegittimità dell' atto impositivo. Secondo la Ctr di Roma, tuttavia, lo stato di fallimento
integra pienamente i presupposti dell' urgenza e non necessita di ulteriori motivazioni per giustificare l'
emissione ante tempus del provvedimento finale.
La cartella Irap non si rimborsa. Il professionista che sostenga la mancata soggezione a Irap per
assenza di autonoma organizzazione non può chiedere il rimborso dell' imposta versata in pagamento
di una cartella esattoriale e agire in giudizio contro l' eventuale diniego, tacito o espresso; la cartella non
impugnata nei termini (e pagata) determina la definitività del rapporto tributario sottostante, che non può
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essere rimesso in discussione chiedendo il rimborso di quanto versato. È quanto si legge nella
sentenza n. 177/67/14 della Ctr di Brescia, che richiama espressamente il principio di cassazione
secondo cui «l' omessa impugnazione della cartella di pagamento nei termini di legge rende l' atto
inoppugnabile e il pagamento dell' imposta richiesta con l' atto di riscossione non è idoneo a riaprire,
attraverso l' istituto del rimborso, il termine scaduto, al fine di contestare un rapporto tributario ormai
esaurito». Piuttosto, egli avrebbe dovuto impugnare la cartella di pagamento stessa (seppur pagandola)
entro i sessanta giorni dalla notifica o, in alternativa, avrebbe potuto versare l' Irap spontaneamente
dopo la dichiarazione e agire, in quel caso, contro la richiesta (negata) di rimborso.
La firma disconosciuta annulla il ruolo. Un contribuente può contestare un' iscrizione a ruolo relativa a
un avviso di accertamento o liquidazione, sostenendo di non aver mai ricevuto l' atto impositivo e
disconoscendo, nel caso, la firma apposta sulla ricevuta di notificazione del predetto avviso; in tal caso,
tuttavia, è necessario instaurare un procedimento di querela di falso presso la competente autorità
giudiziaria. Qualora la firma apposta sulla ricevuta risulti effettivamente non riconducibile al destinatario
o a persona incaricata a ricevere le notifiche (con accertamento del fatto nel connesso giudizio di
querela), il giudice tributario non può far altro che annullare il ruolo per la mancata notificazione dell' atto
impositivo presupposto. È quanto si è verificato nella controversia svoltasi dinanzi alla Ctp di Como e
sfociata nell' emissione della sentenza n. 04/02/14.
«Dall' espletamento della consulenza grafologica», si legge in sentenza, «è emersa la falsità della
sottoscrizione apposta sulla cartolina di ricevimento della notifica dell' avviso di rettifica e liquidazione»,
ragion per cui «l' iscrizione a ruolo e la conseguente cartella impugnata sono illegittime».
BENITO FUOCO
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Accesso all' avviso comune consentito fino al 30
giugno
Le imprese potranno accedere alle misure dell'
Accordo per il credito 2013 fino al 30 giugno
2014.
Le principali misure prevedono la possibilità di
sospendere fino a 12 mesi i finanziamenti e i
leasing, la possibilità di allungare la durata dei
mutui, la possibilità di ottenere finanziamenti a
sostegno di investimenti e per lo sblocco dei
crediti verso la p.a.
Le operazioni di sospensione e di
allungamento. L' accordo prevede la
possibilità, per le imprese, di effettuare
operazioni di sospensione per 12 mesi del
pagamento della quota capitale relativa alle
rate dei finanziamenti a medio­lungo termine.
L' accordo prevede anche la possibilità di
sospendere per 12 mesi ovvero per 6 mesi il
pagamento della quota capitale implicita nei
canoni di operazioni di leasing rispettivamente
«immobiliare» ovvero «mobiliare».
Qualora non si possa sospendere il
finanziamento, è possibile accedere a
operazioni di allungamento della durata dei
mutui, nonché a operazioni di allungamento
delle scadenze del credito a breve termine.
L' accordo prevede anche operazioni di
allungamento della scadenza del credito
agrario di conduzione.
Il plafond investimenti. Il plafond è destinato alle piccole e medie imprese (pmi) operanti in Italia ed è
finalizzato al supporto di iniziative relative a investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione. Può
essere anche rivolto a far fronte a esigenze di incremento del capitale circolante. I finanziamenti erogati
a valere su fondi Cdp possono essere contrattualizzati sotto forma di mutui chirografari o ipotecari e
possono beneficiare di tutti gli interventi di garanzia, pubblici e privati, eventualmente disponibili.
Il plafond «Crediti p.a.». Il plafond «Crediti p.a.» agevola lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese
nei confronti della Pubblica amministrazione. Le imprese ammissibili alle operazioni realizzate a valere
sul plafond «Crediti p.a.» sono le pmi così come definite dalla normativa comunitaria, ma con solo
riferimento al singolo bilancio dell' impresa e non a eventuale consolidato di gruppo.
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La direttiva 2014/24/Ue. Tre i criteri per la valutazione: qualità, organizzazione, servizi.
Appalti, no al prezzo più basso
Incentivata aggiudicazione con offerta più vantaggiosa.
Possibile aggiudicare appalti a prezzo fisso;
incentivata l' aggiudicazione dell' appalto con l'
offerta economicamente più vantaggiosa sotto
forma di rapporto prezzo/qualità; le offerte
dovranno prendere in considerazione anche i
costi derivanti dall' intero «ciclo di vita» del
progetto; più flessibilità procedurale; meno
limiti alla procedura negoziata; riforma della
disciplina dell' avvalimento con sostituzione
dell' impresa ausiliaria. Sono alcune delle
novità previste nella direttiva 2014/24/Ue del
Parlamento europeo e del consiglio, del 26
febbraio 2014, sugli appalti pubblici c h e
abroga la direttiva 2004/18/Ce (pubblicata
sulla Gazzetta Ufficiale dell' Unione Europea
serie L94 del 28 marzo 2014) (si veda anche
ItaliaOggi Sette del 31/3/2014).
Il recepimento. La direttiva entrerà in vigore il
18 aprile e quindi a partire da quella data gli
stati membri avranno tempo fino al 18 aprile
2016 per completare il recepimento,
modulando le modifiche a seconda che si tratti
di disposizioni a recepimento obbligatorio o a
recepimento facoltativo, per le quali spetta allo
stato membro un' ampia discrezionalità
attuativa. L' operazione sarà alquanto
complessa in Italia dove esiste già un
farraginoso e più volte modificato codice dei
contratti pubblici (di recente, in parlamento si è parlato di una rivisitazione completa proprio in
occasione del recepimento) e un ancora più articolato regolamento attuativo.
Aggiudicazione dell' appalto.
Una delle più rilevanti novità riguarda la disciplina della fase di aggiudicazione dell' appalto contenuta
negli articoli 67 e 68 della direttiva, fino a oggi basata sulla dicotomia prezzo più basso­offerta
economicamente più vantaggiosa e sulla equivalenza dei due criteri (tanto che i tentativi italiani di
limitare l' uno a favore dell' altro sono stati anche oggetto di procedure di infrazione). Il testo finale del
provvedimento fa saltare l' attuale equivalenza, esprimendo un netto favore per il criterio dell' offerta
economicamente più vantaggiosa (Oepv). Si afferma, infatti, che «le amministrazioni aggiudicatrici
procedono all' aggiudicazione degli appalti sulla base dell' offerta economicamente più vantaggiosa»,
che in pratica è l' unico criterio oggetto di disciplina dettagliata (si prevede un' unica e residuale
eccezione per aggiudicare solo sul prezzo al comma 5 dell' articolo 67).
L' offerta economicamente più vantaggiosa dovrà essere individuata sulla base del prezzo/costo non in
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senso assoluto, ma come costo/efficacia Potendo anche assumere le caratteristiche del miglior rapporto
qualità/prezzo. Con queste indicazioni appare evidente il rafforzamento delle tecniche di analisi
«multicriterio» e parallelamente l' esigenza di un rafforzamento delle capacità valutative delle
amministrazioni, chiamate a esaminare offerte più complesse e articolate. Le offerte inoltre dovranno
prendere in considerazione anche il cosiddetto «costo del ciclo di vita» dell' intervento e ulteriori
elementi attinenti gli aspetti ambientali e sociali connessi all' appalto.
Tre i macro criteri per la valutazione: qualità (pregio tecnico, caratteristiche estetiche e funzionali,
accessibilità, progettazione adeguata per tutti gli utenti ecc.); organizzazione (qualifiche ed esperienza
del personale), servizi post vendita. Sarà inoltre possibile, in fase di recepimento, stabilire che il prezzo
non possa essere utilizzato nell' Oepv con l' effetto di aggiudicare anche soltanto sulla base di elementi
qualitativi, a prezzo fisso; si potrà inoltre stabilire che il criterio del prezzo più basso sia vietato, o
limitato ad alcuni «tipi di appalto».
Avvalimento. Notevoli le modifiche anche per la disciplina dell' avvalimento, di cui peraltro la direttiva
ribadisce il carattere di utilizzo generalizzato. Di particolare interesse è la previsione sui requisiti
professionali e sui titoli di studio: si stabilisce che chi presta un requisito professionale (per esempio l'
esperienza professionale), o un titolo di studio, deve poi anche svolgere la prestazione.
Si ribadisce anche la legittimità dell' avvalimento interno ai raggruppamenti di concorrenti e si precisa
che in caso di avvalimento sui requisiti economico­finanziari l' amministrazione possa chiedere la
responsabilità solidale di entrambe le imprese (ausiliata e ausiliaria). Si prevede inoltre che la stazione
appaltante imponga la sostituzione dell' impresa ausiliaria che non dimostri il possesso dei requisiti, o
che incorra in una causa di esclusione, con un' altra impresa, senza quindi che scatti una esclusione
automatica per carenza di requisiti.
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PAGINA A CURA DI ANDREA MASCOLINI
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Obiettivo: ridurre i costi delle gare dell' 80%
Digitalizzazione delle gare di appalto entro 30
mesi, autocertificazione dei requisiti di
partecipazione alle gare di appalto pubblico,
documento di gara unico europeo con
collegamenti alle banche dati dei singoli paesi,
suddivisione in lotti, limitazione ai requisiti di
fatturato, pagamento diretto del
subappaltatore. Sono alcune delle novità
previste nella direttiva 2014/24/Ue.
Documento di gara unico europeo e la Banca
dati per le verifiche dei requisiti. La direttiva
punta molto sul tema, centrale anche in Italia,
dello snellimento delle procedure di gara e
della riduzione dei costi amministrativi per
partecipare alle gare (l' obiettivo è ridurli dell'
80%).
In particolare si prevede la completa
digitalizzazione delle procedure di appalto
entro trenta mesi dall' entrata in vigore delle
direttive, che serviranno alla messa a punto di
uno standard comune a livello europeo.
Dopo avere ribadito il principio generale,
ormai consolidato nel nostro paese, della
autocertificazione dei requisiti di gara, il
legislatore sposta l' attenzione su di uno
strumento attuativo ben preciso: il Documento
di gara unico europeo (Dgue), che dovrà
consentire di acquisire tutti i dati relativi al
concorrente, rilevanti per la partecipazione alla gara. Si tratta, in altre parole, di arrivare allo stesso
obiettivo perseguito dal codice dei contratti pubblici attraverso la Banca dati nazionale prevista dall'
articolo 6­bis del codice dei contratti pubblici come sistema di accesso diretto, attraverso appositi
collegamenti informatici, ai documenti che certificano il possesso dei requisiti di gara, sistema del tutto
in linea con quanto previsto dalla direttiva al «considerando» n. 85.
Nel documento unico si dovrà anche indicare l' Autorità che dispone dei documenti a comprova dei
requisiti e, se esiste nel paese di origine una banca dati, anche l' indirizzo web della banca dati, gli
eventuali dati di individuazione e la dichiarazione con la quale si acconsente alla verifica dei dati. L'
obiettivo della direttiva è però anche quello di rendere accessibili le banche dati anche dalle stazioni
appaltanti di altri stati membri attraverso il portale «e­Certis» della Commissione europea.
Suddivisione in lotti. Un' altra innovazione, soprattutto rispetto alla precedente direttiva, è quella
concernente la suddivisione in lotti, vista come best practice per favorire le Pmi, anche se nell' iter del
provvedimento si era partiti da un obbligo di suddivisione in lotti oltre i 500 mila euro, per poi arrivare a
una facoltà di «lottizzazione» (una sorta di moral suasion), ma con obbligo di motivazione nella
documentazione di gara se l' amministrazione non suddivide un mega appalto. Esattamente quanto
previsto in Italia, dove si prevede l' obbligo di motivazione nella determina a contrarre della mancata
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suddivisione in lotti e si chiede alle amministrazioni di comunicare all' Osservatorio dei contratti pubblici
istituito presso l' Autorità di vigilanza la specificazione dell' eventuale suddivisione in lotti.
Limiti a fatturato e pagamento diretto. Importante è poi la limitazione sui fatturati per favorire l' accesso
alle gare delle piccole e medie imprese. In primo luogo è stata prevista una regola generale che impone
alle stazioni appaltanti di non introdurre nei bandi soglie minime di fatturato sproporzionate rispetto al
valore del contratto.
In secondo luogo e nello specifico, la direttiva prevede che le stazioni appaltanti possano richiedere
come requisito minimo per partecipare un fatturato non superiore al doppio dell' importo a base di gara.
Prevista anche la possibilità di pagamento diretto del subappaltatore, ma il contraente principale potrà
opporsi a pagamenti indebiti.
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I dati elaborati da Assifact sull' utilizzo dei fondi derivanti dallo sblocco dei pagamenti.
Crediti p.a., prima le imprese
Ottenuti i rimborsi, la priorità va ai debiti commerciali.
Saldo dei debiti commerciali. Riduzione dell'
esposizione verso le banche. Finanziamento
del capitale circolante.
Pagamenti degli stipendi arretrati. Queste le
priorità delle imprese che sono riuscite a
ottenere, nel 2013, un rimborso, anche
parziale, dei crediti vantati verso la pubblica
amministrazione a fine 2012. Nel dettaglio, i
dati elaborati da Assifact (Associazione
italiana per il factoring) e resi noti nel corso
dell' incontro «Ritardi nei pagamenti: l'
opportunità del factoring», che si è svolto a
Milano nei giorni scorsi, mostrano come la
riduzione dei debiti commerciali sia la priorità
per tutti i settori produttivi: per il 37,6% dell'
industria in senso stretto, per il 36,1% del
settore delle costruzioni, per il 28,7% per il
settore dei servizi. A seguire, l' esigenza più
immediata è quella della riduzione dell'
esposizione verso il sistema finanziario. È,
infatti,.
prioritaria per il 28,6% delle imprese operanti
nel settore delle costruzioni, per il 19,6% dell'
industria in senso stretto, il 16,6% del settore
dei servizi.
Quasi di pari passo l' esigenza di finanziare
altre forme di capitale circolante. «Per il
settore dei sevizi, questo tipo di operazione
(26,1%) viene subito dopo quella di ridurre i debiti commerciali», ha spiegato nel corso dell' incontro il
presidente di Assifact, Paolo Licciardello, «mentre l' esigenza è sentita solo in minima parte dal settore
delle costruzioni (7,7%)». Per quanto, invece, si assesti sul 9% per tutti i settori l' esigenza di pagare gli
stipendi arretrati, resta comunque una delle ultime voci di spesa in ordine di priorità.
Qualche miglioramento, invece, sul fronte della durata media effettiva dei crediti della pubblica
amministrazione.
Il valore, infatti, è passato a essere, in media, di 180 giorni nel 2011, per poi assestarsi sui 170 giorni nel
2012 e 2013. Fermo, invece, a 90 giorni il ritardo medio dei pagamenti dei crediti della pubblica
amministrazione.
