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AL CEN.SER. LA NUOVA PAC 2014-2020

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Anno LXX - n. 02 - Febbraio 2014 - Direzione, Redazione e Amministrazione - Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo - Pagamento assolto tramite vesamento della quota associativa
mensile dell’associazione
polesana coldiretti rovigo
n.02/14
febbraio
AL CEN.SER.
LA NUOVA PAC
2014-2020
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n.02/14
febbraio
editoriale
Buon lavoro
al neo ministro Martina................................. pag. 4
intervento
Confronti nel territorio
sulla nuova Pac............................................... pag. 5
piano speciale
Pac 2014-2020,
la nuova agricoltura....................................... pag. 6
sindacale
mensile dell’associazione
polesana coldiretti rovigo
n.02/14
Sicurezza idraulica,
una conquista continua................................ pag. 10
Anno LXX - n. 02 - Febbraio 2014 - Direzione, Redazione e Amministrazione - Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo - Pagamento assolto tramite vesamento della quota associativa
febbraio
giovani in movimento
AL CEN.SER.
LA NUOVA PAC
2014-2020
in copertina...
Censer, Rovigo
pubblico al convengo sulla Pac
foto Beatrice Tessarin
Direzione, Redazione e Amministrazione
Giovani impresa,
squadra sotto la neve................................... pag. 12
condifesa
Col “Fondo Risemina mais”
meno geodisinfestanti.................................. pag. 14
donne impresa
© Coldiretti Rovigo
Storie di imprese
al femminile....................................................... pag. 16
Proprietario Editore
territorio polesine
Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Fax 0425.423538
[email protected] - [email protected]
Ass. Polesana Coltivatori Diretti
Rapp. legale - Mauro Giuriolo - Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo
Direttore
Silvio Parizzi
Direttore Responsabile
Beatrice Tessarin
[email protected]
Progetto Grafico e Impaginazione
Freskiz Comunicate
Via P. M. Fortini 20 - 45025 Fratta Polesine (RO)
www.freskiz.com
Stampa
Stampe Violato
Viale dell'Industria, VI Strada 13 - 35023 Bagnoli di Sopra (PD)
www.stampeviolato.com
Responsabilità
La riproduzione delle fotografie, illustrazioni e articoli pubblicati dalla
rivista è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione di
Coldiretti Rovigo. I manoscritti, le fotografie e le illustrazioni inviati alla
redazione non saranno restituiti, anche se non unici. Coldiretti Rovigo
non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli
articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione
sulla rivista.
Periodicità
Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.
353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo
Registrazione
Tribunale di Rovigo - n. 7 - 28 Maggio 1948
Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa
n. 6117 - 17 Dicembre 1997
Iscrizione al ROC - Registro Operatori di Comunicazione
n. 5139 - 30 Novembre 2001
Tiratura
5500 copie su carta Revive Pure Natural Matt
certificata Ecolabel (100% Riciclata)
Costo
Abbonamento annuo Euro 5,50, assolto con quota associativa annuale.
Ventennale
della “Zena coi ossi”..................................... pag. 18
pensionati
Assemblea nazionale per
i 45 anni di Federpensionati....................... pag. 20
fare impresa
Psr, opportunità
anche per il 2014............................................ pag. 22
Pomodoro da industria,
accordo deludente......................................... pag. 23
Per il 2014
è prorogato l'eco-bonus.............................. pag. 24
Elenco clienti-fornitori
o “Spesometro” 2013................................... pag. 25
Il Piano nazionale per l’uso
sostenibile dei fitofarmaci........................... pag. 26
Sicurezza, bando Inail Isi
2013/14 per le imprese................................ pag. 27
mondo epaca
Disoccupazione agricola,
domande entro il 31 marzo......................... pag. 29
vetrina dei soci ....................... pag. 30
sommario
mensile dell'associazione
polesana coldiretti rovigo
editoriale
Buon lavoro
al neo ministro Martina
«Abbiamo davanti importanti appuntamenti,
come la nuova Pac e l’Expo,
cui l’agricoltura italiana non può mancare»
> Mauro Giuriolo, presidente Coldiretti Rovigo
Abbiamo un nuovo ministro alle Politiche agricole, il settimo (contando anche l’interim di Letta) in
cinque anni: Maurizio Martina (Pd), che già era
sottosegretario nel precedente governo. Ovviamente auguriamo un buon lavoro al neo ministro
e ci auguriamo vivamente che prenda in mano
le redini del primario italiano e del Made in Italy
agroalimentare e che li difenda e li valorizzi come
meritano in Europa e nel mondo: abbiamo perso
già troppo tempo, soprattutto in ordine alle determinazioni sulla nuova Pac 2020.
Non si può comunque fare a meno di commentare
che le dimissioni del ministro Nunzia De Girolamo e l’interim di Enrico Letta segnano il record
negativo di ben sei ministri in cinque anni per il
ministero delle Politiche agricole. In media, uno
ogni dodici mesi. L’ultimo a restare in carica per
almeno due anni (dal maggio 2008 all’aprile 2010)
è stato Luca Zaia. Poi il politico leghista si è candidato alle regionali venete e si è scambiato con
Giancarlo Galan (Pdl), la cui avventura è durata lo
spazio di undici mesi. Nel marzo 2011, un rimpasto ha portato in cattedra Francesco Saverio Romano (Pid). Neppure il tempo di ambientarsi ed è
caduto il IV governo Berlusconi (novembre 2011).
Alla guida del paese sono così arrivati i “tecnici” di
Mario Monti e per la carica di ministro delle Politiche agricole è stato designato un dirigente dello
stesso Mipaaf, Mario Catania. Nel dicembre 2012,
Mauro Giuriolo
4
dopo l’approvazione della legge di stabilità, il premier ha presentato le sue dimissioni. Si è andati
al voto (febbraio 2013), ma l’incapacità di costruire una maggioranza solida ha portato al governo
delle larghe intese di Enrico Letta ed al Mipaaf ad
aprile è arrivata la De Girolamo (Pdl, poi Ncd). Nove
mesi ed ecco l’ennesimo cambio, in un momento
quanto mai caldo per il settore primario.
Abbiamo bisogno di un ministero delle Politiche
agricole forte, autorevole e indipendente, che si
faccia sostenitore di un modello di sviluppo vincente fondato sulla trasparenza, sul legame della
filiera agroalimentare con il territorio e sulla distintività del vero Made in Italy. Ci auguriamo che
Maurizio Martina rappresenti tutto questo.
Dobbiamo un ringraziamento al ministro De Girolamo per le scelte coraggiose, come l’esenzione
dall’Imu per Iap/Cd iscritti alla previdenza sui terreni agricoli, equiparati alla prima casa, in quanto
strumenti di lavoro di chi vive solo di agricoltura;
e l’aver preso posizione contro le speculazioni nei
confronti del vero Made in Italy partecipando il 4
dicembre scorso alla nostra “battaglia di Natale” al
Brennero.
Ora serve un deciso cambio di passo da parte di
chi governa, con una speciale attenzione nei confronti dell’agricoltura, che è l’unico settore che ha
dimostrato segni di grande vitalità economica ed
occupazionale. Inoltre, ci troviamo in un momento
determinante per il nostro settore, in cui la Conferenza stato-regioni è chiamata ad operare scelte importantissime in materia di nuova Pac 2020,
in particolare la definizione di “agricoltore attivo”,
strategica per dare futuro alle imprese agricole ed
accompagnarle fino al 2020, lungo un percorso di
grandi cambiamenti.
Abbiamo, poi, un nuovo grande appuntamento
davanti, cui non dobbiamo mancare: l’Expo 2015.
Un’occasione mondiale per far apprezzare e promuovere le tante eccellenze del nostro paese che
compongono il vero Made in Italy agroalimentare,
dando così un futuro non solo ai nostri imprenditori agricoli, bensì a tutto il paese.
La formazione è un tassello imprescindibile
per «fare impresa». Il Psr è lo strumento dell'innovazione
> Silvio Parizzi, direttore Coldiretti Rovigo
Sono a Rovigo ormai da quattro mesi e grazie agli incontri sul territorio ho visto circa la
metà dei soci. La nuova Pac è l'argomento
che ha segnato questo percorso, trattato anche in una serie di incontri formativi per dirigenti organizzati dalla nostra Impresa verde.
In generale, la conoscenza dei nostri soci e
dei dirigenti è un momento molto importante di interscambio di opinioni e confronto su
dove sta andando la nostra azione sindacale.
Per me in particolare, è una grande occasione di conoscenza della provincia e per farmi
un'idea delle problematiche specifiche che
la base sociale mi riporta di volta in volta.
Sottolineo l’assoluta rilevanza di questi incontri formativi e condivido con tutti i nostri
soci e dirigenti che partecipano, il pensiero
che la crescita personale e culturale che offrono queste occasioni sono veramente irrinunciabili per aiutarci a sviluppare un bagaglio di conoscenze essenziali su cui fondare
un nuovo spirito imprenditoriale. In questi tempi
in cui è veramente difficile fare l'agricoltore, non
bastano le tradizioni e le prassi agricole di sempre, ma occorrono solide conoscenze da utilizzare e modulare sulla nostra idea di come facciamo
impresa nella nostra azienda. Cerchiamo di tenere
sempre davanti a noi il concetto che siamo degli
imprenditori prima che dei coltivatori o degli allevatori. Impresa è rischio, è progetto, è idea da sviluppare, è rispondere ad una domanda che viene
dal mercato oppure che, a volte, è anche indotta
nel mercato. Il tutto a scopo di lucro, cioè dobbiamo guadagnarci sopra. E guadagnare in modo
onesto, rispettando l'ambiente, i processi naturali
e la salute dei nostri alleati cittadini e consumatori,
producendo cibo di qualità, è possibile e l'abbiamo dimostrato. Certo le condizioni generali non ci
stanno aiutando a fare reddito, ma l'organizzazione Coldiretti sta mettendo in campo tutte le occasioni possibili, di filiera, di cooperazione, di canali
di vendita alternativi, e siamo comunque, sempre
disponibili, a valutare ed appoggiare tutte le pro-
gettualità imprenditoriali che arrivano dal territorio, dando l'assistenza tecnica che i nostri uffici
sono preparati per dare.
Torno sull’argomento della formazione per segnalare l’assoluta rilevanza del tema dell’evoluzione
e l’applicazione della nuova Pac 2020 con le varie
ripercussioni nel nostro territorio. I docenti hanno
esposto le nuove linee di orientamento e sono stati
preparate simulazioni di casi pratici che hanno letteralmente fatto toccare con mano come si applica la nuova Pac. L'interesse dell'argomento è stato
confermato dall'enorme affluenza al convegno del
Censer. Stiamo cercando di capire come avverranno i nuovi pagamenti diretti, che restano uno strumento importante, ma ancor più Coldiretti si sta
impegnando per orientare e comprendere lo strumento strategico per l'innovazione che è il Psr. È il
Psr che, con le sue priorità, detterà gli orientamenti
affinché le aziende possano diventare vere imprese
che stanno sul mercato e vincono la concorrenza,
quindi è cosa positiva che la dotazione finanziaria
del nuovo Psr sia superiore a quella del precedente,
3 miliardi contro i 2,6 della vecchia Pac.
5
intervento
Confronti nel territorio
sulla nuova Pac
piano speciale
Pac 2014-2020,
la nuova agricoltura
Tutto sui pagamenti diretti ed il Psr
in un convegno al Censer
> Beatrice Tessarin
ROVIGO - Sala gremita e gente in piedi, al convegno “Riforma Pac 2014-2020, prospettive per
l’agricoltura italiana”, che si è tenuto al Censer
di Rovigo, il 17 febbraio, per l’organizzazione di
Coldiretti Rovigo, col contributo di Cariveneto ed
Agriventure.
Tante le domande dalla platea per chiarire i nodi di
quella che è una rivoluzione nelle politiche agricole che incideranno su tutti i coltivatori e allevatori
italiani e polesani nei prossimi sette anni.
In ballo c’è l’utilizzazione dei circa 7,4 miliardi di
euro/anno complessivi per l’Italia che saranno destinati ai pagamenti diretti, ai piani di sviluppo rurale e alle misure di mercato.
Come ha ricordato il presidente di Coldiretti Mauro
Giuriolo, «poiché la coperta è corta è fondamentale che l’Italia prenda le decisioni giuste in ordine
al soggetto “agricoltore attivo” che può beneficiare
delle risorse Ue, in modo che vi sia una Pac mirata
6
a chi effettivamente vive di agricoltura». E poi ha
precisato che: «È stata una progettazione lunga, in
cui Coldiretti è riuscita a raddrizzare una proposta
iniziale che era penalizzante per l’Italia».
A conclusione del convegno, Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto, è intervenuto stigmatizzando i ritardi dell’Italia nel determinare quella
parte di normativa Pac di competenza degli stati
membri, come la fondamentale nozione di “agricoltori attivi”, che per gli assessori regionali sono
gli iscritti alle Camere di commercio e per Coldiretti dovrebbero essere gli Iap e coltivatori diretti
iscritti alla previdenza Inps. «I politici dovrebbero
correre a rotta di collo - ha detto Piazza - per essere veloci e portare a casa delle risorse che vanno a
vantaggio di tutta l’economia ed il territorio nazionale, ma l’attuale preoccupazione sono i curricula
dei probabili ministri, fra cui non è neanche menzionato quello dell’agricoltura».
