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NUMERO 165 - 27 MAGGIO 2014
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9
Nuove emissioni
Nuovi ETP a leva tre long e short
sui 5 maggiori indici europei
Voglia di Treasury
ritrovata
Pillole ETF
A Milano un nuovo ETF sulle small cap Usa
Tagliato il TER di quattro ETF sugli emergenti
Tema caldo
Reddito fisso, catturare la rinnovata
voglia di Treasury
Focus Banca IMI
Tornano di moda i Paesi core, ma risultato
elettorale dovrebbe far ripartire Piazza Affari
ETF in cifre
ETF Plus: migliori, peggiori
e più scambiati a uno e sei mesi
Commento agli ETF
Maggio alla riscossa per gli ETF legati
alla Borsa di Mosca
È disponibile la nuova app di ETF news per il tuo Ipad, è gratis!
a cura di Titta Ferraro
NUOVE EMISSIONI
2
A leva 3 long o short sui maggiori indici europei
Cresce l’offerta per speculare al rialzo o al ribasso
sui principali indici azionari europei. Oggi hanno
fatto il loro debutto a Milano dieci nuovi ETP a leva
tre long e short su cinque dei più conosciuti indici
europei, compreso il Ftse Mib. A proporre questi
nuovi strumenti è ETF Securities che per la prima
volta propone una gamma di ETP azionari daily
short & leveraged a leva 3x. Questi ETP non sono
fondi comuni di investimento ma titoli atipici (collateralised securities) che garantiscono l’esposizione
con leva (3x) e con
Da ETF Securities leva inversa (-3x).
dieci nuovi ETP a Gli ETP proposti si
leva 3 long e short rifanno agli indici
sui maggiori indici Ftse Mib, Dax 30,
europei: Eurostoxx 50, Cac 40, Ftse 100
Dax, Ftse 100, ed Euro Stoxx 50.
Cac 40 e Ftse Mib Il TER dei 10 nuovi
ETP è dello 0,82%.
“Crediamo che questi prodotti offrano l’opportunità di scambi a breve termine con un costo totale
competitivo”, ha rimarcato Townsend Lansing, capo
della piattaforma short & leveraged per ETF Securities.
Novità assoluta per il mercato ETFPlus sono i leva
3 long e short sul Cac 40 e sul Ftse 100. Sugli altri indici erano invece già presenti dei leva 3
lanciati lo scorso autunno da Boost ETP, il primo
emittente a proporre agli investitori italiani ETP leva
tre long e short su indici azionari e di commodity.
Come funzionano i leva 3
Questi strumenti sono progettati per offrire un ri-
torno triplo sui movimenti giornalieri, long o short,
degli indici benchmark più rilevanti. Per esempio,
se il FTSE MIB in una determinata seduta registra
un guadagno dell’1%, l’ETP a leva tre long salirà del
3% mentre quello 3x short perderà il 3% (al netto di
commissioni e aggiustamenti).
La performance degli ETP a leva viene calcolata
sulla base dei rendimenti giornalieri composti, pertanto i rendimenti misurati su periodi maggiori di un
giorno possono discostarsi da quelli offerti dall’indice
di riferimento (effetto compounding), in particolare
in periodi caratterizzati da elevata volatilità. Questa
tipologia di prodotti a leva risulta quindi idonea a
investitori sofisticati che comprendono i rendimenti
a leva e composti, investitori professionali (consulenti finanziari e gestori individuali) o investitori attivi che monitorano regolarmente le loro posizioni.
Piena compensazione fiscale
Uno sguardo anche all’aspetto fiscale. Massimo
Siano, head of sales per l’Italia e la Francia ETF
Securities, pone l’accento sulla fiscalità efficiente
di questi ETP classificati come titoli atipici e che
quindi consentono la piena compensazione fiscale
generando solo Redditi Diversi. “L’Italia è un mercato costituito da diverse migliaia di investitori alla
ricerca di strumenti su indici azionari per il trading
di breve periodo con una fiscalità efficiente – sottolinea Siano – la leva ±3X consente inoltre di
ottenere l’esposizione giornaliera ai principali indici
azionari europei con l’investimento di un terzo del
capitale senza il rischio di perdere più del capitale
investito o gli oneri del prestito titoli”.
I 10 nuovi ETP 3x lanciati da ETF Securities
Nome
ETFS 3x Daily Short FTSE MIB
ETFS 3x Daily Long FTSE MIB
ETFS 3x Daily Short DAX 30
ETFS 3x Daily Long DAX 30
ETFS 3x Daily Short FTSE 100
ETFS 3x Daily Long FTSE 100
ETFS 3x Daily Short CAC 40
ETFS 3x Daily Long CAC 40
ETFS 3x Daily Short Euro Stoxx 50
ETFS 3x Daily Long Euro Stoxx 50
Codice Neg.