Valore che continua a essere tra i più alti in Europa. Subito dopo l' Italia, infatti, ci sono Spagna e
Portogallo che, però, hanno una media di 15 e 17 giorni in meno essendosi assestate, già dal 2011, su
una media di 75 e 73 giorni.
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BEATRICE MIGLIORINI
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Uno studio del Consiglio nazionale del notariato.
Compravendite, al notaio si può delegare la
comunicazione
La comunicazione all' amministratore dell' atto
di compravendita dell' unità immobiliare sita in
condominio resta un onere delle parti, ma il
notaio rogante, oltre a informare le stesse delle
novità contenute nella legge di riforma, può
essere incaricato della trasmissione di copia
autentica dell' atto ai fini dell' aggiornamento
del registro di anagrafe condominiale. Questo
uno dei chiarimenti più interessanti contenuti
nello studio n. 906­2013/C del Consiglio
nazionale del notariato consultabile
integralmente sul sito internet www.notariato.it,
con il quale sono stati presi in esame alcuni
degli aspetti più problematici della legge n.
220/2012.
L' aggiornamento del registro dell' anagrafe
condominiale. Con la modifica dell' art. 63
delle disposizioni di attuazione del codice
civile il condomino che trasferisca la proprietà
o altro diritto reale è tenuto a trasmettere al più
presto all' amministratore condominiale copia
autentica del relativo atto, principalmente ai fini
d e l l ' a g g i o r n a m e n t o d e l l ' anagrafe
condominiale, pena la responsabilità solidale
con l' acquirente per gli oneri condominiali
successivi al trasferimento del diritto ed
eventualmente non pagati. Si tratta, a tutta
evidenza, di un meccanismo messo a punto
per agevolare l' amministratore nella gestione trasparente ed efficace del condominio, sanzionando l' ex
condomino che, in modo evidentemente negligente, non informi il primo della necessità di provvedere
all' aggiornamento delle informazioni contenute nel registro di cui al nuovo art. 1130 c.c. Il Notariato,
lungi dal ritenere che vi sia un obbligo del notaio rogante di provvedere direttamente all' invio di copia
autentica dell' atto all' amministratore condominiale, delinea comunque un percorso virtuoso che
potrebbe condurre al pieno rispetto del nuovo obbligo normativo con la massima soddisfazione di tutte
le parti coinvolte. Da un lato il condomino venditore, delegando il notaio al predetto adempimento,
avrebbe, infatti, la garanzia di svincolarsi definitivamente dai rapporti obbligatori con il condominio, dall'
altro il condomino acquirente, facendo inserire le sue generalità nel registro dell' anagrafe, potrebbe fin
da subito esercitare in maniera integrale le facoltà e i diritti che gli competono. Il notaio rogante, da
parte sua, compirebbe un' ulteriore attività remunerata, e l' amministratore, a sua volta, avrebbe notizia
certa e sicura della modifica occorsa alla composizione della compagine condominiale.
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La natura giuridica del condominio. Il Notariato ha quindi voluto fornire risposta alla questione se la
novella legislativa di cui all' art.
2659, c. 1, n. 1, ultimo capoverso, c.c., che ha previsto l' obbligo di indicare nella nota di trascrizione la
denominazione, l' ubicazione e il codice fiscale del condominio, possa costituire una base solida per
affermare in via interpretativa l' attribuzione al medesimo della personalità giuridica. La soluzione
sembra comunque negativa, sia perché il dato normativo appare oggettivamente debole sia perché è
del tutto evidente, considerato il dibattito svoltosi sul tema durante i lavori parlamentari, che il legislatore
abbia optato per il mantenimento dello status quo, negando al condominio qualsivoglia soggettività
giuridica. Le parti comuni continuano dunque a essere nella titolarità dei singoli condomini, con la
conseguenza che per la loro compravendita occorrerà pur sempre l' unanimità dei consensi dei
comproprietari.
GIANFRANCO DI RAGO
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letture di diritto
Autore ­ Sabino Luce Titolo ­
Approvvigionamenti di lavori, forniture e
servizi delle p.a.
Casa editrice ­ Zanichelli, Bologna­Torino,
2014, pagg. 854 Prezzo ­ Euro 103 Argomento
­ Probabilmente è vero quel che si è detto di
recente nella stanza dei bottoni: in Italia per un
appalto pubblico occorrono più avvocati che
carpentieri. Di certo aderisce all' ipotesi anche
Sabino Luce, a lungo presidente di sezione del
Consiglio di Stato e oggi autore di questa
densissima monografia dedicata ai mille
problemi che questo tipo di commessa porta
con sé. Su tutto rimane il sospetto che la
sbadata noncuranza del legislatore non sia
dettata soltanto dalla cronica incapacità delle
nostre classi dirigenti, ma anche da una
precisa volontà che questa sguaiataggine
abbia la meglio sul buon senso in nome e per
conto di una burocrazia che si autoalimenta e
che nell' opacità normativa prende vigore
centrifugando spinte talvolta addirittura
malavitose. Il libro è organizzato in cinque
parti: una prima introduttiva; una seconda sulle
prestazioni dell' esecutore; una terza su
programmazione e progettazione dei contratti
pubblici, su determinazione a contrarre, sulle
specifiche tecniche, su capitolati e
determinazioni; una quarta sui procedimenti per l' acquisizione di beni e servizi da parte delle
amministrazioni pubbliche, e una quinta sullo svolgimento delle procedure.
Autore ­ Daniele Cirioli Titolo ­ Il manuale dell' invalido Casa editrice ­ Editrice I.D.I, Roma, 2014 Prezzo
­ Euro 8,90 Argomento ­ Il sistema di assistenza sociale nasce dall' esigenza di garantire il dettato
costituzionale previsto dall' art. 38 che tutela i cittadini inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari a
vivere per sé o per la propria famiglia. Il sistema di assistenza sociale (completamente a carico dello
Stato) prevede, pertanto, una serie di prestazioni economiche e socio­sanitarie nei confronti di tutte
quelle persone che versano in stato di bisogno a causa dell' inabilità al lavoro. Questa condizione (o
status) è stata definita con leggi specifiche e da sempre è rappresentata, fondamentalmente, dalla
situazione di «invalidità». Nel corso degli anni se ne sono aggiunte altre che, però, se da una parte
hanno avuto il merito di ampliare le tutele, d' altra parte hanno avuto la conseguenza negativa di
confondere l' orientamento. Quello che ne esce è un sistema di welfare molto vasto e variegato e la
disciplina della «invalidità civile» ne è soltanto una parte. Per far luce su questo «mondo» articolato in
norme non sempre chiarissime segnaliamo il testo di Daniele Cirioli che ha il pregio di analizzare in
maniera chiara e semplice il quadro delle tutele economiche riservate a chi è nato o diventato invalido
civile.
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Il manuale è strutturato in tre parti che rispecchiano, concettualmente, i tre ambiti di tutela: le prestazioni
riservate agli invalidi civili, quelle riservate ai lavoratori che diventano invalidi e, infine, le prestazioni
dell' invalidità pensionabile da lavoro.
Chiude il manuale una appendice con la principale documentazione a corredo dei temi trattati.
Autore ­ Salvatore Giordano Titolo ­ Manuale delle scritture contabili Casa editrice ­ Maggioli editori,
Rimini, 2014, pagg. 816 Prezzo ­ Euro 82 Argomento ­ Aggiornato con le novità introdotte dalla legge di
stabilità per il 2014 e con i più recenti provvedimenti emanati nel corso del 2013 (dai rimborsi Iva alle
agenzie di viaggio, alle comunicazioni telematiche all' Agenzia delle entrate per i soggetti titolari di
partita Iva, dal preconcordato alla Tobin Tax ecc.) il Manuale delle scritture contabili edito da Maggioli si
configura come strumento essenziale per il professionista della scienza ragionieristica: illustra la
stesura di tutte le scritture contabili riscontrabili nella prassi aziendale con puntuali commenti sia
civilistici che fiscali, arricchiti da concreti suggerimenti attuativi e dopo averne fornito un' accurata
analisi, esemplifica la corretta rilevazione di ciascuna di esse, rendendo meno onerosa un' attività
spesso molto delicata. Di facile consultazione, il testo consente di eseguire qualsiasi rilevazione
contabile in maniera logica e trasparente, senza mai confondere la disciplina civilistica con quella
fiscale.
Autori ­ A cura di J.P.V.D. Balsdon Titolo ­ I Romani. Cultura e vita quotidiana nell' antica Roma Casa
editrice ­ Odoya, Bologna, 2014, pagg. 304 Prezzo ­ Euro 18 Argomento ­ L' Impero romano, unico al
mondo ad aver prodotto una tale concentrazione di opere architettoniche e ingegneristiche, artistiche e
culturali, rivive in un' opera di grande respiro storico attraverso un viaggio alla scoperta delle radici della
nostra cultura. Il testo di J.P.V.D. Balsdon, scrittore di numerosi testi sulla storia dell' Impero romano già
membro dell' Exeter College di Oxford e della British Academy, ci guida nel cuore dei fasti dell' Impero
romano: dalla vittoria di Scipione l' Africano fino alle incursioni dei Vandali che saccheggiarono le terre
dell' Impero.
Si tratta di una trattazione rigorosa che non disdegna, tuttavia, di riflettere anche sulle principali
leggende «storiche» di Roma (dal mito della sua fondazione con i gemelli Romolo e Remo allo stretto
legame con la città di Troia tramite Enea). Quali erano le divinità in onore delle quali i Romani
organizzavano sontuosi banchetti? Come conducevano la loro vita familiare e come educavano i propri
figli? Come erano considerati gli schiavi nell' ambiente domestico? Come si trascorreva il tempo libero?
Quanto erano duri i regimi d' allenamento dei gladiatori?
Come era concepito lo spazio urbano?
Quali sono i fondamenti della retorica dei grandi oratori? L' autore cerca di rispondere a queste e a
molte altre domande attraverso una narrazione chiara e scorrevole che mette a nudo la storia di Roma
antica e dei suoi costumi.
A CURA DI FRANCESCO ROMANO
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In Corte d' appello di Roma pendenze giù nel civile, su nel penale.
Strangolati dalla Pinto
Processi lunghi, 20 mila ricorsi pendenti.
Strangolata dai procedimenti ex lege Pinto e
da un mare di pendenze civili e penali con la
consapevolezza di chi raccoglie acqua con un
catino mentre altri ce ne rovesciano altri dieci .
Tanto ne esce, tanto più ne entra. Così è la
Corte d' appello di Roma dove gli oltre 2 mila
ricorsi pendenti per eccessiva durata del
procedimento hanno quasi raggiunto il numero
dei processi civili ordinari.
Riuscito da almeno un paio d' anni l'
abbassamento delle pendenze civili passate
da un totale di oltre 93 mila a 89.497: una
riduzione del 3,9% con un saldo finalmente
attivo tra definiti e sopravvenuti. Gocce nel
mare.
«Sommando area civile, lavoro ed "equa
riparazione", parliamo di quasi 90 mila affari in
trattazione all' anno con un' equa riparazione
che ha raggiunto la cifra record di 21.172
fascicoli pendenti.
Quasi una Corte d' appello civile bis»,
commenta Catello Pandolfi, da quasi un anno
presidente facente funzioni nominato in testa
alla Corte d' appello più grande d' Italia da
Giorgio Santacroce dopo il suo
avvicendamento in testa alla Cassazione. La
Corte ha una percentuale di appello del 12% al
civile e del 60% al penale gravato da un
arretrato in aumento di oltre 4 mila procedimenti dal 2012 al 2013. Mancano nella pianta organica di 316
posti ben 89 amministrativi e c' è uno scoperto di otto magistrati, di cui due presidenti di sezione. Lo
stesso Pandolfi che ci riceve nel suo ufficio al terzo piano di via Varisco a Roma, è in procinto di lasciare
Roma per Latina dov' è stato nominato Presidente del Tribunale. Tante le cose da fare per l' imponente
macchina amministrativa della Corte costretta al susseguirsi di riunioni di coordinamento del disbrigo
delle pratiche elettorali in vista delle prossime elezioni europee: «Va costituito l' ufficio circoscrizionale
per l' Italia centrale e occorre nominare i presidenti di seggio in Italia e all' estero presso i consolati, un
lavoro che si aggiunge a quello di organizzazione della prossima sessione esame avvocati e all'
amministrazione di beni e servizi», spiega la dirigente Maria Maddalena.
EQUA RIPARAZIONE Un numero abnorme e un esborso micidiale per l' erario quello di 21.172 cause
pendenti per eccessiva durata dei procedimenti con un accoglimento elevato dettato proprio dalla
natura stessa delle cause. «Nell' ultimo quinquennio, dal 2009 al 2013, sono arrivate 43 mila cause di
sola equa riparazione, otto volte la media nazionale», considera con preoccupazione il magistrato.
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«Un' area quasi pari a quella delle cause civili ordinarie perché se quelle civili ordinarie rappresentano il
28% del totale, l' equa rappresenta il 26%».
A occuparsene una sessantina di magistrati del civile che turnano per gruppi di 25 unità e che
mediamente fanno anche altro in una situazione di assoluta emergenza perché l' equa riparazione
produce interessi. Alti gli accoglimenti viste le 6.200 cause sopravvenute nel 2013 e le 6800 definite,
con una percentuale di accoglimento tra l' 80 e il 90%».
CIVILE Una sessantina di magistrati. E una durata media di quattro anni per l' ordinario e tre per il
lavoro. Ogni anno su cento cause di primo grado provenienti dai nove tribunali del distretto, ne vengono
appellate cento, le più antiche risalgono al 2006. Un numero modesto ma che in termini assoluti finisce
oggi per tradursi in circa 25 mila sopravvenuti all' anno: migliaia di fascicoli sul groppone. Con una nota
positiva, però: «Per il 2013 il saldo complessivo è attivo perché i 28mila definiti superano i 25 mila
sopravvenuti e questo ci ha consentito di iniziare a erodere l' arretrato da almeno un paio d' anni con
una diminuzione delle pendenze del 3,9», spiega Pandolfi. «E sempre stando ai dati aggiornati al 30
giugno 2013», prosegue, «le pendenze complessive tra ordinario, lavoro ed equa riparazione
ammontano a 89.497 con una pendenza per i primi due settori di circa 70 mila e per l' equa riparazione
di oltre 21 mila fascicoli».
PENALE In organico 45 magistrati in tutto e altri sette che dovrebbero arrivare in forza al settore più a
rischio pendenze. Le cause più vecchie risalgono al 2008 ma cresce di gran lunga, rispetto al civile, la
mole degli appelli: «Ci arrivano il 60% di impugnazioni di sentenze di condanna in primo grado.
Crescono così anche le pendenze passate da 28.254 a 32.527 e con queste anche le iscrizioni da
11.128 a 14.109: un effetto slavina di oltre 4 mila in più rispetto alle circa 10 mila definite che dà origine
all' arretrato, lo zoccolo duro che non si riesce a scalfire come invece nel civile», considera il magistrato.
INFORMATIZZAZIONE E ORGANIZZAZIONE Da un anno e mezzo sono state informatizzate con 200
mila atti in un anno le notifiche delle comunicazioni di cancelleria alle parti.
Il pct è partito invece solo a giugno scorso con la distribuzione ai magistrati dei computer e del software
compatibile con i sistemi e la successiva alfabetizzazione informatica del personale.
Il prossimo appuntamento è quello di giugno 2014 quando ­ annuncia il presidente ­ dovrebbe iniziare l'
operatività nella trasmissione telematica delle sentenze a distanza ed è ragionevole prevedere anche l'
arrivo di notifiche telematiche nel penale e della digitalizzazione del fascicolo penale (Tiap).
Il magistrato d' appello potrà così esaminare i fascicoli già informatizzati in primo grado e disporre così
di un fascicolo digitale da studiare dimenticando così i faldoni cartacei che finora hanno caratterizzato
tutta l' attività processuale».
