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Catania Medica - Ordine Dei Medici di Catania

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Catania Medica
Organo Ufficiale di Informazione e Formazione
dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Catania
Poste Italiane spedizione in A. P. - 45% - Art. 2 comma 20/B Legge 662/96 - Catania - ¤0,10
In questo numero “FormaMedica”
dedica la rubrica sulla Formazione
a Distanza ad un evento dal titolo
“Impact factor, h-index
e la valutazione della ricerca”
Anno XLII
Novembre 2013
n°11
www.ordinemedct.it
Sommario
3. Editoriale: Ordine all’avanguardia
con Biblioteca virtuale e corsi FAD
5. Un click… e la diagnosi è fatta
7. La preparazione medica attraverso
la formazione ECM non è un traguardo,
ma un processo in continuo divenire
9. La ricetta “cosmica”
10. Il 15 Dicembre la Giornata del Medico
12. Il potenziamento delle cure primarie
per la sostenibilità del servizio sanitario
14. Procedure ibride: una nuova via nel
trattamento delle cardiopatie congenite
17. Il Cannizzaro fra gli ospedali
“a misura di donna”
18. La diagnosi precoce e l’appropriatezza
terapeutica per il contenimento
della spesa sanitaria in Reumatologia
20. Mondo Odontoiatrico
26. Forma Medica
In copertina: “Tastiera su fondo bianco” Olio su tela
Anche in questo mese di novembre proponiamo in copertina un’opera ad olio del collega Mauro Meli,
ginecologo dell’A.S.P. di Catania, che ripropone il tema delle “Tastiere” e dove la materia e la luce vengono
sintetizzate con immediatezza e forza.
Pur non ritraendo oggetti reali, l’opera rievoca riferimenti “figurativi” dell’esperienza precedente dell’artista.
Editoriale del Presidente
Catania Medica
dell’OMCeO
Organo Ufficiale di Informazione e Formazione
Presidente
Vice-Presidente
Domenico Grimaldi
Segretario
Gianluca Albanese
dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Catania
In questo numero “FormaMedica”
dedica la rubrica sulla Formazione
a Distanza ad un evento dal titolo
“Impact factor, h-index
e la valutazione della ricerca”
Poste Italiane spedizione in A. P. - 45% - Art. 2 comma 20/B Legge 662/96 - Catania - ¤0,10
Massimo Buscema
Consiglieri
Ezio Campagna (Odont.)
Gaetano Catania
Ercole Cirino
Erminio Costanzo
Lucio Di Mauro
Roberto Fiaccavento
Antonio Grasso
Gregorio Lo Giudice
Gian paolo Marcone (Odont.)
Biagio Papotto
Nino Rizzo
Giansalvo Sciacchitano
Silvana Sotera
Revisori
ANNO XLII - N°11 - 2013
Filippo Cirota
Gaetano Catania
Anno XLII
Novembre 2013
www.ordinemedct.it
n°11
Il Presidente
Massimo Buscema
riceve i colleghi il venerdì
per appuntamento,
fino alle 17.00
Il Vice-Presidente
Domenico Grimaldi
riceve il martedi, per
appuntamento, dalle
ore 17.00 alle 19.00
Il Presidente della Commissione
Albo Odontoiatri
Gian Paolo Marcone
riceve i colleghi il Venerdi, per
appuntamento, dalle
ore 10 alle 12
Sede dell’Ordine:
95127 Catania - Via Ruggero di
Lauria, 81/A
Tel. 095 4035511
Fortunato Parisi
Fax 095 498424
Vincenzo Torre (Suppl.)
Orari di ricevimento
Commissione Albo Odontoiatri
lunedì, mercoledì e venerdì
dalle 9.30 alle 12.30
martedì e giovedì
Coord. linea editoriale scientifica:
Lucio Di Mauro
Redazione:
Gaetano Coci
Mariella Cottone
Gaetano Giardina
Domenico Grimaldi
Antonino Gulino
Luca Liardo
Angelo Milazzo
Sebastiano Raneri
Barbara Rotundi
Rosalba Sica
Angelo Torrisi
Segreteria di Redazione:
Loredana Basile
Viale Ruggero di Lauria, 81/A - 95127 Catania
Tel. 095.4035525 - Fax 095.498424
Editore:
Parole & Immagini
Viale A. De Gasperi, 173/F - 95127 Catania
Tel. 095.7461073 - Fax 1782740704/5
[email protected]
www.paroleimmagini.it
Impaginazione e Grafica:
Jacopo Saccà
Stampa:
Simeto Docks srl
Associato
Unione Stampa Periodica Italiana
Reg. Tribunale di Catania N. 532
(Presidente)
dalle 9.30 alle 17.30
Gli articoli sono pubblicati sotto l’esclusiva responsabilità degli
Giovanni Barbagallo
Sabato chiuso
bollettino. Informiamo che secondo quanto disposto dall’art.
Ezio Campagna
Antonio Pricoco
Marcello Lo Faro
2
Direttore Responsabile:
Nino Rizzo
Direttore Sez. Odontoiatrica:
Ezio Campagna
Giuseppe M. Rapisarda
Gian Paolo Marcone
Presidente:
Massimo Buscema
Direttore Editoriale:
Tesoriere
Antonio Biondi
Organo Ufficiale di Informazione e Formazione
dell’Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri della Provincia di Catania
Sito Internet
autori; le idee sono personali e non impegnano la Direzione del
13 comma 1 della legge 675/96 sulla tutela dei dati personali
l’iscritto all’Ordine ed abbonato a questo bollettino ha il diritto
www.ordinemedct.it
in qualsiasi momento e del tutto gratuitamente di consultare,
E-Mail
al suo trattamento per l’invio del presente bollettino. Tale
[email protected]
Parole & immagini editore Via F. Crispi, 125 - 95131 Catania
far modificare o cancellare i suoi dati o semplicemente opporsi
diritto potrà essere esercitato semplicemente scrivendo a:
Ordine all’avanguardia
con Biblioteca virtuale e corsi FAD
Quasi due miliardi di persone ricorrono abitualmente
alla rete e il numero è destinato a crescere. In tutto
il mondo ci sono 4 miliardi
di telefoni e già nel 2014
l’utilizzo Internet mobile supererà quello desktop.
È fisiologico per noi medici
stare al passo anche con la
nostra attività professionale.
Ecco perché abbiamo messo
a disposizione di tutti i nostri
iscritti una Biblioteca scientifica virtuale di cui specifica le funzioni il professor
Riccardo Vigneri nel suo
articolo su questo numero
di CATANIA MEDICA. In un
momento di crisi economica non indifferente dove le
strutture sanitarie tagliano
i fondi dell’aggiornamento
e le organizzazioni private,
per comprensibili motivi di
razionalizzazione, non forniscono come prima servizi
nel campo della formazione,
il nostro Ordine consentirà
a tutti gli iscritti di consultare le riviste scientifiche,
scelte secondo la modalità
del maggiore impatto, e soprattutto potersi stampare o
scaricare tutto il materiale di
proprio interesse. I colleghi,
e non solo quelli impegnati nel campo della ricerca,
sanno quanto è importante
potere consultare in tempo reale i lavori scientifici
più attuali e importanti per
la propria specializzazione
ed ecco perché è previsto
un accesso gratuito dopo
la registrazione al portale
dell’Ordine che permetterà di consultare le banche
dati, le riviste più prestigiose
ed autorevoli internazionali
con testo integrale in tutte le aree della medicina e
chirurgia e dell’odontoiatria,
financo ai sistemi di supporto alla pratica clinica, ai
sistemi di revisione critica
della letteratura ed ai sistemi per la patient education
che comporranno, appunto,
la Biblioteca medica virtuale. Ma come funzionerà il
sistema? In maniera molto
semplice perché sarà sufficiente essere iscritti all’Ordine di Catania, visitare il sito
sul web www.ordinemedct.
it e registrarsi dopodiché si
avrà accesso mediante login all’area riservata dove si
potrà consultare, ricercare,
stampare, scaricare gli studi
con testo integrale, quindi
non i semplici abstract, provenienti dalle più autorevoli riviste di tutto il mondo.
Non solo. Si potranno creare
alerts e profili personali che
chi è avvezzo al mondo di
Internet sa quanto possono
essere utili su aree tematiche di interesse personale
in ognuna delle risorse che
elencheremo di seguito.
L’obiettivo che ci siamo prefissi è quello di consentire a
tutti i nostri iscritti l’utilizzo
sistematico di tali risorse per
la ricerca, l’aggiornamento
continuo in linea con le direttive ministeriali, lo sviluppo delle competenze e della
formazione continua nonché
come supporto decisionale e
supporto alla realizzazione
delle varie problematiche e
quesiti che insorgono durante la pratica clinica. La nostra iniziativa assume anche
di Massimo Buscema
Presidente dell'Ordine dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Catania
una notevole importanza
strategica nell’ottica della
messa in pratica dei principi
della Evidenced Based Medicine, nella riduzione del
rischio clinico con l’obiettivo
ultimo di aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’attività clinica svolta dai medici
sul campo.
È fondamentale, infatti,
fare in modo che i risultati
provenienti dal mondo della
ricerca vengano poi assorbiti e messi in circolo rapidamente nell’attività clinica
quotidiana. Sappiamo bene
che ogni settimana vengono
pubblicati migliaia di studi
contenenti evidenze scientifiche più o meno importanti
e, a dire il vero, più o meno
attendibili che riguardano
migliaia di topici clinici e
farmacologici. Diventa oneroso per i medici impegnati
in attività clinica sul campo
essere in grado di digerire la
ANNO XLII - N°11 - 2013
Consiglio Direttivo
3
Editoriale del Presidente
appieno le potenzialità di ricerca che l’Ordine offre ed
allora abbiamo concordato
con un team di esperti informatici una serie di corsi
di formazione che avranno
anche attribuiti crediti ECM,
per spiegare ai neofiti e approfondire per chi ha già conoscenze di base, l’utilizzo
delle risorse massimizzando
così l’impatto sui benefici
ottenibili. E se la Biblioteca
medica virtuale rappresenta
un fiore all’occhiello dell’attività di questo Ordine non
bisogna dimenticare altre
iniziative ormai avviate per
far sentire l’istituzione ordinistica sempre più vicina
all’iscritto. Questo è il quarto mese consecutivo in cui
il nostro iscritto riceve con
il bollettino CATANIA MEDICA un inserto con la possibilità di seguire un corso
FAD (Formazione a distanza) avendo attribuiti i crediti
formativi senza alzarsi dalla
sua poltrona raggiungendo così un obiettivo che ci
eravamo proposti all’inizio
del nostro mandato e che
con soddisfazione oggi diciamo di avere finalmente
raggiunto.
I database da utilizzare
Ecco una descrizione delle risorse della
Biblioteca medica virtuale dell’Ordine con
accesso da area riservata.
ANNO XLII - N°11 - 2013
DYNAMED: il sistema di supporto alla
pratica clinica basato sulle migliori evidenze mediche ed aggiornato in tempo reale.
Il sistema contiene oltre 3200 topici clinici
ed è aggiornato in tempo reale. Per le informazioni sulle fonti primarie e secondarie,
la struttura del metodo, il team editoriale e
tutte le componenti del sistema cliccare sul
seguente link http://dynamed.ebscohost.
com
4
MEDLINE
COMPLETE:
contenente 2347 riviste internazionali autorevoli e
peer reviewed in tutte le aree della medicina in full text. La lista di tutte le riviste
in full text con relativa copertura è scaricabile in formato excel al seguente link
http://www.ebscohost.com/academic/
medline-complete
DENTISTRY ORAL SCIENCES SOURCE
contenente 216 riviste delle più importanti ed autorevoli testate in full text in tutti
gli ambiti delle scienze odontoiatriche. La
lista di tutte le riviste con relativa copertura è scaricabile in formato excel al seguente link http://ebscohost.com/academic/
dentistry-oral-sciences-source
ISABEL è un software per il supporto alla
elaborazione della diagnosi differenziale che
consente di ottenere una lista di diagnosi
possibili a partire da un quadro clinico relativo
ad un paziente. Questo strumento permette
di integrare la conoscenza e la competenza del medico offrendo accesso a contenuti
basati sulla evidenza clinica. ISABEL è in grado di ricercare simultaneamente più fonti e
banche dati, consentendo in modo agevole e
rapido l’esplorazione e l’elaborazione del sapere medico.
PATIENT EDUCATION REFERENCE CENTER: che contiene oltre 4000 schede di
educazione del paziente su malattie ed altri
argomenti clinici di interesse per il paziente, oltre 750 procedure e test di laboratorio,
2800 topici riguardanti stili di vita e benessere, oltre 1500 schede di farmaco. Sono
anche contenute oltre 1000 procedure di
dimissione e follow up del paziente in seguito a ricoveri ospedalieri. Gran parte del
materiale è disponibile in 17 lingue tra cui
l’Italiano. Ulteriori informazioni sulle fonti, la
metodologia ed i contenuti sono disponibili al
seguente link http://www.ebscohost.com/
pointOfCare/perc-about
EBSCO con sede a Boston,è uno dei principali produttori di banche dati ed il maggiore
aggregatore di riviste in full text nel mondo.
Un click… e la diagnosi è fatta
Il medico che si trova davanti un paziente che lamenta
dei disturbi segue un percorso mentale di giudizi inconsci,
conoscenze recenti e lontane
ed attivazione di ragionamenti
sintetici con l’intento di identificare le potenziali cause dei
disturbi. Poi, con un ragionamento induttivo, arriva ad una
o più conclusioni (diagnostica
differenziale) che mette in
ordine di probabilità. Questo è
il ragionamento clinico che,
tuttavia, non avviene sempre in modo ottimale. Capita
a tutti, ovviamente, di essere stanchi, di scordare qualche possibilità diagnostica, un
completamento degli esami
da richiedere o una terapia
da aggiungere. E non sempre
ci si ricorda immediatamente
dei consigli da dare al paziente per meglio gestire la sua
malattia.
che fa parte del lavoro quotidiano del medico. Ci aiuta
ad affrontare e superare la
complessità teorica e clinica
della diagnosi differenziale e
delle indicazioni terapeutiche.
Invece di scorrere nella nostra
mente tutte le possibili alternative, con i limiti imposti
dalla stanchezza, dalla disattenzione ed anche dalla poca
conoscenza per le patologia
più rare, ci troviamo accanto un testo sempre pronto e
aggiornato che ci elenca tutte
le possibilità, dalle più comuni
alle più rare.
È questo il grande merito
dell’Ordine dei Medici di Catania: aver acquisito e reso
disponibile per tutti gli iscritti
in modo gratuito un supporto al processo decisionale che
favorisce diagnosi più accurate e terapie più appropriate.
Di che si tratta? Del siste-
Queste possibili manchevolezze oggi possono essere
ridotte molto facilmente con
il sostegno tutoriale al ragionamento clinico, cioè con un
supporto informatico, sempre disponibile, di una scheda
aggiornata per ogni malattia
e per i diversi sintomi. È un
“aiutino” importante per una
procedura mentale complessa
ma informatico EBSCO-NET
che gira sui PC, sui tablet, sui
telefonini.
Questo programma informatico contiene quattro sottosistemi di cui due (DynaMed
e Isabel) servono proprio ad
aiutarci nei processi di diagnosi e cura, a renderci medici più
informati e più competenti.
Un esempio? È tempo di
di Riccardo Vigneri
Professore di Endocrinologia
Primario Emerito A.R.N.A.S. Garibaldi
vaccinazioni e quindi… entriamo in DynaMed e scriviamo nella casella che si apre
“influenza vaccines” (per ora
l’utilizzo è in lingua inglese
anche se è in corso l’applicazione col traduttore automatico). La schermata ci dice subito che i dati sono aggiornati
al giorno 8 novembre 2013 e
ci elenca “bambini o adulti” e
subito, le indicazioni secondo
le linee guida, le informazioni sui tipi di vaccino, le raccomandazioni dell’OMS e, tra
l’altro, anche le informazioni
da dare al paziente riprese dal
CDC (Centro Controllo Malattie, USA) o dal NICE (UK). In
un minuto ci siamo “rinfrescati” la memoria secondo i
principi della EBM (Medicina
Basata sull’Evidenza).
Ma è possibile anche un
approccio del tutto diverso.
Abbiamo davanti il paziente adulto con febbre, prurito,
macchie cutanee eritematose. La diagnosi non è immediata e quindi… si apre il
sistema Isabel, si inseriscono
segni e sintomi ed il sistema
ANNO XLII - N°11 - 2013
ingente produzione di letteratura scientifica e metabolizzarne i risultati per poi
applicarli nella pratica clinica. Mediante l’utilizzo di tali
risorse nel flusso di lavoro
quotidiano si ottengono notevoli miglioramenti come
dimostrato in molteplici studi, delle prestazioni quantificabili come riduzione del
time to diagnose, riduzione degli errori di diagnosi e
terapia. Ma è normale anche in base all’attività dei
singoli iscritti che non tutti
abbiano capacità informatiche adeguate a sfruttare
Speciale Formazione
5
Speciale Formazione
Speciale Formazione
6
Insomma un bell’aiuto, disponibile
immediatamente,
per tutti. Questo programma
non è l’unico modello di questo genere: da oltre un decennio è stato introdotto UpToDate della Wolters Kluwer
(USA) cui ci si può abbonare
al costo individuale di 500
euro/anni. Ma il programma
reso disponibile gratuitamente
dall’ordine dei Medici di Catania è ancor più completo.
Più completo perché si può
La preparazione medica attraverso la formazione ECM
non è un traguardo, ma un processo in continuo divenire
accedere ad altri due sottosistemi, uno per gli odontoiatri
(“Dentistry and Oral Sciences
Source) e quello MEDLINEcomplete, banche dati di altre
5000 giornali che forniscono
il testo integrale degli artico-
li delle più importanti riviste
scientifiche, uno strumento
indispensabile non solo per
chi è impegnato in ricerca ma
anche per chi vuole ragionare e confrontarsi direttamente
con i dati più recenti (o anche
quelli con valenza storica) degli studi clinici, esaminandone
direttamente i punti di forza e
quelli invece più discutibili.
Senza contare che questo programma ci rende tutti
“abbonati” delle più importan-
ti riviste scientifiche: da New
England Journal of Medicine
a Nature, a Science, a Lancet: possiamo consultarli tutti
quando vogliamo. Andando su
EBSCOhost Research Databases possiamo “sfogliare” una
rivista, cercare gli articoli su
un certo argomento, vedere
le pubblicazioni di un qualsiasi ricercatore semplicemente
inserendone il nome nella casella disponibile.
Insomma l’Ordine ci ha
messo a disposizione uno
strumento utile e potente per
il supporto alla nostra professione, per l’aggiornamento e
la formazione. In prospettiva
questo sistema potrà essere
ulteriormente potenziato e
migliorato. La prima cosa con
l’utilizzo dell’italiano (traduttore automatico) e poi con
l’applicazione della funzione
ECM. Vi sono già, negli USA,
dei modelli di registrazione
del tempo dedicato all’utilizzo
di questi sistemi di aggiornamento che sono molto efficaci
perché collegati direttamente
con l’attività clinica del medico. Ci vorrà un po’ di tempo
ma questa applicazione aggiungerà ulteriore utilità ad un
progetto culturale, scientifico
ed etico volto a migliorare le
prestazioni a favore dei nostri
pazienti.
Il concetto di formazione
continua (ECM) compie fra
pochi anni un secolo di storia dall’avvento dei pionieri
americani. Gli Stati Uniti per
primi hanno introdotto l’idea
che il percorso formativo
non termini con il conseguimento dell’abilitazione, ma
si inserisca nella prospettiva
dell’educazione medica continua, per mezzo del meccanismo della ricertificazione e
dell’ottenimento dei crediti. Ciò attualmente avviene
secondo criteri che possono
leggermente variare da uno
Stato all’altro, e che sono
applicati dalle strutture sanitarie per consentire ai medici
di praticare. La ricertificazione viene inoltre richiesta da
numerose
specializzazioni
professionali, anche se non
da tutte, ed è anche un requisito importante richiesto
dalle polizze assicurative.
