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Chemioterapia

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Sommario
Sommario ................................................................................................................................ 1
Abstract ................................................................................................................................... 2
Cenni di nomenclatura delle neoplasie .................................................................................... 3
L’oncologia .............................................................................................................................. 4
Il passato ................................................................................................................................. 4
Il presente ............................................................................................................................... 6
La chemioterapia Antitumorale ............................................................................................ 6
Storia dei Chemioterapici antitumorali ............................................................................... 6
Modalità di azione del cis-platino ...................................................................................... 7
A quali scopi viene prescritta la terapia ............................................................................. 8
Quando viene impiegata la terapia chimica ....................................................................... 8
Metodi di assunzione dei farmaci chemioterapici .............................................................. 9
Come agiscono i farmaci per chemioterapia ................................................................... 15
Dove viene effetuata ....................................................................................................... 16
Esami ematici, Controlli e Programmazione dei cicli ....................................................... 18
Effetti collaterali che potrebbero presentarsi .......................................................................... 19
L’ormonoterapia .................................................................................................................... 21
Il futuro (con la Target Therapy) ............................................................................................ 22
Medicina alternativa .............................................................................................................. 24
La Chemioterapia Antimicrobica ............................................................................................ 28
I diritti del malato di cancro .................................................................................................... 30
Ringraziamenti ...................................................................................................................... 37
1
OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Abstract
When I was in the third year of secondary school I was already so fascinated by the unknown
human brain and by the unpredictable human psychology that I had started writing and
gathering information about subliminal messages, occult advertising and reverse psychology.
However, I reluctantly had to give up that thesis draft when, last year, I was forced to deal
with a lymphoma.
Because of the difficult availability of chemotherapy
solutions, I could not carry out spectroscopic,
chromatographic and conductimetric
analysis and
analysis of the factors which could have an influence
on their activity, such as PH, temperature or light.
That is why I made up my mind to develop a report
about the aims of such treatment, the way of taking
remedies, the reasons of its “healing” properties,
starting from blood collection to the printing of the
report of discharge. Of course the premise concerned
what one means by chemotherapy and I also gave
some information on how and why it was born. By referring to the collateral effects that such
treatment may have on people, I also dealt with the rights that Italian citizens who are being
treated have during their therapies, by also taking account of what happens during the years
following their healing.
_Già dal terzo anno della scuola superiore ero così affascinato dallo sconosciuto cervello e
dall’imprevedibile psicologia umana, da aver iniziato a scrivere e informarmi sui messaggi
subliminali, la pubblicità occulta e la psicologia inversa.
A malincuore decisi, però, di abbandonare quella bozza di tesi quando, durante lo scorso
anno di studi, fui costretto a relazionarmi con un linfoma.
A causa della difficile reperibilità delle soluzioni chemioterapiche non ho potuto condurre
analisi spettroscopiche, cromatografiche, conduttimetriche e di fattori che potrebbero
influenzare la loro attività, come pH, temperatura o luce.
Ho deciso così di sviluppare il testo sugli scopi della cura, le modalità di assunzione e a cosa
deve le sue proprietà “curative”, dal prelievo del sangue alla stampa del referto di dimissione,
premettendo cosa si intende per chemio terapia e dando qualche informazione su come
questa sia nata. Agganciandomi agli effetti collaterali che questa cura può scaturire, ho poi
introdotto i diritti che i cittadini Italiani in cura hanno durante il trattamento, e negli anni
successivi alla remissione.
2
OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Cenni di nomenclatura delle neoplasie
È assente una nomenclatura ufficiale per le neoplasie, molti tumori traggono il nome dal
tessuto colpito (tumori papillari, cistici, follicolari...), altri portano il nome di colui che li ha
descritti per primo (tumore delle ossa o di Ewing, morbo di Hodgkin...).
Sotto il nome di Sarcomi rientrano le neoplasie ai tessuti derivanti embriologicamente dal
mesoderma (tessuto muscolare, osseo, cartilagineo).
I Carcinomi sono invece le neoplasie che colpiscono i tessuti e gli organi derivati
dall’ectoderma (pelle, tessuto nervoso) e dall’endoderma (sistema intestinale ed organi
correlati).
Esistono anche neoplasie miste: carcinosarcoma, teratoma.
Per indicare tumori che all’inizio hanno un aspetto embrionale (mioblastoma, neuroblastoma)
viene usato il suffisso “blastoma”.
Per i Tumori del sangue, si chiama leucemia la discrasia
caratterizzata da abnorme aumento dei leucociti e
policitemia quella caratterizzata da aumento degli eritrociti
e del volume complessivo di sangue.
3
OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
L’oncologia
Il passato
"Oncologia" è un vocabolo derivante dal greco -óncos-(massa) e -logos- (studio) che
viene utilizzato per indicare la branca della medicina che riguarda l’analisi e il trattamento dei
tumori.
La sua storia ha origini antiche, il precursore dei documenti riguardanti casi di tumore risale
alla medicina egizia, è infatti presentata la descrizione di un cancro dell'utero nel papiro di
Kahun (1850 a.C.), mentre un altro scritto risalente ai tempi egizi è il papiro di Ebers (1550
a.C.) dove viene trattata la condizione di non curabilità di tale patologia.
Tuttavia anche l'antesignano della medicina, Ippocrate (460 – 370 a.C.), ribadisce
l'incurabilità delle neoplasie, sostenendo che l’origine delle malattie è esclusivamente fisica e
fondata sull'armonica mescolanza dei quattro umori:

il sangue derivante dal cuore

il flegma che originava nel cervello

la bile gialla dal fegato

la bile nera proveniente dalla milza
I tumori maligni sono il risultato dell’alterazione dell’equilibrio che crea uno stato di discrasia
prodotto dell’accumulo di bile nera nei tessuti.
Il medico greco fu il primo ad utilizzare il termine “carcinoma” per indicare questi angiomi, la
cui origine etimologica “karkinos” in greco, significa “granchio”, poiché, divorano i tessuti con
una morsa dolorosa e acuta, proprio come è solito comportarsi l’animale.
Egli consigliava il ricorso a sostanze naturali emollienti o alla cauterizzazione per il
trattamento dei tumori esterni, mentre riteneva opportuno non curare i portatori di tumori
occulti in quanto le terapie del tempo avrebbero solamente affrettato il decesso.
4
OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Il medico romano Galeno (129- 201 d.C.), nel secondo libro del “De Naturalibus Facultatibus”,
utilizza il termine cancro per indicare «una malattia che si caratterizza con un ingrossamento,
una protuberanza e il cui nome deriva dalla somiglianza che le vene gonfiate dal tumore
hanno con le zampe del granchio». Il neologismo galeniano discende infatti dal nome latino
del granchio (cancer) affiancato da “sarcoma”.
Secondo lo stesso, per impedire lo sviluppo del tumore, bisognava evitare che la bile nera si
fissasse in un determinato tessuto.
Per secoli la teoria degli umori è stata accettata come un dogma a causa dell’“Ipse dixit”,
rallentando così lo sviluppo in campo oncologico.
Fu nel 1500 che per la prima volta si assistette alla disintegrazione della teoria umorale di
Galeno, con Paracelso che riteneva i tumori maligni prodotti derivati dall’accumulo del sale
“realgar“ e con Cartesio che sostituì al potere patogenetico dell’umor nero quello della linfa,
unica responsabile della malattia tumorale.
Nel Settecento due grandi personaggi storici: il chirurgo londinese Percival Pott e il medico
tedesco Samuel Thomas Sömmering, intuirono come la malattia potesse essere associata ad
una penetranza professionale elettiva. L’inglese nel 1775 identifica il cancro scrotale degli
spazzacamini e il fattore chimico, la fuliggine, l’agente scatenante. Similmente vent’anni dopo,
il tedesco associava il cancro del labbro con i danni provocati dal fumo della pipa.
La vera svolta nel corso dell’Ottocento in campo oncologico è stata data da Rudolf Virchow.
Con la sua Patologia Cellulare afferma che per poter indagare e scoprire la misteriosa
eziopatogenesi del cancro occorre studiare la cellula tumorale dal punto di vista istologico e
fisiologico.
Agli inizi del Novecento lo scienziato tedesco, nonché premio Nobel nel 1908 per la medicina,
Paul Ehrlich (1854 -1915), scopre che alcuni prodotti chimici potevano danneggiare e
distruggere l’agente causale di alcune malattie infettive.
Nasce così la chemioterapia.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Il presente
La chemioterapia Antitumorale
La chemioterapia (da -chemio- chimica) è una procedura che consiste nella somministrazione
di particolari farmaci allo scopo di distruggere le cellule cancerogene.
Qualunque trattamento terapeutico a base di sostanze chimiche è chemioterapico, quindi
anche le cure antivirali, antimicotiche e antibiotiche (chemioterapia antimicrobica), ma nel
linguaggio comune il termine viene utilizzato con riferimento alle cure antitumorali
(chemioterapia antineoplastica).
Storia dei Chemioterapici antitumorali
Erano gli anni sessanta quando nel laboratorio di biofisica della Michigan State University, per
un fortuito caso, Barnett Rosenberg, notò la somiglianza delle linee di forza dei campi elettrici
e i fusi mitotici e si mise a studiare l'interferenza di questi campi elettrici nella riproduzione dei
batteri. Egli notò come questi non riuscivano a riprodursi in questo ambiente, perché era per
loro impossibile separarsi.
Rosenberg arrivò in seguito alla conclusione che non era la
presenza del campo elettrico ad impedire la divisione di batteri,
bensì quella dell'isomero cis-[PtCl2(NH3)2]. Intuì subito il potere
che questa molecola avrebbe potuto avere sulle cellule
tumorali, avendo queste lo stesso tipo di replicazione.
Testò l’isomero su un topo malato, che dopo pochi giorni guarì completamente.
Il farmaco al platino passò così alla fase 1, ma a causa dei suoi ingenti effetti tossici rischiò
quasi di non essere mai usato.
Furono due medici americani, che lo provarono su tredici pazienti affetti da cancro ai testicoli,
e la sorprendente ripresa di questi, diede il via libera al largo impiego di questo farmaco nella
cura della leucemia.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Modalità di azione del cis-platino
Il cis-platino non si dissocia all'esterno della membrana
cellulare grazie all'elevata concentrazione di ioni Cl,
mentre all'interno della cellula, a causa dell’assenza di
queste particelle, si dissocia legandosi ad alcuni siti del
DNA, modificandolo; in questo modo viene inibita la crescita
della cellula.
Non si conosce ancora l'esatta modalità con cui l'isomero cis-platino
impedisca la riproduzione e provochi il decesso delle cellule,
parrebbe però che i due legami del Cloro rimasti liberi vadano a
legarsi a due guanine o ad una guanina ed una adenina, e questo
legame creerebbe una distorsione nel DNA, un'inclinazione che a
quanto pare basta a inibirne la funzionalità. Questo perché così
facendo viene bloccata la proteina adibita alla duplicazione,
incastrandosi in quella irregolarità della doppia elica; oppure la
proteina si lega a quel punto rendendo impossibile la traduzione, sottraendola al suo compito,
ma sono solo ipotesi.
Un’altra ipotesi verosimile è che il cisplatino stesso impedisca alla cellula di attuare i normali
meccanismi di riparazione del DNA che interverrebbero per rimediare ad un danno su
filamento.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
A quali scopi viene prescritta la terapia
La chemioterapia oggi non viene impiegata per un unico obiettivo, bensì:
Per la GUARIGIONE del paziente: la terapia è in grado di distruggere tutte le cellule
tumorali.
Per EVITARE LA RICOMPARSA della malattia: allo scopo di sopprimere eventuali cellule
tumorali residue, raggruppate in masse troppo piccole per essere rilevate dagli strumenti
diagnostici.
Per PROTRARRE il periodo di SOPRAVVIVENZA del malato: per ridurre il volume
tumorale, ritardare la progressione della malattia e prolungare la sopravvivenza del paziente,
anche in casi ove la malattia si presenti in stadio avanzato.
Quando viene impiegata la terapia chimica
Come anticipato precedentemente, essendo la chemioterapia prescritta per diversi obiettivi,
può essere somministrata in diversi momenti:
Posteriormente ad un intervento chirurgico: la chemioterapia si attua in seguito ad un
intervento chirurgico quando la massa tumorale è stata asportata, ma sussiste il rischio di
recidività ad opera di cellule tumorali non diagnosticabili, rimaste in circolo.
Anticipatamente a un intervento chirurgico: la chemioterapia viene attuata prima di un
intervento chirurgico, quando il tumore si presenta attaccato troppo saldamente al tessuto
sano circostante e non è asportabile con il solo intervento.
Viene spesso somministrata anche allo scopo di ridurre una massa voluminosa e facilitarne la
rimozione.
In sostituzione ad un intervento chirurgico: la chemioterapia può essere attuata quando la
malattia si presenta in forma metastatica e quindi non operabile, oppure quando non è stato
possibile rimuovere completamente la massa tumorale.
Durante cicli di radioterapia: la chemioterapia, talvolta, si attua contemporaneamente alla
radioterapia. In questo caso si parla di chemioradioterapia.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Metodi di assunzione dei farmaci chemioterapici
Il trattamento può prevedere la somministrazione di un solo farmaco o di più farmaci scelti tra
una gamma di circa 50 prodotti disponibili in commercio.
Le modalità di somministrazione possono variare a seconda del caso, distinguendosi:
Per via endovenosa
Viene effettuata attraverso un’iniezione in vena, è la modalità di somministrazione più diffusa,
praticata tramite:
_siringa, se la sostanza può essere somministrata in tempi brevi (non più di alcuni minuti);
_flebo, quando la sostanza deve essere somministrata in un tempo variabile da 30 minuti ad
alcune ore.
Questa modalità presenta però due principali svantaggi:

Il rischio che le sostanze possano uscire dalla vena danneggiando i tessuti circostanti;
È per questo motivo che il paziente viene sorvegliato dal personale durante le
infusioni.