MARZIA PAOLUCCI
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larepubblica.it (Bologna)
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Città metropolitana nel Pd è già scontro
Acque agitate attorno alla neonata città
metropolitana, dopo la proposta choc lanciata
dall' ex senatore Pd Walter Vitali su
Repubblica di «sciogliere il Comune di
Bologna» e di eleggere direttamente il sindaco
metropolitano. L' ipotesi piace ai piccoli
Comuni e al Pd bolognese, col segretario dem
Raffaele Donini che benedice il "lodo" Vitali,
anche se «per arrivarci serve tempo». Ma fa
infuriare il sindaco di Imola Daniele Manca,
che insieme a Virginio Merola ha organizzato il
seminario del 16 aprile sul nuovo ente: «Quella
di Vitali mi sembra un' idea folle, che disturba
più che aiutare. Ma scherziamo, qualcuno
pensa davvero di sciogliere il Comune di
Bologna, o di Milano, o di Torino?». Così,
mentre a Palazzo Malvezzi restano in carica
fino a fine anno, ma ormai senza stipendio, la
presidente Beatrice Draghetti e la sua giunta, i
sindaci si scontrano già su due modelli diversi
di città metropolitana. Il primo, promosso dall'
ex sindaco Vitali, è quello di un ente di "primo
livello", con elezione diretta del sindaco
metropolitano e scioglimento del Comune di
Bologna, che verrebbe frazionato in municipi,
tanti quanti sono oggi i quartieri. L' altro, quello
pensato da Manca, è invece quello di una città
metropolitana che sia un ente di "secondo
livello", guidato dai sindaci dei Comuni e presieduto da quello del capoluogo (tutti senza indennità
aggiuntive) che assumono funzioni legate al governo dell' intero territorio provinciale. Eppure Vitali
insiste: «L' elezione diretta è possibile al termine di un percorso, che non potrà essere concluso nel
2016, al termine del mandato di Merola, ma per il 2019». Manca stoppa però immediatamente il
progetto. «Questo ragionamento mi pare non solo sbagliato, ma folle ­ spiega ­. Sono vent' anni che
Vitali porta avanti questa idea di città metropolitana, che non è mai passata precisamente perché
prevede l' elezione diretta. Il punto della riforma Delrio è del tutto diverso: si tratta di semplificare, di
ridurre i livelli decisionali, non di aumentarli. Ci rendiamo conto che se dovessimo sciogliere il Comune
di Bologna, oltre ad eleggere direttamente il sindaco metropolitano, dovremmo eleggere anche i nove
sindaci dei municipi di San Vitale, San Donato, Borgo e via dicendo? Così, per aver eliminato la
Provincia, dovremmo creare nove nuovi Comuni. È pensabile questo?». Bocciatura in toto, insomma, da
Imola, soprattutto «ora che il governo sta pensando di trasformare anche il Senato in ente di secondo
livello, non elettivo, secondo lo stesso principio delle città metropolitane». «Il punto è aggregare a livello
metropolitano le funzioni e i servizi, non immergersi in un esperimento di ingegneria istituzionale che
rischia di ostacolare la nascita della città metropolitana, invece che aiutarla. Il tempo dei dibattiti è
scaduto, ora è il tempo di fare le cose. Creiamo un sistema che aumenti i servizi ai cittadini, non i centri
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larepubblica.it (Bologna)
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decisionali». Non tutti però la pensano così. Il sindaco di Bologna Merola, da sempre contrario all'
elezione diretta del sindaco metropolitano, ha tuttavia aperto nelle scorse settimane all' ipotesi. E lo
stesso Pd bolognese ammette di guardare in quella direzione. «Come Pd abbiamo anche approvato un
ordine del giorno in direzione, per dire che "in prospettiva" si deve andare verso l' elezione diretta, con
scorporo del Comune di Bologna», spiega Donini, che tuttavia non dà scadenze a questo processo di
avvicinamento all' ente di primo livello: «Non so quanto ci vorrà, lo scioglimento di Bologna non è cosa
che si ottiene in un giorno. Se pensiamo che per partire ci abbiamo impiegato vent' anni, non so quando
arriveremo». Tempi lunghi anche secondo il sindaco di Casalecchio Simone Gamberini: «Sarebbe
impensabile sciogliere il Comune di Bologna oggi. Prima bisogna integrare i servizi a livello
metropolitano, poi io credo che le cose verranno da sole. Sarà automatico che si arrivi all' elezione
diretta del sindaco della città di area vasta». Del resto il primo cittadino di Budrio Giulio Pierini assicura
che non ci sarebbe alcun aumento dei livelli decisionali, né dei costi della politica: «Chi dice il contrario,
come i grillini, fa demagogia. Il punto è creare una istituzione reale, con mandato diretto dei cittadini.
Non un ente nominato da altri».
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Questa economia uccide
Non uccidere, dice il quinto Comandamento
del cattolici, ma anche le leggi di tutti gli Stati
lo dicono. Tutti noi che siamo compartecipi
dell'economia in cui viviamo siamo in peccato
mortale, se cattolici, tutti violiamo le leggi?
Forse è tempo di pensare proprio in questi
termini se vogliamo sperare di passare dalle
parole ai fatti, dalle analisi, dalle critiche, al
cambiamento. Si arriva a queste choccanti
conclusioni dopo aver ascoltato le parole di
don Ottorino Rizzi, responsabile Diocesano
per la Pastorale del Lavoro, alla Giornata
dell'Aclista 2014. Un appuntamento annuale
che l'ascia il segno. Solo per stare agli ultimi
anni, Padre Sorge nel 2011 venne a informare
i lughesi che eravamo nel pieno di una crisi
strutturale, non certo solo economica ma
anche politica (e guarda caso sono arrivati gli
tsunami); le straordinarie esperienze di Aldo
Pecora ideatore e presidente di Ora
ammazzateci tutti, nel 2012 e della Casa della
Carità di Milano, lo scorso, dopo che fu fatta la
scelta, appunto, di passare dalle parole ai fatti,
dagli oratori agli esempi di iniziative concrete
che lasciano il segno, cambiano la realtà.
Quest'anni la continuità di questa scelta sul
cambiamento non poteva che essere Papa
Francesco. Don Ottorino non poteva essere
suo portavoce più chiaro, "simpatico", con il suo sorriso nel dire, anche a dimostrazione di un dato non
formale: la Chiesa di Cristo, con Francesco. si presenta con il sorriso. Il sorriso che viene da dentro per
la consapevolezza di aver capito. Ma cosa? Che il capitalismo, che il libero mercato non dà, come si è
voluto sostenere da chi ha voluto e vuole autoalimentarlo, una sua autonoma ricaduta, attraverso la
crescita su tutti, compreso sui poveri. Poveri che invece finiscono sotto al tavolo a lesinare gli avanzi,
ma solo dopo che si sono saziati i cani. Che il problema delle diseguaglianze, che è problema di tutti
anche dei ricchi se si vuole il bene primario per la sopravvivenza di tutti, la pace, si risolve mettendo al
centro i poveri. Non si tratta di ricordarsi di loro per fare elemosina, si tratta, appunto, di metterli al
centro. Ci fanno un gran regalo, facendoci vedere la realtà, quella che non vediamo o non vogliamo
vedere, rovesciata, ci fanno capire il problema e il come risolverlo. Risolverlo con la solidarietà, la
sobrietà, portandoci ad uscire dall'egoismo, dal personalismo, per andare all'incontro, al dialogo perchè
il più povero è quello che ha di più da dire. E' questa la "Teologia del Popolo" di Papa Francesco: sarà
bene andarci a dare un'occhiata, con i suoi quattro principi fondamentali. Non molto distante dalle
parole di don Ottorino, il Sindaco di Lugo Raffaele Cortesi ha consegnato a Giulia Visani, Lughese
Eccellente, il Fior di Loto, evidenziando un esempio (si è tornati così agli esempi) di chi incontro ai
poveri è andato, nelle favelas di Sao Bernardo, a lungo ha parlato con loro, ha ascoltato, ha imparato,
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Giulia Visani, appunto, ma con lei tantissimi altri lughesi impegnati da decenni nel Progetto Lugo­Sao
Bernardo. E da quell'aver imparato è poi nato la splendida realtà del negozio del Commercio e Solidale,
"Chicco di senape", di Corso Garibaldi 23. Un Progetto, Lugo ­ Sao Bernardo, che, appunto ­ ha detto
Coretsi ­ ci ha dato tanto ma che ora occorre cambiare, "ristrutturare". Cortesi aveva aperto il suo
intervento ringraziando le Acli per l'"intelligenza" del suo Progetto, voluto in particolare dai suo primo
presidente donna, Elena Ghiselli, di valorizzare, e proporre come esempi, donne lughesi che si siano
particolarmente distinte. Visani nel ringraziare il Sindaco e le Acli ha detto di dover condividere il premio
con tutte le "ragazze" che hanno lavorato e lavorano gratuitamente al negozio e con un appello di
"Pubblicità Progresso": venite al "Chicco di senapa" Questa economia uccide, il Commercio Equo e
Solidale è un'altra economia, è l'Economia Solidale". Arrigo Antonellini
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Il vero senso della vita
Si è pregato anche così:"Per le donne e gli
uomini del nostri tempo: perchè riscoprano il
vero senso della vita e si abbandonino con
fiducia nelle mani di Dio".
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7 aprile 2014
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Pula comunica il nome del vicesindaco di Conselice
Aspettiamo la composizione di tutte le squadre
di Arrigo Antonellini Alcuni candidati a Sindaco
della Bassa Romagna hanno preannunciato
che presto comunicheranno i nomi delle
squadre. Necessario, non utile, necessario,
che gli elettori siano messi nella condizione di
scegliere anche conoscendo i nomi degli
Assessori con cui dovranno rapportasi per
cinque anni. Più che mai in questa, di elezioni,
nelle quali molti candidati si presentano
informando gli elettori di essere sostenuti da
tante "forze" politiche (Sel, Idv, Socialisti,
Repubblicani, "forze" ??), di essere candidati
di coalizioni (?) o di associazioni, liste civiche
di ogni tipo, che stanno nascendo come i
funghi a settembre.... L'ultima novità verso
questo fondamentale obbligo dei candidati
viene dal Pd di Conselice che ha già
annunciato il nome del Vicesindaco, dopo aver
comunicato che sarà preventivamente
presentata la squadra di Bagnacavallo.
Aspettiamo quella di Lugo.
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Ranalli al Maracanà
l candidato sindaco del PD Davide Ranalli
incontra i cittadini lughesi nell'ambito di
un'iniziativa pubblica che si terrà oggi, lunedì 7
aprile, alle ore 20.30, presso la tensostruttura
di Madonna della Stuoie (adiacente al locale
"Maracanà") in Via Madonna delle Stuoie n.
1.L'incontro è aperto a tutti ma destinato in
modo particolare ai residenti dei quartiere
Lugo Sud e Lugo Ovest; nei prossimi giorni
analoghe iniziative sono in programma per i
residenti degli altri quartieri della città. Questo
ciclo di incontri è denominato: "Il progetto del
Partito Democratico per una città rinnovata".
Giacomo Baldini ­ Partito Democratico Lugo
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7 aprile 2014
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Una svolta economica ecologista
La crisi morde nell'edilizia e nell'agroindustria
convenzionali di Gabriele Serantoni In queste
settimane un bollettino di guerra racconta il
fallimento di storiche cooperative edili come
ITER o di imprese affermate di agroindustria
come CEPAL, Contarini... Oltre a perseguire
tutte le strade per garantire tutte le tutele
possibili ai lavoratori di queste aziende,
occorre interrogarsi sulle cause di questa crisi
e prospettare nuove forme di impresa e lavoro
in questi settori. L'edilizia convenzionale
basata su grandi opere e sulla costruzione
bulimia di nuove case e nuove costruzioni è
andata inevitabilmente in crisi, lasciando, oltre
che territorio fertile cementificato per sempre,
tanti lavoratori disoccupati. Una nuova edilizia
sostenibile, legata alla green economy, deve
occuparsi di ristrutturazione dell'esistente, di
restauro, di adeguamento energetico degli
edifici, di manutenzione continua del territorio,
a cominciare da quella idraulica. Le casse di
espansione del Senio devono essere ultimate.
Ma tutto il territorio va messo in sicurezza, a
cominciare dal rischio sismico, iniziando dagli
edifici pubblici. Per questo vanno usati fondi
disponibili, italiani, locali ed europei, al di fuori
del patto di stabilità. Nell'agroalimentare è
giunto al capolinea un modello di agricoltura
industriale che puntava alla quantità e all'uso massiccio di concimi e pesticidi. L'agricoltura della
Romagna estense deve puntare sull'alta qualità e quindi sul biologico e sul Biodinamico. Un settore,
quello del biologico, che oggi cresce in modo significativo ogni anno in tutta Italia e anche
nell'esportazione. I Verdi hanno sostenuto fin dagli anni ottanta l'agricoltura biologica, che oggi
costituisce una realtà significativa per rilanciare l'intero comparto agricolo. Le amministrazioni comunali
e le AUSL dovrebbero intanto far utilizzare nelle mense delle scuole e degli ospedali prodotti biologici
che siano anche locali. Come si vede la conversione ecologica del modo di produrre offre vere
opportunità per uscire dalla crisi e creare lavoro duraturo. Gabriele Serantoni Candidato Sindaco del
Comune di Lugo per i Verdi
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7 aprile 2014
PavaglioneLugo.net
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"Prospettiva 2030" si presenta alle prossime Elezioni
Comunali di Lugo
Lo stesso nome della lista contiene un duplice
significato: da un lato esso si può intendere
come uno sguardo rivolto al futuro, in grado di
porsi un orizzonte ben definito (Prospettiva
duemilatrenta), dall'altro evidenzia invece il
punto di vista di un gruppo di giovani di età
compresa fra i venti e i trent'anni (Prospettiva
venti/trenta). La lista è infatti composta da
ragazzi e ragazze appartenenti a questa
generazione. Aspetto distintivo di questa
esperienza è rappresentato dal fatto che essa
abbia avuto come punto di partenza un
percorso legato alla creazione di contenuti e si
sia basato sullo sviluppo di progettualità
concrete. Solo ultimamente, a seguito della
consapevolezza che queste idee avrebbero
potuto effettivamente rappresentare un valore
aggiunto alla vita della nostra città, si è deciso
di tradurre questo percorso in un progetto
politico ben definito. Presentarsi come lista
civica è stato infatti valutato essere il modo
migliore per veder venire alla luce il
programma elaborato in questi mesi.
Riteniamo che la nostra generazione possa
rappresentare, oltre che un valore aggiunto,
una forza in grado di rinnovare la vita politica
della nostra città. Vorremmo una città in grado
di vivere un connubio fra la riscoperta della
tradizione, il rinnovamento e lo sviluppo di una dimensione internazionale che abbia come primo
interlocutore l'Europa. Dimensione predominante all'interno del programma è riservata al tema della
cultura. Riteniamo infatti che essa sia, oltre che interrogazione sul senso dell'essere e dell'esistere,
assieme all'educazione, perno fondamentale su cui concepire una società moderna, in grado di vivere
le proprie diversità non necessariamente come un punto di debolezza, bensì come un punto di forza.
Proprio per questo gran parte dei progetti elaborati si propone un ambizioso orizzonte internazionale, in
grado di dare a Lugo la possibilità di affacciarsi sul mondo, unendo alle eccellenze che la caratterizzano
ulteriori opportunità di crescita. Progetti che diano spazio alle tematiche che stanno a cuore a una
generazione, senza per questo porla in antitesi rispetto al resto della comunità. Ripartire da ciò significa
ripartire tutti assieme e, per noi giovani, impegnarsi concretamente nella costruzione del futuro che
desideriamo. Grande attenzione è riservata tanto alle politiche legate ai giovani e all'innovazione,
quanto a una logica di turismo che veda nelle potenzialità artistico­culturali del territorio un aspetto
fondamentale su cui puntare. La lista si compone di 21 candidati di età compresa fra i 19 e i 31 anni.