LA PAC E I PAGAMENTI DIRETTI
«Questa Pac è più mirata e spinge verso un’agricoltura più sostenibile, che certo i nostri agricoltori non avranno problemi ad attuare - ha spiegato
Angelo Frascarelli, professore all’Università di
Perugia - I pagamenti diretti (il 52 per cento del
plafond), ci saranno ancora, ma saranno articolati
in 7 componenti: il pagamento base, uguale per
tutti; il pagamento redistributivo, un valore maggiore per i primi ettari; il pagamento greening
(inverdimento), che incentiva la diversificazione
colturale e le colture azoto fissatrici (es. soia); i pagamenti per zone svantaggiate (facoltativo e che,
probabilmente, l’Italia non attuerà); il pagamento
per giovani agricoltori (nei primi 5 anni prendono
circa 77 euro/ha in più), il pagamento accoppiato
(cioè per chi produce colture che l’Italia deciderà
essere fondamentali es. barbabietola, zootecnia), e
i pagamento per i piccoli agricoltori (con meno di
4-5 ettari e meno di 1.250 euro per azienda). Tutto
questo entrerà in vigore dal 1° gennaio 2015. Nel
2014 le domande Pac si faranno con le regole del
2013. Mentre per il Psr e le misure di mercato (Ocm
unica) partono dal 1° gennaio 2014».
7
piano speciale
«Il pagamento diretto è quindi a strati, come una
lasagna - ha spiegato Frascarelli. - Tutti prendono
i primi due strati (base e redistributivo), poi, a seconda di quello che fanno, portano a casa, via via
anche gli altri».
«Il pagamento di base - ha ricordato il professore è essenziale per prendere gli altri ed è quello su cui
ci sono più risorse (3,8 miliardi di euro). È erogato
sotto forma di titoli. I vecchi titoli attuali scadranno
al 31 dicembre 2014 e nel 2015 verranno automaticamente e gratuitamente assegnati nuovi titoli
agli agricoltori che esistevano nel 2013 (ed hanno presentato domanda Pac), sulla base della terra
posseduta al 15/05/2015: un titolo per ettaro a
seminativo, permanenti legnose (no boschi, tare e
incolti), prati e pascoli permanenti».
E quanto vale ogni titolo?
«Si andrà progressivamente ad avvicinarsi all’attuale media italiana di 320 euro per ettaro, però
per il principio della convergenza, non ci sarà un
livellamento assoluto, per non penalizzare chi attualmente ha dei titoli di elevato valore (di provenienza zootecnia, pomodoro, barbabietola). In
sostanza per ogni agricoltore verrà fatto un calcolo
ad hoc, dividendo l’importo dei pagamenti diretti
percepiti nel 2014 per il numero di ettari posseduti
nel 2015. Quindi è fondamentale aumentare la Pac
del 2014 perché va a determinare il valore dei titoli
per tutti gli anni successivi».
«Il pagamento greening - ha spiegato Frascarelli
- viene dato ai seminativi che fanno diversificazione (due colture per le aziende sopra i 30 ettari),
ed è una prassi normale per la quasi totalità delle
nostre imprese; oppure creano aree a valenza ecologica. Questo è sia il set aside dei terreni a riposo,
che la pratica di colture intercalari o di colture
azoto fissatrici (es. soia). Chi non fa greening dal
2017 perde una fetta del pagamento di base».
piano speciale
LA PROPOSTA SUL PSR
DI COLDIRETTI VENETO 2014-2020
Coldiretti Veneto ha presentato alla regione il
proprio posizionamento strategico lo scorso
luglio 2013. Siamo partiti da una posizione di
principio che vede l’agricoltura come un settore
economico che produce alimenti, generando
importanti impatti positivi sull’ambiente, sul
paesaggio e sulla qualità della vita.
Abbiamo quindi individuato alcune direttrici di
fondo: innovazione, competitività, organizzazione della filiera, aumento del lavoro e valorizzazione della multifunzionalità dell’agricoltura.
Per capire meglio cosa si stava delineando a
livello europeo, ci siamo confrontati lo scorso settembre a Bruxelles con i funzionari della
Commissione europea che trattano la prossima
programmazione 2014-2020. L’orientamento
strategico, cioè l’azione per obiettivi chiari e
qualificanti, è la vera novità della prossima programmazione, insieme alla flessibilità nell’applicazione delle misure. La considerazione degli uffici comunitari rispetto alla nostra regione è alta,
vista la qualità che finora abbiamo espresso con
il Psr 2007-2013. Questo ci gratifica e ci responsabilizza tutti, rispetto al futuro. D’altra parte, i
segnali che sono pervenuti ci fanno ben sperare.
LE RISORSE A DISPOSIZIONE
La proposta di riparto dei fondi Feasr 2014-2020
prevede per il Psr del Veneto 1 miliardo e 180 milioni di euro con in incremento della dotazione
regionale prevista per il precedente periodo di
programmazione. In aggiunta, con la condivisione delle regioni, si affiancano i Pon nazionali per
le seguenti linee d’intervento:
1. rischio, attivazione dei tre interventi previsti
con una dotazione complessiva di 1 miliardo
e 640 milioni di euro;
2. infrastrutturazione irrigua per le regioni del
centro-nord con una dotazione complessiva
di 300 milioni di euro;
3. biodiversità animale, 200 milioni di euro;
4. rete rurale nazionale, 100 milioni di euro.
Rispetto alla ripartizione regionale tra le diverse
priorità (focus area), vanno rispettati alcuni limiti
da regolamento. Almeno il 30 per cento deve essere destinato alle seguenti misure: investimenti
ambientali e per combattere il cambiamento
climatico; forestazione; agro-ambiente; agricoltura biologica; aree Natura 2000; aree con svantaggi naturali; servizi silvo-ambientali.
Almeno il 5 per cento alle strategie di sviluppo
locale tramite i Gal.
8
Passando alla prima ipotesi di ripartizione per il
2014-2020, rispetto alla ripartizione percentuale
dell’attuale periodo di programmazione 20072013, si evidenziano i seguenti punti:
1. Priorità 1. Le focus area attinenti l’innovazione, la conoscenza, la cooperazione per
l’innovazione e la formazione aumentano
in modo significativo l’impegno finanziario
(raddoppio), raggiungendo nel complesso il
7,5 per cento;
2. Priorità 2. Viene confermato l’impegno finanziario della precedente programmazione per
la competitività e il ricambio generazionale
(29 per cento);
3. Priorità 3. Per la qualità, filiera agroalimentare, reti e aggregazioni, vista la nuova connotazione (investimenti di filiera e non puramente agroindustriali) è incrementata la
dotazione percentuale dal 10 attuale al 15
per cento. È aggiunta una dotazione del 2
per cento per la prevenzione e gestione del
rischio riferito ad eventi particolari come le
alluvioni e il dissesto idrogeologico;
4. Priorità 4. Biodiversità, sostenibilità e qualità
delle risorse naturali, qualità del suolo e prevenzione abbandono attraverso pagamenti
agro-climatici-ambientali mirati e indennità
principalmente, unitamente ad alcune misure forestali, assorbono il 22 per cento della spesa, ovvero alcuni punti percentuali in
meno rispetto alle misure del Psr 2007-2013
che, in prima approssimazione, possono essere assimilate;
5. Priorità 5. Gestione irrigua (visto il Pon limitata agli investimenti/gestione aziendale),
efficienza energetica e energie rinnovabili,
riduzione emissioni, sequestro di carbonio,
nel complesso assorbono il 13 per cento della spesa. I principali capitoli sono l’irriguo e il
sequestro del carbonio. Considerata la limitata rilevanza del problema emissioni (particolari casistiche) e il considerevole impegno
del Por sul tema energia, questi due temi
verranno sviluppati in modo molto mirato
(biomasse).
6. Priorità 6. Alla diversificazione, strategie di
sviluppo locale e Ict (banda ultra-larga), è destinato il 12 per cento delle risorse. Percentuale minima quindi per l’iniziativa Leader
(5,5 per cento considerando la gestione) e
bassa per la diversificazione, considerando la
connotazione circoscritta prevista dal regolamento. Importante la dotazione Ict.
Manuel Benincà
Nel complesso si riscontra una buona aderenza in termini di allocazione finanziaria rispetto
alle priorità espresse per singola focus area nel
documento approvato dalla giunta esecutiva
di Coldiretti Veneto nella scorsa estate. È un primo passo, sicuramente significativo, che va ora
completato con la definizione di pacchetti di misure in grado di cogliere gli obiettivi di sviluppo
che sono stati proposti.
LA COMPETITIVITÀ
DELLA FILIERA AGROALIMENTARE
Per quanto riguarda la competitività e la filiera
agroalimentare, è opportuno sottolineare alcuni
passaggi che auspichiamo siano ben sviluppati
nella definizione delle misure.
Il sostegno alla competitività delle imprese deve
considerare le ristrutturazioni delle aziende
che operano nei comparti in crisi e, in generale, deve favorire gli investimenti che hanno una
chiara propensione al mercato. La competitività
va sempre opportunamente combinata con la
sostenibilità ambientale.
Per realizzare una maggiore efficacia nella spesa dei fondi comunitari, va affrontato il tema del
credito in agricoltura, viste le difficoltà d’investi-
QUALI TEMPI SONO PREVISTI
PER IL PSR 2014-2020
La bozza completa del Psr 2014-2020 (analisi,
strategia, misure e quadro finanziario) dovrebbe
essere definita entro il 31 marzo 2014 per attivare la consultazione generale del partenariato
(entro 30 aprile 2014) e la consultazione pubblica Vas (entro 60 giorni). Si arriva così all’invio
all’Ue a fine giugno 2014 del Psr 2014-2020. Il
negoziato con Bruxelles potrà durare all’incirca
6 mesi, quindi per la fine 2014/inizio 2015 ci saranno i primi bandi.
Nel 2014 ci saranno comunque dei bandi per
indennità compensativa, prosecuzione agroambiente, nonché la misura di insediamento dei
giovani (Pgb) e un bando misura 121 “investimenti” per la tarda primavera con le “vecchie” regole e le risorse che deriveranno dalle economie
di spesa realizzate nei bandi precedenti.
Manuel Benincà
area Ambiente e territorio Coldiretti Veneto
9
piano speciale
mento per la ridotta liquidità e per la
difficoltà d’accesso bancario. Di qui la
necessità d’integrazione tra gli strumenti, attraverso forme miste conto
capitale e conto interessi a sostegno
dei progetti. Il tutto attraverso meccanismi che prevedono tempi certi e
cadenzati per i bandi, visti i numerosi
vantaggi di questo sistema amministrativo.
Finalmente, il tema della filiera corta
si sta facendo strada anche a livello
comunitario, tant’è che il regolamento per il Psr 2014-2020 definisce
la filiera corta come: “Una filiera di
approvvigionamento formata da un
numero limitato di operatori economici che si impegnano a promuovere
la cooperazione, lo sviluppo economico locale e stretti rapporti socio-territoriali tra produttori, trasformatori e
consumatori.” Per noi, in ogni caso,
questa è un mezzo per aumentare
la redditività degli imprenditori agricoli.
È un’occasione che non dobbiamo
assolutamente trascurare, viste le
potenzialità che l’agricoltura veneta
ha dimostrato di poter esprimere in
questo campo, integrando maggiormente le strutture di trasformazione con i produttori primari e qualificando solo le produzioni
agricole regionali.
sindacale
Sicurezza idraulica,
una conquista continua
Giuriolo, “In Polesine, il rischio è sotto controllo,
ma quanto potrà durare?”
> Beatrice Tessarin
«Gli investimenti per la sicurezza idraulica e la bonifica non riguardano solo le campagne, ma tutta
la comunità». Il presidente della Coldiretti Rovigo
Mauro Giuriolo, interviene a sottolineare che l’attività di bonifica è un’azione di rilevanza generale
per il territorio e non solo dei proprietari di campi.
Lo proverebbero i disastri provocati da esondazioni
e frane che avvengono ormai frequentemente anche in Veneto, a causa dei cambiamenti climatici,
ma, soprattutto, per evidenti carenze di manutenzione e gestione consapevole del rischio idraulico,
attraverso lo strumento delle attività di bonifica.
«Fra l’altro - aggiunge il direttore di Coldiretti Silvio
Parizzi - gli agricoltori contribuiscono quotidianamente alla sicurezza del territorio, anche col presidio diretto delle affossature di campagna, cioè la
piccola rete di scoli privati tra i campi coltivati».