IT3S
IT3L
GE3S
GE3L
UK3S
UK3L
FR3S
FR3L
UE3S
EU3L
Differenze tra ETF ed ETN
ISIN
JE00B894R074
JE00B8DVWK97
DE000A1YKTK4
DE000A1YKTG2
JE00B7QK5303
JE00B9BQ4529
JE00B83F5M43
JE00B89ZNT11
DE000A1YKTL2
DE000A1YKTH0
TER
0,82%
0,82%
0,82%
0,82%
0,82%
0,82%
0,82%
0,82%
0,82%
0,82%
Fonte: ETF News
Poiché la normativa UCITS permette una leva massima di 2x,
gli strumenti a leva tre non rientrano nella categoria dei fondi
comuni risultando quindi Exchange-traded Notes (ETN) nel
caso di quelli con sottostanti indici azionari ed Exchange-traded
Commodities (ETC) per quelli su materie prime. Sono prodotti
finanziari che hanno molte similitudini con gli ETF: replicano
anch’essi l’andamento di un determinato indice, sono scambiati
sui mercati regolarizzati come le azioni e possono riguardare
diverse tipologie d’investimento (azioni, obbligazioni, commodity,
valute, volatilità, etc). Giuridicamente però gli ETC e gli ETN
differiscono dagli ETF poiché non sono annoverati nella categoria
dei fondi comuni, ma sono titoli senza scadenza emessi da
una società veicolo. Come la maggior parte degli strumenti di
debito, si è in presenza di una promessa da parte dell’emittente
di pagare l’ammontare stabilito. E’ pertanto l’emittente dell’ETC/
ETN a garantire la solvibilità del sottostante.
NEWS DAL MONDO ETF
News
Nuovo ETF sulle small cap statunitensi
Il 20 maggio ha debuttato sull’ETFPlus di Borsa Italiana l’Amundi Russell 2000
Ucits ETF che permette di prendere posizione sulle società statunitensi a piccola
capitalizzazione comprese nell’indice Russell 2000 che rappresenta il 10% circa
della capitalizzazione di borsa dell’indice Russell 3000. Il Ter applicato è pari allo
0,35%.
Deutsche Asset
& Wealth Management
Il primo ETF fisico in Europa sull’indice
di azioni A cinesi CSI300
db x-trackers Harvest CSI300 Index UCITS ETF (DR)
Negli States il primo ETF sulle small cap cinesi
Deutsche Asset & Wealth Management (DeAWM) ha lanciato il db X-trackers
Harvest CSI 500 China A-Shares Small Cap ETF, il primo ETF statunitense che
fornisce agli investitori un accesso diretto alle small cap cinesi di tipo “A”. Le
A-shares sono azioni quotate sulle borse di Shanghai e Shenzhen in Renminbi
cinesi e rappresentano il segmento di azioni cinesi più ampio. Il costo annuo di
questo nuovo ETF è pari allo 0,82%
Amundi taglia il Ter di quattro ETF sugli emergenti
Sforbiciata ai costi per la gamma di ETF emergenti globali e regionali targati
Amundi. La società transalpina ha più che dimezzato, da 0,45% a 0,20%, il
TER dei propri ETF legati ai mercati emergenti. Tra questi risultano quattro quelli
quotati su Borsa Italiana: l’Amundi Etf Msci Emerging Markets Ucits ETF (Isin
FR0010959676), l’Amundi ETF Msci Em Asia Ucits Etf (FR0011020965), l’Amundi
ETF Msci Em Latin America Ucits ETF (FR0011020973) e l’Amundi ETF Msci
Em Eastern Europe ex-Russia Ucits Etf (FR0010717074). “Vogliamo offrire ai
nostri clienti ETF al costo più basso in questa asset class. Questa riduzione delle
commissioni dimostra ancora una volta la nostra volontà di rispondere alle necessità
degli investitori attraverso l’offerta di prodotti di qualità a un prezzo contenuto”, ha
commentato Valérie Baudson, Global Head ETF e Indexing di Amundi.
ETF Securities lancia un replicante sulle infrastructure MLP
ETF Securities ha quotato a Londra e Francoforte l’ETFS US Energy Infrastructure
MLP GO UCITS ETF, il primo ETF Master Limited Partnership quotato in Europa
che investe in MLP definiti come Infrastructure MLP. Le MLP sono solitamente
considerate quelle publicly trade partnerships (PTP) che hanno operazioni attive
principalmente nel settore dell’energia.
3
ISIN
LU0875160326
TER
Dividendi
Replica
1,10%
Distribuzione
Diretta
Internet: www.dbxtrackers.it
Numero verde: 800 90 22 55
Prima dell’adesione leggere il documento di quotazione, il prospetto ed il KIID del comparto
rilevante.