La difficoltà di mantenere costante la velocità di infusione; si ovvia a questo secondo
problema utilizzando una pompa per infusione che mantiene costante il circolo dei
farmaci senza rallentamenti o accelerazioni.
Pompa per infusione, utilizzata quando la sostanza deve essere
somministrata a goccia a goccia per diversi giorni.
Infusione continua per settimane o mesi: in questi casi il paziente
porta la pompa sempre con sé.
Tutte queste modalità di somministrazione per via endovenosa prevedono un accesso al
circolo sanguigno mantenuto aperto per tutto il tempo necessario alle cure. Per l'esigenza di
iniettare ripetutamente in vena sostanze irritanti, che possono facilmente provocare flebiti,
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
sono stati messi a punto vari dispositivi per raggiungere il circolo sanguigno evitando ogni
volta la ricerca di una vena del braccio, come si fa per iniezioni intravenose occasionali.
L'accesso può avvenire tramite:
CVP (catetere venoso periferico) o agocannula in una vena della mano o del braccio. È un
tubicino molto sottile, inserito tramite un ago, che mantiene aperta la vena attraverso la quale
possono essere iniettati farmaci e prelevato sangue. Se necessario può essere tenuta
per alcuni giorni.
CVC (cateteri venosi centrali) o cateteri, cioè dispositivi che, tramite tubicini di materiale
biocompatibile (silicone o poliuretano), raggiungono le grosse vene più vicine al cuore. In
questo modo permettono l'infusione intermittente o continua di farmaci e terapie nutrizionali,
garantendo nel contempo l'accesso permanente al sistema venoso per molto tempo, anche
per mesi.
Possono essere:
esterni
Come si vede nella prima immagine, possono
essere inseriti a livello della vena giugulare del
collo (per trattamenti di breve durata) oppure,
passando in una sorta di tunnel sotto la cute del
torace, penetrano la vena succlavia all'altezza
della clavicola, e da qui sono spinti ancora
oltre, fino alla vena cava superiore.
Vengono inseriti in anestesia locale in un ambiente sterile, senza la necessità di un intervento
in sala operatoria.
In alternativa possono essere inseriti in una vena a livello del braccio, come una comune
agocannula. In questo caso, però, il tubicino flessibile è poi spinto, come nel caso
precedente, fino alla vena cava superiore (PICC, Peripherally Inserted Central Catheter,
catetere centrale inserito perifericamente).
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
impiantati tramite un piccolo intervento chirurgico:
Port-a-cath è un piccolo serbatoio sottocutaneo che, tramite un tubicino, sfocia in
una vena profonda. Pungendo la pelle in corrispondenza del punto in cui è situato è possibile
raggiungere sempre il circolo venoso. Questo dispositivo presenta sia vantaggi che svantaggi
rispetto alle altre linee centrali esterne.
Tra i vantaggi più significativi vi è l’invisibilità dell’impianto e la minore necessità di
manutenzione.
Il principale svantaggio è la puntura della pelle, evitata invece quando i piccoli cateteri
sboccano esternamente.
Per via topica
questa modalità viene attuata servendosi di una crema spalmabile,
e si somministra solo per alcune forme di tumore della pelle.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Per via orale tramite compresse o capsule
Alcuni
farmaci
associazione
a
chemioterapici,
terapie
da
soli
endovenose,
o
in
possono
essere assunti per bocca sotto forma di compresse
o capsule. In questo caso spesso sono consegnati
al paziente che li può assumere a casa propria. È
importante avere alcune accortezze, come farsi
spiegare bene e per iscritto quante compresse
prendere, quando prenderle, per quanto tempo e a
che ora in relazione ai pasti.
È inoltre importante chiedere se le medicine devono essere conservate in frigorifero o a
temperatura ambiente, toccare il meno possibile i medicinali e lavarsi bene le mani dopo
averlo fatto per evitare irritazioni della pelle.
Se si dimentica un giorno la pastiglia, non prenderne mai una doppia dose il giorno
successivo, ma consultare il medico;
Se non si riesce ad assumere la medicina o questa provoca disturbi contattare il proprio
medico;
Le sostanze attive contenute nei medicinali sono eliminate in parte attraverso le urine e le
feci, perciò far scorrere bene l'acqua dopo essere stati in bagno.
Per via arteriosa
Attraverso una cannula inserita nell'arteria principale che irrora il tumore. Il metodo, usato
soprattutto per i tumori del fegato attraverso l'arteria epatica, consente di concentrare
maggiori dosi di medicinale dove serve, risparmiando il resto dell'organismo. È una tecnica
altamente specializzata effettuata solo in alcuni centri.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Per via intramuscolare
Pratica effettuata attraverso un’iniezione nei tessuti
muscolari, a livello della coscia o dei glutei. Determina un
rilascio più lento dei farmaci rispetto alla via endovenosa
ma è utilizzata molto di rado.
Per via sottocutanea
Attraverso un’iniezione nel grasso sottocutaneo tra cute e
muscolo, spesso a livello dell'addome, della coscia o del
braccio, al momento solo per farmaci ematologici.
Per via intratecale
Cioè nel fluido cerebrospinale attraverso la
colonna
vertebrale,
quando,
attraverso
l'esame del liquido effettuato con una puntura
lombare, si riscontra la presenza di cellule
tumorali a questo livello. È utilizzata solo in
alcuni casi di leucemia e tumori cerebrali.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Per via intracavitaria
Cioè in una cavità naturale dell'organismo (per esempio nella cavità pelvica, in vescica, nel
torace o nell'addome).
Nel caso della vescica si dice che la somministrazione è per via intravescicale. Dopo
l'asportazione del tumore, i medici, in relazione al grado della malattia, possono decidere di
somministrare settimanalmente dei farmaci antineoplastici inserendoli in vescica attraverso
un catetere.
Nel caso del torace si dice che la somministrazione è per via intrapleurica, cioè avviene
nell'intercapedine compresa tra i due strati della pleura, la sottile membrana che riveste da un
lato la cavità toracica e dall'altro i polmoni.
Nel caso dell'addome si dice che la somministrazione è per via intraperitoneale, cioè
avviene nell'intercapedine compresa tra i due strati del peritoneo, la sottile membrana che
riveste da un lato la parete addominale e dall'altro i visceri addominali. È usata di rado,
soprattutto per i mesoteliomi peritoneali e per i tumori dell'ovaio diffusi al peritoneo.
A volte, può essere opportuno attuare due o più modalità di somministrazione
contemporaneamente (ad esempio, per endovena e per via orale). I farmaci chemioterapici,
ad esclusione di quelli somministrati per via intratecale, intracavitaria e in crema per uso
topico, vengono assorbiti nel sangue e veicolati nell’organismo, raggiungendo in questo modo
le cellule tumorali in tutto il corpo.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Come agiscono i farmaci per chemioterapia
I farmaci chemioterapici si possono distinguere in 3 classi a seconda del loro meccanismo
d'azione:
NON SPECIFICI, ossia che colpiscono tutte le cellule, sia che esse si trovino in ciclo che in
fase G0, cioè a riposo. Tra di essi troviamo: Antibiotici antitumorali e Radiazioni.
FASE SPECIFICI, bloccano la cellula in una fase particolare del suo ciclo cellulare. Essi sono
Antimetaboliti, Alcalodi della Vinca ed Epipodofillotossine.
CICLO SPECIFICI, questi aggrediscono la cellula in qualsiasi fase attiva del ciclo cellulare,
mentre non agiscono quando questa si trova in fase G0. Essi sono: Alchilanti, Nitrosuree,
Dialchitriazeni, Bleomicina, Composti del platino.
Il loro meccanismo d’azione interferisce con diversi meccanismi essenziali per la replicazione
cellulare, uccidendo le stesse durante questo processo (azione citotossica). Si ostacola così
la loro capacità di evolvere verso forme resistenti alle cure.
Riproducendosi le cellule tumorali più rapidamente di quelle sane, l'effetto della terapia, si fa
sentire soprattutto sui tumori che crescono velocemente, oltre che su quelle cellule sane
soggette a rapida replicazione (come le cellule dei bulbi piliferi, del sangue e quelle che
rivestono le mucose dell'apparato digerente).
Si spiegano così i più comuni effetti collaterali di questi trattamenti.
L'associazione di sostanze diverse consente di avere più schemi di chemioterapia il più
possibile specifici per le diverse malattie.
Questi schemi vengono denominati con acronimi formati dalle iniziali dei medicinali utilizzati:
per esempio CMF (ciclofosfamide, metotrexate e fluorouracile) per il tumore al seno o CVP
(ciclofosfamide, vincristina e prednisolone) per alcuni linfomi o
ABVD (Adriamycin®, un sinonimo con cui era inizialmente indicata la doxorubicina,
bleomicina, vinblastina e dacarbazina) per altri.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Esistono quasi un centinaio di sostanze che possono essere variamente combinate per
combattere meglio le diverse forme di tumore, e nuove molecole sono continuamente
scoperte, sintetizzate o estratte e messe a punto nei laboratori di tutto il mondo.
Per ogni tumore e per ogni malato, sulla base dei dati raccolti in decenni di ricerche, i medici
scelgono lo schema più adatto per ottenere il miglior risultato possibile con il minor carico di
effetti collaterali.
Per dar modo al corpo di disintossicarsi e alle cellule con un alto turn-over di rigenerarsi, la
chemioterapia viene spesso somministrata in cicli e non in maniera continua.
Inoltre non tutte le cellule sono contemporaneamente in fase di replicazione, anche in un
tumore a rapida crescita ve ne sono sempre alcune in fase quiescente (a riposo). Queste
cellule sfuggono all'azione dei farmaci che hanno la caratteristica di uccidere le cellule mentre
si scindono. Per questo la ripetizione del trattamento in cicli successivi elimina le cellule
tumorali via via che entrano nella fase di replicazione.
Dove viene effettuata
La somministrazione della chemioterapia può avvenire in ambienti completamente differenti a
seconda del tipo di malattia, dei farmaci utilizzati e delle diverse condizioni cliniche.
A domicilio
Si può effettuare la cura stando a casa, se la terapia deve essere assunta per via orale: ci si
reca in ambulatorio solo per regolari controlli ed esami del sangue, mentre qualche volta i
medici possono ritenere opportuno effettuare la prima somministrazione in ospedale
per verificare che non ci siano reazioni indesiderate. Anche quando avviene tramite
un'infusione continua di farmaci mediante una pompa per la chemioterapia collegata alla linea
centrale o alla PICC (Peripherally Inserted Central Catheter, catetere centrale inserito
perifericamente), questa ha le dimensioni di una bottiglietta d'acqua e può essere tenuta
sempre con sé, in una apposita borsa o attaccata a una cintura che verrà consegnata in
ospedale; Non richiede batteria ma periodicamente deve essere sostituita.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Durante un ricovero in ospedale
A volte può essere necessaria una permanenza in ospedale di
una o più notti, soprattutto nei casi in cui i farmaci devono
essere somministrati molto lentamente e in maniera controllata,
c'è la possibilità di reazioni indesiderate, occorre somministrare
molti fluidi tramite flebo prima e dopo il trattamento, devono
essere date alte dosi di medicinali (in questo caso la
permanenza può durare anche settimane)
In appositi ambulatori
È questa la modalità più comune: day-hospital, dove ci si reca
nei giorni prestabiliti e vi si resta per il tempo necessario a
eseguire gli esami preliminari al trattamento e a ricevere
l'infusione, per poi rientrare a casa in giornata.
Le sostanze usate per la chemioterapia possono essere irritanti per la pelle e pericolose al di
fuori del loro uso terapeutico. È per questo che il personale indossa guanti, mascherina,
grembiuli di plastica e occhiali protettivi. Per la stessa ragione, il materiale che è venuto a
contatto con i farmaci deve essere smaltito in maniera differenziata e con particolari cautele.
17
OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Esami ematici, Controlli e Programmazione dei cicli
Prima di sottoporre un paziente a chemioterapia, vengono
effettuati sullo stesso una serie di esami del sangue che, in
base al livello di globuli bianchi o piastrine troppo basso,
può indurre i medici ad allungare gli intervalli tra un
trattamento e l'altro o ad abbassare le dosi dei farmaci.
Anche il sospetto che il fegato o i reni stiano soffrendo
delle cure, può essere il pretesto per rivalutare le quantità delle sostanze da somministrare o,
per la sicurezza del paziente, di rimandare il trattamento (solitamente di una settimana).
Altre volte gli accertamenti eseguiti nel corso del trattamento,
come TAC (computed axial tomography) e PET (Positron
Emission Tomography), mostrano una scarsa risposta della
massa tumorale che non si riduce di volume nonostante la
terapia.
Questo può spingere i medici a utilizzare un'altra combinazione di
farmaci che possa rivelarsi più efficace.
Infine, nella programmazione dei cicli di trattamento, è talvolta possibile tenere
conto delle esigenze personali del paziente: parlandone con il medico con il dovuto anticipo si
può cercare di impostare i cicli in modo che non condizionino la partecipazione a eventi
importanti, familiari o di lavoro.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Effetti collaterali che potrebbero presentarsi
Associati ai trattamenti con chemioterapia, possono insorgere disturbi collaterali, la cui entità
varia da soggetto a soggetto in base ai farmaci utilizzati.
È importante sottolineare che moltissimi degli effetti collaterali sono temporanei, diminuiscono
quindi e scompaiono gradualmente nei giorni successivi alla sospensione del trattamento.
I principali organi che possono risentire della chemioterapia sono quelli in cui le cellule hanno
un alto turn-over, ovvero si moltiplicano velocemente (la mucosa che riveste la bocca,
l’apparato digerente, la cute, i capelli e il midollo osseo).
Questi effetti indesiderati si possono suddividere in: immediati, ritardati e a lungo termine.
Tra i primi troviamo:














19
Fatigue (Spossatezza),
Astenia (avvertita come persistente stanchezza sproporzionata all’attività fisica
svolta),
Sindrome da lisi tumorale,
Nausea e vomito,
Inappetenza (Disturbo alimentare che si manifesta con una drastica diminuzione
dell’appetito accompagnata molte volte da un senso di repulsione verso il cibo),
Febbre,
Rash cutanei,
Reazioni locali in caso di stravaso,
Flebiti,
Diarrea,
Stipsi,
Disturbi del ritmo cardiaco,
Danno renale,
Reazioni anafilattiche.
OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Tra le reazioni collaterali a medio termine (o ritardate) si hanno:














Pancitopenia (ridotta funzionalità del midollo osseo, con conseguente riduzione di
globuli rossi, globuli bianchi e piastrine presenti nel sangue),
Mielotossicità (neutropenia, piastrinopenia e anemia),
Mucosite,
Macula (modificazione circoscritta del colore della cute),
Alopecia e perdita dei capelli,
Parestesie (sensazione di formicolio alle estremità articolari),
Tossicità d'organo,
Neuropatie periferiche,
Danno miocardico (cardiomiopatia dilatativa),
Danno renale ed epatico,
Cistite,
Danno polmonare,
Ototossicità,
Coagulopatie.
Gli effetti indesiderati a lungo termine sono invece:




Cardiotossicità,
Fibosi polmonare,
Sterilità,
Insorgenza di neoplasie.
È importante ricordare che gli effetti collaterali che interferiscono con una buona qualità di vita
(diarrea, vomito, dolori, fatigue) sono superabili con la somministrazione di ulteriori farmaci
specificamente mirati a ridurre o eliminare questi sintomi.
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
L’ormonoterapia
Oltre agli antiblastici tradizionali, per alcuni tipi di tumori che coinvolgono recettori ormonali, si
può utilizzare l’ormonoterapia.
Questa è volta a contrastare l’azione degli ormoni, impedendone la produzione o l’azione
proliferativa che avrebbe sul tumore. La terapia ormonale può essere usata per ridurre le
dimensioni del tumore prima dell’intervento chirurgico di asportazione del tumore (terapia
neoadiuvante) ma, più spesso, si attua per ridurre il rischio di recidiva (dopo intervento
chirurgico, radioterapia e/o chemioterapia) oppure per attenuare i sintomi di una malattia in
fase più avanzata.
Si discute dell’opportunità di utilizzarla come terapia preventiva in persone sane ad alto
rischio, per prevenire la comparsa del tumore (farmaco-prevenzione).
La terapia ormonale può essere utilizzata solo per tumori sensibili all’azione degli ormoni:

Tumore al seno (con recettori ormonali)

Tumore alla prostata

Tumore all’endometrio (il rivestimento interno dell’utero)