«Il vero problema - spiega il presidente Giuriolo - è
capire che se oggi il Polesine è il territorio provinciale più sicuro dal punto di vista idraulico di tutto il
Veneto, lo deve a decenni e decenni di opere di bonifica e di salvaguardia idrogeologica. Mentre gli allagamenti e le esondazioni dalla rete fluviale, hanno imperversato nel basso padovano, nel vicentino
10
e sull’intera regione - prosegue Giuriolo - la provincia di Rovigo se l’è cavata con una modesta (in riferimento ai disastri avvenuti altrove) esondazione
del Tartaro verso Melara e diverse infiltrazione lungo l’ondata di piena del Canalbianco. Questo non
è un caso, ma vera e propria conquista dell’opera
dell’uomo attraverso i consorzi di bonifica, di cui
tutte le nostre comunità si stanno avvantaggiando». «Ma queste opere silenziose e meritorie - continua Giuriolo - si stanno interrompendo negli ultimi anni, a causa del drastico e continuativo taglio
delle risorse che lo stato e la regione dovrebbero
destinare appunto alla manutenzione del demanio
idrico. E quanto durerà la sicurezza in Polesine?».
«Proprio in un momento storico in cui i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti - conclude
il presidente di Coldiretti - e in cui le precipitazioni
sono sempre più abbondanti e concentrate in brevi
periodi, il rischio idraulico sarà sempre più presente
e sempre più urgenti gli interventi strutturali. Anche
il nostro Polesine dà i primi segnali di cedimento e
se non si proseguirà con gli investimenti lungo la
rete dei corsi d’acqua, con la manutenzione straordinaria e col presidio idrogeologico anche noi polesani finiremo per trovarci alluvionati o allagati».
11
giovani in movimento
Giovani impresa,
squadra sotto la neve
Gli under 30 di Coldiretti Rovigo
in ritiro formativo sulle Dolomiti
> Beatrice Tessarin
I giovani a Falcade
FALCADE (BL) - Sotto la neve che cadeva copiosa,
avvolgendo le baite di legno lungo il pendio mimetizzato nella coltre bianca, per sviluppare la
mentalità imprenditoriale, imparare ad organizzare una squadra, a progettare un’iniziativa nel
rispetto dei tempi, ad ottimizzare le risorse, prendendo coscienza delle competenze necessarie. È
stato un soggiorno di lavoro, molto intenso per
gli imprenditori under 30 di Giovani impresa Coldiretti di Rovigo, che dal 3 al 5 gennaio sono stati
a Falcade, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, per
un ritiro formativo, all’agriturismo La piccola baita.
Il gruppo di 15 giovani, tra i 20 ed i 30 anni, ed il
delegato provinciale Paolo Sartori, tutti imprenditori già titolari d’azienda agricola, è stato guidato
dallo staff di Ferruccio Cavallin e dal segretario di
Giovani impresa Rovigo Romeo Boaretto, in una
serie di attività all’interno e all’esterno, per sviluppare lo spirito di squadra e la visione imprenditoriale di largo respiro.
I giovani si sono messi letteralmente in gioco, divisi
in due formazioni in competizione tra loro, attraverso un dettagliato programma di prove di abilità, lezioni in aula, esercitazioni, gare sulla neve,
finalizzate all’apprendimento del percorso fisico
12
e psicologico dalla nascita di una squadra al raggiungimento di un obiettivo comune, passando
attraverso la presentazione in modo persuasivo
del proprio progetto.
Al soggiorno formativo hanno fatto una capatina
anche il segretario nazionale di Giovani impresa
Carmelo Troccoli, quello regionale Luca Motta
ed il delegato veneto Andrea Barbetta. L’incontro
con le cariche di Giovani impresa è servito per un
confronto sulle problematiche delle nuova aziende agricole: l’accesso al credito, la salvaguardia del
territorio, l’eccesso di burocrazia.
GIOCHI DI RUOLO
Al termine del soggiorno a Falcade, i due gruppi di
lavoro hanno elaborato due proiezioni di slide, per
visualizzare quanto avevano appreso.
GRUPPO 1 - Il lavoro svolto a Falcade è risultato
alquanto utile ai fini della cooperazione e per migliorare le affinità all’interno del gruppo Giovani
impresa.
La sequenza di slide vuol significare come sia
possibile creare dei sani presupposti per permettere di affrontare determinate situazioni, ne è un
esempio la metafora della casa. Sappiamo tutti
che un mattone da solo non fa nulla, ma se messo
assieme ad altri può creare qualcosa di grande e
resistente, legato dal cemento, composto da valori quali lealtà, onestà, etica; con lo sguardo al
futuro e alle innovazioni senza però dimenticare
le nostre origini e tradizioni. Tutto ciò ci permette
inoltre di ampliare le nostre conoscenze ed arricchire il nostro bagaglio culturale tramite corsi di
formazione professionali che non sono solo utili
in sé, dal punto di vista aziendale, ma anche per
la persona stessa, ed hanno permesso di creare
legami per affrontare un evento come la battaglia
di Natale al Brennero del dicembre scorso, dimostrando l’attenzione a salvaguardare il futuro della
nostra generazione e di quelle che verranno. Questo ha fatto sì che nel gruppo si sia creato un clima
sereno e disteso, sempre pronto a porgere un aiuto
al problema del prossimo, instaurando un legame
GRUPPO 2 - All’interno dell’associazione Coldiretti esiste il gruppo Coldiretti Giovani impresa,
ex movimento giovanile, che comprende giovani dai 18 ai 30 anni.
La domanda sorge spontanea: perché far parte di un gruppo? In particolar modo di questo
gruppo?
Innanzitutto si ha la possibilità di avere un confronto generazionale tra le
che
si ritrova anche seduti al bar davanti a
un caffè, parlando di qualsiasi cosa, magari non
legata al mondo dell’agricoltura.
Per quanto mi riguarda è stata un’esperienza veramente molto bella e utile. Da ex giocatore di
rugby, so benissimo che con l’individualismo non
si va da nessuna parte e questo percorso mi ha
permesso di vedere che ci sono altre persone che,
anche in questo settore, la pensano come me.
Sonny Munari
diverse tipologie aziendali del nostro territorio,
utile a fare impresa. Iniziando a far parte di questo gruppo, i giovani possono sviluppare le loro
conoscenze nel settore creditizio, ovvero l’accesso a finanziamenti, Psr e agevolazioni varie
per i giovani agricoltori.
I corsi di formazione specifici svolti in tutta la regione consentono di allargare i propri orizzonti
e conoscere nuove realtà, dove
si sono insediate le aziende leader nel proprio settore.
In particolare il corso svoltosi a
Falcade ha permesso di unire
l’utile al dilettevole con momenti di divertimento alternati a lavori di squadra, con lo
scopo di incentivare la competizione tra i partecipanti e
contemporaneamente stimolarli alla reciproca collaborazione per costruire un futuro
solido insieme.
Cosa aspetti? Unisciti a noi!
Andrea Converso
13
giovani in movimento
slide dei gruppi
condifesa
Col “Fondo Risemina mais”
meno geodisinfestanti
Condifesa Veneto propone un’agricoltura sostenibile
con l’intervento del fondo mutualistico a tutela
delle imprese agricole associate
> a cura di Codiro
Crediamo fermamente nella possibilità di realizzare un’agricoltura sostenibile, capace di tutelare
l’ambiente garantendo il reddito alle imprese agricole ed evitando gli sprechi ove possibile.
Per questo nel 2013 è nata una collaborazione con
Veneto agricoltura per sperimentare nuove tecniche
colturali che consentano la drastica riduzione dei
geodisinfestanti nei terreni coltivati a seminativo,
in particolare sul mais. Nel 2014 il progetto continua, l’obiettivo è di stimolare le aziende agricole ad
usare meno insetticidi nelle colture a seminativo
e ad utilizzare in alternativa un “pacchetto di sicurezze” avvalendosi della consulenza di Veneto agricoltura e dell’impegno del Condifesa Veneto.
L’iniziativa vuole intervenire sul modo di fare
agricoltura, dirottando l’investimento delle imprese per l’acquisto di geodisinfestanti verso
forme mutualistiche per la tutela del reddito
che garantiscono la coltura, dalla semina alla
raccolta, con lo stesso impegno di spesa e senza
caricare le imprese di costi aggiuntivi.
Aderendo al “Fondo risemina Mais” in caso di
mancata, ritardata o insufficiente emergenza delle piante di mais riconducibile a condizioni meteo
avverse o a cause parassitarie, e purché queste
condizioni non siano riconducibili a negligenze
nella conduzione della coltura, l’impresa agricola
potrà contare su un risarcimento per il mancato
reddito fino al 20 per cento del valore della Plv e
in aggiunta, se necessario, il Condifesa rifonderà il
costo della risemina (200 euro).
L’adesione dovrà avvenire entro il 31 marzo e,
comunque non oltre la data di semina, e avrà un
costo indicativo per ettaro di euro 25, mediamente
meno della metà di ciò che si spende per un intervento geoinsetticida.
NUOVI TERMINI
PER L’ASSICURAZIONE AGRICOLA
AGEVOLATA 2014
Ai fini dell’ammissibilità a contributo, i certificati di assicurazione devono essere sottoscritti entro i seguenti termini:
• 31 marzo per le colture a ciclo autunno
primaverile (frumento, orzo, altri cereali a
paglia)
• 31 marzo per le colture permanenti
(frutteti e vigneti)
• 30 maggio per le colture a ciclo
primaverile (mais, soia, barbabietola da
zucchero)
• 15 luglio per le colture a ciclo estivo
(orticole trapiantate e produzioni di 2°
raccolto)
• 31 ottobre per le colture a ciclo autunno
invernale (radicchio)
L’obiettivo del Condifesa in collaborazione con Veneto agricoltura, è di incentivare, grazie a questo
strumento unico in Europa, gli operatori agricoli ad
abbandonare o ridurre drasticamente, ove le condizioni agronomiche lo consentano, i trattamenti
chimici dei seminativi. Le aziende infatti aderendo
al nuovo fondo mutualistico per il mais, potranno
salvaguardare il proprio reddito, tutelare la salute
e l’ambiente.
Accanto a questo Fondo, il Condifesa continua a
proporre altre soluzioni mutualistiche utili nell’ottica della prevenzione, per intervenire in caso di
danni attualmente non coperti dalle normali assicurazioni. Nel pacchetto di proposte sono attivi i
seguenti fondi: Fondo risemina seminativi, Fondo
animali selvatici, Fondo gelo su actinidia.
Per informazioni:
Consorzio difesa Rovigo, tel. 0425-24477.
14
15
donne impresa
Storie di imprese
al femminile
Monica Grandi la pionera della fattoria didattica.
Maria Pia Bega lo spirito creativo
> Beatrice Tessarin
L’impegno delle donne della Coldiretti inizia nel 1953, quando il Movimento femminile comincia ad
intervenire su temi sociali come le
pensioni, la scuola, le abitazioni e
le infrastrutture del territorio rurale.
Nel 1976 assume il carattere di movimento di categoria autogestito
dalle imprenditrici agricole. Inizia
ad occuparsi di temi professionali e
sindacali, contribuendo al successo
di alcune battaglie fondamentali,
come quella per la parità dei componenti dell’impresa, quella per la
tutela della maternità e quella per la
legge sull’imprenditoria femminile
e le politiche successive.
Nel 1998 il Movimento diventa Coordinamento, con una struttura più
snella, più presente in ogni provincia
e più inserita, secondo il principio
del mainstreaming, nelle attività di Coldiretti. Nel
2008 assume il nome Coldiretti donne impresa.
Il coordinamento sta portando avanti il progetto
economico di Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana e la valorizzazione del territorio insieme
al prodotto. Generalmente, proprio per esser donne, le imprenditrici hanno una grande elasticità e
più dei colleghi maschi sono portate alle vendita
diretta e alla mutifunzionalità dell’azienda.
A livello provinciale, è costituito un Forum donne
impresa Rovigo. Per adesioni ed informazioni, si
contatti la coordinatrice provinciale Lorenza Bellettato c/o Coldiretti Rovigo, tel. 0425/201918.
L’organo decisionale del Forum è il Coordinamento provinciale, formato da 10 imprenditrici: una
responsabile provinciale, Pia Rovigatti, e 9 responsabili di zona.
MONICA GRANDI,
ANTESIGNANA DELLA FATTORIA DIDATTICA
Responsabile per la zona di Adria, vice responsabile provinciale e membro del coordinamento regionale di Donne impresa, Monica Grandi è un
16
Monica Grandi e Romeo Boaretto
solido punto di riferimento per la sua comunità e
per il movimento, di cui è rappresentante alla vicepresidenza della Commissione per l'imprenditoria
femminile della Cciaa. Premiata al 10° Galà della
donna di Porto Viro nel 2008 “per aver contribuito
alla crescita della nostra società”, Monica Grandi
incarna l’agricoltura specializzata nelle attività
educative per bambini, disabili e anziani. Il fiore
all’occhiello sono i laboratori manuali che la Grandi tiene con i malati di Alzheimer nelle strutture
specializzate. La sua azienda, Corte S. Lorenzo,
a Baricetta, è fattoria didattica iscritta all’Albo
regionale. In realtà l'attività didattica è partita in
via sperimentale quando ancora la regione Veneto
non la riconosceva e Coldiretti aveva riunito una
cinquantina di azienda che aspiravano a questa
innovazione.