Riteniamo che ciò non possa che essere garanzia di freschezza e determinazione. In un momento come
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questo è infatti opportuno che un'assunzione di responsabilità spetti a chi ha, oltre che il diritto, il dovere
di immaginare la città in cui intende costruire il proprio futuro. Entro il 25 aprile, chiunque intendesse
firmare affinché la lista possa presentarsi alle prossime elezioni comunali, può recarsi durante gli orari
di apertura al pubblico all'URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) del Comune di Lugo, in Largo
Relencini 1. In allegato le foto della conferenza che si è tenuta al bar TIMIAMA Caffè il 5/04/2014 alle
12.30.
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Reggi "promuove" Ranalli
Il Sottosegretario alla Pubblica Istruzione
Roberto Reggi in visita a Lugo, promuove
Davide Ranalli, candidato Pd a Sindaco.In
mattinata ha inaugurato la mostra Cartoline
della Grande Guerra, visitato la Scuola Media
Baracca e partecipato alla Direzione comunale
del PD, riunita nel Centro civico Lugo Est.
REGGI: La cultura è un investimento e la
scuola ne è il fondamento. I cittadini devono
sapere che il Governo Renzi ed il Partito
Democratico, sono l'unica certezza per il futuro
del Paese, da Lugo all'Europa. RANALLI: E'
importante sentire la presenza del Governo
Renzi a Lugo e di un PD unito. La politica deve
stare vicino alla cultura, alla storia della città,
alle vite degli altri e questo è senz'altro il
compito di un Sindaco. Mattinata veloce ma
intensa quella del Sottosegretario alla
Pubblica Istruzione Roberto Reggi, in visita a
Lugo. Uomo di Renzi, tanto da esserne stato il
coordinatore nazionale nelle primarie Pd del
2012, Reggi ha fatto il suo ingresso prima
delle 10,00 fin dall'arrivo accompagnato dal
candidato PD a Sindaco, Davide Ranalli ­ a
sorpresa, nel Salone Estense della Rocca di
Lugo, dove era in corso l'inaugurazione della
mostra Cartoline della Grande Guerra, un
esordio delle iniziative in programma per il
centenario del primo conflitto mondiale, presente lo scrittore Eraldo Baldini e storici docenti universitari.
Mezz'ora più tardi, la visita ufficiale nella sua veste di Sottosegretario, alla Scuola Media Baracca di
Lugo, presenti numerosi docenti delle Scuole lughesi, gli allievi e le famiglie, per prendere visione
dell'edificio ed ascoltare la dirigente scolastica della Scuola, Daniela Geminiani, illustrare gli interventi di
adeguamento tecnico­edilizio, per un importo di 250.000 euro, che saranno resi disponibili a seguito del
lettera del Governo Renzi Indicateci una Scuola da sistemare, inviata agli oltre 8000 Sindaci d'Italia,
compreso il Sindaco di Lugo. Alle 11,15, sempre accompagnato da Davide Ranalli, Reggi si è recato
nella Sala del Centro civico Lugo Est, in Via di Giù, in cui era in corso la Direzione Comunale del PD,
guidata dal segretario Giacomo Baldini, per discutere la lista dei candidati al Consiglio Comunale nelle
prossime elezioni amministrative, con un esame della situazione politica locale. Reggi, accolto da un
grande applauso dei presenti, ha espresso in poche parole la sua visione politica del momento:
l'impegno di Renzi a qualificare l'edilizia scolastica, a sostenere la cultura come fattore di coesione e di
sviluppo, a valorizzare i Sindaci (lui stesso è stato Sindaco di Piacenza per dieci anni), veri interpreti
delle comunità e della rinascita del Paese, a cambiare passo alla politica del Governo. Reggi ha
dichiarato inoltre che il Partito Democratico, unito e rinnovata, sotto la guida di Matteo Renzi, è oggi
l'unico partito in grado di garantire un futuro, sia in Italia come in Europa ed anche a Lugo, nonostante
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alcune liste civiche e vari soggetti che promettono cambiamento, ma non danno alcuna garanzia, se non
quella di muoversi in ordine sparso. Reggi ha detto: Occorre dire la verità ai cittadini ed il PD è
diventato un partito credibile con i suoi candidati proprio per questo. Davide Ranalli, è un giovane solido
e serio, come il suo partito e questo i lughesi lo capiranno. Ranalli ha risposto subito dicendo che Reggi
è la prova che abbiamo un partito che convince, un Governo presente anche a Lugo, una politica che
ascolta la gente e cambia per rappresentare i cittadini ed i loro bisogni. Vito Ronchi, coordinatore dei
renziani nella Bassa Romagna e Giovanni Costantini, coordinatore campagna elettorale di Ranalli,
hanno informato i presenti che, siccome a Lugo circolano voci non veritiere, I renziani lughesi
sostengono da tempo e pubblicamente l'unico candidato Davide Ranalli. Ufficio stampa Pd
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Le scuole del comune della Bassa Romagna
Un piano di completamento e manutenzione
del polo scolastico delle scuole medie
superiori e professionali per complessivi 10
milioni di euro, è stato presentato al
sottosegretario alla Pubblica Istruzione
Roberto Reggi. Gli interventi, che prevedono,
oltre il completamento del polo scolastico,
l'adeguamento alle norme in materia di
agibilità, sicurezza delle strutture e degli
impianti, igiene ed eliminazione delle barriere
architettoniche e contenimento dei consumi
energetici. "Dobbiamo contribuire con le idee e
con il lavoro a ricostruire il nostro paese,
partendo dalle scuole. È un'attività che
rigenera le scuole che esistono già e le mette
in sicurezza prima di tutto, le rende più belle,
più accoglienti e più adatte per fare didattiche
innovative". Così il sottosegretario
all'Istruzione, Roberto Reggi, durante una
visita alla scuola media Francesco Baracca di
Lugo. "Il vostro è certamente un modello
virtuoso dell'officina del sapere ­ prosegue
Reggi mi ha colpito, soprattutto la definizione
di squadra con la quale il vostro dirigente
scolastico ha definito questa realtà. Vorremmo
realizzare delle strutture che favoriscano la
didattica, considerando anche quelle che sono
le tecnologie che i nostri ragazzi usano meglio
di noi. Non possiamo accontentarci di avere un'edilizia scolastica che ormai è datata essendo stata
realizzata soprattutto negli anni 70 e 80 anche con dei materiali pericolosi. I sindaci potranno investire
sull'edilizia scolastica senza preoccuparsi del patto di stabilità, fino, ovviamente, al limite che sarà
consentito nelle loro Regioni e questa è una cosa molto importante".
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Il Governo Renzi alla Scuola Secondaria di primo
grado Francesco Baracca di Lugo
Roberto Reggi, Sottosegretario alla Pubblica
Istruzione, ha visitato la Scuola Secondaria di
primo grado Francesco Baracca. Sabato 5
aprile 2014 alle ore 10:15, il Sottosegretario
alla Pubblica istruzione del Governo Renzi si è
recato alla Scuola Media Baracca, per
incontrare la Dirigente scolastica Daniela
Geminiani. A Reggi è stato illustrato il progetto
di adeguamento della scuola, per un valore di
250.000 Euro, presentato dal Comune di Lugo
(spesa già in bilancio di previsione 2014), a
seguito della direttiva del Governo di Matteo
Renzi, che ha deciso di dare la priorità
all'edilizia scolastica, con il progetto
Segnalateci una Scuola da sistemare. Per
l'occasione sono stati invitati anche i Dirigenti
degli Istituti scolastici di Lugo con una loro
"delegazione" formata da docenti e da genitori.
I l l i n k d e l l e f o t o :
https://plus.google.com/photos/116760192080966124104/albums/5998832475275320369
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Un laboratorio per l'impresa creativa
Appuntamento domani martedì 8 aprile alle 14
a Lugo all'Ufficio Politiche giovanili di viale
Amendola Domani, martedì 8 aprile ci sarà un
nuovo appuntamento con Impresa creativa:
dopo l'aperitivo di impresa, questa volta è il
turno di un laboratorio, che sarà condotto da
Paolo Mainardi, docente esperto di
metodologie aziendali. L'appuntamento è dalle
14 alle 18 all'Ufficio Politiche giovanili di viale
Amendola 68 a Lugo. Nelle 4 ore di lavoro, i
giovani analizzeranno i seguenti punti utili per
sviluppare un'idea creativa; come passare
dalla visione alla formula imprenditoriale, quali
sono le fonti di opportunità innovative, quali
sono i vantaggi di un business plan, le forze
competitive e la fattibilità economico­
finanziaria di un progetto. L'iniziativa è stata
pensata per sostenere i ragazzi interessati a
un percorso di avvio di start up; si inserisce
nelle azioni collaterali al bando Impresa
Creativa ­ Missione Possibile, rivolto ai giovani
dai 23 ai 30 anni e indetto dal Comune di
Cesena e innumerevoli altri partner, tra i quali i
Comuni della Bassa Romagna, per offrire
nuove possibilità di lavoro per ragazzi e
ragazze, favorendo la nascita di start­up nei
settori culturali e creativo. Il bando prevede un
primo step formativo di supporto e
accompagnamento a idee selezionate e successivamente l'erogazione di un contributo totale pari a
15euro ai tre business model più innovativi. Per ulteriori informazioni sul bando, consultare il sito
internet www.impresacreativa.net.
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Riqualificazione dell'area nord del Globo
Oggi, lunedì 7 aprile inizia l'abbattimento di 17
alberi che saranno rimpiazzati da 34 nuove
piante Partono oggi, lunedì 7 aprile i lavori di
riqualificazione delle aree esterne
dell'ipermercato Globo di Lugo: in particolare, i
lavori interesseranno il fronte di via Brignani,
una parte dell'area verde di via Pescantini e il
tratto di via Gramsci tra via Pescantini e via
Concordia. L'intervento di riqualificazione
cambierà l'assetto urbanistico e viabilistico e
punta in particolare a quattro obiettivi:
migliorare la sicurezza, riqualificare il verde
pubblico e il decoro urbano, mitigare l'impatto
ambientale dell'attività del centro commerciale,
migliorare l'accessibilità dell'insediamento
commerciale per la mobilità pedonale e
ciclabile, il trasporto privato e l'attività di
scarico delle merci. Lunedì inizierà
l'abbattimento degli alberi, che si concluderà
mercoledì 9 aprile, mentre l'inizio dei lavori di
riqualificazione è previsto per metà maggio
circa, con protrarsi fino a fine agosto 2014.
L'importo complessivo dell'intervento su aree
pubbliche è di circa 740mila euro. Il progetto
complessivo prevede l'abbattimento di 17
alberi e la nuova piantumazione di 34 alberi.
Nello specifico, i lavori che inizieranno a
maggio prevedono i seguenti interventi: la
realizzazione di una piazzetta pedonale in fregio a via Brignani, in corrispondenza di uno degli ingressi
alla galleria commerciale; la riorganizzazione dell'area di carico e scarico merci posta nell'area
retrostante il fabbricato IperCoop, per permettere a tutti i veicoli destinati al rifornimento delle merci di
entrare e sostare all'interno di tale area in qualsiasi momento del giorno e della notte, anziché
parcheggiare sulla pubblica via come avviene attualmente; la realizzazione di una rotonda su via
Brignani, per agevolare l'incanalamento dei mezzi in entrata nei parcheggi del centro commerciale;
l'ampliamento e razionalizzazione del parcheggio pubblico (lato via Brignani), mediante la creazione di
un unico accesso e di un'unica uscita; la ristrutturazione del parcheggio posto a lato del fabbricato
IperCoop in fregio a via Gramsci; la sistemazione della viabilità in uscita da piazza delle Casette Basse
e dai parcheggi interrati e sopraelevati verso via Concordia e via Gramsci, con particolare attenzione
rivolta alle interferenze con i percorsi pedonali e ciclabili; la realizzazione di un nuovo parcheggio
pubblico su parte dell'area verde attualmente esistente in via Pescantini; la riasfaltatura con asfalto
fonoassorbente di via Brignani nel tratto compreso tra via Foro Boario e via Pescantini; il rifacimento con
asfalto fonoassorbente di via Brignani nel tratto compreso tra via Pescantini e via Piratello e tra via
Concordia e via Pescantini. Al termine di tutti questi interventi, sarà mantenuto il numero complessivo
dei posti auto dei parcheggi pubblici e dei parcheggi privati­pertinenziali attualmente esistenti. A
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conclusione dei lavori, alcune aree pubbliche diventeranno private e alcune aree private diventeranno
pubbliche, in modo da migliorare l'attuale situazione, soprattutto della zona verso via Pescantini dove
esiste un parcheggio pubblico in adiacenza alla zona di scarico merci (che è privata).
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Festa della birra a Largo Corelli
Si sta attivamente lavorando per
l'organizzazione della festa della birra 2014 a
Largo Corelli. Sarà come ospite il 22 giiugno
per gli artisti di strada il mago kundra. Si
esibiranno il writer lughese mattia marangoni
con altri writer della zona. Una parte dei
proventi andranno allo Ior.
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Inaugurata la Meridiana?!
Inaugurata la Meridiana?! Dicesi "in
sordina"..... del direttore Anche noi in sordina,
ci adeguiamo, pubblichiamo in decima pagina.
Sarebbe troppo lungo l'elenco dei VIP di cui si
è parlato, negli anni, per l'inaugurazione della
Meridiana, basta togliere il Presidente
Napolitano, gli altri nell'elenco ci sono tutti.
Devo dire che ero curioso di sapere cosa
sarebbe stato deciso in Rocca, facile pensare,
come sempre da setatnt'anni, in sintonia con la
sede del Pd (o come si chiamava) di via
Matteotti, dopo i tanti commenti dei lughesi,
dopo che la Meridiana è entrata a piena titolo
nel dibattito elettorale, dopo che qualcuno
abbia ipotizzato che influenzerà lo stesso esito
del voto. Inaugurazione con la seconda carica
dello Stato il Presidente dell'"ex Senato,
nessuna inaugurazione, inaugurazione dopo
l'8 giugno? Tra i tre litiganti un quarto ha
goduto: un convegno. Parliamone, facciamo
parlare il progettista e ora la "storia" è finita, la
Meridiana è ufficialmente consegnata ai
lughesi. Quanto sia un regalo gradito
bisognerebbero chiederlo a tutti e trentamila.
Da me è gradito se non altro perchè dicesi,
"sempre meglio averne di roba"....ma non
interessa a nessuno, più importante che io
ribadisca che le nostre videate sono come
sempre a disposizione per ospitare il parere dei lettori­proprietari. Il direttore
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Passarella ciclo­pedonale sul ponte tra Glorie e
Mezzano
Nei giorni scorsi, presso il Comune di
Ravenna, sono state aperte le buste ed
esaminate le offerte per la gara di affidamento
dei lavori di realizzazione della passerella
ciclo­pedonale sul fiume Lamone tra Glorie
frazione di Bagnacavallo e Mezzano frazione
di Ravenna. Tra le aziende che hanno
partecipato alla gara d'appalto, è risultata
migliore offerente la ditta Iside Gestioni di
Forlì, con un ribasso del 34.76%. Il Comune di
Ravenna, che ha in carico l'appalto, sta
espletando le formalità di verifica della
congruità dell'offerta, terminate le quali si
procederà alla consegna dei lavori alla ditta
che si aggiudicherà l'opera. La ditta incaricata
avrà poi a disposizione un massimo di 180
giorni per ultimare i lavori e chiudere il
cantiere. Si tratta di un intervento molto atteso
dalle comunità di Glorie e di Mezzano, in
quanto serve a tutelare gli utenti più deboli, i
ciclisti, i pedoni, chi utilizza carrozzine, in un
tratto di strada molto trafficato. Obiettivo di
quest'opera, voluta dai Comuni di
Bagnacavallo e Ravenna, è quello di
incentivare, agevolare e mettere in sicurezza
gli spostamenti senza l'utilizzo di auto tra due
località vicine che hanno tanti servizi e attività
in comune.