Tumore all’ovaio

Tumore al rene
La terapia ormonale è in genere ben tollerata e provoca effetti collaterali gravi solo in rari casi.
Tuttavia comporta una serie di effetti, oltre che sul tumore, anche sul resto dell’organismo.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Il futuro
Le innovazioni in campo terapeutico oncologico riguardanti la tradizionale categoria dei
farmaci citotossici riguarda nuove classi, derivate dalle molecole precedentemente note, ma
con caratteristiche innovative. Ad esempio, si vanno sempre più sviluppando farmaci
chemioterapici somministrabili per via orale, caratterizzati da una maggiore attività e da
un’inferiore tossicità rispetto ai composti più tradizionali da cui derivano.
Un’altra novità in campo terapeutico riguarda i vaccini antitumorali che stanno finalmente
cominciando a conseguire i primi risultati, soprattutto per la terapia dei melanomi.
La vera sfida in ambito oncologico è stata invece lanciata con lo sviluppo della
target
therapy, o terapia a bersaglio specifico. Nuovi farmaci, di recentissimo sviluppo, sono in
grado di colpire specificamente le molecole che, funzionando in maniera anomala nelle
cellule, ne inducono la trasformazione in cellule maligne.
Come già si è ripetuto, uno dei maggiori limiti della chemioterapia è l’aspecificità: questo vuol
dire che, proprio per il suo meccanismo d’azione, oltre a colpire le cellule neoplastiche (effetto
desiderato), danneggia tutte quelle sane che si riproducono velocemente (effetto
indesiderato).
La terapia a bersaglio molecolare (target therapy), è la risposta a quest’insufficienza.
indirizzata a contrastare i meccanismi specifici del processo di carcinogenesi dei singoli
tumori, risulta di conseguenza in grado di colpire soltanto ciò contro cui è diretta e quindi
efficace verso tipi definiti di neoplasie (per questo si parla anche di terapia personalizzata o
selettiva).
Di conseguenza sono più limitati gli effetti collaterali negativi ed indesiderati della
chemioterapia, con notevole miglioramento della qualità della vita dei pazienti sottoposti alle
cure.
I nuovi agenti antitumorali hanno strutture e meccanismi di azione molto diversi.
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Fino ad ora i bersagli molecolari più rilevanti identificati sono:
Le protein-chinasi (proteine che trasportano all’interno della cellula messaggi di stimolo per la
crescita tumorale);
I recettori di fattori di crescita, che favoriscono sia l’accrescimento del tumore sia
l’angiogenesi tumorale (formazione di nuovi vasi che portano nutrimento al tumore);
Alcune proteine implicate nei meccanismi che conferiscono alle cellule resistenza alle terapie
radianti e farmacologiche (per esempio il gene bcl-2) o viceversa provocano la morte in
seguito ad esse (apoptosi).
Nonostante le terapie a bersaglio molecolare rappresentino un importante passo avanti nella
cura dei tumori, questa classe di farmaci bersaglio-specifici non è priva di effetti collaterali.
Possono comparire reazioni di tipo allergico e manifestazioni cutanee in rapporto al dosaggio
della terapia che variano da individuo ad individuo. Anche se di minore intensità, questi,
quando si manifestano rimangono per tutta la durata del trattamento.
Ad esempio, i chemioterapici possono indurre diarrea 5-10 giorni dopo la somministrazione;
le terapie a bersaglio molecolare, se danno diarrea, la manifestano tutti i giorni.
Tuttavia, questi nuovi farmaci non vanno considerati, almeno per il momento, come dei
sostituti dei classici chemioterapici.
Sembra infatti che il massimo beneficio si ottenga proprio combinandoli con farmaci
antitumorali convenzionali, con i quali spesso è stato dimostrato un potenziamento reciproco.
Questo approccio combinato consente di ottenere un’attività antitumorale maggiore con dosi
più basse e meno tossiche. Tale vantaggio è ulteriormente accresciuto dalla possibilità dei
nuovi farmaci di essere somministrati sottocute o per bocca per lunghi periodi, senza
sostanziali effetti collaterali.
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Medicina alternativa
Essendo un campo molto ampio e in costante evoluzione risulta piuttosto difficoltoso trovare
una definizione di Medicina Complementare e Alternativa.
NCCAM (National Center for Complementary and Alternative Medicine) la definisce l'insieme
dei sistemi, pratiche e rimedi che in genere non vengono considerati come parte della
medicina convenzionale.
La medicina convenzionale, anche detta medicina occidentale o allopatica è la medicina
praticata da tutti coloro che sono in possesso del titolo di dottore in medicina e chirurgia e da
coloro in possesso di una laurea nel campo delle professioni sanitarie (es. infermieri, tecnici
della riabilitazione, psicologi ecc).
I limiti di separazione tra la MCA e la medicina convenzionale non sono assoluti, con il tempo
certe pratiche di MCA sono state accettate anche dalla medicina convenzionale.
Possono considerarsi come parte della MCA i sistemi medici integrali che costituiscono un
sistema completo di teoria e pratica che si sono sviluppate con il trascorrere del tempo in
diverse culture e in forma indipendente dalla medicina convenzionale o occidentale. Tra gli
esempi di antichi sistemi medici integrali troviamo la medicina Ayurvedica e la MTC. I sistemi
più moderni comprendono l'omeopatia e la naturopatia.
Medicina Complementare
Si riferisce all'uso congiunto della medicina convenzionale con la MCA.
Nei paesi occidentali la maggior parte delle persone che si affidano alla MCA, lo fanno in
forma di medicina complementare.
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
La Medicina Integrata
Si riferisce alla pratica che combina i trattamenti di medicina convenzionale con la MCA e
sopra la quale esistono dati scientifici di comprovata innocuità ed efficacia.
Tipi di medicina complementare e alternativa
La MCA può essere distinta in diverse categorie, che spaziano dalla classe di prodotti
naturali, alla medicina della mente e del corpo, comprendendo le pratiche di manipolazione
del corpo.
Prodotti naturali
In questa prima categoria sono inclusi i diversi medicamenti a base di erbe, vitamine, minerali
e altri prodotti naturali.
I prodotti naturali comprendono i probiotici, microrganismi vivi (generalmente batteri) simili a
quelli normalmente residenti nel tratto digestivo dell'essere umano, aventi effetti benefici. I
pobiotici sono presenti in molti alimenti (ad esempio negli yogurt o nei supplementi dietetici).
E' importante fare una distinzione con i prebiotici, ingredienti alimentari non digeribili, che
stimolano selettivamente lo sviluppo o l'attività dei microrganismi presenti nel corpo.
Con lo scopo di migliorare la sua condizione, l’uomo ha utilizzato medicinali a base di erbe sin
dalle epoche più remote.
Tra gli effetti personali dell'uomo di ghiaccio, la mummia di Semilun (scoperta nelle Alpi
Italiane nel 1991 sono stati ritrovati erbe medicinali). Nel Medio Evo erano già stati classificati
migliaia di preparati botanici in base alle loro proprietà medicinali.
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Medicina della mente e del corpo
Queste pratiche hanno il proposito di usare la mente per influenzare le funzioni fisiche e
promuovere la salute.
Le tecniche di meditazione includono posture specifiche, la focalizzazione dell'attenzione e un
maggior controllo rispetto alle distrazioni. La meditazione è impiegata per aumentare la calma
e il rilassamento, migliorare l'equilibrio psicologico, alleviare le malattie e promuovere il
benessere e la salute in generale.
L'agopuntura è l'insieme di procedimenti che consistono nella stimolazione di punti specifici
del corpo mediante tecniche diverse, come l'inserzione degli aghi attraverso la pelle e la
manipolazione degli stessi, manualmente o per stimolazione elettrica. E' la componente
principale della medicina tradizionale cinese ed è una delle pratiche terapeutiche più antiche
del mondo. Anche lo Yoga, esercizi di respirazione profonda, il sogno guidato, ipnositerapia, il
rilassamento progressivo, Qi Gong e Tai Chi sono esempi di pratiche salutistiche, praticate
dalla gente per alleviare i diversi problemi del corpo.
Il concetto che la mente è importante per il trattamento delle malattie è parte integrante dei
metodi curativi della MTC e della medicina Ayurvedica, le cui origini risalgono a più di 2000
anni. Ippocrate stesso comprese gli aspetti morali e spirituali della guarigione e considerava
che il trattamento era possibile solo tenendo conto dell'attitudine, dell'influenza del mezzo
ambiente e dei rimedi naturali.
Pratiche di manipolazioni e massaggio del corpo
Le pratiche di manipolazione e di massaggio agiscono sulla struttura e sugli apparati del
corpo, tra questi il sistema osteoarticolare, i tessuti molli, il sistema linfatico e circolatorio.
Questa categoria comprende due terapie di uso più frequente:
La manipolazione della colonna vertebrale è quella praticata dai chiropratici e altri
professionisti della salute, come i tecnici della riabilitazione, gli osteopati e anche dai medici
che esercitano la medicina convenzionale. I professionisti utilizzano le loro mani o dispositivi
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
per applicare una forza controllata sopra l'articolazione della colonna vertebrale, al fine di
mobilizzarla. La manipolazione della colonna vertebrale si trova tra le opzioni di trattamento
impiegate da coloro che presentano dolori nella zona lombare, un disturbo molto frequente e
che può essere difficile da trattare.
Il termine massoterapia comprende molte tecniche diverse tra loro. In genere i terapeuti,
fanno pressione, frizionano e manipolano i muscoli e gli altri tessuti molli del corpo. Le
persone utilizzano il massaggio per diversi problemi legati alla salute, tra questi il sollievo dal
dolore, la riabilitazione dopo un trauma sportivo, per il controllo dello stress, per aumentare il
rilassamento, il trattamento dell'ansia e della depressione e infine per il benessere generale.
La manipolazione della colonna vertebrale è stata impiegata sin dall'epoca dell'Antica Grecia
ed è stata incorporata tra la medicina chiropratica e osteopatica alla fine del sec XIX. La
massoterapia ha mille anni di antichità; troviamo riferimenti al massaggio già in trattati della
Cina antica, del Giappone, dell'India, e dei Paesi Arabi, Egitto, Grecia e dell'antica Roma.
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
La Chemioterapia Antimicrobica
Oltre alla chemioterapia antitumorale, si distingue la Chemioterapia Antimicrobica.
In ambito microbiologico vengono definiti con tale nome quei farmaci antimicrobici di
derivazione sintetica, in contrapposizione agli antibiotici propriamente detti, che invece sono
di origine naturale. I disinfettanti sono in genere troppo tossici per poter essere utilizzati in
vivo (se non per piccole applicazioni locali cutanee).
Come i chemioterapici antitumorali, anche quelli antimicrobici hanno la caratteristica tossicità
selettiva, ossia la capacità di colpire il microrganismo patogeno senza danneggiare
significativamente l'ospite.
I farmaci sintetici con questa proprietà si classificano secondo tre tipi:

Analoghi dei fattori di crescita

Chinoloni

Nitroeterociclici
Dato che la maggior parte questi farmaci agiscono bloccando specifiche vie metaboliche (a
differenza dei disinfettanti che agiscono denaturando alcune componenti cellulari) sono di
norma in grado di agire solo su batteri in attiva replicazione.
Analoghi di fattori di crescita
Sotto questo nome si identificano gli inibitori competitivi che impediscono ai microorganismi di
utilizzare sostanze a loro indispensabili per la crescita e la replicazione.
Gli antimicrobici di questo tipo più noti sono i sulfamidici, farmaci scoperti
negli anni trenta che sfruttano la capacità della sulfanilamide –
molecola rappresentata in figura- di replicare la struttura
dell'acido p-amminobenzoico.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Altri tipi di analoghi di fattori di crescita, sono l'isoniazide, che agisce interferendo nella sintesi
dell'acido micolico in Mycobacterium tuberculosis, gli analoghi delle basi azotate come
il fluorouracile (analogo dell'uracile) o il bromouracile (analogo della timina), o gli analoghi
di amminoacidi come la fluorofenilalanina (analogo della fenilalanina).
Chinoloni
Sotto questo nome rientrano invece i farmaci che inibiscono l'attività della DNA
girasi batterica, impedendo così il superavvolgimento del DNA batterico.
Sono basati sull'acido nalidixico.
I più noti chemioterapici di questa classe
sono la ciprofloxacina(figura
sulla sinistra)
e
la norfloxacina(figura sulla destra).
Poiché la DNA girasi è presente in tutti i batteri, i chinoloni hanno uno spettro d'azione molto
ampio.
Nitroeterociclici
I nitroeterociclici sono una classe di composti chimici (caratterizzati da un nitrogruppo
primario legato ad un anello eterociclico) che interferiscono con la sintesi del DNA batterico e
provocano la degradazione del DNA preesistente.
Fanno parte di questa classe i nitrofurani (fra cui la nitrofurantoina, utilizzata nelle infezioni
urinarie) e i nitroimidazoli (fra cui il metronidazolo, utilizzato contro i batteri anaerobi).
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
I diritti del malato di cancro
A quanti iniziano una cura che prevede la chemioterapia, sono riconosciuti diritti e
provvidenze economiche, a domanda dell’interessato presentata all'inizio della cura.
I principali diritti in ambito medico riservati al malato di cancro sono:
Diritto di conoscere lo stato di salute
Il malato ha il diritto - purché lo desideri - di avere piena cognizione del proprio stato di salute
e di ottenere, dai medici, informazioni adeguate alle sue capacità cognitive e al suo livello
socio-culturale.
Esenzione dal ticket
Il malato di cancro ha diritto all’esenzione dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed
esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto e delle eventuali complicanze, per la
riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.
Prescrizione gratuita di protesi
Il Servizio Sanitario Nazionale fornisce gratuitamente ausili, ortesi e protesi alle persone con
invalidità superiore al 33%.
Prestazioni sanitarie presso centri di altissima specializzazione all’estero
Il Servizio Sanitario Nazionale assicura l’assistenza sanitaria all’estero solo presso centri di
altissima specializzazione per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione che in Italia non
sono ottenibili in modo adeguato o tempestivo.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, i malati di cancro, a seconda del tipo di
invalidità riconosciuta, hanno diritto a:
Pensione di inabilità e assegno di invalidità civile
Lo Stato assiste i malati oncologici che si trovano in determinate condizioni economiche e di
gravità della malattia attraverso il riconoscimento dell’invalidità civile, a prescindere da
qualunque requisito assicurativo o contributivo.
Indennità di accompagnamento
Se a causa della malattia è stata riconosciuta un’invalidità totale e permanente del 100%, e il
malato ha problemi di deambulazione o non è più autonomo nello svolgimento delle normali
attività della vita quotidiana, è possibile richiedere anche il riconoscimento dell’indennità di
accompagnamento.
La Cassazione ha riconosciuto il diritto all'indennità di accompagnamento ai malati di cancro,
anche per brevi periodi di tempo.
Indennità di frequenza
L’indennità di frequenza è riconosciuta ai minori affetti da patologie tumorali che siano iscritti
o frequentino scuole di ogni ordine e grado (compresi gli asili nido), centri terapeutici, di
riabilitazione, di formazione o di addestramento professionale. Non è compatibile con
l’indennità di accompagnamento o con qualunque forma di ricovero.
L’indennità di frequenza è erogata per la durata delle cure o la frequenza del corso fino a un
massimo di 12 mesi.
In ambito lavorativo il malato oncologico ha diritto a:
Collocamento obbligatorio per persone disabili
Vige l’obbligo per le imprese e gli enti pubblici di assumere un determinato numero
(proporzionale alle dimensioni dell’impresa o ente) di persone con invalidità superiore al 46%
e fino al 100% iscritte nelle liste speciali del collocamento obbligatorio.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Scelta della sede di lavoro e trasferimento
Nei concorsi pubblici, il candidato-vincitore, con invalidità superiore al 67%, ha diritto di
precedenza nella scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio tra quelle
disponibili. Il diritto di precedenza vale anche nella scelta della sede in caso di trasferimento.
Mansioni lavorative
Il lavoratore disabile ha il diritto di essere assegnato a mansioni adeguate alla sua capacità
lavorativa. Se le sue condizioni di salute si aggravano con conseguente riduzione o modifica
della capacità di lavoro, ha il diritto di essere assegnato a mansioni equivalenti o anche
inferiori, purché compatibili con le sue condizioni, mantenendo in ogni caso il trattamento
corrispondente alle mansioni di provenienza.
Lavoro notturno
Il lavoratore malato di cancro può chiedere di non essere assegnato a turni di notte
presentando al datore di lavoro un certificato rilasciato dal medico competente o da una
struttura sanitaria pubblica, attestante la sua inidoneità a tali mansioni.
Rapporto di lavoro a tempo parziale
Il malato di cancro che desideri continuare a lavorare dopo la diagnosi e durante i trattamenti
può usufruire di forme di flessibilità per conciliare i tempi di cura con il lavoro come ad
esempio il tempo parziale (o part time) o il telelavoro. Il rapporto di lavoro a tempo parziale è
caratterizzato da un orario ridotto rispetto a quello ordinario a tempo pieno (o full time) che di
norma è di 40 ore settimanali. Il part time può essere:
• verticale quando si lavora con orario pieno solo in alcuni giorni della settimana, del mese, o
dell’anno;
• orizzontale quando si lavora tutti i giorni con orario ridotto;
• misto quando combina le due precedenti modalità.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Telelavoro
Il telelavoro (letteralmente lavoro a distanza) è semplicemente una modalità di prestare il
lavoro in un luogo diverso dai locali messi a disposizione del datore di lavoro, restando,
tuttavia, funzionalmente e strutturalmente collegati all’attività aziendale tramite strumenti
informatici e telematici.
Assenze durante la malattia
Pur non esistendo una normativa organica che regolamenti specificatamente le assenze
causate dalle malattie oncologiche e dall’esigenza di sottoporsi ai relativi trattamenti
terapeutici, alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro e circolari ministeriali prevedono talune
disposizioni a tutela dei lavoratori affetti da patologie gravi e invalidanti, come quella