La base dell'attività è un'azienda agricola di circa
20 ettari a seminativo, con un fazzoletto dedicato
alle patate dolci, che Monica valorizza attraverso
l'associazione Le americane di Valliera, con cui
organizza la festa della patata tipica col coinvolgimento del territorio, scuole, istituto alberghiero ed
esercizi commerciali.
MARIA PIA BEGA, LO SPIRITO CREATIVO
Eletta responsabile per la zona di Rovigo esterno e
vice provinciale, Maria Pia Bega, di Crespino, ha assunto la titolarità dell'impresa del babbo nel 2003.
Attualmente conduce un fondo di circa 5 ettari coltivato con ciliegi, albicocchi e peschi, che erano il
fiore all'occhiello del babbo: ne coltivava 24 varietà
che producevano pesche a scaglioni da maggio ad
agosto. Il prodotto è raccolto dalla famiglia e venduto direttamente in uno storico punto vendita
aziendale. Da quest’anno parte un'altra attività. La
vecchia casa dei nonni, uno stabile di 300 anni, che
è passato attraverso divisioni e ammodernamenti
da cambiargli aspetto, è stato parzialmente adibito a bed and breakfast: la casa di Zia Oriede. La
location è in mezzo al verde, sotto l’argine del
Po, cui si accede dalla ex “Rampa del maggiore”, a
donne impresa
«Sono nata ed ho sempre lavorato qui in
azienda - racconta Monica Grandi - Nel 2009
è mancato il papà e sono subentrata io. Nel
2005 sono partita con l'attività di fattoria didattica: avevo visto in Coldiretti l'annuncio di
un corso formativo specifico ed ho cominciato a chiedere. Inizialmente mi ero orientata
sull'attività didattica per bambini, poi, con
l'esperienza, ho scoperto che c'è un feeling
particolare tra gli animali e i disabili, anche
anziani con malattie degenerative come
l'Alzheimer e devo dire che quest'ultima attività mi ha dato molte soddisfazioni ed un
grande arricchimento umano e personale».
Il lavoro con la didattica va dalla primavera a
tutta l'estate. La scelta di Monica è di allestire
dei gazebo all’aperto negli spazi aziendali
dove accogliere gli scolari o le famiglie ed organizzare laboratori e giochi.
Le attività proposte sono varie: manipolazioni con
la pasta di mais, il trapianto di piantine, la conoscenza degli animali (pulcini, anatroccoli, caprette,
coniglietti, pony), i giochi di una volta in collaborazione col museo di Tino Sega, che mette a disposizione vari attrezzi e oggetti della civiltà contadina.
L'attività con gli anziani invece si svolge durante
tutto l'anno, direttamente nelle strutture di accoglienza dove Monica porta i suoi “attrezzi“ da lavoro, vecchi oggetti di una volta che fanno parte
della sua collezione personale. «È un'esperienza
molto intensa - racconta Monica Grandi, con la
sensibilità che la contraddistingue - Gli anziani con
demenza senile hanno solo la memoria di quando
erano giovani e rivivere vecchie esperienze li fa
come risvegliare dal torpore della malattia: cominciano a raccontare storie di vita e svelare ricette e
a dare consigli».
L’arma segreta e la grande passione di Monica
Grandi è la raccolta e collezione di libri di civiltà
contadina e polesana, vecchie tradizioni rurali, ricette, giochi, storie: ne possiede in gran quantità e
trae ispirazione.
Maria Pia Bega con la figlia Giorgia e la bambola di rafia
due passi da piazza Fetonte di Crespino. Sono due
stanze letto con soggiorno, angolo cottura e servizi, per 4 persone.
L'arredo della casa è un'esplosione della creatività
di Maria Pia, che riesce a trasformare ogni materiale di scarto in oggetti esclusivi ed originali.
Dalle bambole cucite e imbottite con stoffe di ritaglio trasformate in abitini old England e splendidi
capelli a boccoli di rafia, ottenuti facendo asciugare la fibra bagnata attorcigliata a bastoni di legno;
alla scaletta appendiabiti di rami di olmo legati
a corda, alle zucche decorate, ai vecchi cassetti
appesi al muro come introvabili teche, ai cordoni
applicati ai profili degli armadi, alle composizioni
di fiori secchi e di panno lenci. Bijoux fatti di fili di
acciaio intrecciati all’uncinetto con pietre dure,
borse di stoffa, bomboniere coi gusci d’uovo...
Tutto prende vita. «Guardo, vedo come è fatto e
me lo costruisco adattandolo alle mie esigenze e
gusto - spiega Maria Pia Bega, come fosse niente Non seguo un progetto preliminare: mi guardo attorno e mi viene l'idea al momento». E non finisce
così, perché l'arredo non è terminato: «Ho in mente di costruire la testiera del letto matrimoniale con
dei telai da finestra di scarto» - spiega.
La storia della Bega, comunque, è quella di una
donna che ha fatto di necessità virtù. I suoi genitori erano emigrati da Crespino a Milano, al tempo
dell'alluvione del ‘51: l’uno faceva l’autista, l’altra
aveva una rivendita di ortofrutta. Maria Pia, figlia
unica, era nata e cresciuta nella grande città, dove
aveva frequentato la scuola di segreteria d’azienda. A Crespino erano rimasti i nonni, con due ettari
di terra sotto l’argine del Po. Il babbo, però, aveva
mantenuto la voglia di tornare in Polesine e, alla
fine, lo aveva fatto, stabilendosi con la famiglia su
un piccolo fondo agricolo acquistato mentre era a
Milano. Inizia così una seconda vita da frutticoltore.
Prima vende ai mercati generali, poi a bordo strada accanto all’azienda, mentre Maria Pia alternava
lavori saltuari amministrativi alla collaborazione
agricola. Fino a quando, trovandosi capo azienda,
ha preso in mano le redini.
17
territorio polesine
Ventennale
della “Zena coi ossi”
Alle Clementine di Badia,
ritrovo di Coldiretti attorno ai piatti della tradizione
> Beatrice Tessarin
coltura Laura Negri, il consigliere regionale Cristiano Corazzari, il sindaco di Rovigo Bruno Piva, il vice
presidente vicario della Cariveneto Fabio Ortolan, il
vice direttore di Bancadria Umberto Perosa, oltre a
tutte le cariche locali, provinciali e regionali di Coldiretti, dai presidenti veneto e di Rovigo, Giorgio Piazza e Mauro Giuriolo, ai rispettivi direttori Enzo Pagliano e Silvio Parizzi, al presidente di zona Badia
Simone Moretti; presenti le testate giornalistiche
cartacee locali.
BADIA POLESINE (RO) - «Sono i nostri prodotti e le
nostre radici. È una serata nata vent’anni fa, proprio per non far morire le nostre tradizioni. Quando abbiamo cominciato con la prima edizione, far
mangiare “gli ossi” agli ospiti sembrava una presa in
giro. A distanza di tanto tempo le “serate coi ossi” si
sono diffuse per molti locali in provincia e addirittura in Veneto». Il racconto di Luciana Vallese, titolare
dell’agriturismo Le Clementine di Badia, ricolloca
l’appuntamento annuale de “la zena coi ossi” nel suo
contesto storico-culturale, di recupero di piatti legati
al rito della macellazione del maiale nelle campagne
polesane, e rivendica correttamente l’anteriorità di
una proposta gastronomica che si va espandendo.
Alle Clementine, dove sono stati proposti per la
prima volta al gusto moderno, “gli ossi” di maiale
(in verità con parecchia carne attaccata, bolliti con
le verdure) sono tornati protagonisti, serviti in vassoi, ancora fumanti, e accompagnati da verze viola
e quadrelli di zucca caramellata. A far da cornice la
bondiòla di Beppe con cren e mostarda, il gentile e la
zia (salumi pregiati invecchiati) e le costine di maiale
al forno, sfumate nel vino bianco.
Il presidente Mauro Giuriolo ha dichiarato che «questo agriturismo ha portato valore aggiunto al territorio perché ne mantiene viva la conoscenza, la storia,
le tradizioni, la cultura rurale. È il percorso obbligato
per dare soddisfazione economica all’imprenditoria
agricola». Beppe Tomaini, ricordando le venti edizioni, ha commentato: «queste serate devono restare
informali, così come sono nate. Col tempo sono diventate occasioni di incontro per persone con idee e
volontà di svilupparle: una serata di buoni propositi,
soprattutto in questi tempi di crisi».
Si è svolta la sera del 23 gennaio scorso, nel salone
de Le Clementine, a Badia Polesine, prima struttura
agrituristica del Polesine (1992), la 20esima edizione
della “Zena coi ossi”, l’originale, organizzata da Coldiretti Rovigo e Terranostra, con Luciana Vallese e
Beppe Tomaini, contitolari dell’agriturismo.
A tavola, come di consueto, personalità istituzionali,
della politica, dell’economia e dell’informazione: dal
prefetto di Rovigo Franco Provolo, il vice sindaco di
Badia Gianni Stroppa, il questore Rosario Russo ed
il vice Oscar Ghetti, l’assessore provinciale all’Agri-
18
Lo staff de Le Clementine
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RISERVA AI PROPRI ISCRITTI per il 2014
pensionati
Assemblea nazionale per
i 45 anni di Federpensionati
Mansueto, “Pretendiamo più attenzione
dalle istituzioni”
I delegati veneti all'assemblea
In Italia ci sono più di 800mila pensionati coltivatori diretti, con pensioni inferiori o integrate al minimo di 480 euro al mese che stanno vivendo un
periodo estremamente difficile e che, nonostante
questo, contribuiscono in misura determinante al sostegno delle famiglie e al presidio delle
aziende agricole. Per questo meritano più attenzione dalle istituzioni.
È il messaggio dell’Assemblea nazionale di Federpensionati Coldiretti, che si è tenuta a Roma, dal 21
al 23 gennaio, e che ha segnato il 45mo compleanno dell’associazione, che conta oltre settecentomila soci. All’hotel Ergife sono convenuti quattrocento
delegati, insieme al presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo, al segretario generale
dell’organizzazione, Vincenzo Gesmundo e al presidente di Federpensionati, Antonio Mansueto.
Il Veneto ha partecipato con 25 delegati, fra cui i
nostri polesani Marino Bianchi, Giorgio Lago,
Carlo Guariento ed il segretario Paolo Casaro,
accompagnati dai vari segretari provinciali e dal
segretario regionale Alberto Bertin. Particolarmente importante è stata la lettura, durante l’assemblea, della relazione che ha voluto rappresentare il Veneto con la quale è stata data evidenza a
quello che di concreto si fa nel territorio: gli orti
sociali, l’orto integrato di Verona, i momenti di socializzazione, le Giornate provinciali per festeggiare i pensionati della Coldiretti, l’attività del Cupla
20
(Comitato unitario pensionati lavoro autonomo) in
cui particolarmente attiva è proprio la federazione
di Rovigo, i soggiorni formativi.
I delegati hanno avuto in programma una visita al
Vaticano per il saluto di Papa Francesco. Nel corso
dell’udienza gli anziani coltivatori, guidati dal consigliere ecclesiastico nazionale don Paolo Bonetti,
hanno donato al pontefice due piantine d`ulivo e
numerosi cesti con i prodotti tipici regionali. Nel
porgere il saluto alla delegazione, il santo padre
ha detto: «Tutti incoraggio ad essere fedeli a Cristo,
affinché nella chiesa possa risplendere la gioia del
vangelo». Il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano ha fatto pervenire il suo saluto all’assemblea con un telegramma.
«Considerata a torto come una forma arcaica da
superare, - ha sottolineato il presidente nazionale
di Fedepensionati, Antonio Mansueto - la presenza
degli anziani si sta dimostrando fondamentale per
affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti
cittadini. Ma i pensionati non sono utili solo nel ruolo di nonni o per l’aiuto che danno ai figli. Nelle campagne sono impegnati nel presidio territoriale nelle
aree rurali e sono spesso il motore di iniziative ed
esperienze culturali, economiche e di solidarietà».
Infatti, i pensionati coltivatori sono impegnati
spesso nelle fattorie didattiche ad insegnare i segreti della campagna ai più piccoli, come tutor
dell’orto nelle città, o per trasmettere alle nuove
generazioni la propria manualità realizzando oggetti di artigianato.
«È anche per questo che meritano maggiore attenzione da parte delle Istituzioni - ha detto Mansueto.
- Occorre, in particolare, intervenire per recuperare
il potere di acquisto delle pensioni più basse ed
eliminare ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto
attiene gli assegni familiari. Serve poi riconoscere
un sostegno per le famiglie che si fanno carico
di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o
non autosufficienza - ha segnalato il presidente. Definire i livelli essenziali di assistenza e potenziare
i servizi di prevenzione per assicurare agli anziani a
basso reddito gli accertamenti diagnostici in forma
ambulatoriale, con riduzione delle liste di attesa, dei
ricoveri in ospedale e della spesa sanitaria».
da imitare
ORTI A VENEZIA, FIORI IN CARCERE
Durante i lavori dell’assemblea, sono stati raccontati i tanti
progetti innovativi promossi dagli stessi anziani agricoltori
nei propri territori. Sono iniziative cariche di spirito imprenditoriale e solidale insieme, tutte da prendere ad esempio
anche dai giovani.