Avvertenze – Potete ottenere gratuitamente tali documenti presso Deutsche Bank AG, Via Turati 27, 20121 Milano e sul
sito www.dbxtrackers.com. db x-trackers è un marchio commerciale di proprietà di Deutsche Bank AG. Gli ETF descritti
nel presente opuscolo informativo sono azioni di db x-trackers, una società d’investimento costituita ai sensi del diritto
lussemburghese nella forma di Société d’Investissement à Capital Variable (SICAV). Deutsche Bank AG e lo sponsor
degli indici non rilasciano alcuna dichiarazione o garanzia circa i rendimenti che possono essere ottenuti dall’utilizzo del
relativo indice. Le informazioni contenute nel presente documento sono destinate esclusivamente all’utilizzo in Italia. La
pubblicazione del presente documento non costituisce una modalità di offerta al pubblico da parte di Deutsche Bank AG
e non costituisce o intende fornire alcun giudizio, da parte della stessa, sull’opportunità dell’eventuale investimento ivi
descritto. Deutsche Asset & Wealth Management racchiude in sé tutte le attività di asset management and wealth
management condotte da Deutsche Bank AG e dalle sue filiali e succursali. Deutsche Asset & Wealth Management
fornisce prodotti e servizi alla propria clientela tramite una o più soggetti giuridici che possono essere indentificati dai
clienti all’interno dei contratti, accordi, materiali di offerta o altra documentazione pertinente a tali prodotti o servizi.
a cura di Titta Ferraro
TEMA CALDO
Reddito fisso, catturare la rinnovata voglia di Treasury
Il reddito fisso torna a riscuotere forte consenso tra gli
investitori. Dopo il 2013 difficile per l’obbligazionario
globale, complice principalmente la formale apertura della
Federal Reserve all’avvio del tapering, nei primi 5 mesi del
2014 è tornato l’appetito verso i bond che stanno offrendo
in media ritorni anche maggiori rispetto all’azionario.
Sebbene indici quali l’S&P 500 e il Dax viaggino nei
pressi dei massimi storici, la spinta propulsiva dell’equity
si è affievolita in questo 2014 rispetto a ritorni consistenti
degli
ultimi
anni.
Il reddito fisso è tornato
di moda in questa
prima parte del 2014
con ritorni in media di
poco superiori a quelli
dell’equity. Tra gli ETF
gli afflussi maggiori
riguardano i governativi
e i bond corporate
investment grade
4
Azioni vs bond
A livello di valutazioni, il
mercato toro degli ultimi
anni ha portato l’equity
statunitense a livelli
abbastanza cari con
un rapporto price-toearnings (P/E) corretto
per il ciclo sopra le 20
volte. Valutazioni tirate
che non si vedevano
dal 2007. Dall’ultimo outlook di Russell Investment
emerge che anche le azioni dell’Eurozona presentano
valutazioni elevate, mentre i mercati emergenti risultano
adeguatamente valutati, con un 30%-40% di sconto
rispetto ai mercati sviluppati.
Di contro l’incertezza geopolitica creata dalla crisi Ucraina
e alcune evidenze di rallentamento della crescita hanno
riacceso l’interesse verso l’obbligazionario con il ritorno
degli acquisti sui titoli di Stato statunitensi e tedeschi. Il
rendimento del Treasury decennale è sceso sotto il 2,5%,
sui minimi a 6 mesi, proprio settimana scorsa nonostante
l’ascesa delle pressioni sui prezzi al consumo (+2% annuo
ad aprile rispetto al +1,5% precedente). “Tipicamente uno
si aspetta rendimenti in ascesa con maggiore inflazione
– sottolinea Russ Koesterich, BlackRock’s Global Chief
Investment Strategist - invece i rendimenti reali (ossia
aggiustati per l’inflazione) continuano a scendere complici
diversi fattori tra cui l’incertezza geopolitica e alcune
evidenze di rallentamento della crescita”. Da inizio anno
le obbligazioni vantano così un saldo positivo del +3,5%
circa con rendimento del Treasury decennale sceso di
quasi 50 punti base così come quello del Bund che ha
recentemente toccato i minimi a un anno. Discorso che
può essere esteso anche ad altri titoli di Stato come
quelli periferici dell’eurozona sospinti anche dall’ulteriore
ritorno di fiducia verso questi mercati e dalla ricerca di
rendimenti interessanti in realtà quali Spagna, Italia, ma
anche Portogallo e Grecia.
Il trend positivo dei bond è destinato a confermarsi
a cura di Titta Ferraro
TEMA CALDO
Afflussi sui replicanti legati a Treasury & co.
Il mercato degli ETF presenta un’offerta sempre più
variegata per prendere posizione sull’obbligazionario sia
in maniera aggregata, su singole aree geografiche oppure
su determinati tratti della curva dei tassi. I riscontri dei
primi 4 mesi dell’anno vedono il reddito fisso rappresentare
quasi il 40% del totale degli afflussi sugli ETF da inizio
anno (dati ETP Landascape al 30/04/2014). Gli
afflussi maggiori si suddividono tra obbligazioni corporate
investment grade (7,36 mld di dollari) e governativi (6,64
mld). Tra questi ultimi sono sempre i Treasury Usa a fare
la voce grossa con oltre 3,1 mld.