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Appuntamenti al femminile con i lunedì della luna
Al centro culturale Carlo Venturini di Massa
Lombarda due iniziative riservate alle donne
Oggi, lunedì 7 e il 14 aprile al centro culturale
Carlo Venturini di Massa Lombarda si terranno
I lunedì della Luna, appuntamenti dedicati
all'essenza femminile e organizzati dalla
danzatrice­cantante e yogini Barbara Zanoni. Il
primo appuntamento, alle 20.30 di oggi lunedì
7 aprile, ci sarà un'introduzione all'iniziativa,
seguita da spunti per una bibliografia lunare:
le donne si raccontano e raccontano le proprie
letture; l'iniziativa è a cura di Susanna Bordini,
bibliotecaria della sezione ragazzi del centro
culturale Venturini. Alle 21.30 ci sarà Essere
DONNA ­ Cerchi di donne e archetipi
femminili, per prendere contatto con l'essenza
del femminile, a cura di Barbara Zanoni.
Anche il 14 aprile l'appuntamento è per le
20.30 con Il cerchio delle donne, una pratica
aperta a tutte: per partecipare è sufficiente
aver avuto almeno un ciclo mestruale
completo e confermare la propria presenza al
338 1537399. Il cerchio delle donne è uno
spazio­tempo esclusivo per donne e tra donne
spiega Barbara Zanoni ­, un luogo­momento di
condivisione dell'energia e dell'essenza
femminile. Si tratta di un'esperienza non
ordinaria che può aumentare la nostra
coscienza di noi stesse, consolidarla e renderci donne più consapevoli e centrate.
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Look e sicurezza
Un grande grazie a Uliano Dalmonte, che
spegne la quindicesima candelina come
Direttore del quartiere Lugo ovest, che col suo
impegno e la collaborazione fattiva delle
autorità e degli enti a cui si è rivolto, ha
migliorato l' aspetto e la sicurezza dal punto di
vista idraulico e stradale. Nonostante la crisi è
riuscito a mantenere tutte le promesse fatte
con innegabile beneficio sia per i residenti sia
per i cittadini di Lugo, che possono transitare
in maniera più snella e anche avere la
certezza di essere protetti in caso di forti
piogge, grazie al bacino di laminazione.
Sabato scorso, 5 aprile, al parco Golfera, è
apparso visibilmente soddisfatto, all'apertura
della pista ciclopedonale, a cui erano presenti
il Sindaco Raffaele Cortesi, l'assessore ai
lavori pubblici Alessandra Fiorini, l'assessore
all'ambiente Fiorenzo Baldini, e il Dirigente
dell'Area Infrastrutture Paolo Nobile. E'
intervenuto un folto gruppo di camminatori
nordici, della scuola italiana Nordic Walking,
con Vito Minguzzi, presidente della sede
lughese (348 3030033). La disciplina, ha
spiegato, è un vero toccasana per corpo e
mente, previene problemi cardiocircolatori,
dolori osteoarticolari e obesità e si pratica in
spazi aperti e gradevoli. Da noi ora, ad
esempio (ma non è finita qui) si possono raggiungere agevolmente tre parchi, il Loto, il parco dei Mulini
e il Golfera, ma si stanno pensando ad allungamenti e variazioni del percorso, che presto saranno
segnalati da appositi cartelli. Venerdì 11 aprile, alle 20, al centro sociale Cà Vecchia di Voltana,
Minguzzi terrà un incontro di presentazione della disciplina, invitato dalla A.S.D. Polisportiva Voltana e
dalla A.S.D. Nordic Walking Bassa Romagna. Infine un'anticipazione: Uliano Dalmonte sta già
lavorando alla seconda edizione di una simpatica iniziativa, la festa di buon vicinato, che si svolgerà a
giugno. Una bella cornice per una bella serata. Lucia Baldini
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Marescotti fra pierino, Pollicino e altre fiabe
Marescotti fra pierino, Pollicino e altre fiabe
Per Lugo Opera Festival Il Lugo Opera
Festival prosegue domani, martedì 8 aprile
2014 alle 20,30 col ritorno sul palcoscenico del
Teatro Rossini di uno dei più amati attori
romagnoli, Ivano Marescotti, questa volta
affiancato dal Duo Clavier (Paolo Dirani e
Mauro Landi), nel nuovo spettacolo,
espressamente realizzato per il festival
lughese, Domani è un'altra fiaba, per voce
narrante e pianoforte a quattro mani, con
Massimo Ottoni (live perfomance) e Roberto
Passuti (luci e suono), musiche di Ravel,
Fauré, Bizet, Saint­Saëns, Prokofiev su testo
di Paolo Dirani. La pièce prende vita dalle note
di Ma Mère l'oye (Mia mamma l'oca) di
Maurice Ravel, piccola suite per pianoforte a
quattro mani, in cui il compositore francese
rivive in musica alcune delle più note fiabe di
Charles Perrault, come La Bella addormentata
nel bosco, Pollicino, La Bella e la Bestia.
Dodici personaggi tra i più cari nell'universo
fiabesco e infantile, la metà dei quali animali,
escono dalle pagine musicali a loro dedicate
per ritrovarsi, nella fantasia del pianista Paolo
Dirani, attori di una nuova e surreale vicenda,
in cui le fiabe, immaginate come veri e propri
set cinematografici, vengono mescolate,
intrecciate, rivissute nei loro momenti cruciali attraverso gli sfoghi, le confessioni e le ansie degli stessi
protagonisti. Ad accendere la trama è uno stanco Pollicino, l'interprete principale, che all'improvviso
decide di abbandonare la propria parte alla ricerca di una nuova identità, approfittando, poco
cavallerescamente, di una soffiata di suo fratello Pierino che gli svela l'esistenza di un misterioso
giardino chiamato le jardin féerique. E così Pollicino inizia la sua avventura che lo porterà a fare nuove e
interessanti conoscenze, mentre Pierino, scaricato ingiustamente, proverà a rifarsi una vita ritagliandosi
un ruolo di prestigio in un nuovo racconto fiabesco. Musica d'autore per pianoforte a quattro mani di
raffinata bellezza, eseguita sul palco dal Duo Clavier. È una storia raccontata con dialoghi frizzanti, tra
ironia e comicità, da un Ivano Marescotti grande affabulatore e impreziosita dalle immagini di Massimo
Ottoni, create in tempo reale con sabbia, cotone e carta, animate da mani invisibili sopra un piano
luminoso proiettato su grande schermo. Un'intima e poetica simbiosi, un magico e sognante gioco tra
suoni, immagini e parole. Non avrebbe certo bisogno di presentazione l'attore Ivano Marescotti, 68 anni,
proveniente da Bagnacavallo, meglio da Villanova, dove è nato 4 febbraio 1946. Lavora per dieci anni
all'ufficio edilizia della Provincia di Ravenna, progetta di prendere una laurea, prima in architettura a
Venezia, poi al DAMS di Bologna. Nel 1981 intraprende la sola attività teatrale. Lavora fra gli altri con
Mario Martone, Carlo Cecchi, Giampiero Solari, Giorgio Albertazzi. L'esordio al cinema è datato 1989,
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con una piccola parte ne La cintura, risposta italiana a 9 settimane e ½. Nello stesso anno l'incontro con
Silvio Soldini e la partecipazione al film L'aria serena dell'ovest lo convince a dedicarsi prevalentemente
al cinema. Interpreta oltre cinquanta film, lavorando con registi di indiscussa importanza, tra i quali i
premi Oscar Anthony Minghella e Ridley Scott, Marco Risi, Roberto Benigni (Johnny Stecchino e Il
mostro), Pupi Avati, Sandro Baldoni, Maurizio Nichetti, Carlo Mazzacurati, Antonello Grimaldi, Klaus
Maria Brandauer, Antoine Fuqua. L'attività cinematografica gli frutta 6 nomination al Nastro d'Argento,
che vince nel 2004 per l'interpretazione nel cortometraggio Assicurazione sulla vita di Tommaso
Cariboni e Augusto Modigliani. Dal 1993 inizia un approfondito lavoro di recupero del suo dialetto
romagnolo, tornando in teatro con i testi di Raffaello Baldini, per poi rileggere e riscrivere alla sua
maniera grandi come Dante (Dante, un patàca ispirato alla Divina Commedia) e Ariosto (Bagnacavàl,
una contaminazione tra il basso dialetto romagnolo e l'Orlando Furioso). Nel 1998 appare nel video
ufficiale di "Ti lascio una parola goodbye", canzone del nuovo album dei Nomadi Una storia da
raccontare. Dal 2002 il Comune di Conselice gli assegna in gestione la programmazione del Teatro
Comunale dove, oltre a gestire un cartellone teatrale nazionale, progetta e produce i suoi spettacoli. Nel
2004 costituisce la Patàka S.r.l. con la quale gestisce le proprie proposte culturali. Nel 2004 interpreta la
parte del vescovo Germano in King Arthur con Clive Owen, Keira Knightley e Ioan Gruffudd. Nel 2006 è
nel cast della fiction della RAI Raccontami, dove interpreta il ruolo di un costruttore edile, Livio Sartori,
che interpreterà anche nel secondo capitolo. Nel 2008 partecipa alla fiction I liceali per Mediaset nella
parte del prof. Gualtiero Cavicchioli. Nel 2009 e 2011 partecipa ai film campioni di incasso Cado dalle
nubi e Che bella giornata di Checco Zalone. Il Duo Clavier (Paolo Dirani e Mauro Landi) nasce nel 1989
con l'idea di riscoprire e proporre brani assai poco frequentati del repertorio pianistico a quattro mani.
Questo progetto si concretizza nell'incisione per l'etichetta italiana fonè d'importanti opere integrali tra le
quali spiccano quelle di Beethoven e Schumann, che si aggiungono ad altre di autori italiani come
Rossini, Busoni, Martucci, Respighi, Casella, Liviabella e Malipiero. Ricordiamo le collaborazioni con il
Quartetto Fonè, con Ivano Marescotti e quella recente con l'attore bolognese Matteo Belli in Requiem,
partitura per voci spezzate, testi di Stefano Tassinari, sulle note della celebre messa mozartiana K. 626
trascritta da Carl Czerny. Ultima pubblicazione discografica è Petites Histoires, registrato per la
Signoricci­fonè, un viaggio fra alcune delle più significative pagine del Novecento francese. Prezzo
biglietti da 5,00 (under 26) a 15. Prenotazioni e informazioni: Teatro Rossini Piazzale Cavour 17 Lugo
Tel. 0545.38542 [email protected] www.teatrorossini.it
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I maestri dell'Unione
Novecento artistico romagnolo. La grande
scuola' della bassa ravennate Folli autoritratto
MUSEO CIVICO SAN ROCCO . FUSIGNANO
Via Vincenzo Monti, 5 12 APRILE 8 GIUGNO
Inaugurazione : Sabato 12 Aprile ore 18.00. La
mostra riunisce cinque celebri artisti che
hanno operato nel corso del Novecento in
luoghi diversi del territorio ravennate, a
contatto con le locali scuole comunali di
avviamento alle arti e ai mestieri. Per le loro
spiccate personalità, questi artisti hanno
saputo esercitare una straordinaria attrazione
in campo creativo dando origine a quella che
oggi può davvero essere riconosciuta come
vera e proprio scuola della bassa ravennate,
fondata sulla tradizione figurativa naturalistica
e sul valore della buona pittura come mezzo e
come fine dell'espressione. L'esposizione è
curata da Paolo Trioschi e da Orlando
Piraccini. La mostra sarà visibile ogni Sabato,
Domenica e Festivi. Orari: Sabato 15.00­18.00
Domenica e Festivi: 10.00­12 e 15.00­18.00
Nei giorni feriali e al sabato mattina, laboratori
didattici e per le Scuole e visite su
prenotazione. Ingresso Libero. L'iniziativa è
promossa dall' Assessorato alla Cultura del
Comune di Fusignano Unione dei Comuni
della Bassa Romagna insieme ad I.B.C.
Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali Regione Emilia­Romagna. In collaborazione con: Pro Loco
Fusignano, Il CerchioCentro d'animazione artistica Fusignano, Auser Fusignano. Patrocinio: Regione
Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, INFO: Museo civico San Rocco tel 0545.51621­Urp Fusignano
tel.0545.95563­ E­Mail: [email protected] ­ [email protected] E' una mostra,
ma ancora di piu' una ricerca nelle origini, in quella vastissima Scuola aperta, quella dei pittori e dei
maestri che hanno operato nel territorio dell' odierna Unione della Bassa Romagna per un lungo periodo
del Novecento: con il cotignolese Visani a Lugo, con Varoli nella sua Cotignola, con il lughese Avveduti
e il locale' Verlicchi a Fusignano, con Folli nella natia Massa Lombarda ; ma anche Bagnacavallo, con il
meno noto Dino Savini . Qui si è affermata una pittura figurativa indipendente rispetto alle grandi
correnti nazionali e che ancora oggi possiamo incontrare nella pittura vissuta come valore da tanti validi
pittori locali. Questi ­ ci racconta Paolo Trioschi curatore della mostra assieme ad Orlando Piraccini
sono cinque artisti che hanno praticato una pittura di grande qualità, tramandato il sapere da maestri
veri in un territorio e in un secolo vivacissimi; artisti che hanno non soltanto coltivato per se stessi, ma
insegnato ai più giovani la grande lezione nata dal naturalismo dell' Ottocento. Grazie a loro, alcune
delle Scuole di arti e mestieri istituite dalle allora municipalità locali già negli ultimi anni dell' 800, hanno
operato in maniera davvero importante; rifiutando magari una convenzionale accademia del nuovo ma
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94
7 aprile 2014
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sapendo trasmettere ai loro allievi il senso piu' autentico del bello. Giulio Avveduti (Lugo 1889 1986) Si
iscrive giovanissimo alla scuola diretta da Domenico Visani, dove stringe amicizia con il coetaneo
cotignolese Luigi Varoli. Esordisce come pittore in occasione della grande mostra torricelliana di
Faenza del 1908. Dal 1909 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Bologna assieme a Morandi, Licini e al
faentino Romagnoli. Allievo di Augusto Majani, è indirizzato da Luigi Protti all'esercizio della buona
pittura di tradizione ottocentesca. Rientrato a Lugo, opera specialmente come ritrattista, partecipando
saltuariamente a concorsi e rassegne d'arte. Nel 1956 restaura alcune pitture murali della chiesa
lughese di San Giacomo, danneggiate durante l'ultima guerra, con l' aiuto del più giovane Francesco
Verlicchi. Insegna alla Scuola comunale di arti e mestieri di Fusignano. Umberto Folli (Massa Lombarda
1919 1989) Formatosi alla Scuola di Arte e Mestieri di Cotignola diretta da Luigi Varoli, frequenta
l'Accademia di Belle Arti a Bologna, dove stringe amicizia con Morandi e con Romagnoli. Nel 1942
lavora agli affreschi della chiesa parrocchiale di Sant'Agata sul Santerno e nel '43 esordisce con una
mostra personale a Casa Oriani a Ravenna. Si diploma nel 1946 vincendo il Premio Tullo Moy. Svolge
intensa attività artistica a partire dagli anni '50. Nel 1951 è invitato alla Quadriennale romana. Ottiene la
docenza presso il Liceo Artistico di Ravenna oltre all'incarico di rifondare la Scuola d'Arti e Mestieri a
Massa Lombarda. Luigi Varoli (Cotignola 1889 1958) Frequenta la scuola lughese di Domenico Visani e
successivamente l'Accademia di Belle Arti a Ravenna e a Bologna. Ottenuta la licenza dei corsi
superiori di pittura a Roma, dopo alcune apparizioni a mostre e rassegne d'arte in Italia ed a Parigi,
rientra a Cotignola. Qui svolge intensa attività artistica partecipando attivamente alla vita sociale del
paese. Come educatore opera nell'ambito della Scuola di Arte e Mestieri di Cotignola da lui rifondata
all'interno della propria casa­studio e al Liceo artistico di Ravenna. Per il suo contributo alla salvezza di
cittadini ebrei rifugiati a Cotignola nel 1943, gli è stato di recente conferito alla memoria il titolo di Giusto
fra le Nazioni. Francesco Verlicchi (Fusignano 1915 2008) Allievo di Giulio Avveduti alla Scuola
comunale di Fusignano e successivamente del decoratore e pittore lughese Antonio Ricci, frequenta per
qualche tempo i corsi liberi dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna. Nel 1956 collabora con Avveduti al
restauro delle pitture murali della chiesa di San Giacomo a Lugo. Al vecchio maestro succede come
insegnante nella scuola fusignanese. Nel 1960 riceve una cattedra all'Istituto d'Arte per il Mosaico di
Ravenna.Negli anni del dopoguerra partecipa con successo a concorsi e rassegne d'arte d'ambito
regionale, distinguendosi specialmente come ritrattista e caricaturista. Domenico Visani (Cotignola 1857
Lugo 1930) Formatosi alla scuola di Ippolito Bonaveri, pittore di Molinella vissuto a Lugo, dal 1879
frequenta l'Accademia di Belle Arti dapprima a Bologna e poi a Firenze. Nel 1884 si iscrive al regio
Istituto di Belle Arti di Roma e stringe amicizia con Francesco Lelli. Nel 1885 è a Napoli, dove frequenta
la scuola dei fratelli Palizzi e lo studio del lughese Attilio Pratella. Dopo un breve periodo trascorso a
Bologna, nel 1888 fa ritorno a Lugo. Qui opera principalmente come scultore di monumenti funerari e
celebrativi. Promuove la nascita della Scuola di Disegno e Plastica, istituita dal Comune di Lugo nel
1893 e diretta dallo stesso Visani fino al 1926.