In questi decenni l’idea
si è fatta strada attraverso percorsi diversificati, acquisendo peculiarità delle
culture in cui si sviluppava,
e producendo un panorama
variegato di esperienze e
progetti. Oggi, con la globalizzazione che preme, si sta
compiendo uno sforzo collettivo per confrontare, far
convergere e rendere compatibili fra loro queste diver-
se esperienze, in modo da
sviluppare approcci in grado
di operare in modo coerente
e integrato.
Il
vecchio
paradigma
dell’apprendimento
della
professione medica si basava
sulla visione di un processo
finito e finalizzato ad acquisire un “corpus” coerente e
completo di conoscenze, un
bagaglio prezioso, trasmesso
da chi di quella conoscenza ed esperienza era già in
possesso, allo scopo di poter
sostenere con una “attrezzatura” concettuale e operativa adeguata la professione medica.
La moderna concezione di
preparazione medica invece
concepisce la formazione
non come un traguardo, ma
come un processo. Le conoscenze sono viste come un
insieme sempre parziale e in
trasformazione, che richiede continue conferme e si
fonda non tanto e non solo
sull’esperienza e sulla pratica, ma anche e soprattutto
sulle verifiche di studi scientifici rigorosi.
Quali prospettive e quali problematiche si aprono
quindi sull’ECM?
Nonostante la diversa
anzianità dell’esperienza di
ECM in Italia e nei paesi anglosassoni, i temi alla ribalta
di Lucio Di Mauro
Coordinatore Linea editoriale scientifica
Consigliere OMCeO Catania
sono sorprendentemente simili. Un’esigenza di coordinamento e la ricerca di criteri
comuni che permettano l’intercambiabilità delle esperienze, al di là dei confini
nazionali, sembra essere una
delle urgenze più sentite,
ed in questo senso si stanno
attivando gruppi di studio e
organismi competenti.
Esigenza emergente è
anche quella di raccordare
sempre più l’aggiornamento
alla pratica, dando supporto al medico e fornendolo
di strumenti per elaborare
approcci adeguati alle problematiche poste dalla sua
attività clinica. La formazione a distanza sembra offrire in questo senso le prospettive e gli strumenti più
promettenti.
Un altro tema nevralgico è quello di identificare in
quale direzione debba orientarsi la tipologia dell’offerta formativa per il medico.
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
fornisce istantaneamente una
lista di possibili diagnosi da
considerare.
Ad esempio: introduco l’età
(adulta) ed il sesso (maschile) e poi inserisco febbre (o
una delle sue varianti indicate
dal sistema), prurito ed eritema (o una delle varianti indicate). Il sistema mi fornisce
una “checklist” dove scegliere
le 10 diagnosi più probabili,
quelle più pericolose (“don’t
miss”) e poi, a richiesta, un’indicazione su quali farmaci
eventualmente utilizzare.
E, se si vuole saperne di
più, evidenziando una qualche
possibile diagnosi possiamo richiamare le caratteristiche cliniche, gli esami di laboratorio
e le diagnostiche differenziali.
7
Editoriale del Direttore
Speciale Formazione
Questa ulteriore evoluzione del concetto di ECM
conduce all’ampliamento di
prospettiva che va dall’idea
della necessità di un aggiornamento continuo relativo
alle conoscenze, un processo di aggiornamento che
includa non solo i contenuti
della propria disciplina sanitaria, ma anche competenze
multidisciplinari che tagliano
trasversalmente le varie specializzazioni mediche, come
la capacità di relazionarsi al
paziente o le abilità di gestione amministrativa e organizzativa, nella prospettiva insomma di un’evoluzione
globale che investa non solo
le competenze specifiche,
ma anche la consapevolezza
del proprio ruolo e del proprio lavoro, sapendolo inserire nel contesto di un mondo che cambia.
Oggi gli ordini professionali sono individuati dal legislatore Italiano Organismo di
Controllo e di Certificazione
ed è per questo che il C.D.
e la Commissione ECM del
nostro “Ordine”, che mi pregio di coordinare, non risparmieranno impegno e risorse
economiche al fine di rendere facilitato e più agile il
percorso formativo di ognuno di noi.
Fondata dal Dott. Barbagallo Giuseppe nel 1979
Fondata
dal Dott. Barbagallo Giuseppe nel 1979
Direttore e Coordinatore Didattico dei corsi
ANNO XLII - N°11 - 2013
Dott. Francesco Sapienza
Sede legale: Via Grazia
Deledda,
1 Catania -Tel
348 6502328
-095 445182
Direttore
e Coordinatore
Didattico
dei corsi
8
Dott. solo
Francesco
Sapienza
In Italia l’agopuntura è considerata Atto Medico. Può essere esercitata
dai laureati
in medicina e chirurgia e regolarmente iscritti all’Ordine dei
Sede legale:
Via Grazia
Deledda,
1 Catania
-Tel 348clinica
6502328
Medici Chirurghi poiché essa richiede sempre
un’anamnesi,
un esame
obiettivo
e una diagnosi
. -095 445182
La Scuola Mediterranea di Agopuntura è partnership per la collaborazione Didattico
Didattico--Scientifica con l’Università degli Studi di Roma
“La Sapienza” per il Master di II Livello - Integrazione tra Medicina Occidentale e Medicina Tradizionale Cinese -.
Italiadil’agopuntura
considerata
Medico.
Puòdelessere
dai corso
laureatia Giugno
in medicina
e chirurgia
e regolarmente
iscritti all’Ordine dei
IlIncorso
studi prevedeèuna
durata di Atto
4 anni.
con inizio
corso esercitata
a Ottobresolo
e fine
dell'anno
successivo
.
Le
lezioniChirurghi
si svolgeranno
al mese
e conun’anamnesi,
numero di ore,undiesame
teoria obiettivo
e di pratica
definite
dal vigente
F.I.S.A. in quanto l' A.S.M.A.
Medici
poichéunessasabato
richiede
sempre
e una
diagnosi
clinicaregolamento
.
è Scuola aderente .
La Scuola Mediterranea di Agopuntura è partnership per la collaborazione DidatticoDidattico-Scientifica con l’Università degli Studi di Roma
Alla fine del 3° anno, dopo il superamento dell’esame relativo e la presentazione verrà rilasciato un Attestato di Fine Studi della Scuola Mediterranea
Sapienza” per il Master di II Livello - Integrazione tra Medicina Occidentale e Medicina Tradizionale Cinese -.
di“La
Agopuntura.
Agopuntura
Alla
fine didelstudi
4° anno,
dopo
presentazione
di con
una inizio
tesina del
a carattere
clinico
o sperimentale,
esame
in presenza
Il corso
prevede
unala durata
di 4 anni.
corso a compilativo
Ottobre e,fine
corso
a Giugno dell'edanno
successivo
. di commissione
F.I.S.A., verrà rilasciato l’Attestato Italiano F.I.S.A. di Agopuntura,
Agopuntura valevole per la iscrizione nel Registro dei Medici Agopuntori dell’Ordine dei
Le
lezioni
si
svolgeranno
un
sabato
al
mese
e
con
numero
di
ore,
di
teoria
e
di
pratica
definite
dal
vigente
regolamento
F.I.S.A.
in quanto l' A.S.M.A.
Medici della Provincia di appartenenza, .
Contestualmente
è Scuola aderentealla. frequenza del 4° anno è possibile accedere al Master Universitario di II Livello in partnership con l'Universita La Sapienza di
Roma
( master
si tiene
) per il conseguimento
del relativo
attestato .
Alla fine
del 3°cheanno,
dopoa Catania
il superamento
dell’esame relativo
e la presentazione
verrà rilasciato un Attestato di Fine Studi della Scuola Mediterranea
Attestato di Fine Studi della Scuola Mediterranea
di Agopuntura.
Agopuntura
CONSULTARE IL PROGRAMMA E SCARICARE LA SCHEDA D’ISCRIZIONE DALLA PAGINA DEL SITO www.scuolagopuntura.it
Alla fine del 4° anno, dopo la presentazione di una tesina a carattere compilativo , clinico o sperimentale, ed esame in presenza di commissione
F.I.S.A., verrà rilasciato l’Attestato Italiano F.I.S.A. di Agopuntura,
Agopuntura valevole per la iscrizione nel Registro dei Medici Agopuntori dell’Ordine dei
Medici della Provincia di appartenenza, .
Contestualmente alla frequenza del 4° anno è possibile accedere al Master Universitario di II Livello in partnership con l'Universita La Sapienza di
Roma ( master che si tiene a Catania ) per il conseguimento del relativo attestato .
CONSULTARE IL PROGRAMMA E SCARICARE LA SCHEDA D’ISCRIZIONE DALLA PAGINA DEL SITO www.scuolagopuntura.it
La ricetta “cosmica”
Era stata presentata come
una rivoluzione, un salto nel
futuro, una svolta epocale.
Noi siciliani i primi in Italia a partire con la ricetta
dematerializzata. Ed allora
tutti orgogliosi, tronfi, boriosi: il presidente, l’assessore, i deputati, i commissari,
i direttori, i funzionari. Tutti
contenti, felici e con quella
frenesia di far presto, di far
subito. Non si poteva perdere questa occasione. E se
qualcuno non fosse stato
subito pronto giù minacce
di sanzioni, di addebiti, di
decurtazioni. Bisognava far
presto: non si poteva perdere il treno per il progresso.
E chi timidamente chiedeva
un po’ di tempo in più, chi
cercava di capire meglio di
cosa si trattasse, chi cercava di suggerire di fare tutto
con più razionalità era tacciato di immobilismo, di essere vecchio, passato. Cosi
ci hanno fatto partecipare a
delle megariunioni in cui degli ingegneri informatici(sic!)
ci erudivano sul sistema TS,
ci inviavano dei manuali biblici per capirci qualcosa:
dovevamo far presto! E così
noi medici di famiglia, che
poi siamo i soli insieme ai
farmacisti ad applicare questa svolta mitica, abbiamo
cominciato: con tanto impegno, con tanta applicazione, con tanta difficoltà,
con tanta pazienza. Abbiamo
speso tanto denaro e tanto
tempo per adeguarci, abbiamo dovuto modificare l’organizzazione dei nostri studi,
istruire le nostre segretarie,
rivoluzionare meccanismi già
consolidati e tutto per cosa?
Per nulla, assolutamente per
nulla. Infatti la ricetta è rimasta ben materializzata,
assolutamente materializzata, fisicamente materializzata: solo che è cambiata di
colore. Adesso è bianca, su
comune carta; non c’è più
quella bella carta filigranata,
non ci si allieta più con quel
colore rosso che era così
rassicurante, così riconoscibile, così autorevole. Ricetta
quindi sempre cartacea, rigorosamente cartacea: solo
che adesso la paghiamo noi
medici di famiglia. È questa
la vera rivoluzione ammettiamolo, ammettetelo. La
Regione risparmia 2 milioni
di euro e noi paghiamo tutto! Anzi quasi tutto perché
per noi ci sarà un rimborso
di 1 centesimo per ricetta
pseudodematerializzata. Non
sappiamo se piangere o ridere, se arrabbiarci o incassare
tutto come sempre e tirare
di Antonino Rizzo
Direttore Catania Medica
a campare. E mi fanno tenerezza e rabbia quelli che
dicono che è questione di
tempo e che presto vedremo
la ricetta che volerà nell’etere, nel web, nel cosmo. Io so
solo che per ora sono volati
via tempo e denaro da parte di noi medici di famiglia,
il resto sono chiacchiere. Le
solite chiacchiere di cui tutti
noi siamo stanchi e nauseati. E allora forza fa niente, ci
può essere di peggio. Compriamo qualche altra stampante, tagliamo le risme di
carta, acquistiamo vagoni di
toner. È il progresso ci stiamo dentro!
FNOMCeO: “Diciamo no alla cultura del sospetto”
“Pur nella consapevolezza che il film di Morabito sia la narrazione di un dramma intimo che
non parla certo solo di corruzione, non possiamo non dichiarare che non ci appartiene quello
stereotipo di una professione medica svenduta a interessi commerciali, che specula e lucra sulle
spalle dei pazienti, prescrivendo farmaci non in ragione dell’appropriatezza e dell’efficacia ma
per i meri interessi economici”. Questo il commento del Comitato Centrale della FNOMCeO sul
film “Il venditore di medicine”. Bruno, il protagonista, è un informatore farmaceutico. Quando la
sua azienda va in crisi, inizia a corrompere i medici perché prescrivano i farmaci della sua ditta:
alcuni cedono, altri si rifiutano di prestarsi a questo gioco.
ANNO XLII - N°11 - 2013
Meglio occasioni di aggiornamento sempre più specifiche e tagliate sulla tipologia
del discente, assecondando
una tendenza già in atto
che, a livello di richiesta,
esprime un bisogno di approfondimento della propria
specialità, e a livello istituzionale indirettamente premia proprio la specificità dei
contenuti rispetto ai partecipanti all’evento formativo? Oppure meglio, invece,
offrire maggiori occasioni di
aggiornamento su contenuti
“trasversali”, che permettano approcci più olistici alla
pratica quotidiana dell’operatore sanitario?
9
Attività dell’Ordine
Attività dell’Ordine
Tradizionale incontro alla Baia Verde
Si terrà Domenica 15
Dicembre alla Baia Verde la tradizionale Giornata del Medico. Questo è il
programma:
ANNO XLII - N°11 - 2013
Ore 9.30
•Saluto
delle
Autorità
intervenute;
•Conferimento Premio Ippocrate anno 2013 al Prof.
Aurelio Di Benedetto.
•Consegna onori°icenze ai
Colleghi per il 50° anno di
Laurea;
•Lettura del Giuramento di
Ippocrate;
10
Medici che celebrano il 50°
Anno di Laurea
Vincenzo Arena, Tommaso
Bianca, Giuseppe Calabrese,
Aljio Cavallaro, Sebastiano
Cavallaro, Salvatore Cinardo, Ercole Cirino, Giuseppe D’Asero, Giuseppe Failla,
Francesco Ferrari, Carlo Ferrarotto, Vincenzo Freni, Sebastiana Galasso, Giovanni
Gallone, Michele Licciardello, Concetto Montoneri, Angelo Musco, Mario Pagano,
Giuseppe Papalia, Lorenzo
Pavone, Angela Privitera, Simone Giovanni Riccioli, Antonio Russo, Salvatore Russo, Elio Scarpa, Anna Sciacca,
Cataldo Aldo Scialfa, Gaetano Sicari, Angelo Tempio,
Angelo Torrisi, Aurelio Villari.
Giuramento neolaureati
Medici Chirurghi
Alamo
Angela,
Amato Carmelo Danilo, Amore
Domenico Carmelo Orazio,
Antona Giuseppa, Arcoria
Antonino Fabrizio, Ardizzone
Agata, Arona Silvia, Bandiera Alessandro, Barbera Giu-
seppina, Bartolo Emanuela,
Battaglia Floriana, Battiato
Mariacatena, Bellinvia Salvatore, Benintende Clara,
Borrata Francesco, Brunetti
Giovanni, Buccheri Sergio,
Cannizzaro Stefano, Cantarella Rosa, Caramma Andrea
Salvatore, Caratozzolo Stefania, Carrara Grazia, Cartia
Claudio Salvatore, Cartillone
Mariacristina, Caruso Enrica, Casella Elisa, Castiglione Dora, Cavalieri Sergio,
Cavallaro Carlo, Cavallaro
Dario, Cavallaro Venera, Ciliberto Giulia Agata, Cirami
Manuela, Conti Bellocchi
Maria Cristina, Corsaro Aljio,
Cosentino Federica, Costa
Venera, Crapio Danilo Maria, Cunsolo Tiziana, Cupone
Roberta, Dal Pizzol Rachel
Deise, D’Amato Marco, D’Amico Antonella, D’Antona
Linda, D’Aquino Manuela, Di
Falco Lucia, Di Fazio Eugenia,
Di Grazia Salvatore, Di GraziaVitaliano Dino, Di Maria
Valentina, Di Martino Sonia,
Di Mauro Davide Carmelo, Di
Mauro Paola, Di Pino Marina, Di Stefano Antonio, Di
Stefano Daniele, Distefano
Andrea, Domini Carla Noemi,
Fallica Alessio, Fallico Matteo Roberto, Fatuzzo Daniela, Fatuzzo Valentina, Ferri
Sebastian, Fichera Salvatore
Sebastiano, Fichera Stefano,
Franzonello Chiara, Frattallone Maria Elisa, Fresta Jlenia, Fusto Carmelinda Maria,
Fusto Irene, Bianca Maria,
Galvagno Emanuela, Garozzo
Giuseppe, Ghargozloo Reza,
Giardina Floriana, Gibilisco
Raffaele, Giorgianni Gabriele,
Giuffrida Paolo, Giunta Roberto Antonio, Giusti Miche-
le, Grasso Federica, Gravina
Giacomo, Guarnaccia Federica, Guelji Giovanni, Gulino
Alessandro, Gulino Fabrizio,
La Magna Maria, La Malfa
Roberta, Lanzafame Angela
Maria, Leonardi Alessandra,
Li Destri Marta Grazia, Licciardello Matteo, Lo Certo
Giuseppe, Lo Giudice Marco Oreste, Lo Verde Flavia,
Longhitano Federico, Malaguarnera Michele, Mammino
Luca, Mannino Annamaria,
Mannino Lorenza, Mazzola
Rosaria Deborah, Meli Massimo Andrea, Messina Erika,
Messina Francesco, Messina
Veronica, Micale Marco, Milazzo Giovanni, Milazzo Michele, Milazzo Valentina, Milazzotto Roberto Massimo,
Mineo Alessandro, Monaco
Cristian Giuseppe, Mongioi’
Laura Maria, Moretti Diletta, Motta Fabio, Motta Milena, Nalis Federico Giuseppe, Naso Antonio, Nicoletti
Chiara, NicolosiNancy, Nicosi
Daniele, Nicotra Valeria, Novello Lorena Maria, Orban
Maria Antonietta, Panebianco Roberta Maria, Papale
Maria, Pappalardo Antonino,
Parisi Federico, Parisi Giuseppe Fabio, Passanisi Stefano, Patane’Elena, Pecora
Giulia, Petralia Cateno Concetto Tito, Pezzulla Agnese,
Piana Sebastiano, Pignataro
Samuele, Platania Alessio,
Presente Simona, Prestianni
Eleonora, Pricoco Gabriele
Sebastiano, Priolo Sandra,
Raciti Dario, RacitiValentina
Maria Aurora, Ragusa Giuseppe Antonino, Rampulla
Francesco, Randazzo Claudia, Rapisarda Carlo Antonio
Paolo, Rapisarda Giuseppe,
Rapisarda Maria Grazia Ester,
Reale Giulio Francesco Maria, Ricca Sergio, Ricceri Riccardo, Ricceri Viola Maria,
Rigano Giuseppe, Ronsisvalle Maria Giovanna, RotuloGioacchino Andrea, Russo
Elisa Rosj, Russo Giuseppe,
Sanjilippo Maria, Santagati
Fabio Maria, Santagati Gabriella, Santonocito Mauro,
Santoro Giovanni, Sapienza
Chiara, Sauna Alessandra,
Scandura Giovanni, ScanduraPiera, Schiavone Ales-
siamaria, Schillaci Massimo,
Schillaci Riccardo, Sciuto
Paolo, Scuderi Roberta Emanuela, Sessa Andrea, Sortino
Sabrina, Sparti Maria, Spataro Linda, Sperlinga Fabrizio,
Spitaleri Salvatore, SucciGiulia, Tamburella Consuelo,
Tarda Susanna, Taschetta
Simona, Tilocca Eugenio Alberto, Torcitto Alfredo Gaetano, Torrisi Gianmarco Giuseppe, Toscano Antonello,
Urzi’ Daniele, Vaccino Noemi, Valastro Pietro, Valenza
Daniela, Valvo Alessandro,
Villani Vincenzo, Vitale Luca,
Votano Daniela, Zappalà
Andrea.
Odontoiatri
Maria Rita Nicoletta Alessia, Gianluca Maria Barbagallo, Vincenzina Cantarella,
Maria Elena Cipollina, Rita
Antonella Fianda, Glenda
Lo Sciuto, Rosalba Maria
Mazzaglia, Alessia Privitera, Deborah Ricca, Vincenzo
Rinzivillo.