Tra gli ETF obbligazionari quotati sul mercato italiano sono
diversi quelli che permettono di prendere posizione su indici
composti da obbligazioni governative statunitensi. iShares,
Lyxor e UBS propongono una gamma variegata di ETF
che spaziano da scadenze brevi a quelle medio-lunghe.
5
dell’eurozona, quelli legati ai Treasury espongono
l’investitore europeo in maniera diretta alla oscillazione del
cambio euro/dollaro poiché tutte le emissioni comprese
negli indici sottostanti risultano denominate in valuta
statunitense. La prospettiva di un deprezzamento dell’euro
rispetto al dollaro, con la Bce propensa a un ulteriore
allentamento monetario, potrebbe rendere l’esposizione
al rischio cambio un vantaggio per l’investitore che invece
paga pegno nei contesti di debolezza del dollaro. A
influire su questi ETF obbligazionari c’è principalmente
la dinamica dei tassi di interesse: l’avvicinarsi della
prospettiva di un rialzo dei tassi di riferimento da parte
della Federal Reserve avrebbe ripercussioni negative
sul valore dei prezzi delle obbligazioni statunitensi e
di conseguenza sul rendimento complessivo dell’ETF.
Effetto tassi che risulta più contenuto per i replicanti che
si rifanno a indici con duration più basse.
anche nella seconda metà dell’anno? “Le obbligazioni
americane potrebbero soffrire a causa del rimbalzo
della crescita da noi stimato per il secondo trimestre
2014 e per l’avvicinarsi della conclusione del tapering”,
rimarca l’ultimo report di Exane Derivates che vede
anche un aumento della volatilità per le obbligazioni
europee in un contesto di maggiore volatilità delle
valute (evento che si traduce in un deprezzamento del
cross €/$) previsto per i prossimi mesi. Da considerare
anche l’effetto elezioni europee, il cui esito non ha
scomposto più di tanto i mercati con l’avanzata degli
euroscettici che era ampiamente nelle previsioni. Asoka
Woehrmann, co-direttore Investimenti di Deutsche Asset
& Wealth Management (DeAWM), vede gli spread della
periferia diminuire ulteriormente nei prossimi mesi.
Le variabili cambio e tassi
A differenza dei replicanti relativi a indici obbligazionari
ETF su titoli di Stato statunitensi
Nome
iShares $ Treasury Bond 1-3yr Ucits ETF
iShares $ Treasury Bond 7-10yr Ucits ETF
iShares Inflation Link Bond Ucits ETF
iShares Usd Gov Bond 1-3 Ucits ETF (Acc)
iShares Usd Gov Bond 3-7 Ucits ETF (Acc)
iShares Usd Gov Bond 7-10 Ucits ETF (Acc)
Lyxor Ucits ETF iBoxx $ Treasuries 1-3Y
Lyxor Ucits ETF iBoxx $ Treasuries 5-7Y
Lyxor Ucits ETF iBoxx $ Treasuries 10Y+
UBS ETF Barclays Capital US 1-3 Year Treasury Bond Ucits ETF A-dis
UBS ETF Barclays Capital US 3-5 Year Treasury Bond Ucits ETF A-dis
UBS ETF Barclays Capital US 5-7 Year Treasury Bond Ucits ETF A-dis
UBS ETF Barclays Capital US 7-10 Year Treasury Bond Ucits ETF A-dis
Codice ISIN
TER
dividendi
metodo di replica
IE00B14X4S71
IE00B1FZS798
IE00B3VTPS97
IE00B3VWN179
IE00B3VWN393
IE00B3VWN518
FR0010960955
FR0010961011
FR0010961003
LU0721552544
LU0721552627
LU0721552890
LU0721552973
0,20%
0,20%
0,16%
0,12%
0,23%
0,12%
0,17%
0,17%
0,17%
0,22%
0,22%
0,22%
0,22%
semestrali
semestrali
capitalizzati
capitalizzati
capitalizzati
capitalizzati
capitalizzati
capitalizzati
capitalizzati
semestrali
semestrali
semestrali
semestrali
Fisica
Fisica
Fisica
Fisica
Fisica
Fisica
Sintetica
Sintetica
Sintetica
Fisica
Fisica
Fisica
Fisica
Fonte: ETF News
FOCUS BANCA IMI
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L’APPROFONDIMENTO
DI BANCA IMI
Tornano di moda i paesi core, ma il risultato elettorale
dovrebbe far ripartire Piazza Affari
6
I principali indici statunitensi ed europei si riportano a ridosso
dei massimi di gennaio con l’S&P500 e il DAX che registrano
nuovi record, grazie all’ingente liquidità e all’assenza di
investimenti alternativi attraenti. In Europa i listini dei paesi
core recuperano forza relativa a scapito di quelli periferici,
fra cui il FTSE MIB, appesantiti da un PIL deludente con
conseguente moderato allargamento degli spread. L’indice
tedesco recupera forza
Recupero di forza relativa sulla scia di
relativa dei paesi prospettive economiche
miglioramento,
core europei rispetto in
da un PIL in
ai periferici. Piazza avvalorate
accelerazione allo 0,8%
Affari nell’ultimo che porta il tendenziale
mese ha risentito annuo in crescita del
della debole tornata 2,2%; pertanto, riportiamo
di trimestrali e dal a positivo il giudizio sul
deludente Pil, ma DAX.