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Iniziative nella scuola e nel nido d'infanzia di
Villanova
Mercoledì 9 aprile, a partire dalle 16.30, la
Scuola e il Nido d'Infanzia di Villanova di
Bagnacavallo vivranno un pomeriggio di festa,
alla presenza del sindaco Laura Rossi e
dell'assessore alla Prima Infanzia Angela
Rossetti. Il primo appuntamento in programma
prevede la cerimonia di intitolazione della
Scuola dell'Infanzia che sarà denominata "Le
Capanne", in omaggio alla storia del paese,
con particolare riferimento alle costruzioni in
canna palustre che un tempo caratterizzavano
Villanova, riproposte nel vicino Ecomuseo
delle Erbe Palustri. Sarà poi scoperto il
pannello rievocativo "Villanova ieri, Villanova
oggi" realizzato dalla Scuola dell'Infanzia di
Villanova attraverso i progetti didattici di
continuità portati avanti con l'Ecomuseo delle
Erbe Palustri. L'intera opera, molto grande, è
tuttora esposta nella vecchia sede
ecomuseale, all'interno di una mostra di
mappe di comunità, realizzata sempre in
collaborazione con le scuole. Il pannello, che
vuole raffigurare l'evoluzione dell'abitato di
Villanova, rappresenta una sintesi significativa
dell'intero lavoro. Subito dopo sarà inaugurato
il nuovo pergolato allestito nel cortile dell'Asilo
Nido "la Fattoria". Uno spazio ombreggiato,
dove i bambini potranno giocare nel periodo
estivo, realizzato grazie al lavoro di alcuni volontari locali, al contributo delle imprese Ravaioli Legnami
e Camurani Edilmarmo e alla collaborazione dell'Associazione Civiltà delle Erbe Palustri. L'iniziativa si
concluderà con una merenda offerta da Lugo Catering.
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7 aprile 2014
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Forza Italia presenta le candidate Sindaco di Massa
Lombarda e Fusignano
Sono state presentate ieri alla stampa le
candidate delle liste "Vivi Massa Lombarda" e
"Vivi Fusignano". Sono due donne,
appartengono all'area di Forza Italia, e sono
scese in campo "agguerrite" per strappare i
comuni in cui vivono alla decennale vittoria
elettorale della sinistra. Si tratta per Massa
Lombarda di Antonella Brini e per Fusignano
della giovane Giusy Gagliardi. Nel suo
intervento introduttivo il coordinatore
provinciale di Forza Italia Alberto Ancarani ha
voluto evidenziare come anche nel
centrodestra non vi sia né timore né
preclusione nel valorizzare le donne che
vogliono impegnarsi in politica. "Siamo
contrari a ridicole battaglie per la parità di
genere nelle liste in quanto riteniamo che il
primo obiettivo da perseguire per le
candidature sia la competenza e non certo il
sesso dei candidati. In questo caso per
esempio tale criterio ha premiato due donne e
ne siamo orgogliosi." Ancarani non ha
nascosto le difficoltà di partenza per due
comuni storicamente roccaforti della sinistra e
ha a maggior ragione ringraziato le due
candidate per il coraggio e la passione che
hanno dimostrato decidendo di presentarsi.
Nel suo intervento finale il capogruppo in
regione Gianguido Bazzoni ha invece posto l'accento sul riassunto di entrambi i programmi elettorali: la
sconfitta della burocrazia in favore dello sviluppo e della valorizzazione della persona, l'esatto opposto
di quanto posto in essere dalla sinistra in questi anni. La composizione delle liste e i programmi saranno
ulteriormente dettagliati nei prossimi giorni.
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7 aprile 2014
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Ranalli incontra i cittadini lunedì 7 alla tensostruttura
di Madonna della Stuoie
Il candidato sindaco del PD parteciperà a un
nuovo incontro dell'iniziativa "Il progetto del
Partito Democratico per una città rinnovata"
Davide Ranalli sarà alle ore 20.30 presso la
struttura adiacente al locale Maracanà, in via
Madonna delle Stuoie n. 1. L'incontro è aperto
a tutti ma destinato in modo particolare ai
residenti dei quartiere Lugo Sud e Lugo Ovest;
nei prossimi giorni analoghe iniziative sono in
programma per i residenti degli altri quartieri
della città.
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7 aprile 2014
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Affidamento dei lavori per la passerella ciclo­
pedonale sul Lamone tra Glorie e Mezzano
Nei giorni scorsi, presso il Comune di
Ravenna, sono state aperte le buste ed
esaminate le offerte per la gara di affidamento
dei lavori di realizzazione della passerella
ciclo­pedonale sul fiume Lamone tra Glorie
frazione di Bagnacavallo e Mezzano frazione
di Ravenna. Tra le aziende che hanno
partecipato alla gara d'appalto, è risultata
migliore offerente la ditta Iside Gestioni di
Forlì, con un ribasso del 34.76%. Il Comune di
Ravenna, che ha in carico l'appalto, sta
espletando le formalità di verifica della
congruità dell'offerta, terminate le quali si
procederà alla consegna dei lavori alla ditta
che si aggiudicherà l'opera. La ditta incaricata
avrà poi a disposizione un massimo di 180
giorni per ultimare i lavori e chiudere il
cantiere. Si tratta di un intervento molto atteso
dalle comunità di Glorie e di Mezzano, in
quanto serve a tutelare gli utenti più deboli, i
ciclisti, i pedoni, chi utilizza carrozzine, in un
tratto di strada molto trafficato. Obiettivo di
quest'opera, voluta dai Comuni di
Bagnacavallo e Ravenna, è quello di
incentivare, agevolare e mettere in sicurezza
gli spostamenti senza l'utilizzo di auto tra due
località vicine che hanno tanti servizi e attività
in comune
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7 aprile 2014
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Sabato 12 aprile si apre a Fusignano la mostra "I
maestri dell'Unione"
Al Museo civico San Rocco inaugurerà alle 18
l'esposizione che "riunisce" Giulio Avveduti,
Umberto Folli, Luigi Varoli, Francesco
Verlicchi e Domenico Visani Cinque celebri
artisti che hanno operato nel corso del
Novecento in luoghi diversi del territorio
ravennate, a contatto con le locali scuole
comunali di avviamento alle arti e ai mestieri.
Per le loro spiccate personalità, questi artisti
hanno saputo esercitare una straordinaria
attrazione in campo creativo dando origine a
quella che oggi può davvero essere
riconosciuta come vera e proprio "scuola della
bassa ravennate", fondata sulla tradizione
figurativa naturalistica e sul valore della
"buona pittura" come mezzo e come fine
dell'espressione. L'esposizione è curata da
Paolo Trioschi e da Orlando Piraccini. " E' una
mostra, ma ancora di piu' una ricerca nelle
origini, in quella vastissima "Scuola aperta",
quella dei pittori e dei maestri che hanno
operato nel territorio dell' odierna Unione della
Bassa Romagna per un lungo periodo del
Novecento: con il cotignolese Visani a Lugo,
con Varoli nella sua Cotignola, con il lughese
Avveduti e il 'locale' Verlicchi a Fusignano, con
Folli nella natia Massa Lombarda ; ma anche
Bagnacavallo, con il meno noto Dino Savini.
Qui si è affermata una pittura figurativa indipendente rispetto alle grandi correnti nazionali e che ancora
oggi possiamo incontrare nella pittura vissuta come valore da tanti validi pittori locali. Questi ­ ci
racconta Paolo Trioschi curatore della mostra assieme ad Orlando Piraccini­ sono cinque artisti che
hanno praticato una pittura di grande qualità, tramandato il sapere da maestri veri in un territorio e in un
secolo vivacissimi; artisti che hanno non soltanto "coltivato" per se stessi, ma insegnato ai più giovani la
grande lezione nata dal naturalismo dell' Ottocento. Grazie a loro, alcune delle Scuole di arti e mestieri
istituite dalle allora "municipalità locali "già negli ultimi anni dell' '800, hanno operato in maniera davvero
importante; rifiutando magari una convenzionale "accademia del nuovo" ma sapendo trasmettere ai loro
allievi il senso piu' autentico del bello". Giulio Avveduti (Lugo 1889 ­ 1986) Si iscrive giovanissimo alla
scuola diretta da Domenico Visani, dove stringe amicizia con il coetaneo cotignolese Luigi Varoli.
Esordisce come pittore in occasione della grande mostra torricelliana di Faenza del 1908. Dal 1909
frequenta l'Accademia di Belle Arti di Bologna assieme a Morandi, Licini e al faentino Romagnoli. Allievo
di Augusto Majani, è indirizzato da Luigi Protti all'esercizio della buona pittura di tradizione
ottocentesca. Rientrato a Lugo, opera specialmente come ritrattista, partecipando saltuariamente a
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concorsi e rassegne d'arte. Nel 1956 restaura alcune pitture murali della chiesa lughese di San
Giacomo, danneggiate durante l'ultima guerra, con l' aiuto del più giovane Francesco Verlicchi. Insegna
alla Scuola comunale di arti e mestieri di Fusignano. Umberto Folli (Massa Lombarda 1919 ­ 1989)
Formatosi alla Scuola di Arte e Mestieri di Cotignola diretta da Luigi Varoli, frequenta l'Accademia di
Belle Arti a Bologna, dove stringe amicizia con Morandi e con Romagnoli. Nel 1942 lavora agli affreschi
della chiesa parrocchiale di Sant'Agata sul Santerno e nel '43 esordisce con una mostra personale a
Casa Oriani a Ravenna. Si diploma nel 1946 vincendo il Premio Tullo Moy. Svolge intensa attività
artistica a partire dagli anni '50. Nel 1951 è invitato alla Quadriennale romana. Ottiene la docenza
presso il Liceo Artistico di Ravenna oltre all'incarico di rifondare la Scuola d'Arti e Mestieri a Massa
Lombarda. Luigi Varoli (Cotignola 1889 ­1958) Frequenta la scuola lughese di Domenico Visani e
successivamente l'Accademia di Belle Arti a Ravenna e a Bologna. Ottenuta la licenza dei corsi
superiori di pittura a Roma, dopo alcune apparizioni a mostre e rassegne d'arte in Italia ed a Parigi,
rientra a Cotignola. Qui svolge intensa attività artistica partecipando attivamente alla vita sociale del
paese. Come educatore opera nell'ambito della Scuola di Arte e Mestieri di Cotignola da lui rifondata
all'interno della propria casa­studio e al Liceo artistico di Ravenna. Per il suo contributo alla salvezza di
cittadini ebrei rifugiati a Cotignola nel 1943, gli è stato di recente conferito alla memoria il titolo di
"Giusto fra le Nazioni". Francesco Verlicchi (Fusignano 1915 ­ 2008). Allievo di Giulio Avveduti alla
Scuola comunale di Fusignano e successivamente del decoratore e pittore lughese Antonio Ricci,
frequenta per qualche tempo i corsi liberi dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna. Nel 1956 collabora
con Avveduti al restauro delle pitture murali della chiesa di San Giacomo a Lugo. Al vecchio maestro
succede come insegnante nella scuola fusignanese. Nel 1960 riceve una cattedra all'Istituto d'Arte per il
Mosaico di Ravenna.Negli anni del dopoguerra partecipa con successo a concorsi e rassegne d'arte
d'ambito regionale, distinguendosi specialmente come ritrattista e caricaturista. Domenico Visani
(Cotignola 1857 ­ Lugo 1930). Formatosi alla scuola di Ippolito Bonaveri, pittore di Molinella vissuto a
Lugo, dal 1879 frequenta l'Accademia di Belle Arti dapprima a Bologna e poi a Firenze. Nel 1884 si
iscrive al regio Istituto di Belle Arti di Roma e stringe amicizia con Francesco Lelli. Nel 1885 è a Napoli,
dove frequenta la scuola dei fratelli Palizzi e lo studio del lughese Attilio Pratella. Dopo un breve periodo
trascorso a Bologna, nel 1888 fa ritorno a Lugo. Qui opera principalmente come scultore di monumenti
funerari e celebrativi. Promuove la nascita della Scuola di Disegno e Plastica, istituita dal Comune di
Lugo nel 1893 e diretta dallo stesso Visani fino al 1926. La mostra sarà visibile ogni sabato, domenica e
festivi. Orari: sabato 15.00­18.00, domenica e festivi: 10.00­12 e 15.00­18.00. Nei giorni feriali e al
sabato mattina, laboratori didattici e per le Scuole e visite su prenotazione. Ingresso Libero L'iniziativa è
promossa dall' Assessorato alla Cultura del Comune di Fusignano ­ Unione dei Comuni della Bassa
Romagna insieme ad I.B.C. Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali Regione Emilia­Romagna. In
collaborazione con: Pro Loco Fusignano, " Il Cerchio"Centro d'animazione artistica Fusignano, Auser
Fusignano. Patrocinio: Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna. INFO: Museo civico San Rocco
tel 0545.51621­Urp Fusignano tel.0545.95563­ E­Mail: [email protected] ­
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7 aprile 2014
Lugonotizie.it
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Unione: a Lugo un laboratorio per l'impresa creativa
Ci sarà un nuovo appuntamento con "Impresa
creativa": dopo "l'aperitivo di impresa", questa
volta è il turno di un laboratorio, che sarà
condotto da Paolo Mainardi, docente esperto
di metodologie aziendali. Nelle 4 ore di lavoro,
i giovani analizzeranno i seguenti punti utili per
sviluppare un'idea creativa; come passare
dalla visione alla formula imprenditoriale, quali
sono le fonti di opportunità innovative, quali
sono i vantaggi di un business plan, le forze
competitive e la fattibilità economico­
finanziaria di un progetto. L'iniziativa è stata
pensata per sostenere i ragazzi interessati a
un percorso di avvio di start up; si inserisce
nelle azioni collaterali al bando "Impresa
Creativa ­ Missione Possibile", rivolto ai
giovani dai 23 ai 30 anni e indetto dal Comune
di Cesena e innumerevoli altri partner, tra i
quali i Comuni della Bassa Romagna, per
offrire nuove possibilità di lavoro per ragazzi e
ragazze, favorendo la nascita di start­up nei
settori culturali e creativo. Il bando prevede un
primo step formativo di supporto e
accompagnamento a idee selezionate e
successivamente l'erogazione di un contributo
totale pari a 15euro ai tre business model più
innovativi. Per ulteriori informazioni sul bando,
consultare il sito internet
www.impresacreativa.net.