Premio Ippocrate 2013 ad Aurelio Di Benedetto
Professore Ordinario nell’Università di Catania e già Direttore della Clinica Chirurgica
Pediatrica e della relativa Scuola di Specializzazione dello stesso Ateneo, nonché Coordinatore del “Dipartimento Assistenziale di
Chirurgia Generale, Specialistica, Anestesia e
Rianimazione” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria del Policlinico della città etnea, è
stato Presidente sia della “Società Italiana di
Chirurgia Pediatrica”, dalla quale ha ricevuto
il titolo di “Presidente Emerito” nel 2012, che
della “Società Italiana di Urologia Pediatrica”;
è stato, inoltre, Membro del Consiglio Direttivo del “Collegio Italiano dei Chirurghi” (C.I.C.)
e Socio della prestigiosa “British Association
of Pediatric Surgeons”.
Maturata una ricca esperienza in Chirurgia
Generale e Toracica frequentando numerosi Centri Chirurgici e per i Trapianti d’Organo
in Francia, Spagna, Austria, Stati Uniti d’America, si è dedicato per oltre trent’anni alla
Chirurgia Pediatrica con prevalente interesse
per le malformazioni, l’urologia, i tumori, applicando tecniche d’avanguardia mini-invasive ed adottando innovative modalità d’assistenza; si è anche occupato di trapianti renali
nell’adulto e nel bambino, eseguendone più
di ottanta in Catania.
Autore di oltre trecento pubblicazioni
scientifiche nazionali ed estere, ha partecipato alla stesura di capitoli di testi di chirurgia
sia in lingua italiana che inglese, e si è fatto
promotore di un gruppo di studio per l’incremento della Chirurgia Pediatrica nei Paesi in
via di sviluppo e di un altro per lo studio di
L’Ippocrate del premio è un bronzo
del grafico e pittore Maestro Rosario Calì
disturbi della sfera digestiva nei Soggetti con
patologie neurologiche.
L’attività operatoria e quella scientifica e
didattica di Aurelio Di Benedetto hanno formato numerosi e valorosi Chirurghi Pediatrici
che ne seguono oggi con successo il sempre
chiaro e pacato insegnamento, sia sul difficile
e delicato versante della valentìa diagnostica e della tecnica chirurgica, che su quello
umanissimo ed appassionato di chi impegna la propria vita nella cura degli Ammalati
non soltanto con l’intelletto ma anche con il
cuore.
ANNO XLII - N°11 - 2013
Il 15 Dicembre la Giornata del Medico
11
Attualità
Attualità
12
La medicina generale tutela l’interesse dell’individuo,
ma anche quello collettivo,
tanto che la organizzazione
mondiale della sanità ritiene che, nell’attuale difficile
situazione economica, l’unica strada da percorrere per
fronteggiare il gravissimo
impatto sociale della cronicità è il potenziamento delle
cure primarie, unico sistema
pubblico di gestione delle
malattie complesse, tanto da
far definire il medico di medicina generale medico delle
complessità. L’unica soluzione, secondo l’OMS, è sostenere la medicina generale,
intervenendo senza indugio
ulteriore sulla integrazione
con la specialistica. D’altra
parte può essere utile ricordare che la medicina generale è l’unica medicina integrata con il mondo reale. La
persona ammalata viene allo
studio con i suoi pensieri, le
sue ansie, le sofferenze, la
sua storia personale, poggiando in un angolo la borsa
della spesa. Il medico generalista, ispirato dal mondo
reale, di tutti i giorni, resta
oggi unico interprete autentico della medicina umanizzata, della relazione umana,
coniugata con la abilità tecnica e scientifica. Il medico di
famiglia, fiduciario del malato
e del sistema, oggi viene lasciato solo, assumendosi per
carenze di altri, responsabilità, nell’interesse della persona ammalata. Stiamo affrontando un cambiamento
profondo per far fronte alle
nuove esigenze di popolazione, alla nuova epidemiologia.
Aumentano le cronicità con
un malato che ha un identikit
diverso da quello proposto
negli studi clinici, dove tutto
poggia su singole malattie,
senza tenere in alcun conto
della reale complessità delle
persone malate, spesso multi
patologiche ed poli terapia.
Una persona ammalata di più
malattie è fondamentale che
sia considerata nel suo complesso bisogno di assistenza
con una medicina generale che deve cambiare il suo
modulo organizzativo, passando dall’attesa delle complicanze alla iniziativa, alla
pro attività, in quanto non è
pensabile che la medicina di
famiglia lavori in solitudine,
senza supporti, indispensabili per garantire cure e controlli di qualità. Le malattie
croniche oggi rappresentano
l’ottanta percento del lavoro
di un medico di medicina generale. I malati cronici, oggi,
sono prevalenti ponendo
criticità riguardanti la complessità delle cure, le multi
terapie, l’aderenza al trattamento ed al follow up. Solo
con il coinvolgimento attivo
di tutti gli attori, a partire dal
malato, si potranno avere dei
risultati, dato che un processo di cure, in queste difficili
condizioni, può avere risultati
solo se si mettono in campo
le competenze, la professionalità e l’organizzazione del
sistema. Le cure primarie aumenteranno la loro capacità
di prendersi carico dei malati
cronici, intervenendo concretamente sulle risposte da
dare ai bisogni di assistenza.
In tal senso si dovrà mette-
di Domenico Grimaldi
Vicepresidente Ordine Medici
ed Odontoiatri della provincia di Catania
re in campo la formazione,
che deve essere in grado di
fornire conoscenze ed abilità
specifiche, che solo la formazione sul campo potrà dare.
D’altra parte i p.d.t.a. devono essere realmente condivisi da tutti gli attori perché
solo così potranno essere
strumento clinico, capace di
garantire uniformità di comportamenti, con riduzione
della imponderabile variabilità gestionale. I percorsi
oltre che strumento clinico
devono essere forte strumento politico di integrazione in quanto favoriscono
concretamente la collaborazione e la condivisione delle
cure per il malato cronico.
Sono ancora uno strumento privilegiato per lo sviluppo professionale essendo in
grado di consentire la formazione sul campo unitamente
all’audit che partendo dalla
analisi dei problemi, definisce
gli obiettivi di miglioramento,
individuando le correzioni da
fare, nell’interesse dei migliori risultati possibili. Que-
sto è lo scenario entro cui
dovrebbero muoversi le cure
primarie, tuttavia, al di là dei
vari modelli organizzativi regionali, nella nostra regione,
nonostante l’impegno straordinario dell’assessore alla
salute L. Borsellino e del suo
ristrettissimo gruppo, esiste
una numerosa componente
di nostalgici del passato che
pongono in essere ogni utile
resistenza per vanificare gli
sforzi di un manipolo di generosi propugnatori del vero
cambiamento. Non intendiamo mollare, ma abbiamo
bisogno di stare allo stesso
tavolo di presunti tecnici, invecchiati ed arroccati su posizioni indifendibili, timorosi
di confronti sul piano tecnico professionale, adusi solo
a coltivare interessi lontani
dalle esigenza dei cittadini.
Il vero rinnovamento sarebbe non vederli più in giro a
manifestare con arroganza la
loro ignoranza, riconoscibile
solo a guardare, anche superficialmente i risultati ottenuti
con la loro strategica direzione. Da medici generalisti
chiediamo il potenziamento
delle cure primarie perché
unico modo per preservare il
ssr, non vedendo altrimenti
in che modo far fronte alla
necessità di de ospedalizzazione con crescente numero di malati anziani e fragili. Non consentiremo più
scatole vuote di contenuti e
proposte, vogliamo partecipare ai tavoli provinciali con
tutti gli attori, così come a
quelli regionali. Basta con la
paura di confrontarsi con la
medicina generale, vogliamo esserci senza pregiudizi
ed emarginazioni colpevoli.
Le cure primarie devono poter partecipare con una rete
professionale che sia idonea
a dare le migliori risposte alle
sfide della cronicità in Sicilia.
Se non sarà attuata questa
svolta, in assenza di inizia-
tive concrete non ci saranno più risorse disponibili per
garantire cure adeguate alle
persone sofferenti. Riorganizziamo insieme le cure,
rivediamo le reti di assistenza, ma finiamola di chiamare
percorsi condivisi e reti delle
pure enunciazioni di principio,
non confortate dalla presenza e condivisione ai tavoli,
della m.g. regolarmente assente nonostante spesso citata da agenas, commissari
e cittadini come rilevante ai
fini della soluzione di tutti i
problemi. Dobbiamo, quindi,
ancora una volta, chiedere
a chi ha responsabilità in tal
senso di essere invitati a far
parte del tavolo provinciale
sulla sanità perché riteniamo di essere in grado di dare
un contributo professionale
senza considerare ha illogicità di dichiarare la condivisione fra gli attori, escludendo
aprioristicamente la medicina
generale.
Enrico La Delfa nominato commissario
del centro siciliano dell’accademia di storia dell’arte sanitaria
Il presidente dell’accademia di storia
dell’arte sanitaria con sede a Roma, Prof.
Dott. Giovanni Iacovelli, al fine di rilanciare le attività scientifiche e culturali relative
alla regione Sicilia, con delibera presidenziale
del 30/05/2013, ha dato questo incarico
al Dott. Enrico La Delfa. Con l’incarico di riorganizzare il centro con piena autonomia,
secondo le norme statutarie. Il Dott. Prof.
Ignazio Vecchio è il coordinatore scientifico
del centro per coadiuvare il commissario nelle attività scientifiche e culturali. Nel mese di
gennaio 2014 sarà inoltre organizzato a Catania un convegno sulla storia della medicina
araba e ebraica siciliana del medioevo con
particolare attenzione alla figura della prima
donna medico catanese, Virdimura. I colleghi
interessati ad avvicinarsi a questa importante
disciplina umanistica o iscriversi alla sezione
siciliana dell’accademia, possono telefonare
Prof. I. Vecchio 347/9449770 o al Dott. La
Delfa Enrico cell. 338/1713042
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
Il potenziamento delle cure primarie
per la sostenibilità del servizio sanitario
13
Aggiornamento su..
Procedure ibride: una nuova via nel trattamento delle cardiopatie congenite
L’esperienza del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo di Taormina
ANNO XLII - N°11 - 2013
Il trattamento medico e
chirurgico delle cardiopatie congenite è profondamente mutato nelle ultime
due decadi, con la progressiva espansione all’epoca
neonatale del trattamento
chirurgico delle cardiopatie
complesse e la contemporanea evoluzione e diffusione delle tecniche di terapia
trans-catetere, ormai trattamento di prima scelta per
molte patologie. L’approccio
ibrido rappresenta l’ulteriore
evoluzione delle strategie di
trattamento dei difetti congeniti del cuore e consiste
in procedure condotte congiuntamente da cardiologi
emodinamisti e cardiochirurghi che cooperano per ottimizzare il risultato finale. La
finalità globale delle procedure ibride consiste nell’ottenere il risultato terapeutico
riducendo la mortalità e la
morbilità rispetto alla terapia chirurgica convenzionale
in cui è necessario l’utilizzo
della circolazione extracorporea. Fondamentali sono
la possibilità di espandere il
14
trattamento anche a pazienti
di estremamente basso peso
e con malformazioni multiple
extracardiache, situazioni che
fanno aumentare di molto
il rischio legato alla chirurgia convenzionale. Ulteriori
vantaggi non trascurabili di
tale approccio sono anche
la riduzione del dolore postoperatorio e dei tempi di degenza in terapia intensiva e
in reparto, e non ultimo, la
riduzione del danno estetico
limitando l’estensione delle
incisioni.
Le procedure ibride sono
attualmente indicate nelle
seguenti patologie:
1.Trattamento della sindrome del cuore sinistro
ipoplastico;
2.Trattamento
dell’atresia polmonare con difetto
interventricolare e arterie
polmonari ipoplasiche;
3.Trattamento dei difetti
interventricolari muscolari non aggredibili chirurgicamente se non per via
ventricolotomica;
4.Stenting delle arterie polmonari in pazienti di basso
peso;
5.Stenting
delle
vene
polmonari.
L’utilizzo di procedure
ibride nel trattamento delle
cardiopatie congenite è ormai in rapida espansione e
sta evolvendo insieme alle
nuove tecnologie che vengono offerte agli operatori
dei centri di cardiologia pediatrica mondiali. A tutt’oggi,
una revisione della letteratura
sull’applicazione della procedura ibrida nella sindrome
del cuore sinistro ipoplastico
individua circa 80 lavori index, riguardanti la tecnica e i
risultati a medio termine con
evidenti differenze di approccio e strategie di trattamento.
Le applicazioni delle procedure ibride riportate in
letteratura per altre patologie, come ad esempio il
trattamento perventricolare
del difetto interventricolare
muscolare o l’applicazione di
stent delle arterie e vene polmonari, sono ancora numericamente poco significative e
lontane da una definizione
adeguata delle indicazioni e
tecniche idonee, essendo per
lo più case report.
Importante è il contributo
dato dai centri di Columbus
e di Giessen riguardo l’applicazione della procedura
ibrida per il trattamento della sindrome del cuore sinistro ipoplastico e dei difetti
interventricolari.
Chiaramente per eseguire
in sicurezza e con gli standard adeguati tali procedure
è necessaria un sala di emodinamica che abbia gli spazi
e la tecnologia adeguata: una
sala cosidetta “IBRIDA” dove
entrambe le equipe cardiochirurgia e cardiologica interventistica possano operare
contemporaneamente e al
meglio.
Il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo
prende vita nel Novembre
2010 da una convenzione tra
l’Assessorato alla Sanità della
Regione Siciliana e l’Ospedale
Pediatrico Bambino Gesù di
Roma, il cui Dipartimento di
Cardiologia e Cardiochirurgia
Pediatrica diretto dal Prof. G.
Pongiglione è riferimento internazionale nel trattamento
delle cardiopatie congenite.
mente importante e ci pone
al livello dei maggiori centri internazionali, se si pensa
che il Centro di Columbus dal
2004 ha eseguito circa 110
procedure.
Il trattamento ibrido del
cuore sinistro ipoplasico o di
cardiopatie con deficit delle sezioni sinistre del cuore
Il centro è dotato di attrezzature modernissime con
reparto e terapia intensiva
ristrutturate e con un nuovo blocco operatorio dove
l’avanzatissima sala di Emodinamica biplana è stata
concepita con tutte le caratteristiche per dare grande
impulso proprio alle procedure ibride.
Il programma “IBRIDO”
presso il nostro centro è partito nel Ottobre 2011.
In questi 2 anni
presso la nostra sala
sono state eseguite 53 procedure
Ibride;in particolare sono stati trattati
in prima istanza 31
pazienti con patologie tipo cuore sinistro ipoplastico: la
casistica eseguita in
soli 2 anni è decisa-
consiste nel bendaggio selettivo delle arterie polmonari e
posizionamento di uno stent
sul Dotto Arterioso che funge
da efflusso sistemico: questo
metodologia negli ultimi anni
si sta ponendo come una validissima alternativa al classico intervento di Norwood,
ancora gravato da un alto
tasso di mortalità. La palliazione definitiva viene poi
completata con altri 2 interventi ma la novità del’Ibrido
e che si evita di esporre un
neonato spesso di basso peso
ad un intervento complesso e
con lungo tempo di circolazione extracorporea come il
1° stadio Norwood.
Il nostro programma è partito da soli 2 anni, pur essendo i primi risultati decisamente incoraggianti e pur avendo
apportato migliorie alle nostre tecniche, ci vuole ancora
ANNO XLII - N°11 - 2013
Aggiornamento su..
15
16
tempo prima di stabilire con
certezza la reale superiorità
dell’approccio ibrido rispetto
alle classica cardiochirurgia.
Abbiamo trattato in prima
istanza anche pazienti con
atresia della valvola polmonare, in cui per puntura diretta dellla valvola polmonare è stato posizionato uno
stent che ha permesso di
aprire l’efflusso sulle arterie
polmonari.
Un’altra procedura di grande impatto ma su bambini di
peso maggiori e la chiusura di
difetti interventrciolari medio –ventricolari con protesi
Amplatzer; in questo caso i
vantaggi della tecnica sono
nella possibilità di eseguire la
correzione del difetto senza
circolazione extracorporea e
nel raggiungere difetti per via
perventricolare spesso difficili
o impossibili da visualizzare
per il cardiochirurgo.
Al CCPM esiste anche la
possibilità, tramite un angiografo portatile, di eseguire dei
cateterismi in sala operatoria
cardiochirurgica al fine di valutare il risultato immediato
ed eventualmente re intervenire; applichiamo questa
procedura quando i cardiochirurghi confezionano le
connessioni cavo-polmonari
(Glenn) in maniera da individuare subito eventuali anomalie delle arterie polmonari
e intervenire con impianto di
Stent.
I vantaggi acquisiti dall’approccio ibrido quindi sono:
1.Riduzione della mortalità,
specialmente nel trattamento del cuore sinistro
ipoplasico, che con la
classica tecnica chirurgica
di Norwood è attestata dai
più moderni dati della letteratura sempre superiore
al 20%;
2.Maggiore disponibilità di
posti letto in terapia intensiva cardiochirurgia e in
degenza di cardiologia per
la riduzione dei tempi di
degenza in terapia intensiva e complessiva;
3.Riduzione della morbilità nei neonati sottoposti
a palliazione con tecnica ibrida rispetto a quelle classiche con uso della
circolazione extracorporea
che pone a rischio il normale sviluppo neuromotorio, e approcci chirurgici
molto invasivi che possono
generare nel tempo importanti sequele;
4.Possibilità nelle cardiopatie
che necessitano di palliazioni multi stadio di avviare il paziente ai successivi livelli con un adeguato
sviluppo ponderale e con
migliori condizioni di funzione ventricolare, crescita
delle strutture cardiache e
con un migliore livello di
ossigenazione;
5.Riduzione di complicanze
legate alla ricerca e cannulazione dell’accesso vascolare (arterioso o venoso
periferico), che specialmente del neonato appare spesso difficoltoso ed a
rischio di trombosi;
6.Riduzione dell’esposizione
radiologica e delle complicanze connesse alla
procedura di emodinamica
classica grazie all’approccio chirurgico diretto della struttura anatomica da
trattare;
7.Possibilità di impianto del
device più adatto allo scopo previsto della procedura, dal momento che l’approccio chirurgico diretto
elimina il problema dell’utilizzo di presidi di grosse dimensioni in piccole
Attualità
strutture vascolari come
quelle dei neonati.
Chiaramente oltre alla
tecnologia è necessario che
si crei un team (cardiologi
interventisti, cardiochirurghi,
rianimatori, personale infermieristico, tecnici) altamente
specializzato e che raggiunga
anche un alto grado di affiatamento, sia per al procedura che nelle fasi successive
in terapia intensiva, degenza
e quindi durante il follow up
quando il paziente viene inviato al proprio domicilio.
Al CCPM i primi due anni
di programma “IBRIDO“ sono
stati veramente incoraggianti
e siamo convinti che veramente questo tipo di procedura abbia aperto una nuova
via al trattamento delle cardiopatie congenite.
Per info:
bmichele.saitta-ccpm@
opbg.net
BIBLIOGRAFIA:
1.Norwood Wi, Kirklin JK,
Sanders Sp: Hypoplastic
left heart syndrome: experience with palliative surgery. Am j Cardiol 1980;45
87-91
2.Akintuerk H, Michel-Behnke, Valeske K, Muelelr M,
Thul j.Bauer et al. Stenting of the arterial duct
and banding of pulmonary
arteries: basis for combined Norwood stage I and
II repair in hypoplastic left
heart. Circulation 2002;
105:1099 -103
3.Galantowicz
M,
Chetham JP. Lessons learned
from the development of
a new hybrid strategy for
the management of hypoplastic left heart syndrome. Pediatr. Cardiol 2005;
26:190-9
Assegnato a Roma il primo bollino rosa
Il Cannizzaro fra gli ospedali “a misura di donna”
Cantaro: “Percorso continuo di miglioramento”
Il primo “bollino rosa”
dell’ospedale
Cannizzaro di Catania, assegnato
ieri a Roma dall’Osservatorio nazionale sulla salute
della donna (Onda), colora
ora l’ingresso del Dipartimento
materno-infantile
dell’Azienda.
Il Cannizzaro è infatti tra
le strutture sanitarie italiane
che hanno ricevuto il riconoscimento per l’attenzione alla salute della donna,
valido per il biennio 20142015. E, fra i numerosi
servizi clinici premiati, tanti
fanno parte del Dipartimento materno infantile diretto
dal prof. Paolo Scollo: Ginecologia e Ostetricia, Neonatologia, Senologia, Oncologia medica, Medicina della
riproduzione; gli altri servizi
riconosciuti da Onda riguardano la diabetologia, la neurologia, le malattie dell’apparato cardiovascolare, la
psichiatria, la reumatologia.