dovrebbe trovare Il FTSE MIB nel
sponda nel netto breve ha registrato le
performance
risultato elettorale a peggiori
favore del governo risentendo di una volatilità
particolarmente elevata e
di prese di beneficio generalizzate sulla scia di trimestrali
mediamente inferiori alle attese, acuite dal deludente dato
sul PIL nel 1° trimestre (-0,1% da +0,3% atteso), dopo il
quale gli investitori hanno temuto per i rischi sulla fase di
modesta ripresa attesa per l’Italia, con ripercussioni sulla
crescita del Paese per l’intero 2014.
Gli indici domestici hanno risentito anche dell’incertezza
che ha accompagnato il periodo ante elezioni al parlamento
europeo e ora il netto risultato elettorale invita in modo
chiaro il Governo a proseguire le riforme e a chiedere
cambiamenti all’Europa, in modo da attuare politiche di
sviluppo economico a scapito dell’austerità. In tale contesto,
i mercati scommettono sulle decisioni che prenderà la BCE
nella prossima riunione del 5 giugno, dopo la bocciatura
“della politica del rigore” da parte degli elettori europei.
Tra i rischi citiamo: le tensioni geopolitiche, principalmente in
Ucraina, che resta un focolaio pericoloso, nonostante l’esito
delle elezioni presidenziali, e aumenta la volatilità delle borse
a livello internazionale e secondariamente in Libia, dove il
Parlamento ha subito un attacco da parte di gruppi armati
anti-governativi e la moderata crescita in Europa accentuata
dai deludenti dati di PIL, l’eccessiva forza dell’euro e il
rallentamento del ritmo di crescita in Cina. Per quest’ultima,
i timori si sono accentuati dopo produzione e vendite al
dettaglio di aprile sotto le attese. La produzione industriale
è salita dell’8,7% rispetto a stime dell’8,9% e le vendite al
dettaglio sono cresciute dell’11,9% rispetto al 12% atteso.
Un segnale di stabilizzazione è arrivato anche dal settore
Manifatturiero, con la lettura preliminare dell’indice HSBC
di maggio che si è attestata a 49,7, poco sotto la soglia di
espansione, ma sopra le attese di mercato.
I gruppi appartenenti all’indice Euro Stoxx confermano
trimestrali mediamente in linea con le attese e meno brillanti
rispetto a quelle statunitensi. Le operazioni di consolidamento
restano un driver importante prospettando rilevanti sinergie,
anche se il dietro front su alcune di queste operazioni ha
ridotto l’entusiasmo. Alcune trimestrali europee sono invece
risultate inferiori alle stime; inoltre, gli stress test hanno
provocato tensioni sui Bancari e costretto grandi gruppi
come Deutsche Bank ad annunciare una ricapitalizzazione
da 8 mld di euro.
Relativamente ai fondamentali dell’Euro Stoxx vengono
leggermente riviste al ribasso dal consenso le crescite sugli
utili dell’anno in corso al 19,86% a fronte di P/E pari a
14,84x evidenziando valutazioni non eccessive nonostante
gli apprezzamenti dell’ultimo periodo. Il rapporto crescite/
multipli (PEG) rimane favorevole e inferiore all’1%. Il PIL area
euro nel 1° trimestre è stato pari allo 0,9% ed è atteso allo
0,8% per il secondo, che porterebbe il tendenziale annuo
all’1% e all’1,4% nel 2015.
I principali indici sono soggetti a una volatilità particolarmente
elevata: dai massimi di metà gennaio, in due settimane
hanno registrato minimi di periodo con un ritracciamento
fisiologico contenuto nell’ordine del 5-6% per poi tornare
in prossimità dei precedenti massimi, grazie al rimbalzo
statunitense dovuto al miglioramento di alcuni dati macro
e alle inferiori pressioni sugli emergenti. Sui principali indici
europei e statunitensi si conferma il trend rialzista, anche
se la volatilità resterà una costante dell’anno in corso per
il quale ci aspettiamo fasi alterne di repentini ritracciamenti.