A Venezia, per star vicino al Polesine, è stato realizzato il
progetto “Pensionati tra gli orti di città” dall’Area sociale
di Coldiretti in collaborazione col comune della Serenissima.
Qui, l’elemento centrale è Giuseppe Beraldo, 76 anni, che
ha messo a disposizione parte dei suoi terreni che non
utilizzava più, per “gli orti sociali”: dei veri orti (attualmente
sono una sessantina) destinati a pensionati veneziani con
almeno 55 anni, residenti nel comune di Venezia, che hanno fatto lavori estranei al mondo agricolo e che non sono
proprietari di terreni coltivabili. Nella dotazione dei pensio-
nati nuovi orticoltori ci sono gli attrezzi necessari, l’acqua e
i fertilizzanti. L’obiettivo primario del progetto è stimolare
e coinvolgere i pensionati in un’attività che offra loro
opportunità di svago, valorizzazione umana e benessere psicofisico, pur tenendo conto dei limiti urbani del territorio. La Coldiretti, attraverso il patronato Epaca, coordina e
monitora l’iniziativa.
Spostandosi nel Friuli, ad Udine, c’è Diego Mansutti, pensionato della coop “Solo servizi”, il quale tiene corsi di orticoltura e
floricoltura nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo.
Ai carcerati, per lo più stranieri, conduce lezioni teoriche e pratiche. I prodotti realizzati dai ragazzi vengono venduti nelle
parrocchie e in un mercato settimanale che si tiene a Udine.
Nel 2013 oltre ai prodotti orticoli coltivati in base alla stagionalità, sono stati prodotti 1.200 vasi di crisantemi e duemila
fiori recisi sempre di crisantemi. Nella prima parte del 2013
si sono svolti tre corsi teorici seguiti da 12 persone detenute.
21
fare impresa/psr
Psr, opportunità
anche per il 2014
> Enzo Santato, capo settore Agevolazioni e strutture Impresa verde Rovigo
La regione Veneto sta programmando l’apertura
di alcuni nuovi bandi agro ambientali Mis 214/a e
214/d per dare continuità alle domande Mis 214
presentate nelle annate passate (conferme), incluso le domande Mis 216 presentate nel 2013.
Come già successo nel 2013, saranno prorogati i
termini delle domande Mis 214, finanziate a partire
dal 2008. Pertanto, gli impianti SB-FT del 2008 e del
2009 verranno prolungati di un'ulteriore annualità
equivalente rispettivamente al settimo e sesto anno.
Si sta valutando l’opportunità di attivare nuovi
bandi da assumere già nel 2014 al fine di assicurare continuità di risposta alle esigenze delle aziende, senza aspettare la nuova programmazione che
partirà nel 2015. Nello specifico si ipotizzano un
bando Pg (insediamento giovani) e una Mis 121
(ammodernamento).
La possibile apertura di questi bandi discende da
avanzi sulla programmazione 2007-2013, a causa dei recuperi e delle economie a saldo, relative
quindi a interventi già pagati. Depongono a favore della scelta, la possibilità, nel caso in cui sia
necessario, di recuperare le risorse mancanti per il
periodo 2014-2020 (il regolamento di transizione
lo consente: finanziamento di “vecchie” misure con
i soldi del nuovo Psr) e l’opportunità di iniziare a
spendere il prima possibile, visto che esiste un premio del 6 per cento sulle risorse complessive per le
regioni virtuose.
PSR 2014-2020 (dal 2015)
Entro fine maggio devono essere inviate a Bruxelles
le definizioni (dettagli) delle nuove misure. È stata
ribadita la necessità di concentrazione delle risorse sulle misure più vicine alle imprese agricole, di
22
previsione di strumenti a sostegno finanziario che
vadano oltre il conto capitale (conto interessi e garanzie) e di drastica semplificazione procedurale.
A seguito dell’accordo stato regioni, la stessa deve
cofinanziare con 202 milioni, ovvero con 28 milioni
all’anno. Una cifra di per sé sostenibile, ma di difficile reperimento. Infatti, il bilancio agricolo è compresso tra le spese costanti di funzionamento delle
agenzie regionali e le risorse a destinazione libera
sempre minori. Tuttavia, la Regione si dovrà impegnare in tal senso. Ne consegue che per altri interventi strutturali e non, lo spazio sarà ridottissimo.
Nell’ipotesi che maturi l’idea e volontà regionale, è
prematuro indicare una data di apertura bandi di
transizione, relativa ad alcune misure di cui sopra
(Pg e Mis 121), per le quali le graduatorie devono
chiudere entro il 2014, pertanto è ipotizzabile una
apertura in estate. Quindi, le aziende interessate
al Pg o agli ammodernamenti, oltre che affinarne
l’attenzione a seguito di vari momenti di divulgazione, possono segnalare l’interesse ai tecnici Impresa verde. Non si allegano, in questa fase, schede
o coupon, ma si evidenzia che l’eventuale segnalazione di interesse, deve essere in qualche modo
tracciata (nota firmata, mail, fax), per poi, in vista
dell’apertura bandi, venire confermata dagli interessati. Le semplici telefonate, per la intuitiva precarietà di tracciamento, non verranno considerate.
PIANI AZIENDALI
PER OPERE STRUTTURALI
Molte opere strutturali nell’ambito di una impresa agricola, che vanno dalla casa, al magazzino,
ricovero attrezzi, tettoie, serre ecc. abbisognano
di un’autorizzazione a costruire che passi per la
redazione e approvazione di un Piano aziendale,
a seguito del quale il comune autorizza la costruzione. Agli interessati si chiede di valutarne l’idea
con attenzione, senza fraintendimenti, con gli uffici competenti del proprio comune, e dopo avere
constatato la necessità di un Piano, possono rivolgersi all’Ufficio competente della sede provinciale
di Impresa verde, per una fattibilità e finalizzazione
dello stesso.
Nel Distretto nord si può partire
con la programmazione dei trapianti
> da Il punto Coldiretti
È stato raggiunto lo scorso 17 gennaio l’accordo
tra le Organizzazioni di prodotto (Op) e le industrie
per le condizioni contrattuali relative al raccolto
2014 di pomodoro da industria, nell’ambito del
Distretto del nord. Una data che consente alle imprese di poter programmare le proprie attività con
tempistiche finalmente ragionevoli. Non si deve
infatti dimenticare che lo scorso anno l’accordo
era stato siglato gravemente in ritardo il 15 aprile,
mentre erano già in corso, nel fango e tra mille difficoltà, i trapianti.
L’accordo 2014 prevede una modifica del meccanismo della griglia utilizzata nella valutazione
del prodotto, modifica riguardante il valore base
cento dei gradi Brix, passato da 5.05 a 5.00. Una
modifica che non raggiunge l’obiettivo auspicato
di un nuovo sistema di valorizzazione del prodotto, basato sulle caratteristiche dei derivati.
Il prezzo indicativo oscillerebbe attorno ai 92 euro
per tonnellata, in crescita rispetto alla media dei
contratti stipulati nel 2013, segnale importante,
ma ritenuto deludente rispetto alle richieste di
parte agricola, alla luce della riduzione degli stock
di trasformati e considerati i costi di produzione e
considerato che sono passati anni di difficoltà ed
un raccolto 2013 che ha fatto segnare i quantitativi più bassi degli ultimi 10 anni. Nell’area nord, in
particolare, sono stati avviati alla trasformazione
1.944.683 tonnellate di pomodoro, con un calo del
19 per cento rispetto alle quantità trasformate nel
2012. La produzione media è risultata pari a 64,76
ton/ha (con un grado Brix medio pari a 4,95), contro le 70,85 ton/ha del 2012 e le 71,24 ton/ha del
2011.
Nel caso che il raccolto 2014 dell’area nord non superi l’obiettivo di 2,4 milioni di tonnellate, vi sarà
un integrazione del prezzo di un euro per tonnellata, sicché il prezzo potrebbe salire a 93 euro per
tonnellata.
Al fine di una migliore valutazione delle scelte
aziendali, si riporta il calcolo del costo di produzione del pomodoro da industria, nell’area ferrarese,
con una media produttiva pari a 70 ton/ha, effettuato dal Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv).
Secondo questa ricerca, il costo di produzione nel
2012 oscillava tra i 7.093 ed i 7.119 euro per ettaro.
campagna fragole
GERMANIA, PAESI BASSI
E REGNO UNITO
AUMENTANO LE SUPERFICI
Il gruppo di contatto franco-spagnolo-italiano della fragola, composto da produttori di Francia, Spagna e Italia, rende noto che l’investimento a fragola nel paese iberico per
la campagna che sta partendo è di 6.980 ettari. Negli altri
stati membri dell’Unione europea, in base ai dati Eurostat,
si osserva, negli ultimi anni, una tendenza in crescita per la
superficie coltivata a fragole: in Germania si è passati dai
13.800 ettari del 2011 ai 15.000 del 2012, nei Paesi Bassi da
1.800 ettari si è arrivati a 2.100 e nel Regno Unito la variazione è stata da 4.000 a 5.000 ettari. La crescita è tuttavia
superiore se si analizza l’evoluzione complessiva del settore
piccoli frutti e fragola. Anche in Spagna il settore va al rialzo, diversificandosi nelle varie specie, dando risposta alla
crescente domanda osservata nei mercati europei, principalmente per mirtillo, lampone e mora. La superficie di
produzione stimata nella provincia di Huelva (Spagna) per
questa campagna è di 1.300 ettari di lamponi (+14 per cento rispetto alla stagione precedente), 1.150 ettari di mirtillo
(+19 per cento) e 70 di mora (+22 per cento). Gli spagnoli
esportano principalmente in Germania (34 per cento circa
delle spedizioni); seguono Francia (23 per cento) e Regno
Unito (10,5 per cento).
E l’Italia? Da qualche settimana l’Op Granfrutta Zani del ravennate sta importando fragole precoci ancora una volta
dalla Huelva spagnola. Le quotazioni del prodotto spagnolo
sono pari a 1,20-1,30 euro per il cestino da 500 grammi (2,402,60 euro/kg), in rialzo.
23
fare impresa/colture
Pomodoro da industria,
accordo deludente
fare impresa/fiscale
Per il 2014
è prorogato l'eco-bonus
Detrazioni al 50 e 65 per cento sui lavori di recupero
del patrimonio edilizio
e per gli interventi di riqualificazione energetica
> Cristiano Zangirolami, Caf Impresa verde Rovigo
La Legge finanziaria 2014, recentemente approvata,
ha prorogato le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica (65 per cento) e per i lavori di
recupero del patrimonio edilizio (50 per cento), nonché per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.
INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE
ENERGETICA
Si ricorda che gli interventi di riqualificazione energetica che possono beneficiare della detrazione sono:
- interventi di riqualificazione energetica
di edifici esistenti: insieme sistematico di
interventi che, incidendo sulla prestazione
energetica dell’edificio, conseguano un valore
limite di fabbisogno di energia inferiore
di almeno il 20 per cento rispetto ai valori
individuati dalle tabelle allegate dal decreto
11/03/2008;
- interventi sulle strutture opache verticali (pareti),
orizzontali (coperture) e finestre comprensive di
infissi delimitanti il volume riscaldato verso l'esterno
(o verso vani non riscaldati), purché siano rispettati
determinati requisiti di trasmittanza termica;
- installazione di pannelli solari per la
produzione di acqua calda;
- sostituzione di impianti di climatizzazione
invernale con caldaie a condensazione o
impianti dotati di pompe di calore ad alta
efficienza.
Con la modifica dell'art. 14 del Dl n. 63/2013 è stata disposta un'ulteriore proroga della detrazione
Irpef/Ires relativa agli interventi di riqualificazione
energetica nella seguente misura:
AGEVOLAZIONE
PERIODO DI SOSTENIMENTO
DELLE SPESE
detrazione 65%
dal 06/06/2013 al 31/12/2014
detrazione 50%
dall’1/01/2015 al 31/12/2015
Per gli interventi realizzati, invece, su parti comuni
condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio, la detrazione è prevista secondo lo schema seguente:
24
AGEVOLAZIONE
PERIODO DI SOSTENIMENTO
DELLE SPESE
detrazione 65%
dal 6/06/2013 al 30/06/2015
detrazione 50%
dall’1/07/2015 al 30/06/2016
Ai fini dell'applicazione della diversa percentuale
di detrazione il riferimento è:
• per le persone fisiche, lavoratori autonomi, enti
non commerciali al criterio di cassa, cioè alla
data di effettivo pagamento, a prescindere dalla data di avvio dell'intervento;
• per le imprese individuali, società, entri commerciali al criterio di competenza, cioè alla
data di ultimazione dei lavori, a prescindere
dalla data di avvio dell'intervento e dalla data
di effettuazione dei relativi pagamenti.