È stata la dott.ssa Francesca
Catalano, direttore dell’Unità multidisciplinare di Senologia, unica del genere
in Sicilia, a ricevere la targa
al termine della cerimonia
svoltasi nella sala polifun-
zionale della Presidenza del
Consiglio dei Ministri.
In Sicilia sono 12 gli
ospedali con il “bollino rosa”,
attribuito sulla base di diversi criteri di valutazione:
presenza di specialità cliniche dedicate alle principali
patologie di interesse femminile, appropriatezza dei
percorsi diagnostico-terapeutici, nonché altri servizi
aggiuntivi quali documentazione informativa multilingue, assistenza sociale, dieta
personalizzata per particolari
esigenze o motivi religiosi,
servizi alberghieri conven-
zionati. «Il riconoscimento
del bollino rosa – afferma
il commissario straordinario dell’Azienda Cannizzaro,
Paolo Cantaro – premia una
parte dell’offerta sanitaria dell’ospedale, che si distingue per l’attenzione alla
donna anche in altre aree.
L’ingresso nella rete delle eccellenze della salute
femminile deve quindi rappresentare il primo passo di
un percorso di miglioramento continuo dei servizi, clinici e di supporto, nel rispetto
dei principi fondamentali di
parità ed equità delle cure».
Elezioni nelle società scientifiche
di ginecologia e ostetricia
Eletti nell’ambito delle società scientifiche che rappresentato la ginecologia italiana durante il Congresso Nazionale della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), tenutosi a
Napoli dal 6 al 9 ottobre del 2013, il Prof. Paolo Scollo, Presidente Nazionale della SIGO;
durante il Congresso Regionale AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) AGITE (Associazione Ginecologi Territoriali) tenutosi ad Agrigento dal 26 al 28 ottobre 2013,
il Prof. Giuseppe Ettore Segretario Regionale dell’AOGOI e il Dr. Salvatore D’Amanti Segretario
Regionale dell’AGITE.
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
Aggiornamento su..
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Corsi e Congressi
Corsi e Congressi
L’VIII Seminario organizzato dalla Dott.ssa Elisabetta Battaglia
“La diagnosi precoce e
l’appropriatezza terapeutica”
sono questi i due momenti
importanti nella gestione del
paziente con malattie reumatiche da cui dipendono la
prognosi e la qualità di vita
presente e futura del malato.
Tutto questo trova oggi
un “imperativo” categorico e
razionale alla luce delle poche risorse disponibili per la
spesa sanitaria in Italia.
Anche
l’appropriatezza
del percorso diagnostico impone di utilizzare le indagini
di laboratorio e strumentali realmente necessarie a
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A. Pellicanò
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formulare la diagnosi precoce di malattia a cui deve
far seguito la prescrizione
terapeuticafarmacologica relazionata all’aggressività di malattia valutata dal
medico.
Dalle scelte messe in atto
in tal senso dipende l’evoluzione di tali patologie,
la progressione del danno
osteo articolare e il coinvolgimento sistemico, la qualità
di vita del paziente e della
sua famiglia, il mantenimen-
R. Gorla
to dell’attività lavorativa con
conseguente
produttività
economica.
Solo questo corretto approccio al paziente può
oggi giustificare i costi iniziali sostenuti dal SNS per
il trattamento con farmaci biotecnologici già in uso
per le artriti infiammatorie (reumatoide, psoriasica,
spondiloartriti assiali) ma già
approvati per le connettiviti (Les, Sjogren, Vasculiti) e
l’osteporosi.
Questo concetto, in parte innovativo e che costringe noi medici a confrontarci
con la spesa sanitaria, è stato affrontato e dibattuto da
illustri Relatori durante l’VIII
Seminario di Reumatologia
organizzato dalla Dott. Elisabetta Battaglia resp. UOD
di Reumatologia ARNAS Garibaldi alla presenza di molti
MMG, Specialisti, Farmacisti,
Fisioterapisti, Infermieri Professionali e diverse Associazioni di Ammalati con particolare attenzione rivolta alle
problematiche dei pazienti
relative alla sfera affettiva,
sessuale e familiare.
Hanno partecipato: Prof.
E. Aguglia (CT), Prof. G. Bagnato (ME), Dott. M. Bentivegna (RG), Dott. R. Caradonna (TP), Dott.ssa D.
Cinà (CT), Dott.ssa N. Del
Papa (MI), Dott. S. Denaro (SR), Dott. L. Di Matteo
(PE), Prof. C. Fichera (CT),
L. Sinigaglia
Prof. C. Fiore (CT), Dott.
F. Giannetto (CT), Dott. R.
Gorla (BS), Prof. M. Govoni
(FE), Dott. D. Grimaldi (CT),
Prof. R. Lo Gullo (ME), Dott.
C. Mazzone (CT), Prof. G.
Minisola (RM), Dott. S. Mirabella (CT), Dott. A. Molica
Colella (ME), Dott. M. Mulè
(CT), Dott. B. Papotto (CT),
Dott. P. Pinelli (PA), Prof.
R. Polosa (CT),Dott. G. Provenzano (PA), Dott. A. Russo (CT), Dott. A. Sambataro
(CT), Dott.ssa R. Sgarlata
(CT), Prof. S. Signorelli (CT),
Dott. L. Sinigaglia (MI), Inf.
Professionale M.G. Spampinato (CT), Prof. G. Triolo
(PA), Dott. S. Tropea (CT),
Prof. C. Vancheri (CT), Prof.
ssa M. Vinci (CT)
Comitato
Scientifico:
Dott. I. De Andres (CT),
Dott.ssa C. Marchese (CT),
Dott.ssa A. Rapisarda (CT),
Dott.ssa A. Russo (CT), Dott.
P. Santonocito (CT), Dott. S.
Tropea (CT).
I molteplici studi hanno
ormai dimostrato che in fase
“precoce di malattia reumatologica aggressiva” a fronte
di una maggiore spesa iniziale che consente di ottener-
ne la totale remissione o la
minima attività si,riducono,
in maniera significativa, nel
presente i ricoveri ospedalieri
per le comorbidità e gli impianti protesici e nel futuro il
tasso di invalidità.
Infatti nel loro complesso,
le malattie reumatiche rappresentano la più frequente
causa di assenze lavorative e
la causa di circa il 27% delle pensioni di invalidità attualmente erogate in Italia.
Si calcola che circa il 10%
della popolazione italiana sia
affetta da malattie reumatiche e la spesa per queste
malattie è stimata 5-6 miliardi Euro/anno. Circa i 2/3
dei costi è rappresentata da
perdite di produttività per
circa 300.000 lavoratori
(costi indiretti)
Durante il convegno è
stata presentata l’attuazione della Rete Reumatologica
Siciliana, risultato importante
dell’attenzione posta dall’Assessorato Sanità a questa disciplina non emergente, ma
fortemente sottostimata nel
passato, che crea e codifica
l’interattività tra il territorio
MMG, Specialista territoriale) e i diversi ospedali facilitando l’accesso alla visita da
parte del paziente secondo
il criterio di priorità, accesso da parte del MMG alla
cartella per prendere visione dei referti strumentali di
ogni singolo centro (es: RX,
RMN, capillaroscopia, ecografia, densitometria) creare un registro delle malattie
reumatiche per la valutazione dell’epidemiologia e
dell’andamento dei percorsi
diagnostico- terapeutici.
Sportello rosa antiviolenza e antistalking a Giarre
Voluto dalla ginecologa ed assessore Piera Bonaccorsi
È stato aperto a Giarre uno
sportello rosa Antiviolenza e
Antistalking. “Mi sono insediata
a luglio ed ho sette deleghe assessoriali: politiche giovanili, pari
opportunità, problematiche animaliste, sport turismo e spettacolo, igiene e sanità – dice la
Bonaccorsi - al comune di Giarre
il contenitore delle Pari Opportunità era totalmente vuoto, per
cui ho rinnovato la consulta e,
data l’emergenza nazionale del
femminicidio, il 6 settembre,
in occasione di una conferenza
sull’argomento, ho espresso la
mia intenzione di aprire uno sportello antiviolenza ed antistalking, ai sensi della Convenzione di Istanbul. Ho inviato due psicologhe
a fare un corso specifico, stilato un protocollo
d’ intesa con l’Associazione la Nereide di Siracusa, che ha anche una casa rifugio, e l’ho
fatto approvare in giunta il 31 ottobre 2013.
Poi ho contattato tre psicologhe, un avvocato
esperto in diritto di famiglia, un’assistente sociale e una sociologa. Ieri abbiamo aperto lo
sportello, con personale volontario, collegato
alla rete nazionale. Lo sportello è stato intitolato a Maria Rita Russo, arsa viva dal marito e
non più ricordata come merita”.
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La diagnosi precoce e l’appropriatezza terapeutica
per il contenimento della spesa sanitaria in Reumatologia
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La Professione
Igienisti dentali: la CAO Nazionale
prende posizione sull’”esercizio autonomo”
In merito al parere
espresso dal direttore Leonardi del Ministero della
Salute con cui si dichiara
con riferimento al profilo
dell’igienista dentale che
tale attività potrebbe essere svolta anche senza la
presenza fisica dell’Odontoiatra ed al di fuori di uno
studio odontoiatrico e pertanto anche all’interno di un
proprio autonomo studio, il
presidente della CAO Nazionale, Dr. Giuseppe Renzo,
ha rilasciato agli organi di
stampa queste dichiarazioni:
“Non giunge nuova la
posizione del Direttore Leonardi e non ci coglie di
sorpresa, per aver già negli anni affermato quanto
ora coerentemente ribadito. Desidero ricordare ch’è
pendente c/o il TAR E. Romagna giudizio in materia
e che le CAO degli Ordini
sono direttamente impegnate. Ci sorprende, quindi,
e molto, l’uso dello stesso
parere che viene strumentalmente adoperato in termini dirimenti al pari di una
sentenza emanata dalla
Cassazione a Camere Riuni-
di Gian Paolo Marcone
Presidente della Commissione
Albo Odontoiatri dell’OMCeO di Catania
te o di una decretazione del
Governo.
Parere
rispettabilissimo ma sempre di parere si
tratta, desidero sottolineare
scevro da note polemiche.
Altra cosa, ribadisco, se
si fosse trattato di una sentenza o atto veramente dirimente e con profili di applicazione obbligatoria. Mi
permetto di anticipare che
un parere non sembra neanche “impugnabile” ricorrendo, ad esempio al TAR,
proprio perché trattasi di
parere e non di atto cogen-
te ma, in attesa di ricevere
ulteriori e approfondite valutazioni legali, già richieste
e che motiveranno anche le
possibili azioni in opposizione, qualche riflessione che,
lette le valutazioni di tipo
amministrativo-burocratico,
mi permetto di sviluppare e
porre come quesiti di natura
medico assistenziale e per
la sicurezza delle cure.
Chi prenderebbe in carico il paziente? Chi effettuerebbe la prima visita,
l’anamnesi e la diagnosi?
Chi prescriverebbe la terapia? Chi verificherebbe
l’adeguatezza delle terapie
in relazione alla remissione
della patologia per la quale
si era indicata quella particolare terapia? E, infine, chi
si assumerebbe i profili di
responsabilità?
Nella certezza che un
atto normativo dirimente
sarà emanato, questa volta
e finalmente, per stabilire ambiti di competenza e
rispetto dei profili professionali, invito tutti alla moderazione e ad evitare le pericolose fughe in avanti che
sembrano già appalesarsi”.
Due interrogazioni parlamentari sulle “lauree facili”
“La questione sull’Università di Tirana e l’allarme sociale che ne deriva, provocato dalle
notizie sui percorsi formativi svolti in modo non trasparente e soprattutto non verificabile,
si sono tradotti in due interrogazioni parlamentari, presentate presso ciascun ramo del Parlamento. È giunto il momento che le autorità competenti diano risposte sui preoccupanti
interrogativi che riguardano una questione che rischia di tradursi in un vulnus grave per e
professioni sanitarie e in particolare per la professione odontoiatrica”. Lo ha dichiarato il
Presidente Nazionale CAO Giuseppe Renzo. “La questione nasce da lontano: dopo alcune
notizie rilanciate dagli Organi di Stampa, la CAO aveva diramato un primo Comunicato - dal
titolo “Iscrizioni in massa di laureati nelle Università Albanesi: gli Ordini lanciano l’allarme” –
che era stato ampiamente ripreso”.
L’Agenzia delle Entrate decide
una nuova proroga dello “spesometro”
Ancora un semaforo rosso
lungo la strada che conduce
alla piena applicazione dello
“Spesometro” e dell’”Anagrafe
dei Conti correnti”: accogliendo
le richieste dei Commercialisti,
categoria in fibrillazione per il
superlavoro effettuato in vista
dell’imminente scadenza (fissata originariamente per il 30
ottobre, e poi slittata al 12 novembre 2013), l’Agenzia delle
Entrate ha infatti comunicato
un’ulteriore proroga dei termini di scadenza relativi all’invio
dei dati concernenti lo Spesometro, che riguarda i pagamenti rilevanti ai fini IVA, e la
cosiddetta Anagrafe dei conti
correnti, che invece si riferisce ai rapporti intrattenuti tra
i Contribuenti e le Banche od
altri intermediari assicurativi e
finanziari.
Il popolo delle Partite IVA
avrà quindi tempo fino al prossimo 31 gennaio 2014 per
completare l’invio, scegliendo
la forma “aggregata” o quella
“analitica”.
Ma cos’è, in realtà, la “Procedura di controllo comunicazioni polivalenti”, altrimenti
detta Spesometro? È un’arma
(l’ennesima!) che lo Stato ha
messo in campo per combattere l’eterna guerra contro l’evasione fiscale: essa, una volta
giunta a pieno regime, dovrebbe consentire di verificare e
prevenire l’enorme mole di
frodi fiscali ancora oggi presenti
sul territorio nazionale, da nord
a sud senza eccezioni.
Lo spesometro è obbligatorio per tutti i soggetti passivi
ai fini IVA, e riguarda “tutte le
cessioni di beni e prestazioni
di servizi rese o ricevute per le
quali vige l’obbligo di fattura”,
a prescindere dall’importo: in
altre parole, ognuno di noi è
tenuto a comunicare, per ciascun cliente o fornitore, le singole fatture emesse o ricevute,
con l’evidenza della data, del
numero, dell’imponibile, dell’IVA o (come nel caso della nostre fatture emesse) il titolo di
non assoggettamento all’IVA
stessa.
I dati, provenienti da ogni
soggetto titolare di partita IVA, andranno ad arricchire
esponenzialmente i database
dell’Anagrafe Tributaria, consentendo alla stessa di mirare
con maggior precisione ai soggetti potenzialmente evasori,
attraverso verifiche e controlli.
Questa infinita quantità di
dati verrà poi incrociata, dalla
stessa Agenzia delle Entrate,
con i rilevamenti provenienti
dal cosiddetto “Redditometro”,
che ha lo scopo invece, come
sappiamo, di stimare le spese
medie di ogni contribuente, e
desumere se esse siano conformi al reddito, o se il soggetto abbia un tenore di vita
superiore a quanto dichiarato.
Il Contribuente sarà sottoposto ad accertamento qualora,
dall’analisi di spese e reddito, si
rilevassero incongruenze superiori al 20%.
Anche questo strumento
fiscale, come il precedente, è
per il momento fermo ai box,
in quanto non ancora individuata chiaramente dal Garante
della Privacy la tipologia ed il
profilo dei cittadini contribuenti
da sottoporre al Redditometro
stesso.
Un ultimo accenno al “SID
(SISTEMA DI INTERSCAM-
BIO DATI)”, meglio conosciuto
come Anagrafe dei Conti correnti, al quale si faceva riferimento in apertura: anche per
ciò che concerne quest’ultimo
strumento fiscale, l’Agenzia
delle Entrate ha prorogato i
termini di scadenza al 31 gennaio 2014 per l’invio dei dati.
In questo caso, non saranno direttamente i Contribuenti
a doversi fare carico dell’invio
stesso, ma gli Operatori finanziari (Banche, Poste, Assicurazioni, Organismi di investimento collettivo del risparmio,
Società di Gestione del Risparmio): questi dovranno annualmente comunicare all’Anagrafe
tributaria i dati riferiti ai conti
correnti, ma anche ai conti deposito titoli, alle gestioni patrimoniali, ai rapporti fiduciari, alle
carte di credito e di debito, alle
cassette di sicurezza, ai buoni
fruttiferi, ai certificati di deposito di ciascuno di noi. Anche in
questo caso, l’Anagrafe tributaria provvederà ad incrociare
i dati ricevuti con gli altri dati
già in suo possesso e relativi
al Contribuente, anche grazie
all’aiuto del sistema SERPICO
(SErvizi Per I COntribuenti), il
famoso (o famigerato) supercervellone del Fisco in grado di
processare oltre 22.000 informazioni al secondo.
L’insieme di tutti questi
strumenti dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere
finalmente in grado di stanare
gli evasori, o quanto meno di
rendere loro la vita più difficile:
per il momento, avanti con la
proroga…
Marcello Lo Faro
Commissione Albo Odontoiatri
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La Professione
Uso degli apparecchi radiologici da parte degli odontoiatri:
La CAO ribadisce la legittimità dell’uso ai fini diagnostici
Recentemente una sedicente associazione denominata A.D.P.R. (Associazione
Difesa Professione Radiologica) ha rivendicato l’uso
degli apparecchi radiografici
ad esclusiva competenza dei
medici radiologici diffidandone l’uso diagnostico da
parte degli Odontoiatri.
A tal proposito le CAO
condividono la posizione appena assunta in risposta da
parte dell’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) che per voce del suo
Presidente Nazionale Gianfranco Prada ha inviato a
tutte le autorità competenti
la comunicazione illustrata.
La premessa principale
sta nella previsione normativa che consente all’odontoiatra e al medico dentista
l’uso complementare per fini
diagnostici dell’apparecchio
radiografico.
L’art. 2, comma 1, lett.
b del D.Lgs. n.187/2000
dispone, infatti, che l’odontoiatra può svolgere attività
diagnostica complementare
alle proprie prestazioni.
L’odontoiatra è, pertanto, definito dal combinato disposto degli articoli 2, comma 2, lett. f. e 7
comma 4 “specialista In
radiologia per l’attività
complementare”.
L’odontoiatra può detenere apparecchi radiografici
perché ciò rientra nell’esercizio delle prestazioni
complementari della propria
professione.
Il Ministero della Salute nel proprio comunicato
del 29/05/2010 n. 46013
avente ad oggetto “Raccomandazioni per l’impiego
corretto di alcune apparecchiature radiografiche TC
volumetriche Cone beam”,
la cui esposizione radiografica è superiore a quella di
un’ortopanoramica, prevede che tali macchinari sono
funzionali e complementari
all’esercizio della prestazione odontoiatrica.
Il provvedimento ministeriale non prescrive per
l’uso di tali macchinari alcuna autorizzazione, ma l’ausilio dell’esperto qualificato e
dell’esperto di fisica medica,
figure in tal senso incaricate
dagli studi odontoiatrici.
La legislazione statale e
quelle regionali inoltre non
prevedono alcun obbligo di
chiedere una specifica autorizzazione per il possesso dell’apparecchiatura radiografica
complementare
all’esercizio della professione odontoiatrica.
La posizione di ADPR
è pertanto abnorme e
calunniosa.
Dalla normativa di riferimento, invero, si ricava
che l’odontoiatra per uso
diagnostico complementare alla propria prestazione
può effettuare esami radiodiagnostici: ciò sicuramente
non soltanto per la semplice
endorale, giusta anche comunicato sopra richiamato
del Ministero della Salute.
Complementarietà significa maggiore tutela della
salute del paziente perché l’indagine radiografica (qualsiasi tipo) eseguita
di Ezio Campagna
Responsabile ECM-Regione Siciliana
per la Professione Odontoiatrica
legittimamente e direttamente in studio con apparecchiature dirette da odontoiatri, consente di ottenere
la diagnosi “accurata”, termine tecnico (accuratezza diagnostica) che indica
quanto un percorso diagnostico sia in grado di definire,
con parametro di verità più
vicino al 100%, la realtà di
uno stato patologico.