A livello settoriale europeo, restano ben impostati gli Industriali
che confermano un rapporto multipli/crescite (PEG) inferiore
a 1 sia in termini di utili che di EBITDA (margine operativo
lordo). Positiva l’Energia sulla scia delle buone quotazioni del
petrolio che resta incanalato in un trend positivo sostenuto
anche dalle tensioni geopolitiche. Moderata positività sul
Farmaceutico, favorito dalle operazioni di consolidamento
che dovrebbero consentire un aumento della marginalità per
i gruppi interessati da eventuali sinergie. Moderata positività
sulle Costruzioni, che mantengono crescite elevate anche se
FOCUS BANCA IMI
7
i multipli a premio non consentono un buon rapporto di PEG,
mentre la situazione appare migliore sul fronte dell’EBITDA,
dove a fronte di un premio contenuto di tale multiplo, le
attese di crescita del Margine Operativo Lordo supera la
media del benchmark europeo.
Gli indici statunitensi proseguono il trend laterale dell’ultimo
periodo fermati da barriere tecniche di forte valenza. In
tale contesto, la reporting season evidenzia mediamente
dati superiori alle attese di consenso nel 71,2% dei casi
e le sinergie attese dalle operazioni di consolidamento si
confermano driver importanti, anche se qualche trimestrale
deludente, una serie di dati macro contrastati, la debolezza
in Europa scatenata dai PIL inferiori alle attese e dati cinesi
deboli, lasciano di nuovo spazio a un lieve ritracciamento
che per il momento è stato contenuto dai primi supporti
dell’S&P500 a 1859-1.850, dal quale è ripartito il trend sul
precedente massimo a 1.902.
La volatilità resta inferiore rispetto ai mercati europei con il
Vix che si riporta vicino ai minimi nell’intorno dei 12 punti.
Nell’ultimo mese il Vix è rimasto sotto la media mobile a
200 giorni senza superare i 14,5 punti. Tecnicamente per
l’S&P500 il mancato superamento dell’obiettivo posto in area
1.920 deporrebbe a favore di un ritracciamento, anche se
l’elevata liquidità in circolazione e l’assenza di investimenti
alternativi non ci inducono a pensare a un’inversione del
trend in atto.
Relativamente all’S&P500, i fondamentali confermano
il premio dei multipli di utili ed EBITDA rispetto agli indici
europei, anche se le crescite attese in termini di Margine
Operativo Lordo si confermano decisamente più elevate,
giustificando la quotazione a premio. Sempre in termini di
EBITDA, il Nasdaq mantiene il premio rispetto ai multipli
dell’S&P500, ma il rapporto multipli Margine Operativo
Lordo si conferma favorevole, scongiurando l’effetto di
sopravvalutazioni pericolose.
I verbali della Fed hanno confermato l’approccio espansivo in
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atto, la cui svolta non appare ancora imminente. La Banca
centrale ha avviato comunque la discussione circa l’exit
strategy, monitorando attentamente nei prossimi mesi tutti gli
strumenti disponibili in attesa di verificare l’evoluzione della
crescita economica oltre che dell’inflazione e del mercato
del lavoro. Con riferimento all’attuale contesto macro, la Fed
rileva i segnali di ripresa dopo l’indebolimento del 1° trimestre
con le previsioni positive di medio termine che restano
invariate.
A livello settoriale statunitense, recupera forza il Tecnologico,
che presenta un buon rapporto multipli/crescite ed è sostenuto
anche da alcune trimestrali incoraggianti che pongono le basi
L’APPROFONDIMENTO
DI BANCA IMI
per ulteriori miglioramenti nei prossimi trimestri. Il Telefonico
si conferma il miglior settore nell’ultimo mese, confermando
un ottimo rapporto multipli/crescite e registrando un nuovo
massimo da novembre 2013. Recupera forza il Retail,
che appare sopravvalutato in termini di P/E, ma presenta
un rapporto Multipli/EBITDA in linea e resta in attesa di
nuove conferme sul fronte delle trimestrali, penalizzate negli
ultimi mesi dalle avverse condizioni climatiche che hanno
frenato la spesa dei consumatori. Prosegue la debolezza dei
Finanziari, a cui si aggiunge una correzione fisiologica delle
Utility che faticano a registrare utili in aumento significativo
per l’anno in corso.