INTERVENTI DI RECUPERO
DEL PATRIMONIO EDILIZIO
Anche per questa tipologia di interventi è stata disposta un'ulteriore proroga della detrazione Irpef, mantenendo il tetto massimo di spesa per singola unità immobiliare fissato ad euro 96.000, nella seguente misura:
AGEVOLAZIONE
PERIODO DI SOSTENIMENTO
DELLE SPESE
detrazione 50%
dal 26/06/2012 al 31/12/2014
detrazione 50%
dall’1/01/2015 al 31/12/2015
A partire dal periodo d’imposta 2016 la detrazione ritornerà nella misura prevista a regime e, cioè pari
al 36 per cento con limite di spesa di euro 48.000.
ACQUISTO DI MOBILI
ED ELETTRODOMESTICI
Infine, è stata proroga fino al 31/12/2014 anche la
detrazione Irpef del 50 per cento, calcolata su un importo non superiore ad euro 10.000 e riconosciuta esclusivamente ai soggetti che usufruiscono
della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio, sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili (finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione) e di grandi elettrodomestici
di categoria A+ o superiore (categoria A per i forni).
Riguarda anche i soggetti esonerati
dalla contabilità Iva
> Elia Bellesia, capo Area Caf Impresa verde Rovigo
Con la norma dell’art. 36, comma 8 bis del decreto
legge n. 179 del 2012, è stato esteso l’obbligo della
comunicazione annuale delle operazioni rilevanti
ai fini Iva (elenco clienti-fornitori o spesometro)
anche ai produttori agricoli esonerati dalla tenuta della contabilità Iva.
La finalità della norma è quella di rendere più efficienti le attività di controllo relative alla tracciabilità dei prodotti agricoli ed alimentari, nonché alla
sicurezza alimentare.
L’omessa comunicazione telematica degli elenchi
clienti-fornitori è soggetta alla sanzione pecuniaria
da 258 a 2.066 euro.
Si considerano imprenditori agricoli esonerati
dalla tenuta della contabilità Iva (cioè dagli obblighi di fatturazione, registrazione, dichiarazione
e versamento dell’imposta) coloro che nell’anno
precedente hanno realizzato un volume d’affari
di ammontare non superiore a 7 mila euro e costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti
agricoli.
A fronte di quanto precisato dall’Agenzia delle entrate, l’obbligo per i soggetti esonerati Iva scatta dall’esercizio 2013 ed il relativo elenco, quindi,
che comprende tutte le operazioni del 2013, dovrà essere trasmesso telematicamente nel mese di
aprile 2014.
Tutti gli uffici fiscali di Impresa verde Rovigo, periferici o di sede sono a disposizione per fornire
ogni chiarimento sull’argomento in trattazione,
nonché a fornire le disposizioni operative per
adempiere correttamente fin d’ora al nuovo obbligo imposto dalla normativa fiscale.
curiosando nel diritto
VENDERE VERDURA
IN STRADA
È REATO?
Sembra banale, ma non lo è affatto. Il tribunale di Nola, confermato dalla Cassazione penale (sent. 6108/2014) ha riconosciuto colpevole e condannato con l’ammenda un fruttivendolo che teneva tre cassette di verdura esposte sul
marciapiede, davanti al suo negozio.
Il giudice ha ritenuto che essendo all’aperto, i prodotti erano a contatto con gli agenti atmosferici ed i gas di scarico
dei veicoli in transito e questo basta per dire che il fruttivendolo deteneva per vendere delle sostanze alimentari
“in cattivo stato di conservazione”, che è appunto il contenuto della norma penale incriminatrice (art. 5, 1° co. lett. b,
legge n. 283/1962). Non è servito sostenere che la verdura
era in buono stato e non aveva segni evidenti di cattiva
conservazione: il giudice ha spiegato che il cattivo stato di
conservazione non riguarda solo l’alimento in sé, ma anche
le modalità con cui è conservato, sicché il fatto di essere
all’aperto costituisce già una violazione dell’obbligo di assicurare l’idonea conservazione del prodotto, poiché la norma
penale serve proprio ad evitare il degrado dell’alimento e a
garantire che il prodotto giunga al consumo con le cure
igieniche imposte dalla sua natura.
Fin qui la giurisprudenza, su cui sarà bene fare una riflessione. Coldiretti si è prevedibilmente scatenata con commenti
sarcastici alla sentenza. Nel web journal Il punto l’organizzazione ha scritto: “L’obiettivo deve essere quello di rimuovere
le cause dell’inquinamento nelle città e non certo quello
di ostacolare il consumo di cibi sani come l’ortofrutta, che
sono necessari per la salute dei cittadini. Gli acquisti di frutta e verdura degli italiani nel 2013 sono crollati al minimo
da inizio secolo con le famiglie che hanno messo oltre 100
chili di ortofrutta in meno nel carrello, rispetto al 2000”. “Le
famiglie - continua il commento - hanno portato sulle tavole
appena 320 chili di ortofrutta, al di sotto dei 400 grammi al
giorno che l’Organizzazione mondiale della sanità consiglia
per mantenersi in forma. La sentenza della Cassazione rischia anche di favore i grandi centri commerciali e accelerare
nei centri urbani la chiusura dei piccoli negozi alimentari che
hanno fatto segnare un calo record delle vendite del 3 per
cento nel 2013”. Tutto vero. Ma come ci si libera della legislazione sanitaria e penale del 1962?
Beatrice Tessarin, avvocato del foro di Rovigo
25
fare impresa/fiscale
Elenco clienti-fornitori
o “Spesometro” 2013
fare impresa/ambiente
Il Piano nazionale per l’uso
sostenibile dei fitofarmaci
Dal 1° gennaio gli obblighi di informazione
per le imprese convenzionali alla difesa integrata.
È il più complesso e penalizzante di tutti gli altri stati
La Conferenza stato regioni ha approvato il Piano
nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in attuazione della direttiva 2009/128/Ce.
Il Piano ha avuto una lunghissima gestazione ed è
entrato in vigore, con più di un anno di ritardo, a
partire dal 1° gennaio 2014, per tutte le imprese
agricole convenzionali alla difesa integrata.
Il ministero dell’Ambiente, insieme al ministero
delle Politiche agricole, al ministero della Salute, al
ministero dello Sviluppo economico e alle regioni,
ha iniziato ad elaborare la bozza del documento
quando ancora la direttiva non era stata approvata. Paradossalmente, i tempi di discussione sono
stati talmente lunghi, benché solo il Mipaaf abbia
sentito il parere delle organizzazioni professionali
agricole, che l’Italia ha rischiato di vedere avviata la
procedura d’infrazione da parte dell’Ue.
Il Piano, che dovrà ora essere adottato con decreto interministeriale, parte quindi tra le perplessità
ed i rilievi critici di Coldiretti, che non può fare a
meno di evidenziare che alla fine di questo lungo
percorso, si sia arrivati ad approvare un provvedimento che è il più complesso e penalizzante per
le imprese agricole italiane, se paragonato ai piani
approvati dagli altri stati membri.
Una scelta politica paradossale, se si pensa che
l’Italia è il primo paese al mondo per la gestione
in termini di sicurezza e sostenibilità dei prodotti
fitosanitari, come dimostrano i dati dell’Istat che
registrano un calo nell’utilizzo delle sostanze attive
nel periodo 2002-2012, di 33 mila tonnellate (-19,8
per cento) a fronte di un aumento della sola Danimarca del +35 per cento nell’uso di fitofarmaci,
solo nell’ultimo anno.
Dal momento che sarebbe assurdo che le imprese agricole che non state messe in grado di poter
adempiere agli obblighi di formazione ed informazione per convertirsi alla difesa integrata siano
passibili di sanzioni, è stato chiarito, in via ufficiosa,
che dal 1° gennaio gli obblighi che si richiedono
agli agricoltori sono quelli di accesso alle informazioni sulla difesa integrata previsti al punto
A.7.2.3. (Gli utilizzatori professionali di prodotti fi-
26
tosanitari e le aziende agricole), ai sensi del quale
gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari
sulla base dei documenti e delle basi informative
messi a disposizione delle regioni e delle province
autonome, “applicano i principi generali della difesa
integrata obbligatoria di cui all’allegato III del decreto legislativo n. 150/2012”.
A tal fine essi devono conoscere, disporre direttamente o avere accesso a: dati meteorologici
dettagliati per il territorio di interesse, acquisibili
anche attraverso collegamento in rete; dati fenologici e fitosanitari forniti da una rete di monitoraggio e, ove disponibili, dai sistemi di previsione
e avvertimento descritti nei paragrafi A.7.2.1 e
A.7.2.2; bollettini territoriali di difesa integrata
per le principali colture; materiale informativo e/o
manuali per l’applicazione della difesa integrata,
predisposti e divulgati anche per via informatica
dalle autorità competenti.
Nel caso in cui non sia presente alcuna rete, ai fini
del monitoraggio le aziende assolveranno a tale
impegno ricorrendo ad un apposito servizio di
consulenza, messo a disposizione dalle regioni e
dalle province autonome, nell’ambito degli strumenti della Pac, così come previsto dal precedente
paragrafo A.7.2.2, punto 3.
Ad ogni modo, poiché il Piano così approvato rimanda per tutta una serie di misure importanti quali quelle relative alla tutela delle acque ed
all’impiego dei fitofarmaci nelle aree protette ed
ai controlli sulle attrezzature ad ulteriori decreti
ministeriali che dovranno essere emanati in un
periodo compreso tra uno e due anni, sarà quella la fase nella quale concretamente si dovranno
stabilire gli impegni a carico delle imprese agricole che si auspica non vadano a creare un ulteriore
gap concorrenziale con il resto dei paesi europei
ed extraeuropei.
Contributi a fondo perduto al 65 per cento.
Domande entro l’8 aprile 2014
> Guido Sacchetto, capo settore Sicurezza e certificazioni Impresa verde Rovigo
È stato pubblicato il bando Inail Isi 2013 che prevede incentivi alle imprese di tutti i settori per realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei
livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si tratta di contributi a fondo perduto fino al 65
per cento delle spese sostenute per la realizzazione di progetti di investimento e adozione di
modelli organizzativi e di responsabilità sociale,
fino ad un massimo di 130 mila euro (tetto innalzato rispetto al precedente bando di 100 mila euro),
con un contributo minimo di 5 mila euro, la cui
erogazione è subordinata alla realizzazione di un
progetto e ad una verifica tecnico-amministrativa.
Il contributo è calcolato sulle spese sostenute al
netto dell’Iva. Sono ammessi a contributo i progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie (è possibile scegliere soltanto un progetto tra le tipologie
sotto indicate):
1 -progetti di adozione e implementazione di
modelli organizzativi di gestione per il miglioramento della salute e sicurezza sui luoghi
di lavoro (come Dlgs 231/01, Certificazione
Ohsas 18001, Uni Inail);
2 - progetti di investimento come ristrutturazione o modifica strutturale e/o impiantistica degli ambienti di lavoro, installazione e/o sostitu-
zione di macchine, dispositivi e/o attrezzature;
modifiche del layout produttivo per miglioramento dei tempi e metodi e interventi relativi
alla riduzione/eliminazione di fattori di rischio;
3 - progetti per la sostituzione o adeguamento
di attrezzature di lavoro prive di marcatura
Ce messe in servizio prima del 21/09/1996 con
attrezzature rispondenti ai requisiti del Titolo III
Dlgs 81/08).
Si precisa che le imprese devono avere già presente in azienda il Documento di valutazione dei
rischi (Dvr) dove è segnalato il fattore di rischio che
l’azienda vuole risolvere e deve essere redatta per
ogni progetto una perizia giurata da tecnico abilitato, regolarmente iscritto a collegi con competenze tecniche specifiche nella materia attinente al
progetto presentato. Il Documento di valutazione
dei rischi dovrà essere inviato come allegato alla
restante documentazione del bando.
DESTINATARI
Il finanziamento viene erogato alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura. Non potranno
partecipare a questi incentivi le imprese che han-
27
fare impresa/lavoro
Sicurezza, bando Inail Isi
2013/14 per le imprese
fare impresa/lavoro
no già usufruito di un precedente bando Inail 2011
o 2012. Il contributo è cumulabile con i benefici
derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito, come quelli gestiti dal Fondo di garanzia delle
piccole e medie imprese e da Ismea.
Non sono ammesse a contributo le spese relative
a manutenzione ordinaria degli ambienti di lavoro,
di attrezzature, macchine e mezzi d’opera; l’acquisto di macchinari indispensabili per l’erogazione di
un servizio o per la produzione di un bene, di cui
l’impresa non dispone, ma che deve comunque
possedere per avviare l’impresa; l’acquisizione tramite locazione finanziaria (leasing); gli interventi
da effettuarsi in locali diversi da quelli nei quali è
esercitata l'attività lavorativa al momento della
presentazione della domanda.
Si precisa, inoltre, che i soggetti destinatari dovranno avere effettuato la verifica del rispetto delle
condizioni poste dal regolamento de minimis applicabile al settore di appartenenza. Il contributo
è compatibile con la normativa sugli aiuti di stato
e rientra nel regime del de minimis che per il settore agricoltura è di euro 15.000,00 in tre anni (nei
precedenti bandi era di euro 7.500,00). Ciò significa che ciascuna azienda non deve ricevere aiuti
economici (esempio Psr e prestiti di conduzione)
superiori ad euro 15.000,00 in tre anni.