Del resto, ogni odontoiatra che intenda dotarsi di
un macchinario radiologico
applica - come per legge
- le specifiche prescrizioni
previste dalla normativa di
settore, di cui dà atto nella
valutazione del rischio, tenendo in conto i seguenti
parametri:
•la prevenzione dei danni alla salute derivanti
dall’assunzione
di
dosi superiori a quelle
previste;
•adozione di idonei rimedi,
per la tutela dei lavoratori esposti al rischio da
sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti;
•“garanzia di qualità” della
prestazione diagnostica;
•dosimetria
ammissibile
per un dato trattamento.
In quanto responsabile come per legge - dell’Impianto radiologico il medico
dentista e l’odontoiatra:
•applica i principi di giustificazione di carattere
generale;
•adotta
i
protocolli di riferimento per ogni
attrezzatura;
•adotta i programmi di
garanzia della qualità;
•fa eseguire prove di accettazione e prove periodiche sulle attrezzature;
•provvede a che siano
intrapresi i controlli di
qualità;
•provvede a che gli esami
siano
registrati
singolarmente.
Rispetta, per intenderci,
il principio di giustificazione
ed il principio di ottimizzazione: principi che com’è
noto presuppongono che
le esposizioni mediche siano giustificate e minimizzate, compatibilmente con
gli obiettivi diagnostici e/o
terapeuti perseguiti, tenuto
conto dei danni che le radiazioni possono produrre.
Ciò avviene con il costante e sistematico controllo
delle attrezzature e delle
qualità delle loro prestazioni, secondo il programma di garanzia della qualità
individuato all’art 2, comma 1, lett. m) del D.Lgs.
n.187/2000 per il quale le
“operazioni programmate e
sistematiche intese ad accertare con adeguata affidabilità che un impianto, un
sistema, un componente o
un procedimento funzionerà in maniera soddisfacente
conformemente agli standard prestabiliti”.
Noto essendo che il controllo di qualità è un aspetto dell’intero programma
di garanzia della qualità e
concerne
esclusivamente
le operazioni squisitamente
tecniche, volte a mantenere o a migliorare la qualità
della macchina, riguardando
il monitoraggio, la valutazione e il mantenimento ai
livelli richiesti di tutte le caratteristiche operative delle attrenature che possono
essere definite, misurate e
controllate.
Il medico dentista e l’odontoiatra non necessita di
un medico specialista in radiologia, essendo adeguato
invece il controllo affidato
alle competenze specifiche
dell’esperto qualificato o
dall’esperto di fisica medico
laureato.
Il programma di garanzia
della qualità è esercitato direttamente dal medico dentista e dall’odontoiatra che
sono i responsabili dell’impianto radiologico: i medesimi si avvalgono per la
valutazione della
dose da somministrare ai pazienti dell’esperto
qualificato o dell’esperto in
fisica medica in ordine alle
prove di accettazione e delle prove di funzionamento
(prove di stato e di verifica) previste nell’ambito del
programma di garanzia della
qualità.
Inoltre il medico dentista e l’odontoiatra per l’uso
dell’apparecchio radiologico
pagano un apposito premio
Inail per ogni apparecchio
posseduto.
Infine,
il
D.Lgs.
n.187/2000 non attribuisce in via esclusiva l’uso
del radiografico al medico specialista in radiologia:
anzi espessamente prevede l’odontoiatra e il medico dentista sono abilitati al
relativo per le prestazioni
complementari alla propria
professione.
Ne consegue che nessuna fattispecie di reato ex
art. 348 c.p. è configurabile in materia, atteso che,
secondo la giurisprudenza,
nella fattispecie il medico
odontoiatra, essendo iscritto
al relativo Albo professionale, è abilitato all’uso complementare del macchinario
radiografico dalla legge, che
non attribuisce in via esclusiva tale competenza professionale al medico specializzato in radiologia.
Catania: Centro di riferimento regionale per il diabete pediatrico
L’assessorato regionale alla salute ha istituito con decreto quattro centri di riferimento per
il diabete in età pediatrica a Catania, Palermo, Caltanissetta e Messina. “Lavoriamo da circa
vent’anni sulla patologia diabetica – spiega la prof.ssa Manuela Caruso, responsabile del centro
del Policlinico di Catania – questo riconoscimento ci permetterà di avere strumenti di assistenza migliori nei confronti dei nostri pazienti e delle loro famiglie. Il nostro sarà un centro
di riferimento con centri satellite, primo tra tutti quello di Ragusa”. L’annuncio è arrivato in
coincidenza con la giornata mondiale del diabete.
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La Professione
V conferenza ECM: ecco le novità in tema
di formazione e obbligo formativo
La V Conferenza Nazionale
Ecm conclusasi il 5 Novembre
scorso a Roma, ha tracciato
il bilancio del triennio 20112013, e presentato obiettivi
e prospettive per il triennio
2014-2016. Si va verso la
Valutazione e la Certificazione
dell’ Aggiornamento professionale, e diventa operativo,
se pure ancora in maniera
del tutto volontaria, il Dossier
Formativo.
Quest’anno, da tutti gli
interventi dei membri della
Commissione, è apparsa evidente la volontà di sburocratizzare un sistema in alcuni
punti troppo “burocratizzato”
ed è stata dedicata maggiore attenzione alla formazione
dei liberi professionisti, tra i
quali noi odontoiatri. Il sistema Ecm è infatti un sistema
nato, pensato e scritto per il
SSN, e presenta delle criticità
per i liberi professionisti odontoiatri, ancora risolte solo in
parte.
Per i liberi professionisti odontoiatri le novità sono
quelle già anticipate e presentate dal Dott. Valerio Brucoli, all’interno del Convegno
organizzato dal Cipo lo scorso 19 ottobre al Forum Expodental. Vediamo quali: la
conferma della flessibilità in
termini di tempo e di modalità
nell’acquisizione dei crediti, la
possibilità di acquisire i crediti
in autoformazione, il tutoraggio, e la flessibilità del Dossier
Formativo.
Per quanto attiene alla
formazione in campo odontoiatrico, i dati presentati relativi al triennio 2011- 2013,
quantificano l’offerta forma-
tiva per odontoiatri in 4.847
eventi rapportati, numeri inferiori a quelli relativi ad
eventi riferiti ad altre figure
sanitarie
Esaminando però anche
i dati disaggregati, si vede
come vi sia, comunque, una
crescita dell’offerta formativa
costante a partire dal 2011
fino al 2013. È la conferma,
nei dati, di come gli odontoiatri siano meno ligi a formarsi
attraverso il sistema Ecm, e la
formazione e l’aggiornamento, che sono alla base della
nostra attività professionale, la fanno sicuramente al
di fuori dell’ Ecm, anche con
corsi all’estero, i cui crediti,
ora, saranno anche considerati e riconosciuti.
Bisogna però notare che i
dati forniti considerano soltanto una parte del 2013
(settembre), e il 2013 è l’anno in cui maggiore è stato ed
è in termini numerici, il numero di eventi svolti. Dati quindi
ancora incompleti, per poter
ragionare in termini assoluti.
Sono stati presentati anche i dati riferiti ai Providers
che operano attualmente nel
Sistema Ecm. I Provider accreditati, in totale sono 1.003
e sono provider accreditati in
maniera provvisoria; 150 sono
in valutazione; 82 sono stati
valutati e passati in accreditamento standard; 674 sono
stati cancellati o sospesi.
Viene confermata la possibilità di recuperare un bonus
di crediti dal triennio 20082010, in misura diversa, a seconda dei crediti maturati.
Per quanto riguarda il
come e quando sanzionare
di Maria Grazia Cannarozzo
Presidente Nazionale Cenacolo
Odontostomatologico
il professionista che non ha
adempiuto al proprio obbligo formativo, la relazione in
apertura dei lavori dell’On.
Bianco, ci dice come l’orientamento sia verso un sistema
incentivante più che sanzionatorio. A tal fine sono stati
ribaditi i concetti di Certificazione e Valutazione dell’ attività formativa di ogni singolo
professionista.
Gli Ordini, nel caso nostro,
rilasceranno la Certificazione
nel caso in cui il professionista abbia soddisfatto il suo
obbligo formativo, e la semplice Attestazione nel caso in
cui questo non sia avvenuto,
tenendo conto in un caso e
nell’altro di eventuali esoneri
o esenzioni. Viene fatta quindi
maggiore chiarezza e ribadito
il ruolo centrale dell’Ordine.
L’altra importante novità è
l’entrata a regime del Dossier
Formativo, luogo fisico dove
progettare un percorso di sviluppo professionale in grado
di creare un legame tra i bisogni professionali dell’indivi-
duo, la mission del gruppo e
le attese dell’ organizzazione.
Del Dossier formativo si inizia già a parlare nell’Accordo
Stato Regioni del 2007; viene
ripreso nell’Accordo Stato Regioni del 5
Novembre 2009 con un
ulteriore
approfondimento
nell’Accordo Stato Regioni
del 12 Aprile 2012. Dal 2
Dicembre 2013, accedendo
al portale del Cogeaps, ogni
professionista, in maniera del
tutto volontaria, potrà formulare e costruire il proprio
Dossier Formativo. Questo
gli consentirà di usufruire di
un bonus di 15 crediti per il
triennio 2014-2016, triennio
nel quale l’obbligo formativo
è stato confermato in 150
crediti. Il Dossier Formativo consterà di 3 sezioni: una
anagrafica, una dedicata alla
programmazione, e una alla
realizzazione/evidenza. L’area
della validazione sarà attivata
poi per la successiva valutazione da parte degli Ordini,
su quella che è la formazione
attesa e su quella realizzata.
Il Dossier Formativo del
professionista attesterà quindi la sua partecipazione a una
triplice tipologia di eventi, a
cui corrisponderanno diversi obiettivi formativi: tecni-
co
professionali, di processo, di
sistema.
Si va quindi per
la costruzione della formazione del Professionista secondo obiettivi formativi, che
diventano la vera chiave del
Dossier Formativo.
Diverse quindi le novità
emerse da questa V Conferenza Ecm. Sopratutto traspare una maggiore attenzione, rispetto al passato,
per le problematiche della
formazione libero professionale, e le novità introdotte
sono sicuramente un segnale
positivo.
Anche l’Odontoiatria protagonista dei
novanta anni del Liceo ”Principe Umberto”
Giorno 23 novembre si
sono concluse le celebrazioni per il 90° anniversario dall’istituzione del Liceo
scientifico e linguistico Principe Umberto di Savoia di
Catania.
Durante la lunga serie di
eventi celebrativi per il 90°
anniversario dell’istituto catanese sono state presentate numerose personalità del
nostro panorama culturale,
affrontati argomenti che
hanno spaziato dalle tecnologie informatiche all’arte,
dalla scienza alla storia, sono
state trattate problematiche
filosofiche, ampio spazio è
stato dedicato alle attività
sportive e al loro significato
educativo.
Le rappresentanze odontoiatriche della nostra provincia hanno partecipato al
calendario degli eventi celebrativi con la conferenza
intitolata:
“L’odontoiatria
nella realtà sociale attua-
le. Prospettive professionali
per i giovani”, nel corso della
quale il Prof. Ernesto Rapisarda ha presentato un chiaro quadro dell’attività universitaria per la formazione
dei giovani odontoiatri sia in
ambito nazionale che estero
descrivendo con precisione
le possibili scelte. I dottori
Ezio Campagna e Giovanni
Barbagallo hanno puntualizzato in particolate sul ruolo
di tramite fra odontoiatra
e cittadino della istituzione
dell’Albo Professionale. Per
la Fondazione ANDI Onlus
ha relazionato il dott. Claudio Belluso. Un ex studente
del liceo: il dott. Andrea Di
Stefano oggi odontoiatra,
ha coordinato l’incontro. Gli
studenti hanno partecipato
con interesse, intervenendo
con diversi quesiti tanto da
prolungare la tavola rotonda
oltre i tempi previsti. Ampio
spazio nel corso dell’incontro
è stato dedicato alla spiega-
zione del significato socioculturale della scienza odontoiatrica e del valore sociale
della prevenzione.
A conclusione delle celebrazioni, presso il centro fieristico e culturale “Le Ciminiere” di Catania in un teatro
strapieno, è stato ripercorso
tutto l’iter degli eventi, in
un’atmosfera di partecipato
divertimento; molti studenti si sono esibiti in piacevoli
performance artistiche, alcuni ex del liceo hanno saputo
trasferire, con i loro ricordi
fra quei banchi di scuola, una
piacevole nostalgia in tutto il
pubblico. In tutte le iniziative e durante la serata finale
è sempre stato evidente un
bell’esempio di collaborazione fra studenti e docenti e
un’ammirevole voglia di fare
da parte di tutti.
Buon compleanno “Principe Umberto”!
M
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ANNO XLII - N°11 - 2013
La Professione
Claudio Belluso
25
ANNO XLII - N°11 - 2013
Questo corso, promosso
dalla commissione dell’Ordine che da tempo si interessa di attività formative nell’ambito dell’ECM, è
gratuito e si rivolge a tutti i
Medici della Provincia di Catania regolarmente iscritti.
La bibliometria è un ambito di studio applicato alle
varie discipline scientifiche,
che comprende anche l’analisi bibliometrica, sviluppatosi negli ultimi vent’anni
grazie alla disponibilità online di banche dati di grandi
dimensioni. La bibliometria,
utilizza tecniche matematiche e statistiche per analizzare i modelli di distribuzione delle pubblicazioni e per
esplorare l’impatto entro
le comunità scientifiche. È
collocata entro un contesto
più ampio di scientometria,
la scienza per la misura e
l’analisi della scienza. Gli
indicatori bibliometrici sono
il risultato di analisi matematiche e statistiche utili a misurare la qualità e la
quantità della produzione
scientifica nonché la sua
diffusione. Gli indici più utilizzati sono: Impact factor
e H-index. L’Impact Factor
(IF) è l’indicatore bibliometrico più conosciuto nell’analisi bibliometrica. Viene
pubblicato dall’editore ISI26
Thomson sulla base della
banca dati Web of Science
e misura la frequenza con
cui un articolo pubblicato
su una rivista viene citato
da altre riviste in un arco
di tempo determinato (i
due anni successivi alla sua
uscita). Questa misura viene
utilizzata come valutazione
approssimativa dell’importanza di una rivista a confronto con le altre dello
stesso settore: più è alto
l’impact factor più la rivista
risulta autorevole. H-index
e la misurazione e la valutazione della ricerca non
sono svolte solo sulle riviste, ma anche sulla produzione scientifica di ogni singolo ricercatore, utilizzando
sempre lo strumento della
ricerca per citazioni. Per la
valutazione delle pubblicazioni di ogni ricercatore, è
recente l’introduzione dell’
H-index. Si tratta di una
misura del volume citazionale dell’intera carriera di
un ricercatore. Il calcolo di
questo indice viene eseguito in base alla distribuzione
delle citazioni che le pubblicazioni di un ricercatore
ricevono. L’indice è strutturato per verificare con non
solo la produzione, ma anche l’influenza di uno scienziato, distinguendolo da chi
Linea Editoriale Scientifica
Acquisizione competenze
tecnico-professionali
Conoscenza dei criteri di valutazione della ricerca adottati dalla comunità scientifica
internazionale.
Dott. Lucio Di Mauro
Coordinatore Linea editoriale scientifica
Consigliere OMCeO Catania
avesse pubblicato molti articoli ma di scarso interesse.
Inoltre l’indice non è troppo
influenzato da singoli articoli di grande successo. Un
autore con H-Index =10 ha
10 pubblicazioni che sono
state tutte citate almeno
10 volte. L’H-index personale di ciascun ricercatore
può variare a seconda della banca dati bibliografica o
del motore di ricerca su cui
viene effettuata la ricerca
e il calcolo delle citazioni.
Ogni database ha infatti una
copertura temporale differente e i dati inseriti sono
suscettibili di errori legati
all’omonimia e omografia
dei vari autori. Di tutto questo che in massima parte
vi parlerà il 4 corso FAD di
“FormaMedica”, dopo l’assimilazione del contenuto
dell’evento provate a validare il corso rispondendo
alle domande sulla nostra
piattaforma informatica, vi
saranno accreditati un numero 8 crediti, buon lavoro
e in bocca a lupo.
Acquisizione competenze di processo
Applicazione degli indicatori che analizzano la pubblicazione dei risultati scientifici
raggiunti e loro utilizzo.
Acquisizione competenze di sistema
Ricavare sistematicamente informazioni
sintetiche e corrette sulla qualità della ricerca in modo sia da pianificare e programmare
attività di ricerca sia di allocare e rendicontare risorse economiche.
Validità per specializzazione:
• Medicina e chirurgia
• Allergologia ed immunologia clinica,
• Anatomia patologica,
di accettazione e di urgenza,
• Anestesia e rianimazione,
• Medicina fisica e riabilitazione,
• Angiologia,
• Medicina generale (Medici di famiglia),
• Audiologia e foniatria,
• Medicina interna,
• Biochimica clinica,
• Medicina legale,
• Cardiochirurgia,
• Medicina nucleare,
• Cardiologia,
• Medicina termale,
• Chirurgia generale,
• Medicina trasfusionale,
• Chirurgia maxillo-facciale,
• Medicine alternative,
• Chirurgia pediatrica,
• Microbiologia e virologia,
• Chirurgia plastica e ricostruttiva,
• Nefrologia,
• Chirurgia toracica,
• Neonatologia,
• Chirurgia vascolare,
• Neurochirurgia,
• Continuità assistenziale,
• Neurofisiopatologia,
• Dermatologia e venereologia,
• Neurologia,
• Direzione medica di presidio ospedaliero,
• Neuropsichiatria infantile,
• Ematologia,
• Neuroradiologia,
• Endocrinologia,
• Oftalmologia,
• Farmacologia e tossicologia clinica,
• Oncologia,
• Gastroenterologia,
• Ortopedia e traumatologia,
• Genetica medica,
• Organizzazione dei servizi sanitari di base,
• Geriatria,
• Otorinolaringoiatria,
• Ginecologia e ostetricia,
• Patologia clinica (laboratorio di analisi
• Igiene degli alimenti e della nutrizione,
chimico-cliniche e microbiologia),
• Igiene, epidemiologia e sanità pubblica,
•
Pediatria,
• Laboratorio di genetica medica,
•
Pediatria (Pediatri di libera scelta),
• Malattie dell’apparato respiratorio,
•
Psichiatria,
• Malattie infettive,
•
Radiodiagnostica,
• Malattie metaboliche e diabetologia,
•
Radioterapia,
• Medicina aeronautica e spaziale,
• Reumatologia,
• Medicina del lavoro
• Scienza dell’alimentazione e dietetica,
e sicurezza degli alimenti,
• Medicina dello sport,
• Urologia.
27
ANNO XLII - N°11 - 2013
Obiettivo formativo
Accreditamento strutture sanitarie e dei
professionisti. La cultura della qualità.
Nuovo corso FAD
ed 8 Crediti Formativi
studiando l’Impact factor
e la valutazione della ricerca
La valutazione della ricerca
“Per diventare un’economia della conoscenza sempre più competitiva, l’Europa
deve migliorare la produzione
di conoscenze attraverso la
ricerca, la sua diffusione attraverso l’istruzione e la sua
applicazione attraverso l’innovazione. Tutta la ricerca si
basa sui lavori precedenti e
dipende dalla possibilità per
i ricercatori di avere accesso
e condividere pubblicazioni
scientifiche e dati di ricerca.”
Il documento della Commissione
delle
Comunità Europee (Comunicazione
sull’Informazione scientifica
nell’era digitale, 14.2.2007
[SEC
(2007)
181-COM
(2007) 56]) sottolinea come
il progresso della scienza – per
riprendere un famoso detto di Isaac Newton – poggi sulle spalle dei giganti. La
centralità della produzione di
articoli e l’esigenza della loro
condivisione sono questioni
molto dibattute dalla comunità scientifica in anni in cui
al contenimento delle risorse
economiche disponibili fa riscontro, da una parte, l’esigenza di aumentare comunque la visibilità dei progetti di
ricerca e, dall’altra, la spinta
etica per la massima accessibilità ai risultati degli studi
finanziati pubblicamente.