Multipli, crescite e PEG dei principali indici azionari (€)
Valore
Euro Stoxx
Euro Stoxx 50
Stoxx 600
DAX
CAC 40
FTSE 100
Ibex 35
FTSE MIB
FTSE All Share
SMI
S&P500
NASDAQ Composite
Dow Jones Industrial
Nikkei 225
Hang Seng
Bovespa
RTS Interfax
321,30
3.169,90
338,51
9.659,39
4.469,76
6.844,55
10.425,49
20.318,46
21.630,39
8.646,02
1.885,08
4.125,82
16.511,86
14.006,44
22.704,50
53.353,00
1.289,98
P/E (x)
2013E
17,61
14,94
16,32
15,22
16,31
15,13
20,01
20,01
20,39
16,96
16,99
24,21
15,53
21,04
9,88
11,27
5,26
2014E
14,84
13,96
15,05
13,55
14,55
14,25
17,27
15,53
15,70
16,85
15,74
19,97
14,65
16,46
9,84
10,96
4,96
Var. EPS %
2015E
12,80
12,32
13,33
11,92
12,86
13,07
14,16
12,33
12,45
15,13
14,16
16,82
13,50
14,79
9,08
9,70
4,92
2013E
3,56
-3,26
5,59
-1,68
6,92
-4,82
High
2,43
-2,68
12,17
5,24
5,49
3,83
37,79
9,41
High
33,45
2014E
19,86
13,21
10,86
10,16
14,10
7,42
30,53
37,09
40,58
2,73
7,64
17,73
7,01
20,84
4,10
27,52
4,93
2015E
15,98
13,36
12,92
13,65
13,09
8,99
22,00
23,99
24,35
11,39
11,19
18,63
8,57
11,17
8,37
12,96
0,79
PEG
Media 2014- (P/E 14E su var. EPS
15E
2014-15E)
17,92
13,29
11,89
11,91
13,59
8,21
26,27
30,54
32,46
7,06
9,41
18,18
7,79
16,01
6,23
20,24
2,86
0,83
1,05
1,27
1,14
1,07
1,74
0,66
0,51
0,48
2,39
1,67
1,10
1,88
1,03
1,58
0,54
1,74
Nota: i valori degli indici sono in valuta locale. E= expected, atteso; NS= non significativo; High= valore fortemente positivo, che spesso scaturisce da un confronto con un valore precedente molto ridotto;
Neg.= dato negativo. Fonte: FactSet
OSSERVATORIO ETF
I MIGLIORI A 1 MESE
La pagina dei numeri di ETF News
Europa - Indice EuroStoxx 50
Usa - Indice S&P 500
1950
3200
1900
1850
3000
1800
1750
2800
nov-13
dic-13
gen-14
feb-14
CHIUSURA
Eurostoxx50
Ftse Mib
Dax30
Ftse100
3240
21494
9893
6816
mar-14
3 MESI
3,25
5,53
3,29
0,56
apr-14
mag-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
5,01
13,31
5,91
3,03
15,81
24,97
18,13
2,75
Far East - Indice Nikkei
1700
nov-13
dic-13
gen-14
CHIUSURA
Dow Jones
S&P 500
Nasdaq
Russell 2000
16543
1892
3651
1114
feb-14 mar-14
3 MESI
2,52
3,00
0,02
-4,70
apr-14
mag-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
3,32
5,42
6,72
-0,74
8,52
15,21
22,95
14,42
Commodity - Indice CRB
17000
320
16000
300
15000
280
14000
13000
nov-13
dic-13
gen-14
CHIUSURA
Giappone
Cina
Russia
Brasile
14603
823
1336
52626
feb-14 mar-14
3 MESI
-1,92
0,19
3,75
11,19
apr-14
mag-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
-5,26
-4,57
-6,84
2,07
3,49
-4,55
-5,55
-6,14
260
nov-13
dic-13
gen-14
CHIUSURA
Crb
Petrolio Wti
Oro
Cacao
308
104
1292
478
feb-14
mar-14
3 MESI
2,20
1,82
-3,44
5,41
apr-14
mag-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
12,19
12,96
3,89
13,18
8,20
10,74
-7,26
-28,15
Nelle tabelle sono riportati solamente gli Etf quotati sul segmento ETFplus di Borsa Italiana Spa. I dati sono elaborati su base quindicinale. Il trend indicato nelle ultime due colonne è dato
dall’incrocio di due medie mobili. Per quella di breve periodo, l’indicazione è positiva tutte le volte che la media mobile esponenziale a 5 giorni perfora verso l’alto quella a 20 giorni mentre
è negativa ogni volta che la media a 5 giorni perfora verso il basso quella a 20 giorni. Per quello di medio termine l’indicazione è positiva tutte le volte che la media mobile esponenziale a
20 giorni perfora verso l’alto quella a 50 giorni mentre è negativa ogni volta che la media a 20 giorni perfora verso il basso quella a 50 giorni.