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102
7 aprile 2014
Lugonotizie.it
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Il 15 marzo scorso si è tenuta a Lugo la "Giornata
del Tricolore" organizzata dal Lions Club
Una festosa moltitudine di ragazze e di
ragazzi degli Istituti superiori ha partecipato
sfilando per le vie del centro e confluendo nel
Teatro Rossini Dal 1997, anniversario del
bicentenario del Tricolore, a Lugo si celebra
ogni anno ininterrottamente la ricorrenza, per
ricordare, oltre ai valori dell'identità nazionale,
la figura del lughese Giuseppe Compagnoni
che nel 1797 propose l'adozione del tricolore a
Reggio Emilia durante il Congresso della
Repubblica Cispadana. Regista di ogni
iniziativa ed anima dell'evento è da anni il
socio Lion e Presidente UNUCI (Unione
nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia) Sezione
di Lugo, Renzo Preda, il cui impegno ha
contribuito a far conoscere l'illustre giurista e
costituzionalista che per primo trattò temi
allora estremamente innovativi, quali il voto
alle donne, il divorzio, i diritti degli Ebrei,
l'insegnamento della lingua straniera ai
giovani: nella nostra Costituzione sono
presenti vari passaggi che riflettono il suo
pensiero. Nell'introdurre la cerimonia al Teatro
Rossini, il sindaco di Lugo, Raffaele Cortesi,
ha rimarcato l'importanza di cerimonie che
richiamino i valori dell'unità nazionale, in un
momento in cui qualcuno parla di secessione.
Il Presidente del Lions Club, Antonio Baracca,
ha sottolineato il fatto che nella Bandiera e nella Costituzione sono espressi i valori del Lions Club,
solidarietà ed uguaglianza, ed ha ricordato le numerose iniziative svolte dal L.C. nelle scuole con
progetti su vari temi, per rendere i ragazzi "cittadini consapevoli in grado di aiutare la comunità". Un
rapporto stretto col Tricolore è quello raccontato dal Comandante Militare dell' Esercito Emilia
Romagna, Antonio De Vita, in quanto la bandiera, oltre ad essere il simbolo che unisce l'intero popolo,
scandisce i momenti principali della giornata di un militare, dall'Alzabandiera del mattino
all'Ammainabandiera del tramonto, ed è il simbolo dei nostri in missione di Pace e non solo in guerra.
"Raccolgaci un'unica bandiera, una speme..."recita l'Inno di Mameli: onore, tradizione, amor di Patria
sono i tre valori espressi dal Tricolore. "Essere in questo Teatro è già un tuffo nella storia" ha esordito il
Prefetto della Provincia di Ravenna, Fulvio Della Rocca "mi fa pensare al Risorgimento, quando
piovevano striscioline colorate..." alludendo ai palchi, tutti ornati a festa di bandiere, da cui si
affacciavano i giovani. "Compagnoni capì che il popolo aveva bisogno di identità. Ora siamo ipercritici,
ci piangiamo addosso, ma abbiamo tante potenzialità". Ed ha invitato a ricordare tutti i carabinieri ed i
poliziotti che hanno dato la vita durante il terrorismo: anche loro credevano in un Ideale. Ha concluso la
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7 aprile 2014
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cerimonia Roberto Balzani, Ordinario di Storia Contemporanea presso l'Università di Bologna, che ha
ripercorso in modo brillante l'evoluzione della bandiera, dalle origini in un contesto militare, quando
serviva a riconoscersi durante le zuffe, fino ai giorni nostri. Dal rosso dei vessilli delle legioni romane si
passò all'inserimento della croce emblema dei Crociati dopo il Mille, poi arrivarono i simboli delle
Signorie (leoni, serpenti, ecc...) fino ad approdare gradualmente al nostro Tricolore che si affermò
durante il periodo napoleonico.
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7 aprile 2014
Lugonotizie.it
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Inaugurata la Meridiana dei Popoli a Lugo con la
presentazione al Salone Estense della Rocca
Ieri sera alle ore 20.30 si è tenuta presso il
Salone Estense della Rocca la presentazione
della "Meridiana dei Popoli", l'opera di di Mario
Nanni. Presenti il Sindaco di Lugo Raffaele
Cortesi, Claudia Collina di I.B.C. Emilia­
Romagna, Paola Goretti, storica dell'arte,
Pippo Ciorra, senior curator Museo Maxxi di
Roma e Mario Nanni, autore della Meridiana
dei Popoli. L'inaugurazione ufficiale era stata
annunciata per il 9 dicembre 2013, poi rinviata
perché l'opera non era completamente finita.
All'interno la fotogallery con le foto di Fabrizio
Zani
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6 aprile 2014
Ravenna24Ore.it
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Lugo, Reggi in visita alla scuola "Francesco
Baracca"
Al sottosegretario illustrato il progetto di adeguamento.
Roberto Reggi, sottosegretario alla Pubblica
Istruzione, ha visitato sabato 5 aprile la Scuola
Secondaria di primo grado Francesco
Baracca. Ha incontrato la dirigente scolastica
Daniela Geminiani. A Reggi è stato illustrato il
progetto di adeguamento della scuola, per un
valore di 250.000 euro, presentato dal
Comune di Lugo (spesa già in bilancio di
previsione 2014), a seguito della direttiva del
Governo di Matteo Renzi, che ha deciso di
dare la priorità all' edilizia scolastica, con il
progetto "Segnalateci una Scuola da
sistemare". Per l' occasione sono stati invitati
anche i dirigenti degli Istituti scolastici di Lugo
con una loro "delegazione" formata da docenti
e da genitori.
R1
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6 aprile 2014
Ravenna24Ore.it
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Lugo Sud e Lugo Ovest, Ranalli incontra i cittadini
Candidato sindaco per il Pd.
Il candidato sindaco del PD Davide Ranalli
incontrerà i cittadini lughesi nell' ambito di un'
iniziativa pubblica che si terrà domani, lunedì
7 aprile, alle ore 20.30, nella tensostruttura di
Madonna della Stuoie (adiacente al locale
"Maracanà") in Via Madonna delle Stuoie n. 1.
L' incontro, spiega il Partito Democratico, è
aperto a tutti ma destinato in modo particolare
ai residenti dei quartiere Lugo S u d e Lugo
Ovest; nei prossimi giorni analoghe iniziative
sono in programma per i residenti degli altri
quartieri della città. Questo ciclo di incontri è
denominato: "Il progetto del Partito
Democratico per una città rinnovata".
R1
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6 aprile 2014
Ravenna24Ore.it
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Scuola, gemellaggio tra Mezzano e Ostia
Partecipano anche gli istituti di Savarna e Piangipane.
L' Istituto Comprensivo "Valgimigli" di
Mezzano e l' Istituto Comprensivo "Calderini ­
Tuccimei" di Acilia (già 168° Circolo Didattico
di Roma) sono da dieci anni gemellati, con il
progetto didattico " Ravenna­Ostia: storie d'
acque e di terre ", che coinvolge le classi di 4^
e 5^ di scuola elementare. Come spiegano il
dirigente scolastico Giancarlo Frassineti e la
responsabile del progetto Piera Ancarani, il
territorio ravennate e ostiense "sono uniti da un
legame di memorie storiche condivise, quelle
dei bonificatori, gli scariolanti , che, partiti
inizialmente da Piangipane, Mezzano e zone
limitrofe per trovare migliori condizioni di vita,
lasciarono la Romagna e resero fertile e
abitabile il paludoso litorale romano". Il
gemellaggio fra le scuole quest' anno vedrà
protagonisti 5 classi delle scuole elementari
"Rodari" di Mezzano, "Bartolotti" di Savarna e
"Balella" di Piangipane, facenti parte dell' I.C.
"Valgimigli", insieme a 5 classi romane. "Il
programma prevede per lunedì 7 aprile l'
arrivo degli alunni di Acilia a Mezzano, sulle
14.30: dopo il saluto del Dirigente scolastico e
un buffet, avranno luogo un Laboratorio
creativo/manipolativo, più danze della
tradizione, un Angolo di storie dialettali
romagnole e estemporanee di Pittura. Martedì
8 aprile le scolaresche visiteranno Comacchio, le Valli del Mezzano, con visita guidata di flora e fauna e
del centro storico di Comacchio. Alla sera, cena sociale a Piangipane, c/o Sala Bar Fiori (offerta e
gestita dalle famiglie e dai volontari della struttura); a seguire, all' interno del Teatro Socjale di
Piangipane (costruito dai discendenti dei primi 'scariolanti' ravennati), intrattenimento con Coro, Cante
romagnole e del Lavoro. Mercoledì 9 aprile avrà luogo la visita guidata ai monumenti ravennati e l'
incontro con le Autorità cittadine c/o Piazza "Unità d' Italia" a Ravenna. Giovedì 10 aprile si concluderà
la permanenza degli ospiti romani, con la visita all' Ecomuseo delle erbe palustri di Villanova di
Bagnacavallo e la partenza alla fine della mattinata degli alunni e degli insegnanti di Acilia Gli alunni
dell' Istituto Comprensivo 'Valgimigli' saranno accompagnati dalle proprie maestre, coordinate dalla
responsabile del progetto Piera Ancarani. Tale gemellaggio si pone, con la sua unicità, come
opportunità formativa di grande spessore. Il progetto prevede il coinvolgimento diretto e concreto delle
famiglie e di Enti pubblici e privati dei rispettivi territori, qualificando l' azione pedagogica dei due Istituti
e consentendo lo sviluppo virtuoso di un' intenzionalità educativa che negli anni si è fatta buona pratica".
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Da lunedì a giovedì gemellaggio delle Scuole di
Mezzano e di Acilia (Roma)
Il progetto didattico "Ravenna­Ostia: storie d'
acque e di terre" coinvolge le classi di 4ª e 5ª
di scuola elementare L' Istituto Comprensivo
"Valgimigli" di Mezzano di Ravenna e l' Istituto
Comprensivo "Calderini­Tuccimei" di Acilia
(già 168° Circolo Didattico di Roma) sono da
dieci anni gemellati. Il territorio ravennate e
ostiense sono uniti da un legame di memorie
storiche condivise, quelle dei bonificatori, gli
scariolanti, che, partiti inizialmente da
Piangipane, Mezzano e zone limitrofe per
trovare migliori condizioni di vita, lasciarono la
Romagna e resero fertile e abitabile il
paludoso litorale romano. Il gemellaggio fra le
scuole quest' anno vedrà protagonisti 5 classi
delle scuole elementari "Rodari" di Mezzano,
"Bartolotti" di Savarna e "Balella" di
Piangipane, facenti parte dell' I.C. "Valgimigli",
insieme a 5 classi romane. Il programma
prevede per lunedì 7 aprile l' arrivo degli
alunni di Acilia a Mezzano, sulle 14.30: dopo il
saluto del dirigente scolastico e un buffet,
avranno luogo un Laboratorio
creativo/manipolativo, più danze della
tradizione, un Angolo di storie dialettali
romagnole e estemporanee di pittura. Martedì
8 aprile le scolaresche visiteranno Comacchio,
le Valli del Mezzano, con visita guidata di flora
e fauna e del centro storico di Comacchio. Alla sera, cena sociale a Piangipane, c/o sala Bar Fiori
(offerta e gestita dalle famiglie e dai volontari della struttura); a seguire, all' interno del Teatro Socjale di
Piangipane (costruito dai discendenti dei primi "scariolanti" ravennati"), intrattenimento con Coro, Cante
romagnole e del Lavoro. Mercoledì 9 aprile avrà luogo la visita guidata ai monumenti ravennati e l'
incontro con le Autorità cittadine c/o Piazza "Unità d' Italia" a Ravenna. Giovedì 10 aprile si concluderà
la permanenza degli ospiti romani, con la visita all' Ecomuseo delle erbe palustri di Villanova di
Bagnacavallo e la partenza alla fine della mattinata degli alunni e degli insegnanti di Acilia Gli alunni
dell' Istituto Comprensivo "Valgimigli" saranno accompagnati dalle proprie maestre, coordinate dalla
responsabile del progetto Piera Ancarani. Tale gemellaggio si pone, con la sua unicità, come
opportunità formativa di grande spessore. Il progetto prevede il coinvolgimento diretto e concreto delle
famiglie e di Enti pubblici e privati dei rispettivi territori, qualificando l' azione pedagogica dei due Istituti
e consentendo lo sviluppo virtuoso di un' intenzionalità educativa che negli anni si è fatta buona pratica.
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Affidamento dei lavori per la passerella ciclo­
pedonale sul Lamone tra Glorie e Mezzano
Il ponte attuale sul Lamone. Nei giorni scorsi,
presso il Comune di Ravenna, sono state
aperte le buste ed esaminate le offerte per la
gara di affidamento dei lavori di realizzazione
della passerella ciclo­pedonale sul fiume
Lamone tra Glorie frazione di Bagnacavallo e
Mezzano frazione di Ravenna. Tra le aziende
che hanno partecipato alla gara d' appalto, è
risultata migliore offerente la ditta Iside
Gestioni di Forlì, con un ribasso del 34.76%. Il
Comune di Ravenna, che ha in carico l'
appalto, sta espletando le formalità di verifica
della congruità dell' offerta, terminate le quali
si procederà alla consegna dei lavori alla ditta
che si aggiudicherà l' opera. La ditta incaricata
avrà poi a disposizione un massimo di 180
giorni per ultimare i lavori e chiudere il
cantiere. Si tratta di un intervento molto atteso
dalle comunità di Glorie e di Mezzano, in
quanto serve a tutelare gli utenti più deboli, i
ciclisti, i pedoni, chi utilizza carrozzine, in un
tratto di strada molto trafficato. Obiettivo di
quest' opera, voluta dai Comuni di
Bagnacavallo e R a v e n n a , è q u e l l o d i
incentivare, agevolare e mettere in sicurezza
gli spostamenti senza l' utilizzo di auto tra due
località vicine che hanno tanti servizi e attività
in comune.