In definitiva, “l’obiettivo
della valutazione è ricavare
sistematicamente informazioni sintetiche e corrette sulla qualità della ricerca” (Baccini, 2010).
28
Ombretta Perfetti
Biblioteca della Facoltà di Medicina e Chirurgia
“Agostino Gemelli” Università Cattolica
del Sacro Cuore, Roma
Valutare la ricerca non è di
certo una necessità di oggi: a
parte le ricostruzioni storiche
di corti rinascimentali impegnate nel decidere il valore
delle scoperte e la conseguente assegnazione di supporto o privilegi ai loro scopritori, fu negli anni Cinquanta
e Sessanta del secolo scorso
che la responsabilità della
valutazione fu delegata alla
stessa comunità scientifica “e
la peer review delle proposte
divenne il modo per dividersi il bottino” (Viale e Cerroni,
2003).
Questo scenario – non inedito ma mai così sistematicamente organizzato – ha indotto il bisogno di disporre di
indicatori basati sull’output (e
indirettamente rilevatori della
performance) dei ricercatori.
Con il DPR 10 febbraio
2010 è stata istituita l’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR)
che sovrintende al sistema
pubblico nazionale di valutazione della qualità delle università e degli enti di ricerca
pubblici e privati destinatari di
finanziamenti pubblici.
Valutare la qualità della
ricerca con la peer review
L’espressione peer review
richiama la prassi della “revisione tra pari”, intendendo con
il termine peer “una persona
uguale per condizione sociale, prestigio, età, ecc.” (Collins
Dictionary, 1979). Il percorso
di valutazione “tra pari” è tra-
Linea Editoriale Scientifica
dizionalmente utilizzato per la
valutazione della qualità della
letteratura scientifica, ma non
solo: una procedura simile caratterizza anche la valutazione professionale dei candidati
a incarichi accademici.
In ambito editoriale, la peer
review consiste nella analisi, condotta da parte di uno
o più specialisti riconosciuti
come esperti, dei contenuti
sottoposti dall’autore ad una
rivista per la pubblicazione.
La peer review originaria
può essere definita diretta,
mentre quella editoriale è di
fatto indiretta, dal momento
che “valuta la qualità di un
prodotto di ricerca […] tramite
l’osservazione delle pratiche
adottate da una data comunità scientifica” (Baccini,
2010).
L’attendibilità della peer
review presuppone che il processo segua procedure trasparenti, standardizzate e, per
quanto possibile, non condizionate da interessi personali.
Purtroppo però può capitare
che il processo sia viziato da
pregiudizi, conflitti di interesse o errori di valutazione
(Godlee e Jefferson, 2003).
La peer review non garantisce la qualità dei contenuti pubblicati anche sulle
riviste di (teorico) maggiore
prestigio; studi recenti sono
arrivati a sospettare che proprio i periodici a più elevato
impact factor e con più alta
rejection rate (percentuale di
lavori respinti su quelli ricevuti) rischiano di essere mag-
giormente condizionati da interessi commerciali (Jefferson
et al., 2009).
Più in generale, proprio la
vasta offerta di riviste esistente a livello internazionale sembra assicurare la pubblicazione anche agli autori
meno qualificati; le sconsolate
osservazioni di uno dei maestri del medical publishing
(Rennie, 2002) hanno portato a codificare la “sindrome di
Ulisse del manoscritto scientifico”, che dopo una lunghissima peregrinazione finisce
comunque per approdare ad
un porto, più o meno sicuro
(Picano, 2007).
Anche per queste ragioni, qualcuno preferirebbe che
la peer review fosse abolita
(Smith, 2012). Molti, però,
sostengono che pur essendo un metodo fallibile è il
migliore di cui la comunità
scientifica dispone per autoregolamentare la produzione
di letteratura professionale.
Pubblicazioni e accountability del ricercatore
“Le comunicazioni scientifiche si pongono in relazione
reciproca mediante l’utilizzo
deliberato dei riferimenti, e
tale pratica si è sviluppata in
una dinamica di reti di collegamento ricorsive” (Viale e
Leydesdorff, 2003). In effetti, la produzione di conoscenze si nutre di scambio, condivisione e richiami a metodi e
risultati di ricerche di colleghi.
Il tutto, attraverso la tessitura delle bibliografie e delle
citazioni reciproche. Il sistema
di reference è un elemento
chiave per documentare e tenere traccia del percorso intellettuale di un autore; oltre
a renderlo responsabile (accountable), dà forma ad una
doppia rete:
1. di relazioni sociali tra
studiosi
2.di relazioni discorsive tra
comunicazioni.
I molti “prodotti”
dell’editoria scientifica
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la decisione
dell’oggetto della valutazione,
dal momento che può esistere un margine di soggettività
nella determinazione della
stessa rilevanza scientifica di
un prodotto editoriale.
ANVUR prende in considerazione articoli pubblicati su
riviste, opere monografiche e
capitoli di volumi, atti di congressi, nonché edizioni critiche, traduzioni e commenti
scientifici.
Quella della scelta della “unità elementare” su cui
basare qualsiasi procedura di
valutazione della ricerca (research item) è una questione molto importante perché
implica un giudizio di merito
sulla definizione di “insieme
minimo di conoscenza” (Baccini, 2010).
Le scelte ANVUR si muovono in un solco tradizionale,
escludendo – almeno per il
momento – tutti quei contenuti multimediali che stanno
sempre più caratterizzando
la comunicazione medicoscientifica (Hersh, 2009):
•Podcast
•Video
•Set di slides
•Gallerie o raccolte di
immagini
•Post su blog specialistici.
Per quanto riguarda le opere monografiche, la necessità
di definire un parametro ha
portato a restringere la valutazione ai volumi ai quali sia
stato assegnato un International Standard Book Number
(ISBN), codice che identifica
in modo univoco i prodotti
editoriali monografici.
Va sottolineato come,
però, questo codice non sia
in alcun modo un elemento di
garanzia di qualità di un prodotto editoriale.
Le riviste medico-scientifiche internazionali
Difficile stimare con esattezza il numero delle riviste scientifiche. Sia perché è
il concetto stesso di “rivista
scientifica” a essere suscettibile di interpretazione sia
perché non esiste un registro
unico nel quale siano obbligatoriamente indicizzate.
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
Impact factor, h-index
e la valutazione della ricerca
29
Il predominio
della lingua inglese
Buona parte dei periodici scientifici fa riferimento a
associazioni o istituzioni no
profit: società scientifiche, enti
di ricerca, ordini professionali.
Ciononostante, nel complesso, l’editoria STM (Scientific Technical Medical) è tra i
settori della comunicazione
meno provati dalla crisi che
ha attraversato anche il mondo editoriale internazionale.
30
Ciò è dovuto soprattutto alla
forte domanda di visibilità del
mondo della ricerca e delle
università, sia per la ricerca di
finanziamenti sia per esigenze
di avanzamento di carriera.
Qualunque sia la nazione di
provenienza, la lingua franca
della comunicazione scientifica è l’inglese. La maggior parte dei periodici STM di rilievo
internazionale è pubblicata
negli Stati Uniti e in Gran Bretagna; sebbene sia sempre più
difficile “assegnare” le singole riviste a determinati Paesi:
basti considerare l’esempio del
Lancet, tradizionale settimanale inglese ma, di fatto, oggi
olandese essendo di proprietà della casa editrice Elsevier
il cui quartier generale è ad
Amsterdam.
Editoria STM tra tradizione e
open access
Accanto al tradizionale
modello di accesso ai contenuti, possibile solo a fronte
del pagamento di un abbonamento, negli ultimi anni si
sta affermando il modello ad
accesso aperto (open access,
OA). Esistono 8.622 riviste ad
accesso aperto (fonte DOAJ,
febbraio 2013). Questo modello si applica solo alla letteratura scientifica give away,
quella per cui il ricercatore
non ha ritorno economico.
Il principio ispiratore dell’o-
Linea Editoriale Scientifica
pen access si basa sul presupposto che i risultati delle
ricerche finanziate con i fondi
pubblici debbano essere pubblicamente disponibili.
In linea di principio, le riviste open access non sono
auto prodotte dall’autore né
la pubblicazione degli articoli aggira il processo di peer
review. Ciononostante, studi
non recenti hanno segnalato
alcune riserve circa la qualità
dei periodici OA (Schroter et
al., 2005) mentre altri hanno
confermato la preoccupazione che il modello OA possa
penalizzare i ricercatori di Paesi in via di sviluppo, gli studi
indipendenti e quelli condotti
da équipe che possono contare su finanziamenti meno robusti (Liyanage e MacIntyre,
2006).
Il modello open access
prevede al momento tre principali tipologie:
Green road: auto archiviazione; l’autore deposita i propri lavori in archivi aperti che
possono essere istituzionali o
disciplinari.
Gold road: pubblicazioni in
riviste open access. Le riviste
sono peer reviewed, l’autore mantiene i diritti sulla sua
opera; i costi della pubblicazione sono sostenuti dagli
autori o dalle loro istituzioni
di appartenenza (Article Processing Fees).
Red road: a fronte del pagamento di una quota da parte degli autori, alcuni editori o
riviste offrono l’opportunità di
rendere gratuitamente accessibile il singolo articolo su un
periodico che però resta a pagamento (rivista ibrida).
I principali vantaggi per gli
autori sembrano essere:
Numero di riviste registrate nella Directory of Open Access Journal
(DOAJ) – comprese 127 riviste di chimica nel 2010.
Quasi il 20% di tutti gli articoli peer reviewed ora è open access.
•accesso senza barriere da
parte dei lettori;
•maggiore visibilità per i
propri lavori;
•più frequenti download su
web (Davis et al., 2008);
•a parità di qualità, maggiori citazioni e conseguente
impatto
potenzialmente
più elevato;
•possibile anche una maggiore tempestività nella
citazione
ricevuta
(Eysenbach, 2006).
Va considerato, tuttavia,
che i dati di cui si dispone non
sono univoci e diversi studi sembrano essere viziati da
errori metodologici (Davis,
2011): è dunque necessario
condurre nuove ricerche per
giungere a conclusioni certe.
Le banche dati bibliografiche
MedLine
Da diversi decenni sono
stati costruiti dei database
che contengono riviste cosiddette “accademiche”; queste
banche dati ospitano periodici
selezionati sulla base di criteri
diversi, ma sempre resi espliciti dai curatori.
Tra le banche dati bibliografiche, MedLine è certamente la più conosciuta e
utilizzata anche perché, dal
1996, è accessibile gratuitamente attraverso l’interfaccia
PubMed.
La decisione di aprire alla
pubblica consultazione il database della National Library
of Medicine (la biblioteca dei
National Institutes of Health)
fu merito di Al Gore, vicepresidente statunitense, che
anticipò la “buona battaglia”
per il libero accesso e la trasparenza dei dati scientifici.
MedLine indicizza 5.640
riviste pubblicate soprattutto
negli Stati Uniti, Gran Bretagna e altri paesi anglosassoni
(novembre 2012).
Oltre alla medicina, copre
anche altri settori, quali ad
esempio l’infermieristica, l’odontoiatria, la medicina veterinaria, l’organizzazione sanitaria. Il 90% delle citazioni
proviene da fonti di lingua
inglese. L’abstract è presente
in circa l’80% delle citazioni.
Le funzionalità principali
di PubMed sono conosciute.
Il database, però, offre molte opportunità solitamente
poco utilizzate: dalla costruzione di un archivio personale
(MyNCBI) alla consultazione
degli articoli solo in full-text,
all’uso del Link-Out, la funzione che collega direttamente il record bibliografico
con la biblioteca o con il sistema bibliotecario di riferimento per l’utente.
Embase
Con circa 24 milioni di record bibliografici indicizzati e
più di 7.600 riviste peer-reviewed, Embase è un repertorio “classico”, noto a tutti i
bibliotecari e documentalisti
scientifici. Comprende tutti i riferimenti selezionati da
MedLine ma si spinge oltre,
considerando circa 1.800
periodici non compresi nella banca dati del Congresso
statunitense.
Tradizionalmente, si ritiene che il focus di Emba-
31
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
Il repertorio Ulrich’s nel
2012 registra 42.924 riviste
accademico-specialistiche nel
campo “medical sciences”. Ma
qualunque ricerca quantitativa si scontra con una ampia
variabilità di risultati dovuta
al metodo di studio seguito
dall’autore (Morris, 2007).
Negli ultimi decenni, il ritmo di crescita di nuove riviste
nel campo medico-scientifico
si è mantenuto costante tra il
3 e il 3,5% annuo.
Parallelamente alla nascita di nuove testate si assiste
alla crescente adozione della
revisione critica (peer review
sistematica) da parte delle
direzioni dei periodici, all’aumento del numero delle testate ad accesso libero (open
access, declinato secondo
diverse modalità), e alle riviste pubblicate solo in formato
elettronico.
ANNO XLII - N°11 - 2013
CINAHL
CINAHL (Cumulative Index
to Nursing and Allied Health
Literature) è la banca dati di
riferimento per la letteratura sul Nursing e in tutti gli
ambiti assistenziali di interesse non prevalentemente
medico.
Nata nel 1940 dal pionieristico lavoro di Ella Crandall,
Mildred Grandbois e Mollie Sitner, è stata acquistata dalla agenzia bibliografica
EBSCO nel 2003.
PsycINFO
PsycINFO facilita l’accesso
alla letteratura internazionale
di psicologia, psichiatria, salute mentale e discipline correlate. I record nel database
sono corredati di abstract e
tutti i dati dal 1967 a oggi
sono indicizzati con l’ausilio
del Thesaurus of Psychological Index Terms.
PsycINFO è un prodotto
dell’American Psychological
Association (APA). Il database è aggiornato settimanalmente; vengono aggiunti circa 60.000 record ogni anno.
32
I database citazionali
Accanto alle banche dati
bibliografiche,
rivestono
un’importanza crescente i database citazionali. Come ha
scritto De Bellis (2005), “in un
database convenzionale l’informazione si cerca e basta;
nelle banche citazionali l’informazione trovata ha qualcosa in più, è un’informazione
targata con un peso specifico
e un valore che derivano dal
fatto di essere inscritta in un
sistema di valutazione bibliometrica dell’impatto e della
qualità dei documenti o autori fondato sul conteggio e
analisi delle citazioni”.
Caratteristiche dei database citazionali
Mettono in relazione reciproca le descrizioni bibliografiche indicizzate:
•articoli
citati
(cited
articles);
•articoli
citanti
(citing
articles);
•co-citazione
(related
articles).
Consentono la navigazione
tra i risultati:
•indietro nel tempo (cited
articles);
•avanti nel tempo (citing
articles);
Dispongono di indici bibliometrici per la misurazione di produttività e impatto
rispetto:
•alle
pubblicazioni
indicizzate;
•agli autori;
•agli enti o gruppi di ricerca;
•alle nazioni.
Science Citation Index
Il primo database citazionale, lo Science Citation Index, fu ideato agli inizi degli
Linea Editoriale Scientifica
anni ’60 da Eugene Garfield
fondatore dell’Institute for
Scientific Information (ISI) di
Philadelphia. L’intuizione di
Garfield fu quella di utilizzare le citazioni collocate a piè
di pagina e alla fine del testo
degli articoli di riviste. Pensò
quindi di raccogliere e rendere consultabili, in un unico
repertorio, l’insieme di queste
citazioni.
Da allora, si è iniziato a
riflettere sull’opportunità di
contare e analizzare le citazioni ricevute da un documento o da un autore al fine
di quantificare l’impatto sulla
comunità scientifica.
La versione ampia dello SCI
(expanded) copre oltre 6.500
riviste di circa 150 diverse
discipline, dal 1900 a oggi.
L’indice è consultabile online tramite il Web of Science, “prodotto” della Thomson
Reuters, e fa parte della raccolta multidisciplinare di database Web of Knowledge.
Scopus
Si tratta di una banca dati
che contiene riassunti (abstracts) e citazioni di articoli
pubblicati sulla letteratura
accademica. Copre circa 18
mila riviste di oltre 5 mila
editori.
Anche Scopus è un prodotto commerciale, di proprietà
della casa editrice Elsevier.
Per rispondere alle perplessità di quanti avevano
percepito un possibile conflitto di interessi (la casa editrice
avrebbe potuto avere vantaggio dall’includere per default
i propri prodotti editoriali nel
database), Elsevier ha nominato un comitato di esperti
internazionali al quale spetta
ora il compito di selezionare
i periodici da comprendere
nell’archivio.
Scopus è una delle due
banche dati di riferimento
dell’ANVUR per la raccolta dei
dati grezzi riferiti alle citazioni
utili alla valutazione quantitativa della ricerca scientifica.
N.B. La copertura dell’analisi citazionale parte dal 1996.
Quindi è limitata rispetto a
Web of Science, che con i
backfiles (disponibili a pagamento) arriva a coprire l’analisi a partire dal 1990.
Gli indicatori bibliometrici
Secondo la definizione
dell’ANVUR, “per indicatore
bibliometrico si intende il prodotto di tecniche matematiche e statistiche utilizzate in
bibliometria per analizzare i
modelli di distribuzione delle pubblicazioni scientifiche e
per analizzarne l’impatto entro le comunità scientifiche”.
Tali indicatori sono reperibili attraverso fonti esterne, come le banche dati, e
sono suscettibili di calcolo
utilizzando le stesse fonti. In
particolare, sono indicatori
bibliometrici:
•il numero di pubblicazioni
definite secondo categorie standardizzate a livello
internazionale e indicizzate
nelle banche dati;
•il numero di citazioni ricevute dalle pubblicazioni,
provenienti da fonti a loro
volta indicizzate.
nota o un riferimento (reference) dove si utilizza o si descrive Y. Si dice che l’articolo
X (citante) contiene la citazione dell’articolo Y (articolo
citato) che riceve quindi una
citazione.
L’impact factor
L’idea dell’impact factor
(IF) è di Eugene Garfield, chimico, che a metà degli anni
Cinquanta del secolo scorso,
forte della frequentazione
di ambienti scientifici, riuscì
a dare una risposta formale
al desiderio di quantificare in
modo oggettivo il “valore di
una rivista”.
L’espressione “impact factor” fu usata per la prima volta da Garfield in un commento pubblicato su Science nel
1955.
Una delle ragioni principali
per le quali questo indice venne pensato era la volontà di
proporre ai responsabili delle
biblioteche accademiche un
elemento quantitativo utile
per decidere a quali periodici
abbonarsi (Garfield, 2006).
L’IF è calcolato annualmente e riguarda soltanto quelle riviste incluse nei
database
citazionali
del-
la Thomson Reuters (SCI e
SSCI). È pubblicato all’interno
del Journal Citation Report
(JCR).
L’IF è il rapporto tra il numero di citazioni ottenute da
una rivista nell’anno di riferimento (ad esempio 2012)
relative agli articoli pubblicati dalla rivista nei due anni
precedenti (2010-2011) e il
totale degli articoli pubblicati nello stesso periodo dalla
rivista.
L’IF relativo ad un determinato anno può dunque essere
calcolato solo nell’anno successivo a quello di riferimento.
Cosa conta di sicuro nella
decisione di considerare un
articolo nel denominatore?:
Un titolo dell’articolo che
sia descrittivo
È questa la ragione per cui
troviamo nelle riviste di medicina titoli che possono talvolta apparire didascalici, per
esempio nell’indicare in dettaglio il disegno sperimentale
scelto per lo studio.
I nomi degli autori
È una delle condizioni
principali, al punto che fino a
qualche anno fa la differenza
certa tra item nel denominatore e item nel numeratore
era proprio data dalla presenza o meno della firma.
Esauriente riassunto (abstract o summary)
È un elemento chiave e,
se assente nelle riviste il cui
La citazione
La citazione costituisce un
legame citazionale tra due
articoli.
Un articolo X cita un articolo Y se in X è presente una
33
ANNO XLII - N°11 - 2013
se sia nella documentazione
riguardante l’area della Farmacologia, con particolare
riguardo alle reazioni avverse
e agli effetti indesiderati da
medicinali. Per questa ragione, si raccomanda di non
trascurare questa banca dati
ogni volta che si intraprende una ricerca sistematica di
letteratura in tema di uso di
farmaci, tossicologia e sperimentazione clinica.
Utile anche per le ricerche su dispositivi medici. È di
proprietà della casa editrice
Elsevier.