DOMANDA
domanda avviene on-line: viene richiesto un punteggio minimo di 120 punti per la partecipazione
e viene assegnato un codice che identifica il progetto inserito. Per l’invio on-line delle domande, la
data e l’ora di apertura e di chiusura dello sportello
informatico per l’inoltro della domanda saranno
pubblicate, sempre sul portale dell’Inail, a partire
dal 30 aprile 2014. Gli elenchi in ordine cronologico delle domande inoltrate, con l’evidenza di quelle che si sono collocate in posizione utile per l’ammissibilità al contributo, saranno successivamente
pubblicati sul portale Inail.
Allo scadere del bando verrà resa nota la graduatoria e le imprese, se risultate idonee, riceveranno
dall’Inail il contributo dopo 90 giorni dall’investimento.
RIEPILOGO DELLE PRINCIPALI SCADENZE
1) 21 gennaio 2014: apertura del bando e della
procedura informatica per la compilazione delle domande e per la simulazione del punteggio
minimo.
2) 8 aprile 2014: chiusura del bando e della procedura informatica.
3) 10 aprile 2014: acquisizione del codice identificativo della domanda per l’inoltro on-line.
4) 30 aprile 2014: comunicazione da parte dell’Inail della data di inoltro on-line della domanda
(click-day).
Per partecipare a questo bando occorre inviare
la domanda a partire dal 21 gennaio 2014 con
scadenza l’8 aprile 2014. La compilazione della
novità
BANDO MACCHINARI
E ATTREZZATURE
La Confederazione nazionale Coldiretti informa
che entro marzo 2014 verrà emanato un nuovo bando da parte dell'Inail avente destinatari
esclusivamente le piccole e micro imprese,
anche individuali, operanti nel settore dell’agricoltura e dell’edilizia.
Sono ammessi a contributo i progetti di innovazione tecnologica di impianti macchinari e attrezzature finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro della propria
azienda. Sarà predisposta l'istruttoria del progetto, la formazione della graduatoria e l'ammissione al contributo nel limiti della somma stanziata.
Il progetto dovrà essere realizzato entro 12 mesi,
prorogabile su richiesta motivata dell'impresa per
un periodo non superiore a sei mesi.
L'importo complessivo sarà pari a 30 milioni di
euro, importo suddiviso successivamente a livello regionale e provinciale.
28
Il contributo in conto capitale coprirà fino al 65
per cento dei costi ammissibili sostenuti per la
realizzazione del progetto.
I soggetti destinatari dovranno avere effettuato
la verifica del rispetto delle condizioni poste dal
regolamento de minimis applicabile al settore di
appartenenza. Il contributo è compatibile con la
normativa sugli aiuti di stato e rientra nel regime
del de minimis che per il settore agricoltura è di
euro 15.000,00 in tre anni (nei precedenti bandi
era di euro 7.500,00). Ciò significa che ciascuna azienda non deve ricevere aiuti economici
(esempio Psr e prestiti di conduzione) superiori
ad euro 15.000,00 in tre anni.
La partecipazione a questo bando è incompatibile con il bando Inail Isi 2014, precedentemente illustrato in questa pagina, di
conseguenza non sarà possibile partecipare ad
entrambi i bandi. Si comunicherà al più presto la
pubblicazione di questo secondo bando.
Tutti i requisiti per beneficiare dell’indennità Inps
> Paolo Casaro, responsabile Epaca Rovigo
L’indennità di disoccupazione agricola rientra tra le
misure a sostegno del reddito disposta dall’Inps a
favore dei lavoratori agricoli che risultino iscritti in
appositi elenchi nominativi.
Quali sono, quindi, i requisiti per ottenere l’indennità di disoccupazione agricola per l’anno 2014?
Essa è riconosciuta ai lavoratori che siano dipendenti a tempo determinato; ai coltivatori diretti
che risultano in possesso di almeno 51 giornate
negli elenchi nominativi; ai lavoratori a tempo indeterminato che lavorano una sola parte dell’anno; infine spetta anche ai piccoli coloni ed ai compartecipanti famigliari.
Tali lavoratori devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
- risultare iscritti negli appositi elenchi nominativi
riservati ai lavoratori agricoli come sopradescritti;
- avere almeno 2 anni di anzianità assicurativa,
risultante o dall’iscrizione nei predetti elenchi
agricoli da almeno due anni, oppure un anno
in tali elenchi ed in più aver accreditato un
contributo contro la disoccupazione non agricola
nel biennio precedente;
- minimo 102 giornate di contribuzione nel biennio
per cui è richiesta l’indennità di disoccupazione
(concorrono a raggiungere il requisito dei
102 contributi anche il periodo di maternità
obbligatoria o il congedo parentale).
Non spetta invece:
• ai dipendenti che abbiano avuto un permesso
stagionale;
• a chi presenta la domanda oltre la data di
scadenza del termine;
• a chi si è dimesso volontariamente, fatta
eccezione per le dimissioni per giusta causa e per
le lavoratrici madri.
L’importo dell’indennità è pari al 40 per cento della
retribuzione delle giornate di lavoro svolto.
La domanda deve essere presentata entro e non
oltre il 31 marzo 2014. L’Inps erogherà il pagamento o sul conto corrente del beneficiario o mediante
bonifico presso gli sportelli delle Poste italiane.
Il Patronato Epaca, presente presso tutti gli uffici
Zona della Coldiretti è a disposizione, gratuita-
mente, per fornire tutte le informazioni e l’assistenza necessaria per la compilazione e l’invio della domanda.
Per maggiori chiarimenti o per fissare un appuntamento potete rivolgervi all’operatore Epaca presso
i seguenti uffici:
Uff. Zona Rovigo
Viale Porta Po 94 F, tel. 0425-403935
Operatore Epaca: Maria Stella Bianco
dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13
Uff. Zona Adria
Via M. Pozzato 45/A, tel. 0426-21104
Operatore Epaca: Michele Vascon
lunedì/martedì/giovedì dalle 8.30 alle 13
venerdì dalle 8.30 alle 12.30
Uff. Zona Badia Polesine
Via G. Piana 67, tel. 0425-594691
Operatore Epaca: Elisabetta Duzzi
lunedì/giovedì dalle 8.30 alle 13
Uff. Zona Castelmassa
Piazza Della Repubblica, tel. 0425-201990
Operatore Epaca: Rita Fin
mercoledì dalle 8.30 alle 13
venerdì dalle 8.30 alle 12.30
Uff. Zona Fiesso Umbertiano
Via Matteotti 417, tel. 0425-754250
Operatore Epaca: Rita Fin
lunedì/martedì dalle 8.30 alle 13
Uff. Zona Lendinara
Piazza Risorgimento 15, tel. 0425-201967
Operatore Epaca: Elisabetta Duzzi
mercoledì dalle 8.30 alle 13
venerdì dalle 8.30 alle 12.30
Uff. Zona Porto Tolle
Via Giacomo Matteotti 417, tel. 0426-81161
Operatore Epaca: Diego Guolo
lunedì dalle 10 alle 13
mercoledì dalle 8.30 alle 13
venerdì dalle 8.30 alle 12.30
Uff. Zona Taglio Di Po
Via Cieco Grotto 29, tel. 0426-660148
Operatore Epaca: Diego Guolo
martedì/giovedì dalle 8.30 alle 13
29
mondo epaca
Disoccupazione agricola,
domande entro il 31 marzo
vetrina dei soci
giornate del ringraziamento in polesine
A CROCETTA,
UN SALUTO A DON ANTONIO
Domenica 1° dicembre 2013 la piccola comunità
parrocchiale di San Sebastiano martire di Crocetta,
si è ritrovata nella struttura prefabbricata adibita
a chiesa (l'edificio sacro è ancora inagibile a causa
del terremoto del 20 maggio 2012), per festeggiare l’annuale Giornata del ringraziamento. A fare gli
onori di casa il presidente di Coldiretti Badia, Franco Rivarollo ed il presidente di zona Badia Simone
Moretti. La messa è iniziata alle 11, celebrata da don
Antonio Rossi, assistito da due seminaristi, Nicola e
Alessandro. Per don Antonio è stato il momento di
commiato dalle comunità di Crocetta e Salvaterra,
che ha lasciato dopo 16 mesi, per assumere l’incarico di parroco a Villamarzana. Don Antonio ha ringraziato la Coldiretti per aver avuto nel lontano 1951,
l’idea di dedicare una ricorrenza al ringraziamento
del Signore per i frutti dell’annata agraria, ottenuti
A VILLAFORA
Domenica 24 novembre 2013 si è svolta la Giornata del ringraziamento a Villafora, all'insegna di
una splendida mattinata di sole dopo un sabato
estremamente piovoso. Verso le 10.30 sono arrivati
i primi mezzi agricoli in piazza S. Giorgio. La messa
è stata celebrata da don Nicola Albertin, il quale
durante l’omelia, ha ricordato il valore del lavoro
della terra da cui tutto ha origine. Prima della benedizione finale, è stato intonato il Silenzio per ricordare i defunti lavoratori della terra ed i caduti delle
missioni di pace. L’ottavo Premio san Giorgio è stato
assegnato quest’anno a Dimensione agricoltura
di Zuolo Leopoldo di Lusia, azienda molto attiva
nel settore primario. Il titolare, visibilmente emo-
A GRIGNANO,
UN TRISTE RINGRAZIAMENTO
Per noi di Grignano, il Ringraziamento è sempre
stato un giorno gioioso, di festa, di pranzi conviviali, di grandi organizzazioni coreografiche… ma
quest’anno no. Quest’anno uno dei nostri, Elvidio
Previato, presidente dei pensionati Coldiretti, uno
dei pilastri della nostra sezione di Grignano non era
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col lavoro umile e faticoso dei coltivatori della terra.
Il sindaco Gastone Fantato, reduce da un ricovero
ospedaliero, non è voluto mancare. La benedizione
dei mezzi agricoli ed il pranzo sociale al Circolo Noi
hanno concluso la splendida giornata.
Mario Cabassa
zionato, ha condiviso coi collaboratori il momento
di festa. Quindi l’esibizione della Banda Altopolesine e, a seguire, la benedizione dei mezzi. Infine, al
teatro parrocchiale si è svolto il consueto momento
conviviale il cui ricavato è stato devoluto alla parrocchia. Alla manifestazione hanno partecipato il
presidente di sezione Villafora Massimo Dal Lago,
alcuni assessori comunali di Badia, il segretario di
zona Michele Bragioto, il presidente di zona Simone Moretti, il presidente di sezione Badia Franco Rivarollo, il vice presidente della Commissione
consiliare Agricoltura del Veneto, Graziano Azzalin ed il vice presidente vicario di Rovigobanca Edo
Boldrin, sponsor della manifestazione.
Mario Cabassa
con noi ad organizzare la festa. Non c’era e ci mancava. Ci mancava l’entusiasmo per fare bene ed
avevamo la tristezza nel cuore. Allora ci siamo guardati e abbiamo deciso di fermarci, di non fare festa
quest’anno, ma di ringraziare il Signore ricordando
il nostro amico che è venuto a mancare proprio nei
giorni prima del Ringraziamento. Lo abbiamo ricordato colorando la chiesa coi fiori giallo e verde, i colori che Elvidio amava e che portava con orgoglio
Coldiretti. Una giornata triste, ma sentita e vissuta
dal paese che ha partecipato come tutti gli anni e
che noi come sezione, ringraziamo tantissimo per
l’aiuto e l’affetto che ci dimostra sempre. Grazie.
Claudia Pavani,
presidente sezione Coldiretti Grignano Polesine
vetrina dei soci
anniversari
REGINA FERRARI
e RODOLFO MASIERO
Nozze di diamante
VILLADOSE
SESSANT’ANNI DI MATRIMONIO, SONO DIFFICILI
DA IMMAGINARE ANCHE PER CHI NE È TESTIMONE
Rodolfo e Regina, meglio conosciuti come Dolfin e Ginetta
Masiero, si sono conosciuti nel lontano 1950. Classe 1925
Rodolfo e 1932 Regina, dopo quattro anni di fidanzamento
hanno deciso di sposarsi e il 13 febbraio 1954 sono convolati a nozze. Data insolita per un matrimonio, ma una volta
funzionava così, si attendeva l’inverno, quando il lavoro in
campagna era fermo e si riscuotevano i soldi della terra a
partecipazione, per avere tempo e denaro per potersi sposare. Erano le 11 di un sabato mattina, un giorno freddo di
nebbia. I vestiti nuovi, ma semplici: completo blu per lui e
vestito cenere per lei, con un capottino grigio, i capelli ben
pettinati ed un bel mazzo di fiori bianchi da far invidia. Solo
i ricordi ne fanno testimonianza perché al tempo le foto
erano un lusso. Gli invitati erano la famiglia più stretta: si
mangiava a casa pranzo e cena, intrattenuti da fisarmonica
e grammofono ed il viaggio di nozze è stato il giorno dopo,
in stalla a mungere le vacche. Erano anni duri e per farli funzionare... si faceva di tutto purché andassero bene anche
quando andavano male. A guardarli ora, nella vita di tutti i
giorni, si percepisce quella simbiosi che solo una vita vissuta
insieme sa maturare, gesti di confidenza, di rispetto, d’amore che traspaiono anche dal loro sguardo. I solchi nel loro
volto lasciano intravvedere anche quella vita di sacrifici e di
lotte, ma mai di rese. Ed è bello quando si chiede loro cosa li
abbia tenuti uniti per così tanto tempo, sentirsi rispondere
che, quello che ha fatto la differenza, non sono state cose
eclatanti, ma “le parole non dette”, quel sacro silenzio mantenuto in un momento di disaccordo o di difficoltà, colmato
però da un sguardo o da un gesto che portava ad intuire
cosa era meglio l’un per l’altro e per la famiglia. Perché il
vero dialogo, il vero ascolto, non è fatto con bocca e orecchie, ma col cuore.