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6 aprile 2014
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Terry Gordini e tanti altri atleti premiati per la 30ma
Festa Provinciale dello Sport
A fare gli onori di casa saranno il
vicepresidente della Fondazione Cassa
Risparmio Romano Argnani ed il delegato
provinciale del Coni Claudia Subini. Il
giovanissimo pilota motociclista ravennate
Marco Faccani, supermaturo con 100
centesimi all' Itis Baldini, riceverà la borsa di
studio ­ elargita per il diciannovesimo anno
dalla Fondazione Cassa Risparmio ­ quale
'studente atleta 2013'. Vittorio Ercolani
(Faenza ­ atletica e orienteering) e il Baseball
Club Godo saranno insigniti della Stella d'
argento Coni al merito sportivo; quella di
bronzo andrà a Giancarlo Cavina (Ravenna ­
motociclismo e cronometristi), Vito Sami
(Faenza ­ pallamano), Carlos Shartos
(Ravenna ­ lotta) e all' Istrice Ravenna
(arrampicata sportiva). La Palma d' argento
Coni al merito tecnico sarà consegnata a
Guglielmo Guerrini (canoa). Diciotto le
Medaglie Coni al valore atletico, riservate a
medagliati a livello mondiale/europeo ed a
campioni tricolori: argento a Terry Gordini
(Ravenna, pugilato); bronzo a Simona
Ballardini (Faenza, basket), Gabriele Bandini
(Alfonsine, pesca sportiva), Valerio Catellini
(Cotignola, ciclismo pista), Antonio Di Mauro
(Bagnacavallo, tamburello), Tania Ferrera
(Ravenna, judo), Alessandro Fiori (Bagnacavallo, tamburello), Alessandro Fiorini (Ravenna, pesca
sportiva), Umberto Molineris (Ravenna, vela), Orio Orselli (Ravenna, aeronautica), Mattia Pirazzoli
(Lugo, pesca sportiva), Jacopo Plazzi (Ravenna, vela), Luca Randi (Glorie, pesca sportiva), Fabio
Ranzi (Lugo, tamburello), Stefano Ricci Maccarini (Alfonsine, pesca sportiva), Carlo Rotondi
(Bagnacavallo, tamburello), Giovanni Tambini (Roncalceci, aeronautica), Marcella Trioschi (Ravenna,
vela). Il premio del Coni Point Ravenna ­ 'Una vita per lo sport' ­ istituito nel 2004 e che viene assegnato
a personaggi particolarmente distintisi per competenza e spirito di sacrificio, è stato attribuito a Andrea
Lami (Ravenna ­ basket ed enti di promozione sportiva) alla memoria, ed a Nino Brocchi (Ravenna,
pesca sportiva), Vincenzo Coletta (Lugo ­ calcio e rugby), Olindo Davalle (Conselice ­ calcio, ciclismo,
tennis), Giancarlo Minardi (Faenza ­ calcio e automobilismo), Oscar Minzoni (Ravenna, ciclismo),
Glauco Montevecchi (Faenza, pallavolo), Giuseppe Orselli (Lugo, pallavolo), Marisa Padovani (Faenza,
ginnastica), Riccardo Ravaglia (Ravenna, tennis e sport invernali), Mario Roncagli (Ravenna, basket),
Claudio Zauli (Ravenna, pallavolo). Concluderà la cerimonia, alla quale la cittadinanza è invitata ad
intervenire, la consegna ­ a 150 società sportive ­ di contributi in denaro per quasi 500mila euro, messi
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7 aprile 2014
Pagina 7
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
CONSELICE.
Mobilitazione No Matrix
CONTINUA la raccolta di firme per chiedere al
sindaco Filipucci di impegnarsi a far prevalere
il principio di precauzione nella vicenda del
progetto di Officina dell' Ambiente. Nel
contempo i comitati No Matrix e Casta
continuano a fare opera di sensibilizzazione. E
su "Inceneritori e ceneri...
vogliamo questo futuro?
' si terrà stasera alle 20.45, nel teatro
comunale, un' apposita iniziativa. Argomenti:
presentazione Comitato No Matrix, filmato sull'
insediamento di Lomello, consegna firme ai
ricorrenti al Tar, filmato inchiesta e servizio
Rai, azione legale contro insediamento OdA,
alternative a servizi e forniture luce e gas.
(r.r.)
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7 aprile 2014
Pagina 7
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
ELEZIONI SONO STATE PRESENTATE UFFICIALMENTE DA BAZZONI E ANCARANI.
Antonella Brini e Giusy Gagliardi candidate
centrodestra a Massa e Fusignano
PRESENTATE le candidate sindaco delle liste
"Vivi Massa Lombarda' e " V i v i Fusignano'.
Sono rispettivamente Antonella Brini e Giusy
Gagliardi ( nella foto ). Il coordinatore
provinciale di Forza Italia Alberto Ancarani ha
evidenziato come anche nel centrodestra non
vi sia né timore né preclusione nel valorizzare
le donne che vogliono impegnarsi in politica.
Il capogruppo in Regione, Gianguido Bazzoni,
ha invece posto l' accento sui programmi
elettorali e ha voluto rimarcare «lo spirito di
servizio e l' amore per il loro Comune che
hanno spinto le due candidate a proporsi per
una sfida difficile».
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Pagina 46
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
LUGO, PROSPETTIVA 2030.
Una lista di giovani spalleggia il centrosinistra
LUGO. E' stata presentata la lista civica
Prospettiva 2030, con 21 candidati coordinati
da Marco Scardovi, a sostegno della
coalizione di centro ­sinistra, e del sindaco
Davide Ranalli. Un ulteriore gruppo, dopo Sel
e Idv, che va a implementare il centrosinistra,
a sostegno della candidatura di Ranalli.
«Una iniziativa caldeggiata da tantissimi
giovani dai 19 ai 31 anni (di quì il termine
2030), grande e convinta forza motrice,
determinati a condividere un percorso
indirizzato ad un futuro costruttivo del
territorio, privilegiando la cultura ­ ha detto
Scardovi ­. La nostra caratteristica anagrafica,
un potenziale di grande competenza,
attenzione e coraggio, non si limita ad
occuparci solo dei giovani, bensì delle
persone appartenenti ad ogni generazione».
Considerazioni fatte proprie da Ranalli
sostenendo «In questa coalizione, fiduciosa e
piena di speranza, coraggio e passione,
individuo una forte determinazione a mettersi
in campo, con un modo nuovo di affrontare il
futuro della comunità».
Questo nutrito ed effervescente gruppo di
giovani ritengono « che la nostra generazione
possa rappresentare, oltre che un valore
aggiunto, una forza in grado di rinnovare la
vita politica della nostra città. Vorremmo infatti una città in grado di vivere un connubio fra la riscoperta
della tradizione, il rinnovamento e lo sviluppo di una dimensione internazionale che abbia come primo
interlocutore l' Europa». Dimensione predominante all' interno del programma è riservata al tema della
cultura, perno fondamentale su cui concepire una società moderna, in grado di vivere le proprie
diversità non necessariamente come un punto di debolezza, bensì come un punto di forza.
Con gran parte dei progetti elaborati a orizzonte internazionale, in grado di dare a Lugo la possibilità di
affacciarsi sul mondo, unendo alle eccellenze che la caratterizzano, ulteriori opportunità di crescita.
Grande attenzione tanto alle politiche legate ai giovani e all' innovazione, quanto a una logica di turismo
che veda nelle potenzialità artistico ­culturali del territorio un aspetto fondamentale su cui puntare.
(a.r.g.
)
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7 aprile 2014
Pagina 46
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Donne per Fusignano e Massa
FUSIGNANO. I vertici provinciali di Forza Italia
hanno presentato i propri due candidati
sindaci di Fusignano, Giuseppina Gagliardi e
d i Massalombarda A n t o n e l l a B r i n i . L a
Gagliardi, 30 anni, nubile, di famiglia
fusignanese da generazioni, ha deciso di
impegnarsi in politica per far risorgere la
propria città, che in questo momento soffre
particolarmente a causa della crisi che sta
colpendo l' Italia. Dopo il diploma in ragioneria,
si trasferisce in Francia dove consegue una
specializzazione in marketing per la grande
distribuzione e perfeziona la sua conoscenza
del francese e dell' inglese. La Brini,in
consiglio comunale da tre legislature, è nata il
7/12/1957 a Massa Lombarda d o v e v i v e .
Lavora presso Conserve Italia S.C. a r.l. E'
stata candidata di Forza Italia alle elezione
regionali del 2000 ed a quelle provinciali del
2001 ha due figli. Tra i suoi obiettivi ricreare l'
idendità che spetta ad un centro vitale come
Massalombarda.
Amalio Ricci Garotti.
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7 aprile 2014
Pagina 46
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Conselice Pula sceglie il suo vice
la Pula ha già scelto il suo vice. Come aveva
annunciato durante la campagna per le
primarie, nella prossima Giunta di quattro
assessori, oltre ad essere esempio di
discontinuità politica, almeno uno,in particolare
il vicesindaco doveva provenire dalla comunità
d i Lavezzola. «Ho sempre pensato che sia
bene circondarsi di persone intelligenti e libere
di pensare e di criticare, purché motivate a
realizzare un percorso comune ed un progetto
condiviso, di cui è leader ed interprete il
candidato a sindaco ­ sottolinea la Pula ­. In
base queste considerazioni, ho proposto a
Nerino Giacometti, di far parte della Giunta,
nel ruolo di vicesindaco. Medico chirurgo
(angiologia medica, diagnostica
cardiovascolare), sposato con un figlio, fin dall'
inizio di questa mia importante avventura
politica, Giacometti ha sostenuto la mia
candidatura in ogni modo, sia di fronte alle mie
proposte, sia di fronte alla sua comunità,
dimostrando di credere davvero nel
cambiamento. Nel ruolo di vicesindaco e,
come è probabile, di assessore al Welfare ,
Giacometti dovrà coadiuvarmi nella
realizzazione del programma e delle priorità
del territorio e dei cittadini. Dovrà inoltre
prestare molta attenzione ai progetti ed ai
bisogni di salute della comunità di Conselice nel promuovere la cultura della prevenzione e nel seguire
l' evoluzione dei servizi sanitari e sociali. (a.r.g.
)
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7 aprile 2014
Pagina 11
La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
Guerra mondiale in due iniziative
Alfonsine Nell' ambito delle iniziative per il 10
aprile, le associazioni Circolo Filatelico
V.Monti, Primola di Alfonsine e A l f l u g , i n
collaborazione con l' Anpi, Avis, Amare
Alfonsine p r o m u o v o n o d u e i n i z i a t i v e :
mercoledì alle 18 a Palazzo Marini,
inaugurazione della mostra storico ­didattica,
"La Cremona nella prima guerra mondiale";
giovedì alle 14.30 a Palazzo Marini,
presentazione del libro "Soldati del regno" di
Enrico Cernigoi e Pietro Compagni.
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7 aprile 2014
Pagina 11
La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
ELEZIONI.
FI Due donne per Massa Lombarda e Fusignano
Si sono presentate le candidate delle liste "Vivi Massa
Lombarda" e "Vivi Fusignano". Sono due donne e sono
agguerritissime. Si tratta per Massa Lombarda d i
Antonella Brini e per Fusignano della giovane Giusy
Gagliardi. Nel suo intervento introduttivo il coordinatore
provinciale di FI Alberto Ancarani ha voluto evidenziare
come anche nel centrodestra non vi sia né timore né
preclusione nel valorizzare le donne che vogliono
impegnarsi in politica.
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7 aprile 2014
Pagina 5
La Repubblica (ed.
Bologna)
La Repubblica Bologna
Il Pd apre al lodo Vitali "Città metropolitana, via il
Comune di Bologna"
L' ex sindaco propone di sciogliere l' ente capoluogo ma l' imolese Manca lo gela: scelta
folle che non aiuta.
SILVIA BIGNAMI ACQUE agitate attorno alla
neonata città metropolitana, dopo la proposta
choc lanciata dall' ex senatore Pd Walter Vitali
su Repubblicadi «sciogliere il Comune di
Bologna» e di eleggere direttamente il sindaco
metropolitano. L' ipotesi piace ai piccoli
Comuni e al Pd bolognese, col segretario dem
Raffaele Donini che benedice il "lodo" Vitali,
anche se «per arrivarci serve tempo». Ma fa
infuriare il sindaco di Imola Daniele Manca,
che insieme a Virginio Merola ha organizzato il
seminario del 16 aprile sul nuovo ente: «Quella
di Vitali mi sembra un' idea folle, che disturba
più che aiutare. Ma scherziamo, qualcuno
pensa davvero di sciogliere il Comune di
Bologna, o di Milano, o di Torino?».
Così, mentre a Palazzo Malvezzi restano in
carica fino a fine anno, ma ormai senza
stipendio, la presidente Beatrice Draghetti e la
sua giunta, i sindaci si scontrano già su due
modelli diversi di città metropolitana. Il primo,
promosso dall' ex sindaco Vitali, è quello di un
ente di "primo livello", con elezione diretta del
sindaco metropolitano e scioglimento del
Comune di Bologna, che verrebbe frazionato
in municipi, tanti quanti sono oggi i quartieri. L'
altro, quello pensato da Manca, è invece
quello di una città metropolitana che sia un ente di "secondo livello", guidato dai sindaci dei Comuni e
presieduto da quello del capoluogo (tutti senza indennità aggiuntive) che assumono funzioni legate al
governo dell' intero territorio provinciale. Eppure Vitali insiste: «L' elezione diretta è possibile al termine
di un percorso, che non potrà essere concluso nel 2016, al termine del mandato di Merola, ma per il
2019».
Manca stoppa però immediatamente il progetto. «Questo ragionamento mi pare non solo sbagliato, ma
folle ­ spiega ­ Sono vent' anni che Vitali porta avanti questa idea di città metropolitana, che non è mai
passata precisamente perché prevede l' elezione diretta. Il punto della riforma Delrio è del tutto diverso:
si tratta di semplificare, di ridurre i livelli decisionali, non di aumentarli. Ci rendiamo conto che se
dovessimo sciogliere il Comune di Bologna, oltre ad eleggere direttamente il sindaco metropolitano,
dovremmo eleggere anche i nove sindaci dei municipi di San Vitale, San Donato, Borgo e via dicendo?
Così, per aver eliminato la Provincia, dovremmo creare nove nuovi Comuni. È pensabile questo?».
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7 aprile 2014
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La Repubblica (ed.
Bologna)
La Repubblica Bologna
Bocciatura in toto, insomma, da Imola, soprattutto «ora che il governo sta pensando di trasformare
anche il Senato in ente di secondo livello, non elettivo, secondo lo stesso principio delle città
metropolitane »: «Il punto è aggregare a livello metropolitano le funzioni e i servizi, non immergersi in un
esperimento di ingegneria istituzionale che rischia di ostacolare la nascita della città metropolitana,
invece che aiutarla. Il tempo dei dibattiti è scaduto, ora è il tempo di fare le cose. Creiamo un sistema
che aumenti i servizi ai cittadini, non i centri decisionali ».
Non tutti però la pensano così.
Il sindaco di Bologna Merola, da sempre contrario all' elezione diretta del sindaco metropolitano, ha
tuttavia aperto nelle scorse settimane all' ipotesi. E lo stesso Pd bolognese ammette di guardare in
quella direzione. «Come Pd abbiamo anche approvato un ordine del giorno in direzione, per dire che "in
prospettiva" si deve andare verso l' elezione diretta, con scorporo del Comune di Bologna» spiega
Donini, che tuttavia non dà scadenze a questo processo di avvicinamento all' ente di primo livello: «Non
so quanto ci vorrà, lo scioglimento di Bologna non è cosa che si ottiene in un giorno. Se pensiamo che
per partire ci abbiamo impiegato vent' anni, non so quando arriveremo ». Tempi lunghi anche secondo il
sindaco di Casalecchio Simone Gamberini: «Sarebbe impensabile sciogliere il Comune di Bologna
oggi. Prima bisogna integrare i servizi a livello metropolitano, poi io credo che le cose verranno da sole.
Sarà automatico che si arrivi all' elezione diretta del sindaco della città di area vasta». Del resto il primo
cittadino di Budrio Giulio Pierini assicura che non ci sarebbe alcun aumento dei livelli decisionali, né dei
costi della politica: «Chi dice il contrario, come i grillini, fa demagogia. Il punto è creare una istituzione
reale, con mandato diretto dei cittadini. Non un ente nominato da altri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA Donini: "In prospettiva resta valida, ma serve tempo per applicarla al
nuovo ente" IL CONVEGNO Il 12 aprile si parlerà di città metropolitana nel corso di una iniziativa a
Palazzo del Podestà.
SILVIA BIGNAMI
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