34
medio di riferimenti inseriti in
ciascuna pagina delle diverse
riviste. L’esempio classico riguardava la Matematica che,
in media, ricorreva a 30 citazioni per pagina contro le 15
della Biochimica.
Altre importanti disomogeneità riguardano la rapidità
con cui i nuovi articoli sono
citati e la durata media del
“tempo di vita” di un lavoro.
Impact Factor Normalizzato
(NIF)
Per ovviare al problema del
confronto tra IF di riviste appartenenti a discipline diverse sono stati proposti diversi
metodi per normalizzare il
dato. Alcuni esempi:
1. Rapporto tra IF della rivista e la media degli IF delle
riviste del medesimo settore
disciplinare
NIF = JIF/SCIF
- NIF = IF normalizzato di un
periodico in un determinato
anno
- JIF = IF di un periodico in un
determinato anno
- SCIF = media degli IF della
Subject Category di appartenenza del periodico
- Journal of Allergy and Clinical Immunology
- Disciplina di afferenza =
Allergy
- IF (2011) = 11,003
Media degli IF delle riviste
della disciplina Allergy 2,486
NIF = 11,003/2,486 = 4,426
2. Prodotto dell’IF per
l’Impact Factor Normalizzato costante.
NIF = IF x NIF constant
Come si calcola l’Impact Factor Normalizzato costante
Linea Editoriale Scientifica
NIF constant = TCB/TArB
TCD/TArD
- TCB = Totale delle citazioni
ricevute da tutte le riviste di
ambito biomedico in JCR in un
dato anno
- TArB = totale degli articoli
pubblicati da tutte le riviste di
ambito biomedico in JCR in un
dato anno
- TCD = totale delle citazioni delle riviste afferenti a una
particolare disciplina in JCR in
un dato anno
- TArD = totale degli articoli
pubblicati dalle riviste afferenti a una particolare disciplina in JCR in un dato anno.
3. Si fissa a 10 il valore più
alto di IF normalizzato per
ogni categoria di periodici.
È stato scelto il valore 10
perché generalmente gli IF
dei periodici appartenenti alla
scienza e tecnologia variano
da 0 a 20; il valore 10 risulta quindi essere la giusta via
di mezzo. Inoltre, utilizzando
il valore 10 per normalizzare
l’IF, si ottengono valori confrontabili con i valori dell’IF
originario. La formula per determinare l’IF normalizzato di
un periodico è la seguente:
NIF = IF x m
Subject Category, non siano
raffrontabili in termini di IF
mentre risultano equiparate in
termini di NIF.
Salute 30 maggio 2002 Per
gli IRCCS
I - Il processo di normalizzazione dell’IF definisce 6
4. Un’altra modalità di
calcolo dell’IF normalizzato è proposta dal Ministero
della Salute per l’assegnazione dei fondi agli Istituti di
Ricovero e Cura a Carattere
Scientifico
Circolare Ministero della
classi di riferimento, l’appartenenza alle quali determina
l’attribuzione di uno specifico
punteggio.
•Per ogni disciplina sono
stati calcolati dei quartili (in riferimento al valore
dell’IF).
•L’IF grezzo di una rivista
che appartiene al quartile
inferiore si normalizza con
il valore 1.
•L’IF grezzo di una rivista
che appartiene al secondo
quartile si normalizza con il
valore 2.
•L’IF grezzo di una rivista
che appartiene al terzo
quartile si normalizza con
il valore 4.
•L’IF grezzo di una rivista
che appartiene al quartile
superiore si normalizza con
il valore 6.
•L’IF grezzo di una rivista
con valore ≥7 e ≤12 si normalizza con il valore 8.
•L’IF grezzo di una rivista
con valore ≥12 e ≤15 si
normalizza con il valore 10.
•L’IF grezzo di una rivista
con valore >15 si normaliz-
- NIF = IF normalizzato di un
periodico in un determinato
anno
- IF = IF di un periodico nello
stesso anno
- m = moltiplicatore (10/IF)
si ottiene dividendo l’IF più
alto tra i periodici nella specifica categoria per 10.
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
full text non è in lingua inglese, impedisce alla rivista di essere considerata per
l’indicizzazione.
Ampiezza sufficiente
Gli articoli di ampiezza inferiore alla mezza pagina non
sono solitamente considerati
coerenti con i dettami della “scholarly contribution” e,
pertanto, non sono considerati nel denominatore.
Presenza di un’esaustiva
bibliografia
Un articolo corredato da
riferimenti bibliografici esaurienti garantisce che, nella
preparazione, gli autori abbiano considerato la letteratura esistente, ponendo così il
proprio lavoro nel solco di articoli precedenti curati da altri
gruppi di ricerca.
Densità dei riferimenti
citati
Un alto numero di voci citate per singola pagina di testo è considerato un indice di
approfondito lavoro di ricerca.
Le probabilità che una rivista abbia un fattore di impatto elevato sul resto della comunità scientifica non sono le
stesse per tutte le discipline.
Questo dipende da diversi fattori, ma soprattutto dal diverso stile del “medical writing”
che si è andato determinando
negli anni nelle differenti discipline accademiche.
Per questa ragione, nel valutare il peso di una rivista è
opportuno che i confronti avvengano sempre tra periodici
di una stessa materia.
Già molti anni fa, infatti,
Garfield sosteneva che al fine
dei confronti è sempre necessario tenere presente quello
che definiva il “citation potential”, vale a dire il numero
La seguente tabella mostra come le tre riviste, prime
nell’ambito delle rispettive
35
Impact factor: un indicatore
messo in discussione
Uno dei motivi per i quali
l’IF è discusso riguarda i criteri
di inclusione del “tipo di articolo” nel denominatore della
frazione che origina il valore.
La corrispondenza, le lettere al Direttore, i commenti, gli editoriali, le interviste,
le notizie, i necrologi, le recensioni non sono considerati
come “articoli pubblicati nel
corso dei due anni precedenti”. Eppure, questo genere di
contenuto può essere citato
in altri articoli e può dunque
contribuire alla crescita del
numeratore.
È dunque evidente che,
agendo su questa leva (pubblicare un minor numero di
original articles a vantaggio di
testi di commento), le riviste
possono quantomeno cercare
di incrementare il proprio IF a
prescindere dalla qualità dei
contenuti pubblicati.
In generale, ciò che è stato
più volte oggetto di polemica nei confronti degli amministratori dell’IF, è la relativa
mancanza di trasparenza nella
assegnazione del “codice di
pubblicazione”, che in certi
casi può portare a distorsioni
dovute ad un eccesso di soggettività nella catalogazione
degli articoli.
I direttori delle riviste usano spesso l’IF per sottolineare
la performance delle proprie
creature. È comprensibile,
36
come lo è l’entusiasmo dei
loro editori che garantiscono
all’IF un’evidenza proporzionale all’ampiezza del fattore
sui siti web e sui materiali promozionali indirizzati ai bibliotecari e agli autori potenziali.
A ben vedere, l’impatto di
una rivista può derivare anche
da:
•studi manipolati o fraudolenti inizialmente citati per
il clamore suscitato dai risultati e successivamente
diventati dei “classici” della
malpractice editoriale;
•studi sperimentali di scarso valore il cui impatto è
enfatizzato dalla ampia e
capillare circolazione di reprint sponsorizzati;
•articoli che, recando la firma di un numero sproporzionato di autori, si giovano
della diffusa pratica della
self-citation.
Ugualmente non giustificato è l’uso dell’IF per dare un’idea quantitativa del prestigio
di un autore che dovrebbe
piuttosto essere determinata
attraverso l’uso di altri specifici
strumenti.
I 10 principali modi per
manipolare l’IF (da: Falagas e
Alexiou, 2008):
1. Richiedere agli autori, al
momento della revisione
dell’articolo, l’inserimento
di voci bibliografiche tratte
dal giornale stesso.
2. Inserire nel corpo dell’articolo delle sezioni nelle
quali viene fatto il punto su
ciò che la rivista stessa ha
pubblicato negli anni immediatamente precedenti
sullo stesso argomento.
3. Gonfiare le auto-citazioni
Linea Editoriale Scientifica
grazie alla pubblicazione di
molti editoriali e di commenti dei lettori su articoli
usciti.
4. Aumentare il numero degli
articoli che, non andando
ad alimentare il denominatore, possono comunque contribuire al numeratore grazie alle citazioni
ottenute.
5. Pubblicare molte rassegne (il tipo di articolo più
citato) a discapito degli
articoli originali e, soprattutto, dei casi clinici (case
report).
6. Rifiutare gli studi con risultati negativi, a prescindere
dalla loro qualità.
7. Rifiutare studi che confermano dati già esistenti
(confirmatory studies).
8. Favorire la pubblicazione di
studi di gruppi multicentrici o, comunque, che recano la firma di molti autori.
9. Attrarre la collaborazione
di studiosi di chiara fama
e accettare i loro lavori
senza prestare particolare
attenzione alla qualità dei
contenuti.
10.Pubblicare articoli che affrontano “hot topics” di
attualità a prescindere dal
rilievo clinico.
Al riguardo, diversi studi recenti, tra cui uno coordinato
da John Ioannidis (Ioannidis
et al., 2010) (tra i ricercatori
che con maggiore continuità
si dedicano alla Journalology,
come la battezzò il direttore
del BMJ Stephen Lock), hanno sottolineato delle evidenze
importanti:
•gli studi clinici che per
primi studiano un problema spesso non sono rap-
presentativi e si rivelano
fuorvianti;
•un quarto dei risultati presentati nei più citati articoli originali pubblicati su
riviste ad alta visibilità e
relativi all’efficacia di interventi sanitari è successivamente contraddetto o
ridimensionato;
•il ritardo con cui i risultati
positivi di uno studio sono
smentiti da una ricerca che
si conclude con risultati
negativi si misura in diversi
anni più che in mesi;
•la smentita di quanto concluso da una ricerca è sempre più frequente giunga da
una revisione sistematica di
buona qualità, ma anche in
questo caso possono passare anni prima che si arrivi
a evidenze certe di non efficacia o di danno.
Altri indicatori bibliometrici
Negli ultimi anni, sono
stati proposti approcci diversi
dall’IF sia per valutare l’impatto dei singoli autori, sia per
tentare una classificazione per
importanza delle riviste scientifiche. In molti casi si tratta di
proposte molto “originali” che
non sono uscite da un ambito
specialistico. In altri, invece, è
stato in certa misura mutuato
l’approccio col quale è stato
costruito l’algoritmo alla base
della ricerca di Google (PageRank) secondo il quale non
tutte le fonti hanno eguale
“peso” e, di conseguenza, una
citazione ricevuta da una rivista a sua volta più citata “vale”
di più di quella ottenuta da un
periodico meno considerato.
Oltre all’IF il JCR offre altri
indicatori:
•Immediacy Index: il rap-
porto tra numero di articoli
pubblicati nel corso di un
anno e citazioni ricevute
nel corso dell’anno stesso.
Dà un’idea di quale impatto immediato ha una rivista
sulla comunità scientifica.
•Cited Half Life: dà l’idea
della vita media degli articoli di una rivista, indicando il tempo che è stato
necessario ad un articolo
per raggiungere la metà del
totale delle citazioni ottenute al momento della
verifica.
•5-year impact factor: è il
numero medio di citazioni
ricevute dagli articoli pubblicati in una rivista negli
ultimi cinque anni. Esso è
calcolato dividendo il numero di citazioni ricevute
in un anno per il numero
totale di articoli pubblicati
nei cinque anni precedenti.
È disponibile solo a partire
dal JCR del 2007.
Altri indicatori e strumenti
di analisi e valutazione delle riviste sono l’Eigenfactor
Score, l’Article Influence Score (entrambi disponibili sul
sito www.eigenfactor.org e,
insieme agli altri indicatori,
all’interno del JCR), SciMago,
Journal Analyzer, (disponibile a
partire dalla piattaforma SciVerse Scopus) e SNIP (Source
Normalised Impact per Paper, disponibile all’interno del
Journal Analyzer di Scopus).
Indicatori bibliometrici a
confronto
Esempio di tabella comparativa che prevede l’utilizzo di
tutti gli indicatori bibliometrici
presi in considerazione:
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
za con il valore 15.
•Gli articoli pubblicati su
riviste non impattate otterranno ciascuno il valore
0,1.
TIP: Dove trovare il quartile
di appartenenza in JCR
L’IF normalizzato è stato calcolato utilizzando l’esempio n. 1
(paragrafo “Impact Factor Normalizzato (NIF)”).
37
ANNO XLII - N°11 - 2013
N.B. A differenza dell’IF, disponibile unicamente all’interno del Journal Citation Report,
è possibile ottenere l’h-index
all’interno di Web of Science,
di Scopus e anche in Google
Scholar. Trattandosi di repertori che attingono a fonti diverse i risultati non saranno
identici.
È interessante considerare come John E. Hirsch abbia
sostenuto l’affidabilità dell’indice dimostrando come ad
un punteggio più elevato si
associ un maggiore prestigio
accademico o la “fisiologica”
presenza dell’autore in istituzioni o comitati di particolare
prestigio come la US National
Academy of Science.
Tra i limiti dell’h-index:
38
•premia chi vanta una lunga
carriera;
•sfavorisce fra i ricercatori chi seleziona e pubblica
pochi articoli anche molto
citati;
•incentiva la parcellizzazione della produzione scientifica (salami science: molte fette sottili da un unico
insaccato…).
H-index: vantaggi e limiti
Hirsch con l’h-index intendeva superare i principali
limiti degli altri indicatori bibliometrici, come il fare affidamento sul numero totale
degli articoli o delle citazioni.
Il numero totale degli articoli, infatti, potrebbe non contare ai fini della qualità delle
pubblicazioni scientifiche, così
come il numero totale delle
citazioni può essere sproporzionalmente dovuto alla partecipazione dell’autore a una
singola pubblicazione di maggior prestigio (per esempio,
articoli che propongono nuove tecniche di successo e che
possono generare un grande
numero di citazioni) oppure
a molte pubblicazioni ognuna
con poche citazioni.
L’h-index si propone di misurare contemporaneamente
la qualità e la quantità della
produzione scientifica.
Ci sono però molte situazioni in cui l’h-index può fornire informazioni fuorvianti
sull’impatto di un autore (sebbene molte di queste informazioni errate non siano prerogativa dell’h-index) (Wendl,
2007):
•non tiene conto del numero degli autori di un articolo. Nell’articolo originale,
Hirsch suggeriva di spartire
Linea Editoriale Scientifica
le citazioni fra i coautori.
L’h-index e altri simili indicatori tendono infatti a
favorire i campi nei quali
lavorano grandi gruppi di ricerca, come ad esempio nel
caso dei trial multicentrici;
•non tiene conto del numero
di citazioni che caratterizza
campi differenti: ambiti o
riviste diversi, tradizionalmente, mostrano un carico
di citazioni disuguale;
•non tiene conto delle informazioni contenute nelle affiliazioni degli autori, che in alcuni settori
scientifici sono significative
(Sekercioglu, 2008; Zhang,
2009);
•è legato al numero totale
delle pubblicazioni. Questo
vuol dire che un ricercatore
con una carriera breve sarà
svantaggiato, senza tener
conto dell’importanza della
sua attività. Questo tra l’altro è un problema per ogni
indicatore che si basa sul
numero di pubblicazioni.
Comunque, come indicato
da Hirsch nel suo articolo
originale, l’h-index era da
utilizzare come strumento per valutare i ricercatori
nel momento esatto della
loro carriera e non per una
comparazione storica;
•non considera il contesto
delle citazioni. Per esempio, le citazioni in un articolo spesso sono contenute nell’introduzione di un
articolo e non hanno nessun altro significato all’interno del lavoro. L’indice
inoltre non esclude le citazioni effettuate per criticare un lavoro come nel
caso di lavori fraudolenti o
ritrattati;
•dà ai libri lo stesso valore degli articoli, così che il
confronto tra studiosi può
risultare condizionato dalla
disciplina in cui operano a
seconda che in questa sia
più frequente comunicare attraverso monografie o
riviste.
È stato rilevato che l’h-index ha un’accuratezza e precisione predittiva leggermente
inferiore rispetto alla semplice
misura della media delle citazioni per articolo (Lehmann e
Jackson, 2006). Questo risultato è stato però contraddetto da un altro studio (Hirsch,
2007).
L’h-index può essere manipolato con le autocitazioni (Bartneck e Kokkelmans,
2011) e se viene calcolato su
Google Scholar allora persino
dei documenti generati dal
computer usando strumenti
come SCIgen possono essere
utilizzati per incrementare il
proprio indice (Labbe, 2010).
Altri indicatori per autori
•g-index ideato da Leo Egghe. Nasce per attribuire
maggior peso ad articoli
altamente citati. La formula per il suo calcolo è
la seguente: l’indice g è il
numero di ordine più grande (quando gli articoli sono
classificati in ordine decrescente per numero di
citazioni ricevute) tale che
i primi g articoli abbiano
ricevuto
(complessivamente) almeno g2 citazioni (Cassella e Bozzarelli,
2011).
•h-index individuale, ideato
da Pablo D. Batista, Monica G. Campiteli, Osame
Kinouchi e Alexandre S.
Martinez per calcolare l’hindex rispetto ad articoli
con più autori. Si basa sul
modello dell’h-index con
un differente approccio;
prima normalizza il numero
di citazioni per ciascuno dei
lavori attraverso la divisione del numero di citazioni
per il numero di autori per
quel lavoro, poi calcola
l’h-index.
Sia il g-index che l’h-index
individuale sono disponibili
in Publish or Perish (http://
www.harzing.com/pop.htm,
il programma realizzato nel
2006 da Anne-Wil Harzing
per il calcolo dell’h-index in
Google Scholar).
Dal momento che il primo tiene conto degli articoli maggiormente citati, sarà
maggiore rispetto all’h-index,
mentre il secondo, che normalizza le citazioni in base
al numero degli autori di uno
stesso articolo, sarà inferiore
rispetto all’h-index.
Anche l’IF viene utilizzato,
seppur in maniera impropria,
per valutare il lavoro di un ricercatore o gruppi di ricercatori. Senza entrare nel merito
dell’utilizzo di questo indicatore nell’ambito degli esercizi
di valutazione della ricerca,
citiamo ad esempio un parametro frequentemente utilizzato nel panorama italiano
che non trova alcun riscontro
in biblioteconomia: l’impact
factor totale.
Impact factor totale
Somma degli IF delle riviste su cui sono stati pubblicati
gli articoli di un ricercatore.
Per il calcolo vanno tenute
in considerazione le seguenti
precisazioni:
•L’IF da considerare è quello
dell’anno di pubblicazione
dell’articolo.
•Se più articoli sono stati
pubblicati in uno o più anni
sulla stessa rivista deve essere eseguita la somma di
tutti.
Indicatori bibliometrici:
le università, gli enti, gli stati
Il portale SCImago offre l’analisi della produzione
scientifica per nazione (in totale 236) consentendo l’utilizzo di alcuni filtri. È inoltre
possibile eseguire l’analisi per
regione geografica.
Il sistema consente di generare tabelle che mettono in
comparazione alcuni dati citazionali tra due o più nazioni (al
massimo 4).
39
ANNO XLII - N°11 - 2013
Misurare l’impatto
degli autori
L’h-index
Tra gli indicatori capaci di
valutare la qualità della produttività di un autore, è ormai
molto usato l’h-index, proposto dal fisico John E. Hirsch,
che definisce l’impatto di un
autore col numero massimo
di citazioni ottenute da un
eguale numero di propri articoli. In altre parole, Mario
Rossi avrà un h-index di 20
se avrà almeno 20 lavori citati
almeno 20 volte.
standardizzati sono nati alcuni
progetti internazionali.
COUNTER (Counting Online
Usage of Networked Electronic Resources)
h t t p : // w w w . p r o j e c t counter.org/
Nata nel marzo del 2002 è
un’iniziativa che serve bibliotecari, editori ed intermediari
ANNO XLII - N°11 - 2013
Italia periodo 2009-2010 - Rete delle co-citazioni basate
sulle aree scientifiche.
Il Journal Citation Report
offre la possibilità di calcolare l’IF delle riviste suddivise in
base al paese di pubblicazione.
I due database citazionali WoS e Scopus offrono entrambi la possibilità di eseguire
la ricerca in base all’università
o ente di affiliazione dell’autore. Si procede con le stesse modalità già illustrate per
il calcolo dell’h-index degli
autori.