8
Db X-Trackers Msci Russia Capped
Ishares Msci Russia Adr/Gdr
Rbs Market Access Daxglobal
Lyxor Ucits Etf Russia Dj
Rbs Market Access Dow Jones
I MIGLIORI A 6 MESI
Lyxor Etf Ftsemib Daily Lev
Etfx Ftse Mib Leveraged 2X
Db X-Trackers Cnx Nifty Ucit
Lyxor Etf Msci Indonesia
Db X-Trackers Msci Indonesia
I PEGGIORI A 1 MESE
Etfs Dax daily 2x short
Db X-Trackers Shortdax X2
Lyxor Etf Daily Shortdax X2
Db X-Trk Dj Euro 50 2X Inv
Lyxor Ucits Etf Euro Stoxx 5
I PEGGIORI A 6 MESI
Etfx Ftse Mib Super Sh St 2X
Lyxor Etf Ftsemib Daily 2Xshort
Lyxor Ucits Etf Daily Double
Db X-Trk Dj Euro 50 2X Inverse
Lyxor Ucits Etf Euro Stoxx 5
I PIÙ SCAMBIATI / QUANTITÀ
Lyxor Etf Ftsemib Daily Lev
Lyxor Etf Ftsemib Daily 2Xshort
Lyxor Etf Ftse Mib
Ishares Ftse Mib-Inc
Ishares S&P 500-Inc
I PIÙ SCAMBIATI / VALORE
Lyxor Etf Ftsemib Daily Lev
Lyxor Etf Ftse Mib
Lyxor Etf Ftsemib Daily 2Xshort
Ishares Msci Europe-Inc
Ishares Ftse Mib-Inc
PREZZO €
VOLUMI
PER % 1 MESE
PER % 6 MESI
TREND BT
TREND MT
20,525
77,6
38,75
27,615
158,1
13241
2346
588
48066
429
22,10
22,01
21,32
20,17
16,35
-6,81
-6,33
-5,68
-8,18
4,57










10,86
99,23
92,55
98,53
10,75
3042301
10123
966
550
15327
1,45
2,20
13,68
5,78
5,34
27,03
26,96
26,76
25,37
24,51










12,36
9,91
10,25
7,54
10,66
16236
19859
222167
1753
60910
-10,31
-10,20
-10,01
-9,38
-9,24
-14,82
-14,02
-13,68
-17,02
-16,75










23,59
10,92
43,25
7,535
10,66
24295
2528574
34881
1753
60910
-5,05
-4,12
-2,80
-9,38
-9,24
-29,81
-29,29
-17,15
-17,02
-16,75






=



10,86
10,92
21,75
13,03
13,90
3042301
2528574
1276335
551371
297673
1,45
-4,12
1,10
1,68
3,46
27,03
-29,29
14,27
15,00
4,87






=
=
=

10,86
21,75
10,92
21,88
13,03
31473950
29054130
23917080
10645190
8930686
1,45
1,10
-4,12
4,59
1,68
27,03
14,27
-29,29
7,36
15,00






=
=

=
Fonte: Bloomberg - dati aggiornati al 27/05/2014
OSSERVATORIO ETF
Il Commento agli ETF
X-Trackers Shortdax X2 e il Lyxor Etf Daily
Il mese di maggio si avvia alla conclusione
Shortdax X2. A sei mesi si segnala il calo
con in primo piano il corposo recupero della
vicino ai 30 punti percentuali per due replicanti
Borsa russa che si specchia nel rally degli
short a leva sul Ftse Mib (Etfx Ftse Mib Super
ETF legati a Mosca. Sul mercato ETFPlus di
Short 2X e Lyxor UCITS Etf Ftsemib Daily
Borsa Italiana gli strumenti sull’azionario russo
2Xshort).
monipolizzano le posizioni
Tra i prodotti più
di testa della classifica a un
Gli
ETF
legati
alla
scambiati per numero di
mese con balzi superiori al
Russia risultano i pezzi spiccano ancora
20% per il Db X-Trackers
Msci Russia Capped, l’iShares
migliori dell’ultimo una volta i prodotti legati
Msci Russia Adr/Gdr e l’Rbs
mese con balzi a Piazza Affari. Il Lyxor
Market Access Daxglobal
superiori al 20%. UCITS Etf Ftse Mib Daily
Leverage primeggia con
Russia. In evidenza anche
Male
gli
short
a
una media giornaliera
i replicanti legati alla Borsa
leva sul Dax di di 3,04 milioni di
turca. A sei mesi svettano
Francoforte pezzi. Seguono il Lyxor
ancora una volta i prodotti a
UCITS Etf Ftse Mib
leva con un rialzo del 27%
Daily 2X Short con
circa sia per l’Etfx Ftse Mib
transazioni medie per 2,53 milioni di pezzi e
Leveraged che per il Lyxor Etf Ftsemib Daily
poi il Lyxor UCITS Etf Ftse Mib con scambi
Leverage. Tra i migliori anche i replicanti
per 1,27 milioni di pezzi. Tra i più scambiati
legati all’India con il Db X-Trackers Cnx Nifty
per controvalore emerge il Lyxor UCITS Etf
Ucits ETF che segna un +26,7% negli ultimi
Ftsemib Daily Leverage con transazioni per
6 mesi e quelli sull’Indonesia (+25,37% il
31,47 milioni di euro. Seconda e terza piazza
Lyxor Etf Msci Indonesia e +24,51% per il Db
rispettivamente per il Lyxor UCITS Etf Ftse
X-Trackers Msci Indonesia).
Mib con 29 milioni di euro e il Lyxor UCITS
Volgendo ai peggiori dell’ultimo mese spicca
Etf Ftse Mib Daily 2x Short con transazioni
il calo di oltre il 10% di tre ETF short a leva
per 23,9 milioni di euro.
sul Dax di Francoforte: l’Etfs Dax, il Db
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