Per i tre figli Roberto, Rossella e Sandra, e gli altrettanti nipoti Martina, Stefano ed Anna, la nuora Paola ed i generi
Renzo e Valerio è una grande gioia e un onore essere testimonianza viva dell’unione di Rodolfo e Regina.
Tutti insieme ringraziano cielo e terra per aver accolto, protetto e fatto crescere questa coppia e questa famiglia in sessant’anni di gioie e dolori, fatiche e vittorie, nella buona e
nella cattiva sorte, sessant’anni di vita.
Approfittando del fatto che Rodolfo e Regina nel mese di
marzo compiono gli anni, l’uno 89 il 3 marzo e l’altra 82 l’8
marzo, la famiglia Masiero augura ai “nonni” tanti cari auguri
di buon compleanno.
JOLANDA ADRIANA FERRARI
e PAOLO SQUIZZATO
Nozze d’oro
PONTECCHIO POLESINE
Il 16 novembre 2013 hanno festeggiato il
loro 50esimo anniversario di matrimonio i
nostri soci Jolanda Ferrari e Paolo Squizzato
di Pontecchio. Un momento commovente e
felice per Jolanda, nostra affezionata consigliera dell’Associazione pensionati Coldiretti
di Rovigo, cui vanno auguri e congratulazioni
da parte di Coldiretti e Federpensionati. Gioiscono con i festeggiati i figli Fabio, Tiziano e
Domenico con Alessandra, i nipoti Simone e
Chiara, le sorelle Assunta e Caterina e tutti i
parenti ed amici.
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vetrina dei soci
coldiretti&alloro
DAVIDE CASELLATO
MICHELA POZZATI
Si è laureato il 13 settembre
2013 in Scienze e tecnologie
agrarie, Davide Casellato, figlio
della socia Marina Feggi e di Valeriano Casellato di Porto Tolle.
Il 9 ottobre 2013, Michela Pozzati
si è laureata in Ingegneria civile e
ambientale (triennale), al Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli studi di Ferrara, col
punteggio di 102 su 110.
Michela è figlia del socio Paolo
Pozzati e nipote di Gianni Milani e Ugolino Pozzati, tutti soci di
Ariano nel Polesine e di Taglio
di Po.
Il dottor Casellato ha dissertato la
tesi “Tecniche per l’orticoltura sostenibile: primi risultati su colture
in pieno campo”.
La dottoressa Pozzati ha discusso
la tesi dal titolo “Programma Matlab per la verifica degli impianti di
sollevamento”, col relatore Marco
Franchini.
SILVIA MARINELLO
VALENTINA BACCO
Si è laureata all'Università degli
studi di Padova in Fisioterapia,
Silvia Marinello, figlia del consigliere di sezione Coldiretti Cavazzana di Lusia, Fabrizio Marinello e della socia Luisa Barison.
L’11 ottobre 2013, Valentina
Bacco è stata proclamata dottore in Scienze dell’educazione
e della formazione, curriculum
Educatore sociale e animazione culturale, all’Università degli
studi di Padova-Fisppa.
Valentina ha discusso la tesi
“Senilità: l’età della riscoperta
(senility; the age of rediscovery)”, coi relatori Cristina Amplatz
e Bianca Maria Varisco, riportando il voto di 97 su 110.
La neo dottoressa Marinello ha
conseguito la laurea con voto 110
su 110 discutendo la tesi: “Studio e
valutazione dei paramorfismi alle
ginocchia in un gruppo di soggetti in età scolare. Indicazioni sulla
prevenzione”, col relatore Andrea
Menon. Il progetto è stato attuato
valutando 141 bambini dell'Istituto comprensivo statale di Lendinara e raccogliendo i dati circa
Bmi, atteggiamento arti inferiori e
rachide. Ogni genitore ha poi ricevuto un manuale per conoscere e
prevenire i paramorfismi.
CHIARA BOLOGNESI
VALENTINA BRANDOLESE
Si è laureata il 10 ottobre 2013,
Chiara Bolognesi, figlia dei nostri associati Daniele Bolognesi
e Maria Grazia Romagnolo di
Crespino e nipote del collega
del Caf Impresa verde Gottardo
Bolognesi.
Si è brillantemente laureata con
110 su 110 con lode in Scienze
geologiche, triennale, all’Università degli studi di Ferrara,
Valentina Brandolese, figlia dei
nostri associati Agostino Brandolese e Filomena Riccio di San
Bellino.
La dottoressa Bolognesi si è laureata in Diritto dell’economia e governo delle organizzazioni (laurea
triennale) all’Università degli studi
di Padova, con la tesi dal titolo “Il
conto economico nel bilancio d’esercizio”.
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La dottoressa Bacco è figlia del nostro socio Orazio Bacco.
La dottoressa Brandolese ha dissertato la tesi dal tema “Bivalvi
isognomonidi della Formazione di
Rotzo (giurassico inferiore)”. Praticamente uno studio sulle conchiglie fossili delle antiche rocce di
tipo calcari grigi.
Cav. MARIO WALTER FRANCESCHETTI
UNA BANDIERA
BAGNOLO DI PO - Walter Franceschetti se n’è andato
a 92 anni, finito dalle fatiche e dal tempo...
L’ho conosciuto negli anni ’50 e da allora non è mai
cambiato: stesso spirito, stessa fede, stessa franchezza, con l’irruenza di un carattere che nascondeva
timidezza assieme a un intuito non comune. È sempre stato tra i primi soci dell’Associazione polesana
coltivatori diretti nelle attività sociali, economiche,
politiche e culturali.
Era un bravo agricoltore. Con la famiglia coltivava
(anche a colture intensive) un fondo agricolo di 13
ettari in proprietà, di cui 2,5 ereditati dal padre negli
anni ’50, nel comune di Bagnolo di Po. Grazie all’iniziativa dei produttori capaci ed evoluti, di cui Walter
Franceschetti era un animatore, sorsero nella zona,
alcune cooperative e si diffusero le associazioni di
produttori. Furono introdotte nuove tecniche di
coltivazione, si diffusero anche la meccanizzazione
associata e l’irrigazione dei terreni. Furono costituiti
i Gruppi di giovani 3P per la formazione professionale e per l’assistenza tecnica. Walter fu anche presente ed attivo in politica, quando la Coldiretti era
forza collaterale alla Democrazia cristiana. Fu eletto
segretario comunale della Dc e consigliere comunale per diversi mandati. Furono anni di grandi
conquiste, la riforma agraria, la proprietà contadina,
gli aiuti per la meccanizzazione e l’irrigazione dei
campi, i finanziamenti per la casa ed i miglioramenti
fondiari, il sostegno della cooperazione, il credito in
agricoltura, la cassa mutua e la pensione.
Franceschetti fu presidente della sezione Coldiretti
di Bagnolo di Po, della Cassa mutua comunale di
Bagnolo, consigliere della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, consigliere dell’associazione ortofrutticola Apo quarta zona di Verona, componente
della Commissione provinciale prezzi della Cciaa di
Rovigo, coordinatore rappresentante dei produttori
ortofrutticoli della Piarda della zona di Badia, consigliere dell’Associazione nazionale bieticoltori.
Walter Franceschetti ha resistito a lungo ed è vissuto nella certezza che gli imprenditori agricoli per
superare l’attuale crisi devono essere uniti e solidali
nella Coldiretti, come hanno saputo fare nel 1992 e
poi ancora nel 1945. Se n’è andato portandosi dietro
tanti ricordi di vita vissuta, di amicizie ricambiate, di
battaglie vinte, di impegno coerente, ma anche di
speranza e fiducia nel futuro. Se n’è andato consapevole della bontà degli ideali che ha servito e che
lascia come impegno morale al figlio Carlo Alberto,
che è stato fino alla pensione nostro ottimo segretario del mandamento di Fiesso Umbertiano, alla
figlia Valentina, ai nipoti, ai colleghi coltivatori ed a
quanti lo hanno conosciuto.
Forse per la sua timidezza ed umiltà, non ha mai
avuto la consapevolezza di essere stato una bandiera e un esempio per tutti.
Giulio Veronese
ex dipendenti/dirigenti
ZONA DI ROVIGO ESTERNO,
BELLO RITROVARSI
S. MARTINO DI V. (RO) - In un noto locale di San Marino di Venezze, precisamente la pizzeria Da Vittorio di Ca’ Donà, si sono
ritrovati in un incontro conviviale, gli ex presidenti di sezione del
“mandamento” di Rovigo esterno, con l’ex presidente mandamentale Carlo Guariento e l’ex segretario di zona Giorgio Masiero.
Sono ben 16 anni che si rinnova questo incontro ed è stato un
momento di vera amicizia, ricco di tanti ricordi e di evocazione
di avventure vissute. Rispetto a quegli anni ora è cambiato tutto
il sistema ed il modo di essere, ma accettiamo il momento che
stiamo vivendo. È stato espresso da tutti i presenti un vero ringraziamento al loro ex segretario di zona Masiero perché continua
ad organizzare questo incontro, con l’augurio che continui anche
in futuro in quanto è l’unico momento per ritrovarsi tutti insieme.
Carlo Guariento
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in memoria di
in memoria di...
soci vivi nei nostri cuori
“Se non decidi della tua vita, qualcun altro deciderà per te.”
Leo Buscaglia (1924-1998), scrittore statunitense di origine italiana,
insegnante alla Univeristy of southern California, noto come “il professore dell’amore” per aver istituito il primo corso
universitario sull’amore, autore di saggi sull’educazione e sull’amore
Ariano nel Polesine
GIOVANNI “LAO”
BAGATELLA
Anni 85
Rovigo,
Concadirame
NERINO
BERNARDINELLO
Anni 90
Lo ricordano la moglie
Pia e la figlia Lidia
Lusia, Cavazzana
GIOVANNI
SAGGIORO
Anni 76
Crespino
ZEFIRINO “RINO”
LUBIAN
Anni 93
Nostro associato e padre
di Nicola, Floriana e
Renzo Lubian
Rosolina
ERMINIA “OLGA”
CREPALDI
ved. MARANGON
Anni 87
San Martino
di Venezze
TARCISIO
PIGATO
Anni 76
Madre del nostro
affezionato socio Daniele
Marangon
34
Castelmassa
ANNITO
MAZZALI
Anni 88
Arquà Polesine
IOLE
BOARETTO
Anni 84
Zia del vice direttore
di Coldiretti Romeo
Boaretto
Castelmassa
ANNA
CANOLA
ved. MARANGONI
Anni 94
Mamma della socia
Maria Elena Marangoni
Giacciano
con Baruchella
AMERIGO
PAVANI
Anni 80
Costa di Rovigo
GIUSEPPE
CAILOTTO
Anni 79
Zio del socio Giuliano
Cailotto
Rovigo, Sarzano
RITA MARIA
DENTELLA
Anni 65
Moglie del nostro
associato Luigi Masiero
TOUR DI 6 GIORNI
SICILIA OCCIDENTALE
E ISOLE EGADI
DAL 4 AL 9 MAGGIO 2014
VIAGGIO APERTO A TUTTI, GIOVANI E PENSIONATI
1° giorno:
Rovigo-Palermo-Selinunte
Partenza con pullman Gt per l’aeroporto Catullo di Verona:
da Adria, ore 6.00; da Rovigo, ore 6.30; da Giacciano, ore 7.00
Volo Volotea Verona-Palermo, ore 9.55. Un bagaglio in stiva kg 20.
Palermo e Selinunte. Sistemazione in hotel Admeto 4 stelle, a Selinunte.
Pensione completa bevande incluse.
2° giorno:
SCIACCA-MARSALA-MAZARA
3° giorno:
ISOLE EGADI
4° giorno:
CAVE DI CUSA-SEGESTA
5° giorno:
AGRIGENTO
6° giorno:
SELINUNTE-ERICE-ROVIGO
Volo Volotea Palermo-Verona, ore 16.10.
Arrivo Verona Catullo ore 17.40.
ULTIMI POSTI
DISPONIBILI
INFORMAZIONI E ADESIONI
Coldiretti Rovigo - Ufficio Provinciale EPACA
Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo
Tel. 0425.201911 - 0425.201909
(Da Lunedì a Venerdì — ore 8.30-13.00)
35
adv freskiz.com
Escursione facoltativa. Euro 35,00.
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