oncologica, i quali debbano sottoporsi a cure salvavita. Pertanto, il lavoratore che non si
sente in grado di lavorare, ad esempio nei giorni immediatamente successivi ai trattamenti,
oppure che deve assentarsi per visite mediche o esami diagnostici, può usufruire di diversi
strumenti giuridici per tutelare il posto di lavoro e la retribuzione.
Indennità di malattia
Il lavoratore che non sia in grado di espletare le sue mansioni a causa della malattia e delle
sue conseguenze ha diritto di assentarsi per il periodo necessario alle cure e terapie fino alla
guarigione, di conservare il posto di lavoro (per un periodo di tempo) e di percepire
un’indennità commisurata alla retribuzione. Ha, inoltre, diritto all’anzianità di servizio per tutto
il periodo di assenza per malattia e, se la legge non stabilisce forme equivalenti di previdenza
o assistenza, gli è dovuta la retribuzione o un’indennità di malattia nella misura e per il tempo
determinati dalle leggi speciali.
Periodo di comporto
Oltre alla retribuzione o all’indennità di malattia, il lavoratore malato ha diritto a conservare il
posto per un determinato periodo stabilito dalla legge o dai contratti. Il lasso di tempo durante
il quale vige il divieto di licenziamento è detto periodo di comporto e ha durata variabile in
relazione alla qualifica e all’anzianità di servizio.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Aspettativa non retribuita
I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) spesso prevedono la possibilità di conservare
il posto di lavoro anche nei casi in cui l’assenza per malattia determini il superamento del
periodo di comporto. Ciò consente al lavoratore di usufruire di un periodo di aspettativa non
retribuita per motivi di salute e di cura.
Assenza per terapie salvavita
Alcuni CCNL prevedono, per le patologie oncologiche e per quelle gravi che richiedono
terapie salvavita, che i giorni di ricovero ospedaliero o di trattamento in day hospital, come
anche di assenza per sottoporsi alle cure siano esclusi dal computo dei giorni di assenza per
malattia normalmente previsti e siano retribuiti interamente.
Permessi e congedi lavorativi
I lavoratori riconosciuti invalidi o con handicap grave e i familiari che li assistono, possono
usufruire di permessi e congedi dal lavoro, regolamentati da norme specifiche.
Pensionamento anticipato
Per il calcolo degli anni di servizio ai fini pensionistici, il lavoratore cui sia stata riconosciuta
un’invalidità civile superiore al 74% ha diritto al beneficio di 2 mesi di contribuzione figurativa
per ogni anno di servizio effettivamente prestato come invalido.
Il beneficio è riconosciuto fino ad un massimo di 5 anni di contribuzione.
Il malato è assistito anche da un sistema previdenziale:
A seconda del tipo di infermità invalidante riconosciuta, il malato di cancro assicurato presso
l’INPS ha diritto alle seguenti prestazioni:
• assegno ordinario di invalidità;
• pensione di inabilità;
• assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità.
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_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Assegno ordinario di invalidità
Il lavoratore iscritto all’INPS ha diritto all’assegno ordinario di invalidità a condizione che:
- sia affetto da infermità fisica o mentale tale da ridurre permanentemente la capacità
lavorativa a meno di un terzo;
- abbia un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, anche non continuativi,
L’assegno ha validità triennale e, su domanda del beneficiario, può essere confermato per tre
volte consecutive, dopodiché diventa definitivo.
Pensione di inabilità
Il lavoratore iscritto all’INPS ha diritto alla pensione di inabilità a condizione che:
- sia affetto da infermità fisica o mentale tale da provocare l’assoluta e permanente incapacità
a svolgere qualunque attività lavorativa;
- abbia un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, anche non continuativi
La pensione di inabilità è erogata per 13 mensilità.
Il codice della strada riserva al malato oncologico:
Contrassegno di libera circolazione e di sosta
Il Comune di residenza riconosce al malato di cancro in terapia il diritto ad ottenere il
contrassegno di libera circolazione e sosta che consente:
• il libero transito nelle zone a traffico limitato e nelle zone pedonali;
• la sosta nei parcheggi riservati ai disabili
La validità del contrassegno dipende dalle condizioni di salute dell’interessato, accertate
dalla visita medico legale. Se la grave difficoltà di deambulazione accertata è temporanea, la
validità del permesso è stabilita tenendo conto dei tempi di recupero della funzionalità
motoria; negli altri casi (malattia stabile o senza possibilità di miglioramento) il contrassegno è
valido cinque anni
.
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Sitografia
http://protestitalia.wordpress.com/2013/03/13/oncologia-e-chemioterapia-tra-passatopresente-futuro-e-le-minacce-dei-ciarlatani/
http://www.paginemediche.it/
http://www.airc.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Chemioterapia
http://it.wikipedia.org/wiki/Oncologia
http://www.demetra.org/index.php?option=com_content&view=article&id=187:che-cose-lamedicina-complementare-e-alternat..
http://www3.unisi.it/farmacia/2002_2003/ctf/programmi/dispense/farmaci_antitumorali.htm
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/giornata_malato_oncologico_2013/diritti_malat
o_cancro_2013.pdf
Bibliografia
I diritti del malato di cancro, “La Collana del Girasole”, AIMaC (Associazione Italiana Malati di
Cancro, parenti e amici)
Farmaci Antitumorali, F. Corelli
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OTTOLINI SIMONE
_TESI DI MATURITÀ : CHEMIOTERAPIA
Ringraziamenti
18 anni: per lo Stato sono già maturo, abbastanza da votare, da rendermi il solo artefice delle
mie scelte, assumere in toto le mie responsabilità.
La maturità dal punto di vista istruttivo, scolastico, viene attestata solo in seguito ad un esame
conclusivo ai cinque anni di scuola secondaria di II grado.
Ma la vera maturità, quella interiore, quella che ha costruito il mio ego e mi farà scegliere in
futuro, mostrandomi "adulto" agli occhi dei terzi, la devo solo a quello che ho vissuto: "La
maturità non si raggiunge con l'età, ma con l'esperienza". Per questo che mi sento di
ringraziare dapprima la mia famiglia: Genitori in primis,
Zii e Nonni, Cugini e tutti i parenti che mi hanno
accompagnato fin dalla nascita. I miei Amici, alcuni dei
quali miei Compagni di classe, che durante il periodo
della mia malattia, si son fatti riconoscere regalandomi
fantastiche emozioni, anche quando il giorno del mio
rientro a scuola, per esempio, ho trovato appeso al
muro dell’aula, illuminato dal sole fresco di dicembre,
un lenzuolo con la scritta “Sei il nostro Orgoglio”.
Un ringraziamento ai Professori e ai Medici che mi
hanno regalato la passione per materie che non mi sarei mai aspettato mi affascinassero a tal
punto da condizionarmi per la scelta di studi dell’anno prossimo e a chi si è offerto di
correggere ed apprezzare questa tesina.
Mi sento infine di allegare una fotografia “stilizzata” dell’istituto G.
Natta, modificata a mo’ di pianeta, come volesse simboleggiare “il
pianeta Natta” appunto: un luogo a sé, nel quale crescere e
scherzare oltre che imparare e lavorare. È qui che il rapporto che
si instaura tra studente e docente è tale da plasmare futuri uomini
che dovranno confrontarsi col mondo degli adulti.
Vorrei, in conclusione, dedicare questa tesi a tutti i malati oncologici,
nonché ai ricercatori impegnati nello sviluppo di cure salvavita.
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