Webmetrica
La crescente disponibilità
di documenti in formato elettronico ha reso più agevole, rispetto al passato, l’analisi statistica dell’uso dei documenti.
Con l’intento di definire metodologie di raccolta dei dati
quanto più possibili comuni e
40
stabilendo norme che facilitano la registrazione e la segnalazione delle statistiche di
utilizzo on-line in maniera coerente, credibile e compatibile.
Il primo Counter code of
Practice relativo alle riviste e
database online è stato pubblicato nel 2003. Successivamente, nel 2006, la copertura è stata estesa ai libri
elettronici.
La validità del progetto
è testimoniata dalla grande
adesione al codice che già nel
2004 poteva contare su oltre
30 tra editori e aggregatori.
Oggi è possibile avere statistiche Counter compatibili presso
tutti i principali gruppi di venditori (editori e intermediari).
Oltre a occuparsi di definire
gli standard sulle statistiche di
Linea Editoriale Scientifica
utilizzo delle risorse elettroniche, il progetto COUNTER
co-opera con una serie di organizzazioni. Nel 2006 ha effettuato una ricerca, sponsorizzata dal JISC (the UK Joint
Information Systems Committee), sull’utilizzo delle piattaforme editoriali. Attualmente,
in collaborazione con l’UK Serials Group sta portando avanti il progetto sullo sviluppo
dell’Usage Factor (UF).
L’UF è il rapporto tra il numero di download registrati
nel periodo x per gli articoli
pubblicati in una rivista in un
dato anno y e il numero di articoli pubblicati nello stesso
anno y.
L’obiettivo
generale
di
questo progetto è quello di
esplorare, definire e validare l’UF come nuova misura di
impact factor per le risorse
elettroniche.
MESUR (MEtrics from Scholarly Usage of Resources), Los
Alamos National Laboratory
http://mesur.lanl.gov/MESUR.
html
Obiettivo principale del
progetto è quello di arricchire gli strumenti usati per la
valutazione dell’impatto dei
prodotti della comunicazione
scientifica, e di conseguenza
dei ricercatori, attraverso metriche che derivano dai dati
sull’utilizzo.
Il progetto ha creato un
modello semantico del processo di comunicazione scientifica e un archivio semantico
su larga scala relativo a dati
bibliografici, citazioni e utilizzo,
ricavati da una varietà di fonti.
Dopo aver mappato la
struttura della comunità accademica sulla base dei set
di dati di riferimento stabiliti,
MESUR condurrà un’indagine
nella definizione e validazione
di una serie di metriche basate sull’utilizzo. La metrica sarà
statisticamente validata e verranno formulate linee guida e
raccomandazioni.
SUSHI (Standardized Usage Statistics Harvesting Initiative) http://www.niso.org/
workrooms/sushi
Lo standard SUSHI Protocol
(ANSI/NISO
Z39.93-2007)
promosso dal NISO (National
Information Standards Organization) definisce un modello
di richiesta automatizzata e un
modello di risposta per la raccolta dei dati di utilizzo delle
risorse elettroniche utilizzando
una struttura Web-service.
È pensato per sostituire l’utente nelle operazioni di
download dei dati sulle statistiche d’uso dai siti dei vari
editori. I dati vengono acquisiti
in formato COUNTER.
Article Level Metrics
A marzo 2009 la Public Library of Science ha messo a
punto un sistema di aggregazione di metriche a livello del
singolo articolo, Article Level
Metrics, che prende in considerazione anche l’utilizzo e le
citazioni del social web.
È disponibile per tutte le riviste open access prodotte da
PLoS e comprende:
•citazioni;
•visione degli articoli (quante volte un articolo è stato
visto);
•quante volte un articolo è
stato messo tra i preferiti;
•copertura dei blog;
•commenti e osservazioni
ricevute.
PageRank di Google
Brevettato dalla Stanford
University, l’algoritmo di PageRank, come spiegato da
Wikipedia, serve ad assegnare
un peso numerico ad ogni link,
in modo da quantificare la sua
importanza relativa all’interno
del web e stabilire quindi l’ordine in cui verranno restituite
le pagine o i siti in relazione ai
termini ricercati. Più alto è il
PageRank, più alta sarà la posizione della pagina nei risultati delle ricerche su Google.
Il suo concetto può essere
riconducibile a quello di popolarità tipico delle relazioni
sociali umane: più numerosi
sono i siti che linkano a una
pagina, migliore sarà la posizione di quella stessa pagina
nel ranking di Google. A parità
di collegamenti, avrà maggior
valore il link ottenuto da una
pagina che, a sua volta, godrà
di un più elevato numero di siti
ad essa collegati. Le pagine
web sono quindi ordinate in
base alla popolarità di ciascuna presso gli utenti stessi della
rete.
Web Impact Factor
Nel 1998 Peter Ingwersen,
considerando i link alla stregua
delle citazioni, ha proposto un
indicatore per il web. Il WIF
equivale al numero di pagine
web in un sito che ricevono i
link da altri siti web, diviso per
il numero di pagine web pubblicate nel sito, che sono accessibili ai motori di ricerca.
La bibliometria incontra
il social web
“NESSUNO PUÒ LEGGERE
TUTTO”. Con questa affermazione si presenta il progetto
Altmetrics http://altmetrics.
org/manifesto/ ultimo nato
nel campo della metrica basata sul web.
In considerazione del fatto che un numero sempre più
crescente di ricercatori sta
spostando il proprio lavoro sul
web e che la comunicazione della conoscenza avviene
sempre più spesso attraverso
canali non tradizionali quali
blog, social network, reference manager (Mendeley e Zotero), ecc., Altmetrics propone
di sostituire i filtri tradizionali
per selezionare le pubblicazioni di qualità (citazioni, IF,
peer review) con indicatori in
grado di misurare questo nuovo tipo di comunicazione.
L’impatto, quindi, non verrà
misurato solo per gli articoli ma anche per i nuovi prodotti della comunicazione
scientifica:
•“scienza grezza” come
dataset, codici, disegni
sperimentali;
•citazioni di un argomento o
di un singolo passaggio anziché di un intero articolo;
•autopubblicazione
attraverso blog, commenti o annotazioni su lavori esistenti.
A questo scopo sono state sviluppate diverse applicazioni che se da una parte
offrono il vantaggio di essere
tutte disponibili gratuitamente dall’altra si scontrano con i
limiti della ridotta copertura
temporale e dell’assenza di un
controllo ufficiale e sistematico delle fonti, peculiare del
social web.
ImpactStory:
applicazione
web based che consente di
monitorare l’impatto di una
vasta gamma di prodotti della
ricerca.
41
ANNO XLII - N°11 - 2013
SciMago Map
Le strutture scientifiche
nazionali possono essere analizzate attraverso due livelli di
dettaglio: mappe della rete
di co-citazioni basate sulle aree scientifiche di Scopus
(27 principali campi) oppure sulle categorie di soggetto
(313 categorie tematiche, più
ristretta).
Conclusioni
In questo ultimo periodo
c’è stato un grande fermento nel mondo degli indicatori
bibliometrici e della valutazione della ricerca a seguito
del bando per le abilitazioni scientifiche nazionali per il
quale sono stati utilizzati, per
i settori definiti “bibliometrici”,
tre indicatori: n. pubblicazioni,
42
n. citazioni, h-index, tutti normalizzati per età accademica.
In particolare è stata utilizzata una variante dell’h-index,
il contemporary h-index (Sidiropoulos et al., 2007).
Inoltre i risultati sono stati
parametrati attraverso il confronto con le mediane per
area disciplinare. Il candidato
doveva superare il valore della mediana per almeno due
parametri su tre (citazione,
pubblicazione, h-index) per
partecipare al concorso.
Questa guida alla valutazione della ricerca attraverso
i principali indicatori bibliometrici mostra come la ricerca
dello strumento perfetto in
grado di misurare la “qualità”
di una pubblicazione o di un
ricercatore è ancora molto
lontana dal potersi dire conclusa e forse non lo sarà mai.
Perché quello della valutazione della ricerca è un
settore in continuo divenire,
che richiede un adeguamento costante ai continui cambiamenti della comunicazione
scientifica da parte di chi pubblica, di chi valuta e di tutte
quelle professioni inscritte nel
circuito della produzione-fruizione del sapere.
Bibliografia
Un’accurata bibliografia a
cura di Nicola De Bellis sulle fonti per chi studia bibliometria è reperibile all’indirizzo
web: http://www.sba.unimore.it/site/home/ricerca-e-didattica/indicatori-bibliometrici/fonti-bibliometria.html
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bibliografica nell’epoca della sua riproducibilità tecnica:
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citazioni dallo Science Citation Index alla Cybermetrica,
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23 gennaio 2008 all’indirizzo: http:// eprints.rclis.org/
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43
ANNO XLII - N°11 - 2013
ANNO XLII - N°11 - 2013
ReaderMeter è un’applicazione web che visualizza statistiche a livello di autore e di
articolo basata sull’uso di una
grande popolazione di lettori.
I dati vengono ricavati tramite
l’API (Application Programming Interface) Mendeley.
ScienceCard è un sito web che
raccoglie automaticamente le
metriche (citazioni, download,
Altmetric) relative a un determinato autore. Per usufruire della risorsa è necessario
che gli autori si dotino di un
identificatore univoco come
AuthorClaim o Microsoft Academic Search ID.
PLoS Impact Explorer consente di navigare tra le conversazioni raccolte da Altmetric.com per documenti
pubblicati dalla Public Library
of Science.
PaperCritic offre al ricercatore
il sistema di tenere monitorati
tutti i feedback ricevuti sulle
sue pubblicazioni e allo stesso modo consente facilmente
la revisione dei lavori altrui in
un ambiente completamente
aperto e trasparente.
CrowdoMeter è un servizio web che consente di visualizzare i tweet che fanno riferimento ad articoli
scientifici permettendo agli
utenti di aggiungere informazioni semantiche.
1. Secondo il repertorio Ulrich’s quante riviste accademico-specialistiche esistono nel campo
“medical sciences”?
a. meno di 30.000
b. più di 40.000
c. meno di 3000
d. oltre 100.000
2. Negli ultimi decenni, il ritmo di crescita di nuove riviste nel campo medico-scientifico
a. si è mantenuto costante
b. è diminuito
c. è cresciuto
d. è triplicato
3. L’editoria STM (Scientific Technical Medical) è uno tra i settori della comunicazione
a. più provati dalla crisi editoriale
b. più poveri del mondo editoriale
c. meno provati dalla crisi che ha attraversato il mondo editoriale internazionale
d. meno considerato
4. La lingua franca della comunicazione scientifica è
a. l’italiano
b. il francese
c. il tedesco
d. l’inglese
5. La maggior parte dei periodici STM di rilievo internazionale è pubblicata
a. negli Stati Uniti e in Gran Bretagna
b. in Europa
c. in Australia
d. nei Paesi emergenti
6. La peer review
a. garantisce la qualità dei contenuti pubblicati
b. consiste nella analisi, condotta da parte di uno o più specialisti riconosciuti come esperti, dei
contenuti sottoposti dall’autore ad una rivista per la pubblicazione
c. consiste in una rete di professionisti che si scambiano opinioni su un prodotto editoriale
d. si applica solo agli articoli delle riviste scientifiche
ANNO XLII - N°11 - 2013
7. Cos’è la “rejection rate”?
a. è il numero di citazioni negative ricevute da un articolo
b. è il numero di articoli pubblicati e poi ritirati da una rivista scientifica
c. è il rapporto tra articoli pubblicati online e commenti negativi ricevuti dai lettori
d. è la percentuale di lavori respinti su quelli ricevuti da una rivista scientifica
10.Quante sono le riviste ad accesso aperto?
a. Meno di 1000
b. Più di 1000 ma meno di 3000
c. Pochissime, un centinaio
d. Circa 8000
11.Cos’è la green road?
a. è una via preferenziale e più veloce per alcuni articoli pubblicati sulle riviste
b. è la scelta ecologica di alcune riviste di passare dalla carta al digitale
c. è una strada alberata di Londra che conduce dalla redazione del Lancet a quella del BMJ
d. è l’autoarchiviazione non a scopo di lucro dei propri lavori da parte di un autore in archivi
aperti
12.Cos’è la gold road?
a. è la strada preferenziale per alcuni articoli scientifici
b. è la via di pubblicazione più costosa per l’autore
c. sono così definite le pubblicazioni in riviste open access. Le riviste sono peer reviewed, l’autore mantiene i diritti sulla sua opera; i costi della pubblicazione sono sostenuti dagli autori o
dalle loro istituzioni di appartenenza (Article Processing Fees).
d. è una strada dove per parcheggiare devi chiedere un prestito
13.Attraverso la red road
a. gli autori pagano una quota alla rivista che rende gratuitamente accessibile il loro singolo
articolo (il periodico però resta a pagamento)
b. vengono pubblicati i contenuti vietati ai minori
c. per essere pubblicato devi dare la precedenza agli articoli che hanno scelto “green road”
d. è la via di pubblicazione più veloce
14.Cos’è una rivista ibrida?
a. è una rivista a metà tra contenuti scientifici e contenuti più divulgativi
b. è una rivista che nasce dalla fusione di due riviste diverse
c. è una rivista tradizionale che rende alcuni contenuti open
d. è una rivista che cambia natura da un numero a un altro
15.Scopus è di proprietà
a. della casa editrice Elsevier
b. della casa reale britannica
c. del governo americano
d. di tutti e di nessuno
8. L’International Standard Book Number (ISBN)
a. è un codice che identifica in modo univoco i prodotti editoriali monografici
b. è una garanzia di qualità di un prodotto editoriale
c. è il codice a barre dei libri
d. è il codice che identifica tutte le opere che vengono tradotte in un’altra lingua
16.Cosa si intende per “indicatore bibliometrico”?
a. un indicatore delle citazioni ottenute da un articolo
b. il prodotto di tecniche matematiche e statistiche utilizzate in bibliometria per analizzare i
modelli di distribuzione delle pubblicazioni scientifiche e per analizzarne l’impatto entro le
comunità scientifiche
c. è un indicatore che serve a misurare la produzione scientifica di un autore
d. è un indicatore che serve a misurare la redditività di una rivista
9. Il modello “open access”
a. aggira il processo di peer review
b. si applica alle riviste auto prodotte
c. si applica unicamente alle riviste accademiche
d. è il modello proprio della letteratura scientifica give away, quella per cui il ricercatore non ha
ritorno economico.
17.Medline
a. è il sito web dei National Institutes of Health
b. è il database in cui sono raccolti tutti i prodotti della letteratura STM
c. è la banca dati bibliografica di riviste accademiche più utilizzata e conosciuta
d. è la linea telefonica per le chiamate di emergenza al centralino della Mayo Clinic
44
Linea Editoriale Scientifica
45
ANNO XLII - N°11 - 2013
Questionario di valutazione
18.La citazione bibliografica
a. costituisce un legame citazionale tra due articoli, per cui se un articolo X contiene una nota o
un riferimento dove si utilizza o descrive l’articolo Y si dice che l’articolo X (citante) contiene
la citazione dell’articolo Y (citato)
b. è la conseguenza legale di un articolo che contiene materiale diffamatorio nei confronti di un
medico
c. è una frase ad effetto tratta da un film o da un libro e inserita in un articolo scientifico
d. nessuna delle precedenti
26.Il Cited Half Life
a. è l’età media dell’autore al momento della pubblicazione
b. indica il tempo che è stato necessario ad un articolo per raggiungere la metà del totale delle
citazioni ottenute al momento della verifica.
c. è la vita media di un articolo in base al numero di citazioni ottenute entro un anno dalla
pubblicazione
d. è la media delle citazioni ottenute tra quelle positive e quelle negative
19.Cos’è un database citazionale?
a. è una banca dati in cui i record bibliografici sono messi in relazione tra loro attraverso le reciproche citazioni
b. è un database in cui sono raccolte tutte le citazioni tratte dagli articoli più famosi degli ultimi
10 anni
c. è un database in cui inserire le citazioni ricevute dal proprio articolo
d. è il database in cui ogni rivista accademica inserisce le citazioni ottenute dai propri articoli
27.Si definisce 5-year impact factor
a. l’impact factor ottenuto da una rivista rimasto invariato per 5 anni
b. l’impact factor di una rivista nata da 5 anni
c. la previsione dell’impact factor di una rivista da qui a 5 anni
d. il numero medio di citazioni ricevute dagli articoli pubblicati in una rivista negli ultimi cinque
anni. Esso è calcolato dividendo il numero di citazioni ricevute in un anno per il numero totale
di articoli pubblicati nei cinque anni precedenti.
21.Cosa è il Journal Citation Report?
a. un rapporto annuale che elenca tutte le riviste delle quali è stata interrotta la pubblicazione
b. è l’elenco di tutte le riviste scientifiche esistenti
c. è la lista delle abbreviazioni dei titoli delle riviste
d. il rapporto annuale della Thomson Reuters che riporta l’impact factor di migliaia riviste STM
22.L’Impact factor…
a. dà un’idea quantitativa del prestigio di un autore
b. è la percentuale del numero di copie effettivamente lette di una rivista scientifica rispetto alla
tiratura
c. è il rapporto tra il numero di citazioni ottenute da una rivista nell’anno di riferimento, relative
agli articoli pubblicati dalla rivista nei due anni precedenti, e il totale degli articoli pubblicati
nello stesso periodo dalla rivista
d. misura il grado di innovazione di un articolo scientifico e il suo impatto sul mondo della ricerca
ANNO XLII - N°11 - 2013
23.Uno dei principali modi per aumentare l’IF è
a. ospitare editoriali di autori di chiara fama
b. pubblicare più case report
c. pubblicare più articoli originali
d. richiedere agli autori, al momento della revisione dell’articolo, l’inserimento di voci bibliografiche tratte dal giornale stesso
24.Quando può essere calcolato l’IF di una rivista
a. alla fine della carriera della rivista
b. solo nell’anno successivo a quello di riferimento
c. solo nei mesi dispari degli anni bisestili
d. tutte le precedenti
25.Cos’è l’Impact factor totale?
a. somma degli IF delle riviste su cui sono stati pubblicati gli articoli di un ricercatore
b. somma degli IF di una rivista scientifica nel corso di 10 anni
c. somma degli IF di tutte le riviste scientifiche
d. il più alto IF mai raggiunto da una rivista scientifica
46
Linea Editoriale Scientifica
28.L’Immediacy Index
a. è il numero di citazioni ottenute nel primo mese dalla pubblicazione di un articolo
b. è il numero più alto di citazioni ottenute in un arco di tempo stabilito di volta in volta
c. è il rapporto tra numero di articoli pubblicati nel corso di un anno e citazioni ricevute nel
corso dell’anno stesso. Dà un’idea di quale impatto immediato ha una rivista sulla comunità
scientifica.
d. è la velocità con la quale un articolo viene pubblicato
29.Cosa è l’h-index?
a. è il numero massimo di citazioni ottenute da un autore da un eguale numero di propri articoli
b. è il numero di download effettuati di un articolo
c. è il numero totale delle pubblicazioni di un autore
d. è il numero totale delle citazioni ottenute da un autore
30.Cosa misura l’h-index?
a. il prestigio di un autore
b. l’impatto di un articolo
c. l’impatto di un autore
d. il prestigo di un articolo
31.Cosa è la webmetrica?
a. misura quante volte è stato visitato un sito web
b. è l’analisi statistica dell’uso dei documenti in formato elettronico
c. indica tutti gli strumenti online con i quali misurare l’impatto di un autore
d. è uno strumento che si applica solo alle riviste in formato digitale
32.Cos’è lo “usage factor”?
a. indica quante volte è stato “usato” un articolo di una rivista
b. è la frequenza con cui un articolo già pubblicato viene ripubblicato “usato” da un altro autore
c. indica quante volte non è stato letto un articolo
d. è il rapporto tra il numero di download registrati nel periodo X per gli articoli pubblicati da una
rivista nell’anno Y e il numero di articoli pubblicati nello stesso anno Y
47
ANNO XLII - N°11 - 2013
20.Cos’è lo Science Citation Index?
a. il database citazionale più ricco
b. Il primo database citazionale
c. il database citazionale più scarso
d. di certo non può essere considerato un database citazionale
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